A pochi giorni dal caso-shock di Aronne un
nuovo gesto brutale. Carabinieri a caccia di responsabili
ANCORA VIOLENZE, UCCISI TRE BASTARDINI
Trovati dal padrone in una cava a Goito, freddati a fucilate
Un quarto cane è in salvo: si è rifugiato nella
stalla e non vuole più uscireMantova. Tre
cagnolini, la madre e due cuccioli, sono stati trovati morti, massacrati a fucilate, sul
fondo di una cava di ghiaia nella frazione goitese di Torre. Un terzo cucciolo è riuscito
a salvarsi, scappando e raggiungendo l'abitazione del padrone, Gianfranco Beltrami di
Torre, ex agricoltore. I carabinieri stanno indagando.
Li hanno trovati morti sul fondo ghiaioso di una cava, tutti e tre freddati a colpi di
fucike. Una spietata esecuzione per una famigliola di cani che avevano come unica colpa
quella di uscire ogni tanto dal recinto e scorazzare liberi nei campi a Torre di Goito. Se
n'è salvato solo uno. E' fuggito dopo aver assistito al massacro della madre e dei due
fratelli e s'è rifugiato nella stalla. Impossibile avvicinarlo, degli uomini non si fida
più. Disperati i padroni: sono stati loro, dopo due giorni di ricerche, a trovarli morti.
Dopo quello di Aronne, un altro caso di violenza sugli animali.Di chi è la mano che non
ha esitato a premere il grilletto per fare strage di tre innocenti cagnolini? Sono i
carabinieri del comando di Goito ad occuparsi del caso. Le indagini sembrano tutt'altro
che facili, sul terreno non sono rimasti indizi utili a mettere gli investigatori sulle
tracce dei responsabili.
I cani sono di proprietà di Gianfranco Beltrami, un ex agricoltore di Torre di Goito
che gestisce un'impresa di noleggio di macchine operatrici. E' stato lui a trovare i cani
morti ieri attorno alle quattro e mezza, sul fondo di cava Sereni, un terreno dell'impresa
Carnevali di Soave di Porto Mantovano. "Li cercavamo da venerdì - ha riferito ai
carabinieri - li avevo liberati dal recinto perchè girassero un po' nei campi ma poi la
sera ne è tornato uno solo. Era terrorizzato, stava in un angolo della stalla e
tremava di paura. Abbiamo capito che era successo qualcosa....".
Qualcuno deve aver teso loro un agguato, forse li ha attirati nella zona isolata della
cava con del cibo. Poi ha imbracciato un fucile, o una carabina ad aria compressa che fa
meno rumore. Tre, quattro colpi per la strage. I tre bastardini non hanno avuto il
tempo di fuggire, hanno capito tradi cosa stava accadendo. Sono stati trovati a
tre-quattro metri di distanza l'uno dall'altro, riversi su un fianco, senza tracce
evidenti dei colpi d'arma da fuoco che li hanno abbattuti. Nessun segno di corde o collari
che facciano pensare a una cattura e a un trasporto forzato prima dell'esecuzione.
Conoscevano il loro assassino? E' perchè si fidavano di lui che non sono fuggiti e
sono rimasti a fare da bersaglio alla sua crudeltà? E' presto per le risposte. I
carabinieri non hanno voluto spiegare nulla, non si pronunciano nemmeno sulle cause della
morte. Ma sembrano intenzionati ad andare fino in fondo. Il primo sopralluogo è stato
fatto dal maresciallo Pasquale Voci che, fuori servizio, è corso alla cava appena
avvertito dai suoi uomini. Inutile descrivere le manifestazioni di dolore e rabbia a casa
Beltrami. "Speriamo soltanto che i carabinieri prendano i responsabili" si
lascia andare con gli occhi lucidi uno dei familiari. I cani ucisi sono stati presi in
consegna dai servizi veterinari dell'Asl e resteranno alcuni giorni a disposizione
dell'autorità giudiziaria. |