IL CANILE LAGER DI CREMONA
CRONACA DEL 4 MARZO 2009
 
LA PROVINCIA DI CREMONA

4 MARZO 2009

 

Rifugio sequestrato

Canile, maltrattamenti e morti sospette: inchiesta

 

Francesca Morandi

 

Cremona - Nel canile di Cremona i cani ci entravano per essere uccisi. Ne è convinta la procura che ieri ha messo sotto sequestro il Rifugio del cane e indagato per uccisione e maltrattamenti di animali e per esercizio abusivo della professione sanitaria, a partire dal 2006 il segretario provinciale di Rifondazione comunista Maurizio Guerrini e Ketty Nin, rispettivamente presidente e vice presidente dell'associazione zoofili cremonesi, l'associazione che con il comune ha fatto una convenzione della durata di dieci anni, per la gestione della struttura. C'è anche un terzo indagato. Nel Rifugio al numero 1 di via Casello, per legge si possono ospitare 200 cani ma ve ne sono 450. Dal 2006 sarebbero stati uccisi 300-400 animali in esubero.. Intanto oggi i carabinieri dei Nas incontreranno il sindaco Gian Carlo Corada, che nominerà un custode giudiziale dei cani, mentre l'Asl a sua volta, ha già nominato un veterinario. Sarebbe alle prime fasi l'indagine decollata la scorsa estate, in seguito all'esposto presentato al sostituto procuratore Cinzia Piccioni da Rosetta Facciolo, da tre anni presidente della sezione di Cremona della Lega nazionale Altre denunce sarebbero poi state depositate in seguito. La Facciolo nel 2006 raccolse la denuncia di un dalmata entrato nel Rifugio del cane "uscito in un sacco nero". cominciò a indagare. Due anni dopo un secondo caso:- I padroni portano il cane al Rifugio alle sei del pomeriggio, poi avrebbero dei rimorsi e alle nove di sera tornano per riprenderselo. L'animale era stato abbattuto due ore dopo. - Rosetta Facciolo ha raccolto documentazione e sette mesi fa l'ha consegnata al pm Piccioni. Ieri mattina la prima svolta. I carabinieri dei Nas hanno eseguito perquisizioni domiciliari a casa degli indagati. Altre perquisizioni sono in corso. Il blitz di ieri sarebbe la punta dell'iceberg di una situazione che gli inquirenti, benchè sottovoce, hanno definito "molto grossa" con un presunto volume d'affari di molte decine di migliaia di euro. Il Comune ha stipulato una convenzione di tre anni in tre anni con l'asl veterinaria e, come detto, una di dieci anni con l'associazione Zoofila cremonese. In più il Comune da un contributo di 20mila euro all'anno a un'azienda che smaltisce le carcasse degli animali morti. Sin qui tutto in regola. Così come in regola sono le convenzioni che l'associazione gestita dagli indagati ha stipulato con altri comuni del Cremonese e in altre città d'Italia. L'Associazione dunque prendeva denaro per accudire i cani arrivati da fuori città Centinaia negli anni, secondo l'accusa. Ma in una struttura stracolma, molti animali sarebbero finiti in sacchi neri e portati, per lo smaltimento delle carcasse, ad altre ditte che l'Associazione Zoofili Cremonese avrebbe pagato di tasca propria. Nell'esposto la presidente della sezione di Cremona della Lega nazionale per la difesa del cane ha fatto il nome di cinque aziende e alla procura ha consegnato un dato agghiacciante: in una delle ditte, accusa, in soli sei mesi sarebbero stati smaltiti 6mila chilogrammi di carne di cane. Dopo le cinque di ieri pomeriggio l'avvocato Marco Soldi ha incontrato nel suo studio Maurizio Guerrini e Ketty Nin. Li difende con l'avvocato Maria Laura Quaini. - C'è una indagine in corso e c'è il segreto istruttorio - si è limitato a dire il legale- Confermo le ipotesi di accusa, ma altro non sappiamo. Dobbiamo conoscere il quadro della situazione quindi alla magistratura saranno dati tutti gli opportuni chiarimenti.- Intanto stamane, gli avvocati della Lega nazionale per la difesa del cane chiederanno al sindaco Corada di affidare nel frattempo all'associazione la gestione del canile

