IL MESSAGGERO
ABRUZZO
 
Venerdì 14 Febbraio 2003

DISPONIBILITA’ DEL COMUNE ALL’ASL

C’è il sospetto di una epidemia chiuso il canile di Bucchianico

 

Bucchianico (Chieti)

Una sospetta gastroenterite virale ad alta diffusibilità ha indotto il responsabile della struttura a chiudere a tempo indeterminato il canile sanitario di Bucchianico sia per l'introduzione di cani randagi sia per l'apposizione di microchip. Al riguardo l'assessore comunale alla sanità del Comune di Chieti, Vincenzo Ginefra, ha proposto la disponibilità per l'utilizzo della sala operatoria del rifugio comunale di Vallepara fino al ripristino della sede di Bucchianico per lo svolgimento delle attività consequenziali all'accalappiamento dei cani nel territorio comunale di Chieti.

Ginefra ricorda che il territorio del Comune di Chieti è interessato da situazioni urgenti relative alla presenza di randagi aggressivi, pericolosi, abbandonati e malati, con numerosi cani presenti nei pressi della casa di cura Villa degli ulivi e dell'associazione Figli di Gesu' e Maria, ma anche nei pressi dello stadio Angelini e del Palatricalle. Motivi per i quali secondo Ginefra è imprescindibile non interrompere le operazioni concernenti il controllo del fenomeno del randagismo.

 

MESSAGGIO INVIATO DA UN RAPPRESENTANTE DEL GRUPPO BAIRO IN DATA 14/02/2003
 

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Egregi signori
Leggiamo l'articolo allegato e ci domandiamo  perchè si sia diffuso il virus della gastroenterite considerando che, proprio in un canile sanitario, i cani dovrebbero essere vaccinati.
Inoltre, poichè nella provincia circolano cani abbandonati, malati e sofferenti (perciò, loro malgrado, pericolosi) pensiamo sia  il momento per i comuni di applicare la legge quadro nazionale per la tutela degli animali d'affezione da oltre dieci anni disattesa.
I cani, ora randagi, sono vittime della malvagità umana perciò dovrebbero essere  destinatari di cure e ospitalità.
Non soltanto per buona coscienza ma anche per rispettare le leggi che il parlamento italiano emana per tutti, anche per le istituzioni.
Vi invitiamo ad una riflessione ma, soprattutto, a prendere quelle iniziative che recuperino gli animali salvaguardando allo stesso modo i cittadini e l'ambiente.
Speriamo nella vostra determinazione.
 
Enrica Boiocchi - vicepresidente Gruppo Bairo Onlus
www.bairo.info
 
p.s. articolo di cronaca in allegato

 

 

IL CENTRO DEL 18 FEBBRAIO 2003
 
CHIETI CRONACA
Il gruppo Bairo onlus
Canile chiuso per infezione E' polemica


CHIETI. «Perché si è diffuso il virus della gastroenterite proprio in un canile sanitario dove i cani dovrebbero essere vaccinati?». E' la domanda che si pone Enrica Boiocchi, vice presidente del gruppo Bairo onlus, dopo la chiusura della struttura sanitaria di Colle Torino, a Bucchianico, a causa dell'epidemia che ha colpito alcuni animali. «Poiché nella provincia circolano cani abbandonati, malati e sofferenti, quindi pericolosi loro malgrado», sottolinea la delegata dell'associazione, «è giunto il momento per i Comuni di applicare la legge quadro nazionale per la tutela degli animali d'affezione, disattesa da oltre dieci anni». Dal suo canto l'assessore alla sanità, Vincenzo Ginefra, spiega che il virus potrebbe essersi diffuso nelle gabbie dove il cane infetto è stato sistemato in attesa di essere sottoposto a vaccinazione e sterilizzazione. «I veterinari», conclude l'assessore, «non potevano conoscere l'infezione che ha colpito l'animale prima di visitarlo».

 

IL CENTRO - quotidiano dell'Abruzzo CHIETI CRONACA
 
19/02/2003
L'assessore Ginefra: aspetto risposte dalla Asl
Chiuso il canile sanitario
Jari Orsini

CHIETI. «Il canile sanitario dipende esclusivamente dalla Asl. L'unica competenza comunale è quella di possedere un rifugio e di poter controllare l'eventuale reimmissione degli animali curati». L'assessore alla sanità,Vincenzo Ginefra, vuole fugare i dubbi sulle responsabilità della chiusura temporanea del canile sanitario di Bucchianico, decisa dal dipartimento regionale di sanità animale.
Una decisione assunta per «sospetta gastroenterite virale ad alta diffusibilità». Malgrado questi chiarimenti, è scoppiata una polemica, che ha coinvolto anche alcune associazioni di animalisti, preoccupate dallo stato di salute dei cani. «In questa vicenda», prosegue Ginefra, «chi sta subendo le conseguenze peggiori è il comune. Infatti con la cessazione delle attività del canile sanitario, si è bloccato il servizio dell'accalappiamento dei cani randagi della zona, indispensabile per la città, in cui purtroppo sono tanti i cani liberi e pericolosi che vagano». Il comune ha chiesto alla Asl di intervenire. «Abbiamo dato la disponibilità», afferma l'assessore, «di utilizzare, fino alla riapertura del canile sanitario, il rifugio di Vallepara, perfettamente a norma e capace di ospitare sia il personale operante a Bucchianico, che i cani. Ma fino ad oggi nessuno ha risposto». Intanto la situazione del randagismo cittadino, si sta aggravando a causa dell'assenza degli accalappiamenti. «È necessario», commenta Ginefra, «ripristinare un meccanismo complesso, che parte dalla cattura dei cani, di pertinenza della Asl che si preoccupa anche di vaccinarli, e finisce con il loro reinserimento controllato in zona o mantenimento nel rifugio, entrambi compiti del comune». Inoltre Ginefra, sponsorizza la soluzione del comune, a scapito di ventilate convenzioni con privati. «L'amministrazione», ribadisce l'assessore, «ha dato sempre molta attenzione al fenomeno del randagismo, battendosi per l'anagrafe canina, istituendo un ufficio del randagismo e gestendo con oculatezza l'affidamento degli animali».
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