VIRGILIO NOTIZIE
22 MAGGIO 2006
 
Germania/Baviera: è caccia all'orso bruno, troppo pericoloso
L'animale è fuori controllo,gli esperti: rischioso aspettare
 
Roma, 22 mag.(Apcom) - E' caccia aperta all'orso bruno in Germania. Il ministro dell'Ambiente della Baviera, Werner Schnappauf (Csu) ha lanciato oggi l'allarme: "L'animale è completamente impazzito. Le autorità hanno pertanto deciso, di autorizzare la caccia all'orso". Da oggi dunque i cacciatori potranno abbattere gli esemplari a vista, scrive il tabloid Bild. Sono numerosi gli esperti che appoggiano la drastica soluzione: "E' la goccia che ha fatto traboccare il vaso - spiega Joerg Rauer, esperto di orsi del Wwf - gli animali hanno imparato che nei pressi degli insediamenti umani è più facile trovare cibo". Recentemente avrebbero nuovamente azzannato pecore e galline. "E' troppo rischioso aspettare ancora", ha avvertito l'esperto Felix Knauer dell'Università di Friburgo. L'orso bruno maschio proviene dal Trentino, dove è in corso un progetto di ripopolamento. E' arrivato in Baviera, Land meridionale tedesco, attraverso il passo di Resia, poi l'Alberg e l'Oberbayern.

 

 


 

Animalieanimali

23 MAGGIO 2006

 

Orso trentino, cacciato in Germania

Starebbe diventando pericoloso per gli umani

 

Gaetano Stellacci


23 maggio 2006 - L'arrivo in Germania dell'orso bruno partito dal Trentino sembra avere segnato anche la sua condanna a morte: il ministro regionale dell'Ambiente, Werner Schnappauf (Csu), ha annunciato che l'animale puo' essere abbattuto, in quanto sta diventando troppo pericoloso.
Solo nel fine settimana ha ucciso 11 pecore, e' entrato in un pollaio recintato dopo aver depredato vari alveari.
Secondo gli etologi che hanno consigliato il ministro, l'orso bruno si sarebbe ormai troppo abituato a mangiare cibo a forte contenuto proteico come la carne di animali domestici, reperibile soprattutto intorno alle abitazioni degli umani, e questo condizionamento e' molto difficile da modificare.
La Lega tedesca delle associazioni per la difesa degli animali ha accusato il ministro di essersi fatto prendere dall'isteria: secondo la vice presidente della Lega, Tessy Loedermann, Schnappauf non agisce come responsabile della natura e dell'ambiente, ma si e' subito messo nei panni del ministro della caccia, solleticando le speranze di molti cacciatori che ora si aggirano per le Alpi bavaresi in cerca dell'occasione di una vita di sparare su un orso bruno.
''Noi vediamo la decisione di uccidere l'orso in maniera molto critica: si tratta in realta' di una estrema possibilita', prima bisognerebbe cercare di catturarlo con armi anestetizzanti e poi liberarlo in un'altra zona'' afferma un altro difensore degli animali, Helmut Schultheiss del ''Bund Naturschutz''. Anche se l'ultima volta un orso fu visto vivo in Germania 170 anni fa, quando fu ucciso a Ruhpolding in Baviera da un cacciatore, l'animale fa profondamente parte della cultura popolare nelle zone dell'Europa centrale a ridosso delle montagne.
Normalmente la dieta degli orsi e' molto diversa da quella del plantigrado che si aggira per le Alpi bavaresi, ha annunciato oggi Petra Kaczensky, una esperta di orsi dell' universita' di Friburgo (Germania meridionale): gli orsi sono si' onnivori, ma di regola si alimentano soprattutto con piante, erbe e radici. Quello che nelle sue peregrinazioni e' arrivato in Baviera si e' abituato invece alla carne, e sembra avere dimenticato le sue abitudini vegetariane. ''Gli orsi mangiano erbe aromatiche, ghiande, radici e tuberi, noci e castagne. Per la carne - secondo Kaczensky - non sono in grado di muoversi con la stessa velocita' di una lince o di un lupo, e quindi si nutrono di animali uccisi per esempio da una valanga, quando in primavera il disgelo riporta in superficie un camoscio o altri animali morti durante l'inverno''.
Ora l'avventura dell'orso proveniente dal Trentino si avvia alla fine, e l'animale alla fine sara' rimasto vittima delle sue abitudini alimentari che lo portano troppo vicino agli insediamenti umani, nonostante la tradizionale timidezza di questi animali. Tuttavia, come dice un proverbio anche in Germania, e' ancora troppo presto per vendere la pelle dell'orso, prima bisogna catturarlo.  (ANSA)

 

 

LA PROVINCIA DI CREMONA

23 MAGGIO 2006

 

Germania, sì all’abbattimento dell’orso del Trentino

 

Berlino — L'arrivo in Germania dell'orso bruno partito dal Trentino sembra avere segnato anche la sua condanna a morte: ieri il ministro regionale dell'Ambiente, Werner Schnappauf (Csu), ha annunciato che l'animale può essere abbattuto, in quanto sta diventando troppo pericoloso. Secondo gli etologi che hanno consigliato il ministro, l'orso bruno si sarebbe ormai troppo abituato a mangiare cibo a forte contenuto proteico come la carne di animali domestici, reperibile soprattutto intorno alle abitazioni degli umani. La Lega tedesca delle associazioni per la difesa degli animali ha accusato il ministro di essersi fatto prendere dall'isteria.

 

 

TGCOM

24/05/06
 
Germania:"Uccidete l'orso italiano" Ma l'animale è scomparso
 
Si è cacciato in un brutto guaio l'orso bruno, partito dal parco dell'Adamello, in Trentino e giunto nel Land meridionale tedesco. La sua foto segnaletica è su tutti i giornali e i cacciatori hanno licenza di ucciderlo. Il mandato arriva dal ministro bavarese dell'ambiente Werner Schnappauf che ha annunciato che l'animale deve essere ucciso per via del pericolo che rappresenta per le persone. Ma lui è scomparso.
Identificato dal Dna: si chiama Jj1
L'ufficio per la Caccia e la pesca dell'Alto Adige ha scoperto che l'esemplare di orso bruno fuggito si è Jj1, il fratello dell'orso di Nauderer Jj2.  "I primi esami della prova del Dna rivelano che si tratta del fratello dell'orso di Nauder Jj2 - ha spiegato il vice-direttore dell'ufficio, Giorgio Carmignola, al sito Tirol.com, precisando - si tratta del primo cucciolo di Joze e Jurka. Il suo nome è pertanto chiaro: si chiama Jj1". Joze è infatti il padre di tutti i giovani orsi del Trentino (venti cuccioli), inseriti nel Parco dell'Adamello-Brenta, dove è stato effettuato un progetto di ripopolamento, finanziato dall'Ue. Non è un caso se Jj1 si è spinto fino alla Germania meridionale, seminando il panico nel distretto di Garmisch Partenkirchen. "Suo fratello, Jj2, era un orso strano - racconta Carmignola - che nell'ultima estate nell'area di Nauder si era procurato dei titoli in prima pagina".
Ma l'orso è scomparso
Intanto, mentre la caccia è aperta, lui  si è dato alla macchia nel vero senso della parola. Un portavoce del ministero regionale dell'Ambiente a Monaco di Baviera ha detto dell'animale non vi è più alcuna traccia e nessuno l'ha più visto nelle ultime ore nella zona di Garmisch- Partenkirchen, dove si era aggirato ultimamente. Gli esperti ritengono probabile che l'orso - il primo riapparso in libertà in Germania negli ultimi 170 anni - abbia fatto ritorno in Tirolo, la regione austriaca al confine con la Baviera da dove era entrato in territorio tedesco.
Polemiche contro la licenza di uccidere, in campo anche Papa Ratzinger
In tutta la Germania tuttavia non si placano le polemiche e il dibattito generato dalla decisione delle autorità bavaresi di autorizzare l'abbattimento dell'orso per motivi di sicurezza. L'animale nei giorni scorsi aveva ucciso almeno undici pecore e minacciato pollai e alveari. Organizzazioni animaliste e ambientaliste hanno criticato la 'licenza di uccidere' ai danni dell'animale. Per i medesimi motivi di sicurezza delle persone anche le autorità del Tirolo hanno autorizzato l'uccisione dell'orso, che sarebbe italiano visto che era arrivato in Austria dal Trentino. Martedì, a Monaco di Baviera, un portavoce ecclesiastico aveva osservato come l'orso sia sotto la protezione di Papa Benedetto XVI - lui stesso originario della Baviera - nel cui stemma ufficiale figura proprio un orso bruno. "Accogliendo l'orso nel suo stemma, il Papa ha ribadito con grande autorità il diritto di residenza dell'orso in Baviera" aveva fatto sapere il portavoce dell'ordinariato di Monaco di Baviera Winfried Roehmel.
L'Associazione tedesca per la difesa della natura ha attaccato in modo particolarmente duro l'autorizzazione all'uccisione dell'orso, parlando di un atteggiamento "tipico tedesco". In questo modo ci copriamo di ridicolo in tutto il mondo", ha detto il presidente Hubert Weinzierl. Gli esperti intanto non escludono che l'orso bruno - che ha sconvolto la pace della Baviera meridionale - possa aver fatto già ritorno in territorio austriaco.
La Lega tedesca delle associazioni per la difesa degli animali ha accusato il ministro di essersi fatto prendere dall'isteria: secondo la vice presidente della Lega, Tessy Loedermann, Schnappauf non agisce come responsabile della natura e dell'ambiente, ma si è subito messo nei panni del ministro della caccia, solleticando le speranze di molti cacciatori che ora si aggirano per le Alpi bavaresi in cerca dell'occasione di una vita di sparare su un orso bruno. "Noi vediamo la decisione di uccidere l'orso in maniera molto critica: si tratta in realtà di una estrema possibilità, prima bisognerebbe cercare di catturarlo con armi anestetizzanti e poi liberarlo in un'altra zona" afferma un altro difensore degli animali, Helmut Schultheiss del "Bund Naturschutz". Ma non sono gli animalisti, anche l'opinione pubblica è insorta. In Italia uno solo è il volere:"Non uccidetelo"..
 

