luglio 2012
 

LA SICILIA ENNA
1 LUGLIO 2012
 
Gli uccidono il cane e lui riempie la città di piccoli manifesti per protestare contro quelli che chiama "vigliacchi assassini"
 
 
Agostino Sella
 
Enna - Gli uccidono il cane e lui riempie la città di piccoli manifesti per protestare contro quelli che chiama "vigliacchi assassini". Daniele Repoli, giovane lavoratore e trasportatore di bombole, sfoga la sua rabbia. "Ho realizzato dei manifesti in cui ho detto che chi ha avvelenato il mio cane Rochy è un incivile e un vigliacco. Lo hanno avvelenato con delle esce per topi e lo trovato morto vicino il ex cinema Ariston. Io - continua Daniele Repoli - non tenevo il mio cane legato ma era libero di girare per la città proprio perché così era felice. Avevo un bellissimo rapporto, forse meglio di quelli che ho con alcune persone. Chi lo ha ucciso non comprende come un uomo e un animale possano stare bene insiee. Peraltro era un cane buono, che non dava fastidio a nessuno".
La storia di Daniele e del suo cane è piuttosto commovente. Dopo la morte Repoli ha riempito la città di piccoli volantini in cui c'è scritto: "In onore del mio cane Roki ringrazio colui che lo ha avvelenato: spero che capisca questo gesto incivile. Sei un vigliacco"
 
IL TIRRENO
1 LUGLIO 2012
 
Allarme per animali avvelenati
 
FORTE (LU) -  In questi giorni, a Vittoria Apuana, diversi gatti e altrettanti scoiattoli sono stati avvelenati barbaramente da esche gettate da mano ignote. Infatti, in via Lorenzo dei Medici e via Canova sono state rinvenute carcasse di gatti e scoiattoli, morti per avvelenamento da rodenticida e da un altro componente chimico per uso agricolo e industriale. L’area è stata immediatamente circoscritta dal comando di polizia urbana, che unitamente all’Asl 12 servizio veterinario e ad ERSU, ha provveduto alla rimozione delle esche e alla bonifica dell’area. Contestualmente, sono stati installati cartelli di avviso del pericolo.
 
INFO OGGI
1 LUGLIO 2012
 
Strage di cani in Ucraina: la grande vergogna di Euro 2012
 
ROMA – Dovevano toccare all’Italia, questi Europei insanguinati che stanno facendo discutere il mondo, eravamo convinti di averli già in tasca, eppure, nella notte precedente al voto di Cardiff del 2007, qualcosa ribaltò i pronostici e i campionati vennero assegnati alla Polonia e all’Ucraina.Mentre la Polonia ha cercato di lavorare sodo per prepararsi al meglio ad ospitare un simile evento, l’Ucraina, fra denunce di corruzione e ritardi nelle consegne, è riuscita solo a macchiarsi le mani di sangue.Recenti sono le denunce per il dirottamento verso Euro 2012 di fondi destinati al reparto di oncologia dell’ospedale pediatrico di Kiev, molto meno recenti invece sono le stragi di tutti i cani e i gatti randagi della capitale, stragi che, da mesi, fanno discutere all’interno e al di fuori delle associazioni animaliste di tutto il mond o.La decisione di commettere una simile atrocità viene giustificata, a detta del governo di Kiev, dalla direttiva dell’Uefa che impone che le strada delle zone in cui vengono disputate le partite siano pulite e ordinate.Ma le strade di Kiev non sono pulite, sono macchiate del sangue di migliaia di animali innocenti e puzzano di morte ad ogni angolo, impregnate di quell’odore marcio che difficilmente un domani andrà via dai viali alberati e dalle ville di lusso.Hanno costruito dei forni crematori, proprio accanto al Paese che ha ancora sulla pelle quella cicatrice di mattoni scuri e ciminiere fumanti che risponde al nome di Auschwitz-Birkenau,forni crematori per smaltire cadaveri, ancora, in un 2012 a cui sembra che la storia non abbia insegnato niente.A nulla sono valse le proteste di tutte il mondo, l’orrore e lo sconcerto urlato dalle pagine dei giornali e dai social network di tutto il globo, perché in Ucraina le stragi sono aumentate inve ce che diminuire e perché, lo stesso governo, ha respinto ogni richiesta di esportare i cani e i gatti fuori dal Paese, dando il via libera solo a poche settimane dall’inizio della manifestazione, tanto per calmare le acque e dare un contentino all’opinione pubblica, nella speranza che tutte le altre vite spezzate venissero dimenticate all’istante a fronte di una decisione “buona” che, in realtà, è solo la meno riprovevole nel bel mezzo dell’orrore.L’Uefa e l’Ue non hanno fatto niente, nessun tecnico, calciatore o presidente di qualche Federcalcio ha detto qualcosa per cercare di fermare o, perlomeno, di condannare l’orrore, nessuno dei “personaggi che contano” ha prestato la propria voce ai migliaia di esseri innocenti sacrificati per permettere a gruppi di uomini in calzoncini di correre dietro ad un pallone.Stanotte, l’Europeo si chiude, l’Ucraina avrà guadagnato milioni e mi lioni di euro, una nazionale fra l’Italia e la Spagna avrà un trofeo in più nella propria teca e le stragi saranno dimenticate, a meno che non si faccia qualcosa per impedire che ciò accada, a meno che non si cerchi di mantenere viva la memoria e di ricordare a tutti che l’erba sulla quale stanotte si eleggerà la nazionale regina d’Europa è completamente colorata di rosso.“Chiunque alzerà la Coppa Europa, deve sapere che il prestigioso trofeo è macchiato dal sangue di migliaia di cani randagi.”-Carla Rocchi, Presidente Nazionale ENPA -Elisa Lepone
 
ATTUALISSIMO
2 LUGLIO 2012
 
Strage “silenziosa” di cani in Ucraina, le parole di Cucchi (VIDEO)
Il radiocronista e caporedattore rompe il silenzio e denuncia le responsabilità dello sterminio di migliaia di animali.

Elena Arrisico

 
Pallottole in testa e bastonate per migliaia di cani ucraini uccisi, prima e durante gli Euro 2012. In diretta su RadioUno, il radiocronista e caporedattore Riccardo Cucchi si è pronunciato in merito al terribile sterminio di decine di migliaia di cani randagi in Ucraina, rompendo il silenzio mediatico che ha avvolto l’intera vicenda:“La presenza di questi cani randagi, secondo i dirigenti della UEFA, avrebbe disturbato il regolare svolgimento dell’Europeo di calcio e, dunque, i dirigenti hanno fatto pressione sul governo ucraino affinché questo fenomeno fosse ridotto. È del tutto evidente che, non esistendo una cultura della sterilizzazione, del ricovero di cani randagi in appositi canili, in Ucraina si è ricorso con metodi molto brutali all’eliminazione di 30 mila cani randagi. Chi ha fatto qualche viaggio su Internet, avrà visto sicuramente immagini raccapriccianti“.Queste le parole di Cucchi, a “Domenica Sport” il 24 giugno scorso, durante il pre-partita di Inghilterra-Italia.
 
GREEN STYLE
1 LUGLIO 2012
 
Finale Euro 2012: Italia con il lutto al braccio per i cani?
 
Per la finale di Euro 2012 tra Italia e Spagna l’AIDAA, l’Associazione Italiana Animali e Ambiente, chiede una precisa presa di posizione alla Nazionale. E non per vincere l’ambizioso titolo, bensì per protestare contro la mattanza di cani in Ucraina determinata proprio dagli Europei di Calcio. L’organizzazione chiede che almeno il capitano Gianluigi Buffon indossi il lutto al braccio, in ricordo delle migliaia di animali vittime di questa manifestazione sportiva.Sugli Europei di Polonia e Ucraina da tempo si sono scagliate le negative invettive non solo degli animalisti, ma anche dell’opinione pubblica. Dalla reclusione forzata di Iulia Timoshenko alle aggressioni omofobiche legalizzate, passando proprio per la barbarie canina, in molti si sono chiesti se gli sportivi europei dovessero supportare – anche economicamente – questo Europeo. E ora che l’Italia è in finale, si richiede un’impegno più serio a tutti i nostri giocatori: non sembrano essere bastate, infatti, le immagini promozionali in compagnia di amici a quattro zampe diffuse a inizio torneo dalla dirigenza della Nazionale.La situazione in Ucraina, monitorata da tempo dal nostro portale Pets, è decisamente scioccante. La piaga del randagismo è ormai incontrollabile su tutto il territorio ma, anziché provvedere a progetti di recupero e sterilizzazione affinché le popolazioni di cani nomadi non si moltiplicassero, si è preferito optare per una soppressione di massa. Uccisioni che sono avvenute, e continuano a verificarsi, con metodi spesso non ortodossi: si stima che oltre 3.000 cani siano stati eliminati con l’ausilio di mazze, corde, asfissia tramite sacchetti di plastica e molto altro ancora, per poi essere gettati in fosse comuni a cielo aperto. Grande scalpore hanno suscitato anche gli inceneritori mobili – dei furgoncini attrezzati con tutto il necessario per una cremazione al volo – dove pare che molti cani siano stati gettati ancora vivi, così come alcuni attivisti locali han affermato qualche settimana fa.Ma c’è anche un motivo in più, secondo AIDAA, che dovrebbe spingere la Nazionale alla presa di coscienza: si tratta dell’avversario spagnolo. Ogni anno circa 100.000 cani trovano la morte nelle perreras iberiche, dei particolari canili di “sosta” dove randagi, ma anche cani regolarmente registrati rifiutati dai padroni, vengono soppressi entro 10 giorni dal loro ingresso in struttura. Di seguito, parte del comunicato dell’associazione animalista:«Chiediamo un gesto simbolico finale per protestare contro i massacri dei cani che sono un “orrendo patrimonio comune” di Ucraina e Spagna. Chiediamo che il capitano azzurro, oltre alla fascia tricolore, indossi anche la fascia nera del lutto, proprio per ricordare il sacrificio dei trentamila cani ammazzati in Ucraina in occasione di questi europei. Ma anche per protestare e ricordare gli oltre centomila cani uccisi ogni anno nelle perreras Spagnole. Tutti ricordiamo le immagini trasmesse nei mesi scorsi da tutte le televisioni italiane in merito al massacro che non si è mai fermato dei cani nelle perreras spagnole.
Da qui la necessità di un gesto clamoroso, che dia almeno in finale un segno di civiltà del nostro paese contro la mattanza dei cani ucraini e spagnoli».
 
L'ARENA
1 LUGLIO 2012
 
Smascherato un carico irregolare di maialini
CASTAGNARO (VR). La Polstrada ha sanzionato, per complessivi 12mila euro, il conducente del mezzo e l'allevatore di suini
Gli animali diretti al macello avevano lesioni addominali e per il veterinario dell'Ulss non erano idonei al trasporto
 
Un altro carico «fuorilegge» di animali, trasportati in condizioni inaduguate senza le misure di sicurezza e gli accorgimenti fissati dalla normativa in materia, è stato smascherato dalla polizia stradale di Legnago. Ed ora i responsabili dovranno pagare una multa che, complessivamente, supera i 12mila euro. Questa volta, nel mirino degli agenti, impegnati negli abituali servizi sulla Transpolesana, è finito A.M., un autotrasportatore 59enne di Sona, sorpreso a guidare un Fiat Iveco a bordo del quale si trovavano 21 maialini, con uno strano ringofiamento sulla pancia, che aveva appena caricato in un allevamento di Ceregnano, in provincia di Rovigo, e che stava portando al macello. Erano le 8.30, quando i poliziotti, appostati all'altezza di Castagnaro, hanno intimato l'alt al camion per un normale controllo. Quindi è scattata l'ispezione ed è stato a quel punto che la pattuglia si è trovata davanti la ventina di suini magroni - maiali a sviluppo precoce di peso inferiore al quintale, macellati solitamente attorno ai cinque-sei mesi - che presentavano una sorta di grossa palla a livello addominale. Di fronte a quel carico sospetto, proprio per la presenza di lesioni non certificate, la Polstrada ha fatto intervenire un veterinario dell'Ulss 21. Il quale, dove aver riscontrato negli animali ernie ombelicali ed inguinali di grosse dimensioni oltre ad ulcere da sfregamento, ha attivato la procedura di emergenza prevista in questi casi con scarico immediato degli animali poichè non erano idonei al trasporto. Pertanto, i maialini sono stati dirottati ad un macello di Menà dove sono stati alimentati ed abbeverati in attesa della macellazione e di successive verifiche sanitarie. La pattuglia ha quindi provveduto a sanzionare, con una prima multa di 4mila euro, il conducente del camion per sofferenza inutile agli animali. Un verbale di uguale importo è stato staccato anche al proprietario dell'azienda agricola rodigina da cui provenivano i suini. Il salasso per l'autotrasportatore veronese è poi raddoppiato al termine del controllo: A.M. dovrà infatti pagare una seconda multa da 4.130 euro per trasporto abusivo conto terzi.
 
LIVE SICILIA
1 LUGLIO 2012
 
Galline morte nei sacchi dei rifiuti C'è l'ombra dei macelli abusivi
VIA ENRICO ALBANESE
 
Monica Panzica
 
Palermo - Dieci galline trovate morte, altre dieci ancora vive che stamattina sono state consegnate all'Istituto zooprofilattico regionale, che se ne prenderà cura. S'indaga per individuare un eventuale macello clandestino.
Galline vive dentro alcuni sacchi dell'immondizia. E' il macabro ritrovamento che stanotte hanno fatto i carabinieri e la polizia municipale in via Enrico Albanese, all'altezza del civico 2. Dieci le galline trovate morte, altre dieci quelle ancora vive che stamattina sono state consegnate all'Istituto zooprofilattico regionale, che se ne prenderà cura. Dopo il ritrovamento sul posto è arrivato il medico veterinario dell'Asp per le verifiche sanitarie ed è anche stata contattata l'Amia per lo smaltimento delle carcasse, in quanto "rifiuti speciali".
E c'è l'ombra della macellazione clandestina sull'ennesimo ritrovamento di animali morti in città: la polizia municipale spiega, infatti, che in sinergia coi carabinieri sono state avviate le indagini per risalire ad eventuali attività nel settore che operano abusivamente. Proprio sul fronte della difesa degli animali, qualche giorno fa, è stato sequestrato un ippodromo abusivo che ospitava illegalmente venticinque cavalli. L'impianto, sprovvisto di qualunque autorizzazione sia da parte della Questura che dall'Asp, si trova a Ciaculli, nei pressi del centro commerciale.
 
LA PROVINCIA PAVESE
1 LUGLIO 2012
 
Caccia in Oltrepo, polemica sul nuovo lancio di fagiani
 
GODIASCO (PV) - Dopo la moria di fagiani dell’anno scorso, tornano le polemiche sui lanci di ripopolamento in estate effettuati dagli Atc, gli ambiti territoriali di caccia. «L’Atc 4 - afferma un cacciatore dell’Atc 5 che preferisce rimanere anonimo - quest’anno ha dato l’appalto alla stessa ditta nel 2011 ha consegnato decine di fagiani morti: e gli altri erano morti pochi giorni dopo. In questo modo si rovina l’immagine dei cacciatori seri, che seguono le regole». Martina Draghi, consigliere provinciale e commissario straordinario dell’Atc 4 (che copre tutta la fascia di territorio lungo la via Emilia e zone vicine), respinge al mittente le accuse. «L’anno scorso gli animali sono morti solo perché, a causa delle insistenze di qualcuno, sono stati liberati in un periodo troppo caldo e in una zona senza acqua. L’allevatore aveva dato parere contrario. Nonostante questo la ditta aveva fatto pagare all’Atc4 solo gli animali giunti vivi, rimettendoci parecchi soldi anche se non aveva colpe. Per questo non potevamo escluderli a priori dall’appalto. In seguito loro hanno fatto l’offerta migliore: l’esito della gara, comunque, non è ancora ufficiale». Si parla di una fornitura da circa 60 mila euro, con 6000 capi tra fagiani, pernici rosse e starne, da liberare tra inizio agosto e novembre. «Proprio per evitare incidenti - spiega ancora Draghi - quest’anno faremo in modo di liberare gli animali nei periodi migliori e in luoghi provvisti d’acqua. A differenza del passato, abbiamo fatto un capitolato che prevede anche penali nel caso che la fornitura non sia idonea alle richieste, per tutelare l’Atc». La Provincia a marco ha deciso di commissariare gli Atc proprio per esercitare maggiore controllo sulla loro attività.
 
LA CITTA’ DI SALERNO
1 LUGLIO 2012
 
Pesca di frodo e corse illegali In Campania reati in aumento
 
di Ferruccio Fabrizio
 
NAPOLI - Cani e cavalli maltrattati, uccisi, macellati. Spesso rubati, poi violentati. Merce da usare per il mercato clandestino, nelle corse illegali, sulle rotte che portano nei Paesi dell’Est. E ancora, la “cupola” del bestiame e l’oscura filiera della carne, accanto alla pesca di frodo. Sullo sfondo, il lucro della criminalità organizzata, ma anche la cattiveria gratuita tra famiglie di insospettabili. Un quadro da brividi quello che emerge sugli animali dal Rapporto Zoomafia 2012 riferito all’anno precedente, realizzato da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lav (Lega antivivisezione). Sono 466 i procedimenti penali avviati, in testa con 154 le Procure salernitane che concentrano il lavoro soprattutto sulla pesca di frodo nella costiera amalfitana e sulle corse clandestine di cavali nell’Agro nocerino. «La zoomafia in Campania – si legge nel dossier - si presenta sempre più come un fenomeno parcellizzato tra, purtroppo, ormai storiche illegalità – truffe nell’ippica e corse clandestine di cavalli, macellazioni clandestine, abigeato, bracconaggio e pesca illegale, lotte tra cani - e nuove frontiere criminali, in particolare il traffico di cuccioli». E i dati ufficiali rappresentano solo in minima parte la realtà, perché sono tanti i casi non denunciati. «Uno dei business forti della camorra oggi sono le corse clandestine dei cavalli e i combattimenti dei cani – spiega Troiano - soprattutto nell’Agro, in particolare a Scafati dove il fenomeno è talvolta ostentato tanto che alcune gare sono state pubblicate su You tube. Critica la situazione del bracconaggio in alcune aree del Parco del Cilento e la pesca di frodo nella costiera amalfitana, soprattutto dei datteri». Dura la vita degli equini negli ippodromi campani: ben 47 cavalli (34 a Napoli, 10 a Aversa, 3 a Pontecagnano) che correvano in gare ufficiali sono risultati positivi a sostanze vietate. Non va meglio il randagismo, a parte Salerno città, dove il fenomeno è tenuto sotto controllo.
 
ANSA
1 LUGLIO 2012
 
Cane 'bagnino' salva 4 ragazze a Caorle
E' un dobermann. Dafny, 4 anni, si e' tuffato con il suo padrone
 
VENEZIA - Una dobermann e il suo padrone, con il supporto di un bagnino, ha salvato 4 giovani turiste romene che a caorle stavano per finire sott'acqua trascinate dalla corrente. Sul posto la Scuola italiana cani salvataggio e' presente con propri volontari. Viste le ragazze in difficolta' il bagnino ha allertato Dafny, 4 anni, e il suo padrone. A largo mentre il bagnino caricava sul suo barchino una delle turiste il cane ha trainato a riva le altre 2 e il suo padrone che faceva da 'boa' ad una terza.
 
IL MESSAGGERO
1 LUGLIO 2012
 
"Cane bagnino" salva quattro turiste in balìa della corrente
Le bagnanti erano in difficoltà nel tratto che porta al canale:
Dafny s'è tuffato con l'istruttore e le ha portate tutte a riva
 
VENEZIA - Un dobermann e il suo padrone, con l'aiuto di un bagnino, hanno salvato 4 giovani turiste romene che stavano per finire sott'acqua trascinate dalla corrente, mentre facevano il bagno a Caorle.È accaduto nel tardo pomeriggio in località Falconera dove la Scuola italiana cani salvataggio è presente con i propri volontari in appoggio ai bagnini della spiaggia.
All'improvviso il bagnino dello stabilimento balneare 13 ha lanciato l'allarme dopo aver scorto in mare 4 persone in gravi difficoltà a raggiungere le boe di salvataggio anche perché spinte da una forte corrente verso il vicino canale. Allertato, uno dei volontari della Scuola, Marco Ceccon, di Vicenza si è tuffato in mare assieme a Dafny, una dobermann di 4 anni, e ad un altro bagnino. Quest'ultimo ha raggiunto una delle giovani caricandola sul proprio barchino, mentre Ceccon ha preso sott o le sue cure una seconda romena, mentre le altre due si sono 'agganciate' a 'Dafny' che ha poi trainato tutti e quattro a riva.
 
LA REPUBBLICA NAPOLI
1 LUGLIO 2012
 
Finanziere ucciso, il silenzio dei suoi cani
I due pastori tedeschi addestrati da Fabrizio Ferrara non hanno abbaiato nè si sono mossi dalla notte dell'agguato
 
"Ugan e Paghen erano stranamente silenziosi questa notte, ci siamo avvicinati alla loro gabbia ma non hanno abbaiato nè si sono mossi. Erano molto legati a Fabrizio". Così il tenente-colonnello Luigi Acanfora, comandante del gruppo di Aversa della Guardia di Finanza, struttura nella cui unità cinofila prestava servizio il trentanovenne appuntato Fabrizio Ferrara. Il corpo senza vita del finanziere è stato rinvenuto nella notte tra venerdì e sabato a poche decine di metri dal muro di recinzione della caserma della Fiamme Gialle di Aversa  con un foro di proiettile alla nuca esploso dalla sua pistola di ordinanza.
Il finanziere conduceva i due pastori tedeschi in particolare nelle operazioni antidroga. "Era un collaboratore preziosissimo - ricorda l'ufficiale - e grazie al lavoro riusciva a distrarsi dai problemi di carattere personale. Ci mancherà". I cani sono stati affidati alle cure del secondo addestratore che è stato richiamato dalle ferie.
 
MESSAGGERO VENETO PORDENONE
1 LUGLIO 2012
 
Taglia le orecchie al pitbull e si gioca la carriera militare
 
E’ costata caro a B.N., primo caporal maggiore in forza ad una caserma del Pordenonese, il decreto penale di condanna per maltrattamento di animali, nella fattispecie concernente la mutilazione delle orecchie inflitta a un pitbull. Il Tar ha, infatti, compensando le spese di causa, ritenuto di non poter accogliere il ricorso proposto nei confronti del Ministero della Difesa, mirato all’annullamento del provvedimento di rigetto della domanda di partecipazione al concorso per titoli per il reclutamento straordinario di 987 unità nel ruolo dei volontari in servizio permanente (vsp) dell’Esercito, stante l’esistenza del precedente penale. Il ricorrente, pur non contestando i fatti, aveva chiesto l’annullamento del provvedimento assumendo che, in futuro, “le ragioni ostative all’accoglimento dell’istanza potessero venir meno”, confidando, quindi, negli esiti del giudizio di revisione di cui preannunciava l’instaurazione, dato che il reato per il quale era stato condannato (aver cagionato una lesione al suo pitbull facendogli tagliare i padiglioni auricolari) sarebbe stato, in realtà, commesso dalla compagna. Quest’ultima, al riguardo, aveva sottoscritto una dichiarazione autoaccusatoria che lo scagionava. Ma il Tar non si è pronunciato a suo favore.
 
ANSA
1 LUGLIO 2012
 
Bruciano un formicaio, bambini ustionati: uno muore dopo una lunga agonia
E' morto in ospedale a Torino, dove era ricoverato dal 18 giugno, uno dei due ragazzi ustionati
 
TORINO - E' morto oggi nell'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove era ricoverato dallo scorso 18 giugno, uno dei due ragazzi rimasti ustionati a Rivalta di Torino (Torino) mentre, per gioco, bruciavano un formicaio con dell'alcol in un bosco non lontano dal centro abitato. Il ragazzo aveva 12 anni ed era insieme a quattro amici. E' stato investito da una fiammata dopo che un ragazzo aveva lanciato dell'alcol su un tizzone ardente tenuto in mano da un altro compagno di giochi.I due bambini rimasti ustionati avevano incontrato i tre loro amici piu' piccoli, che avevano con se' l'alcol, sul sentiero che conduceva al bosco. Il piu' grande, 13 anni, aveva preso il tizzone da una cucina abbandonata e aveva incitato uno dei piu' giovani a lanciarvi contro l'alcol, rassicurandolo che non sarebbe accaduto nulla di pericoloso. Dietro di lui, pero', si trovava l'amico di 12 anni, che era stato investito in pieno dalla fiammata, riportando ustioni su oltre il 60% del corpo. I due bambini erano poi corsi via verso le abitazioni circostanti per chiedere aiuto e avevano raggiunto una cascina dove erano stati prestati loro i primi soccorsi. Un residente affacciato al balcone aveva chiamato il 118 e i due erano stati trasportati in ospedale con l'elisoccorso.
 
AGI
1 LUGLIO 2012
 
Muore per ustioni a 12 anni, voleva incendiare formicaio
 
Torino - Non ce l'ha fatta il bambino di 12 anni rimasto gravemente ustionato nel tentativo di dare fuoco a un formicaio in un boschetto di Rivalta, nel torinese. Dopo dodici giorni nel reparto di rianimazione del Regina Margherita, il ragazzino - che aveva ustioni sul 60% del corpo - e' stato stroncato da un arresto cardiocircolatorio. La sera del 18 giugno con un amichetto aveva aiutato alcuni ragazzini della zona che volevano distruggere un formicaio trovato in campagna. Aveva quindi preso un tizzone dicendo a uno dei ragazzini di spruzzarci sopra dell'alcol (appositamente comprato dal gruppo per l'operazione) senza prevedere la fiammata che ha investito lui e l'amico di 13 anni. Questi, che aveva ustioni sul 30% del corpo, e' gia' stato dimesso dall'ospedale.
 
LA NUOVA FERRARA
1 LUGLIO 2012
 
E la colonia felina disturba il campeggio
 
LIDO SCACCHI (FE) - «Noi non abbiamo nulla contro gli animali - dichiara Arnalda Vitali, proprietaria del Camping Florenz al Lido degli Scacchi - tant’è vero che i nostri clienti che posseggono un cane sono autorizzati a portarselo dietro, ma quello che non possiamo più tollerare sono i gatti randagi. Aumentano continuamente, in quanto le gatte arrivano spesso già gravide e sfornano tanti piccoli che vanno così ad aggiungersi alla già numerosa colonia presente». Il problema lo hanno posto ai titolari gli stessi clienti, lamentando la presenza degli escrementi vicino alle roulotte o alle tende. «Loro fanno i gatti - prosegue la Vitali - ma noi dobbiamo pensare a offrire un ambiente pulito. Per questo non vogliamo infierire sugli animali, ma abbiamo pensato a vari interventi che speriamo diano i risultati». Si è attivato infatti un ente protezione animali di Comacchio, che sta procedendo alla sterilizzazione delle femmine, non sempre facili da prendere perché selvatiche, mentre Vilma Matteo, una dipendente del Camping che si prodiga da sempre per dar loro da mangiare, ha trovato l'espediente di portare fuori il cibo, così da abituarli a stare in altri luoghi, anche se adiacenti la struttura. Se poi qualcuno volesse adottarli, non c'è che l'imbarazzo della scelta.
 
IL TEMPO
1 LUGLIO 2012
 
Doccette e condizionatori per proteggere mucche e maiali
Stress da caldo anche per le mucche che con le alte temperature producono fino al 10% di latte in meno rispetto ai circa periodi normali.
 
È l'allarme della Coldiretti nel sottolineare che con l'arrivo di Caronte la situazione è preoccupante soprattutto nella Pianura Padana dove si concentra il maggior numero di allevamenti e dove l'umidità aumenta la temperatura percepita che sfiora i 40 gradi. Per le mucche - riferisce la Coldiretti - il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte. Nelle stalle sono già scattate le contromisure: per le mucche ventilatori e doccette, per i maiali accesi i condizionatori per evitare che le temperature sfondino la soglia dei 28 gradi oltre la quale gli animali cominciano a soffrire. Al calo delle produzioni si aggiunge dunque, conclude Coldiretti, un aumento dei costi alla stalla.
 
LEGGI OGGI.IT
1 LUGLIO 2012
 
I latrati dei cani, quando scatta la responsabilità del proprietario
L’abbaiare dei cani, tra “diritto esistenziale” degli animali e reato ex art. 659 c.p. “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”
 
La convivenza degli uomini con l’animale ha origini antiche. Un legame che è riconosciuto dagli uomini come tra i più autentici. Per questo sono aumentati le leggi a salvaguardia e le campagne di sensibilizzazione per proteggere queste creature.Dalla sentenza della Sezione Prima penale, della Cassazione del 2004, n. 36241, si evince che: “Non ha importanza se a lamentarsi per i latrati dei cani e’ un solo vicino. A fare scattare la responsabilita’ del proprietario dell’animale, infatti, non e’ ”l’effettivo raggiungimento di plurime persone”, ma la ”potenzialita’ diffusiva” dell’abbaiare dell’animale, che deve essere oggettivamente idonea a disturbare le occupazioni o il riposo”.La Cassazione, condannava il proprietario, per disturbo del riposo e delle occupazioni delle persone per ”non aver impedito il latrato dei propri cani che, di giorno e di notte, in aperta campagna rendevano impossibile il riposo e la quiete delle persone”.Di contrario, avviso è stata la sentenza del Giudice di Pace di Rovereto, del 11.8.2006, che ha stabilito, che abbaiare è un “diritto esistenziale” dei cani, e di conseguenza che il collarino anti-abbaio che il proprietario aveva messo al proprio cane per non farlo abbaiare era invece uno strumento lesivo dei diritti dell’animale.In un’ altra sentenza, n. 715/2010, la Corte di Cassazione ha ricordato che il proprietario di un cane deve evitare che sia arrecato disturbo ai vicini di casa. Diversamente risponderà del reato previsto e punito dall’art. 659 c.p. “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”.Si tratta, spiega la Corte di una contravvenzione in cui “l’elemento psicologico dell’illecito è costituito dalla mera volontarietà della condotta“. Questa volontarietà peraltro si può desumere da oggettive circostanze di fatto “senza che risulti necessaria l’intenzione dell’agente di disturbare la quiete pubblica“.Il reato sussiste quando il fatto di per sè risulta idoneo ad “arrecare fastidio a un numero indeterminato di persone” anche a prescindere da fatto che sia provato l’effettivo disturbo arrecato, e il loro abbaiare supera la normale tollerabilità.Sul criterio della normale tollerabilità : “ il criterio va riferito alla media sensibilità delle persone che vivono nell’ambiente ove i rumori fastidiosi vengono percepiti, mentre e’ irrilevante la eventuale assuefazione di altre persone che abbiano giudicato non molesti i rumori”.Pertanto, Giudice potrebbe valutare patogeno l’ abbaiare del cane, quando ne possa derivare stress.In un’ altra sentenza della Cassazione, n. 715 del 14 gennaio 2011, I sez. Penale, si puntualizza quanto segue: “La responsabilità dei proprietari di cani che, abbaiando, disturbano il riposo notturno del vicinato sono suscettibili di contravvenzione per disturbo della quiete pubblica”.Anche in tal caso si arriva a una condanna per il reato di cui all’art. 659 cod. pen. (Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone), prevedendo la sanzione dell’arresto e al risarcimento del danno per il mancato riposo delle persone che li circondano.Per quanto riguarda i requisiti del reato, la Prima Sezione Penale precisava anche: “per la sussistenza dell’elemento psicologico della contravvenzione di cui all’art. 659 c.p., attesa la natura del reato, è sufficiente la volontarietà della condotta desunta dalle obbiettive circostanze di fatto, non occorrendo, altresì, l’intenzione dell’agente di arrecare disturbo alla quiete pubblica (Cass., Sez. 1^, 26/10/1995, n. 11868) mentre elemento essenziale della fattispecie di reato in esame è l’idoneità del fatto ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone e non già l’effettivo disturbo alle stesse (Cass., Sez. 1^, 13/12/2007, n. 246) di guisa che rispondono del reato di cui all’art. 659 comma 1 c.p. gli imputati per non aver impedito, nonostante le reiterate proteste delle pp.ll., il molesto abbaiare, anche in ore notturne, dei due cani di loro proprietà, custoditi nel cortile della loro abitazione (per una fattispecie simile: Cass., Sez. 1^, 19/04/2001)”.Di recente, la Corte di Cassazione, Sez. I Pen., con la sentenza del 9 febbraio 2011 n. 4706, ha infine, condannato a due mesi di carcere i proprietari dei cani, a prescindere di quale fosse l’ animale a dare il via al “coro” cominciando a strepitare e suscitando l’emulazione degli altri (nella specie una decina di cani).La ratio risiede nel punire la condotta dei proprietari dei cani, quattro siciliani di Nicosia colpevoli, di non aver impedito le molestie derivanti dell’abbaiare del loro cani, nonostante le proteste dei vicini, per di più in ora notturna.Pertanto per un futuro migliore è opportuno che gli uomini che amano gli amici a quattro zampe riescano a farli accettare da chi non li ama, adottando le misure ( corsi di addestramenti anti-abbaio) o altri strumenti educativi ritenuti opportuni per una pacifica convivenza.
 
TIO.CH
2 LUGLIO 2012
 
MELERA Cani avvelenati, "forse da qualcuno intenzionato a rubare in paese"
E' questa la voce che circola a Melera, dove sabato due cani sono stati salvati in extremis dall'avvelenamento
 
di p.d'a.
 
MELERA (Svizzera) - Greg Costantini è sollevato. Tessa, la sua lupetta e Mago, il suo boxer, stanno bene e scorrazzano nell'ampio giardino di casa. I due giovani cani, però, sabato mattina se la sono vista proprio brutta. "Mi sono accorto che Tessa barcollava, aveva le pupille dilatate, mentre dalla bocca di Mago usciva molta bava". E' stato un sabato da incubo per Costantini: "Li ho portati subito alla clinica veterinaria del dottor Keller. Lì mi hanno detto che la più piccola (Tessa) aveva vomitato del macinato e che si trattava di avvelenamento"."Sono rimasto di stucco. Io carne macinata ai miei cani non ne dò mai. Molto probabilmente qualcuno ha gettato della carne avvelenata nel giardino".Un sabato, come detto, da dimenticare per Costantini: "Ancora pochi minuti e i miei cani sarebbero morti. A loro è stata fatta una puntura, per farli vomitare, poi sono stati ricoverati. Hanno trascorso la giornata in clinica con una flebo addosso. Una visita che mi è costata cara, 700 franchi, ma che ha permesso ai miei cani di sopravvivere. I veterinari hanno fatto un grande lavoro e li ringrazio per averli salvati".Il signor Costantini è sollevato, vedendole ancora vive e vegete nel loro giardino, ma lo spavento subito lo ha spinto a scriverci: "Voglio lanciare un appello a tutti i possessori di cani della zona. Fate attenzione ai vostri animali, non perdeteli di vista. I miei cani hanno rischiato grosso. Ma ho sentito che ultimamente casi analoghi al mio sono capitati a Giubiasco e in Valle Maggia".Il fatto è stato denunciato alla polizia cantonale.Ma dietro a questi gesti chi ci potrebbe essere? C'è qualcuno di sospetto in paese? "No, sospetti non ce ne sono - ci ha spiegato Costantini - anche perché qui bene o male tutti possiedono un cane, ci conosciamo tutti e non ci sono problemi tra di noi. Il sospetto di molti, in paese, è che l'avvelenamento dei miei cani sarebbe stato compiuto per avere via libera a furti. Qualche giorno fa sono stati visti due tipi con fare sospetto aggirarsi nella zona. Io abito nella casa che sta all'inizio della strada e quando passa qualcuno di sconosciuto Tessa e Mago abbaiano. Si fanno sentire, anche se loro non sono per nulla cani da guardia. Sono soltanto dei docili cani da compagnia”.
 
L’ARENA
2 LUGLIO 2012
 
Sequestrati cuccioli di razza stivati nel camion che arriva dall'Est
SEQUESTRO. Eseguito dalla polstrada. Gli animali affidati alla Lav Molti non erano svezzati
 
Verona. Non è una novità: sempre più spesso le forze dell'ordine intercettano camion provenienti dall'Est Europa con trasporto di cuccioli di razze pregiate in violazione delle vigenti disposizioni nazionali e comunitarie.
È successo anche a Verona, dove la polizia stradale di Verona Sud ha intercettato e controllato un camion che proveniva dall'Ungheria. E sul camion c'era il prezioso carico di animali cuccioli.
I cagnolotti erano in non ottime condizioni di salute perchè disidratati, ed erano accompagnati da documenti di identificazione e trasporto artefatti.
L'autista del camion è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica per maltrattamento e abbandono di animali, nonché falso materiale. Rischia, per il solo maltrattamento, una multa tra i 3mila e i 15mila euro, nonché la reclusione da tre mesi ad un ann o.
Gli animali sono stati affidati alle volontarie della Lega antivivisezione che se ne stanno occupando. Alcuni di loro non erano stati svezzati e quindi hanno bisogno di particolari attenzioni.
 
GEA PRESS
2 LUGLIO 2012
 
Bocconi avvelenati – Sicilia e Veneto in cima alla lista
L'indagine dell'europarlamentare Andrea Zanoni: l'UE faccia rispettare il divieto dei bocconi in tutta Europa.
 
L’Ue faccia rispettare il divieto comunitario di utilizzare esche avvelenate che in Italia uccidono migliaia di animali ogni anno”. Lo chiede Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e vice presidente dell’Intergruppo Benessere degli Animali al Parlamento europeo, con un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea. “In Italia il fenomeno della disseminazione di esche avvelenate nell’ambiente è ancora oggi molto diffuso. Da un’indagine che ho condotto personalmente tra gennaio e maggio 2012 e basata su semplici segnalazioni di associazioni e notizie a mezzo stampa, sono emersi ben 282 casi di probabile avvelenamento in 11 regioni e 30 province italiane, con una particolare concentrazione di casi in Veneto e in Sicilia”.L’indagine (per scaricarla clicca qui), non scientifica ma rilevante per i dati raccolti, registra in totale il coinvolgimento di ben 151 cani, 124 gatti e di alcune specie selvatiche (aquila reale, tasso, storno e colombo). In alcuni casi di avvelenamento è stata accertata la responsabilità di sostanze appartenenti alla categoria dei lumachicidi e degli insetticidi, e anche la stricnina, sostanza dichiarata illegale in Italia.“Purtroppo si tratta solo della punta dell’iceberg delle morti da avvelenamenti che accadono quotidianamente in tutta Italia”, commenta l’Eurodeputato. “Questo fenomeno miete migliaia di vittime tra gli animali selvatici ma potrebbe diventare anche potenzialmente pericoloso per i bambini che entrassero in contatto con questi bocconi”.Nel passato, spiega Zanoni, si sono verificate distribuzioni sistematiche di bocconi avvelenati sul territorio, anche a fini venatori al fine di eliminare i cosiddetti animali nocivi come volpi, tassi, corvidi e rapaci. Oggi a farne le spese sono anche tanti animali domestici, come cani e gatti.Zanoni chiede l’intervento di Bruxelles alla luce del divieto esplicito di esche avvelenate introdotto dalle direttive Uccelli e Habitat e dalla Legge 157/92. Lo studio internazionale del 2009 “Animal poisoning in Europe” condotto in cinque Stati membri (Italia, Belgio, Francia, Grecia e Spagna) evidenzia non solo che il fenomeno non è solamente italiano, ma anche che l’avvelenamento è una tra le maggiori cause di mortalità della fauna selvatica nei suddetti Paesi.“Per questo motivo è fondamentale che la Commissione intervenga affinché gli Stati membri facciano rispettare una volta per tutte le disposizioni previste in particolare nell’allegato IV della Direttiva 147 del 2009 e dell’allegato VI della Direttiva 43 del 1992 – conclude l’Eurodeputato – Sarebbe inoltre importante disporre di una banca dati europea per valutare l’impatto di tale fenomeno sulla fauna selvatica e protetta in tutti gli Stati membri”.
 
GEA PRESS
2 LUGLIO 2012
 
La fine degli europei – in una gabbia di un circo ucraino (video)
Inscatolati per essere mostrati. Il video di Andrea Cisternino e gli orsi prigionieri
 
I campionati europei di calcio sono finiti. E’ andata come è andata e non è la prima volta. Sia che la nostra nazionale non arrivi a spuntare la finale in un torneo internazionale (ad una delle due squadre, del resto, deve necessariamente succedere), ma anche di come un evento sportivo si possa disputare in barba ad elementari principi di civiltà. Basti pensare a cosa è successo recentemente in Bahrain con la Formula Uno ed i diritti umani violati. Fino a pochi giorni addietro, proprio in Ucraina, altri cani sono stati uccisi a fucilate. Nulla si è saputo dell’ennesima denuncia di Andrea Cisternino, il nostro connazionale che vive e lavora a Kiev e grazie al quale si è appreso del programma di sterminio messo in atto dalle autorità e poi, dopo il formale divieto, della mattanza continuata e forse tollerata.Dai cani agli orsi. Ha fatto molto scalpore il filmato girato da animalisti svizzeri, che ha mostrato un piccolo orso venduto in strada ai turisti. Avveniva anche in Italia, almeno fino al 1997, quando un decreto legislativo vietò ai privati la detenzione di animali pericolosi. Per i circhi e gli zoo è invece ancora consentito sia importarli che addestrarli. I nostri circhi li fanno entrare in pista muniti di strette museruole. Un minimo di regolamentazione, sebbene senza valore di legge, ha previsto spazi essenziali per gli orsi, sia interni che esterni.Andrea Cisternino, proprio nella stessa giornata nella quale la nostra squadra di calcio perdeva contro la Spagna, ha diffuso un video di un circo attendato a Kiev. Orsi, tenuti uno appresso all’altro, all’interno di scatole di volume pari quasi a quello occupato dagli stessi animali. In gabbia singola e, peraltro, senza alcuna misura precauzionale per chi si avvicina, tanto che la stessa mano di Cisternino è stata graffiata dalla zampa di un orso.Ma da dove provengono gli orsi ucraini? Probabilmente da non molto distante, visto che in molti paesi sia dell’est Europa che limitrofi, la caccia all’orso non è vietata. Uccisa la madre, il cucciolo viene in genere addestrato a “ballare”. L’animale, comunque, viene sempre tenuto al guinzaglio e museruola e non sono rari i casi di deungulazione. Un uso antico e che per decenni ha visto protagonisti i gitanti. In Italia, ai cosiddetti orsanti, è pure dedicato un museo. L’orso era un numero da microcirco, che spesso accompagnava carovane di teatranti e nomadi che in tal maniera vivevano di elemosina. All’orso, ovviamente, di ballare non importava niente. Una ventina di anni addietro venne diffuso un fuori scena durante le prove del festival del circo di Montecarlo. Gli orsi iniziavano a ballare, ma senza musica. Bastava guardare i movimenti dell’addestratore che ricordava in tal maniera quanto impartito durante l’addestramento. Violento, secondo gli animalisti, ovvero sollecitazioni dolorose nella pianta dei piedi. Sta di fatto che una volta messi in pista, gli animali hanno sempre la museruola. Circo italiano compreso.
VEDI VIDEO:
 
LA STAMPA
2 LUGLIO 2012
 
Lacci e gabbia-trappola per cacciare caprioli e cinghiali
Nei guai un bracconiere di Priocca
 
 
Gli agenti guardiacaccia della Provincia, dopo alcuni appostamenti a Priocca, in località valle Biegio, hanno sorpreso e deferito all’autorità giudiziaria F. N. , 58 anni, per l’esercizio della caccia con mezzi non consentiti (lacci, gabbia-trappola). Il cacciatore di frodo utilizzava tali sistemi per la cattura di animali selvatici, in particolare caprioli e cinghiali in periodo di chiusura della caccia. Il bracconiere rischia un’ammenda fino a 1.500 euro.
 
ANSA
2 LUGLIO 2012
 
Lav, ogni ora nuovi reati contro animali, 24 a giorno
Allarmante quadro da rapporto Zoomafia 2012 Lega Antivivisezione
 
ROMA - Maltrattamenti e violenze, per non parlare di furti e uccisioni, fino alla macellazione abusiva.
Questo la fine che fanno ogni anno centinaia di migliaia di animali nelle mani della criminalità organizzata. E lo sanno bene le procure: analizzandone i dati emerge che ogni ora viene aperto un nuovo fascicolo per reati contro gli animali (circa 24 al giorno). A fornire l'allarmante quadro è il rapporto Zoomafia 2012 della Lav (Lega antivivisezione). Secondo lo studio (giunto alla 13esima edizione che prende in considerazione i dati relativi al 2011) la prima emergenza sono le corse clandestine di cavalli: 7 quelle bloccate dalle forze dell'ordine, 179 persone denunciate, 57 arrestate per reati connessi, 94 cavalli sequestrati. Rimane alta la preoccupazione per la ripresa dei combattimenti tra cani, per criminalità minorile e per la diffusione del traffico di animali via web, e quello dei cuccioli (anche se quello dall'est stato maggiormente contrastato con 750 cuccioli bloccati, almeno 39 persone denunciati, per un valore complessivo dei sequestri di circa 563.000 euro). Ed in campo sanitario, sono elevati i rischi per quella che la Lav chiama la "cupola del bestiame" (macellazioni clandestine e sofisticazioni alimentari) per la quale si segnalano casi di infiltrazioni nella zootecnia e tentativi di controllare la 'filiera' della carne. In questo ambito, preoccupa la macellazione clandestina "per i risvolti di sicurezza alimentare". A detta del rapporto resta "fiorente" il contrabbando di fauna esotica e pesca illegale come il 'malandrinaggio' di mare (per esempio pesca di frodo con esplosivi, raccolta di datteri e ricci, pesca illegale di tonno rosso). "E' opportuno ricordare - osserva Ciro Troiano, responsabile zoomafia della Lav - che il numero dei reati ufficiali rappresenta solo una parte di quelli effettivamente compiuti".
 
