giugno 2015
 

GEA PRESS
1 GIUGNO 2015
 
TRAPANI – Nel balcone c’è un Pit bull, morto da giorni. Intervento delle Guardie OIPA

 
L’intervento delle Guardie OIPA è scaturito a seguito di una segnalazione della Polizia Locale di Erice (TP). Un sopralluogo presso una abitazione privata e la conferma che in un terrazzo giaceva, a quanto sembra  da giorni, il corpo senza vita di un cane tipo Pit bull. Le stesse Guardie avrebbero però rilevato come, su altro balcone di pertinenza dell’abitazione, era detenuta una cucciolina simil Shih Tzu. La cagnetta si sarebbe presentata in evidente stato di denutrizione e disidratazione, lasciata al sole, senza acqua a disposizione.Il corpo del Pit bull, si presentava ormai molto gonfio e con l’evidente segno di grossi buchi sopra e sotto al cranio. Grazie all’intervento delle Guardie, i resti  del povero animale sono stati prelevati dall’Asp e inviati a Palermo per l’esame autoptico. In tal maniera  sarà possibile appurare le cause della morte anche al fine di poter valutare gli eventuali estremi di reato. La mancanza di elementi inequivocabili, afferma l’OIPA, non permette al momento di avanzare ipotesi.La cucciola, invece, è stata presa in carico dalle guardie zoofile OIPA Trapani che si occuperanno di trovare una sistemazione temporanea, anche la fine di poterla  sottoporre ad accertamenti e permetterle di recuperare dallo stato di deperimento in cui versa.
 
LIVE SICILIA
3 GIUGNO 2015
 
Un cane morto in balcone  Denunciato il proprietario
A segnalare l'abbandono degli animali erano stati i vicini di casa. E' intervenuto, per verificare le condizioni deegli animali, anche il partito Animalista Europeo con il segretario Enrico Rizzi.
 
ERICE (TRAPANI) - La polizia municipale ha denunciato il proprietario di due cani che sarebbero stati abbandonati nel balcone di casa sua a Erice (Tp). Uno di loro, un pitbull, è stato trovato morto, in cattive condizioni un bastardino. A segnalare l'abbandono degli animali erano stati i vicini di casa. E' intervenuto, per verificare le condizioni deegli animali, anche il partito Animalista Europeo con il segretario Enrico Rizzi.
 
GEA PRESS
1 GIUGNO 2015
 
Vicenza – Il cucciolo di capriolo con la zampa nelle lame rotanti
La Polizia Provinciale in prima linea e l'incubo della riforma del Governo. Chi si occuperà di tali mansioni?

 
Giorni di piena emergenza, per la Polizia Provinciale di Vicenza.  Sono infatti continue le segnalazioni di caprioli in difficoltà. Una emergenza stagionale che si va ad aggiungere   al fenomeno degli investimenti stradali in un territorio già fortemente urbanizzato.In tale contesto, spiega la Polizia Provinciale, si assiste impotenti alla strage di piccoli caprioli, vittime delle micidiali rotanti per lo sfalcio dei prati.  Le macchine agricole, infatti, tagliano l’erba ad alta velocità e spesso non lasciano scampo ai cuccioli appena nati che lì si rifugiano. Di fatto gli interventi di salvataggio di cuccioli si susseguono, a tutte le ore del giorno.Al piccolo della foto è stata tranciata di netto dalle lame una zampa anteriore, ma per altri va anche molto peggio.Cosa succederà se, in questi giorni,  verrà approvato il Decreto Legge in discussione che prevedere il confluire della Polizia Provinciale nella Polizia Municipale?  Il problema, fonte di tante preoccupazioni, continua ad essere quello delle mansioni e la professionalità maturata in decenni di attività della Polizia Provinciale. Chi, allora, si occuperà del soccorso della fauna come affidato alla Polizia Provinciale dalla Legge 157 ?Nello scorso anno, solo nella Provincia di Vicenza, sono stati oltre 1000 i recuperi di fauna selvatica eseguiti dalla Polizia Provinciale.
 
LA ZAMPA.IT
1 GIUGNO 2015
 
Mamma cerva sfida il lupo per difendere il piccolo
 
L’accompagnatore di media montagna Pietro Santucci ha filmato una scena che sta facendo il giro del web. A poco più di 400 metri da lui, un cerbiatto corre con tutta la forza che ha in corpo. Dietro, a poca distanza, c’è un lupo che vuole catturarlo. Ma per fortuna del piccolo, c’è una mamma cerva che, con tutti il coraggio che ha in cuore, affronta il predatore. Sono due minuti che tolgono il fiato, con continui capovolgimenti di fronte sin quando il lupo desiste. Gli ultimi istanti del video mostrano il cerbiatto sfinito, ben consapevole del rischio corso. La scena si è verificata verso le 7 di mattina del 29 maggio nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.
VIDEO
 
GEA PRESS
1 GIUGNO 2015
 
Aversa (CE) – Convalidato il sequestro di volatili esotici, operato dalle Guardie ENDAS
 
E’ stato convalidato nelle scorse ore il sequestro di alcuni Pappagalli operato, lo scorso 23 maggio, dalle Guardie Zoofile E.N.D.A.S nei pressi di Aversa (CE). Il Sostituto Procuratore D.ssa Rossana Esposito, della Procura della Repubblica di Aversa Napoli Nord, ha così ritenuto valido il provvedimento cautelare redatto dalle Guardie coordinate e dirette dal Comandante del Nucleo Investigativo Informatico di Aversa Saverio Mazzarella.Come è noto, le indagini delle Guardie Zoofile E.N.D.A.S.  avevano rivelato un’offerta di esemplari di fauna esotica tropicale esposta sul web.  In particolare sarebbero state mostrate foto di esemplari implumi di pappagalli riferibili alla specie Amazzone Fronte Gialla (Amazona Ochrocephala auropalliata).Le Guardie Zoofile, intercettato il probabile appuntamento finalizzato alla vendita, si sono così presentate al fine di verificare la certificazione CITES, senza la quale la vendita non è fattibile. Tale documentazione è relativa alla Convenzione di Washington, sul commercio di flora e fauna minacciata di estinzione. Il prezzo pattuito per i due semplari, sarebbe stato di 1400 euro. Gli acquirenti, precisano le Guardie, erano probabilmente degli incauti.
Giunti sul posto i Carabinieri, si è poi esaminata la documentazione mostrata che però sarebbe risultata senza vidimazione  o registrazione da parte del Corpo Forestale dello Stato. In tutto, ad essere state denunciate a vario titolo per i diversi reati contestati, sono sei persone. Le sanzioni sono pari a 110.000 euro a causa della presunta violazione dell’art. 2 della Legge 150/92.La fauna sottoposta a sequestro penale è stata immediatamente trasportata all’Ospedale Veterinario di Napoli “Frullone” e consegnata nelle mani esperte dei medici preposti. Nei prossimi giorni, comunicano le Guardie ENDAS, i controlli sul commercio di fauna esotica, andranno avanti.
 
LA TRIBUNA DI TREVISO
1 GIUGNO 2015
 
Si sposano in Comune, le fedi le porta il cane
Il caso ad Arcade in mattinata. Cerimonia sui generis a cui la copia ha voluto far partecipare l'amico a quattro zampe

 
ARCADE (TV). Anelli... a quattro zampe ad Arcade, per il primo matrimonio officiato nel giardino del Municipio a villa Cavalieri,  da Domenico Presti appena rieletto per il secondo  mandato da sindaco.Nerida Toffolon ed Enrico Zussa hanno voluto che fosse la loro Cleo, una femmina di Bulldog, a portare le fedi puntate su un cuscino che a sua volta era stato legato alla pettorina del cane. Cleo ha potuto sfilare orgogliosa tra parenti ed amici emozionati e divertiti
 
GEA PRESS
1 GIUGNO 2015
 
Sardegna – Ancora tartarughe pronte .. “a partire”. Intervento della Guardia Costiera a Golfo Aranci (OT)
 
Nuovo sequestro di testuggini avvenuto in Sardegna a distanza di pochi giorni da altra operazione di polizia avvenuta sempre in provincia di Olbia Tempio (vedi articolo GeaPress ).Il personale della Security del porto di Olbia ha infatti individuato due soggetti trovati in possesso di dieci tartarughe detenute all’interno della loro automobile. Stante quanto riportato dalla Guardia Costiera, subito intervenuta nei luoghi, il mezzo sarebbe stato pronto ad imbarcarsi per Livorno.Ad intervenire, oltre ai militari dell’Ufficio circondariale marittimo di Golfo Aranci, anche il personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e della Base Logistica Operativa Navale di Olbia.Per le due persone è così arrivato il deferimento all’Autorità Giudiziaria, mentre le tartarughe, di cui 2 della specie “Testudo Marginata” (Testuggine marginata) e 8 della specie “Testudo Hermanni” (testuggine di Hermann o comune), protette ai sensi della normativa nazionale e comunitaria, sono state posto sotto sequestro.Le testuggini, in buono stato di salute, sono state successivamente liberate nel loro ambiente naturale a cura del personale del Corpo Forestale.
 
CORRIERE.IT
1 GIUGNO 2015
 
Gli 11 animali eroi
 
1) IL PASTORE TEDESCO TRAKR - Il pastore tedesco Trakr divenne famoso durante la tragedia dell'11 settembre per aver contribuito a salvare l'ultimo sopravvissuto degli attentati. Nel 2009 il suo padrone, l'ex agente canadese James Symington ha deciso di clonare il cane-eroe e 5 cuccioli sono nati dal suo dna. La classifica del Telegraph.  a cura di Francesco Tortora
2) BRIN, IL CANE AFGHANO - Brin, appartenente alla razza afghana conosciuta come "Koochee Tiger", salvò la vita a due soldati britannici e riuscì a fuggire dopo essere stato catturato dai talebani. Portato in Gran Bretagna nel 2010, è stato adottato da una donna
3) IL PICCIONE COLOGNE - Cologne, piccione viaggiatore che si distinse nella Seconda Guerra Mondiale per aver portato a termine più di 100 missioni, fu insignito con la "Dickin Medal", medaglia britannica che onora le azioni degli animali in tempo di guerra
4) IL CAVALLO WARRIOR - Era il cavallo del generale britannico Jack Seeley durante la Prima Guerra Mondiale e si distinse per la sua audacia e il suo coraggio. Sopravvisse al conflitto e l'anno scorso è stato onorato con una medaglia militare postuma
5) IL DELFINO MOKO - Nel 2008 il delfino Moko salvò la vita a due capodogli che si erano arenati sulla spiaggia di Mahia, sulla costa orientale di North Island, una delle isole maggiori della Nuova Zelanda. Il delfino riuscì a comunicare con i due cetacei e a portarli in mare aperto
6) IL GATTO SIMON - Durante la Seconda Guerra Mondiale il gatto Simon . prestò servizio nella Royal Navy britannica sulla nave HMS Amethys. Ricevette la Dickin Medal dopo essere sopravvissuto a diverse ferite di guerra e per "aver rialzato il morale dell'equipaggio e aver ucciso una colonia di topi che infestava la nave"
7) IL CANE BUSTER - Splendido esemplare di spinger spaniel, Buster, cane eroe nelle guerre in Bosnia e Iraq, nel 2011 andò in pensione e fu salutato con tutti gli onori dalla Raf, l'aeronautica britannica. Con il suo fiuto, in tanti anni di attività, ha scovato diverse bombe
8) IL LABRADOR ENDAL - Questo cane da assistenza è probabilmente l'animale più premiato della storia. Grazie alle sue incredibili capacità (riusciva a prendere i prodotti dagli scaffali nei supermarket e addirittura a utilizzare il bancomat) ha reso più agevole la vita del suo padrone Allen Parton, ferito gravemente durante la Guerra del Golfo
9) IL CANE JUDI - Judi fu uno dei cani più eroici della Seconda Guerra Mondiale. A fianco delle truppe britanniche fu fatto prigioniero dai giapponesi, sopravvisse a diversi campi di prigionia e persino a un naufragio. Fu onorato nel 1946 con l Dickin Medal
10) I TRE CAVALLI BRITANNICI - Regal, Olga e Upstart furono tre cavalli della polizia britannica che ottennero la Dickin Medal per il sangue freddo dimostrato durante i bombardamenti di Londra da parte dell'aviazione nazista. Rimanendo impassibili mentre dagli aerei piovevano bombe, aiutarono a salvare diverse vite umane
11) IL CANE LUCAS - Pochi giorni fa il cane poliziotto Lucas ha salvato l'agente americano Todd Frazier che era stato assaltato da tre malviventi che volevano trascinarlo in un bosco e ucciderlo nella contea di Hancock. Con diversi morsi ha colpito i criminali e li ha fatto scappare
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QUOTIDIANO.NET
1 GIUGNO 2015
 
I cani in Paradiso
 
di LUCA GOLDONI
 
«GRAZIE per le pur fugaci incursioni nel mondo degli animali – mi scrive «a nome di tanti amici di Ravenna», Ivo. Panetta @ libero70. it – non è una fuga dalla realtà, è una boccata d’ossigeno in questa atmosfera pestilenziale». Storia vecchia amico mio, potrei continuare a gogò su questa società nevrotica e invelenita che, se dai a qualcuno il buongiorno, quello ti ringhia «Buongiorno a chi?». 
E osservare che nella giustizia italiana c’è un insospettato quarto grado di giudizio, la Corte del Perdono per la quale le 35 coltellate a Melania Rea (seguite da atroce agonia) non sono abbastanza crudeli (i tagliagole dell’Isis sono più misercordiosi: un colpo secco e morte istantanea). E i bulli vigliacchi che pestarono la piccola down saranno “rieducati” in comunità (chitarra, pingpong ed equitazione). E gli studenti modenesi accusati di stupro da una compagna, schiveranno il processo perché i loro papy hanno indennizzato la vittima. E la corruzione è una rubrica quotidiana come il meteo. E la bomba atomica sul calcio mondiale è quasi un sollievo: la fogna è planetaria. Storia vecchia, dicevo: alle crisi dei rapporti umani corrisponde lo sconfinato amore per gli animali. Grandi amori e grandi affari. Qualcuno sta già pensando a palestre speciali per rinforzare gli addominali dei bulldog anziani. Si aggiunga che cani e gatti non soffrono lo stress da carriera, da abbandono coniugale. Sono immuni dalle sventure con cui ci complichiamo la vita. Dunque, nel corso del millennio sono destinati a superarci in longevità. Per cui bisognerà pensare a nuove leggi ereditarie. E qualcuno pensa pure all’aldilà. Leggo che in Usa si moltiplicano le onoranze funebri ai quattrozanmpe, dal mesto corteo alla lapide con foto negli appositi cimiteri. Anche i cani vanno in paradiso, sostiene il sacerdote McSweeney, dell’arcidiocesi di New York. «Non per meriti propri, ma perché il loro padrone vuole ritrovarli».HO IMPARATO a non sorridere dei sentimenti altrui, anche se non li condivido. Quando ci avvelenarono il nostro amatissimo lupo, ci chiesero dalla clinica se lo volevamo indietro per seppellirlo. Ma mia moglie e io, avendo deciso per noi la cremazione, non potevamo scegliere per lui sorte diversa. Una tomba non ci appare indispensabile per rimpiangere, ognuno porta nel cuore il suo piccolo camposanto e i ricordi non si esauriscono il 2 novembre. Ma, ripeto, accetto chi sente il bisogno di deporre un fiore. Quanto al cane in paradiso per meriti del padrone, cioè in conto terzi, mi sembra un principio inquietante. Che avverrebbe dei randagi che non hanno nessuno cui ricongiungersi? E in ogni caso, perché il cane amato dal padrone sì? E perché no la iena, vile per cromosomi, non per scelta sua? Il paradiso è un sogno già fragile per tanti credenti, intimiditi dal Grande Buio. Ritroveremo il nostro corpo? E di quale età? O vivremo in una dimensione sconosciuta? Il problema dell’aldilà è profondo, inquietante. Sconcerta che sia ridotto a una sequenza della “Carica dei 101”.
 
RAVENNA TODAY
1 GIUGNO 2015
 
cani in libertà sulla spiaggia: le regole ci sono, manca chi le faccia rispettare.
 
Sul social network per eccellenza (Facebook) sta montando la polemica su un articolo riportato dalla stampa locale, in merito alla presenza di troppi cani sulla spiaggia a sud di Lido di Dante. La querelle tra i favorevoli e i contrari si potrebbe evitare, se chi decide di portare in spiaggia il proprio fido si recasse nelle aree autorizzate. A Lido di Dante ci sono ben due aree autorizzate ove è possibile portare i cani in spiaggia: una alla foce dei Fiumi Uniti, regolamentata con apposita ordinanza comunale; l'altra presso il bagno Passatore, struttura privata. Personalmente trovo sia giusto portare in spiaggia il proprio cane, che tra l'altro in alcuni casi è più pulito dell'essere umano, tuttavia bisogna sempre tener presente che la libertà di ciascuno di noi finisce dove inizia quella dell'altro. Pertanto se in zona ci sono aree per cani, è in queste che i loro proprietari dovrebbero portarli. Tanto più che si ha la possibilità di scelta: gratuita quella alla foce, a pagamento quella privata. Diversamente si tratta di un atto irriguardoso nei confronti di chi non si sente a suo agio al cospetto di questi, pur simpatici e fedeli, amici dell'uomo.Forse non tutti sanno che il Comune di Ravenna, con propria ordinanza TL 668/2015 del 22 maggio scorso, che integra quella balneare 1/2015 della Regione Emilia Romagna, ha espressamente vietato, al punto 11, durante la stagione balneare, la conduzione e la permanenza sulla spiaggia di qualsiasi tipo di animale, anche se munito di museruola o guinzaglio: norma la cui inadempienza è punita dall'art. 1164 del Codice della Navigazione, comma 2, con la sanzione da 100 a 1.000 euro (nel caso specifico, ai sensi della legge 689/1981, il minimo è di 200 euro).Ma tranquilli tutti, perché si sa che su questo lembo di suolo italico l'anarchia continua a regnare sovrana, nell'indifferenza assoluta di chi è deputato a far rispettare le leggi dello Stato e le sue stesse ordinanze sul corretto utilizzo dell'arenile.
Pasquale Minichini, Lista per Ravenna
 
LA ZAMPA.IT
1 GIUGNO 2015
 
Gigi, il gatto che ci ha amato per tutta la vita
 
Un giorno d’estate del 1998 Gigi entrò a far parte della nostra famiglia. Era diventato la mascotte di un campeggio in Toscana, dove io e la mia famiglia stavamo trascorrendo alcuni giorni in vacanza. Il giorno del nostro rientro a casa il personale del campeggio ci implorò di adottare il bel micione che girava lì ormai da qualche mese, forse abbandonato da qualche ospite. Mio marito e mia figlia mi pregarono quasi in ginocchio affinché venisse con noi, ma io ero piuttosto restia, troppo addolorata per la perdita della nostra gattina Lucy che ci aveva allietato con la sua dolcezza per 11 anni. Non ci impiegarono però molto a convincermi e partimmo in auto con Gigi (lo avevano battezzato così in campeggio) alla volta di casa, in Piemonte, dopo aver acquistato una gabbietta per il trasporto. Fu un viaggio allucinante. Gigi piangeva e si disperava ed io ero già pentita, convinta ormai di avergli fatto un torto enorme sradicandolo da un posto così bello e pieno di verde per trasportarlo in un appartamento in città. Giunti a casa lo liberammo in garage per cercare di calmare un po’ la sua “rabbia” e subito tornò dolce come lo avevamo conosciuto. Dopo aver ispezionato bene la casa ci fece capire che, da buon maschio intero, avrebbe gradito, anzi preteso, di uscire regolarmente e così fu. Ma le sue nuove passeggiate non prevedevano boschi, prati e colline, bensì strade trafficate, cantieri e altri gatti di quartiere. Anche se con la chiusura del campeggio (luogo piuttosto isolato) nessuno lo avrebbe più sfamato e coccolato, iniziai a pensare di aver agito egoisticamente ma lui parve gradire la nuova sistemazione e soprattutto la nostra compagnia. Purtroppo in quel primo anno insieme a noi frequentò spesso lo studio del veterinario finché un giorno pensammo che non ce l’avrebbe fatta. Probabilmente era stato vittima di un incidente stradale o di qualche crudele umano armato di bastone.  Non ne venimmo mai a conoscenza ma Gigi volle stupirci e dopo giorni terribili rinacque più bello di prima. Non passò molto però e tornò a casa con la zampa fratturata in più punti. Fummo costretti a farlo operare e così decidemmo anche di castrarlo. Si adattò quasi subito alla nuova vita, amava moltissimo stare in casa e la nostra compagnia. Non parve soffrire per la nuova situazione e visse insieme a noi la bellezza di 16 anni, arrivando così alla veneranda età di 18 anni, quando a settembre di quest’anno il suo cuore malato non ce la fece più. Grazie Gigi, sei stato un gatto eccezionale, infinitamente dolce ed equilibrato; ci hai dimostrato tutto il tuo amore. Sarai sempre nel mio cuore! MAMMA TITTA
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GAZZETTA DI PARMA
1 GIUGNO 2015
 
Dal veterinario prima delle vacanze
L'obiettivo è quello di promuovere l'importanza delle visite prima della partenza con i pet per le ferie

Rose Ricaldi

 
Prenderà il via domani e proseguirà sino al 31 Luglio #estateinsieme, la nuova campagna di Royal Canin in collaborazione con Anmvi ed Enpa il cui obiettivo è promuovere l’importanza delle visite veterinarie per gli animali da compagnia prima della partenza per le vacanze: quando si è in procinto di raggiungere le mete delle tanto agognate ferie, portare i nostri amici a quattro zampe dal veterinario per un controllo dovrebbe, infatti, rientrare nelle necessarie operazioni di routine, così come preparare i loro bagagli ed assicurarsi che i loro documenti siano in regola. Fondamentali sono poi i consigli che il medico veterinario saprà darci al fine di far affrontare a Fido e Fufi un viaggio in totale sicurezza e nel rispetto del loro benessere, sia ci spostiamo in auto, in treno, in nave o in aereo. Purtroppo però, come emerso da una ricerca commissionata da Royal Canin, solo il 30% dei proprietari di animali intervistati afferma di recarsi dal veterinario con il proprio pet prima delle vacanze per una visita di controllo e per ricevere consigli utili sul viaggio. Secondo i dati raccolti, il 47% dei possessori di cani ed il 20% di quelli di gatti portano in ferie i propri amici a quattro zampe, considerati a tutti gli effetti come membri della famiglia: il 76% afferma di essere particolarmente preoccupato dal malessere che il viaggio può provocare al proprio «amico peloso», il 63% dalle insidie derivanti dai parassiti o da altri animali, ed ancora il 63% dalla possibilità che il proprio pet si possa ammalare. #estateinsieme vedrà il coinvolgimento di cinquemila ambulatori veterinari sparsi in tutta Italia e sarà diffusa attraverso una campagna di comunicazione su testate dedicate al modo degli animali da compagnia e su siti web, oltre che tramite locandine e cartoline. Collegato all’iniziativa è il concorso #estateinsieme: i primi tremila proprietari di cani ed i primi duemila proprietari di gatti che si registreranno sul sito www.royalcanin.it riceveranno a casa un libretto informativo, realizzato con la collaborazione di Anmvi, completo di tutti i consigli utili per trascorrere nel migliore dei modi la bella stagione in compagnia di Fido e Fufi, ed un «kit estate», che per i cani conterrà una ciotola pieghevole, una borraccia per l’acqua, un termometro da viaggio e dei sacchettini igienici per le deiezioni, mentre per i gatti una ciotola pieghevole, un gioco, una penna ed una pochette per i documenti dell’animale. Partecipando al concorso, inoltre, si contribuirà a donare un pasto ai tanti animali abbandonati ospitati nelle strutture gestite dall’Enpa. Coloro che si iscriveranno successivamente alle prime cinquemila registrazioni, oltre a dare il proprio apporto alle donazioni a favore dei quattro zampe trovatelli, parteciperanno all’estrazione di un’enciclopedia del cane ed una del gatto. Infine, tutti i proprietari sono invitati a pubblicare e condividere su Instagram, utilizzando l’hashtag #estateinsieme, i momenti più belli e significativi delle vacanze in compagnia dei propri amici a quattro zampe.
 
CATANZARO INFORMA
1 GIUGNO 2015
 
Il dilemma di chi ha un gatto: come recintare il giardino
 
Recintare una casa a prova di gatto non è facile ma neanche impossibile, anche per chi possiede un giardino che la circonda; è questo il dilemma di chi ha un felino con il vizio di sgattaiolare fuori e di invadere il giardino dei vicini, che crea problemi attirando altri gatti o depositando i suoi bisogni, con il rischio di subire minacce di avvelenamento… Cosa che, per quanto vietata dalla legge, non è comunque controllabile, nè si può accusare qualcuno senza prove.
Come sciogliere questo dilemma?
Sono numerosi gli appassionati dei gatti che discutono sul web di come comportarsi, tra tipologie di recinzioni e rimedi fai da te.Tra le varie risorse a disposizione su internet ci sono portali dedicati al giardinaggio, come Guidagiardini.it, attraverso il quale è possibile trovare e contattare imprese specializzate nella costruzione di recinzioni da giardino.
La soluzione ideale per evitare che il gatto esca dalla proprietà (o che altri animali vi entrino dall’esterno) è infatti quella di farsi montare una recinzione da giardino ad hoc, alta più di 4-5 metri, scoscesa e senza muretti di appoggio.Tra le alternative si trova quella della recinzione costituita da una rete tenuta insieme da paletti verticali alti più di tre metri, che si trovi all’esterno della casa e dentro il giardino, ma che non sia comunicante con l’esterno. In questo modo il gatto, attirato da una gattaiola, potrà solo circolare nello spazio a lui destinato, rientrando ed uscendo da casa quando vuole ma senza poter accedere all’esterno del giardino.E’ importante anche evitare gli spazi tra le palizzate del recinto, che consentono ai gatti di intrufolarsi ovunque: in tal senso, oltre a foderare la palizzata con una rete metallica che impedirà sicuramente l’accesso a qualsiasi gatto, si può ricorrere a rimedi veloci, quali dissuasori anti-gatto, in formato spray, in panetto o liquidi.Per non utilizzare prodotti chimici, in molti forum si propongono rimedi naturali con l’utilizzo di odori forti, come le ampolle di oli aromatici al gusto intenso di agrumi. Oppure si può spezzettare la buccia delle arance, dei mandarini e dei limoni in piccoli quadratini che giornalmente si cospargeranno in tutto il limite esterno del giardino.
Anche una bottiglia di plastica piena di acqua potrebbe servire per allontanare il gatto che, una volta bagnato, non cercherà più di tornare in quel punto.Il dilemma per chi ha un gatto è tra far sentire libero il proprio felino e trovare una soluzione sicura per sè, per i vicini e per l’animale stesso; un buon compromesso è sempre la scelta migliore.
 
VANITY FAIR
1 GIUGNO 2015
 
Sei sicuro di saper giocare col tuo cane?
 
L'esperto di MAXI ZOO ci svela piccoli (ma fondamentali) trucchi per trasformare il divertimento con il nostro quattrozampe all'aria aperta in qualcosa in più. Regola numero 1: mai andare al parco con una sola pallina nella borsaLa primavera è ormai nel suo pieno, e non c’è nulla di meglio che portare il proprio cane al parco e giocare con lui.
Il gioco ha un ruolo essenziale nel rapporto con il nostro l’animale perché consolida la relazione d’amicizia. Per questo, è davvero fondamentale trovare un po’ di tempo da dedicare per divertirsi insieme.Per il cane tutto è gioco: dal bastoncino, alla palla, alla bottiglia di plastica da mordere. Vediamo, gli oggetti più comuni da portare con sé per intrattenerlo:
-    Il riportello (oggetto di forma diversa pensato apposta per essere recuperato e riportato).
-    Le palline.
-    Il frisbee.
Ciò che caratterizza il gioco del riportello è il concetto di ubbidienza. In questo senso, va a rafforzare il ruolo del proprietario, colui che impartisce il comando, e quello dell’animale, che impara a ripetere l’azione che gli è stata insegnata.Con la pallina, invece, si punta maggiormente a dare libero sfogo al bisogno dell’animale di correre.  
Non si tratta solo di riportare l’oggetto, ma anche di cercarlo, mettendo così in moto una serie di operazioni che favoriscono l’attivazione mentale dell’animale.Attenzione, è consigliabile giocare con due palline: una si lancia mentre si tiene in mano l’altra. Quando il cane torna con la palla in bocca, si rilancia subito la seconda in modo che l’animale rilasci la prima spontaneamente.
Questo gioco definito dello scambio (che si può effettuare anche con due riportelli) ci permette di insegnare al cane 3 cose molto importanti:
1) A riportare un oggetto.
2)    A lasciare un oggetto senza entrare in competizione.
3)    Che la nostra mano non va mai a togliere, ma a dare.
Nel caso del frisbee sono necessari almeno tre step di avvicinamento.
Per prima cosa, bisogna far conoscere il frisbee al nostro amico peloso come se fosse un qualunque oggetto da mordere.
Successivamente si può farlo rotolare come fosse una pallina da riportare, in modo tale che il cane associ il frisbee al gioco.
A questo punto è possibile fare piccoli lanci per valutare come reagisce.  
Se risponde positivamente, cominciate ad aumentare la distanza.È molto importante cercare di assecondare le inclinazioni dell’animale: cercate, quindi, di individuare le caratteristiche del vostro pet e non forzatelo a effettuare un determinato gioco.Inoltre, è essenziale calibrare l’attività fisica in base all’età e alle specifiche fisiche.Le attività adatte ai cuccioli non sono consigliabili per animali più avanti d’età. Nel caso di cuccioli di animali di grossa taglia, evitate giochi all’aperto che vadano a sovraccaricare le articolazioni: non lanciate la pallina troppo distante e non fatelo saltare troppo.
Quando, invece, si ha a che fare con animali di età avanzata è possibile, indipendentemente dalla razza, che si presentino problemi alle articolazioni, ai tendini, o artrosi.
Meglio assecondarne i ritmi, evitandogli movimenti rapidi e bruschi. Nel caso, infine, di animali sovrappeso è giusto approfittare della bella stagione per far fare un po’ di attività fisica, ma senza mai esagerare.
 
GREEN ME
1 GIUGNO 2015
 
5 prodotti di origine animale che non curano affatto
 
Per secoli la Medicina Tradizionale Cinese ha sostenuto che alcuni prodotti animali contribuissero a trattare e curare una serie di disturbi comuni. Anche se ci sono molti vantaggi lodati della Medicina Tradizionale Cinese, uno svantaggio evidente è l'uso di ingredienti di origine animale, usando spesso parti di animali in via di estinzione, come tigri, rinoceronti e antilopi.Alcuni degli animali utilizzati vengono uccisi dai bracconieri, mentre altri sono allevati in cattività in condizioni terribili per tutta la loro vita. Ecco 5 prodotti di origine animale più comuni utilizzati per i loro benefici per la salute, dietro cui si nascondono terribili violenze e abusi.
1. Bile d'orso
Più di 10.000 orsi sono tenuti nelle fattorie della bile in Cina e altri 2.000 sono detenuti in Vietnam. Sono allevati e confinati in piccole gabbie, costretti a soffrire attraverso procedure dolorose e invasive per estrarre la loro bile dalla cistifellea. Si crede che la bile dell'orso contribuisca a ridurre le infiammazioni, a espellere le tossine, a migliorare i sintomi di congiuntivite ed epatite e curare il mal di testa.
2. Ossa di tigre
Quasi ogni parte della tigre è considerata sacra e capace di guarire nella medicina tradizionale cinese. Le ossa di rigre, una delle zone più pregiate dell'animale, vengono macinate e utilizzate per trattare l'artrite e altri disturbi comuni, così come l'impotenza.
Sebbene l'uso di ossa di tigre nella medicina tradizionale sia diminuita negli ultimi anni, la domanda di ossa di tigre non è mai stata così alta. Avere il vino con ossa di tigre è considerato uno status symbol. Si stima che circa 1.000 tigri siano state uccise negli ultimi 10 anni per soddisfare le richieste in Asia.
3) Corno di rinoceronte
Si crede possa guarire da febbre, convulsioni e allucinazioni. Il corno di rinoceronte è composto di cheratina, una delle principali componenti delle nostre unghie. Il commercio illegale di specie selvatiche è una delle cause principali che stanno dietro ala decimazione di tutte le popolazioni di rinoceronte nel mondo.
4) Scaglie dei pangolini
Il pangolino è l'animale più trafficato illegalmente nel mondo. Anche se il pangolino è mangiato come una prelibatezza, è anche usato per il suo presunto medicinale. Si pensa che il pangolino possa migliorare la funzione renale, curare l'asma e migliorare i segni della psoriasi. 
5) Corna di antilope
I maschi di saiga tatarica, un'antilope una volta molto diffusa in Asia, sono stati uccisi per le loro corna, portandola sull'orlo della scomparsa. Ora ikl bilancio delle vittime di antilope in Asia centrale è salito a circa 120.000, quasi la metà della popolazione rimasta al mondo, secondo stime non ufficiali. Qualche giorno fa, i veterinari e scienziati che studiano la catastrofe hanno presentato i loro risultati fino ad ora per i funzionari di governo in Kazakhstan, dove gli animali stanno morendo anche per altri motivi.
 
TODAY
1 GIUGNO 2015
 
Il cane randagio è ferito: netturbino lo butta nel camion tritarifiuti
L'orrore in una cittadina del nord del Brasile sta facendo il giro del mondo grazie alle foto di un cittadino. L'uomo è stato licenziato
 
Stanno facendo il giro del mondo le fotografie che ritraggono un netturbino buttare nel camion tritarifiuti un cane randagio. L'orrore in una cittadina del nord del Brasile, Presidente Figueiredo. A riprendere tutto è stato un cittadino che ha inviato le foto a diversi giornali. Risultato: l'uomo è stato licenziato.E' accaduto tutto davanti agli occhi - terrorizzati - dei cittadini del quartiere: Jadson James Franca, 35 anni, vede un cane vicino ai secchi dell'immondizia. E' ferito. L'uomo si avvicina e lo blocca con una corda. Tutti pensano che lo stia soccorrendo. Ma all'improvviso l'uomo prende il cane e lo lancia nel camion tritarifiuti, uccidendolo. Ecco le foto dell'orrore. L'ultimo scatto, quello col cane buttato nel camion, ovviamente ve lo risparmiamo.
FOTO
 
L’ULTIMA RIBATTUTA
1 GIUGNO 2015
 
Getta cane vivo nel camion dei rifiuti, “un atto di gentilezza”

Luigi Perfetti

 
Il fatto è avvenuto in Brasile dove un netturbino è stato fotografato mentre trascina un cane ferito e lo getta nel camion tritarifiuti. Identificato, è stato licenziato. Jadson James Franca, ricordatevi bene questo nome, ha legato una catena intorno al collo del povero animale (che aveva verosimilmente le zampe spezzate) e lo ha gettato nel camion.
Il tutto dinnanzi ai colleghi, che non hanno mosso un dito.Stando alle dichiarazioni degli addetti al servizio, l’animale era ancora vivo quando è arrivato alla discarica ma è morto per le gravi ferite riportate nel meccanismo di compattazione della raccolta dei rifiuti.A rendere virale la foto è stata la celebre conduttrice brasiliana Xuxa che ha postato le immagini sul suo profilo di Facebook che conta 4,4 milioni di fan scrivendo: “Questo piccolo cane, che non dava fastidio a nessuno, aveva le zampe rotte e soffriva, è stato legato e trascinato per il collo prima di essere brutalmente assassinato da questo individuo che lo ha gettato e schiacciato vivo nella parte posteriore del camion della spazzatura“.E ancora: “Questo mostro può ancora camminare in strada in piena libertà. Lasciamo che questo accada? Facciamo qualcosa? Insieme si può“.Neilson da Cruz, sindaco della cittadina di Presidente Figueiredo dove è avvenuta la vicenda, ha annunciato che l’uomo è stato licenziato, mentre alla società che gestisce lo smaltimento dei rifiuti è stata comminata una multa. Ferma condanna anche a chi si è preoccupato di scattare le foto ma non ha fatto nulla per fermare questa atrocità.“Queste persone erano più preoccupate di riprendere la scena che di salvare l’animale: è un’assurdità“, ha detto il sindaco.Franca è stato accusato di crudeltà aggravata verso gli animali  ed è stato rilasciato su cauzione. Si è difeso dicendo di aver gettato il cane nel tritarifiuti come atto di gentilezza perché “stava soffrendo molto” e aveva “bisogno di essere sacrificato”.
 
IL MESSAGGERO
1 GIUGNO 2015
 
Brasile, netturbino getta il cane malato nel compattatore: le immagini fanno il giro del web
Il netturbino prende il cane invalido e lo getta nel compattatore.
 
Le immagini che hanno scioccato il web vengono da Presidente Figuiredo, nel nord del Brasile. Il netturbino, identificato come Jadson James Franca, di 35 anni, scende dal camion dei rifiuti e si avvicina al ciglio della strada, dove c’è un cane randagio che non riesce a camminare perché ha le zampe posteriori rotte.
FOTO
 
GEA PRESS
2 GIUGNO 2015
 
Brasile – Orrore: cane prelevato e gettato nel compattatore
E' giusto che il responsabile se ne vada tranquillamente in giro?
 
Sta scuotendo l’intero Brasile e non solo, visto che quanto successo nella città di Presidente Figueiredo, nel nord del paese, è stato ripreso da Xuxa, presentatrice ed attrice molto nota nelle TV dell’intero Sudamerica.Xuxa ha letteramente mandato a quel paese il netturbino chiedendosi se sia giusto che un tale individuo potrà continuare a camminare tranquillamente  per le strade cittadine oltre a potere ricorrere alla sanzione contestata.Cosa ha fatto di così grave il netturbino? Accortosi della presenza di un cane con le zampe rotte, forse a causa di un incidente stradale, lo ha prelevato con il cappio, gettandolo nel compattatore. “Problema” eliminato, schiacciato tra i sacchi dell’immondizia.Quegli scatti eseguiti da un passante hanno avuto un effetto dirompente, visto che l’account facebook di Xuxa, il cui vero nome è Maria da Graça Meneghel ed è di origine italiana, conta quasi quattro milioni e mezzo di amici.Sulla vicenda è subito intervento il Sindaco della città brasiliana che ha annunciato il licenziamento dell’addetto ed una sanzione per la ditta che gestisce il servizio. In molti, però, hanno criticato chi, presente alla scena, non è intervenuto. Per il cagnolino, purtroppo, non c’è stato niente da fare. Schiacciato dal compattatore tra i sacchi dei rifiuti. Secondo alcune fonti, però, sarebbe arrivato ancora vivo in discarica, ma non è sopravvissuto alle gravi ferite riportate.Xuxa, ha definito il soggetto un “mostro”.  Il suo post ha avuto decine di migliaia di condivisioni.
 
LA ZAMPA.IT
1 GIUGNO 2015
 
In Illinois è un crimine esporre gli animali a temperature estreme
 
Caldo infernale o freddo glaciale, pioggia o altre situazioni climatiche estreme. Una nuova legge in Illinois potrebbe punire, con un anno di carcere o con multe fino a 2500 dollari, chi lascia in queste condizioni i propri animali domestici.  A promuovere il provvedimento è stata la repubblicana Sara Feigenhoitz come risposta all’elevato numero di cani morti durante lo scorso inverno. Il suo intento non è solo quello di salvare la vita a molti animali domestici, ma anche quello di creare o aumentare un maggior nei confronti di cani e gatti. Per diventi effettiva, ora la legge dovrà essere firmata dal governatore Bruce Rauner.
 
FIFELITY HOUSE
1 GIUGNO 2015
 
Un uomo sviene per strada. Ecco cosa fa il suo cane
Un uomo sviene al centro della strada ma il suo cane gli rimane accanto in ogni momento. Anche quando il suo padrone viene caricato sull'ambulanza lui salta su e gli mostra il suo affetto. GUARDA IL VIDEO SOTTO
 
Un uomo sviene al centro della strada. Il suo cane gli rimane fedele in ogni momento.
Quante volte abbiamo sentito dire che il cane è il miglior amico dell’uomo? Così tante che ormai è diventato quasi un cliché ma in realtà nasconde una grandissima verità che è sotto gli occhi di tutti noi continuamente ed in ogni circostanza.L’uomo protagonista di questo video ed il suo cane, infatti, ne sono l’ennesima dimostrazione. Siamo a Guizhou, in Cina, e nel bel mezzo della strada un uomo sviene. Una situazione di grande pericolo, quindi, visto il traffico che sfiora l’uomo e che lo mette sempre più in pericolo.Insieme a lui in quel momento il suo cane, che non pensa neanche per un attimo di abbandonarlo e di andare via per mettersi in salvo. Il cucciolo se ne sta lì accanto al suo padrone e non lo molla un attimo.Anche quando arrivano i soccorsi, infatti, il cane rimane accanto al suo padrone e non si allontana mai. Anche quando l’uomo viene caricato sull’ambulanza il cane salta su e gli rimane accanto.Un’ennesima dimostrazione della grandissima fedeltà che i nostri amici a quattro zampe hanno per i loro padroni e per chi si prende ogni giorno cura di loro. Un video davvero toccante, come un altro che ci ha mostrato un cane attendere il suo padrone dietro le porte di un ospedale dove l’uomo era stato ricoverato o un altro che ogni giorno va in chiesa come faceva con la sua padrona ormai scomparsa che sembra quasi aspettare.
VIDEO
 
NEL CUORE.ORG
1 GIUGNO 2015
 
GRAN BRETAGNA, DA BUAV NASCE CRUELTY FREE INTERNATIONAL
"Scompare" l'associazione fondata nel 1898
 
Nasce in Gran Bretagna una nuova associazione animalista, Cruelty Free International, che si batterà contro gli atroci esperimenti che in gran parte del pianeta le case di profumi e cosmetici ancora compiono sugli animali. "Pensiamo che, in un anno, più o meno 115 milioni di animali vengano usati e uccisi, in tutto il mondo a questo scopo", ricorda la violinista superstar Vanessa May che, è ambasciatrice della neonata associazione. Neonata sì, ma fino a un certo punto. Infatti la Cruelty Free International non è altro che la fusione di una storica associazione inglese antivivisezionista, la Buav (fondata nel 1898 dalla femminista irlandese Frances Power Cobbe), con una delle tante organizzazioni specializzate - la Cruelty Free, appunto - che erano germogliate al suo interno. L'associazione ha appena lanciato il "Leaping Bunny programme" (cioè il coniglietto saltellante) che certifica l'origine dei prodotti che normalmente troviamo sugli scaffali dei nostri suopermercati. Tra i supporters il baronetto Paul McCartney e la bella attrice americana Ashley Bell.
 
GREEN STYLE
1 GIUGNO 2015
 
Tumore prostata: carne rossa aumenta rischio mortalità
 
Mangiare cibo non sano e carne rossa aumenta rischio mortalità per i malati di tumore alla prostata. Secondo i ricercatori della Harvard Univeristy di Boston, negli USA, una dieta troppo “occidentale” ricca di alimenti non salutari aumenterebbe del 67% il pericolo di mortalità prematura.Sotto accusa per quanto riguarda l’aumento del rischio mortalità per il tumore alla prostata sarebbero in particolare diete ricche di carni rosse e processate, grassi come anche di cereali raffinati. Questo stando ai risultati ottenuti dai ricercatori statunitensi durante lo studio, condotto analizzando le cartelle cliniche di 926 pazienti affetti dalla patologia tumorale e inclusi nello Physicians’ Health Study.Al contrario coloro che consumavano un’alimentazione sana composta in prevalenza da frutta, verdura, pesce e legumi hanno visto il tasso di morte prematura diminuire del 36%.Un possibile aiuto per chi è affetto da questo problema e vuole operare dei salutari cambiamenti nel proprio stile di vita. Come ha spiegato il Dr. Jorge Chavarro, ricercatore presso l’ateneo statunitense: C’è al momento un corpo di ricerca davvero poco sviluppato a supporto degli uomini che vivono con un tumore alla prostata su come potrebbero modificare il proprio stile di vita per aumentare le possibilità di sopravvivenza.I nostri risultati suggeriscono che una dieta salutare per il cuore possa portare dei benefici a questi uomini, specialmente riducendo le loro possibilità di mortalità a causa del tumore alla prostata.A commento dello studio è intervenuto anche l’autore principale dello studio, il Dr. Meng Yang che ha sottolineato come l’appartenenza di tutti i soggetti alla stessa razza e condizione socioeconomica raccomanda in futuro la replica della ricerca con differenti parametri in relazione ai soggetti coinvolti.
 
IL MATTINO
2 GIUGNO 2015
 
Chiudono il cane in un baule e lo fanno affogare: il macrabro ritrovamento nel lago
 
ALLEGHE (BL) - Un vecchio baule in legno legato alla meno peggio è riaffiorato dalle tranquille acque del lago di Alleghe. «Abbiamo visto emergere qualche cosa che sembrava di legno - racconta un residente che lo ha notato galleggiare sul lago - spinti dalla curiosità abbiamo controllato più da vicino con l'ausilio della barca. Una volta in prossimità abbiamo capito che non si trattava di un ordigno, almeno non sembrava, piuttosto di un baule legato con delle cinghie usate per le tapparelle».Ripescato il baule i nostri si sono armati di coltello per tagliare le corde forse nella speranza di mettere le mani su qualche tesoro d'altri tempi. «Altro che tesoro - continua il racconto - dentro c'era un animale in avanzato stato di decomposizione, a noi è sembrato un animale domestico, un cane più che un gatto».Nel baule anche un piatto di ceramica e un asciugamano. Chi lo ha gettato nel lago, probabilmente con l'intenzione di disfarsene per sempre, ha messo nel baule anche un pesante mattone per zavorrare il baule. Con il tempo, probabilmente, il corpo in decomposizione ha liberato del gas che lo ha fatto riemergere.
«Dopo averlo aperto abbiamo informato la Polizia Provinciale, sono intervenuti e hanno portato con loro il baule per ulteriori indagini e credo anche per smaltire la carcassa dell'animale. Del ritrovamento si sono interessati anche i carabinieri della stazione di Caprile».
FOTO
 
GEA PRESS
2 GIUGNO 2015
 
Ischia (NA) – Centrata da un piombino in testa. Fine di un’Averla capirossa
L'ENPA cita Oscar Wilde: "non esiste altro peccato che la stupidità".

 
Ischia (NA) - Non esiste altro peccato che la stupidità. Così l’ENPA di Ischia (NA) commenta, citando Oscar Wilde, l’ennesimo atto di bracconaggio perpetrato nell’isola contro specie protette ed in periodo di caccia chiusa.A rimetterci le penne è stata questa volta una Averla capirossa, grosso passiriforme dal becco tipicamente ad uncino con il quale preda insetti, invertebrati ed anche piccole lucertole. L’Averla è stata centrata da un pallino di piombo che le ha spaccato la testa. Il povero animale deve essere caduto fuori dal raggio di azione del bracconiere. Qualcuno l’ho poi prelevata e consegnata all’ENPA.“C’è stata consegnata ancora morente – riporta nella sua nota l’ENPA di Ischia – Un animale proveniente dall’Africa e che nel corso della migrazione primaverile ha attraversato il mar Mediterraneo. Ad Ischia è stata centrata dal pallino“.Ischia, come altre isole del Tirreno, si conferma luogo di bracconaggio primaverile. Una forma di caccia vietata ormai da tempo ma che evidentemente trova ancora diversi seguaci.
 
IL CENTRO
2 GIUGNO 2015
 
Lanciano, pirata della strada travolge il cane e sfiora il padrone
L'investimento sabato sera in via del Mare. L'appello del proprietario del piccolo Jager: "Quel folle avrebbe potuto uccidere anche mio padre. Aiutateci a trovarlo"
 
LANCIANO (CH). Pirata della strada investe e uccide il cane e sfiora il padrone. E' accaduto sabato scorso a Lanciano, lungo la via del Mare, poco dopo la rotonda che collega la strada a Santa Giusta. Erano circa le 20,30 quando il signor Abate, in compagnia del suo Jager, un meticcio di 4 anni, faceva la passeggiata quotidiana sotto casa. Improvvisamente, mentre l'uomo attraversava la strada con il cane, un'auto grigia a tutta velocità è spuntata dalla rotatoria, con la musica che usciva dall'abitacolo a tutto volume, e ha preso in pieno il cagnolino, sfiorando di pochi centimetri il padrone che lo aveva al guinzaglio. Il povero Jager, a causa del colpo, è stato sbalzato di circa 30 metri, ed è morto sul colpo. "Mio padre non è riuscito a vedere granchè della macchina perchè si è subito avvicinato al cane", racconta il figlio Danilo Abate. "MI ha raccontato però che si trattava di una macchina grigia, il conducente si è fermato un attimo e subito dopo è ripartito a folle velocità". Il padre, sconvolto per quanto avvenuto, ha poi chiamato i carabinieri, assicurando alla famiglia Abate che avrebbero fatto il possibile. Pur non avendo la targa, i militari in servizio di prevenzione contro le stragi del sabato sera, avrebbero attenzionato tutte le auto grige che sul paraurti anteriore destro avessero macchie o ammaccature sospette. Purtroppo i carabinieri non hanno richiamato i padroni del povero cane, e quindi si sono rivolti ieri anche alla polizia municipale, "dove mi sono sentito dire che sanno bene che in quella zona le automobili si muovono a velocità sostenuta". Lo stesso Danilo Abate ricorda che il Codice della strada è tassativo: "Nel caso si investa un animale, vige l’obbligo di fermarsi, prestare soccorso e fare in modo che scattino gli allarmi necessari all’intervento di operatori specializzati nel settore. Per i trasgressori sono previste multe da 389 a 1559 euro in caso di partecipazione diretta, e per chi vede e non si ferma, da 78 a 311 euro". Quindi l'appello ai lettori del Centro: "Se c'è qualcuno che sabato sera ha visto la scena dell'investimento, o comunque ha notato un automobilista folle sulla via del Mare è pregato di farmi avere notizie all'email Danilo.Abate.chechil@live.it  . Solo chi perde un cane sa il dolore che provoca - ha concluso Danilo - e per pochi centimetri, insieme al cane, non è stato investito anche mio padre. Dobbiamo per forza aspettare che accada una tragedia prima di fare qualcosa?”.
 
MESSAGGERO VENETO
2 GIUGNO 2015
 
Il cane finisce nel torrente e il padrone si tuffa per salvarlo, ma invano L’animale trascinato via dalla corrente, il proprietario torna a riva incolume. I vigili del fuoco hanno praticato invano il massaggio cardiaco al pitbull
 
di Enri Lisetto
 
SPILIMBERGO (PN). Aveva portato i suoi cani a passeggio, lungo il torrente, quando uno di questi è scivolato nell’acqua. Il suo padrone si è tuffato: il guinzaglio si era incastrato tra gli scogli che fanno da diga per limitare la corrente.L’operazione di salvataggio era stata notata da alcuni passanti, che hanno allertato i vigili del fuoco. Il proprietario del cane, nel frattempo, era riuscito a divincolarlo e a portarlo a riva, ma, nonostante il massaggio cardiaco, il cane non ce l’ha fatta.Era primo pomeriggio, ieri, quando M.B., 53 anni, di Spilimbergo, approfittando della bella giornata, aveva deciso di portare i suoi cani a passeggio, lungo il torrente Cosa, nella città del mosaico.Tra i quattrozampe, un pitbull. L’uomo, giunto in una zona priva di persone e, apparentemente, di pericoli, ha liberato i suoi fidi, lasciandoli scorazzare tra i prati, come qualsiasi persona farebbe.Il pitbull stava giocando con gli altri cani. Poi, forse per una disattenzione o con l’intenzione di dissetarsi, si è avvicinato alla sponda del torrente Cosa e, subito dopo, è caduto dentro.Un corso d’acqua non molto profondo, ma caratterizzato da una forte corrente.Il cane, dunque, è stato trascinato per alcune decine di metri sino a quando si è fermato tra gli scogli che creano una sorta di diga, con la funzione di rallentare la corrente. Quello sbarramento poteva essere la sua salvezza, invece si è trasformato nella sua tomba.Il padrone, non appena visto il cane in difficoltà, ha subito cominciato a chiamarlo. Quando ha capito che era bloccato – il suo guinzaglio si era incastrato tra i massi – non ha esitato: si è tuffato in acqua con l’intento di raggiungerlo.La scena è stata notata da alcuni passanti, che hanno allertato i vigili del fuoco del distaccamento di Spilimbergo, descrivendo quando stavano vedendo.Quando i pompieri sono giunti sul torrente Cosa, l’uomo aveva già recuperato il suo cane, otto anni di età, e lo stava riportando a riva.Aiutato a concludere l’operazione e constatato che il soccorritore non aveva problemi di salute, padrone e pompieri si sono dedicati al cane: hanno tentato di rianimarlo, praticandogli a lungo anche il massaggio cardiaco. Per il pitbull, tuttavia, non c’è stato nulla da fare: è morto verosimilmente per annegamento.
 
LECCE PRIMA
2 GIUGNO 2015
 
Capriole e saltimbanchi, arriva il circo senza animali al Museo di storia naturale
Sarà un nuovo modo di vivere la natura quello di domenica prossima, a Calimera. Uno speciale circo, rigorosamente senza animali, ospiterà bambini e famiglie. Il biglietto d'ingresso dà diritto alla visita nel parco faunistico e allo spettacolo di diversi artisti
 
CALIMERA (LE) - Un mondo di capriole e saltimbanchi, il paese dei balocchi adesso che la scuola è finita, un viaggio nel mondo fatato del bosco, lo sguardo incantato verso gli animali del parco faunistico. Ecco un nuovo modo di vivere la natura e il circo. Domenica 7 giugno, presso il Museo di storia naturale di Calimera, gli animali saranno spettatori: anche loro alla stregua dei bambini col naso all’insù per guardare il volteggio delle clavette, animali curiosi che sbirciano dalle loro tane il nuovo mistero degli uomini che saltano in aria come grilli.Il Museo di Storia Naturale del Salento, con i suoi oltre duemila metri quadrati di area espositiva, il museo più grande del Sud Italia e comprende, fra le altre, sezioni espositive di astronomia, mineralogia, paleontologia, paleoantropologia ed entomologia. Ospita l’osservatorio faunistico della provincia di Lecce con tre centri per la cura della fauna selvatica, esotica e delle tartarughe marine. Le sue principali linee di ricerca sono concentrate sullo studio della conservazione della natura di insetti, anfibi, rettili e uccelli.Nella giornata di domenica si potrà anche visitare il Museo e il Vivarium.  Il biglietto d'ingresso dà diritto alla visita nel parco faunistico e allo spettacolo degli artisti Kukulà e Trampuglia. Dopo lo spettacolo, zia Ella Truccabimbi aspetterà i più piccini per giocare a "Quale animale vuoi essere?"
 
TARGATO CN
2 GIUGNO 2015
 
Detrazioni per animali domestici? Tutto quello che c'è da sapere
Ecco chi può richiederle e fino a quale cifra
 
Non tutti lo sanno, ma la legge prevede la possibilità di scontare dall’Irpef il 19% delle spese sostenute per le cure veterinarie prestate a cani, gatti e altri animali domestici.Visto che siamo in temoi di dichiarazione dei redditi, è bene essere informati su limiti di spesa, franchigia ecc.
La detrazione è possibile fino ad un massimo di spesa di 387,34 euro totali. Sia che si abbia un solo animale sia che se ne abbiano 10. C'è poi una franchigia di 129,11 euro. Il massimo sconto previsto è quindi di 49,06 euro, pari al 19% di 258,23 euro (differenza tra 387,34 euro e 129,11).Cosa si può detrarre? Le spese per il veterinario e i farmaci. Chi può detrarre? Solo chi ha animali da compagnia o li ha per pratiche sportive, mentre nessuna detrazione è prevista per chi li alleva per venderli o per ricavarne cibo, tantomeno per chi usa gli animali per attività illecite, come combattimenti clandestini.
 
QUOTIDIANO.NET
2 GIUGNO 2015
 
"Tutti possiamo fare qualcosa contro il Festival della carne di cane"
Cina. Animal Asia lancia un appello al popolo del mondo contro lo sconvolgente appuntamento. Qualche passo in avanti è stato fatto ma non basta. Una firma può aiutare
 
Roma, 2 giugno 2015 - Il prossimo 22 giugno nella città di Yulin, nel sud della Cina, si terrà il celebre Festival della Carne di Cane. Non è un festival. In un solo giorno a Yulin saranno macellati fino a 2.000 cani. La loro morte avverrà esclusivamente in nome del profitto. I commercianti di carne di cane hanno ideato il festival di Yulin nel 2009 per creare un’opportunità di guadagno. Da allora l’evento è stato oggetto di forti critiche a causa della sua crudeltà e dei rischi che rappresenta per la salute dei suoi frequentatori.Rubati nelle loro case o catturati nelle strade, i cani vengono ammassati in gabbie minuscole. Spesso la forza usata è tale da romperne le ossa. Il trasporto dura molti giorni. Le condizioni di viaggio sono disumane, il caldo è asfissiante, gli animali sono malati, disidratati e, in alcuni casi, morti. I cani vengono sedati con dardi avvelenati o con il cianuro. Il trasporto, la macellazione e le tecniche di preparazione del cibo consentono alle tossine e ai vettori di contagio di arrivare nei piatti serviti agli avventori del festival.Animal Asia combatte tutto questo fin dall'inizio e una nota dell'organizzazione internazionale spiega: "Il nostro cammino è appena iniziato, ma insieme possiamo mettere fine a questa mattanza. Animals Asia ha scritto una lettera aperta ai commercianti di carne di cane per chiedere la cancellazione dell’evento. Abbiamo bisogno della tua firma. 2.000 cani contano sul tuo aiuto".Qualcosa, sottolinea Animal Asia, è stato fatto. Lo scorso anno, a causa delle crescenti proteste, la rassegna ha subito un netto ridimensionamento portando da 10.000 a 2.000 il numero dei cani macellati. Nel 2011 il Festival della Carne di Cane di Jinhua Hutou, nel sud del paese, è stato cancellato in seguito alle numerose manifestazioni di dissenso.
 
NEL CUORE.ORG
2 GIUGNO 2015
 
FLORIDA: INCHIESTA FEDERALE SU UN ALLEVAMENTO DI SCIMMIE
Interviene il Dipartimento dell'Agricoltura
 
Il Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti ha aperto un'inchiesta su una struttura per l'allevamento di scimmie nel Sud-Ovest della Florida, dopo aver ricevuto la denuncia della Peta, la più grande associazione animalista del mondo, che, con un video, ha mostrato le inaccettabili e disumane condizioni igienico-sanitarie in cui vivono gli animali alla Primate Products Inc. nella Contea di Hendry. Dan Paden, portavoce della Peta, ha spiegato che il video è stato girato da un collega della Peta che si è fatto assumere dall'azienda incriminata per far scoppiare lo scandalo. Il video è stato dato in esclusiva all'Associated Press. Gli ispettori dell'USDA, dopo aver visionato il video e parlato con la Peta, si sono recati nella struttura all'indice. Tanya Espinosa, una portavoce dell'USDA, spiega che Primate Products Inc. ha tre settimane per fare appello contro il rapporto dell'USDA. Tale rapporto, finché l'operazione non è conclusa, non può essere reso pubblico. Durante il video, lungo sette minuti, si vedono dei lavoratori che tengono in braccio macachi mulatti con materiale organico che fuoriesce dalla coda. Ci sono scimmie chiuse in gabbie ricoperte di feci, scimmie prive di macchine funzionanti per la distribuzione d'acqua, scimmie con ossa rotte e piene di ferite aperte. Una scimmia è anche morta per ipotermia, un'altra è stata ferita da un orso.
Le scimmie sono tenute in gabbie esterne. "La Primate Products ha avuto contratti federali per 13 milioni di dollari, pagati dai contribuenti, e spedisce i primati a laboratori e università", spiega Dan Paden. E continua: "I suoi clienti, che sono poi i nostri Istituti Nazionali per la Salute, devono decidere se continuare così a foraggiare la crudeltà verso questi animali, catturati con violenza e condannati a vivere nel terrore e nel dolore fino alla morte". La Contea di Hendry, a sud ovest del Paese, è una specie di Mecca per gli allevatori di scimmie. Tre grandissime strutture, che ospitano migliaia di animali, sono già attive e una quarta aprirà presto.
 
NEL CUORE.ORG
4 GIUGNO 2015
 
FLORIDA, 8 INFRAZIONI (E MULTA IN ARRIVO) PER LA PRIMATE PRODUCTS
Le autorità danno ragione agli animalisti
 
Il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti ha trovato ben otto casi di non conformità con il Federal Animal Welfare Act nella Primate Product Inc, l'azienda della Florida oggetto di un'ispezione dopo la pubblicazione di un video denuncia della Peta, la principale organizzazione animalista americana, sulle condizioni dei macachi detenuti.
L'azienda stessa ha reso pubblico il rapporto del Dipartimento dell'Agricoltura e ha dichiarato che si attende una sanzione pecuniaria. Il rapporto fissa un termine preciso per superare le infrazioni e tabilisce quali devono essere in futuro gli standards perché la Primate Product possa continuare ad operare. Secondo il presidnete Jeff Rowell, il video di Peta è stato girato fuori contesto. Spiega, ad esempio, che le gabbie sono sporche di feci poiché le immagini sono state girate al mattino presto, prima della pulizia quotidiana dei recinti. Ciò non toglie, afferma, che alcune cose non vanno e devono essere migliorate. La Peta, che ha filmato il video, non si fida: "Tra i manager c'è tanta indifferenza. C'erano scimmie ferite lì dentro, con le ossa di fuori, e sono state lasciate lì per almeno una settimana", dice Dan Paden, dirigente della Peta.
 
LA ZAMPA.IT
2 GIUGNO 2015
 
Il mistero delle balene morte in California che gli scienziati non sanno risolvere
 
Francesco Semprini
 
SAN FRANCISCO  Carcasse di balene trasportate dalla marea sulle coste della California settentrionale: è questo il macabro spettacolo che con maggiore frequenza, nelle ultime settimane, si sono trovati davanti i visitatori delle spiagge che da Monterey arrivano a Fort Bragg, passando per San Francisco e Santa Cruz.I corpi dei grandi mammiferi immobili sul bagnasciuga, incagliati a riva, o in balia della marea, uccisi non si sa bene da chi o da cosa. Tanto da lasciare biologi e scienziati brancolare nel buio. Nessuna spiegazione ufficiale è stata fornita sino ad oggi per le dodici balene - questo il numero di quelle ad oggi ritrovate - morte sulle coste della parte nord del Golden State. Tra queste una balena grigia, una megattera, un capodoglio, l’ultima in ordine di tempo è stata una carcassa di balenottero in decomposizione e senza testa trovata a South Beach, vicino a Point Reyes National Seashore, nord di San Francisco. Non è del tutto anomalo che alcuni esemplari di balena perdano la vita in questo periodo dell’anno, visto che si tratta del momento in cui i cetacei, in vista del caldo estivo, dalle coste del Messico migrano verso l’Alaska, in cerca di acque più fredde. Il punto è che gli scienziati sono confusi dal fatto che il fenomeno quest’anno riguarda cetacei così diversi per specie, età e condizioni nelle quali sono state ritrovati i corpi privi di vita. «E’ strano, molto strano avere tanta diversità», spiega Mary Jane Schramm, portavoce del santuario marino del Golfo dei Faraglioni di South Beach. L’ultima volta che si era assistito a un fenomeno del genere era il periodo tra il 1999 e il 2000, quando almeno 40 esemplari morirono nella Bay Area, il 25% della popolazione delle balene grigie scomparve solo in quella stagione. Gli scienziati hanno attribuito la responsabilità a El Nino e ai cambiamenti climatici che hanno mutato la distribuzione dei ghiacci e quindi le disponibilità alimentare per i cetacei. Quindici anni dopo il fenomeno è di dimensioni più contenute numericamente, ma la diversità delle specie rende il lavoro dei biologi assai complicato. Su alcuni esemplari ci sono tracce che fanno pensare all’attacco di un’orca o di altro predatore, o che siano rimasti incagliate nelle reti dei pescatori, o ancora siano stati colpiti dagli scafi di qualche grande imbarcazione. Alcune balene sembrano giovani, troppo giovani, altre vecchie, troppo vecchie. «L’unico elemento oggettivo è che non hanno quasi nulla in comune - dice Schramm - abbiamo specie molto diverse e abitudini assai differenti, per questo al momento quello che sta accadendo rimane un mistero».
FOTO
 
NEL CUORE.ORG
2 GIUGNO 2015
 
PALMIRA, ESTINTA LA COLONIA DI IBIS EREMITA. MA L'ISIS NON C'ENTRA
Troppo elevata la mortalità dei piccoli
 
L'Ibis eremita orientale, una rarissima specie di uccello avvistata da anni nella regione siriana di Palmira, ora in mano allo Stato islamico (Isis), si e' estinto diversi mesi prima l'arrivo dei jihadisti nell'oasi del deserto siriano. Questo contrariamente a quanto affermato alla Bbc nei giorni scorsi da associazioni ambientaliste libanesi, secondo cui la presenza dell'Isis avrebbe fatto estinguere la colonia degli Ibis a Palmira. Secondo Gianluca Serra, naturalista con una decennale esperienza nella salvaguardia dell'Ibis nella regione di Palmira, la rara specie di uccello "e' scomparsa quest'anno allo stato selvatico in Siria a causa di problemi che nulla hanno a che vedere con la cattura di Palmira da parte di Isis". Tra il 2013 e il 2014 sono uno dei sette componenti della colonia di Ibis e' tornato a Palmira. "La colonia relitta di sette individui era stata scoperta nel 2002", racconta Serra parlando con l'ANSA. "Nonostante gli sforzi di protezione nel deserto di Palmira, la colonia è andata calando inesorabilmente a causa della alta mortalità dei giovani lungo la rotta migratoria". L'ultimo avvistamento di un Ibis a Palmira risale al 2014. "Nell'inverno 2013-14 tre uccelli, inclusa Zenobia, una femmina marcata con trasmettitore satellitare, sono stati avvistati presso il sito di svernamento usuale sull'altipiano etiope. Ma solo Zenobia e' tornata a Palmira nella primavera successiva", conclude Serra.
 
CORRIERE DI VITERBO
3 GIUGNO 2015
 
Gatto massacrato sotto la veranda
 
Viterbo - Un gatto morto, massacrato, sanguinolento, il cui ricordo è diventato, per l’inquilina di piazza Porsenna 24 a Santa Barbara, primo piano, un vero e proprio incubo. Da qualche tempo, sotto la veranda, si accumulano rifiuti, residui di fritto, e quant’altro. Lei, ogni volta, scendeva e puliva. Armata di pazienza, eliminava ogni residuo di sporcizia dal “suo” spazio. Ma, adesso, quel gatto, è diventato fonte di continua agitazione e un ricordo tormentoso.Perchè il gatto, secondo ogni evidenza, non è di quelli che, investiti e uccisi, vengono poi gettati da una parte, a bordo strada. Quello, sembra essere stato lanciato dall’alto, o deliberatamente aggredito, massacrato, con qualche corpo contundente. Insomma, quel gatto è rimasto vittima di una fine orribile. E pare che, da un po’ di tempo, nel bel quartiere, si registrino “iniziative” che, certi punti, li deturpano. 
 
TARANTO BUONASERA
3 GIUGNO 2015
 
Grottaglie Taranto  Nella spazzatura un cane morto
Un sacco con all’interno un meticcio adulto è stato rinvenuto nei pressi di una stazione di servizio. Sul posto sono intervenuti gli agenti di Polizia locale
 
Un cane morto è stato rinvenuto nel bidone dell’immondizia. E’ accaduto ieri  nei pressi della Tamoil di Grottaglie.Nel bidone dei rifiuti che è collocato vicino alla stazione di carburanti un sacco bianco, chiuso, che emanava un  odore nauseabondo. Il sacco era ricoperto di mosche e gli operatori della area di servizio hanno subito contattato la pulizia municipale locale. Dopo  alcune telefonate sono riusciti  ad ottenere l’intervento dei vigili urbani i quali hanno fatto la  macabra scoperta.All’interno del sacco vi era un cane meticcio maschio, adulto, morto non si sa come.  Gli agenti della  polizia locale  indagano per risalire alle persone che hanno abbandonato il sacco con all’interno il cane morto. Un gesto inqualificabile messo in atto da chi  evidentemente considera la carcassa di un animale come un  rifiuto da gettare nella spazzatura. Un gesto che dovrebbe far indignare. Chi lo ha compiuto non ha rispettato nè il cane, nè i residenti della zona e  dovrebbe  essere punito, almeno con una sanzione amministrativa.
 
GEA PRESS
3 GIUGNO 2015
 
Monza – I Rondoni incollati nel centro città. L’appello dell’ENPA ai cittadini

 
Il loro arrivo in città è quasi sempre coincidente con la primavera. Il loro verso, molto simile a stridenti grida, è quasi un simbolo della bella stagione, molto spesso ripreso nelle produzioni cinematografiche e pubblicitarie. Si tratta del Rondone, uccello di colore nero e dalle ali tipicamente a falce, spesso scambiato per una Rondine.Proprio di una  “Rondine” in difficoltà, è stata la prima segnalazione pervenuta all’ENPA di Monza lo scorso 12 aprile. Il povero animale era caduto tra le bancarelle di Piazza Carrobiolo. Quello che in realtà era un Rondone, veniva recuperato da Anna Chiara, volontaria della Protezione Animale. L’intero corpo, purtroppo, appariva come immerso in una colla trasparente.   Un fenomeno insolito e comunque molto difficile da immaginare per il Rondone. Questo animale, infatti, non si posa mai a terra salvo per  il nido grossolanamente costruito all’interno di cavità. In volo, infatti, si nutre  di insetti, si accoppia e addirittura dorme.A Monza  nidifica tra l’altro vei tetti del palazzo del Comune e nel vicino Arengario.Dunque, il Rondone recuperato, non poteva che essere rimasto invischiato in un punto dove qualcuno deve aver deliberatamente posizionato della colla, forse per catturare piccioni o topi. In alternativa a tale ipotesi  potrebbe esserci una dimenticanza di materiale adesivo di tipo edilizio. I ritrovamenti, però, continuavano.Giorni dopo, infatti, veniva rinvenuto in piazza Carrobiolo, un secondo esemplare che veeniva consegnato ad Anna, una volontaria ENPA che lavora lì vicino. Nessun aiuto, sottolinea l’ENPA per avere maggiori informazioni, arrivava dai frati del convento Carrobiolo né dai negozianti della zona. Eppure gli episodi continuavano ad aumentare.  Il terzo rondone veniva recuperato il 19 aprile, un altro il 19 maggio, entrambi in via Frisi; l’ultimo la mattina del 29 maggio in piazza Carrobiolo. Sarà un caso, ma nel pomeriggio della stessa giornata è stato recuperato pure un piccione in via San Gottardo nelle stesse condizioni.Fortunatamente, usando cenere, sapone sgrassante e … olio di gomito, nel giro di una settimana i rondoni sono stati ripuliti perfettamente e sono tornati a volare. Ma lo stress cui sono stati sottoposti è tanto, senza contare che probabilmente torneranno a posarsi nello stesso posto dove sono rimasti incollati. Bisogna poi pensare anche a quanti non cadono a terra e non possono contare sull’aiuto di nessuno, rimanendo magari incollati sui tetti e destinati a morire di fame e di sete, ai nidiacei che presto nasceranno e dovranno convivere con questo pericolo e a tutti gli animali che rimarranno vittime di questa trappola, voluta oppure no, ma comunque dagli effetti disastrosi.
L’appello dell’ENPA
L’area sembrerebbe circoscritta alle zone di via Frisi / Piazza Carrobiolo / via Carlo Alberto nel centro storico di Monza; purtroppo non abbiamo ulteriori indizi e siamo impotenti di fronte a questo dramma. Proprio per questo, senza però creare un clima da caccia alle streghe, lanciamo un appello chiedendo la collaborazione di tutti i cittadini monzesi: chi si è accorto che è stata lasciata in giro della colla di tipo edilizio o, peggio, sa che qualcuno la sta mettendo deliberatamente, può scrivere a  selvatici@enpamonza.it
 
IL CITTADINO
3 GIUGNO 2015
 
Esche con chiodi e veleno contro i cani: l’allarme della Brianza corre su internet

 
provincia di Monza Brianza - Una decina di giorni fa era stata un’esca di chiodi ritrovata dalla polizia locale sulla pista ciclabile di Barlassina. Poi le segnalazioni si sono allargate: polpette con chiodi e veleno per gli animali che avessero la sventura di mangiarle anche ad Arcore e Albiate.Una decina di giorni fa era stata un’esca di chiodi ritrovata dalla polizia locale sulla pista ciclabile di Barlassina. Poi le segnalazioni si sono allargate: polpette con chiodi e veleno per gli animali che avessero la sventura di mangiarle. Polpette con i chiodi sono state segnalate anche ad Arcore nell’area cani di Villa Borromeo. Un allarme lanciato sul web. «È un fatto gravissimo e non so cosa abbiano in testa le persone che lo fanno – ha tuonato la proprietaria di un rottweiler di nome Argo – Non capisco cosa possono avere contro i cani».Non riuscendo però a risalire ai colpevoli, che a quanto pare hanno colpito anche altri parchi pubblici, la donna ha provato ad avviare una sorta di prevenzione del fenomeno.«Secondo me l’unica cosa da fare sarebbe quella di tenere al guinzaglio l’animale per evitare di perderlo di vista quando si fa una passeggiata», ha proseguito l’arcorese. Consiglio da un certo punto di vista corretto, ma difficilmente praticabile in un’area recintata e riservata proprio agli animali.Gli esperti suggeriscono di dotarsi di acqua ossigenata da somministrare agli animali che ingeriscono polpette avvelenate per farli vomitare ed evitare guai ben peggiori. E di denunciare il fatto alle forze dell’ordine.Polpette avvelenate anche ad Albiate, nel parco comunale di Villa Campello. La segnalazione giunge sul web dal referente dei Gruppi di vicinato. «Mi rivolgo a tutti i possessori di amici pelosi a 4 zampe, ho avuto segnalazione di polpette avvelenate presso il parco di Villa Campello, notizia confermata anche dalla clinica veterinaria di Triuggio. Quindi fate attenzione a cosa mangiucchiano in giro i vostri fedeli amici». Una nuova, brutta notizia per gli amanti degli animali che di recente, sempre ad Albiate, erano già stati messi in guardia per un identico fenomeno registratosi in alcune aree verdi pubbliche.
 
