IL CANILE LAGER DI CREMONA
CRONACA DEL 17 MARZO 2009
 
LA PROVINCIA DI CREMONA
17 MARZO 2009
 
Canile, bagarre in Consiglio
Arrivano gli animalisti. L'assessore Dal Conte difende il Comune
Seduta movimentata: urla battibecchi, applausi ironici. Discusse le tre interrogazioni presentate dalla maggioranza e dall'opposizione.
 
Gilberto Bazoli
 
Cremona - Urla battibecchi, applausi veri e applausi ironici. E' stata una bagarre,ieri al Consiglio comunale sul caso del Rifugio del cane gestito dall'Associazione Zoofili Cremonesi i cui responsabili Maurizio Guerrini e Ketti Nin sono indagati. Sotto inchiesta anche la veterinaria dell'Asl Michela Butturini.
Gli animalisti avevano preannunciato che avrebbero assistito alla seduta dedicata alla discussione sulla vicenda. Sono stati di parola: una cinquantina di iscritti alla galassia associazionistica si sono radunati nel cortile Federico II per poi salire nel Salone dei Quadri. A debita distanza Digos, carabinieri in borghese e vigili. Rosetta Facciolo presidente della Lega Nazionale per la difesa de cane, (che ha presentato l'esposto in Procura) e altri aderenti all'onlus hanno distribuito un volantino intitolato: "Omessa vigilanza o aperta complicità". Principale destinatario il Comune e il Sindaco che si stanno trincerando dietro posizioni indifendibili. La carica di segretario provinciale di Rifondazione Comunista ricoperta da uno degli indagati, nonchè Presidente dell'Associazione Zoofili Cremonesi, fa intravedere l'esistenza di un accordo politico tra le forze che hanno sostenuto e si apprestano a sostenere il sindaco. Il comune si legge ancora nel volantino,  ha stipulato una convenzione a condizioni di smaccato favore dell'Associazione zoofilili cremonesi". Gli animalisti anti Comune chiedono "l'immediata revoca del contratto. O valgono più i voti che Rifondazione Comunista e il suo segretario possono far mancare per la rielezione del sindaco? - Mentre gli animalisti prendevano posto nello spazio riservato al pubblico cominciava il dibattito. Da tre interrogazioni presentate da Irene Nicoletta de Bona (An) e Carlalberto Ghidotti (Forza Italia) Alessio Manfredini (Pdl), Domenico Maschi (An). L'assessore all'Ambiente Dal Conte ha risposto con le 8 pagine della sua relazione difendendo l'operato del Comune. proprietario del canile e chi lo gestisce.. - Stando al rapporto redatto dall'Asl all'inizio dell'anno non è stata riscontrata - ha detto Dal Conte -  nessuna carenza igienico-sanitaria: i cani sono tutti in buone condizioni fisiche. Non ci sono stati maltrattamenti o carenze nella cura degli animali..- Sottolineato che i contributi del Comune all'Associazione zoofilili  - sono fissi e invariabili indipendentemente dal numero degli ospiti del Rifugio - Dal Conte ha dato l'elenco dei cani morti: 136 nel 2003 (di cui 91 deceduti e 45 abbattuti); 85 nel 2004 (54 deceduti e 31 abbattuti); 57 nel 2005 (41 deceduti e 16 abbattuti); 160 nel 2006 (90 deceduti e 70 abbattuti); 79 nel 2007 ((71 deceduti e 8 abbattuti). Le soppressioni sono documentate dall'Asl che la pratica ed è deputata al controllo.- Dal Conte ha ripiegato i fogli e ha aggiunto - Sono convinto che le mie risposte non saranno considerate soddisfacenti da chi insegue il goppip...- L'assessore non ha potuto concludere.Dal fondo della sala si sono alzati cori di "Basta, basta" applausi ironici e un insulto. Non permetto a nessuno di offendere,- è scattato il presidente del consiglio comunale Pierluig iRotelli. -E voi non offendete i cittadini raccontando menzogne.- gli ha replicato un animalista. Poi il dibattito per la De Bona - quella descritta dall'assessore è una situazione idilliaca, ma ho qualche dubbio che sia così.- Alessia Manfredini si è rivolta a Ghidotti - Le sue sono affermazioni molto pesanti e inaccettabili.- Duro Maschi - Sono indignato. Il Comune non deve riprendere i rapporti con l'Associazione zoofili.- Il sindaco Corada ha stigmatizzato - le strumentalizzazioni-  e difeso Cremona - una città che ha sempre mostrato grande attenzione gli animali.Il Verde Matteo Lodi ha chiesto inutilmente che si discutesse anche del suo ordine del giorno (sottoscritto pure da Ghidotti e Giacomo Zaffanella della Lega) critico con il Comune. E' a quel punto che, delusi, gli animalisti se ne sono andati, - ma torneremo il 31 marzo - quando andrà in onda la seconda puntata sul caso canile.
 
