Fonte: Movimento UNA  ( http://www.unaecoanimali.it/ )

 

Marzo 2005

31 marzo

Comunicato stampa

Il Movimento UNA contesta lo strano modo di gestire adozioni di cani e gatti in Sardegna: spediti oltre l’isola con la collaborazione di associazioni animaliste straniere. Illegittimo e scorretto.
E’ un fenomeno del quale non comprendiamo natura e scopi e che, a nostro parere, mette a rischio la prevenzione del randagismo e il benessere animale.

Pare vi sia da qualche tempo una continua esportazione dalla Sardegna di cani e gatti verso località italiane e estere.

Un fenomeno che ci lasciò perplessi già nel giugno 2003 quando in un articolo de L’UNIONE SARDA si leggeva di due volontari piemontesi recatisi al rifugio di Narbolia (OR) che dichiaravano: “Siamo in spedizione dal Piemonte... siamo venute a vedere la situazione... “con noi partiranno una decina di cuccioli facilmente piazzabili”.

I FATTI

  1. In un sito internet (www.adottauncane.net), che si presenta come gestito da un gruppo di volontari delle province di Torino e Vercelli, vi sono pagine dedicate ai randagi sardi. Si legge: “i canili presentati sono quello di Olbia (SS) e di Narbolia (OR): troverete le foto di alcuni trovatelli in attesa di famiglia. Potete aiutarli in vari modi... "Decidendo di donare loro una casa; i volontari si attiveranno per farli "volare" presso il vostro indirizzo”.
    “Volare” significa proprio spedire l'animale dalla Sardegna alla località segnalata dal presunto adottante.
  2. Nel sito della LIDA di Olbia (www.lidaolbia.it) cliccando nella sezione “storie a lieto fine è possibile vedere una lunga serie di foto: tra queste, immagini di persone all’aeroporto, anche con più cani al seguito, in partenza per destinazione sconosciuta.
  3. L’associazione L’Arca dei gatti, che opera a S.Teresa di Gallura, propone lo stesso tipo di intervento. Anche nel suo sito arcadeigatti.org come in quello della LIDA Olbia è presente il link che collega al sito dell’associazione tedesca “respektiere E.V.”.
  4. Nel sito dell’associazione tedesca respektiere E.V, si propone l’adozione in Germania di gatti e cani provenienti dalla Sardegna: “Amici degli animali, appello Urgente! Cerchiamo padrini di volo che accompagnino dalla Sardegna animali diretti a Monaco, Dusserdolf, Colonia”. E ancora: Lavoriamo con "padrini di volo" per cui possiamo far arrivare gli animali in Germania
    In queste pagine web si possono vedere lunghi elenchi di foto e appelli per “l’adozione internazionale” di cani e gatti sardi.

Riteniamo che questa attività sia preoccupante e in ogni caso si svolga al di fuori delle norme che regolano la materia del randagismo.

I dubbi:

  1. La stessa associazione tedesca respektiere E.V che aiuta i cani e i gatti della Sardegna, afferma nel suo sito (www.respektiere.com/abgabeformalitaeten/home.htm) che: “I rifugi tedeschi e quelli stranieri sono sovraffollati, i giornali riportano annunci di privati che cedono animali ed in Internet c'è il boom della richiesta di adozioni di animali senza padrone”. Perché allora gli amici degli animali tedeschi dovrebbero adottare i cani visti in foto a migliaia di km di distanza e non quelli nei rifugi della loro città o nazione?
  2. Idem per l’Italia. Perché dal Piemonte o dalla Sicilia dovrebbero innamorarsi di un cane sardo visto in foto e farselo spedire via aerea e non recarsi agli stracolmi rifugi della propria zona?
  3. E poi chi e perché sostiene le spese di viaggio?
  4. Non sarebbe più opportuno utilizzare quei soldi per offrire cibo, cure e sterilizzazioni?
  5. Come riesce la Lida di Olbia a gestire i controlli di queste adozioni? Attraverso le foto?
  6. Sul sito dell’associazione sarda “arca dei gatti”, si legge che l’associazione tedesca respekTiere e.v. sostiene “la spesa della maggior parte delle sterilizzazioni e periodicamente invia cibo e medicinali”. Eppure L’art 13 della legge regionale 21/1994 come modificato dall’art 8 della L.R 35/1996 stabilisce che gli interventi di controllo delle nascite devono essere eseguiti obbligatoriamente e gratuitamente dai servizi veterinari delle aziende sanitarie locali a semplice richiesta delle associazioni protezionistiche.

