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TIO.CH
1 GENNAIO 2012
Animali
trascurati, asinello muore di stenti
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BRUZZELLA (Svizzera) - Un asinello
morto e in parte mangiato dai predatori, mancanza di fiena, il
fondo della vasca con acqua marcia contenente un topo in
putrefazione. E' definita sconcertante dalla Spab la situazione
osservata dai volontari che si sono recati nel piccolo villaggio
della Valle di Muggio in quanto sollecitati da alcuni abitanti
locali.
Poco lontano dalla carcassa dell'animale, altri tre asinelli e una pecora con il vello non curato da tempo. Le incurie e la mancanza di controllo da parte del proprietario ha spinto la Spab a denunciarlo al Ministero Pubblico. La Spab, che ha steso il rapporto al Veterinario cantonale e alla Sezione agricoltura, ritiene che è stata violata la Legge federale sulla protezione degni animali e quella sulle epizozie. |
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TICINO NEWS
1 GENNAIO 2012
Svizzera
Un
asinello morto, altri maltrattatati
A
Bruzzella in Val di Muggio la SPAB ha trovato una situazione
"sconcertante". Denuncia al Ministero pubblico
Ancora una triste storia di
maltrattamento di animali. Questa volta la vittime è un asinello
che si trovava a Bruzzella in Val di Muggio. "La Protezione
animali di Bellinzona - si legge nel comunicato - é stata
chiamata sul posto da alcuni abitanti ed ha trovato una
situazione sconcertante"."Un asinello morto e in parte mangiato
dai predatori, mancanza di fieno e il fondo della vasca con
acqua marcia, contenente un topo in putrefazione. Altri tre
asinelli e una pecora con il vello non curato da
tempo"."Chiaramente agli animali mancano il controllo da parte
del proprietario e le cure volte alla loro salute, premesse
indispensabili per la loro tenuta. Vi é dunque violazione della
Legge federale sulla protezione degli animali e della legge
sulle epizozie"."La Spab ha steso rapporto al Veterinario
cantonale e alla Sezione agricoltura. Contro il proprietario
verrà deposta una denuncia al Ministero pubblico del Ticino".
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L’ECO DI BERGAMO
2
GENNAIO 2012
Cagnolino in fuga dai botti
Ora non ritrova il suo padrone
Provincia di Bergamo - Due storie diverse, ma iniziate allo
stesso modo, quelle di un piccolo meticcio marrone e di Leo,
due cagnolini che, probabilmente spaventati dai botti, la
notte di San Silvestro sono entrambi scappati da casa. Uno è
ancora in attesa di un finale certo, l'altra invece ha già
avuto il suo happy end. Entrambi però nella sfortuna, hanno
si può dire avuto fortuna, perché hanno trovato persone
sensibili, che hanno capito quanto questi cagnolini fossero
spaventati e avessero bisogno d'aiuto. La prima storia, la
più travagliata, è quella del meticcio marrone a pelo raso,
di cui non si conosce ancora né il suo nome né quello del
padrone perché non aveva microchip.
Il cane è stato trovato intorno alle 23,30 da Luigi Villa in via Turati a Grassobbio. Luigi era in giardino col figlio Mirko e si stavano preparando ad accendere qualche fuoco, quando fuori dal loro cancello hanno visto questo cagnolino impaurito e hanno capito subito che doveva essere scappato. Si sono avvicinati e l'hanno preso. Preoccupati sono andati immediatamente alla clinica veterinaria del paese per vedere se aveva il microchip, ma il cane ne era sprovvisto. E qui inizia la parte più tormentata con mille pr «Ho telefonato all'Asl per sapere cosa dovevo fare - racconta - ma mi hanno risposto che dovevo chiamare la polizia locale, la quale a sua volta mi ha detto di chiamare l'accalappiacani, che alla fine mi ha dato appuntamento a Curno». Qui l'accalappiacani ha cercato di prendere il cagnolino, ma l'animale era troppo spaventato e dopo oltre mezz'ora di tentativi l'addetto ha dovuto desistere. Villa a quel punto, con pazienza, è riuscito a riprenderlo e ha deciso di riportarselo a casa. «Purtroppo però non potevo tenerlo perché ho già due cani». Così ; ieri mattina è andato al canile di Seriate, ma anche qui altro ostacolo: «Mi è stato detto che non potevano tenerlo perché per legge deve essere l'accalappiacani a prenderlo in consegna e poi a portarlo in canile. «Così ho deciso di chiamare una veterinaria che conosco, che fortunatamente senza esitazione ha preso in consegna il cagnolino, il quale ora è in attesa alla clinica veterinaria di Urgnano che il suo padrone si faccia vivo». |
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VIRGILIO NOTIZIE
2 GENNAIO 2012
Capodanno/ Cane spaventato
dai botti aggredisce un 12enne
L'animale sotto choc ha
strappato un labbro al fratello padrona
Padova - Era spaventato dai botti di Capodanno e quando
il fratello della sua padroncina si è avvicinato per
rassicurarlo, il cane ha immaginato si trattasse di un
aggressione e ha reagito mordendo al labbro un dodicenne
che dovrà, ora, essere sottoposto a un intervento
ricostruttivo. Come riporta 'Il Mattino' di Padova,
l'animale a causa dei botti correva dappertutto agitato
cercando un nascondiglio dove rifugiarsi. L'intervento
del ragazzino intenzionato a tranquillizzare il cane, ha
invece provocato la reazione violenta dell'animale che
gli ha letteralmente strappato il labbro con un morso in
pieno viso. Il dodicenne è adesso ricoverato nel
dipartimento di Pediatria dell'azienda ospedaliera in
attesa di essere sottoposto a un intervento di chirurgia
plastica al volto per ricostruire la parte inferiore
della bocca.
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IL
MESSAGGERO
2 GENNAIO
2012
Animali morti per i botti di capodanno
Spettabile
Redazione del ''Il Messaggero'', mi rivolgo a Voi affinché
pubblichiate questa mia rimostranza nei confronti di quelle
persone (ma non possono essere ancora chiamate cosi' visto che
chi fa certe cose non ha né cuore né anima) meschine e barbare
che hanno prodotto nella notte di S. Silvestro tante atroci
sofferenze a tanti poveri animali, sopratutto cani e gatti,
utilizzando su di loro per sadismo o per pura inutile violenza i
botti di fine d'anno.Questo tipo di reato barbaro ,va messo al
bando e denunciato e punito con estrema severita' in quanto
viene fatto sui migliori amici dell'uomo, ''uomo'' quello vero
si intende.Credo che l'essere umano ridotto a compiere gesti di
tale cattiveria e infamita' nei confronti di un piccolo animale
che non puo' ribellarsi,denota una vigliaccheria estrema ed
abbia bisogno di rivedere i veri valori della vit a e debba
ricordare come un animale possa dare per sempre un affetto
incondizionato.Vi ringrazio tanto per il mio amarissimo sfogo,
Salvatore Nasisi
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REGGIO ONLINE
2 GENNAIO
2011
Marmirolo, cagnolino gettato nel cassonetto dei rifiuti
La povera bestiola è stata salvata dagli agenti della questura
di Reggio Emilia e dai cittadini
REGGIO
EMILIA - E ora si divertono perfino a buttare i cagnolini nei
cassonetti dei rifiuti. Un cane di piccola taglia, un Pincher, è
stato tovato nel cassonetto della spazzatura oggi pomeriggio in
via Bagni, all'angolo con via Fossi a Marmirolo. Qualcuno aveva
avvertito la questura di Reggio Emilia degli strani guaiti che
arrivavano dal cassonetto intorno alle 16,05. Poco dopo una
volante della polizia è arrivata sul posto. Gli agenti,
guardando dentro al contenitore, hanno visto il cagnolino che
guaiva disperato. I poliziotti hanno chiamato i responsabili
dell’allevamento Menozzi di Gavassa, che sono intervenuti. Dopo
aver constatato che il cane fosse in buone condizioni,
l'allevatore Renzo Menozzi lo ha preso in affido. La bestiola
deve la vita alla segnalazione dei cittadini e al pronto
intervento degli agenti. Se nessuno fosse intervenuto, il povero
cagnolino sarebbe stato triturato dal camion dei rifiuti
domattina. Ora bisognerebbe trovare il proprietario che ha
abbandonato la bestiola e che, magari, l'ha pure gettata nel
cassonetto. Qualche ora nel bidone dei rifiuti farebbe bene
anche a lui...
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GAZZETTA DI REGGIO
2 GENNAIO
2012
Cagnolino gettato fra i rifiuti salvato dalla polizia
Ieri a Marmirolo, un passante ha sentito un guaito proveniente
dal cassonetto e ha avvisato la questura, il pincher sta bene
Reggio
Emilia - Ha sentito un guaito, quasi un lamento appena
percettibile, proveniente dal cassonetto dei rifiuti posto
all’angolo all’incrocio fra via Bagni e via Fossa, nella
frazione di Marmirolo.Erano passate da pochi minuti le 16 di
ieri pomeriggio quando il passante ha sentito quegli strani
rumori e si è avvicinato, incuriosito da quello strano verso che
si faceva sempre più flebile. Ha aperto il cassonetto e ha visto
adagiato sui rifiuti un cagnolino molto piccolo che, spaventato,
continuava a lamentarsi.Così il cittadino si è precipitato ad
allertare la centrale operativa del 113. In pochi minuti sul
posto è arrivata una volante.Gli agenti hanno aperto il
cassonetto e prelevato il cagnolino di piccola taglia,
probabilmente di razza pincher. I poliziotti hanno quindi
allertato i responsabili dell’allevamento Menozzi, che sono
intervenuti. Dopo aver constatato che il cane fosse in buone
condizioni, nonostante fosse rimasto per alcune ore al freddo
all’interno del cassonetto, l’allevatore Renzo Menozzo lo ha
preso in affido in attesa di risalire ai proprietari. Il pincher
si trova ora nell’allevamento in via Formentini, a Gavassa, dove
è stato visitato con più calma e rifocillato a dovere. Lì ha
potuto anche riposare, dopo le ore trascorse nel cassonetto dei
rifiuti. Nonostante il trauma subìto, il cane gode infatti di
buona salute e si è mostrato socievole nei confronti del
personale dell’allevamento che lo ospita temporaneamente. Resta
infatti da capire come e perché quel batuffolo di pelo sia
finito nel cassonetto. Forse il proprietario ha pensato di
sbarazzarsene buttandolo fra i rifiuti, pensando così di farla
franca. Oppure il cagnolino si è allontanato dall’abitazione dei
proprietari e non ha più saputo tornare a casa. Qualcuno,
decisamente senza cuore, potrebbe averlo visto aggirarsi in
strada ad essersi “divertito” a gettarlo nel cassonetto, dove
ieri pomeriggio è stato ritrovato.
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RIMINI TODAY
2 GENNAIO
2012
Fiamme in un appartamento di Misano (RN), muore un cagnolino
Erano da poco passate le 5 di lunedì mattina quando, a Misano
Adriatico, al 2° piano di una palazzina ubicata in via Don
Minzoni, a causa di una candela lasciata accesa all'interno del
bagno, si sviluppava un incendio.
Fiamme in un
appartamento di Misano, muore un cagnolino
Erano da poco passate le 5 di lunedì mattina quando, a Misano Adriatico, al 2° piano di una palazzina ubicata in via Don Minzoni, verosimilmente a causa di una candela lasciata accesa all'interno del bagno, si sviluppava un incendio che interessava l'appartamento di C.D., 56enne del luogo. Le fiamme, che si propagavano alle stanze attigue al bagno, venivano domate da personale del Distaccamento di Cattolica dei Vigili del Fuoco, intervenuti unitamente ai Carabinieri di Misano Adriatico. Fiamme in un appartamento di Misano, muore un cagnolino Nella circostanza è rimasto ucciso un cane meticcio di un anno e mezzo. L'appartamento è stato dichiarato temporaneamente inagibile limitatamente alla zona interessata dall'evento. |
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SICILIA ONLINE
2 GENNAIO
2012
CAPO D'ORLANDO: CANE LEGATO E
ABBANDONATO, DENUNCIATO BRACCIANTE
CAPO
D'ORLANDO (MESSINA) Gli agenti del Commissariato di polizia di
Capo D'Orlando hanno denunciato per maltrattamenti e abbandono
di animali un bracciante agricolo di 57 anni, con precedenti per
danneggiamento aggravato e porto abusivo d'armi. L'uomo avrebbe
abbandonato il suo cane in un'area limitrofa all'abitazione,
legato ad una corda di un metro che consentiva alla povera
bestia un raggio di movimento esiguo e del tutto insufficiente,
senza alcun tipo di riparo ad eccezione di un bidone di latta
peraltro umido e bagnato. L'animale é stato trovato dai
poliziotti in pessime condizioni, disteso tra fango e i suoi
stessi escrementi. Il cane é stato affidato alle cure dell'Asl.
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GO
MARCHE
3 GENNAIO
2012
Fano (PU): animale maciullato da un petardo
Un piccolo animale, probabilmente una nutria o un gatto, è stato
fatto saltare in aria con un petardo nell'ingresso di un
condominio.
L'episodio è
avvenuto di notte in via Magnani nel quartiere di Sant'Orso, a
Fano, ad opera di ignoti. L'esplosione ha maciullato il corpo
della bestiola. Brandelli e schizzi di sangue sono stati
rinvenuti sui muri, sulle finestre e sulle carrozzerie delle
auto. Sul posto è intervenuta una pattuglia dei vigili urbani.
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FANO
INFORMA
3 GENNAIO
2012
Animale fatto esplodere a Sant’Orso. Serfilippi: “Gesto da
condannare”
Fano (Pesaro
Urbino)- “Rimango incredulo e indignato di fronte ad un gesto
del geneer”. Così l’assessore all’Ambiente Luca Serfilippi dopo
che la scorsa notte ignoti hanno fatto esplodere con un petardo
un animale, probabilmente una nutria, in via Magnani a
Sant’Orso.“Mi spiace costatare che anche nella nostra città, la
quale ha un’attenzione immane nei confronti di tanti animali
(molti domestici ma non solo), ci siano ancora persone, che nel
2012 si divertono a spappolare in mille pezzi un animale, che
seppur non bello da vedere è innocuo e non aggredisce gli
umani”. “Di fronte a tale violenza oltre a condannare fortemente
l’atto e invitare le forze dell’ordine a fare tutte le indagini
del caso affinché siano scoperti i colpevoli, vorrei rimarcare
la mia convinzione che le pene n ei confronti di tali persone
devono essere come se le avesse commesse nei confronti di un
umano! Rafforzeremo i controlli nei confronti dei maltrattamenti
degli animali, con la nostra polizia municipale e attraverso la
collaborazione con l’associazione ANPANA, che fa giornalmente
una grande opera preventiva, sfidando in alcuni casi anche i
padroni che maltrattano gli animali”.“Infine un ultimo appello
lo vorrei rivolgere ai residenti di quella zona, invitando chi
ha visto o sentito qualcosa a intervenire e prendere contatto
con le forze dell’ordine; solo attraverso la collaborazione dei
cittadini si riescono a scoprire i colpevoli di tale atto”.
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IL
CITTADINO
3 GENNAIO
2012
Vimercate, è terrorizzato dai botti
Un cane in fuga sulla tangenziale
Vimercate (MB)
- In tanti lo avevano detto e ripetuto, gli appelli si erano
moltiplicati online e l'Enpa di Monza aveva insistito: niente
botti, per favore, dove ci sono gli animali. Perché si
spaventano e spesso finisce peggio di quanto non ci si aspetti.
Non tutto è andato bene, evidentemente, perché proprio la notte
di San Silvestro una pattuglia dei carabinieri di Vimercate ha
incrociato in via Trieste un cane in fuga quasi certamente per
gli scoppi dei fuochi artificiali. Il pastore bergamasco è
scappato sulla tangenziale est terrorizzato anche dal traffico
delle auto e la pattuglia ha dovuto bloccare il traffico finché
il cane non è tornato su una strada parallela. Lì, aiutati anche
da una ragazza, i militari sono riusciti a recuperare l'animale
e ad affidarlo a un canile. I proprietari si sono poi presentati
a recuperare il pastore bergamasco.
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LA
PROVINCIA DI COMO
3 GENNAIO
2012
Un cane muore di fame
Due denunciati a Castiglione
CASTIGLIONE
D'INTELVI (CO) - Per diversi giorni, forse cinque, due cani di
grossa sono rimasti senza cibo e acqua, riversi tra gli
escrementi e le ciotole vuote. Una scena che a chiunque avrebbe
destato ripugnanza, quella apparsa ai carabineri di Castiglione,
intervenuti all'interno di una casa di villeggiatura in via
Campo Sportivo, sopra l'abitato del paese, sulla diramazione
della provinciale che porta alla frazione Veglio.I carabinieri
sono intervenuti dopo una segnalazione arrivata in caserma,
giudicata subito attendibile. Per un esemplare di rotweiler,
purtroppo, i militari non hanno potuto fare niente:era già
riverso sul pavimento privo di vita. Per il suo compagno, un
cane corso, sempre di razza, si sono attivate le procedure di
emergenza per strapparlo alla morte, a cominciare dal sequestro
immediato e dall'affidamento temporaneo ai sanitari del
dipartimento di medicina veterinaria dell'Asl di Como per le
cure.Il fatto è stato scoperto martedì 27 dicembre, ma la
notizia dell'episodio è trapelata solo ieri mattina. Per i
proprietari degli animali, una coppia di 48 e 49 anni residente
a Lugano, la denuncia all'autorità giudiziaria per il reato di
maltrattamenti di animali.
Non è stato possibile, finora, raccogliere la versione di Emilio Stringhini ed Anna Colombo, che ora dovranno fornire spiegazioni davanti la giustizia penale. Difficile comunque liberarsi da questo tipo d'incriminazione anche a fronte di ragioni serie, perché la legge persegue condotte anche semplicemente colpose, e dunque involontarie.La legge italiana le punisce con una contravvenzione, non solo quando da determinati comportamenti derivi la morte dell'animale, ma anche in caso di sofferenze. È una norma relativamente recente, intesa a tutelare il sentimento comune di pietà e compassione verso gli animali, i quali, come ogni essere vivente, sono capaci di soffrire.Per quanto riguarda il caso di Castiglione, i carabinieri hanno rilevato una condizione oggettiva e temporanea di abbandono. Dopo aver effettuato, in assenza dei proprietari, il sopralluogo esterno della villetta, i militari hanno chiesto senza indugio al sostituto procuratore della Repubblica di turno l'autorizzazione a forzare l'ingresso del cortile ed entrare nella proprietà, per portare immediato soccorso al cane sopravvissuto alla fame ed alla sete. |
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TIO.CH
3 GENNAIO
2012
CONFINE
Cane muore di fame, denunciati due luganesi
CASTIGLIONE
D'INTELVI (CO) - Una coppia residente a Lugano è stata
denunciata per maltrattamento di animali. I due avrebbero
lasciato morire di fame e sete i loro cani di grossa taglia
nella casa di villeggiatura di Castiglione d'Intelvi, in
provincia di Como.Come riferisce La Provincia di Como, i
carabinieri della località intelvese hanno trovato i due animali
in condizioni terribili, riversi tra gli escrementi. Un
rottweiler era morto, mentre un cane corso è stato soccorso e
strappato alla morte dai veterinari dell'Asl di Como.I fatti
risalgono al 27 dicembre. I carabinieri sono intervenuti a
seguito di una segnalazione. La coppia dovrà comparire davanti
alla giustizia penale per abbandono e maltrattamento di animale.
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GEA
PRESS
4 GENNAIO
2012
Como: morti entrambi i cani dei coniugi in vacanza
Intervento dei Carabinieri.
Sono morti
entrambi i due cani di Castiglione d’Intelvi, in provincia di
Como, di fatto abbandonati nella casa di due cittadini italiani
residenti a Lugano. Un rottweiler, trovato dai Carabinieri già
morto, ed un cane corso. Quest’ultimo era in fin di vita ma è
deceduto poche ore dopo il ritrovamento. Entrambi magri e
disidratati, secondo quanto avrebbero avuto modo di appurare i
Carabinieri della Stazione di Castiglione, intervenuti a seguito
di una segnalazione.La villetta dove erano detenuti i cani, si
trova in una zona tranquilla di Castiglione d’Intelvi, nei
pressi del campo sportivo. I cani, a quanto pare, non si udivano
più abbaiare. Fatto questo che potrebbe aver insospettito un
vicino. Per quanto si è avuto modo di appurare in loco, i due
vivevano stabilmente in Svizzera e si recavano nella casa italia
na solo per badare agli animali. Già il 27 dicembre scorso i
cani non abbaiavano più. I due proprietari erano già tornati in
Svizzera prima di Natale. Ad oggi, non hanno ancora dato loro
notizie e a Castiglione non si sono più visti. In paese gira
voce che siano partiti per una vacanza. Risulta però difficile
credere che non abbiano saputo dei cani, visto che la notizia è
stata abbondantemente resa nota non solo in Italia, ma anche in
Svizzera.I due poveri animali vivevano in una sorta di baracca,
provvista di due cucce, nel giardino della casa. I Carabinieri
non hanno trovato né cibo né acqua. Per i due la notizia di
reato, inoltrata alla Procura della Repubblica di Como, per
maltrattamento di animali con l’aggravante della morte. La pena
massima è una multa di 45.000 euro e la reclusione fino a 27
mesi. Una previsione troppo bassa per fare scattare la
possibilità di finire realmente in prigione.
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RSI.CH
4 GENNAIO
2012
Como, due cani morti di fame e sete
Soccorsi inutili; guai in vista per una coppia luganese
Si è
aggravata la posizione dei coniugi luganesi di 49 e 48 anni che
a Castiglione Intelvi avevano lasciato nella casa di
villeggiatura due cani di grossa taglia, senz'acqua e cibo.Un
Rottweiler era stato trovato morto di fame dalle autorità
lariane, mentre il secondo animale, un cane corso, è deceduto
nonostante l'intervento dei veterinari dell’Azienda sanitaria di
Como. La coppia, che ancora non è stata rintracciata, rischia la
reclusione da tre mesi ad un anno e una multa da 3’000 a 15'000
euro. La Procura di Como ha disposto l'autopsia per accertare da
quanto tempo i cani non mangiavano.
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LA
SCILIA AGRIGENTO
3 GENNAIO
2012
Brioches con veleno per topi e vetro per uccidere i cani randagi
della zona
ZINGARELLO. Cinque animali sono rimasti vittime della barbarie
di qualche cittadino
Chiara Mangione
Agrigento -
Uccisi barbaramente, con l’ausilio di brioche contenenti veleno
per topi e, come se non bastasse, cocci di vetro. Sono stati
trovati così, già privi di vita, nella tarda serata del primo
gennaio, due cani randagi, nelle vicinanze della zona di
Zingarello, poi, poco distante da lì, un altro di piccola
taglia, forse cucciolo, e dopo ancora altri due, lungo il viale
Cannatello. Gli esemplari a quattro zampe, sono stati oggetto di
un’atroce crudeltà, che li ha portati alla morte, tra terribili
sofferenze. Anche, se in questi casi è d’obbligo il
condizionale, per la mancanza di un esame autoptico, appare più
che evidente, che l’aver ingerito materiale tagliente, deve aver
provocato gravi lacerazioni agli animali, lungo tutto l’apparato
digerente. Tanto evidente da essere facilmente riscontrabili ,
nei primi due cani randagi in particolare, sangue in bocca e
visibili emorragie. L’allarme, è stato lanciato da una
segnalazione anonima. Sul posto, dei primi due ritrovamenti, è
giunta immediatamente l’Assistente di polizia della sezione
volanti, Barbara Arcidiacono, insieme ad altre due pattuglie.
Poco dopo, vicino al primo ritrovamento, è stato avvistato il
terzo cane. L’intervento del vigile sanitario ha permesso nella
giornata di
ieri la rimozione delle carcasse. Inspiegabile e
incomprensibile, certamente, il motivo di tanta efferatezza.
Il fenomeno
del randagismo, che grande preoccupazione spesso suscita tra i
cittadini, è indubbiamente una piaga sociale, ma che non va
risolta dal singolo, tanto più con metodi barbari e pratiche che
infliggono gratuita sofferenza agli animali, come avvelenamento
o somministrazione di materiali taglienti. Piuttosto, si può
segnalare una situazione di massiccia presenza di cani randagi
nel proprio quartiere a chi di competenza, e quindi all’Asl, al
Comune, e alla polizia urbana o rivolgersi ad associazioni
animaliste, come l’Enpa e l’associazione Aronne. In realtà non
si tratta neppure del primo caso in zona. Poco più di un anno
fa, a Villaggio Mosè, furono ritrovati alcuni cani uccisi con
polpette avvelenate. Anche lì, pezzi di vetro erano stati
mescolati all’impasto per il cibo, provocandone una morte
dolorosissima.
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CANICATTI’ WEB
3 GENNAIO
2012
Cannatello, strage di cani: uccisi con cornetti pieni di veleno
e cocci di vetro (Video)
Agrigento -
Cinque cani sono stati avvelenati tra i quartieri di Cannatello
e Zingarello. Gli animali sarebbero stati uccisi con delle esche
contenenti veleno e cocci di vetro. La scoperta è stata fatta la
sera del primo dell’anno dai poliziotti della sezione Volanti.L’associazione
Animalista Aronne intende denunciare l’ennesimo atto di efferata
crudeltà praticato a danno di indifesi e innocenti cani
randagi,brutalmente avvelenati e lasciati morire tra atroci
sofferenze,tra l’indifferenza di molti in Viale Cannatello (la
notte di Capodanno).E’ chiaro che tali gesti trovano complicità
nell’omertà di chi ha paura di condannarli e nel rifiuto alla
creazione di una cultura del territorio che identifichi il cane
soggetto di diritto.E’ difficile esprimere tutto il rancore e il
dolore che noi proviamo in queste circostanze. Ma ci consoliamo
nello sperare che questo comunicato assuma una significazione
più ampia nell’esprimere il pensiero di tutti coloro i
quali,animalisti e non, si identificano in valori di umanità e
rispetto. Speriamo vivamente che il colpevole
intollerante,vigliacco e incapace di porsi in rapporto critico
con le proprie paure,possa essere scoperto e punito. Ma nutriamo
oltremodo la speranza che tutte le problematiche connesse al
randagismo possano finalmente essere affrontate anche
istituzionalmente. Quindi la battaglia di civiltà che noi
abbiamo intrapreso possa essere portata su un livello diverso da
quello del puro volontariato che allo stato attuale della realtà
agrigentina ha surrogato tutti gli obblighi e i doveri che
appartengono alle istituzione.
VIDEO
http://www.canicattiweb.com/2012/01/03/cannatello-strage-di-cani-uccisi-con-cornetti-pieni-di-veleno-e-cocci-di-vetro-video/ |
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LA
SICILIA AGRIGENTO
3 GENNAIO
2012
Agrigento, tra via palma e piano cannelle
Allarme degli animalisti per i bocconi avvelenati
Agrigento -
Sarebbero decine i bocconi avvelenati che sono stati sparsi tra
la zona di via Palma e le villette di Piano Cannelle da qualcuno
che avrebbe deciso di risolvere a suo modo il problema del
randagismo nella zona. Alla vigilia di Capodanno, i titolari di
una palestra di via Palma hanno denunciato la presenza, davanti
l'ingresso della struttura, di un sacchetto con all'interno
«polpette avvelenate». Si tratta di un metodo semplice ma quanto
mai efficace: i cani randagi vengono attratti dall'odore del
prosciutto o della carne contenuta nei bocconcini ma non sanno
che all'interno qualcuno ha messo del potente pesticida capace
di ucciderli tra terribili dolori. La nuova morìa di cani è
stata scongiurata dal pronto intervento di gente di cuore che ha
fatto sparire le nuove terribili esche. In due giorni i decessi
di cani sarebbero saliti a dis misura nella zona, il
responsabile del canile municipale ha prima minimizzato
l'accaduto, parlando di un solo decesso e di circa quattro cani
coinvolti in totale, ma subito dopo, le segnalazioni di diversi
cittadini hanno portato il numero dei decessi a circa quindici,
una vera strage di bestiole indifese.
Dei cani uccisi, pochi erano i randagi rispetto a quelli che erano custoditi all'interno dei giardini di private abitazioni. Su facebook tanti sono indignati e chiedono l'intervento delle forze dell'ordine per risalire all'identità degli autori di questi gesti così vili, il problema che quello dell'avvelenamento dei cani è un'abitudine molto diffusa, specie da quando il canile non riesce a rispondere al crescente numero di randagi che si aggirano in città. Lo scorso anno, sempre nel periodo di Capodanno, si erano registrati numerosi decessi nella zona di contrada Nicolizia, il fatto si ripeté nuovamente a marzo, anche in quel caso furono numerosi i cani uccisi con il veleno. La conta degli animali uccisi in quest'ultima ondata di avvelenamenti è persino difficile da fare, visto che il veleno in questione non provoca la morte immediata dei cani che possono spirare anche parecchie ore dopo.Chiunque sia l'autore della «bravata» va detto che si tratta di un incivile che merita di essere perseguito per l'infame gesto di cui si sta rendendo protagonista. |
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MARSICALIVE
3 GENNAIO
2012
Avvelenati nella notte a Celano cani da caccia e da tartufo,
valore di 15mila euro
Celano (AQ).
Cani da caccia e da tartufo avvelenati durante la notte. Ignoti
hanno gettando il veleno attraverso la staccionata. L’episodio è
avvenuto in località “La liscia”, alla periferia della città,
tra Borgo Bussi e la cava. A farne le spese sono stati dei
segugi italiani addestrati per la caccia al cinghiale e cani da
tartufo. Sei di loro non ce l’hanno fatta e alcuni sono stati
trasportati da un veterinario per un salvataggio in extremis,
anche se salvarli sarà una vera impresa. Tutto sarà deciso nelle
prossime ore. La scoperta dell’avvelenamento è stata fatta da
uno dei proprietari, Sergio Marcanio, ieri mattina intorno alle
sette. In questi giorni erano in corso le ultime battute di
caccia al cinghiale ma, all’arrivo sul posto, il padrone ha
visto i cani a terra senza vita. I box laterali sono stati
quelli che hanno visto morire più esemplari. Il valore dei cani
uccisi si aggirava intorno ai 15mila euro. Del caso si occupano
gli agenti della polizia municipale di Celano che hanno eseguito
un sopralluogo. Dei cuccioli addestrati alla raccolta dei
tartufi, che si trovavano nei box centrali, quindi più
difficilmente raggiungibili dal veleno, si sono salvati.
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TM
NEWS
3 GENNAIO
2012
Cagnolino veglia per due giorni la padrona morta a casa a
Vicenza
Cispa, bastardina di 14 anni, è stata trovata sul letto accanto
al corpo dell'anziana
Una 77enne
di origine venezuelana è morta nella sua abitazione due giorni
fa e, per due giorni interi, al suo capezzale a vegliarla è
rimasta "Cispa", una bastardina di 14 anni color caffelatte. A
riportare l'episodio è "Il Giornale di Vicenza". Il corpo della
donna è stato rivenuto dai vigili del fuoco nella sua abitazione
di Lonigo, in provincia di Vicenza.
Accanto all'anziana la cagnolina acciambellata sul cuscino del letto dove è stata trovata la 77enne. Da lì Cispa non si è più mossa. La venezuelana è morta tra il 30 e il 31 dicembre in completa solitudine colmata solo dalla presenza della bestiola. Forse l'anziana ha provato a cercare aiuto senza riuscirvi. A insospettirsi per la sua assenza è stata solo un'amica che l'attendeva per pranzo sabato scorso e che ha dato quindi l'allarme. La 77enne vedova lascia, oltre a Cispa, due figlie sposate in Venezuela. |
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LA
NUOVA VENEZIA
3 GENNAIO
2012
Colomba con zampe e ali legate, salvata Malcontenta: abbandonata
nel Naviglio, si aggrappava con il becco ad un ramo. Antonio
Cattai la vede e la libera
Alessandro
Abbadir
Venezia -
Atto di crudeltà a Malcontenta. Una colomba bianca è stata
legata con del nylon alle zampe e con del nastro adesivo alle
ali e poi gettata nel Naviglio del Brenta. A salvarla è stato un
residente, Antonio Cattai , 62 anni, che abita poco distante in
via Jacopo del Cassero. A fare il racconto di quanto accaduto è
lo stesso Cattai: «Il primo gennaio verso le 8 del mattino –
dice – ho fatto un giro per il paese che era immerso ancora nel
silenzio seguito alla festa di San Silvestro. Stavo costeggiando
il muretto a ridosso del Naviglio all’altezza del bar “La
Cantinella” quando ho visto, sotto il pontile, una colomba
bianca che con il becco si aggrappava tenacemente ad un rametto
per restare a galla. A quel punto sono andato a guardare di cosa
si trattava e ho visto che l’animale era imprigionato d a
qualcosa. A quel punto sono andato a prendere a casa una retina
da pesca e ho recuperato la colomba. Quando l’ho tirata su sono
rimasto molto sorpreso: qualcuno le aveva legato le zampe con
del nylon e anche le ali con del nastro adesivo, in modo da
bloccare qualsiasi suo movimento. Il povero animale è rimasto
bloccato in quel modo per parecchio tempo, a mio avviso, e,
vista la temperatura, ha rischiato anche il congelamento. A
questo punto ho immediatamente slegato e poi rifocillato il
pennuto e ora sembra potersi riprendere in tempi rapidi
nonostante quel che è successo. Resta ancora intorpidito nei
movimenti ».La notizia di quello che è accaduto ha fatto il giro
del paese e ha provocato disgusto e rabbia. «Ma come si possono
fare atti del genere? – si domanda il portavoce della
delegazione di zona, Dario Giglio – Speriamo che l’autore di
questa crudeltà sia identificato e perseguito dalla legge. Il
maltrattame nto di animali e gli atti di crudeltà nei loro
confronti sono severamente perseguiti».Cattai spera che la
colomba che ora ha in custodia possa tornare a volare: «Vorrei
dare un messaggio – dice - a quella persona che ha fatto questo:
esca allo scoperto e si costituisca. Dia con il suo pentimento
un messaggio chiaro alle giovani generazioni che questi atti
sono inammissibili».Sul fatto stanno indagando anche le forze
dell’ordine cercando di capire se dietro a ciò vi sia un atto
vandalico di qualche ragazzino o un rituale di tipo satanico,
visto l’animale scelto e la modalità di quella che voleva essere
un’esecuzione o comunque un sacrificio.
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TIO.CH 20 MINUTI
3 GENNAIO 2012
Pelo sullo
stomaco "Uccidetemi il gatto"
Ticino
(Svizzera)- Amici a quattrozampe? magari. Sempre più spesso
leggiamo annunci come questo "Gattini di pochi mesi cercano
disperatamente casa, altrimenti verranno soppressi." Il trasloco
è la scusa più ricorrente con cui si cerca di convivere il
veterinario a compiere l'atto. Il fenomeno è noto all'Ufficio
cantonale, che ammonisce - Quando uno prende un animale,
dovrebbe innanzitutto considerare se è in grado di tenerlo."
Ticino (Svizzera) -
Eutanasia sugli animali sani: ogni anno decine
di richieste giungono ai veterinari.
- La scusa più ricorrente? Il
cambio casa. E' incredibile la
crudezza con cui la gente ti contatta.- La
testimonianza è di una giovane veterinaria del Luganese.
Ogni anno riceviamo circa una decina di
richieste. Persone che chiedono di sopprimere gatti e cani sani
per ragioni futili. Dal trasloco al tempo libero.
- E' varo, capita con una certa regolarità - conferma
un'assistente di studio veterinario del Sopraceneri - da noi
circa un caso al mese, Anche di più Fino a qualche anno fa
queste richieste non erano così frequenti. - Gattini di 4 5 mesi
cercano disperatamente casa altrimenti saranno soppressi perchè
la padrona non può tenerli.- E' un estratto di una delle
inserzioni pubblicate sul sito Lugano Annunci. Una delle tante
in circolazione sul web. Un testo che diventa un indizio per
capire la situazione. - Effettivamente ai veterinari arrivano
diverse richieste per l'eutanasia - Dice Luca Bacciarini
dell'Ufficio del veterinario cantonale - e con una certa
frequenza capita che si tratti di animali sani. Sta poi al
veterinario avere la coscienza di non sopprimere davvero
l'animale, ma di affidarlo ad esempio al servizio della
protezione animali. - Intanto però l'eutanasia sugli animali
sani non è perseguibile penalmente. Per legge è legale. Solo il
maltrattamento e la violenza sono punibili. E' per questo che la
gente richiede la pratica dell'eutanasia con leggerezza? - Può
essere - ammette Bacciarini - ma introdurre delle multe sarebbe
ancora peggio. Chi vuole davvero uccidere l'animale troverebbe
altre vie. Almeno in questo caso c'è il veterinario come
filtro.-
Un animale non è un
oggetto.
Ticino (Svizzera) - Di fronte ad
un simile trend, Luca Bacciarini aggiunge -
Basti guardare come vengono maltrattati
certi animali. No, non mi sorprende che molta gente abbia il
coraggio di chiedere esplicitamente la morte del proprio cane o
del proprio gatto sano. - Quasi superfluo
parlare di irresponsabilità - Quando si prende un animale -
sottolinea - bisognerebbe sempre considerare i vari aspetti. Se
uno ad esempio sa che di lì a un anno cambierà lavoro, o si
trasferisce in un'altra città, non si porta un gatto in casa.
Eppure accade.-
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L'UNIONE SARDA
4 GENNAIO 2012
Lotzorai (OG),cane impiccato a un albero lasciato morire
IL CANE IMPICCATO ALL'ALBERO A LOTZORAI
Un lettore ha inviato questa foto al nostro giornale. Un gesto di crudeltà gratuita verso un animale nelle campagne di Lotzorai. Sui giornali ci sono cose che nessuno vorrebbe leggere, foto che nessuno vorrebbe vedere. Bambini malati e malnutriti, donne picchiate, vittime innocenti di guerre di pace, animali impiccati ad un albero. La foto è stata scattata il penultimo giorno dello scorso anno a Su Padentinu, nelle campagne di Lotzorai. Quello che il lettore non ha voluto raccontare è il dolore e la rabbia che ha provato. Non l'ha fatto perché l'immagine parla da sola. Riferisce di gratuita crudeltà, di barbarie senza nessuna giustificazione. |
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ALTO
ADIGE
4 GENNAIO
2012
La strage di cani e gattini per colpa dei petardi
Era il 30
Dicembre e mi trovavo a casa, ad un certo punto sono esplosi dei
petardi in strada, così senza un motivo senza un perché:
improvvisamente vedo la nostra gatta arrivare, spaventata
acquattarsi per terra a gambe larghe pancia a terra e con uno
sguardo terrorizzato che non dimenticheremo mai! Ebbene in quel
momento ho avuto paura di perderla, e di cuore ho augurato a
quel disgraziato di provare la stessa sensazione, e di vedere lo
stesso terrore che la poveretta, aveva negli occhi, anche negli
occhi di qualche familiare o animale a lui caro, e credo che
solo allora, capirà e la smetterà di dare dimostrazione della
sua ignoranza, facendo esplodere, ordigni in grado di dare
morte, di deturpare volti, creare invalidi, e che uccidono
migliaia di animali innocenti, cani, gatti, non dimenticando
selvatici di ogni specie e una enorme quantità di uccelli, che
dallo spavento muoiono d’infarto.
Spiace vedere che in una città come Bolzano che si crede di essere, a torto, l’ombelico del mondo, dimostri invece di essere solo un’altra parte anatomica,..... opposta, e che non vengano ancora, proibiti l’uso e la vendita di certe porcherie, che fanno solo del male. Per fortuna che la notte di Capodanno, per festeggiare in compagnia ci siamo spostati in una zona più civile dove di botti, nemmeno l’ombra, e la nostra gatta è rimasta in camper tranquilla senza provare spaventi di nessun genere, in attesa del nostro ritorno, a fine bagordi e balli. Ringrazio quei cittadini che non hanno fatto uso di petardi e altri diavolerie esplodenti. |
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LA
SICILIA
4 GENNAIO
2012
Nelle ultime ore abbandonati 14 cuccioli
Caltanissetta - L'abbandono dei cuccioli è un reato penale, che
prevede anche l'arresto fino ad un anno o una multa che va da
mille a diecimila euro. Cosa che non sembra comunque preoccupare
più di tanto i nisseni: proprio ieri mattina, infatti, ben 9
cuccioli sono stati abbandonati davanti al comando dei Vigili
urbani mentre altri 5 sono stati segnalati davanti i cancelli
del Consorzio Asi. Sembrano dunque cadere nel vuoto gli appelli
che le istituzioni e i rappresentanti delle associazioni
animaliste rivolgono ai padroni di cani. Gli ultimi dati resi
noti dal Comune sul numero di cani randagi accalappiati,
sterilizzati e rimessi sul territorio riguardano 50 animali di
cui l'ente, in collaborazione con l'Asp, si è occupato nel
dicembre 2010. Una mappatura era invece stata fatta a partire da
ottobre 2009 da Polizia municip ale e Asp, dopo avere suddiviso
la città in dieci zone, permettendo di censire e fotografare 138
randagi.
Andrebbero comunque messi al bando inutili allarmismi ed adottate poche semplici regole per una pacifica convivenza con gli amici a quattro zampe. Tante aggressioni sono, infatti, causate da cani padronali incustoditi e quelle provocate da randagi possono essere evitate se si adottano comportamenti corretti. |
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LA
SICILIA
4 GENNAIO
2012
Caltagirone (CT): a seguito di un avvelenamento
Manifesto a lutto per annunciare la morte di un cane
Anche in
tempo di crisi il legame affettivo per un amico a quattro zampe
può andare... al di là di ogni immaginazione. Anzi, culmina con
l'idea originale di annunciare alla città intera - con un avviso
funebre a tutti gli effetti - la morte di «Bigio», un cagnolino
la cui quasi decennale esistenza terrena è stata purtroppo
stroncata dalla crudeltà dell'uomo. Non di certo quella dei suoi
padroni che, a testimonianza dell'affetto che nutrivano nei
confronti del loro cane, hanno voluto condannare un gesto
crudele come l'avvelenamento di un animale. Forse, sarebbe
meglio dire della vigliaccheria con cui ignoti hanno pensato di
porre fine ai latrati di «Bigio» facendogli ingerire cibo
avvelenato.
A rendere però pubblico il gesto di inciviltà ci hanno pensato le famiglie Scebba e Al Maani, vale a dire i padroni del cane che, nel loro annuncio funebre, hanno dato notizia della morte di Bigio. Bigio, avrebbe compiuto dieci anni il prossimo giugno. Ma a quella data l'amico fedele non vi è mai arrivato. E come se non bastasse il cibo avvelenato sparso in contrada Romana, dimora di Biagio e zona residenziale di Caltagirone, stava per segnare analoga sorte a «Nur», altro nome che compare sul manifesto a lutto. Nur è però una cagnetta amica del rimpianto Bigio, che si è però salvata dalla cattiveria dell'uomo. O meglio da un avvelenamento non riuscito. Sull'avviso funebre la foto di Bigio campeggia sul manifesto e, nel destare la curiosità dei passanti, che si fermano quasi increduli ad osservare la foto e a leggere i contenuti del manifesto, ci sono anche tanti nomi di persone: Manuela, il nome della padrona della cagnolina «Nur», oltre Maya, Samer, Martina, Marco, Salvo e Rossana. Saranno i nomi dei bambini e compagni di giochi dei due cagnolini. Il manifesto a lutto, per altri versi, tende a dare anche un messaggio, citando perfino «l'art. 544 bis del Codice penale che punisce penalmente quanti commettono queste azioni». E non è tutto perché lo stesso avviso «invita la cittadinanza al rispetto degli animali e di tutti gli esseri viventi, sensibilizzando pure al corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi e nocivi nelle aree abitate». |
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LA
ZAMPA.IT
6 GENNAIO
2012
Create "chimere" scimmie da sei specie differenti
Il 2012
inizia con un evento per la scienza: nate le prime scimmiette
«chimera», cuccioli il cui corpo è un puzzle di cellule con
diverso Dna, come se ciascuna scimmietta fosse il mix di più
scimmie diverse. Annunciato sulla rivista Cell, è il traguardo
raggiunto «incollando» insieme cellule di tanti embrioni di
scimmie e creando così un unico embrione chimera poi fatto
sviluppare nell’utero di una mamma scimmia.
FOTO
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BLITZ QUOTIDIANO
4 GENNAIO
2012
Adottata Andrea, la gattina sopravvissuta due volte alla camera
a gas
WEST VALLEY
CITY (UTAH, STATI UNITI) – Andrea, la gatta diventata famosa in
tutto il mondo per essere sopravvissuta due volte alla camera a
gas nello Stato americano dello Utah, ha una nuova casa. Una
volontaria della comunità per animali di Salt Lake, Janita
Coombs, ha deciso infatti di adottarla. “È un gatto piuttosto
robusto, come sapete bene”, ha raccontato al quotidiano Salt
Lake tribune. “Ha sicuramente una grande voglia di vivere”, ha
aggiunto.Il personale del rifugio per animali di West Valley
City dello Utah ha provato a sopprimere la gattina dopo che
nessuno aveva deciso di adottarla per 30 giorni. Andrea era però
sopravvissuta e allora era stata nuovamente messa nella camera a
gas. Credendola morta, il personale l’ha sistemata in una busta
di plastica, ma in seguito è stato scoperto che la gattina a
veva vomitato ed era in ipotermia, ma era ancora viva. Il Salt
Lake tribune riporta che le autorità stanno cercando di
determinare come abbia fatto a sopravvivere per ben due volte
alla camera a gas.Intanto però, la piccola gatta ha trovato una
nuova casa ed è stata piuttosto fortunata.
FOTO
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GEA PRESS
6 GENNAIO 2012
Per due
volte nella camera a gas: Andrea è salvo ma l’eutanasia rimane
confermata
Hanno tentato di
sopprimerlo due volte nella camera a gas, ma lui, il gatto
randagio di West Valley City, nello stato americano dello Utah,
ha dimostrato di avere ben più delle sette proverbiali vite
feline. Questo anche alla luce del fatto che al secondo
tentativo è stato realmente creduto morto. Chiuso in un
sacchetto di plastica ed a sua volta sistemato in un congelatore
in attesa di essere smaltito (sic!). Quando però un dipendente
della struttura adibita a “rifugio” (i cani rimangono in attesa
di adozione per 30 giorni), ha aperto il congelatore, ha udito
un miagolio. Andrea, questo il nome dato la gattino, era
incredibilmente vivo.La sua disgraziata, quanto fortunata
storia, è servita a sensibilizzare l’opinione pubblica, grazie
anche all’attenzione fornita dai media. Andrea ha ora un
famiglia. Nella cittadina dello Utah, si è invece discusso in
Consiglio Comunale della proposta di abolire l’eutanasia dei
randagi. Gli animali vengono uccisi quasi in eguale proporzione;
con una iniezione letale e con la camera con monossido di
carbonio. Un disastro. Le autorità locali non hanno desistito.
Questo è un buon metodo, hanno dichiarato.Nuova chiusura della
periferia rurale americana. Una conferma di come, forse, sul
finire dell’ottocento, non tutti avevano torto a non volere lo
Utah tra gli Stati della confederazione. La sua entrata venne
infine accettata, ma solo dopo che i rappresentanti della
politica locale accettarono di venir meno ad alcuni precetti
acquisiti dalla dottrina mormore (alla quale appartiene tutt’ora
oltre il 50% della popolazione) e fino ad allora facenti parte
dell’ordinamento statale. Contrariamente a quanto può sembrare,
anche in Italia il divieto di sopprime i randagi non è affatto
antico. Di fatto è rimasto in vigore fino al 1991 quando, grazie
ad Annamaria Procacci, allora Deputata dei Verdi, venne
approvata la famosa legge 281. Rimangono nei racconti
parlamentari i suoi silenziosi sit-in innanzi alla Commissione
competente. Ci fu pure chi la minacciò del fatto che mai la sua
legge sarebbe passata finché un solo bimbo al mondo avesse
patito fame o altri mali (… causati dell’uomo ….). Poi le cose
andarono diversamente.Sebbene ancor prima del 1991, alcune
Amministrazioni comunali italiane si fossero impegnate con
proprie Ordinanze e Regolamenti a vietare l’eutanasia o l’invio
a stabulari della vivisezione, molti cani si salvarono solo
grazie all’aiuto dei volontari. Venivano riscattati a nome
proprio e portati nei rifugi. Nei canili municipali di alcune
città, dopo solo tre giorni, scattava la mannaia del boiacani.
Ancori oggi qualcuno si sveglia con la proposta di sopprimere i
cani. Evidentemente la fine dei randagi romeni e di quelli delle
perraras spagnole, ispira. Per fortuna, i nostrani novelli
boiacani non contano nulla e sono i primi a saperlo. Forse,
però, i rigidi precetti dello Utah (che valgono, per altre
storie, anche per l’uomo) farebbero bene anche a loro.
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LA PROVINCIA DI COMO
5 GENNAIO 2012
Altri
maltrattamenti su animali
Un cane impiccato a Garzeno ![]()
GARZENO (CO) - Dopo i due cani
lasciati morire di fame e di sete in una villa a Castiglione
Intelvi, a poche decine di chilometri di distanza si è consumato
un altro episodio tristissimo: un cane è stato impiccato e
ucciso con una corda sotto a un ponte.Sulla vicenda, segnalata
da una guardia dell'Enpa (Ente nazionale protezione animali) di
Como, indagano i carabinieri della caserma di Dongo: Vida, un
esemprlare di meticcio border collie, era scomparsa dal giardino
di casa da tre giorni e il proprietario la stava cercando
ovunque. Ieri l'ha trovata un allevatore a passeggio con il suo
cane: Vida era stata impiccata con una corda e penzolava senza
vita sotto a un ponte a Garzeno, un'immagine straziante.
Sul posto è intervenuto un veterinario dell'Asl e i carabinieri di Dongo: il proprietario, comprensibilmente sconvolto per quanto accaduto, ha sporto denuncia contro ignoti per maltrattamenti di animali. Da quanto si è appreso, Vida non era un cane che dava fastidio in giardino abbaiando o con altri atteggiamenti, è stata descritta come un animale tranquillo e ben curato.
ALTRE FOTO
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TIO.CH
6 GENNAIO 2012
Cane
impiccato sotto un ponte
GARZENO (CO) - Il suo padrone la cercava dal giorno di
Capodanno, dopo che si era misteriosamente allontanata da casa.
Vida, una femmina di border collie di 11 anni di proprietà di un
uomo di Garzeno, località dell'Alto Lario, è stata trovata
impiccata sotto un ponte.Ne dà notizia l'Enpa di Como. Si tratta
dell'ennesimo tragico caso di maltrattamento ai danni di animali
dopo quello dei due cani lasciati morire di stenti a Castiglione
d'Intelvi, nel quale sono coinvolti due luganesi.Il proprietario
ha fatto regolare denuncia alla ASL di competenza e ai
carabinieri che hanno constatato sul posto il decesso per
asfissia da impiccagione. Ora si fara' tutto il necessario per
risalire al colpevole che, in base alla legge (art. 544 del
codice penale) è punito, in caso di maltrattamento, con la
reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000
euro.Pena che viene ulteriormente aumentata se dai fatti, come
in questo caso, deriva la morte dell'animale.
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CORRIERE DI COMO
6 GENNAIO 2012
Cagnolina
impiccata: caccia all’uomo
Mauro Peverelli
Provincia di Como - A Garzeno È
caccia aperta, in Altolago, all’uomo che ha compiuto un atto
barbaro e ignobile. Ha infatti pensato bene di trascorrere i
primi giorni del nuovo anno torturando e impiccando a un ponte
una cagnolina dopo averla sottratta al proprietario.
L’assurda storia si è verificata a Garzeno. Il 1° gennaio, il proprietario di una meticcia border collie di 11 anni che mai, in vita sua, si era allontanata da casa, ne denuncia la scomparsa. Non solo, disperato, appende cartelli in tutto l’Altolago chiedendo alla gente di aiutarlo a trovare la propria cagnolina. Dell’animale, tuttavia, non ci sono tracce. L’uomo va anche dai carabinieri a raccontare l’accaduto. Il drammatico epilogo va in scena nella mattina di mercoledì, quando un allevatore del posto, nel portare a passeggio il proprio cane, trova il corpo senza vita del border collie impiccato ad un ponte del paese. Al proprietario, avvisato del macabro ritrovamento, non è rimasto altro che riferire il tutto sia all’Azienda sanitaria locale di Dongo, sia ai carabinieri che hanno poi constatato sul posto il decesso della cagnolina per asfissia da impiccagione. Le indagini sono immediatamente iniziate allo scopo di risalire al colpevole di un simile barbaro gesto. Se il delinquente dovesse essere trovato, in base al codice penale potrebbe essere punito con una pena da 3 mesi a 1 anno e mezzo (oppure una multa fino a 15mila euro) in quanto oltre al maltrattamento l’animale è anche deceduto. Occorre anche segnalare che la border collie scomparsa e poi uccisa non aveva mai arrecato fastidio a nessuno, in quanto non abbaiava e non era nemmeno aggressiva. Precisazioni che rendono il tutto ancora più inspiegabile. L’Enpa di Como, inoltre, denuncia che sono in corso in queste settimane più atti barbarici nei confronti degli animali in tutta la nostra provincia. Da una cagnolina morta avvelenata nella Tremezzina, a due cani morti di stenti a Castiglione d’Intelvi i cui proprietari (di Lugano) sono stati denunciati alla procura della repubblica di Como. |
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CORRIERE DELLA SERA
7 GENNAIO 2012
Il giallo
del cane impiccato al ponte
Il border
collie, Vida, 11 anni, sparito da tre giorni, è stato trovato
vicino all'abitato di Garzeno
![]()
Vida, il border collie ucciso
COMO - Un border collie di 11
anni, Vida, è stato trovato impiccato al «ponte di resec», lungo
la strada di via Sant'Iorio, poco distante da Garzeno, che
conduce ad un agriturismo, ad una discarica e ad una centrale
idroelettrica. L'animale era scomparso da tre giorni, dalla
notte del 31 dicembre. I proprietari Cristina Fraquelli e Marco
Matteri l'hanno cercata ovunque fino alla macabra scoperta,
mercoledì pomeriggio. Ieri hanno presentato denuncia contro
ignoti ai carabinieri di Dongo. Una decisione coraggiosa, tenuto
conto che, come racconta un veterinario, questo non è il primo
caso ma nella zona molti scelgono il silenzio. Eppure, come
spiega Rosario Fico, direttore del Centro di Referenza Nazionale
per la Medicina Forense Veterinaria in prima linea nei delitti
contro gli animali, «solo accendendo i riflettori su questi
fatti si può scoraggiare gli autori dal ripeterli». Sul caso
indagano i veterinari della Asl di Porlezza e i carabinieri. La
scena del crimine qualcosa già racconta. «Impiccare un cane vivo
di 25 chili calandolo dall'alto richiede una forza non
indifferente e una certa esperienza», spiega il medico.
«Dobbiamo accantonare l'emozione per fare spazio alla
riflessione profonda - aggiunge Daniele Mazzini, istruttore
cinofilo -. La legge (art. 544 del codice penale) punisce il
maltrattamento degli animali come comportamento delittuoso e
nonostante il trattato per una costituzione d'Europa contenga la
frase "gli animali devono essere, nella previsione e attuazione
di qualsiasi norma, considerati entità senzienti..." molte aree
dell'antica Europa sono ancora lontane dal rispetto di questo
precetto morale e culturale. È l'espressione di una violenza che
ha origini lontane, frutto di una cultura molto radicata in
alcune aree del nostro Paese. L'uomo, per antonomasia, è l'unico
"animale" in grado di autoconvincersi di poter disporre della
vita di tutti gli esseri, compresa quella dei suoi simili».
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GEA
PRESS
9 GENNAIO
2012
Garzeno (CO) e il cane impiccato: per i Carabinieri evidente la
motivazione del gesto
Sembrerebbero rivolgersi all’attività dell’allevatore di Garzeno
(CO) le indagini relative al ritrovamento del cane pastore
rinvenuto pochi giorni addietro impiccato sotto un piccolo
ponte. Episodi non isolati sebbene non recenti. Questo secondo
i Carabinieri di Dongo, che individuano una analogia con la
stessa matrice che sarebbe alla base di altri episodi occorsi
nell’ambiente agro pastorale.Vida, questo il nome della femmina
di Border Collie di 11 anni impiccata probabilmente a capodanno,
era utilizzata per il governo di un gregge di capre di
proprietà dell’allevatore di Garzeno. Quest’ultimo, che si era
dedicato alla ricerca del cane, aveva anche provveduto alla
denuncia presso lo locale Stazione dei Carabinieri. Secondo
indiscrezioni pervenute l’allevatore non avrebbe fornito alcun
ele mento utile ad individuare il colpevole ma si sarebbe fatto
scappare, dopo il ritrovamento del cane, che qualcuno poteva
avercela con lui. Ad ogni modo era sicuramente stupito, fatto
questo che induce a pensare che mai avrebbe potuto collegare un
possibile astio, alla vendetta da qualcuno messa in atto.A
Garzeno vi sono una ventina di allevamenti, molti dei quali di
ovini e caprini. Forse un po’ troppi per una superficie poi non
tanto vasta.Le indagini dipendono ora dai Carabinieri di Dongo
che dovranno pertanto cercare di risalire all’autore del gesto e
la causa scatenante di quello che appare essere un avvertimento
tutto interno alle attività di pascolo del luogo.