QUOTIDIANO DI PUGLIA
3 GIUGNO 2015
 
San Pietro: cerca di difendere il padrone dalla rapina, cane ucciso a colpi di pistola
 
SAN PIETRO VERNOTICO  (Brindisi) - Lo rapinano dell'auto e uccidono il suo cane. Vittima un pensionato di 79 anni di San Pietro, che si trovava era all’interno del suo appezzamento di terreno in contrada Calò.
L'uomo è stato avvicinato da un individuo, con il volto coperto da passamontagna e armato di fucile a canne mozze, che gli ha intimato di consegnarli la sua autovettura Suzuki Jimny.
Il cane di proprietà della vittima ha tentato di avventarsi contro il malvivente che in tutta risposta ha fatto partire un colpo di arma da fuoco uccidendo la bestiola.
Il malvivente è fuggito con l'auto, sulla vicenda indagano i carabinieri.
 
L’UNIONE SARDA
3 GIUGNO 2015
 
Cagliari, blitz delle guardie zoofile Maxi sequestro di animali esotici
Erano ospitati in gabbie piccole e le condizioni igieniche erano pessime.
 
Oltre duecento animali esotici sono stati sequestrati a Cagliari dalle guardie zoofile di Fare Ambiente, dirette dal comandante Federico Steri, in un blitz in un’uccelleria in città. Gli agenti hanno scoperto che gli animali erano detenuti in condizioni incompatibili con le loro caratteristiche biologiche e di sovraffollamento: gabbiette troppo piccole e pessime condizioni igienico sanitarie hanno fatto scattare non solo il sequestro ma anche la denuncia per il titolare dell’esercizio commerciale, R.M. Nel negozio c'erano pappagalli Ara, testuggini prive di documentazione Cites, diamanti mandarini, parrocchetti monaci e conigli nani. Soltanto alcune delle specie sequestrate sono state affidate al proprietario del negozio, mentre altre, sono state invece portate in una struttura idonea e attrezzata ad ospitarle.Erano state diverse segnalazioni giunte alle guardie in campo per la prevenzione e repressione dei reati contro i maltrattamenti degli animali a far partire l’indagine di cui si occuperà la magistratura.
 
NEL CUORE.ORG
3 GIUGNO 2015
 
VERONA, SCENDE DALL'AUTO PER SOCCORRERE LA LEPRE: TRAVOLTO
Ha perso la vita un imprenditore di Nogara
 
Un imprenditore 74enne di Nogara (Verona), Sandro Giovanni Romanato, e' morto dopo essere stato investito da un'auto a Pellegrina di Isola della Scala (Verona). L'incidente e' avvenuto ieri sera a tarda ora; dopo avere investito una lepre, l'uomo e' sceso dall'auto per soccorrere l'animale ed e' stato travolto da una 22enne che con la sua auto ha centrato la portiera aperta della Mercedes dell'anziano, che e' stato colpito in pieno. L'uomo e' morto dopo il ricovero all'ospedale a Verona.
 
NEL CUORE.ORG
3 GIUGNO 2015
 
BOLZANO, DOMANI IL PROCESSO PER LA DETENZIONE ILLEGALE DI CHIKU
Il gattopardo era in una proprietà di S. Pancrazio
 
Si apre domani presso il Tribunale di Bolzano il processo per la detenzione illegale di Chiku, un Gattopardo detenuto da un privato a S. Pancrazio, nel meranese. L'animale era stato sequestrato dal Servizio Forestale locale lo scorso febbraio, e temporaneamente ospitato in un canile per assenza di un centro di recupero per animali selvatici ed esotici nella Provincia di Bolzano. In seguito, su ordine della Procura di Bolzano, era stato condotto in un centro di recupero specializzato in Toscana e affidato alle cure del personale specializzato che ne può garantire il benessere e il rispetto della sua natura selvatica.
Nel corso dell'udienza la LAV si costituirà parte civile."Nonostante il gattopardo (o serval) non abbia la taglia di un leone o di una tigre, è un animale selvatico pericoloso la cui detenzione domestica è vietata dalla legge – commenta la LAV – Rispettare la sua natura significa riconoscere che i suoi bisogni etologici non possono coincidere con la vita in un ambiente lontano dal proprio habitat""Sarà probabilmente molto difficile che l'animale possa essere reintrodotto in un ambiente naturale – prosegue la LAV – tuttavia è possibile assicuragli delle condizioni di vita che rispettino la sua natura selvatica".La legge italiana è finalizzata a proteggere gli animali appartenenti a specie originarie dell'Africa, vietandone la detenzione in ambienti domestici, e contrastando la loro commercializzazione e riproduzione in cattività, come riporta chiaramente anche un articolo del National Geographic Italia (http://www.nationalgeographic.it/natura/animali/2015/02/09/news/felini_serval_bolzano-2478619/).
La LAV ringrazia la Procura di Bolzano per la decisione di inviare Chiku in un centro di recupero specializzato in animali esotici e riconosciuto dal Ministero dell'Ambiente, e rinnova la sua disponibilità a ricercare in futuro possibili soluzioni per includere questo animale in progetti internazionali di reintroduzione in stato di semi libertà.
 
NEL CUORE.ORG
3 GIUGNO 2015
 
GROSSETO, ARCHIVIATA DENUNCIA DEI CACCIATORI CONTRO BOTTINELLI (LAV)
Il gip: "Infondate le ragioni della querela"
 
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Grosseto ha ritenuto infondate le ragioni dei cacciatori che avevano denunciato per diffamazione aggravata a mezzo stampa Giacomo Bottinelli della LAV ed ha archiviato definitivamente il procedimento 'de plano', senza ammettere i cacciatori stessi neanche all'udienza di opposizione. Bottinelli il 30 dicembre 2013, nel contesto delle stragi di lupi in provincia di Grosseto, aveva affermato: "Ogni anno nella sola Maremma si distribuiscono novemila licenze di caccia senza accurati controlli psicologici. Per non parlare dei quasi novantamila cacciatori in Toscana. Stiamo dando armi letali in mano a evidenti squilibrati senza preoccuparci delle conseguenze. Mi chiedo a questo punto se non ci siano rischi anche per le persone. Anzi, a dire il vero ce ne sono già, dato che non di rado le armi da caccia sono quelle con cui si commettono anche omicidi, specialmente a carattere intrafamiliare, per non parlare dei cosiddetti incidenti di caccia".Molto chiara nel merito la sentenza del Gip di Grosseto: "Le frasi reputate lesive, proprio perché generalizzate e finalizzate a porre l'attenzione su di una problematica reale (ovvero l'uso indiscriminato di armi, l'affidare il possesso delle stesse a persone non idonee sotto il profilo psicologico, la necessità di rigorosi controlli, stante la potenzialità lesiva dello strumento, al momento del rilascio delle autorizzazioni amministrative) costituiscono espressione del diritto di critica"."Il giudice ha riconosciuto la realtà del problema che stavo sollevando – dichiara Giacomo Bottinelli – e purtroppo molto spesso leggiamo episodi di cronaca drammatici in relazione alle armi da caccia. Proprio la caccia, che produce innumerevoli vittime animali per un discutibile divertimento umano, è in relazione non di rado anche alla morte o al ferimento di esseri umani, come è capitato anche a Grosseto nel corso dell'ultima stagione venatoria. Da decenni la LAV e altre associazioni si battono per l'abolizione della caccia, mettendo in evidenza la scia di sangue, animale ma anche umano, causata da questa pratica e i conseguenti danni per l'ambiente violato: un diritto di critica esercitato nel rispetto della verità sostanziale dei fatti, una libertà tra le più importanti da difendere".
 
BLITZ QUOTIDIANO
3 GIUGNO 2015
 
Gatto messo all’interno della lavatrice da un gruppo di ragazzini FOTO
 
ROMA – Un gatto viene messo all’interno di una lavatrice che si trova all’interno di una lavanderia, da un gruppo di ragazzini. Il micio comincia a miagolare terrorizzato mentre l’acqua lo avvolge. Dopo circa due minuti, i ragazzini decidono di aprire il cestello permettendo così al gatto di uscire con l’acqua che intanto sgorga fuori.L’animale, una volta fuori cerca freneticamente di scappare. Il tutto è stato ripreso e postato in un video di cui parla pubblicando solo alcune immagini Metro.co.uk.  non è la prima volta che un gatto viene messo con la forza in una lavatrice. Nel 2012, un ragazzo inglese di 23 anni venne condannato a 56 giorni di carcere.
FOTO
 
GREEN STYLE
3 GIUGNO 2015
 
Chiudono gatto in lavatrice e pubblicano il video online
 
Chiudono il gatto in lavatrice, riprendendo l’impresa e pubblicando il filmato online. È quanto accaduto negli ultimi in giorno in Russia, per un video che ha destato polemiche a livello internazionale. Nel frattempo, la polizia locale starebbe investigando per risalire ai responsabili della condivisione social. Stando a quanto mostrano le immagini del filmato, una coppia introduce un gatto all’interno del cestello della lavatrice, avviando quindi il ciclo di lavaggio con la motivazione di punirlo “per non aver utilizzato la lettiera”. Il felino, spaventato dall’acqua all’interno dell’apparecchio, cerca quindi disperatamente di attirare l’attenzione dei proprietari, con miagolii ripetuti. Dopo qualche movimento del cestello, con il gatto impossibilitato a mantenere l’equilibrio, l’inspiegabile punizione termina. La coppia libera il quadrupede, aprendo l’oblò e utilizzando un catino per raccogliere l’acqua non ancora espulsa.Secondo quanto rivelato dal The Moscow Times, gli investigatori della città di Magnitogorsk – dove si pensa il filmato sia stato condiviso – starebbero indagando sul caso per risalire ai proprietari, probabilmente con l’accusa di maltrattamento sugli animali. Al momento, tuttavia, nessun’altra indicazione proviene dalle autorità russe. Come facile attendersi, la reazione sui social network è stata molto dura, tra utenti preoccupati per la salute dell’animale e altri, invece, innervositi dal comportamento dei due giovani.Non è la prima volta, però, che simili casi appaiono sulla stampa internazionale. Lo scorso settembre un uomo in quel di Hong Kong ha chiuso il suo cagnolino in una lavatrice con carica dall’alto, per poi condividere gli scatti dell’impresa sui social network locali. Nel 2013, invece, salì agli onori della cronaca il caso di una gattina statunitense, sopravvissuta a un ciclo completo di lavaggio. In questo caso, tuttavia, nessuna azione deliberata: l’esemplare aveva trovato rifugio nell’elettrodomestico senza che il proprietario ne fosse consapevole.Il video può essere visualizzato dalle fonti riportate in calce, va comunque precisato come non sia adatto a un pubblico sensibile, data la durezza di certe immagini.
 
LEGGO
3 GIUGNO 2015
 
Cina, attiviste salvano 400 cani destinati al macello per la festa di Yiulin
 
Tre animaliste in grado di salvare 400 cani. È successo nella Cina meridionale alla vigilia del festival di Yiulin, dove secondo la tradizione popolare migliaia di cani vengono macellati per poi essere mangiati. Le tre donne, agguerritissime, hanno barricato la strada impedendo l'avanzata dei macellai. Loro si sono difeso parlando di una tradizione che si tramanda ormai da generazioni. Pur di bloccarne la macellazione le donne sono state costrette a pagare molti dei cani salvati.
VIDEO
 
LA ZAMPA.IT
3 GIUGNO 2015
 
Commovente salvataggio di un cane di cinque mesi
 
Nonostante la popolarità di cani e gatti negli Stati Uniti, ci sono ancora circa 70 milioni di animali domestici senza casa che vagano per le strade. Per fortuna ci sono molte organizzazioni che fanno il possibile per salvarli dalla durezza della strada. Come nel caso di questo cane di cinque mesi che visibilmente spaventato, girovagava inzuppato dalla pioggia, per le strade di un sobborgo di Houston (Texas, Stati Uniti). Non è servito neanche il cibo per conquistare la sua fiducia, semplicemente una carezza.
VIDEO
 
NEL CUORE.ORG
3 GIUGNO 2015
 
TANZANIA OLTRE 65.000 ELEFANTI MORTI NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI
I porti del Paese al centro del traffico d'avorio
 
Gli elefanti in Tanzania sono diminuiti del sessanta per cento in meno in cinque anni. Questa la tragica realtà, raccontata in cifre dal governo, che fa gridare alla catastrofe le associazioni ambientaliste e conservazioniste. Il forte calo del numero dei pachidermi elefanti in Tanzania è dovuto probabilmente ai bracconieri a caccia di zanne d'avorio da rivendere nei mercati asiatici, soprattutto in Cina. Un vero e proprio genocidio. Di seguito i dati sconcertanti offerti dal governo: negli ultimi cinque anni, sono morti ben 65.721 pachidermi. Il che, cifre alla mano, significa che in Tanzania gli elefanti sono passati dai 109.051 del 2009 ai 43.330 del 2014. Al centro di questa moria c'è, appunto, il commercio illegale dell'avorio, attività fiorente, purtroppo, proprio in due porti della Tanzania, cioè Dar-Es-Salaam e Zanzibar. Secondo un'associazione conservazionista, dal 2009 a oggi, circa 49 tonnellate di avorio sono transitati dalla Tanzania all'Asia.
In tutto il Paese, dunque, è emergenza elefanti. L'unica oasi di pace per i pachidermi sembra essere il famoso parco del Serengheti dove la comunità dei pachidermi, anche grazie al turismo, è ben difesa dai rangers ed è aumentata, raddoppiando di numero (da 3.086 a 6.087). Preoccupa e tanto la situazione nell'ecosistema del Ruaha-Runga dove le cifre sono da sterminio: nel 2009 gli elefanti erano 34.664, l'anno scorso ne sono stati censiti appena 8.272. Tutte le associazioni ambientaliste chiedono al governo di attivarsi, di mandare più uomini e controlli. Il governo ha promesso che provvederà.
 
LA ZAMPA.IT
3 GIUGNO 2015
 
La “dolce morte” degli animali nella loro casa, grazie a speciali veterinari
Il team «Compassionate Care» gira per l’Oregon e pratica l’eutanasia nell’ambiente domestico
 
Giulia Merlo
 
Dire addio al proprio amico a quattro zampe è una delle cose più difficili, per qualsiasi amante degli animali. Un team di veterinarie dell’Oregon, però, si offre di rendere più dolce l’addio, praticando l’eutanasia direttamente a casa dei proprietari. Il gruppo di professioniste si chiama «Compassionate Care» e, negli ultimi sei anni, ha girato casa per casa, giorno e notte, per sopprimere cani e gatti che soffrono. Meg McNabb è una di queste 11 veterinarie ed ha iniziato a praticare l’eutanasia casalinga per gli animali due anni fa. «Farlo a casa crea meno stress sia per l’animale che per il padrone ed è anche un modo per dare più significato a queste morti». La dottoressa è stata chiamata anche da Eden Rose Brown, che ha preso la difficile decisione di sopprimere Jazzy, il suo gatto di 18 anni malato di cancro ai polmoni. «Vediamo i nostri animali spaventarsi e agitarsi quando li portiamo dal veterinario e peggiorare non appena sulla porta dello studio medico. Avere dei professionisti che vengono a casa, dove gli animali possono andarsene in un ambiente familiare e confortevole elimina moltissimo l’ansia», ha raccontato la signora. Rita Smith ha scelto questo servizio per due dei suoi animali, l’ultima volta recentemente. «Di nuovo il vostro lavoro mi ha aiutato nel difficile processo di dire addio a uno dei miei amati animali», ha scritto sul sito internet del Compassionate Care. 
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
3 GIUGNO 2015
 
I ricci di Regents Park non estinti a Londra perché evitano le auto
 
Un tempo erano comunissimi anche a Londra ma a partire dagli anni Sessanta la comunità di ricci della capitale è diminuita drasticamente, anche a causa dell’aumento del traffico. Ora però un gruppo di etologi ha scoperto lo stratagemma che ha consentito alla popolazione di ricci di Regents Park, a due passi da Oxford Street, di resistere al caos cittadino: questi simpatici animaletti hanno infatti imparato a temere le automobili e sanno ora come evitarle quando attraversano la strada. Lo studio è stato effettuato dalla Royal Parks Foundation, che ha posizionato dei rilevatori di posizione sugli animali. Ecco così è emerso come i ricci tendano a rimanere confinati nel parco, che non è nemmeno grandissimo, e rarissimamente attraversino le strade che lo circondano. Un comportamento ritenuto assai singolare, considerando che spesso i ricci cercano l’asfalto in quanto è fonte di calore. Clare Bowen, che fa parte del team della fondazione, ha detto: «Tutte le prove che abbiamo ci dimostrano come questi ricci si tengano ben alla larga dalle strade trafficate». La comunità di Regents Park, contrariamente a quelle degli altri parchi londinesi che sono ormai scomparse, è così sopravvissuta «perché questi animali hanno imparato a evitare i pericoli». Si stima nel Regno Unito ci siano al momento non più di un milione di ricci, contro i circa 36 milioni stimati alla fine degli anni Cinquanta.
 
UBITENNIS
3 GIUGNO 2015
 
Andy Murray e l’amore per i cani
Il tennista scozzese ha ammesso di parlare coi suoi cani su Skype, per sentirli vicini quando non sono con lui
 
Gli animali si sa, per molti sono come delle persone, e di questo gruppo fa sicuramente parte anche Andy Murray, che ha parlato dei suoi cani terrier Rusty e Maggie: “Li abbiamo portati con noi un paio di volte in Florida, a Miami. Sono stati anche a Parigi una volta e in California. Io sono spesso fuori casa, ma cerco di tornare ogni tre settimane circa. Ma c’è stato un periodo in cui sono stato via anche per tre mesi e avevo bisogno di vedere i miei cani, così abbiamo provato a portarli con noi per vedere come gestivano il viaggio“.Lo scozzese ha addirittura ammesso di aver provato a parlare coi suoi cani su Skype: “Li chiamo ogni volta ma non mi rispondono mai! Ho anche provato a dire il loro nome ma non ottengo mai nulla di nuovo.”I cani sono per Murray anche un aiuto per gestire le sconfitte: “Se ho avuto una brutta partita, loro sono sempre di grande conforto.” Murray, insieme alla moglie Kim Sears, ha finanziato due cani antidroga, chiamati Murray e Sears, a sostegno della lotta del WWF contro il bracconaggio e il commercio illegale di specie selvatiche in Nepal.Il n° 3 del mondo ha poi raccontato di come l’anno scorso a Wimbledon abbia rischiato di farsi seriamente male per salvare un labradoodle:”Stavo guidando verso l’All-England Club quando ho notato il cane che stava correndo verso il traffico in arrivo. Sono sceso della macchina cercando di fermare il traffico, ho afferrato il cane per il collare e l’ho caricato sul sedile posteriore dell’auto. Incredibilmente i miei cani conoscevano quel cane perchè ci vanno a passeggiare assieme! Ho chiamato il proprietario col numero sul collare e tutto è finito per il meglio“.Sotto un’immagine di Rusty e Maggie May, con al collo le medaglie vinte da Murray alle Olimpiadi di Londra 2012.
FOTO
 
GREEN REPORT
3 GIUGNO 2015
 
Vivisezione e sperimentazione sugli animali, l’Ue verso «l’abolizione graduale» La Commissione Ue risponde all'iniziativa dei cittadini europei «Stop Vivisection»
 
Fermare la vivisezione e, più in generale, la sperimentazione sugli animali, è un leit motiv che unisce animalisti e cittadini della più varia estrazione, in Italia come in Europa: le firme raccolte sono state 1,17 milioni. Una cifra assolutamente rilevante che va a sottoscrivere la richiesta formalizzata all’Unione europea tramite l’iniziativa «Stop Vivisection», cui l’Ue risponde oggi con una comunicazione ufficiale, dopo l’audizione pubblica svoltasi l’11 maggio 2015 nel Parlamento europeo per offrire un’opportunità di discussione ai deputati, al pubblico in generale, ai sostenitori dell’iniziativa e agli esperti in materia.Nel testo adottato – comunicano da Bruxelles – la Commissione conferma di essere convinta, al pari dei cittadini che hanno sottoscritto l’iniziativa, che occorra gradualmente abolire la sperimentazione animale. Al tempo stesso osserva che questo è l’obiettivo principale della normativa dell’Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (Direttiva 2010/63/UE), che l’iniziativa chiede di abrogare; la Commissione considera invece la direttiva lo strumento legislativo giusto per realizzare gli obiettivi perseguiti dall’iniziativa e non ne proporrà quindi l’abrogazione. La direttiva è necessaria per garantire un livello elevato di tutela degli animali utilizzati nella ricerca e la Commissione intende riesaminarla quando il tempo trascorso dall’entrata in vigore sarà stato sufficiente per valutarne l’efficacia.«Il fine ultimo della legislazione dell’Ue – dichiara Karmenu Vella, commissario per l’Ambiente – è l’abolizione graduale della sperimentazione sugli animali. In risposta all’iniziativa dei cittadini, la Commissione europea sta intraprendendo una serie di azioni per far sì che l’uso di metodi alternativi trovi rapida diffusione». Posta così, la decisione Ue sembra sbilanciata su posizioni pericolosamente estreme, ma è la stessa Commissione a non mancare di sottolineare come molti processi ed effetti fisiologici e tossicologici sono troppo complessi per le attuali conoscenze per studiarli con metodi alternativi ai modelli animali, «che continuano quindi ad essere necessari per far avanzare la ricerca e salvaguardare la salute umana, animale e dell’ambiente».«L’iniziativa dei cittadini «Stop Vivisection» giunge in un momento di transizione – spiega Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione Ue – in cui grazie ai grandi progressi tecnologici l’Europa sta riducendo l’uso della sperimentazione animale; i tempi, però, non sono ancora maturi per vietarla totalmente e si correrebbe il rischio di far migrare la ricerca biomedica fuori dai nostri confini». Nel mentre i malati che potrebbero beneficiare di tali progressi biomedici – a meno che non li si voglia lasciare al loro destino, come alcuni deliranti non mancano di insinuare – continuerebbero a ricevere cure, ma con un debito scientifico crescente dell’Europa nei confronti dei competitor esteri. Una mancanza di leadership e buon senso che, fortunatamente, la Commissione europea non sembra disponibile ad avvallare.
 
NEL CUORE.ORG
3 GIUGNO 2015
 
TEST SU ANIMALI, LA COMMISSIONE EUROPEA DICE "NO" ALL'INIZIATIVA "STOPVIVISECTION"
 
La Commissione europea risponde all'iniziativa dei cittadini 'Stop Vivisection' - che ha raccolto circa 1.200.000 firme - illustrando le azioni che intendere compiere, tra cui -annuncia -una conferenza per il 2016 sull'applicazione dei metodi alternativi. Pur condividendo l'obiettivo dell'abolizione della sperimentazione animale, la Commissione rifiuta l'approccio proposto. "L'iniziativa 'Stop Vivisection' giunge in un momento di transizione, in cui grazie ai grandi progressi tecnologici l'Europa sta riducendo l'uso della sperimentazione animale", ha dichiarato Jyrki Katainen, vicepresidente responsabile per l'Occupazione, la Crescita, gli Investimenti e la Competitivita', che spiega: "I tempi pero' non sono ancora maturi per vietarla totalmente e si correrebbe il rischio di far migrare la ricerca biomedica fuori dai nostri confini". Karmenu Vella, Commissario responsabile per l'Ambiente, gli Affari marittimi e la Pesca, ha aggiunto: "Il fine ultimo della legislazione dell'Ue e' l'abolizione graduale della sperimentazione suglianimali. In risposta all'iniziativa dei cittadini, la Commissione europea sta intraprendendo una serie di azioni per far si' che l'uso di metodi alternativi trovi rapida diffusione". A conclusione dei lavori della Conferenza programmata per il 2016, che permettera' il confronto tra la comunita' scientifica e i portatori di interesse, sara' presentata una relazione sullo stato d'avanzamento delle iniziative intraprese.Nella nota diffusa oggi, la Commissione conferma di essere convinta della necessita' di abolire la sperimentazione animale. Osserva poi che questo e' l'obiettivo principale della normativa dell'Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici (Direttiva 2010/63/UE), che l'iniziativa chiede di abrogare; la Commissione considera invece la direttiva lo strumento legislativo giusto per realizzare gli obiettivi perseguiti dall'iniziativa e non ne proporra' quindi l'abrogazione, poiche' e' necessaria per garantire un livello elevato di tutela degli animali utilizzati nella ricerca, verra' riesaminata quando il tempo trascorso dall'entrata in vigore sara' stato sufficiente per valutarne l'efficacia. Sempre secondo la nota, nell'ultimo decennio il progresso tecnologico ha rivoluzionato la ricerca biomedica e ha permesso di compiere grandi passi avanti nello sviluppo di metodi alternativi. Le conoscenze oggi possedute non consentono tuttavia di rinunciare completamente ai modelli animali, che restano in molti ambiti irrinunciabili. È urgente quindi, prosegue il Comunicato, favorire la sostituzione, la riduzione e il perfezionamento della sperimentazione attraverso la condivisione delle conoscenze, per far avanzare la salvaguardia della salute umana.
Il documento ricorda che tra il 2007 e il 2013 sono stati assegnati alla ricerca su matoedi alternativi, sia per la cosmetica che per la medicina, 250 milioni di euro. 
 
NEL CUORE.ORG
3 GIUGNO 2015
 
STOPVIVISECTION, LAV: LA GRANDE PAURA DELLA COMMISSIONE EUROPEA
"Positiva" la conferenza suile alternative nel 2016
 
La Commissione Europea ha avuto paura della proposta di 1.173.130 cittadini, rifiutando oggi la proposta "Stop Vivisection" di abrogare o modificare la direttiva 2010/63 sulla vivisezione.
Nonostante gli evidenti errori del modello animale e i numerosi esperti in materia che hanno sottolineato con dati tangibili il pericolo, anche per l'uomo, di un metodo non scientifico in grado di essere manipolato in base al risultato che si vuole ottenere, la Commissione ha comunicato (http://ec.europa.eu/environment/chemicals/lab_animals/pdf/vivisection/it.pdf) infatti che non intende presentare una proposta di abrogazione della direttiva 2010/63/UE, né proporre l'adozione di un nuovo quadro legislativo.La posizione espressa dalla Commissione - che dimentica che la stessa direttiva europea prevede all'articolo 58 l'impegno "a riesaminare la direttiva entro il 10 novembre 2017 tenendo conto dei progressi nello sviluppo di metodi alternativi che non prevedono l'uso di animali e propone modifiche se necessarie" - esorta però tutti i soggetti coinvolti, dagli Stati membri alla comunità scientifica, a impegnarsi verso i metodi alternativi.Questi principi, però, sono espressi sulla carta da oltre 25 anni, e non trovano adeguato sostegno economico, culturale e politico. Non basta infatti scrivere ideologicamente - come fa ancora oggi Bruxelles - che ogni centro di ricerca dovrebbe impegnarsi a ridurre/sostituire il numero degli animali, ci vogliono corsi di formazione per studenti e ricercatori, fondi per convertire gli stabulari in laboratori che usino tecniche di sperimentazioni senza animali, e soprattutto un sistema di controllo efficiente con ispezioni e comitati etici indipendenti che non abbiano conflitto di interessi.Si tratta quindi di un'occasione mancata che poteva dare le gambe a una ricerca innovativa e poteva portare speranza, non solo agli animali che ogni giorno subiscono violenze e morte nei laboratori, ma anche ai malati che aspettano una cura, e ai cittadini che troppo spesso rimangono delusi da Istituzioni in mano a lobby economiche o di potere.Unica nota positiva, l'impegno del Governo comunitario ad organizzare una conferenza il prossimo anno su "come compiere ulteriori passi verso l'obiettivo dell'abolizione della sperimentazione animale". La LAV continuerà a lottare affinché le Istituzioni passino dalle parole ai fatti, fino all'abolizione della vivisezione.
 
NEL CUORE.ORG
4 GIUGNO 2015
 
GARBAGNATE, UCCIDE IL CAGNOLINO DELLA COMPAGNA: DENUNCIATO
L'ha sbattuto contro il muro durante un litigio
 
provincia di Milano - Ha ucciso il cagnolino della convivente sbattendolo contro un muro durante un litigio con la donna avvenuto nel loro appartamento a Garbagnate Milanese (Milano). Per questo un albanese di 29 anni e' stato denunciato per uccisione di animali e maltrattamenti nei confronti della compagna italiana di 37 anni. E' stata lei a chiamare i carabinieri attorno a mezzogiorno.
 
IL GIORNALE
5 GIUGNO 2015
 
Le uccide il cane lanciandolo contro un muro
 
provincia di Milano - Non è un violento. O, perlomeno, non lo è mai stato, assicurano i carabinieri che lo hanno visto piangere disperato quando si è reso conto dell'enormità del suo gesto, decisamente sproporzionato rispetto all'accaduto. Un gesto che ha fatto star male principalmente lui, quest'albanese di 29 anni. Che ubriaco, durante un litigio con la fidanzata italiana, ha afferrato il cagnolino della donna - un piccolo meticcio di nome Scricciolo - sbattendolo contro il muro. Le dimensioni bonsai del cane hanno giocato purtroppo a suo sfavore ed è morto. Così il giovane uomo, che probabilmente non si aspettava di avere una reazione tanto violenta e con degli esiti così drammatici, è scoppiato in lacrime. E non certo per essere stato in seguito denunciato dai militari per maltrattamento e uccisione di animale. (art.1 legge 189/2004). È accaduto mercoledì intorno alle 20 in un appartamento in via Milano, a Garbagnate Milanese. L'albanese e la compagna, una 37enne, vivono di sussidi perché non hanno un lavoro. A Scricciolo entrambi erano molto affezionati. La lite è nata per ragioni futili, complice l'ubriachezza dell'uomo. Impauritasi per l'atteggiamento del compagno la donna ha cominciato a urlare e lui se l'è presa con il cane. Quando i carabinieri sono intervenuti l'animale era ancora vivo ed è stato chiamato anche il servizio veterinario, ma i tentativi di salvarlo sono stati inutili.
 
LA PROVINCIA PAVESE
4 GIUGNO 2015
 
Bocconi avvelenati, allarme per i cani
Bassotto salvato dal veterinario dopo averne ingoiato uno. I testimoni: «Quelle esche disseminate un po’ ovunque»

Stefania Prato

 
SAN MARTINO (PV) Una cagnolina si è sentita male dopo aver mangiato un boccone trovato in piazza Unità d’Italia a San Martino. Un boccone forse avvelenato. «La proprietaria ha visto il proprio bassotto ingoiare del cibo e poi accasciarsi a terra, abbiamo notato che correva con il cane in braccio per raggiungere il prima possibile l’ambulatorio del veterinario. Per fortuna la cagnolina è riuscita a salvarsi». I titolari del bar della Luce raccontano quanto hanno visto, le testimonianze si incrociano, qualcuno parla di «esche avvelenate disseminate in diversi punti del paese». Un signore che ha al guinzaglio un giovane labrador ammette: «Si sta diffondendo una certa preoccupazione. Si dice che anche a Pavia, lungo il Ticino, siano state trovate esche avvelenate». «Per fortuna – aggiunge la titolare del caffè di via Togliatti – il mio cane non mangia nulla di quello che trova in giro, ma è un comportamento piuttosto anomalo, per questo so che gli altri proprietari hanno qualche timore, anche perché sembra che questi bocconi siano disseminati un po’ ovunque».Il tam tam corre su Facebook e approda in Comune. E il sindaco Alessandro Zocca domanda ai cittadini di segnalare situazioni animale, mentre chiederà agli uomini della Polizia locale di intensificare i controlli in tutta la città, ponendo particolare attenzione a piazza Unità d’Italia, alla zona vicino alla banca e all’area del cimitero, i punti segnalati dai cittadini. Però chiede anche di non diffondere inutili allarmismi. «Anch’io possiedo un cane, peraltro spesso lo porto a passeggio nella zona vicina al cimitero, ma non ho mai visto nulla di strano, per cui vanno effettuate attente verifiche per dissipare i dubbi che riguardano l’estensione del fenomeno – spiega Zocca –. Ho parlato con i testimoni e quello della cagnolina per il momento risulta essere un episodio isolato. C’è la possibilità di trovarsi di fronte a un singolo fenomeno e che il cane non abbia mangiato un boccone avvelenato, ma avariato».In ogni caso il primo cittadino già questa mattina informerà il comando di Polizia locale di prestare la massima allerta e di svolgere verifiche nei punti indicati da alcuni residenti, in modo da riuscire a colpire i responsabili. «Purtroppo in quel punto della piazza dove si è svolto l’episodio non c’è copertura da parte del sistema di videosorveglianza, le telecamere installate nel piazzale non riescono a riprendere quella zona, per questo, nel progetto in cantiere, è inserito un potenziamento di alcune zone della città, tra cui piazza Unità d’Italia». Emanuele Chiodini, edicolante, è proprietario di due cagnoline meticcie e parla di «degrado e ignoranza. Sarebbe necessaria una maggiore educazione – sostiene Chiodini –. Si tratta di episodi indecenti, segnali di inciviltà che rendono irriconoscibile il paese in cui ho sempre vissuto. Capisco che possa dare fastidio passeggiare su marciapiedi sporchi, ma il problema riguarda i proprietari che non puliscono le deiezioni e in ogni caso non giustifica chi dissemina bocconi avvelenati. I cani non sono giocattoli, possedere un animale comporta comunque dei doveri. Magari bisognerebbe mettere più cestini e migliorare la pulizia di strade e marciapiedi».
 
GEA PRESS
4 GIUGNO 2105
 
Belluno – Condanna per uccisione gatti. Cinque mesi, pena sospesa
 
E’ finita innanzi al Tribunale di Belluno la vicenda della colonia felina di San Vito di Cadore dove molti mici erano stati uccisi in maniera cruenta. Stante quanto comunicato da Cristina Romieri del Gruppo Vegan Venezia, l’accusato avrebbe concordato con il PM la condanna a 5 mesi e 10 giorni, pena sospesa.La colonia, ricordano gli animalisti, era costituita da una quindicina di gatti, tra cuccioli e adulti. Il soggetto, dovrà versare le spese legali sostenute dalla Leal di Milano e dall’assaciazione Dingo di Venezia che si erano costituite parte civile grazie al patrocinio dell’Avvocato Maria Carburazzi. Da valutare, ora, la possibilità di una azione civile.La vicenda giudiziaria era iniziata grazie alla denuncia di una signora di Venezia che accudiva la colonia di gatti che vivevano nei prati attorno alla sua casa. L’ASL aveva ai tempi in progetto il censimento e sterilizzazione. Già in anni antecedenti, si era perlatro registrata la sparizione di alcuni gatti. Altri, ricorda sempre il Gruppo Vegan Venezia, sarebbero stati rinvenuti a pezzi.A quanto sembra, agli atti processuali, ci sarebbero pure i verbali sulla presunta uccisione con accetta.Grazie all’avv. Caburazzi gli animalisti erano riusciti a bloccare la richiesta di opposizione ed arrivare, così, alla fase di giudizio. Per questo, lo scorso 10 febbraio, vi era stata pure una manifestazione innanzi al palazzo di Giustizia.
 
GEA PRESS
4 GIUGNO 2015
 
Palermo, combattimenti tra cani. Intervento dei Carabinieri nel quartiere Bonagia
 
Tre cani Pit bull, maschi, con evidenti ferite probabilmente riferibili a morsi. L’intervento dei Carabinieri  è maturato stamani nel quartiere Bonagia di Palermo dove, oltre ai cani, sembra siano stati trovati stupefacenti.I cani sono già stati prelevati e portati via. Nel caso un nuovo problema di collocazione, visto che la struttura del canile municipale è satura. Proprio poche ore addietro,  un Pit bull abbandonato era stato recuperato nei pressi del fiume Oreto.  Un problema, quello della collocazione dei  cani, già sollevato dalle associazioni animaliste palermitane.A Bonagia, oltre ai Carabinieri, sono presenti Veterinari ASP.Negli ultimi mesi a Palermo, si sono succeduti numerosi interventi che hanno riguardato i combattimenti tra cani.
 
GEA PRESS
4 GIUGNO 2015
 
Messina – Allevamento sotto sequestro. La Polizia di Stato: tubercolosi e attrezzi per macellazione
 
Nuovo intervento della Polizia di Stato negli allevamenti di bestiame dei monti Nebrodi. Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Sant’Agata Militello (ME), hanno operato la settimana scorsa in una azienda dedita alla commercializzazione di bestiame. Gli investigatori hanno posto sotto sequestro 13 bovini, diversi farmaci veterinari oltre che attrezzatura medico veterinaria, passaporti di bovini, microchip e marchi identificativi per bovini e ovini. Sequestrati, inoltre, attrezzi rudimentali che potrebbero essere utilizzati nella macellazione clandestina.A finire denunciati in stato di libertà sono due allevatori della zona, che dovranno rispondere dell’accusa di ricettazione, esercizio abusivo della professione di veterinario, detenzione di farmaci guasti o scaduti, falsità ideologica, macellazione di animali, produzione e preparazione di carni in luoghi diversi dagli stabilimenti o locali riconosciuti, e truffa aggravata a danno dello Stato in concorso.Nell’azienda è stata altresì rinvenuta quella che la stessa Polizia di Stato ha definito una vera e propria farmacia veterinaria. A quanto sembra era completa di tutte le attrezzature necessarie per la somministrazione di terapie, tra cui flaconi,  farmaci (di cui alcuni scaduti) , siringhe, aghi e provette per i prelievi di sangue.Gli inquirenti sottolineano come la somministrazione di farmaci negli animali destinati all’alimentazione umana, è regolamentata dal Decreto Legislativo 6 aprile 2006, n. 193, ed è subordinata ad una visita e ad una diagnosi clinica, seguita da una ricettazione.I 13 bovini sequestrati sarebbero risultati privi di identificazione o comunque riportavano sistemi identificativi non idonei. L’esito delle analisi dell’Istituto Zooprofilattico di Barcellona Pozzo di Gotto,  ha inoltre diagnosticato la presenza di 4 bovini affetti da tubercolosi, pertanto per l’allevamento è scattata la segnalazione all’Asp e il blocco della movimentazione degli animali.Il controllo è avvenuto con la collaborazione dei Veterinari dell’Istituto Zooprofilattico di Barcellona Pozzo di Gotto
 
IL TIRRENO
4 GIUGNO 2015
 
Cane chiuso in auto al sole per oltre un'ora, salvato in extremis
Livorno. L'animale agonizzante portato in clinica dall'ambulanza veterinaria della Svs di Lara Loreti
 
LIVORNO. Chiuso in auto al caldo per oltre un'ora: salvato in extremis un cane lasciato solo in un parcheggio dentro l'ospedale. Il cucciolo era all'interno di una vettura in sosta fuori dal pronto soccorso. I pompieri l'hanno tirato fuori agonizzante: l'animale non riusciva a camminare per quanto stava male. Aveva gli occhi gonfi e respirava a fatica. I pompieri l'hanno preso dal bagagliaio: il cucciolo gemeva. Era circa mezzogiorno quando è successo il fatto. A segnalare il problema alcuni passanti che, trovandosi fuori dal pronto soccorso, hanno notato il cane da solo sofferente nell'auto in sosta al sole. Subito è scattato l'allarme al 115 dei pompieri e poi anche al 113 della polizia. La squadra e la pattuglia si sono precipitate sul posto. Poco dopo è arrivata anche l'ambulanza veterinaria della Svs. I pompieri sono risuciti a aprire la vettura (rompendo il deflettore dell'auto) e a prelevare il cane ancora vivo, ma in  condizioni di salute preoccupanti. Il cucciolo è stato quindi preso in carico dalla Svs che l'ha portata d'urgenza in una clinica per le cure.Da accertare l'identità del proprietario e le sue eventuali responsabilità. Al momento del soccorso il padrone non era presente. Sconvolto il personale del pronto soccorso: in tanti sono usciti in strada a guardare il salvataggio.
FOTO E VIDEO
 
IL MESSAGGERO
4 GIUGNO 2015
 
Mamma cerva partorisce in giardino
e protegge il neonato da un cane
 
CIVITELLA ALFEDENA  (AQ)- Mamma cerva partorisce nel giardino di un albergo del centro pilota del Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. Un cane, attirato dalla famigliola, sfugge al controllo del padrone per avvicinarsi al neonato cerbiatto, ma mamma cerva tenta di aggredirlo. E' accaduto nel comune di Civitella Alfedena, piccolo borgo, diventato meta ambita di fotografi naturalistici provenienti da tutto il mondo. Era intenta ad allattare il cerbiatto mamma cerva, quando Yanez un cane di 6 mesi di razza Bolldog francese, dall'aspetto buffo e giocherellone, si è avvicinato ai due esemplari di fauna protetta. L'animale ha iniziato ad annusare il piccolo, scodinzolando. Ecco allora che la cerva smette di nutrire il piccolo e con quel senso di protezione che solo una madre può avere, ha iniziato a caricare Yanez, deciso alla sfida. I due si sono rincorsi per lungo tempo, fin quando il custode del cane è intervenuto al fine di evitare l'aggressione.
 
LA ZAMPA.IT
4 GIUGNO 2015
 
L’emozione per il cane ritrovato grazie a Facebook
 
Una donna aveva smarrito il suo cane da alcune settimane. Sembrava scomparso. Così la figlia ha deciso di usare tutti i social network che conosceva per trovarlo. Ed è proprio grazie a Facebook che il quattrozampe è stato ritrovato. In questo video l’emozione pura del momento in cui la donna ha potuto riabbracciare il suo adorato cagnolino.
VIDEO
 
OGGI VIAGGI
4 GIUGNO 2015
 
Dove andare in campeggio con il cane
In estate per  i padroni di cani, si presenta la necessita di trovare una struttura dog-friendly. Per fortuna, l'offerta inizia a diversificarsi
 
Con il sopraggiungere delle ferie estive, i proprietari di cani devono fare i conti con la logistica delle vacanze: dove andare e per quanto tempo rimanere, con quale mezzo effettuare il viaggio e se poter portare con sé il proprio amico a quattro zampe.Certo, ci sono le pensioni per cani dove poter lasciare Fido per qualche giorno in compagnia di personale affidabile che si occuperebbe di nutrirlo e farlo svagare. Ma il cane è sempre un membro della famiglia e portarlo con sé in vacanza gioverebbe anche al padrone, che potrebbe vivere sereno quelle due settimane di ferie senza pensare al proprio cane in pensione e sentirsi in colpa.Vacanze con i propri amici a 4 zampe Cibo su richiesta, ciotola, brandina, aree gioco, dogsitter e area piscina. Questi e tanti altri i servizi offerti oggi da 58 camping sparsi per lo Stivale, i quali puntano a garantire una vacanza serena ai cani e ai loro padroni.Che siano di taglia piccola, media o grande, non fa differenza. I nostri amici a quattro zampe potranno serenamente godersi un po’ di relax in compagnia della propria famiglia, senza essere lasciati a casa con un dog sitter, in una pensione per cani o, peggio ancora, abbandonati.È necessario soltanto, da parte del proprietario, quella minima accortezza che sta nel raccogliere i bisognini e portare guinzaglio e museruola se e dove richiesto.Ogni campeggio per cani ha le proprie regole ed è bene dunque informarsi prima di prenotare, onde evitare discussioni una volta sul posto. Il web è ricchissimo di portali informativi per le vacanze dog-friendly.
 
NEL CUORE.ORG
4 GIUGNO 2015
 
IN SPIAGGIA CON IL CANE, AD ALGHERO 2600 MQ DI ARENILE "DEDICATO"
La decisione presa dalla giunta comunale
 
Oltre 2.600 metri quadrati di arenile in cui sara' consentito l'accesso dei cani. L'ha deciso il Comune di Alghero che ha individuato per gli animali e i loro proprietari l'ultimo tratto di spiaggia adiacente alla Pineta di Maria Pia, che si estende per 100 metri nella direzione di Fertilia. La decisione, presa dalla giunta di Mario Bruno su proposta dell'assessore dell'Ambiente Raimondo Cacciotto, risponde alla richiesta avanzata alcuni mesi fa dal Consiglio comunale, ispirata a sua volta dalle numerose istanze delle locali associazioni animaliste. Nei prossimi giorni il tratto del litorale sara' delimitato e dotato della necessaria cartellonistica, colmando una lacuna sentita per una localita' turistica. L'amministrazione ha disposto una serie di norme di comportamento per l'accesso alla spiaggia riservata. Sara' consentito l'accesso ai cani identificabili con microchip e regolarmente iscritti all'anagrafe canina, in regola con le vaccinazioni e con i trattamenti antiparassitari. Sara' vietato l'accesso in spiaggia ai cani di natura aggressiva. I possessori dovranno rimuovere immediatamente le deiezioni e garantire la presenza durante la balneazione dei cani. Il decalogo per l'accesso e l'uso del servizio sara' esposto in spiaggia e l'osservanza delle norme sara' verificata dalla polizia locale, dai barracelli e dai volontari delle guardie zoofile
 
FORMICHE.IT
4 GIUGNO 2015
 
Un cane in famiglia
Capita che mi chiedano quanti figli ho e ovviamente la risposta è due, ma quando faccio il calcolo di quanti siamo in famiglia per me la risposta è sempre cinque.
 
Flipper per me resta sempre il mio primo “bambino peloso”. Mi ha insegnato cosa vuol dire avere qualcuno che ti aspetta a casa al tuo rientro, qualcuno che per ogni cosa conta sempre e soltanto su di te. Mi ha regalato il calore di una famiglia prima che arrivassero le mie due splendide canaglie.Ovviamente essendo un cane (ma lui non lo sa) ha esigenze completamente diverse da quelle di un bambino e, soprattutto quando mio marito non c’è, far quadrare tutto è complicato (senza avere un giardino).Ricordo quando Ginevra aveva pochi giorni, abitavamo a Roma e il papà era all’estero per lavoro, la piccola dormiva nella culla e Flipper doveva uscire per la pipì notturna, provai a portarlo in quello che era il nostro giardino pavimentato e lo supplicavo di fare la pipì: “Ti prego Flippy falla qui, io non so come fare”, ma niente. Ammetto di essere andata vicino ad un vaso, aver alzato una gamba e avergli detto “pssssshhhh, vedi Flipper? Devi fare così, la pipì daiii”, ma non ne voleva sapere, restava lì seduto a guardarmi sconvolto, è così educato da voler fare pipì solo nell’ erba. Ma io mi dico, un po’ di flessibilità alla tua educazione svizzera, nel momento del bisogno no eh?!
Mi sono ritrovata a dimenticarlo fuori da scuola presa da una figlia urlante che scappava in monopattino, me lo sono trovato a mangiare la pupù della “sorella” dentro al vasino mentre lei urlava: “Noooooo la cacca è la miaaaaaa, mammaaaaaaaaa”, ci ha fatte rimanere chiuse per mezz’ora in ascensore rischiando di restare impiccato, mi ha benedetta scrollandosi dopo un attacco intestinale, i miei pantaloni erano bianchi adesso a pois. Spesso camminando con passeggino, pedana, cane e borsa della spesa qualcuno mi ferma dicendo: “ma che brava, anche il cane ha preso, che coraggiosa” e in quel momento mi viene da pensare “ma che sei pazzo? Il cane ce l’avevo da prima, dopo non lo avrei MAI preso, non mi vedi che sto per collassare?”, ma un secondo dopo lo guardo e mi sento in colpa per averlo anche solo pensato, la nostra famiglia senza di lui non riesco nemmeno ad immaginarla.Sta insegnando alle mie figlie cosa vuol dire aver rispetto dei più deboli, prendersene cura e difenderli dal mondo che li circonda, dare agli altri senza chiedere nulla in cambio. Certo a volte è dura e ti chiedi se ce la puoi fare a far tutto, ma credo che il prezzo da pagare sia veramente una goccia in mezzo al mare confronto a ciò che Flipper ci regala ogni giorno, solo stando con noi.Se decidete di aprire la vostra casa a un nuovo inquilino a quattro zampe, prima di comprarne uno, vi consiglio di fare una visita al canile più vicino a casa vostra, troverete tantissimi cani più o meno giovani che hanno un disperato bisogno di amore.Flipper lo abbiamo trovato nel canile della Muratella a Roma 8 anni fa, uno dei regali più grandi che la capitale ci abbia fatto. 
 
NEL CUORE.ORG
4 GIUGNO 2015
 
COMPIE 80 ANNI ELIO FIORUCCI, LO STILISTA AMICO DEGLI ANIMALI
"Riscoprire il valore della parola "empatia""
 
"Io sono sempre stato apolitico, amante della liberta' di pensiero. Sono nato nel 1935 e ho vissuto a soli sei anni il trauma della Seconda Guerra Mondiale, con i bombardamenti che scuotevano Milano e la gente che moriva senza capire perche'. Ma ho avuto la fortuna di vivere dopo un periodo affascinante come gli anni '60, un momento storico di grande cambiamento sociale, dove i giovani pensavano alla liberta', alla pace. E' stato allora che ho avvertito il bisogno di esprimermi in liberta', senza vincoli politici, di destra o di sinistra. Infatti sono stato definito come un 'hippie della moda', e io mi sento proprio cosi'". Sono descritti in questo breve escursus storico, gli 80 anni di Elio Fiorucci, lo stilista-imprenditore che nel periodo della contestazione giovanile aveva portato la sua rivoluzione nella moda, immettendo lo spirito londinese nel gusto italiano e facendone un mix nuovo apprezzato in tutto il mondo. L'inventore del fast style, di quei capi di abbigliamento a colori fluo, delle T-shirt stampate con gli angioletti e degli accessori fashion in plastica, amati dai giovani di quella generazione, soprattutto in Italia, identificati a Milano come 'paninari' e a Roma come 'pariolini', compie 80 anni il 6 giugno. Ma e' ancora molto attento ai cambiamenti della societa' e della moda, come prova il successo del suo marchio Love Theraphy by Elio Fiorucci, nato 11 anni fa, dopo aver venduto nel 1990 la Fiorucci spa, costituita negli anni '70, alla societa' giapponese Edwin Co. Ltd, con tutti i brand di cui essa era titolare. Il 'vecchio leone della moda' continua a dare il suo apporto fashion da esperto osservatore, e invitato anche all'Expo, punta ad un argomento che oggi gli sta a cuore: il rispetto per gli animali. "Alla fine della terribile Guerra Mondiale, indice di una follia che sembrava senza fine - spiega Elio Fiorucci in un'intervista all'ANSA - si e' generato un movimento di sognatori illuminati che vedevano nella pace tra gli uomini il piu' grande bene, approdati poi negli anni '50-'60 a uno stile di vita che ha trovato la sua massima sintesi nello slogan 'Peace and Love'. Pace e amore. Era una visione poetica che introduceva a un discorso d'equilibrio e armonia tra uomini, natura e animali, in una sorta di rispettosa convivenza e condivisione di un identico scenario, di uno stesso spazio vitale. Non era certo solo un sogno dettato dall'emozione di un momento, ma un progetto globale che partiva da una profonda analisi dei tempi". ''Nel tempo abbiamo pero' perso di vista gli obiettivi che ci eravamo prefissati e, una volta passata la paura, molti di noi sono ritornati agli stessi atteggiamenti egoistici di prima, alle stesse abitudini e attitudini crudeli. L'ho fatto anch'io per molto tempo e non ho quindi alcuna intenzione di lanciare anatemi. Vorrei solo risvegliare le coscienze, perche' ci vuole coerenza e coraggio per poter cambiare e dobbiamo farlo qui e ora: il pianeta ci sta trasmettendo inequivocabili segnali di sofferenza. Il cambiamento dipende solo da noi e inizia dalle nostre abitudini alimentari, dalle nostre scelte al supermercato, al ristorante e nei negozi di abbigliamento". "Mi piacerebbe quindi reintrodurre nel nostro lessico quotidiano - conclude - due parole considerate ormai obsolete. La prima e' spreco. Perche' i nostri eccessi si riflettono negativamente sull'equilibrio del Pianeta, limitando le risorse di tutti. Cerchiamo allora di tradurre in un codice deontologico le regole di una convivenza armoniosa, di un condivisione equa, mettendo nero su bianco i nostri doveri verso gli animali, verso la natura, verso l'ambiente. Verso il prossimo. Riscopriremmo cosi' automaticamente il valore della seconda parola: empatia"
 
GEA PRESS
4 GIUGNO 2015
 
Cina – Yulin, tutto è pronto per il festival … della carne di cane

 
L’arrivo del prossimo solstizio d’estate ha ormai da giorni attivato la “fabbrica” di carne di cane della città di Yulin, nella Regione Autonoma cinese di Guangxi Zhuang. Centinaia di animali sono già ammassati nei macelli, così come documentato dalla Humane Society International che, con  il suo responsabile cinese Peter Li, ha avuto modo di visitare una di queste strutture (nella foto della Humane Society).La tradizione, ancora una volta, vince sulle proteste internazionali e non. Ormai da alcuni anni, infatti, la voce degli animalisti cinesi si fa sentire sempre più forte ed è probabile che per la prossima edizione del ventuno giugno vi siano in serbo delle sorprese. Nel macello di Yulin, Perte Li ne è uscito disgustato. Sangue, corpi spellati e non, di  gatti e cani. I poveri resti, quando spellati, vengono prima passati sul fuoco. Poi il sezionamento delle carcasse appese ai ganci e la ripartizione dei diversi trance di carne.Il numero esatto degli animali uccisi ogni anno nel corso della ricorrenza di Yulin, nessuno lo conosce con esattezza. Di certo diverse migliaia di gatti e, soprattutto, di cani. In alcune regioni della Cina è una tradizione, come in molte altre parti del mondo, sebbene con animali diversi.Curioso è però l’abbinamento con il solstizio d’estate. Un rito augurale che si dice fortifichi, con l’assunzione di tale carne, alcune prestazioni tra le quali (neanche a dirlo) quelle sessuali. Di certo la carne di cane si accompagna con il “vino” di litchi, ovvero la ciliegia cinese. Una botta in testa ed il veloce spellamento. In molti casi l’animale è ancora cosciente.
Prendersela in toto con i cinesi, sarebbe ingiusto. Non tutte le regioni di quel paese sono infatti coinvolte con tale tipo di alimentazione e già un festival a base di carne di cane è stato da tempo abolito e convertito in un concorso di bellezza, sempre a tema animali (vedi articolo GeaPress). Gli animalisti, poi, sempre più organizzati, hanno dato vita negli ultimi mesi a veri e propri assalti ai camion carichi di cani.  Un fatto impensabile se pensiamo alle diverse specie animali di altri paesi (Italia compresa) coinvolte in altri riti culinari alimentari.A Yulin, intanto, le proteste internazionali sembrano ancora una volta non avere sortito alcun effetto. Il Festival, contrariamente a quanto era stato affermato da alcuni organi di informazione, si farà.
 
IL GIORNALE
4 GIUGNO 2015
 
Quei cani poliziotto abbandonati in auto e morti per il caldo
Dal 2012 ad oggi almeno venti cani poliziotto delle forze dell'ordine statunitensi hanno perso la vita a causa del calore insostenibile raggiunto nel veicolo dove erano stati lasciatiSono addestrati a rincorrere malviventi e a lottare contro i criminali, ma anche per i cani poliziotto la temperatura di un'auto lasciata sotto il sole può essere fatale.

Andrea Indiano

 
Dal 2012 ad oggi almeno venti cani poliziotto delle forze dell'ordine statunitensi hanno perso la vita a causa del calore insostenibile raggiunto nel veicolo dove erano stati lasciati. Se nella maggior parte dei casi si tratta di una tragica dimenticanza dei proprietari, in alcuni incidenti gli animali sono stati volutamente lasciati nell'auto in attesa di un intervento.
È il caso di Primo, un pastore tedesco di una pattuglia di New Orleans, che era rimasto in auto in attesa di intervenire durante un caso di traffico di stupefacenti. Le innate capacità olfattive di Primo gli erano valse un ruolo importante nel reparto narcotici, ma durante una retata il suo padrone l'ha lasciato per due ore in auto mentre con altri colleghi svolgeva le prime indagini in un magazzino. Al suo ritorno ha trovato l'interno dell'auto quasi completamente distrutto con i sedili strappati e i segni degli artigli sui finestrini. Il cane aveva cercato in tutti i modi di uscire dall'auto per fuggire dalla temperatura all'interno del veicolo che aveva raggiunto i 45 gradi. Negli Stati Uniti le razze di cane più utilizzate dalla polizia sono i pastori tedeschi o quelli belgi, caratterizzati entrambi da una folta pelliccia e dal colore scuro del pelo che aumentano le possibilità di surriscaldamento corporeo e di un conseguente infarto. “In tutti gli USA ci sono almeno ventimila cani poliziotto – spiega Rick Ashabranner, presidente dell'associazione nordamericana dei reparti cinofili della polizia – e probabilmente almeno il 95% di questi abita con il proprio padrone e la sua famiglia. È come avere un animale domestico, ma il legame è ancora più forte perché si tratta inoltre di un collega sul posto di lavoro”. Anche nelle giornate dal clima mite l'interno di un'auto può raggiungere temperature notevoli: uno studio ha dimostrato che se all'esterno ci sono 28 gradi, in poco più di venti minuti all'interno di un abitacolo ci saranno già 42 gradi, che possono arrivare a 50 in un'ora. Le vetture rinforzate in uso alla polizia e il pelo del cane fanno il resto, lasciando l'animale in un inferno dal quale è impossibile fuggire. Almeno dieci poliziotti sono stati condannati per negligenza negli ultimi anni, ma dopo aver pagato una multa al proprio dipartimento sono stati reintegrati a tutti gli effetti e spesso messi di nuovo nelle condizioni di lavorare con altri cani.“In questi casi è molto difficile scoprire la verità – prosegue Ashabranner – in alcuni incidenti i poliziotti hanno ammesso di essersi dimenticati l'animale in auto. Altri erano convinti di aver lasciato l'aria condizionata accesa, ma questo purtroppo non basta. Stiamo cercando di dotare il maggior numero di pattuglie di sensori in grado di notificare quando un cane è rimasto nell'auto e in caso di emergenza il dispositivo può far abbassare i finestrini e lasciar partire un allarme”. La foto dell'interno dell'auto dove Primo ha passato le sue ultime ore mostra le atroci sofferenze cui il cane è stato sottoposto ed è un monito per i possessori di cane che durante le giornate calde viaggiano con il proprio animale. Spesso l'aria condizionata non è sufficiente e se cani addestrati e fisicamente allenati come quelli poliziotto non riescono a resistere ad alte temperature, per gli animali domestici il rischio è ancora più grande. L'arrivo dell'estate purtroppo ha già mietuto altre due vittime: il 27 maggio due cani del dipartimento di polizia di Miami sono morti dopo essere stati lasciati in auto per 7 ore dal proprio padrone. L'agente Nelson Enriquez ha detto di essersi dimenticato degli animali dopo aver fatto ritorno a casa alla fine di un turno di notte. Giunto alla sua abitazione con l'auto di pattuglia, ha lasciato gli animali nel veicolo per tutta la giornata. Al momento Enriquez è stato sospeso ed è in attesa di un processo per crudeltà sugli animali.
 
NEL CUORE.ORG
4 GIUGNO 2015
 
DIBATTITO AL PARLAMENTO EUROPEO: FOCHE 1- LOBBY DELLA CACCIA
Sotto tiro il bando dei prodotti derivati
 
Questa mattina la Commissione IMCO (Mercato Interno e tutela del Consumatore) del Parlamento Europeo ha votato il parere di merito sulla proposta della Commissione UE di modifica del Regolamento (CE) 1007/2009 sul divieto di commercio di prodotti di foca.Sono stati respinti tutti i peggiori emendamenti che avrebbero consentito di aggirare il divieto generale, ma purtroppo altri che puntano ad incoraggiare il consumo di prodotti derivanti da caccia praticata da popolazioni indigene sono stati approvati"Il divieto europeo al commercio di prodotti di foca è costantemente sotto tiro da parte dell'industria che non vuole rinunciare allo sfruttamento di questi animali. Oggi la LAV, con uno strutturato lavoro di collaborazione con le principali ONG europee ed internazionali, ha potuto vincere una ulteriore battaglia evitando il raggiro del divieto. L'iter legislativo si concluderà entro settembre e probabilmente ci saranno altri tentativi della lobby dei cacciatori che ci impegneremo a respingere con fermezza, grazie al sostegno di milioni di cittadini che stanno dalla parte degli animali", dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV Campagna Pellicce La LAV ringrazia gli europarlamentari italiani che maggiormente si sono impegnati in questa battaglia di civiltà a favore delle foche: Marco Zullo e Giulia Moi (dell'EFDD).Background
Il Regolamento (CE) n.1007/2009 stabilisce un divieto generale di immissione di prodotti di foca sul mercato unionale. Divieto a cui è già prevista una deroga per i prodotti derivati dalla caccia tradizionalmente praticata dagli Inuit e da altre comunità indigene e che contribuiscono al loro sostentamento (la cosiddetta "deroga IC"). Prevede inoltre una seconda deroga se la caccia è praticata al solo scopo di garantire una gestione sostenibile delle risorse marine senza fini di lucro né finalità commerciali (la cosiddetta "deroga MRM"), nonché una ulteriore deroga all'importazione di natura occasionale, costituita esclusivamente da merci destinate all'uso personale dei viaggiatori o delle loro famiglie.I due principali Paesi che hanno creato un business sulla caccia delle foche, Canada e Norvegia, subito nel 2009 avviarono una controversia presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio finalizzata a fare decadere il divieto europeo. Tuttavia, il 18 giugno 2014 l'organo di conciliazione dell'OMC ha disposto che mentre la messa al bando dei prodotti derivati dalla foca può, in linea di principio, essere giustificata da preoccupazioni di ordine morale riguardo al benessere delle foche, le due deroghe - IC e MRM - sono contestate in relazione agli accordi internazionali sul libero commercio (TBT e GATT).Al fine di rispettare i propri obblighi nel quadro dell'OMC, la Commissione Europea ha così deciso di dare seguito alle disposizioni dell'OMC presentando una proposta di Regolamento di modifica del Reg. (CE) 1007/2009 e che sostanzialmente consiste in:
- Eliminazione totale della deroga MRM (che venne inserita nel testo del divieto solo a causa della lobby dei cacciatori);
- Restrizione della deroga IC, in particolare collegandola al rispetto del benessere degli animali e introducendo un limite all'immissione dei prodotti derivati dalla foca sul mercato se la portata della caccia o altre circostanze indicano che la caccia è praticata principalmente a fini commerciali.
Emendamenti ed esito iter parlamentare
La proposta della Commissione UE è già stata esaminata nelle scorse settimane con parere consultivo dalle commissioni INTA (Commercio Internazionale) e AGRI (Agricoltura) ed infine oggi dalla commissione IMCO (Mercato Interno e tutela del Consumatore) con parere di merito.
Il bilancio è positivo in relazione alla deroga MRM in quanto sono stati rigettati tutti gli emendamenti che in qualche modo miravano a reintrodurre tale vero e proprio raggiro al divieto generale.
Sono invece stati approvati emendamenti comunque peggiorativi che modificano il testo del Reg. (CE) 1007/2009 spostando il focus dello stesso dalle preoccupazioni morali degli europei verso il trattamento delle foche, alle esigenze economiche delle popolazioni Inuit e altre comunità indigene.Addirittura è stato approvato presso la IMCO un emendamento in base al quale la Commissione UE (insieme agli Stati Membri) dovrebbe fare campagne di sensibilizzazione per influenzare i consumatori e rassicurarli sulla "bontà" dei prodotti di foca immessi sul mercato europeo tramite la deroga IC.
Dopo il voto di oggi, la proposta normativa entra in una nuova fase, quella deltrilogo, ovvero del confronto tra Parlamento, Consiglio e Commissione per la redazione di un testo di accordo che sarà votato in prima lettura in seduta plenaria probabilmente già entro il mese di luglio.
Tale circostanza è una ulteriore occasione per la lobby dei cacciatori di foche per tentare di indebolire ulteriormente il divieto europeo.
Per quanto riguarda il ruolo dell'Italia, in quella che sarà la posizione del nostro Paese nell'ambito del trilogo, è opportuno ricordare che a seguito anche dell'audizione tenuta dalla LAV nel mese di aprile, la Commissione Ambiente del Senato ha già approvato la positiva Risoluzione n.90 del 29 aprile.
 
GEA PRESS
4 GIUGNO 2015
 
Senegal – Code di elefanti per farne bracciali. Indagini avviate in Europa

 
Code di elefanti, per farne bracciali. Per trovarle non c’è bisogno di andare in Africa, ma basta accendere un computer. Numerosi siti web propongono infatti code intrecciate e diciture in  diverse lingue euroopee, tra cui l’italiano.
I prezzi oscillato da poche decine di euro fino a 150-300 in funzione del quantitativo di peli intrecciati e di eventuali aggiunte di oggetti preziosi. Alcuni siti riportano il certificato Cites relativo al regolare “prelievo”, verosimilmente da animale abbattuto. Per altri, invece, basta sapere che trattasi di code di elefanti. La provenienza, legale o non , è un  mistero
Circa 200 di questi bracciali sono stati sequestrati nelle scorse ore in Senegal grazie all’intervento dell’ONG SALF (Sénégal-Application de la Loi Faunique). Sette persone sono state portate in carcere. Un’indagine portata avanti da diverso tempo in collaborazione con il Governo francese. Il tutto, infatti, nasce dopo un sequestro di bracciali avvenuto in Europa. Una rete ben articolata che coinvolge più paesi dell’Africa centrale ed altri di transito.Quali parti di una specie considerata nella Convenzione di Washington,   anche le code di elefante dovrebbero possedere un certificato CITES (acronimo della Convenzione) attestante la lecita provenienza. I certificati devono poi riportate le vidimazioni dell’Autorità competente sia del paese esportatore che di quello importatore.Purtroppo, nonostante la sempre più pressante minaccia di estinzione a causa del bracconaggio e dell’alterazione dell’habitat naturale, gli elefanti possono essere uccisi in alcuni paesi africani. I bracciali sequestrati in Senegal erano però commerciati senza la necessaria certificazione
 
LA ZAMPA.IT
4 GIUGNO 2015
 
La grande amicizia tra Jonny e la sua anatra Nibbles
I due sono stati inseparabili fin dal primo momento, da quando Nibbles è uscito dall’uovo e ha visto il suo padroncino.
 
Lo aspetta mentre Jonny è a scuola e, appena il bambino esce, lui inizia a starnazzare. Nibbles è un’anatra di 11 mesi e da allora è inseparabile con il suo padroncino anche grazie all’imprinting. Jonny, infatti, teneva l’uovo in mano quando si è schiuso ed è nato Nibbles. I due fanno il bagno nella piscina di plastica, vanno in bicicletta e guadano la televisione insieme. La singolare amicizia è arrivata anche su Facebook e Youtube grazie alla mamma di Jonny, sulle pagine «the Adventures of Jonny and Nibbles». I due amici sono inseparabili: in alcuni video si abbracciano e Nibbles appoggia la testa sulla spalla di Jonny, oppure si nasconde dentro il suo cappuccio. La mamma di Jonny ha scritto su Facebook che «Nibbles si accorge degli speciali bisogni di Jonny e questo ha fortificato il loro legame». Prima di Nibbles, Jonny aveva accudito sua madre Daisy, morta dopo aver deposto 7 uova. L’anatra oggi è a tutti gli effetti un membro della famiglia ed è libera di muoversi in giro per casa senza paura di sporcare, grazie a degli speciali pannolini per anatra.
FOTO E VIDEO
 
METEO WEB
4 GIUGNO 2015
 
Animali: in Europa a rischio estinzione 1 specie di uccelli su 5
Venti le specie che hanno migliorato il loro status, e che erano state precedentemente considerate minacciate a livello regionale
 
Il 18% delle specie di uccelli in Europa, 67 specie su 451, pari a quasi 1 su 5, è minacciato di estinzione. Le specie nella situazione peggiore appartenenti alla categoria più elevata ”Critically endangered” (in pericolo critico di estinzione) sono risultate 10, tra cui berta balearica, chiurlottello (che ormai potrebbe essere considerato estinto considerato che l’ultima segnalazione è del 1999), pavoncella gregaria e zigolo dal collare. Altre 29 specie hanno abbandonato la ”zona di sicurezza” e sono entrate nella lista delle minacciate, tra cui beccaccia di mare, gazza marina, pernice bianca nordica, gabbiano tridattilo e moriglione. Ma non mancano le buone notizie: 20 specie hanno migliorato il proprio stato di conservazione, tra cui le ”italiane” moretta tabaccata, occhione, nibbio bruno e grillaio. Dopo 3 anni di lavoro, un consorzio guidato da BirdLife International (Lipu in Italia) e finanziato dalla Commissione europea ha pubblicato oggi la nuova “Lista rossa” europea degli uccelli, la prima finora realizzata e che si va ad affiancare a quella mondiale. La nuova lista segue la metodologia dell’Iucn (International union conservation nature), che è largamente riconosciuta come la più autorevole e oggettiva per valutare il rischio di estinzione delle specie. La lista rossa targata Ue parla di un 18% di specie, su 451 analizzate, minacciate di estinzione. Ossia 82 specie, delle quali 11 sono valutate ”Minacciate in modo critico”, 16 ”Minacciate” e 55 ”Vulnerabili”. Il 13% delle 533 specie analizzate a livello più ampio europeo sono state considerate minacciate, per un totale di 67 specie, 10 delle quali sono state considerate ”Minacciate in modo critico” (il livello più elevato). Alcune di queste specie sono piuttosto popolari come ad esempio pavoncella gregaria, zigolo dal collare, chiurlottello e berta balearica. Lo studio ha evidenziato che 18 specie risultano ”Minacciate” e 39 ”Vulnerabili”. Tra i trend negativi evidenziati, si nota come 29 specie, rispetto al 2004, sono ora considerate ”minacciate” o ”Quasi Minacciate” in Europa. In questo elenco sono state inserite tortora selvatica, beccaccia di mare, pulcinella di mare, gazza marina, pispola, pernice bianca nordica, gabbiano tridattilo e moriglione. Altre specie che erano state classificate a rischio una decade fa non hanno ancora migliorato il loro status: come l’avvoltoio capovaccaio e altre specie quali il pagliarolo, la pavoncella, l’aquila anatraia maggiore e la gallina prataiola. Venti le specie che hanno migliorato il loro status, e che erano state precedentemente considerate minacciate a livello regionale e che sono ora classificate a ”Minor preoccupazione” in Europa (sebbene alcune siano ancora globalmente minacciate). Tra queste vi sono alcune specie carismatiche, come il pellicano riccio, la moretta tabaccata, l’occhione, il nibbio bruno, il grillaio, la poiana codabianca, la sterna zampenere, la strolaga mezzana e l’otarda. Altre 25 specie sono ancora minacciate in Europa, ma ora hanno un più basso rischio di estinzione rispetto ad una decade fa, e il loro di livello di minaccia è decisamente diminuito. Per esempio, il petrello di Madera e il ciuffolotto delle Azzorre, entrambe precedentemente considerate nella categoria in pericolo critico, sono ora classificate come Minacciate. Statistiche “preoccupanti”, secondo sottolinea Karmenu Vella, Commissario europeo per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, ma che sottolineano anche “il valore di azioni bene indirizzate alla protezione della biodiversità”. Successi da replicare e “input preziosi per l’attuale fase di ‘fitness check': l’Europa deve avere una legislazione sulla natura adatta agli obiettivi che ci si propone”. ”La nuova Lista rossa europea sarà uno strumento importante per decidere le politiche di conservazione in Europa – dichiara Marco Gustin, responsabile Specie e Ricerca Lipu-BirdLife Italia – Noi auspichiamo che le problematiche relative alla biodiversità in Europa vengano messe al centro degli obiettivi della società umana. Siamo certi che le attuali direttive Habitat e Uccelli siano un ottimo strumento per raggiungere tali obiettivi”.
 
