Libero
24/01/2001

                                                                           
 

Nell’ultimo mese le macellazioni sono aumentate del 60/70 per cento: solo lunedì il mattatoio di Roma ha ucciso 140 capi

E ORA COMINCIANO ANCHE LE STRAGI DI CAVALLI

Gli allevatori dei puledri di razza lanciano l’allarme: ce li rubano per farne bistecche

macello

Un'immagine simbolo di un mattatoio: a Roma, negli ultimi tempi, sono
aumentate vertiginosamente le macellazioni di equini. Spesso purosangue.

 

Mario Frignano

Roma - Il colpo viene assestato proprio sulla fronte, in mezzo agli occhi, tramite una pistola i cui proiettili, assicurano, non penetrano nella carne né fanno male: rimbalzano. Insomma, la classica botta in testa. Il peggio viene dopo, quando il cavallo, completamente stordito, neanche si accorge che gli stanno recidendo la vena del collo. E muore dissanguato.

AUMENTANO I CAVALLI MACELLATI

E’ La scena iniziale della macellazione di un "capo equino", come viene eufemisticamente chiamato il cavallo nei macelli (o meglio, "centri carni"). Una scena che al centro carni di Roma è diventata talmente frequente da costringere veterinari e addetti a fare gli straordinari. "L’aumento è dell’ordine del 60-70 per cento", ci dice Renzo Bricioli, responsabile del servizio veterinario, "generalmente ne macelliamo 30-40 al giorno per due giorni a settimana, ma solo lunedì ne abbiamo macellati 140, tanto che abbiamo dovuto continuare anche oggi, cosa che non era mai successa prima".

…E QUELLI RUBATI

La richiesta di carne equina è talmente elevata che da più parti è stata messa in collegamento con l’aumento dei furti di cavalli verificatosi negli ultimi mesi. Da settembre ad oggi, solo nei dintorni di Roma, ne sono stati rubati 23. Alessandro Di Carmine, allevatore di Anguillara Sabazia, giovedì scorso si è accorto che le sue quattro cavalle purosangue, tutte gravide, erano sparite. Sul movente non ha dubbi: "Secondo me sono state prese per essere macellate. Del fatto che sono purosangue e che valgono un centinaio di milioni a quelli non importa nulla: saranno già in qualche macello clandestino". E in effetti chi conosce la zona parla di impianti fuori legge soprattutto dalle parti di Velletri, Latina e nel basso Lazio.

Ma quante possibilità ci sono che un cavallo rubato possa finire in un centro carni autorizzato dalla Asl?" "Pochissime", secondo Bricioli, dal momento che "è molto difficile falsificare i documenti di trasporto". Gli animali provengono per la stragrande maggioranza dai Paesi dell’Est, che infatti hanno incrementato le esportazioni verso l’Italia, ma, secondo Bricioli, la cosa non deve impensierire più di tanto: "I cavalli sono tutti certificati all’origine e durante il viaggio vengono costantemente tenuti sotto controllo" spiega. Più pessimistica la posizione di Fausto Orazi, un allevatore romano che qualche tempo fa ha "perso" cinque cavalle tutte in una notte. "La mattina dopo il furto", racconta, "sono andato al mattatoio di Roma e ho constatato che proprio allora erano arrivati quattro cavalli. Un caso, naturalmente, ma molto spesso i cavalli arrivano di notte e i veterinari se li ritrovano il giorno dopo già pronti per la macellazione. Controllarne fino in fondo la provenienza non è una cosa facile".

UNA BANCA DATI PER I FURTI

Proprio per difendere i cavalli purosangue dal rischio di essere rubati per essere macellati, Orazi ha promosso una petizione che vuole sensibilizzare prima di tutto le istituzioni. Tra gli obiettivi della campagna, a cui avrebbero già aderito un migliaio di persone, c’è quello del "riconoscimento del cavallo sportivo come animale d’affezione non destinabile all’alimentazione" e soprattutto la creazione di una "banca dati nella quale vengano ricompresi. Località e modalità dei furti, localizzazione dei macelli clandestini e identificazione delle poche bande specializzate in questo tipo di reato". "La nostra missione", conclude la petizione, "deve essere l’infelicità dei ladri di cavalli".

 

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