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GEA
PRESS
5 GENNAIO
2012
Firenze: cane condannato a morire di fame
Intervento dell'ENPA – il rottweiler ha rischiato di morire di
fame.
Una lunga
storia, sia per il cane che per i volontari dell’ENPA di
Firenze. Indagini, appostamenti, poi raccomandate ma se non
fosse stato per l’ENPA e per alcuni abitanti del posto, il
grosso Rottweiler sarebbe molto probabilmente morto di fame. Era
stato adottato quando aveva sei mesi presso un canile e tenuto,
fino all’età di tre anni, in una lurida baracca ricavata nei
pressi di un canale di scolo. Materiale di risulta, fango,
deiezioni. Non solo condizioni igienico sanitarie pessime, ma
anche alla mercé di malintenzionati. Attiguo una sorta di
deposito con materiali vari a servizio dei vicini orti.L’animale
è sopravvissuto grazie all’azione caritatevole delle persone del
posto che in qualche maniera riuscivano a gettargli del cibo.
Poi l’intervento dell’ENPA. Vane le ricerche del proprieta rio,
nel frattempo risultato dalla lettura del microchip. La
rilevazione era stata ottenuta avvicinando il lettore ottico al
cane quando questo si distendeva vicino la recinzione della
baracca. Si è così individuato un trentenne residente in
provincia di Pistoia, a circa 30 chilometri da Sesto Fiorentino.
Rilevato solo sulla carta, dal momento in cui, anche presso la
sua residenza, di lui non vi era traccia.La situazione, però,
rischiava di precipitare. Il cane, causa l’umidità e le ridotte
dimensioni della baracca, era menomato alle zampe posteriori. Si
presentava, inoltre, molto aggressivo. Si doveva pertanto
intervenire di forza, e dopo le autorizzazioni necessarie e la
presenza di personale specializzato dell’ASL, si è provveduto a
narcotizzare l’animale che, nonostante le zampe posteriori
atrofizzate, non si faceva avvicinare.“Il rottweiler”, ha
dichiarato Simone Porzio, Presidente della Sezione ENPA di
Firenze, “sviluppa un legame fortissimo con il suo padrone. Il
suo equilibrio psichico è tanto piu’ stabile quanto piu’
integrato con il padrone e la sua famiglia – ha aggiunto il
responsabile ENPA – Il tutto, però, si compromette
pericolosamente quando lo si tiene in condizioni di isolamento,
a catena, lunghe ore in box o in recinti angusti, fino a fargli
assumere atteggiamenti di pericolosa aggressività verso chiunque
gli si avvicini”.Il proprietario è stato denunciato per
maltrattamento di animali, oltre che per violazione del
regolamento comunale per la protezione degli animali nel Comune
di Sesto Fiorentino.Una storia molto simile ad altra occorsa nel
Comune di Castiglione d’Intelvi, in provincia di Como. Due cani,
morti di fame e di sete, appartenenti a due cittadini residenti
a Lugano, fors e fuori sede per vacanza.Il Rottweiler di Sesto
Fiorentino è ora affidato alle cure dell’ENPA di Firenze che sta
provvedendo a mettere in atto quanto possibile anche per la sua
riabilitazione motoria.
VEDI
FOTO:
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GEA PRESS
5 GENNAIO 2012
Ammazzato
come un cane (ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)
Intervento
del Corpo Forestale dello Stato.
“Ti ammazziamo come un cane“,
così hanno gridato i due killer che stanotte hanno ucciso a Roma
un cittadino di origine cinese e la figlioletta di pochi mesi.
Una rapina compiuta probabilmente da due italiani. Volevano
rubare la borsa tenuta dalla moglie (e madre) rimasta ferita. Il
marito ha tentato di reagire e loro lo hanno ammazzato, assieme
alla figlia, come un cane. Perché colpisce tanto questa frase?
Forse perchè ad uccidere un cane, non ci si fa molto caso. A
guardare la legge che dovrebbe prevenire questi reati (ovvero
uccisione e maltrattamento di animali) è senz’altro vero.Ecco
allora, commentano al Corpo Forestale dello Stato di Terni, una
vicenda che dà un significato concreto all’espressione “ammazzato
come un cane“. Un cane da caccia, sul quale qualcuno ha
puntato il fucile e sparato. La testa gli è esplosa. Il cane,
uno Springer Spaniel, ha il microchip e pertanto a breve si
spera vi possono essere dei risvolti.I fatti sono accaduti
stamane a Narni. Ad accorgersi dell’accaduto è stato un
cacciatore che si è messo in contatto con il Corpo Forestale
dello Stato, Stazione di Terni. Secondo gli inquirenti si tratta
di un cane “giustiziato”. Ignoto, per ora, il movente. Potrebbe
essere stato rubato ed ucciso per chissà quale motivo. Più
difficile pensare che possa trattarsi di una eliminazione di un
cane inutile alla caccia. Questo per via della rintracciabilità
derivante dalla presenza del microchip, anche se a Desenzano
venne di recente seppellito un anziano cane da caccia (vivo) che
aveva il tatuaggio.
Dalle condizioni del corpo del povero cane, la Forestale è certa che lo sparo sia avvenuto a distanza molto ravvicinata. La canna del fucile, dicono sempre alla Forestale, potrebbe cioè essere stata posata direttamente sulla testa del cane. In tal senso ha altresì confermato il Veterinario dell’ASL chiamato dagli inquirenti.Agghiacciante analogia. Anche i killer di Roma hanno sparato da distanza ravvicinata. Come si ammazza un cane, cioè. Ovviamente tutti si augurano che i killer di Roma vengono presi e condannati gravemente e senza alcuno sconto di pena. Ma cosa rischia chi invece ammazza un cane?Per il povero cagnetto di Terni, la condanna per chi lo ha ucciso sarebbe…di continuare a fare quello che faceva prima. Se trattasi di un cacciatore, salvo intervento del Questore, non è prevista neanche la sospensione del porto d’armi. Nel caso di condanna per uccisione di animali, così come previsto dalla legge contro il maltrattamento di animali, vi è solo una previsione di pena reclusiva. Appunto, una previsione, visto che la pena considerata dal nostro legislatore, è di molto al di sotto della soglia di punibilità. A condanna avvenuta (tranne che per particolari pregiudicati e solo nell’ipotesi di un recente e rilevante precedente) tutti a casa.La Forestale avrebbe potuto trovare l’assassino del cagnetto ancora con il fucile caldo puntato sulla testa o quello che ne restava. La legge non prevede neanche l’arresto in flagranza di reato.
VEDI FOTO (ATTENZIONE
IMMAGINI FORTI):
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UMBRIA 24
5 GENNAIO 2012
Cane
barbaramente giustiziato con un colpo di fucile alla testa. Ecco
le immagini cruente
Ritrovato
dagli agenti della forestale su segnalazione di un cacciatore
Terni - Come un cane.
Probabilmente questa vicenda riesce a dare un significato
concreto all’espressione «ammazzato come un cane». Un esemplare
maschio di razza Springer Spaniel è stato infatti trovato
barbaramente ucciso dal personale del Comando Stazione Forestale
di Terni.Il ritrovamento è avvenuto il 4 gennaio, a seguito
della segnalazione di un cacciatore che svolgeva una regolare
battuta di caccia in comune di Narni. Il personale intervenuto
ha trovato un cane letteralmente giustiziato con un colpo d’arma
da fuoco.Un unico colpo di fucile, sparato a distanza tanto
ravvicinata da far presumere che la canna dell’arma fosse
appoggiata direttamente sulla testa dell’animale.
L’ipotesi è stata poi confermata dal veterinario dell’ASL 4 di Terni, sulla base dei risultati dell’esame necroscopico effettuato sulla carcassa dall’Istituto Zooprofilattico di Terni. Sono state avviate tutte le indagini e i rilevamenti del caso per dare un nome all’autore di questa barbarie e poterlo deferire nel più breve tempo possibile alla Procura della Repubblica di Terni
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LIBERO
5 GENNAIO 2012
Terni:
cane trovato morto, ucciso con colpo fucile a testa
Terni - Un esemplare maschio di
cane di razza Springer Spaniel e' stato trovato morto in un
bosco di Narni, in provincia di Terni. Il cane e' stato ucciso
con un colpo d'arma da fuoco alla testa. Sull'episodio sta
indagando il corpo forestale di Terni. Il cane e' stato
ritrovato ieri dopo una segnalazione di un cacciatore. Secondo
gli uomini della Forestale, il cane sarebbe stato ucciso con
unico colpo di fucile, sparato a distanza tanto ravvicinata da
far ipotizzare che la canna dell'arma fosse appoggiata
direttamente sulla testa . A confermare l'ipotesi, e' stato il
veterinario dell'Asl di Terni.
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CORRIERE DELLA SERA
6 GENNAIO 2012
Cagnolino
salvato dai pompieri
VIDEO
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MARIGLIANO.NET
6 GENNAIO 2012
Marigliano
(NA), strage di cani
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MARIGLIANO (NA) - Su una denuncia
di alcuni cittadini, Luca Abete di Striscia la Notizia è
intervenuto ieri pomeriggio sul secondo Alveolo in via Nuova del
Bosco, per denunciare un vero e proprio cimitero di cani .
L’irriverente cronista di Canale 5 ha poi allertato i vigili
urbani di Marigliano. Una pattuglia della polizia municipale
agli ordini del comandante Giuseppe Caliendo prontamente è
intervenuta sul luogo, scoprendo oltre sessanta cani, alcuni
chiusi in sacchetti di plastica, abbandonati senza
pietà.Raggelati dall’orribile vista, i vigili hanno subito
avvisato il magistrato di turno, la dottoressa Valvo, che ha
dato le disposizioni del caso. Intanto sono stati allertati,
sempre dai vigili urbani, i responsabili dell’Ufficio
Veterinario dell’AslNa3 di Largo Santo Stefano, il dott.
Masecchia e il dott. Cirino, e i vigili del fuoco, che sono
subito intervenuti.
Il recupero delle carcasse dei poveri animali è stato lungo e alquanto laborioso. E solo grazie al grande spirito di sacrificio dei due veterinari e all’aiuto dei vigili del fuoco è stato possibile recuperare gli oltre 60 cani, alcuni chiusi in buste di plastica sigillate e in putrefazione, dal fondo dell’alveolo. Si è fatta largo l’idea che i cani siano stati illegalmente smaltiti in più fasi: qualcuno azzarda da qualche anno a questa parte . In alcuni, che pare siano stati smaltiti da appena qualche giorno, si notavano le ferite causate dall’asportazione del cip. È stata interessata dai sanitari una ditta specializzata per la rimozione di carcasse di animali di Ottaviano. Le operazioni sono terminate in tarda serata alle ore 21:00 circa. Per trasportare le povere bestie ci sono voluti due autocarri. I poveri resti sono stati portati nella sede della società Cooperativa Dog Park di Ottaviano e posti nelle celle frigorifere a disposizione delle autorità sanitarie e giudiziarie.
VIDEO
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MARIGLIANO.NET
6 GENNAIO 2012
Strage di
cani, camorra e traffico illegale?
Camorra e traffico illegale di cani dietro la strage di
Marigliano?"
Marigliano (NA) - Lunedì mattina
L’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente presenterà un
esposto alla procura della repubblica di Napoli in merito al
ritrovamento delle carcasse di 60 cani avvenuti ieri nel lago di
Frezza a Marigliano in provincia di Napoli ai quali sono stati
tolti i microchip per non poter risalire ai proprietari degli
animali uccisi.
Diverse le ipotesi che possono
stare dietro questo vero e proprio cimitero dei cani gettati in
fondo al lagno Frezza. Potrebbe trattarsi semplicemente di un
caso di smaltimento illegale protratto nel tempo di cani
soppressi “legalmente” e poi gettati nel lago per intascarsi i
soldi che i proprietari hanno versato per la loro cremazione.
Ma visto che negli anni scorsi nel
napoletano si era parlato di un vero e proprio rito usato dalla
camorra per testare il coraggio dei nuovi affiliati i quali
venivano sottoposti ad una prova che prevedeva l’uccisione e lo
sgozzamento dei cani, quello scoperto a Marigliano potrebbe
anche essere il cimitero dove sono stati buttati i cani sgozzati
dagli affiliati alla camorra.
Infine il fatto che sia stato
asportato il microchip potrebbe essere anche sinonimo di
traffico internazionale di animali: cani mandati all’estero ai
quali vengono applicati microchip di cani rapiti ed ammazzati
proprio con lo scopo di recuperare il microchip.
AIDAA nel suo esposto chiederà alla procura di Napoli di indirizzare le indagini in queste tre direzioni, in quanto sono molte le segnalazioni di cani che dal sud ed in particolare dalla Campania partono per l’estero e non è escluso che all’ombra dei viaggi regolari di cani da far adottare in Germania possano esservi traffici di animali destinati alla vivisezione o destinati al mercato delle razze di lusso che partono dall’Italia del sud verso il nord Italia o il nord Europa dotati di microchip falsi che in realtà appartengono ai cani ritrovati uccisi. |
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IL MATTINO
7 GENNAIO 2012
La strage
dei sessanta cani nel Napoletano
Carcasse trovate lungo il canale: è giallo
MARIGLIANO (NA) - Il più piccolo è
un bastardino, con la testa declinata, che fa capolino da un
sacchetto grigio della spazzatura. Il più grande è un pastore
tedesco deposto direttamente sul terreno scomposto. Uno, due,
dieci, sessanta cani. Tutti morti. In un’area isolata dei Regi
Lagni, nel secondoAlveolo di via Nuova del Bosco, non distante
dalle zone industriali tra Acerra e Marigliano.
È un vero e proprio cimitero abusivo, inaugurato in maniera illecita chissà da quanto tempo. Chissà da chi. Una segnalazione anonima è arrivata via Internet a «Striscia la notizia». Di sera, con il buio e la pioggia, sono arrivati i vigili urbani di Marigliano, poi i carabinieri. «Una scena davvero sconvolgente, mai visto tanti cani morti tutti insieme», commenta Giuseppe Caliendo, comandante della polizia municipale mariglianese. Difficile dargli torto. I vigili del fuoco illuminano la scena con i loro riflettori: da ogni fetta di terreno spunta un sacchetto, un corpo. Sono cani di tutte le taglie e di tutte le età. I sacchetti non erano abbastanza grossi per contenere i pastori tedeschi, o i mastini. Arrivano anche i funzionari della Asl 3. Qualcuno commenta: «Tanti corpi non possono essere stati depositati qui in una sola notte. Di sicuro, questo è diventato un cimitero con il passare dei giorni. Quasi un passa parola avesse individuato la zona dove abbandonare le carcasse». Fanno tenerezza quelli che sembrano dei cuccioli. Qualche corpo è in decomposizione, segno che è stato messo qui da diverso tempo. Qualche altro è invece ancora intatto. Nessuno ha fiatato per giorni, nessuno si è allarmato. Tranne chi ha pensato di segnalare la vicenda a «Striscia». E chi doveva controllare il territorio, chi passa più volte da questa zona? Qualche mese fa, l’intera area è stata bonificata dalla Provincia. Subito dopo, evidentemente, chi era sicuro di muoversi indisturbato si è inventato il cimitero. Come sono morti tutti questi cani? È un quesito affidato alla verifica medico legale. Sono troppi questi resti senza vita, per non smuovere l’indignazione degli animalisti della zona e l’intervento della Procura di Nola. C’è un’inchiesta, affidata al pm Marianna Valvo. È per ora a carico di ignoti, ma ci sono alcune tracce che portano al mondo dei canili autorizzati dalle Asl. Su alcuni cani, c’è infatti il segno inequivocabile del microchip di individuazione rimosso. Come se qualcuno, dopo la morte degli animali, ne avesse voluto conservare l’identità elettronica per tenersi i finanziamenti assicurati dai Comuni per ogni animale ospitato e assistito. «Potrebbe anche essere che qualche irresponsabile non ce l’abbia fatta a sostenere i costi di mantenimento - ipotizza Rosaria Perrella, animalista e proprietaria di un canile privato - Non voleva però perdere i finanziamenti. Così li ha soppressi a poco alla volta, sicuro dell’assenza di controlli e di farla franca, continuando a prendere i soldi». Ipotesi aberranti che portano al mondo dei canili, che dovrebbero prendersi cura dei cani abbandonati o randagi su incarico di Comuni e Asl. Spiega Angela Valenti, veterinaria che presta assistenza volontaria in un canile: «Purtroppo, sulla pelle degli animali che non parlano si compiono le peggiori nefandezze. E non sempre il mondo dei canili è trasparente, non tutti sono presi da sincero amore per gli animali». Ci sono volute diverse ore per individuare a recuperare tutte le carcasse, trasportate su due autocarri. Solo alle nove di sera tutto è finito. I corpi sono ora nelle celle frigorifere della società cooperativa «Dog park» di Ottaviano, che gestisce un canile. Uccisi, morti per cause naturali? Sarà l’inchiesta della Procura a stabilire chi e perché ha creato il macabro cimitero dei cani di via Nuova del Bosco. |
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LA CITTA' DI SALERNO
5 GENNAIO 2011
Cani
avvelenati, scatta la denuncia
Salerno - Una lunga serie di
decessi per avvelenamento di cani sta tenendo in apprensione
molti residenti di via Tempa delle Craste, in zona Aversana.
L’ultimo caso si è verificato il 30 dicembre scorso. Un setter
inglese è morto dopo essere stato avvelenato, probabilmente
mangiando una polpetta in cui era stata iniettata una sostanza
tossica. Il cane era di proprietá di Antonio Nigro, residente
del posto che ha presentato denuncia ai Carabinieri. «Sono
rimasto sconvolto dalla perdita del mio cane - ha detto Nigro -
giá mi era stato avvelenato un cane nel 2010. In questa zona
avvengono troppi episodi del genere, sono stati avvelenati circa
dieci cani negli ultimi due anni e la gente inizia ad avere
paura. Non penso che si tratti di casi isolati e le forze
dell’ordine hanno promesso di svolgere maggiori controlli in
localitá Aversana. Si sospetta che possa essere una persona del
posto ad avvelenare i cani, ma non ho alcuna idea di chi possa
essere». L’uomo ha raccontato che «il cane stava bene fino alle
prime ore del pomeriggio, finché l’ho visto morire tra le mie
braccia, in un fosso vicino casa, con i sintomi evidenti
dell’avvelenamento». Il caso è stato segnalato al dipartimento
di prevenzione e al settore veterinario dell’Asl di Salerno, ai
servizi veterinari di Battipaglia e all’Ente protezione animali.
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BRESCIA OGGI
5 GENNAIO
2011
Dai cani all'uccellagione: il duro bilancio della Lipu
VIGILANZA ZOOFILA. La provincia bresciana riserva brutte
sorprese
Maltrattamenti e bracconaggio restano un problema
Provincia di
Brescia - Hanno trovato decine di cani detenuti in condizioni
inaccettabili, legati a catene troppo corte e spesso privi di
ripari adeguati, diffidando i proprietari e invitandoli ad
intervenire; ma nella loro attività di controllo portata a
termine in autunno in tutta la fascia collinare del Bresciano -
dal lago d'Iseo all'alta Valsabbia, fino alla Valvestino - gli
agenti zoofili della Lipu hanno inevitabilmente avuto incontri
ripetuti con un problema ben presente nella nostra provincia:
quello del bracconaggio. Così, come comunica la stessa
associazione, «controllando le zone in cui persiste la piaga
dell'uccellagione, attuata con gli archetti e con le sempre più
numerose mini tagliole per l'avifauna, i "sep", gli agenti
zoofili hanno individuato e rimosso oltre due quintali di
trappole corrispondenti a poco meno di un migliaio di pezzi, e
insieme numerose gabbie trappola di diverse dimensioni per la
cattura dei piccoli carnivori. Un bilancio negativo che
comprende anche un centinaio di piccoli uccelli insettivori
protetti, dai pettirossi alle balie nere, rinvenuti morti».
Non solo: «Gli agenti volontari - aggiunge la Lipu - hanno rimosso anche 63 reti da uccellagione per una lunghezza complessiva di quasi un chilometro. Strumenti di cattura che, come nel caso delle trappole, sono stati scoperti con grande frequenza negli orti e accanto a pollai, oltre che nei boschi a ridosso dei valichi». Sono numeri meno pesanti rispetto a quelli di qualche anno fa; ma oltre a ricordare l'aiuto ricevuto da escursionisti inorriditi alla vista degli uccelli straziati e anche da cacciatori insofferenti verso l'illegalità nell'individuazione delle «tese», la Lipu constata «l'opera ininterrotta di bracconieri incalliti, i quali persistono nella loro attività nonostante le denunce e le condanne già subite; evidentemente incuranti delle conseguenze per la reiterazione del reato». |
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IL
SECOLO XIX
5 GENNAIO
2012
Cani eroi premiati alla Spezia
La Spezia -
Uno è minuscolo e color nocciola. L’altra è più grandicella,
dorso nero e petto candido. Vengono entrambi dal canile. Quattro
zampe, un immenso affetto per i loro “umani”, ed una
straordinaria sensibilitài. Leo e Natalina hanno “avvertito” i
loro padroni delle frane imminenti, durante l’alluvione, e li
hanno salvati . Oggi alle 16,15 in Provincia saranno premiati
come “eroi”, con una bandana disegnata dai ragazzi del corso
operatori moda dell’Einaudi Chiodo, con la professoressa Laura
Castellini. Leo era in auto con Pierpaolo Paradisi, che l’ha
adottato in Serbia – ove sarebbe stato soppresso - attraverso la
rete Humanimal: prima di Vernazza, il meticcio l’ha costretto a
fermarsi, saltandogli addosso. In quel momento, la strada è
crollata. Natalina ha salvato l’intera famiglia, compreso il
cane corso che riposava accanto al camino. A Bottagna, Carla
Tozzi e Franco Cozzani avevano a cena tutti i familiari: la
meticcia ha tirato la donna per la gonna, fino al giardino. Poco
dopo, è franata la collina, ma grazie a lei tutti si sono
salvati, correndo fuori. La casa è stata sepolta. Leo e Natalina
sono stati anche sgridati, lì per lì. Pierpaolo ha inchiodato
l’auto, Carla ha rischiato di cadere.. solo dopo tutti hanno
capito perché si agitassero tanto. Oggi saranno ricevuti in
Provincia, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione al
rispetto di ogni forma di vita. Ci sarà il presidente Marino
Fiasella. Ci sarà la responsabile provinciale dell’ufficio
tutela animali, Antonietta Zarrelli. Sarà presentata una
maglietta di beneficenza, disegnata dai ragazzi dell’Einaudi
Chiodo: il ricavato andrà ai cani sopravvissuti all’alluvione,
che ha ucciso tantissimi animali. Saranno ringraziati
ufficialmente i bambini delle scuole del Favaro, che hanno
adottato Daila, pastore tedesco femmina, che s’è salvato dal
fango aggrappandosi disperatamente con le zampe ad una rete. E’
malconcia, ha bisogno di cure. La volontaria Lilla Maugeri ne
racconterà la storia. Sarà un modo di dire grazie a tutti gli
animali che sono nostri compagni di vita, e di viaggio, e spesso
non hanno dagli umani l’affetto ed il rispetto che hanno per
noi: prova ne sono i tanti abbandoni, i maltrattamenti, e le
restituzioni. Di cani e gatti sono pieni i canili spezzini:
alcuni non vedranno mai una casa, o un prato vero. A Natalina e
Leo – chiamato perfino in Rai da Magalli – è andata bene: sono
stati adottati.
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IL
GIORNO
5 GENNAIO
2012
Il cagnolino può visitare la padrona ricoverata in casa di
riposo Lo ha deciso il giudice
La struttura che ospita la signora vietava le visite degli
animali. Ma l'anziana si è rivolta al Tribunale che le ha dato
ragione
Varese - Il
più bel regalo che potesse ricevere: un’anziana ricoverata per
motivi di salute in una casa di riposo e costretta a letto,
potrà ricevere le visite del suo amato cagnolino. Dunque non
sarà più separata dal fidato amico a quattro zampe che finchè è
stata in salute ha accudito con tanto affetto ripagato dalla
bestiola. La struttura che ospita la signora vietava le visite
degli animali: una situazione difficile da sopportare per
l’anziana alla quale per anni l’affettuoso bastardino aveva
fatto compagnia. Una presenza preziosa quella del cagnolino che
con le sue manifestazioni di affetto riempiva la vita
dell’anziana, benestante, ma sola e senza parenti.Facile intuire
quanto dolorosa potesse essere la separazione, quanto
angosciante per un cuore stanco e malato accettare di non vedere
più quell’amico fedele che senza chiedere nulla aveva sempre
regalato affetto annullando la paura della solitudine. A
risolvere nel migliore dei modi il caso è intervenuta una
sentenza che obbliga la casa di riposo ad acconsentire alle
visite del cagnolino alla sua padrona che qualche tempo fa si
era rivolta al Tribunale chiedendo di non essere separata dalla
bestiola. Richiesta esaudita anche grazie alla legge n.201 del 4
novembre 2010 che ratifica e dà esecuzione alla Convenzione
europea per la protezione degli animali. Grande la gioia per
l’anziana che finalmente potrà rivedere il suo cagnolino
sicuramente altrettanto felice.
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GO MARCHE
6 GENNAIO 2012
Osimo
(AN): cane ucciso a fucilate a Capodanno, orrore e sdegno a San
Paterniano
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Chiara era un cane abbandonato, entrato in canile a luglio del
2009. Stava al canile comunale di Osimo Lilly e i vagabondi 2. A
maggio del 2010 venne una famiglia sempre di San Paterniano, che
voleva una compagnia per il proprio cane. Avevano un bellissimo
giardino molto grande e si innamorarono subito di Chiara.L'adottarono
e Chiara si sentì subito a suo agio con il compagno e anche con
i gatti di proprietà della stessa famiglia. Lei amava scorazzare
per il giardino, tutta quella libertà dopo la clausura forzata
del canile, non le bastava mai. Tutto bene fino al 31/12/11
quando é stata trovata morta, uccisa da una fucilata davanti al
cancello di casa. Chi l'ha uccisa ha fatto un gesto premeditato,
sparandole da dietro come il più grande dei vigliacchi. Hanno
usato un fucile da caccia a pallini, ben sapendo che il giorno
dell'ultimo dell'anno nessuno avrebbe fatto caso ad un botto di
più.Chiara é morta quasi subito. I padroni hanno dei sospetti su
chi possa essere stato e hanno inoltrato una denuncia ai
Carabinieri, ma senza prove sarà difficile che il colpevole
venga punito.Chi ha ucciso così barbaramente e subdolamente
Chiara l'ha fatto per un dispetto, un gioco, o una vendetta, non
lo sappiamo. Forse ora sarà soddisfatto, vivrà meglio solo
perché un povero animale che non c'entrava niente, che non aveva
fatto del male a nessuno, non c'è più. Una cosa é certa in
questa nostra bella comunità ci sono persone che senza pensarci
un attimo, prendono, imbracciano un fucile e sparano. Poco
importa chi ci sia dall'altra parte.La vita degli altri, che
siano umani o animali, non ha nessuna importanza per loro. Forse
non ci sarà per Chiara la giustizia terrena, ma di sicuro
contiamo su quella Divina che non fa sconti a nessuno e alla
fine tira i conti per ognuno di noi.
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CORRIERE ADRIATICO
6 GENNAIO 2012
San
Paterniano
S’indaga
sulla morte atroce di un cane
Osimo (AN) - Aveva tre anni e
mezzo Chiara. Se ne è andata la notte di Capodanno per colpa di
qualcuno che l’ha colpita mortalmente alla testa. E adesso per
capire come siano realmente andate le cose e di chi sia la
colpa, i carabinieri della Compagnia di Osimo apriranno
un’indagine. Chiara era un cane abbandonato, entrato a luglio
del 2009 nel canile di Osimo “Lilly e i vagabondi 2”. A maggio
del 2010 fu adottata da una famiglia di San Paterniano, che la
notte di Capodanno rientrando a casa l’ha trovata in giardino,
uccisa forse da una fucilata.
L’associazione Amici Animali si è mobilitata per denunciare l’accaduto: “Chi ha ucciso così barbaramente e subdolamente Chiara –sostengono le animaliste osimane - l'ha fatto per un dispetto, un gioco o una vendetta. Forse ora sarà soddisfatto, vivrà meglio solo perché un povero animale che non c'entrava niente non c'è più”. La segnalazione è arrivata anche ai carabinieri di Osimo che hanno richiesto al veterinario della famiglia l’autopsia sulla carcassa del cane per capire se il colpo in testa fosse effettivamente di un’arma da fuoco. A quel punto potrebbe scattare l’indagine per uccisione di animale con crudeltà. |
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TELEVIDEO RAI.IT
6 GENNAIO 2012
I cani
'leggono' nostre intenzioni
Lo
conferma uno studio scientifico
Arriva
la conferma scientifica di quanto gli amanti dei cani sostengono
da anni: i dolci quattrozampe sono in grado non solo di cogliere
le parole che diciamo, ma anche la nostra intenzione di
comunicare con loro. Si tratta di uno studio pubblicato on line
sulla rivista 'Current Biology' secondo il quale, in pratica, la
ricettività di questi animali nei confronti della comunicazione
umana è sorprendentemente simile alla quella dei bambini
piccoli, dicono i ricercatori dell'Accademia Ungherese delle
Scienze.
Questa indagine "aumenta le prove che gli esseri umani e i cani condividono alcune abilità sociali: sotto molti punti di vista, le funzioni socio-cognitive del cane somigliano a quelle di un bimbo dai 6 mesi ai due anni d'età" assicura Jo'zsef Topal, autore principale della ricerca. "L'utilizzo di spunti ostentivi è una di queste caratteristiche: i cani, cosi' come i bambini umani, sono sensibili ai segnali che indicano l'intenzione comunicativa". Fra questi segnali, i principali sono il rivolgere parole al cane e il cercare il contatto visivo con lui. Il team guidato da Topal ha studiato un gruppo di cani mentre osservava un video con un uomo in due situazioni. Nel primo caso, l'individuo li guardava dritto negli occhi e diceva loro con voce alta: 'ciao bello!'. Subito dopo, l'uomo guardava due piatti di plastica. Nel secondo, la persona si rivolgeva con voce fioca al cane, evitando il contatto visivo e concentrandosi sui due piatti. I risultati delle osservazioni mostrano che i cani sono piu' attenti ai piatti quando l'uomo esprime loro l'intenzione di comunicare. "Il nostro esperimento - commenta lo scienziato - rivela che i cani sono ricettivi nei confronti della comunicazione umana in un modo che in precedenza era attribuito solo ai bambini. Come spesso accade nella ricerca, questi risultati non faranno altro che confermare quello che molti proprietari di cani e istruttori cinofili gia' sanno. Ma e' il primo studio a utilizzare la tecnica dell'eye-tracking per studiare le abilita' sociali dei cani". "Chi convive con un cane - commenta all'Adnkronos Salute Andrea Rettagliati, veterinario di Roma - non ha certamente mai dubitato di queste abilita', confermate dallo studio dell'Accademia Ungherese di Scienze dove per la prima volta e' stata utilizzata la tecnica dell'eye tracking. Gli studi di etologia hanno gia' da tempo dimostrato che il cane ha sviluppato una tendenza alla massima cooperazione nel gruppo, al fine di incrementare il successo delle risorse acquisite. Inoltre la socialita' nei cani e negli esseri umani si e' affermata molto precocemente nel corso della filogenesi". "Inoltre - prosegue - il legame tra essere umano e cane e' un legame biologico basato su strutture sociali che hanno caratteristiche simili. Le conclusioni dello studio non solo confermano quanto sofisticati siano i meccanismi che compongono la relazione tra cane e uomo, ma dovrebbero anche far meditare su quanto, ad esempio, possono soffrire i cani detenuti nei canili o comunque in condizione di deprivazione" di rapporti con l'essere umano. "Non da ultimo - conclude Rettagliati - va evidenziato come il mondo accademico sia tuttora imbrigliato in un atteggiamento antropocentrico che risente della visione cartesiana e utilitaristica dell'animale rispetto all'uomo. Resta da augurare che studi cosi' elevati dal punto di vista delle tecnologie migliorino non solo la conoscenza delle capacita' di comprensione dei cani, ma soprattutto quella delle persone che con loro interagiscono ogni giorno". |
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GEA PRESS
6 GENNAIO 2012
Reggio
Calabria – Brescia: la tratta di sola andata degli uccellini
dalla testa schiacciata (fotogallery)
Il
cardellino con l'occhio cucito, forse potrà tornare a vedere.
E’ sicuramente nel bresciano il
principale cliente al quale i due bracconieri di Reggio Calabria
inviavano gli uccellini catturati e uccisi per schiacciamento
della testa. Non è escluso, tra l’altro, che fosse proprio il
cliente a venirsi a rifornire in loco. Ma vi è molto altro
ancora dietro la denuncia dei due uccellatori di Pellaro,
frazione di Reggio Calabria, a sud del capoluogo.Ieri la Guardia
di Finanza, Gruppo di Reggio Calabria, aveva comunicato l’esito
del maxi sequestro (vedi
articolo, foto e video
GeaPress). Cardellini maschi lasciati in vita per il mercato
illegale degli uccelli canori e femmine della stessa specie,
oltre a numerosi verzellini, uccisi per rifonire una delle
iettature nazionali del grande mondo del bracconaggio italiano:
la polenta ed osei.Noto anche il luogo dove i due andavano ad
uccellare. Un uliveto nei pressi della strada statale in
prossimità del torrente Colello. Confermata anche la tecnica
della pasturazione nei giorni antecedenti alla cattura. Il
terreno, cioè, veniva abbondantemente cosparso di cibo per
attirare gli uccelli. Un fatto insolito per il sud Italia, dove
l’uccellatore non usa postazioni stabili dove sistemare le
reti.Poi lo schiacciamento della testa. Non solo per i poveri
verzellini rinvenuti già morti nel potente SUV dei due
uccellatori, ma anche per le centinaia di altri uccelletti
trovati nel congelatore di casa di uno dei due bracconieri.
Tutti con il cranio frantumato dalla morsa delle dita della
mano. Gente ignorante, priva di scupoli e niente affatto
pentita, si dice in ambiente inquirente. I bracconieri, però,
erano anche un poco bamboccioni, visto che entrambi vivevano
ancora a casa dei genitori, nonostante non fossero esattamente
degli adolescenti (trenta e quaranta anni). Ufficialmente
disoccupati, ma i soldi non mancavano. Hanno avuto dei lavori
non disonesti. Uno in una ditta di pulizie dei treni, l’altro
presso la falegnameria del padre, ora chiusa.Entrambi, poi, sono
stati cacciatori. Almeno fino al 2007 quando gli venne ritirato
il porto d’armi perchè scoperti a falsificare gli attestati di
pagamento delle tasse venatorie. Non per reati venatori, dunque.
In tal caso non sarebbe stata preclusa l’attività di caccia,
visto che l’incredibile permissivismo venatorio italiano
consente anche di potere uccidere in due diversi eventi specie
protette prima di avere solo sospeso il porto d’armi. Anche nel
caso di reati venatori più gravi, che prevedono la revoca del
porto d’armi, bisogna prima attendere la condanna definitiva (se
mai arriverà) o il decreto penale di condanna divenuto
esecutivo. Nessun reale significato per le previsioni di
arresto. Sono tutte molto al di sotto della soglia di
punibilità.
IL CARDELLINO CON L’OCCHIO CUCITO
Sta meglio il cardellino con l’occhio infetto al quale i bracconieri avevano cucito le palpebre. Ieri, il Veterinario del Centro Recupero Fauna Selvatica “Stretto di Messina”, ha tolto i punti di sutura (vedi foto di copertina) e pulito l’occhio. Il tentativo di bruciatura potrebbe non essere andato in porto e dal Centro dichiarano che forse la vista non è del tutto persa.“Non è possible sciogliere la prognosi – ha dichiarato a GeaPress Anna Giordano, Responsabile del WWF e del Centro gestito dall’Associazione Mediterranea per la Natura – ma assicuro che il Cardellino al quale avevano cucito l’occhio è un sorvegliato particolare. Il nostro veterinario ha disposto la terapia antibiotica e faremo di tutto per poterlo liberare assieme agli altri uccellini pervenuti da Reggio Calabria [ndr il Centro si trova nelle alture di Messina]“.Non è semplice riuscire a parlare con Anna Giordano. In questo perido sono arrivati molti animali e la nostra chiaccherata ha una “interferenza” insolita. Un Falco pecchiaiolo reclama il cibo.“E’ irrecuperabile – ci spiega Anna Giordano – la fucilata gli ha distrutto l’ala e non potrà più tornare a volare. Rimarrà con noi. Speriamo per il cardellino, sarebbe molto bello farlo tornare in natura“.Poi, nel sequestro di Reggio Calabria, c’erano i Verzellini “imbracati”. A Napoli li chiamano “incamiciati”. Sono gli zimbelli (ovvero i richiami per altri selvatici) ai quali è stata avvolta una cordicella attorno alle ali ed alle zampine. Strattonati dai bracconieri emetteranno un lamento che farà così avvicinare altri uccellini. Anche a loro è stata tolta l’imbracatura (vedi fotogallery) e appena possibile, torneranno in natura.“Per ora non se parla – dice Anna Giordano – sono previsti giorni di freddo. Devono riprendersi e appena il clima sarà più mite, torneranno liberi“.Ma dove vanno a finire i cardellini siciliani e calabresi? “Di sicuro a Malta – ci spiega la Responsabile del Centro – ma sono note le bande della polenta e osei. Bresciani, ma anche veneti. Non è la prima volta, anche se fino ad ora era risaputo dei cacciatori di alcune provincie del nord Italia che arrivano forniti di congelatori e fucileria“.Intanto, per i due pericolosi bracconieri bamboccioni, niente affatto pentiti, la denuncia a piede libero. La legge non prevede altro, ma almeno c’è una consolazione. La Guardia di Finanza di Reggio Calabria, gli ha contestato il reato di furto al patrimonio indisponibile dello Stato. Se fossero stati ancora cacciatori questo sarebbe stato impossibile. La legge sulla caccia ha precluso l’applicabilità del reato di furto per i seguaci di Diana. Per fortuna non avevano pagato le tasse …
VEDI FOTOGALLERY:
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LA NUOVA SARDEGNA
7 GENNAIO 2012
Un «gioco»
criminale contro una gattina
Andrea Nieddu
LA MADDALENA (OT). Le mani di quei
violenti teppisti, non volevano accarezzarla. Perché appena sono
riusciti ad agguantare la dolce gattina, ferma sulle scale
vicino all’immobiliare “La Cala”, le hanno infilato un petardo
acceso in bocca.
La gattina ha perso un occhio e riportato danni gravissimi sul muso e alla mandibola. A raccontare l’ennesimo caso di atroce maltrattamento nei confronti degli animali (avvenuto la notte di Capodanno) è Manuela Deiana, giovane proprietaria della bestiola.La gattina, nonostante perdesse molto sangue, è riuscita a rientrare a casa. Ma Manuela Deiana si è accorta che era ferita solo quando l’ha vista accasciarsi. La giovane, che fa la volontaria per il 118, insieme con un’amica, ha tentato di medicarla e curarla come poteva, cercando soprattutto di alleviarle il dolore. E’ andata avanti così per tutta la notte e per altri due giorni: in quel momento alla Maddalena il veterinario era assente. Manuela Deiana ha quindi portato la gattina ad Arzachena: qui è stata operata, ma i veterinari non sono riuscite salvare l’occhio, frantumato dal petardo, ma hanno creato una speciale ingessatura per la mandibola. L’operazione è riuscita, ma è costata alla ragazza 200 euro: una cifra enorme, per lei. E dovrà spendere ancora, per la lunga cura. I vicini di casa si sono fatti avanti per aiutare la gattina e per dare una mano soprattutto alla sua padrona. E sicuramente la catena di solidarietà si allungherà ancora. La volontaria del 118 non ha parole: un «gioco» criminale da condannare nel modo più duro, con la speranza che i colpevoli vengano catturati. La Lida considera gli autori del gesto «bambini criminali o bulletti da strapazzo. Se la prendono solo con chi non è capace difendersi. La colpa maggiore - dicono dall’associazione - ce l’hanno però i genitori: l’uso dei petardi non era consentito e non hanno controllato i loro figli».- |
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LA NUOVA VENEZIA
7 GENNAIO 2012
Chihuahua
senza acqua né cibo
Marta Artico
TESSERA (VE) - «Il Tribunale del
Riesame ha emesso il dissequestro dei chihuahua per motivazioni
puramente tecniche, tanto che il dissequestro è stato subito
stoppato dal magistrato che ha emesso un sequestro, questa volta
preventivo». Paolo Licciardi, comandante del nucleo operativo
Cites di Venezia del Corpo Forestale dello Stato dell’aeroporto
di Tessera, precisa che i sei cuccioli di chihuahua sequestrati
allo scalo veneziano ad un cittadino ungherese che li stava
trasportando nel Sud Italia, sono tuttora affidati alle famiglie
che hanno accettato di tenerli con sé. Ma soprattutto spiega che
il dissequestro non è avvenuto perché non sussistevano le
condizioni di disagio ravvisate dal veterinario. Tutt’altro. «Il
veterinario dell’Asl Carmine Guadagno – prosegue – ha steso un
verbale molto dettagliato, nel quale descriveva le condizioni
degli animali, spiegando che erano pessime e inidonee, perché il
trasportino era troppo piccolo per loro, non avevano acqua, non
avevano cibo, mancava loro ciò che serve a dei cani così
piccoli». E ancora: «Tremavano, tanto che è stato necessario
scaldarli, specialmente alcuni. E’ grazie alla relazione
puntigliosa del veterinario che il sequestro è stato
convalidato. Pertanto il dissequestro, al quale è seguito un
nuovo sequestro, è avvenuto solo per motivi puramente tecnici.
Ora – conclude – le indagini proseguono». Anche perché il
sospetto è che dietro quei cagnolini indifesi che non avevano
neanche tre mesi di vita, ce ne siano altri che hanno fatto la
stessa fine. Per questo la Forestale è allertata. L’episodio si
era verificato prima di Natale. La cucciolata era al seguito di
un viaggiatore ungherese: i piccoli erano sprovvisti di
microchip identificativo, ad accorgersi di loro un addetto alla
sicurezza dei voli, che non appena resosi conto della situazione
ha contattato il Cites.
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IL TIRRENO
7 GENNAIO 2012
Cane
maltrattato, nei guai il proprietario
QUARRATA (PT). Teneva il proprio
rottweiler in stato di degrado e abbandono. Chiuso in un box,
notte e giorno, tanto da causare una semi-atrofizzazione delle
zampe posteriori. Il responsabile di tali crudeltà è un
trentenne di Quarrata, segnalato alle autorità giudiziarie. A
liberare l’animale, non senza difficoltà, le guardie zoofile
volontarie della protezione animali (Enpa) di Firenze che hanno
sequestrato il grosso esemplare maschio di rottweiler, di tre
anni di età, detenuto da mesi in una angusta baracca e chiuso in
mezzo a liquami, sporcizia, fango e deiezioni, lungo un canale
di scolo in zona lungo Gavine a Sesto Fiorentino.
Le guardie dell’Enpa si sono attivate dopo aver ricevuto numerose segnalazioni di cittadini: il cane stava giorno e notte in completa solitudine, in pessime condizioni igieniche ed alimentari e senza potersi riparare da intemperie o malintenzionati. Le guardie, dopo appostamenti e sopralluoghi, hanno accertato la veridicità delle segnalazioni individuando il proprietario, un trentenne residente a Quarrata, risultato però sempre irreperibile. A questo punto, i volontari Enpa hanno deciso di non attendere più di rintracciare l’uomo, ma di procedere al sequestro dell’animale. La cattura non è stata semplice in quanto il cane, un molossoide di circa 40 chili, pur avendo le zampe posteriori semiatrofizzate a causa dello spazio angusto nel quale era relegato e per l’umidità del vicino canale di scolo, ha manifestato aggressività e nervosismo tanto da rendere necessario l’intervento di personale specializzato della Asl veterinaria che ha provveduto alla sua cattura, attraverso la somministrazione di un anestetico. Il cane è stato consegnato subito alle cure dei volontari dell’Enpa che lo hanno ricoverato in un canile. |
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IL MATTINO
7 GENNAIO 2012
Prato
vitello gironzola in centro «E' pericoloso» e lo abbattono
PRATO - Una intera città mandata
in tilt da un vitello. E' accaduto questa mattina a Prato dove
l'animale, fuggito da un vicino allevamento è andato in giro per
il centro della città, s'è spaventato ed ha creato qualche
danno. Considerato troppo pericoloso è stato abbattuto.In
mattinata è stato segnalato l'animale che vagava libero nel
centro storico, creando curiosità ma anche problemi ad
automobilisti e cittadini. Polizia e vigili del fuoco hanno
cercato in tutti i modi di catturare l'animale senza fargli del
male che, troppo spaventato, era diventato pericoloso, al punto
da caricare più volte un poliziotto, ferendolo in modo serio a
un braccio e procurandogli la rottura di un tendine della mano.
Alla fine il vitello, confuso e inferocito, è stato instradato
lungo una pista ciclabile per allontanarlo dal centro storico.
Poi, falliti gli ultimi tentativi di calmarlo e bloccarlo, è
stata presa la decisone di abbatterlo.
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IL
TIRRENO
8 GENNAIO
2012
Vitello in fuga arriva in piazza Mercatale La polizia lo abbatte
PRATO. E’
durata lo spazio di una notte e di una mattinata la fuga dalla
stalla di un vitello di razza Calvana, prima che l’animale
venisse abbattuto a colpi di pistola dalla polizia sotto al
Ponte Lama.
Un finale triste per una storia che ieri mattina aveva assunto toni quasi comici, quando il vitello bianco è comparso prima in via Strozzi e poi in piazza Mercatale, tra la sorpresa generale dei passanti e degli automobilisti. E’ stato in quel momento che qualcuno ha chiamato il 113 segnalando la presenza dell’animale. Sul posto sono arrivate le pattuglie della polizia e una squadra dei vigili del fuoco. Nel frattempo il vitello, impaurito e smarrito, aveva guadagnato l’argine del Bisenzio e si è messo a trottare in direzione est, verso la stazione ferroviaria e oltre, sempre seguendo la direzione della corrente. Quan do si è accorto che lo stavano inseguendo ha anche guadato il corso del fiume e ha raggiunto l’altra sponda, ma i poliziotti e i pompieri non lo perdevano di vista. A un certo punto gli agenti hanno tentato di stringerlo in un angolo, ma la bestia era sempre più impaurita e ha caricato, ferendo uno dei poliziotti che si è rotto il tendine di un dito (sarà poi giudicato guaribile in 30 giorni). Sul posto sono arrivato anche la veterinaria Giuliana Giuliani e il proprietario dell’animale, che ha un allevamento nei pressi del Centro di scienze naturali, ed è stato quest’ultimo a dare il consenso all’abbattimento. Una scena abbastanza cruenta, sotto al Ponte Lama, coi poliziotti che hanno sparato numerosi colpi di pistola da distanza ravvicinata prima di aver ragione del povero vitello, che alla fine si è accasciato vicino alla pista ciclabile. Si è poi accertato che il vitello, arrivato venerdì sera dalla Calvana nella stalla dell’allevatore, era fuggito quasi subito, vagando prima nella campagna di Galceti e poi in città. La notizia pubblicata sul sito del Tirreno e su Facebook ha raccolto molti commenti, in gran parte critici verso la decisione di abbattere l’animale. Molti si chiedono se fosse davvero necessario e non ci fossero altri mezzi per renderlo inoffensivo, per esempio con una cartuccia di sonnifero. Altri rimpiangono i tempi in cui di queste faccende si occupava Gilberto Tozzi, direttore del Centro di scienze naturali di Galceti, prima che la magistratura decidesse di sequestrare il Centro con la conseguenza indiretta di interromperne l’attività di recupero degli animali. Ironia della sorte, l’animale si è allontanato proprio da Galceti, a due passi dal Centro di scienze naturali. |
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IL TIRRENO 9 GENNAIO 2012 L’uccisione del vitello poteva essere evitata» PRATO. Non si uccidono così i vitelli. A pensarlo, e a scriverlo nero su bianco, è Sav erio Tozzi, figlio dell’ex direttore del Centro di Galceti, Gilberto, da anni volontario factotum del Centro. «Leggo oggi la notizia di un vitello in libertà arrivato nel centro di Prato e abbattuto dalla Polizia. E mi viene spontaneo ricordare le decine e decine di situazioni simili conosciute con il Centro di Scienze Naturali. Quante volte era arrivata la segnalazione di un cervo, un cinghiale, un capriolo, una scimmia arrivati nel centro cittadino a Firenze, a Pistoia, a Prato. A volte anche un ghepardo o una tigre. Sempre, in quei casi, il Centro arrivava con la sua squadra di volontari, il suo veterinario, la sua attrezzatura, e sempre, dopo qualche ora di lavoro insieme alle forze dell’ordine, l’animale poteva tornare libero nel bosco oppure in custodia». «Sono sicuro - prosegue Tozzi - che anche il vitello, se fosse fuggito qualche anno fa, adesso sarebbe al pascolo con i suoi fratelli. Ieri invece quelle stesse persone che tante volte ci avevano aiutato, vigili del fuoco, poliziotti, carabinieri, si sono trovare a fare un lavoro che non era il proprio, rischiando la propria incolumità con il risultato che abbiamo letto. Mi viene allora da chiedermi dov’erano gli zelanti tutori dell’ordine che da anni stanno indagando per trovare le prove dei misfatti compiuti al Centro di Scienze Naturali. Ma soprattutto dov’era quel gruppetto di sedicenti “amanti degli animali” che hanno denunciato quegli stessi misfatti. Che fossero più “interessati” ad altre cose? Magari a togliere di mezzo una struttura che funzionava e che dava un servizio che altri, a distanza di anni, non sono in grado di dare? Comunque - conclude Tozzi -, il vitello, poco più di un bambino sfuggito dall’asilo in una ingenua ricerca di libertà, è morto. L’incolumità pubblica è salva, la legge è stata rispettata. Scusatemi per&ogr ave; se tutto questo non riesco a chiamarla giustizia». |
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LA TRIBUNA DI TREVISO
7 GENNAIO 2012
Conigli
morti in un sacchetto abbandonato sul ponte
NERVESA (TV) - Abbandonati morti
in un sacchetto di carta a bordo strada (in foto). È la sorte
toccata ad alcuni conigli che ieri mattina si trovavano
sull’asfalto, davanti agli occhi degli automobilisti in via
Brigata Piacenza, sul ponte del canale della Vittoria. A
sollevare il caso è stato M.F., passato casualmente di lì. Uno
degli animali è finito fuori dal sacchetto di carta gettato
probabilmente da un’auto in corsa. Almeno altri due erano
all’interno. Uno spettacolo indecoroso. Gli animali erano in un
sacchetto di carta di quelli che servono a contenere il mangime.
Rimane da capire chi abbia compiuto un tale gesto. Qualcuno ha
voluto sbarazzarsi di quegli animali.
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BLOG LIVE
7 GENNAIO 2012
Cane vaga
per più di 50 giorni per ritornare dalla padrona
I cani
stupiscono sempre per la loro fedeltà e per la loro tenacia.
Disposti a sfidare le distanze e le difficoltà, pur di tornare
da chi amano.
![]()
Tutto iniziò una notte fredda e
piovosa del mese di dicembre del 2007. È stato quella notte che
per la prima volta Kristen Kelly incontrò un povero cane, tutto
bagnato e infreddolito, che vagava per le colline della Contea
di Jackson, in Oklahoma. Quell’ incontro le aveva toccato il
cuore e pensando al cane che aveva incontrato il giorno prima,
la mattina seguente decise di andare a portargli del cibo. Dopo
averlo avvicinato, si rese conto che aveva un livido sulla
pancia e spaventata per la sua sorte, decise di portarlo via con
sé.Dopo aver conosciuto il cane, la signora Oleta Kelly, nonna
di Kristen, decide di occuparsi di lui. Da quel giorno Oleta e
il suo nuovo cane Casey diventarono inseparabili. Casey era il
giusto compagno per la signora Oleta e aveva stretto un
bellissimo rapporto con la donna. Purtroppo in seguito ad un
ictus, la donna venne ricoverata in una casa di cura e Casey fu
portato nella fattoria di famiglia, vivendo insieme a Kristen e
alla sua famiglia.Qualche mese dopo la famiglia si allontanò
per una settimana dalla fattoria per le vacanze estive, durante
le quali un amico si sarebbe occupato di tutto ciò che
occorreva. Ma fu proprio in quei giorni che Casey fuggì, facendo
perdere le sue tracce.Le speranze di ritrovarlo erano ormai
poche perchè nessuno sapeva dove poteva essere andato. Per
questo la reazione dell’assistente della casa di cura che vide
Casey sporco e dimagrito entrare nella casa di cura fu di
estremo stupore. Aveva davanti ai suoi occhi un cane che aveva
percorso decine di kilometri per circa 50 giorni e lo aveva
fatto per rivedere la sua padrona.Dopo il commovente incontro
Casey è tornato con la sua famiglia in fattoria, ma continua ad
incontrare la sua padrona. La signora Oleta ha compiuto 91 anni
lo scorso Novembre e ancora oggi è felice di rivedere il suo
fedele amico all’interno della clinica.
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IL GAZZETTINO
7 GENNAIO 2012
AVVELENAMENTI
Allarme
esche per ratti sparse sul territorio
Provincia di Belluno - È allarme
per il pericolo di avvelenamento di animali selvatici e anche
domestici nel comune di Ponte nelle Alpi e nelle zone limitrofe.
Si sarebbero moltiplicati nei giorni scorsi i casi di cani e
gatti salvati in extremis dopo aver ingerito esche per ratti
distribuite sul territorio senza rispetto delle norme.
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CORRIERE DI COMO
7 GENNAIO 2012
Maltrattamenti e crudeltà, cani e gatti le vittime più frequenti
Anna Campaniello
Provincia di Como - Animali nel
mirino - Dopo il caso di Vida, impiccata a Garzeno, il
responsabile delle guardie ecozoofile dell’Enpa lancia un
appello: «Denunciate i responsabili»
Marco Marelli: «I serpenti acquistati quando sono molto piccoli vengono poi abbandonati una volta cresciuti» Cani legati a catene troppo corte o rinchiusi in box minuscoli, gatti avvelenati, animali esotici abbandonati una volta passata la “moda”. L’ignobile episodio della cagnolina impiccata a un ponte a Garzeno ha acceso i riflettori su una piaga, quella del maltrattamento degli animali, che è purtroppo più diffusa di quanto si possa immaginare. Nel marzo dello scorso anno, per esempio, ad Albavilla è stato trovato un cagnolino morto soffocato: qualcuno gli aveva avvolto il muso con il nastro isolante , impedendo all’animale di respirare. «Sono episodi purtroppo frequenti – conferma Marco Marelli, responsabile delle guardie ecozoofile dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) di Como – La zona dell’Altolago, dove si è verificato il caso della cagnetta impiccata, è senza dubbio l’area più colpita. In questa parte di territorio la cultura del rispetto degli animali è ancora poco sviluppata e gli animali sono visti solo nell’ottica dell’utilità per l’uomo. Questo favorisce, tra l’altro, un clima di omertà nel momento in cui si registrano episodi quali quello di Garzeno. Magari qualcuno sa che cosa è avvenuto, ma non vuole parlare». Chiunque fosse testimone di un caso di maltrattamento di un animale dovrebbe segnalare l’accaduto in prima istanza alla polizia locale del paese oppure all’Asl o ancora all’Enpa. «Maltrattare un animale è un reato penale ed è quindi sempre possibile sporgere denuncia alle forze dell’ordine – sottolinea Marco Marelli – Tutti i casi, comunque, dovrebbero essere segnalati alla polizia locale, all’Asl o a noi guardie ecozoofile. Attualmente siamo poche unità e lavoriamo solo su base volontaria, quindi non possiamo garantire una disponibilità costante. Siamo comunque in stretta collaborazione con l’Asl e gli altri enti preposti». Le denunce presentate all’Enpa sono relative soprattutto agli animali d’affezione. «Le segnalazioni di maltrattamenti riguardano principalmente i cani, spesso tenuti in box inadeguati o legati con catene troppo corte – sottolinea la guardia ecozoofila – Non mancano però le denunce relative ai felini. Spesso un gatto fa comodo finché tiene lontano i topi, poi però, se crea qualche disagio o se si formano colonie numerose di felini, capitano episodi di avvelenamento. Anche questa, purtroppo, è una piaga ancora diffusa». Non mancano, tuttavia, episodi che coinvolgono animali esotici. «Si tratta di fenomeni più rari ma che comunque accadono – dice ancora Marelli – Tra le situazioni più frequenti ci sono quelle dei serpenti acquistati quando sono molto piccoli e poi abbandonati una volta cresciuti e diventati difficili da gestire. In questi casi, se i proprietari si rivolgono all’Enpa, l’associazione si mette a disposizione per trovare una sistemazione al rettile. Qualora invece un serpente venga abbandonato, ha il destino segnato perché non può sopravvivere sul nostro territorio». A Garzeno, subito dopo il macabro ritrovamento della cagnolina impiccata, sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato una caccia all’uomo per individuare il responsabile. Le ricerche proseguono in tutta la zona. «Vida, la cagnolina uccisa, non aveva mai creato alcun tipo di problema – ribadisce Marelli – La sua uccisione è stato un atto di crudeltà gratuita, una barbarie. L’auspicio è che si possa risalire al responsabile in modo che sia punito secondo quanto previsto dalla legge». «L’appello che rivolgo a tutti – conclude l’esponente dell’Enpa – è di non restare in silenzio davanti a un episodio di maltrattamento di animali, ma di rivolgersi alla polizia locale, all’Asl o alla stessa Enpa per denunciare l’accaduto. I casi purtroppo non sono rari ed è importante intervenire». |
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GIORNALETTISMO
8 GENNAIO 2012
Quei
sessanta cani sotterrati a Gomorra
Carcasse
di animali ritrovati in una campagna. Una truffa di qualche
canile?
