IL CANILE LAGER DI CREMONA
CRONACA DEL 20 MARZO 2009
 
LA PROVINCIA DI CREMONA
20 MARZO 2009 
 
Il rifugio sequestrato
A 16 giorni dal sequestro di presidio e conto corrente emergono difficoltà nel sostentare gli animali ospitati
Appello del sindaco a tutta la cittadinanza: portate pane
Donazioni interrotte  Al canile manca cibo
 
di Mauro Cabrini
 
Nel giorno in cui due dei tre indagati per i presunti maltrattamenti al Rifugio interrompono il loro silenzio sottolineando in un comunicato «la nostra attività è stata sempre finalizzata a perseguire il bene degli animali», è ancora una volta il sindaco Gian Carlo Corada ad intervenire sul caso. Non per annunciare querele stavolta. Ma per lanciare un appello. Rivolto a tutta la cittadinanza e finalizzato proprio a garantire il sostentamento degli oltre trecento, fra cani e gatti, che sono attualmente ricoverati nel canile sotto sequestro. Manca cibo. E il motivo è che, da quando la vicenda è esplosa, si sono praticamente interrotte le donazioni.
Nessuno, o pochi, porta più alimentari. E inizia a scarseggiare soprattutto il pane. Così il primo cittadino, nominato custode giudiziale e amministrativo della struttura di via Casello, si preoccupa legittimamente per chi, di quel presidio, è ospite: 'Ritenuto di proseguire nella gestione in stretto contatto con i nuovi vertici dell'Associazione Zoofili e con l'Asl — scrive Corada nel suo invito — non possiamo non valutare che, in questo periodo, si è verificata un'interruzione di tutte le donazioni di generi alimentari, in particolare pane, che prima venivano regolarmente e frequentemente fatte al Rifugio del Cane. Invito tutti coloro che sino a poco tempo fa contribuivano a dare una mano per il sostentamento dei cani e dei gatti che si trovano nel canile a proseguire nella loro azione: le scorte stanno infatti scarseggiando e, poiché permane il sequestro del denaro necessario alla gestione quotidiana, in questo momento più che mai è necessario un aiuto da parte di tutti quelli ai quali sta a cuore la sorte degli animali ricoverati in via Casello. Invito tutti a portare al canile generi alimentari di prima necessità, come ad esempio pane e pasta, che magari siano avanzati nei negozi o in casa». Al Rifugio, insomma, ci sono difficoltà che, 16 giorni dopo il blitz dei carabinieri del Nas la mattina del tre marzo scorso, incominciano ad essere complicate da affrontare. E per superarle, i volontari che vi sono rimasti al lavoro hanno bisogno di un aiuto esterno. Intanto Maurizio Guerrini e Chetty Nin, presidente e vicepresidente dimissionari dell'Associazione Zoofili, hanno affidato a una lettera firmata da entrambi, ma scritta in terza persona, il loro primo intervento da quando sono stati inquisiti sulla base delle ipotesi di reato di 'uccisione e maltrattamento di animali' ed 'esercizio abusivo della professione sanitaria'. E in relazione al procedimento penale promosso nei loro confronti dalla Procura della Repubblica, puntualizzano 'la ferma intenzione, nel rispetto dell'attività degli inquirenti tuttora in corso, di non commentare, quantomeno sin alla conclusione delle indagini preliminari, le notizie proposte dagli organi di informazione...’. Poi ribadiscono come 'l'attività svolta nell'ambito della gestione del canile sia sempre stata finalizzata a perseguire, senza alcun vantaggio personale, il bene degli animali loro affidati'. Infine, ringraziano 'tutti coloro che, in questi momenti di notevole difficoltà, hanno manifestato vicinanza con attestati di stima e solidarietà per il lavoro svolto'.