 

LA STAMPA WEB

24 MAGGIO 2006

 

Minaccia pecore e polli, gli ambientalisti insorgono: l’animale compare persino nello stemma ufficiale di Ratzinger

Caccia grossa all’orso italiano

Arriva dal Trentino, il sì della Baviera all’uccisione divide i tedeschi

 

Marina Verna

 

Comparve tra le montagne della Baviera una sera della settimana scorsa, e fu subito festa. «Benvenuto tra noi!», disse il ministro dell’Ambiente bavarese. Era il primo orso che si vedeva in Germania da 170 anni. Pensarono subito che fosse arrivato dal Trentino - dove è stato reintrodotto da un paio d’anni grazie a un progetto dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica - valicando le Alpi e attraversando l’Austria fino alle montagne di Garmisch. Comunque fosse, l’idillio durò solo fino al primo pasto: tre pecore. L’allevatore lanciò l’allarme: «Le ha fatte a pezzi con le zampe. Può fare lo stesso con un bambino. O con chiunque di noi». Il giorno dopo toccò a cinque galline. «Dev’essere molto forte - disse il fattore -. Ha lacerato la rete metallica che proteggeva il pollaio. E guardate qua com’è ridotta la mia staccionata». Poi toccò ad altre sei pecore. «Le ha sbudellate e ha mangiato solo cuore e fegato », denunciò il pastore. E un apicoltore: «Mi dicono che l'hanno visto vicino ai miei alveari». Il destino dell'orso era segnato. Capitolò per primo il ministro dell’Ambiente, rapidamente immemore degli entusiasmi: «Devo ammettere che è diventato un problema. Agisce in modo imprevedibile. Un faccia a faccia con lui può avvenire ovunque. Sono costretto a farlo abbattere». E subito diede l'incarico di cercarlo a otto cacciatori professionisti e 14 guardie forestali. Approvarono gli allevatori e pure il Wwf: «Anche per noi la vita degli uomini è più importante della protezione degli animali». «Bild», il quotidiano più letto di Germania, cominciò una campagna ambigua, tra foto strazianti di pecore uccise, titoli patetici - «Perché non catturarlo vivo?» - e dichiarazioni ardite, come quella di un ex campione di hockey: «Non rinuncio ai miei giri nei boschi in bicicletta, ma mi porto un coltellaccio. Non ho paura dell’orso, mi cautelo». Anche il ministro-presidente della Baviera, Edmund Stoiber, volle dire la sua: «Sto col ministro dell’Ambiente». L’orso braccato cominciava intanto a raccogliere nuove simpatie. L'etologo Joerg Raner spiegò che «gli orsi normalmente si nascondono nei boschi, forse questo ha imparato in Trentino che è più facile trovare da mangiare vicino agli uomini» e ottenne una piccola tregua: qualcuno, tra le autorità bavaresi, suggerì di catturarlo vivo, addormentarlo e impiantargli un chip per seguire le sue mosse. Il Club alpino bavarese e la Lega per la protezione degli animali proposero di salvargli la vita e riportarlo in Trentino. Il presidente dell'Associazione tedesca per la difesa della natura commentò: «In tutti i Paesi intorno alla Germania l’orso convive in pace con la popolazione. Invece noi procediamo subito a una tipica soluzione tedesca. E ci facciamo ridere dietro da tutto il mondo».
L’orso bruno è diventato un caso nazionale. I cacciatori della domenica sperano di averne il trofeo e i cacciatori di immagini si aggirano per la bassa Baviera con i loro apparecchi. E ieri anche la Chiesa ha voluto dire una parola in sua difesa. Per bocca del portavoce dell’Ordinariato di Monaco, ha ricordato che l’orso - in memoria di un miracolo - è nello stemma del vescovado di Monaco e Friesinger. Ed è stato voluto da papa Ratzinger - che è di origini bavaresi - anche nel suo stemma personale. Con il che «Sua Santità ha conferito d'autorità all’orso il diritto di cittadinanza in Baviera». Chi segue le sue orme dice che, forse fiutando l’aria cattiva, si sta spostando verso Est. E chissà che, protetto da Benedetto XVI, non levi tutti d’impaccio prendendo da solo la strada dei suoi vecchi territori.

 



 

IL GIORNALE

24 MAGGIO 2006

 

Safari in Baviera per uccidere l’orso immigrato

L’animale proviene dal Trentino Alto Adige e sta seminando il panico tra gli allevatori. Chiamati perfino otto tiratori scelti

 

Salvo Mazzolini

 

Da Berlino

Un orso terrorizzala Baviera. È un orso bruno scaltrissimo e dall'appetito formidabile. Di notte esce dai boschi, si avvicina ai villaggi, abbatte i reticolati degli allevamenti e azzanna tutto ciò che c'è da divorare: polli, pecore, galline, tacchini, oche, suini, uova. Finora non ha attaccato esseri umani. Ma la sua tendenza ad avvicinarsi alle zone abitate per nutrirsi di animali domestici, è considerata pericolosissima. Tanto che il governo della Baviera ha deciso di violare la legge che proibisce di abbattere gli orsi, considerati specie protetta, e ha autorizzato l'uccisione del terribile plantigrado. Sollevando le proteste degli animalisti, otto tiratori scelti, su incarico delle autorità, sono partiti alla volta delle campagne a sud di Garmisch-Partenkirchen, dove si aggira l'orso, con l'ordine di scovare la belva e di eliminarla. Secondo gli esperti si tratta di un orso che viene dalle valli del Trentino dove ancora sopravvivono alcuni esemplari simili. Da qui si sarebbe spostato in Austria e poi nelle campagne della Baviera a ridosso delle Alpi. Un'area prediletta dagli animali selvatici dove ancora si trovano aquile, lupi, linci, cervi, ma non orsi. L'ultima apparizione di un orso da queste parti risale a 170 anni fa. Dopo i primi avvistamenti, due settimane fa, le autorità pensavano di catturarlo per addormentarlo e impiantargli un chip elettronico in modo da potere poi seguire le sue mosse una volta rimesso in libertà. Ma hanno cambiato idea quando si sono accorti della sua pericolosità. A renderlo particolarmente temibile sono le sue abitudine nutritive.  Di solito gli orsi sono prevalentemente erbivori, si nutrono di erbe, tuberi, ghiande, castagne, noci, radici. Raramente azzannano lupi o altri animali perché questi sono più veloci e scappano mentre gli orsi si muovono più lentamente. Gli unici pasti a base di carne se li concedono quando trovano qualche animale morto. Ma il nostro orso è speciale. Per motivi misteriosi si è abituato a nutrirsi con la carne di animali domestici, più gustosa e a forte contenuto proteico. E secondo i zoologi difficilmente cambierà abitudine. Quindi continuerà ad avvicinarsi ai villaggi, a far paura. Di qui l'ordine di abbatterlo. La sua ultima incursione è stata in un allevamento nel paesino di Grinau. Tre pecore e cinque galline per la cena, poi il breakfast in un allevamento vicino a base di polli e tacchini. Gli unici a rallegrarsi sono gli albergatori della zona perché la presenza dell'orso ha richiamato curiosi, troupe televisive, giornalisti, cacciatori. Tutti ansiosi di incontrare l'orso. Ma le autorità invitano alla prudenza ed hanno distribuito un foglietto su come ci si deve comportare se appare l'orso. Ecco alcuni consigli. Mai scappare; retrocedere lentamente; evitare di agitare bastoni e niente gesti minacciosi che potrebbero spingere l'orso ad aggredire; non inoltrarsi in zone cespugliose per cogliere frutti di bosco di cui l'orso è ghiotto; nelle zone a rischio girare con una campanella al collo come le mucche perché il rumore tiene l'orso lontano. Le raccomandazioni potrebbero però risultare inutili perché l'orso potrebbe essersi messo in salvo forse ritornando verso l'Austria. Sette operatori dell'ufficio forestale hanno perlustrato mille ettari di bosco senza trovare alcuna traccia dell'animale.

 



 

LIBERO

24 MAGGIO 2006

 

Povero Yoghi, per lui non vale il trattato di Shengen

 

di OSCAR GRAZIOLI

 

Yoghi ha qualche problema con la geografia e nessuno gli ha dato una bussola. Di notte guarda il cielo stellato e non sa minimamente dove si trovino la stella del Sud o quella Polare. Lui guarda il cielo per vedere se l'alba è vicina e spera che la luce gli consenta di scovare un nuovo pollaio o un gregge da visitare. Guarda il cielo e pensa allo stomaco vuoto. Yoghi ha fame, ma la caccia non è proprio la sua specialità e non lo soddisfano più radici, miele, tuberi e altri vegetali da cui è composta principalmente la dieta dei suoi fratelli. Ha assaggiato la carne e ha sviluppato notevole abilità con i pollai e con le pecore domestiche. Chiedo venia, non vi ho presentato Yoghi. Naturalmente è un orso, altrimenti non si chiamerebbe Yoghi. Probabilmente viene dalla Slovenia che lo ha messo a disposizione, un paio d'anni fa, dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica al fine di iniziare un ambizioso progetto di ripopolamento nelle alpi centrali. Diciamo la verità, l'Infs ha alcune buone strutture ma, sulla gestione degli animali selvatici, non brilla per ingegno. Tanto per non dimenticare si tratta di quell'Infs che pretendeva, qualche mese fa, di sparare a mezza popolazione di cigni pugliesi, a fine migrazione, per " monitorare" l'andamento della temuta ( e mai vista) epidemia di H5N1. Fortuna che il ministero li ha fermati dopo averne fatti fuori " solo" alcuni. Per quanto il progetto di ripopolamento dell'orso abbia ottenuto il beneplacito della Comunità Europea, pare non avere ottenuto quello, ancora più importante, dei pastori teutonici che non contano come i nostri abruzzesi o siciliani. Dopo un primo benvenuto di circostanza a Yoghi, Werner Schnappauf, ministro regionale per l'ambiente di Monaco in Baviera, ha ricevuto qualche seccata comunicazione, in puro idioma crucco, da parte di pastori e contadini ai quali nulla cale se l'orso manca da 170 anni dal territorio germanico. Può mancare tranquillamente per altri secoli. A loro cale di pecore e galline e non di Yoghi. Dopo ventiquattro ore, il ministro bavarese ha cambiato idea. Visto che Yoghi non si fa prendere con le siringhe anestetiche ci penseranno, nelle prossime ore, i pallettoni dei tiratori scelti. Quelli non sbagliano un euro a settanta metri, figuriamoci un orso. Gli ambientalisti tedeschi accusano il ministro di essere isterico edi avere mobilitato i cacciatori. Adesso gli esperti dell'Infs stanno comunicando freneticamente con i tedeschi cercando di convincerli che l'orso è una risorsa, che dieci polli e due pecore non valgono un plantigrado e compagnia bella. Ma se comunicavano prima non era meglio, visto che Yoghi fa un po' di casino con i confini e i trattati di Shengen? Stupido di un orsacchiotto, invece di andare verso un'Austria che non ci ha mai voluto bene e una Germania che ci ha sempre tollerato a mala pena, non potevi andare a Est, verso la tua patria? Imbranato di un orsacchiotto, torna almeno indietro verso sud, porca boia... a sud... in Italia. Qui da noi siamo dei gran poccioni, ma per qualche gallina non ti spariamo fra gli occhi. Dai, torna indietro Yoghi.