GEA PRESS
4 GIUGNO 2015
 
Lista rossa – Il 18% delle specie di uccelli europee sono in via di estinzione (DOSSIER SCARICABILE)
 
Il 18% delle specie di uccelli in Europa (67 specie su 451, pari a quasi 1 su 5) è minacciato di estinzione. A riportare l’allarmente dato è la nuova Lista rossa europea degli uccelli, la prima finora realizzata e che si va ad affiancare a quella mondiale. Si tratta dei risultati del lavoro durato tre anni, condotto da consorzio guidato da BirdLife International (Lipu in Italia) e finanziato dalla Commissione europea.La nuova lista, che segue la metodologia dell’Iucn (International union conservation nature) ha evidenziato come nei 27 paesi dell’Unione Europea più di un 18% di specie, su 451 analizzate, sono minacciate di estinzione. Si tratta di 82 specie, delle quali 11 sono valutate “Minacciate in modo critico”, 16 “Minacciate” e 55 “Vulnerabili”. Quelle nella situazione peggiore, ovvero appartenenti alla categoria più elevata “Critically endangered” (in pericolo critico di estinzione) sono risultate 10, tra cui berta balearica, chiurlottello (che ormai potrebbe essere considerato estinto considerato che l’ultima segnalazione è del 1999), pavoncella gregaria e zigolo dal collare. Altre 29 specie hanno abbandonato la “zona di sicurezza” e sono entrate nella lista delle minacciate, tra cui beccaccia di mare, gazza marina, pernice bianca nordica, gabbiano tridattilo e moriglione. Ma non mancano le buone notizie: 20 specie hanno migliorato il proprio stato di conservazione, tra cui le “italiane” moretta tabaccata, occhione, nibbio bruno e grillaio.Il 13% invece delle 533 specie analizzate a livello più ampio europeo sono state considerate minacciate, per un totale di 67 specie, 10 delle quali sono state considerate “Minacciate in modo critico” (il livello più elevato). Alcune di queste specie sono piuttosto popolari come ad esempio pavoncella gregaria, zigolo dal collare, chiurlottello e berta balearica. Lo studio ha evidenziato che 18 specie risultano “Minacciate” e 39 “Vulnerabili”.Tra i trend negativi evidenziati, si nota come 29 specie, rispetto al 2004, sono ora considerate “minacciate” o “Quasi Minacciate” in Europa. In questo elenco compaiono la tortora selvatica, beccaccia di mare, pulcinella di mare, gazza marina, pispola, pernice bianca nordica, gabbiano tridattilo e moriglione.Non mancano inoltre altre specie che erano state classificate a rischio una decade fa e che non hanno ancora migliorato il loro status. Si tratta dell’avvoltoio capovaccaio e altre specie quali il pagliarolo, la pavoncella, l’aquila anatraia maggiore e la gallina prataiola.20 le specie che hanno migliorato il loro status, e che erano state precedentemente considerate minacciate a livello regionale e che sono ora classificate a “Minor preoccupazione” in Europa (sebbene alcune siano ancora globalmente minacciate). Tra queste vi sono alcune specie carismatiche, come il pellicano riccio, la moretta tabaccata, l’occhione, il nibbio bruno, il grillaio, la poiana codabianca, la sterna zampenere, la strolaga mezzana e l’otarda. Altre 25 specie sono ancora minacciate in Europa, ma ora hanno un più basso rischio di estinzione rispetto ad una decade fa, e il loro di livello di minaccia è decisamente diminuito. Per esempio, il petrello di Madera e il ciuffolotto delle Azzorre, entrambe precedentemente considerate nella categoria in pericolo critico, sono ora classificate come Minacciate.“Questo report contiene statistiche preoccupanti – sottolinea Karmenu Vella, Commissario europeo per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca – Ma anche dimostra il valore di azioni bene indirizzate alla protezione della biodiversità, dalla quale dipendiamo sia dal punto di vista economico  che sociale grazie ai servizi che ci offrono. Il nostro compito è di trovare modi di capitalizzare su questi successi e replicarli ad altre aree. Ma questi successi sono anche input preziosi per l’attuale fase di Fitness Check: l’Europa deve avere una legislazione sulla natura adatta agli obiettivi che ci si propone”.“E’ importante e stimolante – dichiara Ivan Ramirez, capo della Conservazione a BirdLife International – che dalla Lista rossa emerga come molte specie oggetto di progetti di conservazione e supportate dalle direttive europee e dai programmi Life stiano recuperando terreno. Ma è altrettanto scioccante vedere come molte specie fino a ieri comuni ora siano diventate minacciate. E’ terribile pensare che nel mondo potrebbero scomparire pulcinella di mare, tortore selvatiche e pavoncelle”.“La nuova Lista rossa europea sarà uno strumento importante per decidere le politiche di conservazione in Europa – dichiara Marco Gustin, Responsabile Specie e Ricerca  Lipu-BirdLife Italia – Noi auspichiamo che le problematiche relative alla biodiversità in Europa vengano messe al centro degli obiettivi della società umana. Siamo certi che le attuali direttive Habitat e Uccelli siano un ottimo strumento per raggiungere tali obiettivi”.
 
DIVERSAMENTE AFF-ABILE
7 GIUGNO 2015
 
ESISTERANNO ALTRI METODI?
 
di Fiamma Satta
 
1.200.000 scienziati e cittadini di stati membri europei, circa la metà dei quali italiani, hanno firmato l’appello Stop vivisection per sollecitare la Commissione Europea ad abolire la legge sulla sperimentazione animale. Infatti, ad oggi la valutazione della tossicità dei farmaci è pagata con la sofferenza degli animali (e solo da due anni è vietata la sperimentazione animale per i cosmetici) senza, peraltro, garanzie per il nostro benessere. Quale sarà la risposta della Commissione, prevista entro il 3 giugno? I firmatari della petizione popolare sono fomentati animalisti “integralisti” o semplicemente convinti dell’inutilità e dell’inefficacia della sperimentazione animale? Certo non è difficile immaginarli contrari ad ogni tipo di maltrattamento di animali, dalle oche spiumate per i nostri piumini alle foche arruolate da Putin per la distruzione di mine di profondità in missioni suicide. Mi domando se fra i firmatari ci sia anche il conduttore radiofonico danese Asger Juhl che ha ucciso in diretta un coniglietto a colpi di pompa di bicicletta e poi, a casa, ha filmato e postato su Facebook l’animale in pentola. Inquietantissimo l’audio della trasmissione con le risatine e i sospiri di Juhl conditi dal silenzio della povera bestiola. Scopo dell’idiotissima iniziativa sarebbe stato “smascherare l’ipocrisia di chi mangia carne” ma si commuove per la sorte di un coniglietto. Mah! Sicuramente ci saranno altri modi per smascherarla come esisteranno metodi sostitutivi e più efficaci della sperimentazione animale.
 
DEEJEY IT
4 GIUGNO 2015
 
18 ragioni per le quali avere un cane è meglio che intrattenere una relazione Arthur Schopenhauer diceva: "chi non ha mai posseduto un cane non può sapere cosa significhi essere amato", e come dargli torto! Ecco 18 motivi per i quali un amico a quattro zampe è preferibile al partner.
 
1. Non devi dire al tuo cane dove vai e con chi sei
2. Il cibo per cani è più economico di una cena al ristorante
3. Il vostro cane non dirà mai che tra voi ci sono problemi di comunicazione
4. Non si arrabbierà quando indossate accidentalmente le stesse cose
5. Non penserà che passi il tempo con altri cani
6. Non avrà grandi aspettative per il suo compleanno
7. I cani (solitamente) non ti rubano i vestiti
8. Non devi incontrare i suoi genitori
9. Le persone non tendono a irritarsi quando sovraccarichi Instagram con le foto del tuo cane
10. È libero per un appuntamento esattamente quando lo sei tu
11. I cani sono leali
12. Non dovrai mai prenderti cura di lui quando è ubriaco
13. Non ti sorprenderai della sua dolcezza perchè il tuo cane è sempre dolce
14. Non dirà mai qualcosa di offensivo senza rendersene conto
15. Il tuo cane ci sarà sempre per le coccole
16. Non è un problema se dorme tutto il giorno, non ha un lavoro e non ti aiuta con le faccende domestiche
17. Non ha ex gelosi
18. Il tuo cane è sempre felice di vederti, anche quando sei scontroso, stanco e nessun altro vuole starti vicino
 
CORRIERE ADRIATICO
5 GIUGNO 2015
 
Montegranaro, la Finanza indaga su duecento cani finiti all'estero
 
MONTEGRANARO (Fermo) - Dove sono finiti i quattrozampe usciti dal Villaggio del cane di Montegranaro? E' un tema sul quale sta indagando la Guardia di finanza, che nelle scorse settimane ha effettuato un corposo sequestro di documenti relativi alle adozioni effettuate in un lungo periodo, dall'inizio del 2010 all'ottobre del 2014. Un quinquennio durante il quale un numero molto consistente di animali, stimato all'incirca in 200 unità, è stato affidato all'estero. Le adozioni su cui si sta cercando di far luce, in media di una a settimana, sono state effettuate prevalentemente in Germania, ma anche in Austria e Svizzera. Ora, a seguito di una denuncia, è stata avviata un'indagine penale nei confronti di una ex collaboratrice della struttura, allontanata qualche mese fa.
Il lavoro delle Fiamme gialle tenta di fare chiarezza sulle sorti dei cani. Sarebbe stata sempre la stessa persona, con contatti in Germania, a fare da intermediaria per il viaggio all'estero degli ospiti del Villaggio. Stando alla documentazione, diversi affidatari degli animali ricorrerebbero con una certa frequenza, tanto da sollevare qualche dubbio: come facevano gli stessi soggetti a prendersi carico di un numero così cospicuo di cani? Li smistavano a loro volta?Altro aspetto piuttosto evidente delle adozioni oltralpe riguarda l'età degli adottati. Si tratta nella quasi totalità di soggetti anziani, dai 10 anni in su. Come mai tutta questa cura per i quattrozampe in età avanzata, che difficilmente riescono a trovare un nuovo padrone? Il tema è delicato e non è nuovo: in ambito nazionale da tempo provoca divisioni e scontri tra le organizzazioni animaliste. In altre regioni sono già scattate indagini delle Procure e inchieste giornalistiche.
 
LA SENTINELLA
5 GIUGNO 2015
 
Segregava animali, condannato
Ad un 49enne inflitto un mese. Le associazioni: «Una pena ridicola»

 
PONT (AO). Erano stati costretti a vivere (dove vivere è un eufemismo) stipati in una minuscola cantina, senza luce, ricoperti dai loro stessi escrementi tra cianfrusaglie di ogni genere. Vittime quattro gatti e ventotto cani di taglia media e piccola, sequestrati nel 2012 dagli agenti del Corpo forestale dello Stato a Pont, in un’abitazione della borgata Pian Rastello. Il proprietario del fatiscente immobile, M.G.L. 49 anni, residente al piano superiore dello stesso stabile, è stato denunciato per maltrattamento di animali. Del caso, a cui molti giornali hanno dato spazio sulle loro pagine, se ne è occupata la Lac Piemonte (Lega abolizione caccia) che ha preso in custodia i gatti più malconci. Venerdì tribunale ha condannato M.G.L. a un mese di reclusione e al pagamento delle spese processuali. «Una pena ridicola considerato il male che l'uomo ha provocato agli animali» - hanno fatto sapere le associazioni animaliste. L'uomo, tra l'altro, nonostante i procedimenti a suo carico, continua a detenere animali. L'ultimo intervento delle guardie zoofile risale infatti ad un paio di mesi fa quando all’interno della sua abitazione sono stati ritrovati diversi cani adulti e cuccioli, due gatte incinte in grave stato di setticemia e due galline.
 
GEA PRESS
5 GIUGNO 2015
 
Torino – Lupa gravida morta investita

 
E’ stato recuperato nel tardo pomeriggio di ieri a Cesana Torinese il corpo di una Lupa gravida, probabilmente investita  da un mezzo in transito.Gli agenti del Servizio Tutela Fauna e Flora della Città Metropolitana di Torino hanno verificato che trattavasi di una femmina di Lupo, gravida e del peso di 24 chilogrammi.Il recupero è avvenuto in località Bivio Sagnalonga nel territorio del Comune di Cesana Torinese, in prossimità del Km 90+600 della Strada Statale 24 del Monginevro. La probabile causa della morte, informa la Città Metropolitana di Torino, è da collegarsi ad un investimento. Nella mattinata di oggi la carcassa è stata conferita presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Torino a Grugliasco, a disposizione del professor Ezio Ferroglio per l’autopsia e gli accertamenti del caso.
 
NEL CUORE.ORG
5 GIUGNO 2015
 
TORINO, RITROVATA LUPA INVESTITA E UCCISA: ERA GRAVIDA
In prossimità della statale 24 del Monginevro
 
Era incinta la lupa trovata morta ieri pomeriggio a Cesana Torinese. L'animale del peso di 24 chili, probabilmente è stato investito da un'auto. Il corpo è stato recuperato dagli agenti del Servizio Tutela Fauna e Flora della Città Metropolitana di Torino in località Bivio Sagnalonga a Cesana Torinese, in prossimità della Strada Statale 24 del Monginevro. Stamani la carcassa è stata consegnata alla Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università di Torino a Grugliasco, a disposizione del professor Ezio Ferroglio per l'autopsia e gli accertamenti del caso.
 
LA PROVINCIA DI COMO
5 GIUGNO 2015
 
Paura per i bocconi killer«Sono morti già due cani»
Segnalazione al confine tra Cantù e Cermenate (Como)
In corso le analisi per accertare la presenza di veleno
 
provincia di Como - Allarme bocconi avvelenati, ancora una volta; stavolta fra Cantù e Cermenate. E ancora una volta purtroppo degli animali sono rimasti vittima del comportamento criminale degli uomini: sarebbero due i cani morti.Il condizionale per ora è d’obbligo, visto che devono venire effettuate le verifiche tossicologiche sulle esche recuperate; ma tutti gli indizi sembrano condurre a questa conclusione.Ora l’invito ai possessori dei cani è di tenere alta la soglie dell’attenzione comunicando qualunque sospetto alla polizia locale. Perché si tratta di un reato, e perché, se davvero si rivelassero sostanze nocive, rappresenterebbero un rischio fatale anche per la salute dei bambini che potrebbero raccogliere i bocconi per poi infilarseli in bocca.Il tam tam è partito in rete. È stata segnalata la presenza di bocconi sospetti a Cantù Asnago, Asnago di Cermenate e Cermenate. Zone contigue e confinanti.In particolare pare che a Cermenate siano state avvistate nella zona del cimitero e dalle parti di via De Gasperi. Per questo i residenti e gli amanti degli animali hanno preso a condividere queste informazioni, per invitare a prestare particolare attenzione e, nel caso il proprio cane sia molto vorace, una precauzione può essere infilargli la museruola in passeggiata per impedirgli di mangiare bocconi che potrebbero rivelarsi letali.
 
NEL CUORE.ORG
5 GIUGNO 2015
 
AOSTA, GUFO REALE IN GABBIA TROPPO PICCOLA: CONDANNATO ALLEVATORE
Dovrà pagare 1.200 euro di multa
 
Accusato di abbandono di animale, un allevatore aostano, Salvatore Lanata', e' stato condannato oggi dal tribunale di Aosta a una multa di 1.200 euro per aver tenuto un gufo reale in una gabbia troppo piccola e per questo giudicata non idonea. Il giudice Paola Cordero ha anche disposto la confisca dell'animale che sara' affidato al Centro regionale per la fauna selvatica.
 
GEA PRESS
5 GIUGNO 2015
 
Iglesias – Bracconaggio di notte. Denunciato un cacciatore di frodo
 
Un luogo predisposto per la caccia notturna. Questo quanto rinvenuto dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Servizio territoriale ispettorato ripartimentale di  Iglesias, in località ”Cungiaus”. Sul posto sono stati trovati indumenti e munizioni da caccia, che erano stati attentamente occultati tra la vegetazione.
Proprio da questo ritrovamento, si sono avviate le indagini eseguite d’iniziativa dalla Polizia Giudiziaria dell’Ispettorato Ripartimentale di Iglesias. Un’indagine altresì rivolta alla ricerca di armi e munizioni eventualmente utilizzate per la caccia di frodo.Veniva così individuato un uomo residente nei luoghi per il quale si è provveduto alla perquisizione  di locali oltre che delle pertinenze degli stessi e automezzi che lo stesso aveva in uso. Ad essere sottoposte a sequestro penale e amministrativo sono state munizioni da caccia detenute illegalmente, torce modificate ad arte per la caccia notturna, un sofisticato visore notturno e svariate trappole notoriamente utilizzate per la cattura di selvaggina di piccola e media taglia.Oltre a ciò è stato scoperto che lo stesso soggetto avrebbe provveduto a ripulire dalla guaina in plastica che le avvolgeva, alcune matasse di filo di rame  ritenute dagli inquirenti di dubbia provenienza. Il rame era stato ottenuto bruciando le matasse. Una pratica, sottolinea la Forestale, illecita e che produce sostanze molto inquinanti e pericolose per la salute pubblica. Si è quindi proceduto al sequestro penale di tali matasse.I reati contestati riguardano l’accusa di esercizio di caccia in luogo e tempo di divieto generale, detenzione e porto abusivo di munizioni da caccia, gestione illecita di rifiuti e loro combustione.
 
LA ZAMPA.IT 
5 GIUGNO 2015
 
Cinder, l’orsetta scampata all’incendio del bosco è tornata in natura
Aveva le zampe e il pelo bruciati dalle fiamme e pesava pochissimo. Ora è tornata nel suo habitat naturale
 
L’orsetta Cinder è scampata per miracolo a uno degli incendi più devastanti della storia dello stato di Washington. Quando i soccorritori la hanno trovata, era costretta a camminare sui gomiti, perchè le zampe erano completamente bruciate e pesava meno di 40 libbre. Oggi, dopo un anno di convalescenza, è stata rimessa in libertà nel suo ambiente naturale ma a qualche migliaio di chilometri di distanza da dove è nata, in Idaho. Ora non è nemmeno più sola, perchè con lei è stato liberato un altro orso di cui è diventata amica durante il periodo di cure nel «Idaho Black Bear Rehabilitation Center». L’orsetta ha dovuto riprendersi da ustioni di terzo grado a tutte e quattro le zampe, a causa di un tremendo incendio scoppiato nell’area di Carlton, a Washington, che ha ridotto in cenere 250 mila acri di bosco. Le fiamme hanno bruciato per più di una settimana e sono serviti 3 mila pompieri per domarlo. Quando la hanno trovata, aveva circa 18 mesi di vita ed era molto sottopeso. Soffriva molto per le ferite e, se non fosse stata portata in salvo, sarebbe sicuramente morta. Per più di 6 settimane i medici hanno dovuto cambiarle le bende alle zampe ogni giorno, poi lentamente hanno lasciato che guarissero da sole. «Si è occupato di lei il dottor Kevin Willetts, un veterinario volontario che ha oltre trent’anni di esperienza in emergenze mediche. Cinder era già un’orsa selvaggia e quindi non ha avuto bisogno di molta riabilitazione, sono bastate le cure medice», ha raccontato Tom Millham, il segretario del «Lake Tahoe Wildlife Care». Dopo la guarigione delle ferite, Cinder è stata messa a contatto con un’altro orsetto di un anno in modo da farle prendere confidenza con altri orsi, poi è stata portata all’aperto così da abituarla al clima freddo.
VIDEO
 
LA NUOVA SARDEGNA
5 GIUGNO 2015
 
Ebola, cani in quarantena a Sassari: caso internazionale
“Liberi” i due meticci della famiglia dell’infermiere ricoverato a Roma. Il loro monitoraggio sarà studiato nel mondo. Sgarangella: «È il secondo “isolamento” in tutto l’Occidente, non volevamo rischiare nulla»
 
di Giovanni Bua
 
SASSARI. Due meticci, di cui uno un po’ anzianotto, a dieta di coccole per 21 giorni. Quasi sempre isolati in un (comodo) terrazzo, monitorati due volte al giorno con un termometro laser di ultima generazione che permette di prendere la temperatura a distanza, e sempre sotto attenta osservazione a caccia di qualsiasi stranezza nel comportamento che potesse denunciare l’insorgere di un problema. Una quarantena vissuta con leggerezza ma in realtà assai pesante, finita per i due cagnoni e i loro padroni qualche giorno fa con un lungo e caloroso abbraccio e un felice rientro a casa.Protagonisti della vicenda, che sta attirando l’attenzione delle comunità scientifiche di mezzo mondo, sono i familiari dell’infermiere sassarese di 37 anni che ancora lotta contro Ebola, con promettenti risultati, all’ospedale Spallanzani di Roma. E soprattutto i loro due cani, due maschi meticci che l’assessorato regionale alla Sanità, in accordo con il servizio prevenzione Asl e il dipartimento di Malattie infettive del dipartimento di Veterinaria, ha deciso di mettere in quarantena insieme ai loro padroni.Una scelta tutt’altro che scontata. «È la seconda volta in Occidente – spiega Franco Sgaragnella, direttore del dipartimento Prevenzione della Asl 1 e del servizio di Sanità animale –. Il primo caso è stato negli Stati Uniti. In Spagna invece lo scorso anno si è deciso di procedere in via precauzionale all’abbattimento del cane di un’infermiera ammalata di Ebola, Excalibur, nonostante in realtà non vi sia prova alcuna che i cani possano sviluppare la malattia e trasmettere il virus. A mio modesto avviso fu un grave errore».E, memori di quell’errore, e della incredibile mobilitazione internazionale che tentò inutilmente di salvare il piccolo meticcio di Madrid e che alcuni collaboratori di primo piano dell’assessorato regionale vissero in prima persona, nell’isola si è deciso di fare diversamente. «Gli studi a proposito sono quasi nulli – sottolinea Sgarangella – tranne una sperimentazione in Gabon su cani che avvicinavano ammalati di Ebola. Nessuno ha contratto il virus, il 30 per cento di loro anticorpi. Insomma di naviga a vista. Della questione si occupano l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, e l’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che raccomandano la valutazione rischio caso per caso. In questa occasione era davvero minimo, perché i due meticci hanno avvicinato per breve tempo il cooperante e prima che manifestasse sintomi della malattia. Abbiamo comunque deciso di procedere»I due cani sono stati messi in isolamento nella stessa casa in cui mamma e sorelle del cooperante sono state trasferite per la “quarantena”. «A loro volta – spiega Sgarangella – limitando al minimo i contatti con i cani e tenendo sotto controllo la temperatura due volte al giorno con un termometro laser da noi fornito». A questo si è aggiunto il contatto telefonico quotidiano con un veterinario Asl, Sergio Masala, con la supervisione di Marco Pittau ordinario di Malattie infettive di Veterinaria. Tutto è andato per il meglio «E i dati raccolti e i protocolli applicati – chiude Sgarangella – saranno studiati e messi a disposizione della comunità scientifica internazionale». I due meticci diventeranno famosi insomma, anche se a loro bastano e avanzano le tre settimane di coccole arretrate.
 
MONZA TODAY
5 GIUGNO 2015
 
A Monza "vietati" i circhi con animali: "Ora la città è più civile"
Passa la mozione presentata da Paolo Piffer: in città si cercherà di non concedere più spazi ai circhi con animali. Il consigliere: "Faticoso, ma ne è valsa la pena. Da ieri Monza è un po' più civile"
 
Una battaglia di civiltà vinta. Una rivoluzione, piccola ma decisa, riuscita in pieno. Un sogno diventato possibile grazie alla caparbietà di alcuni consiglieri comunali, Paolo Piffer su tutti, e al senso civico di molti, tanti, cittadini, che giovedì sera hanno fatto sentire la loro presenza e la loro voglia di cambiamento nell’aula consiliare di piazza Trento e Trieste. Nessuno, almeno non a Monza, potrebbe più vedere elefanti che fanno la verticale o cavalli che ballano a ritmo di musica. Perché da giovedì sera i circhi con gli animali nel capoluogo brianzolo sono (quasi) banditi. Si cercherà, da ora in poi, di vietarli. Renderli fuorilegge.Tutto merito, soprattutto ma non solo, di una mozione - “No ai circhi con animali a Monza” - presentata da Paolo Piffer e approvata giovedì sera, con ventisei voti su ventisette, in consiglio comunale. Una mozione che, da sempre, ha riconosciuto la dignità e la magia degli spettacoli itineranti - “arte che va difesa e tramandata” -, ma che ha chiesto a gran voce che in quegli stessi spettacoli non vi fosse più un solo animale, anche perché “l’utilizzo di animali selvatici è in pieno contrasto con la dichiarazione universale dei diritti degli animali del 1978”. “Si chiede al Parlamento - si legge nella mozione - di adottare le misure legislative necessarie affinché si interrompano i finanziamenti pubblici ai circhi che utilizzano animali, e che vengano emanate norme che consentano ai Comuni di poter decidere se ospitare o meno sul proprio territorio i diversi spettacoli circensi”.Il Comune di Monza, e i suoi cittadini, una decisione l’hanno presa: i circhi con gli animali non troveranno più spazio in città. Una sorta di "boicottaggio normato - spiega Paolo Piffer a MonzaToday - per cercare di rendere la vita difficilissima a chi organizza questi eventi". “Il voto unanime favorevole è il più bel regalo che la politica potesse fare alla città. La folta presenza dei cittadini in aula inoltre è stata la risposta più efficace a chi sosteneva in questi giorni che queste cose non sono importanti”, ha esultato Piffer. “Le battaglie di civiltà sono sempre importanti. Se da domani ogni comune provvedesse ad approvare un documento come il nostro, nel giro di poco tempo anche il parlamento non potrebbe più ignorare questa volontà popolare e quindi legiferare al riguardo. Noi ieri sera la nostra parte l’abbiamo fatta, ora tocca ai genitori, alle scuole”, ha evidenziato il consigliere, sottolineando come il Parlamento non abbia ancora preso una posizione chiara e decisa sul tema. “Non capita spesso che una mozione di un consigliere di minoranza venga approvata all’unanimità - ha ricordato Piffer - E’ stato un dibattito faticoso ma ne è valsa pena. Sono molto soddisfatto, le serate come ieri danno un senso a tutta l’energia e l’impegno che sto investendo in questa esperienza politica per niente semplice”.
“Gandhi - ha concluso il consigliere - diceva che la civiltà di un popolo si misura da come tratta gli animali, da ieri Monza è un po’ più civile”.
 
GEA PRESS
5 GIUGNO 2015
 
Benetton – Stop alla lana di coniglio d’angora. In 6000 negozi non se ne venderà più
 
Stop alla lana ricavata dal coniglio d’angora. Lo ha annunciato poche ore addietro la Benetton Group. L’azienda italiana ha voluto sottolineare come i suoi capi sono realizzati con il massimo rispetto per la natura, persone ed animali. Per la lana d’angora in particolare, la Benetton precisa che le sue linee guida prevedono l’utilizzo di quelli che vengono definiti “materiali di provenienza etica”.Un successo per le campagne animaliste che avevano già svelato, grazie ai filmati girati con telecamere nascoste, i metodi cruenti con i quali i poveri conigli venivano privati del loro pelo. In particolare PETA riferisce del successo delle investigazioni condotte in Cina che da sola produce il 90% della lana d’angora al mondo. Per  PETA la decisione di Benetton diminuirà ulteriormente il mercato della lana d’angora, limitando ancora di più la produzione degli allevamenti e pertanto la loro stessa sussistenza.Nel suo comunicato Benetton Group informa come il benessere degli animali rientra negli impegni intrapresi dall’azienda e per questo “abbiamo già fermato l’uso di angora nella nostra produzione“.Una volta venduto quanto già prodotto, nessun capo con lana d’angora sarà più disponibile nei negozi Benetton. Una decisione, sottolinea PETA, non da poco, visto che l’azienda italiana conta ben 6000 punti vendita sparsi nel mondo.“Siamo lieti che Benetton ha aderito alla lunga lista di aziende senza angora – riporta la nota di PETA – rispondendo così alla domanda dei consumatori e facendo una cosa giusta in favore degli animali. Fortunatamente per gli appassionati di moda etica – ha concluso PETA – i tessuti senza crudeltà sugli animali, sono facilmente disponibili”.
 
NEL CUORE.ORG
8 GIUGNO 2015
 
STOP AI PRODOTTI D'ANGORA NEI 6 MILA NEGOZI DELLA BENETTON
Il 90 % della materia prima proviene dalla Cina
 
Nei giorni scorsi il gruppo Benetton ha confermato all'associazione animalista PETA l'intenzione di mettere al bando, nei suoi circa 6000 negozi di tutto il mondo, la lana "d'Angora", ricavata letteralmente "spellando vivi" i conigli di quella pregiata varietà. La decisione arriva a poche ore dall'inizio di una campagna internazionale mirata proprio contro il colosso tessile italiano.L'anno scorso una videoinchiesta di Peta aveva mostrato come il soffice pelo da cui si ricava il filato veniva strappato dai lavoranti di uno stabilimento in Cina, da cui proviene il 90 per cento della materia prima.
 
LA LEGGE PER TUTTI
5 GIUGNO 2015
 
Maltrattamento animali: è reato anche solo esporli a rischio
È reato di maltrattamento di animali anche quando manca la crudeltà, ma si accetta il rischio che da una determinata condotta possano derivare le lesioni o la morte.
 
Commette reato di maltrattamento di animali anche chi semplicemente li espone al rischio di lesioni o morte.Difatti la sanzione penale viene inflitta non solo quando gli animali vengono torturati o comunque sottoposti a trattamenti crudeli (per esempio somministrazione di sostanze stupefacenti) ma anche quando vengono lasciati in luoghi pericolosi (per esempio perché frequentati da animali randagi) o esposti a rischio di lesioni derivanti da trappole o altri elementi nocivi.Quando però, come negli ultimi esempi citati, la crudeltà è indiretta, occorre che l’autore sia consapevole del rischio al quale espone l’animale e nonostante ciò lo accetti, lasciando dunque che possa farsi del male.È quanto precisato dalla Cassazione che in una recente sentenza [1] ha spiegato quando il maltrattamento è punito perché lesivo del sentimento per gli animali.La legge [2] punisce chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagioni una lesione ad un animale o lo sottoponga a sevizie, comportamenti, fatiche o lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche, o gli somministri sostanze stupefacenti o vietate, o lo sottoponga a trattamenti che procurano un danno alla salute dello stesso.La pena consiste nella reclusione da tre a diciotto mesi o nella multa da 5.000 a 30.000 euro.Se dalle condotte appena elencate deriva la morte dell’animale, la pena è aumentata della metà.I giudici distinguono tra il maltrattamento con crudeltà e quello senza necessità. Il primo sussiste quando l’autore vuole cagionare proprio la lesione o la morte dell’animale (per esempio colpendolo o torturandolo).Il reato in questo caso è punito a titolo di dolo diretto cioè la coscienza e volontà che da quella determinata condotta (es. sevizie) derivi quel determinato evento (lesioni o morte).Si ha invece maltrattamento senza necessità, quando la condotta dell’autore non è diretta a far soffrire o morire l’animale ma è comunque tale da provocarne le lesioni o la morte.In questa ipotesi infatti l’autore è punito a titolo di dolo indiretto che si configura quando egli espone l’animale ad una situazione di pericolo e pur sapendo di potergli provocare un danno ne accetta il rischio.Per esempio, Tizio pur sapendo che il proprio cane è allergico a determinati cibi o sostanze, li lascia nelle vicinanze accettando il rischio che li ingerisca.Con la sentenza in commento la Cassazione, nell’ottica tutelare il bene della vita costituito dal sentimento per gli animali, richiama ad una maggiore sensibilità e attenzione nei loro confronti.
 
LEGGO
5 GIUGNO 2015
 
Ecco il maiale nato con 2 teste e 4 occhi
L'allevatore: "Mi farà guadagnare di più"

 
PECHINO - Un maiale nato con due teste, due musi e quattro occhi ha lasciato sbalorditi gli abitanti del villaggio di Beiyan, in Cina.  Come riporta il Mirror, la bestiola non è in grado neanche di camminare a causa del peso delle doppie teste. Ma Jing Guanglan, allevatore di maiali e padrone del porcellino, ha gioito per la nascita dell'insolito cucciolo pensando che attirerà orde di possibili acquirenti. Il maialino, che al momento viene nutrito con latte in polvere e verdura, è nato da una cucciolata di 11 maialini. Secondo gli esperti il suino è nato con un difetto genetico che colpisce 1 esemplare su 100mila. "All'inizio sono rimasto scioccato - conclude l'allevatore - ma ora sono felice, credo che mi porterà fortuna".
 
CORRIERE.IT
5 GIUGNO 2015
 
Lima, ecco «Orejitas»: la squadra di polizia che salva gli animali in difficoltà
 
Il loro compito è quello di aiutare gli animali gli animali in difficoltà, abbandonati per le strade della capitale peruviana Lima, curali (insieme ad un team di veterinari) e trovare loro una nuova casa. Sono i 30 agenti che compongono la squadra di polizia chiamata Orejitas (orecchie), Un team che fa parte della polizia stradale a cui è stato affidato questo delicato lavoro e che, come si legge sulla pagina Facebook ufficiale, ha già salvato 60 animali, tra cani e gatti (Reuters)
FOTO
 
DIRE GIOVANI
5 GIUGNO 2015
 
Ecco i cani scova-bugie
 
Un team di ricercatori della Kyoto University ha scoperto che i cani possono comprendere l'umore delle persone. I cani possono capire se una persona è arrabbiata, nervosa oppure felice.La cosa più sorprendente è che si suppone che capiscano se le persone stanno mentendo.Questi ricercatori erano guidati dal famoso scienziato Akiko Takaoka in una ricerca finanziata dall'università di Kyoto.
Tra l'altro una volta che il cane ha capito che siamo inaffidabili, smette
di eseguire i nostri ordini.Questo team di ricercatori ha svolto dei test su 34 cani. I test erano tre: il primo consisteva nel far vedere dove si trovava il cibo (cioè dentro a un contenitore); il secondo consisteva nel mostrare un contenitore vuoto; infine il terzo consisteva nel far vedere di nuovo il contenitore pieno di cibo all'animale. Quest'ultima volta il cane non ha seguito lo sperimentatore per evitare di ricadere nel gioco della scatola vuota. Il ricercatore afferma che il prossimo passo è quello di addomesticare i cani come macchine della verità. Gli addomesticatori hanno come principale regola di avere un rapporto di fiducia con l'animale. Secondo me questa è una scoperta che potrà cambiere l'uso dei cani da parte dell'uomo.Ad esempio i cani antidroga, per esempio, oltre che fiutare la presenza di stupefacenti, riconosceranno anche quando uno spacciatore mente.
 
NEL CUORE.ORG
6 GIUGNO 2015
 
AREZZO, SETTE CUCCIOLI MORTI DI STENTI: MAXI-MULTA AL PROPRIETARIO
Il 37enne di Napoli dovrà pagare 15mila euro
 
Viaggiavano stremati sull'A1, senza cibo e acqua, 14 cuccioli di cane maltesi, e sette di essi morirono per gli stenti. Ora il proprietario e' stato condannato a pagare 15mila euro per maltrattamento di animali. L'uomo, un 37enne napoletano, era stato sorpreso il 22 giugno 2012 dalla polizia stradale di Arezzo in autostrada e fermato scoprendo i cuccioli stremati per mancanza di cibo e acqua, e in cattive condizioni fisiche. Una volta curati e sfamati furono dati in adozione ma ben sette su 14 morirono in conseguenza degli stenti subiti. L'uomo fu denunciato. Ora ha affrontato il processo al tribunale di Arezzo davanti al pm Bernardo Albergotti che ha sostenuto in aula l'accusa di maltrattamenti di animali. Il giudice lo ha riconosciuto colpevole e condannato alla multa di 15mila euro. Le associazioni ambientaliste Lav ed Enpa chiederanno invece un risarcimento in un'altra sede processuale dal momento che si erano costituite parte civile.
 
ANSA
6 GIUGNO 2015
 
Cani senza cibo e acqua morti,maxi-multa
Arezzo, giudice decide condanna. Cuccioli stremati nel viaggio
 
AREZZO - Viaggiarono stremati in A1, senza cibo e acqua, 14 cuccioli di cane maltesi. Poi sette di essi morirono per gli stenti. Il tribunale di Arezzo ha condannato il proprietario a pagare 15.000 euro per maltrattamento di animali. L'uomo, 37enne, napoletano, fu sorpreso il 22 giugno 2012 dalla polizia stradale di Arezzo in autostrada coi cuccioli in auto stremati per mancanza di cibo e acqua, e in cattive condizioni fisiche. Curati e sfamati furono dati in adozione ma sette morirono per gli stenti.
 
ANSA
6 GIUGNO 2015
 
Salvato capriolo inseguito da cani
Storia quasi a 'lieto fine' in parco Majella

 
PACENTRO (L'AQUILA), 6 GIU - Sembra uscita dal libro 'Cuore' la storia di un cucciolo di capriolo inseguito e morso nelle campagne di Pacentro (L'Aquila), in Abruzzo, da un branco di cani randagi inselvatichiti e affamati e salvato da un agricoltore prima che fosse sbranato. È quanto avvenuto questa mattina alla periferia del Comune che si trova all'interno del Parco nazionale della Majella, sede di un'area faunistica del Capriolo, adiacente alla famosa Abbazia di San Liberatore a Majella, pochi chilometri a monte dell'abitato di Serramonacesca (Pescara). L'agricoltore stava coltivando il suo orto quando ha visto un branco di cani randagi che inseguiva un capriolo visibilmente zoppicante. Messi in fuga i cani, ha protetto l'animale nell'anfratto in cui si era rifugiato fino all'arrivo degli uomini del corpo forestale del comando stazione di Pacentro, da lui avvertiti, i veterinari della Asl di Avezzano, Sulmona e L'Aquila ed un operaio del Comune. Il capriolo aveva una vistosa frattura scomposta all'arto posteriore destro con evidenti lacerazioni presumibilmente causate dai morsi dei cani. Da esami a cui è stato subito sottoposto sono state escluse ferite da arma da fuoco, da lacci e da traumi automobilistici. Dopo i primi soccorsi, è stato trasportato nel Centro Recupero Rapaci del Cfs di Pescara. Una storia quasi a lieto fine per il capriolo che sarà curato ma, non è certo che riuscirà ad essere reintrodotto nel suo ambiente naturale. 
 
GEA PRESS
6 GIUGNO 2015
 
Serino (AV) – Ciro, amputato, salvato dai Carabinieri. E’ oggi un cane felice

 
Abbandonato e poi investito da un pirata della strada. Un destino crudele che, alcuni mesi addietro, ha visto coinvolto un cagnolino di Serino (AV), poi affettuosamente chiamato “Ciro”.Una brutta ferita alla zampa per la quale si è dovuto dovuto ricorrere all’amputazione. A salvarlo da morte sicura furono i Carabinieri del Comando Stazione di Serino  che intervennero nei luoghi con il Maresciallo Claudio Gaeta ed il Carabiniere scelto Pagliarulo Giuseppe. I due militari riuscirono  a fermare l’emorragia provvedendo nel contempo a chiamare l’ambulanza dell’ASL veterinaria.Gli stessi Carabinieri ed il Maresciallo Gaeta in particolare, del resto, non sono nuovi a questi interventi. Anzi, così come riferito a GeaPress da Michele D’Alessio, volontario dei luoghi, sono loro a garantire un supporto fondamentale in zone dove il randagismo e la microcriminalità, imperano.Ciro, nel frattempo, ha percorso molta strada; per lui il cielo si è rasserenato poco tempo dopo l’intervento chirurgico. Un’adozione sicura e la gioia di vivere  rinata con la nuova famiglia che oggi è lieta di mostrare la foto di un “nuovo” cane. La mancanza della estremità distale della zampa posteriore sinistra, sembra, infatti, non avere inciso sul carattere del piccolo “Ciro” che oggi, grazie all’intervento dei Carabinieri, dei volontari e della famiglia che lo ha adottato, si gode una vita tranquilla e serena.
 
GEA PRESS
6 GIUGNO 2015
 
Firenze – Accattonaggio con pappagallo. Intervento dell’ENPA

 
Una segnalazione a quanto sembra già pervenuta gli uffici del Nucleo Provinciale Guardie Zoofile dell’E.N.P.A. di Firenze. Persone che usavano pappagalli per l’accattonaggio. Il metodo scelto era semplice: ai passanti sarebbe stato chiesto di scegliere delle schedine del gioco del Lotto, chiedendo in cambio dei soldi.Pochi giorni or sono, si è avuta la svolta. Le Guardie Zoofile dell’ENPA, nel corso di un servizio in via Ricasoli finalizzato alla prevenzione dell’accattonaggio con animali hanno individuato un signore con un pappagallino. Non sapendo che si trattava delle Guardie dell’ENPA, in servizio in abiti borghesi, un signore proponeva loro una scatola di cartone con all’interno un pappagallino di colore giallo e verde. A sua richiesta, l’animale scendeva dal trespolo e sfilava una schedina precompilata come futura vincita al Lotto.A questo punto gli agenti, si sono qualificati qualificati ed hanno chiesto il perchè il povero animale non volava. La giustificazione addotta sarebbe stata quella di un “addestramento”. Dall’accertamento effettuato, però, veniva invece accertato che il pappagallo aveva le ali remiganti abilmente tagliate allo scopo di impedirgli il volo.Il proprietario, residente a Napoli, veniva identificato e denunciato per maltrattamento agli animali con il conseguente sequestro penale dell’animale e affidato all’ENPA per le prime cure.
 
QUOTIDIANO.NET
6 GIUGNO 2015
 
Firenze, pappagallo con le ali tagliate sceglieva i numeri del Lotto
Le Guardie zoofile dell'Enpa hanno sequestrato il volatile e denunciato l'uomo
 
Firenze, 6 giugno 2015 - Le guardie zoofile dell'Ente nazionale protezione animali hanno sequestrato un pappagallo che, a scopo di accattonaggio, un napoletano usava per convincere i passanti a dare soldi, in particolare facendo "scegliere" all'animale una schedina del Lotto da giocare. L'episodio, reso noto oggi, è di qualche giorno fa quando ad ad alcune guardie zoofile in servizio in via Ricasoli per la prevenzione dell'accattonaggio con animali in abiti borghesi, si presentava un uomo che mostrava loro una scatola di cartone con dentro un pappagallino di colore giallo e verde: a sua richiesta l'animale scendeva dal trespolo e sfilava una schedina precompilata come futura vincita al Lotto.A questo punto gli agenti zoofili, si qualificavano e chiedevano alla persona di verificare per quale motivo il pappagallo non volava; lo stesso si giustificava dicendo che l'animale era addestrato. Dall'accertamento effettuato, invece,  veniva rilevato che il pappagallo aveva le ali remiganti abilmente tagliate allo scopo di impedirgli il volo. Il proprietario del pappagallo, residente a Napoli, veniva identificato e denunciato per maltrattamento di animali con il conseguente sequestro penale dell'animale, poi affidato all'Enpa per le prime cure.
 
GEA PRESS
6 GIUGNO 2015
 
PACHINO (SR) – Cavallo rubato ritrovato in gravi condizioni. Intervento della Polizia di Stato
 
Un cavallo accasciato con un arto fratturato. E’ accaduto nella giornata di ieri, in un casolare diroccato in località Palmento Rudini’ nel comune di Pachino (SR).
Ad intervenire nei luoghi gli Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Pachino i quali, giunti sul posto, hanno subito constatato le pessime condizioni  in cui versava l’equino. Il cavallo, infatti, era adagiato per terra ed incastrato in una buca.La Polizia di Stato ha così provveduto a chiamare con urgenza i Vigili del Fuoco sollecitando, altresì, l’invio sul posto di un veterinario per prestare le necessarie cure all’animale.Dopo una serie di tentativi, il salvataggio dell’animale andava a buon fine. Gli accertamenti investigativi espletati dagli operatori di Polizia consentivano di verificare come, pochi giorni prima, il cavallo fosse stato rubato al legittimo proprietario che aveva denunciato il furto. Ignoti malviventi avevano evidentemente scelto il casolare abbandonato per l’occultamento dell’animale.Ad indirizzare sul posto i poliziotti erano stati un gruppo di giovani.
 
GEA PRESS
6 GIUGNO 2015
 
Isole Faroe – Iniziata la mattanza dei delfini
 
Questa mattina, alle 08:40 circa (ora locale), un grosso branco di delfini globicefali è stato massacrato nella prima grindadráp (grind), ovvero la “tradizionale” uccisione dei delfini che, in questo periodo, arrivano fin sotto le coste dell’arcipelago del Regno Unito di Danimarca.Ne da comunicazione Sea Shepherd che aggiunge come la mattanza sia avvenuta nell’isola di Vágar, nella parte nord-ovest dell’arcipelago delle Isole Faroe.Sempre Sea Shpherd, che con i suoi volontari sta presidiando i luoghi, nonostante i dati ufficiali sul numero delle uccisioni debbano ancora essere diffusi, le stime del grindmaster (colui che ha il potere di lanciare una Grind) indicano che il branco fosse composto da circa 150 globicefali. Questo significa, spiega Sea Shepherd, che stiamo parlando di una delle più sanguinarie grind degli ultimi due anni.Intorno alle 04:00 circa (ora locale), è stato localizzato il grosso branco di cetacei a sud dell’Isola di Vágar. Secondo quanto diffuso da Sea Shepherd, nel corso delle quattro o cinque ore successive, ben venticinque imbarcazioni con a bordo i cacciatori sono state impegnate ad accerchiare il branco, per poi spingerlo verso la spiaggia di Miðvágur, dove la Grind ha avuto luogo.Secondo Alex Cornelissen, responsabile di Sea Shepehrd Global, “le spiagge delle Isole Faroe sono ancora una volta rosse del sangue di centinaia di globicefali massacrati. Senza la presenza di Sea Shepherd, che lavora per accendere i riflettori su questo fenomeno, questo massacro andrà avanti, senza tregua. Faremo in modo che il mondo non possa ignorare questa devastazione dei nostri oceani”.Il leader del Team di terra di Sea Shepherd, Rosie Kunneke, ha altresì dichiarato come “per oltre quattro lunghe ed estenuanti ore, questi animali hanno lottato per la propria vita. Sono stati aggrediti, torturati e poi brutalmente uccisi in presenza dei membri delle proprie famiglie. Questa non è tradizione. Questo è un bagno di sangue.”Per centinaia di anni, gli abitanti delle Isole Faroe hanno spinto i globicefali in migrazione dal mare verso le acque basse per massacrarli. Il massacro, conosciuto con il termine feringio di ‘grindadráp’ o ‘grind’, distrugge in una volta sola interi nuclei familiari di globicefali e altri cetacei.L’operazione Sleppid Grindini di Sea Shepherd rappresenta la sesta campagna degli ambientalisti nelle Isole Faroe. La flotta ambientalista sarà presente con tre navi (Bob Barker, Sam Simon e Brigitte Bardot) ed è supportata da un  team di terra.
 
LA ZAMPA.IT
6 GIUGNO 2015
 
In Italia è nato Kaziranga, unico pulcino di avvoltoio reale indiano in Ue

 
A un mese e mezzo pesa un chilo, si chiama Kaziranga ed è l’unico pulcino di avvoltoio reale indiano nato in Europa negli ultimi vent’anni, solitario rappresentante di una specie inserita nella lista rossa dello Iucn come «criticamente minacciata». Il suo uovo era stato deposto al Parco Natura Viva il 26 febbraio e si è schiuso il 21 aprile, dopo 54 giorni di cova e incubazione. Solo in questi giorni, i veterinari lo hanno decretato fuori pericolo e perfettamente sano. «In tutto il continente asiatico, gli esemplari di avvoltoio reale indiano sono ridotti a 10.000 unità e, a partire dal 1990, il tasso di estinzione ha superato il 91%. Questo dà l’idea di quanto sia prezioso questo rarissimo pulcino», spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva. A minacciare questa specie, la produzione farmaceutica di un antinfiammatorio usato sugli animali d’allevamento: il diclofenac. «Il Sarcogyps calvus (nome scientifico di avvoltoio reale indiano ndr) è un necrofago, cioè un animale che si nutre di animali morti - continua Avesani Zaborra - Quando ci si accorse che milioni di esemplari cominciavano a sparire, le analisi post mortem non lasciarono dubbi: il diclofenac con il quale viene tuttora trattato il bestiame, decreta la morte per avvelenamento degli avvoltoi che si nutrono dei loro cadaveri».  Il piccolo Kaziranga, che porta il nome del più famoso Parco Nazionale Indiano dove un tempo questi uccelli volavano liberi, è destinato a rappresentare una speranza per l’intera specie: «Il captive breeding, cioè l’allevamento ad opera dell’uomo fuori dall’ambiente naturale dell’animale, ha già salvato i Cavalli di Prezwalski in Mongolia, gli Ibis eremita in Europa e sta salvando i Bisonti Europei in Romania”. «Se l’avvoltoio dovesse estinguersi, come suggerirebbero i dati, il Parco Natura Viva con Kaziranga potrà contribuire alle reintroduzioni in natura grazie all’inderogabile lavoro di conservazione delle specie su cui si fonda tutta l’attività di questa grande arca’’, conclude Avesani Zaborra. 
 
GEA PRESS
6 GIUGNO 2015
 
Vietnam – Triste destino per gli orsi della luna: non più accuditi, muoiono di inedia
 
Inatteso risvolto del giro di vite annunciato  mesi addietro dalle autorità vietnamite in merito ai famosi allevamenti di orsi della luna. Come è noto si tratta di orsi dal collare, allevati in piccole gabbie per la produzione della bile.Sembra, infatti, che gli allevamenti meno attivi, specie dopo l’annullamento dei “viaggi” di turisti coreani, stiano lasciando morire di inedia i poveri animali. Stante quanto riportato da alcuni organi di informazione vietnamiti, la scorsa settimana altri cinque orsi tenuti prigionieri nelle fattorie della bile della provincia di Quang Ninh, sono deceduti tra le sbarre. Il totale dall’inizio dell’anno, sempre per la stessa provincia, sarebbe di ben 106 animali.
Il tutto coincide con la fine dei viaggi turistici voluto dalle autorità vietnamite. Nessun  potere, però, di chiudere l’allevamento. Di fatto le strutture ancora esistenti, presenterebbero animali  denutriti e malatti.A mancare è un piano di riabilitazione degli animali non più utili per gli allevamenti. In altri termini, mancando i turisti, allevare gli orsi è diventato antieconomico.
Si ricorda che la bile degli orsi, ha una reale funzione medicamentosa. Il principio attivo, però, viene ormai sinteticamente prodotto dall’industria farmaceutica e nulla giustifica ancora questi allevamenti.
 
METEO WEB
6 GIUGNO 2015
 
Caldo, 11 regole da seguire per tutelare i nostri amici animali
 
Ecco le 11 regole da seguire per proteggere i nostri animali dal caldo
Il caldo di questi giorni sta mettendo a rischio la vita di milioni di animali, ecco di seguito alcuni consigli da seguire per tenere i nostri animali al sicuro, ma anche quelli degli altri che potrebbero essere in pericolo. Inoltre appello a tutte le persone che possiedono bar o negozi: mettete una ciotola d’acqua fuori in modo che i nostri amici pelosi possano dissetarsi.
LE REGOLE DA SEGUIRE
1 – Non lasciate mai un animale incustodito dentro l’auto: la temperatura interna dell’abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e trasforma la vettura in un vero e proprio forno. Con il caldo oltre i trenta gradi bastano solo 10 minuti per condannare il vostro animale a una morte certa ed orribile.
2 – Se vedete un animale rinchiuso da solo in un’auto al sole, prestare attenzione ai sintomi di un eventuale colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In tal caso, se non si interviene subito, rischia di correre un grave pericolo di vita:chiamate immediatamente le forze dell’ordine ed un eventuale veterinario reperibile, nel frattempo cercate di creare ombra mettendo dei giornali sul parabrezza e se possibile gettate acqua all’interno per bagnare l’animale, usando un eventuale fessura aperta del finestrino. Se le condizioni sono disperate non esitate a rompere il finestrino facendo attenzione che il cane non fugga: per salvarlo dal calore potrebbe finire sotto una macchina.
3 – Assicuratevi che gli animali abbiano sempre accesso all’ombra e acqua fresca in abbondanza. In caso di colpi di calore chiamate immediatamente il veterinario.
4 – Evitare le passeggiate con il vostro cane nelle ore più torride della giornata preferendo le prime ore del mattino o l’imbrunire e portare sempre con se una bottiglietta di acqua ed una ciotola. Evitare di far fare attività sportiva al cane nelle giornate piu calde.
5 -Scottature Solari. Anche per i cani e i gatti vale il discorso per le scottature solari. In caso di giornate particolarmente calde applicare una crema solare ad alta protezione alle estremità bianche degli animali quali la punta delle orecchie prima di farli uscire sotto il sole o prima di portarli in spiaggia.
6 – Acquario. Tenete l’acquario fuori dal sole diretto e cambiare l’acqua regolarmente avendo cura di togliere le alghe che si formano. Se avete un laghetto in giardino con dei pesci ricordate di riempirlo regolarmente nelle ore serali per compensare l’acqua evaporata e sostituire l’ossigeno andato perso.
7 -Animali in gabbia. Mai lasciare il canarino o i criceti al sole diretto, posizionate la gabbia in luogo ombreggiato, arieggiato e fresco.
8 – Pulci e Zecche – Con le alte temperature non mancheranno di far visita a fido e micio le pulci, le zecche e gli acari, controllate quindi regolarmente il pelo del vostro amico a quattro zampe per verificarne la presenza. Applicate preventivamente un antiparassitario. Se vi sono particolari problemi di pelle o pelo consultate il vostro veterinario di fiducia prima di utilizzare prodotti.
9 – Lettiera. E’ fondamentale controllare ogni giorno gli animali per verificare che non vi siano uova di mosche sul pelo di cavie, conigli e cani. Tenete ben pulito e disinfettato con prodotti non nocivi per l’animale i luoghi dove vive e sopratutto cambiate almeno due volte la settimana la lettiera o il fondo della “sua casa”.
10 – Lavori di Giardinaggio. Il vostro giardino è popolato di fauna selvatica, quali lucertole, ricci, rane e biscie che sono assolutamente innoqui per l’uomo ma utili per il micro ecosistema del vostro giardino. Prima di effetturare i lavori con il tosarba o distribuire pesticiti pensate alla loro salvaguardia. E soprattuto prima di accendere un fuoco smuovete sempre il materiale che intendete bruciare in quanto questi animali spesso si rintanano tra i mucchi di foglie o i rifiuti in giardino eviterete di bruciare anche loro.
11 – Se avete animali in sovrappeso prima di cambiare dieta, consultate sempre il vostro veterinario di fiducia.
 
LA ZAMPA.IT
6 GIUGNO 2015
 
“Ecco perché i gatti sono schizzinosi”
 
Claudia Audi Grivetta
 
Chiunque abbia vissuto con dei gatti sa che possono essere piuttosto esigenti su ciò che mangiano. Secondo un nuovo studio, destinato a spazzar via l’idea del gatto ’schizzinoso’, tutto dipenderebbe da come i mici percepiscono i sapori amari. Perché amari? Per diversi mammiferi il gusto amaro serve per difendersi, perché associato a composti potenzialmente tossici che si possono trovare, ad esempio, in alcune piante. Questo, secondo gli studiosi, potrebbe spiegare perché i gatti non amino alcuni alimenti, nonostante a noi sembrino delle vere e proprie leccornie. Semplicemente, non hanno ’appeal’ per loro perché risultano troppo amari. Lo studio pubblicato recentemente sul “BioMed Central Journal Neuroscience” ha identificato la prima prova concreta di quanto sia diverso il gusto per un gatto. «Il gusto amaro dei felini non era ancora stato studiato a fondo – spiega il co-autore Joseph Rucker. Abbiamo usato la nostra esperienza nello studio delle proteine di membrana come ricettori del gusto per dare un primo sguardo su come i gatti domestici possano percepire, a livello molecolare, l’amarezza nei prodotti alimentari. Ci ha sorpreso notare che i ricettori del gusto dei gatti abbiano risposto ad un numero più limitato di composti amari rispetto agli esseri umani». Una contraddizione solo apparente. In realtà i gatti sono risultati meno sensibili a composti che per gli esseri umani sono amarissimi, mentre hanno dimostrato di sentire molto più intensamente l’amarezza in alimenti che contengono il denatonium o l’eloina (presente nella pianta di aloe). Insomma, basta paragonare i ricettori dei gatti a quelli umani, secondo gli scienziati. Come è facile intuire, queste scoperte danno una grossa mano a chi produce alimenti e farmaci per animali. «E’ emozionante trovare una risposta imprevista ad un recettore per i composti amari che non era mai stato descritta in letteratura per altre specie – ha dichiarato un altro co-autore dello studio, la dottoressa Nancy Rawson di Afb International. Queste intuizioni e scoperte – ha concluso – saranno preziose allo scopo di produrre del cibo più allettante per i gatti, nonché di migliorare l’accettabilità dei loro farmaci».
 
LEGGO
7 GIUGNO 2015
 
Picchia a morte un cane e posta il video su Fb,
il social non lo rimuove: "Non viola le regole"
Picchia a morte un cucciolo malato e condivide il video su Facebook, ma il social si rifiuta di rimuoverlo dopo le segnalazioni perchè ritiene che il contenuto non viola nessuna regola.
 
Il filmato è stato condiviso 70 mila volte dagli utenti indignati dal fatto che il contenuto non fosse stato rimosso dopo le numerose segnalazioni.
Il video choc mostra una ragazza che lega, dà fuoco e poi picchia fino alla morte un cagnolino malato. Immagini cruente e decisamente fastidiose che gli utenti del social hanno prontamente segnalato. Facebook, come riporta il Mirror, ha però risposto che le immagini non violavano le regole della community e si è aperto un vero e proprio caso. Il social network, a pochi giorni dalle polemiche sulla mancata rimozione di un video che mostrava un bambino lanciato ripetutamente in un secchio d'acqua, è finito ancora una volta nel vortice delle polemiche. Adesso il video è stato rimosso ma la polemica sulle regole della community persiste sul social dove molti utenti discutono sul fatto che Facebook ritenga offensivo il seno nudo di una madre che allatta e non scene di violenza nei confronti di animali o, ancor peggio, di bambini.
 
LA NAZIONE
7 GIUGNO 2015
 
Due cani morti avvelenati. E’ allarme fra i tartufai della Valdelsa
7 giugno 2015 Certaldo, un terzo animale è moribondo: tutto in cinque giorni

di Andrea Ciappi

 
Certaldo (FI) - Due cani ammazzati da esche avvelenate dal primo giugno a ieri. Un cane in fin di vita. Tutti di proprietà di appassionati tartufai. Tutti in un ristretto lembo di territorio della Valdelsa, vicino a Castelfiorentino, una riserva. I due poveri animali sono morti dopo atroce agonia. Qualcuno ad oggi ignoto, evidentemente, sta seminando veleni che mettono a rischio non solo i cani ma anche altri animali e pure esseri umani che frequentano quei terreni. Quello che si va profilando, infatti, è anche una minaccia per l’ambiente e l’ igiene pubblica. Athos Signorini, presidente dell’Associazione dei Tartufai Colline della Bassa Valdelsa, si è fatto portavoce di questi episodi dolorosi per chi ha perso il proprio animale e gravi per la salute di tutti. Ieri, fra l’altro, sono state presentate circostanziate denunce a carabinieri, polizia provinciale e Asl 11 di Empoli.«Vorrei si sollevasse il velo su quanto sta accadendo – ha spiegato Signorini – perché abbiamo due cani morti e uno in fin di vita, dopo aver frequentato questo terreno vicino a Castelfiorentino. Di un cane ucciso c’è già il certificato del veterinario. Nel frattempo ne è morto un altro, e per un terzo animale si sta facendo di tutto per salvarlo… Ma non è facile». «Qualcuno - aggiunge Signorini - ha disseminato pericolosissime esche avvelenate e vogliamo che la gente lo sappia, che sia consapevole di questa crudeltà». I cani, come detto, sono morti dopo una sofferenza indicibile, un’atrocità assurda che può comprendere anche chi non ha animali domestici. «Vorrei precisare – ha proseguito Athos Signorini – che non si tratta solo di cani che i proprietari portano in giro per cercare i tartufi nelle zone vocate. Sono anche gli animali di casa, quelli che hanno un legame affettivo forte. Il proprietario del cane morto il primo giugno mi ha detto che la notte non riesce a dormire». Dolore, ma anche rabbia. Sì, certo: perché far fare questa fine atroce ai cani? Col rischio poi di far strage di altri animali?«Infatti – ha aggiunto il presidente valdelsano dei tartufai – non si può negare il rischio per l’igiene pubblica. Quei veleni sono potenti per chiunque ci si imbatta, non solo per i cani. Ovviamente anche altri animali, o bambini. In questa parte di Valdelsa, da tanti anni non accadevano più cose di questo genere, è stato tutto all’improvviso e tutto, davvero, troppo brutto». Le denunce riguardano al momento i casi e sono contro ignoti, e Signorini si auspica che si possa risalire ai responsabili. Sempre di ieri sera, la notizia che anche nella dirimpettaia Valdipesa è stato trovato un cane morto, presumibilmente per l’azione di un potente veleno. Adesso, anche la Asl 11, per la propria parte di competenza, avvierà tutti gli accertamenti che la circostanza richiede. Con la speranza che il conto degli animali uccisi finisca qui.
 
GO NEWS
7 GIUGNO 2015
 
Rogo di animali in un capanno che prende fuoco. Morti in una decina tra polli e conigli
 
Calcinaia (PI) - Strage di animali nel pomeriggio di oggi, domenica 7 giugno, a Calcinaia. Una decina tra polli e conigli ha perso la vita in un incendio avvenuto in un capanno agricolo alle porte del paese, in via Marrucco. La struttura che li ospitava, di circa 30 metri quadrati, è andata in fiamme intorno alle 16.30, si presuppone per un corto circuito. Il padrone, che non abita lontano, ha chiesto aiuto al 115.Sul posto i vigili del fuoco di Cascina e i volontari di Ponsacco. Circa un’ora di intervento per spegnere le fiamme. La struttura è andata distrutta e nessun animale si è salvato.
 
LA ZAMPA
7 GIUGNO 2015
 
Silver, il gatto adottato dai commercianti di una via a Piacenza

 
Cristina Insalaco
 
A prendersi cura si Silver non ci pensa soltanto una famiglia. Ma tutti i commercianti di via XX Settembre, a Piacenza, che dieci anni fa l’hanno «adottato». Lui è un gatto bianco e nero di 15 anni, che è diventato la mascotte del quartiere. Prima abitava in un appartamento in via Venti insieme ai suoi precedenti proprietari, ma un giorno loro traslocano e Silver proprio non ci sta a cambiare le sue abitudini. Così decide di rimanere lì, nell’area pedonale di Piacenza che ama moltissimo. La famiglia in un primo momento cerca di fargli cambiare idea, poi si piega alla volontà del micio. «Non ne voleva sapere di andarsene via, e allora abbiamo deciso di essere noi ad occuparci di lui», racconta Roberta Santoro, commessa di Pimkie, al civico 81 della via. Dal bar alla farmacia, dal negozio di abbigliamento al fioraio, ogni giorno i negozianti di via XX Settembre preparano per il felino ciotole d’acqua, umido e crocchette per pranzo e cena. La notte dorme in uno scantinato, dentro una cuccia che ha predisposto per lui il titolare di un negozio di scarpe, oppure «nei cortili delle case della zona – continua Roberta Santoro -. Di giorno gira per il quartiere, si lascia coccolare, e se ha voglia prende il pullman». Già, perché il gatto è capace di saltare sulla navetta in completa autonomia, di esplorare nuovi luoghi di Piacenza per poi tornare sempre nella sua adorata via XX Settembre. Dove tutti parlano di lui. Silver ha ormai le sue abitudini. Per esempio, lo si vede spesso andare a far visita a Viola, la micia del fioraio, o a cercare del cibo all’ex Circolo Ufficiali di via Romagnosi. Quando fa freddo si posiziona sotto ai getti dell’impianto di riscaldamento del negozio Pimkie, e fa lo stesso per usufruire dell’aria condizionata d’estate. Non c’è problema se non può entrare nella farmacia di Elena e Paolo Corvi Mora, lui si sdraia comodo sullo zerbino. «E quando si ammala, come è già successo, sono sempre i titolari o dipendenti delle attività commerciali a portarlo dal veterinario. Anche per un controllo di routine», prosegue una residente. Per capire la quantità di bene che gli vuole il quartiere, basta sapere che una volta l’avevano visto immobile in strada, e tutti temevano che si sentisse male. Sono piombati i veterinari, ma era un falso allarme: Silver stava solo prendendo il sole.
 
QUOTIDIANO.NET
7 GIUGNO 2015
 
Sardegna, leopardo di tre anni in fuga da uno zoo privato
Carabinieri e Corpo Forestale dello Stato stanno perlustrando la zona
 
Roma, 7 giugno 2015 - Un leopardo di tre anni, ospitato in un parco animali privato nelle campagne fra Guspini e Montevecchio, nel sud Sardegna, è riuscito a fuggire questo pomeriggio dalla sua gabbia e dopo aver saltato la recinzione dello zoo si è allontanato velocemente nella vegetazione. Avvisati dal proprietario del parco, sono subito confluite sul posto diverse pattuglie di carabinieri e del Corpo forestale che ora stanno battendo la zona alla ricerca dell'animale. 
 
ADN KRONOS
8 GIUGNO 2015
 
Sardegna, trovato leopardo scappato: era vicino allo zoo privato
 
Cessato allarme leopardo a Guspini. E’ stato ritrovato nel corso della notte il giovane felino scappato ieri pomeriggio dallo zoo privato di Marino Nonnis, 48enne disoccupato di Guspini (Ca). Nonnis stava accudendo i suoi animali, una dozzina tra leopardi, tigri, macachi, struzzi ed altri animali esotici, quando il giovane leopardo è sfuggito alla sua attenzione saltando le recinzioni di sicurezza ed allontanandosi nella campagna circostante. L’uomo ha dato subito l’allarme e sul posto, lungo la Sp 66 tra Guspini e Montevecchio, dove sono arrivate le pattuglie dei carabinieri e del Corpo forestale regionale. Un elicottero dei carabinieri ha sorvolato dall’alto la zona, senza risultati, fino al calare del buio.Alle ricerche hanno partecipato anche una cinquantina di volontari, amici di Nonnis, che verso l’una hanno avvistato il leopardo in una strada a circa 500 metri dallo zoo. Marino Nonnis, che era certo che l’animale non si fosse allontanato, ha cercato di tranquillizzarlo, ma la bestia era molto spaventata e spaesata, avendo sempre vissuto in cattività. “Ho fatto allontanare tutti – ha detto Nonnis stamani all’AdnKronos – e mi sono fatto portare delle reti da pesca. Sono entrato nell’orto dove si era rifugiato dopo aver scavalcato un cancello di tre metri con un balzo e l’ho afferrato per la coda, facendogli mordere un bastone per evitare che mi ferisse. A quel punto, parlandoci e tranquillizzandolo, siamo riusciti a imbragarlo con la rete e a metterlo in sicurezza”. Grandi difficoltà anche per caricarlo su un pick-up e riportarlo nello zoo, ma alla fine alle 3 del mattino l’allarme è cessato.“Non so cosa sia potuto succedere – spiega Nonnis visibilmente scosso dall’accaduto -, so solo che volevo evitare che l’animale, che è nato nel mio zoo, fosse abbattuto. Era molto scosso, agitato,non capiva dov’era, non capiva i rumori, soprattutto quello dell’elicottero. Ma è andata bene – conclude Nonnis - che stamani di buon’ora era già nello zoo ad accudire gli animali”.Marino Nonnis ha la passione per i felini da quando era giovane: aveva iniziato ad allevare una tigre siberiana, poi la passione è diventata talmente forte da fargli acquisire altri animali, fino ad avere un vero e proprio zoo,”anche se le difficoltà per mantenerle sono davvero enormi, e non ho mai ricevuto aiuto da nessuno”, dice. Nonnis.
 
NEL CUORE.ORG
8 GIUGNO 2015
 
GUSPINI (CA), POCHE ORE DI LIBERTA' PER IL LEOPARDO "EVASO"
Catturato dal proprietario con reti da pesca
 
E' stato ritrovato nel corso della notte il giovane felino scappato ieri pomeriggio da uno zoo privato di Guspini (CA). Il proprietario stava accudendo gli animali, una dozzina tra leopardi, tigri, macachi, struzzi ed altri animali esotici, quando il giovane leopardo è sfuggito alla sua attenzione saltando le recinzioni di sicurezza ed allontanandosi nella campagna circostante. L'uomo ha dato subito l'allarme e sul posto, lungo la Sp 66 tra Guspini e Montevecchio, sono arrivate le pattuglie dei carabinieri e del Corpo forestale regionale. Un elicottero dei carabinieri ha sorvolato dall'alto la zona, senza risultati, fino al calare del buio. Alle ricerche hanno partecipato anche una cinquantina di volontari, amici del proprietario, che verso l'una hanno avvistato il leopardo in una strada a circa 500 metri dallo zoo. Il proprietario, che era certo che l'animale non si fosse allontanato, ha cercato di tranquillizzarlo, ma l'animale era molto spaventato e spaesato, avendo sempre vissuto in cattività. Alla fine è stato catturato con delle reti da pesca, caricato su un pickup e riportato nello zoo.Non è la prima evasione dall'Odry zoo – questo il nome del "parco": nel 2012 il proprietario aveva dovuto recuperare due leopardi.
 
NEL CUORE.ORG
9 GIUGNO 2015
 
LEOPARDO "EVASO" IN SARDEGNA, LA LAV SOLLECITA VERIFICHE SULLO ZOO
La struttura sarebbe priva di licenza
 
La Lav sollecita un'indagine sulla fuga del leopardo Kate, una femmina di tre anni, dallo zoo privato "Odry" di Guspini (Medio Campidano), struttura - sostiene l'associazione - che al 2013 non risultava ancora aver presentato richiesta di licenza di giardino zoologico, come previsto dalla normativa. Il felino e' stato recuperato l'altra notte dal proprietario Marino Nonnis, dopo ricerche durate una decina di ore. La Lav chiede alle autorita' competenti di verificare le autorizzazioni della struttura e le condizioni di detenzione degli animali.
"Questa vicenda dev'essere stimolo per le autorità locali sarde per aprire una seria indagine sui centri che in Sardegna detengono animali selvatici pericolosi, spesso appartenente a specie protette o in via di estinzione, il cui possesso e detenzione è regolato da normativa internazionale Cites e normativa di derivazione europea, purtroppo sistematicamente disattesa in Italia", sostiene la Lav, in una nota sul caso dell'Odry Zoo. "Ci domandiamo come sia possibile e in base a quali normative le autorità regionale e il ministero dell'Ambiente consentano a questa struttura di rimanere aperta in violazione del decreto 73/2005".
 