LA VICENDA
 
IL SEQUESTRO
Martedì 3 marzo i carabinieri del Nas sequestrano il Rifugio di via Casello: all'interno trovano le carcasse di 30 cani e 2 gatti
 
GLI INDAGATI
Maurizio Guerrini e Ketty Nin, presidente e vicepresidente dell'associazione Zoofili Cremonesi che gestisce il rifugio sono indagati per 'uccisione e maltrattamenti di animali' e per 'esercizio abusivo della professione sanitaria'. La veterinaria dell'Asl Michela Butturini, referente de! canile, è inquisita per 'omesso controllo'.
 
L'INCHIESTA
I carabinieri, coordinati dalla procura, stanno indagando sia sul filone relativo alle presunte soppressioni di animali sia sui conti del canile: è sotto sequestro un deposito bancario di 535mila euro

Incontro ieri sera a Milano
Altra informativa al ministero  Massima attenzione
Nessun summit sul 'caso canile', ieri, al ministero della Salute: il previsto incontro romano, e mattutino, tra i funzionari del dicastero retto dal ministro Maurizio Sacconi e i rappresentanti della 'Lega nazionale per la difesa del Cane' è diventato un confronto milanese, e serale, fra l'avvocato referente dell'associazione animalista, Gian Luca Scaglioni, e il sottosegretario Francesca Martini, affiancata dal Capo Dipartimento della Sanità Pubblica Veterinaria Romano Marabelli e dal direttore generale della Sanità Animale e del Farmaco Veterinario Gaetana Ferri. Sarà proprio quest'ultima, come stabilito alla fine di un 'vertice' lungo, iniziato intorno alle 18 e concluso poco dopo le 20.30, ad occuparsi direttamente della vicenda cremonese, valutando la documentazione consegnata ieri dal legale. «Come avvocato dell'associazione —ha riferito in serata Scagliotti — non posso che prendere atto con soddisfazione del fatto che il caso sarà considerato direttamente da un sottosegretario e da organi politici e tecnici di primo piano del ministero. Adesso dispongono di un'informativa completa e decideranno loro come muoversi. Io non so cosa, in concreto, decideranno di fare. Ma mi basta abbiano dimostrato di prestare seria attenzione all'argomento». (m.c.)

La polemica. Gli assessori della sinistra: quereliamo
Il caso ora è politico ombre da Forza Italia

