agosto 2014
 

GEA PRESS
1 AGOSTO 2014
 
Palermo – I cani imbustati che aumentano da un giorno all’altro

 
Sono tutt’ora nel bordo strada, in  via Olio di Lino a Palermo. Tre buste contenenti verosimilmente altrettanti cani morti.
Nei luoghi è arrivata, su richiesta dei volontari della LIDA, una pattuglia della Polizia di Stato. Gli Agenti si sarebbero poi messi in contatto con la Polizia Municipale che avrebbe disposto l’invio del furgone del canile municipale.
Secondo i volontari della LIDA la prima segnalazione è pervenuta nella giornata di ieri. Una busta, proprio in via Olio di Lino, contenente un cane morto. Stamane, però, le buste erano diventate tre. Come sono morti i cani e chi ha deciso tale “esposizione”?
Qualche novità potrebbe arrivare dall’azienda municipale che si occupa dell’igiene cittadina. Anch’essa dovrebbe essere stata incaricata dalla Polizia Municipale.
“Vogliamo sapere cosa ha causato la morte dei cani – riferisce a GeaPress Alessandra Musso, responsabile della LIDA di Palermo – Tale ritrovamento fa presupporre un evento tutt’altro che  casuale. Un fatto che ci preoccupa non poco. Per questo – ha concluso la responsabile animalista – chiederemo al canile municipale di predisporre quanto necessario per l’autopsia dei cani“.
Intanto, le tre buste con il loro macabro contenuto, attendono ancora che qualcuno le vada a prelevare.
 
GEA PRESS
5 AGOSTO 2014
 
Palermo – Il mistero dei cani imbustati. Tra colombe avvelenate e zampe spezzate
Gli animalisti inoltrano richiesta per l'esame autoptico: vogliamo sapere cosa è successo

 
Rimarrà verosimilmente ancora per molto il mistero dei cani imbustati in via Olio di Lino a Palermo.
Nei giorni scorsi, dopo il ritrovamento di un primo sacco, ne sarebbero apparsi altri due a distanza di poche ore e contenenti sempre cani morti (vedi articolo GeaPress). A denunciare il tutto era stata la LIDA cittadina che rilevò la quantomeno singolare coincidenza di un luogo che, a distanza di poche ore, presentava esposti sempre più sacchi per l’immondizia contenenti corpi di cani.
Secondo alcune informazioni che gli animalisti avrebbero appreso nei luoghi, si trattava di “carcasse” da smaltire in attesa dell’arrivo del servizio di rimozione del Comune di Palermo. I cani potrebbero aver mangiato delle colombe viste agonizzare. Forse una distribuzione di veleno in grani, appetibili purtroppo anche per gli uccelli. I cani, cioè, avrebbero mangiato le colombe avvelenate andato anche loro incontro alla morte.
Una versione che non ha convinto molto gli animalisti che ora annunciano di aver fatto richiesta di esame autoptico. A farsi promotore dell’iniziativa, oltre alla LIDA, sono anche l’UGDA e l’UADA. Sembra, infatti, che alcuni volontari siano riusciti ad ispezionare il contenuto dei sacchi rilevando in due casi la probabile rottura delle zampe.
Cani avvelenati e pure con le zampe rotte. Forse solo l’esame autoptico potrà contribuire  a svelare l’ennesima crudeltà nei confronti degli animali che, senza l’intervento dei volontari, sarebbe rimasta chiusa per sempre all’interno di un sacco dell’immondizia.
 
055 FIRENZE
1 AGOSTO 2014
 
San Casciano (FI). Animali maltrattati, denunciati allevatori
Le stesse strutture erano già state sequestrate due anni fa

  
Animali in pessime condizioni igenico-sanitarie, con poco cibo e quasi abbandonati a loro stessi. Ecco come sono stati trovati i tre cavalli, l’asino e i due cani di un allevamento di Mercatale Val di Pesa, nel comune di San Casciano, in provincia di Firenze.
Ieri sono stati sequestrati i 6 animali, affidati all’associazione Torrita di Siena per il loro mantenimento, e denunciati due allevatori, padre e figlio, per maltrattamento di animali.
Sul posto sono intervenuti il personale del Nucleo Provinciale Guardie Zoofile ENPA, del Corpo Forestale dello Stato e della ASL 10 Servizi Veterinari. 
Ieri, dopo le indagini portate a termine dai carabinieri di San Casciano Val di Pesa a seguito di un esposto presentato dall’Enpa, la Procura della Repubblica di Firenze ha disposto per la seconda volta il sequestro degli animali in quell’area. Due anni fa le stesse strutture, con altri animali, erano già state sottoposte a sequestro penale per maltrattamento. 
 
NEL CUORE.ORG
1 AGOSTO 2014
 
AGRIGENTO, OIPA E FORESTALE SCOPRONO UN CANILE LAGER ABUSIVO
ANIMALI DETENUTI IN GRAVI CONDIZIONI IGIENICHE
 
All'interno e all'esterno di una struttura fatiscente e diroccata erano detenuti tredici cani adulti e tre cuccioli in condizioni igienico sanitarie disastrose: alcuni erano detenuti a catena corta, senza possibilità di ripararsi dalle intemperie e dal sole, senza acqua né cibo a disposizione; i cani non a catena erano rinchiusi in recinti di fortuna o stanze buie nei loro stessi escrementi in mezzo a cui si trovavano tozzi di pane secco e alcuni secchi di acqua putrida. Tutti gli animali erano molto magri e alcuni presentavano problemi sanitari non curati come dermatiti e ulcere, imputabili allo stress, alla denutrizione e alle pessime condizioni di detenzione. Condizioni tali da causare la morte di due cuccioli che sono stati purtroppo trovati già deceduti al momento dell'intervento.
Gli animali sono stati posti sotto sequestro dalla Forestale e trasferiti in due canili di zona. Nei prossimi giorni alcuni esemplari verranno presi in carico dalla sezione OIPA di Agrigento che si occuperà di riabilitarli e trovare loro adozione.
"Nonostante il livello di randagismo nell'agrigentino abbia raggiunto livelli molto gravi, ci imbattiamo purtroppo in realtà che sono, se possibile, ancora più infernali – sottolinea Alessandro Capodici, coordinatore guardie zoofile OIPA Agrigento – Sono molte infatti le situazioni in cui le persone, con la pretesa di salvare gli animali dalla strada, li rinchiudono detenendoli in condizioni ai limiti della sopravvivenza e continuano ad "accumularli", arrivando spesso a causarne la morte. Ringraziamo i cittadini che collaborano con noi non voltandosi dall'altra parte e segnalando questi casi, perché in questo modo possono fare la differenza tra la vita e la morte di molti animali".
 
NEL CUORE.ORG
1 AGOSTO 2014
 
LECCO, "LAGER" PER CANI DA CACCIA: IN UNA CATAPECCHIA TRA I RIFIUTI
Denunciato proprietario: li allevava a scopo venatorio
 
Un "lager" per animali. È stato scoperto dagli agenti del Corpo forestale dello Stato di Lecco a Vignola di Galbiate, dove sono stati tre cani da caccia, tutti segugi, tenuti come prigionieri in una catapecchia ricoperta di rifiuti, senza cibo né acqua. Uno di loro era anche ferito. Gli animali sono stati sequestrati e trasferiti nel canile sanitario dell'Asl provinciale su ordine del pm incaricato di occuparsi del caso, il sostituto procuratore Silvia Zannini, mentre il proprietario delle bestiole, un quarantenne del paese, un cacciatore che li allevava per l'attività venatoria, è stato denunciato a piede libero. Lo riferisce "Il Giorno".
Almeno dal 2009 i residenti della zona e i gli animalisti delle associazioni del territorio si lamentavano delle pessime condizioni in cui venivano allevati i cagnetti, due maschi e una femmina. Nonostante i solleciti degli amministratori comunali e dei funzionari dell'Azienda sanitaria, il loro proprietario continuava sempre a non accudirli come avrebbe dovuto.
L'altra sera, dopo l'ennesima segnalazione, la Forestale è stata così obbligata a scegliere la soluzione più drastica: i segugi sono stati confiscati e il proprietario deferito. "Uno dei cani, da quanto mi hanno riferito i miei collaboratori della stazione di Lecco, presentava diverse lesioni, un altro problemi ad una zampa - spiega il comandante del CfS lecchese Andrea Turco -. Erano obbligati a stare in mezzo ad una sorta di discarica, in spazi insufficienti, privi delle condizioni igieniche e sanitarie minime, al freddo d'inverno e al caldo d'estate, tra erbacce e rovi, senza cibo né acqua a disposizione". E aggiunge: "Abbiamo avvisato immediatamente il magistrato di turno che ha convenuto con le nostre risultanze e disposto il sequestro degli animali e la denuncia del proprietario".
I cani ora sono affidati alle cure dei veterinari e i volontari della struttura che li ospita li stanno curando, accudendo e rifocillando. In attesa della decisione della procura, che dovrebbero propendere per l'adozione.
 
FIRENZE TODAY
1 AGOSTO 2014
 
San Casciano (FI), animali in precarie condizioni: scatta il sequestro
I carabinieri sono intervenuti dopo un esposto presentato dall'Enpa alla Procura. Il provvedimento in un'area già interessata da un sequestro due anni fa
 
Animali malnutriti e in condizioni igieniche precarie. Questi i motivi che mercoledì hanno fatto scattare un sequestro in un allevamento di Mercatale Val di Pesa, nel comune di San Casciano, luogo peraltro dove già due anni fa erano stati sottoposti a sequestro equidi, bovini, caprini e cani. Dopo un esposto dell'Enpa, la Procura della Repubblica di Firenze ha quindi nuovamente disposto il sequestro di altri animali, reimmessi nella stessa area e nelle stesse strutture già sottoposte a sequestro penale per maltrattamento.
Assieme ai carabinieri hanno partecipato alle operazioni di sequestro e trasferimento degli animali: il personale del nucleo provinciale dell'Enpa, della forestale e della asl 10. 
Dopo aver notificato agli allevatori gli atti della Procura si è proceduto al prelievo degli equidi (tre cavalli e un asino) e due cani, per il successivo trasferimento in strutture idonee. Per i due allevatori, padre e figlio, è scattata una denuncia per maltrattamento di animali.
 
GEA PRESS
1 AGOSTO 2014
 
Santa Maria Imbaro (CH) – Sequestro dei topini nella Fondazione Mario Negri Sud.
Intervento della Forestale e della Procura della Repubblica di Lanciano

 
Il Corpo Forestale dello Stato ha  eseguito il sequestro disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lanciano, su richiesta della Procura della Repubblica, di 57 animali da laboratorio (topi Mus musculus) stabulati presso gli stabilimenti della Fondazione Mario Negri Sud a Santa Maria Imbaro (CH).
Secondo il Corpo Forestale dello Stato, sarebbero gli unici sopravvissuti di una colonia molto più numerosa.
Nel corso di una ispezione delegata dalla Procura della Repubblica di Lanciano, a seguito di una segnalazione della Lega Anti Vivisezione, il Corpo Forestale dello Stato  ha verificato infatti come una colonia di topi per sperimentazione, non più utile alle attività di ricerca condotte, sarebbe stata soppressa.
Il taglio delle risorse economiche subito dalla Fondazione Mario Negri Sud, che, secondo il Corpo Forestale  rappresenta l’eccellenza nella ricerca, ha determinato la soppressione di circa 750 animali giudicati in esubero. L’ eliminazione, precisa la Forestale, sarebbe stata decisa  all’esito del tentativo, senza successo, di collocare gli animali altrove.
Secondo la Procura della Repubblica, però, la soppressione non poteva rientrare nella cosiddetta “uccisione con metodi umanitari”, ammessa dalla norma solo nell’ambito di un ciclo di sperimentazione o “procedura”. In altre parole, i 750 topolini potrebbero essere stati soppressi, sempre ad avviso dell’accusa, senza che sia stata ravvisata alcuna necessità. Allo stato è stato configurato il reato di cui all’art. 544 bis del Codice Penale (uccisione di animali), la cui responsabilità andrà successivamente accertata all’esito dei necessari approfondimenti.
La sorte dei 57 animali sopravvissuti è stata a questo punto decisa dall’Autorità Giudiziaria che ne ha disposto il sequestro, non potendosi escludere la possibilità anche di una loro soppressione da parte del citato centro. Gli animali, quindi, sono stati affidati in custodia dal CFS alla LAV, che si è da subito resa disponibile in tal senso.
 
IL CENTRO
1 AGOSTO 2014
 
Sequestro di cavie al Negri sud, l’accusa: “Animali maltrattati”
Blitz della forestale, su ordine del tribunale di Lanciano, nel centro di ricerca di Santa Maria Imbaro. Sequestrati 57 topi di laboratorio
 
SANTA MARIA IMBARO (CH). Il Corpo forestale dello Stato di Chieti ha sequestrato 57 topi da laboratorio negli stabilimenti della Fondazione Mario Negri Sud di Santa Maria Imbaro. Il sequestro è stato ordinato dal gip del tribunale di Lanciano su richiesta della Procura frentana, che nei mesi scorsi aveva avviato un’indagine su segnalazione della Lega Anti Vivisezione. Il reato per cui procede la Procura di Lanciano è «uccisione di animali» (articolo 544 bis del codice penale). I topi (mus musculus) sequestrati sono «gli unici sopravvissuti di una colonia molto più numerosa», spiega il comandante della forestale di Chieti, Livia Mattei. Nel corso di un’ispezione delegata dalla Procura della Repubblica di Lanciano, a seguito di una segnalazione della Lega Anti Vivisezione, il Corpo forestale dello Stato ha verificato infatti come una colonia di topi per sperimentazione, non più utile alle attività di ricerca condotte, fosse stata soppressa.
Il taglio delle risorse economiche subito dalla Fondazione Mario Negri Sud, malgrado l’eccellenza che essa ha rappresentato e rappresenta nella ricerca, ha determinato la soppressione di circa 750 animali giudicati in esubero, eliminazione decisa, peraltro, all’esito del tentativo, senza successo, di collocare gli animali altrove. Ma la soppressione non poteva rientrare nella cosiddetta uccisione con metodi umanitari, ammessa dalla norma solo nell’ambito di un ciclo di sperimentazione o procedura - spiega il comandante provinciale Livia Mattei - in altre parole, i 750 topolini sono stati soppressi senza che sia stata ravvisata alcuna necessità. La responsabilità del reato di uccisione di animali «andrà successivamente accertata all’esito dei necessari approfondimenti». Il titolare dell’inchiesta è il procuratore capo di Lanciano, Francesco Menditto. «La sorte dei 57 animali sopravvissuti è stata a questo punto decisa dall Autorità Giudiziaria che ne ha disposto il sequestro, non potendosi escludere la possibilità anche di una loro soppressione da parte del citato centro, conclude la forestale. Gli animali, quindi, sono stati affidati in custodia dal Cfs alla Lav, che si è da subito resa disponibile in tal senso».
 
GEA PRESS
1 AGOSTO 2014
 
Caltanissetta – Fauna selvatica in difficoltà. Il WWF: è boom di segnalazioni
Dalle testuggini palustri, ai passerotti
 
Intervento  in favore degli animali selvatici in difficoltà delle Guardie ambientali e zoofile del WWF.
Un’attività, che non si ferma neanche in periodo estive che ha dato riscontro alle numerose segnalazioni pervenute.
A San Cataldo e Caltanissetta, infatti, sono state recuperate due Testuggini palustri: una era visibilmente ferita, l’altra era stata probabilmente detenuta illegalmente da un privato che poi ha deciso di “disfarsene” abbandonandola in un giardino. Visto il buono stato di salute, il rettile è stato immediatamente liberato presso la Riserva naturale di “Monte Capodarso e Valle dell’Imera”, grazie alla collaborazione dell’Ente gestore “Italia Nostra” e dell’operatore dott. Giacinto Milazzo. L’altra tartaruga, invece, è stata dapprima curata dai veterinari dott. Gianluca Deli e dott. Calogero Piscopo, poi è stata condotta presso il Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU di Enna, ove verrà custodita fino al termine della convalescenza.
Nei giorni scorsi, inoltre, le Guardie WWF sono intervenute a seguito di una segnalazione relativa da un bellissimo esemplare di Gufo comune (che, a differenza del nome, è abbastanza raro nei luoghi) rimasto “imprigionato” dentro un capannone di una ditta della zona industriale nissena, dove si era spontaneamente introdotto ma senza poi trovare la via di fuga. Qui, grazie alla premurosa collaborazione dei titolari dell’azienda, i fratelli La Rocca, e dei loro dipendenti, il rapace è stato prelevato e, constatate le ottime condizioni di salute, è stato prontamente rimesso in libertà.
Il periodo estivo è anche quello di riproduzione di molte specie di uccelli urbani, ed infatti è stata chiesta la collaborazione dei volontari del WWF anche per soccorrere alcuni nidiacei che avevano prematuramente abbandonato i nidi. Si tratta di un passerotto ed alcuni Rondoni, trovati per strada da alcuni cittadini particolarmente sensibili. Il personale  del WWF di Caltanissetta li ha nutriti ed assistiti per alcuni giorni fino al loro involo.
“Quello del recupero e della cura di animali selvatici in difficoltà è un lavoro particolarmente gravoso che ricade per intero sui volontari – dichiara anche Ennio Bonfanti, coordinatore del Nucleo Provinciale Vigilanza WWF – che mettono a disposizione non solo il proprio tempo ed esperienza, ma anche le proprie risorse economiche (dal carburante all’automobile, dal cibo all’attrezzatura) pur di aiutare la natura e gli animali. Non sempre gli organi pubblici cui compete questo servizio, infatti, sono prontamente disponibili e solerti nell’aiutare quei cittadini che si imbattono in un animale ferito”.
Il WWF ricorda che tutta la fauna selvatica è riconosciuta “patrimonio indisponibile dello Stato” e la Regione Siciliana ha il compito di tutelarla nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale. Chiunque rinvenga animali selvatici – feriti o in difficoltà – deve rivolgersi ad una delle seguenti strutture: la Ripartizione Faunistico Venatoria dell’Assessorato regionale Agricoltura (tel. 0934.597288), i Distaccamento del Corpo Forestale della Regione (tel. 1515) o direttamente il Centro di Recupero o di Primo Soccorso della fauna selvatica più vicino (recapiti sul sito www.recuperoselvatici.it).
Tutti gli animali selvatici, in quanto tali, sono protetti dalla legge per cui è vietato impossessarsene e detenerli a qualsiasi titolo; chiunque trovi un animale ferito e decida di tenerlo anziché consegnarlo ai competenti Organi, è passibile di pesanti sanzioni penali. Per questo, quando si decide di adoperarsi per il soccorso di un animale, è buona norma rivolgersi subito a centri recupero specializzati oppure, se si è impossibilitati a spostarsi dalla propria abitazione, contattare un’associazione che si occupa di primo soccorso di animali feriti. La Legge 11 febbraio 1992 n. 157 vieta la detenzione da parte di privati di fauna selvatica italiana; si ammette una detenzione fino a 24 ore di esemplari bisognosi di cure veterinarie e quindi è possibile portare presso la propria abitazione un animale selvatico solo in attesa di trovare una sistemazione adeguata all’animale, presso personale specializzato e autorizzato. Anche la detenzione di molte specie alloctone ed esotiche (iguane, testuggini, pappagalli, ecc.) è regolata dalla normativa chiamata “CITES”. Meglio perciò documentarsi subito sullo status legale dell’animale, per non rischiare di incorrere in pesanti sanzioni.
Chi fosse interessato ad aiutare il WWF in queste attività di tutela della fauna o desiderasse ricevere maggiori informazioni sulle Guardie volontarie del WWF, può contattare l’Associazione via e-mail caltanissetta@wwf.it; è attivo anche un profilo Facebook al nome “WWF Caltanissetta” e chiunque può segnalare e denunciare fatti e situazioni che costituiscono illeciti in danno della fauna e dell’ambiente.
 
NEL CUORE.ORG
1 AGOSTO 2014
 
CACCIA, RICHIAMI VIVI "BOCCIATI" DA BRUXELLES: ILLEGITTIMA LA CATTURA
"NO" DELLA COMMISSIONE. "CHE COSA FARÀ IL GOVERNO?"
 
"Cambiare la legge, scrivendo chiaramente che la cattura degli uccelli selvatici con le reti e' definitivamente vietata. E' l'unica cosa sensata che il Governo puo' ora decidere, per chiudere il contenzioso comunitario e una lunga storia di illegalita' ambientale". Lo dichiarano le associazioni Lipu, Enpa, Animalisti Italiani, Cabs, Lac, Lav, Oipa, Wwf Italia dopo la lettera inviata nei giorni scorsi dalla Commissione europea alle autorita' italiane che boccia il nostro Paese in tema di cattura degli uccelli a fini di richiamo e rimette in discussione il tentativo di sanatoria in atto con il Decreto 91. "La novita' della lettera della Commissione europea- scrivono le associazioni- sta nel fatto che la cattura degli uccelli selvatici a fini di richiamo e' giudicata illegittima ai sensi sia dell'articolo 8 della direttiva Uccelli, che vieta l'utilizzo delle reti per catturare uccelli, sia dell'articolo 9, che prevede la possibilita' di deroga. Questo significa che e' vietato catturare uccelli selvatici a fini di richiamo anche in deroga, perche' esistono molte soluzioni alternative alla cattura degli uccelli per farne richiami vivi per la caccia". La Commissione europea aveva gia' esposto questo concetto, nella lettera di messa in mora dell'Italia del 21 febbraio scorso, ma ora lo ha affermato in modo perentorio, chiarendo che le eventuali autorizzazioni degli impianti di cattura degli uccelli con le reti 'sarebbero illegittime in quanto violerebbero gli Articoli 8 e 9 della Direttiva'. Non solo: la Commissione "chiede, inoltre- sottolineano le associazioni- all'Italia di intervenire sugli eventuali provvedimenti regionali in modo 'costante, tempestivo e rigoroso' per impedire che l'illegittimita' delle catture regionali si verifichi ancora".
"Fondamentale e' considerare che la bocciatura della Commissione non riguarda un testo specifico elaborato dall'Italia ma l'intera politica italiana sui richiami vivi, "una posizione - scrive la Commissione - gia' nota alle autorita' italiane alla luce della Lettera di Messa in Mora notificata al Governo italiano in data 21 febbraio 2014", proseguono Lipu, Enpa, Animalisti Italiani, Cabs, Lac, Lav, Oipa, Wwf Italia. Cosa puo' fare dunque, a questo punto, il Governo? "La cosa piu' saggia e' quella di modificare l'articolo sui richiami vivi presente nel decreto 91 Competitivita', formulando in modo chiaro il divieto di cattura, con le reti e ogni altro mezzo proibito, degli uccelli selvatici a fini di richiamo, considerando che l'attuale testo rimanda tale divieto a un Dpcm che vedra' la luce in teoria fra un anno e che anzi, nei fatti, non sara' emanato mai". Quindi, "ci attendiamo dal Governo e dai Ministeri interessati un atto di sensatezza ma anche autotutela, per non restare con il cerino in mano, evitare ulteriori forzature e dichiarare finalmente chiusa la penosissima pagina italiana dei richiami vivi", concludono le associazioni ambientaliste.
 
ECOSEVEN
1 AGOSTO 2014
 
Caso Green Hill: i proprietari dei beagle hanno pagato i cani?
 
Il caso Green Hill fa nuovamente parlare di sé. Ma prima di raccontarvi i motivi, facciamo u passo indietro e ricordiamo la vicenda. Green Hill era l’allevamento di beagle di Montichiari (BS) che nell’Aprile del 2012 venne  preso d’assalto dagli animalisti, con lo scopo di porre fine al business che vede i cani allevati per scopi scientifici. A Luglio l’allevamento fu posto sotto sequestro, grazie al provvedimento della Magistratura, che affidò tutti i cani a Lav e Legambiente. Succesivamente, il canile lageri è stato chiuso definitivamente ‘per decreto’ nel Marzo di quest’anno, in forza della Direttiva Europea 2010/63 (sulla protezione degli animali utilizzati per scopi scientifici) recepita dall’Italia in forma restrittiva.
Dalla vicenda di Green Hill sono scaturiti due filoni processuali: da un lato sono imputati i responsabili dell’azienda, dall’altro gli animalisti che assaltarono l’allevamento. Ma a far tornare alla ribalta il caso dell’azienda di Montichiari è una dichiarazione di Carlo Miorelli, di Torbole sul Garda, presente a Montichiari, proprio il 28 Aprile, giorno dell’assalto a Green Hill davanti al cancello inferiore dell’allevamento, ad aiutare i cani a passare attraverso il filo spinato.  Il Miorelli ha raccontato di aver pagato praticamente un “pizzo”, di 100 euro, richiestogli tramite mail da Lav e Legambiente, grazie a cui si sarebbe assicurato in via definitiva il cane affidatogli a seguito del sequestro. Non solo, afferma inoltre che Lav e Legambiente hanno intimato il silenzio. Si lamenta inoltre che nella mail non vi fosse spiegato a che scopo fossero destinati i 100 euro.
Sembra che i 100 euro sarebbero una quota atta a costituire un ‘fondo di garanzia’ ,che l’esito del processo stabilirà se assegnare allo Stato o all’azienda. Tale fondo di garanzia è stato definito ‘una sorta di escamotage processuale individuato dal Pubblico Ministero, per garantire la permanenza dei cani presso le famiglie degli affidatari a tempo indeterminato’, sembra abbia dichiarato una certa Federica di Lav. ‘Noi ci siamo affidati al pubblico ministero, il quale ha detto che Green Hill potrebbe tendenzialmente perdere, ma potrebbe anche vincere, allora a questo punto i cani farebbero la stessa fine dei beni sottoposti a sequestro, quindi o definitivamente confiscati o definitivamente dissequestrati, l’unico escamotage processuale per garantire la permanenza dei cani presso le famiglie degli affidatari è quella di istituire un fondo di garanzia, che rimarrà immacolato fino alla fine del processo e poi dopo ne verrà stabilita la destinazione … Nell’ipotesi remota che Green Hill volesse rivalersi, non potrà farlo né sui cani né sulle famiglie degli affidatari, tuttalpiù potrà rivalersi sul fondo di garanzia’.
I legali di FederFauna, quindi, hanno redatto un esposto, affinché la Magistratura possa far luce sulla questione.
 
GREEN ME
1 AGOSTO 2014
 
Fermeresti l'abbandono di un cane? L'esperimento sociale italiano ci dice di no (VIDEO)
 
Davanti ad uno sconosciuto che abbandona il suo cane in autostrada cosa fareste? La risposta viene da un esperimento sociale di theShow, il canele Youtube nato per importare in Italia, sul solco dell'esperienza americana, scherzi ed esperimenti sulla società.
La scena, purtroppo, è usuale e ormai nota. Come ogni anno, la storia si ripete: arrivano le ferie estive e l'animale domestico che ci ha fatto compagnia fino a quel momento, dopo i bei momenti passati insieme, dopo averlo nutrito e fatto sentire a casa, viene abbandonato al momento di andare in vacanza.
Secondo le stime, ogni anno – tra cani e gatti - vengano abbandonati circa 135.000 animali domestici. L'80% di questi muore a causa di incidenti stradali, mentre il restante venti è destinato a una vita in un canile, perché sono davvero pochi quelli che riescono ad essere adottati una volta entrati.
Così, non risulta poi tanto assurdo che un ragazzo possa lasciare il suo cane legato a un palo a una stazione di servizio dell'autostrada e scappare via. Proprio come avviene nel video. La domanda è: cosa hanno fatto gli Italiani davanti a questa scena? Lo hanno fermato? O lo hanno ignorato?
In pochi hanno avuto la prontezza di agire e di fermare il proprietario, o quantomeno di filmarlo e segnare la targa della macchina. Solo il 10% delle persone coinvolte. Fai come loro, non tapparti gli occhi e intervieni. La sola fortuna di chi abbandona davvero gli animali è che loro non possono parlare. Ma gli uomini giudicano e la legge condanna: l'abbandono è un reato. Roberta Ragni
VIDEO
 
GREEN ME
1 AGOSTO 2014
 
Trasporto animali: Giraffa muore sbattendo la testa su un ponte dell'autostrada
 
Una giraffa è morta durante un trasporto su camion, dopo aver sbattuto la testa passando sotto un ponte, proprio come accade nel film "Una notte da leoni 3". Ma non si tratta di finzione stavolta, purtroppo. E' quanto accaduto davvero sulla trafficata autostrada N1 di Johannesburg, in Sud Africa.
Testimoni oculari riferiscono che una delle due giraffe che viaggiavano su un camion scoperto ha urtato la parte inferiore di un cavalcavia che si trovava lungo la carreggiata, nei pressi di Pretoria. Dopo l'incidente entrambi gli animali erano stati portati da un veterinario, ma la Società Nazionale per la Prevenzione della Crudeltà verso gli Animali (NSPCA) fa sapere che uno dei due è morto all'arrivo. 
"Tutto ciò che possiamo constatare in questa fase è un grave trauma cranico. Stiamo continuando la nostra indagine, al fine di stabilire, eventualmente, accuse penali contro i responsabili. Crediamo che il metodo in cui l'animale è stato trasportato non fosse corretto. La sua morte avrebbe potuto essere evitata", fa sapere Rick Allan della NSPCA.
E' incredibile la somiglianza dell'incidente con quello narrato nel film "Una notte da Leoni 3". Peccato che questa volta la notizia sia vera, con una giraffa in carne e ossa finita vittima di un trasporto di animali più che irregolare. La storia della povera giraffa è diventata virale in tutto il mondo e in Sud Africa si è accesa una forte polemica. Ci si chiede come sia stato possibile che l'autista abbia circolato senza garantire la sicurezza delle giraffe, che sembra avessero sbattuto la testa anche contro cartelloni pubblicitari durante il tragitto.
Roberta Ragni
FOTO VIDEO
 
CORRIERE DELLA SERA
1 AGOSTO 2014

 
IL PICCOLO
1 AGOSTO 2014
 
Picchia la foca monaca, multato e cacciato
 
Istria  dell’isola di Cherso, ha appena avuto un cucciolo. Così almeno ripetono da giorni i bagnanti che l’hanno avvistata sulla spiaggia polesana di Valcane. Ma i turisti (e i croati) che la importunano, violando il suo bisogno di privacy, continuano a colpire. Lo straniero, multato e cacciato, è solo l’ultimo di una lunga serie. Un giornalista di Pola è stato denunciato perché fotografato mentre si «spinge a meno di un metro dalla foca monaca per fare qualche scatto». Una donna con il cane è stata bloccata da un gruppo di amanti degli animali mentre stava invadendo lo spazio di “Adriana” impegnata a riposare. Un uomo ha fatto di peggio e, pensando che l’animale protetto stesse male, si è avvicinato gridando “Svegliati” e gettandogli addosso secchiate d’acqua. Ma il caso più eclatante risale comunque a due anni fa quando a Cherso la foca monaca è stata molestata da un gruppo di turisti tedeschi (foto) che l’hanno fanno fuggire dalla spiaggia e sono stati inchiodati da un filmato che ha fatto il giro del web scatenando molte proteste. di Andrea Marsanich wPOLA Molesta a Pola l’ormai famosa foca monaca e si becca, quale risposta delle autorità, una multa di 1500 kune (circa 200 euro) e la cacciata dalla Croazia per un periodo minimo di cinque anni. È quanto capitato l’altro ieri, giovedì, ad un cittadino macedone di 56 anni, capitato nell’insenatura “Il Bianco”, come viene chiamata dai polesani, per fare una nuotata. Intorno alle 15.30, e con la spiaggia carica di bagnanti, l’uomo ha deciso improvvisamente di avvicinarsi al mammifero, ormai da mesi inquilino stabile del profondo sud dell’Istria e naturalmente protetto da leggi severe perché specie a forte rischio di estinzione. Nonostante che l’area della foca fosse transennata e recasse un pannello indicante il comportamento da avere nei confronti dell’animale (e le relative pene pecuniarie in caso di violazione dei provvedimenti), il macedone ha preso a colpire Adriana – viene chiamata popolarmente così – diverse volte alla schiena, costringendo la foca ad allontanarsi verso il mare aperto. L’incivile comportamento dell’uomo non è passato inosservato: c’è chi ha protestato nei suoi confronti e chi, saggiamente, ha pensato di avvisare la polizia, giunta velocemente nell’insenatura. L’uomo è stato prontamente multato e, dopo avere esibito i documenti d’identità, le forze dell’ordine hanno scoperto che soggiornava illegalmente in Croazia. È stato arrestato e dopo l’interrogatorio di rito anche colpito dal foglio di via della durata di almeno cinque anni. La polizia di Pola ha tenuto a ricordare che la foca monaca ama frequentare da tempo le spiagge locali, segno del trattamento amichevole dei polesani e della presenza di un mare pulito e pescoso. Alcuni giorni fa, diverse persone hanno sostenuto di avere visto questo esemplare femmina in compagnia del suo cucciolo. Resta da vedere quale sarà la reazione dell’animale dopo essere stato molestato dal macedone. Non è improbabile che si allontani da Pola e dintorni, magari per stabilirsi nuovamente nella parte settentrionale dell’isola di Cherso, dove è stato avvistato (e fotografato) parecchie volte. Purtroppo l’episodio di giovedì non è isolato. Lo scorso inverno Adriana era stata presa a sassate nella spiaggia Saccorgiana, a Pola, da alcuni imbecilli e per fortuna senza alcuna conseguenza. A fine maggio poi, e sempre a Pola, un gruppo di turisti ubriachi aveva molestato la foca, venendo allontanati da gente del posto, postasi a difesa di Adriana. Non solo. A febbraio, considerato che la foca monaca sembra essersi innamorata tra le altre della spiaggia di Saccorgiana, la polizia del mare e gli studenti del corso di Scienze del mare dell’Università istriana Juraj Dobrila hanno stretto un accordo per garantire una sorta di vigilanza privata ad Adriana.
 
LA ZAMPA.IT
1 AGOSTO 2014
 
Alpi, l’orso burla tutti: mangia ma evita la trappola
 
Un orso bruno di 4-5 anni, verso le 9 del mattino, si avvicina a una trappola-tubo e abilmente, senza entrarci, si ciba delle esche poste all’esterno. È la «sorpresa» fatta dal plantigrado ai ricercatori dell’Università di Udine, che stanno monitorando la presenza dell’orso bruno nelle Alpi nord orientali.
Nei filmati, postati sul canale YouTube dell’Ateneo friulano, si vede l’orso prendere il cibo all’esterno della trappola, rotolarsi davanti al tubo e alla fotocamera e grattarsi su un abete vicino, probabilmente per lasciare dei segnali feromonali, vista anche la presenza nelle stessa area di almeno altri due individui.
VIDEO
 
LA ZAMPA.IT
1 AGOSTO 2014
 
Donna soccorre un cane ferito su un’autostrada messicana
Per portare in salvo l’animale la 35enne ha dovuto evitare le auto che hanno continuato a sfrecciare senza rallentare
 
FULVIO CERUTTI
 
Il cane era sul bordo di un’autostrada messicana. Ferito perché colpito da un’auto. Rannicchiato sotto choc e spaventato dai mezzi che continuavano a sfrecciare incuranti del suo dolore. Brave Vero Salgado, 35 anni, grande amante degli animali non poteva abbandonare quel quattrozampe al suo destino. E così ha deciso di intervenire compiendo un gesto che ha davvero dell’eroico. Già, perché per raggiungere il cane, la donna ha dovuto attraversare a piedi quattro corsie di quell’autostrada senza che i mezzi si fermassero o rallentassero. 
«Nessuno voleva fermarsi o rallentare per me o per il cane - racconta la donna -.Dire che non ero spaventato sarebbe una bugia, ero terrorizzata e il mio cuore batteva più velocemente di quanto avrei mai potuto fosse possibile». Ma quel cane non poteva essere lasciato al suo destino. Così, corsia dopo corsia, la signora Vero Salgado è riuscita ad arrivare vicino all’animale. Ma la parte più difficile di questo salvataggio non era ancora finita: il cane, nervoso e spaventato, si è alzato e, zoppicando vistosamente, si è allontanato da lei. «Sapevo che avrei dovuto avere pazienza - racconta la 35enne -. Ho cercato lentamente di convincerlo a fidarsi di me. Mi sono mossa lentamente sino a quando sono riuscita ad avvicinarlo e a mettergli un guinzaglio intorno al collo». 
Tre interminabili minuti filmati da un suo amico rimasto in auto con la figlia della donna. Per ritornare da loro, Vero Salgado ha dovuto prendere il cane in braccio. Un ultimo sforzo prima di salire in auto e portarlo dal più vicino veterinario per le cure. 
VIDEO
 
YAHOO NOTIZIE
1 AGOSTO 2014
 
Rischia la vita per salvare il cane abbandonato in autostrada.
 
Il video girato con un telefonino sull'autostrada Messico-Pachuca, testimonia il coraggio e la sensibilità di questa donna, Vero Salgado, che mette a repentaglio la sua vita per salvare l'animale abbandonato. Il cane, un po'diffidente e molto spaventato, si lascia avvicinare dalla donna che lo porta in salvo. Il video caricato su facebook da Rosy Mosqueda sta facendo il giro della rete. La donna coraggiosa, che appartiene ad un'organizzazione di sostegno per animali chiamata "My sweet Engie"
VIDEO
 
TG COM24
2 AGOSTO 2014
 
Messico, cane ferito in autostrada: donna rischia la vita e lo salva
L'animale è stato colpito da un'altra auto che è scappata: questa signora 35enne si è fermata e lo ha soccorso. Ecco il salvataggio spettacolare ripreso dal marito
 
Una donna attraversa intrepida un'autostrada di 4 corsie per raggiungere un cagnolone ferito e immobile. Siamo a Città del Messico, la coraggiosa signora si chiama Vero Salgado, ha 35 anni: stava percorrendo l'autostrada quando ad un certo punto ha visto l'animale colpito da un'altra auto che poi ha proseguito la sua corsa. Senza esitare ha accostato la sua auto ed è scesa per salvare l'animale. Minuti di paura tra macchine e camion che sfrecciano, ma la signora non perde la calma e riesce a trarre in salvo il cane ferito. Poi sale nella sua auto con il cucciolone tra le braccia: ad attenderla la figlia e il marito che ha ripreso tutto.
VIDEO
 
LA ZAMPA.IT
1 AGOSTO 2014
 
Francia, donna condannata a 500 euro di multa per aver nutrito i gatti randagi
Dopo il suo trasloco i felini hanno continuato a venire e i vicini l’hanno denunciata per abbandono di animali
 
FULVIO CERUTTI
 
Essere generosi talvolta può costare caro. Lo sa bene una pensionata di Mâcon, città della Borgogna (Francia) che è stata condannata a pagare una multa di 500 euro per aver dato da mangiare ad alcuni gatti randagi.  Già proprietaria di quattro gatti, la signora aveva iniziato a nutrire anche i randagi del quartiere. Ma dopo il suo trasloco, i felini, ormai abituati dalla sua generosità, hanno continuato a tornare. I vicini, esasperati dalla popolazione felina, sono arrivati a denunciare la donna. «Ha abbandonato gli animali, dopo che ne era diventata “proprietaria”» è questa l’accusa fatta alla donna e giudicata colpevole da parte del tribunale locale sulla base dell’Art.120 del Regolamento Sanitario della Prefettura di Saône-et-Loire. Secondo l’Amministrazione, i gesti ripetuti e continui che riguardano l’assistenza degli animali indifesi sono proibiti, sia per motivi igienici che di salute pubblica. 
 
NEL CUORE.ORG
1 AGOSTO 2014
 
RUSSIA, NON PAGA DEBITO DI 800 EURO: LE CONFISCANO I SUOI 4 MICI
LO HA DISPOSTO IL GIUDICE NEI CONFRONTI DI UNA DONNA
 
Non paga i debitori e gli ufficiali giudiziari le sequestrano quattro gattini di razza, unico "bene esigibile": è accaduto nella regione russa di Tomsk, in Siberia, dove peraltro le confische di animali come pegno o pagamento di debiti hanno - purtroppo - una certa tradizione. Solo la settimana scorsa un uomo ha ucciso e si è mangiato l'unico cavallo di sua proprietà piuttosto che consegnarlo sotto forma di pagamento di debiti.
Il nuovo caso è raccontato - si legge in un comunicato pubblicato dalle agenzie russe - dagli stessi funzionari che hanno eseguito il sequestro. "In seguito all'ordine disposto da un tribunale, è stato bloccato il conto bancario della donna, che però è risultato vuoto, e l'unico asset che poteva essere bloccato sono risultati quattro gattini di purissima razza Scottish Fold".
I cuccioli sono stati "arrestati" ma lasciati a casa della proprietaria che - precisa la nota - potrà venderli personalmente o scegliere che vengano messi in vendita dallo stesso tribunale. Il tutto per un debito da circa 40.000 rubli, 830 euro, che sarà estinto comunque solo in parte, dato che ogni micio è stato valutato meno di 65 euro.
 
NEL CUORE.ORG
1 AGOSTO 2014
 
USA, VITA DA PASCIA' PER FIDO IN VIRGINIA: PRIMA PALESTRA PER CANI
GLI AMERICANI SPENDONO 56 MILIARDI DI DOLLARI PER I PET
 
Seimila metri quadrati di spazi, un impianto di aria condizionata, due tapis roulant, palloni di gomma su cui fare esercizi per l'equilibrio, percorsi a ostacoli. Non è la nuova palestra nel centro di una grande metropoli, ma la "Frolick Dogs Gym" di Alexandria, cittadina della Virginia, negli Stati Uniti, interamente dedicata agli amici a quattro zampe. Con un abbonamento mensile di 50 dollari - riporta "The Washington Post" - si ha libero accesso agli spazi della palestra per il proprio cane, dove si possono seguire programmi personalizzati insieme a istruttori cinofili o fare semplicemente un percorso agility o una corsetta sul tapis roulant. Esattamente come per le palestre dedicate agli umani. Insomma, un nuovo modo per far aumentare ulteriormente la già altissima spesa degli americani riservata ai loro "pet": ben 56 miliardi di dollari, molto più di un'abbondante manovra finanziaria italiana. Un "tesoretto" che - secondo l'American Pet Products Association - è raddoppiato nell'ultimo decennio e che non accenna a rallentare con la crisi economica. La palestra sta avendo grande successo: nelle prime cinque settimane, ha già un discreto numero di abbonati, persone che preferiscono portare il cane in un luogo fresco e pulito piuttosto che sotto il sole cocente nei parchi pubblici. Grazie all'aiuto degli istruttori, inoltre, i proprietari anziani possono far "muovere" il loro cane senza sforzarsi troppo. E anche chi ha bisogno di farlo dimagrire qui ha trovato il luogo giusto.
 
LA TRIBUNA DI TREVISO
2 AGOSTO 2014
 
Gatto ammazzato l’anziano ritira la controdenuncia
 
MONTEBELLUNA (TV) Ha deciso di ritirare la denuncia per violazione della proprietà privata nei confronti del giovane che l’aveva filmato dopo che aveva ucciso a bastonate un gatto. L’ottantaquattrenne è invece indagato dalla Procura per maltrattamenti su animali. Le indagini sono affidate ai carabinieri che hanno già provveduto ad ascoltare l'anziano che, a sua volta, in un primo tempo aveva denunciato l’autore del filmato. Era lo scorso giovedì mattina quando Davide Carrer con un suo amico stava passeggiando in via dei Sarin. Il ventenne avverte dei rumori strani provenire dal giardino di casa dell'anziano. Ma quando si affaccia la scena davanti ai suoi occhi è tremenda. E.N., l’anziano, aveva prima legato attorno al collo del gatto, che era entrato nel suo giardino, uno spago e mentre con una mano lo teneva alzato con l’altra lo finiva sotto i colpi mortali di un bastone. Una volta raggiunta la casa dell'anziano il giovane, inorridito, era stato aggredito verbalmente e cacciato via. Il video choc del micio in agonia era stato pubblicato su Facebook. L’84enne era poi stato denunciato, al comando dei carabinieri di Montebelluna, dal giovane per maltrattamenti. Domenica si era poi tenuta una manifestazione di protesta da parte di un gruppo di animalisti all’esterno della sua abitazione. Non erano mancati i momenti di tensione. «Il tuo giardino è sporco di sangue, chissà quanti gatti hai ucciso e seppellito qui», avevano detto quelli da Centopercento, «tutti in città sanno cosa hai fatto: sei la vergogna dell'intero quartiere». Per il mondo animalista quello dell’anziano è stato «un gesto efferato ai limiti della crudeltà meriterebbe di andare a pulire i gattili». Nel bel mezzo del sit in c’era stato chi aveva voluto difendere il pensionato giustificando il gesto «dovuto all’età: è una persona che ha fatto la guerra», aveva detto un giovane arrivato in via dei Sarin che aveva scatenato lo sdegno degli attivisti.
 
LA NUOVA VENEZIA
2 AGOSTO 2014
 
Gattina sbranata dai cani petizione nel quartiere
 
di Alessandro Ragazzo
 
MIRANO (VE) Due cani da caccia escono dal recinto di casa, si avvicinano a una gatta e la sbranano. Ora i residenti hanno paura e si dicono pronti a promuovere una raccolta firme per chiedere che i due cani abbiano la museruola o siano tenuti a guinzaglio. Il proprietario dei cani si scusa e si difende. È successo martedì scorso nel quartiere Meneghello di Zianigo e a finire sotto le grinfie dei cani è stata Caramella, un soriano di quasi 5 anni di cui una donna della zona aveva deciso di prendersi cura. «Ce l’aveva da cinque mesi» racconta la sorella della proprietaria raggiunta al telefono «e per Caramella aveva sostenuto anche delle spese mediche, la seguiva, la portava dal veterinario. Era una gatta molto tranquilla, si faceva avvicinare e gli esperti ci hanno detto che è stata uccisa con ferocia». Il quartiere è di recente costruzione e ci sono diverse case a schiera e singole. In mezzo c’è un’ampia area verde, dove i genitori ci portano i figli a giocare, c’è chi passeggia, è un posto ideale anche per fare far una corsa ai cani. La zona è popolata di animali, specie gatti. Insomma, il classico posto tranquillo. Dalla ricostruzione fatta da alcune persone, i due cani da caccia sono usciti dai confini del loro proprietario e si sono diretti vicino a una macchina, dove sotto se ne stava Caramella. Gli animali l’avrebbero accerchiata e poi afferrata. Infine la preda sarebbe stata lasciata nel vicino parco. «Ho sentito miagolare e abbaiare allo stesso tempo» racconta una donna «e ho visto il felino ormai esanime. Siamo preoccupati e vorremmo fare una petizione per dire sì alla presenza dei cani ma che abbiano la museruola e siano a guinzaglio. Già altre volte li abbiamo visti scorrazzare in giro e qui ci sono dei bambini. A questo punto, pure io avrei dei timori». Ora bisognerà capire se questa storia avrà dei risvolti legali, che potrebbero portare a delle sanzioni, ma il proprietario si difende e si dice amareggiato per l’accaduto. «Purtroppo stavo facendo dei lavori» rivela «e i cani sono usciti. Hanno seguito il loro istinto, ma non accadrà più. Non sono cattivi, hanno il loro recinto e sono dispiaciuto per quanto successo alla gatta, tanto che in questi giorni non ho dormito: capisco il valore affettivo, ho anch’io degli animali. Dicono di averli visti in giro anche in passato? Non è così».
 
NEL CUORE.ORG
2 AGOSTO 2014
 
BRACCONAGGIO, 70ENNE CATTURA I CARDELLINI CON LE RETI: DENUNCIATO
L'INTERVENTO DEL CORPO FORESTALE IN CALABRIA
 
Un settantenne e' stato denunciato da personale del Corpo forestale dello Stato di Locri dopo essere stato sorpreso, in localita' Garino a Siderno, mentre era intento alla cattura di cardellini ed altri passeriformi con l'uso di reti da posta. La rete e gli accessori sono stati sequestrati dagli agenti, che hanno anche liberato immediatamente, dopo l'accertamento dei veterinari, alcuni cardellini che erano chiusi in anguste gabbie e che venivano utilizzati come richiami. 
 
GEA PRESS
2 AGOSTO 2014
 
SIDERNO (RC) – Avifauna protetta sequestrata. Contestato il furto venatorio
Intervento del Corpo Forestale dello Stato. Cardellini dalla Calabria verso la Sicilia e la Campania
 
Intervento del personale del Comando Stazione di Locri (RC) del Corpo Forestale dello Stato il quale, nell’ambito dei servizi antibracconaggio disposti dal Comando Provinciale, ha  deferito all’Autorità Giudiziaria un uomo colto in flagranza di reato, in località Garino del Comune di Siderno (RC).
Il bracconiere era intento nella cattura di cardellini ed altri passeriformi mediante l’utilizzo di specifiche reti da posta.
Tutti gli oggetti che servivano alla cattura illecita, come rete e tutti gli accessori, sono stati sequestrati e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. I volatili sequestarti sono stati invece immediatamente liberati in natura dopo gli accertamenti del personale veterinario dell’Azienda sanitaria di Locri.
La Forestale sottolinea come alcuni cardellini si trovavano rinchiusi in anguste gabbie per essere utilizzati come richiami.
Al soggetto ora denunciato sono stati contestati i reati di cattura di fauna selvatica con mezzi non consentiti, detenzione di avifauna protetta, nonché di furto venatorio su specie protetta.
Secondo il Corpo Forestale dello Stato il fenomeno dell’uccellagione è purtroppo ancora presente in provincia. Gli uccelli catturati, ed in particolare i cardellini, vengono immessi nel circuito del fiorente commercio illegale di specie protette, diretto anche verso altre regioni quali la Sicilia e la Campania.
L’attività di prevenzione e repressione messa in atto dal Corpo Forestale dello Stato costituisce un notevole deterrente a difesa delle specie protette, che con la cattura vengono sottratti al loro habitat naturale,  privati della libertà e rinchiusi nelle gabbie.  Spesso sono tenuti in ambienti bui in modo che quando vedono la luce aumenta la capacità e la bellezza del loro canto ed acquistano un valore di mercato maggiore.
Sempre il Corpo Forestale tiene ad evidenziare come a volte, per farli cantare meglio e utilizzarli come richiami per la cattura di altre specie simili, i poveri animali vengono sottoposti a pratiche crudeli, come legare loro le ali  e in qualche occasione vengono addirittura accecati.
 
IL FATTO QUOTIDIANO
2 AGOSTO 2014
 
In vacanza con cani e gatti: soluzioni di viaggio insieme ai propri animali domestici
Le regole da seguire a seconda dei mezzi di trasporto, i luoghi pet friendly e i siti web che offrono le migliori soluzioni low cost

Ludovica Liuni

 
Ogni estate lo stesso problema: come conciliare i bisogni dei propri animali domestici con la voglia di viaggiare? Eleonora Inaudi, responsabile media dell’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), racconta a ilfattoquotidiano.it: “Generalmente sono considerati parte integrante della famiglia e portarli in vacanza è un desiderio naturale”. Ma spesso cani e gatti non sono ben visti negli stabilimenti balneari e negli alberghi e questo genera nei loro padroni una serie di domande: l’ingresso in spiaggia sarà consentito? Nel residence è previsto uno spazio in cui possono giocare liberamente? In realtà le soluzioni di viaggio sono molteplici, basta un po’ di organizzazione, a cominciare dal mezzo di trasporto.
Treno, nave o aereo? – Se avete deciso di spostarvi in macchina il problema non si pone, ma se percorrerete la distanza con il treno, l’aereo o la nave ci sono delle regole da seguire. In genere, le compagnie ferroviarie italiane prevedono che gli animali domestici di piccola taglia (cani compresi) debbano viaggiare all’interno di un trasportino, senza costi aggiuntivi per il passeggero. Se invece il cane è di dimensioni medie o grandi dovrà stare al fianco del padrone, al guinzaglio e con la museruola, pagando un biglietto ridotto del 50%. Anche in aereo vige la distinzione tra animali di taglia piccola e grande; se il peso rimane sotto i 10 kg è possibile farli viaggiare vicino a voi, sempre all’interno di un contenitore, mentre se lo superano è previsto che debbano stare nella stiva.
Per quanto riguarda navi e traghetti, le compagnie seguono più o meno gli stessi accorgimenti: biglietto ridotto per gli animali di taglia grande, trasportino per quelli piccoli. Capitolo a parte per i cani: alcune navi predispongono spazi riservati solo a loro, mentre altre permettono al padrone di tenere vicino il proprio amico a quattro zampe. “Non c’è un mezzo di trasporto più o meno idoneo per i nostri animali”, sottolinea la Inaudi, “vanno sempre presi in considerazioni diversi aspetti. Ad esempio, se si viaggia in auto, è necessario avere a portata di mano una ciotola e una buona scorta di acqua, così come è bene garantire una sufficiente circolazione dell’aria”, mentre “per chi viaggia in aereo o in nave è necessario rivolgersi direttamente alla compagnia per sapere quali sono le condizioni di viaggio”.
Il soggiorno: siti web utili – Una volta giunti a destinazione si pone il problema della sistemazione, ma i portali che si occupano di organizzare questo tipo di vacanze sono sempre più numerosi e non si limitano a fornire un elenco di indirizzi utili. Il punto di partenza sono le strutture alberghiere che consentono l’ingresso agli animali domestici. Sulla piattaforma VacanzeAnimali è possibile trovare tutte le sistemazioni turistiche presenti in Italia, suddivise regione per regione. E c’è l’imbarazzo della scelta: agriturismi e campeggi se preferite stare a contatto con la natura, case vacanze e villaggi turistici se invece puntate al relax, senza dimenticare le bau beach, progettate a misura di cane. Superato questo step è necessario capire se l’animale potrà avere libero accesso a ristoranti e pub della zona. Per semplificare le cose VacanzeAnimali ha ideato anche una app che, con pochi clic, fornisce una mappa degli indirizzi utili.
Strategia condivisa anche da VacanzeBestiali, che all’elenco dei luoghi pet friendly aggiunge “un breve manuale che può aiutare a conoscere meglio le esigenze dei nostri animali e ad organizzare al meglio la vacanza”, sottolinea la Inaudi. La guida, infatti, presenta diverse sezioni, “dalla pianificazione della vacanza al comportamento da tenere durante il viaggio”, aggiunge, “senza tralasciare alcune nozioni di primo soccorso”. Tra gli oggetti da non dimenticare, ci sono in primis “il libretto sanitario, i medicinali, la ciotola e il cibo, per evitare di modificare le abitudini alimentari”, conclude.
Offerte Last Minute per i ritardatari – Anche se la pianificazione della vacanza è importante, non mancano i siti che offrono alcune occasioni per viaggiare insieme agli animali domestici. Il portale Animali in vacanza, così come VacanzeAnimali, presenta un’intera sezione dedicata a chi ha deciso di partire all’ultimo momento e non vuole trovarsi per l’ennesima volta di fronte al cartello “Io non posso entrare”. 
 
NEL CUORE.ORG
2 AGOSTO 2014
 
USA, EUTANASIA PER TRE CANI CORSI DOPO ATTACCO FATALE A JOGGER
SOTTO ACCUSA I PROPRIETARI, UN ITALIANO E UN'ALBANESE
 
Una coppia residente in Michigan, accusata di omicidio di secondo grado dopo che due cani di loro proprietà avevano attaccato e ucciso uno jogger, hanno firmato venerdì un accordo in cui rinunciano agli animali, destinati dalle autorità all'eutanasia. L'accordo con la contea di Lapeer è stato sottoscritto da Sebastiano Quagliata, italiano, e Valbona Lucaj, albanese, accusati della morte di Craig Systma, 46 anni, aggredito il 23 luglio da due cani corsi. La coppia rinuncia anche ad un terzo cane della medesima razza, che sarà egualmente ucciso, e ad otto cuccioli, che saranno affidati ad un'associazione di protezione animale. Su Quagliata e Lucaj è stata fissata una cauzione di 500 dollari ciascuno, mentre la pubblica accusa aveva chiesto un milione di dollari perché vi sarebbero irregolarità nella loro procedura per l'immigrazione.
 
LA ZAMPA.IT
2 AGOSTO 2014
 
Cina, liberati quattro elefanti drogati per contrabbandare stupefacenti
Una volta sottratti alle gang, i pachidermi sono stati disintossicati con il metadone

 
FULVIO CERUTTI
 
Vittime della droga, partecipi inconsapevoli del traffico di stupefacenti. E’ il triste destino che continua a toccare la vita di alcuni elefanti venduti alle gang cinesi impegnate nel traffico di droga. Una volta assuefatti alla sostanza, i pachidermi sono più propensi a obbedire ai comandi dei membri della banda, che li possono utilizzare per contrabbandare la droga in grandi quantità attraverso il confine tra Cina e Myanmar. Grazie all’intervento degli animalisti cinesi, per quattro di loro questo incubo è finito: una volta liberati, sono stati disintossicati grazie all’uso di metadone e poi reintrodotti nel loro ambiente naturale. «E’ stata una lunga battaglia, ma possiamo tranquillamente dire che ora sono reintegrati nella “società degli elefanti” e in alcuni casi anche avere una famiglia propria - racconta all’Express Chen Jiming che ha lavorato presso Elephant Valley Wild nel sud-ovest della provincia cinese dello Yunnan -. In realtà ci sono più elefanti ora in natura da quando la Cina ha deciso di punire con la pena di morte chi droga questi animali». Dopo anni trascorsi a mangiare banane mischiate a eroina, non è stato facile trovare il modo di disintossicarli. Non avendo esperienze passate, si è seguita la stessa tecnica usata per gli uomini: poco per volta è stato sostituita l’eroina con metadone e sono stati nutriti con grandi quantitativi di frutta. All’inizio, in crisi di astinenza, i pachidermi avevano momenti in cui si mostravano violenti e incontrollabili. Poi, poco per volta, sono usciti dal tunnel della dipendenza. Ora sono finalmente liberi, in tutti i sensi. 
 
LA ZAMPA.IT
2 AGOSTO 2014
 
In Spagna un disegno di legge per vietare i “cuccioli in vetrina”
È allo studio del Ministero dell’Agricoltura per regolare la vendita di animali domestici, ridurre i casi di acquisto «compulsivo» e quindi anche di abbandono
 
Una legge che regoli l’acquisto e la vendita di animali, per ridurre il fenomeno dell’abbandono che in Spagna resta preoccupante, 120 mila cani e gatti ogni anno abbandonati dai loro padroni. Il progetto è allo studio del Ministero dell’Agricoltura e Ambiente spagnolo e nel testo è previsto anche il divieto «di esporre al pubblico, per fini commerciali, cani e gatti».  
Vale, insomma, per i negozi che tengono gli animali in vetrina: il ministro spagnolo dell’Agricoltura, Isabel Garcia Tejerina, ha spiegato che i negozi potranno continuare a vendere animali da compagnia, ma garantendo che vengono acquistati «in modo responsabile e non compulsivo». Dunque, niente vetrine per invitare gli appassionati di animali ad entrare in negozio, inteneriti dai cuccioli, e un risparmio per la spesa pubblica che sostiene gli animali abbandonati e ospitati nei canili: una delle possibilità per i negozianti, segnala il quotidiano El Pais, sarà tenere un catalogo con le foto degli animali, che i futuri padroni potranno incontrare direttamente negli allevamenti o dagli attuali proprietari. Obiettivo della legge sarà anche quello di evitare «la separazione prematura dei cuccioli dalle madri». Per ora, il disegno di legge riguarderebbe solo cani e gatti, ma non si esclude che in futuro il testo possa essere applicato anche ad altri animali:«E’ un controsenso - ha dichiarato ai giornali Aida Gascòn, direttrice di Anima Naturalis spagnola - che i canili siano pieni, si sopprimano animali e allo stesso tempo i negozi continuino a vendere animali», valutando positivamente il disegno di legge. Secondo la bozza del testo, esibire cani e gatti nelle vetrine diventerebbe un reato che potrà essere punito con multe da 3 mila a 30 mila euro.  
 
LA ZAMPA.IT
2 AGOSTO 2014
 
Apre in Virginia una palestra dedicata ai cani
Inaugurata ad Alexandria, negli Stati Uniti, ha a disposizione 6mila metri quadri attrezzati dove gli animali domestici possono mantenersi in forma
 
Si chiama «Frolick Dogs. Canine sports club» ed è stata aperta ad Alexandria, in Virginia: per gli Stati Uniti, è la prima palestra pensata per i cani, uno spazio di 6 mila metri quadri con aria condizionata, tapis roulant, palloni di gomma e percorsi a ostacoli. La notizia è riportata dal Washington Post: la palestra aperta nella cittadina statunitense pensa agli animali, ma anche ai proprietari che vogliono seguire programmi personalizzati con gli istruttori cinofili. 
Iscrivere il proprio cane costa 50 dollari al mese: nel pacchetto ci sono le attività col proprio animale, seguiti dagli istruttori, percorsi di agility, corse sul tapis roulant, attività non molto diverse da quelle proposte dalle palestre «tradizionali». L’idea è nata anche pensando ai proprietari anziani che non hanno la possibilità di far muovere il proprio cane come vorrebbe: nella palestra l’animale avrebbe lo spazio adeguato per rimanere in salute. 
La palestra, aperta cinque settimane fa, ha già ottenuto un buon numero di iscritti e testimonia l’attenzione che gli americani riservano sempre più al proprio animale domestico: la spesa delle famiglie per cani e gatti negli Stati Uniti è stimata intorno ai 56 miliardi di dollari, raddoppiata nell’ultimo decennio secondo l’American Per Products.  
 
GEAPRESS
3 AGOSTO 2014
 
Piacenza – Teresina, di lei è rimasta solo una pozza di sangue. Rubata per essere mangiata
Cresciuta come un bambina. Al suo posto, ieri mattina, solo una grande macchia

 
Ogni sera, per la buona notte, riceveva la sua mela. Ci teneva, Teresina, a quel saluto serale. Nel resto della giornata le carezze, i capricci e le giocate con il pallone che regolarmente si concludevano con le poderose testate di Teresina.
Quattro anni vissuti assieme, giorno per giorno, con il papà di  Noemi. Una compagnia tenera ed a volte dispettosa ma sempre addolcita dall’empatica tipica dei maiali. Teresina, infatti, era un maialina vietnamita anche se, a giudicare del suo peso, quel diminuitivo era forse un po’ eccessivo. Cento chili, tutti conquistati grazie alle attenzioni di chi, giornalmente, l’accudiva.
“Quando ho ricevuto Teresina, pesava appena pochi chili, aveva appena tre mesi di vita – riferisce a GeaPress Noemi Galbiati - Con lei, siamo cresciuti e così doveva continuare ad essere. Era una di famiglia; con mio padre, poi, aveva un rapporto speciale“.
Ed invece, nella notte tra venerdì e sabato, qualcuno è entrato nella proprietà recintata nei pressi del grande centro commerciale di Piacenza. Ha raggiunto Teresina e con un coltellaccio, l’ha sgozzata. Incredibilmente,  ha avuto tutto il tempo di caricare i cento chili di Teresina su un autoveicolo. Quasi sicuramente, non da solo, considerato il peso di Teresina.
L’indomani mattina, di lei era rimasta solo una vistosa pozza di sangue nel terreno. Talmente tanto spessa era quella macchia che Noemi, inorridita, ha dovuto constatare almeno due dita di spessore di sangue raggrumato.
“Possibile che nessuno ha sentito le urla di Teresina? – si chiede ora Noemi – Deve avere urlato, i suoi lamenti, le sue richieste di aiuto si devono essere sentite da lontano. Non siamo in aperta campagna, ma a Piacenza“.
Nessuna ipotesi al momento, sui possibili autori. Di certo conoscevano le abitudini di Noemi e del padre. Più facile, invece, ipotizzare la fine della povera Teresina.
“Non oso pensarci – aggiunge Noemi Galbiati – Ma questi animali, mi hanno detto, si possono mangiare fino all’età di sei mesi“.
Sulla vicenda è subito intervenuta l’associazione Arca di Noè, mentre oggi si è messa a disposizione anche la LAV di Piacenza. Una denuncia, nel frattempo, è stata presentata alla Polizia di Stato mentre del caso sarà interessato anche il Corpo Forestale dello Stato.
Chi è entrato in quel posto, voleva uccidere Teresina e nient’altro. Tutto il resto, infatti, era a posto.
Una ricorrenza, forse, festeggiata in maniera orrenda da chi comunque sapeva ben uccidere un animale di cento chili. Un furto che probabilmente ha “camminato”poco.  Nessuno, a Piacenza, ha però sentito gli strazianti urli con i quali si è conclusa la favola di Teresina.
 
MESSAGGERO VENETO
3 AGOSTO 2014
 
Famiglia in vacanza, ladri rubano la cucciola Melody
Partono per le vacanze e mentre sono in viaggio gli rubano il cane dal giardino di Giulia Zanello

 
UDINE. Partono per le vacanze e mentre sono in viaggio gli rubano il cane dal giardino. È successo venerdì 25 luglio, quando la famiglia Davanzo, che gestisce il Bar Cantoni di via Pradamano, è partita per le vacanze nel primo pomeriggio e, qualche ora dopo, la persona incaricata di accudire i due cani, un jack russell e un maltese femmina di cinque mesi, si è accorta che il cucciolo era sparito. I proprietari degli animali erano all’estero e lo hanno appreso soltanto ieri, di ritorno dalle ferie.
Purtroppo le ricerche di Melody non hanno dato finora alcun risultato, benchè l’allarme sia stato dato tempestivamente, informando i vigili e distribuendo delle immagini per cercare la cucciola. Molto dispiaciuta anche la persona incaricata, che non voleva rovinare le vacanze dei Davanzo.
Il cucciolo ha 5 mesi e mezzo, mantello bianco e si chiama Melody, non ha collare e ha già il microchip. «Facciamo un appello affinché ci riportino la nostra Melody - hanno detto Cristina Davanzo e il marito Matteo -, siamo disposti a riconoscere una lauta ricompensa a chiunque ci aiuti a trovare la nostra cagnolina e se qualcuno avesse comprato in questi giorni un maltese dalle stesse caratteristiche e non è sicuro dell’acquisto, siamo disposti a ricomprarglielo a maggior prezzo. Non vogliamo denunciare nessuno aggiungono -, basta solo che ce lo riportino, anche perché il cane è di nostra figlia che è disperata per averlo perso».
 