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LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE
«La querela presentata da Corada non fermerà la nostra battaglia»
 
Sentendosi «offeso e diffamato» dal volantino distribuito nel corso del consiglio comunale dedicato lo scorso lunedì al 'caso canile', il sindaco Gian Carlo Corada ha querelato l'altro ieri l'associazione che quel foglio ha scritto e diramato, ossia la 'Lega per la Difesa del Cane'. «Io non ho mai denunciato nessuno — aveva argomentato il primo cittadino annunciando di aver depositato la sua querela —ma questa volta si è oltrepassato il limite e non ho avuto scelta: visto che in quel documento si adombrano responsabilità che non ho io e non ha la mia amministrazione, poiché si descrivono presunte condizioni di favore concesse all'Associazione Zoofili nella convenzione comunale, e dal momento che si utilizzano espressioni gravi come 'associazione criminale', non potevo fare altrimenti». Ieri, appreso della denuncia dalla stampa, il gruppo animalista ha risposto con con un messaggio firmato Rosetta Facciolo: 'Rimaniamo sulle nostre posizioni — scrive fra l'altro Facciolo — e ci domandiamo perché il sindaco non abbia mostrato interesse verso le segnalazioni che abbiamo inoltrato due anni fa. Non saranno le querele a fermarci: la nostra battaglia continua. Smetteremo di dar voce a chi non può gridare la propria disperazione solo quando sarà emersa la verità». Per chiudere, un pensiero ai carabinieri del nucleo anti Sofisticazione: 'Rinnoviamo il nostro applauso ai Nas di Cremona che, con professionalità, hanno e stanno portando avanti un'indagine complessa'.

LA LETTERA
 
Signor direttore,
in relazione al procedimento penale promosso nei loro confronti dalla Procura della Repubblica di Cremona per fatti asseritamele occorsi nell'ambito della gestione del canile il «Rifugio del cane» Maurizio Guerrini e Chetty Nin intendono comunicare la loro ferma intenzione, nel rispetto dell'attività degli inquirenti tuttora in corso, di non commentare — quantomeno sino alla conclusione delle indagini preliminari — le notizie proposte dagli organi di informazione afferenti l'evoluzione dell'attività investigativa (e quindi tutelata dal segreto), notizie all'evidenza rivelate da non meglio precisati soggetti istituzionali. Ribadiscono tuttavia come l'attività dagli stessi svolta nell'ambito della gestione del canile il «Rifugio del cane» sia sempre stata finalizzata a perseguire, senza alcun vantaggio personale, il bene degli animali loro affidati e ringraziano tutti coloro che, in questi momenti di notevole difficoltà, hanno manifestato loro vicinanza con attestati di stima e solidarietà per il lavoro svolto.
Maurizio Guerrini Chetty Nin

IL PICCOLO
20 MARZO 2009
 
Dal Conte: «Il Comune non era a conoscenza degli esposti e delle denunce fatte in Procura»
«Denuncerò la Lega per la difesa del cane»
Corada risponde con l'avvocato al volantino ingiurioso circolato durante l’ultimo consiglio comunale