Provincia di Napoli - Smaltimento
‘veloce’, come si suol dire. Le carcasse di una sessantina di
cani sono state ritrovate in una campagna dalle parti di Nola,
in quella che sembra essere una storia in cui c’entra ancora la
malavita. Ne parla il Corriere della Sera:Una sessantina tra
maremmani, pastori tedeschi, rottweiler (e anche qualche gatto e
qualche coniglio…) saltano fuori da una campagna che non si
capisce di chi sia, abbandonati chissà quando come mondezza. Le
indagini della Procura di Nola, però, sembrano escludere
l’ipotesi più ovvia dei combattimenti tra povere bestie
trasformate in belve per le scommesse dei clan. Non ci sarebbero
segni di violenza, e dunque le piste si ridurrebbero alla
sepoltura illegale dietro compenso o alla truffa messa in piedi
da qualche canile: a molte bestiole è stato tolto il microchip,
la loro «carta d’identità», magari per continuare a ottenere la
sovvenzione che il Comune paga ai gestori privati. Niente
guaglioni di rispetto, niente cosche, solo qualche furbastro,
insomma. Bisogna pur campare, no?E tuttavia la prima impressione
è sbagliata. La camorra qui c’entra, eccome:Forse non come
organizzazione criminale, certo comementalità, distorsione
culturale. Nel 2004 una ricerca pubblicata su Lancet collocò
Marigliano, con Nola e Acerra, in un triangolo della morte molto
speciale: Alfredo Mazza del Cnr di Pisa scoprì che nella zona
l’incidenza dei tumori al fegato era doppia rispetto alla media
nazionale e quella dei tumori alla vescica quadrupla. Motivo?
Per decenni la camorra ha sversato in questi terreni qualsiasi
tipo di rifiuto tossico (in buona parte proveniente dal Nord)
avvelenando acqua, frutta, bestiame, e seminando cancro tra la
gente. Questo ci racconta l’ennesimo capitolo di Marigliano e
dintorni: di un divorzio tra l’uomo e il suo ambiente, celebrato
ancora con le liturgie della società illegale. Poco conta se i
becchini stavolta siano affiliati omeno. Dove la vita degli
umani vale un soldo bucato, la morte dei loro amici a quattro
zampe è uno straccio in un canale inquinato.
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IL GIORNALE
8 GENNAIO 2012
In fondo
al lago 60 cani morti Giallo sul cimitero degli orrori
OSCAR GRAZIOLI
Se la notizia non avesse contorni
tragici, potrebbe suscitare l'invidia dei seguaci di Sherlock
Holmes e del suo caro amico, l'ineffabile Dr. Watson. Sessanta
cadaveri di cani vengono casualmente trovati sulle sponde del
lago di Frezza a Marigliano (Napoli). Cani d'ogni tipo e razza,
come si può evidenziare da foto che circolano, dal pastore
tedesco al meticcio, dal giovane all'anziano. Molti corpi sono
chiusi all'interno di buste nere, di quelle utilizzate per la
spazzatura, ma comunemente anche per lo smaltimento di piccoli
animali domestici defunti. Sui corpi, a quanto è dato sapere,
non ci sarebbero le ferite tipiche dei cani da combattimento.
Niente ferite a strappo, di quelle causate dalla dentatura di
pitbull, rottweiler dogo e simili, le razze più usate in questa
attività illegale, ancora in auge soprattutto nel mezzogiorno
d'Italia. D'altronde, come giù rilevato, molte salme (a me la
parola carcassa, correlata a cani e gatti, fa schifo)
corrispondono a cani meticci che non hanno nulla a che fare con
quelli usati nei combattimenti. E allora, che ci fanno 60
cadaveri, in vario stato di decomposizione, in una zona defilata
dove si scaricano prodotti dell'edilizia, forse amianto e
detriti simili? Perch´ alcuni mostrano segni di sgozzamento? E
perchè a quasi tutti è stato tolto il microchip di
riconoscimento? Questo è un dato estremamente importante ai fini
delle indagini e naturalmente sarà molto rilevante l'esame
autoptico che il dipartimento veterinario di Portici si appresta
a effettuare su ogni corpo trovato nella fanghiglia del lago.
In attesa di notizie più attendibili, dal punto di vista sanitario, le ipotesi si accavallano. In un lungo comunicato, l'Aidaa di Lorenzo Croce fa tre ipotesi: lo smaltimento illegale da parte di chi deve cremare o sotterrare cani morti a privati o a enti pubblici, la possibilità che si tratti di un rito della camorra che suole mettere alla prova l'affiliato facendogli uccidere un cane mediante sgozzamento o il traffico illegale di cani inviati alla vivisezione, che ricevono microchip «puliti» da cadaveri opportunamente occultati. Ragionando sui fatti, se dovessi mettermi nei panni di Watson (vista la comunanza medica), la prima ipotesi è quella che regge maggiormente e spiego il motivo. I corpi non hanno tutti lo stesso grado di decomposizione, segno evidente che sono stati portati nel lago in tempi diversi. Questo starebbe dalla parte di una mortalità «normale» di cani appartenenti a privati o a canili, smaltiti poco per volta da chi intasca i soldi della cremazione o del seppellimento, smaltendo poi le spoglie con il semplice viaggetto di un furgone. Gente che sta vicino al lago, perch´ la nafta costa. Rimane la faccenda del microchip. Io stesso farei fatica a togliere «chirurgicamente» una piastrina di due millimetri collocata in una parte variabile del collo sinistro, a meno di non fare un'amplissima ferita che si noterebbe. Non è così: le ferite ci sono, ma circoscritte. E allora ci vuole uno del mestiere, uno che ha la manualità giusta, ma pagando il giusto, si trova quel che si vuole. Debole il rito della camorra. Non ci credo, così come la pista del traffico internazionale di cani da avviare alla vivisezione in altri stati. Troppo complicato, troppo costoso. Un cucciolo dell'Est costa sì e no 30 euro e i tavoli dei laboratori di molte nazioni si accontentano di «roba» mediocre: basta costi poco. |
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BLOG
LIVE
9 GENNAIO
2012
Strage di Marigliano (NA): malavita organizzata o traffico di
cani?
Anna Scandurra
Dopo il
ritrovamento dei 60 cadaveri di cani nella zona dei Regi
Lagni, in via Nuova del Bosco a Marigliano, in provincia di
Napoli, le piste seguite dagli inquirenti sono diverse.Chi sta
indagano sul caso non esclude nessuna pista, ma tra le ipotesi
più accreditate ci sono la malavita organizzata e il traffico di
animali portati dall’Italia all’estero.Dopo i primi accertamenti
dei medici legali che stanno effettuando l’autopsia sui resti
dei 60 cani, sembra avvalorarsi l’ipotesi di coinvolgimento dei
canili autorizzati dall’Asl. I cani sono stati trovati con
evidenti ferite che hanno fatto supporre agli inquirenti che sia
stato loro tolto il microchip di riconoscimento.In questo modo i
canili potevano continuare ad intascare i contributi per il cane
ormai deceduto, senza dichiararne la morte. Un’altra ipotesi è
che qualche canile potrebbe aver deciso di sbarazzarsi dei
propri cani poco alla volta, non riuscendo più a sostenere le
spese giornaliere.Ma potrebbe esserci il coinvolgimento della
camorra nello smaltimento illegale di cadaveri di cani, gettati
via da uomini senza scrupoli per intascare il denaro pagato dai
padroni per il loro seppellimento. È stato anche ipotizzato che
quei cani potrebbero essere stati uccisi nel tempo in seguito
alle classiche e ormai conosciute “prove di coraggio” dei nuovi
affiliati ai clan, durante le quali i cani venivano sgozzati e
uccisi. Alla base di questo
ritrovamento potrebbe anche esserci il traffico illegale di
cani. I microchip sottratti ai cani defunti potrebbero essere
stati riutilizzati e applicati ai cani che sono stati portati
fuori dall’Italia attraverso il traffico illegale.
Le carcasse dei cani sono state portate via da una ditta
specializzata di Ottaviano e riposti presso la Cooperativa Dog
Park di Ottaviano.
VIDEO
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GEA
PRESS
8 GENNAIO
2012
Marigliano (NA) e i cani morti: vicina la soluzione del giallo
Trovati anche gatti e resti di animali da reddito.
Potrebbe
essere molto vicina la soluzione del caso dei cani di Marigliano
(NA). Questo secondo gli inquirenti. Nel caso è stata coinvolta
sia la Polizia Municipale che i Carabinieri di Marigliano.Alcune
decine di corpi trovati nei pressi del lago Frezza. Una zona
alla periferia orientale di Marigliano, dove comunque è già
difficile trovare un lago degno di questo nome. In via Nuova del
Bosco sono stati rinvenuti i cani e non solo.Margliano è uno dei
vertici del triangolo, noto per altre tragiche vicende, che
include anche Acerra e Somma Vesuviana. Zona di giardini,
coltivazioni di ortaggi, paesi in buona parte ormai uniti tra
loro. Zona, anche, di camorra e malaffare, tra cui quello del
seppellimento illecito dei rifiuti. I Carabinieri di Marigliano
ricordano che in zona, a proposito di quelli che tecnicamente si
chiamano “rifiuti speciali”, è stato trovato sepolto, assieme al
suo fetente carico, un intero camion. Ora cani, ma anche gatti e
animali da reddito, come pecore e ossa forse di bovini. Ad
alcuni cani, poi, sarebbe stato rinvenuto il microchip.Eppure il
ritrovamento della discarica ha generato supposizioni che,
stante così le cose, apparirebbero un poco fantasiose. Criminali
camorristi che si esercitano a sparare sui cani, è stato detto.
Non si capisce però, il perché un camorrista in grado di
seppellire interi camion, si debba preoccupare di estrarre il
chip.Dietro la discarica, forse, c’è solo una discarica. Questo
il principale filone d’indagine seguito dagli inquirenti. Un
probabile ennesimo caso di smaltimento illecito di “rifiuti”,
secondo i Carabinieri di Marigliano.Discarica a nullo costo di
spoglie di animali. Da reddito e d’affezione. Forse anche
randagi, ma recuperati già morti dalla strada, magari per conto
di un Comune, e smaltiti in tal maniera. Gettati nel luogo con
frequenza e tempi diversi. Così si deduce dal diverso grado di
decomposizione dei corpi. Alcuni cani, poi, sembravano morti da
poche ore.Una zona niente affatto isolata che potrebbe avere
indotto qualcuno a diffondere la notizia. Qualcuno che potrebbe
avere visto lo smaltimento. Ad ogni modo le indagini sono
aperte, ma la soluzione parrebbe vicina e, forse, non solo per
il ritrovamento di alcuni microchip.Forse una ditta adibita allo
smaltimento dei resti di cani o altri animali padronali, così
come di randagi. Molte Amministrazioni cittadine, infatti, usano
appaltare lo smaltimento dei resti (ivi compreso il prelievo) ai
privati. Il trattamento presso impianti autorizzati, però, costa
parecchio ed in tal maniera qualcuno potrebbe aver prelevato a
pagamento per poi smaltire in maniera illecita.Del resto, a
pochi chilometri di autostrada, vi è il canale Regi Lagni dove
mesi addietro vennero trovati i corpi di cuccioli di bufalo,
tutti maschi. Sono i cosiddetti “bufalini”. Non servono a fare
carne e dei maschi inutile occuparsene. Vengono fatti morire
d’inedia e gettati nei fossi. Più o meno quello che potrebbe
essere successo agli animali di Marigliano, ovvero sotto il
profilo dello smaltimento delle spoglie. Ad ogni modo, con il
microchip inserito, dicono i Carabinieri, il giallo si chiuderà
ben presto.Confermata, invece, la presenza della troupe di
Striscia la Notizia. Il Comune di Marigliano ha annunciato che
si costituirà parte civile nell’eventuale provvedimento che si
aprirà contro i responsabili.
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IL MATTINO |
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MATTINO DI PADOVA
8 GENNAIO
2012
Cane travolto lasciato agonizzare a bordo strada
CITTADELLA Investito da un'auto, in fin di vita, gettato un
fosso. È successo venerdì alle 17.30, in via don Giuseppe Lago.
Un impatto senza testimoni: il cane ferito scagliato fuori
dalla...
CITTADELLA (PD)
- Investito da un'auto, in fin di vita, gettato un fosso. È
successo venerdì alle 17.30, in via don Giuseppe Lago. Un
impatto senza testimoni: il cane ferito scagliato fuori dalla
carreggiata. Un passante, dopo qualche minuto, ha notato
l'animale: aveva le zampe posteriori fratturate; allertati il
veterinario di turno e gli addetti del canile di Vigonza, che
hanno trasferito l'animale prestandogli le cure necessarie. Il
fatto è stato denunciato anche ai carabinieri di Cittadella.
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LA PROVINCIA DI LECCO
8 GENNAIO 2012
Cosio,
famiglia disperata «I nostri gatti spariti in tre giorni»
![]()
Cosio - Titu è il micio
più indipendente dei tre Cosio - Moki è il più giovane dei
tre gatti scomparsi (Foto by Sabrina Ghelfi)
ma comunque sempre
attorno alla casa
(Foto by Sabrina Ghelfi)
COSIO (SO) - Dal 30 dicembre al 1
gennaio la famiglia Spandrio ha perso tutti e tre i gatti che
vivevano in casa, gettando nella disperazione i bambini.
«Aiutateci a ritrovarli». L'appello arriva da Teresina Spandrio,
residente nel Comune di Cosio, che vuole denunciare la scomparsa
quanto meno «strana» nel giro di una manciata di giorni di tutti
e tre i mici di casa, ma soprattutto la donna rivolge una
richiesta d'aiuto, « chi li vedesse, e ci auguriamo non sia
successo loro niente di grave, ci chiami allo 0342637288, li
stiamo cercando disperatamente e sarebbe un bel regalo di inizio
anno per i miei bambini che non hanno passato delle belle
feste».
Uno è Moki, bel micione nato lo scorso aprile color del carbone, con una macchia bianca sotto il collo, con sé ha un collare con su attaccato un campanellino che da sempre annuncia con grande anticipo il suo arrivo in prossimità della sua casa che si trova vicino all'incrocio della Preveda a Regoledo. «Viveva praticamente con i miei bambini era un po' il quinto componente della famiglia ed è anche l'ultimo sparito tra le 22 del 1 gennaio e le 7 del 2 gennaio», spiega Teresina. Poi c'è quello rossiccio che si chiama Titu lui, anima felina, ha sempre preferito stare più all'esterno ed è sparito l'ultimo giorno dell'anno. Infine Briciola, gatto multicolore e unica femmina irrintracciabile dal 30 dicembre scorso. «All'inizio avevamo pensato che qualche botto l'avesse spaventata, ma tre gatti spariti in tre giorni non possono avere lasciato casa per i festeggiamenti di Capodanno, la cosa ci lascia alquanto perplessi, anzi questa situazione ci preoccupa particolarmente, anche perché sono state fatte ricerche lungo la ferrovia, lungo la statale e ho pure telefonato all'ufficio vigilanza del Comune che mi ha confermato di non aver ricevuto notizie di carcasse di animali nel territorio. Per cui mi pare quasi impossibile che siano morti per cause accidentali. Mi dispiace sia per gli animali sia per i miei bambini ai quali non riesco a spiegare la situazione». |
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GAZZETTA DI PARMA
8 GENNAIO
2012
Salsomaggiore (PR) - A fuoco un capanno: strage di galline e
conigli
I vigili del
fuoco di Fidenza sono accorsi nella tarda mattinata di ieri, a
Banzola sulle colline fra Salso e Fidenza, per domare l’incendio
del capanno di un pastore, che abita nella zona. L’uomo, quando
ha visto il fumo che proveniva dal suo capanno, sulla collina,
dove si trovavano pecore, galline, conigli, si è precipitato sul
posto, cercando di domare il rogo con secchi di acqua, in attesa
dell’arrivo dei vigili del fuoco. Ma purtroppo ciò non ha
evitato che morissero galline e conigli. Mentre le pecore sono
riuscite a salvarsi fuggendo nei prati circostanti. I pompieri
sono rimasti sul posto diverse ore, sino al tardo pomeriggio,
per cercare di domare completamente le fiamme che hanno
distrutto il rifugio di animali e anche attrezzature del
pastore. Fortunatamente ieri si era placato il forte vento, che
per tutta la giornata dell'Epifania, ha soffiato su tutta la
zona, altrimenti sarebbero state immaginabili le conseguenze.
In tanti, ieri mattina, hanno visto anche lontano diversi
chilometri, una colonna di denso fumo, che si alzava dalla
collina. Dopo avere spento il rogo, i pompieri hanno portato
all’esterno le carcasse degli animali e il materiale bruciato. I
vigili del fuoco hanno smassato tutto quello che è andato a
fuoco, per evitare che pericolosi focolai covassero sotto le
ceneri. Adesso si sta cercando di capire cosa abbia potuto
causare l’incendio, che ha distrutto il capanno e causato la
morte delle bestie. In proposito nessuna pista viene
tralasciata.
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IL GAZZETTINO BELLUNO
8 GENNAIO 2012
I labrador
abbandonati ora sono salvi
Provincia di Belluno - Sono stati
sottratti ieri a fango, freddo e fame i due labrador di Sois
"dimenticati" dopo il trasferimento del proprietario in un'altra
abitazione. Ora il maschio nero di sei anni cerca una nuova
famiglia, dopo che la femmina, tinta miele, è stata adottata,
sempre ieri, da uno dei volontari che in questi mesi hanno
cercato di lenire le sofferenze dei due animali portando loro
cibo e acqua. A poco più di 24 ore dalla scadenza intimata dal
servizio sanitario locale, che agli inizi dello scorso dicembre
aveva dato tempo al proprietario fino all'8 gennaio per
riportare a un peso accettabile i due cani e garantire loro un
ricovero rispettoso delle norme previste dalla legge, la
situazione degli animali è migliorata ieri grazie anche
all'intervento dell'amministrazione comunale. L'interessamento
del consigliere di palazzo Rosso, Lorenzo Bortoluzzi, e
dell'assessore, Angelo Paganin, ha sollecitato, infatti, un
secondo controllo da parte della polizia locale per accelerare
l'affido della cagnetta a una giovane cinofila, già proprietaria
di un altro labrador, e il ricovero provvisorio del cane maschio
in una pensione a Lamen. «Una soluzione temporanea - assicurano
i due rappresentanti del Comune di Belluno - che apre la via
alla ricerca di una nuova famiglia anche per il secondo cane».
«Questa conclusione parziale della vicenda sia di monito a tutti
perché chi maltratta gli animali paga dazio» ammonisce il
capogruppo Pdl, sollecitando la sensibilità dei bellunesi amanti
degli animali per accogliere nella loro famiglia il labrador
nero, orfano di proprietario e ora anche della sua compagna.
Martedì prossimo la vicenda tornerà all'attenzione del consiglio
comunale, che a fine 2009 aveva approvato, fra le prime
amministrazioni della provincia, un regolamento per la tutela e
benessere degli animali.
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LO
SCHERMO
8 GENNAIO
2012
Incendio nel Canile municipale di Lucca: muoiono asfissiati due
cani
LUCCA - Due
cani sono morti asfissiati a causa dei fumi provocati da un
incendio, sviluppatosi nel Canile municipale di Pontettetto e in
seguito spentosi naturalmente a causa della mancanza di
ossigeno.I corpi dei due ospiti sono stati ritrovati questa
mattina (domenica 8 gennaio) dai volontari che prestano servizio
nella struttura, che hanno immediatamente trasferito i cani che
si trovavano nel locale adiacente e chiamato i vigili del fuoco
per un sopralluogo.Restano ancora da chiarire le cause
dell'incendio, anche se da una prima ricostruzione sembra che la
causa sia da ricercarsi in un corto circuito del pannello
elettrico nell'ala colpita dalle fiamme.
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LA
NAZIONE
9 GENNAIO
2012
Cortocircuito al canile Due cani muoiono asfissiati dal fumo
Per due meticci non c'è stato scampo
Lucca -
BRUTTA fine per due cani trovati morti ieri mattina nel canile
di Pontetetto. Si tratta di due meticci, Alice e Saetta,
ricoverati in un’ala dell’Asl interna alla struttura da dove è
partito il principio d’incendio. A provocare le fiamme forse un
corto circuito nel pannello elettrico, ma la mancanza di
ossigeno ha per fortuna evitato che il rogo si
propagasse.Tuttavia per i due cani non c’è stato niente da fare.
Ieri mattina, intorno alle 7.30 li ha trovati privi di vita
nelle proprie cucce il guardiano del canile, Omar Zazzeri, che
ha subito dato l’allarme. I due cani sono morti soffocati nel
sonno e sono stati ritrovati dal guardiano rannicchiati e
ricoperti da un velo nero provocato dal fumo che si era
sprigionato dal quadro elettrico durante la notte. Sul luogo per
i primi accertamenti e per mettere in sicurezza la stanza sono
intervenuti i Vigili del Fuoco. Soltanto per un caso le fiamme
si sono estinte da sole, risparmiando il resto della struttura.
I volontari sono comunque riusciti a salvare altri due cani che
dormivano nella stanza accanto. Adesso sono in corso
accertamenti per capire cosa abbia innescato il cortocircuito.
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ITAL
NEWS
8 GENNAIO
2012
Bruno e Orso, i cani soldato di Bala Murghab
Ebe Pierini
A Bala
Murghab Bruno è un’istituzione. Lo conoscono tutti. Non ha
cognome, non ha grado. Lui è semplicemente Bruno. Quando scendi
dall’elicottero e ti avvii verso il cuore di fob Columbus ti
viene incontro. E in quel preciso istante ti ha già fregato.
Perché non appena incroci il suo sguardo te ne innamori. Cammina
lento, ondeggia piano. È forte, possente ma ha occhi buoni che
ti scrutano con curiosità e dolcezza. E nel momento stesso in
cui ti ha conquistato capisci che di lui non ti dimenticherai
mai più.L’ho conosciuto nel dicembre del 2010. Mi hanno colpita
subito la sua fierezza e la sua possenza. D’altronde
inizialmente può incutere timore ma, quando lo avvicini, la
diffidenza lascia spazio ad una fiducia incondizionata. Quando
sono tornata a Bala Murghab, ad un anno esatto di dista nza,
sapevo che lo avrei rivisto. È stato come ritrovare un vecchio
amico, uno di quelli che non incontri spesso ma che tieni chiusi
gelosamente nel cuore.Bruno è il cane della base italiana di
Bala Murghab, che si trova nel nord dell’Afghanistan, al confine
con il Turkmenistan. E’ uno splendido pastore del Caucaso di due
anni. Lui e la sorella, Dora, sono nati nei pressi del castello
di Bala Murghab e sono stati adottati dai militari quando ancora
erano due enormi batuffoli di pelo. Goffi e impacciati ma
simpatici. Il pelo morbido e gli occhi scuri e profondi che ti
scrutano dentro e ti strappano una carezza. Soffici e indifesi
come tutti i cuccioli del mondo. La notte, quando le temperature
scendevano sotto lo zero si addormentavano vicini accanto ad una
stufa a petrolio.Poi però Dora è stata uccisa dagli afgani che
hanno spezzato anche le zampe a Bruno. Ma lui è sopravvissuto e
il legame con i soldati italiani è divenuto inscindibile. Da
allora non ha più lasciato la fob. È divenuto il compagno fedele
di tutti i militari che negli anni si sono avvicendati a fob
Columbus dagli alpini della Taurinense e della Julia, ai
paracadutisti della Folgore, ai fanti della Sassari.Ora è un
cane adulto, maturo. Si aggira per la base sicuro. Conosce ogni
percorso, ogni angolo di fob Columbus. D’altronde vive lì da due
anni e ha visto transitare dalla base diverse centinaia di
militari. Fiero e quasi regale anche quando, dopo la pioggia, il
suo pelo è intriso di fango. Bello e maestoso anche con il suo
pelo ispido e impolverato. Ruvido ma orgoglioso come il Paese
nel quale è nato. Lo vedi passeggiare nei pressi della mensa
con andatura pigra certo che dopo il pranzo qualcuno gli lascerà
un po’ di cibo. A volte capita di vederlo sdraiato su un
paracadute di quelli che vengono utilizzati per l’air drop,
mentre sonnecchia lasciandosi carez zare da un raggio di sole.Ma
Bruno è anche un soldato a tutti gli effetti. Quando i militari
escono in pattuglia a bordo dei Lince lui segue il convoglio per
un tratto e quando, dopo diverse ore, tornano alla base, lui è
lì, all’ingresso, ad aspettare i suoi soldati che rientrano. È
sempre così, da due anni. È successo anche a me. Una mattina
sono uscita in pattuglia con i ragazzi del 151° reggimento
“Sassari” e quando, il pomeriggio, siamo rientrati lui era lì ad
attenderci. “Ecco Bruno che ci aspetta” ha detto l’autista del
Lince al capopattuglia. Un tempismo perfetto. Come se sapesse,
in cuor suo, che saremmo rientrati a quell’ora.Sono cose che non
riesci a spiegarti se non con l’amore sconfinato tra un cane e i
suoi fratelli in mimetica. Un istinto di protezione che Bruno ha
sviluppato nei confronti dei suoi soldati e che lo porta a
ringhiare ferocemente contro ogni afgano si aggi ri per fob
Columbus. Basti pensare che alcuni degli interpreti che lavorano
in base sono costretti a girare scortati. Forse il ricordo di
chi, quando era cucciolo, gli ha brutalmente spezzato le zampe.
Forse la sua indole da soldato a quattro zampe maturata in due
anni di onorato servizio. Mai un giorno di licenza. Bruno è
sempre lì al suo posto a raccogliere le carezze dei militari che
gli passano accanto e lo chiamano per nome, a difenderli dalle
minacce ringhiando e abbaiando. Lui è semplicemente un cane ma
darebbe la propria vita per quella dei nostri soldati.Che si
chiami istinto animale o che si chiami destino è qualcosa che
difficilmente puoi spiegare in maniera razionale. Come quando
Orso, il cane che vive a cop Victor, uno degli avamposti
italiani della valle del Murghab, abbaiando vigorosamente, ha
sventato un attacco segnalando ai paracadutisti della Folgore
degli afgani armati. I militari ai quali ha salvato la vita non
hanno più voluto separarsi da lui e, quando sono rientrati in
Italia, alla fine della loro missione, lo hanno lasciato in
custodia ai ragazzi della Sassari. Orso è un cagnolone con il
manto bianco e fulvo e condivide le sue giornate con un piccolo
gruppo di soldati che vivono arroccati sulla cima di una
montagna e che da cop Victor controllano costantemente una delle
principali vie di accesso a Bala Murghab. Con lui c’è anche Desy
e da qualche settimana la famiglia si è allargata dato che sono
nati 6 cuccioli. Sei piccoli pastori del Caucaso. Che se li
guardi bene assomigliano al padre e ricordano anche Bruno quando
era piccino.Storie di cani e di soldati. Storie d’amore
incondizionato, fedeltà e rispetto. Quando anche i ragazzi del
151° lasceranno Bala Murghab, al termine della loro missione,
loro rimarranno lì a presidiare il territorio e ad attendere
l’arrivo di nuovi soldati da proteggere ed amare. E se un giorno
i soldati della Sas sari dovessero tornare a Bala Murghab per la
terza volta c’è da giurare che Bruno sarà ancora lì ad
attenderli, all’ingresso della fob, come sempre. Come se fossero
partiti solo il giorno prima.
FOTO
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ALTO ADIGE 9 GENNAIO 2012 Sant’Osvaldo: bocconi avvelenati BOLZANO. Due cani hanno rischiato di morire per avvelenamento e salvati in extremis dai veterinari: nella zona di Sant’Osvaldo sembra che ci sia qualcuno che si diverte a lasciato bocconi di carne impregnati di veleno per topi. Obiettivo? Uccidere in modo lento e crudele i cani della zona. A dare l’allarme gli stessi padroni degli animali che hanno dovuto sottoporre i cani a lunghe terapie a base di antibiotici e vitamine anti-veleno, per riuscire a salvarli. Ma non si tratta di casi isolati. Sempre nella zona di Sant’Osvaldo, a fine estate, altri due cani erano finiti dal veterinario, dopo avere inghiottito bocconi avvelenati con una sostanza usata sempre per uccidere i topi. Anche in quel caso i padroni degli animali avevano dovuto aspettare una decina di giorni, prima che il veterinario dichiarasse i quattrozampe fuori pericolo. Il veleno usato è molto pericoloso e agisce ad effetto ritardato. In parole povere: viene usato per fare in modo che i topi che lo mangiano, non muoiano subito, ma solo una volta rientrati nella propria tana. Ed i quattro cani, infatti, hanno iniziato a sentirsi male solo una volta tornati a casa. In un primo momento i padroni non hanno capito che si trattava di avvelenamento, proprio perché non avevano collegato le due cose. Gli animali, come detto, sono stati curati con la vitamina K e per giorni hanno lottato tra la vita e la morte, prima di riprendersi completamente.© |
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LA
VOCE DEL NORD D’EST
9 GENNAIO
2012
Traffico illecito cuccioli
Udine, sequestrati 8 cuccioli di dobermann
Un'auto
ferma nel parcheggio vuoto del 'Palmanova Outlet Village' a
Cervignano (Udine) ancora chiuso, con due uomini che
armeggiavano in maniera sospetta nel bagagliaio: l'insolito
comportamento ha insospettito la vigilanza del centro
commerciale e consentito alle forze dell' ordine di sequestrare
otto cuccioli di dobermann.Nel bagagliaio dell'auto, una Peugeot
306, i Carabinieri di Cervignano e di Palmanova hanno trovato
gli animali, stipati in due gabbie. I due, cittadini serbi, sono
stati denunciati per abbandono e maltrattamento di animali.di
redazione online
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BORA.LA |
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IL PICCOLO 12 GENNAIO 2012
Chiusi in auto dall’Ungheria: salvi 9 chihuahua
Hanno viaggiato dall’Ungheria ammassati in uno spazio angusto, con poca aria e senza acqua e cibo. Sono i nove cuccioli di chihuahua scoperti in un’auto l’altro pomeriggio a Sistiana dalla polizia di frontiera. I cuccioli - nati soltanto due mesi fa e sprovvisti di microchip, passaporto e vaccinazione - sono stati sequestrati e affidati alle cure delle apposite strutture veterinarie per le precarie condizioni di salute, dovute soprattutto a grave disidratazione. Al “trasportatore”, F.Z., ungherese di 51 anni, è stata inflitta una multa di seimila euro per violazione della legge sulla protezione degli animali da compagnia. La sua auto è stata sequestrata fino al pagamento di tale sanzione. La macchina, una Ford Focus con targa ungherese, era stata fermata da una pattuglia durante i consueti controlli di retrovalico. L’attenzione dei poliziotti si è subito diretta verso i sedili posteriori, pieni di bagagli uno sopra l’altro. Da qui la scoperta di due “trasportini” con i cuccioli. Alla richiesta delle certificazioni identificative e sanitarie comunitarie, il conducente ha esibito soltanto una documentazione di vaccinazione senza alcun valore legale al di fuori dei confini dell’Ungheria. Il servizio veterinario dell’Azienda sanitaria ha disposto il sequestro dei cuccioli, che necessitavano di immediate terapie. Tra l’altro, i cuccioli erano troppo piccoli per essere trasportati. Infatti, uno dei requisiti previsti dalla normativa europea per il trasporto degli animali da compagnia è, appunto, l’età minima di tre mesi con valida certificazione antirabbica. Dall'anno scorso fino a oggi sono stati intercettati dalla polizia di frontiera ben 40 cuccioli di diverse razze, tutti provenienti dall'Est Europa. |
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L’ECO DI BERGAMO
9 GENNAIO
2012
Orsi della Luna Terribile destino
Marco Bergamaschi
Sono
tristemente conosciuti come gli Orsi della Luna, ma non per la
caratteristica macchia a forma di luna crescente sul petto, ma
perché a migliaia sono abusati e torturati dall'uomo per
l'estrazione della bile, prezioso ingrediente utilizzato dalla
medicina cinese e tradizionale. Sono gli orsi neri asiatici che
in Cina, Vietnam e Corea vivono un'esistenza terribile nelle
«fattorie della bile», una sorta di allevamenti intensivi, dove
sono privati di ogni dignità e speranza. Imprigionati in gabbie
piccolissime, che non permettono alcun movimento e che
lentamente deformano le ossa ed atrofizzano gli arti, gli orsi
vengono «munti» due volte al giorno con rudimentali cateteri di
metallo inseriti nella cistifellea, senza il controllo di alcun
medico veterinario, l'uso di farmaci anestetici e in condizioni
igieniche pessime. E poiché ; la maggior parte degli orsi tende
con il tempo a manifestare comportamenti auto lesionisti a causa
della terribile sofferenza psicofisica e che possono portare
alla morte prematura dell'animale, è pratica comune estirpare
denti e artigli. In questo modo la riserva di bile giornaliera è
salva. Infine, come se non bastasse, per stimolare una maggiore
produzione di bile, vengono nutriti con particolari alimenti
che, carenti di nutrienti e vitamine necessari per la loro buona
salute, causano serissimi fenomeni di denutrizione.
Queste creature subiscono così una vita di atroci sofferenze che può durare anche venti anni, fino a che la morte non sopraggiunge per la formazione di tumori o di infezioni croniche prodotte dai cateteri conficcati nella carne. Ma sono anche tanti gli orsi che periscono prima a causa della sofferenza psichica, le malformazioni ossee provocate dalla pressione delle sbarre, le piaghe da decubito e la denutrizione. Attualmente a causa delle nuove regole stabilite dal governo cinese, l'unico metodo legale di estrazione della bile è il «free-dripping» (letteralmente sgocciolamento libero), una pratica che implica un intervento chirurgico per creare un foro sempre aperto nell'addome, attraverso cui la bile gocciola fuori. Ma nonostante questa prassi venga indicata come «umana», gli orsi continuano a soffrire e a morire per il dolore e per le infezioni . E non tutti gli allevatori si sono adeguati, per mancanza di fondi o semplicemente perché hanno deciso di ignorare le nuove disposizioni. E il resto del mondo sta a guardare? In realtà sono ancora moltissime le persone all'oscuro dell'intera faccenda e quando ne vengono a conoscenza, sono convinti si tratti di una leggenda metropolitana, tale è l'orrore e lo sdegno che suscita. Fortunatamente nel 1998 è nata la fondazione AAF-Animals Asia Foundation (http://www.animalsasia.org/) per denunciare la realtà degli allevamenti della bile e riscattare più soggetti possibili, martoriati nel corpo e nell'anima. Gli orsi che riescono a lasciare le fattorie si trovano sempre in uno stato di grave trauma psichico, necessitano di un intervento chirurgico per rimuovere le cistifellea ormai compromessa e soffrono di patologie come cancro al fegato, peritonite, cecità, ipotrofismo muscolare, disfunzioni metaboliche e malattie ossee. Ma al tempo stesso giungono anche notizie che hanno dell'inverosimile: una volta liberati, quasi la totalità dei soggetti dimostra una straordinaria intelligenza e clemenza verso il genere umano e ritrova la forza per imparare a camminare, arrampicarsi ed interagire con gli altri orsi salvati. È un piccolo miracolo che lascia tutti basiti e una grande lezione per il misero genere umano. Buona riflessione. |
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LA TRIBUNA
DI TREVISO |
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NORMANNO.COM 9 GENNAIO 2012 Colonia di gatti avvelenata a Montepiselli
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LA TRIBUNA DI TREVISO 10 GENNAIO 2012
Allevamento lager a Monastier sul caso indaga la Procura
Rubina Bon
MONASTIER (TV) - Denunciato alla Procura della Repubblica di Treviso il proprietario dell’allevamento lager di via Callaltella di cui nei giorni scorsi si è occupato anche il tiggì satirico “Striscia la Notizia”. L’uomo, E.S. le sue iniziali, prima di Natale era stato denunciato dalla polizia locale di San Biagio-Monastier-Zenson per non aver ottemperato alla doppia ordinanza del sindaco in merito alle condizioni degli animali tenuti nell’allevamento. Il primo provvedimento, datato 14 ottobre 2011, intimava al proprietario di fornire ripari idonei agli animali (mucche, caprette, pecore e maialini vietnamiti tenuti in condizioni precarie, come evidenziato nei sopralluoghi di forze dell’ordine ed Usl, oltre che dalle immagini mandate in onda su Canale 5), oltre che di custodirli in modo adeguato, garantendo alle povere bestiole le condizioni minime per la sopravvivenza. In altre parole, dopo le numerosissime segnalazioni arrivate in municipio da parte dei cittadini che vivono vicino all’allevamento, erano prima scattati i controlli da parte della polizia locale, del servizio veterinario dell’Usl 9 e del Corpo forestale dello Stato, quindi il sindaco Salvatore Lo Stimolo aveva firmato una prima ordinanza che tuttavia era stata ignorata dal proprietario. Il 4 novembre scorso era perciò scattato un secondo provvedimento, più pesante del precedente. Ad E.S., il sindaco imponeva lo sgombero dei capi ovini, caprini e suini dall’allevamento di via Callaltella. Il proprietario avrebbe potuto tenere solamente le mucche, in tutto una cinquantina di capi. Ma nemmeno questo secondo provvedimento del sindaco, finalizzato a limitare i disagi per i vicini dell’allevamento e nel contempo garantire agli animali una vita dignitosa, era stato ottemperato. Prima di Natale, trascorsi i tempi di legge, la polizia locale ha proceduto alla denuncia dell’uomo. Nel frattempo in via Callaltella a Monastier erano arrivati le telecamere di “Striscia la Notizia” e l’inviato Edoardo Stoppa, meglio conosciuto come “l’amico degli animali”. Il tiggì satirico aveva denunciato che «decine di animali sono tenuti in condizioni precarie e costretti a vivere nel fango e nei loro escrementi». Solo dopo il blitz di Canale 5, forse temendo la ribalta nazionale, l’allevatore ha iniziato ad occuparsi degli animali. Un pastore del Trevigiano è andato a prendersi le capre e le pecore che sono state unite al gregge e portate lontano da Monastier. Anche i maialini vietnamiti, tanto simili ai cinghialini e per questo facilmente scambiabili, sono stati ceduti ad una terza persona. La cinquantina di mucche è stata infine ricoverata in una sorta di recinto. Da qui, i bovini quantomeno non possono fuggire in strada e nelle proprietà altrui, come invece succedeva fino a pochi giorni fa, con grossi disagi e rischi per tutti. |
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IL PICCOLO 10 GENNAIO 2012
Ex Opp, gatti sbranati da cani fuori controllo
Erika Zanon
Trieste - E' accaduto all'interno del comprensorio ex Opp il penultimo giorno dell'anno quando un lupo di taglia media si è introdotto all'interno di una colonia felina, azzannando e squartando una delle gatte presenti sotto gli occhi increduli di alcuni testimoni, fra i quali, una bambina di 11 anni. Il lupo-killer però a quanto pare non era solo. Il suo padrone infatti dopo l’aggressione ha scavalcato il cancello e addentrandosi nella proprietà privata avrebbe tentato di sbarazzarsi del cadavere dell'animale per mezzo di un sacco nero dell'immondizia. Il ragazzo descritto dai testimoni “dall'aspetto punk”, vestito di nero con capelli rasati ai lati e piercing, in compagnia di altre due ragazze in abbigliamento simile, viene dipinto da chi lo conosce in zona come un “arrogante” che si aggira spesso nel quartiere con il cane libero. Questo episodio però è solo l'ultimo di una lunga serie. A quanto pare l'inizio di questa strage si può ricondurre al 2005 quando hanno iniziato ad aggirarsi questi giovani dall'aspetto punk con al seguito cani Rottweiler e Pitbull che puntualmente aggredivano e uccidevano i felini. Stava ai padroni dopo fare pulizia. Si contano in media cinque sparizioni all'anno nella colonia felina. Da una ricerca effettuata dai volontari della colonia, i cani di queste persone non sarebbero stati regolarmente adottati presso i canili della città. Oggi infatti è possibile “adottare un cane via internet”. «Si tratta di volontari indipendenti online che fanno arrivare, soprattutto dal meridione, animali a rischio soppressione attraverso una lunga staffetta di città in città in chissà quali condizioni- racconta Maria Grazia Beinat, presidente dell'associazione di volontariato per i cani “il Capofonte”- Nella maggior parte dei casi non si conosce nulla della storia di questo animale né dei suoi trascorsi e quindi la rieducazione diventa molto difficile». Ai futuri padroni quindi viene consegnato un cane privo di chip di riconoscimento e il più delle volte tendenzialmente aggressivo. Del misterioso volontario online infine si perde ogni traccia. Un fenomeno, l'adozione dei cani online, che desta sempre maggiore preoccupazione sia per quanto riguarda il rischio che questi animali provochino lesioni ad altre bestie o a persone e sia per gli abbandoni. |
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GIORNALE DI CALABRIA 10 GENNAIO 2012
Capannone in fiamme: carbonizzati alcuni animali
Provincia di Catanzaro - Un incendio di vaste proporzioni sta interessando un capannone adibito a ricovero di animali e situato tra i comuni di Soverato e Satriano dove è sita un’azienda agricola. Due le squadre dei Vigili del Fuoco in azione per domare il rogo. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, nelle fiamme sono rimasti carbonizzati alcuni animali e sono andati distrutti dei mezzi agricoli. A favorire l’incendio, anche la notevole presenza di fieno che si trovava nello stabile che misura oltre 400 metri quadri. Sul posto sta intervenendo anche il personale veterinario dell’Asp per le verifiche del caso. Al momento non è possibile stabilire se si tratta di un rogo di natura dolosa. |
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UDINE 20.IT 10 GENNAIO 2012
Trieste: lascia cane legato in auto. Denunciato per maltrattamento
10 Gennaio 2012 – Un uomo originario di Milano, G.S., di 30 anni, è stato denunciato a Trieste dalla Polizia per maltrattamento di animali. La Squadra mobile è intervenuta dopo una telefonata al 113 che segnalava un cane rinchiuso e legato all’interno di un’autovettura in sosta, situazione che si stava verificando da diversi giorni. Dopo aver denunciato il proprietario, gli agenti hanno affidato il cane a una struttura specifica. |
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GIORNALETTISMO 10 GENNAIO 2012 I cani incatenati e le trappole per uccelli Li scopre la Lipu in rustici e cascinali Decine di cani mal tenuti, legati a catene corte, nonche’ privi di adeguati ripari, sono stati trovati, dopo alcune verifiche eseguit e nelle scorse settimane in rustici e cascinali, dagli agenti zoofili della Lipu, coordinati dall’ispettore Piergiorgio Candela. L’azione delle guardie ha avuto come conseguenza una diffida ai proprietari dei cani di provvedere a una idonea sistemazione degli animali. L’UCCELLAGIONE STAGIONALE – Nel contempo, controllando le zone in cui persiste la piaga dell’uccellagione “stagionale” con l’uso delle trappole ad archetto e tagliole che provocano la straziante morte di piccoli uccelli insettivori migratori, in gran parte pettirossi, protetti dalla legge, gli agenti zoofili Lipu hanno individuato e rimosso oltre due quintali di trappole tra archetti e tagliole in acciaio con un centinaio di pettirossi ed altri uccellini morenti, nonche’ gabbie-trappola di varie dimensioni per la cattura di mammiferi. LE RETI – Sono state inoltre rimosse reti per uccellagione per una lunghezza di circa mille metri, con innumerevoli uc celli morti per strozzamento, e liberati parecchi richiami imprigionati in piccole e luride gabbiette. In diversi casi trappole e reti erano poste in bella vista accanto a pollai e in orti, giardini adiacenti rustici e villette nonche’ nei boschi a ridosso dei valichi. I sequestri sono avvenuti sulle alture del lago d’Iseo, in Val Camonica, come nella nota localita’ turistica di Montecampione (reti a pochi metri dalle palazzine) e sui monti di Breno (archetti e tagliole sottostante la “Taverna del Bracconiere”), e in frazioni sulle alture del lago d’Idro e in Valvestino fino ai confini col Trentino. In altri luoghi, come in prossimita’ del Colle di San Zeno ed in Valtrompia, gli agenti zoofili hanno spaccato centinaia di paletti sistemati dai bracconieri, impedendo la posa di altrettante trappole. I RECIDIVI - Si e’ constatato che alcuni recidivi, incalliti bracconieri persistono in questa pratica illegale, nonostante le condanne gia’ subite, che, evidentemente ritengono lievi, e incuranti delle conseguenze per la reiterazione del reato. In taluni casi l’opera degli agenti zoofili e’ stata agevolata da precise indicazioni di cacciatori preoccupati per le reti in cui potevano incappare pure i loro cani e di turisti inorriditi che s’imbattevano nei filari di archetti con pettirossi agonizzanti. |
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LIBERO 10 GENNAIO 2012 Animali: Lipu, rimosse trappole e reti per uccelli nel Bresciano I sequestri ''sono avvenuti sulle alture del lago d'Iseo, in Val Camonica e sui monti di Breno. In altri luoghi, come in prossimita' del Colle di San Zeno ed in Valtrompia, ''gli agenti zoofili hanno spaccato centinaia di paletti sistemati dai bracconieri, impedendo la posa di altrettante trappole ''.La Lipu ha constatato ''che alcuni recidivi, incalliti bracconieri persistono in questa pratica illegale, nonostante le condanne gia' subite, che, evidentemente ritengono lievi, e incuranti delle conseguenze per la reiterazione del reato''.''In taluni casi -conclude la nota- l'opera degli agenti zoofili e' stata agevolata da precise indicazioni di cacciatori preoccupati per le reti in cui potevano incappare pure i loro cani e di turisti inorriditi che s'imbattevano nei filari di archetti con pettirossi agonizzanti''. |
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ATTUALISSIMO.IT 10 GENNAIO 2012
Vietnam: sequestrata carcassa tigre in ristorante, serviva per farmaco La polizia vietnamita ha sequestrato, in un ristorante, la carcassa di una tigre, che dopo essere stata bollita doveva servire per creare un particolare farmaco antidolorifico.
Inquietante scoperta fatta dalla polizia vietnamita. A riferirlo è il giornale locale Tuoi Tre. Secondo il quotidiano, è stata scoperta e sequestrata una tigre a rischio di estinzione, all’interno di un ristorante di Hanoi, la capitale dello stato del Vietnam.Secondo quanto viene riferito, la carcassa delle tigre, nel momento dell’irruzione della polizia, stava venendo bollita dalla proprietaria de locale Nguyen Thi Thanh. La donna, per creare un farmaco antidolorifico, che seppur tradizionale, è molto particolare e per di più molto costoso, stava infatti “cucinando” il felino per creare un impasto di ossa di tigre. |
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LEGGO 15 GENNAIO 2012
VIETNAM, SALVATI 800 CANI DESTINATI ALLA TAVOLA -VIDEO
HANOI - Sarebbero finiti sicuramente in pentola gli oltre 800 cani
salvati in Vietnam da una unità operativa della marina del Mekong.
Durante un'operazione, i militari hanno intercettato un gruppo di
contrabbandieri che cercavano di trasportarli via fiume in Laos. Il
capitano Teerakiat Thong-Aram, comandante dell'unità operativa di
Nakhon Phanom ha spiegato che grazie a una soffiata i suoi uomini
sono riusciti a bloccare i contrabbandieri verso le 4 del mattino.
Hanno sequestrato un camion a sei ruote caricato con 40 gabbie con
circa 800 cani stipati che stava per imbarcarsi su un traghetto in
attesa sulla riva del fiume. VIDEO |
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TG COM |
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CORRIERE DELLA SERA
10 GENNAIO 2012 Il regolamento della clinica vietava l'ingresso agli animali domestici Via libera del giudice: il cane all'ospedale dalla padrona ricoverata La sentenza: «Il sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse garantiti dalla Costituzione» È una storia veramente antica quella del rapporto affettivo che lega il cane al suo padrone e, per converso, il padrone al suo cane. Antica e immutabile nella sua essenza, a far capo da coloro che per primi strinsero un rapporto affettivo con un animale capace di sentimenti, come appunto può essere un cane. E penso ai nostri antenati del paleolitico che per primi scoprirono quel vincolo fatto d'affettività che li legava, contraccambiati, ai primi giovani lupi da essi addomesticati. Ed essenziale è percepire che niente avrebbe funzionato, nel processo d'addomesticamento, se tra quelle persone umane e quelle altre non umane (nel caso canine) non fosse scattato un qualcosa di simile all'amore. Né caccia, né pastorizia, né guardia. Niente insomma: nessun mestiere. Perché il cane il suo lavoro lo fa solo perché ama il suo padrone. Il suo è un rapporto fatto così e non può essere diversamente, e di ciò ta nto hanno scritto letterati, storici, psicologi, naturalistici. Se il rapporto tra cane e padrone è ancora quello, immutabile, di quando si instaurò la prima alleanza, il significato e soprattutto il valore di quello strano sentimento d'amore che lega un umano e un non umano è molto cambiato nel tempo. La legge, per esempio, solo recentemente ha iniziato a codificare al fine di riconoscere e garantire questa forma d'amore. Ed ecco allora il lato nuovo, a suo modo rivoluzionario, di prendere cognizione, al fine di tutelarlo, di questo forte rapporto affettivo. La storia, in breve, è questa: una signora con gravi patologie viene ricoverata in una clinica e chiede di poter incontrare ogni tanto il suo cane. Secondo il regolamento, però, il cane non può entrare nella clinica e così la richiesta finisce sul tavolo del giudice tutelare di Varese, Giuseppe Buffone. La sentenza, di pochi giorni fa, è assai articolata, e in essa si sancisce che il «sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse a copertura costituzionale...». In tale sentenza si fa inoltre riferimento al fatto che, «in base all'evoluzione della coscienza sociale e dei costumi, il Parlamento abbia ritenuto che un tale sentimento costituisse oramai un interesse da trarsi dal tessuto connettivo della Charta Chartarum...». Parole certo difficili, anche se il senso generale non può sfuggire ad alcuno, e lo stesso vale anche per questi altri passaggi assai significativi: «Lo Stato e le Regioni possono promuovere di intesa (...) l'integrazione dei programmi didattici delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, ai fini di una effettiva educazione degli alunni in materia di etologia degli animali e del loro rispetto...». E, in questo caso facendo riferimento alla Convenzione europea di Strasburgo: «La legge ha riconosciuto che l'uomo ha l'obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, e in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l'uomo e gli animali da compagnia, ha affermato l'importanza di tali animali a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società». Ed è così che il caso della signora di Varese che, come certifica la sentenza, pur essendo afflitta da varie e dolorose patologie «conserva lucidità mentale e appare capace di intendere e di volere», può produrre importanti ricadute generali per gli animali e per quelli che li amano. |
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GIORNALETTISMO |
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LIBERO 10 GENNAIO 2012
Animali: Poretti, importante sentenza su possibilita' accesso in ospedale
Roma - "Arriva dal tribunale di Varese una sentenza importante per il rapporto uomo-animale e per la società italiana: una signora anziana affetta da gravi patologie potrà ricevere le visite nell'ospedale in cui è ricoverata del suo amico a quattro zampe". E' la senatrice radicale Donatella Poretti a sottolineare che la sentenza richiama "l'evoluzione della coscienza sociale e dei costumi" e che riconosce come il sentimento per gli animali costituisca un valore e un interesse garantiti dalla Costituzione, nonché dalla Convenzione europea di Strasburgo per cui "la legge ha riconosciuto che l'uomo ha l'obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, e in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l'uomo e gli animali da compagnia, ha affermato l'importanza di tali animali a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società". "Considerazioni condivisibili - dice Poretti - che rispecchiano l'evoluzione dei comportamenti e dei rapporti tra l'uomo e in particolare gli animali da compagnia. Peccato - rileva - che ancora in Italia sia necessario ricorrere a sentenze di tribunali per vedersi riconosciuti tali diritti. Un Paese in cui viaggiare e muoversi con un animale che non sia da borsetta è praticamente impossibile, treni e mezzi pubblici sono praticamente vietati. Per quanto ci riguarda confidiamo che queste sentenze facciano da apripista per modificare i regolamenti di Trenitalia, come abbiamo sollecitato con la nostra ultima interrogazione, e anche per quello penitenziario per permettere ai detenuti di ricevere le visite del proprio amico a quattro zampe, come recita un nostro disegno di legge". |
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CORRIERE DELLA SERA 10 GENNAIO 2012
Animali Via libera del giudice: il cane all' ospedale dalla padrona ricoverata La sentenza «Il sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse garantiti dalla Costituzione»
Mainardi Danilo
È una storia veramente antica quella del rapporto affettivo che lega il cane al suo padrone e, per converso, il padrone al suo cane. Antica e immutabile nella sua essenza, a far capo da coloro che per primi strinsero un rapporto affettivo con un animale capace di sentimenti, come appunto può essere un cane. E penso ai nostri antenati del paleolitico che per primi scoprirono quel vincolo fatto d' affettività che li legava, contraccambiati, ai primi giovani lupi da essi addomesticati. Ed essenziale è percepire che niente avrebbe funzionato, nel processo d' addomesticamento, se tra quelle persone umane e quelle altre non umane (nel caso canine) non fosse scattato un qualcosa di simile all' amore. Né caccia, né pastorizia, né guardia. Niente insomma: nessun mestiere. Perché il cane il suo lavoro lo fa solo perché ama il suo padrone. Il suo è un rapporto fatto così e non può essere diversamente, e di ciò tanto hanno scritto letterati, storici, psicologi, naturalistici. Se il rapporto tra cane e padrone è ancora quello, immutabile, di quando si instaurò la prima alleanza, il significato e soprattutto il valore di quello strano sentimento d' amore che lega un umano e un non umano è molto cambiato nel tempo. La legge, per esempio, solo recentemente ha iniziato a codificare al fine di riconoscere e garantire questa forma d' amore. Ed ecco allora il lato nuovo, a suo modo rivoluzionario, di prendere cognizione, al fine di tutelarlo, di questo forte rapporto affettivo. La storia, in breve, è questa: una signora con gravi patologie viene ricoverata in una clinica e chiede di poter incontrare ogni tanto il suo cane. Secondo il regolamento, però, il cane non può entrare nella clinica e così la richiesta finisce sul tavolo del giudice tutelare di Varese, Giuseppe Buffone. La sentenza, di pochi giorni fa, è assai articolata, e in essa si sancisce che il «sentimento per gli animali costituisce un valore e un interesse a copertura costituzionale...». In tale sentenza si fa inoltre riferimento al fatto che, «in base all' evoluzione della coscienza sociale e dei costumi, il Parlamento abbia ritenuto che un tale sentimento costituisse oramai un interesse da trarsi dal tessuto connettivo della Charta Chartarum...». Parole certo difficili, anche se il senso generale non può sfuggire ad alcuno, e lo stesso vale anche per questi altri passaggi assai significativi: «Lo Stato e le Regioni possono promuovere di intesa (...) l' integrazione dei programmi didattici delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, ai fini di una effettiva educazione degli alunni in materia di etologia degli animali e del loro rispetto...». E, in questo caso facendo riferimento alla Convenzione europea di Strasburgo: «La legge ha riconosciuto che l' uomo ha l' obbligo morale di rispettare tutte le creature viventi, e in considerazione dei particolari vincoli esistenti tra l' uomo e gli animali da compagnia, ha affermato l' importanza di tali animali a causa del contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque il loro valore per la società». Ed è così che il caso della signora di Varese che, come certifica la sentenza, pur essendo afflitta da varie e dolorose patologie «conserva lucidità mentale e appare capace di intendere e di volere», può produrre importanti ricadute generali per gli animali e per quelli che li amano. |
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VARESE NEWS
11 GENNAIO 2012 Varese Denunciato per maltrattamenti di cani e mucche Nei guai per maltrattamenti una persona. Spaventose le condizioni in cui venivano custoditi bovini e tre cani ![]()
Provincia di Varese - Una stalla
lurida e con poca aria, dove “vivevano” due mucche. Una cuccia
neppure sufficiente a far stare i cani, tre, trovati con poca
acqua e in condizioni pietose. Il tutto nei pressi di un'azienda
agricola alle porte di Varese e che è costato una denuncia a
piede libero per maltrattamenti di animali.
