IL CANILE LAGER DI CREMONA
CRONACA DEL 19 APRILE 2010
CREMONA ONLINE
19 APRILE 2010
 
Canile lager
 
CREMONA - Cani immobilizzati in maniera violenta, con corde, lacci e cappi prima di essere uccisi, senza che ve ne fosse motivo, con il Pentothal, analgesico non registrato in Italia come eutanasico, ma usato come tale. E dunque «in modo non legittimo». Cani talmente traumatizzati dal «contenimento così violento» forse morti «per choc» prima dell’iniezione letale, oppure, nel tentativo di divincolarsi «rimasti vittime dei lacci» prima che dell’iniezione.
Ecchimosi, ematomi, emorragie. Ricorda un ‘manuale delle torture’ la perizia compiuta dal veterinario Rosario Fico — responsabile della sezione di Grosseto dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria. Fico è il perito messo in campo dal gip Clementina Forleo, perché accertasse le cause della morte di venticinque cani e sette gatti che nel marzo di un anno fa, i carabinieri del Nas trovarono nella cella frigorifera del canile messo sotto sequestro.
Se Fico ha accertato che 12 cani e 2 gatti sono stati uccisi con «inoculazione di tiopentale» (di Pentothal Sodium) «senza che ve ne fosse motivo», cioé «senza che i cani manifestassero patologie tali da giustificare la loro soppressione», emergono numerosi altri particolari raccapriccianti nella centinaia di pagine della perizia. Si racconta di cinque cani, tra cui un cucciolo, morti per sbranamento. Si evidenzia come nel Rifugio «sia stato dichiarato il falso sulle cause della morte di altri animali. Ad esempio, di un cane dichiarato deceduto «perché non d’accordo con altro cane: stato comatoso, ictus». Eppure «l’esame necroscopico non ha evidenzi ato nessuna lesione al cervello», scrive il perito.
Fico spiega di aver scelto «il fegato come organo d’elezione per la ricerca post mortem di molecole dei due farmaci (Tanax e Pentothal Sodiumn) al fine di provare la loro somministrazione agli animali esaminati». E che la scelta «è stata basata sulle conoscenze relative alla loro farmacocinetica». Quindi un campione di fegato di ciascun animale è stato sottoposto a necrospia ed esaminato. «Tutti i valori superiori considerati sono stati 3,7 mg/kg per il Tanax e 4,2 mg/kg per il Pentothal. Questi valori esprimono la certezza che la sostanza è stata somministrata all’animale». Ma il perito non esclude «che ad alcuni animali in esame possono essere stati comunque somministrati i due farmaci, ma per vari motivi (il tempo intercorso tra l’iniezione e il blocco cardiaco, un dosaggio troppo basso del farmaco) la quantità di sostanze pres enti nel fegato era al di sotto del limite di rilevabilità del metodo».
Morti trumatiche. Fico spiega che l’eutanasia, una morte dolce, «implica l’assenza di dolore e stress, pertanto le tecniche di eutanasia devono procurare una rapida perdita di coscienza seguita da un arresto cardio-respiratorio e, alla fine, la perdita delle funzioni cerebrali. Una buona tecnica quindi deve minimizzare il dolore, lo stress e l’ansia che gli animali possono provare prima della perdita di coscienza, ma questo non è avvenuto nel caso del canile di Cremona». Nella struttura del Comune, i cani «risultavano invece essere stati soppressi, in molti casi, senza una motivazione legittima e dopo aver subito un traumatico contenimento fisico». Si scrive che «il farmaco utilizzato per la soppressione, ossia il tiopentale, è un farmaco registrato per l’induzione dell’anestesia generale, da mantenere con anestetici ga ssosi, oppure per l’anestesia generale di breve durata (10-20 minuti) per manualità cliniche e di interventi chirurgici ‘minori’ quali soggetti indocili, indagini ginecologiche e odontostomatologiche, esami radiografici o di altro tipo, riduzioni di lussazioni, fratture, contrazioni». Quindi «l’uso del tiopentale sodico in un protocollo di eutanasia è previsto solo come anestetico profondo da somministrare prima del Tanax, farmaco letale, e non come farmaco esclusivo per causare la morte dell’animale».
 

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