IL CANILE LAGER DI CREMONA
CRONACA DEL 20 APRILE 2010

CRIME BLOG
20 APRILE 2010
 
Cremona: aperta un'inchiesta sul canile lager
 
 
Sulla carta era una struttura ricettiva per cani. In realtà il canile di Cremona era un vero e proprio lager, dove un crimine odioso come quello della violenza sugli animali veniva perpetrato con costanza e senza alcun imbarazzo tanto che nel 2009 i Carabinieri trovarono 25 cani e 7 gatti morti in una cella frigorifera. Adesso, dopo l’apertura delle indagini del gp Clementina Forleo, la verità è ancora più esecrabile di quanto si potesse credere. Il veterinario Rosario Fico, responsabile della sezione di Grosseto dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, ha portato alla luce una realtà che ha dell’agghiacciante.Secondo il perito molte uccisioni sono state assolutamente arbitrarie e non motivate da alcuna patologia. In 12 casi chi ha ucciso gli ospiti del canile si è servito del Pentothal, un analgesico non registrato come farmaco eutanasico, ciò nonostante usato con questo scopo. A parte la causa della morte su molti animali sono stati rinvenuti segni di percosse, ematomi ed ecchimosi dovuti a percosse continuate.Per chi si sta confrontando con il caso resta il disgusto per un comportamento così barbaro. Dalle prime indagini risulta che almeno 5 cani, tra cui un cucciolo, sarebbero morti sbranati. E subito è scattata la protesta su Facebook dove un gruppo di animalisti (che ha già 800 persone in supporto) ha chiesto al comune di Cremona di allontanare dal canile l’associazione che gestisce il canile (volontari inclusi) e che venga dato mandato a qualche garante esterno.

STUDIO APERTO

20 APRILE

 

VIDEO

http://www.video.mediaset.it/video/studioaperto/edizione_servizio/163911/cremona-scoperto-un-canile-lager.html


TG COM

20 APRILE 2010

 

Cremona, maltrattamenti al canile

Sevizie e uccisioni: aperta inchiesta

 

 

CREMONA - Cani immobilizzati con corde, lacci e cappi prima di essere uccisi senza motivo. Iniezioni letali con analgesici e maltrattamenti di ogni tipo. Teatro delle sevizie, il canile di Cremona, dove nel marzo 2009 i carabinieri del Nas trovarono 25 cani e sette gatti morti in una cella frigorifera. Il gip Clementina Forleo del tribunale di Cremona ha aperto un'inchiesta e dato incarico a un veterinario di accertare le cause della morte degli animali.I primi risultati della perizia compiuta dal veterinario Rosario Fico, responsabile della sezione di Grosseto dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, sono agghiaccianti. Ecchimosi, ematomi ed emorragie, segni di maltrattamenti costanti e immotivati. Il perito ha accertato che 12 cani e due gatti sono stati uccisi con iniezioni di Pentothal, un analgesico non registrato in Italia come eutanasico, ma usato come tale. Le soppressioni, inoltre, sarebbero state del tutto immotivate: "Uccisi - si legge nella perizia - senza che i cani manifestassero patologie tali da giustificare la loro soppressione".
I racconti sono raccapriccianti: cinque cani, tra cui un cucciolo, sarebbero morti per sbranamento. Dalle indagini emerge come nel canile "sia stato dichiarato il falso sulle cause della morte di altri animali": i cani "risultavano essere stati soppressi, in molti casi, senza una motivazione legittima e dopo aver subito un traumatico contenimento fisico".
Intanto su Facebook è stata aperta una petizione affinché "il comune di Cremona allontani dal canile sia l'associazione che gestisce il canile, compresi i volontari, sia quella che ha denunciato il tutto e metta garanti esterni ai fatti". Il gruppo ha il supporto di oltre 800 persone.


LEGGO

20 APRILE 2010

 

CANI SEVIZIATI A CREMONA E UCCISI CON IL PENTOTHAL

 

 

CREMONA - Al canile di Cremona, i cani venivano immobilizzati in maniera violenta con corde, lacci e cappi prima di essere uccisi, senza che ve ne fosse motivo. Venivano soppressi con il Pentothal, analgesico non registrato in Italia come eutanasico, ma usato come tale. Forse i cani morivano per choc prima dell'iniezione letale, oppure nel tentativo di divincolarsi «rimasti vittime dei lacci» prima che dell'iniezione. Ecchimosi, ematomi, emorragie sono riferiti nella perizia compiuta dal veterinario Rosario Fico, responsabile della sezione di Grosseto dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria. Fico è il perito incaricato dal gip Clementina Forleo del tribunale di Cremona di accertare le cause della morte di 25 cani e sette gatti che nel marzo 2009 i carabinieri del Nas trovarono nella cella frigorifera del canile messo sotto sequestro. Fico ha accertato che 12 cani e due gatti sono stati uccisi con «inoculazione di tiopentale» (di Pentothal Sodium) «senza che i cani manifestassero patologie tali da giustificare la loro soppressione». Emergono numerosi altri particolari raccapriccianti nella centinaia di pagine della perizia. Si racconta di cinque cani, tra cui un cucciolo, morti per sbranamento. Si evidenzia come nel Rifugio «sia stato dichiarato il falso sulle cause della morte di altri animali»: i cani «risultavano essere stati soppressi, in molti casi, senza una motivazione legittima e dopo aver subito un traumatico contenimento fisico».