 

 

 

 

 

Animalieanimali

24 MAGGIO 2006

 

Germania: uccidete l’orso italiano

Eppure è anche nel simbolo del nuovo Papa bavarese

 

In Germania non si placa la polemica per il via libera dato dalle autorita' regionali della Baviera (sud) all'abbattimento dell'orso bruno giunto nel Land meridionale tedesco dal Trentino via Tirolo.
Il ministro bavarese dell'ambiente Werner Schnappauf (Csu) aveva annunciato che l'animale - che si aggira nei boschi a ridosso del confine austriaco - puo' essere ucciso per via del pericolo che rappresenta per le persone. Il plantigrado ha infatti già ucciso numerose pecore e minacciato alcuni pollai e alveari.
Mentre il premier bavarese Edmund Stoiber (Csu) difende la decisione del suo ministro, politici di vario orientamento e le organizzazioni animaliste a ambientaliste hanno criticato la 'licenza di uccidere' impartita dalle autorità.
C'e' chi poi tira in ballo addirittura la Chiesa cattolica, sostenendo che l'orso - il primo in liberta' individuato in Germania negli ultimi 170 anni - sarebbe sotto la protezione di papa Benedetto XVI. Come ha fatto notare infatti oggi il portavoce dell'ordinariato di Monaco di Baviera Winfried Roehmel, l'orso bruno e' nello stemma di papa Ratzinger, che come e' noto e' di origini bavaresi.
''Accogliendo l'orso nel suo stemma, il papa ha ribadito con grande autorita' il diritto di residenza dell'orso in Baviera'', ha fatto sapere Roehmel in un comunicato.
L'Associazione tedesca per la difesa della natura ha attaccato in modo particolarmente duro l'autorizzazione all'uccisione dell'orso, parlando di un atteggiamento ''tipico tedesco''. In questo modo ci copriamo di ridicolo in tutto il mondo'', ha detto il presidente Hubert Weinzierl.
Gli esperti intanto non escludono che l'orso bruno - che ha sconvolto la pace della Baviera meridionale - possa aver fatto già ritorno in territorio austriaco.  (ANSA)
 

 

 

TGCOM

24 MAGGIO 2006

 

Germania: “Uccidete l’orso italiano”

Animalisti insorgono: va salvato

 

Si è cacciato in un brutto guaio l'orso bruno, partito dal parco dell'Adamello, in Trentino e giunto nel Land meridionale tedesco. La sua foto segnaletica è su tutti i giornali e i cacciatori hanno licenza di ucciderlo. Il mandato arriva dal ministro bavarese dell'ambiente Werner Schnappauf che ha annunciato che l'animale deve essere ucciso per via del pericolo che rappresenta per le persone. Ma gli animalisti insorgono:"Va salvato" L'animale ha già ucciso numerose pecore e minacciato alcuni pollai e alveari. Per questo il premier bavarese Edmund Stoiber (Csu) difende la decisione del suo ministro. Ma sono numerosi i politici di vario orientamento e le organizzazioni animaliste a ambientaliste che hanno criticato la licenza di uccidere impartita dalle autorità. E non è tutto: c'è chi poi ha tirato in ballo addirittura la Chiesa cattolica, sostenendo che l'orso - il primo in libertà individuato in Germania negli ultimi 170 anni - sarebbe sotto la protezione di papa Benedetto XVI. Come ha fatto notare infatti il portavoce dell'ordinariato di Monaco di Baviera Winfried Roehmel, l'orso bruno è nello stemma di papa Ratzinger, che come è noto è di origini bavaresi. "Accogliendo l'orso nel suo stemma, il Papa ha ribadito con grande autorità il diritto di residenza dell'orso in Baviera", ha fatto sapere Roehmel in un comunicato. L'Associazione tedesca per la difesa della natura ha attaccato in modo particolarmente duro l'autorizzazione all'uccisione dell'orso, parlando di un atteggiamento "tipico tedesco". In questo modo ci copriamo di ridicolo in tutto il mondo", ha detto il presidente Hubert Weinzierl. Gli esperti intanto non escludono che l'orso bruno - che ha sconvolto la pace della Baviera meridionale - possa aver fatto già ritorno in territorio austriaco.La Lega tedesca delle associazioni per la difesa degli animali ha accusato il ministro di essersi fatto prendere dall'isteria: secondo la vice presidente della Lega, Tessy Loedermann, Schnappauf non agisce come responsabile della natura e dell'ambiente, ma si è subito messo nei panni del ministro della caccia, solleticando le speranze di molti cacciatori che ora si aggirano per le Alpi bavaresi in cerca dell'occasione di una vita di sparare su un orso bruno. "Noi vediamo la decisione di uccidere l'orso in maniera molto critica: si tratta in realtà di una estrema possibilità, prima bisognerebbe cercare di catturarlo con armi anestetizzanti e poi liberarlo in un'altra zona" afferma un altro difensore degli animali, Helmut Schultheiss del "Bund Naturschutz". Ma non sono gli animalisti, anche l'opinione pubblica è insorta. In Italia uno solo è il volere:"Non uccidetelo

Come ci si comporta davanti a un orso

Intanto un portavoce della sezione tedesca del Wwf, l'associazione per la tutela degli animali, ha ricordato le regole di come ci si comporta davanti agli oprsi, regole note a tutti i nostri antenati, ma che negli ultimi due secoli sono state dimenticate.

 

 

ENPA (Primo Piano)
24/05/06
 
CACCIA ALL’ORSO BRUNO CHE HA SCONFINATO IN BAVIERA: L’ENPA RICORDA CHE SI TRATTA DI UNA SPECIE PROTETTA DALL’UE
 
Rischia di finire nel mirino di qualche cacciatore l’orso che ha valicato il confine nazionale per approdare in Baviera, dove pare abbia fatto incursioni tra le greggi e i pollai della zona, spaventando gli abitanti. Il ministro all’ambiente nel territorio bavarese, Werner Schnappauf, non ha esitato a dare il via libera alla caccia all’orso per timore che possa arrecare danni alle persone, ma le associazioni di tutela animale tedesche sono insorte compatte contro il provvedimento, criticando la decisione di abbattere l’orso senza prima tentare vie non cruente, come anestetizzarlo e riportarlo lontano dai centri abitati.
La popolazione è d’accordo con gli animalisti, non riuscendo a comprendere le motivazioni di un allarme che non ha ragione di esistere; l’orso bruno, tra l’altro, è tornato in Baviera dopo una lunga assenza, perché sono passati circa centosettanta anni dall’ultimo avvistamento in Germania. Anche la Chiesa cattolica si è mossa per difendere l’orso, simbolo del vescovato di Monaco e prediletto anche da papa Benedetto XVI, che essendo bavarese ha scelto il plantigrado per il suo stemma personale.
L’Enpa ha contattato alcune associazioni internazionali per dare la propria disponibilità a collaborare per un lieto fine della vicenda, che rischia di finire con un abbattimento motivato solo dal panico. Gli orsi non sono infatti aggressivi con l’uomo se non per difesa, quindi sarebbe certo più opportuno dare chiarimenti alla popolazione su come comportarsi in caso di incontro con questo mammifero, la cui possente mole gli ha causato sempre problemi per la paura che incute. L’Ufficio Fauna selvatica dell’Enpa ha ribadito che la caccia all’orso è totalmente criticabile, essendo l’Ursus arctos un animale “per la cui conservazione la Comunità ha una responsabilità particolare”, come recita l’articolo 1 della Direttiva “Habitat” 92/43/Ce (la norma di riferimento per la tutela di piante, animali e habitat nell’Ue) e soprattutto “per cui gli Stati membri garantiscono la sorveglianza dello stato di conservazione” ai sensi dell’articolo 11 della stessa norma. L’Enpa ricorda infine che l’orso bruno è stato incluso dalla Convenzione di Berna del 1979 nelle “Specie di fauna rigorosamente protette”. 
  

 

IL GIORNALE
n. 122 del 25-05-2006
 
L’orso immigrato ormai è una star   
Dopo gli ecologisti anche la Chiesa bavarese lo difende. E un’assicurazione inglese vuol rimborsare i danni agli allevatori
 
- di Eleonora Barbieri -

 
Il ricercato speciale ha un'identità ma, per ora, cacciatori e guardie forestali della Baviera devono accontentarsi delle poche tracce lasciate dall'orso italiano lungo la sua incursione oltre confine: una grossa impronta, una decina di pecore azzannate, qualche pollaio in subbuglio.
L'ordine del ministro dell'Ambiente bavarese, Werner Schnappauf è sempre lo stesso: pur di catturarlo, si può anche abbattere. Ma lui è scappato, forse verso il Tirolo - dove vige un'analoga licenza di uccidere - o verso il suo Trentino.  
Gli esami di laboratorio sembrano confermare che l'orso è proprio un «immigrato»: secondo le prime analisi del Dna si tratterebbe infatti di Jj1, primogenito dei venti cuccioli di Joze, il padre dei venti giovani orsi del Parco dell'Adamello-Brenta. Non solo: Jj1 è il fratello maggiore di Jj2, un animale che l'anno scorso ha fatto parlare di sé a causa del carattere vivace e della passione per le zone di confine austriache.
L'orso potrebbe quindi essere sulle tracce del fratello minore o, magari, ha soltanto ereditato dal padre il comportamento anomalo già mostrato da Jj2 che, dopo aver creato il panico l'estate scorsa, da settembre è scomparso: «Potrebbe essere stato abbattuto illegalmente tra l'Alto Adige e la Svizzera», ha spiegato ieri Giorgio Carmignola, vice direttore dell'Ufficio per la caccia e la pesca della provincia autonoma di Bolzano. «L'orso bruno avvistato in Baviera - ha precisato Carmignola - non ha mostrato finora atteggiamenti aggressivi nei confronti dell'uomo», ma tanto clamore fa «una brutta pubblicità» ai suoi colleghi.
Infuriate le associazioni animaliste: «Una decisione tipicamente tedesca - ha commentato Hubert Weinzierl, presidente dell'ente di tutela della natura Naturschutzring -: ci rendiamo ridicoli». Ma il presidente bavarese Edmund Stoiber ha difeso l'iniziativa del suo ministro, che considera l'animale pericoloso per l'uomo perché «fuori controllo» anche se, finora, le sue uniche vittime sono state undici pecore.
L'orso trentino ha trovato i suoi paladini in Italia, con il neoministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio in prima fila:  
«Lo salveremo - ha promesso -: sicuramente non poteva sapere di aver superato i confini nazionali». Il direttore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise ha tentato di rassicurare le autorità bavaresi: «Pochi giorni fa, lungo la strada regionale marsicana - ha spiegato Aldo Di Benedetto - una coppia di orsi si è concessa a fotografi e telecamere in assoluta tranquillità. Nel nostro Parco gli orsi sono oggetto di studi, investimenti economici e campagne per la salvaguardia della specie, in Germania ci si preoccupa perchè un esemplare visita qualche pollaio».  
Indignati i cugini britannici, tanto che una compagnia di assicurazioni ha preparato una polizza da un milione di sterline (1,46 milioni di euro) per coprire i danni subiti dai bavaresi: «L'obiettivo è di incoraggiare la gente a non abbattere l'orso - ha spiegato Simon Lance Burgess, direttore della British Insurance -: è uno splendido animale».
Intanto anche la diocesi di Monaco è scesa in campo a difesa dell'orso trentino che nei giorni scorsi ha fatto strage di pecore e polli in Baviera e per farlo ha evocato addirittura quello che sarebbe un pellegrinaggio per ottenere la protezione pontificia.
 

