IL CANILE LAGER DI CREMONA
CRONACA DEL 16 APRILE 2010

E-CREMONA WEB
16 APRILE 2010
 
Cani uccisi senza motivo
 
 
 
 
Cremona - E' pensiero comune che il canile sia un luogo sicuro, dove i cani abbandonati trovano una casa temporanea, in attesa che qualcuno decida di prendersi cura di loro. Si Ŕ invece rivelato una gabbia di morte per i cani ospiti in quello cremonese, numerosi dei quali morti, come ha rilevato l'autopsia promossa nel corso delle indagini relative ai gestori della struttura, per cause non naturali.
E' stata fissata al prossimo 20 aprile alle 10.30 l'udienza durante la quale l'esperto dell'Istituto Zooprofilattico di Grosseto, Rosario Fico illustrerÓ i risultati della perizia sull'autopsia relativa ai 32 animali ritrovati il 3 marzo dello scorso anno dai carabinieri del Nas nelle celle frigorifere del canile di Cremona. Il giudice che presiederÓ l'udienza Ŕ Pierpaolo Beluzzi, che due anni fa, all'inizio dell'inchiesta sulle presunte uccisioni e maltrattamenti contro gli animali avvenuti all'interno del rifugio di via Casello, aveva rigettato la richiesta di archiviazione e ordinato alla Procura nuove indagini.
Almeno 12 cani su 25, secondo i risultati della perizia del responsabile dell'UnitÓ specialistica di medicina forense veterinaria, sono stati uccisi con il farmaco anestetico Pentotal Sodium senza che vi fosse necessitÓ. Lo stesso medicinale, usato nell'induzione dell'anestesia generale, Ŕ stato somministrato, sempre senza motivo, anche su 2 dei 7 gatti che il perito ha esaminato. I 12 cani e i 2 gatti uccisi, in sostanza, non erano affetti da patologie tali da giustificare la loro soppressione. Il 20 aprile, dunque, il dottor Fico riferirÓ al gip Beluzzi le singole cause che hanno portato alla morte degli animali. Gli indagati sono M.G. e C.N., i due ex responsabili dell'Associazione Zoofili cremonesi - difesi dai legali Marco Soldi, del foro di Cremona, ed Ennio Buffoli, di Brescia - la veterinaria M.B. - assistita dall'avvocato Alessandro Nolli - e due volontarie, L.G. ed E.C. - difese dal legale Stefania Amato di Brescia.
Tutti devono rispondere dei reati di uccisione e maltrattamento di animali, esercizio abusivo della professione medica, abbandono di animali e abuso d'ufficio. Indagati anche due veterinari, il dottor A. V., di Cremona, e il collega di Madignano G.P.. Per l'accusa, il primo veterinario avrebbe firmato ricette di quantitativi sproporzionati dei farmaci Tanax e Pentotal Sodium. Il professionista, medico di riferimento scelto dall'Associazione Zoofili cremonesi nella gestione del canile, avrebbe fornito parte del grosso quantitativo dei farmaci senza poi verificarne l'utilizzo. Il collega, invece, avrebbe certificato la morte mai avvenuta di decine di cani. Tutta la vicenda ha preso avvio da un esposto del giugno del 2007 presentato dalla Lega nazionale per la difesa del cane dopo la morte di un cane abbandonato, entrato in ottime condizioni di salute ed uscito nel giro di poco tempo in un sacco nero.
Per l'accusa, nel canile di Cremona ci sarebbe stata una vera e propria mattanza di cani, con uccisioni sistematiche. Secondo i dati in possesso della Procura, nel 2006 il canile comunale aveva mandato all'inceneritore 7300 chili di carcasse, mentre nel 2007, 6000 chili in sei mesi. Secondo le denunce depositate in Procura, inoltre, gli animali uccisi venivano smaltiti attraverso altri canili, oltre a quello ufficiale della ditta specializzata di Castelverde. Durante le perquisizioni dei carabinieri del Nas, al canile erano state sequestrate numerose confezioni di medicinali utilizzati per l'eutanasia di animali ormai in fin di vita che, secondo l'accusa, sarebbero stati iniettati su animali perfettamente sani. Solo durante la perquisizione che aveva portato al sequestro del canile, i Nas avevano sequestrato un centinaio di confezioni di medicinali "killer".
Il Piccolo Giornale di Cremona
 

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