Il trasferimento degli animali è scorretto per le ragioni di cui sopra ed è inoltre del tutto illegittimo sul piano giuridico:

Le Leggi

a. La stessa legge regionale 21/’94 stabilisce che i cani ricoverati nel canili possano essere affidati, prima in via provvisoria poi definitiva, decorsi sessanta giorni senza che siano reclamati dal proprietario, a “privati che diano idonee garanzie di buon trattamento”.

b. Ogni cessione per conto terzi, che vede associazioni di volontariato, o sedicenti tali, addirittura straniere, svolgere un ruolo di intermediazione tra i responsabili della custodia dei randagi e presunti e sconosciuti adottanti, è quindi da ritenersi illegittima. E poichè tali privati devono fornire idonee garanzie di buon trattamento, non si vede come ciò sia possibile se i cani vengono presi e condotti a Monaco o a Dusserdolf.

c. Il Ministro Garavaglia intervenne con una circolare (Ministero della Sanità, 12 agosto 1993) in cui raccomandava la massima vigilanza sui canili e la scrupolosa applicazione della legge quadro nazionale 281/1991 e delle leggi regionali, per evitare che si alimentasse, anche in buona fede e del tutto inconsapevolmente, il fenomeno del traffico di animali destinati alla vivisezione e ad altri scopi vietati dalla legge. Tra le indicazione della circolare vi era quella di evitare affidamenti per conto terzi, di annotare esattamente gli indirizzi degli affidatari e di porre la massima cautela nelle richieste di “adozione” provenienti dall’estero.

d. La legge regionale n. 21 del 18 maggio 1994, vieta espressamente, all’art 14 primo comma, di spostare dal loro habitat i gatti che vivono in stato di libertà. La regione promuove la tutela dei gatti che vivono in stato di libertà, che devono essere sterilizzati e “reimmessi nel loro gruppo” (art 14, comma secondo).

Di questi fatti è stato informato l’assessore regionale alla Sanità Nerina Dirindin con la richiesta di svolgere i necessari accertamenti ed interventi in relazione a quanto esposto.

San Piero a Sieve - Cagliari, 23 marzo 2005

Leila Delle Case
Ufficio Stampa Nazionale Movimento UNA - Tel. 347.9524964
 

 

Aprile 2005

4 aprile

RespekTiere e. V. risponde alle nostre domande sulle adozioni internazionali.

Riceviamo e pubblichiamo la risposta dell'associazione tedesca RespekTiere e. V. inviataci da Sergio Sassi della Lida di Olbia

I dubbi:

1.

Qui hanno fatto male la traduzione !!! Noi sul sito stiamo dicendo che i canili sia in Germania che in Italia sono sovrafollati e percio non fa senso di far venire cani dai rifugio italiani per inserirli nei rifugio tedeschi (come fanno tante associazioni tedesche!!!!). Siamo contrario!!!! Noi invece o possiamo affidarli subito nelle loro famiglie o li possiamo sistemare provvisoriamente da famiglie finchè abbiamo trovato la sistemazione giusta.

Perché dovrebbero adottare i cani visti in foto a migliaia di km di distanza e non quelli nei rifugi della loro città?

Per prima cosa perchà la situazione degli animali nei paesi del sud ci fa tanta pena e riteniamo più importante di dedicarci a loro perché la loro situazione senz’altro è peggio di quella in Germania, cioè chi vuole fare un’opera per bene, davvero, non adotta un cane da un rifugio tedesco ma da uno della spagna, italia o delle isole grecche…

Per secondo motivo perché un cane non è un oggetto!!!!!! Non va “comprato” come un oggetto ma va scelto come va scelto un amico! Tutti noi abbiamo anche degli amici fuori, vero? Magari all’estero??? Chi ci dice che dobbiamo scegliere i ns. amici solo nel ns. paese? L’amico si sceglie a secondo la simpatia, di volto è uno sguardo, il modo di muoversi, ecc….proprio cosi succede anche con i cani!!!!! Percio riusciamo a sistemare i cani anche solo tramite una foto e la sua storia. Vi faccio un esempio: siamo riusciti a sistemare il “mostro” Winnie. Dopo che l’avevamo presentata sui ns. siti internet ci sono arrivati tante richieste perché la sua storia ha toccato il cuore di tante persone. Alla fine abbiamo dovuto scegliere una famiglia ed abbiamo dovuto dare una risposta negativa agli altri. Abbiamo cercato di spingere la sua attenzione su altri cani che noi ritenevamo “simile”. Tutti ci hanno risposto che volevano esclusivamente adottare Winnie e che non erano interessati in altri cani, anche se più belli, più giovani, più sani….era la storia di Winnie che li ha fatti innamorare di lei. Queste persone non sarebbero mai andate in un rifugio tedesco per adottare un altro cane, volevano fare un opera per bene solo a Winnie.

