Libero
24/01/2001

                                                                           

I POLLI COSTRETTI A DIVORARSI TRA LORO

Spuntano nuove follie negli allevamenti: anche le galline alimentate con interiora, zampe e teste di animali della stessa specie. E intanto è strage di cavalli nei mattatoi clandestini.

Roma – I bovini non sono certo gli unici animali allevati in condizioni terrificanti. I polli, ad esempio, chiusi a gruppi di 5-6 in piccole gabbie, sono nutriti con feci e scarti della lavorazione. Intanto, la paura della "mucca pazza" fa aumentare la macellazione dei cavalli anche del 70 per cento.

Chiusi a gruppi di sei in gabbie minuscole, impazziscono e gli allevatori mozzano loro il becco per evitare che si feriscano a morte

Follia: i polli costretti a mangiarsi tra loro

Nutriti nelle batterie con un mix di resti dei compagni già macellati, pesce e feci

galline

Un allevamento intensivo di polli, la cui carne, in tempi di "mucca pazza", è sempre più richiesta

 

di Mario Natucci

Milano – Ci fu un tempo in cui la bistecca compariva sulle mense italiane sì e no un paio di volte alla settimana e in cui la povera gente pensava che i piaceri della carne fossero connessi più al lusso che alla lussuria. Da qualche decennio la fettina o il petto di pollo sono diventati irrinunciabili come e più del pane nostro quotidiano. E’ stata la zootecnia industriale ad aumentare la produzione di carne in modo da rendere popolare un alimento che per secoli era privilegio di pochi, ma a prezzo di terribili sofferenze inflitte agli animali. Poiché l’allarme per la mucca pazza ha dirottato milioni di consumatori su carni diverse da quella bovina, a cominciare da quella di pollo, vediamo un po’ quello che succede negli allevamenti avicoli, immense strutture dove sono rinchiusi migliaia e migliaia di esemplari costretti a vivere una vita vegetativa e innaturale.

Lama anti-cannibalismo

Quando migliaia di polli sono costretti in poco spazio, raggruppati in cinque-sei per gabbia, molti di essi arrivano al cannibalismo, beccandosi furiosamente e ossessivamente l’un l’altro. Poiché un animale con la carne segnata dalle beccate è meno vendibile, gli allevatori hanno risolto il problema. Aumentando lo spazio? Troppo costoso: si preferisce asportare ai polli la parte terminale del becco con una lama rovente: un’operazione assai dolorosa che non diminuisce certo l’aggressività degli animali impazziti, ma ne annulla gli effetti.

Consumo in crescita

Al cannibalismo, del resto, sono già stati condannati per lo stesso mangime che viene loro dato, un miscuglio a base di pesce, di resti della lavorazione degli stessi polli (teste, zampe) e perfino di feci. Attualmente nei Paesi europei il consumo di polli è di quindici volte superiore rispetto a quello di 45 anni fa. Per abbattere i costi della carne di pollo, gli allevatori hanno letteralmente stravolto le caratteristiche fisiche dei malcapitati volatili. Quando razzolava nei cortili, un pollo impiegava diversi mesi per svilupparsi completamente, e la sua aspettativa di vita era di sette anni, Negli allevamenti industriali, invece, i polli da carne sono stati modificati geneticamente in modo da svilupparsi molto più rapidamente e avere una carcassa molto ricca di parti muscolari.

Cocktail micidiale

Alimentato con un miscuglio agghiacciante di ormoni della crescita e di antibiotici aggiunti al mangime, un moderno pollo raggiunge la sua massima taglia in sole sei settimane, incrementando di 50 volte il peso che aveva alla nascita. A questo punto il volatile è così pesante da non potersi nemmeno reggersi sulle zampe: del resto non gli servirebbe a nulla, visto che è già pronto per il macello.

"Volatile", poi, è un pietoso eufemismo; per non perdere tempo a spennarlo, lo si altera geneticamente, sicchè dal guscio esce un pulcino implume, nudo come un verme.

Patetiche macchine

Le galline ovaiole hanno vita più lunga, ma più tribolata, confinate come sono a migliaia in batterie poste in ambienti chiusi. Nonostante abbiano un’apertura alare di oltre 70 centimetri, ogni gallina è ingabbiata assieme ad altre quattro – cinque compagne di sventura all’interno di un contenitore di filo di ferro largo meno di mezzo metro. Sono ridotte a delle specie di patetiche macchine, e la loro produzione di uova è più che raddoppiata rispetto a quanto facevano le loro ruspanti colleghe del dopoguerra. Con il mangime che ingurgitano, le galline sfornerebbero uova troppo incolori e poco appetibili ; gli allevatori correggono perciò questo intruglio con un colorante, che permette di ottenere uova con i tuorli di un bel giallo brillante.