L’UNIONE SARDA
7 GIUGNO 2015
 
Intascava i soldi per i cani abbandonati
Sulcis, nei guai ex presidente Argez
 
Sardegna - Quando presiedeva l'associazione Argez si sarebbe intascata parte dei fondi pubblici (3000 euro) elargiti dall'Asl di Carbonia e dai Comuni di Sant'Antioco e Calasetta per la tutela degli animali abbandonati e della lotta al randagismo, utilizzando inoltre per fini personali l'auto messa a disposizione della Onlus dall'azienda sanitaria.Con queste accuse M. A. 51 anni di Carbonia, ex presidente dell'associazione che si occupa di volontariato nel settore ambientale e della tutela degli animali domestici, è stata denunciata dai carabinieri della Stazione di Sant'Antioco.Ieri al termine di una lunga indagine, i militari hanno anche effettuato una perquisizione in casa della 51enne sequestrando documentazione contabile, mentre l'auto che era ancora in possesso della donna è stata restituita all'associazione Argez.
 
GEA PRESS
7 GIUGNO 2015
 
Veneto – Recinti per cani. La Corte Costituzionale boccia. Soddisfazione del Consigliere Zanoni
 
Rimane il divieto di tenere  cani alla catena, ma quei recinti da poter costruire in barba alla disposizioni urbanistiche non si potranno più fare. Così ha deciso la Corte Costituzionale a seguito dell’impugnativa del Governo. Un provvedimento, quello della Regione Veneto, che aveva alimentato numerose polemiche anche sul presunto uso di taluni di questi recinti.La Corte Costituzionale ha ora stabilito che così non potrà essere e, nonostante l’opposizione della Regione Veneto, anche i recinti per cani dovranno attenersi alle disposizioni autorizzatorie.Sulla vicenda è oggi intervenuto il neo Consigliere Regionale PD Andrea Zanoni secondo il quale l’intervento della Corte Costituzionale rappresenta un fatto positivo
“Bene ha fatto il governo Renzi – ha dichiarato il Consigliere Zanoni – ad impugnare la legge nella parte che consentiva deroghe al vincoli urbanistici per la realizzazione di recinti e strutture per cani. La Regione ed in particolare qualche consigliere, aveva utilizzato il comune sentire a favore dei nostri amici a quattro zampe per liberalizzare costruzioni in aree vincolate“.Nel dispositivo della Corte è infatti espressamente richiamata la Rete Natura, così come prevista dall’Unione Europea. La Regione, in altri termini, non può derogare ad una disposizione nazionale che, oltretutto, prevede vincoli per le aree protette.“Resta il sacrosanto divieto di tenere i cani a catena” ha aggiunto Zanoni, secondo il quale ad essere messa in crisi è la politica del cemento che viene imputata al Governatore della Regione. “L’ambiente – ha concluso Zanoni – non viene protetto con le sole parole“.
 
IL CENTRO
7 GIUGNO 2015
 
In spiaggia con il cane, in tanti dicono no a Pescara
Gli stabilimenti si dividono: in 45 vietano l’accesso agli animali. Ma il Comune indica due aree libere per gli amici a 4 zampe di Paola Aurisicchio
 
PESCARA. C’è chi ha rispettato la volontà dei clienti che non vogliono condividere la spiaggia con gli animali e chi, invece, in barba alle lamentele di pochi, ha preferito aprire il mare anche all’amico più fedele. Sono 45 su 100 gli stabilimenti dove, al momento, non si potranno portare cani e gatti, ovvero quelli che non hanno aderito all’ordinanza firmata dal sindaco Marco Alessandrini in cui il Comune di Pescara, recependo la legge regionale del 17 aprile 2014, ha disciplinato l’accesso in spiaggia degli animali i cui proprietari dovranno rispettare alcune regole: tra queste, tenere gli animali al guinzaglio, sostare nel perimetro degli ombrelloni e permettere la balneazione sotto sorveglianza del proprietario solo in due porzioni di spiaggia che ha individuato il Comune. In 45 stabilimenti hanno così deciso di negare la propria disponibilità ad accogliere gli animali comunicando la loro volontà al Comune che, comunque, da quest’anno ha introdotto due zone dedicate all’accesso degli animali.Due porzioni di spiaggia per gli animali. E’ questa la novità della spiaggia pescarese dove per la prima volta ci saranno due zone dove i padroni potranno andare in spiaggia con gli animali e dove sarà permessa anche la balneazione. «Si tratta di una porzione della spiaggia libera tra la concessione Mareblu e Fosso Vallelunga a sud», illustra il vice sindaco e assessore Enzo Del Vecchio, «e tra le concessioni Haway e La Lampara a nord. La città avrà così due zone dove poter andare al mare liberamente con i propri animali, al posto di una come stabiliva l'ordinanza balneare», specifica il vice sindaco.Per quanto riguarda gli stabilimenti, la normativa imponeva di comunicare entro il 30 marzo la mancanza di disponibilità ad accogliere gli animali in spiaggia. «Non avendo avuto altre risposte», ha proseguito Del Vecchio, «l’amministrazione ha così recepito il diniego dei soli operatori che lo hanno comunicato», ha precisato ancora facendo riferimento ai 45 stabilimenti lungo il litorale che hanno deciso di vietare l’accesso in spiaggia agli animali. Le due porzioni di spiaggia dedicate agli animali sono un passo in avanti, come ha ricordato anche l’assessore alla Tutela del mondo animale Sandra Santavenere, «per fare in modo che la città pensi anche agli animali e infatti stiamo facendo anche una politica di prevenzione come l’iscrizione all’anagrafe e il censimento dei felini».Le regole da rispettare. Quali sono le regole che bisognerà rispettare? Gli animali, intanto, devono essere portati al guinzaglio o indossare la museruola e il proprietario deve munirsi di idonea certificazione sanitaria o del libretto di vaccinazioni. Gli animali dovranno sostare nel perimetro dell’ombrellone e il proprietario dovrà risponderne direttamente: sia garantendone la salute che il benessere sia rimuovendo le deiezioni e negando, ad esempio, l’accesso agli animali a piscine, docce e aree attrezzate. L’ordinanza del Comune dice anche che è vietata la balneazione su tutto il tratto di competenza dell’amministrazione tranne che nello specchio d’acqua delle due porzioni di spiaggia dedicate a chi ha un animale. L’inosservanza dell’ordinanza comporterà sanzioni amministrative che vanno da 25 a 500 euro.
 
IL MESSAGGERO
7 GIUGNO 2015
 
Cina, rubano due cani per macellarli: pestati per 9 ore dalla folla inferocita
 
È stato un incubo senza fine quello vissuto da due uomini che si sono pentiti amaramente di aver rubato due cani a Shaping, nella provincia di Hunan, in Cina.
Sorpresi alle 7 del mattino mentre portavano via i due animali che avevano ucciso per mangiarli o per rivenderne la carne, sono stati pestati in modo brutale per nove ore consecutive dagli abitanti del villaggio e immobilizzati con i due cani morti legati addosso a loro.Quando nel pomeriggio la polizia è arrivata sul posto, gli agenti hanno affrontato la folla inferocita che si stava ancora accanendo sui due e hanno detto a chiare lettere che quel tipo di giustizia sommaria era inaccettabile. Poi, mentre stavano per portare via i ladri, sono stati fermati dagli abitanti del villaggio che hanno preteso una cifra pari a 150mila euro in cambio degli "ostaggi". Di fronte al rifiuto degli agenti, intorno alle 16, la folla è passata all'attacco lanciando pietre e rompendo con mazze di ferro i finestrini dell'auto della polizia, mentre alcune persone si sono stese sotto il veicolo per impedire che i ladri venissero portati via. In quella situazione incandescente, i poliziotti hanno tentato di spiegare nuovamente che quegli atteggiamenti erano contro la legge, ma sono stati subissati da raffiche di fischi e di insulti.
La situazione è tornata alla normalita solo alle 18, quando sul posto sono intervenute le alte autorità dell'Ufficio di pubblica sicurezza e dei funzionari provinciali, che hanno sottolineato come gli agenti abbiano agito correttamente e come abbiano mostrato moderazione nei confronti della popolazione inferocita. Tratti in salvo i due ladri, che sono ora sotto la custodia della polizia, sul caso è stata aperta un'inchiesta: le autorità hanno infatti messo sotto accusa molti abitanti del villaggio per il pestaggio e per l'aggressione ai poliziotti.
 
NEL CUORE.ORG
7 GIUGNO 2015
 
GIAPPONE, ESPORTATI LA META' DEI DELFINI CATTURATI VIVI A TAIJI
Principali destinazioni Cina, Ucraina e Corea del Sud
 
Circa la metà dei delfini catturati vivi nella baia di Taji, la città giappo ese tristemente nota per la mattanza di cetacei che vi ha luogo da settembre a marzo, sono stati esportati. Lo afferma Kyodo News citando dati dell'Agenzia giapponese per la ricerca sulla pesca. Dei 760 delfini vivi venduti in Giappone tra il settembre del 2009 e l'agosto del 2014, 354 sono stati esportati in 12 paesi: 216 in Cina, 36 in Ucraina, 35 in Corea delSud, 15 in Russia, 12 in Tailandia, 10 in Vietnam ed Arabia Saudita, 7 in Georgia, 5 in Tunisia, 4 in Egitto e nelle Filippine. Uno è arrivato negli Stati Uniti.
Tutti i delfini provengono da Taji, dove vengono cacciati con il metodo crudele e sanguinoso descritto nel documentario premio Oscar "The cove" (2009). Gli esemplari sopravvissuti alla mattanza valgono circa un milione di yen l'uno (poco più di ottomila dollari).
Secondo le associazioni animaliste, è questo il business che sostiene economicamente la caccia. La carne del delfino, infatti, non è particolarmente richiesta neppure in Giappone.
 
LA ZAMPA.IT
7 GIUGNO 2015
 
Gatto si salva da un’inondazione nascondendosi nel motore di un’auto
 
Claudia Audi Grivetta
 
Lucky è un gattino che si è proprio guadagnato il nome che porta, ossia “Fortunato”. Gli è stato dato dopo un’incredibile avventura a cui il cucciolo è riuscito a sopravvivere. Il piccolo è scampato ad una spaventosa inondazione che ha interessato la zona centrale del Texas (Usa) in modo talmente creativo da finire persino sui giornali, ovvero nascondendosi nel motore di un’auto. Per la precisione il piccolo si è intrufolato nel suv di Pat Jablonski, che il 24 marzo era in vacanza nella texana San Marcos. Poiché però il maltempo non dava tregua, Pat decise di tornarsene a casa sua a Rosharon, che dista circa tre ore d’auto. Mentre è alla guida Pat sente un rumore. Sembra trattarsi di un miagolio. «Ho pensato: sono veramente stressata, sto sentendo un gattino», ha confidato la donna alla tv locale KHOU. Insomma, le sembra impossibile e prosegue il suo viaggio. Di rumori sospetti, lungo la strada, non ne sente più. La mattina successiva si è calmata la tempesta e Pat ha già trascorso la notte a casa. Va verso la macchina per prendere le ultime cose e sente un altro miagolio. Sembra provenire dal cofano, quindi lo apre ed ecco la sorpresa: dentro ci trova un micio piccolissimo (mezzo chilo) e tutto arruffato, seduto sulla parte anteriore del motore. A quanto pare, gli aveva inconsapevolmente dato un passaggio nella sua “arca”. La Joblinski ha dichiarato alla tv che non ha idea di come possa essere sopravvissuto sul motore bollente per tutto quel tempo. Forse proprio la pioggia è stata la sua salvatrice. «Ha piovuto per tutto il tragitto – ha spiegato ai curiosi giornalisti che le si sono piazzati davanti a casa – dev’essere stato grazie a quello». Nonostante le peripezie e il grande pericolo che ha corso, Lucky sta bene e Pat ha anche deciso di tenerlo con sè. Nel frattempo è saltato fuori che in un campeggio vicino a San Marcos una gatta aveva appena dato alla luce una cucciolata, plausibile quindi che il micio sia originario proprio di quelle parti.
FOTO
 
MATTINO DI PADOVA
8 GIUGNO 2015
 
Sassate agli animali, morto il baby cigno “Piumino”domenica galleggiava esanime e una mamma denuncia questi comportamenti. Il Comune: «Vigileremo»

di Francesca Segato

 
MONSELICE (PD). Aveva intenerito tutti il baby cigno del parco Buzzaccarini, nato all’inizio di maggio da una delle uova covate da mamma cigna. Domenica in tarda mattinata, purtroppo, i volontari del Bosco dei Frati l’hanno trovato che galleggiava sull’acqua, ormai morto. Un epilogo tristissimo che ha portato molti a puntare il dito sui comportamenti di alcuni frequentatori del parco. Di pochi giorni fa infatti era lo sfogo su Facebook di una giovane mamma, che aveva visto alcuni bambini tirare sassi agli animali del parco senza che i genitori intervenissero a sgridarli.Il giallo. Il piccolo di cigno aveva già anche un nome, datogli dai volontari del parco, Piumino. Nel tardo pomeriggio di sabato stava ancora benissimo: gironzolava in acqua, sempre attaccato a mamma o al papà, l’immagine della tenerezza. Invece, verso le 11 di domenica, era ormai morto: i volontari l’hanno ripescato ma senza alcuna possibilità di salvarlo. Il piccolo Piumino non aveva sul corpo alcun segno di lesione, che potesse far pensare ad esempio a un’aggressione da parte di altri animali. Ma al tempo stesso pare improbabile che fosse ammalato: fino a poche ore prima, infatti, stava benissimo ed era vispo come sempre.La polemica. Proprio pochi giorni fa, una mamma frequentatrice del Parco Buzzaccarini aveva raccontato su Facebook un episodio inquietante. Pare che accada spesso che alcuni bambini o ragazzini si divertano a lanciare i sassi (presenti in abbondanza al parco, visto che i vialetti sono di ghiaia) addosso agli animali, in particolare i cigni e le anatre che nuotano nei canaletti e nel laghetto dell’oasi verde. L’aspetto più grave è però che, come raccontato dalla giovane mamma, i genitori dei bambini non li avevano minimamente ripresi. Se qualche gesto di crudeltà può far parte del comportamento di un bambino, non è accettabile invece che un adulto non lo fermi, facendo un po’ di educazione.I gestori. Può essere stato un comportamento di questo tipo a costare la vita al cignetto? «Non possiamo escludere nulla» dice Stefano Rando, uno dei gestori del parco «Sta di fatto che il cignetto fino alla sera prima stava bene. Potrebbe aver preso dei sassi o una pallonata, ma è anche possibile che sia stato attaccato da una gazza o da un corvo. Escludiamo che avesse malattie, perché mangiava e girava come sempre. Noi cerchiamo di fare il possibile per vigilare sul parco, ci sono un paio di volontari che girano sempre, ma è molto grande. Sta anche alla coscienza dei genitori educare i figli. Noi, se riprendiamo i bambini per i loro comportamenti, spesso ci prendiamo parole dai genitori».I vandalismi. Tirare i sassi agli animali non è l’unica moda. C’è anche chi si diverte a compiere atti vandalici danneggiando il patrimonio arboreo del parco: sempre ieri, i volontari hanno trovato anche un alberello spezzato.L’assessore. È possibile fare qualche controllo in più al parco? Il regolamento per la tutela degli animali, infatti, a Monselice c’è già, e prevede multe: basterebbe farlo applicare. «Chiederò ai vigili che facciano qualche passaggio al parco Buzzaccarini» promette l’assessore all’Ambiente Giorgia Bedin «Certo, prima di tutto viene l’educazione, dovrebbero essere i genitori che vigilano sui propri figli, educandoli al rispetto per la natura e gli animali. Mi dispiace molto per il piccolo cigno, al di là del fatto che non sappiamo per cosa sia morto. In ogni caso, noi faremo più controlli ma anche i genitori devono imparare a intervenire e riprendere i propri figli».
 
DIRETTA NEWS
8 GIUGNO 2015
 
Grugliasco (TO): due animali morti di paura per i fuochi di artificio
 
A Grugliasco, in provincia di Torino, hanno sparato ieri sera i fuochi di artificio per festeggiare la fine del palio cittadino, ma a farne le spese sono stati gli animali di una clinica veterinaria alle porte della cittadina, il “Centro animali non convenzionali”, dove vengono accuditi esemplari selvatici di tutte le specie. I botti hanno fatto letteralmente morire di paura due cuccioli del centro, molti altri animali si sono feriti mentre si agitavano in preda al terrore dentro le loro gabbie. Ieri 110 animali si trovavano nella struttura“È stato un disastro”, ha detto furioso il prof. Giuseppe Quaranta, direttore del “Centro animali non convenzionali”, una struttura universitaria.” Era una situazione incontrollabile – ha raccontato – e nessuno ci ha avvisato che avrebbero sparato i fuochi, altrimenti avremmo potuto fare qualcosa per evitarla. Almeno avremmo potuto chiudere le finestre”. “A capodanno mettiamo delle coperte, chiudiamo tutto e i rumori, che qui di solito si sentono molto forti, si attutiscono”, ha spiegato, lamentando che il Comune non avesse avvisato la clinica veterinaria. Ieri sera Quaranta si trovava al “Centro animali non convenzionali” per dare il latte ad alcuni ospiti, quando a causa dei fuochi di artificio sparati in città tra gli animali si è scatenato il panico e non è stato più possibile controllarli e calmarli.Per via del terrore dei botti, un cucciolo di cinghiale e uno di cerbiatto sono morti. Il cinghiale è stato ritrovato dalle parti di Pino, mentre il cerbiatto era uno dei più piccoli e fragili di una cucciolata nata pochi giorni fa e adottata da una femmina di capriolo. La rabbia del direttore della clinica veterinaria è comprensibile. Ora Giuseppe Quaranta scriverà al Comune di Grugliasco per chiedere spiegazioni.Nel frattempo, sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Grugliasco, Roberto Montà, che ha commentato così la reazione indignata del direttore del “Centro animali non convenzionali”: “Mi sembra strano che non sapessero dei fuochi. Ci sono da sempre e sono stati pubblicizzati ovunque. Inoltre lo spettacolo è durato appena 15 minuti. Mi spiace per quello che è successo, ma la festa è un diritto dei cittadini”.V.B.
 
LEGGO
8 GIUGNO 2015
 
Cagnolino abbandonato sotto il sole legato al guardrail della strada
 
PADOVA - Abbandonato sotto il sole, legato a un guardrail sulla strada per il mare: un cagnolino è stato lasciato ieri mattina sulla variante alla strada regionale 10 nel più classico e odioso dei cliché estivi. Qualcuno lo ha legato con il collare alla traversina metallica del guardrail del tratto che attraversa il territorio comunale di Este, a poche decine di metri dallo svincolo per l'ospedale unico di Schiavonia. Ma la fortuna ha voluto aiutare la povera bestiola, che è stata tratta in salvo nella tarda mattinata. Verso le 11, infatti, un'automobilista di passaggio si è fermata e ha liberato l'animale dalla sua prigione d'asfalto. La scena è stata vista da molti passanti ed ora si cerca di capire chi sia la salvatrice della bestiola e dove questa sia stata portata.
 
IL GAZZETTINO
9 GIUGNO 2015
 
Il cagnolino? Non era abbandonato Il padrone si trovava poco distante
Erano arrivate molte segnalazioni di un bastardino legato
al guardrail:
ma non era stato lasciato lì. I proprietari avevano bucato una gomma
 
ESTE (PADOVA) - Il cane che molti atestini hanno visto legato a un guardrail della variante alla Padana inferiore sta bene ed è già tornato a casa. A dirlo è lo stesso proprietario della bestiola, rassicurando i tanti che sono rimasti colpiti dalla vicenda: il cucciolo non era stato abbandonato, ma solo messo al sicuro mentre il padrone e la moglie aggiustavano il loro scooter.«Non era stato abbandonato - rivela il proprietario - ma è comprensibile che le persone che stavano andando al mare domenica mattina lo abbiano pensato. Tutto nasce da un equivoco e da un'incredibile serie di coincidenze».L'uomo stava infatti andando al mare con la moglie e il cane: erano tutti sullo scooter di famiglia, che all'altezza dell'ospedale di Schiavonia ha avuto un banale incidente. «Abbiamo bucato una gomma e stavamo per cadere - racconta - per fortuna non ci siamo fatti nulla, ma mentre sistemavo lo scooter abbiamo legato il cane al guard-rail per evitare che scappasse e venisse investito da qualche auto».Da qui l'equivoco che ha portato decine di testimoni a denunciare l'abbandono della bestiola. La moglie è tornata a prendere il cagnolino dopo qualche minuto e i gitanti hanno pensato che lo stesse salvando. Il qui pro quo è stato reso ancora più misterioso dall'impossibilità per chiunque di prendere contatto con il canile di Monselice nelle giornate di domenica e ieri. «Voglio rassicurare tutti - dice il padrone del cucciolo - il cane sta bene e stiamo bene anche noi. Tutto si è concluso per il meglio».
 
GEA PRESS
8 GIUGNO 2015
 
Controne (SA) – Il ramoscello d’ulivo, con il serpente ucciso a bastonate
Intervento delle Guardie ENPA

 
Un intervento, coordinato  con la Provincia di Salerno e che ha portato, tra l’altro,  alla scoperta dell’uccisione di un raro serpente Cervone (Elaphe quatuorlineata). Il rettile è stato trovato  nella periferia del Comune di Controne (SA).
Si tratta, spiega la Protezione Animali, di una animale appartenente a specie protetta. Quello ritrovato dalle Guardie  dell’ENPA era lungo 140 centimentri ma le sue dimensioni possono arrivare fino a  240 centimetri. Il povero animale era stato ucciso ed appeso ad un ramo di Olivo, forse come monito ai suoi simili.“L’ignoranza e il poco rispetto per la fauna minore porta a questi gesti stupidi e crudeli – commenta De Gregorio, la Guardia che ha recuperato l’animale – La Regione Campania è tra le ultime a non aver ancora emanato un regolamento per la tutela della fauna minore, e questi sono i risultati, l’uccisione senza motivo di un animale innocuo ed utile all’agricoltura. Sarà presentata una denuncia per danno ambientale ed uccisione di fauna selvatica protetta per ora a carico di ignoti”.Altri controlli erano avvenuti nel Comune di Postiglione (SA). In questo caso, ad essere stato individuato dalle Guardie dell’ENPA, è stato un cane setter. Il povero animale presentava una zampa ferita che, ad avviso della Protezione Animali, era stata provocava da scorretta deambulazione.Nulli, purtroppo, i tentativi di individuare il proprietario del cagnolino. Lo stesso, infatti, risultava privo di microchip. Le Guardie hanno provveduto al ricovero presso un ambulatorio veterinario non prima di averlo rifocillato.Il ritrovamento del setter rientra nell’ambito di un più vasta operazione volta alla sensibilizzazione sul fenomeno del randagismo. L’Enpa di Salerno invita tutti coloro che hanno la fortuna di avere animali d’affezione in casa a microchipparli e a rispettare il loro benessere.
 
NEL CUORE.ORG
8 GIUGNO 2015
 
INNOCUO, MA GRANDE: UN "CERVONE" SEMINA IL PANICO A MOLFETTA
Il serpente catturato in un condominio

 
Molfetta (Bari) - E' un serpente assolutamente innocuo, ma, forse per le sue dimensioni (e' il piu' lungo serpente italiano ed uno tra i piu' lunghi d'Europa) ha seminato terrore in un condominio di Molfetta dove e' stato avvistato nell'androne dai residenti che hanno avvertito vigili del fuoco e la polizia municipale. Il serpente, un esemplare di cervone (elaphe quatuorlineata), e' stato catturato con l'aiuto dei volontari del Centro di Recupero Tartarughe Marine di Molfetta, e poi liberato in una zona di campagna, in lama Cupa. Questa specie ha una lunghezza variabile tra gli 80 e i 240 cm. E' di colore bruno-giallastro con le caratteristiche quattro scure barre longitudinali. E' un serpente diurno, terricolo, sebbene a volte possa trovarsi su arbusti, poco veloce e buon nuotatore. Quando si arrampica e' molto agile. Si nutre di topi, lucertole, conigli, donnole ed altro. Per Pasquale Salvemini, del Wwf e responsabile del centro tartarughe marine, in questo periodo e' facile trovare serpenti in citta' o nelle auto. Purtroppo e' l'uomo stesso artefice inconsapevole di tali invasioni di campo perche', in questo periodo, trasferendosi dalla campagna alla citta' spesso "concede" passaggi non voluti. In ogni caso parliamo di serpenti innocui che sono indispensabili all'equilibrio della catena alimentare e alla nostra biodiversita'. Purtroppo - sottolinea Salvemini - i cervoni sono animali sempre meno presenti nel nostro territorio per colpa di attivita' agricole invasive come le arature profonde, i pesticidi e l'abbattimento di muretti a secco.
 
GEA PRESS
8 GIUGNO 2015
 
Parco regionale del Taburno (BN) – Le catene per impiccare il cinghiale
Intervento delle Guardie Zoofile dell’ENPA
 
Le Guardie Zoofile dell’Ente Nazionale Protezione Animali, nucleo territoriale di Benevento, hanno individuato nel corso di un servizio di contrasto al bracconaggio,  una trappola per la cattura illegale di cinghiali. La località ove è stata rinvenuta, è quella delle in Grotte Santone, Paupisi, in un area boschiva facente parte del Parco regionale del Taburno – Camposauro.Il cinghiale, senza l’intervento delle Guardie, sarebbe stato preso “al laccio” da una grossa catena e da un cavo d’acciaio.Gli animali, spiega l’ENPA, vi sarebbero giunti dopo aver seguito un percorso obbligato costituito da materiale naturale (ginestre, rami, ecc). Catene e cavo d’acciaio erano stati sistemati all’inizio di una piccola rupe di 5/6 metri di altezza. In pratica, il cinghiale, o qualsiasi altro animale, una volta incappato nella trappola, sarebbe rimasto impiccato.Le Guardie, sono rimaste appostate nei dintorni con l’intenzione di identificare l’autore, ma trascorse diverse ore dal ritrovamento e non vedendo nessuno avvicinarsi all’area interessata, hanno proceduto alla bonifica della zona, ed alla rimozione e sequestro della trappola, ponendola a disposizione dell’Autorità Giudiziaria prontamente informata dei fatti.
 
GEA PRESS
8 GIUGNO 2015
 
LA SPEZIA – No all’uccisione dei cuccioli di capriolo. Si, ai metodi alternativi e incruenti
Le critiche del Consigliere Comunale Roberto Masia
 
Via libera alla caccia selettiva per 174 caprioli, sia adulti che cuccioli. Ne da comunicazione, in disaccordo con la decsione intrapresa dalla Provincia, il Consigliere Comunale della Spezia Roberto Masia che sottolinea  come “la caccia aprirà tra pochissimo e i cacciatori incaricati a ciò saranno definiti “selettori”.Il Consigliere Masia, evidenzia altresì come in natura esiste già la figura del “selettore” che si occupa di contenere il numero dei  selvatici. Il “selettore” della natura  si chiama lupo e svolge con abilità questo incarico da migliaia di anni.Una scelta, quella della Provicia, che trova in totale disaccordo Masia. “Le zone della provincia in cui avrà luogo il “prelievo selettivo” – afferma Masia – sono le stesse dove ormai da anni si sta stabilizzando la presenza del lupo, non è difficile immaginare che l’antico selettore,  probabilmente cercherà altre prede per alimentarsi, quali è facile intuirlo. Detta   caccia selettiva, pur affidata a professionisti del settore, contiene sicuramente dei rischi e che la stessa  non viene recepita come etica “giusta” da una sempre maggior fascia di popolazione sempre più attenta alle tematiche animaliste e ambientaliste in linea  con una coscienza civica e culturale che vuole un diverso e più corretto rapporto tra l’uomo e la natura nel suo complesso”.Nella Provincia della Spezia a riguardo della caccia selettiva, sono state raccolte, pochi mesi orsono, centinaia di firme contrarie.“Verificato che obbiettivo della selezione è quello di contenere i danni che detti ungulati producono alle coltivazioni, senza addentrarsi in discussioni di merito che rimangono di competenza degli enti e istituti preposti – ha aggiunto il Consigliere Masia – rimane il fatto che, come spesso evidenziato anche dalle associazioni ambientaliste le modalità di prelievo selettivo dei caprioli e dei selvatici in genere, debbono essere si capaci di ottemperare a quanto stabilito dagli studi scientifici dettati dall’ISPRA (che monitorano la  massima presenza numerica sostenibile dei selvatici  in un dato territorio), ma possono essere effettuate  anche attraverso sistemi diversi dal mero abbattimento degli animali, adottando per esempio metodi alternativi, sicuramente meno cruenti e più etici ma in grado anch’essi di raggiungere gli obbiettivi di cui sopra“.Dunque, in attesa di modifiche legislative e regolamentari, contro le quali cozzano e si vanificano spesso i ricorsi di singoli cittadini e associazioni, le istituzioni competenti, sia che siano di livello provinciale o regionale, dovrebbero attivarsi sempre di più al fine di reperire, anche in ambito europeo, risorse volte ad implementare quanto più possibile i metodi ecologici di controllo delle popolazioni in eccesso fra cui la  cattura  e lo spostamento in altri luoghi idonei. In alternativa,  semplicemente ricorrendo al controllo delle nascite mediante la sterilizzazione delle femmine  di ungulati quale valida alternativa finalizzata a contenere il numero delle popolazione e ad evitarne in seguito l’abbattimento. “Siccome gli spostamenti dei selvatici non conoscono  confini – ha concluso Roberto Masia – occorerebbe attivarsi in sinergia con regioni e province limitrofe, coordinando gli  interventi  in aree  pur confinanti ma circoscritte del  territorio”.
 
GREEN STYLE
8 GIUGNO 2015
 
Cane recuperato con catena inglobata nella carne del collo

 
Un giovane cane di circa 10 mesi è stato recuperato in condizioni di evidente sofferenza e abuso: l’animale vagava senza più forza per le strade di Darby in Pennsylvania. A raccogliere la segnalazione e attivare l’intervento è stata l’associazione Delaware County SPCA, che ora ha preso in carico il cane. L’animale, ribattezzato Trooper, presentava un fisico denutrito e disidratato, confermato anche dallo scarsissimo peso sotto i 21 chilogrammi. Il quadrupede, probabilmente di razza Alano o Mastiff, è apparso così debilitato e sofferente da impedire allo staff il riconoscimento preciso della razza. Ma la vera problematica è stata individuata intorno al collo dove era inglobato un gancio da collare di metallo pesante, direttamente nella carne dello stesso. Una violenza inaudita sulla quale l’associazione sta indagando, per valutare se il cane è vittima di una fuga, di un abbandono o di maltrattamento puro. Come comunicato dall’associazione stessa, il piccolo Trooper mostra i segni di un caso di maltrattamento e malnutrizione, per togliere il gancio è stato sottoposto a un intervento. L’operazione è riuscita positivamente con l’effettiva rimozione della parte metallica che penzolava direttamente dalla carne lacerata, quindi è seguita la ricostruzione della stessa. Ora l’associazione si sta occupando della sua degenza e delle cure post operatorie, ma le immagini dell’animale e della violenza subita hanno scosso l’opinione pubblica che è apparsa compatta e coesa. In molti sperano che l’eventuale responsabile venga preso velocemente e che paghi per l’abuso perpetrato. Il giovane cane, al momento del ritrovamento, ha divorato velocemente il cibo fornitogli bevendo senza sosta due ciotole d’acqua. Si stima abbia digiunato per più di un mese e, vista l’età, non sia stato in grado di trovare del cibo.Per lui le richieste di adozione si sono moltiplicate a dismisura, ma per il momento Trooper sta seguendo un percorso di cura e rinascita fisica. È stata creata una dieta che gli permetta di ingrassare e raggiungere il peso forma in modo costante e graduale. Ora finalmente al sicuro si gode l’affetto che tanto gli mancava.
 
GEA PRESS
8 GIUGNO 2015
 
LIBIA – L’orrore della guerra sparato sugli animali (fotogallery)
 
Fazioni in lotta tra loro, orrende scene di decapitazione, decine di migliaia di migranti che in pochi giorni sbarcano sulle coste siciliane e forse, in campo ambientale, i pescatori con le bombe. Sono questi gli aspetti più noti del caos nel quale è precipitata la Libia.
Poco  o nulla, invece, è dato sapere sulla fine degli animali e della fauna selvatica in particolare, in alcuni casi rappresentata da specie rare ed in via di estinzione. In molte parti d’Africa, è ormai noto come il commercio di avorio alimenti le milizie in lotta, siano esse di ispirazione musulmana, come nel caso dei contrabbandieri etiopi che sconfinano nel Kenya, che cristiane. E’ questo, ad esempio, il caso dei guerrieri-contrabbandieri protagonisti delle uccisioni dei Rangers a cavallo tra Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Uganda.
Quanto avviene in Libia assomiglia, però, ad una ancor più bassa macelleria. La gallery che vi proponiamo è stata diffusa poche ore addietro in accreditati ambienti protezionisti non italiani. E’ stato espressamente chiesto di non rivelare nulla circa la loro provenienza, se non il paese ove sono state scattate. Si tratta della Libia senza potere neanche specificare quale delle principali fazioni in lotta (Isis e i due Governi di Tobruch e Tripoli) ha commesso tali atti.
Ammotraghi dalle grandi corna ricurve, delicate e rare Gazzelle dorcade, finanche un Gatto selvatico libico e poi ancora un Fennech o volpe del deserto quasi del tutto spellato ed orrendamente in posa come a voler  mirare da una grande mitragliatrice.
Una sequenza orrenda che la dice lunga su quanto avviene in Libia. Inutile aggiungere che nessuna legge vige in quel luogo. Ognuno è libero di sparare contro quello che si vuole. Eppure, finanche in quei contesti, qualcuno ha pensato di scattare delle fotografie che, in qualche maniera, ha fatto  pervenire a chi, da alcune ore, le ha diffuse.Nulla, ovviamente, è dato sapere sull’impatto che la guerra sta avendo sulla fauna selvatica libica, divenuta oggetto di libero arbitrio da parte di uomini iperarmati. Chissà mai se qualcuno, in futuro, potrà scrivere questa storia. Intanto, come ha comunicato chi ci ha veicolato le foto “la fonte è anonima per evidenti ragioni di sicurezza“.
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LA ZAMPA.IT
8 GIUGNO 2015
 
Per il Quebec gli animali sono “esseri senzienti” Con una nuova legge lo stato canadese prova a cancellare l’immagine di paradiso per le «fabbriche» di cuccioli
 
Gli animali del Quebec sono «esseri senzienti» a tutti gli effetti, non più proprietà privata. La legge approvata dall’assemblea nazionale prevede anche multe fino ai 250 mila dollari per chi commette atti di crudeltà contro gli animali e la galera per i recidivi. Il testo della legge dice che «gli animali non sono cose. Sono esseri senzienti e hanno bisogni biologici» e si applica a tutti gli animali domestici e da allevamento, ma anche ad alcuni animali selvatici. «Gli allevatori devono prendersi più cura dei loro animali e accertarsi che vengano trattati con dignità, dal momento in cui nascono al momento in cui muoiono», ha detto il Ministro dell’agricoltura Pierre Paradis. La legge dà agli ispettori il potere di obbligare chiunque a mostrare loro gli animali, nel caso in cui ci siano «ragionevoli indizi» per sospettare che siano maltrattati. Per quanto riguarda le pene per i cattivi padroni, la legge prevede multe dai 250 ai 250 mila dollari, che possono essere duplicate o triplicate per chi commette più volte il crimine. Il giudice, a sua discrezione, potrà anche decidere per la galera fino a 18 mesi per i recidivi. 
 
LA ZAMPA.IT
8 GIUGNO 2015
 
Chiama la polizia perché il gatto non lo fa entrare in casa
 
«Ho un problema, la mia gatta non mi fa entrare in casa». Inizia così l’incredibile telefonata di un residente di Stamford (Connecticut, Usa) che ha fatto alla 911, il numero per le emergenze della polizia statunitense. Incredibile, ma vero. L’uomo ha infatti telefonato alla polizia perché, tornato a casa, il suo gatto si rifiutava di lasciarlo entrare: «La mia gatta sta diventando troppo aggressiva - ha detto l’uomo - Sono entrato e mi ha attaccato, mi ha graffiato una gamba e poi mi ha morso. Io e mia moglie è da tre o quattro ore che siamo chiusi fuori da casa».  L’operatore della polizia è sembrato e ha risposto: «Quindi le vuole che la polizia venga lì e le porti via il gatto? Qual é il problema?». Alla fine una pattuglia è giunta sul posto ed è riuscita a far rientrare la coppia. Si è poi saputo che la micia aveva da poco avuto dei gattini, cosa che potrebbe giustificare l’atteggiamento aggressivo.
 
VESUVIO LIVE
9 GIUGNO 2015
 
Video. L’agghiacciante combattimento clandestino tra cani a Napoli che indigna la rete
Un atroce combattimento tra cani. Questo l’oggetto di un video che, in questi giorni, sta spopolando sul web e che è stato pubblicato da Il Mattino.
 
Gli scommettitori, dall’accento partenopeo, scommettono duemila euro sul cane vincente. Aprono la gabbia, fanno entrare i poveri animali e via al combattimento. I due cani iniziano a lottare tra loro finché uno dei due non stramazza al suolo. Lo “spettacolo” è agghiacciante, scene crude e violente ( consigliamo infatti i più sensibili all’argomento di non guardare) in cui si riesce a cogliere soltanto la sofferenza di quei cani, totalmente vittime della cattiveria umana. Ma può una persona che compie simili crudeltà definirsi un umano? No.Non è ancora chiaro dove si svolgano questi combattimenti, le forze dell’ordine stanno indagando, cercando di capire dove avvengano queste lotte clandestine. Tuttavia non sarà facile mettere fine a tanta crudeltà e disumanità perché purtroppo non si tratta di un caso isolato. Questo scempio costituisce, infatti, un giro d’affari che in Italia continua a fruttare milioni di euro l’anno.
VIDEO
 
CORRIERE DELL’UMBRIA
9 GIUGNO 2015
 
Strage di gatti avvelenati, si cerca un vero e proprio "serial killer"
 
Prov. Di Viterbo. Odia i gatti e li uccide con il veleno senza pietà. Una morte atroce quanto inaspettata per i piccoli e numerosi felini che amano gironzolare liberamente nella zona residenziale di località La Penna a Civita Castellana. Una zona urbana appartata e molto tranquilla che ora deve fare i conti con lo sconsiderato di turno. La strage dei gatti è iniziata circa un mese fa e purtroppo prosegue ancora. I residenti delle villette di località La Penna sono amareggiati e nello stesso tempo infuriati contro il “serial killer dei gatti” che si diverte a lasciare, in prossimità delle abitazioni, dei giardini e delle aree verdi, bocconi avvelenati che non lasciano scampo ai disgraziati animali che, ignari del pericolo, li mangiano con gusto.
In una sola strada sono stati ritrovati stecchiti, raggomitolati su se stessi, una ventina di bestiole. Pare (così ha confermato un veterinario chiamato sul posto per salvare in extremis gli animali) che il veleno utilizzato sia molto tossico. Salvarsi, una volta ingerito, è praticamente quasi un miracolo. Finora l’unico a scampare dalla terribile morte, che viene procurata dalla sostanza inserita dentro ai bocconi, è stato un barboncino di una signora, i cui gatti però sono morti quasi tutti. Le famiglie sono in stato di allerta. Temono che , prima o poi, qualche loro simpatico ed affezionato amico a quattro zampe rimanga vittima di questa crudele e assurda situazione. C’è chi sta in guardia e spera di individuare e scoprire al più presto l’autore (o forse gli autori) di questa scellerata e sconsiderata strage. Va infatti ricordato che avvelenare un animale costituisce un grave reato ai sensi dell’articolo 544-bis del codice penale, cioè “uccisione di animali”. Inoltre l’articolo 146 T.U. Leggi sanitarie proibisce e punisce la distribuzione di sostanze velenose e prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e un’ammenda da 51,65 euro fino a 516,46 euro. Uccidere un animale per crudeltà o senza necessità, è quindi un’azione ignobile che l’opinione pubblica condanna senza riserve. Una strage che va fermata perché come diceva lo scrittore francese Emile Zola, “sottrarre gli animali dalla crudeltà è uno dei compiti più alti dell’uomo”.
 
LA NAZIONE
9 GIUGNO 2015
 
Cani avvelenati con bocconi al topicida a Romagnano
L'episodio nel giardino di un'abitazione. Parte la denuncia
 
di Claudio Masseglia
 
Massa, 9 giugno 2015 -  Volevano ucciderlo, o comunque farlo soffrire: non si spiega in altro modo il gesto di chi l’altro pomeriggio ha lanciato una boccone avvelenato col topicida nel giardino di un’abitazione di Romagnano dove vengono ospitati cani. E uno di loro, attratto dal boccone è caduto nella trappola di gente senza scrupoli. Un episodio sconcertante sul quale sarà presentata una denuncia contro ignoti all’autorità giudiziaria, anche perchè nella stessa zona già in passato si erano verificati altri casi simili, sempre contro gli «amici a quattro zampe». «Quando sono tornata a casa – racconta Debora Pardini, proprietaria dell’ abitazione dove è avvenuto l’episodio – mi sono accorta che uno dei cani stava molto male» e per lei, volontaria al canile «Ettore» di Castagnola, non è stato difficile riconoscere le cause del malessere dell’animale. «Era stato avvelenato, ne ero sicura» prosegue Debora Pardini, ipotesi poi confermata dalla successiva visita da un veterinario. «Avvelenamento da topicida», la diagnosi del medico che ha curato il cane somministrandogli antibiotici e vitamina K. Ma come detto episodi simili si erano già verificati in zona, sempre con la stessa modalità del boccone avvelenato col topicida. «OLTRE al cane finito dal veterinario – prosegue Debora Pardini – altri quattro sono sotto stretta osservazione, gli sono state fatte le analisi per capire se anche loro hanno mangiato quel boccone. In passato erano stati avvelenati altri quattro cani nei giardini intorno alla mia abitazione. E due anni fa mi hanno avvelenato un cane di piccola taglia. Sono volontaria in un canile e faccio io stessa rifugio». Troppi episodi simili nella stessa zona fanno pensare all’azione di qualcuno intenzionato a lanciare «avvertimenti» a chi dedica il suo tempo per aiutare i cani.
 
GAZZETTA DI REGGIO
9 GIUGNO 2015
 
Reggio Emilia, sotto sequestro allevamento di cani a Roncocesi
Il blitz del Corpo Forestale in una cascina alle porte della città. Nessuna autorizzazione per l’attività che dura da due anni di Elisa Pederzoli
 
REGGIO EMILIA. Bull terrier, bulldog francesi, barboncini, maltesi, pastori tedeschi. Allevavano cani di tutte le razze e li vendevano stringendo contatti soprattutto attraverso il passaparola e internet. Peccato, però, che si trattasse di una attività totalmente abusiva, senza le autorizzazioni prescritte dalla legge.
Per questo motivo, dopo un’indagine e un blitz del Corpo forestale dello Stato, stazione di Reggio, per l’allevamento di Roncocesi è scattato il sequestro e per il titolare, un 33enne, la denuncia per una serie di reati.
Va detto, che non sono stati riscontrati maltrattamenti nei confronti degli animali, né nei confronti dei cuccioli né delle fattrici. Tanto che nonostante il sequestro, i 12 cani trovati nella struttura – dieci dei quali femmine per la riproduzione – sono stati affidati al proprietario, il quale dovrà continuare a prendersene cura.A dare il via alle indagini sono state le denunce arrivate negli uffici della Forestale da parte di due persone che avevano acquistato cuccioli di razza dal 33enne. In un caso, il problema era sorto quando un animale da subito aveva iniziato ad avere problemi di salute. Gli accertamenti hanno portato i Forestali sino alla struttura di Roncocesi, dove attorno a una casa di campagna è stato da tempo allestito l’allevamento di cani.I controlli hanno permesso di accertare che non esisteva alcuna autorizzazione da parte delle autorità competenti allo svolgimento dell’attività di allevamento e commercializzazione degli animali.
Una condizione, questa, che poneva l’allevatore sul mercato sempre molto vivo dei cani di razza in condizioni assolutamente concorrenziali, potendo proporre gli animali a costi decisamente più bassi rispetto a quelli delle strutture in regola. Si parla di circa 600-700 euro per un cucciolo di bull dog francesce contro i circa mille che una struttura, invece, legalmente riconosciuta chiede.Sul caso è stato aperto un fascicolo in procura, di cui è titolare la dottoressa Isabella Chiesi. L’uomo, tra le altre cose, è stato denunciato anche per frode nell’esercizio del commercio: non risulterebbero fatture per i cani venduti in due anni di attività. Durante gli accertamenti sono emersi anche abusi edilizi.Quello degli allevamenti di cani di razza abusivi non è un fenomeno isolato. Sono molte le attività, talvolta anche improvvisate a rischio della salute degli stessi animali, messe in piedi. Chi compra un cucciolo dovrebbe accertare che la struttura alla quale si rivolge sia in regola, attraverso l’anagrafe canina e l’Ausl.
 
IVG
9 GIUGNO 2015
 
Albissola Savona , lasciano il cane sotto il sole in auto: multati dai carabinieri
Il caldo di questi giorni aveva reso l'abitacolo un vero e proprio forno
 
Albissola Marina (SV). I carabinieri albissolesi hanno multato una famiglia milanese che domenica ha lasciato il proprio cane dentro l’auto parcheggiata al sole in via Luccoli. Il finestrino anteriore era aperto di qualche centimetro, sul retro erano state posizionate delle stuoie per creare un po’ di ombra e all’interno avevano lasciato una ciotola d’acqua, ma il caldo di questi giorni aveva comunque reso l’abitacolo un vero e proprio forno, mettendo a rischio la vita della povera bestiola.Quando hanno notato il cane, passanti e commercianti della zona hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. I militari sono riusciti a risalire all’identità dei proprietari dal numero di targa dell’auto, mentre una volontaria del canile accorsa sul posto ha aperto il finestrino liberando il cane. Quando i membri della famiglia sono tornati dalla spiaggia i carabinieri li hanno multati.
 
GEA PRESS
9 GIUGNO 2015
 
Bergamo – Due falchi centrati da colpi di arma da fuoco

 
Nuovi arrivi, presso il Centro Recupero della Fauna Selvatica del WWF di Valpredina (BG). Come già più volte accaduto, ad essere stati consegnati ai Veterinari del Centro, sono stati animali appartenenti a specie protette. In quest’ultimo caso si tratta di due Falchi rimasti feriti da colpi di arma da fuoco.In poche ore, infatti, sono stati recuperati un Lodolaio ed un Gheppio. Il primo ha delle abitudini spiccatamente migratorie. Dopo un volpo di molte migliaia di chilometri, il Lodolaio abbandona i quartieri di svernamento africani per raggiungere l’Europa e potere nidificare. Bracconieri permettendo, ovviamente, specie in un paese come l’Italia dove atti di questo genere assumono a volte ritmi particolarmente incalzanti.Animali, sembra dire il Centro del WWF, difficilmente confondibili con specie cacciabili e comunque mai in questo periodo. In altri termini i due Falchi potrebbero essere stati intezionalmente centrati dai fucili.
 
CORRIERE ADRIATICO
9 GIUGNO 2015
 
Treia, Macerata il cane azzanna il fratello
Prende il fucile e uccide l'animale
 
TREIA (MC) – Azzanna il fratello al collo, lui imbraccia un fucile e ammazza il cane. È accaduto questa mattina a Treia, poco distante dal centro. Erano circa le 8 quando all’improvviso un pastore maremmano ha attaccato il padrone, un trentenne del posto. Il cane ha raggiunto il giovane al collo provocandogli una ferita, a quel punto il fratello minore, di 23 anni, è corso a prendere il fucile e ha fatto fuoco contro il pastore maremmano  uccidendolo sul colpo.Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Macerata. I militari hanno appurato che il giovane ha sparato per necessità, ma è stato comunque segnalato, il fratello invece, trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Macerata, è stato sottoposto alle cure del caso, ne avrà per quindici giorni.
 
RIMINI TODAY
9 GIUGNO 2015
 
Spiagge per cani, sono 11 gli stabilimenti balneari riminesi che accolgono i quattro zampe
Tanti i servizi offerti per chi vuole trascorrere una vacanza senza separarsi dal suo migliore amico
 
Trascorrere le proprie vacanze con il cane non è piú un problema. Il numero di spiagge dog-friendly in Italia è in continuo aumento e sono sempre di piú i luoghi possiamo andare in compagnia dei nostri cani. In Italia alcune regioni come la Sardegna o la Toscana contano ormai con decine di spiagge nelle quali i cani non solo sono ammessi, ma sono benvenuti. Nella provincia di Rimini sono 11 gli stabilimenti balneari che, con tutta una serie di servizi dedicati, sono in grado di ospitare padroni e quattrozampe. Secondo il sito homeaway.it, il Bagno 81 No Problem di Rimini si classifica al secondo posto, nella top five italiana, per quanto riguarda i servizi mirati a chi vuole trascorrere le vacanze in compagnia del proprio cane. Qui è possibile trovare fontanelle per abbeverare gli animali, play dog agility area, consulenza con comportamentalista cinofilo, dog sitter, veterinario. Inoltre vengono offerte ciotole con acqua fresca, stuoie, sacchetti e, su richiesta, lettino per il cane.Le altre spiagge dog-friendly della provincia sono i Bagni Casali, di Riccione, gli stabilimenti riminesi 150, 26, 33, 85B, quest'ultima è una spiaggia pet friendly già dal 2011 attrezzata con aree singole che contengono: ombrellone e lettini per il cliente, doccetta, fontanella riservate agli amici a 4 zampe stuoini, ciotole palettini sacchetti giochi,dove il cane sta liberamente sciolto, mentre i suoi proprietari si abbronzano sui lettini. Non è richiesto alcuna somma aggiuntiva per il cane, solo il libretto delle vaccinazioni. A Rivabella, invece, c'è il Bagno Celli dove, però, vige l'obbligo del guinzaglio senza museruola. A Viserba il Bagno Egisto 38, anche qui con obbligo di guinzaglio; a Bellaria il Bagno Lido 72. A Riccione, presso la Spiaggia delle Donne, sono presenti postazioni con acqua nebulizzata dove non vige l’obbligo di guinzaglio.
 
METEO WEB
9 GIUGNO 2015
 
Cosa fare se si trova un cane abbandonato: ecco i consigli dell’Aidaa
Spesso quando si transita sulle strade si incontrano cani abbandonati e si ignorano poichè non si sa come poter agire per aiutarli: ecco che l’Aidaa ha realizzato una guida utile per questa situazione
 
A chi non è capitato, specialmente nei mesi estivi, di incontrare un cane abbandonato o vagante sulle strade o sulle autostrade italiane? Molte volte vi sarete domandati cosa fare. Ecco, ora L’ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE – AIDAA ha messo a punto una serie di semplici consigli su cosa fare quando si incontra un cane randagio. Eccole di seguito
1 – Cercate sempre un approccio con animale usando un tono gentile; se il cane non è troppo spaventato munirsi di piccoli premietti(biscottini x cani, o pezzettini di wurstel al pollo, etc.) e buttarli per terra in modo da far avvicinare l´animale. Cercate di conquistarvi la sua fiducia, e se ha un collare prendetelo a guinzaglio sempre in modo gentile ed invitatelo a seguirvi (utilizzate se potete dei premetti per invogliarlo). Cercate di non tirarlo per il collare, usate sempre un guinzaglio lungo e tenetelo morbido. Non costringete un cane a fare una cosa che non vuol fare ma cercate di convincerlo con la voce gentile,con il cibo, con un gioco …. Se non doveste riuscirci subito abbiate un po´ di pazienza ma insistete senza precipitarvi addosso.
2 –Non approcciate il cane in modo frontale ma tendenzialmente andate verso di lui facendo una semi curva. Poi accucciatevi per attirarlo verso di voi (la postura di accucciamento è una postura di amicizia) ma cercate di non guardare mai fisso il cane negli occhi.
Tenete la testa leggermente girata e non frontale al cane (per il cane questo è un segnale di pacificazione). Se non dovesse avere un collare
cercate di mettergliene uno fisso e sempre tramite guinzaglio invogliatelo a seguirvi (con i premetti possibilmente).
3 – Cercare sempre di fare movimenti lenti e non frettolosi, non alzare mai le braccia e le mani per prenderlo ma cercare di partire dal basso e soprattutto non andate sulla testa del cane.
4 – Se il cane ha un principio di colpo di calore cioè è affannato,accaldato, respiro ansimante e tachicardia cercate di soccorrerlo bagnandogli con acqua fresca (non ghiacciata) le zampe, il ventre, le ascelle o la testa; poi portatelo in luogo fresco possibilmente con leggera aria condizionata e successivamente portatelo immediatamente dal veterinario.
5 – Controllate che non abbia ferite, se ce ne sono di lievi potete pulirle bene e lavarle con acqua tiepida e disinfettarle con “betadine”,poi mettere una pomata che aiuta la cicatrizzazione e la guarigione (tipo “gentalin” e/o “iruxol” pomate); portatelo comunque dal veterinario per verificare l´entità del problema, nel caso ci volesse anche una terapia antibiotica di sostegno.
6 – Qualora un cane mostri aggressività, questa potrebbe essere causata da paura e quindi cercate di contattare qualcuno di più competente – eventualmente un istruttore cinofilo – in grado di aiutarvi al fine di non esporvi a rischi.
7 –Ricordatevi sempre che un cane abbandonato è un cane che ha perso il suo Punto di Riferimento, cioè i suoi proprietari, per cui si sentirà spaesato, confuso, indifeso, impaurito; cercate di non chiuderlo mai in un angolo, se potete somministrategli un buon pasto (qualora riesca a mangiare … a volte i cani possono non mangiare per i primi giorn  perché sono stressati) dategli un luogo preciso dove stare con una copertina di riferimento e abbiate molta pazienza. Se il cane dovesse continuare a non mangiare rivolgetevi ad un veterinario.
8 –Cercate sempre di essere gentili: non serve coercizione, non servono strattonate, non servono collari a strozzo. Questi cani hanno già subito lo shock dell’abbandono, armatevi di MOLTA pazienza e buona volontà. Molti cani sono in grado di capire la buona fede ma hanno perso la fiducia nell’essere umano e quindi hanno necessità di riconquistarla.
9 – PER QUALUNQUE ULTERIORE CONSIGLIO DAL MESE DI LUGLIO E’ ATTIVO IL TELEFONO AIDAA ESTATE 2015 CHE RISPONDE AL NUMERO VODAFONE 3479269949 TUTTI I GIORNI DALLE 10 ALLE 21.
 
LA NUOVA SARDEGNA
9 GIUGNO 2015
 
Gli animali pericolosi? In Sardegna sono solo 50
Divergenza tra le dichiarazioni ufficiali dei proprietari e i dati di un fenomeno che resta nascosto. Gli elenchi delle prefetture in molti casi coincidono con le liste degli esemplari a rischio estinzione

di Pier Giorgio Pinna

 
SASSARI. Cresce l’allarme in Sardegna sugli animali pericolosi lasciati incustoditi. Ci sono state fughe di temibili belve e serpenti velenosi. Avvistamenti di grossi felini liberi di vagare per campagne e pascoli. Pitbull, molossi e altri cani da difesa scappati e non più ritrovati o catturati dopo mesi di libertà. Tanti rischi sempre più evidenti, insomma, che in queste settimane spingono molti a cercare di rispondere a precisi interrogativi. Gli esemplari di specie pericolose per l’uomo denunciati al Corpo forestale regionale in tutta la Sardegna sono poco più di una cinquantina: appartengono a piccoli zoo, a mini-allevamenti e a privati cittadini.«Ma è piuttosto evidente che esiste un fenomeno sommerso, nascosto – sostengono diversi esperti – Perché non tutti dichiarano ufficialmente il possesso. E per capirlo è sufficiente pensare alle mancate denunce persino d’innocui animali da compagnia: se c’è disattenzione e disinteresse su di loro, figuriamoci su tutti quelli che potrebbero portare guai e a rigidi obblighi di vigilanza».Spiega il comandante regionale delle guardie forestali, Gavino Diana: «I dati sugli animali pericolosi vengono custoditi in albi speciali a cura delle prefetture: noi abbiamo soltanto i numeri riferiti a quelli inseriti negli elenchi sugli animali a rischio estinzione. E naturalmente va sottolineato che, in più di un caso, le due categorie possono coincidere, tanto da essere sovrapponibili».
Dalla prefettura di Sassari, in questa fase impegnata con l’emergenza migranti, si limitano a rammentare le disposizioni a tutela della pubblica incolumità per mostre, rettilari e parchi faunistici. Non arrivano circostanziati chiarimenti né ulteriori notizie di dettaglio da parte delle altre prefettura sarde, se non l’avviso che in molte situazioni spetta comunque ai Comuni e a tutti i corpi di vigilanza accettare le dichiarazioni dei proprietari sul possesso. Il che renderebbe non semplice un censimento allargato.Tanto è vero che, nonostante l’aumento delle violazioni, c’è difficoltà a reperire un quadro di riferimento esteso a tutta l’isola. Veterinari e altri esperti, proprio per questo, sottolineano come nelle liste delle bestie pericolose da compilare a cura delle prefetture figurano anche cinghiali e cervi. I numeri assoluti non sarebbero dunque indicativi di una possibile estensione del fenomeno. Né su scala complessiva isolana né su basi territoriali più circoscritte. «Perché – come rimarcano ancora a Cagliari dal Corpo forestale – una cifra riferita per esempio ai soli cinghiali potrebbe far saltare del tutto i riferimenti e le statistiche di chi cerca di appurare le effettive presenze in Sardegna di bestie del tutto differenti: come appunto tigri, leopardi, cobra o pitoni».Un’altra considerazione non secondaria riguarda la tipologia delle specie a rischio importate dai privati nell’isola in questi ultimi anni. Nell’elenco, e nei database che dal 1992 i singoli cittadini devono obbligatoriamente compilare e il comando delle guardie forestali regionali inoltrare alla banca dati mondiale che li raccoglie, compaiono scimmie come i macachi e i babbuini, leoni, tigri e persino numerosi esemplari di ocelot, un tipo di gattopardo molto diffuso in alcune aree dell’America centrale (in particolare nel Messico) e dell’America meridionale.Altri specialisti, in ultima analisi, fanno osservare che non sempre le paure legate alla presenza di specie esotiche o inusuali alle nostre latitudini sono più motivate di altre. «Cautele e timori – dicono – dovrebbero accompagnare norme di prudenza analoghe di fronte a tante bestie che siamo abituati a notare in Sardegna con maggiore frequenza: un toro, un cavallo e persino le mucche possono essere molto più pericolosi di un serpente magari spaventoso a vedersi ma di fatto innocuo per l’uomo».
 
LA ZAMPA.IT
9 GIUGNO 2015
 
Le ridanno il vitello perso, la mucca ringrazia così
 
Una mucca ha partorito da poco e il suo vitellino è finito, non si sa come, oltre la recinzione. Attirarti dai suoi continui muggiti, i fattori hanno trovato l’animale smarrito e hanno deciso di riportarglielo. Un gesto sensibile che la mucca ricambia con un muggito diverso dal solito.
VIDEO
 
NEL CUORE.ORG
9 GIUGNO 2015
 
ISRAELE, SUL MATTATOIO SCONTRO CON GLI ALLEVATORI AUSTRALIANI
L'Australia dovrebbe fornire al mattatoio 70 mila animali
 
Un veterinario australiano vigilerà sugli standard di macellazione in un mattatoio israeliano, nel quale, secondo quanto mostrato in un video girato di nascosto, gli animali venivano uccisi in maniera brutale e violenta. Le immagini scioccanti sono andate in onda, in Australia, una settimana fa e mostravano vacche e pecore vive, con le code mozzate, appese a ganci per una zampa e altri animali coscienti , con la gola recisa, gettati su un tavolaccio rotante. Per tutta risposta, le compagnie esportatrici australiane, Livestock Shipping Services and Otway Livestock Exports, si sono subito attivate per assumere il controllo del mattatoio di Deir Al Asad, di proprietà della famiglia Dabbah, mettendo sul posto un veterinario australiano a far da sentinella.
Il mattatoio israeliano ha licenziato gli addetti al macello e ha ufficialmente rimproverato i manager. Gli esportatori australiani ne hanno preso atto. Ma il mattatoio resta un sorvegliato speciale in attesa che si rivedano le procedure di formazione degli addetti ai lavori.
Oatway ha fornito al mattatoio, negli ultimi dodici mesi, 4 mila capi di bestiame, niente al confronto dei 70 mila annui richiesti. I gruppi animalisti che hanno girato il video e denunciato il caso al Dipartimento dell'Agricoltura di Canberra fanno sapere che, tre anni fa, in un altro mattatoio israeliano rifornito da bestiame australiano, si erano registrate le stesse identiche scene di pura crudeltà. Nel 2011, uno scandalo analogo era scoppiato in Indonesia. Da allora, gli esportatori australiani hanno smesso di fornire bestiame ai mattatoi indonesiani. Secondo il capo degli investigatori del governo, Lyn White, il caso israeliano dimostra che, nonostante le tante fotocamere piazzate all'interno dei mattatoi, il sistema di controllo non funziona e bisogna migliorarlo.
 
TG COM 24
9 GIUGNO 2015
 
Usa, si ribalta camion con 2.200 maiali: 400 sono morti, gli altri fuggono nei boschi
L'incidente è avvenuto lunedì sera sulla Us route 35 vicino a Xenia, non lontano da Dayton, capoluogo della contea di Montgomery
 
Quasi 400 maiali sono morti nel ribaltamento di un camion che ne stava trasportando 2.200 su un'autostrada dell'Ohio. Lo riporta l'emittente locale Whio, citando i vigili del fuoco. L'incidente è avvenuto lunedì sera sulla Us route 35 vicino a Xenia, non lontano da Dayton, capoluogo della contea di Montgomery. Il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo finendo contro il guardrail. Molti dei maiali sopravvissuti sono fuggiti nei boschi.
FOTO
 
GEA PRESS
9 GIUGNO 2015
 
USA – Fotografo con il delfino arpionato. E’ “caccia” al responsabile

 
Condannati da un Tribunale del Texas. Si tratta di due fratelli accusati dell’uccisione di un delfino tursiope arpionato nel Golfo del Messico, quasi al confine con la Louisiana.Un processo che lasciato l’amaro in bocca per l’esiguità della pena. Un anno con la condizionale e poco più di settemila dollari da pagare in due. Il reato, invece, avrebbe previso una prigione federale.Secondo quanto reso noto dalla Whale and Dolphin Conservation Society, l’uccisione del delfino rappresenta solo l’ultimo di una serie di gravi atti compiuti contro la fauna marina.  Il National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha svolto delle indagini in merito ad un’altro crimine che ha riguardato un delfino ucciso. Si trattava in questo caso di una femmina gravida, ritrovata morta in una spiaggia vicino  Destin, in Florida. Il caso è rimasto  irrisolto. L’autopsia aveva rivelato come il povero animale fosse morto a causa di un colpo di pistola.Il caso forse più clamoroso e recente, riguarda una foto postata su un noto social network. Mostra un giovane che avrebbe addirittura rivendicato la responsabilità dell’uccisione di un tursiope. Il soggetto non è stato ancora individuato e per ogni informazione è disponibile l’ufficio del NOAA.A partire dal 2002, riferisce sempre la WDC, ci sono stati almeno 17 casi documentati di delfini spiaggiati con evidenza di ferite da arma da fuoco.
 
LA ZAMPA.IT
9 GIUGNO 2015
 
Il mistero dei gatti scomparsi a Illawarra
 
Claudia Audi Grivetta
 
Da qualche giorno una strada della regione australiana di Illawarra è interessata da un inquietante fenomeno. Si tratta della misteriosa e piuttosto preoccupante sparizione di gatti domestici dalle proprie abitazioni. I residenti si dichiarano spaventati e temono che stia accadendo qualcosa di molto brutto. Stando a quando riporta l’Illawarra Mercury, l’intera popolazione di gatti di Albion Park è scomparsa nel corso di un unico weekend e con ogni probabilità, dietro a queste sparizioni, ci sarebbero persone che operano nell’organizzazione di lotte clandestine fra cani. Joan Collins abita proprio in questa ormai famigerata strada e la sua amata gatta Roxy risulta scomparsa da sabato. «Quando sono rincasata e non l’ho vista mi sono subito insospettita. Di solita torna di notte». Poi, il giorno dopo, la scoperta: Roxy è solo una dei cinque gatti scomparsi da Albion Park nella notte di sabato. I proprietari sono sconcertati e afflitti e affermano con certezza che i loro gatti siano stati rapiti per essere usati come esche nelle lotte clandestine fra cani. «Anche perché – prosegue la Collins – Roxy non si lascia avvicinare da nessuno. L’unico cosa che può essere successa è che sia stata rapita». I proprietari dei gatti scomparsi hanno contattato l’amministrazione cittadina, i veterinari e tutte le associazioni animaliste locali, ma non sono riusciti ad ottenere indizi. Anche l’esplorazione della zona da parte di una squadra di ricerca non ha portato i risultati sperati. Grazie a Facebook, però, si è scoperto che sparizioni simili si sono verificate anche nei sobborghi di Warilla, Tarrawanna e Balgownie e la polizia ha fatto sapere di essere effettivamente a conoscenza di alcuni luoghi, proprio a Illawarra, attrezzati con ring per le lotte fra cani.
 
REPUBBLICA.IT
9 GIUGNO 2015
 
Cina sconosciuta: nel Qinghai l'ultimo paradiso degli animali
Nell'altopiano del Tibet vivono 85 specie di mammiferi, 237 diversi tipi di uccelli e ben 48 specie di rettili. Un patrimonio faunistico inestimabile che in pochi conoscono. E che ha permesso a questi esemplari di sopravvivere allo stato selvatico fino ad oggi
 
di SARA FICOCELLI
 
XINING (Cina). Sanjianguuan, letteralmente "l'origine dei tre fiumi": è in questa riserva naturale dell'altopiano del Tibet che nascono il Fiume Azzurro, il Fiume Giallo e il Mekong, ed è qui che per migliaia di anni l'uomo ha vissuto isolato dal resto del mondo, seguendo tradizioni che ancora si tramandano nei villaggi sparsi per la steppa, in totale equilibrio con la natura e i suoi animali. Può sembrare strano, ma nel Qinghai, misteriosa e affascinante provincia della Repubblica Popolare Cinese, nuova esplosiva potenza economica, il tempo è come se si fosse fermato, e in molte zone dell'altopiano si vive ancora come un tempo, bevendo latte di yak e spostandosi a bordo di muli. Forse inconsapevoli di vivere in uno degli ultimi paradisi terrestri rimasti, per lo meno dal punto di vista faunistico.Per raggiungere il Qinghai bisogna conoscere bene la Cina e aver voglia di fare un lungo viaggio. Da Roma si può volare per Shanghai e poi proseguire per il capoluogo, Xining, facendo scalo a Xi'an, ex capitale di ben 13 dinastie, famosa, tra le altre cose, per il suo straordinario esercito di terracotta. Una volta a Xining ci si trova immersi in una moderna città tutta grattacieli e mercati di sciarpe di cashmere e cibi di ogni tipo. La fusione perfetta tra presente e futuro. Ma a pochi chilometri di autobus (gli hotel e le agenzie della città organizzano transfert per singoli e viaggi di gruppo) tutto si declina al passato, è questo l'unico tempo possibile.Murales tibetani coloratissimi accompagnano il visitatore lungo la strada, verso il cuore dell'altopiano, dove vivono 85 specie di mammiferi, 237 diversi tipi di uccelli e ben 48 specie di rettili. Un patrimonio inestimabile in termini faunistici che in pochi conoscono. Sessantanove di queste specie sono protette, tra cui 16 "sotto massima sorveglianza", come l'antilope tibetana (Pantholops hodgsonii) alta circa 1,2 metri, lo yak (Bos grunniens) detto anche bue tibetano, la meravigliosa gru dal collo nero (Grus nigricollis), conosciuta anche come gru tibetana, e il leopardo delle nevi (Panthera uncia) una delle 10  specie animali più minacciate di estinzione del mondo, il cui areale si riduce ormai ad alcuni rifugi qui, nelle montagne dell'Asia centrale, dove viene avvistato moto raramente; 35 specie sono invece "sotto stretta sorveglianza", come la curiosa "pecora blu" o bharal (Pseudois nayaur) è diffusa dall'Himalaya e dal Kashmir alla Mongolia e alla Cina orientale, la gazzella del Tibet (Procapra picticaudata), o goa, una specie di antilope, il corsac (Vulpes corsac), noto anche come volpe delle steppe, e la casarca comune (Tadorna ferruginea), un uccello originario dell'Eurasia e dell'Africa, dallo straordinario piumaggio arancione. Vivono tutti qua, in un altopiano che va dai 3450 ai 6621 metri e che copre un areale di 363mila chilometri quadrati, circa il 44% dell'intera provincia del Qinghai.Gli amanti della natura potranno avventurarsi tra queste montagne meravigliose, fermandosi magari a bere un bicchiere di delizioso latte di yak in uno dei villaggi dell'altopiano, o andando a visitare qualche tempio buddista (da non perdere il monastero Kumbum), o godendosi un giro in nave lungo il maestoso lago di Qinghai. I tour alla scoperta del patrimonio faunistico permetteranno, con un po' di fortuna, di fotografare la gazzella tibetana, inconfondibile con il suo pelo rossiccio e le corna rivolte all'indietro (i maschi, le femmine non ne hanno), o l'emione tibetano o kiang (Equus kiang), una sorta di asino selvatico dal pelo bianco e marrone chiaro. Certo, potrà capitare anche di fare incontri meno "tranquilli": attenzione, ad esempio, allo yak selvatico (Bos mutus, quello domestico, che qui viene allevato dappertutto, è il Bos grunniens), con le sue corna appuntite e la sua stazza a dir poco imponente. Se ve lo ritroverete davanti, non spaventatevi: è il Qinghai, bellezza.
 
GAZZETTA DI MANTOVA
10 GIUGNO 2015
 
Cane preso a bastonate, condannato il cacciatore Il caso giudiziario chiuso dopo tre anni: l’uomo pagherà la multa e il processo Il suo setter, chiuso in canile, è stato confiscato e non potrà tornare a casa
 
ASOLA (MN). Il cane Poker non tornerà ad Asola. Ieri mattina, al termine di un processo durato tre anni, il tribunale ha condannato il suo padrone per maltrattamento di animale. Ex padrone, a questo punto, perché la sentenza del giudice ha previsto la confisca del bell’esemplare di setter inglese, da quasi tre anni sotto sequestro in un canile a Calvatone, nel Cremonese. Si è chiusa così la vicenda giudiziaria del cacciatore di Asola, il 74enne Alberto Beretta denunciato dai carabinieri per aver bastonato il proprio cane. Beretta, questa la sentenza, dovrà pagare una multa di 4mila euro e le spese processuali. Ma quello che gli scotta di più è di aver perduto per sempre il cane che ora, sciolto il vincolo giudiziario, potrà essere assegnato a un nuovo padrone. Salvo che Beretta non decida di chiedere un processo di appello.La vicenda, nata da un episodio accaduto nel giardino della casa di Beretta il 21 ottobre del 2011, ha a lungo diviso l’opinione pubblica. In particolare due fronti opposti, quello dei cacciatori e quello degli animalisti. La sostanza dell’episodio è questa: una donna, andata in visita a un vicino di casa di Beretta, aveva denunciato ai carabinieri di aver visto l’uomo colpire con un bastone il cane. Cosa contestata dal cacciatore, il quale ha sempre sostenuto: «Non ho picchiato il cane, usavo quel bastone, che poi era una stecca da pancetta, per dare dei colpi sulla cuccia; bastava per convincerlo a smettere di abbaiare, visto che dava fastidio ai vicini». Tesi questa che è stata confermata dalla moglie.Tutta la vicenda si è giocata anche su un piano di forte emotività. Ieri mattina il pubblico ministero, il vice procuratore onorario Anna Tarantino, ha letto in aula “La preghiera del cane”, testo animalista che «dà voce a chi voce non ha»: «...Se non ti comprendo, ripetimi il tuo comando senza ira, senza battermi...» dice un brano.Beretta, dalla sua, ha combattuto fino alla fine per ottenere giustizia – dal suo punto di vista, è ovvio – e per riottenere il cane. A suo tempo ha rifiutato la scorciatoia del decreto penale di condanna, che gli avrebbe consentito di chiudere la vicenda con il pagamento di 3mila euro (non comunque di riavere a casa il setter maculato).Il cacciatore, ed ex ristoratore, di Asola aveva anche fatto richiesta di riesame del provvedimento di sequestro preventivo di Poker che però era stata respinta.
 
