dicembre 2011
 

PORDENONE OGGI
1 DICEMBRE 2011

Sacile, si indaga su sette e riti satanici

SACILE (PN) - Riti satanici in riva al Livenza? Sembra portare a questo il rinvenimento lungo un fossato nella zona di via Geromina a Sant’Odorico della carcassa di un animale.Sulle prime, l'ipotesi formulata è stata quella di una pratica religiosa riferibile a cittadini extracomunitari, ma gli indizi andrebbero in tutt’altra direzione e si parla della celebrazione di un rito satanico, nel corso del quale l’animale sarebbe stato sacrificato.Si tratta di una vicenda inquietante, i cui contorni sono ancora tutti da delineare. Sarebbero in corso indagini sulla presenza di satanisti a Sacile e si tratterebbe di persone piuttosto note. Proprio questa notorietà avrebbe sinora permesso ai seguaci di Satana di rimanere nell’impunità.Intanto, i resti di quello che probabilmente era un ovino sono stati rinvenuti nel pomeri ggio di domenica 20 novembre e c'è stata l'immediata segnalazione alla Lav (Lega antivivisezione), con fotografie allegate: l’associazione ha presentato un esposto chiedendo l’accertamento di responsabilità e modalità dell’uccisione dell’animale che appariva sventrato e senza arti.

 

LA NUOVA SARDEGNA
1 DICEMBRE 2011

Scoperta una sala di tortura per animali

OLBIA. Una sala di tortura per animali. È quanto potrebbero aver scoperto ieri un gruppo di bambini nella zona di via Corelli, una traversa di via San Basilio, nel quartiere detto Orgosoleddu. Con orrore, esplorando una vecchia baracca in lamiera in un terreno abbandonato da molto tempo, hanno rinvenuto il corpo ormai in gran parte decomposto di un cane in uno scenario che fa rabbrividire: la povera bestia, o quel che ne restava, era distesa sopra una sorta di tavolino composto da blocchetti di cemento. Sul pelo e per terra uno strano liquido nero, forse un acido. Quindi altri blocchi intorno all’improvvisato altarino, come sedili per godersi la scena di un animale che muore tra le sofferenze.
Sono stati i volontari di Sos Angeli a 4 zampe, un gruppo animalista molto attivo nonostante le difficoltà dovute all’assenza di strutture, a dare l’allarme dopo esser e stati avvisati da un gruppo di bambini che voleva giocare dentro la catapecchia. Erano sconvolti da tanta cattiveria, convinti che fosse stato bruciato vivo. In realtà, come hanno anche constatato gli agenti della polizia municipale (che faranno un nuovo sopralluogo questa mattina) tracce di incendio non sembrano essercene, mentre sul corpo dell’animale e tutt’intorno sono evidenti quelle del liquido nero.
Si è pensato a una sorta di rito satanico, ma mancano le solite tracce o scritte che caratterizzano i luoghi utilizzati per queste tristi cerimonie. Più semplicemente potrebbe trattarsi di un terribile passatempo scelto da qualche banda di balordi che hanno infierito su un cane, probabilmente allontanatosi da casa o smarritosi, si, che magari il padrone sta ancora cercando. Un dalmata, ha sentenziato la veterinaria che ieri ha dato una prima occhiata ai resti dell’animale. Con un collare di un certo valore. Non era certo un randagio e quasi certamente potrebbe avere un microchip, che ieri non è stato possibile leggere. «Difficile fare valutazioni - ha spiegato il comandante della polizia municipale, Gianni Serra -, viste anche le condizioni del corpo. Certo, la situazione rilevata dai mei uomini è strana, sia per la posizione dell’animale che per la presenza di sostanze. Non è da escludere che sia stato torturato, ma per ora non è possibile affermarlo con certezza».
E indagando sulla misteriosa morte della bestiola la polizia municipale ha anche constatato l’ennesima situazione di degrado in periferia: vengono i brividi nel pensare che dei bambini nel dopo scuola vadano a giocare dentro una struttura fatiscente e già in parte crollata dopo che i grossi sostegni in legno sono marciti. Un pericolo enorme che va eliminato al più presto mettendo in sicurezza l’area.-
Antonello Palmas

 

IL SITO DI MODENA
2 DICEMBRE 2011

MALTRATTAMENTO ANIMALI
Vita straziante in spazi ristretti, finisce l’incubo per 356 cani di razza
Maxisequestro della fattoria didattica, denunciati i proprietari per maltrattamento

Modena - Si è conclusa nella tarda serata di ieri l’operazione degli agenti della Municipale, iniziata mercoledì 30 novembre: è il maxisequestro di 356 cani di razza, dai cani di grossa taglia come labrador, setter, golden retriever, fino a quelli più piccoli come chihuahua, barboncino e yorkshire, e di età diverse, costretti a vivere in piccole gabbie per conigli, sollevate da terra ed in condizioni igieniche intollerabili. L’operazione è avvenuta a cura della Polizia Municipale e dal Distretto ceramico (Maranello, Formigine, Fiorano e Sassuolo) nella località Cittanova, presso il confine tra la città di Modena ed il comune di Formigine.Le indagine degli agenti municipali erano iniziate già circa un mese fa, dopo diverse segnalazioni da parte di alcuni cittadini relative all’acquisto dei cani senza microchip e di età inferiore ai due mesi, presso l’azienda autorizzata allo stanziamento di animali come fattoria didattica, ovviamente il tutto nel mancato rispetto della legge.Dai sopralluoghi, svolti nella mattinata di mercoledì, gli agenti e gli operatori del Distretto ceramico, accompagnati da due esperti veterinari dell’Università di Bologna, hanno trovato animali stipati ovunque addirittura nel fienile e nel sottotetto dello stabile, sistemati in piccoli box  lunghi e ristretti, di natura artigianale dove non riuscivano a muoversi. I veterinari hanno controllato il comportamento e lo stato di salute dei cani e per il proprietario dell’azienda e la moglie è scattata la denuncia per maltrattamento.Il sequestro è stato esteso all’intera fattoria siccome risultata non idonea allo stazionamento di circa 400 animali. Gli operatori della municipale hanno quindi portato in diversi canili della provincia di Modena e di altre province i cani, un'operazione logistica che si è conclusa solo nella serata di giovedì.

 

IL RESTO DEL CARLINO
2 DICEMBRE 2011
 

Cani maltrattati e box 'irregolari' Scatta il maxi sequestro
Tra Marzaglia e Cittanova
 

Modena - I VIGILI hanno lavorato per due giorni e una notte per controllare alcuni capannoni in cui vengono allevati animali in zona Cittanova, blitz culminato con il sequestro di centinaia di esemplari «maltrattati», ovvero detenuti in «condizioni incompatibili con la loro natura». Ci sono volute ore per passare in rassegna i cagnolini (oltre 300 più numerosi cavalli), di diverse razze, che sono poi stati affidati ai canili di Modena e provincia. La municipale si è concentrata su una fattoria didattica che si occupa — si legge sul sito — di «responsabilizzare i bambini alla cura e al rispetto degli animali».A quanto pare e secondo le accuse i titolari non davano il buon esempio. Sarebbero state riscontrate delle irregolarità che hanno portato al sequestro degli animali e di parte della struttura. A parlare per loro è il legale che nega i maltrattamenti: «Nel documento che ci è stato consegnato si parla soltanto del reato 727, ovvero detenzione di animali in maniera diversa da quella che porrebbe la natura». Il legale precisa che «non sono state riscontrate carenze igienico sanitarie. L’allevamento ha tutti i requisiti dell’Ausl. Quello che i vigili contestano sono i box: non le loro dimensioni ma il materiale con cui sono stati fatti». Nonostante gli inquirenti abbiano mantenuto il massimo riserbo trapelano invece informazioni che parlano di box troppo piccoli e di condizioni igieniche precarie: ieri è intervenuto anche un veterinario dell’Ausl che dovrà fare una relazione. Tra gli animali sequestrati, ci sono sia cuccioli sia adulti. Alcuni sarebbero in buone condizioni, mentre altri avrebbero bisogno di cure. Verranno vaccinati e poi si potrebbe pensare di darli in adozione. Anche se il legale dell’allevamento pensa che sia possibile, una volta chiarita la faccenda, la restituzione ai titolari. «Il reato contestato prevede una contravvenzione. Io — prosegue l’avvocato — mi occupo tutti i giorni di diritti degli animali e posso dire che qui non c’è nessun maltrattamento».Ma la situazione sembra invece pesante: si parlerebbe anche di qualche esemplare deceduto su cui fare indagini oltre che di presunti illeciti edilizi, sui quali si stanno facendo accertamenti. Voci che dovranno essere confermate: oggi se ne saprà di più. Bisognerà capire se e quante denunce sono già partite e con quali accuse: ci sono, fanno sapere dalla Procura, degli indagati. Gli animali, secondo quanto emerso, erano pronti per essere venduti per il periodo natalizio. L’imput è partito dal nucleo zoofilo dei vigili di Formigine insospettito dal «via-vai di animali nelle campagne di Magreta». Al blitz hanno partecipato agenti dei comandi dei vigili di Sassuolo, Fiorano, Formigine, Maranello oltre che di Modena: in tutto 40 persone, una vera e propria task-force. «Uno spiegamento esagerato», secondo il legale, per il quale non c’era urgenza di intervenire.
FOTO
http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=photo&media=29308

 

AGI
2 DICEMBRE 2011

CANI STIPATI IN GABBIE DA CONIGLI, VIGILI NE SEQUESTRANO 365

Modena - Vivevano costretti in spazi angusti, per lo piu' in piccole gabbie per conigli sollevate da terra e in pessime condizioni igieniche i 365 cani, tutti di razza, sequestrati dalla Polizia municipale di Modena e del Distretto ceramico (Maranello, Formigine, Fiorano e Sassuolo), durante un'operazione coordinata dalla Procura della Repubblica di Modena. Il maxisequestro e' avvenuto in localita' Cittanova, in provincia di Modena, sul confine tra il capoluogo e il comune di Formigine. Gli animali sono di razze - dal labrador al setter, dal golden retriever al cane corso fino ai piu' piccoli chihuahua, barboncino e yorkshire - ed eta' diverse, l'ultima cucciolata di quattro cani e' venuta alla luce durante l'operazione di Polizia. Iniziata mercoledi' 30 novembre e conclusa nella tarda serata di giovedi', l'operazione e' giunta al termine di un'indagine avviata circa un mese fa, quando gli agenti della municipale sono stati allertati da alcuni cittadini che nell'azienda, autorizzata allo stanziamento di animali come 'Fattoria didattica', era possibile acquistare cani senza microchip e di eta' inferiore ai due mesi, contravvenendo a quanto previsto dalla legge. Gli inquirenti hanno inoltre verificato che le inserzioni di vendita viaggiavano anche in internet e sabato scorso agenti in borghese si sono presentati sul posto fingendosi interessati all'acquisto. Infine, mercoledi' mattina operatori della Polizia municipale di Modena e del Distretto ceramico, accompagnati da due veterinari dell'Universita' di Bologna, hanno eseguito i decreti di ispezione disposti dalla Procura della Repubblica di Modena e hanno trovato cani spaventati e stipati ovunque, anche nel fienile e nel sottotetto dello stabile. Gli esemplari che non erano rinchiusi nelle gabbie, erano sistemati in piccoli box di fattura artigianale stretti e lunghi, dove a fatica potevano muoversi. I veterinari hanno esaminato il comportamento e lo stato di salute dei cani e per il proprietario dell'azienda e la moglie e' scattata la denuncia per maltrattamenti. Diversamente, non sono risultate situazioni perseguibili a danno degli altri animali presenti nella fattoria, che e' stata comunque posta sotto sequestro perche' non idonea a ospitare le quasi 400 bestiole. Gli operatori della municipale hanno quindi portato i cani in diversi canili della provincia di Modena e di altre province.

 

MODENA QUI
13 DICEMBRE 2011
 
Allevamento-lager: a breve la decisione sul destino dei 400 cuccioli
 
Provincia di Modena - Potrebbe svolgersi in settimana l’udienza presso il Tribunale del Riesame che dovrà esprimersi circa l’istanza di dissequestro dei beni della Fattoria delle Rose, l’allevamento di Cittanova oggetto di una recente operazione della Municipale che ha sequestrato circa 400 cuccioli.
Ma già oggi potrebbero essere prese importanti decisioni.
Presentata dall’avvocato Massimiliano Bacillieri, legale della proprietà della fattoria didattica, la richiesta sarà dunque presto al vaglio dei giudici.
Un importante tassello in questa intricatissima vicenda, iniziata mercoledì 30 novembre e finita nella tarda serata di giovedì 31: l’operazione è scattata al termine di un’indagine avviata circa un mese fa, quando gli agenti della municipale sono stati allertati da al cuni cittadini che nell’azienda, autorizzata allo stanziamento di animali come Fattoria didattica, era possibile acquistare cani senza microchip e di età inferiore ai due mesi, contravvenendo a quanto previsto dalla legge.
Gli inquirenti hanno inoltre verificato che le inserzioni di vendita viaggiavano anche in internet e sabato scorso agenti in borghese si sono presentati sul posto fingendosi interessati all’acquisto.
Lo scorso 30 mattina operatori della Polizia municipale di Modena e del Distretto ceramico, accompagnati da due veterinari dell’Università di Bologna, hanno eseguito i decreti di ispezione disposti dalla Procura della Repubblica di Modena e hanno trovato i cani.
I veterinari hanno esaminato il comportamento e lo stato di salute dei cani e per il proprietario dell’azienda e la moglie è scattata la denuncia per maltrattamenti di animali, sulla base degli articoli 544 ter (punito con la reclusione da tre me si a un anno o con la multa da 3mila a 15mila euro) e 727 del codice penale.
Nel corso dell’ispezione alla Fattoria delle Rose sarebbero inoltre stati rilevati e segnalati all’ispettorato del lavoro anche diversi lavoratori in nero.
«Purtroppo le pene nei confronti di chi maltratta gli animali non sono molto dure - si è rammaricata il procuratore aggiunto Lucia Musti - anche se la riforma del 2004 ha decisamente inasprito le pene, non è consentita né l’applicazione di misure cautelari, né tanto meno l’utilizzo di intercettazioni.
Tuttavia speriamo di riuscire a impedire, in futuro, a queste persone di continuare fare soldi sugli animali».
Il procuratore aggiunto ha assicurato che le indagini continueranno anche per approfondire la provenienza di questi animali e i confini di questo giro di affari.
In attesa di ulteriori sviluppi giudiziari, della vicenda si interessa anche la politica: sul t ema infatti il Pd ha presentato un’interpellanza in consiglio, firmata dal capogruppo Paolo Trande e dalla consigliera Elisa Sala.
I due democratici si rivolgono alla giunta per essere messi al corrente di « come si svolge l’attività di controllo sul territorio rispetto alla tutela del benessere degli animali, nell’ottemperanza a quanto imposto dal regolamento di recente approvato, e se risulta essere efficiente la rete degli enti preposti al controllo sul territorio».
Trande e Sala entrano poi nello specifico, chiedendo «di sapere quanti cani sono stati abbandonati in città negli ultimi 12 mesi, quanti di questi sono stati poi adottati e se si registra un aumento di abbandoni durante i mesi estivi».
 

BLOGLIVE
2 DICEMBRE 2011

Cane rimane a vegliare la salma di un randagio

Balsorano, provincia dell’Aquila - Un cane è un amico prezioso che non sa cosa vuol dire abbandonare il proprio compagno, di qualsiasi specie esso sia. Condivide tutto con il suo amico, anche i momenti più tristi e difficili.Molti cani rimangono a vegliare la salma dei propri compagni di vita, impauriti e angosciati dalla loro perdita. Anche quando i corpi senza vita vengono seppelliti o portati via loro rimangono lì, forse aspettando il loro ritorno o forse perchè quello è stato l’ultimo luogo in cui sono stati insieme. È stato ribattezzato Argo il cane che per giorni ha vegliato il corpo senza vita di un cane randagio con cui condivideva la sua vita. Il nome è stato scelto prendendo spunto dalla storia del cane di Ulisse che aspettò fedelmente il ritorno del suo padrone per tanti anni. Argo non si è spostato mai dal luogo in cui giaceva il corpo del suo amico, vegliandolo giorno e notte. Alcuni volontari hanno trovato i due cani in mezzo al bosco e hanno seppellito il corpo del cane deceduto, ma nonostante questo Argo continua a rimanere tra i cartoni e le buste dove entrambi i cani si erano rifugiati. Non si fa avvicinare da nessuno e accetta il cibo datogli solo quando i volontari si allontanano.[…]

 

BLOGLIVE
2 DICEMBRE 2011

Tommy: il cane che aspetta il ritorno del suo padrone annegato

 

Arriva dalla Germania la commovente storia di un cane che tutti i giorni si reca sul posto in cui il suo padrone è morto. Le immagini della sua attesa hanno commosso il pubblico tedesco e tutti coloro che ne hanno letto la storia sul web.Il cane si chiama Tommy ed è un labrador chiaro. Le foto che lo ritraggono mentre se ne sta accucciato sul lago ghiacciato dove è avvenuta la tragedia mostrano un volto triste, malinconico, che spera ancora nel ritorno del suo amico umano.A portare via per sempre il padrone di Tommy, un uomo residente a Berlino, è stata l’acqua ghiacciata del lago su cui l’uomo, insieme al suo cane, stava passeggiando. Il lago si trovava all’interno di un parco della città di Berlino. Mentre camminava con Tommy, l’uomo è passato su un tratto in cui il ghiaccio era poco compatto e ha ceduto sotto i suoi piedi. Sotto gli occhi del suo cane, l’uomo è annegato e ha perso la vita. È stato grazie al microchip di Tommy che i soccoritori sono riusciti ad indentificare l’uomo.Da quando il suo padrone è andato via, Tommy ogni giorno torna su quel lago e si accuccia sul ghiaccio, come per aspettarlo. Non è solo, c’è la moglie del suo padrone a prendersi cura di lui ma sembra che questo non basti.Di storie come questa se ne sono sentite tante, non solo di fedeltà tra cani e uomini ma anche tra cani e cani. In fondo i cani sono fatti così, donano loro stessi per coloro a cui vogliono bene, mostrando una fedeltà spesso assente nei loro compagni umani.

 

CORRIERE DELLA SERA
2 DICEMBRE 2011

Nemorense I frequentatori: sappiamo chi è stato
Bocconi avvelenati Parco chiuso ai cani

Clarida Salvatori
 

Roma - Chiusa causa bocconcini avvelenati. L' area cani di parco Nemorense, da venerdì scorso, è sotto sequestro, come dimostrano i nastri giallo-neri della polizia municipale che serrano gli ingressi. Grazie all' inciviltà di qualcuno che se la prende con loro. L' allarme è scattato una settimana fa quando un gruppo di residenti ha portato i propri cani nel parco. E subito si sono accorti di qualcosa che non andava. Un cucciolone ha infatti addentato uno strano boccone. Sembrava un pezzo di carne, ma dalla polpa uscivano delle pasticche blu. Poi, la corsa dal veterinario con l' ansia di perdere Fido. E l' urgenza del passaparola, per evitare che qualche cane ci rimettesse la pelle. Messaggini, telefonate, e anche l' avviso sui blog dei frequentatori del parco: «L' area cani è stata chiusa dai vigili dopo il ritrovamento di polpette avvelenate e la denuncia contro ignoti presentata dai cittadini». Anche se i proprietari degli animali assicurano che il colpevole è ben noto. Tra le prime ad essere stata avvisata, una veterinaria che ha lo studio in zona. «Una nostra paziente ci ha portato il pezzo di salsiccia che il suo cane avevo raccolto a parco Nemorense - spiega Francesca Garrone della Veterinaria Trieste -. Ad un primo sguardo, le pasticche blu che vi erano state messe all' interno, ricordavano i rodenticidi, veleni per topi. Ma per esserne certi, abbiamo mandato la carne e il suo contenuto all' Istituto zooprofilattico per farlo analizzare». Intanto, anche la macchina amministrativa si metteva in moto. E così Stefano Argiolas, del Gruppo intervento rapido biodiversità dell' assessorato all' Ambiente, con Ama disinfestazione e i vigili del II gruppo, ha effettuato un sopralluogo. «Prima di riaprire il parco - ha detto - bisognerà far intervenire l' ufficio giardini per sollevare il tappeto di foglie e verificare che non ci siano altri bocconi avvelenati». Dura la condanna dell' assessore Marco Visconti: «Un atto ignobile, oltre che un reato penale. Intensificheremo i controlli per trovare il responsabile e per evitare che episodi simili si ripetano».

 

CORRIERE DELLA SERA
5 DICEMBRE 2011

Salsicce con pasticche blu:«polpette killer» per i cani
Le analisi hanno rivelato la presenza di micidiali sostanze anticoagulanti. I cittadini hanno presentato denuncia contro ignoti

Simona De Santis

ROMA - «Chiunque sappia, o abbia visto, qualcosa parli». L’appello dei frequentatori dell’area cani di parco Nemorense, posta sotto sequestro preventivo dai vigili urbani dopo il ritrovamento di bocconi avvelenati, parte dal Web. Un video postato su Youreporter.it racconta la vicenda: una decina di giorni fa alcuni residenti arrivati nel parco - presente sul territorio del II Municipio - per portare a spasso i cani hanno notato delle strane salsicce da cui spuntavano delle pasticche blu. BOCCONI AVVELENATI – Le analisi commissionate ad un veterinario della zona, si evince ancora dalla clip, hanno rivelato la presenza di micidiali sostanze anticoagulanti nei bocconi sospetti. I cittadini hanno presentato denuncia contro ignoti. Sempre nel video, si ricorda come «nella primavera-estate del 2011, la presenza dell’area cani era stata contestata per i rumori e i cattivi odori dai residenti dei palazzi limitrofi». L’intervento dei vigili e dell’assessorato capitolino all’Ambiente è stato immediato. Così come la «ferma condanna dell’accaduto», giunta dalle istituzioni. Prima di riaprire il parco Nemorense bisognerà bonificare l’area cani, e verificare che non ci siano altri bocconi avvelenati sparsi, o sotterrati, nel recinto riservato agli amici a quattro zampe.
APPELLO DAL WEB – I controlli saranno intensificati, promettono vigili e amministratori, ma i cittadini non smettono di mobilitarsi e chiedono la collaborazione di tutti, rilanciando un «appello per fermare questa vergogna e perseguire i criminali». Gesti da condannare e atteggiamenti vigliacchi che hanno generato un’onda di protesta: sempre dal web (soprattutto sui blog), infatti, è partito il passaparola che ha messo in allarme i padroni dei cani. Il fenomeno dei bocconi avvelenati è purtroppo una piaga che colpisce numerose città, piccole e grandi. E girano su internet persino ricette, e vademecum, per preparare le «polpette killer»: «Inaccettabile», è il commento di chi rivendica il diritto di poter liberamente, e senza paura, portare al parco il proprio cane nelle aree ad esso dedicate. Sempre via Web, però, è anche possibile rintracciare «consigli e avvertimenti» utili per intervenire subito, e individuare immediatamente i sintomi, qualora il nostro cane abbia ingerito un boccone di carne avvelenata. E' sempre buona prassi, però, prestare ancor prima la massima attenzione e non perdere (mai) di vista Fido: i veleni, in base a dosaggi e tipologie, sono tanti e potenzialmente tutti mortali.
VIDEO
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_dicembre_5/parco-nemorense-1902422727065.shtml

 

IL GAZZETTINO
3 DICEMBRE 2011


Sono state massacrate le due gatte trovate morte


VITTORIO VENETO ( TV)  - Non è stato un boccone avvelenato ma molto peggio: con ogni probabilità bastonate o addirittura calci. Sono state massacrate le due gatte trovate morte alla stessa ora e a brevissima distanza l'una dall'altra, la sera del 23 novembre scorso a borgo Vendran. Il referto parla di "decessi per politraumi ed emorragie interne".Ad accorgersi delle due bestiole agonizzanti fu Thomas Toffoli, vittoriese doc ed ex candidato sindaco, che avvertì dell'accaduto i carabinieri. La mattina seguente intervenne il veterinario Antonio Miatto, che inviò le due carcasse all'istituto zooprofilattico per le analisi. «In attesa di inviarmi il referto scritto, i responsabili dell'istituto mi hanno informato che la morte delle gatte è avvenuta per un atto violento - spiega Miatto - sui due animali sono stati riscontrati vari traumi fratture ed emorragie intestinali. È stata, per le due gatte, una morte violenta ma non provocata da avvelenamento», come si era ipotizzato in un primo momento. La causa dei decessi, dunque, è se possibile ancora più crudele di quanto prospettato, e a borgo Vendran ci si interroga su chi possa essere stato il responsabile di un gesto così efferato, che ha seguito di pochi giorni l'uccisione, anche in quel caso violenta, di un cane in una proprietà privata a Revine Lago.

 

UNIVERSY.IT
3 DICEMBRE 2011

Pitone stritola e mangia cucciolo di gatto
La povera bestiola era stata regalata al serpente dalla sua padroncina per Natale


Animali sempre più maltrattati! Continua a crescere la lista degli animali, vittime indifese di esseri umani senza coscienza che riservano a povere bestiole torture e sofferenze inutili, destinando molte di loro a morte certa.E’ il caso di un povero gattino a cui è stato riservato un macabro rito di morte.Secondo quanto riporta ” Mailonline.it”, in un video intitolato “Python Christmas” la padroncina di un pitone lungo sei metri porta un micetto che non aveva più di 4 mesi, di nome Jasmine, in un cappello di Babbo Natale.La ragazza adagia il cucciolo sul letto, ma ecco che entra subito in scena il serpente. Una volta stritolato, il pitone mangia il gatto in pochi minuti.  A fare da sottofondo al pianto di agonia della povera bestiola c’era una canzoncina natalizia.

 

LA GAZZETTA DI MODENA
3 DICEMBRE 2011


La Procura: quella fattoria era un vero lager per cani
Ne ospitava 365. Denunciati per maltrattamenti i titolari della struttura Parte la campagna per adottare i cuccioli sequestrati. Indagini sulle vendite

Stefano Totaro

Provincia di Modena - Abbiamo scoperto un lager. Ciò che abbiamo trovato, purtroppo, è andato oltre alle nostre previsioni. Faremo in modo che queste persone smettano di lucrare utilizzando questi animali, perlopiù cuccioli, che in questo caso hanno subìto di tutto: maltrattamenti dovuti alle pessime condizioni igieniche in cui erano lasciati, maltrattamenti dal punto di vista psicologico, come hanno potuto riscontrare i veterinari, ovvero stati di ansia, di paura, disagi». Non usa mezzi termini il sostituto procuratore della Procura di Modena, Lucia Musti: il blitz della polizia municipale ha portato alla denuncia per maltrattamenti di animali dei due responsabili della Fattoria delle Rose, fattoria didattica a Cittanova e al sequestro di 365 cani e dello stabile dove questi animali erano “stoccati”. Il blitz, coordinato dalla procura ed effettuato della polizia municipale, che ha messo in campo 38 agenti e 4 veterinari (nucleo eco-zoofilo di Formigine, vigili di Modena e del comprensorio ceramico) è scattato alcune segnalazioni di cittadini che avevano acquistato cani senza microchip e di età inferiore ai due mesi e dopo che due operatrici si erano finte clienti per acquistare alcuni cuccioli. Una vendita, va ricordato, che avveniva anche e soprattutto on line, su appositi siti internet. Una volta sul posto la situazione riscontrata è stata definita “terribile”: topi morti, acqua e luci pressoché assenti così come il riscaldamento, box esigui, di fattura artigianale, da conigli, in cui erano stipati piccoli e grandi animali. Una “mamma” ha partorito “dal vivo, durante le operazioni, al freddo, tra la sporcizia. Gli altri animali da cortile stavano bene: i cavalli sono stati controllati per verificare se erano stati dopati. Trovate alcune confezioni scadute di farmaci, presumibilmente dopanti. Sono scene che a Modena, hanno riferito gli inquirenti, si pensava fossero legate ad altri territori, dove è la mafia a importare e a allevare cani per i combattimenti, o per le corse. Questi invece erano destinati alla vendita. Erano tutti di razza, dal setter, al golden retriever, al barboncino. Centinaia di euro ogni cucciolo.
Al lavoro nell'azienda sono state trovate tre persone senza contratto. Per ora denuncia per maltrattamenti (reato 544 ter), ai proprietari, marito e moglie, della fattoria delle Rose e indagini per stabilire la provenienza dei cuccioli e il giro di affari. Intanto scatta la campagna di adozioni: chi coscienziosamente vorrà adottare un cane potrà contattare l’ufficio diritti degli animali (059 - 2032211).Tomei assessore provinciale all’agricoltura: «Il sequestro in una fattoria didattica di Cittanova rappresenta un fatto grave che non deve però penalizzare il positivo lavoro che il circuito delle Fattorie didattiche sta compiendo in questi ultimi anni»

 

GEA PRESS
3 DICEMBRE 2011


Modena: ai cani cibo per galline (foto)
Continuano le indagini della Procura della Repubblica – i due proprietari erano stati gestori di un noto negozio di animali.


Vi è finanche il sospetto che il mangiare rinvenuto nelle ciotole fosse in realtà del tipo da destinarsi alle galline. E invece nella fattoria didattica, vi era un vero e proprio allevamento di cani con ben 365 animali. A gestire la “fattoria” dove si svolgeva anche la Pet Therapy, nel Comune di Cittanova, in provincia di Modena, una coppia che fino a poco tempo addietro aveva posseduto un noto negozio di animali. Poi la nuova ispirazione commerciale. Una struttura di Pet theraphy accreditata dalla Provincia, con annesso un allevamento di cani. Ad intervenire, a seguito di segnalazioni e lunghe indagini, la Polizia Municipale di Modena e del Distretto ceramico (Maranello, Formigine, Fiorano e Sassuolo) su disposizione della Procura della Repubblica di Modena. Due operatrici di polizia si erano finte acquirenti ed è stato così possibile riscontrare quanto segnalato.Cavalli, pony, conigli e galline sono stati lasciati nei luoghi perchè risultati tenuti in condizioni idonee. Per tutti i cani, invece, è scattato il trasferimento. Secondo indiscrezioni pervenute, sembra che la difesa si stia apprestando a fare ricorso.Nella struttura lavoravano operai di origine romena a quanto pare non in regola con i permessi di lavoro (dovrebbero essere stati pagati circa 5 euro l’ora). Di fatto, era possibile individuare tre aree. Un centinaio di cani erano detenuti in un solaio, privo di luce naturale e con scarsa presenza di luce artificiale. Altri 150 erano invece nel piano sottostante. Le gabbie erano costituite pure da vere e proprie conigliere. Il tutto tra rumori e forti odori. Nelle ciotole del cibo forse anche tracce di mangime per galline e nel frigo pane duro ammuffito.Poi i cani all’esterno. Gli animali stavano in gabbie strette e lunghe e con il terreno privo di opportuni adattamenti utili a consentire il corretto smaltimento delle deiezioni. Questi ultimi animali stavano di fatto al freddo. La temperatura, al momento dell’ispezione iniziata mercoledì scorso e conclusa, prima delle misure di sequestro, solo il giorno dopo, era di circa un grado. Le ciotole, infatti, contenevano un blocco di ghiaccio. Nelle stanze interne, invece, l’acqua era spesso mancante o melmosa. Situazioni altrettando gravi anche sotto il profilo psicologico. I cani, infatti, avevano comportamenti stereotipati dovuti alla detenzione, apparivano terrorizzati e per trasferirli gli agenti hanno dovuto prenderli in braccio. Erano tutti tremanti e non abituati al contatto umano.Gli inquirenti sono arrivati all’allevamento dopo un mese di indagini, scaturite da segnalazioni di clienti. Parrebbe, infatti, che venissero venduti cuccioli sotto la soglia di età prevista dalla legge. Gli inquirenti sospettano che le numerose fattrici e, comunque, i cani inizialmente presenti, provenivano dall’est Europa. L’allevamento di Cittanova aveva, però, ormai raggiunto l’autosufficienza. Mentre gli operatori di Polizia Giudiziaria erano nei luoghi, ben due cagne hanno partorito, mentre almeno altre sei lo avevano fatto negli ultimi giorni. Sembrerebbe che le nascite fossero assai frequenti.L’unico punto ove i cani risultavano essere detenuti in condizioni lievemente migliori era nell’area dedicata ai Golden retriever, forse perchè destinati alla Pet therapy. Le indagini, intanto, continuano e fino ad ieri sera personale della Polizia Giudiziaria ha nuovamente visitato i luoghi. Parrebbe che ben pochi cani fossero provvisti di microchip o comunque, secondo indiscrezioni assunte, non compatibili con quelli predisposti per l’Italia del nord.
VEDI FOTO:
http://www.geapress.org/m/modena-ai-cani-cibo-per-galline-foto/21915

 

MODENA QUI
4 DICEMBRE 2011


Cani chiusi in casa, abbandonati e morti di fame


Provincia di Modena - Di maltrattamento animale si parla soltanto quando succede il caso, che salta agli occhi del grande pubblico e sulle prime pagine dei giornali.
Poi tutto torna nel dimenticatoio e non se ne sente più parlare.
Eppure si tratta di fenomeni diffusi, anche in una provincia come la nostra.
«Uno dei procedimenti che ho seguito - racconta l’avvocato Francesca Vaccari, che collabora con la Lava - riguardava il procedimento promosso dalla Lav contro un proprietario di cani che aveva cambiato casa abbandonando le bestie dentro la vecchia abitazione, dove sono morte di inedia».
A segnalare la situazione sono stati dei vicini che prima sentivano i cani abbaiare e a un certo punto non hanno più sentito niente.
Le guardie zoofile, quando sono giunte sul posto, hanno trovato soltanto carcasse: gli animali erano morti di fame e di sete.
Un altro caso, ricorda la Vaccari, risale ad alcuni anni fa ed è avvenuto a Carpi: un banale litigio tra cani durante una passeggiata estiva è culminato con un padrone ha preso a coltellate un boxer in pieno centro cittadino.

 

BARI TODAY
5 DICEMBRE 2011

Turi (BA): legato ad una macchina e trascinato, la storia del cagnolino Bino
Legato ad una macchina e trascinato, cagnolino salvato dai volontari a Turi
I volontari della Lega difesa del cane di Turi che lo hanno salvato lo hanno trovato in condizioni disperate: il pelo sulla parte destra del corpo quasi completamente asportato, e le ferite infettate. Ora Bino è fuori pericolo, ma avrà bisogno di cure lunghe…

 

I volontari della Lega di Difesa del cane non sono ancora certi delle cause che hanno provocato le ferite di Bino, il cagnolino salvato pochi giorni fa nelle campagne di Turi. Ma a giudicare dalle condizioni in cui il povero cagnolino è stato ritrovato, dev'essersi trattato di un "trattamento" piuttosto crudele. I veterinari, infatti, si dicono abbastanza certi che Bino sia stato legato ad un'auto con una corda e poi trascinato: tutto il lato destro del suo corpo, infatti, è quasi completamente scorticato e senza pelo, con ferite particolarmente profonde all'altezza della mandibola. Una situazione che il cagnolino ha poi peggiorato da solo, leccandosi le ferite e provocandone l'infezione. Ora Bino è fuori pericolo di vita, ma avrà bisogno di cure lunghe […]
Intanto però si cerca di capire meglio cosa sia successo a Bino, e chi possa essere stato l'autore di un gesto così crudele. I volontari non escludono neppure che Bino non fosse un cane randagio, ma avesse in realtà un padrone, magari residente nella stessa zona in cui Bino è stato ritrovato. Per questo i volontari hanno fatto appello a tutti i cittadini, affinché chi è a conoscenza di qualcosa possa offrire il suo contributo per fare chiarezza sulla vicenda.

 

GEA PRESS
12 DICEMBRE 2011
 
Turi (BA)– cane trainato con l’automobile: la salute peggiora e le ricerche del padrone, pure
Ultim'ora: Bino è morto nel tardo pomeriggio di oggi

 
Si fa drammatica, a Turi, la vicenda di Bino, il cane verosimilmente trainato da una persona alla guida di un’automobile e così orrendamente ferito. Secondo quanto appreso da fonte attendibile, è certo che Bino avesse un padrone, ma quest’ultimo sarebbe responsabile del solo abbandono. Un reato contravvenzionale che poco spaventa chi ha commesso il deplorevole atto. Il maltrattamento, punito con reato diverso da quello dell’abbandono, è avvenuto dopo che il povero Bino è stato lasciato al suo destino, in un posto non molto distante da Turi.Secondo quanto riscontrato già nel corso della prima visita veterinaria, è probabile che il cane sia stato trainato da un mezzo in movimento, rovinandosi poi sul terreno. La pressione sul collo da parte del guinzaglio, avrebbe in modo particolare costretto il cane con il muso più direttamente a contatto con il terreno, fatto questo che spiegherebbe la ferita più profonda che vi è in tale punto. In pratica l’osso della mandibola è scoperto.Bino, però, negli ultimi giorni si è aggravato. La ferita quasi sicuramente non era recente e le parti a sangue sono quelle che in qualche maniera il cane è riuscito a leccarsi oppure a grattarsi con la zampa. Dove questo non è avvenuto, ovvero nella zampa posteriore, si era formata una crosta cicatrizzante. In altri termini, almeno nelle parti rimaste scoperte, c’è stato tutto il tempo affinché potesse maturare l’infezione. Setticemia, e Bino è finito pure paralizzato.“Abbiamo temuto che potesse morire – dice a GeaPress Gaetano Pirulli della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Turi – Bino è rimasto completamente paralizzato, tranne che per i movimenti della coda e degli occhi“.Ora, grazie alle cure del Medico Veterinario dr.ssa Flavia Saturno, il cane sta appena poco meglio. Da poche ore, grazie ad un farmaco miorilassante, ha iniziato a muovere le zampe posteriori. Ovviamente nulla si può ancora dire sulla prognosi. Bino è di fatto sempre in pericolo di vita.Chissà se il suo (ex) padrone ha visto le fotografie di come è ridotto il povero Bino. Sul fatto che ci sia un padrone, non ci sono dubbi. Difficile incastrarlo, però. Il cane non era microchippato, e gli stessi volontari sono potuti intervenire solo al momento del ritrovamento, ovvero quando il cane era già ferito. Molto dopo, cioè, da quando era stato portato via dall’abitazione ove viveva. Di sicuro, però, senza già l’orrendo gesto dell’abbandono, Bino non si sarebbe mai ridotto in questa maniera. Ma di quest’ultimo episodio, molto probabilmente, nulla si saprà di più. 
AGGIORNAMENTO: Bino è morto intorno alle 18.45 di oggi. Una violenta emorragia intestinale ha portato per sempre via il protagonista di una storia assurda, come tante altre che purtroppo contraddistinguono le notizie di cronaca. Si sono così infrante le speranze di chi aveva accolto e curato Bino, ma anche quelle  di tante altre persone che avevano seguito la triste vicenda.
 