 

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Rosetta Facciolo presidente\ della Lega per la Difesa del cane, ha presentato l'esposto

Tutto cominciò con il caso di un dalmata

 

- Tutto è cominciato nel 2006 con la morte di Galeazzo, un dalmata che serviva per la pet teraphy, uscito da uno dei nostri canili, quello di Segrate. Lo ha preso una donna, che poi ci ha ripensato e lo ha portato al Rifugio del cane. Da lì Galeazzo è uscito ai primi di agosto in un sacco nero, morto.- Da tre anni il presidente della lega nazionale per la difesa del cane, prima di presentare l'esposto in procura, Rosetta Facciolo, si è messa a fare indagini - e tutto quello che dico è documentato.- Durante la morte del dalmata - sono stata contattata da una volontaria del Rifugio del cane che mi ha raccontato cose allucinanti, cioè che i cani venivano uccisi anche per niente. Ho cercato di fare esplodere lo scandalo, ho tentato di parlare con il sindaco, con i responsabili del canile. Niente. Intanto Facciolo continua - a scavare - e a raccogliere materiale - Finchè  nel maggio 2008, c'è il caso del cane Matisse. I padroni non lo volevano più. Alle sei del pomeriggio lo hanno portato al Rifugio del cane, poi alle nove di sera ci hanno ripensato e sono andati a riprenderlo. Il cane era già morto dopo due ore.- A fine luglio - vengo a conoscenza di altri dati raccapriccianti. Continuo ad indagare e scopro che il Rifugio del cane si serviva di alcune ditte per smaltire le carcasse dei cani. Scopro che in una di queste sono stati smaltiti 6mila chilogrammi di carne. Mi sono recata dal Pm Cinzia Piccioni, era un venerdì di pomeriggio. Ho raccontato quello che sapevo. L'indomani, su consiglio del magistrato sono tornata in Procura, stavolta con un esposto, l'ho firmato. In esso vi è il dato dei seimila chilogrammi di carne smaltita più l'elenco delle aziende che il Rifugio del cane pagava per smaltire le carcasse.- E' scattata l'indagine quella ufficiale condotta dai carabinieri dei Nas e coordinata dal pm Cinzia Piccioni. Un'indagine ieri culminata nel sequestro del Rifugio del cane. Mi sono sentita dare della pazza - dice la Facciolo - mi sembra che l'indagine stia dimostrando il contrario. Noi come Lega, siamo partite offese.-

 

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Le reazioni

La vicepresidente dell'associazione e il presidente Guerrini ieri dai legali

Ketty incredula e sorpresa - Non so quel che succede.-

 

Giacomo Guglielmone

 