LA PROVINCIA DI CREMONA
20 APRILE 2010
 
Canile sotto inchiesta
Sofferenze prima di morire. Così venivano uccisi i cani
"Immobilizzati con lacci e cappi: poi l'iniezione letale"
 
Francesca Morandi
 
Cremona - Così immobilizzati con violenza, con corde, lacci e cappi e poi uccisi, senza che ve ne fosse motivo con il Pentothal, analgesico non registrato in italia come eutanasico,, ma al Rifugio usato come tale. E dunque "in modo non legittimo". Cani così traumatizzati dal "contenimento così violento" forse morti per "schoc",prima dell'iniezione letale. Oppure "nel tentativo di divincolarsi, rimasti vittime degli stessi lacci." prima che dall'iniezione. Ecchimosi, ematomi, emorragie. Ricorda più un "manuale delle torture" la perizia del veterinario Rosario Fico, responsabile della sezione di Gosseto dell'Istituto Zooprofilattico sperimentale delle regioni Lazio e Toscana, centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria. Fico è il perito nominato dal gip Clementina Forleo, perchè accertasse le cau se della morte di 25 cani e sette gatti che un anno fa i carabinieri del Nas trovarono nella cella frigorifera del canile messo sotto sequestro. Non solo Fico ha accertato che 12 cani e 2 gatti sono stati uccisi, con "inoculazione di tiopentale", ol Pentothal, "senza che gli animali manifestassero patologie tali da giustificare la loro soppressione. Ma la perizia rivela altri particolari choc, come i cinque cani, tra cui un cucciolo, morti per sbranamento. Soprattutto come nel Rifugio "sia stato dichiarato il falso sulle cause della morte di altri animali" Ad esempio un cane "è stato dichiarato deceduto per ictus" Eppure "l'esame necroscopico non ha evidenziato alcuna lesione al cervello". Fico spiega di aver scelto "il fegato come organo d'elezione per la ricerca post mortem di molecole dei due farmaci (Tanax e Pentothal Sodium) al fine di provare la loro somministrazione agli animali esaminati" Quindi un campione di fegato di ciascun animale è stato sottoposto a necrospia ed esaminato. "Tutti i valori superiori considerati sono stati 3,7 mg/kg per il Tanax e 4,2 mg/kg per il Pentothal. Questi valori esprimono la certezza che la sostanza è stata somministrata all'animale". Tuttavia il perito non esclude "che ..addi alcuni animali in esame possono essere stati comunque somministrati i due farmaci, ma per vari motici (il tempo intercorso tra l'iniezione e il blocco cardiaco, un dosaggio troppo basso del farmaco) la quantità di sostanze presenti nel fegato era al di sotto del limite di rilevabilità del metodo".
Morti traumatiche.
Fico spiega che l'eutanasia, una morte dolce, "implica l'assenza di dolore e stress, pertanto le tecniche di eutanasia devono procurare una rapida perdita di coscienza, seguita da un arresto cardio-respiratorio e alla fine la perdita delle funzioni celebrali. Una buona tecnica quindi deve minimizzare il dolore, lo stress e l'ansia che gli animali possono provare prima della perdita di coscienza, ma questo non è avvenuto nel caso del canile di Cremona". Qui gli animali "risultavano invece essere stati soppressi, in molti casi, senza una motivazione legittima e dopo aver subito un traumatico contenimento fisico" tanto che "alcuni presentano lesioni e trauma sottocutaneo localizzati alle estremità di tutti e quattro gli arti compatibile con il tentativo di legarli nel forzato contenimento fisico" E pare che "siano stati usati cappi e corde appena prima dell'iniezione letale" Si scrive che "il farmaco utilizzato per la soppressione è registrato per l'induzione dell'anestesia generale, da mantenere con anestetici gassodi, oppure per l'anestesia generale di breve durata (10-20 minuti) per manualità cliniche e di interventi chirurgici "minori" quali indagini ginecologiche e odontostomatologiche, esami radiografici, riduzioni di fatture, contrazioni." Quindi "l'uso del tiopentale sodico in un protocollo di eutanasia è previsto solo come anestetico profondo da somministrare prima del Tanax, farmaco letale, e non come farmaco esclusivo per causare la morte dell'animale."
Choc e sbranamento
Scrive il perito che "un cane è morto in seguito alle conseguenze di un tentativo di contenimento fisico effettuato in modo violento. In questo caso il cane è probabilmente morto per lo choc prima che gli venisse pratica l'iniezione letale." E che "cinque cani sono morti in conseguenza dello choc determinato da profonde ferite inferte da altri cani (sbranamento).
False cause di morte
Nella perizia si scrive che "altri cani sono stati soppressi con la dicitura deceduto, trovato morto, deceduto per collasso cardiocircolatorio." conclude Fico "Pertanto è evidente che sia stato dichiarato il falso sulle cause della morte del cane."