A PROVINCIA DI COMO
5 DICEMBRE 2011

Cadorago, gattini avvelenati fuori dalla scuola di Caslino

CADORAGO (CO) - Due gattini di pochi mesi sono stati trovati morti, molto probabilmente avvelenati, venerdì al termine delle lezioni nel parcheggio della scuola primaria di Caslino al Piano.I due gatti, ormai moribondi e in preda ad atroci dolori, hanno superato per l'ultima volta la siepe che delimita il confine ed hanno scelto di morire proprio nel luogo dove spesso trovavano cibo e conforto. Un brutto spettacolo e tanta tristezza per il personale della scuola che ha visto i due gattini riversi a terra ormai senza vita. Le bestiole peraltro sono le vittime certe di quella che probabilmente è stata una strage di gatti perché all'appello per ora mancano almeno un'altra dozzina di micetti di tutte le età e colori che si aggiravano nei dintorni. Alcuni tigrati, altri con un folto e lungo pelo, tutti in cerca ugualmente di pappa e carezze. È molto probabile che anche a loro qualcuno senza cuore abbia rifilato dei bocconi avvelenati per sbarazzarsi in modo rapido soprattutto di alcune gatte incinte e altri micetti. Da tempo quella piccola colonia di quindici o sedici gatti oltrepassava la siepe che separa i caseggiati di via Canova dalla scuola e si aggirava nel piazzale per giocare tra gli alberi e trovare un po' di cibo.
Per loro c'erano sempre gli avanzi della mensa scolastica che gli riempivano il pancino almeno per mezza giornata, ma sembra che i micetti si fossero affezionati alla scuola tanto che qualcuno di loro anche di sera veniva ad affacciarsi nel cortile per cercare un po' di cibo anche per cena e qualche attenzione. Anche a luglio i gattini erano tornati a frequentare quelle parti poi non si erano più visti fino alla ripresa delle lezioni quando sono ricomparsi assai smagriti alla ricerca di cibo e carezze che ora avevano ritrovato. Ma per poco. Solo Cheope, una bella micia di circa un anno e i suoi due piccoli di pochi mesi, sono ricomparsi il giorno dopo il ritrovamento dei due gattini e, almeno per ora, loro sono scampati al pericolo.

 

GIORNALETTISMO
5 DICEMBRE 2011

I cani costretti a combattere condannati a morte

 

Nelle Filippine è stato scoperto un “lager” per gli animali che, dopo la lotta, venivano venduti come carne da macello
Gli investigatori di una associazione di volontari hanno scoperto un racket di cani da combattimento sul web che si estende in tutto il mondo. Centinaia di cani, condannati a feroci scontri, sono stati scoperti in un palazzo delle Filippine e rischiano tutti di essere soppressi. Gli animali sono stati sfruttati per incontri trasmessi in televisione e mostrati anche in USA, Europa e in varie zone di mondo tramite Internet: tutto ciò faceva parte di un sistema di scommesse internazionali.
LA PRIGIONIA - Gli animali sono stati scoperti a Indang nella provincia di Cavite, a sud di Manila. Gli organizzatori sono dotati di numerose e computer per lo streaming dei combattimenti direttamente sul web. La International Wildlife Coalition Trust ha pagato delle persone nelle Filippine perché salvassero i cani dalla strage: a termine delle gare, i cani malandati vengono venduti come carne da macello, una prelibatezza per molte zone delle Filippine. Se la polizia credeva di trovarsi davanti ad un sistema di vendita illegale di carne di cane, si è trovata di fronte a qualcosa di peggio e più esteso di quanto previsto.
I CANI - Le vittime sono 244 pit bull americani che sembrano essere stati allevati esclusivamente per la lotta. Sono così feroci che vengono tenuti in gabbie separate per evitare attacchi tra animali, separati da appositi paraventi di modo che non possano vedersi. Il personale dell’associazione e la polizia, avvezzi a scene orribili, non potevano credere ai loro occhi. I poveri animali sono così feroci che dovranno essere abbattuti: il rischio che attacchino e uccidano è altissimo. Oltre a questi, sono stati trovati cani gravemente feriti e alcuni morti. Nell’operazione sono stati arrestati sei sud coreani e 17 filippini.

 

GEA PRESS
6 DICEMBRE 2011  

Campobasso: nei boschi bocconi avvelenati
La Forestale: probabile rivalità tra squadre di cacciatori.

 

Il primo vasto caso di avvelenamento era stato segnalato, sempre dal Comando Provinciale del Corpo Forestale di Campobasso, a cavallo tra le province di Campobasso e Isernia (vedi articolo GeaPress). Una trentina di pezzi di carne, forse lardo, mischiato con una sostanza bianco-azzurrina.Questa volta la sostanza è scura, probabilmente un lumachicida, dicono alla Forestale. Cinque polpette in località Bosco Agnuni nel Comune di Castellino del Biferno. A rinvenirle, dietro segnalazione di alcuni cacciatori, il personale della Stazione Forestale di Montagano. Non sono molte le esche ritrovate, ma la Forestale sospetta che sia i cani utilizzati nell’attività venatoria che alcuni animali selvatici, possano avere già mangiato i bocconi avvelenati. Sarà ora l’Istituto Zooprofilattico di Campobasso a determinare il principio attivo utilizzato nel veleno. Identico, come nello scorso episodio, il movente addotto dallo stesso Corpo Forestale, ovvero la rivalità tra squadre di cacciatori. Purtroppo a farne le spese sono i poveri cani.Circa il veleno, comunque, è facile pensare ai lumachicidi. Questo sia per facilità ed economicità del reperimento che per i contraccolpi letali. La sostanza utilizzata nel composto è la metaldeide. Agente molto pericoloso che può essere veicolato anche per contatto accidentale con le mucose. Gli effetti si manifestano con evidente bavazione e convulsione.

 

LA SICILIA
7 DICEMBRE 2011

«Hanno ucciso un cane» Denunciate due persone

Buseto Palizzolo (TP) - Avrebbero maltratto e ucciso un cane meticcio ma identificati dai carabinieri della Stazione sono stati denunciati. La segnalazione alla Procura della Repubblica di Trapani è scattata per un 65enne e un 21 enne. Per i militari sarebbero loro gli autori del maltrattamento che ha portato alla morte un cane. Un'altra denuncia per maltrattamenti di cani nelle stesse ore i carabinieri l'hanno fatta scattare in un altro centro del Trapanese, a Paceco, dove un 38enne in un terreno di sua proprietà teneva 12 cani, di cui 5 con microchip, in precarie condizioni igienico-sanitarie accertate anche da un veterinario dell'Asp.

 

CRONACA QUI
7 DICEMBRE 2011

Torino: cane cieco rinchiuso in cantina salvato dai volontari della Lida

Ennesima storia di maltrattamento ai danni degli animali. Completamente cieco e rinchiuso in uno scantinato, al buio, in uno spazio assolutamente angusto e pericoloso, con lastre di specchi appoggiati accanto a lui. È in queste condizioni che i volontari dell'associazione Lida della sezione Ciriè Valli di Lanzo, assieme agli agenti del commissariato Barriera di Milano, hanno trovato il povero Tyson. Un cane dolcissimo e mansueto, che sopravviveva a stento in strada Altessano, a Torino, peraltro in grave sottopeso rispetto a quelle che teoricamente dovrebbero essere le sue misure. Ma Tyson - che al momento si trova sotto sequestro in seguito al maltrattamento subito - non era l'unico ospite dello scantinato. Sempre tra quelle pareti fredde e cupe, volontari e agenti hanno trovato anche quattro tartarughe d'acqua con il carapace di circa 20 centimetri, tutte in condizioni pessime, tra degrado e sporcizia. Tutti gli animali, sia Tyson, sia le tartarughe, sono stati affidati alle cure dei volontari della sezione di Ciriè-Lanzo della Lida, in attesa di provvedimenti giudiziari che non tarderanno ad arrivare nei confronti del sedicente proprietario degli animali.[…]

 

RAGUSA NEWS
7 DICEMBRE 2011

Scicli, barbarie su un cane



Giuseppe Implatini

Scicli (RG) - Sentiamo il dovere di informare la pubblica opinione su un episodio di barbarie inaudita su un povero cane,un piccolo meticcio di pastore tedesco.Oggi abbiamo avuto modo di constatare con i nostri occhi che allo stesso era stata recisa, con un taglio chirurgico, la zampa posteriore sinistra dalla quale fuoriusciva un rivolo di sangue. Il cane è stato abbandonato all’interno del recinto della palestra di Via Bixio ed era accucciato stremato dal dolore e dal freddo.Abbiamo informato i Vigili Urbani di Scicli,  i quali sono intervenuti al fine di attivare il soccorso attraverso l’intervento della “Dog professional” .Non sappiamo se la zampa è stata recisa intenzionalmente, perché se così fosse ci troveremmo di fronte a una autentica belva umana. Riteniamo che sia doveroso esperire le necessarie indagini su questo oscuro episodio di crudeltà contro un animale indifeso.Chi può dare informazioni su quanto accaduto potrà rivolgersi ai Carabinieri di Scicli. Ma non possiamo non rilevare che Scicli precipita verso uno stato di degrado che sembra inarrestabile.A nostro avviso si può invertire la rotta, compiendo ciascuno il proprio dovere, collaborando con le Istituzioni.Tutti i cittadini di Scicli che vogliono vivere in un paese civile sono chiamati ad organizzarsi per raggiungere tale scopo.  

 

EXPRESS NEWS
7 DICEMBRE 2011


Evira il proprio cagnolino e lo riprende col cellulare

L’uomo, si fa per dire, che ha evirato il suo cagnolino con un coltello da cucina e filmato con il telefonino è stato imprigionato per torture sugli animali, a Cracovia, in Polonia.Rutowski Josef, 34 anni, completamente ubriaco in compagnia di due amici, compagni di sbornie, ha tagliato i testicoli del povero Foxik perchè si lamentava che il cane era sempre alla ricerca di cagne locali.I veterinari hanno poi riferito alla polizia, che il Rutowski si era presentato da loro durante la mattinata chiedendo di soccorrere il cane gravemente mutilato.“Questo è stato un atto deplorevole e disgustoso degno di persone malvagie. Foxik sta lentamente riguadagnando la fiducia negli uomini, ma era molto scosso quando è arrivato. Ora siamo alla ricerca di una famiglia amorevole che lo possa adottare”, ha detto un portavoce della Società per la Prevenzione della Crudeltà verso gli Animali.La polizia, che ha trovato il video scioccante sul telefonino di Rutowski ha messo in custodia cautelare i tre uomini, in attesa di giudizio.
E’ possibile riprodurre l’articolo citando chiaramente la fonte con link attivo
http://www.express-news.it/assurdo/evira-il-proprio-cagnolino-e-lo-riprende-col-cellulare/ 

 

LA REPUBBLICA FIRENZE
7 DICEMBRE 2011


Lascia il cucciolo in auto i ladri lo rubano
Hanno scassinato lo sportello della vettura parcheggiata in un supermercato di Lido di Camaiore per portare via un labrador di tre mesi. Il proprietario era  a fare la spesa


di GERARDO ADINOLFI


Provincia di Lucca - Hanno scassinato lo sportello dell'automobile e portato via Bettina, un cucciolo di labrador di quasio tre mesi lasciato da solo in auto nel parcheggio di un supermercato di Lido di Camaiore. "Solo per 10 minuti", racconta Marco, il proprietario, mio padre era entrato per fare la spesa, ed è anche uscito a controllare che tutto fosse sotto controllo". Questione di minuti, di pochi attimi senza nessun testimone. "Siamo distrutti", racconta Marco, che ha tappezzato la città di volantini con la foto del suo labrador, "non ha un valore economico, ma affettivo".  Color nocciola chiaro, una zampa bianca e dotata di microchip è la descrizione di Bettina. "Ho ricevuto già delle telefonate, racconta Marco, alcune di solidarietà, altre di segnalazioni fino ad ora però non attendibili. E l'ultima di un signore che ha detto di aver subito, qualche settimana fa, e nello stesso parcheggio, il furto di una valigia e la portiere scassinata".
http://persietrovati.blogspot.com/2011/12/lido-di-camaiore-lu-rubato-cucciolo.html

 

ANSA
7 DICEMBRE 2011


Lascia cane in auto per fare la spesa, ladri lo 'rubano'
E' un cucciolo di Labrador portato via a Lido di Camaiore


LIDO DI CAMAIORE (LUCCA) - Ha lasciato la canina nell'auto parcheggiata davanti a un supermercato a Lido di Camaiore per fare la spesa, ma quando e' tornato poco dopo ha avuto una brutta sorpresa: ignoti hanno forzato la portiera ed hanno portato via la canina di tre mesi che aveva lasciato nelle vettura: un labrador color nocciola chiaro con la zampa sinistra bianca. ''Bettina'', questo il nome dell'animale, e' dotata di microchip ed il proprietario per cercare di ritrovarla ha tappezzato Lido di Camaiore e Viareggio di manifesti con la foto del cane e il numero di telefono (392 7966303).

 

AGI
7 DICEMBRE 2011


CUCCIOLI DI CANE ABBANDONATI TRA I RIFIUTI, TRE SONO MORTI

Pescara - Quattro cuccioli di cane sono stati abbandonati in una campana dei rifiuti destinata al vetro a Collecorvino, nel pescarese, e tre sono morti. La scoperta e' stata fatta in contrada Barberi da un uomo che ha raggiunto i cassonetti per gettare i rifiuti e ha sentito dei guaiti.Guardando bene ha notato una busta completamente chiusa nella quale c'erano quattro cuccioli di cane, probabilmente di razza meticcia e nati da poco. Due erano morti, un altro e' morto poco dopo, il quarto e' stato avvolto in una giacca da chi lo ha trovato e per soccorrerlo e' stato allertato il veterinario della Asl. La famiglia dell'uomo che ha fatto la tragica scoperto ha gia' deciso che lo adottera'. Il caso e' stato subito segnalato ai carabinieri della compagnia di Montesilvano (Pescara), coordinati dal capitano Enzo Marinelli, e sono stati loro a rivolgersi alla Asl e ora si stanno occupando delle indagini. Sul posto sono state scattate delle foto. Chi ha gettato gli animali rischia una denuncia per maltrattamenti.

 

IL GIORNALE DI VICENZA
8 DICEMBRE 2011


Abbandona il cane nella grotta
IL CASO. Uno springer spaniel di tre anni è rimasto intrappolato per cinque giorni nel profondo buco dove era scivolato
Amy è caduta in una voragine Il padrone l'ha creduta morta e non ha segnalato l'episodio Salvata a 40 metri dai pompieri


Silvia Dal Ceredo


Provincia di Vicenza - Abbandonata in un buco fondo 40 metri in mezzo a un bosco. È la drammatica vicenda della cagnolina Amy, simile per certi aspetti a quella di Jerry, il cane sepolto vivo qualche settimana fa nel Bresciano.
Amy, un esemplare di springer spaniel dell'eta di tre anni, con manto color bianco e fegato, è stata tratta in salvo ieri pomeriggio da una nera voragine vicino a contrada Tringole, in località Raga. Per cinque giorni l'animale è rimasto intrappolato nei meandri della terra, senza possibilità di uscire con le proprie forze, vista la profondità a cui era arrivato.
Una vicenda triste, come tristi sono stati anche l'indifferenza e il comportamento del proprietario, un cacciatore di San Tomio di Malo cui si è risaliti tramite il microchip, che dopo aver riscontrato sabato la caduta della fedele compagna d'avventure venatorie, e forse credendola morta nell'impatto, non ha denunciato alle autorità competenti né la scomparsa né la morte, come invece sarebbe previsto per legge e come il senso d'umanità avrebbe voluto.
Dalle prime ricostruzioni, è emerso che Amy sarebbe scivolata durante una battuta di caccia. Nella frenesia venatoria sarebbe probabilmente riuscita a scavare un passaggio sotto la rete di protezione che circonda l'imbocco del buco, largo un paio di metri.
Cinque lunghi giorni, senza mangiare né bere, al buio e al freddo, in solitudine. Fino a quando una signora magrediense, dopo aver sentito voci relative a un cacciatore a cui era morto un cane in un bosco, ieri ha avvisato la polizia provinciale, affermando che l'animale poteva essere ancora vivo, visto ad esempio quello che era caduto di recente al cane Jerry.
Gli agenti si sono quindi recati nella zona di Raga, e sono stati aiutati da alcuni cacciatori locali a individuare il luogo esatto, dato che nell'area sono presenti diverse voragini di questo tipo. Si sono subito accorti che Amy era ancora viva, udendo flebili mugolii provenire dall'anfratto. Vista la complessa situazione, gli agenti hanno chiamato i vigili del fuoco di Schio per il salvataggio, che è stato effettuato nell'arco di due ore calando con una corda un pompiere dotato di attrezzatura per recuperi alpinistico/speleologici.
A quasi 40 metri ha trovato Amy e l'ha imbragata a sè, per iniziare poi la risalita verso la salvezza. A dare una mano nelle manovre anche i cacciatori che avevano accompagnato i soccorsi sul posto.
Una volta tratta in salvo, gli agenti Francesco Nassi e Dorino Stocchero l'hanno portata dai veterinari per il controllo sanitario.
«Viva per miracolo», è stato il responso dei medici.

 

IL GIORNALE DI VICENZA
8 DICEMBRE 2011

Il cacciatore sarà sentito dagli agenti

Nella foto – Amy e i suoi salvatori S.D.C.


Provincia di Vicenza - La Polizia provinciale provvederà ora alle indagini e verifiche del caso, sottoponendo ad interrogatorio anche il proprietario della cagna. In base alle risultanze sarà poi possibile stabilire le responsabilità e quale tipo di denuncia partirà nei suoi confronti, anche in ambito penale, ad esempio per abbandono o maltrattamento di animale. Non è esclusa l'ipotesi della sanzione amministrativa. Nel frattempo Amy, dopo esser stata rifocillata e poi controllata dai veterinari, è stata alloggiata in un ambiente protetto e in futuro verrà probabilmente affidata a persone di fiducia comprovata, ma non più per scopi venatori.

 

GIORNALE DI VICENZA
10 DICEMBRE 2011

La polizia denuncia il padrone di Amy
IL CASO. L'accusa è di maltrattamenti, omessa custodia e abbandono

 

Provincia di Vicenza - Il cacciatore di San Tomio di Malo, R.C. di 54 anni, proprietario della cagnolina Amy, caduta in un buco fondo 40 metri in località Raga, è stato denunciato ieri in Procura con l'accusa di abbandono, maltrattamento e omessa custodia di animale d'affezione.
Dalla ricostruzione effettuata dalla Polizia provinciale è emerso che l'uomo aveva visto cadere nella voragine l'animale, ma pensando fosse morto nello schianto, dato che non rispondeva ai richiami, si è allontanato senza più fare ritorno sul posto per ulteriori verifiche. Inoltre si è "dimenticato" di denunciare alle autorità la presunta morte dell'animale, come previsto dalla legge. Durante l'interrogatorio con la Polizia l'uomo inoltre non avrebbe si sarebbe nemmeno informato sullo stato di salute del cane, né avrebbe chiesto di vederlo. Ora rischia un'ammenda dai 3 ai 15 mila euro oppure la reclusione da 3 mesi a un anno.
Amy è ora sotto sequestro, custodita dalle forze dell'ordine in un luogo sicuro. A breve verrà chiesta in Procura la delega per l'affidamento, ovviamente
a persone amorevoli e di fiducia comprovata.

 

MB NEWS
8 DICEMBRE 2011
 

Cesano (MB), scoperto canile lager. Cuccioli vivi e sepolti nello stesso terreno


Denutriti, segregati e costretti a vivere vicino alle carcasse sotterrate dei loro simili, una ventina di cani sono stati tratti in salvo dalla Monza Polizia Provinciale MB che, mercoledì pomeriggio, ha scoperto e sequestrato un canile abusivo nel comune di Cesano Maderno.Molti erano "cugini di Lassie", Border Collie di pura razza, gli altri Pastori Maremmani, tutti trovati in pessime condizioni all'interno di un canile abusivo dagli agenti. Costretti a vivere stipati, i cani facevano i loro bisognini in un'area che confluiva con uno scarico abusivo, predisposto vicino alle "tombe" di quegli esemplari che, a causa delle precarie condizioni in cui venivano allevati ed addestrati, non riuscivano a farcela.Grazie all'intervento della Polizia Provinciale tutti gli animali sono stati posti in salvo ed affidati ai canili comunali della Provincia, pronti per essere adottati. D.C, 46 enne titolare del canile abusivo e del campo di addestramento, è stata denunciata per maltrattamento di animali, scarico abusivo di liquami nel sottosuolo e smaltimento abusivo di rifiuti. L'intera area è stato posta sotto sequestro.
ALTRE FOTO
http://www.mbnews.it/attualita/109-attualita/22213-cesano-maderno-scoperto-canile-lager-cuccioli-vivi-e-sepolti-nello-stesso-terreno.html

 

GEA PRESS
9 DICEMBRE 2011

Monza Brianza: le foto dei cani dell’allevamento degli orrori – terzo sequestro in Italia in pochi giorni Intervento della Polizia Provinciale e dei volontari dell'ENPA.

Quando la Polizia Provinciale ha aperto le gabbie trovate senza acqua, i cagnolini si sono letteralmente gettati nei contenitori per bene. Cani sporchi e denutriti nel nuovo, recente, sequestro di allevamento lager in Italia.
Dopo Modena (vedi articolo GeaPress) e Colonna, in provincia di Roma (vedi articolo GeaPress) questa volta tocca a Cesano Maderno (MB) dove ad intervenire è stata la Polizia Provinciale coadiuvata dai volontari dell’ENPA di Milano e di Monza. A questi ultimi sono stati affidati i cani con i più gravi problemi di salute, e le cagne con i cuccioli. Cani spaventati, non abituati al guinzaglio. Per portarli via, i volontari e gli Agenti della Polizia Provinciale, li hanno dovuti prendere in braccio. Border Collie, ma anche Jack Russel e Pastore Maremmano.La struttura, adibita ad allevamento e addestramento cani, riservava attorno a sè ; un vero e proprio cimitero, abusivo, ovviamente, come la stessa struttura. Non solo nella parte posteriore del canile, quella a quanto pare adibita all’addestramento per agility dog, ma anche in altre zone.Cani seppelliti in nuda terra oppure appena avvolti in buste di plastiche. In un punto, poi, ritrovate mandibole appartenenti a cani di diverse età. Le verifiche in corso, da parte dell’ambulatorio dell’ASL, tenteranno di appurare l’eventuale presenza di microchip nei cadaveri. A quanto pare, quelli vivi (circa una ventina) erano solo in parte microchippati.Gli Agenti della Polizia Provinciale sono dovuti intervenire indossando finanche delle mascherine, talmente tanto era il fetore.Stupita di tanto clamore, invece, la proprietaria della struttura, una signora di Milano in procinto di trasferirsi a Lissone. L’allevamento, era abbastanza noto nel mondo degli allevatori ed a quanto pare a mettere nella giusta pista la Polizia Provinciale, sar ebbero state sia le segnalazioni di persone che avrebbero acquistato dei cuccioli, poi deceduti, nonché alcuni vicini che avrebbero notato i movimenti relativi al seppellimento dei cani.Oltre al maltrattamento di animali ed ai reati relativi al mancato corretto smaltimento delle carcasse, la proprietaria è stata denunciata per lo smaltimento illegale dei rifiuti reflui. Venivano fatti percolare nella campagna circostante.  
VEDI FOTOGALLERY:
http://www.geapress.org/m/monza-brianza-le-foto-dei-cani-dellallevamento-degli-orrori-%E2%80%93-terzo-sequestro-in-italia-in-pochi-giorni/22087

 

IL GIORNO
8 DICEMBRE 2011

Cesano Maderno, canile lager: 24 animali salvati
Malnutriti e senza acqua da giorni
I cani erano rinchiusi in dieci box all’aperto, coperti solo da una tettoia, per sopravvivere erano costretti a cibarsi dei propri escrementi

Laura Ballabio 

Monza - Carcasse di animali morti parzialmente sotterrate o rinchiuse in sacchetti di plastica abbandonati. Oltre 24 cani malnutriti e senza acqua da giorni, detenuti in condizioni pessime. Quel che resta di una carcassa di una station wagon, senza targa e con i vetri infranti, abbandonata a poche decine di metri dai box dove erano detenuti i cani. Escrementi, rifiuti e spazzatura sparsi un po’ ovunque.Questo il degrado generalizzato che ieri mattina ha portato al sequestro di un canile abusivo in un’area di 4 mila metri quadrati in via Turati 47 a Cesano Maderno. Un’anonima cancellata di colore verde, lungo una strada sterrata alla periferia del quartiere Molinello, era il varco di accesso dell’inferno. A raccontare cosa succedeva all’interno del terreno cesanese sei agenti della Polizia provinciale di Monza e Brianza, oltre ad una nutrita squadra di Guardie zoofile e operatori dell’Enpa e i veterinari dell’Asl 3 di Monza che ieri mattina hanno fatto scattare un blitz all’interno della zona rurale recintata.I cani non venivano picchiati o seviziati ma sicuramente erano detenuti in condizioni che andavano ben oltre la decenza. I cani erano rinchiusi in dieci box all’aperto, coperti solo da una tettoia, per sopravvivere erano costretti a cibarsi dei propri escrementi. Una volta liberati e tolti dalle gabbie, sporche e maleodoranti, gli animali si sono diretti verso i secchi di acqua che le forze dell’ordine avevano preparato per reidratarli.Proprietaria di quello che dal 2007 risultava essere un’associazione di tipo sportivo che si occupava dell’allevamento e dell’addestramento degli animali una donna di 46 anni domiciliata a Seveso. Già in passato l’area era stata sottoposta a controlli non di tipo penale ma di tipo sanitario dopo alcune segnalazioni arrivate dai canili della zona.In queste ore, dopo l’ispezione del veterinario dell’Asl di Monza, si delineano i reati a carico della proprietaria del centro. Le accuse vanno dal maltrattamento alla cattiva custodia degli animali, oltre ad alcuni illeciti ambientali per la totale mancanza di impianti di smaltimento (delle carcasse dei cani trovati morti ma anche dei liquami), oltre alle possibili mancate autorizzazioni per svolgere l’attività.A far scattare i controlli una segnalazione arrivata da un veterinario della zona che ha preso in cura un cucciolo ammalato. Il cagnolino è recentemente deceduto e la morte dell’animale ha fatto partire i controlli nei confronti della proprietaria dell’area, che per nell’occasione si era occupata della vendita dei cani senza autorizzazione.

 

GEA PRESS
12 DICEMBRE 2011

 

Cesano Maderno (MI) e il canile lager: educhiamo in maniera corretta, dicevano i proprietari

Nonostante ad indirizzare la Polizia Provinciale di Monza e Brianza sul canile lager di Cesano Maderno (vedi articolo e foto) potrebbero essere state le segnalazioni di acquirenti ai quali era morto il cucciolo, nella struttura posta sotto sequestro non veniva pubblicizzata alcuna vendita. Anzi, il canile specializzato in Agility dog e Rolly-O, metteva in evidenza solamente la cessione dei cani, addirittura previo meticoloso questionario da compilare.Figurava pure un logo no-pets, ed invece la realtà era ben altra tanto da far comunicare alla stessa Polizia Provinciale, di avere subito attivato tutte le procedure per trovare, ai poveri cagnolini, una sistemazione definitiva presso famiglie. Per rendere questo possibile, occorrerà però che la signora di Milano, proprietaria della struttura, perda ogni possibile rivalsa sugli stessi cani. Con il sequestro, infatti, è lo Stato a prendere possesso, in attesa dell’eventuale confisca. Salvo diversa volontà della proprietaria, da concordarsi con gli uffici giudiziari, i cani potrebbero addirittura tornare nella sua disponibilità, se cadranno le accuse addebitatele.Difficile da pensare, anche perché i cani erano talmente spaventati da dovere essere prelevati in braccio per portarli fuori dalle gabbie. E dire che il canile molto si pubblicizzava per non utilizzare metodi coercitivi. Chissà quali erano questi metodi. Certo appare improbabile, sempre alla luce di quanto comunicato dalla Polizia Provinciale, che questi potessero basarsi su un corretto rapporto tra il cane ed il suo padrone, così come invece asserito dalla stessa struttura. Un ambiente amichevole, anzi familiare, aggiungevano. Tanto amichevole che i cani morti venivano malamente seppelliti in più punti attorno allo stesso canile.Poi i corsi di educazione, per adulti e per cuccioli. Tanti lustrini, infranti però da quanto denunciato alla Magistratura, dalla Polizia Provinciale di Monza e Brianza, intervenuta con l’ausilio dei volontari dell’ENPA di Milano e Monza.

 

ANSA
8 DICEMBRE 2011

A Roma rubano camper a francesi con dentro 2 cani, ritrovati
Lieto fine grazie a microchip e bussolotto con numero padroni

ROMA - Storia a lieto fine per due cani Husky che erano nel camper di una giovane coppia francese, rubato due giorni fa nel quartiere Quadraro, alla periferia di Roma. I cani sono stati ritrovati ieri, uno in via Tuscolana, e l'altro, nelle vicinanze. I due animali, una femmina e suo figlio, un meticcio bianco con gli occhi azzurri, avevano il microchip e un bussolotto con dentro il numero del cellulare dei proprietari.
Proprio questo ha permesso di contattare i giovani turisti che hanno riabbracciato i loro amici a quattro zampe.

 

PORDENONE OGGI
9 DICEMBRE 2011

Cucciolo preso a pallate, muore dopo ore di agonia
Prelevato da un canile, era stato adottato da una famiglia

AZZANO DECIMO (PN) - E' stato preso a pallettoni nel Pordenonese e ucciso: Billo, un cucciolo di 10 mesi, è morto dopo un'agonia di ore. Billo era stato adottato qualche giorni fa (la famiglia adottiva ha presentato denuncia ai Carabinieri) e si è rivelata, purtroppo, inutile la corsa alla clinica veterinaria di San Vito al Tagliamento per rianimarlo.Ora, gli animalisti (e non solo loro) sono sul piede di guerra. «Un meticcio è stato ucciso da un orco, con un fucile – ha sottolineato Nadia Gasparotto titolare del rifugio dei cani “La cuccia” di Azzano Decimo - raccontando che Billo era vivace e curioso. Aveva stretto amicizia con un cane in pensione e quando la proprietaria è venuta a riprendere il suo cane, ha pensato di non spezzare l’amicizia e adottando Billo».Billo era arrivato a novembre, con altri 21 cuccioli, dalla Sicilia: aveva una stella bianca in fronte, sul pelo nero e aveva conquistato il cuore dei volontari, che aiutano la Gasparotto nella casa-rifugio di un centinaio di quattrozampe.

 

NET1 NEWS
9 DICEMBRE 2011

Ha sgozzato il suo cagnolino per non pagare 70 sterline

INGHILTERRA - Robert Humphries ha ucciso con ferocia il suo cucciolo, un cagnolino di appena 6 mesi, per evitare di pagare 70 sterline al veterinario. Robert Humphries ha 40 anni e abita a Taunton, nel Somerset, vicino a Bristol.Il cucciolino di Lurcher è stato sottoposto ad autopsia la quale ha permesso di conoscere la dinamica dell’assurdo delitto: con un coltello da macellaio l’uomo ha tagliato la gola al cagnolino e poi l’ha finito colpendolo allo stomaco numerose volte. Per la brutalità del gesto "inaudito e ingiustificato" il quarantenne è stato condannato dalla giuria a 5 mesi di reclusione e all’impossibilità per il futuro di adottare qualsiasi animale.

 

TUTTO GRATIS
9 DICEMBRE 2011

Uccide il cane perché non poteva mantenerlo. Padrone arrestato

Sembra proprio che la crisi economica stia colpendo e causando diversi danni in tutto il mondo e in tutti i contesti. Cosi un quarantenne inglese avrebbe ucciso il suo adorato cucciolo d sei mesi, ricorrendo ad un coltello da macellaio, usato per squartare la carne. L’uomo non aveva abbastanza soldi per pagare il veterinario che aveva eseguito un intervento chirurgico sul suo cane. Per questo motivo, il padrone, in preda alla disperazione, avrebbe ucciso il povero cucciolo. L’uomo, Robert Humphries, è stato condannato dalla giuria del tribunale di Somerset, in Inghilterra, a cinque mesi di reclusione. Inoltre e giustamente, il giudice gli avrebbe anche impedito la possibilità di acquistare o adottare altri animali. Il piccolo cucciolo sarebbe stato sgozzato alla gola dal suo padrone e dopo colpito sullo stomaco, a pugnalate, dall’uomo, forse per far arrivare la morte il prima possibile. Un gesto inaudito e ingiustificato secondo la giuria chiamata a valutare il caso di maltrattamento nei confronti del povero animale.

 

GEA PRESS
11 DICEMBRE 2011

Bernalda (MT) – tiro al cane: morti e feriti (foto)

Erano accuditi quotidianamente in campagna dalle volontarie. I proprietari dei terreni, “utilizzati” dai cani per la sosta ed il riparo, erano consenzienti.
Una sorta di cani di quartiere campagnoli/agricoli, residenti a circa 5-6 chilometri dal centro abitato di Bernalda (MT).
Non davano fastidio a nessuno, erano sterilizzati, docilissimi, ma… qualcuno non voleva proprio vederli, anche se … non abitante del luogo, anche se … non “infastidito” nel quotidiano.
Così, per non ridimensionare “l’essere aguzzino” proprio di molti umani, per non lasciare spazio alla tolleranza ed alla pacifica convivenza, sono stati ammazzati. Ammazzati a schioppettate.
Sembra che alcuni proprietari dei terreni lo avevano preannunciato “Questi cani spariranno!”; la “profezia” era accompagnata, immancabilmente, da minacce pesanti alle volontarie. Eppure questi randagi non frequentavano le loro terre, forse intuivano il “carattere!”
Un mesetto fa era sparito un cucciolone, vane le ricerche. Solo oggi  le volontarie hanno saputo che era stato ucciso a fucilate.
Stamattina la macabra scoperta, un altro cucciolone (quello grigio) impallinato  a morte, una femmina nera con diverse ferite di arma da fuoco, soccorsa dai volontari e portata dal veterinario per le cure necessarie. Un’altra femmina ferita che non si fa prendere e vaga ancora sanguinante.
Spari di notte. Ieri sera, infatti, i cani erano ancora vivi e vegeti. Spari lungo una via usatissima dai bernaldesi. Sono i cacciatori, dicono i volontari. Se così fosse i cacciatori di Bernalda impuniti, si sentono veramente impunibili.
Bernalda (MT) non è nuova a queste violenze. Pallino impallinato (vedi articolo GeaPress), oppure il canile municipale, per fortuna sequestrato dal NIRDA e dato in gestione all’Associazione Anta. Un’altra faccia della storia di una comunità. Tante trappole per animali fin nella periferia cittadina. Impianti di macellazione, stalle e pure le alluvioni ricche di morti (vedi articolo GeaPress siamo entrati nella stalla alluvionata).
Ebbene se il randagio è un problema per qualcuno, lo si avvelena o, più velocemente, lo si uccide a colpi di fucile, in città, come è successo a Pallino, o nell’agro cittadino.
La storia di Pallino impallinato in centro, finora, non ha visto  indiziati o indagati: allora si può! Si può sparare ad un vivente. Si può portare impunemente, dicono alcuni, un fucile da caccia in centro città, si può portare di notte, si può portare lungo una strada trafficata.
Si possono utilizzare viventi per perfezionare la mira, per allenarsi a sparare; si possono uccidere viventi per divertimento, per gioco o…per favorire qualche intollerante che i randagi proprio non li vuol vedere!
VEDI FOTO:
http://www.geapress.org/m/bernalda-mt-tiro-al-cane-morti-e-feriti-foto/22158

 
 
CORRIERE DELLA SERA
11 DICEMBRE 2011
 
Retroscena Il business ricostruito dalle carte
Un giro d'affari milionario che arriva fino a Israele
I costi Fino a 1800 euro per un beagle femmina in gravidanza I numeri Nel 2011 Greeh Hill ha venduto 2143 cani: 201 in Italia

Matteo Trebeschi

 
Provincia di Brescia - A quanto ammonta il giro d'affari di Green Hill? Qual è il prezzo di un beagle da laboratorio? Dal listino di un altro allevamento-lager di Reggio Emilia, che ha chiuso nel 2010, si capisce quanto vale questo business. Servono dai 350 ai 500 euro per comprare un beagle di razza. Ma si può arrivare anche a 1.800 per una femmina in gravidanza. Nei primi 9 mesi del 2011 Green Hill ha venduto 2143 cani. Il calcolo è presto fatto. Un giro d'affari che può arrivare in un anno a un milione di euro.
Una volta fuori dal canile, i beagle finiscono nei laboratori di ricerca. I cani venduti come cavie in Italia sono 201: esemplari che arrivano sui tavoli di quattro aziende che si occupano di sperimentazione, tra cui i colossi Sigma Tau e Wyeth Lederle. Tutti gli altri animali vengono venduti all'estero. Le ditte li comprano anc he quando hanno solo 5 mesi, come è successo ai 16 cuccioli acquistati dalla Bayer il 5 di settembre scorso.
Eccetto Israele, Green Hill vende i suoi beagle a clienti europei. Ma non tutti sono laboratori. Nella lista sono compresi anche i nomi di alcuni enti per la protezione degli animali, come il francese «Arche de Noe». La Germania registra invece «Laborbeagle Team», un istituto che recupera i cani da sperimentazione: capita che i laboratori li cedano dopo averli usati come cavie, se non sono troppo provati o già morti.
Ma Green Hill è solo un allevamento, non si fa vivisezione. O almeno così dovrebbe essere. Dalle fatture risulta che i cani sono ceduti gratis a questi enti, ma per spedirli all'estero qualcuno paga. Il 70% di questi beagle sono privi di microchip. Come gli oltre 400 cani che l'Oipa ha trovato a Green Hill nella perquisizione del 30 settembre. Beagle non iscritti né sul registro né ; all'anagrafe. «Senza dispositivo elettronico - spiegano all'Oipa - i cani potrebbero essere venduti o spostati all0'insaputa di qualsiasi autorità». A partire dal 2005, in Italia, il microchip sostituisce il tatuaggio ed è riconosciuto come «l'unico sistema ufficiale di identificazione dei cani». Allora perché Green Hill vende il 61% dei suoi beagle senza chip? Un'eccezione che troverebbe riscontro nel fax inviato il 5 aprile 2007 dalla direzione veterinaria regionale all'Asl di Brescia: «Si ritiene che i cani allevati dalla ditta Green Hill e destinati alla sperimentazione - scrive il dottor Mario Astuti - possono essere identificati mediante tatuaggio anziché microchip». Saranno le indagini, ora, a chiarire se tutte le procedure siano eseguite in maniera corretta o meno.
 