- Non ho la minima idea di quel che è capitato. Posso dire che ho ricevuto soltanto una telefonata mezz'ora fa da una persona che mi ha chiesto cosa stesse accadendo al Rifugio. A me risulta tutto normale. Il Rifugio del cane sotto sequestro? Non ne so assolutamente niente. - Sono le 16 di ieri e dall'intervento dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni (Nas) sono trascorse una manciata di ore quando Ketti Nin, la vice presidente dell'Associazione zoofili cremonesi, il sodalizio che da anni gestisce la struttura situata a due passi da via Sesto, risponde al telefono cellulare, al numero usato in questi anni da centinaia di persone in difficoltà per trovare un tetto e un'assistenza a un cane abbandonato, magari ferito. Sentite le domande del cronista Nin - che ha lasciato la struttura intorno alle 13,30 - cade dalle nuvole. Anche quando le viene spiegato che il sindaco Gian Carlo Corada - ora custode giudiziario del canile - è al corrente del sequestro dalle 9 di mattina, dalla telefonata dei carabinieri del Nucleo Antisofisticazione (Nas). A quel punto prende tempo:- Facciamo il punto della situazione e poi ci risentiamo. Ripeto, mi sembra strano che parli di sequestro: avrei dovuto vedere un avviso di garanzia.- Nelle ore successive vortice di trelefonate e un lungo incontro insieme al presidente degli zoofili cremonesi, Maurizio Guerrini con i legali dell'associazione - gli avvocati Laura Quaini e Marco Soldi - e cellulare rigorosamente spento. Ketty Nin e i vertici  dell'Associazione zoofili cremonesi mesi fa sono intervenuti - anche tramite alcuni contatti gestiti dai legali di cui si avvale il sodalizio - per diffidare un certo numero di testate dal dare credito ad accuse relative ai presunti reati poi finiti al centro degli esposti e dei fronti di indagine sui quali si muove la Procura della Repubblica. - In varie occasioni - ha spiegato a suo tempo Nin - c'è chi è andato in giro a raccontare cose del tutto campate in aria per mettere in cattiva luce la gestione del Rifugio del Cane. Un discredito su tutta la linea basato sul niente. E tutto allo scopo di prendere il nostro posto.- Pare che gli stessi vertici dell'associazione abbiano anche deciso di muoversi sul piano legale proprio per contrastare alcuni di quei comportamenti, quelli giudicati troppo sopra le righe. Anche le parole pronunciate dal sindaco Corada ieri pomeriggio hanno illustrato uno sorta di scontro sotterraneo tra animalisti appartenenti ad associazioni diverse che si protrarrebbe ormai da più di un lustro. - Sapevo di un contenzioso tra associazioni sfociato in denunce,- ha detto ieri il sindaco. E' chiaro che gli inquirenti adesso dovranno tener conto anche di quello per far piena luce su questa vicenda.-

 

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Corada: "Sapevo dello scontro tra animalisti"

 

- Mi occupo di questa vicenda dalle 9 di stamani (ieri mattina ndr). A quell'ora mi hanno chiamato i carabinieri del Nucleo anti sofisticazione (Nas). Mi è stato comunicato dai militari del sequestro del Rifugio del Cane, la struttura vicino via Sesto e mi è stato detto che non sarebbe stata bloccata l'attività corrente della struttura vista la necessità di accudire gli animali e di ricevere, tramite i volontari, chi fa l'affidamento sulla struttura.. - Così  a metà pomeriggio di ieri, il sindaco di Cremona Gian Carlo Corada, alle prese con una vicenda giudiziaria che riguarda una struttura comunale - l'ente è proprietario della struttura - data a suo tempo in gestione all'Associazione Zoofili cremonese. Corada non si sbilancia su quello a cui può condurre questa indagine nè sulla gravità e sulla fondatezza delle ipotesi formulate dagli inquirenti.  So augura - che la magistratura faccia in fretta.- e spiega di essere al corrente di - un antico contenzioso per gestire il canile sfociato in una serie di denunce.- Quanto ai passi da compiere per assicurare la continuità alle attività garantite del Rifugio del Cane, Corada - ora custode giudiziario del canile - ha pochi dubbi. Del resto in casi come questi, le mosse sono pressochè obbligate: curatela per la struttura dei cani, anche tramite i contatti con i responsabili dell'Azienda sanitaria locale, quindi appena possibile, nuova convenzione, con altri responsabili in grado di gestire il rifugio.


LA CRONACA EDIZIONE CREMONA

4 MARZO 2009

 

Inchiesta della procura: Canile sotto sequestro

Ieri mattina i Nas hanno notificato il provvedimento. Una lunga indagine sull'uccisione di decine di cani non pericolosi. Due indagati. L'accusa è "uccisione di animali" per intascare denaro della convenzione comunale e di esercizio abusivo della professione veterinaria.

Maltrattamenti, canile sequestrato

Inchiesta della procura sull'uccisione di decine di cani sani e non pericolosi. Indagati il presidente dell'Ass. Zoofili Cremonesi e la responsabile del rifugio

 

Bibiana Sudati

 