IL MATTINO
3 AGOSTO 2014
 
Disperato per la morte del padrone: il cavallo scappa via e va al cimitero sulla sua tomba
«L'animale cercava la lapide di papà, a cui era molto affezionato»
 
GIULIANOVA (TE) - Una pagina del suo «Cuore» a questa storia Edmondo De Amicis l'avrebbe sicuramente dedicata.E' la storia di un cavallo di dieci anni, che da due giorni era fuggito dalla stalla con un'idea ben precisa in testa. Ieri mattina gli operai della Giulianova Patrimonio, società che cura il cimitero, non hanno creduto ai loro occhi quando hanno visto aggirarsi tra le tombe un cavallo.Ripresisi dallo stupore, con molta calma si sono avvicinati all'animale e lo hanno afferrato per le redini e sistemato in un'area per non farlo scappare o continuare ad aggirarsi tra le lapidi spaventando le persone.Sul posto sono arrivati i vigili urbani: constatato che l'animale aveva il microchip si sono recati all'ufficio veterinario della Asl per cercare di risalire al proprietario. All'improvviso è comparso al cimitero un giovane, che chiedeva se per caso qualcuno avesse notato un cavallo: da due giorni lo cercavano inutilmente, ma poi ha pensato al cimitero.Perchè, ha detto il giovane, «il cavallo cercava la tomba di mio padre, il suo primo padrone al quale era molto affezionato, tanto che nel giorno dei funerali avevamo dovuto portarlo con noi qui al cimitero quasi vicino alla tomba dove è stato sepolto».
Quando il cavallo ha visto il giovane padrone, poco lontano dalla tomba tanto desiderata, senza scomodare Pascoli lo ha accolto con un «alto nitrito», si è fatto prendere per le briglie e docilmente ricondurre nella stalla. Storie del genere hanno avuto per protagonisti dei cani, ma mai di un cavallo. Fino a ieri.
 
CERTA STAMPA
3 AGOSTO 2014
 
Giulianova (TE)/Cavallo scappa per visitare la tomba del suo padrone
 
Vi ricordate il film Hachiko? L’esempio di assoluta fedeltà di un animale al proprio padrone. Il cane giapponese, in seguito alla morte improvvisa del padrone, si recò per dieci anni, tutti i giorni, alla stazione, dove l’uomo prendeva il treno per andare al lavoro, in attesa di vederlo tornare. Un legame indissolubile tra i due che li ha tenuti uniti fino alla morte di entrambi. Lo stesso filo sottile che ha legato un cavallo ed il suo padrone, ormai defunto, a Giulianova. L’equino di 10 anni, fuggito dalla sua stalla da due giorni, è stato ritrovato dinanzi alla tomba del suo padrone. Ad accorgersi della presenza dell’animale, non certo indifferente, che vagava tra le tombe, alcuni operai della Giulianova patrimonio, società che cura il camposanto. Gli addetti lo hanno afferrato e sistemato in un’area per evitare che il cavallo potesse spaventare e creare timore in tra le persone che facevano visita ai propri cari. Nel frattempo sul posto è giunto un giovane, il figlio del proprietario dell’equino, chiedendo se avessero visto il cavallo e per il quale erano state avviate le ricerche da due giorni. I vigili urbani, giunti sul posto, hanno indicato al ragazzo l’animale. “Il cavallo cercava la tomba di mio padre – ha spiegato il giovane – il suo primo padrone, al quale era molto affezionato, tanto che nel giorno dei funerali avevamo dovuto portarlo con noi qui al cimitero, vicino alla tomba, dove è stato sepolto”. Una storia incredibile e commovente che ha lasciato senza parole operai e vigili. Il cavallo, alla vista del figlio del suo padrone, lo ha salutato con un forte nitrito e si è fatto prendere per le redini, per poi essere riportato nella sua stalla. Per concludere con una frase del celebre scrittore e giornalista inglese Robert Smith Surtees, “Non c’è segreto più intimo di quello che c’è tra un cavaliere e il suo cavallo”.
 
GEA PRESS
3 AGOSTO 2014
 
Latina – In trasferta l’ennesimo uccellatore campano
 
Un nuovo uccellatore partenopeo è stato individuato dal Corpo Forestale dello Stato, nel Lazio.
Dopo le numerose denunce operate nella provincia di Frosinone anche dalla Polizia Provinciale, è ora la volta di quella di Latina. A Campoverde, frazione di Aprilia (LT), il Nipaf del Corpo Forestale dello Stato ha fermato un uccellatore napoletano intento nella sua attività in un campo di girasoli.
Secondo il Corpo Forestale i poveri animali sarebbero poi stati venditi nel mercato campano.
L’uccellatore era gravato da precedenti specifici e non. Oltre ad una trentina di cardellini già catturati, sono stati sequestri richiami elettronici e vivi, reti ed altro materiale utile per l’uccellagione.
Gli uccellatori napoletani, considerata la vastità del mercato illegale di fringillidi protetti e l’esiguità della pena prevista dalla normativa italiana, usano razziare la fauna protetta anche nelle province calabresi, lucane e laziali. Tempo addietro il Corpo Forestale dello Stato, trovò un gruppo di uccellatori campani che si erano installati nelle provincia di Livorno.
Un commercio caratterizzato dai facili guadagni e dalla bassezza della pena.
 
RAI NEWS
3 AGOSTO 2014
 
L'allarme della Lav
Animali, torna l'emergenza abbandoni in estate
Situazione critica nei canili soprattutto al centro-sud: poche strutture, troppi animali da gestire e poche adozioni. La Lav: ogni anno in Italia vengono abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani
 
Come ogni estate, torna l'emergenza quattrozampe. Nel periodo delle vacanze, infatti, si registrano le punte massime di animali abbandonati (25-30%), anche se oltre il 30% dei cani viene abbandonato subito dopo l'apertura della stagione venatoria, perché il cane non è bravo a cacciare.
Emergenza canili, soprattutto al centro-sud
I canili sanitari e i rifugi autorizzati nel nostro Paese sono circa 1.000, "ma se al Nord le strutture funzionano in generale abbastanza bene, al Centro, e in particolare a Roma, e al Sud la situazione è davvero problematica", in alcuni casi, come quello della Capitale, 'esplosiva': pochi canili, troppi animali da gestire e poche adozioni. Due elementi che, con la stagione estiva, sono destinati a peggiorare. 
I dati
A tracciare il quadro della situazione è Ilaria Innocenti, responsabile Lav del settore Cani e gatti. Nel 2012, gli ingressi nei canili sanitari è stato di circa 100.000 unità, mentre i randagi sono circa 600.000. Un dato costante nel tempo, che non accenna a diminuire nonostante le campagne di sensibilizzazione sull'abbandono.
Nel nostro Paese, specialmente al Sud, "i canili rifugio, che sono quelli dove gli animali arrivano dopo aver sostato nei canili sanitari - spiega Innocenti all'Adnkronos Salute - non sono sufficienti a coprire le necessità e sono sovraffollati. In più si fanno davvero pochissime adozioni. Alla carenza di rifugi si associa anche la mancata sterilizzazione degli animali, che incrementa il problema: le leggi regionali prevedono la figura del 'cane libero accudito', intestato al sindaco e di cui si nomina un tutor. Ma deve essere sterilizzato. Invece i cani sono liberi di vagare senza controllo" e il problema aumenta con cucciolate continue.
Sterilizzare cani e gatti può "evitare" nuovi randagi
Sterilizzare un cane o un gatto, invece, può 'evitare' 70.000 nuovi randagi: questo è il numero di discendenti che i quattrozampe possono generare in soli 6 anni. Moltiplicandoli per i circa 10 milioni di cani e 7 milioni di gatti presenti nelle case italiane, ci troveremo di fronte a un'invasione di miliardi di code.
L'allarme della Lav: c'è chi ha fatto della detenzione a vita dei randagi un affare
Ma la Lav rincara la dose: negli anni c'è chi ha fatto della detenzione a vita dei randagi un vero e proprio affare.
Nonostante la legge 281/91 indichi nelle associazioni di protezione animali i soggetti prioritari cui concedere le convenzioni per la gestione dei canili, in tutta Italia sono sorte strutture esclusivamente private, nelle quali gli animali devono fare numero e sopravvivere il più a lungo possibile. Ammassati in gabbie anguste, in strutture fatiscenti, con un'altissima natalità che sopperisce all'altrettanto altissima mortalità: questi sono i canili lager.
Aggiudicandosi la gestione dei randagi, i responsabili di 'rifugi/canili' privati possono contare su un contributo che va da 2 a 7 euro al giorno per ogni cane e il totale può giungere a cifre elevatissime. Grazie al monitoraggio Lav, negli ultimi anni è stato possibile denunciare numerose strutture fatiscenti, e dal 2010 il ministero della Salute ha attivato una task force per i controlli.
Le cause dell'abbandono
Ma quali sono le cause dell'abbandono? "La scelta di vivere con un animale - dice Innocenti - non sempre è ponderata con responsabilità, e il cane, o il gatto (ma anche altri animali) una volta rivelatisi 'impegnativi' o costosi, vengono abbandonati. Si stima che ogni anno in Italia siano abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell'80% dei quali rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti". "Oltre a essere un reato - conclude l'esperta - l'abbandono porta a un dispendio di soldi pubblici che ricade sull'intera collettività: considerando che per ogni cane ospitato in canile ogni Comune paga circa 1.000 euro all'anno, e nei canili italiani ci sono circa 200.000 quattro zampe, le proporzioni del fenomeno sono rilevanti".
La proposta della Lav
Per contrastare questa piaga, la Lav propone alcune misure tese a riformare la legge 281/91 (Tutela animali d'affezione e prevenzione del randagismo) attraverso, ad esempio, il libero accesso di cani e gatti nei luoghi pubblici e nelle strutture turistiche, detrazioni fiscali su cibo e spese veterinarie per chi adotta un cane o un gatto, l'inserimento di cani e gatti nel certificato di 'stato di famiglia'.
 
LA ZAMPA.IT
3 AGOSTO 2014
 
Il cane che ha camminato per 50 Km per tornare dal suo proprietario è stato adottato da una milionaria
La sua ex famiglia non poteva tenerla perchè non compatibile con gli altri animali.
Ora Lady è volata in Florida con un jet privato

 
fulvio cerutti
 
Lady ha passato la sua vita fra canili e famiglie. Ora è una labrador anziana, ma la sua storia ha commosso molte persone. Soprattutto da quando è scappata dall’ultima famiglia in cui viveva per tornare dalla precedente. Il cane ha percorso circa 50 km per tornare dai suoi vecchi proprietari in Arkansas, ma sfortunatamente questi l’hanno rifiutata: non andava d’accordo con gli altri animali domestici.  
Una storia che ha commosso molte persone. Un gesto di lealtà e amore che non poteva finire, ancora una volta, con un lungo periodo, forse l’ultimo, in un box di qualche canile statunitense. I suoi vecchi proprietari hanno raccontato la sua storia su Facebook, chiedendo l’aiuto di qualcuno che la volesse adottare. 
La vita di Lady è cambiata quando Helen Rich ha letto quell’annuncio sul social network. La donna, ricca milionaria della Florida, ha deciso di mandare una sua assistente con un jet privato per far portare Lady nel suo rach di oltre 120 acri. La signora Rich, infatti, è una grande amante degli animali e ha destinato parte della sua proprietara a una sorta di santuario per animali in difficoltà: oltre 300 fra cani, conigli, maiali e capre sono ricoverate in ampi spazi e curate da personale esperto. Ora Lady potrà godere di quei benefici e non finire nuovamente in un canile. 
 
LA ZAMPA.IT
3 AGOSTO 2014
 
Attraversa tutti gli Stati Uniti per salvare la vita al suo cane
Al cucciolo di labrador era stata riscontrata una malformazione genetica al cuore

 
fulvio cerutti
 
Quanto lontano sareste disposti ad andare per il bene del vostro cane? Quanto sareste disposti a spendere per salvargli la vita? Sono domande che Scott Clare si è posto quando ha dovuto decidere di attraversare tutti gli Stati Uniti e spendere migliaia di dollari per cercare di salvare il suo quattrozampe. Perché Buck-O non poteva, non doveva morire. Quando la moglie di Clare è mancata, l’uomo ha riversato tutto il suo amore a quel cane. «Lui mi fa sorridere e ridere ogni giorno» racconta l’uomo che vive a Bakersfield, in California. 
Buck-O è stato adottato all’età di 14 mesi e quando Clare l’ha portato dal veterinario per sterilizzarlo, il medico si è accorto che c’era qualcosa che non andava: il cane aveva un difetto congenito al cuore e frequenti aritmie ventricolari. «Dovevo decidere se spendere molti soldi o lasciarlo al suo destino, una terribile morte» racconta il signor Clare che ha scelto la prima strada portandolo a Cincinnati dove è stato sopposto a un intervento chirurgico mai applicato prima. Così Clare ha affrontato il viaggio di cinque giorni percorrendo oltre 3700 km per portare il suo cane nella clinica dove avrebbero potuto operarlo e cercare di risolvere quel tipo di difetto congenito mai affrontato prima. 
Dopo i controlli di rito e aver studiato bene il problema, Buck-O è stato sottoposto al difficile intervento chirurgico durato oltre otto ore. I migliori 10mila dollari (circa 7500 euro) che abbia mai potuto spendere: «L’intervento è andato bene. Siamo riusciti a risolvere il suo problema di aritmia - spiega la dottoressa che ha effettuato l’intervento -. Dovrebbe avere una lunga, normale e salutare vita». 
Così Clare e Buck-O sono tornati nella loro California di nuovo insieme pronti a sorridere alla vita. 
 
GEA PRESS
3 AGOSTO 2014
 
Sudafrica – Bracconaggio agli elefanti. Un nuovo preoccupante segnale
 
Nello scorso maggio, con molto risalto, i media locali avevano riferito dell’uccisione di un elefante all’interno del Kruger Park, in Sudafrica (vedi articolo GEAPRESS).  Non avveniva da dieci anni.
Il famoso Parco sudafricano, infatti, patisce la pressione dei bracconieri di rinoceronte, spesso provenienti dal Mozambico. Gli elefanti, però, erano lasciati in pace.
Nel giro di poche settimane arriva ora la notizia dell’uccisione di un secondo pachiderma. Il ritrovamento della carcassa ormai privata delle zanne è avvenuto nella zona di Parfuri ad una decina di chilometri dal Mozambico.
L’area, ad avviso dell’Autorità nazionale sui parchi nazionali, è particolarmente vulnerabile al bracconaggio degli elefanti. Si trova infatti a poca distanza sia dal Mozambico che dallo Zimbabwe, due paesi dove ormai da tempo operano i bracconieri di elefanti.
Secondo le autorità sudafricane, quanto ora avvenuto, è un effetto dell’espandersi dell’attività di bracconaggio nei paesi limitrofi. Pressocchè certa, cioè, l’intruzione di bande di cacciatori provenienti dai villaggi di confine.
 
GEA PRESS
3 AGOSTO 2014
 
Kenya – I Maasai bracconieri. Arrivano dalla Tanzania e sono travestiti da pastori
 
Provenivano dalla Tanzania  i bracconieri intercettati  lo scorso luglio nello Tasvo Park in Kenya. Uno di loro era rimasto ucciso, proprio accanto al corpo dell’elefante già abbattuto, dai colpi esplosi dai ranger (vedi articolo GEAPRESS).
Un gruppo di otto cacciatori di frodo (in un primo momento era stato riferito di cinque). In tre erano riusciti a fuggire  ma sono stati ora individuati in Tanzania.
Secondo quando dichiarato dalla polizia del Kenya, si tratterebbe di Maasai che vivono negli altopiani lungo il confine tra Kenya e Tanzania.
Usano presentarsi come pastori, un’attività in effetti tradizionale per queste popolazioni, ma secondo la polizia per i gruppi di malviventi si tratterebbe solo di un utile travestimento.
I bracconieri sono soliti attirare i pachidermi in piccole pozze d’acqua. Una volta avvistati gli elefanti si procede al loro abbattimento ed asportazione delle zanne. Queste finiranno nelle mani di trafficanti internazionali i quali spediranno il tutto in carichi occultati, utilizzando il porto di Mombasa. La destinazione finale è spesso il sud est asiatico.
 
GEA PRESS
3 AGOSTO 2014
 
Un traffico di animali esotici che sembra non avere mai fine.
 
E’ quello che interessa l’aeroporto internazionale di Miami, in Florida. Undicimila spedizioni di fauna selvatica dichiarate nel 2013 (senza contantare le importazioni illegali) ma appena il 20% di controlli eseguibili. Una verifica su tre da poi esito positivo. Animali illecitamente importanti o comunque con violazioni alla norma.
A rivelarlo è una inchiesta del Miami Heral che riporta numerose siginificative ammissioni delle stesse autorità preposte al controllo. Prima fra tutte l’inadeguatezza del numero del personale vigilante a disposizione.
Cosa si importa all’aeroporto di Miami?
Di tutto. Dai pitoni agli scoiattoli ma sopratto materiale vivo per acquari. “Rocce viventi”, coralli e molluschi tropicali che finiranno nelle scatole di vetro anche di altri stati americani. Le documentazioni, poi, sono spesso scartoffie, mentre, tra gli importatori disonesti, non mancano i recidivi.
Dal mese di maggio, però, il personale deputato al controllo è aumento di una unità. Si tratta di un cane, specializzato nella ricerca di fauna selvatica.
 
NEL CUORE.ORG
3 AGOSTO 2014
 
INDIA, UN CAMMELLO BLOCCA PER TRE ORE LA LINEA NUOVA DELHI-MUMBAI
INUTILI I TENTATIVI DI SCACCIARLO, SE N'È ANDATO DA SOLO
 
Dalle nostre parti, probabilmente, non avrebbero avuto altrettanta pazienza. Invece nel Rajasthan (India) un cammello vagabondo  ha creato per tre ore il caos nel sistema ferroviario indiano ostinandosi a camminare sui binari e bloccando  la circolazione di almeno otto treni, molti dei quali dell'arteria fondamentale che collega New Delhi a Mumbai. Lo scrive oggi il quotidiano The Times of India. L'imponente quadrupede, considerato in Rajasthan "animale di Stato", ha deciso di invadere i binari ieri sera nel distretto di Karauli, vicino ad Hindaun, prima accovacciandosi per riposare e poi avanzando sia sul binario dei treni che dalla capitale indiana vanno verso Mumbai (la ex Bombay), sia su quello della direzione contraria. Il macchinista del primo convoglio coinvolto alle 20,45 locali, un treno per il trasporto merci, ha dato l'allarme provocando una mobilitazione della direzione regionale delle ferrovie che ha avvertito tutti i treni  di fermarsi o procedere al massimo a 5 chilometri all’ora. Nonostante le grida, l’uso di sirene e anche qualche spintone, il cammello si è spostato, per sua libera scelta, solo dopo tre ore, lasciando libero il passaggio.
 
LA ZAMPA.IT
3 AGOSTO 2014
 
Un asse Umbria-Bruxelles per salvare lo scoiattolo rosso
L’Unione europea finanzia il progetto «U-Savereds» per tutelare l’animale europeo dal «cugino» grigio americano: l’intervento coinvolgerà Comuni e cittadini
 
Un «piano di salvataggio» per lo scoiattolo rosso, l’unica specie europea di scoiattolo: l’Unione europea ha deciso di cofinanziare, attraverso il programma Life, il progetto «U-Savereds» in Umbria, per tutelare lo scoiattolo europeo di fronte all’invasione dello scoiattolo grigio americano, che potrebbe diffondersi in tutto l’arco appenninico. 
Dai monitoraggi e dagli studi svolti in altre situazioni, è emerso che dove arriva lo scoiattolo grigio scompare quello rosso, privato delle scorte di cibo. Da qui il sostegno finanziario di Bruxelles per tutelare la varietà europea: l’intervento di «rimozione», ancora tutto da definire, si concentrerà su un’area di circa cinquanta chilometri quadrati, vicino al centro di Perugia, coinvolgendo amministrazioni locali e cittadini. L’avvio ufficiale di «U-Savereds», guidato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), è previsto ad ottobre, poi partiranno i primi incontri con la popolazione, le associazioni, gli animalisti, per arrivare a definire un piano operativo entro il primo trimestre del 2015. «Cercheremo di tenere conto di tutte le sensibilità, tenendo presente il numero di animali, ancora da accertare, e quindi le ipotesi d’azione» rassicura Piero Genovesi, coordinatore del progetto.  
 
TMNEWS
4 AGOSTO 2014
 
Cani agonizzanti per il caldo in un Tir salvati a Brindisi
Agenti sentono i lamenti e intervengono. Due Setter rubati in Emilia Romagna stavano per andare in Albania

 
Roma, 4 ago. (TMNews) - E' tardi e fa molto caldo quando l'attenzione di due agenti di una volante della questura di Brindisi, transitando sulla via provinciale per Lecce, viene catturata dai lamenti, agonizzanti, di alcuni cani. Una breve ricerca e scoprono che provengono dall'interno del cassone di un tir in sosta ed in attesa di imbarcarsi per l'Albania.
Il conducente, cittadino albanese L.A. di anni 36, viene obbligato ad aprire il portello del cassone e lì la scoperta: due bellissimi setter inglesi adulti rinchiusi in una piccola ed angusta gabbia di appena un metro e mezzo. Entrambi i cani, assetati e stremati per la mancanza d'aria, sono stati immediatamente liberati dagli agenti e portati all'interno di un bar di una vicina stazione di servizio, al fresco, dissetati e rifocillati. Nel frattempo un veterinario dell'Asl li ha visitati e fornito assistenza medica.
Il conducente, denunciato per maltrattamento di animali, aveva assunto l'incarico da un suo connazionale di portare i cani in Albania. Le indagini immediatamente avviate dagli agenti, tramite anagrafe canina, hanno permesso di rilevare che i due setter, un maschio ed una femmina, erano statio rubati il 17 luglio scorso a San Giovanni in Marignano (RN) per essere trafugati all'estero.
L'autore del reato, il cittadino albanese A.M. di anni 26, residente in provincia di Cuneo, è stato denunciato per ricettazione. I due cani nel frattempo sono stati curati ed assistiti presso il locale canile municipale.
Questa mattina il lieto epilogo: il proprietario dei due setter è arrivato a Brindisi dove gli agenti gli hanno restituito i suoi cani.
 
LA ZAMPA.IT
4 AGOSTO 2014
 
Chiusi in un Tir, ma salvati dalla polizia: due setter rubati tornano a casa
Assetati e chiusi in una gabbia, erano diretti in Albania: gli agenti delle volanti di Brindisi ne hanno sentito i lamenti e li hanno restituiti al proprietario
 
Gli agenti delle volanti hanno sentito i loro lamenti, chiusi in un cassone a bordo di un Tir diretto da Brindisi in Albania: una volta liberati, due setter inglesi sono stati restituiti al proprietario, a cui erano stati rubati il 17 luglio in Emilia Romagna.  
Si è conclusa con un lieto fine la storia dei due splendidi esemplari di setter, un maschio e una femmina: erano stati rubati a un privato a San Giovanni in Marignano (Rimini), destinati probabilmente alla vendita in Albania. Sono stati gli agenti delle volanti della Questura di Brindisi, durante un controllo a un Tir fermo in attesa di imbarcarsi per l’Albania, a sentire i loro lamenti. Hanno costretto il conducente, un cittadino albanese di 36 anni, ad aprire il portellone del camion, scoprendo i due animali rinchiusi in una gabbia di un metro e mezzo, assetati e stremati per la mancanza d’aria.  
I cani sono stati subito portati nel bar di una stazione di servizio, dove sono stati dissetati e rifocillati, poi un veterinario dell’Asl li ha visitati, fornendo le prime cure mediche, mentre il conducente è stato denunciato per ricettazione e per maltrattamento di animali. Interrogando l’autista, è emerso che l’uomo stava trasportando i cani in Albania per conto di un connazionale, che glieli aveva affidati un paio di giorni prima.  
È stato grazie all’anagrafe canina che la polizia è riuscita a risalire al proprietario dei due setter, accolti provvisoriamente dal canile municipale di Brindisi: il proprietario è stato contattato e si è messo in viaggio verso Brindisi per recuperare gli animali, che sono così tornati a casa. 
 
LA NUOVA VENEZIA
4 AGOSTO 2014
 
Ritrovato grazie ai Rangers il setter rapito a Treviso

Marta Artico

 
Ha potuto tornare ad affondare il muso tra i vestiti del suo proprietario Borg, un dolcissimo setter bianco e nero sparito un paio di giorni fa da Treviso, dove abitava con il suo padrone. A ritrovarlo una veneziana, che l’ha notato nei pressi del ponte delle Guglie. L’ha visto spaesato, ed ha pensato che non potesse non avere una casa quel bel cane. Ha così contattato la sezione veneziana del comando provinciale del Nucleo Operativo Zoofilo dei Rangers D'Italia, che si sono messi immediatamente in moto. Il ritrovamento è avvenuto nella serata di sabato. I Rangers guidati da Davide Formentello hanno seguito la procedura prevista in questi casi e recuperato Borg, setter inglese buonissimo. Iil cane non versava in condizioni da richiedere l’intervento urgente del veterinario di turno, ma sicuramente acqua e cibo in attesa degli eventi. Dalla propria centrale operativa, nel frattempo, gli agenti grazie alla lettura del microchip che il cane fortunatamente possedeva, sono risaliti tramite i terminali delle Asl competenti, al legittimo proprietario residente nel trevigiano. «L’uomo», spiegano i rangers, «con grande sorpresa ha raccontato agli agenti che il cane gli era stato portato via da sconosciuti la sera precedente». Lo aveva cercato, senza risultato, ma i vicini lo avevano avvertito di avere visto un cane bianco e nero mentre veniva caricato in un furgone bianco. Brutto segno. Felicissimo si è messo in strada per Venezia e ha infine riabbracciato il suo Borg. I Rangers D'Italia lanciano un appello ai possessori di cani, specialmente quelli di razza e non solo di piccole dimensioni. «Ponete grande attenzione ai vostri cani, perché si compiono numerosi furti ai danni di questi poveri animali, tanto per un commercio senza scrupoli quanto per possibile accattonaggio, molto frequente a Venezia».
 
LA REPUBBLICA
4 AGOSTO 2014
 
Sequestrati animali ostaggio di un allevamento improvvisato
L'operazione è avvenuta nei boschi di Mercatale. Tre cavalli, un asino e due cani erano tenuti in condizioni vitali ed igieniche non idonee. Denunciato il proprietario
 
provincia di Firenze - Tre cavalli, un asino e due cani. Prigionieri di una specie di piccolo allevamento improvvisato dentro a un bosco di Mercatale (Firenze), privo dei minimi requisiti di benessere. Gli animali erano tenuti sempre chiusi e isolati in spazi ristretti, con recinzioni fatiscenti, tettoia in lamiera, fieno completamente ammuffito e acqua ristagnante. Per fare uscire i cavalli da quei box è stato necessario rimuovere una quarantina di bulloni, il che la dice lunga sullo spazio vitale a loro disposizione. La denuncia era partita il 10 aprile, con un esposto ai carabinieri. Dopo alcuni mesi necessari per le attività di monitoraggio, il 30 luglio si è arrivati al sequestro degli animali, trasferiti in luoghi idonei, ed alla denuncia per il proprietario. Il sequestro è stato effettuato dai carabinieri di San Casciano, dal corpo forestale e dal’Asl 10 di Firenze. L’associazione AnimaEquina ha poi individuato strutture e persone disponibili ad accogliere gli equidi.
 
QUOTIDIANO.NET
4 AGOSTO 2014
 
Era stato già denunciato per maltrattamento ma deteneva diversi animali
 
Firenze. Dopo il sequestro di cavalli, cani e un asino il presidente di IHP, Sonny Richichi, si interroga sull'efficacia dei controlli sull'applicazione della legge 189
Roma, 4 agosto 2014 - A Mercatale, in provincia di Firense, sequestrati 3 cavalli, un asino e 2 cani detenuti in luoghi fatiscenti. Operazione congiunta tra forze dell’ordine e associazioni. Una specie di piccolo allevamento improvvisato dentro a un bosco, privo dei minimi requisiti di  benessere per gli animali: tre cavalli sempre chiusi e isolati in spazi ristretti, con recinzioni fatiscenti, tettoia in lamiera, fieno completamente ammuffito, acqua ristagnante, deiezioni non rimosse ed evidenti segnali di stress; e poi un asino chiuso in gabbia, così come due cani.
Per fare uscire i cavalli da quegli improvvisati box è stato necessario rimuovere una quarantina di bulloni, il che la dice lunga sullo spazio vitale a loro disposizione nelle 24 ore. Anche perché tutt’intorno non vi erano recinti né luoghi di sgambamento, ma solo bosco. Questa la situazione denunciata il 10 aprile in un esposto ai Carabinieri. Sono stati necessari alcuni mesi di attività, monitoraggio e pressione sulle autorità: finalmente, il 30 luglio si è arrivati all’epilogo, con il proprietario denunciato per maltrattamento e gli animali sequestrati e trasferiti in luoghi più idonei.
Secondo informazioni ricevute, lo stesso proprietario sarebbe stato oggetto due anni fa di un altro sequestro per maltrattamento di cavalli, asini, mucche, pecore e capre. E’ stata una brillante operazione e un esempio di sinergia tra autorità e associazioni: il sequestro è stato effettuato dai Carabinieri di San Casciano, dal Corpo Forestale dello Stato e dal’Asl 10 di Firenze. L’associazione AnimaEquina ha individuato strutture e persone disponibili ad accogliere gli equidi. L’Italian Horse Protection ha inizialmente fornito supporto per far andare avanti la denuncia e ottenere l’intervento delle autorità; ha poi partecipato al sequestro, verificando le condizioni degli animali e gestendo le non facili operazioni di carico, vista la presenza di due stalloni non abituati a salire su un mezzo di trasporto. Le guardie zoofile dell’Enpa di Firenze si sono occupate della parte burocratica.
“Quanto avvenuto, però, dimostra ancora una volta che la strada per una concreta applicazione della legge 189 è ancora lunga - dichiara Sonny Richichi, presidente IHP - Da un lato persone che decidono di prendere animali senza avere né spazi adeguati né alcuna conoscenza delle loro necessità etologiche. Dall’altro, i controlli ancora troppo carenti: ci chiediamo come sia possibile che questa persona - già segnalata in passato - abbia potuto continuare a prendere animali. E perché, per liberare questi ultimi da una condizione di sofferenza, sia stato necessario un esposto e un pressing costante da parte delle associazioni, durato mesi“, conclude il presidente di IHP.
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IL TIRRENO
4 AGOSTO 2014
 
Furgone contro le roulotte del circo
 
SAN VINCENZO (LI) - Incidente stradale senza feriti intorno all'1,30 della notte tra sabato e domenica, sull'Aurelia, direzione nord, all'uscita di San Vincenzo. Due roulotte del Circo di Vienna sono state travolte - proprio mentre imboccavano l'uscita - da un furgone con a bordo due adulti e due bambini. La ricostruzione della dinamica è comunque adesso all’esame delle forze dell’ordine. Secondo una prima ricostruzione il furgone avrebbe centrato, distruggendola, una prima roulotte che a sua volta è andata a finire contro il mezzo che la precedeva. Tanta paura e molti danni, ovviamente, ma per fortuna nessun ferito, né tra le persone e neanche tra gli animali: in una delle roulotte viaggiavano anche i quattordici boxer della squadra di calcetto a quattro zampe, una delle attrattive del circo, tutti illesi. Sul posto sono intervenuti per i primi rilievi i carabinieri di San Vincenzo e la polizia stradale. Dopo alcune serate a Castiglione della Pescaia, il debutto sanvincentino del Circo di Vienna era previsto per le 21,30 di stasera. Ma molte attrezzature sono andate distrutte ed allestire lo spettacolo in tempo non sarà possibile. Gli organizzatori del circo assicurano però che riusciranno a essere in scena domani sera: il circo è allestito all'altezza dell'uscita della superstrada di San Vincenzo Nord. Restano valide le promozioni legate al primo spettacolo. Il circo è di proprietà della famiglia Vassallo che, da tempo titolare di un’insegna storica del panorama circense nazionale di origine austriaca, gira il mondo meravigliando grandi e piccini con spettacoli emozionanti e divertenti, capaci di lasciare gli spettatori a bocca aperta e con gli occhi fissi verso l’alto per ammirare i volteggi di abili trapezisti che saltano nel vuoto. Reduce da una lunga serie di serate di successo, il Circo di Vienna è ora in tour in Toscana e non solo: lo show vede alternarsi sotto il tendone trapezisti, giocolieri, clown e animali provenienti da tutto il mondo.
 
GEA PRESS
4 AGOSTO 2014
 
Bari – Cardellini e tartarughe dall’Albania
Intervento del Corpo Forestale dello Stato.
 
Cinque esemplari di tartarughe di terra di media dimensione e diversi volatili sotto sequestro. E’ questo il risultato del nuovo intervento degli uomini del Nucleo Operativo CITES del Corpo Forestale dello Stato di Bari svoltosi nell’ambito dell’attività di controllo al porto di Bari.
Gli esemplari di tartaruga erano in un’auto di provenienza albanese, celati nel cofano tra i bagagli. All’ALT degli Agenti, intimato presso il Varco della Vittoria del Porto di Bari, i cittadini albanesi non hanno potuto far altro che ammettere il reato commesso.
Inoltre, contattati dal personale della Guardia di Finanza e della Dogana di Bari, gli uomini della Forestale hanno sequestrato diversi esemplari di cardellini rinvenuti in gabbiette trasportate da un cittadino italiano mentre sbarcava a piedi da un’altra nave traghetto proveniente dall’Albania.
Le tartarughe Hermanni boettgeri sono animali esotici in via d’estinzione quindi protetti e regolati da normative internazionali, comunitarie e nazionali; mentre i volatili rinvenuti, precisa la nota della Forestale, sono regolati dalla normativa sulla caccia.
Gli agenti del CITES del Corpo Forestale dello Stato hanno quindi provveduto al sequestro di tutti gli animali. Le tartarughe rinvenute sono state affidate ad un centro autorizzato alla loro detenzione, mentre i cardellini sono stati liberati nelle campagne della periferia della città di Bari.
 
LA ZAMPA.IT
4 AGOSTO 2014
 
Allarme Lav: “Il 30% di abbandoni in estate, emergenza canili al Sud e a Roma”
In Italia il fenomeno riguarda 80mila gatti e 50mila cani l’anno. Un migliaio le strutture di accoglienza, ma non tutte funzionano. È c’è chi ha fatto del randagismo un business
 
Il fenomeno ha ancora i contorni dell’emergenza, secondo la Lav: come sempre in estate si registra il picco di animali domestici abbandonati, circa il 25/30%. A tracciare il quadro della situazione è Ilaria Innocenti, responsabile Lav del settore cani e gatti: oltre al picco di abbandoni estivo, si pone il problema dell’accoglienza nei canili sanitari e nei rifugi autorizzati, un migliaio in Italia. «Se al Nord le strutture funzionano in generale abbastanza bene - spiega - è in particolare a Roma e al Sud che la situazione è davvero problematica».  
Nel 2012 gli ingressi di cani nei canili sanitari è stato di circa 100 mila unità, mentre i randagi sono circa 600 mila, un dato costante nel tempo. Alla carenza di rifugi, poi, si associa anche la mancanza di sterilizzazione degli animali, che fa aumentare il problema in modo esponenziale. Si stima che ogni anno in Italia vengano abbandonati in media 80 mila gatti e 50 mila cani, «più dell’80% di loro rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti» spiega. «Oltre a essere un reato - precisa - l’abbandono porta a un dispendio di soldi pubblici che ricade sull’intera collettività: considerando che per ogni cane ospitato in canile ogni Comune paga circa mille euro all’anno, e nei canili italiani ci sono circa 200mila quattro zampe, le proporzioni del fenomeno sono rilevanti». Un caso è quello del canile Parrelli di Roma: qui 350 cani e 150 gatti sono stati posti sotto sequestro dalla Forestale per maltrattamenti, la Lav è stata nominata custode legale degli animali, organizzandone il censimento, provvedendo alle cure e aprendo una campgna di adozioni.  
Per contrastare questa piaga, la Lav propone alcune misure tese a riformare la legge 281/91 (Tutela animali d’affezione e prevenzione del randagismo) attraverso, ad esempio, il libero accesso di cani e gatti nei luoghi pubblici e nelle strutture turistiche, detrazioni fiscali su cibo e spese veterinarie per chi adotta un cane o un gatto, l’inserimento di cani e gatti nel certificato di «stato di famiglia».  
Ma la difficoltà nel gestire il problema non è solo legato al numero di abbandoni: negli anni, ricorda l’associazione, c’è chi ha fatto della detenzione a vita dei randagi n vero e proprio affare. In tutta Italia sono sorte strutture private, spesso fatiscenti, dove gli animali vengono tenuti in condizioni estreme, per aggiudicarsi contributi che possono andare da 2 a 7 euro al giorno per ogni animale, aumentando in base al numero di animali «ospitati». Questo, nonostante la legge del 1991 individui le associazioni di protezione animale come soggetti «prioritari» a cui concedere le convenzioni per la gestione dei canili.  
 
TRENTINO
4 AGOSTO 2014
 
Scoiattoli, nutrie e pappagalli rischiano di essere impallinati
 
di Ivana Sandri
 
TRENTO - Con sole 5 righe, nel decreto legge n° 91, le Commissioni ambiente e industria del senato hanno affidato alle regioni il compito di "eradicare" le specie alloctone: il via libera alla caccia alle specie animali non originarie italiane. Si parla di specie come gli scoiattoli grigi nordamericani, importati come animali da compagnia, abbandonati nell'ambiente una volta venuti a noia ai proprietari. I sopravissuti si sarebbero rivelati una minaccia per gli autoctoni scoiattoli rossi, portandoli al rischio di estinzione (tesi contraddetta dalla "lista rossa" degli animali considerati a rischio presentata il 22 maggio 2013 dal Ministero dell'ambiente) a causa di un pericoloso virus, che però non è mai stato osservato in Italia. Seguono i pappagallini verdi, fuggiti dalle voliere oppure anch'essi abbandonati, che in alcune città hanno trovato il clima adatto, creando degli stormi colorati e un po' chiassosi soprattutto in inverno, mentre è più facile scorgerli in coppie nella stagione della riproduzione. La commissione, inoltre, ha introdotto un emendamento di iniziativa di tre senatori del Pd volto a rendere ancora più facile la soppressione delle nutrie, stabilendo che si tratta di specie nociva. Anche in questo caso siamo di fronte ad un animale importato: veniva allevato per la produzione di pellicce (con il nome di castorino), finché spentosi l'interesse commerciale gli allevatori hanno scoperto che abbandonarli fosse il sistema più veloce per liberarsi di animali non più economicamente interessanti. Vissute per anni nel disinteresse generale, ora alla ribalta perché perfetti capri espiatori per coprire le negligenze istituzionali causa dei dissesti ambientali. Il decreto legge nel suo iter parlamentare è suscettibile di modifiche e, mentre vi sono associazioni ambientaliste che danno il loro assenso allo sterminio, quelle animaliste (ambientalismo e animalismo non sono sinonimi, ndr) hanno già annunciato la loro opposizione "a questa programmata carneficina" che va contro la più strutturata, rispettosa degli animali ed efficace "Strategia europea" che si occupa delle specie invasive aliene. Il fenomeno dell'abbandono riguarda sempre più spesso - anche - gli animali esotici, con circa 30.000 animali importati ogni anno in Italia, molti dei quali verranno abbandonati: se è vero che la maggioranza morirà nel giro di pochi giorni, gli altri andranno ad ingrossare le fila delle specie aliene. Pertanto la più razionale- forse l'unica percorribile - difesa della biodiversità non si basa sull'uccisione degli animali immessi nell'ambiente, ma sul divieto della loro importazione e commercializzazione.
 
IL CENTRO
4 AGOSTO 2014
 
TARTARUGHE, TUTTI I SEGRETI
 
di Magda Tirabassi
 
AVEZZANO (AQ) - C’è da immaginarsi la faccia dei due agenti di polizia, che si sono trovati di fronte a una tartaruga di oltre 80 anni, abbandonata sulla ex superstrada del Liri, alle porte di Avezzano. A quanto pare, qualche incivile ha scelto di abbandonarla legandola al guardrail dopo averle forato la corazza. Ma l’esemplare di testudo marginata, conosciuta anche come “sarda” perché si trova soprattutto in Sardegna, ostinata, si è liberata e ha attraversato la strada, facendo lo slalom tra le auto in corsa. Tra gli animali domestici che gli italiani amano avere in casa o nel proprio giardino ci sono anche i rettili, in modo particolare le tartarughe terrestri (più propriamente definite testuggini) o d’acqua dolce (palustri). E anche questi animali, al pari di altri come ad esempio cani e gatti, acquistati in modo superficiale o inconsapevole, in tempo di vacanze rischiano l’abbandono. «Il motivo è spesso legato alle inattese dimensioni raggiunte», spiega Irene Davì, commissario capo del Corpo forestale dello Stato, «o alle maggiori attenzioni che richiedono in estate, stagione in cui sono nel pieno delle loro attività metaboliche». Ma se e è vero che il rilascio delle testuggini in natura quasi mai provoca danno agli ecosistemi locali, trattandosi di specie per la maggior parte autoctone o naturalizzate, la sopravvivenza degli esemplari abbandonati non è scontata. «Non dimentichiamo che si tratta pur sempre di animali spesso nati e allevati in ambiente domestico», continua Davì, in forza al servizio Cites (la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione) della Forestale, «iperalimentati, che hanno perso molti dei loro istinti. Ecco perché in questi casi si può incorrere addirittura nel reato di abbandono di animali previsto dal codice penale. Inoltre, la vicinanza con ambienti cittadini potrebbe inevitabilmente esporle al rischio di lesioni o investimento stradale. Senza contare che la ricollocazione in natura “fai da te” non può assicurare che siano valutate le condizioni minime necessarie come fonti di cibo e clima adatto, affinché animali dalle storie diverse, possano avere chance di sopravvivere in un ambiente selvatico». Cosa fare dunque se si trova una tartaruga? «Essenzialmente, una volta appurata l’appartenenza dell’esemplare alla fauna autoctona, va lasciato dov’è, se ci si trova in ambiente naturale, in un bosco o nella macchia mediterranea. Al contrario, è opportuno contattare il Corpo forestale dello Stato o la polizia provinciale, se l’esemplare appartiene a una specie esotica oppure lo si trova in ambiente urbano o semi periferico. In modo che possa esserne assicurata rispettivamente la ricollocazione in una struttura specializzata o la corretta reintroduzione in natura».
 
MESSAGGERO VENETO
4 AGOSTO 2014
 
Baugelato, anche Fido può peccare di gola

Guglielmo Zisa

 
SPILIMBERGO (PN) - Ne ha pensata un'altra delle sue, il maestro gelataio Stefano Venier, titolare della gelateria e cioccolateria Arte dolce, nonché accademico dell'Università dei sapori di Perugia. Dopo Feel-pro, il gelato ideale per gli sportivi e per chi vuole rimanere in linea senza rinunciare al gusto, novità dell'estate 2013 realizzata in collaborazione con il tecnologo alimentare Alberto Commessatti, anche l'estate 2014 porta con sé una nuova proposta, il Baugelato, il dolce estivo per antonomasia ideato da Venier per il migliore amico dell'uomo. Studiato con la nutrizionista Nicoletta Pizzutti, il gelato è prodotto artigianalmente senza zucchero, ma con miele e fruttosio nei gusti yogurt, fragola, fiordilatte con latte di capra, nocciola e presenta un basso contenuto di grassi, in linea con le indicazioni per una corretta alimentazione dei cani, di qualsiasi taglia e razza siano. «Mi è capitato spesso di servire clienti – riferisce Venier – che poi dividessero il gelato con il proprio cane, e così ho pensato di realizzarne uno ad uso e consumo dei nostri amici a quattro zampe». Anche perché, a dirla tutta, i dolciumi destinati agli "umani" non sono gli alimenti più indicati per gli animali. La presentazione del gelato è avvenuta in occasione della Passeggiata a 6 zampe, promossa dal centro cinofilo Spilimbau in collaborazione con Arte Dolce, che ha visto la partecipazione di una trentina di cani, con i loro padroni che si sono dati appuntamento proprio davanti alla gelateria di viale Barbacane. Una camminata lungo le vie del centro storico che è stata anche occasione, grazie all'intervento di Livia Conterno, veterinaria e titolare della scuola di addestramento che ha sede a Travesio, per saperne qualcosa di più su come educare il proprio amico peloso. Al termine della passeggiata, con il ritorno ad Arte Dolce, conclusione di serata all'insegna della dolcezza per padroni e cani con una bella scorpacciata di gelato artigianale adatto a tutti i palati.
 
GEA PRESS
4 AGOSTO 2014
 
Cina – L’assalto al camion di cani
Drammatiche notizie diffuse dalla ONG ACTAsia. Le operazioni di salvataggio ancora in corso

 
Secondo quanto diffuso dalla ONG britannica ACTAsia, un camion carico di cani sarebbe stato bloccato nell’autostrada che da Pechino conduce alla provincia di Hebei.
Le operazioni di salvataggio, rese difficili anche dalla forte pioggia, si sono caratterizzate per l’afflusso di volontari provenienti da diversi luoghi, che hanno portano nella zona gabbie, cibo, acqua e guinzagli.
Sempre secondo l’ONG, molti cani sarebbero però morti di freddo, fame e disidratazione. Le condizioni di trasporto sarebbero apparse pessime, mentre molti dei cani avrebbero al collo dei collari. Quello che ne deduce ACTAsia è che i poveri animali, in molti casi, potrebbero essere stati rubati.
Non è ancora chiaro come il camion sia stato rintracciato e fermato, ne tanto meno come sia nota la destinazione verso la provincia di Hebei.
Non molti dubbi, però, sullo scopo del trasporto. I cani, cioè, potrebbero essere stati destinati alla macellazione. In Cina, infatti, non è illegale mangiare carne di cane ma lo provenienza degli animali deve essere documentata, oltre al fatto che è obbligatorio un periodo di quarantena.
Nel caso anche per questo carico venisse confermata la destinazione per la macellazione, ci troveremmo innanzi ad un’ulteriore conferma di come, secondo le denunce degli animalisti, avviene questo commercio. In Cina, però, va sempre più aumentando l’opposizione. Non è infatti la prima volta che camion carichi di cani vengono bloccati dagli attivisti cinesi.
Le operazioni di soccorso sono tutt’ora in corso e secondo l’ONG le autorità locali non starebbero collaborando. ACTasia riferisce di un palleggio di responsabilità.
Nella provincia di Hebei sarebbe noto il consumo di carne di cane.
 
GEA PRESS
5 AGOSTO 2014
 
Cina – Il caos per salvare i cani. Il “blocco” animalista sui camion con il carico da macellare
2000 animali che dovevano finire a fette. Le autorità locali mettono a disposizione un terreno per la prima accoglienza

 
E’ il caos alle porte di Pechino, dopo che più carichi di cani, sono stati bloccati dagli attivisti cinesi. In tutto si dovrebbe trattare di 2000 animali, molti dei quali morti o trovati in condizioni drammatiche (vedi articolo GEAPRESS).
Circa 200 automobili di soccorritori impediscono ai camion di andare via mentre, dopo i primi tentennamenti, le autorità locali hanno inziato a collaborare. Nei luoghi anche un cospicuo schieramento di polizia.
Tra le persone che stanno affluendo nei luoghi anche numerosi proprietari che sperano così di rintracciare il proprio animale smarrito o forse rubato. Ammassati in orrende gabbie di almeno sei camion vi sono Husky, Pastori tedeschi, Labrador che, in molti casi, riportano un collare. Anche alla luce dei prezzi di mercato particolarmente elevati, gli animalisti cinesi pensano che la provenienza di tali animali, sia illecita.
Volontari provenienti da diverse zone della Cina si sono precipitati nei luoghi per aiutare nei soccorsi. Cataste di bottiglie di acqua, sacchi di mangimi ed un via vai continuo di mezzi per smistare le parecchie centinaia di cani nei rifugi della zona. Tra i soccorritori anche alcuni veterinari. Le autorità locali hanno così deciso di rendere disponibile un terreno di prima ospitalità, in attesa di decidere sul da farsi.
Nei luoghi si stanno dirigendo anche i rappresentanti di alcune ONG estere che per prima hanno diffuso in occidente la notizia.
Quanto sta accadendo in queste ore rappresenta, ad avviso degli animalisti, il successo delle campagna di sensibilizzazione che di anno in anno, finanche all’interno dei mercati ove i cani vengono macellati, stanno contribuendo a ridurre un fenomeno purtroppo ancora diffuso.
 
GEA PRESS
6 AGOSTO 2014
 
Cina – Nei camion stipati di cani, pure quelli rubati. Si sono ricongiunti con i padroni
Il grandioso sforzo degli animalisti cinesi

 
Alcuni dei cani trovati nei sei camion fermati dagli animalisti cinesi, si sono ricongiunti con i loro padroni.
Dopo che si è sparsa la notizia del fermo dei mezzi, avvenuto in località diverse ma entrambe lungo la strada che da Pechino conduce nella provincia di Hebei, centinaia di animalisti cinesi e proprietari dei cani, si sono diretti nei luoghi. Persone che in alcuni casi avevano smarrito o probabilmente subìto il furto del proprio animale (vedi articolo GeaPress ).
Il fermo del primo camion è avvenuto poche ore prima dell’arrivo degli altri cinque. Una situazione già caotica con gli animalisti che avevano letteralmente bloccato il mezzo (vedi articolo GeaPress ) e le autorità locali che inizialmente stentavano nel voler collaborare.
I cani del primo camion sono ormai fuori dall’incubo. Sistemati nei rifugi del comprensorio, tranne gli adottati e quelli che si sono potuti ricongiungere con i loro padroni. Purtroppo non è mancato il ritrovamento di animali morti, così come di quelli malati e maltrattati durante il viaggio. Viene riferito, a tal proposito, di arti spezzati, ferite aperte ed accecamenti.
Nel luogo dove invece sono stati fermati i cinque camion, la situazione è ancor di più in stato emergenziale. Sul posto sono state fatte arrivare numerose gabbie per il trasferimento dei poveri animali. In alcuni casi pure dei box prelevati dai rifugi o fatti pervenire da privati.
Seguirà ora la difficile fase delle cure ed auspicabile adozione.
Non è ancora chiara la posizione dei trasportatori. Di certo, in entrambi i luoghi, sono stati visti affluire numerosi poliziotti mentre, il ritrovamento di alcuni cani con il collare o addirittura riconosciuti dai padroni, farebbe presupporre la presenza di animali rubati. In Cina non è vietato mangiare carne di cane, ma gli animali devono possedere una sorta di tracciabilità e soprattutto avere passato un periodo di quarantena a seguito della profilassi contro la rabbia.
Obblighi che in questo caso potrebbero non essere stati rispettati.
Già nel corso dell’ultimo festival di Yulin (dove per tradizione, in coincidenza con il solstizio d’estate, si mangia carne di cane) si è avuta occasione di mettere in evidenza l’inconciliabilità tra le spese di quarantena ed il ricavo ottenuto dalla vendita della carne di cane (vedi articolo GEAPRESS ).
Forse, alla fine, le stesse misure sanitare contro la rabbia, determineranno una contrazione del triste fenomeno anche se, quello che sta avvenendo in questi giorni alle porte di Pechino, con centinaia di animalisti all’assalto dei camion, testimonia una sensibilità sempre più crescente.
Contrariamente a quello che si crede, in Cina, già da tempo, operano associazioni di protezione animali che, seguendo una sorta di predilezione esistente anche in Italia, sono particolarmente specializzate nella protezione dei cani. A queste si aggiungono alcune ONG, in genere di derivazione britannica, che prevedono nella loro mission proprio la protezione degli animali in Cina da attuarsi anche tramite la sensibilizzazione delle popolazioni locali.
 
LA ZAMPA.IT
4 AGOSTO 2014
 
Canada, cane cade da scogli Salvato dai pescatori locali
 
Il signor Paul March dovrà essere per sempre grato alle due persone che hanno tratto in salvo la sua Boxer drammaticamente caduta da una costiera oceanica in Canada. Durante un’escursione, la sua cagnolona, lasciata libera di scorrazzare, è scivolata giù dalle rocce finendo in un punto difficilmente accessibile. Il signor March ha così lanciato l’allarme ai vigili del fuoco e alla polizia. Amy Costello e suo marito Darryl, impegnati con la loro barca per la pesca, hanno risposto alla chiamata di emergenza raggiungendo prima di tutti il luogo dell’incidente. È stata proprio la donna a raggiungere dal mare, saltando fra le uno scoglio e l’altro, il cane visibilmente spaventato. «E’ un animale di 30-35 kg - racconta Amy alla CBC - mentre io non sono... così grande. Quando sono spuntata dagli scogli le ho parlato per un paio di minuti e quando ho visto che non era più spaventata come prima, è stata lei ad abbassare la testa e a darmi la zampa perché sapeva che l’avrei aiutata. Così quando mi sono avvicinata, mi è saltata in braccio».
Per fortuna sulla barca avevano un salvagente che Amy ha fatto indossare al cane per faticare di meno nel tratto di mare che li separava dall’imbarcazione dove li attendeva il marito Darryl.
Paul March non potrà mai dimenticare il gesto eroico della coppia e ha voluto condividerlo con le foto di questa gallery.
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
4 AGOSTO 2014
 
Tashirojima, l’isola dove comandano i gatti
Sull’atollo giapponese vivono più felini che umani
 
Tashirojima è un vero e proprio paradiso per gli amanti dei gatti. Già perché su quest’isola, a est della costa giapponese, ci sono più felini che persone umane.  
Gli abitanti dell’isola, quelli a due zampe, sono infatti un centinaio, mentre i quattozampe sono molti di più. E’ una sorta di gigantesca colonia felina nata quando questi animali venivano considerati ottimi predatori dei bachi da seta e, quindi, utili per tutelare la produzione locale. 
Ma con il passare del tempo, la popolazione felina è diventata un’attrazione turistica che ogni anno fa sbarcare molti curiosi diventando una buona fonte di sostentamento. Se poi a questo si aggiunge che nel menù locale vi sono delle ottime ostriche e pesce fresco, la visita per molti diventa una delizia del palato e del cuore. C’è un solo divieto a Tashirojima: i cani che, ovviamente, non sono ben accetti. 
 
NEL CUORE.ORG
4 AGOSTO 2014
 
FAROE, OPERAZIONE "GRINDSTOP" CONTRO LA STRAGE DI GLOBICEFALI
L'INIZIATIVA DELL'ASSOCIAZIONE "SEA SHEPHERD"
 
Animalisti e celebri testimonial da tutto il mondo si sono dati appuntamento alle isole Faroe, nel tentativo di bloccare il "grindadrap", la brutale e crudele caccia ai cetacei (globicefali) che fa parte della tradizione locale.
L'attrice Pamela Anderson è arrivata sul remoto arcipelago del Nord Atlantico nei giorni scorsi, come avanguardia di un gruppo di 500 volontari che pattuglierà il mare per fermare il massacro. Alla campagna del gruppo ambientalista "SeaShepherd" partecipano anche la nota ballerina francese Sylvie Guillem e la navigatrice Florence Arthaud: l'"operazione Grindstop" mira a salvare più di 1000 globicefali da una morte orribile.
I globicefali sono animali pacifici, molto curiosi e si muovono in branchi. Nelle loro migrazioni, passano nelle vicinanze delle isole Faroe, soprattutto nel periodo estivo: appena sono avvistati, centinaia di "battitori" si mettono in moto, circondandoli a semicerchio con le barche e convogliandoli verso piccole baie che si trovano a ridosso delle città, verso l'acqua bassa, dove li attendono i loro massacratori. La strage è talmente grande che il sangue arrossa le baie dove avviene la caccia.
 
CORRIERE DELLA SERA
4 AGOSTO 2014
 
Cani e gatti: le ceneri dei vostri animali spedite nello spazio
 
Paolo Virtuani
 
Celestis Pets: è il nome che è stato dato al servizio per spedire le ceneri di cani e gatti (e altri animali domestici) nello spazio. Per i padroni che vogliono pensare ai propri beniamini in viaggio perenne nel cielo. È l’idea venuta alla compagnia texana Celestis Inc. che già dal 1997 spedisce nel cosmo le ceneri dei defunti. Finora sono già stati eseguiti dodici lanci con le ceneri di centinaia di persone tra le quali quelle di Gordon Cooper, tra i primi astronauti americani del programma Mercury e Gemini, e di Gene Roddenberry, creatore della saga di Star Trek.
Partenza 7 ottobre
Ora però si apre un nuovo mercato, potenzialmente ancora più numeroso e redditizio. Il primo lancio dedicato agli animali è in programma martedì 7 ottobre con partenza da Spaceport America nel New Mexico. Sarà un lancio sperimentale con a bordo le cenere di Apollo, un cane pastore australiano. Celestis Pets prevede per i nostri amici animali tre tipi di volo. Il primo del 7 ottobre e il più semplice viene chiamato Earth Rise e costa da 995 dollari (circa 740 euro): il razzo non arriva in orbita ma si ferma a un’altezza dove comunque c’è assenza di gravità. Poi ritorna a terra e le capsule con le ceneri vengono recuperate e ridate ai proprietari.
Un viaggio nell’infinito
Ci sono poi altri due tipi di missione: Earth Orbit (prezzo 4.995 dollari, pari a 3.700 euro) in cui le ceneri restano in orbita terrestre finché il satellite rientra nell’atmosfera e brucia disperdendo le ceneri intorno al globo, e Voyager (al costo di 12.500 dollari, 9.260 euro), un vero e proprio viaggio nello spazio profondo con una navicella che lascia il sistema Terra-Luna e non prevede ritorno, quindi un vero viaggio nell’infinito. Il primo lancio Earth Orbit è previsto nell’autunno di quest’anno, mentre per Voyager occorrerà attendere fino ai primi mesi del 2017. Se però si prenota entro il 7 agosto si ottiene uno sconto del 20% su tutti i voli.
Precedenti
Gli animali nello spazio hanno una lunga (e non molto fortunata) tradizione a iniziare da Laika, spedita in orbita dai sovietici con lo Sputnik 2 il 3 novembre 1957, missione che non prevedeva ritorno a Terra. La povera cagnetta morì, secondo la versione ufficiale dell’epoca, quattro giorni dopo il lancio, ma nel 2002 nuove rivelazioni russe ipotizzano che Laika sopravvisse al massimo 5-7 ore dopo il decollo a causa degli sbalzi termici all’interno della capsula o per asfissia. Gli americani il 13 dicembre 1958 mandarono in missione la scimmietta Gordo: sopravvisse al ritorno a Terra ma la capsula andò perduta nell’Atlantico. Dopo vennero spediti in orbita animali di tutti i tipi: dai gatti ai tardigradi, dai batteri alle rane, fino ai gechi lo scorso 19 luglio in una missione russa la cui sorte però è molto incerta (eufemismo).
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
4 AGOSTO 2014
 
Cani e gatti, ecco dove sono nel mondo
Nei Paesi freddi e in quelli del Vecchio Continente prevalgono i felini, nei Paesi caldi gli altri quattrozampe
 
FULVIO CERUTTI
 
I gatti dominano l’emisfero settentrionale, i cani quello meridionale. E’ questa la fotografia che emerge da una ricerca condotta da Euromonitor per conto del Washington Post. Sebbene i risultati posti in evidenza dal quotidiano riguardino principalmente la situazione statunitense, l’elaborazione permette di avere un buon colpo d’occhio dElla distribuzione dei cani e gatti in tutto il mondo. Adatto a stare in appartamento e in spazi anche stretti, il gatto domina nei Paesi freddi: in Canada ci sono 8,6 milioni di gatti contro 5,1 milioni di cani, in Russia il divario cresce ancora di più portandosi a 21 milioni di felini contro 15,5 milioni di Fido. La loro predisposizione ad adattarsi alla vita di appartamento li porta a predominare anche negli Stati Uniti (73,6-71,6) e in quasi tutti i Paesi del Vecchio Continente: in Italia 7,5 milioni di mici contro i 6,9 della controparte a quattrozampe, in Francia 11,3 a 7,3, nel Regno Unito (8,9-8,8), in Germania (8,4-5,4) e in Svizzera (1,5-0,4). Voci fuori dal coro la Spagna dove i cani sono 5,4 milioni contro 3,8 e il Portogallo 1,8 milioni contro un milione di felini.  
Nel Sud del Mondo e in quasi tutto il continente asiatico, invece, è Fido ad avere la meglio. In Messico il confronto è quasi imbarazzante (24,3 milioni di cani contro 7,9 di gatti) e una forbice così netta si mantiene in tutto il Sudamerica - Venezuela (3,3-1,6), Colombia (4,3-1,4), Perù (3,7-1,2), Argentina (9,5-4,0) e Cile (3,5-1,5) compresi. Più tenue il confronto brasiliano, ma sempre a vantaggio dei cani (36,5-21,8). 
Mentre non sono disponibili i dati del continente africano (salvo i casi di Marocco e Sudafrica dove dominano i cani), il viaggio verso l’Asia vede nuovamente più cani che gatti: in Cina vengono registrati 27,5 milioni di cani contro gli 11,4 di gatti, mentre in India la sfida è addirittura di 11,2 a 1,1. I Fido sono in maggioranza anche in Giappone (11,6-9,8), Sud Corea (2,7-0,3), Taiwan (1,3-0,3), Tailandia (5,9-2,0) e Indonesia (1,8-0,4). I gatti hanno la loro rivincita in Medio Oriente, dove prevalgono in Arabia Saudita (0,1-0,00), Egitto (1,7-0,9) e Turchia (3,1-1,1). Concludono questo giro del mondo l’Australia e la Nuova Zelanda dove ci sono situazioni opposte: nella grande terra dei canguri prevalgono i cani (3,3-2,4), mentre in Nuova Zelanda i gatti sono il doppio dei cani (1,4-0,7). 
 
IL MATTINO
4 AGOSTO 2014
 
Le 11 cose che fanno i padroni e che i cani odiano
 
ROMA - Il cane è da sempre riconosciuto come il migliore amico dell'uomo, anzi spesso è il padrone che si rivela non all'altezza dell'animale che ha vicino. Il sito inglese Mother Nature Network, ha pubblicato uno studio sulle cose più fastidiose che facciamo ai nostri animali domestici, a volte senza neanche accorgercene.
Tu parli? Il cane no. L'uomo è un essere dotato della parola, ma il cane no. I padroni che camminano parlando al proprio animale, pretendendo che capisca tutto sono fuori strada. Secondo alcuni studi, i cani riescono ad interpretare alcune parole più semplici, ma di certo non saranno in grado di capire intere conversazioni. Il consiglio è quello di parlare con il linguaggio del corpo, mixando parole e gesti, in modo da facilitare la comprensione dell'animale. Addirittura viene suggerito un esperimento: stare una giornata intera parlando con il proprio cane solo a gesti: aumenta la sintonia con il nostro amico e migliora il dialogo.
Abbracci? No grazie. Per gli esseri umani l'abbraccio è uno dei più comuni mezzi per comunicare affetto e amore, ma guai a pensare che lo stesso funzioni per i cani. Il cane in genere odia essere abbracciato. Nel linguaggio canino, la zampa sulla parte posteriore indica dominio, superiorità, un gesto che viene visto in modo differente se a farlo è un uomo, ma che comunque non trasmette sensazioni positive all'animale. Alcuni sopportano con gentilezza, altri sono più inclini agli abbracci, il livello di sopportazione dipende sempre dalla razza e dall'educazione, ma fidatevi, nessun cane ama essere abbracciato. Il consiglio? Ci sono tanti modi per coccolarlo, sbizzarritevi.
Lascia stare la testa. A chi piace farsi toccare faccia e testa? Nella maggior parte dei casi un essere umano si scanserebbe o quanto meno cercherebbe di evitare la situazione fastidiosa. Per i cani è la stessa cosa. Di solito non amano essere toccati in testa, la vedono come un fastidio, ma spesso si lasciano toccare se c'è un livello di confidenza totale con il padrone. Comunque è meglio evitare, meglio un bel grattino sulla pancia o una carezza sulla schiena.
Che hai da guardare? Il contatto visivo è uno dei fattori dominanti nel rapporto con gli animali. Anche con loro, uno sguardo vale molto più di mille parole, ma guai a fissarli negli occhi, soprattutto se è un cane appena conosciuto. L'animale potrebbe vedere la cosa come un gesto di sfida o di sottomissione, con le reazioni che possono andare dall'abbaiare fino anche ad un'aggressione. Il modo migliore per approcciare un cane è una postura leggermente inclinata, evitare sguardi lunghi e parlare con una voce dolce. L'animale non si sentirà minacciato o sottomesso.
Regole, regole, regole. I cani spesso sono come i bambini, se non gli si fornisce un'educazione con delle regole precise, si rischia di tirar su un bambino viziato e capriccioso, che perde le staffe se le cose non vanno come dice lui. I cani sono uguali, proprio per questo motivo è giusto dare delle regole precise, come ad esempio: "Non salire sul divano" o "Aspetta me per attraversare la strada", con l'animale che piano piano imparerà cosa può e cosa non può fare. Cosa molto importante, i cani non conoscono le eccezzioni alle regole: quindi non capiranno la differenza tra salire sul divano prima o dopo il bagno, per cui meglio essere sempre coerenti con la prima versione della regola.
Quelli che non ci piacciono. Un errore che spesso i padroni fanno è quello di forzare il proprio cane ad andare con persone o altri cani che non gli piacciono. Si tratta di una forzatura che non giova all'umore dell'animale, ed è proprio in quei casi che potrebbe avere reazioni inaspettate. Cercare avere empatia con il proprio cane è importante, anche per comprendere le sue voglie e bisogni. Fondamentale è poi distinguere i momenti di timidezza, in cui una 'spintarella' è ben accetta e i momenti in cui il cane ha solo voglia di andare a casa.
Lascitateli odorare. Quando si porta il proprio amico a fare una passeggiata, lasciategli un minimo di libertà. L'animale deve poter esplorare e soprattutto odorare qualsiasi cosa, è una dei piaceri più grandi per loro, basti pensare che odorare un albero è per un cane piacevole come per noi osservare un tramonto. Quindi niente tira e molla con il guinzaglio, cercando di insegnare un'andatura diligente, ma libera di esplorare. Lasciate che il mondo entri nel suo naso, il vostro amico vi ringrazierà.
Guinzaglio stretto. Il collegamento tra cane e padrone è il guinzaglio, che è un mezzo attraverso cui l'animale riesce a percepire la tensione e il 'controllo' dell'uomo. Si consiglia di tenere sempre ben stretto il guinzaglio, ma senza evitare strattonate brusche. Non sarà facile, ma come ogni virtù il giusto sta nel mezzo: trovate una via di mezzo tra la 'tirata' solida e dura e il guinzaglio morbido che lascia un po' di spazio.
Cane specchio. Sei teso ? Nervoso? Agitato? Il cane reagisce non soltanto al guinzaglio, ma capisce lo stato d'animo del suo padrone in base anche ad altri paramentri. Lui capisce, anzi percepisce, comportandosi spesso come uno specchio dell'uomo che hanno davanti. Quindi attenzione alle vostre emozioni, perché come non piacciono a noi, non piaceranno neanche a loro.
Niente noia. I cani odiano le persone noiose, e i padroni che non dedicano loro almeno un po' di tempo. Vero è che spesso un uomo o una donna tornano a casa la sera, già stanchi dal lavoro, con la voglia soltanto di cenare e rilassarsi sul divano. Ma l'animale non può comprendere questo stato d'animo e spesso sfoga la sua noia con reazioni che noi consideriamo fastidiose, come abbaiare o mangiare i nostri calzini. Ma allora cosa fare? Insegnate sempre nuovi giochi al vostro animale. Nessuno vuole un amico noioso, figuriamoci un padrone.
Tutto il resto. Dovrebbe essere ovvio, ma è sempre meglio precisare. Esistono comportamenti da evitare in maniera categorica, tipo: abbaiare ad un cane, tiragli la coda, parlarlgi da dietro un vetro e tutte queste cose che a qualcuno potrebbero sembrare divertenti, ma per il cane sono un grande disturbo, che può provocare variazioni nel suo comportamento e stimolare reazioni anche violente.
 