TIRRENO NEWS
11 DICEMBRE 2011
 
Travolge e ferisce un cagnolino.. e si ferma per vedere i danni all’auto!!
 
Amantea (CS). Caij, caij, caij, si lamenta come un “ cagnolino investito da un’auto”, lo sguardo smarrito, gli occhi tristi,  abbandonato per terra, il piccolo animaletto che ancora ignaro del codice della strada sta  attraversando per la prima volta la strada alla scoperta del mondo, attirato dal profumo del cibo che una signora ignara sta cucinando per i suoi, il musetto in aria e le orecchie aperte ai rumori del mondo.E’ piccolo ancora il cagnolino e non ha ancora capito che cos’è quel shshshsh che si sente nell’aria prodotto dalle ruote dell’auto che scorre sul bitume. Sa solo che la puzza del bitume non gli piace e nemmeno quella dei gas di scarico che sente nel nasino quando attraversa la strada.Ma DEVE andare verso il profumo.Quello si che è un buon odoreSi forse è un po’ distratto, come può capitare ad un bambino che pedala con la sua biciclettina per correre più veloce e sentire il vento tra i capelli, o come il bambino che chiamato dall’amico attraversa la strada irresponsabilmente fidando sulla attenzione dei grandi( se non che grandi sono?), e non si accorge dell’auto che arriva e che lo travolge.DIOOOO, ( parlo del dio dei cani) che dolore! Ma che cosa mi è successo? Ma sono ancora vivo o sono morto? Dov’è la mamma( la mamma dei cani), dov’è la mia padrona? Perché mi ha lasciato? Ed ora cosa faccio? Caij, caij, caijCaij, caij, caij e si guarda intorno. Vorrebbe leccarsi come sa che fanno tutti gli animali quando sono feriti od ammalati, ma non riesce a muoversi.Avverte solo rumori intorno a sé, rumori e vociIl rumore dello sportello dell’auto che si apre, del borbottio dell’autista che scende, dei suoi passi che si avviano sul davanti dell’auto per vedere se si so no danni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Le voci di alcuni ragazzini che contestano l’autista ed il suo “ che ci posso fare mi ha attraversato la strada” Nemmeno uno sguardo verso il povero animale, il conato di un tentativo di soccorrerlo,sbamm si chiude lo sportello e l’auto riparte Caij, caij, caij, sempre più lento e soffuso poi gli occhi del piccolo animale si chiudono……“Vi prego scrivetela questa storia sul vs sito”, così mi dice la signora che addolorata ci telefona per raccontare il fatto.E noi abbiamo dato alla storia vera solo un po’ della nostra fantasia. A voi le riflessioni
(NDR omettiamo pur conoscendolo solo il nome dell’autista)
 
CASERTA NEWS
12 DICEMBRE 2011
 
Cane e cavallo lasciati a morire: Forestale denuncia 2 persone
 

 
S.Maria a Vico (CE) - È stato convalidato dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Dott. Caparco, il sequestro preventivo operato dagli uomini del Comando Stazione Forestale di Caserta relativo ad alcuni animali rinvenuti in pessime condizioni su un fondo boscato.
Nell'ambito della ordinaria attività di controllo del territorio, il personale del Comando Stazione di Caserta del CFS notava in località "Masseria Chiattelle" - in agro del Comune di S. Maria a Vico - alcuni animali in pessime condizioni di salute: in particolare, un cane di razza maremmano ed un cavallo femmina di circa 9 anni d'età.
Il primo risultava legato ad un albero, privo di qualsiasi ricovero e senza alimentazione, nonché si rilevava una ectoparassitosi dovuta a pulci e zecche; il cavallo presentava, invece, una grossa lesione sul garrese ed una infezione diffusa su tutto il corpo.
Ispezionando ulteriormente il fondo agrario, gli uomini del CFS notavano anche la presenza di diverse carogne di cane sparse sul terreno e di numerose ossa e resti di altri animali.
Considerata la gravità della situazione il personale CFS, coadiuvato da quello del Servizio Veterinario dell'A.S.L., procedeva a sequestrare ed a denunciare sia il proprietario del fondo, N.C. di anni 49, che il proprietario degli animali, P.S. di anni 47, entrambi residenti in Santa Maria a Vico (CE). Entrambi venivano immediatamente denunciati ai sensi dell'art. 544 ter c.p. per maltrattamento di animale domestico. Il reato viene punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.
Considerate le gravi condizioni, gli animali venivano immediatamente trasportati presso la Clinica Ippiatrica veterinaria specializzata "Punto Verde" di Maddaloni, mentre il cane presso il Rifugio canile International di Maddaloni. Purtroppo, nonostante le cure ricevute entrambi gli animali decedevano nei giorni seguenti a seguito delle gravi sofferenze.
 
LEGGO
12 DICEMBRE 2011
 
"CERCASI CANI E GATTI DI TUTTE LE RAZZE", STRANO BOOM DI ANNUNCI
 
ROMA - "Cercasi cani e gatti di qualsiasi razza, anche meticci, ritiro gratuito a domicilio" oppure "cerco cani e gatti in regalo, grazie" oppure "gatti non sterilizzati maschi e femmine, cerco". Sui giornali di annunci, come Porta Portese a Roma, è boom di annunci di persone che cercano animali domestici. Annunci strani visto che i canili e i gattili sono pieni dei piccoli animaletti e non c'è mai la coda per prenderne qualcuno in adozione. Forse perchè queste strutture fanno dei controlli su dove poi finiscano gli animali?
Un fenomeno preoccupante questo, di cui dà notizia anche il Corriere di Roma di oggi, che meriterebbe sicuramente degli approfondimenti da parte delle forze dell'ordine. Quando infatti si prova a telefonare per sapere il motivo di questa spasmodica ricerca di cuccioli, la comunicazione viene interrotta volontariamente.
Ma allora che fine fanno questi animali? Con i tempi che corrono c'è da aspettarsi qualsiasi cosa, anche il traffico clandestino di pelli e carni.
 
VANITY FAIR
13 DICEMBRE 2011
 
Provincia di Brescia - Jerry, il cane sepolto vivo, «sotto sequestro»
Tanti lettori ci hanno scritto per avere sue notizie: è ancora in canile, in attesa della sentenza contro il suo padrone. Ma forse c'è una speranza...


 

 
Francesca Bussi
 
Sepolto vivo per quasi due giorni dal suo padrone. La storia di Jerry, il breton salvato da una coppia vicino a Desenzano, sul lago di Garda, ha commosso mezza Italia. Non è retorica. Oltre alle centinaia di domande di adozione, tanti lettori ci hanno chiesto sue notizie, per assicurarsi che ci fosse davvero un lieto fine per quel cane. Purtroppo, un lieto fine ancora non c'è.
Jerry è ancora ospite del canile di Desenzano. Vive in infermeria, un luogo più tranquillo rispetto alle gabbie dove stanno gli altri cani. Al momento non può essere adottato perché è «sotto sequestro»: c'è un procedimento penale in corso contro il suo ex padrone, quel cacciatore che lo ha bendato e seppellito sotto la ghiaia. Per questo Jerry deve restare «a disposizione» della magistratura. Ma i volontari del canile stanno pensando a una soluzione transitoria che possa permettergli di trascorrere il tempo che lo separa da un'adozione in un luogo più confortevole. Un «affidamento temporaneo» con il nulla osta del pm: una persona che si assuma la responsabilità di accudire Jerry per un certo periodo. Qualcuno consapevole delle condizioni del cane, che potrebbe anche non arrivare alla fine del procedimento (potrebbe durare mesi). «Vecchietto» di 13 anni, non ha avuto una vita facile: soffre di una grave insufficienza cardiaca, che lo porta a respirare e abbaiare con fatica. Eppure, compatibilmente con quello che ha passato, sta bene, mangia, dorme. E aspetta.
 
JULIE NEWS
13 DICEMBRE 2011
 
LO SCEMPIO DI BERLINO
Cinque cani torturati, scuoiati e annegati

 
BERLINO. Che spettasse una sorte tanto crudele a questi cinque animali nessuno poteva immaginarlo. Siamo a Viersen, nella Renania Settentrionale – Vestfalia e lì, nel vicino fiume Niers, sono state ritrovate le carcasse dei 5 sventurati cani. L’immagine pubblicata stamattina dal tabloid Bild è veramente atroce. Gli animalisti tedeschi sono sotto shock mentre gli inquirenti provano a ricostruire la dinamica dell’accaduto e il responsabile di una pratica tanto efferata. I cani sprovvisti di chip e di tatuaggi all’orecchio, richiederanno indagini più approfondite. “Non possiamo escludere che ci siano bande organizzate di pellicciai nella zona” dice il Dr. Edmund Haferbeck (54 anni), consulente scientifico della PETA. Alcuni elementi fanno pensare che il “lavoro” sia stato fatto da veri professionisti. I cani sono tanto sfigurati che è impossibile determinarne origine e razza. Teste e orecchie mutilate, musi mancanti hanno obbligato la polizia ad effettuare la necroscopia. Il portavoce della polizia Bernd Klein ha infatti così dichiarato: “Stiamo investigando, abbiamo inviato le carcasse per effettuare la necroscopia presso l’Ufficio Veterinario Krefeld Investigation, speriamo di aver qualche elemento in più per rintracciare i colpevoli". Dalla razza degli animali, infatti, si dovrebbe riuscire dedurre qualche elemento di più per arrivare ai proprietari. Karl- Heinz Oemmelen, capo di salvataggio degli animali e “Marion Paradise Pet” è inorridito. Già c’erano stati dei precedenti raccapriccianti. Avevano sparato a dei gatti allo scopo di recuperarne la pelliccia per fare abiti. “Occorre la pelle di cinque animali per una giacca, un paio di pantaloni e un gilet”, racconta in preda a un'ira funesta Peta-man Haferbeck. La Peta ha messo a disposizione una ricompensa di 500 euro per chiunque dovesse riuscire a fornire informazioni utili al riguardo. Noi, proprio come Oemmelen, non possiamo far altro che sperare che queste povere malcapitate bestie fossero almeno morte prima dello scuoiamento.
 
CORRIERE DELLA SERA
12 DICEMBRE 2011
 
Analisi sulle carcasse per individuare almeno la razza e indirizzare le indagini
Torturati, scuoiati e annegati: l'orripilante fine di cinque cani in Germania
Polizia alla ricerca dei responsabili. Ma gli animali non avevano microchip né tatuaggi all'orecchio

Nella foto: La notizia dei cinque cani sul quotidiano tedesco «Bild»

 
BERLINO - Torturati, scuoiati e annegati: è la sorte toccata a cinque cani ritrovati nella tedesca Viersen, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, nel fiume Niers. Qualcuno, secondo quanto riporta oggi la Bild, li ha uccisi, li ha scorticati per gettarli infine nel fiume. E oggi il tabloid pubblica l'immagine raccapricciante di quel che resta dei cinque animali.
CACCIA AI RESPONSABILI - Gli inquirenti danno ora la caccia al responsabile. Individuarlo però non sarà semplice, dal momento che i cani non hanno alcun segno di riconoscimento: mancano sia il chip sia il tatuaggio sull'orecchio necessari all'identificazione.
ANALISI SULLE CARCASSE - «Stiamo pensando di far analizzare le carcasse degli animali da un veterinario, così si potrà capire anche di che razza si tratta», ha spiegato un portavoce della polizia tedesca. Dalla razza degli animali, gli inquirenti potrebbero infatti fare delle deduzioni sul proprietario.
 

GIORNALETTISMO
13 dicembre 2011

 

Cuccioli scuoiati e decapitati per una giacca?
Orribile delitto commesso contro cinque cagnolini

 

 


Orribile ritrovamento sulle sponde di un torrente. Cinque cuccioli di cane sono stati mutilati, scuoiati, decapitati e infine gettati nell’acqua. Una fine orribile che ha sconvolto anche le autorità di Viersen, città del Land Nordreno-Vestafalia, che stanno indagando sul caso.
FINE ORRIBILE – I cadaveri mutilati dei cagnolini sono stati ritrovati sulle sponde di un fiumiciattolo, Niers, da un passante, che immediatamente allertato la polizia quando ha visto l’orribile spettacolo. I piccoli cani erano più grandi dei cuccioli, ma avevano ancora i denti da latte. Sono stati uccisi in modo orribile: la loro pelle è stata scuoiata, le orecchie tagliate, così come in alcuni casi manca anche la coda o l’intero capo. Un delitto che appare opera di uno o più professionisti, tanto è stato rigorosa ed approfondita la mutilazione dei cani, che le associazioni degli animali sperano quantomeno sia avvenuta dopo la loro morte. La stessa polizia di Viersen ha preferito affidare il caso alla Kripo, l’agenzia che persegue gravi reati di natura penale.
MISTERI SULLA MORTE – Alcuni dei rappresentanti delle associazioni animaliste hanno parlato di uno dei crimini più efferati mai commessi in Germania. I cadaveri dei cani sono ridotti in condizioni così tragiche che solo un’autopsia potrà chiarire la loro razza, che al momento è impossibile da determinare. Le cause del delitto rimangono misteriose. La natura del caso però lascerebbe intravedere una spiegazione davvero orribile, ovvero che i cani siano stati uccisi e scuoiati per realizzare un vestito con la loro pelle. Un esperto consultato da Bild , Edmund Haferbeck,  ritiene possibile fare una giacca con il pelo di cinque cuccioli, e rimarca le analogie con alcuni casi che hanno visto l’uccisione di gatti per realizzare così vestiti. Solo l’autopsia potrà chiarire alcuni dei punti oscuri di questo terribile delitto, perché solo quando si saprà chi era il padrone dei cuccioli le autorità inquirenti avranno una traccia dalla quale partire.

 
BLITZ QUOTIDIANO
12 DICEMBRE 2011
 
Cina. Animalisti salvano 200 cani: erano venduti come cibo
 
SHANGHAI – Circa 200 cani sono stati recuperati da alcuni volontari cinesi prima che venissero venduti nel sud della Cina per essere mangiati. Lo scrivono alcuni siti internet. Una decina di volontari animalisti hanno bloccato un camion che trasportava cani nei pressi della citta’ di Pengzhou, nella provincia meridionale del Sichuan, mentre era diretto verso la provincia del Guangdong dove gli animali sarebbero stati venduti come cibo.I volontari hanno bloccato il camion e hanno aperto le gabbie facendo scappare i cani che erano ancora vivi. Molti, invece, gli animali gia’ morti. L’autista ha detto di avere tutti i permessi per il suo commercio ma ad una successiva indagine si e’ scoperto che cio’ non era vero.Il Sichuan e’ stato teatro di un altro sequestro di cani, circa 800, nel mese di ottobre, mentre 520 furono salvati da un camion ad aprile sull’autostrada tra Pechino ed Harbin nel nord. Soprattutto nel sud della Cina, nella provincia del Guangdong, il consumo di carne di cane e’ ancora praticato, a differenza di quello delle pinne di squalo bandito in molte zone.
 
MODENA QUI
13 DICEMBRE 2011

 
Collare elettrico sul segugio: denunciato il proprietario
 
Provincia di Modena - Per tre settimane ha vagato smarrito per le campagne vignolesi, poi un bellissimo segugio di razza è stato salvato grazie all’intervento delle forze di sicurezza, che lo hanno affidato al canile municipale.
I soccorritori hanno capito presto il motivo della fuga del cane: al collo gli era stato applicato un collare elettrico, dispositivo utilizzato per l’addestramento ma completamente fuori norma.
Per questo il padrone del segugio è stato denunciato alle autorità competenti: dovrà rispondere di maltrattamenti ai danni dell’animale.
Il cane, visitato da un veterinario, è apparso malnutrito e sotto shock.
 
POSITANO NEWS
25 NOVEMBRE 2011
 
 


NELLA FOTO - Casa lager per gatti a Sant'Agnello blitz dei vigili urbani

 
Casa lager per gatti a Sant´Agnello blitz dei vigili urbani. Sequestrata stanza di insegnante

Provincia di Napoli - Un  vero e proprio campo di concentramento per animali in Viale dei Pini a Sant'Agnello in Penisola Sorrentina. Almeno così è apparso alla Procura di Torre Annunziata e ai caschi bianchi di Sant'Agnello che, con gli uomini della Compagnia dei Carabinieri di Sorrento, hanno sequestrato una stanza di una casa di una insegnante che teneva in uno spazio un centinaio di gatti, fra gli escrementi.Il blitz è avvenuto questa mattina alle sette. L'intervento ha messo fine così a una situazione che presentava numerose proteste finanche nella scuola dove insegnava la donna che ora dovrà difendersi dall'accusa di maltrattamenti agli animali.Nell'abitazione della donna sono stati ritrovati anche alcuni cani che, con i gatti, sono stati affidati ad un'associazione animalista, mentre la stanza in questione, considerata corpo di reato, è stata affidata in custodia al Comandante dei vigili urbani.

 
POSITANO NEWS
13 DICEMBRE 2011
 
Lettere da Piano di Sorrento- Il giallo di Sant´Agnello: indagata un´insegnante

 

Provincia di Napoli- Una insegnante di Sant’Agnello, che svolge la sua attività a Piano, è inquisita dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per presunti maltrattamenti di animali e per altri reati. I fatti, peraltro già riportati dai giornali, sono inquietanti e, se risultassero veri, ci troveremmo di fronte ad una moderna Frankestein o Dr. Jekyll;  ma andiamo per ordine. I vicini di casa della predetta insegnante, avvertendo enormi fetori provenienti dalla sua abitazione e la presenza esagerata di pulci, segnalavano più volte alle Autorità la cosa chiedendone l’intervento. Alla fine  l’Autorità Giudiziaria si è mossa: è stata disposta dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata una perquisizione domiciliare a casa dell’insegnante dove sono state rinvenuti n. 18 gatti “mummificati”, nonché un gatto con il ventre squarciato; sono stati rinvenuti, inoltre, 12 gatti vivi ma in stato pietoso, nonché un cane meticcio. Durante la perquisizione era presente un noto veterinario di Piano di Sorrento, affermato per la sua professionalità e per la spiccata sensibilità nei confronti degli animali. Il Giudice, in un primo tempo aveva affidato gli animali rinvenuti alla Lega del cane, ma la Lega ha posto un rifiuto adducendo la mancanza di un “gattile”, cioè di una struttura idonea per gatti. Ed il cane?
Sappiamo che in Penisola Sorrentina non vi è mai stata una volontà politica di realizzare un canile consortile…figuriamoci un gattile!Visto il rifiuto della Lega il povero veterinario, “pressato”, pur non avendo una struttura adatta e pur non essendovi tenuto, ha accettato di custodire quelle povere bestie abbandonate, per quel “sentimento per gli animali” che ha dato origine alla legge 20 luglio 2004 n. 189 che ne punisce i maltrattamenti. Il dottore però (attualmente custodisce le bestie, provvedendo alla loro cura e sostentamento) ha difficoltà a gestire la cosa e così ha chiesto autorizzazione al Giudice, ottenendola, di poter affidare ad altri gli animali, almeno in parte; a questo punto si è rivolto nuovamente alla Lega per essere aiutato ma vi è stato un altro rifiuto. Sicché, a tutt’oggi, tutto l’onere grava sul prefato professionista. Quest’ultimo riferisce che in passato la insegnante de qua si era rivolta al suo gabinetto medico portandogli animali scuoiati, teste di cani, e sostenendo essere stati i suoi vicini per farle dispetto. Qual è la verità? Soltanto la Magistratura, della quale occorre attendere il responso, potrà accertare se la insegnante in parola sia colpevole o meno e di che cosa.
I fatti emersi, comunque, indipendentemente da chi li ha commessi, obiettivamente sono gravi, anzi gravissimi; mentre il Parlamento italiano, almeno per una volta, legifera in favore degli animali (e mi riferisco alla richiamata normativa 189/2004) sul piano pratico restano tutte quelle problematiche in danno di questi esseri indifesi: cani, gatti, etc; una chiara inefficienza di strutture, diserzione delle Istituzioni: Comuni, ASL ed anche delle Leghe, tutti per la verità risultanti assenti in momenti di necessità. Non si può contare sempre ed unicamente sulla “pietas” dei volontari, i quali, senza alcun riconosciuto merito, continuano a salvare cani abbandonati, gatti, etc rimettendoci di tasca propria e venendo anche osteggiati da chi non ha nessun sentimento per questi animali.
A che servono le leggi se poi, sul piano pratico, non trovano applicazione sia perché non esiste un esecutivo valido e sia perché, talvolta, il Legislatore non intravede e non precisa le fasi attuative della norma? Ma a chi volete che interessi tutto questo specialmente in questo particolare momento? Si obiettano problemi ben più seri…da ultimo l’attenzione pubblica è tutta galvanizzata dalle manovre finanziarie dell’attuale governo tecnico.
E così cani, gatti ed altri animali, venuti al mondo come fratelli minori, come soleva dire “il poverello d’Assisi”, continuano ad essere maltrattati e, si badi bene, i maltrattamenti non riguardano soltanto le percosse, le mutilazioni, le vivisezioni etc, ma “maltrattare” significa anche tenere gli animali chiusi in spazi ristretti, legati a corda corta, senza cibo né acqua e via discorrendo, e tutto all’insegna di una società cosiddetta cristiana !

Piano di Sorrento 13 dicembre 2011 (Avv. Augusto Maresca)

 
UMBRIA 24
14 DICEMBRE 2011
 
Perugia, cane segregato al buio e denutrito. Il proprietario denunciato per maltrattamenti
Denunciato anche un altro uomo, aveva messo un collare elettrico al cane

 
Segregato, denutrito, persino costretto a coricarsi sui suoi escrementi a causa di una catena troppo corta e in stato catatonico: sono le condizioni nelle quali è stato trovato uno sventurato cane vicino a San Nicolò di Celle e portato in salvo dai medici veterinari dell’Ausl n.2 di Perugia in collaborazione con la Lega Antivivisezione.
La segnalazione della Lav Il servizio veterinario è stato attivato in seguito alla segnalazione della LAV, che denunciava la presenza del cane ridotto in condizioni tremende. Una volta giunti sul luogo i veterinari hanno trovato un Setter Gordon, molto anziano, detenuto in condizioni di segregazione, in un sottoscala piccolissimo chiuso da una porta, con odore nauseabondo, al buio, legato a catena cortissima. C’erano due pentole, presumibilmente adibite a ciotole, completamente vuote.
Animale in stato catatonico L’animale era in uno stato simil-catatonico, magrissimo, le sporgenze ossee delle coste, della colonna e del bacino evidenti sotto il pelo sporco di notevoli quantità di feci rapprese. Quando Lord, (così è stato soprannominato il cane), è stato portato all’esterno ha mostrato fotosensibilità, ritraendosi dalla luce. Un tumore sulla palpebra inferiore dell’occhio destro aveva provocato una congiuntivite purulenta, un altro tumore enorme sulla zampa posteriore destra, delle dimensioni di oltre venti cm, procurava un’evidente zoppia e dolore.
Portato in clinica e curato Il cane è stato immediatamente posto sotto sequestro ed è stato portato al canile sanitario dell’azienda sanitaria, dove ha ricevuto le prime cure. Commovente il comportamento di Lord, che, una volta al sicuro, ha iniziato a scodinzolare e fare le feste a tutti. Inoltre Lord è stato anche operato e gli è stato asportato il grande tumore sull’arto.
Denunciato il proprietario Il proprietario ora dovrà rispondere alla giustizia: a suo carico, infatti, è scattata una denuncia penale per il reato di maltrattamento nei confronti del suo cane.
Cane con collare elettrico, altra denuncia Denunciato alla Magistratura anche il proprietario di un altro cane trovato mentre vagava in località Santa Sabina, con un collare elettrico. Il dispositivo, assolutamente fuorilegge, è usato da persone senza scrupoli per addestrare i cani, infliggendo loro enormi sofferenze ogni qualvolta disobbediscono.
 

CORRIERE DELL’UMBRIA
15 DICEMBRE 2011

Anziano setter costretto a vivere di stenti Liberato e curato dai veterinari della Asl2.
Il proprietario è stato denunciato per maltrattamenti. L’ animale era ridotto a uno scheletro e legato a una catena.

DERUTA (PG) - Denunciato per aver ridotto un cane a una larva, per averlo lasciato senza cure, senza cibo senza libertà di movimento. Denutrito, costretto a vivere tra gli escrementi, legato a una catena, con un tumore alla palpebra e un altro a una gamba. la vittima di tanta umana crudeltà è un povero setter anziano, dimenticato evidentemente dal suo proprietario che lo ha condannato a una vecchiaia così disperata. Lo hanno strappato a una lenta agonia i veterinari dell’Ausl 2, intervenendo a San Nicolò di Celle su segnalazione della Lega Antivivisezione. Quando sono arrivati, hanno trovato il setter Gordon segregato in un sottoscala piccolissimo. Accanto a quel mucchietto di ossa ambulante c’erano due pentole vuote. La bestiola appena portata all’esterno ha mostrato fotosensibilità, ritraendosi dalla luce. Ad aggravare uno stato già debilitato in maniera manifesta anche al buio, la scoperta di una congiuntivite purulenta provocata da un tumore sulla palpebra inferiore dell’occhio destro e di un altro tumore enorme sulla zampa posteriore destra, che causava zoppia e dolore. Lord, così è stato chiamato, è stato sequestrato e portato al canile sanitario dove è stato operato. Nonostante le sofferenze la bestiolina ha avuto la forza di scodinzolare ai suoi soccorritori, che adesso, dopo aver asportato i tumori, provvederanno a rimetterlo in forze. Il proprietario dovrà rispondere di reato di maltrattamento nei confronti del suo cane. Quello di Lord purtroppo non è un caso isolato. Sono ancora tanti, troppi, i cani tenuti in queste condizioni. Cani anziani ma anche giovani. Utilizzati per la caccia ma anche per una pseudo compagnia e poi dimenticati. Questi episodi vanno segnalati. Per interrompere queste sofferenze e punire chi le ha provocate.

 
ADN KRONOS
14 DICEMBRE 2011
 
Perugia - Vittime due cani, uno tenuto in condizioni igienico sanitarie precarie, denutrito, malato e in stato catatonico; l'altro aveva un collare elettrico, dispositivo fuorilegge usato da persone senza scrupoli per addestrare i cani, infliggendo loro enormi sofferenze ogni qualvolta disobbediscono

 
Perugia - Due uomini sono stati denunciati per maltrattamento di animali nella provincia di Perugia. Un primo cane e' stato ritrovato dai Medici Veterinari dell'Ausl n.2 di Perugia in collaborazione con la Lega Antivivisezione segregato, denutrito, persino costretto a coricarsi sui suoi escrementi a causa di una catena troppo corta ed era anche in stato catatonico. Il servizio veterinario e' stato attivato in seguito alla segnalazione della Lav, che denunciava la presenza del cane ridotto in tali condizioni. Una volta giunti sul posto i veterinari hanno trovato un Setter Gordon, molto anziano, chiuso in un sottoscala piccolissimo, al buio e legato ad una catena cortissima. C'erano due pentole, presumibilmente adibite a ciotole, completamente vuote. Il cane e' stato immediatamente posto sotto sequestro ed e' stato portato al Canile Sanitario dell'Azienda Sanitaria, dove ha ricevuto le prime cure. Commovente il comportamento di Lord, che, una volta al sicuro, ha iniziato a scodinzolare e fare le feste a tutti. Inoltre Lord e' stato anche operato e gli e' stato asportato il grande tumore su un arto. Il proprietario ora dovra' rispondere del reato di maltrattamento nei confronti del suo cane.
Denunciato anche il proprietario di un altro cane trovato mentre vagava in localita' Santa Sabina, con un collare elettrico. Il dispositivo, assolutamente fuorilegge, e' usato da persone senza scrupoli per addestrare i cani, infliggendo loro enormi sofferenze ogni qualvolta disobbediscono.
 
CORRIERE DELL’UMBRIA
15 DICEMBRE 2011
 
Collare elettrico per impartire gli ordini al proprio fido Un perugino finisce nei guai.
L’uso di simili strumenti è vietato nel nostro paese.
 

PERUGIA - Portava un collare elettrico al collo, per non disobbedire ai comandi, per fare quello che voleva imporgli il suo proprietario e per aggiungere alla sua vita da cane anche un po’ di disumana sopportazione. Lo hanno scoperto i veterinari della Asl 2 a Santa Sabina, mentre gironzolava forse in fuga da un proprietario che lo sottoponeva a simili sofferenze. Infatti quel tipo di collare, purtroppo utilizzato sia per addestrare i cani quando il compito viene affidato a persone senza scrupoli, sia per impedire alla bestiola di abbaiare, è fuorilegge. Non è giustificato insomma il prezzo che il cane deve pagare per diventare obbediente in paragone alla sofferenza che un attrezzo simile comporta, provocando in genere delle scosse non appena l’animale fa qualcosa che non deve fare. Il proprietario è stato rintracciato e denunciato alla Magistratura per maltrattamenti. Bisognerà vedere adesso che cosa farà del suo cane e se la denuncia sarà bastata a evitare che in futuro ci possa riprovare.

 
IL GAZZETTINO VENEZIA
14 DICEMBRE 2011  
 
La ricorrenza
NESSUNA GIUSTIZIA  PER QUEI CANI UCCISI
 
Il 12 dicembre di due anni fa, davanti alla basilica dei Frari, un giovane militare italiano ha ucciso a calci il cagnetto Baubo, intelligente e innocente creatura di 14 anni. La vicenda ha colpito la cittadinanza anche perché si sono scoperte su Facebook altre minacce ed aggressioni da parte di gruppi diversi collegati tra loro. L’uccisore di Baubo, che risultava membro di uno di questi gruppi, è stato individuato a conclusione delle indagini e deferito alla magistratura. Non è seguito, a quanto risulta, alcun esito di giustizia nei confronti del responsabile, che ha confessato la sua azione. Non vorremmo che il legame di tristezza e solidarietà, che - scalzando l’indifferenza - questa morte ha saputo creare, venisse vanificato da una sottovalutazione del caso in sede giudiziaria. Uccidere un animale è – ricordiamolo è un reato penale e, in molti casi, non è che il preludio ad azioni contro le persone. Baubo è stato ricordato in tutte le manifestazioni delle associazioni animaliste veneziane, assieme al maltesino Geremia, giovane bestiola affettuosa, uccisa l’anno successivo (in aprile) nel sestiere di Castello, durante una lite tra stranieri, dal lancio di una forbice che per poco non ha colpito la sua "proprietaria", che casualmente passava di là. Anche in questo caso la giustizia non risulta aver fatto ancora il suo corso, nonostante la precisa denuncia. Sottolineiamo questa ricorrenza del 12 dicembre con l’invito a non generalizzare in base all’identità degli aggressori – un militare italiano e degli stranieri – e a non fomentare alcun odio, ma a far tesoro del dolore che entrambe le vicende hanno portato per dare in entrambi i casi esempio di giustizia.
Cristina Romieri  Associazione Vegetariana
 
QUOTIDIANO DEL NORD
13 DICEMBRE 2011
 
Forestale Reggio sequestra cuccioli di cane importati illegalmente dall'Ungheria
 
Reggio Emilia - Quattro cuccioli di età inferiore ai due mesi, importati dall'Ungheria a fini commerciali, sono stati sequestrati in questi giorni dal Corpo forestale dello Stato.
Gli esemplari, un Cavalier King Charles Spaniel, uno Shih-Tzu e due Maltesi, erano stati importati da un 35enne ungherese che li aveva trasportati all'interno di due scatole di cartone presso un allevamento specializzato nella vendita, regolare, di cani provenienti dall'est europeo a Roncocesi, in provincia di Reggio Emilia.
Sono stati proprio i titolari dell'allevamento a mettersi in contatto con la Forestale per informarla delle irregolarità.
I cuccioli infatti, come si evinceva dagli stessi passaporti, avevano un'età sensibilmente inferiore alle 12 settimane, termine prima del quale non è possibile metterl i in commercio. Inoltre non erano stati sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie per legge, con conseguenti gravi rischi per la loro salute.
Gli agenti della Forestale hanno elevato sanzioni per complessive 2.600 euro nei confronti del responsabile e hanno effettuato il fermo amministrativo del suo veicolo.
Durante le operazioni è intervenuto anche il Servizio Veterinario che ha constatato per i quattro cani uno stato di salute complessivamente discreto. I cuccioli sono stati successivamente consegnati al canile comunale di Reggio Emilia in vista di eventuali future adozioni.
Sono tante le insidie che si celano dietro la vendita "facile", anche on line, dei cuccioli provenienti soprattutto dai paesi dell'Est, in violazione della Convenzione europea di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia.
Il Corpo forestale dello Stato invita i cittadini a prestare la massima attenzione alle modalità di offerta di cani, gatti e altri anima li di compagnia, e a segnalare al proprio numero gratuito di emergenza ambientale 1515 tentativi come questo di commercializzare cuccioli provenienti dall'estero con età inferiore alle 12 settimane, anche se accompagnati dai relativi passaporti.
 
GAZZETTA DI MANTOVA
13 DICEMBRE 2011
 
Tir si rovescia in strada Schiacciati venti vitelli
 
ACQUANEGRA (MN) -  Un camion carico di vitelli diretti al macello si è rovesciato ieri mattina sulla provinciale 67 a Valli di Mosio. Il tir con rimorchio si è adagiato su un fianco, schiacciando al suo interno venti bovini, la metà del carico. L’incidente, da cui l’autista è uscito illeso, ha avuto anche pesanti conseguenze sul traffico. La strada, infatti, in quel tratto è rimasta chiusa dalle cinque del mattino alle due e mezza del pomeriggio. Il tutto per consentire a vigili del fuoco, personale della Provincia, autogru e proprietari dei bovini di recuperare gli animali ancora vivi, rimuovere le carcasse, rimettere in strada il tir, quindi pulire l’asfalto. In aiuto sono intervenuti anche i carabinieri della Radiomobile di Viadana e la Protezione civile, che ha aiutato gli automobilisti ad imboccare strade alternative. Nonostante questo, la circolazione ha subìto forti rallentamenti per tutta la mattinata. Ma torniamo all’incidente. E’ successo alle cinque e venti in via Valli, a Mosio di Acquanegra, a poche decine di metri dall’incrocio per Mantova. Il tir, aveva appena caricato quarantadue vitelli carne bianca da una stalla della zona ed era diretto ad un macello dell’hinterland cittadino. Il carico pesante e in movimento, la strada scivolosa per la pioggia fine e la fanghiglia che si era formata, improvvisamente, il camion, finendo con le ruote sul ciglio, ha perso aderenza e si è rovesciato sul fianco. Gli sportelli non si sono aperti, quindi tutti i bovini sono rimasti all’interno del rimorchio, rovinando uno sull’altro. Ben venti vitelli su quarantadue sono rimasti schiacciati e, o sono morti all’istante, o in fase di recupero. Lo stesso autista, rimasto illeso, ha dato l’allarme e sul posto si è precipi tata subito una squadra dei vigili del fuoco di Mantova che ha lavorato fino alle otto per sgombrare la strada; terminato il turno, ha preso servizio la squadra dei pompieri di Viadana. Quindi sono arrivati carabinieri, protezione civile, i veterinari del distretto di Asola. La strada, come si diceva, è stata interrotta in quel tratto per tutta la mattina. Pompieri e veterinari hanno estratto dal camion i vitelli uno a uno; poi un altro mezzo ha caricato le carcasse, che ora andranno smaltite in appositi inceneritori. Solo alle due del pomeriggio, dopo che il personale della Provincia ha ripulito l’asfalto, la provinciale è stata riaperta ai veicoli.
 
IL GIORNALE DI VICENZA
13 DICEMBRE 2011
 
Incendio ad Agugliaro, i vigili salvano cagnolino con l'ossigeno

 
Agugliaro(VI). Ha commosso tutti l'immagine del cagnolino scampato alle fiamme e soccorso dai vigili del fuoco che gli hanno messo la maschera d'ossigeno per ridurne l'intossicazione. Senza l’intervento dei vigili del fuoco non ce l’avrebbe probabilmente fatta. Ora, invece, il cagnolino rimasto coinvolto in un incendio ad Agugliaro sta bene. L’anziano Mario Rindolli, tuttora ricoverato al San Bortolo, stava caricando la stufa quando è divampato il rogo. Forse una disattenzione, forse il carico eccessivo. I pompieri hanno messo in salvo il pensionato, spento le fiamme e si sono presi cura del suo cagnolino che ora, fortunatamente,  sta bene e aspetta il ritorno a casa del suo padrone.
 
GAZZETTA DI MANTOVA
13 DICEMBRE 2011
 
BUSCOLDO E MONTANARA (MN)
Spariscono altri gatti Indagini sulla razzia
 
Altri due. Anche loro spariti nel nulla. Mai rientrati a casa dopo il giretto del pomeriggio. Il giallo delle sparizioni dei gatti di Curtatone continua. Meno di una settimana fa, la Gazzetta aveva raccontato dei 18 felini inghiottiti dalla nebbia a Buscoldo nel giro di dieci giorni. Bene, da sabato altri due mici sono dispersi: uno, il diciannovesimo di Buscoldo, e un altro di Montanara.La Protezione animali, che in un primo tempo era stata cauta nel formulare ipotesi sulla vicenda, sembra ormai propendere per la razzia a scopo poco nobile. Cioè: qualcuno i gatti li mangia. Colpa della crisi o della disperazione, ma tant’è. Oppure li usa per farci gli abiti che ritroviamo nei mercati di paese. Pellicce da voltastomaco.Ma non solo. Nelle frazioni di Curtatone, come comprensibile, con il passare dei giorni si sta diffondendo una sorta di psicosi. Le fami glie non lasciano che gli amici a quattro zampe escano da soli. In paese girano le voci più disparate. La famiglia Zavattini, che è stata la prima a segnalare al nostro giornale lo strano caso dei felini volatilizzati, parla di ultrasuoni che vengono percepiti solo dai felini. I malviventi attirerebbero così i mici. Una cosa è certa: anche nel caso degli ultimi due esemplari, le sparizioni sono avvenute nel weekend. Il giorno preferito dai ladri di animali sarebbe il sabato, in particolare. Oltre alla guardie zoofile dell’Enpa, nei giorni scorsi si è fatta avanti anche l’associazione Gattorandagio: i volontari sono pronti a dare una mano e ad impegnarsi per cercare i mici, aspettano solo di essere contattati. L’impressione è che si debba fare in fretta. Sperando che non sia troppo tardi per riabbracciare il proprio micio.
 