Tutta un’altra cosa da non sottovalutare: i cani del sud sono molto più socievole che i ns. cani. La maggior parte dei cani va d’accordo con gatti e con altri cani, anche dello stesso sesso. Siccome la maggior parte dei canili tedeschi non tiene i cani in gruppi ma ogniuno isolato, spesso il cane tedesco diventa aggressivo e la convivenza con altri cani diventa difficile.

3.

spese di viaggio:

Le spese per il viaggio sono atorno 25 a 75 Euro per cane. La ns. associazione sostiene le spese ma si fa rimborsare dalle nuove famiglie, cioè non rimane una spesa per l’associazione ma va pagato tutto da chi adotta il cane.

4.

Ma come mai loro si permettono di dire che sarebbe più opportuno utilizzare quei soldi per cibo, cure e sterlilizzazioni? Proprio questo è lo scopo della ns. associazione!!!!!!!! Se fanno la traduzione del ns. sito perché non lo fanno per bene?

Il 80 percento del ns. lavoro riguarda la sterilizzazione dei gatti randagi cioè la prevenzione del randagismo. Il 20 percento ci occupiamo anche delle adozione, nazionale ed internazionali.

5.

Dove sono andati a finire i 7 cani???? Velo dico:

Non erano 7 cani ma erano 5 cani e due gatti. I due gatti li abbiamo dovuto trasportare in germania perché avevano bisogno di un intervento di un speccialista in germania. Sono stati ricoverati subito in clinica e sono stati salvati. I cani li abbiamo affidati in famiglie. Vi allego le loro foto che dimostrano la vita che fanno oggi. Penso che non bastano parole per descrivere ciò che si vede sulle foto!

A questo punto vorrei ripetere un’altra volta che non facciamo niente di nascosto, basta chiedere! Gli indirizzi delle nuove famiglie vengono consegnati subito alla Lida di Olbia. Ogni adozione è elencato. Con l’aiuto di un avvocato abbiamo elaborato un contratto d’adozione che deve essere firmato da ogni famiglia. Questo contratto ci dà la sicurezza al 100% che ill cane va tenuto a seconso le ns. regole. L’animale rimane sempre in proprietà della associazione!!!!!!!!! Abbiamo fatto fare la traduzione del contratto anche in italiano per dare più sicurezza anche alle ns. colleghe in sardegna.

6.

Come gestire i controlli???

Già parlato del contratto d’adozione che oltre che il cane rimane sempre della ns. proprietà, ci facciamo anche firmare che devono essere sterilizzate le femmine, ecco di nuovo la prevenzione del randagismo! Nella ns. associazione ci sta occupando una signora (volontariato) solo dell’elenco adozioni.

Non fa nient’altro che organizzare i controlli dei posti, rimane in contatto con le nuove famiglie, si fa mandare le foto, controlla se le femmine vengono sterilizzate, se vengono vaccinati, ecc. ecc.. praticamente controlla se viene applicato tutto questo che noi richiediamo nei ns contratti.

Allora non deve essere la Lida che gestisce i controlli ma lo dobbiamo fare noi che siamo suol posto. Noi animalisti dovremmo cercare di collaborare invece di lottare!

7.

Il buon trattamento del cane si puo verificare attraverso il contratto d’adozione ed i controlli che facciamo. Abbiamo elaborato un questionnario che fa parte del contratto d’adozione. Anche il questionnario l’abbiamo tradotto in Italiano – sempe per dare tante informazioni possibile ai ns. colleghi italiani. Il quel questionnario per esempio devono affermare per esempio quante ore al giorno il cane dovrà stare solo, quante volte viene portato a passeggio, dove deve andare il cane se i padroni vanno in vacanza, dove potrà stare se il padrone si ammala, ecc. ecc.

Un adozione di un solo cane ci impegna almeno una settimana, tra telefonate, controlli, viaggi, contratti, ecc ….! Celo possiamo permettere perché ci sono alcuni volontari che ci danno una mano.

Se intere cucciolate vengono abbandonate davanti al rifugio della Lida, loro sono costretti a regalare i cuccioli al città mercato, altrimenti non cela farebbero più. Perché allora viene criticato il ns. modo di sistemare animali se in Italia purtroppo spesso non c’è neanche la possibilità di fare il controllo del posto????

8.

mah!!!!!! Questo pare strano anche a me!!! Io mi chiedo dal 1997 perché la mia associazione deve sostenere la spesa della maggior parte delle sterilizzazioni……se ci dovrebbero pensare la ASL, obbligatoriamente e gratuitamente.

Invece di spendere oltre 10mila Euro all’anno per le sterilizzazioni, noi avremmo potuto spendere questa cifra per cure, medicinali, ecc. ecc…! Datemi la risposta Voi!!!!!!!!!