PIACENZA SERA
2 LUGLIO 2012
 
Cavalli (Lega): "Mai più gabbie lager per animali da compagnia"
 
Più tutele per cani da caccia e, in generale, per gli animali utilizzati negli spettacoli o addestrati per il loro prezioso fiuto e per il sostegno ai disabili. Con un progetto di legge il consigliere regionale Stefano Cavalli (Lega Nord) propone all’assemblea legislativa alcune garanzie per la salvaguardia dell’integrità e del rispetto degli animali in possesso ai privati, d’affezione e di utilità, a partire dal luogo di ricovero che – cita un passaggio della proposta – dovrà avere “dimensioni consone all’etologia, alle dimensioni e al peso dell’animale”. “Il mio obiettivo – spiega Cavalli – è colmare alcune rilevanti lacune della legge. Non esistono, infatti, ad oggi, precise indicazioni se non in qualche sporadico regolamento comunale, sulle condizioni minime nelle quali gli animali d’affezione devono essere tenuti dai privati”. Quattro i punti principali del progetto di legge. Il primo propone una “più corretta definizione di animale da compagnia”, estendendola agli animali utilizzati negli spettacoli televisivi e ai mammiferi impiegati nell’attività venatoria e nella ricerca e raccolta di tartufi”. Il secondo “definisce più chiaramente le responsabilità e i doveri generali del detentore di animali da compagnia per quanto concerne le caratteristiche, le dimensioni e le condizioni dei ricoveri”. Il terzo “impegna la giunta ad adeguare i regolamenti regionali vigenti alle modifiche e integrazioni entro 60 giorni dall’approvazione della legge”. Il quarto “inasprisce le sanzioni amministrative massime previste per le violazioni delle norme della legge regionale”.  “Penso che quella per garantire benessere agli animali – dice Cavalli –, soprattutto quelli che vivono in stretta ‘simbiosi’ con l’uomo, sia una battaglia di civiltà. Ad oggi la tutela degli animali che non siano di allevamenti a scopo di lucro è affidata per lo più alla sensibilità delle singole amministrazioni comunali che in molti casi hanno redatto regolamenti formalmente ottimi e di grande completezza. Riteniamo però che le disposizioni debbano arrivare prioritariamente dalla Regione e interessare capillarmente tutto il territorio, con regole condivise che devono essere recepite da tutti i Comuni. La tutela degli animali è uno degli indicatori del livello di civiltà di una società”.
 
CORRIERE DELLA SERA
2 LUGLIO 2012
 
L'uomo che salvò il cane Leo (e il cane Leo che salvò l'uomo)
Premio al meticcio che fermò un'auto prima del burrone  «Mi è saltato sulle gambe e mi ha costretto a frenare»

Paolo Di Stefano

 
Non è un incrocio tra un San Bernardo e un pastore scozzese come Buck, il cane coraggioso del Richiamo delle foresta . E non siamo neanche in California o in Alaska. È un giovane bastardino di nome Leo, un cagnetto bruno con le zampe bianche e un muso dolce e nerastro da volpino, ma anche lui è un piccolo eroe, che il 16 agosto verrà premiato a San Rocco di Camogli, per la festa patronale, con il Premio Fedeltà del Cane: San Rocco protegge i cani e Leo, nel suo piccolo, non è un leone ma protegge gli uomini, se può.
Siamo in mezzo al Parco Nazionale delle Cinque Terre, montagna che guarda il Mar Ligure, a strapiombo. Leo arriva dalla Serbia il 15 settembre 2011, destinazione Prevo, dove abita Pierpaolo Paradisi, che sorridendo si definisce «il guardiano del faro», visto che in quel nucleo antichissimo, «il posto più bello e selvaggio delle Cinque Terre», è rimasto solo. Tre mesi prima aveva chiesto di adottare un cane, attraverso l'associazione HumAnimal, impegnata nel mettere in salvo gli animali domestici abbandonati dopo la guerra nell'ex Jugoslavia: sono migliaia di cani e gatti randagi lasciati al loro destino dalle famiglie riparate nei rifugi sotto i bombardamenti. Finita la guerra, si sono moltiplicati all'infinito, in parte muoiono ancora di freddo e di fame, in parte vengono accalappiati, e siccome i canili non possono contenerli tutti e non dispongono di siringhe p er l'eliminazione indolore, vengono soffocati dentro sacchi della spazzatura o ammazzati a bastonate. I preferiti di San Rocco, come Leo, strappati al macello, riescono a emigrare.
Nell'ottobre scorso Leo è da un mese a Prevo, un paio di chilometri da Corniglia, che si trova su uno sperone a picco sul mare, ed è felice nella casa di sasso di Pierpaolo, giardino, panchine di legno, piante, arbusti, prati, scalette polverose, archi, ruderi, dodici gatti con cui giocare, l'orizzonte da osservare oltre gli sterpi, una palla colorata da rincorrere e un cuscino su cui dormire. Il paradiso di Paradisi, il suo padrone, single sardo cinquantenne, che si è dedicato per anni al volontariato nel Varesotto e che da tre anni lavora all'Osservatorio sulla povertà della Caritas di La Spezia. Leo è a Prevo da un mese e probabilmente ha ancora negli occhi e nel naso il terrore di Belgrado. La mattina del 25 ottobre, c'è un tempo maledetto e Pierpaolo non ha voglia di andare in treno a La Spezia, lasciando Leo in giardino. Decide per la prima volta di car icarsi in macchina il cagnetto e di partire con la sua Nissan Serena.
Verso l'una e mezza, i tuoni e i lampi fanno paura e l'acqua viene giù a secchiate. Meglio chiedere il permesso e rientrare prima, non si sa mai. Con i temporali, da queste parti, le strade non sono mai sicure, specie i 30 chilometri che da Riomaggiore portano a Corniglia, tutti strettoie e curve ripidissime sui dirupi. Di solito si apre un panorama fantastico, ma quel giorno il pomeriggio è già buio e bisogna accendere i fanali, già a Manarola una grandine mai vista con chicchi grandi come noci bombarda il parabrezza. Dopo una mezz'ora di terrore, la strada si biforca, da una parte verso Vernazza, dall'altra si innalza verso San Bernardino e Corniglia. Leo finora è rimasto immobile dietro, dove Pierpaolo gli ha fatto spazio togliendo il sedile posteriore. Sotto quell'inferno, l'auto procede a passo d'uomo, ma dopo 200 metri dal bivio, Leo cambia improvvisamente umor e e con un salto fulmineo si ritrova sulle gambe del suo padrone, che deve inchiodare di colpo. Pierpaolo con il cuore in gola fa in tempo a spostare il cagnetto tremante sul sedile di destra e mentre lo sente guaire, vede davanti a sé la montagna che collassa, sprofonda giù in un vuoto senza fondo che inghiotte tutto. «Davanti a noi - ricorda Paradisi - ho visto una Panda trascinata dalla frana. La frana ha sfiorato il muso della nostra auto e se Leo non mi avesse dato l'allarme saremmo precipitati: ha sentito il pericolo e mi ha urlato fermati, fermati, salviamoci, non andiamo incontro alla morte!». Pierpaolo se lo riprende in grembo e rimangono abbracciati con le pulsazioni a mille: «Eravamo insieme da poco più di un mese e da quel momento ci siamo sentiti inseparabili».Restano fermi così, per dieci minuti, con il rombo delle frane che ancora si muovono e la grandine che non cessa. Pierpaolo non ha idea di quel che si è sc atenato in tutta la Liguria, chiama i carabinieri che gli rispondono dopo 20 minuti: «È il finimondo, non possiamo mandare nessuno, mettetevi in salvo come potete». Pierpaolo parla in prima persona plurale: «A quel punto ci siamo fatti coraggio, siamo riusciti non so come a fare retromarcia e a girare l'auto, era tutto quel che potevamo fare. Siamo scesi e a piedi abbiamo cercato di raggiungere Corniglia per arrivare a casa, non sapevamo che a Vernazza l'alluvione stava per trascinare via anche la stazione». Fatti pochi passi, Pierpaolo e Leo capiscono che non si può andare avanti e tornano indietro, la terra non smette di sprofondare e il cielo non finisce di mandare acqua: «Abbiamo desistito e siamo tornati in auto, fradici, zuppi, avremo dormito in tutto un'oretta, fino al mattino, al freddo, al buio, e senza notizie. Solo l'indomani...».
Il giorno dopo i due sentono gli elicotteri volare bassi, non c'è anima viva nei dintorni: «Abbiamo deciso di muoverci e camminando ci siamo ritrovati dentro uno scenario di guerra, pieno di frane e di disperati, pezzi di asfalto e di guard rail ovunque, si sentivano poche voci, qualcuno che cominciava a darsi da fare con pala e piccone, qualcuno chiamava e nessuno rispondeva, un elicottero sorvolava una barca a vela naufragata». La casa di Pierpaolo e Leo è rimasta intatta, ma la gigantesca frana caduta sotto San Bernardino ha fatto sprofondare la Provinciale e ha resa inagibile l'abitazione: niente acqua e niente elettricità. «Per fortuna a La Spezia avevo una camera in cui, per i turni di notte, potevo dormire con i profughi nigeriani... Poi un amico mi ha lasciato la sua casa, a 50 metri dalla nostra. Ora stanno lavorando a ricostruire la montagna: ci sono de i cartelli con su scritto: Lavori di somma urgenza ». Il piccolo grande Leo scodinzola sulle gambe del suo padrone. San Rocco lo guarda con un sorriso.
 
OGGI TREVISO
2 LUGLIO 2012
 
CAPRIOLO FERITO SOCCORSO DAI MEDICI, MA NON CE LA FA
Il giovane animale è morto dopo che al presidio del 118 gli avevano prestato le prime cure
 
CRESPANO DEL GRAPPA (TV) – Purtroppo non ce l’ha fatta a sopravvivere un piccolo capriolo che dei cittadini di Crespano avevano portato al presidio medico di Crespano.I residenti avevano visto il giovane animale ferito in un campo, nella zona di Madonna del Covolo.Il capriolo aveva le zampe posteriori sanguinanti e non riusciva a muoversi. I soccorritori non ci hanno pensato un attimo, l’hanno caricato in macchina e l’hanno portato all’ambulatorio del 118 di Crespano del Grappa, luogo deputato alla cura degli umani, ma dove in casi eccezionali come questo i medici non si tirano indietro a curare pure gli animali.Il giovane capriolo è stato curato amorevolmente dai medici, in attesa di affidarlo alle cure dei veterinari.La bestiola, però, era ferita evidentemente in modo troppo grave: nonostante il soccorso prestato non è riuscita a sopravvivere.
 
GEA PRESS
2 LUGLIO 2012
 
Siracusa – vitello in mare (morto)
 
 
Portato dal mare e proveniente da chissà dove. Un vitello di poche settimane è stato rinvenuto morto sul lungomare di Ortigia, nei pressi di Siracusa, sabato scorso. L’area del ritrovamento è meno frequentata dai bagnanti che, in questo periodo dell’anno, si riversano in massa nel litorale.La Polizia Municipale ha allertato la Capitaneria di Porto ma l’origine dell’animale, a quanto pare non anagrafato, rimarrà probabilmente un mistero. In loco si è parlato di un nuovo caso di vitelli eliminati dall’industria lattiero casearia in crisi. Un fatto analogo a quanto già ipotizzato per i due vitellini trovati vivi nel contenitore di immondizia in provincia di Ragusa. Anche nella provincia di Siracusa, sebbene in tono minore rispetto a Ragusa, sono presenti numerosi allevamenti di bovini da latte. I maschi, dal punto di visto produttivo, rappresentano un impedimento. Una volta soppressi si devono poi affrontare i costi di smaltimento.Da rilevare, però, che nel caso di Ragusa, uno dei due vitelli era una femmina. Un allevamento in crisi, forse, che aveva bisogno di smaltire il numero degli animali.Per le varietà da latte, inoltre, il valore della carne, è praticamente nullo ed in tal maniera, ovvero con lo smaltimento illegale, si risparmia. Ribaltando la situazione è un po’ la stessa fine delle mucche da latte non più in grado di reggersi in piedi che finiscono in condizioni penose nei macelli, così come documentato anche da alcuni interventi di Striscia La Notizia. Gli episodi sono avvenuti in nord Italia e sono stati documentati con immagini agghiaccianti di povere mucche trasportate a colpi di ruspa all’interno del macello. Anche in questo caso lo smaltimento sarebbe costato troppo.
 
COMUNICATI.NET
2 LUGLIO 2012
 
Comunicato LAV. PALIO DI FOSSANO (CUNEO): LA CAVALLA MORTA DOPO LA GARA AVEVA 25 ANNI! LAV: IL NOSTRO UFFICIO LEGALE CHIEDERA' L'ACCESSO ALLA DOCUMENTAZIONE E LA VERIFICA DELL'AVVENUTA ISPEZIONE VETERINARIA PER STABILIRNE L'IDONEITA' ALLA CORSA
 

Comunicato LAV 2 luglio 2012 PALIO DI FOSSANO (CUNEO): LA CAVALLA MORTA DOPO LA GARA AVEVA 25 ANNI! LAV: IL NOSTRO UFFICIO LEGALE CHIEDERA’ L’ACCESSO ALLA DOCUMENTAZIONE E LA VERIFICA DELL’AVVENUTA ISPEZIONE VETERINARIA PER STABILIRNE L’IDONEITA’ ALLA CORSA

Akschinja, la cavalla morta lo scorso sabato sera dopo aver corso il palio di Fossano (Cuneo), aveva 25 anni ed era stata scelta dal fantino Walter Aimar in sostituzione di Iberis, ritirata dalla competizione per un infortunio al tendine. L’età dell’animale è stata “candidamente” ammessa dallo stesso fantino e pubblicata sulla stampa. L’autopsia effettuata lunedì ha confermato la morte per infarto. La LAV, con il suo Ufficio Legale, chiederà di poter accedere alla documentazione relativa al palio, onde verificare che nessuna norma a tutela degli animali sia stata violata e, soprattutto, che sia stata effettuata l’ispezione veterinaria preventiva per certificare l’idoneità degli equidi a cura del medico veterinario incaricato dal comitato organizzatore. “Nutriamo forti perplessità sul fatto che una cavalla di 25 anni sia stata ritenuta idonea a correre un palio, peraltro con le caratteristiche di quello di Fossano” – dichiara Nadia Zurlo, responsabile nazionale del settore Equidi LAV. “Il range d’età dei cavalli utilizzati in queste manifestazioni, infatti, va dai 4 anni (età minima stabilita dall’Ordinanza del Ministero della Salute del 21 luglio 2011) ai 10 o poco più – prosegue Nadia Zurlo – A 25 anni un cavallo, che oltretutto ha un trascorso agonistico, è ormai da tempo fuori dai circuiti sportivi e dalle gare, è inoltre un soggetto fortemente a rischio nell’affrontare una competizione al galoppo: le probabilità che l’animale non ce la faccia a sostenere un tale sforzo fisico sono altissime, come per l’appunto è successo alla povera Akschinja”. 

 
LIVE SICILIA
2 LUGLIO 2012
 
INTERVENTO DEI VIGILI E DELLA POLIZIA
Stalla fatiscente alla Vucciria
Scattano il sequestro e una denuncia
 
PALERMO - Una stalla abusiva è stata scoperta in piazza Appalto, nel cuore della Vucciria. In una struttura fatiscente veniva custodito un cavallo che è stato affidato all'Istituto zootecnico dal servizio sanitario dell'Asp.
Era stato trasformato in una vera e propria stalla un immobile nel cuore del quartiere della Vucciria, in piazza Appalto. E' stato sequestrato dai vigili urbani e dalla polizia assieme al cavallo che vi era custodito: la struttura era fatiscente, con lesioni sul tetto a volta e sulle pareti perimetrali. Ma non finisce qui, perché la parte sovrastante l'ingresso era semi crollata, al punto che è stato accertato un vuoto di circa sessanta centimetri con pietre in bilico incastrate tra loro. Sul posto sono arrivati gli uomini del servizio veterinario dell'Asp per l'aspetto sanitario della vicenda, mentre il cavallo è stato  trasferito all'Istituto zootecnico.Il provvedimento di sequestro è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari, Piergiorgio Morosini su richiesta del sostituto procuratore Claudia Bevilacqua. Per il proprietario dell'immobile, M.G di 30 anni, è scattata la denuncia per omissione di interventi in edificio storico e maltrattamento di animali. Soltanto la scorsa settimana, a Ciaculli, a finire sotto sequestro era stato un ippodromo abusivo, dove venivano custoditi venticinque cavalli senza alcuna autorizzazione.
 
GEA PRESS
2 LUGLIO 2012
 
Siena – un Palio senza Primo Cittadino – una sola caduta
 
Palio tutto sommato tranquillo, quello del 2 luglio a Siena. Tranquillo rispetto alle cadute alle quali siamo abituati e che, anche per questa edizione, non sono però mancate. Una durante la corsa. Il cavallo del Leocorno, Magic Tiglio, un castrone baio nato nel 2005, è a quanto pare inciampato pochi metri prima della curva del Casato (nella foto). Primo giro e primo, ed unico, incidente. L’animale è caduto inchinandosi e strisciando il muso in terra. Parrebbe non avere riportato conseguenze ma non sempre è possibile affermarlo nei primi momenti (quando viene comunicato, poi).Numerose cadute hanno invece caratterizzato le prove in piazza dei giorni scorsi. Due cavalli sono stati per questo ritirati dalla gara, quando già la tratta era avvenuta. Si tratta di Lomagno, castrone baio nato nel 2004 che avrebbe dovuto correre per la contrada della Tartuca e di Nestore de Aighenta, castrone baio nato nel 2006 estratto per la contrada della Chiocciola. Il primo cavallo ha riportato una infrazione di un processo retrossale della terza falange dell’anteriore sinistro, mentre quello della Chiocciola una infrazione di grado secondo alla terza falange dell’anteriore destro.Per il resto, tutto molto, o quasi, tranquillo. Questo almeno per le palpitazioni solite che caratterizzano il Palio. Il cavallo dell’Aquila è stato fatto uscire nel corso del giro di piazza del corteo storico perché nervoso. Misteriosu, affidato al Nicchio, voleva scappare con il canapo ancora tirato. A Misteriosu, assieme al cavallo del Bruco e dell’Aquila, è stato fatto fare il bello ed il cattivo tempo, nel corso della snervante attesa tra i canapi, per accaparrarsi la partenza migliore.Niente Sindaco (il Comune è commissariato) e solo otto cavalli in pista su dieci previsti. Chissà.Per la cronaca, a vincere è stata la Contrada dell’Onda, una delle preferite, con il castrone baio Ivanov nato nel 2003, montato da Luigi Bruschelli, detto “Trecciolino”.
 
LA ZAMPA.IT
2 LUGLIO 2012
 
Ifaw, Cina primo mercato di avorio: nel 2011 aste per 95,4 milioni di dollari
La domanda del nuovo "oro bianco" cresce, ma le strutture operano illegalmente
 
Bruxelles - L'International Fund for Animal Welfare (Ifaw) ha pubblicato alcuni dati dell'ultima indagine sui mercati dell'avorio, che in Cina è diventato l'oro bianco di collezionisti e investitori. Nel 2011 il  volume di vendite  è raddoppiato rispetto al 2010 (+170%), con 11.100 pezzi in avorio andati all'asta, l'equivalente di 95,4 milioni di dollari.Il prezzo, inoltre, è triplicato rispetto al 2006.  Il rapporto riferisce anche i numeri dei sequestri di zanne d'avorio effettuati nel mondo nel 2011: 5.259, cioè almeno 2.629 elefanti uccisi, un dato record negli ultimi anni. Nell'autunno scorso i "controllori" dell'Ifaw hanno visitato i mercati in cinque città della Cina orientale. L'indagine ha rivelato «un abuso diffuso del sistema di controllo del traffico di avorio»: una volta arrivato nel paese, questo tipo di "oro bianco" fuorilegge viene «riciclato liberamente sul mercato legale», che foraggia una crescente domanda. Non è stata riscontrata alcuna licenza in101 dei 158 centri di intaglio e punti vendita al dettaglio visitati.Il rapporto tra strutture illegali e quelle legali che non rispettano le regole è di sei a uno (135 contro 23). La forma più comune di violazione è quella del certificato che identifica ogni pezzo in vendita: sono non conformi al prodotto e il cliente non viene incoraggiato a prenderlo, in questo modo lo stesso certificato si può riusare più volte, su diversi prodotti.
 
GREEN MEE
2 LUGLIO 2012
 
Vacanze con gli animali: 10 cose da sapere per viaggiare con cani e gatti
 
Vacanze con cani e gatti. Un viaggio da organizzare in compagnia dei propri animali domestici non può essere improvvisato, in particolare nel caso in cui si decida di spostarsi utilizzando il trasporto pubblico. Prima di partire sarà dunque opportuno informarsi con precisione riguardo alle regole di trasporto degli animali da compagnia su treni, aerei o traghetti.
Attenzione ancora maggiore dovrà essere riposta nel caso si decida di viaggiare all'estero, all'interno o al di fuori dell'Unione Europea, per conoscere i regolamenti di trasporto e sanitari relativi agli animali domestici del Paese di destinazione. Ecco alcune informazioni per prepararsi per tempo e al meglio alla partenza con i propri amici a quattrozampe.
1) Prima di partire
Al momento di organizzare la vostra partenza, se sapete che porterete con voi degli animali, vi sarà necessario informarvi riguardo agli obblighi previsti dalle regolamentazioni sanitarie dei Paesi o delle regioni italiane verso cui vi dirigerete. E' consigliabile che vi organizziate in anticipo, in modo da assicurarvi di avere il tempo di procedere all'effettuazioni di eventuali vaccinazioni obbligatorie per i vostri amici a quattrozampe, nel rispetto di tutte le norme relative alla salute pubblica ed animale. Consultate con attenzione i regolamenti relativi alle compagnie a cui vi affiderete per il trasporto, sia che decidiate di viaggiare in nave, in treno o in aereo.
2) In nave
Chi decide di viaggiare in nave con il proprio cane, dovrà informarsi presso la compagnia prescelta riguardo alla necessità di avere con sé un certificato di buona salute rilasciato dal veterinario. Per i viaggi verso la Sardegna potrebbe essere richiesta una vaccinazione antirabbica. A seconda della taglia e delle compagnie di trasporto, i cani potranno viaggiare in cabina con il proprietario, previo consenso degli altri viaggiatori presenti nella stessa, oppure dovranno essere destinati ai canili di bordo, con la possibilità per i padroni di poter accompagnare il proprio cane sui ponti navali. I cani dovranno essere muniti di museruola e guinzaglio. I gatti dovranno essere portati con sé nell'apposito trasportino.
3) In aereo
Sono la maggioranza le compagnie aeree che permettono il trasporto di cani o gatti, ma spesso le relative modalità possono variare. Il numero di animali ammessi in cabina può variare a seconda della tipologia del volo. Per quanto riguarda i gatti, può essere richiesto che vengano trasportati all'interno di trasportino speciali. I cani di piccola taglia sono solitamente ammessi in cabina, mentre i cani di grande taglia vengono fatti imbarcare nella stiva, all'interno di apposite gabbie. Se si viaggia in aereo è necessario porre attenzione alla presenza di scali in Paesi diversi dal luogo di destinazione, dove potrebbero essere effettuati controlli e le cui richieste in materia sanitaria potrebbero variare. E' necessario dunque informarsi prima della partenza.
4) In treno
In Italia, a seconda della tipologia di treno su cui si intende viaggiare, possono essere presenti restrizioni o regole differenti per l'ammissione a bordo. I cani ed i gatti di piccola taglia possono viaggiare gratuitamente, trasportati in appositi gabbiette, nella prima e nella seconda classe di tutte le categorie di treni. Sono solitamente ammessi anche pesci, volatili ed altri piccoli animali.
Il problema sorge per i cani di media e grande taglia che possono viaggiare solo sui treni regionali, Inter City e Inter City Notte e non su treni ad alta velocità che sono diventati l'offerta maggiore di Trenitalia. Possono viaggiare all'interno di uno scompartimento con altri viaggiatori solamente se non arrecheranno loro disturbo e se dotati di museruola e guinzaglio. Fanno eccezione i cani guida per i non vedenti che possono viaggiare su tutti i treni gratuitamente senza alcun obbligo. Per tutti gli altri cani è necessario il certificato di iscrizione all'anagrafe canina da esibire al momento dell'acquisto del biglietto. Per tutte le info: http://www.trenitalia.com/cms/v/index.jsp?vgnextoid=a234aa97ccaba110VgnVCM1000003f16f90aRCRD
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5) In auto
Nel caso si decida di trasportare i propri animali domestici in autovettura, non si dovrà dimenticare come anch'essi possano purtroppo soffrire a causa del mal d'auto. I lunghi viaggi in auto possono talvolta provocare agitazione, malessere e vomito. Se si dovrà effettuare un lungo viaggio, è raccomandabile abituare il cane ad essere trasportato in auto nei mesi precedenti, compiendo dei tragitti dapprima brevi ed in seguito di durata crescente. Assicuratevi di avere con voi tutto il necessario relativamente ad acqua e cibo. Portate con voi la loro ciotola, cesta o coperta abituale. Assicuratevi che si trovino in una posizione ben arieggiata, confortateli quando possibile e compiete delle soste per permettere loro delle brevi passeggiate.
Se si trasporta più di un animale, diventa obbligatoria la rete divisoria. Come stabilisce l'articolo 169 del codice della strada, infatti"è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore a uno, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore, o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.".
6) Documenti
Per gli spostamenti all'interno dell'Unione Europea è obbligatorio, nel caso si desideri portare con sé cani, gatti o furetti, inserire tra i propri documenti l'apposito passaporto destinato agli animali rilasciato da un veterinario incaricato dalle autorità competenti. Sul passaporto andrà riportata la presenza di microchip e/o tatuaggi. Esso conterrà inoltre i dati anagrafici dell'animale, le vaccinazioni effettuate, l'elenco delle visite mediche e dei trattamenti effettuati contro le zecche o l'echinococco. Per l'ingresso con animali (cani, gatti e furetti) a Malta, in Irlanda ed in Svezia è richiesta esclusivamente ed obbligatoriamente la presenza di un dispositivo elettronico (microchip).
7) Vaccinazioni
A seconda del Paese o della regione che dovrete raggiungere, potrebbero essere previste differenti vaccinazioni obbligatorie o consigliate. Spesso viene richiesta una vaccinazione antirabbica da effettuare un mese prima della partenza. In alcuni stati esteri per i cani può vigere una vera e propria quarantena, in cui gli animali vengono separati dai padroni. Per quanto riguarda i viaggi all'interno dell'Italia, le compagnie aeree o navali potrebbero richiedere la vaccinazione antirabbica. Chi viaggia in Sardegna dovrà porre particolare attenzione all'echinococco. Nella Pianura Padana un pericolo per i cani potrebbe essere costituito dalla filariosi, mentre a sud e nelle isole bisognerà porre attenzione ai pappataci, in grado di trasmettere la leishmaniosi. Non potranno mai essere introdotti in Italia da qualsiasi Paese estero cani e gatti di età inferiore ai tre mesi e non vaccinati contro la rabbia.
8) Nell'Unione Europea
Per l'introduzione in Paesi appartenenti all'Unione Europea di cani, gatti o furetti è necessario che sul documento di accompagnamento ufficiale, denominato passaporto, sia segnalata l'effettuazione di una vaccinazione antirabbica ancora in corso di validità. La Finlandia è l'unico stato appartenente all'Unione Europea che al momento richiede venga effettuato un trattamento preventivo per l'echinococco, che dovrà avere luogo un mese prima della data di arrivo del proprio animale da compagnia sul territorio nazionale. E' necessario informarsi riguardo alle richieste dei singoli stati UE in merito all'obbligatorietà di effettuare una vaccinazione antirabbica per cani gatti e furetti di età inferiore ai 3 mesi.
9) Nel Regno Unito
A partire dal 1 gennaio 2012 il Regno Unito ha allineato le proprie procedure di ammissione degli animali domestici accompagnati da padroni, a scopo non commerciale, con i regolamenti vigenti all'interno dell'Unione Europea. Non è più dunque previsto il trattamento di quarantena che veniva richiesto in precedenza. Maggiori informazioni a questo indirizzo.
10) Fuori dall'Unione Europea
I Paesi non facenti parte dell'Unione Europea possono applicare regole veramente severe in merito all'introduzione di animali domestici accompagnati dai propri padroni nel loro territorio, compresa la separazione dagli stessi per l'effettuazione di un periodo di quarantena. Per tale motivo, prima di ogni viaggio al di fuori dell'UE sarà necessario informarsi presso l'Ambasciata Italiana dei Paesi di destinazione relativamente alle norme vigenti in merito.
Buona vacanza a tutti* Marta Albè
 
LA PROVINCIA DI SONDRIO
2 LUGLIO 2012
 
Mistero svelato: l'orso della Valmasino è M13
 
L'orso fotografato dalla guida alpina Enzo Nogara (Foto by Sabrina Ghelfi)
 
MORBEGNO (SO) - Mistero svelato: l'orso della Valmasino è M13, un esemplare di un paio d'anni nato nell'ambito del progetto di ripopolamento trentino "Life Ursus". Il plantigrado fotografato di recente in Valmasino e sul vicino confine svizzero è diventato quasi una star. «L'altro giorno è stato ripreso e fotografato nei pressi dello Julier», spiega Enzo Nogara, membro fondatore della Scuola italiana di alpinismo, scialpinismo e arrampicata "Casa delle Guide Lecco-Valsassina-Orobie", che sabato scorso aveva immortalato l'animale ai piedi della diga dell'Albigna in Svizzera.
Del resto anche le foto di Nogara facevano presagire un'imminente identificazione per via della marchiatura gialla che l'orso ha all'orecchio e il collare nero che originariamente era il sostegno per un Gps che avrebbe dovuto tenere sotto controllo l'orso, ma che poi è stato messo fuori uso. «Quindi - continua Nogara - si sono ricostruiti i passaggi  relativi agli spostamenti di M13, che pochi giorni fa era al rifugio Omio di Valmasino». Insieme al fratello M14, l'orso "della Valmasino" all'inizio si è spostato spesso nella regione di confine tra i Grigioni e il Tirolo. M14 è stato poi investito e ucciso da un'auto sulla statale del Brennero. Diversa la sorte del plantigrado che è passato dalla Omio: avvistato sabato scorsa nei pressi della diga Albigna, in Val Bregaglia è stato visto da numerosi passanti la domenica successiva mentre percorreva la strada del passo dello Julier, in direzione di Silvaplana. Una volta entrato nel bosco l'orso ha fatto perdere le sue tracce. Ma lo scorso 30 aprile l'animale era stato vittima di una collisione con un treno della Ferrovia retica, poi è stato coinvolto in un incendio.
L'animale è stato facilmente identificato grazie a un marchio giallo inserito nell'orecchio e dal collare nero. Collare che proprio nello scontro con il treno avvenuto il 30 aprile scorso, era stato messo fuori uso. Da allora M13 non si era più visto fino all'inizio di giugno, quando venne segnalato in Italia, vallate valtellinesi comprese.
 
GEA PRESS
2 LUGLIO 2012
 
Veneto – la Regione approva la legge salva capanni – la Provincia di Vicenza raddoppia: mani legate alle Guardie zoofile
L’Eurodeputato Zanoni: politica sottomessa ai cacciatori, ma la legge deve essere uguale per tutti.
 
Il 28 giugno scorso, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato a maggioranza il progetto di legge presentato da Lega Nord e Pdl, con prima firmataria Elena Donazzan, che modifica la Legge regionale 50 del 1993 sulla caccia. La proposta aveva già ottenuto il parere favorevole delle Commissioni regionali Affari Istituzionali e Agricoltura.La richiesta di modifica è passata proprio con i voti favorevoli di Pdl e Lega Nord, nonostante i voti contrari di IdV e Fsv e le astensioni di Pd e Udc. La normativa approvata prevede che gli appostamenti fissi di caccia possano essere realizzati solo con una comunicazione ai Comuni, senza licenza edilizia e autorizzazione paesaggistica. Si apre così una vera e propria sanatoria in deroga alle normative edilizie e di tutela ambientale e paesaggistica.La proposta di Legge 253 è arrivata dopo gli innumerevoli controlli effettuati dal Corpo Forestale dello Stato nella Provincia di Vicenza. I forestali avevano rilevato la presenza di capanni ed altane abusivi, facendo partire le relative denunce per i proprietari non rispettosi della legge.«Ci rivolgeremo al Governo per chiedere di impugnare la nuova legge davanti alla Corte Costituzionale: la legge è uguale per tutti e deve esserlo anche per i cacciatori». Lo afferma l’Europarlamentare IdV e presidente della LAC Veneto, Andrea Zanoni che ritiene il testo approvato «un privilegio inaccettabile concesso ai cacciatori».Intanto, sempre dal Veneto arriva un’altra notizia che probabilmente non dispiacerà ai cacciatori. La Provincia di Vicenza, infatti, ha approvato il “Regolamento provinciale per il coordinamento della attività di vigilanza in materia venatoria e alieutica sul territorio della Provincia”, proposto dall’Assessore alla caccia e alla pesca Marcello Spigolon. L’atto è stato pubblicato nell’albo pretorio il 10 maggio ed è entrato in vigore il 21 dello stesso mese.Secondo il regolamento, qualsiasi attività di vigilanza e controllo è subordinata ora al consenso del comando della Polizia provinciale in collaborazione con il Settore caccia e pesca. Una collaborazione di facciata, secondo l’On.le Zanoni, che nasconde, in realtà, l’intento di limitare il controllo delle Guardie diventato scomodo ai cacciatori vicentini.«Se qualcuno vuole legare le mani alle guardie zoofile e venatorie per fare l’ennesimo regalo ai cacciatori commette un grave errore – ha affermato l’Eurodeputato IdV e Presidete della Lac Veneto, Andrea Zanoni-. La Lega Abolizione Caccia ha già dato mandato ai suoi legali per impugnare davanti al Tar del Veneto quest’atto che ritengo ingiusto e ideato per mettere loro i bastoni tra le ruote a solo vantaggio dei cacciatori che non vogliono controlli, perché evidentemente hanno qualcosa da nascondere».Nell’ultimo anno, infatti, sono state numerose nel vicentino le sanzioni amministrative elevate dalle guardie volontarie LAC e ENPA soprattutto in materia di caccia, con segnalazioni di notizie di reato per violazioni penali alla legge 157 del 1992 e a quella regionale 50 del 1993 sulla protezione della fauna selvatica.
 
VITERBO OGGI
3 LUGLIO 2012
 
All’assalto di un gregge con arco e frecce, feriti quattro animali
Identificati i responsabili: si tratta di due 24enni denunciati per maltrattamenti
 
VITERBO – Più che una marachella. Anzitutto perché l’età delle marachelle l’hanno superata da un pezzo; in secondo luogo perché aggredire gli animali, per il nostro codice legislativo, equivale a beccarsi una bella denuncia per maltrattamenti. E infatti.L’episodio si è verificato qualche giorno fa nelle campagne di Grotte di Castro, dove stava beatamente pascolando un gregge di pecore. Beatamente fino a quando non è stato attaccato da una pioggia di frecce. A lanciarle? Due giovani del posto cui, probabilmente dopo un colpo di sole provocato dagli Scipione e Caronte di turno, si erano organizzati per l’“assalto”.Quindi, usciti di casa muniti di archi e frecce, si sono diretti in località Pian di Stella, dove sapevano bene che si trovava il malcapitato gregge. Poi, reduci da “Trecento” (il film di Zack Snyder rimasto famoso per l’invasione degli spartani da un esercito di frecce persiane), si sono messi in posizione, hanno preso la mira e iniziato a lanciare una freccia dietro l’altra; compiacendosi per ogni bersaglio centrato. Quattro, alla fine, gli animali stesi a terra.Quando l’allevatore è tornato a riprendere il suo gregge ha subito notato le frecce disperse a terra; poi, avvicinandosi, si è reso conto del ferimento dei quattro animali. E ha sporto denuncia contro ignoti ai carabinieri della stazione locale, agli ordini del maresciallo Dal Canto.“Non aveva idea di chi potesse essere stato a compiere un gesto simile”, hanno riferito i militari che hanno raccolto la segnalazione, avviando tutte le indagini del caso. Sulle prime, infatti, gli investigatori non hanno potuto nemmeno escludere che poteva trattarsi di ritorsione o, comunque, di un gesto riconducibile a vecchi dissapori tra la vittima ed altri allevatori della zona.E, invece, la sorpresa con la scoperta dei due ragazzotti, entrambi di ventiquattro anni. “Sono stati denunciati per maltrattamento di animali e porto abusivo di armi bianche”, hanno riferito dalla caserma di Grotte di Castro, spiegando anche che le quattro pecore rimaste ferite sono state medicate e prese in cura dai veterinari. “Le lesioni riportate dagli animali colpiti – hanno detto in conclusione – non erano profonde e, per fortuna, saranno guarite nel giro di pochi giorni”.
 
ADN KRONOS
3 LUGLIO 2012
 
Con arco e frecce feriscono pecore, denunciati due 24enni del viterbese
Viterbo - (Adnkronos) - A denunciare l'accaduto l'allevatore proprietario degli animali. I due sono stati individuati poco dopo dai Carabinieri. I quattro ovini, lievemente feriti, sono state medicate dal veterinario
 
Viterbo - Due 24enni di Grotte di Castro, in provincia di Viterbo, sono stati denunciati nei giorni scorsi, dai carabinieri della locale stazione, comandati dal maresciallo Dal Canto, perche' considerati responsabili di maltrattamento di animali e porto abusivo di armi bianche. I due avevano attaccato un gregge al pascolo, utilizzando arco e frecce in localita' Pian di Stella.
A denunciare l'accaduto l'allevatore proprietario delle pecore, originario di Gradoli, che, dopo aver constatato il ferimento di 4 animali, aveva richiesto l'intervento tramite il 112 dei carabinieri della stazione di Grotte di Castro. I carabinieri hanno avviato immediatamente le indagini, che di li' a poco hanno permesso l'individuazione dei due 24enni. Le quattro pecore lievemente ferite erano state medicate dal veterinario.
 
GEA PRESS
3 LUGLIO 2012
 
Cuneo – il cavallo chino ha alzato la testa (foto)
Salvo grazie alle Guardie ANPANA è ora accolto da un agriturismo.
 
E’ tornato a vivere il cavallo posto sotto sequestro a San Damiano Macra, in provincia di Cuneo, grazie all’intervento delle Guardie Ecozoofile dell’ANPANA.Per quattro anni almeno all’interno di un basso bugigattolo che lo aveva costretto, in compagnia delle sue feci grandemente accumulate, con il collo chino. Ora ad occuparsi di lui un agriturismo che lo ha accolto in custodia giudiziaria dopo l’intervento dell’ANPANA. Il cavallo, per una ventina di giorni ha mantenuto una postura non corretta, sebbene via via decrescente. Di fatto era condizionato dallo spazio ristretto in cui era detenuto. Un’anomalia risolta grazie alle persone che stanno provvedendo alla sua assistenza.“Il cavallo – riferisce a GeaPress Luca Casati, responsabile del Settore Equidi dell’ANPANA – ora sta bene. Si rotola pure in terra, gioca ed è felice nonostante, oltre al collo, abbiamo notato subito un altro problema, ovvero la poca dimestichezza con l’uomo“. E’ probabile, infatti, che il cavallo venisse fatto uscire da quella orrenda stalla dove è stato sequestrato, solo quando doveva accoppiarsi.Ora Lampo, così è stato chiamato il cavallo, si trova in un agriturismo, insieme ad altri animali. Tutti amorevolmente accuditi. E’ stato fortunato, ma il vero problema degli animali sottoposti a sequestro rimane la loro collocazione. Questo anche alla luce del fatto che le spese di mantenimento non gravano sul Tribunale, ma sulle tasche dei volontari.“Non ci tiriamo indietro innanzi all’impossibilità del Tribunale di coprire le spese – riferisce il Responsabile ANPANA – ma il fatto potrebbe rappresentare un impedimento in funzione della specie interessata dalla misura cautelare. Il suo mantenimento – aggiunge Luca Casati – viene affidato alla grande generosità di chi si prende cura degli animali sequestrati con il rischio, poi, che possano essere restituiti all’iniziale detentore. Non sempre, infatti, al sequestro segue la confisca“.Speriamo allora che la storia del cavallo con il collo chino premi gli sforzi delle Guardie dell’ANPANA e di tutte le persone che si stanno prendendo cura di lui. Confisca definitiva e, ovviamente, condanna del detentore.
VEDI FOTO:
 
GEA PRESS
3 LUGLIO 2012
 
Veneto – al via il tiro alla volpe
 
Dopo il Friuli Venezia Giulia anche il Veneto da il via, con decreto dirigenziale, all’abbattimento delle volpi, causa monitoraggio rabbia. Una necessità o una scusa per sparare? Di certo gli animali sono già sottoposti ad un costoso programma di vaccinazione orale. Per gli animalisti il loro abbattimento potrebbe essere addirittura dannoso per la stessa prevenzione della rabbia. Questo dal momento in cui si lascerà libero un territorio che verrà occupato dalle volpi limitrofe. Si attuerà, in pratica, un vero e proprio spostamento di animali, quello, cioè, che non deve avvenire per la prevenzione della rabbia.Per l’Unità Caccia e Pesca della Regione Veneto, il cui Dirigente ha firmato la disposizione, si tratta però di monitoraggio e le carcasse dovranno essere per questo consegnate all’Istituto Zooprofilattico. In tutto 332 volpi divise tra le provincie di Belluno, Vicenza e Treviso. Per gli abbattimenti sarà possibile ricorrere ai cacciatori. Otto volpi saranno così impallinate a Cortina d’Ampezzo, quattro a Santo Stefano di Cadore e via discendendo, visto che gli abbattimenti dovranno essere effettuati ad altitudine inferiore ai 2300 metri. Tollerate, invece, compensazioni territoriali del numero da abbattere.
 