Cremona - Ora non solo più solo voci. Ieri mattina la magistratura ha sequestrato il canile di Cremona struttura di proprietà del Comune e data in gestione per dieci anni all'Associazione Zoofili Cremonesi. Ci sono anche due indagati nell'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Cinzia Piccioni che ha delegato i carabinieri del Nas a procedere nelle indagini durate un anno e mezzo. Si tratterebbe del presidente dell'associazione, Maurizio Guerrini e della coordinatrice Ketty Nin: l'accusa è di maltrattamento di animali e esercizio abusivo della professione sanitaria. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, fatta sulla base di una decina di segnalazioni di privati e di altre associazioni animaliste, all'interno del canile di Cremona sarebbero avvenuti abbattimenti non necessari, al di fuori delle situazioni previste dalla legge. Secondo l'ipotesi che regge l'impianto accusatorio, moltissimi cani sani e non pericolosi sarebbero stai uccisi solo per ragioni economiche, per incassare denaro - circa 200-300 euro, in base alla convenzione, il comune deve versare per ogni animale accolto nel rifugio. Più cani più denaro, questa l'equazione. Non solo. L'associazione  avrebbe anche altre convenzioni con i comuni di Urbino, Parma e Piacenza e il meccanismo lucroso individuato dagli inquirenti si sarebbe realizzato anche con i cani provenienti da quelle città.

La morte di Galeazzo

A far partire l'indagine della Procura cremonese è stato un esposto della Lega Nazionale per la Difesa del cane, con sede a Milano ma che conta parecchi iscritti nella nostra provincia. Nell'estate 2007 l'ufficio legale dell'associazione ha presentato un esposto circostanziato e documentato anche da dichiarazioni di volontari del canile di Cremona sulla morte "misteriosa" di Galeazzo, cane di media taglia che era stato erroneamente destinato alla struttura cremonese, anzichè a quella di Segrate. L'animale, nell'agosto 2006, era stato affidato ai responsabili del canile di via Casello al mattino, alla sera, quando i volontari milanesi erano arrivati per riprenderselo, era sparito. Solo qualche giorno dopo, su insistenza dell'associazione era stato confermato il decesso. La causa? "Torsione dello stomaco" "un evento non raro ma non così frequente come invece sembra avvenire nel canile di Cremona - spiega l'avvocato Gianluca Scagliotti, responsabile dell'ufficio legale della Lega nazionale per la difesa del cane.- Ci siamo insospettiti e abbiamo iniziato le nostre indagini. Così si è accertato che molti altri cani avevano avuto la stessa fine.". L'organizzazione animalista ha quindi preparato gli incartamenti e depositato il fascicolo in Procura. Ad occuparsene il pm Piccioni che ha incaricato i Nas di effettuare ulteriori accertamenti. Nel frattempo, anche altri enti hanno iniziato a ricevere segnalazioni, come il Corpo Forestale dello Stato. Tutto è confluito però nell'unica inchiesta che avrebbe accertato lo smaltimento  di quintali di carcasse di cani in pochissimi mesi.

Eutanasia con il Tanax

La magistratura sta indagando anche sulla modalità delle soppressioni, in particolare sul tipo di utilizzo del Tanax, medicinale che va somministrato di volta in volta su indicazione medica e che se non viene iniettato con le dovute cautele, procura dolori laceranti agli animali. A quanto trapelato dalle indagini, nel canile di Cremona c'era in dotazione proprio il Tanax. L'indagine è tutt'altro che conclusa. Nel registro degli indagati potrebbero finire altre persone, che avrebbero dovuto vigilare sulla struttura. Il sequestro preventivo, fatto soprattutto per difendere gli animali che si trovano ancora ospiti della struttura, sarebbe solo un primo atto. "Un atto importante - commenta ancora il legale della Lega Nazionale della Difesa del Cane - nel quale  trovano finalmente riscontro oggettivo sospetti che in tanti anni avevano coinvolto a più riprese il canile e la sua gestione. Per noi è un punto di partenza per portare alla luce una situazione gravissima. Siamo disponibili a fornire alla magistratura tutta la nostra collaborazione. Ci siamo già costituiti parte offesa e siamo pronti a chiedere la custodia dei cani ancora presenti nel canile."

