FEDERFAUNA

23 AGOSTO 2010
 
Non solo lettiera sotto i cavalli degli animalisti. (prima puntata)...
 
Il 14 Agosto 2010 e' comparsa la notizia del sequestro "amministrativo" di diversi animali a "La collina degli animali", un'associazione animalista sita nella frazione Grassi a Bubbio (AT). Sembra che, contrariamente a quanto dichiarato dagli animalisti sul loro sito, dove si parlava di un luogo paradisiaco per curare animali maltrattati, questi ultimi fossero detenuti in condizioni cosi' cattive che due cavalli hanno dovuto addirittura essere abbattuti. M.R. ed E.T., gli animalisti denunciati per maltrattamento di animali, avrebbero dichiarato "di non essere più' in grado di mantenere gli animali, per carenze strutturali e finanziarie dell'associazione", eppure sul sito non mancava l'invito a versare fondi e vi era un blog in cui da tutta Italia si raccoglievano consensi (e soldi, con tanto di conto corrente). Anzi, si sarebbero inventati addirittura una campagna denominata "un euro per la vita" e sembra che anche la casa e il terreno (una struttura, si legge in uno dei tanti appelli, da 400mila euro) gli fossero stati concessi da una milanese che forse aveva raccolto l'appello del loro sito. La notizia pero' non ha avuto lo stesso clamore che normalmente hanno quelle relative ad altri sequestri di animali. Uno dei piu' noti quotidiani nazionali aveva per titolo "A Bubbio animali in un lager", per sottotitolo "I titolari di una sedicente associazione denunciati per maltrattamenti" e solo molte righe piu' in basso c'era scritto "sedicente associazione animalista". Ma anche altri noti organi di stampa che hanno dato la notizia (pochi) sembravano quasi restii a dire che si trattasse di animalisti. Se gli animali fossero stati sequestrati ad un allevatore, ad un commerciante, ad un cacciatore, il suo nome probabilmente sarebbe stato conosciuto in tutta Italia in men che non si dica. In questo caso gli accusati erano solo E.T. ed M.R. Spulciando su internet pero', si scopre che M.R. starebbe per Maria Pia Riggi. Si scopre la storia di un tizio che avrebbe portato da lei un cavallo, che racconta di essersi accorto che le cose non stavano come gli veniva raccontato, ma di non essere comunque piu' riuscito a farselo dare indietro. Anzi spiega: "La stessa LAV, anziche' aiutarmi o darmi retta ha mandato un controllo da questa Maria Pia (e ha affermato che quello che stavo dicendo non era assolutamente vero) (...)" Eppure, "Sono stati chiesti soldi per problemi neurologici e di cuore del cavallo che il cavallo in realta' non ha mai avuto. Sono stati chiesti soldi per un'operazione che il cavallo non ha mai sostenuto. Pare il cavallo sia morto per una colica (anche se la carcassa non e' mai stata trovata)." Si legge poi, in un forum, che "la stessa Mariapia Riggi ha dichiarato di aver comprato un cavallo tramite la LAV". Ma non e' tutto! Su internet si trova anche la storia di Valerio, un bambino nato in Thailandia con un grave problema polmonare per il quale, scrive il padre: "la signora si e' attivata di sua iniziativa per una raccolta fondi. (su Facebook) Che sempre di sua iniziativa l'ha sospesa chiudendo il gruppo, quando qualcuno ha sollevato dubbi sulla cifra raccolta(2,500 iscritti per "circa 200" euro) e che di quanto raccolto, noi non abbiamo ricevuto un solo centesimo." L'animalista Maria Pia e' quindi accusata di speculare sugli animali ed anche su un bambino da altri animalisti, il gruppo "Centopercentoanimalisti" per la precisione. Ma ecco (si legge sempre sui forum) che le viene in soccorso Luca Radici di "AmiciCani", altro animalista il cui nome balzo' alle cronache per il caso della rocambolesca sparizione (e deposito presso il canile di Parma) di alcuni pointer dall'ormai famoso allevamento "Del Vento" di Ravenna, poco prima che, a fine 2008, il Nirda lo ponesse sotto sequestro e trasferisse tutti i cani ad altre associazioni animaliste, esse stesse oggi oggetto di indagini della Magistratura. Scriveva Radici nel 2009: "Se tutto il mondo animalista fosse come Maria Pia Riggi, sicuramente non ci sarebbe tutto il marcio e schifo che c'e'...". Il 15 agosto pero', giorno dopo la notizia del sequestro, scriveva: "Noi di AmiciCani ai tempi ci siamo schierati a favore di MariaPia Riggi in quanto (per quanto l'avevamo conosciuta) ci era sembrata una brava persona e che dedicava la vita ai suoi animali". Interessante? Beh!, lo e' ancor di piu' che sullo stesso forum, poco tempo prima, la stessa Riggi scrivesse: "la mia associazione, una onlus a tutti gli effetti con tanto di forestale finanza e asl sempre alle costole..."... (continua)