IL SECOLO XIX
4 AGOSTO 2014
 
Stupido cane, stai lontano dal Web
 
Marco Cubeddu
 
Genova - Cito direttamente da “Una città o l’altra. Viaggi in Europa”, di Bill Bryson, geniale scrittore che ho scoperto recentemente grazie a Stefano Tettamanti, vecchia volpe editoriale e calcistica nota ai lettori del Secolo XIX.
«L’unica circostanza in cui un cane non mi attacca con il preciso intento di farmi finire su una sedia a rotelle è quando sono ospite in casa di qualcuno, sprofondato su un morbido divano, con un bicchiere colmo fino all’orlo. In questo caso specifico, il cane – sempre di taglia smisurata con problemi di salivazione eccessiva – decide che non vuole uccidermi, bensì fare sesso con me. “Dai, Bill, togliti i pantaloni che ho voglia” sembra dire. Il padrone chiede sempre: “Ti dà fastidio?” Altra cosa sconvolgente. “Figurati, Jim, adoro quando un cane mi addenta le palle e sfrega ritmicamente la zampa contro la mia guancia”. Mi darebbe certamente meno fastidio se tutti i cani di questo mondo venissero chiusi in un sacco e mollati su qualche isola remota – sarei tentato di pensare alla Groenlandia – dove sarebbero liberi di scorrazzare e di annusarsi l’ano a piacimento, senza darsi mai più la pena di terrorizzare il sottoscritto. Gli unici cani che escluderei da questo raduno sono i barboncini. Ai barboncini sparerei e basta».
Questa citazione era parte della rubrica di Tettamanti, Cose che so su www.hounlibrointesta.it in cui venivano lodate le virtù dei cani letterari rispetto ai cani reali. Lui snocciolava vari esempi, ma siccome io non ho letto quasi nessuno dei libri citati non ve li riporto. Il fatto è che la vecchia volpe l’altro giorno mi diceva: strano tu non abbia ancora fatto un pezzo di “Intransigenze” contro i cani. Già, strano. Il fatto è che ci sono diversi argomenti da cui mi tengo alla larga per timore di essere linciato. Ma ogni volta che me ne viene suggerito uno, se provocato, non so resistere.
Quindi, i cani. Ma, più che i cani, gli amanti dei cani. Anzi, più che gli amanti dei cani, i padroni dei cani. Quelli che gridano, mentre la loro bestia senza guinzaglio galoppa verso di voi “Stia tranquillo, non morde”. Oppure: “Non fa nulla!”, senza che gli sfiori mai l’idea che quello che state pensando non è “Ommioddio che paura” ma “Se solo avessi un fucile da caccia”. Quelli che domandano, in casa o sul marciapiede: “Non ti da fastidio, vero”? o “Non hai paura, vero”?, quando la domanda è puramente retorica perché nessuno è davvero invitato a rispondere sinceramente. Chi potrebbe mai dire, senza essere bollato come mostro: “Guarda, i cani mi fanno schifo, puzzano, sbavano, trotterellano e in più rendono quasi inevitabilmente deficienti i loro padroni”?
Già, i padroni. Quelli che gli parlano diffusamente. Quelli che ti dicono “Guarda che sguardo umano”. Quelli che si commuovono davanti ai video bestiali diventati virali. Quelli che con la loro moltiplicazione, fattasi lobby, hanno imposto a tutti i giornali e a tutti i telegiornali di includere sempre un rassicurante approfondimento su qualche cucciolo astruso, dimenticato, bistrattato o, semplicemente, tenerissimo.
Quelli che a primavera-estate-autunno-inverno-e ancora primavera portano fuori la creatura a “fare i bisogni”, insozzando il vicinato o, se rispettosi delle regole, raccogliendo i rifiuti solidi con la paletta (celebre la battuta: perché non anche quelli liquidi con la cannuccia?) sentendosi perfettamente normali. Ma ormai la fine della normalità è arrivata da un pezzo. Maria Teresa Carbone, su Pagina 99, ricordava il grande rilievo dato dal Washington Post al video di una cagnolina svenuta per l’eccitazione di rivedere la sua padroncina dopo due anni di assenza. Perché? Perché il video era stato visualizzato in poche ore da oltre 16 milioni di persone (ora sono più di 32, domani chissà).
In Italia, secondo i dati Eurispes, sono 60 milioni gli animali domestici, un rapporto di 1/1 con la popolazione. Il valore del mercato italiano degli animali domestici, solo per cani e gatti, vale annualmente quasi 2000 milioni di euro e smuove più di mezzo milione di tonnellate commercializzate. Il fenomeno è globale e inarrestabile. Nessuno (o quasi) pensa più a fare figli. E tutti (o quasi) sono inclini ad accudire i cuccioli e i loro derivati adulti. Il pensiero dominante, nella sua banalità e nelle sue sfumature consapevolmente o inconsapevolmente naziste è che “Gli animali sono molto meglio delle persone”.
E quindi è un fiorire di cappottini ricamati, cioccolatini assortiti, alimenti di lusso, psicoterapisti e baggianate varie per coccolare gli amici a quattro zampe. E questa cosa sembra sempre meno folle, meno astrusa, meno apocalittica di mese in mese. Tanto che, chi non dichiara di amare gli animali, automaticamente, nella testa dei loro padroni, diventa una brutta persona. I sentimenti semplici, dati tendenzialmente da un rapporto di dipendenza tra padrone e bestia posseduta, hanno preso il sopravvento.
E la fedeltà e il servilismo di Fido sono più soddisfacenti dell’ambiguo, in costante evoluzione, rapporto fra esseri umani. Solitudini e case vuote vengono riempite dagli animali, umanizzati e vezzeggiati fino a sovvertire le gerarchie domestiche e diventare gli imperatori degli spazi e i governatori indiscussi del tempo. I loro bisogni, non solo fisiologici, sono quelli a cui ci si deve assoggettare. Promiscuità igieniche evidenti, odori nauseabondi (tollerati dai padroni che ne diventano immuni) lasciano l’ospite, coperto di peli, infastidito dal tanfo pestilenziale, imbrattato dalla loro saliva e dalla sozzura sotto le loro zampe, costernato e costretto al silenzio, per non passare per mostro.
Belli i tempi in cui il rapporto di mutua utilità fra uomo e animale non era reso perverso dal fanatismo, quando le gerarchie della natura imponevano un fisiologico rispetto dei ruoli e non regnava l’isterismo individualista, parte in causa dell’inverno demografico dei paesi sviluppati, terreno fertile del kitsch, negazione della vita stessa, istinto di morte camuffato da buon cuore. Il Creato (non creato) ospita esseri viventi in interazione costante con l’ambiente esterno. Mutazioni casuali che producono percentuali più alte o più basse di possibilità di adattarsi e primeggiare nella catena alimentare.
Noi esseri umani siamo incomparabilmente superiori a ogni altro essere vivente. E questa cosa piace ai faciloni sovvertirla, attaccandosi morbosamente a tutto quello che di negativo combiniamo per stabilire che le inconcludenti, stupide, limitate, non pensanti bestie sono migliori di noi. “Basta guardarli negli occhi”, si dice. Beh, non sono gli occhi buoni a dipingere le cappelle sistine, a scrivere le divine commedie, a piantare bandiere sulla luna e sconfiggere le epidemie. Pensare di combattere un fenomeno dai numeri commerciali così consistenti è pura follia. Ogni giorno ci saranno nuovi caduti, gli occhi gonfi di lacrime, per qualche capriola o qualche scodinzolio virale. Sarebbe solo bello poter puntare i piedi e difendere anche i diritti della minoranza che non stravede per le bestie. Che non ne vuole possedere, tantomeno in appartamento, che non gradisce averci a che fare. Come è giusto che i fumatori siano allontanati dagli spazi pubblici, sarebbe bello che i padroni dei cani li tenessero alla larga dalla gente, che non dessero per scontato che il loro amore sia condiviso da tutti e, magari - ma chiedo troppo - che non lavorassero notte e giorno per diffondere epidemie di video e storie che rasentano la zoofilia.
 
IL SECOLO XIX
5 AGOSTO 2014
 
Cubeddu: «Odio il fanatismo, non gli animali»
 
Marco Cubeddu
 
Dopo l’articolo pubblicato ieri sul Secolo XIX nella rubrica “Intransigenze” , i lettori si sono divisi. Una valanga di lettere sono arrivate all’indirizzo di posta elettronica di Marco Cubeddu. E poi decine di telefonate sono arrivate al centralino della redazione. Tanti anche i commenti sul nostro sito. In fondo a questo articolo le reazioni pro e contro. E tu come la pensi? Scrivilo nei commenti
Genova - Con mio grande stupore prevalgono i ragionevoli. Nella valanga di mail arrivate alla mia casella di posta cubamsc@gmail.com, a parte qualche folle, di una fazione o dell’altra, la maggior parte provenivano da persone assennate che manifestavano il loro entusiasmo o la loro avversione in maniera squisitamente ragionevole. Non l’avrei creduto. È sempre bello essere smentiti. Vuol dire che, anche grazie all’edizione cartacea - filtro utilissimo contro i perdigiorno dei social network - si mantiene viva una importante fetta di lettori che non si abbandonano ai più triviali isterismi da tifoserie.
Ne sono sinceramente felice. Anche se, confesso, le gioie maggiori me le hanno comunque regalate i folli, capaci di inviarmi frasi di rara bellezza. Come “te ne sta mancando solo l’occasione” riferita al mio naturale destino di aguzzino nelle camere a gas, la sempreverde “sei una brutta persona” e l’enigmatica “ti piace solo rimestare”.
Detto questo. Io non odio ovviamente gli animali. Ho avuto un cane, un boxer, di nome Axel, una gattina, Lizzie, due canarini Roxy e Topazio, due tartarughe (di cui non ricordo il nome perché fuggirono quasi subito chissà dove), un criceto, Twister, dei pesci rossi vinti al Luna Park (li preferii a una pistola a pallini, povero ingenuo) e perfino delle rane (non girini, rane! immaginate mia mamma, santa donna, quando le trovò sguazzanti nella vasca da bagno e mi impedì di battezzarle).
Ho amato gli animali. Spesso (anche se sempre meno) ancora mi piacciono. E non intendo solo da mangiare. In generale non ho nessun disprezzo per chi ama gli animali. Anzi, ci sono scene, e rapporti, tra esseri umani e animali (penso alla tenerezza di mia nonna con Lizzie e Axel, la gioia che le davano nei suoi ultimi anni e la gioia che tutte le Lizzie e gli Axel del mondo danno alle nonnine del mondo) che mi commuovono.
Solo, non amo il fanatismo che ha sovvertito il nostro rapporto con le bestie, sbestializzandole. Adesso, non ho piacere di averle intorno. E penso sia poco rispettoso e consapevole il comportamento della maggior parte dei possessori di cani, convinti che tutti debbano amare le loro bestie e volerle attorno a loro, come loro.
Non tutti, certo, ma molti sono davvero sgradevoli e menefreghisti. Li tengono a tavola, li portano in farmacia, se li trascinano dietro ovunque. Non ne faccio neanche una mera questione di igiene. Trovo la cosa profondamente antiestetica (raccogliere i loro “bisogni” solidi, solo a dirlo, figurarsi a vederlo, è una scena agghiacciante). Rivendico il diritto a rimpiangere i tempi in cui gli animali, anche quelli domestici, venivano trattati come tali. Sono oltretutto certo che, anche gli animali, potessero scegliere, lo preferirebbero. Trasformarli in surrogati dei figli che non facciamo più è una patologia sociale che, più che una scelta individuale, sembra un’isteria collettiva. Penso che, nella maggior parte dei casi, accanirsi a volere cani o altri animali fra le mura dei nostri appartamenti domestici sia la conseguenza di un egoismo vertiginoso e riveli la galoppante alienazione dalla nostra naturale posizione nella grande giostra della vita (che è una giostra che va, e che continua ad andare anche oggi, anche se a rilento). Abbiamo preso una deriva che non esito a definire folle. Non che tentare di arginarla sia una battaglia che mi appassioni particolarmente. Tanto sarebbe comunque una battaglia vana, schiacciata dai numeri dell’impressionante giro d’affari che c’è dietro.
Ma così è la vita, più che altro vana. Che ognuno le dia significato come crede. Mi limito a suggerire che restare umani sia un modo molto più interessante di farlo che umanizzando gli animali.
 
IL CENTRO
5 AGOSTO 2014
 
Avvelenato cucciolo meticcio I residenti: non è il primo caso
 
MONTEBELLO SUL SANGRO (CH) - Alcuni cittadini impietositi l’hanno sepolto non distante dalla Torre dell’orologio, nell’attesa che il servizio veterinario Asl provveda al corretto utilizzo della carcassa. Questo è il triste epilogo di un cucciolo meticcio di media taglia. «La sua sfortuna», racconta una cittadina al Centro, «è essere arrivato con la sua mamma, chissà come, a Montebello dove qualcuno l’ha avvelenato». In paese già da un anno staziona un pastore abruzzese che è tanto buono con gli abitanti di giorno, di notte (soprattutto in quel lungo periodo che a quelle latitudini è il periodo invernale) è il vero custode del luogo. Alcuni giorni fa questo cane si allontana per fare ritorno con una femmina e un cucciolo. La nuova “famigliola” s’installa in paese, adottando lo stesso comportamento del capo famiglia: discrezione e bontà. «Sabato mattina», continua il racconto la montebellese, «il cucciolo è stato trovato morto vicino al monumento: aveva una schiuma bianca dalla bocca nella quale si vedeva anche qualcosa di giallognolo. Perché si deve far male a degli animali innocui? Dispiace», secondo la signora, «perché questa non è neanche la prima volta che certe cose succedono».
 
LA NUOVA VENEZIA
5 AGOSTO 2014
 
Gattino gettato da un’auto Taglia sul responsabile

Filippo De Gaspari

 
Mirano (VE). Caccia a chi ha volutamente abbandonato l’animale in mezzo al traffico Il felino è stato salvato da una donna che ha poi contattato il rifugio Mamma Rosa
MIRANO. Si ferma lungo la provinciale, poi l’auto riparte lasciando in balìa del traffico un gattino di appena due mesi. A Mirano si scatena la caccia all’uomo: «Chi ha visto chiami, pronta una ricompensa di 200 euro». A stanziarla, a titolo volontario, alcuni amici del Rifugio Mamma Rosa, contattati da un’impiegata che lavora nella zona dove è avvenuto l’episodio e che ha assistito alla scena. Il fatto risale a venerdì, intorno alle 14.30. La donna, dipendente di un ufficio della zona commerciale di Mirano, nota un’auto sfrecciare lungo via Cavin di Sala: all’incrocio della strada di accesso al Bowling Iguazù e all’Iperlando la vettura rallenta, si apre la portiera e scivola fuori in strada un gattino di pochi mesi di vita. Poi l’auto riparte.
La donna non riesce ad annotare il numero di targa, ma si precipita subito in strada a recuperare la bestiola, salvandola dalle altre auto in transito. Si attiva la catena di solidarietà: attraverso alcuni amici l’impiegata contatta il Rifugio Mamma Rosa, che con un volontario si precipita sul posto, recupera il gattino, lo porta in sede per curarlo. Poi scatta l’appello per l’adozione, subito raccolto da un cittadino.
Il gattino, di appena due mesi, ora sta bene, ha una nuova casa e dei padroni sicuramente più umani degli ultimi. Ma adesso alcuni amici del rifugio vogliono che gli sia resa giustizia: in pochi giorni hanno tappezzato mezza Mirano e le bacheche dei social network con appelli per trovare i responsabili del vile atto.
«Chiunque si trovasse in zona il primo agosto», si legge, «e abbia notato quella macchina, fornisca dettagli o informazioni utili a identificare l’auto. È stata messa a disposizione una ricompensa di 200 euro». I numeri da chiamare sono 347 3718086 oppure 347 7490661.
 
GEA PRESS
5 AGOSTO 2014
 
Castelveccana (VA) – Sequestro di dogo argentino e pit bull
Contestato anche il "getto pericoloso di cose". Per il SITA un nuovo strumento in difesa degli animali
 
Tre dogo argentino ed un pit bull sono stati sequestrati il 28 luglio scorso grazie all’intervento del personale tecnico del SITA (Servizio Interprovinciale Tutela Animali) e dei Carabinieri del Comando Stazione di Castelveccana, in provincia di Varese.
Stante quanto riportato dal SITA i tre cani sarebbero stati detenuti in condizioni tali da far ravvisare la possibile violazione dell’art. 727 del Codice Penale sulla detenzione di animali in condizioni incompatibili con la propria natura e produttiva di gravi sofferenze. Gli animali, stante le rilevanze investigative, sarebbero stati detenuti in fatiscenti serragli ubicati nel cortile di una abitazione. Tale locale è ora anch’esso sottoposto a sequestro preventivo.
I luoghi detenzione, sarebbero stati realizzati con materiale di risulta quali reti metalliche da cantiere pingue di spigoli e spuntoni, ed avevano il fondo in semplice terra battuta frammista a urina e feci in gran quantità. Una mera fanghiglia, sempre secondo gli inquirenti, con l’umidità notturna e le precipitazioni meteoriche, così come avrebbero accertato durante tutti i sopralluoghi precedenti. Da qui le nauseabonde esalazioni, ovvertiti a quanto pare da vicinato e passanti.
Sempre secondo il SITA, tale situazione sarebbe già stata nota, tanto che la Polizia Giudiziaria del SITA, unitamente ai Carabinieri, aveva  tentato di risolvere il problema cercando di evitare misure cautelari reali quali il sequestro preventivo. In tal senso si era giunti ad interessare anche il Sindaco di Castelveccana (VA) il quale nella sua qualità di autorità sanitaria locale, lo scorso Marzo, su istanza del SITA, aveva emesso una ordinanza contingibile ed urgente affinché i proprietari adeguassero i ricoveri e provvedessero, di conseguenza, ad una diversa gestione degli animali.
Un recente soprallugo aveva inoltre rilevato come i cani, sarebbero stati afflitti da vistose lesioni alle orecchie, da ricondursi probabilmente al  continuo grattarsi forse derivante dell’otite parassitaria di cui tutti risultavano affetti. Fastidio acuito anche dalle mosche che, richiamate in loco dagli escrementi, in gran quantità si posavano su di esse, con conseguente nocumento e tormento per gli animali.
I cani ora sottoposti a sequestro preventivo sono stati trasferiti a Luino (VA), presso la struttura convenzionata con il Comune di Castelveccana (VA).
Gli sviluppi della vicenda sono però arrivati dall’Ufficio del GIP del Tribunale di Varese. Il Dott. Giuseppe Battarino, a cui il PM di turno, Dott. Agostino Abate aveva chiesto la convalida del sequestro preventivo eseguito di iniziativa dalla Polizia Giudiziaria, ha ritenuto che quanto accertato non integrasse tanto la contravvenzione di cui all’art. 727 com. 2 Codice Penale (inidonee detenzioni) bensì il più grave reato delitto di cui all’articolo 544-ter Codice Penale (maltrattamento doloso), aumentando quindi la gravità del reato contestato.
Sia il PM sia il GIP facevano inoltre propria la novità giuridica proposta dal SITA circa l’applicabilità, relativamente agli animali, dell’art. 674 del Codice Penale (Getto pericoloso di cose): “Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero,  nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a 206  Euro”. Questo perchè, sottolinea il SITA,  le nauseabonde esalazioni avrebbero comunque costituito una molestia.
I pochi precedente giuridici erano relativi solo ad allevamenti zootecnici o ad un numero rilevante di animali. Mai si era infatti pensato di applicare l’art. 674 al caso in questione, ovvero a “soli” 4 cani nel cortine di una abitazione privata.
Dunque, un ulteriore strumento giuridico ai fini della tutela giuridica degli animali. In tal maniera  potrebbe infatti essere perseguito chi, non provvedendo all’accurata igiene dei ricoveri nei quali sono detenuti gli animali, si potrebbe rendere responsabile di causare odori nauseabondi.
In ultimo, sui fatti di Castelveccana, anche la contestazione dell’articolo 650 del Codice Penale, sul mancato rispetto di un ordine dell’Autorità. In questo caso l’Oridnanza con la quale si poteva risolvere il caso.
 
LA REPUBBLICA
5 AGOSTO 2014
 
Vieste (FG), "è permesso sparare agli animali vaganti": pronto il ricorso al Tar
Associazioni sul piede di guerra dopo l'ordinanza contro ovini, bovini e cavalli che possono rappresentare un pericolo per la popolazione e la circolazione stradale
 
di FULVIO DI GIUSEPPE
 
Al tavolo c'erano tutti: forze dell'ordine, rappresentanza degli allevatori e istituzioni locali. Mancavano "solo" le associazioni animaliste. Che avrebbero dato battaglia e sono già pronte al ricorso al Tar contro l'ordinanza prefettizia che a Vieste prevede "l'abbattimento degli animali vaganti, nel caso in cui gli stessi dovessero creare una situazione di pericolo concreto per l'incolumità delle popolazioni e per la sicurezza della circolazione stradale".
E l'allarmismo, nelle ultime ore, ha raggiunto vette inaspettate nel centro garganico. Complice un passaparola che ha fatto temere, addirittura, che l'ordinanza fosse rivolta anche a cani e gatti. Stando al provvedimento firmato dal prefetto Luisa Latella, possono invece essere abbattuti gli animali da pascolo, come ovini, bovini e cavalli, principali destinatari di un'ordinanza giunta dopo varie riunioni e sollecitata proprio dal Comune di Vieste.  Troppi i casi segnalati di animali vaganti, tra campeggi e residence ma soprattutto  -  da qui la richiesta di un intervento  -  nelle strade garganiche, con il rischio di provocare incidenti (e di precedenti tragici, purtroppo, non ne mancano).  Nessun compromesso, dunque. Grilletto facile per le forze dell'ordine che  -  si legge nell'ordinanza  -  "valutata l'impossibilità di adottare ulteriori atti dissuasivi per l'allontanamento del pericolo, provvedono all'abbattimento dell'animale con idoneo armamento (fucile o carabina)".
Un provvedimento drastico che ha diviso la popolazione. Da un lato chi ritiene che un'ordinanza di questo tipo possa trasformarsi in un boomerang per l'attrattività del posto  -  il tam tam sui social sta portando alla minaccia di un boicottaggio della località turistica  -  e dall'altro chi ritiene che l'incolumità delle persone non possa essere messa a repentaglio da bovini scorrazzanti. Per non parlare della reazione delle associazioni nazionali.
La Lega Antivivisezione con una diffida fa sapere di aver "chiesto al Prefetto di Foggia l'immediato ritiro dell'ordinanza. Abbiamo sollevato formalmente la questione della illegittimità del provvedimento, nella parte in cui dispone l'uccisione degli animali in assenza di presupposti idonei, elemento che potrebbe configurare l'ipotesi di reato di uccisione di animali 'non necessitata', previsto dall'articolo 544 bis del Codice Penale e punibile con la reclusione fino ai 2 anni", si legge in una nota dell'associazione. "Questa ordinanza, rispetto alla normativa vigente rischia di essere un indiscriminato via libera all'uccisione di animali", prosegue la Lav secondo cui "questa ordinanza è un pessimo biglietto da visita per la cittadina pugliese che si trova ad affrontare, nel bel mezzo della stagione estiva, una situazione alla quale le amministrazioni non hanno posto rimedio nei tempi e nei modi opportuni". La Lav chiede "l'immediata sospensione ed il conseguente ritiro dell'ordinanza, al fine di evitare abbattimenti illegittimi, e che vengano valutati, con adeguata istruttoria, metodi alternativi non cruenti, adatti a risolvere la questione".
Lo stesso l'Enpa. "Siamo pronti ad utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione - si legge in una nota - da quelli legali a quelli di pressione sull'opinione pubblica italiana e internazionale, qualora le autorità locali competenti non ritirassero l'ordinanza" dichiara l'Ente nazionale protezione animali. "Francamente la ratio di questa ordinanza risulta essere del tutto incomprensibile: se un animale viene trovato a vagare incustodito, invece di sanzionare il suo proprietario che avrebbe dovuto prendersi cura di lui e non lo ha fatto, si decide di freddarlo seduta stante con un colpo di fucile - aggiunge la presidente dell'Enpa, Carla Rocchi - mi sembra evidente che se a Vieste esiste un problema di malgoverno degli animali, problema che rappresenterebbe una presunta fonte di pericolo per l'incolumità pubblica, le istituzioni non si impegnano per risolverlo. Anzi, lo aggravano".
 
ANSA
5 AGOSTO 2014
 
Animali vaganti a Vieste (FG), Prefettura dà 'licenza di uccidere'
Ordinanza raccoglie proposta Comune per i troppi incidenti
 
La Prefettura di Foggia ha emanato un'ordinanza nella quale dà mandato alle forze dell'ordine di "provvedere all'abbattimento degli animali vaganti, limitatamente al territorio del comune di Vieste, nel caso in cui gli stessi dovessero creare una situazione di pericolo concreto per l'incolumità delle popolazioni e per la sicurezza della circolazione stradale". Lo riporta l'edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno secondo cui l'adozione del provvedimento è stata richiesta dal Comune di Vieste per i numerosi episodi che hanno visto ovini, bovini ed equini sconfinare dai loro pascoli o vagare per le strade, causando anche gravi incidenti.
Il quotidiano riporta anche il parere favorevole del sindaco di Vieste, Ersilia Nobile ("Ci dispiace per gli animali ma credo che la vita umana è più importante") e quello contrario di un animalista ("E' facile colpire le povere bestie, più difficile punire gli allevatori"). 
 
LA ZAMPA.IT
6 AGOSTO 2014
 
Animali vaganti a Vieste, la Prefettura dà la “licenza di uccidere”
L’ordinanza raccoglie la proposta del Comune per i troppi incidenti. Gli animalisti: si sanzionini gli allevatori, non si uccidano gli animali
 
La Prefettura di Foggia ha emanato un’ordinanza nella quale dà mandato alle forze dell’ordine di “provvedere all’abbattimento degli animali vaganti, limitatamente al territorio del comune di Vieste, nel caso in cui gli stessi dovessero creare una situazione di pericolo concreto per l’incolumità delle popolazioni e per la sicurezza della circolazione stradale”. L’adozione del provvedimento è stata richiesta dal Comune di Vieste per i numerosi episodi che hanno visto ovini, bovini ed equini sconfinare dai loro pascoli o vagare per le strade, causando anche gravi incidenti. 
Una decisione che vede contrapposti il parere favorevole del sindaco di Vieste, Ersilia Nobile (”Ci dispiace per gli animali ma credo che la vita umana è più importante”) e quello contrario di un animalista (”E’ facile colpire le povere bestie, più difficile punire gli allevatori”). 
E proprio le associazioni animaliste hanno dichiarato guerra all’ordinanza: «Con una diffida abbiamo chiesto al Prefetto di Foggia l’immediato ritiro dell’ordinanza. Abbiamo sollevato formalmente la questione della illegittimità del provvedimento, nella parte in cui dispone l’uccisione degli animali in assenza di presupposti idonei, elemento che potrebbe configurare l’ipotesi di reato di uccisione di animali ’non necessitata’, previsto dall’articolo 544 bis del Codice Penale e punibile con la reclusione fino ai 2 anni - si legge in una nota della Lav -. Questa ordinanza, rispetto alla normativa vigente rischia di essere un indiscriminato via libera all’uccisione di animali». Così l’associazione ha «l’immediata sospensione ed il conseguente ritiro dell’ordinanza, al fine di evitare abbattimenti illegittimi, e che vengano valutati, con adeguata istruttoria, metodi alternativi non cruenti, adatti a risolvere la questione». 
Anche l’Enpa è scesa in campo: «Siamo pronti ad utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, da quelli legali a quelli di pressione sull’opinione pubblica italiana e internazionale, qualora le autorità locali competenti non ritirassero l’ordinanza». Carla Rocchi, presidente dell’ente, mette sotto accusa la ratio del provvedimento: «Se un animale viene trovato a vagare incustodito, invece di sanzionare il suo proprietario che avrebbe dovuto prendersi cura di lui e non lo ha fatto, si decide di freddarlo seduta stante con un colpo di fucile. Mi sembra evidente che se a Vieste esiste un problema di malgoverno degli animali, problema che rappresenterebbe una presunta fonte di pericolo per l’incolumità pubblica, le istituzioni non si impegnano per risolverlo. Anzi, lo aggravano». 
 
CORRIERE DELLA SERA
5 AGOSTO 2014
 
Minacce di morte al gallo Ubaldo,  mobilitazione su Facebook
Lettera intimidatoria a una famiglia vicentina di Piovene Rocchette, che presenta una denuncia e apre una pagina sul social network e appende manifesti in paese: deve vivere

 
PIOVENE ROCCHETTE (VI) – «Eliminate il gallo o vi avveleniamo anche tutti gli altri animali ». Non lascia spazio a interpretazioni il contenuto della lettera anonima – firmata con un imperscrutabile «I vostri vicini» – recapitata il 22 luglio alla famiglia Pietribiasi di Piovene Rocchette, proprietaria dal primo maggio scorso di un giovane galletto dal piumaggio striato. Il motivo? «Non siete da soli in aperta campagna, ma in mezzo a tante altre case – argomenta lo spazientito vicino – e un gallo che canta dalle 5 del mattino disturba il sonno delle persone, si sente in tutto il quartiere». Una lettera «agghiacciante», secondo la famiglia Pietribiasi, che oltre al galletto Ubaldo (questo il nome della bestiolina) accoglie nel grande giardino di casa cinque galline, un coniglio, l’anatra Palmira e un canarino, l’incolumità dei quali, inutile dirlo, sta a cuore a tutti, e in particolare ai figli Marco e Luca di 19 e 17 anni. «L’abbiamo preso per pochi euro alla fiera di Vivaro, a Dueville – raccontano i fratelli – era ancora un pulcino e pensavamo di avere tra le mani un’altra gallina. Invece il 3 giugno scorso Ubaldo si è rivelato per mezzo delle sue doti canore ». Doti canore che, evidentemente, hanno finito per infastidire qualcuno, tanto da spingere un ignoto residente di via Belvedere (o dei paraggi) a prendere carta e penna e minacciare i proprietari di Ubaldo di farsi giustizia da sé, nel caso non avessero provveduto in prima persona alla sua eliminazione. «Quando mia mamma ha letto la lettera è rimasta sconvolta – racconta il figlio maggiore – tanto che abbiamo subito provveduto a rinchiudere Ubaldo per evitare conseguenze». Poi, l’indomani, la decisione di sporgere denuncia contro ignoti dai carabinieri, «perché si tratta di minacce vere e proprie, e adesso un po’ di paura per i nostri animali ce l’abbiamo – spiegano – tanto che prima di liberarli controlliamo sempre se sul prato c’è qualcosa di sospetto». La famiglia, che di bestie da cortile ne tiene da sempre, assicura di non aver mai ricevuto una sola lamentela da parte del vicinato, nemmeno da quando c’è Ubaldo, e di aver sempre riposto il galletto nello scantinato di casa durante la notte, fino alle 9 del mattino, per evitare di disturbare il sonno del quartiere. «Da queste parti è un rumore normale, che fa parte della natura», afferma un dirimpettaio, mentre un altro residente confessa di sentirlo cantare spesso, anche se «di certo non dà più fastidio di un cane».
Ora Ubaldo il Gallo ha un account di posta elettronica e una pagina su Facebook che ha raccolto oltre 100 contatti in meno di una settimana e una manciata di commenti tutti a favore della bestiola; la sua vicenda, inoltre, si legge su alcuni volantini appesi ai lampioni del circondario. «Abbiamo subito pensato di rendere pubblica una storia che riteniamo vergognosa – raccontano i fratelli – con il duplice scopo di conoscere le opinioni delle altre persone del paese e di limitare i propositi dell’ignoto vicino di casa. Sui social network ognuno può dire la sua liberamente, incluso l’autore della lettera, dal quale speriamo di essere contattati. Se si facesse vivo, però, non siamo sicuri che saremmo disposti a mediare». Nel frattempo la famiglia non arretra di un passo: «Ubaldo resta con noi».
 
LA PROVINCIA DI SONDRIO
5 AGOSTO 2014
 
Capriolo investito e salvato
Ora ha partorito due cuccioli


NELLA FOTO - I due caprioli nati dall’esemplare salvato dopo l’investimento sulla tangenziale a Sondrio (Foto by foto gianatti)

 
Ponte in Valtellina (SO) -  Era destinata alla soppressione e invece ad un anno di distanza è una mamma felice.
E’ la favola estiva che vede protagonista una femmina di capriolo ospite del centro di cura e tutela faunistica di Ponte.
Il mese di agosto di un anno fa era stata investita sulla tangenziale di Sondrio di notte e aveva subito varie fratture tanto da metterne in forse la sopravvivenza. In questi casi la soluzione adottata per la maggior parte delle volte è quella dell’abbattimento, ma quella sera il comandante della zona di Tirano della polizia provinciale, Valerio Quadrio e il veterinario dell’Asl intervenuti, decisero che si doveva tentare il possibile per salvare la povera bestiola gravemente ferita.
Giorno dopo giorno le amorevoli cure hanno portato ai progressi sperati, ma addirittura si è andati oltre perché una mattina la capriola ha partorito due cuccioli. La capriola salvata, aveva in grembo i due piccoli al momento dell’investimento. Inconsapevolmente, perché in quel momento la gravidanza non si vedeva a occhio, il guardiacaccia ha salvato tre vite.
 
GEA PRESS
5 AGOSTO 2014
 
Livorno . Sequestro di pelli e scarpe in pitone. Trovati anche carapaci di tartarughe

 
Tre  pelli di pitone delle rocce africano (Python sebae) di lunghezza di 4 metri circa, cinque carapaci di tartaruga marina verde (Chelonia mydas) di varie dimensioni (di cui una lavorata artigianalmente) e  35 paia di scarpe realizzate in pelli di pitone.
E’ quanto trovato in un container proveniente dal Senegal e sbarcato al porto di Livorno.
A comunicare la scoperta è l’Ufficio delle Dogane di Livorno, intervenuto nell’ambito dell’analisi dei rischi operata dal servizio Antifrode. Un controllo mirato, svolto congiuntamente al Corpo Forestale dello Stato, Nucleo Operativo CITES di Livorno e Pisa e alla Guardia di Finanza di Livorno.
Quanto si tentava di introdurre illegalmente era a quanto pare destinato a un cittadino senegalese residente in Italia. Il tutto è stato posto sotto sequestro penale ed amministrativo. Per quanto disposto dalla normativa vigente, scarpe, pelli e carapace, verranno sottoposti a provvedimento di confisca e messi a disposizione del Ministero dell’Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare.
L’importatore è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Livorno per importazione illegale di prodotti realizzati con parti di animali inclusi nelle Appendici I e II della Convenzione di Washington, che tutela le specie animali in pericolo di estinzione.
 
CORRIERE DELLA SERA
5 AGOSTO 2014
 
Clinica gratis per animali, veterinari in rivolta
Il presidente dell’Enpa: «Non si capisce perché debbano essere i privati a garantire l’assistenza senza costi»
 
di Paola D’Amico
 
Milano, L’imminente nascita della «Clinica-Casa degli Animali» scatena la dura opposizione di Ordine dei veterinari, Enpa e Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari) e associazioni animaliste. La clinica, nei piani del Comune, dovrebbe sorgere a Bruzzano: 200 metri quadrati in via Senigallia, in un piano terra con grandi vetrate, concesso a canone zero per tre anni a chi investirà e si dedicherà a curare gratis gli animali di milanesi indigenti. Qualcosa, però, non torna. La presidente dell’Ordine, Carla Bernasconi, che con i rappresentanti di categoria ha più volte incontrato l’amministrazione, spiega: «Volevamo la certezza che la struttura sia dedicata solo alle fasce di indigenti, ma nel bando non è affatto chiaro chi sarà il fruitore di queste prestazioni gratuite. Avevamo chiesto che si insediasse un comitato di garanzia per vigilare. Sono rimaste parole».
Il timore è la concorrenza sleale. Salvo trovare un mecenate, «chi può permettersi di avviare una clinica ed erogare prestazioni gratuite?», si domandano i professionisti. «Piuttosto, se dei fondi ci sono, perché non sostenere la spesa dell’indigente per le cure del suo animale presso il veterinario di fiducia?», aggiunge Bernasconi. «Il contenuto e la “protervia” del bando - dice Ermanno Giudici, presidente Enpa - non possono che essere frutto di un incubo notturno di chi lo ha partorito. Un ambulatorio veterinario gratuito a favore delle fasce deboli è un’idea meravigliosa. Ma perché dovrebbe toccare al privato fare quello che sarebbe opportuno e doveroso fare da parte dell’amministrazione pubblica?». Critica l’Anmvi, perché «manca la quantificazione dei soggetti che potrebbero beneficiare del servizio». Il rischio è di «creare un polo veterinario altamente specializzato, passibile di realizzare - nonostante la gratuità dei servizi - una concentrazione della domanda di prestazioni veterinarie atta ad introdurre il concessionario della “Clinica-Casa degli Animali” in posizione dominante sul mercato dell’offerta professionale cittadina».
Anna Mannucci, animalista, aggiunge: «A Milano ci sono centinaia di ambulatori veterinari e una dozzina di pronto soccorso. Strutture private che non ricevono nulla dal Servizio sanitario nazionale, eppure molti, senza alcun obbligo, vengono incontro agli “indigenti”, per esempio con pagamenti rateali. Svolgono una importante funzione sociale, di tutela della salute pubblica, compresa quella di chi non ha animali. Perché il Comune non ha pensato di coinvolgerli?». Il bando è stato pubblicato sul sito del Comune il 22 luglio scorso e scadrà il 9 settembre.
 
VANITY FAIRE
5 AGOSTO 2014
 
Animali, il 30% viene abbandonato d’estate
La Lav torna a lanciare l’allarme: ogni anno lasciamo in mezzo alla strada 50mila cani e 80mila gatti, con il tragico picco fra luglio e agosto. E con pesanti conseguenze per le strutture che li ospitano, il randagismo e le casse degli enti locali. Il quadro della situazione

Simone Cosimi

 
Non è purtroppo una novità, ma un’amara conferma. Anche quest’anno i dati diffusi dalla Lav, la Lega anti vivisezione, non lasciano ben sperare: il 25/30% degli animali, cani e gatti su tutti, viene abbandonato d’estate. Un fenomeno che, al netto della spietatezza contro gli amici di una vita, procura disagi notevoli nei canili sanitari e nei rifugi autorizzati, che in Italia sono circa un migliaio.
Basti pensare che nel 2012 gli ingressi di cani nelle strutture del primo tipo sono stati circa 100mila. Sui randagi, inoltre, l’Italia non riesce proprio a migliorare. Come potrebbe, d’altronde, visto che gli abbandoni estivi proseguono anno dopo anno e la sterilizzazione è una pratica ancora insufficiente? La cifra stimata dalla Lega Antivivisezione è infatti di 600mila animali in circolazione fra città e campagne. 
Come al solito, i numeri parlano meglio di qualsiasi analisi. Ogni anno in Italia vengono abbandonati circa 80mila gatti e 50mila cani. “Più dell’80% di loro rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti – spiega Ilaria Innocenti, responsabile del settore cani e gatti Lav - oltre a essere un reato l’abbandono porta a un dispendio di soldi pubblici che ricade sull’intera collettività: considerando che per ogni cane ospitato in canile ogni Comune paga circa mille euro all’anno, e nei canili italiani ci sono circa 200mila quattro zampe, le proporzioni del fenomeno sono rilevanti”.
Su uno scenario del genere, il picco di abbandoni estivi arriva come una piena inarrestabile, mettendo in crisi strutture che già nel resto dell’anno faticano ad andare avanti: “Se al Nord funzionano in generale abbastanza bene – aggiunge Innocenzi - è in particolare a Roma e al Sud che la situazione è davvero problematica”. Chiunque abbia messo piede in un canile se ne è d’altronde reso conto senza difficoltà, nonostante la buona volontà di volontari e cittadini.
Un impegno che spesso non basta a generare situazioni indegne di un Paese civile come quella del canile Parrelli sulla Prenestina, proprio nella capitale. Forse una delle situazioni più gravi d’Italia. E che, più in generale, ha creato decine di speculatori privati: sulla pelle di cani e gatti hanno infatti prosperato strutture spesso fatiscenti, che ammassano più code dietro un’unica rete, al solo fine di accaparrarsi i contributi  (da 2 a 7 euro al giorno per animale) comunali. Per fortuna, anche grazie alle pressioni delle associazioni, da qualche anno il ministero della Salute ha creato un gruppo d’indagine per aumentare i controlli.
Luoghi che sono riusciti a crescere perché nel nostro Paese, in particolare nel Mezzogiorno, «i canili rifugio, che sono quelli dove gli animali arrivano dopo aver sostato nei canili sanitari non sono sufficienti a coprire le necessità e sono sovraffollati - aggiunge Innocenti all’Adnkronos Salute - in più si fanno davvero pochissime adozioni. Alla carenza di rifugi si associa anche la mancata sterilizzazione degli animali, che incrementa il problema: le leggi regionali prevedono la figura del cane libero accudito, intestato al sindaco e di cui si nomina un tutor. Ma deve essere sterilizzato. Invece i cani sono liberi di vagare senza controllo e il problema aumenta con cucciolate continue».
Come uscirne? Per la Lav bisognerebbe modificare la legge 281/91, quella che si occupa di Tutela di animali d’affezione e prevenzione del randagismo. In che modo? Con il libero accesso di cani e gatti nei luoghi pubblici e nelle strutture turistiche. Ma anche con detrazioni fiscali su cibo e spese veterinarie (sempre più elevate, in particolare per gli alimenti) per chi adotta un cane o un gatto da un rifugio e l’inserimento dell’animale nello stato di famiglia.
Ma il punto di partenza è sempre lo stesso: scegliere di vivere con un animale solo se si pensa di prendersene davvero cura. E se si mettono in conto anche i piccoli sacrifici che vivere con un cucciolo comporta. In una parola: educazione e cultura e non moda o regalo al bimbo: «La scelta di vivere con un animale - conclude Innocenti - non sempre è ponderata con responsabilità e il cane, o il gatto, ma anche altri animali, una volta rivelatisi impegnativi o costosi, vengono abbandonati».
 
GREEN REPORT
5 AGOSTO 2014
 
Con l’estate aumenta la strage di piccoli animali sulle strade

di Renato Massa – Librerianatura

 
Una mia vicina di casa è venuta persino a piangere raccontando di avere trovato, vittima di qualche auto, le spoglie di una colomba bianca. Io non le ho detto niente ma ho pensato: “Almeno quello era un animale domestico! Che dire allora dei tantissimi selvatici che muoiono in silenzio senza che nessuno dei presunti eroi degli animali si prenda la briga di dire ah o bah?”
Pochi giorni fa è stata la volta di un codirosso maschio, che presumibilmente stava lavorando all’allevamento di una nidiata. Non parliamo poi dei giovani merli ancora inesperti, dei ricci, dei rospi, dei serpenti che rimangono vittime di automobilisti incuranti quando non sadici e assassini volontari.
Come si può guidare lungo una strada che attraversa un bosco in un modo tanto becero? Come si può vivere in un modo tanto indifferente, come se gli animali selvatici che ornano e arricchiscono i nostri paesaggi e la nostra vita non esistessero affatto?
Nelle regioni del sud ho trovato persino civette e barbagianni ridotti in brandelli. In America addirittura un avvoltoio, che era sceso a nutrirsi di qualcuna delle vittime. In Grecia tartarughe, dove sono stato apostrofato con durezza perché mi sono fermato per lasciarne passare una fino al lato opposto. Più volte sono anche sceso per aiutare un rospo, un serpente, un riccio.
Schiacciano gli animaletti come se non esistessero e gettano dall’auto pacchetti vuoti di sigarette e bottiglie di plastica. Che il diavolo se li porti, al più presto però.
 
DIRETTA NEWS
5 AGOSTO 2014
 
Abbandoni animali: per lo psichiatra è “un’aberrazione della natura e una miopia emotiva”
 
Il tema dell’abbandono degli amici a quattro zampe, nel periodo estivo, solleva numerosi interrogativi sul perché l’uomo è portato a compiere un gesto così crudele nei riguardi degli animali da compagnia.
Ad offrire una lettura del profilo caratteriale degli individui che abbandonano gli animali entra in campo lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano, che assicura che dietro a questo gesto vi è un rifiuto delle emozioni che definisce essere una sorta di “miopia emotiva”.
Lo psichiatra ricorda come gli animali all’interno di una famiglia ricavano il loro spazio e diventano importanti tasselli nel gruppo: “Gli animali mettono in contatto emotivamente i bambini fra loro, danno sostegno, accudimento e affetto agli anziani, prevengono la solitudine e ci fanno ritrovare nei momenti difficili il piacere di amare”, spiega Cucchi, sottolineando che abbandonarli significa cadere vittima di “una miopia che non fa vedere le emozioni che gli animali sono in grado di regalare all’uomo”.
Per lo psichiatra l’abbandono non è solo “un gesto incivile” ma anche “un’aberrazione nel regno degli animali in cui l’uomo dovrebbe essere la forma di massima evoluzione”.
Secondo la tesi “comportamentale” chi abbandona un animale non viene visto come membro affidabile di altri branchi dove vige la regola dell’empatia, solidarietà e senso di appartenenza.
Mentre dal punto di vista psichiatrico, l’abbandono “produce una miopia emotiva che segna un periodo di declino dei valori, come il rispetto per i legali affettivi”.
Insomma in entrambi i casi si tratta di un’azione innaturale.
 
CORRIERE DELLE ALPI
5 AGOSTO 2014
 
Cinquanta pecore uccise da un fulmine sul monte Serva
 
di Alessia Forzin
 
BELLUNO - Cinquanta pecore uccise da un fulmine. È successo domenica sul Serva, durante un temporale molto violento. Il pastore Diego Furlan era a malga Pian dei Fioc, quando si è scatenato l'inferno: «Mai vista una cosa del genere», racconta. «Alla fine c'erano dieci centimetri di grandine fuori dalla malga. Mai visto niente di simile in tanti anni». Ma non era tutto. Ieri mattina, andando a controllare il gregge (ottocento capi, di cui cinquecento suoi e trecento della Cooperativa Monte Serva) ha trovato cinquanta pecore morte. Sono state uccise da un fulmine, caduto nel primo pomeriggio. «Erano tutte raggruppate, per cercare di proteggersi dal temporale, quando è caduto il fulmine ne ha colpite cinquanta delle mie», continua il pastore. «Io ero chiuso in malga, aspettavo che finisse il temporale. Il gregge stava appena sopra, verso la cima. E per fortuna che ne sono morte solo cinquanta...». Ma erano tutte gravide, avrebbero partorito a settembre. Diego Furlan viene dal Trentino, ha 45 anni e da 25 fa il pastore. Da diciotto anni con il suo gregge trascorre l'estate sul Serva: «Sono arrivato il 20 maggio e me ne andrò ai primi di ottobre», racconta. Direzione pianura, di solito quella del Pordenonese, ma cambiando spesso zona. Pastore errante: «Dipende sempre da dove ci lasciano passare e pascolare, ormai la burocrazia sta complicando tutto», continua. «Quest'estate è stata veramente difficile: ha piovuto tutti i giorni e tutte le sere. Se ne saranno salvate tre, sì e no. E poi c'è sempre nebbia, ogni giorno. Il temporale di domenica è stato violentissimo, sembrava il finimondo». Danno economico stimato (solo per il valore degli animali) vicino agli 8 mila euro. Ma si devono aggiungere le spese per lo smaltimento dei cadaveri: «Appena mi sono accorto di quello che era successo ho chiamato la Forestale, perché quella è area Parco, poi i veterinari dell'Usl e quindi la ditta che si occupa dello smaltimento». Le cinquanta pecore morte sono state portate a valle, in un prato sul Roanza, con l'elicottero (c'è una ditta privata che effettua questo servizio, a spese del pastore che lo richiede). Da lì sono state recuperate per essere portate a Pove del Grappa e smaltite. Il solo smaltimento costa 820 euro. E il conto dell'elicottero non è ancora arrivato. «Mi era capitato anche nel '98, di perdere una trentina di capi per un fulmine, questa è la seconda volta», conclude. «E speriamo sia anche l'ultima». Non solo per il danno economico: «Quando stai tutto il giorno con gli animali, ti ci affezioni», confessa Furlan. E lo si percepisce, dall'espressione che gli compare sul volto segnato dal sole. Oltre il valore economico della perdita, c'è quella affettiva. Che fa male uguale, se non di più.
 
GEA PRESS
5 AGOSTO 2014
 
Desenzano del Garda (BS) – Piccioni e polemiche. Il Comune e l’abbattimento: potrebbe non essere solo quello
 
Dopo le infuocate polemiche dei giorni scorsi, che avevano riferito di un cospicuo abbattimento di piccioni a Desenzano del Garda (BS), l’amministrazione cittadina interviene con un suo comunicato che vorrebbe far chiarezza.
In evidenza vi è il riferimento alle ragioni di igiene e sicurezza, ovvero una motivazione che sembrerebbe tentare di imporre una competenza specifica del Sindaco (per legge autorità sanitaria) rispetto ad una consistente giurisprudenza amministrativa  che pone il piccione come appartenente alla fauna selvatica  e per questo fuori dall’are di intervento comunale. L’Ordinanza, però, è del 2007 e pertanto non più impugnabile innanzi al TAR, fatto salvo per gli atti amministrativi che ne conseguono.
Cosa dice il Comune di Desenzano?
Non si tratta di una “strage di 1000 piccioni”, ma l’abbatimento, sebbene citato in aggiunta al altri metodi (questi ultimi non cruenti), rimane in qualche maniera nelle parole dell’Assessore Maurizio Maffi. “Al momento attuale” – riporta l’Assessore – “sono in corso sopralluoghi per definire il tipo di intervento necessario, che non è solo l’abbattimento. Ci muoveremo nel rispetto della legge e, aggiungo, tenendo conto della nuova sensibilità per il mondo animale. Il problema tuttavia esiste e andrà affrontato, così come facciamo per la derattizzazione sul suolo pubblico”.
I problemi sollevati contro i poveri piccioni, sarebbero così quelli che hanno portato alla determinazione dell’Area Servizi al Territorio che stanzia, tramite bando del mercato elettronico della Pubblica Amministrazione, l’importo di € 1.640,00 più Iva per l’acquisto di un intervento di contenimento delle colonie di piccioni sul territorio comunale.
La necessità di tale intervento, riporta la nota del Comune, è stato sollecitata, negli ultimi mesi, da pubblici esercizi, attività commerciali e privati cittadini e “trova la sua legittimità nell’ordinanza sindacale n. 5 dell’ 1/3/2007. L’ordinanza, tuttora in vigore, “preso atto della proliferazione incontrollata dei piccioni inselvatichiti nel centro urbano e delle analisi effettuate su alcuni campioni (con presenza di parassiti cutanei e intestinali e di salmonella)“, acquisito il parere della ASL di Salò e del Servizio Caccia e Pesca della Provincia di Brescia, prevede l’attuazione di misure di contenimento delle colonie dei volatili.
Pertanto l’Amministrazione comunale può ricorrere periodicamente a tali misure nel pieno rispetto della normativa, vale a dire per prevenire problemi di tipo igienico-sanitario e con metodi incruenti.
Giustificazioni che, a sentire le continuate polemiche, non soddisfano molto il mondo animalista.
Il Comune, però, prevede un “pacchetto” che comprende interventi di allontanamento, la posa di dissuasori e l’eventuale utilizzo di gabbie di cattura. “Non è quindi possibile – aggiunge l’amministrazione di Desenzano del Garda – stimare il numero di volatili oggetto delle misure di contenimento, comunque di gran lunga inferiore ai 1.000 annunciati. Infatti, trattandosi di interventi mirati in alcune aree dei centri storici di Desenzano e Rivoltella, con presenza di pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande nonché per il decoro dei cimiteri comunali, la cattura potrebbe riguardare alcune decine di esemplari”.
Un intervento ridotto, secondo il Comune, che parrebbe poter non prevedere l’abbattimento.
 
PARMA TODAY
5 AGOSTO 2014
 
Tep, una lettrice sul bus con il cane: "Sono stata aggredita verbalmente da un autista" :: Segnalazione a Parma
 
Tep e autobus. Pubblichiamo la lettera che ci ha inviato la nostra lettrice Roberta
Gentile Redazione
volevo comunicare un fatto che ha riguardato me personalmente questa mattina su un autobus della TEP.
Faccio presente che viaggio sempre col mio cane di media taglia, pagando anche un doppio biglietto, portando con me la museruola e assicurandomi di salire sui mezzi solo dopo che il cane ha espletato le sue deiezioni.
Il mio cane ha sempre viaggiato sui mezzi pubblici, anche treno, e non ha mai dato problemi in quanto è un cane addestrato ed educato.
All'inizio, quando ho cominciato a viaggiare sui mezzi TEP, prima di salire chiedevo sempre se era possibile salire col cane e non mi è stato mai negato, potendo dimostrare di avere con me oltre che il doppio biglietto, anche la museruola.
Qualche volta mi si invitava a farla indossare al cane, se ad esempio il bus era pieno di persone, e su questo punto non ho mai fatto obiezione, considerando che non tutti tollerano il cane.
Questa mattina, invece, ho preso l'autobus Linea 4 n°XXX in via XXXX verso le ore 9.15/9.20, e subito l'autista di turno mi ha fatto una maleducata scenata. Io ho mostrato la museruola e non avrei di certo obiettato se mi si invitava a farla mettere al mio cane.
Invece l'autista ha cominciato a inveire contro di me, dicendo che i cani non potevano salire sui bus, alzando la voce immotivatamente.
Io mi sono seduta al primo posto disponibile per mettere la museruola al cane, quando l'autista continuava ad aggredirmi verbalmente, dicendo che quando piove, i cani non possono salire sui mezzi (faccio notare che alle 9.20 questa mattina non ancora pioveva).
L'autista ha continuato a gridare (possono testimoniarlo una decina di passeggeri) fermando l'autobus e dandomi la colpa del disservizio. Io ho fatto notare all'autista che non c'era motivo di fermare il bus, considerando che magari quelle persone erano di fretta e mi sono scusata coi presenti per l'inconveniente che mi ha riguardato in prima persona.
Una volta messa la museruola, mi sono alzata e mi sono diretta, come al solito, in un punto tranquillo del bus, in fondo, sempre per evitare problemi. Invece l'autista ha rifermato il bus e mi ha invitato a sedermi il più vicino a lui per controllarmi (di cosa poi?) ignorando il fatto che anche per il cane un posto tranquillo in fondo al bus era migliore rispetto ad un punto molto "caotico", accanto all'obliteratrice, dove tutta la gente deve passare per forza.
Per tutto il tragitto ho avuto da parte degli altri utenti apprezzamenti per il comportamento tranquillo del cane, nonostante il nervosismo che quell'autista aveva creato in me.
Faccio notare ciò anzitutto per far emergere un "problema" che forse dovrebbe essere dalla TEP meglio affrontato con gli autisti. E' indiscutibile la maleducazione e la poca cortesia che ha avuto l'autista questa mattina il quale poteva tranquillamente rivolgersi a me in maniera educata, senza creare confusione ed eventuali ritardi agli altri utenti.
Credo che la questione "animali" sui bus, possa essere risolta tranquillamente se ci fosse anche un pò più di sensibilità, considerando che adesso possono anche entrare negli ospedali e quindi, se educati anche sui bus.
Chi, secondo me, non dovrebbe salire sui bus sono gli utenti non paganti che creano sicuramente più danno economico all'azienda, di quanto non possa fare un tranquillo cane con o senza museruola, per di più pagante!
Non sò se, col mio comportamento, ho causato una infrazione (se fosse così me ne dispiaccio) però credo che si debba fare chiarezza, sia per gli utenti che per gli autisti, sulla questione, per evitare nuovamente situazioni spiacevoli di questo tipo.
Sono in attesa di riscontro dall'azienda TEP
 
GREEN ME
5 AGOSTO 2014
 
L'oca Geraldina e il cane Rex, quando una strana amicizia salva la vita
 
Lui, uno tutto d'un pezzo. Arcigno, duro, scontroso e pronto a mostrare i denti ad ogni occasione. Un passato burrascoso, che ha visto Rex attaccare chiunque si trovasse a tiro, umani e animali. Lei, docile e socievole. Un incontro fortuito quello tra il pastore tedesco Rex e l'oca Geraldina, ma che ha segnato le vite di entrambi, rendendole inseparabili.
Se ancora si crede che i cani siano aggressivi gratuitamente o per natura, basta guardare queste immagini per cambiare idea. I due non fanno un passo senza l'altro, condividono tutto, dalla ciotola alla coperta senza mai litigare ma scambiandosi coccole senza fine.
Una storia che sembra incredibile e che ha per testimoni i lavoratori del Puriton Horse and Animal Rescue, nel Regno Unito.
Prima di conoscere Geraldina, Rex era vicino al “braccio della morte”. Raccolto da un cantiere, dov'era stato abbandonato legato ad una catena, il pastore tedesco è stato portato al ricovero dove ha trascorso gli ultimi 8 anni.
Forse a causa dei pesanti abusi per mano degli esseri umani subiti da cucciolo, il pastore tedesco aveva perso la capacità di fidarsi degli altri e aveva assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti di chiunque si avvicinasse a lui. Nessuno escluso: da chi doveva portargli il cibo a chi invece era di passaggio. E la possibilità di sopprimerlo sembrava ormai vicina. Geraldine invece è arrivata da poco al Puriton, tre mesi fa, dopo essere stata portata dalla famiglia che non poteva più occuparsi di lei. Inizialmente ha trascorso del tempo con l'anatra Donald e altri suoi simili, ma poi ha incontrato Rex. E anche lui da allora è cambiato sensibilmente tanto da scongiurare qualsiasi ipotesi di soppressione. “È così comico vederli mentre si coccolano”, ha detto Sheila Brislin, che gestisce il Puriton Horse, raccontando che non appena Rex si appresta a fare due passi, Guendalina lo segue, e viceversa. “Sono molto affettuosi e lui sta sempre a leccarle la testa e a baciarla. Stanno stretti stretti e dormono insieme ogni sera. Normalmente ogni uccello che avesse attraversato il suo cammino sarebbe stato mangiato da Rex ma non Geraldine”.
Incontri che cambiano, anzi salvano letteralmente la vita.
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
5 AGOSTO 2014
 
“Sos delfini” promuove il “dolphin watching” contro i delfinari
Lav, Tethys e Marevivo insieme nella campagna per avvicinare i cetacei nel loro habitat naturale
 
Sanremo «Avvicinare i delfini nel loro habitat naturale, osservarne i comportamenti senza partecipare al loro sfruttamento negli acquari e nei delfinari, è possibile. Ed è l’unico modo per conoscerli davvero». Lo affermano Lav, Tethys e Marevivo che, nell’ambito della campagna europea “Sos delfini”, hanno organizzato un’uscita nel Mar Ligure per avvistare i cetacei a bordo del motorsailer “Pelagos”.  Tethys Research Institute, associazione onlus di ricerca scientifica dedita allo studio e alla tutela dei cetacei all’interno dell’area protetta del Santuario Pelagos, ha messo a disposizione la propria imbarcazione e i suoi esperti biologi per fare dolphin watching e raccontare la vera libertà dei delfini.  
L’area di avvistamento fa parte del Santuario Pelagos, la prima area protetta d’alto mare del mondo che vanta la maggior concentrazione di balene e delfini del Mediterraneo.  
«In un paese come il nostro, con 30 aree marine protette - affermano le associazioni - Lav, Marevivo e Tethys Research Institute vogliono dare una testimonianza di come sia possibile avvistare i delfini nel loro habitat naturale, partecipando ad un’esperienza unica ed emozionante, non comparabile con alcuno spettacolo in un delfinario, che mostra solo finzione e costrizione» 
«In natura i delfini - affermano le associazioni - che percorrono fino a 100 km al giorno, vivono in gruppi sociali complessi, composti da decine di animali e parlano un loro linguaggio, oltre a sviluppare una propria cultura. Nei delfinari invece - denunciano - questi cetacei sono costretti a fare spettacoli o ad essere esposti ai visitatori. Per divertire un pubblico pagante, sono sottratti alle loro comunità originali, prelevati in natura e fatti riprodurre direttamente in piscina, dove si ammalano di più e muoiono prima. La speranza di vita di un delfino in cattività è infatti di circa 20 anni contro i 50 anni in natura. Senza contare che, per ogni animale portato in delfinario, 9 in media ne sono morti tra cattura, trasporto e adattamento».  
«Visitare i delfinari anche con i bambini, come spesso accade è a dir poco diseducativo - rimarcano Lav, Tethys e Marevivo - perché non si può imparare nulla dall’osservazione dei delfini in cattività: nessuna di queste strutture può garantire agli animali la libertà di esprimere comportamenti naturali né può offrire un ambiente che riproduca in minima parte quello naturale».  
«I delfinari presenti in Italia - proseguono - non hanno alcuna funzione educativa né scientifica o di conservazione della specie perché non rispettano queste caratteristiche, obbligatorie per legge, facendo invece mero spettacolo: un inganno che i potenziali visitatori devono conoscere e a cui va messa la parola fine, a tutela degli animali costretti a questa inaccettabile prigionia». Nel 2013 Lav, Marevivo e Born Free Foundation hanno lanciato in Italia “Sos delfini”, una campagna per la liberazione dei delfini dalla cattività - che finora ha raccolto 55 mila firme - che prevede una petizione per dire basta alle prigioni d’acqua.  
«I delfini - ricordano le associazioni - sono mammiferi con fortissimi legami sociali e familiari ed in cattività subiscono una forte deprivazione sociale esasperata dalla difficoltà di comunicare con i compagni a causa del rumore e dell’alterazione che lo spazio chiuso provoca sui loro suoni. Questi animali - concludono - vivendo in un ambiente artificiale, appaiono “depressi” e il più delle volte sono sottoposti a terapia farmacologica e ormonale».  
 
LA ZAMPA.IT
5 AGOSTO 2014
 
Canada, è caccia al gatto con la testa bloccata in una mangiatoia per uccelli

 
Un gruppo di volontari lo sta cercando per liberarlo, ma c’è chi sabota le trappole
A raccontarla sembra una delle puntate di Titti e Gatto Silvestro. Eppure è veramente accaduto: un gatto è rimasto incastrato con la testa dentro una mangiatoia per uccelli e da una settimana un gruppo di volontari di Manitoba (Canada) sta cercando di catturarlo per liberarlo. 
Una cattura difficile perché il gattone riesce comunque a vedere da un occhio e la sua condizione non gli impedisce di scorazzare libero per strada e saltare. Sembra poi che qualcuno abbia deciso di aiutarlo, o forse no, sabotando le trappole che i volontari stanno disseminando sul territorio: spesso le gabbie con tonno e sardine sono state trovate danneggiate o spostate. 
Ora la corsa per catturarlo continua e mentre passano i giorni cresce anche la preoccupazione per le condizioni dell’animale: è difficile che possa nutrirsi e bere con la testa bloccata in quella scatola. Anche per questo i volontari hanno chiesto la collaborazione degli abitanti del luogo sperando che lo si possa individuare al più presto. 
 
LA ZAMPA.IT
5 AGOSTO 2014
 
Cane cade in mare da 90 metri di altezza e si salva
 
Dopo l’incredibile volo l’animale è anche riuscito a uscire dall’acqua.
Se fosse un gatto, Vimes avrebbe di sicuro consumato uno delle sue nove vite. Questo cane si è salvato dopo essere caduto nell’Oceano Atlantico da una scogliera di 90 metri a Kilkee, in Irlanda. Tutto è accaduto mentre stava facendo una passeggiata con i suoi proprietari. Una zampa troppo vicina al bordo della scogliera e ha perso l’equilibro finendo giù in acqua. Per sua fortuna, nel volo ha evitato la parete rocciosa e gli scogli. 
I primi soccorsi intervenuti sul posto non sono subito riusciti a trovare il cane. Il quattrozampe era infatti riuscito a uscire dall’acqua e salire su una rupe vicino alla spiaggia.  
Circa un’ora dopo finalmente il personale della Guardia Costiera è riuscito a far salire il cane sulla barca e l’ha portato ai suoi proprietari. Nonostante il volo e il tuffo in acqua, Vimes è miracolosamente rimasto illeso. 
 
LA ZAMPA.IT
5 AGOSTO 2014
 
Un caffè come Harry Potter insieme ai gufi
 
Si chiama Owl Cafè, è nel centro di Tokyo il locale che sta spopolando tra i giovanissimi giapponesi. Accolti da una trentina di gufi i clienti, nostalgici del mondo fantastico e magico di Harry Potter, si intrattengono in loro compagnia.
VIDEO
 
NEL CUORE.ORG
6 AGOSTO 2014
 
AVEZZANO (AQ), PICCHIA LA MOGLIE E UCCIDE GATTO LANCIANDOLO AL MURO
UN 47ENNE IN CARCERE DOPO L'AGGRESSIONE NELLA NOTTE
 
Aggredisce la moglie con calci e pugni e bottiglie davanti al figlio minorenne impietrito dalla paura e uccide barbaramente il gatto di famiglia, prendendolo dal collo e scaraventandolo contro il muro. Un 47enne di nazionalità italiana, C.V., residente a Luco dei marsi (L'Aquila) è stato arrestato dai carabinieri nella notte al culmine di una violenta lite con l'accusa per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, minaccia aggravata e uccisione di animali. La moglie, in stato di choc, è stata medicata al pronto soccorso dell'ospedale di Avezzano (L'Aquila): per le ferite riportate la prognosi è di 20 giorni. La donna ha trovato il coraggio di denunciare il marito anche per precedenti maltrattamenti in famiglia. Ad avvertire i carabinieri sono stati i vicini di casa richiamati dalle urla, dalle minacce, anche di morte, che provenivano dall'abitazione del 47enne che si trova ora nel carcere di Avezzano.
 