Polli, vitelli, maiali e altri animali vengono allevati principalmente per le loro carni. Ma anche quelli allevati per altri scopi, come le galline ovaiole o le mucche da latte, alla fine della loro carriera produttiva vengono convertiti in carne. Animali di questo genere non hanno, però, carni tenere; di conseguenza spesso vengono trattati con enzimi "ammorbidenti" poco prima di essere macellati. Questo enzima, la papaina, ha purtroppo un effetto collaterale: tende a liquefare gli organi interni. Così la carne di questi animali di solito finisce nel cibo per cani e per gatti o anche negli alimenti per l’infanzia.

Maiali immobilizzati

Anche i maiali non se la passano bene nei Paesi cosiddetti sviluppati, dove la zootecnia industriale detta legge. In Inghilterra – non a caso il Paese che ha dato origine alla mucca pazza – circa la metà dei suini viene fatta crescere in gabbie anguste, sicchè i poveri animali passano il loro tempo a mordere ossessivamente le sbarre. Le scrofe gravide vengono messe in gabbie così strette da non permettere loro né di girarsi né di sdraiarsi. Queste particolari gabbie sono concepite in modo che il prolifico animale non schiacci i suoi piccoli, ma sono degli autentici strumenti di tortura e rendono il momento del parto tremendamente traumatico.

Niente ferro per la fettina

A proposito di Inghilterra, fino a poco tempo fa ai vitelli da carne venivano inflitti veri e propri tormenti perché potessero produrre quelle bistecche bianche e tenere (la mitica fettina) tanto richiesta dal mercato. Il vitello veniva costretto in un box strettissimo, dove era impossibile per l’animale persino girarsi. Separato dalla madre a pochi giorni dalla nascita, veniva alimentato solo con latte scremato e mangime carente di ferro affinché le sue carni avessero il grado di anemia desiderato. Fra i vitelli tenuti in questa maniera erano diffuse polmoniti e diarree, sicchè bisognava intervenire spesso con somministrazioni di farmaci. Nessuna meraviglia se un vitello su cinque moriva prima di raggiungere il macello. Adesso le autorità inglesi hanno dichiarato illegale questo metodo di allevamento, che però continua in altri Paesi industrializzati.

L’ultimo fatale viaggio

Le sofferenze per gli animali da allevamento hanno fine solo col loro abbattimento: ma anche il viaggio verso il macello è spesso fonte di notevoli supplizi. A differenza di qualche decennio fa, quando gli animali venivano abbattuti vicino ai luoghi dove erano stati allevati, oggi devono in gran parte essere trasportati per distanze assai lunghe per raggiungere i grandi impianti centralizzati di macellazione. E sono sempre più numerosi i capi di bestiami spediti da una nazione all’altra: vivi, naturalmente, perché l’esigenza di avere carne fresca fa sì che vengano macellati nella nazione importatrice. Talvolta questa pratica si rivela controproducente. Qualche anno fa circa 4.000 agnelli provenienti dalla Nuova Zelanda morirono per disidratazione durante il viaggio verso l’Iran.

Il panorama è desolante, ce n’è abbastanza da fare andare di traverso bistecche e spiedini. Gli animali sani e "felici" esistono solo nella pubblicità. Negli allevamenti industriali, organizzati per produrre carne sempre più velocemente e a costi sempre più bassi, la loro è una vita grottesca, artificiale. Una realtà fatta di sofferenze – è il caso di dirlo – davvero bestiali.

GLI ANIMALI MALTRATTATI

4.500.000 bovini
Trasportati ai macelli in condizioni allucinanti, immobilizzati e reclusi
1.500.000 vitelli
Immobilizzati per sei mesi alla catena con una dieta liquida
12.500.000 suini
Sottoposti a amputazione della coda, estrazione dei denti e castrazione (quelli destinati a produrre prosciutti)
40.000.000 galline ovaiole
Ridotte in uno spazio inferiore a quello di un foglio formato A4
25.000 oche e anatre
Sottoposte ad alimentazione forzata con tubi metallici lunghi 30 centimetri


 

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