IL GIORNALE DI TRANI
14 DICEMBRE 2011
 
Trani (BT), cane investito da un treno. Era impaurito dai petardi
 
Dal gruppo Facebook TraniSpia, un'altra brutta notizia scritta da parte di una cittadina tranese. Abbiamo chiesto alla frequentatrice del gruppo di poter rendere pubblico il suo sfogo e ha accettato. Purtroppo dobbiamo cominciare sin da ora a parlare di vittime dei botti, e il pieno delle feste deve ancora arrivare.Lo scenario della brutta notizia è il passaggio a livello di via Corato. Forse i residenti del quartiere Stadio conoscono bene il cagnolino che sostava sempre davanti alla Despar, questo cane ieri è stato investito da un treno."Questa povera creatura di certo era abituata a camminare per strada,con tutta l'esperienza da randagio che aveva... Ma qualcosa lo ha tremendamente spaventato tanto da farlo indietreggiare mentre passava il treno. Questo qualcosa che lo ha spaventato ha un nome: la pazzia dell'uomo che prova soddisfazione sparando petardi in mezzo ai binari" scrive l'ut ente del gruppo.Il cane ha perso molto sangue e non ce l'ha fatta."Il mio odio verso chi utilizza quella roba è aumentato a dismisura. Pensateci bene quest'anno. Per colpa vostra tante vite sono in pericolo. Ovviamente anche quelle povere persone che soffrono di problemi cardiaci" chiosa la ragazza che chiude amaramente la sua segnalazione.Ogni anno la cronaca nazionale si tinge di nero per gli "spari" che impazzano in ogni luogo delle nostre città e la Guardia di Finanza ha un gran da fare con tutti i sequestri di botti illegali. Speriamo di non dover più raccontare episodi di questo genere.
 
TRANI VIVA
14 DICEMBRE 2011
 
Scappa dai botti, muore sotto un treno
La brutta fine di un cagnolino
 
Trani (BT) - Martedì 13 dicembre, intorno alle 19.30, al passaggio a livello di via De Robertis è successo un fatto orrendo, che colpisce la sensibilità di chi ama gli animali. Un cagnolino, che sostava sempre davanti alla Despar di via Annibale Maria di Francia, è stato investito da un treno. La povera creatura era abituata a camminare per strada ma qualcosa lo ha tremendamente spaventato tanto da farlo indietreggiare mentre passava il treno.Questo "qualcosa" è l'idiozia dell'uomo: il cane è stato spaventato da alcuni petardi esplosi tra i binari ed è stato investito dal mezzo in movimento. L'animale ha perso molto sangue, dopo averlo visto gravemente ferito sono scappata via in lacrime. Stamattina ho saputo che purtroppo non ce l'ha fatta.Quest'anno, prima di buttar soldi e tempo con un gioco inutile quanto pericoloso pensateci dieci volte.
 
LA NUOVA FERRARA
14 DICEMBRE 2011
 
Ancora esche avvelenate Prosciutto killer per i cani
 
Alessandra Mura
 
Provincia di Ferrara - Una fetta di prosciutto arrotolata e abbandonata in mezzo all’erba. Un tesoro inaspettato per un cane portato a passeggio nella zona di via Copparo che, fiutata la ghiottoneria, si è subito avventato sul boccone. Per sua fortuna il padrone ha avuto la prontezza di intervenire e sottrargli l’involtino da sotto il muso. Una cautela che ha salvato la vita all’animale, perché quel bocconcino altro non era che un’esca avvelenata. Una della tante che le forze dell’ordine hanno poi trovato e recuperato in tutta l’area circostante nel corso dei successivi controlli. Sul caso è stata aperta un’inchiesta. La certezza del “sabotaggio” è arrivata nei giorni scorsi dalle analisi che il Servizio veterinario dell’Asl ha affidato all’Istituto Zooprofilattico provinciale: le esche erano state confezionate utilizzando l’endosulfan, un pesticida clorurato, sostanza molto tossica al punto da essere ora vietata in agricoltura. Le esche avvelenate, ben avvolte in fette di prosciutto, erano state disposte in un’area di via Copparo dove spesso i proprietari di cani portano a spasso i loro animali. Il padrone del cane “miracolato” si è poi rivolto alle forze dell’ordine per denunciare l’accaduto e l’Asl ha provveduto ad analizzare la sostanza. L’analisi ha confermato la natura velenosa delle esche, disposte allo scopo di intossicare o uccidere gli animali domestici, e sono ora in corso accertamenti giudiziari. Un caso che rimanda all’analoga vicenda segnalata lo scorso ottobre da alcuni residenti della zona tra le vie Byron e via Zirardini, vicino a corso Isonzo, dove erano state notati diversi granelli azzurro-verdognoli. I cittadini avevano deciso di tappezzare l’area “incriminata&rdquo ; con volantini per mettere in guardia i padroni di animali, portando la questione all’attenzione dell’Asl. Gli esami avevano poi rivelato che si trattava di carbammati, insetticidi usati in agricoltura.
 
GAZZETTA DI MANTOVA
14 DICEMBRE 2011
 
Regala 3 cuccioli al figlio Muoiono e scatta la causa
 
Giancarlo Oliani
 
PIUBEGA (MN) -  Cedendo alle richieste del figlio, la madre decide di acquistare un cucciolo di razza, un Cavalier King Charles Spaniel. Ma è malformato e l’allevatore lo sostituisce con un altro cucciolo della stessa razza, una cagnolina di nome Lilly. Anche questa , però, dopo poco tempo, s’ammala e muore. Per la terza volta il proprietario del canile va incontro alla cliente e le consegna la terza cagnetta. Che purtroppo, muore, come tutti gli altri. A questo punto la donna trascina l’allevatore davanti al giudice di pace per chiedere la restituzione della somma pagata (1945 euro) e il risarcimento del danno morale e biologico subito dal bambino per la morte dei cuccioli. Il giudice condanna l’allevatore che però ricorre in appello e, a distanza di sei anni, il tribunale di Mantova chiude la causa civile. Come? Siamo nel luglio del 2005 quando Emilia Barni, che abita a Legnano, in provincia di Milano, in occasione del compleanno del figlio di sette anni, decide di acquistare un cucciolo di razza prenotandolo all’allevamento “Piccolo Ranch” di Corte Selva a Piubega. L’acquisto del cagnolino avviene il primo settembre di quell’anno ma, sottoposto a controlli veterinari nei giorni immediatamente successivi, presenta serie malformazioni, tanto che l’allevatore non ha difficoltà a sostituirlo, nove giorni dopo, con un altro della stessa razza. Ma quarantotto ore dopo il cucciolo dà segni di evidente malessere. Viene ricoverato in una clinica veterinaria e il 18 dello stesso mese, muore. Il proprietario dell’alllevamento, Giuseppe Bandioli, viene informato e consegna una terza cagnetta. Niente da fare, anche questa dopo pochi giorni muore. L’autopsia eseguita al dipartimento di patologia animale dell’università di Milano evidenza la presenza di un’infezione acuta. La donna si rivolge al giudice di pace di Asola che condanna il Piccolo Ranch di Corte Selva, al pagamento di 1556 euro più 1363 euro per le spese processuali sostenute. L’allevatore ricorre in appello e la causa passa nelle mani del giudice Andrea Gibelli. Il giudice osserva come, nei primi due casi, tra le parti ci sia stato un sostanziale accordo e quindi sposta la questione solo sulla terza compravendita. Al riguardo nota come la malattia del terzo cucciolo sia stata accertata solo con l’esame necrospico ma la denuncia presentata sull’esito del test è avvenuta oltre il termine di legge. L’allevatore dal canto suo ha ritenuto sufficiente, davanti al giudice di pace, produrre il solo certificato veterinario dove si legge che la morte del cucciolo sarebbe derivata “da uno shock tossico secondario alla penetrazione di batteri a livello intestinale e a una polmonite”. Ma quel terzo cane proveniva dalla stessa cucciolata del secondo, già deceduto per malattia. Per il giudice Gibelli, hanno sbagliato entrambi e per questo ha compensato le spese tra le parti. Ognuno pagherà per se stesso.
 
IL CITTADINO
15 DICEMBRE 2011
 
Cornegliano L’animale, grave, è stato portato in una clinica; i testimoni, vicini di casa, per ora non vogliono esporsi  Un gatto preso a fucilate per “gioco”  Si teme una bravata, una volontaria farà denuncia contro ignoti 

Davide Cagnola

 
Cornegliano (LO) -  Per “gioco” sparano due colpi di carabina a un gatto randagio e lo riducono in fin di vita. È successo il 7 dicembre scorso alla Muzza di Cornegliano, ma solo ora la persona che per prima ha soccorso l’animale, Elena Della Giovanna di Lodi, ha deciso di rendere decisa ad andare dai carabinieri apubblico questo fatto gravissimo. È sporgere denuncia, ma nessuno dei testimoni è disposto a parlare e così dovrà farlo “contro ignoti”.La ricostruzione di quanto accaduto non è ancora del tutto chiara. Sembra che mercoledì scorso, nel pomeriggio, due ragazzi di 16 e 17 anni si siano ritrovati nella villa di uno di questi alla Muzza, nella zona alle spalle del Merca tone Uno. Stavano giocando al tiro al piattello con la Play Station, e più tardi avrebbero deciso di “rifare” quel gioco nella realtà. Cosi sono usciti in giardino con una carabina (non è chiaro se ad aria compressa o meno) e hanno cominciato a sparare. «Mi è stato detto che in genere mirano ai piccioni - aggiunge Della Giovanna -, questa volta invece hanno mirato una gattina che era entrata nel giardino». L’animale prima era nell’erba, poi è scappato sul muretto del cancello e lì è stato colpito. Due volte, alla schiena e al muso. «Quest’ultimo colpo gli ha perforato la bocca, l’orecchio, è sceso nell’esofago e ha bucato il polmone; l’altro invece si è conficcato alla base del collo».Ferito, l’animale si è trascinato rantolando nel cortile di una casa accanto, dove è stato trovato dai residenti. Questi hanno chiamato Della Giov anna. Lei, amante dei gatti pur non facendo parte di nessuna associazione, lo ha preso e lo ha portato a casa sua, dove se ne è presa cura per due giorni. Alla fine però, visto che la situazione precipitava, l’ha portato alla clinica veterinaria di via Defendente, dove si trova tuttora.«È incredibile che qualcuno, solo per divertirsi, possa fare una cosa del genere a un animale indifeso - aggiunge la volontaria -. I vicini di casa volevano portare i ragazzi alla clinica per fargli vedere cosa avevano fatto, ma un genitore avrebbe detto che di quell’animale non gli interessava nulla, mentre l’altro si è detto disposto a pagare le spese mediche». La radiografia fatta all’animale in clinica ha mostrato la presenza nel corpo di due piombini, a forma di freccia, che ancora non è stato possibile togliere.I testimoni, però, per mantenere buoni rapporti di vicinato, non vogliono fare la denuncia e così Ele na Della Giovanna, disposta ad andare fino in fondo, dovrà farla “contro ignoti”. Anche se non mancherà dire quello che sa ai carabinieri. Il reato in questo caso è “maltrattamento di animali”, punito dal codice penale con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3 a 15mila euro; le pene aumentano in caso di morte dell’animale.
 
TRENTINO
15 DICEMBRE 2011
 
Biri e Nina, due gatti scomparsi a Tenno forse vittime di bocconi avvelenati
 
TENNO (TN). Non è solo una richiesta di aiuto, quella che viene dai proprietari di due gatti scomparsi a Tenno, ma anche un campanello d’allarme per tutti i proprietari di animali domestici. Biro e Nina fino a venerdì scorso vivevano tranquilli in un appartamento in località Cesure. Nina, la gatta, prima di quel giorno non si era mai allontanata dal giardino di proprietà, recintato e sopraelevato; Biri, il maschio, era meno casalingo, ma non era mai stato a zonzo per più di una notte. Li hanno cercati ovunque, ma di loro non c’è traccia. Ora un ex cacciatore ha detto ai proprietari di dimenticarseli, perché in questo periodo in giro ci sono bocconi avvelenati. Ma la speranza è l’ultima a morire: chi avesse notizie di Biri e Nina è pregato di contattare lo 0464 - 500629.
 

MATTINO DI PADOVA
15 DICEMBRE 2011

 

Si intrufola in un giardino e tenta di rubare il cane
Arrestato dai carabinieri Samuele Magagna, pregiudicato di Conselve: è stato sorpreso dai militari mentre cercava di portare via l’animale

 


 


SAN PIETRO VIMINARIO (PD). Si intrufola in un giardino e cerca di rubare il cane. È così che un 39enne di Conselve, Samuele Magagna, pregiudicato, è stato sorpreso dai carabinieri della stazione di Tribano. E’ stato arrestato.Ieri mattina i carabinieri, in servizio di pattuglia, mentre passavano in via Cristo, a San Pietro Viminario , sono stati chiamati da un residente che aveva notato un uomo scavalcare una recinzione lì vicina. Così hanno sorpreso all’interno della proprietà privata indicata, accucciato vicino ad un cane, Samuele Magagna mentre tentava di infilargli un collare per portarlo via con sé.I carabinieri, bloccato il giovane, lo hanno perquisito trovando all’interno del suo zainetto un guinzaglio per cani in cuoio e, nascosto dentro lo stivaletto anfibio, un coltello a serramanico. Magagna, arrestato in flagranza, sarà processato per direttissima con l’accusa di tentato furto aggravato.

 

GAZZETTA DI REGGIO
15 DICEMBRE 2011

Trasporta bovini in condizioni sospette

SAN MARTINO IN RIO (RE) -  Stava trasportando nove bovini al macello ma, quando il camionista è stato fermato in via Stradone da una pattuglia della Municipale dell’Unione Pianura reggiana, è emersa una lunga serie di irregolarità. A cominciare dalla mancanza del documento di circolazione dell’autocarro e dagli penumatici lisci, per poi passare alle precarie condizioni in cui venivano trasportati gli animali. Gli agenti, infatti, si sono subito accorti che due delle nove vacche trasportate erano a terra: una di queste presentava una lesione a una zampa, una lesione all’orecchio e difficoltà respiratorie. L’autista, nel tentativo di farla rialzare, davanti agli occhi degli agenti ha utilizzato senza successo un pungolo elettrico: una pratica che, se svolta in modo scorretto, prevede una multa da mille a tremila euro, che in questo ca so è già scattata. Di fronte al conducente che mostrava un certificato medico di idoneità al trasporto dell’animale, redatto la sera precedente, gli agenti hanno fatto intervenire i veterinati dell’Ausl di Correggio che, dopo aver valutato lo stato clinico degli animali, hanno apposto i sigilli all’autocarro, per consentire ulteriori accertamenti nel luogo di destinazione degli animali e avviare una serie di indagini.

 

IL TIRRENO
15 DICEMBRE 2011

Brucia stalla, morte 200 pecore

MASSA. Ha tutta l’aria di essere doloso l’incendio che a Forno, in provincia di Massa, ha provocato una strage di pecore, agnelli e capre. Più di 200 animali sono arsi vivi. Una morte orribile per i poveri ovini e un danno che rischia di mandare in ginocchio il proprietario degli animali Evaristo Alberti, pastore di 45 anni. Gli sono rimasti tre pecore e quattro agnellini, accecati dalle lingue di fuoco. L’uomo li ha portati a casa e proverà a salvare almeno loro. I carabinieri stanno cercando di capire quali possano essere stati i motivi di un simile gesto.

 

LA REPUBBLICA
15 DICEMBRE 2011

Animali: guidava calesse con cavallo dopato nel siracusano, denunciato

Siracusa - A Noto, nel siracusano, un uomo di 47 anni di Avola, e' stato denunciato dalla polizia perche' sorpreso, sulla S.S. 287 Pozzallo-Noto, alla guida di un calesse trainato da un cavallo presumibilmente sotto l'effetto di sostanze dopanti. Gli agenti non escludono la possibilita' che si stesse organizzando una corsa clandestina. L'uomo deve rispondere di maltrattamento di animali. Il cavallo, fortemente irrequieto, aveva abbondanti tracce di schiuma bianca sul dorso. L'animale e' stato sequestrato ed affidato a personale dell'Unita' di Servizio Veterinario per gli accertamenti clinici. I poliziotti hanno inoltre accertato la presenza nella zona di persone note alle forze di polizia per aver partecipato a corse clandestine di cavalli e che quattro autovetture nella loro disponibilita' erano senza copertura assicurativa.

 
LA ZAMPA.IT
15 DICEMBRE 2011
 
L'odissea di un cammello e 78 cavalli stipati in un tir senza acqua né cibo
Bloccati al casello di Avigliana, il camion proveniva dall'Olanda
 
Settantotto cavalli e un cammello stipati, senza potersi muovere, nè bere, in un viaggio di migliaia di chilometri, sono stati scoperti dagli agenti della Polizia stradale alla barriera di Avigliana sull’autostrada A32 Torino-Bardonecchia. Il veicolo, che proveniva dall’Olanda, è stato sottoposto a fermo amministrativo e il conducente, che è trovato sprovvisto del giornale di viaggio, è stato multato di 18.000 euro.Il mezzo era privo del tetto coibentato, del sistema di controllo delle temperature, di quello di abbeveraggio e dell’impianto di ventilazione. Gli animali, controllati dal personale dell’azienda sanitaria di zona, sono stati portati in una stalla del Torinese per essere sottoposti ad accertamenti.
 
GAZZETTA DI MODENA
15 DICEMBRE 2011
 
Salvati piccoli germani reali: erano stremati e denutriti

Provincia di Modena - Sei piccoli germani reali appena nati e la mamma sono stati recuperati nei giorni scorsi dai volontari del Centro fauna selvatica Il Pettirosso nell'area del laghetto nei Giardini ducali. Gli animali giacevano immobili, stremati e denutriti (due piccoli sono stati trovati già morti) a causa della difficoltà di trovare in questo periodo gli insetti alla base della loro alimentazione. Solitamente, infatti, i germani nascono in primavera ma il caldo prolungato ha alterato le abitudini riproduttive di questa specie. Ora i germani sono accuditi nella sede del Centro fauna e saranno liberati in un parco pubblico nella prossima primavera.

 
LA NUOVA SARDEGNA
16 DICEMBRE 2011
 
Avvelenata con i suoi cuccioli
Killer di animali a Latte Dolce: indagano carabinieri e guardie zoofile

 

SASSARI. Scondinzolava felice in viale Coghinas fino a pochi giorni fa. Non aveva mai fatto male a nessuno la cagnetta incrociata con un pastore tedesco a cui qualcuno ha dato dei bocconi avvelenati. Un lumachicida che le ha provocato una morte atroce, dolorosa e lenta.  Se ne andava fiera per il quartiere con i suoi cinque cuccioli e in tanti le portavano da mangiare. Una mano assassina, in pochi giorni, ha ucciso lei e due dei suoi cinque figlioletti di quattro mesi. Un massacro, crudele, messo a segno a più riprese nel quartiere di Latte Dolce. Sono stati alcuni volontari dell'associazione Arpana a trovare i cani privi di vita e i bocconi di carne avvelenati. Il primo a trovare la morte è stato uno dei cuccioli. Quando i volontari l'ho hanno trovato era già morto e insieme a lui, agonizzante, c'era un altro cucciolotto. I volontari lo hanno portato dai veterinari della Asl e lo hanno salavato. Per il medico nessuno dubbio: i cani erano stati avvelenati. Pochi giorni dopo la mano assassina ha colpito ancora. A trovare una morte atroce è stata cagnetta, trovata morta nello spazio verde in cui i volontari le portavano da mangiare. Tutto intorno sono state trovate grosse quantità di cibo avvelenato. I prilievi eseguiti dall'istituto zooprofilattico hanno confermato i sospetti. Dell'episodio si stanno occupando da alcuni giorni le guardie zoofile del Comune, guidate dal comandante Salvatore Sale e i carabinieri.

 
TUTTO GRATIS
16 DICEMBRE 2011
 
Maltrattamento animali: pecora bastonata e uccisa da soldati americani

 
I maltrattamenti contro animali non avvengono, purtroppo, solo contro quelli domestici ma verso qualsiasi animale, purché sia debole e indifeso, insomma incapace di ribellarsi. Da qualche giorno sta facendo il giro della rete, un video, con delle immagini davvero crudeli, in cui un gruppo di soldati americani, si diverte a vedere un uomo prendere a bastonate una povera pecora. Delle scene davvero terribili, che ricordano il video in cui un gruppo di ragazzini, dopo aver legato un cagnetto ad una corda, si divertiva a filmarlo mentre andava a fuoco. In questo caso, cambiano i soggetti ma il divertimento sadico rimane invariato. Non più ragazzini ma uomini che dovrebbero essere al quanto responsabili e maturi, data la loro professione onorevole, che si divertono a colpire una povera pecora indifesa, con una mazza da baseball. Il povero animale, spinto da alcuni uomini, viene portato al centro della stanza. Neppure il tempo di fissare l’obiettivo sul povero animale che l’uomo, armato di mazza, inizia a sferrarle dei colpi violenti e secchi proprio sulle corna, stendendola a terra. La povera bestia prova a reagire e alzarsi ma non ci riesce, l’uomo sferra gli ultimi due colpi decisivi e la pecora, cadendo a terra, muore. Pare che il filmato sia stato girato proprio in Afghanistan, il mese scorso, in occasione della festa religiosa islamica del sacrificio. E dopo la polemica scoppiata sul web, in merito al video, c’è chi cerca di prendere le difese dei soldati, facendo notare che chi aggredisce l’animale non è un soldato. Sarà vero, ma i soldati, il cui compito dovrebbe essere di difendere gli indifesi, cosa fanno?
Attenzione, la visione di questo filmato potrebbe urtare la vostra sensibilità
http://attualita.tuttogratis.it/animali/maltrattamento-animali-pecora-bastonata-e-uccisa-da-soldati-americani/P131133/
 

LA ZAMPA.IT
16 DICEMBRE 2011

Pecora uccisa con mazza baseball, marines ridono

Un video-choc spunta da Youtube. In un filmato probabilmente girato in Afghanistan il mese scorso, una pecora viene uccisa con diversi colpi di mazza da baseball sul capo. Alla scena assistono alcune persone che sembrano essere soldati statunitensi. Nelle immagini l'animale viene spinto in uno stanzone da un uomo e un ragazzino, mentre un altro inizia a colpirlo violentemente sul capo. Il suono metallico della mazza da baseball che percuote il cranio della malcapitata viene intervallato dalle urla e risate divertite dei militari. Nonostante i primi sette violentissimi colpi inferti, l'animale riesce comunque a rimettersi in piedi e, barcollando, cerca una inutile via di fuga. Pochi istanti e il carnefice ritorna a colpirla: un'ultima dura e rapida sequenza di tre colpi che lasciano l'animale probabilmente senza vita sul pavimento mentre un soldato la trascina via per le corna.
VIDEO
http://multimedia.lastampa.it/multimedia/la-zampa/lstp/103733/ 

 

COMUNICATI STAMPA PIEMONTE
16 DICEMBRE 2011

Animali: sequestrati dalla Forestale presso l’Aeroporto di Venezia cuccioli provenienti dall’est europeo

Un’intera cucciolata, composta da sei cuccioli di Chihuahua di appena due mesi e mezzo di età, è stata sequestrata nei giorni scorsi presso l’Aeroporto Marco Polo di Venezia dal Nucleo Operativo CITES di Venezia del Corpo forestale dello Stato.
I cuccioli, ammassati all’interno di un unico trasportino ed in precarie condizioni di salute a causa dello stress, del freddo, della mancanza d’igiene e delle condizioni di trasporto, erano in possesso di un cittadino ungherese che li stava trasferendo per via aerea in una località del Sud Italia.I Forestali, intervenuti in prossimità dell’imbarco, hanno accertato che i cani erano sprovvisti di microchip identificativo, di passaporto individuale, di autorizzazioni all’introduzione nel territorio nazionale e di qualsiasi certificazione sanitaria comprovante che gli animali fossero stati vacci nati e sottoposti all’idonea profilassi sanitaria.
Inoltre non avevano raggiunto il limite di età di 12 settimane, dopo il quale i cuccioli possono essere sottratti alla mamma ed eventualmente avviati al commercio.
Gli esemplari sono stati affidati alle cure del Servizio Veterinario della ULSS 12 Veneziana mentre il loro trasportatore è stato denunciato per maltrattamento, detenzione di animali in condizioni incompatibili con la natura degli stessi e traffico illegale di cuccioli. Inoltre ha ricevuto una sanzione accessoria di oltre 1.000 euro relativa all’importazione dei cuccioli in assenza di valide documentazioni.
Dalle indagini, ancora in corso, sulla destinazione dei cuccioli è subito emerso che un annuncio relativo alla loro vendita circolava sulla rete internet con tanto di fotografia.
Le festività natalizie sono un momento particolarmente favorevole per il commercio di cuccioli di cane. Provengono per lo pi&ugr ave; dall’Est Europa da allevamenti improvvisati e privi di qualsiasi controllo igienico-sanitario, vengono spesso strappati prematuramente alle madri per poterne permettere la vendita nei primissimi mesi di vita. Sono cuccioli, frequentemente sottoposti a maltrattamenti e sofferenze, che alimentano un lucroso commercio illegale che spesso sfrutta la rete internet per i suoi traffici.

 

AGI
16 DICEMBRE 2011

DROGA: MODENA, DALLA PERQUISIZIONE SPUNTA ALLEVAMENTO ABUSIVO CANI

Modena - I militari irrompono in casa per una perquisizione e - oltre a trovare 35 grammi tra hashish e marjuana, 10 piante di canapa indiana, un bilancino di precisione e il materiale per il confezionamento delle dosi - scoprono, nel cortile, un allevamento abusivo di 32 cani di razza "pitbull terrier" e "beagle. Cosi', assieme all'arresto, scattano anche le violazioni amministrative per mancata registrazione all'anagrafe canina e omessa autorizzazione all'attivita' di allevamento di cani. E' successo nel modenese, dove i carabinieri di Serramazzoni, assieme al personale del Nucleo Cinofili di Bologna e del Nas di Parma, hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio un 31enne pregiudicato.

 
SASSUOLO 2000
16 DICEMBRE 2011
 
Allevamento abusivo di cani e droga in casa: nei guai a Serramazzoni un 31enne pregiudicato
 

Provincia di Modena - A conclusione di mirata attività d’indagine, i Carabinieri di Serramazzoni, unitamente a personale del Nucleo Cinofili di Bologna e del Nas di Parma, hanno arrestato per detenzione ai fini di spaccio un 31enne pregiudicato.A seguito di perquisizione domiciliare, l’uomo è stato trovato in possesso di sostanza stupefacente del genere hashish e marjiuana per complessivi gr. 35 oltre a 10 piante di canapa indiana, un bilancino di precisione e materiale idoneo al confezionamento delle dosi.Nel contesto, i militari hanno proceduto in via amministrativa nei suoi confronti contestandogli le violazioni per mancata registrazione all’anagrafe canina e omessa autorizzazione all’attività di allevamento di cani in quanto, in un’area cortiliva della abitazione perquisita, praticava allevamento abusivo di 32 cani razza “pitbull terrier e beagle”.

 

IL TIRRENO
16 DICEMBRE 2011

Cani maltrattati a Anderlino: ma per i vigili è tutto a posto

CARRARA. «Decine di segnalazioni di cittadini e di associazioni animaliste per cani maltrattati, ma per i vigili è tutto ok». È questo il tema dell’interpellanza presentata ieri in consiglio comunale dal consigliere della Destar Gianni Musetti. «Cani legati e abbandonati in un terreno poco vicino ai ponti dell’Anderlino, in una situazione veramente disumana. Ricoperti di fango, costretti a subire le intemperie e senza cibo - scrive Musetti - Alcuni gruppi animalisti li hanno notati dopo diverse segnalazioni di cittadini che abitano nelle vicinanze, ma nessuno è intervenuto se non le stesse ragazze delle associazioni, che si sono fatte carico di curarli e di portargli qualche cosa da mangiare. Sono intervenuti anche degli agenti della Polizia municipale, ma nonostante l’evidente caso di maltrattamento, nulla è stato fatto».«Sarebbe bastato - continua Musetti - fare un fax all’ufficio comunale preposto e all’Asl per intervenire prontamente, ma dal comando dei vigili non si è voluto provvedere. Io stesso ho chiamato i vigili e mi è stato riferito che, secondo loro, noi ci sarebbero stati gravi problemi e che la cosa si stava risolvendo da sola, con l’intervento degli animalisti che avevano convinto i proprietari a curare meglio i loro cani».«Non è questo il modo di agire - conclude Musetti - e le nostre autorità devono punire senza alcuna remora chi si è permesso di far soffrire così delle povere bestie indifese. Non si possono stampare i manifesti ed affiggerli in tutta la città, promuovendo l’ufficio preposto per i diritti animali, e poi chiudere un occhio su situazioni di questa gravità».

 

IL TIRRENO
16 DICEMBRE 2011

Tre cani scomparsi, è mistero
La proprietaria teme che i suoi breton siano stati rapiti

LUCCA. La derubata avanza il sospetto che possa essere un rapimento la misteriosa sparizione di tre cani di razza breton, spariti due notti fa dal recinto di un'abitazione a Torre sulla via per Camaiore. A dare l'allarme è stata la proprietaria il mattino successivo, quando si è recata a dar da mangiere alle bestiole e non le ha trovate più.  La signora Monica ha trovato il cancello delle gabbie dove dormono i suoi amatissimi quattro cani aperto. Tre di loro mancavano all'appello. C'era solo Samu, un cucciolo di 8 mesi che stava ancora dormendo. Nessuna traccia del vecchio Isac, 14 anni, Zara una cagnetta di sei anni incinta e Jack, fratello di Samu che il prossimo 21 dicembre compie otto mesi.  «Ho pensato di non avere chiuso bene la gabbia - racconta la signora Monica - e che gli animali giocando fossero riusciti ad aprire e fuggire nel giardino. Purtroppo dopo un più attento controllo ho notato che la rete vicino al cancello di accesso al giardino era stata sfondata dall'esterno, ed era stata rimossa anche una grata da cui si accede ad un viottolo che porta sulla via per Camaiore. Una serie di indizi che mi hanno messo in allarme, ma ho continuato a sperare che i tre cani si fossero allontanati e che ritornassero».  A quasi due giorni dalla sparizione la signora ha deciso di far denuncia ai carabinieri e ha lanciato un appello con la speranza che qualcuno sia in grado di fornire informazioni utili al ritrovamento dei cani. Il sospetto che si possa trattare di un rapimento è avvalorato dal fatto che i cani sono breton purissimi. I cuccioli che tra qualche settimana partorirà Zara potrebbero aver fatto gola a persone di pochi scrupoli. Cuccioli che hanno un prezzo fino a mille euro cadauno. Lo stesso per Jack, un cucciolo di 8 mesi. Diverso il discorso per il vecchio Isac con tutti i suoi acciacchi e un cuore molto stanco.

 
MILANO TODAY
17 DICEMBRE 2011
 
Via Bixio a Rho, strage di animali: quattro cani trovati morti nel parco
 
Rho (MI) - Quattro cani e diversi colombi sono stati trovati morti negli scorsi giorni nel parco di via Nino Bixio a Rho. Sotto accusa alcuni bocconi avvelenati trovati nell'area giochi dei bambini. Sono stati subito avvertiti gli agenti della polizia locale della città che ha subito provveduto a bonificare la zona.
Le associazioni animaliste non sono state a guardare. Aidaa - Associazione italiana difesa animali ed ambienti, ndr - tramite il suo presidente Lorenzo Croce hanno subito denunciato il fatto alla procura della repubblica di Milano. "Innanzitutto mi sia permesso ringraziare la polizia locale di Rho che dopo le segnalazioni dei cittadini è intervenuta tempestivamente per bonificare l'area - afferma Lorenzo Croce, che proseuge - ciò però non ci esime dal chiedere alla procura milanese un esame approfondito di quanto avvenuto per scoprirne le cause ed individuare e punire i responsabili".„Non si sa ancora chi ha gettato questi bocconi nell'area giochi. Lorenzo Croce - nella sua denuncia - non esclude che tale avvelenamento possa essere stato causato da una sbagliata operazione di disinfestazione dell'area nel corso delle normali operazioni di derattizzazione. Un pericolo scampato: le palline rinvenute sono piuttosto piccoli e facilmente scambiabili dai bambini per delle biglie. Per fortuna - bisogna dirlo - nessun bambino è stato male. Alessandro Gemme.
 

IL QUOTIDIANO ITALIANO LECCE
17 DICEMBRE 2011

Cani seviziati, shock: zampe e testa tagliate

STERNATIA (LE) - Dopo lo shoccante ritrovamento di un pitbull incendiato e abbandonato sulla strada come un rifiuto, in provincia di Lecce, un altro episodio si è consumato nelle campagne tra Sternatia e Zollino. Qui, è stata trovata una cagnolina a cui è stata asportata con un taglio netto la zampina sinistra anteriore. Al suo fianco, la madre a cui era stata tagliata la testa e un altro cucciolo morto e privo della zampina.Una scena terribile, impossibile da commentare. Il ritrovamento è stato fatto da un passante mentre faceva jogging. La cagnolina è stata subito soccorsa e operata. Rischiava infatti di morire per dissanguamento.Ora però sta meglio..[..]Nel frattempo, a causa di questi maltrattamenti sui cuccioli, è partita una denuncia al comando di polizia municipale di Sternatia, mentre le associazioni animaliste hanno iniziato il tam tam su Facebook.Ma perché seviziare questi poveri animali? Che male hanno potuto mai fare? In questo periodo si sentono troppi casi simili. Ad esempio, quello  di Sava  Qui un grosso cane è stato trovato morto con un foro alla testa provocato o da una pallottola o da un arnese appuntito. L’animale che era accudito dal personale e dagli studenti dell’Istituto professionale Itis di Sava è stato trovato senza vita davanti l’ingresso della scuola.E’ davvero così orribile sentire e vedere questa crudeltà. Anche i cuccioli hanno diritto di vivere e di ricevere tutto l’amore possibile.

 

IL RESTO DEL CARLINO
18 DICEMBRE 2011

 

Cani avvelenati, è allarme
Roberto Rovigatti (Federcaccia)
L’episodio avvenuto a Rosolina. L’appello: "Fate attenzione"

Rovigo - «UN CANE, un bracco tedesco femmina, è morto subito, gli altri tre sono ancora ricoverati alla clinica veterinaria di Chioggia e stanno lottando per non morire. Hanno mangiato dei bocconi avvelenati in località Campagna Mocenigo, a Rosolina. E’ un fatto gravissimo». A lanciare l’allarme è il presidente della Federcaccia Roberto Rovigatti: «La segnalazione è arrivata alla sede centrale di Federcaccia — spiega il presidente Rovigatti — perchè tutti i cacciatori devono essere assicurati contro gli incidenti di caccia. Tra questi è compreso anche l’avvelenamento dei cani. Perciò siamo venuti a conoscenza della cosa. E’ un fatto preoccupante — prosegue Rovigatti —. Finora non si era mai verificata una cosa del genere. Ma in questi ultimi tempi, almeno nella zona dell’Alto Polesine, stiamo registrando, sia nel territorio libero che in quello di ripopolamento, un fenomeno molto particolare: il totale degrado delle sponde e degli argini per colpa delle nutrie. Scavano delle vere e proprie voragini, invisibili, che però sono pericolose per i trattori dato che, al loro passaggio, si aprono improvvisamente sotto i cingoli buchi enormi. Forse quei bocconi avvelenati sono stati messi da qualcuno per combattere le nutrie. Ma non solo è illegale, è anche molto pericoloso. E il risultato lo abbiamo visto con l’incidente dei quattro cani. Come presidente di Federcaccia — conclude Rovigatti — non solo condanno fortemente tale irresponsabile comportamento, ma mi auguro che tali deprecabili azioni cessino, anche se intenzionalmente dovessero essere rivolte ad altri animali».L’avvelenamento dei quattro cani, tutti bracchi tedeschi, si è verificato due settimane fa. Domenica 4 dicembre due caccitori di Rosolina, con due cani ciascuno, sono andati a caccia nella valle Moceniga, in una zona boschiva al confine con una azienda venatoria. I seguaci della dea Diana cercavano di prendere delle beccacce. Dopo qualche tempo che erano in mezzo al bosco, con i bracchi che seguivano le tracce delle beccacce, hanno udito il guaire dei cani. Non c’è voluto molto a capire quello che stava succedendo: uno dei bracchi è morto subito, tra atroci sofferenze. Gli altri tre sono stati portati subito dal veterinario e sono ancora sotto flebo. I medici pensano di poterli salvare. Evidentemente qualcuno aveva messo dei bocconi tossici sul terreno, cosa vietata dalla legge tanto da incorrere in sanzioni penali.«E’ una cosa sgradevole — dice il past president di Federcaccia Arnaldo Pisetti —. La mia ipotesi — dice Pisetti che ben conosce il territorio di Rosolina — è che quei bocconi avvelenati siano stati buttati per uccidere le volpi. Sono tantissime e aumentano a dismisura, cacciando qualunque animale. Per l’‘Ambito 3, cioè la nostra zona, sono una vera e propria piaga. E’ possibile che qualcuno voglia eliminarle così, anche se è una pratica fuorilegge. Per questo bisogna allertare tutti i cacciatori che frequentano la zona a stare attenti a dove portano i cani. Ci potrebbero essere altre esche avvelenate».