FEDERFAUNA
24 AGOSTO 2010
 
Non solo lettiera sotto i cavalli degli animalisti. (seconda puntata)...
 
...sarebbe dunque una onlus (organizzazione non lucrativa di utilita' sociale) "La collina degli animali": l'associazione animalista di Bubbio (AT) alla quale sarebbero stati sequestrati gli animali a meta' agosto, perche' detenuti in pessime condizioni, e i cui responsabili sarebbero stati denunciati per maltrattamento animale. L'indagine di FederFauna su un caso che non ha avuto grande rilevanza mediatica, ha portato al reperimento in internet di diverso materiale sull'associazione e sulla sua responsabile Maria Pia Riggi: storie di nebulose operazioni di raccolta fondi, notizie di rapporti "commerciali" con associazioni piu' grandi come la Lav, accuse di associazioni piu' piccole come Centopercentoanimalisti, cambi di posizione di altre associazioni come AmiciCani che difendevano a spada tratta gli imputati, ma solo fino al giorno in cui si e' reso noto fossero tali. Vi e' notizia, sempre in internet, che a segnalare il caso sia stata l'associazione toscana IHP Italian Horse Protection association, che si definisce "un centro di recupero per equidi sottoposti a maltrattamenti e sequestrati in base alla legge 189 del 2004". Scriveva IHP, gia' il 7 agosto: "Abbiamo inviato sul posto una nostra volontaria, che ha constatato che la situazione e' gravissima (...) Subito dopo abbiamo sollecitato l'intervento della task force per il benessere animale del Ministero della Salute: ieri e' stato inviato un veterinario e oggi si e' mossa anche l'Asl locale, che ha disposto il sequestro della struttura." Pero' che tempismo la task force della Martini! Un'associazione animalista, sembra relativamente giovane, chiama e lei corre. Chissa' se sono tutti amici di vecchia data!.. Beh! Ma almeno ora i cavalli staranno bene. Speriamo!: l'associazione toscana si e' gia' premurata di scrivere: "IHP non ha le necessarie risorse e l'invio del carico di fieno va gia' oltre le nostre possibilita' finanziarie. Pertanto abbiamo lanciato una raccolta fondi...". Accettano bonifici su conto corrente postale, su banca, hanno addirittura PayPal per "donare" con la carta di credito. Tant'e' che il 18 agosto Mariapia Riggi scriveva sulla bacheca di IHP su Facebook: "complimenti per il Vs lavoro...soprattutto per come usate gli animali per farVi pubblicita'" Ma chi c'e' dietro a questa IHP? Sempre da Facebook si apprende esserci nello staff una ragazza che si occupa di grafica e comunicazione, un'altra che si occupa delle adozioni a distanza e delle donazioni, un produttore di vino che fa il presidente e, udite udite, un Responsabile Organizzativo, Sonny Richichi, che ha svolto per lungo tempo attivita' di volontariato per la Lav, ricoprendo vari incarichi a partire dal 1999, e come Responsabile Relazioni Internazionali, niente poco di meno che Adolfo Sansolini, gia' direttore e presidente nazionale della Lav Lega Antivivisezione onlus. Uno che nel 1993 collaboro' all'apertura dell'ufficio italiano dell'International Fund for Animal Welfare (IFAW) assieme all'ex Commissario Europeo Carlo Ripa di Meana, uno che come giornalista ha condotto una trasmissione sulla Radio Vaticana dal 1996 al 2003, uno che nel 2002 avrebbe risposto per e-mail a tale Romussi: "...mi rendo conto che occupandomi di lobby parlamentare presso le istituzioni europee solo dal 1989, per le prossime iniziative di cui mi sto occupando sara' doveroso contattarLa..." (il testo e' su internet). Su internet si trova anche un'altra e-mail a Sansolini, quella di tale Serena Sartini che sempre nel 2002 scriveva: "...ho espresso nel tempo dubbi e perplessita' non su tutto l'operato della Lav (sostenuta da A.L. economicamente in alcune circostanze documentabili salvo poi dovercene pentire.. sa, e' un difettuccio di Animal Liberation quello di contribuire anche in denaro alla riuscita di iniziative altrui, pur se con marchio esclusivo, vedi incidente di percorso con Animalisti Italiani, ma come si dice "dal pero nascono le pere")...". In diversi Paesi del mondo il nome "Animal Liberation" e' considerato un marchio terroristico. In Italia c'e' un'associazione animalista che porta quel nome. Sembra che anche quella sia una onlus... (continua)