Gli investigatori hanno operato in una mirata attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Varese. E sono stati i militari della stazione del capoluogo, unitamente a personale del Servizio Interprovinciale Tutela Animali (SITA) agli ordini del pm Arduni, a compiere il blitz nella azienda agricola varesina. Nel corso della perquisizione sono stati sottoposti a sequestro penale due capi bovini e tre cani, due border collie ed uno spinone, “poiché detenuti in condizioni incompatibili con la propria natura”, dicono in una nota i militari. In particolare venivano accertate le precarie condizioni della stalla in cui erano custoditi i bovini - scarsamente illuminata, con poco ricircolo di aria fresca e presenza di escrementi – e l’utilizzo di catene e corde per legare gli animali. Poi i cani, che venivano custoditi all’interno di un ricovero di piccole dimensioni, non sufficiente a garantire lo spazio minimo disponibile come da normativa vigente, in presenza di escrementi e con poca acqua a disposizione, quest’ultima visibilmente sporca e stagnante. Il proprietario degli animali veniva, al termine delle attività, deferito in stato di libertà per maltrattamento di animali. |
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LA PROVINCIA DI VARESE
12 GENNAIO 2012
Blitz per
salvare cinque animali. Denunciato titolare dell'azienda
VARESE - Il blitz risale alla
mattina dell'Epifania, il 6 gennaio scorso. Ma la notizia è
stata resa pubblica solo ora.I carabinieri della stazione di
Varese, di concerto con il Servizio interprovinciale per la
tutela degli animali, hanno perquisito l'azienda
agricola Rossetti di via Friuli 12, a Varese.
E al termine del sopralluogo hanno denunciato a piede libero il
titolare: dovrà rispondere del reato di maltrattamento di
animali.Secondo gli inquirenti (coordinati dal sostituto
procuratore Sara Arduini), le condizioni in cui erano tenute le
bestie erano a dir poco precarie. Tant'è vero che i militari, al
termine della loro ispezione, hanno dovuto procedere con un
sequestro penale. Quando hanno lasciato l'azienda agricola, i
carabinieri avevano infatti con sè due capi di bovini e tre cani
(due border collie e uno spinone). Per il comando varesino, gli
animali erano «detenuti in condizioni incompatibili con la
propria natura».In particolare, i militari contestano al
titolare dell'azienda «le precarie condizioni della stalla in
cui erano custoditi i bovini: scarsamente illuminata, con poco
ricircolo di aria fresca e presenza di escrementi». Sempre i
carabinieri evidenziano «l'utilizzo di catene e corde per legare
gli animali».Attenzione particolare è stata riservata ai tre
cani che, è emerso dalla perquisizione, «venivano custoditi
all'interno di un ricovero di piccole dimensioni, non
sufficiente a garantire lo spazio minimo disponibile come da
normativa vigente». Tra l'altro, sottolineano ancora gli uomini
delle benemerita, il ricovero in cui sono stati trovati i cani
era caratterizzato dalla «presenza di escrementi e con poca
acqua a disposizione, quest'ultima visibilmente sporca e
stagnante».Gli animali sequestrati sono stati posti sotto la
custodia del Comune di Varese. I due border collie e lo spinone
adesso si trovano nel canile municipale gestito dall'Enpa, che
fra l'altro si trova a breve distanza dall'azienda agricola. I
due bovini, invece, sono stati affidati alla Cooperativa
allevatori varesini, con sede a Castronno. Con placida pazienza,
gli animali sono in attesa di conoscere il loro destino.Il
provvedimento di sequestro ha lasciato stupiti i titolari
dell'azienda agricola: a loro avviso, anche gli ultimi esami
veterinari certificherebbero il perfetto stato di salute dei
bovini. Inoltre rimarcano come il sopralluogo si avvenuto in una
giornata festiva (l'Epifania) e di prima mattina (alle 8.30),
quando i responsabili non avevano ancora fatto in tempo a
ripulire stalle e ricoveri degli animali dopo la nottata.L'azienda
agricola Rossetti si occupa anche dell'allevamento di cavalli e
dà la possibilità di apprendere i rudimenti dell'equitazione.
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IL TEMPO 11 GENNAIO 2012
PRENESTINA Cucciolo chiuso in auto salvato dai vigili del fuoco
Roma - Non poteva sopportare di vedere quel cuccioletto senza acqua e circondato dai suoi stessi escrementi che grattava i vetri della macchina cercando di uscire, così ha aspettato sul posto l'intervento dei vigili prima e dei vigili del fuoco poi che hanno provveduto ad aprire la vettura. «I vigili della sezione di protezione ambientale del Municipio - spiega Valentina Coppola presidente dell'associazione Earth - hanno appurato che il proprietario della vettura non ha la residenza nel Campidoglio ed hanno quindi proceduto all'apertura del veicolo e salvato il cagnolino. Certo quel cane sarebbe potuto morire di freddo e di sete se non fosse stato per la cittadina che ha deciso di non girarsi dall'altra parte e si è attivata per i soccorsi». Earth ha inviato esposto alla procura mentre il cucciolotto è stato affidato a un volontario che si è offerto di accoglierlo per evitargli il canile. |
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LA NAZIONE
12 GENNAIO 2012
Cane ucciso a bastonate dal proprietario di
un altro
I due animali si erano azzuffati
L'episodio è raccontato dall'Enpa, Ente
Nazionale Protezione Animali
Montepulciano
(Siena) - Un cane si stava azzuffando con il suo:
lui l'ha ucciso a bastonate. E' successo a
Montepulciano (Siena). L'uomo e' stato denunciato
dalla proprietaria dell'animale trucidato.La
vicenda raccontata dall'associazione animalista
Enpa: ''Kira - spiega in una nota Giovanni Pacini,
coordinatore Enpa Toscana - stava facendo la sua
consueta passeggiata ed era temporaneamente slegata.
In quel momento e' arrivato anche l'altro cane,
tenuto dal guinzaglio dal suo proprietario: e' stato
in quel momento che e' scoppiata la piccola lite.
Mentre l'accompagnatrice della meticcia ha cercato
di separare i due animali, l'altro, che gia' aveva
con se' un bastone, invece di allontanare il proprio
cane, ha colpito Kira ripetutamente e a nulla sono
valsi i primi soccorsi prestati dalla donna e la
successiva corsa dal veterinario: la cagnetta e'
deceduta 20 minuti dopo il ricovero per le
gravissime lesioni cerebrali causate dalle
bastonate''.
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LIBERO
11 GENNAIO 2012
Zuffa tra
cani, difende il suo e uccide l'altro a bastonate
L'episodio
è avvenuto a Montepulciano, in provincia di Siena. L'uomo è
stato denunciato dalla proprietaria dell'animale trucidato
Provincia di Siena - Ha ucciso con
un bastone il cane che si stava azzuffando con il suo. È
successo a Montepulciano (Siena). L'uomo è stato denunciato
dalla proprietaria dell'animale trucidato. "Kira - spiega in una
nota l'EnpaToscana - stava facendo la sua consueta passeggiata
ed era temporaneamente slegata. In quel momento è arrivato anche
l'altro cane, tenuto dal guinzaglio dal suo proprietario: è
stato in quel momento che è scoppiata la piccola lite. Mentre
l'accompagnatrice della meticcia ha cercato di separare i due
animali, l'altro, che già aveva con sè un bastone, invece di
allontanare il proprio cane, ha colpito Kira ripetutamente e a
nulla sono valsi i primi soccorsi prestati dalla donna e la
successiva corsa dal veterinario". La cagnetta è deceduta 20
minuti dopo il ricovero per le gravissime lesioni cerebrali
causate dalle bastonate.
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IL TIRRENO PRATO
11 GENNAIO 2012
Allarme in
Vallata per quattro cani avvelenati
Alessandra Agrati
VAIANO (PO). Strage di cani nella
media e bassa val di Bisenzio, nel giro di poche settimane sono
stati avvelati quattro animali. Ieri mattina è toccata ad uno di
Sofignano che si trovava all’interno della proprietà dei suoi
padroni, come gli altri è stato avvelenato, probabilmente con
una polpetta avvelenata.
A differenza degli altri tre il cane di Sofignano forse se la caverà, ma i padroni sono sul piede di guerra. Sul banco degli imputati alcuni cacciatori che, pur di uccidere la preda, sono disposti a tutto. «Il mio è un cane da caccia - spiega il padrone - quindi quando sente arrivare le prede abbaia, ottenendo l’effetto di deviarle, questo infastidisce i cacciatori che si trovano spiazzati. Non sono contro la caccia, che penso sia utile per le coltivazione, ma sono contro i cacciatori che non rispettano neppure le proprietà». La dinamica in tutti e quattro i casi è stata la stessa; i giardini dove erano rinchiusi i cani si trovano in territori di caccia. «Purtroppo la maleducazione dei cacciatori alle volte travalica ogni limite - spiegano i padroni dei cani avvelenati - se i fondi sono recintati vengono aperte le staccionate per inseguire le prede. Trovare la mattina i bossoli in giardino purtroppo è diventata una prassi abbastanza normale». Per fortuna non è successo niente agli abitanti. «Quando sono andata dalla veterinaria - spiega la proprietaria di uno dei quattro cani - mi ha fatto lavare le mani immediatamente con una soluzione speciale, il contagio avrebbe potuto creare danni anche a me. Mi domando se ci fosse stato un bambino a giocare in giardino cosa sarebbe successo?».Intanto è stata fatta la denuncia contro anonimi, ma i proprietari dei cani vigilano; ieri mattina hanno anche perlustrato le zone limitrofe alle loro proprietà per cercare nuovi indizi. «Qualche volta quando torno a casa - spiega una padrona - trovo la porta del garage con conficcati i pallini del fucile. E’ una situazione inammissibile, una costante violazione della proprietà privata». |
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LA NUOVA FERRARA
11 GENNAIO 2012
Cane
ucciso sulla superstrada Si sta cercando il proprietario
COMACCHIO (FE) - «Da due giorni il
corpo di cane, per l’esattezza un pastore tedesco, giace sul
ciglio della supestrada, esattamente nei pressi dell’uscita di
Corte Centrale». Foto alla mano, la presidente dell’associazione
Amici del Delta, lancia un appello che lascia l’amaro in bocca.
«Il corpo di questo cane è martoriato, sicuramente è stato
investito - dice la Bonazza - In primo luogo chiedo di
verificare se lo stesso ha un microcip, se c’è qualche
proprietario che lo sta cercando». Quindi, «bisogna intervenire
per rimuovere il corpo». Da verificare (dalle foto è difficile
capirlo viste le condizioni dell’animale) se il cane è stato
lasciato sulla Ferrara-mare, forse legato vicino alla piazzola
di sosta, oppure se lo stesso si è allontanato da qualche
abitazione (essendo un cane di razza si suppone che abbia un
proprietario) ed è quindi finito sotto una macchina. «E’ uno
strazio - continua la Bonazza - bisogna fare qualcosa». La
presidente ha pubblicato la foto del cane sul suo profilo
Facebook.
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L'ADIGE
11 GENNAIO 2012
Cane
ribelle, iniezione letale
PERGINE (TN) - Un veterinario dell'Alta Valsugana ha praticato
un'iniezione letale a un cane lupo cecoslovacco su richiesta del
padrone perché ritenuto dallo stesso troppo aggressivo. Lupo
(nome di fantasia) era un cane di due anni, acquistato in una
cucciolata di allevamento da un uomo della Piana Rotaliana. In
casa, l'animale a cui non vengono impartite le regole elementari
di comportamento, mostra il suo istinto ancestrale di branco
tipico della razza.Nei momenti ludici all'aperto con altri
esemplari adotta invece comportamento di sottomissione al branco
riconoscendosi membro di un clan con un ruolo ben identificato.
Sprovvisti delle dovute conoscenze e capacità, l'uomo e gli
anziani genitori decidono di relegare Lupo in un recinto
all'esterno dell'abitazione. Il cane diviene sempre più
«territoriale» e si oppone all'invasione del suo spazio da parte
della famiglia.Al padrone viene consigliato di rivolgersi ad un
educatore cinofilo. Sono richiesti ben due pareri ed entrambi,
per l'onerosità e l'impegno nell'educare l'animale, vengono
disattesi. Lupo ritorna nel suo recinto ammalandosi di artrite a
causa del freddo fino quasi all'immobilità. Il veterinario di
famiglia lo cura imponendone la reintroduzione nell'abitazione.
Il cane ritornato in salute viene nuovamente rinchiuso nel suo
box in cortile e riassume il comportamento ribelle di prima. Il
padrone, esasperato, chiede all'allevatrice di riprendersi
l'animale, ma senza risultato. «Forse per orgoglio o per
negligenza - osservano i referenti dell'Oipa (organizzazione
internazionale protezione animali) sezione di Trento - l'uomo
non si è rivolto alle persone o alle associazioni animaliste che
avrebbero potuto aiutarlo».È della stessa Oipa la segnalazione
della soppressione del povero animale. «La settimana prima di
Natale il padrone porta Lupo dal veterinario di famiglia con la
richiesta di farlo sopprimere - proseguono i referenti
dell'associazione -. Pur riconoscendone la pericolosità ella si
rifiuta di praticare l'eutanasia, ma invia cane e padrone da un
collega che, restio a compiere l'azione senza un rischio di
pericolosità comprovato, si offre anche di ospitare l'animale in
attesa di una sistemazione alternativa. Ma le pressioni del
padrone sommate a telefonate del veterinario di famiglia e a una
mail di conferma della supposta pericolosità stroncano qualunque
speranza per Lupo».«Condanniamo la superficialità del padrone
che ha voluto un certo tipo di cane, senza preoccuparsi di
informarsi sulle caratteristiche della razza. Condanniamo il
comportamento dei veterinari - stigmatizzano dall'Oipa -. Ci
sono strutture atte al recupero comportamentale degli animali.
In caso di necessità è possibile rivolgersi a noi. Fino a quando
il cane (come qualunque animale) sarà oggetto di proprietà,
chiunque potrà decidere sulla vita o morte del suo compagno.
Solo il buonsenso e l'umiltà di chiedere aiuto potrà fare la
differenza».
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LA VOCE DI ROVIGO
11 GENNAIO 2012
LUSIA (RO)
L’emergenza è esplosa dopo la segnalazione dei vicini di casa
alla “Voce”
Vignaga:
“Caso cani, Ulss allertata”
Controlli
nell’allevamento abusivo: le prescrizioni del Comune non sono
state rispettate
Roberta Paulon
LUSIA (RO) - I controlli sono
arrivati, e hanno riscontrato che l’ordinanza del Comune non è
stata rispettata. Le decine di cani della famiglia di Cavazzana,
non sono stati sterilizzati, né sono stati messi in un recinto
adatto. I vicini di casa, stanchi dell’odore, dei rumori e dei
disagi che una trentina di cani in casa creano inevitabilmente,
si sono rivolti alla “Voce” per sollevare il caso. L’Ulss 18 e
il Comune guidato da Sergio Vignaga avevano già fatto controlli
e sopralluoghi, conoscevano la situazione e la proprietaria dei
cani, nota anche a causa della vicenda dell’allevamento abusivo
a Lendinara. Allora le furono tolti 25 cani, oggi, raccogliendo
altri animali, ha ricreato un allevamento in casa, questa volta
a Cavazzana. La situazione va avanti da oltre un anno e la
popolazione degli animali si è naturalmente incrementata. Prima
che l’emergenza scoppiasse, il Comune di Lusia di concerto con
l’Ulss aveva tentato di risolvere il problema con specifiche
prescrizioni. Per tenere i cani i proprietari avrebbero dovuto
dotare il cortile di un recito specifico, e sterilizzare i cani
in modo da determinare un naturale contenimento demografico. A
seguito della segnalazione dei vicini, il sindaco ha chiesto un
controllo. Proprio ieri mattina è emerso che i proprietari dei
cani non hanno ottemperato all’ordinanza comunale, la quale
prevedeva anche delle scadenze graduali per le varie operazioni
da effettuare. “La buona notizia - afferma il sindaco Sergio
Vignaga - è che almeno i cani sono stati microchippati:
adempimento questo, che ne stabilisce chiaramente la
responsabilità. A questo punto le norme ci obbligano a informare
l’Ulss che interverrà secondo competenze”. Insomma tutti i
passaggi burocratici sono stati effettuati. “E questo è un passo
importante - afferma Vignaga - perché non si ripeta la
situazione della scorsa volta. Per una serie di circostanze,
allora, i cani portati via dalla casa abbandonata di Lendinara
sono finiti in canile senza uscirne. Certamente i passaggi che
noi abbiamo fatto sono a garanzia della tutela anche di quegli
animali”.
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IL TIRRENO 12 GENNAIO 2012
Spara con un fucile a un cane Fauglia, denunciato muratore
FAUGLIA (PI) - Spara con una carabina ad aria compressa al cane del vicino di casa. L’uomo, un muratore di 44 anni, di Fauglia è stato scoperto e denunciato dai carabinieri. A denunciare il maltrattamento sul povero cane è stato il proprietario che l’altra sera, tornando a casa, ha trovato il cane ferito. Lo ha portato dal veterinario che lo ha curato ed estratto un proiettile poi servito a individuare chi poteva avergli sparato. I carabinieri sono andati a colpo sicuro a casa del muratore che aveva denunciato il possesso di un fucile come quello che poteva essere stato usato contro l’animale. All’inizio l’uomo ha negato ma poi è stato costretto a spiegare le ragioni del suo gesto. Non sopportava il cane quando abbaiava. Sull’aggressione la Dav non può fare a meno di sottolineare come, ancora una volta, la violenza umana abbia preso di mira il mondo animale per esprimere la sua aberrante condizione. «La nostra associazione – dice Alessio Giani – condanna questo gesto. Il dolore provocato per tanta barbarie darà uno stimolo ulteriore per continuare l'opera di sensibilizzazione e di valorizzazione della relazione uomo-animale». |
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QUI BRESCIA
12 GENNAIO 2012
Capo di
Ponte (BS), cani morti avvelenati
Sette cani morti per
sospetto avvelenamento a Capo di Ponte, nel Bresciano. Allarme
in Valcamonica per una serie di episodi inquietanti in cui a
frane le spese sono i fedeli amici a quattro zampe.
Il caso è stato segnalato dall’amministrazione comunale, informata dal dipartimento veterinario dell’Asl di Breno e da un veterinario della zona. L’Azienda sanitaria locale ha accertato che la morte degli animali è sopraggiunta per avvelenamento. I cani deceduti vivevano nella zona sopra Pescarzo, tra Valserta, Zeren, Planareto e Flena. Gli episodi sono stati segnalati anche ai carabinieri, al corpo forestale e alla polizia locale cui è stato chiesto di indagare e di aprire un’inchiesta sulla vicenda. |
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GIORNALE DI BRESCIA
12 GENNAIO 2012
Sette casi
negli ultimi giorni
Cani
avvelenati, allarme a Capo di Ponte
Provincia di Brescia - Allarme (e
preoccupazione) a Capo di Ponte per alcuni casi di avvelenamento
di animali. Sarebbero almeno sette i cani morti nei giorni
scorsi, il pericolo che i fatti si ripetano è piuttosto alto. A
segnalare quanto accaduto è il Comune, informato dei fatti dal
dipartimento veterinario dell'Asl e da un veterinario della
zona, che si è occupato degli animali. Gli uffici di Breno hanno
accertato l'intossicazione delle bestiole, avvenuta nelle zone
di Valserta, Zeren, Planareto e Flena, a monte della frazione di
Pescarzo.
Pare che qualcuno abbia disseminato sul territorio esche potenzialmente letali per gli animali che le ingeriscono. Il sindaco Francesco Manella ha così segnalato il fatto ai carabinieri, agli uomini del corpo forestale e alla polizia locale, chiedendo la loro collaborazione nell'attivare le procedure idonee sia per la bonifica delle aree interessate che per aprire un'indagine e individuare le cause e le eventuali responsabilità.Mentre si stanno effettuando le opportune verifiche sul territorio, il municipio ha raccomandato ai possessori di cani che si trovano a passare in quelle località di far indossare agli animali la museruola e di segnalare agli uffici competenti eventuali esche ritrovate, per poter intervenire con rapidità. |
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TM NEWS
12 GENNAIO 2012
Thailandia/ Marina salva 750 cani destinati a ristoranti Vietnam
Operazione
lungo il fiume Mekong
![]()
Bangkok - La marina thailandese ha
salvato dal massacro circa 750 cani vittime di un traffico di
animali e destinati ad essere trasformati in pietanze nei
ristoranti vietnamiti. Lo riferisce una fonte di Bangkok
sottolineando che, durante un'operazione di controllo sul fiume
Mekong, gli animali sono stati trovati all'interno di 60 casse
nella provincia di Nakhon Phanom (nord-est). Un uomo è stato
arrestato, aggiunge la fonte. "Il traffico di cani rappresenta
una delle principali attività illegali lungo il fiume, dopo il
legname e la droga", spiega la fonte.
Nell'agosto scorso, la polizia ha scoperto un migliaio di cani rinchiusi in gabbie destinati alle tavole vietnamite. La carne di cane è considerato un alimento raffinato in Vietnam dove un animale può essere venduto per circa 33 dollari, secondo cifre recenti diffuse dalla polizia thailandese. |
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BLOGLIVE
12 GENNAIO 2012
Giostra di
pony veri a Valencia
![]()
Un parco giochi è il luogo in cui
ogni bambino vorrebbe passare la maggior parte del suo tempo, il
luogo del divertimento per antonomasia. Giostre, luci, musiche,
zucchero filato. Quale scenario migliore?Questo stesso luogo,
però, quello che rende felici tanti bambini, si trasforma in un
inferno a Valencia, in Spagna.
Qui è possibile
ammirare l’ultima crudele invenzione dell’uomo. La
classica giostra con i cavallucci, quella che piace
ai più piccoli, si trasforma in un meccanismo
infernale che costringe dei pony veri a farne parte.
Piccoli cavalli vengono costretti a girare
continuamente, legati alla giostra come fossero loro
stessi dei robot. Giro dopo giro i poveri animali
effettuano lo stesso percorso circolare frastornati
dalle luci e spaventati dalle urla dei bambini e
dalle musiche assordanti tipiche di ogni parco
giochi.Alcuni turisti, per fortuna indignati dalla
vista di quegli evidenti maltrattamenti hanno
ripreso la cosa, ma nulla di più è stato fatto. Ci
si chiede addirittura se sia legale o no e se quindi
le forze dell’ordine locali ne siano a
conoscenza.Abituarsi all’idea che vi siano persone
senza scrupoli capaci di indurre in schiavitù poveri
animali per favorire i propri guadagni è difficile,
ma accettare l’idea che vi siano genitori che diano
del denaro a queste persone per contribuire allo
sfruttamento è a dir poco inaccettabile.Dovere di
ogni genitore è insegnare ai propri figli il
rispetto della natura e di tutte le creature che ne
fanno parte. Solo in questo modo i bambini di oggi,
potranno costruire un futuro in cui zoo, circhi,
delfinari e attrazioni di questo tipo diverranno un
vecchio e triste ricordo.
VIDEO
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GEA PRESS
13 GENNAIO 2012
Grosseto:
otto cani liquefatti nella jeep
Tra urina,
vomito, lettere anonime e denunce, conclusa la battuta di caccia
al cinghiale.
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I fatti sono successi il 29
dicembre in località Rocchette a Castiglione della Pescaia (GR),
e le voci sono iniziate a girare quasi subito. Prima tra gli
stessi cacciatori, poi sono arrivate all’orecchio della Polizia,
infine all’ENPA ed alla LAC. Ora il tutto è oggetto di indagini
da parte della Procura della Repubblica di Grosseto che ha
delegato alla indagini i Carabinieri, così come confermato dallo
stesso Comando Provinciale.Una battuta di caccia al cinghiale.
Era andata bene, a parte per i cinghiali. Gli abbattimenti erano
stati numerosi e ben distribuiti. Tutti contenti, dunque, salvo
che al rientro. Finché si tratta di cinghiali è un conto, ma i
cani sono un’altra cosa. Così almeno per alcuni dei partecipanti
che però non vogliono, fino ad ora, confermare ufficialmente.
Chi invece di cacciatori se ne è trovati ben sei, tutti disposti
a difenderlo, è il trentacinquenne cacciatore canaio, già noto
nella zona per altri pettegolezzi sui canili dove detiene i cani
oltre che per gli atti di bracconaggio e rifornimenti di carne.
Sta di fatto che al rientro dalla battuta, l’interno della sua
jeep era invisibile per quanto vapore si era condensato sui
vetri. La macchina era chiusa e attorno ad essa un silenzio
mortale. Dalla jeep colava un liquido fetido. Erano le urine
miste al vomito di otto segugi stipati in una sorta di gabbia
artigianale di un metro di altezza e un metro e mezzo di
profondità. Tutti morti. Lui, il canaio della squadra, non si è
scomposto. Ha preso i cani e li ha sparpagliati tutto attorno.
Secondo indiscrezioni circolate, potrebbe poi averli tolti, o
almeno ben occultati nella riserva di caccia dove si era svolta
la battuta. Questo perché alcuni giorni dopo lo hanno mandato a
chiamare i Carabinieri e lui, con sei cacciatori presenti, ha
dichiarato che i cani erano stati lasciati effettivamente in
macchina, ma con i finestrini aperti. Poi qualcuno, chissà
perché, avrebbe provveduto a chiuderli, provocando di fatto la
morte degli otto cani. La jeep era stata lasciata posteggiata in
un luogo non riparato dal sole.Stante i racconti di
altri cacciatori presenti alla battuta, che però sono voluti
rimanere nell’anonimato, al momento il canaio avrebbe invece
detto che i cani erano stati dimenticati in macchina. Anche qui,
però, nessuno gli avrebbe creduto dal momento in cui si sapeva
che dovevano servire per il ricambio.Raimondo Silvieri,
Presidente della LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia)
Toscana, contattato stamani da GeaPress, ha confermato come già
da qualche giorno la storia sia sfuggita agli stessi ambienti
dei cacciatori. Anzi, proprio alla LAC, è pervenuta una lettera
anonima sicuramente scritta per particolarità del racconto oltre
che per le descrizioni tipiche di una battuta al cinghiale, da
uno dei cacciatori presenti il 29 dicembre.Stante quanto
riportato in questa lettera, i cani venivano definiti, dallo
stesso canaio della squadra, come “pregiatissimi“,
forse segugi di media taglia.“Al di là della versione che
apprendo avere fornito ai Carabinieri – ha dichiarato
Silvieri – rimane il fatto che quei cani erano stipati in un
piccolo gabbiotto, fatto questo che già palesa il maltrattamento
oltre che la violazione dello stesso regolamento della Legge
Regionale 59/09. Questo a prescindere – ha aggiunto
Silvieri – se i cani sono morti per asfissia provocata o no,
o se sono stati dimenticati in auto o più probabilmente
parcheggiati per essere utilizzati dal ricambio. Intanto, come
LAC abbiamo depositato un esposto presso la Procura e in caso di
procedimento ci costituiremo parte civile.”L’appello è ora
rivolto agli altri cacciatori, quelli cioè che non hanno
sopportato la vista di quel macello. Si facciano avanti e vadano
a denunciare invece di lasciare il responsabile difeso da ben
sei loro colleghi.
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LA NAZIONE
13 GENNAIO 2012
Cani da
cinghiale asfissiati nell'auto
Indagini
dei carabinieri dopo una battuta di caccia
L'episodio
sarebbe accaduto a Castiglione della Pescaia. Segnalazione
anonima ha fatto scoprire il caso. Gli esemplari sarebbero stati
dimenticati nella macchina esposta al sole
Grosseto - Quattro cani morti
asfissiati in un'auto, mentre i cacciatori erano intenti in una
battuta al chinghiale. E una segnalazione anonima che adesso fa
scattare le indagini dei carabinieri. Orrore a Castiglione della
Pescaia, nella zona delle Rocchette, dove lo scorso 29 dicembre,
nell'auto di un cacciatore, sarebbero morti quattro esemplari,
secondo le indagini effettuate dall'Arma, anche se il portale "Geapress"
riferisce che i cani, tutti addestrati per la caccia al
cinghiale, dovrebbero essere otto. I fatti: il gruppo di
cacciatori al cinghiale svolge la sua battuta. Una buona battuta
ma che è terminata in tragedia. Quattro degli esemplari
custoditi dal "canaio", il cacciatore della squadra che si
occupa dei cani, sarebbero morti asfissiati nelle loro gabbie,
dentro l'auto lasciata al sole. Auto diventata, la macchina
degli orrori. Ci sarebbe stata una segnalazione anonima ai
carabinieri su quanto avvenuto, anche se al momento non si sa
che fine abbiano fatto le carcasse dei cani. I carabinieri hanno
convocato il cacciatore che aveva i cani in custodia. Secondo
una prima ricostruzione, i cani sarebbero stati dimenticati in
auto. Raimondo Silvieri, Presidente della Lac (Lega per
l’Abolizione della Caccia) Toscana, contattato da Geapress, ha
confermato come già da qualche giorno la storia sia sfuggita
agli stessi ambienti dei cacciatori. Anzi, proprio alla Lac è
pervenuta una lettera anonima sicuramente scritta per
particolarità del racconto oltre che per le descrizioni tipiche
di una battuta al cinghiale, da uno dei cacciatori presenti il
29 dicembre.Stante quanto riportato in questa lettera, i cani
venivano definiti, dallo stesso canaio della squadra, come
“pregiatissimi“, forse segugi di media taglia.“Al di là della
versione data ai carabinieri – ha dichiarato Silvieri – rimane
il fatto che quei cani erano stipati in un piccolo gabbiotto,
fatto questo che già palesa il maltrattamento oltre che la
violazione dello stesso regolamento della Legge Regionale 59/09.
Questo a prescindere – ha aggiunto Silvieri – se i cani siano
morti per asfissia provocata o no, o se sono stati dimenticati
in auto o più probabilmente parcheggiati per essere utilizzati
dal ricambio. Intanto, come Lac, abbiamo depositato un esposto
presso la Procura e in caso di procedimento ci costituiremo
parte civile.”
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ANSA
13 GENNAIO 2012
Quattro
cani trovati morti soffocati in bosco, indagano cc
Gli
animali erano tenuti in auto; denuncia anonima ad animalisti
GROSSETO - Quattro cani da caccia,
tenuti in auto perche' utilizzati come ''riserve'', sono stati
trovati morti soffocati nel bosco delle Rocchette (Castiglione
della Pescaia) qualche giorno fa, durante una battuta di caccia
al cinghiale. A denunciare il fatto e' stato un cacciatore, che
ha assistito al ritrovamento degli animali e che ha scritto una
lettera anonima alle associazioni che si occupano di animali.Una
denuncia alla Procura della Repubblica di Grosseto e' stata
presentata dalla Lac. Indagano i carabinieri.
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IL TIRRENO
14 GENNAIO 2012
Dimenticati in una jeep Muoiono quattro cani
di Elisabetta Giorgi
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA (GR) -
Quattro cani da caccia rinchiusi in macchina per alcune ore e
morti per asfissia. Il fatto è successo giovedì 29 dicembre nel
bosco delle Rocchette, a Castiglione della Pescaia, durante una
battuta di caccia al cinghiale in cui i cani erano impiegati
come “riserve”. Sono stati gli animalisti dell’Enpa (ente
protezione animali) e della Lac (lega per l’abolizione della
caccia) a ricevere giorni fa la lettera anonima di un testimone
(qualificatosi come cacciatore) che alla fine della battuta si è
accorto di «una macchina col vapore sui vetri...». E ieri - dopo
aver fatto i dovuti riscontri - sempre Enpa e Lac hanno
separatamente presentato denuncia in Procura a Grosseto. Le
indagini sono state affidate ai carabinieri di Grosseto che
starebbero indagando sul proprietario dei cani e sul “canaio”
che li teneva in custodia. Nessuna traccia, intanto, del le
carcasse dei cani che potrebbero essere stati seppelliti e
quindi nascosti nella stessa riserva in cui è avvenuta la
battuta. Era stato proprio un cacciatore che ha assistito al
ritrovamento degli animali a scrivere una lettera anonima e
scioccata agli animalisti, dichiarandosi sì cacciatore ma anche
- racconta Marlena Giacolini, presidente provinciale dell’Enpa -
«profondo amante degli animali». Intanto la notizia ieri è stata
battuta dal portale ambientalista “Geapress”, che tuttavia ha
riferito come i cani in questione non fossero quattro ma
addirittura otto, e come «tra urina e vomito» si sarebbero
praticamente “liquefatti” all’interno della jeep abbandonata
nella zona delle Rocchette. Stando a quanto avrebbe visto (e
scritto) il testimone al termine della battuta di caccia e che è
stato riportato ancora dall’agenzia, pare che l’interno di
quell’auto fosse diventato addirittura invisibile per via di
tutta la condensa e il vapore che si erano sprigionati dal
gruppo di cani imprigionati.La macchina era chiusa, e attorno ad
essa regnava un silenzio mortale; ancora dalla jeep colava un
liquido fetido e praticamente erano le urine miste a vomito dei
segugi, stipati in una sorta di gabbia artigianale di un metro
di altezza per un metro e mezzo di profondità. I particolari sul
triste destino dei quattro cani restano in attesa di conferma.
Certo è che la storia, prontamente rimbalzata su internet, ha
già suscitato un’ondata di commenti stizziti da parte degli
amanti degli animali, in molti casi cacciatori indignati perché
«se i cinghiali sono una cosa, i nostri cani sono un’altra». I
militari del comando provinciale stanno portando avanti le
indagini e puntano ad accertare le responsabilità per le quali
si profila il reato di maltrattamento di animali (articolo 727
del codice penale).
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MESSAGGERO VENETO
13 GENNAIO 2012
Maltrattamento di animali? No, perchè il cane non si trova
BERTIOLO (UD) - Doveva rispondere
di maltrattamento di un animale, ma di quell’animale si è persa
ogni traccia. Elio Travan 81enne di Bertiolo, difeso
dall’avvocato Giovanni Stellato è stato assolto ieri dal giudice
monocratico Angelica Di Silvestre. Tutto era partito da una
segnalazione dei carabinieri nell’ottobre 2010. Avevano notato
la presenza di quel meticcio, un cane maschio da pelo bianco e
fulvo in precarie condizioni nel cortile dell’abitazione, legato
a una catena che non gli consentiva di effettuare movimenti e
accanto a una cuccia troppo piccola. Eppure, nel corso del
procedimento in tribunale dalle testimonianze raccolte, ivi
compresa quella del veterinario, di quel cane non si è provata
l’esistenza. È risultato invece che la famiglia del Travan
possedeva un cane di razza pastore tedesco, legato a una catena
ben più ampia e tenuto in condizione igieniche appropriate,
purtroppo soppresso all’età di 13 anni all’insorgenza di una
grave malattia. Al pm Giovanna Scirra non è rimasto altro da
fare se non proporre l’assoluzione perché il fatto non sussiste.
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RAVENNA 24 ORE 13 GENNAIO 2012
Enpa: "attenzione ai cani-truffa" In arrivo dall'Est Europeo cuccioli di razza maltrattati
"Da alcuni paesi dell’Est europeo, come l’Ungheria e la Slovacchia,
giungono in Italia migliaia di cuccioli di cani di razza. I cani,
quasi sempre in tenerissima età, viaggiano in condizioni indecenti,
all’interno di furgoni non attrezzati per i trasporti d’animali". A
lanciare l'allarme è l'Enpa Ravenna."Non poche bestiole muoiono per
gli stenti - spiega la vice presidente Elena Bonini - ma questo poco
importa ai trafficanti, dato che un cucciolo proveniente dall’Est
europeo ha un valore molto basso, valore che però si moltiplica una
volta che sono venduti ai privati che si recano ad acquistarli
presso un negozio od un cialtronesco detentore.Una volta in Italia,
pertanto, i cuccioli, appartenenti alle razze più diverse tra loro,
sono custoditi in strutture sovente “fuori legge”, per essere
successivamente inviati a negozianti senza scrupoli e/o privati che
ne fanno richiesta, dopo aver letto i tanti annunci on line oppure
sulla stampa commerciale. |
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IL TEMPO 13 GENNAIO 2012
«Furibonda» lite tra cani Malore per il proprietario TERRACINA (LT) Un cane pastore tedesco, inferocito, assale un volpino.
Il suo padrone viene colto da malore e cade a terra, ma l'animale non fa avvicinare nessuno. Momenti di tensione e di paura sono stati vissuti ieri mattina nel cortile delle case popolari di Via Traiano. Il 71enne G.P. stava facendo uscire il suo pastore tedesco dal cofano dell'auto. Proprio mentre gli stava mettendo la museruola, l'animale è andato dritto verso un volpino e lo ha aggredito, chiudendo la testina nella propria bocca. Il padrone, sentendosi male, è crollato a terra. ìSono scesa subito da casa” racconta Francesca Monti, che si è avvalsa della sua esperienza con gli animali, per risolvere la drammatica situazione ìe ho provato a togliere il volpino dalla bocca. Non lo mollava. Alla fine sono riuscita nell'intento e ho messo al sicuro la piccola vittima, che sanguinava. Poi ho cercato di avvicinarmi all'anziano a terra, ma il cane non faceva avvicinare nessuno. Solo con l'intervento della moglie dell'uomo è stato possibile portare in disparte l'animale. Penso a cosa poteva succedere se a capitarci era un bambino». G.P., portato in ospedale, è stato sottoposto alle cure del caso. |
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GEA PRESS
13 GENNAIO 2012
Trento:
hanno ucciso mamma cerva, di nuovo incinta (fotogallery)
Intervento
del Corpo Forestale della Provincia di Trento – trovate pure
armi da guerra
Era gravida ed ancora in piena
lattazione del cucciolo partorito l’anno scorso, la cerva uccisa
a Caldes, da due bracconieri in possesso, però, di regolare
porto d’armi uso caccia. Persone molto note negli ambienti
venatori della zona al quale si è aggiunto un terzo elemento
coinvolto successivamente per il trasporto. Quest’ultimo,
sebbene senza porto d’armi regolare, aveva ancora il tesserino
caccia del 2011. A sorprenderli mentre stavano caricando in un
pick up la povera cerva da macellare, il Corpo Forestale della
Provincia di Trento. Si erano appostati dalla mattina, quando
cioè avevano notato i due mentre nascondevano il corpo del
povero animale.La vicenda, infatti, è più complessa rispetto
alla notizia del ritrovamento. La mamma cerva era stata ferita
la sera prima. Era morta, poi, tra lancinanti dolori con la
lingua serrata fra i denti, a circa trecento metri dal luogo
dove era stata centrata dal colpo di fucile. La lunga scia di
sangue, era stata rintracciata dai cani dei tre cacciatori, solo
la mattina seguente. La cerva gravida era stata così nascosta
sotto il fogliame, nei pressi di un frutteto. Intorno alle
diciassette, i tre sono tornati con il loro pick up a fari
spenti. Sul posto, però, si erano appostati i Forestali che li
hanno così colti sul fatto e denunciati. Del cucciolo che stava
allattando, invece, nessuna notizia.Secondo il dott. Fabio
Angeli, Direttore del Distretto Forestale di Malè (TN) le
indagini che hanno portato ad individuare i tre, scaturiscono
dopo le segnalazioni di sospetti atti di bracconaggio. Per
quanto riguarda il cucciolo, sottolinea il dott. Angeli, adesso
avrà serie difficoltà di sopravvivenza.All’interno del pick up,
è stato rinvenuto un faro, un copricannocchiale e bossoli vuoti
di calibro sei e cinque. Nel maso (la tipica struttura rurale
dei luoghi) di uno dei tre, invece, gli illeciti erano ben più
numerosi. Munizioni per fucili da guerra, munizioni brenneke
(ovvero per fucili adattabili a pallettone unico) una baionetta
da guerra non denunciata, un fucile conservato ancora carico, e
numerosi trofei. Sei teste di cervo, una di muflone, quattro di
caprioli e due poiane. Per tutti mancava il certificato d’origine.La
Forestale di Trento sottolinea come, al di là delle stesse
considerazioni sulle particolari condizioni della cerva, la
caccia in questo periodo è chiusa. Dunque il relativo esercizio
costituisce reato.
VEDI FOTOGALLERY:
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LA NUOVA SARDEGNA
13 GENNAIO 2012
Nella
mensa del poligono bestiame bombardato
CAGLIARI. Sarebbero stati
macellati e cucinati alcuni capi di bestiame colpiti - nella
zona dei mitragliamenti nel poligono di Capo Frasca - da
proiettili realizzati con metalli pesanti, e quindi dalle
nanoparticelle degli stessi. La denuncia è del presidente
dell’Associazione italiana assistenza vittime arruolate nelle
forze armate e famiglie dei caduti (Anavafaf), Falco Accame.«Durante
la recente visita della commissione parlamentare d’inchiesta del
Senato sull’uranio impoverito e nanoparticelle non sono emersi
fatti verificatisi nel poligono di Capo Frasca (e forse in
altri) aventi interesse per la salute del personale - ha
spiegato Accame -, mentre noi abbiamo appreso del bestiame
mitragliato. Non sappiamo se l’attività di macelleria era stata
autorizzata o meno e se le Asl abbiano effettuato controlli. Ma
certamente le nanoparticelle depositate nei corpi degli animali
sono nocive per la salute. Non è accettabile che il segreto nei
poligoni copra questioni che riguardano la salute del
personale». Un testimone ha raccontato che «il bestiame presente
nella zona logistica del poligono (cavalli e buoi) spesso
sconfinava dal pascolo e si inoltrava nella zona bersagli del
mitragliamento. Colpiti dai proiettili degli aerei durante le
esercitazioni venivano poi caricati sui mezzi e portati nella
mensa per essere sezionati, cucinati e distribuiti nei pasti
giornalieri”».
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LA ZAMPA.IT
13 GENNAIO 2012
Troppe
frustate al cavallo fantino vince ma è squalificato
La British
Horse Autorithy: «Ha colpito 23 volte, 15 in più del
consentito». L'inglese Cooper non potrà correre per due mesi
![]()
Un fantino colpisce il
cavallo con la frusta (foto d'archivio)
Londra
Aveva vinto finalmente la sua prima gara ma
è stato squalificato per 52 giorni per aver frustato troppo il
cavallo: è successo ad un fantino inglese, Robert Cooper aveva
portato alla vittoria il suo Elton Fox in una corsa a ostacoli
il 31 dicembre scorso a Uttoxeter, ma la sua eccessiva foga
nello spronarlo non era sfuggita agli ispettori di gara.
«La commissione ha notato che Robert Cooper aveva colpito Elton Fox per un totale di 23 volte, di cui 14 dopo l’ultimo ostacolo», ha detto la "British Horse Authority" (Bha, l’organismo regolatore dell’ippica in Gran Bretgna). Nelle corse a ostacoli, il massimo consentito sono otto frustate. «Non è bello ricevere una squalifica come questa, e non penso che sia stata troppo dura per lui (il cavallo, ndr), ma così sono le corse: le regole sono regole e non puoi infrangerle», ha detto il fantino in tv. La squalifica di Cooper partirà il 22 gennaio prossimo: ciò gli ha consentito di vincere ancora, oggi a Fontwell, in sella a Mortimers Cross. A quanto si sa, senza troppe frustate. |
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GAZZETTA DI PARMA
13 GENNAIO 2012
Germania:
donna trovata con 200 topi in casa
BERLINO – In Germania, in un
appartamento della periferia di Berlino, le autorità veterinarie
hanno scoperto una donna che viveva con circa 200 tra topi e
altri piccoli roditori.
Gli animali, molti dei quali gravidi, vivevano in parte ammassati in alcune gabbie e in parte erano invece liberi di muoversi per il piccolo appartamento, scrive l’agenzia Dpa citando l’Associazione per la difesa degli animali di Berlino. I roditori sono stati sequestrati e consegnati a un ricovero per animali. Non si tratta del primo caso: all’inizio dell’anno scorso in un appartamento berlinese erano stati trovati 150 conigli. Il disturbo comportamentale che induce ad ammassare animali in spazi angusti è noto come "animal hoarding". |
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IL GAZZETTINO PADOVA
14 GENNAIO 2012
Decine di
brandelli di carcasse di animali, abbandonati da chissà quanto
tempo in un campo
Provincia di Padova - Decine di
brandelli di carcasse di animali, abbandonati da chissà quanto
tempo in un campo. Un odore nauseabondo di putrefazione che si
diffonde nell'aria e un mistero che sta diffondendo l'orrore
nell'area dei colli Euganei. A scoprire la mattanza sono stati i
veterinari dell'azienda sanitaria locale, che si sono recati
qualche giorno fa in via Crearon. Nella frazione di Rivadolmo,
in una zona a ridosso di via Piombà che si inerpica sulle
pendici del Cero, il personale dell'Ulss17 si è trovato davanti
a uno spettacolo ributtante. «All'atto del sopralluogo - si
legge nella nota ufficiale redatta dai veterinari - sono state
ritrovate abbandonate lungo una scarpata parti anatomiche di
bovini, nella fattispecie porzioni distali di arti anteriori e
posteriori di bovini adulti in diverso stato di decomposizione».
Secondo gli esperti, che hanno eseguito l'ispezione assieme agli
agenti della polizia locale dell'unione dei colli Euganei, gli
episodi di abbandono andrebbero avanti da diverso tempo. «In
particolare - spiegano i redattori del verbale - è stato
possibile contare la presenza di almeno 38 porzioni distali di
arti di bovini adulti completi di unghioni, oltre al cranio di
un equide». Le autorità, fatto un rapido conto, stimano che in
via Crearon siano state gettate le carcasse di almeno 10 bovini
e di un cavallo. I veterinari hanno contattato il Comune per far
partire le operazioni di smaltimento del materiale, che sarà a
spese della collettività. La zona è già stata ripulita da una
ditta specializzata, come previsto dalla normativa. Ma
l'amministrazione comunale e i residenti vogliono sapere chi
abbia gettato le carcasse in quel prato. E soprattutto perché.
Al momento non esistono tesi sull'argomento e ogni ipotesi viene
rimandata a quando le forze dell'ordine avranno a disposizione
più informazioni. Il sindaco, Francesco Corso, ha però
presentato una denuncia a carico di ignoti a carabinieri, vigili
e Parco regionale dei colli Euganei. Non è la prima volta che a
Baone si verificano situazioni come questa. Qualche mese fa una
capra sventrata era stata rinvenuta da alcuni turisti in un
prato nei pressi delle Moschine, sul colle che sovrasta il
centro abitato.
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ALTO ADIGE
14 GENNAIO 2012
Mareta
(BZ), maso distrutto da un rogo
RACINES (BZ) - . Un furioso
incendio scoppiato alle prime luci dell’alba di ieri sopra
l’abitato di Mareta ha devastato il maso Braunheis. I pompieri
sono riusciti a salvare la proprietaria del maso, un’anziana
90enne rimasta intossicata. Nulla da fare invece per oltre 120
animali.
Solo qualche pecora è scampata alla morte, tratta in salvo a fatica dalle braccia dei vigili del fuoco di mezzo circondario che ieri mattina si sono precipitati in una zona ad oltre 1.600 metri di altitudine della val Ridanna per cercare di domare il furioso incendio. L’allarme è scattato poco dopo le 5 del mattino di ieri. Ad accorgersi che qualcosa non andava è stata una vicina di casa, svegliata dal forte odore di bruciato che entrava dalla sua finestra. Solo dopo essersi affacciata alla finestra ha visto che l’incendio ormai divampava e che il maso della vicina era completamente in fiamme. Sul posto sono intervenuti poco più tardi oltre 70 uomini delle caserme di Racines, Mareta, Tunes e Casateia per cercare di salvare quanto più possibile della struttura agricola e strappare dalle fiamme gli animali nella stalla. Solo per una buona dose di fortuna la 90enne domiciliata nel maso è stata portata via dalla suo appartamento con una leggera intossicazione da fumo. Consegnata nelle mani dei sanitari della Croce Bianca è stata trasportata presso l’ospedale vipitenese dove è stata ricoverata. Nel frattempo i pompieri hanno cominciato le lunghe operazioni di spegnimento del rogo, ma le fiamme hanno avuto la meglio, divorando letteralmente la stalla e il fienile che sono crollate una sull’altra. Ingenti i danni anche al maso che è stato gravemente danneggiato dalle fiamme prima e dall’acqua utilizzata per spegnere il rogo poi. Solo intorno alle 8 del mattino, con il comparire dell’alba, è stato possibile trarre un primo bilancio dell’incendio. Nessuno però si sarebbe aspettato di trovarsi davanti a decine di carcasse di ovini e bovini carbonizzati. In tutto, sono morti tra le fiamme 7 mucche da pascolo, 30 capre, 40 pecore e 50 agnellini. Per loro infatti, non c’è stato nulla da fare, la morte è sopraggiunta per asfissia da fumo, ovvero prima che la stalla fosse divorata dalle fiamme e crollasse il tetto su di essa. I pompieri hanno dovuto utilizzare anche una macchina escavatrice per recuperare tutte le carcasse degli animali e spegnere ogni residuo di carbone ancora ardente rimasto sotto le macerie. Sul posto si sono portati anche i carabinieri che nei prossimi giorni dovranno valutare assieme ai vigili del fuoco permanenti di Bolzano le reali cause che hanno innescato il furioso incendio. |
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LA PROVIMCIA DI VARESE
14 GENNAIO 2012
Gallarate,
alano in superstrada
La Polizia lo calma e lo salva
Gallarate (VA) - Spaventato e in
fuga lungo la superstrada per Malpensa, precisamente in
direzione Varese. Così gli agenti della polizia stradale hanno
trovato un gigantesco alano; ad avvistarlo numerosi
automobilisti in transito che hanno segnalato la presenza
dell'animale prima che qualcuno lo investisse. Il cane è stato
pazientemente recuperato.
Gli agenti hanno dovuto ammansirlo proprio a causa dello stato di puro terrore in cui versava l'animale probabilmente scappato e non abbandonato. L'alano è stato trasportato al Dog's Ground di Somma Lombardo dove è in custodia. Il personale del ricovero sta ora verificando se il cane abbia il microchip identificativo al fine di rintracciarne i proprietari. |
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LIVE SICILIA
14 GENNAIO 2012
Volantini
a lutto per la morte di cinque cani
Provincia di Palermo - Volantini
listati a lutto a Termini Imerese per la morte di cinque cani
avvelenati nella zona del porto. A distribuirli sono stati i
volontari dell’associazione ‘Guardie ambientali’. Nel manifesto,
del quale ne sono stati stampati oltre un migliaio di copie,
campeggiano le foto degli animali morti e la scritta ”cerchiamo
te assassino”. ”I cani avvelenati nelle ultime 24 ore sono stati
sette – dice Giuseppe Purpi, presidente dell’associazione
animalista – siamo riusciti a salvarne due che sono adesso in
cura dai veterinari. Abbiamo avuto notizia di altri tre cani
uccisi all’interno di alcune villette. E l’estate scorsa abbiamo
trovato altri tre meticci assassinati con le stesse modalita’
nella zona di Termini Imerese alta”. Gli ambientalisti domani
continueranno a distribuire i volantini e domenica prossima
promuoveranno una marcia per le vie della cittadina nel
Palermitano alla quale sono stati invitati anche i proprietari
di cani. ”E’ un modo questo – aggiunge Purpi – per
sensibilizzare l’opinione pubblica a non chiudere gli occhi di
fronte a queste violenze e malcostume”.
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LA SICILIA RAGUSA
14 GENNAIO 2012
Un
«mausoleo» per ricordare la cagnetta Chicca La storia.
I coniugi
Statelli, 90enni, e la commovente storia del grande affetto che
li legava al quattrozampe
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la sepoltura di chicca
nel giardino dei coniugi statelli
Giovanna Cascone
Ragusa - "Mi chiamo Chicca e sono
a casa mia. Mi spiace aver lasciato i miei padroncini ma non
volevo si preoccupassero per me…". Sono le ultime parole che
avrebbe scritto la piccola Chicca, cagnolina di piccola stazza,
razza York shire, ai suoi padroni se solo avesse avuto il dono
della parola.
A raccontarlo, una coppia di vittoriesi di 90 anni, addolorati per la perdita del cane che per 12 anni è stata la loro compagna di viaggio. Per ricordarla anche nella morte hanno voluto realizzare un piccolo mausoleo. Lì è stata sepolta, nel giardino di casa, dove era solita giocare durante le vacanze estive. Salvatore e Carmela Statelli hanno aperto le porte della loro casa di campagna per ospitare, per sempre, la loro cagnetta, deceduta qualche settimana fa a causa di una malattia che la costringeva a continue cure. "Chicca - racconta Giovanni Stracquadanio, veterinario che l'aveva in cura - soffriva di ipertensione polmonare. Per i suoi padroni è stata una grossa perdita". "Chicca - racconta l'anziano signore in lacrime - per noi era una figlia. Noi, purtroppo, non abbiamo avuto figli e forse per questo abbiamo dedicato tutto il nostro tempo agli animali". Una vita trascorsa in mezzo agli animali, dal 1945 in poi. Da quando tornò dal militare. "Era il 1945 quando abbiamo deciso di prendere il primo cagnolino. Abbiamo sempre avuto il tempo di occuparci di loro, di curarli, insegnarli tutto, di parlare con loro e ascoltarli. Per me non sono animali ma umani, dei figli". Tra i tanti animali avuti, però, Chicca è stata la compagna di viaggio più affezionata, il bastone della vecchiaia della coppia. Un'amica, una figlia, una presenza che ha riempito per ben 12 anni la vita di queste due anziane persone. Per questo, all'atto della sua morte hanno deciso di darle degna sepoltura come fosse una persona, perché per loro era "un umano a cui mancava solo la parola". Così nel giardino della casa di campagna, sulla SS.115, in contrada Bosco Rotondo, hanno realizzato una sorta di mausoleo dove è stata seppellita la salma del cane. Un gesto di gratitudine verso chi è stata per anni una compagnia impagabile in una vita, il cui destino non ha voluto ci fossero dei figli. Un atto che vuole essere da monito a chi non ha rispetto dei cani e degli animali in genere. La storia che vede protagonisti la coppia Statelli e la loro cagnolina è, certamente, curiosa ma è l'esempio di come l'amore non ha confini. L'affetto per un animale può essere pari a quello provato per un essere umano. Per i coniugi Statelli era così. Un amore grande che non potrà essere sostituito. |
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TRENTINO 15 GENNAIO 2012
Roveré della Luna, strage di gatti
Liviana Concin
ROVERÉ DELLA LUNA (TN). Una vera e propria strage quella che ha colpito nei giorni scorsi una colonia di gatti nel comune rotaliano. Erano una quindicina i felini che Fernando Brandoni accudiva a due passi da casa, ma nel giro di quarantotto ore ben 4 bestiole sono state ritrovate morte.Altre tre ancora mancano all’appello. «Si tratta senza dubbio di avvelenamento da topicida- ha spiegato Roberto Guadagnini, veterinario di Mezzolombardo che ha seguito la vicenda fin dal primo momento e sta procedendo in questi giorni con l’iter legale - le analisi effettuate sugli animali portati qui dal proprietario hanno messo in luce che il sangue non coagulava più, causando emorragie spontanee, conseguenza tipica dell’ingestione del comune veleno per roditori».Certo non è la prima volta che un gatto rimane vittima del diffuso rimedio contro le infestazioni, a volte l’avvelenamento è colposo, dovuto alla negligenza di chi non dispone le esche altamente appetibili in luoghi non accessibili ad altri animali ma, nel caso di Roverè della Luna, è facile scorgere l’intenzione di qualcuno di colpire proprio la colonia di felini: «Non mi risultano altri casi in zona, quindi è facile sospettare che, come purtroppo spesso accade, qualcuno nelle vicinanze non gradisse la presenza degli animali e abbia deciso di risolvere il problema con questo barbaro metodo».Una vera e propria ritorsione dunque, contro innocenti bestiole, e oltre ad essere un gesto incivile ed ignobile è anche un reato penale. Come ancora pochi sanno infatti, i gatti, a differenza dei cani, non sottostanno all’obbligo di custodia dei padroni e sono liberi di circolare anche nelle proprietà private. Un qualsiasi atto violento nei loro confronti, compreso l’avvelenamento, è un maltrattamento potenzialmente punibile con una pena fino a diciotto mesi di reclusione e multe salatissime. L’intervento del veterinario ha permesso comunque di salvare cinque degli animali colpiti, e di fornire la prova certa dell’avvelenamento, che verrà segnalato al primo cittadino.Sulla vicenda dunque non è ancora stata scritta la parola fine: le conseguenze per chi pratica questa vile tattica potrebbero rivelarsi peggiori di un gatto che passeggiava nell’orto, rispetto ad una denuncia penale.- |
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CORRIERE DI VITERBO
15 GENNAIO 2012
Il
business illegale dei cani rende una fortuna alla malavita vale
100milioni di euro l’anno.