 

Animalieanimali

26 MAGGIO 2006

 

Imponente caccia all’orso su isola estone

 

Anche l'Estonia, come l'Austria e la Germania, è alle prese con un'imponente caccia ad un orso bruno che da settimane intere squadre di cacciatori tentano di catturare - hanno avuto istruzioni di sedare il plantigrado per poi trasportarlo sulla terraferma - ma senza successo.
L'animale è sbarcato lo scorso mese sull'isola estone di Ruhnu, distante 37 chilometri dalla terraferma, dopo aver attraversato il mar Baltico a bordo di un piccolo iceberg andato alla deriva.
Lo si apprende dal sito Animal Planet News. Dal ministero del'Ambiente estone hanno ammesso che finora, tutti i tentativi di catturarlo si sono rivelati vani, a causa dell'astuzia con cui l'orso riesce a nascondersi.
Il primo avvistamento dell'animale risale allo scorso mese: alcuni pescatori lo hanno visto che andava alla deriva sul blocco di ghiaccio. Dopo essere scomparso fra le nebbie del Golfo di Riga, l'orso è ricomparso dopo giorni sull'isoletta di Ruhnu, appena 12 chilometri quadrati. La popolazione locale, appresa la notizia della presenza dell'orso, teme per la propria incolumità.(Apcom)

 

 

IL GAZZETTINO

26 MAGGIO 2006

 

Animali….

 

di FAUSTO PAJAR

Non sono tempi da lupi, sono tempi da orsi. Dopo quello trentino che di nome fa «Bruno», avvistato nella terra di Papa Ratzinger, in Baviera e condannato a morte dal governo locale, salvo l'altolà dato da Sua Santità «giù le mani dal mio amico peloso che figura sullo stemma», adesso arriva anche l'avvistamento friulano. Un orso, infatti, è stato visto (alleluja, alleluja) sulle pendici del monte Zoncolan, nei pressi di Ravascletto (Udine), da un gruppo di escursionisti pordenonesi che, verso le 8,30 di ieri. Appena ripresisi dall'emozione - e dal comprensibile spavento - gli escursionisti hanno allertato la vigilanza venatoria della Provincia di Pordenone, la quale, a sua volta, ha segnalato la vicenda all'Ufficio studi faunistici della Regione Friuli Venezia Giulia. L'avvistamento, in particolare - secondo quanto rende noto la Provincia di Pordenone - è stato fatto da un cittadino residente a Zoppola (Pordenone), che si è accorto della presenza del plantigrado sullo Zoncolan, a circa due chilometri dalla vetta, in una zona brulla, lungo la pista da sci. L'uomo, che era insieme ad altre tre persone, ha osservato l'animale ad una distanza di non più di 500 metri, per un breve periodo. Dopodiché l'orso se n'è andato, scomparendo nel fitto del bosco.Intanto l'orso del Papa che scorazza in Baviera, potrebbe avere varcato la «frontiera» con l'Austria e trovarsi attualmente in Tirolo. Definizione ovviamente inpropria perché gli orsi, comportandosi - come sempre - meglio degli uomini, non hanno frontiere. Un cacciatore tirolese ha raccontato di avere visto nel bosco di Kufstein, un orso bruno la cui descrizione combacia con quella dell'animale descritto come «Bruno», il terribile mostro delle Alpi. Ma non fatemi ridere.

 

 

IL GIORNO
27/05/06
 
LA FUGA
Paura per l'orso Ji1: "Forse ucciso dai bracconieri"
 
Berlino - Forse è stato già abbattuto da cacciatori di frodo l'orso italiano che ha sconfinato dal Trentino all'Austria fino ad arrivare in Germania. Lo sostiene il tabloid berlinese 'B.Z.': la tesi si basa sull'assenza di orme e di escrementi sul terreno, nonchè sulla constatazione che da lunedì nessun animale è stato ucciso da 'Ji1' per nutrirsi. Oltretutto il plantigrado non era disturbato dalla presenza umana.
Il giornale ritiene possibile che cacciatori di frodo abbiano ucciso l'animale per conservare come un trofeo la testa, la pelle e gli artigli. Manfred Woelfl, incaricato dal governo bavarese di seguire da vicino gli sviluppi del caso, ha detto di non poter escludere l'ipotesi.
Venerdì un cacciatore di Kufstein, in Tirolo, a un centinaio di chilometri a sud da  Garmisch-Partenkirchen, dove l'orso era stato avvistato lunedì sera, ha raccontato di averlo incontrato il giorno prima. 

 

 

Animalieanimali

29 MAGGIO 2006

Orso in Germania forse ucciso ma incursioni plantigradi continuano

 

Trento - Da quando e' sconfinato in Baviera e ha razziato ovili e pollai, l'orso trentino e' diventato una celebrita': dopo la decisione delle autorita' tedesche di abbatterlo e la reazione sdegnata degli animalisti di tutta Europa, l'improvviso silenzio degli ultimi giorni fa temere che il plantigrado sia stato ucciso da cacciatori di frodo.
E' quanto ipotizza il quotidiano tedesco Bild Zeitung.
basandosi sull'assenza di orme ed escrementi di orso negli ultimi giorni e sul fatto che non sono piu' state segnalate razzie di animali da cortile.
Razzie che invece continuano in Trentino, dove la colonia di orsi bruni, rinforzata negli ultimi anni da nove esemplari provenienti dalla Slovenia, conterebbe ormai una ventina di capi. Preoccupato si dice un agricoltore della Val di Non, Antonello Michelon, che la scorsa notte scorsa ha avuto l'azienda agricola visitata da un'orsa con tre piccoli. Oltre ai danni, ha detto in un'intervista alla Rai, c' e' la paura a lavorare in aperta campagna. L'agricoltore ha detto che l'orsa ha aperto il frigo dell'azienda, lasciando le orme delle zampe sulle porte. Alla domanda se sia armato di fucile, ha risposto: ''Penso che uccidere un orso al giorno d'oggi sia peggio che uccidere una persona''.(ANSA)

 

 

LIBERO

31 MAGGIO 2006

L’orso italiano è cattivo. L’ultima accusa tedesca

 

È veramente " italiano", come hanno dimostrato le analisi genetiche, l'orso soprannominato Bruno che è arrivato fino in Germania dal Trentino Alto Adige. Le analisi, condotte in Italia, sui peli dell'animale, sono state confrontate con il patrimonio genetico disponi bile ed è stato accertato che si tratta di Jj1, figlio di Jurka e Jose ( dalle iniziali dei nomi dei genitori il nome del figlio). « Sia l'orsa madre sia Jj2, il fratello di Jj1, si erano già mostrati privi di rispetto nei confronti degli insediamenti umani » , ha detto ieri il ministro dell'ambiente bavarese Roland Eichhorn. La scoperta della parentela con Jurka spiega quindi il comportamento di Jj1: « L'orso è stato allevato male dalla madre ha detto il ministro e non si può fare nulla contro le sue abitudini » . In varie occasioni si è cercato di addestrare la madre a non avvicinarsi all'uomo; le vennero anche sparate addosso pallottole di gomma, ma neppure questo pare abbia giovato alla sua educazione. Tra gli insegna menti di" mamma orsa" c'è anche quello di non tornare mai sul luogo dove ha sbranato un animale; è quindi molto difficile individuare dove si trovi ora Bruno Jj1. Intanto, gli ambientalisti tedeschi hanno piazzato varie trappole per catturare l'orso, senza causargli danni, e trasferirlo in un'area protetta: prima che qualcuno lo trasformi in un trofeo di caccia.


 

 

IL GIORNALE
n. 127 del 31-05-2006
 
«Quell’orso è pericoloso: va ucciso»  

da Roma
 
L'orso bruno che ha seminato il panico in Baviera è italiano, si chiama Jj1 ed è figlio di un'orsa slovena importata per il progetto di ripopolamento dell'Adamello Brenta, anche lei con problemi comportamentali, e di Joze, il padre di tutti i giovani orsi del Trentino (venti cuccioli). Lo confermano i test del Dna, scrive il tabloid Bild.
Ma il Land tedesco della Baviera,  dove Jj1 ha azzannato una dozzina tra pecore e galline, non intende revocare la discussa ordinanza di abbatterlo a vista, come ha ricordato ieri il ministro regionale Werner Schnappauf. La misura, fortemente contestata dai gruppi animalisti, è stata adottata la settimana scorsa, dopo che Jj1 ha fatto la sua apparizione Garmisch-Partenkirchen, guadagnandosi il recordi di «primo orso a rimettere zampa in Germania dopo 170 anni».  Schnappauf ha difeso la sua decisione, affermando a N24 tv che l'orso ha problemi comportamentali. Secondo le analisi del Dna, eseguite sui peli dell'animale, si tratta di Jj1, figlio di Joze e Jurka (da cui il nome, dalle iniziali di mamma e papà), ha precisato il portavoce del ministero bavarese, Roland Eichhorn.
 