NEL CUORE.ORG
6 AGOSTO 2014
 
MOLA DI BARI, STRAGE DI CANI E GATTI: "FERITI, AVVELENATI O AMMAZZATI"
L'ALLARME È STATO LANCIATO DALLA LEGA DEL CANE
 
Paralizzati, feriti o avvelenati. C'è qualcuno che a Torre di Peppe, quartiere all'ingresso di Mola di Bari per chi arriva da Cozze, non ama i cani. Ma non solo: li maltratta e a volte li massacra. Diversi i casi scoperti e segnalati anche alle forze dell'ordine dai volontari della sezione cittadina della "Lega del cane", presieduta da Debora Abatangelo. "Siamo addolorati e inorriditi – denuncia la Lndc – per gli orribili episodi che si stanno verificando negli ultimi tempi nel nostro Comune, legati alla morte inspiegabile ed alla sparizione improvvisa di numerosi animali, prevalentemente randagi ma anche di proprietà". Lo rivela "La Gazzetta del Mezzogiorno".
L'associazione, attiva da circa due anni, è impegnata nella lotta al randagismo: si occupa di accudire i gatti e oltre trenta randagi che, in assenza di spazi nei canili della zona, sono stati sterilizzati, microchippati e lasciati liberi. Alcuni vivono in branco. "Intorno alla metà di giugno - spiegano i volontari - abbiamo iniziato a riscontrare strane sparizioni di cani da noi accuditi, insieme ad altri cittadini, in zona Torre di Peppe, in via Caracappa. Al momento tre cani mancano all'appello, mentre quelli rimasti spesso mostrano atteggiamenti di paura e ferite di vario genere".
Sono poi seguite segnalazioni di altri due cani in difficoltà a distanza di pochi giorni: gli animali non avevano alcuna ferita ma mostravano gravi problemi neurologici e non riuscivano più a muoversi. Entrambi sono stati trasferiti d'urgenza nella clinica universitaria di Valenzano, dove una di loro è morta, mentre un altro si è ripreso. "Si tratta di cani a noi ben noti, quella deceduta apparteneva allo stesso branco dei tre cani scomparsi e vogliamo ricordarla con il suo nome, Asia. Dati i sintomi riscontrati, non escludiamo che sia stata avvelenata e sono in corso le analisi per poterlo accertare. Ovviamente abbiamo provveduto ad effettuare una denuncia dell'accaduto presso le autorità competenti e non appena sarà fatta chiarezza su queste morti ne daremo immediatamente riscontro".
Ma non soltanto i cani nel mirino. Negli ultimi due mesi, la Lndc è stata informata della sparizione e della morte improvvisa di numerosi gatti in buone condizioni, alcuni dei quali facevano parte della colonia felina in via del Frascinaro. "Ci sono stati segnalati casi di morte improvvisa e presunto avvelenamento anche di cani e gatti di proprietà, al Cozzetto e a San Materno. Insomma stiamo assistendo ad una vera strage".
A questo proposito, la Lndc ricorda che "il maltrattamento e l'uccisione di animali è un crimine perseguibile ai sensi dell'articolo 544 del codice penale ed i responsabili vengono puniti con multe da 5mila a 30mila euro e reclusione da 3 a 18 mesi. Chiediamo ai cittadini di denunciare questi episodi alle autorità". Tanto più perché lo «spargimento nell'ambiente di sostanze velenose, oltre a determinare l'uccisione di animali, può costituire un serio pericolo in quanto queste sostanze potrebbero essere accidentalmente ingerite anche da un bambino".
 
VIVERE ASSISI
6 AGOSTO 2014
 
Gatti e cani avvelenati con polpette killer: è allarme a San Damiano

Sara Caponi

 
Assisi (Perugia) - E’ una morte atroce quella a cui è andata incontro un gatto che nei giorni scorsi ha mangiato una polpetta avvelenata lasciata in zona San Damiano, ad Assisi, dove alcuni mesi fa sono stati avvelenati diversi cani. A lanciare l’allarme sono i proprietari degli animali dalle colonne del Corriere dell'Umbria.Nell’articolo, a firma di Stefano Berti, si legge che la polpetta mangiata dal gatto era avvelenata con del lumachicida, veleno potentissimo che non ha lasciato scampo alla povera bestiola, morta fra gli stenti nonostante l’intervento dei  veterinari, purtroppo inutile. “Il mio gatto - racconta il proprietario, un residente di via Madre Terra - come di consueto era solito girovagare intorno casa; mi sono accorto che aveva bava alla bocca e ho capito subito, anche ricordando casi recenti e purtroppo simili. Nel giro di mezz’ora è morto”.
Il proprietario ha sporto denuncia alle autorità competenti e ora chiede controlli e verifiche in zona.Sorte migliore è invece toccata ad un cane, salvato in tempo dopo aver manifestato vomito e altri sintomi di avvelenamento da lumachicida. Un salvataggio che ha quasi del miracoloso, visto che, una volta assunto, il veleno impiega circa venti minuti ad arrivare al sistema nervoso creando danni irreparabili e portando ad una rapida e dolorosa morte.
Visto che il fenomeno si ripete a spese di povere bestiole, i residenti di San Damiano chiedono ora maggiori controlli da parte di chi dovrebbe vigilare. “E’ giunto il momento - afferma furioso un residente dalle colonne del quotidiano - di trovare i responsabili di tali oscenità. Chi fino ad oggi è rimasto sordo, farebbe bene a intervenire subito”.  
 
QUI BRESCIA
6 AGOSTO 2014
 
Brescia, veterinario butta cane tra i rifiuti
 
Il cane è il migliore amico dell’uomo. A quanto pare, però, non tutti la pensano in questo modo.
Se le notizie relative al maltrattamento degli animali nel Bresciano lasciano sempre un (bel) po’ di amaro in bocca, la situazione è ben diversa quando i maltrattatori sono proprio coloro che se ne dovrebbero prendere cura. Anche la mancanza di rispetto per i morti, infatti, è una forma di violenza.
Un veterinario bresciano si è meritato una multa da 20mila euro e una segnalazione all’Ordine dei medici veterinari e alla Guardia di finanza.
Chiamato da un’anziana residente in centro storico dopo il decesso di Charlie, il suo amatissimo cane, il medico si è fatto pagare 80 euro, comprensivi, teoricamente, delle visite fatte alla bestiola  durante la malattia e dello smaltimento della sua carcassa, dopo il decesso. Il tutto, neanche a dirlo, senza rilasciare alcuna ricevuta fiscale.
Al posto di provvedere, come promesso, alla procedura, però, il falso amico degli animali ha buttato il sacco nero contenente il cane in un cassonetto dei rifiuti.
Gli agenti della polizia locale, contattati dalla signora – comprensibilmente turbata – hanno immediatamente provveduto a trasportare l’animale al canile sanitario di Orzinuovi.
Rintracciato il veterinario, sono partite la multa e le segnalazioni agli organismi competenti.
 
LA ZAMPA.IT
6 AGOSTO 2014
 
Ritrovata Clara, la cagnolina rubata con l’auto a Napoli
 
I ladri l’hanno abbandonata per strada ed è stata ritrovata dalle forze dell’ordine
Solo una grande e brutta esperienza. Si è conclusa con il lieto fine del ritrovamento la storia di Clara. La meticcia di 14 anni era infatti rimasta su un’auto rubata a Napoli. Tutto è nato mentre la proprietaria di Clara stava per imbarcarsi sul traghetto per Palermo. Un finto inserviente aveva convinto la donna ad andare all’ufficio per gli imbarchi per poi salire sul mezzo e fuggire senza accorgersi della presenza dell’animale custodito sul retro del mezzo. 
L’uomo ha poi deciso di abbandonare la cagnolina per strada, in una zona a lei completamente sconosciuta dove ha vagato per ore sin quando è stata individuata dalle forze dell’ordine a cui la proprietaria aveva fatto denuncia. Grazie al microchip non ci sono stati dubbi e Clara è stato così restituita alla sua proprietaria. Dell’auto e dei bagagli per ora non si hanno notizie, ma almeno la signora non ha più l’ansia per il destino della sua quattozampe. 
 
NEL CUORE.ORG
6 AGOSTO 2014
 
CAPO D'ORLANDO, AL CIRCO WIGLIAMS MUORE D'INFARTO UNA LEONESSA
DISPOSTA L'AUTOPSIA PER ACCERTARE RESPONSABILITÀ
 
La leonessa aveva solo due anni e pesava circa 200 chili, lunedì è morta per arresto cardiocircolatorio nel circo Wigliams, che faceva tappa a Capo d'Orlando (Messina). La carcassa è stata sequestrata e sottoposta ad autopsia nei laboratori dell'Istituto zooprofilattico di Palermo per stabilire se il decesso sia dovuto a maltrattamenti. Il circo Wigliams, riferisce la Gazzetta del Sud, ha alzato le tende in un terreno privato poiché il Comune non concede le sue aree per spettacoli circensi con animali nel periodo estivo, per evitare disagi e problemi igienici.
La morte dell'animale è stata accertata dal dirigente del dipartimento prevenzione sanitaria veterinaria del distretto di Sant'Agata di Militello dell'Asp di Messina, che ha effettuato il sopralluogo in contrada Pissi, dove il circo resterà per tutta la settimana.
 
GEA PRESS
6 AGOSTO 2014
 
I cavalli da corsa e la destinazione Libia
Per Horse Angels una fine purtroppo ormai comune
 
E’ di ieri la notizia dell’intervento della Polizia Stradale a Ladispoli (RM) che ha portato al sequestro amministrativo di 15 cavalli che da Varese erano diretti in Libia.
Si trattava di 15 purosangue inglesi di età compresa tra 3 e 5 anni.
Cinque cavalli, caricati su un camion con targa maltese guidato da un italiano, erano a quanto pare accompagnati da certificazione falsa.
Cosa andavano a fare i cavalli in Libia?
Secondo Horse Angels, l’associazione specializzata nella protezione dei cavalli, sarebbero in molti gli animali che dal nostro paese vengono inviati in Libia. Anzi, sempre secondo l’associazione, la Libia sarebbe diventata la destinazione abituale dei cavalli da galoppo allevati in Italia. In altri termini, quelli che partono sarebbero cavalli senza futuro agonistico.
Galoppini senza speranze che possono, però, essere utilizzati per qualche anno il Libia. Nel nostro paese, infatti, possono rendere fino a cinque anni, ma in Libia “godono” di uno scarto di altre tre stagioni. E poi? Di certo non vanno al prato, riferisce sempre Horse Angels.
Parole pesanti che si aggiungono alla considerazione di come, per i mediatori di cavalli, il lavoro più conveniente sarebbe proprio quello di “smaltire”. “C’è più lucro nella morte – commenta Horse Angels – che nella vita“.
Forse bisognerebbe riflettere sul fatto che un cavallo di anni da vivere, secondo natura, ne ha a disposzione  fino a trenta. Tempi, però, che  non sono compatibili con i rendimenti della  pista di sabbia.
Salvo che il sequestro amministrativo di Ladispoli non si risolverà in altra maniera (ovvero, chiarita la posizione, il ritorno in possesso del proprietario), i quindici animali verranno messi all’asta del miglior offerente.
 
GREEN ME
6 AGOSTO 2014
 
Zoomafie 2014: ogni ora un reato contro gli animali
 
Ogni ora, in Italia, la Procura apre un nuovo fascicolo per reati contro gli animali. Dal traffico di cuccioli alle corse clandestine di cavalli, è una criminale abitudine che non accenna diminuire quella portata avanti dalle zoomafie. Le illegalità che colpiscono gli animali sono diverse, ma un dato emerge su tutti: la ripresa dei combattimenti tra cani.
È quanto emerso dal Rapporto Zoomafia 2014, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV. Giunta alla sua 15esima edizione, lo studio si è incentrato su “illegalità, malaffare e crimini contro gli animali” usando i dati delle procure italiane.
Rimane saldo il numero di reati della cosiddetta “cupola del bestiame”, quello della macellazione clandestina e le sofisticazioni alimentari, ma è allerta anche per la pesca illegale e la diffusione web dei traffici di animali.
I reati
Ogni settimana, in Italia, vengono importati circa 2000 cani. Non a caso, il traffico clandestino di cuccioli ha una vasta diffusione ed è considerato la prima emergenza zoomafiosa. Sempre più spesso, nei Paesi di origine. i cuccioli vengono comprati per pochi euro, spesso arrivano ammalati e accompagnati da falsi pedigree e da documentazione contraffatta, per poi essere venduti a cifre molto più alte. Un giro d'affari gestito da gruppi organizzati che smerciano i piccoli grazie all'aiuto di venditori compiacenti. Sono 670 circa i cuccioli sequestrati (dal valore complessivo di circa 530mila euro) e 77 le persone denunciate nel 2013. Oltre agli italiani, vi sono anche slovacchi, rumeni, spagnoli, marocchini, serbi.
A seguire le corse clandestine di cavalli, che finiscono spezzo con la loro morte, l'abbandono o òla macellazione abusiva. Attorno a questa malsana pratica ruotano doping, scommesse illegali e furti. Ma lo scorso anno, vi è stata una pericolosa diminuzione delle attività di polizia giudiziaria volte alla repressione delle corse clandestine di cavalli. È stata bloccata solo una corsa clandestina e una gara di forza, mentre sono state 23 le persone denunciate e 25 i cavalli sequestrati. Ma la verità non è questa, ma quella veicolata dal numero sempre crescente di video che circola sul web. In sedici anni, dal primo Rapporto Zoomafia a oggi, ovvero dal 1998 al 2013, sono state denunciate 3321 persone, 1228 cavalli sequestrati e 107 corse e gare clandestine bloccate.
Inutile illudersi. Non poteva mancare il lucroso reato dei combattimenti tra cani, un fenomeno mai sconfitto, ma che per un periodo è sicuramente diminuito. Nel 2013 sono stati sequestrati 16 cani per attività inerenti i combattimenti, è stato interrotto un combattimento in corso e sono state denunciate 12 persone di cui un minorenne.
Vi è poi il traffico internazionale di animali o parti di essi, che in Italia trova terreno fertile sia come via di transito che come meta finale. Secondo i dati del 2013, c'è stato un aumento del 10% del commercio e della detenzione illegale delle specie protette e tutelate dalla CITES rispetto all’anno precedente. Avorio, serpenti, scorpioni, macachi, pappagalli, tartarughe, ma anche caviale, prodotti in pelle di animali protetti sono il cuore del business internazionale di fauna esotica protetta per un giro d'affari milionario. Il bracconaggio con i reati relativi all’uso e detenzione di armi e munizioni conferma la sua pericolosità.
Anche il randagismo non accenna a diminuire. Solo nel 2013 sono state sequestrate almeno 11 strutture per un totale di 1700 cani in pessime condizioni igieniche e di salute, tenuti in strutture fatiscenti.
Per non parlare del mare. La cosiddetta filiera del pesce è uno dei comparti più a rischio illegalità. Vi è una sorta di abitudine diffusa al malaffare che va dalla pesca al commercio al dettaglio, favorita dalla debole risposta delle istituzioni, dalle sanzioni irrisorie, dalle deroghe e dai permessi speciali.
Si passa poi alla cosiddetta Cupola del bestiame, un sistema illegale legato alla gestione di allevamenti, alle truffe, al traffico di medicinali e sostanze dopanti, al furto di animali da allevamento, alla falsificazione di documenti sanitari con infiltrazioni della criminalità organizzata.
E per chiudere in bellezza, vi è l'uso di animali a scopo intimidatorio, per droga e la diffusione di foto e video sul web che mostrano violenze contro gli animali. Una ricerca condotta negli Emirati Arabi dall’IFAW ha permesso di scoprire in quattro settimane 11 siti specializzati nella vendita di animali e un totale di 796 annunci.
Dove
Secondo il rapporto, tenendo presente i dati forniti dalle Procure, lo scorso anno sono stati aperti 759 procedimenti penali, di cui 506 a carico di noti e 253 a carico di ignoti. La Procura con meno procedimenti per reati contro gli animali è quella di Nola (NA) con solo 9 procedimenti (5 noti e 4 ignoti). Seguono La Spezia con 11 procedimenti (2 noti e 9 ignoti); Camerino (MC) con 12 (2 noti e 10 ignoti), Ivrea (TO) con 12 (7 noti e 5 ignoti); Sciacca (AG) sempre con 12 fascicoli tutti a carico di ignoti. Ancora: Aosta con 14 (13 noti e 1 ignoti); Spoleto (PG) con 15 (4 noti e 11 ignoti); Sanremo (IM) con 16 (4 noti e 12 ignoti); Gela (CL) con 17 (9 noti e 8 ignoti); Pescara con 18 (5 noti e 13 ignoti) e Caltagirone (CT) con 20 (6 noti e 14 ignoti). Vi è poi la Procura di Brescia, che si è confermata quella con il maggior numero di procedimenti sopravvenuti.
Una piccola, piccolissima buona notizia. Nessuna Procura nel 2013 ha presentato procedimenti per tutti i 7 reati analizzati, al massimo si arriva a 6 su 7 a Civitavecchia, Lucera, Modena, Palermo, Reggio Calabria, Torre annunziata.
 
LA ZAMPA.IT
7 AGOSTO 2014
 
Rapporto Lav su Zoomafia 2014: in cima lista traffico cuccioli
Illegalità, malaffare, violenza, tutto a danno degli animali
 
Illegalità, malaffare, violenza: tutto a danno degli animali. E’ un lungo catalogo di violenze organizzate, spesso sistematiche e seriali, che mietono migliaia di animali ogni anno, quello analizzato nel Rapporto Zoomafia 2014, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV. La nuova edizione del Rapporto, ’illegalità, malaffare e crimini contro gli animali’, alla sua quindicesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità nel 2013. 
“I traffici legati alla sfruttamento degli animali rappresentano un’importante fonte di guadagno per i vari gruppi criminali che manifestano una spiccata capacità di trarre vantaggio da qualsiasi trasformazione del territorio e di guadagnare il massimo rischiando poco” sostiene Troiano. In cima alla lista delle emergenze zoomafiose c’e’ il traffico di cuccioli: “Sono circa 2000 i cani che ogni settimana vengono importati in Italia, 670 circa i cuccioli sequestrati (dal valore complessivo di circa 530mila euro) e 77 le persone denunciate nel 2013”. Non va meglio lo scenario delle illegalità nel mondo dell’ippica in Italia: “Dal 1998 al 2013 compreso, sono state denunciate 3321 persone, 1228 cavalli sequestrati e 107 corse e gare clandestine bloccate. Altro settore di infiltrazione della criminalità organizzata è quello delle corse ippiche ufficiali”. Secondo il dossier della Lav ci sarebbe poi una ripresa dei combattimenti tra cani: “Fenomeno mai sconfitto, ma che per un periodo è sicuramente diminuito rispetto a prima. Nel 2013 sono stati sequestrati 16 cani per attività inerenti i combattimenti, è stato interrotto un combattimento in corso e sono state denunciate 12 persone di cui un minorenne”. 
 
ADN KRONOS
6 AGOSTO 2014
 
Illegalità a danno degli animali, il traffico di cuccioli è la prima emergenza delle zoomafie
 
Illegalità, malaffare, violenza: tutto a danno degli animali. Con al primo posto il traffico di cuccioli, che con tutto il suo potenziale criminale, rappresenta la prima emergenza zoomafiosa. E' quanto emerge dal Rapporto Zoomafia 2014, elaborato da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell'Osservatorio Zoomafia della Lav. La nuova edizione del Rapporto, ''illegalità, malaffare e crimini contro gli animali'', alla sua quindicesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità nel 2013.
"I traffici legati alla sfruttamento degli animali, come diciamo da anni, rappresentano un'importante fonte di guadagno per i vari gruppi criminali che manifestano una spiccata capacità di trarre vantaggio da qualsiasi trasformazione del territorio e di guadagnare il massimo rischiando poco", sostiene Troiano.
"La criminalità organizzata dedita ai vari traffici a danno degli animali - prosegue - si distingue per la sua capacità di agire su vasta scala, per il suo orientamento al business, per la capacità di massimizzare il profitto riducendo il rischio. Del resto il business è tanto: sono diversi i miliardi di euro all'anno intascati con i vari traffici clandestini che sfruttano gli animali''.
TRAFFICO DI CUCCIOLI - Si attesta come prima emergenza zoomafiosa: i confini tra commercio legale e traffico illegale sono labili e non solo perché le rotte e la provenienza sono le stesse, ma perché molte volte, dietro importazioni legali e autorizzate vengono celati, tra i meandri di documentazione, certificati e passaporti, animali clandestini. Nei Paesi di origine i cuccioli vengono comprati per pochi euro, spesso arrivano malati e accompagnati da falsi pedigree e da documentazione contraffatta. La regia del business fa capo a gruppi organizzati che importano gli animali e li smerciano attraverso venditori compiacenti: sono circa 2000 i cani che ogni settimana vengono importati in Italia.
CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI - Corse clandestine, gare di sforzo, cavalli stramazzati a terra e abbandonati sulla strada, doping, scommesse illegali, furti e macellazioni abusive: è lo scenario delle illegalità nel mondo dell'ippica in Italia. Nel 2013 - si legge nel Rapporto - abbiamo assistito ad una pericolosa diminuzione delle attività di polizia giudiziaria finalizzate alla repressione delle corse clandestine di cavalli. E' stata bloccata solo una corsa clandestina e una gara di forza, 23 persone denunciate e 25 cavalli sequestrati. Di contro c'è stato uno spregiudicato aumento del numero di video sulle corse pubblicati in Internet e delle segnalazioni e denunce pubbliche che non hanno sortito effetto. In 16 anni, ovvero dal 1998 al 2013 compreso, sono state denunciate 3321 persone, 1228 cavalli sequestrati e 107 corse e gare clandestine bloccate.
Altro settore di infiltrazione della criminalità organizzata è quello delle corse ippiche ufficiali, dove l'illiceità delle attività può riguardare sia la gestione delle scommesse presso i punti ufficiali sia la gestione delle stesse corse che possono essere influenzate da accordi occulti tra scuderie o driver, da atteggiamenti minatori verso i fantini o dalla pratica del doping sugli animali. Sono in media circa 180 all'anno i cavalli che corrono in gare ufficiali che risultano positivi in seguito alle analisi antidoping.
COMBATTIMENTI FRA CANI - Nuovi, preoccupanti segnali ci indicano una ripresa dei combattimenti tra cani. Fenomeno mai sconfitto, ma che per un periodo è sicuramente diminuito rispetto a prima. Dopo anni - sostiene il rapporto Lav - c'è stata, nuovamente, una complessa attività investigativa ad opera della Procura di Palermo che ha applicato anche misure cautelari personali. Nel 2013 sono stati sequestrati 16 cani per attività inerenti i combattimenti, è stato interrotto un combattimento in corso e sono state denunciate 12 persone di cui un minorenne.
TRAFFICI DI FAUNA - Il traffico internazionale di animali o parti di essi trova nel nostro paese un'importante punto di arrivo e di transito. Secondo dati del primo semestre 2013, si è registrato un aumento del 10%, rispetto all'anno precedente, del commercio e della detenzione illegale delle specie protette e tutelate dalla Cites. Avorio, serpenti, scorpioni, macachi, pappagalli, tartarughe, ma anche caviale, prodotti in pelle di animali protetti: su di essi si concentra il fiorente traffico internazionale di fauna esotica protetta che, insieme a quello interno, gestito da vere e proprie bande dedite alla cattura e commercio illegale di fauna selvatica, minano la sopravvivenza di alcune specie e del loro ambiente naturale.
BRACCONAGGIO - Insieme ai reati relativi all'uso e detenzione di armi e munizioni conferma la sua pericolosità. La vendita di animali imbalsamati e il traffico di fauna per l'alimentazione umana muovono un giro d'affari milionario.
IL 'BUSINESS DEL RANDAGISMO' - Continua ad essere un vero affare per trafficoni e faccendieri che garantisce agli sfruttatori dei cani randagi introiti di centinaia di milioni di euro l'anno, grazie a convenzioni con le amministrazioni locali per la gestione dei canili. Alcuni privati, camuffati anche da false associazioni, hanno costruito la loro fortuna grazie a convenzioni milionarie con amministrazioni locali compiacenti, spesso aggiudicate con gare d'appalto al ribasso d'asta, alle quali corrispondono strutture fatiscenti, veri e propri lager. Solo nel 2013 sono state sequestrate almeno 11 strutture per un totale di 1700 cani.
UN 'MARE' DI ILLEGALITÀ - Della depredazione continua e silente dei pesci si parla poco, nonostante la filiera ittica sia uno dei comparti più a rischio illegalità. Sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel comparto della pesca e della vendita di pesce, si registrano diversi interventi dell'Antimafia, ma vi è una sorta di illegalità diffusa che va dalla pesca al commercio al dettaglio. I casi più diffusi sono l'illegalità nella pesca al tonno rosso e nell'uso delle spadare, la vendita di pesce 'sotto misura' o di specie vietate, lo strascico sotto costa. La pesca di frodo, nelle sue tante forme di illegalità, viene fatta con mezzi e strumenti sempre più sofisticati e addirittura con aerei usati per individuare il tonno. Il Mediterraneo, pur occupando meno dell'1% della superficie degli oceani, contiene più del 7% delle specie marine (circa 17.000), di cui molte endemiche. E' nel contempo, però, al primo posto a rischio la perdita di specie a causa anche dell'overfishing, della pesca di frodo e di altri fattori.
LA 'CUPOLA DEL BESTIAME' - Non mancano inoltre le infiltrazioni in un settore come quello legato all'alimentazione umana e alle attività zootecniche connesse. Un sistema di malaffare legato alla gestione degli allevamenti, alle truffe, al traffico illegale di medicinali e sostanze dopanti, al furto di animali da allevamento, alla falsificazione di documenti sanitari. Non è da sottovalutare il pericolo delle infiltrazioni della criminalità organizzata. Negli ultimi anni sono stati sequestrati e confiscati a diversi esponenti delle varie famiglie mafiose o camorriste, tra gli altri beni, aziende agricole, allevamenti di bovini, bufale e cavalli, caseifici, società per la commercializzazione di prodotti agroalimentari, macellerie.
SOFISTICAZIONI ALIMENTARI - Secondo la Lav si tratta di un fenomeno che desta sempre maggiore allarme sociale, con tonnellate di alimenti di origine animale sequestrate. Si va dalla provola affumicata bruciando i rifiuti in bidoni arrugginiti che contenevano vernici e solventi, a pesce e carne in cattivo stato di conservazione pronti ad essere preparati in ristoranti, fino ai cibi ''etnici'' tra cui carne di squalo, alghe, anatre, mazzancolle, scampi e tranci di suino non correttamente conservati e pericolosi per la salute, passando per falsi salumi Dop, per citare solo alcuni dei casi registrati l'anno passato.
ANIMALI COME 'ARMI' - L'uso di animali come arma o come 'oggetti 'per intimidire è sempre più diffuso. Tra i casi registrati l'anno scorso, quelli di cani aizzati contro le forze dell'ordine; una banda di ladri che, per dispetto, uccide un cane mettendolo nel forno della cucina acceso; agnelli sgozzati per intimorire un militante antimafia; cani uccisi per ritorsione. La classica minaccia mafiosa con teste di maiali e capretti recapitati o fatti trovare per intimorire è ancora diffusissima. Tra le condotte moleste degli stalker rientra anche quella di far trovare animali morti o parti di essi o, addirittura, di uccidere gli animali domestici della vittima.
ANIMALI E DROGA - Trafficanti e spacciatori usano spesso animali per occultare, trasportare o difendere la droga con modalità e stratagemmi a volte sorprendenti.
ANIMALI E INTERNET - La bacheca virtuale e universale della rete fornisce una sicura, quanto anonima, vetrina per video e foto di violenze contro gli animali. Il traffico di animali trova nella Rete una via privilegiata. Una ricerca condotta negli Emirati Arabi dall'Ifaw ha permesso di scoprire in 4 settimane 11 siti specializzati nella vendita di animali e un totale di 796 annunci. Le offerte riguardavano soprattutto ghepardi, leopardi, puma, giaguari e tigri. In Italia, nel 2013, sono state fatte diverse operazioni contro il commercio via Intenet di animali protetti o parti di essi e sono stati sequestrati tartarughe, avorio, serpenti, falchi.
ZOOCRIMINALITÀ MINORILE - Sono sempre più frequenti i casi che vedono protagonisti in negativo minorenni o bambini in attività illegali con uso di animali o in crimini contro di essi. Tra questi, la Lav denuncia: cani randagi presi dalla strada da minorenni con l'unico scopo di torturarli e tagliare loro le zampe; ragazzini che si divertono a spezzare le zampe a un'anatra, altri che uccidono con grosse pietre un gatto davanti a passanti; un gatto legato messo sui binari al passaggio del treno: minorenni che costruiscono micidiali ordigni esplosivi per la caccia di frodo.
 
NEL CUORE.ORG
6 AGOSTO 2014
 
VIOLENZE CONTRO GLI ANIMALI: OGNI ORA UN NUOVO FASCICOLO NELLE PROCURE ITALIANE
 
Illegalità, malaffare, violenza: tutto a danno degli animali. E' un lungo catalogo di violenze organizzate, spesso sistematiche e seriali, che mietono migliaia di animali ogni anno, quello analizzato nel Rapporto Zoomafia 2014, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell'Osservatorio zoomafia della Lav. La nuova edizione del Rapporto, "illegalità, malaffare e crimini contro gli animali", alla sua quindicesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità nel 2013. Praticamente, in Italia ogni ora viene aperto un fascicolo in Procura per reati contro gli animali stessi.
"I traffici legati alla sfruttamento degli animali, come diciamo da anni, rappresentano un'importante fonte di guadagno per i vari gruppi criminali che manifestano una spiccata capacità di trarre vantaggio da qualsiasi trasformazione del territorio e di guadagnare il massimo rischiando poco - sostiene il dottor Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell'Osservatorio nazionale zoomafia della Lav e autore del Rapporto -. La criminalità organizzata dedita ai vari traffici a danno degli animali si distingue per la sua capacità di agire su vasta scala, per il suo orientamento al business, per la capacità di massimizzare il profitto riducendo il rischio. Del resto il business è tanto: sono diversi i miliardi di euro l'anno intascati con i vari traffici clandestini che sfruttano gli animali".
Traffico di cuccioli
Il traffico di cuccioli conferma in modo allarmante tutto il suo potenziale criminale, tanto da attestarsi come prima emergenza zoomafiosa. I confini tra commercio legale e traffico illegale sono labili e non solo perché le rotte e la provenienza sono le stesse, ma perché molte volte, dietro importazioni legali e autorizzate vengono celati, tra i meandri di documentazione, certificati e passaporti, animali clandestini. Nei Paesi di origine i cuccioli vengono comprati per pochi euro, spesso arrivano ammalati e accompagnati da falsi pedigree e da documentazione contraffatta. La regia del business fa capo a gruppi organizzati che importano gli animali e li smerciano attraverso venditori compiacenti: sono circa 2000 i cani che ogni settimana vengono importati in Italia. Tenendo presente solo i casi che abbiamo seguito - ma in realtà sono più numerosi -, sono 670 circa i cuccioli sequestrati (dal valore complessivo di circa 530mila euro) e 77 le persone denunciate nel 2013. Tra le persone denunciate nel nostro Paese l'anno scorso ci sono non solo italiani, ma anche slovacchi, rumeni, spagnoli, marocchini, serbi.
Corse clandestine di cavalli, ippodromi & scommesse
Corse clandestine, gare di sforzo, cavalli stramazzati a terra e abbandonati sulla strada, doping, scommesse illegali, furti e macellazioni abusive: è lo scenario delle illegalità nel mondo dell'ippica in Italia. Nel 2013 abbiamo assistito ad una pericolosa diminuzione delle attività di polizia giudiziaria finalizzate alla repressione delle corse clandestine di cavalli. E' stata bloccata solo una corsa clandestina e una gara di forza, 23 persone denunciate e 25 cavalli sequestrati. Di contro c'è stato uno spregiudicato aumento del numero di video sulle corse pubblicati in Internet e delle segnalazioni e denunce pubbliche che non hanno sortito effetto. In sedici anni, da quando abbiamo iniziato a raccogliere i dati per il Rapporto Zoomafia, ovvero dal 1998 al 2013 compreso, sono state denunciate 3321 persone, 1228 cavalli sequestrati e 107 corse e gare clandestine bloccate. Altro settore di infiltrazione della criminalità organizzata è quello delle corse ippiche ufficiali, dove l'illiceità delle attività può riguardare sia la gestione delle scommesse presso i punti ufficiali sia la gestione delle stesse corse che possono essere influenzate da accordi occulti tra scuderie o driver, da atteggiamenti minatori verso i fantini o dalla pratica del doping sugli animali. Sono in media circa 180 all'anno i cavalli che corrono in gare ufficiali che risultano positivi in seguito alle analisi antidoping.
Combattimenti
Nuovi, preoccupanti segnali ci indicano una ripresa dei combattimenti tra cani. Fenomeno mai sconfitto, ma che per un periodo è sicuramente diminuito rispetto a prima. Persone denunciate, combattimenti interrotti, ritrovamenti di cani con ferite da morsi o di cani morti con esiti cicatriziali riconducibili alle lotte, furti e rapimenti di cani di grossa taglia o di razze abitualmente usate nei combattimenti, sequestri di allevamenti di pit bull, pagine Internet o profili di Facebook che esaltano i cani da lotta, segnalazioni: questi i segnali che indicano una recrudescenza del fenomeno. Dopo anni c'è stata, nuovamente, una complessa attività investigativa ad opera della Procura di Palermo che ha applicato anche misure cautelari personali. Nel 2013 sono stati sequestrati 16 cani per attività inerenti i combattimenti, è stato interrotto un combattimento in corso e sono state denunciate 12 persone di cui un minorenne.
I traffici internazionali di fauna e il bracconaggio
Il traffico internazionale di animali o parti di essi trova nel nostro paese un'importante punto di arrivo e di transito. Secondo dati del 2013 (dati relativi al periodo che va dal 1 gennaio al 1 giugno) si è registrato un aumento del 10%, rispetto all'anno precedente, del commercio e della detenzione illegale delle specie protette e tutelate dalla CITES. Avorio, serpenti, scorpioni, macachi, pappagalli, tartarughe, ma anche caviale, prodotti in pelle di animali protetti: su di essi si concentra il fiorente traffico internazionale di fauna esotica protetta che, insieme a quello interno, gestito da vere e proprie bande dedite alla cattura e commercio illegale di fauna selvatica, minano la sopravvivenza di alcune specie e del loro ambiente naturale. Il bracconaggio con i reati relativi all'uso e detenzione di armi e munizioni conferma la sua pericolosità. La vendita di animali imbalsamati e il traffico di fauna per l'alimentazione umana muovono un giro d'affari milionario.
I "canili per delinquere" e del traffico di cani
Il "business randagismo" continua ad essere un vero affare per trafficoni e faccendieri che garantisce agli sfruttatori dei cani randagi introiti di centinaia di milioni di euro l'anno, grazie a convenzioni con le amministrazioni locali per la gestione dei canili. Alcuni privati, camuffati anche da false associazioni, hanno costruito la loro fortuna grazie a convenzioni milionarie con amministrazioni locali compiacenti, spesso aggiudicate con gare d'appalto al ribasso d'asta, alle quali corrispondono strutture fatiscenti, veri e propri lager. Solo nel 2013 sono state sequestrate almeno 11 strutture per un totale di 1700 cani. Cani in pessime condizioni igieniche e di salute, affetti da malattie non curate quali leishmaniosi e rogna, tenute in strutture fatiscenti, sporche e precarie; cani costretti in gabbie con esemplari morti; animali morti trovati congelati in frigoriferi: questi alcuni casi accertati.
Un mare di illegalità
Della depredazione continua e silente dei pesci si parla poco. Forse quello della cosiddetta filiera del pesce è uno dei comparti più a rischio illegalità. Sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel comparto della pesca e della vendita di pesce, si registrano diversi interventi dell'antimafia. Ma vi è una sorta di illegalità diffusa che va dalla pesca al commercio al dettaglio. Nonostante gli interventi della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza, la pesca illegale è ancora ampiamente praticata in tutto il Paese ed è stata favorita, se non tollerata, dalla debole ed inefficace risposta delle istituzioni, dalle sanzioni irrisorie, dalle deroghe e permessi speciali spesso concessi senza tenere conto dei pareri scientifici. I casi più dimostrati sono l'illegalità nella pesca al tonno rosso e nell'uso delle spadare, la vendita di pesce "sotto misura" o di specie vietate, lo strascico sotto costa. La pesca di frodo, nelle sue sfaccettate forme di illegalità, viene perpetrata con mezzi e strumenti sempre più sofisticati e addirittura con aerei usati per individuare il tonno. Il Mediterraneo, pur occupando meno dell'1 per cento della superficie degli oceani, contiene più del 7 per cento delle specie marine (circa 17.000), di cui molte endemiche. E' nel contempo, però, al primo posto a rischio la perdita di specie a causa anche dell'overfishing, della pesca di frodo e di altri fattori.
La "Cupola del bestiame"
Nella sistema totalitario delle mafie non potevano certo mancare le infiltrazioni in un filone come quello legato all'alimentazione umana e alle attività zootecniche ad essa connesse. Un sistema di malaffare legato alla gestione di allevamenti, alle truffe, al traffico illegale di medicinali e sostanze dopanti, al furto di animali da allevamento, alla falsificazione di documenti sanitari. Non è da sottovalutare il pericolo delle infiltrazioni della criminalità organizzata. Negli ultimi anni sono stati sequestrati e confiscati a diversi esponenti delle varie famiglie mafiose o camorriste, tra gli altri beni, aziende agricole, allevamenti di bovini, bufale e cavalli, caseifici, società per la commercializzazione di prodotti agroalimentari, macellerie.
Altro settore di interesse criminale, anche se non strettamente riconducibile alla classica criminalità organizzata, è quello delle sofisticazioni alimentari che determina sempre maggiore allarme sociale. Tonnellate di alimenti di origine animale sequestrate. Provola affumicata bruciando i rifiuti in bidoni arrugginiti che contenevano vernici e solventi; pesce e carne in cattivo stato di conservazione pronti ad essere preparati in ristoranti; cibi "etnici" tra cui carne di squalo, alghe, anatre, mazzancolle, scampi e tranci di suino non correttamente conservati e pericolosi per la salute; falsi salumi Dop: solo alcuni dei casi registrati l'anno passato.
Uso di animali a scopo intimidatorio, droga, Internet
L'uso di animali come arma o come "oggetti" per intimidire è sempre più diffuso. Questi alcuni casi registrati lo scorso anno: cani aizzati contro le forze dell'ordine; una banda di ladri che uccide per dispetto un cane mettendolo nel forno della cucina acceso; agnelli sgozzati per intimorire un militante antimafia; cani uccisi per ritorsione. La classica minaccia mafiosa con teste di maiali e capretti recapitati o fatti trovare per intimorire è ancora diffusissima. Numerosi casi di violenza contro gli animali sono stati registrati nell'ambito della violenza domestica o di genere. Tra le condotte moleste dello stalker rientrano, infatti, il far trovare animali morti o parti di essi o, addirittura, uccidere gli animali domestici della vittima.
Animali e droga, un connubio non raro: trafficanti e spacciatori usano spesso animali per occultare, trasportare o difendere la droga con modalità e stratagemmi a volte sorprendenti. Una banda che trasportava droga dal Sudamerica nascondendola nel torace di cani che subivano operazioni e, che in alcuni casi, venivano uccisi per prelevare lo stupefacente; droga e armi nascoste in una teca contenente serpenti; cocaina da spacciare fatta assaggiare a un gatto; pit bull usati dagli spacciatori per ostacolare i controlli; marijuana trasportata fra 'nduja e soppressate.
Internet rappresenta un fattore criminogeno per molte condotte a danno degli animali. La bacheca virtuale e universale della rete fornisce una sicura quanto anonima vetrina per video e foto di violenze contro gli animali. Il traffico di animali trova nella Rete una via privilegiata. Una ricerca condotta negli Emirati Arabi dall'IFAW ha permesso di scoprire in quattro settimane 11 siti specializzati nella vendita di animali e un totale di 796 annunci. Le offerte riguardavano soprattutto ghepardi, leopardi, puma, giaguari e tigri. In Italia, nel corso del 2013, sono state fatte diverse operazioni contro il commercio via Intenet di animali protetti o parti di essi e sono stati sequestrati tartarughe, avorio, serpenti, falchi.
Zoocriminalità minorile
Il tema della violenza nei riguardi degli animali è strettamente collegato al tema della violenza nei riguardi degli esseri umani e dei comportamenti antisociali in genere. Casi che vedono protagonisti in negativo minorenni o bambini in attività illegali con uso di animali o in crimini contro di essi sono sempre più frequenti. Inquietanti e preoccupanti i casi elencati: cani randagi presi dalla strada da minorenni con l'unico scopo di torturali e tagliare loro le zampe; ragazzini che si divertono a spezzare le zampe a un'anatra, altri che uccidono con grosse pietre un gatto davanti a passanti; un gatto legato messo sui binari al passaggio del treno: minorenni che costruiscono micidiali ordigni esplosivi per la caccia di frodo.
I dati delle Procure: ogni ora un nuovo fascicolo per reati contro gli animali
Per il quinto anno consecutivo L'Osservatorio nazionale zoomafia ha chiesto a tutte le Procure Ordinarie (135) e a quelle presso i Tribunali per i minorenni (29) dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2013, sia noti che a carico di ignoti, e al numero indagati per reati a danno animali, segnatamente per i seguenti reati: uccisione di animali (art. 544bis cp), maltrattamento di animali (art. 544ter cp), spettacoli e manifestazioni vietati (art. 544quater cp), combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali (art. 544quinquies cp), uccisione di animali altrui (art. 638 cp), abbandono e detenzione incompatibile (art. 727 cp) e, infine, reati venatori (art. 30 L. 157/92). Le risposte sono arrivate da oltre il 60% delle Procure. C'è da dire che con il riordino degli Uffici giudiziari il numero delle Procure è diminuito rispetto agli anni scorsi: ora sono 135 mentre prima erano 165. L'anno scorso la percentuale delle risposte arrivate era del 65%, mentre nel 2012 del 58%, nel 2011 del 43% e quasi del 50% nel 2010. In particolare le risposte sono arrivate da 78 Procure Ordinarie, su un totale di 135, pari ad oltre il 57% del totale e da 21 Procure presso i Tribunali per i Minorenni su un totale di 29, pari ad oltre il 72% del totale. Sommando le risposte delle Procure Ordinarie e delle Procure presso i Tribunali per i minorenni si arriva a oltre il 60% di tutte le Procure del Paese. Per quanto riguarda la distribuzione geografica hanno risposto, per le Procure Ordinare, 31 del Nord Italia, 9 del Centro e 38 del Sud e Isole, e per le Procure presso i Tribunali per i minorenni, 8 del Nord, 2 del Centro e 11 del Sud e Isole. Il totale dei procedimenti sopravvenuti nel 2013, sia a carico di noti (Mod. 21) che di ignoti (Mod. 44), per i reati a danno degli animali e per il campione del 57% delle Procure Ordinarie è di 5580 (2739 a carico di noti e 2841 a carico di ignoti). Confrontando i dati del 2012 e 2013, su un campione di 61 Procure che hanno risposto in entrambi gli anni - pari al 45% di tutte le Procure ordinarie-, si registra un aumento dei procedimenti penali nel 2013 rispetto al 2013 del +4,30%.
Partendo da questo dato e proiettandolo a livello nazionale è possibile stabilire con una stima approssimativa che in Italia si aprono circa ventiquattro fascicoli al giorno per reati a danno di animali, uno ogni ora. Una persona ogni ora e mezza circa viene indagata per tali crimini.
Nel 2013 i procedimenti sopravvenuti presso le 78 Procure esaminate per i "classici" reati contro gli animali, ovvero, uccisione, maltrattamento e detenzione di animali in condizioni incompatibile con la loro natura sono stati 3747.
Ci sono stati complessivamente 759 procedimenti penali per l'art. 727 cp, 506 a carico di noti e 253 a carico di ignoti, (dati riferiti, come detto, al 57% delle Procure Ordinarie). Ancora una volta dobbiamo mettere in evidenza la stridente differenza tra i procedimenti penali sopravvenuti e i casi di abbandono di animali. Il reato di abbandono di animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività, punito dal primo comma dell'art. 727 cp, mira a reprimere un fenomeno che coinvolge decine di migliaia animali. Se si considera che ogni anno si stima siano circa 100mila gli animali abbandonati e che l'articolo 727 cp punisce anche la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e non solo l'abbandono di animali, il numero dei casi di abbandono denunciati risulta davvero insignificante. Si tratta sicuramente di una risposta repressiva inefficace e per nulla dissuasiva per un reato così diffuso.
I reati previsti dall'art. 544quater cp, spettacoli e manifestazioni vietati, e 544quinquies cp, combattimenti e competizioni non autorizzate tra animali, sono aumentati rispetto al 2012, ma restano di fatto "reati virtuali o fantasma". Per l'articolo 544quater ci sono stati complessivamente 23 procedimenti (2 noti e 21 ignoti) rispetto ai 6 del 2012. 80, invece quelli del 2011, quelli che ci furono nel 2010 e 8 quelli nel 2009. Per il 544quinquies sono sopravvenuti 19 procedimenti (6 noti e 13 ignoti). Nel 2012 furono 6, 29 nel 2011, 3 nel 2010 e 5 nel 2009. Non si tratta di reati qualsiasi, ma quelli che puniscono gli spettacoli vietati che fanno uso di animali, i combattimenti tra animali e le corse clandestine di cavalli, ovvero dei delitti più gravi e anche quelli puniti più severamente.
I reati previsti dalla normativa sulla protezione della fauna selvatica, art. 30 della legge 157/92, sono i più diffusi dopo quello di maltrattamento di animali. In totale 1410 (963 noti e 447 ignoti) per 1225 indagati. Nel 2012 furono 1519 procedimenti (1106 noti e 413 ignoti) per 1368 indagati, sempre relativo al 63% delle Procure Ordinarie. Nel 2011 i procedimenti furono 1147 (735 noti e 412 ignoti) con 1048 indagati. Si tratta di fattispecie diverse non riconducibili tutte, stricto sensu, all'attività venatoria, poiché sono compresi, oltre ai classici reati commessi nella caccia o nel bracconaggio, anche reati come la vendita e commercio di fauna selvatica, la detenzione di specie particolarmente protette, o il possesso di fringillidi in numero superiore a cinque.
La geografia dei crimini contro gli animali
Stilando una classifica dei reati in esame, dai dati arrivati si evince che la Procura con meno procedimenti per reati contro gli animali è quella di Nola (NA) con solo 9 procedimenti (5 noti e 4 ignoti). Seguono La Spezia con 11 procedimenti (2 noti e 9 ignoti); Camerino (MC) con 12 (2 noti e 10 ignoti), Ivrea (TO) con 12 (7 noti e 5 ignoti); Sciacca (AG) sempre con 12 fascicoli tutti a carico di ignoti. Ancora: Aosta con 14 (13 noti e 1 ignoti); Spoleto (PG) con 15 (4 noti e 11 ignoti); Sanremo (IM) con 16 (4 noti e 12 ignoti); Gela (CL) con 17 (9 noti e 8 ignoti); Pescara con 18 (5 noti e 13 ignoti) e Caltagirone (CT) con 20 (6 noti e 14 ignoti).
Anche nel 2013 la Procura di Brescia si è confermata quella con il maggior numero di procedimenti sopravvenuti. Sempre in base al campione del 57% analizzato, infatti, l'anno scorso sono stati aperti 470 procedimenti (326 noti e 144 ignoti). C'è stata una netta diminuzione rispetto al 2012 anno in cui i fascicoli furono ben 722 (431 noti e 291 ignoti). Questo dato può essere spiegato con i numerosi procedimenti aperti per violazione alla normativa venatoria (314 fascicoli). Sicuramente, poi, alcuni casi di maltrattamento, uccisione e detenzione incompatibile di animali saranno reati connessi all'attività venatoria. Seguono Cagliari con 224 procedimenti (98 noti e 126 ignoti); Verona sempre con 224 procedimenti (127 noti e 97 ignoti); Bergamo con 174 procedimenti (75 noti e 99 ignoti); Forlì con 173 procedimenti (74 noti e 99 ignoti); Napoli con 167 procedimenti (88 noti e 79 ignoti).
Infine, nessuna Procura presenta procedimenti sopravvenuti nel 2013 per tutti i 7 reati analizzati, al massimo si arriva a 6 su 7: Civitavecchia, Lucera, Modena, Palermo, Reggio Calabria, Torre annunziata.
Per quanto riguarda i dati delle Procure presso i Tribunali per i minorenni, i procedimenti sopravvenuti nel 2013, riferiti a 21 Procure su un totale di 29, pari ad oltre il 72%, sono stati 10 con 16 indagati. Nel 2012 furono 25 (24 noti e 1 ignoti) con 31 minorenni indagati, ma il numero delle Procure analizzate ne contava una in più.
"Un fenomeno criminale complesso e multiforme come quello zoomafioso richiede, per essere aggredito in tutti i suoi molteplici aspetti, una dettagliata analisi, una minuziosa conoscenza e lo sviluppo di professionalità e competenze ad hoc – continua Troiano -. Per questo siamo fortemente preoccupati per il futuro del Corpo forestale dello Stato e allarmati per un articolo del disegno di legge del governo che sotto il titolo 'Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche' mira all'assorbimento delle funzioni di polizia del Corpo forestale in quelle delle altre forze di polizia e delle amministrazioni locali. E' assurdo sopprimere l'unica forza di Polizia dello Stato specializzata nella difesa del patrimonio agroforestale italiano e nella tutela dell'ambiente, del paesaggio, degli animali e dell'ecosistema. Nessuna presunta idea di risparmio, peraltro infondata, deve depotenziare l'apparato investigativo: la salvaguardia della legalità, degli animali e dell'ambiente non sono uno spreco, ma rappresentano valori riconosciuti e di tutti. Auspichiamo inoltre – conclude Troiano-, che, in ossequio all'esigenza di legalità e sicurezza diffusa in tutti gli strati sociali, si arrivi presto al varo di alcuni provvedimenti legislativi, alcuni attesi da tempo, come il potenziamento della normativa sulla tutela penale degli animali, la modifica della normativa sugli animali d'affezione e delle norme sulla tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani, che richiedono una organica risistemazione in un unico e rinnovato testo; le disposizioni sul doping e le corse di animali su strada prevedendo apposite sanzioni delittuose, l'adeguamento delle sanzioni attualmente previste per gli illeciti in materia di adulterazione alimentare e in materia di pesca alla loro capacità offensiva, la rivisitazione della legge sulle scommesse, e, infine, l'istituzione di un apposito capitolo 'Dei delitti contro l'Ambiente' all'interno del codice penale".
 
CORRIERE.IT
6 AGOSTO 2014
 
Reati contro gli animali:
Brescia maglia nera
Nel 2013 però i reati (470) sono diminuiti fortemente rispetto al 2012 (erano 722)
 
Brescia è maglia nera in Italia per maltrattamenti sugli animali. Lo scrive nero su bianco la Lav nel suo rapporto annuale: nel 2013 alla la Procura di Brescia sono stati aperti 470 procedimenti (326 noti e 144 ignoti). Un numero in netta diminuzione rispetto al 2012 anno in cui i fascicoli furono ben 722 (431 noti e 291 ignoti). Un dato, quello della diminuzione dei reati, in netta controtendenza con quello nazionale, dove ogni giorno si aprono circa 24 fascicoli, in aumento del 4,30% rispetto al 2012. A rendere Brescia maglia nera sono i reati commessi sulla protezione della fauna selvatica, commessi in prevalenza nelle valli.
 
LA REPUBBLICA
6 AGOSTO 2014
 
Cani incustoditi azzannano un capriolo e uccidono un cucciolo nel modenese
Il Centro fauna selvatica Il Pettirosso invierà una segnalazione alla magistratura
 
Due cani di grossa taglia incustoditi hanno attaccato e azzannato una mamma di capriolo con un cucciolo nel cortile della scuola elementare di Crociale di Fiorano, nel Modenese, chiusa in questo periodo per le vacanze estive. Il custode ha subito chiamato la polizia municipale che a sua volta ha chiesto l'intervento dei volontari del Centro fauna selvatica che hanno salvato la mamma, mettendo in fuga i cani, ma il piccolo è morto per le ferite.L'episodio - spiega la Provincia di Modena - è avvenuto nei giorni scorsi. Per alcuni residenti non era la prima volta che caprioli e cani entravano nel cortile. I cani, inoltre, si aggiravano incustoditi in zona, senza il previsto controllo del padrone. Sull'episodio i volontari del Centro fauna selvatica Il Pettirosso invieranno una comunicazione all'autorità giudiziaria.Sempre nei giorni scorsi, ma a Cà di Sola a Castelvetro, un altro capriolo era stato azzannato e ucciso da due cani di grossa taglia, lasciati incustoditi. I volontari del Centro fauna hanno ricevuto di recente segnalazioni della presenza di cani, anche in questi casi lasciati incustoditi dai proprietari, a S.Michele dei Mucchietti e a S.Antonio di Pavullo.
 
GEA PRESS
6 AGOSTO 2014
 
Roma – Gattina sotto i binari della metro. Un giorno da incubo e tre fughe riuscite
 
Rocambolesco e fortunato salvataggio di una gattina di pochi mesi smarrita all’interno metropolitana di Roma.
Maya, questo il nome della gattina, era riuscita a fuggire grazie all’accidentale apertura del trasportino. Poco prima una giovane studentessa universitaria di nome Giulia, era riuscita a salvarla estraendola dal vano motore di un’auto in sosta.
All’apertura del trasportino inizia la corsa della gattina tra i binari.
Giulia disperata non si perde d’animo, chiede aiuto al  personale della metro ma nulla da fare. Contatta quindi l’ENPA di Roma, parte subito un fax all’ATAC e all’ufficio  benessere degli Animali di Roma Capitale che pure si attiva  verso ATAC. Il tutto con lo scopo di consentire ai volontari dell’ENPA di  posizionare durante la notte una gabbia trappola sulla banchina  della fermata metro direzione Anagnina.
I volontari si recano così presso la metro nel tratto ove si sentiva miagolare la povera gattina. I suoi lamenti sembravano provenire da sotto i binari, ma purtroppo non si riusciva a vederla.
Le cose, a questo punto, si complicano. Per lasciare una gabbia trappola occorre l’autorizzazione della direzione.
La mattina successiva l’ENPA torna alla carica, ma nel frattempo giunge la notizia: Maya è stata recuperata dai Vigili del  Fuoco intervenuti a seguito della mobilitazione di passeggeri  e personale che sentendo miagolare Maya volevano scendere sui  binari.
A quel punto è stato interrotto il servizio, consentendo ai Vigili del Fuoco il recupero della gattina
L’ENPA di Roma appresa la bella notizia contatta  il 115 per sapere dove recuperare Maya, ma la gattina, nel corso di una sosta nei pressi di Villa Fiorelli per farla bere, era nuovamente fuggita.
Torna la disperazione, Giulia con l’aiuto di Simona esperta gattara e due volontarie dell’ENPA si precipitano a Villa Fiorelli.
Di Maya nessuna traccia  poi il colpo di fortuna: con l’aiuto anche di persone a passeggio con i cani nella villa, Maya viene individuata in un cespuglio, presa e messa in sicurezza nella gabbia trappola dell’ENPA.
Ora Maya è felicemente al sicuro a casa di Giulia.
 
NEL CUORE.ORG
6 AGOSTO 2014
 
SUDAFRICA, OTTO ANTILOPI UCCISE PER UN "RIMPALLO" TRA DUE ZOO
VENIVANO DA PRAGA, GLI AFRICANI NON LE VOLEVANO
 
Triste fine sul continente nero per otto antilopi sitatunga provenienti da uno zoo della Repubblica Ceca, trasportate in Sud Africa all'interno di casse: venerdì i funzionari sudafricani hanno concluso che gli animali erano stati illegalmente importati e potrebbero diffondere malattie nel paese, due giorni dopo li hanno uccisi perché era impossibile farli tornare in Europa. L'uccisione delle antilopi sitatunga ha dato origine ad un turbine di polemiche sulla manipolazione impropria della fauna selvatica in un accordo tra due giardini zoologici. Lo zoo di Praga ha accusato lo zoo di Johannesburg di farsi passare come l'importatore di animali, mentre di nascosto agirebbe per conto di un allevatore privato. Lo zoo di Johannesburg non ha commentato immediatamente. Attivisti della protezione animali hanno affermato che le antilopi hanno passato gli ultimi giorni in piccoli contenitori, vittime di disidratazioni e abrasioni procuratesi mentre cercavano di raggiungere ciotole poste troppo lontano '' Gli animali sono stati enormemente stressati ed era sconvolgente vedere le casse schizzate di sangue '', ha detto Wendy Willson, ispettore di un'associazione nazionale per la tutela degli animali. Secondo il governo sudafricano, le antilopi erano prive di "tutto il necessario veterinario documentazione di importazione '' e un tentativo di restituirle alla Repubblica ceca non è riuscito perché la Germania ha rifiutato il transito sul suo territorio.
"Lo zoo di Praga, un importante allevatore di antilopi sitatunga, ha inviato tutti i documenti di importazione richiesti dallo zoo di Johannesburg e gli animali sono stati uccisi solo "per una visita veterinaria mancante'', ha detto il direttore dell'istituto praghese Miroslav Bobek.
 
GEA PRESS
8 AGOSTO 2014
 
Zoo – Otto antilopi soppresse ed il litigio transcontinentale tra gli zoo
Da Praga a Johannesburg, con una noticina pure romana
 
Una vicenda inestricabile che vede da un lato il mittente, ovvero lo zoo di Praga, lanciare tuoni e fulmini contro il destinatario.
Di mezzo c’è un gruppo di antilopi uccise, il destinatario (Zoo di Johannesburg) in Sudafrica, un destinatario presunto (ovvero un privato sudafricano) e finanche (asserisce il mittente delle antilopi) una richiesta dello Zoo di Roma.
Escluso il privato (presunto) sudafricano, tutti gli altri zoo appartengono alla stessa categoria professionale.
“Oggetto” della vicenda sono otto antilopi Sitatunga le quali, riferisce lo Zoo di Praga, vengono messe in lista per gli altri membri dell’associazione professionale. L’indicazione dello Zoo di Johannesburg, sarebbe arrivata (riferisce lo Zoo di Praga) da quello di Roma. La risposta è positiva dovendosi ritenere lo zoo sudafricano affidabile per via dell’appartenenza alla stessa categoria professionale.  Nessun animale viene chiesto in cambio.
L’invio delle antilopi per la cattività sudafricana, avviene il primo agosto. Da questo momento in poi, però, iniziano i “bombardamenti” tra lo Zoo di Praga e le autorità sudafricane.
Secondo i primi, dopo l’atterraggio in Sudafrica, si sarebbe casualmente  venuto a sapere dal vettore aereo, che la destinazione finale poteva essere un privato. Da Praga riportano a  tal proposito  pure un nome. La motivazione, sempre secondo gli europei, sarebbe un presunto scambio di animali tra il privato e lo zoo sudafricano.
Accuse pesanti al quale risponde il Johannesburg City Parks and Zoo con un comunicato ripreso dallo stesso account Facebook dello zoo cittadino. Le otto antilopi sarebbero risultate prive della certificazione sul virus Schmallenberg. Il patogeno, fino ad ora rimasto all’interno dei confini europei, è in grado di provocare deformazioni natali in più specie animali.
Un’accusa, quella della mancanza dei documenti, che lo Zoo di Praga rispedisce al mittente, anzi, nel nostro, caso, al destinatario delle otto antilopi, dove, però, non sono mai arrivate. Il 3 agosto, le autorità sanitarie sudafricane dispongono infatti  l’abbattimento.
A questo punto inizia il “controbombardamento” messo in atto dal  Johannesburg City Parks and Zoo che, tuttavia, dichiara di non entrare nel merito delle negoziazioni tra i due zoo. La mission della JCP è, infatti, quella della conservazione e della gestione degli spazi aperti, la biodiversità, servizi ambientali e la conservazione attraverso l’istruzione, la ricerca, l’azione diretta di conservazione con particolare attenzione agli zoo, parchi e cimiteri.
Ribadendo il suo punto di vista, ovvero l’arrivo senza autorizzazione in Sudafrica, la particolare autorità con competenza in spazi verdi come zoo e cimiteri, sottolinea come vi sia stato pure un tentativo di restituzione degli animali al quale, però,  il vettore aereo tedesco si sarebbe opposto. Dunque l’eutanasia delle antilopi che nel frattempo, riferisce lo JCO, sarebbero state trovate “ferite, disidratate e traumatizzate”.
Per le autorità sudafricane non vi sarebbe stato nessun tentativo di acquisire in maniera irregolare le antilopi. Per le autorità sanitarie, si sarebbe trattato solo di proteggere i “venti milioni di capi di bestiame” esistenti nel paese.
Sulla vicenda è intervenuta anche la WAZA, ovvero l’organizzazione mondiale degli zoo, la quale, annunciando l’avvio di sue indagini contando sulla documentazione che sarà fornita dai due zoo, afferma come gli animali alla partenza dall’aeroporto di Francoforte, erano in buona forma mentre la documentazione richiesta sarebbe stata rispettata.
Dal canto suo il Bioparco di Roma ha appreso la notizia da GEAPRESS. Il Responsabile Scientifico del Bioparco, dott. Fulvio Fraticelli, rintracciato telefonicamente, pur riservandosi di voler capire bene cosa è successo, riferisce come la struttura romana non ha competenza sulla specifica specie di antilopi e non ricorda alcun intervento del Bioparco in tal senso.
Praga e Johannesburg continuano nel frattempo a “bombardarsi” e, soprattutto nell’account Facebook dello Zoo  di Praga, i commenti, anche coloriti, non si sprecano.
Un litigio in grande stile, forse inedito nel panorama della cattività animale. L’unica cosa certa, oltre alla morte di otto animali, è che le accuse che si rimpallano da un emisfero all’altro non sono così leggere da far pensare ad una incomprensione di poco conto.
 
NEL CUORE.ORG
6 AGOSTO 2014
 
LONDRA, UBRIACHI ALLO ZOO: BIRRA SU UNA TIGRE E MOLESTIE AI PINGUINI
PETA: GLI ANIMALI STIANO NEL LORO AMBIENTE NATURALE
 
Lasciare che degli esseri umani ubriachi trascorrano una notte in un giardino zoologico non può essere una buona idea. Anzi. La City of Westminster sta indagando su una serie di incidenti segnalati al London Zoo "Zoo Lates", tra cui le accuse che alcuni visitatori denudati hanno tentato di entrare nella piscina del pinguino, versato la birra su una tigre e avuto un contatto intimo con i piccoli di pinguino. Questi atti idioti non sono le uniche ragioni per cui lo "Zoo Lates" rappresenta - denuncia Peta - un'esperienza profondamente angosciante per gli animali in mostra. I livelli di rumore delle folle sono molto più forti di ogni altra esperienza che la maggior parte di questi animali abbia vissuto. E a ciò si aggiunge l'aumento di cattivi odori provenienti dalla folla, oltre al consumo di alcol e all'impatto visivo dato dall'aumento dei visitatori. Ecco che i livelli di stress degli animali sono notevolmente cresciuti.
In un articolo apparso questa settimana su "The Independent", il direttore associato dell'associazione in Inghilterra, Mimi Bekhechi, spiega che queste accuse sono solo un altro esempio dell'abitudine degli zoo a mettere i profitti al di sopra del bene e delle esigenze degli animali. Si legge: "I profondi livelli di stress, ansia e agitazione che gli animali selvatici provano in cattività va di pari passo con gli attacchi contro le persone che si verificano con regolarità sconcertante. Solo questa settimana, una ragazza di 16 mesi è stata graffiata da un leone in un circo in Francia, un guardiano dello zoo è stato morso da una tigre in Australia, una donna negli Stati Uniti ha perso un dito per il morso di un leone in uno zoo e un ragazzo la mano dopo l'attacco di una tigre in uno zoo in Brasile. Tutti questi attacchi avrebbero potuto essere prevenuti e sono assolutamente prevedibili". Ancora Bekhechi sul giornale inglese: "Gli animali in cattività non sono autorizzati ad impegnarsi in un comportamento normale, come la corsa, il salto o la caccia. Ogni aspetto della loro vita è controllato, anche quando e cosa mangiano, quando dormono e con chi si accoppiano. Quindi, c'è da meravigliarsi che essi si scatenino nella frustrazione?".
Quando si renderà conto di cosa sono gli zoo davvero con gli animali imprigionati, la maggior parte delle persone starà lontano. Ci sono molti modi davvero gratificanti per conoscere gli animali selvatici, senza strapparli al loro ambiente naturale - ammonisce Peta - come guardare documentari naturalistici o diventare esperti della fauna selvatica nella zona in cui si vive.
 
IL MATTINO
6 AGOSTO 2014
 
Neonata salvata da un cane: Bobby attira il padrone nel bosco e fiuta un fagotto
 
NEW YORK – C’è una bambina in Michigan che è viva grazie a un cane che non ha voluto obbedire al padrone e ha testardamente voluto imboccare un viottolo diverso. Jeff Kopp ha provato a tirare Bobby, a farlo andare per il solito sentiero che imboccavano ogni mattina. Ma il cane non ha sentito ragioni, e Kopp si è rassegnato. Poco dopo ha capito perché Bobby lo aveva trascinato con tanta determinazione: ai piedi di una antenna parabolica fissata a un palo nascosto nel folto delle siepi, c’era un fagottino. “Ho pensato che fosse un coniglio” ha detto Kopp. Ma quando Bobby si è seduto accanto al fagottino, spingendolo delicatamente con il muso, l’uomo ha intuito che non poteva trattarsi di un animale: “Mi sono abbassato e ho visto che si muoveva. Non avevo la certezza che fosse un essere umano, ma ho cominciato a gridare con tutto il fiato che avevo in gola”.Alle sue grida è arrivata la figlia, Cathleen, che non ha avuto esitazioni, si è abbassata, ha spostato un po’ di fogliame che si era posato sul faccino della bimba, e l’ha presa in braccio: “Appena l’ho sollevata da terra, ha cominciato a piangere. E’ stato un enorme sollievo.”La piccola era infreddolita. Secondo i paramedici, era nata da circa sei ore, aveva ancora il cordone ombelicale attaccato, e doveva essere rimasta a terra almeno tre ore, quindi dalle 7 del mattino. Le sue condizioni sono comunque state definite “soddisfacenti”.La storia si è conclusa bene grazie al cane testardo. E’ improbabile che qualcun altro avrebbe visto quel fagotto immobile: la neonata non piangeva e non si muoveva, ed era nascosta dal fogliame. La gente del luogo è stupita che la ragazza, una quattordicenne che tutti conoscono, abbia compiuto il gesto scellerato di abbandonare la piccola all’aperto, lontano da tutti. Ha anche fatto finta di non sapere nulla: si è avvicinata quando sul sentiero sono arrivati i paramedici, e ha chiesto cosa stesse succedendo.Cathleen Kopp, la signora che ha raccattato la bimba da terra e ha chiamato i soccorsi non sa cosa pensare: “E’ vero che ha solo 14 anni. E probabilmente era spaventata. Ma nel nostro Stato ci sono altri modi per abbandonare un neonato, sapendo però che sarà al sicuro”. Nel Michigan infatti dal 2001 vige una legge apposta per le nascite problematiche, per cui una qualsiasi donna può portare un neonato (vale solo per i neonati) alla polizia, all’ospedale, ai vigili del fuoco, e consegnarlo senza che nessuno possa chiederle le ragioni o il nome. L’anno scorso in questo modo 13 bambini appena nati hanno trovato protezione.
La stessa ragazzina è adesso ricoverata nell’ospedale in cui si trova la piccola a cui ha dato la vita e che ha abbadonato in un sentiero di campagna. Quanto al signor Kopp, lui non ha dubbi: “Per fortuna mi sono arreso e ho lasciato che Bobby mi portasse su un altro sentiero. Io credo che sia stato il Signore a ispirarlo”.
VIDEO
 
GREEN STYLE
6 AGOSTO 2014
 
Cani e gatti: parassiti e insetti pericolosi d’estate
 
Con l’arrivo della stagione estiva si intensifica la presenza di insetti, parassiti e animaletti che possono infastidire i vostri amici cani e gatti. La pelliccia soffice dei quadrupedi di casa è il nascondiglio più ambito, pulci e zecche mirano a succhiarne il sangue provocando reazioni allergiche oppure infezioni gravi. La prevenzione antiparassitaria è spesso la soluzione più rapida e immediata, perché può proteggerli per mesi. Ma può accadere che i vostri amici vengano comunque colpiti e infestati, perciò è utile intercettare subito i segnali della loro presenza. Ad esempio l’atto di grattarsi ripetutamente o leccarsi una zona con molta foga potrebbe indicare la presenza di pulci, oltre all’individuazione di piccolissime uova bianche nel pelo grandi come puntini, quindi escrementi cioè minuscole macchioline marroni. Per individuare con sicurezza la loro presenza è importante spazzolare il pelo con un pettine a denti stretti: muovendo il manto intorno a collo e pancia si potranno evidenziare le pulci in movimento e i loro residui fecali. La loro presenza può condizionare la salute del cane e del gatto di casa, la loro predisposizione a succhiare avidamente il sangue può favorire molte malattie. Ad esempio anemia, dermatiti allergiche con formazione di croste e perdita di pelo, irritazioni cutanee. Oppure la malattia di Lyme (o Borrelia), causata dalle zecche che si ancorano alla pelle dell’animale succhiando il sangue, quindi duplicandosi in modo rapido. Per evitare che il vostro animale venga colpito è importante proteggerlo con un antiparassitario, magari uno spot-on, oppure un collare antipulci Quindi impedire passeggiate in zone incolte e rigogliose di erba e arbusti, oppure camminate nei boschi tra alberi e fogliame, luogo ideale per le zecche Una protezione ulteriore è data dal lavaggio con appositi shampoo, quindi mantenere pulito l’ambiente domestico, impedendo la proliferazione dei parassiti. Spesso la loro presenza può diventare fastidiosa anche per l’uomo. Per porre rimedio è bene affidarsi sempre ai consigli di un esperto, evitando il fai da te e l’utilizzo di prodotti naturali magari tossici per i nostri amici. Come ad esempio il geranio, l’aglio o la cipolla. Importante utilizzare elementi adatti al benessere dell’animale, che possano proteggerlo senza danneggiarlo.
 