 

IL GAZZETTINO
18 DICEMBRE 2011

Bocconi avvelenati in campagna…

Provincia di Rovigo - Bocconi avvelenati in campagna, due cani morti e due in gravi condizioni. È la denuncia che fa Roberto Rovigatti, di Federcaccia. L’episodio è avvenuto nel territorio di Rosloina. «Durante l’attività venatoria di due cacciatori, due dei loro quattro cani, dopo aver ingerito dei bocconi avvelenati, non hanno fatto in tempo ad arrivare vivi dal veterinario, mentre gli altri due rimangono in gravissime condizioni». Secondo Rovigatti «qualcuno ha collocato un prodotto fortemente tossico sul terreno, cosa vietata dalla legge, con sanzioni penali. Oltre a condannare fortemente tale irresponsabile comportamento, mi auguraro che tali deprecabili azioni cessino, anche se intenzionalmente dovessero essere rivolte ad altri animali, per esempio verso le nutrie».

 

IL GAZZETTINO
18 DICEMBRE 2011

ANIMALI IN AGONIA

Provincia di Treviso - Un toro morente legato per le corna a un palo senza acqua e cibo. Mucche, maiali, capre e galline lasciati nel degrado e costretti a bere l’acqua putrida nella quale galleggiavano i cadaveri di altri animali. Un imprenditore agricolo di Colfrancui di Oderzo è stato rinviato a giudizio per i maltrattamenti agli animali che teneva in un allevamento di San Biagio di Callalta, una specie di recinto degli orrori. L’uomo dovrà inoltre rispondere dell’accusa di aver gestito una discarica incontrollata di rifiuti.

 

IL GAZZETTINO
18 DICEMBRE 2011

Bestie in agonia nel recinto degli orrori
Un toro morente legato per le corna a un palo senza acqua e cibo. Imprenditore agricolo a giudizio

Provincia di Treviso - «Ha lasciato legato ad un palo per le corna un toro malato (quasi morente) e disteso a terra, privandolo anche di acqua e cibo»: è questa una delle accuse che la Procura di Treviso contesta all’imprenditore agricolo Elvio Salvador, 53 anni, di Colfrancui di Oderzo. Ma anche le altre contestazioni mosse all’uomo, che è difeso dall’avvocato Cristiana Polesel, sono agghiaccianti. Tra la fine dicembre 2009 e i primi giorni di gennaio del 2010 l’imprenditore agricolo di Colfrancui avrebbe sottoposto gli animali (mucche, tori, galline, capre e maiali) custoditi nell’allevamento di San Biagio di Callalta ad una vita insopportabile perché - secondo la ricostruzione sostenuta dagli inquirenti sulla base di alcune testimonianze e delle successive indagini dei carabinieri. Avrebbe infatti "imprigionato" le mucche - sempre per l’accusa - in un recinto senza acqua e cibo, le galline in un pollaio nel quale c’era solo dell’acqua putrida e sulla quale galleggiavano i cadaveri di altre bestie, e le capre senza cibo né acqua. Per questa condotta la Procura Trevigiana aveva contestato l’accusa di maltrattamenti d’animali a Elvio Salvador e il giudice, con decreto penale, gli inflisse una condanna di 6mila euro di multa, con i benefici. L’imprenditore si è però opposto e ha chiesto di affrontare il processo per dimostrare la propria innocenza.Nello stesso procedimento, dopo la riunificazione decisa dal giudice Michele Vitale, Salvador è chiamato anche a rispondere dell’accusa di aver gestito e organizzato una discarica incontrollata di rifiuti. I fatti - per l’accusa - accaddero alla fine del 2009 a Monastier, dove l’imputato avrebbe stoccato materiali non pericolosi alla rinfusa: da auto "disastrate" ad attrezzi agricoli, ma anche pvc, rifiuti edili, pneumatici, vetri, ferro, plastica e polistirolo. Per quest’ultima condotta il giudice gli inflisse una condanna a 3mila euro, ma l’allevatore ha presentato opposizione, sempre assistito dall’avvocato Cristiana Polesel.

 
ABRUZZO WEB
18 DICEMBRE 2011
 
INCIDENTE SULLA TERAMO-MARE CON CANI IN AUTO, UNO E' MORTO
 
TERAMO - Un incidente stradale è avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi sulla strada statale 80, prolungamento della A24, chiamata anche Teramo-Mare.Molti i veicoli interessati tra cui un'automobile e una Jeep coinvolti in un tamponamento.Per la Jeep, che trasportava quattro cani da caccia rimasti intrappolati dopo il sinistro, è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco.Uno dei cani è morto, due sono rimasti feriti e molteplici sono i danni causati dall'incidente alle vetture.Alcuni feriti anche tra i conducenti ma nonostante la gravità del sinistro non c'è stato nessun deceduto.Due chilometri di coda stanno occupando l'autostrada creando disagi alla circolazione ma "l'ingorgo sarà risolto a breve", assicurano tramite AbruzzoWeb i vigili intervenuti sul posto i nsieme a 118 e polizia stradale.
 
LA REPUBBLICA

19 DICEMBRE 2011

 

Cavalli, cani e bovini tra i rifiuti
sigilli alla masseria-lager, 2 denunce

Nella fattoria dell'orrore gli animali erano tenuti in una sorta di discarica, tra spazzatura, letame e carcasse di elettrodomestici. La scoperta degli uomini della forestale

 

 

Provincia di Bari - Hanno scoperto un vero e proprio lager per animali gli uomini della stazione di Alberobello del Corpo forestale dello Stato quando, impegnati in controlli nel territorio di Locorotondo, hanno trovato in una masseria di due anziani alcune baracche nelle quali si trovavano otto cavalli, quattro bovini, sette maiali, dieci capre, sei cani, conigli e polli, insieme con rifiuti di ogni genere, letame, carcasse di frigoriferi e lavatrici, ringhiere da balcone, tapparelle, reti da materasso, serrande, porte e finestre. Anche i due anziani vivevano in una catapecchia nella masseria.I cavalli erano tenuti nelle baracche fatiscenti, tra ferraglia e rifiuti di ogni tipo, mentre i bovini si adagiavano su cumuli di letame. In uno spazio di due metri per tre erano stipati tre vitelli, mentre le capre erano ammucchiate in una stalla improvvisata alta meno di un metro e mezzo e piena di letame. E se i suini bivaccavano in altre baracche, sei cagnolini erano costretti a dividere la gabbia con i conigli. Ai due anziani titolari della 'fattoria' è stata riscontrata ogni violazione alle norme che disciplinano la tenuta degli animali: questi erano tutti tenuti abusivamente senza autorizzazione e senza microchip. I due anziani, oltre che per maltrattamento di animali, sono stati anche denunciati per violazione della normativa ambientale in materia di rifiuti.

 
GEA PRESS
19 DICEMBRE 2011
 
Bari: con i cani scheletriti nelle gabbie per conigli
Intervento del Corpo Forestale dello Stato – scoperta stalla lager per uomini ed animali.
 
L’intervento non deriva da segnalazioni. Un controllo del territorio da parte del Corpo Forestale dello Stato, Stazione di Alberobello, in località Cocola nei pressi di Locorotondo (BA).  Venerdì scorso, intorno alle 17.00, l’attenzione dei Forestali è stata attirata da un gruppo di catapecchie. Impossibile pensare che tra quei rottami, potessero esserci degli animali. Figuriamoci ipotizzarlo per delle persone. Ed invece, una coppia di anziani coniugi, titolari dei numerosi animali ritrovati, ed un intera famigliola fatta di figli e nipoti. Poi, nelle stesse catapecchie, otto cavalli, quattro bovini, sette suini, conigli, polli e sette cani. Tutti magrissimi e destinati, cani a parte, al macello.I cani, 6 adulti e tre cuccioli, tutti meticci erano stati prelevati dalla strada ma considerato gli accumuli di escementi e gli spazi angusti (i cuccioli venivano tenuti in una gabbia per conigli) era meglio, commentano gli inquirenti, che non fossero mai stati presi. Alle condizioni igieniche disastrose anche la denutrizione. In alcuni cani si potevano contare le ossa, sottolineano i Forestali.L’arredo a completamento dei luoghi, era costituito da indescrivibili ammassi di rottami di frigoriferi, resti di balconi, tapparelle, lavatrici rotte, reti di materasso, serrande, porte, finestre e tanto letame. Forse, quest’ultimo, non intenzionalmente usato per completare quella che di fatto appariva come una discarica, ma comunque impossibile da non notare. Tutto abusivo, ovviamente, ivi compresa la detenzione di animali nessuno dei quali provvisto di certificati identificativi.Gli inquirenti stanno ora appurando in quale macello erano destinati, dal momento in cui l’uomo appariva assolutamente sincero anche quando gli increduli Forestali continuavano a domandargli cosa se ne facesse di animali così malandati e denutriti.Mentre i bovini erano adagiati sopra dei cumuli di letame, i cavalli erano detenuti nelle baracche tra ferraglie e rifiuti di ogni tipo. Tre vitelli, sempre tra il letame, languivano in uno spazio di appena sei metri quadrati. I caprini, invece, erano ammassati in una baracca piena di sterco, alta appena un metro  e mezzo. Tutti lì dentro, dentro la scatoletta di metallo.Scontata la denuncia per i due coniugi, oltre che per maltrattamento di animali, anche per la violazione di numerose norme sanitarie e sullo smaltimento dei rifiuti.
 
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
19 DICEMBRE 2011
 
Lager per animali scoperto nel barese
 
BARI – Hanno scoperto un vero e proprio lager per animali gli uomini della stazione di Alberobello del Corpo forestale dello Stato quando, impegnati in controlli nel territorio di Locorotondo, hanno trovato in una masseria di due anziani alcune baracche nelle quali si trovavano otto cavalli, quattro bovini, sette maiali, dieci capre, sei cani, conigli e polli, insieme con rifiuti di ogni genere, letame, carcasse di frigoriferi e lavatrici, ringhiere da balcone, tapparelle, reti da materasso, serrande, porte e finestre. 
Anche i due anziani vivevano in una catapecchia nella masseria. I cavalli erano tenuti nelle baracche fatiscenti, tra ferraglia e rifiuti di ogni tipo, mentre i bovini si adagiavano su cumuli di letame. In uno spazio di due metri per tre erano stipati tre vitelli, mentre le capre erano ammucchiate in una stalla improvvisata alta meno di un metro e mezzo e piena di letame. E se i suini bivaccavano in altre baracche, sei cagnolini erano costretti a dividere la gabbia con i conigli. Ai due anziani titolari della fattoria è stata riscontrata ogni violazione alle norme che disciplinano la tenuta degli animali: questi erano tutti tenuti abusivamente senza autorizzazione e senza microchip. I due anziani, oltre che per maltrattamento di animali, sono stati anche denunciati per violazione della normativa ambientale in materia di rifiuti.
 

BARI TODAY

19 DICEMBRE 2011

 

Masseria-lager a Locorotondo: animali allevati nella sporcizia
Animali allevati tra sporcizia e rifiuti, scoperta masseria-lager a Locorotondo“

 

Provincia di Bari - La scoperta fatta dagli agenti del Corpo forestale dello Stato: gli animali (cavalli, mucche, conigli) vivevano Una vera e propria masseria-lager in cui gli animali venivano allevati in condizioni insostenibili, circondati dal loro stesso letame e da rifiuti di ogni genere. E' la scoperta fatta oggi nelle campagne di Locorotondo dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato, che hanno denunciato i due anziani gestori della fattoria. Gli animali (otto cavalli, quattro bovini, sette maiali, dieci capre, sei cani, conigli e polli vivevano costretti in strette baracche, circondati da sporcizia, letame, e rifiuti di ogni genere: carcasse di frigoriferi e lavatrici, ringhiere da balcone, tapparelle, reti da materasso, serrande, porte e finestre. Tre vitelli erano costretti in uno spazio di due metri per tre, mentre le capre erano ammucchiate in una stalla improvvisata alta meno di un metro e mezzo e piena di letame. I cagnolini, poi, erano rinchiusi in gabbia insieme ai conigli. „Agli anziani titolari della masseria è stata contestata la violazione totale delle norme che disciplinano la tenuta degli animali (tutti tenuti abusivamente senza autorizzazione e senza microchip) e la violazione della normativa ambientale in materia di rifiuti.

 
GEA PRESS
19 DICEMBRE 2011
 
Destinati alla Sicilia i cuccioli sequestrati all’aeroporto di Venezia (fotogallery)
Indagini del Corpo Forestale dello Stato.
 
Il cittadino ungherese aveva pagato il biglietto comunicando la presenza del trasportino. All’interno di quest’ultimo, vi erano stipati ben sei cuccioli. Un impiegato dell’aeroporto di Venezia, ha però notato il passeggero,in procinto di imbarcarsi per la Sicilia, ed ha così avvisato il Nucleo Operativo Cites del Corpo Forestale dello Stato, in servizio presso l’aeroporto Marco Polo.Una nuova via del traffico di cuccioli. L’ungherese si è giustificato dichiarando che i cagnolini, sei chihuahua di appena due mesi e mezzo di vita, gli erano stati consegnati a Venezia ed era sua intenzione portarli in Sicilia presso casa di parenti. Gli inquirenti, invece, ritengono che l’aeroporto non era scelto a caso. I cuccioli, cioè, erano stati importati illegalmente dall’Ungheria e lo scalo rappresentasse la prima possibilità con volo diretto verso la Sicilia.I cuccioli, comunque, non erano occultati, e per loro era stato regolarmente pagato il trasportino. Le indagini sono ancora in fase di sviluppo, ma la Forestale è portata a supporre che lungo il percorso, ovvero prima della tappa finale della consegna ai proprietari, si celino allevatori e veterinari compiacenti che provvedono a fornire i microchip e la documentazione cartacea necessaria, tra cui il passaporto sanitario. I fatti sono avvenuti già alcuni giorni addietro, ma la Forestale ha comunicato oggi l’esito del sequestro.Il presunto trafficante è stato denunciato per traffico illegale di cuccioli, maltrattamento e detenzione incompatibile. Poi una sanzione di 1000 euro, per importazione dei cuccioli in assenza di valida documentazione.Le indagini, tutt’ora incorso, hanno portato ad individuare le foto di alcuni di questi cani esposte per la vendita sul web. 
VEDI FOTOGALLERY:
 
CORRIERE DEL VENETO
20 DICEMBRE 2011
 
MESTRE
Sei chihuahua stipati in valigia, scoperto traffico di cuccioli
E' successo al Marco Polo di venezia. I cani erano in pessime condizioni di salute e d’igiene, senza passaporto e vaccinazioni. L’uomo, un ungherese, è stato denunciato e multato
 
MESTRE (Venezia) - Stipati in un unico trasportino, sporchi, impauriti, infreddoliti e già in vendita nonostante non fossero ancora svezzati. Così il Nucleo operativo Cites del Corpo forestale ha trovato sei cuccioli di Chihuahua all’aeroporto Marco Polo, qualche giorno fa. Un cittadino ungherese stava imbarcandosi per la Sicilia quando un dipendente si è insospettito alla vista del trasportino e ha contattato Cites per verifiche. L’ungherese non stava tentando di trafugare i cani, aveva anche pagato il biglietto per il trasporto ma all’appello mancava tutta la documentazione necessaria per l’introduzione di animali in Italia. All’apertura della valigetta, gli agenti sono rimasti a bocca aperta. In un unico trasportino erano stipati in precarie condizioni di salute sei cuccioli di due mesi e mezzo. Immediatamente sono scattati i controlli e quando il Corpo forestale ha visto che le bestiole erano prive di microchip e di documentazione le hanno subito affidate all’Usl 12 ed è scattata la denuncia ai danni dell’ungherese. I Chihuahua non solo erano sprovvisti di passaporto individuale, delle vaccinazioni e delle autorizzazioni obbligatorie all’ingresso nella penisola ma erano stati sottratti alla madre prima del limite fissato dalle legge per la commercializzazione, ossia tre mesi. Invano, l’uomo ha tentato di difendersi. I forestali stanno ancora indagando ma da una prima ricostruzione dei fatti i piccoli erano già in vendita con tanto di fotografie pubblicate in internet. Oltre alla denuncia per maltrattamento di animali, detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura e traffico illegale di cuccioli l’ungherese ha ricevuto una multa di mille euro per importazione senza documenti. «Le festività natalizie sono un momento particolarmente favorevole per il commercio di cuccioli di cane», informa in una nota il Nucleo operativo Cites. Tante mamme e papà vogliono prendere un animale per la gioia dei piccoli di casa e per risparmiare non vanno negli allevamenti ma si rivolgono ai venditori del web. Non sanno però che i cani provengono da paesi dell’Est Europa e sono nati in allevamenti «spesso improvvisati e poco sicuri sotto il profilo igienico- sanitario», continua il Corpo forestale. Fatto ancora più drammatico, i cuccioli appena nati vengono tolti alle cure della madre e soffrono per maltrattamenti. Inoltre, si rischia di alimentare un traffico illegale che ha nell’aeroporto di Venezia il primo scalo utile per l’entrata in Italia. Ed è quanto le indagini stanno cercando di approfondire in queste ore. Non è la prima volta che il Corpo forestale intercetta emissari di organizzazione criminali che vendono cuccioli di razza illegalmente.
 
LA ZAMPA.IT
19 DICEMBRE 2011
 
Savona, cane intrappolato in una tana di volpe
L'intervento dei soccorsi andrà avanti a oltranza
 
LUCA MARAGLIANO


NELLA FOTO - Dea, salvata a Campochiesa

 
Bardineto Una storia che ricorda da quella di Dea, il giovane segugio rimasto intrappolato nei boschi di Albenga. E’ quella iniziata nel pomeriggio di ieri, in località Cormore, non lontano dal castello di Bardineto, dove Trip, un cane di razza Terrier, che fa parte di una muta appartenente ad un cacciatore di Balestrino, è finito in una tana di volpe, senza poterne più uscire.
Il cane, in realtà, potrebbe essere entrato nella tana già in mattinata, ma è solo nel pomeriggio che il padrone e i compagni della squadra di caccia si sono accorti di quanto accaduto. Quindi hanno iniziato a richiamarlo e solo quando si sono resi conto che il cane era bloccato, qualcuno, memore della storia della cagnetta Dea, ha pensato di avvertire il Soccorso alpino.
Sul posto è quindi intervenuta una squadra di sette uomini, insieme ai tecnici del Gruppo di lavoro disostruzione. Ma sin da subito, le operazioni di soccorso sono risultate particoalrmente complesse, tanto che gli esperti, una volta valutata la situazione, hanno subito iniziato a far brillare una prima serie di microcariche esplosive per allargare la tana dove il cane è rimasto intrappolato.
Un intervento che, hanno spiegato ieri sera soccorritori, andrà avanti ad oltranza e che potrebbe continuare anche oggi, quando a supporto dei disostruttori di stanza a Millesimo, potrebbero arrivare anche altri colleghi dal Piemonte, gli stessi che avevano liberato la cagnetta Dea a Campochiesa, nei boschi di Albenga.In quel caso il cane da caccia, di circa un anno, di proprietà di Corrado Parodi, era stato smarrito nel pomeriggio di mercoledì 13 ottobre, ancora una volta al termine di una battuta al cinghiale. Il segugio maremmano si era infatti infilato nella buca scavata da un tasso, rimanendo bloccato in profondità, ma continuando ad abbaiare, motivo per cui il padrone lo aveva sentito dopo due giorni di ricerche. E anche in quelò caso, per liberare il cane era stato necessario l’intervento del gruppo dei disostruttori, che con altri due giorni di lavoro serrato erano riusciti ad aprire un cunicolo a recuperare Dea, spaventata e allo stremo delle forze, ma viva. Un lieto fine, insomma, così come si spera ce ne possa essere uno anche a Bardineto, per Trip e il suo padrone.
 
CORRIERE ADRIATICO
19 DICEMBRE 2011
 
Sono stati soccorsi dai vigili del fuoco
Tratti in salvo due cani intrappolati nel cunicolo
 
Potenza Picena (MC) -  Due cani di razza Beagle sono stati salvati dai vigili del fuoco. Un intervento difficile quello del personale del distaccamento di Civitanova, entrato in azione ieri mattina, poco dopo le 8, a seguito di una chiamata del proprietario. Si tratta di un civitanovese che, insieme ai suoi due fedelissimi amici a quattro zampe, era impegnato in una battuta di caccia alla volpe. I due cani - Luna e Stella i loro nomi - inseguendo una volpe ferita, si sono infilati in un cunicolo, sotto un cavalcavia stradale in contrada Asola, nel territorio del Comune di Potenza Picena.
Il proprietario ha atteso diverso tempo, nella speranza che i cani riuscissero da soli a risalire in superficie. Ma visto che di loro non c’era più traccia, ha dato l’allarme. Sul posto, nel volgere di pochi minuti, sono intervenuti i vigili del fuoco di Civitanova, che si sono anche avvalsi della collaborazione di una ditta specializzata in movimento terra per l’utilizzo di un escavatore. Alla fine i vigili del fuoco sono riusciti a raggiungere i due cani rimasti intrappolati. Luna e Stella hanno 7 anni e se sono ancora vive è grazie ai pompieri.
Tra l’altro, gli stessi vigili del fuoco, questa a volta a Civitanova Alta, sono dovuti intervenire per recuperare un bellissimo pappagallo, volato via da casa. I vigili lo hanno trovato su un cipresso vicino al cimitero. E’ stato un lavoro piuttosto difficile, anche perchè l’uccello era molto pesante. Due interventi che confermano l’impegno totale dei pompieri nei confronti di chi è in difficoltà. Anche degli animali.
 
ATTUALISSIMO
20 DICEMBRE 2011
 
Infermiera picchia cane a morte, vicino la riprende: polizia non interviene e lui pubblica il video
Picchiato fino alla morte: questa la tragica fine di uno Yorkshire Terrier, ucciso dalla sua padrona. La donna ora rischia fino a tre anni di carcere. La storia ha avuto risonanza mediatica, dopo la pubblicazione del video delle violenze da parte di un vicino di casa.
 
Un’infermiera brasiliana è stata ripresa da un vicino mentre picchiava ripetutamente un cane, morto a causa dei danni subiti a seguito delle percosse. Il video è stato pubblicato su YouTube. L’inquietante filmato mostra Camila de Moura mentre picchia uno Yorkshire Terrier, sotto gli occhi della figlia di appena 18 mesi. La donna vive a Formosa, in Brasile. Nonostante il vicino l’avesse denunciata alla Polizia locale, la donna non è stata arrestata. Per questo motivo, l’uomo, indignato dalla mancata punizione della De Moura, ha pensato di pubblicare online lo scempio filmato con la videocamera.Sconforto anche da parte del popolo della rete che, grazie ad una protesta della nazione, ha fatto aprire l’indagine. La causa è stata sostenuta da diversi gruppi nati su Facebook, che hanno radunato tantissime persone per firmare una petizione online. Dopo la protesta nazionale l’indagine è stata subito lanciata, dato che decine di migliaia di persone si sono iscritte a pagine di Facebook - come la pagina “Mobilização contra Camila Corrêa Alves de Moura Araujo do Santos“, da più di 23.000 adesioni - o hanno firmato una petizione online chiedendo che l’infermiera ricevesse una giusta pena. Quando gli ufficiali sono arrivati ​​a casa della donna, la Moura ha giustificato l’uccisione del cane dicendo che quella era “una brutta giornata, in cui mi è venuto un attacco di nervi a causa di diversi problemi familiari”. Il cane è stato trovato in gravissime condizioni ed è deceduto dopo due giorni di agonia. De Moura, che è sposata con un medico, ha ricevuto oltre 40.000 minacce di morte, secondo il suo avvocato Gilson Afonso Saad. Come ha riferito, il quotidiano Correio Braziliense: “È umanamente impossibile per lei rimanere in casa sua. Il suo condominio è stato circondato da una folla che ha iniziato a lanciare pietre. Ci sono persone che pagherebbero per vederla morta”. Le minacce si sarebbero estese anche al marito e alla figlioletta. La donna rischia un anno di galera per crudeltà sugli animali. La pena potrebbe aggravarsi per il fatto che anche la bambina ha assistito alla violenza.
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Di seguito, il video, la cui visione è sconsigliata soprattutto alle persone particolarmente sensibili.
 
GIORNALETTISMO
20 DICEMBRE 2011
 
Il video dell’infermiera che ammazza di botte il cane
I vicini di casa la filmano e, al rifiuto della polizia di procedere, postano il video online
 
Un’infermiera brasiliana è stata filmata mentre picchiava ripetutamente un cane, poi morto a causa delle percosse, e dopo la pubblicazione su YouTube del video è costretta a nascondersi. Il filmato di Camila de Moura che percuote lo Yorkshire Terrier di fronte alla figlia di 18 mesi è stato girato da una vicina che abita nello stesso condominio a Formosa. Inizialmente consegnato alla polizia locale, la vicina lo ha caricato online per la frustrazione: l’infermiera, come racconta il Daily Mail, non è mai stata perseguita per quanto ha fatto.
LE REAZIONI - Dopo lo scatenarsi di una protesta a livello nazionale, è stata aperta un’indagine, mentre centinaia di migliaia di utenti si sono uniti in gruppi su Facebook o hanno firmato una petizione online chiedendo che l’infermiera 22enne venisse assicurata alla giustizia. Quando gli ufficiali di polizia sono arrivati a casa della de Moura, la donna ha cercato di giustificare le sue azioni sostenendo di aver avuto ‘una brutta giornata, avendo avuto alcuni problemi familiari e un attacco di nervi’.
 
FANO INFORMA
20 DICEMBRE 2011
 
Violenze sui cani: pastore tedesco ucciso con un colpo di pistola e meticcio gettato dall'auto in corsa
 
Fano (Pesaro Urbino)- E' stato ucciso senza motivo, con un colpo di pistola alla testa un pastore tedesco di 12 anni, affetto da una leggera displasia ma in perfetta salute. Il cane, era stato affidato dal proprietario ad una ragazza che viveva nei dintorni di Fano e che la scorsa settimana lo ha rapito, senza il consenso dell'affidataria per ucciderlo. L'uomo, un anziano, residente nei dintorni di Fano stava premeditando il crudele gesto, per il quale non c'era alcun motivo dato che la ragazza non chiedeva nemmeno le spese per il mantenimento, da tempo e dopo aver soppresso il povero animale lo ha sepolto nella proprietà di un conoscente. Sono state le guardie zoofile dell'associazione Antana per la difesa degli animali a scoprire e a denunciare  il grave accaduto alla Magistratura. L'anziano ora rischia dai 3 ai 18 mesi di carcere e probabilmente dovrà pagare anche una multa. L'altro episodio di violenza inaudita su un cane riguarda un meticcio. Il povero cagnolino è stato gettato dal finestrino di un auto in corsa di colore bordeaux lungo l'autostrada. Il povero cane, spaventato si è messo a correre all'impazzata. L'intervento della polizia e dei vigili del fuoco ha permesso di metterlo al sicuro.
 
SANREMO NEWS
20 DICEMBRE 2011
 
Sanremo (IM): un nostro lettore denuncia una serie di rapimenti ed uccisioni di gatti in via Padre Semeria
"La zona è continuamente sottoposta ad efferate sottrazioni ed eliminazioni di gatti che vivono in questo quartiere".

CARLO ALESSI

 
Un nostro lettore di Sanremo, Mirco Rossato, ci ha scritto in relazione a diversi episodi di 'criminalità animale', verificati in via Padre Semeria: "La zona è continuamente sottoposta ad efferate sottrazioni ed eliminazioni di gatti che vivono in questo quartiere. Nel giro di due settimane, dal 2 dicembre a ieri, sono spariti vicino alla Telecom ben 5 gatti addomesticati e viventi presso famiglie che avevano nei loro confronti attenzioni e cure infinitamente amorevoli. Tutti sappiamo, almeno noi che abbiamo una sensibilità ed un cuore  verso questi fantastici soggetti che chiamiamo 'animali' (ma che sappiamo bene valgono molto al di sopra di certa 'spazzatura umana', che la compagnia che ci danno e l'amore che ci offrono, sopprattutto per coloro che sono soli... è infinitamente grande. Visto il ripetersi di questi episodi 'criminali' con una certa frequenza, è mai possibile che il comune non tuteli la vita di qusti soggetti così indispensabili a tante persone con telecamere nelle varie zone di via Padre Semeria? E'mai possibile che i vari Assessori non capiscano questo problema? Ma in quale 'aridità culturale' vive questa città? Ringraziando coloro che vorranno rispondermi e proporre delle soluzioni per questo gravissimo problema che causa a centinaia di abitanti di Sanremo sofferenze indescrivibili, auguro a tutti coloro che amano questi fantastici esseri un Buon Natale e che non accadano mai più questi crimini contro gli animali!"
 
AGI
21 DICEMBRE 2011
 
ANIMALI: UCCIDE A CALCI CANE TROPPO VIVACE, MESSINESE DENUNCIATO
 
Messina - E’ morto tra le braccia della padrona, accorsa per soccorrere il proprio cane ormai esanime a terra dopo essere stato colpito ripetutamente con ferocia dal vicino di casa. Un volpino bianco e nero che abbaiava troppo e non stava mai legato - queste le motivazioni sostenute - non ha avuto scampo quando il vicino, un bracciante agricolo di 54 anni, residente a Tortorici, lo ha dapprima bloccato e poi preso a calci sul capo fino a finirlo. Poi, vistosi scoperto dalla proprietaria dell’animale, l’aggressore e’ scappato via. Dopo averlo rintracciato, gli agenti del posto fisso di Polizia di Tortorici lo hanno denunciato per il reato di uccisione di animali previsto e punito dall’articolo 544 bis del codice penale per chiunque provochi la morte di un animale per crudelta’ e senza necessita’.
 
LA REPUBBLICA TORINO
21 DICEMBRE 2011
 
Cagnolino preso a calci risarcito il padrone
Sentenza della Cassazione per una storia avvenuta cinque anni fa a Balangero. Ai proprietari del cane 300 euro per il dolore
 
Torino - Dalla Cassazione arriva una sentenza che alle persone vigliacche, violente con i cani degli altri, farà perdere il vizio di maltrattare gli amici più fedeli dei bipedi umani. Un uomo di 71 anni, Domenico G.C., è stato infatti condannato, innanzi alla Suprema Corte, alla multa di 200 euro e a risarcire con altri 300 euro il dolore patito dal cagnolino dei vicini che aveva preso a calci ammettendo anche di averlo fatto. Senza successo l'imputato ha cercato di evitare la condanna "per danneggiamento di animale altrui" sostenendo, in Cassazione, che il cane da lui "sbattuto a terra e preso a calci" non aveva riportato alcun "danno giuridicamente apprezzabile", e nessun "deterioramento".Ma i supremi giudici hanno fatto carta straccia di questa tesi e hanno replicato che "la sintomatologia rilevata al momento della visita da parte del veterinario era dimostrativa di un processo patologico ancora in corso, come tale integrante malattia e quindi deterioramento". Durante la visita, il dottore aveva riscontrato "dolorabilità del cane a livello del carpo sinistro e della zona mandibolare sinistra". La circostanza che l'animale picchiato nonostante le botte prese dal vicino continuasse a "gradire le sue coccole", circostanza raccolta dalla difesa del 'picchiatore', non è stata presa in nessuna considerazione dai supremi giudici. Ora Domenico G.C., che aveva già avuto contrasti con i vicini, dovrà pagare anche le spese di giustizia anticipate Laura S. e Stefano T., padroni della 'vittima' a quattrozampe. E' stato così confermato il verdetto emesso dal Tribunale di Torino lo scorso 17 febbraio che, a sua volta, aveva convalidato la pronuncia del Giudice di Pace. La vicenda è avvenuta a Balagero il 19 luglio del 2006.
 
GEA PRESS
21 DICEMBRE 2011
 
Roma: cuccioli e combattimenti tra cani
Il clamoroso risvolto del sequestro di Colonna.

 
GEAPRESS – Vi è un risvolto inedito nel sequestro di cani avvenuto alcuni giorni addietro, grazie all’intervento del NIRDA del Corpo Forestale dello Stato, a Colonna in provincia di Roma. Cani da compagnia, Pechinesi, Jack Russel, Cocker . Animali probabilmente provenienti dall’estero e destinati alla vendita. Condizioni igienico sanitarie indescrivibili ed un precedente a dir poco inquietante, anche sotto il profilo della reale efficacia del nostro sistema giuridico, tanto osannato quanto fonte di probabili insuccessi.Una delle due persone denunciate a Colonna, aveva già subito un sequestro nel 1998 ed era stato imputato del reato di cui al vecchio articolo 727 sul maltrattamento. Allora aveva 57 anni e di professione faceva l’impiegato. Poi, forse per hobby, allevava. Gli vennero sequestrati, Pit bull terrier, Rottweiler, Dogue de Bordeaux, Bull mastiff. Dal quel sequestro nacque la campagna di affidamento ed adozione della LAV, la quale ottenne i poveri animali in custodia giudiziaria. Venne abbinato pure il numero SOS combattimenti (poi soppresso). Si scatenò una gara di solidarietà con i certificati di adozione rilasciati nel corso dei banchetti. Brigitte e Leonardo, rispettivamente tenerissima pitbullina e un bel maschietto tutto bianco con le orecchie tagliate, molto tranquillo ed affettuoso, divennero i simboli dell’iniziativa. La LAV impostò la campagna per l’adozione di quei cani con il sospetto che potessero essere serviti per i combattimenti. Poi, però, qualcosa andò storto e l’imputato, ovvero la stessa persone del sequestro di Colonna, richiese i cani indietro.Contrariamente a quanto si crede, il sequestro è solo un passaggio temporaneo di consegne. Per togliere definitivamente dalle mani dell’imputato ogni possibilità di rivendicazione dei cani, occorre la confisca. Se il reato incappa nei tempi di prescrizione, oppure l’imputato viene assolto, il “bene” può tornare indietro. R.P., questo il nome dell’attuale imputato, si impuntò in modo particolare per due cani, che coincisero essere quelli simbolo della campagna LAV. Vennero, pertanto, senza clamori consegnati al tipo.Occorreva  una legge che riconosceva il reato di maltrattamento e uccisione di animali. Occorreva una legge che puniva chi faceva combattere i cani. Così si disse, e la legge arrivò, bene o male, nel 2004. Era la numero 189.Probabilmente, però, neanche un imputato per combattimenti tra cani, avrebbe granché da temere da questa legge. Può essere, infatti, condannato per “combattimento tra cani” solo chi promuove, organizza o dirige. Non, cioè, chiunque a qualsiasi titolo coinvolto, come potrebbe essere ad esempio per un allevatore.  Tutte qualifiche molto difficili da individuare, salvo forse dimostrare che chi alleva, di fatto promuove i combattimenti. Ipotesi, comunque, tutta da dimostrare.Cosa rischia, oggi, chi a qualsiasi (altro) titolo è coinvolto nei combattimenti? Solo il reato di maltrattamento. Nulla di specifico, dunque, anche perché a parte le dicerie sul fatto che chi maltratta gli animali finisce in carcere, questo non corrisponde alla realtà. Se ad esempio si ferisce un gatto, come realmente successo, con un fucile ad aria compressa o di altro tipo, i pochi giorni di arresto sono dovuti all’eventuale uso dell’arma non denunciata (per quella ad aria compressa deve essere superiore ai 7,5 Joule) e non certo per il ferimento o la morte dell’animale.Nel caso di quest’ultimo reato, ovvero la morte dall’animale, la gravità di quanto previsto dalla legge, è abnorme. Non sono previste pene pecuniarie, ma la sola reclusione da quattro mesi a due anni. Peccato, però, che per farsi un giorno di carcere a condanna avvenuta (per il maltrattamento e l’uccisione non vi è la possibilità di arresto in flagranza di reato) occorre una pena minima di quattro anni. Tutti a casa dunque. E’ già successo ed in numerosi casi. Per gli imputati che sgozzavano animali per il rito della Santeria ad Udine, ad esempio. Non è un rito satanico, come qualcuno ha detto allora, ma una religione sincretica nata dalla fusione di credenze africane ed il nuovo culto portato in America centrale dagli spagnoli. I due imputati, poi condannati, sgozzavano e decapitavano galline, capre ed altri animali. All’inizio vennero accusati di decapitare cani, ma probabilmente non erano stati loro. Ad ogni modo vennero condannati a due mesi, di libertà. La pena prevista, è infatti troppo bassa.Stessa sorte è toccata al giovane di Trieste che aveva prima ucciso il proprio cane e poi gettato in mare il corpo dell’animale incatenato con dei pesi ginnici (nella foto). Al processo annunciarono la costituzione di parte civile sia l’ENPA che la LAV, ma servì a poco. Il giovane decise di patteggiare, ed è stato condannato a due mesi e quindici giorni, ovviamente (anche qui) di libertà. Stesso probabile destino per i poveri cani morti annegati, dopo giorni di pioggia intensa, nel canile costruito abusivamente vicino ad un fiume in provincia di Ancona e lasciati incustoditi nonostante la piena. Insomma, continuando così, è probabile che di queste storie ne sentiremo ancora tante. Solo chi non ha granché da perdere, ovvero pregiudicati per gravi e recenti reati, rischiano una pena severa, che comunque difficilmente potrà essere superiore a pochi mesi.
 
TUTTO GRATIS
21 DICEMBRE 2011
 
Cane ucciso dal padrone, era troppo vecchio
 
Provincia di Pesaro Urbino - Rischia da tre a 18 mesi in carcere l’uomo che senza un motivo apparente avrebbe sparato in testa al proprio pastore tedesco. I peggiori maltrattamenti avvengono sempre da padrone verso il proprio animale. Il brutale episodio si sarebbe verificato a Fano, quando il cane felice di rivedere il suo padrone, gli è corso incontro. Ma non avrebbe mai pensato che il suo migliore amico, il suo fedele amico lo avrebbe tradito. Pare proprio che l’uomo, ricorrendo ad un’arma da fuoco utilizzata per uccidere i maiali, abbia sparato in fronte al cane, uccidendolo. Il motivo di un folle e inspiegabile gesto? Nessuno. Solo dopo alcune insistenze da parte della polizia, l’uomo anziano avrebbe dichiarato di averlo fatto solo perché il cane era anziano. Ma non era il caso lasciare che la natura compiesse da sola il suo corso? Inoltre il cane da tempo ormai era passato alle cure di una giovane ragazza, che mai si era permessa di chiedere qualcosa al vecchio proprietario.Il pastore tedesco poteva essere un po’ vecchiotto, dati i suoi 12 anni, ma nonostante la sua displasia, sembrava godesse di ottima salute. Un episodio davvero inquietante, soprattutto se si pensa al fatto che tempo fa l’anziano uomo aveva avvertito la ragazza dicendole che avrebbe ucciso il cane.
 
ATTUALISSIMO.IT
20 DICEMBRE 2011
 
Spara in testa al suo cane: “Era vecchio”
Spara in testa al suo cane, apparentemente senza motivo. Adesso rischia la reclusione da 3 a 18 mesi, più il pagamento di una multa.
 