 

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Il comune sospende la convenzione. Nominato nuovo "curatore" del canile

 

Dopo la magistratura e i Nas a muoversi è stato anche il comune di Cremona, proprietario del Rifugio del cane di via Casello. Primo provvedimento la sospensione temporanea della convenzione con l'Associazione Zoofili Cremonesi. Secondo punto, non di poco conto, trovare un sostituto che si occupi degli affari amministrativi e della gestione della struttura. "Attualmente sono io il curatore - spiega il sindaco Gian Carlo Corada, che è stato avvisato dell'avvenuto sequestro e dell'avvio dell'indagine sui responsabili dell'associazione ieri mattina alle 9,30 dai Nas - Ma, provvederò al più presto a individuare una persona e a delegarla di questo compito. " La ricerca avverrà questa mattina: in comune si terrà una riunione tra il sindaco, il direttore generale Vincenzo Filippini e il dirigente Pagliarini. Quanto agli aspetti sanitari di cui è incaricato il servizio veterinario dell'Asl, continueranno ad essere seguiti dalla dottoressa Botturini

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Dal canile - Siamo perseguitati da chi vuole il rifugio per fare soldi -

 

Maurizio Guerrini, da otto anni presidente dell'Associazione Zoofili Cremonesi si trincera dietro al "no comment". "Non rilascio alcuna dichiarazione."

Più agguerrita invece l'altra indagata dell'inchiesta della magistratura cremonese, Ketty Nin, referente e responsabile in pectore del Rifugio di via Casello, struttura affollatissima dove i 250 posti previsti sono stati ampiamente superati della metà dagli arrivi di cani. - Io di questo provvedimento non ne so nulla - afferma al telefono. Sono le 15,30 e il sequestro effettuato dai Nas è avvenuto alle 9,30. A quell'ora tutti già sapevano, compreso il sindaco e i dirigenti del comune. - Non ne sono a conoscenza, qui non ci risulta niente - ribatte la signora Nin - Tante volte siamo stati oggetto di denunce e se anche questa volta accadrà,noi difenderemo il rifugio.- Quelli dell'Associazione si sentono dei "bersagli" e lo dicono a chiare lettere. - E' da anni che siamo perseguitati da personaggi che vorrebbero appropriarsi del canile a scopo di lucro. State attenti a quello che scrivete, fatelo con cautela perchè già in passato ci hanno provato ad attaccarci.- In passato però le denunce non avevano avuto alcun seguito.


LIBERO

4 MARZO 2009

 

Maltrattamenti e uccisioni, sequestrato il canile

 

CREMONA - I Nas hanno sequestrato il canile comunale di Cremona. Tre le persone indagate per uccisione maltrattamento di animali ed esercizio abusivo della professione medica. Di due si conoscono i nomi: Maurizio Guerrini, presidente dell’Associazione zoofila cremonese che gestisce il Rifugio e segretario provinciale di Rifondazione comunista, e la vice presidente, Ketty Nin. L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore Cinzia Piccioni, è partita dopo l’esposto di Rosetta Facciolo, responsabile della Lega nazionale per la difesa del cane, che denunciava maltrattamenti nella struttura. Il rifugio potrebbe contenere 250 cani ma erano di più per ricevere maggiori contributi. Stando all'esposto, gli “ospiti” venivano soppressi per fare spazio ad altri arrivi.


LIBERO

4 MARZO 2009

 

CREMONA: CANILE SOTTO SEQUESTRO PER USO DI TANAX

 

Milano, 4 mar. (Adnkronos) - Il canile dell'Associazione Zoofila Cremonese e' stato posto sotto sequestro dal sostituto procuratore del Tribunale di Cremona Cinzia Piccioni. Lo comunica la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, il cui avviamento dell'inchiesta ha portato a dimostrare che nel canile veniva utilizzato in dosi massicce del Tanax, il farmaco per l'eutanasia.Tutto comincia nel 2007, quando un cane, ospitato dalla struttura di Cremona in seguito ad un abbandono, viene trovato in un sacco insieme a un certificato di morte per torsione dello stomaco. L'Asl veterinaria si e' cosi' insospettita perche' questa patologia, non molto frequente, registrava in quel canile numeri da epidemia."Vogliamo che anche il Comune ne resti fuori -afferma Rosetta Facciolo, responsabile della Lega Nazionale per la Difesa del cane a Cremona- almeno fino a quando non si sara' dimostrata la sua estraneita' ai fatti. E' sospetto che il Comune abbia fatto una convenzione di 10 anni, quando il limite e' di 3, con Ketty Nin, gia' espulsa nel 1991 sia dall'Enpa che dall'Oipa per la morte di 35 cani". I documenti prodotti, sottolinea la Lega del Cane, testimoniano lo smaltimento di quasi 6.000 kg di carcasse di cane, quasi che la struttura fosse un centro di smaltimento e non di ricovero. Inoltre risulta che in base a convenzioni private del Comune di Cremona, molti cani arrivassero da Parma, Bergamo, Roma e Urbino. L'inchiesta del Tribunale di Cremona dovra' far luce anche su questa vicenda.