NEL CUORE.ORG
11 GIUGNO 2015
 
MANTOVA: BASTONA IL CANE E IL GIUDICE GLI DA' UNA "BASTONATA"
Un 74enne condannato a 4 mila euro di ammenda
 
Bastona il cane, ma il magistrato "bastona" lui. Un 74 enne della provincia di Mantova è stato condannato a pagare 4 mila euro di ammenda per aver maltrattato il suo setter. L'animale, che vive da tre anni in un canile, è stato confiscato e quindi non tornerà più al proprietario. I fatti risalgono, spiega la "Voce di Mantova", al 24 ottobre del 2011, quando una donna ha visto l'imputato prendere a bastonate un setter. Di lì la segnalazione alle forze dell'ordine e le indagini che avevano portato al sequestro preventivo del cane e all'emissione di un decreto penale di condanna da 1.500 euro. Il pensionato però si è opposto, scegliendo la via del processo. Inutili la sfilata di testimoni "a favore" del 74enne e la sua autodifesa. Il giudice non gli ha creduto e lo ha condannato ad un'ammenda superiore a quella richiesta dal pm (3 mila euro).
 
GAZZETTA DI REGGIO
10 GIUGNO 2015
 
I cani Hermione e Drover rapiti e uccisi nel bosco
Si erano allontanati dalla loro casa di San Valentino senza fare più ritorno. La proprietaria: «Sono stati trovati morti in un sacco, voglio sapere chi è stato» di Elisa Pederzoli
 
CASTELLARANO (REGGIO EMILIA). L’annuncio per la loro sparizione era passato a ripetizione anche sulla pagina Facebook dedicata agli “animali perduti” – la pagina si chiama proprio così – della provincia di Reggio. Sembrava una fuga da casa come talvolta i cani che abitano in zona libere e di campagna fanno. Al peggio, la proprietaria aveva pensato che si fossero persi, oppure che fossero stati investiti. Di certo, mai avrebbe immaginato di ritrovare Hermione e Drover morti dentro un sacco. Uccisi da una mano crudele. E’ la terribile storia che ci arriva da San Valentino di Castellarano. Una delle tante, troppe storie di crudeltà nei confronti dei nostri amici a quattro zampe. «Hermione, maremmana di circa due anni, e Drover, che ne aveva solo uno, si sono allontanati il 17 marzo scorso – racconta la proprietaria Stefania Pifferi – Qui da noi non è recintato, abbiamo un maneggio, erano abituati ad andare in giro. Quando non sono tornati ci siamo mobilitati per ritrovarli. Qualche settimana dopo mi ha chiamato il canile di Magreta (Modena), dove avevo adottato la femmina, dicendomi che era stata trovata». Non viva, purtroppo, ma uccisa e in maniera violenta assieme al suo compagno di giochi. I due cani sono stati trovati abbandonati in un bosco di Prignano (Modena) chiusi in sacchi da terriccio. «L’autopsia ha chiarito che sono stati sequestrati per una settimana, prima di essere uccisi a bastonate» racconta. Una morte atroce per due creature indifese che non avevano fatto male a nessuno. «Non avevamo mai ricevuto lamentele. Non so immaginare chi possa avere fatto una cosa tanto brutta. Ho fatto denuncia ai carabinieri. Spero che si indaghi e si trovi il responsabile. Erano due cani molto buoni. Troppo, si sono fidati di chi li ha portati via» conclude.
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GAZZETTA DI MODENA
10 GIUGNO 2015
 
Due cani rapiti e uccisi nel bosco sull'Appennino modenese
Trovati chiusi in un sacco nei boschi di Prignano dopo essere stati sequestrati per una settimana
 
PRIGNANO (RE). Sono stati trovati abbandonati in un bosco di Prignano, chiusi in un sacco da terriccio, dopo – ha poi rilevato l’autopsia – essere stati sequestrati per una settimana, prima di essere uccisi a bastonate. È la sorte che è toccata a due povere creature indifese, due cani maremmani. La storia arriva da San Valentino di Castellarano, nel reggiano. L’annuncio per la loro sparizione era passato a ripetizione anche sulla pagina Facebook dedicata agli “animali perduti” della provincia di Reggio Emilia. La proprietaria aveva pensato che si fossero persi, o che fossero stati investiti.«Hermione, maremmana di circa due anni, e Drover, che ne aveva solo uno, si sono allontanati il 17 marzo scorso – racconta la proprietaria Stefania Pifferi – Qui da noi non è recintato, abbiamo un maneggio, erano abituati ad andare in giro e quindi non ci siamo inizialmente preoccupati. Quando non sono tornati ci siamo mobilitati per ritrovarli. Qualche settimana dopo mi ha chiamato il canile di Magreta, dove avevo adottato la femmina, dicendomi che era stata trovata». Non viva, purtroppo, ma uccisa e in maniera violenta assieme al suo compagno di giochi. «Una morte atroce - conclude la proprietaria - per due creature indifese che non avevanofatto male a nessuno. Non avevamo mai ricevuto lamentele. Non so immaginare chi possa avere fatto una cosa tanto brutta. Ho fatto denuncia ai carabinieri. Spero che si indaghi e si trovi il responsabile. Erano due cani molto buoni. Troppo, si sono fidati di chi li ha portati via» conclude».
 
LA NUOVA SARDEGNA
10 GIUGNO 2015
 
Allevatore di Tertenia denunciato per maltrattamenti di animali
Nel suo cortile i carabinieri hanno trovato tre cani denutriti e feriti. L'allarme lanciato da un passante di Lamberto Cugudda
 
TERTENIA (NU). Teneva tre cani meticci (due femmine e un cucciolo maschio), nel cortile di casa, a ridosso del centro abitato, sotto il sole, legati al collo con degli spezzoni di corda corti, che hanno procurato loro  delle ferite. Gli animali erano anche denutriti, senza cibo e acqua, e circondati di escrementi. Per questo motivo, con l'accusa di maltrattamenti di animali, è stato denunciato a piede libero, un allevatore terteniese di 50 anni. Ad intervenire sono stati i carabinieri della stazione di Tertenia  con i colleghi della compagnia di Jerzu, coordinati dal capitano Luigi Merola. Insieme ai militari dell'Arma, hanno operato anche due veterinari dell'Asl 4 Ogliastra. Una volta curati, i cani sono stati affidati al canile di Tortolì. Ad avvertire i carabinieri di quanto stava accadendo è stato un passante che si è reso conto delle gravi condizioni in cui versavano i  tre animali.
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ANSA
10 GIUGNO 2015
 
Maltrattava suoi cani, denunciato 50enne
Animali denutriti e in catena in cortile, blitz Cc a Tertenia
 
NUORO - Maltrattava i suoi tre cani tenendoli in una condizione di stenti e privazioni nel cortile di casa a Tertenia, per questo i carabinieri della stazione del paese hanno denunciato un 50enne del luogo. Il blitz dei militari è scattato in seguito a diverse segnalazioni di privati cittadini. Con loro stamattina, sono intervenuti anche i veterinari della Asl di Lanusei che hanno prestato le prime cure agli animali. L'uomo teneva in cortile tre cani meticci, due femmine e un cucciolo maschio, in condizioni igienico sanitarie e di salute precarie e in stato visibile di denutrizione. Gli animali erano legati a spezzoni di catena di lunghezza ridotta, esposti permanentemente al sole, privi di acqua e cibo e circondati dai propri escrementi. Alcuni presentavano varie ferite al collo causate dallo strofinamento della catena. Dopo essere stati medicati dai veterinari, i tre meticci sono stati sequestrati dai Carabinieri e trasferiti nel canile comunale di Tortolì. Al termine degli accertamenti, il proprietario è stata denunciato per maltrattamento di animali.
 
QUOTIDIANO DI BRINDISI
10 GIUGNO 2015
 
Uccise il cane che difendeva il padrone: una taglia di 2.000 euro sul rapinatore
 
Una taglia di 2.000 euro è stata posta dalla sezione di Galatone (Lecce) della Lega nazionale per la difesa del cane sull’uomo armato di fucile che il 3 giugno scorso per rapinare un pensionato ottantenne della sua auto, una Suzuki Jimni, uccise il cane, un meticcio, che era con lui e che aveva tentato di difenderlo.
La somma sarà data a chiunque sia in grado di aiutare i carabinieri nelle indagini.
La presidente della sezione Lndc ha anche annunciato di volersi costituire poi parte civile nell’eventuale processo che potrebbe nascerne.
I fatti si sono verificati alle 7 del mattino tra San Pietro Vernotico (Brindisi) e Squinzano (Lecce): il bandito solitario era armato di fucile a canne mozze e si impadronì della vettura del pensionato che si stava recando in campagna, nel suo appezzamento di terreno. “Ricordiamo – si legge in una nota della Lndc – che l’uccisione di un animale è un reato non soltanto vigliacco e intollerabile ma anche contemplato dal codice penale (articolo 544 bis) e prevede fino a due anni di reclusione”.
 
FIDELITY HOUSE
10 GIUGNO 2015
 
Un cane viene abbandonato dopo la morte del suo padrone. Ecco cosa succede
Il cane protagonista di questa storia si chiama Woody e dopo la morte del suo padrone è stato abbandonato in strada. Grazie all'intervento di alcuni volontari è riuscito a ritrovare la serenità e soprattutto l'amore di una famiglia. GUARDA IL VIDEO SOTTO
 
Un cane rimane fedele al proprio padrone fino alla fine dei suoi giorni e soffre tantissimo per la sua assenza quando è costretto a separarsene.La storia di Woody, un piccolo barboncino, non è la classica storia dell’abbandono di un cane da parte del suo padrone, magari durante le vacanze estive come spesso purtroppo succede. Woody è diventato un cane randagio dopo la morte del suo padrone.Amore, attenzioni e tante coccole, tutto quello che ogni cane dovrebbe ricevere dai suoi padroni. L’esperienza di Woody purtroppo è comune a molti cani ma fortunatamente la sua storia ha avuto un lieto fine grazie a persone dal cuore grande. Questo tenero cane adesso è tornato a gioire della compagnia di una famiglia e del suo grande amore.Un video ci mostra la storia di queste dolcissimo cane e come la sua vita sia cambiata. In un altro, invece, viviamo le sensazioni che un cane prova quando viene abbandonato dal suo padrone.
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GEA PRESS
10 GIUGNO 2015
 
Corigliano Calabro (CS) – Cicognino solo al nido. Sotto i genitori morti
La LIPU sospetta un caso di avvelenamento

 
Due Cicogne bianche rinvenute morte nel territorio comunale di Corigliano Calabro (CS). Il ritrovamento, effettuato da un cittadino, è stato comunicato alla sezione LIPU di Rende che è subito intervenuta con i suoi volontari. Gli stessi, già monitoravano i nidi di Cicogna nell’ambito del progetto “Cicogna bianca Calabria”.I due animali sono stati trovati l’uno accanto all’altro  e non molto distanti dal nido. Ad occuparsi del caso anche l’ASP territorialmente competente e l’Assessore all’Ambiente del Comune di Corigliano. Per le due cicogne morte è stato  disposto il trasferimento presso l’Istituto Zooprofilattico di Cosenza, per gli esami di rito.Nel nido, però, era rimasta ormai non più accudita una giovane cicogna. Recuperata grazie all’intervento dell’Unità operativa Enel di Rossano, è stata trasferita presso il CRAS di Rende.“Sospettiamo si tratti di due casi di avvelenamento – hanno dichiarato i responsabili della Lipu recatesi sul posto – il che sarebbe davvero incomprensibile, un atto gravissimo ai danni di una specie protetta che proprio grazie al lungo lavoro della Lipu, sta ricolonizzando da circa 12 anni alcune province calabresi in alcuni ambienti agricoli tipici della specie. In Calabria la specie è attualmente presente con 18 coppie tra le province di Cosenza e Crotone, tutte nidificanti su nidi artificiali appositamente predisposti dalla sezione di Rende. La Cicogna bianca negli ultimi 30 anni ha avuto un forte incremento numerico della popolazione nazionale, dopo un’assenza di oltre 500 anni. Per questo sporgeremo denuncia contro ignoti e invitiamo le autorità a fare davvero tutto il possibile per individuare i responsabili”.
 
GEA PRESS
10 GIUGNO 2015
 
Padova – Durante la Coppa dei Campioni, l’indefesso bracconiere. Intervento della Polizia Provinciale
 
Sono occorsi  diversi appostamenti e lunghe osservazioni in attesa del momento opportuno per intervenire. Infine, l’impegno della Polizia Provinciale di Padova è stato premiato cogliendo in flagranza di reato un bracconiere che a quanto sembra era da  tempo abituato a sparare ai cinghiali nel territorio dell’Ente Parco Colli.Da qualche mese, infatti, gli uomini della Polizia Provinciale lo tenevano d’occhio seguendone i movimenti notturni. Il soggetto, però, cambiava spesso località ma, nonostante i tentativi di depistaggio messi in atto, sabato scorso le numerose pattuglie in abiti civili a disposizione del Responsabile della Polizia Provinciale, Luciano Fior, hanno  deciso di intervenire. Proprio durante la finale di Coppa dei Campioni, mentre il calcio catturava l’attenzione di molti italiani, il bracconiere si appostava in località Luvigliano, ignaro di essere osservato da vicino dagli uomini della Polizia Provinciale.A notte fonda il bracconiere con il colpo in canna nel fucile, anche se deluso per non aver visto nemmeno l’ombra di un cinghiale decideva di abbandonare la postazione di “caccia” per tornare a casa. Fatte alcune decine di metri, il personale della Polizia Provinciale decideva quindi di mettere fine a una vicenda che si trascinava ormai da troppo tempo. Il bracconiere veniva così disarmato mentre si aggirava furtivamente in un vigneto con il fucile imbracciato.L’uomo è stato denunciato per violazione della normativa sui Parchi e violazione della Legge sulla caccia, mentre è stato posto sotto sequestro penale il fucile calibro 12 e alcune munizioni comunemente usate per l’abbattimento dei cinghiali.“Il nostro impegno – dice il Consigliere Delegato alla Polizia Provinciale, Vincenzo Gottardo – è davvero notevole. Il personale della Polizia Provinciale è intervenuto dando prova di professionalità e freddezza. Ora il bracconiere se la vedrà con il Giudice.”Il Responsabile del Servizio, Luciano Fior, ha invece dichiarato che l’operazione, estremamente delicata, è stata svolta con la massima attenzione e per questo rende merito a tutto il personale impegnato con grande professionalità.
 
IL RESTO DEL CARLINO
10 GIUGNO 2015
 
Cagnolino resta chiuso nell’auto, salvato dai pompieri
La proprietaria non riusciva più ad aprire la vettura
 
Civitanova Marche (Macerata), 10 giugno 2015 - Salvato dai vigili del fuoco ieri pomeriggio, nel momento della massima calura, un cucciolo di barboncino rimasto chiuso nell’auto della padrona. La donna non riusciva più ad aprire la Ford che aveva parcheggiato in corso Umberto e, al culmine della preoccupazione per il suo cagnolino che era accucciato sul sedile anteriore, ha chiesto aiuto ai vigili del fuoco che in un attimo sono intervenuti, hanno aperto la portiera e riconsegnato alla padrona il suo cucciolo, che stava benone.
 
GEA PRESS
10 GIUGNO 2015
 
Fano (PU) – Capriolo bloccato tra le barre del cancello

 
Una brutta esperienza conclusa, però, in maniera positiva grazie all’intervento del CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) della Provincia di Pesaro Urbino.Protagonista della  vicenda è stata una giovane femmina di capriolo. L’animale, infatti, era rimasto bloccato tra le barre di un cancello. La Polizia Municipale di Fano, avvisata di quanto successo, si è messa in contatto con il CRAS che ha subito inviato nei luoghi i suoi operatori.Visitata da un Veterinario, si è provveduto a somministrare il sedativo. Per tranquillizzare il capriolo si sono  coperti  gli occhi con una apposita mascherina. Per fortuna si è constatato come le ferite riportate erano limitate a poche superficiali abrasioni causate nel tentativo di fuggire dalla morsa delle barre metalliche. Per questo, una volta svegliata, la femmina di capriolo è stata tenuta quanto necessario sotto osservazione, provvedendo, poi, alla sua liberazione.Il CRAS della Provincia di Pesaro Urbino, al fine di evitare incidenti di questo tipo, raccomanda di porre alla base di cancelli o similari recinzioni, delle reti protettite.
 
NEL CUORE.ORG
10 GIUGNO 2015
 
EBOLA, I CANI DELL'INFERMIERE GUARITO ORA LO ASPETTANO A CASA
I due meticci rimasti 21 giorni in isolamento
 
Sono stati in isolamento per ben 21 giorni, 'rei' di aver avuto solo pochi contatti con il loro padrone, l'infermiere di Emergency ora guarito dall'Ebola, poco prima che fosse trasportato da Sassari a Roma per le cure contro il virus. Sono due teneri cani meticci, maschi e "di una certa età", sottoposti nei giorni scorsi a speciale sorveglianza, al termine della quale sono stati dichiarati "fuori pericolo". A raccontarlo all'Adnkronos Salute è Franco Sgarangella, direttore del Dipartimento di prevenzione e del Servizio di sanità animale della Asl di Sassari, che ora trasmetterà i dati di questo singolare studio, uno dei pochissimi a disposizione della comunità medica per rispondere al quesito: gli animali da compagnia possono contrarre e/o trasmettere il virus Ebola?. Dopo il ricovero del paziente italiano 'numero due' affetto da Ebola, che oggi sarà dimesso dall'Istituto Lazzaro Spallanzani della Capitale, "i suoi familiari sono stati trasferiti dalla loro abitazione a un'altra in periferia, con i cani - ricorda il veterinario - che sono rimasti quindi assieme ai proprietari, anche se l'indicazione era quella di limitare i contatti al momento dei pasti e della misurazione della temperatura corporea, che avveniva con uno speciale termometro a laser per evitare procedure invasive".
 
GEA PRESS
10 GIUGNO 2015
 
Lampedusa (AG) – Il gatto d’Italia. Ancora vane le ricerche della sua padroncina
Le grandi associazioni lo vogliono, ma a Lampedusa ai gatti sanno badare

 
Nuova giornata di quarantena per Timo, il gattino di circa un anno di età trovato a bordo del pattugliatore inglese che, tre giorni addietro, ha sbarcato a Lampedusa un gruppo di migranti.Il micetto apparteneva ad una ragazza proveniente, forse, dal Sudan. Appena ha saputo che le sarebbe stato tolto ha iniziato a piangere disperata (vedi articolo GeaPress). L’intervento del Sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini ha evitato il peggio, dal momento in cui per il povero Timo si prospettava la strada della soppressione. Il micio è ora in quarantena.
Di Sama, la ragazza che lo aveva amorevolmente accudito per tutto il viaggio, non si hanno ancora notizie. Da ieri, infatti, in molti hanno cercato di capire in quale centro di accoglienza fosse stata trasferita. A Crotone, dove in un primo momento di pensava potesse trovarsi, sono oggi arrivate numerose telefonate di giornalisti e conduttori di trasmissioni televisive. Tutti volevano sapere di Sama, ma non è semplice risalure ad un singolo migrante quando ogni giorno gli sbarchi si susseguono con ritmi incalzanti. A Crotone, come confermato anche oggi ad alcuni giornisti che si sono messi in contatto, i migranti possono rimanere per pochissimo tempo. Sama, ammesso che sia stata portata in quel luogo, potrebbe già essere altrove.
Si è poi sparsa la voce che quel gruppo di migranti era ospitato presso un Comune della costa meridionale siciliana. Subito è partita la ricerca. Telefonate anche ai Carabinieri e Polizia Municipale ma anche qui, niente da fare. Il desiderio dei Lampedusani di potere tranquillizzare la ragazza che avevano visto piangere sul molo, non è stato ancora esaudito. In compenso, però, sono arrivate inaspettate richieste di “adozione” del gattino da parte di alcune associazioni anche a carattere nazionale. Un fatto che ha un po’ indispettito i volontari di Lampedusa i quali, in maniera piuttosto secca, hanno risposto di essere (finita la quarantena) perfettamente in grado di accudire nelle migliori condizioni il piccolo Timo.
A Lampedusa, peraltro, già da alcuni mesi si sta portando avanti un progetto all’avanguardia di sterilizzazione  e microchippatura dei cani randagi. Ad  occuparsi dell’intervento, oltre al Comune, è l’associazione Nova Dog ed i Veterinari dell’ASP di Palermo, Francesco Francaviglia e Sebastiano Lombardo.“Siamo loro molto grati per l’intervento su Lampedusa – riferisce a GeaPress Elettra Cirillo, responsabile dell’associazione Nova Dog – Anche a Lampedusa il problema del randagismo si sente, ma siamo ben seguiti e speriamo di potere fornire risultati che potrebbero costituire un importante riferimento nazionale”.Intanto, Timo, resta in quarantena nell’isola. Finito questo periodo e nella malaugurata ipotesi non si riesca a rintracciare Sama, rimarrà a Lampedusa dove già in tanti chiedono notizie.“Spero che si stia faccendo il possibile – aggiunge Elettra Cirillo – Capisco l’enormità del problema che si sta affrontando, ma di quello sbarco è noto tutto. Vorrei che la ragazza fosse almeno tranquillizata. Al gattino stiamo pensando noi ma speriamo vivamente che un domani possa riaverlo con sé”.
 
REPUBBLICA.IT
10 GIUGNO 2015
 
Veronesi e gli animali: "Cambiamento sì, ma graduale"

 
Rimane più che mai acceso il dibattito sulla sperimentazione animale, a maggior ragione dopo il no opposto dalla Commissione europea alle ragioni di Stop Vivisection, l’iniziativa dei cittadini comunitari sottoscritta da 1.173.130 persone, con cui si chiedeva di cancellare la Direttiva 2010/63, ripensandola imperniata sullo sviluppo dei metodi alternativi sostitutivi e nella direzione di abolire i test sulle altre specie.Il rifiuto della Commissione non stupisce, visto tra l'altro il recente affossamento di 8hours (1.103.248 mila firme raccolte e 300 eurodeputati schierati affinché il trasporto da allevamento a mattatoio di miliardi di animali da reddito non durasse più di otto ore), e le orecchie da mercante alle interrogazioni sui traffici internazionali di randagi, oppure sulla zooerastia. Argomenti che legano il destino degli animali a delicate questioni umane di salute, economia, sicurezza, morale.Corre soprattutto sul piano scientifico, tuttavia, l'odierna discussione sulla vivisezione, considerata da una crescente rappresentanza di studiosi superata, inattendibile, pericolosa.Non la pensa così il celebre oncologo Umberto Veronesi, il quale tuttavia, pioniere nei tempi in cui non andava di moda, ha speso parole gentili nei riguardi degli animali, esortando – anche per ragioni di salubrità – a non mangiar carne: ma non è una contraddizione rispettare alcune specie o categorie, mentre altre sarebbero sacrificabili alla ricerca? “Lo è certamente” risponde il professor Veronesi “ma ritengo che per il bene comune non si possa essere integralisti. Non  dovrebbero esserci leggi assolute  e le eccezioni andrebbero sempre considerate,  in base alla loro motivazione”.
Allo Ieo, l’istituto da lei creato, si sperimenta sui roditori.Il caso dei roditori in laboratorio rappresenta per esempio un’eccezione alla regola. Basti pensare che la lotta a flagelli come la poliomelite non avrebbe avuto successo senza la sperimentazione animale. Allora, meglio  scagliarsi prima contro la deratizzazione, che non contro l’utilizzo di qualche roditore a scopo di ricerca, sotto la guida di un comitato etico che ne sorveglia  l’eticità.Bè, non si tratta di qualche roditore, ma di milioni e milioni di animali di ogni specie macinati ogni anno dai laboratori, intanto che i comitati etici arruolano estimatori della vivisezione. Tutto questo avviene in attesa che si sviluppino modelli alternativi di sperimentazione.Infatti: in nome di progresso e attendibilità molta scienza chiede che si investa nei metodi alternativi sostitutivi, ma questa corrente non la vede in prima linea. Perché? Non è affatto vero che non sono in prima linea. Tanto per cominciare  all’ Istituto Europeo di Oncologia, che ho fondato vent’anni fa, non ci sono stabulari. Questo non significa che  neghiamo tout  court la sperimentazione animale, ma il non avere animali nella struttura è un segnale forte che indica dove vogliamo andare, e uno stimolo a trovare il più velocemente tecniche alternative. Vale a dire che testate su esemplari acquistati per gli specifici esperimenti, senza allevarne né detenerne (a differenza di molti altri istituti di ricerca dove, non di rado, vengono soppressi anche gli esemplari in eccesso)?
Esatto. Allo Ieo si studia sui roditori, e il numero dei soggetti utilizzati dipende dalle ricerche per cui la sperimentazione animale è giudicata assolutamente necessaria dal Comitato Etico.
Non esiste un progetto per sostituirli con ricerche cliniche o con alternative sostitutive, per esempio esperimenti di genomica?
La genetica è un’area fondamentale della medicina,  ma a oggi non rappresenta  un’alternativa alla sperimentazione animale. Lei si  dichiara vegetariano, ma ha firmato un libro di ricette definite vegetariane (Verso la scelta vegetariana, coautore Mario Pappagallo, ediz. Giunti)  in cui suggerisce il pesce. Non teme di ingenerare confusione fra i tanti che la ammirano?
Il mio obiettivo è accompagnare  la gente ‘verso la scelta vegetariana’, che è infatti è il titolo del  titolo del  libro in questione. Ritengo infatti che il vegetarianesimo,  oltre a essere l’espressione di una filosofia di vita basata sull’amore per gli animali, sia una scelta necessaria per la sopravvivenza dell’uomo sulla Terra, come scrisse  anche  Albert Einstein.
Oggi però il vegetarismo è quasi superato in favore della scelta vegana, ancor più nitida e sempre più diffusa.Cambiare un comportamento collettivo radicato, com’è nei Paesi occidentali il mangiar carne,  non è cosa da poco che si possa ottenere a colpi di proclami. Indispensabile, quindi, la gradualità. Il primo passo è abbandonare  la carne di mammiferi e uccelli, e poi passare al pesce. Se vogliamo avere successo dobbiamo procedere per gradi. E, ripeto, non sarà un successo a portata di mano.Il Pianeta sembra tuttavia esortarci ad accelerare  l’andatura, lungo un percorso di attiva consapevolezza e nel rispetto di ogni vivente. Di certo si è giovato, questo faticoso cammino, anche di posizioni che adesso appaiono caute e parziali rispetto all'agognato cambiamento, ma senz’altro, nei decenni appena trascorsi, suonavano rivoluzionarie.
 
QUOTIDIANO.NET
10 GIUGNO 2015
 
Cina. Dietro il commercio della carne di cane non c'è l'industria ma le gang
Indagine sotto copertura lunga quattro anni degli investigatori di Animals Asia in tutte le regioni del Paese. Collegato al fenomeno l'aumento della criminalità organizzata
 
Roma, 10 giugno 2015 - Un’indagine sul commercio di carne di cane, resa nota oggi da Animals Asia e durata 4 anni, ha smentito l’esistenza nel paese di un sistema di allevamento su larga scala. In realtà, confermando un’ipotesi più volte avanzata, la maggior parte di quella che viene definita “carne di cane”, proviene da esemplari randagi o sottratti ai legittimi proprietari. L'indagine ha riguardato 15 città di 8 province nel nord, nel sud e nella zona centrale della Cina, dove la carne di cane è prevalentemente consumata.Gli allevamenti di cane individuati e visitati si sono rivelati di piccole dimensioni, certamente non in grado di soddisfare, in nessuna maniera, l’appetito del paese. I mezzi d’informazione ritengono che oltre 10 milioni di cani vengano macellati ogni anno per la loro carne in Cina; eppure, nessuna delle fattorie visitate durante le nostre lunghe indagini ha mostrato la benché minima evidenza che esistano strutture di grosse dimensioni, con numeri che sono decisamente al di sotto delle cento unità. La fondatrice e presidente di Animals Asia Jill Robinson, ha detto: “Le nostre indagini hanno sottolineato con forza un punto che chiunque sia esperto di questi traffici sospetta da tempo, ossia che la maggior parte della carne di cane in Cina proviene da animali rubati alle legittime famiglie e che la disinformazione e l’illegalità dilagano in ogni passaggio di questo crudele business.” Nella provincia di Jiaxiang, a Shandong, considerata una delle zone del paese dove questi allevamenti sono più diffusi, le ricerche di Animal Asia hanno rilevato scarsissime prove dell’esistenza di un’attività su larga scala 
finalizzata al consumo alimentare di carne di cane. Se è vero che da una breve ricerca online si possono trovare più di 100 allevamenti – offrendo così l’impressione di un settore prospero – in realtà molti sedicenti fattorie facevano capo alla stessa struttura indicata con nomi diversi, e nessuna di esse aveva in loco più di 30 cani.Un lavoratore anonimo della Fankuai Dog Meat Products, ha dichiarato: “Un tempo c’erano grandi allevamenti, ma ora non più: non sono più sostenibili. Ne avevamo uno anche noi prima, ma più grande diventava e più era alto il rischio che i cani contraessero malattie; per di più i costi erano diventati proibitivi. La spesa per allevare un cane era cresciuta enormemente, molto più del prezzo sul mercato della sua carne.”Irene Feng, responsabile del programma Cani e Gatti di Animals Asia, aggiunge: “E’ questa la ragione per cui appellarsi a una presunta regolamentazione del commercio di carne di cane e gatto è completamente privo di senso. Tale attività non può essere legittimata perché si regge unicamente sulla criminalità senza scrupoli. Anche chi lavora in questo settore sa bene che non esiste un futuro legale, c’è solo una crudele e terribile condizione ad alimentare lo stato in atto, altrimenti avremmo senz’altro la fine del consumo di carne di cane e gatto. Da questo punto di vista riteniamo inevitabile che tale pratica cessi, e cerchiamo di fare in modo che accada adesso.”  Il report ha avvalorato la convinzione che i cani non possono essere allevati con profitto su larga scala:  a causa dei costi necessari per nutrirli; per la natura territoriale di questa specie, che li porta a combattere quando confinati in piccoli gruppi;  e per il rischio di gravi malattie come la rabbia. 
Nel 2014, Xia Zhaofei, Responsabile di Medicina Clinica all’Università di Agraria a Pechino,aveva detto: “La nostra tecnologia attuale potrebbe permettere lo sviluppo di un’industria del settore, ma implicherebbe costi insostenibili proprio perché troppo sofisticata e difficile da portare avanti: se qualcosa andasse storto, ci sarebbero un sacco di vittime. La carne di un cane allevato in una fattoria sarebbe troppo cara e il suo prezzo si aggirerebbe sui 100 RMB (oltre 16 dollari americani), per mezzo kg, se tutto va bene”. 
Fra il 2011 e il 2014, il prezzo della carne di cane ha subito un’impennata, passando dai 6.5 RMB ai 23 RMB per 0.5 kg. Quando interrogati, alcuni lavoratori della struttura dicevano di far parte di un allevamento che opera su larga scala; ma i pochi cani rinvenuti in loco testimoniavano semmai l’esistenza di  un modello “ a conduzione domestica”, dove un allevamento principale che riforniva di cuccioli le strutture limitrofe impegnate a far crescere gli animali. In ogni caso, nessuna fattoria è stata in grado di fornire i dettagli della rete di cooperative finalizzata all’allevamento dei cani, e ulteriori indagini nei villaggi vicini hanno evidenziato che gli abitanti non sapevano nulla dell’esistenza di un tale sistema. 
Di fatto, il dossier di Animals Asia sulle abitudini di chi alleva cani nelle aree rurali della Cina, ha rilevato che il 99.6% di essi non lo fa per profitto.Le evidenze e le testimonianze raccolte nella nostra indagine suggeriscono che il mercato di carne di cane in Cina non ha dimensioni industriali, con vaccinazioni e standard igienici stabiliti per legge. Se così fosse, infatti, l’attività non sarebbe sostenibile in termini economici. La storia del Festival di Yulin, che si terrà il 22 giugno 2015, mostra chiaramente una contraddizione di fondo: se il mercato della carne fosse obbligato a conformarsi alla normativa cinese vigente, i profitti crollerebbero. 
Nel 2014 le autorità di Yulin hanno reso più stringenti le normative sulla sicurezza alimentare nel corso dell’annuale ricorrenza, e per questa ragione il numero di cani macellati e mangiati è sceso dell’80%. La verità è dunque che i cani nelle tavole cinesi sono animali d’affezione, un tempo guardiani delle case, strappati all’amore delle proprie famiglie. E questo succede a causa della presenza di violente gang di ladri di cani. La rete criminale è estesa, anche se qualche località sfugge al controllo di questi criminali, specialmente nelle aree rurali della Cina.Nella Primavera del 2013, Animals Asia ha studiato come vivono i cani nelle zone di campagna delle più grandi città cinesi e a quali rischi terribili vanno incontro. Sono state raccolte e analizzate 1.468 risposte fornite da 771 abitanti in 28 province, prefetture autonome e municipalità.  A sorpresa, il 70% degli abitanti intervistati ha dichiarato di aver misteriosamente perso un cane; nel 75.9% dei casi ipotizzavano si fosse trattato di un furto da parte dei cacciatori di cani. A sostegno di una simile idea possiamo dire che il furto di questi esemplari, nel 73.6% dei casi, si è consumato in Inverno, proprio in concomitanza con il tradizionale festival di Yulin, ossia quando la domanda è estremamente alta. I media cinesi puntano anche il dito sulla crescita dei disordini sociali provocati dalle bande di ladri di cani.
Fra il 2001 e il 2015 i giornali hanno riportato più di 710 storie che attestavano un progressivo incremento della violenza nel paese, soprattutto a partire dal 2011. Il legame fra il consumo di carne di cane e le attività criminali sta senz’altro diventando sempre più marcato e questo significa che gli illeciti commessi conferiscono ai delinquenti più potere e prosperità. Le testate giornalistiche rendono pubblici i gravi atti di crudeltà nei confronti degli animali da parte dei trafficanti, che catturano le loro vittime con l’utilizzo di lacci, esche, cianuro e dardi avvelenati.  La brutale violenza inflitta ai cani spesso viene perpetrata anche nei confronti delle persone, come ha evidenziato Animals Asia nella sua indagine nei villaggi dove il 3,5% degli intervistati sostiene di avere subito brutali aggressioni durante il furto. Il rischio causato alla salute umana da un’attività che sfrutta cani trafugati è più facilmente comprensibile se si considera che il 38% degli animali che vivono nelle zone rurali della Cina non viene vaccinato.
L’indagine di Animals Asia è durata quattro anni e ha indugiato con particolare enfasi su ogni singolo passaggio della catena di produzione del mercato della carne di cane. Sono stati visitati più di 110 venditori; 66 fra ristoranti e bancarelle alimentari; 21 mercati contadini; 12 macelli, 8 allevamenti, 8 aziende alimentari di carne di cane, 4 centri di smistamento e 3 grandi mercati all’ingrosso di animali vivi.  In ogni fase, gli investigatori hanno riscontrato un traffico caratterizzato da comportamenti criminosi ed estrema crudeltà, con gravi violazioni delle leggi vigenti in materia di sicurezza alimentare; mentre gli operatori del settore sono stati molto diffidenti e riservati. Irene Feng, Responsabile del progetto Cani e Gatti di Animals Asia, ha aggiunto: “Un’industria legale con pratiche commerciali corrette non dovrebbe temere né controlli né i media. Tuttavia, durante le nostre indagini, la sensibilità e la sfiducia nell’attività erano costanti a ogni anello dell’intera catena di produzione, dall’allevamento, al trasporto, dalla macellazione alla vendita diretta: praticamente in ogni aspetto illecito che caratterizza questo commercio.  Per motivi di ordine pubblico, sicurezza alimentare e salute pubblica, la gente deve conoscere la verità che si nasconde dietro la carne che finisce in tavola, osservando scrupolosamente le leggi del proprio paese.”
 
GEA PRESS
10 GIUGNO 2015
 
Tailandia – Piccola scimmietta, abbraccia la madre uccisa dai bracconieri

 
Un grave atto di bracconaggio portato a compimento nella foresta di Tham Chao, nella provincia tailandese di Sukhotai.Il cacciatore di frodo è stato scoperto in flagranza dai Rangers del Department National Park. Aveva appena ucciso una femmina di Macaco rhesus. Aggrappato al povero animale, vi era il suo piccolo in cerca di calore e protezione.
Secondo la Wildlife Friends Foundation Thailand non sarebbe questo il primo caso di bracconaggio contro i macachi che vivono nelle foreste del paese.  Gli animali adulti, una volta uccisi, vengono venduti per il mercato della carne, mentre per i piccoli vi sono ad aspettarli i trafficanti di pets. Secondo l’ONG, i bracconieri non sono specificatamente indirizzati all’uccisione delle scimmie. Una volta entrati nella foresta, infatti, possono sparare contro qualsiasi cosa si muova.Al bracconiere ora arrestato, sono stati sequestrati un fucile, attrezzatura per il bracconaggio e diversi animali appartenenti a più specie tipiche dei boschi.
Il piccolo Macaco, subito recuperato dai Rangers del DNP, è stato trasferito in un Centro di recupero per la sua riabilitazione e, si spera, liberazione in natura. Un’impresa particolarmente difficile, visto che si tratta di animali spiccatamente sociali e dalle lunghe cure parentali.
 
L’NDRO
10 GIUGNO 2015
 
I diritti degli animali in Russia Un adolescente che infila un gatto in lavatrice è solo uno degli ultimi inquietanti episodi
 
Mosca - Nell’ultimo mese il gatto russo di nome Magway ha provocato una protesta a livello internazionale a causa della sua apparizione in un videoclip sul web. All’inizio del video si vede il felino terrorizzato mentre guarda fuori dalla lavatrice chiusa, i suoi padroni che ridacchiano sullo sfondo. L’acqua inizia a riversarsi nel cestello e i versi dell’animale si fanno convulsi, il gatto inizia ad agitarsi e dimenarsi mentre si sentono i padroni spanciarsi dalle risate.Il video è diventato rapidamente virale, provocando le reazioni rabbiose degli utenti del web di tutto il mondo. Una petizione on line per punire i padroni dell’animale ha raggiunto più di 7.600 firme nel giro di cinque giorni.Secondo le dichiarazioni dell’agenzia di stampa statale (TASS) del 2 giugno, il Pubblico Ministero della città di Magnitogorsk (regione di Chelyabisnk) ha assicurato di aver esaminato il video per accertare eventuali scene di violenza sugli animali. Pochi giorni fa le autorità locali hanno iniziato un’indagine criminale contro uno dei padroni di Magway – la diciannovenne Dinara Iskulova. In realtà, l’indagine non si basa sul maltrattamento del gatto, ma su un caso di presunto abuso minorile riguardante un altro video caricato sul web dalla Iskulova. In questo video si sentono delle grida provenire da un tappeto arrotolato. Mentre degli adulti calciano il tessuto che si contorce, le urla si fanno più acute. Infine il tappeto si srotola rivelando un bambino singhiozzante – il corpo avvolto da nastro adesivo legato stretto.
“Grazie alle prove raccolte durante l’indagine è stato aperto un procedimento per tortura su minore” ha dichiarato il rappresentante degli investigatori locali sul sito di notizie Chelyabinsk.ru. La causa penale è ancora in corso. Non fosse stato per la disavventura di Magway, le terribili immagini del bambino avrebbero potuto passare inosservate alle autorità. Tuttavia, perseguire la Iskulova per violenza sugli animali potrebbe rivelarsi un percorso in salita a causa della scarsa legislazione russa su questo tema.
Legislazione Russa
Nel Codice Penale Russo, il crimine di violenza sugli animali viene definito approssimativamente includendo solo i casi di morte o ferimento dell’animale «con motivazioni dolose o venali, mediante l’uso di metodi sadici, o in presenza di minori». Una condanna per violenza sugli animali può arrivare fino a un massimo di 80.000 Rubli (circa 1.280 Euro) o a un massimo di sei mesi di prigione. La stessa condanna, se imputata a un gruppo organizzato può andare dai 100.000 ai 300.000 Rubli, o fino a due anni dietro le sbarre.Finché il gruppo a sostegno del rispetto sugli animali Big Hearts Foundation continuerà a farsi sentire, significa che queste misure sono dolorosamente inadeguate. «L’articolo è abbastanza esauriente da proteggere tutte le specie animali, ma il contenuto ha delle restrizioni sulla sua applicazione» scrive il gruppo in una dichiarazione sulla legislazione russa. «La crudeltà non viene definita, ci si riferisce solamente a due potenziali conseguenze, vale a dire ferimento o morte dell’animale. Questi episodi vengono catalogati per legge secondo uno dei tre seguenti casi: violenza causata da motivi dolosi o venali; utilizzo di metodi definiti sadici; presenza di minori. Ciò impedisce di perseguire l’abuso sugli animali nel 99% dei casi».Un’altra misura del Codice Civile Russo estende le norme che regolano il diritto di proprietà agli animali, seppur aggiungendo che l’esercizio di tale diritto deve essere applicato nel rispetto del benessere dell’animale. «Secondo il relativo articolo del Codice Civile Russo le norme generali che regolano la proprietà si applicano anche agli animali. Ciò significa che vengono classificati come oggetti inanimati dal sistema legislativo statale e che nessuna attenzione sembra essere rivolta alla loro senzienza» scrive la Big Hearts Foundation.Ma la preoccupazione riguardante la legislazione vigente non riguarda solo il regno delle organizzazioni locali e degli attivisti. Oleg Lebedev, legislatore federale e membro del Partito Comunista, ha abbozzato una proposta di legge all’inizio dell’anno, proponendo sostanziali aumenti nelle pene per violenza sugli animali, come riporta l’agenzia di stampa Izvestia il 16 maggio. Secondo l’emendamento, la pena per una condanna individuale dovrebbe salire a 160.000 Rubli o fino a un anno di prigione. I gruppi organizzati invece, sempre grazie a questo emendamento, potrebbero dover affrontare fino a quattro anni di custodia cautelare.Lebedev ha addotto la sua preoccupazione nei confronti dei cacciatori di cani – i vigilantes che avvelenano in massa i cani randagi per eliminarli dalle strade – e la mancanza di attenzione pubblica verso il problema della violenza sugli animali, quali ragioni per rinforzare la legge vigente. Tuttavia, non è chiaro quando l’emendamento verrà considerato dalla Duma, il Consiglio Federale Russo. Da parte sua, la Big Hearts Foundation – costituita per ridurre il numero di animali domestici abbandonati o randagi in Russia, ma che ormai si dedica alla lotta contro le crudeltà subite da un vasto range di specie – ha fatto pressione sul Consiglio Federale Russo affinché consideri una legislazione più ampia sui diritti degli animali, che comprenda leggi anti-crudeltà e leggi sulle specie esotiche.
Non solo animali domestici
Il problema della scarsa legislazione Russa va ben oltre gli animali domestici. Secondo quanto riporta Big Hearts Foundation in un comunicato stampa, in maggio una donna di Perm, Russia, si trovava su una ruota panoramica quando ha scorto un beluga galleggiare in una vasca sudicia poco più grande del corpo stesso dell’animale. Tre giorni dopo, la signora è tornata sulla ruota panoramica scoprendo che il cetaceo vessava ancora nelle stesse condizioni. Il tanfo nei pressi della vasca lasciava intuire che l’acqua non fosse stata cambiata da diverso tempo. In un caso simile di alcuni mesi fa, dei gruppi di sostegno hanno chiesto alle autorità di Mosca di verificare che nel centro abusivo Stalin-era All-Russian Exhibition Center due orche fossero tenute illegalmente in vasche sudice. Big Hearts Foundation ha inviato una richiesta esortando il Pubblico Ministero ad accertare le pessime condizioni nelle quali vivono le due orche. Cionostante, a causa della legislazione Russa vigente, non è possibile intervenire.«Come previsto, i funzionari governativi hanno citato la mancanza di leggi/norme che dovrebbero condannare ciò che sta succedendo nel acquario di Mosca» commenta l’organizzazione in una nota. L’assenza di una legislazione a protezione degli animali sufficientemente chiara e incisiva viene pagata con le vite di gatti, cani, cetacei e molte altre specie, ma un legislatore attento e una popolazione indignata possono cambiare molte cose.In un intervista a LifeNews, probabilmente per rispondere alla forte indignazione pubblica,  la Iskulova, padrona di Magway, ha ribadito che lei e i suoi amici non stavano facendo nulla di male –  la loro decisione di mettere il gatto in lavatrice sarebbe stata una misura disciplinare ragionevole vista la scarsa igiene personale dell’animale.Traduzione di Manuel Marini
 
LA ZAMPA.IT
10 GIUGNO 2015
 
Il veterinario salva una mucca incinta e investita da un’auto
Grazie a un intervento chirurgico di emergenza in mezzo alla strada, mamma e vitellino stanno bene
 
Giulia Merlo
 
La mucca sanguinava copiosamente, dopo essere stata investita da una macchina in mezzo a una delle strade principali di Bangalore, in India. L’animale era incinta e rischiava di perdere anche il vitellino che portava in grembo, se non fosse stato per l’intervento di un veterinario. L’uomo, che passava di lì per caso, non ha esitato a praticare un difficile intervento chirurgico di tre ore in mezzo alla strada. Così ha salvato la vita alla povera mucca, che altrimenti non sarebbe sopravvissuta all’incidente. La dinamica dell’investimento è stata chiarita dagli altri automobilisti, che hanno raccontato che due mucche hanno provato ad attraversare la strada trafficata, alle 21 di sabato. Tutti si sono fermati per farle passare, ma una macchina ha accelerato, investito uno degli animali e poi è sgommata via. «Io ero in bicicletta con un amico. Quando ho visto cosa era successo gli ho detto di chiamare aiuto, mentre io ho inseguito la macchina urlando al guidatore di fermarsi. Lui però non ha rallentato fino a che non gli ho tagliato la strada. Sono riuscito a prendere il suo numero di telefono e il suo numero di patente, poi lui si è dileguato», ha raccontato un testimone. Intanto la mucca stesa in mezzo alla strada sanguinava e aveva tagli profondi nella parte destra del corpo. Intorno a lei si era radunata una gran folla tra cui, fortunatamente, anche un veterinario. Alcuni studenti di odontoiatria in bicicletta sono corsi al vicino ospedale per prendere dei flaconi di anestesia locale e un kit per le suture per il dottore. La folla, invece, ha fatto luce al veterinario con i propri cellulari. Tutte le persone hanno aiutato come potevano, portando acqua per lavare le ferite e bende per tamponarle. «A prima vista ho potuto dire che la mucca era incinta e che aveva perso circa due litri di sangue. Ero impreparato a fare l’intervento e non avevo i miei strumenti di lavoro, ma per fortuna gli studenti mi hanno portato un kit per suturare e una anestesia locale.Non volevo rischiare di usare quella totale per non mettere in pericolo il vitellino». Quando ha iniziato ad operare, il medico si è reso conto di aver bisogno di aiuto e ha telefonato a un collega, che lo ha subito raggiunto. L’operazione è durata quasi tre ore ma la mucca si è salvata e anche la gravidanza non si è interrotta. Il guidatore dell’auto pirata, invece, è stato identificato e sosterrà i costi del trattamento e della riabilitazione dell’animale.
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
10 GIUGNO 2015
 
Prima notte in un letto per il cane cresciuto alla catena
Il cane aveva vissuto sempre all’esterno, con una catena al collo. Ora ha una casa
 
Giulia Merlo
 
Il Pit Bull Doc ha finalmente passato la sua prima notte su un letto, dopo una vita all’aperto, incatenata.«Ha dormito tutta la notte e gli è piaciuto moltissimo avere una casa, anche se solo per una notte», ha raccontato Jason Cooke, il volontario dell’«Animal Chrity of Ohio» che lo ha accudito temporaneamente. La mattina dopo il cane è stato portato a una trasmissione della televisione locale, nella speranza di trovargli una famiglia.Doc è una dei cinque cani trovati incatenati e denutriti fuori da una casa in Ohio circa un anno fa. Le condizioni dei cani erano subito sembrate gravi e gli ispettori li avevano immediatamente portati via. Il padrone, però, si era rifiutato di rinunciare ai suoi diritti legali sui cani mentre il processo era in corso e quindi gli animali non avevano potuto essere adottati. Per questo i cani sono stati dati solo in affidamento fino a che, in maggio, il padrone non è stato condannato per maltrattamento di animali. I quattro compagni di Doc hanno già trovato una famiglia, mentre lei non è ancora stata fortunata. «Doc vuole le coccole, adora gli animali di peluches e camminare», ha detto la presidente dell’«Animal Charity Ohio», che spera di trovare presto qualcuno che la prenda con sè. 
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GEA PRESS
10 GIUGNO 2015
 
Parlamento Europeo – Rinviato il voto sul TTIP
L'Enpa: sfruttare lo stop per valutare criticità del negoziato anche per gli animali.
 
“Il rinvio del voto sulla risoluzione relativa alla trattativa sul TTIP, il Transatlantic Trade and Investment Partnership, in programma per oggi al Parlamento Europeo in seduta plenaria, deve essere un’occasione preziosa per valutare tutti i rischi, i problemi e i nodi critici che il negoziato attualmente in corso con gli Stati Uniti comporta“.Così l’ENPA commenta il rinvio del voto su un tema che aveva sollevato notevole perplessità anche per il possibile mancato rispetto delle conquiste europee in tema di benessere animale fatte (vedi articolo GeaPress).“Ad oggi – ha dichiarato la consigliera nazionale di Enpa, Annamaria Procacci – sono numerosi gli aspetti preoccupanti che abbiamo portato all’attenzione degli eurodeputati italiani con una lettera, in quanto il TTIP investe non solo la vita delle persone, ma anche quella degli animali, soprattutto quelli reclusi negli allevamenti“. Secondo Annamaria Procacci “a nessuno può sfuggire l’impostazione tanto diversa tra Usa e UE in materia di benessere degli animali, o, in materia di sperimentazione: non vogliamo che gli standard conquistati dall’Europa con decenni di battaglia civili siano abbattuti in nome del mercato e di una presunta equivalenza delle regole. Continueremo a far sentire la nostra voce, a livello sia europeo che nazionale, consapevoli che l’Europa è stata costruita e vive su forti valori comuni, che non possono essere rimossi senza danneggiare il fondamento stesso della nostra identità: sostenibilità, ambiente, rispetto per gli altri esseri viventi, fanno ormai parte dell’”anima europea“».
 
NEL CUORE.ORG
10 GIUGNO 2015
 
MUMBAI, AL BANDO ENTRO L'ANNO LE TRADIZIONALI "VICTORIAS"
Un successo per cavalli e passanti, dice Peta India
 
Molte associazioni animaliste, come la Peta indiana e la PFA, hanno applaudito la decisione dell'alta corte di Mumbai di eliminare le "vittorie", ossia le carrozzelle trainate da cavalli, che rappresentano un vero pericolo per gli animali e per i passanti. Il divieto sarà operativo entro un anno.
"E' un bel traguardo per tutti – dice, soddisfatto Manilal Vallyiate, direttore per gli Affari veterinari di Peta India – i cavalli non dovranno più portare pesi eccessivi in giro per Mumbai e anche i passanti non rischieranno più la vita a causa dei carretti e degli incidenti che causano di continuo per le nostre strade". Esultano gli animalisti che denunciavano da anni la crudeltà del mondo delle botticelle indiane.
 
CORRIERE.IT
10 GIUGNO 2015
 
Non lo lascerete più solo: ecco cosa fa il cane quando il padrone esce di casa
Il proprietario ha attaccato al collare un telecamera
 
La maggior parte dei proprietari da per scontato che quando escono di casa, il loro cane si mette a dormire o guarda gli scoiattoli dalla finestra. Be’ non è proprio così. Come dimostra il curioso esperimento fatto da Mike, un utente di YouTube, che ha deciso di mettere una telecamerina GoPro sull’amico a quattro zampe per capire cosa fa quando esce di casa. Non appena Mike esce dalla porta, il suo cane diventa incredibilmente ansioso.Guaisce, fissa la porta, corre da una finestra all’altra, si mette davanti all’uscio.
VIDEO
 
GEA PRESS
11 GIUGNO 2015
 
Monza Brianza – Setter sott’acqua con una pietra la collo
 
 
 
Il corpo di un cane Setter che traspare tra le acque melmose del canale Villoresi, in provincia di Monza Brianza. Dopo un primo tentativo di recupero, si è dovuti ricorrere ai  Vigili del Fuoco che, in zona Comasina Villagio dei Giovi, hanno prelevato il povero animale.
Il cane sarebbe risultato legato, tramite una corda, ad una grossa pietra. L’esame autopico chiarirà l’eventuale presenza di acqua nei polmoni ed in tal maniera sarà possibile stabilire se il cane è morto annegato piuttosto che gettato in acqua già deceduto. Si trattarebbe di una giovane femmina di Setter che, a quanto sembra, era fornita di microchip. Nel caso si dovrà accertare se l’eventuale proprietario aveva fatto denuncia di smarrimento.
Più persone, intato, stanno segnalando la possibile presenza del cane nei luoghi già nei giorni antecedenti, ma di fatto , fino ad ora, nulla è possibile dire sulla storia del povero animale.
Sul caso è stato pure creato un gruppo facebook  con lo scopo di raccogliere più informazioni possibili a rintracciare il responsabile di un gesto così criminale.
 
NUOVA BRIANZA
12 GIUGNO 2015
 
Cane annegato nel Villoresi: parla la signora che ha avvisato i pompieri

 
Ore 14 di un brutto giovedì nonostante il sole e il caldo. Una telefonata arriva ai vigili urbani di Limbiate. Marisa Mineo ha appena visto su Facebook una notizia sconvolgente. Un cane giace morto nelle acque del canale Villoresi con una pietra al collo. Senza pensarci afferra il telefono e chiama i gli agenti di Polizia locale. “Al Ponte Villoresi, in zona Comasina, villaggio dei Giovi – dice agitata – c’è un cane morto con una pietra al collo. Se volete mio marito che è un rocciatore è disposto a darvi una mano per recuperare il cane”. I vigili in maniera molto professionale dissuadono la donna dall’inviare sul posto il consorte e assicurano che avrebbero provveduto loro. Così è stato.
IL RITROVAMENTO DEL CANE – La donna però non si accontenta della telefonata e invia marito e figlia lungo il canale. “Nel frattempo, mia figlia e mio marito sono andati a cercare subito il posto del fattaccio e il tempo che ci hanno messo per percorrere la strada a piedi (circa 2 chilometri) è stato sufficiente per i pompieri a tirare su la povera bestia. Quando sono arrivati era già tutto finito. Stamattina (venerdì ndr) ho fatto una serie di telefonate per capire dove sia finito l’animale. Solo i Vigili di Paderno (che se ne sono occupati) hanno saputo dirmi che ora il cane è in mano ad un loro incaricato per le indagini. Chiamerò nuovamente i Vigili del fuoco per parlare con le persone che hanno tirato su il cane”.
LA CATENA DI RABBIA PER L’UCCISIONE DEL CANE – Una delle tante notizie di questi giorni di animali abbandonati ed uccisi. Ma Tiziana Nespola, una volontaria di Croce Rossa di Monza che nei ritagli di tempo da ambulanze e lavoro si dedica anima e corpo ad aiutare cani e gatti, non ci sta. Si mette in contatto con il giro degli animalisti. Viene formato un gruppo Facebook “Giustizia per la setterina di Limbiate” che in poco tempo raccoglie migliaia di adesioni. Gli aderenti lanciano un appello affinché qualcuno che ha visto qualcosa si rivolga a loro per risalire agli autori del folle gesto. L’appello si chiude con un monito per far sapere a chi “ha figli che esistono persone crudeli”. Tiziana insiste telefona, chiama scrive ci contatta. In 12 ore la pagina di nuovabrianza.it viene invasa di commenti, alcuni anche inferociti contro l’autore o gli autori del gesto. Oltre 10mila persone leggono la notizia e vogliono sapere. La gente della Brianza si mobilita. L’Asl viene tempestata di telefonate, i vigili urbani pure. Poi si scopre che i resti del setter femmina ora sono da un veterinario convenzionato in attesa che dal microchip di riesca a risalire al padrone dell’anime che spieghi la scomparsa.
IL FATTO – Una pietra al collo di un cane legata stretta con una comune corda. Poi gettata nelle acque stagnanti del canale Villoresi in zona Paderno. Così è morto il cane femmina di razza setter di pochi mesi. Quasi un cucciolo.
L’APPELLO – C’è un numero di telefono 349/4046005 chi ha visto o sentito qualcosa può contattare questo numero anche anonimamente
 
MILANO TODAY
11 GIUGNO 2015
 
Incendio a Rozzano: in casa tre cani, due sono mortiGli animali non ce l'hanno fatta e sono rimasti intrappolati dalle fiamme
 
Incendio a Rozzano (MI) in un appartamento di via Degrada al primo piano che, in quel momento, non aveva persone in casa. C'erano però tre pitbull, due dei quali non ce l'hanno fatta.
E' successo nella serata di mercoledì. Sul posto i vigili del fuoco, i carabinieri ed un'ambulanza del 118. L'appartamento è stato dichiarato inagibile. Qualche danno anche nell'appartamento sopra a quello in cui si è sprigionato il fuoco, probabilmente a causa di un cortocircuito in cucina.
 
CORRIERE ADRIATICO
11 GIUGNO 2015

Montegranaro (FM), la Finanza indaga su duecento cani finiti all'estero

MONTEGRANARO (FM)- Dove sono finiti i quattrozampe usciti dal Villaggio del cane di Montegranaro? E' un tema sul quale sta indagando la Guardia di finanza, che nelle scorse settimane ha effettuato un corposo sequestro di documenti relativi alle adozioni effettuate in un lungo periodo, dall'inizio del 2010 all'ottobre del 2014. Un quinquennio durante il quale un numero molto consistente di animali, stimato all'incirca in 200 unità, è stato affidato all'estero. Le adozioni su cui si sta cercando di far luce, in media di una a settimana, sono state effettuate prevalentemente in Germania, ma anche in Austria e Svizzera. Ora, a seguito di una denuncia, è stata avviata un'indagine penale nei confronti di una ex collaboratrice della struttura, allontanata qualche mese fa.
Il lavoro delle Fiamme gialle tenta di fare chiarezza sulle sorti dei cani. Sarebbe stata sempre la stessa persona, con contatti in Germania, a fare da intermediaria per il viaggio all'estero degli ospiti del Villaggio. Stando alla documentazione, diversi affidatari degli animali ricorrerebbero con una certa frequenza, tanto da sollevare qualche dubbio: come facevano gli stessi soggetti a prendersi carico di un numero così cospicuo di cani? Li smistavano a loro volta?
Altro aspetto piuttosto evidente delle adozioni oltralpe riguarda l'età degli adottati. Si tratta nella quasi totalità di soggetti anziani, dai 10 anni in su. Come mai tutta questa cura per i quattrozampe in età avanzata, che difficilmente riescono a trovare un nuovo padrone? Il tema è delicato e non è nu
ovo: in ambito nazionale da tempo provoca divisioni e scontri tra le organizzazioni animaliste. In altre regioni sono già scattate indagini delle Procure e inchieste giornalistiche. 

 
GEA PRESS
11 GIUGNO 2015
 
Savona – Rondone appeso al filo da pesca. Per salvarlo si sono dovuti attendere i “comodi” di un inquilino



Un rondone, avvolto ad un filo da pesca, rimasto appeso ad un edificio. E’ successo a Savona e per liberare il povero animale si è pure ricorsi ai Vigili del Fuoco.
Purtroppo, riporta una nota dell’ENPA savonese, i soccorritori non sono riusciti ad avvicinarsi con la motoscala e per questo i volontari della Protezione Animali sono ricorsi alla collaborazione dei cittadini che si sono resi disponibili all’accesso nei terrazzi. In tal maniera si è tentato di tagliare il filo con una lunga forbice da giardino. Anche in questo caso, però, non si è riusciti ad avvicinarsi al rondone.
Sono così iniziate quelle che l’ENPA definisce estenuanti ed umilianti trattative con  l’inquilino di una abitazione in particolare che non si trovava in casa. In breve, si sarebbe rifiutato di rientrare neppure dietro offerta dei volontari di andarlo a prendere in auto e riportarlo poi indietro.
Infine, passata la notte,  con l’intervento di una Guardia Zoofila dell’ENPA, il “signore” tranquillamente rientrato a casa consentitva  la mattina successiva a lasciare passare i volontari. Si è in tal maniera riusciti a tagliare il filo e recuperare il volatile ormai allo stremo delle forze. Il povero animale è riuscito ancora a planare a terra.
Con le cure probabilmente si salverà ma nelle lunga lotta per liberarsi ha perso molte piume dell’ala imprigionata. Ci vorranno mesi prima che ricrescano fino al punto di consentirgli di volare; non potrà quindi migrare in autunno ed i volontari dell’ENPA lo dovranno accudire per l’inverno, in attesa della primavera o della consegna, come già accaduto, ad una “clinica del rondone” tedesca che organizza in stretta economia (con la collaborazione dei passeggeri di una linea aerea) trasferimenti di questi volatili all’arcipelago di Capo Verde, in Atlantico, da dove in ogni momento possono prendere la scorciatoia per raggiungere i paesi africani d’origine.
Le Guardie Zoofile dell’ENPA stanno valutando la possibilità di denunciare alla Procura della Repubblica il poco sensibile cittadino. 
 
GEA PRESS
11 GIUGNO 2015
 
 
Salerno – Rettili in discarica. Grosso Boa constrictor “sigillato” tra i rifiuti

 
  
Lungo ben due metri e mezzo. Si tratta del Boa constrictonr albino, trovato tra i rifiuti dalle Guardie ENPA di Salerno. Il grosso animale era stato abbandonato all’interno di una  scatola di plastica grande appena 50×50 cm, che era stata pure  sigillata con del nastro adesivo.
Il luogo del rinvenimento è  vicino ad un cumulo di rifiuti a Fuorni, quartiere di Salerno. La segnalazione giunta alle Guardie della Protezione Animali, ha permesso di recuperare l’animale ed effettuare un primo soccorso.
Il grosso rettile presenta una grave infezione alla bocca ed aveva  perso molto sangue. Allertato  il Nucleo Cites di Salerno del Corpo Forestale dello Stato, si è provveduto al trasporto presso un ambulatorio veterinario specializzato. L’ENPA informa di prossimi controlli al fine di potere risalire al proprietario del rettile. La legge, infatti, prevede pesanti sanzioni pecuniarie nel coso di illecita detenzione di tali animali, oltre che ad una denuncia per maltrattamento.
Sul caso vi è però un particolare che la dice lunga sul tempo passato all’interno della scatola. Assieme al rettile è stata  infatti ritrovata la pelle dell’ultima muta. Segno, questo, che lascia supporre una lunga detenzione nella scatola, verosimilmente risalente ad ancor prima dell’abbandono.
“Il commercio di fauna esotica andrebbe vietato – ha commentato il Capo Nucleo della Guardie Alfonso Albero – Nonostante la normativa CITES punisce severamente chi acquista fauna esotica priva di documentazione, i casi di abbandono sono sempre più comuni. Si spera ora in una riabilitazione del Boa che dovrà comunque essere tenuto “prigioniero” in qualche terrario. Ci auspichiamo una crescente etica nei cittadini accompagnata dalla consapevolezza che gli animali nascono per  essere liberi.”
L’Enpa  di Salerno  ringrazia la Polizia Provinciale per l’immediato intervento, la persona che ha segnalato la presenza del serpente e il veterinario che attualmente sta provvedendo alle cure.
 
BLASTING NEWS
11 GIUGNO 2015
 
Animali esotici uccisi ed esposti come trofei: petizione per fermare questa barbarie
Disponibile online una petizione per far sì che venga vietato il trasporto di resti animali come trofei da caccia.
 
Animali esotici, spesso protetti perché in via di estinzione, uccisi brutalmente con attività di bracconaggio, e poi portati via per essere esposti come trofei di caccia. Questa piaga che colpisce numerose specie, non solo non si riesce a fermare, ma negli ultimi anni sta addirittura dilagando, con la moda, diffusasi tra i cacciatori, di scattarsi selfie accanto alle carcasse delle povere bestiole uccise crudelmente. In un solo anno, circa mille rinoceronti sono stati annegati in Sudafrica, mentre il numero degli elefanti è addirittura diminuito del 66% rispetto agli anni precedenti. Senza dimenticare il massacro dei leoni, gli animali più richiesti come trofei da impagliare ed esporre in casa, o appesi al muro. Per questo motivo, per evitare l'ennesimo disastro ambientale, sul web è disponibile una petizione. Stop alla carneficina degli animali esotici, ecco la petizione online Per dire basta a queste stragi e per frenare questa vergognosa "moda", è stata lanciata una petizione online, affinché venga posto il divieto assoluto di trasportare, in qualsiasi parte del mondo, resti di animali uccisi e trasformati in trofei di caccia. La South African Airways è stata la prima compagnia aerea a vietare il trasporto di qualsiasi carcassa di animale trasformata in un oggetto da esposizione. Quest'intervento, però, non è bastato, perché c'è bisogno che anche le altre compagnie che hanno voli collegati con l'Africa, si impegnino per bloccare questo macabro traffico. L'azienda sudafricana chiede a tutti coloro che hanno a cuore il destino di centinaia e centinaia di specie protette, di collegarsi al sito "change.org" per firmare la petizione online che permetta di ampliare il divieto di trasporto di trofei fatti con resti animali anche alle altre compagnie di volo.In particolare, l'invito è rivolto alla Delta Air Lines, una delle aziende più grandi al mondo e, soprattutto, l'unica compagnia statunitense che ha la possibilità di effettuare voli diretti in Sudafrica. Qualora la Delta decidesse di affiancare la South African Airways, bloccando una volta per tutte il trasporto dei resti di animali esotici uccisi dai bracconieri, la orribile abitudine di fare di questi animali dei trofei da esposizione, subirebbe un brutto colpo. Nella petizione online è specificato che questo veto deve essere imposto a tutti, anche a quegli spedizionieri che presentano un permesso rilasciato regolarmente dalle autorità locali. Solo in questo modo, infatti, si potrà evitare la prematura estinzione di tantissime specie di animali esotici, promuovendo invece il cosiddetto "Ecoturismo", cioè i viaggi effettuati verso le riserve naturali africane per ammirare la bellezza dei paesaggi e, soprattutto, dei suoi abitanti che hanno tutto il diritto di vivere serenamente il resto dei loro giorni, senza essere perseguitati e uccisi per soddisfare un crudele hobby. 
 
NEL CUORE.ORG
11 GIUGNO 2015
 
VITTORIALE, CON "ABBAIA-VATE" SI PUO' PORTARE A TEATRO IL CANE
15 spettacoli in omaggio al cinofilo D'Annunzio
 
Gardone (BS) - A teatro con il proprio cane. Al Vittoriale, dimora storica si Gabriele D'Annunzio, si può. La speciale campagna che consentirà agli spettatori di assistere a 15 spettacoli internazionali assieme ai propri animali nell'ambito del festival Tener-amente , si chiama 'AbbaiaVate', un omaggio al grande amore che il padrone di casa nutriva per i cani. Levrieri e alani sempre lo hanno seguito nelle sue residenze, compreso il Vittoriale. Ancora oggi, nei giardini privati del parco monumentale, si può visitare il cimitero dei suoi adorati cani, con le piccole lapidi e il nome di ciascuno scritto in rosso. Nel Museo 'D'Annunzio Segreto', allestito sotto il palco dell'anfiteatro, una bacheca è riservata proprio a collari e guinzagli, documenti autografi e gigantografie del Poeta ritratto con le care bestiole. Né manca una citazione di tanto amore sul Mausoleo, dove da qualche anno le sculture dell'artista milanese Velasco Vitali vegliano, mute, la tomba del Vate.
Per il prossimo autunno la Fondazione diretta da Giordano Bruno Guerri ha poi annunciato la restituzione al pubblico dei "canili" di d'Annunzio: vere e proprie casette in muratura, in alcuni casi a più piani, collocate in un'area lungo il Viale di Aligi finora non accessibile ai visitatori. E' quindi fortissimo e con radici antiche il legame tra il Vittoriale e i cani, da cui nasce il progetto che, in collaborazione con uno sponsor, per tutta la durata del Festival non solo promuoverà l'accesso ai cani e ai loro padroni, ma garantirà loro un'accoglienza speciale, con ciotole per l'abbeveraggio, snack e altri speciali servizi offerti ai visitatori che si presenteranno con il proprio animale.
 
IL TIRRENO
11 GIUGNO 2015
 
A Orbetello (GR) cani ammessi ma solo se vaccinati
Il Comune lagunare limita i numeri: sulla battigia soltanto un esemplare per proprietario di Alfredo Faetti
 
ORBETELLO (GR). La fortuna di Orbetello è di avere molte spiagge e piuttosto vaste. Pensiamo alla Giannella, per esempio. In spazi tanto grandi è stato semplice allestire delle dog beach, in cui i cani possono passeggiare tranquilli e farsi pure un bel bagno in mare. Una tradizione che dura ormai da anni e che viene confermata per questa stagione 2015. L’articolo 7 dell’ordinanza che disciplina le attività balneari infatti prevede un intero articolo sulla materia, anche se ci sono delle diversità rispetto a tutti gli altri comuni della Maremma.Una curiosità su tutti: per portare il proprio amico peloso sulla battigia occorre portarsi dietro tutta la sua documentazione. Lo dice il documento approvato a inizio settimana: «potranno accedere alle spiagge del Comune di Orbetello, individuate da apposita ordinanza sindacale, esclusivamente i cani che siano regolarmente iscritti all’anagrafe canina e/o che possano dimostrare, anche nel caso di animali provenienti dall’estero, di essere in regola con le vaccinazioni, nonché siano esenti da infestazioni di pulci, zecche o altri parassiti». Non solo: è consentito «l’accesso di un solo cane per ciascun proprietario». Chi ne ha due, insomma, o ne sceglie uno oppure va altrove.Per il resto, Fido può andare tranquillamente sia nelle bau beach sia negli stabilimenti balneari autorizzati, ma solo se di taglia piccola (massimo dieci chili), purché ci venga condotto con il guinzaglio senza disturbare i bagnanti. Ma c’è anche un’altra curiosità sull’ordinanza orbetellana, che non ha voluto lasciare nulla all’interpretazione: «vietato l’accesso ai cani con sindrome aggressiva e femmine in periodo estrale».
 