 
Ombre politiche sul caso canile. Le hanno allungate, con il suo volantino, la Lega nazionale per la difesa del cane e Forza Italia. «Non vorrei - ha detto, intervenendo nel dibattito, Carlalberto Ghidotti - che il Comune avesse omesso i controlli sul Rifugio perché il presidente dell'Associazione zoofili cremonesi, che lo gestisce, è il segretario provinciale di Rifondazione comunista». Ghidotti ha continuato: «Non vorrei che il contratto stipulato con l'Associazione zoofili non fosse un pegno per una sorta di 'complicità' verso l'ala più dura della coalizione». Mentre gli applausi degli animalisti presenti in sala salutavano le parole di Ghidotti, l'assessore Daniela Polenghi, dei Comunisti italiani, ha lasciato il suo posto per dirigersi da Celestina Villa, collega di Rifondazione comunista. L'una e l'altra hanno poi annunciato che quereleranno Ghidotti e la Lega per la difesa del cane. «Prima di fare certe insinuazioni, bisogna avere le prove - ha dichiarato l'assessore Villa -. Non mi risulta che ci siano voti di scambio, non mi risulta nessun scambio di nessun genere. Ho sentito fare affermazioni offensive, vergognose. Se si vuole sconfiggere l'amministrazione in carica, lo si deve con le armi della politica, non con la denigrazione. Questi animalisti, questi ambientalisti perché non sono rimasti in aula mentre si parlava dei cantieri per i doppi sensi unici in via Dante e viale Trento e Trieste? A loro, evidentemente, la vita degli umani non interessa». Critica con gli animalisti anche un'altra esponente di Rifondazione, Paola Trombini. «Ho sentito insultare il presidente del Consiglio comunale. Un comportamento scorretto. E poi non capisco perché in altre occasioni - penso a quando sono venuti qui i Centri sociali - ci si è comportati in modo diverso. Con loro sono intervenute le forze dell'ordine, con gli animalisti no. Beninteso, è giusto far rispettare le regole, ma da parte di tutti».

LA CRONACA DI CREMONA
17 MARZO 2009
 
INCHIESTA CANILE - La verità del comune: "Per noi era tutto in regola"
 
