novembre 2009: appello dalla M.L. del Gruppo Bairo:

 

 

da Nina da Viareggio (LU):
 

 

Qualche giorno fa un mio caro amico che da anni risiede in Germania, in una città della Baviera, mi ha dato una notizia che mi ha preoccupato moltissimo.  Questo mio amico,  avendo deciso di adottare un cagnolino, si era rivolto ad un’associazione della sua città sul cui sito aveva visto un cane di piccola taglia che avrebbe potuto soddisfare benissimo le sue esigenze. La responsabile dell’associazione l’aveva indirizzato in una città vicina, presso la struttura che ospitava il cane di suo interesse (pare che l’associazione usufruisca di diversi punti di raccolta).  Ma ahimè, l’incontro con il cagnolino è risultato disastroso perchè questi, spaventatissimo, cercava di nascondersi e gli abbaiava in continuazione.  Sconcertato da tale atteggiamento e chiesto spiegazioni, gli è stato detto che il cane proveniva dall’Italia come del resto tutti gli altri ospiti, che era stato affidato già due volte e per due volte rispedito al mittente e che probabilmente il suo comportamento era dovuto al fatto di essere stato morso da un gatto od un cane durante la breve permanenza presso uno dei due affidatari.  A questo punto era chiaro che il cane era stressato, non tanto per il morso quanto per il lungo viaggio che aveva sostenuto per arrivare fin lì, poi per l’aver trovato un ambiente così diverso da quello cui era abituato, per l’essere stato affidato per ben due volte  a gente per lui estranea per poi essere  riportato… Il mio amico sarebbe stato propenso ad adottarlo, certo del fatto che un po’ di pazienza e dimostrazione d’affetto avrebbero reso normale il suo comportamento, ma, nonostante la sua insistenza il cane non gli è stato affidato perché aveva un comportamento “aggressivo”. Il mio amico ha avuto l’impressione, se non la certezza, che l’associazione  non voglia affidare il cane, preferendo “il canile” come unica soluzione come la responsabile gli ha riferito.   Il cagnolino giovane, peserà sui 5 kg, ha il pelo corto di colore beige, orecchie erette, puntina dei piedi e petto bianco e un aspetto molto stressato.  A questo punto mi chiedo se qualche volontario, dalla descrizione, riconoscesse quel minuscolo cagnolino mandato in Baviera (dalle parti di Norimberga) qualche mese fa, forse pensando di dargli un futuro roseo, e potesse in tutti modi farlo tornare in patria, se non altro, per evitare il rimorso di avergli procurato l’inferno.  Non si può davvero pensare ad un cagnolino così piccolo in un canile di una città straniera dove anche solo la diversità di linguaggio di chi lo gestisce può essere motivo di stress.  Se qualcuno lo riconoscesse come suo non dovrebbe spaventarsi per le spese di viaggio e per i 250 euro da versare all’associazione per riscattarlo, perché sono sicura che questo possa essere risolto con una colletta on line.  Chi non verserebbe qualche euro per salvare la vita a un povero cagnolino della cui sorte tutti ben sappiamo l’epilogo? Adesso il cagnolino si trova a Hof Oberfranken ma non so per quanto ancora perchè fino a qualche giorno fa stava a Neustadt/Aisch e, a detta del mio amico, l’associazione dispone di diversi  “centri di accoglienza”.  Spero che questo appello venga recepito dai volontari che si occupano di adozioni, specialmente estere, e soprattutto da quelli che si sono occupati di questo cagnolino in particolare.

 

grazie.

 

Nina

 


p.s. il contenuto di questa sezione è molto importante in quanto la piaga dei traffici di animali verso il nord Europa è molto estesa.
Diffondete più che potete e diffidate di chi si si offre di sistemare animali in Germania, Austria Svizzera o chi mentendovi vi promette facili affidi. Controllate sempre lo stato degli animali nel tempo e non allontanateli dal territorio, perchè ricordatevi che la vostra ignoranza, la vostra indifferenza, la vostra complicità, sarà la loro FINE.
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