FEDERFAUNA
25 AGOSTO 2010
 
Non solo lettiera sotto i cavalli degli animalisti. (terza puntata)...
 
...E' partito tutto da "La collina degli animali", una piccola onlus animalista dell'Astigiano quasi sconosciuta, la cui responsabile Maria Pia Riggi sarebbe stata denunciata assieme al marito per maltrattamento animale. Scavando in internet si legge che "la stessa Mariapia Riggi ha dichiarato di aver comprato un cavallo tramite la Lav", forse la piu' famosa e potente onlus animalista italiana. Si legge la storia di una persona che sarebbe ricorsa proprio alla Lav per denunciare maltrattamenti ad un cavallo affidato alla Riggi, ma che la Lav, "anziche' aiutarla, avrebbe mandato un controllo per poi affermare che quello che stava dicendo non era assolutamente vero". Si legge, dopo il sequestro di meta' agosto a Bubbio, che a segnalare il caso e a "mobilitare" a tempo di record la task force della Martini sia stata l'associazione toscana IHP, che annovera tra i propri responsabili Adolfo Sansolini, gia' direttore e presidente nazionale della Lav. Un pezzo grosso, ben introdotto nel mondo della politica in Europa. Si legge, in una e-mail pubblicata sul web, che la Lav sarebbe stata, almeno in passato, "sostenuta da Animal Liberation economicamente in alcune circostanze documentabili..." e la risposta con altra e-mail, a firma di Sansolini, in cui questi si difende genericamente ma non da quella accusa. Si legge che in diversi Paesi del mondo Animal Liberation Front sia considerata un'organizzazione eco-terrorista. C'e' in Italia un'associazione animalista (anche quella onlus) che si chiama Animal Liberation, che non risulta essere indagata per terrorismo, e sui testi reperiti in internet non c'e' scritto da quale Animal Liberation, la Lav sarebbe accusata di aver ricevuto soldi. Tuttavia l'associazione Animal Liberation italiana, che e' poi quella del famoso sequestro dei Pointer Del Vento a fine 2008, ha dichiarato in TV di aver avuto solo 350 euro nel conto corrente all'epoca dei fatti. Anche se oggi la stessa e' accusata anche da altri animalisti, di aver incassato grazie a quei pointer, tanti soldi da potersi addirittura comprare un terreno, se e' vero che nel 2008 non disponeva di risorse, come potrebbe essere stata lei a finanziare la Lav prima del 2002? Mah! Forse le presunte connessioni tra associazioni animaliste italiane ed associazioni terroristiche internazionali rimarranno per sempre solo un sospetto di qualcuno. Quanto invece