MASSIMILIANO DRAMIS
 
Fano (PU)  - Un pastore tedesco è stato ucciso senza motivo dal suo ex padrone. L’uomo ha compiuto l’insano gesto usando una pistola che viene adoperata generalmente per uccidere i maiali. Il triste episodio è accaduto qualche giorno fa nei dintorni di Fano. Il fatto è stato portato alla cronaca da  Annamaria Serra, guardia zoofila dell’associazione Antana.  Nelle dichiarazioni rilasciate, oltre  a spiegare la dinamica degli avvenimenti ha illustrato i possibili provvedimenti giuridici  che ora attendono l’ex proprietario del cane. L’uomo, ha riferito la Serra, “Rischia la reclusione da 3 a 18 mesi e il pagamento di una multa ed è attualmente in corso un’indagine della magistratura”.Il pastore tedesco, già da diverso tempo era stato dato in custodia ad un’altra persona, una ragazza, che a differenza del suo predecessore se ne occupava con molta cura. Inoltre non aveva mai fatto nessuna richiesta per le spese di mantenimento all’ex proprietario.L’uomo ha eseguito l’omicidio con grande freddezza: dopo essere riuscito a sottrarre il cane dall’abitazione della ragazza che lo aveva in custodia, ha approfittato della buona fede del cane che, inconsapevole di cosa lo aspettava, appena riconosciuto il suo ex padrone gli è andato incontro. Appena si è avvicinato l’uomo lo ha freddato con un colpo alla testa. L’uomo, soppresso il cane, senza il consenso del veterinario e soprattutto senza nessun motivo, una volta scoperto dalle guardie zoofile, in un primo momento ha negato, poi si è giustificato dicendo che ormai l’animale “era vecchio”.Il cane  aveva 12 anni ed era perfettamente in salute, avvertiva solo i primi sintomi di una leggera displasia, che è una patologia molto comune tra i cani di qualsiasi razza: una malformazione della testa del femore, che non si adatta in modo adeguato alla cavità del bacino preposta a contenerla.L’autore dell’infame gesto premeditava da tempo l’uccisione del cane, difatti lo aveva anticipato già più volte alla ragazza, ancora molto rammaricata per non essere riuscita ad evitare la sottrazione del cane dalla sua abitazione. L’uomo aveva sotterrato il cane nella proprietà di un suo conoscente ma l’autorità giudiziaria ne ha disposto la riesumazione.
 
CASERTA NEWS
21 DICEMBRE 2011
 
Corpo Forestale sequestra canile abusivo con 69 cani randagi
 
Sessa Aurunca  (CE) - Il Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha convalidato il sequestro di manufatti abusivi adibiti a box per ricovero di cani randagi detenuti illegalmente, operato in comune di Sessa Aurunca dal personale Forestale del Comando Provinciale del CFS di Caserta e del locale Comando Stazione Forestale di Roccamonfina, coadiuvati da personale dell'U.O.V. ASL CE di Sessa Aurunca e dal Caposettore dell'Ufficio Ambiente del Comune di Sessa Aurunca e dal personale del Comando Vigili Urbani appartenente alla medesima municipalità. La sig.ra L.C., di anni 45, proprietaria dei box abusivi adibiti a canile è stata deferita all'Autorità Giudiziaria per violazione delle normative riguardanti la realizzazione di diversi manufatti abusivi (box adibiti a ricovero cani) nonché per lo smaltimento illecito di rifiuti.
Il sequestro è stato eseguito per ragioni d'urgenza e per impedire il protrarsi dei reati soprattutto in riferimento allo smaltimento illegale di rifiuti costituiti dai reflui animali e dalle carcasse dei cani rinvenute sepolte nei pressi del cancello d'ingresso al fondo dove insiste il canile abusivo. Il gestore del canile Sig.ra L.C. ha dichiarato che gli esemplari di cani randagi detenuti nella struttura, in numero di 50 femmine e 19 maschi per un totale di 69, sono stati tutti raccolti nel territorio del comune di Sessa Aurunca (CE).
Inoltre, tutti gli esemplari di cani rinvenuti sono stati sottoposti a sequestro amministrativo dal personale dell'A.S.L. intervenuta perché il canile era gestito senza alcuna autorizzazione. Corre l'obbligo precisare che le Autorità veterinarie competenti provvederanno ad individuare idonee strutture in cui trasferire gli animali ai fini della salvaguardia igienico-sanitaria e per assicurare il benessere degli stessi.
 
LA VOCE DI ROVIGO
21 DICEMBRE 2011
 
IL CASO La donna a cui sono stati portati via i 25 cani da “Striscia” avrebbe creato un altro branco
A Lusia si rischia un nuovo allarme cani
Nessuna soluzione in vista per quelli chiusi in gabbia da venti mesi. Il loro “guaio” è la registrazione
 
Roberta Paulon
 
ROVIGO - E’ in arrivo un nuovo ‘allarme cani’. Questa volta nel Comune di Lusia. E’ quanto emerge da un incontro tra l’assessore all’Ambiente del Comune di Rovigo Andrea Bimbatti, che è il presidente del Collegio di Vigilanza del Rifugio Cipa di Fenil del Turco, e la rappresentante della Lega per la difesa del cane che gestisce il Rifugio. La riunione, ieri pomeriggio, ha avuto però come priorità la situazione dei 25 cani ospiti del canile sanitario che venti mesi fa sono stati portati via dall’edificio abbandonato di Lendinara. Situazione che la “Voce” ha raccontato sabato scorso. I cani erano stati protagonisti anche di un servizio di Striscia la notizia e il caso si era concluso con l’operazione dell’Ulss che aveva portato via gli animali dall’edificio abbandonato provvedendo con una sistemazione in canile, prima di un successivo e dato per scontato, trasferimento al Rifugio Cipa. Solo che quei cani non sono più stati trasferiti e da venti mesi non fanno una “sgambatina” fuori dalle loro gabbie di tre metri per tre. Il responsabile del canile, dottor Donato Piccolo, la settimana scorsa ha spiegato che all’origine del mancato trasferimento c’era un problema di burocrazia. Dall’incontro di ieri pomeriggio tra l’assessore rodigino e la rappresentante della Lega per la difesa del cane, sono emersi dettagli che aiutano a ricostruire il caso con maggiore precisione. La prolungata permanenza dentro le gabbie del canile dipenderebbe quindi da un vizio di forma “a monte”. Ovvero al momento della registrazione dei cani. Il branco risulterebbe ora registrato a nome dell’Ulss. “Essendo registrati a nome dell’azienda sanitaria - spiega l’assessore rodigino Andrea Bimbatti - sarebbe proprio questa a dover provvedere al mantenimento, rivalendosi poi a sua volta su chi ha la responsabilità di quei cani: il Comune di Lendinara o i padroni non è chiaro. A quel punto il trasferimento al Rifugio sarebbe immediato. Pur prendendo a cuore questo caso non posso che dispiacermi, ma le cose stanno proprio così”. Ora al Rifugio mantenere un cane costa 5 euro al giorno, in canile costa di meno; quindi parlando a livello teorico per l’azienda sanitaria sarebbe più economico mantenere i 25 cani dove stanno. La responsabilità dei cani al Collegio di Vigilanza del Rifugio Cipa insomma non risulta chiara: “Il Comune di Lendinara e l’Ulss non hanno forse hiarito le cose al momento della presa in carico dei cani”, spiega Bimbatti. Insomma può essere che nella fretta di dare risposta all’emergenza lendinarese, finita sotto i riflettori del tg satirico di Canale 5, si siano persi dei passaggi. Il Rifugio Cipa infatti, normalmente accoglie a suo carico i cani randagi, prendendosi cura di loro attraverso il contributo di 0,90 euro per abitante che i Comuni associati ogni anno versano o dovrebbero versare. Il problema dei 25 cagnolini del branco lendinarese è che, a quanto pare, non possono essere definiti randagi. Spiegato il problema, “non posso certo pretendere che a pagare per una situazione di Lendinara siano tutti i Comuni o tutti i cittadini che già pagano il contributo di 90 centesimi l’anno - afferma Bimbatti da presidente del Collegio di Vigilanza -. Di certo non possiamo far pesare la spesa sul Comune di Rovigo. E d’altro canto il Rifugio nemmeno potrebbe affrontare la questione senza rischiare il collasso”. Anche perché si tratterebbe di quasi 50mila euro l’anno. “La soluzione va trovata a un tavolo con il Comune di Lendinara e l’azienda Ulss” afferma determinato Andrea Bimbatti. E’ chiaro che ad andarci di mezzo purtroppo, sono proprio i quardupedi rinchiusi in gabbia mentre si discute su chi si possa ritenere responsabile per loro, “e di questo sono veramente dispiaciuto”. La situazione sembra, oltre che complessa, abbastanza disperata: la strada dell’adozione sembra impraticabile, perché come ha spiegato il responsabile del canile dottor Piccolo, quei cani sono abituati in branco. Inoltre le donazioni economiche, sempre ben accette dalle associazioni, non si rivelerebbero determinanti in questo caso specifico. “Pur fatte con il cuore, le donazioni - ammette Bimbatti - purtroppo sono limitate nel tempo e nella quantità e questi cani hanno bisogno di una soluzione definitiva”. Si apre però a questo punto un nuovo capitolo preoccupante. La stessa persona che aveva raccolto i cani a Lendinara, avrebbe ricostruito un branco di cani in una abitazione di Lusia. Solo che questa volta gli esemplari supererebbero addirittura le 30 unità, riferisce Bimbatti. “Rischiamo una nuova emergenza come quella di Lendinara - dichiara Bimbatti - Bisogna gestire la situazione da subito. Anzi invito ufficialmente il sindaco di Lusia ad attivarsi, con la nostra piena disponibilità”.
 
CORRIERE ADRIATICO
21 DICEMBRE 2011
 
Incendio, muoiono criceti e pitone
 
San Severino (MC) -  Incendio ieri pomeriggio in un negozio di via Garibaldi, a San Severino Marche. L’attività commerciale è suddivisa in due locali, uno adibito a edicola e l’altro alla vendita di animali. E’ proprio in quest’ultima parte, a causa del cortocircuito di un condizionatore, che è scaturito l’incendio. Le pareti sono state annerite e sono morti diversi animali, tra cui alcuni uccellini e criceti e un pitone. Sul posto i vigili del fuoco del distaccamento di Tolentino.
 
GIORNALETTISMO
22 DICEMBRE 2011
 
Il cane impiccato e rubato per combattere
La padrona di un pitbull scomparso scopre che il suo animale è morto nelle lotte clandestine
 
Cagliari - Un pitbull scompare. La padrona lo cerca disperatamente. Invano. Poi lo riconosce in una foto pubblicata sui giornali che ritrae un cane morto attaccato ad un molo di Su Siccu, un porticciolo cagliaritano. E’ la vittima di un combattimento clandestino.
IL RITROVAMENTO - Del caso parla oggi L’Unione Sarda:
Marcella Corda non ha dubbi: «Mi hanno rubato i cani per farli combattere. Poi Pippo ha fatto questa fine orrenda, probabilmente perché ha ferito un altro animale». Il pitbull trovato morto attaccato a un molo di Su Siccu era suo: un esemplare di nove anni, con un’insufficienza renale, che è sparito l’8 dicembre dal suo giardino di Medau su Cramu, insieme a un altro pitbull: «Era una femmina, più giovane, che però è riuscita a tornare a casa. Era completamente bagnata, forse hanno cercato di affogare anche lei». Intanto martedì il Corpo di polizia municipale ha rimosso la carcassa del cane, ormai in decomposizione. La prima segnalazione, fatta alla Capitaneria di porto, risale a venerdì scorso ma gli uomini della guardia costiera non erano riusciti a trovare il punto esatto dove era stato ucciso il cane. Poi lunedì “Pippo” è stato avvistato e i vigili urbani sono intervenuti immediatamente per portar via la carcassa del pitbull. La polizia municipale ha anche cercato di risalire al proprietario del cane, ma non ha trovato nessun microchip. «Si è spostano e non è più leggibile», racconta Marcella Corda, che ha riconosciuto il cane nelle foto pubblicate sul sito Unionesarda.it e ha scoperto così la fine atroce del proprio animale. Oggi la donna verificherà di persona se l’animale ritrovato a Su Siccu è il suo Pippo, ma i dubbi sono pochi: «Il mio aveva la coda completamente mozzata, non aveva neanche il moncone. L’ho adottato in queste condizioni». E il cane che è stato ripescato dai Vigili urbani con l’aiuto della Capitaneria avrebbe proprio le stesse caratteristiche.
I COMBATTIMENTI - La signora Marcella non ha dubbi: il suo pitbull è stato coinvolto in combattimenti. Continua l’Unione Sarda: Per Marcella Corda Pippo sarebbe stato rubato per farlo partecipare a combattimenti clandestini: «Non se ne parla più, ma a Sant’Elia si svolgono ancora queste sfide, c’è un grosso giro dietro. Pippo era molto docile, non aggrediva le persone e per questo hanno avuto gioco facile a farlo fuori. Era molto combattivo, invece, quando incrociava altri cani». Ma non si può escludere che il pitbull abbia dato fastidio a qualcuno a Medau su Cramu e che quindi sia stato rubato e ucciso per ritorsione.
 
PAESE SERA
22 DICEMBRE 2011
 
Rinchiuso al buio in un box
La storia di un Dogo Argentino
 
Provincia di Roma - Il cane viene utilizzato per "le monte" ed esce dalla sua "prigione" solo per fare i bisogni. L'associazione Earth ha inviato un esposto ai carabinieri di Colonna "poiché contenere al buio un animale privandolo di qualsiasi tipo di vita sociale contrasta con le norme sul benessere dell’animale"Rinchiuso da quasi un anno al buio, in un box di lamiera senza finestre, in un appezzamento agricolo di Colonna (Rm). E' la storia di un giovane esemplare di Dogo Argentino che i proprietari utilizzano per 'le monte', lo fanno accoppiare cioè con femmine della stessa razza dietro compenso per ottenere dei cuccioli che diventino dei cani belli e possenti come il padre. La denuncia arriva dall'associazione Earth che racconta: "Dogo viene fatto uscire solo per il tempo strettamente necessario all’ espletamento delle funzioni corporali e per l’accoppiamento che si traduce in guadagno facile per i proprietari. Il cane così rinchiuso si lamenta e guaisce per tempi prolungati rivelando un forte stato di sofferenza all’isolamento a cui è costretto".Ad allarmare l'associazione sono stati i cittadini di Colonna, stanchi di sentir guaire per ore il malcapitato animale. “Abbiamo inviato un esposto ai carabinieri di Colonna - dichiara Valentina Coppola, presidente di Earth - poiché contenere al buio un animale privandolo di qualsiasi tipo di vita sociale contrasta con le norme sul benessere dell’animale. Ho anche parlato personalmente col comandante della stazione che si è mostrato professionale e sensibile al problema. Speriamo di poter regalare a "Dogo" un Natale fuori dalla sua prigione”.
 
IL PICCOLO
22 DICEMBRE 2011
 
Rubati cinque cuccioli dal canile
Di età fra i 50 giorni e i due mesi sono stati poi ritrovati a Savogna. I ladri hanno temuto un controllo
 
Vincenzo Compagnone
 
Gorizia - Cinque cuccioli, di età variante tra i 50 giorni e i due mesi, sono stati rubati nella notte fra martedì e mercoledì dal canile di via degli Scogli. Dopo una mattinata di sconforto e di apprensione per il personale dell’Aipa – con in testa la presidente Fabia Lupieri – che gestisce la struttura, la vicenda ha avuto un epilogo a sorpresa. Verso mezzogiorno, infatti, una telefonata anonima pervenuta ai Carabinieri ha segnalato la presenza di uno scatolone contenente le bestiole nel cimitero di Savogna d’Isonzo. Erano infreddolite, ma stavano bene. Sono accorsi i militari dell’Arma, addetti dell’Ass e un veterinario. Poco dopo i cagnolini - tre maltesi e due barboncini - sono stati riconsegnati all’Aipa. I cuccioli erano stati portati una settimana fa al canile dopo essere stati sequestrati dalla Forestale che aveva bloccato, nella notte del 13 dicembre, sul raccordo Gorizia-Villesse, un furgone proveniente dall’Ungheria. A bordo erano stati trovati 63 cagnolini. Il provvedimento di sequestro era scattato soltanto per nove bestiole, le più piccole, ai danni delle quali si ipotizzava il reato di maltrattamenti. Del caso si era occupata anche “Striscia la notizia”. Si trattava di un labrador, 5 barboncini e tre maltesi. Fabia Lupieri aveva trovato per loro un ricovero caldo all’interno nella casetta dell’Aipa. Ieri alle 7 una volontaria ha scoperto l’incredibile furto. La rete di recinzione del canile era stata divelta, i ladri avevano cercato di sfondare la porta e poi erano entrati passando sotto una “gattaiola” basculante. Nella casetta erano rimasti il labrador e tre barboncini: gli altri cinque cuccioli, spariti. Subito era scattata la denuncia ai Cc. Ma come mai le bestiole sono state abbandonate poche ore dopo il furto? O i ladri si sono resi conto che, essendo i cuccioli provvisti di microchip, sarebbero stati individuati e rintracciati in caso di vendita. Oppure hanno temuto di incappare in un controllo. Fatto sta che i cinque cagnolini ora sono di nuovo all’Aipa, in attesa di poter essere adottati. I carabinieri stanno indagando, anche in base al ritrovamento di alcune impronte.
 
CORRIERE DELLA SERA
22 DICEMBRE 2011
 
La sentenza Doppia sanzione a un uomo per i calci all' animale dei vicini
Chi maltratta un cane pagherà i danni morali
La Cassazione riconosce anche il dolore del padrone
Condivisione Fanno parte delle nostre famiglie allargate, la loro sofferenza viene condivisa
 
Mainardi Danilo
 
Probabilmente qualche anno fa la sentenza della Cassazione che ha definitivamente condannato Domenico G., un settantenne di Balagero in provincia di Torino, perché aveva preso a calci il cagnolino di certi suoi vicini, avrebbe un po' stupito, almeno qualcuno. Ma ora, certamente, non più. Lo sappiamo tutti ormai, o almeno tutti dovrebbero saperlo, che i cani non si prendono a calci. I cani, o almeno quasi tutti, sono infatti diventati parte della famiglia umana, e ogni giorno che passa ci rendiamo sempre più conto, anche da certi fatti se volete un po' secondari, ma comunque indicativi, che i cagnolini da compagnia un po' per volta si sono trasformati in veri e propri bambini a quattro zampe. Sta crescendo a vista d' occhio, per esempio, la percentuale di cagnolini (in qualche caso anche di cagnoloni) che vanno a spasso col padrone con tanto di paltoncino. E ciò dopo che per qualcosa come quattordicimila anni o forse più, cioè da quando sono stati addomesticati, del paltoncino i cani non ne hanno mai sentito la necessità. Ebbene, l' antipatica storia che soltanto ieri ha avuto la sua definitiva conclusione in Cassazione ha avuto inizio nel luglio del 2006, quando il già citato Domenico G. «sbatté a terra e prese a calci» il cagnolino dei suoi vicini di casa, Laura S. e Stefano T., provocandogli lesioni dolorose e non poca paura, come venne poi attestato da un veterinario. Durante la visita il dottore aveva infatti riscontrato «dolorabilità» del cane a livello del carpo sinistro e della zona mandibolare pure sinistra. Quanto poi allo strano e poco credibile fatto, asserito dalla difesa, che lo stesso cane maltrattato, nonostante le percosse ricevute dal vicino, continuasse a «gradire le sue coccole», non è stata (a mio parere giustamente) presa in alcuna considerazione dai supremi giudici. Il punto di maggior interesse della sentenza, e anche il più innovativo, è senz' altro che la Suprema corte, alla multa di 200 euro comminata per i maltrattamenti al cane e da aggiungere al risarcimento delle spese, abbia inoltre riconosciuto che gli stessi maltrattamenti hanno indirettamente provocato una sofferenza ai legittimi proprietari, risarcibile quest' ultima con altri 300 euro. Ciò che insomma viene riconosciuto è che nell' atto di maltrattare un animale d' affezione convergono due reati entrambi meritevoli di sanzione. Innanzitutto il fatto che un cane non può essere impunemente sottoposto a maltrattamenti proprio in quanto essere senziente. Senza contare che, nel cane in modo assai particolare, alla sofferenza fisica s' aggiunge sempre quella, spesso ben più duratura, di carattere emotivo. Poi, in seconda istanza, che i maltrattamenti subiti da un essere che nel caso può venire configurato come persona-non-umana, possono provocare una sofferenza, per via mediata, nei membri umani di questo ormai comune tipo di famiglia allargata.
 
IL CAMBIAMENTO
23 DICEMBRE 2011
 
Animali. La Cassazione risarcisce il dolore patito per maltrattamento
 
 
 
 
Alba è stato il "mio" cane per oltre 12 anni. Da lei ho imparato che cos'è la gioia, la serenità, la fiducia
 
Diversi anni fa, su un altro giornale scrissi un articolo su una legge che era stata approvata. Si trattava di una legge che rendeva punibile i "delitti contro il sentimento per gli animali".Era il lontano 2004. Già allora trovavo assurdo che si tutelasse il sentimento di chi ama gli animali anziché l'animale stesso. In quel modo si tutelavano gli "animali da affezione", ma si lasciava la possibilità di massacrare, ad esempio, una mucca, una lucertola o qualunque animale avesse avuto la sfortuna di non non ricadere nel sentimento umano...Sembra paradossale, ma non esistono leggi che puniscono la tortura o l'uccisione di esseri viventi. La società umana si è talmente distaccata dalla connessione con gli Altri animali, da non considerarli portatori di diritti. E d'altronde come potrebbe, quando questi sono usati per la vivisezione, per l'alimentazione in allevamenti intensivi, per le pellicce e molto altro ancora.Il tutto senza pietà, senza empatia, senza considerazione della vita, di questo dolore e questa sofferenza.Chiunque ha vissuto con un cane, con un gatto, con un congilio, sa benissimo che gli animali provano emozioni e sentimenti.Eppure la nostra scienza non lo ha ancora provato e quindi... al massimo si tutela il nostro sentimento che, ancora una volta, vale più di una vita.Detto questo, salutiamo comunque con piacere la sentenza della Corte di Cassazione. La commentiamo con le parole dell'Enpa: "Sentenza esemplare della Corte di Cassazione. È giusto che a pagare danni e spese sia una persona insensibile al punto tale da dichiarare che un animale preso a calci e sbattuto a terra non soffre di questo comportamento". Lo dichiara il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, che prosegue: "sarebbe interessante sapere se l’imputato, qualora venisse preso a calci, e certo lo meriterebbe molto più del cane incolpevole, eviterebbe di chiedere i danni affermando che un simile trattamento non produce effetti. Per fortuna la magistratura ha saputo rimettere le cose al loro posto togliendo, speriamo, al “picchiatore” e ad eventuali emuli la voglia di prodursi in simili mascalzonate".
 
IL CENTRO
23 DICEMBRE 2011
 
Polpette al veleno uccidono i cani
 
 
TERAMO. Allarme bocconi avvelenati a San Nicolò: il bilancio sarebbe di due cani morti e altri due intossicati. Il pericolo è stato segnalato da alcuni abitanti della frazione. Gli animali avrebbero mangiato polpette avvelenate lasciate ai bordi delle aiuole che si trovano lungo via Galilei, all'altezza delle poste. Da sempre il verde che costeggia questa strada è meta di passeggiate di padroni con gli amici a quattro zampe. Spesso sono emerse lamentele per lo stato dei giardini ridotti a bagno privato degli animali. Qualcuno, stanco di inciampare nei bisogni, avrà deciso di fare da sè. E per colpa della poca correttezza di alcuni, ci hanno rimesso i cani. Nella frazione la notizia si è diffusa rapidamente e gli amanti dei quattro zampe hanno minacciato di presentare denuncia. Maggiore senso civico e il parlar chiaro avrebbero forse evitato la morte degli animali innocenti.
 
GEA PRESS
23 DICEMBRE 2011
 
Cagliari: pit bull impiccato e gettato in mare
Le indagini affidate alla Capitaneria di Porto.
 
 
Sono affidate al nucleo di Polizia Giudiziaria della Capitaneria di Porto di Cagliari, le indagini sul ritrovamento di un pit bull galleggiante con una corda al collo (inizialmente si è detto che era stato impiccato), ormai morto da giorni, in area portuale. Ancora troppo presto, per potere ricostruire la dinamica del grave episodio che avrebbe però almeno un punto di partenza certo. Due cani, entrambi pit bull, rubati ad una signora lo scorso 8 dicembre. Uno dei due aveva poi fatto ritorno a casa, tutto bagnato. Di quello poi ritrovato nel porto (la proprietaria ha dichiarato all’Unione Sarda di essere certa che trattasi del suo cane), non si erano più avute notizie.Secondo la proprietaria, si tratterebbe di un furto finalizzato ai combattimenti clandestini. I due cani erano molto docili con l’uomo, caratteristica, questa, ideale per chi li fa combattere. L’aguzzino, infatti, non deve rischiare la dolorosa aggressione del cane. Quest’ultimo è di fatto assuefatto con un brutale addestramento al gioco crudele dell’uomo.Si vedrà nei prossimi giorni, a seguito dell’esame autoptico, se il cane è morto annegato oppure è stato gettato ormai cadavere in mare. Dipenderà dalla presenza o meno di acqua marina nei polmoni.Un episodio simile, ma solo per alcuni aspetti, ad altro grave precedente di maltrattamento di animali. Un cane ucciso e poi gettato nelle acque del porto di Trieste con legati al collo dei pesi ginnici. Il responsabile è stato condannato a due mesi e quindici giorni di reclusione. Prigione teorica, però, dal momento in cui il reato prevede una pena al di sotto della soglia di punibilità.
 
COMUNICATI STAMPA PIEMONTE
23 DICEMBRE 2011
 
Cane di due anni chiuso in un sacco della spazzatura e gettato nel Ticino
 
“Dovevo dirlo a qualcuno…” è quasi una liberazione la conclusione del messaggio postato sulla pagina Facebook dell’Enpa di Pavia da un ragazzo che, mentre passeggiava con il proprio cane sulla riva del Ticino, ha visto l’inconfondibile sagoma di un cane, avvolta da un sacco dell’immondizia. Al recupero della carcassa ha provveduto il personale della Asl coadiuvato dai volontari della Protezione Animali che ne avevano sollecitato l’intervento. Sul corpo dell’animale sono state eseguite visite radiologiche, le quali hanno stabilito trattarsi di una femmina di pastore maremmano dell’età di uno o al massimo due anni. L’esame della dentatura ha evidenziato un trauma facciale, a seguito del quale la cagnetta ha perso un dente mediano destro. Naturalmente, l’animale non aveva né microchip né tatuaggi identificativi; è stato comunque prelevato un campione biologico per effettuare eventuali comparazioni genetiche. Secondo l’Enpa di Pavia il quattrozampe potrebbe essere rimasto vittima di maltrattamenti e crudeltà, anche se la dinamica del ritrovamento rende molto difficile disegnare scenari più concreti. Infatti, a quanto si è appreso, il corpo della povera cagnetta avrebbe trascorso molto tempo in acqua e sarebbe stato trascinato sul luogo del ritrovamento proprio dalla corrente del fiume. L’Enpa lancia un appello affinché chiunque sia a conoscenza di fatti o circostanze che possano fare luce su questo terribile episodio, li renda noti alle forze di polizia.
 
IL RESTO DEL CARLINO
23 DICEMBRE 2011
 
Canarini maltrattati, caduti in autostrada e lasciati senza mangiare
Disavventura per 60 volatili
 
Ferrara - La disavventura di oltre 60 canarini da esposizione. Lunedì scorso sono stati consegnati in custodia al Giardino delle Capinere, dai carabinieri di San Bartolomeo in Bosco, oltre 60 canarini a loro consegnati da una cittadina ferrarese, che li ha visti cadere da un autoveicolo in transito sull'autostrada in Provincia di Pordenone.Nell'impossibilità di riprendere contatto con il veicolo che li trasportava insieme ad altri, sono stati consegnati ai carabinieri che, dopo aver contattato il Servizio Veterinario dell'USL di Ferrara, li ha posti sotto sequestro cautelativo in attesa dello sviluppo delle indagini. I canarini erano stipati in una cassetta di cm. 14x36x60 senz'acqua e nell'impossibilità di mangiare quei pochi semi che erano sparsi sul pavimento, per l'incapacità di muoversi.Nella consegna alla LIPU ci si è resi conto che uno dei canarini era deceduto, mentre alcuni altri denotavano uno stato non ottimo, tant'è che il giorno dopo ne è morto un altro e altri due sono stati separati per seguirli meglio. Dato l'abbassamento così brusco della temperatura, è stato consigliato di trovare una soluzione più idonea di custodia, in quanto il Giardino è predisposto per detenere e curare fauna selvatica e non ha strutture per tenere un numero così alto di animali al caldo. Pertanto in data odierna verranno consegnati ad un allevatore di fauna esotica autorizzato.
FOTO
 
GEA PRESS
23 DICEMBRE 2011
 
Savona: l’airone impallinato con l’osso di fuori
Intervento dell'ENPA.
 
 
I volontari dell’ENPA di Savona sono stati avvisati da un automobilista di passaggio. In area di divieto di caccia, vicino Muraldo, si erano sentiti esplodere alcuni colpi di fucile da caccia. La zona è quella del fiume Bormida, ed in effetti il frutto della bravata del cacciatore di frodo non è stato un abitante dei boschi che ricoprono senza soluzione di continuità le alture di Muraldo.Si trattava di un Airone cenerino, grande uccello delle aree umide, protetto dalla legge. Del cacciatore di frodo nessuna traccia. La rosa dei pallini gli aveva fratturato l’ala e provocato la fuoriuscita dell’osso. Dovrà ora essere operato e sottoposto ad un lungo periodo di riabilitazione nella speranza di potere arrivare alla liberazione.
 Un nuovo soccorso, tra i 1600 operati quest’anno dall’ENPA di Savona. In molti casi gli interventi dei volontari vengono eseguiti all’interno dei parchi regionali. Animali, le cui spese di recupero, dovrebbero essere sostenute dagli Enti preposti. Beigua, Bergeggi, Gallinara, Piana Crixia, Ceriale e Millesimo. Questi alcuni dei luoghi di natura protetta dove è intervenuta l’ENPA per recuperare animali feriti. L’assistenza alla fauna selvatica spetterebbe, poi, alla Provincia che però copre solo una parte dei costi sostenuti ogni anno. Il resto è sulle spalle dei volontari che fanno fronte, come dicono all’ENPA di Savona, alla persistente inadempienza di chi invece deputato ad intervenire.
 
IL TIRRENO
23 DICEMBRE 2011
 
Lascia il cane in macchina al freddo e va al ristorante
 
PISA. Ho lasciato il cane in macchina perché ero andato al ristorante con amici. Si è difeso così un automobilista che vive a Cascina, denunciato dai vigili urbani per maltrattamento di animali, perché fuori c’erano zero gradi e il cane moriva di freddo. È successo poche notti fa. Molti hanno telefonato ai vigili segnalando un cane chiuso in una vecchia Fiat Uno in via San Francesco. Quando i vigili sono arrivati il cane, terrorizzato, aveva sbranato la tappezzeria. Il proprietario dell’auto era irreperibile, per cui sono stati chiamati i vigili del fuoco ad aprire la macchina. Il cane è stato portato al canile e rifocillato.
 
IL CITTADINO
23 DICEMBRE 2011
 
A Natale siamo tutti più buoni, ma non con i poveri gatti 
 
Si dice che a Natale siamo tutti più buoni… Si dice, così, no? Beh, purtroppo non è così! La perfidia umana non va mai in vacanza e colpisce spesso solo chi non può difendersi, spesso persone anziane e, a volte, gli animali.Vi racconto una storia: chi abita nelle zone limitrofe a via Spelta a Lodi forse conosce già bene.10 anni fa la moglie di un mio ex-vicino di casa aveva una gatta nera, molto diffidente (da piccoli i gatti spesso lo sono), ma molto affettuosa verso chi le aveva dato una casa. Purtroppo il destino è stato crudele è questa signora è deceduta a causa di grave malattia. Siccome il cuore degli animali è spesso molto più grande di quello degli esseri umani, questa gatta da quel giorno ha scelto volontariamente l’“esilio”: non ha più voluto rimettere piede (o meglio zampa…) nell’appartamento che l’aveva vista felice insieme alla sua padrona. Da quel giorno ha scelto di vivere in cortile, libera, magari sperando un giorno di poter ritrovare chi l’aveva accolta con sé con tanto amore.Sono passati tanti anni, il mio ex-vicino si è trasferito (e, ahimè, dopo poco tempo ha raggiunto la sua compagna), ma la gatta è sempre lì, in cortile: negli anni è diventata la “mascotte” di molti di noi e la “beniamina” dei bambini, che spesso si fermano anche solo per poterle fare una carezza (ed è bello vedere gioire un bambino per una cosa così semplice!). Per dare una “casa” adatta al tale “regina del cortile”, qualche anno fa le abbiamo costruito una sorta di rifugio: una cuccia in legno compensato (gentilmente costruita da un amico, che non ho mai ringraziato abbastanza), foderata di polistirolo e dotata di una “poltroncina” in pile. Ha dimostrato subito di apprezzare molto il regalo e nei mesi freddi, di notte, il suo rifugio era lì, sotto le nostre finestre, quasi a vegliare sui nostri sogni. Ultimamente, a causa di lavori in corso nel condominio, le era stata “regalata” un’altra “poltroncina”, posizionata sotto il portico: anche questo nuovo trono è stato subito apprezzato dalla nostra regina!Purtroppo, come in tutte le favole, da qualche settimana è comparsa la strega cattiva (o forse dovrei dire LE STREGHE, visto che sappiamo bene essere due…). Questi luridi esseri (anche nell’aspetto!), che purtroppo tutti in zona hanno avuto la sfortuna modo di conoscere, solo per crudeltà hanno iniziato a fare dispetti a questo piccolo e indifeso animale (che per ovvie ragioni non può difendersi da solo). Dapprima la cuccia è stata insudiciata con salsa di pomodoro (facendo spregio non solo ad un animale indifeso, ma anche a chi, in tempi difficili come questi, spesso fatica ad arrivare a fine mese); poi si è passati ad insudiciare tutto il vialetto con cartacce e scatole di alluminio vuote. Infine, questa mattina, uscendo per andare in ufficio, sono rimasto a bocca aperta! Le “poltroncine” (entrambe!) erano state rubate!!! Quando ho visto la gatta venirmi incontro per salutarmi come ogni mattina, mi si è stretto il cuore ed ho provato una rabbia tale verso queste streghe che difficilmente posso descrivere!Nelle favole c’è sempre il lieto fine: la strega cattiva muore e tutti sono felici e contenti. Non so quando arriverà per questa storia il lieto fine, ma so per certo una cosa: quando arriverà e le streghe moriranno proverò una grande gioia che spero sia condivisa da molti (ma so già per certo che sarà così)!!!Mi scuso con chi legge per il finale un po’ crudo e cattivo, ma odio profondamente tutti quelli che se la prendono con chi ha nessun mezzo per difendersi! Ed è ora che chi ha i mezzi faccia qualcosa e dia una lezione a queste “persone”!Chiudo chiedendo a tutti voi un favore: a chi è della zona chiedo di vigilare e di segnalare al sottoscritto (e magari anche alle autorità) qualsiasi cosa “sospetta” e di ignorare e disprezzare da oggi e per sempre gli autori di questa ignobile vigliaccata!A chi non è della zona, ma ha avuto modo di leggere questa mia lettera chiedo invece un favore più grande: visto che siamo a Natale, fate un piccolo grande gesto di bontà verso gli animali! Un piccolo contributo da parte vostra ad organizzazioni a difesa degli animali può sembrare una minuscola goccia, ma ricordate sempre: l’oceano altro non è che un insieme di gocce…Buon Natale. In fede.Davide Marzagalli Lodi
 
L'ECO DI BERGAMO
23 DICEMBRE 2011
 
Hinterland, 4 cani scomparsi
Si profila l'ombra del racket
 
Provincia di Bergamo - Sono quattro i cani di piccola taglia spariti tra Seriate e Zanica negli ultimi 20 giorni e il numero sembra destinato a salire: un volpino, due pincher e Gymmo, uno schnauzer nano di proprietà della signora Lodovica, scomparso ormai 20 giorni fa.
Ma dove finiscono i quattro zampe rapiti? Per gli esemplari di razza, il traffico di cani rubati e destinati alla riproduzione, alimenta un mercato fiorente. Sono sempre più numerosi gli annunci in internet che propongono cuccioli a prezzi concorrenziali (circa 300 euro al posto di 800-900 euro) e nell'inserzione è anche scritto che è possibile vedere i genitori; peccato che questi ultimi siano stati sottratti, tempo prima, a famiglie, che ancora li stanno cercando. Stessa sorte capita a quelle razze di cani storicamente utilizzati per la caccia, utilizzati per riprodurre nuovi soggetti con particolari caratteristiche venatorie.
Ma per le misteriose scomparse ci sono anche spiegazioni più terribili: i cani di media e grossa taglia vengono inviati all'estero, venduti ai laboratori di sperimentazione animale e di vivisezione cosmetica e farmacologia. Qualcun altro viene usato come esca per l´addestramento dei cani da combattimento.
Dal sito web di Enpa, l'Ente nazionale per la protezione animale, sono numerosi i consigli offerti per scongiurare il rischio di perdere il proprio animale.
Quando un cane sparisce nel nulla, è importante fare denuncia ai carabinieri, anche solo per allertare le forze dell'ordine su ciò che accade.
 