LA PROVINCIA DI CREMONA
20 APRILE 2010
 
Incidente probatorio. Oggi dal gip
 
Cremona - stamane il perito Rosario Fico sarà sentito dal gip Pierpaolo Beluzzi in sede di incidente probatorio, chiesto dal pm Cinzia Piccioni per raccogliere le prove e congelarle nell'ambito dell'indagine sul canile. Secondo l'impianto accusatorio, l'Associazione Zoofili cremonesi allora presieduta da Maurizio Guerrini, attraverso convenzioni e dietro pagamento, avrebbe ospitato animali provenienti da strutture di altre città. Ma poichè il canile di Cremona non poteva contenerli tutto, molti animali sarebbero stati soppressi senza motivo. Sul conto corrente dell'associazione, un anno fa furono trovati circa 500mila euro, ma l'indagine contabile non avrebbe rilevato anomalie. Nata dall'esposto della Lega nazionale del cane, l'inchiesta vede indagati per uccisione di animali ed esercizio abusivo della professione veterinaria (dal 2006) l'ex presidente Guerrini, la ex vicepresidente Cheti Nin, le volontarie Elena Caccialanza e Laura Grazia Gaiardi e la veterinaria dell'Asl Michela Butturini, referente del canile. Il pm e gli indagati hanno nominato propri consulenti tecnici da affiancare al perito Fico. Inoltre sono indagati i veterinari Aldo Vezzoni, di Cremona e Graziano Pengo di Madignano. Al primo si contesta di aver firmato ricette per quantitativi ritenuti sproporzionati di Tanax e Pentotha Sodium e di non averne  verificato l'utilizzo. Il collega avrebbe certificato la morte, mai avvenuta, di decine di cani.
LA PROVINCIA DI CREMONA
20 APRILE 2010
 
Convenzione: i Comuni favorevoli alla proroga
Solo due contrari su 35: la nuova struttura è più vicina
 
 
 
Gilberto Bazoli
 
Cremona - Solo due paesi del circondario su 35 hanno deciso di non prorogare la convenzione con il canile di Cremona: Spinadesco e Torre de' Picenardi. Tutti gli altri in cambio di un corrispettivo proporzionale al numero di abitanti, continueranno a usufruire del servizio del Comune capoluogo, di custodia dei cani accalappiati o ritrovati sul territorio di competenza. Pochi mesi fa il sindaco Oreste Perri è l'assessore all'Ambiente Francesco Bordi avevano incontrato assieme con i responsabili dell'Asl, i loro colleghi delle altre amministrazioni per tastare il terreno e verificare chi fosse intenzionato al canile di Cremona
Si era infatti davanti a un bivio allargare o ammodernare il Rifugio di via Casello al centro di un'inchiesta e di mille polemiche oppure chiuderlo e costruirne uno nuovo? Per scegliere quale strada intraprendere la giunta Perri aveva bisogno di sapere  quanti comuni erano disposti a proseguire la collaborazione con il canile versando il rispettivo contributo economico. In quell'incontro non erano mancati dubbi da parte degli "omologhi" di Perri e Bordi. Le amministrazioni si erano prese qualche settimana di tempo per decidere se continuare a credere nel canile di Cremona oppure rivolgersi ad altre strutture. ora la risposta è arrivata ed è, tranne due casi, positiva. I comuni che verseranno una somma annua maggiore sono Casalmaggiore (10.420 euro) Piadena (2.538) e Persico Dosimo (2.409). Anche sulla scorta della massiccia adesione alla convenzione Cremona ha ribadito la volontà di costruire un nuovo canile. Le procedure per raggiungere l'obiettivo sono già state avviate e si sta individuando l'area più idonea ad ospitare la struttura. Si parla con insistenza del lungo Po. Ma in attesa che si definisca il futuro, si adegua il presidio di via Casello. Sono stati Eseguiti lavori di manutenzione e ristrutturazione: la cucina è stata ripavimentata e riqualificata, alcuni box sono stati coperti, l'impianto idrico danneggiato è stato sistemato. L'opera più importante è l'individuazione e la separazione del canile sanitario dal canile rifugio, un intervento reso obbligatorio dalla legge. Lo spazio sanitario è la parte, di responsabilità dall'Asl, dove i randagi, una volta arrivati, devono rimanere isolati per dieci giorni.
 

PAGINA INIZIALE DI QUESTA SEZIONE

bairos@tin.it

SEGUE CRONACA E NOTIZIE