Dalla Mailing list di Bairo - dicembre 2002

La crudeltà umana

Non ha conosciuto l'odore del muschio e il sussurro del vento fra le foglie. Il calore di una tana in un tronco cavo fra erba secca e rametti mentre all'esterno infuria un temporale. Non ha mai corso fra i cespugli in cerca di cibo o per giocare con i compagni, saltellando fra le zolle umide e i sassi di un piccolo torrente. Non ha  lasciato le impronte delle zampette sulla neve immacolata, come immacolato è il suo pelo morbido e il  piccolo naso non si è mai alzato nell'aria gelida a fiutarne gli odori. Non sa cosa sia una calda giornata di sole passata a rotolarsi nella polvere e le notti di luna rallegrate dai canti dei grilli e dallo stormire delle fronde degli alberi. Non conosce la libertà della vita in un bosco, dove le stagioni si susseguono al battito delle ore che vanno a formare il giorno. E' nato in una gabbia e il suo mondo languisce fra le maglie della sua prigione. L'unico odore che conosce è quello della rassegnazione e della morte, mentre i compagni con cui divide il gioco della vita sono il dolore e la disperazione. Povere bestiole piccole e indifese a cui l'Uomo ha tolto l'unico bene prezioso che possedevano: un'esistenza libera.
 
 
 

 

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