Da Giulia La Volpe    giornalista del "Quotidiano di Bari"                         

Cari Bairo ed amici della mailing list, ecco le novità sui 15 cani avvelenati....
Un abbraccio forte, Giulia da Molfetta (Ba)

Dal "Quotidiano di Bari"  
24/06/2002

Ha forti sospetti ma spera che, con una “spinta” economica, chiunque abbia visto o sentito qualcosa, parli. Continua la sua battaglia Ester Montesanti, la proprietaria del terreno adibito a canile in cui sono stati avvelenati quindici cani nella notte tra il 20 e il 21 giugno. La giovane, volontaria dell’Enpa di Barletta, ha fissato una taglia di mille euro, pari a quasi due milioni delle vecchie lire, che si impegna a versare a chiunque collaborerà all’identificazione dei responsabili del massacro, parlando o rivolgendosi alla polizia, che indaga sull’accaduto. “Se le indicazioni fornite condurranno ad accertare legalmente l’identità dell’individuo protagonista di questa ignobile azione – dice – mi impegno personalmente a versagli una ricompensa di mille euro. Chi ha ucciso gli animali si è servito di un potente veleno, un insetticida per il cui acquisto è indispensabile il possesso di un particolare patentino”. “E’ una vergogna per l’intera città di Barletta – continua – che possano circolare nella più completa impunità individui capaci di tali misfatti. Di un orribile e macabro misfatto si tratta, non si un semplice e pur deprecabile maltrattamento, perché l’autore conosceva bene gli effetti micidiali del veleno e le atroci sofferenze che avrebbe procurato alle povere innocenti bestiole”. Va giù pesante Ester: “Un simile individuo denota una natura crudele e sadica, priva di qualsiasi risonanza affetiva, e perciò pericoloso non solo per gli animali ma anche per la società”. Parole condivisibili. Del resto, lo diceva anche Orazio: “La crudeltà sugli animali è il tirocinio della crudeltà sugli uomini”. Intanto, l’uccisione gratuita dei quindici cagnolini ha suscitato vivo sdegno non solo a Barletta, ma anche nel resto d’Italia. La notizia è stata ripresa dai principali telegiornali nazionali ed è finita al centro di dibattiti tra iscritti a mailing list di siti Internet animalisti, come “Bairo…io randagio” di Milano che, dopo questo ennesimo episodio di violenza, spinge, insieme agli Animalisti Italiani di Roma, per l’approvazione di una proposta di legge che preveda l’inasprimento delle pene – tra cui il carcere - per chi maltratta, sevizia e uccide un animale. L’articolo 727 del codice penale, infatti, prevede solo una denuncia e una pena pecuniaria. Troppo poco per Ester e tutti gli altri animalisti che conducono battaglie quotidiane in difesa degli animali. Sì, perché per Ester “è giusto che il responsabile della morte dei 15 cagnolini venga punito dalla legge e che, soprattutto, una volta individuato possa avvertire sulla sua pelle tutto il peso del disprezzo da parte di quella comunità civile di cui è indegno partecipe”. Chi sa parli. Ora c’è anche una taglia.
(Giulia La Volpe)

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