ECR WEB

4 MARZO 2009

 

Canile sotto sequestro

 

Cremona - Indagati i vertici dell’Associazione Zoofila, che gestisce il canile di Cremona, ora posto sotto sequestro dai Nas: pesanti le accuse nei loro confronti, uccisione e maltrattamento di animali, oltre ad esercizio abusivo della professione medica. L’inchiesta sarebbe stata avviata dalla Procura nel luglio scorso, a seguito di un esposto presentato dalla sede locale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Mentre le indagini proseguono, Sindaco ed Azienda Sanitaria si occupano della gestione della struttura.


LA PROVINCIA DI CREMONA
4 MARZO 2009
 
Sequestrati molti documenti. Sopralluoghi e riunioni
Carabinieri in azione per tutto il giorno
 
Cremona - Hanno sequestrati scatoloni di carte e documenti. Hanno scattato fotografie e annotato ogni elemento relativo alle vicende indicate negli esposti che hanno dato il la all'indagine. Hanno preso contatto con responsabili di vari enti pubblici a cominciare dal Comune di Cremona (proprietario del rifugio del cane) all'Azienda sanitaria locale (Asl). Il tutto tenendosi sempre a stretto contatto con l'autorità giudiziaria, leggi il sostituto procuratore della Repubblica di Cremona Cinzia Piccioni, che da mesi coordina l'inchiesta - delicatissima -  venuta a galla in maniera così fragorosa. Una giornata all'insegna del super lavoro quella di ieri, per i carabinieri del Nucleo antisofisticazione (Nas) di Cremona, gli uomini guidati dal comandante Raffaele Marongiu che di buon mattino sono piombati al rifugio del Cane , al civico 1 di via casello, tra la tangenziale e via sesto, per portare a termine il sequestro di materiale considerato importante ai fini delle indagini ma anche per garantire la prosecuzione delle attività condotte presso la struttura, fondamentali per l'assistenza degli animali a quattrozampe. A metà pomeriggio di ieri il comandante Marongiu era ancora impegnato in una delle riunioni. Il Rifugio a quel punto è formalmente sotto sequestro. Il numero delle persone iscritte sul registro degli indagati è certo: tre. Non ci sono più dubbi sulle ipotesi di reato formulate dagli inquirenti: esercizio abusivo della professione veterinaria, all'uccisione e maltrattamento di animali. All'origine dell'inchiesta - si apprende dagli uffici del comando dei Nas di Cremona - non uno ma più esposti presentati nei mesi scorsi presso gli uffici della Procura della Repubblica. Esposti che hanno dato il la a un'inchiesta che poi si è dipanata fino al blitz di ieri mattina.

CRONACA QUI
4 MARZO 2009
 
L'indagine partì lo scorso anno dopo la denucnia di un privato
Canile lager sequestrato a Cremona: due indagati per uccisione di animali
 