Bibiana Sudati
 
Consiglio comunale infuocato. L'assessore Dal Conte: "I mass media inseguono il gossip e la pruderie". Battaglia di querele: comune contro gli autori di insulti e minacce arrivate sull'e-mail del sindaco. Rifondazione contro le affermazioni di Ghidotti (Fi)
Quaranta minuti di arringa difensiva. Poi la chiusura: "So che le mie spiegazioni non serviranno per placare soprattutto i mass media che inseguono la pruderie e il gossip senza chiedersi se diamo di fronte ad un caso di eclatante violazione dei diritti degli animali o a tanto rumore per nulla". L'assessore Carlo Dal Conte, con delega all'ambiente settore in cui ricade anche il canile di Cremona, ha liquidato così la pioggia di interrogazioni piovute sul consiglio da destra e da sinistra dal 3 marzo scorso, giorno del sequestro delle struttura di via Casello e dell'esplosione del caso giudiziario a livello pubblico. Conclusioni che non sono piaciute per nulla al nutrito pubblico che ha affollato la sala consiglio; una trentina di animalisti, intervenuti come semplici cittadini e come membri di associazioni specifiche, che hanno fischiato, gridato "vergogna", chiesto ulteriori spiegazioni. Il punto nodale, secondo loro non è stato risolto: perchè l’ostinazione del comune a mantenere in vita una convenzione decennale con un'associazione coinvolta nello scandalo? Una richiesta contenuta e presentata in modo formale dall'interrogazione urgente del Verde, Matteo Lodi, che però "per motivi di regolamento", non è stata presa in considerazione e rinviata al 30 marzo. La bagarre è stata arginata a stento da un arrabbiatissimo presidente del consiglio, Pierluigi Rotelli, mentre l’assessore ha potuto terminare il suo lungo intervento, annunciando querele con tanto di citazione di Goethe: "Abbiamo dato mandato agli uffici legali di querelare chi in queste settimane ha intasato la posta del sindaco inviando email con insulti e minacce contro il primo cittadino, contro l’amministrazione e contro la città. Una campagna denigratoria non so se preordinata ma d’altra parte “contro gli imbecilli lottano invano persino gli dei!”".
DIECI ANNI DI CONVENZIONE. Il pomeriggio infuocato è iniziato alle 15.30 in punto, con la lettura delle tre interrogazioni presentate dai consiglieri Nicoletta De Bona (An), Carlalberto Ghidotti (Fi) e Alessia Manfredini (Pd). Quasi identici i testi nei quali di chiedeva conto dell’attività interna al canile, della convenzione decennale che garantisce la gestione all'associazione Zoofili Cremonesi e delle misure di controllo adottate dal Comune e Asl quali organi di vigilanza. Dal Conte ha preso la parola pochi minuti dopo l'ingresso in massa degli animalisti. "Le motivazioni della scelta di affidare in modo diretto la gestione del rifugio all’Azc sono molteplici e basate sull’esperienza maturata dall’associazione in trent’anni di attività a favore degli animali all’interno del canili senza l’esistenza di un rapporto formale. I rapporti sono stati regolamentati con una prima convenzione quinquennale 2000/2004. L'attuale convenzione invece risale al 2006 e terminerà il 31 dicembre 2015. Per la gestione è previsto il pagamento di un importo forfettario annuo di 153mila euro". Dieci anni di gestione si sarebbero resi necessari, secondo la spiegazione dell’amministrazione, per permettere all’Azc la conclusione di alcuni lavori di manutenzione straordinaria già avviati e pagati per la maggior parte dall’associazione stessa che per farvi fronte ha aperto mutui bancari. A questi lavori il comune ha partecipato con 50mila euro. Inoltre, ha spiegato Dal Conte, “l’Azc, classificata come onlus, era l’unica associazione per la protezione animali presente sul territorio in possesso di riconoscimento giuridico, iscritta al Registro Generale del Volontariato ed in possesso dell'autorizzazione sanitaria per la gestione di un canile”. Ma, l'Azc ha fatto una cosa in particolare che ha favorevolmente colpito il comune: "Nel corso degli anni – ha spiegato con chiarezza in un passaggio l’assessore – grazie ad una gestione oculata delle entrate ha sempre provveduto in proprio, senza cioè gravare sull’amministrazione comunale, alla manutenzione del rifugio”. Oltre ai soldi del comune, l'AZC ha ricevuto dall'Asl 65 euro forfettari per cane randagio catturato nell’anno fino ad un massimo di 19.500 euro. I 36 comuni cremonesi convenzionati versano all’associazione una somma calcolata applicando l’onere di 0,70 curo ad abitante per il numero totale di abitanti.
LE DUE VERITA'. Esistono due registri sulle morti di animali avvenute all’interno del canile. Un registro, ufficiale, è quello dell'Asl; l'altro è quello meno ufficiale, in possesso della magistratura dove le cifre parlano di una mattanza. "Negli ultimi anni - ha snocciolato Dal Conte nela sua lunghissima difesa – il numero dei morti varia: 136 cani nel 2003 (di cui 91 deceduti naturalmente 45 abbattuti); 85 nel 2004 ( 54 deceduti e 31 abbattuti); 57 nel 2005 (41 deceduti e 16 abbattuti); 160 nel 2006 (90 deceduti e 70 abbattuti) 79 nel 2007 (71 deceduti e 8 abbattuti). Si precisa che il le soppressioni sono documentate dall'ASL che le pratica ed è deputata al controllo. Si ricorda inoltre che spesso i cani giunti al canile sono cani abbandonati, vaganti e sofferenti e spesso versano in pessime condizioni di salute. Questo può spiegare il numero di morti naturali”. La Procura, sulla base delle prove raccolte dai carabinieri del Nas, ha invece parlato di "7.300 chili di carcasse inviare all’inceneritore nel 2006" e di 6mila chili in sei mesi nel 2007. Durante la perquisizione, gli investigatori hanno trovato nelle celle frigorifere del canile un numero di carcasse di cane superiore a quello riportato sul registro. I conti non tornano.
IL SOSPETTO. Al termine dell'intervento di Dal Conte, è stata la pesante risposta del consigliere Ghidotti a sollevare applausi, questa volta favorevoli, degli animalisti. "Visto il doppio incarico di Maurizio Guerrini, segretario di Rifondazione Comunista e presidente dell’Azc, non vorremmo che ci sia stata un’omissione di vigilanza da parte dell’amministrazione per non fare “torto” ad una parte politica necessaria alla maggioranza”. Un’accusa che ha punto sul vivo il sindaco che è subito intervenuto: “Non c’è alcun nesso. Sono due cose separate. E' facile cedere alle facili strumentalizzazioni nel periodo elettorale. Capisco la ricerca dei facili consensi ma attenzione a fare paragoni con situazioni che nulla hanno a che fare con la città di Cremona”. I consiglieri di Rifondazione Daniela Polenghi e Celestina VilIa hanno annunciato querele.
TIRANDO LE SOMME. "Il comune non era a conoscenza degli esposti e delle denunce presentate in Procura" ha affermato Dal Conte e “da una recente rapporto Asl, la struttura non presenta carenze a livello igienico sanitario. I cani sono in buone condizioni fisiche e se c'è sovraffollamento è perché non si è rifiutato alcun animale per paura che venisse abbandonato". A seguito dell'indagine, sono stati presi dei provvedimenti: il sindaco è stato nominato custode giudiziale ed amministrativo del canile e con apposito decreto ha attribuito alla dirigente Tania Secchi e alla funzionaria Cinzia Vuoto gli adempimenti connessi alla gestione; con i nuovi vertici dell'Azc e l'Asl è stato redatto un protocollo di comportamento: allontanati gli indagati attuali e tutti quelli futuri –se ce ne saranno – la convenzione, per il momento, rimane salda nelle mani dell’Associazione Zoofili Cremonesi.