di Silvia Galli

In arrivo una querela da parte del sindaco di Cremona, Gian Carlo Corada: «Ho deciso di querelare la Lega, e non è perché sono sindaco. Come cittadino, ho il diritto di non essere insultato e offeso da certe affermazioni pesanti, che si leggono nel volantino distribuito durante il consiglio comunale di lunedì, una riunione piuttosto tesa e movimentata. Si parla di complicità, associazione criminale, davvero accuse pesanti». Principali destinatari del volantino sono Comune e sindaco «che si stanno trincerando» è scritto «dietro posizioni indifendibili». E' presto per dire che risarcimento chiederà il sindaco, ma l'intenzione c'è. Prima però devono trascorrere una sessantina di giorni dalla querela. «La richiesta di risarcimento viene dopo» spiega il sindaco. «Sicuramente chiederò parecchio, e tutto andrà ai cani». «E’ mancata la difesa e l'appoggio alle istituzioni». Così il presidente del consiglio comunale, Pierluigi Rotelli, ha commentato l'atteggiamento dei consiglieri, in particolare quelli di destra, tenuto nel corso dell'ultimo consiglio comunale. «Mi sarei aspettato da chi cavalca questa battaglia e questa protesta una condanna per il comportamento di quel pubblico che ha ingiuriato l'assessore e il sindaco. Ricordo che quando vennero gli autonomi in consiglio comunale e offesero un consigliere di centrodestra, fummo i primi noi a difenderlo. Invece in questo consiglio è mancata la difesa alle istituzioni, che è compito preciso di ogni consigliere. Non li ho fatti allontanare perché ritengo che sia opportuno che il pubblico partecipi alle sedute, ma si devono anche attenere alle regole. Vorrei davvero avere uno spazio dedicato alla gente in consiglio, ma ci deve essere rispetto reciproco». E ora, sulla questione del canile, verrà convocato un altro consiglio comunale il prossimo 30 marzo nel quale verrà discusso l'ordine del giorno urgente a firma di Matteo Lodi dei Verdi, di Giacomo Zaffadella Lega e di Carloalberto Ghidotti di Forza Italia. Ma durante il consiglio scorso, c'è stato uno scambio di battute tra il relatore, l'assessore Carlo Dal Conte, e una cinquantina tra animalisti e privati presenti alla seduta che sono interbvenuti con appluasi di scherno. L'assessore ha risposto alle tre interrogazioni con tutta una serie di dati precisi, parlando del numero degli animali presenti allo stato del sequestro e anche della convenzione stipulata con validità fino al 31 dicembre 2015 con l'associazione Zoofila Cremonese. «Da un recente rapporto dell'AsI emerge che la struttura, suddivisa nettamente in due moduli (canile nuovo e canile vecchio), non presenta carenze a livello igienico sanitario, che i cani sono tutti in buone condizioni fisiche e le modalità di alimentazione sono conformi alle esigenze dei soggetti. Al momento del sopralluogo (28 gennaio 2009) la struttura ospitava complessivamente 328 cani (115 nel canile nuovo e 213 nel canile vecchio). I cani sono alloggiati in 75 box (33 nel canile nuovo e 42 nel canile vecchio) a cui si aggiungono 12 box singoli del canile sanitario (che ospitano gli animali appena entrati per 10 giorni, prima del trasferimento nella restante parte della struttura, "canile rifugio") che risultano rispondenti alla normativa e necessitano solo di marginali interventi di manutenzione, così come adeguate risultano le aree dei servizi. All'interno della struttura sono inoltre presenti 5 aree destinate a gattile dotate di parte scoperta e coperta nella quale sono alloggiati circa 80 gatti. I cani sono tutti dotati di microchip o tatuati. Dalle visite effettuate dal Comune e dai rapporti che regolarmente intercorrono con l'AsI non sono mai emerse evidenze di maltrattamenti o di carenze nella cura prestata agli animali ospitati». L'assessore Dal Conte ha spiegato che l'associazione «ha svolto negli ultimi 30 anni attività a favore degli animali, di affezione all'interno del canile di proprietà comunale, nei primi momenti assolutamente privo delle strutture adeguate e necessa-rie per il ricovero di animali randagi o abbandonati. Le motivazioni a sostegno della scelta di affidare all'associazione Zoofili la gestione del rifugio sono molteplici e comunque basate sull'esperienza maturata dall'associazione. L'associazione Zoofili è senza scopi di lucro che, come già detto, da oltre 30 anni gestisce il rifugio, è classificata Onlus, era l'unica associazione per la protezione animali presente sul territorio in possesso di riconoscimento giuridico, iscritta al Registro generale del volontariato ed in possesso dell'autorizzazione sanitaria per la gestione di un canile». I comuni convenzionati attualmente sono 36. «I comuni» ha tenuto a precisare Dal Conte «non pagano per ogni singolo animale consegnato (come riportato erroneamente dalla stampa, dove si è parlato addirittura di 200/300 euro per ogni singolo cane). La convenzione prevede la facoltà per l'associazione di stipulare convenzioni direttamente con altri comuni, anche di fuori provincia, compatibilmente con le esigenze e la capacità della struttura». Dal Conte passato, poi, ad elencare il numero dei cani morti: 136 nel 2003 (di cui 91 deceduti e 45 abbattuti); 85 nel 2004 (54 deceduti e 31 abbattuti); 57 nel 2005 (41 deceduti e 16 abbattuti); 160 nel 2006 (90 deceduti e 70 abbattuti); 79 nel 2007 (71 deceduti e 8 abbattuti). «Le soppressioni sono documentate dall'AsI che le pratica ed è deputata al controllo». Ha poi spiegato che «la struttura è in grado di ospitarne 250/300 circa. Al momento del sequestro erano presenti 320 cani e non 450. Il contributo versato all'associazione Zoofili per la gestione del canile è stato sempre pari a 153.000 euro annui. Inoltre il Comune ha contribuito con una somma pari a 50.000 euro alla realizzazione di interventi straordi-nari di manutenzione, sostenuti per la maggior parte dall'associazione stessa». L'assessore Dal Conte Ha spiegato poi tutto l'iter che è stato seguito dal Comune dal momento in cui il canile è stato sequestrato ad oggi, sottolinenado anche che «II Comune non era a conoscenza degli esposti e delle denunce presentate in Procura». Non soddisfatta, la presidente della Lega per la difesa del cane di Cremona Rosetta Facciolo, a fine seduta ha commentato: «Ho sentito solo bugie. Torneremo il 30 marzo. I dati dell'assessore Dal Conte sono dati forniti dall'associazione e non combaciano con le carcasse degli animali smaltiti. Noi, intanto, fintantoché la magistratura sta lavorando, chiediamo che venga sospesa la convenzione con l'associazione Zoofila».
 