GIORNALETTISMO
23 DICEMBRE 2011
 
Il racket dei cani venduti per combattere
Nel bergamasco sono scomparsi esemplari di razza usati per la riproduzione. Ma ci sono anche altre ipotesi…
 
Provincia di Bergamo - Cani di razza scompaiono nel nulla. E ai padroni, del fedele amico, non resta che il ricorso. Accade in provincia di Bergamo. C’è l’ombra del racket nei furti di alcuni animali domestici. Gli esemplari verrebbero usati per la riproduzione. Ma c’è anche il sospetto dei laboratori clandestini e dei combattimenti.
FURTI, NON SMARRIMENTI - Del caso parla oggi L’Eco di Bergamo in un articolo a firma di Marco Bergamaschi:
Sono 4 i cani di piccola taglia spariti tra Seriate e Zanica negli ultimi 20 giorni e il numero sembra destinato a salire: un volpino, due pincher e Gymmo, uno schnauzer nano di proprietà della signora Lodovica, scomparso ormai 20 giorni fa. «Abito in una zona poco trafficata – afferma la signora – e sabato 19 novembre i nostri 2 cani, Gymmo e Beba, un meticcio simil labrador, hanno approfittato del cancello aperto per fare un giro, ma dopo qualche minuto è tornata solo Beba. Abbiamo cercato Gymmo fino a notte fonda e nei giorni successivi, anche con l’ausilio di volantini negli esercizi pubblici dei paesi vicini e parlando con più persone possibili, ma non ne abbiamo ricavato nulla. Ho però scoperto che nella nostra zona sono almeno 4 i cani di piccola taglia spariti nel nulla. Erano tutti in possesso di microchip e del collare e quindi diventa difficile parlare di smarrimento».
54MILA SCOMPARSI – Quello che succede il Lombardia rispecchia l’andamento nazionale. Sarebbero 54mila i cani che annualmente lasciano casa. Dell’82% di essi si perdono per sempre le tracce. Scrive ancora Bergamaschi:
Quella di Gymmo è una delle tante storie di cui sono protagonisti moltissimi cani e secondo le stime dell’Aidaa (Associazione italiana per la difesa di animali e ambiente) sono circa 54.000 i «migliori amici» dell’uomo svaniti nel nulla ogni anno. Le regioni più a rischio sono Toscana, Umbria e Lombardia e purtroppo l’82% delle sparizioni è destinato a rimanere senza risposta. Ma dove finiscono i quattro zampe rapiti? Per gli esemplari di razza, il traffico di cani rubati e destinati alla riproduzione, alimenta un mercato fiorente. Sono sempre più numerosi gli annunci in internet che propongono cuccioli a prezzi concorrenziali (circa 300 euro al posto di 800-900 euro) e nell’inserzione è anche scritto che è possibile vedere i genitori; peccato che questi ultimi siano stati sottratti, tempo prima, a famiglie, che ancora li stanno cercando. Stessa sorte capita a quelle razze di cani storicamente utilizzati per la caccia, utilizzati per riprodurre nuovi soggetti con particolari caratteristiche venatorie. Ma per le misteriose scomparse ci sono anche spiegazioni più terribili: i cani di media e grossa taglia vengono inviati all’estero, venduti ai laboratori di sperimentazione animale e di vivisezione cosmetica e farmacologia. Qualcun altro viene usato come esca per l´addestramento dei cani da combattimento. Dal sito web di Enpa, l’Ente nazionale per la protezione animale, sono numerosi i consigli offerti per scongiurare il rischio di perdere il proprio animale: oltre alla massima prudenza, si raccomanda di non lasciare i cani da soli in auto o legati davanti ai negozi mentre si fa la spesa, di chiudere sempre i cancelli e le porte delle abitazioni e di tenere Fido al guinzaglio. Quando un cane sparisce nel nulla, è importante fare denuncia ai carabinieri, anche solo per allertare le forze dell’ordine su ciò che accade.
 
CRONACA LIVE
23 DICEMBRE 2011
 
Ucraina: centinaia di cani randagi sterminati per gli Europei di Calcio
 
UCRAINA / Centinaia di cani sterminati in vista degli Europei di Calcio. In Ucraina, si sta assistendo a una vera e propria carneficina. Sono migliaia i cani sterminati: i randagi sono ritenuti un pericolo sanitario e vengono quindi avvelenati, abbandonati tra gli spasmi o bruciati vivi.
Il metodo più usato per l’eliminazione del problema randagismo è l’avvelenamento dei cani con solfato di zinco o con pillole di isoniazide, un antibiotico che provoca però convulsioni, vomito e una morte dolorosa nei cani.
Inutili gli appelli delle associazioni perché partisse una campagna di sterilizzazione: l’uccisione degli animali rappresenta un business redditizio per molte amministrazioni che ricevono speciali fondi per la lotta al randagismo.
Secondo stime dell’associazione animaliste Peta, i randagi in Ucraina sarebbero oltre 500mila e solo nell’ultimo anno, a Kiev sarebbero stati uccisi tra i 20mila e i 30mila animali.
 
TM NEWS
24 DICEMBRE 2011
 
Macelleria dell'orrore sequestrata a Roma dalla Gdf
Trovati ovini macellati in pessimo stato di conservazione
 
Roma - Gli animali macellati e appesi all'aria aperta, i resti delle interiora e il sangue sono sparsi ovunque, le pellicce maleodoranti delle bestie conservate sotto una tettoia, è questo lo scenario da film horror scoperto dai finanzieri del Comando Provinciale di Roma. Messo sotto sequestro un imponente centro di macellazione clandestina che, senza alcun rispetto dei requisiti minimi igienico - sanitari previsti per legge, macellava e commercializzava carne ovina, priva di ogni indicazione di tracciabilità, che sarebbe presumibilmente finita sulle tavole imbandite di natale di ignari acquirenti. Nella struttura clandestina sono stati trovati trovati 592 capi ancora vivi e pronti per essere macellati, mentre nella cella frigorifera sono stati trovati 24 capi macellati. I quattro responsabili del macello sono stati denunciati per violazione delle normative che garantiscono la salubrità degli alimenti e per detenzione di prodotti alimentari in cattivo stato di conservazione.
VIDEO
 
LA PROVINCIA DI COMO
24 DICEMBRE 2011
 
Como, rubano un cane «Era un campione, riportatemelo»
 
Luca Pinotti
 
COMO - Si chiama Libero, ma quindici giorni fa è stato rubato. Libero è un pastore tedesco di tre mesi e mezzo e il suo padrone è Giuseppe Pruneri, 50 anni di Albate. Gliel'hanno rubato a Lazzate, in un momento di distrazione, dal portabagagli dell'auto: «Ero al campo delle gare di utilità e lavoro dei pastori tedeschi, vicino al centro di addestramento cani. Ero tra persone appassionate come me e ho lasciato il cane in gabbia in auto, con il portellone aperto. Stavo guardando gli altri cani, mi sono girato e il mio cane non c'era più».
Una testimone ha raccontato di aver visto passare nelle vicinanze dell'auto di Pruneri una misteriosa Lancia Libra scura. Tre mesi e mezzo, acquistato in Germania, Libero era pronto per essere addestrato.
Evidentemente ha fatto colpo la bellezza di un pastore tedesco piccolo con la prospettiva di diventare un cane da gara.
«Ero convinto - ha detto Pruneri -, che il cane fosse stato rubato da un appassionato che come me partecipa alle gare, finché non ho sporto denuncia ai carabinieri di Lentate sul Seveso. Mi hanno detto che la stessa auto vista dalla testimone Libra è stata notata anche in occasione di un furto in un'azienda a pochi chilometri dal campo di addestramento e apparterrebbe a dei Rom stanziati a Garbagnate».
Zingari o più semplicemente ladri che hanno tolto a Pruneri un amico e un potenziale "campione" delle gare di utilità e difesa: «Nonostante sia stato con noi pochi mesi, Libero è un cane a cui tutta la famiglia si era già affezionata, in particolare mia madre, che da quindici giorni non riesce a trovare consolazione».
A nulla, o quasi, sono serviti i cartelli che il padrone di Libero ha appeso nella zona di Lazzate, con la foto del cane e la promessa di una ricompensa. Secondo una segnalazione, il cane sarebbe stato visto nelle vicinanze della stazione dei treni di Rovellasca al guinzaglio di un adolescente. I lunghi appostamenti di Pruneri, anche sei-sette ore, però non hanno portato frutti.E ora, determinatissimo, Pruneri è pronto anche a fare un blitz nel campo nomadi di Garbagnate, l'unica pista percorribile in questo momento: «Ma non voglio creare alcun problema, ci mancherebbe. Voglio solo il mio cane. E non sporgerò denuncia se lo ritroverò, ma darò comunque la ricompensa promessa».  
 
STUDIO CATALDI
24 DICEMBRE 2011
 
Cassazione: chi maltratta un animale deve risarcire danni morali al padrone
 
Chi maltratta un animale deve risarcire il danno morale al suo padrone. Parola di Cassazione. I maltrattamenti, infatti, spiega la Corte, si ripercuotono anche sul proprietario che ha quindi diritto a essere risarcito. È quanto stabilisce una sentenza della Corte di Cassazione che ha convalidato una condanna inflitta a un settantenne che aveva preso a calci un cane. I maltrattamenti - spiega la Corte - hanno provocato una sofferenza anche al legittimo proprietario che pertanto va risarcito per i danni morali subiti. L'aggressore è stato anche condannato a pagare una multa per il reato previsto dall'articolo 638 del codice penale. L'aggressore che era stato già condannato dai giudici di merito ha tentato di difendersi dinanzi alla suprema Corte facendo notare che l'animale non aveva riportato "deterioramenti" ed avrebbe solo subito una "del tutto presunta dolorabilita'". Nella sua difesa affermava anche che l'animale dopo il calcio continuava a gradire le coccole. La seconda sezione penale della Corte (sentenza 47391/2011) ha bocciato questa tesi difensiva ed ha convalidato la doppia condanna alla multa e al risarcimento dei danni.
 
IL GIORNALE DI VICENZA
24 DICEMBRE 2011
 
Strani rumori dalla scatola Salvato un cagnolino
IN VIA TECCHIO
 
Vicenza - I lamenti del cucciolo erano così forti che una famiglia, in una casa vicina, li ha uditi nonostante tutte le finestre fossero chiuse e le tapparelle già abbassate. Se non fosse stato per loro il cagnolino sarebbe sicuramente morto.
Qualcuno, infatti, non lo voleva proprio e lo ha abbandonato lasciandolo in uno scatolone sigillato con del nastro adesivo in un giardino di una casa abbandonata. Ha fatto di tutto perché non venisse trovato, senza preoccuparsi delle sofferenze a cui sarebbe andato incontro.
È accaduto l'altra sera, alle 23.30, in via Tecchio. Una signora ha chiamato i vigili del fuoco spiegando che i suoi figli, salendo in camera da letto, avevano sentito strani rumori provenire dal cortile di una casa vicina, in cui, da tempo, non abita nessuno. Avevano cercato di andare a controllare e, infatti, oltre la recinzione, avevano scorto un cartone. I lamenti provenivano proprio da quel pacco ed era chiaro che, chiuso dentro, ci doveva essere un cane.
I pompieri hanno subito avvisato l'Ulss 6 per l'uscita del cinovigile. Quando quest'ultimo è arrivato e ha aperto la scatola ha trovato un meticcio che, dalle dimensioni, non dovrebbe avere più di due mesi di vita.
Il cucciolo era molto spaventato e provato: probabilmente era rimasto chiuso per ore in quello spazio angusto, in cui l'ossigeno aveva iniziato a scarseggiare. Era infreddolito ed affamato.
Grazie alla segnalazione della famiglia prima e all'intervento dell'Ulss 6 poi è stato per fortuna salvato e, quindi, affidato alle cure dei volontari del canile.
 
ANSA
25 DICEMBRE 2011
 
Cane randagio torturato e strangolato nel Tarantino
Era curato da volontari insieme a superstiti avvelenamento 2009
 
PULSANO (TARANTO) - Torturata e strangolata: e' la fine che sconosciuti teppisti hanno riservato ad una cagnetta randagia di razza spinona a Pulsano. A segnalarlo e' una cittadina residente nella zona che aveva cura della cagnetta, regolarmente microchippata e sterilizzata e assolutamente inoffensiva. La cagnetta veniva curata dalla donna insieme a pochi altri cani superstiti di un avvelenamento nel 2009 a Marina di Pulsano. E' stata di certo torturata (ha un buco sul dorso), e poi e' stata strangolata e incaprettata con piccole corde proprio vicino alle vaschette del cibo.
 
ANSA
25 DICEMBRE 2011
 
Natale: criceto abbandonato tra rifiuti, cc lo adottano
Ribattezzato Natalino; era nella sua gabbietta, infreddolito
 
LIVORNO - Neanche il Natale protegge gli animali domestici da padroni crudeli. Cosi' i carabinieri della stazione di Ardenza, a Livorno, hanno adottato la notte scorsa un criceto abbandonato fuori da un cassonetto dell'immondizia e gia' ribattezzato Natalino. I carabinieri lo hanno trovato, grazie a una segnalazione di un passante, durante il normale giro di pattuglia durante la notte di Natale. Il decreto si trovava nella gabbietta fuori dal contenitore dei rifiuti in via del Cardinale, in centro. Il piccolo animale era infreddolito ma in buona salute ed e' stato accolto in caserma.
 
IL SECOLO XIX
25 DICEMBRE 2011
 
Lola muore di crepacuore dopo la scomparsa della padrona
 
La Spezia - Saranno insieme, a Natale, Lola e la sua amatissima padrona. Saranno insieme e si stringeranno, come facevano un tempo, con affetto: come accadeva tutti i giorni, prima che la donna morisse, qualche settimana fa, e che la sua piccola meticcia restasse sola. Sarebbe stato il loro primo Natale lontane, dopo la morte della donna. Ma Lola non ha retto, e l’ha raggiunta. Ed ora, è bello sperare che sia di nuovo serena.. Lola soffriva, da sola. Le mancava la sua “umana”, che la coccolava, l’accarezzava, e spesso le parlava, come si fa quando si è anziani, e si gira per casa.
Era rimasta sola, la Lola: una mattina come tante.Era arrivato il medico, le avevano portato via la sua padrona. Lei era rimasta ad aspettarla. La cercava, non capiva. Le mancavano carezze e coccole, parole dolci e attenzioni. Non sapeva, che la padrona fosse morta. L’ha capito quando ha scoperto di essere di troppo. Dove si mette la Lola? Che si fa della Lola? E’ rimasta a testa china. Ha sperato, finché l’han messa sulla macchina, e portata al canile. E’ stata la sua ultima brevissima gita. E’ stata “restituita”: è la legge, che lo prevede, se non desidera più tenere il cane o il gatto. C’è di peggio, sì: c’è chi abbandona, o getta via il suo compagno di viaggio, nei cassonetti. La Lola no. E’ stata restituita a norma di legge: non si paga, il costo del mantenimento passa alla comunità spezzina. Tutto finito. Per gli “umani”, è un protocollo indolore. E infatti le restituzioni sono tantissime. Sa, m’è nato un figlio.. ho cambiato mobili.. mi arriva la suocera.. ho l’allergia.. m’è morta la nonna.. Si tiene l’eredità, si lascia il cane. La Lola è finita in una gabbia. Girata di spalle, non voleva mangiare. Aspettava. I volontari ci hanno provato, a consolarla: invano. Lola è crollata in un silenzio assoluto. Finché il suo cuore si è spezzato. Non è la solita metafora per indicarne la morte: è stato proprio così. L’ha scritto il veterinario, nella constatazione del decesso. E’ stata lei, a staccare la spina. Sapeva d’essere stata cacciata di casa. Sapeva che nessuno l’avrebbe adottata. Sentiva freddo, specie nel cuore. E ha detto basta. «Lo sapevamo, l’avevamo detto, le siamo stati accanto fino alla fine - conferma la responsabile provinciale del servizio tutela animali, Antonietta Zarrelli – succede sempre così. Ho visto cani lasciarsi morire di fame, dare testate alle sbarre, strapparsi la pelle con i denti. E’ dolore, dolore puro. Da anni, mi batto perché il cane e il gatto entrino nello stato di famiglia. E’ un salto culturale, che serve: capire che non è la stessa cosa, dar via un mobile o una creatura viva, che ha sentimenti. Proprio ieri è morta una cagnetta mai adottata. E’ una creatura che non ha mai visto un parco pubblico, una casa.. Ha visto solo la cella, il cemento, le sbarre. Era stata gettata in strada. E dopo Natale, avremo chissà quanti cagnetti restituiti, perché ricevuti in regalo da chi non li vuole.. A Lola s’è spezzato il cuore: pensiamoci, prima di acquistare il cucciolo di razza, e magari fare una cucciolata che non si vuole». Lola è serena? Non ha più freddo? Speriamo che sì, stia bene, di nuovo con lei, con la sua umana, a farle festa e ad addolcirle il Natale. Speriamo siano insieme, magari nel paradiso dei in cui voleva andare lo scrittore Mark Twain, perché i cani – diceva – sono gentiluomini. Gli umani no.
VIDEO
 
LEVANTE NEWS
25 DICEMBRE 2011
 
‘Santa’: rubato un cagnolino, città mobilitata
 
 
Provincia di Genova - Si chiama Nico: è un incrocio e (come si vede nella foto) è caratterizzato da una mezza ”mascherina” nera sul musetto simpatico. Appartiene a un clochard che in genere chiede la carità davanti alla chiesa parrocchiale del centro a Santa Margherita Ligure, benvoluto nella cittadina in cui molti, questa mattina, si sono mobilitati per lui, disperato.Venerdì notte il clochard si è recato come ogni sera a dormire in stazione; quattro ragazzi – si dice provenineti dal “Covo” – hanno slegato il cane e se lo sono portato con loro. Ci sarebbe un testimone che li ha visti scendere alla stazione di Genova Brignole. Ma soprattutto ci sono le telecamere che li hanno inquadrati. Nei loro confronti scatterà una denuncia; per il momento contro ignoti. Il proprietario non si dà pace: Nico è la ragione della sua vita.Non è la prima volta che barboni vengono derubati dei loro cani. Un caso analogo alla stazione Brignole, una decina di anni fa, si concluse positivamente con il ritrovamento di Pimpa. A Santa si augurano che Nico sia altrettanto fortunato; non si può pensare che faccia una bella vita in compagnia di chi lo ha sequestrato.Chi avesse notizie del cane può telefonare alla polizia municipale di Santa Margherita Ligure 0185 205450 o ai carabinieri 0185 294900.
 
LA VOCE
25 DICEMBRE 2011
 
Un delinquente recidivo ha commesso un atto osceno e scabroso
Usa: uomo stupra un chihuahua. Condannato a 10 anni di carcere
 
San Francisco- Robert Edwards De Shields, un deliquente recidivo, era ospite di una normale famiglia americana poichè non possedeva un proprio domicilio.
Qualche tempo fà, è scattato qualcosa nella sua mente disturbata che lo ha portato a stuprare il chihuahua di otto mesi, di proprietà della famiglia che lo ospita.
Il cane ha presentato agli esami veterinari tracce di emorragie interne in seguito alle violenze subite, per questo motivo il tribunale di Sacramento, in California, ha deciso di condannarlo a dieci anni di galera.De Shields sarà iscritto nell'elenco nei criminali a scopo sessuale e dopo la sua liberazione dovrà indossare un braccialetto elettronico e tenersi a distanza da scuole e da luoghi di riunione di bambini. Alvise Wollner
 
VITERBO NEWS
25 DICEMBRE 2011
 
Belgio, perquisizione in villa: trovati 11 coccodrilli e un alligatore
 
Natale è arrivato in anticipo per 11 coccodrilli del Nilo e un alligatore, trovati dalla polizia durante una perquisizione in una villa nel nord del Belgio.Il centro del soccorso animali di Opglabbeek, nell'est del Paese, ha reso noto che i rettili sono stati scoperti ieri, quando la polizia ha perquisito la villa di un uomo tedesco, sospettato di truffa nel villaggio di Lapscheure.Secondo un biologo del centro, Frederik Thoelen, gli animali erano in condizioni pessime. Il proprietario ha concesso i diritti sui rettili, poiché non aveva le carte necessarie per tenerli.'Questa - ha detto Thoelen - 'è una notizia molto buona, perché ora possiamo cercare un nuovo posto per loro'.Di sicuro i coccodrilli e l'alligatore passeranno il Natale al centro.Thoelen ha già fatto sapere che gli animali non avranno alcun trattamento speciale, poiché 'hanno ricevuto ieri il regalo più grande', la loro liberazione.
 
TIO.CH
26 DICEMBRE 2011
 
Sandy trovata con le vibrisse tagliate
 
 
 
BELLINZONA (Svizzera) - Si tratta di una grave menomazione che può avere effetti penali."Sandy", così é stata battezzata la gattina trovata in via Filanda a Bellinzona e consegnata alla Protezione animali di Bellinzona, tentennava e si muoveva a fatica.
Da un esame é risultato che qualcuno le aveva tagliato le vibrisse, quei lunghi baffi dotati di sensibilità da sostituire in buona parte la vista.
L'animale, privo di questi importanti peli, perde il senso dell'orientamento e cammina con passo incerto. E` da sperare che non siano stati strappati, altrimenti non crescerebbero più e la povera bestiola avrebbe una lesione permanente.La Legge federale sulla protezione degli animali, vieta ogni tipo di menomazione che possa causare conseguenze nel normale stato di vita. Il proprietario è invitato a chiamare il parco gatti al numero 091 826 38 00 dalle ore 14.00 alle 16.00 o la centrale Spab 091 829 33 66.
Nella foto allegata, "Sandy" senza i lunghi baffi.
 
LA ZAMPA.IT
26 DICEMBRE 2011
 
Veterinari: non date gli avanzi ai cani e gatti
Festeggiate dedicandogli più tempo
Gli animali abituati a un certo tipo di alimentazione non tollerano cibi fritti o piccanti
 
Roma Cenoni natalizi e di Capodanno dietro l’angolo e con loro largo a primi piatti, zuppe, pesce, carne, salumi, formaggi, cucinati nei più svariati modi a seconda della tradizione di famiglia. Famiglia di cui fanno parte ormai anche gli animali d’affezione, presenti in quasi la metà delle case italiane e amati come dei figli. Forse anche troppo. E il primo errore da non fare è «antropomorfizzare il ’pet’ pensando che anche lui a Natale e Capodanno abbia bisogno di festeggiare a tavola. Questo è un errore». Parola di Andrea Rettagliati, medico veterinario di Roma.
Gli ultimi dati dell’Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi) evidenziano che il 21,5% delle famiglie italiane ospita un cane, un valore che si conferma stabile negli ultimi cinque anni. A oggi risultano regolarmente censiti quasi sei milioni di cani, con un record al Nord, più precisamente in Lombardia (905.046), Emilia-Romagna (861.225), Veneto 751.463 e Piemonte (492.226). Il 20% delle famiglie italiane ospita invece un gatto, percentuale anch’essa invariata negli ultimi cinque anni: la popolazione di gatti di proprietà è di circa 7,5 milioni di esemplari.
«I nostri cani e gatti - spiega l’esperto all’Adnkronos Salute - sono abituati a seguire una certa alimentazione, sia essa casalinga o a base di prodotti industriali come le crocchette o l’umido. Somministrare del cibo che loro non hanno mai mangiato prima, e soprattutto fritto, iper-cucinato, salato o piccante come spesso sono i piatti delle feste, equivale a creare uno scompenso nel loro apparato digerente. Cosa che spesso può portare a problemi intestinali». Dunque, anche a Natale e Capodanno la scelta migliore è quella di non fare regalini culinari agli animali di casa, «bensì, dedicare loro tempo e coccole, sfruttando le ferie: per i ’pet’ è questo che importa, l’amore dei loro proprietari. Che spesso, durante la vita di tutti i giorni, non hanno il tempo di far loro una carezza in più». Sotto l’albero, dunque, sì alle effusioni e no a dolcetti o ’assaggì di tacchino.
 
IL CENTRO
27 DICEMBRE 2011
 
Francavilla, cane incaprettato e gettato in mare
È stato ritrovato morto sulla spiaggia con visibili maltrattamenti. I vigili urbani a caccia di testimoni
 
FRANCAVILLA (CH). Un gesto orribile su un animaletto incapace di difendersi, e l'orrore della mano dell'uomo che non conosce limiti. Un cane di piccola taglia è stato ritrovato morto, ieri mattina, sulla spiaggia di Francavilla, con visibili maltrattamenti. Il cucciolo, presumibilmente meticcio di incrocio con un maltese, giaceva sulla spiaggia a pochi metri da piazza Sirena con le zampette anteriori e posteriori legate da del nastro isolante. Il cane potrebbe essere stato legato e gettato in mare non molto lontano dal luogo in cui è stato ritrovato, e riportato a riva dalle correnti del mare, all'altezza dello stabilimento "Bagni da Gianni".A dare l'allarme sono stati alcuni passanti che hanno visto l'animale in quelle atroci condizioni, a pochi metri dalla riva. Purtroppo, nonostante la segnalazione, per l'animale non c'è stato nulla da fare: già non era più in vita. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani di Francavilla, che stanno verificando se il cane fosse di proprietà e accertando eventuali responsabilità del gesto inqualificabile. Si cercano per questo eventuali testimoni.
L'uccisione e il maltrattamento di animali sono severamente puniti dal codice penale. L'episodio finirà ora sul tavolo del magistrato di turno della procura di Chieti.
 
GAZZETTA DI MANTOVA
27 DICEMBRE 2011
 
Avvelenati 5 cani, Castelbelforte ha paura Vicesindaco e maggioranza sulle tracce del colpevole. Un volantino chiede la collaborazione del paese

Lino Fontana

 
CASTELBELFORTE (MN) - Uno o più avvelenatori di cani che s’aggirano per il paese. Questa la nuova paura che attanaglia Castelbelforte. Prova dello stato d’allarme è un volantino distribuito in questi giorni firmato “Amici degli animali”, che lancia un appello: «In questo paese definito “civile” – si legge – c’è una persona di m…. che si diverte ad avvelenare i cani con un topicida di ultima generazione. Aiutiamoci tutti insieme a trovarlo/a». Indubbiamente il linguaggio usato denota la preoccupazione e la rabbia di chi possiede cani o si dichiara “amico degli animali”, invitando tutti a unirsi per una campagna di ricerca per risalire ai responsabili. Non viene tralasciata alcuna ipotesi: l'avvelenatore potrebbe essere uomo o donna, giovane o anziano. Parte di un gruppo come libero battitore. Una sola certezza: qualcuno c’è. «Diverse famiglie sono in allarme dopo il ripetersi, nelle ultime settimane, di sconcertanti episodi di avvelenamenti di cani che, a quanto si presume, sono stati perpetrati con un topicida sofisticato» certifica preoccupato il vicesindaco, Massimiliano Gazzani. A farsi carico del problema sono, dunque, le stesse istituzioni del paese. A partire da Enrico Taccon, capogruppo consiliare di maggioranza: «I casi accertati sono cinque. E in almeno quattro i cani sono deceduti per avvelenamento accertato dall’autopsia. Un altro cane si è salvato grazie al tempestivo intervento del veterinario» racconta. Taccon ricorda che i cani avvelenati sono tutti di grossa taglia (un dobermann e due meticci di media taglia, oltre ad un meticcio di piccola taglia). Seconda traccia, aggiunta dal vicesindaco, è che «i fatti sono accaduti tutti in centro abitato utilizzando esche aromatizzate che ingannano l’olfatto delle povere bestiole e che vengono lanciate nei giardini di casa». Chi sarà mai? Taccon lancia un appello perché vengano segnalati eventuali altri casi al personale di vigilanza del Comune, ma anche ai carabinieri: «Non si deve dimenticare che il maltrattamento e, ancor peggio, l’uccisione violenta di animali, è passibile di denuncia che prevede anche l’arresto del responsabile dell’atto».Per ora sono ancora oscuri i motivi che inducono il misterioso avvelenatore a prendersela con i cani: se è perché disturbano. oppure semplicemente perché li odia.
 
TICINO NEWS
27 DICEMBRE 2011
 
Novaggio (Svizzera): gatto vittima di una tagliola
L'indignazione di Dario Cattaneo, il proprietario del micio ferito: "Sporgeremo denuncia contro ignoti"

 
Svizzera - "Sera di Natale. Il nostro gattone non si vede da qualche ora. Ad un certo punto, sbuca dalla gattaiola e si siede vicino al camino. Stranamente tranquillo, si lecca insistentemente la zampa posteriore destra. Incuriositi ci avviciniamo e notiamo una profonda ferita estesa. L’osso in bella vista non lascia presagire nulla di buono. In men che non si dica siamo a Cadro dal veterinario di picchetto che in più di un’ora d’intervento ricostruisce un muscolo lacerato, ricuce i lembi di pelle rimasti e medica le ferite.
Cosa può aver provocato una tale ferita? Nessun segno di lotta o altre ferite. La risposta può essere una sola: una tagliola! Un metodo tanto antiquato quanto crudele per catturare, fra l’altro, faine e volpi che abbondano nel nostro cantone. Il veterinario conferma la nostra intuizione".
A raccontarci questa triste storia è Dario Cattaneo di Novaggio. Ma non è finita qui. "Novaggio - aggiunge - non è nuova ad azioni anti-feline o anti-canine simili. Qualche anno fa un nostro gatto è stato avvelenato con la meta che provoca la morte dopo atroci sofferenze. La stessa sorte è toccata al cane di un vicino. Altri gatti sono addirittura stati colpiti da proiettili sparati da fucili di piccolo calibro. Quest’anno alcuni gatti pregiati non hanno più fatto ritorno a casa. E questo è solo ciò di cui siamo venuti a conoscenza"."Come per il gatto avvelenato con la meta - conclude Dario Cattaneo - sporgeremo denuncia contro ignoti, che poi tanto ignoti non sono, pur sapendo che ciò non porterà quasi certamente a nulla".
 
LA PROVINCIA DI VARESE
27 DICEMBRE 2011
 
Albizzate (VA), cagnetto abbandonato a Natale
Famiglia lo salva, ora è caccia al padrone

NELLA FOTO - Il trovatello di Albizzate cerca una nuova famiglia affettuosa (Foto by RED) 

 
ALBIZZATE Guardate la foto e rispondete alla seguente domanda: come si fa a disfarsi di un tesoro così? Eppure succede, ogni giorno e ovunque. Succede persino il giorno di Natale: regalo sgradito o padrone degenere? Comunque stiano le cose, un comportamento meschino.
La scena avvenuta ad Albizzate, intorno alle 15 di domenica, è questa: una famiglia del paese sta rientrando a casa dopo il pranzo natalizio e nota un cagnetto legato a un cancello, ai bordi di una strada di periferia. La bestiola abbaia a tutte le auto che passano, cerca quasi di attirarne l'attenzione, sfruttando il poco margine di movimento che la catena agganciata al collare le consente. Sufficiente, però, a farle rischiare l'investimento a ogni transito di vettura.
La famigliola, sconcertata, si rende conto subito che si tratta di un animale abbandonato. E spaventato, e af famato, e infreddolito. Lo slega, lo carica in auto e se lo portano a casa. Lo rifocilla, lo coccola e chiama i carabinieri, i quali a loro volta allertano il canile.[…]
Intanto i militari dell'Arma contano di risalire a chi l'ha abbandonato sfruttando i dati contenuti nel microchip, di cui ogni quattrozampe per legge va dotato. Sempre per legge, qualora venisse rintracciato, chi si è macchiato di un gesto così disumano sarà chiamato a pagarne le conseguenze.
Per il cagnetto, forse, la sfortuna si tramuterà in fortuna: ha perso un padrone crudele e ne troverà uno buono, capace di dargli l'affetto che merita e ispira.
 
LA REPUBBLICA GENOVA
27 DICEMBRE 2011
 
"Nell'incendio di Vado una strage di animali"
L'Enpa di Savona calcola che in un ettaro a fuoco muoiono almeno cinque milioni di insetti, da cinque a diecimila rettili ed uccelli e circa duecento mammiferi. E nelle fiamme di Vado, di ettari ne sono bruciati 250
 
In ogni ettaro muoiono, bruciati vivi o asfissiati, secondo un calcolo dell'ENPA, l'Ente nazionale per la protezione degli animali, almeno cinque milioni di insetti, da cinque a diecimila rettili ed uccelli e circa duecento mammiferi. E nelle fiamme di Vado di ettari ne sono bruciati 250.
Dopo il tremendo incendio sulla riviera di ponente, si fa il conto dei danni; e la Protezione Animali savonese chiede di non dimenticare la strage di animali compiuta dal fuoco.
Neppure gli animali sopravvissuti se la passeranno molto bene. Per lungo tempo, i superstiti fuggiti nelle aree vicine, si troveranno a competere con le popolazioni originarie in ambienti che non conoscono, correndo seriamente il rischio di morire di fame.
Una semplice moltiplicazione potrà quindi dare il conto dei milioni di animali morti nei circa 250 ettari bruciati nei giorni scorsi, per i quali l'associazione preannuncia la costituzione di parte civile nei riguardi dei responsabili.
 
IL RESTO DEL CARLINO
27 DICEMBRE 2011
 
Botti di capodanno? Attenti ai cani
Come prevenire traumi e fughe
Botti, fuochi artificiali, spari e petardi sono per cani e gatti dei rumori lancinanti. Ecco alcuni utili suggerimenti per limitare i danni dettati dalla paura
 
Ravenna - Anche quest’anno l'Enpa di Ravenna lancia un appello ai detentori di animali domestici in occasione dei festeggiamenti del Capodanno. Botti, fuochi artificiali, spari e petardi sono per cani e gatti dei rumori lancinanti, dato che li percepiscono in modo di gran lunga amplificato, se paragonato alla sensibilità dell’uomo.I fragori procurano, quindi, dolore e spavento agli animali, i quali sono spinti a tentare una fuga emotiva ed irrazionale che li porta anche a compiere diversi chilometri da casa. I detentori d’animali domestici sono, pertanto, invitati ad intensificare le condizioni di custodia, chiudendo l’animale in un luogo sicuro ove, possibilmente, i rumori giungano attutiti.Per ridurre gli stati d’ansia, si potrebbero preventivamente somministrare degli ansiolitici, previa consultazione del veterinario di fiducia. Se il cane vive in un box, controllate che nella struttura non vi siano eventuali possibilità di fuga, anche se, almeno per quella notte, il nostro amico non si potesse ricoverare all’interno della cantina o del garage.Per gli animali che vivono in casa, tenete acceso il televisore, li aiuterà a percepire il frastuono in modo meno traumatico. Ad ogni buon conto, se Fido dovesse scappare, rivolgetevi alla reperibilità (cell. 348/3550012). L'Enpa ricorda che, per ritrovare il cane od il gatto che si fossero allontanati, di estrema utilità è l’iscrizione all’Anagrafe Comunale e l’inserimento del microchip.
 
CORRIERE DI MAREMMA
27 DICEMBRE 2011
 
Caccia al cinghiale peggio della corrida
Il presidente di Italia Nostra torna alla carica dopo l’ultimo episodio all’Argentario. Scola: “Bracconaggio e feroci esecuzioni, uomini come belve”.
 
Come qualcuno ricorderà, noi di Italia Nostra ci siamo occupati, tempo fa, della caccia al cinghiale. Scrivemmo che questo tipo di caccia, praticata da squadroni di uomini in tuta mimetica e da vaste mute di cani, costituisce un intollerabile assalto all’ambiente naturale e dà luogo a inaudite crudeltà sia a danno dei cinghiali, che sono pur sempre esseri senzienti, sia dei cani, anch’essi povere vittime di questo sedicente “sport” venatorio. Privi, come sono, di validi argomenti da opporre a chi li critica e intolleranti alle critiche stesse, i capi dei cacciatori hanno fatto ricorso al bavaglio, minacciandomi cioè di querela per le opinioni da me espresse. Le cronache giornalistiche che via via si susseguono confermano che Italia Nostra e le varie, benemerite associazioni animaliste avevano pienamente ragione quando sostenevano che la caccia al cinghiale è un esercizio crudele e pericoloso. Abbiamo letto di cacciatori che si uccidono e si feriscono fra loro, abbiamo letto di innumerevoli atti di bracconaggio, del mancato rispetto delle distanze da strade e abitazioni, dell’uso, vietato dalla legge, di apparecchi radio durante le battute, di un gatto sbranato da una muta di cani lasciati liberi dai loro padroni. Abbiamo letto di un raro esemplare di ibis, un grande uccello migratore in via di estinzione, ucciso con una fucilata, per pura crudeltà. E, soprattutto, abbiamo letto di quei cacciatori che a Porto Ercole, all’inseguimento spietato di un cinghiale che, per sfuggire loro, si era gettato in mare tentando di salvarsi a nuoto, lo avevano inseguito a bordo di una barca e lo avevano fucilato fra le onde. Più che una caccia, una feroce esecuzione. Peccato che i dirigenti delle associazioni venatorie, che difendono a spada tratta la dignità dello “sport” da essi praticato, querelino chi li critica, ma non trovino nemmeno una parola di biasimo nei confronti di simili brutalità. Nemmeno nella Spagna delle corride, che pure sono un sanguinario rituale di morte, si arriva a tali segni di belluina e sanguinaria malvagità. I toreri scendono nell’arena per uccidere il toro: si può, anzi si deve, contestare questa loro tradizione, ma bisogna comunque riconoscere che essa si svolge sulla base di rigidi codici comportamentali, che prevedono addirittura la “grazia” per il toro coraggioso. Ma se gli umani vogliono distinguersi dalle belve, hanno il dovere di provare anche un altro sentimento: la capacità di provare compassione non solo per i propri simili, ma per qualsiasi essere vivente. Ecco perché l’inseguimento in mare, a bordo della barca, del cinghiale in fuga disperata, e la sua spietata esecuzione, è un episodio da condannare severamente e da no n dimenticare. * Presidente della sezione di Grosseto di Italia Nostra Michele Scola *
 
ASCA
27 DICEMBRE 2011
 
Cina: raro esemplare tigre siberiana fugge da zoo e viene abbattuta
 
Pechino - Un raro esemplare di tigre siberiana fuggita da uno zoo e' stata abbattuta da decine di poliziotti all'interno di un parco pubblico. Secondo l'agenzia Xinhua, la tigre, una femmina di nove anni, era scappata dallo zoo nella citta' di Wuhu per colpa di un impiegato che aveva dimenticato di chiudere la gabbia in modo appropriato. L'animale ha seminato il panico fra gli abitanti prima di essere uccisa, ma non ci sono stati feriti.
Non e' il primo incidente del genere in Cina. A gennaio scorso un autista di autobus era stato ucciso da una tigre fuggita da un centro nel nordest della Cina.Nel paese ci sono circa 6.000 tigri a rischio di estinzione che vivono in cattivita', ma solo poche decine nel nord-est fra cui una ventina di tigri siberiane.
 
GEA PRESS
28 DICEMBRE 2011
 
Chieti: legato con il nastro adesivo e gettato nel fiume
Trovato morto in mare due giorni dopo - le indagini della Polizia Municipale di Francavilla al mare, il referto dell'ASL veterinaria di Chieti.
 