 

 

IL SECOLO XIX
03/06/2006
 
Nei Pirenei liberato un quarto orso gli allevatori protestano: li uccideremo 
paura per i greggi  
 
Tolosa - Le autorità francesi hanno liberato ieri nei Pirenei un quarto orso bruno, ignorando le crescenti proteste degli allevatori locali che temono che gli animali possano attaccare i loro greggi. Nelle scorse settimane, tre femmine di plantigradi originarie della Slovenia erano state liberate sulle montagne che delimitano il confine tra Francia e Spagna e nelle prime ore di ieri è toccato a un maschio riacquistare la libertà in un luogo segreto.
«Si trattava di un maschio di quattro anni del peso di circa 80 chili che era stato soprannominato Balou», ha spiegato un amministratore locale. In tutto altri cinque orsi dovranno essere liberati prima dell'estate in base ad un programma pan-europeo di salvaguardia delle speci a rischio di estinzione. Il piano ha provocato violente reazioni da parte degli allevatori locali che hanno accolto con rabbia la notizia di una nuova liberazione. «Questa è una provocazione. Spero che non ci saranno forme di violenza, ma temo che potrebbero esserci», ha dichiarato ieri il pastore Francis Ader all'emittente televisiva Tf1. Alcuni allevatori hanno avvisato che gli orsi verranno abbattuti se il governo non provvederà a toglierlli dal bosco. Si stima che tra i 14 e i 18 orsi bruni si trovino liberi nei Pirenei, ma secondo il Wwf i plantigradi non recano danni ai greggi. Secondo uno studio sarebbero responsabili della morte di meno dell'uno per cento delle pecore che muoiono ogni anno nelle zone di montagna.
Intanto in Austria e Germania proseguono le ricerche di "Bruno" l'orso che nei giorni scorsi ha spaventato la Baviera al punto che gli amministratori locali hanno decretato la "licenza di ucciderlo".
 

 

IL GAZZETTINO DI NORD EST
 Domenica, 4 Giugno 2006
 
Udine
L'orso bruno non è più un problema ... 
 
Udine
L'orso bruno non è più un problema tecnico-biologico, è diventato una questione politico-sociale. Come per tutti i programmi di salvaguardia dei grandi carnivori (lupo, lince, ma anche leone, leopardo, coccodrillo) il nodo non è rappresentato dalle tecniche di reintroduzione o di conservazione, dalla conoscenza della biologia e dell'etologia degli animali, ma dal grado di impatto e accettazione che può avere con le popolazioni umane che ne condividono il territorio. In Trentino Alto Adige e in Friuli Venezia Giulia stiamo assistendo a due modi diversi di gestire la presenza dell'orso, forse uno degli animali più problematici, con il lupo, della fauna alpina.
Nell'estremo oriente d'Italia gli orsi sono ricomparsi (dopo essersi estinti agli inizi del XX secolo) da una quindicina d'anni naturalmente, con l'espansione della popolazione slovena verso nord e ovest. Hanno trovato condizioni ideali nello spopolamento della montagna friulana, non hanno dovuto cambiare di molto le abitudini e la "cultura" acquisita del territorio, peraltro molto simile a quella d'origine. Diffidenti per natura, con un rapporto con l'uomo ormai consolidato, non hanno creato grandi problemi in Friuli Venezia Giulia, che, anzi, li ha accolti come un arricchimento della propria fauna, un richiamo e una promozione ulteriore per le sue bellezze naturali. E' stata varata immediatamente una legge regionale per rifondere ogni danno causato, specialmente alle attività agricole e agli allevamenti. E dopo un paio d'anni di esplosione dei risarcimenti, dovuto all'inesperienza dei giovani esemplari che arrivavano in regione, le richieste di danni sono calate fino a scomparire nell'ultimo anno. Per contro è cresciuto il numero degli orsi presenti e, di pari passo, avvistamenti e "percezione" dell'animale nella popolazione, non solo della montagna.
In Trentino Alto Adige si partiva da una situazione completamente diversa. L'antropizzazione aveva ridotto la popolazione dei plantigradi a livelli minimi di sopravvivenza. Praticamente l'orso trentino era sulla via di una sicura estinzione. I pochi esemplari presenti mostravano segni tangibili di deriva genetica e non si riproducevano più. Il Parco nazionale Adamello Brenta ha così varato un piano di rinsanguamento immettendo orsi provenienti dalla Slovenia. Un progetto tecnicamente ineccepibile, condotto con grande professionalità e rigore scientifico, ma forse trascurando uno studio approfondito dell'impatto con le popolazioni umane. L'orso, infatti non è un animale territoriale, non si può pretendere che si fermi in un posto, per quanto adatto (o adattato) sia alla sua vita. Semplicemente l'orso va dove gli pare, superando ogni tipo di ostacolo vero o presunto (dagli uomini). Specialmente nel caso di esemplari catturati a centinaia di chilometri di distanza, in contesti differenti e in situazioni ambientali e umane diverse. Era utopia, insomma, pretendere che gli orsi sloveni rimanessero entro confini sicuri, assistiti e protetti dal personale del parco.
In Friuli Venezia Giulia c'è stata una grande mobilitazione delle associazioni ambientaliste e delle istituzioni, con il determinante aiuto dei cacciatori e degli agricoltori. Si è raggiunto un vasto consenso e simpatia nei confronti dell'orso. Il quale ha fatto di tutto per... scomparire, lasciando solo segni di presenza e qualche avvistamento (anche se a stretto contatto con gli abitati).
In Trentino non c'è stato tempo per creare questo consenso, anzi, l'iniziativa partita dall'ente parco è stata percepita come l'ennesimo vincolo o imposizione delle aree protette, trovando ostilità e diffidenza nella popolazione residente. Gli animali, poi, viceversa, hanno fatto di tutto per mettersi in mostra, facendo quello che sanno fare, predare.
E' sintomatico l'atteggiamento che hanno avuto Germania e Austria in questo senso. Nella prima nazione l'orso Bruno emigrato dal Trentino è stato accolto con la richiesta di ucciderlo per alcune pecore dilaniate. In Austria, prevedendo la ricolonizzazione, è stato creato un movimento di opinione pubblica favorevole, con tanto di "Avvocato dell'orso" che si è posto come mediatore fra le esigenze di contadini e allevatori (e non solo) e quello degli animali. Morale: concertazine e consenso sono fondamentali anche nei rapporti con gli animali.
Umberto Sarcinelli
 

 

VIRGILIO
 
ORSO BRUNO/ TIROLO REVOCA LICENZA UCCIDERE, MA JJ1 NON SI TROVA
Austria ricorre a cani speciali; Baviera mantiene ordinanza
 
Roma, 3 giu. (Apcom) - Il Tirolo ha deciso di revocare il permesso di sparare a vista a "Jj1", l'orso bruno che dal Parco dell'Adamello-Brenta, in Trentino, è fuggito in Baviera qualche settimana fa, dove ha seminato il panico tra stalle e pollai. Lo rivela il quotidiano berlinese Bz, nella sua edizione on-line.
"E' la salvezza per Jj1 - scrive Bz, precisando - almeno fino a quando resterà in Tirolo dove la licenza di uccidere è stata revocata". L'esponente della giunta regionale con delega all'Ambiente, Anton Steixner, ha annunciato che l'Austria vuole diventare "amica degli orsi", si dichiara a favore delle visite di questi plantigradi e vuole aderire al piano di gestione degli orsi del Wwf. L'associazione per la protezione degli animali, spiega chiaramente come comportarsi con gli orsi: invece di uccidere Jj1, cani da caccia speciali finlandesi staneranno l'animale che sarà poi catturato.
Ma se "Jj1" rimette piede in Baviera rischia la vita. Nel Land meridionale tedesco, le autorità mantengono infatti l'ordinanza di sparargli a vista. Intanto dell'orso, figlio di Jurka, un'orsa slovena importata per il progetto di ripopolamento dell'Adamello Brenta, e di Joze, il padre di tutti i giovani orsi del Trentino (venti cuccioli), da cui il nome "Jj1", non si hanno tracce da giorni.
 

 

LA PROVINCIA DI LECCO
03/06/2006
 
avvistato anche un lupo Il caso dell'orso Bruno: perse le tracce in Austria
 
BOLZANO - Mentre per ora si sono perse in Austria le tracce dell'orso proveniente dal parco naturale Trentino dell'Adamello Brenta che vaga da alcuni giorni tra la Baviera e l'Austria, si accresce il numero degli interventi di chi vorrebbe salvargli la vita dopo la licenza di ucciderlo rilasciata dalle autorità regionale tirolesi. In Alto Adige, intanto, si parla di un lupo che sarebbe arrivato dalla vicina Svizzera. L'orso, chiamato affettuosamente Bruno dai media che lo seguono passo per passo in tutto l'arco alpino, ultimamente è stato avvistato alcune volte nella zona di Reutte, sui monti del Tirolo non distante dalla Baviera, ma da alcuni giorni non ha dato notizie si sè, nonostante le esche che sono state lasciate sul terreno nel tentativo di scovarlo. A determinare il cambiamento di itinerario del plantigrado con tutta probabilità è stato il brusco abbassamento della temperatura degli ultimi giorni con la caduta anche di alcuni fiocchi di neve che potrebbero avere convinto Bruno a scendere un poco a valle alla ricerca dei vegetali dei quali è ghiotto e che in questa stagione, dopo alcune scorpacciate di carne al risveglio dal letargo invernale, costituiscono gran parte della sua dieta alimentare. In Austria intanto ferve il dibattito sulla licenza di uccidere disposta dalle autorità regionali, impenserite per i rischi che correrebbero gli abitanti dei paesini di montagna per la presenza del plantigrado. Dopo il Wwf si è fatta avanti anche la locale associazione animalista "Quattrozampe" che ha proposto, in caso di necessità, di far riparare a proprie spese l'orso in un zona di tutela nei boschi della Baviera. Anche il ministro regionale tirolese all'agricoltura Anton Steixner ha spezzato una lancia favore di Bruno, ipotizzando il ritiro della disposizione. Nel frattempo, si è scoperto che l'orso Bruno è veramente "italiano", come hanno dimostrato le analisi genetiche. Le analisi condotte in Italia sui peli dell'orso vagabondo sono stati confrontati con il patrimonio genetico disponibile ed è stato così accertato che si tratta di JJ1, figlio di Jurka. Le analisi compiute dall'ente per la caccia e la pesca del Sudtirolo hanno confermato che Jj1 proviene dal progetto di reinsediamento degli orsi nel parco naturale del Brenta sull'Adamello. Anche Jj2 lo scorso anno si era mosso in esplorazione ed era stato avvistato in Svizzera e nel Tirolo austriaco, e per questo l'orso arrivato quest'anno in Baviera dall'Austria era stato preso erroneamente per Jj2. Una prima analisi genetica aveva escluso però questa possibilità e solo ora è stato possibile accertare che si tratta del primo figlio nato dall'accoppiamento tra Jurka e Jose, due orsi che attraverso le iniziali dei loro nomi hanno trasmesso a Jj1 e Jj2 sia le lettere dell'alfabeto sia il numero d'ordine. Bruno in Baviera ha sbranato alcune pecore ed ha fatto irruzione in un pollaio recintato ed in alcuni alveari per saccheggiare le arnie. Per questo era stato giudicato pericoloso anche per gli umani, al punto che il ministro dell'Ambiente della Baviera gli aveva tolto la protezione dandolo alla mercè dei cacciatori. Qualcosa deve avere fiutato anche Jj1, che a quel punto ha pensato bene di riprendere la strada da dove era venuto ed ora è stato avvistato in Austria, alcune decine di km lontano dal confine tedesco.
 

