IL CANILE LAGER DI CREMONA
CRONACA DEL 10 MARZO 2009
 

LA PROVINCIA DI CREMONA

10 MARZO 2009
 
Il rifugio sequestrato
Canile, terzo indagato E' la veterinaria dell'Asl
 
Mauro Cabrini
 
Cremona - Maurizio Guerrini e Ketty Nin presidente dimissionario e vice presidente dell'Associazione zoofili cremonesi, l'uno a l'altra indagati per "uccisione e maltrattamento di animali" e per "esercizio abusivo della professione sanitaria" non sono le uniche due persone sottoposte ad accertamenti nell'ambito dell'inchiesta che ha portato al sequestro del canile: è inquisita anche Michela Butturini, il medico veterinario dell'Asl referente per il rifugio che avrebbe dovuto vigilare sulla struttura ma che, stando almeno all'ipotesi dell'accusa, non lo avrebbe fatto o lo avrebbe fatto solo parzialmente. Nei suoi confronti, si suppone il reato di omesso controllo". Va così delineandosi, a una settimana della prima perquisizione eseguita dai Nas, nel presidio a ridosso della tangenziale, il quadro di un'indagine che comunque sta muovendo i primi passi, che essendo complessa e delicata ha bisogno di ulteriori approfondimenti e che appare destinata ad allargarsi. A fare il punto della situazione ieri, confermando ufficialmente la sostanza delle indiscrezioni riguardanti l'impianto accusatorio emerse negli ultimi giorni, e comunque sempre raccolte da fonti investigative, è stata la procura. Con una premessa: - i riscontri raccolti sin d'ora - ha puntualizzato chi coordina l'apparato inquirente - configurano responsabilità penali personali e circoscritte e non dell'associazione in quanto istituzione. Adesso il nostro obiettivo è quello di lavorare per appurare se fatti che sino ad ora si stanno appalesando come reati, lo siano realmente stati nei fatti. E sarà un lavoro lungo Da sviluppare su più fronti.-
Gli indagati.
L'illecito più grave contestato a Maurizio Guerrini e Ketty Nin, formulato sulla base di quasi nove mesi di attività investigativa, innescata da un esposto presentanto ai carabinieri dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane" e dalle segnalazioni inoltrate agli stessi militari da una decina di privati, è l'uccisione irregolare e sistematica degli animali. - Il numero preciso? In questo momento è solo supponibile - hanno riferito in procura - E comunque preferiamo restare cauti perchè rischieremmo, in difetto piuttosto che in eccesso, di incappare in un errore. La documentazione di cui siamo in possesso attesta comunque, che nel 2006 in imprese diverse, sono stati smaltiti 7300 chili di carne di animale proveniente da Cremona - Una cifra che deve essere apparsa anomala. E che ha lasciato presumere abbattimenti eccessivi, non strettamente necessari o, comunque, al di fuori delle prescrizioni di legge. Motivo presunto: in quel modo in un centro di ricovero gravato da un soprannumero di ospiti a quattrozampe, si sarebbe liberato spazio per poterne ricevere altri, incassando così la quota - fra i 200 e 300 euro - che i comuni devono versare per ogni accoglimento. Alla Butturini, che ricopriva per conto dell'Asl un ruolo di controllo relativo proprio alle soppressioni e alla preventiva somministrazione di farmaci, si imputa di non aver prestato adeguata attenzione. I numeri del sequestro
Lo scorso martedì quando gli specialisti del Nucleo Antisofisticazione hanno effettuato il loro primo sopralluogo fra gabbie e ufficio di via casello, hanno trovato confezioni di Pentotal Sodium e Tanax (medicinali abitualmente utilizzati per assopire e ammazzare) "in quantità consistente" e 32 carcasse chiuse in sacchi dell'immondizia dentro una cella frigorifera. Trenta erano di cani e due di gatti. - Non sappiamo come e perchè sono morti e lo accerteremo, le autopsie, ancora da compiere.- Di sicuro solo cinque di questi animali erano accompagnati dagli incartamenti che la legge chiede in caso di soppressione.
Il conto corrente
E' depositato in una banca della città, è effettivamente stato sequestrato e ha un saldo pari a 535mila ero: una somma giudicata "sorprendentemente ingente" per un gruppo che, se è vero che può contare su sovvenzioni di una certa rilevanza, è altrettanto vero che non dovrebbe avere scopo di lucro. La documentazione bancaria è al vaglio e non si esclude il discorso alla Guardia di Finanza, o consulenti esterni, per analizzare con precisione i movimenti.
Gli sviluppi
L'attenzione è ora rivolta ai legami tra alcuni canili del Nord (lombardi soprattutto) e anche del centro Italia con quello cremonese. Obiettivo: stabilire quanti animali siano transitati da una parte all'altra e capire, anche spulciando il registro degli affidi, dove siano finiti. O che fine abbaiano fatto.
 
