CORRIERE ADRIATICO
19 GIUGNO 2007
 
Accertamenti in corso sull’effettiva destinazione dopo i sospetti di un traffico illecito destinato alla vivisezione
L’inchiesta sui 102 animali contesi si estende adesso a Grecia e Germania
Cani sequestrati, indaga l’Interpol
Intanto il gip ha respinto la richiesta di restituire alcuni esemplari
 
 
ANCONA - Per risolvere l’intrigo internazionale dei cani sequestrati in porto tre mesi fa gli investigatori italiani chiedono l’ausilio dell’Interpol. La procura di Ancona ha attivato i canali investigativi con Grecia e Germania per ricostruire l’esatta provenienza dei 102 animali e soprattutto la loro effettiva destinazione. Ufficialmente dovevano essere adottati da famiglie austriache, tedesche e in pochi casi anche olandesi, ma una segnalazione arrivata da associazioni animaliste greche aveva fatto scattare il sequestro proprio in base al sospetto che si trattasse di un traffico illecito con destinazione ignota, con il timore addirittura che i cani fossero oggetto di sperimentazioni. Dopo tre mesi di indagini la procura di Ancona, che ha affidato il caso ai carabinieri del Nas, resta salda sulla sua convinzione di partenza, quella che ha fatto scattare il provvedimento: i passaporti con cui i cani erano accompagnati sono contraffatti.
E’ soprattutto per questo che - in attesa di altri accertamenti - i cani arrivati dalla Grecia in porto il 19 marzo scorso restano nei box di alcuni canili, soprattutto a Candia, Falconara e Osimo, affidati alle cure di associazioni animaliste locali.
Nei giorni scorsi il gip Pallucchini ha respinto una richiesta di dissequestro avanzata dall’avvocato Marco Manfredi per conto di tre proprietari di alcuni cani. Il giudice spiega che essendo il sequestro di natura probatoria, non può essere revocato prima che sianno stati conclusi gli accertamenti in corso sulla “reale validità e conformità alla normativa greca dei passaporti con i quali viaggiavano gli animani, oltre che dell’abilitazione dei veterinari al rilascio dell’abilitazione stessa”. Solo i risultati di queste indagini, spiega ancora il gip, “potranno portare chiarezza ed eliminare ogni dubbio residuo sulla titolarità dei singoli animali”. Ma non è neppure escluso che gli investigatori italiani possano decidere una missione all’estero, magari in Germania e in Austria, dove hanno sede le associazioni che da tre mesi reclamano i cani assicurando che sono davvero destinati a famiglie, soprattutto per fare compagnia ad anziani e bambini. L’associazione tedesca Thierilfe Korfù, destinataria di 60 degli oltre cento cani, ha dato la sua disponibilità per far testimoniare direttamente, davanti agli investigatori italiani, i destinatari degli animali, per fugare ogni dubbio sulle sorti dei cani fermati sulla rotta tra Atene e la Germania. L’associazione tedesca, che ad Ancona è seguita dall’avvocato Filippo Moroni, per garantire la serietà dei suoi progetti ha fatto arrivare nelle Marche anche due testimonial d’eccezione: Fiona Swarovski, erede della dinastia dei cristalli nonché moglie del ministro della finanze austriaco Karl Heinz Grasser, e Christine Haffa, signora dell’influente immobiliarista Florian Haffa. Sarà anche per questo che il caso ha già mosso le diplomazionee, con un interessamento dell’ambasciata di Germania in Italia e l’intervento di un europarlamentare tedesco.
 
pagina iniziale bairos@tin.it pagina principale di questa sezione


p.s. il contenuto di questa sezione è molto importante in quanto la piaga dei traffici di animali verso il nord Europa è molto estesa.
Diffondete più che potete e diffidate di chi si si offre di sistemare animali in Germania, Austria Svizzera o chi mentendovi vi promette facili affidi. Controllate sempre lo stato degli animali nel tempo e non allontanateli dal territorio, perchè ricordatevi che la vostra ignoranza, la vostra indifferenza, la vostra complicità, sarà la loro FINE.
Proseguite nella lettura entrando nella "pagina principale di questa sezione" e contribuite con noi alla diffusione di queste pagine e di questo argomento