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Responsabili anche due volontari?
 
Nel convalidare il sequestro del canile, il gip Clementina Forleo ha ravvisato, leggendo gli atti del Nas, altre responsabilità sull'uccisione degli animali. Il giudice ha segnato nomi di volontari, in particolare sembra di due donne. Ora, però, toccherà al pm Cinzia Piccioni, titolare dell'inchiesta, valutare se vi siano responsabilità o meno da parte di questi volontari. Per ora, comunque, restano tre le persone indagate per i reati di uccisione di animali, esercizio abusivo della professione medica e omesso controllo nell'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica: sono i due ex responsabili dell'associazione Zoofili Cremonesi, Maurizio Guerrini, e Ketty Nin, e la veterinaria dell'AsI Michela Butturini (che nel frattempo si è autosospesa dall'incarico al canile), che avrebbe avuto il compito di vigilare sulla salute e sul benessere degli animali. Guerrini e la Nin sono difesi dagli avvocati Marco Soldi, di Cremona, e da Ennio Buffoli, del foro di Brescia, sostituto della collega di Cremona Maria Laura Quaini, che ha recentemente rinunciato all'incarico. Nel canile di Cremona, per l'accusa, si sarebbero verificati abbattimenti di animali non necessari, o comunque al di fuori delle prescrizioni di legge. Tutta la vicenda ha preso avvio da un esposto del giugno del 2007presentato dalla Lega nazionale per la difesa del cane dopo la morte di un cane abbandonato, entrato al canile in ottime condizioni di salute ed uscito nel giro di poco tempo in un sacco nero. Sempre secondo l'esposto, ci sarebbero stati strani e continui decessi. Le indagini hanno riguardato anche il conto corrente del canile, che riporta un saldo ritenuto dagli investigatori «molto alto per un 'associazione senza fini di lucro». Sequestrati, quindi, anche i 535mila euro depositati in una banca della città. Ora tutti i particolari dell'intera vicenda sono sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti che hanno ricostruito quasi interamente il quadro della situazione. sp
 

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