 

IL GAZZETTINO

5 GIUGNO 2006

Germania: l’orso bruno è riapparso in Baviera

 

GERMANIA

L'orso «Bruno» è riapparso in Baviera Continua la saga dell'orso «Bruno», com'è stato chiamato il plantigrado proveniente dal Trentino. L'orso, identificato anche con la sigla JJ1, è infatti ricomparso in Baviera, presso Garmisch Partenkirchen, dove ha sbranato tre pecore ne ha ferite altre tre oltre ad una capra e poi è nuovamente sparito. Sulle sue tracce la Baviera ha ora messo un gruppo di esperti finlandesi chem con cani appositamente addestrati, vogliono catturarlo con un sonnifero, dotarlo di un radiocollare e riportarlo nel parco Adamello Brenta.

 

 

IL GAZZETTINO DI UDINE

5 GIUGNO 2006

Orsi che visitano tranquillamente i paesi di notte, con…

Orsi che visitano tranquillamente i paesi, di notte, con grande discrezione, in verità, senza farsi vedere. Orsi che se ne vanno a spasso per le valli creando timori e polemiche, come ha fatto Bruno, il plantigrado che dal parco dell'Adamello Brenta ha raggiunto la Baviera (e rischiava di rimanere ucciso). Orsi che muoiono, come il cucciolo dell'anno trovato senza vita giorni fa in Trentino. E orsi che uccidono turisti negli Stati Uniti, che ingaggiano lotte con i pastori in Romania. L'orso bruno non è più un problema tecnico-biologico, è diventato una questione politico-sociale. Come per tutti i programmi di salvaguardia dei grandi carnivori (lupo, lince, ma anche leone, leopardo, coccodrillo) il nodo non è rappresentato dalle tecniche di reintroduzione o di conservazione, dalla conoscenza della biologia e dell'etologia degli animali, ma dal grado di impatto e accettazione che può avere con le popolazioni umane che ne condividono il territorio. In Trentino Alto Adige e in Friuli Venezia Giulia stiamo assistendo a due modi diversi di gestire la presenza dell'orso, forse uno degli animali più problematici, con il lupo, della fauna alpina. Nell'estremo oriente d'Italia gli orsi sono ricomparsi (dopo essersi estinti agli inizi del XX secolo) da una quindicina d'anni naturalmente, con l'espansione della popolazione slovena verso nord e ovest. Hanno trovato condizioni ideali nello spopolamento della montagna friulana, non hanno dovuto cambiare di molto le abitudini e la "cultura" acquisita del territorio, peraltro molto simile a quello d'origine. Diffidenti per natura, con un rapporto con l'uomo ormai consolidato, non hanno creato grandi problemi in Friuli Venezia Giulia, che, anzi, li ha accolti come un arricchimento della propria fauna, un richiamo e una promozione ulteriore per le sue bellezze naturali. E' stata varata immediatamente una legge regionale per rifondere ogni danno causato, specialmente alle attività agricole e agli allevamenti. E dopo un paio d'anni di esplosione dei risarcimenti, dovuto all'inesperienza dei giovani esemplari che arrivavano in regione, le richieste di danni sono calate fino a scomparire nell'ultimo anno. Per contro è cresciuto il numero degli orsi presenti e, di pari passo, avvistamenti e "percezione" dell'animale nella popolazione, non solo della montagna. In Trentino Alto Adige si partiva da una situazione completamente diversa. L'antropizzazione aveva ridotto la popolazione dei plantigradi a livelli minimi di sopravvivenza. Praticamente l'orso trentino era sulla via di una sicura estinzione. I pochi esemplari presenti mostravano segni tangibili di deriva genetica e non si riproducevano più. Il Parco nazionale Adamello Brenta ha così varato un piano di rinsanguamento immettendo orsi provenienti dalla Slovenia. Un progetto tecnicamente ineccepibile, condotto con grande professionalità e rigore scientifico, ma forse trascurando uno studio approfondito dell'impatto con le popolazioni umane. L'orso, infatti non è un animale territoriale, non si può pretendere che si fermi in un posto, per quanto adatto (o adattato) sia alla sua vita. Semplicemente l'orso va dove gli pare, superando ogni tipo di ostacolo vero o presunto (dagli uomini). Specialmente nel caso di esemplari catturati a centinaia di chilometri di distanza e inseriti in contesti differenti e in situazioni ambientali e umane diverse. Era utopia, insomma, pretendere che gli orsi sloveni rimanessero entro confini sicuri, assistiti e protetti dal personale del parco. In Friuli Venezia Giulia c'è stata una grande mobilitazione delle associazioni ambientaliste e delle istituzioni, con il determinante aiuto dei cacciatori e degli agricoltori. Si è raggiunto un vasto consenso e simpatia nei confronti dell'orso. Il quale ha fatto di tutto per... scomparire, lasciando solo segni di presenza e qualche avvistamento (anche se a stretto contatto con gli abitati). In Trentino non c'è stato tempo per creare questo consenso. L'iniziativa partita dall'ente parco è stata percepita da taluni come l'ennesimo vincolo o imposizione delle aree protette, trovando ostilità e diffidenza nella popolazione residente. Gli animali, poi, viceversa, hanno fatto di tutto per mettersi in mostra, facendo quello che sanno fare, predare. E' sintomatico l'atteggiamento che hanno avuto Germania e Austria in questo senso. Nella prima nazione l'orso Bruno emigrato dal Trentino è stato accolto con la richiesta di ucciderlo per alcune pecore dilaniate. In Austria, prevedendo la ricolonizzazione, è stato creato un movimento di opinione pubblica favorevole, con tanto di "Avvocato dell'orso" che si è posto come mediatore fra le esigenze di contadini e allevatori (e non solo) e quello degli animali. Morale: concertazine e consenso sono fondamentali anche nei rapporti con gli animali.

Umberto Sarcinelli

 


 

 

GAZZETTA DEL SUD

6 GIUGNO 2006

Potrebbe essere abbattuto

L'orso Bruno in Baviera fa colazione con tre pecore

 

ROMA – L'orso bruno, che si aggira sul confine tra l'Austria e la Germania meridionale, ieri mattina ha sbranato tre pecore in Baviera. L'orso, che pesa sui 200 kg, chiamato da tutti ormai «Bruno», ha ucciso i tre animali che pascolavano su un prato del comune di Lautersee, in provincia di Garmisch-Partenkirchen. Lo ha reso noto ieri un portavoce del ministero regionale dell'Ambiente a Monaco di Baviera. «Le tracce dell'orso sono state identificate oltre ogni dubbio», ha detto il portavoce Roland Eichhorn, secondo il quale l'orso resta un «problema» e per questo nei giorni scorsi era stato permesso di abbatterlo. Il plantigrado proveniente dal Parco trentino Adamello-Brenta era arrivato la prima volta in Germania il 20 maggio scorso attraverso l'Austria. Due giorni fa aveva annunciato il suo arrivo nella zona di Garmisch-Partenkirchen sbranando le prime tre pecore, ieri mattina per «colazione» ha fatto il bis portando il totale a sei pecore uccise. (f.m.)

 

 

IL TEMPO (MOLISE)
giovedì 8 giugno 2006
 
A tu per tu con Gemma
Ha anche posato per le foto ricordo alzandosi sulle zampe
SAN SEBASTIANO L’orsa è stata avvicinata da tre persone del posto
 
di FERDINANDO MERCURI
 
SAN SEBASTIANO DEI MARSI (L'Aquila) — Se la spassa l’orsa Gemma, indisturbata lungo la Valle del Giovenco, facendo qua e là qualche puntatina nei vari pollai. Ignara del fatto che ad un suo collega plantigrado JJ1 (così è stato freddamente chiamato) potrebbe capitare qualcosa di grave. Infatti JJ1 (dal Parco nazionale d’Abruzzo ribattezzato, invece, Bruno) corre seri pericoli dopo una sua ennesima scorribanda in alcuni allevamenti della Baviera. Dopo i polli ora il plantigrado in terra tedesca ha preso d’assalto alcuni allevamenti, uccidendo diversi agnelli ed altre bestie e mandando su tutte le furie gli allevatori locali, che non sanno proprio come fare per tenere a bada il bestione. Ed è di ieri la notizia, diffusa anche da una televisione tedesca, che si attende ora l’arrivo di "cani anti-orso” dalla lontana Finlandia, visto che finora il plantigrado bavarese ha eluso le trappole installate per la sua cattura. Altro che i nostri bravi cani pastori, impiegati da sempre nella guardia delle greggi nel Parco nazionale d’Abruzzo! E il fatto che tiene ancora in apprensione gli stessi dirigenti del Pnalm e le varie associazioni animaliste (che hanno fatto sentire a più riprese la loro voce come gli Amici dell’Orso Bernardo di San Sebastiano) è la corsa contro il tempo che si è scatenata in Baviera. Non è stato, infatti, come riportano anche alcuni giornali della Germania, ritirato il "placet” agli allevatori che potrebbero farsi giustizia da soli in caso di avvistamento dell’orso. Intanto è stato acclarato dagli esperti tedeschi, attraverso l’estrazione del dna dai peli e dagli escrementi, che JJ1 è figlio di una coppia di plantigradi del Parco naturale dell’Adamello-Brenta in Trentino. Tutta altra storia, invece, per gli orsi nostrani. E’ di sabato scorso un incontro ravvicinato con l’orsa Gemma fatto da tre persone di San Sebastiano dei Marsi. L’orsa era stata vista avvicinarsi nell’immediata periferia del paese ed allora subito è scattato il monitoraggio. Scomparsa alla vista per una buona mezz’ora, Gemma si è presentata a non più di dieci metri dai tre osservatori. E tra questi una donna, che si era intanto rifugiata (a scanso di equivoci) dentro una macchina. L’animale, per nulla intimorito, si è prima alzato su due zampe, ha posato per qualche foto e poi ha ripreso la via dei campi fino a guadare di nuovo il fiume Giovenco per rientrare nel bosco. Alla prossima tranquilla scorribanda
 

 

http://bz.berlin1.de/aktuell/news/060608/baer.html

 

Diese Hunde sollen unseren Bären hetzen

B.Z. NEWS
10/06/06

Sie sollen die Geheimwaffe in Sachen Problembär sein: Karelische Bärenhunde. Vier finnische Bärenfänger sollen noch diese Woche die Fährte von "JJ1"aufnehmen. dessen letzte Beute ein paar Stallhasen waren. Kosten des Einsatzes: 25 000 Euro. Die Hunde kommen aus dem finnisch-russischen Grenzgebiet. Sie sind klein, absolut furchtlos und lieben die Jagd. Wenn sie einen Bären aufspüren, bellen sie und warten, bis der Jäger kommt.
 