Almeno 100
milioni dai combattimenti Esposto alla Procura della repubblica
di Roma.
ANIMALI: AIDAA, Business illegale
cani rende 100 mln l’anno a malavita. « “ La malavita
organizzata gestisce un giro di affari illegale legato alla
gestione dei canili e delle scommesse clandestine legate ai
combattimenti dei cani, al traffico internazionale di cani
destinati ai laboratori di vivisezione e lo smaltimento illegale
di salme di animali. Queste attività produrrebbero un guadagno
annuo netto di oltre 100 milioni di euro per le organizzazioni
criminali» ” . Lo sottolinea l’Associazione italiana difesa
animali e ambiente (Aidaa), in una nota in cui diffonde una
sintesi dell’esposto inviato alle a procure a della repubblica
di Roma, ma anche a quelle di Napoli, L’Aquila, Catanzaro, Bari
e Palermo. Nell’esposto, firmato dal presidente nazionale di
Aidaa, si fa un quadro dettagliato delle attività che a detta
degli animalisti vedrebbero coinvolte le organizzazioni
criminali in regioni quali il nel Lazio, la ma anche nelle
regioni di Puglia, L’Abruzzo, la Sicilia, la Calabria e la
Campania. « “ Il business più diffuso - si legge nella nota - è
sicuramente quello del traffico internazionale di cani verso i
canili e i laboratori del nord Europa, traffico in aumento e e
che riguarda ogni anno almeno 70.000 mila cani, dei quali 20.000
mila destinati alla vivisezione per ricavi che superano
complessivamente gli 8 milioni di euro l’anno» ” . «Il lucroso
business dei combattimenti - conclude la nota - e delle
scommesse coinvolge oltre 3.000 cani per un giro di affari di
oltre 70 milioni di euro (50 di guadagni netti per la malavita),
mentre la gestione dei canili lager interessa un’ottantina di
canili per un totale di 16.000 cani e un guadagno largamente
superiore ai 10 milioni di euro. Infine i guadagni della
malavita per il business dello smaltimento illegale delle
carcasse dei cani e di altri animali superano il milione di euro
l’anno».
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TELEVIDEO.RAI 15 GENNAIO 2012
I cavalli costano, abbandonati come i cani In migliaia lasciati per strada o legati e lasciati morire di fame. Oppure venduti come carne agli zoo da disperati sudditi di sua maesta' che a causa della crisi economica non riescono più a mantenerli
Sono la passione della regina Elisabetta ma in Gran Bretagna
migliaia di cavalli vengono abbandonati o legati e lasciati morire
di fame, o addirittura venduti come carne agli zoo da disperati
sudditi di sua maesta' che a causa della crisi economica non
riescono piu' a mantenerli. |
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VARESE NEWS 16 GENNAIO 2012
Luinese - Cavalli da corsa trasformati in bistecche, nei guai allevatore luinese L’uomo, 43 anni, denunciato a piede libero. E’ accusato di aver falsificato i libretti sanitari degli animali. Tra gli animali anche alcuni partecipanti a concorsi nazionali
Provincia di Varese: Campioni del galoppo trasformati in bistecche e
sfilacci sui banchi dei supermercati del Luinese. Bolidi fatti di
muscoli “costruiti” per la corsa che sono finiti al macello civico,
uccisi e trasformati in tagli da mettere in vendita, finiti sulle
tavole dei varesini. |
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CORRIERE DELLA SERA 17 GENNAIO 2012
La storia Indagine della Procura della Repubblica di Varese su sette cavalli finiti in vendita al supermercatoBistecca di trottatore in tavola Così sparivano i «pensionati»Allevatore denunciato: alterò i documenti per macellarli La denuncia E' stata una guardia zoofila a dare il via all' inchiesta nell' allevamento dell' ex macellaio di Germignaga
Rotondo Roberto
LUINO (Varese) - Dopo una vita a trottare, un cavallo da corsa si meriterebbe una pensione serena: magari passando dagli ippodromi alle passeggiate domenicali. Ma questa volta non è andata così. L' allevatore che doveva accudire i «pensionati», 43 anni, di Germignaga, voleva fare un po' di soldi in fretta e li ha fatti macellare, trasformandoli in bistecche da supermercato. Ha contraffatto i documenti sanitari ed ha aggirato tutti i controlli. Vittime, sette equini, tra cui un animale che aveva partecipato a dei campionati nazionali. L' uomo è stato scoperto grazie a una guardia zoofila che aveva avuto una segnalazione sulla fine sospetta di uno dei cavalli da corsa. Le indagini sono state affidate ai carabinieri dal pm Sara Arduini, il magistrato della procura di Varese che coordina le indagine sui crimini contro gli animali. L' allevatore è un ex macellaio che sembra aver mantenuto qualche abitudine ereditata dalla precedente professione. La procura, in particolare, lo accusa di aver falsificato i libretti dei sette animali. Lo stratagemma utilizzato era abbastanza semplice: l' allevatore strappava dal libretto identificativo del cavallo il foglio dove era annotata l' esclusione dalla «Dpa» (destinato alla produzione alimentare). Lo sostituiva con un altro, contraffatto in modo che la destinazione diventare bistecca risultasse inducendo in errore il personale preposto ai controlli. Non c' è tuttavia la prova che la carne fosse nociva; le visite di controllo prima e dopo la macellazione sono state regolarmente fatte. La procura non ha accertato se vi fossero sostanze incompatibili con l' alimentazione umana ma ciò non toglie che vi fosse un rischio per la salute. I cavalli da corsa hanno un' alimentazione diversa da quella utilizzata per la produzione alimentare: sono atleti, e dunque soggetti anche a trattamenti non sempre consigliabili in vista di un consumo delle carni. Inoltre nei libretti identificativi dei cavalli da competizione sono segnalati tutti i farmaci a cui sono stati sottoposti nella loro carriera, una prassi che in questo caso non era stata seguita, impedendo di tracciare la provenienza e la storia sanitaria dell' animale. Comunque il pm ha contestato reati molto pesanti quali la falsità materiale, l' uccisione ingiustificata di animali «con crudeltà e senza necessità», truffa aggravata e frode in commercio. In attesa della richiesta di rinvio a giudizio o di un patteggiamento che potrebbe concludere la vicenda, la carne nel frattempo è stata venduta e mangiata (la truffa è iniziata nel 2009): l' allevatore è riuscito a piazzarla in un supermercato della zona estraneo alla vicenda. Nell' allevamento vicino a Luino erano stati sequestrati anche sei animali (tra essi anche asini) con libretti fuori regola. Nel frattempo l' indagato ha collaborato ed ha ottenuto il dissequestro degli equini: di fronte ai rimproveri dei carabinieri avrebbe mostrato un certo pentimento, anche se tardivo. Roberto Rotondo RIPRODUZIONE RISERVATA **** Task force Pm animalista La procura della Repubblica di Varese ha appena creato un' area investigativa destinata ai crimini contro gli animali e l' ha affidata al pm Sara Arduini, un magistrato che si definisce «una vera animalista» e che ha il compito di coordinare gli interventi, districarsi nella vasta produzione giuridica sul tema e coordinare la formazione Dieci denunce Il lavoro della pm Arduini è iniziato il primo gennaio 2012, sono già 10 le denunce sul suo tavolo di cui si sta occupando **** 7i cavalli da corsa mandati al macello dall' allevatore dopo aver falsificato la «carta d' identità» degli animali. Per lui l' accusa di uccisione ingiustificata. |
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GEA PRESS 17 GENNAIO 2012
Varese: cavalli da corsa macellati – le foto dei libretti alterati Come è nata l'inchiesta e le "colpe" di un cavallo salvato dal macello.
I cavalli sono stati in buona parte già mangiati. La loro carne, infatti, è stata venduta da un supermercato del comprensorio di Luino (VA). Questo grazie ai libretti identificativi alterati. La vicenda, infatti, inizia nel mondo dell’ippica e non solo italiana, visto che almeno un cavallo era nato per correre in Irlanda. Non si tratta dell’ippica di questi giorni che protesta per la crisi e paventa rischi per i cavalli che, pur non potendo, potrebbero finire (chissà perché…) dentro un macello. I fatti risalgono al 2009, ovvero più o meno coincidenti con altre storie di cavalli e macelli.Il tutto nasce in maniera casuale, grazie allo scrupolo delle Guardie dell’OIPA. Il protagonista è un cavallo salvato dal macello grazie a una persona che già si era distinta per altri atti di questo genere. Cinquecento euro e hai un cavallo. Non poteva sapere, l’ignaro samaritano di cavalli, che trattavasi di un trottatore. Tanto vale, alla fine della sua corsa, un cavallo da … corsa. Molto meno di un cavallo di mafia, utilizzato tra prato e asfalto di una città del sud Italia e pagato non meno di 800-1000 euro al macello clandestino.In Lombardia, tutto inizia durante un normale controllo amministrativo del Nucleo Operativo Provinciale di Varese - Servizio Interprovinciale Tutela Animali, istituito dall’OIPA e diretto dall’Ing. Francesco Faragò. Il libretto identificativo del cavallo salvato, risultò privo di una pagina. Era proprio la parte che attestava la provenienza. Dalle successive indagini avviate dalla dott.ssa Sara Arduini della Procura della Repubblica di Varese, congiuntamente ai Carabinieri di Luino, si è evidenziato molto di più di un semplice errore. Indagini che sono andate avanti fino al sequestro della stalla di un allevatore locale, avvenuto nel dicembre 2010, e di ben trenta cavalli di cui sei, per via dei libretti alterati, sottoposti a sequestro di tipo penale.Il soggetto, ora denunciato per vari reati, tra cui truffa aggravata e uccisione di animali, prelevava dalle scuderie e riforniva proprio il macello comunale di Luino, gestito dall’ASP. I libretti identificativi venivano da lui alterati. Fatti appurati in almeno nove casi grazie al lavoro meticoloso degli inquirenti. Esami particolareggiati degli stessi documenti che GeaPress pubblica in fotogallery. Strane spillature, il dorso del libretto che camuffa, sotto gli anelli che tengono unite le pagine, le tracce della parte eliminata. Una sorta di matrice, più o meno camuffata. Numerazione delle pagine incoerenti, timbri falsi o modificati e poi, nella case dell’allevatore, la prova schiacciante ovvero il riscontro definitivo tra le copie fotostatiche rinvenute e l’originale consegnato alterato al macello. I cavalli erano tutti da corsa, provenivano da scuderie di ippodromi e finivano come “produttori di alimento”.Forse, però, non occorreva essere sapienti di un lavoro tipico del piglio di un bravo investigatore, per accorgersi che qualcosa non andava. Insomma, un cavallo da macello può chiamarsi Derby? Un piccolo sospetto che poteva indurre ad accorgersi almeno delle manomissioni più grossolane, come intere pagine stracciate. In genere, i cavalli tipici degli allevamenti da carne, non riportano neanche il nome. A che serve chiamarli Carolina, Bianchina o chissà come se poi, già a pochi mesi, possono divenire fettine, salami, scaloppine, ragù e braciole?I loro nomi, forse, sono ancora rintracciabili negli archivi di qualche sala scommesse. Dalle corse passavano poi all’allevatore che tagliava pagine. Infine, al macello. A quanto pare, tra i Veterinari, c’è pure chi si è sentito raggirato. Poi hanno tremato e uno si è messo a piangere. Comunque non erano loro ad alterare il libretto e nessuno risulta indagato. L’allevatore, invece, potrebbe patteggiare. VEDI FOTOGALLERY: |
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LA TRIBUNA DI
TREVISO
Orrore a Maser, in provincia di Treviso: trovati nel bosco cinque cuccioli morti. Erano all'interno di un secchio abbandonato da ignoti. La prima ipotesi è che i cagnolini siano stati abbandonati in quel luogo ancora in vita e siano morti per il freddo. Lo farebbe pensare anche il posto dove sono stati trovati, prossimo a una strada.A fare la macabra scoperta è stata una signora del posto. Ora è caccia al mostro che ha abbandonato i poveri cuccioli. |
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LEGGO 16 GENNAIO 2012
CUCCIOLO SALVATO NELLA DISCARICA:
ISTANBUL - Un cucciolo, piccolo e indifeso, salvato da una discarica in Turchia. A descrivere il salvataggio del cagnolino è un'attivista spagnolo di 39 anni, Ivan, anche se il nome con cui si fa chiamare è Viktor Larkhill, in onore del romanzo "V per Vendetta". Larkhill si occupa soprattutto degli animali, dei maltrattamenti e delle loro vicende più tristi. Questa volta è voluto andare in una discarica in Turchia, dove la gente è solita abbandonare gli animali che non può mantenere a casa. Proprio in un cassonetto ha trovato questo cucciolo di pochi mesi, che è stato subito estratto dalla spazzatura e portato a casa per essere accudito. VIDEO |
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ALTO ADIGE 16 GENNAIO 2012
Cane veglia per ore padrona morta in casa A dare l'allarme è stato il marito della donna ricoverato all'ospedale
BRESSANONE (BZ). Tessy, un cane boxer femmina, ha vegliato la sua padrona per ore. Forse addirittura per un giorno o due. Da quando la settantenne con la quale viveva da anni è stata colta da malore ed è morta. La storia, triste e commovente al tempo stesso, è ancora più straziante di quanto non si possa pensare: a dare l'allarme è stato il marito della donna, ricoverato all'ospedale a Bressanone e impossibilitato ad uscire. I figli, a quanto pare, vivono all'estero. L'allarme è stato dato venerdì sera, quando una pattuglia del commissariato di polizia di Bressanone è stata allertata per cercare di capire dove si trovasse una settantenne che risiede da tempo con il marito in una palazzina di via Anger. A chiedere l'intervento delle forze dell'ordine è stato il coniuge della donna, ricoverato all'ospedale e impossibilitato ad uscire. L'uomo ha cercato la moglie con una certa insistenza al telefono senza ottenere alcuna risposta. A quel punto si è preoccupato, anche perché a quanto pare la coppia - che in base ai primi accertamenti avrebbe due figli, entrambi residenti all'estero - non ha alcun parente in città. I poliziotti hanno raggiunto l'abitazione, che si trova in una stradina interna tra via Sarnes e via Plose, e non riuscendo ad entrare hanno chiesto l'intervento dei vigili del fuoco di Millan. Nel giro di una manciata di minuti è arrivata sul posto una squadra di volontari che ha fatto una prima verifica dall'esterno. Dalle finestre dell'abitazione si intravedeva la sagoma di una persona in camera da letto. E poco distante un cane, che sembrava intento a vegliare la sua padrona. Dopo aver fatto alcuni tentativi per cercare di attirare l'attenzione della donna, nella speranza ovviamente che fosse ancora viva, i vigili del fuoco volontari si sono decisi ad entrare nell'abitazione. Una volta in camera da letto i volontari della caserma di Millan hanno fatto la triste scoperta. La donna era sdraiata a letto ma il suo cuore non batteva più. Inutile, pertanto, ogni tentativo di rianimarla. Al medico non è rimasto che constatare il decesso mentre la pattuglia del Commissariato di Bressanone ha informato il magistrato di turno per avere l'autorizzazione alla rimozione della salma. Sul corpo non c'era alcun segno di violenza e le forze dell'ordine hanno potuto escludere da subito il possibile coinvolgimento di terzi. I vigili del fuoco e i volontari della Croce Bianca sono rimasti colpiti, oltre che dalla morte della settantenne, dall'attaccamento dimostrato dal suo cane, un boxer di nome Tessy, che ancora sperava forse di essere accarezzata un'ultima volta dalla sua padrona. La polizia ha chiesto ieri di non rendere noto il nome della vittima, perché non era ancora stato possibile avvisare i familiari più stretti, che a quanto pare risiedono all'estero. Il boxer è stato affidato invece provvisoriamente ad un canile dei dintorni in attesa che qualcuno decida di adottarlo per alleviare quantomeno il suo dolore. |
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GIORNALETTISMO 16 GENNAIO 2012
Il cane che veglia la padrona morta in casa Il boxer è stato due giorni con lei prima che qualcuno si accorgesse del decesso
Provincia di Bolzano - Tessy, un cane boxer, ha vegliato per ore, forse addirittura per due giorni, la sua padrona settantenne morta per un malore in casa. L’ALLARME – A dare l’allarme e’ stato il marito, ricoverato in ospedale, che si era preoccupato non trovando la moglie al telefono.Il fatto, raccontato dal quotidiano Alto Adige, e’ avvenuto a Bressanone, dove la coppia viveva. I figli, a quanto pare, vivono all’estero. Dopo la chiamata dell’uomo al 113, una pattuglia si e’ recata all’appartamento della coppia, che pero’ era chiuso a chiave. DISTESA – E’ stato cosi’ chiesto l’intervento dei vigili del fuoco che da una finestra hanno intravisto la donna distesa sul letto. Il decesso e’ avvenuto per cause naturali. Il boxer, che vegliava la morta, e’ stato temporaneamente affidato a un canile, in attesa che suo padrone venga dimesso dall’ospedale. |
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LIBERO 16 GENNAIO 2012
Animali: scatolette per gatti all'arsenico, procura Torino indaga
Torino - La procura di Torino sta indagando su del mangime per gatti prodotto in Thailandia, contenente arsenico in quantità superiore a quella consentita per legge. La segnalazione è arrivata da un gruppo di animalisti che denunciavano un aumento delle morti tra i felini che si nutrivano con un certo tipo di scatolette. Le rilevazioni svolte dai carabinieri dei Nas hanno poi documentato la presenza di arsenico superiore ai limiti in alcuni mangimi prodotti dall'azienda thailandese e commercializzati anche in Italia. |
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CORRIERE DELLA SERA 16 GENNAIO 2012
Parco Nemorense L' assessore Visconti: metteremo videocamere Ancora veleno per uccidere i cani I proprietari: trasferite l' area animali
Clarida Salvatori
Roma - La cattiveria e l' inciviltà rischiano di vincere sui diritti degli animali e dei loro padroni. Ma stavolta l' amministrazione non ha nessuna intenzione di soprassedere. E usa il pugno duro. Contro chi, per la seconda volta in neanche due mesi ha lasciato dei bocconi avvelenati nell' area cani di parco Nemorense. Il primo episodio a fine novembre. Quando all' interno di alcune salsicce erano state trovate piccole pasticche blu, raccolte e inviate all' istituto zooprofilattico: si trattava della comune lumachina, un veleno usato negli orti, ma fatale per i cani. Da lì la chiusura dell' area, una delle poche del II municipio, per 6 settimane, i sopralluoghi dei tecnici del Comune e dei vigili, la bonifica per evitare che sotto il tappeto di foglie si nascondessero altri bocconi «assassini». Poi, qualche giorno fa, la municipale ha finalmente tolto i sigilli e i cani sono tornati a scorazzare liberamente nel parco. Ma neanche 24 ore e i vandali sono tornati, disseminando l' area di tavolette rosa, a primo sguardo un topicida. E se a novembre per fortuna nessun cane era stato male, adesso c' è un meticcio di 5 anni che lotta per sopravvivere. Infuriati i proprietari del quartiere: «Quest' area cani ci è stata destinata dal Comune e dal municipio. Dove dobbiamo portare i nostri animali per farli correre un po' ? E poi, che modi sono questi? Solo quelli di un assassino». E, di fronte all' ipotesi di vedere i propri cani avvelenati, pensano ad uno spostamento dell' area cani in un punto in cui i rumori e l' abbaiare diano meno fastidio: «Abbiamo raccolto oltre 450 firme per il trasferimento, visto che tutti sappiamo che le polpette provengono dai condomini dei palazzi di fronte». Il sospetto è forte, ma la certezza non c' è. Nessuno è stato colto in flagrante e quindi per ora nessuna denuncia. «Non vogliamo però lasciare impuniti questi comportamenti e di cogliere sul fatto gli avvelenatori, perchè possa essere denunciato penalmente e pagare con 2 anni di carcere e una multa fino a 75 mila euro - assicura l' assessore capitolino all' Ambiente, Marco Visconti -. Aumenteremo la vigilanza e soprattutto installeremo la videosorveglianza. E tuteleremo anche tutto parco Nemorense, spesso vandalizzato. Infine valuteremo anche l' ipotesi di spostare l' area cani in un altro punto». |
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BS NEWS 17 GENNAIO 2012
Cani e gatti avvelenati a Capodiponte (BS): è una strage
Una vera e propria strage di cani, ma sono stati colpiti anche poveri gatti, si sta verificando sui monti di Capodiponte, a nord dell'abitato di Pescarzo. Una decina in tutti gli esemplari deceduti in preda a convulsioni e tremori dopo aver ingerito bocconi avvelenati. Inutile dire che fra tutti i proprietari di cani del comune il timore che capiti qualcosa è forte. Il sindaco Francesco Manella invita tutti i cittadini a non portare i cani sui siti pericolosi nei dintorni di Pescarzo, o quantomeno ad indossare loro la museruola (vedi sotto il comunicato diffuso). Nel frattempo le ricerche dei responsabili di questi episodi proseguono. L'ipotesi più probabile, o forse quella che più facilmente si vorrebbe credere come vera, è che i bocconi avvelenati siano disseminati per colpire volpi e predatori selvatici e non cani domestici. --- Avvelenamento di cani a Pescarzo: fare attenzione ed utilizzare la museruola
IL DIPARTIMENTO VETERINARIO DELL’ASL DI VALLE CAMONICA A SEGUITO DI
ACCERTATO AVVELENAMENTO DI CANI HA
Capo di Ponte, 10 gennaio 2012, |
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IL GIORNO 17 GENNAIO 2012
C’è un killer dei gatti a Darfo Bocconi avvelenati nelle colonie La gattara: "Installerò telecamere La donna è esaperata. Ha denunciato i fatti. Al lavoro per le indagini, dopo la denuncia, domenica mattina c’erano la Polizia Locale e i veterinari dell’ASL
Darfo Boario Terme (BS) - Non gli è bastato scuoiare un gatto ed
appenderne la pelle al cancello della casa dove vive la colonia
protetta e censita dall’Asl di Valle Camonica e seguita da una
gattara del posto, adesso in via Isola a Darfo sono comparsi anche i
bocconi avvelenati. Questa domenica mattina la signora Rosanna
Favero, la gattara che si occupa della colonia, ha trovato uno degli
11 felini ucciso da un’esca avvelenata proprio nel suo cortile.
Bocconi ovunque, veleno in giro e altri tre gatti che mancano
all’appello. |
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GEA PRESS 17 GENNAIO 2012
Patti (ME) – strage di cani: nove morti e altri quindici a rischio (fotogallery) Appello della LIDA – il numero delle emergenze.
Una scena drammatica quella che si è presentata ieri pomeriggio ai volontari della LIDA di Patti (ME). Hanno gettato il veleno, in contrada Ronzina, nella zona industriale. I cani venivano presi dalle convulsioni uno dopo l’altro. Impossibile soccorrerli tutti. Appena si riusciva a provocare il vomito ad un cane, spruzzando l’acqua ossigenata in bocca, un altro iniziava a tremare. Poi le convulsioni, sempre più potenti, fino alla morte tra gli spasmi finali e la bava che schiumava.Otto cani uccisi, ed altri 15 che rischiano grosso. E’ morta Lucrezia (il pastore tedesco in gallery con due cuccioli anch’essi morti) mamma di nove cuccioli. Se ne sono salvati sei, ma per tre non c’è stato niente da fare. Lucrezia era stata abbandonata in contrada Ronzina con i suoi cuccioli. Poi è toccato ad Aron (in gallery il cagnetto nella macchina). Era stato adottato dagli operai di una vicina fabbrica. Niente da fare anche per Dylan, era lui che rappresentava la speranza, ora infranta (nella gallery il cane marrone fotografato prima e dopo l’avvelenamento). Era stato già salvato da un avvelenamento, poi dalla leishmania. Infine il ritorno nel territorio. Ieri pomeriggio la morte. “Sono disperata - dice a GeaPress Marina De Liguori, Responsabile della LIDA di Patti – sono rimasti ancora 15 cani ed è certo che li avveleneranno. Non sappiamo cosa fare. Il rifugio è pieno - aggiunge Marina – Abbiamo bisogno di sistemazioni urgenti“.Marina De Liguori si era recata in contrada Ronzina alle 13.30 di ieri. Sembrava tutto normale.“I cani li controlliamo ogni giorno - spiega Marina De Liguori – la reimmissione nel territorio è scelta obbligata se vogliamo far fronte a tutte le emergenze, ma cerchiamo sempre posti poco frequentati. Non si sa mai”.Poi si è allontanata, sostituita intorno alle 14.15 da un’altra volontaria. E’ stato il panico. Qualcuno nei pochi minuti intercorsi ha sparso il potente veleno. Un organoclorurato, forse un lumachicida a base della micidiale metaldeide, a giudicare dai sintomi. Le chiamate per l’emergenza, il precipitarsi dei volontari.La LIDA ha chiesto l’intervento dei Carabinieri, intervenuti con il Nucleo Operativo di Patti, e della Polizia Municipale. Poi una denuncia alla Procura della Repubblica ed al Prefetto. Sui luoghi anche il Veterinario dell’ASP. La morte, dicevamo, è sopraggiunta dopo violente convulsioni. Una scena straziante. I cani urlavano ed i volontari non sapevano dove correre prima.“Quel terreno deve essere subito bonificato - dichiara la Responsabile della LIDA di Patti – mi appello al Sindaco, quel luogo deve essere pulito e tabellato per avvisare della presenza del veleno. Mi rivolgo al buon cuore di tutti. Dateci una mano a trovare un posto per i quindici cani rimasti“.Difficile inquadrare l’identikit dell’avvelenatore. Un luogo isolato, o comunque poco frequentato, quello della zona industriale. Forse, però, i terreni circostanti a breve riprenderanno ad essere pascolati, e questa potrebbe essere una spiegazione. Non solo cani, ma anche fauna selvatica, come volpi ed uccelli. Di certo, per ora, oltre all’immediata bonifica del territorio, urge allontanare i cani superstiti. Questo il numero diffuso dalla LIDA di Patti: 331 3718391. VEDI FOTOGALLERY: |
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LA TRIBUNA DI TREVISO 17 GENNAIO 2012
Fa morire cinque cagnolini abbandonati al freddo
Vera Manolli
MASER (TV) - Cinque cuccioli di cane abbandonati e morti in via Barco: è caccia aperta al colpevole. I cinque cuccioli sono stati ritrovati domenica mattina da Valentina, una giovane studentessa residente in zona. Intanto in paese e su Facebook alla notizia del ritrovamento dei cuccioli morti è già scattata la caccia al malvivente che ha abbandonato, sabato notte, al freddo, e in piena campagna gli animali. «Nei prossimi giorni – dichiara Valentina – sporgerò denuncia». La giovane ventenne era in compagnia della sua mamma in via Barco per fare come d’abitudine la passeggiata domenicale. «Stavamo camminando – racconta la studentessa – quando in parte alla strada io e mia madre ci siamo accorte di un secchio e una testina di animale che penzolava fuori». Mamma e figlia si sono avvicinate subito a quel secchio giallo, abbandonato in aperta campagna, credendo inizialmente di trovare all’interno dei topi. Un atroce scoperta per le due donne quando hanno capito che si trattava di 5 cuccioli di cane di razza meticcia. Per Valentina e sua mamma è stato agghiacciante vedere quei cinque corpicini, gelati dalle basse temperature della notte precedente, senza vita. « Non sapevamo cosa fare – spiega Valentina – ci siamo spaventate. Una volta realizzato che erano dei cani abbiamo cercato di capire se qualcuno fosse ancora vivo». Invece per i 5 cuccioli non c’è stato niente da fare: erano già morti da diverse ore per gli stenti causati del freddo. «Ho portato i cani dal mio veterinario – dice la ventenne – anche lui ha confermato la morte dei cuccioli a causa del freddo». Cuccioli indifesi di appena un mese, forse denutriti, trovato la morte in un secchio abbandonato in una campagna di via Barco. In zona ci sono poche abitazioni ma pare che nessuno abbia visto o sentito guaire gli animali, abbandonati probabilmente nella tarda serata di sabato. Un grave episodio di inciviltà umana e il balordo che ha abbandonato quei cinque cagnolini potrebbe rischiare una pesante denuncia per maltrattamenti. «Nei prossimi giorni sporgerò denuncia – garantisce la ventenne – intanto ho già preso contatti con delle associazioni animaliste che si sono interessate a questo triste episodio ». |
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LA TRIBUNA DI TREVISO 18 GENNAIO 2012
Cuccioli uccisi, la denuncia dell’Enpa
Vera Manolli
MASER (TV) Infuriano le polemiche delle associazioni animaliste sulla vicenda dei 5 cuccioli abbandonati e morti per il freddo. « E’ un atto di grande inciviltà ci costituiremo parte civile in un eventuale processo», dichiarano i volontari dell’Enpa. La macabra scoperta è stata fatta domenica mattina da una studentessa residente in zona. I 5 poveri cuccioli erano stati abbandonati in una campagna di via Barco e sono stati ritrovati all’interno di un secchio. Per quei 5 cuccioli di appena un mese non c’è stato niente da fare sono morti per le temperature gelide della notte precedente. Sul piede di guerra il presidente dell’associazione Adriano De Stefano. «È il dramma quotidiano che ci trasciniamo da sempre e nonostante le continue campagne di sensibilizzazione, non si riesce ad estirpare. Un dramma determinato da una radicata ignoranza e dalla profonda indifferenza. Non c’è verso di far intendere a molti possessori d’animali domestici che è fondamentale, per evitare nascite indesiderate, sterilizzare i propri animali. Come in altri atti di violenza nei confronti degli animali, qualora il responsabile fosse individuato, la nostra Associazione si costituirà parte civile ». |
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LA NUOVA SARDEGNA 17 GENNAIO 2012
Volpe uccisa e appesa al cartello stradale della Forestale
OZIERI (SS). Una volpe uccisa e appesa con una corda a un cartello della Forestale, nei pressi di Nughedu San Nicolò. Appena è stata fatta la scoperta, l’animale è stato rimosso e sono cominciati gli accertamenti per capire quale significato dare al brutale gesto. L’episodio si è verificato giovedì, quindi in una giornata di caccia, e non è improbabile che qualcuno abbia voluto profittare dell’opportunità per liberarsi di un animale che, probabilmente, aveva causato danni agli allevamenti. Appendere l’animale in quel punto, così visibile, potrebbe richiamare la vecchia «tecnica» dei pastori che esponevano l’animale ucciso per spaventare gli altri esemplari. Ma non è escluso che quella volpe piazzata proprio in quel punto possa essere, invece, un segnale diretto alla Forestale, magari dopo controlli non graditi nella zona. |
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L'ADIGE 18 GENNAIO 2012
Massacrano un cane per non farlo abbaiare
GENOVA - Durante un tentativo di furto, avevano preso a padellate
sul muso un cane legato alla catena http://www.ladige.it/print/articoli/2012/01/18/massacrano-cane-farlo-abbaiare |
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IL PICCOLO 18 GENNAIO 2012
Maltrattava i cani e il gatto
Trieste - Denunciata per maltrattamento di animali. Nei guai è finita una donna nata nel 1963 abitante in un appartamento al terzo piano dello stabile al numero 1 di via Schiaparelli. È successo l’altro pomeriggio. Da parecchie ore, fin dalla notte precedente, si sentivano provenire latrati di cani dall’interno dell’appartamento. Lo avevano più volte segnalato i vicini al centralino del 113 . Giunti sul posto, gli agenti della Volante hanno avuto conferma delle segnalazioni. Hanno udito anche i rumori provenienti da un televisore accesso e hanno suonato ripetutamente il campanello per farsi aprire la porta. Il timore era quello di trovare una persona colta da malore o addirittura morta. Ma non ricevendo alcuna risposta, i poliziotti hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco per un’eventuale soccorso di persona. Poi è stata necessaria l’autoscala per riuscire a entrare nell’abitazione attraverso una finestra. Ma all’interno non c’era nessuna persona. Ma soltanto di due cani meticci di piccola taglia e di un gatto spaventatisssimi. Gli animali apparivano in buone condizioni, nonostante le apposite ciotole fossero prive di acqua e cibo. Infine grazie ai dati contenuti nel collare dei due cani gli agenti della squadra volante sono risaliti all’utenza mobile della proprietaria dei cani e del gatto. La donna prontamente ha fatto ritorno a casa e ha cercato di chiarire l’episodio. Ma questo non ha impedito che la donna fosse denunciata per maltrattamento di animali. |
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L’ECO DEL CHISONE 18 GENNAIO 2012
Animali nel mirino None (TO), due gatti feriti a morte da pallottole
Provincia di Torino - Due gatti di una colonia felina della campagna
di None sono stati trovati morti dopo quello che parrebbe un
«ignobile tiro a segno», denunciato dall'associazione animalista
Wancisi. Sui corpi dei due animali, i fori delle pallottole. Vicino,
del cibo disposto in modo da costituire un'esca perfetta. |
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GEA PRESS
20 GENNAIO 2012
None (TO):
gatti uccisi e scomparsi (fotogallery)
Intervento
dell'Associazione Wancisi e della Polizia Municipale.
Poveri gatti di None (TO). Alla
periferia del paese, lungo la strada che porta a Castagnole
Piemonte, potrebbero vivere solo sull’asfalto. Su entrambi i
lati della carreggiata, vi sono infatti due diversi ambiti
territoriali di caccia. La stessa strada, cioè, ne traccia il
confine. A loro, ai gatti di None, ma anche a quelli di
Piossasco, Sangano, Piobesi e Bruino , pensa l’Associazione
Wancisi. Il nome stesso dell’Associazione prende spunto da uno
dei primi gatti soccorsi. Tanti episodi, tra cui uno
particolarmente tragico.Riguarda i gatti degli orti che si
trovano nei pressi della strada per Castagnole Piemonte. La
prima denuncia, presentata al Comando della Polizia Municipale
di None, venne fatta dopo che i volontari sentirono minacciare
una piccola colonia di micetti. Forse una bravata, una frase
chissà perché dispettosa alla quale non si è mai dato corso.
Fatto sta, però, che i gatti sono spariti davvero. Tutti tranne
la povera gattina che difendeva i suoi figli anche in età
adulta. A riferilo a GeaPress è Annalisa Borgogno, una delle
attiviste dell’Associazione Wancisi. La gattina, fotografata
appena pochi giorni prima, è stata trovata con un tremendo buco
al petto. Un piccolo calibro che l’ha centrata nei pressi della
zampa anteriore sinistra. Annalisa e gli altri volontari pensano
che ora è ancora più difficile pensare ad una coincidenza. Non
resta altro da fare che presentare una nuova denuncia, sempre al
Comando della Polizia Municipale di None.La notizia, ripresa
recentemente da L’eco del Chisone, è stata confermata per le due
diverse denunce depositate dal Comando della Polizia Municipale.
Non è stato possibile sapere ulteriori particolari, ma di sicuro
qualcuno vuole del male ai gatti di None.“Non riesco a
capire perché si debbano fare queste cose – riferisce
Annalisa Borgogno a GeaPress – e poi mi piacerebbe sapere
dove è finito un altro gatto che viveva nello stesso luogo. Non
l’ho più visto da quel giorno. Di certo – conclude Annalisa
– la gattina è morta con la cassa toracica distrutta e
quell’orrendo buchetto nel petto“.I proprietari degli orti
della zona, concludono all’Associazione Wancisi, farebbero bene
a non prendere più gatti.
VEDI FOTOGALLERY:
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PRIMO CANALE 18 GENNAIO 2012
Pappagalli salvati dalla spazzatura
Genova - Pappagallini salvati dalla spazzatura. E' la storia accaduta ad Oregina. E' stata una pensionata a salvare i due uccellini che erano stati gettati nella rumenta con tanto di gabbietta. La signora Maria, ha bloccato i netturbini di Amiu proprio mentre stavano svuotando il bidone nel compattatore. Il duo di pappagalli è stato portato alla protezione animali. |
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VITA 18 GENNAIO 2012
Animali. Giro da 70 mln di euro sui combattimenti tra cani La denuncia dell'Aidaa, associazione in difesa degli animali e dell'ambiente
I combattimenti tra cani sono un fenomeno tristemente noto anche se non spesso sale agli onori della cronaca nonostante le denunce dalle associazioni animaliste. Dietro questi combattimenti si muove la criminalità e un pesante giro di scommesse, ovviamente, clandestine. «Tra le attività illegali gestite dalla criminalità organizzata quella relativa alle scommesse sui combattimenti clandestini dei cani è sicuramente tra le più redditizie, con un giro di affari che supera abbondantemente i 70 milioni di euro l'anno». Lo rende noto l'Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente (Aidaa) in un comunicato.«Ad oggi - si legge nella nota - non è facile fare una mappatura del fenomeno dei combattimenti clandestini che sappiamo essere diffusi sia a nord, sia al sud e prevalentemente in Puglia ma anche Calabria, Sicilia e Lazio hanno una fiorente organizzazione gestita direttamente dalla malavita organizzata locale, ma anche da bande criminali slave e romene. Ogni anno si calcola che siano oltre 3.000 i cani di grossa taglia utilizzati per i combattimenti spesso all'ultimo sangue». |
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GIORNALETTISMO 18 GENNAIO 2012
Quei 1300 cani venduti ai ristoranti Accade in Cina: salvati dagli animalisti
Un camion che trasportava oltre 1300 cani destinati alle cucine di svariati ristoranti del sud della Cina e’ stato bloccato da volontari animalisti cinesi che hanno cosi’ salvato gli animali da una terribile sorte. TRE GIORNI FA – Lo scrivono on line fonti delle organizzazioni per i diritti degli animali, precisando che il fatto e’ avvenuto tre giorni fa. I volontari hanno bloccato un lungo veicolo che stava lasciando la citta’ di Chongqing per Zhanjiang, nella provincia meridionale del Guangdong, dove i cani sarebbero andati a finire sui tavoli di ristoranti e di case private. Oltre 1300 i cani recuperati che sono stati portati in un canile di Chongqing, ma sul cui destino non si sa anche perche’ i volontari non hanno i fondi a sufficienza per occuparsi di tutti gli animali. OPERAZIONI SIMILI – Quella di Chongqing e’ stata l’ultima di una serie di operazioni simili con le quali i volontari animalisti hanno sempre bloccato cani destinati al Guangdong. L’ultima era stata lo scorso 12 dicembre in Sichuan, quando furono recuperati circa 200 cani. Il Sichuan e’ stato teatro di un altro sequestro di cani, circa 800, nel mese di ottobre, mentre 520 furono salvati da un camion ad aprile sull’autostrada tra Pechino ed Harbin nel nord. Soprattutto nel sud della Cina, nella provincia del Guangdong, il consumo di carne di cane e’ ancora praticato, a differenza di quello delle pinne di squalo bandito in molte zone. Il consumo della carne di cane aumenta nel periodo delle feste e i volontari stanno controllando le strade vista l’approssimarsi del capodanno cinese. |
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LA ZAMPA.IT 18 GENNAIO 2012
A chi servono le scimmie chimera?
Cesare Pier Battisti
Torino - Ricordate il mito di Bellerofonte? Viveva in Licia Chimera,
un animale spaventoso con testa di leone, corpo di capra e coda di
serpente, magnificamente descritto da Omero: Era il mostro di
origine divina, leone la testa, il petto capra, e drago la coda; e
dalla bocca orrende vampe vomitava di foco.Poiché il terribile
mostro devastava città e villaggi, il re di Licia, Iobate, incaricò
Bellerofonte di ucciderlo e così avvenne, l’eroe in groppa al suo
cavallo alato Pegaso compì l’impresa con la scontata vittoria del
bene sul male. Oggi con il termine chimera si intende in senso
metaforico un’illusione, ma la biologia ha trasformato il sogno in
realtà, Roku, Hex e Chimero sono tre scimmiette «chimera», ovvero
create negli Usa mescolando le cellule uovo provenienti da sei
individui diversi.La comunità scientifica si è spaccata nelle due
fazioni, da una parte i sostenitori dell’utilità dell’esperimento,
dall’altra quella dei critici. Unanime invece l’atteggiamento delle
associazioni animaliste che ritengono questa ricerca crudele,
inutile e dispendiosa. Almeno sulla base di quanto affermato dai
ricercatori che hanno le tre scimmiette sarebbero sane e tutti ci
auguriamo che rimangano tali anche perché, a differenza della
Chimera di Bellerofonte, sono indiscutibilmente vittime e non certo
feroci mostri devastatori di città e villaggi. |
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TICINO NEWS 19 GENNAIO 2012
Biasca: due gatti uccisi a bastonate La macabra scoperta è avvenuta in un podere. Un terzo è gravemente ferito. Scattata la denuncia penale
Non c'è limite alla crudeltà umana. Anche in questo 2012 si devono
infatti registrare episodi di inspiegabile violenza verso gli
animali. È di oggi infatti la notzia del ritrovamento a Biasca di
due gatti uccisi a bastonate.A fare la macabra scoperta, come
riferisce la Protezione animali di Bellinzona, la proprietaria di un
podere a nord del borgo. La donna si era recata sul posto per dare
da mangiare ad alcuni gatti randagi, quando ha fatto la macabra
scoperta. Due di loro erano stati barbaramente presi a bastonate e
uccisi. Un terzo è stato ritrovato gravemente ferito. |
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LA GAZZETTA DEL
MEZZOGIORNO
19 GENNAIO 2012 «Nessuno tocchi Capacchione» Un anziano randagio e la stupidità umana ![]()
di ANNA LANGONE
Foggia - Si muove a fatica per i postumi di un incidente, non ha il pelo lucido dei suoi colleghi «casalinghi», ma il suo sguardo dolce colpisce al cuore. E’ Capacchione, un randagio lupoide di quindici anni che fino a qualche settimana fa viveva in una cuccia di cartone accanto ad un supermercato del rione Biccari. Amato da tutti i frequentatori del negozio che non perdevano occasione per dargli carezze e croccantini, qualche settimana fa Capacchione è rimasto vittima dell’intolleranza umana. Qualcuno è stato infastidito a tal punto da un cane che fastidio non dà, da distruggergli il cartone, impedirgli di entrare nel condominio dove Anna, la donna che ha adottato a distanza Capacchione (per lasciargli la sua libertà), lavora. Così lei, che come i tanti amici di Capacchione conosce l’inoffensività del cane, ha scritto un volantino distribuito fra negozi e veterinari, per promuovere una petizione per il cane. «Il mio obiettivo - racconta Anna - è quello di permettere a Capacchione, che ormai ha quindici anni, di continuare a vivere la sua vita di cane libero, che non dà fastidio a nessuno, ma che non deve essere infastidito, privato dell’acqua e del suo cartone, come avviene da qualche tempo». Lui, con quel suo pelo scuro e ispido, è un’istituzione per la zona, conosciuto e accettato anche da quei capannelli di ragazzi che la sera si ritrovano attorno alla sua cuccia di fortuna, per stare insieme al buio sotto gli alberi, o fumare le sigarette prese da un distributore automatico. Capacchione sta lì, passeggia, si accuccia, neanche abbaia, vive la sua vita fatta di giorni in giro, notti all’addiaccio, talvolta al calduccio. «Qualcuno mi dice di mettere Capacchione in pensione - racconta Anna - io l’ho tenuto anche a casa, ma ama la strada, è lì che vuole stare. A volte riesco a farlo dormire in un sottoscala, a tenerlo un po' con me al lavoro perchè è accettato da tutti i frequentatori dell’ufficio, ma poi la sera successiva è lui ad andarsene». Forse Capacchione avverte, come Anna, l’ostilità di quei due o tre individui che da un po' stanno perseguitando il cane, con dispettucci meschini che non fanno onore alla categoria degli umani, mezzucci che i cani non conoscono, fedeli e totali nella loro dedizione. Di qui la mobilitazione: il volantino sta raccogliendo centinaia di firme «Arriveremo a mille firme - dice Anna - mille persone che diranno a quelle poche che non capiscono: non toccate Capacchione». |
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IL TIRRENO 19 GENNAIO 2012
Bastonano il cagnolino pincher per rubare in casa
CASTELFIORENTINO (FI) - Hanno svaligiato la casa, ma per farlo indisturbati, hanno preso a bastonate il cagnolino della famiglia che, sentendo gli intrusi, si era messo ad abbaiare furiosamente. E’ accaduto l’altro pomeriggio a Castelfiorentino, nell’Empolese. Vittima del fatto la famiglia di Alessandra Mannelli, che tornando a casa ha visto le luci accese, una porta aperta, ma soprattutto il suo cagnolino, il picher “Rochy”che guaiva in un lago di sangue.La signora Mannelli, che è arrabbiata non tanto per quello che hanno fatto alla sua casa, dove sono stati rubati diversi oggetti di valore, ma per come hanno ridotto l’animale. «Siamo tutti sconvolti - racconta la donna - ho trovato il sangue del mio cagnolino per le scale e in camera da letto. Iil mio figlio più piccolo, che ha dodici anni, oggi (ieri n.d.r.) non è voluto andare a scuola per stare accanto a Rochy». |
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IL TIRRENO 19 GENNAIO 2012
Bastonano il cane e svuotano la casa
CASTELFIORENTINO (FI) - Quando, tornando a casa, è entrata nel giardino e ha visto tutto illuminato e una porta aperta, il primo pensiero è stato per il suo Rochy. Si è resa conto subito che c’erano stati i ladri: ma oltre a rubare, avevano fatto anche di peggio, come purtroppo lei aveva subito intuito da subito. Rochy, il pincher di famiglia, guaiva in un lago di sangue. E’ successo a Castelnuovo, una frazione di Castelfiorentino, nell’Empolese. Vittima dell’incursione dei ladri, e del ferimento al cagnolino, la famiglia della signora Alessandra Mannelli, che è arrabbiata non tanto per quello che hanno fatto alla sua casa ma per come hanno ridotto l’animale. «Siamo tutti sconvolti - racconta la donna - il mio figlio più piccolo, che ha dodici anni, oggi (ieri n.d.r.) non è voluto andare a scuola per stare accanto a Rochy». Quando sono entrati, probabilmente poco prima delle 19, i ladri sono stati accolti dal pincher che ha iniziato ad abbaiare. «Per farlo stare zitto - va avanti Mannelli - lo hanno riempito di pedate o di botte. Non so bene quello che sia successo - va avanti - ma in casa oltre a tutti i mobili svuotati ho trovato il sangue del cane per le scale e poi sul letto della mia camera dove Rochy si era rifugiato». Dalla casa sono spariti due computer, una macchina fotografica, alcuni oggetti d’oro, qualche banconota e pure collane di bigiotteria. Ma ora in quella casa è arrivata tanta ansia per le sorti del piccolo pincher. «Il veterinario ci ha detto che ha alcuni ematomi sia alla testa che alle gambe - spiega Mannelli - speriamo che possa stare meglio presto. Purtroppo - continua rattristata la donna - è un continuo. So che molte altre abitazioni qui intorno sono state prese di mira». |
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IL TIRRENO 19 GENNAIO 2012
Botte al cane per rubare in casa
di Lucia Aterini
CASTELFIORENTINO (FI) - Quando, tornando a casa, è entrata nel giardino e ha visto tutto illuminato, il primo pensiero è stato per il suo Rochy. Si è resa conto subito che c’erano stati i ladri: dall’esterno si vedevano le stanze illuminate e , nella fuga, avevano lasciato una porta aperta. Ma quelli che erano entrati dentro, avevano fatto anche di peggio, come purtroppo lei aveva intuito da subito. Rochy, il pincher suo e di tutta la famiglia, era in un lago di sangue e quando il cane l’ha sentita le è venuto incontro in giardino. Zoppicava e guaiva. I ladri fanno anche questo. E’ successo a Castelnuovo, una frazione dove fino a pochi anni fa chi tornava in un’abitazione e metteva l’allarme, passava un po’ da snob. Ora non è più così. Anzi, purtroppo è il contrario. La sensazione è quella di non salvarsi più dalle continue incursioni, in questo momento soprattutto nel tardo pomeriggio. Non solo i ladri arrivano, spaccano e fuggono con tutto quello che può essere di valore (o gli assomiglia). Ma bastonano anche il cane di famiglia, «il mio terzo figlio» dice la derubata di turno. Alessandra Mannelli, questo il suo nome, che vive a Castelnuovo da 4 anni, è arrabbiata non tanto per quello che hanno fatto alla sua casa ma per come hanno ridotto l’animale. «Siamo tutti sconvolti - racconta la donna - il mio figlio più piccolo, che ha dodici anni, oggi (ieri n.d.r.) non è voluto andare a scuola per stare accanto a Rochy». Quando sono entrati, probabilmente poco prima delle 19, i ladri sono stati accolti dal pincher che ha iniziato ad abbaiare. Come fa sempre quando arriva qualcuno. E «per farlo stare zitto - va avanti Mannelli - lo hanno riempito di pedate o di botte». «Non so bene quello che sia successo - va avanti - ma in casa oltre a tutti i mobili svuotati ho trovato il sangue del cane per le scale e poi sul letto della mia camera dove Rochy si era rifugiato». Dalla casa sono spariti due computer, una macchina fotografica, alcuni oggetti d’oro, qualche banconota e pure collane di bigiotteria. Ma ora in quella casa è arrivata tanta ansia per le sorti del piccolo pincher. «Il veterinario ci ha detto che ha alcuni ematomi sia alla testa che alle gambe - spiega Mannelli - speriamo che possa stare meglio presto». «Purtroppo - continua rattristata la donna - è un continuo. So che molte altre abitazioni qui sono state prese di mira. E anche con abilità. Perchè il mio vicino che ha l’ingresso accanto al mio non si è reso conto di nulla pur essendo in casa quando c’erano i ladri nella mia abitazione». Pochi giorni fa a Castelnuovo un’anziana è rimasta vittima di due truffatori. Le hanno detto che erano della banca e si sono portati via tutti i suoi risparmi, circa duemila euro. E oltre a Castelnuovo decine di furti sono stati segnalati nella zona intorno: da Ponte a Elsa a Gambassi . I carabinieri, o la polizia secondo il caso, arrivano, annotano tutto, prendono poi la denuncia in caserma. Ma la sensazione è che abbiano le armi molto, molto spuntate per arginare questa invasione di ladruncoli. |
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VARESE NEWS
19 GENNAIO 2012
Biasca
(Canton Ticino)
Gatti
uccisi e cani avvelenati, mistero in Ticino
La
protezione animali sta indagando sui due episodi di violenza.
L'ultimo è accaduto domenica scorsa, vittime due gatti randagi
uccisi a bastonate
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Svizzera - Brutta sorpresa, a
Biasca in Canton Ticino, per una donna che domenica pomeriggio
aveva raggiunto un terreno di sua proprietà per portare da
mangiare ad alcuni gatti randagi della zona. Quando è arrivata
sul posto la signora ha trovato due micini a terra, barbaramente
uccisi con un colpo alla testa mentre un altro gatto era ferito
gravemente. I due animali morti sono stati portati dalla Spab,
la società di protezione animali, presso un veterinario che ha
effettuato le radiografie della testa allo scopo conoscere le
cause del decesso. Non vi sono tracce di colpi d'arma da fuoco e
il certificato medico verrà allegato alla denuncia che la Spab
inoltrerà alla Procura. Dopo l'avvelenamento di alcuni cani con
sostanze pericolosissime avvenuti nelle vicinanze negli scorsi
mesi, la cui inchiesta non ha finora portato alla scoperta
dell'autore, questo nuovo caso di violenza contro animali é
sconcertante. Sul posto è giunta anche la polizia cantonale e un
guardiacaccia. È scattata la denuncia al Ministero pubblico per
violazione della Legge federale sulla protezione degli animali.
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IL PUNTO A MEZZOGIORNO 19 GENNAIO 2012
Il cane-Comandante e la sua nave
di Palma L.
Dopo ondate riluttanti di notizie sconcertanti, preoccupanti, allarmanti, ho bisogno di una buona storia che mi restituisca un pò di ossigeno. Per fortuna se ne trovano ancora. E l’unico commento che chiedo di concedermi su questa dannata storia della Concordia, e dei morti, e dei vivi teste di cazzo, è che se Athos fosse stato il Comandante di quella nave, forse in molti si sarebbero salvati. Athos era un cane nato e vissuto su un traghetto, il “Jolly Amaranto”, a bordo del quale da cinque anni aveva girato mezzo mondo senza mai mai scendere a terra. Nel dicembre del 2010 succede, però, che l’imbarcazione resiste a tre giorni di tempesta e quella notte, alle 3, un rimorchiatore riesce finalmente a mettere in salvo tutto l’equipaggio, Athos compreso e, come prevede la legge del mare, alle 5.25 anche il Comandante ed il primo ufficiale di coperta abbandonano la nave, che lentamente si era già inclinata sul fianco in prossimità del porto di Alessandria d’Egitto. Ma Athos non ce la fa; non ce la fa a vedere affondare la sua casa, la sua vita, i suoi ricordi in quella dannata tempesta e, cogliendo tutti di sorpresa, si lancia dal rimorchiatore e nuota in direzione del relitto semisommerso. E annega tra le onde generate dalle eliche del rimorchiatore. Un marinaio si tuffa, disperato, tenta di salvarlo e a sua volta necessita di soccorso perchè rischia di annegare anche lui, che però per fortuna viene tratto in salvo. Ma per Athos, purtroppo, non c’è nulla da fare. E’ questa la storia di Athos.. |
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GEA PRESS |
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MARKET PREES 20 GENNAIO 2012
AIR MALTA: GLI ANIMALI DA COMPAGNIA POSSONO VIAGGIARE IN CABINA
Air Malta introduce la Pet Travel Policy. A partire dal 1° gennaio 2012 i passeggeri che vogliono viaggiare in cabina con i loro piccoli amici possono farlo seguendo alcune procedure. Il portavoce della compagnia ha dichiarato: “Air Malta ha introdotto con successo il trasporto di cani guida in cabina, più di due anni fa. Oggi stiamo lavorando su questa policy per andare incontro alle esigenze di numerosi proprietari di animali da compagnia che desiderano inserire i loro amici a quattro zampe nei piani di viaggio. I nostri clienti e impiegati ci hanno fatto pervenire alcuni consigli a riguardo e dopo un´accurata revisione stiamo per introdurre la nuova policy a partire dal nuovo anno”. Il servizio è disponibile su tutto il network Air Malta, con l´eccezione dei voli da e per il Regno Unito. Gli animali debbono viaggiare in un trasportino le cui misure non devono superare i 55cm x 40cm x20cm. Il contenitore deve essere dotato di un fondo impermeabile, essere conforme alle disposizioni Iata per la sicurezza, garantire una corretta ventilazione e permettere all´animale di stare in posizione eretta e di potersi muovere. Il peso massimo consentito per il trasporto in cab ina è di 10 kg compreso il trasportino. Una tassa di € 70 a tratta è applicabile al contenitore. Gli animali debbono essere registrati in anticipo attraverso il Call Center della compagnia, in caso contrario potrebbero non essere accettati a bordo. Solo tre animali, inclusi i cani guida, possono essere accolti sullo stesso volo. Due animali della stessa specie possono viaggiare nello stesso contenitore, compatibilmente con adeguate condizioni di sicurezza relative a taglia, peso e benessere. In cabina il traportino deve essere posizionato sotto il sedile di fronte al passeggero senza bloccare il passaggio degli altri viaggiatori. L´età minima per l´accesso a bordo è di 8 settimane, i piccoli debbono essere stati svezzati da almeno 5 giorni prima della partenza. É importante che i passeggeri siano a conoscenza delle regole di importazione di animali del paese di destinazione. Un passaporto valido e altri documenti sono necessari per l´ingresso dell´animale. Ai passeggeri viene richiesto di esibire un certficato a conferma dello stato di buona salute e di inoffensività del passeggero a quattro zampe. L´animale deve anche essere esaminato da un veterinario autorizzato a meno di tre giorni dalla data di partenza. Gli animali di taglia pià grossa e altri tipi animali possono essere trasportati in stiva. Maggiori informazioni sulle condizioni applicabili al trasporto per differenti tipi di animali, al link |
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CASERTA NEWS 20 GENNAIO 2012
Vende sul web un cane, ma è una truffa: denunciato 30enne di Portico
Portico di Caserta (CE) - Incassa 200 euro per la vendita di un cane di razza pubblicizzato su un sito web, ma l'animale non viene consegnato al compratore. Lo riferisce il quotidiano Il Resto del Carlino. I carabinieri della stazione di San Leo (Rimini) hanno denunciato in stato di libertà all'autorità giudiziaria G.D., 30 anni, nato a Santa Maria Capua Vetere e residente a Portico di Caserta, con vicende penali a carico, per truffa. La denuncia è arrivata a conclusione delle indagini partite dalla segnalazione di un 24enne residente a San Leo in Romagna. |
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GEA PRESS 20 GENNAIO 2012
Anzio (RM): sequestro di cuccioli ungheresi (fotogallery) Intervento del Corpo Forestale dello Stato – la Procura convalida il sequestro.