CREMONA - Una notizia che fa rabbrividire. Almeno due persone sono indagate per i reati di uccisione di animali ed esercizio abusivo della professione medica, nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica che ha portato al sequestro da parte dei Nas del canile comunale di Cremona.
Si tratta di una struttura collocata alla periferia di Cremona, gestita dall'associazione zoofila cremonese presieduta da Maurizio Guerrini che ricopre anche l'incarico di segretario provinciale di Cremona di Rifondazione Comunista. L'associazione è legata al Comune per via di una convenzione decennale e svolge questo servizio per conto della Asl di Cremona. Tra la Asl e l'amministrazione municipale c'è poi un'altra convenzione triennale che regola il rapporto. L'associazione zoofila riceve circa 20mila euro l'anno per lo smaltimento delle carcasse.
L'inchiesta è partita lo scorso anno quando un privato denunciò maltrattamenti e uccisioni di animali all'interno del canile. Secondo l'accusa si smaltirebbero anche carcasse provenienti da Parma, Napoli, Roma e Urbino.
Dal sito www.legadelcane.org
SOTTO SEQUESTRO IL CANILE DI CREMONA
E’ del 2007 il primo esposto della Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Alle celebri tre T per qualche tempo,a Cremona,se ne dovrà aggiungere un’altra: quella del Tanax, il farmaco per l’eutanasia che pare fosse il prodotto più utilizzato nel canile dell’Associazione Zoofila Cremonese presieduta da Maurizio Guerrini e Ketty Nin.
Per questo motivo,nella mattinata del 3 marzo 2009,la struttura è stata posta sotto sequestro dal sostituto procuratore Chiara Piccioni che ha indagato i responsabili per uccisione e maltrattamento di animali.
L’inchiesta, cui ha dato impulso la Lega Nazionale per la Difesa del Cane con un esposto del giugno 2007,prende spunto dalla vicenda di Galeazzo, un cane che - in seguito ad un abbandono - l’associazione animalista aveva cercato di riprendere dal canile Cremonese, trovando solo un sacco nero e un certificato di morte per torsione dello stomaco.
La patologia - non molto frequente - nella struttura lombarda aveva numeri da epidemia e questo, che non aveva insospettito l’Asl veterinaria, aveva acceso un campanello d’allarme nei volontari della Lega.
Tra questi,la combattiva Rosetta Facciolo non si dava per vinta e di fronte al muro di omertà eretto intorno al canile continuava a ricercare documentazione che forniva alla Procura della Repubblica,insieme a una continua collaborazione con i Carabinieri dei Nas, fino al sequestro.
Collaborazione che continuerà, sempre con il supporto dell’avvocatura della Lega, perché, i documenti prodotti testimoniano un orrore reso ancora più evidente dalla fredda, burocratica, elencazione dei kg di carcasse di cane smaltite – numeri impressionanti – quasi che la struttura fosse un centro di smaltimento e non di ricovero.
Infatti non si comprende perché da Parma, Napoli, Roma e Urbino i cani dovessero essere smaltiti a Cremona, e l’inchiesta dovrà fare chiarezza su questo punto che rappresenta ormai una emergenza nazionale.
Laura Rossi, Presidente della Lega del Cane, denuncia con forza la follia dei Comuni che affrontano in modo così miope il “problema” del randagismo rinchiudendo i cani, esseri viventi e senzienti, del cui benessere sono responsabili, in strutture molto lontane, mettendosi così nell’impossibilità di fare i controlli.
Esistono strutture che fanno convenzioni con ribassi impressionanti, comprensive del trasporto, a tale distanza da essere di per sé antieconomiche. Per cui o si tratta di imprenditori che lavorano in perdita oppure forse il business dei canili non è più solo quello della permanenza all’ergastolo dei cani nei rifugi carcere.
Tra accalappio e smaltimento si può ricavare un utile – anche considerevole – a patto che si possa fare affidamento su quei grandi numeri che l’inchiesta ancora in corso sembra paventare.
Centinaia di morti, da nord a sud, che scuotono le coscienze in un paese che ha abolito l’eutanasia indiscriminata per legge, ma continua a tollerarla nella convinzione che sia un rimedio e per giunta economico.
In realtà si tratta di un rimedio non solo contro la legge ma anche antie-conomico, che solo i Sindaci possono fermare semplicemente utilizzando gli strumenti a lori disposizione: una strada difficile ma risolutiva.
Se qualcuno avesse informazioni sul canile di Cremona che ritiene possano essere utili alle indagini, è pregato di mettersi in contatto con la Lega Nazionale per la Difesa del Cane telefonando al nr. 0226116502 oppure indirizzando una mail a info@legadelcane.org  
 

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