Si aggiungono nuovi inediti particolari al ritrovamento di un cane orrendamente ucciso in provincia di Chieti, a Francavilla al Mare. Questo a soli pochi giorni da altro episodio di inaudita crudeltà che ha riguardato una cagnetta incaprettata e gettata da un ponte in una frazione del Comune di Lanciano. Il piccolo incrocio di barboncino color chiaro, rinvenuto ormai morto nella spiaggia di Francavilla al Mare (CH) lunedì mattina, in prossimità del centro cittadino, è stato molto probabilmente gettato in uno dei due fiumi che sfociano nei pressi del centro costiero. Con tutte e quattro le zampe legato con un grosso nastro adesivo, il cane era sicuramente ancora vivo nel moment o in cui è stato gettato via. I polmoni, infatti, sono stati trovati pieni d’acqua. A rilevarlo a GeaPress è il dott. William Di Nardo, veterinario dell’ASL di Chieti di turno il giorno del ritrovamento. Probabilmente è stato  in qualche maniera avvolto in un sacco di plastica e gettato da un ponte o da sopra un argine. In questa fase  il cane ha quasi sicuramente battuto il muso, dal momento in cui è stato rilevato un principio di emorragia. Dall’esame dei resti, è risultato essere morto da ameno due giorni.Poi, il controllo con il lettore ottico e la presenza del microchip che ha così condotto al proprietario, un uomo di Chieti. Subito contattato dalla Polizia Municipale di Francavilla al Mare, ha dichiarato che il cane, di otto anni di età, era scappato da cinque giorni. Non era stata, però, formulata alcuna denuncia di smarrimento. L’uomo appariva particolarmente preoccupato dal fatto di dovere riferire la notizia alla figlia, molto affezionata al cagnolino e per il quale non aveva mai smesso di sperare di poterlo riabbracciare.Secondo il Tenente Alessio Di Nardo della Polizia Municipale di Francavilla al Mare, si tratta di un fatto di notevole gravità che non ha alcun precedente nella cittadina. La Polizia Municipale ha curato le fasi preliminari delle indagini inoltrando alla Procura della Repubblica di Chieti la notizia di reato per violazione dell’art. 544/bis del Codice Penale (uccisione di animali). Deciderà poi la Procura, essendo il proprietario del cane di Chieti, a quale organo di Polizia affidare le indagini.“Abbiamo fatto tutto il possibile - ha dichiarato a GeaPress il Tenente Di Nardo – per raccogliere quante più informazioni per agevolare le indagini. Ho un ricordo tremendo del ritrovamento e mi chiedo come sia possibile mettere in atto comportamenti di questo genere“.Sadismo, minacce o semplicemente il cru dele sbarazzarsi di una presenza che, chissà perché, dava fastidio? L’Italia è piena di casi di questo genere. Purtroppo l’art. 544/bis del Codice Penale non prevede arresto in flagranza di reato, né sanzioni pecuniarie, mentre la previsione di pena detentiva, fissata in un massimo di due anni, è di fatto virtuale. Poco peso e solo per i pregiudicati di gravi e recenti altri reati. Per il resto  due anni di previsione detentiva, sono ben al di sotto della soglia di punibilità. 
 
CASERTA NEWS
28 DICEMBRE 2011
 
Il cane lo infastidisce e lui lo spara: nei guai 50enne
 
Piedimonte Matese (CE) - Era infastidito dalla presenza del cane del suo vicino di casa che gironzolava nei pressi della sua abitazione, ha deciso così di liberarsi di quello che riteneva essere il suo principale problema, imbracciando un fucile calibro 16 che deteneva in casa, sparando al cane di razza meticcia, che rimaneva gravemente ferito. Sul posto l'immediato intervento dei Carabinieri della Stazione di Alife che hanno prontamente soccorso l'animale, facendolo trasportare presso il Servizio Veterinario dell'ASL di Piedimonte Matese, dove si riusciva a fermare l'emorragia dovuta alle ferite riportate in varie parti del corpo, mentre A.F., 50enne del luogo, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per i reati di maltrattamento di animali, spari in luogo pubblico, detenzioni abusiva di munizioni e porto abusivo in luogo pubblico di arma legalmente detenuta. Sotto sequestro sono finiti sia l'arma utilizzata per sparare che le munizioni. […]
 
IL GAZZETTINO
28 DICEMBRE 2011
 
Rex, cane meticcio di 7 anni, è stato colpito a morte da un cacciatore ..
 
SPILIMBERGO (PN) - Rex, cane meticcio di 7 anni, è stato colpito a morte da un cacciatore mentre era a passeggio nella campagna di Barbeano. Con lui c’era, come ogni pomeriggio, Italia Rossetto, madre della proprietaria. «Mi trovavo a meno di 10 metri dal cane - conferma la donna - questo avrebbe dovuto scoraggiare ogni manovra di caccia per tutelare la mia incolumità». Una manciata di secondi dallo sparo e il cane stramazzava al suolo. La donna, impreparata al soccorso, sola, senza macchina e a un chilometro da casa, ha chiesto aiuto all'uomo, ma lui è fuggito in auto. È stata presentata denuncia alla stazione dei carabinieri di Spilimbergo, sopraggiunti sul posto per un primo sopralluogo.
 
IL GAZZETTINO
28 DICEMBRE 2011
 
«Ho visto morire il mio amico Rex» Italia Rosetto era a passeggio con il cane, poi lo sparo
«Chiedevo aiuto, ma il cacciatore è fuggito in auto»
 
Provincia di Pordenone - Non è il Rex della fiction televisiva, ma certamente il re di casa. A morire, colpito da un proiettile di fucile, il cane meticcio di Laura Santarossa accompagnato per un'uscita all'aperto dalla madre, Italia Rossetto. È accaduto a Barbeano, nella strada sterrata che costeggia il canale di irrigazione. La signora Italia aveva con Rex un appuntamento fisso, ogni pomeriggio, per una passeggiata in aperta campagna. A guastare la routine e i piani della festività di Santo Stefano un uomo armato di fucile e a quanto pare senza scrupoli. Dalla testimonianza della donna, l'uomo che imbracciava l'arma e ha sparato non poteva aver confuso il cane con una qualche specie di selvaggina, poiché la vista, aiutata dalla luce del primo pomeriggio, non presentava ostacoli, neppure un albero. «Mi trovavo a meno di 10 metri dal cane - conferma la donna - questo avrebbe dovuto scoraggiare ogni manovra di caccia per tutelare la mia incolumità». Una manciata di secondi dallo sparo e il cane stramazzava al suolo. La donna, impreparata al soccorso, sola, senza macchina e a un chilometro da casa, ha gridato aiuto all'uomo non riuscendo a trasportare l'animale con le proprie forze. Rex respirava ancora, seppur a fatica. Diretto verso la macchina, un'utilitaria bianca, il cacciatore si è poi dileguato in tutta fretta. La signora Italia, spaventata, non ha trascritto la targa del veicolo ma ha poi provveduto a chiamare i carabinieri di Spilimbergo, sopraggiunti sul posto per un primo sopralluogo. Un gesto davvero irresponsabile lo sparo, ma ancor peggio la fuga poiché l'uomo non solo non si è accertato delle condizioni della donna, che chiedeva aiuto, ma ha tolto ogni possibilità di sopravvivenza al cane. «Rex, 7 anni, addestrato a regola d'arte, aveva straordinarie doti terapeutiche- afferma la proprietaria - proprio qualche mese fa ho perso la bambina che aspettavo al nono mese di gravidanza. Da allora, la sua presenza in casa è stata ancor più indispensabile per me e il mio compagno. È ingiusto - continua - spero che il responsabile venga individuato dalle forze dell'ordine». Al momento, sono stati eseguiti gli esami sul corpo dell'animale per accertare la quantità di proiettili, tre presunti, e ultimare le verifiche sul calibro dell'arma. A uccidere Rex, quasi certamente, un foro all'altezza del cuore.
 
IL TIRRENO
28 DICEMBRE 2011
 
Comprano un cane per Natale ma è malato e senza vaccinazioni: denunciata negoziante
 
LIVORNO. Luna è un cucciolo di Cavalier king arrivata nell'abitazione di una famiglia livornese il 23 dicembre scorso. Ma il Natale lo ha trascorso nella clinica veterinaria, dov'è ancora ricoverata. La diagnosi parla di una «forte grastroenterite, tosse e sangue dalle feci». Il motivo? «È malata perché non è stata vaccinata». In più, il cane - di razza Cavalier King - saebbe dovuto arrivare da Udine invece è stato scoperto che proveniva dall'Ungheria. Per tutti questi motivi i padroni hanno denunciato la negoziante da cui l'hanno comprata per mille euro.
 
SPOLETO CITY
29 DICEMBRE 2011
 
l’anonima lacci e tagliole: vergogna!

 
Provincia di Perugia: Riceviamo e pubblichiamo questo esempio  della crudeltà umana che sì, è veramente “bestiale”.“Questa volta è toccato a Puffo, un gatto di quasi dieci anni, che nei giorni è rimasto vittima di un laccio metallico messo dai ‘soliti ignoti’ per catturare volpi o faine ‘attentatrici’ di pollai. E’ l’ennesimo episodio di violenza e crudeltà nei confronti degl animali d’affezione che si verifica da alcuni anni a questa parte nella zona di Collemarozzo,  e specificatamente nell’isolato di Case San Filippo.Infatti, già alcuni anni fa come WWF denunciammo  un episodio analogo  di cui fece le spese un altro gatto appartenente alla medesima famiglia.Anche allora, così come è accaduto oggi per ‘Puffo’, i veterinari dello studio Albagini e Baldoni furono costretti ad amputare l’arto ferito alla povera bestiola.L’apice di tali efferati comportamenti criminali  si ebbe due anni fa, il giorno di Natale, quando ‘qualcuno’ pensò di regalare a Birba , una piccola cagnolina di otto mesi, (trovata a Borgo Trevi in un secchio della spazzatura), una polpetta con vetro triturato…. . La povera Bestiola morì tra atroci dolori la sera di Natale. Del fatto ne parlò Rita Dalla Chiesa a ‘Forum’, nello spazio dedicato agli animali domestici.Birba apparteneva alla stessa famiglia che si cura di ‘Puffo’ e dell’altra gattina mutilata, ma in quel caso, forse, i pollai c’entravano poco….. .Anche per  quest’ultimo episodio i proprietari di ‘Puffo’ denunceranno il fatto agli organi competenti.Come associazione che ha a cuore il rispetto della natura e  della vita di tutti gli esseri viventi auspichiamo che si attui un maggiore controllo del territorio in questione , ed invitiamo gli addetti a tale compito ad agire affinché non si ripetano ancora tali episodi, individuando e colpendo i criminali autori di tali atti di inciviltà.”
 
GIORNALETTISMO
29 DICEMBRE 2011
 
Quello che terrorizza il cane con i petardi
E’ stato denunciato a Roma
 
“E’ accaduto a Roma, in zona Torre Angela, un quartiere dell’ottavo municipio. La mattina del 29 Dicembre il signor P, italiano 40enne proprietario di uno york shire ha acquistato delle ‘miccette’, ovvero dei piccoli petardi da far scoppiare in compagnia del figlio minorenne”. Lo dichiara in una nota Earth, associazione per la tutela giuridica della natura e dei diritti animali.
LA STORIA - “Iniziato il divertimento – continua – padre e figlio si sono accorti che il cagnolino correva all’impazzata e ululava ogni volta che esplodeva un petardo e hanno trovato la cosa ‘buffa’ hanno quindi continuato nel folle divertimento. Dei vicini di casa hanno chiamato il nostro sportello segnalando l’accaduto. Dall’associazione e’ partita quindi la denuncia a carico dell’uomo”. “I cani hanno un udito notevolmente superiore a quello umano – spiega Gianluca Marchetti, medico veterinario per Earth – percepiscono in fatti vibrazioni comprese tra 20mila e 40mila Hz e cioe’ il doppio della capacita’ umana. I cani di piccola taglia poi, di solito sono anche piu’ stimolati dal rumore al quale reagiscono abbaia ndo, e per questo vengono considerati delle vere e proprie sentinelle”.
LE VITTIME – Proprio in virtu’ delle migliaia di vittime animali – dichiara il presidente di Earth Valentina Coppola – che ogni anno si contano per i fuochi di fine anno, 850 comuni italiani hanno proposto di proibire parzialmente o totalmente i ‘botti’. In attesa che questa battaglia di civilta’ venga vinta su tutto il territorio italiano, ricordiamo che lasciare il proprio cane o gatto sul balcone o giardino la notte del 31 dicembre in balia dei fuochi, equivale a maltrattarlo rischiando fino a 18 mesi di reclusione”.
 
IL CENTRO
29 DICEMBRE 2011
 
Truffa dei cani, cinque indagati
 
TERAMO. La procura chiude l’inchiesta sulla truffa dei cani con cinque indagati, tra cui tre veterinari della Asl. Le accuse ipotizzate dal pm Davide Rosati vanno dalla truffa ai maltrattamenti agli animali, dall’omissione d’atti d’ufficio alla falsità ideologica. Nel registro degli indagati, oltre ai medici, anche due esponenti di un’associazione che gestiva la struttura di ricovero finita nelle indagini affidate agli agenti della Forestale.
Secondo l’accusa 64 cani senza padrone raccolti in strada e portati in una struttura di Colleparco (successivamente smantellata) vi sarebbero stati trattenuti mesi e mesi indebitamente, oltre il periodo necessario a compiere le operazioni di microchippatura e sterilizzazione previste dalla legge prima della reimmissione sul territorio. Questo, sempre secondo la procura, perch&egra ve; tenere gli animali “parcheggiati” imponeva ai Comuni “proprietari” degli stessi un esborso per garantire loro vitto e alloggio (due euro e 50 centesimi al giorno per ciascun cane). Somme che, a quanto ritengono gli inquirenti, venivano incassate dai gestori della struttura attraverso i contributi che di volta in volta arrivavano dai Comuni per il mantenimento degli animali. Per far sì che i cani venissero trattenuti occorreva però una certificazione che attestasse il loro cattivo stato di salute e la loro potenziale pericolosità a livello igienico-sanitario. Per questo tra gli indagati ci sono anche i veterinari. Il Comune più danneggiato è quello di Teramo, che avrebbe speso oltre 250mila euro per mantenere decine e decine di cani che in realtà sarebbero potuti tornare in strada, accuditi nei quartieri e nelle contrade di residenza.
 Ma nella lista degli enti danneggiati da questo meccanismo ci sono anche i Comuni di Roseto, Montorio, Castellalto, Castilenti e Campli. Una delle due rappresentanti dell’associazione, inoltre, è indagata anche per esercizio abusivo della professione. Secondo il magistrato si sarebbe sostituito al medico nella gestione sanitaria degli animali, facendo esami diagnostici e somministrando trattamenti terapeutici di competenza del medico. Un’accusa comune a tutti e cinque è quella dei maltrattamenti ad animali: secondo il magistrato avrebbero sottoposto 64 cani e 70 gatti a sevizie e fatiche costringendoli a vivere ammassati in ambienti angusti e in precarie condizioni di salute. Naturalmente si tratta di accuse che dovranno essere provate nel corso di un eventuale dibattimento.
Per il momento c’è un avviso di conclusione d’indagine, a cui molto probabilmente farà seguito una richiesta di rinvio a giudizio che dovrà essere esaminata da un giudice.
 
EXPRESS NEWS
30 DICEMBRE 2011
 
Cagnetta randagia incaprettata ed uccisa, era dolcissima
 
Pulsano (TA) – Torturata e strangolata: e’ la fine che sconosciuti teppisti hanno riservato ad una cagnetta randagia di razza spinona a Pulsano.A segnalarlo e’ una cittadina residente nella zona che aveva cura della cagnetta, regolarmente microchippata e sterilizzata e assolutamente inoffensiva.La cagnetta veniva curata dalla donna insieme a pochi altri cani superstiti di un avvelenamento nel 2009 a Marina di Pulsano.E’ stata di certo torturata (ha un buco sul dorso), e poi e’ stata strangolata e incaprettata con piccole corde proprio vicino alle vaschette del cibo.La crudeltà dell’uomo non finirà mai!Questo cane, una spinona, di circa 4 anni era stata abbandonata circa tre anni fa a marina di Pulsano, subito soccorsa da Mariaceleste, aveva trovato amore e affetto da noi animaliste che aveavmo provveduto anche a sterlizzarl a. Era dolcissima ed inerme, spaventata, correva da noi per un po di cibo ed un sorriso…oggi è stata trovata incaprettata, torturata ed uccisa da Mariaceleste. Vi prego fate girare queste foto perchè chi ha commesso un simile gesto atroce possa trovare la punizione degli uomini, perchè a quella di Dio sarà condannato per l’eternità.Questo cane, una spinona di circa 4 anni, era stata abbandonata circa 3 anni fa a Marina di Pulsano. Subito soccorsa da Mariaceleste, aveva trovato amore e affetto da noi animaliste che avevamo anche provveduto a sterilizzarla.Era dolcissima e inerme. Spaventata, correva da noi per un po’ di cibo ed un sorriso.Oggi è stata trovata da Mariaceleste incaprettata, torturata e uccisa. Vi prego fate girare queste foto perché ci ha commesso un simile gesto atroce possa trovare la punizione degli uomini. Perché a quella di Dio sarà condannato per l’eternità.
FOTO
 
L'ARENA
30 DICEMBRE 2011
 
Cologna, strage di gatti con il lumachicida
COLOGNA (VR). Tra via Verdi e via Matteotti sono morti intossicati cinque mici messi alla luce da una siamese randagia. La donna che ha preso a cuore la gatta ospitandola in casa sua ha sporto denuncia contro ignoti dopo le analisi del veterinario
 
la siamese randagia Birba con i suoi cuccioli partoriti quattro mesi fa
e morti avvelenati
 
Cologna (Verona). I gattini di Castelnuovo sono stati uccisi dal liquido antigelo, quelli di Cologna dal lumachicida. La storia di Birba e dei suoi cuccioli, morti a poca distanza di tempo l'uno dall'altro, è drammaticamente simile a quella di Leo, Zaffy e Maggie, i mici di Monica Ciotti, l'amica dei gatti di Cavalcaselle. Un anno fa Birba, gatta siamese randagia che riceve cibo e protezione da alcune famiglie residenti in via Verdi e via Matteotti, ha partorito quattro gattini. Un cucciolo è stato adottato, due gironzolano ancora nel quartiere, mentre l'ultimo è morto dopo enormi sofferenze.
Quattro mesi fa Birba ha dato alla luce una nuova cucciolata. Sono nati altri quattro mici. Tutti e quattro sono morti non appena hanno iniziato a girovagare da un'abitazione all'altra. «Prima di morire hanno patito terribilmente», racconta Patrizia Vallarin, la donna che si è presa cura dei micini. «Inizialmente hanno iniziato a tossire e a sbavare copiosamente, poi hanno subito un blocco della mobilità delle zampe posteriori. Una mattina ne ho trovati tre stecchiti. Ho provato a salvare l'ultimo che era rimasto, ma dopo essere stato curato dal veterinario è riuscito a sopravvivere soltanto due giorni. È stato uno strazio per noi. Erano così belli e giocherelloni».
Insospettita dai continui decessi di gatti nella sua via, Vallarin ha preso uno dei micini morti e l'ha portato al servizio veterinario dell'Ulss. Le analisi hanno riscontrato la presenza nel sangue delle bestiole di un pesticida utilizzato in agricoltura. Con tutta probabilità si tratta di un lumachicida. Il veleno potrebbe essere stato ingerito accidentalmente dai micini, oppure potrebbero essere stati avvelenati di proposito da qualcuno che è stanco delle continue cucciolate e di sentir miagolare sotto casa. Anche se non ha le prove, la donna propende per quest'ultima spiegazione. Per questo ha sporto denuncia. Informate dell'accaduto dal Distretto veterinario, sono giunte a Cologna due guardie provinciali. «Hanno compiuto un giro di perlustrazione nel quartiere, hanno chiesto se avevamo dei sospetti e poi se ne sono andate. Il problema però non è stato risolto; temo che presto avremo nuovi gattini e di conseguenza nuovi martiri a quattro zampe», avverte.
Nel frattempo, Patrizia Vallarin ha accolto in casa propria la gatta randagia. «Birba non è mia, eppure va d'accordo con la mia cagnolina Luna, un carlino molto affettuoso. Dorme perfino nella sua cuccia». Quando termina una gravidanza, la gatta sceglie sempre il giardino di Patrizia per partorire i suoi cuccioli. Fino a quando non sono svezzati, i mici scorrazzano nel cortile di Vallarin, amati e coccolati dai suoi figli. «Finché rimangono dentro al mio cancello, non succede nulla di grave. Quando iniziano ad uscire, invece, attirano l'attenzione di persone crudeli e senza cuore».
Un modo per risolvere facilmente la questione ed interrompere la crudele catena di avvelenamenti ci sarebbe: basterebbe sterilizzare Birba. La gatta però non appartiene a nessuno e, in tempi di crisi come quelli che si stanno attraversando, non si trovano persone disposte ad accollarsi gli 80 euro necessari per la sterilizzazione. «Eppure», afferma Vallarin, «le colonie feline sono tutelate dalla legge».
«Quella di via Matteotti non è una colonia felina, perciò le spese non verranno sostenute dal Comune», ribatte il sindaco Silvano Seghetto, che è anche veterinario. «Questi animali hanno delle famiglie di riferimento, non vivono da soli in un casolare abbandonato. Se non si vogliono più cucciolate bisogna sterilizzare la gatta a proprie spese».
 
LA STAMPA
30 DICEMBRE 2011
 
Cani da macello, nelle Filippine blitz per liberarli
 
Cani legati e pronti per il macello. E’ accaduto nel nord delle Filippine, dove la polizia è riuscita a intercettare il furgoncino che trasportava gli animali destinati a diventare cibo, salvandone sessanta. Altri dodici sono morti soffocati. Uccidere cani è una pratica illegale nelle Filippine, ma la carne di questi animali è considerata una prelibatezza in alcune regioni del Paese asiatico. 
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CORRIERE DELLA SERA
30 DICEMBRE 2011
 
Erano destinati ad essere fatti a pezzi per essere mangiati
Filippine: salvati 60 cani destinati al macello
La polizia ha soccorso gli animali stivati in un camion: ma 12 di loro erano già morti soffocati
 
MILANO - Volevano usarli come cibo. Le autorità nel nord delle Filippine hanno salvato 60 cani destinati al macello. Ronaldo Gayo della polizia locale spiega che però altri 12 animali sono morti soffocati. Tutti i cani, che sono stati trovati all'interno di un camioncino, avevano i musi e le zampe legate con una corda di plastica.
ARRESTI - L'autista del veicolo e il suo assistente sono stati arrestati e scortati fino alla loro destinazione, un macello all'interno di un allevamento di maiali e polli a San Carlos, nella provincia di Pangasinan. Il proprietario e i dipendenti del macello sono riusciti a fuggire prima dell'arrivo della polizia. Uccidere cani per macello è illegale nelle Filippine, ma la loro carne è considerata un squisitezza in alcune parti del Paese.
 
LEGGO
31 DICEMBRE 2011
 
IN SUDAMERICA LA MATTANZA DEI 150 CANI
 
ASSUNCÌON - La notizia risale a marzo, eppure è finita nell'oblio mediatico, nonostante la terribile crudeltà che narra. Un gruppo di ragazzini, di età compresa tra gli 8 e i 13 anni, è stato spinto a uccidere numerosi cani randagi per ripulire il quartiere di Neuland, in Paraguay. Il quartiere è abitato per lo più da operai e da diversi anni i "trovatelli" vengono rimossi direttamente dai cittadini. Ma la mattanza dell'ultimo anno, in cui sono stati uccisi circa 150 cani, potrebbe avere dei retroscena ancora più macabri. Secondo un responsabile per la tutela dell’Infanzia e dell’Adolescenza, che ha denunciato il fatto, il capo della polizia locale Jacob Reiger, avrebbe reclutato la squadra di ragazzini e li avrebbe dotati di mazze e bastoni per sbarazzarsi dei randagi.  I ragazzini si sono così ; accaniti sui poveri animali, colpendoli ripetutamente e mettendo le carcasse dentro il camion del poliziotto.
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IL TIRRENO
30 DICEMBRE 2011
 
Botti, è allarme per cani e gatti
 
PIOMBINO (LI). Con i botti di Capodanno è allarme per gatti e cani. «L’allarme non è solo per loro comunque - aggiunge Maria Cristina Biagini, presidente dell’associazione Casa di Margot - ma anche per gli animali più piccoli, come gli uccellini, che come gli altri sono sottoposti a rischi molto gravi durante la notte di San Silvestro».
 Queste specie, così come molte altre, hanno infatti capacità uditive molto più sensibili rispetto a quelle dell’uomo: «Col risultato - spiega Antonella Giuggioli dell’Associazione del cane e del gatto - che scoppi e fuochi d’artificio producono un vero e proprio terrore in questi animali, con conseguenze spesso drammatiche, tra cui la fuga e conseguenti incidenti. Ma non ci sono solo gli animali di casa a cui pensare: anche i gatti delle colonie feline, ad esempio, subiscono gli stessi disagi».
Le stime nazionali parlano addirittura di migliaia di animali che ogni anno a Capodanno perdono la vita, ed è questo che in molte città ha fatto scattare un allarme che ha portato anche a ordinanze comunali d’emergenza per il divieto dei bòtti, come è avvenuto a Torino, Bari e Venezia.
«E’ quello che abbiamo cercato di sollecitare anche a Piombino - racconta Biagini - pur sapendo che c’era ormai pochissimo tempo a disposizione per potersi attivare e vietare gli scoppi. Confidiamo che almeno l’anno prossimo ci si possa organizzare in questo senso».
La conferma arriva dall’assessore all’ambiente Marco Chiarei: «Effettivamente è un’iniziativa a cui avevamo pensato, ma per la quale non abbiamo adesso il tempo necessario. L’anno prossimo sicuramente i bòtti saranno vietati. Intanto per quest’anno, anche attraverso i nostri mezzi ufficiali, faremo il possibile per invitare alla moderazione nell’uso di scoppi, petardi e fuochi». Stando così le cose, chi possiede un gatto o un cane può comunque prendere dei provvedimenti per cercare di limitare il più possibile i danni. Innanzitutto, spiega la veterinaria Laura Mazzolli, il consiglio principale è quello di stare a casa e comunque evitare di portarsi dietro i cani in piazza: «Tranquillizzare gli animali, stare loro vicini, e, nei casi più gravi, adottare provvedimenti farmacologici, specie di natura omeopatica: sono da evitare però i pre-anestetici, che riducono sensibilmente la pressione sanguigna e possono comportare dei rischi per i soggetti più anziani». In ogni caso, conclude Mazzolli, «i rischi per la vita sono quasi sempre connessi agli eventi collaterali: cani che per la paura fuggono e che finiscono sotto le auto o nei dirupi, altri che cadono dai balconi, e altri ancora che magari sono stati lasciati al guinzaglio e muoiono strozzati. Raramente di per sé la paura degli scoppi comporta la morte, a meno che l’animale non abbia già uno stato di salute compromesso».
 
CANICATTI' WEB
31 DICEMBRE 2011
 
Licata (AG), uccisi quindici cani con polpette avvelenate
 
Quindici cani sono stati uccisi, fra via Palma e Piano Cannelle alla periferia di Licata, da polpette avvelenate. La moria di animali, tutti randagi, è iniziata ieri mattina. Indagano i carabinieri.
 
IL GIORNALE DI VICENZA
31 DICEMBRE 2011
 
Una raffica di gatti avvelenati È caccia aperta al misterioso killer
MALO (VI). La polizia locale ha avviato un'indagine dopo le segnalazioni
Inchiesta dei vigili urbani dopo che cinque animali sono stati uccisi usando un insetticida vietato in commercio da 7 anni
 
Avvelenamenti a raffica ed è caccia al misterioso killer. Non bastavano le piante, l'ultima "vittima" in ordine di tempo è stata l'ippocastano di Villa Clementi: ora tocca agli animali. Metà delle famiglie che possiedono o hanno posseduto un gatto in una precisa zona del centro di Malo testimoniano di avvelenamenti a catena da 18 mesi a questa parte. L'indagine della polizia locale è scattata dopo l'episodio più recente di un micio ucciso dal veleno.
Il proprietario, infatti, stanco e nauseato dal ripetersi della storia, in quanto già gli era stato ucciso un primo animale, questa volta ha denunciato la morte per avvelenamento. L'esame autoptico dell'istituto zooprofilattico di Legnaro ha stabilito che l'animale in questione risultava positivo all'aldicarb, insetticida altamente tossico e bandito dal mercato dal 2004.
Una situazione apparentemente strana, oltreché chiaramente da codice penale. Intanto, l'Ulss ha già avviato ricerche approfondite su come è stato reperito il prodotto, considerando che l'aldicarb non è più in commercio da 7 anni. A meno che qualcuno non abbia delle scorte.
L'uso della sostanza vietata ha chiaramente indirizzato gli inquirenti verso l'ipotesi di un avvelenamento volontario. Dall'indagine avviata dalla polizia locale maladense, condotta soprattutto nell'area nella quale si è registrato l'ultimo episodio tra le vie Muzzana, Pasubio, Trieste e Canova, è purtroppo emerso che su 10 famiglie ben 5 segnalano episodi simili. Mici in salute che da un giorno all'altro barcollano, appaiono deboli e inappetenti, vomitano e infine muoiono. Sono questi i sintomi più comuni dell'avvelenamento mortale. Se scoperti, gli autori rischiano la condanna per maltrattamenti fino a 18 mesi di reclusione e sanzioni pecuniarie fino a 15 mila euro.
Parole di sdegno arrivano dal comando di polizia locale che, per vederci chiaro, sta eseguendo un monitoraggio allargato. «Questi gesti, che nascono solo dall'ignoranza, sono assolutamente vergognosi - afferma la comandante Nadia Fochesato -. Il caso specifico ci ha permesso di andare a fondo rispetto a una situazione per la quale non posso che nutrire il più profondo sdegno».
«Credo che avvelenare un animale sia la forma di maltrattamento più abietta e crudele ma anche la più diffusa nell'Alto Vicentino - dice Fabiola Bertoldo dell'Enpa -. Qualche passo avanti è stato fatto nella coscienza delle persone che più di un tempo presentano segnalazioni relative ad avvelenamenti, purtroppo solo dopo giorni e quando la carcassa dell'animale è già stata smaltita, impedendo di poter accertare il tipo di veleno e perseguire i responsabili».
 
IL GIORNALE
31 DICEMBRE 2011
 
Ingresso libero per cani e gatti A Londra stop alla quarantena
 
OSCAR GRAZIOLI
 
Dal primo gennaio, la perfida Albione sarà forse un po' meno perfida, almeno per chi possiede cani, gatti, furetti e altre specie di «pet» (animali d'affezione). negli ultimi decenni, seguendo quello che è stato il percorso di facilitazione dei movimenti per i bipedi (abolizione dei passaporti, delle dogane ecc.) l'Europa unita si è mossa, di pari passo, per facilitare la libera circolazione dei «pet» che accompagnano i loro proprietari nei paesi membri.
Quella che ha sempre destato la giusta preoccupazione delle nazioni in cui transitano cani e gatti, provenienti da altri paesi, è la rabbia, malattia virale i cui sintomi sono noti fin dal 500 a.C., diffusa in tutto il mondo e sostenuta da un virus letale, capace di colpire tutti gli animali a sangue caldo. Il suo tasso di mortalità, vicino al 100% e la sua capacità di diffusione attraverso il morso o il leccamento di ferite, ha fatto sì che questa malattia sia sempre stata «rispettata» e soprattutto temuta da ogni popolazione in qualunque epoca storica. É soprattutto il modo in cui muoiono gli organismo colpiti che suscita il terrore della gente: ricordo il filmato di un sudamericano che aveva contratto la malattia per il morso di un pipistrello e si trovava agli ultimi stadi prima della morte. Impressionante anche per me.
I serbatoi del virus sono, in Europa, il cane (rabbia urbana) e la volpe (rabbia silvestre), mentre in altri continenti sono i pipistrelli carnivori (i cosiddetti «vampiri») a destare le maggiori preoccupazioni. Anche se da quello storico giugno del 1885, quando Pasteur sperimentò con successo il suo vaccino su un ragazzo infetto, la malattia cominciò ad essere sconfitta, le misure per il suo controllo sono sempre state rigide e questo ha permesso ad alcune nazioni, tra cui l'Inghilterra, il Giappone e l'Australia di assumere lo status di nazioni indenni (facilitate anche dal fatto di essere delle isole).
La Gran Bretagna dunque, volendo assolutamente conservare lo stato d'indennità dalla rabbia, ha sempre preteso che gli animali, introdotti nel suo territorio, fossero sottoposti a una sorta di regime carcerario, meglio noto come quarantena, vero spauracchio di chi doveva recarsi in quel paese portando con s´ un cane o un gatto. Questo regime, in vigore fin dal 1800, prevedeva proprio il fermo dell'animale presso un canile presente in dogana, per diversi mesi, fino a quando erano stati espletati i vari controlli di rito. In pratica era quasi impossibile andare in Gran Bretagna con il proprio «pet». In realtà già da diversi anni, l'Inghilterra ha concesso una sorta di «quarantena virtuale». In pratica chi là deve recarsi, fa prelevare il sangue al cane o al gatto e fa la titolazione degli anticorpi, che stanno a dimostrare l'avvenuta vaccinazione dell'animale. Ci vogliono poi circa sei mesi di tempo per dimostrare, attraverso le opportune certificazioni, che i test sono andati a buon fine e che l'animale può entrare nell'isola. Quindi, diciamo che in realtà si tratta di «arresti domiciliari» e non più di «detenzione», come un tempo.
Oggi il ministero di Sua Maestà ha dichiarato che, vista la validità del vaccino, anche queste misure cautelative possono essere relegate al passato, almeno per quanto riguarda gli animali provenienti dai paesi europei e dalle nazioni indenni, per i quali basterà dunque la vaccinazione, il passaporto sanitario europeo e un periodo di tre settimane d'attesa prima di entrare finalmente nella città del Big Ben.
 
LA PROVINCIA DI COMO
31 DICEMBRE 2011
 
Hotel italiani poco ospitali per i piccoli animali domestici
 
Italia agli ultimi posti nella classifica degli hotel animal friendly: nel nostro paese solo un albergo su 5 promette accoglienza e servizi anche per i cani dei propri ospiti. Molto meglio, invece, va in Francia e soprattutto in Germania.
La rilevazione, interessante nel periodo delle feste di fine anno, arriva dal portale Hrs.com, secondo cui in Italia soltanto il 20% inserisce tra le caratteristiche della propria offerta la dicitura "hotel per animali".
E sebbene gli hotel che accettano i cani, soprattutto se di taglia piccola e media, sono sempre più diffusi anche nel nostro paese, il dato si rivela in forte controtendenza rispetto a quello che accade in altri paesi europei, Germania in testa.
Quella sugli spread, infatti, non è l`unica rincorsa che l`Italia fa al paese del cancelliere Merkel, dove ben il 74% delle strutture alberghiere si dichiarano "animal friendly". Mentre a Parigi gli hotel pronti ad ospitare cani ed altri animali domestici rappresentano il 37% del totale.
Ma in questa speciale classifica l`Italia non è il fanalino di coda. In Spagna soltanto il 16% degli alberghi offre accoglienza e servizi per i cani, mentre in Inghilterra la percentuale si abbassa ancora fino al 12%.
 
IL TIRRENO LIVORNO
31 DICEMBRE 2011
 
I cani, le regole e i nostri egoismi
 
Dovremmo prendere esempio da Timothy. Non è aggressivo e non sa che cosa sia la cattiveria; si entusiasma facilmente e festeggia ogni persona che incontra, facendola sentire speciale. Forse è troppo ingenuo e si fida di chiunque; in compenso nessuno l’ha mai visto litigare. Vive contento, non si spaventa, non coltiva ansie. E... gli accade fin da cucciolo. Con un’eccezione.
Timothy è un cane, ha quasi dodici anni ed è felice. Però anche un meticcio come lui, votato alla spensieratezza, ha un tallone d’Achille, qualcosa che lo mette in crisi come la kryptonite per Superman; e arriva sempre in questi giorni, anzi, in queste notti. La kryptonite di Timothy è il frastuono per i botti di fine anno. Quando scattano i conti alla rovescia e partono i fuochi d’artificio, entra in un ancestrale stato di pan ico e soffre per ore, fino all’alba. Trema, piagnucola, a volte abbaia nervoso, lui che di solito non lo fa. Abita al quinto piano e da lì i colpi arrivano distintamente: girandole, esplosioni, giochi pirotecnici dai locali notturni della città, dai cortili dei ristoranti, dalle piazze dei dintorni con le feste promosse o organizzate, dai balconi dei vicini, dai gruppi di passanti là sotto, per strada. Timothy non si libera di questa condizione e diventa un problema per se stesso e per la sua casa.L’unico antidoto è tranquillizzarlo, continuare a parlare come se niente fosse e senza accompagnare i botti con delle grida o delle sottolineature. Insomma, bisogna stare con lui. Se ha amici vicino a sé, resta tranquillo e guarda i fuochi senza problemi: anzi, sembra addirittura goderseli. E tutto questo vale anche per Irish, un gattino rosso che, se è solo, quando sente un rumore improvviso scappa a nascondersi e resta immobile, tra scosse e brividi.Ma è giusto, nel nome dell’autentica sofferenza di un cagnetto, di un micio rosso e di molti loro simili, vietare a una città di festeggiare? No.Quando prendi con te un animale, ti assumi anche una responsabilità. Se si tormenta, non puoi lasciarlo solo; e se lo lasci solo non puoi pretendere che il mondo intero, là fuori, si fermi, magari per consentire a te di frequentare un cenone, una piazza o una discoteca, protetto da un’ordinanza che in realtà non può bastare.Rispettare le regole, curare la sicurezza propria e altrui, restare nei limiti della convivenza civile: a tali condizioni, questa notte la gente ha diritto di maledire o rimpiangere l’anno che se ne va e di corteggiare quello che arriva. Può farlo anche rumorosamente. Sei tu che devi prenderti in carico il tuo animale, e aiutarlo a superare quei rumori che, chissà, gli fanno l’effetto di una guerra o di un’apocalisse.Qu anto a Timothy, guarderà i fuochi sereno e non da solo, anche nel dodicesimo 31 dicembre della sua vita. Buon anno a tutti i bipedi, ai quadrupedi e a ogni vivente.- Fabrizio Brancoli