TRADUZIONE

B.Z. NEWS
10/06/06

Questi i cani che devono istigare l'orso


Possono bloccare l'orso che crea problemi? I cani da orso di Karel

Saranno l'arma segreta per l'orso che crea problemi: I cani Karel da orso. Quattro acchiappaorsi finlandesi dovranno andare questa settimana sulle tracce di "JJ1", il cui ultimo bottino sono stati un paio di conigli presi in una stalla. Costo dell'operazione: 25000 Euro.
I cani provengono dalla frontiera finno-russa. Sono piccoli, non temono nulla ed amano la caccia. Quando scoprono un orso, abbaiano ed aspettano che arrivi il cacciatore.


 

 

VIRGILIO NOTIZIE
13 GIUGNO 2006
 
Orso bruno/caccia interrotta, troppo caldo per cani scandinavi
 
Roma, 13 giu. (Apcom) - Per gli speciali cani scandinavi fatti arrivare appositamente per stanare, senza ucciderlo, Jj1, l'orso bruno fuggito dal parco dell'Adamello-Brenta, in Trentino, fa troppo caldo e la caccia, poco dopo essere iniziata, è stata subito interrotta: lo scrive il quotidiano tedesco "Bild". E così "Bruno" l'ha scampata un'altra volta, lui che da inizio maggio vagabonda lungo il confine austro-tedesco seminando il panico tra stalle e pollai. Alle prime luci del giorno i cacciatori finlandesi si sono messi alla ricerca del plantigrado ribelle e verso le 9 del mattino, con l'aiuto di speciali cani scandinavi (Peni, Jeppe, Raiku, Jimi e Atte), si trovavano sulle sue tracce, ma verso mezzogiorno la caccia è stata interrotta per il troppo caldo, scrive Bild. Intanto, ieri sera, due escursionisti affermano di aver visto l'animale vicino ai monti Karwendel, nelle Prealpi Bavaresi, tra il Tirolo (Austria) e la Baviera (Germania).
 

 

Animalieanimali
15 GIUGNO 2006
 

Turista scatta nuova foto a Jj1, l'orso in fuga

Monaco - Un turista tedesco con l'hobby della fotografia, Hans Ulrich Brehm, è riuscito a catturare una nuova immagine di Jj1, l'esemplare di orso bruno fuggito dal parco dell'Adamello Brenta, in Trentino, che da inizio maggio vaga lungo il confine austro-tedesco.
Il 53enne di Coburgo (Baviera) ha spiegato alla "Sueddeutsche Zeitung" di aver intravisto ieri verso le 20.30 l'animale a circa 200 metri di lontananza su un pascolo di montagna nell'Engtal austriaco. "Ero molto agitato", ha confessato Brehm, che ha subito tenuto fermo il suo cane perchè non gli corresse incontro.
Appena Jj1 si è girato, il turista lo ha immortalato: "Non avevo con me un obiettivo per le lunghe distanze", ha commentato un po' stizzito. Nella foto infatti si distingue a malapena la massa pelosa che spunta dal pascolo di montagna.
Oggi la squadra di speciali cani finlandesi ha ripreso la caccia all'orso del Trentino in Tirolo, ha reso noto il Wwf. Le operazioni sono iniziate questa mattina sopra a Hall, dove la sera prima è stata ritrovata una pecora morta. (Apcom)

 

 

VIRGILIO NOTIZIE

15 GIUGNO 2006

 

L'orso più ricercato d'Europa si scontra con auto.

 

Monaco, 15 giu. (Ap) - L'orso Jj1, un esemplare di orso bruno fuggito dal parco dell'Adamello Brenta, in Trentino, che da inizio maggio vaga lungo il confine austro-tedesco, è stato investito da un'automobile in Baviera. Secondo il Wwf potrebbe essere rimasto leggermente ferito, sull'auto non sono state rilevate tracce di sangue. L'autombilista stava percorrendo ieri sera verso le 22.45 una strada nei pressi di Sylvenstein-Stausees. Dopo l'impatto l'animale sarebbe fuggito nella macchia. Nel frattempo le squadre speciali accompagnate da cinque cani finlandesi hanno ripreso la caccia a Jj1. L'animale era stato intravisto l'altro ieri verso le 20.30 su un pascolo di montagna in Tirolo ed era anche stato fotografato.

 

 

IL GAZZETTINO

16 GIUGNO 2006

 

Urtato da un’auto, l’orso “Bruno” riappare e poi si dilegua di nuovo

 

BERLINO - L'imprendibile ed imprevedibile orso «Bruno», all'anagrafe Jj1, è scomparso di nuovo nel folto dei boschi al confine tra Germania e Austria dopo essere riapparso ed essere rimasto coinvolto mercoledì notte in un incidente stradale in Baviera. «Non sembra che l'animale sia rimasto ferito in maniera così grave - ha detto l'incaricato bavarese per la vicenda, Manfred Woelfl - da dover modificare il suo comportamento». Un automobilista austriaco ha riferito alla polizia di avere urtato con la sua vettura un orso in riva al bacino di raccolta idrica Sylvenstein, nei pressi di Bad Toelz: l'animale era uscito dall'acqua e voleva attraversare la strada, ma dopo l'urto si è rifugiato subito tra gli alberi. Secondo le autorità si trattava sicuramente di «Bruno», il plantigrado proveniente da un parco in Trentino e che da settimane erra sui due lati del confine austro-tedesco. La segnalazione ha provocato l'immediato arrivo della polizia con i cani , però l'orso, come le altre volte ha fatto perdere le proprie tracce passando per l'acqua.

 

 

 

TICINO ONLINE
17 GIUGNO 2006
 
Germania: orso bruno Ji1 avvistato vicino caffè
 
BERLINO - L'orso bruno Jj1, che vagabonda da un mese al confine tra Germania e Austria dove è arrivato dal Trentino, è stato avvistato la notte scorsa nei pressi di un bar a Kochel am See, in Baviera (Germania meridionale).In precedenza, secondo quanto ha reso noto un portavoce del ministero regionale dell'Ambiente a Monaco di Baviera, era stato avvistato da un uomo che ha subito chiamato la polizia.Nelle ultime ore il plantigrado - braccato da giorni da squadre che si avvalgono anche di cani finlandesi addestrati alla caccia all' orso e di un veterinario armato di un fucile che spara siringhe di sonnifero - ha ucciso un coniglio ed un porcellino d'India, prima di far manbassa di miele in un alveare.Secondo Alfred Mennekes, del direttivo dell'associazione dei veterinari tedeschi, il clima umido per le piogge dei giorni scorsi è l'ideale per la caccia, anche se, non essendo aperta la stagione venatoria, i cani non sono in buone condizioni fisiche e dopo un paio di ore non ce la fanno più. "'E' come far correre i diecimila metri a uno che non è allenato" ha detto Mennekes.Anche per questo - ha aggiunto il veterinario e appassionato cacciatore - è stato necessario far arrivare dalla Finlandia i cani da caccia all'alce, addestrati per trovare l'orso. "I cani in Germania, dove da 170 anni l'orso era estinto - ha spiegato Mennekes - non sono più in grado di individuare l'odore dell' orso, che non conoscono".
 

 

 

IL GAZZETTINO DI UDINE

19 GIUGNO 2006

L’orso è un animale da proteggere, ma fino a un certo punto…

 

L'orso è un animale da proteggere, ma fino a un certo punto. Quel certo punto è quando l'animale, alla ricerca di cibo, interferisce con l'uomo, specialmente se quest'ultimo ha smarrito ogni cognizione di convivenza con specie "pericolose". Gli orsi stanno ritornando sulle Alpi. Naturalmente da sud est, espandendosi dalle foreste slovene di Kocevje verso il Friuli Venezia Giulia, già "colonizzato" e la Carinzia. Con reintroduzioni partendo dal parco dell'Adamello Brenta, dove sopravvive (sopravviveva?) un'esigua popolazione originaria dell'orso delle Alpi. Due situazioni diverse e due problemi diversi. Nel primo, la ricolonizzazione naturale, c'è stata concertazione e consenso con le comunità locali che sono chiamate a accettare l'orso nel loro territorio. Nel secondo, la reintroduzione, i piani di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sono stati resi vani dalla mobilità (peraltro prevedibile) dell'animale che ha sconfinato in Svizzera e in Germania, imprevisto e spesso non desiderato ospite nonostante la conclamata cultura ambientale di quelle nazioni. E allora "quel certo punto" è diventato legge, norma. In luglio, per esempio, entrerà molto probabilmente in vigore il "Piano orso bruno" messo a punto in Svizzera, anche se del plantigrado non si è ancora vista traccia quest'anno sul territorio nazionale. Il piano (che non ha ancora ottenuto l'approvazione formale dell'Ufficio federale dell'ambiente, UFAM) prevede, in particolare, che l'animale possa essere ucciso se perde troppo il suo timore dell'uomo. «Non aspetteremo che un orso attacchi delle persone», ha detto all'agenzia di stampa elvetica Ats, Reinhard Schnidrig, capo del settore caccia e fauna selvatica all'Ufam. «Ma cercheremo di spaventarlo in un primo tempo - ha spiegato Schnidrig - Se a tornare sarà lo stesso orso apparso nel 2005 nei Grigioni, un esemplare tutt'altro che timido, tenteremo di catturarlo e di reinculcargli la paura dell'uomo». Non sembra un'impresa difficile, visti i precedenti tra uomo e animali… Nel corso della procedura di consultazione del piano, conclusasi a metà aprile, i contadini e le comunità cantonali di Vaud, Vallese e Berna, hanno dichiarato di «non vedere posto per l'orso in Svizzera» e hanno chiesto che l'animale, benché figuri fra le specie più protette d'Europa, possa essere abbattuto senza difficoltà. L'anno scorso, numerosi turisti che volevano vedere l'orso da vicino durante la sua incursione nel Parco nazionale in Engadina, secondo le autorità svizzere non avevano esitato ad assumersi rischi giudicati sconsiderati. «Spetta al Cantone, ai comuni interessati e al Parco nazionale informare», spiega Schnidrig, precisando che da parte dell'Ufam non sarà avviata nessuna campagna di sensibilizzazione. La Svizzera, comunque, collabora con i paesi vicini a livello nazionale e regionale, un gruppo di coordinamento è stato istituito con Austria e Italia. Un altro è previsto in autunno, al quale parteciperanno anche il Liechtenstein e la Germania, dopo la recente incursione in Baviera di Bruno, fratello del "grigionese" Lumpaz e altrettanto impavido e "birbone" (questo il significato dal termine romancio affibiatogli in un concorso di lettori di un domenicale zurighese). Anche se il piano «Orso bruno» si ispira all'esperienza dei paesi limitrofi, l'approccio svizzero al problema è completamente differente. Il plantigrado è meglio accettato in Austria, dove è tornato 25 anni fa, e in Italia, dove non è mai scomparso, rispetto alla Svizzera. «Entrambi i paesi hanno importato orsi dalla Slovenia e dalla Croazia per rimpinguare le popolazioni presenti sul loro territorio, cosa che noi non faremo mai», ha assicurato il responsabile dell'UFAM. Non si parla neppure di istituire "avvocati degli orsi" come in Austria, dove la gestione del grosso mammifero è di ampia competenza del WWF e un team specialistico interviene nei casi problematici. Le posizioni della Svizzera non sembrano però essere isolate, visto che anche recentemente in Trentino sono apparsi cartelli che invitavano a scacciare "i clandestini sloveni", cioè gli orsi importati dall'Est. Umberto Sarcinelli

 

 

animalieanimali
20 giugno 2006
 
Trento 
L'orso in "trasferta" semina il panico in Austria e Baviera.
  