GEA PRESS
3 LUGLIO 2012
 
La no profit del rodeo – con le scariche elettriche e i vitellini claudicanti (video)
 
Si svolge ogni anno nel Nevada e il Reno Rodeo è realmente una no profit. Una fondazione, per l’esattezza, che si vanta pure di donare centinaia di migliaia di dollari in beneficenza. Tra i suoi sponsor, tanto per citarne alcuni, la Coca Cola, Jack Daniel’s e la Wrangler. Una cosa di cowboys, tutti cappelloni alla John Wayne, senza indiani che vivevano nei luoghi ed in genere senza persone di colore, anche se le mandrie per quelle che un tempo erano le sconfinate praterie del west, le governavano soprattutto loro.Ora le accuse delle animalisti. Nell’edizione dello scorso giugno sarebbero stati utilizzati sui poveri animali, gli stimolatori elettrici. Alle accuse degli animalisti, i quali rincarano la dose sostenendo che per lo svolgimento stesso del rodeo gli animali devono essere usati con violenza, arriva ora una parziale ammissione da parte degli stessi organizzatori. “Quello che è successo – ha dichiarato Steve Schroeder, portavoce del Rodeo – non è buono“. Sta di fatto che l’uomo che nei filmati si vedrebbe utilizzare lo stimolatore elettrico, non sarebbe stato possibile, da parte degli organizzatori, poterlo individuare. A lui, e a chi rappresentava, spetterebbe teoricamente una multa.Qualcuno, però, lo ha riconosciuto e l’Associated Press ha pure contattato la compagnia per la quale lavora, senza ottenere alcuna risposta. Si tratta del Big Bend/Flying Five Rodeo Co. Cowboys, o presunti tali, di Ellensburg nello Stato occidentale di Washington. Bisogna però precisare che l’uso di tali arnesi non è vietato in altri rodei, ma in quello del Nevada non è ammesso. Ad ogni modo la presenza dello stimolatore, dice il portavoce della manifestazione, si vede nel video animalista e non in altri girati nel luogo. Questo, però, ironizza qualcuno in America, non meraviglia granché.Non molto da discutere, invece, sui filmati dei piccoli vitelli afferrati per il collo con la corda, sbattuti in terra e con un cowboy che li legava brutalmente alle zampe. Poco da nascondere anche per il vitellino zoppicante, visto uscire dall’arena dopo la performance. Incidenti che possono capitare, ha riferito il portavoce. Comportamento incosciente da parte del cowboy, ribattono gli animalisti.
VEDI VIDEO:
 
PRIMO NUMERO
3 LUGLIO 2012
 
La barbarie dei cani uccisi, petizione cittadina. Sindaco: "presto un ’recinto’"
 
Prov. Di Campobasso - Il piccolo comune dell’hinterland, diventato "famoso" per i numerosi episodi di avvelenamenti di cani che in questi ultimi mesi hanno riempito le pagine della cronaca. A Montecilfone, 1400 abitanti circa, i cittadini continuano a registrare maltrattamenti e uccisioni di animali. Intanto, di fronte al perpetrarsi delle "barbarie", gli stessi hanno avviato una petizione per la realizzazione di un’area dove poter passeggiare con i propri cani. «Tale ’recinto’ si farà - rassicura il sindaco Franco Pallotta. La richiesta è già passata in giunta. Si tratta solo di tempo». Montecilfone. C’è chi parla di «strage». Ingiustificata e inspiegabile. Nel piccolo comune del basso Molise le voci continuano a rincorrersi. Appena dieci giorni fa l’ennesimo cane trovato morto. «Per avvelenamento», dicono alcuni testimoni, stanchi di fare il conto con quei numerosi episodi riportati dalla cronaca. Da dicembre ad oggi nuovi casi tra i quali la denuncia di un 72enne del posto ritenuto l’autore di numerose uccisioni.
Troppi episodi per un comune piccolo come Montecilfone. Appena 1400 abitanti. Ma quanto basta per innescare la scintilla in circa una 20ina di residenti che, a dicembre del 2011, ha deciso di avviare una raccolta firme per richiedere al sindaco la realizzazione di un’area attrezzata dove poter trascorrere qualche ora di tranquillità con i propri cani.
Un “recinto” ad hoc che, nonostante il delicato momento economico attuale, «si farà». Il primo cittadino Franco Pallotta ha spiegato che la «trafila è abbastanza complicata e l’Asrem ci ha dato delle direttive particolari da seguire. Purtroppo l’approvazione del bilancio è slittata ad agosto, ma la giunta comunale ha già approvato il progetto».
Montecilfone sarà quindi l’unico comune del basso Molise a dotarsi di un recinto del genere. «Non ci sono nei dintorni cose simili, forse solo nelle grandi città – ha aggiunto il sindaco – occorrono determinate caratteristiche, ci saranno delle norme e dovranno essere rispettati degli orari».Ciononostante, di fronte alle innumerevoli morti per avvelenamento, i cittadini continuano a denunciare l’indifferenza delle Istituzioni. «E’ da gennaio che c’è una vera e propria moria di cani in via IV Novembre – spiegano – ma nonostante le varie denunce alla Asl regionale, alle Forze dell’Ordine e al Comune, nessuno riesce a mettere fine a questa barbarie che, ai nostri occhi, appare come una vera e propria strage, del tutto ingiustificata».
 
GEA PRESS
3 LUGLIO 2012
 
Milano – cane malato legato all’albero – l’ASL dispone la restituzione
Annullato il sequestro - l'OIPA: purtroppo non è la prima volta.
 
La ASL veterinaria di Milano città ha disposto il dissequestro e la restituzione al proprietario del cane malato che le Guardie zoofile OIPA, lo scorso 24 giugno, avevano posto sotto sequestro amministrativo per sottrarlo alla cattiva gestione del proprietario.Il cane, un meticcio di taglia media di circa 14 anni, veniva infatti da molto tempo abbandonato ogni giorno per almeno 6 ore legato ad un albero, solo parzialmente all’ombra, in un giardinetto in zona Primaticcio, senza acqua a disposizione e a pochi metri da una strada molto trafficata. In tal maniera l’OIPA ricorda l’incredibile fatto che aveva messo in evidenza una storia assurda. L’animale, infatti, si mostrava molto spaventato all’avvicinarsi di estranei e presentava due grandi protuberanze sotto alla coda, nella regione perianale, che si leccava frequentemente come a lenirne il fastidio.Il proprietario, un pensionato che al suo arrivo ha aggredito verbalmente le Guardie zoofile, si era giustificato dicendo che al cane veniva riservato questo trattamento perché in casa abbaiava ed era impossibile conciliarne la gestione con le sue faccende personali. Ha inoltre ammesso di aver già provato a lasciarlo in canile insieme ad un gatto, ma la struttura aveva accettato di accogliere solo il gatto.Vista la palese incapacità dell’uomo sia di rendersi conto della sofferenza fisica e psicologica che stava causando al cane, sia di prendersene cura in modo adeguato, le guardie hanno sottoposto l’animale a sequestro amministrativo presso il canile sanitario di Milano e hanno irrogato una sanzione per gestione inadeguata di animale. Obiettivo dell’Associazione era trovare una nuova famiglia che potesse assicurargli una vita serena e cure veterinarie adeguate, dal momento che è risultato affetto da due neoplasie benigne potenzialmente operabili, che gli causano difficoltà a defecare e sangue nelle feci.Tuttavia, a fronte del ricorso presentato dal proprietario del cane, la ASL veterinaria di Milano città ha stabilito che le condizioni psico-fisiche del cane fossero tutto sommato buone e potesse essere quindi riconsegnato al proprietario. Tale decisione, sottolinea l’OIPA, non prende assolutamente in considerazione che l’uomo abbia ampiamente dimostrato di non essere in grado di accudire un cane in modo da soddisfarne i bisogni fisici ed etologici e assicurarne quindi il benessere, oltre a metterlo in situazioni potenzialmente pericolose sia per lui che per altre persone.Questo è solo l’ultimo episodio in cui la ASL veterinaria annulla i sequestri operati dalle Guardie zoofile OIPA, denuncia l’Associazione. Di fatto viene vanificato tutto il lavoro. Dai cani, cuccioli e non, sfruttati per l’accattonaggio, ai cani affamati e costretti in spazi angusti: spesso il parametro per far scattare il dissequestro è solo la presentazione o meno di un ricorso da parte dei proprietari degli animali.“Il nostro obiettivo non è certo riempire i canili, anzi, vorremmo vedere ogni gabbia vuota – sottolinea Olimpia Ragozzino, Coordinatore delle guardie zoofile OIPA di Milano e provincia – Tuttavia non possiamo chiudere gli occhi davanti a cani sofferenti, sia dal punto di vista fisico che psicologico, perché in mano a persone che non hanno la minima idea di quali siano i bisogno di un animale. E’ necessario valutare il quadro complessivo per avere tutti gli elementi necessari a decidere quale sia la soluzione migliore per l’animale, non è sufficiente prendere in considerazione solo lo stato di salute generale”.
 
LA ZAMPA.IT
4 LUGLIO 2012
 
Milano, torna al suo padrone il cane che veniva lasciato nei giardini L'Oipa: vanificato il nostro lavoro
Legato a un albero, il proprietario lasciava scritto un biglietto
"Non sono abbandonato"
 
La Asl veterinaria di Milano ha disposto la restituzione al proprietario di un cane, che veniva lasciato solo quotidianamente con accanto il cartello «Non sono abbandonato».
L'animale, un meticcio lupoide di taglia media di circa 14 anni, era stato sequestrato dalle guardie zoofile dell'Oipa presso un giardinetto in zona Primaticcio,  a seguito della denuncia di alcuni passanti.
Il quattro zampe era stato lasciato sotto il sole, senza acqua e a pochi metri da una strada molto trafficata. Inoltre, si mostrava molto spaventato all’avvicinarsi di estranei e presentava due grandi protuberanze sotto alla coda, nella regione perianale, che si leccava frequentemente come a lenirne il fastidio.Quando si è accorto del sequestro, l'anziano proprietario aveva aggredito verbalmente le guardie zoofile e si era giustificato dicendo che il cane in casa abbaiava ed era impossibile conciliarne la gestione con le sue faccende personali. Ha inoltre ammesso di aver già provato a lasciarlo in canile insieme ad un gatto, ma la struttura aveva accettato di accogliere solo il gatto. L'uomo appariva incapace di rendersi conto della sofferenza fisica e psicologica dell'animale e di prendersene cura in modo appropriato. Le guardie hanno così disposto il sequestro amministrativo presso il canile sanitario di Milano e una sanzione per la gestione inadeguata del cane, risultato affetto da due neoplasie benigne potenzialmente operabili, che gli causano difficoltà a defecare e sangue nelle feci. Nonostante l'impegno dell'Oipa nella ricerca di una famiglia che se ne curasse, l'animale è stato restituito dall'Asl veterinaria di Milano in seguito a un ricorso, con la giustificazione che le condizioni psico-fisiche del cane fossero tutto sommato buone e potesse essere quindi riconsegnato al proprietario.
La risposta dell'Oipa non si fa attendere. «Il nostro obiettivo non è certo riempire i canili. Anzi, vorremmo vedere ogni gabbia vuota – spiega Olimpia Ragozzino, Coordinatore delle guardie zoofile OIPA di Milano e provincia – Tuttavia non possiamo chiudere gli occhi davanti a cani così sofferenti, sia dal punto di vista fisico che psicologico, perché in mano a persone che non hanno idea di quali siano i loro bisogni. E' necessario valutare il quadro complessivo, per avere tutti i riferimenti necessari a decidere quale sia la soluzione migliore per l'animale. Non è sufficiente prenderne in considerazione solo lo stato di salute generale». 
 
LA NAZIONE
3 LUGLIO 2012
 
Cane malato legato sotto il sole: scatta la denuncia per il proprietario
L'animale era in condizioni pietose, con una vistosa ferita
 
Empoli (FI) - Denunciato perché teneva il suo cane ammalato legato a una corda di un metro e senza riparo dal sole e dalle intemperie in un campo. Nei guai è finito D.L., 48 anni, empolese, per maltrattamento di animali. I carabinieri sono stati allertati da una segnalazione anonima arrivata alla sala operativa dell'Arma empolese: si avvertiva che all'interno di un appezzamento di terreno vi era un cane legato con una corda di circa un metro, lasciato da tempo senza riparo, cibo nè acqua. I militari del Nucleo Radiomobile di Empoli sono riusciti a trovarlo. L'animale era in condizioni pietose, ricoperto di escrementi, larve di mosca e senza riparo, cibo e acqua. All’atto dell’intervento il povero animale presentava una grossa lacerazione all’altezza della parte finale della schiena non curata. Individuato poi il proprietario, è sta to denunciato. Il cane è stato curato da un veterinario e poi sistemato al canile comunale di Empoli.
FOTO
 
CORRIERE DELLA SERA
3 LUGLIO 2012
 
LA DENUNCIA DELLA LAV
Un cavallo dopato ogni due giorni per le corse  La Lav: «il record di casi in Campania»
Agli animali vengono somministrate sostanze come la cocaina.
Ma la legge vieta e punisce il doping sugli animali
 
Un cavallo drogato ogni due giorni e 635 corse di trotto e galoppo truccate in quattro anni. La denuncia arriva dalla Lav, che sottolinea come il record di casi arrivi dalla Campania (113), seguita dalla Sicilia (76), Toscana (82), Lazio (60) ed Emilia Romagna (56). Insomma, sa Roma a Cesena, da Trieste a Napoli, da Siracusa a Firenze, da Taranto a Capalbio, da Montecatini ad Aversa non c’è ippodromo né corsa di trotto o galoppo che sia immune da questa pratica. Inquinati, fra gli altri, il Gran Premio d’Italia a Merano, il Gran Premio Regione Friuli Venezia Giulia a Trieste, così come il Bernardo Bertolucci a Follonica, il Sergio Brighenti di Bologna e il Touring Club Italiano a Pisa.
NONSTANTE LA LEGGE - E’ inequivocabile il dato diffuso dal laboratorio ufficiale d’analisi Unirelab che la LAV rilancia. Per il doping vengono utilizzate decine di sostanze, dalla cocaina al fenilbutazone, dalla teobromina-caffeina al Naproxene. Il tutto in barba alla legge. L’articolo 544 ter del Codice penale, secondo comma, stabilisce che “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell'animale”.
 
GEA PRESS
3 LUGLIO 2012
 
Bari – 88 tartarughe nascoste nel vano di carico
Intervento del Corpo Forestale e dell'Ufficio delle Dogane.
 
 
L’ennesimo sequestro. Secondo il Corpo Forestale dello Stato, Comando Regionale della Puglia, non accenna a diminuire l’importazione di testuggini appartenenti a specie protette e verosimilmente destinate al florido mercato illegale della terraristica. L’ultimo intervento è stato reso noto oggi. Ottantotto Testudo hermanni (nella foto) rinvenute nel porto di Bari all’interno di un furgone appena sbarcato dall’Albania. Gli animali erano nascosti nel vano di carico e, per impedirne la vista, coperti da un pannello di legno.Ad intervenire il Nucleo Operativo Cites del Corpo Forestale dello Stato e l’Ufficio delle Dogane. Il furgone era guidato da un cittadino italiano il quale avrebbe ricavato da quella spedizione non meno di 9000 euro. Questo il valore stimato delle tartarughe.Solo per rimanere alla cronaca degli ultimi giorni, si deve registrare un altro cospicuo sequestro in provincia di Salerno, mentre nel litorale laziale ben 200 testudo hermanni sono state trovate dai Forestali nel terreno di un presunto trafficante, il quale, verosimilmente, stava provvedendo allo stoccaggio degli animali in attesa della consegna ai singoli acquirenti.
 
LA TRIBUNA DI TREVISO
3 LUGLIO 2012
 
Accusati di vendere collari a uncino per bestie Il giudice assolve due commercianti opitergini
 
di Fabio Poloni
 
ODERZO (TV) -  Erano finiti a processo per rispondere dell'accusa di maltrattamento di animali: avevano messo in commercio i famigerati “collari a uncino”. Giovanni Vecchiato, 67 anni, titolare dell'omonimo negozio che ha sede a Oderzo, e Stefano Camerin, 43 anni, che vende articoli per animali via web, sono stati assolti. Il giudice Angelo Mascolo ha fatto decadere tutte le accuse nei loro confronti «perché il fatto non sussiste». Stando a quanto riportato nel capo d'imputazione, ai due commercianti veniva contestato il fatto di aver messo a disposizione dei clienti quel tipo di collari il cui uso è vietato dalla legge perché ritenuto riconducibile alle sevizie sugli animali, così come il collare a ultrasuoni. In base agli accertamenti svolti dalla Guardia di finanza, i due erano stati raggiunti da un decreto penale di condanna da 2.140 euro ciascuno. Gli imputati si sono opposti al decreto stesso, firmato dalla Procura, e a processo sono stati riconosciuti innocenti. Vecchiato vendeva questi collari nel suo negozio di articoli per animali situato ad Oderzo, Camerin invece si occupava di commercializzarli online in alcuni siti specializzati. Ma i due sono stati scoperti e accusati di maltrattamento nei confronti degli animali. I fatti risalgono al 2008. A difendere i due imputati, ora assolti, sono stati gli avvocati Alessandro Corsi e Michela Nasato.
 
CETRARO IN RETE
3 LUGLIO 2012
 
Il Sindaco: abbiate cura degli animali
Riportiamo la lettera aperta pubblicata sulla sua bacheca Facebook dal Sindaco di Cetraro (CS) Giuseppe Aieta.
 
Cari cittadini,
Vi scrivo oggi non solo in veste istituzionale ma anche in qualità di comune cittadino sperando di riuscire a sensibilizzare su un problema di forte impatto sociale e di civile convivenza. Ho meditato e riflettuto su questo problema anche grazie all’incontro con un gruppo di Cetraro socialmente impegnato nel combattere il drammatico fenomeno del randagismo, una piaga detestabile che tutti, non solo noi Sindaci, abbiamo il dovere di sostenere. Il randagismo oltre ad avere un costo sociale ha anche un costo economico non indifferente per il Bilancio comunale che ricade pesantemente su tutti i cittadini. Per darvi un’idea, il Comune per ogni cane randagio che viene catturato e custodito in canile spende in media 1.000 euro l’anno. Tale cifra, moltiplicata per la media di 3 anni di permanenza in canile raggiunge i 3.000 euro per ciascun cane, dal suo ingresso nella struttura fino alla morte, che spesso per alcuni avviene in sofferenze inutili e abominevoli.Ritengo però come la maggioranza di noi tutti che, al di là del fatto economico sicuramente non trascurabile, abbandonare il proprio cane sia un gesto inqualificabile (oltre che un reato, come reato lo è la soppressione e il maltrattamento) rendendosi così responsabili dell’aumento del randagismo e di una forte mancanza di senso civico.Oggi la normativa prevede sanzioni più pesanti per chi si rende protagonista di questi abbandoni indiscriminati e di maltrattamenti sugli animali. Infatti, oltre alla grave responsabilità morale che si accompagna al gesto dell’abbandono, il nostro ordinamento attribuisce una chiara responsabilità giuridica a chi si macchia di questo reato sanzionato dall’articolo 727 del codice penale condannando chi abbandona un cane al pagamento fino a 10.000 euro di ammenda e 1 anno di arresto per i casi più gravi di maltrattamento.Pertanto, nell’interesse della collettività e di tutti i cani che non sono certamente colpevoli dell’abbandono dobbiamo contribuire a diminuire questo inqualificabile fenomeno:
- favorendo la cultura del rispetto verso ogni animale che si è deciso di possedere;
- denunciando chi maltratta e/o abbandona per strada, in montagna o presso abitazioni altrui cuccioli di cane o cani adulti per sbarazzarsene;
- adottando un animale abbandonato o ospite in canile, peraltro in forma gratuita, anziché cercare l’esclusività delle razze perché non danno più amore e fedeltà di un simpatico meticcio;
- ricorrendo soprattutto alla sterilizzazione (ci sono ottimi veterinari in tutto il circondario) specie per chi tiene i cani in zone periferiche o di campagna liberi, così da evitare le cucciolate incontrollate;
- ed infine provvedendo a munire di microchip il proprio animale presso le sedi competenti come previsto dalla legge.
Se tutti, infatti, compissimo gesti di responsabilità verso l’animale che si è deciso di possedere (non è un regalo di Natale o un gioco momentaneo ed inanimato per bambini di cui poi sbarazzarsi quando non se ne ha più voglia) questo fenomeno sarebbe del tutto assente con tutto ciò che di positivo ne conseguirebbe sia in termini di risparmio economico annuale sia in termini di civiltà per ogni comunità.
Per questo, come Amministrazione, è nostra intenzione promuovere una nuova cultura di sensibilizzazione verso il rispetto per ogni animale partendo a settembre già dalla scuola, luogo di cultura e crescita per i ns ragazzi, ma soprattutto applicando le pene previste dalle leggi vigenti contro chiunque si macchi di questo reato.Spero, pertanto, di poter contare sul Vostro sostegno e ricevere ancora una volta risposte di civiltà, responsabilità e sensibilità come peraltro è già avvenuto in altre occasioni affinché anche questa battaglia civica possa essere vinta insieme.Abbiate cura degli animali!Giuseppe Aieta”
 
PRIMA DA NOI
3 LUGLIO 2012
 
Pescara, scoppia incendio, il cane evita una strage
All’interno del bar c’erano delle persone
 
 
PESCARA. Si chiama Skizzo, è il pincher ‘mascotte’ dell’associazione "Moving life" di Pescara. Domenica sera l’animale si è accorto che c’era qualcosa che non andava e ha cominciato ad abbaiare in modo anomalo poco fuori la sala dove erano riuniti i componenti dell'associazione.
La storia la racconta Asia Di Giulio, presidente dell’associazione. Domenica, intorno alle 22 i soci si sono radunati nella sede legale di via Tirino 392, quando Skizzo ha cominciato ad abbaiare insistentemente costringendo Di Giulio a sospendere la riunione ed uscire fuori. L’animale non aveva mai abbaiato in quel modo, era come se avesse voluto lanciare un allarme.
Quando i ragazzi sono usciti fuori si sono accorti che effettivamente c’era qualcosa che non andava. «C'erano delle fiamme che provenivano da un impianto di ventilazione posto dietro l'edificio del bar Jonathan proprio dinanzi la nostra sede», racconta la donna. «Le fiamme erano a pochi centimetri dall'impianto elettrico e da quello del gas. I ragazzi dell'associazione hanno subito fatto un primo intervento in attesa dell'arrivo dei vigili del fuoco che quando sono giunti si sono congratulati con il piccolo eroe che con il suo richiamo ha evitato una vera e propria tragedia visto che all'interno del bar vi erano numerose persone».
Se una recente sentenza del tribunale di Lanciano ha stabilito che i cani hanno diritto ad abbaiare Di Giulio sottolinea: «forse a volte bisognerebbe riflettere su quanto questi animali siano veramente degli eroi».
 
BRESCIA OGGI
3 LUGLIO 2012
 
Galline ovaiole, allevamenti nel mirino dell'Ue
ZOOTECNIA&TERRITORIO. Adeguamento delle gabbie al benessere animale: nella Bassa verso l'abbattimento di oltre un milione di capi
Salta l'intesa, ripartono le ispezioni Rischia lo stop un terzo del settore
 
GIANNI COMATI
 
Doccia «gelata» sui 41 allevatori bresciani di galline ovaiole alle prese con l'adeguamento alle normative europee in materia di benessere animale. Contrariamente a quanto concordato fra ministero della Salute, Regione e associazioni di categorie, è sfumata infatti la moratoria sulla seconda campagna di ispezioni della Asl. Sotto la pressione delle minacce di una procedura d'infrazione comunitaria, invece che in autunno, la nuova tornata di controlli sulle gabbie scatterà in queste ore. E stavolta, oltre ad una multa fino a 9.300 euro, gli imprenditori zootecnici rischiano una denuncia penale per maltrattamenti di animali se saranno sorpresi a custodire i volatili i spazi inferiori a quelli fissati dell'Ue. Chi non ha provveduto a sfoltire gli allevamenti abbattendo le galline in eccedenza rispetto ai nuovi standard delle gabbie, che dovranno passare da 550 a 750 centimetri quadrati, potrebbero andare incontro al ritiro della licenza. Ma non è tutto: è saltato anche il punto del protocollo d'intesa che avrebbe consentito agli allevatori di allevare galline nelle vecchie gabbie rispettando il rapporto spazio-animali previsto dall'Ue. Una doppia spallata a un settore che sta faticosamente cercando di uscire dalla strettoia degli adeguamenti imposti da Bruxelles. IN SEI MESI IL COMPARTO bresciano ha già perso il 30% del patrimonio avicolo di galline ovaiole e pollastre, limando circa il 15% degli addetti. «Siamo di fronte a una beffa atroce per gli imprenditori stritolati dalla legge comunitaria, dall'intransigenza del Governo e dai grandi gruppi industriali che in molti casi non hanno dato il permesso di eliminare i capi in eccesso - osserva Gianni Comati presidente della sezione avicola lombarda dell'Upa -: il protocollo stipulato dava garanzie di un adeguamento soft ma non per questo privo di sacrifici. Ora vediamo ignorato un accordo con lo Stato avallato dalla Corte dei Conti. Si potrebbe ipotizzare addirittura una class action degli allevatori contro il Governo». Per Comati il rispetto delle norme comunitarie non è mai stato messo in discussione, ma manca il supporto strategico delle istituzioni per accompagnare le aziende all'adeguamento. «Gli allevatori - afferma Comati - sono stati lasciati in balìa di una norma che li travolgerà, visto che oltre a trovare grandi difficoltà all'accesso al credito, saranno costretti a pagare multe pesanti e saranno esposti alla concorrenza dei prodotti extra-Ue. La delusione più grande - prosegue il leader della sezione avicola Upa - è stata il comportamento tenuto dalla Regione, che non ha protetto il settore delle uova che da solo copre il 25% della produzione nazionale, accettando che il ministero della Salute applicasse regole che di fatto mandano allo sfascio il 30% della produzione nazionale, favorendo l'ingresso di prodotti stranieri». BRESCIA LEADER NAZIONALE sta pagando il dazio più pesante: il 20% degli allevamenti è destinato alla chiusura. Il resto del comparto, che vale la metà degli 9,1 milioni di capi della Lombardia, sta passando dalla strettoia degli abbattimenti «concordati» che porteranno all'eliminazione di un milione circa di volatili. Sarà un ridimensionamento strutturale concentrato nel triangolo Montichiari-Pontevico-Manerbio, perchè alla luce delle normative urbanistiche e igienico-veterinarie difficilmente le aziende riusciranno a tornare alla produzione originaria per l'impossibilità di ampliare i capannoni. A dipingere l'affresco a tinte fosche è il protocollo d'intesa sull'adeguamento delle gabbie: nel Bresciano alla fine dell'anno dovrebbero essere a norma 41 capannoni su 106. Nel 2014, termine ultimo per inserire le nuove gabbie, almeno 9 strutture saranno dismesse. Per chi non dimostrerà durante questi step di aver avviato la riqualificazione, scatterà il ritiro dell'autorizzazione sanitaria. Insomma, da qui al 2014, la campagna Ue lascerà sul campo altre «vittime». Oltre a un'escalation di contravvenzioni, gli avicoltori «recidivi» per forza maggiore rischiano, come detto, una denuncia penale per maltrattamento di animali e il sequestro dell'azienda. Entro la fine dell'anno si stima che il patrimonio di ovaiole della provincia sarà ridotto del 32%.
 
CORRIERE INFORMAZIONE
3 LUGLIO 2012
 
Allevamento suino: adeguamento alla normativa europea sul benessere animale entro il 1 gennaio 2013
 
Silva Valier
 
La normativa sul benessere animale dei suini, divenuta esecutiva nel 2004, prevede che a partire dal 1 gennaio 2013 le scrofe non potranno più essere allevate in gabbia bensì in gruppo sfruttando spazi adeguati, dovranno poggiare su pavimenti fessurati che rispettino determinate misure per impedire di farsi male, e godere di un nuovo sistema di abbeveraggio.
Personalmente credo che sarà quanto mai improbabile ottenere una proroga alla scadenza del 1 gennaio 2013. A 6 mesi dall’entrata in vigore della normativa sul benessere animale, i tempi tecnici per tentare di far slittare in avanti questa data non ci sono più”. Così Guerino Lombardi, responsabile del Centro di referenza nazionale per il Benessere animale presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Brescia, illustra la situazione attualmente esistente nelle porcilaie italiane. “In queste settimane le varie Asl sparse sul territorio nazionale stanno effettuando il censimento delle scrofaie e degli allevamenti all’ingrasso per poter stabilire quante strutture si sono già adeguate alla normativa comunitaria. In base a una prima stima, per quanto riguarda le scrofaie l’adeguamento riguarda circa il 50% del patrimonio esistente, mentre per gli ingrassi non siamo ancora in grado di fornire alcun dato.”
Cosa comporta in termini economici questo adeguamento per un allevatore e in cosa potrà incorrere se non adatterà la sua porcilaia entro la data prevista?
“Una maggiore disponibilità di spazio – spiega Lombardi
– porterà a una riduzione del numero di scrofe allevate nell’ordine di circa il 30% dell’esistente. Questo determinerà sul mercato un ammanco di suinetti che, presumibilmente, potrebbero arrivare dall’estero. Soprattutto nella fase iniziale, l’adeguamento alla normativa porterà delle perdite, ma una volta a regime si potranno tramutare in benefici. Alternative non ne esistono; significherebbe centinaia di migliaia di euro di multa da parte della UE a carico di tutti gli allevatori in infrazione.”
Lievemente più contenute le misure previste per i suini all’ingrasso, che prevedono l’adeguamento dei pavimenti fessurati nel rispetto di determinati spazi.
“Che purtroppo sono stati calcolati sulla base di un suino leggero, circa 110 kg, e non di quello allevato in Italia che varia dai 160 ai 170 kg. Per questo, in sede UE abbiamo avanzato la proposta di prevedere gli stessi spazi fessurati previsti per le scrofe, quantomeno nella fase di accrescimento che va dai 70 kg in su.”
Intanto anche nel resto d’Europa è corsa contro il tempo per arrivare pronti alla data del 1 gennaio 2013.
“Dalla Danimarca alla Norvegia, passando per la Svezia e la Gran Bretagna direi che tutti i paesi del Nord Europa si sono già adeguati. Diverso il discorso per Olanda, Germania e Spagna, che sono ancora abbastanza in alto mare con non più del 70-80% delle porcilaie pronte. Il tempo a disposizione non è molto e più che sperare in una proroga credo che sarebbe il caso di spingere per ottenere le modifiche previste per i pavimenti degli allevamenti da ingrasso. Un risultato che sono convinto si possa portare a casa.”
A Italpig, il Salone nazionale della suinicoltura italiana che si terrà a CremonaFiere dal 25 al 28 ottobre 2012, questo sarà certamente uno dei temi più caldi e di interesse per gli allevatori italiani, che oltre alle indicazioni normative precise sull’adeguamento alle direttive europee, potranno toccare con mano le attrezzature più innovative per procedere all’ammodernamento degli allevamenti. 
 
TRENTINO
3 LUGLIO 2012
 
Due cervi in arrivo nel recinto dei Loss tra le case di Cicona
 
di Raffaele Bonaccorso
 
CANAL SAN BOVO (TN) - Se la famosa cerva di Cicona (ne hanno parlato a più riprese tutti gli organi di stampa) non c’è più perché purtroppo è morta di morte naturale, la Provincia ha voluto riconoscere a Loredana e Claudio Loss – la famiglia che aveva accolto la cerva nel prato della propria abitazione diventando poi la mascotte dei propri figli e dei bambini delle case circostanti – la possibilità di tenere in una apposita struttura ben due esemplari di cervo. La famiglia Loss, i bambini e gli altri abitanti vicini di casa, erano rimasti male per l’allontanamento, da parte dei servizi della Provincia, della cerva che aveva trovato, “di sua iniziativa ed insolitamente”, fra le case della piccola frazione di Cicona di Canal San Bovo il posto adatto a fermarsi. Ed infatti, a parte qualche rapido ritorno serale fra i vicini bos chi, l’animale stazionava stabilmente nel prato della casa della famiglia Loss, coccolato dai tanti bambini della piccola frazione, dalle cui mani riceveva da mangiare. Un giorno però, su iniziativa dei servizi Foreste e fauna della Provincia, la cerva era stata portata in una località nei pressi del ponte di Ronco, provocando un po’ di malumore per il provvedimento. Eaa stato a quel momento che la famiglia Loss si era interessata per avere la possibilità di riaverla, preparando una apposita recinzione proprio sotto la loro casa e producendo una apposita domanda alla Provincia. Purtroppo, poco tempo dopo, la cerva era morta. Ma la recinzione era già lì, pronta per essere utilizzata. E la voglia di accogliere un’altra cerva c’era ancora. Ecco quindi che la richiesta di poter ospitare una cerva è andata comunque avanti e quindi ora i preposti servizi provinciali hanno deliberato la concessione alla famiglia Loss di po ter tenere addirittura due esemplari di cervo. Naturalmente da parte della Provincia sono state predisposte delle precise disposizioni per la loro accoglienza, ma la famiglia Loss è ovviamente disponibile a rispettarle. Cicona nei prossimi giorni avrà quindi non una cerva, ma addirittura due esemplari di cervi. Insomma, missione compiuta.
 
SAVONA NEWS
3 LUGLIO 2012
 
Chi l'ha persa?
 
 
Chi ha perduto (si spera non abbandonato) questa bella e giovane gattina nera con un occhio offeso? E’ stata trovata da alcuni passanti, confusa e miagolante, a Savona, in via Verzellino, angolo via Guidobono; è ora ospite presso la sede di via Cavour 48 r della Protezione Animali, dove i proprietari la potranno avere gratuitamente, da lunedì a sabato ,dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, telefono 019 824735.
 
 
OCCHIO VITERBESE
3 LUGLIO 2012
 
Il riccio. Come evitare la strage dei piccoli animali sulle nostre strade
 
 
Il riccio in genere ispira simpatia. È piccolo, inoffensivo, tondeggiante. Soprattutto alla nascita presenta i caratteri tipici che nell’uomo manifestano tenerezza.  È un animale che è una sorta di termometro biologico, un bioindicatore. La sua presenza ci dà la misura della qualità dell'ambiente, dello stato di salute dei nostri territori. Con considerazioni che si possono spingere alla valutazione della presenza e agli effetti tossici di sostanze derivanti dall’inquinamento, o talvolta usate in agricoltura, oppure degli effetti conseguenti ad alterazioni dell'ecosistema, o alle alterazioni delle catene alimentari.  Si tratta di un animale notturno, che si nutre di uova di serpenti, vipere, larve di insetti in genere dannosi per gli orti ed i giardini. Già l’idea che mangi le vipere ce lo fa sembrare un alleato, contro un serpente temutissimo dall’uomo. Il suo comportamento tipico in caso di pericolo è quello di chiudersi a palla. Immobile con gli aculei fuori. Una difesa invalicabile contro le volpi, per esempio, ma certo poco efficace rispetto alle macchine. Le automobili che sfrecciano nella notte diventano una delle cause di morte del riccio, come si può vedere bene percorrendo a piedi una qualsiasi strada, specialmente in questo periodo.  “ Nessun antropomorfismo disneyano - sottolinea Guaita, il Direttore del Parco del Treja - ma certo la strage dei ricci ha un che di assurdo e raccapricciante. Basterebbe poco per evitarla: andare più adagio in auto (che è sempre bene) e fare attenzione a dove si mettono le ruote. Siamo certi che molti automobilisti concorderanno.”  
 
GEA PRESS
3 LUGLIO 2012
 
Foie gras bandito in California
Walter Caporale: “Benvenuti nella civiltà. I francesi prendano esempio”.
 
 
Grazie ad una legge del 2004, dell’allora Governatore Arnold Schwarzenegger, da luglio 2012 in California è vietata la produzione e la distribuzione del foie gras. La legge ha infatti previsto otto anni per l’adeguamento delle industrie produttrici e la loro riconversione per la produzione di altri beni.“Benvenuti nel mondo civile – ha dichiarato Walter Caporale, Presidente di Animalisti Italiani Onlus – ora spetta alla Francia rinunciare alla produzione di uno dei baluardi della violenza sugli animali: il foie gras. Oche e anatre nutrite con forza all’inverosimile indotte ad ammalarsi di steatosi epatica per permettere l’ingrossamento e l’ingrassamento del fegato. Una delle peggiori barbarie a danno degli animali. Un atteggiamento sadomasochista: indurre gli animali alla malattia e mangiarne il frutto della malattia stessa. Pura follia! Ora attendiamo con ansia l’ingresso nel mondo civile della Francia.”Il foie gras francese ha ottenuto il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta). Una vergogna assoluta, sottolinea Caporale, che l’UE non avrebbe dovuto permettere. Invece è la stessa “Convenzione Europea per la protezione degli animali negli allevamenti” che deroga per il foie gras in favore dei paesi dove tale produzione è “pratica comune”.“A cosa serve l’Europa – aggiunge Caporale – se non per una crescita civile nel rispetto del prossimo, dell’ambiente, degli animali? Perché le deroghe per le “pratiche comuni”? Allora l’Italia può tutelare la Mafia, le mazzette, le ruberie dei politici: tutte pratiche comuni nel nostro paese!”.
 
LA ZAMPA.IT
3 LUGLIO 2012
 
Cina: stop alla zuppa di pinne di squalo nei pranzi ufficiali
Il Consiglio degli Affari di Stato cambia il menù  per ridurre le spese
 
La zuppa di pinne di squalo verrà bandita dai ricevimenti ufficiali cinesi.
Spirito animalista? No, è la crisi.
Il piatto verrà eliminato entro tre anni dai menù  a tutti i livelli di governo per motivi di risparmio.
La notizia è stata diffusa dal sito web della rete televisiva CNTV.cn, che riporta le linee guida per il risparmio del Consiglio degli Affari di Stato cinese.Anche se lo stop alla zuppa di pinne di squalo è arrivato per motivi economici, la notizia è stata accolta positivamente dai gruppi animalisti. Secondo la WildAid ogni anno vengono uccisi circa 70 milioni di squali per prenderne le pinne destinate soprattutto ai mercati della Cina continentale e a Hong Kong. Il rischio estinzione per questi animali resta elevato, ma la His (Human Society International) accoglie positivamente la decisione del governo cinese parlan do di «svolta per il movimento globale di salvaguardia degli squali», affermando che in tal modo «la Cina occupa un ruolo significativo nel perseguimento di quest'obiettivo».
 
GEA PRESS
3 LUGLIO 2012
 
Israele – c’è una pecora in mare, arriva dall’Australia
Salvata ed accolta da un Kibbuts.
 
 
E’ stata vista annaspare nelle acque del porto di Eilat, in Israele. Qualcuno riferisce di un pellicano in difficoltà, ed invece era una pecora. Per l’esattezza una pecora australiana con il vello intriso d’acqua che la stava trascinando al fondo. Un ragazzo di 14 anni non è stato molto a pensare e, tuffandosi in acqua, ha portato il salvo la pecora. Ma cosa ci faceva una pecora australiana nel porto di Eilat? Era semplicemente destinata, assieme ad altre migliaia di animali stipati in una nave all’ancora, ai macelli locali. Luoghi, notoriamente, dove si pratica l’uccisione senza stordimento, ovvero per dissanguamento. Un’usanza religiosa comune alle popolazioni ebraiche e musulmane.Sulla vicenda sono ora intervenuti gli animalisti australiani che denunciano come ogni anno, milioni di pecore vengono ammassate in nave per lunghi viaggi in medio oriente. Per loro, l’unica macellazione consentita sarà quella rituale.La povera pecorella australiana, però, non aveva ancora concluso la sua odissea. Il suo proprietario, infatti, una volta venuto a conoscenza del salvataggio, la pretendeva indietro. Evento per fortuna scongiurato dall’insistenza delle persone che avevano collaborato al salvataggio. Sarah, cosi è stata chiamata la pecora, è stata accolta in un rifugio presso un vicino Kibbutz. La delicatezza mostrata dalla pecora, ha consentito che diventasse la beniamina dei bambini delle tipica comunità israeliana.In Australia, invece, si ricorda il dramma di milioni di ovini ogni anno esportati. Lunghi viaggi in nave, seguiti da altrettanti lunghi viaggi in camion, verso i macelli…con dissanguamento.
 
ECOO
3 LUGLIO 2012
 
Cucciolo di tigre adottato da una famiglia russa [FOTO]
 
A volte le storie di animali sono anche a lieto fine, nonostante trascorsi turbolenti. È il caso della storia che stiamo per raccontarvi, l’esperienza di una tigre siberiana che insieme agli altri cuccioli è stata abbandonata dalla sua mamma. A volte, in natura, accadono questi tristi episodi che possono pregiudicare la vita dei piccoli. Stavolta, almeno in questo caso, non è stato così, almeno per due dei cuccioli che provenivano dal piccolo zoo per animali di Resport Oktryabsky, a Sochi.Si chiamano Plyusha e Clyopa i due piccoli di tigre siberiana che sono stati adottati da una famiglia russa. La scelta è stata presa da Yekaterina Khodakova, una giovane mamma che prima dell’arrivo dei due cuccioli di animali viveva solo con il suo bimbo di otto mesi e il suo gatto nero. Le due tigri si sono subito ambientate in casa e con il gatto di casa, divertendosi a giocare insieme. È quasi sicuro che si tratti di una soluzione decisamente temporanea (sembra infatti alquanto improbabile che Yakaterina possa tenere con sé le due tigri anche quando diventeranno grandi) ma è molto lodevole il fatto di averle prese con se per farle crescere il più possibile in un ambiente pieno d’amore e delle giuste attenzioni.
FOTO
 
GREEN STYLE
3 LUGLIO 2012
 
Test sugli animali: un premio da 300 mila euro per trovare alternative
 
Un premio speciale per incentivare la ricerca sui prodotti cruelty-free. L’iniziativa è promossa dalla Lush, produttore di cosmetici non testati sugli animali, in collaborazione con la Ethical Consumer Research Association e avrà cadenza annuale. A disposizione verrà messa una cifra pari a 250 mila sterline (circa 300 milioni di euro) e la premiazione del Lush Prize Award 2012 è prevista per il prossimo novembre a Londra.I prodotti non testati sugli animali o anche detti cruelty free sono al centro di questa iniziativa, con i vincitori scelti tra figure di spicco del mondo animalista e della comunità scientifica Queste le cinque categorie previste:
Science Prize: il premio scientifico sarà assegnato per lo sviluppo di test alternativi alla sperimentazione sugli animali;
Training Prize: formazione di ricercatori per quanto riguarda i test senza l’utilizzo di animali;
Lobbying Prize: iniziative di intervento volte alla promozione di test non condotti su animali;
Public Awareness Prize: premiate saranno le attività di promozione dei test alternativi e della loro conoscenza;
Young Researcher Awards: categoria riservata a giovani neolaureati specializzati nei test alternativi (5 saranno i premiati).
Secondo Mark Constatine, co-fondatore di Lush: I nostri clienti vogliono cosmetici sicuri testati senza il coinvolgimento di animali. 21 anni fa ci siamo dotati di una policy con cui ci saremmo impegnati a non usare test sugli animali per i nostri prodotti e ingredienti. Abbiamo fatto di più, lavorando con i nostri fornitori per eliminare l’impiego di animali in qualunque dei loro test di sicurezza.Un panorama che nel corso di due decenni ha visto cambiare molto, seppur in un misura ridotta per quanto riguarda la sperimentazione sugli animali dei prodotti cosmetici: In 21 anni molto è cambiato tuttavia larga parte dell’industria cosmetica non è ancora in grado di garantire cosmetici sicuri testati senza l’uso di animali. Con il lancio di un premio del valore annuale di 250mila sterline in Lush stiamo tentando un altro approccio, con la speranza di assistere al giorno in cui si realizzerà una svolta che ponga fine per sempre all’uso di test sugli animali nella cosmesi.
 
IL RESTO DEL CARLINO
4 LUGLIO 2012
 
Sant'Elpidio a Mare (FM): canile lager la prossima udienza a novembre del 2013
 
Va avanti il processo che vede imputati dinanzi al tribunale di sant'Elpidio a Mare B.M.T. (presidente di un'associazione per la tutela degli animali e la dottoressa D.C. per maltrattamenti e sevizie a carico degli animali che nel 2009 erano ospitati nel canile comprensoriale Pluto House, lungo la Faleriense. La denuncia era stata presentata da alcuni animalisti. Nell'udienza di ieri il giudice ha ritenuto di non poter ammettere come testi alcuni ambientalisti e ha fissato la prossima udienza nientemeno che al novembre 2013. Tempi biblici per una vicenda che aveva fatto molto discutere. Tutto era cominciato nel 2007 quando in seguito a un blitz nel canile, sono state riscontrate delle condizioni igieniche e sanitarie pessime, tanto che il canile, poi soprannominato "lager", era stato posto sotto sequestro e la gestione provvisoria affidata all'Anta. Secondo quanto costatato da alcuni animalisti, i due denunciati si sarebbero resi responsabili di maltrattamenti ai cani e di soppressione di animali. Ne era derivata una denuncia.
 
LA ZAMPA.IT
4 LUGLIO 2012
 
Bulgaria: addio a Isaura, la più anziana "orsa ballerina"
Sottoposta ad eutanasia perché soffriva di cancro alla pelle
 
Isaura, la più anziana ospite del parco per ex orsi ballerini del monte Rila (Bulgaria meridionale), è stata sottoposta oggi a eutanasia perchè soffriva di cancro alla pelle.
La triste notizia arriva da Sofia, dove ha sede la filiale bulgara della Fondazione Internazionale per la tutela degli animali "Quattro zampe". La malattia era stata diagnosticata dai veterinari del parco la scorsa primavera, quando Isaura era uscita dal letargo. L'orsa, che aveva 34 anni, era da tempo ospite del parco insieme ad altri ex orsi ballerini, 22 bulgari e due serbi.
In quest'area dei Balcani, anche se gli orsi sono una specie protetta dalla legge, è ancora diffusa l'usanza dei nomadi rom di catturare i cuccioli di orso nei boschi per addestrarli a ballare al suono di una zampogna o di un violino. Gli orsi, non solo vengono così strappati al loro ambiente naturale e costre tti a vivere in cattività, ma legati con una catena, il cui ultimo anello è conficcato nelle loro narici, per poi essere "addestrati" a ballare. A mettere un freno a tanta violenza è intervenuta la Fondazione Brigitte Bardot per la tutela degli animali e dal 2004 il parco del monte Rila, in località Belitza, accoglie tutti gli ex orsi ballerini sottratti ai loro padroni.
 