GEA PRESS
7 AGOSTO 2014
 
Zoomafia – Traffico cuccioli – Cagnolini in gabbia coniglio, sequestrati in provincia di Frosinone
Intervento della Polizia di Stato su segnalazione dell'EITAL. Nel canile fattrici e cuccioli
 
provincia di Frosinone - Intervento della Squadra Mobile di Frosinone che stamane, a seguito di segnalazione dell’esperto di zoomafia Antonio Colonna, ha eseguito il controllo di un furgone con targa prova.
Secondo le notizie pervenute all’EITAL, per la quale Colonna svolge la sua attività, la Polizia ha potuto verificare come il mezzo sarebbe stato allestito in maniera non conforme al trasporto degli animali. Una violazione, riferisce la Questura di Frosinone, al Codice della Strada.
All’interno del mezzo sono così stati trovati 7 cuccioli di varie taglie e razze: jack russel, maltesi e pastori tedeschi. Per gli inquirenti i cuccioli avrebbero avuto due mesi di vita.
Il trasportatore, stante le prime rilevanze del caso, avrebbe dichiarato che il prelievo dei  piccoli animali era avvenuto in  un allevamento di Viticuso, mentre la destinazione finale sarebbe stata la vendita ad un privato.
La Polizia di Stato, recatasi ove indicato dal vettore, ha così rilevato la presenza di una struttura adibita a canile definita “abusivamente occupata”. Il soggetto identificato, avrebbe dichiarato di allevare “capi di bestiame” senza alcuna autorizzazione.
All’interno del canile altri 40 cani di diverse razze costretti a sopravvivere, secondo la Polizia di Stato, in condizioni igieniche inesistenti, privi di acqua, chiusi in box e obbligati a muoversi tra gli escrementi.
Evidente, riferiscono gli inquirenti, lo stato di denutrizione di molti animali e le pessime condizioni fisiche; anche le fattrici ed i cuccioli appena nati rinchiusi in gabbie per conigli.
L’utilizzatore della struttura è stato denunciato per maltrattamento di animali e gli stessi sottoposti a sequestro ed affidati a strutture idonee.
Non è la prima volta che la Polizia di Stato infligge un duro colpo al traffico e commercio illegale di cuccioli in Italia che si identifica nel complesso fenomeno delle zoomafie con un business di gigantesche proporzioni.
 
LA REPUBBLICA
7 AGOSTO 2014
 
Frusinate, sequestrato allevamento-lager con cani di razza
La struttura illegaledi Vallerotonda è stata scoperta dagli agenti della squadra mobile di Frosinone. All'interno del canile oltre 40 animali costretti a vivere in condizioni igieniche precarie, privi di acqua e denutriti
 
provincia di Frosinone - Un allevamento illegale di cani, realizzato in una struttura lager nel territorio di Vallerotonda, è stato scoperto e sequestrato, questa mattina dagli agenti della squadra mobile di Frosinone che avevano in corso una attività nata su una segnalazione di Antonio Colonna, esperto di zoomafie di Eital (Ente Italiano Tutela Animali).L'operazione è iniziata con il controllo di un mezzo che trasportava, in manietra non idonea, sette cuccioli di varie taglie e di razze quali Jack Russel, Maltesi e Pastori tedeschi, tutti dell'età di due mesi. Il vettore ha dichiarato di aver prelevato i cuccioli da un allevamento di Viticuso e di doverli consegnare ad un privato per la vendita.
FOTO
 
NEL CUORE.ORG
7 AGOSTO 2014
 
FROSINONE, "47 ANIMALI IN PESSIME CONDIZIONI": SCATTA UNA DENUNCIA
SOTTO SEQUESTRO GLI ANIMALI. BLITZ CONTRO UN 40ENNE
 
La polizia ha denunciato un 40enne per maltrattamento di animali e sequestrato 47 cani di varie razze, affidati a strutture idonee a Frosinone. L'uomo era stato fermato per un controllo dalla squadra mobile, in seguito ad una segnalazione di un esperto di zoomafie. All'interno del mezzo, non allestito in modo conforme al trasporto di animali da compagnia, in base a quanto previsto dal codice della strada, sono stati trovati 7 cuccioli di varie taglie e razze, soprattutto jack russel, maltesi e pastori tedeschi, tutti dell'età di due mesi. L'uomo ha dichiarato di aver prelevato i cuccioli da un allevamento di Viticuso e di doverli consegnare ad un privato per la vendita. Individuata l'area, i poliziotti hanno potuto accertare che si tratta di una zona adibita a canile abusivamente. Al suo interno sono stati ritrovati altri 40 cani di diverse razze costretti a sopravvivere in condizioni igieniche inesistenti, privi di acqua, chiusi in box e obbligati a muoversi tra gli escrementi.
 
GEA PRESS
7 AGOSTO 2014
 
E la chiamano estate. Dai gatti uccisi nelle liti casalinghe ai caprioli sbranati dai cani incustoditi nel cortile della scuola
 
Continua, inarrestabile, l’elenco dei gravi maltrattamenti messi in atto nei confronti degli animali. Azioni dirette, oppure conseguenti alla cattiva gestione degli animali.
Dopo il cane finito a pietrate e bastonate nelle alture di Breno (BS) e quello bruciato vivo a Pozzuoli (NA), tanto per citare solo due degli episodi più noti, nuovi segnali di un malessere diffuso, arrivano da altre regioni italiani.
Ancor più recenti casi sono, infatti, avvenuti ad Avezzano (AQ) e in  provincia di Modena.
Nel primo caso, i Carabinieri, allertati dalle chiamate di alcuni cittadini preoccupati per le urla e dal rumore degli oggetti rotti, hanno fatto immediata irruzione all’interno di una abitazione dove era in corso una violenta lite.
Nella casa, c’era sangue ed oggetti rotti, una signora con lo sgardo attonito ed un minore. Poi un uomo che continuava ad urlare nonostante la presenza dei militari. I Carabinieri avrebbero così appurato l’aggressione nei confronti della donna, con calci, pugni e bottiglie vuote. La scena di peggiore ferocia alla quale avrebbe assistito il minore, sarebbe però stata, sempre ad avviso dei Carabinieri, quella della barbara uccisione del gatto di famiglia.
L’uomo è stato arrestato per le accuse di aggressione alla donna , che avrebbe poi denunciato anche violenze pregresse. Di certo nessun arresto sarebbe scaturito a seguito dell’uccisione del gatto. La legge 189/04 che dovrebbe proteggere gli animali, prevede solo una denuncia a piede libero. Nessun arresto in flagranza di reato.
A Modena, invece, sono andati di scena ripetuti attacchi di cani incustoditi nei confronti di femmine e cuccioli di capriolo. Il un caso all’interno del cortile di una scuola.
I cani, infatti, avrebbero attaccato ed azzannato una femmina di capriolo ed il proprio piccolo riusciti ad entrare nel cortile  della scuola elementare di Crociale di Fiorano. Secondo quanto riportato dalla provincia di Modena non sarebbe la prima volta che viene denunciata la presenza di cani incustoditi nei cortili della scuola. In questo caso, però, il piccolo capriolo è morto per le ferite, mentre la femmina è stata ricoverata dal Centro Fauna Il Pettirosso.
I cani, sottolinea la Provincia, dovrebbero per leggere essere sempre custoditi, ma sembra che tale omissione sia già ricorsa nei luoghi.
Nei giorni scorsi, infatti, a Cà di Sola a Castelvetro, un capriolo è stato azzannato e ucciso da due cani di grossa taglia, lasciati incustoditi dai proprietari. I volontari del Centro hanno inoltre ricevuto recenti segnalazioni sulla presenza di cani, anche in questi casi lasciati incustoditi dai proprietari, a S.Michele dei Mucchietti e a S.Antonio  di Pavullo.
 
GEA PRESS
7 AGOSTO 2014
 
Brindisi – Le stragi italiane di tortore greche
Quattrocento tortorelle sequestrate allo sbarco

 
Ben 400 Tortore selvatiche ritrovate uccise ed inseguimento lungo la Statale 379 attuato dal Corpo Forestale dello Stato.
I corpi dei poveri animali erano ammassati negli abitacoli di due diverse vetture provenienti dalla Grecia  e con a bordo cittadini italiani.
La scoperta è avvenuta a seguito di un controllo sulle armi da caccia.
Due uomini, originari rispettivamente di Monopoli (BA) e Martina Franca (TA) sono così finiti denunciati, mentre un terzo personaggio, originario anch’esso di Martina Franca, ha tentato la fuga. Anche lui, una volta raggiunto dalla Forestale, è stato trovato in possesso di Tortore morte e per questo deferito all’Autorità Giudiziaria.
Tutti gli animali, non risultati al controllo ASL idonei al consumo, sono stati distrutti su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Ad intervenire gli uomini del Corpo forestale dello Stato del Comando provinciale di Brindisi e del Nucleo operativo Cites di Bari, dai funzionari della Dogana di Brindisi e dagli uomini della Guardia di finanza brindisina.
La fauna selvatica rinvenuta era sprovvista di qualsiasi documentazione sanitaria e della documentazione Cites idonea all’importazione ed alla detenzione degli esemplari nella Comunità europea.
 
NEL CUORE.ORG
7 AGOSTO 2014
 
BRINDISI, 400 TORTORE MORTE NEL BAGAGLIAIO DELL'AUTO: TRE DENUNCE
I TRE UOMINI, IN ARRIVO DALLA GRECIA, RISCHIANO IL CARCERE
 
La Forestale, la Guardia di finanza e il nucleo operativo Cities di Bari hanno sequestrato, al porto di Brindisi, circa 400 esemplari di tortore selvatiche. Tre persone sono state denunciate. Durante i controlli di mezzi e passeggeri sbarcati da motonavi in arrivo dalla Grecia, gli operatori, insospettiti dall'attrezzatura da caccia negli abitacoli, hanno trovato nei bagagliai di alcune auto numerosi esemplari morti di tortora selvatica. Sono stati denunciati un uomo di 52 anni di Monopoli (Bari), un altro di 38 anni di Francavilla Fontana (Brindisi), e l'ultimo di 67 anni di Martina Franca (Taranto), che aveva tentato invano di fuggire. I tre rischiano pene fino a un anno. Dopo una verifica dell'Asl, il pm ha disposto, purtroppo, la distruzione degli animali.
 
IL QUOTIDIANO
7 AGOSTO 2014
 
La protesta: «Follia far correre animali al caldo»
E ad Acri viene cancellato il "palio dei ciucci"
E' successo nel Cosentino. A contestare l'iniziativa sono stati gli ambientalisti. Gli organizzatori si difendono: «In realtà è una passeggiata di poche decine di metri»
 
di PIERO CIRINO
 
ACRI (CS) – La richiesta di cancellazione della quinta edizione del Palio dei Ciucci, in programma per sabato prossimo ad Acri, da parte del capo della segreteria del Partito Animalista Europeo, Enrico Rizzi, è stata accolta dall’associazione “Acri nel cuore”, che organizza la manifestazione, non senza precisarne i motivi. Rizzi, per il quale il Palio «non ha le autorizzazioni» e secondo il quale «è una follia far correre gli animali in quella maniera», nei giorni scorsi, aveva inviato una diffida al sindaco, al prefetto, al Ministero della Salute, ai Carabinieri Nas e al Servizio Veterinario competente sul territorio, perché si bloccasse la corsa. 
Affermava Rizzi: «Secondo testimonianze raccolte, gli animali verranno fatti correre con il gran caldo, lungo l’asfalto e per le strade del comune di Acri, mettendo certamente a repentaglio la salute e l’integrità fisica degli animali, nonché l’incolumità degli stessi fantini e degli spettatori presenti per l’occasione». Ieri, con una nota ufficiale, e senza l’intervento delle autorità competenti, “Acri nel cuore” ha ufficialmente cancellato il Palio di sabato, ma non il Torneo dei giochi popolari, che rientra nella medesima iniziativa e che si terrà regolarmente. Per “Acri nel cuore”, «la nostra associazione, che fino a qualche giorno fa ha sostenuto la campagna del ministero contro l’abbandono degli animali domestici, non avrebbe mai voluto danneggiare un qualsivoglia animale, anche se alla luce dei rilievi mossi effettivamente sembriamo degli insensibili». Il Palio dei ciucci «è in realtà una passeggiata a dorso d’asino, così per come è prescritto dal regolamento del torneo di giochi popolari, nel quale è inserito».
Nel regolamento del Palio si legge: “Il maltrattamento dell’asino potrà portare anche alla squalifica della contrada dai giochi con la perdita dei punti ottenuti in tutti i giochi e la restituzione dei premi vinti”. Gli asini “per tutto il tempo di permanenza in città sarebbero stati accuditi con cura e assistiti con biada e acqua fresca, la loro presenza sarebbe stata una festa per i bambini che non hanno altre occasioni per poter vedere da vicino e poter accarezzare un asinello. Solo in serata gli asini avrebbero fatto un giro di poche decine di metri intorno alla piazza, alla velocità che avrebbero voluto, e il tutto solo per pochi minuti”.
Dopo la segnalazione del Partito Animalista Europeo, sottolinea "Acri nel Cuore" «abbiamo immediatamente comunicato la sospensione del palio, vogliamo chiedere scusa a tutti per questa nostra leggerezza e ci ripromettiamo per un prossimo futuro di organizzare, insieme a voi, se vorrete, una giornata dedicata a quanto utile è stato l’asino fino a qualche decennio fa nella civiltà contadina e come poi è stato messo da parte sostituito da mezzi meccanici».
 
IL MATTINO DI PADOVA
7 AGOSTO 2014
 
La civetta-mascotte travolta e uccisa lungo via Bolzonella
 
di Silvia Bergamin
 
CITTADELLA (PD) La civetta "Edvige" di Bolzonella è stata travolta da una macchina, nella notte tra martedì e ieri. Era diventata una presenza familiare per i residenti; i bambini l'avevano battezzata con il nome della famosa civetta del maghetto Harry Potter. Un mese fa si era fermata in mezzo alla strada, bloccando il traffico, poco dopo mezzanotte: una dozzina di auto s’erano fermate, tutti erano scesi ad ammirare l’animale; indifferente, la civetta si era guardata intorno per alcuni minuti, illuminata dai fanali, per poi decidere d’un tratto di spiccare il volo. La scorsa notte la sorte le è stata avversa. «Potrebbe essere andata in mezzo alla strada», spiega il comandante della polizia provinciale Cino Augusto Cecchini, «per nutrirsi, avendo avvistato la carcassa di qualche animale, oppure si è fermata per riposarsi, e qui è stata sorpresa da un’auto in corsa». È stata ferita e avrebbe potuto essere salvata? Cecchini fa notare che «lo scorso anno abbiamo recuperato 387 esemplari di varie specie. Nei primi sette mesi del 2014 abbiamo raggiunto i 207 animali». Le civette sono abbastanza rare: 39 nel 2013, 11 quest’anno. E poi 60 falchi, 22 ricci nel 2013 e 11 nell’anno in corso, sette cigni, tre gufi. «La civetta si muove di notte, perché la luce del giorno le dà fastidio. È possibile incrociarne qualcuna un po' stordita, anche dal cambio climatico o dalle luci. Se l'uomo si avvicina all'animale, se non sta male tende a scappare». E se si cerca di soccorrerla? «È sconsigliato prendere un rapace a mani nude, perché tentano di difendersi sempre, con gli artigli e il becco. Per recuperarli, la prima cosa da fare è bloccarne la pericolosità con appositi dispositivi di protezione. Poi li portiamo dai nostri veterinari». È importante sapere che «non ci sono spese per gli utenti che segnalano fauna selvatica che necessiti di riabilitazione e cura». La civetta, in particolare, «è una specie protettissima, sta nell'educazione civica scansarsi o chiamare». Per info: www.polizia.provincia.padova.it.
 
LA PROVINCIA PAVESE
7 AGOSTO 2014
 
C’era un gattino nel pacco postale spedito all’Enpa
 
VOGHERA (PV) - Quando i volontari dell’Enpa hanno aperto quello scatolone del corriere espresso «Bartolini», non hanno quasi creduto ai loro occhi. Nella scatola, chiusa con il nastro adesivo, c’era un gattino vivo. Sulle prime era sembrato che lo scatolone fosse stato spedito, poi si è scoperto che qualcuno aveva semplicemente abbandonato lo scatolone davanti al cancello del canile-gattile di strada Folciona. «Il micio era molto spaventato e affamato - spiega Maria Grazia Centelli, dell’Enpa vogherese - Chissà da quanto tempo era lì dentro. Si è subito lanciato sul cibo e sull’acqua. Ha circa due mesi ed è molto bello: lo abbiamo chiamato “Bartolini” come lo scatolone in cui lo avevano chiuso». Ma si è trattato solo di un episodio fra tanti. «E’ stato peggio la settimana scorsa - prosegue Centelli - quando hanno lasciato un sacchetto ermeticamente chiuso, con dentro quattro gattini partoriti da 48 ore. Abbiamo provato ad alimentarli per due giorni, ma sono morti tutti. La gente pensa di lavarsi la coscienza portandoci queste bestiole in condizioni disperate. Da maggio ad oggi abbiamo salvato 120 gatti. I cani sono un altro problema. Ci sono molte persone che prendono un cane di una certa razza perchè va di moda. Quando la moda passa, se ne liberano. E’ anche un fenomeno culturale. Abbiamo avuto persone che vivevano in stato di indigenza e che però avevano 4 cani di razza corso italiano: animali da 50 kg l’uno. Poi non sono riusciti a mantenerli e ce li hanno portati. Spesso accade che la gente abbia una certa prepotenza: come se fossimo obbligati a prenderci cura degli animali che non vogliono più. L’estate è anche il periodo della gente che si libera dei cani vecchi, come se fossero oggetti: non capiscono che per l’animale l’abbandono è un dolore terribile, che li porterà alla morte».
 
NEL CUORE.ORG
7 AGOSTO 2014
 
ROMA, LE 7 VITE DI MAYA: LA GATTINA SALVATA 3 VOLTE, ANCHE IN METRO
LA MICIA ORA AL SICURO: ADOTTATA DA UNA STUDENTESSA
 
Una gattina di pochi mesi smarrita nella metropolitana di Roma, alla stazione San Giovanni, è stata salvata in modo rocambolesco. Se, come si dice, i gatti hanno sette vite, la protagonista di questa storia ne ha perse tre. Ma, per fortuna, è ancora viva. Lo riferisce "Quotidiano.net".
Giulia, una giovane studentessa, la recupera nel vano motore di un'auto in sosta e decide di adottarla. La sta portando in metro a casa quando, alla fermata San Giovanni, il trasportino si apre e Maya sparisce tra i binari. Giulia, disperata, non si perde d'animo: chiede aiuto al personale della metro, ma nulla da fare.
La giovane, allora, decide di contattare l'Enpa di Roma. Parte subito un fax all'Atac e all'Ufficio benessere degli animali di Roma Capitale, che a sua volta si attiva verso Atac per permettere ai volontari della Protezione animali di posizionare durante la notte una gabbia-trappola sulla banchina della fermata metro A in direzione Anagnina. L'Azienda dei trasporti capitolini non risponde, ma i volontari dell'Enpa la sera vanno comunque nella stazione della metropolitana di San Giovanni. Si sente miagolare Maya da sotto i binari ma la micia non si vede.
Nonostante le preghiere dei volontari, il personale Atac non concede di lasciare una gabbia-trappola: niente da fare senza l'autorizzazione della direzione. La mattina successiva l'Enpa torna alla carica, però anche questa volta i ripetuti tentativi di mettersi in contatto con l'Atac e farsi autorizzare risultano vani. Poi la notizia che riporta il sorriso sulle labbra di Giulia: Maya viene recuperata dai vigili del fuoco, intervenuti dopo la mobilitazione di passeggeri e personale che, sentendo miagolare la gatta, volevano scendere sui binari.
A quel punto ecco l'intervento dei pompieri che, dopo aver interrotto temporaneamente il servizio metro, recuperano la gattina. 
Ma non finisce qui. L'Enpa di Roma, appresa la bellissima notizia, contatta il 115 per sapere dove recuperare Maya. La risposta? La gattina, che era stata messa in uno scatolone, fugge di nuovo quando, al rientro al comando, i vigili del fuoco si fermano a Villa Fiorelli per farla bere.
Torna la disperazione, allora. Giulia, Simona, esperta gattara, e due volontarie dell'Enpa si precipitano a Villa Fiorelli. Di Maya nessuna traccia. Poi il colpo di fortuna, con l'aiuto anche di persone a passeggio con i cani nella villa: la gattina viene individuata in un cespuglio, presa e messa in sicurezza nella gabbia-trappola dell'Protezione animali. Ora Maya è felicemente al sicuro, ovviamente, a casa di Giulia.
 
CORRIERE DELLE ALPI
7 AGOSTO 2014
 
Il testimone: «Un botto violentissimo»
 
SEDICO (BL) - Un rumore tremendo. Prima di immagini drammatiche. Da spaventarsi, quasi da non crederci. Marcello Ferigo abita in via La Stanga, in quel caseggiato a due piani, che fa ombra alla 203 Agordina. Manca poco che quella Golf bianca gli entri in cucina, mentre stava tranquillamente rientrando con un cestino di more: «Venivo dai prati intorno e, con la coda dell’occhio, ho intravisto quella motocicletta», racconta Ferigo, «è stato un attimo, perché immediatamente dopo l’ho persa di vista, scoprendo solo in un secondo momento che era sdraiata sul prato, accanto alla mia abitazione. Mentre mi sono quasi trovato in giardino la macchina, che ha divelto un muretto in cemento armato di un certo spessore e travolto la rete di recinzione. Si è fermata solo addosso a un albero di prugne. Confesso di aver avuto un certo timore, anche se non ho avuto l’esatta percezione di quello che stava succedendo». Il botto è stato terribile e purtroppo non c’erano speranze per il ferito: «Nell’urto, ha perso un braccio e, anche per questo non ce l’ha fatta. I medici le hanno provate tutte, per cercare di tenerlo in vita, ma per quanto sia stato tempestivo il loro intervento non c’è stato niente da fare». Quel tratto di strada, che confina con quello che una volta era stato battezzato il rettilineo dei cervi, per la presenza dietro una rete di questi animali invita a correre, sia in direzione La Stanga che dall’altra parte, verso Peron, sempre nel comune di Sedico: «La velocità di molti è sostenuta è ne ho sofferto più volte le conseguenze», osserva Ferigo, «spesso qualcuno è andato a sbattere contro la mia proprietà. Non so dire a quanto marciassero, perché tutto è stato talmente improvviso che non me ne sono quasi reso conto, malgrado abbia intuito almeno la motocicletta. Stavo tornando a casa con un cesto di more e non potevo immaginare quello che sarebbe successo».
 
SOS TARIFFE
7 AGOSTO 2014
 
Assicurazioni per animali in auto: sicurezza per gli amici a quattro zampe
Viaggiare in auto con il proprio cane o il proprio gatto non sempre è un'impresa facile. I nostri amici a quattrozampe non sono abituati all'automobile e specialmente nei primi viaggi possono manifestare irrequietezza e mettere in pericolo la sicurezza mentre si guida. Portarli con noi anche in vacanza è per molti un'esigenza irrinunciabile ma per viaggiare tranquilli occorre sapere cosa prevede il Codice della strada sul trasporto di animali e mettere in atto alcune accortezze per far si che il viaggio in auto non si trasformi in un'esperienza da incubo.
 
Agli amanti degli animali l’idea di lasciare a casa il proprio cane o il proprio gatto non passa per la testa, nemmeno quando si deve partire per una vacanza o affrontare un lungo viaggio in auto. Non c’è niente di male nel portare con noi i nostri amici a quattrozampe ma non tutti sanno che gli animali, specialmente le prime volte che salgono a bordo di un veicolo, possono manifestare segni di irrequietezza e disturbare o distrarre chi è al volante. Per non mettere a repentaglio la vostra sicurezza, quella dell’animale e degli altri passeggeri basta seguire alla lettera ciò che prescrive il Codice della Strada ed utilizzare alcuni strumenti come trasportini, gabbie e cinture.
Il Codice della Strada prevede all’art. 169 che nell’abitacolo possa viaggiare un solo animale domestico, sempre che non sia d’intralcio al guidatore. Non è raro circolando in strada vedere persone che trasportano il loro animale sul sedile del passeggero senza alcuna precauzione, come non è raro che fido o il nostro gattino decida di passare dal sedile passeggero direttamente sulle gambe di chi guida o che cerchi in altro modo attenzioni distraendo chi guida; in particolare i cani di piccola taglia amano saltellare da un sedile all’altro ed è inevitabile distogliere l’attenzione dalla strada per controllarne il comportamento.
Come evitare che l’esuberanza dei nostri amici a quattrozampe pregiudichi la sicurezza in auto?
Gabbietta, trasportino, divisiorio o cinture
La gabbietta è adatta soprattutto a gatti e cani di piccola taglia. Convincere l’animale ad entrarvi può essere difficoltoso, per questo (senza mai forzarlo) lo si può attirare gentilmente mettendo alla fine della gabbietta il suo giocattolo preferito, una crocchetta o un bastoncino. La gabbietta può essere collocata nel bagagliaio o sui sedili posteriori se l’animale ha bisogno di rimanere in contatto visivo col padrone. Solitamente questi strumenti sono di plastica rigida o microfibra e ne esistono di ogni misura e per tutte le tasche.
Se avete più di un animale domestico, magari due cani di media o grande taglia, in tal caso occorrerà munirsi di una griglia divisoria. In commercio ne esistono del tipo amovibile e rimovibile, devono essere collocate in modo che l’animale rimanga nel bagagliaio e non possa passare nell’abitacolo. Basta cercare la griglia divisoria che si adatta alle misure della vostra auto ed il gioco è fatto. Non dimenticate che gli animali, proprio come gli umani possono soffrire di mal d’auto o manifestare apatia e debolezza. Per questo è bene effettuare soste di tanto in tanto e partire tenendoli a digiuno (in particolare se non sono abituati a viaggiare in auto).
Mai sentito parlare di cinture di sicurezza per animali? Ebbene, ne esistono di vari tipi in commercio adattabili alla grandezza dell’animale. Sono adatte a cani di piccola e media taglia e possono essere abbinate a pettorine da fissare al corpo dei nostri amici a quattrozampe. Assicurando il vostro cane con la cintura potere essere sereni anche in caso di urto o frenate brusche in quanto la cintura lo tratterrà mantenendolo in sicurezza.
E’ bene sapere che chi non rispetta le prescrizioni del Codice della Strada potrà incorrere in una multa di 84 Euro e rischiare la sottrazione di un punto patente.
Precauzioni da adottare trasportando animali in auto
Come anticipato anche gli animali, specialmente quelli che viaggiano su un veicolo per la prima volta, possono soffrire di mal d’auto. In tal caso è meglio tenere i nostri amici a quattrozampe a digiuno oppure dargli un nutrimento essenziale e solido prima di mettersi in viaggio. Bisogna inoltre effettuare diverse soste non dimenticando di portare con voi una ciotola e dell’acqua fresca, all’occasione potrete far scendere il vostro animale per rigenerarlo con una passeggiata. Mai lasciarli soli in auto specialmente d’estate quando le temperature salgono: anche con i finestrini abbassati il vostro animale potrebbe avere un malore. La Corte di Cassazione Terza Sezione Penale ha stabilito con la Sentenza n. 44902/2012 che lasciare un cane solo in auto costituisce reato.
Assicurazioni per animali
Anche il vostro cane o il vostro gatto, esattamente come gli altri passeggeri può essere assicurato. Dando un occhiata ai preventivi auto online potrete scoprire delle formule vantaggiose messe a disposizione dalle assicurazioni web e studiate appositamente per i nostri amici a quattrozampe. Osservare gli accorgimenti sopra elencati è il primo passo per evitare un sinistro causato da distrazione alla guida, ma assicurare il vostro animale è una garanzia in più per viaggiare sereni.
 
GEA PRESS
7 AGOSTO 2014
 
Dall’Argentina a Malta – La valanga degli uccelli impagliati. Lo sviluppo alle indagini potrebbe essere arrivato dall’Italia

 
575 uccelli impagliati, provenienti da vari paesi. E’ questo il risultato dell’intervento interforze operato da più divisioni della polizia maltese presso un residente di Mġarr.
Un recidivo, già controllato nel 2004 e giudicato colpevole di possesso illegale di fauna protetta. In quel caso otto uccelli impagliati su circa 300 esaminati dalla polizia.
Ora il nuovo risvolto che ha portato, su 575 uccelli imbalsamati sottoposti a verifica, al sequestro di 236 “pezzi” con l’accusa di detenzione illegale. Alcuni di questi animali sono protetti dalle norme internazionali.
L’intervento, avvenuto ieri, trae origine da una precedente operazione avvenuta nel mese di luglio e scaturita da un controllo a dei cacciatori di ritorno dall’Argentina.
Infatti, il 23 ed il 24 del mese scorso, sempre nell’ambito di un intervento interforze, si venne a capo di un probabile traffico illegale di uccelli impagliati provenienti dall’Argentina. In tutto 400 “pezzi” a seguito di un passeggero maltese proveniente da Francoforte. Un probabile scalo tecnico.
Si trattava di anatre, aquile, falchi e molti altri ancora appartenneti a specie protette.
Un traffico, quello di animali imbalsamati, che potrebbe avere radici non recenti, visto che 500 uccelli vennero sequestrati  già nel 2005, appena sbarcati in aeroporto.
Nel comunicato della polizia maltese, diffuso nel luglio scorso, si faceva riferimento ad un uomo di Mġarr che stava collaborando. Non è dato sapere se trattasi della stessa persona ora denunciata.
Nei comunicati della polizia non viene fatto cenno, ma i giornali maltesi hanno subito ricollegato questi ultimi interventi ad un sequestro avvenuto nel giugno 2013 in Italia presso l’aeroporto di Linate. 180 uccelli impagliati appartenenti a specie protette chiusi nei bagagli di alcuni cittadini maltesi. Si trattava di uno scalo tecnico, mentre l’aeroporto di partenza era in Argentina.
In quel caso voci che rimasero in attesa di conferma, riferirono di una collaborazione instauratasi tra le autorità maltesi e quelle italiane.
 
METEO WEB
7 AGOSTO 2014
 
“Lady”, il cane che commuove gli USA: fa 50 Km per tornare dal padrone che lo rifiuta
 
La storia di un vecchio labrador nero di nome Lady commuove l’America: nessuno la vuole, ma alla fine una ricca ereditiera della Florida decide di adottarla. Lady, dopo la morte del suo padrone nel 2012, viene presa da una famiglia di Sedan, in Kansas. Il cane pero’ non va d’accordo con un altro cucciolo di dei suoi nuovi padroni, che cosi’ decidono di riportarla al canile. All’inizio dell’estate il labrador viene nuovamente adottato, questa volta da una donna di Indipendence, ma l’amore verso la famiglia di Sedan spinge Lady a percorrere quasi 50 chilometri a piedi per tornare da loro. Purtroppo, pero’, i vecchi padroni non la vogliono, e la rispediscono di nuovo al canile. La storia del vecchio cane finisce sui giornali, e viene letta dall’ereditiera Helen Rich che decide di prenderla con se’. Cosi’ la donna manda il suo jet privato in Kansas a prendere Lady per portarla nella sua enorme tenuta in Florida, dove ora potra’ vivere serena, circondata da diversi altri animali domestici.
 
NEL CUORE.ORG
7 AGOSTO 2014
 
COLORADO, TRE TARTARUGHE PORTA-IPAD AL MUSEO: POLEMICHE
L'INSTALLAZIONE DELL'ARTISTA CINESE CAI GUO-QIANG
 
L'Aspen Art Museum, nello stato americano del Colorado, è finito al centro di forti polemiche per aver incluso nella mostra di apertura (il museo è nuovo ed è costato 45 milioni di dollari) l'installazione dell'artista cinese Cai Guo-Qiang intitolata "Moving the Ghost Town", nella quale tre tartarughe della specie africana "sulcata" compaiono con altrettanti Ipad montati sulla corazza.
Forti e immediate le proteste degli animalisti. "Le tartarughe – sottolineano – non sono certo fatte per portarsi addosso apparecchi ingombranti e pesanti". La portavoce del museo Sara Fitzmaurice replica che l'istituzione "non censura gli artisti" e che comunque le tartarughe sono seguite attentamente da un veterinario esperto e andranno in un rifugio dopo la fine della mostra, prevista per il 5 ottobre.
Sarà, ma non era meglio quando gli artisti imitavano la natura invece di sfruttarla?
 
LA ZAMPA.IT
9 AGOSTO 2014
 
Tartarughe con iPad sul guscio, l’arte che fa discutere
Gli animalisti protestano contro un’installazione di un artista cinese

 
FULVIO CERUTTI
 
L’arte e gli animali. Spesso, troppo spesso, le due cose vengono considerate compatibili senza considerare il benessere dei secondi. Il Museo d’Arte di Aspen, Colorado, apre oggi un’installazione intitolata “Moving Ghost Town” realizzata dall’artista cinese Cai Guo-Qiang. L’«opera d’arte» prevede la presenza di tre tartarughe ciascuna delle quali può vagare liberamente in un’area del museo portando sul proprio guscio due iPad. 
Prima dell’installazione, le tre tartarughe africane erano state prese da diverse città fantasma dello Stato dove avevano vagato portando sul guscio delle telecamere. Le immagini verranno trasmesse sugli iPad portati in giro dai tre animali all’interno del museo. 
Questa forma d’arte però non è piaciuta agli animalisti che hanno aperto una petizione su Change.org per chiedere che la performance venga cancellata. A preoccupare gli attivisti è il benessere degli animali sottolineando come per loro muoversi con due iPad sia un peso eccessivo e come il guscio potrebbe irrimediabilmente rovinarsi. 
I funzionari del museo sono invece fermamente convinti che la mostra non faccia male agli animali. I responsabili sostengono che le tartarughe sono state curate e monitorate, tratte in salvo da condizioni anguste e che saranno sotto la supervisione di un veterinario per tutto il tempo. Inoltre, il museo comunica di aver consultato il Turtle Conservancy, che ha approvato la dieta delle tartarughe a base di verdure a foglia verde, l’area del museo in cui saranno, nonché il loro programma di controlli settimanali. Infine, per rispondere alla preoccupazione dei danni al guscio, dicono che gli iPad sono posti su supporti che vengono comunemente utilizzati per collegare dispositivi di localizzazione per animali selvatici. Per ora la mostra, che rimarrà aperta sino al 5 ottobre, ha regolarmente aperto nonostante le migliaia di sottoscrizioni contrarie già raccolte online. 
 
GREEN ME
7 AGOSTO 2014
 
Finding Rover: l'app per ritrovare i cani smarriti

Marta Albè

 
Ogni persona che abbia trascorso intere giornate a pubblicare manifesti e foto su internet e a fare telefonate per ritrovare il proprio cane scoprirà che ora esiste un metodo molto più preciso per ottenere i risultati sperati. Si tratta di Finding Rover, l'app che aiuta a ritrovare i cani smarriti.Grazie all'app e al sito web Finding Rover, a San Diego sta diventando più semplice riunire i cani e i loro proprietari. Il sistema per ritrovare i cani smarriti è stato ideato dagli esperti dell'University of Utah. Hanno creato un database che permette di raccogliere le foto dei cani nei canili e di inserire un'immagine del proprio cane per cercare delle corrispondenze.
Il tutto si basa su un sistema sofisticato di riconoscimento facciale. L'accuratezza e le possibilità di successo, nel caso in cui il cane sia stato ritrovato e portato presso un canile o un rifugio che abbia adottato questo sistema, sono del 98%. Occhi e naso nei nostri amici a quattro zampe sono sempre in posizioni un po' diverse. Difficile confondersi o trovare due cani identici. Il programma può funzionare in due modi. Se qualcuno trova un cane abbandonato, può scattargli una fotografia e inviarla al database. Se sarà presente un'immagine corrispondente, il proprietario verrà subito avvisato. Il proprietario dunque può entrare in contatto con il "buon samaritano" e accordarsi direttamente con lui per un incontro così da ritrovare il cane.
Altrimenti, si potrà fotografare ogni cane appena arrivato in un canile o in un rifugio, avviare la comparazione col database e avvisare i proprietari nel caso in cui vi sia una corrispondenza. Il sistema funziona e ha superato le aspettative. Lo si potrà adottare anche in Italia? La registrazione è gratuita ed è disponibile per Android, iPhone e sul web dal Pc. Per maggiori informazioni: www.findingrover.com.
 
ANSA
8 AGOSTO 2014
 
Cane ferito collare, denunciato padrone
Fatto con pezzo di catena, forestale lo affida a veterinari
 
(ANSA) - ARRONE (TERNI), 8 AGO - Denunciato a piede libero per maltrattamento di animali il proprietario di un cane che il corpo forestale ha trovato ad Arrone con un collare realizzato con una catena che gli aveva provocato una ferita.L'animale è stato posto sottoposto sequestro e affidato al servizio veterinario della Usl per essere curato. Il personale del Cfs ha accertato che pur avendo a disposizione una cuccia, il cane era stato legato con una catena ed aveva il collare troppo stretto.
 
ITALIA 24 NEWS
8 AGOSTO 2014
 
Strage di animali selvatici, il PD favorisce i cacciatori e ignora regole UE
Decreto Competitività il peggior atto sulla fauna degli ultimi vent'anni
 
“Su animali selvatici e biodiversità il partito democratico è ostaggio di una piccola lobby di cacciatori, che ne rende impossibile la crescita culturale e le aperture”. Come non dare ragione alle parole espresse in un comunicato congiunto (Animalisti Italiani, Enpa, Lac, Lav, Lipu, Oipa, Wwf) diffuso dall’Enpa che denuncia la strage di animali selvatici voluta dal decreto competitività. “Con la conversione del decreto-legge 91/2014 viene definitivamente licenziato il peggiore atto degli ultimi vent’anni sulla fauna selvatica: caccia di selezione agli ungulati anche sulla neve, sterminio delle nutrie, caricatori delle carabine semi-automatiche a cinque colpi anziché due in violazione della direttiva Habitat, gran pasticcio normativo sui richiami vivi da utilizzare nelle cacce da appostamento, in violazione della direttiva Uccelli”, in barba alle regole dell’Unione Europea.
“Di richiami – si legge ancora nel comunicato – vivi ha invece bisogno la piccola lobby venatoria che guida le politiche sulla biodiversità del Partito Democratico e ha totalmente condizionato la linea del partito di maggioranza, su cui pesa la principale responsabilità del decreto, fortemente osteggiato da Sel e Movimento 5 Stelle e da pezzi di altri schieramenti come Forza Italia e Scelta Civica. Il Pd è stato l’unico gruppo parlamentare a non aver lasciato libertà di voto ai propri rappresentanti nelle commissioni competenti e in aula, costringendo i dissidenti, tra cui Monica Cirinnà, Laura Puppato e Silvana Amati, ad un’azione coraggiosa ed ancor più encomiabile in favore degli animali selvatici, che ha persino portato a sfiorare il risultato positivo. E costringendo moltissimi parlamentari democratici a scusarsi, giustificarsi, testimoniare i dubbi, le perplessità, i distinguo”.
Il decreto 91 segna una “frattura gravissima tra il mondo ambientalista e animalista e la gestione della politica su animali selvatici e biodiversità del Pd: una politica vecchia, […] che tradisce disprezzo verso le regole comunitarie e continua a rincorrere il consenso dei cacciatori, allontanandosi sempre più dalla cultura di attenzione per la natura e rispetto per gli altri esseri viventi, ormai diffusa in ogni dove nella società italiana”.
Questo va davvero contro la politica che vuole essere rinnovatrice, culturalmente giovane, al passo con le grandi sfide dei tempi. “C’è proprio qualcosa che non va, nelle politiche per la natura del Partito Democratico”.
Per l’Enpa, “lo scempio della fauna del decreto 91 rappresenta una pagina vergognosa, che la memoria non cancellerà ma che noi cancelleremo con i fatti. Perché la nostra battaglia per gli animali selvatici, la biodiversità, l’Europa, i valori di una società civile, continuerà senza pausa alcuna e sarà infine vincente”.
 
GEA PRESS
8 AGOSTO 2014
 
Benevento – Gli animali recuperati dalla Polizia Provinciale. La causa quasi esclusiva: colpo di fucile da caccia
 
Sono in tutto 20 gli animali, appartenenti alla fauna protetta, recuperati dall’inizio dell’anno  dalla Polizia Provinciale di Benevento. Recuperati e poi trasportati presso il  CRAS di Napoli – ex Frullone.
A diffondere il dato è il Comandante della Polizia Provinciale Gabriella Mongillo. Il sei agosto scorso, l’ultimo volatile  affidato alle cure veterinarie del Centro specializzato partenopeo.
“L’azione di recupero e trasporto della fauna ferita e/o in stato di difficoltà – precisa Mongillo – è continua e costante, anche se comporta per gli operatori tutti del Corpo di Polizia Provinciale il superamento di non pochi problemi di diversa natura“.
Gli animali salvati sono principalmente uccelli rapaci: gheppi e poiane su tutti.
Da notare, riferisce la Polizia Provinciale, come  la causa quasi esclusiva del ferimento di questi animali è il colpo di fucile da caccia.
“Sono tuttavia molti i cittadini – ha aggiunto il Comandante del Corpo di Polizia provinciale – che chiedono l’intervento del Corpo di Polizia provinciale e/o delle altre Forze dell’Ordine per portare soccorso ai volatili”.
 
LA REPUBBLICA
8 AGOSTO 2014
 
Milano, rubò un chihuahua un anno fa: il proprietario la vede in un bar e chiama la polizia
 
Denunciata una donna di 38anni che si era impadronita del cane in un negozio specializzato. Il titolare l'ha riconosciuta, è riuscito a dimostrare che il cucciolo era suo e lo ha riportato a casa Una donna è stata denunciata, a Milano, per aver rubato un chihuahua del valore di 1.400 euro un anno fa. A chiamare la polizia è stato il titolare di un negozio di animali che l'ha notata, con il cane, seduta ai tavolini di un bar e che ora ha riavuto indietro la bestiola, anche se ormai da un anno viveva con la sua 'rapitrice'.L'inconsueto episodio è accaduto in viale Palmanova, nella periferia nord-est della città, dove il proprietario del negozio 'Dylan Dog' di viale Tunisia stava passeggiando con amici. Quando ha notato l'ex cliente, ha fatto intervenire la polizia. La donna, che ha 38 anni ed è incensurata, aveva con sè il cane, un chihuahua, e un altro meticcio. Ha raccontato di averlo comprato, ma la testimonianza di una commessa e il microchip l'hanno smentita.
Nel luglio 2013 la donna prima aveva fatto finta di interessarsi all'acquisto, poi un giorno che il titolare non c'era, simulando una telefonata con lui, aveva fatto credere all'impiegata che era già stato pagato, portandoselo via. Adesso l'animale è stato riconsegnato al legittimo proprietario e potrà essere venduto a un altro cliente.
 
TIRRENO ELBA NEWS
8 AGOSTO 2014
 
Dove mettiamo gli animali feriti o vittima di incidenti?
 
di Michele Barsotti
 
Lunedi 4 e Mercoledi 6 Agosto: due giorni come tanti e due notti come tante per un veterinario che in questo periodo rischia di essere chiamato ad ogni ora per problemi più o meno gravi, emergenze o semplici visite. In queste due notti però si sono verificati degli episodi che ci riportano a situazioni già vissute in passato più volte e, a cui, ancora oggi, non abbiamo trovato una soluzione. I due gatti investiti (il 4 e 6 Agosto, uno a Portoferraio e uno a Lacona) durante la notte e lasciati sul ciglio della strada, trovati da turisti o da semplici passanti che, mossi a compassione per l’animale ferito, si sono fermati, è storia già vista. Fin qui niente di strano: il problema concreto è un altro e sta nel fatto che il veterinario che interviene sul malcapitato animale (ricordo che da mesi esiste un servizio di reperibilità veterinaria a pagamento che risponde al 392-3870467 attivo nella notte e nei festivi e gestito in maniera autonoma da tre liberi professionisti ), nell’ipotesi che non sia troppo tardi e possa realmente fare qualcosa, ha successivamente il problema di dove poter sistemare l’animale ferito. In questi casi il Veterinario si ritrova, quasi sempre nel cuore della notte, insieme alle persone che hanno chiamato perché hanno visto l’animale in difficoltà e gli agenti della Polizia o dei Carabinieri e nessuno è in grado di affrontare il problema, poiché una volta prestati i primi soccorsi, nessuno sa dove mettere il gatto o il cane ferito, spesso randagi e spesso senza microchip. Non ci resta che lasciare il poveretto al suo destino, dopo esserci alzati a notte fonda, dopo una giornata di lavoro alle spalle e un’altra che sta per cominciare e dopo aver provato a fare qualcosa per quell’animale, rimetterlo in un angolo, magari lontano dalla strada, sperando che un’altra macchina non termini il lavoro della macchina precedente… Io credo che possiamo fare più di questo: in accordo con le Amministrazioni Comunali, allestire alcuni box di prima accoglienza dove sia possibile sistemare animali feriti o vittime di incidenti, anche solo per una notte, in attesa di capire se possano avere un padrone o vedere anche il giorno dopo come stanno, credo sia meglio che lasciarli sulla strada. Qualche mese fa avevo letto che erano in cantiere idee simili da parte dei Comuni elbani, ma forse erano solo promesse elettorali o fumo negli occhi per chi ancora spera in un canile comprensoriale, di certo il problema è strettamente connesso alla reperibilità e se risolto potrebbe dare un’ulteriore immagine positiva della nostra Isola. In questo modo risparmieremmo tempo e denaro e forse potremmo dare un segnale chiaro di civiltà e cultura animalista. Servono fatti, non parole: confermo la mia disponibilità ad incontrare gli Enti preposti per trovare insieme una soluzione rapida ed efficace ad una situazione che si è già ripetuta troppe volte; approfitto per stimolare anche tutti coloro che in passato, elbani e non, non hanno risparmiato critiche, a volte giustificate, a volte meno, per un servizio di reperibilità veterinaria inefficiente e spesso lacunoso; anche in questa occasione dovrebbero dire la loro per dimostrare che un veterinario reperibile, se mancano le strutture di appoggio, non può fare tutto e non può da solo risolvere tutti i problemi, dal randagismo, alla lettura dei chip, fino al ricovero degli animali trovati per strada. Più volte ho caldeggiato incontri con Associazioni animaliste e Amministrazioni Comunali per trovare una soluzione, ho scritto articoli a cui non ho avuto risposta: finora il problema è ancora da risolvere, ma è un problema che riguarda ognuno di noi e anche se non direttamente, riguarda senz’altro la nostra coscienza di esseri umani e di cittadini.
 
LA ZAMPA.IT
8 AGOSTO 2014
 
Veterinario salva una gatta dall’overdose di eroina
Un tossicodipendente ha tentato anche di strangolarla con una corda e l’ha percossa sull’asfalto
 
FULVIO CERUTTI
 
Hope non è stata una gattina fortuna. Non di certo nelle sue prime otto settimane di vita. Il suo incubo è iniziato quando ha incontrato James Myers, un tossicodipendente che le ha fatto vivere l’inferno sulla terra: il ragazzo ha tentato di strangolarla con una corda, le ha sbattuto la testa sul manto stradale rompendole alcuni denti e le ha somministrato eroina prima di scrivere con la vernice sull’asfalto “Ti colpisco gattina”. 
Tutto è accaduto alcuni giorni fa a West Whiteland Township, città della Pennsylvania (Usa). Una pattuglia di polizia ha trovato il ragazzo su un’auto in mezzo a una strada, con 22 sacchetti di eroina, centinaia di dosi pronte e 46 aghi. Hope era lì, poco fuori la portiera della macchina, con il suo corpo esile e i suoi due chili di peso che cercava di lottare fra la vita e la morte. La gattina è stata subito trasportata alla clinica veterinaria di Malvern dove ha incontrato chi le ha dato una seconda vita: il veterinario le ha somministrato un farmaco a base di oppio che viene usato nei casi di overdose umana. Hope (che in italiano vuol dire “Speranza”), così come l’ha chiamata il personale della struttura, ora verrà messa nella lista degli animali in cerca di una nuova famiglia. Meyers è stato invece arrestato per possesso di droga e maltrattamento di animali. 
 
GEA PRESS
8 AGOSTO 2014
 
Hong Kong – Nidi di uccello da mangiare e mezza tonnellata di pellicce. Sequestrati assieme a tablet e computer portatili

 
Tablet e computer portatili di fascia alta. Poi ancova diverse merci, prevalentemente di natura elettronica, per un valore stimato di otto milioni di dollari.
Nella stessa spedizione di contrabbando posta sotto sequestro dall’Ufficio delle Dogane di Hong Kong, vi era anche mezza tonnellata di pellicce e 250 chilogrammi di nidi di uccello per l’alimentazione umana.
I nidi sono reali e provengono in genere dal sud est asiatico. Sono considerati molto utili dalla medicina tradizionale e raggiungono, nel mercato, valori considerevoli.
Il carico  sequestrato è stato rintracciato all’interno di una nave adibita a trasporti locali in partenza da Hong Kong. E’ probabile che stesse eseguendo un trasferimento interno di merce proveniente da vari paesi. Tutto l’equipaggio è stato tratto in arresto.
Il carico era stipato in 216 scatole di cartone.
 
GEA PRESS
8 AGOSTO 2014
 
Da Los Angels alle Filippine. Decine di grandi animali esotici impagliati pronti ad essere imbarcati
 
Gnu, zebre, babbuini, gazzelle e antilopi. Non si tratta di animali vivi della savana africana, ma bensì impagliati negli Stati Uniti e diretti nelle Filippine.
Sono stati tutti sequestrati nel porto di Los Angels lo scorso 23 luglio, ma la notizia è stata diffusa solo poche ore addietro.
Facile immaginare che gli animali provenengono da qualche zoo o riserva di caccia di animali esotici esistenti nel paese. Poi, impagliati, avrebbero continuato a fruttare per chissà quali traffici.
La polizia americana è riuscita a rintracciare l’acquirente filippino che aveva acquistato gli animali impagliati, ed a quanto pare starebbe collaborando. Non sarebbe stato a conoscenza degli obblighi di legge.
Tutti gli animali, vivi compresi singoli palchi ed altre parti, una volta confiscati verranno donati a scuole  e musei.
Tutti gli animali erano stati acquistati per poco meno di 9000 dollari.
 
GEA PRESS
8 AGOSTO 2014
 
Tanzania – Il bracconaggio come “disastro nazionale”
 
Il bracconaggio come “disastro nazionale”.  Questa la richiesta rivolta al Governo della Tanzania dalla principale organizzazione di operatori turistici del paese.
Secondo la TATO “Tanzania Association Tour Operators”  il bracconaggio rappresenta la più grande sfida dei nostri tempi, dal momento in cui la caccia di frodo rischia di fare crollare l’intera industria turistica. Particolare attenzione è stata riservata al bracconaggio che colpisce rinoceronti ed elefanti.
Dei circa 109.000 pachidermi censiti nel 2009, la Tanzania ha oggi una popolazione di elefanti selvatici stimata tra le 35.000 e le 60.000 unità.
Secondo gli operatori turistici, che si sono impegnati per una grande campagna di sensibilizzazione, il bracconaggio rischia di far chiudere per sempre la loro attività.
Il turismo rappresenta per la Tanzania il settore economico con la crescita più rapida. Nonostante l’agguerrita concorrenza di altri paesi africani,  riesce a fatturare ogni anno 1,7 miliardi di dollari, coinvolgendo oltre un milione di visitatori stranieri.
 
GEA PRESS
9 AGOSTO 2014
 
Cattolica (RN) – Torturato, imbustato, dato alle fiamme ed infine sotterrato. Jack russel lotta tra la vita e la morte

 
Lotta tra la vita e la morte il cagnolino Jack Russel ritrovato ancora in vita nonostante fosse stato seppellito ed a quanto pare seviziato.
I fatti sono occorsi ieri nei pressi di Cattolica, in occasione di un concorso ippico.
Secondo quanto riferito in loco, il cane sarebbe stato picchiato, probabilmente infilzato con un forcone od un oggetto analogo, ed infine chiuso in una busta di plastica e dato alle fiamme. Forse creduto morto, è stato poi seppellito.
L’indomani la sua padrona, non vedendolo più, ha iniziato a cercarlo. Il cagnolino, nonostante quanto patito, è riuscito a farsi sentire.
Un fatto che ha sconvolto innanzi tutti gli stessi partecipanti al concorso, dove però sembra fosse iscritto lo stesso presunto responsabile dell’efferato gesto.
“Questa vicenda  ha scioccato tutti – riferisce a GeaPress Annalisi Giuntini, animalista dei luoghi e partecipante ad altro concorso ippico che si svolge sempre a Cattolica – Nonostante non ero presente, la notizia è arrivata subito. Siamo sconvolti e posso assicurare che in molti partecipiamo al dolore della ragazza. Amiamo gli animali e tutti i nostri pensieri sono ora per il povero cagnolino. Mi hanno detto che le sua condizioni sono molto gravi“.
La notizia, come era facile immaginare, ha già scatenato i mille commenti della rete ipotizzando pure che l’uomo sia stato rilasciato dietro pagamento di una cauzione. In realtà, la legge contro i maltrattamenti in danno agli animali, non prevede l’arresto in flagranza di reato e l’ipotesi reclusiva (pur prevista nel reato), impedisce, per bassezza della pena , ogni  limitazione della libertà personale anche nel caso di condanna  definitiva. In altri termini, in questi casi, le Forze dell’Ordine, non possono che contestare una denuncia a piede libero.
Intanto, il povero cagnolino, è ricoverato presso un ambulatorio veterinario di Cattolica. Lotta tra la vita  e la morte e la cosa visivamente più impressionante sono forse le macchie di plastica bruciata che si sono attaccate alla pelle.
All’appello affinchè sul caso sia fatta giustizia, si affianche quello rivolto ai commissari del concorso equestre internazionale. Un fatto, che secondo alcuni, potrebbe danneggiare l’immagine dell’iniziativa. Alla proprietaria del cane, inoltre, deve essere data piena assistenza.
Intanto il problema più serio per il povero cagnolino, sembra essere un vasto edema cerebrale a quanto pare causato dal monossido di carbonio inalato.
Stante quanto riportato in esclusiva dal Corriere di Romagna (oltre che dal repentino tam tam scatenatosi nella rete) sembra che il presunto responsabile fosse una persona molto vicina alla proprietaria del cagnolino. Secondo voci circolate in loco e sulle quali dovranno ora fare chiarezza le indagini dei Carabinieri, sembra che qualche screzio, proprio sul piccolo Jack russel, era già avvenuto.
La proprietaria, sconvolta da quanto successo, avrebbe presentato denuncia mentre il presunto responsabile, stante quanto riportato dal Corriere di Romagna, avrebbe negato ogni addebito.
“Da quanto ho saputo del cane – sottolinea a GeaPress Annalisa Giuntini – non riesco a pensare ad altro. Credo che queste cose bisogna farle sapere  e mi auguro che sul caso si ottenga la più presto piena giustizia”
 
CORRIERE ROMAGNA
9 AGOSTO 2014
 
SAN GIOVANNI IN MARIGNANO (Rimini)
Litiga con la fidanzata e le brucia il cane
Prima di dare fuoco al jack russell lo ha torturato e rinchiuso in una busta di plastica
 
SAN GIOVANNI (Rimini). Litiga con la ragazza per via del cane ed esasperato dalla presenza dell’animale si accanisce sull’esuberante jack russell della fidanzata fino a ridurlo in fin di vita. Dopo averlo picchiato e torturato lo ha chiuso in un sacco e gli ha dato fuoco.
L’episodio è accaduto l’altra notte nelle campagne di San Giovanni in Marignano: il quadrupede secondo il referto del veterinario di Morciano che gli ha prestato soccorso e che lo accudisce si trova in “stato comatoso”. Il presunto autore del sadico gesto è stato identificato dai carabinieri della Tenenza di Cattolica e dai colleghi della stazione di Morciano e denunciato all’autorità giudiziaria con l’accusa di “maltrattamento di animali”. L’uomo, un bergamasco di 33 anni, titolare in Lombardia di una concessionaria d’auto, nega tutto. La prima a non credergli è però la fidanzata che oltre ad aver sporto una dettagliata querela nei suoi confronti in caserma gli ha dato il benservito, inorridita per l’accaduto. Entrambi erano venuti in Romagna, a bordo di un camper attrezzato, per una gara internazionale di equitazione. Lui risulta tra i partecipanti, lei lo accompagnava in quella che doveva essere una specie di vacanza. La breve convivenza si è trasformata in un incubo quando, ieri mattina, la ragazza al risveglio non si è vista il cagnolino scodinzolarle attorno. Il bergamasco ha fatto il vago: «Vedrai che torna». Lei però si è insospettita: la sera prima aveva visto l’uomo un po’ su di giri e quando lei si era addormentata lui era ancora fuori dal camper, forse alle prese con una sbornia da smaltire. Il problema è stato quando lei ha ritrovato il jack russell agonizzante in un campo, dopo un paio d’ore di disperata ricerca. Il cagnolino era stato picchiato, torturato - a giudicare dalle ferite - con una specie di forcone e poi rinchiuso in una busta di plastica. Infine il responsabile delle sevizie gli ha dato addirittura fuoco. Difficilmente se la caverà: ha ustioni in ogni parte del corpo, la plastica fusa della busta attaccata a quel che resta del pelo. La ragazza è scoppiata in lacrime e con lei tutta la “carovana” del concorso ippico. Il 33enne, a quel punto se l’è vista brutta, e per un po’ è sparito dalla circolazione. «Non sopportava il cane e dopo una lite mi aveva avvertito: vedrai che prima o poi te lo faccio fuori: non credevo che sarebbe arrivato a tanto». La ragazza ha trovato alloggio in un hotel della zona: vuole restare vicina al cagnolino.
 
IL RESTO DEL CARLINO
9 AGOSTO 2014
 
Dà fuoco al cane della fidanzata dopo averlo trafitto con un forcone
Il piccolo Jack Russel è in fin di vita
 
di lo.la.
 
Rimini, 9 agosto 2014 - Ha seviziato con un forcone il cagnolino della fidanzata, lo ha rinchiuso dentro un sacco di plastica e gli ha dato fuoco. Lo ha trovato la ragazza ieri mattina alle 6 agonizzante e lo ha portato dal veterinario del Riviera Horses di San Giovanni, dove si trovava per partecipare a un concorso di equitazione. Le condizioni del cagnolino, un jack russel, erano gravissime ed è stato portato subito in un ambulatorio più attrezzato di Morciano. Non si sa ancora se la bestiola riuscirà a cavarsela.
La ragazza, una trentenne, ha subito capito che l’autore di quel massacro era il suo fidanzato, un trentaduenne con il quale era venuto nel riminese per partecipare alle gare. I due alloggiano in un camper da alcuni giorni nei pressi del Riviera Horses Resort, ma i rapporti tra loro si sono fatti tesi. Litigano spesso e più di una volta lui avrebbe minacciato di ammazzare il cagnolino se lei non fosse stata più gentile. Stanno insieme da poco più di un mese, ma a quanto pare già non funziona. 
Giovedì sera ci sarebbe stato l’ennesimo litigio e anche piuttosto violento. Lei se n’era andata a letto, mentre lui era rimasto fuori. Non è chiaro se abbia esagerato con l’alcol, certo è che a un certo punto della nottata in preda ad una rabbia incredibile avrebbe afferrato il cagnolino della sua ragazza e lo avrebbe colpito con un forcone al fianco. Il cane così ferito non avrebbe avuto più scampo, quindi lo avrebbe infilato in un sacco di plastica per poi dargli fuoco. La dinamica dei fatti non è ancora chiarissima, anche perchè di testimoni non ne sono ancora stati trovati. E anzi il giovane, appartenente a una facoltosa famiglia, nega assolutamente di aver fatto del male alla bestiola.
Lei si è svegliata di soprassalto verso le sei. Era sola e si è messa a cercare il suo adorato animale, un jack russel di 10 anni. Lo ha trovato poco distante dal camper mezzo morto e con la plastica del sacco ancora attaccata al pelo. Disperata, è corsa dal veterinario del centro che è specializzato però nella cura dei cavalli, e l’hanno quindi portato subito all’ambulatorio Sanchi e Bravin di Morciano.
Il cane è ancora lì, e i veterinari gli stanno praticando le terapie sperando che superi la gravissima intossicazione di ossido di carbonio di cui è rimasto vittima nel sacco. La prognosi per il piccolo animale è riservata.
La ragazza ieri mattina ha chiamato i carabinieri di Riccione che sono accorsi al Riviera Horses, dove lei ha presentato contro il fidanzato una denuncia per maltrattamenti all’animale. Maltrattamenti, ha dichiarato lei, più di una volta annunciati. Il giovane però nega ad oltranza: «Mai tocccato il cane. Io non ne so nulla» ha giurato. Saranno i militari a dover scoprire la verità.
 
DOTHORSE
9 AGOSTO 2014
 
I maltrattamenti subiti da un cane provocano un insurrezione generale al concorso di Cattolica
 
Il mondo dell’equitazione è sconvolto, scandalizzato e schifato da quanto accaduto durante un concorso internazionale all’Horses Riviera Resort ieri. Il cane di una tesserata Fise è stato ritrovato in fin di vita dalla proprietaria dopo ore di ricerche. La povera bestiola è stata picchiata e, una dopo essere stata avvolta nella plastica, le è stato dato fuoco. Fortuntamente, sebbene sia arrivata agonizzante alla clinica veterinaria, il cane è ancora vivo.
Ad essere sospettato dell’atroce gesto è un’atleta. L’intero mondo equestre urla vendetta e spera che si possano avere presto certezze e soprattutto giustizia.
 
