IL CANILE LAGER DI CREMONA
CRONACA DEL 28 AGOSTO 2009
 
IL PICCOLO
28 AGOSTO 2009

Soluzioni per gestire la struttura. L'Associazione zoofili si difende. Autopsia su 32 carcasse di cani e gatti
Canile: un altro veterinario indagato
Avrebbe firmato ricette per quantitativi spropositati difarmaci utilizzati per l'eutanasia degli ammali

di Sara Pizzorni

Cremona - Nei giorni scorsi i carabinieri del Nas di Cremona, guidati dal maresciallo Raffaele Marongiu, hanno depositato in Procura una notizia di reato nei confronti di un altro veterinario di Cremona, coinvolto, secondo le indagini, nell'inchiesta sulle presunte uccisioni di animali avvenute nel canile cittadino.
Le indagini che interessano la struttura di via Casello, infatti, stanno procedendo a ritmo serrato, e questo nuovo provvedimento, presentato al sostituto procuratore della Repubblica Cinzia Piccioni, titolare delle indagini, potrebbe preludere alla probabile iscrizione nel registro degli indagati del professionista. Già indagati ci sono Maurizio Guerrini e Cheti Nin, i due ex responsabili dell'Associazione Zoofili cremonesi,insieme alla veterinaria Michela Butturini e a due volontarie, Laura Gaiardi ed Elena Caccialanza.
Tutti devono rispondere dei reati di uccisione e maltrattamento di animali, esercizio abusivo della professione medica, abbandono di animali e abuso d'ufficio.
Solo la posizione del veterinario sarebbe diversa: avrebbe infatti firmato ricette di quantitativi sproporzionati dei f armaci Ta-nax e Pentotal Sodium, utilizzati per l'eutanasia di animali ormai in fin di vita che, secondo l'accusa, sarebbero stati iniettati su animali perfettamente sani.
Il professionista, medico di riferimento scelto dall'Associazione Zoofili cremonesi per seguirla nella gestione del canile, avrebbe fornito parte del grosso quantitativo dei farmaci senza poi verificarne l'utilizzo.
Sempre nell'ambito dell'inchiesta giudiziaria, inoltre, a breve saranno resi noti i risultati dell'autopsia del perito del giudice, il dottor Rosario Fico, dell'Istituto Zooprofilattico di Grosseto, sulle carcasse dei 32 animali (30 cani e 2 gatti) ritrovate dai carabinieri del Nas il 3 marzo scorso nelle celle frigorifere del canile cremonese.
Secondo i dati in possesso della Procura, nel 2006 il canile comunale aveva mandato all'inceneritore 7.300 chili di carcasse, e 6.000 chili in sei mesi nel 2007. Secondo le denunce depositate in Procura, gli animali uccisi venivano smaltiti attraverso altri canili, oltre a quello ufficiale della ditta specializzata di Castelverde.
Infine il capitolo sulla gestione del canile, dove si sta lavorando, pur tra mille polemiche e la guerra infinita tra l'Associazione Zoofili cremonesi e la Lega Nazionale per la difesa del cane di Cremona. «Il lavoro fatto finora, pur tra tante difficoltà, è molto importante», ha detto l'avvocato Michele Tolomini, delegato a tutelare legalmente l'Associazione e la sua neo presidente, Federica Araldi: «Insieme al garante Emilio Olzi, al Comune e all'AsI, si sta cercando di migliorare le cose e di tornare ad una situazione di normalità. E' stato speso del denaro per apportare migliorie alla struttura, sono stati effettuati gli adeguamenti che l'AsI aveva individuato, si stanno ordinando i dati e le schede dei vari animali, e c'è un maggior -controllo sulle prescrizioni dei medicinali per gli oltre 300 ospiti della struttura. Per questo motivo è stato seccante il contenuto di alcune lettere fatte recapitare in Comune da parte della Lega Nazionale per la difesa del cane di Cremona che critica anche la nuova gestione dell'Associazione Zoofili. Quelle sono voci destabilizzanti che vogliono strumentalizzare la situazione. Noi riteniamo invece che l'Associazione abbia tutte le caratteristiche per mantenere in essere il rapporto con il Comune».
 
 

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