alle connessioni tra La collina degli animali di Maria Pia Riggi e le altre associazioni animaliste italiane, e' la stessa Riggi che la sera del 19 agosto scriveva sulla bacheca Facebook di IHP: "...Per la cronaca e' un anno circa che i sottoscritti dopo problemi vari cercano aiuto per sistemare altrove gli animali... Siamo noi che ci siamo autodenunciati per trovare collocazione a quegli animali... Lei stesso era al corrente del fatto che erano in gravi condizioni... LAV ENPANA OIPA STRISCIA LA NOTIZIA tutti sapevate dell'emergenza. Ho documentazioni che comprovano quello che dico...". La mattina del 20, i post gia' non c'erano piu', ma sul sito dell'associazione Centopercentoanimalisti si leggono ancora altri post della Riggi tra i quali: "AMICI CANI ci conosce personalmente... dato che ci hanno portato un cane hanno visto la nostra struttura e come vivono gli animali, idem altri rappresentanti di associazioni rispettabilissime" e ancora: "Se persone come Emilio Nessi giornalista animalista fin la settimana prima di morire e' stato a casa nostra per fare un servizio su una nostra asinella e frequentava regolarmente casa nostra, se la troup di Verissimo e' venuta a casa nostra a fare un bellissimo servizio se altre autorita' e parlo di giornalisti etc hanno scritto di noi cose belle ma sopratutto vere.... capisce che le infamie di gentaglie senza parte ne arte ci lascia indifferenti". Che Maria Pia Riggi sia "una pentita"! Forse un giorno il suo caso potrebbe addirittura far luce su "i soldi degli animalisti". Certo e' che gia' nel 2008 scrivesse: "Abbiamo quindi bisogno di ripristinare oltre 200 metri lineari di recinzione alta 2 metri; costruire quattro capannine per IL ricovero degli animali, delimitare tre grosse aree per dividere lo stallone dagli stalloni asini dal resto del branco ripristinare gli abbeveratoi e la luce. Tutto questo, che letto sembrano noccioline e cose da poco in realta' verrebbe a costare iva e montaggio escluso circa 10.000 Euro. Cifra irrisoria rispetto AI 400 mila Euro che sono stati spesi per realizzare la nostra struttura, peccato che noi non li abbiamo, Elisabetta non li ha. Nessuno di noi li ha". Ma perche' in questo Stato si sequestrano animali e si affidano a gente che non ha i soldi per mantenerli? O quantomeno dichiara sempre di non averli, pur avendo strutture da 400mila euro... (continua)

FEDERFAUNA
26 AGOSTO 2010
 
Non solo lettiera sotto i cavalli degli animalisti. (quarta ed ultima puntata)...
 
