Cosa sta dietro ogni sigaretta; multinazionali del tabacco e
sperimentazione animale
Nota: Fonte: Veganize (foglio
d’informazione Vegan), Agosto 2003, Milano
Cosa sta dietro ogni sigaretta
Per decenni le multinazionali del tabacco si sono nascoste dietro alla
sperimentazione animale, cercando di dimenticare che tutto quello che
sappiamo sul cancro ai polmoni e sulle altre malattie correlate al fumo è
stato scoperto grazie a studi epidemiologici e clinici e non dalla
vivisezione.
Nonostante la legge federale statunitense non richieda più che i prodotti
del tabacco vengano testati sugli animali e il fatto che dal 1997 i test
su animali in questo campo siano illegali in Gran Bretagna, ogni giorno
migliaia di animali continuano ad essere torturati con congegni quali
“smoke masks” (maschere di fumo) immobilizzati su sedie di contenzione in
esperimenti orribili ed inutili.
In questo momento, all’Oregon Regional Primate Research Center (ORPRC)
negli U$A, scimmie gravide sono imprigionate in gabbie strettissime per
studiare l’effetto che la nicotina ha sui feti.
Lo sperimentatore Eliot Spindel ammette che “gli effetti nocivi del fumo
durante la gravidanza sono già da tempo conosciuti”. Ciononostante, questi
esperimenti, nei quali i vivisettori sezionano i neonati per studiarne i
polmoni, sono sovvenzionati con soldi dei contribuenti americani fino al
2004.
Questo è solo uno degli innumerevoli esempi di come gli esperimenti sugli
animali sono usati dalle multinazionali unicamente per futili guadagni
economici e dagli sperimentatori stessi per far carriera sulla pelle di
milioni di animali innocenti.
I vivisettori hanno ricevuto, e ricevono tuttora, ingenti somme dalle
multinazionali del tabacco come la Philip Morri$; dalle agenzie
governative, inclusa l’Environmental Protection Agency e il National
Institute of Health per avvelenare gli animali con nicotina, forzandoli ad
inalare il fumo e rendendoli dipendenti al tabacco, sostanza che non
avrebbero mai incontrato se non fosse per la follia di una specie chiamata
homo sapiens.
Altri esperimenti per studiare il tabacco includono altre assurde
atrocità:
- a dei cani Beagle vengono fatti dei buchi nella gola attraverso i quali
i cani sono forzati ad inalare fumo da sigarette concentrato durante un
anno intero
- ad altri cani vengono inseriti degli elettrodi nel pene per studiare
l’effetto del consumo di sigarette sulle performance sessuali
- a delle scimmie e a dei topi vengono messe delle maschere in modo da
fargli respirare continuamente fumo di sigaretta
- dei cani sono posti in un ventilatore meccanico che li espone al fumo
perpetuamente
- delle scimmie rhesus sono immobilizzate su delle sedie di contenzione ed
esposte a dosi di nicotina e caffeina per determinare come queste sostanze
influenzano la respirazione
Esperimento dopo esperimento, i ricercatori tentano di provare, o in certi
casi di negare (a dipendenza da chi finanzia gli esperimenti) nei ratti,
topi, criceti, agnelli, cani, scimmie, gatti, e altri animali ciò che la
comunità scientifica sa già da molto tempo grazie a studi di
epidemiologia, che non fanno uso di animali.
Per esempio che:
- fumare causa il cancro ai polmoni, laringe, lingua, ghiandole salivali,
bocca, faringe ed esofago
- fumare incrementa il rischio di contrarre cancro a vescica, reni,
pancreas, stomaco, e cervice
- fumare contribuisce all’insorgere di malattie cardiovascolari
- 50-55% di tutti i colpi apoplettici negli stati uniti sono direttamente
attribuibili al fumo
- fumare durante la gravidanza nuoce al feto
- il fumo è la maggior causa di malattie polmonari e morte negli U$A,
inclusi asma e polmonite
- fumare riduce la resistenza generale del corpo alle malattie
Ciononostante gli esperimenti continuano, sacrificando migliaia di vite
animali semplicemente per testare un prodotto in cui oltretutto si conosce
la nocività da decenni senza il bisogno della vivisezione.
Chi è vegan cerca di evitare, nel limite del possibile, qualsiasi prodotto
derivante dalla sofferenza animale.
Visto che per legge tutti i prodotti vengono testati ciò è molto difficile
ma in certi casi qualcosa si può fare.
In commercio esistono diversi prodotti cruelty free ma soprattutto è
importante cercare di consumare il meno possibile in modo da ridurre il
proprio contributo ad un sistema che tortura gli animali.
Lasciatemi aggiungere che l’astinenza dal fumo e da qualsiasi droga legale
o illegale (tutte vengono testate) è un piccolo contributo che ogni
persona che si oppone alla vivisezione potrebbe cercare di dare.
Grazie per non fumare, se non per i nostri polmoni, almeno per quelli
degli animali torturati nei laboratori.
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