GREEN ME
11 GIUGNO 2015
 
Vacanze con gli animali: i 10 consigli del veterinario per partire con cani e gatti
 
Non abbandonate mai gli animali domestici prima di andare in vacanza: portateli in viaggio con voi (o cercate altre soluzioni, come le pensioni. Cani, gatti e altri animali domestici vi tengono compagnia tutto l'anno e potranno trascorrere con voi senza problemi anche le vacanze, se seguirete alcuni accorgimenti.Se state programmando le vacanze con i vostri amici a quattro zampe, vi potranno essere utili i consigli di Marco Melosi, presidente dell'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi). Secondo gli ultimi dati disponibili, saranno oltre 2 milioni gli animali domestici in viaggio durante l'estate 2015. Partiranno con i loro proprietari quasi un terzo dei cani, mentre secondo le stime i gatti che seguiranno la loro famiglia in vacanza saranno di meno. I mezzi di trasporto più utilizzati per partire con gli animali domestici saranno macchina, treno, nave e aereo. Proprio chi parte con i mezzi di trasporto pubblici dovrà ricordare di seguire alcune regole.
1) Viaggi in treno, nave o aereo
Per quanto riguarda i viaggi in treno, in nave o in aereo, ricordate che le regole per il trasporto degli animali domestici possono variare da una compagnia all'altra. Tutti i treni ad alta velocità consentono il trasporto di animali domestici.
2) Passaporto sanitario europeo
Sarà la prima cosa a cui dovrete pensare se avete in programma un viaggio fuori dall'Italia. Va richiesto almeno un mese primo della partenza e va accompagnato dalle relative vaccinazioni, in particolare quella anti-rabbica. Per i viaggi fuori dall'Europa, l'esperto consiglia di visitare il sito dell'Ambasciata del Paese di destinazione per sapere cosa serve, soprattutto per quanto riguarda la profilassi contro filaria e leishmaniosi nelle zone a rischio.
3) Viaggio in auto
Il codice della strada prevede l'obbligo di trasportare il cane separato dall'abitacolo attraverso l'apposita rete, mentre per i gatti, o i furetti o altri animali sono previsti gli appositi trasportini.
4) Fare piccoli tragitti di prova
Secondo il veterinario, è sempre rischioso far fare un lungo viaggio agli animali che non sono abituati, dunque occorre prepararli prima con piccoli tragitti di prova per ridurre la paura e i problemi di nausea.
5) Fare pause durante il viaggio
Questo consiglio riguarda soprattutto i viaggi in auto. Il veterinario consiglia di fare delle pause ogni 2 o 3 ore, visto che farà bene anche a noi stessi. Ci si può fermare anche più spesso a seconda delle esigenze degli animali.
6) Partenza a stomaco vuoto
Il veterinario consiglia di portare sempre con sé dell'acqua fresca per gli animali durante il viaggio. Per evitare problemi di nausea, la partenza dovrebbe avvenire a stomaco vuoto o dopo un pasto molto leggero da somministrare un'ora prima di mettersi in viaggio.
7) Trovare lo studio veterinario più vicino
E' bene sapere, anche in anticipo, dove si trova lo studio veterinario più vicino nel luogo in cui trascorrerete le vacanze, così saprete a chi rivolgervi in caso di emergenza. Per trovare i medici veterinari più vicini, potrete consultare il sito web Anagrafe Strutture Veterinarie, dove inserire il Cap.
8) Spiagge aperte ai cani
Prima di partire informatevi su quali sono le spiagge adatte ai cani ma, come consiglia il veterinario, evitate le ore più calde per frequentarle e preferite il mattino e il tardo pomeriggio. Bagnate spesso il cane per evitare il colpo di calore.
9) Abituare i gatti ai viaggi o lasciarli a casa?
I gatti non amano molto gli spostamenti e vanno abituati ai viaggi. Secondo l'esperto, se il vostro gatto non è abituato ai viaggi, l'idea migliore è quella di lasciarlo a casa con l'aiuto di qualcuno che vada a cambiare le ciotole. Ci sono anche distributori automatici di cibo e sistemi per controllare da remoto l'animale, come webcam e app per lo smartphone.
10) Visita veterinaria prima di partire
Da non dimenticare, la visita veterinaria prima di partire per le vacanze per essere sicuri che gli animali domestici siano in salute e per verificare se sia o meno necessario portare con sé medicinali o alimenti specifici in vacanza. Marta Albè
 
GEA PRESS
11 GIUGNO 2015
 
CACCIA, RICHIAMI VIVI – La Camera si autoassolve
Il Movimento 5 Stelle: avevamo chiesto la totale abolizione
 
E’ passata alla Camera dei Deputati la modifica della legge 157/92 (legge sulla caccia) nella parte che disciplina i cosiddetti “richiami vivi”. Per l’Italia, infatti, si era palesato lo spettro della procedura d’infrazione.La Legge Europea, ieri votata, consentirà comunque l’anocronistica cattura degli uccelli in uso in taluni ambienti venatori, ma secondo quanto consensito dalla Direttiva Europea del 2009.Dopo la votazione di ieri, ha riferito una  nota del Movimento 5 Stelle, non si avrà più la procedura d’infrazione anche se la richiesta del movimento politica era stata diversa.
“Avremmo voluto che questa fosse l’occasione per mettere finalmente la parola fine alla pratica anacronistica e crudele dei richiami vivi nel nostro Paese – ha dichiarato Chiara Gagnarli, deputata del Movimento Cinque Stelle, da sempre in campo per la tutela e il benessere degli animali -  Per questo abbiamo ripresentato la nostra proposta emendativa di modifica della legge 157/1992 alla legge europea votata ieri alla Camera. Questa modifica non ha trovato il consenso dell’Aula, ma oggi siamo comunque soddisfatti per la chiusura della procedura di infrazione europea. Ci auguriamo che questo sia lo sprone affinché il Governo si faccia promotore di una revisione della normativa che vada nella direzione reale della tutela degli animali, anche considerando le alternative ai richiami vivi offerte oggi dalla tecnologia. Noi comunque andremo avanti per proporre l’abolizione totale del loro uso, in tutte le occasioni che ci saranno concesse dal Parlamento”.
 
GEA PRESS
11 GIUGNO 2015
 
Trento – Aggressione orso. Il Presidente della Provincia: si adotteranno le stesse procedure di Daniza
Parla la persona ferita (video l'Adige): quell'orso è troppo pericoloso
 
“Le decisioni che adotteremo saranno basate sullo stesso principio adottato lo scorso anno in agosto quando si verificò l’altra aggressione”.  Lo ha riferito il Presidente della Provincia di Trento Rossi, quando ancora era in corso la videoconferenza di stamani con il Ministero dell’Ambiente ed i tecnici dell’Ispra. Il Presidente della Provincia non la nomina mai, ma il riferimento all’altra aggressione, è quella dell’orsa Daniza (nella foto della Provincia di Trento).Ieri pomeriggio, come è noto, si è registrata una l’aggressione nei pressi di Cadine (vedi articolo GeaPress) . “Di fronte ad un fenomeno che è dentro le logiche naturali – ha spiegato Rossi – si valuta la gravità e prima viene la vita e la sicurezza delle persone e poi viene la conservazione della natura“.Il riferimento del Presidente della Provincia a quanto già adottato nel caso Daniza è fin troppo esplicito: “Lo scorso anno, dentro le regole di cui disponiamo – ha aggiunto Rossi -  abbiamo applicato lo stesso principio“.Una scelta che scatenò un mare di polemiche alle quali fecero seguito quelle relative alla morte dell’orsa dopo un tentativo di cattura finito male. Rossi, però, si assume tutte le responsabilità sia in merito all’intervento passato, che su quelli che verranno. Anzi, a proposito dell’intervento su Daniza, Rossi accusa la non molta solidarità che avvertì in quella occasione.
“Quello che noi possiamo fare – ha aggiunto Rossi – in relazione alle regole è scritto e ve lo leggo. Nel momento in cui un orso attacca senza essere provocato si possono adottare tre provvedimenti: cattura con rilascio e radiocollaraggio, cattura con captivazione, abbattimento. L’ordinanza dello scorso anno diceva esattamente questo. Io mi sono preso questa responsabilità assieme alla mia giunta l’anno scorso e siamo pronti ad assumerla anche quest’anno. Per assumersi questa responsabilità è necessario però identificare e riconoscere l’esemplare responsabile dell’aggressione. Questo è quello che faremo. La videoconferenza con Ministero e ISPRA che è in corso in questo momento serve proprio per condividere questa procedura a livello centrale. Però siamo pronti a prenderci responsabilità in via autonoma ma vogliamo evitare che qualche organo centrale, sulla base di informazioni scorrette, possa fare rilievi, come lo scorso anno. Anche questa volta la cattura di un orso ha dei rischi come per l’evento infausto dell’anno scorso. L’altra volta abbiamo assistito ad un mettere in croce persone e istituzioni rispetto a quella decisione. Noi quei rischi ce li prenderemo anche quest’anno. Abbiamo le regole e le abbiamo sempre utilizzate e le utilizzeremo fino in fondo. Quanto al cambiarle, già lo scorso anno la Provincia di Trento ha formalizzato ciò che ho sentito dire in quest’aula, e che condivido, sulla necessità di modificare alcune regole del progetto. Il progetto del 1993 non prevedeva un numero massimo, noi stiamo chiedendo di definire modalità che vadano oltre a quelle che abbiamo per cercare di modificare ciò che è possibile, compreso la riduzione del numero degli orsi. Le decisioni le abbiamo prese e difese, talvolta un po’ troppo soli.”Rossi, anche in questo caso, non fa riferimento a quale organo centrale possa fare rilievi come nel caso di Daniza. Forse potrebbe essere il Corpo Forestale dello Stato il quale, dopo la tragica conclusione della tentata cattura di danizà, emanà un comunicato molto duro sugli interventi intrapresi.Intanto il quotidiano L’Adige ha diffuso una video intervista a Wladimir Molinari, la persona aggredita ieri pomeriggio in compagnia del suo cane. “Ho sempre sostenuto l’orso – ha riferito Molinari al giornalista che gli aveva chieso un suo parere sul progetto di reintroduzione – Minimo lo devono catturare, è troppo pericoloso“.
VIDEO
 
NEL CUORE.ORG
11 GIUGNO 2015
 
L'ORSO IN TRENTINO, ROSSI: "PRIMA LA SICUREZZA DELLE PERSONE"
"La conservazione della natura viene dopo"
 
''Prima viene la vita e la sicurezza delle persone, poi la conservazione della natura''. Lo ha detto il Presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, intervenendo in mattinata in Consiglio provinciale sul caso dell'uomo aggredito ieri da un orso mentre faceva jogging nei boschi a Cadine, paese vicino Trento. ''Siamo di fronte – ha affermato - ad un episodio molto grave rispetto al quale non è opportuno fare strumentalizzazioni. Le decisioni che adotteremo saranno basate sullo stesso principio adottato lo scorso anno in agosto quando si verificò l'altra aggressione (il caso dell'orsa Daniza ndr): di fronte ad un fenomeno che è dentro le logiche naturali si valuta la gravità e prima viene la vita e la sicurezza delle persone e poi viene la conservazione della natura''. Rossi ha ricordato quali sono le ''regole'' in caso di aggressione da parte di un orso. ''Nel momento in cui un orso attacca senza essere provocato si possono adottare tre provvedimenti: cattura con rilascio e radiocollaraggio, cattura con captivazione, abbattimento. L'ordinanza dello scorso anno diceva esattamente questo. Io mi sono preso questa responsabilità assieme alla mia giunta l'anno scorso e siamo pronti ad assumerla anche quest'anno''
''Per assumersi questa responsabilità - ha detto ancora il presidente della provincia autonoma di Trento - è necessario però identificare e riconoscere l'esemplare responsabile dell'aggressione. Questo è quello che faremo. La videoconferenza con Ministero e ISPRA che è in corso in questo momento serve proprio per condividere questa procedura a livello centrale. Però siamo pronti a prenderci responsabilità in via autonoma ma vogliamo evitare che qualche organo centrale, sulla base di informazioni scorrette, possa fare rilievi, come lo scorso anno. Anche questa volta la cattura di un orso ha dei rischi come per l'evento infausto dell'anno scorso''.
''L'altra volta – si è lamentato Rossi - abbiamo assistito ad un mettere in croce persone e istituzioni rispetto a quella decisione. Noi quei rischi ce li prenderemo anche quest'anno. Abbiamo le regole e le abbiamo sempre utilizzate - ha concluso - e le utilizzeremo fino in fondo. Quanto al cambiarle, già lo scorso anno la Provincia di Trento ha formalizzato ciò che ho sentito dire in quest'aula, e che condivido, sulla necessità di modificare alcune regole del progetto. Il progetto del 1993 non prevedeva un numero massimo, noi stiamo chiedendo di definire modalità che vadano oltre a quelle che abbiamo per cercare di modificare ciò che è possibile, compreso la riduzione del numero degli orsi. Le decisioni le abbiamo prese e difese, talvolta un po' troppo soli."
 
NEL CUORE.ORG
11 GIUGNO 2015
 
INCONTRO UOMO-ORSO IN TRENTINO, LAV: "PROCEDERE CON CAUTELA"
"Meglio evitare decisioni affrettate"
 
Sul nuovo caso di incontro uomo–orso avvenuto a Cadine (Tn) il 10 giugno è necessario procedere con estrema cautela, allo scopo di evitare decisioni affrettate che potrebbero determinare aggravamento e incrudelimento della situazione. Quella cautela che manca a una parte del Consiglio provinciale, che inneggia al Far West nelle valli istigando ancora una volta i cittadini ad imbracciare il fucile per farsi illegalmente giustizia da sé, con grave rischio sia per la vita degli orsi, sia per quella degli stessi cittadini."Apprezziamo il nuovo corso intrapreso dalla Giunta provinciale – commenta la LAV – che fin dal caso avvenuto a Zambana qualche giorno fa, ha deciso di non assumere provvedimenti lesivi nei confronti di plantigradi. Un approccio teso a riportare il problema nel suo naturale alveo gestionale, che se fosse stato assunto dieci mesi or sono, avrebbe risparmiato la vita di Daniza".Ora è prioritariamente necessario far luce su quanto realmente accaduto a Cadine, perché la stessa presenza del cane potrebbe aver determinato l'esito dell'incontro con l'uomo. Non a caso, nelle aree protette dove le presenze faunistiche sono particolarmente rilevanti viene vietato l'accesso ai cani. Una volta di più emerge chiaramente che ciò che è mancato fino ad oggi è la corretta informazione dei cittadini. Una responsabilità in capo al governo della provincia di Trento, che ora non può più essere disattesa."Attendiamo con interesse l'esito del confronto tra il presidente Rossi ed il Ministro dell'Ambiente Galletti(bene che la Provincia non voglia continuare a fare tutto da sola) – conclude la LAV – dal quale ci aspettiamo che venga riconfermata la decisione di non procedere ad azioni coercitive nei confronti dell'orso, ma a concrete iniziative informative e di prevenzione nel rispetto delle leggi".
 
NEL CUORE.ORG
11 GIUGNO 2015
 
AGGREDITO DALL'ORSO, ENPA: "NO A NUOVO CASO DANIZA IN TRENTINO"
"Il territorio è troppo antropizzato"
 
''Problema vero sta a monte. Il Trentino è un territorio che era stato abbandonato dagli orsi ma si è voluto ripopolarlo. Ma questi episodi dimostrano che in Trentino non ci sono le condizioni per gli orsi''. Carla Rocchi presidente dell'Enpa, Ente nazionale protezione animali, commenta il nuovo caso di aggressione da parte di un orso in Trentino, dove un 45enne è stato aggredito mentre faceva jogging. ''Se l'orso, nella sua infinita saggezza - spiega Rocchi - aveva abbandonato il territorio una ragione ci sarà: evidentemente è un territorio troppo antropomorfizzato, con troppe presenze umane. La Regione, nella sua miopia, ha voluto ripopolarlo con un progetto costosissimo, fondi europei per circa 6 milioni di euro, ma i vari episodi dimostrano che non ci sono spazi sufficienti per un orso. La colpa non è né del poveretto che faceva jogging né dell'orso, che si trova in un territorio che tende a difendere''.
'Se le Regioni - continua la presidente Rocchi - prima di avviare operazioni faraoniche si informassero farebbero un regalo alle tasche dei cittadini, all'incolumità delle persone e alla tranquillità degli orsi, che se ne stavano tanto bene in Slovenia. Evidentemente in Trentino non ci sono le condizioni''. Rocchi conclude con un appello ad evitare un altro caso 'Daniza', l'orsa morta meno di un anno fa in seguito a un tentativo di narcosi a distanza durante la cattura. ''Anche se non mi aspetto grandi cose da una amministrazione che ha agito in questo modo, spero che prevalga la saggezza: mi auguro che non si riapra una caccia all'orso come avvenne con Daniza''.
 
METEO WEB
12 GIUGNO 2015
 
Animali: uomo ferito da un orso a Trento, si cerca il plantigrado
All’alba di oggi, la squadra di emergenza del Corpo forestale della Provincia ha potuto localizzare con precisione il luogo dell’aggressione
 
Il governatore della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, ha firmato ieri in serata un’ordinanza a presidio dell’incolumita’ pubblica dopo l’aggressione di un orso a Cadine, un sobborgo sulla montagna trentina, dove Vladimir Molinari, 45 anni, ha subito gravi lesioni ed e’ ora ricoverato nell’ospedale Santa Chiara. “Primo obiettivo e’ identificare l’animale attraverso una serie di azioni intensive di monitoraggio e di presidio, gia’ in corso, attuate con squadre di agenti della forestale che da questa mattina operano nell’area dell’aggressione, anche a tutela della sicurezza della popolazione che frequenta la zona”, si legge nel provvedimento del presidente Rossi, che ha sentito il ministro Galletti per anticipargli i contenuti dell’ordinanza e confermargli quanto formalizzato dalla Provincia autonoma di Trento lo scorso anno circa la necessita’ di migliorare la normativa vigente e introdurre dei limiti, oggi non previsti, al numero di esemplari presenti sul territorio trentino. All’alba di oggi, la squadra di emergenza del Corpo forestale della Provincia ha potuto localizzare con precisione il luogo del fatto ed appurare che l’aggressione e’ avvenuta senza la minima provocazione da parte della persona attaccata. Si sta valutando se l’aggressione di ieri pomeriggio sia collegata a quella avvenuta alcuni giorni fa nei pressi di Zambana.
 
LA ZAMPA.IT
13 GIUGNO 2015
 
I Forestali cercano l’orso: “Non sarà abbattuto”
Gli ambientalisti chiedono l’intervento di Renzi e accusano il podista aggredito: ha sbagliato lui
 
Maurizio di Giangiacomo
 
TRENTO I Forestali della Provincia di Trento cominciano a «stringere il cerchio» attorno all’orso che mercoledì pomeriggio ha aggredito Wladimir Molinari nei boschi di Cadine. Ma la «rabbia» delle ore immediatamente successive ha lasciato spazio, nelle parole del presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi e dei suoi collaboratori, a una maggiore cautela. All’abbattimento si ricorrerà solo se gli uomini incaricati della cattura del plantigrado si trovassero in pericolo. La Provincia corregge il tiro anche perché, com’era successo l’anno scorso per il caso dell’orsa Daniza, ricercata viva (e catturata morta) dopo che aveva aggredito un cercatore di funghi, ieri sono tornati a farsi vivi gli animalisti, chiedendo addirittura l’intervento del Presidente del consiglio. 
«L’identikit»
Con Wladimir Molinari sempre ricoverato all’ospedale di Trento - i denti dell’orso hanno lambito un’arteria e un polmone - nella zona dell’aggressione ieri sono stati raccolte nuove tracce organiche dell’animale, consegnate subito al laboratorio incaricato d’identificarlo, nella speranza che l’«identikit» corrisponda a quello del plantigrado responsabile dell’assalto ad un altro escursionista avvenuto poche settimane fa a Zambana. Avere non uno, ma almeno due «orsi problematici» sarebbe un bel problema per il presidente Ugo Rossi, che ha comunque già iniziato a lavorare anche in quell’ottica: il 18 giugno incontrerà il ministro per l’Ambiente, per ridefinire il cosiddetto il piano di azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno, ma anche per porre il tema del numero dei plantigradi: in Trentino, anzi, in un terzo del territorio provinciale, ce ne sarebbero almeno 50. 
No al Far West
Nel frattempo, tornano a farsi vivi gli animalisti della Lav, che bollano come «illegittima» l’ordinanza di cattura e abbattimento firmata dal presidente della Provincia e chiedono che il governo tolga al Trentino la gestione degli orsi. Ordinanza illegittima, quella di Rossi, perché l’orso avrebbe aggredito Molinari dopo essere stato provocato: l’uomo avrebbe dovuto stare calmo e non allarmarlo e invece ha alzato le braccia al cielo e urlato, scrivono i rappresentanti della Lega anti vivisezione. In più, lo stesso piano prevede che l’abbattimento di un orso richieda una specifica autorizzazione da parte del Ministero. «Azioni da far west non sono accettabili», scrive la Lav, ricordando che gli orsi sono animali protetti dalle direttive comunitarie e chiedendo addirittura un “intervento immediato” del presidente Renzi, perché «l’ordinanza anti-orso della giunta Rossi espone il nostro Paese a pesanti sanzioni da parte dell’Unione Europea». Gli animalisti tornano a suonare la gran cassa, ma attorno al caso di Cadine non sembra ancora scatenarsi il clamore sollevato dalla «caccia» a Daniza dell’estate scorsa. Sui social è calma piatta o quasi. Anzi, a levarsi è qualche voce a difesa del podista aggredito. In particolare, quella della sorella, Sabrina Molinari: «Carissimi fanatici degli orsi - ha scritto su facebook - mio fratello ha scelto una delle 15 regole, alzando le braccia e urlando. Quando ti senti la carne che ti viene strappata dal corpo come se fosse burro, vedete un po’ voi se poteva servire un campanellino. Se mio fratello non si fosse difeso con i pugni a quest’ora ci sarebbe stato il funerale». 
 
REPUBBLICA.IT
11 GIUGNO 2015
 
Chiesa e animali: è ora di cambiare?
 
E’ al via il Parma Etica Festival, che dal 12 al 14 giugno accoglierà gratuitamente i suoi visitatori in mezzo al verde del Parco pubblico Eridania. Tre giorni dedicati a dibattiti, incontri, laboratori tenuti da medici, nutrizionisti, esperti di rinnovabili, scienziati e scrittori, oltre a maestri di danza, yoga e attività sportive; gli stand, garantisce l’organizzazione, saranno vegetali e cruelty free fino al più piccolo dettaglio. Particolare attenzione sarà rivolta ai bambini e si approfondirà, fra le altre cose, il tema dell’alimentazione giusta, sostenibile, senza più tortura e sacrificio di animali.Attorno tale punto, ma non solo, si annuncia l’impegnativo dibattito in calendario domenica alle 11.30, che vedrà monsignor Eugenio Binini, vescovo emerito di Massa Carrara – Pontremoli, rispondere alle obiezioni mosse dallo scrittore e giornalista Paolo Ricci (curatore di Bailador, blog d’informazione e approfondimento sui diritti delle altre specie) nel merito dell’atteggiamento della Chiesa verso gli animali.  Cattolicesimo e mondo animale è infatti il titolo dell’incontro, moderato da Maurizio Corsini, durante cui s’indagheranno le ragioni che motivano la rocciosa indifferenza dell’istituzione ecclesiastica rispetto alla sofferenza di qualsiasi creatura che non sia l’uomo.
“L'idea dell'immortalità dell'anima è una tarda scoperta nella Bibbia, e una specie dominante, egemonenel pianeta, può inventarsi tutto. L'idea dell'immortalità di un’unica specie sul pianeta crea la base ideologica del dominio sulle altre creature” scrive Ricci in una delle numerose riflessioni nel merito pubblicate sul sito La saggezza di Chirone. “Lo svalutamento sistematico di ciò che non è umano, cominciando dalla visione stracolma di ubris dei pensatori dell'ebraismo, dello stoicismo e del primo cristianesimo, ha portato al macello infinito”.
Alla Chiesa contemporanea si chiede dunque ragione del clamoroso attardarsi nel riconoscimento del diritto alla vita degli animali, individui a ogni effetto dotati di sentimenti e intelligenza. Un progresso morale, tra l’altro, sempre più invocato dalla società civile, presso cui tali sensibilità si stanno affermando in modo molto significativo.“Perché non fate qualcosa di umano e compassionevole e riconoscete gli animali come esseri senzienti che hanno bisogno di rispetto, e dite qualcosa, qualcosa di umano?” domanda Ricci.”Solo un paio di parole sulla vivisezione, sugli orrori dei macelli, sull’infamia della corrida, sulla zoomafia, sulla piaga dell’abbandono e il conseguente randagismo, sui maltrattamenti perpetrati verso esseri indifesi, sul commercio infame di esseri viventi non umani, sugli stermini delle specie, sulla distruzione delle foreste e degli alberi, sul massacro di un milione di piccole foche e sulla violenza inaudita verso le balene che hanno raggiunto livelli di spaventosa carneficina...”E ancora, esorta:  “Elargite la pietà che riversate su un’unica specie anche verso le altre creature, fate come i luterani che dopo secoli di vergognoso silenzio alla fine hanno dichiarato: Questa è la confessione del peccato delle Chiese Tedesche Evangeliche fatto a Clamberg nel 1988:“Noi confessiamo davanti a Dio creatore degli animali e davanti ai nostri umani compagni che abbiamo fallito come cristiani perché abbiamo dimenticato gli animali nella nostra fede. Abbiamo tradito la missione di Gesù e non abbiamo servito i nostri fratelli ultimi, gli animali. Come pastori abbiamo avuto paura di considerare gli animali nelle nostre chiese, come Chiesa siamo stati assenti davanti al travaglio, al maltrattamento, allo sfruttamento dei nostri fratelli animali”.Nei suoi scritti, Ricci sviscera testi sacri e l’atteggiamento dei filosofi, non di rado consapevoli del fondamentale vizio umano nell’approccio a quanto esiste, ovvero la rivendicazione di una primogenitura arbitrariamente stabilita. Sarebbe proprio nelle facoltà umane invece, grazie alle nostre particolari capacità e attitudine, operare per l’armonia fra ogni creatura suggerita dal modello primo del cattolicesimo, il Giardino dell’Eden.
“Se mi dicessero che per ottenere i miei scopi dovrei uccidere una formica io non l'ucciderei” affermò papa Giovanni XXII, e l’angelico papa Luciani, Giovanni Paolo I, disse: "Uomo, vegetali, animali siamo tutti nella stessa barca; non si tocca l'uno senza che a lungo andare non si danneggi l'altro". Una riflessione moderna che suggerisce di aspirare al benessere condiviso, unica via di scampo per l’umanità.
 
LA ZAMPA.IT
11 GIUGNO 2015
 
Cane si butta sotto un bus per salvare la proprietaria cieca
 
Claudia Audi Grivetta
 
Figo è uno splendido Golden Retriever che ha salvato la vita alla sua proprietaria non vedente. Lunedì scorso Audrey Stone, 62 anni, stava attraversando una strada di Brewster, New York, con il suo inseparabile cagnolone, quando il bus che accompagnava i bambini della scuola materna li ha colpiti. Per la verità, secondo quando riferito da diversi testimoni e dalla polizia, ad essere colpito è stato soprattutto Figo, che ha protetto Audrey con il suo corpo. Paul Schwartz, gestore di una pompa di benzina che si trova proprio vicino all’attraversamento pedonale dove è avvenuto l’incidente, ha raccontato che nello scontro la zampa del cane è stata tagliata fino all’osso. «Forse il conducente pensava che la Stone si muovesse più velocemente – ha spiegato al “Journal News”. Fatto sta che Figo si è tuffato in avanti per proteggerla, prendendo su di sé la maggior parte del colpo». Subito dopo l’impatto, alcuni passanti hanno chiamato i soccorsi. Audrey ha riportato una frattura del gomito e della caviglia, tre costole rotte e qualche ferita alla testa, ma probabilmente senza l’aiuto del suo amico a quattro zampe avrebbe rischiato la vita. Figo ha subito un intervento chirurgico alla zampa ferita martedì scorso. Le sue condizioni sono buone e, secondo i veterinari, si rimetterà molto presto. Dal letto dell’ospedale in cui è ricoverata, intanto, la Stone lancia un appello affinché Figo riceva una medaglia per il suo gesto coraggioso. «Si merita che il Presidente gli conferisca il Purple Heart (medaglia al valore dell’esercito)» ha detto a “Usa Today”. Il gesto di Figo e il legame con la sua proprietaria hanno lasciato senza parole anche il capo della polizia di Brewster Giovanni Del Gardo che sta investigando sull’accaduto e ha fatto emettere un mandato di comparizione nei confronti dell’autista del bus che non ha rispettato l’attraversamento pedonale. Parlando con la Cbs, Del Gardo ha dichiarato che «all’arrivo dei soccorsi il cane non voleva lasciare la donna e nemmeno Audrey voleva lasciare Figo. Era molto, molto preoccupata per il suo amico. I miei ufficiali che sono intervenuti, insieme ai vigili del fuoco, hanno continuato a rassicurarla sul fatto che tutto sarebbe andato bene e che Figo era vivo. Solo allora ha iniziato ad essere più calma».
FOTO
 
HUFFINGTHON POST
11 GIUGNO 2015
 
 
Il cane sta per morire, lui lo porta nei loro luoghi del cuore: l'ultimo viaggio raccontato dall'animale. Un video che vi commuoverà (VIDEO)
 
 
 
Sono abbastanza sicuro che Ben sappia che sto morendo. Non so se sia per il cancro o per altri motivi, ma mi sta portando in tutti i nostri posti del cuore e si prende cura di me in ogni istante".
A parlare, attraverso un video (pubblicato da Felt Soul Media su Vimeo e premiato al 5Point Film Festival) destinato a commuovervi e a farvi riflettere sulla forza dell'amore che lega un uomo al suo animale, è un anziano cane che sta per andarsene.
"L'altro giorno mi ha chiesto di avvisarlo quando sarò pronto, quando mancherà poco alla fine. Ha detto che non vuole che io soffra". Parole che toccano nel profondo mentre le immagini mostrano il fotografo Ben Moon e il suo amico a quattro zampe, Denali, per l'ultima volta al mare insieme.
Con le immagini, i ricordi di anni vissuti insieme, giorno dopo giorno. Il cane racconta che a Ben non è mai piaciuta la grande città. Così, hanno viaggiato in lungo e in largo: due spiriti liberi in continuo movimento. "Andavamo a pescare, facevamo yoga, abbiamo anche visitato il deserto".
Poi la malattia, un giorno, improvvisamente. "Quasi tutti avrebbero lasciato il proprio vecchio cane a casa, se si fossero trovati in una situazione simile. Ma Ben ha insistito per portarmi un'ultima volta nei luoghi della nostra vita. Credo che senta di dover restare al mio fianco finché è possibile".
Proprio come Denali restò al fianco di Ben quando fu Ben ad ammalarsi. "Non so come avrei fatto senza di lui", spiega ancora il cane mentre rievoca i momenti duri dell'uomo e poi la guarigione. Ora i ruoli si invertono, il sostegno dato diventa un sostegno da ricevere. Proprio come nell'amicizia tra uomini, ma senza il bisogno di parole.
Le onde scandiscono il tempo che passa negli ultimi giorni di vita di Denali. "La scorsa notte è stata una notte di pace. Niente più fame, così ho capito che sta arrivando il momento. E Ben mi ha lasciato dormire appoggiato sul suo petto".
"C'è qualcuno - aggiunge sul finale il vecchio Denali, ed è una citazione di David Dudley - che sostiene che le persone possano imparare tantissimo dai cani. E quel loro arrivare all'improvviso, facendosi strada tra le porte di casa, scodinzolando, saprà sempre riempire di gioia l'uomo". Sempre, sì, come fosse la prima volta.
VIDEO
 
NEL CUORE.ORG
11 GIUGNO 2015
 
AUSTRALIA, IL GOVERNO DEL VICTORIA CONTRO LE ESCHE VIVE NELLE CORSE
Ma il business dei levrieri "non si tocca"
 
Lo Stato australiano di Vittoria ha annunciato un giro di vite sull'uso delle esche vive nel business delle corse dei levrieri. Definendo la pratica "barbarica" i ministri hanno elaborato alcune misure destinate ad aumentare la protezione degli animali. L'intero settore è finito nel mirino qualche mese fa quando si è saputo che, per allenare i levrieri venivano usate esche vive (conigli, opossum, maiali), attaccati per le zampe a braccia meccaniche. Per premio, i levrieri che raggiungevano le prede potevano "giocarci" a piacimento prima di ucciderle.
Il governo ha deciso di voltar pagina. Ci saranno multe salate da pagare per chi usa esche vive, più libertà per gli ispettori e nuovi canali di controllo per le autorità. Inoltre alcuni animali non potranno più essere usati nei circuiti delle corse in tutto lo Stato. Sarà obbligatorio denunciare alle autorità, la polizia dello Stato di Vittoria o la Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals, chi utilizza esche vive e qualsiasi altra violazione sul benessere degli animali.
Sia chiaro: nessuno contesta il business in sé. Anzi, spiega Martin Pakula, ministro per le Corse dello Stato di Vittoria, le modifiche servono proprio ad impedire la fine dellle corse: "Da noi, non si possono usare esche vive. Punto e basta".
 
ROMA TODAY
12 GIUGNO 2015
 
Malnutrito e soffocato dal guinzaglio troppo corto: cane maltrattato salvato dalla Polizia
La 56enne era già stata segnalata dalle forze dell'ordine. Salvato l'animale il marito è stato trovato con altri 12 amici a quattro zampe

 
Roma. Chiedeva l’elemosina per le strade del Centro di Roma usando un cucciolo di cane meticcio per impietosire i passanti. Tenuto legato ad un corto guinzaglio, il cane, di circa 2 mesi, era visibilmente sofferente, in quanto senz’acqua nè cibo. Sono stati gli agenti della Polizia di Stato ad intervenire interrompendo le azioni della donna; 56enne residente al campi rom di Castel Romano, era già conosciuta alle Forze di Polizia per precedenti, essendo stata in passato già sorpresa in simili circostanze.
MALTRATTAMENTO ANIMALI - Nella giornata di ieri, nuovamente i poliziotti del Commissariato Trevi Campo Marzio sono intervenuti portando la donna negli uffici di Polizia. La donna, è stata denunciata per il reato di maltrattamento di animali, mentre il cucciolo verrà affidato ad una struttura comunale.
ALTRI 12 CUCCIOLI - A seguito di immediati accertamenti gli investigatori hanno sequestrato inoltre al marito della donna, ai sensi del regolamento comunale sulla tutela degli animali, altri 12 cuccioli, sui quali sono in corso verifiche in merito alla loro provenienza.“
 
GEA PRESS
12 GIUGNO 2015
 
Milano – Colpo di calore per il Dogo Canario. L’ENPA: proprietario denunciato e cane sequestrato
 
Due stranieri con a seguito un grosso cane di razza Dogo Canario. Si sono presentati innanzi la sede della Protezione Animali milanese con il cane quasi incosciente a causa di un colpo di calore. L’emergenza sembra fosse stata dovuta alla permanenza in macchina.Le due persone, espositori presso la fiera canina di Rho, avevano altri due cuccioli della stessa razza. Sembra che l’auto fosse stata vista parcheggiata già da alcune ore prima nei pressi della sede ENPA, con il cane nel retro in cattivo stato di salute. Le condizioni sono subito apparse molto gravi e i veterinari, costatata la temperatura corporea di quasi 42 gradi, lo hanno dichiarato in prognosi riservata e sottoposto a cure immediate, secondo i protocolli previsti per questo tipo di evenienza. Per il cane monitoraggio in terapia intensiva per le successive 24 ore, al fine di evitare ulteriori complicanze.Dopo la visita e le terapie i veterinari hanno allertato le Guardie Zoofile, ravvisando in quanto accaduto un maltrattamento. Il proprietario del cane è stato per questo denunciato mentre il cane è finito sotto sequestro. Questo anche al fine di impedire che lo stesso potesse essere riportato nel pase d’origine, viste le sue precarie condizioni di salute.Il proprietario è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria secondo quanto previsto dall’art. 544 ter del codice penale. “In questo periodo sono numerose le segnalazioni che purtroppo arrivano al centralino telefonico di ENPA Milano, per avvistamenti di cani stivati all’interno di auto o furgoni sotto il sole - dichiara Ermanno Giudici, responsabile di ENPA Milano – Dal 10 al 14 giugno si svolge purtroppo una fiera canina nei pressi di Rho-Pero che richiama allevatori da più parti d’Italia ma soprattutto di Europa, da dove partono commercianti di animali con i propri cani al seguito per cercare di fare affari. Questo è presumibilmente il motivo di questa concentrazione di segnalazioni, che di volta in volta sono da verificare perché non sempre sussistono condizioni tali da potere procedere a un sequestro. Per fortuna anche uomini della Polizia di Stato e della Polizia Locale sono intervenuti, per accertamenti e controlli in diverse occasioni. Le nostre guardie nel limite delle possibilità operative, visto che sono comunque agenti che prestano servizio volontario, eseguono un sopralluogo per verificare lo stato degli animali che vengono segnalati. L’appello che rivolgiamo alla cittadinanza è di non usare i social per questo tipo di segnalazioni, che amplificano in maniera spesso sbagliata la notizia, creando allarmismo, ma di contattare direttamente le forze dell’ordine, che possono intervenire con maggior tempestività e ENPA”.
 
IL TIRRENO
12 GIUGNO 2015
 
Lasciato in auto, cane salvato
Livorno. Intervento della Svs veterinaria in via Settembrini: l'animale era nella vettura accanto alla coop. Sul posto i vigili
 
LIVORNO. Un cane di 13 anni colto da malore perché lasciato chiuso in auto al caldo. A salvarlo ci hanno pensato i volontari dell’ambulanza veterinaria della Svs, intervenuti a tempo record in soccorso di Cleo, questo il nome del cane. Un fatto che è successo il 12 giugno alle 14.15 alla Rosa. La richiesta d'intervento alla Svs veterinaria è arrivata da via Settembrini, di fronte alla coop.Livorno. L'animale agonizzante portato in clinica dall'ambulanza veterinaria della Svs   Sul posto è intervenuta anche la polizia municipale che valuterà eventuali sanzioni. Cleo, dopo essere stato bagnato ed abbeverato, per fortuna  si è ripreso.Un episodio successo a pochi giorni da un fatto analogo , quando un cane era stato lasciato per oltre un’ora in auto fuori dal pronto soccorso: i vigili del fuoco lo salvarono per miracolo spaccando il vetro del finestrino del veicolo. Anche in quel caso era intervenuta l’ambulanza veterinaria della Svs.
 
PADOVA OGGI
13 GIUGNO 2015
 
Cane chiuso in auto al sole per ore La proprietaria rischia la denuncia
 
Padova - Un Jack Russel è stato estratto dall'abitacolo di una macchina dai vigili del fuoco, venerdì in via dei Borromeo a Padova, dopo che una passante ha allertato il 115. L'animale è stato affidato ad un veterinario dell'UlssChiuso in auto sotto il sole cocente. È accaduto venerdì in via dei Borromeo a Padova. Un cane Jack Russel, come riporta Il Mattino di Padova, sarebbe stato lasciato in macchina dalla padrona per diverse ore.
CANE IN AUTO SOTTO IL SOLE PER ORE. Ad accorgersene una passante, che a più riprese avrebbe assistito alla scena del povero cagnolino sofferente nell'autovettura. Vedendo che, a distanza di tempo, l'animale era ancora lì dentro, la donna avrebbe allertato vigili del fuoco e carabinieri. Il cane sarebbe stato estratto dall'auto e poi affidato alle cure di un veterinario dell'Ulss 16. Si attende l'esito della visita che potrebbe anche costare una denuncia alla proprietaria.
 
MESSAGGERO VENETO
12 GIUGNO 2015
 
Uccide il cane malato e si toglie la vita: non voleva soffrire come l’animale
Dranmma ad Artegna (Udine) . Bruno Facini, 66 anni, ha premeditato tutto, dal testamento alle indicazioni che spiegavano il gesto. L’uomo abitava solo nella casetta in via Sottocastello. Ha lasciato anche l’epigrafe con la fotografia di Guido Surza
 
ARTEGNA (UD). Un suicidio premeditato nei minimi particolari, per amore di un cane che non voleva più veder soffrire perché malato e che ha ucciso prima di fare su se stesso il medesimo gesto estremo. Per paura di ammalarsi e invecchiare male pure lui.
Quasi una storia d’amore quella che ha posto fine ieri alla vita di Bruno Facini, 66 anni, pensionato dell’Inps che abitava da solo nella casetta in via Sottocastello. Dopo la morte della madre erano rimasti da soli lui e il suo “beagle”. Ma da qualche tempo il cane si era ammalato. E così, mercoledì sera, il signor Bruno ha nuovamente avvisato una vicina dicendole di andare a vedere del suo cane perché lui ieri mattina sarebbe stato altrove.
Così è stato scoperto il suicidio dell’uomo, che con la stessa corda, nel sottoscala che porta al garage, ha prima salutato per l’ultima volta il suo cane e subito dopo, vicino alla bestiola, ha attuato un progetto ultra-meditato.Sì, perché quando i carabinieri della stazione di Buja hanno messo piede nella villetta perché chiamati dalla vicina, si sono trovati davanti a una specie di puzzle, un domino fatto di post-it, foglietti, bancomat, carte di credito, oggetti e quant’altro che il signor Bruno aveva precedentemente messo in ordine con le sue ultime disposizioni. Testamento compreso già depositato dal notaio. E compreso anche un foglio «per la Polizia» che sarebbe intervenuta.Un gesto spiegato nei minimi dettagli, così come le disposizioni per i parenti rimasti e che adesso riceveranno questa “pesante” eredità. Tutti dovevano sapere, nessun segreto andava tralasciato, fino all’ultimo euro, fino all’ultimo orologio.Persino l’ora del decesso ha scritto Bruno Facini su uno di quei fogli lasciati in giro per la casa: alle 7 di ieri. Un particolare che ovviamente coincideva con l’indicazione del medico legale intervenuto su disposizione della procura di Udine, la dottoressa Fanzutto, che ha effettuato l’esame esterno sul cadavere dell’uomo.È stato un sopralluogo meticoloso quello dei carabinieri di Buja, nonostante la chiarezza della scena. Come sempre avviene quando si devono cercare le motivazioni di un gesto. In questo caso è stato tutto così evidente quasi da fare stemperare quella che comunque rimane una tragedia.Una tragedia vissuta e preparata addirittura con l’epigrafe – con tanto di fotografia – lasciata su un tavolo della casa vicino alle carte di credito, agli orologi, agli oggetti che adesso qualcuno riceverà a ricordo di una persona conosciuta in paese e benvoluta non soltanto per la semplice vita che aveva condotto.(ha collaborato Piero Cargnelutti)
 
PRIMA DA NOI
12 GIUGNO 2015
 
Pitbull fugge da recinto travolge bimbo e ammazza cagnolino
Paura a Sulmona in un giardino condominiale
 
SULMONA (AQ). Una tragedia sfiorata per puro caso ed una vicenda tutta ancora da chiarire. Sono stati attimi di paura e vero terrore oggi a Sulmona dove un bambino di 9 anni è finito in ospedale, per fortuna senza gravi conseguenze, ma un cagnolino viene azzannato e ucciso.
Il cane,  uscito da una recinzione ricavata in un giardino condominiale, ha prima travolto il bimbo, che era in visita a parenti, procurandogli graffi ed ematomi, poi ha attaccato e ucciso il cane di piccola taglia, a spasso con il padrone residente nel condominio.A fermare il pitbull è intervenuto il proprietario, sceso in strada dopo aver udito le urla dei passanti. Sul posto una pattuglia della Polizia, che ha valutato la posizione dell'uomo, e il veterinario della Asl il quale, dopo aver constatato la morte del cagnolino azzannato, ha catturato il pitbull per le verifiche del caso.Resta da capire come mai il pitbull sia riuscito a scappare e se vi sono responsabilità in capo a qualcuno per questa storia che poteva finire con un’altra tragedia che ha per vittima un bambino.
 
GEA PRESS
12 GIUGNO 2015
 
Taranto – Uccisi con le bombe. La Guardia Costiera: danno incalcolabile per l’ambiente marino
 
Un problema che non acccenna a diminuire. E’ quello dell’uso di bombe nella pesca di frodo, ripetutosi anche nella serata di ieri nel Mar Grande di Taranto.
Numerosi cittadini, allarmati dalle violente esplosioni, hanno fatto pervenire numerose telefonate alla Sala operativa delle varie Forze di polizia, nonchè della Guardia Costiera di Taranto che a questo proposito sottolinea come nelle notti scorse sono state diverse le telefonate  di cittadini indignati. Un fenomeno, quello della pesca di frodo con materiale esplodente, che crea oltretutto un forte allarme sociale.Reprimere il fenomeno non è però così semplice come sembra. Ad essere impiegati sono ordigni molto potenti, fabbricati in modo artigianale, che vengono lanciati in mare da una unità che velocemente si dilegua. Complici a bordo di altre imbarcazioni provvedono a fare veloce razzia del pesce rimasto ucciso. Il tutto si realizza in poco tempo e nelle ore notturne.La Guardia Costiera sottolinea come il danno provocato all’ambiente marino con tale tipo di attività illecita è quasi incalcolabile, perché a fronte di un facile e rapido bottino, si distrugge ogni forma di vita anche a notevole distanza dal luogo dell’esplosione. L’intervento condotto la notte scorsa dalla Guardia Costiera è sostanzialmente andato buon fine. Per bloccare i bombaroli è stata utilizzata una unità navale della Guardia Costiera opportunamente occultata in prossimità del tratto di  costa. Favorita dall’oscurità è riuscita a sorprendere l’unità con a bordo i complici che stavano recuperando il bottino. Si tratta, riferisce sempre la Guardia Costiera di due noti pregiudicati tarantini.Il pescato  a bordo dell’unità fermata, pari a circa un quintale, è stato sottoposto a  sequestro penale, mentre i due individui sono stati denunciati alla locale Autorità Giudiziaria, costantemente informata dell’evolversi dei fatti, per cattura di prodotto ittico frutto della pesca con materiale esplodente.Subito dopo l’unità della Guardia Costiera ha individuato una seconda imbarcazione. Intimato l’alt ai due membri dell’equipaggio, si è però avuta la fuga degli stessi. Ne è scaturito un inseguimento in mare conclusosi nel Mar Piccolo dove l’unità con a bordo i due individui è stata intercettata e bloccata dal mezzo della Guardia Costiera. Entrambi i soggetti sono stati quindi denunciati alla locale Autorità Giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale.
 
GEA PRESS
12 GIUGNO 2015
 
Nuoro – Arma-trappola per cinghiali. I Carabinieri: bracconaggio da sempre praticato da cacciatori scorretti
 
Un fenomeno, quello del bracconaggio, da sempre praticato da cacciatori scorretti. Lo afferma l’Arma dei Carabinieri che ricorda come, orami da tempo, le tecniche si sono affinate ed i lacci e le tradizionali trappole metalliche collocate lungo i camminamenti degli animali selvatici, sono stati sostituiti da marchingegni sempre piu’ sofisticati.
Si tratta, sottolineano sempre i Carabinieri, di strumenti sempre piu’ pericolosi, non solo per gli animali ma anche per le persone.La trappola rinvenuta questa mattina tra i comuni di Dorgali e Orosei, dai militari della Squadriglia CC di Iloghe,  è risultata particolarmente pericolosa. Trattavasi, a tutti gli effetti, di un’arma clandestina montata e tarata in modo tale da fare fuoco al passaggio dell’animale.I Carabinieri, intervenuti nel corso di una specifica operazione antibracconaggio, hanno sottoposto a sequestro l’arma-trappolaI servizi antibracconaggio coordinati dalla Compagnia CC di Siniscola, continueranno con l’intento di ridurre al minimo questa barbara e pericolosa pratica.
 
GEA PRESS
12 GIUGNO 2015
 
Parco Nazionale d’Abruzzo – L’orsetta cresce e si spera di riportarla in natura
 
A distanza di tre settimane dal suo ritrovamento (vedi articolo GeaPress), l’orsetta trovata orfana a Villavallelonga (AQ) è arrivata  a Pescasseroli. Ne da comunicazione il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise che assicura sul buono stato di salute dell’orsetta.
“Man mano che il tempo passa – riporta il Parco – grazie ad una alimentazione adeguata e alle cure dello staff del Parco possiamo dire che cresce bene e si alimenta a sufficienza tanto che il suo peso attuale è quasi raddoppiato dal suo arrivo. Oggi pesa  infatti 5,4 kg“.
La dieta seguita, consiste di poppate sommistrate ogni tre ore, a base di latte bovino fresco integrato con proteine, frutta e miele. Inoltre da poco, si è iniziato, ad intervallare l’alimentazione liquida con alcune porzioni solide, per abituarla alla consistenza del cibo.Rispetto al comportamento l’orsetta tende ad essere molto diffidente e distaccata lasciandosi avvicinare, sempre con reticenza, solo dal custode con la maschera da orso, al momento della poppata. Questo lascia ben sperare per la futura reintroduzione in natura.Il Parco è sempre più convinto del programma di riabilitazione e rimessa in libertà dell’orsetta e in queste settimana ha acquisito tutti i pareri dei tecnici nazionali ed internazionali che hanno sperimentato, spesso con successo, procedure di reintroduzione di orsi in natura. “E’ ovvio – conclude la nota del Parco – che il contesto naturale, l’indole stessa dell’orso e le modalità di svezzamento peseranno sul successo dell’operazione, ma l’Ente ritiene che ad oggi è l’unica strada possibile”.
 
IL GIORNALE
12 GIUGNO 2015
 
«Salvate il cane che azzannò la bimba»
Oltre 5mila firme per Cloe, il pastore belga che ha ucciso la piccola Astrid, 3 anni. E c'è chi chiede l'adozione

Lodovica Bulian

 
Una petizione con oltre cinquemila firme arrivate da tutto il mondo, un gruppone Facebook da settemila seguaci, e pure un hashtag, #iostoconCloe . Una mobilitazione in piena regola, capace di tramutare il dolore di una tragedia in una battaglia d'amore per salvare un cane condannato a morte. Il mondo degli animalisti insorge per sottrarre alla soppressione Cloe, il pastore belga che il 25 maggio scorso, a San Martino del Tagliamento, nel pordenonese, ha azzannato, uccidendola, Astrid Guarini, di soli tre anni, mentre giocava in cortile con la cuginetta.La dinamica della tragedia resta ancora da chiarire, ma stando alla ricostruzione, la piccola avrebbe dapprima offerto e poi sottratto delle crocchette al cane, provocando la reazione violenta di un animale che mai aveva dato segni di aggressività. Quel morso, però, è stato fatale per la piccola. E mentre il sostituto procuratore di Pordenone, Maria Grazia Zaina, con un atto dovuto ha iscritto nel registro degli indagati la madre della bambina, Mara Menotto, e lo zio, Loris Truant, proprietario del cane, con ipotesi di reato di omicidio colposo per mancata vigilanza, l'Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) di Udine ha lanciato e depositato in Procura un appello sottoscritto con migliaia di adesioni giunte da tutta Italia ma non solo, anche da Europa, Usa, Canada e Sudamerica, per strappare il cane all'abbattimento e chiederne «il reinserimento nel contesto sociale». Perché la soppressione, si legge nella petizione, sarebbe «un ulteriore sacrificio di una creatura innocente e inconsapevole, un atto ingiusto, considerato anche che la dinamica dell'incidente non è tuttora chiara e Cloe, ovviamente, non può fornire la propria versione dei fatti».L'ultima parola sul destino del cane, riferisce la procura, spetterà ora all'autorità sanitaria, che si esprimerà solo dopo aver esaminato gli accertamenti dei veterinari. Intanto al Rifugio di Villotta di Chions, dove Cloe è richiusa da sola in un box, fanno sapere che per lei ci sono già diverse richieste di adozione.I dieci giorni di osservazione stabiliti per legge per valutare la presenza della rabbia sono trascorsi e oggi «il cane sta bene – conferma la presidente del canile, Adriana Bozzer –. Non ha turbe comportamentali, per questo chiederemo a chi di dovere il via libera per l'adozione. Cominciamo a prendere contatto diretto con i tanti che si sono fatti avanti, giudicando quelli più idonei, che sottoporremo comunque all'autorizzazione dell'Asl».
 
DONNA MODERNA
12 GIUGNO 2015
 
Cibo per cani: ecco quali sono gli alimenti vietati
Il veterinario nutrizionista Massimo Sassetti ci spiega quali sono gli errori da non commettere
 
di Violetta Fortunati
 
Nell’alimentazione del cane è facile incorrere in gravi errori alimentari. Questi errori possono essere determinati da errate credenze e da scarse informazioni a riguardo dei fabbisogni dietetici, delle abitudini comportamentali e della fisiopatologia del nostro amico a quattro zampe. Per questo motivo è bene conoscere le buone abitudini alimentari e gli alimenti pericolosi e instaurare una sana e corretta alimentazione al fine di salvaguardare la salute e il benessere del nostro cane.Il veterinario nutrizionista Massimo Sassetti ci dice quali sono gli alimenti più dannosi per Fido. "Per offrire una dieta completa e bilanciata è meglio suddividere il pasto in almeno 2 razioni perché il pasto unico, soprattutto in cani di grossa taglia, può essere un fattore di rischio per l’insorgenza della torsione dello stomaco. Inoltre il pasto unico può determinare un notevole rialzo dell’acidità gastrica, condizione favorevole per la comparsa di ulcere gastriche. E bisogna evitare la somministrazione di cibi freddi di frigo o appena tolti dai fornelli", afferma Sassetti.Il latte vaccino non può essere considerato un succedaneo del latte materno (la composizione chimica del latte bovino è completamente diversa da quella del latte di cagna). Il latte inoltre è ricco di uno zucchero, il lattosio, il cui enzima digestivo non è normalmente presente nel tratto gastroenterico dei carnivori, perciò il consumo di questo alimento può indurre la comparsa di diarrea. Infatti, proprio come può capitare a noi, anche i nostri cani possono soffrire di un'intolleranza al lattosio.La somministrazione di uova crude come fonte di vitamine è una prassi erronea. L’albume crudo, infatti, contiene l’avidina che è un antivitamina A, determinando una carenza di questo nutriente. La cottura delle uova, invece, inattiva questo enzima. Inoltre,  anche per i cani, alle uova è associato il rischio di salmonella. Quindi sì all'uovo cotto nell'alimentazione del cane circa una volta ogni 10 giorni.
Il consumo di pesce crudo nell'alimentazione del cane è sconsigliato perché può determinare la comparsa di endoparassitosi. Inoltre il pesce non cotto può essere causa di carenza di tiamina (vitamina B1), nonché determinare inibizione dell’assorbimento del ferro a livello intestinale con conseguente anemia sideropriva. Il pesce cotto, invece, può essere consumato regolarmente facendo molta attenzione alle spine.Le costolette di maiale, le ossa di pollo e quelle di coniglio non devono mai essere date ai nostri cani, in quanto vuoi per le piccole dimensioni, vuoi per la ridotta consistenza, possono facilmente rompersi in segmenti ossei acuminati e taglienti e, di conseguenza, incastrarsi o ledere le pareti dell’apparato gastroenterico. Le ossicina potrebbero anche causare problemi digestivi e respiratori e cani rischiano di strozzarsi. L'unico osso consentito è la testa del femore o il ginocchio di bovino, possibilmente bolliti, perché è un osso spugnoso e rompendosi non forma scheggie appuntite. Consigliate anche le ossa di bufalo, che sono un ottimo passatempo per il cane senza danni collaterali.Il cioccolato contiene una sostanza chimica, la teobromina, che può risultare tossica per il cane perché in questa specie animale viene metabolizzata molto lentamente. Quindi qualsiasi tipo di cioccolata, ma soprattutto quella fondente (che presenta una percentuale elevata di teobromina), è molto pericolosa per i nostri amici a quattro zampe. Per un cane di piccola taglia una quantità di cioccolato che per noi umani è normale potrebbe essere anche letale. La teobromina nei cani può provocare sete eccessiva, battito cardiaco irregolare, tremori e, nei casi più gravi, la morte.Le cipolle possono essere ingerite dal cane per il loro aroma, ma il loro effetto sul metabolismo è negativo. Questo ortaggio, infatti, contiene un composto, il disolfuro di n-propile, che nei cani più sensibili agisce a livello di globuli rossi circolanti distruggendoli e determinando così un’anemia che può risultare in alcuni casi letale. La sintomatologia compare dopo 1-4 giorni dall’ingestione delle cipolle. Vomito, diarrea e urine di colore scuro sono i principali segni clinici.L'aglio, seppur potrebbe far parte della dieta delnostro amico a quattro zampe come antiparassitario perché ha un blando effetto repulsivo per gli insetti parassiti dei cani, a alti dosaggi può rivelarsi pericoloso perché può causare anemia. Perciò il consumo di aglio si sconsiglia a tutti in cani, ma soprattutto alle femmine in gravidanza, ai cuccioli e ai cani con parassiti intestinali che già di per se stessi sono causa di anemia.La somministrazione di prodotti per l’infanzia, come gli omogeneizzati per bambini, ai cani non favorisce la risoluzione dei loro problemi di salute, anzi li può aggravare perché spesso negli omogeneizzati è presente la polvere di cipolla come aromatizzante, la cui minima quantità può già essere responsabile dei danni a livello eritrocitario.Lo zucchero e i dolci sono alimenti molto dannosi per la salute dei nostri amici a quattro zampe. Infatti, un cane in natura non mangerebbe mai dei dolciumi. I possibili rischi riguardano la comparsa  di problemi a livello dei denti, un eccessivo aumento di peso e problemi di metabolismo glucidico come il diabete. Meglio scegliere sempre delle  alternative senza zucchero per i nostri cani. Anche i dolci senza  zucchero, che contengono però xilitolo, potrebbero causare danni al fegato con conseguenze anche gravi.Il cavolfiore, come la cipolla, per i cani è un alimento nocivo perché contiene il disolfuro di n-propile che dà problemi di anemia grave. Anche piccole quantità di cavolfiore sono mal tollerate in generale da tutti i cani, pur non avendo conseguenze immediate. Il tempo di incubazione, infatti, va da 1 a 4 giorni. I principali segni clinici sono: vomito, diarrea e urine di colore scuro e, nei casi nei casi peggiori, anche anemia emolitica grave.Il sale e i cibi molto salati sono molti dannosi per i cani. Proprio come per noi, anche per i nostri cani un consumo eccessivo di sale può risultare pericoloso per la salute dei nostri amici a quattro zampe e lo sarà ancor di più nel caso in cui nell'animale sia presente una malattia cardiocircolatoria. Infatti, un quantitativo eccessivo di sale può scatenare attacchi epilettici in grado di causare il coma o addirittura la morte. I cibi salati possono anche creare problemi a livello renale e sono un vero e  proprio pericolo se il cane non ha a disposizione acqua da bere.
I salumi per i cani non costituiscono un vero proprio veleno, quindi possono essere anche consumati ogni tanto e in piccole quantità perché l'uso prolungato potrebbe causare problemi ai reni, al fegato e anche al pancreas. Gli insaccati sono, infatti, pieni di di additivi e di conservanti e contengono molto sale. Proprio per questo sono sconsigliati nella dieta del nostro amico a quattro zampe. Inoltre possono essere fonte di infestazione di toxoplasmosi. Si tratta di una zoonosi, cioè una malattia che colpisce sia l'uomo sia il cane, provocata da un parassita che può localizzarsi nella carne cruda di agnello, di maiale e negli insaccati. Solo con la cottura, il microrganismo viene eliminato.
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IL GIORNALE
12 GIUGNO 2015
 
Cresce la moda di mettere al bando la carne per cani e gatti. E spunta pure il ricettario
 
DANIELA UVA
 
Croccantini a base di proteine vegetali, ricettari vegan per preparare bocconcini in casa, guide pratiche per trasformare gli amici a quattro zampe in vegetariani doc. Negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale il numero di persone che ha messo al bando la carne - e in alcuni casi anche i prodotti derivati dagli animali - dalla propria dieta. E che hanno deciso di mettere a regime anche cani e gatti. Così, mentre gli esperti si dividono fra scettici e assolutamente contrari, in Italia migliaia di animali da compagnia sono costretti a mangiare vegano.L'idea è che micio e fido possano alimentarsi in modo equilibrato rinunciando completamente alle proteine animali. E questo nonostante i gatti siano carnivori al cento per cento, e i cani lo siano quasi del tutto, pur essendo classificati come onnivori. Proprio per questo moltissimi veterinari sono contrari alla dieta vegetariana: secondo loro gli animali non possono vivere in modo sano assumendo solo cereali, riso soffiato e qualche integratore.Intanto, l'industria alimentare ha fiutato l'affare, e ha cominciato a produrre cibi vegetariani e addirittura vegani per tutti i gusti. Ci sono i croccantini per gatti a base di proteine vegetali e arricchiti con taurina - un amminoacido contenuto nella carne senza il quale i felini rischiano la cecità e persino la morte -, ci sono le scatolette di cibo umido a base di cereali e integrate con vitamine e proteine, senza dimenticare gli snack cento per cento vegani da sgranocchiare nel tempo libero e i biscotti bio. Che promettono miracoli, in termini di qualità ed equilibrio nutrizionale, ma che non sono certo per tutte le tasche.Non mancano naturalmente i ricettari per preparare le crocchette in casa: sono fatte con farro, semi, riso, pane e verdure. In alternativa, i cuochi fai da te consigliano zuppe a base di farina di ceci, olio e semi di lino. O i biscotti, fatti con il sesamo, ma rigorosamente senza zucchero. Loro, sul web e su innumerevoli pagine Facebook sorte intorno a questo tema, giurano di rendere più sani e felici i propri animali da compagnia. Questi ultimi, impossibilitati a esprimere un giudizio, in mancanza di alternative mangiano senza fare storie. E magari, fra una crocchetta al farro e una zuppa al sesamo, sognano di sgranocchiare un osso di prosciutto succulento.
 
VITA
12 GIUGNO 2015
 
Non solo aquile, lupi e stambecchi. Quanti animali da salvare
 
Antonietta Nembri
 
Quattro specie di uccelli hanno migliorato il loro stato di conservazione grazie all'attività di tutela delle aree protette. La notizia da BirdLife International al Congresso nazionale di Federparchi. Sono undici le specie totem che si sarebbero estinte senza l'attività dei Parchi Quali potrebbero essere le specie totem dei Parchi italiani? Quelle che senza la presenza di aree protette hanno corso il rischio di sparire negli ultimi due secoli sono tante: dai lupi alle aquile, dagli stambecchi agli orsi. Ma ci sono anche alcune specie di uccelli che grazie ai parchi in cui vivono hanno migliorato la loro aspettativa di vita. Si tratta della moretta tabaccaia, dell’occhione, del nibbio bruno e del grillaio. La notizia arriva dalla nuova “lista rossa” degli uccelli a rischio estinzione redatta da Birdlife International grazie a un finanziamento dell’Ue. Per l’Italia queste quattro specie di uccelli sono un vero fiore all’occhiello soprattutto se si considera che il 18% delle specie di uccelli in Europa (67 su 451 ovvero quasi 1 su 5) è minacciato di estinzione.La notizia è arrivata oggi, 12 giugno, nel corso della seconda giornata di lavori dell’VIII Congresso nazionale di Federparchi (l’Aps che riunisce e rappresenta gli Enti gestori delle aree protette naturali italiane) in corso a Trezzo d’Adda nel Parco dell’Adda Nord. Il Congresso è anche il momento per fare il punto sul potenziale e le prospettive del settore in Italia.«Le aree protette hanno dimostrato una notevole capacità di realizzare progetti e azioni per proteggere la natura», ha dichiarato Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi. «È merito dei parchi se oggi alcune di queste specie prioritarie non sono più a rischio e altre sono state reintrodotte con successo, e anche la ricerca italiana in campo ambientale ed ecologico è tra le più interessanti, dal punto di vista dei risultati gestionali delle aree protette e in generale della biodiversità. Non dimentichiamo che il nostro è il Paese europeo più ricco di specie animali e vegetali: se c'è un patrimonio di cui dobbiamo andare fieri è proprio quello naturale».
Da non trascurare il fatto che l’Italia detiene il record europeo della biodiversità. In una superficie pari a un trentesimo di quella europea il nostro paese conta 55.600 specie animali (pari al 30% delle specie europee) e 7.636 specie vegetali (pari al 50% delle specie europee). Ora la notizia arrivata da Birdlife International premia il contributo dei parchi e delle aree protette per la tutela della biodiversità. Senza i parchi, infatti, molti animali simbolo della nostra fauna come orsi, camosci, stambecchi, aquile, lupi sarebbero scomparsi per sempre dai boschi, dalle montagne, dalle coste e dai mari, con una perdita inestimabile in termini di patrimonio naturale.Da Federparchi arriva un elenco degli 11 animali “totem” dei Parchi italiani: dal grifone all’orso marsicano, passando per il camoscio appenninico il lupo e la foca monaca e, unico pesce dell’elenco, la cernia bruna del Mediterraneo. Grifone L’avvoltoio grifone era considerato estinto dagli anni sessanta in Sicilia. Scomparso principalmente a causa dei bocconi avvelenati disseminati all’epoca legalmente sul territorio, si può di nuovo osservarlo mentre sorvola i Nebrodi, la più grande area protetta della Sicilia dove risiedono oltre 100 esemplari, discendenti da alcuni individui reintrodotti dalla Spagna. Alcuni esemplari provenienti dai Nebrodi sono stati osservati in altre aree d’Italia.
Camoscio appenninico Considerato praticamente estinto agli inizi del ’900 è oggi tornato a popolare i parchi dell’Appennino centrale, con quasi 2000 esemplari. Il camoscio appenninico (nome scientifico Rupicapra pyrenaica ornata) è una sottospecie endemica per l'Italia che vive esclusivamente all'interno dei parchi del centro Italia. Non va confuso con il più diffuso camoscio alpino che gode di un regime di protezione inferiore ed è maggiormente imparentato con le specie nord-orientali, rispetto a quello appenninico che invece appartiene a quelle sud-occidentali ed è quindi più simile ai camosci presenti in Spagna.
Falco pescatore Si tratta di raro rapace presente in Corsica che da quattro anni viene osservato nidificare anche nel Parco della Maremma. Assenti come nidificanti in Italia a partire dagli anni sessanta, questi affascinanti uccelli che si cibano solo di pesce sono studiati e tutelati grazie a sofisticate tecnologie di ripresa a distanza, che permettono di seguire la vita dei nidiacei fin dalle prime ore di nascita.
Orso bruno alpino Alla fine degli anni 90 solo 3-4 orsi bruni erano rimasti sulle montagne del Gruppo Adamello Brenta. Dopo un intervento di rilascio di 10 esemplari, la popolazione è cresciuta fino ad arrivare a una trentina di animali e si registrano nuove cucciolate ogni anno. L’obiettivo della tutela è ripristinare l’equilibrio che già esisteva sulle Alpi. Prosegue, inoltre, il fenomeno di migrazione spontanea di orsi che provengono principalmente dalla Slovenia.
 Stambecco alpino Lo stambecco, specie simbolo del Parco Nazionale del Gran Paradiso, vive nelle praterie d'alta quota e sulle pareti rocciose. Ha rischiato l'estinzione alla fine del XIX secolo e si è salvato solo nelle valli che oggi compongono il Parco del Gran Paradiso. La sua presenza nell’area non ha mai subito interruzioni e, attualmente, è uniformemente presente in tutte le vallate. Dal Gran Paradiso la presenza di questa specie si è estesa in tutto l’arco alpino.
 Gipeto Questo avvoltoio, che si nutre principalmente del midollo della ossa, era considerato estinto come nidificante dalle Alpi all’inizio del XX secolo. Ora è presente con una popolazione autosufficiente e stabile, grazie a un progetto europeo di reintroduzione che ha interessato molti Stati del continente. Circa 150 individui sono stati liberati sulle Alpi fino a dieci anni fa secondo un programma di reintroduzione che ha interessato Italia, Francia, Svizzera e Austria.
LupoNegli anni 70, periodo di massima contrazione della popolazione, il numero complessivo di lupi in tutto l'Appennino era inferiore ai 100 individui. Oggi grazie all’istituzione dei parchi e alle politiche di tutela, la popolazione presunta dei lupi in Italia supera i 1.000 esemplari.
Aquila reale È il rapace per antonomasia, nidifica su pareti rocciose, in montagna, non disturbate da altri animali e dall'uomo. Un tempo viveva nelle zone temperate dell'Europa, nella parte nord dell'Asia, nel nord America, Nord Africa e Giappone. In molte di queste regioni l'aquila è ancora oggi presente ma solo sui rilievi montuosi, mentre nei secoli precedenti nidificava anche nelle pianure e nelle foreste. In Italia è presente sulle Alpi, in Appennino, sui monti sardi e siciliani, in corrispondenza delle aree parco.
Cernia bruna del Mediterraneo Vive in fondali rocciosi da 10 a 150 metri di profondità. La specie è in pericolo di estinzione ed è inserita nella lista rossa della IUCN. In Italia è tutelata nelle aree marine protette dell'Asinara, alle Tremiti, alle Egadi e a Portofino, mentre la specie è sostanzialmente scomparsa al di fuori delle zone di protezione.
Foca Monaca È una specie su cui si hanno ancora pochi e insufficienti avvistamenti e scarse informazioni lungo le nostre coste. Tuttavia, questo mammifero marino estremamente elusivo e sensibile, grazie a politiche di tutela e gestione della pesca artigianale nell’area marina protetta delle Egadi, è stato nuovamente osservato nelle grotte della piccola isola siciliana di Marettimo, oltre ad alcuni sorprendenti avvistamenti in Alto Adriatico.
Orso marsicano È il simbolo della protezione degli animali in Italia. Grazie all’istituzione delle aree protette sono sopravvissuti circa 50 esemplari di questa sottospecie endemica del nostro paese. Il cuore della sua conservazione è costituito dal Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise istituito per la sua tutela sin dal 1922. Negli ultimi anni la consistenza è rimasta più o meno stabile, su un numero di esemplari però troppo esiguo, come riportato dalla Red List italiana redatta lo scorso anno da Federparchi per conto del ministero dell'Ambiente.
 
IL MESSAGGERO
11 GIUGNO 2015
 
Lanciano un gatto in un lago infestato da coccodrilli, caccia ai responsabili
 
Il filmato comincia con il lancio del piccolo gatto nella laguna circondata da palizzate di bambù e piena di coccodrilli feroci: due uomini ridono al lancio dell'animale e con alcuni amici si divertono avedendo il suo disperato tentativo di salvarsi.I rettili circondano rapidamente il gatto che miracolosamente riesce a fuggire alla presa mortale raggiungendo un lembo di terra: prova ad arrampicarsi su un muro di bambù ma scivola, ritenta il salto ma intanto un coccodrillo schizza velocemente, lo raggiunge e lo riporta in acqua. Passano alcuni secondi in cui il felino cerca di nuotare per mettersi in salvo ma, esausto e privo di forze, viene raggiunto e ucciso.Migliaia di persone hanno condannato questa crudeltà dopo aver visto il video che in poche ore è diventato virale. «Sarebbe bello se le persone coinvolte in questo brutto gesto fossero punite: qualcuno deve far capire loro che gli animali sono esseri viventi che hanno una loro sensibilità, e provano dolore e amore» ha commentato Victor Rodriguez Vilcapaza, uno dei tanti che ha condannato strenuamente il gesto. «Vigliacchi – ha aggiunto una donna – è un animale indifeso... Non ci sono attenuanti che possano giustificare qualcosa di simile».
VIDEO
 
LA ZAMPA.IT
12 GIUGNO 2015
 
Sophie, la cagnolina miracolata dopo un proiettile in testa
Il suo padrone le ha sparato durante una lite domestica, in cui ha ucciso un amico e poi si è suicidato
 
Giulia Merlo
 
Il poliziotto che la ha trovata ha raccontato di non aver mai visto una scena tanto terribile nei suoi molti anni di carriera. Sophie latrava di dolore e paura, distesa in una pozza di sangue nell’appartamento del suo padrone a Chicago. La cagnolina era stata colpita da un proiettile alla testa a distanza ravvicinata, sparato dal suo proprietario durante una violenta lite domestica con un amico. I due uomini sono stati trovati morti in casa, vicino a Sophie. I due poliziotti chiamati sulla scena del delitto sono subito entrati in azione quando hanno visto segni di vita dell’animale. «Il cane era sul pavimento, disteso in un lago di sangue, e si lamentava. Ho afferrato una coperta, lo ho avvolto dentro e poi lo ho portato in macchina da un veterinario», ha raccontato uno dei due. Ora Sophie, che era stata adottata dal suo quasi assassino su consiglio di uno psicologo per aiutarlo ad affrontare i suoi problemi di comportamento violento, sta bene. La cagnetta è stata definita «miracolata» dal medico che l’ha avuta in cura. «Quando è arrivata era molto debole, e anche se non pensiamo che abbia subito danni diretti al cervello, probabilmente c’è stato un rigonfiamento», ha spiegato. Il proiettile è entrato attraverso l’occhio destro di Sophie, ha attraversato il collo ed è finito nella spalla. Inizialmente Sophie non era in grado di camminare, ma progressivamente ha recuperato l’equilibrio e ora si muove senza aiuto. A questo punto, sembra che non ci sia bisogno di interventi chirurgici, ma riposo e relax saranno sufficienti a rimetterla in forma. Ora le associazioni cittadine stanno iniziando le procedure per trovarle una nuova famiglia. 
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
12 GIUGNO 2015
 
Cane salvato dopo essere stato abbandonato a morire sulle montagne
È stato recuperato con un’operazione di 10 ore, dopo che un gruppo di scalatori lo aveva trovato
 
Giulia Merlo
 
È stato abbandonato sulla montagna più alta della Polonia, probabilmente lasciato lì a morire. Fortunatamente, è stato trovato da un gruppo di scalatori e portato in salvo utilizzando le loro corde da arrampicata. Gli alpinisti lo hanno portato di peso fino a valle, dal picco della montagna. Secondo l’attivista per i diritti degli animali Anna Plaszczyk, il cane di 10 chili non era in grado di arrivare da solo a 2.500 metri d’altezza e che quindi deve essere stato portato lì da qualcuno e lasciato a morire. «Era una sentenza di morte», ha commentato, chiedendo a eventuali testimoni di farsi avanti per risalire al colpevole e denunciarlo per crudeltà sugli animali. L’operazione di recupero è durata circa 10 ore e il gruppo che ha prestato soccorso al povero animali ha anche lamentato mancanza di collaborazione da parte del soccorso montano polacco. «Si sono rifiutati di aiutarci, hanno detto che loro salvano solo gli umani». Ora il cane è stato chiamato Rysa, come la montagna da cui è stato salvato, e sta aspettando di venire adottato.
 