GIORNALETTISMO
4 LUGLIO 2012
 
I settemila conigli carbonizzati
Il bilancio del rogo in un allevamento della provincia di Padova
 
ANIMALI IN FIAMME – Stando alle prime ricostruzioni pare che il rogo sia partito dalla fiamma generata da una bombola di gpl, utilizzata per bruciare e rimuovere il letame degli animali. Lo racconta Nicola Cesaro sul Mattino di Padova:Alla fine quell’allevamento si è trasformato in un capannone degli orrori. Settemila conigli morti carbonizzati, uno spettacolo agghiacciante. È pesantissimo il bilancio dell’incendio che, ieri mattina, ha letteralmente devastato il capannone di un’azienda agricola di Valli Mocenighe, frazione di Piacenza d’Adige. Il rogo è toccato all’azienda ZA di via Albere, i cui titolari sono Antonio e Andrea Urban. L’allevamento di conigli della ZA si affaccia sulla lunga via che da Valli Mocenighe porta a Megliadino San Vitale. Ieri, intorno alle 11, i proprietari dell’azienda erano impegnati in alcune operazioni di pulizia all’interno del capannone principale, quello in cui erano ospitati oltre settemila conigli. Da una prima ricostruzione, pare che gli allevatori stessero usando una fiamma libera, alimentata da una bombola di gpl, per bruciare e rimuovere il letame degli animali. Il fuoco ha però intaccato del materiale facilmente infiammabile, poi delle ragnatele e infine un folto cumulo di pelo di coniglio. Da lì ad estendersi su tutto il capannone il passo è stato purtroppo breve. A farne le spese sono stati i conigli allevati nel capannone, mille animali da riproduzione e altri seimila da ingrasso. Liberarli dalla trappola di fuoco è stato impossibile, nonostante gli Urban abbiano cercato di domare per quanto possibile l’incendio.
SOCCORSI INUTILI – L’intervento di polizia locale e vigili del fuoco non è servito ad evitare l’ecatombe. Continua Cesaro sul Mattino di Padova:I primi a intervenire sono stati i vigili della polizia Megliadina, seguiti a ruota dai vigili del fuoco di Este e dai colleghi di Rovigo: in tutto sono arrivati quattro mezzi di soccorso, che hanno lavorato per almenotre ore. Il rogo si vedeva addirittura dalla Sr 10. I conigli sono tutti morti carbonizzati: una fine tra le più atroci. Il danno è notevole, e alla perdita degli animali si somma ora la precarietà del capannone, andato quasi distrutto. Durante le operazioni di soccorso sono rimasti leggermente feriti anche i titolari della ZA, Antonio e Andrea: i due sono stati trasportati in pronto soccorso a Este per un principio di intossicazione, salvo essere dimessi già nel primopomeriggio. La famiglia Ur ban, che attribuisce l’evento ad un cortocircuito, non ha voluto rilasciare altre dichiarazioni. Nel primo pomeriggio sono arrivati anche i veterinari dell’Usl 17, ora impegnati nella delicata pratica dello smaltimento delle carcasse dei settemila conigli.
 
GEA PRESS
4 LUGLIO 2012
 
Palermo – la fotogallery dell’ippodromo abusivo con morsetti (elettrici)
Nel centro storico, cavalli che rosicchiano travi chiodate.
 
Sono stati trasferiti ieri pomeriggio tutti i cavalli dell’ippodromo abusivo sequestrato dopo l’intervento della Polizia di Stato e della Polizia Municipale, nel quartiere Brancaccio di Palermo. 24 cavalli ed un pony, ora collocati presso maneggi privati e all’ippodromo di Palermo, dove però, stante notizie circolate, alcuni di loro parrebbero essere stati già presenti ed iscritti alle corse. Situazioni già venute a galla nel corso di altri interventi, questa volta compiuti nel centro storico della città. Cavalli microchippati e con il codice di stalla risultante nella struttura ufficiale. I cavalli di Brancaccio, erano dei trottatori.Un ippodromo vero e proprio, collocato a poca di stanza da un grosso centro commerciale di recente costruzione. Una struttura clandestina ben nascosta dalla pubblica via, ma non certo dalle case e da alcune strutture commerciali del luogo. Un quartiere, quello di Brancaccio, fatto di blocchi di palazzi ad edilizia popolare, svincoli ferroviari e un grande terreno agricolo rimasto fino a pochi anni addietro, ora interamente fagocitato dal grande centro commerciale. Poi l’ippodromo. Cavalli purosangue acquistati per parecchie decine di migliaia di euro. Tutti ben tenuti, nella struttura interamente abusiva di ben 12.000 quadrati. Singolare la presenza di alcuni calessi con grosse ruote gommate, in genere utilizzate negli allenamenti in strada. Poi alcuni tavoli in plastica con tanto di ombrelloni e numerose sedie attorno. La pista era curata con appositi macchinari ed impianto di irrigazione. Nove box (di cui uno utilizzato come fienile) per il ricovero dei cavalli e due stanze per il lavaggio degli animali. I recinti esterni erano privi di ogni riparo.In alcuni recinti, forse per i cavalli più irrequieti, erano presenti i tipici morsetti da caricabatteria con tanto di cavo che entrava in traccia protetta interratta. Un uso, se confermato, comunque non infrequente negli allevamenti di animali.E’ proprio di pochi giorni addietro un altro sequestro probabilmente legato al mondo delle corse. E’ avvenuto in piazza Appalto, nel quartiere storico della Vucciria. I locali erano fatiscenti e pericolanti. Nel momento dell’irruzione, operato dal Nucleo Tutela Patrimonio Artistico della Polizia Municipale e dalla squadra di Polizia Amministrativa della Questura di Palermo, il cavallo stava rosicchiando una trave di legno piena di chiodi arrugginiti.© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati
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LA REPUBBLICA
4 LUGLIO 2012
 
LA TRATTA DEI CUCCIOLI ALL'ESTERO COME CAVIE
La tratta dei cuccioli italiani "Stop alle adozioni all'estero usano i randagi come cavie"
La denuncia degli animalisti: migliaia di cani massacrati
 
MARGHERITA D'AMICO
 
"Vietare le adozioni di cani e gatti italiano all'estero, laddove nei paesi che li accolgono la normativa non sia uguale alla nostra: stiamo presentando una proposta di legge", annuncia Walter Caporale, presidente degli Animalisti Italiani, rompendo il silenzio di istituzioni e troppe associazioni. A convincerlo è l'invio massiccio e continuo all'estero di randagi.
 
Provenienti da canili, rifugi, non di rado accalappiati per strada, finiscono nei paesi dell'Europa del nord, fra cui la Germania, Svizzera, Austria,, Belgio, Svezia. Motivati come adozioni internazionali, grazie all'inesausto lavoro di associazioni straniere e privati, questi trasferimenti avvengono in quantità abnormi, senza che sia possibile averne nessun riscontro circa la destinazione effettiva degli animali. Anche storpi e malati sarebbero accolti a centinaia di migliaia da cittadini più inclini ai nostri meticci che non ai propri, in genere uccisi dopo brevi detenzioni nei canili nazionali. - Esistono certo anche adozioni ottime, ma il risultato non è mai verificabile. Varcata la frontiera si perde qualsiasi tracciabilità.- spiega Caporale. - E' dunque illegittimo che i nostri animali vadano dove manchi ogni condizione di reciprocità: in base allo stesso principio ci si oppone all'estradizione verso luoghi dove vigono torture e pena di morte. - Inoltre un punto della nuova Direttiva europea sulla sperimentazione animale, in via di recepimento in tutti gli stati membri, prevede che pure i randagi diventino cavie. Mentre in Italia la legge quadro 281/91 lo proibisce, come anche vieta le soppressioni nei canili, praticate nella maggior parte del mondo. Eppure una cortina omertosa continua ad avvolgere questa esportazione di massa, denunciata da associazioni indipendenti come Una e Bairo, dai volontari in lotta contro comuni Asl che in ogni regione anzichè sterilizzare avvallano l'espatrio di animali sedati a mucchi nei furgoni. Le pochissime indagini hanno sempre riscontrato certificati di adozioni falsi, cani e gatti volatilizzati. L'unico processo mai istruito al riguardo in corso a Napoli, prossima udienza il 9 luglio e riguarda il canile di Panza, a Forio d'Ischia. Grazie agli attivisti Una-Ischia e Pass pro Natura si è aperta un'inchiesta che ha condotto a pesanti capi d'accusa per i responsabili della struttura. Oltre a riscontrare la sparizione degli animali inviati in Germania, si sono appurati rilevanti scambi di denaro. Ma nel 2007 il rifugio passa a una nuova associazione tedesca, 32 punti di raccolta e smistamento cani e gatti in Europa: ricominciano le adozioni. - Hanno persino rinunciato a un credito di 62.500 euro in cambio di 51 cani. - raccontano gli attivisti- E abbiamo indagato su 100 schede di adozioni recenti: gli intestatari erano collaboratori della stessa associazione.- Altrove volontari estromessi dai canili ritrovano i meticci in vendita su siti stranieri: qui si chiedono anche 400 euro per un animale cieco. Forse l'approdo è il divano di una famiglia svizzera, forse invece laboratori di vivisezione, macellazione, traffico di pelli e pellicce, trasporto di droga: è comunque impossibile pretendere chiarimenti. Si avanzano ipotesi solamente riguardo i cani (i gatti privi di anagrafe, sono tragicamente invisibili) in base alle richieste di passaporti presso le Asl regionali. Ma non è d'obbligo indicare la destinazione, traspare appena la frenetica movimentazione delle associazioni più note che cambiano spesso identità e codice fiscale, si appoggiano a privati e prestanome. Solo la provincia di Rieti sta svuotando in direzione della Germania tutti i suoi canili: migliaia di animali. E quanti altri, stipati nei veicoli che nessuno controlla, partono senza documenti? - Perchè gli enti preposti ai controlli dei singoli paesi UE preferiscono non ravvisare l'uso di carne di cani e gatti macellati clandestinamente per finire nelle scatolette? chiede l'europarlamentare Cristiana Muscardini, vicepresidente della Commissione commercio internazionale, in un'interrogazione sulle false adozioni all'estero, citando l'ultimo rapporto Zoomafie che indica un traffico  da 500 milioni di euro: vaghe le risposte dell'eurocommissario Jhon Dalli. Da alcuni siti d'informazione tedeschi, altra denuncia sconcertante: sembra desti preoccupazione del sesso con cani e gatti, non tutelati dalla legge, praticato in appositi bordelli. Intanto in Svizzera, nel Ticino Offensiva Animalista solleva dubbi sulla trasparenza della commissione cantonale e dei garanti del benessere animale circa l'origine degli oltre 40mila soggetti che ogni anno, solo lì, finiscono alla vivisezione.
 
ANIMALISTI ITALIANI
4 LUGLIO 2012
 
SCOPERTO VERGOGNOSO TRAFFICO: DECINE DI MIGLIAIA DI CANI E GATTI ITALIANI ALL’ESTERO
CAVIE DA LABORATORIO, PELLLICCE, PELLI, MANGIME PER ANIMALI E GIOCHI EROTICO-SESSUALI!
A LUGLIO IL PRIMO PROCESSO IN ITALIA!
 
Dichiarazione di Walter Caporale, Presidente Associazione “Animalisti Italiani Onlus”:
“Da anni siti e social network alimentano la vergognosa ed ignobile pratica di inviare cani e gatti italiani in adozione all'estero, principalmente in Germania, Svizzera, Austria, Belgio, Svezia e Norvegia.E’ arrivato il momento di dipanare questa cortina omertosa che avvolge il traffico dei cani destinati all’estero (un business di almeno 500 milioni di euro l’anno, Fonte: zoomafie) per utilizzarli come cavie, mangime, pelli, pellicce e, last but not least, sesso (come si evince da alcuni siti tedeschi). Finalmente il prossimo 9 luglio si svolgerà il primo processo del genere in Italia, a Napoli. Per questo motivo le Associazioni Animalisti Italiani Onlus e Movimento UNA lanciano una petizione (che può essere sottoscritta e firmata qui ) a sostegno di una Proposta di Legge che verrà presto depositata in Parlamento.La legge italiana n. 281/’91, “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”, specifica che i cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture non possono essere soppressi né destinati alla sperimentazione.In numerosi Paesi europei, le normative sono differenti e spesso prevedono la soppressione di cani, gatti e altri animali d'affezione abbandonati in strutture pubbliche o private; vi sono Paesi che legittimano la possibilità che questi animali  vengano ceduti alla sperimentazione; molti Paesi inoltre non dispongono di anagrafe canina obbligatoria.La pratica di inviare cani e gatti italiani in adozione in Paesi con normative differenti dalla nostra (Germania, Svizzera, Austria, Belgio, Svezia, Norvegia….) appare in contrasto con la Legge sul randagismo, sia perchè vengono meno le necessarie condizioni di reciprocità tra Paesi (i nostri animali non possono essere trasferiti dove, se abbandonati, possono essere soppressi legalmente) sia perché il principio di tutela affermato nella Legge è orientato ad impedire ogni forma di “mercificazione” degli animali randagi che in Italia, ricoverati in apposite strutture, possono essere oggetto esclusivo di affidamento.I gatti, non essendo censiti in alcun Paese, sono particolarmente indifesi e la loro agevole “movimentazione” li rende particolarmente più esposti ad ogni tipo di rischio.Il Regolamento n. 998/2003 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 maggio 2003, relativo alle “condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia” si occupa esclusivamente degli aspetti sanitari legati al trasporto e non stabilisce garanzie sufficienti per l’effettiva tutela degli animali. Questo regolamento è persino utilizzato per dissimulare fraudolentemente movimenti commerciali di animali da compagnia.Il principio di tutela affermato con l’approvazione della Legge italiana sul randagismo è orientato ad impedire ogni forma di “mercificazione” degli animali, i quali – quando ricoverati nelle apposite strutture – possono essere oggetto esclusivamente di un affidamento, la cui procedure è stata regolamenta da un decreto ministeriale del 23 dicembre 1996, recante “Norme in materia di affidamento dei cani randagi”; il decreto, interpretando correttamente la ratio della norma, stabilisce gli aspetti procedurali per consentire che gli animali accolti nei canili siano dati prima in affidamento e poi, eventualmente, in adozione definitiva. E’ impossibile, una volta che l’animale abbia varcato la frontiera, mantenere alcuna tracciabilità e il tentativo, posto in essere poco più di un anno fa, dal Ministero della Salute italiano, di ipotizzare una strategia comune per accertare la destinazione finale, non ha trovato alcun riscontro positivo da parte di Germania, Svizzera, Austria e Svezia.Lo straordinario numero di decine di migliaia di cani e gatti richiesti in adozione ogni anno, da alcuni di questi paesi, dà luogo ad inquietanti ipotesi poiché non ha alcun riscontro logico; da tempo associazioni animaliste e singoli si battono e denunciano richiedendo attenzione e interventi su quello che appare un controsenso teso ad alimentare oscuri traffici. In numerose circostanze, quando vi è stato l'intervento di autorità competenti o si sono avviate indagini, si sono riscontrate clamorose anomalie: falsi adottanti, maltrattamenti e numerosi altri illeciti.Lo stesso sistema di staffette per le adozioni all'interno del territorio italiano, pratica spesso mossa da generoso impegno volontario ma altrettanto spesso di discutibile natura, è del tutto incontrollato e di dimensioni abnormi; le condizioni di viaggio, il numero di animali trasportati, l'opportunità di trasbordarli da una regione all'altra rendendoli tra l'altro assai difficilmente recuperabili in caso di smarrimento da parte di proprietari privati, non presentano le adeguate garanzie di tutela per il benessere e l'incolumità dei medesimi; per quanto riguarda i trasporti all'estero, innumerevoli volte sono stati individuati e fermati mezzi carichi di gabbie contenenti animali sedati e/o in condizione di grande sofferenza.In attesa di una maggiore certezza del quadro giuridico comunitario e di un esteso principio di tutela degli animali d’affezione, chiediamo al Parlamento italiano di: 1 - Stabilire un espresso divieto alle adozioni internazionali, in particolar modo laddove non esistono condizioni di reciprocità, intenti condivisi e garanzie sulla rintracciabilità degli animali, in attesa di una maggiore certezza del quadro giuridico Comunitario e di un esteso principio di tutela degli animali d’affezione; 2 - Regolamentare e controllare gli spostamenti di animali da una regione italiana all'altra, introducendo l’obbligo di tracciabilità e verifica; 3 - Valutare l’opportunità di introdurre il sistema dei microchip anche per i gatti e, in particolar modo, per le cosiddette “colonie feline”.Roma, 4 luglio 2012
 
PETIZIONE STOP ALLA TRATTA DEI CANI
 
STOP A TRAFFICO CANI E GATTI ALL’ESTERO: SPESSO DIVENTANO CAVIE DA LABORATORIO, PELLICCE O PELLI, MANGIME PER ANIMALI O OGGETTI SESSUALI! Al Presidente della Camera dei Deputati

Al Presidente del Consiglio

Noi sottoscritti cittadini della Repubblica italiana, ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione, ci rivolgiamo alla Camera dei Deputati.

Premesso che:

  • La legge n. 281/’91, “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”, ai commi 2 e 3 dell’art. 2 specifica che i cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture non possono essere soppressi né destinati alla sperimentazione
  • In numerosi Paesi europei, come pure negli USA, le normative sono differenti e spesso prevedono la soppressione di cani, gatti e altri animali d'affezione abbandonati in strutture pubbliche o private; vi sono Paesi che legittimano la possibilità che questi animali  vengano ceduti alla sperimentazione; molti Paesi inoltre non dispongono di anagrafe canina obbligatoria
  • La pratica di inviare cani e gatti italiani in adozione in Paesi con normative differenti dalla nostra (Germania, Svizzera, Austria, Belgio, Svezia, Norvegia….) appare in contrasto con la Legge sul randagismo, sia perchè vengono meno le necessarie condizioni di reciprocità tra Paesi (i nostri animali non possono essere trasferiti dove, se abbandonati, possono essere soppressi legalmente) sia perché il principio di tutela affermato nella Legge è orientato ad impedire ogni forma di “mercificazione” degli animali randagi che in Italia, ricoverati in apposite strutture, possono essere oggetto esclusivo di affidamento
  • I gatti, non essendo censiti in alcun Paese, sono particolarmente indifesi e la loro agevole “movimentazione” li rende particolarmente più esposti ad ogni tipo di rischio

CHIEDIAMO AL PARLAMENTO ITALIANO DI:

  • Stabilire un espresso divieto alle adozioni internazionali, in particolar modo laddove non esistono condizioni di reciprocità, intenti condivisi e garanzie sulla rintracciabilità degli animali, in attesa di una maggiore certezza del quadro giuridico Comunitario e di un esteso principio di tutela degli animali d’affezione,
  • Regolamentare e controllare gli spostamenti di animali da una regione italiana all'altra, introducendo l’obbligo di tracciabilità e verifica;
  • Valutare l’opportunità di introdurre il sistema dei microchip anche per i gatti e, in particolar modo, per le cosiddette “colonie feline”;
  • Introdurre un sistema sanzionatorio per le Asl e i Comuni che vengono meno ai doveri ed alle responsabilità loro attribuiti dal quadro normativo vigente;
  • Studiare ulteriori forme di intervento al fine di ridurre le cause che determinano l’aumento del randagismo, prevedendo, eventualmente, incentivi per la sterilizzazione di cani e gatti;
  • Aumentare i controlli sugli allevamenti, per i quali è opportuno stabilire dei limiti e che devono comunque avere specifiche caratteristiche qualitative.

AIUTACI SCARICA, STAMPA E FAI FIRMARE AI TUOI AMICI LA NOSTRA  PETIZIONE CONTRO LA TRATTA DEI CANI

 
GEA PRESS
4 LUGLIO 2012
 
Butera e la lotta per Birillo: il Sindaco risponde – la ASL no
 
 
Quello di Birillo è diventato un caso nazionale e persino internazionale, se si pensa che una richiesta di adozione è giunta persino dall’Australia. Ma Birillo, è un cane buterese e come tale deve rimanere secondo i tanti buteresi che stanno lottando per la sua liberazione.Una strada non proprio in discesa quella che dovrà percorrere “l’amato” Birillo prima di poter riconquistare la libertà. Il cagnolone “arrestato” lo scorso 20 giugno (vedi articolo GeaPress) nella piazza principale di Butera, la stessa dove si svolge il tanto criticato Gioco dell’Oca, è ancora al canile privato di Leonforte. Sta bene e nei giorni scorsi ha ricevuto la visita di alcuni volontari animalisti di Enna. Birillo (nella foto al canile di Leonforte) attende paziente e fiducioso, come solo i cani sanno fare. Nulla sa del clamore dovuto al suo accalappiamento, del Comitato “Gli amici di Birillo” creatosi nella sua Butera, delle richieste di adozione pervenute persino da un altro continente.Proprio ieri è arrivata la lettera del Sindaco di Butera che accetta la proposta del Comitato pro Birillo, con le sue 136 firme, e farà quanto disposto dalla Legge Regionale per il suo riconoscimento a cane di quartiere. Tutto bene, quel che finisce bene, si potrebbe dire, e invece sul rilascio di Birillo vi è ancora un’ombra grande che fa trepidare chi ha a cuore le sorti di questo cane.Già pochi giorni dopo l’accalappiamento da parte del canile di Leonforte il Comitato “Gli amici di Birillo”, guidato da Franco Palmeri e Padre Aldo Contrafatto, aveva inviato il fax con la richiesta di riconoscere Birillo quale cane di quartiere sia al Sindaco che all’ASP di Gela, quella competente per territorio. Ma il canile di Leonforte si trova in altra provincia, quindi, per essere certi, la stessa richiesta era stata avanzata anche alla ASP di Enna, e per la precisione al Distretto di Agira, competente per il Canile di Leonforte.Dal 28 giugno scorso però ancora nessuna risposta è giunta da nessuna delle due ASL.“Solo in via ufficiosa abbiamo saputo che l’ASP competente è quella di Enna, con il suo Distretto di Agira. – dice a GeaPress Franco Palmeri – Ma sono giorni che tentiamo di metterci in contatto con gli uffici e, incredibilmente, non ci risponde mai nessuno”.Un silenzio quello della ASP che preoccupa non poco, visto che dal controllo e dal nulla osta veterinario dipende la risoluzione del caso.In piazza, ieri sera, dopo che si era diffusa la notizia della risposta positiva del Sindaco molti concittadini si sono complimentati con Franco Palmieri per la vittoria ottenuta.“Ma la vera e grande vittoria per me e per i sostenitori di Birillo – dice a GeaPress Franco Palmieri – sarà quando Birillo tornerà a passeggiare tranquillo per le vie del paese in qualità di primo cittadino non umano di Butera.”
 
IL SECOLO XIX
4 LUGLIO 2012
 
Gatto “condannato” a lasciare i padroni
 
Genova - Storia semiordinaria di abbandono estivo di animale...per legge. Succede a Genova e riguarda un gatto ex randagio di nome Maurizio. Lo hanno chiamato così in omaggio all’omonimo poliziotto che alcune settimane fa lo trovò per strada, nella zona di Castelletto. Ha circa 8 mesi, tutto nero con zampine, musetto e baffi bianchi. Era per strada perché, evidentemente, o era fuggito oppure era stato abbandonato dalla casa in cui viveva, ma era chiaramente domestico.
Il poliziotto Maurizio lo trovò nella zona di Castelletto ma sarebbe più corretto dire che fu il gatto a trovare lui: dopo averlo incrociato per strada, si mise a seguirlo senza più lasciarlo. Il poliziotto decise così di affidarlo all’associazione Gattofili Genovesi. Dove, stando alla responsabile, il gatto Maurizio si trova benissimo. Solo che, per legge, non può rimanerci.
L’associazione infatti, come prevede la legge, ne segnalò subito il ritrovamento, presso gli appositi uffici del Comune. Ma così facendo ha esposto il gatto Maurizio all’obbligo di lasciare i suoi nuovi “padroni”. Quel gatto - che per legge è da considerarsi “patrimonio comunale” - su disposizione dell’Ufficio tutela animali deve fare ritorno alla prima colonia a cui fu affidato. Lo prevede la legge. Se questo non dovesse avvenire, l’associazione Gattofili Genovesi rischia la denuncia per «sequestro e appropriazione indebita di patrimonio comunale». Poco importa che il gatto Maurizio si trovi benissimo lì dove sta. Il paradosso, poi, è questo: se l’associazione dovesse tenere duro, e i vigili del dipartimento Territorio e Ambiente dovessero davvero procedere e “sequestrare” il gatto, non lo riporterebbero alla sua colonia originaria, ma - essendoci un contenzioso in corso - al canile.
VIDEO
 
ECO BLOG
4 LUGLIO 2012
 
Gli animali hanno un'anima, dieci storie dal mondo che lo confermano
 
Noi già lo sappiamo che gli animali hanno un’anima. Non per niente mostriamo spesso gallery con pose, espressioni e posizioni buffe che ricordano i nostri sguardi e i nostri movimenti e gesti.
 
Ma a supportare questa tesi, sebbene non ce ne sia bisogno, ci sono molte storie da diverse parti del mondo, che lo testimoniano costantemente. Oggi vi riportiamo alcune di queste, tra le più toccanti ed emozionanti.
C’è un gorilla, dal nome Koko, che ha un film preferito. Una pellicola che lo emoziona ogni volta che la guarda: Un tè con mussolini. C’è una scena in particolare, quella del bambino che deve dire addio ai suoi cari. Non appena arriva quel punto, Koko si volta dall’altra parte per non dover assistere al momento e sceglie le parole “Sad”, “Mother”, “Cry”, mostrando un’evidente aria triste nell’afferrare i vocaboli davanti a lui
Alex era un pappagallo africano dalle piume grigie che ha vissuto sempre con la sua padrona, Irene Pepperberg. Fin da piccolo, ha passato la sua esistenza con lei, tenuto tra le mani, sulle braccia, coccolato e amato. Alex ha imparato a parlare, ad esprimersi e a riconoscere anche il significato di quello che ripeteva. Nel 2007 è morto e, poco prima di andarsene, le sue ultime parole alla proprietaria sono state “Stammi bene… Ti voglio bene”. Poi ha chiuso gli occhietti per sempre
Krista McLennan è una scienzata e ha reso pubblici i dati di un suo studio molto accurato. Le mucche giovani se lasciate insieme al proprio partner e ad un loro simile con cui sono state spesso in contatto, hanno un livello di stress decisamente contenuto. Diversamente, se separate, questo aumenta notevolmente.
Salty e Roselle sono due cani a cui hanno consegnato una medaglia per il loro gesto eroico durante il terribile 11 settembre 2001 che tutti, purtroppo, ricordiamo. Le due bestiole hanno portato in salvo i loro padroni, ciechi, guidandoli in ben settanta piani del World Trade Center ed evitando loro il peggio.
George, invece, è un cagnolino che ha salvato la vita a cinque bambini, aggrediti all’improvviso da altri cinque cani. Il cucciolo è intervenuto per salvarli ed è riuscito ad impedire che venissero aggrediti, mettendoli in fuga. Purtroppo non è riuscito a salvare se stesso ed è stato ricordato con una medaglia, postuma e il ricordo sempre vivo nel cuore dei suoi padroncini
Mila è una beluga che ha salvato un sub, immerso in gelide acque polari. L’uomo non riusciva a risalire in superficie quando, improvvisamente, si è sentito afferrare le gambe dalla bocca dell’animale che l’ha ricondotto a galla, salvandogli la vita.
Damian Aspinall ha cresciuto il cucciolo di gorilla Kwibi e cinque anni dopo si è recato in Africa, dove ormai l’animale viveva. Ed è stato riconosciuto per la sua voce. Una volta arrivato sul posto, nonostante lo avessero avvertito dell’ostilità dei gorilla nel loro habitat, è stato avvicinato e letteralmente abbracciato.
Il manager Jeans Spencer ha deciso di adottare un piccolo cocker cieco, insieme al grosso cane che aveva già in casa. Non solo i due sono andati d’accordo ma la piccola Ellie è sempre sorvegliata e protetta dal fratello maggiore Leo che è diventato la sua guida personale. La coppia di cani è inseparabile e legatissima.
Jenny e Sherley sono due elefantesse che sono finite, da piccole, in un circo. Dopo un po’ di tempo, sono state separate. Solo venticinque anni dopo, si sono ritrovate in un rifigio per elefanti. Le due si sono immediatamente riconosciute e non c’è modo di separarle nemmeno per breve tempo
In un centro per animali nel Camerun, uno scimpanzè è morto improvvisamente per un attacco cardiaco. La reazione degli altri animali ha sorpreso il personale. Gli scimpanzè hanno reagito in maniera totalmente emotiva, abbracciandosi l’uno con l’altro e accompagnando con lo sguardo il loro amico mentre veniva portato via dagli inservienti, concentrati e in silenzio, come attoniti.
 
GEA PRESS
4 LUGLIO 2012
 
Savona – un picchio nella rete (da tennis)
I volontari dell'ENPA senza assistenza della Provincia.
 
Dopo i 400 animali salvatici soccorsi nel solo mese di giugno dai volontari dell’ENPA di Savona, un nuovo ospite, sicuramente molto particolare, è stato ora accolto nei locali di via Cavour. Un Picchio verde, infatti, ha centrato in pieno la rete di un campo da tennis di Celle Ligure. Stante le prime risultanze della visita veterinaria, non dovrebbe avere riportato significative ferie. Ad ogni modo dovrà ora essere recuperato e riabilitarlo per la successiva liberazione.Il continuo affluire di animali da soccorrere, sta però mettendo a dura prova l’attività dei volontari che per questo chiedono ora un aiuto. Un problema di disponibilità umana ma anche di soldi aggravato quest’anno dal mancato rinnovo della convenzione con la Provincia di Savona alla quale, ricorda l’ENPA, spetta per legge soccorrere e curare la fauna selvatica.Per il povero picchio, intanto, c’è da sperare che non abbia lasciato piccoli al nido. La sua specie, infatti, utilizza per la riproduzione i mesi compresi tra marzo e l’inizio dell’estate. Da cinque a sette uova, che vengono covate per lo più dal maschio, dicono sempre all’ENPA, per circa due settimane. Per i nidiacei una dieta a base di larve ed insetti adulti, estratti dal becco del Picchio, dal tronco degli alberi.
 
GEA PRESS
4 LUGLIO 2012
 
Oltremare – secondo delfino morto in pochi giorni
 
Nuova morte di un cucciolo di delfino nel Parco Oltremare di Riccione. La nascita del cucciolo, figlio della delfina Cleo (di fatto la fattrice del delfinario) era stata comunicata negli stessi giorni di altra morte, ovvero quella della femmina di grampo Mary G.. Su quest’ultimo episodio risulterebbe aperta una indagine della Procura della Repubblica di Rimini.Negli anni passati alcune nascite avvenute nel delfinario non erano state subito comunicate all’opinione pubblica. Questo, denunciarono le Associazioni animaliste, per evitare l’effetto boomerang della grancassa pubblicitaria messa in scena in occasione della nascita. Sta di fatto che l’ultima notizia di un piccolo di delfino morto, sempre figlio di Cleo, risale al giugno 2010. Il decesso del piccolo delfino, stante la comunicazione diffusa dallo stesso delfinario, sarebbe avvenuta alle 7.45 di stamani. Le cause della morte dovranno ora essere accertate dalla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Padova . Secondo il delfinario la nascita di un delfino è un evento delicato anche in natura. Il piccolo delfino, dice sempre il delfinario, non aveva mostrato anomalie nelle recenti analisi del sangue. Affermazione, questa, che non può non far pensare alla recente polemica scoppiata sul caso del grampo Mary G. Il delfinario aveva, infatti, smentito le voci sul possibile malessere. Pochi giorni dopo, però, il delfino mori.
 
LA ZAMPA.IT
5 LUGLIO 2012
 
Riccione (RN), muore cucciolo di delfino
Il piccolo del parco "Oltremare" aveva solo una settimana di vita. L'Enpa denuncia le attività illecite della struttura e chiede che venga aperta un'inchiesta
 
Nato solo una settimana fa, il cucciolo di delfino del parco Oltremare di Riccione è morto in circostanze ancora da chiarire.La notizia della morte del cucciolo giunge insieme alla richiesta di spiegazioni dell'Ente Nazionale Protezione Animali, che da anni cerca di fermare le «disdicevoli oltre che illegittime pratiche della struttura Oltremare che propone le attività di  "addestratore per un giorno" e "incontra il delfino" - evidentemente espressamente vietate dalla normativa  vigente (il decreto 496/2001 in materia di mantenimento in cattività dei tursiopi vieta esplicitamente il contatto fisico tra persone e delfini)».La letteratura scientifica sottolinea come il contatto diretto tra tursiopi e persone sia pericolosa anche dal punto di vista sanitario. Solo qualche settimana fa, un altro delfino del parco era morto all'interno della struttra. Mary G., femmina di grampo deportata in cattività nel 2005, sarebbe morta per l'infezione causata dall'ingestione di un corpo estraneo, rimasto incastrato nei bronchi. La morte per setticemia, però, sarebbe giunta dopo sei mesi di sofferenze, durante i quali più persone avevano segnalato il forte dimagrimento dell'animale. Sul fatto indaga la Procura della Repubblica di Rimini, chiamata ora in causa anche per la morte del cucciolo.Secondo l'Enpa, «il prematuro decesso di questa ennesima creatura,vittima della cattività e del perverso dichiarato "amore" dell'uomo verso i delfini, dovrebbe far riflettere tutti i genitori che, convinti di compiere un atto educativo portano i bambini in questi "luoghi di morte".»
 
GEA PRESS
4 LUGLIO 2012
 
Taranto – a pesca con le bombe
I precedenti nel Mar Piccolo - l'intervento della Capitaneria di Porto e della Squadra Nautica della Questura.
 
Interventi, quelli contro i bombaroli del Mar Piccolo, a Taranto, che si ripetono ormai con preoccupante frequenza. Esattamente un anno addietro venne scoperto un intero tunnel utilizzato come magazzino di materiale esplodente, mentre nel giugno del 2010 un’altra operazione portò allo scoperta di una vera e propria organizzazione dedita alla pesca con le bombe.Nella serata di ieri, invece, dopo una lunga attività investigativa condotta dalla Capitaneria di Porto di Taranto in collaborazione con la Squadra Nautica della Questura, sono stati tratti in arresto C.C. di anni 48, P. C di anni 44, entrambi tarantini e pregiudicati per vari reati. I due, colti in flagranza di reato, operavano la pesca di frodo con materiale esplodente. Operazioni che, nei luoghi, erano state segnalate da cittadini che avvertivano le deflagrazioni nel Mar Piccolo che si protraevano per intere settimane.I militari del Nucleo Operativo Difesa Mare della Guardia Costiera, notavano i due a bordo di una tipica imbarcazione usata per la pesca con le bombe. Si tratta di un piccolo natante di colore scuro dotata di potente motore. Il barchino precedeva in direzione del Mar piccolo – 2° Seno, dove i due provvedevano ad effettuare un giro di ispezione prima di esplodere tre ordigni. Le deflagrazioni, tra l’altro riprese dai militari operanti, venivano percepite sino a terra, tanto da determinare ulteriori segnalazione da parte di cittadini allarmati.A questo punto l’intervento del personale militare della Capitaneria di porto e del personale della squadra Nautica della Questura di Taranto. I due, alla vista dei militari si sono dati alla fuga. Dopo alcune ore, però, sono stati rintracciati e tratti in arresto. Sono ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, presso la locale Casa Circondariale.Nel barchino usato dai pescatori di frodo veniva rinvenuto altro materiale esplodente ed altro verosimilmente utilizzato per il confezionamento degli esplosivi. Sia il natante che il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro, non prima dell’intervento degli artificieri.I reati contestati riguardano il danneggiamento dell’ecosistema marino, detenzione abusiva di materiale esplodente ed esercizio della pesca di frodo.
 
IL TIRRENO
4 LUGLIO 2012
 
Papere in difficoltà Rischiano di restare all’asciutto
 
VIAREGGIO (LU) - Nella pineta di Ponente c’è un problema relativo a una quindicina di papere che si trovano in un fossato nei pressi di via Zara. A denunciare la presenza delle papere in pineta è Graziella, che appartiene ad una associazione di animalisti. «La situazione per queste papere è di estrema difficoltà – dice – perché nel fossato dove si trovano l’acqua sta per essiccarsi. Ma non è solo questo il problema, purtroppo mi hanno informato che alcuni animali sono stati azzannati da un cane al guinzaglio con il proprio padrone». I rappresentanti dell’associazione animalista stamani si recheranno al comando della polizia municipale per esporre questo problema. «Non siamo in grado di poter spostare le papere da dove sono, quindi confidiamo nella collaborazione di qualcuno, prima che sia tropo tardi. Rischiano d i ritrovarsi senza acqua, ma più che altro potrebbero essere in pericolo se qualcuno torna lasciando liberi i propri cani, come è già accaduto».
 
MATTINO DI PADOVA
4 LUGLIO 2012
 
Mucca salvata dai pompieri Era caduta nella concimaia
 
VILLANOVA DI CAMPOSAMPIERO (PD) - I vigili del fuoco di Padova salvano una mucca caduta nella concimaia. L’incidente è accaduto ieri mattina nell’azienda agricola De Gaspari di via Cornara 131. La mucca, un bell’esemplare di colore bianco e del peso di parecchi quintali, verso le 9.30 è scivolata nella concimaia profonda cinque metri rimanendo impantanata nella melma. E siccome era inginocchiata, non riusciva più a muoversi. Tarcisio e Antonietta De Gaspari, col muletto, hanno tentato di riportarla in salvo. Ma non ci sono riusciti. Alla fine si sono dovuti arrendere e chiamare il 115. Sul posto sono giunti i pompieri con l’autogru, che hanno imbragato l’animale riportandolo a terra sano e salvo. «Per fortuna la concimaia era quasi vuota, altrimenti sarebbe annegata» racconta la signora Antonietta. Che non è nuova a salvataggi del g enere. «Cinque anni fa, alle due di notte, un vitello scivolò nella stessa concimaia piena d’acqua. Pioveva e lui era rimasto fuori solo con la testa. Insieme a mio marito l’abbiamo legato e tirato su con il trattore, ma era meno pesante di questa mucca. Poi gli ho somministrato per tutta la notte cibalgina e ghiaccio, salvandolo».
 
LIBERO
4 LUGLIO 2012
 
Animali: Bari, salvati sette piccoli cinghiali caduti in un pozzo
 
Bari - Ad Altamura (Bari), nel territorio del Parco nazionale dell'Alta Murgia, sono stati salvati sette piccoli cinghiali caduti in un pozzo. A scoprirli e' stato un ciclista che ha visto il gruppo di animali attraversare la strada e successivamente ha sentito i grugniti degli stessi in difficolta'.La segnalazione e' stata fatta al Comando di Polizia municipale di Altamura che l'ha inoltrata all'Ente Parco dell'Alta Murgia. Sul posto, insieme ai tecnici del Parco, sono intervenuti il nucleo Speleo-Alpino-Fluviale (Saf) dei Vigili del Fuoco di Bari, il Servizio Veterinario di Altamura della Asl di Bari e gli agenti del Comando Stazione di Altamura del Corpo forestale dello Stato (Coordinamento Territoriale del Parco).Il recupero e' avvenuto tramite una rete calata all'interno del pozzo, senza ricorrere all'uso di sedativi. Gli animali, tutti in buone condizioni, una volta recuperati sono stati liberati nella zona circostante.
 
IL TIRRENO
4 LUGLIO 2012
 
Il cacciatore che ha salvato il serpente

Alessandro Bientinesi

 
BIBBONA  (LI) - Potrebbe essere come una favola a lieto fine, con il cacciatore che salva un serpente trovato in un podere nella campagna di Bibbona. In realtà il cacciatore in questione, Luciano Simoncini, vent'anni fa un cervone, bellissimo esemplare in via d'estinzione, lo ha ucciso. Ma, a distanza di vent’anni - con il secondo avvistamento - non ha ripetuto l’errore. Memore di quell’episodio e dell’insegnamento di un esperto naturalista. «Ero nella mia casa di campagna e vidi questo esemplare molto lungo e, spaventato, lo colpii alla testa - spiega Simoncini - al tempo Ilario Filippi, fiorentino, grande appassionato di serpenti (tanto da aver scritto un libro dall'emblematico titolo "Io sto con le vipere" ndr) che a Bibbona trascorreva le vacanze, mi disse che era un peccato aver ucciso un esemplare totalmente innocuo per l'uomo e per di pi&ug rave; in via d'estinzione. Molto raro anche da vedere». Tanto che Simoncini, che oltre che cacciatore è cercatore di funghi, di vipere e bisce ne ha incontrate tante in questi anni, ma mai più un cervone. Fino a qualche giorno fa, quando, in compagnia dell'amico agente immobiliare Stefano Grosso, stava facendo un sopralluogo a bordo di una piscina di un podere. «Lì vicino abbiamo visto questo esemplare di cervone, lungo non meno di due metri - spiega Simoncini - per istinto il serpente inizia a soffiare e Stefano in quel momento voleva reagire per tenerlo lontano. Io, ricordandomi dell'esperienza di molti anni prima e delle parole che mi disse Filippi, il "viperaio" di Bibbona, gli ho detto che non c'era pericolo e così, poco dopo, si è lentamente allontanato nella macchia che circonda il podere». L'avvistamento dell'esemplare di cervone, detto anche "pastura vacche" o più volgarmente "ciuccia capre" (credenza popolare che vede il serpente ghiotto di latte), è avvenuto in località Verguccia. Dopo i lupi, dunque, un altro animale in via d'estinzione sembra aver deciso di "prendere casa" nella macchia bibbonese.
 
IL SECOLO XIX
4 LUGLIO 2012
 
L’appello di Giovanardi: sì ai test sugli animali
 
Roma- «Il Senato approvi la direttiva europea sulla sperimentazione così come licenziata dalla Commissione e dal Parlamento Europeo». Lo chiede il senatore del Pdl Carlo Giovanardi che invita a «non subire una deriva ideologica che avrebbe come conseguenza un’ipocrita decisione di vietare l’allevamento di animali destinati alla sperimentazione del nostro Paese, mentre non è possibile mettere in commercio né in Italia né in nessuna altra parte del mondo, un farmaco se non testato su due animali fra cui almeno un primate». «La catastrofica conseguenza di questa decisione - prosegue - sarebbe una massiccia importazione dall’estero di animali senza possibilità di controllo del rispetto della direttiva o il crollo della ricerca scientifica in Italia a favore di Paesi nei quali dovrebbero inevitabilmente trasferirsi i nostri ricercatori». «Non c’è dubbio - conclude - che allo stato degli atti l’unica vera alternativa alla sperimentazione sugli animali è la immorale e ripugnante idea che come cavie nella stessa possano essere usati direttamente gli esseri umani».«Il governo ha oggi ha fornito chiarimenti che liquidano definitivamente alcune interpretazioni fuorvianti e capziose dell’art. 14, fatte circolare in buona o in mala fede nelle ultime settimane, ribadendo così il valore e l’importanza di una maggior tutela degli animali da laboratorio, come prevista nel test». Completamente all’opposto, invece, il commento dell’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, rappresentante della Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente, in merito all’art.124 della legge comunitaria che recepisce la direttiva europea 63/2010 sull’utilizzo di animali per fini scientifici. Brambilla esprime un ringraziamento ai ministri della Salute, Renato Balduzzi, e degli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, «per il loro intervento nell’odierna seduta della commissione XIV del Senato dedicata all’esame della legge comunitaria 2011». «Confido che i colleghi del Senato - ha aggiunto la parlamentare del Pdl - vorranno seguire la strada indicata dal governo e approvare rapidamente e senza modifiche l’art.14 della legge comunitaria, così che Green Hill, il lager di Montichiari, chiuda per sempre».
 
BORSA ITALIANA
4 LUGLIO 2012
 
Ddl Comunitaria: Pd, Governo conferma norma su sperimentazione animale
 
Roma - "In qualita' di coordinatrice per il Pd dell'ambito salute e tutela degli animali esprimo grande soddisfazione per le dichiarazioni che il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha reso oggi nella commissione Politiche dell'Ue sul mantenimento dell'articolo 14 del Ddl comunitaria cosi' come votato alla Camera. Il Governo mantiene la posizione gia' espressa al momento del voto alla Camera dei Deputati, sia in Commissione che in Aula". Lo riferisce la senatrice Silvana Amati, sull'articolo 14 che regola la la sperimentazione animale. "Le parole che ha pronunciato oggi il ministro - prosegue Silvana Amati in una nota - ricordano come il testo votato alla Camera sia stato un punto di equilibrio alto, ottenuto dopo un'approfondita discussione nelle Commissioni di merito. Se ora ci si atterra' alle indicazioni del Governo, rappresentato in Commissione anche dal ministro Moavero, il testo che uscira' dalla commissione Politiche Ue dara' valore finalmente alla Carta di Lisbona nella quale si riconoscono gli animali quali esseri senzienti, portatori di diritti e non oggetti e verranno chiusi allevamenti della morte. Contrariamente alle tante dichiarazioni che strumentalmente hanno teso ad alimentare la convinzione che questa norma impedirebbe la buona ricerca, restera' la possibilita', come dichiara il testo, 'sia per le ricerche finalizzate alla salute dell'uomo, sia per gli studi relativi alla farmacopea nazionale ed internazionale, di poter lavorare', con la sperimentazione animale, 'in base ai principi della direttiva europea, previa autorizzazione del ministro della Salute, sentito il Consiglio superiore della Sanita'" .
 
GEA PRESS
5 LUGLIO 2012
 
Senato e vivisezione – il tanto atteso “si” del Governo Monti
La Presidente Boldi: non perdono! - sbigottimento dei Senatori del "no": Governo risibile e Brambilla ipocrita – Il Senatore Marino ha già la conta dei nuovi disoccupati – Giovanardi: prima l'uomo e poi gli animali.
 
