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IL RESTO DEL
CARLINO
ANCONA
15 luglio
2003
Povero Cippo, che il padrone rivoleva: massacrato dagli altri cani |
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PESARO — Ha perso il suo cane, lo ha ritrovato al canile ma non glielo hanno restituito e quando si è ripresentato il giorno dopo l'ha trovato sbranato dagli altri cani. Questa, in dolorosa sintesi, la vicenda subita da Olivier Guidi, padrone di Cippo, un meticcio di taglia media, color ebano che aveva il brutto vizio di concedersi un giretto dopo pranzo, giusto per digerire, e che è stato prima catturato dall'accalappiacani e poi azzannato e ucciso al canile, dopo che il padrone l'aveva ritrovato. Racconta Guidi: "Avevo perso Cippo un sabato, ma spesso se ne andava da casa per poi tornare, solo che era passato qualche giorno e allora mi sono preoccupato. L'ho cercato dappertutto, fino a quando mi sono detto: stai a vedere che l'ha preso l'accalappiacani. Così sono andato al canile comunale di S.Veneranda e Cippo era lì, fermo che mi guardava dentro il recinto". E qui comincia il dramma di un cane che vuole tornare a casa e del suo padrone che lo perde per cavilli burocratici: "Sono tornato al canile il giorno dopo con il foglio di denuncia dell'Usl e con il certificato anagrafico, ma mi hanno detto che mancava l'autorizzazione per il ritiro, cosa che alla Usl, al momento del rilascio degli altri documenti poco prima, non mi avevano affatto detto. Così il custode del canile si è rifiutato di riconsegnarmi il cane, dicendo che il mio Cippo se ne doveva stare un'altra notte in albergo. Bell'albergo: il giorno dopo mi sono presentato con l'ennesimo certificato richiesto e Cippo era morto, ucciso dai cani che erano nel recinto con lui nonostante la legge vieti questo: un cane infatti deve rimanere da solo per 10 giorni dalla data di ritrovamento e comunque buonsenso vuole che venga messo in un recinto con animali della stessa stazza, non con esemplari più grandi di lui. Perché non si rispettano le leggi? Chi paga per questa crudeltà?". Vana anche la richiesta di vedere il cane: "Non me l'hanno fatto vedere nemmeno morto e abbiamo dovuto apprendere dall'agghiacciante certificato medico del veterinario le ragioni del decesso: ferite penetranti ai quattro angoli della testa, rottura della colonna vertebrale ed altro ancora: dalle lesioni rilevate si deduce che la morte è avvenuta per morso alla testa da parte di un altro cane con successivo scuotimento del corpo fino a rottura della colonna vertebrale. Mi chiedo: quanti altri casi del genere sono successi? E quanti animali e padroni hanno sofferto come me e il mio cane?". Guidi ha sporto denuncia. Davide Eusebi |
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Iniziativa pubblicata
in Mailing List di Bairo il 15/07/03 |
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superaldo@libero.it;
clicuna@timenet.it
Egregi signori
Quello che leggiamo ci sembra inaudito
quanto raccapricciante.
Con quale criterio l'amministrazione
comunale affida i cani che si trovano sotto la sua tutela a personaggi
che non hanno niente del tutore ma tanto del carnefice?
Il comune è responsabile della morte del
cane, dello sperpero del denaro pubblico, del mancato rispetto delle
leggi in materia di tutela e randagismo.
Chiediamo che al gestore del canile venga
tolta la convenzione, venga controllata la struttura e lo stato dei cani
in essa detenuti. Minimo, insignificante, riparatorio gesto nei
confronti della protratta, irresponsabile indifferenza mostrata finora.
Un cane muore sbranato per incapacità di
gestione e ciò non deve avere valore?
Un cittadino piange il suo cane e ciò non
deve avere valore?
L'amministrazione comunale getta nella
pattumiera denaro pubblico e questo non deve avere valore?
Tutto questo ha un grande valore e, quali
cittadini onesti, civili e responsabili pretendiamo che chi è stato
latitante e superficiale ora mostri tutta la determinazione necessaria
per cambiare comportamento.
nome....cognome.....città
GRUPPO BAIRO ONLUS
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sabato 19 luglio 2003
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La storia di Cippo fa il giro d'Italia PESARO — La storia di
Cippo, il cane morto sbranato nel canile di Santa Veneranda, fa il giro
d'Italia. L'articolo apparso il 15 luglio sul Carlino, nella cronaca di
Pesaro, è stato letto anche a Trieste, Firenze, Milano, in particolare
dai membri del Gruppo Bairo Onlus, un'associazione animalista che
si occupa per lo più di cani randagi. Da tutta la penisola inviano un
documento via e-mail in cui esprimono il loro sconcerto: accusano il
comune di Pesaro, ritenendolo responsabile della morte di Cippo e
chiedono che revochi la concessione al gestore del canile. Stesso testo,
ma diversi commenti in calce, tutti decisamente polemici. «Vergogna»,
scrive Arianna Bottoni di Ferrara; «raccapricciante», commenta Antonella
Ercolani di Firenze; «il Comune come Ponzio Pilato», si legge nella mail
di Riccardina di Marino di Trieste; «lavarsene le mani», tuonano i
fiorentini Leandro Bianchi e Mariangela Corrieri; «un cane muore
sbranato per incapacità di gestione» è l'amara constatazione di Roberta
Restelli di Bareggio (Mi); «animali come rifiuti» accusa Enrico Barbetti.
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