Tutto convalidato. La Procura della Repubblica di Velletri ha così confermato il sequestro operato nei giorni scorsi dal Corpo Forestale dello Stato ai danni di un noto negozio di animali di Lavinio, nel Comune di Anzio, già attenzionato nel recente passato. Anzi, in base a quanto riscontrato dai Forestali del Comando Stazione di Nettuno, l’irregolare posizione di un Chihuahua in particolare, era stata già evidenziata nel corso di un precedente intervento compiuto dalla ASL e dalla Polizia Municipale. Ad essere sequestrati sono stati sette cuccioli, tutti provenienti dall’Ungheria, tra i quali, oltre al Chihuahua, anche un Cocker Spaniel, uno Shi-Tzu, un Bouledogue Francese, un Cavalier King Charles ed un Jack Russel.Alla titolare del negozio è stato contestato il reato di traffico di cuccioli, maltrattamento di animali, detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura e frode in commercio. I cagnolini erano privi non solo del microchip identificativo (escluso il Chihuahua al quale era stato apposto nell’ambito del precedente controllo) ma anche del passaporto per l’importazione. Due cagnetti, poi, erano nati appena quaranta giorni addietro.Le indagini, comunque, procedono per verificare se il canale di provenienza dei cuccioli, ovvero l’Ungheria, è valido anche per altri negozi della provincia. Lo stesso commerciante ora sanzionato, del resto, riforniva privati ma anche negozianti e grossisti. Almeno così si pubblicizzava congiuntamente all’evidenza (a suo dire) di essere in regola con la documentazione sanitaria e microchippatura dei cani.Cani, ma non solo. Questi, più che altro, erano il fiore all’occhiello. Così dicevano al negozio, che però non avrebbe potuto detenere i cuccioli oggetto di precedente intervento. Poi anche rettili, acquari (veniva garantito anche il montaggio), uccelli e pesci tropicali. Non mancavano neanche gli accessori e le offerte. Le stesse varietà di cani come quelli ora sequestrati, venivano offerti ad un prezzo variabile tra le 400 ed i mille euro. Tutti eccetto un Chihuahua. Per averlo, sempre in offerta, dovevi sborsare 1200 euro. Poi gli uccellini a 15 euro, le tartarughe di terra a 130, ed altri sconti e meravigliose offerte nel mercato di vite, comprese evidentemente quelle ungheresi senza certificazione di legge. VEDI FOTOGALLERY: http://www.geapress.org/m/anzio-sequestro-di-cuccioli-ungheresi-fotogallery/23326 |
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LA PROVINCIA DI VARESE 20 GENNAIO 2012
Gatto strangolato Patteggia un mese
VARESE - Lei dice di no, che non è vero. Quel gattino bianco non
l'ha ammazzato lei. Anzi: solo al pensiero di quel che quella
povera bestiola deve aver patito le viene ancora il magone. Il
sostituto procuratore Sara Arduini è però convinta che contro di
lei ci sia qualcosa di più di un semplice indizio. Alla fine si
è giunti comunque a un accordo salomonico. |
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RIVIERA 24 20 GENNAIO 2012
Nonno accusato di aver ucciso il cane della nipotina. La denuncia della sorella
Fabrizio Tenerelli
Santo Stefano al Mare (IM) - A denunciare pubblicamente
l'accaduto è Veronika Stoyonova, una giovane donna di 27 anni,
ucraina di origine, che lavora ad Imperia come segretaria.
Veronika abita con la mamma e la sorellina in un appartamento di
Santo Stefano al mare.Avrebbe fatto sopprimere il cane regalato
alla nipotina, un pastore tedesco di nome “Bless”, di appena un
anno e mezzo, perchè considerato pericoloso e troppo aggressivo.
In realtà, secondo la sorella della piccola, che ha solo 7 anni
e che ora soffre per la mancanza del suo cane, l'animale sarebbe
stato soppresso come dispetto, nell'ambito di un'intricata
vicenda familiare. A denunciare pubblicamente l'accaduto è
Veronika Stoyonova, una giovane donna di 27 anni, ucraina di
origine, che lavora ad Imperia come segretaria. Veronika abita
con la mamma e la sorellina in un appartamento di Santo Stefano
al mare. |
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TRENTINO
20 GENNAIO 2012
Due cervi
e un cormorano fatti a pezzi
Aldo Pasquazzo
STORO (TN). Prima li hanno
abbattuti e squarciati, poi hanno lasciato le carcasse dei due
cervi adulti ai margini della statale dell’Oppio tra Storo e
Tiarno. Accanto ai resti dei due animali anche un cormorano, un
volatile solito alimentarsi di pesci pescati in acqua.
Si tratta di un’azione eseguita non da cacciatori, ma da bracconieri, sulle cui tracce ci sono ora i forestali di stanza a Condino e il corpo di polizia locale. Il rinvenimento è avvenuto ieri mattina lungo un doppio tornante appena al di là della striscia d’asfalto, a una manciata di chilometri da Storo, in prossimità dell’imbocco del “Bus della Mort”. Ad individuarli, due passanti che hanno notato uno strano involucro appena sotto la strada. Franco Salvaterra, ispettore distrettuale dei forestali di Condino, è esplicito. “Chi ha fatto questo potrebbe anche essere gente di fuori. I resti degli animali, abbandonati forse il giorno prima, sono stati scaricati in tutta fretta da qualche auto e lasciati in modo da farli ritrovare”. Su peso ed età dei due cervi, è difficile pronunciarsi. “Da scheletro e pelle - aggiunge Salvaterra - non è nemmeno possibile capire se si tratta di esemplari maschi o femmine”. E, da un’ispezione sommaria, non è possibile accertare se i due cervi, ora smaltiti da ditte specializzate, siano stati abbattuti a palla o pallettoni. Infatti, sulla pelle non si riscontrano fori o rosate. Del resto, solo attraverso l’uso di una carabina a canna rigata è possibile centrare simili bersagli a lunga distanza. Diversamente sono impossibili da mirare e colpire. Ma a Storo la gente non ci sta a farsi incolpare di questo misfatto. “Piuttosto - avverte un addetto ai lavori ora in pensione - coloro che hanno operato in quel modo provengono sicuramente da fuori. Il primo dei motivi che mi fanno dire questo è rappresentato dal fatto che, attraverso questa azione, si tende a sviare la vigilanza di forestali e guardacaccia su altri fronti. L’altro motivo per non attribuire il gesto a gente di Storo riguarda la zona scelta per abbandonare i resti degli animali. Non si è trattato solo di disfarsi di ossa e pelle, ma si è puntato a far ritrovare i resti in un territorio diverso da quello dove sono avvenuti l’abbattimento e lo spolpamento dei due animali”. |
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GAZZETTA DI PARMA
20 GENNAIO 2012
Cagnetta
"avverte" passanti e fa ritrovare cuccioli abbandonati
Provincia di Livorno - Ha tolto
gli otto cuccioli appena nati al proprio cane e li ha
abbandonati fuori da un cassonetto dell’immondizia. Ma l’animale
ha abbaiato per ore, inseguendo i passanti e facendo così
scattare l’allarme. La storia, avvenuta a Suvereto (Livorno), è
raccontata da "La Nazione". Il proprietario del cane è stato
denunciato per abbandono di animale.
Alcuni giorni fa, un vigile
urbano è intervenuto per la segnalazione di un pastore
maremmano che abbaiava o inseguiva i passanti. L’agente ha
notato che l’animale, una cagna di nome Luna, dava
l’impressione di aver da poco partorito. La conferma è
arrivata dal proprietario, 57 anni, che però non ha saputo
spiegare dove fossero i cuccioli.
A quel punto sono iniziate le
indagini dei carabinieri. A trovare gli otto cuccioli, in un
cartone di fianco a un cassonetto a un paio di chilometri
dall’abitazione del padrone, sono stati i netturbini di
Suvereto.
A quel punto, il padrone ha
confessato di aver abbandonato i cagnolini subito dopo il
parto. I cuccioli, spiegano i carabinieri di Piombino, hanno
potuto così tornare dalla madre.
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IL TIRRENO
21 GENNAIO 2012
Luna
ritrova i suoi otto cuccioli
SUVERETO (LI) - I carabinieri
hanno denunciato un suveretano di 57 anni per aver abbandonato
otto cagnolini appena nati in un cassonetto della spazzatura. A
ritrovarli era stato un vigile urbano dopo un controllo seguito
alla segnalazione di una femmina di pastore maremmano che girava
per il paese e ringhiava ai passanti. In modo evidente aveva
appena partorito, ma i cuccioli non erano lì con lei. Ritrovati
gli otto cuccioli, tutti per fortuna in buona salute, si era
arrivati rapidamente al proprietario della cagna, che ringhiava
ai passanti probabilmente per la sofferenza legata alla
privazione dei suoi cuccioli. Il proprietario della femmina di
maremmano, sulle prime ha ammesso sì che la cagna”, chiamata
Luna, era sua, ma che lui dei cagnolini non sapeva nulla. Certo
è che quando Luna ha rivisto i suoi cuccioli ha smesso di
ringhiare e anzi ha preso a scondinzolare per la felicità. Per
l’uomo è scattata la denuncia per abbandono di animali: rischia
un’ammenda di mille euro e una condanna fino a un anno di
carcere . I cuccioli sono stati rimessi con la madre per lo
svezzamento, sotto il diretto controllo della polizia municipale
e dei carabinieri. [...]
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LA TRIBUNA DI TREVISO
20 GENNAIO 2012
Gattino
incastrato in un sifone liberato dai vigili del fuoco
VITTORIO VENETO (TV) - Pompieri
salvano un gattino. Mattinata movimentata ieri mattina poco dopo
le 8 a Ceneda in una abitazione di via Correr. Un micio siamese
si era infilato in un sifone. La plastica scivolosa del tubo non
gli permetteva di risalire. L’animale era rimasto lì, inchiodato
da un giorno, al freddo e senza cibo. I suoi lamenti hanno
attirato l’attenzione del proprietario che ha subito chiesto
aiuto ai vigili del fuoco di Vittorio Veneto. I soccorritori si
sono trovati davanti a un problema difficile da risolvere. Ne
sono venuti a capo solo dopo un’ora di tentativi. Il siamese è
stato così recuperato e rifocillato. Per il micio per fortuna
nessuna conseguenza.
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SANERMO NEWS
21 GENNAIO 2012
Sanremo
(IM): gatto molto giovane smarrito il 16 gennaio in strada San
Lorenzo
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Gatto molto giovane (la foto non è
recentissima) è stato smarrito il giorno 16 gennaio, in strada
San Lorenzo a Sanremo. Il gatto è castrato e va d'accordo con i
cani. Chi avesse informazioni può chiamare i numeri 380/6446483
o 334/2782585. I proprietari e la loro bimba lo aspettano.
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GEA PRESS
21 GENNAIO 2012
Bologna e
il gatto trappolato
La Polizia
Provinciale: speriamo che il proprietario lo riconosca.
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Una pratica ancora molto in uso
quella dei lacci – cappio collocati per catturare ed uccidere i
predatori ed altri animali. A riferirlo è la Polizia Provinciale
di Bologna la quale, agli inizi dell’anno, ha salvato un povero
gattino (nella foto) rimasto intrappolato per l’addome ad Altedo,
nel Comune di Malalbergo.Il laccio di acciaio era stato
sistemato nei pressi di una casa colonica dismessa ed aveva
iniziato a stringere pericolosamente l’addome dell’animale. In
questi casi, se non si interviene subito, si può avere la
rottura del diaframma e la conseguente morte dell’animale.La
Polizia Provinciale, già recentemente intervenuta per il
recupero di un lupo con 35 pallini di piombo in corpo, ha
provveduto immediatamente a spezzare il filo di acciaio e a
recuperare il gatto visibilmente provato. E’ stato così
consegnato all’Ambulatorio Veterinario “Libia” di Bologna, dove
si è provveduto a medicare le lacerazioni e a sottoporlo al
necessario trattamento antibiotico. Infine il trasferimento al
”gattile” di Bentivoglio.Il gatto è tranquillo ed affettuoso.
Resterà al gattile fino a quando non sarà possibile ritrovare il
suo legittimo proprietario. A tale proposito il Comandante della
Polizia Provinciale di Bologna, Maria Rosaria Sannino, spera che
dalla foto pubblicata, il proprietario possa riconoscere il suo
gatto. Sul fatto che fosse abituato a stare in casa, infatti,
non si nutrono dubbi.Elevata, contro ignoti, la notizia di reato
per maltrattamento di animali e violazioni della legge sulla
caccia. Purtroppo, trappole, tagliole ed altre infernali
diavolerie degne di un museo di tortura medioevale, sono ancora
presenti in bella mostra in alcuni siti web a carattere
venatorio. In lingua italiana, ma in alcuni casi registrati
all’estero. Non istigano (dicono loro) ma spiegano nei dettagli
costruzione ed uso in memoria delle tradizioni venatorie
italiane. Il gatto di Altedo, come le molte altre vittime, di
questa cultura ne avrebbe fatto volentieri a meno.
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LA REPUBBLICA
21 GENNAIO 2012
Altedo
(BO), si cerca la famiglia del gatto salvato dalla trappola
L'intervento provvidenziale della polizia provinciale. La bestia
è incappata in un laccio d'acciaio che stava stringendole
l'addome. L'appello per riportarlo a casa
Un gatto domestico è finito nei
giorni scorsi ad Altedo in una trappola costituita da
lacci-cappio, usata per catturare e uccidere bestie selvatiche.
La polizia provinciale è ora alla ricerca della sua famiglia.
La bestiola, che è stata curata, è infatti abituata a stare in casa, per questo si esclude che possa essere un randagio. A raccontarne la storia è l'agenzia Geapress: il micio era finito in un laccio di acciaio sistemato nei pressi di una casa colonica dismessa, che stava stringendo l'addome della bestiola, rischiando di portarla in breve tempo alla morte. La polizia provinciale ha notato il gatto e l'ha soccorso. Il micio è stato condotto all'ambulatorio Veterinario “Libia” di Bologna, dove si è provveduto a medicare le lacerazioni e a sottoporlo al necessario trattamento antibiotico. Ora la bestiola si trova al gattile di Bentivoglio. Il Comandante della Polizia Provinciale di Bologna, Maria Rosaria Sannino, spera che con la diffusione della foto si possa trovare la famiglia che accudiva il micio. |
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IL RESTO DEL CARLINO
21 GENNAIO 2012
Gatto
intrappolato da un laccio d'acciaio, salvato
Intervento
della polizia provinciale
Bologna - La Polizia Provinciale
di Bologna la quale, agli inizi dell’anno, ha salvato un gatto
rimasto intrappolato per l’addome ad Altedo, nel Comune di
Malalbergo. Lo riferisce l'agenzia Geapress.Il gatto è stato
intrappolato da un laccio d'acciaio - di quelli che vengono
posizionati per catturare e uccidere i predatori ed altri
animali - sistemato nei pressi di una casa colonica dismessa ed
aveva iniziato a stringere pericolosamente l’addome. In questi
casi, sempre come riporta Geapress, se non si interviene subito,
si può avere la rottura del diaframma e la conseguente morte
dell’animale.La Polizia Provinciale ha provveduto a spezzare il
filo di acciaio e a recuperare il gatto. E’ stato così
consegnato all’Ambulatorio Veterinario “Libia” di Bologna e poi
è stato trasferito al gattile di Bentivoglio. In attesa di
essere riconosciuto dai proprietari.
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CRIME BLOG
21 GENNAIO 2012
USA,
arrestato Russell Hofstad: ha ucciso e mangiato un gatto
Russell Hofstad, lo vedete in
foto, è stato arrestato dalle autorità di Phoenix con l’accusa
di aver ucciso e sventrato un gatto e di averne mangiato alcune
parti.La situazione è ancor più assurda di quanto possa
sembrare: l’uomo, sotto effetto di droga ed alcol, ha fatto
irruzione nella sede di un’azienda locale ed ha organizzato una
festa per sé stesso (era l’unico invitato, l’unico presente)
decorando la stanza proprio con lo scheletro dell’animale,
mentre ha conservato gli organi interni in un frigorifero.Ha
danneggiato i muri col sangue del felino ed utilizzato tutti gli
estintori presenti per non si sa quale assurdo motivo. A dare
l’allarme è stato il proprietario dell’ufficio che, sentendo
musica provenire dall’interno e vedendo la porta aperta, ha
allertato le autorità.Hofstad, all’arrivo degli agenti, si è
giustificato dicendo che non mangiava da giorni e che quel gatto
era stata la prima cosa che aveva trovato.Sono subito scattate
le manette con l’accusa di crudeltà sugli animali, furto con
scasso e danneggiamento. Visti gli evidenti problemi mentali
dell’uomo, le autorità hanno ritenuto opportuno rinchiuderlo in
un ospedale psichiatrico.I resti dell’animale sono stati
affidati alla sede dell’Arizona della Humane Society che si
occuperà di esaminarli per capire se il gatto è deceduto per
causa naturali o se sia stato ucciso.
VIDEO E FOTO
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LA PRESSE
21 GENNAIO 2012
Spagna, uomo muore incornato in
festival tori con corna 'incendiate'
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Madrid (Spagna) - Durante il festival del toro embolado a
Navajas, nell'est della Spagna, uno spettatore è morto dopo
essere stato incornato. Nella festa tradizionale, duramente
criticata dagli attivisti secondo cui comporta maltrattamenti e
violenze sugli animali, alle corna dei tori vengono legati
materiali combustibili cui viene dato fuoco, facendoli impazzire
e correre per le strade scuotendo la testa per liberarsi dalle
fiamme. Il sindaco del paese, José Vicente Torres, ha riferito
che i servizi di emergenza non hanno potuto salvare la vita al
45enne. L'incidente è accaduto, ha aggiunto, subito dopo la
liberazione dell'animale. L'identità della vittima non è stata
resa nota.
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TRENTINO
22 GENNAIO 2012
Bocconi avvelenati,
sos cani
Vittima anche un
golden retriver sopra Ronzo: «Non so se si salverà»
ROVERETO (TN). Una passeggiata sul monte
Creìno, sopra l'abitato di Ronzo, ieri nel primo pomeriggio, per
tenersi in forma. Poi Maya, un golden retriever di undici anni,
ha iniziato a stare male. «Appena l'ho vista preda di una crisi
epilettica ho capito subito: era stata avvelenata» racconta
ancora sconvolto Paolo Ciaghi, presidente del club cinofilo "La
volpe rossa", noto "dog trainer" e componente della nazionale
italiana di agility. «Per farla vomitare le ho dato da bere
acqua e sale, cinque bicchieri, aprendole la bocca mentre era
preda delle convulsioni, ma ormai il veleno aveva attaccato il
sistema nervoso centrale. Ho dovuto portarla di corsa dal
veterinario. Non so ancra se si salverà».
Ciaghi è su tutte le furie, addolorato e preoccupato per le sofferenze che Maya sta patendo. «Non so come si possa cercare in modo deliberato di far male agli animali. Non ho idea di chi abbia sparso bocconi avvelenati, ma pare che nella zona di Ronzo non sia una novità». La dottoressa Elena Mussa, che ha curato Maya, spiega: «Da come si è presentato il caso, sospetto si tratti di pesticidi. Nella zona della val di Gresta era accaduto qualche settimana fa, con lo stesso veleno, attorno a Varano. Era una cagnetta di taglia medio-piccola, per fortuna l'abbiamo salvata. I padroni si sono accorti subito dei sintomi e me l'hanno portata i tempo. In quel caso, i proprietari avevano anche raccolto i resti della polpetta. Era della carne di pollo mescolata a carbammati, una famiglia di insetticidi, lo abbiamo scoperto dalle analisi. Un mio collega ha registrato un caso analogo nella stessa zona». Paolo Ciaghi ha reagito nella maniera migliore, l'acqua e sale fatta ingurgitare a viva forza potrebbe aver salvato il cane. «Ho raccolto ciò che Maya ha rigurgitato, lo faremo analizzare in laboratorio» racconta. Maya è sedata e oggi potrebbe essere fuori pericolo, ma c'è il forte rischio di danni permanenti. |
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TRENTINO 23 GENNAIO 2012
Gesto ignobile, farò denuncia
ROVERETO (TN). Maya si è ripresa. Il golden retriever che sabato
pomeriggio ha rischiato di morire per una polpetta avvelenata
lasciata alle pendici del monte Creìno, sopra Ronzo, è riuscito ad
alzarsi da solo dopo ore di sedazione e pare che la funzionalità dei
reni sia integra. Il proprietario Paolo CIaghi, notissimo “dog
trainer” e patron dell’associazione “La volpe rossa”, è raggiante.
«E’ andata bene, sono riuscito in tempo a fare bere a Maya
abbastanza acqua salata da farle rigettare tutto quello che aveva
mangiato. Ma resta la gravità del gesto. Chi lascia bocconi ai
pesticidi nel bosco forse non si rende conto di quali sofferenze
provoca agli animali che ne cadono preda. Oggi sporgerò denuncia,
sono azioni irresponsabili e non vanno tollerate».La dottoressa
Elena Mussa, il veterinario che si è preso cura di Maya, conferma
che la pratica dei bocconi avvelenati va interpretata come un’azione
diretta contro i cani: «Non c’è altra ragione plausibile, la val di
Gresta non è nemmeno infestata dalle volpi. E comunque, anche fosse
quello l’obiettivo, sarebbe un grave attentato alla nostra fauna».
Il veleno, con ogni probabilità un insetticida della famiglia dei
carbammati - ma saranno le analisi di laboratorio a verificarlo -,
agisce con grande velocità sul sistema nervoso centrale e anche un
intervento tempestivo può non bastare per salvare l’animale da una
morte dolorosissima. Qualora si riesca a farla vomitare, la bestiola
potrebbe riportare strascichi pesanti sulla salute, ad esempio
intaccando i reni. Maya invece, sedata dopo le iniezioni di
antidoto, ieri mattina è riuscita a svolgere le proprie funzioni
corporali, segno che i reni funzionano, e ha passato tutto il giorno
a casa con il suo padrone. «Spero se la sia cavata davvero -
commenta Ciaghi -, ora la terremo controllata per qualche giorno.
Lieto fine? Sì, ma la paura di perderla è stata tanta. Chi butta in
giro polpette con il veleno deve essere individuato e pagare per la
viltà del suo gesto. Per questo sporgerò denuncia contro ignoti,
nella speranza che serva a scoraggiare questa pratica indegna». |
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IL GAZZETTINO
22 GENNAIO 2012
LA
DENUNCIA «Alla catena e al freddo»
Belluno - «In questi giorni di
freddo intenso mi sono pervenute alcune segnalazioni di cani a
catena o in recinti situati in zone totalmente all'ombra» scrive
Tamara Panciera che da sempre si spende per gli animali. «Il
cittadino che vede un cane tenuto completamente all'ombra o
sotto il sole d'estate, ma l’argomento vale anche per altri
animali - spiega la Panciera -, può segnalare anche solo
verbalmente quanto riscontrato a qualsiasi pubblico ufficiale
(carabinieri, polizia, vigili urbani, guardie forestali). Oppure
può presentare un fax, al Comune dove si trova l’animale,
chiedendo che ne vengano verificate le condizioni in
ottemperanza alla legge 184-04 che considera maltrattamento
detenere un animale in condizioni incompatibili con la propria
natura (la natura di un cane è correre e camminare). Inoltre
l'allegato alla Dgr 272 del 6 febbraio 2007 considera la catena
un elemento esclusivamente provvisorio e tale da consentirne al
cane il moto fisiologico nonchè di posizionarsi all’ombra
d’estate (la cuccia diventa un forno) e al sole d’inverno per
scaldarsi». Regole semplici, che dovrebbero nascere spontanee se
solo si tenesse conto che un animale è fatto di carne, ossa,
nervi, cuore e cervello. Esattamente come noi.
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IL GAZZETTINO
22 GENNAIO 2012
Sono in
costante aumento le segnalazioni di animali tenuti male
Lauredana Marsiglia
Provincia di Belluno - Sono in
costante aumento le segnalazioni di animali tenuti male: in
testa ci stanno i cani, spesso prigionieri a vita di pesanti
catene o di angusti serragli improvvisati, seguono i cavalli,
per molti diventati troppo costosi da mantenere, e gli animali
cosiddetti da "reddito". Ma solo 5 su 69 Comuni bellunesi, come
spiega l’estensore del testo, Paolo Cecchin, si sono dotati di
un regolamento studiato ad hoc per impedire che tenere un
cavallo chiuso a vita in un box o un cane legato ad un muro sia
considerato normale.Un vademecum dove sono dettate le regole su
come far vivere decorosamente anche chi umano non è ma che
dall’uomo spesso subisce solo il peggio. A metterlo a punto è
stato uno staff di esperti ottenendo anche il placet del
ministero dell’Ambiente. «Tutti gli altri latitano» spiega
amaramente Cecchin che da anni si spende in quella che lui
chiama «battaglia di civiltà».«Il plauso - elenca Cecchin - va a
Feltre, Santa Giustina, San Gregorio nelle Alpi e Pedavena.
Tutti gli altri hanno solo fatto bla bla bla. Mesi di riunioni,
di prese in giro per poi non fare nulla, nascondendosi dietro la
solita frase "ci sono problemi più importanti". Sono
amareggiato, deluso». La mancanza di un regolamento ad hoc
significa dare carta bianca alle più crude misure di detenzione,
che spesso si associano a mancanza di cibo, acqua, igiene, un
riparo dal freddo pungente o dal sole a piombo.«La sensibilità
della gente continua a crescere - conferma Gianluigi Zanola,
dirigente del servizio sanità animale dell’Ulss 1, che da sempre
raccoglie e dà scrupolosamente corso alle denunce -. Spesso
facciamo dei sopralluoghi su segnalazione dei cittadini e
dobbiamo lottare non poco con i proprietari per far loro capire
che anche un animale ha diritto di sgranchirsi, di stare qualche
ora in compagnia del suo padrone, di avere un riparo adeguato,
di essere curato se sta male. Spesso ci viene chiesto anche di
sequestrarli, ma non è una strada semplice e, soprattutto, anche
nel caso li portassimo via, finirebbero in un’altra situazione
difficile. La strada che noi prediligiamo è quella della
persuasione, a volte solo a parole, altre facendo emettere
ordinanze. Ma il problema è che poi diventa difficile accertare
se vengano ottemperate. Alla strada della denuncia penale,
sarebbe preferibile quella di una sanzione secca».Cecchin,
intanto, promette che riprenderà la sua battaglia di
«civiltà».Il controllo, intanto, resta affidato alla sensibilità
della gente. «I casi dubbi - conclude Zanola - andrebbero
segnalati alla polizia del comune dove si trova l’animale, lo si
può fare anche chiedendo l’anonimato. Poi spetterà a noi
intervenire».
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LA SICILIA
22 GENNAIO 2012
Scalcia e sbatte
per terra l'agnello che non lo seguiva: denunciato
CATANIA - Maltrattamento di animali in
pieno centro cittadino. Solo che questa volta non si è trattato
di un cane o di un gatto, animali non sempre tollerati da alcuni
nostri concittadini, bensì di un... agnellino. Cosa ci facesse
un tale animale in piazza Giovanni XXIII, là dove è avvenuto il
fatto, beh, in effetti, è tutto da verificare. Di certo c'è che
la vicenda ha determinato un bel po' di tensione e si è risolta
nel migliore dei modi solo perché nei frangenti in cui si
verificava il fatto è passata dalla piazza una «volante» della
polizia.
Gli agenti hanno trovato sul posto uno straniero privo di documenti (e, a quanto pare, senza fissa dimora), che letteralmente sbatteva a terra l'agnellino. Ciò davanti alle proteste di una donna che aveva provato a calmare la furia dell'uomo ed a salvare, quindi, l'animale. Lo straniero - ha spiegato la denunciante - stava cercando di attraversare la strada con l'agnellino al seguito, ma quando l'animale, forse perché impaurito dalle auto, si è rifiutato di seguirlo, ebbene, l'uomo ha cominciato a scalciarlo. E non si è fermato neanche davanti alle proteste della donna, che è stata spintonata quando si è messa in mezzo: «L'agnello è mio - avrebbe detto - e ne faccio ciò che voglio» Alla fine si è scoperto che l'uomo, la cui posizione in Italia è al vaglio della questura, sarebbe un pecoraio che lavora saltuariamente alla Piana. L'uomo è stato denunciato, per l'appunto, per maltrattamento di animali. L'agnello è stato affidato a un'azienda agricola. |
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GEA PRESS
22 GENNAIO 2012
Canale Monterano
(RM): lupi uccisi con colpi di arma da fuoco
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Potrebbero essere due i lupi morti
rinvenuti nei giorni scorsi nella Riserva di Canale Monterano
(RM). Questa la voce circolata in paese così come confermato
dallo stesso Comando della Polizia Municipale. Quello che, però,
è certo è il ritrovamento di un lupo, sebbene per il responso si
attende l’esito dell’esame autoptico. Di sicuro l’animale è
stato rinvenuto lo scorso 11 gennaio lungo una stradella della
Riserva di Monterano. Ad intervenire la Polizia Provinciale.
Secondo quanto si è avuto modo di apprendere dal personale della
Riserva, l’animale era stato sistemato molto in vista in una
stradella e presentava la coda tagliata ed il chiaro segno di un
colpo di arma da fuoco sul collo.La notizia è stata ripresa
anche dalla LAV di Tarquinia la quale, nel denunciare il grave
fatto, richiama analoghi episodi avvenuti nel passato. Nel 2007
in particolare, nel poco distante Parco Regionale Marturanum,
venne ritrovato un lupo ucciso con un colpo di arma da fuoco
sparato al collo ed appeso in bella mostra su una recinzione
perimetrale di un terreno, ai bordi di una stradella.Il lupo
rinvenuto l’11 gennaio era anch’esso sistemato in un posto molto
in vista. Una maniera di mostrare baldanzosamente l’esito del
grave atto, oppure un animale velocemente gettato in luogo
diverso da quello dell’abbattimento. Per il secondo lupo (questa
voce, però, deve attendere conferma) si sarebbe trattata di una
parte più interna al bosco.Non è stato possibile oggi mettersi
in contatto con la Polizia Provinciale, ma la segnalazione
avvenuta lo scorso 11 gennaio, dovrebbe essere pervenuta tramite
telefonata anonima.
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LIBERO
22 GENNAIO 2012
Animali:
Gdf Padova sequestra 3 quintali di cibo avariato
Padova - Vendeva nel suo magazzino
alimenti per animali scaduti che avrebbero potuto causare in
cani e gatti seri problemi. Per questo motivo il titolare di un
esercizio commerciale di Vigodarzere e' stato denunciato dalle
Fiamme Gialle della Compagnia di Padova che hanno sequestrato
613 confezioni di alimenti scaduti, destinati alla nutrizione
degli animali.I militari della Compagnia di Padova si sono messi
sulle tracce del magazzino seguendo le indicazioni di diversi
cittadini che dopo aver acquistato del cibo per il proprio
animale erano dovuti ricorrere alle cure veterinarie. L'attivita'
info-investigativa, condotta anche grazie al personale cinofilo
del Corpo, ha portato i finanzieri in un negozio specializzato
nella vendita di prodotti alimentari per animali dove sugli
scaffali, regolarmente esposti e pronti per la vendita, erano
presenti, centinaia di confezioni di alimenti in parte privi
della data di scadenza ed in parte scaduti.E' cosi' scattata la
perquisizione del magazzino che oltre a permettere di
sequestrare 3 quintali di cibo venduto in violazione delle
vigenti disposizioni ha portato al rinvenimento, tra alcuni
sacchi privi della data di scadenza, degli strumenti utilizzati
per la cancellazione delle date di scadenza. I finanzieri hanno
rinvenuto e sottoposto a sequestro anche i fogli di carta
assorbente imbevuti di solvente, tutti con evidenti macchie di
colore nero, utilizzati presumibilmente per rimuovere le date di
scadenza apposte sul retro delle confezioni.Il titolare del
negozio dovra' rispondere di frode in commercio
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L'UNIONE SARDA
23 GENNAIO 2012
Olbia, la banda dei torturatori di cani Beagle e pitbull impiccati a un albero
Il sospetto della polizia locale è questo: a Olbia c'è una banda spietata che cattura i cani, non solo quelli randagi, e poi li tortura. Due cuccioli, una femmina di beagle e un pitbull, sono stati ritrovati ieri mattina impiccati, appesi a un ulivo nelle periferia della città In un terreno di via San Severino, non lontano da via Vittorio Veneto, i cani sono stati legati e poi appesi a un ramo. Ma forse prima di essere uccisi sono stati torturati, anche se questo particolare dovrà essere verificato da un veterinario. |
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LA NUOVA SARDEGNA 23 GENNAIO 2012
Impiccati due cani nelle campagne di Isticcadeddu
OLBIA. Si avvicinano docili e fiduciosi all’uomo che ha teso loro la
mano. Una carezza, qualche coccola. Intorno al collo si stringe una
corda. Con spietata ferocia un essere senza umanità li appende a un
albero. Impiccati. Una fine da film horror per due cani un beagle e
un incrocio tra un boxer e un pittbull ritrovati nelle campagne
intorno a Isticcadeddu. |
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IL GIORNALE DI OLBIA 23 GENNAIO 2012
Olbia: cani torturati e impiccati a un albero in periferia
Sono stati trovati ieri, da due passanti, in zona Santa Mariedda, due cani impiccati a un albero con una corda di nylon.Un Beagle e un Pitbull. Il primo aveva il microchip grazie al quale si è potuti risalire al padrone che aveva, tempo fa, denunciato la scomparsa del cane che utilizzava per andare a caccia.Pare che recentemente siano state denunciate diverse aggressioni a greggi. Si ipotizza quindi che ci possa essere una ribellione da parte di qualcuno verso i cani randagi che attaccano il bestiame nelle campagne limitrofe alla città. Ma giustiziare qualsiasi cane passi per le campagne olbiesi non è sicuramente un gesto giustificato dalla causa.La polizia locale indaga e sospetta che dietro tutto questo ci sia una spietata banda che cattura e tortura i cani. |
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DUER RIGHE
23 GENNAIO 2012
Potenza: continuano a morire decine di cani avvelenati
Emidio Carlomagno
Da alcuni giorni si parla di numerosi casi di avvelenamenti di cani a Potenza. Sono già 15 i cani deceduti negli ultimi 3 giorni. Nella giornata di Domenica 22 Gennaio 2012, nelle zone di Bucaletto e in contrada Botte, sono stati rinvenuti altri tre cani di proprietà e due randagi morti per presunto avvelenamento, altri due meticci sono stati salvati grazie al tempestivo intervento dei proprietari.Il Presidente dell'associazione Dna di Potenza, Diritti-Natura-Animali, Maria Argenzio, chiede l'intervento immediato del comune, dell'Asl locale e dei vigili urbani, in molti casi i cittadini, preoccupati per la salute dei propri animali, non sanno a chi rivolgersi in una situazione di emergenza. Come da disposizioni dell'Ordinanza del Ministero della Salute del 2008, infatti, le norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche e bocconi avvelenati, prevedono da parte delle autorità comunali una serie di procedure e indagini di bonifica su tutto il territorio. Per i rioni di Potenza vagano almeno 600 randagi, secondo i dati raccolti dall'associazione Dna, l'intervento delle autorità è richiesto anche dai cittadini, che esasperati chiedono la tutela della propria incolumità dai tanti branchi affamati. |
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CORRIERE DELLA SERA 23 GENNAIO 2012
LA STORIA Hook, il cane che fa la lavatrice Assiste i disabili, li sveste, accende la luce e porta le fedi ai matrimoni. E’ La storia un border collie, impiegato anche nel giallo dei fratellini Ciccio e Torre e in Abruzzo
Il cane Hook (Marco Bergamaschi)
Michela Nicolussi Moro
PADOVA — Per anni il suo fiuto l’ha guidato in mezzo a catastrofi e gialli di ogni genere: dalla tragedia di Ciccio e Tore, i fratellini di Gravina di Puglia trovati morti, al terremoto in Abruzzo, dai tre piccoli Rom rapiti da una casa-famiglia nelle campagne veronesi agli escursionisti imprudenti dispersi sui colli, a Trento e a Brunico, solo per citare qualche caso. Ora però, raggiunta la meritata pensione, Hook lascia l’azione per dedicarsi ai disabili. E con lo stesso impegno e amore segue il paraplegico in sedia a rotelle, gli raccoglie il portafoglio se cade o gli porta il telefono, apre la cerniera di giacconi e pantaloni da togliere, accende la lavatrice e quando il ciclo di lavaggio è finito spalanca l’oblò e tira fuori il bucato, porge bevande fresche e cibi presi dal frigo, che poi diligentemente chiude. Azioni normali per un pensionato comune, eccezionali se quel pensionato è un cane. Hook è un border collie di 11 anni che vive a Polverara (Padova) ed è stato addestrato da Sandro D’Alò, responsabile del gruppo cinofilo «Il Gelso» della Protezione civile, operativo a Ponte San Nicolò. Il preparatore, istruttore di unità cinofile specializzate nella ricerca di dispersi sotto le macerie e in superficie, gli ha insegnato anche ad aprire e chiudere le porte con muso o zampina, accendere e spegnere la luce, raccogliere oggetti da terra, portare l’agenda o il cellulare al padrone. Quasi un gioco per una bestiola intelligente, dolce e molto socievole, che però richiede anni di addestramento. «Ho iniziato a insegnargli tutto questo cinque anni fa — racconta D’Alò, che segue anche la figlia di Hook di 7 mesi, un’altra cagnetta della stessa razza di 10 anni e un pastore belga di 2 — un po’ per gioco e un po’ per fargli fare qualcosa di diverso dalla ricerca, anche se resta la sua preferita. Ho appeso corde e trecce di stoffa a maniglie, frigo e zip, in modo che se ne servisse per aprirli: per lui erano prede, ha eseguito con il solito entusiasmo. Poi ho perfezionato l’operazione con esercizi specifici, che gli hanno consentito di aprire una porta o un cassetto, prendere oggetti, porgerli al padrone e richiudere. Ora, per esempio, se gli chiedo di portarmi una birra lui corre al frigo e obbedisce». Con l’allenamento Hook è diventato talmente bravo e disinvolto con gli umani da essere scelto da una sposa come paggetto al quale affidare il cuscino con le fedi. Si è fatto venti metri di passerella in chiesa ed è arrivato davanti agli sposi nel momento giusto e senza esitazioni. Sono ormai lontani i tempi del suo quarto piazzamento al Campionato internazionale per cani da catastrofe del 2002, del posto da titolare nella «Nazionale » di genere occupato dal 2006 al 2011, dei Mondiali 2010. Ma la nuova carriera è altrettanto importante. Per lui— un «investigatore» del suo calibro non può passare bruscamente da un’attività tanto intensa a cuccia e cappottino —, ma soprattutto per i più deboli. Già diversi privati e qualche Comune hanno chiesto a D’Alò di preparare altri esemplari all’assistenza ai disabili, ma il costo tra acquisto del cane, un anno e mezzo di addestramento e relativo mantenimento si aggira sui 20/25 mila euro. Tanti, soprattutto in un momento di crisi. E così Hook rischia di rimanere una felice eccezione. |
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AGI
23 GENNAIO 2012
Prende a calci il suo cane: a processo, rischia 1 anno di carcere
Milano - Rischia una condanna fino a un anno di reclusione una 34enne che per strada a Milano ha preso a calci il suo cane. La donna, denunciata da un passante che assisteva alla scena, e' stata rinviata a giudizio davanti al giudice monocratico della terza sezione penale per aver maltrattato l' animale "tanto da farlo guaire", come si legge nel capo di imputazione. Il 20 novembre 2010, secondo l'accusa, Nina L., "in stato di ebbrezza alcolica e da sostanza stupefacente, strattonava violentemente con il guinzaglio il cane di sua proprieta' di razza Bannet, di piccola taglia, colpendolo ripetutamente, senza necessita', con calci all'addome tanto da farlo guaire". Un passante, che non poteva sopportare il trattamento che la donna riservava al suo cane, ha deciso di sporgere denuncia in Procura e cosi' si e' avviato un processo per il reato di maltrattamento di animali, introdotto nel codice penale nel 2004. Le pene per questo reato vanno dai 3 mesi all'anno di reclusione. Il carcere puo' essere comunque sostituito da una pena pecuniaria che va dai 3 mila ai 15 mila euro. |
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LUCERA BY NIGHT
23 GENNAIO 2012
Lucera (FG), ancora episodi di crudeltà contro gli animali
Art. 544-bis. - (Uccisione di
animali). - Chiunque, per crudeltà
o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la
reclusione da tre mesi a diciotto mesi. FOTO |
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MESSAGGERO VENETO 23 GENNAIO 2012
Polpette avvelenate È allarme a Prata
PRATA (PN) - Dopo le polpette al vetro a Pordenone nell’area del parco di San Valentino e i bocconi avvelenati a Sacile che hanno provocato la morte di una decina di gatti e di due cani, ora è stata presa di mira Villanova di Prata, ancora una volta in pieno centro abitato. A correre dalla veterinaria Eriberta Ros, questa volta, una signora e il suo cane che, dopo una passeggiata in via Umberto Saba, ha iniziato a tremare mostrando sintomi di avvelenamento. Ritornata nei pressi di un bombolone, dove l’aveva visto indugiare su qualcosa a terra, ha raccolto e portato allo staff veterinario quelle che poi si sono rivelate essere polpettine di carne imbottite di una sostanza in via di identificazione. Un attentato alla vita di animali di proprietà, randagi, nonché delle persone (i bocconi potrebbero essere appetibili anche per un bambino), che preoccupa i volontari della Lav di Pordenone. «Secondo il Regio decreto 1265 del 1934, la legge 157 del 1992 e il Codice penale, l’utilizzo di bocconi avvelenati configura reato. L’ordinanza ministeriale del 2008 pone precisi obblighi riguardo al tempestivo intervento sulle aree interessate da parte dei sindaci», riferisce Guido Iemmi, presidente provinciale della Lav, e cita: «entro 48 ore dalla segnalazione si devono individuare le modalità di bonifica del terreno e del luogo interessato dall’avvelenamento, prevedendone la segnalazione con apposita cartellonistica, nonché a intensificare i controlli». Interessate dall’ordinanza sono anche le prefetture, nelle quali è istituito un “tavolo di coordinamento” per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno. «Ordinanza che la scorsa settimana – riferisce ancora Iemmi – ha trovato Lav, Enpa e Lega nazionale per la difesa del cane, unite nella richiesta al ministero della Salute della sua reiterazione, visto che gli effetti sono in scadenza». Un fenomeno deplorevole, quello di abbandonare i bocconi avvelenati, che provocano una morte lunga e straziante e che tiene l’animale in agonia lucida fino alla fine. Migliaia di animali domestici continuano a perdere la vita per aver ingerito bocconi avvelenati e l’incidenza del fenomeno nell’habitat selvatico è pressoché impossibile da stimare. «Oltre che a cani e gatti, anche volpi, mustelidi, corvidi, rapaci e altri selvatici – fa sapere il presidente provinciale della Lav – sono i poveri e ignari obiettivi di questi criminali». Guido Iemmi invita i cittadini a vigilare costantemente i propri animali, segnalare qualsiasi sospetto e denunciare. |
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CORRIERE DI SIENA
23 GENNAIO 2012
Il caso - Salvati sei cagnolini e la mamma.
SIENA - Un salvataggio in piena regola e quasi da film quello che si è svolto a Celsa questo fine settimana. Sei cuccioli di due mesi sono infatti stati tratti in salvo da una fornace Etrusca dove avevano trovato riparo con la madre. "Venerdì - spiega Marilena Lusini, protagonista della squadra agonistica del gruppo cinofilo empolese diretto da Luciano Pucci e responsabile del centro cinofilo La Balzana di San Rocco a Pilli - una mia amica, Rosella Corsi, mi ha avvertita che c'erano dei cuccioli con la mamma che andavano subito salvati. Mi sono recata sul posto - prosegue Marilena- ho provato a calarmi nella fornace ma non sono riuscita a raggiungere i cani. Ho capito subito che c'era bisogno di aiuti esperti. Ho avvertito la Asl 7 veterinaria ed ho chiamato il gruppo ‘Cavernicoli’ del Cai di Siena. Solo degli speologi esperti potevano calarsi in quella fornace".[...] |
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LA VALLE DEI TEMPLI
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LA SICILIA 25 GENNAIO 2012
Orrore nel bosco Pizzutello cane impiccato a un albero
Aragona (AG) - Un cane meticcio è stato trovato impiccato ad un
albero nel bosco demaniale Pizzutello, ad Aragona, gestito
dell'Azienda foreste demaniali della Regione Siciliana. E' stato
ucciso forse nel corso di un gioco sadico. E dopo i cani ammazzati
con polpette avvelenate o contenenti cocci di vetro, alla periferia
di Agrigento, a Licata e Ribera, a poche decine di chilometri di
distanza si è consumato un altro episodio tristissimo. |
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ALBENGA CORSARA
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GEA PRESS 24 GENNAIO 2012
Pavia – il bracconiere con la pietra: 100 uccellini schiacciati con un masso di dieci chili (foto) Intervento della Polizia Provinciale e dei volontari del CABS.
Tutto lascia pensare che la storia non sia finita, ovvero che le “schiacce” siano utilizzate non solo nell’Oltrepo pavese, ma anche in altre aree del nostro paese. Il meccanismo è semplice, quanto crudele. Una pietra tenuta sollevata da esili bastoncini, pronti a mollare il peso appena sfiorati dalla preda. In genere, un passeriforme attirato dalle bacche sistemate dal bracconiere.Una morte tremenda, secondo la Polizia Provinciale di Pavia. Asfissia e/o dissanguamento, che possono uccidere il povero animale dopo un’ora di tremenda agonia. Tortura che può prolungarsi, sempre secondo la Polizia Provinciale, se le ferite riguardano parti non vitali. E’ questo il caso del sottoala, così come di un arto che viene bloccato dalla trappola. La morte giunge per ipotermia e solo dopo diverse ore passate tra indescrivibili sofferenze.In tutto 109 trappole disarmate ed un centinaio di uccelli già spennati. Questi ultimi rinvenuti congelati nel corso della perquisizione domiciliare effettuata nella casa del bracconiere di Bagnaria. Un pensionato, ex cacciatore, per il quale non è chiaro se lo scopo alimentare fosse limitato alla sua casa, oppure poteva riguardare il rifornimento di una trattoria. Una tecnica di bracconaggio inedita per quella zona.Alla Polizia Provinciale, giungono ora i ringraziamenti dei volontari del CABS (Committe Against Birds Slaughter). La vicenda che ha portato alla denuncia del bracconiere lo scorso 17 gennaio, ha una storia più lunga. Lo scorso luglio, infatti, i volontari dell’Associazione, specializzata in azioni antibracconaggio in più paesi europei, vengono a sapere della presenza di alcune “schiacce”. I volontari si mobilitano ed in un primo sopralluogo, vengono rinvenute sette trappole. La località è quella di Monte Penice. I sopralluoghi continuano fino al giorno di Natale, quando, nei pressi di Menconico, vengono trovare altre 82 trappole. Presentavano tutte un’esca, mentre in una di essa veniva rinvenuto il corpicino di una Cesena. La Polizia Provinciale di Pavia si attiva immediatamente ed iniziano così gli appostamenti.A dimostrazione di come al bracconiere poco importa della sofferenza dell’animale trappolato, nessuno, nel corso di due successivi appostamenti, appare sulla scena. Un fatto pericoloso, come più volte sottolineato dalla Forze dell’Ordine, non solo per gli animali ma anche per la salubrità della carne, di fatto lasciata per giorni in attesa che i resti dell’animale vengano raccolti dal bracconiere. Poi il 17 gennaio, appare il pensionato di Bagnaria. Viene colto in flagranza di reato. Nel corso della perquisizione domiciliare, eseguita dalla Polizia Provinciale di Pavia, vengono rinvenuti i 100 uccellini spennati, tra cui tordi e pettirossi. Poi anche i più potenti lacci in acciaio per ungulati e i resti di cinghiale macellato.L’uomo è stato denunciato a piede libero presso la Procura della Repubblica di Voghera e dovrà rispondere di diversi reati tra cui l’uso di trappole, la caccia senza licenza, la detenzione di specie protette, il maltrattamento, nonché di furto aggravato ai danni dello Stato. Tale ultimo reato, spiega la Polizia Provinciale, è configurabile per chi esercita la caccia senza licenza. In altri termini è una fortuna se il bracconiere non era in possesso della licenza di caccia. In questo caso il reato di furto (reato-delitto, secondo il nostro ordinamento giuridico), non si sarebbe potuto applicare, avendo la norma venatoria incredibilmente escluso i cacciatori dall’applicabilità. VEDI FOTO: |
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GREEN ME 24 GENNAIO 2012
Blocco dei Tir: il dramma degli animali vivi trasportati
Simona Falasca
Il blocco dei Tir sta paralizzando l’Italia con conseguenze in tutti i comparti dell’economia. Ma gli effetti collaterali della protesta coinvolgono anche esseri viventi innocenti. Perché in quei camion fermi da giorni ci sono anche animali.Decine di migliaia di maiali, agnelli, polli, bovini ed equini costretti ad aumentare la sofferenza di quei viaggi in condizioni troppo spesso critiche, che vengono ulteriormente prorogate a causa dei posti di blocco degli autotrasportatori su tutti i principali snodi che si stanno verificando in questi giorni in tutta Italia.Per questo la LAV rivolge un appello ai Ministri della Salute e dei Trasporti affinché vengano bloccati i trasporti di animali vivi fino alla fine delle proteste degli autotrasportatori e del Movimento dei Forconi.Anche l’Enpa ha messo in stato di preallerta le Guardi Zoofile dell’associazione per monitorare la situazione: «Le Guardie Zoofile sono pronte a intervenire ove vi fossero situazioni di emergenza. Mi auguro, tuttavia, che ciò non accada. Per questo mi appello alla ragionevolezza degli scioperanti, affinché tengano nella dovuta considerazione le particolari esigenze dei trasporti con animali e non ne ostacolino il transito», dichiara Marco Bravi, responsabile nazionale del Servizio Guardie Zoofile dell’Enpa. «Infatti, se non vengono nutriti e dissetati, e se non scendono dal traporto all’interno del quale sono ammassati a decine con poco spazio a disposizione, gli animali da reddito rischiano di avere serissimi problemi di salute che potrebbero causarne anche la morte – prosegue Bravi -. Ricordo inoltre che in questo periodo dell’anno una sosta prolungata con temperature rigide può causare negli animali stati di ipotermie tali da aggravare ulteriormente il loro disagio e la loro sofferenza.» «A nome di tutta l’associazione – aggiunge il presidente nazionale della Protezione Animali, Carla Rocchi – chiedo al Ministero della Salute di tutelare l’incolumità degli animali sospendendo il loro trasporto fino alla revoca dello sciopero.»La LAV e Animals’ Angels, inoltre, insieme all’europarlamentare Dan Jorgensen stanno portando avanti la campagna 8hours-8ore con l’obiettivo di ottenere una restrizione dei tempi di trasporto degli animali vivi ad un massimo di 8 ore. La petizione, firmata da da oltre 1 milione di cittadini europei, tra i quali più di 115.000 italiani, è giunta anche al Parlmento europeo attraverso la Dichiarazione Scritta 49/2011. Nel frattempo, in questa situazione di emergenza si amplificano le condizioni già precarie di queste povere bestie. Pertanto si invitano tutti gli automobilisti a segnalare eventuali situazioni limite alla Polizia stradale. |
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GEA PRESS
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ASCA 24 GENNAIO 2012
Sciopero Tir: LAV, stop a trasporto animali vivi
Roma - La LAV ha rivolto un appello ai Ministri della Salute e dei
Trasporti, oltre che agli Assessori regionali alla Sanita',
affinche' blocchino i trasporti di animali vivi almeno fino alla
fine delle proteste degli autotrasportatori, in atto in questi
giorni in tutto il Paese. |
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VIRGILIO NOTIZIE 24 GENNAIO 2012
Usa/ Politico minacciato: gatto morto davanti la porta di casa Sul fianco dell'animale, la scritta 'liberal'
New York - Sembra la rivisitazione di una scena del film "Il Padrino", solo che di mezzo c'è la politica. E al posto della testa di un cavallo appoggiata sul letto, c'è un gatto torturato davanti alla porta di casa. Jacob Burris, che dirige in Arkansas la campagna elettorale di Ken Aden, democratico che corre per un seggio alla Camera dei Rappresentanti, ha trovato davanti alla sua abitazione il cadavere del suo gatto, sul cui fianco era stato scritto a grandi caratteri "Liberal" (liberale). Secondo quanto dichiarato da Burris, a trovare per primo l'animale è stato il più giovane dei suoi quattro figli, un bambino di cinque anni. Il gatto, un incrocio della razza siamese, è stato ucciso con una botta alla testa ed è stato lasciato accasciato su un fianco, con gli occhi fuori dalle orbite. "Uccidere il gatto di un bambino è semplicemente spregiudicato", ha commentato Aden in un comunicato ufficiale. "Come ex soldato, ho visto il meglio e il peggio dell'umanità. Chiunque abbia fatto questo è decisamente della parte peggiore". Da parte sua Burris, più che indignazione ha mostrato timore per la sua famiglia e volontà di reagire alla minaccia. "Ho una pistola e so come usarla. Se devo proteggere i miei figli, lo farò senza esitare", ha detto il politico al Blue Arkansans, un blog democratico che riporta la notizia senza dubitare che "si tratta di un gesto politico, un altro orrendo esempio del terrorismo di destra". |
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GIORNALETTISMO
24 GENNAIO 2012
Muore l’elefantina
con problemi di cuore
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Il
Daily Mail
ci racconta la fine della triste storia dell’elefantina
Lola, morta
a tre mesi all’Hellabrunn Zoo di Monaco di Baviera per una
malformazione congenita al cuore. L’animale, controllato per tre
giorni dai responsabili dello zoo, è morto durante le visite
necessarie all’intervento che avrebbe potuto salvargli la vita.
A quel punto si è deciso di portare il corpo dell’elefantina
alla madre, Panang, così che potesse salutarla per l’ultimo
viaggio. “Considerando la patologia che l’affliggeva, è già un
miracolo che abbia vissuto tre mesi”, ha detto il dottor
Knieriem, responsabile dello Zoo, il quale ha poi aggiunto: “le
sue arterie erano così ostruite che il sangue non poteva più
scorrere”. La consegna del corpo alla madre e al branco è stata
decisa visto il modo che hanno gli elefanti di onorare i propri
morti. Uno studio del 2005 svolto in Regno Unito ha dimostrato
che queste creature si comportano come gli umani nei confronti
della morte. Arrivano addirittura ad accarezzare con la
proboscide e le zampe le ossa dei propri compagni caduti. Alcuni
elefanti sono stati visti piangere, emettere suoni particolari e
coprire il corpo del loro morto con rami e foglie, a cui è
seguita una silente veglia funebre
ALTRE FOTO
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CORRIERE DELLA SERA 25 GENNAIO 2012
Quasi una veglia funebre allo zoo di Monaco In lutto per Lola, il dolore che unisce gli elefanti A turno la famiglia dei pachidermi tocca il corpo della cucciola morta a tre mesi
Danilo Mainardi
Questa è una storia antica ma è pure una storia moderna. È antica
come il mondo (si fa per dire) perché racconta d'un naturale amore
materno, ma è moderna perché ogni evento ha avuto luogo entro la
civiltà più avanzata. Protagoniste l'elefantessa indiana Panang, una
mamma di 22 anni, e sua figlia Lola, nata tre mesi fa nello zoo di
Monaco di Baviera. E fin qui, volendo, tra loro tutto naturale: lo
svilupparsi cioè di quell'amore che sempre lega una madre a sua
figlia. Ma poi, drammaticamente, subentra prepotente la modernità.