NEL CUORE.OR
12 GIUGNO 2015
 
URUGUAY, DOZZINE DI PINGUINI MORTI PORTATI A RIVA DALLE ONDE
 
Per capire il fenomeno, aperta un'inchiestaDozzine di pinguini morti sono stati trascinati a riva dalla corrente lungo la costa dell'Uruguay, negli ultimi tre giorni. E' quanto fanno sapere le autorità del Paese sud-americano che ancora non sanno spiegare bene l'origine del fenomeno. Infatti è già stata aperta un'inchiesta per stabilire se gli animali sono morti per cause naturali oppure no. Graciela Fabiano della National Directorate of Water Resources spiega che in questo periodo dell'anno, per i movimenti migratori, lungo le spiagge si trovano spesso pinguini, a volte vivi a volte morti.Quest'anno, le carcasse di molti giovani esemplari sono stati trovati nella Regione di Roca a 210 chilometri a est di Montevideo, la Capitale dell'Uruguay. Un altro gruppo è stato segnalato a Punta del Este, nota località balneare del Paese. Per ora l'Uruguay non ha attivato alcun progetto di controllo sui pinguini.
 
IL TIRRENO
13 GIUGNO 2015

Cercano di rubare il cavallo, fa resistenza e si spezza il collo
Brutta sorpresa per il gestore del maneggio in via Regina Margherita a Poggio a Caiano all'orario di apertura: all'interno della stalla, ha scoperto il cadavere di una fattrice avelignese di 14 anni


Cirilla di Moscheto, la cavallina uccisa 

POGGIO A CAIANO (Prato). Hanno tentato di rubare un cavallo all’interno del maneggio in via Regina Margherita a Poggio a Caiano,  il tentativo di furto è però finito nel peggiore dei modi perché la cavalla, una fattrice avelignese di 14 anni, Cirilla di Moscheto, questo il suo nome, ha probabilmente tentato di ribellarsi a chi la voleva far uscire dal box e si è spezzata l’osso del collo, morendo sul colpo.
A riferire i fatti il proprietario del maneggio Davide Berghi che assieme a un aiutante, ha scoperto questa mattina, sabato 13 giugno, alle 8, la cavalla morta nel box e ha immediatamente chiamato i carabinieri che hanno effettuato il sopralluogo. Secondo i militari ai quali poi il gestore del maneggio ha sporto denuncia,  si è trattato sicuramente di una intrusione perché il lucchetto con il quale ogni sera viene chiusa la stalla, è stato trovato aperto e per terra. “I militari mi hanno detto – racconta  Davide Berghi – che con ogni probabilità i ladri sono riuscì ad aprirlo con una forcina”.
Non è la prima volta che i ladri tentato di prendere i cavalli del maneggio (complessivamente erano sei). E’ accaduto anche lo scorso gennaio quando, qualcuno ha forzato il lucchetto della stalla non riuscendo però, un'altra volta, a portare via i cavalli, ma andandosene con il contenitore dei morsi. “Hanno scelto Cirilla – conclude il gestore del maneggio – perché era di una razza pregiata  e perché lei, come fattrice, vale almeno 8.000 euro. La cavalla la usavo per il maneggio e per le passeggiate perché era docilissima.”
Sul posto,  per constatare la morte della cavalla, è arrivato anche il veterinario del maneggio che ha escluso l’avvelenamento mentre dall’esame esterno ha riscontrato segni evidenti della frattura.

 
CAVALLO MAGAZINE
16 GIUGNO 2015
 
Prato: cavalla muore ribellandosi ai ladri che volevano portarla via
Cirilla di Moscheta era una adorabile fattrice Haflinger di 16 anni: si è rotta l'osso del collo cercando di liberarsi dagli sconosciuti che volevano portarla via dal suo paddock
 
Prato - Il tentativo di furto è finito in modo macabro. La cavalla Cirilla di Moscheta è morta con il collo spezzato perché forse ha cercato di resistere ai ladri, non ha riconosciuto come suoi proprietari gli uomini che volevano portarla via. Ha tentato di liberarsi, forse, e invece ha trovato la morte. Una morte atroce.Nella notte fra venerdì e sabato a Poggio a Caiano c’è stato il secondo tentativo di furto di un cavallo in un anno e mezzo. Davide Berghi, 22enne, giovane proprietario insieme alla famiglia del maneggio «I cavalieri dell’Ombrone» è disperato. Un tentativo di furto che questa volta ha avuto conseguenze tragiche, dolorose soprattutto per i titolari della struttura. «Non abbiamo mai dato noia a nessuno, tutta la famiglia lavora nel settore da diversi anni e non si capisce questo accanimento». Gli animali ospitati nel maneggio sono 6 e Cirilla, cavalla di 16 anni, l’altra notte era fuori insieme ad altri mentre tre esemplari erano nella stalla insieme ai cani.Cirilla era anche una cavalla da passeggio, al quale tutta la famiglia Berghi era legatissima. L’animale ha opposto resistenza al trascinamento ed è caduto rompendosi il collo. A quel punto i ladri hanno capito che il «bottino» era perduto e sono fuggiti. Ladri crudeli e molto maldestri come del resto dimostrò anche l’episodio del 20 gennaio 2014. «La mattina all’alba – ricorda Davide – i ladri presero un cavallo, la situazione sfuggì loro di mano e il cavallo si precipitò lungo la via Statale e si schiantò contro un’automobile. Fu rimesso in piedi e sembrava stesse bene ma nel pomeriggio venne abbattuto». Purtroppo quell’episodio, che inizialmente sembrava un incidente, non è rimasto isolato nel tempo: «Prima il tentato furto del cavallo – prosegue Davide – poi sono successe altre strane cose. Quali? Nel trattore ci hanno annacquato il gasolio, inoltre hanno tentato di rubare il tosaerba. Ora la morte di Cirilla che per noi è anche un grande dolore. Ma cosa vuole questa gente?».Cirilla poteva avere un valore sul mercato di circa 10mila euro, un danno anche economico che si aggiunge dunque al dispiacere. I cavalli nella stalla, tra l’altro, avevano un valore più elevato, ma la stalla è protetta dall’antifurto e quindi i ladri hanno ripiegato sull’esterno prendendo di mira Cirilla. I rilievi sono stati fatti dai carabinieri. Il maneggio «I cavalieri dell’Ombrone» adesso potrebbe lasciare Poggio a Caiano: «Già sei mesi fa – conclude Davide – avevo parlato con il sindaco di Prato Matteo Biffoni chiedendogli se c’era la possibilità di prendere in affitto un terreno a Prato ma non ho avuto risposta. Ora, visto quel che è successo, gli rinnovo l’appello ad aiutarci a trovare un posto: qui non possiamo più stare».
 
GEAPRESS
13 GIUGNO 2015
 
Macerata – Il trofeo più raro. Il Camoscio d’Abruzzo al centro delle indagini del Corpo Forestale dello Stato

 
Intervento del personale del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di Visso e del Comando Provinciale di Ancona che, su disposizione della Procura della Repubblica di Macerata, ha eseguito alcune perquisizioni presso le abitazioni ed altre strutture in uso a due soggetti residenti in provincia.I forestali impegnati nei controlli avrebbero subito rilevato quelli che vengono definiti gravi illeciti inerenti la detenzione di munizioni a palla e polvere da sparo detenute e custodite illegalmente. Il tutto è stato posto sotto sequestro ma quello che però ha colpito di più è stato il rinvenimento all’interno di una baracca in lamiera, di un rarissimo trofeo di camoscio d’Abruzzo. Si tratta di una specie gravemente minacciata di estinzione, recentemente reintrodotta nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, con un rilevante stanziamento di fondi e risorse pubbliche. La popolazione attuale, spiega il Corpo Forestale dello Stato, conta solo poche decine di  esemplari; l’uccisione di un solo animale può comportare un grave danno per la conservazione della specie.Nella stessa baracca in lamiera è stata inoltre trovata  una tagliola, mezzo di caccia vietato, la cui introduzione nel Parco è sanzionata penalmente dalla legge quadro sulle aree protette.I reati contestati ai due soggetti, che avrebbero agito in concorso, vanno dalla illecita detenzione di munizioni, al bracconaggio, all’uccisione di specie selvatiche protette.Le indagini in corso da oltre due mesi, dirette dal Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Macerata, sono state particolarmente complesse a causa dell’orografia del territorio, difficilmente raggiungibile a piedi, ed alla presenza di pochissime vie di comunicazione. Strade ben conosciute dai bracconieri e ben facili da presidiare anche nelle ore diurne.Il contrasto al bracconaggio rimane uno degli obiettivi principali del Corpo forestale dello Stato nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini quale strumento di salvaguardia della biodiversità faunistica dell’area protetta, che annovera alcune specie tra le più rare dell’Appennino come  l’Aquila Reale, il Lupo e il Camoscio d’Abruzzo.
 
CORRIERE DELLA SERA
13 GIUGNO 2015
 

Bracconiere torturava cuccioli di volpe, il giudice lo affida a un canile
Fermato lo scorso maggio dopo aver investito una guardia zoofila, è stato affidato in prova al canile «Le Muse» di Rezzato: «Gli insegneremo a amare tutti gli esseri viventi»


Una volpe salvata dalle trappole del bracconiere (Foto Polizia Provinciale Brescia)     

«E’ possibile trasmettere a un bracconiere l’amore per gli animali?» Silvia Campora, responsabile del rifugio per cani abbandonati «Le Muse» di Rezzato, se lo è chiesta a lungo prima di
accettare la sfida.Sul tavolo una richiesta degli assistenti sociali di accogliere in messa in prova un bracconiere fermato lo scorso maggio, in testa mille dubbi e la paura di fallire, di non riuscire a insegnare il rispetto per gli animali a un uomo che fino al mese scorso cacciava cuccioli di volpe posizionando tagliole nelle campagne bresciane. Il 3 giugno Silvia ha rilasciato un documento di adesione e venerdì 12 il giudice Spanò ha accettato la domanda. Manca solo un documento, poi, fino al prossimo dicembre, l’uomo che torturava gli animali dovrà prendersi cura dei cani abbandonati.
La vicenda
Tutto ha inizio il 9 maggio: l’uomo, 65enne pensionato, è sorpreso dalle guardie zoofile mentre posiziona le sue trappole. Gli intimano di fermarsi, lui corre in auto e, nell’inutile fuga, investe una guardia ferendola a un piede. Dopo l’arresto per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, l’uomo finisce ai domiciliari e, nell’attesa di definire la sua posizione relativamente al reato di maltrattamento di animali, il suo avvocato difensore chiede la messa in prova (Possibile per alcuni tipi di reati inferiori a due anni di pena) in modo da scontare la pena fuori dalle mura domestiche. Pena del contrappasso: gli assistenti sociali sottopongono la richiesta al canile di Rezzato, che accetta la sfida e attende gli ultimi documenti prima di avere un colloquio con il bracconiere.
«Gli mostreremo cosa significa rispettare la vita in ogni sua forma»
«Per il momento abbiamo avuto contatti solo con gli assistenti sociali che ci hanno sottoposto il caso. Non è la prima volta che accettiamo delle messe in prova ma solitamente si tratta di condanne per guida in stato di ebbrezza. Un caso simile non ci era mai stato sottoposto», spiega Silvia Campora, responsabile del rifugio di Rezzato che ospita cani e gatti abbandonati cercando (spesso con successo) di trovare agli animali una nuova sistemazione in famiglie scelte dopo una prova di affidamento. «Questa è una grande sfida per tutta la nostra associazione, composta da soli volontari, dovremo trasmettere a un uomo che infliggeva sofferenze agli animali l’amore e il rispetto per tutti gli esseri viventi». E’ possibile? «Ci proveremo con la comunicazione, il dialogo e l’esempio. Attraverso la nostra costanza e il nostro operato gli mostreremo cosa significa rispettare la vita in ogni sua forma. Parleremo tanto e non faremo differenze con altre messe in prova: all’ignoranza si risponde così».
I contatti dell’associazione
Chi volesse conoscere gli animali ospitati presso l’associazione «Le Muse» di Rezzato o fare una donazione può contattare Silvia al numero 328-9199310o visitare il sito www.associazionelemuse.com. E’ possibile contattare l’associazione, aperta tutti i giorni, anche tramite l’indirizzo mail info@associazionelemuse.com

 
NEL CUORE.ORG
14 GIUGNO 2015
 
BRESCIA, BRACCONIERE CONDANNATO A LAVORARE IN UN RIFUGIO
Si occuperà fino a dicembre di cani e gatti abbandonati
 
Sconterà la sua pena, una sorta di contrappasso, nel rifugio per cani e gatti abbandonati "Le Muse" di Rezzato, il bracconiere, un pensionato sessantacinquenne, scoperto dalle guardie zoofile mentre disseminava di tagliole per volpi le campagne del bresciano. Fermato il 9 maggio scorso, l'uomo, al quale il giudice ha comminato una pena rieducativa, dovrà occuparsi del canile fino a dicembre. Lo riferisce il Corriere della Sera.
Non è stato facile neppure per la responsabile del canile, Silvia Campora, che ammette di trovarsi per la prima volta ad affrontare una situazione simile. Di solito, spiega, si tratta di condanne per chi guida in stato di ebrezza. Questa volta, no. Si tratta, dice la Campora, di tutt'altro: "E' una grande sfida per tutta la nostra associazione, composta da soli volontari, dovremo trasmettere a un uomo che infliggeva sofferenze agli animali l'amore e il rispetto per tutti gli esseri viventi. Parleremo tanto e non faremo differenze con altre messe in prova: all'ignoranza si risponde così».
 
NEL CUORE.ORG
13 GIUGNO 2015
 
GROSSETO, MENDICAVA CON UN PAPPAGALLO: DENUNCIATO
L'uccello, con le ali tagliate, è adesso in un luogo sicuro
 
Aveva tagliato le ali ad un pappagallino e girava per il centro storico di Grosseto con l'animale in una scatola per chiedere l'elemosina. Il giovane e' stato denunciato per maltrattamento e lesioni di animali dopo un controllo della guardia di finanza. Il pappagallino, un esemplare maschio all'apparenza di due/tre anni, era infatti completamente privo delle penne primarie e remiganti secondarie, probabilmente strappate, per evitare che volasse. Gli agenti della Guardia di Finanza hanno provveduto al sequestro immediato dell'animale, affidandolo ai volontari della sezione regionale della Lac Toscana. Si tratta del secondo caso in pochi giorni: un ragazzo napoletano era stato denunciato a Firenze per aver fatto accattonaggio con altro pappagallino con le ali tagliate. Il ragazzo, per convincere i passanti a dare soldi, faceva 'scegliere' all'animale una schedina del Lotto da giocare.
 
TORINO TODAY
13 GIUGNO 2015
 
Si lancia nello Stura per recuperare la pallina, cane salvato dal suo padrone
Il salvataggio ha avuto luogo al parco della Colletta. L'uomo, senza timore, si è gettato e ha recuperato il suo amico a quattro zampe

 
Torino - Si è gettato in acqua rischiando anche la vita pur di recuperare il suo cane che nuotava affannosamente contro corrente. Una storia a lieto fine quella tra un labrador nero e il suo padrone. Un salvataggio che ha avuto luogo al parco della Colletta.Il labrador stava giocando con la sua pallina da tennis lungo le sponde della Dora quando ad un certo punto si è gettato in acqua. "La palla gli era caduta nel fiume e lui istintivamente si è lanciato per riprenderla" ha raccontato un testimone. Il cane, però, è stato travolto dalla corrente e inutili sono stati i primi tentativi di nuotare contro corrente per raggiungere la riva.Ma il suo padrone, senza pensarci due volte, si è spogliato e si è gettato in acqua per guidare il cane verso riva. "La corrente era forte – ricordano ipassanti – e il cane, forse per lo spavento, non riusciva a venirne fuori. Non ascoltava i richiami del padrone e la situazione sembrava peggiorare". Ed è in quel momento che l’uomo si è rituffato nel fiume guadagnando finalmente le attenzioni dell’amico a quattro zampe. "Alla fine è riuscito a tornare a riva. Ma ciò che ha commosso tutti è come quella persona abbia rischiato la vita per l’amato cane".
 
LA NAZIONE
13 GIUGNO 2015
 
Scivola in una scarpata, cagnolino salvato dai vigili del fuoco
Il difficile intervento dei vigili del fuoco in una ex cava a San Lorenzo a Vaccol
 
Lucca, 13 giugno 2015 - Corde, moschettoni e il coraggio di sempre, quello che serve ogni giorno per portare a termine a volte delle vere e proprie missioni. È il caso del salvataggio andato in scena due giorni fa in una ex cava nei pressi di San Lorenzo a Vaccoli, Lucca, dove i vigili del fuoco hanno prestato soccorso ad un cane scivolato in una scarpata. L’animale fortunatamente è rimasto fermo in una piccola piazzola a circa metà parete alta 50 metri. Subito intervenuta, la squadra ha individuato il cane e, con l’ausilio delle tecniche Saf (Speleo, Alpino, Fluviale), ha potuto recuperare l’animale in sicurezza, imbragandolo e riportandolo a terra, dove è stato riconsegnato al proprietario.
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NEL CUORE.ORG
13 GIUGNO 2015
 
PARCO D'ABRUZZO, ASSOCIAZIONI: NO ALLA SEGGIOVIA DELLE FONTARI
"Incide su habitat ricchissimi di biodiversità"
 
"Il parere favorevole al progetto di costruzione della nuova seggiovia "Campo Imperatore-Osservatorio" nel cuore della zona B (Riserva generale) del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, appena fornito dal Consiglio direttivo del Parco, è in aperto contrasto con l'esito dell'istruttoria del suo stesso Servizio scientifico, nonché con le norme della Direttiva n. 92/43/CEE Habitat e il relativo D.P.R. di recepimento e attuazione n. 357 del 08/09/1997". Lo denunciano le associazioni Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness, Pro Natura, Salviamo l'Orso, TCI Club di Territorio di Pescara e WWF che ricordano come l'area di Campo Imperatore sia infatti "interamente compresa in due Siti tutelati dalla Rete "Natura 2000", la Zona di Protezione Speciale IT7110128 e il Sito di Interesse Comunitario IT 7110202".
La realizzazione di progetti che abbiano un'incidenza significativa su habitat e specie prioritari di interesse comunitario può essere approvata soltanto per "motivi imperativi di rilevante interesse pubblico" e solo con il parere obbligatorio e vincolante della Commissione europea (in base all'art. 6 della Direttiva Habitat e all'art. 5, comma 9, del DPR n. 357/1007).
Il progetto è anche in contrasto con la Legge quadro sulle aree protette n. 394/1991, con il D.P.R. 5 giugno 1995 con il quale è stato istituito il Parco e con lo stesso Piano del Parco, approvato con delibera dal Consiglio direttivo dell'Ente in data 21/12/1999 (adottata dalle Regioni Abruzzo, Lazio e Marche).
L'argomentazione addotta nella Deliberazione n. 31/15 del 29/05/2015 del Consiglio direttivo del Parco, secondo la quale la nuova seggiovia Campo Imperatore-Osservatorio costituirebbe un intervento di "mera sostituzione" di quella delle Fontari attualmente presente, è palesemente non corrispondente alla realtà dei fatti: il nuovo tracciato della seggiovia, infatti, sarebbe lungo quasi il doppio di quello esistente (da 800 a circa 1600 metri), spostandosi oltretutto di circa 150 metri verso Nord.
Le Associazioni chiedono dunque al Comitato Regionale VIA di respingere il progetto, in quanto totalmente incompatibile con il territorio del Parco Nazionale e in palese contrasto con le normative europee e nazionali. I membri del CCR VIA devono sapere che, in caso di eventuale approvazione del progetto, si esporrebbero a possibili azioni legali e a sicuri ricorsi amministrativi. e che la Commissione Europea aprirebbe certamente una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia (con grave danno per tutti i cittadini, non solo abruzzesi).
Come riportato nelle "osservazioni" agli Studi di impatto e incidenza ambientale inviati dalle Associazioni al Comitato Regionale VIA lo scorso anno e ora anche nell'istruttoria del Servizio scientifico del Parco stesso, l'eventuale realizzazione della nuova seggiovia distruggerebbe in modo irreparabile habitat prioritari di alta quota di interesse comunitario ricchissimi di biodiversità (in particolare quello denominato "6230* - Formazioni erbose di Nardo", come da ammissione degli stessi proponenti nelle recenti integrazioni allo Studio di incidenza ambientale) contravvenendo alla Direttiva Habitat e alle relative leggi nazionali di recepimento. La stazione di partenza dell'Osservatorio e la parte iniziale della nuova Seggiovia sarebbero poi completamente sovrapposti alla Stazione di Ricerca a Lungo Termine del Gran Sasso (gestita dal Corpo forestale dello Stato), confermando le preoccupazioni espresse proprio dalla Rete Nazionale LTER-Italia, che ha evidenziato "l'inevitabile impatto di tale opera sulle attività di ricerca a lungo termine svolte", ricordando che "le preziose e lunghe serie di dati accumulati in tale sito LTER (trent'anni di dati sulla vegetazione e dieci sugli uccelli) sarebbero irrimediabilmente compromesse da un'alterazione dell'ambiente circostante".
Le Associazioni ribadiscono che occorre cambiare subito politica per la montagna abruzzese. È necessario abbandonare gli investimenti pesanti basati su un turismo invernale già in forte crisi e destinato ad ulteriori inevitabili ridimensionamenti a causa dei cambiamenti climatici (che sono una realtà in atto, non più soltanto una previsione). Bisogna invece scommettere sull'alternativa verde, basata su piccoli investimenti diffusi nel territorio a vantaggio di un turismo più moderno e di maggiore qualità, questo sì in crescita ovunque, basato sui valori naturali unici del "cuore verde d'Europa". Attraverso la conversione in chiave ecologica dei complessi turistico-sciistici, l'attuazione di estesi interventi di risanamento e rinaturalizzazione del territorio e la realizzazione di mille micro-finanziamenti si potrebbe finalmente sviluppare un turismo indipendente dalla presenza di neve sulle piste, in grado di rivitalizzare l'economia dell'area in modo durevole, fornendo lavoro a decine di migliaia di persone per decenni e migliorando e non peggiorando la qualità del nostro preziosissimo patrimonio naturale. Occorre evitare la distruzione definitiva di ambienti preziosi e insostituibili nella vana speranza di scimmiottare le grandi località sciistiche delle Alpi e puntare invece sulla valorizzazione di quegli stessi ambienti perché il Gran Sasso diventi finalmente un punto di riferimento internazionale nell'ottica di una nuova visione della montagna, del turismo e dell'orgoglio di essere abruzzesi.
 
IL GIUNGO
13 GIUGNO 2014
 
Spiagge per cani, a Follonica sono tre, ma quelli di taglia piccola possono andare ovunque
 
FOLLONICA (GR)– Ai cani di piccola taglia libero accesso alle spiagge ovunque e ad ogni ora, ai cani di grande taglia accesso regolamentato per fasce orarie e per zone. Lo prescrive l’ordinanza messa a punto dalla giunta comunale di Follonica per fare chiarezza sulla questione che ha tenuto banco in città negli ultimi giorni, quella della possibilità, anche per gli amici a quattro zampe, di godersi le spiagge.Nell’ordinanza del comune di Follonica si distingue tra cani di piccola taglia e di grossa taglia, intendendo per i primi quelli di peso non superiore agli 8-10 chilogrammi. Per i cani di piccola taglia non è prevista alcuna limitazione nell’accesso alle spiagge, i cani di grande taglia possono essere portati in spiaggia fuori dagli orari di balneazione, cioè prima delle 9 e dopo le 19, oppure portati in spiaggia negli orari di balneazione ma limtatamente ad alcune aree di circa 150 metri di ampiezza, appositamemnte istituite, che si trovano in coincidenza della ex Colonia di Levante, della scuola di via Gorizia e del fosso Cervia, all’estremo nord di Pratoranieri. Ovviamente resta fermo l’obbligo, per i proprietari di cani, di raccogliere le deiezioni eventualmente lasciate in giro dai loro animali.
«Saranno tre le aree pubbliche in cui sarà possibile portare gli amici a quattro zampe indipendentemente dalla loro dimensioni – afferma l’assessore all’ambiente Miriam Giorgeri -. Una a sud della città in zona ex Colonia Marina, una in centro di fronte alla scuola media di Via Gorizia ed una nord del fosso Cervia. Una risposta concreta nel solco della legge regionale n.59, che apre alla possibilità di portare i cani in spiaggia. Ma c’è di più – continua l’assessore – i cani di piccola taglia potranno essere portati in spiaggia su tutto il litorale.»«Raccomandando di utilizzare sempre il guinzaglio e la museruola – aggiunge l’assessore alle politiche del mare Alberto Aloisi – ci spiace che ai cittadini siano arrivate informazioni sbagliate. Dal 18 di maggio,ben prima che scoppiasse il caso mediatico, il comune di Follonica aveva pubblicato l’ordinanza sulla balneazione che, per quanto riguarda i cani, ne consentiva la conduzione nel rispetto della legislazione regionale, rimandando ad apposita ordinanza in caso di ottenimento della Bandiera Blu. Insomma possiamo dire che fino al 2014 per i cani Follonica era off limits, ma che con la nuova giunta l’Amministrazione comunale ha inteso proseguire un percorso ben diverso. Da qui inizia il lavoro degli uffici per studiare una vera e propria area attrezzata per cani. Sulla base delle “risposte” che le tre nuove aree- conclude Aloisi – per i cani ci forniranno, la giunta avrà un quadro chiaro di come muoversi anche dal punto di vista urbanistico. Saranno il senso civico, le regole della buona convivenza, e il rispetto generale la misura della riuscita delle scelte adoperate».
 
BLASTING NEWS
13 GIUGNO 2015
 
I condomini non possono vietare gli animali, ma se il cane abbaia si rischia la condanna
Nonostante si possano tenere animali domestici in casa, se il cane disturba la quiete scatta il risarcimento del danno.
 
Del rapporto fra uomo e animali domestici se n'è discusso tantissimo in questi anni e dopo aver appreso che la Turchia ha fatto costruire degli speciali dispenser in strada per i cani randagi, si torna prepotentemente a parlare del problema di tenere i nostri amici a quattro zampe all'interno dei condomini. Molto spesso, infatti, possedere un cane dentro casa può portare a numerose discussioni con i propri vicini e sta di fatto che non tutti sopportano guaiti e latrati dei nostri animali domestici quando vengono lasciati soli in casa. Ogni buon padrone dovrebbe fare attenzione ai rumori provocati dal proprio cane, poiché una recente sentenza della Cassazione (n. 23944/2015) depositata il 4 giugno scorso, ha condannato una coppia di Como per disturbo della quiete pubblica, considerato che il loro animale domestico aveva scatenato le ire del vicinato con latrati continui che, nonostante i solleciti, i due padroni non erano riusciti ad interrompere. Insomma, tenere un cane si può, ma con giudizio e il suggerimento è di non lasciare questi animali per troppo tempo da soli dentro casa, perché si sa, la noia può essere una brutta compagna, soprattutto se il carattere del nostro amico a quattro zampe è particolarmente vivace. La Legge che regola il possedimento di animali in un condominio
Assodato che sono sempre di più le persone in possesso di animali domestici e che in molti casi ci sono luoghi preposti ad ospitare i nostri amici animali ogniqualvolta ci assentiamo per qualche giorno, la legge italiana ha sancito che gli abitanti di un condominio non possono impedire alle altre persone che ci vivono di tenere un cane o gatto dentro casa, indipendentemente dalla taglia dell'animale. La Legge n. 220/2012, infatti, non permette più nemmeno ai regolamenti di condominio di impedire che gli inquilini possano avere un animale all'interno dello stabile, il quale può liberamente usufruire di scale ed ascensore nel caso i suoi padroni abitino ad un piano sopraelevato rispetto a quello d'ingresso. Ovviamente deve essere cura dei padroni controllare che l'animale non faccia i suoi bisogni sul balcone e che venga portato sempre all'esterno del recinto condominiale per fare urine e feci. In questo modo si può convivere tranquillamente senza rischiare condanne o litigi inutili che possano inasprire i rapporti (già complicati) fra vicini di casa.
 
METEO WEB
13 GIUGNO 2015
 
Animali e salute: ecco come prevenire il rischio forasacchi
E’ doveroso prestare attenzione ai sintomi manifestati dal cane
 
L’arrivo della bella stagione porta con sé un pericolo per i nostri amici a 4 zampe: il famigerato forasacco: una piaga che i padroni dei cani conoscono benissimo. Si tratta delle ariste delle graminacee selvatiche secche (es. avena selvatica, orzo selvatico ecc. Durante il periodo estivo, infatti,può accadere che mentre il vostro cagnolone passeggia in campagna, nel parco o in città, possa incorrere in forasacchi i quali, tramite una serie di dentelli posti su di essi, penetrano in profondità ad ogni movimento del vostro animale. E’ doveroso prestare attenzione ai sintomi manifestati dal cane, diversi a seconda della zona d’ingresso del forasacco. Se colpisce occhi, naso, orecchie, zampe o bocca, possono, rispettivamente, verificarsi: 10-15 starnuti di seguito, a volte così violenti che l’animale sbatte il muso a terra, spesso accompagnati dal sanguinamento della narice d’ingresso; scuotimento della testa, strusciando l’orecchio sulle pareti o sul pavimento, grattandosi di frequente credendo di potersi liberare dal fastidio. Se le zone colpite sono gli spazi interdigitali o i cuscinetti plantari, il cane zoppica vistosamente, non riuscendo neanche ad appoggiare la zampa; se interessano la bocca si verificano tosse ed espettorato sanguinolento, in caso di occhi, forte lacrimazione, gonfiore e occhio semichiuso. Cosa fare se il vostro cane è stato colpito da un forasacco? Rimuovete solo quelli appoggiati superficialmente, senza essersi incastrati sulla pelle dell’animale per non incorrere nel rischio che il forasacco si spezzi e che la parte di spiga rimasta nelle orecchie, nel naso o nella pelle possa infettare o infiammare tutta la zona. Alla presenza dei sintomi elencati sopra, è necessario rivolgersi al veterinario che provvederà ad asportare il corpo estraneo; operazione che spesso richiederà un vero e proprio intervento chirurgico in anestesia locale. Per prevenire il rischio forasacchi: allontanate l’animale dalle zone pericolose (es. quelle in cui l’erba è alta, oppure è stata tagliata e si è seccata al sole; prestando attenzione ai bordi dei marciapiedi in città); assicuratevi di tagliare regolarmente l’erba del vostro giardino, rimuovendola; controllate il vostro cane al ritorno dalla passeggiata, in particolare, nelle zone più delicate e nascoste; spazzolatelo; tosatelo, soprattutto se si tratta di un cane a pelo lungo, più soggetto al rischio forasacchi (soprattutto intorno alle orecchie e fra le dita), scongiurando così anche il pericolo pulci e zecche. Un consiglio: per i cani con orecchie lunghe (es. cocker o basset hound) sono in commercio fasce elastiche o foulard leggeri da mettere intorno alla testa per tenere le orecchie sospese ma protette.
 
ADN KRONOS
13 GIUGNO 2015
 
Migliorano salute e contrastano depressione, con gli animali 4 mld di risparmi in sanità
 
Quattro miliardi di euro di risparmi in sanità sono possibili attraverso la diffusione degli animali domestici, che può migliorare significativamente le condizioni di salute delle persone. Il dato del Centro Studi Sic Sanità in Cifre è stato presentato in occasione del Coordinamento Interregionale degli aderenti e dei partecipanti di FederAnziani Senior Italia per il Sud, svoltosi oggi a Matera. "I risparmi sono stati calcolati alla luce della riduzione dei costi legati alla gestione di alcune delle principali patologie croniche quali diabete, patologie cardiovascolari e depressione, possibile grazie alla diffusione degli animali domestici", ha spiegato il presidente di FederAnziani Senior Italia Roberto Messina."L'attività fisica legata al possesso di un animale - prosegue - contribuisce alla prevenzione e al contrasto delle patologie metaboliche. La presenza di un animale da compagnia contribuisce alla riduzione dell'ipertensione oltre a rappresentare, soprattutto per gli anziani soli, un efficace mezzo di contrasto della solitudine e della depressione che spesso si associa a essa". Per questo l'argomento sarà uno dei nuovi temi al centro del futuro lavoro di FederAnziani, le cui linee guida sono state approvate durante il Coordinamento. Si è parlato inoltre dell'impegno europeo nell'ambito della piattaforma 'Senior International Health Association', nel campo del dolore cronico delle persone over 65 e nella promozione dell'aderenza alla terapia, assieme alle istituzioni europee. "Bisogna far sì che nei prossimi anni nell'intero territorio nazionale, non con una geografia diversificata, gli anziani abbiano servizi uniformi e qualificati - ha dichiarato il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo intervenuto al Coordinamento - per ognuno di questi piani è doveroso il coinvolgimento ufficiale delle associazioni, nella compilazione dei programmi, e FederAnziani è un interlocutore stabilmente presente in molti tavoli del ministero della Salute".
 
LA ZAMPA.IT
13 GIUGNO 2015
 
Salvano tre gattini e la mamma abbandonati in una scatola chiusa con il nastro
 
Claudia Audi Grivetta
 
Una gatta e i suoi cuccioli sono stati abbandonati, rinchiusi in una cassetta di plastica chiusa con il nastro adesivo. E’ successo In Inghilterra, nel Lincolnshire, la scorsa settimana e i poveri mici sono rimasti intrappolati per giorni, senza cibo né acqua.
Fortuna che due giorni fa una volontaria dell’associazione animalista Links Arc, inciampando nella scatola a terra, ha sentito un debole miagolio. Certo, non poteva credere alle sue orecchie e, successivamente, ai suoi occhi. Uno dei cuccioli, purtroppo, era già morto. Gli altri, con la madre, se la sono cavata. I piccoli hanno circa sette settimane di vita. Quando sono stati ritrovati, i gatti erano sporchi e maleodoranti, ricoperti di urina ed escrementi dalla testa alle zampe. «La madre – raccontano sulla pagina Facebook dell’associazione – era così traumatizzata che non riusciva a muoversi, ferma come una roccia e con il cuore spezzato per aver perso uno dei suoi cuccioli». Oggi, dopo aver dormito in una cuccia calda ed essersi sfamati, mamma gatta (soprannominata Phoebe dai soccorritori) e i suoi tre gattini si stanno riprendendo. La Links Arc ha fatto sapere che si prenderà cura di Phoebe e dei suoi cuccioli fino a quando questi ultimi non saranno abbastanza grandi per essere adottati. «Li faremo vaccinare e sterilizzare prima dell’adozione – spiegano. Non ci sono scuse per non avere un gatto già castrato. Tutto questo si sarebbe potuto evitare, ci sono tanti altri modi di agire se le risorse economiche non permettono di mantenere un animale».
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GEA PRESS
14 GIUGNO 2015
 
PALERMO – Dal beagle gettato nel fiume al piccione appeso al cavo. Tutti salvati dai Vigili del Fuoco
 
Menomale che esistono loro. Così, la LIDA di Palermo, commenta i salvataggi di animali avvenuti grazie al pronto intervento dei Vigili del Fuoco.Un piccione, un gatto ed un cane, tutti recuperati da situazioni impossibili.Il primo caso è avvenuto alcune settimane addietro in via dell’Orologio, nel centro storico del capoluogo siciliano. Un piccione rimasto bloccato a testa in giù, in un gancio che reggeva alcuni cavi della luce. Il povero animale, nel tentativo di liberarsi, batteva violentemente le ali ed in molti hanno creduto che per lui non c’era molto da fare. Il cavo, oltretutto, era collocato a molti metri di altezza dal piano della strada.Una cittadina ha così deciso di chiamare la vicina stazione dei Vigili del Fuoco di piazza Verdi e nel giro di pochi minuti  una squadra  è arrivata sul posto  addentrandosi nelle strette vie del quartiere portando con se una scala particolare. Montata a singoli pezzi, ha poi consentito ai Vigili di raggiungere il piccione il quale, estratto dal groviglio di cavi, è stato riposto nei pressi di un’area verde in attesa del volo liberatorio.Con qualche graffio inferto, si è invece conclusa l’avventura di un gattino ormai da giorni prigioniero di una grande vasca semivuota nel Comune di Ficarazzi, alle porte di Palermo. Un luogo inaccessibile tanto da rendere nulli  i tentativi di recupero messi in atto da alcuni abitanti del posto. L’arrivo di una squadra dei Vigili del Fuoco del quartiere palermitano di Braccaccio, ha però consentito il recupero del gattino il quale non è sembrato mostrare subito la sua gratitidine. Soffi, graffi e tentativi di morsi che hanno infine afflitto una Veterinaria che si era interessata del caso.Per il gattino è così iniziata la lunga trafila per una sistemazione momentanea. Contattato il canile municipale di Palermo, si constatava, infatti, l’impossibilità a potere accogliere un animale proveniente da un diverso ambito territoriale. Nessun posto disponibile, invece, in un ambulatorio veterinario privato dove, un Vigile ormai fuori servizio, aveva ricoverato il gattino. Sistemato alla meno peggio per la notte, il micetto, abbastanza vivace, è stato infine accolto da una volontaria di Altofonte (PA).Stessa sorte è toccata anche ad una cagnatta beagle, gettata da mani scellerate nel tratto cittadino del fiume Oreto, nei pressi del quartiere della Guadagna. La squadra dei Vigili del Fuoco di via Durante, ha infatti raggiunto  il posto segnalato da una cittadina, inoltrandosi nell’intrigo di vegetazione che contraddistingue quel tratto di fiume. La cagnolina, ovviamente spaventata per quanto successo, ha subito “ringraziato” a suo modo i Vigili del Fuoco. Anche in questo caso, per la collocazione, sono dovuti intervenire i volontari e la piccola beagle è attualmente in attesa di adozione.
“Questo, come molti altri episodi – spiega Alessandra Musso, responsabile della LIDA di Palermo – mettono in evidenza le difficoltà che si incontrano nel trovare una sistemazione per gli animali bisognosi. Difficoltà che a volte sembrano sconfinare  nella indisponibilità. Per questo siamo ancor di più  grati ai Vigili del Fuoco che non fanno mai mancare il loro intervento“.
 
CORRIERE DELLE ALPI
14 GIUGNO 2015
 
Il veleno per lumache uccide altri due cani
Bocconi letali gettati nel giardino degli animali in via Tilman a Cavarzano cresce la preoccupazione mentre la polizia municipale prepara un piano di Irene Aliprandi
 
BELLUNO. Altri due cani avvelenati, ieri mattina in città. Dopo il caso di Sossai, dove pochi giorni fa sono stati uccisi due gatti e un cane, questa volta a essere colpita è stata Cavarzano e precisamente via Tilman. Non si tratta di una triste casualità: i cani non hanno mangiato i bocconi avvelenati mentre erano a passeggio in giro per il quartiere. Gli animali infatti, entrambi di grossa taglia, hanno mangiato le esche mentre si trovavano all’interno del loro giardino, dal quale non si sono allontanati, e si sono sentiti male contemporaneamente. La padrona di casa ieri mattina era uscita: una volta tornata a casa, ha visto i cani in condizioni già disperate ed è corsa dal veterinario.
Il medico, dopo aver visitato i cani, ha dovuto spiegare alla donna che non c’era nulla da fare e la decisione è stata inevitabile. I due cani sono stati entrambi soppressi per evitare loro ulteriori tremende sofferenze causate dagli effetti del veleno.Secondo il veterinario, i sintomi presentati dai poveri animali portano al veleno per lumache, in genere metaldeide, che è noto per essere letale. Chi lo acquista sa perfettamente che l’ingestione di poche gocce per via orale oppure di acqua di scolo contaminata possono essere letali. Anche l’assunzione di lumache o lucertole avvelenate può essere gravemente dannoso, sia per il cane che per il gatto. Dunque chi utilizza i bocconi avvelenati in zone frequentate da altri animali vuole uccidere o se ne frega delle conseguenze.A questo punto la preoccupazione cresce, perché questi episodi sono sempre più frequenti e diffusi in città, ma anche nei paesi, ed è necessario evitare che altri animali muoiano in maniera tanto atroce, ma soprattutto bisogna scongiurare che i bocconi avvelenati possano essere ingeriti dai bambini che vivono nelle zone dove vengono utilizzati.Si ricorda che l’uccisione e il maltrattamento degli animali sono puniti dagli articoli 544 bis e ter del codice penale, con pene fino a due anni e multe di 30 mila euro.Nel frattempo la polizia municipale si sta muovendo e il comandante Gustavo Dalla Cà ha elaborato un piano che verrà presentato nei prossimi giorni: «Ci sono ancora un paio di dettagli da curare, poi potrò parlarne», spiega Dalla Cà, che sta anche creando una mappatura delle aree maggiormente a rischio all’interno del territorio comunale. L’idea però riguarda gli spazi pubblici, come i giardini o i parchi, mentre poco si può fare per le proprietà private. Non è la prima volta che a Cavarzano e via Tilman in particolare si scoprono bocconi avvelenati.
 
LA NAZIONE
14 GIUGNO 2015
 
Le guardie zoofile sequestrano ’bocconi’ sospetti
E c'è il problema del recupero degli animali feriti
 
Prato, 14 giugno 2015 - Alcuni bocconi di carne sospetta sono stati rinvenuti stamattina dalle guardie zoofile del Nucleo di Prato in via del Guado a Santa Lucia. Le guardie sono intervenute a seguito anche di alcune segnalazioni pervenute in questi giorni. I bocconi sono stati sequestrati e inviati al Scandicci, al centro zooprofilattico per essere analizzati al fine di verificare se si tratta di carne avvelenata o meno. L’invito delle Guardie zoofile di Prato è di segnalare sempre prontamente i casi sospetti inviando una mail a guardiezoofile@ataatoscana.eu oppure telefonando ad altre forze dell’ordine o alla polizia provinciale.Intanto ieri è successo un caso segnalato da un cittadino di Chiesanuova: «Ho trovato un coniglio selvatico investito davanti a casa. Ho fatto tante telefonate dalla polizia provinciale, ai vigili urbani, al Centro scienze naturali – racconta – Nessuno si è mosso per venire a recuperare l’animale e anzi mi sono sentito scaricare dall’uno all’altro. Dopo un’ora di telefonate e attesa, ho caricato la povera bestiola in macchina e l’ho portata al Centro scienze naturali di Galceti nella speranza che possa essere curata».
 
IL SECOLO XIX
14 GIUGNO 2015

Tiene il cane nel sacchetto e gli fa bere la birra, denunciato

Genova - Teneva dentro un sacchetto di plastica un cagnolino, e per dissetarlo gli dava birra da bere: per questo, un genovese di 41 anni è stato denunciato dai carabinieri e accusato di maltrattamento di animali in via Sestri.
L'uomo è stato notato dai passanti, che lo hanno accerchiato e che volevano aggredirlo per strappargli l’animale: dopo essere stati avvisati, i militari sono intervenuti.
Il cane, un piccolo cocker spaniel, è stato affidato al canile municipale di Genova.

 
NEL CUORE.ORG
14 GIUGNO 2015
 
GENOVA, TIENE IL CANE NEL SACCO E LO DISSETA CON BIRRA: DENUNCIATO
Quarantunenne accerchiato dalla folla
 
Teneva dentro un sacchetto di plastica un cagnolino e per dissetarlo gli dava della birra. Per questo un genovese di 41 anni e' stato denunciato dai carabinieri per maltrattamento di animali. E' successo in via Sestri. L'uomo e' stato notato dai passanti che lo hanno accerchiato e che volevano aggredirlo per strappargli l'animale. I militari sono stati avvisati e sono intervenuti. La bestiola, un cocker spaniel, e' stato affidato al canile municipale di Genova.
 
LA NUOVA SARDEGNA
14 GIUGNO 2015
 
Barracelli di Alghero salvano un cane da una morte atroce
L'animale era caduto dentro un vascone pieno d'acqua ed era sfinito. Task force con il Taxi Dog e la Polizia locale per soccorrerlo e curarlo

 
ALGHERO (SA). Ha rischiato di annegare dentro un vascone, dove era caduto probabilmente da giorni senza che nessuno se ne accorgesse. Una pattuglia di barracelli ha salvato un  cane   da una fine atroce. L'animale,  un giovane meticcio, era  finito dentro  un vascone scoperto pieno d'acqua  in un'area produttiva abbandonata. Quando i ranger sono arrivati, richiamati dai suoi flebili guaiti, il cane  cercava disperatamente di rimanere a galla nell'acqua sporca.I barracelli, guidati dal loro comandante Antonio Soggiu, hanno attivato una task force per curare il cane, che aveva immediato bisogno di un veterinario per le  profonde lesioni alle unghie e uno stato di sfinimento. Il Taxi Dog di Sassari è intervenuto tempestivamente anche grazie alla collaborazione della Polizia Locale e  di  Eva Bianchi, presidente della Lega del Cane di Alghero.Ora i barracelli di Alghero stanno cercando di stabilire se l'animale vi sia caduto accidentalmente o se vi sia stato gettato intenzionalmente.
FOTO
 
GEA PRESS
14 GIUGNO 2015
 
Penisola Sorrentina – Decine di postazioni di caccia illegale (fotogallery)
Richiami vietati serviti da centinaia di metri di cavi elettrici
 
Si sono concluse in questi giorni le operazioni di repressione del bracconaggio condotte dal Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia (NA) agli ordini del Comandante Romualdo Apicella. Gli interventi, coadiuvati dai volontari del WWF Penisola Sorrentina, hanno portato allo smantellamento di numerose postazioni per il richiamo delle quaglie e al sequestro degli impianti elettronici come nel caso di altoparlanti, batterie e cavi elettrici. Il tutto allestito sui monti della penisola sorrentina dal Faito fino a Punta della Campanella.Le località particolarmente interessate dai pattugliamenti sono state quelle di Monte Vicalvano e Colli S.Pietro a Piano di Sorrento, Monte di Torca e Deserto a Massa Lubrense,  Moiano, Arola, Monte Comune e Faito a Vico Equense.L’ultimo intervento risale alla scorsa notte quando è stata individuata l’ennesima postazione occultata tra la vegetazione sul Monte Faito, nel cuore del Parco Regionale dei Monti Lattari. Nascosti in un armadietto chiuso da catenaccio anche numerosi proiettili da caccia. “Le postazioni dei bracconieri che oggi individuiamo – ha dichiarato  Claudio d’Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina – sono al passo con i tempi: rigorosamente blindate in casseforti, apparentemente inespugnabili, chiuse da catene e catenacci, e con sofisticati impianti azionati da timer“. Ormai superate sono le vecchie autoradio con cassettina a nastro che riproducevano in “loop” il verso dell’uccello da catturare. Oggi, invece, si trovano sofisticate schede elettroniche con pen-drive e dispositivi azionabili a distanza.Particolarmente preoccupante quanto relativo alle armi da caccia. I fucili, per potere sparare a caccia chiusa, vengono nascosti nella montagna. Si tratta di armi con matricola  abrasa.“L’uso per la caccia dei richiami elettromagnetici ed elettrici è vietato - ha aggiunto il responsabile del WWF – ma evidentemente non per taluni cacciatori che ritengono di poter impunemente infrangere la legge e depredare, a proprio piacimento, l’avifauna migratoria cospargendo le montagne, con pazienza certosina e tenacia maniacale, di centinaia di metri di fili elettrici  interrati al suolo e nascondendo le casseforti bunker. La mole del materiale rinvenuto alle pendici del Monte Vicalvano (oltre 200 metri di corrugato per impianti elettrici) e il fatto stesso che per interrare i fili elettrici ed allestire le casseforti sia stato indispensabile scavare, usare cemento e strumenti per rompere la roccia e per saldare, impiegando diverse ore di lavoro, proprio nei pressi di abitazioni, lascia chiaramente presupporre come i famigerati bracconieri siano gente del posto, ben conosciuti e tollerati dagli abitanti e dagli stessi amministratori locali“.
Sebbene gli interventi erano stati programmati per la repressione del bracconaggio, non sono mancate contestazioni di reati relativi a fenomeni di abusivismo edilizio, scarico di liquami, taglio di alberi, deposito di rifiuti.
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IL PICCOLO
14 GIUGNO 2015
 
Cervignano, ragazzini cacciati dal pullman per Ulisse
L’autista: «Quel bassotto non sale». Ultima corsa fino a Grado negata a Veronica e Leonardo
 
Tiziana Carpinelli
 
CERVIGNANO (UD). Cacciati dalla "26" perché in compagnia del bassotto, un cucciolo di dieci mesi dal pelo bruno e una manciata scarsa di chili. È la disavventura capitata a due fratelli di Conegliano di 18 e 16 anni, che per la prima volta, venerdì, avevano preso i mezzi pubblici per venire a trascorrere un week-end di sole nella casa estiva di Grado.In treno, fino alla stazione di Cervignano, tutto liscio come l’olio: i ragazzi avevano perfino pagato il biglietto al bassotto. È alla fermata della "26" che sono sorti i problemi, dove in sostanza il messaggio è stato questo: «Il cane sul bus non sale senza protezioni per gli altri passeggeri». E a nulla sono valse le proteste di una coppia di turisti inglesi, che per ovviare alla carenza di museruola e guinzaglio, si erano offerti di prestare un foulard (così da “tappare” per il tragitto il musetto della bestiola).L’inflessibile conducente, ligio al regolamento fino al midollo, ha lasciato appiedati i due. Con un’aggravante, almeno agli occhi della mamma dei ragazzi, Moira Stefani, che ieri ha protestato con l’azienda dei trasporti: era l’ultima corsa delle 19.01. Così i giovani, che come tutti i ragazzi di quell’età non dispongono di grandi risorse economiche, sono dovuti ricorrere al taxi per trasferirsi dalla fermata all’Isola d’oro. Morale della favola: portafoglio alleggerito di 35 euro per la corsa (cui si somma il prezzo del biglietto di linea obliterato per errore) e umore sotto i tacchi per via del trattamento subìto.La storia, che piacerà poco agli animalisti, viene così raccontata da mamma Moira: «A fare male è la frase rivolta ai ragazzi, che cercavano di esprimere il proprio disagio: “Se vengo nel vostro paese io rispetto le vostre regole”. Ma di quale paese parliamo? Conegliano? I miei ragazzi frequentano entrambi il classico Marconi, il secondo liceo più prestigioso d’Italia, hanno un aspetto più che normale, non sono due scapestrati e si comportano educatamente».«È vero - prosegue - che non c’era la museruola, ma il bassotto è un cucciolo e stava in braccio a mia figlia Veronica in un bus semi-deserto: chi avrebbe potuto danneggiare? Grado è una città che denota sensibilità animalista e ha pure una spiaggia per cani. In generale, e io non ne condivido la condotta, sui litorali capita di vedere cagnoni di grossa taglia che sfiorano le persone: nessuno dice niente. E un piccolo bassotto che ha viaggiato in treno non può salire sul bus?». «Per me - conclude - è una cosa sconvolgente che due ragazzi, di cui uno minorenne, restino in strada per questo motivo».Come Ulisse, l’eroe mitologico, anche il nostro Ulisse, cioè il bassotto protagonista della vicenda, ha dunque penato per approdare sulla fatidica isola. «Senz’altro non è giusto chiedere di compiere un’eccezione - sottolinea la 18enne Veronica, in vacanza col fratello Leonardo -, ma lo abbiamo fatto solo perché non c’era altra possibilità di arrivare a Grado. Era la prima volta che ricorrevamo ai mezzi pubblici e non è stata un’esperienza fantastica». Tra l’altro, quando poco prima per sbaglio erano saliti su un’altra 26 (non quella che li avrebbe portati all’isola), i due avevano tranquillamente obliterato, impegnandosi a tener tranquillo l’amico a quattro zampe.«L’autista ha applicato la regola alla lettera - commenta il direttore Apt Roberto Bassanese – non posso appuntargli alcunché: certo talune valutazioni spettano alla sensibilità dell’autista, ma dal punto di vista del regolamento si è comportato correttamente. Daremo corso al reclamo e sostituiremo il biglietto obliterato visto che non è stato usufruito».
 
LA ZAMPA.IT
14 GIUGNO 2015
 
Cani e umani sono sincronizzati anche nello stress
Uno studio ha dimostrato che lo stato emotivo dei padroni influenza i livelli di ormone degli animali
 
Giulia Merlo
 
Il legame tra cani e animali sembra riflettersi anche negli ormoni. Uno studio di «Physiology & Behavior» ha dimostrato che, quando partecipano alle gare canine, cani e padroni producono livelli più alti dell’ormone dello stress. Curiosamente, i livelli più elevati si toccano quando cani e padroni gareggiano insieme. I ricercatori hanno seguito 58 padroni - 44 donne e 14 uomini - e 58 cani e alla fine della gara sono stati raccolti dei campioni di saliva. I livelli dell’ormone dello stress erano significativamente più alti negli uomini e nei loro cani, il livello era di poco più alto del normale nelle donne e invariato nei loro animali.Questo ha dimostrato che le donne interagiscono diversamente con i cani, ma anche che il sesso del cane non influisce sul suo «sincronizzarsi» con il padrone. Probabilmente, quindi, i cani percepiscono gli odori e i segnali involontari dei padroni, come il linguaggio del corpo, le espressioni facciali e i differenti tipi di tocco, che sono il primo veicolo di trasmissione dello stato psicologico tra cane e padrone. 
 
LA ZAMPA.IT
14 GIUGNO 2015
 
I cani ignorano le persone che trattano male i loro padroni
 
I cani non amano le persone che trattano male i loro padroni, al punto da rifiutare il cibo che queste persone offrono loro. È il risultato della ricerca guidata da Kazuo Fujita, professore di cognizione comparativa all’Università di Kyoto. «Abbiamo scoperto per la prima volta che i cani fanno valutazioni sociali ed emotive delle persone a prescindere dal loro diretto interesse», ha spiegato. Questa capacità, ha aggiunto, «è uno dei fattori centrali nella costruzione di una società altamente collaborativa e questo studio dimostra che i cani condividono questa abilità con gli esseri umani». Nell’esperimento sono stati utilizzati 3 gruppi di 18 cani in giochi di ruolo che prevedevano la presenza del padrone e di altre due persone, più o meno collaborative con il padrone stesso, per valutare la reazione degli animali. La capacità registrata nei cani è comune anche ai primati, ma non a tutti: «c’è uno studio simile che mostra i cebi dai cornetti (un primate dell’America del sud) avere questa abilità, ma non c’è nessuna prova che gli scimpanzè dimostrino preferenze a meno che non ci sia un beneficio diretto per loro», ha sottolineato Fujita.
 
IL MATTINO
14 GIUGNO 2015
 
Picchia brutalmente il suo cane, gli spezza la schiena e lo lascia in fin di vita

 
NORTH SHIEDS - Senza cuore, ha picchiato brutalmente il suo cagnolino, Scoobie, senza motivo, in preda all'alcol.
Paul Rush, un uomo di 36 anni di North Shields, in Inghilterra, è stato arrestato per aver spezzato la colonna vertebrale, aver rotto uno zigomo e qualche costola al suo cane.
Dopo l'aggressione, per soddisfare in pieno il proprio crudele ego, Rush ha lasciato a terra il povero animale, dolorante, mentre lottava tra la vita e la morte.L'uomo dovrà rimanere in carcere per le prossime 18 settimane: come è logico che sia, non potrà mai più possedere alcun animale, dopo essersi dichiarato colpevole.Dopo essere stati allertati dalle grida di una vicina di casa di Rush, gli ispettori sanitari, una volta fatta irruzione nell'abitazione, hanno trovato l'animale a terra, privo di sensi.Fortunatamente Scoobie, dopo essere stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, sta molto meglio e ha recuperato in pieno.
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NEL CUORE.ORG
14 GIUGNO 2015
 
FRANCIA, LA CORRIDA CANCELLATA DALL'ELENCO DEI BENI CULTURALI
Decisione del tribunale amministrativo di 2.o grado
 
Un tribunale amministrativo francese di secondo grado ha stabilito che la corrida dev'essere cancellata dall'elenco dei beni culturali immateriali francesi. Con ciò fallisce il tentativo dei fautori della tauromachia di garantirne il futuro collegandola alla tradizione. Allo stato, comunque la corrida rimane legale in Francia, dov'è praticata nel sud (famosa quella di Arles).
L'iscrizione della corrida era avvenuta nel 2011 ad opera di un'oscura commissione ministeriale senza la dovuta pubblicità e trasparenza. Per questa ragione il tribunale ha deciso di cassarla.
 
HUFFINGTON POST
14 GIUGNO 2015
 
Tbilisi, alluvione causa 8 morti. Animali fuggono dallo zoo, è safari nelle strade della città: uccisi lupi, leoni, orsi (FOTO)
 
Sei lupi, un leone, un orso, una tigre e una iena sono stati uccisi a Tbilisi, in Georgia, dopo che decine di animali sono fuggite dallo zoo a seguito degli allagamenti causati dalle forti piogge. Lo ha fatto sapere la polizia. Mentre nella città si contano otto morti e tre dispersi per le inondazioni del fiume Vera, si è alzato l'allarme per gli animali che vagano liberi nei quartieri vicine allo zoo. I lupi si aggiravano nella zona di un ospedale infantile, quando sono stati localizzati e uccisi. Un ippopotamo è stato sedato nel pieno centro cittadino, mentre tra le tante segnalazioni arrivate alla polizia ci sono quelle degli abitanti del quartiere di Nutsubitse, che hanno visto una pantera nera in strada. Tra gli animali che ancora mancano all'appello ci sono fino a 14 lupi, sette leoni, 14 pinguini, diverse tigri e giaguari, secondo gli amministratori dello zoo.
Nel video un alligatore che nuota in mezzo alle macchine:
FOTO E VIDEO
 
ANSA
14 GIUGNO 2015
 
Georgia, animali in fuga da zoo Tbilisi
Capitale inondata in seguito a violenti piogge
 
ROMA, 14 GIU - Animali sono in fuga dallo zoo della capitale georgiana Tbilisi, inondata in seguito a violente piogge. Foto postate sul web mostrano un orso raggiunto da diversi colpi soporiferi all'esterno delle recinzioni, mentre la tv ha trasmesso le immagini di un ippopotamo che si aggira in Piazza degli Eroi. Residenti della zona parlano anche di avvistamenti di lupi e tigri. Il ministero degli Interni ha mobilitato le forze speciali.
 
ARTICOLO TRE
16 GIUGNO 2015
 
Inondazione Georgia: tragica fine per gli animali scappati dallo zoo
 
Redazione – Si è conclusa nel peggiore dei modi la fuga degli esemplari più feroci dallo zoo di Tblisi; le carcasse di molti di loro, dopo essere stati fucilati, adesso ricoprono le strade fangose della capitale georgiana, colpita dai forti nubifragi che hanno causato una terribile inondazione. Le avverse condizioni meteo avevano trasformato tutto in un vortice infernale di fango ed acqua, permettendo agli animali di fuggire e successivamente di vagare liberamente per le strade. Lo scenario poteva sembrare quello di uno dei film catastrofici di Hollywood, ma purtroppo il tutto era realtà. Oggi le operazioni di pulizia sono iniziate, ed hanno fatto maggior chiarezza sulla fine di orsi, leoni, tigri e lupi, tutti ammassati in un mare di fango scuro e pozze di sangue. Fortunatamente l'ippopotamo, anch'esso fuggito, dopo un lungo inseguimento, è stato catturato, grazie ad una dose massiccia di tranquillante, e riportato sano e salvo allo zoo; molti altri esemplari non hanno avuto la stessa buona sorte. Intanto sono già tredici le persone decedute a causa dell'inondazione, tra cui proprio tre lavoratori dello zoo di Tblisi. I residenti sono stati avvertiti ed invitati a rimanere in casa, soprattutto a stare lontano dalla zona vicino allo zoo, perchè un certo numero di animali selvatici risulta ancora disperso, con la paura che molti siano già in giro per le colline della capitale georgiana. Lo stesso zoo sta ancora cercando di determinare ciò che è accaduto a quattro leoni, tre tigri e un giaguaro. Gli elicotteri continuano a sorvolare i cieli della città per poter rintracciare gli animali affamati e pericolosi. I residenti della capitale georgiana infatti – (vivono circa 1,1 milioni di persone) – temono che potrebbero attaccare man mano che diventano più affamati, nella disperata ricerca di cibo. L'alluvione ha ucciso anche 60 dei 300 cani senza casa in un rifugio privato vicino allo zoo. La polizia sta battendo proprio la zona collinare di Tblisi, ma ci sono state anche segnalazioni di persone che avrebbero impugnato il loro fucile da caccia per sparare agli animali che avvistano per le strade della città. "Credo che l'uccisione, per difesa, in caso di un attacco da parte di un predatore ad un uomo, sia comprensibile. Ma molti altri casi, ingiustificati, devono essere spiegati. Se avvistate un animale avvertiteci" ha detto il direttore dello zoo esortando polizia e cittadini a non uccidere gli animali se non necessario.
FOTO
 
NEL CUORE.ORG
17 GIUGNO 2015
 
ALLUVIONE A TBILISI: TIGRE UCCIDE UN UOMO E LA POLIZIA L'ABBATTE
L'epilogo in una piscina vuota, vicino allo zoo
 
E' finita come si temeva. La polizia di Tbilisi, in Georgia, ha ucciso la tigre albina che stamane ha ferito due persone (una e' morta), dopo aver vagato per tre giorni nella città alluvionata.
Il grande felino si aggirava per un quartiere residenziale e ha attaccato quattro persone vicino a una piscina in disuso, poco distante dallo zoo distrutto. Un uomo è stato sbranato e un altro è stato ferito.
La vittima è stata morsa alla gola, mentre il ferito a un braccio, ha riferito il ministro dell'Interno Vajtang Gomelauri, che si è recato sul luogo dell'incidente. Lunedì i responsabili dello zoo avevano assicurato che tutti gli animali fuggiti erano stati recuperati o uccisi dalle forze di sicurezza. Erano decine, tra cui leoni, orsi, tigri e coccodrilli. Nelle inondazioni sono morte 17 persone, secondo gli ultimi dati ufficiali.
 
LA ZAMPA.IT
17 GIUGNO 2015
 
Tbilisi, tigre fuggita dallo zoo sbrana un uomo
 
È stata abbattuta dalla polizia georgiana la tigre che ha sbranato la scorsa notte un uomo a Tbilisi. L’animale - inizialmente scambiato per un leone dai media locali - era fuggito dallo zoo della capitale georgiana assieme a molti altri esemplari a causa dell’inondazione che pochi giorni fa ha ucciso almeno 19 persone. La belva, una tigre bianca, si nascondeva in una fabbrica abbandonata.L’amministrazione dello zoo aveva annunciato ieri che nell’inondazione erano morti 8 leoni, 7 tigri, almeno 2 giaguari su 3 e 12 orsi su 14.
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NEL CUORE.ORG
14 GIUGNO 2015
 
GERMANIA, ELEFANTESSA IN FUGA DAL CIRCO UCCIDE UN UOMO
La sezione tedesca di Peta denuncia i circensi
 
Un'elefantessa africana di 34 anni, di nome Baby, in fuga da un circo, ha ucciso, ieri mattina mattina all'alba, un uomo di sessantacinque anni uscito di casa per fare una passeggiata nel bosco. E' successo a Buchen, nel sudest della Germania.La polizia indaga in tutte le direzioni: "L'elefantessa non poteva liberarsi da sé. O è stata liberata o il cancello era chiuso male", ha spiegato una portavoce. Non si capisce neanche perché l'elefantessa abbia attaccato l'uomo: gli addetti del circo "Luna" (già al centro di varie polemiche) l'hanno trovata a soli cento metri dal suo recinto, l'hanno calmata e ricondotta "pacificamente" nell'area di stazionamento.Secondo la dpa, principale agenzia di stampa tedesca, Baby ha precedenti in fatto di aggressioni contro gli esseri umani. La sezione tedesca di PETA ha denunciato il circo sostenendo che gli elefanti e gli orsi del "Luna" sono diventati "imprevedibili" dopo anni ed anni di maltrattamenti: gli elefanti che hanno avuto "cattivi rapporti" con gli uomini non lo dimenticano mai.In tutto il mondo, ogni anno, sono 500 più o meno i casi di morte a causa dell'aggressione di un pachiderma 
 
GEA PRESS
14 GIUGNO 2015
 
Germania – Il video dell’elefante in fuga dal circo. Un uomo ucciso e mille polemiche
Gli animalisti: via gli animali dai serragli ambulanti
 
Un elefante indiano di 34 anni in fuga da un circo di Buchen, nel land tedesco del Baden-Württemberg. Via dal circo, lungo le strade della cittadina fino a quell’incontro con un uomo di 65 anni. Il passante è morto schiacciato dalla furia del pachiderma. Si ignora cosa possa avere comportato tale comportamento, ma è bene ricordare che in alcuni paesi, tra cui l’Italia, gli elefanti sono definiti per legge “pericolosi per la salute e l’incolumità pubblica”.
I fatti sono avvenuti ieri mattina. La moglie del pover uomo, impensierita dal mancato rientro del marito, era uscita da casa per cercarlo quando ha notato l’assembramento delle forze di polizia. Avvicinatasi, ha così scoperto che quel corpo in terra, era il marito.Sul caso infuriano le polemiche. Secondo una nota diffusa da PETA, quell’elefante non era nuovo a fatti di cronaca. Gli animalisti, tornano inoltre a chiedere l’immediata dismissione degli animali dalle strutture circensi. Spazi inevitabilmente ristretti e ritmi di “lavoro”, tra cui i frequenti spostamenti, molto intensi.Nel video girato da un passante, si vede l’elefante in fuga per una strada di Buchen. Il pachiderma è tallonato da una persona (forse un inserviente del circo) ed è seguito da alcuni mezzi della polizia.
VIDEO
 
GEA PRESS
14 GIUGNO 2015
 
Inghilterra – Mangiatoia mortale
Fine di una volpe attratta dalla noce di cocco spalmata di grasso

 
Un salvataggio non andato in porto. L’incredibile morte capitata alla povera volpe ha lasciato con l’amaro in bocca i volontari del Fox Project, un’associazione inglese che dedica la sua attività alla protezione del piccolo canide nel sud est dell’Ingulterra.Una mangiatoia per uccellini, sparsa di grasso e semi. Ormai rotta, era stata messa di lato in un giardino, attirando, con l’odore del grasso, la volpe. La testa del piccolo animale era rimasta incastrata nella cavità della mangiatoia ricavata con una noce di cocco.A nulla sono valsi i tentativi di cattura. I volontari sono pure ricorsi alle gabbie trappole, ma l’elusività tipica della volpe ha questa volta causato un brutto scherzo. L’animale, infatti, è stato trovato in un prato ormai morto. La testa era ancora incastrata all’interno della mangiatoia. L’animale, stanto quanto dichiarato dall’associazione inglese, aveva di certo sofferto di problemi respiratori oltre che dell’infezione che si era sviluppata a seguito delle ferite.L’appello è ora rivolto affinchè si prenda consapevolezza della pericolosità che possono arrecare  anche quegli oggetti giudicati  innocui. Andrebbero tutti accuramente eliminati evitando di lasciarli accessibili agli animali.
 
LA STAMPA
15 GIUGNO 2015
 
Scoperto un canile lager: animali morti di stenti abbandonati da mesi nei box, altri nel congelatore
Sedici carcasse di cani abbandonate nei box in cui avrebbero dovuto essere curati e accuditi. Quattro trovati in un congelatore insieme a un gatto e a molti alimenti avariati
 
 
 
Daniele Prato
 
Tagliolo Monferrato  (AL) - Sedici cani apparentemente morti di stenti nei box in cui avrebbero dovuto essere curati e accuditi. Quattro trovati in un congelatore insieme a un gatto e a molti alimenti avariati. E’ la scoperta choc effettua dai carabinieri di Ovada nel cascinale Rondinaria a Tagliolo Monferrato, nella zona industriale della Caraffa.  
Nell’edificio, con annesso fienile, una pizzeria. Alle spalle, il canile con una ventina di box. A gestire entrambi è un uomo che abita nello stabile. In base alle prime informazioni il blitz sarebbe partito da una segnalazione arrivata ai militari: l’intervento ha consentito di salvare altri 4 cani, trasferiti al canile di Ovada.  Sul posto sono arrivati nella notte i carabinieri, il servizio veterinario e di igiene dell’Asl, le guardie zoofile e l’Enpa. Di molti animali, rinchiusi nei box, non restavano che le ossa e mucchi di pelo. In base a quanto trapela, potrebbero essere morti da almeno 6 mesi. In un freezer, collocato sotto un portico di fianco alla pizzeria - che risulta chiusa da una decina di giorni - l’altra macabra scoperta: le carcasse di 4 cani, tre di grossa taglia e uno piccolo, e un gatto, avvolti in dei sacchetti.  Nella pizzeria sarebbero state trovati alimenti avariati, mal conservati e pessime condizioni igieniche. Le indagini sono appena all’inizio, per fare chiarezza su una situazione da horror. L’uomo al momento viene ascoltato dai carabinieri: il cascinale lo aveva in affitto ma pare che da tempo avesse ricevuto lo sfratto.  
FOTO
 
REPUBBLICA.IT
15 GIUGNO 2015
 
Alessandria, cani e gatti nel congelatore: blitz dei carabinieri nel canile-lager
Scoperta choc a Tagliolo Monferrato, nei pressi di Ovada, dopo una segnalazione anonima. Nelle gabbie trovati i resti di 16 animali: solo quattro sono stati salvati. I gestori, una coppia di 45 anni, sono stati denunciati: "Conservavamo gli animali perché volevamo seppellirli" si sono giustificati. Le indagini continuano
 
di CARLOTTA ROCCI
 
Sedici cani, con ogni probabilità morti di stenti, nei box in cui avrebbero dovuto essere accuditi. Altri quattro in un congelatore sotto un portico di fianco alla pizzeria annessa all'edificio, insieme con un gatto e a cibi avariati. I carabinieri di Ovada hanno scoperto tutto ciò in un cascinale di Tagliolo Monferrato, nell'Alessandrino, che dai primi riscontri ha tutta l'aria di essere un canile-lager. Nell'edificio, noto come "cascina Rondinaria", c'era anche una pizzeria, e, sul retro, venti box in cui erano rinchiusi gli animali. Macabro lo scenario di fronte a cui si sono trovati i militari: di alcuni cani non rimanevano che pochissimi resti. A far scattare il blitz è stata una segnalazione anonima, grazie alla quale sono stati salvati quattro cani ancora prigionieri che, in grave stato di denutrizione, sono stati trasferiti nel canile di Ovada. Nella pizzeria, chiusa da una decina di giorni, i carabinieri hanno trovato alimenti avariati e pessime condizioni igieniche. I gestori di tutto il complesso, una coppia di 45 anni, sono stati interrogati dai carabinieri che, intervenuti nella notte assieme a servizio veterinario e di igiene dell’Asl, guardie zoofile e volontari Enpa, faranno rapporto alla magistratura. "Gli animali erano nel freezer perchè volevamo seppellirli - si sono giustificati i due, che sono stati denunciati per uccisione e maltrattamento di animali -  ma erano morti in inverno e la terra era troppo ghiacciata per scavare una fossa". Nessuna spiegazione, tuttavia, sull'attività del canile e sulla provenienza degli sventurati animali. L'intera area, che i due avevano preso in affitto ma che era da tempo oggetto di sfratto, è stata sequestrata. Le indagini continuano.
 