Il Governo ha parlato. In XIV Commissione del Senato il Ministro della Salute Balduzzi, in presenza del Ministro degli Affari Europei Moavero, ha pronunciato il fatidico “si” al tanto famoso articolo 14 sulla sperimentazione animale. Posizione, questa, che era stata sollecitata da alcuni membri della Commissione affinché ne potessero prendere atto, “obtorto collo“. In pratica, considerate le perplessità sollevate, l’indicazione sull’approvazione dell’art. 14 doveva arrivare dal Governo, e così è stato.Un primo spiraglio in tal senso era già arrivato lo scorso maggio quando il Ministro Moavero, pur ribadendo la probabilità di una procedura di infrazione da parte dell’Europa (l’Italia avrebbe dovuto entro il novembre 2010, e non con la legge comunitaria, fare arrivare le sue indicazioni all’Europa), aveva altresì annunciato che il Governo si sarebbe assunto “la sua responsabilità, prendendo anche in considerazione le valutazioni del Ministro della Salute, nonché quanto deliberato dalla Camera dei Deputati”. Ed è quello che è avvenuto ieri in XIV Commissione, Politiche dell’Unione Europea. Poco prima, però, c’era stato il ritiro da parte del Presidente della Commissione Igiene e Sanità, Senatore Tomassini (PdL) dell’ordine del giorno che di fatto predisponeva lo stralcio dell’art. 14. Separato dalla legge comunitaria in esame alla XIV Commissione, sarebbe stato trasferito in sede ordinaria (ovvero tempi lunghissimi) alla XII Commissione da lui presieduta.Ieri pomeriggio, dopo che è venuto a mancare l’appiglio formale dell’ordine del giorno, il Senatore Di Giovan Paolo (uno dei due relatori della legge comunitaria) ha così sollecitato la posizione del Governo. Per coerenza, ha riferito il Ministro della Salute, il Governo mantiene la posizione assunta sia alla Camera, che in Commissione. L’art. 14 tutela sia gli animali che la ricerca scientifica. Nulla, invece, è stato riferito in merito alla procedura d’infrazione sulla quale devono ancora ritenersi valide le esternazioni del Ministro Moavero. In sostanza, però, il Governo prende atto della posizione assunta dalla Camera ed avalla il proseguio dell’iter dell’art. 14. E’ “si”, insomma, ed i Senatori “no” saltano dalla sedia.
I CONTRARI ALLA POSIZIONE DEL GOVERNO
Il primo ad intervenire è il Senatore Giovanardi (PdL). Costernato e sorpreso. Sentimenti e sensazioni di Giovanardi si snocciolano in una scaletta di valori che trovano la loro apoteosi nel più classico degli epiteti anti animalisti. In scala di priorità viene prima la salute delle persone e poi quella degli animali, esclama Giovanardi. Il Governo, riferisce sempre il Senatore non nuovo agli strali anti animalisti, avallerebbe addirittura l’uscita dell’Italia dalla ricerca scientifica, mentre gli animali dovranno ora essere prelevati dall’esterno, magari con requisiti minimi per il loro benessere.Per il Senatore Ignazio Marino (PD) l’Italia andrebbe addirittura contro le Nazioni Unite, ovvero, dice il Senatore, ai canoni scientifici universali che urterebbero contro la novella concezione. Anche il Senatore sperimentatore non si lascia sfuggire, sebbene lievemente rivisitato, un altro cavallo di battaglia molto usato dai detrattori delle tematiche animaliste. Per lui, infatti, è inaccettabile l’atteggiamento di chi respinge un farmaco se frutto della sperimentazione in Italia, mentre verrebbe accettato se testato altrove. Questo perché, spiega il Senatore Marino, con l’art. 14 si incentiverà la fuga all’estero dei centri di produzione. Marino ha già fatto i conti: circa diecimila posti di lavoro sarebbero così persi.Per il Senatore Castro (PdL), le parole di Balduzzi sarebbero deludenti e pure inquietanti. Lui, convinto assertore del Governo Monti, si chiede ora come può definirsi “tecnico” un Governo che abdica al suo ruolo di difesa di fondamentali interessi nazionali nel campo della ricerca scientifica. Per il Senatori D’Ambrosio Lettieri, il Governo associa la posizione a quella degli estensori dell’art. 14, definiti addirittura ipocriti. Povera Brambilla, alla quale i formulatori dell’art. 14 si sono ispirati. Dopo le accuse di volersi fare bella promuovendo l’art. 14, gli arriva ora pure l’offesa di D’Ambrosio Lettieri. Non solo ipocrisia, ma pure grave, oltre che mancanza di buon senso. Il Senatore, comunque, è l’unico che accenna alla procedura di infrazione (per lui una umiliazione “nell’arengo europeo“). Legislazione italiana fuori dall’Unione Europea anche per la Senatrice Bianconi (PdL) per la quale la coerenza riferita dal Governo sarebbe risibile. Ad andare all’estero, secondo la Senatrice, non sarà più la ricerca ma addirittura l’interezza delle ditte farmaceutiche di matrice italiana.Può realmente così tanto un articolo che secondo alcuni, così come formulato, non sarebbe nemmeno in grado di fare chiudere Green Hill? Può darsi, allora , che l’art. 14 costituirebbe un precedente, una presa di posizione di un paese membro che potrebbe inspirare altri. Un riferimento dal quale non si potrebbe tornare indietro.
I FAVOREVOLI ALLA POSIZIONE DEL GOVERNO
Ovviamente in XIV Commissione non sono mancati i favorevoli alla posizione del Governo. Per la Senatrice Amati (PD) l’art 14 va bene, il Governo è coerente e non si compromette la ricerca in Italia. L’Amati, che è Docente universitario di Istologia, ha poi espresso meglio la sua posizione in un comunicato stampa. “Contrariamente alle tante dichiarazioni che strumentalmente hanno teso ad alimentare la convinzione che questa norma impedirebbe la buona ricerca – ha dichiarato la Senatrice Amati – resterà la possibilità, come dichiara il testo, ‘sia per le ricerche finalizzate alla salute dell’uomo, sia per gli studi relativi alla farmacopea nazionale ed internazionale, di poter lavorare’, con la sperimentazione animale, ‘in base ai principi della direttiva europea, previa autorizzazione del Ministro della Salute, sentito il Consiglio superiore della Sanità“. In effetti è proprio questo che preoccupa della formulazione dell’art. 14, visto che già il passo che dovrebbe vietare allevamenti di cani, ma anche gatti e primati, per la sperimentazione animale, è legato ad altra lettera dello stesso articolo ove viene specificato l’esenzione dal divieto di utilizzo nelle ipotesi richiamate proprio dalla Senatrice Amati che, in quanto Docente di Istologia, parla sicuramente con cognizione di causa.
Anche se con poca convinzione appoggia il Governo Monti, si dichiara favorevole il Senatore Bornacin. Pur non avendo votato la fiducia a Monti, favorevole è altresì il Senatore Filippi (CN:GS-SI-PID-IB-FI).Né si né no, per la Senatrice Soliani (PD) la quale ha solo riferito del clima di intimidazione che ha minato la libertà di lavoro della Commissione. La discussione è stata poi chiusa dalla Presidente della XIV Commissione Senatrice Boldi che non comprende e non perdona coloro che, all’interno delle aule parlamentari, hanno diffuso informazioni sbagliate e non veritiere. Il riferimento era a chi aveva suddiviso la questione tra chi ama gli animali e chi, invece, è favorevole alla sperimentazione animale.Comunque, ieri, il Governo ha detto si. La discussione continua con l’esamina degli emendamenti, compresi quelli di Marino e Giovanardi &h ellip;. . Non subito, come qualcuno ha riferito in merito alla giornata di ieri. Prima ci sono altri 13 articoli della Comunitaria ed un cospicuo numero di emendamenti e subemendamenti.
 
QUOTIDIANO PIEMONTESE
5 LUGLIO 2012
 
Sperimentazione sugli animali. Cosa cambia con la nuova direttiva europea
 
Sulla sperimentazione animale l’Italia deve recepire la direttiva europea (2010/63) che è un corretto compromesso tra la necessità della indispensabile sperimentazione animale e il rispetto per gli animali. Lo affermano i biologi dell’Accademia dei Lincei, antica istituzione mondiale che annovera, tra i suoi primi soci, Galileo Galieli, volta alla promozione delle conoscenze culturali e scientifiche, in un documento inviato al Parlamento e ai ministri competenti. I biologi lincei, si legge nel comunicato ufficiale dell’istituto, esprimono la loro preoccupazione per le modifiche, attualmente in discussione nel nostro Parlamento, relative alla direttiva che dovrà essere recepita dall’Italia entro il gennaio 2013e che riguarda la protezione degli animali utilizzati per fini scientifici. Questa direttiva è stata studiata a lungo, discussa in molte sedi istituzionali, compresa l’Italia, deve essere, quindi, recepita senza ulteriori appesantimenti e restrizioni che pongano ancora una volta limiti non razionali alla ricerca scientifica italiana.“Da qualche anno gruppi contrari all’uso degli animali nella sperimentazione scientifica cercano di opporvisi in modo sempre più vigoroso. Queste interferenze, come scritto nel documento, hanno già provocato gravi danni alla ricerca biomedica italiana. Gran parte delle conoscenze scientifiche, in base alle quali un medico può svolgere la sua attività a salvaguardia della salute dei cittadini, deriva dalla sperimentazione animale. Occorre quindi rendersi conto, soprattutto quando ci si rivolge a un medico per una malattia, che il progresso della medicina, e quindi delle terapie, è legato alla sperimentazione animale”. I biologi Lincei ricordano, inoltre che “la sperimentazione animale viene già condotta nel rispetto di rigide regole: ogni programma di ricerca deve essere approvato dal veterinario incaricato dal Ministero della Sanità e gli stabulari vengono controllati da ispettori dell’azienda sanitaria locale. D’altra parte i ricercatori sarebbero pronti a rinunciare alla sperimentazione animale, se questa non fosse indispensabile. Occorre, pertanto far conoscere la realtà e impedire l’interpretazione non corretta delle norme sulla sperimentazione animale”.Nel frattempo, la Lav, lega anti vivisezione, fa presente che ogni anno 12milioni di animali vengono usati per esperimenti nei laboratori d’Europa e che la nuova direttiva, che revisiona la precedente del 1986 dopo due anni di discussioni in merito, fissa gli standard minimi sulle modalità di impiego e detenzione di tutti gli animali utilizzati in esperimenti negli Stati dell’Unione Europea.Aspetti positivi della direttiva, secondo la Lav, riguardano una maggior trasparenza grazie all’ampliamento delle specie animali e dei campi di applicazione regolamentate dalla legge, all’inclusione nelle statistiche degli animali soppressi e degli stabilimenti allevatori e fornitori, alla possibilità di adozione da parte di privati degli animali sopravvissuti, alla classificazione del livello del dolore inferto durante le procedure sperimentali, all’implementazione dei metodi alternativi e le ispezioni.Aspetti negativi, invece sono la possibilità di utilizzare specie in via d’estinzione o catturate in natura, la bassa protezione per specie particolari quali cani, gatti e primati, la mancanza di divieto per le grandi scimmie, la possibilità di ricorrere a randagi, metodi di uccisione dolorosi, la possibilità di non utilizzare l’anestesia, l’autorizzazione anche per esperimenti molto dolorosi e la mancanza di limitazione per organismi geneticamente modificati.Il recepimento in Italia della nuova direttiva può servire a costruire la base per un profondo cambiamento dello scenario nazionale e internazionale della ricerca scientifica e del riconoscimento della vita umana e animale che deve tenere conto degli enormi progressi scientifici raggiunti e della crescente coscienza dell’opinione pubblica su questa tematica.
 
LA NUOVA SARDEGNA
4 LUGLIO 2012
 
Traffico clandestino di farmaci veterinari Trentanove indagati
 
Giampaolo Meloni
 
ORISTANO - Veterinari, farmacisti, allevatori, informatori medici, amministratori di società, rappresentanti di aziende produttrici di farmaci per animali. Una rete organizzata ed efficiente in tutta la Sardegna con trentanove protagonisti, tutti indagati con accuse pesanti in una cornice di associazione per delinquere. Vendita, prescrizione, acquisto e successiva somministrazione di medicine agli animali: operazioni fasulle realizzate con ricette contraffatte, medicinali scaduti e abuso della professione. Un’impalcatura di illeciti sostenuta dal commercio clandestino di farmaci veterinari resi disponibli a prezzi scontati. Secondo la Direzione distrettuale antimafia della procura della Repubblica di Cagliari, che ha notificato loro la conclusione delle indagini, firmata dal pubblico ministero Guido Pani, i trentanove indagati si sarebbero resi responsabili di un numero indeterminato di rea ti a danno della salute pubblica e contro la fede pubblica con ruoli e mansioni distribuite tra i diversi protagonisti. Un’attività che avrebbe anche procurato vantaggi economici significativi, con i pericoli che da queste pratiche criminali sono derivati per i consumatori a causa dell’alimentazione adulterata somministrata agli animali prima che le carni venissero destinate al consumo, rendendole pericolose per la salute. Latte e formaggi, ovini e caprini, provenienti da quei trattamenti, diventati bombe alimentari e finiti sui banconi delle macellerie e sugli scaffali dei market. Le indagini coordinate dal Nas hanno chiuso il cerchio di un’attività concentrata tra il 2005 (quando è stata scoperta casualmente nell’ambito di un’altra inchiesta per traffico d’armi) e il 2008, quando il sipario è stato calato dagli inquirenti. Il bilancio fu allora di otto misure cautelari. La maggiore responsabilità organizzativ a è stata attribuita a un agente commerciale di farmaci, Giampiero Cara (nato a Cagliari nel 1946), residente a Quartu Sant’Elena, che così avrebbe deciso di mettere a frutto la propria vita da pensionato, e Ilaria Barsanti (nata a Santa Giusta nel 1966) residente a Oristano, titolare del deposito di farmaci veterinari Centro Vete srl di Arborea, del quale è amministratore il marito Marco Luca Meconcelli, anch’egli indagato. Cara e Barsanti finirono agli arresti domiciliari con Simone Panetto (dipendente della farmacista), Francesco Amadori, rappresentante, e Mirko Porru con obbligo di dimora. Tre veterinari (non dipendenti pubblici) furono sospesi per esercizio abusivo della professione: Ignazio Francesco Putzu (1952) di Villaurbana, Mario Manca (1959) di Arborea, Marco Stuardo (1966), residente a Arborea . Investigatori e magistrati hanno ricostruito il mosaico con i numerosi tasselli di responsabilità. Cara, ritenuto promotore e organizzatore, avrebbe stabilito i contatti tra i protagonisti del traffico (casa farmaceutica, farmacista, distributori, allevatori, veterinari), secondo l’accusa organizzava il lavoro, dava consigli e prescrizioni di tipo sanitario, risolveva questioni relative alle scritturazioni sui registri degli allevamenti, si occupava di ricette false. Anche sulla Barsanti il risultato dell’inchiesta disegna un ruolo di promotrice e organizzatrice del traffico illecito. Avrebbe reperito farmaci anche in accordo con l’agente della casa farmaceutica di Reggio Emilia Vaas, Renzo Rimondi (che forniva i medicinali), e disposto la compilazione di ricette false e degli adempimenti sui registri degli allevatori attraverso i veterinari associati nell’operazione, che lei retribuiva per questo impegno. A lei, sempre secondo il magistrato, faceva capo anche la regolarizzazione documentale in occasione dei controlli sanitari e trattava i prezzi con gli allevatori. tenendo i contatti con i distributori dei medicinali (Porru,Amadori, Schiavo). Il resto si sarebbe consumato tra controlli fasulli, accertamenti non veritieri, ricette con date fittizie, medicinali scaduti, somministrazioni di specie, quantità e qualità di medicinali non necessarie e comunque non corrispondenti a ordinazioni mediche rituali. Prezzi bassi e lauti guadagni. Le conseguenze di queste cure? Adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari.
 
IL TIRRENO
4 LUGLIO 2012
 
Cani in spiaggia, ecco dove portarli
 
di Giovanni Parlato
 
TIRRENIA (PI) -  Andare al mare, ma sapendo bene cosa si può fare e cosa non si può fare. Perché potrebbe scattare una multa di 200 euro. I divieti sono diversi: dal giocare a pallone o con le racchette fra la gente, dal pescare le arselle la domenica o con la canna in orario di balneazione. E poi ci sono i divieti che riguardano i cani. Tra il litorale pisano e quello vecchianese, c’è molta differenza. Spiaggia per cani a Calambrone. Nacque nel 2006 a titolo sperimentale ed è l’unico luogo dove si può andare al mare col proprio cane. A Calambrone, il Comune ha attrezzato una spiaggia segnalata sulla strada e con il regolamento da rispettare all’ingresso. La spiaggia per cani è delimitata da una staccionata e c’è una doccia esclusiva per i cani (c’è un serbatoio e l’acqua scende a casca ta). L'erogatore di palette per raccogliere le deiezioni, dopo numerosi atti vandalici, è stato tolto. Tuttavia, resta l’obbligo al proprietario del cane di pulire. Cani vietati nei bagni di Tirrenia e Marina. Il proprietario di un cane può portare l’animale in uno stabilimento soltanto se c’è una struttura apposita o se il concessionario non ha inviato una comunicazione scritta al sindaco che vieta l’accesso in spiaggia e al ristorante. «Non mi risulta che ci siano stabilimenti a Tirrenia e Marina con un’area attrezzata per accogliere i cani», dice Enrico Fontani, rappresentante Ascom dei gestori dei bagni del litorale pisano. Così come la maggior parte dei gestori non accoglie in spiaggia gli animali. E se una persona si presentasse all’ingresso di un bagno col suo cane dicendo di volere fare una passeggiata sulla battigia? Se la persona è libera di entrare, non è così per il cane. L’unico modo per farsi una passeggiata sulla battigia col cane (tenuto a guinzaglio) è quello di entrare da una spiaggia libera (dove non c’è il divieto). Infatti, si può andare col cane in una spiaggia libera, ma sempre rispettando sicurezza e igiene. Marina di Vecchiano apre ai cani. Il sindaco Giancarlo Lunardi con un’ordinanza si è adeguato alla legge regionale. Su quattro chilometri di arenile, ci sono tre spiagge attrezzate e solo una di queste ha comunicato al sindaco il divieto di entrare con i cani. Pertanto, chi ha un cane se lo può portare fin sotto l’ombrellone accanto alla sdraio o al lettino. «Ma sempre rispettando la normativa - dice il sindaco Lunardi -, tenendolo al guinzaglio, con la museruola se è un cane mordace e ripulendo l’arenile in caso di deiezioni. Comunque, il cane può essere portato anche dove c’è la spiaggia libera. Su quattro chilometri, tre sono ap erti all’accesso dei cani. L’ordinanza è entrata in vigore quest’anno ed ho già ricevuto numerose mail di ringraziamento da privati e associazioni animaliste». Calcio e beach-volley in spiaggia. Non esiste uno specifico divieto, ma la normativa dice genericamente che non si può disturbare la quiete pubblica. Ecco il motivo per cui intorno alla rete di beach-volley, nelle spiagge si vede una rete che impedisce al pallone di colpire la gente intorno. E chi gioca con le racchette o tira calci al pallone sulla battigia (come capita) rischia 200 euro di multa. Gavettoni. Anche il lancio di gavettoni rientra nel disturbo della quiete pubblica ed è pertanto sanzionabile. Possono fare le multe (sempre 200 euro) sia i vigili urbani che i guardiacoste. Naturalmente, un giorno speciale è quello di Ferragosto dove sul litorale pisano vige la tradizione del gavettone, ora limitato soprattutto a un gioco fra i più giovani. La pes ca delle arselle. Chi col rastrello setaccia la rena in cerca delle arselle non può farlo nei giorni festivi e nei giorni feriali può pescare soltanto fuori dall’orario di balneazione (8,30-19,30). Potrebbe pescare nell’arco di queste ore, solo nel caso in cui non ci sono bagnanti. Infine, non può pescare più di cinque chili di arselle. La pesca con la canna. Se è vietato pescare arselle tra chi fa il bagno, lo è a maggior ragione lanciare l’amo di una canna da pesca. Quindi, in orario di balneazione questa pesca è vietata. Tuttavia, se a Calabrone e Tirrenia questo divieto è chiaro e facile da fare rispettare, non è così a Marina con le numerose dighe frangiflutti che ci sono. Chi pesca con la punta della canna rivolta fra l’arenile e la barriera di scogli (cioè in quel tratto di mare frequentato da bagnanti) resta il divieto nelle ore di balneazione. Se invece (come si pu&ograv e; vedere spesso) i pescatori sfruttano gli scogli per lanciare l’amo in mare aperto, allora non c’è alcun divieto anche se resta il limite del pescato: non più di cinque chili.
 
GEA PRESS
5 LUGLIO 2012
 
Traffico di cuccioli verso l’estero, ci vuole un’indagine seria
L' Eurodeputato Zanoni invita le autorità a investigare sull'oscuro traffico di cuccioli di cani e gatti dall'Italia verso il Nord Europa. “Dotare al più presto tutti i randagi di microchip e aumentare i controlli”.
 
Per contrastare il sospetto commercio illegale di cuccioli di cani e gatti dall’Italia verso i Paesi del Nord Europa, ci vuole una risposta comunitaria”. Lo afferma Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e vice Presidente dell’Integruppo Benessere degli Animali al Parlamento europeo. “Le esportazioni incontrollate di cuccioli verso Paesi come Germania, Svizzera, Austria, Belgio, Svezia lascia troppi interrogativi aperti e apre il campo a terribili sospetti. L’unica soluzione è munire i tutti i cani e gatti d’Europa di un apposito microchip per gestirne la popolazione in modo ottimale”.
Associazioni come Animalisti italiani denunciano da tempo sospetti traffici di cani e gatti dall’Italia verso altri Paesi del Nord Europa in modo assolutamente non trasparente. Passata la frontiera italiana, migliaia di cuccioli finiscono nel nulla. Gli animalisti sospettano anche casi di sfruttamento in laboratori di vivisezione, macellazione, traffico di pelli e pellicce, trasporto di droga o addirittura sfruttamento sessuale. A questo riguardo, le Associazioni Animalisti Italiani Onlus e Movimento UNA lanciano una petizione (che può essere sottoscritta e firmata qui) a sostegno di una Proposta di Legge che verrà presto depositata in Parlamento, per chiedere il divieto delle adozioni internazionali in condizioni di non reciprocità, più controlli e microchip obbligatori per gli animali.“Ci vogliono indagini serie ed approfondite per fare luce su quello che rischia di essere uno dei traffici più terribili e cruenti d’Europa”, attacca Zanoni che cita a questo proposito l’ultimo rapporto Zoomafie che indica un traffico da 500 milioni di euro. “Proprio oggi al Parlamento europeo abbiamo approvato un’importate relazione sul benessere animale che invita la Commissione europea, tra le altre cose, a raccomandare, nel suo studio del 2014 sul benessere dei cani e dei gatti utilizzati per scopi commerciali, soluzioni concrete per evitare che cani e gatti siano allevati e commercializzati con modalità tali da incidere negativamente sul loro benessere”.“Una delle soluzioni migliori per risolvere anche questo terribile commercio, insieme ad altri problemi di maltrattamento legati al randagismo, è proprio un sistema coordinato per la registrazione e l’identificazione elettronica degli animali da compagnia”, conclude l’Eurodeputato.
 
IL TEMPO
6 LUGLIO 2012
 
MONTECITORIO
Adozioni estere cani e gatti Una legge per bloccarle 5«Da anni siti e social network alimentano la vergognosa ed ignobile pratica di inviare cani e gatti italiani in adozione all'estero, principalmente in Germania, Svizzera, Austria, B
Il prossimo 9 luglio si svolgerà il primo processo del genere in Italia, a Napoli.
 
Per questo motivo Animalisti Italiani e Movimento UNA lanciano una petizione (che può essere sottoscritta su www.animalisti.it) a sostegno di una proposta di legge che verrà presto depositata in Parlamento che stabilisca, un espresso divieto alle adozioni internazionali; regolamentare e controllare gli spostamenti di animali da una regione all'altra, introducendo l'obbligo di tracciabilità e verifica; valutare l'opportunità di introdurre il sistema dei microchip anche per i gatti e, in particolar modo, per le cosiddette colonie feline».
 
LA TRIBUNA DI TREVISO
5 LUGLIO 2012
 
Gattini uccisi, taglia di 500 euro
 
SARMEDE (TV) - Altri 500 euro di taglia sull’uccisore dei gattini: ad offrirli di tasca propria è Felia Calonico, la padrona di Pastrocina, Dorian e Frignotto. Due dei tre gattini le sono stati uccisi da ignoti, uno è vivo per miracolo, e Felia vuole assolutamente scoprire il colpevole. E’ di qualche giorno fa una manifestazione animalista organizzata a Rugolo di Sarmede, paese dove risiede, per portarle solidarietà e appoggio. Per tutta risposta qualcuno le ha bucato per due volte di seguito le ruote della macchina, a distanza di pochi giorni. Ma Felia è determinata e, nonostante le intimidazioni, porta avanti la sua battaglia. In questi giorni ha avviato una nuova campagna di affissioni, offrendo cinquecento euro di tasca propria che si sommano ai mille euro già offerti dall’europarlamentare ambientalista, Andrea Zanoni. Sono soldi di taglia offerti a chiunque potrà dare informazioni utili ad individuare il responsabile delle uccisioni dei gattini. “Pastrocina” è stata trovata morta qualche settimana fa: aveva una pallottola 6 millimetri Flobert nel collo e sul corpo vari morsi di animali. “Dorian” e “Frignotto” sono, invece, stati avvelenati qualche giorno dopo. Qualcuno ha dato loro del veleno tramite bocconi avvelenati mentre giocavano nel giardino sul retro della casa, uno dei due è sopravvissuto per miracolo grazie alle cure del veterinario mentre l’altro invece è morto. Sul caso indagano i carabinieri mentre a Rugolo ci sono stati sopralluoghi a scopo di prevenzione da parte della polizia municipale di Sarmede.
 
ALTAMURA TODAY
5 LUGLIO 2012
 
La lega del Cane insorge contro l'accalappiamento di due cani
Alla stazione ora è il vuoto", la denuncia della Lega del Cane
Asia e Giovanni, due cani che vivevano nel piazzale antistante la stazione, facendo spesso compagnia ai pendolari, sono stati accalappiati. E l'associazione animalista insorge contro chi ne ha denunciato la presenza come elementi di disturbo
 
 
Prov. Di Bari - E' con enorme dispiacere che ieri abbiamo appreso che altri due cani della stazione sono stati accalappiati: lo storico Giovanni e la timidissima Asia. Anche a loro è stata tolta la libertà!". Così esordisce la "Lega del Cane" di Altamura contro chi ha alzato la cornetta e ha denunciato Asia e Giovanni come elementi di disturbo causandone la reclusione nel canile comunale. "Alla Stazione ora è il vuoto" scrivono, e ricordano come in realtà fossero creature innocue e ben integrate in quell'ambiente in cui vivevano da anni.
LA LETTERA "Ci rivolgiamo a chi ha segnalato la loro presenza come elemento di disturbo: loro erano i cani di tutti, erano sterilizzati ed accuditi, accompagnavano molti a lavoro, giocavano con gli altri cani di proprietà, ricambiavano con piacere le coccole di chiunque si fermasse a dargli attenzione,animavano la stazione anche d'inverno, anche quando praticamente sulla piazzetta non c'era nessuno, ed hanno reso il presepe in Duomo il più bel presepe che si potesse immaginare.
Ci rivolgiamo a te "caro amico", che hai voluto finissero in canile: ti sbagli se pensi che questo sia il modo di fare "pulizia"! Tutti vorremmo una città senza cani randagi, ma il modo per riuscirci non è fare accalappiare cani docili e ben integrati nell'ambiente! Il lavoro da compiere è molto più semplice e meno doloroso: basterebbe evitare gli abbandoni e la nascita di cucciolate indesiderate dei vari cani padronali. Si, "caro amico",ormai non sono più le randagie a partorire, in quanto sono praticamente tutte sterilizzate, ma quelli che troviamo nei cassonetti, nelle scatole di cartone, nei sacchi, sono cani di qualche "brava persona" che li ha fatti nascere dal proprio peloso e poi se n'è liberato.
Quindi "caro amico"questo tuo gesto non è servito a nulla, hai tolto loro ma se la mentalità non cambia presto ne arriveranno altri, e chi può garantire che saranno tranquilli come il vecchio Giovanni, il giovane Tom, il dolcissimo Ciro, la timida Asia, la saggia Merlina ed i gemellini Rocchetta e Cicco? Hai fatto pulizia nella maniera sbagliata, con l'unico risultato di avere relegato dietro le sbarre questi amici a quattro zampe e togliendoci la gioia di incontrarli per strada sapendo che anche loro erano parte della nostra comunità. Ricordiamo a tutti che questi piccolo sono adottabili e che facendo regolare domanda possono essere liberi di ricominciare una nuova vita,quindi se c'è qualcuno che abbia avuto la gioia di conoscerli ed abbia la possibilità di accoglierli nella propria famiglia può andarli a prendere. A te "caro amico" che li hai segnalati come creature che davano fastidio ricordiamo che:
La grandezza di un paese ed il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali".
 
GEA PRESS
5 LUGLIO 2012
 
Siracusa – ancora in mare il corpo del vitellino (VIDEO)
Provvederà la natura, dicono i bagnanti sconsolati.
 
Provvederà la natura. In tal maniera una sconsolata bagnante commenta la fine riservata al corpo del vitellino di Ortigia. Da sabato in mare, nonostante sia stato avvisato il Comune che ha, a su volta, avvisato la Capitaneria. Poi, a quanto pare, ad essere avvisati sono stati anche i Vigili del Fuoco, ma il corpicino del vitello è ancora lì, dondolato dalle onde.“La testa è andata via – dice una voce – se la sono mangiata i pesci”. “L’avevo scambiato per un cavallo – si sente dire da un’altra persona – Possibile che nessuno provveda?“.Provvederà la natura. Uno smaltimento a basso costo, rispetto all’inceneritore. Un animale del quale difficilmente si saprà qualcosa. Se affetto, ad esempio, da patologie, magari da una zoonosi, ovvero veicolabile dall’uomo che nei pressi usa fare il sub.“Sabato mattina era integro – si continua intanto a commentare in loco – con comodo provvederanno“.A chi spettano gli oneri di smaltimento? In linea teorica al Comune territorialmente competente, ovvero, nel nostro caso, a quello di Siracusa. Eppure il vitellino è ancora lì. Ad accarezzarlo ci sta pensando il mare. Ritorna in natura, riferisce la bagnante sconsolata dopo le numerose chiamate. Finirà così. Lo riprenderà veramente la natura dopo una breve vita che senza la morte lo avrebbe probabilmente costretto all’interno di un allevamento per produrre latte e comunque carne. Questo perché anche le bovine da latte, dopo una breve esistenza, riducono la produzione e vengono eliminate per motivi di economicità. Lui, o lei, non è arrivato fino a quella soglia. Nella continuata indifferenza dell’uomo, a lui sta pensando il mare.
VEDI VIDEO:
 
GEA PRESS
5 LUGLIO 2012
 
Poligono di Quirra e agnelli deformi: possibile condono della bonifica dell’area militare
La denuncia del WWF: Parlamento e Ministeri della Difesa e dell’Ambiente tengano conto della situazione di grave pericolo.
 
 
Chi si ricorda degli agnellini di Quirra (vedi foto), in provincia di Cagliari? Nati con la testa deformata, con un solo occhio, senza occhi, senza bocca, con numero di zampe inferiore o a volte superiore a quattro. Metalli o radioattività imputati, in attesa dell’esito del processo giudiziario, all’uso militare dell’area. Malattie del sangue in alte percentuali tra i pastori. Un’area da bonificare urgentemente, come altre in Italia. Eppure rischiano di finire tutte nel “condono” sulla bonifica delle aree militari inquinate inserito nel Decreto legge Sviluppo che dovrà ora essere convertito in Parlamento. A denunciare quanto sta accadendo in queste ore è il WWF.“Si è appena aperto un processo presso il Tribunale di Lanusei – denuncia il WWF – ove ci siamo costituiti parte civile“. Il WWF ricorda altresì le situazioni di grave pericolo per le popolazioni locali, ma anche per gli stessi lavoratori militari e civili. Poi c’è il noto fatto di migliaia di animali di allevamento dell’area circostante potenzialmente contaminati dal rilascio di sostanze chimiche altamente tossiche, nocive e addirittura di sostanze radioattive.Il WWF Italia chiede quindi al Parlamento la massima attenzione, rivolgendosi soprattutto ai Ministri della Difesa e dell’Ambiente, che dovranno applicare la norma attraverso appositi decreti, e di valutare con la massima urgenza le situazioni a più alto rischio focalizzandosi soprattutto sulle aree militari, oltre che su quelle civili.
 
LA TRIBUNA DI TREVISO
5 LUGLIO 2012
 
Stalla lager, Comune parte civile
 
CROCETTA (TV) - L'amministrazione comunale sta valutando la possibilità di costituirsi parte civile nel processo contro chi ha lasciato morire di fame e sete le caprette in una stalla che si trova nel territorio comunale di Crocetta. Carabinieri e servizio veterinario dell'Usl 8 hanno scoperto la stalla lager dove erano stati abbandonati gli animali in parte morti di fame e di sete e in parte in condizioni così pietose che alcuni non si salveranno. Chi non ha provveduto a nutrirli e dissetarli è stato denunciato. Il sindaco Eugenio Mazzocato ha cercato di capirne di più, sapere chi era il proprietario della stalla, chi invece il proprietario del gregge, chi l'aveva in custodia. Nel momento in cui sarà celebrato il processo il Comune vorrebbe costituirsi parte civile. «Ho dato mandato agli uffici di verificare se è possibile che il Comune si costituisca parte civile nei confronti dei responsabili di quanto è accaduto», dice il sindaco Eugenio Mazzocato, «non è ammissibile quanto è avvenuto, non è tollerabile che degli animali siano lasciati in quelle condizioni. Le capre sopravvissute sono state portate ora in una stalla di Pederobba, ma sembra che parecchie non ce la faranno a sopravvivere». Il sindaco intende poi avere un chiarimento con l'Usl 8 per la mancata comunicazione. «Sono la prima autorità igienicosanitaria del Comune e non ho ricevuto alcuna informazione o comunicazione, non so ancora chi sia il responsabile di quanto accaduto», accusa Mazzocato, «Solo in via ufficiosa da un veterinario ho saputo che non volevano dare risalto alla vicenda. Non lo accetto, qui non siamo nel terzo mondo, qui siamo in un paese civile e pretendo di essere informato si quel che accade nel comune che amministro. E pretendo che chi è responsabile del fatto non abbia più l'autorizzazione di allevatore, almeno a Crocetta».
 
GEA PRESS
5 LUGLIO 2012
 
Bari – il laghetto dei pesci bolliti (foto)
Intervento della Lega Nazionale per la Difesa del Cane nei laghetti di Conversano - appello per l'adozione.
 
Un lago che si svuota ogni anno. Si forma con le piogge. Poi diventa luogo di abbandono di pesciolini e tartarughe che muoiono ad ogni arrivo d’estate. Il lago si ritira. Appena un velo d’acqua circondato da pericoloso fango.
Dal Comune di Conversano, in provincia di Bari, rispondono che quella è fauna alloctona, ovvero estranea alla fauna nazionale, e pertanto non andrebbe protetta. Così avrebbero riferito a Gaetano Pirulli della Lega Difesa del Cane di Turi. Peccato, però, che la fauna selvatica di presunta esclusiva protezione, sia di competenza delle Province e non dei Comuni. A questi ultimi la legge ha destinato la vigilanza sulle norme esistenti in tema di benessere animale.I volontari della Lega del Cane, guidati da Gaetano Pirulli, sono distrutti. Ogni giorno devono aggirare il fango putrido. Scarichi di fogna e piccole discariche. Biciclette, bottiglie ed altro materiale direttamente lanciato in acqua dalle persone. I volontari si organizzano e con dei retini raggiungono la lama d’acqua. I pesci sono migliaia. Boccheggiano tra quelli morti. Hanno a disposizione non più di dieci centimetri d’acqua.Gli animali vengono prelevati, inseriti in alcuni secchi e trasferiti in una vascone approntato dagli stessi volontari, che ora chiedono aiuto. “Non esistono animali di serie A e di serie B – riferisce Gaetano Pirulli a GeaPress – hanno tutti bisogno d’aiuto. Se qualcuno li vuole, per una vasca in giardino o altre situazioni adeguate, siamo disposti ad aiutarlo. Qui – ha concluso il Responsabile della Lega Difesa del Cane – stanno morendo tutti nell’acqua tiepida e putrida dei laghetti di Conversano“.
 
L'ARENA
5 LUGLIO 2012
 
Un capriolo e un cane salvati dai Vigili del Fuoco
 
Verona. Un capriolo e un cane di razza collie sono stati salvati dai Vigili del fuoco di Verona, intervenuti nel pomeriggio in località Pazzon di Caprino Veronese su segnalazione di un escursionista che ha notato i due animali intrappolati in fondo ad una gola.
Le operazioni di recupero non sono state semplici ma, fortunatamente, i soccorritori sono riusciti a trarre in salvo i due animali.
 
GREEN ME
5 LUGLIO 2012
 
Vivisezione: il Governo Monti ha detto sì all'art.14. L'Europa chiede maggiori tutele per tutti gli animali
 
Roberta Ragni 
 
Vivisezione e tutela animali. Ieri è arrivato il sì del Governo Monti all'art. 14, mentre l'Europa chiede una singola legislazione europea sul benessere degli animali, insieme a nuove regole per l'identificazione e la registrazione degli animali domestici, migliori controlli e sanzioni più severe e, non ultima,  la creazione di un'etichetta "macellazione senza stordimento" per la carne.Il Governo Monti dice sì. Con le parole del Ministro della salute Renato Balduzzi, il Governo, sollecitato dal Senatore Di Giovan Paolo, uno dei due relatori della legge comunitaria, a esprimersi in merito all'articolo sulla sperimentazione animale che potrebbe comportare la chiusura degli allevamenti come Green Hill, ha confermato la posizione già espressa al momento del voto alla Camera dei Deputati, sia in Commissione che in Aula."In qualità di coordinatrice per il Partito Democratico dell'ambito salute e tutela degli animali esprimo grande soddisfazione per le dichiarazioni che il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha reso nella Commissione Politiche dell'UE sul mantenimento dell'articolo 14 del ddl comunitaria così come votato alla Camera", ha dichiarato in una nota la Senatrice Silvana Amati del Pd, docente universitaria di Istologia."Le parole che ha pronunciato il ministro –continua la Senatrice- ricordano come il testo votato alla Camera sia stato un punto di equilibrio alto, ottenuto dopo un'approfondita discussione nelle Commissioni di merito. Se ora ci si atterrà alle indicazioni del Governo, rappresentato in Commissione anche dal ministro Enzo Moavero, il testo che uscirà dalla Commissione Politiche dell'Unione Europea darà valore finalmente alla Carta di Lisbona nella quale si riconoscono gli animali quali esseri senzienti, portatori di diritti e non oggetti e verranno chiusi allevamenti della morte".Ovviamente, i senatori favorevoli al "no" non hanno tardato a far sentire la loro voce e a esprimere il loro dissenso. "Il Senato approvi la direttiva europea sulla sperimentazione così come licenziata dalla Commissione e dal Parlamento Europeo –ha chiesto il senatore del Pdl Carlo Giovanardi, fervente sostenitore della sperimentazione animale, che ha invitato tutti a "non subire una deriva ideologica che avrebbe come conseguenza un'ipocrita decisione di vietare l'allevamento di animali destinati alla sperimentazione del nostro Paese, mentre non è possibile mettere in commercio ne' in Italia né in nessuna altra parte del mondo, un farmaco se non testato su due animali fra cui almeno un primate".Il Senatore replica, infine, alla posizione di Balduzzi affermando una delle conseguenze dirette più gravi sarebbe "una massiccia importazione dall'estero di animali senza possibilità di controllo del rispetto della direttiva o il crollo della ricerca scientifica in Italia a favore di Paesi nei quali dovrebbero inevitabilmente trasferirsi i nostri ricercatori. Non c'è dubbio - conclude - che allo stato degli atti l'unica vera alternativa alla sperimentazione sugli animali è la immorale e ripugnante idea che come cavie nella stessa possano essere usati direttamente gli esseri umani".
La risoluzione europea a favore del Benessere degli animali
Intanto, sempre ieri, il Parlamento europeo ha approvato, con 474 voti favorevoli, 82 contrari e 17 astenuti, la relazione di Marit Paulsen (liberale, svedese) "sulla strategia dell'Unione europea per la protezione e il benessere degli animali 2012-2015" e la risoluzione della commissione Petizioni, dopo migliaia di richieste popolari, "sulla definizione di un quadro giuridico dell'UE per la protezione degli animali domestici e degli animali randagi". Le regole sul benessere degli animali, spiega una nota ufficiale, "devono essere applicate con più serietà, i vuoti normativi eliminati e i trasgressori puniti, anche perché si tratta di norme che proteggono la salute umana, prevenendo la diffusione di malattie legate agli animali e la resistenza antimicrobica". La risoluzione afferma che bisognerebbe mettere insieme le regole esistenti in materia di benessere degli animali per creare una singola legislazione europea, con lo scopo di aumentare la conformità e garantire gli stessi diritti e doveri per tutti gli agricoltori dell'UE. Le nuove regole andrebbero a coprire, infatti, anche tutti gli animali d'allevamento, oltre a cani e gatti randagi e agli animali domestici."L'aspetto più importante di questa proposta è caratterizzato dai dettagli della legge quadro su base scientifica, che riflettono il legame tra salute pubblica e animale. Dobbiamo definire insieme cosa s'intende per buone pratiche zootecniche e determinare chiaramente chi è responsabile per gli animali. È una questione di equità, sia per gli animali sia per i produttori in tutta Europa", ha dichiarato Marit Paulsen. "La nuova legislazione dovrebbe promuovere la responsabilità dei proprietari di animali, vietare canili e rifugi senza licenza, applicare sanzioni severe in qualsiasi Paese dell'Ue che non rispetta le regole e fornire un'adeguata formazione agli operatori pubblici", commenta, invece, l'eurodeputato animalista Andrea Zanoni. "E' di vitale importanza –continua Zanoni- fornire tutti i 100 milioni di cani e gatti europei di appositi microchip per gestirne la popolazione. Le stragi di cani in Ucraina e Romania e la moria dei cuccioli sequestrati al commercio clandestino dell'Est Europa come accaduto recentemente a Monselice in provincia di Padova, devono diventare un lontano ricordo". Ma, per rendere tutto ciò vero, l'Europa deve fare di più: "un'Europa civile, quando parla di animali, non può accettare pratiche barbare e incivili come vivisezione, caccia e corrida, attività alle quali possiamo e dobbiamo rinunciare subito senza nessuna ripercussione negativa sui cittadini europei", conclude Zanoni.
Ecco le 4 principali richieste del Parlamento:
1) Petizione dei cittadini per proteggere gli animali domestici
La legislazione europea dovrebbe anche introdurre nuove regole per l'identificazione e la registrazione degli animali domestici e vietare canili e rifugi senza licenza. La legislazione dovrebbe anche applicare sanzioni severe in qualsiasi Stato membro che non rispetta le regole, hanno aggiunto i deputati in una risoluzione separata presentata in risposta alle petizioni ricevute dal Parlamento.
2) Migliori controlli e sanzioni più severe
Poiché permangono carenze in termini di rispetto delle norme in materia di salute animale, i deputati chiedono agli Stati membri di assumere più ispettori, adeguatamente formati, e di stanziare maggiori risorse per l'Ufficio alimentare e veterinario dell'UE. Inoltre, sottolineano che le violazioni devono essere sanzionate in modo efficace, accompagnate da informazioni complete da parte delle autorità competenti, nonché da opportune misure correttive. Per evitare lunghi ritardi nell'applicazione delle nuove regole, come accaduto con la direttiva sulle galline ovaiole, la risoluzione chiede un sistema di "intervento precoce" per consentire alla Commissione europea di verificare regolarmente se gli Stati membri sono in grado di rispettare la scadenza.
3) Nuova etichettatura
In risposta alle denunce dei cittadini europei e per aiutare i consumatori a compiere scelte più consapevoli, i deputati invitano la Commissione a prendere in considerazione la creazione di un'etichetta "macellazione senza stordimento" per la carne.
4) Scambi con i paesi terzi
Il Parlamento sottolinea infine che standard equivalenti per il benessere devono essere applicati a tutti gli animali e ai prodotti importati, per garantire una parità di condizioni per gli agricoltori europei e standard di qualità comparabili per i consumatori dell'UE.
 