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Indagini sulle persone: l'Associazione Zoofili  e l'amministrazione comunale estranee
Filippini: - tuteliamo l'ente e gli animali.
 
La procura è stata chiara: l'attività investigativa che si sta compiendo è relativa alle persone e non alle istituzioni.. Significa nella sostanza, che si eseguono accertamenti su presunte responsabilità personali all'interno del Rifugio e non in generale su chi lo sta gestendo o su chi ha concesso la convenzione ai gestori: dunque nè sull'Associazione Zoofili Cremonesi nè sull'amministrazione comunale. Che restano estranee all'inchiesta. E in procura, a tutelare l'una e l'altra, ieri mattina sono arrivati il segretario generale del Comune Vincenzo Filippini e la responsabile dell'economato Tania Secchi, delegati dal sindaco Gian Carlo Corada, insieme a Cinzia Vuoto della custodia giudiziale del canile. Filippini e Secchi hanno incontrato il sostituto procuratore e titolare dell'indagine Cinzia Piccioni Ed è stato un confronto di oltre un'ora: alle 11,20 segretario e dirigente hanno salito le due rampe di scale che conducono all'ufficio del magistrato, alle 12,35 le hanno ridiscese. Ha parlato Filippini: - E' stata una discussione serena - ha assicurato - A tutti prima di ogni altra cosa sta a cuore il funzionamento della struttura e la salute dei 350 animali che vi sono attualmente ricoverati. L'attività prosegue regolarmente e anche l'accoglienza è garantita. Non pensiamo assolutamente di sospendere la sinergia con l'Associazione Zoofila perchè significherebbe mettere a rischio il presidio e non siamo certo di fronte a un immobile che, in presenza di un provvedimento giudiziario, si può chiudere, punto e basta. Inoltre, il nostro legame è con l'ente e non con le persone che risultano attualmente indagate. Il controllo esercitato dal Comune negli anni? Adeguato. Dite che però c'erano cani in soprannumero? Beh anche le carceri sono sovraffollate.- (mac)
 
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La difesa. I legali di Maurizio Guerrini e Ketty Nin preferiscono mantenere la linea del silenzio, in tanti schierati al fianco dei volontari
Gli avvocati insieme in tribunale_ No comment all'uscita
 
Così come i loro assistiti Maurizio Guerrini e Ketty Nin che dal giorno del sequestro del Rifugio rimangono chiusi nel silenzio, anche i legali difensori continuano a preferire la linea del riserbo. Nessuna dichiarazione nemmeno ieri mattina da parte degli avvocati Marco Soldi e Maria Laura Quaini: di fronte ai cronisti, scansati i taccuini con cortesia: ma con decisione, sono quasi "scappati" verso l'uscita del Tribunale. Di sicuro erano appena stati in procura e, di conseguenza, è facilmente deducibile ci fossero transitati proprio per discutere del caso canile. In mancanza di diretta conferma, però è una semplice, seppure verosimile, congettura. E la sola posizione ufficiale rimane quella rilasciata poche ore dopo il provvedimento di sequestro:- Confermiamo le ipotesi di accusa di "uccisione e maltrattamento di animali" e di "esercizio abusivo della professione sanitaria" - si erano limitati a dire - ma essendoci un'indagine in corso, coperta dal segreto istruttorio, non possiamo aggiungere altro. Alla magistratura verranno comunque forniti tutti gli opportuni chiarimenti.- Così gli unici a schierarsi apertamente a fianco degli ex principali responsabili dell'Associazione Zoofili Cremonesi ora affidata al controllo di Federica Aroldi, rimangono i tanti che col canile hanno avuto a che fare - come volontari, come richiedenti di un cane in affido o per un semplice passaggio - e che ora faticano a credere a quel che sostiene l'accusa.
 

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