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Gli animalisti/INSODDISFAZIONE
"Raccolta firme per denunciare il sindaco" E la protesta corre su "Facebook"
 
L'assessore Dal Conte lo aveva previsto. Alla fine del suo lungo discorso e delle due spiegazioni pochissimi erano quelli soddisfatti. E non si trattava di mass media, accusati di inseguire il gossip. Gli insoddisfatti, o meglio, gli arrabbiati erano i cittadini intervenuti per ascoltare quanto il comune aveva fatto per impedire "la carneficina". Tra questi anche chi con la propria denuncia alla magistratura ha fatto partire l'inchiesta. "Dicono che non ne sapevano nulla, quando io stessa sono andata a parlare con il sindaco in persona per riferire di come veniva gestito il canile - dice Rosetta Facciolo, presidente della sezione di Cremona della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - e non solo, mi sono rivolta pure al difensore civico del comune, e come me lo hanno fatto altre persone". Non si apsettavano un ripensamento, ma almeno la verità "Noi non ci fermiamo - afferma Facciolo – è una vergogna che questa convenzione venga mantenuta. Non chiedevamo che venisse eliminata ma almeno sospesa momentaneamente fino a quando le indagini saranno in corso. Che garanzie abbiamo che ora la gestione sarà regolare? Che garanzie abbiamo che ora il comune e l’Asl faranno la loro parte controllando quel che accade nel canile?”. Una decisione che i consiglio ha rimandato al 30 marzo prossimo quando in consiglio comunale verrà data risposta all’interrogazione del consigliere e Lodi. Dopo la protesta, prima fase della battaglia unitaria delle associazioni animaliste cremonesi e non, è in fase di partenza la seconda: la denuncia del sindaco. "Da mercoledì - annuncia la presidente locale - inizieremo la raccolta firme tra la cittadinanza per presentare un esposto alla magistratura contro Corada e l'amministrazione per omessa vigilanza. La ricerca di sostenitori è scattata anche su internet, su "Facebook" dove si è costituito il gruppo "Sos canile". In serata, da Milano, dove i vertici nazionali della Lega erano hanno incontrato il sottosegretario della Salute, Francesca Martini, è arrivata la notizia che la "vicenda Cremona" nei prossimi giorni sarà materia del ministero che già una settimana fa si era detto pronto a inviare degli ispettori.
 

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