Perché i guardiani, che adorano Lola, si accorgono che l'elefantina
deperisce, non cresce bene, e difatti le viene diagnosticata una
grave patologia cardiaca. Lola viene dunque, necessariamente,
operata - è la prima della sua specie - ma l'intervento purtroppo
finisce male e l'elefantina muore.
Per mamma Panang però Lola è solo come se fosse scomparsa, se si
fosse persa. Non riesce a trovarla e così non si dà pace, soffre le
pene dell'inferno. La direzione dello zoo decide pertanto di
restituire alla madre il corpicino di Lola, sperando così che con
ciò si renda conto dell'accaduto e almeno possa soffrire in pace,
consapevolmente. Il che in effetti avviene, perché gli elefanti sono
assai intelligenti e sanno sviluppare la consapevolezza della morte.
Ma sono anche assai sociali ed empatici, e Lola era adorata, oltre
che dai guardiani e dai visitatori, anche da tutto il gruppo di
elefanti dello zoo. Ed è così che s'è potuto assistere all'avverarsi
d'una sorta di rito funebre animale, dove ogni elefante, a turno,
toccava Lola con la proboscide. FOTO |
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GEA PRESS 25 GENNAIO 2012
Vercelli – le foto del canile lager Intervento della Polizia Municipale.
La Polizia Municipale di Vercelli ha lavorato ininterrottamente
dalle 16.00 di sabato scorso, fino alla mezzanotte dello stesso
giorno. Un cascinale nella campagna vercellese immersa nelle risaie
verso Olcenengo. Una segnalazione di un cittadino della zona,
pienamente riscontrata. Trentuno cani, in spazi improvvisati. Gabbie
costruite con reti di materasso, assi di legno e materiale vario di
risulta. A complicare la già precaria situazione igienica, la
pavimentazione costituita da terreno assorbente.In buona parte erano
così detenuti cani meticci, tranne un Pit bull ed un Rottweiler. Poi
cinque femmine gravide. Da giorni nessuno di loro veniva nutrito ed
abbeverato. Chiaro lo stato di denutrizione, oltre al fatto che
alcuni degli animali apparivano affetti da patologie e comunque
tenuti senza alcun trattamento sanitario. Evidente, inoltre, la
presenza di parassiti.Ignota la causa per la quale la persona ora
denunciata per violazione dell’art. 727 C.P. (inidonee condizioni di
detenzione), deteneva tutti questi cani. La prevalente presenza di
incroci, fa comunque pensare che trattasi di una situazione di
degrado ed isolamento. Nessun altro fine, dunque, se non forse una
sorta di passione per gli animali, giudicata inopportuna dalla
stessa Polizia Municipale. Di sicuro non vi era alcun fine
commerciale.Tutti i cani sono stati trasferiti in un canile
consortile della zona. VEDI FOTOGALLERY: http://www.geapress.org/m/vercelli-le-foto-del-canile-lager/23498 |
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LA REPUBBLICA 25 GENNAIO 2012
FRASCATI, ANIMALI MALTRATTATI: SIGILLI GDF A CANILE ABUSIVO
Un allevamento abusivo di cani è stato sequestrato dai finanzieri del comando provinciale di Roma alla periferia di Frascati, ai confini con Roma. La struttura, gestita da M.F. residente a Roma, è stata scoperta dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Frascati nel corso di un'attività congiunta con la Polizia Locale del Comune di Frascati e con il prezioso supporto dei medici del Servizio Veterinario della ASL RM/H. Al suo interno erano ospitati cinquantanove animali prevalentemente di razza "english bullbog", "american bulldog", "french bulldog" e "pitbull", tenuti in condizioni igieniche precarie e sottoposti a pesanti maltrattamenti. Alcuni erano malati ed altri in gabbie completamente al buio, senza spazio utile per i movimenti. |
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AGEN PARL 25 GENNAIO 2012
FRASCATI: SEQUESTRATO CANILE ABUSIVO DI CANI DI RAZZA
Frascati (Roma) - Nell’ambito di una operazione congiunta tra la Guardia di Finanza di Frascati e personale della Polizia Locale, con il supporto dei medici del Servizio Veterinario della Asl RMH, è stato scoperto un canile abusivo che ospitava al suo interno 49 cani di razza, prevalentemente english bulldog, american bulldog, french bulldog e pitbull, allevati e addestrati per poi essere posti in vendita a privati. Gli animali erano tenuti in condizioni igieniche precarie, maltrattati e collocati in gabbie anche completamente al buio ed in spazi angusti, alcuni dei quali in stato di indicibile condizione. Il canile abusivo era privo di pavimentazione e mancante di un sistema di canalizzazione idoneo allo smaltimento dei rifiuti provenienti dalle deiezioni (solidi e liquidi) degli animali presenti. L’area adibita a ricoveri per gli animali era composta prevalentemente da piccole celle di meno di 2 mq cadauno, gli stessi animali erano inseriti in un complesso di gabbie parallele edificate in muratura. La struttura comprendeva anche una zona allestita per il parto e la medicheria, all’interno della quale sono stati rinvenuti diversi medicinali, ritenuti pericolosi e nocivi dai medici dell’Asl, alcuni dei quali, del tipo TANAX (normalmente utilizzato per la soppressione degli animali), soggetti a prescrizione. Sono state sequestrate inoltre attrezzature per l’addestramento degli animali, tra cui collari elettrici. In un’area attigua è stata rinvenuta una ulteriore struttura molto articolata, edificata con materiali diversi e disomogenei, comprendente due distinti piccoli agglomerati, costituiti: il primo da un corpo adibito a stalla per un cavallo e due pony; il secondo da un corpo adibito ad area ristoro, con stufe a gas tavoli, sedie ed altre suppellettili, la cui cucina era realizzata all’interno di un autobus dismesso e privo di ruote. Nell’area sottostante un’ampia zona verde era dedicata all’esercitazione ed all’addestramento dei cani, a lato due strutture sempre in mattoni e legno fungevano per il ricovero degli attrezzi.Tutte le strutture sono state sottoposte a sequestro per violazione al testo unico ambientale. I 49 cani sono stati controllati dai medici veterinari e previo inserimento di microchip affidati, in custodia giudiziale, in parte a strutture autorizzate […] |
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GEA PRESS 25 GENNAIO 2012
Frascati (Roma) : nell’allevamento abusivo, tra Tanax e collari elettrici
Frascati (Roma) - Non è nuovo ad interventi relativi ad allevamenti di animali, anche se un precedente sequestro non portò alla confisca. Di sicuro il cinquantottenne con il vizio dell’allevamento a Frascati era molto noto nella zona dei Castelli Romani. L’allevamento ora oggetto di intervento della Guardia di Finanza e della Polizia Locale di Frascati è attiguo a quello già conosciuto una quindicina di anni addietro. La nuova struttura, però, è del tutto abusiva.La scoperta parrebbe essere avvenuta in maniera casuale ed ha portato al sequestro di 49 cani, in buona parte molossoidi. Per lo più english bulldog, american bulldog, french bulldog e pitbull. Tra loro anche tre femmine gravide ed undici (tutti di grossa taglia) al chiuso di sei gabbie. Parrebbe escluso l’uso in combattimenti. Più probabile, secondo gli inquirenti, la vendita di cani già addestrati. Fatto che potrebbe essere giustificato dal ritrovamento di un’area specializzata allo scopo. Solo alcuni dei cani erano microchippati. Si tratta probabilmente di quelli accolti a pensione, altra attività sviluppata dall’allevatore. Alcuni dei padroni sarebbero già stati rintracciati.I locali erano caratterizzati da stanze buie ed anguste. Il tutto privo di pavimentazione e mancante di un sistema di canalizzazione idoneo allo smaltimento dei rifiuti provenienti dalle deiezioni (solidi e liquidi) degli animali presenti. Uno dei cani, poi, aveva la presenza di un vistoso tumore. Una gestione quantomeno superficile, sia sotto il profilo della salubrità dei luoghi che per gli aspetti documentali. L’area adibita a ricoveri per gli animali era composta prevalentemente da piccole celle di meno di 2 mq cadauno, gli stessi animali erano inseriti in un complesso di gabbie parallele edificate in muratura. La struttura comprendeva anche una zona allestita per il parto e la medicheria, all’interno della quale sono stati rinvenuti diversi medicinali, ritenuti pericolosi e nocivi dai medici dell’Asl, alcuni dei quali, del tipo TANAX (normalmente utilizzato per la soppressione degli animali), soggetti a prescrizione. Sono state sequestrate inoltre attrezzature per l’addestramento degli animali, tra cui collari elettrici.In un’area attigua è stata rinvenuta una ulteriore struttura molto articolata, edificata con materiali diversi e disomogenei, comprendente due distinti piccoli agglomerati, costituiti: il primo da un corpo adibito a stalla per un cavallo e due pony; il secondo da un corpo adibito ad area ristoro, con stufe a gas tavoli, sedie ed altre suppellettili, la cui cucina era realizzata all’interno di un autobus dismesso e privo di ruote.Nell’area sottostante un’ampia zona verde era dedicata all’esercitazione ed all’addestramento dei cani, a lato due strutture sempre in mattoni e legno fungevano per il ricovero degli attrezzi. Tutte le strutture sono state sottoposte a sequestro per violazione al testo unico ambientale.I 49 cani sono stati controllati dai medici veterinari e previo inserimento di microchip affidati, in custodia giudiziale, in parte a strutture autorizzate e in parte all’associazione Tendi La Zampa ONLUS, che collabora con il Comune di Frascati per la tutela e la lotta contro il maltrattamento degli animali. Attualmente si sta lavorando per trovare una adeguata sistemazione agli animali presso famiglie che ne faranno richiesta. |
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TORINO TODAY 25 GENNAIO 2012
Nelle aree cani della città scoppia l’allarme bocconi avvelenati Dal Lingotto a San Paolo passando per il parco Pellerina. I killer dei cani hanno colpito ovunque. Spesso si tratta di polpette a base di bromuro e stricnina. Tanti i cartelli affissi dai residenti sulle porte delle aree cani
Torino - Polpette avvelenate lasciate nei parchi per Torino, morti
diversi cani |
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IL CENTRO 25 GENNAIO 2012
Truffa dei cani, la procura chiede il giudizio
TERAMO. La procura chiude l’inchiesta sulla truffa dei cani e chiede il processo per cinque, tra cui tre veterinari della Asl. Le accuse ipotizzate dal pm Davide Rosati vanno dalla truffa ai maltrattamenti agli animali, dall’omissione d’atti d’ufficio alla falsità ideologica. Sotto accusa ci sono sono Gabriella Villanova, 67 anni e Antonella Picca, 39 anni, esponenti dell’associazione che gestiva la struttura di ricovero finita nelle indagini; Lino Antonini, 57 anni, responsabile dell’unità di randagismo dell’Asl; Vincenzo De Sanctis, 62 anni, direttore del dipartimento di prevenzione e responsabile del servizio sanità animale dell’Asl; Pasquale Striglioni, 63 anni, responsabile del servizio igiene degli allevamenti e produzioni zootecniche. Secondo l’accusa 64 cani senza padrone raccolti in strada e portati in una struttura di Colleparco (successivamente smantellata) vi sarebbero stati trattenuti mesi e mesi indebitamente, oltre il periodo necessario a compiere le operazioni di microchippatura e sterilizzazione previste dalla legge prima della reimmissione sul territorio. Questo, sempre secondo la procura, perchè tenere gli animali “parcheggiati“ imponeva ai Comuni “proprietari“ degli stessi un esborso per garantire loro vitto e alloggio (due euro e 50 centesimi al giorno per ciascun cane). Somme che, a quanto ritengono gli inquirenti, venivano incassate dai gestori della struttura attraverso i contributi che di volta in volta arrivavano dai Comuni per il mantenimento degli animali. Per far sì che i cani venissero trattenuti occorreva però una certificazione che attestasse il loro cattivo stato di salute e la loro potenziale pericolosità a livello igienico-sanitario. Per questo tra gli indagati ci sono anche i veterinari. Il Comune più danneggiato è quello di Teramo, che avrebbe speso oltre 250mila euro per mantenere decine e decine di cani. La Villanova è indagata anche per esercizio abusivo della professione. Secondo il magistrato si sarebbe sostituito al medico nella gestione sanitaria degli animali, facendo esami diagnostici e somministrando trattamenti terapeutici di competenza del medico. Un’accusa comune a tutti è quella dei maltrattamenti ad animali: secondo il magistrato avrebbero sottoposto 64 cani e 70 gatti a sevizie e fatiche costringendoli a vivere ammassati in ambienti angusti. Si tratta di accuse che dovranno essere provate in un eventuale dibattimento. Udienza preliminail 1º giugno: il gip deciderà se mandare i cinque a processo. |
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GAZZETTA DI MANTOVA 25 GENNAIO 2012
I ladri stavolta picchiano i gatti
LEVATA (MN) - Si sono arrampicati sul balcone ma, una volta dentro la casa, hanno trovato due gatti ad intralciare i loro rapidi movimenti da ladri. E non hanno esitato a prenderne a calci uno e a lanciarlo dal terrazzo. Poi hanno portato a termine il furto: computer, macchina fotografica, cellulare. |
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VITERBO NEWS 24 26 GENNAIO 2012-01-26
Uccise due cani: condannato a tre mesi Pensionato sconterà pena per maltrattamenti e uccisione di animali
VITERBO - Tre mesi di reclusione per maltrattamenti e uccisione di animali. E' quanto è stato deciso ieri dal giudice Salvatore Fanti durante il processo, celebrato con rito abbreviato, che ha visto alla sbarra un pensionato di 67 anni che a colpi di fucile uccise due cani.Il fatto è accaduto il 9 maggio 2008, in località Le Cime a Canepina, quando Paolo Bono ha imbracciato la sua carabina e ha sparato ai due animali, che stavano camminando con il loro padrone, perché ''colpevoli'', secondo il pensionato, di avergli ucciso poco prima le galline del suo pollaio. Dall'autopsia effettuata da un veterinario, però, non risultò alcuna traccia di galline nello stomaco dei due animali.L'uomo, perciò, è stato condannato a tre mesi di reclusione e al risarcimento del danno, che dovrà essere definito in separata sede, a una provvisionale di 3500 nei confronti del proprietario dei cani e pagare le spese processuali. |
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LA ZAMPA.IT
26 GENNAIO 2012 Zara è tornata a casa dopo più di quattro anni La cagnolina persa nel 2007 ritrovata grazie al microchip ![]()
FABRIZIO ASSANDRI
Torino - Si è chiamata Zara nei suoi primi due anni e mezzo di vita, Diana negli altri quattro e mezzo, di nuovo Zara da due settimane. S’è conclusa nel migliore dei modi l’odissea di un cane smarrito e ritrovato grazie al microchip, quando ormai i padroni avevano perso ogni speranza. Un cane molto amato, regalato a una ragazza dai suoi genitori per il suo compleanno, e sparito nel nulla quattro anni e mezzo fa. Tutte le ricerche con il passaparola e battendo ogni strada erano state inutili, fino alla telefonata da parte del canile di Trofarello, pochi giorni fa.«Mi è stato chiesto se avevo un cane molto peloso, un po’ buffo - racconta ancora emozionata Giovanna Tosco -: appena ho capito che la mia Zara era tornata mi sono precipitata con mia figlia in canile. Piangeva lei, perché ci ha subito riconosciuti, piangevamo noi. Il nostro peggiore incubo era che qualcuno, in tutto questo tempo, potesse farle del male».Il paradosso è che Zara, un incrocio tra un husky e un meticcio, è sempre stato nei paraggi di casa a Santena. È stata infatti una famiglia del paese a portarlo al canile di Trofarello, perché non se ne poteva più occupare. È stato durante la visita di routine dal veterinario, prima di affidarlo a nuovi padroni (c’era già la fila), che ci si è accorti che il cane era registrato. Chi ha tenuto Zara non ne ha fatto cenno: nella migliore delle ipotesi ha agito in buona fede, prendendo con sé il cane pensando che fosse stato abbandonato. In realtà, Zara si era allontanata dal giardino di casa per il suo breve tour quotidiano dell’isolato. Uno scatto di libertà che le è costato caro: «La coppia che ce l’ha portata la teneva legata in un orto, poco curata.In tutto questo tempo non è mai stata da un veterinario», spiega Paolo Pallesio, responsabile del rifugio di Trofarello. Ora Zara gioca con una numerosa famiglia, con altre tre cagnoline e da una colonia di gatti. «Se tutti i cani avessero il microchip - aggiunge Pallesio - i canili non avrebbero quasi ragion d’essere, sarebbe più difficile perdere o abbandonare un cane. In molti però non conoscono la legge». La registrazione, oltre ad essere obbligatoria, come stabilito nel 2008, potrebbe portare al lieto fine tante storie simili a quella di Zara.(Articolo tratto da "Animalia", le pagine sugli animali della cronaca di Torino) NELLA FOTO - Zara è di nuovo sul suo divano. Qualcuno l'aveva presa per metterla a guardia di un orto, poco distante dai padroni che la cercavano |
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ATTUALISSIMO 25 GENNAIO 2012
Pugnala la sua cagnolina e la getta morente nel cassonetto: arrestato Pugnala ripetutamente la sua cagnolina, gettandola in un bidone della spazzatura: una vicina chiama la Polizia e salva la cucciola dalla furia aggressiva del padrone. L'uomo è stato arrestato.
Daniela Caruso
Un uomo residente in Texas ha confessato di aver pugnalato la sua cagnolina di 14 settimane di nome Taz e di averla fatta morire, gettandola esanime in un cassonetto della spazzatura. Fortunatamente per il cucciolo, la vicina dell’uomo, amante degli animali, ha chiamato la polizia dopo aver visto che Larry Dollins Jr, di 42 anni, ha accoltellato con cattiveria la cagnolina. Ora, lei si sta riprendendo dopo esser stata sottoposta ad un intervento chirurgico, in attesa di essere adottata da una famiglia amorevole. La donna ha dichiarato di aver detto a Dollins di fermarsi e mettere fine all’inutile e insensato massacro: “Gli ho urlato di smettere di pugnalare il cane, ma lui continuava“, ha detto Cheryl Ascol ai giornalisti che l’hanno intervistato. |
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CORRIERE DELLA SERA
Costanzo
Gatta |
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LA ZAMPA.IT 26 GENNAIO 2012
L'amore di un cane in affitto
Cesare Pierbattisti *
Avete sentito l’ultima trovata d’Oltreoceano? Una società propone
cani in affitto. Sì, avete capito bene; se decidete di passare
qualche ora con il migliore amico dell’uomo potete farlo, senza
impegno, con l’acquisto di una tessera associativa ed il pagamento
di una quota oraria. |
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EQUITANDO
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ABRUZZO 24 ORE
27 GENNAIO 2012
Vivisezione: protesta nelle
università
Riceviamo e pubblichiamo.
La conoscenza del problema vivisezione in Italia è aumentata
notevolmente negli ultimi anni, grazie soprattutto alla campagna
contro l’allevamento Green Hill di Montichiari, dal quale
partono 250 cani al mese diretti verso diversi centri di tortura
di tutta Europa.Tra questi centri di tortura ce ne sono alcuni
anche a Milano e ci sono anche i laboratori universitari.
Clienti di Green Hill non sono infatti solo i grossi nomi
dell’industria farmaceutica o laboratori sconosciuti, nascosti
nelle zone industriali di piccoli paesini, ma anche stimati
professori che tengono lezioni e parlano agli studenti dalle
loro cattedre.Eppure nessuno conosce questa realtà: fatta
eccezione dei vivisettori, i loro assistenti e pochissimi
studenti, nessuno sa veramente cosa accade nei laboratori
universitari. Si tratta di luoghi attorno ai quali in un modo o
nell’altro ruotano migliaia di persone, davanti alle cui porte
passano tantissimi studenti, ma dietro quelle porte c’è un mondo
sconosciuto, si consumano vite in gabbia per migliaia di vittime
della scienza.Stiamo compilando un dossier informativo sulla
vivisezione nella città di Milano e quanto emerge è inquietante.
Pur non avendo in mano informazioni su tutte le sperimentazioni
fatte nei quasi 40 laboratori presenti a Milano e provincia,
siamo a conoscenza di decine e decine di esperimenti condotti
recentemente su macachi, cani, conigli, ratti, topi, pesci,
rane.Nel 2010 presso il Dipartimento di Patologia Animale,
Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria sono stati acquistati 18
beagle con lo scopo di iniettare loro la filariosi, vederne gli
effetti, ucciderli e fare autopsia, . Tra il 2007 e il 2008
altri 5 cani beagle sono stati utilizzati presso il Dipartimento
di Implantologia della scuola dentistica dell’Università di
Milano e sono stati strappati loro i denti per testare degli
impianti.Gli stessi professori nel 2011 hanno testato ben 216
impianti dentari sulle ossa delle zampe di 36 conigli. Decine
sono inoltre gli esperimenti di tutti i tipi condotti ogni anno
sui roditori, principali vittime dei vivisettori, a cui vengono
iniettati farmaci, modificate cellule, modificato il DNA. La
galleria degli orrori perpetrati nelle università milanesi è
purtroppo molto lunga.La protesta di giovedì 2 febbraio nasce
dunque dalla volontà di iniziare un progetto di informazione e
pressione contro la sperimentazione animale nelle università
italiane, che si compone di più tipi di intervento, con tre
obiettivi: SVELARE VOLTI, NOMI E PRATICHE DELLA SPERIMENTAZIONE:
Vogliamo che chi si prodiga a torturare animali non lo possa
fare nel silenzio e indisturbato.Per questo pubblicheremo e
presenteremo un dossier informativo, con gli indirizzi di tutti
i laboratori, dettagli di decine di esperimenti condotti negli
ultimi anni e i contatti dei professori che li hanno compiuti.
Oltre a fare informazione, la speranza è di poter bloccare in
futuro alcuni esperimenti.INFORMARE GLI STUDENTI: È all’interno
delle università che vengono formati i vivisettori del domani.
Tra gli studenti che oggi popolano le aule universitarie ci sono
anche quelli che in futuro sostituiranno i loro professori o li
affiancheranno nelle loro ricerche. A questi studenti vengono
presentati animali già morti, insegnando loro a considerarli
come semplice “materiale” da esperimento. Si tratta invece di
esseri viventi che sono stati uccisi per una pratica contraria a
ogni etica oltre che assolutamente inutile.Risulta quindi molto
importante cominciare ad agire fin da questo primo approccio,
lavorando affinché la sperimentazione didattica venga abolita.
Siamo inoltre interessati ad aprire brecce di comunicazione con
gli studenti. Può non essere facile comunicare con molti di
loro, già indottrinati dai professori, ma crediamo di poter
trovare comunque un buon numero di studenti interessati e aperti
mentalmente, con cui aprire spazi di discussione.
PROMUOVERE L’OBIEZIONE DI COSCIENZA: Gli studenti italiani hanno
la possibilità di fare obiezione di coscienza alla
sperimentazione animale, eppure troppo spesso non ne sono
nemmeno a conoscenza. Chi invece ne è a conoscenza e vuole far
valere questa scelta può trovarsi davanti professori con
atteggiamenti intimidatori. Risulta per questo importante
informare tutti gli studenti e creare una rete di sostegno e
aiuto reciproco tra chi ha deciso di non partecipare alla
sperimentazione con animali.
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LA VOCE DI MANDURIA
28 GENNAIO 2012
Cani uccisi, la rabbia di
Ferdinando Arnò: “nessuno sarà punito”
MANDURIA (TA) – Un altro intollerabile atto di violenza sui cani
è stato consumato nei giorni scorsi a Manduria. Degli
sconosciuti hanno sparato e ucciso una cucciola di proprietà del
noto compositore e produttore musicale manduriano, Ferdinando
Arnò. La stessa mano ha inoltre ferito un altro cane, sempre
dello stesso artista, che è rimasto ferito alla coda.
L’insopportabile gesto è stato compiuto nel giardino della villa
di campagna di Arnò in contrada Cardinale dove l’artista che
vive e lavora a Milano trascorre brevi periodi di vacanza. A
marzo dello scorso anno un altro meticcio della famiglia Arnò
fece la stessa fine con una fucilata che non gli diede scampo.
Fu quello il primo di una serie di oscuri attentati che hanno
funestato le proprietà manduriane del musicista. Due mesi fa,
infatti, dei piromani hanno appiccato il fuoco distruggendo la
pineta della villa al mare di Monte di Rena, sul litorale
salentino ionico. Quattro episodi che fanno esprimere un amaro
commento all’artista: «Oggi è morta Bliss, cagnolina triste,
uccisa con una fucilata da persone cattive che mai nessuno
punirà… Questa è la mia terra», scrive Arnò sulla sua pagina di
facebook. [...]
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GEA PRESS
28 GENNAIO 2012
Genova: stiamo pagando la difesa
del luparo di Borzonasca
Ritirato il porto d'armi già da
alcuni anni.
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La sua difesa è pagata dallo Stato. Il pastore boscaiolo di
Borzonasca (GE), la cui condanna per avere ucciso alcuni lupi è
stata confermata questa settimana dalla Corte d’Appello di
Genova, nulla pagherà per il (doppio) processo nel quale è
risultato colpevole. Anzi, è girata pure la voce che voglia
ricorrere in Cassazione. Gratuito patrocinio, ovvero assistenza
legale fornita dallo Stato per chi non è in grado di sostenere
spese. Paghiamo noi, insomma, anche in favore di chi è poi
risultato colpevole di avere ucciso due dei sei lupi i cui denti
vennero trovati nella collana che si portava appesa al
collo.Denti di ben sei lupi. Per due di loro si riscontrarono le
responsabilità dell’imputato. Uno dei due animali, inoltre,
venne trovato con il cranio privato del volto. Il lupo così
amputato venne sistemato innanzi alla casa cantoniera della
Provincia, non molto distante da dove abitava l’imputato. Una
sfida, che probabilmente contribuì ad aumentare i sospetti che
già si nutrivano sul personaggio.Nell’agosto del 2008 arrivò la
svolta, dettata dalle scrupolose indagini della Polizia
Provinciale di Genova. Lui, il pastore boscaiolo già noto per
altri “epici” racconti, era stato anche vice-caposquadra dei
cacciatori cinghialisti di Borzonasca. Il luparo finì denunciato
per numerosi reati tranne che per il furto al patrimonio
indisponibile dello Stato. L’appartenenza alla categoria dei
cacciatori gli valse l’impunibilità. Una incredibile concessione
al mondo della caccia, che esclude i suoi aderenti dal giudizio
per i reati di furto, anche nelle ipotesi di aggravante, e
ricettazione. Anzi la legge sulla caccia non prevede neanche
l’immediato ritiro della licenza del porto di fucile uso caccia.
Questo provvedimento, nel caso in questione, venne comunque
adottato grazie agli altri reati contestati, ovvero quelli
relativi al possesso irregolare delle armi. Le aveva occultate
in campagna, pronto ad utilizzarle in periodo di caccia chiusa.
Armi e munizioni non denunciate furono inoltre scoperte nel
corso della perquisizione domiciliare. L’Autorità di Pubblica
Sicurezza, tramite la locale Stazione dei Carabinieri, provvide
a ritirare la licenza, così come già al momento dell’operazione
tutte le armi e munizioni vennero poste sotto sequestro dalla
Polizia Provinciale. Non corrisponderebbe pertanto al vero che
il pastore boscaiolo sia ancora in possesso della licenza, fatto
divenuto pure oggetto di appello al Questore di Genova.Martedì
scorso la Corte d’Appello di Genova ha confermato la condanna in
primo grado emessa nel gennaio 2011 dal Tribunale di Chiavari (GE).
Condanna a 7 mesi di arresto (con la condizionale) per i reati
connessi alla detenzione abusiva di polvere da sparo e 62
munizioni, all’omessa custodia di un fucile e cartucce a
pallettoni, e all’uccisione di alcuni lupi appenninici avvenuti
in aree limitrofe al Parco Regionale dell’Aveto. Venne altresì
condannato a pagare 6.000 euro alle tre parti civili oltre a
1500 euro per spese processuali. L’ex cacciatore, con patrocinio
gratuito, però ricorse. Ora la successiva condanna ed il
probabile nuovo ricorso in Cassazione che, salvo dichiarate
vincite al Superenalotto, avverrà a spese dello Stato.L’indagine
della Polizia Provinciale di Genova, che valse il premio
nazionale “Pettirosso” del WWF per la migliore indagine
antibracconaggio dell’anno, si avvalse di tecniche innovative
quali, ad esempio, l’esame di DNA sui resti organici trovati nei
denti dei lupi che costituivano la collana del bracconiere. Due
animali vennero così esattamente individuati. Uno era quello
della testa orrendamente sfigurata.Nulla da dire su un principio
nobile, quale quello previsto dalla nostra Costituzione, di
garantire il patrocinio gratuito ad un imputato con scarse
disponibilità economiche. Ha diritto alla difesa e se non ha
soldi, provvediamo tutti noi. Qualche perplessità ad ogni modo
rimane.Ad esempio, ci si potrebbe chiedere come tale
disponibilità verrà interpretata da un soggetto sul quale
fioccano non solo formidabili racconti (forse da lui stesso
diffusi), ma anche l’altro “epico” episodio del lupo sfigurato
sistemato innanzi ad una proprietà dello Stato. L’ormai ex
cacciatore ha non solo ucciso dei lupi (specie particolarmente
protetta dalla legge) ma ha voluto mostrare il risultato della
sua operazione. Un atteggiamento, tutto sommato, tipico del
bracconiere. Un povero animale ucciso a pallettoni, al quale
sono state spaccate le ossa del cranio, separate dal resto della
testa e soggette all’estrazione dei canini. Poi la sfida.Sempre
in questi giorni ha suscitato perplessità apprendere come il
mafioso di Trapani Vincenzo Virga, imputato per il delitto del
giornalista Mauro Rostagno e con pesanti condanne alle spalle,
si sia dichiarato nullatenente ed abbia chiesto il patrocinio
gratuito. “La beffa”, hanno titolato i giornali. Come vivrà il
patrocinio gratuito dello Stato lo sfidante uccisore di lupi
(dello Stato)?
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POLIZIA DI STATO
28 GENNAIO 2012
Napoli: scoperto un traffico
illecito di animali
![]()
Gestivano un traffico di animali di specie protetta, soprattutto
uccelli, che catturavano illegalmente su ordinazione. Gli agenti
del commissariato di polizia di Afragola (Napoli) hanno fermato
due persone e due sono state denunciate. I poliziotti hanno
inoltre sequestrato 900 esemplari di uccelli, 9 cuccioli di cane
di varie razze e 15 tartarughe testudo hermanni. Uno dei fermati
è considerato la "primula rossa" del bracconaggio in Campania,
anche se agli arresti domiciliari da tempo, continuava a gestire
un traffico illecito di esemplari di avifauna protetta ricevendo
ordini e clienti direttamente all'interno della sua abitazione.
Le indagini sono partite da alcune segnalazioni giunte alla
Le.I.D.A.A. (Lega italiana per la difesa degli animali e
dell'ambiente), le quali riferivano che dietro all'apparente
normalità di un'uccelleria di corso Meridionale ad Afragola, si
nascondeva in realtà un traffico di uccelli di specie protetta,
tutti catturati illegalmente in natura. Dopo mesi di
sopralluoghi e pedinamenti gli agenti hanno perquisito il luogo
trovando all'interno moltissimi altri esemplari di uccelli di
specie protetta, in gran parte cardellini. Inoltre, il negozio è
risultato essere completamente abusivo. Il venditore è stato
denunciato, quindi, per violazione alla normativa sul commercio
degli animali vivi, il negozio, la merce e gli animali
sequestrati. All'interno c'erano anche tre cuccioli di cane
detenuti in condizioni non idonee e di età troppo piccola per
essere commercializzati. In casa del detenuto domiciliare sono
stati trovati 15 esemplari di tartaruga testudo hermanni, una
specie di tartarughe di terra particolarmente protetta dalla
convenzione di Washington, e poi, in un magazzino seminterrato
nascosto, numerosi cuccioli di cane di varie razze: sottoposti a
un controllo da parte di un veterinario, molti di essi sono
risultati di età inferiore rispetto a quella dichiarata nei
relativi passaporti e quindi sono stati sequestrati.
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MODENA QUI
29 GENNAIO 2012
Napoli: due persone in
manette per un maxi-traffico di animali
Due persone fermate e altrettante denunciate a
piede libero.
Novecento esemplari di uccelli sequestrati, oltre a 9 cuccioli di cane di varie razze e 15 tartarughe testudo hermanni. È il bilancio di una operazione degli agenti del commissariato di polizia di Afragola che venerdì hanno fermato due persone, Salvatore Guasco, 55 anni e Ciro De Rosa, 24 anni e denunciato altre due a piede libero tra cui Giovanni Alleluia, considerata la «primula rossa» del bracconaggio in Campania e già agli arresti domiciliari per reati associativi. L’uomo infatti era ai domiciliari da tempo, ma continuava a gestire un traffico illecito di esemplari di avifauna protetta ricevendo ordini e clienti direttamente all’interno della sua abitazione. Sulle tracce di Alleluia c’erano da parecchio tempo gli operatori del nucleo maltrattamenti e bracconaggio della Le.i.d.a.a. (Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente), l’onlus per la salvaguardia degli animali e della natura fondata e presieduta dall’ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla. Tutto era partito da diverse segnalazioni giunte alla associazione che riferivano che dietro all’apparente normalità di un’uccelleria situata in corso Meridionale ad Afragola, si celava in realtà un ingente traffico di uccelli di specie protetta, tutti catturati illegalmente in natura in spregio delle normative vigenti. Dopo mesi di lavoro fatto di incrocio di dati, analisi di documenti e un’infinita serie di sopralluoghi, gli uomini della Le.i.d.a.a. hanno deciso di intervenire rivolgendosi agli agenti di Afragola. Dopo una giornata intera di appostamenti e pedinamenti la task-force ha individuato il luogo di scambio della merce (centinaia di uccellini di specie protetta) in via della Madonnina, a Casavatore. |
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CORRIERE DELLA SERA
28 GENNAIO 2012
In via Virgilio
Ferrari, periferia sud di Milano, tra Ripamonti e via dei
Missaglia
Scoperta una
«prigione» per cani Erano malnutriti, feriti e spaventati
Il proprietario si
difende: «Solo uno era mio. Gli altri li tenevo qui per i
cacciatori»
MILANO - Un cane viene lanciato da un'auto in corsa in via
Virgilio Ferrari, periferia sud di Milano, tra Ripamonti e via
dei Missaglia. È l'alba del 7 gennaio, la foschia densa avvolge
questa periferia dove la città diventa campagna. Un testimone
s'avvicina a quel fagotto, lo raccoglie e lo porta al canile
sanitario. È un grosso cane, labrador incrocio corso. Ha ferite
profonde e purulente sul volto, una zampa anteriore fratturata,
sull'altra un taglio che scopre l'osso, è deperito. I veterinari
della Asl lo curano. Nero, questo il suo nome, viene anche
adottato. Ma l'esame del suo microchip, quello messo dalla Asl
un anno prima, durante un controllo tra campi rom, demolitori,
raccoglitori, che sorgono in via Selvanesco, indecorosa porta
d'ingresso nel Parco Agricolo Sud, fa scattare un'indagine.
Nei giorni scorsi la polizia locale - unità cinofile, nucleo
investigativo scientifico e nucleo specialistico emergenze - di
supporto ai veterinari solleva così il coperchio su una
situazione ai limiti della legalità. Nessuna traccia del romeno,
proprietario di Nero. Nello spazio - stretto tra un campo rom e
una discarica abusiva di rifiuti - dove un privato raccoglie,
smantella e riassembla bancali di legno, vivevano altri due
cani, i fratelli di Nero. Di uno s'è persa ogni traccia. Il
terzo viene preso in consegna e portato al canile.
Non è finita, perché duecento metri più in là, dietro un'altra palizzata di lamiere e ferro, di cani ce ne sono altri. Sette bracchi, alcuni anziani, altri più giovani ma in condizioni molto precarie. Una pensione lager. L'uomo che apre il cancello agli uomini in divisa si giustifica: «Solo uno è mio, li tengo qui per dei cacciatori». La gabbie hanno fili di ferro che sporgono, il terreno attorno è un tappeto di escrementi. Le cucce sono fatiscenti. Non c'è protezione sufficiente da intemperie d'inverno, dal caldo dell'estate. Il privato può tenersi i suoi cani, ma gli altri andranno restituiti ai proprietari. La Asl dà indicazioni sugli interventi da fare per garantire la salute e il benessere degli animali. E tornerà a distanza per controllare che siano state eseguite. «Quelle lesioni possono essere molte cose - dice Rosario Fico, direttore del Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria, in prima linea nei delitti contro gli animali - . Non curarlo se ha una patologia come queste, evidente a occhio nudo, è maltrattamento». Concorda sul fatto che la definizione del benessere animale debba essere aggiornata l'istruttore cinofilo Daniele Mazzini: «Attualmente è una definizione che si presta ad interpretazioni eccessivamente distanti le une dalle altre. E l'omissione di una dovuta visita presso il veterinario per la cura di una ferita non può considerarsi lontana da un maltrattamento diretto e volontario».
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IL CITTADINO
28 GENNAIO 2012
Polpette avvelenate a sei cani
Un killer a Parco Vita di Solaro?
Solaro (MI) - E' ancora mistero sui sei cani avvelenati
nell'area riservata all'interno del Parco Vita di Solaro.
Nonostante al momento si tratti pressoché solo di voci, con sei
casi di possibile intossicazione, di cui uno particolarmente
grave in cui l'animale ha rischiato la vita, ma nemmeno una
denuncia alla Polizia locale, in paese si trema per la
possibilità che esista un killer seriale di cani. L'area è stata
creata appositamente per garantire sicurezza e riservatezza ai
padroni ed ai loro amici a quattrozampe, ma ultimamente si sta
trasformando in un luogo tutt'altro che appetibile. Il primo
sentore che ci fosse qualcuno contrario allo spazio dedicato ai
quadrupedi fu quando, qualche mese fa, il cancello e la
recinzione furono vandalizzati nottetempo; numerosi e costosi i
danni a carico del comune. I fatti risalgono a qualche giorno
fa: pare che nell'area cani fossero state deliberatamente
abbandonate delle polpette di carne intrise di veleno. Gli
animali che hanno frequentato il parco in quei giorni sono stati
tutti male, uno ha anche rischiato di non sopravvivere
all'avvelenamento, ma fortunatamente il fisico giovane e forte
ha reagito alla terapia decisa dal veterinario ed è potuto
tornare a casa dai padroni sano e salvo.
«Siamo a conoscenza del fatto - spiega il vicecomandante della Polizia locale di Solaro Maurizio Uva - ma non abbiamo ricevuto nessuna denuncia, né ci risulta ne siano state portate ai carabinieri. Naturalmente sorvegliamo l'area, così come tutto il territorio, ma al momento abbiamo pochi elementi su cui costruire un indagine. Invitiamo chiunque avesse notizie in merito a venire in comando a sporgere regolare denuncia». |
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GEA PRESS
28 GENNAIO 2012
Caserta: impiccato e
seppellito
![]()
I fatti sono accaduti a metà settimana. Un grosso
cane, tipo rottweiler, trovato impiccato in un frutteto del
casertano, tra Vitulazio e Bellona. Attorno al collo, ancora la
grossa corda. Al cane, infatti, ha dato pietosa sepoltura un
contadino della zona. Il tutto è stato poi riferito a Vincenzo
Caporale, volontario animalista del casertano al quale non pochi
cani randagi ed altri animali devono la vita. Una di quelle
storie passate in strada ad accudire le distrazioni di chi, per
legge, dovrebbe occuparsi degli animali. A far fronte, spesso, a
scene di inaudita crudeltà, come il cane ucciso tempo addietro
con un colpo di arma da fuoco e rinvenuto questa volta
direttamente da Vincenzo.Alcuni giorni fa Vincenzo era in cerca
di una delle due cagnoline senza padrone alle quali aveva
trovato sistemazione.“Erano state adottate da una ragazza
– dice Vincenzo Caporale a GeaPress – ma la mattina
solo una delle due si è presentata nel posto dove ero solito
accudirle. Ho iniziato a cercare, chiedendo a tutte le persone
che incontravo, ma di lei nulla più“.Poi, lungo la strada,
l’incontro con il contadino. Della randagina nessuna notizia, ma
Vincenzo viene così a sapere dell’altro cane, quello nero, tipo
rottweiler, impiccato ad un albero. Il contadino fornisce le
spiegazioni sul posto, ivi compreso dove ha dato sepoltura al
cane. Vincenzo Caporale trova la terra smossa ed appena pochi
centimetri sotto, appare la testa del povero cane e la grossa
corda ancora attorno al collo. Sul posto si è recata la Polizia
Municipale, ma difficilmente si verrà a capo di qualcosa.Questa
settimana, in Italia, è il quarto cane morto impiccato del quale
si ha notizia. Si era iniziato domenica scorsa con i due di
Olbia . Poi, sempre domenica, ma la notizia è stata diffusa
qualche giorno dopo, il cane impiccato ad Aragona, in provincia
di Agrigento. Nel primo caso una probabile vendetta di un
pastore. Ad Aragona, forse, un atto intimidatorio. Per il cane
del casertano, invece, non si riesce ad individuare alcun
possibile movente.“Non riesco a trovare alcuna spiegazione
– dice amareggiato Vincenzo Caporale – non per quel
posto, almeno. Un atto di crudeltà, fine a se stesso“.Un’altra
storia senza soluzione come tante, troppe, avvengono ormai con
cadenza sempre più incalzante. Forse, però, potrebbe essere vero
il contrario. Più persone sensibili, come Vincenzo. Una storia,
cioè, che in altri tempi sarebbe passata del tutto inosservata.
Ora, almeno, c’è una denuncia, rimane la traccia. Il cane nero,
tipo rottweiler, è esistito. A differenza di altri, dove ancora
non è arrivata la stessa sensibilità di Vincenzo.
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IL TIRRENO
28 GENNAIO 2012
Per far volare i
fenicotteri spara petardi: rischio multa
PIOMBINO (LI) Soppiare petardi per far alzare in
volo uno stormo di fenicotteri, e realizzare uno scatto
d'emozione. Paolo Maria Politi, direttore della riserva Wwf Orti
Bottagone è esterrefatto: «La situazione? Denunciata da un
attivista Wwf che ne è stato testimone – spiega – Sulla strada
che costeggia il fosso Cosimo, un improbabile "fotografo
naturalista", mette in atto un’idea geniale: lanciare dei
petardi verso gli stagni per "stimolare" i fenicotteri
all'involo e poterli immortalare. L’uomo duramente redarguito e
si è allontanato subito. Da dire che tali comportamenti sono
sanzionabili in base al regolamento della riserva provinciale
che vieta il disturbo agli animali».
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GAZZETTA DI MODENA
28 GENNAIO 2012
Sgozzava le pecore:
rinviato a giudizio
NOVI (MO) - Macellava pecore infrangendo la
normativa vigente contro la tortura sugli animali. È tanto
singolare quanto raccapricciante il caso di un marocchino di
Novi rinviato a giudizio. In tribunale a Carpi hanno
testimoniato contro di lui le guardie dell'Enpa, mostrando una
copiosa documentazione fotografica. Il marocchino, seguendo un
rito islamico, aveva sgozzato quattro pecore, dissanguandole, e
poi le ha scuoiate. Nelle prossime settimane la sentenza.
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AGRIGENTO NOTIZIE
28 GENNAIO 2012
Scompare il suo cane, ma
lo ritrova grazie a Facebook
La storia a lieto fine
vede protagonisti una coppia di agrigentini, Enzo e Rita Abate,
che oggi pomeriggio hanno potuto riabbracciare il loro cane dopo
una settimana di apprensione
![]() Agrigento - Non aveva più notizie del suo cane da circa una settimana. Aveva chiamato amici e diffuso foto, senza però nessun risultato. Poi l'idea di pubblicare l'annuncio sul social network più cliccato di internet, Facebook, appellandosi agli utenti della piazza virtuale per ritrovare il suo Pepi. Ed è stato proprio un utente di facebook a riconoscere il meticcio e a chiamare i proprietari. La storia a lieto fine vede protagonisti una coppia di agrigentini, Enzo e Rita Abate, che oggi pomeriggio hanno potuto riabbracciare il loro cane dopo una settimana di apprensione. Pepi, un meticcio di media taglia, si trovava in via Cavaleri Magazzeni, tra Villaggio Mosè e San Leone. Ad "insospettirsi" dopo averlo visto è stato Dario Mantese, un giovane agrigentino iscritto a facebook, che ha "incontrato" Pepi per strada, ricollegandolo subito all'annuncio apparso sul social network. Adesso il cane, dimagrito e malconcio, è tornato nella sua casa, tra l'affetto e la cura dei suoi padroni. |
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LA VOCE
28 GENNAIO 2012
In
Piemonte aperta una sala in cui si potranno vedere i film in
compagnia del proprio cane
Anche i cani vanno al Cinema
Strategia per aumentare gli incassi?
Alvise Wollner
Alessandria- Li avevamo visti
innumerevoli volte sul grande schermo, ma i migliori amici
dell'uomo, in Italia, non avevano ancora il permesso di entrare
a vedere i film in sala.
Da oggi questo divieto non è più un problema per loro. Almeno per quelli che vivono a Ovada, cittadina del Piemonte, promotrice di quest'iniziativa. I proprietari di cani possono infatti entrare accompagnati dai loro quadrupedi e godersi il film con il loro amico a quattro zampe accoccolato sulle gambe.Ovviamente le bestie dovranno essere tenute pulite e non dovranno abbaiare durante la proiezione ma per il resto possono entrare addirittura senza pagare il biglietto. Una tradizione che a Ovada và avanti ormai da sessant'anni e che la gente ha accolto con grandissimo entusiasmo.Insomma dobbiamo prepararci a una generazione di cani cinefili? |
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CORRIERE DELLA SERA
28 GENNAIO 2012
All'interno del raggio di
evacuazione di 20 km dalla centrale
Fukushima, sfida le
radiazioni e si prende cura degli animali abbandonati
Naoto Matsumura,
risultato «completamente contaminato», ha trasformato la sua
casa in un centro di accoglienza
«Gli animali di Fukushima abbandonati e lasciati
morire»: questo è il titolo di un
reportage della
Cnnche
parla di una categoria trascurata dagli organi d'informazione
nel parlare del disastro nucleare giapponese: gli animali. Ma
qualcuno ha pensato a queste povere vite. E per amor loro ha
deciso di rimanere a Tomioka. E di non abbandonarli al loro
destino. Il piano di evacuazione ordinato dal governo giapponese
parla chiaro: tutti coloro che abitano nel raggio di venti
chilometri dai reattori della centrale danneggiata
dall'accoppiata killer terremoto/tsunami dell'11 marzo scorso
vanno immediatamente allontanati. Ma c’è un uomo di nome Naoto
Matsumura, agricoltore da cinque generazioni, che decide di non
stare alle regole.
RIBELLE -
Naoto inizia la sua disobbedienza proprio il giorno dopo il
terremoto. Mentre i 78 mila residenti nell'area a maggiore
rischio di contaminazione radioattiva lasciano le loro case, il
cinquantaduenne ribelle di Fukushima organizza la sua resistenza
nel nome dei suoi amati animali, poiché il piano approntato
dalle autorità non prevede alcuna misura per evacuarli, ma Naoto
non se la sente di ignorarli. Oggi l’unico residente della zona
è dunque anche l’unica fonte di nutrimento per un gran numero di
animali randagi.
CARCASSE OVUNQUE
- A quasi un anno di distanza dal disastro nucleare, l’area di
venti chilometri di raggio che si estende attorno a Fukushima è
un cimitero a cielo aperto. Le carcasse di cani, gatti ma anche
di mucche e maiali sono sparse un po’ ovunque. Numerose
associazioni animaliste hanno fatto pressione sul governo
giapponese per tentare di salvare anche i gli animali, ma le
autorità si sono rifiutate, ritenendo l’operazione di
salvataggio troppo rischiosa per la salute degli incaricati.
Ciononostante nel dicembre scorso un gruppo di animalisti è
entrato nell’area evacuata e ha portato via circa 250 cani e un
centinaio di gatti, riuscendo in seguito a rintracciare l’80 per
cento dei proprietari.
«IO RESTO QUI»
- «Sono pieno di rabbia», sbotta Matsumura, intervistato
dalla Cnn. «Ed è questa la ragione per la quale sono ancora qui.
Mi rifiuto di andarmene portando con me questa rabbia e questo
dolore. Piango ogni volta che guardo la città nella quale sono
nato. Il governo e la gente di Tokyo non sanno quello che sta
succedendo qui». Da quando ha deciso di rimanere per dar da
mangiare ai randagi, Naoto esce dall’area solo per procurarsi
cibo per i suoi amici a quattro zampe. Già dopo poco tempo
dall’evacuazione la maggior parte delle mucche era morta. Vermi
e mosche ricoprivano le carcasse e l’odore era insopportabile.
UNA STORIA TRISTE
- Ma la scena peggiore ricordata da Matsumura riguarda una mucca
con il suo vitellino che l’agricoltore ritrovò in pessime
condizioni nella fattoria di un vicino: «La mucca era pelle e
ossa e il suo piccolo piangeva e cercava ostinatamente di
attaccarsi alle mammelle della madre. Ma lei, forse temendo che
se avesse nutrito il cucciolo sarebbe morta, lo allontanava
scalciando. Dopo molti rifiuti il vitellino si rintanò in un
angolo della stalla e prese a succhiare della paglia, come se
fossero le mammelle di sua madre». Il giorno dopo Naoto tornò
alla fattoria e trovò entrambi gli animali morti. È stato dopo
avere assistito a decine di scene come questa che il signor
Matsumura ha iniziato a concedere interviste ai corrispondenti
esteri di varie testate sottolineando come i media giapponesi
stiano ignorando un aspetto drammatico delle conseguenze
dell’incidente di Fukushima.
CONTAMINATO
- Naoto Matsumura vive in una città fantasma, senza
elettricità e beve l’acqua estratta da un pozzo vicino alla sua
casa. Dopo gli esami clinici per misurare i livelli di
contaminazione il suo organismo è risultato «completamente
contaminato». Ma nonostante la diagnosi l’unico cittadino di
Tomioka non si scoraggia e dichiara di volere seguire da vicino
le opere di bonifica commissionate dal governo. «Dobbiamo
decontaminare quest’area o questa città morirà. Io rimarrò qui
per essere sicuro che questo venga fatto e perché voglio morire
dove sono nato».
