Se potessi avere il dono della
parola ............
Quando legato alla catena, osservo
la tua vita che scorre senza di me. I giorni sempre uguali,
attendendo il momento che tu arrivi, mi posi la ciotola di
cibo e subito mi volti le spalle in fretta, senza neanche
guardarmi. Io vorrei dirti:- Ciao. Sono felice di vederti.
Guardami, accarezzami. Ho bisogno di un po' di affetto.- Ma tu
sei già dentro casa. La porta chiusa sul resto del mondo e su di
me.........
Quando mi lasci sulla strada mentre
velocemente rientri in auto e te ne vai. Sono disperato, ho
paura. Sto gridando:- Aspetta ci sono anch'io. Perché mi lasci
in questo luogo sconosciuto e pericoloso?- Ma il mio grido è nei
miei occhi, non nella gola e l'auto è già sparita dietro la
curva della strada e dalla mia vista..........
Quando guardo oltre la rete della
gabbia, in un canile in cui altri disperati stanno chiamando e
ti vedo passare. Mi sorridi. Ecco - penso felice, mentre le mie
orecchie si abbassano e la coda comincia a muoversi - Sono qui.
Sono buono sai? Prometto che starò con te per sempre. Portami
via. Non te ne pentirai.....- Ma tu sei già oltre la rete
e fuori dalla mia speranza........
Quando la tua mano si alza sulla mia
testa e mi percuoti con bastoni, calci, pugni, ridendo e
imprecando..... Io sto male. Sto male da morire. Per le botte
certo, ma anche per le ferite che la tua insofferenza provocano
nell'anima. Vorrei dirti:- Cosa ti ho fatto per meritare questo?
Dove ho sbagliato? Dimmelo e farò in modo di non farlo più. Ma
ormai la vita mi sta lasciando per il sangue perso e le
ferite. Mentre il mio rantolo vuole essere un grido d'aiuto, tu
hai già trovato un'altro gioco e di me nemmeno rammenti il
colore del pelo.........
Quando mi prendi per il collo e mi
sbatti in malo modo sul tavolo freddo di un laboratorio. Mi
leghi e come un sacco inanimato, cominci a tagliare il mio
corpo, bucare la mia pelle e bruciare i miei occhi. Il
terrore, lo sgomento, la disperazione e la paura delle tue mani
è tutto nello sguardo che urla:- Perché tutto questa sofferenza.
Questo immenso dolore. Perché non mi guardi e continui a parlare
con i tuoi simili come se io non esistessi?-
Se davvero potessi avere il dono
della parola e della voce, così da spiegarti tutto questo.......tu
mi ascolteresti e capiresti l'esistenza della mia anima e della
vita che scorre in me. Finalmente il velo dell'indifferenza
cadrebbe dai tuoi occhi. Ti accorgeresti che il mio spirito non
è altro che lo specchio in cui il tuo si sta superbamente
ammirando e forse, solo allora, potresti avere pietà di me.