ASA NOTIZIE
5 LUGLIO 2012
 
ESPERIMENTI SU ANIMALI / Ecco la lista delle aziende che testano prodotti sugli animali
 
La lista delle cosiddette “holding negative” è lunga e variegata. Dagli alimenti ai bagnoschiuma, tutte le aziende da togliere dalla lista della spesa

La lista delle aziende usano gli animali per testare i prodotti, ultime notizie Roma - Pubblicato per le edizioni Cosmopolis il nuovo libro di Antonella de Paola “Guida ai prodotti non testati su animali” da cui emerge un quadro alquanto preoccupante relativamente alle aziende che testano i loro prodotti su cavie animali. Il libro stila infatti un elenco di tutte le aziende o holding definite “gravemente negative”, cioè i marchi peggiori per quanto riguarda lo sfruttamento degli animali.
I prodotti di tali holding, andrebbero cancellati lista della spesa, soprattutto perché questo è un settore in cui gran parte delle informazioni vengono taciute e non divulgate dalla stampa o dai mezzi di comunicazione, che sovente subiscono lo strapotere dei grandi marchi di prodotti igienici e alimentari. Gli animali muoiono a miliardi e moltissime persone non sono al corrente di questa carneficina.Tutto ciò che viene a contatto con noi per legge viene testato. Nei laboratori scientifici si sacrificano ogni anno dai 300 ai 400 milioni di animali di tutti i tipi. Per legge è obbligatorio testare i farmaci e tutte le nuove sostanze dal 1976 in poi. Il 30% degli esperimenti riguarda la medicina, il restante 70% per prodotti cosmetici, bellici, chimici: detersivi, colla, forni a microonde, vernici, sigarette, coloranti artificiali, gas di scarico, additivi alimentari, tinture per tessuti, fertilizzanti, inchiostro, lucido per scarpe e perfino il mangime per gli animali domestici.“ll rispetto per la vita è detto “umanità” ma a pensarci bene, tra tutte le specie l’umanità è quella che ne ha meno” - A. Schweitzer.
Sul link indicato sotto la lista completa delle aziende killer che testano prodotti sugli animali
Fonte: "La lista della morte"  - Tutte le aziende e i prodotti testati su animali
speradisole.wordpress.com/2012/06/29/la-lista-della-morte/

 
GEA PRESS
5 LUGLIO 2012
 
I coreani e la caccia delle balene – in Europa le vogliono cacciare i danesi
 
Non abbiamo alcun obbligo di informare i delegati, ma lo facciamo “nello spirito di fiducia, buona fede e trasparenza“. In tal maniera il delegato della Corea del Sud si è espresso durante la riunione della Commissione Baleniera internazionale in corso a Panama. La Corea del Sud ha altresì dichiarato che non accetteranno l’affermazione assoluta che le balene non debbano essere uccise o catturate. Anche loro, come già il Giappone, utilizzeranno i presunti scopi scientifici. Si tratta, di fatto, di una escamotage consentito nell’ambito della stessa conferenza e che fa venir meno la moratoria alla cattura per fini commerciali esistente fin dal 1986.Da un punto di vista giuridico, secondo la Corea del Sud, non ci sono obiezioni. Questo perché la Commissione Baleniera non rappresenta un dibattito di tipo etico o morale. Anzi, proprio l’anno scorso, andò in votazione la riapertura della caccia per fini commerciali, per fortuna non autorizzata. La delegazione coreana non ha fornito alcun piano di caccia. Non si conosce pertanto sia il periodo che le aree che saranno interessate dall’azione delle loro baleniere. La vera meta, però, sembrerebbero essere le balenottere minori del Mar del Giappone.Di fatto, la Corea del Sud utilizzerebbe lo stesso canale giuridico del Giappone, ovvero la caccia per fini scientifici. Un metodo utilizzato non solo dai giapponesi ma anche dagli europei. Fatto, quest’ultimo, raramente ricordato. La Norvegia e l’Islanda sono ad esempio altri due paesi che cacciano regolarmente le balene. Il secondo paese, addirittura, sarà un prossimo membro dell’Unione e la flotta baleniera, nelle mani di un unico imprenditore vicinissimo alla politica locale, è interconnessa con la flotta di motopesca che rifornisce di pesce, tramite paesi terzi, mezza Europa, Italia compresa. Vi è poi il caso della Danimarca, ovvero un paese della UE, che ha chiesto di autorizzare le popolazioni indigene della Groenlandia a cacciare le balene. Di fatto la Groenlandia, formalmente autonoma, rimane una sorta di protettorato danese.Non è da escludere che la carne di balena ricavata in Sud Corea, possa essere venduta ai giapponesi, come già avviene per quella pescata in Europa. Ad ogni modo l’annuncio della Corea del Sud segue di poco quello del Giappone di potere cacciare le balenottere nei mari del sud est asiatico.E’ da ricordare come già da tempo in Sud Corea, si mangi balena, specie nella città costiera di Ulsan. Anzi sembra proprio che non abbiamo mai smesso di mangiarla. La balena macellata è dichiarata come proveniente da catture accidentali. Un po’ come il tonno rosso del mediterraneo pescato “accidentalmente” da alcuni nostri motopesca. In questo caso, però, il tonno pescato accidentalmente va subito comunicato all’autorità marittima competente la quale farà in modo di considerarlo nell’ambito di una specificatamente quota stabilita dalle norme comunitarie. Purtroppo è così anche per le balene già uccise “accidentalmente” dalla Corea, ovvero con le reti.
 
LIBERO
5 LUGLIO 2012
 
Animali: Wwf, scoperto in Puglia il primo nido di cicogna nera
 
Roma - Scoperto da alcuni attivisti del Wwf il primo nido di cicogna nera (Ciconia nigra) in Puglia, nel Parco Regionale Terra delle Gravine. Avvolta in un mantello di piume nere, da cui spicca il rosso del becco, dell'occhio e delle zampe che si fanno largo nello specchio d'acqua sotto una 'culotte' di piume bianche: cosi' appare questa regina della laguna nello scatto catturato dagli attivisti del Wwf.Una 'perla nera', oltre che rara, dell'estate 2012: la cicogna nera infatti nidifica in Italia dal 1994 e nel 2010 ne sono state censite solo 10 coppie. La riproduzione della specie nel parco risulta importante per la sua rarita' a livello nazionale ed europeo (e' infatti elencata nell'allegato I della Direttiva 2009/147/Ce sulla conservazione degli uccelli selvatici). La scoperta ha suscitato interesse nella comunita' scientifica, in particolare nel Gruppo di lavoro italiano sulla cicogna nera che, riunitosi nei giorni scorsi presso l'Oasi Wwf Lago Salso per il primo workshop nazionale sulla cicogna nera in Italia, ha incaricato il Wwf Martina Franca di sorvegliare il nido e garantire il buon esito della riproduzione. Durante il workshop e' inoltre iniziata la stesura di un piano d'azione nazionale per la conservazione della Specie in Italia.
 
CORRIERE DELLA SERA
5 LUGLIO 2012
 
Rapisce cane alla ex e chiede riscatto
 
BOLOGNA - "Se vuoi rivedere Lucky mi devi pagare". A chiedere il riscatto, 250 euro, per restituire il cane alla proprietaria e' stato l'ex fidanzato della donna che dopo la fine della relazione aveva da tempo cominciato a perseguitarla. Adesso, fino a 'rapire' il cagnolino. La vicenda é avvenuta a Bologna e si é conclusa con l'arresto dell'uomo, un bengalese di 28 anni. L'indagine dei carabinieri comincia il 4 luglio quando la donna, 33 anni, si è rivolta loro per denunciare il sequestro del suo cane.
 
LA REPUBBLICA
5 LUGLIO 2012
 
"Se rivuoi il cane devi pagare 250 euro"
Un uomo di 28 anni ha chiesto il riscatto all'ex fidanzata dopo aver rubato "Lucky", il suo cane. E' stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di estorsione
 
"Se vuoi rivedere Lucky mi devi pagare". A chiedere il riscatto, 250 euro, per riportare il cane alla proprietaria è stato l'ex fidanzato della donna, che dopo la fine della relazione ha cominciato a perseguitarla arrivando a "rapire" il cagnolino. La vicenda è avvenuta a Bologna e si è conclusa con l'arresto dell'uomo, un uomo di nazionalità bengalese di 28 anni, per estorsione.
L'indagine dei Carabinieri è cominciata il 4 luglio quando la donna, una bolognese di 33 anni che abita a Casalecchio di Reno, si è rivolta ai militari per denunciare il sequestro del suo cane. Mentre rincasava dopo averlo portato a fare la passeggiata serale, era stata avvicinata dall'ex compagno che aveva cercato di convincerla a parlare sostenendo di volere spiegazioni su dove avesse passato la sera precedente.Probabilmente era solo una scusa perchè l'uomo, dopo averle dato uno spintone, le aveva portato via il cellulare e strappato di mano il guinzaglio, allontanandosi con il cane. La notte stessa l'uomo l'aveva chiamata a casa per dirle di presentarsi il pomeriggio successivo al parco Pontelungo di via Agucchi, dove le avrebbe restituito Lucky e il telefono, dietro pagamento di 250 euro. La donna ha finto di accettare ma nel frattempo ha avvertito i carabinieri: all'appuntamento nel parco si sono così presentati anche alcuni militari in borghese che, subito dopo lo scambio soldi-cane, hanno bloccato il bengalese. A quanto sembra, le molestie nei confronti della donna erano cominciate subito
Dopo la fine del rapporto, circa due anni fa. In più occasioni l'uomo le aveva sottratto oggetti personali, che poi le restituiva dopo la consegna di piccole somme di denaro. Lei, fino al rapimento di Lucky, non lo aveva mai denunciato.
 
ANSA
5 LUGLIO 2012
 
Cani in vacanza, 69% degli italiani sceglie auto su misura
Per Fido oltre meta' sceglie viaggi comodi per i propri animali
 
ROMA - Anche gli animali hanno voce in capitolo sull'acquisto dell'auto dei loro 'padroni'. Se fino ad oggi, la scelta della nuova macchina era solo ed esclusivamente appannaggio di mogli e compagne, ora bisogna fare i conti con le esigenze di 'Fido', sempre piu' presente nelle case degli italiani (una famiglia su quattro in Italia possiede un animale domestico). Secondo un'indagine Doxa, condotta su un campione rappresentativo delle famiglie italiane nel mese di giugno, il 69% delle famiglie intervistate si dice condizionato proprio dalle esigenze del loro amico a quattro zampe nell'acquisto di una nuova vettura. Inoltre per il 53% degli intervistati, i 'bisogni' di trasporto dei propri cani incidono sull'organizzazione finale delle vacanze estive nella scelta delle condizioni di viaggio e della location finale. Oltre la meta' degli amanti dei cani, circa il 59%, si interessa solo a vetture adatte ai propri amici a quattro zampe, tenendo ben presenti alcuni accorgimenti che aiutano a sostenere i viaggi in tutto comfort. In particolare, su questo tema maggiore sensibilita' si riscontra nei giovani di età inferiore ai 34 anni e nei nuclei con bambini da 0 a 14 anni. Nella decisione finale per l'acquisto di una vettura, ci si orienta quindi verso modelli capaci di rispondere alle esigenze dei propri amici a quattro zampe: stop, quindi, ad auto con tessuti difficilmente lavabili (64%), vetture sprovviste di accessori necessari al trasporto come rete e ganci (58%) e poco spaziose nell'abitacolo (52%). Da qui la volonta' di scegliere un'auto a misura del proprio animale domestico, un'esigenza che nel nostro Paese riguarda molte famiglie. Oltre il 41,7% ha in casa uno o più animali domestici e ben il 35,9% avverte nei suoi confronti un sentimento di rispetto: in buona sostanza l' 87,2% degli italiani nutre per gli animali un sentimento positivo. A volere il proprio cane come compagno di viaggio con il quale trascorrere il tempo libero sono soprattutto gli uomini (45,5%) che a differenza delle donne (38,4%) manifestano un maggiore coinvolgimento emotivo nel loro rapporto con gli amici a quattro zampe.
 
ALTO ADIGE
5 LUGLIO 2012
 
L’estate di tanti cani non è quella di Disney
 
E’ scoppiata l’estate, torna il sol leone, tornano i tuffi in piscina, le granite al limone e le fette di anguria bella fresca e purtroppo torna anche l’atroce rituale dell’abbandono dei cani. Ogni anno circa 40 mila animali finiscono sulla strada, rifiutati da chi li aveva accuditi. Vengono scaricati nei boschi o ai bordi delle strade, come spazzatura.Ho già scritto più volte in difesa dei cani, perché spesso li trovo migliori dell’uomo, perché mi piacciono, mi divertono e spesso mi incuriosiscono. Mi chiedo come si fa a vivere e a voler bene ad un simpatico quattro zampe, poi ad un certo punto sbarazzarsene con l’inganno (l’espediente più infame), legandolo ad un guardrail o abbandonandolo in aperta campagna, insensibili ai suoi sguardi imploranti, ai suoi strazianti guaiti. Ci vuole coraggio e una grande dose di idiozia. Nessun cane ha mai abbandonato il suo padrone. I cani sono esseri simpatici, nel senso etimologico della parola e sono capaci di entrare in empatia con gli uomini, di amarci e meritano quindi lo stesso trattamento. A volte possono essere una medicina, con la loro tenerezza. Per certi anziani il cane rappresenta una compagnia fedele (spesso meglio dei parenti) e togliere loro il simpatico e fedele animale equivale a staccare il sondino. Molti non ci badano, ma i cani fanno anche la gioia dei bambini e la gioia di un bambino vale più di qualsiasi altra cosa. Insieme al loro cagnolino, i bambini invece di stare incollati alla Tv o al computer, imparano a fare delle divertenti passeggiate, imparano ad amare gli animali, a capirli e a comprendere che tutti gli esseri viventi del mondo hanno bisogno di amore e di rispetto. “E’ bene ricordare – mi dice Luca Ricci, un amico degli animali – che per ogni abbandono c’è stata, giorni, mesi o anni prima, una scelta opposta: quella di prendersi cura di una vita. C’è insomma un fatto di fiducia che viene tradito. E a tradire è sempre l’uomo e quasi mai per ragioni giustificabili”. Parole sacrosante, perché abbandonare un cane è una cosa incomprensibile, non è un giocattolo, un oggetto. Una persona che fa così mi fa paura, perché sarebbe capace di tutto. Quando si prende un cane, bisogna essere consapevoli che ci si assume anche un grande impegno. Io possiedo un coker, si chiama Miky e scherzando dico sempre che più che un cane è un aspirante uomo, per via della sua innata simpatia e intelligenza. Lo trovo ogni sera, quando rientro dal lavoro. Mi salta addosso e mi fa le feste, e corre in giro per il cortile, in un allegra pantomima che vuole rassicurarmi sul nostro futuro insieme. Un essere tutto simpatia e intelligenza che a volte mi emoziona fino alle lacrime. Portarlo a spasso è lancinante. Annusa tutto e lascia il suo “biglietto da visita”, alzando la gambetta ovunque. E’ un forzato delle relazioni pubbliche. La sua attività preferita è l’ozio e soprattutto il mangiare. Mangia tutto, dai contorni della pizza all’osso della braciola… detesta però le verdure. Il suo massimo piacere è stare fuori dai ristoranti e pizzerie, perché gli odorini lo deliziano. Per lui il ristorante è come la Scala per un melomane. Il profumo delle patatine fritte è come un acuto della Callas. Mike è affettuoso e ha dignità. Ha 14 anni,ma sembra un giovanotto. Quando mi chiedono quanti anni ha, io rispondo 7 e lui mi guarda con un’aria soddisfatta e con un sorriso sornione.Non conosce l’invidia, anzi… vedere la gente allegra, lo rende felice. E’ buono, non abbaia mai a vanvera e non l’ho mai visto litigare. E’ l’esempio vivente della non violenza, un coker Gandhi, insomma. Lui non si preoccupa del problema dell’IMU, se il governo è di destra o di sinistra, della Tobin Tax o se il spread sale o scende (che è un ascensore?), calciopoli e l’aumento del debito pubblico e del clima di tragedia che sta attraversando l’Italia. Lui si gode la vita perché intelligentemente ha capito che ogni attimo della nostra permanenza sulla terra è un miracolo di gioia eterna. Mi vengono in mente i cani protagonisti di tante pellicole dei cartoni animati ( Pluto, Scooby Doo - Lilly il vagabondo), tutti film a lieto fine. Ma, purtroppo, per troppi cani, l’estate non è un film di Walt Disney. Gandhi diceva che la civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali.
 
LA PROVINCIA DI SONDRIO
6 LUGLIO 2012
 
Cani e gatti in casa
Attenti al condizionatore
 
Troppo caldo per gli uomini, ma anche per gli animali domestici. Tuttavia a preoccupare posono essere anche gli strumenti per alleviare la calura, condizionatori e ventilatori. Sono pericolosi per i cani e gatti di casa? Come spiega il sito http://pets.greenstyle.it, se da un lato la nocività può danneggiare tutti, umani e animali, secondo la dottoressaHelen Myersdell'American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (ASPCA), non è tanto il refrigerio a essere nocivo quanto il tasso di umidità Umidità e calore, se combinati, possono ridurre la capacità del manto dai cani e dei gatti di disperdere o trattenere calore, mandando in tilt quel “termostato naturale” di cui i più comuni animali da compagnia sono dotati. Il modo migliore per correre ai ripari è osservare il comportamento degli animali domestici  di fronte agli apparecchi per la refrigerazione o la ventilazione: se l'animale si allontana ilfreddo generato è  troppo fastidioso. Qualora, per contro, si sistemasse in prossimità dei generatori senza possibilità di farlo smuovere, allora significa che la temperatura può o deve  essere ulteriormente abbassata in quanto anche l'animale ha caldo. Questi strumenti, si sostiene sempre nel sito,  non sono di per sé dannosi agli amici a quattro zampe. IL vero pericolo sono gli abusi. In questo senso i ventilatori sarebbe bene non installarli in luoghi a diretto contatto con gli animali in quanto, più che "ul colpo d'aria", i nostri amici di casa possono incorrere in irritazioni agli occhi o mettersi da soli in pericolo entrando in contatto con le lame o facendo cadere l'apparecchio Per l'aria condizionata, invece, l'ASPCA consiglia di optare per una temperatura compresa tra i 21 e i 26 gradi: non eccessivamente fresca, ma più che compatibile con cani e gatti. I cani, in generale, hanno  bisogno di più fresco rispetto ai felini perché la loro attività muscolare genera più calore.
 
CORRIERE DELLA SERA
5 LUGLIO 2012
 
la protesta degli animalisti: gatto salvo ma traumatizzato
Mette il gatto nell'asciugatrice È caccia al l'uomo in Gran Bretagna
Il colpevole filma la tortura e posta il video in Rete
 
Il gatto messo nella lavatrice
 
Simona Marchetti
 
Rischia sei mesi di galera e una multa da 20mila sterline (ma in molti convengono che sia ancora poco) l'uomo che ha deciso di regalarsi cinque minuti di notorietà via web caricando un video su un forum inglese di modellismo in cui lo si vede infilare il suo gatto nell’asciugatrice e farlo girare, costringendolo a quell’orribile tortura per ben tre volte. «Vi piacciono i gatti? – ha scritto l’uomo, pensando di essere spiritoso e mettendo pure una faccina sorridente nell’allucinante post di accompagnamento al filmato – allora date un’occhiata al mio gatto, la nuova versione di Mr. Tumble». Non contento l'uomo, che si firma con il nickname «Nitroazza», ha addirittura chiesto agli altri utenti di commentare e di votare il disgustoso video, fornendo poi altre deliranti informazioni: ovvero, che il terrorizzato gattino che si vede nelle immagini si chiama Principessa e che dovrebbe essere uccisa.
LA SCOPERTA - Un membro del forum (identificato in seguito dall’Huffington Post come Karl Stockley ) ha capito che quel folle stava facendo sul serio e ha così scaricato il video, girandolo poi al The Hunts Post, visto che il fantomatico «Nitroazza» ha messo proprio Huntingdon, nel Cambridgeshire, come location, e ora sta aiutando gli animalisti della RSPCA a risalire all’identità del sadico torturatore, che nel suo account dice di avere 22 anni, di essere sposato con un figlio e di praticare la kickboxing. «Quando ho visto quel filmato sono stato preso alla sprovvista – ha raccontato Stockley – e ho cercato di capire se fosse vero oppure no. Poi sono andato sul profilo dell’utente e ho visto che aveva postato delle scuse (peraltro blande e nelle quali si rammaricava soprattutto per la scelta di postare il video su un forum pubblico, ndr). Spero che ora questo folle abbia quello che si merita, a persone del genere non dovrebbe essere permesso in alcun modo di avere degli animali».
CACCIA ALL'UOMO - L’orribile filmato è stato rimosso dal sito, ma adesso è caccia aperta al misterioso «Nitroazza», con tutti i tabloid dell’isola mobilitati per smascherarlo. «Il video è assolutamente orribile – ha spiegato la portavoce dell’associazione animalista inglese – e ne siamo rimasti sconvolti, perché la porta dell’asciugatrice è stata aperta e chiusa tre volte. Anche se Principessa si è miracolosamente salvata da quest’incubo, causatole fra l’altro dal suo stesso proprietario, il povero gatto sarà comprensibilmente angosciato da questa traumatica esperienza, ecco perché chiediamo a chiunque abbia delle informazioni utili al caso di farsi avanti».
 
TM NEWS
5 LUGLIO 2012
 
Russia/ 'Cani di Stalin' entrano in servizio in esercito Putin
Circa 20 terrier neri russi saranno addestrati per sminamento
 
Mosca - Nell'esercito russo entrerà in servizio una razza di cane creata nel canile dell'Armata Rossa verso la metà del ventesimo secolo e conosciuta in Occidente come "i cani di Stalin". Circa 20 terrier neri russi sono stati 'adottati' da un canile nella regione di Mosca, secondo fonti militari, e saranno addestrati per la guardia, il salvataggio e anche l'individuazione delle mine.
Il canile Stella Rossa, cuore del centro di formazione per gli animali al servizio delle forze armate russe, è stato fondato nel 1924 ed ha insegnato a migliaia di cani a servire il Paese, in particolare nella seconda guerra mondiale. Ha anche allevato più di 10 nuove razze, tra cui il terrier nero russo, prodotto di un incrocio di circa 20 razze come lo Schnauzer gigante, il Rottweiler, il Terranova e il Pastore del Caucaso. La razza è in vendita per gli amanti degli animali dal 1950, anche se non ha 'mercato' fuori dalla Russia.
 
ASCA
5 LUGLIO 2012
 
Animali: cucciolo di panda nato in uno zoo di Tokyo
 
Tokyo - Grande emozione allo zoo Ueno di Tokyo dove e' nato un cucciolo di panda gigante. Si tratta di un grande successo per i veterinari giapponesi che da tempo sono impegnati in un programma di riproduzione per questi animali in pericolo di estinzione.Il piccolo orsetto, ancora senza nome, e' infatti il primo cucciolo di panda a essere nato in cattivita' in questo zoo in 24 anni e le autorita' dello zoo ci tengono a specificare che il baby panda e' stato concepito in modo naturale.La sua mamma e' ancora sotto l'osservazione dei veterinari perche' non si esclude l'arrivo di qualche fratellino.
 
IL CENTRO
5 LUGLIO 2012
 
Troppi cinghiali
 
L’AQUILA - Una raccolta di firme per chiedere di abbattere i cinghiali con «una procedura d’urgenza» è stata consegnata all’ente parco Sirente-Velino e al presidente della Provincia, Antonio Del Corvo. L’iniziativa è di un gruppo di residenti nel territorio compreso tra i Comuni di Tione degli Abruzzo, Fontecchio, Fagnano Alto, Secinaro, Castelvecchio Subequo, Acciano, esasperati per «l’eccessiva presenza di questi animali», si legge nel testo che accompagna la raccolta di firme, 107 in tutto. Le popolazioni dei sei paesi chiedono «di procedere in tempi brevissimi e con procedura d’urgenza all’abbattimento dei cinghiali, per risolvere almeno in parte gli innumerevoli danni arrecati alle attività agricole locali, che rappresentano una delle maggiori risorse del nostro territorio. Tali animali», prosegue la nota, «hanno raggiunto la padronanza del territorio e si avvicinano sempre di più ai centri abitati, rappresentando un vero pericolo per abitanti e automobilisti».
 
LA PROVINCIA PAVESE
5 LUGLIO 2012
 
Brindisi con rane e oche Lomellina chiama Oltrepo

Paolo Calvi

 
Ecco la ricetta della “casoela d’oca” (o ragò) secondo il “senatore” degli chef pavesi, Mario Musoni. Casouela d’oca – Dorare in padella l’oca tagliata in ottavi ed infarinata. Preparare un fondo con le verdure . Aggiungere i pezzi d’oca mondati dalla pelle troppo grassa; bagnare con vino bianco secco, far cuocere per almeno un’ora. Nell’eventualità diventasse troppo asciutto, aggiungere brodo. A cottura avvenuta, si aggiungere le foglie di verza scottate e cuocere lentamente facendo attenzione a non farle sfaldare. L’Ordine della Rana e del Salame d’oca suggerisce invece il risotto con le rane. Ricetta del risotto con le rane - Scottare le rane per un minuto in acqua salata e spolparle bene. Preparare il soffritto in un capace tegame; aggiungere un riso superfine e tostarlo; portarlo a cottura con aggiunta graduale di brodo bollente. Aggiungere qualche foglia di spinaci scottati a parte, la polpa bianca lessata delle rane e cuocere per un minuto. Mantecare con burro e grana padano. Il Cruasè, fresco e dal perlage vivace, è l’indispensabile compendio. PAVIA Quando tradizione (rane e prodotti d’oca) ed innovazione ovvero il nuovo metodo classico chiamato Cruasè, nato di recente da un coraggioso progetto del Consorzio Vini Oltrepo Pavese, si intrecciano, riescono a superare ogni diffidenza e diventano complementari. Innovazione e cultura gastronomica locale, un intreccio destinato a creare abbinamenti forti e sapidi. C’è tanta pavesità in questo nostro ultimo viaggio tra il mondo dei vini e quello dei sapori. Le rane catturate in risaia sono storia antica, legate all’epopea delle mondine; anche i salami d’oca sono figli di quella cultura ultrasecolare che portò una folta colonia ebraica, insediatesi nel 1500 a Mortara e nell’alta Lomellina, a trovare un animale-simbolo che potesse sostituire il maiale; e la nobile oca (con il maiale ha in comune la flessibiltà delle carni ed il detto che «dell’oca non si butta via nulla»), neppure le pregiate piume…) si dimostrò perfetta. Due prodotti d’antico stampo contadino ed un vino spumante Docg “nuovo” e do tendenza, il Cruasè, dimostrano che due parallele, almeno in gastronomia, possono anche incontrarsi. Il Cruasè è vino di punta, ideale per meglio identificare l’Oltrepò, famoso al mondo per la sua straordinaria produzione di uva pinot da spumantizzare. L’idea? Usare il metodo classico, con la fermentazione in bottiglia, per ottenere quel rilassante colore rosato che del progetto è diventato uno degli elementi identificatori, prerogativa di rango. Rane, oca e Cruesè? Così Giansandro Moncaglieri, sommelier della Fisar: «Le carni d’oca, soprattutto se usate allo stato puro per il salame “ecumenico” (solo oca, accessibile quindi ad ogni credo religioso, ndr) e le bollicine del Cruasè non si sovrappongono, si integrano invece alla perfezione, sono entrambe sinonimo di delicatezza. Per le rane serve un vino delicato. Le bollicine sgrassano l’unto del fritto; la delicatezza compendia il sapore tenue e delicato della carne bianca della rana». Ecco dunque come tradizione ed innovazione sanno trasformarsi in eccellenza.
 
GREEN ME
6 LUGLIO 2012
 
Cane lasciato morire sotto il sole al canile di Palermo (video)
 
Marta Albè
 
Lasciato morire al sole. Caldo asfissiante e difficoltà respiratorie avrebbero provocato negli scorsi giorni la morte di un cane che non sarebbe stato adeguatamente soccorso presso il canile municipale di Palermo. A contribuire al decesso sarebbe stata proprio la mancanza di aiuto da parte del personale del canile, unita alla probabile assenza di un macchinario adatto ad essere utilizzato in caso di difficoltà respiratorie negli animali. Le gravissime condizioni del cane sono state riprese tramite un video, girato indisturbatamente.La notizia delle pessime condizioni in cui l'animale versava è stata resa pubblica proprio attraverso un filmato girato da un testimone, nel quale si vedono scorrere delle immagini shock, che ritraggono il cane mentre cerca di impiegare tutte le proprie forze per cercare di respirare, in un ultimo slancio verso la sopravvivenza. Sembra che il cane si trovi su di una sorta di barella e che sia stata applicata una flebo, nonostante ciò, l'animale si trova solo, all'aria aperta, sotto il sole cocente, così abbandonato da poter permettere ad una persona di avvicinarsi e filmare quanto stava avvenendo senza che alcuno intervenisse per tentare di fermare le riprese. Si ipotizza che il canile municipale del capoluogo siciliano fosse al completo e non avesse dunque spazio per accogliere un nuovo ospite, nonostante le condizioni disperate in cui il cane si trovava. Pare che una volontaria, nonostante il sovraffollamento, sia riuscita ad un certo punto a condurlo al canile, dove, poiché sarebbe stato ormai troppo tardi, sarebbe morto di lì a poco. A contribuire al decesso, potrebbe essere stata la non ancora confermata - e, se lo fosse, ingiustificabile - mancanza di un macchinario per l'ossigeno presso la struttura di accoglienza per animali. Tale macchinario si sarebbe trovato altrove al momento del bisogno. E' possibile che il macchinario in questione fosse stato trasportato presso l'isola di Lampedusa in occasione dell'inaugurazione di un centro locale per la sterilizzazione di cani e gatti randagi, alla quale avrebbe presenziato il sottosegretario Elio Cardinale. Da Lampedusa pare sia stato negato il recapito di un simile strumento da parte del canile municipale di Palermo, presso il quale non appare certo vi siano regolarmente a disposizione delle bombole d'ossigeno, una delle quali pare si trovasse a Lampedusa, accompagnata da un tavolo operatorio. Le motivazioni per cui il cane, dotato di microchip, non sia stato soccorso correttamente dovranno essere chiarite ed approfondite. In proposito sarebbe stata presentata formale denuncia presso la Polizia Giudiziaria. L'evento non contribuirebbe che a confermare come la struttura del canile municipale palermitano versi in condizioni che non permettono di eseguire interventi di primo soccorso in caso di situazioni di emergenza. Essendo al completo, esso non potrà dunque accogliere per lungo tempo nessun randagio bisognoso di ospitalità. La notizia non farebbe altro che confermare le accuse già rivolte nei giorni precedenti all'accaduto nei confronti del canile di Palermo, una struttura che sarebbe ormai obsoleta ed inadatta all'accoglienza ed alla cura degli animali in pericolo.
VIDEO
 
GEA PRESS
6 LUGLIO 2012
 
Palermo – al canile a morire sotto il sole (video shock – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)
Le accuse degli animalisti: mancava la macchina dell'ossigeno.
 
Sembrava una storia fra le tante, accompagnate dalle accuse di ritardi nei soccorsi. Quel cagnolino, però, è morto. Secondo alcune voci girate nel canile municipale di Palermo, si tratterebbe della grave conseguenza di una banale mancanza.Era un cane di quartiere, dotato di microchip. Secondo i volontari non era stato accolto. Niente cani, il canile è sovraffollato. Pure a luglio, sotto il sole cocente, bisogna attendere. Poi una volontaria era riuscita a portarlo in canile dove, però, sarebbe venuto a mancare da lì a poco.I fatti sarebbero avvenuti pochi giorni addietro, sul finire di giugno. Nessuno sapeva che quel povero cagnolino era stato filmato. Un video shock, che lo ritrae da solo in una specie di barella ed addirittura in terra con una flebo. A quanto pare il tutto è diventato parte integrante di una denuncia presentata alla Polizia Giudiziaria.Vedendo il video, il cane sembrerebbe affetto da una grave forma di insufficienza respiratoria. Forse un colpo di calore. Di certo attorno a lui non c’è nessuno, tanto da essere stato addirittura filmato in totale sicurezza. E’ in questa fase che interviene una seconda persona, diversa da chi era riuscita a far entrare il cane nella struttura. Il cane, ormai è stato ripreso. Da lì a poco, morirà.Le voci si rincorrono e c’è solo da sperare che non corrisponda al vero che la macchina dell’ossigeno non era in loco perché trasferita a Lampedusa per l’inaugurazione del locale centro di sterilizzazione per cani e gatti randagi. Per la cronaca si tratta dell’inaugurazione alla quale ha presenziato il Sottosegretario Elio Cardinale. Da Lampedusa, sebbene in forma non ufficiale, negano. C’è una bombola di ossigeno ed un tavolo operatorio forse arrivato da Palermo. Per la bombola, però, qualora arrivata da Palermo, non ci vuole molto a sostituirla. Forse, ma di bombole al canile, non è chiaro se a tutt’oggi ce ne siano.Secondo quanto si è avuto modo di apprendere il cane sarebbe stato rinvenuto in terra. Poi delle persone esterne al canile, impietosite, lo avrebbe adagiato su una barella. Sarebbe stato impedito, però, di trasferirlo in una struttura esterna specializzata per le cure del caso. A spese, peraltro, non del canile. Un fatto che, se appurato, rappresenterebbe un ennesimo elemento di polemica dopo le accuse già riferite nei giorni scorsi, di non prestare soccorsi ad animali bisognosi. Ora anche la mancanza di macchinari adeguati.Muore così, fra atroci patimenti, uno dei tanti cani del Comune di Palermo, assistito, se così si può dire, da una struttura vecchia, verosimilmente poco funzionale e che non offrirebbe neanche i più elementari servizi di pronto intervento.
VEDI VIDEO - ATTENZIONE IMMAGINI FORTI:
 
ONDA IBLEA
6 LUGLIO 2012
 
Denunciato un ragusano: metteva ai cani collari elettrici
 
Ragusa – Aveva applicato collari elettrici ai suoi dei suoi due cani. Per questo un uomo è stato denunciato all’autorità giudiziaria dai Carabinieri del NAS e dalle Guardie Zoofile della Sezione ENPA di Ragusa che gli hanno contestato il reato di maltrattamento di animali (articolo 544 ter del codice penale).

Le indagini sono partite in seguito alla segnalazione di un residente, il quale ha informato gli agenti dell’Enpa circa la presenza di due animali che vagavano sul territorio e che avevano al collo un dispositivo “sospetto”. Immediato l’intervento delle Guardie Zoofile e dei Carabinieri, i quali hanno trovato i cani – regolarmente microchippati - in buone condizioni di salute e accertato la presenza dei collari elettrici, procedendo al loro sequestro.

«Grazie alle sinergie tra Guardie Zoofile e Carabinieri del Nas siamo riusciti a sottrarre i due animali a una situazione di maltrattamento, alla quale ha contribuito un vero e proprio controsenso normativo. La legge italiana, infatti, vieta l’uso dei collari elettrici ma non la loro commercializzazione: se veramente si vuole evitare il ripetersi di episodi simili, peraltro molto diffusi su tutto il territorio nazionale, occorre fermare una volta per tutte il commercio di tali dispositivi», ha dichiarato Antonio Tringali, presidente dell’Enpa di Ragusa».

 
CORRIERE DI RAGUSA
6 LUGLIO 2012
 
Sinergia tra guardie zoofile Enpa e i Carabinieri per scoprire il caso
Collari elettrici ai cani, denunciato un ragusano
Gli animali sono stati dunque salvati da possibili maltrattamenti
 
In provincia di Ragusa i cani adesso non solo finiscono abbandonati sulle strade roventi, come purtroppo accade ogni estate, ma rischiano addirittura anche di finire arrosto. Un ragusano aveva difatti applicato dei collari elettrici ai suoi due cani. Un agghiacciante circostanza scoperta dalle guardie zoofile dell’Enpa di Ragusa, che hanno denunciato l’aguzzino. All’uomo è stato contestato il reato di maltrattamento di animali (articolo 544 ter del codice penale). Le indagini sono partite in seguito alla segnalazione di un residente, il quale ha informato gli agenti dell’Enpa circa la presenza di due animali che vagavano nella zona e che avevano al collo un dispositivo «sospetto». Immediato l’intervento delle Guardie Zoofile e dei Carabinieri, i quali hanno trovato i cani – regolarmente dotati di microchip - in buone condizioni di salute ma con addosso i pericolosi collari elettrici, procedendo quindi al sequestro.
I cani sono stati dunque salvati da possibili maltrattamenti grazie alla sinergia tra Guardie Zoofile e Carabinieri del Nucleo antisofisticazioni, senza dimenticare la fondamentale segnalazione del cittadino, che ha consentito di accertare l’ingiustificabile circostanza. Infine da evidenziare un paradosso tutto all’italiana: la legge, infatti, vieta l’uso dei collari elettrici, ma non ne impedisce la commercializzazione. Soddisfazione è stata comunque espressa dal presidente dell’Enpa di Ragusa Antonio Tringal.
 
CIVITA NEWS
6 LUGLIO 2012
 
Abbandono di animali, rintracciati dai carabinieri denunciati due tarquiniesi
 
TARQUINIA (VT) – come tutti gli anni, in concomitanza con la partenza per le vacanze estive, si ripetono purtroppo gli incivili abbandoni di animali domestici ai bordi delle strade.Questa volta pero’, ignari e più civili passanti hanno richiesto, tramite il 112, l’intervento dei Carabinieri, allorquando, in tarda serata, hanno notato una autovettura di grossa cilindrata, fermarsi ai margini della carreggiata su una strada isolata tra il centro cittadino e Marina Velca, ove poi i due occupanti dell’autovettura hanno fatto scendere a fatica un cane di razza meticcia per poi ripartire di tutta fretta lasciando la povera bestiola in balia del traffico veicolare.I Carabinieri della Stazione di Tarquinia, guidati dal Luogotenente Girelli, prontamente intervenuti sul posto, hanno così preso in consegna il cane e dopo averlo condotto presso la caserma, l’hanno successivamente consegnato ai volontari della locale lega protezione degli animali.Immediatamente dopo, si sono messi alla ricerca dell’autovettura segnalata e di lì a breve hanno anche rintracciato i responsabili dell’incivile gesto.I due tarquiniesi di 44 e 42 anni, condotti in caserma, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per la violazione di cui all’art. 727 del codice penale, che prevede l’arresto fino ad un anno e l’ammenda da € 100 ad € 10.000,00, per chi maltratta e abbandona animali domestici.
 
LA PROVINCIA PAVESE
6 LUGLIO 2012
 
Parona, il blitz alla Casa del cane
 
Sandro Barberis
 
PARONA (PV) -  Blitz alla"Casa del cane" di Parona, struttura (non è considerata canile) che si trova in aperta campagna in strada case sparse per Albonese. Sono stati prelevati venti cani. A portare via gli animali sono stati gli uomini del Corpo forestale dello Stato e la polizia di locale di Parona. La visita delle forze dell'ordine nella struttura, gestita da Franco Girardi, è avvenuta per ordine della procura della Repubblica di Vigevano. Il problema alla base della vicenda è che i cani portati via ieri mattina, e che ora si trovano nel canile di Vigevano, non sono dotati del microchip previsto della legge. Al proprietario della "Casa del cane" è stato contestato anche che i venti cani siano stati importati in maniera abusiva dall'estero. «Ma non è vero - spiega Gilardi - questi cani mi sono stati dati da una privata cittadina. E'vero che non hanno il microchip, ma glielo avrei messo. Poi non capisco perché siano stati portati a Vigevano dove ci sono già molti cani. Nella mia struttura, che ha i permessi in regola per ospitare i cani, c'è posto e in attesa di accertamenti sarebbero potuti rimanere qui». L'ispezione congiunta di polizia locale e Corpo forestale dello Stato è iniziata intorno alle 9 di ieri mattina. Durante i controlli erano presenti, anche se lontane alcuni metri, alcune volontarie del canile di Vigevano. A fine mattinata, dopo diversi accertamenti, è arrivata la decisione di mettere i venti cani in apposite gabbie e trasportarli nel canile di Vigevano. Ora le rilevazioni fatte durante il sopralluogo di ieri sono a disposizione della procura che sta seguendo questo caso.
 
GEA PRESS
6 LUGLIO 2012
 
Trasporto animali feriti destinati ai macelli – l’Ue sollecita gli Stati membri
Il Commissario Ue Dalli: “Le misure adottate da alcuni Stati membri non sono sufficienti”.
 
Nell’ottica della Commissione le misure adottate dagli Stati membri in proposito non sono sufficienti, come menzionato nella relazione della Commissione sulla protezione degli animali durante il trasporto adottata nel novembre 2011”. E’ la risposta del Commissario Ue John Dalli all’interrogazione presentata da Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e vice Presidente dell’Intergruppo Benessere degli Animali, sul trasporto al macello di animali non idonei nell’Ue. “Le infrazioni sono ancora diffuse in tutta Europa, Italia compresa, come ha denunciato l’Ufficio alimentare e veterinario europeo nella sua inchiesta condotta nel marzo 2010”.Zanoni aveva chiesto alla Commissione europea di accertare che in tutti i Paesi Ue il trasporto di animali vivi avvenga in condizioni conformi al Regolamento (CE) 1/2005 che prevede adeguate cure veterinarie e standard di tutela. “Ciononostante gli animali feriti o malati vengono spesso trasportati lo stesso al macello venendo in questo modo esposti a gravi e inutili sofferenze”. A questo proposito l’Eurodeputato aveva ricordato alla Commissione i risultati dell’indagine condotta in Italia dall’Ufficio alimentare e veterinario (FVO) nel marzo 2010 (rapporto 2010-8388).“La Commissione ha inviato agli Stati membri una lettera sul trasporto di animali non idonei” ricevendo “informazioni da tre Stati membri” si legge nella risposta di Dalli, ma “le misure adottate non sono sufficienti”. Per questo l’Esecutivo informa Zanoni che sono in programma ulteriori riunioni con le parti in causa “essendo necessari ulteriori interventi in tale ambito”.“Bene l’interessamento dell’Ue ma male le tutele non garantite dagli Stati membri – attacca Zanoni – Sono passati due anni e mezzo da quando nel febbraio 2010 la Commissione ha inviato una lettera agli Stati membri richiamando la loro attenzione sull’importanza di aumentare i controlli a livello di macelli per scoraggiare il trasporto di animali non idonei. Eppure ad oggi le irregolarità continuano, come testimonia il vergognoso caso delle mucche a terra in Italia. Attendiamo con impazienza – conclude l’Eurodeputato – l’esito delle riunioni convocate dalla Commissione europea e speriamo che i Paesi che continuano a trasgredire a queste regole di civiltà siano puniti come prevede la legge comunitaria”.
 
GEA PRESS
6 LUGLIO 2012
 
Maxi operazione dei NAS: sequestrate 700 tonnellate di alimenti irregolari
Tra prodotti ittici con parassiti e uova dell’est, 2.800 ispezioni in tutt’Italia.
 