GEA PRESS
10 AGOSTO 2014
 
Cattolica (RN) – L’addio a Gina, la cagnetta bruciata nel sacco
La presa di posizione della FISE. Le "condanne" a fuor di popolo, e quelle previste dalla legge
 
E’ morta stamani la piccola Gina, cagnolina Jack russel, che, stante le prime ricostruzioni, sarebbe finita torturata e poi bruciata all’interno di un sacco a San Giovanni in Marignano, alle porte di Cattolica (RN).
Le gravi condizioni  evidenziatesi subito dopo il ricovero (vedi articolo GeaPress) non lasciavano purtroppo spazio a molte speranze. La cagnolina, presentava tra l’altro un edema cerebrale causato dal monossido di carbonio respirato nel rogo (il sacco con all’interno il cane, sembra fosse stato poi seppellito).
Massimo riserbo degli inquirenti sul nome del presunto colpevole, sebbene, considerata l’ondata di indignazione che si è sollevata, il segreto ha retto poco. Già nelle giornata di ieri si era data notizia della richiesta avanzata alla FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) di prendere posizione sul grave gesto. I fatti, sembra siano avvenuti a margine di una importante manifestazione internazionale.
Poche ore dopo, la stessa Federazione ha deciso di intervenire (è girata voce che il presunto autore del tremendo gesto, sia un cavaliere) rilasciando un nota sull’accaduto. “A seguito dei gravi fatti di maltrattamento su un cane che si sarebbero verificati a margine di un concorso ippico internazionale a San Giovanni in Marignano – riporta la nota della FISE – e dando corso alle diverse segnalazioni pervenute, la Federazione Italiana Sport Equestri informa che sta seguendo con attenzione l’evolvere della situazione e che ha già inoltrato tutti gli atti, fino ad ora disponibili, al procuratore federale per l’accertamento delle responsabilità di carattere disciplinare da addebitare a tesserati eventualmente coinvolti nella vicenda“.
Nei tam di tam di facebook, intanto, i commenti su quanto successo, sembrano non finire.
Le pene che si chiedono, però, sono ben lontane dalle reali possibilità di applicazione della legge contro i maltrattamenti 189/04 che, sebbene presentata anche in casa animalista come quella che avrebbe portato in galera i colpevoli, non solo non prevede l’arresto in flagranza di reato ma non concede neanche un solo secondo di privazione della libertà personale, neanche a condanna divenuta definitiva. Salvo per persone con particolari pregiudizi penali (da valutare in funzione dell’entità del precedente reato e del periodo trascorso) le previsioni reclusive considerate dalla legge 189/04, sia nel caso di maltrattamento che di uccisione di animali, sono molto al di sotto della soglia di punibilità. Manca, cioè, l’esecutività della pena.
Per quanto successo a Cattolica, saranno ora le indagini dei Carabinieri a determinare un evenutale rinvio a giudizio del presunto responsabile. Seguirà, poi, l’iter giudiziario che potrebbe però concludersi con l’emissione di un Decreto Penale di Condanna.
La proprietaria del cagnolino, intanto, dal suo account facebook, posta il cuoricino che Gina portava nel collare e le dedica un commovente ultimo saluto: “Oggi un’altra parte del mio cuore muore con te, dopo 10 anni di battaglie insieme mi lasci lottando fino alla fine…mi ricordo come se fosse ieri il momento in cui ti ho visto e ti ho scelta, se stata per me una compagna fedele, un’amica ma soprattutto non eri solo un cane eri parte di me, la mia ombra, metà della mia anima e averti perso in questo modo non mi darà mai pace! Sei stato un grande cane e penso che non troveró mai nessun altro che mi ami nella maniera incodizionata in cui mi hai amato tu…ti voglio dedicare questo ultimo saluto mia piccola amica e non riesco a immaginare la mia vita adesso senza di te…sappi che sarai per sempre con me nel mio cuore… Addio Gina”
 
CORRIERE ROMAGNA
11 AGOSTO 2014
 
Il cuore ha ceduto, il cane bruciato è morto
L'animale torturato dal fidanzato della proprietaria dopo un litigio
 
SAN GIOVANNI (RN). Non ce l’ha fatta Gina: il jack russell, a cui avevano dato fuoco dopo averlo messo in un sacco, è morto ieri alle prime luci dell’alba, dopo che «il cuore ha ceduto una volta che è sopravvenuto l’ennesimo attacco di epilessia».
La conferma arriva direttamente dallo studio veterinario morcianese associato di Fabrizia Sanchi e Michele Bravin, che hanno assistito l’animale per tutta la scorsa notte, quando le condizioni si sono aggravate all’improvviso anche a causa «dell’edema cerebrale scaturito con ogni probabilità dalle botte che aveva ricevuto», prosegue Bravin, che aggiunge: «La situazione era poi aggravata delle numerose tossine che l’animale ha respirato dopo che gli è stato dato fuoco, senza contare vari traumi che non è riuscito a smaltire e i buchi che gli sono stati inferti dal forcone con cui è stato trafitto».
Le condizioni, insomma, erano piuttosto disperate, e dire che il cane sembrava stesse migliorando, dopo che nella giornata di sabato era uscito dallo stato comatoso e «riusciva a riconoscere la padrona, seguendola con gli occhi, anche se purtroppo non poteva muoversi perché non riusciva nemmeno ad alzarsi».
Nonostante le cure, insomma, Gina non è riuscita a sopravvivere ai maltrattamenti subiti venerdì e per cui è stato denunciato un 33enne fidanzato della padrona del cane. L’uomo avrebbe prima picchiato, poi trafitto e infine dato fuoco all’animale dopo avere avuto un litigio con la ragazza.
Numerose associazioni animaliste, tra cui Enpa e Lav, hanno annunciato che si costituiranno parte civile : «Un gesto così grave dev’essere punito in modo esemplare. Crudeltà e violenza oggi si rivolgono a un cane e domani, perché no, all’uomo».
La padrona del cane morto ha invece affidato a Facebook l’ultimo saluto: «Oggi un’altra parte del mio cuore muore con te, dopo 10 anni di battaglie insieme mi lasci lottando fino alla fine. Ti voglio dedicare questo ultimo saluto mia piccola amica e non riesco a immaginare la mia vita adesso senza di te, sappi che sarai per sempre con me nel mio cuore. Addio Gina».
Intanto, da quanto emerso dalle indagini, sarebbe spuntato un testimone che avrebbe assistito a quanto accaduto.
 
BERGAMO SERA
11 AGOSTO 2014
 
Fantino bergamasco sevizia e uccide la cagnolina della fidanzata
Ondata di indignazione per il folle gesto di un 33enne, ora denunciato
 
BERGAMO — Avrebbe seviziato la cagnolina della sua fidanzata fino a farla morire. Un fantino bergamasco di 33 anni è stato accusato dell’atroce uccisione della povera bestia.
Gina, questo il nome della cagnolina, era Jack Russell Terrier di 10 anni. E’ morta ieri dopo una terribile agonia in seguito alle sevizie subite, delle quali vi risparmiamo i particolari.
La bestiola apparteneva all’amazzone Claudia Morandi, che ha sporto denuncia contro il fidanzato.
L’uomo nega ogni addebito.
Tutto sarebbe accaduto a margine di un concorso ippico internazionale di San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini.
Secondo la ricostruzione della giovane, nella notte fra giovedì e venerdì il fidanzato – dopo un diverbio – aveva minacciato di uccidere Gina. L’uomo non si è fatto vedere per molte ore. Claudia si è risvegliata senza trovare più la cagnolina al sua fianco.
Sono partite le ricerche e Gina è stata ritrovata in fin di vita, in condizioni disperate.
Immediatamente è partito il tam tam in rete: la pubblicazione delle impressionanti foto della Jack Russell seviziata hanno colpito profondamente, scatenando un’ondata di indignazione.
I sospetti – poi diventati un’accusa precisa da parte di Claudia Morandi – si sono indirizzati immediatamente verso il fidanzato.
L’avvocato della giovane, Caterina Brambilla, spiega che nella denuncia presentata dalla sua assistita si fa riferimento a “episodi precisi riguardanti l’uso di sostanze stupefacenti da parte dell’uomo, a cui la ragazza ha assistito. Stiamo anche indagando – aggiunge – sull’ipotesi che l’uomo non abbia agito da solo”.
L’intero mondo equestre è sotto choc, tanto che la Fise è intervenuta con una nota ufficiale. La richiesta che viene dal mondo sportivo è l’immediato appiedamento del cavaliere come misura cautelare per arrivare alla radiazione definitiva dall’elenco dei tesserati della Federazione.
 
LA ZAMPA.IT
13 AGOSTO 2014
 
Cagnolina seviziata, la padrona: non cerco vendetta per Gina, ma giustizia
La Jack Russell è stata ritrovata massacrata la scorsa settimana durante un concorso ippico. La donna ha sporto denuncia contro il suo ex fidanzato
 
«Non cerco vendetta ma giustizia». Claudia Morandi racconta in una lettera aperta il suo stato d’animo dopo la morte di Gina, la cagnolina ritrovata massacrata la scorsa settimana durante un concorso ippico a San Giovanni in Marignano (Rimini). Claudia ha sporto denuncia contro Giovanni Oberti, cavaliere, e suo fidanzato al momento dei fatti. «Dal momento in cui mi hanno detto che la mia Gina non c’era più - racconta - non c’è stato un solo istante in cui io non mi sia sentita in colpa. Sono stata io a metterla vicina a quell’uomo». «Ho commesso l’errore di pensare - ammette Claudia - che una persona che sapevo avere parecchi problemi, potesse cambiare. L’ho conosciuto all’incirca un mese fa. Qualcuno mi aveva detto che era noto per eccedere spesso con l’alcool e con la cocaina, ma non ho voluto dar peso alle voci». 
«I particolari della nostra frequentazione - dice ancora Claudia Morandi - non sono importanti, l’unica cosa che conta è che stando accanto a lui ho capito che era inutile cercare di portarlo sulla buona strada, di fargli capire che assumere tutta quella droga lo avrebbe prima o poi distrutto, perché in cambio ho ricevuto minacce, a me ed alla Gina. Ma pensavo in cuor mio fossero solo parole». «La mattina in cui mi sono accorta che la mia piccola non c’era più - racconta ancora Claudia - lui non mi ha nemmeno aiutata a cercarla, mi ha detto di arrangiarmi, che doveva montare, che magari era scappata. Quando l’ho trovata in quelle condizioni, non mi si è mai avvicinato nemmeno un istante. Lui sapeva già cosa avrebbe visto, anzi forse sperava proprio fosse già morta. Io in cuor mio so che è stato lui. Non so se ha agito da solo o se qualcuno si è divertito insieme a lui, questo lascio che siano gli organi inquirenti a scoprirlo. Voglio solo che la morte della mia Gina - conclude - non passi inosservata, che lui, quando verrà fuori che è colpevole, non si avvicini più ad un animale, cane o cavallo che sia». 
Le indagini intanto proseguono. Si muove velocemente la giustizia sportiva con la convocazione di Claudia Morandi in Procura Federale della Fise giovedì 14 agosto, giorno in cui dovrà presentarsi anche Oberti. La Morandi si recherà il 25 agosto anche davanti la Procura Generale Antidoping del Coni. 
 
LA TRIBUNA DI TREVISO
9 AGOSTO 2014
 
Il suo cane abbaia troppo
Gli spara col fucile a pompa
 
provincia di Treviso - Allarme nella notte a Montebelluna (TV). I colpi segnalati dai vicini. Immediato l’intervento dei militari. A raccontare l’accaduto il proprietario del cane
Incredibile episodio questa notte nel montebellunese dove i carabinieri sono intervenuti a seguito dell’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco avvertiti da vari vicini che hanno dato l’allarme.
Quando i militari sono arrivati sul posto, in piena allerta, si sono subito recati nei pressi dell’abitazione segnalata dai vicini trovando sul posto il proprietario , italiano classe 1962, ancora armato. L’uomo, fermato sul posto dai militari, a quel punto ha raccontato quanto era accaduto lasciando stupefatti gli stessi militari.
Aveva appena utilizzato il suo fucile a pompa legalmente detenuto, esplodendo due colpi per uccidere, per futili motivi, il cane di sua proprietà, un meticcio femmina di media taglia.
I carabinieri, trovato il corpo ormai senza vita dell’animale, lo hanno immediatamente hanno denunciato per “uccisione di animali” e sequestrato penalmente le armi da questo detenute con regolare licenza.
A Montebelluna due settimane fa un anziano aveva ucciso a bastonate un gatto finendo nel mirino prima degli animalisti poi della Procura che lo ha indagato.
 
GEA PRESS
9 AGOSTO 2014
 
Cortemilia (CN) – Tarik, trappolato dal bracconiere. Salvato dall’Arma dei Carabinieri e dalla Forestale
Secondo i Carabinieri i lacci dei cacciatori di frodo sono molto diffusi nelle Langhe

 
Dovrà rispondere, davanti al giudice, di tentata uccisione di animali e caccia con mezzi non consentiti. Un cittadino di Cortemilia (CN) che aveva disposto due lacci-cappio per il prelievo illecito di animali selvatici. Nel tremenda morsa è invece finito  quello che i Carabinieri hanno definito un dolcissimo meticcio di nome Tarik.
Il cane è stato prontamente liberato dai militari e dagli agenti della Forestale di Cortemilia, intervenuti su segnalazione del padrone.
A finire nei guai un agricoltore del luogo che aveva collocato le due trappole nella recinzione metallica del proprio terreno agricolo, con il verosimile intento di catturare cinghiali o caprioli. Ovviamente, sottolineano i Caraninieri del Comando Compagnia di Alba, la trappola in se non fa selezione e quindi, per un caso fortuito, vi è finito il piccolo Tarik che altro non ha potuto fare se non guaire disperatamente per una giornata intera.
Pare che il meticcio abbia una sorella di nome Dora e che i due siano inseparabili. Il padrone, un meccanico di Cortemilia, ha iniziato ad avere sospetti quando ha visto la piccola Dora rientrare a casa da sola con aria smarrita. L’uomo si è quindi messo subito alla ricerca di Tarik per poi ritrovarlo e avvertire i Carabinieri e la Forestale che lo hanno liberato e riconsegnato alle amorevoli cure del suo padrone. L’indole docile del cane sicuramente ne ha favorito la sopravvivenza e limitato le ferite. Infatti, non essendosi dimenato, l’animale aveva minime escoriazioni dovute allo sfregamento con i cavi e, dopo una breve visita dal veterinario, è potuto tornare a giocare con Dora.
La pratica della predisposizione dei lacci è piuttosto diffusa nelle Langhe. Non sempre si riesce ad individuarne i responsabili poiché le trappole vengono messe in zone boschive o demaniali e quindi la sorpresa in flagranza è piuttosto difficile. In questo caso i Carabinieri e la Forestale non hanno avuto dubbi nell’individuarne l’autore poiché anche la recinzione era stata posizionata ad arte per creare un passaggio obbligato e facilitare la cattura della selvaggina.
 
IL MESSAGGERO
9 AGOSTO 2014
 
ANCONA - Stroncato nelle Marche traffico illegale di cuccioli di cani e gatti.
 
Ancona - Sequestrati 8 cuccioli di cane e 19 gatti detenuti in cattive condizioni igieniche, denunciate tre persone. L'operazione al termine di un’intensa attività di monitoraggio del commercio di animali d’affezione sul web avviata da due mesi dal Corpo forestale dello Stato, denominata Operazione Cuccioli in rete mirata a contrastare il commercio illegale di cuccioli, ha consentito di individuare gravi situazioni di illegalità nelle Province di Ascoli Piceno, Fermo e Pesaro - Urbino, riguardanti il benessere animale ed il corretto esercizio delle attività commerciali. Grave situazione rilevata in Provincia di Fermo, dove sono stati sequestrati 8 cuccioli di cane strappati alla mamma a soli 40 giorni, detenuti in un’abitazione di Montegiorgio in una stalla buia e maleodorante di circa 4 metri quadrati, con poca acqua putrida a disposizione e con pavimento coperto di escrementi. La responsabile dell’accaduto, che commercializzava i meticci presentandoli come cani di razza è stata deferita all’Autorità Giudiziaria per i reati di maltrattamento e truffa.
Anche in Provincia di Ascoli Piceno sono state rilevate gravi violazioni a danno degli animali, con il sequestro di 19 gatti costretti a vivere al buio in un appartamento di Grottammare pieno di immondizia ed escrementi. Il personale della Stazione forestale di San Benedetto coadiuvato dal personale dei Servizi Veterinari e dell’Ufficio di Igiene e Sanità Pubblica è riuscito ad entrare nell’appartamento maleodorante solamente con l’ausilio del Vigili del Fuoco, ponendo sotto sequestro gli animali che sono stati affidati ad una struttura idonea. Le due donne responsabili sono state denunciate e rischiano pene fino ad un anno di reclusione e multe fino a 15.000 euro.
In Provincia di Pesaro 96 controlli e 28 sanzioni amministrative sono il bilancio provvisorio della campagna di controllo. prevenzione eseguita dal Corpo Forestale dello Stato in Provincia di Pesaro e Urbino a tutela degli animali d’affezione. In 25 casi i cani controllati sono risultati non iscritti all’anagrafe canina come previsto dalla L.R. 10/1997, strumento essenziale per monitorare la popolazione canina provinciale e per evitare e ridurre il pernicioso fenomeno del commercio illegale di cuccioli importati illegalmente dall’estero, dell’abbandono e del randagismo. In 3 casi è stata riscontrato l’utilizzo di collari ad impulsi elettrici, vietato dalla norma e capace di produrre seri disturbi all’animale. L’attività finalizzata al rispetto della normativa in materia di anagrafe canina è stata svolta unitamente al Servizio Veterinario dell’ASUR Marche.
 
LA PRESSE
9 AGOSTO 2014
 
Marche, maltrattamenti e collari elettrici dietro commercio di cani
 
Ancona - Un'intensa attività di monitoraggio del commercio di animali domestici sul web, avviata da due mesi dal Corpo forestale dello Stato, denominata 'Operazione cuccioli in rete' e mirata a contrastare il commercio illegale di cuccioli, ha consentito di individuare gravi situazioni di illegalità nelle Province di Ascoli Piceno, Fermo e Pesaro Urbino, riguardanti il benessere animale e il corretto esercizio delle attività commerciali. Grave la situazione rilevata in Provincia di Fermo, dove sono stati sequestrati 8 cuccioli di cane, strappati alla mamma a soli 40 giorni, detenuti in un'abitazione di Montegiorgio in una stalla buia e maleodorante di circa 4 metri quadrati, con poca acqua putrida a disposizione e con pavimento coperto di escrementi. La responsabile commercializzava i meticci presentandoli come cani di razza ed è stata deferita all'autorità giudiziaria per i reati di maltrattamento e truffa.
Anche in Provincia di Ascoli Piceno sono state rilevate gravi violazioni a danno degli animali. Sono stati sequestrati 19 gatti costretti a vivere al buio in un appartamento di Grottammare pieno di immondizia ed escrementi. Il personale della Stazione forestale di San Benedetto, aiutato dal personale dei Servizi Veterinari e dell'Ufficio di Igiene e Sanità Pubblica, è riuscito ad entrare nell'appartamento maleodorante solamente con l'ausilio del vigili del fuoco, ponendo sotto sequestro gli animali che sono stati affidati ad una struttura idonea. Le due donne responsabili sono state denunciate all'Autorità Giudiziaria e rischiano pene fino ad un anno di reclusione e multe fino a 15mila euro.
In Provincia di Pesaro 96 controlli e 28 sanzioni amministrative sono il bilancio provvisorio della campagna di controllo e prevenzione a tutela degli animali d'affezione. In 25 casi i cani controllati sono risultati non iscritti all'anagrafe canina, strumento essenziale per monitorare la popolazione canina provinciale e per evitare e ridurre il pernicioso fenomeno del commercio illegale di cuccioli importati illegalmente dall'estero, dell'abbandono e del randagismo. In 3 casi è stato riscontrato l'utilizzo di collari a impulsi elettrici, vietato dalla norma e capace di produrre seri disturbi all'animale.
L'attività finalizzata al rispetto della normativa in materia di anagrafe canina è stata svolta insieme al Servizio Veterinario dell'Azienda Sanitaria Unica Regionale Marche. Infine in Provincia di Ancona, nel Comune di Tre Castelli in un grosso allevamento di cani 'toys', è stata riscontrata la detenzione di 6 chihuahua non iscritti all'anagrafe canina, il mancato rispetto delle superfici minime per la detenzione di cani, nonché la mancanza di un reparto da adibire ad ambulatorio veterinario per tutti gli interventi di natura sanitaria, compresa la soppressione degli animali attraverso eutanasia.
 
CORRIERE ADRIATICO
9 AGOSTO 2014
 
"Cuccioli in rete", stroncato
commercio illegale di animali
 
ANCONA - L'operazione "Cuccioli in rete" condotta dal Corpo Forestale dello Stato ha portato a rilevare gravi situazioni di illegalità nelle province di Ascoli Piceno, Fermo e Pesaro Urbino nell'ambito del commercio di animali sul web. A Montegiorgio (Fermo) sono stati sequestrati 8 cuccioli di cane strappati alla mamma a soli 40 giorni, tenuti in una stalla buia e maleodorante di circa 4 mq, con poca acqua putrida a disposizione e il pavimento coperto di escrementi. Una donna, che commercializzava i meticci presentandoli
come cani di razza, è stata denunciata per maltrattamento e truffa. A Grottammare, invece, sono stati sequestrati 19 gatti costretti a vivere al buio in un appartamento maleodorante pieno di
immondizia ed escrementi. Il personale della Forestale di San Benedetto del Tronto, in collaborazione con i Servizi veterinari
e l'Ufficio di Igiene e Sanità Pubblica è riuscito a entrare solo con l'ausilio del vigili del fuoco. I mici sono stati affidati a una struttura idonea. Denunciate due donne, che rischiano pene fino a un anno di reclusione e multe fino a 15.000 euro. In
Provincia di Pesaro 96 controlli e 28 sanzioni amministrative sono il bilancio provvisorio della campagna di controllo. In 25 casi i cani controllati sono risultati non iscritti all'anagrafe canina, in tre è stato riscontrato l'uso di collari a impulsi elettrici,
vietato dalla norma e capace di produrre seri disturbi all'animale. Infine a Trecastelli (Ancona), in un allevamento di cani di razza 'toy', sono stati trovati 6 chihuahua non iscritti all'anagrafe canina: riscontrati anche il mancato rispetto delle superfici minime per la detenzione di cani e la mancanza di un reparto adibito ambulatorio veterinario.
 
LIBERO
9 AGOSTO 2014
 
Animali: operazione del corpo forestale, sequestrati 8 cuccioli di cane e 19 gatti
 
In provincia di Pesaro, inoltre, 96 controlli e 28 sanzioni amministrative sono il bilancio provvisorio della campagna di controllo e prevenzione a tutela degli animali d'affezione. In 25 casi i cani controllati sono risultati non iscritti all'anagrafe canina, strumento essenziale per monitorare la popolazione canina provinciale e per evitare e ridurre il pernicioso fenomeno del commercio illegale di cuccioli importati illegalmente dall'estero, dell'abbandono e del randagismo. In 3 casi è stata riscontrato l'utilizzo di collari ad impulsi elettrici, vietato dalla norma e capace di produrre seri disturbi all'animale.
Infine, in provincia di Ancona, nel comune di Tre Castelli, in un grosso allevamento di cani 'toys', è stata riscontrata la detenzione di 6 chihuahua non iscritti all'anagrafe canina, il mancato rispetto delle superfici minime per la detenzione di cani, nonché la mancanza di un reparto da adibire ad ambulatorio veterinario per tutti gli interventi di natura sanitaria, compresa la soppressione eutanasia degli animali.
 
GEA PRESS
9 AGOSTO 2014
 
Bovisio Masciago (MB) – Gallina con pavimento di gallina (morta). Cani, colombe ed altri animali in “situazione orrenda”
Intervento dell'ENPA di Monza Brianza, Polizia Provinciale e ASL

 
Intervento, attuato lo scorso 4 agosto, dei volontari del nucleo antimaltrattamento di ENPA, Sezione di Monza e Brianza.
La zona riportata dalla segnalazione era quella di Bovisio Masciago (MB). In particolare veniva evidenziata  la presenza di diversi cani descritti in pessime condizioni all’interno.
Giunti i volontari nei pressi di un deposito, era possibile  intravedere, attraverso una pesante cancellata, otto cani di razza Pastore Maremmano descritti dall’ENPA come visibilmente deperiti, con diverse ferite (su muso, orecchie, zampe), alcuni anche zoppicanti. Uno di loro è rimasto disteso a terra per tutta la durata del successivo sopralluogo.
Visto lo stato dei luoghi, i volontari hanno subito richiesto l’intervento della Polizia Provinciale e del servizio veterinario dell’Asl i quali, una volta entrati, hanno potuto constatare la  presenza di  13 cani, di cui 11 maremmani (nove adulti e due cuccioli di circa tre mesi) più altri due rinchiusi dentro un recinto, senza alcun riparo. Tutti gli animali, riporta sempre l’ENPA, erano sprovvisti di microchip, sottopeso ed a quanto pare non visitati da un veterinario. Nel corpo gli inquirenti avrebbero inoltre rilevato piaghe e alcune ferite, dovute forse a zuffe per accaparrarsi il cibo.
Oltre ai cani sono state scoperte due colombe pavoncelle e diverse galline, dieci delle quali rinchiuse in una serie di batterie in condizioni igieniche definite “pietose”. I locali sarebbero inoltre stati al buio, alcune cibo né acqua. Una gallina, poi, aveva come “pavimento” la carcassa di una compagna defunta da almeno tre settimane.
L’unica giustificazione addotta dal proprietario davanti agli inquirenti sarebbe stata la mancanza di tempo.
E’ stato quindi stilato un lungo verbale di obblighi e prescrizioni con disposizioni riguardanti tutti gli animali presenti (modalità di gestione, sterilizzazioni, cure veterinarie,  microchippatura). A carico del proprietario, un uomo di mezz’età di nazionalità italiana, anche diverse sanzioni.
Si è quindi proceduto al ritiro e trasferimento al canile di Monza dei due cuccioli di maremmano e delle dieci galline tenute in batteria. Nei giorni seguenti sono state ritirate anche le colombe pavoncelle e i due cani segregati nel recinto.
Gli animali lasciati in possesso al proprietario verranno continuamente monitorati e seguiti dalle forze intervenute e al minimo dubbio di reiterata mal gestione saranno ritirati, con pesanti ripercussioni a livello penale.
 
IL GIORNO
10 AGOSTO 2014
 
Scoperto "campo degli orrori" a Boviso: animali i in stato di abbandono. "Non avevo tempo"
C'erano ben 13 cani, di cui 11 maremmani più altri due rinchiusi dentro un recinto, senza alcun riparo. Tutti gli animali erano sprovvisti di microchip, sottopeso e mai visitati da un veterinario, presentavano piaghe e alcune ferite, dovute probabilmente a zuffe per accaparrarsi il cibo. Oltre ai cani sono state scoperte due colombe e diverse galline
 
di Laura Ballabio
 
Boviso Masciago (Monza), 10 agosto 2014 - Scoperto dei volontari dell’Enpa di Monza e Brianza il campo degli orrori a Bovisio Masciago. Cani, galline e colombe tenuti in condizioni orrende. Sono stati due volontari del nucleo antimaltrattamento di Enpa, sezione di Monza e Brianza, a recarsi nel comune di Bovisio Masciago, dopo la segnalazione arrivata al centro monzese che denunciava la presenza diversi cani in pessime condizioni all’interno di una proprietà privata. Arrivati sul posto, un deposito di materiali per giardinaggio, hanno intravisto attraverso una pesante cancellata otto cani di razza Pastore Maremmano visibilmente deperiti, con diverse ferite (su muso, orecchie, zampe), alcuni anche zoppicanti, mentre uno di loro è rimasto disteso a terra per tutta la durata del successivo sopralluogo.
Vista l'evidente gravità della situazione, i volontari hanno richiesto l’intervento della Polizia Provinciale e del servizio veterinario dell’Asl. Una volta entrati, l’amara conferma: erano presenti ben 13 cani, di cui 11 maremmani (nove adulti e due cuccioli di circa tre mesi) più altri due rinchiusi dentro un recinto, senza alcun riparo. Tutti gli animali erano sprovvisti di microchip, sottopeso e mai visitati da un veterinario, presentavano piaghe e alcune ferite, dovute probabilmente a zuffe per accaparrarsi il cibo. Oltre ai cani sono state scoperte due colombe pavoncelle e diverse galline, dieci delle quali rinchiuse in una serie di batterie in condizioni igieniche pietose, al buio, alcune senza cibo né acqua. Basti pensare che una gallina aveva come giaciglio la carcassa di una compagna defunta da almeno tre settimane.
L'unica giustificazione addotta dal proprietario davanti agli ufficiali, increduli per lo stato di abbandono e trascuratezza, è stata la mancanza di tempo. Ma il tempo di prigionia di questi poveri animali era già abbondantemente scaduto. È stato quindi stilato un lungo verbale di obblighi e prescrizioni con disposizioni riguardanti tutti gli animali presenti (modalità di gestione, sterilizzazioni, cure veterinarie, microchippatura). A carico del proprietario, un uomo di mezz’età di nazionalità italiana, sono state elevate anche diverse sanzioni. Gli agenti hanno poi provveduto al ritiro e trasferimento al canile di Monza dei due cuccioli di maremmano e delle dieci galline tenute in batteria. Nei giorni seguenti sono state ritirate anche le colombe pavoncelle e i due cani segregati nel recinto. Gli animali lasciati in possesso al proprietario verranno continuamente monitorati e seguiti dalle forze intervenute e al minimo dubbio di reiterata mal gestione saranno ritirati, con pesanti ripercussioni a livello penale. […]
 
GIORNALE DI SICILIA
9 AGOSTO 2014
 
Detenzione illegale di animali, scatta sequestro a Salemi
 
di AGOSTINA MARCHESE
 
SALEMI (Trapani). Sembra quasi la trama di un film il caso che nei giorni ha coinvolto in una operazione gli uomini del Corpo forestale di Salemi e le guardie ecozoofile dell’Oipa. A seguito di una segnalazione per «possibile maltrattamento di cani e gatti», si è infatti scoperto che, in contrada Settesoldi, a «far compagnia» ad una minuta signora, erano ben 17 cani, 11 gatti, 2 pecore, alcuni conigli, delle oche nonché un istrice e 2 tartarughe rupestri. Constatata la detenzione illegale di fauna selvatica, è scattato il sequestro penale degli animali e amministrativo per l’area. Dei 17 cani, così come accertato dal medico del dipartimento veterinario di Castelvetrano, intervenuto per verificare le condizioni igienico sanitarie degli animali, solo alcuni erano stati sottoposti a microchippatura. Immediata e sostanziosa la sanzione amministrativa per A.A., che sarà costretta a pagare 172 euro per ogni cane non iscritto all’anagrafe canina. Perfetto lo stato di salute degli animali. Le guardie, con stupore, hanno osservato addirittura un rapporto particolarmente affettuoso della signora con i suoi «amici». Lo stesso istrice selvatico, infatti, sembrava gradire parecchio le carezze della donna che come lei stessa ha rivelato agli uomini del comando ha curato dopo averlo ritrovato in strada ferito ad una zampa. Salvati da morte certa anche i cani e i gatti «trovatelli». In attesa di un’ordinanza specifica del sindaco inerente il sequestro amministrativo, i cani sono stati registrati e affidati temporaneamente in custodia della proprietaria. Secondo quanto previsto dalla legge, la detenzione dei cani non può superare il numero di 5, motivo per il quale gli stessi saranno trasferiti. L’istrice maschio (Hystryx cristata), e le 2 tartarughe appartenenti alla specie protetta Emys cristata, sono stati immediatamente trasferiti al centro di recupero regionale di Ficuzza in provincia di Palermo che li rimetterà in libertà. Il comandante del corpo Forestale Saverio Siino invita tutte le persone non in regola con la microchippatura dei propri cani a legittimare la propria posizione.
 
IL TIRRENO
9 AGOSTO 2014
 
Sparano a un gatto e lo lasciano per strada
 
CASCINA (PI) - Le immagini cruente postate da un veterinario su Facebook non lasciano spazio a dubbi. E fanno pensare che possa esserci qualcuno che si diverte a sparare ai gatti nella campagna cascinese. «Conoscete qualcuno di Cascina che si diverte a sparare ai gatti col fucile?», chiede il veterinario dalla sua bacheca Facebook. Seguono sette immagini terribili di un povero gatto dilaniato dai pallini di un fucile da caccia. «Questo gatto è stato trovato per strada da due signore di Cascina. Ha il musetto e il corpo crivellato di pallini da caccia di piccolo calibro. L'ho operato e ripulito la ferita che brulicava di larve di mosca carnaria come si vede dalle foto. Potrebbe anche rimanere cieco perché alcuni pallini hanno colpito gli occhi. Ora è ricoverato da me e ha ricominciato a mangiare qualcosa. Vorrei augurare a chi gli ha sparato di ricevere una fucilata nelle parti intime, ma per fare una bastardata del genere a un animale indifeso gli attributi non li ha di certo». Il medico veterinario non nasconde la sua rabbia per quanto accaduto e spera che su questa vicenda si possa fare chiarezza. Ovviamente non si può sapere se al gatto ha sparato un appassionato di caccia - sui social network è stata subito polemica - o qualcuno che odia gli animali al punto da usarli per un macabro tiro al bersaglio. Non è però la prima volta che nelle campagne di Cascina, in particolare a San Lorenzo a Pagnatico e nella zona vicino al canile Rifugio Tom, vengono raccolti e curati gatti feriti da armi da fuoco. Soprattutto da fucili da caccia. Fatti simili sono avvenuti anche a Ponsacco, nella zona de Le Melorie, dove i cittadini, come spiega la Dav (Associazione difesa ambiente e vita), hanno organizzato una raccolta firme per chiedere maggiori controlli e per vietare la caccia nella zona dove sono stati trovati alcuni piccoli felini feriti. «È un fatto molto grave – dice Alessio Giani della Dav – ci auguriamo che vengano svolte tutte le indagini necessarie». Dal tipo di ferite trovate sul corpo del gatto recuperato in una strada di Cascina viene da pensare che nella zona ci sia qualcuno che si “diverte” a sparare ai gatti. Anche per questa ragione il veterinario ha deciso di rendere pubblico il fatto, così che possano essere aumentate le attenzioni nei confronti di chi usa il fucile per tormentare i poveri animali. Se le due donne non avessero visto il gatto agonizzante per la strada molto probabilmente sarebbe morto dopo lunghe sofferenze.
 
GAZZETTA DI REGGIO
9 AGOSTO 2014
 
Uccide il gatto della vicina, denunciato
 
CASTELNOVO MONTI (RE) - Ha avuto un raptus di rabbia cieca, e l’ha sfogato contro la prima vittima indifesa che si è trovato davanti. Un 23enne di Castelnovo è stato denunciato per aver ucciso, sbattendolo a terra violentemente, il gatto della vicina, che ha avuto la colpa di trovarsi sul suo cammino mentre stava uscendo di casa dopo una lite con la madre. A chi, dopo la scena orribile, chiedeva spiegazioni, pare che abbia risposto “meglio così piuttosto che sfogarmi su di lei” indicando la vicina. Una scena delirante, avvenuta dopo che il giovane era uscito di casa dopo un litigio con la madre. Sulla porta si è ritrovato la vicina che cercava di recuperare il gatto, che aveva sconfinato nel giardino del vicino. Indispettito per la presenza della donna ha preso il micio, un grazioso gattino di razza Europea di appena 4 mesi, che ha scaraventato a terra causandone la morte immediata. Anche al proprietario, che ovviamente ha chiesto conto di un comportamento così assurdo (verrebbe da dire animalesco, ma in questo caso il più animale tra i due è stato sicuramente l’uomo), il giovane ha riservato un comportamento ancora violento, spingendolo a terra. Sono dovuti intervenire i carabinieri del Nucleo radiomobile di Castelnovo per riportare il 23enne alla ragione e alla calma, conducendolo poi in caserma dove al termine degli accertamenti è stato denunciato per il grave episodio, con l'accusa di uccisione di animale domestico. L’episodio è avvenuto giovedì, poco dopo la mezzanotte. Il giovane era appena tornato a casa dove è stato raggiunto dalla madre che si trovava nel giardino dei vicini. Il gattino l’ha seguita infilandosi in cortile. Peccato che tra madre e figlio sia nato un litigio con urla che si sentivano fin fuori casa. A questo punto la vicina ha raggiunto il giardino per riprendere il suo gatto, incappando però nel ragazzo che uscendo da casa se l’è trovata di fronte ed ha inveito contro di lei. Quindi senza alcun apparente motivo ha afferrato il gatto e lo ha scaraventato a terra. Poi l’intervento dei carabinieri: il reato di uccisione di animali domestici ricade sotto una legge introdotta nel 2004, e nel codice penale prevede la reclusione da 3 a 18 mesi.
 
LA REPUBBLICA
9 AGOSTO 2014
 
Lasciato in casa legato al letto, cagnolino muore impiccato
In via Agostino Bertani, a Trastevere. A dare l'allarme alla polizia un passante che ha visto l'animale appeso fuori dalla finestra. I proprietari sarebbero una coppia di francesi
 
ROMA, Un cane di piccola taglia è morto impiccato da una catena nel pomeriggio a Roma. E' accaduto intorno alle 17 in zona Trastevere. A dare l'allarme al 113 un passante che ha notato il cagnolino appeso fuori da una finestra al terzo piano di un palazzo di via Agostino Bertani. Sul posto è intervenuta la polizia che ha rintracciato i proprietari.
Secondo quanto si è appreso,si tratta di una coppia di francesi. I due avrebbero raccontato agli agenti di aver legato con una catena una zampa del cane al letto prima di uscire e di aver lasciato la finestra aperta. Probabilmente il cagnolino è rimasto impiccato nel tentativo di saltare fuori.
 
LA PROVINCIA DI COMO
9 AGOSTO 2014
 
Investe un cane e fugge
L’animale muore sul colpo
 
Como -   Ha investito un cane, morto subito, e non si è fermato. È successo ieri alle 13 in via Brogeda a Ponte Chiasso.
La targa dell’investitore è stata annotata da un passante. L’investitore rischia una multa e una denuncia penale.
Il cane, di taglia media, camminava senza guinzaglio accanto al proprietario
 
CORRIERE DELLA SERA
9 AGOSTO 2014
 
Rischia di affogare in mare:
i «cani bagnino» salvano un uomo
 
Roma - Le unità cinofile della Protezione civile presenti sulle spiagge hanno soccorso una persona in difficoltà che si trovava a 80 metri dalla riva al cancello 6
In difficoltà a 80 metri dalla riva lo salvano i cani bagnino. E’ successo a Ostia, domenica mattina. Durante i weekend estivi, infatti, in sette stabilimenti comunali del X Municipio sono presenti le unità cinofile della Protezione Civile di Roma: cani addestrati non sono a monitorare le acque, ma anche pronti ad intervenire per salvare i bagnanti in difficoltà. Ed è proprio quello che è avvenuto domenica: le unità cinofile hanno soccorso un uomo che si trovava a 80 metri dalla riva al cancello 6 di Ostia.
Prevenzione sulla spiaggia
I cani, appartenenti alla Scuola Italiana Cani Salvataggio, sono addestrati ad intervenire con il loro conduttore in qualsiasi condizione meteo-marina. Il Campidoglio, che ha reso noto l’episodio, ricorda che «l’impegno nell’attività di prevenzione ed educazione alla sicurezza sulle spiagge, con un’azione rivolta soprattutto alla popolazione più a rischio, giovani e bambini». Gli opuscoli informativi vengono distribuiti sulle spiagge affollate proprio dai cani bagnino.
 
GEA PRESS
9 AGOSTO 2014
 
Caltanissetta – Uccellagione: duplice intervento delle Guardie WWF e Carabinieri
Denunciato un recidivo uccellatore e la titolare di un allevamento di volatili autorizzato dalla Regione siciliana. Il WWF: occorre un aumento delle sanzioni penali
 
Intervento delle Guardie volontarie del WWF  nei pressi di Marianopoli e Montedoro, entrambi centri della provincia di Caltanissetta.
Nel primo caso è stato individuato un uccellatore recidivo, che stava utilizzando una coppia di reti di oltre due metri di lunghezza ed aveva già catturato alcuni cardellini, specie particolarmente protetta.
Il luogo scelto era non a caso nei pressi di un torrente. L’uccellatore, infatti,  aveva sistemato la rete in modo tale da catturare i piccoli uccelli canori che si fossero avvicinati per bere. Avendolo notato, le Guardie WWF (Ennio Bonfanti, coordinatore provinciale, e Calogero Aprile, vice-coordinatore) si sono così appostate  nelle vicinanze appurando come il bracconiere stava altresì utilizzando un “richiamo vivo” per attirare i volatili. Si trattava, infatti, di un cardellino rinchiuso in una minuscola gabbietta appesa ad un cespuglio; con i suoi versi “richiamava” altri conspecifici.
Inoltre, il bracconiere aveva collocato in prossimità delle reti un altro cardellino usato come “zimbello”: una zampetta risultava legata con uno spago ad un pezzo di ferro che “ancorava” il volatile al suolo, in modo da svolazzare continuamente senza però riuscire mai a liberarsi. Si tratta di una odiosa e crudele pratica molto usata nelle tese di caccia e di uccellagione, in cui i malcapitati uccelli, con i loro svolazzi, servono a indurre quelli liberi a calare negli appostamenti; quando è stato recuperato dalle Guardie WWF, il cardellino era stremato ed esausto per il continuo dibattersi delle ali, ed aveva una ferita alla zampetta causata dallo stretto legaccio.
Le Guardie Giurate WWF, contattavano i militari della Stazione dei Carabinieri di Marianopoli, prontamente intervenuti.
Il bracconiere veniva trovato in possesso dell’attrezzatura da uccellagione, dei due cardellini usati come richiamo e zimbello e, inoltre, di un borsone da viaggio dentro il quale erano nascosti – stipati al buio in una gabbietta – 4 altri cardellini appena catturati. Tutti gli animali in buone condizioni di salute venivano direttamente liberati sul posto; il cardellino legato ed usato come zimbello, invece, poiché necessitava di cure per i maltrattamenti subiti, veniva sequestrato ed affidato ai volontari del WWF. I 4 cardellini già catturati avrebbero fruttato al bracconiere, qualora immessi nel mercato clandestino dell’avifauna selvatica, alcune centinaia di euro di illecito profitto ai danni dello Stato e della natura.
L’uccellatore nisseno, quindi, è stato deferito all’Autorità giudiziaria per varie ipotesi di reato: esercizio dell’uccellagione (previsto l’arresto fino ad un anno o l’ammenda fino a 2.065 euro), detenzione di specie particolarmente protette (arresto fino a otto mesi o l’ammenda fino a 2.065 euro), uso di richiami vietati (ammenda fino a 1.549 euro), maltrattamento (arresto  fino  ad  un  anno o ammenda fino a 10.000 euro) e sevizie di animali (reclusione da  tre mesi a un anno o multa fino a 15.000 euro) ed altri reati.
Precedentemente, nelle scorse settimane, il WWF aveva condotto un’altra operazione di contrasto al fenomeno del traffico illegale di fauna selvatica: unitamente al personale della Stazione dei Carabinieri di Montedoro (CL), le Guardie WWF avevano effettuato un’ispezione presso i locali adibiti ad “allevamento a scopo ornamentale ed amatoriale” di cardellini, gestito da una donna titolare di apposita autorizzazione rilasciata dalla Regione Siciliana. L’esito dei controlli, invece, ha permesso di accertare l’assoluta irregolarità dell’allevamento di cardellini: sono stati sequestrati, infatti, 4 cardellini (tre vivi ed uno morto) privi di anello identificativo alla zampa e, perciò, detenuti illegalmente; gli animali non risultavano inseriti nei registri di carico e scarico dell’allevamento e non vi era alcuna documentazione che attestasse l’origine di ciascun esemplare detenuto. Pertanto, anche in questo caso è scattata la denuncia alla Procura di Caltanissetta per il reato di detenzione di specie particolarmente protetta ai sensi dell’art. 30 della legge n. 157 del 1992, che tutela la fauna selvatica in quanto “patrimonio indisponibile dello Stato”.
Sono tuttora in corso, su tutto il territorio provinciale, ulteriori accertamenti ed indagini da parte degli esperti del WWF che stanno monitorando altri siti di uccellagione. Purtroppo il controllo capillare e costante del territorio non è semplice a causa della vastità degli spazi da monitorare; le Guardie del WWF, inoltre, sono costrette ad autotassarsi per l’acquisto del carburante necessario per i servizi di vigilanza.
“Nel Nisseno come nel resto della Sicilia quella dell’uccellagione e del traffico di cardellini ed altri fringillidi sono fenomeni di palese illegalità duri a morire – denuncia Ennio Bonfanti, coordinatore del Nucleo Provinciale Vigilanza WWF -; tuttora dalle nostre parti vi sono purtroppo numerosi soggetti che, con reti e trappole, si dedicano praticamente tutto l’anno ed ogni giorno a catturare i piccoli uccelli canori. Gli uccelli sottratti alla vita selvatica sono poi venduti in maniera clandestina agli “amatori” ed allevatori, che sono disposti a pagare anche centinaia di euro per un buon esemplare di cardellino dal canto melodioso. Un traffico che si autoalimenta costantemente, per cui non è raro vedere in piena città decine di gabbiette appese ai balconi in cui sono detenuti cardellini ed altri volatili selvatici. Le Guardie del WWF – prosegue Bonfanti – si sono specializzate nella lotta a questo fenomeno di bracconaggio “autoctono”, in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri e le altre forze di polizia locali: seguendo le segnalazioni dei cittadini e le proprie indagini, gli Agenti del WWF ogni anno organizzano controlli mirati, denunciando periodicamente vari uccellatori e trafficanti”.
In questo periodo gli uccellatori si dedicano alla facile cattura dei giovani cardellini nati in primavera e che hanno abbandonato il nido da poco: si muovono in gruppetti nelle campagne e si ritrovano a decine negli incolti ricchi di vegetazione secca, per nutrirsi dei semi, oppure vicino a ruscelli o abbeveratoi, dove rifornirsi d’acqua. Bastano un richiamo ed una rete posizionati in questi luoghi (comuni e diffusi nelle nostre campagne) per catturare centinaia di vittime innocenti, impoverendo ogni giorno di più i nostri ambienti dei loro allegri e soavi canti. Per il WWF è indispensabile l’inasprimento delle sanzioni penali previste per il reato di uccellagione, che per le particolari caratteristiche di crudeltà deve essere sanzionato come delitto e non più come contravvenzione.
 
MESSAGGERO VENETO
9 AGOSTO 2014
 
L'orso Alessandro sconfina in Slovenia, rischia di essere abbattuto
L'allarme dei ricercatori dell'università di Udine: fra il 2003 e il 2019 sono stati uccisi tre animali su 9 che avevano il radiocollare
 
UDINE. Un orso bruno, battezzato Alessandro dai ricercatori dell'Università di Udine, dopo avere trascorso un mese in Italia, in Friuli Venezia Giulia, adesso è in Slovenia, a pochi chilometri da un'area dove a causa di una deroga rischia di essere abbattuto.
Stefano Filacorda, ricercatore a Udine, ha subito allertato le autorità di Lubiana, precisando che Alessandro è monitorato nei suoi spostamenti tramite radiocollare e non è un esemplare che fa grossi danni.
«Il ministero dell'agricoltura e delle foreste sloveno ha 'invitatò i cacciatori locali a non abbattere l'orso munito di radiocollare, ma questo non significa che Alessandro sia al sicuro e che non possa essere ucciso se si trovasse nel posto sbagliato al momento sbagliato» spiega Filacorda, che da tempo cerca di far riconoscere ai vicini il fatto che un orso con il collare sia «un patrimonio di tutti» e fornisca informazioni preziose.
Il problema è che non esiste ancora un piano di gestione italo-sloveno per questi animali, nemmeno di quelli oggetto di studi, spesso finanziati con milioni di euro di fondi europei.
Secondo Filacorda «telemetria e genetica ci dicono che c'è un gruppo comune che si muove su zone di confine, quindi è chiaro che servono piani di gestione comuni. Da quindici anni si parla di una banca genetica degli orsi italiani e sloveni, intanto fra 2003 e 2010 sono tre su nove quelli 'radiocollaratì in Friuli e abbattuti in Slovenia».
 
IL TIRRENO
9 AGOSTO 2014
 
Possedendo specie pericolose si rischia anche l’arresto
 
Chi possiede e abbandona animali inseriti nella lista delle specie pericolose secondo il ministero dell’ Ambiente non solo crea un danno ambientale, ma rischia di essere arrestato. Secondo la legge 150 del 1992 infatti chiunque importa, esporta o riesporta, sotto qualsiasi regime doganale, vende, espone per la vendita, detiene per la vendita, offre in vendita, trasporta, anche per conto terzi, o comunque detiene esemplari di specie inserite nell’elenco degli animali pericolosi stilata dal ministero dell’Ambiente considerate pericolose rischia l’ arresto da tre mesi ad un anno o un a sanzione dai 7mila ai 100mila euro. In caso di recidiva la pena aumenta e l’arresto da tre mesi può arrivare fino a due anni con una sanzione dai 7 mila a sei volte il valore degli animali.
 
IL TAM TAM
9 AGOSTO 2014
 
Animali alieni: non si può stare fermi
Lupi o non lupi, scoiattoli grigi o scoiattoli rossi, mentre si chiacchiera nascono animali alieni dalla caratteristiche nuove e non sempre buone
 
Lo aveva già detto tempo, fa ma ora il vicepresidente della Provincia Aviano Rossi ha firmato la petizione della LAV (Lega Antivivisezione) contro  il provvedimento regionale di “soppressione degli scoiattoli grigi…. se proprio si vuol procedere al contenimento degli scoiattoli grigi, allora dopo la cattura si pratichi la sterilizzazione e li si rilasci, evitandone la soppressione.”
Una posizione che probabilmente, se assunta in pieno con la sterilizzazione, potrà trovare molte adesioni in Umbria dove la popolazione degli scoiattoli alieni è ancora limitata ad una zona ristretta, ma occorre far presto prima che il fenomeno diventi incontenibile e si espanda e quindi ” bando alle ciance” pre elettorali ed avanti con la cattura dei grigi prima che, magari con incroci con gli scoiattoli rossi, non escano fuori animali che delle due specie abbiano solo le qualità peggiori.
Una urgenza che, invece, non sembra ci sia stata con gli ibridi di lupi.
A forza di gridare .. “al lupo al lupo”, da una parte, e dall’altra … “guai a chi tocca una specie protetta” anche in Umbria ci siamo ritrovati con animali che del lupo appenninico hanno si l’apparenza ma che hanno l’istinto ed i comportamenti del cane, per di più aggravati dall’essere – gli animali – dei randagi.
Forse, se si deciderà di catturare questi animali che si stanno mostrando molto più aggressivi e temerari dei lupi appenninici, ci si accorgerà, come avvenuto in altre parti con l’esame del DNA, che di lupi veri ve ne è una percentuale minoritaria, col rischio anche di scoprire che di veri lupi, quelli che si volevano proteggere, non ce ne sono più, perché sopraffatti dai più prolifici e distruttori di selvaggina cpme sono gli ibridi, che delle loro sembianze si sono avvalsi come un cavallo di Troia per ingannare tutti.
Per questi “lupi” alieni forse è tardi per tentare un contenimento tramite la sterilizzazione, perché le segnalazioni della loro presenza sono molteplici.
Anche la media valle del Tevere umbro non è estranea a questo fenomeno invasivo e non solo nei boschi del Peglia, perché segnalazioni sono giunte, in piena estate, sia dalle colline soprastanti la frazione tuderte di Pantalla, sia sulle colline intorno a Todi: dalle parti di Morre, Melezzole e Morruzze e l’esperienza insegna che quando avevano fame questi animali si sono spinti alla periferia di Bologna a rovistare nei cassonetti per l’immondizia.
 
LA ZAMPA.IT
9 AGOSTO 2014
 
India, le università dicono basta alla dissezione degli animali
L’ente che determina gli standard educativi ha fermato la sperimentazione sugli animali negli studi di zoologia
 
FULVIO CERUTTI
 
E’ un giorno importante per il rispetto del benessere animale in India. La University Grants Commission (UGC), l’ente che determina gli standard educativi universitari, ha inviato una direttiva per fermare la dissezione e la sperimentazione su animali per scopi di formazione nella zoologia a livello universitario e post-laurea.  
Secondo le nuove normative, nessun animale di ogni specie potrà essere sezionato, sia da insegnanti o da studenti per qualsiasi scopo. Già nel 2011 era stato emesso un divieto parziale, un regolamento che autorizzava alla dissezione solo gli insegnanti, permettendo agli studenti la sola visione. Oltre al nuovo divieto, l’UGC ha anche suggerito l’inserimento dell’etica animale come materia di studio nei corsi al fine di sensibilizzare gli studenti. 
La Peta (People for Ethical Treatment of Animals) si era già incontratata con le autorità dell’UGC in varie occasioni per mostrare loro che in quasi ogni studio scientifico pubblicato, i metodi senza l’utilizzo di animali - tra cui simulazioni al computer, CD-ROM interattivi, filmati, grafici e modelli realistici - sono anche migliori per insegnare l’anatomia e i processi biologici complessi.  
B.K. Sharma, membro del comitato di esperti dell’UGC, stima che questa scelta porterà a risparmiare la vita ad almeno 18 milioni di animali per sessione accademica. 
 
GEA PRESS
10 AGOSTO 2014
 
Seregno (MB) – Il pony con il neonato cadavere
Il cavallino alimentato ad erba fradicia e mele marce. Intervento dell'ENPA di Monza Brianza

 
Una segnalazione di un pony vagante tra terreni occupati abusivamente nella periferia di Seregno (MB). Questo quanto pervenuto nei primi giorni di agosto all’ENPA ed alle Forze dell’Ordine.
Una situazione che richiedeva un urgente riscontro avvenuto con il sopralluogo del Comandante della Polizia Locale, un veterinario dell’Asl e due volontari del nucleo anti-maltrattamento dell’ENPA, accompagnato dal presidente, Giorgio Riva, esperto nel recupero di cavalli.
L’area al confine con Meda, riferisce l’ENPA di Monza, si sarebbe così presentanta piena di macerie, rottami e auto di dubbia provenienza. Ma la sorpresa è stata grande: il pony non c’era più. Qualcuno nella notte l’aveva portato via, dopo aver tagliato le reti. La presenza di numerosi escrementi confermava che l’animale era detenuto da diverso tempo in quel terreno, peraltro sprovvisto di stalla o altro idoneo riparo.
Le ricerche subito avviate nell’area limitrofa hanno però portano a buon frutto: il pony, una giovane femmina, viene rinvenuto in un altro terreno, a quanto pare oggetto di una causa giudiziaria per occupazione abusiva.
Con la collaborazione del proprietario del terreno, del tutto ignaro della faccenda, e la locale stazione dei Carabinieri, è stato così  aperto il catenaccio  disposto nel corso della  notte. Anche quest’area si sarebbe rivelata  non idonea alla detenzione dell’animale, il quale, oltre ad essere sprovvisto di microchip, aveva il ventre gonfio a causa di un’alimentazione scorretta a base di erba fradicia e mele ormai marce (mancava del tutto il fieno).
Con molta pazienza, Giorgio Riva riesce a far salire la cavallina sul trailer dell’ENPA e condurla nella struttura di via Buonarroti. Qui la docile Castagna – così è stata chiamata – si è subito ambientata e ha fatto amicizia con Horus, l’imponente cavallo anche lui proveniente da un sequestro di alcuni mesi fa. Il Comune di Seregno sta aiutando ENPA con un piccolo contributo giornaliero per il mantenimento della pony.
Il puledro, però, era morto.
Il recupero della cavallina ha infatti un triste retroscena. Grazie alla stessa segnalazione, il giorno prima era stato rinvenuto nella stessa area il cadavere in decomposizione di un pony neonato, sicuramente il figlio di Castagna, morto da una ventina di giorni. La carcassa è stata rimossa dal servizio di zooprofilassi dell’Asl.
Tutta questa complessa operazione, tiene a specificare la Protezione Animali, è stata resa possibile grazie alla grande disponibilità e la professionalità della Polizia Locale di Seregno.
 
LA TRIBUNA DI TREVISO
10 AGOSTO 2014
 
Il precedente di Caonada ripreso in un video anziano ha fatto fuori un gatto a bastonate
 
MONTEBELLUNA (TV). Lo scorso 23 luglio, un giovane che passeggiava nella frazione di Caonada, ha assistito alla raccapricciante uccisione a bastonate di un gatto. Il giovane da prima ha tentato d’intervenire per salvare la bestiola, ma il 84enne autore del gesto, non ha desistito finendo senza pietà la bestiola. I carabinieri sono giunti sul posto quando oramai era troppo tardi e l’anziano aveva già occultato il gatto ucciso. La vicenda ha avuto un’eco molto vasta anche per la diffusione su Internet dello scioccante video (in foto un fotogramma) fatto dal giovane mentre tentava di persuadere il pensionato a risparmiare il povero micio. Sdegno ma anche rabbia hanno portato da prima a manifestazioni di protesta da parte degli animalisti, anche con toni particolarmente accesi, e quindi all’iscrizione nel registro degli indagati dell’anziano di Caonada. La Provincia di Treviso ha inoltre deciso di costituirsi parte civile nella vicenda che ha scosso le coscienze dell’intera comunità, per la brutalità del gesto che va ricordato è penalmente perseguibile, poiché nel nostro Paese i maltrattamenti verso gli animali sono un reato. Una storia molto triste che a quanto pare quest’estate purtroppo non è rimasta un caso isolato. (i.f.) di Vera Manolli
GIAVERA Orrore in paese: cinquantaduenne uccide il suo cane a colpi di fucile. L’uomo, un cacciatore, è stato denunciato a piede libero dai carabinieri di Montebelluna, allertati dai vicini di casa, per “uccisione di animali”. Le armi trovate in casa e regolarmente detenute dall’uomo sono state messe sotto sequestro. All’arrivo delle forze dell’ordine, venerdì notte, il 52enne, ha confessato immediatamente di avere ammazzato con un suo fucile a pompa la povera cagnolina perché esasperato dal continuo abbaiare della bestiola. L’ennesimo episodio di violenza e inciviltà nei confronti degli animali. Sono bastati due colpi, secchi, del fucile a pompa per togliere per sempre la vita alla sua meticcia di taglia media che per diversi anni era stata al fianco del suo padrone senza avanzare alcuna pretesa. A fianco della stessa persona che tra venerdì e sabato notte non riusciva a chiudere occhio. Il motivo? È semplice: la cagnolina abbaiava troppo. Forse anche i vicini l’avranno sentita abbaiare proprio nel cuore della notte, purtroppo per l’ultima volta. Probabilmente la bestiola aveva bisogno di qualcosa forse di una ciotola d’acqua, del cibo oppure stava solo semplicemente facendo la guardia difendendo con le unghie e con i denti quella che per lei era stata per tanti anni la sua casa, la sua famiglia. Quel suo modo di abbaiare così insistente ha, però, dato davvero fastidio al suo padrone tanto da fargli perdere la pazienza e mandarlo in escandescenza. Mentre tutti in casa stavano dormendo il cinquantaduenne che ah anche altri cani, non ha avuto dubbi e ha imbracciato il suo fucile a pompa. Da una finestra ha preso la mira e ha fatto fuoco sulla cagnolina. Dalla potentissima arma sono partiti due colpi che hanno buttato giù dal letto i vicini di casa. Sono stati due colpi mortali che hanno disintegrato il corpicino del povero animale. A sentire gli spari in piena notte i vicini di casa si sono allarmati e hanno allertato i carabinieri. Una volta arrivata sul posto la pattuglia delle forze dell’ordine, l’uomo ha ammesso di avere ucciso la propria cagnolina. Quando i carabinieri hanno chiesto il motivo di tanta violenza, l’uomo ha semplicemente risposto che non riusciva a dormire «perché il cane continuava ad abbaiare». Per questo motivo, futile, senza farsi alcuno scrupolo, ha ammazzato la meticcia. Un gesto condannato subito dai concittadini che alla notizia sono rimasti sgomenti e senza parole. Constato il decesso dell’animale, i carabinieri hanno denunciato a piede libero il cinquantaduenne. Oltre al fucile a pompa sono state sequestrate altre armi detenute dall’uomo con una regolare licenza. Adesso in paese è scattata la caccia al padrone della povera cagnolina. Per tutelare la privacy del cinquantaduenne, i carabinieri non hanno rivelato le sue generalità al fine anche di garantire la sua sicurezza personale. «È una vergogna», dichiarano i residenti, «è una storia orribile, sembra impossibile che sia potuto succedere proprio nel nostro paese. Vogliamo sapere chi è perché non è giusto difenderlo e proteggerlo e speriamo che la giustizia non faccia sconti a quest’uomo». Come lui non ne ha fatti alla sua fedele cagnolina.
 
TRENTINO
10 AGOSTO 2014
 
«Qui il cane non entra» Agritur rinuncia a 6 clienti
«Ho clienti che non gradiscono» ha spiegato l’esercente di San Bernardo di Rabbi La famiglia messa alla porta replica: «Al mare e in città accolti senza difficoltà»
 
RABBI (TN). Estate con un tempaccio che fa scappare i turisti. I chiari di luna economici che si riflettomo nei portafogli. Insomma tante situazioni che suggerirebbero agli operatori turistici di tenersi buoni gli avventori.... Eppure, nonostante tutto ciò, in un locale trentino si preferisce mandare via sei persone (prenotate, confermate via telefono e raccomandate dal gestore di essere puntuali a tavola) pur di non fare entrare nell’agritur - perché di questo parliamo - il loro cane. E alla famiglia, padre, madre, due bimbe e nonni, nonché al cane Oliver, un Boston terrier, non è rimasto che fare retromarcia, piuttosto allibiti dall’accoglienza riservata al loro quattrozampe in un angolo tra i più belli del Trentino e in un agritur, quello della famiglia Ruatti, a San Bernardo di Rabbi, noto per la bontà dei propri prodotti biologici.
Qui si vuole invece parlare di opportunità, di cultura dell’accoglienza e anche di saper valutare caso per caso, soppesando in altre parole l’impatto di un cane tranquillo e di piccola taglia in una sala da pranzo, visto che ci si trovava in un agriturismo, dall’ambientazione rustica per definizione.
Volendo poi andare a spaccare il capello in quattro è noto che da tempo non esiste più un divieto legislativo che impedisca ai cani di entrare in qualsivoglia sala da pranzo o negozio: «Siamo stati al mare, in albergo in Romagna, accolti con professionalità. In tutti i locali del Trentino i cani vengono da tempo non solo accettati senza riserve ma nel 90 per cento dei casi al loro arrivo, senza nemmeno chiederlo, viene data una ciotola d’acqua fresca» notano i protagonisti. Ma perché non si possono portare cani nell’agritur della famiglia Ruatti? «Perchè ho dei clienti che non li gradiscono ed è capitato ancora che, con la presenza contemporanea di più cani in sala, ci sia stato un po’ di trambusto».
La famiglia arrivata sino lassù ha chiesto allora se ci fossero altri cani in arrivo ed il signor Ruatti ha spiegato: «No, ma so di una persona che ha un cane e gli ho detto di non portarlo e quindi, se vedesse il vostro, si potrebbe risentire» è stata la risposta del gestore, inflessibile anche di fronte alla richiesta dei sei di essere sistemati nell’angolo più appartato della sala, con la garanzia che nessuno si sarebbe accorto del cagnetto. Visto e considerato che il quadrupede da quattro anni segue, senza aver mai profferito un bau, i padroni nelle non infrequenti uscite gastronomiche. Disco rosso per lui all’agritur con i sei che, preso atto della situazione, hanno preferito salutare ed andarsene altrove. Che strana estate, proprio in un Trentino che vive di turismo.
 
MESSAGGERO VENETO
10 AGOSTO 2014
 
L’orso sconfina, ora rischia la vita
Alessandro è in Slovenia, appello dei ricercatori dell’ateneo di Udine
 
PULFERO (UD). L’ orso bruno, battezzato Alessandro dai ricercatori dell'Università di Udine, dopo avere trascorso un mese in Italia, in Friuli Venezia Giulia, adesso è in Slovenia, a pochi chilometri da un'area dove a causa di una deroga rischia di essere abbattuto. Stefano Filacorda, ricercatore a Udine, ha subito allertato le autorità di Lubiana, precisando che Alessandro è monitorato nei suoi spostamenti tramite radiocollare e non è un esemplare che fa grossi danni. «Il ministero dell'agricoltura e delle foreste sloveno ha invitato i cacciatori locali a non abbattere l'orso munito di radiocollare, ma questo non significa che Alessandro sia al sicuro e che non possa essere ucciso se si trovasse nel posto sbagliato al momento sbagliato» spiega Filacorda, che da tempo cerca di far riconoscere ai vicini il fatto che un orso con il collare sia «un patrimonio di tutti» e fornisca informazioni preziose. Il problema è che non esiste ancora un piano di gestione italo-sloveno per questi animali, nemmeno di quelli oggetto di studi, spesso finanziati con milioni di euro di fondi europei.
 
LA ZAMPA.IT
11 AGOSTO 2014
 
L’orso Alessandro a rischio in Slovenia, allarme da Udine
Nel periodo 2003-2010 abbattuti tre orsi su nome con radiocollare
 
Un orso bruno, battezzato “Alessandro” dai ricercatori dell’Università di Udine, dopo avere trascorso un mese in Italia, in Friuli Venezia Giulia, adesso è in Slovenia, a pochi chilometri da un’area dove a causa di una deroga rischia di essere abbattuto. Stefano Filacorda, ricercatore a Udine, ha subito allertato le autorità di Lubiana, precisando che Alessandro è monitorato nei suoi spostamenti tramite radiocollare e non è un esemplare che fa grossi danni. 
“Il ministero dell’agricoltura e delle foreste sloveno ha ’invitato’ i cacciatori locali a non abbattere l’orso munito di radiocollare, ma questo non significa che Alessandro sia al sicuro e che non possa essere ucciso se si trovasse nel posto sbagliato al momento sbagliato” spiega Filacorda, che da tempo cerca di far riconoscere ai vicini il fatto che un orso con il collare sia “un patrimonio di tutti” e fornisca informazioni preziose. Il problema è che non esiste ancora un piano di gestione italo-sloveno per questi animali, nemmeno di quelli oggetto di studi, spesso finanziati con milioni di euro di fondi europei. Secondo Filacorda “telemetria e genetica ci dicono che c’è un gruppo comune che si muove su zone di confine, quindi è chiaro che servono piani di gestione comuni. Da quindici anni si parla di una banca genetica degli orsi italiani e sloveni, intanto fra 2003 e 2010 sono tre su nove quelli ’radiocollarati’ in Friuli e abbattuti in Slovenia”. 
 
YAHOO NOTIZIE
10 AGOSTO 2014
 
Cina, camion dell'orrore con cani destinati al macello. Guarda il salvataggio
 
Erano destinati ai macelli e sarebbero finiti sulle tavole di molti ristoranti cinesi se decine di attivisti non fossero intervenuti a salvarli. La storia a lieto fine ha per protagonisti centinaia di cani cinesi, che sono stati salvati dagli animalisti grazie al passaparola sui social network. L'allarme è scattato quando alcuni volontari hanno fermato un camion proveniente da Pechino e diretto verso la provincia di Hebei pieno di cani stipati in condizioni disumane. Sono sei camion in tutto sono stati intercettati dai volontari e costretti a fermare la loro corsa: molti cani non ce l'hanno fatta, molti altri hanno ferite molto gravi, ma la maggior parte si è salvata. Animal Amnesty ne ha dato notizia su Facebook documentando il salvataggio con le prime immagini ufficiali.
Animal Amnesty racconta così la vicenda: "Tutto è iniziato il 3 agosto da un camion, fermo alla stazione di rifornimento per far benzina. Quando degli attivisti animalisti hanno visto il crudele carico (decine di cani, alcuni già morti a causa delle condizioni di trasporto, destinati ai macelli e poi ai ristoranti) hanno deciso di agire".
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
10 AGOSTO 2014
 
Lotta con il maiale, parrocchia sotto accusa negli Usa
Gli attivisti contro una tradizione che dura da 44 anni: «E’ una violenza sugli animali»

 
fulvio cerutti
 
Una chiesa parrocchiale statunitense è finita al centro delle polemiche per la lotta al maiale. Da 44 anni a Hortonville, in Wisconsin, la chiesa di San Patrizio organizza un evento di wrestling con i suini. Il tutto ha attirato l’attenzione degli animalisti che lo ritengono un evento crudele e in contrasto con i valori cristiani. 
La manifestazione è prevista per questo fine settimana e funziona così: i partecipanti entrano dentro un recinto e devono cercare di catturare un maiale in un terreno pieno di fango. Gli “umani” vincono se riescono a prendere il suino e a caricarlo su un bidone. 
Il sito Catholic.org ha provato a prendere contatto con il parroco della chiesa locale, ma non ha avuto risposte. A parlare è stato invece Jordan Turner, presidente della Global Conservation Group Inc, che su Examiner.com ha sottolineato come l’evento sia contrario alle normative contro gli abusi sugli animali previste dallo stato del Winsconsin: il capitolo 951, intitolato «Crimini contro gli animali», vieta combattimenti di galli, cani e qualsiasi altro combattimento simile tra animali o animali ed esseri umani. Nel wrestling di Hortonville i maiali vengono presi a pugni sul muso, a calci, sbattuti contro la recinzione, sottoposti allo stress dell’inseguimento e dell’essere caricati sul bidone. Tutte violenze ancora più accentuate per un animale la cui intelligenza è nota ormai da molte ricerche. Per ora una petizione online non ha fermato l’evento, e la speranza è rinviata al prossimo anno. 
 