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IL CAMBIAMENTO Dal virtuale al reale 30 GENNAIO 2012
Gli animali di Fukushima, le 'altre' vittime del disastro
Quando l'11 marzo scorso è avvenuto il peggior disastro nucleare dai tempi di Chernobyl, le autorità giapponesi hanno disposto l'evacuazione dei residenti nel raggio di 20 chilometri dalla disastrata centrale di Fukushima, colpita dal devastante terremoto/tsunami che ha messo in ginocchio il Giappone.78.000 Persone il 12 marzo lasciarono quella zona, credendo che vi sarebbero tornate pochi giorni dopo. Abbandonando le loro abitazioni, migliaia di persone hanno però lasciato in quell'area contaminata i cani nei cortili, i gatti nelle case e il bestiame rinchiuso nelle stalle. Quel che resta di loro, a distanza di quasi un anno, sono le carcasse sparse sul territorio.A ricordare le 'altre' vittime del disastro è un reportage della CNN dal titolo Gli animali di Fukushima abbandonati e lasciati morire. “È vergognoso” - riferisce all'emittente statunitense Yasunori Hoso di United Kennel Club in Giappone. “A partire dall'inizio del disastro abbiamo continuato a chiedere al governo di salvare questi animali. Ci deve essere stato un modo per salvare le persone e gli animali, allo stesso tempo dopo il disastro nucleare a Fukushima”.Lo scorso dicembre, il governo giapponese ha permesso al alcuni gruppi per i diritti degli animali, come UKC Giappone, di entrare nella zona di esclusione in soccorso agli animali sopravvissuti. Questi ultimi - 250 cani e 100 gatti – risiedono ora presso il rifugio UKC Giappone, nei pressi di Tokyo.Eppure, non tutti gli animali abbandonati nei dintorni di Fukushima sono andati incontro alla morte. A prendersi cura degli animali rimasti nell'area contaminata è stato Naoto Matsumura, che ha deciso di non rispettare l'ordine di evacuazione e, malgrado quanto stabilito dal governo, non si è allontanato da Tomioka, distante 16 chilometri dalla disastrata centrale. Proprio dal desiderio di continuare a nutrire gli animali della sua fattoria è scaturita la ribellione dell'agricoltore di 52 anni al piano di evacuazione predisposto dalle autorità. Matsumura vive senza elettricità e prende l'acqua da un pozzo nelle vicinanze. Scivola fuori dalla zona di esclusione soltanto per procurare il cibo e poi vi ritorna per alimentare il maggior numero di animali che può. Secondo Matsumura il governo e la Tepco non stanno facendo abbastanza per le vittime dell'incidente nucleare. In particolare, l'agricoltore chiede che vengano accelerati i lavori di bonifica dell'area contaminata: Matsumura ritiene che, se i lavori continueranno con questi ritmi, non potrà mai vedere ritornare la gente di Tomioka.“Vedete che cosa può succedere negli Stati Uniti, in Russia e in Giappone. Questo è il terzo incidente nucleare, la terza volta che qualcosa creata da noi finisce per farci male. È la terza volta, ma non abbiamo ancora imparato la lezione”.Come rivelato dai test eseguiti, il corpo di Matsumura è completamente contaminato eppure, come unico cittadino di Tomioka, intende restare per tener d'occhio l'operato del Governo.“Dobbiamo bonificare questa zona, altrimenti questa città morirà. Resterò per assicurarmi che venga fatto. Voglio morire nella mia città”. |
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CORRIERE DELLA SERA 29 GENNAIO 2012
I due cani fratelli anti-droga Terry e Lucas «in forza» alla Guardia di Finanza
Paola D'Amico
MILANO - Ad osservarli in azione, mentre fanno lo slalom scodinzolando tra le gambe dei viaggiatori in attesa al check-in o al nastro bagagli dell’aeroporto di Malpensa, è difficile immaginare che Terry e Lucas siano due trovatelli. La loro, invece, è proprio una storia da libro Cuore. I due meticci - incrocio tra uno Springer Spaniel e un Breton -, sono fratelli, hanno dieci anni, e furono individuati in un canile del Piemonte dalla Guardia di Finanza quando avevano pochi mesi di vita. Arruolati e addestrati insieme come cani antidroga, si sono divisi per seguire i rispettivi compagni di squadra, ovviamente bipedi. Finché un paio d’anni fa, seguendo i trasferimenti degli uomini in divisa, si sono ritrovati nell’hub della Brughiera. TROVATELLI - La loro storia comincia in un bosco, nei dintorni di Ivrea. Una mattina d’autunno, una donna trova i due cuccioli, identici nelle fattezze, diversi solo per il colore (Terry ha il manto nero, Lucas fulvo), legati ad un albero e destinati ad una morte certa. Li porta al canile più vicino e fortuna vuole che le Fiamme Gialle, in quel periodo, siano alla ricerca di cani da arruolare anche in quei ricoveri per animali. Certo Terry e Lucas escono dai consueti schemi dei cani antidroga. Forse, però, riflettono gli istruttori, possono mimetizzarsi più facilmente di un pastore tedesco tra la folla di passeggeri e vacanzieri che abita un hub internazionale come Malpensa. Daniele Gottardello, il conduttore di Lucas, racconta: “Il mio cane era stato riformato, perché anziano. Mi assegnano Lucas. Confesso, è stato difficile all’inizio. Lucas e il fratello Terry erano velocissimi, due terremoti, vivaci, un altro passo rispetto al pastore tedesco. Rapidissimi anche nell’apprendimento. In pochi mesi avevano già capito tutto”. Finito il corso, superati gli esami, i due fratelli e i loro partner vengono destinati a diversi Reparti. UNITI DI NUOVO - Fino a tre anni fa. Al primo impatto i due fratelli non si riconoscono e quasi quasi s’azzuffano. “Pochi secondi, poi si sono pacificati e ora lavorano assieme benissimo”, racconta Salvatore Carta, che fa coppia con Terry. “Me l’hanno assegnato quando è morto il mio pastore tedesco. Ero abituato ad un soldato paracadutista, un cyborg, una macchina da lavoro. Mi sono ritrovato con un cecchino solitario. Terry è più eccentrico, permaloso e un po’ testardo. Bisogna dargli i suoi tempi. Ma come naso è spettacolare”. Immaginate i due fratelli che, improvvisamente, si bloccano e fanno la punta, cani da caccia immobili come pietre davanti a un nastro che gira lento e carico di bagagli. “Certo in un aeroporto come questo, possono andare in allarme per pochi grammi di hashish. Segnalano, per loro la ricerca di stupefacenti è un gioco. Ma quando la partita è grossa, non puoi non notare la differenza. Lucas – conclude Gottardello – fa il brillante, velocizza la ricerca. I sequestri fatti parlano da soli”. |
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ATTUALISSIMO 29 GENNAIO 2012
L’attore Nick Santino si suicida dopo aver fatto sopprimere il suo cane Il condominio in cui viveva aveva bandito agli inquilini il possesso di cani pit-bull: per questo l'attore si era visto costretto a far sopprimere il suo adorato Rocco. Santino si è suicidato per i sensi di colpa.
di Daniela Caruso
Nick Santino si é tolto la vita, dopo essere stato costretto a sopprimere il suo amato cane, sotto pressione del suo condominio di Upper West Side. Gli amici hanno detto che era straziato dal dolore per quanto aveva fatto. L’attore ha acconsentito alla soppressione del suo pit bull Rocco mediante eutanasia, proprio il giorno del compleanno, in cui ha compiuto 47 anni. Quella notte, il suo senso di colpa era troppo grande da tenere a bada. In una nota che faceva pensare al suicidio, Santino ha scritto quanto segue: “Oggi ho tradito il mio migliore amico, sopprimendolo. Rocco si fidava di me e io l’ho deluso. Non meritava questo”. Santino ha recitato in soap opera di successo trasmesse in Tv, come “All my children” e “Sentieri”, quest’ultima molto apprezzata nel nostro Paese. Nick aveva adottato Rocco in un canile diversi anni fa. L’uomo, cresciuto in un orfanotrofio e in casa-famiglia, ben presto cominciò a scrivere del suo animale domestico anche su Facebook, sottolineando l’importanza del cane nella sua vita: “Non ho soccorso Rocco, Rocco mi ha salvato“. Ma nel 2010, il suo edificio ha comunicato nuove e severe normative per i cani, tra cui il divieto di possedere un pit bull. ”La gente si lamentava del suo cane“, ha detto Kevan Cleary, un vicino di 63 anni, professore a contratto presso la Brooklyn Law School. Rocco non poteva entrare negli ascensori principali e non gli era permesso di essere lasciato in appartamento da solo per più di nove ore. Santino è stato poi minacciato con una multa di $ 250 perché Rocco abbaiava, come ha riferito Cleary. Un’altra vicina, Lia Pettigrew, che gestisce una pet-care company, ha dichiarato: “Tutti sanno che era stato messo sotto pressione dall’amministrazione condominiale“, la quale, in merito alla vicenda, ha rifiutato di esprimersi. I vicini hanno detto che Santino, in lacrime, si era diretto dal portiere del palazzo per consegnargli delle ossa e gli avrebbe detto di portarle ad altri cani, visto che Rocco, ormai, non c’era più. “Rocco era il cane più dolce del mondo. Rocco non avrebbe fatto mai male a una mosca“, così si è espresso un altro conoscente di Santino. L’ultima telefonata che ha fatto è stata quella a una sua ex fidanzata alle 2 del mattino di mercoledì. La mattina dello stesso giorno, la polizia ha trovato il suo corpo nella sua stanza da letto ormai senza vita: il decesso è avvenuto per un’overdose di pillole. Rocco è stato cremato e lo stesso avverrà per Santino: le loro ceneri saranno unite, affinché i due possano restare per sempre insieme. http://attualissimo.it/lattore-nick-santino-si-suicida-dopo-aver-fatto-sopprimere-il-suo-cane/ |
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LA NAZIONE 30 GENNAIO 2012
Bloccato dalla folla un clochard che bastonava il suo mulo In via Regia Il personaggio eccentrico e rude notato da una donna che chiama carabinieri e sindaco
Viareggio (LU) - LUI, il mulo e una bici stracarica di sacchi: pellegrino o clochard? Indubbiamente un personaggio alquanto eccentrico e dai modi a dir poco rudi. Sicuramente figura d’altri tempi che si è materializzato sotto lo sguardo basito di Angelita Ceragioli che lungo via Regia l’ha visto bastonare la bestia. Non credendo ai propri occhi la donna lo ha seguito e, sincerandosi che davvero l’eccentrico personaggio stava camminando portando la bici stracarica con una mano e con l’altra dando le botte all’animale. Angelita non ci ha visto più e ha chiamato sia i carabinieri che il sindaco. E alla fine anche spalleggiata da una discreta folla che nel frattempo stava seguendo la strana coppia, il clochard, risultato poi essere un francese che stava arrivando da Pistoia, è stato bloccato dopo un parapiglia calmato solo dai carabinieri in via Garibaldi davanti all’ottica Bartolini. E mentre i militari prendevano le generalità dell’uomo (inizialmente sembrava che l’animale fosse stato rubato e invece appartiene al francese che ha potuto dimostrarne la proprietà) il sindaco (si è precipitato pure lui a salvare la bestia maltrattata) e un po’ di persone hanno cercato di confortare il mulo, consegnato poi alla protezione animali, con acqua e cibo. Oggi ne sapremo qualcosa di più sulle sorti dell’animale e del padrone. |
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LIBERTA' SR
30 GENNAIO 2012
Avvelenati dieci cani in meno di sette giorni
Siracusa - È raddoppiato il numero delle vittime innocenti della crudeltà e dell’insensibilità umana: ieri da cinque sono, infatti, diventati dieci i cani morti per avvelenamento e trovati al pontile Isab di Targia dove vivevano abitualmente. La constatazione del decesso delle povere bestiole è avvenuta ieri mattina da parte del veterinario del Comune di Siracusa allertato dalla Polizia municipale giunta sul posto a seguito della segnalazione partita da un gruppo di volontarie che da tempo accudiva gli animali. Già lunedì scorso c’era stato un macabro ritrovamento: cinque cani del branco che solitamente staziona nella zona del pontile Isab di Targia erano stati trovati senza vita. |
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GEA PRESS 30 GENNAIO 2012
Gatti e altri animali impallinati (tra i palazzi): da Firenze a Torino, poi il canneto della Casilina, a Roma
Non è neanche una zona di aperta campagna, lontano cioè dal rischio di arrecare danno anche alle persone. Questo ad aggravare l’inqualificabile gesto messo in atto a Matassino, frazione di Reggello (FI), venerdì scorso. Un gatto centrato da una rosa di pallini di piombo. A recuperarlo il Servizio Veterinario dell’ASL il quale ha riscontrato, a causa dei pallini da caccia, lesioni a cervello e timpano. Poi altre ferite un po’ in tutto il corpo.Ad occuparsi del povero micio sono ora i volontari dell’ENPA i quali denunciano come il gatto sia stato trovato proprio nel centro della città. Un grave rischio, dunque, per l’incolumità degli abitanti.Un po’ più distante dalle abitazioni, ma comunque sempre nei pressi del centro abitato, quanto avvenuto nei giorni scorsi a None in provincia di Torino. Dopo una minaccia proferita da alcuni cacciatori, così come riportato nelle denuncia presentata al Comando della Polizia Municipale, la sparizione di un gatto ed il ritrovamento di un altro centrato al cuore da un pallino di piombo. Stante quanto riferito alla stessa Associazione Wancisi, che nei pressi si occupa della protezione delle colonie feline, il gatto sarebbe stato centrato da un colpo di arma ad aria compressa. Calibro 22, per l’esattezza. Lo scorso fine settimana, un altro gattino, sconosciuto ai volontari, è stato fatto trovare nello stesso posto già morto. Il gatto si presentava molto magro e non riportava, all’apparenza, ferite da arma da fuoco.Forse, però, l’uso di armi ad aria compressa potrebbe essere un’abitudine tra i proprietari degli orti.Armi pericolose, la cui capacità di offendere non è sempre riconosciuta dalla legge. Eppure sono in grado, come più volte denunciato dalle stesse Forze dell’Ordine, di arrecare molto danno, specie se colpiscono parti molli e da distanza ravvicinata. Le ditte che li commerciano, hanno sperimentato pallini dalla forma modificata, in grado, cioè, di aumentare gittata e potere penetrante. Incredibilmente non infrangono alcuna legge e se l’arma ad aria compressa è di energia inferiore a 7,5 Joule, non occorre alcuna autorizzazione. Quindi libera vendita.Eppure sono sufficienti a ferire un uomo o ad ammazzare un piccolo animale, ma nulla può essere imputato a chi li detiene se non le modalità eventuali del loro uso. Come quello in atteggiamento di caccia, ad esempio, che ha comportato la denuncia di due uomini sorpresi, nei giorni scorsi, dagli Agenti del Commissario di Pubblica Sicurezza Casilino, a Roma. Un venticinquenne di Frascati (RM) ed un trentatreenne originario della provincia di Sassari, accovacciati in atteggiamento di caccia all’interno di un piccolo canneto. Incredibile il luogo che avevano scelto. Appena un ritaglio di terreno tra gli edifici del quartiere Casilina. Con il fucile ad aria compressa e pallini calibro 4,5, tra la biancheria stesa ed i passanti di via Aquila Reale. Sono stati denunciati per violazione delle norme sulla protezione della fauna selvatica. |
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IL GAZZETTINO 30 GENNAIO 2012
Volpe intrappolata dai bracconieri: guardie provinciali l'hanno uccisa invece di salvarla
Provincia di Venezia - Scrivo per raccontare un fatto occorso
venerdì nelle vicinanze di Eraclea (Venezia) e precisamente nella
boscaglia alle spalle della Laguna del Mort. Il 27 gennaio 2012 (tra
le ore 11 e le 13) passeggiavo (con la mia compagna ed il nostro
cane) lungo la strada sterrata che costeggia internamente la laguna,
zona in cui vige il divieto di caccia (regolarmente evidenziato da
cartelli appesi agli alberi). Abbiamo sentito delle ramaglie
muoversi all'interno della boscaglia e abbiamo visto una volpe che
si dimenava, tentando di liberarsi da un laccio di ferro che le
imprigionava la bocca.Abbiamo immediatamente capito che non avremmo
potuto fare nulla per liberarla in quanto l'animale era spaventato e
non avvicinabile. Abbiamo chiamato i vigili del fuoco (115) che ci
hanno garantito l'arrivo di una squadra con un mezzo molto
velocemente. Oltre ad avvisare i Vigili del Fuoco abbiamo chiamato
le guardie forestali al numero 041-2586111 sperando che potessero
arrivare assieme ai Vigili del Fuoco per liberare la volpe. Siamo
stati invitati dai Vigili del Fuoco ad attenderli poco prima del
parcheggio che si trova prima di entrare all'interno della laguna
per poterli scortare nel luogo in cui la volpe era imprigionata.Dopo
mezz'ora i vigili si sono presentati e, assieme a loro abbiamo
aperto i cancelli che consentivano di entrare all'interno dell'area
agricola alle spalle della Laguna del Mort. A meta' del tragitto
siamo stati avvisati dal comandante della squadra che non avrebbero
potuto accompagnarci dalla volpe perche' era sopraggiunta un'altra
chiamata urgente (relativa ad una fuga di gas a San Donà). Io e la
mia compagna ci siamo recati a bordo della nostra macchina nel luogo
in cui la volpe era imprigionata. Abbiamo trovato l'animale ferito e
allo stremo delle forze. Mi sono avvicinato all'animale ed ho
provato a rompere il tronco attorno al quale era avvolto il cavo di
ferro... senza successo! Di li a poco siamo stati contattati da una
pattuglia delle guardie provinciali che ci riferivano che stavano
arrivando sul posto per abbattere l'animale adducendo le seguenti
motivazioni:
Buonasera Sig. Giovanni, |
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IL RESTO DEL CARLINO 30 GENNAIO 2012
Le fiamme distruggono un magazzino, nel rogo muoiono quattro cani A Castagnola I vigili del fuoco impegnati per tutta la notte a spegnere l'incendio
Reggio Emilia - I vigili del fuoco sono stati impegnati per tutta la notte per spegnere l'incendio divampato in un fienile a Castagnola, nei pressi di Toano, sull'Appennino reggiano e proseguito anche in mattinata. L'incendio e' scoppiato poco dopo la mezzanotte nell'edificio e le cause sono da ricondurre a una stufa a legna accesa per riscaldare l’ambiente dove si trovavano due cani adulti e due cuccioli, che sono morti nell'incendio.Il proprietario dello stabile, che si trova accanto alla sua abitazione privata, si è accorto del rogo soltanto a seguito del blackout elettrico e quindi ha chiamato i vigili del fuoco che hanno lavorato tutta la notte per spegnere il rogo. La stufa era stata accesa ieri sera intorno alle 19 proprio per riscaldare l'ambiente per gli animali. |
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LA CITTA’ DI SALERNO 31 GENNAIO 2012
Cuccioli usati dai questuanti e poi abbandonati o uccisi
Napoli - Li accalappiano nell’hinterland napoletano, li portano
in piazza Vittorio Veneto e li vendono a decine di questuanti,
per lo più stranieri, al costo di dieci euro. La nuova tratta
dell’illegalitá è quella dei cuccioli di cane, ceduti da
tossicodipendenti o comunque da persone di malaffare agli
accattoni per incentivare la questua. |
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GAZZETTA DI REGGIO 31 GENNAIO 2012
A fuoco l’ex fienile nel rogo muoiono quattro chihuahua
TOANO (RE) - La stufa a legna avrebbe dovuto servire per riscaldarli in queste notti di gelo, invece li ha uccisi. Rudi, Sissi e i loro due cucciolini, quattro cani di razza chihuahua, sono morti nel rogo dell’ex fienile, dove i padroni li avevano chiusi come tutte le sere. Siamo a Castagnola, frazione di Toano. Domenica sera, Athos Rondini e i famigliari prendono i due cani adulti, che avevano circa cinque anni, e insieme ai loro piccoli li portano nella stanza ricavata nell’ex fienile di fronte alla loro abitazione. «Di giorno stavano in casa, ma di notte li mettevamo sempre lì – spiega il proprietario – Verso le 19 abbiamo acceso la stufa a legna, per farli stare caldi. L’abbiamo sempre accesa e non ci sono mai stati problemi. Ma stavolta, purtroppo, qualcosa è andato storto…». E’ ormai mezzanotte, infatti, quando la famiglia si accorge dell’incendio. «E’ saltata la luce – spiega Rondini – perché il contatore si trova proprio in quella stanza. Ma quando siamo andati a vedere le porte erano già incandescenti e non si poteva più entrare». Dall’abitazione è subito partita la chiamata al 115. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Castelnovo Monti e sono iniziate le operazioni di spegnimento. «Per i cani purtroppo era già tardi – si dispiace l’uomo – erano parte della nostra famiglia. E i piccoli, che avevano appena 50 giorni, tra qualche settimana avrebbero dovuto andare nelle loro nuove rispettive famiglie, a Castellarano. Alla notizia di quello che è successo, anche loro si sono dispiaciute molto».[…] |
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TRENTINO 30 GENNAIO 2012
I miei gatti e cani, non solo bestie
SAN LUGANO (TN). Riceviamo questa lettera, non firmata per paura di
ritorsioni, che volentieri pubblichiamo: «In riferimento
all’articolo pubblicato sul “Trentino” riguardo ai due gatti di
Tenno Biri e Nina. Comprendo e condivido pienamente il dolore e
l’angoscia che sta provando la famiglia alla quale sono scomparsi
nel nulla i due micioni Nina e Biri. Poi voglio precisare (dal mio
punto di vista)».
Articolo di riferimento TRENTINO
22 dicembre 2011
Solo gatti che ci facevano star bene
TENNO (TN). Di Biri e Nina, i gatti scomparsi il 9 dicembre scorso dalla casa in cui vivevano a Tenno, in località Cesure, non c'è più notizia, malgrado le ricerche e gli appelli della famiglia che incredibilmente li ha persi tutte e due in un colpo solo. Sono spariti nel nulla, ma i loro proprietari ancora non voglio abbandonare la speranza di ritrovarli, anche se si stanno convincendo che siano stati presi volontariamente da qualcuno o uccisi senza motivo. La loro apprensione per questi due piccoli animali domestici cui erano molto affezionati però non è compresa da tutti. «Non sappiamo più dove cercare, saremmo disposti ad offrire una ricompensa - scrivono - se qualcuno li trovasse anche molto distanti. Ma sembra tutto inutile. Molte persone ti guardano con un sorriso come a dire: "Ma sono solo gatti". Effettivamente in questi sette anni che hanno vissuto con noi nessuno ha chiesto loro di essere qualcos'altro, nessuno ha insegnato loro ad accovacciarsi sulle nostre gambe se stavamo male o a farci le fusa quando ci sentivamo soli; non gli abbiamo insegnato noi a svegliarsi ed alzarsi con noi nel cuore della notte per seguirci fino in bagno o in cucina solo per prendere una carezza...non li abbiamo addestrati a farci stare bene, a farci sorridere, a consolarci quando piangevamo... lo facevano da soli perchè sono "solo" così! Allora siamo sempre più convinti che chi non ha cuore per amare un animale che si fida così gratuitamente di noi, non avrà altrettanto cuore per amare gli esseri umani ed è quindi una persona inutile su questa terra! Scusate lo sfogo e grazie ancora per averci dato un po' di speranza... Buon Natale» |
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IL GIORNO 30 GENNAIO 2012
Cervo investito e abbandonato E' omissione di soccorso Previste ammende salate Gli esperti: "Non è certo un comportamento virtuoso andarsene dopo qualsivoglia impatto. Nel caso degli ungulati vi sono anche conseguenze legate alla sicurezza: un animale ferito a bordo strada rappresenta un pericolo"
Grandola ed Uniti (CO) - Omissione di soccorso anche per chi investe un cervo e un capriolo e non si ferma a prestare soccorso all’animale. Troppi gli schianti sulle strade del Comasco che hanno riguardato cervi, caprioli, cinghiali sino ai mufloni, e troppo pericoloso - oltre che incivile - lasciare animali feriti a bordo strada. Così la polizia locale della Provincia, semplicemente applicando il codice della strada, ha deciso di ampliare il concetto di omissione di soccorso estendendolo agli impatti con gli ungulati, 45 nel 2011 solo sul Lario.Non si tratta di reato penale, ma comunque chi dovesse allontanarsi senza prestare soccorso rischia d’ora in avanti un’ammenda salata, da 78 a 311 euro, con possibili ripercussioni anche sulla richiesta di rimborso per eventuali danni alla vettura o quant’altro. Il motivo del giro di vite lo spiega la sezione venatoria della polizia locale di Villa Saporiti: «Non è certo un comportamento virtuoso andarsene dopo qualsivoglia impatto. Nel caso degli ungulati vi sono anche conseguenze legate alla sicurezza: un animale ferito a bordo strada rappresenta un pericolo è infatti accaduto più volte che, zigzagando, questi animali storditi e feriti dopo gli schianti siano rientrati sulla sede stradale mettendo in serio pericolo anche la sicurezza di automobilisti e mezzi in transito. La prima cosa da fare, dunque, è allertare i soccorsi: attraverso il centralino della Provincia assicuriamo la reperibilità ventiquattro ore su ventiquattro. Gli agenti coprono l’intero territorio provinciale giorno e notte». |
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IL PICCOLO 31 GENNAIO 2012
Carcasse davanti a tre studi veterinari
di Stefano Bizzi
PALMANOVA (UD) - Una testa di capra mozzata abbandonata sul marciapiede. È quello che ha trovato un veterinario della Bassa friulana fuori dalla porta del proprio studio. E non è stato il solo professionista a dover fare i conti con macabri trofei di animali abbandonati per la strada. Nell’area tra Palmanova e Torviscosa sono stati almeno altri due gli episodi simili su cui stanno indagando i carabinieri del Comando provinciale di Udine che hanno raccolto la denuncia presentata dall’Azienda sanitaria. In un caso, fuori dal proprio cortile, il veterinario ha trovato addirittura due ovini e un gatto morti. L’attività investigativa dovrà chiarire se si tratta di gesti intimidatori di stampo mafioso oppure di semplici bravate di persone mosse dal cattivo gusto o da vecchi rancori per “favori negati”. Comunque sia, gli episodi, che non possono certo passare inosservati, rimangono inquietanti. Richiamano alla memoria la celebre scena del Padrino in cui il produttore cinematografico Woltz si sveglia in un lago di sangue e ai piedi del letto trova la testa mozzata del suo amato cavallo Khartoum. Nel caso del romanzo di Mario Puzo, poi ripreso da Francis Ford Coppola, si trattava di un avvertimento con connotati mafiosi ben precisi. Al momento tutte le ipotesi rimangono aperte. Nessuno formula tesi. Ai microfoni del telegiornale di Free tv Paolo Bordon, direttore dell’Ass numero 5, ha stigmatizzato quanto accaduto. «Dispiace che ci siano atti di questo genere nei confronti di persone che lavorano», ha detto, senza però entrare nel merito della questione. Il direttore ha quindi preferito lasciare ai carabinieri il compito di appurare quanto accaduto. Gli episodi risalirebbero tutti al periodo compreso tra il 20 e il 29 gennaio, ma sono emersi soltanto ieri. |
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TRENTINO 31 GENNAIO 2012
Cani nel letame, droati condannati
DRO (TN). Ci sono voluti mesi di attesa e innumerevoli
segnalazioni da parte di cittadini indignati e dell’Ente per la
protezione animali, ma alla fine i proprietari di tre cani
tenuti in condizioni terribili a Dro sono stati condannati per
maltrattamento di animali a un’ammenda di 600 euro ciascuno. Il
giudice che ha emesso il decreto penale di condanna ha ritenuto
che la responsabilità degli imputati «emergesse agevolmente
dallo stato degli atti». |
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L’ECO DI BERGAMO 30 GENNAIO 2012
Soccorsa un'aquila avvelenata
Provincia di Bergamo - Il lieto fine si può già annunciare: è un po'
debilitata, ma si riprenderà, l'aquila reale recuperata sabato dalla
polizia provinciale e affidata alle cure del Cras Wwf di Valpredina.
L'esemplare, un adulto, è stato avvistato da due escursionisti dalle
parti di Adrara San Martino, sul sentiero che conduce al rifugio
Gemba: aveva difficoltà ad alzarsi in volo. |
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BORA.LA
30 GENNAIO 2012
Stabulario per la sperimentazione su animali a Trieste. “459mila euro per un vergognoso lager”
Anna Stancanelli
Scriveva il quotidiano di carta qualche giorno fa: L’Università di Trieste avrà nuovo “stabulario” in via Valerio 28, nell’edificio R e Ra, situato nella parte alta del comprensorio. Il progetto è inserito al punto 3 nel programma triennale delle opere. Nel 2012 ci sarà un primo intervento da 459mila euro (72mila euro di fondi ministeriale e 386mila di fondi regionali) per la riqualificazione dell’edificio per la realizzazione della nuova sede. Riceviamo e pubblichiamo una email in merito:
I
fondi che arriveranno per la costruzione dello stabulario sono
459mila euro, soldi pubblici che invece di sovvenzionare un
vergognoso lager, potrebbero piuttosto essere investiti per
l’istruzione come per lo sviluppo di metodi di ricerca SENZA
l’inutile utilizzo e sfruttamento degli animali oppure quei fondi
potrebbero aiutare finanziariamente coloro che non hanno la
possibilità economica di studiare ma vorrebbero farlo, etc.La
sperimentazione animale, o vivisezione, non è un metodo di ricerca
tollerabile nel 2012! |
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RIVIERA 24 30 GENNAIO 2012
Minaccia di uccidere i cani del vicino che abbaiano troppo: sequestrati 4 fucili a pensionato
Fabrizio Tenerelli
Bordighera (IM) - Gli stessi militari, nell'ambito di un altro controllo sulle armi, hanno sequestrato a scopo cautelativo quattro fucili da caccia a un pensionato di 63 anni, F.B., di Ospedaletti, che li aveva trasferiti di abitazione senza autorizzazione Quattro fucili da caccia, di cui uno a canne mozze, sono stati sequestrati dai carabinieri a un pensionato, di 64 anni, A.D., abitante in via Salerno, a Bordighera, querelato dal vicino di casa, dopo che aveva minacciato di uccidergli i cani perchè abbaiavano troppo. La vicenda ha avuto inizio, circa una settimana fa, quando il vicino si è recato in caserma per denunciare il fatto. Ai militari ha raccontato che il pensionato aveva più volte minacciato di uccidere a fucilate i suoi animali, che abbaiavano troppo. E' così scattato un controllo amministrativo sulle armi e i carabinieri hanno scoperto che uno dei quattro fucili (tutti calibro 12) regolarmente detenuti a uso caccia, era stato modificato. Gli avevano, infatti, tagliato la canna per una decina di centimetri. E' stato così denunciato per alterazione di fucile e per minacce. Gli stessi militari, nell'ambito di un altro controllo sulle armi, hanno sequestrato a scopo cautelativo quattro fucili da caccia (in gran parte calibro 12), a un pensionato di 63 anni, F.B., di Ospedaletti, che li aveva trasferiti di abitazione, senza chiedere l'autorizzazione. In pratica, avendo la licenza soltanto alla detenzione, avrebbe potuto detenerli in casa, ma non trasferirli altrove. |
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CASERTA NEWS 31 GENNAIO 2012
Bruciato vivo un cane, intervento delle Guardie Zoofile dell’EMPA
Caserta - Alla crudeltà dell'uomo nei confronti degli esseri animali non c'è mai fine. Dopo il ritrovamento, alcune settimane orsono di decine e decine di cani morti, molti dei quali sono stati trovati imbustati, al solo scopo di evitarne il ritrovamento, a Lettere è stato bruciato vivo un cane e lasciato morire fra atroci ed inenarrabili sofferenza. In seguito ad una segnalazione anonima pervenuta alle Guardie Zoofile E.M.P.A. (Ente Mediterraneo Protezione Animali), a Lettere, in via Varo Chirico è stata ritrovata la carcassa bruciata di un cane. Il Capo Nucleo delle guardie zoofile Salzano Giuseppe affiancato dalla guardia zoofila Castiello Antonio si portavano immediatamente in loco dove rinvenivano sul ciglio della strada un cane di razza meticcio di media taglia totalmente bruciato e male odorante. Pur nel raccapriccio della atroce scoperta, le due Guardie Zoofile contattavano il Comando della locale Polizia Municipale che, tempestivamente, si portava sul posto con l'Agente Giordano S.. Veniva contattato l'Ufficio Veterinario dell'ASL di competenza che inviava sul posto il dottor Cascone, per rintracciare il proprietario dell'animale. Il dottor Cascone effettuava i dovuti rilievi con l'apposito lettore informatico per accertarsi dell'eventuale presenza di microchip. Purtroppo la ricerca ha dato esito negativo ed ancora una volta le "bestie" (il riferimento va all'uomo o agli uomini che hanno bruciato un animale indifeso) non saranno punite come sarebbe opportuno fare. A questo punto, il dottor Cascone disponeva l'immediata rimozione della carcassa per motivi igienicosanitari ed ambientali come previsto dalla Legge Regionale N°16 del 24/11/2001. "A volte" – hanno affermato le due Guardie Giurate dell'E.M.P.A. – "si sentono notizie che fanno rabbrividire ed inorridire che ci fanno chiedere quanto sia realmente "umano" l'essere umano. Sono notizie che riguardano non solo il rapporto tra gli uomini, ma anche quello con gli animali, frequentemente vittime senza voce destinate a subire l'incredibile efferatezza di certi esseri immeritevoli di essere considerate persone". |
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IL CITTADINO 31 GENNAIO 2012
In tre a processo per il “canile lager”: «Cucciolo morente in cella frigorifera»
San Giuliano (MI) - In tre sono finiti sotto processo a seguito del blitz del 4 febbraio di tre anni fa da parte del comando milanese e bresciano del corpo forestale dello Stato in un canile di San Giuliano Milanese, dove secondo gli inquirenti arrivavano cuccioli allevati nell'Est Europa, destinati a venire poi rivenduti: le ipotesi di reato, a vario titolo, sono di maltrattamento di animali, falso in documenti e frode in commercio.A giudizio a Lodi sono B.G., 52 anni,il figlio B.M., 34, e G.D., anche lui di 34 anni. Tutti, assistiti di fiducia da uno studio legale di Milano, hanno deciso di affrontare il processo con rito ordinario per difendersi puntualmente da tutte le accuse; ciò sostenendo di aver sempre seguito tutte le procedure richieste per la loro attività, comprese quelle per la sorveglianza sanitaria. Ma ieri mattina in aula uno dei testimoni del pm ha confermato un particolare che appare agghiacciante: «Abbiamo trovato un cucciolo agonizzante in una cella frigorifera». La Forestale aveva posto sotto sequestro 110 animali, quasi tutti cuccioli nati fra i 40 e i 50 giorni prima. Erano stati affidati in custodia a uno degli indagati, e per alcuni erano state ritenute opportune cure presso un veterinario di Sordio.La Lega antivivisezione si è costituita parte civile, affidandosi all’avvocato Roberto Rota di Lodi. Si preannuncia una lunga sfilata di testimoni. Tra i particolari ricordati ieri in udienza, anche l’ipotesi di irregolarità nell'applicazione dei microchip che, obbligatoriamente, devono identificare ciascun animale. L’accusa di frode in commercio nasce dalla possibile mancata rispondenza degli animali destinati alla vendita con i requisiti previsti soprattutto per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie. Alcune immagini del blitz della Forestale erano state anche trasmesse da “Striscia la notizia”. |
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TIO.CH 31 GENNAIO 2012
Cani morti dopo venti giorni senza acqua e cibo
CASTIGLIONE D'INTELVI (CO) - Sono rimasti per oltre venti giorni senza acqua né cibo i due cani ritrovati il 27 dicembre in un'abitazione di Castiglione d'Intelvi, in provincia di Como, di proprietà di due luganesi. E' questo, riferisce laRegioneTicino, il risultato dell'autopsia sui corpi dei due cani, letteralmente morti di stenti.Uno dei due animali, un rottweiler, era già morto all'arrivo dei Carabinieri, mentre l'altro, un cane corso, morì subito dopo. Nella casa di vacanza dei due luganesi, che continuano ad essere irrintracciabili, la situazione era agghiacciante: i cani erano riversi tra ciotole vuote ed escrementi.L'esito dell'esame autopstico compromette ulteriormente la posizione degli imputati, che rischiano fino a 18 mesi di carcere e una salatissima multa, anche perché si delinea, per i due, la colpa più che il dolo. |
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IL RESTO DEL CARLINO 31 GENNAIO 2012
Cani avvelenati, bocconi fatali nei giardini: morto un meticcio L'allarme, mix di sostanze letali
Ascoli - «LA CRUDELTA’ verso gli animali è il tirocinio della crudeltà contro gli uomini». Il motivo della citazione del celebre poeta Publio Ovidio Nasone risiede prevalentemente nel fatto che non si trovano le parole per commentare quanto avvenuto nei giorni scorsi nel quartiere di Monticelli. Diversi cani, infatti, sono stati avvelenati da un mix di sostanze, studiate appositamente ad hoc da qualche cittadino che non ha rispetto nè per gli animali nè per i loro padroni, divertendosi a far del male agli amici a quattro zampe. Purtroppo, però, uno di questi non ce l’ha fatta. «Effettivamente abbiamo riscontrato che il cane aveva ingerito qualche sostanza velenosa — spiega il veterinario dell’animale, del quale non possiamo rivelare il nome per questioni di privacy —. Negli ultimi tempi si sono verificati molti casi di avvelenamento e questo non è stato che l’ultimo in ordine di tempo. Comunque, abbiamo dei seri motivi per ritenere che qualcuno che non ha molto a cuore i cani possa aver preparato una trappola volta a far loro del male».DOPO LE RECENTI segnalazioni, fra l’altro, hanno anche preso avvio le apposite indagini da parte dell’istituto zooprofilattico, un organo gestito direttamente dal Ministero della Salute, che si preoccuperà di effettuare dei test per scoprire le cause dell’avvelenamento. «Di norma — prosegue il veterinario — non appena ci sia un seppur minimo sospetto che un cane sia stato avvelenato si provvede ad avvisare tale istituto attraverso una denuncia. Non è la prima volta che una cosa del genere accade e ci auguriamo che non succeda mai più». Effettivamente, negli anni scorsi un episodio del genere si verificò anche in altre zone del territorio. Su tutti spicca il caso di Colle San Marco, risalente ad almeno un anno fa. Più recente, invece, il fatto che si è verificato a Castel di Lama, quando un cane mangiò un boccone avvelenato in pieno centro. Del resto, la crudeltà umana non ha limiti ed il tragico fatto accaduto nei giorni scorsi a Monticelli ne è la dimostrazione. Come ci si più divertire nel veder morire degli amici a quattro zampe? Purtroppo, a volte l’uomo agisce senza ragionare e senza pensare al fatto che, spesso e volentieri, per molte persone i cani sono importanti quanto come dei figli. La scomparsa di un cane, all’interno di una famiglia, può essere molto dolorosa. Specialmente se la morte avviene senza un motivo. Come è accaduto per il meticcio ucciso a Monticelli per colpa di un mix di sostanze velenose studiato ad hoc.Matteo Porfiri |
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GIORNAL 31 GENNAIO 2012
Salvati i tre cani dispersi a Montemagno (AT)
Sono usciti intorno alle 14.45 dai cunicoli d’argilla dove si erano cacciati per stanare tassi e volpi i tre cani dispersi da sabato pomeriggio a Montemagno, nell’astigiano. Un primo intervento dei Vigili del Fuoco, allertati sabato scorso, non ha portato risultati. Il sindaco di Montemagno Paolo Porta si è allora rivolto al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico che nel pomeriggio di oggi (30 gennaio 2012), con l’impiego di una squadra della delegazione di Alessandria e di cinque tecnici disostruttori del soccorso speleologico, è riuscito a mettere in salvo gli animali. Dopo un’attenta valutazione dei cunicoli in cui erano entrati i cani, i soccorritori hanno utilizzato dei fumogeni da cava per capire quale fosse la circolazione d’aria all’interno della massa rocciosa. Hanno poi ampliato gli stretti passaggi sotterranei sino a raggiungere “a voce” i cani intrappolati che, seguendo i richiami, sono usciti indenni dalle tane. Ad attenderli il padrone Paolo Guaschino e i tecnici del CNSAS. I volontari, oltre alla normale dotazione per l’allargamento di passaggi stretti in grotta, erano pronti a intervenire anche con un piccolo escavatore messo a disposizione dal sindaco e guidato dal volontario Valerio Pizzoglio. Per far giungere il mezzo all’imbocco dei cunicoli, questa mattina i tecnici del soccorso alpino hanno aperto un varco nel bosco con la motosega. Hanno partecipato alle operazioni il delegato del CNSAS di Alessandria Maurizio Depetris, con i volontari Roberto Dolfini Roberto Brizio e Giorgio Mazzuccato e i tecnici della I Zona speleologica del CNSAS Franco Cuccu, Flavio Dessi, Riccardo Dondana, Luca Ghiglia e Valerio Pizzoglio, appartenenti alla commissione disostruzione del Soccorso Speleologico. |
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LA ZAMPA.IT 31 GENNAIO 2012
Asti, speleologi salvano tre cani I quattrozampe si erano infilati in una tana di un tasso dove sono rimasti intrappolati
Asti Ettore, Aurora e Boosta hanno vissuto la nevicata sotto terra,
ma dopo quasi trenta ore i tre cani sono salvi. Il loro abbaiare si
era perso sotto mezzo metro di neve ed oltre uno di terra. Il
maltempo ha complicato le operazioni di soccorso avviate sabato,
dopo l'allarme lanciato dal padrone dei tre Jack Russel Terrier, e
felicemente concluse ieri pomeriggio. Mobilitati Vigili del fuoco e
il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico.«Abbiamo fatto
l'impossibile e ci siamo riusciti» spiega Paolo Guaschino,
proprietario di Vercelli, sul confine della tenuta Maranzana. I tre
animali erano rimasti intrappolati in una tana nella riserva di
caccia Maranzana, alle porte del paese. «Stavamo accompagnando una
battuta quando seguendo le tracce di una volpe i tre cani si sono
infilati nella tana di un tasso» ricorda Guaschino, titolare
dell'allevamento Mascalzone Canino. «Tana dall'imbocco di una
trentina di centimetri e presumibilmente profonda un metro e mezzo
per uno sviluppo di una decina di metri. Nonostante i tentativi non
è stato possibile farli tornare indietro» prosegue nel racconto. Da
qui la richiesta di soccorso. Grazie ad uno strumento di rilevazione
sonora domenica pomeriggio i pompieri hanno udito un primo abbaiare. |
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GEA PRESS 31 GENNAIO 2012
Milano: centinaia di piccioni presi a fucilate (fotogallery) Scoperto forse il mandante.
Tra San Bovio e Peschiera Borromeo, ovvero luoghi che sanno ancora di campagna, sebbene la città di Milano sia ormai molto vicina. Fossi colmi d’acqua, campi ancora vasti e le antiche cascine. Un luogo ideale per le passeggiate che però, sabato scorso, si sono trasformate in un incubo con centinaia di piccioni presi a fucilate.Attirati da una sorta di macchina che agitava due stampi a forma di piccione e centrati dai fucili tenuti da alcuni omini in tuta mimetica. Un abbigliamento anche un po’ ridicolo, visto che non c’era poi molto bisogno di nascondersi. Gli “incaricati della Provincia di Milano” (così si sono presentati agli scioccati cittadini) uccidevano i piccioni. La mattina presso la Cascina Deserta, nel pomeriggio nella stradella di Cascina Pestazza.“E’ stata una scena incredibile – dice a GeaPress Paolo Penna, autore assieme a Salvatore Cavallaro delle foto che vi mostriamo – Non vi era alcuna transenna, nessun segnale di quanto stava avvenendo alla Cascina Pestazza. E difficile non entrare nel merito – aggiunge Paolo Penna – ma almeno fare in modo di segnalare il pericolo“.I presunti “incaricanti della Provincia di Milano“, stante quanto riferito dai cittadini che si sono poi messi in contatto con la nostra Redazione, di tanto in tanto guardavano verso la stradella e riprendevano a sparare.“Potevano esserci bambini – aggiunge Paolo Penna – un pericolo ma anche uno strazio, da vero e proprio trauma. Avrebbero potuto vedere – spiega il sig. Paolo – la scena tristissima alla quale ho assistito, ovvero un piccione morto con la testa giù nell’acqua ed un’altro che girava attorno senza volersi allontanare da lui. E’ stato un incubo, non finivano di sparare, la campagna era disseminata di piccioni morti ed altri feriti, una cosa indegna, da farci vergognare tutti se è vero che tutto ciò è stato voluto dalla Provincia di Milano“.Appena notato il gruppetto di cittadini, i due, forse tre, personaggi in mimetica, hanno spiegato cosa stavano facendo. Spiega il sig. Paolo: “hanno detto che erano della Provincia, dicevano che i piccioni portavano le malattie. A noi sembrava una cosa primitiva, veramente indegna. Non riesco a capire come si possa solo pensare di mettere in atto una cosa di questo genere“.Quanto avvenuto sabato scorso ha trovato un’eco presso lo stesso Consiglio Provinciale di Milano, dove il Consigliere dell’IdV Luca Gandolfi, ha presentato un’interrogazione urgente indirizzata la Presidente della Provincia, all’Assessore al ramo e al Presidente del Consiglio provinciale.La strage alla quale fa riferimento il Consigliere Gandolfi, è avvenuta nei pressi della Cascina Deserta, circa 200 metri ad ovest della Cascina Pestazza. In mezzo le palazzine di via Abruzzi, i cui abitanti, allarmati, hanno iniziato a rivolgersi a chi credevano potesse loro dare una risposta. Secondo l’interrogazione di Gandolfi, si sono sentiti rispondere dalla Polizia Locale che trattavasi di addetti della Polizia Provinciale.Una tranquilla giornata di sabato. Quanto basta per riposarsi dopo una settimana di lavoro tra omini in mimetica, fucili e piccioni che cadevano impallinati.Il Consigliere Gandolfi, nelle premesse dell’interrogazione, conferma come i personaggi in mimetica possono essere stati incaricati della Provincia di Milano e cita a tale proposito i cittadini che anche a lui si sono rivolti sconcertati ed indignati per quanto stava avvenendo.Adesso la Provincia di Milano dovrà riferire quanti piccioni sono stati abbattuti e perché non si è ricorso a metodi alternativi. Dove sono poi finite le centinaia di “carcasse”. Per legge sono rifiuti speciali e il loro trattamento costa parecchio.In effetti la legge affida alle Province alcuni aspetti relativa alla gestione della fauna selvatica. Aspetto, questo, più volte polemicamente richiamato dall’ENPA di Milano che ha sottolineato come i propri volontari debbano sobbarcarsi quasi sempre non solo il recupero ma anche i costi di degenza degli animali. I compiti di contenere le specie definite “invasive”, sono in genere affidati alle Polizie Provinciali le quali spesso si dotano di squadre faunistiche che possono avvalersi anche dei proprietari e conduttori dei fondi sui quali si attua il controllo, ma anche di altri soggetti muniti di licenza per l’esercizio venatorio. In alcuni casi viene appositamente specificato che non si tratta di attività di caccia, ma di interventi di pubblica utilità. Sebbene non si tratta di attività di caccia gli animali possono però fare la stessa fine.Un esempio per tutti è a Varese, dove, nel 2010, la Polizia Provinciale ha dichiarato come il 98% delle uccisioni riguardava piccioni e cornacchie. In tutto 10871 animali stecchiti. Non trattasi di attività di caccia, ma la stessa Polizia Provinciale comunica che le persone autorizzate possono comunicare anche solo via fax l’abbattimento e portare (nel caso dei cinghiali) le carcasse al macello di Luino. Eseguito il controllo veterinario, il cinghiale viene consegnato al caposquadra. Secondo voi, come verrà smaltito?Questa è la tracciatura prevista, in un macello che ha pure distribuito ai supermercati, stante una recente indagine della Procura della Repubblica di Varese, cavalli che non potevano essere toccati. Non lo sapevano, avrebbero dichiarato chi al controllo veterinario, ma provenivano dal mondo delle corse. I documenti venivano manomessi e in particolare, ad essere asportato, sarebbe stato il foglietto che ne dimostrava la provenienza. (vedi articolo GeaPress).Insomma, storie di fucili, permessi di caccia, piombo, sangue, macelli e smaltimento di carcasse. Meno male, a questo punto, che sabato pomeriggio la strage dei piccioni di Milano sia stata documentata. Chissà cosa ne penserà la già alta percentuale di italiani (ben il 76,4%) che nell’ultimo Rapporto Italia 2012 dell’Eurispes si sono dichiarati contrari all’attività venatoria VEDI FOTOGALLERY: http://www.geapress.org/caccia/milano-centinaia-di-piccioni-presi-a-fucilate-fotogallery/23647 |
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TUTTO GRATIS 31 GENNAIO 2012
Traffico di animali protetti: donna fermata all’aeroporto con 2578 cavallucci marini
Tempi difficili per i trafficanti di animali. Sono sempre più numerosi, per fortuna, i casi di sequestro di traffico illecito di animali, alle dogane degli aeroporti internazionali. L’ultimo caso riguarda una donna di 49 anni, fermata all’aeroporto di Amsterdam, mentre cercava di imbarcarsi sul volo per Hong Kong, trasportando nella sua valigia ben 2578 esemplari di cavallucci marini morti. Pare che la donna, proveniente da Lima, si stesse dirigendo ad Hong Kong dove questi animali costituiscono un ingrediente importante nella medicina tradizionale cinese. Infatti, la polpa del cavalluccio marino viene utilizzata per ricavare un potente afrodisiaco. La donna si sarebbe giustificata dichiarando di aver acquistato i cavallucci già morti in un mercato di Lima. Tuttavia esistono delle leggi ben precise che tutelano questi animali ad alto rischio estinzione. Stando alla normativa, la vendita di questi animali può essere ottenuta solo attraverso un regolare permesso, di cui la donna non era in possesso. Per questo motivo le spiegazioni della donna, che credeva di non aver fatto nulla di male, non sono state accettate dagli impiegati della dogana. |
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TUTTO GRATIS 31 GENNAIO 2012
Padrone distratto lascia il cane fuori dall’ascensore rischiando di ucciderlo
Avere un cane richiede una gran responsabilità. A volte basta un attimo di distrazione e rischiare una tragedia, ma il protagonista di questa storia sicuramente non dimenticherà mai più il suo cane. È stato pubblicato nei giorni scorsi, su youtube, un video registrato in un palazzo di Chicago in cui si vede un uomo che insieme al suo cane, legato al guinzaglio, cammina in un corridoio dirigendosi verso l’ascensore. Una volta nell’ascensore, perso nei pensieri, l’uomo non si accorge che il suo cane, non è entrato con lui. Solo quando le porte si sono chiuse, l’uomo si è reso conto che il suo cane, legato al guinzaglio, era rimasto nel corridoio. A nulla sarebbero serviti i tentativi dell’uomo disperato di aprire le porte dell’ascensore che appena partito si è trascinato via il cane. Per fortuna però, il cane non è morto e l’urto violento contro il soffitto, ha staccato il guinzaglio dal collare facendo cadere il povero animale a terra. Da una seconda telecamera, mentre l’uomo era in ascensore, passava dal corridoio una donna che aveva distratto il cane invitandolo verso di sè. L’uomo è poi tornato al piano inferiore, temendo di trovarsi uno spettacolo terrificante. Per sua fortuna non è stato cosi, il suo cane terribilmente spaventato, era nel corridoio in compagnia della donna che cercava di tranquillizzarlo. VIDEO |
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LIBERO 31 GENNAIO 2012
Il cane è "una spesa inutile": spot della 3 nella bufera La compagnia di telefonia sotto accusa per una pubblicità, poi ritirata. L'associazione pro animali: "Incita all'abbandono"
Uno spot radio della compagnia telefonica 3, fa arrabbiare gli animalisti. Il motivo? Nella pubblicità si paragona il cane ad una spesa inutile che si può tranquillamente tagliare in tempo di crisi, mentre una chiavetta Usb viene ritenuto un acquisto oculato e giusto. La protesta dell'Aidaa, Associazione italiana diritti anima e ambiente, non si è fatta attendere. "Incitare ad abbandonare il cane è davvero troppo - dice il responsabile dell'associazione Lorenzo Croce - Faremo verificare ai nostri legali se ci sono gli estremi per citare la 3 per istigazione e boicotteremo in ogni modo la compagnia di telefoni". L'azienda dal canto suo si scusa per aver urtato la sensibilità degli ascoltatori. "Ci rendiamo conto che lo spot così formulato, potrebbe essere frainteso - si legge in una nota della 3 - la pubblicità verrà modificata già nei prossimi giorni". |
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BLITZ QUOTIDIANO 31 GENNAIO 2012
Il canile è sotto la neve: detenuti mobilitati per liberare gli animali
GLINA (ROMANIA) – In Romania, un gruppo di detenuti del carcere di Jilava, sono stati mobilitati per dare una mano a liberare dalla neve le gabbie del canile di Glina. rimasto completamente sommerso dalla neve caduta abbondante in queste ore. La Romania e i Balcani sono infatti alle prese con un’ondata di gelo eccezionale. Le condizioni si erano fatte drammatiche per gli animali, con i cumuli alti fino a un metro attorno e dentro alle gabbie. Le temperature hanno raggiunto negli ultimi giorni medie di quindici gradi sottozero con picchi anche di -27: nel fine settimana alcune tempeste di neve a ripetizione avevano sommerso il rifugio e per questo si è deciso di evacuare il canile con l’aiuto dei detenuti del carcere. FOTO http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/canile-neve-detenuti-mobilitati-animali-1101070/ |
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LA ZAMPA.IT 31 GENNAIO 2012
L'ippica in crisi perde i suoi eroi Giallo sulla sorte di 3 mila cavalli Venduti all'estero,regalati o messi a riposo: ma di molti si sono perse le tracce
GIORGIO VIBERTI
Torino - Non si uccidono così anche i cavalli? Il titolo del film che Sydney Pollack realizzò negli Anni Sessanta sembra una cinica sintesi della grave crisi dell’ippica italiana, bloccata dall’inizio del 2012 e a rischio di non riprendere più l’attività. Dopo le tre grandi manifestazioni di protesta delle ultime settimane davanti a Montecitorio, oggi il Senato esaminerà finalmente il cosiddetto «decreto salvaippica», quindi domani i rappresentanti delle diverse categorie - fantini, guidatori, allevatori, allenatori, proprietari, artieri, addetti agli ippodromi - incontreranno il presidente dell’Unire (l’ente che gestisce le corse in Italia) e il ministro dell’Agricoltura, Mario Catania.E’ l’ultima disperata chance per cercare quantomeno di arginare una crisi diventata gravissima, che rischia di gettare sul lastrico almeno trentamila persone. Ma parte del dramma sembra ormai essersi compiuto. Nell’ultimo mese centinaia di addetti ai lavori hanno già cambiato mestiere (meglio, sono alla ricerca di un’altra occupazione) e migliaia di cavalli - sarebbero circa tremila - sono usciti per sempre dai centri di allenamento e dal mondo delle corse. In questi giorni il Governo sta soltanto cercando di chiudere le stalle quando però sono già scappati i cavalli, molti dei quali tra l’altro rischiano di fare davvero una brutta fine.Per motivi diversi, causati soprattutto dall’insipienza politica di chi per troppo tempo ha gestito in modo criminale l’ippica nazionale, il mondo dei cavalli in Italia - fra i più qualitativi al mondo - ha subìto negli ultimi 10 anni una progressiva involuzione che ha contribuito a dimezzare il montepremi totale delle corse - l’unica risorsa del settore - nei 45 ippodromi della Penisola.Sembrano passati secoli ormai dai trionfi del grande Varenne, secondo molti il più forte trottatore di tutti i tempi, che anche da stallone, nel ruolo di papà, sta confermando il blasone di star delle piste di tutto il mondo (62 vittorie su 73 corse dal 1998 al 2002). E pare quasi incredibile che il più forte fantino in campo internazionale sia ancora, malgrado i suoi 41 anni suonati, l’italiano Lanfranco «Frankie» Dettori, figlio d’arte e milanese di nascita anche se costretto poi a emigrare in Inghilterra per diventare famoso.«Se non si interviene subito, l’ippica italiana morirà». La drastica sentenza è di Roberto Brischetto, 57 anni, titolare dell’Allevamento Il Grifone di Vigone, vicino a Torino, dove «funziona» (nell’ippica si dice così) come stallone Varenne. Brischetto è un numero uno dell’ippica italiana. Nel 2011, come allevatore e proprietario di cavalli, ha vinto la classifica nazionale per somme vinte e numero di successi nelle corse al trotto. Eppure anche lui, come migliaia e migliaia di operatori ippici, rischia la bancarotta: nel suo bilancio di imprenditore un mese di stop delle corse ha significato un disavanzo di circa un milione di euro, tra spese e mancati guadagni. «Ma non siamo solo noi addetti ai lavori a rischiare il tracollo, è in grave pericolo anche la vita dei cavalli».In Italia sono circa 15 mila i trottatori o purosangue in attività e ogni anno ne nascono altri 5 mila. Un numero enorme che testimonia della cultura e della tradizione ippica in Italia, ma che potrebbe portare - se non si troverà rapidamente una soluzione alla crisi - a una raccapricciante carneficina. «Anche se il Governo deciderà di intervenire per salvare il mondo delle corse, molti cavalli, almeno 6-7 mila, non potranno mai più scendere in pista». Anche un’eventuale e auspicata ristrutturazione dell’ippica italiana porterebbe infatti a un drastico taglio nel numero degli ippodromi (45 sono troppi anche per un Paese «ippofilo» come il nostro), degli operatori del settore e quindi anche dei cavalli.Ma che fine faranno gli animali in esubero? «Una parte potrebbe essere destinata, a titolo pressoché gratuito, all’ippoterapia», attività che da qualche anno contribuisce al recupero di alcune forme di disabilità. Altri cavalli sarebbero forse assorbiti dal cinema, dai circhi o da altre forme di spettacolo. «C’è poi il cosiddetto “cavallo da compagnia” per chi ama il trekking in sella, un hobby tuttavia ridottosi sensibilmente dopo che il redditometro ha considerato un lusso possedere un cavallo». Purtroppo però il rischio maggiore è che molti animali allo sbando finiscano per favorire il business di attività illecite. «Non si può negare che, soprattutto nel Sud dell’Italia, le corse ippiche clandestine sono ancora una triste realtà» sottolinea Brischetto. Che invece, da appassionato allevatore e proprietario di trottatori, non vuole nemmeno considerare l’esito più triste e inquietante: la macellazione.Inutile nascondersi dietro a uno zoccolo. Persino in Irlanda, patria e tempio del galoppo mondiale, la grave crisi ippica di qualche anno fa portò a un sensibile incremento nel consumo della carne equina. In Italia i cavalli da corsa, conclusa la carriera agonistica (a 10 anni i maschi, a 7 le femmine), non possono essere destinati alla macellazione perché solitamente non vengono sottoposti negli anni ai controlli veterinari previsti dalla legge. Ma la realtà, soprattutto in questo periodo di crisi economica, è ben diversa. Ed è logico pensare che proprietari e macellai spregiudicati abbiano buon gioco anche per la mancanza di una rigorosa anagrafe equina.«Preferisco pensare ai nostri cavalli che stanno trovando spazio e vittorie negli ippodromi stranieri» aggiunge Brischetto. E’ soprattutto la Francia, per vicinanza geografica e allettante offerta economica in termini di montepremi, a offrire le chances migliori ai nostri destrieri. Ma si tratta di corse per una ristretta élite, della punta dell’iceberg, così come rappresentano un’esigua minoranza i fantini, driver o allenatori italiani che riescono a distinguersi anche fuori dall’Italia. «Tutti gli altri, se non si interviene in fretta, scompariranno dalla scena». E’ l’ultimo grido d’allarme di Brischetto. Non si uccidono così anche i cavalli? |
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ASCA
31 GENNAIO
2012
Animali: Aidaa, stop a torture per esperimenti bellici
Roma -
Secondo stime forse poco prudenziali sono circa 30.000 gli
animali (compresi i topi) che ogni anno vengono utilizzati per
gli esperimenti bellici o militari in Italia, secondo altri dati
ovviamente ufficiosi sono molto meno. E' quanto denuncia
l'associazione per i diritti degli Animali, Aidaa che spiega:
''Il dato reale non e' dato sapersi in quanto gli esperimenti
bellici e militari per i quali si utilizzano direttamente gli
animali sono coperti in buona parte dal segreto militare e
quindi non rilevabili.Non e' dato sapere nemmeno a livello
ufficiale dove sono ubicati gli eventuali stabulari dove vengono
testati sugli animali gli effetti dei gas e delle altre sostanze
chimiche usate nella produzione degli ordigni bellici, oppure
utilizzati per sperimentare a livello bellico i nuovi sistemi di
mine antiuomo o altre ordigni che producono effetti letali sugli
animali prima che po ssano essere usate per ammazzare o mutilare
altri uomini.
Si vocifera di cani utilizzati per i test dei proiettili dirompenti o per altri ordigni bellici che producono in questi animali orrende mutilazioni e morti atroci. Si parla di iniezioni di sostanze tossiche e potenti veleni in topi, ed altri animali, di gatti e cani costretti ad annusare i gas bellici ai vari livelli. Ma anche di animali usati nei simulatori degli aerei da guerra in fase di sperimentazione o lanciati con nello spazio con vettori sperimentali per testarne la resistenza. Vero? Falso? Non e' dato saperlo in quanto si tratta di esperimenti, di torture legalizzate coperte dal segreto di stato o dal segreto militare. Torture che sono ancora consentite e previste anche dalla nuova normativa europea sulla vivisezione in fase di recepimento anche da parte del Parlamento Italiano''. Per questo Aidaa ''sta predisponendo un esposto da presentare alla procura militare centrale di Roma, con i l quale si chiede di verificare se negli esperimenti bellici e militari, siano rispettate quelli che sono gli standard di benessere minimo previsto dalla legge''. Inoltre nell'esposto firmato dal presidente dell'associazione, Lorenzo Croce inviato in copia anche al ministero della Difesa si chiede di ''conoscere il numero ed il tipo di animali che ogni anno vengono torturati e sui quali si fanno esperimenti di natura bellica e militare e di conoscere quali sono i tipi di esperimenti a cui vengono sottoposti questi animali''. |