|
CORRIERE DELLA SERA
27 FEBBRAIO 2007
Bilancio regionale dell'Aidaa
- Sfruttati da zingari e clochard. Molti animali destinati alla
sperimentazione farmacologica all'estero. -
"Rapiti sei cani al giorno:
racket dell'elemosina"
Oltre duemila denunce nel
2006 Spariti anche 1220 gatti. - Cresce l'importazione clandestina.-
Gianno Santucci
Milano - Vivevano nei giardini delle
villette di Affori, Nord Milano. Pastori tedeschi, husky, chow chow.
Sono scomparsi uno dopo l'altro, l'estate scorsa. Sette cani rubati un
paio di mesi, tutti nello stesso quartiere, in un raggio di poche
centinaia di chilometri. Altra zona della città, piazza Wagner e
dintorni; un gruppo di donne cura gli animali randagi nota che rom e
clochard cambiano con frequenza sospetta i cani per chiedere
l'elemosina. Riescono a prendere qualche animale, fanno esaminare il
microchip. Scoprono che anche qui, ci sono dietro furti o "strane"
scomparse. Sono oltre duemila secondo l'associazione Aidaa i cani rubati
in Lombardia nel 2006. Affari sporchi da centinaia o migliaia di euro.
Molto più redditizio il traffico di cuccioli importati con documenti
falsi dall'Est e rivenduti nei negozi di Milano e del Nord d'Italia.
I furti: L'Aidaa ha raccolto le segnalazioni
anche di altre associazioni e le ha incrociate con le denunce di polizia
e carabinieri. Il maggior numero di furti riguarda Milano, Varese, Lecco
e Como. Le stime parlano anche di oltre tre mille gatti scomparsi - Una
crescita preoccupante,- spiega Lorenzo Croce, presidente Aidaa. Secondo
l'associazione gran parte di furti di cane
giù adulti è legata al traffico verso l'estero e alla "sperimentazione
farmacologica" I cuccioli finirebbero invece nel giro
dell'accattonaggio. - E' un fenomeno allarmante - conclude Croce - e
purtroppo spesso i proprietari non denunciano i furti pensando che sia
inutile.-
Morti sospette: A metà gennaio un cittadino
compra un maltese in un negozio di Milano. Pochi giorni dopo il cane si
ammala e muore. Le guardie zoofile dell'Enpa fanno un blitz in due
negozi di animali: il primo in zona piazzale Cuoco il secondo in pieno
centro. Trovano una decina di cuccioli in pessime condizioni di salute,
certificazioni e documenti falsi. I due negozianti vengono denunciati
per truffa, ricettazione, esercizio abusivo della professione medica e
maltrattamento. Un paio di mesi prima c'era già stata una segnalazione
simile: altra operazione delle guardie zoofile, coordinate dal Pm Piero
Basilone. Denunciato un negozio in viale Certosa e sequestrato un canile
di Desio. La scoperta: dietro le morti sospette e le malattie improvvise
di animali appena acquistati c'è il traffico illegale dall'Est. Una rete
clandestina su cui l'Enpa e Guardia di Finanza lavorano da un paio
d'anni.
Il traffico: I cani vengono venduti come
nati e allevati in Italia. In realtà provengono dall'Est europeo. Il
meccanismo: i microchip per l'identificazione (una sorta di carta
d'identità dei cani prescritta dalla legge), vengono acquistati a San
Marino e spediti in Polonia o in Ungheria. Lì i cani vengono
identificati. In quel modo hanno "cittadinanza italiana". Viaggiano
ammassati su un camion. Dopo il confine , i loro documenti sanitari
vengono distrutti. E una rete di veterinari e allevatori collusi ne
attesta con certificati falsi la provenienza dall'Italia. Il business:
acquistati a 50, 60 euro i cuccioli vengono rivenduti a 6-700 euro.
L'inganno e il maltrattamento: vaccinarli all'origine costa troppo,
quindi i cani hanno solo una copertura minima. Arrivati in Italia, è
ormai tardi per i vaccini. Si ammalano e spesso muoiono.
|
|
|