LA REPUBBLICA
11 AGOSTO 2014
 
Como, ferisce cane con cerbottana: caccia all'aggressore
 
Ferito con cinque dardi di cerbottana, lunghi sei centimetri che si sono conficcati sul corpo e sul muso. Un cane meticcio è stato trovato impaurito e sofferente ad Albiolo, provincia di Como. Lo ha aiutato un residente della zona che ha lanciato l'allarme. L'intervento è stato coordinato da Como Soccorso emergenza veterinaria che ha allertato la Asl: dopo aver tranquillizzato il cane, l'equipe specializzata dell'azienda sanitaria lariana lo ha trasportato in un centro per le cure. Ora sta bene e non corre pericoli. Ferite a parte, il cane è in buone condizioni di salute ed è ben nutrito quindi i soccorritori, dando per scontato che abbia un proprietario, hanno avviato le ricerche. Intanto ad Albiolo molti residenti hanno espresso rabbia e indignazione per l'accaduto: si sono messi in moto per rintracciare la persona, o le persone, responsabili del gesto. I proprietari di cerbottane in paese, peraltro, non dovrebbero essere moltissimi (Davide Cantoni)
FOTO
 
GEA PRESS
11 AGOSTO 2014
 
Pisa – Il gatto con i pallini per uccellini
Ricoverato in ambulatorio veterinario, ha perso un occhio ed è pieno di piombo

 
E’ stato trovato alcuni giorni addietro a Titignano, frazione di Cascina, in provincia di Pisa. Una ragazza, passando nei luoghi, si è accorta di quel corpicino con la scapola crivellata ed il volto segnato delle ferite dei pallini. Preso il gatto, si è rivolta ad un’amica ed assieme hanno provveduto a trasportarlo  presso l’Ambulatorio Veterinario diretto dal dott. Luca Barsanti.
E’ iniziata così la terapia del bel gatto grigio e bianco che, secondo un il dott. Barsanti, un padrone è probabile che l’abbia avuto.
“Un gatto accudito – riferisce a GeaPress il dott Barsanti – Si capisce da come si fa curare. Un animale sicuramente abituato al contatto con  l’uomo”.
Il micio, purtroppo, ha perso la vista dell’occhio destro, mentre per il sinistro si attende la fine della terapia. Ancora, però, non può dirsi salvo, “anzi – riferisce il dott. Barsanti – dovranno ancora passare parecchi giorni prima di potere sciogliere la prognosi“.
Quando è arrivato in ambulatorio riportava tutti i segni di una permanenza in  strada, successiva al colpo di fucile. Pallini piccoli, tipo per uccellini, che hanno invaso soprattutto la parte anteriore del corpo senza per fortuna procurare fratture. Il gatto, però, era invaso dalle zecche, mentre la ferita in prossimità della scopola era ormai aggredita dalle larve di mosca. Una forte anemia e lo stato di disidratazione, confermavano i giorni di sofferenza.
Del caso si stanno occupando i Carabinieri di Navacchio, frazione del Comune di Cascina, che hanno dato piena disponibilità allo svolgimento delle indagini. Ad oggi, però, sembra che non vi siano sospetti.
“Nonostante quelli tolti – spiega il dott. Barsanti – non passa giorno senza che alcuni pallini vengano fuori nel corso della pulizia della ferita. Non pochi di loro sono all’interno del tessuto muscolare  e probabilmente rimarranno per sempre“.
Il bel micio bianco e grigio riceve tutte le attenzioni che gli sono dovute. Si spera che la denuncia contro ignoti possa dare al più presto un nome e che l’occhio rimasto ferito, torni a vedere. L’ultima incognita è il piombo che conserverà in corpo. Il rischio futuro, infatti, è il saturnismo, ovvero l’avvelanamento causato dal pericoloso metallo.
 
NEL CUORE.ORG
11 AGOSTO 2014
 
BRIANZA: CANI, GALLINE E COLOMBE TENUTI IN CONDIZIONI ORRIBILI
IL PROPRIETARIO: "NON HO TEMPO DI OCCUPARMENE"
 
Cani, galline e colombe tenuti in condizioni orribili a Bovisio Masciago. Due volontari del nucleo antimaltrattamento di Enpa, sezione di Monza e Brianza, hanno scoperto il "Campo degli orrori" – riferisce "Il Giorno" - dopo la segnalazione arrivata al centro monzese che denunciava la presenza di cani in cattive condizioni all'interno di una proprietà privata. Durante il sopralluogo, in quello che sembrava un deposito per attrezzi da giardinaggio, gli operatori hanno trovato otto pastori maremmani feriti su muso, orecchie e zampe, fortemente deperiti, alcuni zoppicanti, uno apparentemente incapace di sollevarsi sulle zampe.
Sono stati immediatamente attivati la Polizia Provinciale e il servizio veterinario dell'Asl. L'accesso ha consentuto di individuare altri cani, per un totale di 13, di cui 11 maremmani (nove adulti e due cuccioli di circa tre mesi) più altri due rinchiusi dentro un recinto, senza alcun riparo. Tutti sprovvisti di microchip, sottopeso e mai visitati da un veterinario, con piaghe e diverse ferite. C'erano inoltre colombe e galline, dieci delle quali ingabbiate in condizioni penose, al buio, alcune senza cibo né acqua. Una aveva come giaciglio la carcassa di un'altra gallina.
Il proprietario, un italiano di mezza età, si è giustificato per la trascuratezza adducendo "la mancanza di tempo". Ma gli agenti lo hanno sanzionato, hanno trasferito al canile di Monza gli animali in condizioni peggiori ed hanno imposto una serie di prescrizioni a beneficio di quelli rimasti, che saranno continuamente monitorati.
 
NEL CUORE.ORG
11 AGOSTO 2014
 
CIVITAVECCHIA, TUTTI INSIEME PER SALVARE IL DELFINO: NIENTE DA FARE
L'ANIMALE È MORTO NONOSTANTE I SOCCORSI
 
Per ore hanno tentato di mantenerlo in vita, Ma alla fine gli uomini della Guardia costiera di Civitavecchia, e i numerosi bagnanti presenti, hanno solo potuto constatare il decesso del delfino, un maschio adulto di oltre due metri di lunghezza. L'animale in difficoltà era stato segnalato verso le 15 di sabato scorso alla Frasca, una località rocciosa a nord di Civitavecchia, a circa cinquanta metri dalla riva. Nel tentativo di salvataggio sono stati impegnati gli operatori della Guardia Costiera e molti dei presenti, che speravano di vedere il cetaceo riprendersi. Ma quando il veterinario dell'Asl è arrivato, il delfino era morto. Dai primi riscontri, non vi sarebbero ferite Né lesioni di rilievo.
 
PALERMO TODAY
11 AGOSTO 2014
 
Lotte tra cani e corse di cavalli, a Palermo aumentano i crimini contro gli animali
E' agghiacciante il rapporto della Lav. Arrestate cinque persone che organizzavano combattimenti allo Zen 2 e sequestrati sei pit bull: sono solo gli ultimi risvolti della complessa attività investigativa ad opera della Procura
 
Il rapporto Zoomafie realitvo al 2013 è raggelante. A Palermo e nel resto della Sicilia ci sono stati nuovi e forti segnali che hanno confermato la ripresa dei combattimenti tra cani: persone denunciate, ritrovamenti di animali con ferite da morsi o morti dopo una lotte, furti e rapimenti di cani di grossa taglia o di razze abitualmente usate nei combattimenti, sequestri di allevamenti di pit bull. Il rapporto è stato curato dalla Lav. Negli ultimi mesi è andata avanti una complessa attività investigativa ad opera della Procura di Palermo che ha portato all'applicazione di 5 arresti contro altrettante persone che organizzavano combattimenti allo Zen 2 e al sequestro di sei pit bull.
Sono solo alcuni dei numeri che offrono un quadro della situazione. Ma quello dei combattimenti tra cani non è il solo settore di attività criminali legate agli animali. A Palermo regge ancora il fenomeno dell'ippica illegale, con "corse clandestine - recita il rapporto Lav - gare di sforzo, cavalli stramazzati a terra e abbandonati sulla strada, doping, scommesse illegali, furti e macellazioni abusive".
Nella provincia di Palermo sono stati aperti 195 procedimenti penali per reati contro gli animali con 153 indagati. I livelli sono clamorosamente alti, perché il numero degli indagati è aumentato del +27%. In cinque anni, dal 2009 al 2013 compreso, sempre in base ai dati rilasciati dalle rispettive Procure, nella provincia di Palermo sono stati aperti 607 procedimenti penali per reati contro gli animali con 507 indagati.
 
LA REPUBBLICA
11 AGOSTO 2014
 
Rapporto Zoomafia, in Sicilia aumentano crimini contro animali
Corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, pesca di frodo, traffico di fauna selvatica, doping: sono alcuni dei crimini contro gli animali gestiti dalla criminalita' in Sicilia che emergono dal documento di Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell'Osservatorio della Lav.
La nuova edizione del Rapporto, "Illegalita', malaffare e crimini contro gli animali", alla sua quindicesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalita' nel 2013.

"I crimini a danno degli animali si presentano in Sicilia sempre di piu' come attivita' organizzate, portate avanti da veri sodalizi dotati di strutture, mezzi e con forte pericolosita' sociale - dice Troiano -. Diverse inchieste hanno messo in evidenza l'interesse della criminalita' organizzata per le corse di cavalli, il controllo dei mercati ittici o del comparto zootecnico. Sequestri e confische di animali, allevamenti e punti vendita confermano questo dato. I traffici legati alla sfruttamento degli animali in Sicilia rappresentano un'importante fetta del business realizzato a livello nazionale". Nel 2013, secondo il rapporto della Lav, ci sono stati nuovi e forti segnali che hanno confermato in modo allarmante la ripresa dei combattimenti. Persone denunciate, combattimenti interrotti, ritrovamenti di cani con ferite da morsi o di cani morti con esiti cicatriziali riconducibili alle lotte, furti e rapimenti di cani di grossa taglia o di razze abitualmente usate nei combattimenti, sequestri di allevamenti di pit bull e di ring dove si svolgevano le lotte, filmati di combattimenti, segnalazioni: questi i segnali che indicano una recrudescenza del fenomeno. Dopo anni c'e' stata, nuovamente, una complessa attivita' investigativa ad opera della Procura di Palermo che ha portato all'applicazione di 5 misure cautelari personali contro altrettante persone che organizzavano combattimenti allo "Zen 2" e al sequestro di 6 pit bull. Segnalazioni e denunce pubbliche sono state fatte a Canicatti', Trapani, Messina, Salemi e in altre citta' siciliane. Il rapporto Zoomafia ha puntato i riflettori su Corse clandestine di cavalli, ippodromi & doping; sulla Cupola del bestiame; sul contrabbando di Fauna ed il bracconaggio; sul "Malandrinaggio" di mare. L'Osservatorio Nazionale Zoomafia della Lav ha chiesto alle Procure Ordinarie e a quelle presso i Tribunali per i Minorenni, dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2013, sia noti che a carico di ignoti, e al numero indagati per reati a danno animali. "E' opportuno ricordare - fanno sapere dalla Lav - che il numero dei reati registrati rappresenta solo una parte di quelli effettivamente compiuti. Molti reati, infatti, pur essendo stati commessi restano nascosti, per motivi vari, e non vengono registrati". Per la Sicilia le risposte sono arrivate da 10 Procure Ordinarie su 16 (non hanno risposto Agrigento, Barcellona Pozzo di Gotto, Marsala, Patti, Ragusa e Trapani) e da 3 su quattro delle Procure Minorili (non ha risposto Palermo).
Analizzando i dati delle Procure Ordinarie, rendono noto dalla Lav, e' possibile fare una stima per alcune province dei reati contro gli animali denunciati nel 2013. Nella provincia di Caltanissetta sono stati aperti 63 procedimenti con 37 indagati. Rispetto al 2012, i fascicoli sono aumentati del +7%, passando da 59 a 63, e gli indagati aumentati dell'+3% passando da 36 a 37. Nella provincia di Catania sono stati aperti 141 procedimenti con 64 indagati, Rispetto al 2012, i fascicoli sono diminuiti del -12%, passando da 161 a 141, e gli indagati diminuiti dell'-48% passando da 122 a 64. Nella provincia di Siracusa sono sopravvenuti nel 2013 97 procedimenti con 76 indagati. I fascicoli sono aumentati del +45% passando da 67 del 2012 a 97, mentre gli indagati sono aumentati del +95% passando da 39 a 76. Nella Provincia di Enna sono stati aperti 46 fascicoli con 40 indagati. Rispetto al 2012, quando nel conteggio rientravano i dati della soppressa Procura di Nicosia, i fascicoli sono aumentati del +12%, passando da 41 a 46, e gli indagati aumentati dell'+48% passando da 27 a 40. Nella provincia di Palermo sono stati aperti 195 procedimenti penali per reati contro gli animali con 153 indagati. C'e' stato una diminuzione del -5% dei fascicoli mentre il numero degli indagati e' aumentato del +27% (205 procedimenti e 118 indagati nel 2012). In cinque anni, dal 2009 al 2013 compreso, sempre in base ai dati rilasciati dalle rispettive Procure, nella provincia di Palermo sono stati aperti 607 procedimenti penali per reati contro gli animali con 507 indagati. In base ai dati pervenuti di 10 Procure su 16, nell'intera Regione nel 2013 sono stati registrati 599 procedimenti penali per crimini contro gli animali con 393 indagati. Proiettando questo dato a livello regionale e' possibile stabilire con una stima approssimativa che in Sicilia si aprono due fascicoli al giorno per reati a danno di animali, uno ogni 12 ore circa. Ogni 14 ore circa un nuovo indagato. Poiche' alcune Procure non hanno fornito i dati, non e' possibile fare una stima totale per le seguente province: Agrigento, la Procura locale non ha inviato i dati; Messina, mancano i dati delle Procure di Patti e Barcellona Pozzo di Gotto; Ragusa, la procura non ha risposto; Trapani, la Procura non ha risposto e non ha risposto neanche quella di Marsala.
Per quanto riguarda le Procure presso i Tribunali per i Minorenni le risposte sono arrivate da: Caltanissetta, Catania e Messina. In tutte nel 2013 non ci sono stati procedimenti nè indagati per i reati in esame.
"Auspichiamo - conclude Troiano - che, in ossequio all'esigenza di legalità e sicurezza diffusa in tutti gli strati sociali, si arrivi presto al varo di alcuni provvedimenti legislativi, alcuni dei quali attesi da tempo, come il potenziamento della normativa sulla tutela penale degli animali, la modifica della normativa sugli animali d'affezione e delle norme sulla tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani, che richiedono una organica risistemazione in un unico e rinnovato testo, le disposizioni sul doping e le corse di animali su strada prevedendo apposite sanzioni delittuose, l'adeguamento delle sanzioni attualmente previste per gli illeciti in materia di adulterazione alimentare e in materia di pesca alla loro capacità offensiva, la rivisitazione della legge sulle scommesse, e, infine, l'istituzione di un apposito capitolo 'Dei delitti contro l'Ambientè all'interno del codice penale".
 
ANSA
11 AGOSTO 2014
 
Lav, no a sfruttamento illegale animali
Corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani e altro
 
(ANSA) - PALERMO, 11 AGO - Corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, pesca di frodo, traffico di fauna selvatica, doping: sono alcuni dei crimini contro gli animali gestiti dalla criminalità in Sicilia che emergono dal Rapporto Zoomafia redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell'osservatorio Zoomafia della Lav.La nuova edizione del Rapporto, "Illegalità, malaffare e crimini contro gli animali", analizza lo sfruttamento illegale di animali nel 2013.
 
L’ECO DI BERGAMO
11 AGOSTO 2014
 
Violenza efferata contro gli animali
I colpevoli potrebbero andare oltre
 
«Cari lettori,
non è decisamente confortante aprire le pagine del nostro giornale in questo periodo. Siamo letteralmente tempestati da cattive notizie: la guerra tra Israele e Palestina, la persecuzione dei cristiani in Iraq, il rapimento delle due volontarie italiane in Siria e la guerra che da troppo tempo tormenta quella nazione, persone disperate che sterminano la loro famiglia…
Certo in questo scenario l’uccisione a bastonate di un cane da pastore ad opera dei suoi proprietari nel bresciano, il killer dei gatti di Trescore e la notizia di domenica secondo cui un giovane bergamasco avrebbe torturato e ucciso la cagnolina della fidanzata, potrebbero passare davvero in secondo piano.
Proviamo però, anche solo per un momento, a non farlo, a mettere tutto sullo stesso piano. Sicuramente l’obiezione per l’accostamento di queste tristi notizie crescerebbe spontaneamente: come poter paragonare il dolore per la perdita di vite umane innocenti con quella degli animali?
In realtà si tratta di un falso problema, e non solo per le mie convinzioni personali, ma anche secondo tanti e illustri studi di criminologi, psicologi e psichiatri che si occupano di indagare i meccanismi della mente che si macchia dei delitti più orrendi: chi è capace di essere così efferatamente e gratuitamente violento nei confronti degli animali potrebbe esserlo anche contro altri esseri viventi indifesi, come le donne, i bambini, i disabili o gli anziani.
Non importa chi sia l’oggetto di una violenza, importa la violenza stessa con cui si è perpetrato il crimine.
C’è da stupirsi quindi che qualcuno abbia obiettato che “in fin dei conti è solo un cane” e non una persona, magari indignato del fatto che “ormai importano più i cani dei bambini abbandonati nei cassonetti” (grazie a Dio, tra l’altro, non è vero).
La violenza è da respingere sempre, contro chiunque venga usata e in qualsiasi forma essa si manifesti». Paolo Bosatra - dog trainer
 
VOCI DI MILANO
11 AGOSTO 2014
 
La crisi colpisce anche gli animali
Boom di ingressi al Parco Canile di via Aquila. Cibo gratis dal Banco alimentare
 
francesco berlucchi
 
In tempi di crisi c'è chi non ce la fa più a sfamare il cane o il gatto di casa. Sono i "nuovi poveri", persone che si sono ritrovate senza un lavoro, anziani, famiglie (soprattutto straniere) che decidono di abbandonare l'Italia per mancanza di lavoro e non possono portare con sé il proprio cucciolo. è la storia che viene raccontata ogni giorno dai nuovi ingressi al Parco Canile di via Aquila. Gli operatori della struttura milanese cercano persone o famiglie interessate ad un nuovo amico a quattro zampe, ma l'estate è il momento più complicato per le adozioni. Dall'inizio dell'anno, fra cani e gatti, la media degli ingressi al Parco Canile è di uno al giorno. è la crisi economica la vera causa di questa mutazione sociale. Oggi, rispetto al passato, ad entrare nel Parco Canile sono anche animali con tanto di pedigree, tatuaggi e microchip. 
In auto al Comune, per prevenire situazioni di grave difficoltà, è arrivato il banco alimentare. Come Balzoo, che distribuisce scatolette di cibo ai proprietari in difficoltà segnalati dagli assistenti sociali. Ogni mese vengono distribuite più di 10mila scatole di alimenti per animali, grazie anche alla collaborazione con i City Angels che assicurano la consegna a domicilio a quegli anziani che non sarebbero in grado di muoversi.Tradotto: 10mila pasti al mese per i cani e i gatti di Milano, non al canile ma direttamente nella famiglia dove vivono. Il banco alimentare è alimentato da chi dona le scatolette nei supermercati o nei negozi che vendono articoli per animali. La fonte principale, però, è costituita da due aziende del settore che assicurano rifornimenti costanti. 
«Tutti conosciamo quanti animali sono costretti a vivere nei canili o nei rifugi - si legge nella mission di Balzoo - Vivere per loro è davvero un'ardua impresa. Sopravvivono in condizioni disperate e senza una adeguata alimentazione. Molti volontari, su tutto il territorio nazionale, dedicano tempo e denaro per la sopravvivenza di questi meravigliosi animali ma tutto questo non è sufficiente. Vogliamo aiutarli con una capillare organizzazione che potrà raccogliere e distribuire, grazie alla raccolta fondi ed alle giornate del Banco alimentare zoologico, le eccedenze delle produzioni alimentari». 
 
LEVANTE NEWS
11 AGOSTO 2014
 
Camogli (GE). Premio Fedeltà del cane a San Rocco: tutti i premiati
 
Riceviamo e pubblichiamo
Venerdì 16 agosto San Rocco di Camogli, oltre alla festa patronale, alle 16 ospiterà la 53ª edizione del Premio Internazionale Fedeltà del cane.
Premi Fedeltà
Bangy: GF 3836, pastore tedesco femmina di due anni della Guardia di Finanza. Ha rintracciato droga e permesso di assicurare alcuni spacciatori alla giustizia. Genova
Questo nome, che evoca atmosfere da agente 007 (A.D. significa Anti Droga), appartiene ad un giovane pastore tedesco inserito nel nucleo ausiliari cinofili antidroga in servizio presso la Squadra Cinofili del Nopi di Genova.
Bangy ha dimostrato “sul campo” le sue spiccate capacità e innate doti di cane antidroga, che le hanno consentito di adattarsi ed inserirsi perfettamente ed in brevissimo tempo nel suo scenario operativo. Caratteristiche che si riscontrano raramente nei cani antidroga di nuova assegnazione, ma che nel caso di Bangy GF3836 hanno permesso, nell’arco di solo quattro mesi di operatività, il sequestro di cospicue dosi di hashish, marijuana ed eroina e la denuncia di 6 spacciatori.
Accompagnano Bangy sul palco il Tenente Michele Nocera, Comandante del Nucleo Operativo Pronto Impiego di Genova, l’Appuntato Scelto Cinofilo Daniele Luca Corcelli, conduttore di Bangy, ed il Maresciallo Capo Corrado Di Pietro, istruttore cinofilo.
Guardia di Finanza, Unità Cinofila Antidroga Genova
Briciola e Pepe, rispettivamente pincher di un anno e chihuahua di 9 mesi, hanno salvato la vita dei loro padroni. Abbaiando disperatamente li hanno svegliati, salvandoli così dal rogo che stava invadendo l’intera abitazione. Questo, purtroppo, è stato per Briciola l’ultimo gesto d’amore. Boffalora (Milano)
Erano le 23 di un martedì dello scorso gennaio quando Saverio, la compagna Pamela e il loro bimbo di appena tre anni si erano da poco addormentati. A causa di un corto circuito originatosi in cucina, alcuni elettrodomestici venivano letteralmente inghiottiti dal fuoco e le fiamme già alte un metro si estendevano a macchia d’olio dalla cucina satura di fumo all’intera abitazione.
L’incessante e disperato abbaiare dei due cagnolini ha fatto sì che i padroni si svegliassero rendendosi immediatamente conto di quanto stava accadendo. Saverio, d’istinto, ha portato in salvo il bimbo e ha chiamato i soccorsi.
A quel punto l’unica preoccupazione era ritrovare i due cagnolini grazie ai quali lui e la sua famiglia avevano salva la vita. Saranno i pompieri ad individuare la presenza dei cani con una scoperta agghiacciante: Briciola, purtroppo soffocata dalle esalazioni non ce l’ha fatta mentre Pepe, stremato ma ancora in vita, è stato rianimato dai pompieri.
Niente potrà mai cancellare dal cuore di questa famiglia il ricordo del grande atto d’amore e generosità di cui sono stati capaci i due cuccioli, soprattutto Briciola che, come afferma Saverio con voce rotta dall’emozione, “ ora è un angelo e ci segue da lassù ’’
Saverio Pasquadibisceglie Boffalora (Milano)
Chloè, pincher di anni 2 , ha salvato la padrona scivolata in un dirupo riuscendo da sola a tornare in paese, raggiungere il padrone e convincerlo, abbaiando furiosamente, a seguirla fino al luogo in cui giaceva, esanime, la padrona. Casperia (Rieti)
Questo fatto avvenuto nel maggio dello scorso anno, è un’autentica testimonianza dell’indissolubilità del legame tra il cane e il suo padrone, un legame forte, che non conosce ostacoli, né barriere.
Quel pomeriggio Victoria si è allontanata dal suo paese, Casperia, per fare una passeggiata coi suoi cani, Chloè e Biscuit. Erano diretti in località Caprignano, nei boschi di Rieti, ma ad un certo punto, Biscuit, giocherellando, è sventuratamente scivolato in un dirupo.
Victoria, nel tentativo di soccorrerlo, non ha esitato a calarsi anch’essa ma è caduta a sua volta nel precipizio. Un primo volo di 15 metri e poi un secondo altrettanto vertiginoso, fino ad atterrare in piedi in una pozza colma di un metro di acqua gelida, date le anomale temperature di quel maggio. Il cane rimasto sulla strada, precisamente Chloè, ha dimostrato di possedere una spiccata intelligenza: ha intuito che l’unico modo di salvare la padrona era staccarsi da lei e andare a cercare aiuto.
Quindi ha percorso a ritroso la strada fatta con lei e una volta arrivata in paese ha raggiunto il marito della padrona, convincendolo, con abbaiare nervoso e incessante, a seguirla.
Giunti sul posto, appena avvistata la giacca della moglie in fondo al dirupo, è scattato immediato l’allarme; i Vigili del Fuoco hanno svolto le loro complicate operazioni di soccorso e dopo aver trascorso ben 6 ore in fondo a quel burrone, Victoria è stata tratta in salvo e portata al Policlinico Gemelli di Roma, riportando la frattura del pube e del coccige.
Victoria, che in quelle interminabili ore ha pure rischiato l’assideramento, ed in seguito è stata costretta a rimanere immobile a letto per un lungo periodo, è consapevole del fatto che quanto è accaduto ha del miracoloso e, ancor più, di avere accanto a sé un angelo custode, la sua dolce Chloè.
Victoria Stroia Casperia (Rieti)
Dafne, cagnolina di razza American Staffordshire di anni 2, che quando è stata travolta dall’alluvione dello scorso novembre, aveva poco più di 1 anno ed era incinta dopo essere sparita, trascinata dall’ondata di piena, ha fatto miracolosamente ritorno a casa dopo alcuni giorni. Olbia
Lo scorso 16 novembre una terribile alluvione ha flagellato la Sardegna, una bomba d’acqua si è abbattuta con maggiore concentrazione su Olbia, mietendo vittime, distruggendo ogni cosa, dalle case alle automobili; oltre 1300 le famiglie sfollate.
Ma da tanta devastazione, dolore, perdita di affetti e di beni, è emersa una piccola- grande storia che ha come protagonista questa cagnolina.
Dafne è stata travolta dall’ondata di piena e sotto gli occhi disperati dei proprietari, due giovani fidanzati Daniele e Lucia, ha cercato la salvezza aggrappandosi al tetto di una macchina, ma inghiottita dalla voragine di fango è sparita. Daniele, in preda ad infinita angoscia, dimenticando quanto era andato perso e anche a rischio della propria incolumità, l’ha cercata ovunque, spargendo la voce in tutta la zona dove regnava assoluta la devastazione. La disperazione cresceva nella stessa misura in cui la speranza di ritrovarla veniva meno.
Ma Dafne alla fine ce l’ha fatta. Come per miracolo, dopo un paio di giorni è ricomparsa nel cortile di casa, malconcia, tutta sporca di fango, stranamente accompagnata da un bastardino, che dopo averla vista ricongiungersi alla famiglia, è tornato sui suoi passi.
Quanta soddisfazione ha dato Dafne ai suoi padroni e quanta gioia perché, superata l’orribile avventura, ha partorito dieci splendidi cuccioli.
Daniele Canu e Lucia Loi Olbia
Erasmo, Labrador di 6 anni, fa il bagnino. Ha salvato un ragazzino in mare in seria difficoltà. Caorle (Venezia)
Erasmo, un robusto e generoso Labrador, che come racconta il suo padrone Massimo, è stato preso in canile all’età di un anno, ora grazie all’educazione ricevuta dallo stesso Massimo e all’apposito corso frequentato alla Sics (Scuola italiana cani salvataggio), ha realizzato la sua strada, prestando servizio sulle spiagge durante i weekend.
Lo scorso agosto è stato protagonista di un salvataggio nel tratto di mare davanti alla spiaggia di Falconara a Caorle, vicino a Venezia; ha salvato un ragazzino di 13 anni, autistico, che il mare stava portando sempre più al largo e che, sottovalutando la gravità della situazione, non si lasciava avvicinare. Finalmente dopo parecchi tentativi e con l’aiuto di Erasmo, Massimo è riuscito a farlo aggrappare all’imbracatura del cane e a trarlo in salvo.
Erasmo è un veterano in questo tipo di interventi, ma è pure preparato a lanciarsi in acqua da un elicottero o dagli scogli, oltre che a trainare una piccola imbarcazione o a intervenire a bordo di una f1moto d’acqua. Erasmo è un cane forte, davvero pronto a tutto!
Massimo Salvadego Padova
Figo, Jack Russel di anni 7, ha salvato il padrone dal morso di una vipera, rischiando la sua stessa vita. Lucca
In un pomeriggio dello scorso luglio, sulla via per Camaiore a Cappella (Lucca), è avvenuto un fatto straordinario, esemplare testimonianza di un legame forte, che non conosce ostacoli.
Maurizio era intento ai lavori di giardinaggio, quando si è accorto della presenza di una vipera, tra l’altro già così vicina da rischiare di essere morso.
Immediato e senza riserve l’intervento del coraggioso Figo, che avendo notato già a distanza la vipera diretta verso Maurizio, a sua volta intento ad allontanarla con un bastone, non ha esitato un istante ad accorrere in difesa del padrone e ad azzannare il rettile per ucciderlo.
Purtroppo la vipera ha morso Figo, che ferito e in gravissimo pericolo di vita, è stato prontamente ricoverato nella clinica veterinaria di S. Piero a Grado, dove le sue condizioni, in un primo momento disperate, sono andate via via migliorando. Alla fine questo coraggioso cane ce l’ha fatta e ha potuto riabbracciare colui per il quale avrebbe davvero dato anche la sua stessa vita.
Maurizio Micheli Lucca
Galileo, Ginny, Muffin, Polpetta, rispettivamente Flat di 7 mesi, Labrador di 8 anni i primi due, e meticci di Barboncino di anni 3 gli altri due, sono cani esperti di pet therapy, sia per bambini che per anziani, in particolare quelli malati di Alzheimer. Arezzo
Questi cani fanno parte, insieme ad altri, dell’Associazione Antropozoa che da oltre 15 anni collabora con strutture ospedaliere, case di riposo, centri di salute mentale, scuole ed è l’unica in Italia a lavorare in modo continuativo in una struttura sanitaria pubblica, l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.
Le caratteristiche che rendono un cane adatto alla pet therapy, al di là della razza, sono principalmente caratteriali; deve saper fare molte cose, deve sorprendere, ma al tempo stesso essere calmo e contenuto. Pertanto un cane così si lascia accarezzare, accudire, esegue alcuni semplici ordini, entra in contatto col malato tramite un linguaggio non verbale, il linguaggio empatico. Il tutto si traduce in un miglioramento della qualità di vita dei pazienti, della socializzazione e dell’autostima, accelerandone la guarigione.
Un episodio particolarmente toccante lega Polpetta ad una bimba di 6 anni che, dopo un delicatissimo intervento, si rifiutava di camminare ed è tornata a farlo per cercare il biscottino che il cane aveva perso; mentre la presenza di Galileo, così socievole e spontaneo, è di grande aiuto ai bambini autistici.
Quante sarebbero ancora le cose da dire, ma chiudiamo ricordando il legame tra un bimbo di 8 anni con disturbi di apprendimento e Quelo, il cane che ha inaugurato la pet therapy al Meyer. Dopo la morte di Quelo, il bimbo ha chiesto di dedicargli una strada con questa epigrafe: ‘ Un rapporto di amore e di amicizia unico tra un bambino speciale ed un cane speciale che ha lasciato un ricordo che mai nessuno potrà cancellare’.
Francesca Mugnai, presidentessa Associazione Antropozoa Castelfranco di Sopra (Arezzo)
Gipsy, pastore tedesco femmina di otto anni della Polizia di Stato. Veterana della lotta contro lo spaccio di droga ora è pioniera del progetto “Volante a 4 zampe”. Genova
Gipsy ed il suo conduttore, l’Assistente Capo Giovanni Ivaldi, hanno vissuto anni esaltanti e proficui nella ricerca e nella lotta allo spaccio ed al traffico di sostanze stupefacenti, conseguendo preziosi risultati.
Ora si sono lanciati anima e corpo in una nuova sfida: la partecipazione attiva al progetto denominato “Volante a 4 zampe”, primo esempio in Liguria di interazione tra Squadra Volante e unità Cinofile. Il fine di questo progetto è quello di intensificare l’attività di prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope, operando in sinergia con i servizi di posti di controllo sul territorio, con lo scopo di acquisire elementi di prove indiziarie nei confronti di persone sospette.
Accompagnano Gipsy sul palco, il Sovrintendente Capo Alessandro Pilotto, Responsabile della Squadra Cinofili, e l’Assistente Capo Giovanni Ivaldi dell’ Unità Cinofila Antidroga.
Polizia di Stato, Squadra Cinofili Genova
Napoleone, meticcio di 5 anni, è donatore di sangue ed ha già salvato almeno una decina di cani. Casazza (Bergamo)
La storia di Napoleone ha inizio 5 anni fa, quando Fabio lo ha trovato abbandonato sul ciglio della strada: un batuffolo di peli neri, denutrito, tremante di paura, ma quei due occhioni profondi, imploranti aiuto, hanno subito conquistato il cuore di Fabio e della compagna Nicole.
In seguito Nicole ha appreso su Internet che anche i cani possono donare il sangue e una volta accertatasi dal veterinario che il suo aveva tutti i requisiti per farlo, la missione di Napoleone ha avuto inizio. Napoleone dona il sangue ad altri cani in pericolo di vita, a causa di gravi malattie o incidenti ed avendo un gruppo sanguigno estremamente raro ( Dea 1.1 ), è pure donatore universale.
Tra l’altro, dovendo la trasfusione e la donazione avvenire contemporaneamente, il cane può essere chiamato a qualunque ora del giorno della notte.
Napoleone è un trovatello dal cuore grande e generoso che oltre ad aiutare i suoi simili donando il sangue, ha pure il patentino di cane da salvataggio in acqua e si prodiga nelle sue esercitazioni con efficacia e spirito di sacrificio. Da poco è pure “baby-sitter’’, fa da “fratello maggiore peloso’’ al piccolo Samuele, circondandolo di protezione e di coccole.
Nicole Scudeletti Casazza (Bergamo)
Tito, Barboncino di 1 anno, ha sventato una rapina nel cuore della notte, difendendo la sua casa e proteggendo la sua famiglia. Napoli
Il fatto risale allo scorso 28 dicembre quando, nel cuore della notte, Umberto, la moglie e il figlio Armando, profondamente addormentati, hanno percepito l’abbaiare di Tito, che da loro quasi ignorato, almeno all’inizio, diventava sempre più forte, incessante, disperato, riuscendo finalmente a svegliare i padroni.
Allarmato, Umberto si rende subito conto della presenza di due ladri nella loro abitazione.
Grazie al prodigioso intervento di Tito, che ha pure morso ad un piede uno dei due malviventi, questi si sono dati alla fuga.
Con grande commozione i padroni di Tito riconoscono tutto il merito dello scampato pericolo al loro cagnolino, che probabilmente neanche si rende conto di essere così piccolo. In effetti Tito non ha la statura fisica di un cane da difesa, ma la sua statura interiore lo rende più forte degli altri.
E’ sensibile e protettivo nei confronti della sua famiglia e particolarmente dell’adorato Armando, che Tito non perde mai di vista, neanche per un attimo. Il legame che li unisce è davvero forte, quasi fraterno.
Umberto Palomba Napoli
Tobia, detto Toby, Soft Terrier di 5 anni, ha trovato in un’area abbandonata un uomo tunisino colpito da una gravissima crisi respiratoria e lo ha salvato. Curtarolo (Padova)
Una mattina dello scorso settembre ha inizio un’esercitazione per 10 volontari della protezione civile e 15 cani dell’Unità Cinofila. Raggiunto l’ex seminario di Tencarola a Selvazzano (Padova), sotto il coordinamento di Daniela Romanato, i cani dovevano cercare dei figuranti nascosti nelle strutture di quell’area abbandonata da anni.
Tobia, come da copione, ha individuato la persona appositamente nascosta, ma subito dopo e all’improvviso ha iniziato ad abbaiare in modo davvero insolito. La coordinatrice del gruppo, nonché padrona di Tobia, ha recepito il messaggio del suo cane e lo ha seguito. Tobia li ha portati dritti dove si trovava un 40enne tunisino, colpito da una gravissima crisi respiratoria. All’ospedale, dove è stato ricoverato d’urgenza, hanno confermato che senza quell’intervento così tempestivo, l’uomo sarebbe probabilmente morto.
Tobia, che proviene dai sequestri di cani dell’est, all’età di un anno è diventato a tutti gli effetti volontario di protezione civile, per ricerca di persone su maceria ed in superficie.
Una missione di grande impegno e sacrificio, dove il perno di tutto è il lavoro di squadra, e dove fondamentale è la figura del cane. Riportando le parole di Daniela: ”anche chi non c’è più fisicamente, ha lasciato comunque intatta un’eredità d’amore e di spirito di sacrificio.
Daniela Romanato Curtarolo (Padova)
Premi Bontà Italiani
Santolo Ardolino e Stefano Zanardi, agenti della polizia stradale, per aver salvato cagnetta cieca vagante in autostrada. A 12 (Rapallo – GE)
La piccola volpina, sfuggita ai padroni in villeggiatura, si è ritrovata sull’autostrada nei pressi di Rapallo, sola, impaurita, in mezzo al traffico.
Erano le 10 della sera di Ferragosto, Stefano e Santolo, agenti della polizia stradale, si sono prodigati con ogni mezzo per proteggere questa piccola volpina che sfuggiva continuamente da una carreggiata all’altra, col rischio di essere investita o di provocare un incidente.
La cagnetta, che solo dopo si è scoperto essere cieca, stremata e spaventatissima, si è finalmente raggomitolata a bordo strada. Uno dei due agenti l’ha trovata ed è così riuscito a bloccarla e a potarla in salvo, consegnandola alla Croce Bianca Rapallese in attesa del sopraggiungere dei proprietari.
Giuseppe Rappa, comandante della polizia stradale Genova Sampierdarena
Alessandra Doglietto (padrona di Laika), con Piero (detto il“bersagliè”), Valerio Bertoglio, Stefano Oberto e Renzo Bottero, per aver salvato Laika. Ceresole Reale (Torino)
Laika, adorabile cagnolona da pastore di 7 anni, ad agosto di 2 anni fa, durante una passeggiata con la padrona Alessandra nel cuore delle montagne intorno a Ceresole Reale, all’improvviso si è come volatilizzata. Alessandra ha rifatto tutto il percorso di quella mattina, ma inutilmente.
Ed e’ stato così per 6 lunghissimi giorni, in cui Alessandra neanche per un attimo ha pensato di abbandonare la sua Laika; non ha mai interrotto le ricerche, ha chiesto aiuto a tutti ed il prezioso suggerimento datole da un amico pastore, Piero, di chiamarla con tono di voce dolce e tranquillo ha prodotto il suo effetto. Tornando tra quelle rocce, Alessandra ha seguito il consiglio del pastore e il sesto giorno è arrivato un segnale: era un guaito di Laika che aveva riconosciuto la voce della padrona.
Sono scattati i soccorsi, il salvataggio è stato duro; Valerio Bertoglio, guardiaparco e guida alpina, è stato il primo a calarsi nella fenditura della roccia profonda 20 metri. Laika era lì, incredibilmente illesa, sopravvissuta grazie a un rigagnolo d’acqua. Poi Stefano Oberto e Renzo Bottero, volontari del soccorso alpino, l’hanno portata in salvo attraverso un anfratto davvero molto stretto.
Giorni di fortissima tensione, di terribile angoscia, ore di grande apprensione e di fatica, ma alla fine di tutto e soltanto grazie a questa sinergia di forze, la grande emozione di un abbraccio. Alessandra ha di nuovo vicino a sé la sua adorata Laika.
Alessandra Doglietto Rapallo (Genova) e Soccorritori Laika Ceresole Reale (Torino)
Giuliano Floris, si è battuto per anni contro la vivisezione ed è stato il primo affidatario della prima beagle liberata dal canile lager di Green Hill Arese (Milano)
Giuliano Floris, attivista del Coordinamento “Salviamo i cani di Green Hill” ha portato avanti con tenacia e determinazione la sua campagna di sensibilizzazione e grazie a lui, insieme ad altri attivisti, si è innescato un processo capace di minare l’ingranaggio che è alla base della vivisezione.
Il 27 luglio 2012 si è realizzato un sogno: la liberazione del primo beagle dal canile lager di Green Hill, a cui seguiranno risultati importanti con l’approvazione di una legge che vieta sul territorio nazionale l’allevamento di cani e gatti destinati alla vivisezione, con la conseguente chiusura definitiva di Green Hill.
Lo stesso Giuliano ha preso in adozione la prima beagle liberata, chiamandola Vegan – Liberi tutti.
Vegan, che come tutti gli altri non aveva un nome ma un numero, era considerata una fattrice, una sorte di macchina produttrice di cuccioli per la sperimentazione, sottoposta a terribili sofferenze psicologiche ogni volta che, alla prima poppata, le venivano strappati i cuccioli.
Vegan, 4 anni al momento della liberazione ed incinta, ha trovato finalmente l’amore ed ha partorito due splendide creaturine che oggi ringraziano quanti hanno creduto e lottato con ogni mezzo per farli nascere fuori dal lager!
Giuliano Floris Arese (Milano)
Fabio Pesce, appuntato scelto della Guardia di Finanza, ha salvato un pastore tedesco che stava annegando nel porto di Genova, tuffandosi in mare di notte. Genova
In una sera dello scorso febbraio, alcune persone che camminavano su di una banchina del porto di Genova, hanno avvertito dei guaiti che provenivano dal mare, senza riuscire a localizzarli.con precisione a causa del buio. Sembravano lamenti disperati di un cane in difficoltà.
Fortunatamente erano nei pressi della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Genova e questo ha permesso loro di avvisare immediatamente i militari che erano all’interno. I militi sono subito usciti con torce elettriche per ispezionare la zona, ed hanno illuminato un povero cane, un pastore tedesco, che cercava disperatamente di salire lungo il muro della banchina. Il dislivello era di circa tre metri e l’animale non aveva la minima possibilità di farcela.
Fabio Pesce, appuntato scelto della Stazione Navale della Guardia di Finanza, non ci ha pensato due volte e si è buttato in mare per salvare il cane , incurante del rischio che poteva correre a causa del freddo pungente, della risacca, e del buio che gli impediva di individuare qualunque tipo di ostacolo.
A quel punto sono intervenuti i colleghi del militare, in particolare il finanziere Emanuele Annis, per aiutare la coppia in difficoltà, a risalire. Una volta a terra , l’animale è stato riscaldato e nutrito, in attesa dell’intervento della “ Croce Bianca Genovese ” che è si è prodigata verificando con perizia ed amorevolezza lo stato di salute del povero cagnolone particolarmente provato dalla brutta avventura.
Successivamente i militari, grazie ad uno di loro che aveva notato l’avviso di smarrimento di un cane, affisso presso il servizio di vigilanza portuale, sono risaliti al proprietario che, con grande gratitudine nei confronti dei militi della Guardia di Finanza, ha potuto riabbracciare il suo fedele amico.
Fabio Pesce, appuntato scelto Stazione Navale della Guardia di Finanza
Molo Giano snc Genova
Menzioni di merito ad Associazioni, Società o singole persone, o animali, per comportamenti meritori non legati a singoli episodi
Ernesto Renzi, Sovrintendente di Polizia deceduto a 52 anni nel maggio 2013.
E’ caduto da un muraglione di 15 metri mentre partecipava ad un’esercitazione sulle manovre svolte dal gruppo cinofilo di protezione civile, esercitazione che voleva simulare un blitz in un canile clandestino e che gli stessi volontari filmavano per poi mostrarla agli studenti.
Renzi era un addestratore di cani e per anni aveva lavorato nelle unità cinofile della polizia.
Fondatore e presidente del Nucleo Soccorso Sansone, era uno dei cinofili più noti e stimati di Genova. Svolgeva lui stesso i corsi per la ricerca in superficie e di persone sotto le macerie; una sezione era dedicata ai ragazzi con l’intento di avvicinare il mondo giovanile a questa realtà.
Era doveroso ricordarlo per il suo lavoro di unità cinofila, in particolare di protezione civile, svolto con grande passione e per il suo forte legame con i cani, a favore dei quali ha speso gran parte della sua vita.
Musi di Camogli, Comitato che, nato quest’anno, ha dato origine a varie iniziative in favore dei cani.
A marzo ha invitato i proprietari dei cani a presentarsi sul rivo Giorgio da dove poi, tutti insieme e ciascuno in compagnia del suo cane tenuto al guinzaglio, dopo aver ricevuto la maglietta con la scritta “Comitato musi di Camogli – noi teniamo pulito, fallo anche tu”, sono partiti ed hanno dato il via alla pulizia della spiaggia, raccogliendo la “rumenta” abbandonata.
Il Comitato inoltre ha chiesto che nel periodo invernale, dal 1° ottobre al 15 aprile, venga tolto il divieto per gli amici a quattro zampe di accedere alla spiaggia nella zona compresa tra la “Rotonda” ed il Cenobio dei Dogi ed ha ottenuto che una porzione dei giardinetti tra Corso Mazzini e Via Bettolo sia destinata ai cani in modo che, dopo essere stata opportunamente recintata al fine di evitare che scappino sulla strada, abbiano la possibilità di scorazzare liberamente.
Episodi di Fedeltà Esteri
Orlando, labrador di 10 anni, ha salvato la vita al suo padrone cieco, tenendolo accovacciato sui binari della metropolitana mentre il treno passava. New York
Cecil Williams, un uomo non vedente di 61 anni ed il suo inseparabile labrador-guida, erano in attesa di un treno nella stazione della metropolitana di Manhattan (N.York), quando un improvviso mancamento ha fatto vacillare Cecil sulla banchina. Orlando, il suo affezionatissimo labrador nero di 10 anni, ha cercato di attirare l’attenzione dei presenti per avere un aiuto, ma, nel frattempo, Cecil è precipitato svenuto sui binari. A questo punto Orlando è saltato sul suo padrone leccandolo in viso per tentare di rianimarlo. In quel momento è sopraggiunta la metropolitana che dirigeva su di loro. Orlando si è accovacciato su Cecil cercando di salvarlo. E c’è riuscito !. Il treno è passato sui loro corpi senza toccarli.
Il cane è subito diventato un” eroe” nei media americani, e noi abbiamo pensato che un episodio così bello andasse citato nella nostra manifestazione.
Cecil Williams New York (Usa)
Premio “Un cane per amico” riservato agli alunni delle scuole primarie e medie inferiori della provincia di Genova
Per l’ottavo anno consecutivo, grazie alla collaborazione del Comune di Camogli, è stato bandito il Concorso “Un Cane Per Amico”, riservato agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado della Provincia di Genova.
Il Concorso, che si prefigge di stimolare la creatività dei ragazzi e di incoraggiare il rapporto che lega i giovani ai loro amici a quattro zampe, prevede la presentazione di disegni da parte degli alunni delle scuole primarie e di un componimento o poesia, da parte dei ragazzi delle scuole secondarie di primo grado.
La giuria del Concorso, composta da Giovanna Cerruti Schiaffino, Titti Shellembrid e Rosangela Crescini (per l’Associazione per la Valorizzazione Turistica di S. Rocco), ha dichiarato vincitori:
Per la scuola primaria
Primo premio: disegno realizzato da due alunni della classe terza A – Viola antonucci, Giacomo Bisso con la seguente motivazione: “per la completezza e l’originalità dell’elaborato e la scelta efficace della tecnica”.
Secondo premio a pari merito. disegno realizzato da un alunno della classe terza A – Dario Bagban
e disegno realizzato da due alunni della classe quarta A – Juri Giovanni Bori, Rocco Siri con la seguente motivazione: “ per l’efficacia narrativa della situazione illustrata con tecniche particolari”.
Terzo premio: disegno realizzato da un alunno della classe prima A – Paolo Serravalli con la seguente motivazione: “per la spontaneità nell’esprimere l’amore verso il cane”.
Per la scuola secondaria di primo grado
Primo premio: elaborato dell’alunna della Scuola di Campomorone, classe terza E  – Edna Pittaluga con la seguente motivazione: “per la completezza dell’elaborato che ci trasmette un vissuto affettivo personale”.
Secondo premio: elaborato dell’alunna della Scuola di Campomorone, classe seconda D  – Matilde Bazzurro con la seguente motivazione: “ per la completezza del componimento poetico e per la sua ironia”.
Terzo premio: elaborato dell’alunna della Scuola di Camogli, classe prima I C – Silvia Mortola con la seguente motivazione: “per l’organicità e la completezza del racconto”.
Sono state inoltre attribuite le seguenti menzioni speciali:
Prima menzione: disegni realizzati da Pietro Capurro e Alessandro Schiaffino – Giorgia Consiglio e Silvia Parodi – Martina Marré Brunenghi e Margherita Sisti della Scuola Primaria di Camogli, classe quinta B, con la seguente motivazione: “ per l’accurata esecuzione grafica, ricca di particolari e con un’ottima appropriazione dello spazio”.
Seconda menzione: disegno realizzato da Emanuele Serrati della Scuola Primaria di Camogli, classe quinta A, con la seguente motivazione: “ per l’originalità della scelta narrativa espressa con la tecnica del fumetto”.
Terza menzione: disegni realizzati da Mario Lovisetti, Giovanni battista Vasirani, Lapo Veca – Cecilia Oneto, Martina Pellegrini e Altea Plloci della Scuola Primaria di Camogli, classe quarta B, con la seguente motivazione: “ per l’originale scelta fantastica nello sviluppare due diverse situazioni”.
Quarta menzione. disegni realizzati dalle classi: seconda a e seconda B della Scuola Primaria di Camogli, con la seguente motivazione: “ per la simpatica galleria di ritratti dell’amico fedele”.
Programma
Alle 11 Messa solenne celebrata da don Ezzelino Barberi a ricordo del 50° di ordinazione sacerdotale. I canti liturgici saranno eseguiti dalla Cantoria parrocchiale diretta dal Maestro Giuseppe Maggiolo
Alle 12.00 (fino alle 22.30) apertura di uno stand gastronomico con capponadda e focaccette
Alle 16.00 Sonia Gentoso presenta e legge le motivazioni delle singole storie relative ai premi Fedeltà assegnati ai cani distintisi per particolari atti di coraggio, eroismo, fedeltà e consegna del primo premio “primus inter pares”; segue presentazione dei premi Bontà, conferiti a persone che si sono distinti per gesti di bontà nei confronti dei cani.
L’ultima parte della manifestazione sarà dedicata, per il settimo anno, ai premi del Concorso “Un cane per amico” che ha visto la partecipazioe degli aluni delle scuole primarie e secondarie di primo grado della Provincia di Genova con i loro elaborati, disegni o poesie. I disegni sul tema Fedeltà saranno esposti per tutta la giornata nel piazzale di S. Rocco.
La cerimonia avrà termine con la recita della “preghiera del cane” (la potete leggere più sotto) e la benedizione dei cani elargita dal parroco di S. Rocco.
Alle 17.30 Canto dei vespri e processione con la statua di San Rocco accompagnata dalla Banda Musicale “Città di Camogli”. Al termine benedizione con la sacra reliquia.
ore 21.30 serata di musica e danze con l’orchestra “Dolce Amaro” (ballo liscio, musica anni ’70, ’80, latino americana e disco). In ambito religioso alle 11 Messa solenne; alle 17.45 canto del Vespro e processione con la statua di San Rocco accompagnata dalla Banda Musicale “Città di Camogli”.
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
16 AGOSTO 2014
 
San Rocco di Camogli (GE), assegnato alla Pincher Chloè il Premio internazionale “Fedeltà del cane 2014”
La cagnolina di due anni ha salvato la sua padrona Victoria scivolata in un dirupo


NELLA FOTO - La piccola Chloè

 
FULVIO CERUTTI
 
È Chloè il vincitore del premio internazionale “Fedeltà del cane 2014” assegnato nell’ambito delle celebrazioni del patrono di Camogli San Rocco, protettore degli animali. 
Il riconoscimento è andato alla Pincher di due anni che, con grande determinazione, ha salvato la sua padrona Victoria scivolata in un dirupo, a Casperia (Rieti) riuscendo da sola a tornare in paese, raggiungere il padrone e convincerlo, abbaiando furiosamente, a seguirla fino al luogo in cui la donna era svenuta.  
Il fatto è avvenuto nel maggio dello scorso anno, quando la signora Victoria si era allontanata dal suo paese, Casperia, per fare una passeggiata coi suoi cani, Chloè e Biscuit. Erano diretti in località Caprignano, nei boschi di Rieti, ma ad un certo punto, Biscuit, giocherellando, è sventuratamente scivolato in un dirupo. 
Victoria, nel tentativo di soccorrerlo, non ha esitato a calarsi anch’essa ma è caduta a sua volta nel precipizio. Un primo volo di 15 metri e poi un secondo altrettanto vertiginoso, fino ad atterrare in piedi in una pozza colma di un metro di acqua gelida, date le anomale temperature di quel maggio. 
Sulla strada era rimasta Chloè che ha capito la cosa da fare: lasciare la sua padrona e andare a cercare aiuto. Con le sue zampette piccoline si è messa a correre seguendo la strada fatta all’andata raggiungendo così il marito della padrona. La Pincher, abbaiando incessantemente, l’ha convinto a seguirla. 
Giunti sul posto, appena avvistata la giacca della moglie in fondo al dirupo, il marito ha dato l’allarme. I Vigili del Fuoco hanno svolto le loro complicate operazioni di soccorso e dopo aver trascorso sei ore in fondo a quel burrone, Victoria è stata tratta in salvo e portata al Policlinico Gemelli di Roma, riportando la frattura del pube e del coccige. 
In quelle interminabili ore, dove ha anche rischiato l’assideramento, Victoria ha capito quanto fosse grande l’amore del suo piccolo angelo custode: la sua dolce Chloè. 
Non solo Chloè, tanti i quattrozampe premiati  
La piccola Pincher non è stata l’unica a godersi la giornata di meritata gloria: con lei sono stati premiati altri esempi di fedeltà eccezionale come quella di Dafne, ritornata miracolosamente a casa alcuni giorni dopo essere stata travolta dall’alluvione in Sardegna e Erasmo, labrador-bagnino di 6 anni che ha salvato un ragazzino in mare. 
E poi Bangy, pastore tedesco femmina di due anni della guardia di finanza che ha rintracciato droga e permesso di assicurare alcuni spacciatori alla giustizia ma anche Figo, jack russel di sette anni che ha salvato il padrone dal morso di una vipera e Galileo, Ginny, Muffin, Polpetta, cani esperti di pet therapy per bambini e per anziani malati di Alzheimer. 
In finale anche Gipsy, pastore tedesco femmina di otto anni della polizia, veterana della lotta contro lo spaccio di droga e pioniera del progetto “volante a 4 zampe” e Tito, barboncino di un anno che ha sventato una rapina nel cuore della notte difendendo la sua casa e proteggendo la sua famiglia. Napoleone, meticcio di cinque anni, donatore di sangue che ha già salvato almeno una decina di cani e Tobia, soft terrier che ha trovato in un’area abbandonata un uomo colpito da una gravissima crisi respiratoria e lo ha salvato.  
E infine Pepe, pincher di un anno che insieme a Briciola, chihuahua di nove, ha salvato la vita dei padroni abbaiando fino a svegliarli e salvandoli dal rogo che stava invadendo la loro casa.  
 
LA ZAMPA.IT
16 AGOSTO 2014
 
San Rocco di Camogli (GE), undici nomination per il premio “Cane più fedele”

NELLA FOTO- Galieo uno dei cani in nomination per il premio “Cane più fedele”
 
Oggi la premiazione degli animali che si sono distinti per particolari azioni di amore, coraggio e utilità nella loro vita quotidiana a fianco dell’uomo
Sono undici le “nomination” per il cane più fedele che verrà incoronato oggi, nel premio internazionale fedeltà del cane che si svolge tradizionalmente a San Rocco di Camogli sin dal 1962. Il premio sarà assegnato ma il vincitore sarà, come sottolineano gli organizzatori, un “primus inter pares”. 
Tra i favoriti, a contendersi il premio «Fedeltà» ci sono “Ad Bangy Gf 3836”, pastore tedesco di due anni della Guardia finanza che ha rintracciato droga e portato all’arresto di alcuni spacciatori; Chloè, pincher di due anni che ha consentito il salvataggio della padrona scivolata in un dirupo perdendo i sensi; e Galileo, Ginny, Muffin e Polpetta, cani di razze diverse che insieme formano un “team di esperti” in pet therapy, assistendo bambini e anziani affetti da Alzheimer. 
Nella manifestazione, che si tiene in un suggestivo borgo sulle colline che dominano Camogli, verranno premiati anche gli “umani” che sono distinti per bontà nei confronti dei cani.
 
LA ZAMPA.IT
16 AGOSTO 2014
 
San Rocco di Camogli, assegnato alla Pincher Chloè il Premio internazionale “Fedeltà del cane 2014”
La cagnolina di due anni ha salvato la sua padrona Victoria scivolata in un dirupo
 
FULVIO CERUTTI
 
È Chloè il vincitore del premio internazionale “Fedeltà del cane 2014” assegnato nell’ambito delle celebrazioni del patrono di Camogli San Rocco, protettore degli animali. 
Il riconoscimento è andato alla Pincher di due anni che, con grande determinazione, ha salvato la sua padrona Victoria scivolata in un dirupo, a Casperia (Rieti) riuscendo da sola a tornare in paese, raggiungere il padrone e convincerlo, abbaiando furiosamente, a seguirla fino al luogo in cui la donna era svenuta.  
Il fatto è avvenuto nel maggio dello scorso anno, quando la signora Victoria si era allontanata dal suo paese, Casperia, per fare una passeggiata coi suoi cani, Chloè e Biscuit. Erano diretti in località Caprignano, nei boschi di Rieti, ma ad un certo punto, Biscuit, giocherellando, è sventuratamente scivolato in un dirupo. 
Victoria, nel tentativo di soccorrerlo, non ha esitato a calarsi anch’essa ma è caduta a sua volta nel precipizio. Un primo volo di 15 metri e poi un secondo altrettanto vertiginoso, fino ad atterrare in piedi in una pozza colma di un metro di acqua gelida, date le anomale temperature di quel maggio. 
Sulla strada era rimasta Chloè che ha capito la cosa da fare: lasciare la sua padrona e andare a cercare aiuto. Con le sue zampette piccoline si è messa a correre seguendo la strada fatta all’andata raggiungendo così il marito della padrona. La Pincher, abbaiando incessantemente, l’ha convinto a seguirla. 
Giunti sul posto, appena avvistata la giacca della moglie in fondo al dirupo, il marito ha dato l’allarme. I Vigili del Fuoco hanno svolto le loro complicate operazioni di soccorso e dopo aver trascorso sei ore in fondo a quel burrone, Victoria è stata tratta in salvo e portata al Policlinico Gemelli di Roma, riportando la frattura del pube e del coccige. 
In quelle interminabili ore, dove ha anche rischiato l’assideramento, Victoria ha capito quanto fosse grande l’amore del suo piccolo angelo custode: la sua dolce Chloè. 
Non solo Chloè, tanti i quattrozampe premiati  
La piccola Pincher non è stata l’unica a godersi la giornata di meritata gloria: con lei sono stati premiati altri esempi di fedeltà eccezionale come quella di Dafne, ritornata miracolosamente a casa alcuni giorni dopo essere stata travolta dall’alluvione in Sardegna e Erasmo, labrador-bagnino di 6 anni che ha salvato un ragazzino in mare. 
E poi Bangy, pastore tedesco femmina di due anni della guardia di finanza che ha rintracciato droga e permesso di assicurare alcuni spacciatori alla giustizia ma anche Figo, jack russel di sette anni che ha salvato il padrone dal morso di una vipera e Galileo, Ginny, Muffin, Polpetta, cani esperti di pet therapy per bambini e per anziani malati di Alzheimer. 
In finale anche Gipsy, pastore tedesco femmina di otto anni della polizia, veterana della lotta contro lo spaccio di droga e pioniera del progetto “volante a 4 zampe” e Tito, barboncino di un anno che ha sventato una rapina nel cuore della notte difendendo la sua casa e proteggendo la sua famiglia. Napoleone, meticcio di cinque anni, donatore di sangue che ha già salvato almeno una decina di cani e Tobia, soft terrier che ha trovato in un’area abbandonata un uomo colpito da una gravissima crisi respiratoria e lo ha salvato.  
E infine Pepe, pincher di un anno che insieme a Briciola, chihuahua di nove, ha salvato la vita dei padroni abbaiando fino a svegliarli e salvandoli dal rogo che stava invadendo la loro casa.  
FOTO
 
NEL CUORE.ORG
16 AGOSTO 2014
 
SAN ROCCO DI CAMOGLI, A CHLOE IL PREMIO "FEDELTA' DEL CANE"
HA SALVATO LA PROPRIETARIA, CADUTA IN UN DIRIPO
 
Si chiama Chloè ed è un pinscher di 2 anni la vincitrice della 53esima edizione del Premio Internazionale Fedeltà del cane, che, come da tradizione, si svolge oggi a San Rocco di Camogli. Chloè, nel maggio dello scorso anno, ha salvato la sua proprietaria, Victoria Stroia, di Casperia (Rieti). La donna era scivolata in un dirupo durante una passeggiata in campagna: Chloè è riuscita a tornare in paese da sola, a raggiungere il marito della donna e a convincerlo, abbaiando furiosamente, a seguirla fino al luogo in cui giaceva, esanime, la moglie. La giovane pincher però non è l'unica 'eroina a 4 zampe'. Premi Fedeltà sono andati anche a Bangy GF 3836, pastore tedesco femmina di due anni della Guardia di Finanza, che, in servizio presso la Squadra Cinofili del Nopi di Genova, ha rintracciato droga e permesso di assicurare alcuni spacciatori alla giustizia; a Briciola e Pepe (Boffalora, Milano), rispettivamente pincher di un anno e chihuahua di 9 mesi, che sono riusciti, abbaiando disperatamente, a svegliare i loro proprietarii e a salvarli così, insieme al loro bimbo di tre anni, dal rogo che stava invadendo l'intera abitazione e in cui però è morta soffocata Briciola. E ancora a Dafne (Olbia), cagnolina di razza American Staffordshire di due anni travolta dall'alluvione dello scorso novembre. Dafne aveva poco più di 1 anno ed era incinta quando è stata trascinata dall'ondata di piena, ma ha fatto miracolosamente ritorno a casa dopo alcuni giorni. Tra gli 'eroi' anche Erasmo, labrador di 6 anni che fa il bagnino a Caorle (Venezia) e che ha salvato un ragazzino in mare in seria difficoltà.
Premiati anche Figo (Lucca), Jack Russel di anni 7, che ha salvato il proprietario  dal morso di una vipera; Galileo, Ginny, Muffin, Polpetta (Arezzo), rispettivamente Flat di 7 mesi, Labrador di 8 anni i primi due, e meticci di Barboncino di 3 anni gli altri due, esperti di pet therapy per bambini e per anziani, in particolare quelli malati di Alzheimer; Gipsy (Genova), pastore tedesco femminadella Polizia di 8 anni, già veterana della lotta contro lo spaccio di droga e ora pioniera del progetto ''Volante a 4 zampe''; Napoleone (Casazza, Bergamo), meticcio di 5 anni, che, da donatore di sangue, ha già salvato almeno una decina di cani. Tito (Napoli), barboncino di 1 anno, ha sventato una rapina nel cuore della notte, difendendo la sua casa e proteggendo la sua famiglia. Tobia, detto Toby, Soft Terrier di 5 anni di Curtarolo (Padova), ha invece trovato in un'area abbandonata un tunisino colpito da una gravissima crisi respiratoria e lo ha salvato. Ai premi Fedeltà questa sera seguiranno quelli Bontà conferiti a persone che si sono distinte per gesti di bontà nei confronti dei cani. Poi la premiazione del Concorso ''Un cane per amico'' che ha visto la partecipazioe degli aluni delle scuole primarie e secondarie di primo grado della Provincia di Genova con i loro elaborati, disegni o poesie. La cerimonia avrà termine con la recita della ''preghiera del cane'' e la benedizione dei cani elargita dal parroco di San Rocco. 
 