La collina degli animali, la onlus animalista di Maria Pia Riggi, accusata assieme al marito di maltrattare gli animali che deteneva, in base a tantissimo materiale reperito sul web, sembra essere stata parte di una rete che lega a doppio filo altre associazioni animaliste ben piu' note e potenti della sua. Avrebbe "comprato" un cavallo dalla Lav (scrive lei: "1200 euro ALLA LAV una puledra e sottolineo alla LAV ANGELA MARINO e me la sono andata a prendere a ROMA (pagata con i miei soldi)"), della sua situazione sarebbero state al corrente anche ENPANA, OIPA e STRISCIA LA NOTIZIA, che non dovrebbe essere un'associazione animalista ma con esse e' elencata dalla Riggi. Avrebbe avuto rapporti anche con AmiciCani, associazione la cui testimonial e' Rita Dalla Chiesa. Emilio Nessi, altri giornalisti e addirittura la troup di Verissimo sarebbero stati qualcuno una, altri piu' volte a casa sua. Per il sequestro degli animali si sarebbe mossa un'associazione toscana i cui esponenti, sempre legati alla Lav, sarebbero cosi' potenti da poter mobilitare la task force della Martini velocemente ma in maniera cosi' silenziosa che pochissimi media ne hanno parlato, quasi non volessero "bruciare" la signora Riggi. Anzi, della Martini stessa che solitamente si espone anche per difendere la gattara che imbratta le strade o per commemorare il cane suicida che si e' buttato dalla finestra, questa volta i media non hanno riportato alcuna dichiarazione. Nemmeno Gea Press, una nuova agenzia di stampa animalista ha dedicato grande spazio al caso Riggi. Chissa' perche'! Fatto sta che, guarda caso, sempre in internet si legge che GeaPress nasce da un'idea di Elisa D'Alessio e Marcella Porpora. La prima e' stata per sedici anni Consigliere Direttivo Nazionale della LAV, per cinque Responsabile del Settore Vegetarianesimo, per 14 anni Responsabile Nazionale del Settore Randagismo e per quattro Presidente Nazionale e Rappresentante Legale; la seconda , siciliana, e' stata per cinque anni Coordinatrice Regionale della LAV e per oltre 15 socia attiva. Che simpatiche!, sul loro sito, con la scritta "AIUTACI a dargli VOCE Dona ora!" c'e' proprio un cavallo. Sicuramente tutte coincidenze!?!...  Fatto sta che la Riggi avrebbe dichiarato "di non essere piu' in grado di mantenere gli animali, per carenze strutturali e finanziarie dell'associazione", l'associazione toscana avrebbe dichiarato "IHP non ha le necessarie risorse e l'invio del carico di fieno va gia' oltre le nostre possibilita' finanziarie. Pertanto abbiamo lanciato una raccolta fondi..." e su internet, riferita alla Riggi, compare la frase: "La "grande famiglia" e' dal 1998 che CHIEDE DENARO per animali in "difficolta'" al mondo intero...". Perche' queste situazioni? Eppure le associazioni animaliste dichiarano di essere soggette ad un sacco di controlli, anche se nei fatti sembra che spesso (se non sempre) siano loro a farne scattare ai "non animalisti" o a fornire esse stesse "ausiliari" per i controlli agli altri. Che ci siano anche organi di controllo nella rete? Chissa' se la domanda posta da FederFauna "Ma perche' in questo Stato si sequestrano animali e si affidano a gente che non ha i soldi per mantenerli?" avra' mai una risposta. Eppure, leggendo qualche bilancio, sembra che ce ne sia ben di gente che li aiuta. Ed anche lo Stato li aiuta. Tanto da promulgare nel 2004 una legge come la 189, fortemente sostenuta proprio dalla Lav, che consente alle associazioni animaliste di costituirsi come "parte lesa" nei processi per chiedere i danni e che sancisce che le entrate derivanti dalle sanzioni, proprio alle associazioni animaliste siano destinate. Tanto da rimettere in calendario al Senato il 15 settembre, un disegno di legge chiamato "convenzione europea sugli animali da compagnia" che se non modificato, oltre a rendere ancor piu' facile sequestrare animali, sancirebbe anche definitivamente che gli animali sequestrati ed affidati agli animalisti, debbano essere mantenuti a spese di chi ha subito il sequestro. Un disegno di legge firmato da Ministri della Repubblica e anche questo fortemente sostenuto dalla Lav e dalla Martini. Tutti nella rete? Mah! Chiudiamo questa storia con un fatto di cronaca che potrebbe pero' apparire come una nota di colore e scaricare un po' la tensione. La gia' citata agenzia di stampa GeaPress ha realizzato anche un documentario, guarda caso proprio sui cavalli. Il documentario e' stato curato da un palermitano che e' stato anche lui Responsabile Nazionale della LAV e poi di ENPA. Fin qui "tutto normale". La parte simpatica e' che si chiama "Giovanni Guadagna"...
 