VIRGILIO NOTIZIE
16 GIUGNO 2015

Nel canile degli orrori: carcasse nei freezer di una pizzeria

Le carcasse nei freezer di una anonima pizzeria dell'alessandrino, i clienti che consumano allegramente la loro serata di euforia settimanale, un inverno troppo freddo per dare a quei cani degna sepoltura. Il proprietario di un locale di Tagliolo Monferrato si è giustificato così davanti ai carabinieri, appellandosi alla difficoltà di scavare una buca dove sistemare i resti di quei cagnolini.
Solo quattro cani sono stati salvati. Solo quattro su venti: tanti erano i cani del cascinale di Tagliolo, in provincia di Alessandria. I carabinieri di Ovada, grazie ad una segnalazione anonima, hanno trovato solo ossa, peli, denti sparsi ovunque e nei congelatori nel retro della pizzeria almeno quattro cadaveri racchiusi in grandi sacchi. Le guardie zoofile e ai tecnici di Asl e Enpa sono riusciti a salvare un beagle e tre retriever, in pessime condizioni ma vivi in quelo che si è presentato come un canile lager.
Il canile degli orrori è stato sequestrato e il ristoratore e proprietario Gabriele Locci, 45 anni, è stato denunciato per maltrattamenti. La compagna dell'uomo ha detto di non aver mai notato nulla di strano e anche i vicini hanno dichiarato che, da molto tempo, non sentivano più abbaiare senza chiedere informazioni a Locci, stando alle prime informazioni raccolte dalle forze dell'ordine e riferite dall'agenzia ANSA.
http://notizie.virgilio.it/videonews/canile-lager-alessandria.html

 
TG COM 24
16 GIUGNO 2015
 
Il "canile" degli orrori: carcasse nei freezer di una pizzeria ad Alessandria
Animali malnutriti e lasciati imputridire nel garage, brandelli nei freezer in sacchi di juta: la crudeltà inaudita di un ristoratore, denunciato per maltrattamenti. Trovati vivi solo quattro cani
 
"Sono morti in inverno, troppo difficile scavare una buca per sotterrarli": così ha risposto il ristoratore di Alessandria che nel retro della sua pizzeria ha lasciato morire una ventina di cani. I carabinieri hanno trovato carcasse decomposte ovunque e nel freezer animali fatti a pezzi. Nemmeno lo sforzo di giustificarsi quando gli è stato chiesto un motivo per tutto quell'orrore. Solo quattro cani sono stati salvati Morti di stenti e di freddo, è questa la fine che hanno fatto i venti cani del cascinale di Tagliolo Monferrato, in provincia di Alessandria. Nel retro della pizzeria i carabinieri di Ovada, grazie ad una segnalazione anonima, hanno trovato solo ossa, peli, denti sparsi ovunque e nei freezer almeno quattro cadaveri racchiusi in grandi sacchi. Le guardie zoofile e ai tecnici di Asl e Enpa sono riusciti a salvare un beagle e tre retriever, in pessime condizioni ma vivi.Il canile degli orrori è stato sequestrato e il ristoratore e proprietario Gabriele Locci, 45 anni, è stato denunciato per maltrattamenti; la ex compagna ha detto di non aver mai notato nulla di strano. Anche i vicini hanno dichiarato che da molto tempo non sentivano più abbaiare, ma nessuno immaginava che nel retro di quel ristorante si consumavano crudeltà inaudite e gratuite sui poveri animali. Gli inquirenti escludono per il momento contaminazioni nell'attività della pizzeria, che comunque ha presentato pesanti carenze igieniche.
VIDEO
 
GEA PRESS
16 GIUGNO 2015
 
Alessandria. Orrore nell’allevamento di cani Labrador

 
L'ENPA: ci costituiremo Parte Civile
– Comunicato dell’ENPA di Alessandria in merito al recente intervento congiunto ai Carabinieri ed all’ASL Veterinaria,  in un allevamento di cani Labrador della provincia.
Secondo quanto riportato dalla Protezione Animali, le cui Guardie hanno preso parte alle indagini, la situazione si sarebbe presentata complicata e difficile da dimenticare. Nei circa 18 box erano presenti quattro cani ancora vivi, due carcasse di cani nella zona giorno ed i resti di 16 cani nella zone notte, chiusi all’interno.
In un congelatore, poi, i resti di quattro cani ed un gatto.
I quattro cani superstiti sono stati posti sotto sequestro e trasferiti presso il canile municipale di Ovada gestito dai volontari ENPA. L’ ENPA con i propri legali si costituirà parte civile nel processo eventualmente intentato. Pesanti le accuse rivolte dall’ENPA: le situazioni venutesi a creare potrebbero essere state volute. Particolarmente penoso quanto descritto in merito ai 16 cani della zone notte. Sempre la Protezione Animali, riferisce di morte per fame e sete
 
IL TIRRENO
15 GIUGNO 2015

Cani, pulcini e agnelli maltrattati nella fattoria illegale
L'allevamento abusivo è stato scoperto da Enpa e Municipale nella campagna fra Empoli e Montelupo: era una capanna di otto metri per sei. Denunciata una persona

 

MONTELUPO (FI). Un allevamento abusivo con otto cani di varie razze tenuti in un luogo angusto e malsano e una baracca di otto metri per sei con 12 pecore, 10 agnelli, 3 capre e capretti. E poi una gallina con i suoi pulcini dentro dei piccoli contenitori. E' quanto scoperto da Enpa e polizia municipale in un terreno di un ettaro, tra Montelupo Fiorentino e Empoli. Una persona  stata denunciata.
Agenti e guardie zoofile sono intervenuti dopo aver ricevuto delle segnalazioni. Durante il sopralluogo, sono stati sequestrati un fucile non denunciato, sette tagliole a scatto per la cattura degli uccelli, tre trappole in rete metallica e una rete per l'uccellagione. E poi una tortora, un merlo e un colombaccio, tutta fauna selvatica non cacciabile e che non pu essere detenuta senza specifica autorizzazione.
"L'area recintata -  spiega Enpa - si presentava in uno stato di degrado con ammassi di rifiuti eterogenei di vario tipo nel quale stavano gli animali. I controlli amministrativi e il monitoraggio del ripristino del benessere animale sarà costantemente seguito dal personale Enpa in collaborazione con l'Asl veterinaria di Empoli".

 
GEA PRESS
15 GIUGNO 2015
 
Firenze – Pecore tra letame e tetto in lamiera (fotogallery)
Anche attrezzi per bracconaggio, nell'intervento delle Guardie ENPA e della Polizia Provinciale
 
Una proprietà di un ettaro nella provincia di Firenze, con terreno circondato da rete metallica. Queste le catatteristiche del luogo segnalato per un presunto caso di maltrattamenti di animali, al Nucleo Provinciale Guardie Zoofile ENPA di Firenze. Un’area particolare perchè posta all’interno di una Zona di Ripopolamento e Cattura sulla quale si sono sviluppate le indagini della Sezione Investigativa Speciale per la Tutela Animali, (S.I.S.T.A.) del Distaccamento Empolese Val d’Elsa dell’ENPAIn quei luoghi, secondo le Guardie intervenute congiuntamente alla Polizia Provinciale, sarebbero occorsi atti di bracconaggio a mezzo di tagliole e trappole e con sporadici colpi di arma da fuoco provenienti dall’interno della proprietà. Nello stesso luogo, numerosi animali da reddito e cani presumibilmente maltrattati.I reati ora ipotizzati si basano proprio sull’uso delle tagliole e sul maltrattamento di animali. La dettagliata informativa, inviata alla Repubblica di Firenze, dava corso ad un decreto di perquisizione locale e domiciliare del proprietario del terreno. A finire sotto sequestro penale sono stati un fucile monocanna che risulterebbe non denunciato ed illegalmente detenuto, 579 cartucce di vario calibro illegalmente detenute, una Tortora (Streptopelia decaotto) appartenente alla fauna selvatica non detenibile ed otto cani di varie razze, detenuti in luogo che gli inquirenti hanno definito angusto e malsano. Cinque di questi cani sarebbero poi stati ritrovati senza microchip; sono ora in custodia giudiziaria presso un canile locale;Il sequestro amministrativo, invece, avveniva per un colombaccio (fauna selvatica non cacciabile e non detenibile senza specifica autorizzazione), un merlo, ovvero fauna selvatica non detenibile senza autorizzazione, sette tagliole a scatto per la cattura degli uccelli, tre trappole in rete metallica di cui una con portello a scorrere e due con ingresso tipo nassa, una rete per l’uccellagione.La persona indagata veniva inoltre segnalata alla competente Autorità Giudiziaria con l’accusa di maltrattamento e detenzione incompatibile di animali da reddito (gli ovini e caprini) costretti in una baracca di 8 metri x 6 tenuti su uno strato di circa 60 centimetri di stallatico obbligando gli animali a toccare con la testa le lamiere della baracca nella quale venivano ammucchiati. Si trattava di dodici pecore, dieci agnelli, tre capre, tre capretti.Nel piazzale venivano inoltre trovate recluse all’interno di sei piccole gabbie artigianalmente costruite, una gallina e relativi pulcini  esposti al sole e alle avversità atmosferiche. Gli animali sono stati ora liberati nell’area debitamente recintata e disposto al proprietario il ripristino a norma delle stabulazioni..Secondo le Guardie dell’ENPA, l’intera area recintata si presentava in uno stato di degrado con ammassi di rifiuti eterogenei di vario tipo. Sul luogo è stata fatta intervenire una pattuglia della Polizia Municipale di Empoli per il controllo delle auto abbandonate e i rifiuti rilevati.I controlli amministrativi e il monitoraggio del rispristino del benessere animale sarà costantemente seguito dal personale ENPA in collaborazione con la competente ASL Veterinaria di Empoli
FOTO
 
OTTOPAGINE
15 GIUGNO 2015
 

Nuova strage di cani a Greci (AV), il folle è tornato a colpire
Preso di mira anche il Lago Iliade, l'appello di Carmelo Cicchella

Gianni Vigoroso 

Il folle è tornato a colpire, nuovi cani avvelenati a Greci, il massacro continua e da anni il colpevole è a piede libero in paese.A farne le spese fino ad oggi sono stati diversi esemplari, cani di razza, meticci o da caccia, una vera e propria strage che non ha risparmiato nessuno. Ma la cosa più grave è che tutti sanno e nessuno ha mai pagato per questi gesti ignobili....
Colpita anche la struttura Iliade, l'appello di Carmelo Cicchella: "E' un dramma che continua da anni nel comune di Greci, si torna nuovamente ad avvelenare animali. Molti sanno ma nessuno parla. La cosa più vergognosa e che dopo averli avvelenati fanno sparire anche le carcasse per non lasciare tracce da individuare sul veleno, tre cani spariti in soli 5 giorni. Sono sicuro che qualcuno sa ma non parla!!! Oggi e' scomparso il mio cane il cane di tutti i soci del lago Iliade. E mentre io mi impegno a tenere alto il nome di questa comunita' qualche residente "malato" si diverte nel distruggerla. Ma presto saprò la verità ed il prezzo giuridico da pagare sarà molto alto per te."

 
AGRIGENTO NOTIZIE
15 GIUGNO 2015
 
Agrigento: cane avvelenato in via Matteo Cimarra, i residenti chiedono aiuto al Comune
 
Già tempo fa i cani di quartiere sono stati oggetto di avvelenamento. La portavoce Carla Terrasi in passato aveva lanciato pure un appello, riferendo che a breve i cani sarebbero stati affidati e quindi tolti dalla strada. Oggi, dopo la scoperta della morte dell'animale, ha chiesto al Comune di mettere in salvo gli altri tre cuccioli Uno dei cani di quartiere che vivono in via Matteo Cimarra, ad Agrigento, è morto dopo essere stato avvelenato. Baldo, così si chiamava il cucciolo, è stato trovato agonizzante in una pozza di sangue questa mattina dai residenti, come riferisce Carla Terrasi. La carcassa è stata prelevata dagli operatori municipali, dice sempre la Terrasi, che ha allertato per l’accaduto i carabinieri. Già tempo fa i cani di quartiere sono stati oggetto di avvelenamento. Terrasi in passato aveva lanciato pure un appello, riferendo che a breve i cani sarebbero stati affidati e quindi tolti dalla strada. Oggi, dopo la scoperta della morte dell’animale, Terrasi ha chiesto al Comune di mettere in salvo gli altri tre cuccioli, Giù Giù, Alida e Sophia, trasferendoli in un canile e ha lanciato un nuovo appello perchè il Comune di Agrigento si adoperi a metterli in salvo. “Temo – dice ancora – che l’obiettivo fosse di uccidere tutti e quattro i cani, per questo ritengo opportuno mettere in salvo gli altri. Quello che occorre sottolineare è che in questo quartiere c’è gente che uccide i cani e per questo dobbiamo tenere gli occhi aperti e segnalare casi sospetti".
 
CASTEDDU ONLINE
15 GIUGNO 2015
 
L'esempio di Ugo: trova un cane abbandonato a Dolianova e lo adotta Una storia triste che diventa a lieto fine per un povero cucciolotto abbandonato

Servizio del giornalista/fotografo, Alessandro Congia

 
Una storia triste, che spesso e volentieri non solo d’estate vede coinvolti decine di “amici a 4 zampe”: gatti, cani, in prevalenza. Povere bestiole lasciate in balia del destino, spesso da persone senza scrupoli che ovviamente non hanno nemmeno sensibilità e amore per se stesse e nemmeno per gli animali.La storia di questo cucciolotto bianco ha però un epilogo diverso, totalmente opposto da quello che poteva riservargli la sorte. Leggiamolo, integralmente dal post della bacheca di Ugo Garau, il giovane che lo ha ritrovato: «Ieri notte, intorno alle 3, ho trovato questo bel simpaticone seduto in mezzo alla corsia della statale per Dolianova, (Cagliari). Oggi il veterinario mi ha detto che ha circa 3 mesi. Non ha il microchip, è di taglia grossa e sta bene. E a te che l'hai mollato in mezzo alla strada, si tu, sei proprio una Mer.. »Dalle prime indicazioni da parte del ragazzo, il cane ora sta meglio, era disidratato, denutrito e pieno di pulci e zecche ed ora è tra le amorevoli cure di chi, passando in quella strada, ha pensato bene di non tirare dritto e guardare dallo specchietto retrovisore con rammarico. Quasi certamente, il ragazzo adotterà la povera bestiola. L’esempio di civiltà, sensibilità ed amore per gli animali che dovrebbe essere imitato e scoraggiare, con i sensi di colpa, coloro i quali abbandonano i nostri amici a 4 zampe.
 
L’ECO DI BERGAMO
15 GIUGNO 2015
 
Ventenne si tuffa per aiutare il cane Salvati entrambi dai sommozzatori
Ha visto il suo cane in difficoltà e si è tuffato per salvarlo. Ma la corrente dell’Adda lo ha catturato. Cane e padrone sono stati salvati dai pompieri.
 
Prov. di Bergamo. Fortunatamente, nonostante il maltempo di domenica, i sommozzatori volontari di Treviglio erano regolarmente presenti al loro presidio fisso sul fiume e, così, sono riusciti a intervenire.Hanno messo in salvo in extremis un ventenne di Brescia e il suo pitbull, che la corrente stava portando via. Ancora qualche istante e sarebbe annegato.: tutto è accaduto a Fara d’Adda, nel tratto in cui l’Adda si incrocia con il canale dell’Italgen.
Questo punto del fiume, per le forti correnti da cui è interessato, è già stato teatro in passato di tragici annegamenti di persone sempre tuffatesi dalla punta della lingua di terra che separa i due corsi d’acqua. Intorno alle 10,30 il pitbull dopo essere entrato nel fiume e aver preso in bocca la pallina che era stata lanciata, a causa della corrente molto forte, non è più riuscito a tornare indietro verso la riva. Ed è allora che il ventenne di Brescia ha pensato di tuffarsi in acqua in suo aiuto. Ed è anche riuscito a raggiungerlo, afferrandolo per l’imbragatura del guinzaglio. Alla scena ha assistito pure un pescatore che stava pescando su una sponda vicina e che ha pensato di richiamare subito l’attenzione dei sommozzatori volontari di Treviglio.
FOTO
 
NEL CUORE.ORF
15 GIUGNO 2015
 
ANCONA, SALVA IL SUO CAGNOLINO ATTACCATO E FINISCE IN OSPEDALE
L'animale a stretto contatto con un pitbull
 
Una ragazza di 18 anni e' finita in ospedale a Fabriano nel tentativo di salvare il suo cagnolino dall'aggressione di un pitbull. E' successo ieri sera, intorno alle 23, in via Verdi: la diciottenne era a passeggio con il suo cane, un cucciolo di piccola taglia, che ha incrociato il pitbull tenuto al guinzaglio da due adulti. I cani erano privi di museruola. La giovane ha tentato di separare i due animali e ha riportato varie ferite. E' stata trasportata dal 118 all'ospedale Profili, dove e' stata stilata una prognosi di 8 giorni. Sul posto una pattuglia del commissariato di Ps di Fabriano. I proprietari del pitbull verranno denunciati per mancata custodia di animali.
 
ANSA
15 GIUGNO 2015
 
Escursionisti e cane salvati da Vf
Raggiunti in elicottero e un'ora a piedi,salvi con tecniche Saf
 
BOLOGNOLA (MACERATA), 15 GIU - I vigili del fuoco di Macerata sono intervenuti a Bolognola, a Coste Vetiche dei Monti Sibillini per trarre in salvo due escursionisti e il loro cane, un pastore del Caucaso di circa 60 kg, rimasti in una zona impervia colpita da un temporale. Il personale è stato trasportato con l'elicottero del nucleo di Pescara, ma per raggiungere l'area interessata ha dovuto fare circa un'ora di cammino. Con l'impiego delle tecniche Saf escursionisti e il cane sono stati portati in salvo.
 
GEA PRESS
15 GIUGNO 2015
 
Viareggio (LU) – In spiaggia delfino in difficoltà. Ore di apprensione per bagnanti ed esperti

 
L’emergenza è scattata alle 11.30 di questa mattina. Alcuni bagnanti ed assistenti bagnanti degli stabilimenti balneari della Darsena di Viareggio (LU) avvisano la sala operativa della Capitaneria di porto di Viareggio della presenza di un delfino in evidente difficoltà. Il cetaceo era proprio nei pressi della riva.I militari, come previsto in caso di avvistamento, ritrovamento o spiaggiamento di specie marine protette quali cetacei o tartarughe marine, provvedevano così ad allertare  gli Enti competenti, ovvero il Dott. Silvio Nuti del CETUS di Viareggio (Centro Studio Cetacei), Arpat, l’Università di Padova ed il Servizio Veterinario della Versilia.Intervenuti sul posto, gli esperti hanno appurato trattarsi di un delfino tipo “stenella” di circa due metri, una giovane femmina con segni sul corpo indicanti un probabile stato di debilitazione. Con l’ausilio di acquascooter dei vicini stabilimenti balneari si  è tentato di condurre l’animale al largo.Circa due ore dopo, tuttavia, il delfino si è ancora una volta pericolosamente avvicianto alla spiaggia all’altezza del Beach Stadium. Si è quindi tentato  un nuovo allontanamento dell’animale, questa volta ad una distanza ben oltre le boe rosse che segnalano i 300 metri riservati prioritariamente alla balneazione.Numerose persone si sono avvicinate per assistere alle delicate operazioni. Nelle prossime ore la Capitaneria di Porto saprà dire se gli sforzi congiunti ai biologi marini e ai volontari soccorritori non saranno stati vani.La Capitaneria di Porto ricorda che  per queste segnalazioni è attivo il numero blu gratuito 1530 di emergenza della Guardia Costiera.
 
NEL CUORE.ORG
15 GIUGNO 2015
 
BOLOGNA, CAIMANI TENUTI IN LOCALE: SEQUESTRATI A ZOLA PREDOSA
Requisiti due animali. Il titolare sarà processato
 
E' stato disposto il sequestro per due caimani che venivano detenuti in un ristorante di Zola Predosa, nel Bolognese. Ne da' notizia la Lav, associazione animalista, riferendo che il titolare sara' processato dal tribunale di Bologna per detenzione di animali in condizioni incompatibili. I caimani sono stati affidati ad un centro di recupero della fauna selvatica a Grosseto. La denuncia era stata presentata nel 2014 dal servizio Cites della Forestale, in seguito ad un sopralluogo dopo una segnalazione dell'associazione: "I caimani erano tenuti in loculi piccolissimi, con una pavimentazione non idonea, con poca acqua spesso sporca, senza alcun arricchimento ambientale e senza possibilita' di nascondersi alla vista del pubblico", dice la Lav.
 
NEL CUORE.ORG
15 GIUGNO 2015
 
GREEN HILL, IL CONTRATTACCO DEI LEGALI: "RISPETTATA LA LEGGE"
Novanta pagine di ricorso per l'appello
 
In vista dell'appello, i difensori dei condannati di Green Hill (l'amministratrice Ghislaine Rondot, il veterinario Renzo Graziosi e il direttore Roberto Bravi) tornano alla carica.
Con un ricorso di 90 pagine, scrive "il Giorno", contestano la sentenza di primo grado, "fondata sull'erronea applicazione delle norme e sul travisamento dei fatti e delle prove",  chiedono "l'assoluzione dal maltrattamento e dall'uccisione di animali (o in subordine la riqualifica in reati più tenui) e la revoca della confisca di quasi tremila cani affidati alle famiglie (ma i cani ormai non possono servire più per i laboratori, ndr) e sollevano una questione di legittimità costituzionale sull'art. 544 bis del codice penale (uccisione di animali) in rapporto agli art. 727bis (uccisione e cattura di animali selvatici) e al 638 (uccisione e danneggiamento di animali altrui). Tutti puniscono l'uccisione di animali, ma, secondo i legali, con un'evidente sproporzione a danno di chi uccide animali di sua proprietà. Il 544 bis sarebbe quindi incostituzionale perché viola il principio di eguaglianza tra i cittadini.
 
IL SOLE 24 ORE
16 GIUGNO 2015
 
Green Hill, a processo 13 animalisti che portarono via i cani: “Salvammo i beagle feriti e apatici”
 
“Siamo entrati a Green Hill per salvare gli animali e al momento dell’ingresso nei capannoni i cani presentavano numerose cicatrici ed erano apatici”. Lo hanno detto alcuni degli imputati durante un’udienza al Tribunale a Brescia del processo a carico di 13 animalisti che il 28 aprile 2012 nel corso di una manifestazione entrarono nei capannoni dell’allevamento di Green Hill, a Montichiari. Vennero arrestati e rimasero in carcere tre giorni. Le accuse nei confronti dei 13 sono, a vario titolo di rapina, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Gli animalisti portarono via diversi cani che erano di proprietà dell’allevamento di beagle, chiuso nell’estate del 2012 e i cui proprietari sono stati condannati a gennaio per maltrattamenti sugli animali. In questo nuovo processo Green Hill si è costituito parte civile. Oggi nel corso dell’udienza alcuni degli animalisti si sono messi a piangere tanto da spingere il giudice Angelica Nolli a dire: “Le aule di tribunale sono abituate alle lacrime, ma in altri contesti”. Il processo è stato aggiornato al prossimo 21 settembre. (Ansa) 
 
NEL CUORE.ORG
15 GIUGNO 2015
 
TRENTO, ISPRA: LABORATORI GENETICA AL LAVORO PER IDENTIFICARE ORSO
Completati i sopralluoghi: raccolti campioni
 
Completati i sopralluoghi che hanno portato alla raccolta di campioni organici inviati ai laboratori di genetica di Ispra, che li sta analizzando al fine di identificare l'orso che lo scorso 10 giugno ha aggredito un uomo di 45 anni, che stava percorrendo un sentiero in comune di Trento. Lo rende noto l'Ispra aggiungendo che i tecnici della Provincia di Trento e dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale hanno contattato i massimi esperti mondiali di orsi al fine di comprendere i possibili fattori scatenanti del comportamento dell'individuo responsabile dell'attacco. L'orso è protetto dalle norme nazionali e comunitarie, e ogni intervento sugli individui deve seguire le indicazioni del Piano d'Azione Interregionale per la Conservazione dell'Orso nelle Alpi Centro Orientali. In seguito all'aggressione è stato costituito un tavolo di consultazione permanente tra Provincia di Trento, ministero dell'Ambiente e Ispra che assicuri un costante raccordo tra i tre enti. È stato concordato un programma operativo che nell'immediato ha previsto la realizzazione di sopralluoghi per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell'incidente, la raccolta dei campioni per identificare l'esemplare responsabile dell'attacco, il monitoraggio e presidio del territorio da parte dei tecnici della Provincia di Trento.
 
GEA PRESS
16 GIUGNO 2015
 
Trentino – L’irraggiungibile orso. Le ultime novità
Perchè gli orsi si avvicinano ai centri abitati
 
Non sono molte le novità in merito  ai possibili avvistamenti dell’orso che lo scorso 10 giugno si è reso responsabile dell’aggressione ad un uomo nella frazione di Cadine. Dopo la comunicazione del ritrovamento di tracce organiche, null’altro è stato diffuso dai tecnici della Provincia di Trento.Nella giornata di ieri  l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha tenuto ad evidenziare con un suo comunicato, tre punti fondamentali. Si tratta della conclusione dei sopralluoghi finalizzati al reperimento di campioni organici che risultano ora in fase di analisi presso i laboratori dell’ISPRA. Sono stati intrapresi i contatti con i massimi esperti mondiali della materia al fine di comprendere i possibili fattori scatenanti del comportamento dell’orso responsabile dell’attaco. In ultimo, è stato costituito un tavolo di consultazione permanente tra Provincia di Trento, Ministero Ambiente e ISPRA che assicuri un costante raccordo tra i tre enti.Sulla vicenda è inoltre intervenuta la SIVAE (Società Italiana Veterinari per Animali Esotici) che ha ribadito, come già avvenuto nel cosiddetto “caso Daniza” l’esigenza di avvalersi per la cattura dell’orso di Medici Veterinari specializzati in animali selvatici e protetti. Competenze specifiche, riferisce sempre la SIVAE, di telenarcosi, sedazione e gestione sanitaria e comportamentale pre e post-cattura.Si fa sentire anche la vicina Provincia di Bolzano la quale, con il suo Ufficio Caccia e Pesca, tranquillizza tutti. Gli orsi, nel proprio ambito territoriale sono presenti con un numero limitato e trattasi di animali provenienti dal Trentino che non hanno ancora passato il fiume Adige. Stante quanto riportato dalla Provincia, si dovrebbe trattare di maschi caratterizzati da un maggiore erratismo. Le femmine, riferisce la Provincia di Bolzano, risultano stanziali in Trentino per via della necessità di stare nelle immediate vicinanze dei cuccioli.Anche nella provincia di Bolzano è in atto la mappatura genetica degli orsi (tre – sette, segnalati negli ultimi dieci anni) resa possible grazie al prelievo di peli, feci, saliva. Il controllo degli spostamenti, è infatti possibile solo nel caso di esemplari radiocollarati. Le vie di accesso dal Trentino, sono rappresentate dalla Mendola, la Val d’Ultimo e la Bassa Venosta.La Provincia di Bolzano fornisce inoltre una spiegazione all’avvicinamento degli orsi ai centri abitati. Secondo Andreas Agreiter e Martin Stadler, dell’Ufficio Caccia e Pesca, gli orsi “si avvicinano alle zone popolate dall’uomo principalmente perchè rappresentano delle fonti di cibo facilmente accessibili. Ciò fa perdere gradualmente il loro sentimento di paura e timidezza nei confronti degli uomini, e proprio per questo motivo è fondamentale mettere al riparo dalle possibili incursioni dei plantigradi, e comunque non a ridosso delle abitazioni, i rifiuti organici. Anche gli alveari con le api, inoltre, dovrebbero essere protetti tramite recinzioni elettrificate”.In base al grado di rischio presentato dall’animale, vengono poi prese una serie di misure che partono dal monitoraggio più rigoroso, sino ad arrivare alla possibile decisione di rimuovere il plantigrado presa dal Ministero dell’ambiente. “In caso di avvistamento da lontano di un esemplare di orso da parte dell’uomo – ha concluso il direttore dell’Ufficio caccia e pesca Andreas Agreiter – è fondamentale non cercare di avvicinarsi e tenere bene al guinzaglio eventuali cani. Per quanto riguarda gli incontri ravvicinati, invece, il consiglio migliore è quello di mantenere la calma e cercare di allontanarsi senza fretta“.
 
BLASTING NEWS
15 GIUGNO 2015
 
S'avvicina inesorabilmente il giorno della gratuita macellazione dei cani
Allarme sanitario. Ogni anno oltre dodicimila amici a quattro zampe finiscono nella gastronomia cinese di Yulin.
 
È il 21 giugno (solstizio d'estate) il giorno in cui "l'olocausto" del migliore amico dell'uomo si concretizza con il "Festival della carne del cane", nella sperduta città cinese di Yulin, con il rito di una spudorata sagra paesana: indipendentemente dalla razza e dalla taglia. È pure su gentile richiesta di una nostra lettrice che ben volentieri esponiamo al pubblico ludibrio una pratica che -probabilmente- non trova traccia nemmeno tra i barbari dei lontani secoli bui.
Interessante sarebbe riempire la casella postale dell'Ambasciatore della Repubblica cinese a Roma per fare sentire la propria opinione e bloccare la macellazione dei cani, che avviene nella città prefettura di Yulin che conta poco meno di sei milioni d'abitanti e rimane nella provincia di Guangxi a sud della Cina. La Cina è un grande Paese e potrebbe intervenire sul governo di Yulin per colmare il vuoto legislativo non più giustificabile ai giorni nostri. Ogni anno, questa atroce e crudele mattanza di cani, porta alla ingiustificata soppressione di oltre 12000 animali in un solo giorno. Una tradizione locale cinese che vuole poggiare la propria motivazione sul fatto che mangiare carne di cane significa procurarsi grandi benefici.
Il raccapricciante Festival di Yulin -ossia mangiare cani- non può appartenere ad una civiltà moderna. Il cane deve essere considerato come un animale da guardia, da compagnia e di servizio -soprattutto- civile. In alcune specifiche situazioni è proprio il cane che salva la vita della persona quando cade in circostanze letali e temibili. La questione, a tutt'oggi, è abbastanza preoccupante su tutti i fronti. Secondo le maggiori autorità cinesi sembrerebbe, per fare un esempio, che i cani portati al macello non siano sottoposti al controllo sanitario. Con l'evidente rischio di una diffusione di malattie che si possono trasmettere agli esseri umani. Ed in base ai dati statistici della Sanità cinese ogni anno sarebbero circa cinquemila le persone che muoiono per avere preso il virus della rabbia. Quindi, le preoccupazioni sanitarie sono abbastanza spinose. I nostri amici a quattro zampe, che amano tutti e sanno farsi capire e voler bene dai bambini, vanno difesi e salvaguardati ad ogni costo. Il macabro evento deve essere contrastato, mentre oggi la situazione resta critica e lontana da ogni soluzione che tuteli la vita dei cani e l'interesse di qualsiasi sorta di società.
Inoltre in occasione del Festival di Yulin, almeno secondo la polizia locale, la difficoltà di tenere sotto controllo la compravendita dei cani il mercato nero prospera a dismisura generando un giro malavitoso senza frontiere. In qualsiasi modo, pertanto, l'agghiacciante Festival della carne di cane deve essere fermato. Non si tratta di giudicare secondo i valori occidentali, la diversità della lingua e della cultura per capire che la faccenda è alquanto seria. Le organizzazioni occidentali, comprese quelle italiane, -come la Lav Onlus- devono schierarsi con più forza in prima linea per sottrarre al macello il miglior amico dell'uomo.
 
GEA PRESS
16 GIUGNO 2015
 
Cina, Yulin – Da domenica si mangia cane. Centinaia di gatti e cani sequestrati nelle ultime ore

 
Tutto è pronto a Yulin, nella provincia meridionale cinese dello Guangxi. Circa 10.000 cani si pensa verranno macellati per il  Festival ove è tradizione mangiare questo tipo di carne accompagnata da un liquore ottenuto con le ciliegie. C’è chi mangia cane convinto che verranno così potenziate le sue prestazioni sessuali.Migliaia di animali sono già ammassati nei macelli cittadini ed altri stanno arrivando. Questo nonostante le proteste internazionali e le manifestazioni degli animalisti cinesi che avevano chiesto a gran voce di sospendere la somministrazione di carne di cane.Un  mercato, quello della carne di cane, ancora molto difficile da eliminare e che vede, proprio in queste ore,  il blocco dell’ennesimo  carico di animali. E’ avvenuto nei pressi della città di Shenyang, nella provincia di Liaoning, Cina nord orientale. Quanto avvenuto segue una prassi ormai consolidata. Gli animalisti cinesi appena avvistato il camion chiedono l’intervento delle autorità per il controllo dei documenti di trasporto. Se il trasporto è irregolare (animali senza tracciabilità e quarantena), il carico viene sequestrato ed i poveri animali affidati agli animalisti. Per le associazioni cinesi la verifica documentale rappresenta altresì il mezzo per fare emergere il fenomeno, chiedendone così la sua abolizione.Il sequestro di Shenyang è avvenuto alle 5.30 della mattinata di oggi (ora locale) e non sono ancora  rese note le condizioni dei poveri animali il cui trasporto si sospetta essere illegale.A Suzhou, nello provincia dello Jiangsu, prossima alla città di Shanghai, si è invece avuta la scoperta di un presunto macello di gatti. Come già successo in altre occasioni, assieme ai gatti sono stati trovati un centinaio di passeri, specie protetta in Cina. I piccoli volatili venivano utilizzati per  catturare i gatti.Sugli animalisti, però, è gravata la decisione di come collocare i circa 200 felini posti sotto sequestro dalla polizia cinese. Quelli malati sono stati subito ricoverati, ma per quelli sani e già abituati alla vita randagia, si è scelta la strada della liberazione in un luogo lontano e sicuro, volutamente tenuto segreto.Nei prossimi giorni, però, l’attenzione sarà tutta concentrata su Yulin. Nella scorsa edizione gli animalisti cinesi avevano dato vita ad una processione. Singoli attivisti erano poi riusciti a bloccare alcuni trasportatori in procinto di entrare in città. In alcuni casi si erano registrati momenti di tenzione tra animalisti e trasportatori.Le autorità locali, che avevano sostenuto il loro impegno in difesa della tradizione, avevano lo scorso anno dichiarato che si comunque limitati a non promuovere l’inizaitiva.
 
LA ZAMPA.IT
15 GIUGNO 2015
 
Abbandonato per un divano nuovo, un gatto non vuole mangiare
 
Claudia Audi Grivetta
 
Tiger Tim è un dolce gattone dal pelo arancione che si è ritrovato, da un giorno all’altro, sbattuto fuori di casa dal suo proprietario. Il motivo, per quanto futile, è l’acquisto di un nuovo divano. Probabilmente il suo ex amico umano avrà pensato che l’abbinamento gatto-divano nuovo fosse troppo rischioso, così ha deciso di sbarazzarsi del micio, che ha vissuto con lui da quando aveva solo tre mesi. Qualche giorno fa Tim è stato riconsegnato al rifugio New York City Animal Care and Control (Acc). Da lì, dove era già stato messo nella lista per l’eutanasia, l’associazione Magnificat Cat Rescue lo ha salvato, trovandogli un’amorevole casa adottiva. Ora però il micio, che in un colpo solo ha perso casa e famiglia, si trova in uno stato di confusione e profonda tristezza e le sue condizioni peggiorano di giorno in giorno. Per il momento, di spostarlo nella casa nuova, non se ne parla proprio. Tiger Tim dovrà rimanere nella clinica veterinaria in cui è ricoverato. «Si rifiuta di mangiare, si rifiuta di bere», hanno scritto lunedì, preoccupati, i volontari sulla pagina Facebook dell’associazione. «Da giorni stiamo cercando di forzarlo a mangiare per tenerlo in vita ma ha perso già un chilo e mezzo del suo peso». Purtroppo non è finita qui. Gli ultimi esami del sangue su Tiger Tim hanno mostrato un livello di leucociti molto alto, troppo per essere normale. E’ probabile che l’organismo del povero micio sia stato colpito da un’infezione. Ora Magnificat Cat Rescue ha avviato una raccolta fondi online per coprire i costi delle cure. Sarà una difficile battaglia, quella per restituire a Tiger Tim la salute e l’amore, ma i volontari sono certi che presto il dolce gattone arancione troverà qualcuno che lo ami più di un mobile.
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
15 GIUGNO 2015
 
Un bimbo riceve una lettera dal suo Beagle volato nel “paradiso dei cani”
Luke aveva scritto un messaggio al suo cagnolino morto e un misterioso postino gli risponde
 
Giulia Merlo
 
Per Luke,da Moe.Il beagle Moe, 13 anni, è volato nel «paradiso dei cani» ad aprile, lasciando con il cuore spezzato il suo padroncino Luke, di tre anni.La mamma, per aiutare il bimbo ad affrontare la perdita, ha deciso di scrivere delle lettere dedicate dal piccolo al suo cagnolino. Le missive venivano poi indirizzate a «Moe Westbrook, Paradiso dei Cani, Nuvola 1» e lasciate nella cassetta delle lettere perchè il postino le prendesse. Mamma Mary ogni notte usciva per recuperarle, ma un paio di settimane fa se ne è dimenticata e il postino ha effettivamente raccolto anche la lettera per Moe. «Ho immaginato che la prendesse e la buttasse, oppure che ridesse di noi». Invece, poco tempo dopo, in casa Westbrook è arrivato uno strano messaggio, con scritto «da Moe» all’indirizzo del mittente. La lettera diceva: «Sono nel paradiso dei cani. Gioco tutto il giorno e sono felice. Grazie perchè sei mio amico. Ti voglio bene Luke».  Una sorpresa splendida per la famiglia e soprattutto per il piccolo Luke. «La gentilezza di questo postino sconosciuto mi ha sconvolto. Ricevere questo messaggio mi ha ricordato che le persone sono buone e quando grande può essere un piccolo gesto».
 
CORRIERE DELLE ALPI
16 GIUGNO 2015
 
Nove animali avvelenati dall’inizio dell’anno
Sette cani e due gatti: è questo il bilancio ad oggi degli animali morti o miracolosamente sopravvissuti all’avvelenamento da parte di ignoti nel comune di Belluno.

Paola Dall’Anese 

 
BELLUNO. Sette cani e due gatti: è questo il bilancio ad oggi degli animali morti o miracolosamente sopravvissuti all’avvelenamento da parte di ignoti nel comune di Belluno.
Sette di questi casi sono stati denunciati al servizio veterinario dell’Usl 1 da parte di altrettanti cittadini che, dopo una normale passeggiata in qualche parco della città, si sono ritrovati con il cagnolino o il gattino morto.A fare il punto della situazione è il referente del servizio veterinario, Gianluigi Zanola. «Il primo caso che abbiamo avuto dall’inizio dell’anno è quello di un cane morto per avvelenamento da metaldeide, ovvero veleno per lumache», spiega Zanola. «Era il febbraio scorso e i proprietari hanno denunciato il fatto ai carabinieri».L’episodio è avvenuto a Baldenich e l’avvelenamento per questa sostanza usata nei giardini privati o negli orti contro le “limacce” è stato evidenziato dagli esami di laboratorio. «A marzo», prosegue Zanola, «due gatti sono morti a Sossai per aver ingerito glicole etilenico, cioè l’antigelo delle auto, a cui si è aggiunto un cane trovato senza vita nel parco di Nogarè per aver mangiato un’esca ancora con metaldeide».La serie degli animali morti per avvelenamento continua con i due cani di Sossai deceduti ad aprile, nei quali è stata trovata traccia di veleno per lumache. «Infine, l’ultima segnalazione in ordine di tempo è quella avanzata da una clinica veterinaria privata, che ha curato un cane longaronese avvelenato con dell’anticoagulante, cioè veleno usato per ratti e topi. Per fortuna, in questo caso l’animale non è deceduto. Poi abbiamo avuto altre segnalazioni per presunte morti sospette di tre cani: in due casi gli esami di laboratorio non hanno confermato l’avvelenamento, mentre per l’altro la morte è sopravvenuta per una malattia virale». Infine, l’episodio di Cavarzano di sabato mattina, con l’avvelenamento di due cani in un giardino privato.«Questi episodi», spiega ancora il direttore del servizio veterinario dell’Usl 1, «sono tutti di origine dolosa, ma cercare di rintracciare l’autore non sarà facile. Le forze dell’ordine stanno procedendo con le indagini, le denunce sono pervenute alla Procura. Dal canto nostro, invece, continuiamo con gli accertamenti clinici e, qualora gli esiti siano postivi, segnaliamo il caso ai Comuni e alle autorità competenti. Purtroppo ci sono tante persone intolleranti che non sopportano che cani o gatti sporchino o vadano nei loro orti».
 
SALERNO NOTIZIE
16 GIUGNO 2015
 
Il cane è malato, il sindaco lo caccia dalla città
 
Sant’Egidio del Monte Albino (SA) - Fa discutere l’ordinanza del sindaco facente funzioni di Sant’Egidio del Monte Albino che ha disposto l’allontanamento dalla cittadina dell’Agro di un cane, un setter inglese di 4 anni, di taglia media, regolarmente detenuto e registrato all’anagrafe canina, perché affetto da lehismaniaLa Leishmania è un genere di protozoi parassiti responsabili della leishmaniosi umanae leishmaniosi animale.Il nome leishmania, che risale al 1903, deriva dal patologo scozzese William Boog Leishman.
È responsabile del kala-azar e delle malattie correlate, diffuse in Eurasia, Africa e America, che provocano danni a livello cutaneo e viscerale ed interferiscono con le risposte immunitarie; in mancanza di trattamenti opportuni essi possono essere letali.Sul sito web del Comune di Sant’Egidio si legge che il sindaco Franco De Angelis “Ordina al signor A.D. il trasferimento del cane dal di fuori del territorio comunale”.
 
GEA PRESS
16 GIUGNO 2015
 
Genova – Carne congelata, attrezzi per macellazione e piantine di Cannabis
Intervento del Corpo Forestale dello Stato. Un denunciato per furto venatorio

 
– Non possiede licenza venatoria e porto d’armi e per questo è stato possibile fare scattare la denuncia per “furto venatorio”, reato più grave rispetto a quelli previsti dalla normativa sulla tutela della fauna selvatica. In altri termini, se fosse stato un cacciatore, il reato più grave non si sarebbe potuto contestare dal momento in cui la legge sulla caccia avrebbe eslcuso il cacciatore da tale applicazione.Al vaglio degli inquirenti la posizione del presunto bracconiere genovese; riguarderà anche  la detenzione di armi illegali e di stupefacenti. Nel corso della perquisizione operata dal Corpo Forestale dello Stato è stato infatti rinvenuto un piccolo sgabuzzino che sarebbe stato utilizzato per la coltivazione in serre artigianali di Cannabis indica.L’intervento di polizia è scaturito nella giornata di ieri con l’impiego di tre pattuglie della Forestale di Genova Prato, Arenzano e del Nucleo Investigativo provinciale. Si cercavano le prove in merito al possibile coinvolgimento  in attività di furti venatori operati in zona grazie ad una gabbia di cattura a scatto. L’attività investigativa era però iniziata per risalire alle responsabilità di una serie di incendi boschivi dolosi che , in questi ultimi anni, sono scoppiati sul versante soprastante la località Sciorba di Genova.Le indagini, riferiscono gli inquirenti, sono ancora in corso e potrebbero portare a futuri sviluppi.Nel corso dei sopralluoghi era stata notata la presenza di una gabbia – trappola per la cattura di animali selvatici di taglia media quali i cinghiali. L’indagine si è così concentrata su un sospettato, abitante poco distante, il quale  è stato sottoposto alla perquisizione dell’abitazione e sue pertinenze comprese quelle dei parenti.Nel corso di tale attività sono stati scoperti due fucili da caccia non denunciati la cui origine è da accertare, ventisei sacchetti di carne congelata, presumibilmente cinghiale, un fagiano congelato, due code di cinghiale, attrezzi per la macellazione, decine di cartucce detenute illegalmente, nonché il piccolo sgabuzzino utilizzato per la coltivazione in serre artigianali di Cannabis indica.Il tutto è stato posto sotto sequestro, assieme a nove piantine di Cannabis, un contenitore con all’interno della marjiuana, una bilancia di precisione e, ovviamente, la gabbia di cattura per la selvaggina.
 
NEL CUORE.ORG
16 GIUGNO 2015
 
ROMA, TROVATO BOA CONSTRICTOR ABBANDONATO IN UNA TECA
Recuperato dal Servizio Cites. Si cerca il proprietario

 
Un Boa constrictor imperator giovane di circa due metri chiuso all'interno di una teca è stato recuperato dal Servizio Cites di Roma, a bordo strada in via del Mandrione nella Capitale. A dare l'allarme una telefonata anonima giunta questa mattina alle 9 al 1515, numero di emergenza ambientale del Corpo forestale dello Stato.
L'esemplare è sembrato decisamente innervosito dallo stress subito a causa dell'abbandono. Una volta tratto in salvo, da una prima osservazione è stato trovato disidratato per la lunga esposizione agli agenti atmosferici.
Sono in corso le indagini per rintracciare il proprietario del rettile che dovrà rispondere di maltrattamento e abbandono di animali. (Foto: Corpo forestale dello Stato)
 
LA ZAMPA.IT
16 GIUGNO 2015
 
“Ho scoperto la bellezza di vivere insieme ad una cornacchia”
 
Cristina Insalaco
 
Casale Monferrato (AL) - Le cornacchie non sono esattamente i primi animali che immagineresti di adottare. Eppure Krabat, una cornacchia di qualche mese, vive talmente bene nella casa di Simone Bonafè che secondo lui è come se l’avesse ormai identificato come la sua nuova mamma. Si sono incontrati tre settimane fa in una strada di Casale Monferrato. Simone stava guidando la sua auto, quando l’ha vista accasciata sul ciglio della strada mentre cercava di volare ma non ci riusciva. «Ho immediatamente provato molta tenerezza e affetto per lei. Non potevo lasciarla in quelle condizioni, e temevo che potesse correre dei pericoli. Così l’ho salvata e portata a casa mia», racconta Bonafè, 24 anni, operatore shiatsu.
L’ha accudita, imboccata con carne cruda, e adesso che Krabat è tornata ad essere in salute, adora passare gran parte del suo tempo sulla spalla di Simone. Lui la porta al parco, a fare le passeggiate, e si sofferma ogni giorno ad osservare i tentativi di imparare a volare della sua amica. «Conoscendo Krabat ho scoperto la bellezza dell’adottare una cornacchia – sorride -. Sono uccelli intelligentissimi, sensibili e capaci di donarti tanto affetto». Quando Simone entra in casa, per esempio, lei ha un modo di gracchiare che è come l’abbaiare del cane quando rivede il proprietario dopo un’intera giornata di lavoro. «Con il passare dei giorni ci capiamo al volo. Una volta ho aperto la finestra – racconta – e lei si è zittita, è rimasta immobile sulla mia spalla, e mi ha guardato con occhi che sembrava volessero dirmi: non hai capito, io voglio restare qui con te». Ormai Simone e Krabat, che prende il nome dal libro «Il mulino dei dodici corvi» di Otfried Preussler, sembrano inseparabili. Anche se lui sul futuro non ha ancora preso una decisione definitiva: «Da un lato vorrei che tornasse a vivere in libertà, o in qualche riserva naturale – prosegue Simone Bonafè -. Dall’altro mi piacerebbe acquistare una voliera, e tenerla per sempre nella casa nella quale mi trasferirò a breve. Insieme al mio gatto nero Ombra». In alternativa, sarà la cornacchia a scegliere.
FOTO
 
NEL CUORE.ORG
16 GIUGNO 2015
 
LA BOZZA DI "LAUDATO SI'": "FRATERNITA' CON IL MONDO, CENTRALITA' DELL'ESSERE UMANO"
Non è ufficiale. La pubblicazione e la presentazione sono programmate per giovedì 18 giugno. Ma una bozza di "Laudato si'", l'attesa enciclica "ambientale" di Papa Francesco è stata pubblicata sul sito
 
http://speciali.espresso.repubblica.it/pdf/laudato_si.pdf. Di seguito ne pubblichiamo alcuni estratti.
L'UOMO, LA NATURA, GLI ANIMALI - Papa Francesco parte ovviamente dall'esperienza di San Francesco, dalla "fraternità" nella relazione con il mondo. "Se noi ci accostiamo alla natura e all'ambiente – afferma - senza questa apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati. Viceversa, se noi ci sentiamo intimamente uniti a tutto ciò che esiste, la sobrietà e la cura scaturiranno in maniera spontanea. La povertà e l'austerità di san Francesco non erano un ascetismo solamente esteriore, ma qualcosa di più radicale: una rinuncia a fare della realtà un mero oggetto di uso e di dominio".
Il Pontefice ribadisce tuttavia la centralità dell'uomo.
"Non può essere autentico un sentimento di intima unione con gli altri esseri della natura – sottolinea - se nello stesso tempo nel cuore non c'è tenerezza, compassione e preoccupazione per gli esseri umani. È evidente l'incoerenza di chi lotta contro il traffico di animali a rischio di estinzione, ma rimane del tutto indifferente davanti alla tratta di persone, si disinteressa dei poveri, o è determinato a distruggere un altro essere umano che non gli è gradito. Ciò mette a rischio il senso della lotta per l'ambiente. Non è un caso che, nel cantico in cui loda Dio per le creature, san Francesco aggiunga: «Laudato si', mi' Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore ». Tutto è collegato. Per questo si richiede una preoccupazione per l'ambiente unita al sincero amore per gli esseri umani e un costante impegno riguardo ai problemi della società"
SPERIMENTAZIONE ANIMALE – "Benché l'essere umano – osserva il Papa - possa intervenire nel mondo vegetale e animale e servirsene quando è necessario alla sua vita, il Catechismo insegna che le sperimentazioni sugli animali sono legittime solo se «si mantengono in limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o a salvare vite umane ».
Ricorda con fermezza che il potere umano ha dei limiti e che « è contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita. "Qualsiasi uso e sperimentazione" esige un religioso rispetto dell'integrità della creazione.
CAMBIAMENTO CLIMATICO - Bergoglio fa proprio l'allarme più volte lanciato dagli esperti dell'IPCC: "Se la tendenza attuale continua, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedenti degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi". Francesco aggiunge che "molti di coloro che detengono più risorse e potere economico o politico sembrano concentrarsi soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi, cercando solo di ridurre alcuni impatti negativi di cambiamenti climatici. Ma molti sintomi indicano che questi effetti potranno essere sempre peggiori se continuiamo con gli attuali modelli di produzione e di consumo. Perciò è diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l'emissione di anidride carbonica e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile".
GAS SERRA – Sulla lotta ai cambiamenti climatici, denuncia il Pontefice, "i progressi sono deplorevolmente molto scarsi. La riduzione dei gas serra richiede onestà, coraggio e responsabilità, soprattutto da parte dei Paesi più potenti e più inquinanti. La conferenza di Rio ha emesso un'ampia quanto inefficace Dichiarazione finale. I negoziati internazionali non possono avanzare in maniera significativa a causa delle posizioni dei Paesi che privilegiano i propri interessi nazionali rispetto al bene comune globale. Quanti subiranno le conseguenze che noi tentiamo di dissimulare, ricorderanno questamancanza di coscienza e di responsabilità".
RELATIVISMO PRATICO- Per Bergoglio "la cultura del relativismo è la stessa patologia che spinge una persona ad approfittare di un'altra e a trattarla come un mero oggetto, obbligandola a lavori forzati, o riducendola in schiavitù a causa di un debito. È la stessa logica che porta a sfruttare sessualmente i bambini, o ad abbandonare gli anziani che non servono ai propri interessi. È la stessa logica di chi afferma: 'Lasciamo che le forze invisibili del mercato regolino l'economia, perché i loro effetti sulla società e sulla natura sono danni inevitabili'". Insomma, "se non ci sono verità oggettive né principi stabili, al di fuori della soddisfazione delle proprie aspirazioni e delle necessità immediate, che limiti possono avere la tratta degli esseri umani, la criminalità organizzata, il narcotraffico, il commercio di diamanti insanguinati e di pelli di animali in via di estinzione? Non è la stessa logica relativista quella che giustifica l'acquisto di organi dei poveri allo scopo di venderli o di utilizzarli per la sperimentazione, o lo scarto di bambini perché non rispondono al desiderio dei loro genitori? È la stessa logica 'usa e getta' che produce tanti rifiuti solo per il desiderio disordinato di consumare più di quello di cui realmente si ha bisogno. E allora – prosegue il potefice – non possiamo pensare che i programmi politici o la forza della legge basteranno a evitare i comportamenti che colpiscono l'ambiente, perché quando è la cultura che si corrompe e non si riconosce più alcuna verità oggettiva o principi universalmente validi, le leggi verranno intese solo come imposizioni arbitrarie e come ostacoli da evitare".
I LIMITI DELLA PROPRIETA' PRIVATA – "Il principio della subordinazione della proprietà privata alla destinazione universale dei beni e, perciò, il diritto universale al loro uso – avverte Bergoglio - è una 'regola d'oro' del comportamento sociale, e il 'primo principio di tutto l'ordinamento etico-sociale'. La tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata, e ha messo in risalto la funzione sociale di qualunque forma di proprietà privata".
 
IL MESSAGGERO
16 GIUGNO 2015
 
Usa, fa sesso con il cane della moglie: «Ero geloso, gli dedicava più attenzioni»
 
Era stufo di sentirsi trascurato dalla moglie e di vederla dedicare più attenzioni al suo cane Buster che non a lui. Jonathan Edward Medley, un 39enne di Geneva, in Alabama, evidentemente esasperato dalla situazione, ha escogitato una delle più disgustose vendette che si possano immaginare: ha fatto sesso con l'animale, uno shih tzu di due anni, brutalizzandolo a tal punto che ora il cane rischia la vita.A scoprire il tutto è stata proprio la moglie, che aveva messo Jonathan sotto controllo da un po' di tempo perché sospettava che avesse una storia con un'altra donna. Ha piazzato un dispositivo di registrazione in casa e quando è andata a controllarlo è rimasta sotto choc: il marito faceva sesso con il suo Buster. Sarebbe stato meno traumatizzante se avesse scoperto che la tradiva con una donna.Venerdì Jonathan è stato arrestato con l'accusa di crudeltà verso gli animali, secondo le norme vigenti in Alabama, mentre Buster, dopo aver riportato lesioni tali da far ipotizzare la necessità di un'eutanasia, si sta lentamente riprendendo facendo ben sperare i veterinari.
 
GEA PRESS
16 GIUGNO 2015
 
L’estate e gli animali – Dai colpi di calore alla Leishmaniosi. Il vademecum dei Medici Veterinari
 
L’estate, con le alte temperature e gli ambienti afosi, rappresenta un periodo dell’anno durante il quale gli animali domestici sono soggetti ad un ampio ventaglio di patologie e situazioni pericolose, spesso potenzialmente letali. Per aiutare i proprietari, soprattutto di cani e gatti, l’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Milano ha diffuso una campagna d’informazione contenente metodi di prevenzione, accorgimenti e rimedi per le più diffuse problematiche legate al periodo estivo:colpo di calore, filariosi cardiopolmonare e leishmaniosi.
IL COLPO DI CALORE
L’aumento della temperatura corporea causato da condizioni ambientali viene definito ipertermia o colpo di calore. Cani e gatti non sudano e si difendono dal calore ambientale eccessivo cercando un luogo fresco o, se sono impossibilitati a farlo, ansimando per favorire lo scambio di calore attraverso l’evaporazione. Se anche questo metodo non è sufficiente, la temperatura corporea inizia a salire e l’incapacità di sudare mette gli animali in una condizione molto pericolosa: la temperatura corporea normale del cane e del gatto è di 38,5-39°C; ogni volta che supera i 40,5°C ci troviamo di fronte ad una vera emergenza.
Situazioni e fattori predisponenti:
- calore e umidità eccessivi, assenza ombra;
- mancanza di accesso ad acqua fresca;
- museruole che impediscono di ansimare e tirare fuori la lingua;
- esercizio fisico intenso con temperature ambientali elevate;
- chiusura dell’animale in automobile di giorno, anche a temperature relativamente fresche o con i finestrini leggermente abbassati;
- obesità;
- età avanzata;
- malattie del cuore o delle vie aeree (particolarmente predisposte sono le razze cosiddette brachicefale,con il muso corto e schiacciato, come il Pechinese, il Carlino e il Bozer: a causa della conformazione del muso questi cani non riescono ad ansimare in modo efficiente per dissipare il calore corporeo).
Sintomi
Inizialmente l’animale appare a disagio, ansima eccessivamente ed è irrequieto. Quando l’ipertermia peggiora l’animale perde grandi quantità di bava dal naso e/o dalla bocca. L’animale può barcollare o essere incapace di restare in piedi. Le gengive possono diventare bluastre o di colore rosso acceso a causa dell’ossigenazione insufficiente. Rapidamente possono insorgere perdita di coscienza, coma e morte.
Cosa fare:
- spostate immediatamente l’animale dal luogo in cui si è verificata l’ipertermia e portarlo in un ambiente fresco, ombreggiato e ventilato;
- se possibile, esaminaree annotare la temperatura rettale;
- raffreddare il corpo mettendo stracci o asciugamani bagnati con acqua sopra il collo, sotto le ascelle e nella regione inguinale;
- bagnare le orecchie e le zampe con acqua fresca;
- dirigere un ventilatore o fare aria su queste zone bagnate per aiutare il raffreddamento;
- portate immediatamente l’animale dal più vicino medico veterinario.
Cosa NON fare:
- utilizzare acqua gelata o ghiaccio per il raffreddamento;
- raffreddate eccessivamente l’animale (gli animali che hanno subito un colpo di calore hanno una temperatura corporea superiore a 40,5°C (a volte addirittura oltre 42°C) e un obiettivo ragionevole è di abbassare la temperatura corporea a 39-39,5°C, mentre lo si trasporta dal più vicino veterinario; l’abbassamento eccessivo della temperatura può causare ulteriori danni);
- tentate di far bere forzatamente l’animale mettendogli dell’acqua in bocca;è sufficiente tenete a disposizione dell’acqua fresca (non fredda) da offrire se l’animale è vigile e si mostra interessato a bere.
Terapia
Quando il medico veterinario riceve un animale che ha subìto un colpo di calore, controlla immediatamente la temperatura corporea e la abbassa entro il range di sicurezza, se non è già stato fatto, monitorandola costantemente. Inserisce un catetere endovenoso con cui somministrare liquidi direttamente nel circolo sanguigno per contrastare la disidratazione e sostenere la funzione di cuore e reni. Tiene l’animale monitorato per shock, difficoltà respiratoria, insufficienza renale, anomalie cardiache, ipoglicemia ed altre complicazioni. Gli esami del sangue, prelevato prima e durante il trattamento, permettono di valutare eventuali danni agli organi interni. Viene monitorato anche il tempo di coagulazione del sangue, in quanto i problemi di coagulazione sono una complicanza comune del colpo di calore.Gli animali con danni moderati possono recuperare completamente, ma nei casi più gravi possono insorgere complicanze e la morte anche a distanza di giorni. In alcuni casi persistono danni che richiedono cure costanti tutta la vita, ad esempio una dieta speciale per il fegato o l’intestino. Complessivamente, la mortalità nei cani che hanno subìto un colpo di calore è del 25-50%.
LA FILARIOSI CARDIOPOLMONARE
E’ una malattia parassitaria sostenuta da un verme nematode (Dirofilaria immitis): le larve microscopiche del parassita sono trasmesse al cane attraverso la puntura di zanzare infette. Al termine del loro ciclo di sviluppo, circa 6 mesi dopo la trasmissione al cane, i parassiti raggiungono il cuore ed i vasi polmonari e si annidano, crescendo fino a diventare adulti e raggiungendo lunghezze fino a 30 cm.In questa sede si riproducono, immettendo nuove larve nel circolo sanguigno. Tali piccole larve (dette microfilarie) sono quindi assunte da una zanzara che punge il cane, facendo ricominciare così il ciclo. Nel cane la Filariosi Cardiopolmonare va considerata una patologia cardiaca cronica.
Sintomi
Compaiono anche molto tempo dopo l’infestazione, quando l’organismo reagisce contro i parassiti e il cuore inizia a manifestare insufficienza più o meno grave. Il cane appare stanco, tossisce, è affannato anche dopo modesti sforzi e, con il passare del tempo, diviene sempre più inappetente e depresso.  In seguito il danno cardiocircolatorio si aggrava e la malattia si ripercuote negativamente su tutto l’organismo provocando difficoltà respiratorie, accumulo di liquido a livello addominale ed anche problemi neurologici. Se la Filariosi cardiopolmonare non viene riconosciuta e curata, può portare alla morte.
Terapia
La terapia è complessa e prevede l’adozione di misure farmacologiche in base allo stadio della malattia e allo stato di salute generale dell’animale, accertati tramite indagini diagnostiche, visite cardiologiche, radiografie del torace ed esami ecocardiografici.
Prevenzione
E’ importante adottare una terapia preventiva (indicata dal medico veterinario) che può prevedere modalità diverse di somministrazione:
- prodotto iniettabile in una sola somministrazione annuale (solo per cani adulti);
- compresse o tavolette con somministrazione mensile (da aprile ad ottobre, quando sono presenti le zanzare) e a base di farmaci  che agiscono eliminando le larve inoculate dalle zanzare nei 30-40 giorni antecedenti il trattamento, intervenendo prima che esse inizino la loro migrazione verso il cuore;
- prodotti ad uso topico da applicare sulla cute.
LA LEISHMANIOSI
l vettori che trasmettono questa malattia sono i cosiddetti pappataci, insetti simili a una piccola zanzara presenti in alcune zone del nostro Paese, soprattutto nel centro-sud e lungo i litorali. La leishmaniosi è infatti una malattia a lento decorso cronico, molto difficile da curare.Vi sono “zone endemiche”, cioè zone in cui la malattia è radicata nel territorio, e “zone non endemiche” considerate non a rischio. Per quanto riguarda l’Italia, i pappataci vivono lungo le aree della costa tirrenica, ionica e adriatica del centro-sud Italia così come in Sicilia, Sardegna e isola d’Elba a clima tipicamente mediterraneo. Nell’ultimo decennio, a causa delle mutate condizioni climatico-ambientali, si è assistito a un aumento del numero di cani infettati dai pappataci e di conseguenza ad una diffusione della leishmaniosi anche nelle aree considerate in passato “non a rischio”. Allo stato attuale, anche le regioni costiere e collinari del medio versante adriatico (Marche ed Emilia Romagna e molte aree collinari prealpine e preappenniniche delle regioni del Nord Italia (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Trentino e Friuli) possono essere a rischio leishmaniosi.
Quando Il cane viene punto, diventa a sua volta portatore del parassita e il periodo di incubazione è molto variabile: può durare anche vari anni. Il cane “positivo” alla Leishmania si trasforma in un serbatoio di parassiti, in grado di contaminare sia gli altri cani sia l’uomo. La puntura del flebotomo non causa la malattia sempre, ma solo in una certa percentuale di ospiti. La variabilità di risposta all’infezione dipende principalmente dalle difese immunitarie del cane e negli esemplari più fragili il parassita si diffonde all’interno del corpo, raggiungendo i linfonodi, il midollo osseo, e la milza (oltre che la cute).
Fattori predisponenti
Esistono predisposizioni di razza legate a fattori genetici come per i boxer.Altre razze, come il Cirneco di Ibiza, sono resistenti o immuni. Gli esemplari anziani sono spesso soggetti immuno-depressi  e quindi più esposti alla malattia.Incide molto anche lo stile di vita.
Sintomi
Lesioni cutanee, anoressia e/o perdita di peso, linfoadenopatia locale o generalizzata, splenomegalia, lesioni oculari, epistassi, zoppia, anemia, insufficienza renale, diarrea.
Terapia
Negli ultimi anni i periodi di trattamento si sono prolungati in seguito alla resistenza del parassita contro i farmaci più comunemente utilizzati. Alla luce di queste informazioni, si dovrebbero utilizzare farmaci diversificati, sia nel cane che nell’uomo, per prevenire la comparsa di questa resistenza.
Prevenzione
- limitare le passeggiate serali del cane;
- far dormire l’animale in casa durante le ore notturne, applicando zanzariere a maglie fitte alle finestre;
- fare uso di prodotti repellenti specifici, espressamente progettati ed indicati per proteggere dalla puntura dei flebotomi;
- rivolgersi sempre ad un medico veterinario per avere consigli sulla scelta dei presidi migliori e far controllare regolarmente il cane al fine di verificare che non sia stato infettato.
 
GREEN ME
16 GIUGNO 2015
 
Cani e gatti, in estate occhio al colpo di calore
 
Avete mai sentito parlare di colpo do calore negli animali? L'estate, con le alte temperature e gli ambienti afosi, rappresenta un periodo dell'anno durante il quale anche gli animali domestici sono soggetti ad un ampio ventaglio di patologie e situazioni pericolose, spesso potenzialmente letali. Tra queste c'è il colpo di calore. Per aiutare i proprietari di cani e gatti, l'Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Milano ha diffuso una campagna d'informazione con metodi di prevenzione, accorgimenti e rimedi. Ma andiamo con ordine.
Cos'è il colpo di calore?
L'aumento della temperatura corporea causato da condizioni ambientali viene definito ipertermia o colpo di calore. Cani e gatti non sudano e si difendono dal calore ambientale eccessivo cercando un luogo fresco o, se sono impossibilitati a farlo, ansimando per favorire lo scambio di calore attraverso l'evaporazione. Se anche questo metodo non è sufficiente, la temperatura corporea inizia a salire e l'incapacità di sudare mette gli animali in una condizione molto pericolosa: la temperatura corporea normale del cane e del gatto è di 38,5-39°C; ogni volta che supera i 40,5°C ci troviamo di fronte ad una vera emergenza.
Quali sono le situazioni e i fattori predisponenti?
• calore e umidità eccessivi, assenza ombra;
• mancanza di accesso ad acqua fresca;
• museruole che impediscono di ansimare e tirare fuori la lingua;
• esercizio fisico intenso con temperature ambientali elevate;
• chiusura dell'animale in automobile di giorno, anche a temperature relativamente fresche o con i finestrini leggermente abbassati;
• obesità;
• età avanzata;
• malattie del cuore o delle vie aeree (particolarmente predisposte sono le razze cosiddette brachicefale,con il muso corto e schiacciato, come il Pechinese, il Carlino e il Bozer: a causa della conformazione del muso questi cani non riescono ad ansimare in modo efficiente per dissipare il calore corporeo).
Quali sono i sintomi?
Inizialmente l'animale appare a disagio, ansima eccessivamente ed è irrequieto. Quando l'ipertermia peggiora l'animale perde grandi quantità di bava dal naso e/o dalla bocca. L'animale può barcollare o essere incapace di restare in piedi. Le gengive possono diventare bluastre o di colore rosso acceso a causa dell'ossigenazione insufficiente. Rapidamente possono insorgere perdita di coscienza, coma e morte.
Cosa fare?
1) Spostate immediatamente l'animale dal luogo in cui si è verificata l'ipertermia e portarlo in un ambiente fresco, ombreggiato e ventilato;
2) Se possibile, esaminaree annotare la temperatura rettale;
3) raffreddare il corpo mettendo stracci o asciugamani bagnati con acqua sopra il collo, sotto le ascelle e nella regione inguinale;
4) bagnare le orecchie e le zampe con acqua fresca;
5) dirigere un ventilatore o fare aria su queste zone bagnate per aiutare il raffreddamento;
6) portate immediatamente l'animale dal più vicino medico veterinario.
7) non utilizzare acqua gelata o ghiaccio per il raffreddamento;
8)  non raffreddate eccessivamente l'animale (gli animali che hanno subito un colpo di calore hanno una temperatura corporea superiore a 40,5°C (a volte addirittura oltre 42°C) e un obiettivo ragionevole è di abbassare la temperatura corporea a 39-39,5°C, mentre lo si trasporta dal più vicino veterinario; l'abbassamento eccessivo della temperatura può causare ulteriori danni);
9) nontentate di far bere forzatamente l'animale mettendogli dell'acqua in bocca
10) è sufficiente tenete a disposizione dell'acqua fresca (non fredda) da offrire se l'animale è vigile e si mostra interessato a bere.
Come si cura?
Quando il medico veterinario riceve un animale che ha subìto un colpo di calore, controlla immediatamente la temperatura corporea e la abbassa entro il range di sicurezza, se non è già stato fatto, monitorandola costantemente. Inserisce un catetere endovenoso con cui somministrare liquidi direttamente nel circolo sanguigno per contrastare la disidratazione e sostenere la funzione di cuore e reni.Tiene l'animale monitorato per shock, difficoltà respiratoria, insufficienza renale, anomalie cardiache, ipoglicemia ed altre complicazioni. Gli esami del sangue, prelevato prima e durante il trattamento, permettono di valutare eventuali danni agli organi interni. Viene monitorato anche il tempo di coagulazione del sangue, in quanto i problemi di coagulazione sono una complicanza comune del colpo di calore.Gli animali con danni moderati possono recuperare completamente, ma nei casi più gravi possono insorgere complicanze e la morte anche a distanza di giorni. In alcuni casi persistono danni che richiedono cure costanti tutta la vita, ad esempio una dieta speciale per il fegato o l'intestino. Complessivamente, la mortalità nei cani che hanno subìto un colpo di calore è del 25-50%. Roberta Ragni
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NEL CUORE.ORG
17 GIUGNO 2015
 
GENOVA, "FUOCO AL GATTO PERCHE' INDEMONIATO": LIBERTA' VIGILATA
Per una 40enne, che dovrà fare pure cure psichiatriche
 
Aveva dato fuoco al suo gatto, dopo averlo cosparso di benzina, perche' "era indemoniato". Il gip Ferdinando Baldini ha disposto la libertà vigilata per una genovese di 40 anni accusata di uccisione di animali. La donna dovra' sottoporsi anche a cure psichiatriche e ai colloqui con i medici presso una struttura sanitaria. La signora era stata denunciata dai vicini che avevano assistito alla scena. Interrogata aveva ammesso avere ucciso il gatto perche' "indemoniato", ma di essere dispiaciuta.
 
LA ZAMPA.IT
18 GIUGNO 2015
 
Uccide un gatto perché “indemoniato”, disposta la libertà vigilata
 
Ha ucciso un gatto perché «era indemoniato». Così una genovese di 40 anni ha dato fuoco a micio cospargendolo di benzina. La donna è stata accusata di uccisione di animali e il gip Ferdinando Baldini ne ha disposto la libertà vigilata. La 40enne dovrà sottoporsi anche a cure psichiatriche e ai colloqui con i medici presso una struttura sanitaria. La signora era stata denunciata dai vicini che avevano assistito alla scena. Interrogata aveva ammesso avere ucciso il gatto perché indemoniato, ma di essere dispiaciuta.
 

OTTOPAGINE
17 GIUGNO 2015

Va al tabacchino e all'uscita trova fuori il cane avvelenato
Dopo greci, polpette assassine anche a Vallesaccarda

Gianni Vigoroso 

Ariano Irpino  (AV) Neppure il tempo di acquistare le sigarette e al ritorno, fuori al tabacchi l'amara sorpresa, il suo cane, razza bovaro del bernese, letteralmente stecchito, pancia gonfia all'aria dopo aver ingerito del veleno. Un gesto vergognoso e inqualificabile. E' successo in pieno centro a Vallesaccarda. La rabbia del proprietario: "E' un gesto ignobile compiuto da chi evidentemente non può definirsi un uomo. Mi sono ritrovato al