IL TIRRENO
22 AGOSTO 2014
 
La pincherina che salvò la padrona priva di sensi in fondo a un dirupo
 
di M. Antonietta Schiavina
 
Erano state 11 le "nomination" per il cane che avrebbe dovuto esser incoronato con il premio internazionale fedeltà, organizzato fin dal 1961 a San Rocco di Camogli, in occasione della festa del patrono, il 16 agosto. E la vincitrice questa volta è stata Chloè, pincher di due anni, piccola ma di gran carattere, che ha consentito il salvataggio della padrona scivolata in un dirupo perdendo i sensi. Chloè, abbaiando vigorosamente e senza sosta, ha guidato, infatti, il marito e i soccorritori della sua " amica umana", facendo capire con la sua agitazione, che questa era in pericolo e che lei sapeva benissimo dove si trovava. Victoria, che vive a Rieti, nel maggio dello scorso anno era andata a fare una passeggiata insieme ai suoi due cani, Chloè e Biscuit, incamminandosi lungo un sentiero nel bosco. Ma Biscuit a un certo punto è scivolata nel dirupo e la padrona l'ha seguita per tentare di prenderla. La pincher ha capito subito il pericolo ed è corsa verso casa, cercando con il suo frenetico abbaiare di attirare l'attenzione e "accompagnando" i soccorritori verso il luogo dove Biscuit e Victoria erano rimasti intrappolati: da lì il meritato premio. Oltre a Chloè però, anche altri quattrozampe hanno avuto riconoscimenti e grandi applausi: Pepe, chihuahua di 9 mesi, che ha salvato i suoi padroni sorpresi nella notte dall'incendio della casa a Boffalora (Milano), dove morì il suo compagno Briciola. Dafne, sopravvissuta incinta all'alluvione dello scorso novembre ad Olbia; il cane "bagnino" Erasmo, che ha riportato a riva un ragazzino in difficoltà nel mare di Caorle; Galileo, Ginny, Muffn e Polpetta, cani addestrati per aiutare i malati di Alzheimer ad Arezzo. Ma anche la "poliziotta" Gipsy, esperta nella lotta contro la droga a Genova; Napoleone, meticcio di 5 anni, donatore di sangue per i compagni malati a Bergamo; il barboncino Tito, che ha scacciato i rapinatori dalla sua casa a Napoli e Tobia, che a Selvazzano (Padova), ha indirizzato i soccorsi verso un immigrato, colpito da una grave crisi respiratoria. Per segnalazioni amicianimali@iltirrerno.it
 
METEO WEB
11 AGOSTO 2014
 
Caldo: a rischio la salute di un milione di animali domestici
 
“Il caldo torrido mette a dura prova anche la salute degli animali: a rischio, un milione tra cani e gatti e altri animali domestici”. A lanciare l’allarme e’ l’Aidaa-Associazione italiana difesa animali e ambiente, che ha stilato un elenco di consigli pratici che proteggono in particolare i cani obesi e quelli appartenenti alle razze a rischio dal pericolo dell’afa. Secondo l’Aidaa “ogni anno sono almeno 700mila i cani che rischiano malattie sia per la loro particolare razza di appartenenza (in particolare i molossi), tra questi oltre 100.000 cani e gatti anziani, cardiopatici o obesi”. Ecco i consigli per far convivere bene il cane con la calura estiva secondo l’associazione Aidaa: “Come regola generale anche Fido puo’ rischiare un colpo di calore che potrebbe portarlo fino al coma e alla morte. Per questo in casi particolari occorre intervenire subito applicando ghiaccio secco sotto ascelle e inguine, con doccia gelata e usando ventilatore o aria condizionata per raffreddare il cane. Questi interventi se fatti velocemente spesso salvano la vita. I piu’ a rischio sono carlini, boxer e bulldog, razze che hanno le prime vie respiratorie piuttosto piccole rispetto alle dimensioni dell’ animale. Particolarmente a rischio i cani obesi, e quelli con il folto mantello”. A parte questi casi, per l’Aidaa ci sono anche semplici consigli da seguire in casa e all’aperto: “Mantenere una dieta equilibrata e molta acqua fresca, ma non freddissima per evitare possibili congestioni; tenere il cane in zone ombrose ed evitare di portarlo in spiaggia o a fare la passeggiata quotidiana, nelle ore piu’ calde, e comunque munirsi sempre di una bottiglia di acqua; attenzione ai colpi di freddo per l’aria condizionata; mai lasciare il cane chiuso in auto con i finestrini serrati anche durante i viaggi delle vacanze”.
 
IL CENTRO
11 AGOSTO 2014
 
PESCI, OCCHIO ALL’ACQUARIO
 
di Magda Tirabassi
 
AVEZZANO (AQ) - Non far scaldare troppo l’acqua, non metterla nemmeno troppo fredda e nemmeno cambiarla troppo spesso. Si dà da mangiare una volta al giorno e il fondo va aspirato ogni mese. Sono queste delle piccole e semplici regole, indispensabili per la buona cura dei pesci rossi. E considerato che il gran caldo sembra davvero essere scoppiato anche in Abruzzo, è importante non sottovalutare degli accorgimenti necessari per una vita migliore, che sia in boccia o in acquario, dei nostri piccoli amici. «I pesci rossi sono i preferiti dei bambini», commenta Roberta Cinque, collaboratrice del negozio Hobby Acqua di Avezzano, «ad acquistarli sono spesso i genitori per la gioia dei bambini, a cui spesso viene anche delegata la loro cura. In realtà sarebbe più giusto trattarli comunque con le attenzioni di un adulto». È dunque importante evitare che i bimbi “stressino” i pesci magari con troppo frequenti lanci di cibo o infilando le manine dentro le bocce anche solo per farsi toccare un ditino. «È poi giusto ricordare che ogni pesce rosso per crescere in modo sano, ha bisogno di almeno 40 litri di acqua», continua l’esperta, «anche perché è a seconda dello spazio in cui vive che raggiunge dimensioni più o meno grandi. In estate è poi consigliabile tenere sempre sotto osservazione la temperatura dell’acqua, che deve anche avere sempre una buona ossigenazione, in modo che si eviti di vedere pesciolini boccheggianti». Ma se è essenziale avere acqua ossigenata e utilizzare termo riscaldatori che ci allarmano se l’acqua è troppo fredda o troppo calda. Fondamentalmente non bisogna avere atteggiamenti troppo ossessivi nella cura dei pesci rossi. Questo perché sono piccoli animali molto resistenti che non hanno bisogno chissà di quale attenzioni. Certo è importante non trascurare delle regole importanti. «L’acqua va sicuramente tenuta pulita ma non serve cambiarla tutti i giorni», sottolinea la giovane, «e soprattutto non va messa troppo fredda. È importante anche rispettare i tempi di ambientamento quando il pesce viene messo in un nuovo acquario, che sia anche una boccia. Quindi quando si acquistano vanno lasciati nella bustina di plastica, dentro la nuova acqua, almeno 20 minuti. Poi l'acqua va mescolata con quella della vasca e infine si possono mettere nel nuovo ambiente». E se si parte per le vacanze? «Fino a una settimana i pesci vivono tranquillamente. Magari da qualche giorno prima si possono far mangiare anche due volte al giorno per tenerli più in forze. Se ci si assenta per oltre una settimana, invece, dovremmo provvedere prima a cercare qualcuno che si prenda cura dei nostri amici al posto nostro».
 
NEL CUORE.ORG
11 AGOSTO 2014
 
METODI ALTERNATIVI, REALIZZATO IN LABORATORIO MINI-CERVELLO IN 3D
FUNZIONA ESATTAMENTE COME QUELLO DI UN TOPO
 
E' stato costruito in laboratorio un ''mini-cervello'' 3D che somiglia al cervello di un topolino sia dal punto di vista funzionale sia strutturale: il ''cervello'' e' rimasto in vita circa due mesi ed e' stato anche usato per simulare un trauma conseguente a una lesione cerebrale, vedendo come l'organo risponde al trauma. Il tessuto 3D e' stato creato da esperti della Tufts University, in un lavoro che vede coinvolti tra gli altri anche l'italiano Fiorenzo Omenetto, a capo del laboratorio di biomateriali tecnologici, biofotonica e ottica ultrarapida. Secondo quanto reso noto sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, la particolarita' del cervello e' che e' costruito per moduli che replicano l'organizzazione in strati della corteccia cerebrale. Ciascun modulo e' costruito col supporto di due materiali: le proteine della seta che offrono un rigido sostegno alle cellule nervose (neuroni di topo) e una matrice gelatinosa elastica e morbida di collagene su cui - come delle piante rampicanti - possono allungarsi le terminazioni nervose, ovvero gli assoni che costituiscono il collegamento tra neuroni. Il minicervello e' rimasto 'in vita' per mesi comportandosi come l'organo vero, ovvero rilasciando neurotrasmettitori che consentono la comunicazione tra neuroni e impulsi elettrici. I ricercatori hanno studiato il cervello dal punto di vista biochimico e fisiologico, ed hanno anche simulato una lesione, vedendo che in seguito ad essa i neuroni rilasciano una sostanza chiamata glutammato, analogamente a quel che succede nel cervello vero.
 
GEA PRESS
11 AGOSTO 2014
 
Vietnam – Niente turisti per il “drink” nelle fattorie della bile. Forse sono avviate alla chiusura
 
Siamo forse vicini alla fine degli allevamenti di orsi della bile nella città vietnamita di Ha Long.
Una speranza, quella di Edication for Nature, l’ONG specializzata in attività protezionistiche in Vietnam, che oggi viene rilanciata con la notizia che  nessun turista ha visitato nell’ultimo mese gli ultimi due allevamenti della città vietnamita.
Fino a quale anno addietro esistevano sei strutture che detenevano orsi, ma la mancaza di bus carichi di turisti arrivati per consumare direttamente l’estratto della cistifellea degli orsi, fa presupporre che anche gli ultimi due allevamenti siano avviati alla chiusura.
Come è noto, gli allevamenti consistono nel tenere gli orsi dal collare in gabbie appena più grandi dei poveri animali. Un catetere che fuoriesce dall’addome, gocciola la bile, ovvero l’estratto della cistifellea, per il quale sono note le proprietà medicamentose.
L’acido che si estrae dalla bile degli orsi che è utilizzato dall’industria farmaceutica è però da tempo un prodotto di sintesi chimica. Niente può pertanto giustificare le orrende condizioni dei vita che sono ancora oggi riservate agli orsi del Vietnam e di altri paesi della stessa area.
I turisti che frequentano tali fattorie, provengono dalla Corea.
ENV si era molto impegnata con le autorità governative affinchè gli allevamenti venissero attentamente monitorati ed evitando così l’arrivo di bus turistici.
 
LA ZAMPA.IT
11 AGOSTO 2014
 
Galline per il figlio autistico, la battaglia di una mamma statunitense
Un regolamento cittadino potrebbe separare gli animali che hanno reso migliore la vita di un ragazzo di dieci anni
 
FULVIO CERUTTI
 
Che male possono fare cinque galline? Nessuno, anzi, per la signora Sherri Frushon sono di grande aiuto nelle difficoltà quotidiane che l’autismo riserva al figlio Anthony. Dar loro da mangiare, tenerle pulite e, in generale, passare il tempo con loro tranquillizzano il figlio di dieci anni e lo hanno aiutato a combattere la malattia. Le cinque Morosete sono animali più dolci e sociali delle normali galline e quando Anthony se le mette sulla spalla, si strofinano sul collo come se lo volessero abbracciare. Un gesto che illumina di felicità il volto del ragazzino. Un aiuto che nessun altro è stato in grado di dargli dice la madre. 
Ora però le cinque galline rischiano di dover essere sottratte alla signora perché il regolamento di Brownsburg, cittadina di Indianapolis, prevede che si debba avere un’autorizzazione per poter tenere quel tipo di animali in giardino. 
Ma quando la signora Frushon ha chiamato in municipio per informarsi le è stato risposto che si sarebbe dovuta sbarazzare delle galline entro dieci giorni, pena una multa di 2500 dollari. 
La donna in un primo momento ha deciso di portare le galline in una fattoria, ma vedendo il peggioramento di Anthony, ha poi deciso di riportarle a casa, per il bene del figlio.  
I responsabili dell’ufficio contattato negano di averle intimato di cacciare via le galline, ma di averle richiesto di seguire la procedura prevista per l’approvazione: la signora Frushon dovrebbe sborsare 600 dollari per la pratica e chiedere a tutti i vicini se la presenza delle cinque galliene dia loro fastidio. 
Una pratica particolarmente onerosa per il suo budget familiare e complicata in termini di tempo da spendere dovendo fare il porta-a-porta a tutte le abitazioni del quartiere. 
«Dovrei uscire con un blocco per appunti e chiedere i miei vicini tutto intorno a me se sono contrari o favorevoli al fatto che io tenga delle galline terapeutiche sulla mia proprietà» ha commentato la mamma di Anthony, aggiungendo che non vicini si sono mai lamentati. «Non riesco a credere che devo passare attraverso tutto questo solo per essere in grado di permettergli di stare con delle galline terapeutiche». 
Così la signora Frushon si è attivata per far uscire dai confini cittadini la sua storia, affidando il tutto ai social network e a una petizione online con la quale chiede il supporto della gente. Mentre sono già quasi 40mila le firme raccolte, sarebbe in corso anche una raccolta fondi per permettere alla famiglia di pagare tutte le spese necessarie. 
Esiste comunque un precedente che gioca a favore della sua storia: in Florida una famiglia ha ottenuto l’autorizzazione legale ad accudire polli in una cittadina dove sono vietati per ragioni di quiete pubblica, proprio perché medici e psicoterapeuti hanno confermato i miglioramenti su un altro bambino autistico. 
 
L’ETRURIA
12 AGOSTO 2014
 
Scoperto canile lager: una decina i cani detenuti in pessime condizioni igienico sanitarie
A Castelluccio, intervento dei Carabinieri di Subbiano e del Servizio Veterinario della Asl

 
Prov. di Perugia, Mentre il fenomeno degli abbandoni di animali sembra essere in lieve calo rispetto agli altri anni, continuano le segnalazioni di cani detenuti in situazioni anomale o casi di maltrattamento. È di questi giorni (sabato per la precisione), l’intervento congiunto dei carabinieri di Subbiano e del Servizio Veterinario della Asl che ha consentito di porre fine alle sofferenze di un gruppo di cani detenuti in condizioni igienico sanitarie a dir poco “raccapriccianti”. È proprio questo il termine utilizzato dai tecnici veterinari per descrivere lo scenario che si sono trovati davanti nel pomeriggio di sabato, quando a seguito di una segnalazione giunta ai carabinieri di Subbiano hanno effettuato un intervento di controllo in un appezzamento di terreno ricompreso tra la zona industriale e l’Arno, al Castelluccio, nel comune di Capolona.
Giunti sul posto, operatori del Servizio Veterinario e carabinieri, si sono trovati di fronte ad una situazione generale sconcertante, caratterizzata da forte degrado, abbandono e incuria dell'ambiente, oltre a cani debilitati, malnutriti e infestati da parassiti.
Nella fattispecie erano presenti 10 cani (solo alcuni identificabili perché muniti di microchip) di cui 3 cuccioli, 6 cani adulti e 1 carcassa di cane adulto, morto, con molta probabilità nella notte precedente. Quest’ultimo era sistemato in un recinto colmo di escrementi secchi e vecchi di qualche mese, con tutto il corpo e le cavità oculari e orale invasi da uova di mosca e da larve, a riprova che l'animale ha vissuto gli ultimi giorni "mangiato vivo" dalle stesse.
Due cani adulti presentavano un forte dimagrimento, mentre tutti gli animali avevano una fortissima irritazione della pelle, con perdita di pelo e petecchie emorragiche causate dalla massiva presenza di pulci. In tutti i box si poteva constatare l'assenza di cibo o la presenza di solo pane duro e stantio, mentre l'acqua era per la maggior parte assente, e se c'era era sporca o con larve dentro o (nel caso dei cuccioli) irraggiungibile.
Tutti gli animali sono stati immediatamente allontanati da questa sorta di campo di concentramento e portati al canile di Arezzo con l'aiuto di personale e volontari ENPA. Una volta sistemati tutti i cani all'interno dei box del canile è stato fornito loro cibo fresco ed acqua pulita e sono stati trattati immediatamente con prodotti antiparassitari per alleviare il dolore causato dai continui pizzichi e curare le lesioni cutanee.
I cani sono stati posti sotto sequestro, mentre i tre diversi proprietari, naturalmente, sono stati denunciati per maltrattamento di animali.
 
LA REPUBBLICA
12 AGOSTO 2014
 
'Canile lager' nell'aretino, nove animali in condizioni estreme
Un decimo è stato trovato morto dai carabinieri. I tre proprietari del terreno sono stati denunciati per maltrattamento
 
di CLAUDIO CUCCIATTI
 
provincia di Arezzo - Un cane morto, altri nove vivi, di questi tre sono cuccioli. Vivevano da giorni nel 'canile lager' che i carabinieri di Subbiano hanno scoperto questa mattina a Castelluccio, nel comune di Capolona (Arezzo). I tre proprietari del terreno sono stati denunciati per maltrattamento di animali."Uno dei cani adulti - raccontano i volontari dell'Enpa di Arezzo -, aveva il dorso 'mangiato' dalle mosche. Lo stato della cute fa capire come l'animale fosse trascurato da tempo". All'interno del recinto escrementi secchi e vecchi. I cani adulti erano magrissimi: l'unica fonte di cibo, un box con del pane secco, era posizionato in modo tale da essere difficilmente arrivabile per i cani. La poca acqua, contenuta in una ciotola, era sporca e costellata da insetti. Gli animali sono stati portati al canile di Arezzo dove, per il momento, saranno accuditi dal personale e dai volontari Enpa.
 
NEL CUORE.ORG
15 AGOSTO 2014
 
AREZZO, NOVE CANI MALTRATTATI AFFIDATI ALLE PERSONE DENUNCIATE
ENPA PROTESTA PER LA DECISIONE DEL MAGISTRATO
 
Il magistrato convalida il sequestro, ma li affida in custodia ai proprietari. I nove cani strappati dal canile-lager di Castelluccio (Arezzo) sono tornati sotto il controllo delle tre persone denunciate per maltrattamento. Dopo poche ore nel canile, riferisce la "Nazione", i sei segugi e i tre cuccioli sono stati riportati nell'"inferno" dove l'Enpa li aveva trovati. Protesta l'organizzazione di protezione animale per la scelta procedurale del giudice. Ora, in attesa di nuove decisioni, toccherà all'Asl e alle forze dell'ordine monitorare la situazione e vigilare affinché i responsabili migliorino le condizioni di detenzione.
 
H24 NOTIZIE
12 AGOSTO 2014
 
Assurda sequenza di cani morti a Formia (LT). Sette in pochi mesi: troppi perchè sia una coincidenza


NELLA FOTO - *Il rottweiler ritrovato morto sul Redentore*

 
provincia di Latina - Ne sono morti sette in pochi mesi. Il bilancio dei cani morti sul territorio comunale di Formia è assurdo. Alcuni sono stati rinvenuti sul monte Redentore dalla guardia zoofila regionale Giuseppe Palmaccio. E tra i tre cani deceduti e trovati sul monte ce n’era uno, un rottweiler che per lungo tempo è stato visto girare per via Olivastro Spaventola. Un animale che era già stato accalappiato in due occasioni e altrettante volte restituito ai legittimi proprietari. Almeno fino all’ultimo rinvenimento.
Ed è così che nasce il legittimo dubbio che randagi o di proprietà alcuni “amici a quattro zampe” vengano portati di proposito sul Redentore, per disfarsene. Anche se poiché altre quattro cagnoline sono state recuperate già morte in parte sulla strada per Maranola in parte vicino a Panorama resta l’interrogativo che possa anche trattarsi di avvelenamento.
Gli addetti ai lavori pensano che i decessi siano troppi per trovarsi di fronte ad una coincidenza. E allora cercano di intensificare i controlli in un periodo di grande sofferenza per il randagismo. L’estate, purtroppo, è il momento nel quale in tanti trovano i propri animali “ingombranti” e se ne liberano senza scrupoli, senza titubanze, incuranti delle sorti alle quali condannano i cuccioli fino a quel momento “utili” per compagnia o per il gioco dei propri figli.
 
LA ZAMPA.IT
12 AGOSTO 2014
 
Dobermann cade nel pozzo, lo salva cagnolina
La meticcia ha cominciato ad abbaiare attirando l’attenzione dei passanti
 
FULVIO CERUTTI
 
provincia di Massa Carrara - Piccolina, ma determinata. E’ solo grazie a questa sua qualità se un dobermann si è salvato dopo essere caduto in un pozzo. E’ successo sulle colline di Carrara. L’eroina della storia è una meticcia che, abbaiando con tutta la sua forza, ha attirato l’attenzione dei passanti fino a che qualcuno si è accorto di quanto voleva comunicare: un altro quattrozampe aveva bisogno di aiuto. L’allarme è stato lanciato da una escursionista, la cui attenzione è stata attirata dall’abbaiare della cagnolina. Per salvare il dobermann, la donna ha chiamato le guardie zoofile dell’Oipa locale (Organizzazione internazionale protezione animali), i vigili del fuoco e il personale del canile sanitario di Massa. Per salvare il dobermann una guardia zoofila è scesa nel pozzo e lo ha preso sottobraccio.  Guardia e cane, imbragati, sono poi stati riportati in superficie. Il malcapitato sta bene, ma per evitare altri problemi in futuro il pozzo è stato sigillato. 
 
METEO WEB
12 AGOSTO 2014
 
Animali: tartaruga caretta caretta salvata ad Ortona
 
provincia di Chieti - Un esemplare di tartaruga marina tipo ”caretta caretta” che era rimasto impigliato in una rete da posta e’ stato salvato dalla Guardia Costiera di Ortona. L’animale, lungo circa 70 centimetri e largo, e’ stato avvistato in un groviglio di reti e galleggianti da pesca dalla Motocisterna Divina in transito nelle acque antistanti la rada del porto di Ortona, a circa 0,4 miglia dalla costa nel pomeriggio di ieri. L’equipaggio del mercantile immediatamente ha segnalato l’avvistamento alla Sala Operativa della Guardia Costiera ortonese. Individuato e liberato dalle reti secondo specifiche procedure atte a preservare la sua incolumita’, l’animale, esausto ma vigile e in buone condizioni di salute, e’ stato classificato per finalita’ scientifiche dai militari della motovedetta CP885 e rilasciato in mare, salvandolo da morte certa. ”Un lieto fine il cui merito va all’attenzione, alla sensibilita’ e allo scambio di informazione tra la dente di mare” dice il comandante della Capitaneria di porto di Ortona, il Capitano di Fregata Nicola Attanasio che ribadisce l’impegno della Guardia Costiera nella difesa dell’ambiente e delle specie marine.
 
FIRENZE POST
12 AGOSTO 2014
 
I consigli degli esperti dell'ADUC
In treno con cani e gatti senza pagare: ecco come si può fare
 
Roma –  Lasciare l’amico cane, o il gatto, a casa, da un parente o in pensione durante il periodo delle vacanze? Neanche per sogno. L’Aduc, l’associazione per i diritti dei consumatori, si è fatta carico di dare consigli. Spiegando che  anche chi prende il treno può portare il proprio fido, o il proprio micio, a determinate condizioni. Vediamo i casi.
Treno: i cani di piccola taglia, i gatti ed altri piccoli animali domestici da compagnia (custoditi nell’apposito contenitore di dimensioni non superiori a 70x30x50) sono ammessi gratuitamente nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni e nei livelli di servizio Executive, Business, Premium e Standard. E’ ammesso un solo contenitore per ciascun viaggiatore.
Nelle carrozze ristorante/bar non è consentito l’accesso agli animali.
E’ inoltre consentito, per singolo viaggiatore, il trasporto di un cane di qualsiasi taglia, tenuto al guinzaglio e munito di museruola: sui treni nazionali di tutte le categorie, in prima e seconda classe e nei livelli di servizio Business e Standard. Sono esclusi il livello di servizio Executive, Premium, l’Area del silenzio, i salottini e le carrozze ristorante/bar;
Il cane guida per i non vedenti può viaggiare su tutti i treni gratuitamente senza alcun obbligo. 
 
METEO WEB
12 AGOSTO 2014
 
Amici a 4 zampe in viaggio: ecco le regole per evitare una “vacanza da cani”
 
Molti sono già partiti ma incombe il fatidico Ferragosto che per i nostri amici a quattro zampe rappresenta un serio problema da risolvere. Ecco come far trascorrere anche a loro delle vacanze serene, osservando poche semplici regole: abituate il vostro cane al trasportino, in quanto è importante che capisca che si tratta di un luogo sicuro dove rilassarsi durante il viaggio. Per abituarlo, mettete il trasportino in casa, togliendo la porticina di chiusura, lasciando al suo interno dei croccantini o qualcosa di prelibato, rendetelo comodo ed accogliente con un cuscino o una coperta in modo che, al momento della partenza, gli sembrerà un rifugio sicuro e comodo. I cani devono viaggiare con i loro documenti sanitari, per cui non partire mai senza aver effettuato un ultimo rapido controllo al libretto delle vaccinazioni o al passaporto, se lo portate all’esterno. I cani possono viaggiare in treno e in aereo, ma non esistono regole universali, per cui dovete contattare la compagnia di trasporto, chiedendo informazioni più dettagliate possibile. La profilassi contro la rabbia può essere certificate con il documento ufficiale: il passaporto; un libretto di colore blu, rilasciato dalle aziende sanitarie, sul quale il vostro veterinario di fiducia certifica profilassi vaccinali, trattamenti antiparassitari e buono stato di salute. Nello specifico, per la rabbia, per i soli spostamenti nel territorio nazionale, il passaporto può essere sostituito con un certificato di vaccinazione rilasciato dal proprio veterinario,da esibire in caso di eventuali controlli. All’estero, Il cane deve viaggiare sempre con il passaporto ed è obbligatoria la profilassi antirabbia. Dato che non tutti gli animali amano viaggiare in auto, abituatelo al rumore al al movimento della macchina gradualmente, molto prima del viaggio (ad es. fatelo salire ad auto spenta, premiandolo; mettete in moto la macchina senza muovervi, in modo che si abitui al rumore; per poi fare dei brevi giri in auto per rendergli familiare il movimento). Indispensabili le soste per farlo bere, per fargli sgranchire le zampe e per i doverosi bisogni. Prima di recarvi in spiaggia col vostro cucciolone, verificate che in quella specifica località ne sia consentito l’accesso, trovando le informazioni necessarie sul sito del Ministero del Turismo, dove sono segnalate tutte le spiagge attrezzate per gli amici a 4 zampe, oppure contattando l’Amministrazione Comunale o l’Ufficio turistico del luogo di villeggiatura. Di regola, sulle spiagge non attrezzate ad hoc, i cani vanno tenuti sempre al guinzaglio per non infastidire i propri vicini, mentre nelle spiagge apposite, sono liberi di muoversi nel rispetto delle regole comportamentali riportate all’ingresso. Anche i cuccioli sono sensibili al sole e non vanno esposti nelle ore più calde della giornata. Devono stare al riparo dai raggi solari sotto l’ombrellone, proteggendo le parti del corpo non coperte dal pelo con creme solari appositamente create per loro e vanno fatti bere più volte al giorno per favorire la loro idratazione. Dopo ogni bagno al mare, o la sera al termine della giornata al mare, il cane va lavato con l’acqua dolce al fine di togliere il sale dell’acqua marina. Se non viene tolto, e si bagna con frequenza, si espone il cane a patologie della cute che è sempre meglio evitare. I nostri amici a 4 zampe, se non allenati a fare movimento, si affaticano molto, per cui, prima della nuotatina, preparateli gradualmente, dedicando ogni giorno del tempo alla loro attività sportiva. Occhio ai colpi di calore, tra le principali cause di malori estivi dei cani. In tal caso, bagnate costantemente l’animale con abbondante acqua fresca fino a che non si riprende del tutto. Anche i cani sono esposti alle punture delle zanzare che per loro possono essere la causa della grave malattia della filaria o della leishamnia, se a pungerli sono i pappataci. Seguite i consigli del vostro veterinario di fiducia per proteggere loro e le persone a contatto con i vostri pelosi. Ovviamente una valigia va fatta anche per loro, con cibo, ciotole e loro giochi preferiti, una coperta o un cuscino dove normalmente dormono che, posizionati dove andranno a dormire, è un segnale che dice: «Questo è il tuo posto, qui puoi andare quando non ti senti sicuro e qui non ti succederà nulla di male». Trovarsi in un ambiente sconosciuto può rappresentare un problema per il nostro animale. Esistono in commercio dei feromoni che hanno un effetto rassicurante per i nostri amici: metteteli in valigia e inseriteli nel nuovo ambiente, per renderlo più familiare. Eviterete così che, nel tentativo di darsi dei punti di riferimento, marchino il territorio, facendo pipì qua e là. Se il vostro cucciolo mangia solo crocchette, in estate potete aggiungere uno o due cucchiai di umido che, oltre che a migliorare l’idratazione, gli fornisce minerali e vitamine, oltre a stimolare l’appetito che con il caldo tende a diminuire. Dategli da mangiare il suo cibo abituale, a orari prestabiliti, evitando di dargli uno spuntino prima della partenza (né cibo, né acqua): l’ultimo pasto può farlo 2 ore prima della partenza.
 
NEL CUORE.ORG
12 AGOSTO 2014
 
TRENTINO MARKETING, SI' AD ALBERGHI "AMICI DEI QUATTROZAMPE"
L'IMPEGNO DELL'ASSESSORE DALLAPICCOLA
 
"Da qualche tempo Trentino Marketing sta progettando il lancio di un club di prodotto 'amici dei cani', che raggruppi ed identifichi attraverso un marchio una selezione, sul territorio, di alberghi, hotel, agritur, B&B, che sappia offrire ai turisti una 'mappa' dell'accoglienza estesa a tutto il Trentino". Ad affermarlo e' l'assessore al turismo, Michele Dallapiccola, in replica al recente caso di un agritur che ha "rifiutato" una famiglia con un cane a seguito. "Quanto accaduto - ha osservato Dallapiccola - dispiace e conferma che si tratta di una tematica quanto mai attuale e che ho ben presente da tempo, tanto che, gia' nel 2012 il Consiglio provinciale approvo' una mia proposta di mozione che richiamava l'attenzione sul ruolo 'sociale' degli animali da compagnia e sulla necessita' di dare risposte ai turisti che si muovono con un animale a seguito".
 
GEA PRESS
12 AGOSTO 2014
 
Cina – Animalisti euforici. Continua la “caccia” ai camion di cani
 
L’ultimo carico sarebbe stato fermato ieri sera vicino Pechino. Cani, ancora una volta, destinati alla macellazione. Una attività non illegale ma che, secondo gli animalisti, non rispetterebbe le regole governative. Un aiuto in più per chiamare la polizia e liberare i poveri animali.
Secondo l’ONG Animal Welfare Projects, con sede in California ma riferimenti in Cina e Taiwan, la conta dei camion fermati ammonterebbe ad una decina. Gli animalisti, che si scambiano velocemente le informazioni via computer, una volta intercettato un camion, provvedono a fotografare la targa e diffondono via web il punto esatto.
Molto organizzati e collaborativi, gli attivisti iniziano a raggiungere con i loro mezzi il luogo indicato provvedendo a bloccare il camion e richiedendo la presenza  della polizia.
Un cambio di rotta radicale, non solo per l’intraprendenza dei gruppi animalisti ma anche per l’abbattendo di alcuni luoghi comuni sulla popolazione cinese.
Il salvataggio in atto, conferma il duro colpo ai trafficanti di animali. Contemporaneamente si evidenzia la gravità del fenomeno.
Agli animalisti cinesi stanno giungendo ringraziamenti da ogni parte del mondo.
 
IL MESSAGGERO
12 AGOSTO 2014
 
Usa: i gatti scomparivano nel nulla, scoperto boa di quattro metri

 
NEW YORK – Nella cittadina di Port St. Lucie i gatti scomparivano misteriosamente. Famiglie allarmate hanno trascorso ore a percorrere le strade alberate lungo il fiume St. Lucie e la baia. Poi qualcuno ha intravisto nella vegetazione rigogliosa un movimento sospetto: c’era un enorme serpente boa in giro nel quartiere. E i tanti padroni di gatti hanno capito cosa era successo: dopotutto in Florida da vari anni vige uno stato di allarme per il dilagare di questo serpente, una “specie invasiva” che prospera nel caldo umido dello Stato meridionale.
Così i cittadini di St. Lucie hanno chiamato la polizia, che ha dovuto impiegare ben tre agenti per tirare fuori da un grande cespuglio il sazio e grasso serpente: quattro metri di lunghezza per 60 chili di peso. Una famiglia che ha cercato il proprio gatto siamese per più di una settimana, si è disperata al pensiero che Tomboy fosse finito nelle viscere di quell’essere: «Sono dovunque oramai!», si è lamentato in un’intervista alla radio il padrone del gatto.
Ed ha ragione. Come abbiamo scritto cinque anni fa su queste pagine, dagli anni Ottanta il pericolosissimo pitone della Birmania si è ambientato soprattutto in quella immensa, selvaggia palude, che sono le Everglades. Belle e pericolose, le paludi ospitano non sono solo serpenti a sonagli, alligatori, pantere e piante velenose, ma anche questo altro animale predatore, che qui non ha nemici e quindi si riproduce a velocità molto accelerata.
Come altre specie invasive, questo animale che dovrebbe essere caratteristico solo del sud-est asiatico è finito nel sud degli Stati Uniti perché tanta gente se ne è preso uno in casa quando era piccolo e grazioso, ma a un certo punto non ha più voluto occuparsi di un essere vivente che cresceva a dismisura, con una fame da lupo, e ha pensato bene di abbandonarlo nelle paludi, forse nella convinzione di fare qualcosa di umanitario. C’è anche la teoria che molti siano fuggiti dai negozi di animali quando l’uragano Andrew ha colpito la Florida nel 1992. I boa hanno cominciato a riprodursi - a ogni covata depongono dalle 30 alle 80 uova - e ora si calcola che le Everglades siano popolate da qualcosa come 150 mila pitoni della Birmania.
E sono animali affamati: mangiano alligatori e daini, rospi e fenicotteri, cinghiali e pellicani, opossum e tartarughe. E non sembrano temere gli uomini, e si avvicinano alle case, dove – come prova la strage di gatti di Port St. Lucie - trovano bocconi facili da catturare. Lunghi fino a 6 metri, pesanti oltre cento chili, grossi fino a 70 centimentri nel punto più largo del loro corpo, i pitoni sono infatti anche agili e veloci. Un nemico micidiale. Negli ultimi anni lo Stato, con il supporto del Dipartimento dell’Agricoltura federale, ha lanciato una serie di iniziative: battute di caccia, addestramento di cani da fiuto specializzati proprio nell’identificare i boa, gabbie che scattano solo se ci entra un serpente molto pesante.
C’è stata anche la proposta di vietarne l’importazione e la vendita, insieme ad altri serpenti pericolosi, come l’Anaconda. Ma i rivenditori hanno protestato, e anche le guardie forestali delle Everglades si sono dette contrarie: il timore è che davanti a un divieto di vendita, i negozianti se ne disfino buttando quelli che già hanno nelle paludi, peggiorando la situazione.
 
QUOTIDIANO.NET
12 AGOSTO 2014
 
A quattro anni si perde nei boschi siberiani: salvata dal cane dopo 12 giorni
Ritrovata dopo un lungo periodo: mangiava bacche e beveva dalle pozzanghere. Per sopravvivere al freddo della notte dormiva abbracciata all'animale
 
Roma, 12 agosto 2014 - Deve ringraziare il suo cane se oggi può raccontare la brutta avventura che l'ha vista protagonista. Il cane che ha guidato i soccorritori fino a lei, persa nei boschi della Siberia da 12 giorni a soli quattro anni. La bimba si è cibata di bacche e ha bevuto dalle pozzanghere riuscendo a sopravvivere in mezzo alla natura selvaggia della Siberia per 12 giorni, finché il suo cane non ha segnalato ai soccorritori dove si trovava e l'ha fatta tornare tra le braccia di mamma e papà.
E' la storia di Karina Cikitova, una bambina di appena quattro anni che si è allontanata dal suo paesino assieme al suo cane e si è persa. Secondo i media russi, la piccola Karina è scomparsa il 29 luglio, quando si trovava con la nonna nel suo villaggio, Olom, un minuscolo centro abitato con appena otto case nella regione di Irkutsk. Quando la nonna si è addormentata, la bimba è uscita di casa con il cane e non è più tornata. All'inizio la mamma e la nonna della bambina non si sono però preoccupate più di tanto, pensando che il padre fosse venuto a prendere la piccola dal villaggio vicino, dove lavora come guardia forestale in un periodo in cui sono frequenti gli incendi nei boschi. Solo il 2 agosto, quando i due genitori si sono incontrati, la madre ha saputo che il marito non era venuto a prendere la bimb a ed è corsa alla stazione di polizia più vicina per denunciare la scomparsa della figlia. 
Alle ricerche hanno partecipato poliziotti, membri della protezione civile, abitanti del villaggio e persino agenti delle truppe speciali ben armati per paura di attacchi di orsi o lupi. La zona da controllare era relativamente ampia, e soprattutto occupata in gran parte da una foresta fittissima e a tratti impenetrabile e da paludi, e per questo è stato necessario anche l'uso di elicotteri e sembra addirittura di droni. Dopo tanti giorni di ricerche senza successo, i soccorritori temevano il peggio, perché oltre alla fame, alla sete e agli animali selvatici della taiga, a minacciare la bimba era anche il clima, con temperature che nella notte scendono sotto zero anche in estate. 
Dopo ben 12 giorni, è arrivato il lieto fine: il cane è tornato nel villaggio e ha portato i soccorritori nel posto dove si trovava la piccola Karina, in stato di denutrizione ma sana e salva in mezzo all'erba alta, dove anche dagli elicotteri sarebbe stato impossibile individuarla. La bimba si era allontanata da casa di ben sei chilometri ed è riuscita a sconfiggere il freddo della notte dormendo abbracciata al cane. Ora Karina è ricoverata all'ospedale di Irkutsk, ma secondo i medici non è assolutamente in pericolo di vita. 
 
LA ZAMPA.IT
12 AGOSTO 2014
 
Bimba di quattro anni si perde in Siberia, la salva un cane
Per 12 giorni è sopravvissuta bevendo dalle pozzanghere e mangiando bacche
 
Riuscire a sopravvivere nella natura selvaggia della Siberia per 12 giorni non è facile, soprattutto se si ha solo quattro anni. È quanto capitato a Karina Cikitova, una bimba che si era persa dopo essersi allontanata dal suo paesino assieme al suo cane. E proprio il suo quattrozampe è riuscito a segnalare ai soccorritori il luogo in cui la piccola si trovava e l’ha fatta tornare tra le braccia dei suoi genitori. Per dodici giorni Karina è sopravvissuta mangiando bacche e bevendo dalle pozzanghere.  
Secondo i media russi, la piccola Karina è scomparsa il 29 luglio, quando si trovava con la nonna nel suo villaggio, Olom, un minuscolo centro abitato con appena otto case nella regione di Irkutsk. Quando la nonna si è addormentata, la bimba è uscita di casa con il cane e non è più tornata. All’inizio la mamma e la nonna della bambina non si sono però preoccupate più di tanto, pensando che il padre fosse venuto a prendere la piccola dal villaggio vicino, dove lavora come guardia forestale in un periodo in cui sono frequenti gli incendi nei boschi. Solo il 2 agosto, quando i due genitori si sono incontrati, la madre ha saputo che il marito non era venuto a prendere la bimba ed è corsa alla stazione di polizia più vicina per denunciare la scomparsa della figlia. 
Alle ricerche hanno partecipato poliziotti, membri della protezione civile, abitanti del villaggio e persino agenti delle truppe speciali ben armati per paura di attacchi di orsi o lupi. La zona da controllare era relativamente ampia, e soprattutto occupata in gran parte da una foresta fittissima e a tratti impenetrabile e da paludi, e per questo è stato necessario anche l’uso di elicotteri e sembra addirittura di droni. Dopo tanti giorni di ricerche senza successo, i soccorritori temevano il peggio, perché oltre alla fame, alla sete e agli animali selvatici della taiga, a minacciare la bimba era anche il clima, con temperature che nella notte scendono sotto zero anche in estate. 
Dopo ben 12 giorni, è però arrivato il lieto fine: il cane è tornato nel villaggio e ha portato i soccorritori nel posto dove si trovava la piccola Karina, in stato di denutrizione ma sana e salva in mezzo all’erba alta, dove anche dagli elicotteri sarebbe stato impossibile individuarla. La bimba si era allontanata da casa di ben sei chilometri ed è riuscita a sconfiggere il freddo della notte dormendo abbracciata al cane. Ora Karina è ricoverata all’ospedale di Irkutsk, ma secondo i medici non è assolutamente in pericolo di vita. 
VIDEO
 
NEL CUORE.ORG
12 AGOSTO 2014
 
SUDAFRICA, TRASLOCO DI MASSA PER I RINOCERONTI DEL PARCO KRUGER
MISURA ESTREMA CONTRO IL DILAGANTE BRACCONAGGIO
 
Per far fronte alla crescente minaccia dei bracconieri e dei commercianti di corni le autorita' sudafricane hanno deciso un maxi operazione di trasferimento di oltre 500 rinoceronti degli 8.400 che vivono nel celebre Kruger Park, ad altre aeree tenute al momento riservate Lo ha annunciato il ministro dell'ambiente Edna Molewa, aggiungendo che l'obiettivo è di istituire aree super protette, "roccaforti", di rinoceronti in cui gli animali potranno riprodursi senza correre rischi I bracconieri sono passati dall'ucciderne 13 esemplari in tutto nel 2007 a massacrarne 1.004 lo scorso anno, cifre imparagonabili.
Nel corso dell'ultimo censimento realizzato nel 2013, la popolazione dei rinoceronti nel Parco, che si estende per 400 chilometri da nord a sud, era stimata tra gli 8.400 e i 9.600 animali. Nel corso dei primi sei mesi del 2014, 558 rinoceronti sono stati uccisi in Sudafrica, 370 dei quali nel solo Parco. Il Sudafrica era gia' arrivato a dispiegare i soldati per combattere i cacciatori di frodo, che provengono soprattutto dal vicino Mozambico.
 
METEO WEB
12 AGOSTO 2014
 
Animali: panda partorisce tre gemelli nel parco Chimelong Safari
 
Presso il Chimelong Safari Park, nella Cina del sud, sono nati tre cuccioli di panda gigante, partoriti in cattività dalla madre Ju Xiao, un esemplare di 12 anni, dopo un travaglio durato circa 3 ore. I veterinari del parco fanno sapere che i piccoli stanno bene che pesano rispettivamente 90, 83 e 122 grammi. Zhang He Min, direttore del Centro di ricerca e conservazione dei panda giganti, ha spiegato che c’è solo una possibilità su cento per un panda gigante di dare alla luce tre gemelli. Secondo il direttore tutti e tre i piccoli hanno ottime probabilità di sopravvivere. Il sesso dei cuccioli si saprà soltanto fra un mese ma al pubblico non saranno mostrati prima dei 4-5 mesi di vita.
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
12 AGOSTO 2014
 
L’anatra amica del cane, strana coppia parigina
 
Un’anastra e un cane, insieme su un ponte a Parigi. Sul web spuntano alcune loro foto, pubblicate da più utenti su diversi social network. Gli autori sostengono di averle realizzate quattro anni fa. Non si sa molto di più, ma le immagini commuovono molti utenti del web che le prendono a esempio di come la natura non faccia problemi di razza. In realtà, da quanto sembra emergere dagli scatti, probabilmente la coppia è stata creata ad arte da qualche persona che cerca di impietosire i passanti e guadagnare sulla loro pelle.
A distanza di tempo non si sa molto di più, c’è solo da sperare che i due animali, involontari protagonisti di foto diventate famose sul web, stiano bene e non siano più costretti a questa vita da strada.
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
12 AGOSTO 2014
 
Meno inquinamento, balene e squali tornano nelle acque di New York
 
Dalla fine di luglio, ’Gotham Whale’ un gruppo di volontari che monitorizza le acque, ha già contato 29 megattere e ad una distanze di circa sei km dalla Statua della Libertà.
Balene e squali bianchi hanno ricominciato a popolare le acque di New York. Il fenomeno, secondo gli ambientalisti, è dovuto alla acque più pulite che hanno portato maggiori quantità di pesci di cui si nutrono i cetacei. Così anche per la gioia di turisti e bagnanti, balene, in particolare della specie delle megattere, dalle grande pinne pettorali, sono presenti come non succedeva da decenni. Dalla fine di luglio, ’Gotham Whale’ un gruppo di volontari che monitorizza le acque, ha già contato 29 megattere e ad una distanze di circa sei km dalla Statua della Libertà.«Il fiume (Hudson, nrd) - ha detto Paul Sieswerda, a capo di Gotham Whale - non faceva altro che portare inquinamento, ma negli ultimi cinque anni grazie alle misure di protezione la qualità delle acque è notevolmente migliorata». Gotham Whale organizza anche spedizioni in acqua dove si possono vedere le balene mentre vengono nutrite. 
Le balene e gli squali bianchi sono comuni al largo delle coste del Massachusetts e del Maine ma appunto grazie anche a maggiori forniture di cibo nelle acque lungo New York e New Jersey, gli animali sembrano essere invogliati a restare in queste zone piuttosto che salire verso nord per sfamarsi.  
 
GEA PRESS
12 AGOSTO 2014
 
Robin Williams, vegano e per la difesa dei delfini

 
Era diventato vegano e si era impegnato nella difesa degli animali. Il suo volto era apparso, assieme a quello di altre celebrità,  nella presentazione del filmato The Cove, dove veniva denunciata la strage dei delfini lungo le coste giapponesi.
Il sorriso di persona buona che caratterizzava Robin Williams, si è oggi spento per sempre nella sua casa di Tiburon in California.
Lascia un senso di tristezza velato di malinconia. La sua figura, improvvisamente, è andata oltre.
In molti, prevalentemente all’estero, stanno ricordando il suo impegno per i delfini ed il suo essere stato vegano. Bite Back, associazione animalista attiva in Belgio e Paesi Bassi, lo ricorda con la frase  del famoso film “L’attimo fuggente”. “Non importa cosa si dice in giro, parole e idee possono cambiare il mondo“.  Imparare a pensare con la propria testa.
Una ispirazione per continuare a lottare per un mondo migliore (foto diffusa da Bite Back).
 
LA ZAMPA.IT
12 AGOSTO 2014
 
Robin Williams e quell’incontro con la gorilla Koko
 
Fra le varie immagini che il web ha voluto riportare alla luce per ricordare Robin Williams, scomparso la notte scorsa, c’è anche un incontro un po’ fuori standard: quella volta in cui l’attore fece conoscenza con Koko, la gorilla che imparò oltre 1000 segni con cui comunicare alle persone. Un vero e proprio dialogo culminato con la richiesta a Williams di farle il solletico.
VIDEO
 
GEA PRESS
13 AGOSTO 2014
 
Bisceglie (BAT) – La strage dei cuccioli. Tutti uccisi dal topicida
L'impegno dei volontari dell'associazione Laika

 
Due cucciolate, una recente, di appena 40 giorni, ed un’altra di sette mesi. Sette piccoli cani per entrambe le cucciolate, più la madre.
Tutti, potrebbero essere stati uccisi dal veleno, probabilmente un topicida,  distribuito nelle campagne nei pressi di Bisceglie (BAT).
A darne comunicazione sono i volontari dell’associazione Laika con sede a Trani ma operativa in diversi centri della provincia.
Solo una parte dei corpi dei piccoli cagnolini sono stati ritrovati. Dal vicino groviglio di rovi, però, si alza forte l’odore della putrefazione. Il caldo di questi giorni sta accelerando il processo, segnalando così il probabile luogo ove la restante parte degli animali che avevano ingerito il veleno, si era andata a rifugiare.
“Non davano fastidio a nessuno – riferisce a GeaPress Gianfranco Menduni, volontario dell’associazione Laika – Tre cagnolini della precedente cucciolata e quattro dei più piccoli, sono stati ritrovati ormai morti, ma continuiamo a cercare gli altri”. Le speranze di poterli trovare ancora in vita, sono però ridotte al lumicino anche se i volontari non sembrano volersi rassegnare. Fino ad oggi hanno portato il cibo per i cani che, purtroppo, non rispondono più.
I volontari accusano ora di scarsa sensibilità le persone dei luoghi. Poche settimane addietro una colonia di gatti è stata sterminata, mentre, più di recente, un volontario è stato verbalmente aggredito da una persona che, a quanto pare, non tollerava i cagnolini.
Sulla morte dei poveri animali, una denuncia è già stata presentata. Anche domani continueranno le ricerche dei volontari, soli, come sempre.
 
LA NUOVA VENEZIA
13 AGOSTO 2014
 
Mirano (VE), cucciolo di cane abbandonato in un cassonetto dell’immondizia

 
Raccolto da un operatore della Veritas che lo ha portato in ufficio e poi «adottato». Se nessuno si farà avanti a reclamarlo ha deciso di tenerlo in casa
MIRANO. Probabilmente è stata la notte più lunga e difficile della sua (breve) vita. Una notte in strada, un cassonetto dell’immondizia vicino al quale era stato lasciato come unica protezione dal mondo esterno. Unica barriera contro le auto che sfrecciavano; unica difesa contro gli sconosciuti che lo guardavano.
Così, spaurito, ma per fortuna in buone condizioni, questa mattina è stato trovato un cucciolo di pastore australiano. L’operatore della Veritas che si è accorto di quel batuffolo di pelo morbido non ci ha pensato un attimo. Alla fine del servizio l’ha portato in ufficio, per mostrarlo ai colleghi. Ha lasciato che il cucciolo respirasse un po’ d’amore, alle prese con le tastiere di un computer e i fili del mouse, e poi ha deciso di portarlo a casa. In attesa che il legittimo proprietario si faccia avanti, nel caso la bestiola si sia allontanata. Oppure pronto a curarlo e farlo crescere, nel caso il cucciolo sia stato abbandonato e nessuno bussi per reclamarlo. L’assenza di chip o altri segnali di riconoscimento, del resto, fanno pensare che il proprietario abbia voluto disfarsene.
 
MESSAGGERO VENETO
13 AGOSTO 2014
 
«Il tuo cane abbaia troppo». E il padrone lo trova morto
Un giovane ha denunciato alla polizia l’avvelenamento della sua Lilli. Due veterinari concordano nel ritenere che abbia assunto un topicida
 
di Anna Rosso
 
UDINE. «Il cane abbaia in continuazione e disturba tutto il vicinato, tenetelo in casa o prenderemo provvedimenti». Questo l’avvertimento che un giovane udinese residente nella zona dell’ospedale ha trovato sulla porta a inizio anno. Venerdì scorso, dopo circa sette mesi, ha visto morire la sua cagnetta Lilli avvelenata.
E il responso di ben due veterinari parla chiaro: assunzione di topicida. Il ragazzo ha denunciato l’accaduto alla polizia, spiegando di non aver mai avuto dissapori con nessuno e di ricordare unicamente quel biglietto anonimo trovato qualche tempo fa. Un foglio di carta formato A4 che ora è agli atti.
L’animale non era in forma da qualche giorno, ma venerdì scorso, al mattino, la situazione è precipitata e il padrone si è rivolto immediatamente al suo veterinario di fiducia, allo studio udinese Miglio Forzano Zaina di viale Trieste.
Lo specialista che ha visitato Lilli - un meticcio di taglia media nato l’1 giugno 2013, dunque poco più di un cucciolo - ha riscontrato evidenti segni di emorragia interna che, uniti ad altri sintomi, l’hanno indotto a sospettare l’avvelenamento da topicida.
Un problema grave per il quale, tuttavia, esiste un antidoto: la vitamina K che, abbinata a una terapia di supporto, in molti casi si rivela un salva-vita. Non in questo, purtroppo, perché tutto dipende dalla quantità di veleno ingerito e dal tempo che è passato dall’assunzione.
Secondo i veterinari di viale Trieste, l’avvelenamento risaliva ad almeno 4-5 giorni prima e aveva già provocato effetti devastanti sulla cagnetta.
Nella tarda serata di venerdì lo stato di Lilli si è aggravato ancora, tanto che il padrone si è rivolto telefonicamente al veterinario di turno, che ha lo studio nell’hinterland cittadino.
Purtroppo quando è il cane è arrivato in ambulatorio, al professionista non è rimasto molto da fare, la bestiola è spirata qualche minuto più tardi. Il veterinario, che ha comunque effettuato un’accurata visita, ha fatto la stessa diagnosi dei colleghi che erano stati interpellati poche ore prima (sempre avvelenamento da topicida) e ha poi constatato il decesso.
Come detto, ora il caso è all’attenzione della polizia che, dopo aver raccolto la denuncia del giovane - rimasto particolarmente scosso - ha avviato una serie di accertamenti per stabilire se ci siano responsabili di quanto è accaduto.
Qualora venissero individuati, rischierebbero una denuncia per maltrattamento di animali. All’articolo 544-ter del codice penale, infatti, si legge che «chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale (...) è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3 a 15mila euro.
Stesse conseguenze per chi sottopone gli animali (...) a trattamenti che procurano un danno alla loro salute. E la pena è aumentata della metà se dai tali fatti deriva la morte dell'animale.
 
NEL CUORE.ORG
13 AGOSTO 2014
 
ROMA, UBRIACO STRATTONA E MALTRATTA IL CANE: ARRESTATO
TENTA DI PRENDERE A CALCI ANCHE I CARABINIERI
 
I Carabinieri della Stazione Roma Centocelle hanno arrestato un romano di 61 anni, già conosciuto alle forze dell'ordine, con le accuse di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e maltrattamento di animali. L'uomo, in evidente stato di ebbrezza, stava camminando lungo viale della Primavera quando, ad un tratto, senza apparente motivo, ha stretto una corda al collo del cane che portava con sé iniziando a strattonarlo fortemente e a maltrattarlo. Un passante, notata la scena, ha avvisato il 112: l'uomo, all'arrivo della pattuglia, per tentare di sottrarsi all'identificazione, ha opposto una ferma resistenza tentando più volte di colpire i militari con calci e pugni. Dopo averlo immobilizzato, i Carabinieri hanno portato il 61enne in caserma, dove attenderà di essere sottoposto al rito direttissimo. Il cane, che non ha riportato conseguenze, è stato affidato temporaneamente ad una ragazza che si è offerta di accudirlo.
 
ROMA TODAY
13 AGOSTO 2014
 
Centocelle: ubriaco strozza il proprio cane con il guinzaglio
Il 61enne è stato visto maltrattare il proprio 'amico a quattro zampe' da un passante in viale della Primavera. Fermato un 61enne
 
Roma - Stava camminando lungo viale della Primavera nella zona di Centocelle quando, ad un tratto, senza apparente motivo, ha stretto una corda al collo del cane che portava con sé iniziando a strattonarlo fortemente maltrattandolo sulla via. Una scena che non è passata inosservata ad un cittadino di passaggio, che visto quanto stava accadendo, ha avvisato il 112.
UBRIACO IN STRADA - Giunti sul posto i carabinieri della stazione Roma Centocelle, l'uomo, un 61enne romano già conosciuto alle forze dell'ordine, per tentare di sottrarsi all’identificazione, ha opposto una ferma resistenza tentando più volte di colpirli con calci e pugni.
IMMOBILIZZATO ED ARRESTATO - Dopo averlo immobilizzato, i Carabinieri hanno portato il 61enne in caserma, dove attenderà di essere sottoposto al rito direttissimo, per lui le accuse sono violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e maltrattamento di animali
CANE AFFIDATO ALLA ASL - Il cane, che non ha riportato conseguenze, è stato affidato temporaneamente ad una ragazza che si è offerta di accudirlo volontariamente, sottoscrivendo tale l’impegno, a norma di legge, con il personale veterinario della Asl.
 
TGCOM24
13 AGOSTO 2014
 
Cane salva bimbo ma muore annegato
Ascoli, Birillo commuove la Rete
Otto anni, meticcio, già un eroe sui social: si è tuffato subito quando ha visto il piccolo Luca in difficoltà, ma non è riuscito a tornare a riva
 
provincia di Ascoli Piceno - Un cane eroe, così lo sta ribattezzando la Rete in queste ore. Birillo, meticcio di 8 anni, ha visto un bimbo in difficoltà nel mare di San Benedetto del Tronto e non ha esitato: si è tuffato per soccorrere il ragazzino seguito dal padrone e da un altra persona.Il piccolo è stato tratto in salvo, ma Birillo non ce l'ha fatta a tornare a riva: ha bevuto troppa acqua ed è morto annegato. Il racconto commovente è dello stesso proprietario del cane, Claudio Coppola, di Salerno, in vacanza con la moglie per qualche giorno di relax. Il piccolo Luca D, di 5 anni, figlio di una coppia bresciana era con la nonna in spiaggia quando, preso dal panico, ha iniziato a sbracciarsi per chiedere aiuto. Il cane ha subito capito tutto e dopo aver abbaiato più volte si è lanciato in mare.. La mamma del piccolo Claudio arrivata subito sul posto voleva dare una ricompensa alla coppia di Salerno per ripagarla della perdita di Birillo ma i due hanno rifiutato ogni tipo di ricompensa, ma hanno accettato però di far pagare alla donna le spese per cremare il cane e per il trasferimento delle ceneri a Salerno.  
 
LA ZAMPA.IT
14 AGOSTO 2014
 
Birillo, cane eroe muore annegato per salvare un bimbo in mare
Il meticcio di otto anni, dopo aver dato l’allarme, si è tuffato in acqua
 
Un atto di eroismo che gli è costato la vita. Birillo, un meticcio di otto anni, quando si è accorto che c’era un bimbo in difficoltà fra le acque del mare di San Benedetto del Tronto ha cercato di attirare l’attenzione del suo padrone. Ma l’istinto l’ha tradito quando ha deciso di lanciarsi, prima di tutti, in mare per soccorrere il ragazzino. 
Nel frattempo anche il padrone si è precipitato in acqua e insieme ad un altro bagnante hanno raggiunto il ragazzino e lo hanno portato a riva. Il cane Birillo però non ce l’ha fatta a tornare a riva, ha bevuto molta acqua ed è morto.  
Il tutto è accaduto domenica scorsa, racconta il Corriere Adriatico, quando il bimbo di cinque anni, al mare insieme alla nonna, si è fatto prendere dal panico mentre era in acqua e ha iniziato a sbracciarsi per chiedere aiuto.  
Il cane ha subito capito tutto e dopo aver abbaiato più volte si è lanciato in acqua seguito dal padrone e da un altra persona. Per il ragazzino solo tanto spavento, il cane è morto da eroe. 
 
IL MATTINO
19 AGOSTO 2014
 
Salernitano si tuffa con il cane per salvare bimbo dalle onde. L'animale muore per salvare il piccolo
 
SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Il cane è morto per salvare il suo bambino che stava annegando e lei dona 50 mila euro e un terreno a un'associazione che si occupa dei funerali degli animali. E' una storia triste e bella allo stesso tempo quella del piccolo Luca, 5 anni, e di Birillo, un meticcio di 8 anni. I due si sono conosciuti in mare sulla spiaggia di San Benedetto del Tronto domenica 10 agosto. Luca era in vacanza con la famiglia, originaria di Brescia, e stava nuotando con la nonna paterna. A un certo punto il piccolo ha cominciato ad annaspare. La bestiola, vedendo il bimbo in difficoltà, ha iniziato ad abbaiare per attirare l'attenzione e senza esitare un attimo si è tuffato in mare e ha raggiunto Luca. Intanto anche il padrone del cane, Claudio Coppola di Salerno, si è tuffato in acqua e ha portato in salvo il bambino. Luca è stato immediatamente soccorso e, tolto un grande spavento, sta bene. Purtroppo non c'è stato nulla da fare per Birillo, che già soffriva di cuore ed è morto poco dopo il salvataggio.
Ora la mamma di Luca, Martina Conte, ha deciso di donare all'agenzia Funeral Planner Animali la somma di 50 mila euro e un terreno a Sabina (Rieti) per la realizzazione di un cimitero e un rifugio per gli animali abbandonati.
"Il signor Coppola non ha voluto alcuna ricompensa nonostante le nostre insistenze - racconta mamma Martina ricordando l'episodio che non ha avuto altri testimoni - alla fine ha accettato solo che pagassimo le spese dei funerali di Birillo (il cagnolino sarà cremato e le ceneri saranno conservate in una piccola urna, ndr). Non sapevamo come sdebitarci, così abbiamo deciso di fare questa donazione. Abbiamo un piccolo terreno inutilizzato a Sabina e ci fa piacere che venga usato come rifugio per gli animali. Al bambino alla fine non è successo nulla, si è solo spaventato. Ci dispiace tanto per il cagnolino". Nonostante tutto, da questa storia è nata un'amicizia tra le due famiglie. E il piccolo Luca adesso ama ancora di più gli animali e i cani in special modo.
"Capiamo il dolore del signor Coppola - dice ancora mamma Martina - anche noi abbiamo dei cani e sappiamo cosa vuol dire perderli. Sappiamo anche che non tutti amano gli animali come noi e forse non tutti possono comprendere il nostro gesto. Ma voglio dire che quei soldi sarebbero rimasti inutilizzati, così come il terreno". E invece quei soldi andranno a tanti piccoli Birillo, un cagnolino così eroico da sacrificare la propria vita per quella di un bambino.
 
GEA PRESS
13 AGOSTO 2014
 
Ancona – Noto nell’ambiente della caccia oltre che Guardia Venatoria: arrestato per il possesso illegale di armi
La Forestale sequestra 21 fucili, 200 richiami vivi, varie trappole ed anelli per gli uccellini
 
Un intervento, quello delle Stazioni forestali di Senigallia (AN), Sassoferrato (AN), Ancona, Pesaro, Cagli (PU) e Pergola (PU), costato lunge indagini portate avanti sotto il coordinamento dalle Procure di Ancona e Pesaro.
A finire agli arresti un uomo di Pergola (PU), mentre altre due persone residenti a Corinaldo (AN) e a Monsano (AN), sono stati denunciate nell’ambito di una complessa operazione antibracconaggio condotta tra le Province di Ancona e Pesaro e Urbino.
Pedinamenti e appostamenti, nel corso di una lunga attività di indagine durata sette mesi.
Infine i Forestali hanno sorpreso all’alba di lunedì a Marotta di Mondolfo (PU) due bracconieri mentre rientravano nell’autovettura con gli uccelli appena catturati, grazie a una rete da uccellagione e con due richiami vivi. I bracconieri sono stati inseguiti dalle pattuglie della Forestale fino a Corinaldo (AN) e Pergola (PU) dove è avvenuta la perquisizione domiciliare.
Presso le abitazioni dei due è stato quindi rinvenuto quello che la Forestale definisce un vero e proprio arsenale illegale: due fucili clandestini maldestramente nascosti, altri tre detenuti illegalmente, oltre a 4.000 munizioni ed 1 kg di polvere da sparo non denunciati.
Complessivamente, a seguito delle perquisizioni, sono stati sequestrati 21 fucili, oltre 200 richiami vivi, richiami elettronici, lacci da cinghiale, trappole per la cattura di passeriformi e 2 scatole di anelli per l’inanellamento illegale di avifauna catturata, per un valore commerciale di circa 40.000 euro.
Per il possesso delle armi illegalmente detenute è scattato così l’arresto per un dei bracconieri che, sottolinea la Forestale, è noto nell’ambiente della caccia oltre che Guardia Ventoria volontaria.
Condotto presso la Casa Circondariale di Villa Fastiggi a Pesaro, l’uomo ha ricevuto la convalida dell’arresto dalla competente Autorità Giudiziaria. E’ accusato di aver violato le norme sull’uso e la detenzione di armi, che prevedono, per chiunque detenga armi o canne clandestine, la reclusione da uno a sei anni.
Ai due bracconieri sono stati contestati anche i reati di uccellagione, maltrattamento di animali ed omessa custodia delle armi, mentre i richiami catturati venivano regolarizzati utilizzando anelli inamovibili forniti da un allevatore di uccelli di Monsano (AN), anch’egli denunciato.
 
LA ZAMPA.IT
13 AGOSTO 2014
 
Curata e liberata una giovane cicogna colpita da un’infezione
Trovata in Toscana, è stata curata nel Centro Cicogne di Racconigi
 
È stata liberata presso il Centro Cicogne di Racconigi una cicogna nata e recuperata a Fucecchio nel 2013 e curata per una grave infezione. 
L’animale era stato salvato dai tecnici del Centro di Ricerca e assistita, grazie anche ad un contributo del Comune di Fucecchio, prima presso il Cruma e poi presso il Centro Cicogne di Racconigi. La giovane cicogna aveva tentato di volare ma era rimasta a terra senza riuscire a tornare sul nido ed era in una condizione fisica tale da sconsigliare ogni possibile tentativo di riposizionamento. Si decise quindi di portarla al Cruma (Centro Recupero Uccelli Marini e Acquatici) della Lipu di Livorno. Visitata e sottoposta ad una serie di analisi dal responsabile, Renato Ceccherelli, la cicogna era in uno stato di debilitazione dovuto ad una grave infezione in corso; ma nei mesi successivi, grazie alle cure del veterinario e dei volontari dell’associazione, quel pulcino malridotto si è trasformato in una splendida cicogna. Purtroppo le penne delle ali, poco sviluppate o malformate a causa della malattia, non hanno consentito una immediata liberazione nelle zone di origine; all’inizio del 2014 si è quindi deciso il trasferimento a Racconigi (Cuneo) in una struttura più ampia, nella prospettiva di un lungo periodo di riabilitazione. Il Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi, situato a pochi chilometri dal famoso Castello Reale, è una storica struttura nata nel 1985 proprio per l’allevamento e la reintroduzione della Cicogna bianca nel nostro Paese, dove era estinta da alcuni secoli; è diretto da Bruno Vaschetti, conosciuto in tutta Italia come «il papà delle cicogne». Nel Centro di Racconigi la cicogna di Fucecchio è stata ospitata in una grande voliera dove ha avuto modo di completare la muta delle penne mancanti (che avviene a partire nel mese di giugno); all’inizio di agosto la porta della voliera è stata aperta e la cicogna ha potuto finalmente riunirsi alle compagne libere già presenti nel Centro. Adesso la giovane cicogna deciderà se rimanere a Racconigi nei mesi invernali, come fanno altri esemplari della sua specie, o intraprendere la lunga migrazione verso i paesi caldi; grazie all’anello di riconoscimento, si potranno seguire i suoi spostamenti e fra qualche anno scoprire se tornerà a mettere su famiglia proprio a Fucecchio, dove è nata. (Fonte: Ansa)  
 
CORRIERE DELLA SERA
13 AGOSTO 2014
 
Trova il suo cane dopo due anni  di ricerche, grazie al microchip
Ferruccio aveva perduto Tommy vicino a un corso d’acqua nel cremonese. Il padrone non si era mai perso d’animo, anche se tutti dicevano che non c’era speranza. E poi...

 
di Federica Bandirali
 
provincia di Cremona - Non si è mai arreso Ferruccio, agricoltore di Soresina, in provincia di Cremona: negli ultimi due anni ha sempre cercato Tommy, il suo cane, un bracco tedesco di cinque anni, sparito un giorno d’autunno del 2012. Cartelli, telefonate e ricerche. Tutto vano. Fino alla mattina del 13 agosto, quando il suo telefono ha squillato. Dall’altra parte della cornetta la polizia locale di Cremona con la buona notizia: «Abbiamo ritrovato il suo cane», ha detto l’agente a Ferruccio. Merito del microchip nell’orecchio, obbligatorio per legge ed elemento fondamentale anche in casi come questo. Con un mix tra incredulità, contentezza e stupore, ha preso il suo furgone e si è diretto in città. Ad aspettarlo c’era lui, Tommy, che fino a poco prima, raccontano alcuni testimoni, aveva vagato per le vie di periferie di Cremona spaventato e impaurito. Sotto la pioggia di questo pazzo agosto.
Feste e coccole
La coda di Tommy scondinzola a più non posso: segno che, nonostante il passare degli anni, ha riconosciuto il suo padrone. Gli salta addosso, gli fa le feste e si corica per avere un po’ di coccole, che non tardano ad arrivare. Non si sa che cosa abbia fatto Tommy in questi due anni, dove sia stato e con chi: di certo è che oggi aveva una gran fame e una gran sete e che in qualche modo è riuscito a percorrere da solo 30 km (la distanza tra Cremona e Soresina). La paura lascia spazio alla gioia tra carezze e grattini. «Due anni fa ero vicino a un corso d’acqua ad Azzanello e quando ho richiamato il cane, non è più tornato. E per me era tutto, la mia compagnia e parte viva della mia vita. Tutti mi dicevano che era morto ma io lo sentivo vivo. Non sapevo dove ma lui c’era», racconta Ferruccio con gli occhi pieni di lacrime, che poi si trasformano in un sorriso quando guarda Tommy, che è ancora spaventato negli occhi. Ora il bracco tedesco ha bisogno di cure e di affetto. È pronto per tornare alla sua