**************************

LA STAMPA

14 AGOSTO 2010

 

SEQUESTRO. UNA VENTINA DI CAPI PORTATI VIA DA UNA CASCINA DAI VETERINARI ASL E DALLA FORESTALE
A Bubbio animali in un lager
I titolari di una sedicente associazione denunciati per maltrattamenti

 



ENRICA CERRATO

 

BUBBIO (AT) - La prima denuncia dei veterinari Asl alla Procura di Acqui risale a molti mesi fa, ma a sbloccare la situazione e porre fine ad una vicenda straziante è stato l’intervento congiunto della stessa Asl, del Corpo forestale e dell’Unità operativa del ministero della Salute per il benessere animale: un sequestro amministrativo ha consentito di portar via e soccorrere cavalli, asini, un mulo, cani, gatti, un maiale, capre e pecore. Ma due cavalli hanno dovuto essere abbattuti.
Scenario di questa storia una cascina di frazione Grassi a Bubbio dove la coppia M.R. ed E.T. viveva da alcuni anni: casa e terreno erano stati concessi da una milanese che forse aveva raccolto l’appello del loro sito, la sedicente associazione animalista www.endlesslove.it. Sito tuttora attivo dove si parla di un paradisiaco luogo per curare animali maltrattati. Con invito a versare fondi e un blog in cui da tutta Italia si raccoglievano consensi (e soldi, con tanto di conto corrente). E’ possibile che all’inizio le cose stessero così, ma, forse complice un nubifragio che aveva in parte distrutto le stalle, da tempo c’erano state segnalazioni che in quella cascina gli animali versavano in cattive condizioni. Al punto che i vigili del fuoco erano stati chiamati dalla coppia più volte per «tirar su» cavalli accasciati che non potevano stare in piedi. Anche il Comune è intervenuto più volte, ma era difficile perfino entrare in quella cascina.
A sbloccare la situazione, l’intervento del ministero, avvertito da un’associazione animalista toscana che aveva dapprima fornito fieno e altri beni per l’alimentazione degli animali e poi, intuendo che qualcosa non andava, aveva inviato un veterinario (pochi giorni fa), che aveva dovuto sopprimere un pony con un’arto spezzato. La scena che si è presentata ai veterinari dell’Asl (il responsabile Gian Stefano Filippone, Fulvia Dorigo, Angela Guelfo e al vigile Santero, è stata di quelle che non si dimenticano. «Abbiamo dovuto abbattere due cavalli - racconta Filippone - e possiamo ringraziare la Protezione civile che ha portato l’acqua, la Forestale e i veterinari Merlo e Sburlati, se siamo riusciti a caricare gli animali spossati e senza forze».
Equini, pecore e capre sono stati accolti provvisoriamente con generosità dall’azienda agricola Merlo di Monastero, i gatti sono stati sistemati da privati e i cani (begli esemplari di pastori, ora con microchip e vaccinazioni), sono al canile Con..Fido di Nizza, in attesa di essere adottati. Da parte loro i titolari della cascina hanno dichiarato «di non essere più in grado di mantenere gli animali, per carenze strutturali e finanziarie dell’associazione». L’indagine ora prosegue (per ora si è fermi alla denuncia per maltrattamenti) e l’Asl fa appello a quanti vogliano adottare queste povere bestie. Praticamente impossibile contattare i titolari, i cui volti però almeno fino a ieri continuavano a sorridere dal sito, invitando gli incauti amanti degli animali navigatori di internet alla campagna «un euro per la vita».