Nelle ultime settimane i Carabinieri dei 38 Nuclei dislocati sul territorio nazionale hanno effettuato oltre 2.800 ispezioni nei confronti dell’intera filiera agroalimentare, dal settore produttivo a quelli della distribuzione e della ristorazione, rilevando irregolarità nel 37% delle strutture controllate. Nel corso dei controlli sono state accertate 1.603 violazioni alle normative nazionali e comunitarie che disciplinano l’igiene e la sicurezza degli alimenti, contestate ai 1.090 soggetti responsabili (di cui 146 denunciati all’Autorità Giudiziaria), nei cui confronti sono stati elevati verbali di violazioni amministrative per circa 1 milione e 500 mila euro.L’attività svolta ha consentito di individuare e sottrarre alla distribuzione commerciale oltre 700 tonnellate di alimenti di varia natura (prodotti ittici, prodotti lattiero-caseari, carne, prodotti da forno e cereali, bibite e bevande) di ignota provenienza, in pessime condizioni igienico-sanitarie, stoccati in ambienti non adeguati, con presenza di evidenti segni di alterazione o con date di scadenza superate, per un valore di quasi 2 milioni di euro.Nei confronti di 63 strutture (depositi, ristoranti, panifici, attività di produzione e vendita di alimenti vari, etc.) sono state accertate irregolarità igienico-sanitarie e documentali talmente gravi da rendere necessaria l’adozione di provvedimenti di sequestro o chiusura immediata (per un valore che supera i 12 milioni di euro). L’emissione di analoghe misure per altre decine di strutture sono tuttora al vaglio delle Autorità competenti.Particolare impegno è stato posto nelle verifiche delle produzioni ittiche. Tali controlli assumono particolare importanza per la prevenzione della distribuzione di prodotti contaminati da “anisakis”, un parassita molto pericoloso per l’organismo che, se ingerito (mangiando pesce crudo o non sottoposto a preventiva congelazione) può impiantarsi sulla parete dell’apparato gastrointestinale, causando una parassitosi che comporta intenso dolore addominale, nausea, e che, in alcuni casi, può essere risolta solo con un intervento chirurgico. Altro pericolo insito nella commercializzazione di pesce trattato in modo non igienico è la c.d. “sindrome sgombroide”, una reazione di tipo allergico alla presenza di “istamina” che si forma nelle carni del pesce non correttamente conservato, che può causare senso di malessere, forte cefalea, crampi addominali, tachicardia e difficoltà respiratorie (sintomo particolarmente pericoloso per soggetti asmatici o soggetti a broncospasmi).Le attività ispettive svolte in tale settore hanno consentito di sequestrare oltre 7 tonnellate di prodotti ittici, detenuti in cattivo stato di conservazione o stoccati in siti non autorizzati; in particolare, si evidenziano le operazioni svolte dal NAS di Udine che in un discount della provincia triestina ha sequestrato oltre 1,6 tonnellate di prodotti ittici – nonché migliaia di confezioni di alimenti vari – detenute in un deposito non autorizzato e privo dei minimi requisiti igienico sanitari e del NAS di Palermo che, unitamente a personale dell’Arma territoriale, ha sorpreso un commerciante di prodotti ittici intento ad effettuare illecite attività di eviscerazione e sezionamento di pesce spada e tonno in locali abusivi e non idonei allo scopo, sequestrando 700 kg di pesce in cattivo stato di conservazione ed una cella frigo.
A Latina, il controllo del NAS in un noto ristorante del lungomare pontino, ha portato al sequestro di quasi 700 kg di alimenti ittici e carnei, nonché 1400 bottiglie di bevande varie, malamente conservati e stoccati in pessime condizioni igieniche in un deposito abusivo e privo dei requisiti minimi sanitari e strutturali, al quale i militari del Nucleo laziale hanno posto i sigilli.Da segnalare, poi, l’intervento dei NAS a Foggia. In una ditta operante nei comparti della produzione di pasta fresca e del commercio di uova, i militari hanno sequestrato quasi 80 mila uova, unitamente a diverse migliaia di confezioni vuote, che, prive di rintracciabilità e di probabile provenienza dall’Est Europa, venivano etichettate come provenienti da uno stabilimento diverso da quello che effettivamente si occupava dell’imballaggio. L’ispezione ha inoltre consentito di accertare la mancanza di qualsivoglia provvedimento di autorizzazione igienico sanitaria dell’opificio, che è stato sottoposto a provvedimento di chiusura immediata.A Parma, invece, i NAS hanno sequestrato 11 tonnellate di culatelli, conserve e bibite di provenienza ignota e privi di idoneo sistema di rintracciabilità, peraltro stoccati all’interno di una struttura non autorizzata.Attente e mirate attività ispettive sono state effettuate anche nei confronti delle strutture di produzione e vendita di pane, farinacei, pasta e riso, alimenti che con le alte temperature sono facilmente deperibili e potenzialmente soggetti ad infestazioni di parassiti. In questo settore i Carabinieri dei NAS hanno effettuato 1.345 controlli, accertando nel 38% dei casi irregolarità di varia natura e contestando quasi 800 violazioni alle normative di settore, per le quali sono state segnalate alle Autorità Giudiziarie, Sanitarie ed Amministrative 530 soggetti. Sono oltre 130 le tonnellate di cereali, farine e derivati, pericolosi per la salute o comunque irregolari, sottratte alla distribuzione (per un valore di quasi 400 mila euro) dai Carabinieri dei NAS, che hanno posto i sigilli a 29 strutture.Particolare rilievo hanno assunto le attività effettuate dai militari dei NAS di Torino, che presso una storica azienda del vercellese operante nella lavorazione del riso ha sottoposto a sequestro 6 silos di stoccaggio e le quasi 90 tonnellate di riso e risone contenute, illecitamente trattate con un pericolosissimo agrofarmaco (classificato “molto tossico” ed autorizzato solo per la disinfestazione di locali vuoti) al fine di eliminare i parassiti di cui erano invase. Sono tuttora in corso le analisi tese ad individuare il grado di pericolosità dell’alimento.E ancora, i NAS di Perugia in un’industria di produzione di pane ed alimenti da forno di notevoli dimensioni ha sequestrato 7 tonnellate di farine di vario tipo, stoccate in locali non autorizzati e idonei dal punto di vista igienico – sanitario e notevolmente contaminate da deiezioni di volatili, mentre quelli di Salerno presso un panificio hanno riscontrato pessime condizioni igienico sanitarie e strutturali dell’esercizio e delle attrezzature utilizzate, presenza di insetti ed animali domestici negli ambienti di lavorazione e non corretta conservazione dei prodotti finiti, sottoponendo a sequestro preventivo l’intera attività di panificazione e quasi 2 tonnellate di materie prime e prodotti finiti.Relativamente all’attività degli esercizi di ristorazione, particolare impegno è stato posto anche nella verifica dell’attività svolta da bar, agriturismi e ristoranti, settore in cui sono state effettuate 469 ispezioni ed individuate irregolarità in oltre il 40% delle strutture controllate. Nel corso dei controlli i militari dei NAS hanno sottoposto a sequestro 4 tonnellate di alimenti vari, pronti ad essere somministrati agli ignari avventori nonostante fossero potenzialmente pericolosi per la salute; rilevate inoltre quasi 300 violazioni nei confronti di oltre 200 tra titolari ed operatori degli esercizi di somministrazione, segnalati alle competenti Autorità e sanzionati amministrativamente per un totale di 283 mila euro.Tale attività costituisce un primo risultato dei controlli nel settore della sicurezza alimentare, che i Carabinieri dei NAS continueranno a svolgere per tutta l’estate, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini e dei turisti.
 
IL SECOLO XIX
6 LUGLIO 2012
 
Vietate le bocce dei pesci rossi
 
Bergamo - Addio vecchie care bocce dei pesci rossi. Per ora sono nel piccolo comune di Romano di Lombardia, nella Bassa Bergamasca. Che ha approvato il primo regolamento municipale “per la tutela e il benessere degli animali”. Il regolamento proibisce per i pesci l’uso di acquari sferici o comunque con pareti curve. Perché? Perché non li farebbe vivere - e nuotare - bene. Proposto dall’assessore leghista Eva Pescali, il testo, che si compone di 22 articoli, 21 oltre a quello che vieta l’uso delle bocce, è stato approvato: per qualsiasi violazione interverrà la polizia municipale, con precise sanzioni.«Il regolamento» spiega Pescali «ha l’obiettivo di fornire strumenti concreti d’intervento ai cittadini e alla polizia municipale per realizzare una migliore e più solidale convivenza con gli animali cittadini, diffondendo anche la cultura del rispetto».
 
OGGI TREVISO
6 LUGLIO 2012
 
SI RITROVA UN PITONE NEL GIARDINO DI CASA
È stato catturato dai vigili del fuoco
 
TREVISO – Si è ritrovato con un pitone nel giardino di casa un uomo residente in via Franchetti. L’animale, a quanto pare fuggito al proprietario, è stato catturato dai vigili del fuoco non senza difficoltà.Si tratta di un esemplare lungo all’incirca un metro e venti centimetri, non la solita biscia che può capire di trovare in campagna.Il rettile strisciava via e faceva di tutto per non farsi prendere, alla fine comunque i pompieri sono riusciti a catturarlo e l’hanno affidato ad una struttura adeguata.Il proprietario al momento non si è fatto vivo.
 
ALL-4 ANIMALS
6 LUGLIO 2012
 
Terribili mormorii su Lennox: esecuzione il 9 o 10 luglio e solo ceneri per la famiglia
 
La situazione precipita e, a dispetto (finora) della mancata conferma da parte della famiglia, le voci di corridoio sul caso di Lennox presagiscono il peggio: l’eutanasia dell’incrocio bulldog-labrador sequestrato a Belfast nel 2010 sarebbe stata fissata per il 9 o il 10 luglio (le voci sono discordanti), e alla famiglia, forse, verranno restituite solamente le ceneri.Questi aggiornamenti vanno tenuti in considerazione senza mai dimenticare che, al momento, nessuna conferma ufficiale in merito è arrivata dalla famiglia di Lennox.Mentre si prepara la marcia pacifica a Belfast per la giornata di domani, e mentre anche New York decide di scendere in piazza per Lennox la mattina del prossimo 9 luglio, i mormorii di corridoio sulla reale situazione del cane lasciano sgomenti.Il Belfast City Council avrebbe (sottolineiamo il condizionale) rifiutato la proposta di espatriare il cane negli Stati Uniti, e avrebbe altresì negato alla famiglia di poter dare un ultimo addio al cane prima dell’eutanasia. Non solo: ai familiari non sarebbe neppure autorizzata la restituzione del corpo, ma solamente – forse – delle ceneri. Neppure quest’ultimo punto è una certezza.È, tra le altre, la North Country Gazette a dare la notizia più terribile. Notizia che sta già facendo il giro della rete e suscitando furore e indignazione da praticamente ogni angolo del pianeta.Secondo la webzine, Belfast avrebbe, con il diniego di espatrio del cane negli Stati Uniti, sottilmente fatto intendere agli americani di “farsi gli affari loro” e di non immischiarsi in una faccenda corrotta e marcia che riguarda solo l’Irlanda del Nord.La città di Belfast sta, in maniera arrogante, belligerante, immorale e assolutamente non democratica dirigendosi spedita verso l’esecuzione di un cane innocente, probabilmente nella giornata di lunedì o martedì prossimo.Il dolore della famiglia è inimmaginabile.Al momento attuale, è ormai radicata la convinzione che una posizione così crudele da parte del Belfast City Council possa essere giustificata solamente da due ragioni: Lennox sarebbe già morto, soppresso oppure deceduto a causa della negligenza e dei maltrattamenti all’interno del canile segreto nel quale è detenuto da oltre due anni, oppure sarebbe ridotto in condizioni così pietose da non permetterne il rilascio e neppure la visione.Se una qualunque di queste due opzioni fosse vera, e venisse resa nota, il Belfast City Council sarebbe comunque responsabile di un reato: nel primo caso, di frode – per aver portato avanti un processo ad un animale già morto a spese dei contribuenti; nel secondo, di pesanti maltrattamenti verso il cane.Sempre secondo la North Country Gazette, anche la richiesta della famiglia di poter vedere Lennox un’ultima volta prima dell’iniezione letale sarebbe stata negata. Un’ennesima ombra sull’operato del BCC, dunque, che pare intenzionato in ogni modo a non rendere note le condizioni del cane e a non mostrarlo a nessuno.Nonostante il precipitare della situazione, i tentativi sotterranei per ottenere la liberazione del cane o almeno il suo espatrio continuano, non è ben chiaro con quali modalità.Quello che è certo è che, se Lennox dovesse morire, sono auspicabili pesantissime ripercussioni economiche, politiche e turistiche nei confronti non solo della città di Belfast, ormai a ragione marchiata a vita come una delle più crudeli nel suo trattamento degli animali, ma persino dell’intera Irlanda del Nord.Uno scandalo senza precedenti, quello di cui si sono macchiate le istituzioni cittadine, con la compiacenza di strutture comunali come il canile e – peggio ancora – di organi di giustizia come i tribunali, che hanno scelto di condannare a morte un cane di servizio per una bambina disabile su fondamenti inesistenti e nazistoidi.Si sussurra che la famiglia di Lennox abbia tentato di ricevere, per il cane, il perdono reale da parte della Regina e anche che, settimana prossima, presenterà un’ulteriore richiesta di grazia alla rappresentante di Buckingham Palace a Belfast, Mary Peters.La petizione per la liberazione di Lennox, che ha superato le 170,000 firme, è stata sistematicamente ignorata dalle autorità, quanto le decine di migliaia di email inviate singolarmente dai supporter di tutto il mondo. È evidente che il caso sia ormai divenuto di interesse internazionale e l’atteggiamento del BCC potrebbe produrre pesantissime e durature ripercussione semmai Lennox morisse o fosse già morto.Una ricollocazione del cane negli Stati Uniti sarebbe, di fatto, la soluzione ideale per risolvere pacificamente una questione ormai spinosissima, ma la realtà dei fatti è che il comportamento totalmente arbitrario e belligerante del Belfast City Council che, più per ostinazione che per fondati motivi, vuole Lennox morto, è costato ai contribuenti oltre 22 mila sterline.L’educatrice cinofila americana Victoria Stilwell, che da due anni si batte per Lennox, ha nonostante le voci tragiche confermato la sua visita alla famiglia durante il weekend e ribadito la sua assoluta disponibilità a prendersi carico del cane. Il discusso “dog whisperer” Cesar Millan, che qualche settimana fa si era reso ugualmente disponibile, non ha invece rilasciato comunicati recenti in merito alla questione e pare ormai fuori dai giochi.Intanto, il boicottaggio dell’Irlanda del Nord, in taluni casi dell’intera Gran Bretagna (sotto la cui egida Belfast ricade), continua: non solo per Lennox, ormai in una situazione disperata, ma per tutti i cani vittima dell’agghiacciante Dog Specific Legislation, una legge che sopprime a priori alcune razze di cane giudicate “geneticamente pericolose”.La protesta fissata a Belfast per la giornata di domani potrebbe protrarsi per un tempo “indeterminato”, a detta degli organizzatori. Ci potrebbero essere “cambi della guardia” finalizzati a mantenere gli attivisti sul posto anche durante la notte. Proteste di questo tipo potrebbero, tra l’altro, avere un impatto pesante sulle migliaia di persone previste nella zona per un importante evento programmato per il weekend, il Wimbledon Finals Fun Day.Gli attivisti comunicano fin da ora che le proteste continueranno e si faranno ancora più forti se a Lennox accadesse qualcosa: l’obiettivo? Minare il turismo e forse persino le relazioni internazionali dell’Irlanda del Nord.Poco ma sicuro, i politicanti di Belfast che hanno permesso questo scempio avranno gravissimi problemi di rielezione: dopotutto, chi vorrebbe essere governato da una manica di intrallazzoni bugiardi e senza cuore, come ormai viene unanimemente percepito l’intero organico del Concilio di Belfast?
Nelle foto: Lennox (fonte) e la sua famiglia (fonte).
 
CORRIERE DELLA SERA
7 LUGLIO 2012
 
GB: cane condannato a morte a Belfast
 
LONDRA - Un cane fantasia di 7 anni, Lennox, sara' ucciso lunedi' prossimo a Belfast (Irlanda del Nord) perche' somiglia a un pitbull, razza proibita in Gran Bretagna, pur non avendo mai aggredito nessuno. L'animale nel 2010 e' stato tolto alle sue padrone, una donna di 34 anni e sua figlia di 12, gravemente malata, e rinchiuso in un canile per essere abbattuto. Inutile e' stata la battaglia legale della padrona, che pero' non si arrende. Solidarieta' le e' arrivata da tutto il mondo via Facebook.
 
LA ZAMPA.IT
8 LUGLIO 2012
 
"Salvate Lennox"
L'appello degli animalisti di tutto il mondo
 
Lennox, il cane "condannato a morte", sul profilo Facebook dedicato
 
«Grazia per Lennox». E' questo l'appello degli animalisti italiani alle autorità britanniche, che hanno condannato un cane irlandese (Lennox, appunto) a morire perché troppo simile a un pitbull.
A chiederlo è la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, che si dichiara intenzionata a fare ricorso presso la sede internazionale preposta alla tutela dei quattro zampe per fermare «l'assurda esecuzione del cane Lennox. Il meticcio di sette anni è stato condannato a morte dalle autorità di Belfast (Irlanda del Nord) non per aver morso o aggredito qualcuno, ma solo perché assomiglia ad un pitbull, razza considerata pericolosa dalla legislazione locale. Una decisione tanto ingiusta quanto inaccettabile, un clamoroso caso di violazione dei diritti degli animali come dei cittadini».
Lennox è sottratto alla sua famiglia nel maggio del 2010. Da allora si trova in una località sconosciuta ed è iniziata una battaglia legale giunta fino alla Corte d'Appello. Il 12 giugno scorso,  il collegio giudicante ha confermato la condanna a morte di Lennox pronunciata da corti di rango inferiore secondo il Dangerous Dog Act. La motivazione è la sua eccessiva somiglianza con un pitbull.
In teoria sarebbe stato possibile un ulteriore ricorso alla Corte suprema di Londra, ma i proprietari del cane hanno rinunciato su consiglio degli avvocati. L'esecuzione potrebbe aver luogo lunedì o martedì.
Le associazioni americane per la protezione dei quattro zampe  hanno organizzato una manifestazione a tema davanti al consolato inglese di New York. L'evento è previsto per lunedì e vi parteciperanno alcune star.
In Italia, l'Enpa ha sollecitato un intervento dell'ambasciatore del Regno Unito in Italia e del primo ministro dell'Irlanda del Nord. Inoltre, ha chiesto un atto di clemenza alla Regina Elisabetta II, confermando la disponibilità ad accogliere Lennox in Italia.
«Nonostante il cane abbia le ore contate, si continua a sperare in una soluzione più umana e più ragionevole», sottolineano gli animalisti. Le associazioni animaliste invitano tutti gli italiani a contattare via mail l'ambasciata britannica in Italia (InfoRome@fco.gov.uk) per chiedere che Lennox sia risparmiato.
Un ulteriore appello partirà dal mondo della musica e dello spettacolo durante il concerto "Monza for Animals" che Enzo Iacchetti, "I Nomadi", Irene Fornaciari, Tonino Carotone e molti altri artisti hanno accettato di tenere a sostegno degli animali.«Siamo determinati a denunciare questa assurda normativa nelle sedi internazionali. Non è pensabile che una creatura innocente possa essere condannata a morte solo perché "somiglia" a una razza ritenuta erroneamente e irresponsabilmente pericolosa», afferma Carla Rocchi, presidente dell'Enpa.
«Questa storia incredibile - aggiunge Michela Vittoria Brambilla, presidente della Leidaa - mostra a quali paradossi può arrivare una normativa fondata sulla "presunzione di aggressività e di colpevolezza" per alcune razze canine. Ciò che fortunatamente nessuno osa più sostenere per gli uomini, teorie lombrosiane secondo cui i criminali si riconoscono dai alcuni tratti del cranio, per i cani è purtroppo ancora valido, in un Paese civile come il Regno Unito. Ma noi ci opporremo».
Intanto si moltiplicano anche su Facebook i gruppi italiani e internazionali che chiedono di salvare il cane innocente: «Lennox free».
 
GQ ITALIA
10 LUGLIO 2012
 
Nessuno tocchi Caino? Neanche Lennox, però
Save Lennox: perché la Gran Bretagna vuole abbattere un povero cane che neppure è un pit bull, in più è buono, per nulla pericoloso e il fedele compagno di una mamma e della figlia disabile? Tutta colpa di una legge, il "Dangerous Dogs Act". Ma soprattutto di chi l'applica senza ragionare
 
Vittorio Viterbo
 
Dico la verità: i pit bull non li amo. Per cui posso capire l'interdizione della Gran Bretagna (il Dangerous Dogs Act del 1991) anche nei loro confronti, oltre a Fila brasileiro, Dogo argentino, Tosa giapponese e altri. Ma perché abbattere uno che NON è un pit bull, nulla ha fatto di male, e si limita ad assomigliare a un pitbull? Lennox è il meticcio di ottimo carattere e nessuna pericolosità, adottato da un'infermiera e dalla sua figlia disabile, che da un anno e mezzo è stato rinchiuso in canile e che potrebbe fra 48 ore subire la morte per eutanasia. Nonostante una campagna di solidarietà esplosa in tutto il mondo, soprattutto via social network.Bizzarro: dopo tutto ciò avviene non in un luogo in cui il cane è considerato un cibo (Cina, Corea), un animale impuro (molti Paesi di cultura islamica) e spesso da abbattere o un fastidio da estirpare (Ucraina pre Campionati Europei). Accade nel Paese in cui, per antonomasia, è più alto il rispetto nei confronti degli animali, più radicata la cultura della cinofilia.No, non li amo i pit bull. E molti di quelli che comprano un pit bull? Ancora meno. Colpa dei pit bull? No. Colpa dell'uomo, ma va!? Di chi per un secolo negli Usa li ha selezionati al contrario, rispetto a quanto fanno gli allevatori "seri" di cani "normali". Non il più bello e il più equilibrato, bensì il più forte, il più feroce e il più aggressivo. Logica stringente: se devono combattere l'uno contro l'altro o contro razze toste - i pit bull non sono riconosciuti come razza né dalla Fci (Federazione Cinologica Internazionale), né dall'Enci (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) - col cavolo che devono essere mansueti o controllati. E se per caso lo sono, giù botte fino a farli diventare belve.Così noi italiani codini abbiamo importato anche questo: perché averne uno al guinzaglio farebbe "duro", pericoloso, coatto. Anche se dall'altra parte del collare ci sta uno sfigato mingherlino e debole, assolutamente non in grado di controllarlo. Così noi italiani malfattori abbiamo importato anche i combattimenti dei cani, uno spettacolo orribile che frutta milioni di euro alla camorra. Che non a caso cerca ovunque i rifugi dove vengono tenuti, consolati, rieducati gli ex combattenti. Come Gino, conosciuto anni fa in Piemonte. Uno stupidotto dolce, affettuoso, al punto da venir poi dato in affido a una famiglia. Ma valgono migliaia di euro, su quel maledetto mercato.Questo povero animale non è cattivo di suo ma difficilissimo da allevare, educare in senso normale, soprattutto nei confronti di altri suoi simili. Mi disse un giorno Mario Perricone, un grande giudice italiano di ogni tipo di cane in tutto il mondo: «Prima che i pit bull diventino pienamente affidabili, dovranno passare decenni di "lavaggio" del dna in senso corretto».Sono stato e sono favorevole all'abolizione del pitbull in Italia. Abbatterli? Mai. Sterilizzarli e lasciare che si estinguano invece, in un Paese com'è il nostro incapace di far rispettare qualsiasi regola concerna gli umani. Figuriamoci gli animali.
 
CQ.COM
11 LUGLIO 2012
 
Il cane Lennox è morto?
Irlanda, il cane Lennox è diventato un caso. La campagna Save Lennox va avanti, ma il comune di Belfast sembra avere vinto: pessimismo sulle sorti del cane che potrebbe essere soppresso perché assomiglia a un pitbull. E spunta il dubbio: se fosse già morto?
 
La speranza è l'ultima a morire, ma pare proprio che non ci sia niente da fare per Lennox e  sulle sorti del cane che rischia di essere soppresso perché somiglia troppo a un pitbull oramai c'è pessimismo. Questo nonostante le tante manifestazioni per la liberazione del cane e un caso mediatico che oramai coinvolge tutti i grandi nomi dell'informazione mondiale, dalla CNN a Huffington Post. Una situazione delicata, tanto che anche il primo ministro irlandese è intervenuto contro il City Council di Belfast che vuole abbattere Lennox. Ieri sera la "famiglia Lennox" è tornata a farsi sentire dalla pagina Facebook ufficiale:Vorremmo cogliere l'opportunità per ringraziarvi di tutti i messaggi di supporto. Ci spiace comunicare che al momento il City Council di Belfast pare avere tutte le intenzioni di uccidere il nostro ragazzo. Nonostante ci fosse stato assicurato in un primo tempo, ci sarà impedito di salutarlo prima dell'esecuzione. Ci è stato anche detto che non potremo avere il suo corpo e riportare Len a casa. Ci hanno informato che riceveremo "alcune" ceneri per posta.
Il dubbio. Nonostante la pressione internazionale e nonostante le richieste interne, che arrivano anche dal Primo Ministro dell'Irlanda del Nord, il comune di Belfast non torna sulla sua decisione. Potrebbe essere semplicemente una mossa strategica da parte dei politici della città, i quali rimanendo fermi sulle proprie posizioni non rischiano che ogni caso risolto con decisioni impopolari diventi occasione per proteste su scala nazionale e internazionale, come in questo caso. Ma forse è troppo poco: di fronte a minacce di boicottaggio turistico e intorno a un caso di cui si parla mezzo mondo, tornare sui propri passi sarebbe anzi un esempio di buon governo. Magari il problema è un altro: se Lennox non potesse essere liberato perché in realtà è già morto, magari a causa delle pessime condizioni in cui è stato tenuto?
 
GREEN ME
11 LUGLIO 2012
 
Lennox è morto! (#savelennox)
 
Roberta Ragni
 
Lennox è morto. Alla fine è stato ucciso. A niente sono serviti gli appelli e le proteste. Parla la famiglia di Lennox, che affida la triste notizia a un twitt da 140 caratteri:  "il nostro bellissimo, innocente e coraggioso ragazzo verrà ucciso alle 07 di questa mattina dal Belfast City Council. Perché?". Una domanda che si perde nel silenzio assordante che segue questa dolorosa comunicazione.Lennox non ce l'ha fatta, la voce si diffonde sul web, l'hashtag #savelennox spopola su twitter, in un misto di amarezza, indignazione e sorpresa. Eppure, già ieri sera una nota della famiglia sulla pagina facebook suonava come una conferma della condanna a morte: "vorremmo cogliere l'occasione per ringraziare di nuovo tutti voi per i vostri messaggi di sostegno. Siamo spiacenti di comunicare che il Belfast City Council sembra intenzionato davvero a uccidere il nostro ragazzo. Nonostante ci fosse stato assicurato in un primo tempo, ci hanno negato la possibilità di dirgli addio. Ci hanno anche detto che non possiamo raccogliere il suo corpo e portare a casa Len. Siamo stati comunque informati che riceveremo "alcune" delle sue ceneri per posta". Ma Lennox è stato davvero assasinato? Manca la conferma ufficiale, dicono gli utenti. A rispondere loro è poco dopo un comunicato ufficiale del Council stesso, che fa sapere: " il cane Lennox, appartenente alla tipologia illegale di pitbull terrier, è stato umanamente soppresso. Questo in accordo con l’Ordine della Corte della Contea riaffermato dalla Corte d’Appello dell’Irlanda del Nord". La speranza è morta insieme a Len. "Il Consiglio degli esperti ha descritto il cane come uno dei più imprevedibili e pericolosi che avesse mai incontrato", prosegue la nota che tenta di giustificare questa orrenda esecuzione come necessaria "per la sicurezza e l'ordine pubblico". Non sono bastate le minacce di boicottaggio turistico, la pressione internazionale e quella nazionale, con la richiesta di graziare Lennox arrivata anche dal Primo Ministro dell'Irlanda del Nord. Il Belfast City Council è stato irremovibile. Una presa di posizione davvero assurda e incomprensibile. Talmente surreale da far montare nuovamente il dubbio più volte espresso dalle testate internazionali: e se Lennox non fosse stato liberato perché, in realtà, era già morto? Si tratta di una domanda che probabilmente resterà per sempre senza risposta, così come non si saprà mai cosa avrà provato questo "pericolosissimo cane assassino", strappato brutalmente prima alla sua famiglia umana e poi alla vita. Riposa in pace, Len.
 
LA ZAMPA.IT
11 LUGLIO 2012
 
Giustiziato il cane Lennox, ucciso senza neanche un addio
E' stato soppresso il cane condannato perché somigliante alla razza Pitbull
Negato l'ultimo saluto della proprietaria
 
fulvio cerutti

 

Lennox non c'è più. Questa mattina le autorità irlandesi che l'avevano rinchiuso in un canile, hanno eseguito la condanna a morte che pendeva sulla sua testa. La sua unica colpa? Assomigliare a un pitbull, razza considerata pericolosa in Gran Bretagna e, per questo, proibita dal Dangerous Dogs Act, legge in vigore dal 1991.
La sua storia è di quelle che lasciano senza parole. Chiunque, essere umano o animale che sia, per essere condannato dovrebbe avere una colpa specifica, verificabile e senza ombra di dubbio. Nel caso di Lennox così non è stato. Questo cagnolone di sette anni, nato a Belfast, in Irlanda del Nord, non ha una colpa specifica: non ha mai morso nessuno, non ha mai mostrato segni di aggressività. Anzi. Prima che il 19 maggio 2010 venisse preso e imprigionato dalle guardie zoofile del Comune, ha avuto una vita felice e tranquilla: Lennox viveva con la 34enne infermiera Caroline Barnes e con la piccola Brooke: la 12enne figlia disabile della signora che in lui aveva trovato un "fedele compagno" sempre presente nei momenti di difficoltà. «E' il mio miglior amico - ha raccontato nelle settimane precedenti la piccola al Daily Mirror -. Quando sto male, il che succede un sacco di volte, lui sta ai miei piedi e mi conforta... I miei altri cani escono e giocano, ma Lennox sta con me e io lo amo».
Da quando le hanno portato via il cane, Brooke non è più riuscita ad andare a scuola e ha cominciato a graffiarsi le braccia. Sintomi di insofferenza e disperazione interiore che preoccupano i medici che l'hanno in cura.
Lennox non ha colpe specifiche, neanche verificabili. E' finito in "galera" con un'accusa che va oltre al processo alle intenzioni. Lennox non è di una quelle razze considerate violente dalla legge inglese. L'unica colpa di questo cane è quella di assomigliare ai Pitbull. Condannato per l'aspetto fisico. In questi due anni di lotte, proteste, ricorsi, la famiglia Barnes ha anche prodotto un documento che smentisce tutto questo: «Gli era stato fatto il test del Dna - ha detto ai giornali - e questo ha dimostrato chiaramente che è un incrocio fra un American Bulldog, uno Staffordshire Bull Terrier e un Labrador».
Non ci sono neanche ombre sulle sue presunte colpe, c'è il buio completo. Emettere quella sentenza per Lennox è stato come condannare una persona che non c'entra assolutamente nulla con un crimine commesso da altri. Talvolta, nella vita degli uomini, capitano errori giudiziari dove una persona sconta una pena perché si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Magari indicato per sbaglio da un testimone. Lennox non ha questo tipo di colpe. Lui non era sul luogo di un'aggressione o simili. Lui era tranquillo ai piedi della sua piccola amica Brooke. Ignaro di tutto o di tutti.
Eppure da due anni Lennox veniva tenuto in una piccola cella del canile, con un po' di segatura sul pavimento, in attesa della sua esecuzione. Alla signora Barnes non è mai stato concesso di vederlo, di accarezzarlo. Così l'animale ha probabilmente provato anche la sensazione di essere abbandonato. Per oltre 772 giorni Lennox non ha neanche saputo delle lacrime versate da Caroline e dalla piccola Brooke, delle migliaia di persone che hanno firmato petizioni online in suo favore, che hanno scritto email e lettere di protesta, dei vip internazionali che sono scesi in campo per lui, delle decine di giornali che hanno scritto pagine e pagine del suo caso. Nulla di tutto questo. Alla signora Barnes, sono solo state consegnate delle fotografie che poi hanno fatto il giro del mondo.
«Ci è stata anche negate la possibilità di dirgli addio - ha scritto poche ore la morte di Lennox la signora Barnes -. Ci è stato detto anche che non possiamo raccogliere il suo corpo e portare a casa Len ma che riceveremo un po' delle sue ceneri per posta». Così ora non è più pericoloso.
FOTO
 
LA REPUBBLICA
11 LUGLIO 2012
 
Nessuna grazia per il cane Lennox
Eseguita la condanna a morte
"Appartenente a una tipologia illegale di pitbull terrier, è stato umanamente soppresso, in accordo con l'ordine della Corte della Contea riaffermato dalla Corte d'Appello dell'Irlanda del Nord", ha fatto sapere con un comunicato il Consiglio della città di Belfast. La sua storia aveva commosso e mobilitato il mondo
 
LONDRA - La sua storia 1 ha commosso l'intero Paese. Contro la condanna a morte per assomigliare a un pittbull, razza vietata in Irlanda, era partita una mobilitazione internazionale attraverso la campagna "Save Lennox 2" e la petizione per salvarlo era stata firmata in una frequentatissima pagina Facebook 3. Ma è stato tuto inutile e oggi Lennox è stato soppresso con un'iniezione letale.
"Il cane Lennox, appartenente a una tipologia illegale di pitbull terrier, è stato umanamente soppresso, in accordo con l'ordine della Corte della Contea riaffermato dalla Corte d'Appello dell'Irlanda del Nord", ha fatto sapere con un comunicato pubblicato sul suo sito il Consiglio della città di Belfast.Lennox era innocuo, non aveva mai morso né aggredito nessuno. Viveva in una famiglia che ha lanciato una battaglia disperata per salvarlo, arrivando a coinvolgere anche animalisti di altri Paesi. Tuttavia, "l'esperto del Consiglio ha descritto il cane come uno dei più imprevedibili e pericolosi cani mai incontrato", si legge nella nota del Consiglio comunale che, pur "rimpiangendo l'azione necessaria" di ucciderlo, ha sottolineato che "la sicurezza pubblica resta la sua priorità ".Le
guardie zoofile di Belfast avevano sequestrato Lennox il 19 maggio del 2010 all'infermiera Caroline Barnes, 34 anni, e a sua figlia Brooke, 12 anni, disabile, "accusandolo" di assomigliare a un pitbull, razza proibita da una legge del 1991, il Dangerous Dogs Act. Le due proprietarie non si erano mai arrese. Prima facendo una battaglia legale, poi mobilitando la Rete.
Il profilo creato su Facebook "Save Lennox" (Salvate Lennox) aveva avuto adesioni dagli Stati Uniti, Australia e Sudafrica, i giornali britannici avevano scritto del caso e diversi consiglieri comunali si erano detti indignati per la condanna a morte dell'animale. A New York, i sostenitori americani della campagna avevano manifestato davanti al consolato di Sua Maestà. Anche l'Italia si era mossa. L'Ente nazionale protezione animali, dopo aver sollecitato un intervento dell'ambasciatore del Regno Unito in Italia e del primo ministro dell'Irlanda del nord, aveva chiesto un atto di clemenza alla regina Elisabetta, confermando la disponibilità ad accogliere il cane in Italia. Ma non c'è stato nulla da fare.
La soppressione di Lennox ha suscitato forti reazioni anche tra gli animalisti. "La Municipalità di Belfast - afferma in una nota il presidente nazionale dell'Enpa, Carla Rocchi - si copre di vergogna e sarà da questo momento additata al disprezzo internazionale per avere assassinato una creatura innocente e indifesa, e per aver condannato con lui la bambina disabile che tanto lo amava". "La municipalità di Belfast - continua la nota - con un gesto di inaudita crudeltà, ha così deciso di schierarsi contro la scienza medica veterinaria, contro le ragioni del buonsenso e dell'umanità, contro milioni di persone che in tutto il mondo si sono mobilitate per invocare un atto di umanità e ragionevolezza. Purtroppo a nulla è valso l'autorevole intervento della Regina Elisabetta II né quello del premier nordirlandese. Hanno ucciso un cane innocente e pacifico che non ha mai fatto del male a nessuno".
 
LEGGO
17 LUGLIO 2012
 
INSULTI DOPO L'ESECUZIONE DI LENNOX:
IL BELFAST COUNCIL CHIUDE FACEBOOK 
 
di Debora Attanasio
 
BELFAST - Troppo insulti, e la pagina ufficiale del Belfast City Council scompare da Facebook. Dal'11 luglio scorso, data della soppressione di Lennox, il meticcio condannato a morte per troppa somiglianza con il pitbull, razza di cui è vietata la detenzione in Irlanda del Nord, la pagina del capoluogo dell'Ulster era infestata da pesanti rimostranze in tutte le lingue che non accennavano a diminuire. Nelle settimane precedenti all'esecuzione, gli utenti Facebook da tutto il mondo avevano postato sulla pagina appelli imploranti perché il cane venisse restituito alla padroncina disabile, ma le speranze erano state disattese dalla notizia della soppressione e l'ira degli animalisti si era scatenata sull'unico spazio raggiungibile, determinando l'inevitabile chiusura. Non è chiaro, però, se la chiusura sia stata una scelta degli amministratori, o se la pagina sia stata eliminata direttamente da Facebook per segnalazioni.
 
IL GIORNALE
18 LUGLIO 2012
 
Lennox, il cane ucciso perché somigliava a un pitbull: protesta al consolato britannico
Protesta al consolato britannico contro l'ingiusta morte del cane Lennox
 
"Lennox one like us": con un presidio presso il consolato generale britannico a Milano il popolo della Rete ha protestato pacificamente contro l'ingiustificata soppressione di Lennox, un cane innocuo, compagno di una bambina disabile, che aveva l'unica colpa di assomigliare a un pitbull. La soppressione è avvenuta l'11 luglio a Belfast, nonostante i numerosi appelli internazionali in favore della vittima e nonostante esami del Dna avessero decretato che Lennox non era un pitbull - cane che il Breed Specific Legislation (BSL) classifica come geneticamente pericoloso e i cui esemplari aggressivi devono essere sottratti alle famiglie e abbattuti - , bensì un innocuo incrocio tra un American Bulldog, uno Staffordshire Bull Terrier e un Labrador. Così nel 2010 Lennox, per oltre cinque anni cane assistente di una bambina disabile, è stato crudelmente strappato alla padroncina e alla sua famiglia e successivamente soppresso, dopo due anni di reclusione in un canile lager comunale. Anche se proprio la guardia cinofila sua responsabile Alexandra Lightfoot, che ha testimoniato sulla sua aggressività, è ritratta in molte foto col «detenuto» nell'atto di leccarle amorevolmente il viso. La protesta è corsa su Facebook e numerosi volontari e aderenti ad associazioni animaliste si sono riuniti davanti al Consolato Generale Britannico di via S. Paolo 7 a Milano, sia per chiedere spiegazioni sulla morte di Lennox, sia per rendere giustizia alla piccola disabile, caduta in una dgravissima depressione, e alla sua famiglia. Inoltre si vuole sottolineare come il BSL sia una legislazione ingiusta e incoerente, poiché proprio i cani di razza pitbull sono in molti stati usati come cani per pet-therapy, sostegno ai disabili e cura degli anziani. A Nicla Massone (Pitbull&Amstaff Rescue Italia) e Alessandro Vettorato (nel comitato promotore del presidio, composto da Animalisti Milano,ssociazione Animalisti Italiani,Animal Liberation Front https://www.facebook.com/events/246500085467513/ http://pitbullamstaffrescueitalia.blogspot.it/) è stato concesso un breve incontro col console, che si è mostrato visibilmente affranto e ha mostrato la sua solidarietà. Il comitato e i partecipanti vogliono infine ricordare come nel Regno Unito e in altri stati (USA, Canada e Australia) il BSL abbia già mietuto numerose vittime innocenti, mentre molte altre stiano attualmente scontando la loro detenzione in canili statali in attesa dell'esecuzione.
 
ANSA
6 LUGLIO 2012
 
Animali: in Puglia caldo torrido, ma nasce un pinguino
Nello Zoosafari di Fasano, tra ultimi nati anche uno scimpanze'
 
FASANO (BRINDISI) - Caldo torrido in Puglia, ma e' il tempo che un piccolo di pinguino ha scelto per nascere.
E' accaduto poche settimane fa nello Zoosafari di Fasano, dove tra i nuovi arrivati si festeggia anche un cucciolo di scimpanze'. Il pinguino appartiene a una specie protetta originaria del Sud America e comunemente nota come 'Sfenisco di Humboldt'. Il piccolo di scimpanze', Sammy, e' nato invece nel maggio scorso. Tra i suoi piu' 'grandi' amici Marcello, un giovane maschio di giraffa di quasi 5 metri, che volentieri scambia tenerezze col piccolino.
 
LIBERO REPORTER
6 LUGLIO 2012
 
Corea del Sud: riprende la caccia alle balene
 
Luciana Coluccello
 
Il piano della Corea del Sud che prevede di riprendere la caccia alle balene per scopi di ricerca convince molto poco i gruppi ambientalisti e le nazioni che sono contro la caccia di questo mammifero. Il sospetto è che la decisione sudcoreana sia in realtà solo un modo per riprendere velatamente la caccia alle balene per scopi commerciali.Il piano in questione è stato annunciato da Seul alla riunione annuale della Commissione Baleniera Internazionale (IWC) questa settimana. Secondo quanto riferito dal ministero dell’alimentazione, dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca, la caccia alle balene riprenderà solo per studiare quanti e quali tipi di pesci mangiano questi animali, dal momento che i pescatori sudcoreani hanno lamentato la scarsità di pesce a causa dell’enorme quantità che viene mangiato dalle balene.I gruppi ambientalisti, però, non credono affatto nella buona fede del piano. Al contrario, sono fortemente convinti che esso serva solo a rendere la Corea del Sud il quarto Paese (dopo Giappone, Islanda e Norvegia) che consente la caccia delle balene a fini commerciali. Caccia che era stata bandita nel 1986.Tra le performance inscenate dagli attivisti sudcoreani per protestare contro la scelta del loro governo, una colpisce in particolare. Alcuni di loro vestiti da ricercatori hanno tagliato pubblicamente il mock-up di una baby balena con una motosega e poi lo hanno puntellato con un martello. Di fronte al mock-up c’erano due croci di cartone che mostravano le bandiere di Corea del Sud e Giappone.Anche la nazione giapponese, infatti, sostiene che la sua caccia avviene solo per scopi di ricerca. La maggior parte della carne delle balene uccise, però, finisce nei ristoranti, nei negozi e nelle mense scolastiche del Sol Levante. Gli stessi funzionari sudcoreani hanno dichiarato di non aver ancora stabilito come sarà utilizzata la carne dei cetacei uccisi per scopi di studio.Australia e Nuova Zelanda, hanno già ampiamente criticato la decisione della Corea del Sud e si sono dette pronte a sollevare anche delle proteste diplomatiche di respiro internazionale.
In particolare, il Primo ministro australiano, Julia Gillard, ha dichiarato: “Sono molto delusa dall’annuncio della Corea del Sud. Siamo assolutamente contrari. Per questo ho chiesto al nostro ambasciatore a Seoul di sollevare la questione ai più alti livelli”. Anche gli Stati Uniti sono molto critici in merito alla decisione sudcoreana.Seul, intanto, non ha ancora reso noto il numero di balene che intende catturare e uccidere ogni anno, ma ci ha tenuto a precisare che per farlo non avrà bisogno di chiedere alcuna autorizzazione internazionale.
 
ANSA
7 LUGLIO 2012
 
Undici cuccioli pestati e gettati in cassonetto Olbia,3 vivi
 
CAGLIARI - Sono stati trovati da alcuni turisti in un cassonetto: undici cagnolini erano avvolti in una busta della spazzatura ed erano stati pestati a sangue nel tentativo di liberarsi di loro. A due giorni dal ritrovamento, pero', solo tre cuccioli ce l'hanno fatta. Gli altri otto non sono riusciti a superare le ferite. E' accaduto a Olbia, in una via centrale della citta'. [...]
 
LA NAZIONE
7 LUGLIO 2012
 
Cani lupo maltrattati, denunciato il proprietario
Gli animali sopravvivevano solamente grazie al lancio di cibo dei passanti impietositi
 
Firenze - Ancora maltrattamenti su animali. Ieri due cani lupo meticci sono stati sequestrati dalle guardie zoofile dell'Enpa, dopo essere stati trovati abbandonati e maltrattati a Le Cetine, nel comune di Rignano sull'Arno. Secondo l'Enpa, intervenuta a seguito di numerose segnalazioni da parte di cittadini, i due cani, un maschio e una femmina di circa tre anni, erano in stato di abbandono da oltre quattro settimane e ''hanno potuto sopravvivere solamente grazie al lancio di cibo effettuato da passanti impietositi dai loro continui lamenti''. Il proprietario degli animali e' stato denunciato, in stato di irreperibilita', per abbandono e maltrattamenti di animale.Uno dei due cani, spiega sempre l'Enpa ''era rinchiuso in un angusto capanno costruito con lamiere appuntite ed arrugginite. Il cane era costretto a camminare e giacere sulle proprie deiezioni, su rottami metallici e schegge di vetro, tanto che le zampe e le articolazioni sono risultate piene di ulcerazioni infette e sanguinolente. Nel bidone di acqua putrida usato come abbeveratoio per il povero animale le guardie hanno rinvenuto un cucciolo di gatto morto affogato''. Nelle immediate vicinanze e' stato poi rinvenuto l'altro cane ''detenuto in un angusto recinto all'aperto, anch'esso in condizioni igieniche pessime''.I due cani, ''visibilmente provati'', sono stati subito soccorsi dal veterinario Enpa: entrambi, ''docilissimi e dolcissimi, sono risultati infestati da numerosi parassiti, disidratati e denutriti con piaghe e tagli infetti alle zampe.
Gli animali hanno potuto sopravvivere solamente grazie al lancio di cibo effettuato da passanti impietositi dai continui lamenti degli animali. Le guardie zoofile, insieme a un ufficiale della polizia provinciale, hanno provveduto ad effettuare il sequestro penale dei due cani dopo il nulla osta della magistratura: ora gli animali sotto la custodia dei volontari della protezione animali.
 
GEA PRESS
7 LUGLIO 2012
 
Ex canile di Cremona: cinque imputati rinviati a giudizio
Soddisfazione della Lega Nazionale per la Difesa del Cane.
 