L'orso trentino che sta scorrazzando tra Austria e Germania, chiamato 'Jj1', rischia di portare scompiglio anche nelle casse dell'amministrazione austriaca.
Ammonta infatti a ben 100 mila euro lo sforzo finanziario austriaco previsto per catturare il plantigrado trentino. Secondo quanto ha fatto sapere l'agenzia austriaca Apa l'orso ha lasciato la Germania sabato notte e ha fatto visita ad un rifugio di montagna in Tirolo ad Ackenkirch nel distretto di Schwaz. L'orso ha distrutto una palizzata in legno terrorizzando una mandria di mucche che sono fuggite facendo un gran baccano. La polizia che ha fatto i rilievi non ha potuto far altro che fare il conto dei danni provocati da JJ1 ed allertare la protezione animali, che ora comincia a guardare con preoccupazione alle incursioni dell'orso trentino, il quale dimostra di non avere piu' paura delle persone.
In questi giorni, infatti, a piu' riprese Jj1 si e' avvicinato ai paesi e alle case sia in Germania che in Austria, dove non si e' piu' molto abituati alla sua presenza per la scomparsa da 170 anni degli orsi dalla Baviera. Il plantigrado prima ha provocato un incidente con una macchina, poi e' fuggito ai cani che gli stanno dando la caccia facendo un salto in un lago artificiale, infine ha cercato rifugio in un centro di cura a Kochel am See sotto gli occhi di numerose persone che lo hanno osservato nei suoi spostamenti. Anche i cani inviati dalla Finlandia per dare la caccia all'orso fino ad oggi non hanno avuto fortuna, JJ1 e' riuscito a beffare anche loro, piu' esperti di quelli tedeschi a fiutare la presenza di plantigradi.

 

 

Animalieanimali

22 GIUGNO 2006

 

Orsa in calore per catturare Jji

Vagante fra Trentino, Tirolo e Baviera

 

Il giovane orso Jj1, che da un mese compie scorribande sulle Alpi bavaresi, ha lasciato la Germania ed e' rientrato in Austria. Per lui e' pero' pronta una trappola erotica: una orsa in calore che gli faccia perdere la testa e consenta di catturarlo. Ma JJ1 sarebbe ancora un 'ragazzino'' senza troppe pulsioni essuali.
Questa notte JJ1 e' stato visto da un valligiano a Maurach, sul lago Achen nel Tirolo austriaco. ''Bruno'', come viene familiarmente chiamato l'animale, di due anni di eta' e due metri di altezza, e' stato ben illuminato dai faretti di una abitazione.
L'avvistamento ha provocato l'immediato trasferimento in elicottero in Austria del gruppo di cacciatori di piste con sei cani finlandesi che insieme con un veterinario armato di fucile a sonniferi sta dando da settimane la caccia all'imprendibile orso. Il quale e' giovane e molto mobile e puo' coprire facilmente 25 km in una notte.
Oggi un ammaestratore di animali di Alfeld, in Bassa Sassonia (Germania nord-occidentale) ha proposto di usare una femmina per tendergli una trappola. Dieter Kraml ha proposto di usare Nora, una orsa in calore di 13 anni, che dovrebbe allettare Bruno con il suo odore.
Il problema, secondo Roland Eichhorn del ministero dell'Ambiente bavarese, e' l'eta' di Bruno. In pratica Nora dovrebbe sedurre un minorenne: gli orsi diventano adulti, cioe' sono pronti ad accoppiarsi, quando hanno quattro-cinque anni. A due anni Bruno e' come un teen-ager, che tra una compagnia femminile e qualche pecora da sbranare, sicuramente preferisce le pecore. ''E dell'afrodisiaco che potrebbe diffondere Nora - ha rivelato Eichhorn - ne abbiamo gia' sparso a litri, ma finora senza nessun risultato''. (ANSA)

 

 

VIRGILIO NOTIZIE

22 GIUGNO 2006

 

Orso bruno sfugge ancora ai cani, oggi è a Kufstein

 

Roma, 22 giu. (Apcom) - L'orso trentino continua a farla franca. Anche ieri Jj1, l'esemplare di orso bruno che da inizio maggio vaga lungo il confine austro-tedesco, è sfuggito ai speciali cani finlandesi addestrati a fiutare i plantigradi. L'animale è stato oggi nuovamente avvistato nel Tirolo austriaco, nei pressi di Kufstein, nota località di villeggiatura sulla destra dell'Inn, al confine con la Germania e ai piedi del Kaisergebirge. I cacciatori gli stanno alle calcagna, secondo il quotidiano austriaco "Kleine Zeitung". Alle 8.10 di oggi "Bruno" è stato visto nell'area Pendling, a circa 30 metri di distanza. "L'animale sta facendo ritorno verso Brandenberg, dove ha già gironzolato ieri", secondo le autorità tirolesi.

 

 

ALICE
24/06/06
 
ORSO BRUNO/ BAVIERA INGAGGIA SQUADRA CACCIATORI PER UCCIDERE JJ1
 
Roma, 24 giu.(Apcom) - Dalla settimana prossima le autorità bavaresi hanno deciso di reintrodurre il permesso di sparare a vista a "Bruno", alias Jj1, l'orso trentino che da inizio maggio vaga indisturbato lungo il confine austro-tedesco, dopo che la caccia del team finlandese, composto da cani addestrati a fiutare il plantigrado, è tornata a casa a mani vuote. Lo scrive oggi il quotidiano "Die Welt", nella sua edizione on-line.
La decisione è stata resa nota oggi dal ministero bavarese dell'Ambiente e dal governo tirolese. La licenza di uccidere sarà valida a partire da lunedì in Tirolo, in Austria, da martedì in Baviera. Il Land meridionale tedesco sta programmando inoltre di ingaggiare una squadra di cacciatori nel caso in cui l'orso venisse avvistato. "La sperimenteremo la prossima settimana", ha confermato il sottosegretario all'Ambiente bavarese Otmar Bernhard (CSU).
Il ministro della Foresta del Tirolo, Anton Steixner, ha sottolineato invece che in Austria non ci sarà nessuna caccia attiva o persecuzione contro Jj1: "Non vogliamo creare questo genere di gruppi di caccia". Ma la dichiarazione di Steixner non è poi così benevola, visto che affida ai cacciatori esperti che s'imbattessero nell'orso l'infausto compito di "stenderlo in modo rapido e indolore".
 

 

 

LA REPUBBLICA
24/06/06
 
Proveniente dal Trentino e sconfinato in Austria e in Germania,
è scampato all'ultimo tentativo di cattura. Ora rischia la vita
 
Ormai è caccia all'orso Bruno
In Tirolo deciso l'abbattimento
 
BOLZANO - Abbandonato da tutti, perfino dal Wwf, e in fuga per salvarsi la vita. "Bruno", l'orso che da tempo si aggira sul confine fra Tirolo e Baviera, ha ricevuto la sua sentenza di condanna dalle autorità tirolesi dopo l'ultimo tentativo di cattura: dovrà essere abbattuto.
La squadra di esperti, con tanto di cani finlandesi appositamente addestrati, è tornata "molto demoralizzata", come raccontano i testimoni che li hanno visti rientrare, dalla spedizione di cattura dell'animale. Tanti avvistamenti, qualche tentativo di avvicinamento, molte le tracce lasciate da Bruno, ma nessuna cattura. Nella zona in cui si aggira l'orso sono anche state rinvenute delle carcasse di pecore sbranate.
Dopo questi ultimi eventi l'assessore tirolese Anton Steixner ha comunicato la decisione: "L'orso rappresenta un grande pericolo per l'uomo e gli animali. La sicurezza va prima di tutto". Nessuna speranza dunque per "Bruno", tornato ad essere solo una sigla: JJ1, la vittima della battuta di caccia che inizierà lunedì in Tirolo e martedì in Baviera. Tuttavia Bruno sembra aver fiutato il pericolo e l'istinto lo ha guidato altrove, facendo perdere le sue tracce.
L'orso Bruno, animale di tre anni, proviene dal Trentino e, dopo essere sconfinato in Austria - dove ha creato problemi soprattutto agli allevatori locali - è arrivato in Germania, dove questa specie non faceva la sua comparsa da 170 anni. C'era stata anche la notizia data dal giornale tedesco Bild, secondo il quale l'animale era stato ucciso da un cacciatore di frodo. Ma poi era seguito un altro avvistamento. Adesso lo braccano per ucciderlo.
 

 

 

LIBERO
25 GIUGNO 2006
 
ORDINE DI SPARARE A VISTA SULL'ORSO " BRUNO"
 
Ordine di sparare a vista su Bruno, l'orso che ha sconfinato dal Trentino e che da più di un mese scorazza tra il Tirolo e la Baviera. La decisione è stata presa dopo che per 10 giorni una squadra di cacciatori assistiti da veterinari austriaci e da 5 cani da caccia finlandesi non è riuscita a catturare il plantigrade. Gli esperti hanno stabilito che Bruno si è avvicinato troppo alle case e potrebbe attaccare l'uomo. « La sicurezza delle persone deve avere la priorità » , ha stabilito l'assessore all'Ambiente del Tirolo
 

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