Sul ns. sito scriviamo inoltre che i gatti li riportiamo nel loro territorio dopo l’iinterveno della sterilizzazioni, cioè proprio ciò che prevvede la legge.

A me mi pare che noi stiamo rispettando le leggi, invece sono gli altri che non li stanno applicando per niente.

“…è necessario che i problemi vengano risolti laddove esistono e da chi ne ha le competenze e, non esportati…”

Nel passare degli anni le associazioni respekTiere e.V. e l’arca dei gatti hanno provveduto alla sterilizzazione di circa 800 gatti randagi nella zona di Santa Teresa. Abbiamo speso un mondo per la prevenzione del randagismo e siamo riusciti di sensibilizzare la gente attraverso gli animali. Infatti, la situazione dei gatti è migliorata molto. Grazie alla collaborazione delle due associazione. Fino ad oggi non abbiamo avuto nessun aiuto da parte della ASL. Se noi avessimo aspettato finchè il problemi vengono risolti laddove esistono, sarebbero nati migliaia di cuccioli di gatti che sarebbero andati a finire nei cassonetti…….è proprio questo che volete da noi?????

“….costringerli ai viaggi significa imporre loro forte stress, disagi e sofferenza …..”

Ma vuol dire che Voi preferite che stanno magari legati per tutta la sua vita, stanno chiusi nei recinti, vengono maltrattati, abbandonati……invece di fare un viaggio scomodo che dura solo qualche ora??? Non bisogna valutare???? Se avessimo la possibilità di chiedere a loro se vorebbero fare un viaggio per stare in una famiglia vera, cosa pensate che ci dicessero??????

Se alla UNA interessano davvero le riposte alle domande, perché non si sono messi in contatto con noi per chiederci direttamente, per avere le risposte subito? Perché hanno fatto girare questa lettera nel internet, criticando il ns. lavoro di cui non sanno nulla???

Noi animalisti non dovremmo cercare di collaborare invece di farci del male sulle spalle degli animali?

Cari saluti

Christiane

respekTiere e.V.

www.respektiere.com


1 aprile
Diritto di replica - I Cani in Germania

Alla Cortese attenzione del Direttore di Panorama

Pietro Calabrese
E di
Stella Pende

In merito all’articolo di Panorama "Grazie di cuore: firmato i bastardi dentro" del 25 Marzo 2005, di Stella Pende, intitolato “I Cani in Germania”,
desideriamo precisare e ribadire quanto segue:

  1. NON RISPONDE AL VERO come si lascia intendere nell’articolo, che il Movimento UNA abbia dichiarato come i cani mandati in Germania vadano alla vivisezione. Un’affermazione con riferimenti precisi in questo senso viene fatta, come si legge, da Elisa D’Alessio della LAV che però non viene chiamata in causa;
  2. Il Movimento UNA ha segnalato con un comunicato stampa molto dettagliato e con i riferimenti precisi la circostanza confermata delle adozioni di animali OLTRE I CONFINI SARDI E ITALIANI;
  3. Confermiamo come dichiarato nel nostro comunicato che spedire fuori dalla Sardegna cani e gatti sia un modo scorretto di gestire il randagismo, a tutti i livelli e ne rileviamo l’illegittimità, a prescindere dalla destinazione di questi animali;
  4. Niente di tutto questo è riscontrabile nell’articolo di Panorama della settimana precedente, né in quello successivo. Perché?
  5. E’ curioso come Stella Pende una settimana dopo l’articolo “viaggi sospetti” si faccia garante del progetto della LIDA di Olbia così apertamente per 6 telefonate fatte in Germania ai proprietari tedeschi, ma sorvoli su tutta la questione dei controlli o delle garanzie i buon trattamento previste dalla legge; Lo è altrettanto il fatto che pur tirati in causa per una dichiarazione MAI FATTA non siamo stati neppure contattati dal vostro giornale.

Su una cosa siamo decisamente d’accordo: le carte e la verità vengono mischiate.

ufficiostampa@unaecoanimali.it
 

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p.s. il contenuto di questa sezione è molto importante in quanto la piaga dei traffici di animali verso il nord Europa è molto estesa.
Diffondete più che potete e diffidate di chi si si offre di sistemare animali in Germania, Austria Svizzera o chi mentendovi vi promette facili affidi. Controllate sempre lo stato degli animali nel tempo e non allontanateli dal territorio, perchè ricordatevi che la vostra ignoranza, la vostra indifferenza, la vostra complicità, sarà la loro FINE.
Proseguite nella lettura entrando nella "pagina principale di questa sezione" e contribuite con noi alla diffusione di queste pagine e di questo argomento