Continua l’iter giudiziario della vicende relativa all’ex canile di Cremona. Il giudice per l’udienza preliminare presso il Tribunale di Cremona Letizia Platè, su richiesta del pm Fabio Saponara, ha rinviato a giudizio cinque dei sei imputati dell’inchiesta sulle presunte uccisioni di animali. Dure le parole del PM sulla struttura definita addirittura “un campo di concentramento”. Un accusa molto grave dalla quale ora gli imputati dovranno difendersi per dimostrare la propria innocenza. A comunicarlo è la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, la quale rende noto, con soddisfazione, l’accettata costituzione di parte civile, oltre che della Lega del Cane, anche di LAV ed OIPA.Una vicenda che terrà banco sicuramente per parecchio tempo e che getta cattive luce su chi avrebbe dovuto controllare. Secondo l’Avv. Gian Luca Scagliotti “alla soddisfazione professionale, in questo caso amplificata dall’onore di poter rappresentare congiuntamente tre grandi associazioni animaliste si accompagna sempre il rammarico che fatti come quelli per cui sono stati rinviati a giudizio gli imputati potrebbero essere evitati se gli enti preposti esercitassero le proprie funzioni di controllo“.L’inchiesta, ha ricordato la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, aveva preso spunto da un esposto del 2007 della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Un cane abbandonato che l’associazione animalista aveva cercato di riprendere dal canile Cremonese, trovandolo, però, all’interno di un sacco nero e con un certificato di morte per torsione dello stomaco. Una patologia, secondo la Lega del Cane, non frequente e che avrebbe dovuto insospettire chi deputato al controllo.“Naturalmente gli imputati saranno da ritenersi innocenti fino alla sentenza definitiva e ci sarà una lunga battaglia processuale, come è avvenuto finora: resta il fatto che l’impianto accusatorio ha superato il vaglio dell’udienza preliminare. Nel complesso – conclude il legale di parte civile - i riscontri oggettivi portati a conoscenza del Giudice erano di notevole rilevanza e solo la posizione di un veterinario risultava defilata ed in quel caso non sono risultati sussistenti sufficienti motivi per il rinvio a giudizio”.“Abbiamo ritenuto di costituirci con unico legale – hanno dichiarato Laura Rossi, Gianluca Felicetti e Massimo Comparotto, rispettivamente presidenti di LNDC, LAV e OIPA – per far comprendere in modo inequivocabile che Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LAV e OIPA lavorano su obiettivi comuni e portano avanti la battaglia dei diritti degli animali con ogni mezzo che l’ordinamento mette a disposizione e per primo il processo. Non diamo e non daremo tregua a chi si macchia di delitti nei confronti degli animali, nostri compagni di vita e non strumenti di arricchimento personale anche a danno della collettività.
 
STAMPTOSCANA
7 LUGLIO 2012
 
4 settimane d’inferno per 2 cani salvati dall’Enpa
Sequestrati due meticci di cane lupo nella località Cetine a Rignano sull'Arno dalle guardie zoofile. Proprietario denunciato per abbandono e maltrattamento contro animali
 
Rignano sull'Arno (FI) - Due cani in stato di abbandono e vittime di maltrattamenti sono stati rinvenuti dalle guardie zoofile dell'Enpa (Ente nazionale protezione animali) a Rignano sull'Arno. Fondamentali le numeorse segnalazioni dei cittadini che hanno condotto le guardie zoofile sulle tracce delle due povere bestie.
Il proprietario, abitante a Rignano sull'Arno, è stato denunciato alla magistratura per i reati di abbandono e maltrattamento contro animali.I due animali, che sono stati ritrovati venerdì scorso dalle guardie dell'Enpa, che hanno provveduto al loro sequestro, sono stati rinvenuti all'interno di un casolare abbandonato alle Cetine, una località nel comune di Rignano sull'Arno. Si tratta di due meticci di cani lupo, un maschio e una femmina di circa tre anni, che erano stati rinchiusi nel posto da oltre 4 settimane.
Secondo la testimonianza dei volontari dell'Enpa, "uno dei due cani era rinchiuso in un angusto capanno costruito con lamiere appuntite ed arrugginite. Il cane era costretto a camminare e giacere sulle proprie deiezioni, su rottami metallici e schegge di vetro, tanto che le zampe e le articolazioni sono risultate piene di ulcerazioni infette e sanguinolente. Nel bidone di acqua putrida usato come abbeveratoio per il povero animale le guardie dell’Enpa hanno rinvenuto un cucciolo di gatto morto affogato.
Nelle immediate vicinanze e’ stato rinvenuto l’altro cane detenuto in un angusto recinto all’aperto, anch’esso in condizioni igieniche pessime".Gli animali, di ottimo carattere nonostante la situazione, erano infestati da parassiti, disidratati, denutriti e con le zampe piene di tagli e piaghe infette. Nelle settimane scorsae, gli animali sono sopravvissuti, secondo le notizie raccolte dall'enpa, solo col lancio di cibo da parte di passanti impietositi dai loro lamenti.
Le guardie zoofile, con il supporto di un ufficiale della Polizia provinciale, hanno effettuato il sequestro penale dei due cani, su nulla-osta del Tribunale di Firenze. I due cani si trovano attualmente sotto la custodia dei volontari della protezione animali.
 
GEA PRESS
7 LUGLIO 2012
 
Lecco – cane scappa dal giardino di casa e ritorna con un foro nel fianco
Indagano i Carabinieri.
 
 I fatti sono accaduti lo scorso 30 giugno a Barzago, in provincia di Lecco. Un 50enne del luogo si presenta alla Stazione dei Carabinieri di Cremella per sporgere denuncia relativamente al ferimento del proprio cane. Lui, il cane, si chiama Remì ed è un meticcio di piccola taglia di colore bianco. Remì vive insieme alla sua famiglia di umani in una casa con giardino, ma a lui piace correre e scorazzare nella vicina boscaglia. Nella mattinata del 30 giugno, Remì riesce a farsi un varco nella recinzione, e corre via per il bosco.Il suo padrone, accortosi dell’assenza dell’animale, subito comincia a chiamarlo a gran voce finché lo vede rientrare dal bosco zoppicante e sanguinante. Inizialmente l’uomo pensa ad un ferimento dovuto a qualcosa di appuntito come una spina, ma con il passare del tempo le condizioni dell’animale peggiorano e così viene portato dal veterinario. Qui l’incredibile scoperta. La ferita era stata causata da un colpo d’arma da fuoco, verosimilmente una carabina. Dalle lastre era visibile il piombino conficcato all’interno del fianco.Sul caso stanno indagando i Carabinieri della Stazione di Cremella, coordinati dal Comando Compagnia di Merate, guidato dal Capitano Giorgio Santacroce. Secondo i militari il ferimento è certamente doloso. Del resto non è la prima volta che i Carabinieri intervengono per casi di ferimenti con l’uso di armi da fuoco di animali domestici. Intanto, il povero Remì grazie alle cure antibiotiche si sta riprendendo, sebbene non è stato ancora possibile estrarre il proiettile.
 
LIVE SICILIA
7 LUGLIO 2012
 
La "disavventura" di Ada Alberti
Niente cani in cabina e scatta la polemica
 
L'astrologa Ada Alberti ha provato a imbarcarsi nel traghetto con al seguito il suo cane ma ha trovato una brutta sorpresa: gli animali non sono ammessi in cabina. E fa partire una campagna via twitter coinvolgendo Paola Saluzzi, Rosanna Lambertucci, Salvo Sottile, Rita Dalla Chiesa. Eppure il regolamento parla chiaro...
Tutto ha inizio da un tweet di Ada Alberti, l'astrologa che imperversa nei programmi di canale 5. “Devo andare in Sicilia con la macchina ed il cane: è possibile che la TTT Lines non voglia cani in cabina? Ma che Paese è il nostro. Aiuto!”.
Come si fa a pensare a passare un vacanza in una bella terra come la Sicilia senza la compagnia del fedele amico a quattro zampe? La Alberti, che ha anche scritto che stava per recarsi nell'Isola per andare a trovare i suoi genitori, allora, fa partire una vera propria campagna via twitter: “Le navi traghetto non accettano i nostri animali in cabina, vi chiedo di ritwittare questo messaggio affinché qualcuno se ne occupi! Vergogna”. Quindi chiama a raccolta altri personaggi televisivi notoriamente cinofili. Scrive a Rosanna Lambertucci: “Ti chiedo: dato che vai a 1 Mattina, puoi dare voce al fatto che nelle navi traghetto non accettano i nostri animali? Aiuto!”.
Rinforza la dose coinvolgendo anche Paola Saluzzi: “Aiuto, devo andare in Sicilia con il cane, ma nelle navi traghetto non lo accettano in cabina. :(( puoi fare qualcosa?”. Arriva anche a “disturbare” Servizio Pubblico, la trasmissione di Michele Santoro: “Le navi non vogliono i cani in cabina, come vado in Sicilia? Aiuto!!!”. E non si ferma qui. “Li mettono in gabbia sul ponte tutta una notte a prendere freddo :(( Che ci andassero loro! Vergogna!!!” continua a scrivere.
Anche Salvo Sottile viene coinvolto nella protesta della Alberti, a cui chiede di parlarne in tv: “Magari invitare qualche Dr di una nave, forse cambierebbe qualcosa.. Poi dicono di non abbandonare gli animali d'estate”.
E, questo punto, non poteva mancare un'icona della difesa degli animali come Rita Dalla Chiesa: “Rita facciamo qualcosa, con chi possiamo parlare?”. La conduttrice di “Forum”, al contrario degli altri personaggi citati, le risponde: “Non sai in che condizioni certe persone la mattina lasciano la loro cabina o i bagni della nave!!!! E poi parlano di cani...”.
Alla fine della fiera, però, qualcosa non torna. Il regolamento della TTT Lines recita: “Il trasporto di animali domestici di taglia piccola (gatti, cani, ecc.) al seguito del passeggero è consentito purché siano muniti di certificato di buona salute e sia stato acquistato il relativo biglietto. In conformità Alle normative igieniche - sanitarie, gli animali domestici, quando accettati dalla Società, dovranno viaggiare nei locali a loro riservati, essendo assolutamente vietato ai passeggeri di tenerli in cabina e nei locali sociali. I passeggeri sono responsabili per qualsiasi eventuale danno provocato alle cose o a terzi dai loro animali”. Nero su bianco. Ma forse la Alberti, confidando nelle sue qualità di preveggenza, avrà letto male... le stelle.
 
LA ZAMPA.IT
7 LUGLIO 2012
 
Stop agli allevamenti di visoni, il parlamento olandese ci riprova
 
Un nuovo tentativo per dire basta agli allevamenti di visone arriva dal Parlamento olandese.L'iniziativa è partita dalla Camera bassa che ha adottato una proposta di legge, ora in attesa di approvazione da parte del Senato. Il testo prevede la chiusura di 161 allevamenti di visoni per pellicce nei Paesi Bassi, terzo produttore mondiale nel settore dopo Cina e Danimarca, e indennizzi per gli allevatori.
Un passo in avanti a difesa di questi animali, anche se solo a partire dal 2024.Un primo tentativo era già stato fatto nel 1999, con la deposizione di una proposta di legge che prevedeva la chiusura di tutti gli allevamenti di questi mammiferi entro il 2018. Proposta  adottata dalla Camera bassa nel 2008, ma successivamente rigettata dal Senato. Quell'anno, tuttavia, furono vietati gli allevamenti di volpi e cincillà.
 
LA TRIBUNA DI TREVISO
7 LUGLIO 2012
 
Allevamento irregolare: spaccio carni rischia la chiusura
 
MOGLIANO (TV) - Controlli igienico-sanitari ieri all'allevamento di maiali di Bonisiolo: a rischio chiusura lo spaccio di carni Taffarello. Sarebbero state riscontrate dai responsabili dell'Ulss 9 diverse irregolarità nell'azienda agricola moglianese. Quello realizzato ieri mattina è stato un controllo congiunto dei responsabili del servizio Veterinario di Sanità Animale e di Igiene degli Allevamenti e delle produzioni zootecniche dell'azienda sanitaria di Treviso e la polizia locale del Comune di Mogliano. Sono stati ritrovati nell'allevamento anche alcuni maiali morti, ma secondo i tecnici Usl 9, il numero dei decessi sarebbe riconducibile ad un fisiologico andamento anagrafico e non ha destato particolare preoccupazione. Se però il numero di animali deceduti è stato considerato compatibile con il numero di capi allevati, non si può dire altrettanto per alcune altre disposizioni di legge. In particolare è stato segnalato da alcuni cittadini lo sversamento di liquami prodotti dall'allevamento di suini direttamente sui vicini corsi d'acqua. L'evidente violazione delle norme per il corretto smaltimento di questa tipologia di rifiuto organico potrebbe costare cara ai titolari. L'azienda in questione ha anche in gestione un punto di vendita diretto al pubblico. Secondo i primi rilievi effettuati, la sanzione potrebbe comportare anche la sua chiusura: «Stiamo valutando una punizione esemplare» ha commentato il sindaco di Mogliano Giovanni Azzolini «perchè è necessario rispettare le regole, quindi dopo i controlli stiamo ora verificando gli esiti e potremmo prendere presto provvedimenti molto drastici».
 
IL SECOLO XIX
7 LUGLIO 2012
 
Capretta smarrita a Camogli
 
 
Genova - Riceviamo e pubblichiamo la foto di una capretta che Chiara Farsaci, lettrice del Secolo XIX, ha trovato venerdì mattina nel giardino della sua abitazione di Camogli, in via Figari. Vigili urbani e guardia Forestale, chiamati dalla donna per capire a chi potesse appartenere l’animale, non sono riusciti a rintracciare i proprietari, e la capretta rimane dunque ancora nel giardino della signora Farsaci.
 
IL CENTRO
7 LUGLIO 2012
 
Domani l’apertura della spiaggia per cani
 
GIULIANOVA (TE) - Sarà inaugurata domani pomeriggio "Unica beach", la spiaggia libera riservata ai cani e ai loro padroni: situati tra lo stabilimento Capo Horn ed il camping Tam Tam, gli 80 metri di litorale riservati agli animali a 4 zampe saranno presentati alla cittadinanza alle 17 di domenica. L'evento ha già scatenato numerose polemiche, sia degli operatori turistici e commerciali della zona, che vedono l'istituzione come l'ennesima penalizzazione per il lungomare sud, sia di Progresso Giuliese, che domattina terrà un sit in di protesta. All'interno di "Unica beach" i cani dovranno essere tenuti al guinzaglio e dovranno essere dotati di tutte le certificazioni veterinarie attestanti la buona salute dell'animale. L'entrata in acqua sarà consentita solo a 5 cani per volta. La spiaggia, che forse, nel prossimo anno, verrà ubicata altrove, è dotata di servizi e postazione veterinaria.
 
GAZZETTA DI MANTOVA
7 LUGLIO 2012
 
Norme sul benessere animale Le porcilaie sono da rifare
 
Questione di una manciata di mesi. Per gli allevamenti suini l'ora x scatterà il primo gennaio 2013, quando entreranno in vigore le nuove norme sul benessere animale. Un provvedimento simile a quello preso a inizio anno per le galline ovaiole. Confagricoltura ha chiamato all'appello tutti i suinicoltori associati per informarli su cosa cambierà. Inutile sperare in un rinvio. Come per le galline, anche per i suini non ci saranno deroghe e ripensamenti. Dunque per gli allevamenti che ancora non si sono adeguati alle nuove disposizioni emanate da Bruxelles, circa il 50%, è tempo di aggiornare le porcilaie. Lo hanno detto chiaramente Guerino Lombardi, direttore del centro di referenza per il benessere animale dell'istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna, ed Antonio Vitali dell'unità operativa veterinaria regionale, protagonisti dell'incontro informativo organizzato da Confagricoltura Mantova, che ha richiamato nella sede di via Fancelli anche rappresentanti di Confagri Roma. L'imperativo è rimboccarsi le maniche, per i trasgressori sono previste sanzioni dai 3 ai 9mila euro. «I tempi sono maturi - ha detto Vitali - dobbiamo definire un piano per l'adeguamento e stabilire linee guida per soddisfare entro sei mesi le richieste della comunità europea». Dello stesso avviso Guerino Lombardi: «Purtroppo chi è già a norma ne sta facendo una questione puramente commerciale. Tanti fra quelli che hanno provveduto all'adeguamento stanno strumentalizzando il discorso sul benessere animale per vendere tutti i loro suini, e ci riusciranno». «In termini economici questo aggiornamento per un allevatore comporta - spiega Lombardi - una maggiore disponibilità di spazio e una riduzione del numero di scrofe allevate nell'ordine del 30%».
 
NOTIZIE.IT
8 LUGLIO 2012
 
Orrore al cimitero di Bari: un gatto infilzato sulla croce, un altro sventrato
 
Bari – Il cimitero di Bari ritrovo di uno o più satanisti? Sembra esserne certi in molti. Il motivo di tale ipotesi è il ritrovamento di alcuni gatti morti. Venerdì mattina due addette alla polizia si sono trovate davanti a una scena macabra: un gatto era infilzato su una croce, un altro in terra, sventrato. Questo è solo l’ultimo episodio. Altri gatti, infatti sono stati rinvenuti uccisi nel cimitero. Sui corpi dei gatti sarebbero presenti anche alcuni segni definiti “strani”. Riti satanici? Magia nera? Gesto isolato di un folle? Quello che è certo è che si tratta di un crimine.
 
MESSAGGERO VENETO
8 LUGLIO 2012
 
Avvelenati cinque animali nella “colonia” felina
Sacile, il titolare: «Sono preoccupato, molti altri non li vedo quando porto il cibo». È caccia aperta al “killer” , l’anno scorso le vittime erano state una trentina
 
SACILE (PN). Cinque gatti avvelenati nella colonia felina di via dei Cipressi: a Sacile è caccia aperta al killer degli animali. Erano stati 30 i mici-vittima nell’estate 2011 e le morti sono, ora come allora, denunciate da Marco De Vecchio che è responsabile della colonia.«Ho avvisato le forze dell’ordine e alla polizia municipale: ho trovato cinque gatti morti abbandonati nel vicino fossato, due domeniche fa – si sente impotente l’animalista che da sei anni sfama due colonie feline in città e si occupa delle sterilizzazioni –. Ci sono altri gatti che non vedo da giorni, nel punto di accoglienza in via dei Cipressi, quando porto il cibo. Sono molto preoccupato».Un anno fa il killer dei gatti selvatici aveva sparso un lumachicida, sul territorio. «Palline dolci, apparentemente innocue e che hanno fatto una strage – erano state inutili le cure nella clinica veterinaria sacilese ha ricordato Marco che ha gli animali nel cuore –. La catena della violenza contro vittime innocenti, non si interrompe. Ci sono dei sospetti, però».Gli indizi, raccolti dai residenti, indicano che i mici uccisi dal veleno davano fastidio. «Mi è stato riferito che alcuni con domicilio nelle strade residenziali a 300 metri dalla colonia, sono inferociti contro gli animali – ha confermato che la zona è sotto controllo degli animalisti –. Ho chiesto ai vigili di fare sopralluoghi: i gatti non fanno male a nessuno, scorazzano nei campi e sono indifesi. Dopo le 30 morti nel 2011, i gatti erano rimasti una quindicina: adesso sono ridotti a poche unità».Le carcasse sono state sepolte, come un anno fa: l’estate è cominciata male, con il magone per tutti. Le “gattare” che curano le varie colonie feline della città sono in pre-allarme, perché il killer dei gatti potrebbe sconfinare da via dei Cipressi.«I lumachicidi si usano, di solito, negli orti – ha sottolineato il fattore che non tiene –: non è possibile parlare di un caso sfortunato. C’è qualcuno che intenzionalmente vuole ammazzare i gatti».Mici in salute che da un giorno all'altro barcollano, vomitano e muoiono. Se fosse scoperto, il killer dei gatti rischia la denuncia, condanna per maltrattamenti fino a 18 mesi di reclusione e sanzioni fino a 15 mila euro.Ma il vero sdegno è quello dei sentimenti. «L’appello – dice Marco, che convive felicemente con due cani e quattro gatti - è alla coscienza civile di tutti«. Per fermare la strage del killer dei mici.
 
NET1 NEWS
8 LUGLIO 2012
 
Cani da uccidere, fotografati gli ultimi istanti di vita (VIDEO)
Per sensibilizzare l’opinione pubblica, un fotografo giapponese ha deciso di fotografare 100 cani, prima che questi venissero uccisi. Il risultato è profondamente toccante.
 
TAIPEI (CINA) – Ci sono cose al mondo che nessuno dovrebbe mai vedere. Poi ci sono altre cose, invece, che nessuno vorrebbe vedere, per paura di “vederle” sul serio. Una di questa è la morte, o meglio, la morte in faccia. Questo è in poche parole l’incipit del progetto di Tou Yun-fei, fotografo di Taipei, che ha deciso di immortalare centinaia di cani randagi, poco prima che questi morissero a causa di una brutale eutanasia da parte del canile della città. Questo – a detta di Tou Yun-fei – gli servirà per sensibilizzare le persone. Il problema dei cani randagi, infatti, in Cina è un problema serio: ogni giorno arrivano ai canili centinaia di cani, alcuni di pochi giorni soltanto. Il problema principale è che nessuno sa più dove metterli. Il filmato, nei suoi glaciali silenzi, è di una violenza unica. Molto probabilmente il fotografo è riuscito a cogliere perfettamente l’argomento: estrapolare la morte dal volto di un cane morente. A volte sembra che il cane capisca che è arrivato davvero il suo momento. Va detto che, purtroppo, nel video alcuni cani sono davvero piccoli e indifesi. Intervistato, Tou Yun-fei ha così dichiarato: “Volevo fotografare la morte. Volevo far capire al mondo intero che tutti muoiono, anche i cani. Per questo motivo che ho deciso di fotografarli mentre avevano un’espressione regale, quasi aristocratica, perché sono dei coraggiosi che vanno a morire. La cosa sicura è che ho dovuto applicare un grande distacco quando li ho filmati e quando ho posizionato davanti a loro la macchina da presa, cioè ho dovuto praticamente lasciare il cuore da un’altra parte. È brutto da dire, ma è così. Ho fatto un carico emotivo senza precedenti. A giornata finita, poi, non avevo nemmeno voglia di parlare. Vorrei che qualcuno si fermasse a riflettere. Io l’ho fatto”. E voi?
VIDEO
 
GEA PRESS
8 LUGLIO 2012
 
Da Siracusa a Torino passando da Palermo – il lungo viaggio dei cardellini di contrabbando (FOTO)
Intervento del Corpo Forestale della Regione siciliana.
 
Un lungo tragitto quello programmato per i 22 cardellini, verosimilmente catturati nel centro della Sicilia, posti sotto sequestro il 29 giugno scorso nel porto di Palermo. Ad intervenire il Corpo Forestale della Regione siciliana Distaccamento Palermo – Falde, guidato dal Comandante Lia Pirrello.Ad essere bloccato un pensionato di Lentini, in provincia di Siracusa, classe 1952. Era pronto ad imbarcarsi per Genova. Da qui avrebbe raggiunto Torino, dove aveva eletto domicilio.I 22 cardellini erano sistemati in gabbie di legno ad uso degli uccellatori, riposte nel sedile posteriore di una Fiat marea. Una delle gabbie era sistemata all’interno di un borsone appositamente predisposto, fatto questo che fa presupporre ad una regolarità delle spedizioni.Un altro particolare lascia però supporre come gli stessi animali fossero in mano a persona tutt’altro che inesperta. Due volatili, infatti, erano provvisti di anellino in uso presso le associazioni di ornicoltori. La loro presenza attesta la nascita in cattività. Si tratta, pertanto, di un potenziale escamotage (più volte smascherato dagli inquirenti) messo in atto per riciclare animali in realtà catturati in natura. Tale cattura è vietata dalla legge. Dieci cardellini, inoltre,  riportavano alle zampe strisce di diversa coloritura. Blu, se maschi, e rossi nel caso delle femmine. Nessuno di loro aveva anellini, così come gli altri dieci rimanenti.Dieci cardellini sono stati subito liberati nella Riserva Naturale di Monte Pellegrino (nella foto segnata in gallery), che si trova proprio in prossimità del Distaccamento Falde della Forestale siciliana. Gli altri dodici sono invece stati consegnati per le opportune cure al Centro di Ficuzza della Regione siciliana, gestito dalla LIPU.Il pensionato, denunciato per detenzione di fauna selvatica protetta, si è difeso sostenendo di avere acquistato i cardelllini al mercato di Siracusa, non sapendo della provenienza illecita. E’ probabile che durante il tragitto, forse in una piazzola di sosta, sia stato notato da qualcuno. Ai Forestali, infatti, era pervenuta una circostanziata segnalazione.
VEDI FOTO:
 
GEA PRESS
8 LUGLIO 2012
 
Palermo – un avvoltoio grifone nel mercato di Ballarò
Sequestro della Forestale siciliana.
 
 
Lo aveva iniziato a far vedere già da un paio di un giorni. Ottanta euro, poi contrattati a cinquanta, forse quaranta. “Tanto entro domenica lo vendo“, aveva detto ad un acquirente. Ed invece, proprio oggi, si è presentato il personale del Nucleo Operativo Provinciale del Servizio Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Palermo che ha provveduto al sequestro dell’avvoltoio grifone impagliato da mano esperta.La fattura, dicono dalla Forestale siciliana, era ottima. L’animale era in possesso di un cittadino di origine rumena che è stato così denunciato per violazione della normativa venatoria e di quella relativa alla detenzione di cui alla Convenzione di Washington sul commercio di specie rare e minacciate di estinzione.Il Grifone era posto in vendita in un banco della zona abusiva del mercato di Ballarò. Il caravanserraglio di Palermo, dove, specie la domenica mattina, fin dall’alba, centinaia di venditori abusivi espongono di tutto. Del grifone, ovviamente, nessuna traccia documentale. Impossibile stabilire la provenienza, anche se qualcuno aveva vociferato che potesse provenire dai Nebrodi, dove è stato reintrodotto negli anni passati. Forse un “oggetto” rubato, come molto altro del mercato in oggetto (fauna selvatica compresa), visto che il prezzo proposto alla vendita era decisamente basso rispetto a quello stabilito dal mercato nero.
 
GEA PRESS
8 LUGLIO 2012
 
Catania – pure due varani del deserto tra i sequestri del Servizio Cites della Forestale siciliana (FOTO)
Interventi nel capoluogo etneo e a Taormina.
 
Un’indagine complessa che ha visto coinvolti pure alcune rivendite autorizzate di animali. Poi le segnalazioni di vendita di Testudo hermanni, tartaruga terreste protetta dalla legge. Fatto sta che in una delle perquisizioni eseguite su mandato del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, dott.ssa Benigni, il personale del Servizio 8 Cites e dell’Aliquota di P.G. presso la Procura, entrambi uffici del Corpo Forestale della Regione Siciliana, hanno rivenuto finanche due Varani del deserto. Erano impagliati, come buona parte degli animali sequestrati. Tra questi un Barbagianni, una Civetta ma anche coralli e rare conchiglie. Tutti appartenenti a specie tutelate dalla Convenzione di Washington sul commercio di specie rare e minacciate di estinzione.Sempre nell’ambito della stessa perquisizione domiciliare, tra gli animali appartenenti a specie particolarmente protette o protette dalle norme sull’esercizio venatorio e dalla direttiva europea sugli uccelli, sono stati posti sotto sequestro un Airone bianco maggiore, un Airone guardabuoi, una Garzetta, un Tarabuso (airone, questo, molto raro). Rinvenuto pure un Martin pescatore, un Chiurlo, uno Svasso maggiore, un piro piro culbianco, un Gabbiano comune ed un Tuffetto. Anche questi animali erano impagliati.Tutti vivi, invece, cinque Tortore dal collare orientale (specie protetta dalla Convenzione di Washington), due Ortolani, tre Cardellini, due Fringuelli, un Verzellino, un Pettirosso, un Fanello, una Passera mattuggia ed un Beccofrosone. L’intervento è stato messo in atto lo scorso 14 giugno.In diversa operazione, compiuta due giorni addietro su mandato del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina, dott.ssa Scigli, il personale del Servizio 8 Cites del Corpo forestale della Regione Siciliana, ha posto sotto sequestro 17 Testuggini di Hermann. Gli animali erano detenuti, per fini di allevamento, nel giardino di una abitazione privata. Tutti erano privi della necessaria documentazione CITES. L’incauto detentore è stato denunciato per detenzione illegale di esemplari appartenenti a specie tutelate dalla Convenzione di Washington.
VEDI FOTO:
 
IL SECOLO XIX
8 LUGLIO 2012
 
La volpe che cerca una casa
Continua l'odissea dell'animale ferito da una tagliola in val di Vara e poi curato

La Spezia - Volpina cerca casa. "Volpina", in realtà, è il nome con cui affettuosamente la chiamano le persone che l'hanno conosciuta e che sperano che la sua storia abbia un lieto fine: «Agli animali selvatici non diamo un nome. Perché poi, una volta guariti, devono tornare liberi», spiega Perla Lucchini, volontaria Lipu che la sta assistendo nello studio veterinario del dottor Carlo Andreoni.Quasi certamente, però, questa volpe di circa due anni non potrà tornare nei suoi boschi della val di Vara, dove circa un mese fa è stata trovata, ferita da una tagliola. In pochi si sono mossi per soccorrerla: fra questi, i ragazzi della Guardia Ecologica volontaria e la responsabile dell'ufficio Animali, Antonietta Zarrelli; poi loro, Carlo Andreoni e Perla Lucchini, che ogni giorno fanno i salti mortali per rispondere alle numerosissime chiamate di chi segnala animali feriti. Da un mese Volpina è curata e accolta. Ma dovrà trovare una nuova sistemazione, il più possibile ampia per ospitare un animale nato per vivere nei boschi. Una soluzione sembrava arrivata da un'azienda agricola, ma l'alloggio non si è rivelato idoneo e i veterinari non hanno avuto il cuore di lasciarla lì: «Forse ci sono privati che hanno creato dei recinti appositi - è l’ipotesi di Lucchini - Speriamo di trovare una soluzione anche temporanea perché non abbiamo il coraggio di vederla in questa gabbia».© Riproduzione riservata

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IL TIRRENO
8 LUGLIO 2012
 
Dopo l’operazione la tartaruga ferita si prepara a ripartire
 
Melisanda Massei Autunnali
 
PIOMBINO (LI) -  La tartaruga ferita - recuperata nel golfo di Follonica e trasferita all'istituto di biologia marina - è stata operata. Intervento eseguito da Pierre Melanie, della facoltà di veterinaria dell'università di Pisa, nella clinica veterinaria di Follonica. All'animale, che presentava un grosso taglio sul carapace, sono stati asportati pezzi di scudo di un'elica che si erano infilati nella ferita, e le parti di guscio ormai necrotizzate. Dopo l'operazione la tartaruga è stata trasferita di nuovo a Piombino, dove trascorrerà la convalescenza nelle vasche dell'istituto in piazza Bovio. «Qui – spiega il direttore Roberto Bedini – verranno a visitarla una volta ogni due giorni i medici dell'università di Pisa. Attualmente l'animale è in cura antibiotica. Il suo dorso è fasciato e sulla ferita sono state applicate pomate antisettiche». La guarigione della tartaruga, aggiunge Bedini, dovrebbe richiedere un paio di settimane: dopodiché il guscio, che presenta anche un altro piccolo taglio in prossimità della coda, sarà trattato con resina e una volta saldato, l'animale sarà messo in libertà. Per chi fosse interessato a farle visita, l'istituto è a disposizione: basterà suonare il campanello e gli operatori saranno subito a disposizione del pubblico. «In queste prime settimane estive – commenta Bedini – abbiamo ricevuto moltissime visite, soprattutto di famiglie con bambini e di turisti. C'è un grande interesse nei confronti degli animali che si trovano nel nostro centro, e dunque, anche per questa tartaruga». La quale, a sua volta, ha già iniziato a mostrare i segni della riuscita dell'operazione, e sembra trovarsi a suo agio nella vasca, dove ha già cominciato anche a nuotare. «Troveremo il modo – conclude Bedini – di farla anche tornare a mangiare».
 
IL TIRRENO
8 LUGLIO 2012
 
I vigili del fuoco salvano 6 cani da caccia
 
EMPOLI (FI) - Sei cani da caccia di razza setter hanno rischiato di morire bruciati in una rimessa agricola lungo via Lucchese. In questa zona si è sviluppato un incendio che tra le 16 e le 18 ha distrutto circa dodicimila metri di campo coltivato a grano. Accanto alla terra coltivata anche i cani, custoditi in una rimessa. I vigili del fuoco di Empoli sono arrivati poco prima delle 16. Probabilmente a scatenare le fiamme una sigaretta gettata lungo la strada che con questa siccità in pochi minuti ha dato il via a lingue di fuoco alte due metri. Inizialmente si temeva anche per la presenza di un distributore, sempre lungo la via Lucchese, che però, come è stato scoperto poco dopo è ormai chiuso da due anni. L’altro problema era rappresentato dalla presenza degli animali, in tutto sei. Che spaventati hanno abbaiato in continuazione. In extremis i vigili del fuoco di Empoli, con l’aiuto della squadra del distaccamento di Petrazzi, sono riusciti a bloccare le fiamme a pochi metri dalla rimessa agricola. Il lavoro delle squadre è continuato poi fino alle 18.
 
MESSAGGERO VENETO
8 LUGLIO 2012
 
Cavallo cade in un dirupo a Mezzomonte Mobilitazione di soccorsi per salvarlo
 
Prov. di Pordenone - Mobilitazione generale, ieri pomeriggio a Mezzomonte di Polcenigo, dove un cavallo è scivolato in un dirupo profondo tra i 2 e i 300 metri. Il proprietario, di Jesolo, ha allertato i vigili del fuoco di Pordenone: una squadra Saf ha lavorato diverse ore per aprire un sentiero sul costone della montagna e raggiungere l’animale, ferito ma in vita, con un medico veterinario. Successivamente si sono mobilitati sia i volontari del soccorso alpino sia quelli della protezione civile. Le operazioni di recupero potrebbero protrarsi anche nella notte e si preannunciano piuttosto complicate.
 
LA ZAMPA.IT
8 LUGLIO 2012
 
Leopardo entra in un negozio e finisce allo zoo
 
Un leopardo si intrufola in un negozio e, per riposarsi, si sdraia in cima a uno scaffale. E’ accaduto in Orissa (India), dove il felino è stato catturato dai funzionari addetti alla protezione della fauna selvatica e rinchiuso nello zoo di Nandankanan.
FOTO
 
GAZZETTA DEL SUD
8 LUGLIO 2012
 
Serpente semina il panico ma viene catturato
Determinante l’intervento dei vigili del fuoco, uno di loro è stato morso dall’animale. Non si trattava di una vipera ma di una biscia.
 
S. Stefano di Camastra (ME) - È stato finalmente catturato il rettile che aveva creato apprensione fra gli abitanti del paese della ceramica. Il primo intervento dei vigili del fuoco volontari del locale distaccamento  non era valso a catturare l’animale che si era dileguato. Inutile anche l’ispezione di un’autovettura, entro la quale si pensava potesse essersi annidato. Nella mattinata di ieri il rettile era stato avvistato nel corso Vittorio Emanuele. L’intervento della squadra dei vigili del fuoco  questa volta è stato determinante. Il rettile, che si era nascosto in un’autovettura, lasciava penzolare la coda, che è stata afferrata da un pompiere e tenuta in attesa che fosse smontato un pezzo dell’utilitaria. Ma, appena libero, l’animale lo ha aggredito con un morso alla mano perforando anche il guanto. Per fortuna non si trattava di una vipera, bensì di un’innocua biscia di una sessantina di centimetri. L’animale  è stato poi messo in libertà in aperta campagna.
 
IL TIRRENO
8 LUGLIO 2012
 
Shopping , aperitivo e cena con il cane
La legge regionale consente l’ingresso in tutti i luoghi pubblici e per vietare l’accesso occorre comunicarlo al Comune
 
LIVORNO. Portare Fido al ristorante o in un bar, scegliere con lui un paio di scarpe o un elettrodomestico. Il nostro amico a quattro zampe può seguirci ovunque, in tutti gli esercizi pubblici e commerciali, nei locali e uffici aperti al pubblico, lo stabilisce la legge regionale n. 59 del 20 ottobre 2009. La norma, va a sostituire anche il regolamento comunale che nei prossimi mesi l'Amministrazione adeguerà alla legge regionale.«La questione dell'accesso ai luoghi pubblici è un argomento molto sentito dai livornesi - dice Carla Roncaglia, assessore con delega alle politiche di tutela verso gli animali - per questo dobbiamo cercare una soluzione equilibrata in grado di garantire il rispetto reciproco tra chi detiene un cane e chi non lo possiede».Nell'articolo 21, comma 1, la norma del 2009 dice che «i cani, accompagnati dal proprietario o detentore, hanno accesso a tutti gli esercizi pubblici e commerciali, nonché ai locali ed uffici aperti al pubblico presenti sul territorio regionale». Laddove invece il regolamento comunale vietava l'accesso ai cani in quei luoghi "nei quali vengono venduti prodotti alimentari".Va però anche sottolineato che nei negozi, locali e uffici pubblici è ammesso un solo cane per proprietario condotto con museruola e guinzaglio, qualora previsto dalle norme statali (articolo 8 del regolamento di attuazione della legge regionale).Un passo importante, quindi, per i tanti cittadini livornesi amanti di Fido e che vogliono il loro amico sempre accanto. Girando per Livorno notiamo che l'accesso è consentito in quasi tutti i centri commerciali che vendono abbigliamento, utensili per la casa ed elettrodomestici, in molti bar e ristoranti.Porte aperte anche nelle librerie del centro e nelle baracchine lungomare. Tuttavia ci sono ancora posti vietati, come i supermercati nei quali vengono venduti alimenti. Espongo il bollino "Noi non possiamo entrare" molti uffici postali e banche in particolare nel centro città.La legge regionale, infatti, se da un lato rende più facile l'accesso ai luoghi per Fido, facilita anche la possibilità, da parte dei gestori, di imporre restrizioni. L'articolo 21, comma 4, stabilisce che: "Il responsabile degli esercizi pubblici e commerciali, nonché dei locali e degli uffici aperti al pubblico può adottare misure limitative all'accesso".«Tutti i commercianti - dice Fabio Ferrari, responsabile dell'Ufficio difesa degli animali del Comune - possono chiedere il divieto, salvo quanto eventualmente stabilirà il nuovo regolamento comunale". "L'esercente - prosegue Leonardo Gonnelli, dirigente ambiente e affari animali del Comune - deve comunicare al sindaco, con richiesta scritta, il suo intento di vietare l'ingresso agli animali ed esporre un bollino che ne indichi il divieto». Tuttavia, precisa ancora Ferrari: "Non esiste un database o un fascicolo per verificare le richieste fatte dai negozianti al sindaco per ottenere il divieto di accesso dei cani nei locali".Quindi non c'è la prova certa che tutti gli esercenti abbiano comunicato il divieto. È perciò possibile che qualcuno lo abbia esposto senza il permesso rilasciato dal primo cittadino? Per il momento non sono previsti controlli all'interno dei negozi per verificare i divieti però: «Stiamo elaborando un regolamento comunale che potrebbe chiarire l'argomento» conclude Ferrari. Ma in cosa incorre l'esercente che non colloca il bollino di divieto? «L'articolo 41 della legge regionale - prosegue Ferrari - non prevede sanzioni, ma di per sé questa norma risulta molto scarna. La legge non dice niente neppure sui diritti che il padrone del cane può far valere se viene invitato dall'esercente a uscire dal negozio con Fido.Anche gli stabilimenti balneari fanno parte dei luoghi pubblici che vietano l'ingresso ai nostri amici a quattro zampe. Restano le due spiagge dedicate ai cani e le altre spiagge libere, per quest'ultime deve essere usato sempre il guinzaglio. I nostri amici a quattro zampe possono consolarsi facendo un bel giro in autobus. Sui mezzi Atl è, infatti, possibile salire con il proprio animale domestico che, se di piccola taglia, può viaggiare gratis purché sia chiuso in idonei contenitori e non occupi posti a sedere.Il trasporto di cani di taglia grande è ammesso soltanto se muniti di museruola e di guinzaglio, dietro pagamento del biglietto. Il passeggero può portare con sé un solo cane. Insomma i nostri amici a quattro zampe possono consolarsi facendo un giro in autobus.Che dire poi di cinema e teatri? «La legge regionale si rivolge a tutti i pubblici esercizi e i locali di pubblico spettacolo ne fanno parte» dice Ferrari. Quindi senza un divieto affisso, cani e gatti potrebbero entrare anche in questi luoghi, tuttavia come reagirebbe Fido davanti all'acuto di un baritono o a una scena molto rumorosa in un film d'azione? Provare per credere.
 
GREEN STYLE
9 LUGLIO 2012
 
Genova: muore cane, per ore chiuso in auto sotto il sole
 
L’ennesimo caso di violenza sui cani, aggravato da un’evidente incapacità nella gestione della razza. È accaduto ieri a Genova e protagonista della triste vicenda è un cagnolino di razza bulldog francese. Il cucciolo è stato lasciato in macchina sotto il sole cocente di questi giorni da afa africana, mentre il proprietario si dirigeva verso l’abitazione per un riposino.
Il ragazzo, di soli 26 anni, non curante del caldo di questi giorni, ha deciso per una soluzione facile ma non accuratamente meditata. Abbandonando il cane in macchina ne ha decretato la morte. I poliziotti, intervenuti su richiesta dei passanti e dei vicini, hanno ordinato l’apertura della macchina trovando l’animale ormai deceduto da ore. Secondo una prima visita da parte del veterinario dell’ASL, il piccolo era spirato almeno quattro ore prima della liberazione.La macchina sotto il sole rovente aveva raggiunto temperature elevatissime, intorno ai 50 gradi, trasformandosi in un vero forno. Una morte lenta e dolorosa per il cane, che si è ritrovato senza più ossigeno e aria. Gli agenti hanno subito denunciato il proprietario per “uccisione di animale”, un reato che lo condurrà in galera per almeno tre anni.
L’abbandono degli animali nel periodo estivo è seguito a ruota da questa pratica assurda della trascuratezza dei cani di proprietà, spesso dimenticati in macchina sotto il sole rovente. Il gesto, come appurato, è punito dal codice penale ma spesso sottolinea come gli animali vengano considerati al pari di un accessorio e per questo relegati sul sedile posteriore o nel baule. Come sostiene l’ENPA:Lasciare un animale all’interno di un’autovettura, anche se per poco tempo e con i finestrini parzialmente abbassati equivale ad una condanna a morte: pochi minuti sono sufficienti per trasformare l’abitacolo in un vero e proprio forno con una temperatura che può raggiungere rapidamente anche i 70 gradi. Purtroppo sono molte le persone che continuano a sottovalutare questo gravissimo pericolo. Per evitare morti simili, serve solo un po’ di buon senso e rispetto per l’animale.
 
VARESE NEWS
9 LUGLIO 2012
 
Picchia cane [...]
 
A Varese, i carabinieri della stazione capoluogo, a seguito di accertamenti, hanno deferito una persona per “maltrattamento di animali” avendo accertato, con ausilio di personale veterinario, evidenti maltrattamenti commessi dallo stesso nei confronti di un cane meticcio che è stato successivamente sequestrato ed affidato a personale specializzato.
 
GEA PRESS
9 LUGLIO 2012
 
L’Italia degli agricoltori che coltivano cani – ce n’è pure uno a Montichiari
 
Se hai cinque fattrici e produci almeno trenta cuccioli l’anno, lo Stato ti fa diventare agricoltore, con tutte le agevolazioni fiscali e sui consumi previste per il settore. Così ha deciso sotto ferragosto, ovvero il 23 agosto 1993, la legge n. 213.La cosa è saltata fuori durante la fase istruttoria di alcuni procedimenti penali che hanno ad oggetto alcuni presunti canili lager. I proprietari, infatti, sono risultati a tutti gli effetti imprenditori agricoli. La legge in questione consente loro di dichiararsi tali nel caso di “attività volta all’allevamento, alla selezione e all’addestramento delle razze canine“, ovvero, come dice la stessa legge, nel caso di attività cinotecnica. Bastano cinque cagnette e trenta cuccioli. Non importa, inoltre, se non svolgi altre attività agricole ed hai un reddito basso. La stessa legge permette di essere agricoltore con il presupposto che il reddito derivante da tale allevamento, sia solo superiore a quello di altre attività (qualora presenti) non agricole.In pratica tutti possono fare gli imprenditori agricoli uso cane. Nelle inchieste in corso, c’è pure il caso di un “imprenditore agricolo” i cui cuccioli dichiarati li importava in realtà dall’est Europa. Godeva anche lui delle agevolazioni del settore agricolo, così come potrebbero farlo anche le grandi multinazionali. Basta aprire in Italia. Sarà un caso, ma nelle note polemiche dei cani beagle di Montichiari (BS), saltò fuori che i lavoratori erano iscritti al comparto agricolo. A riferirlo fu un noto sindacato che prese le loro difese sostenendo, più o meno come ha fatto il Senatore Giovanardi in XIV Commissione del Senato, che viene prima l’uomo e poi gli animali.Vero è che nel settore agricolo sono inserite le attività di zootecnica, tipo bovine da latte o allevatori di suini, ma vedere il sig. Rossi con cinque cagnoline da una cucciolata l’anno, trasformarsi imprenditore agricolo è un po’ esagerato. Fosse solo per le possibili ricadute sull’annoso problema del randagismo. Quale garanzia, se non le agevolazioni derivanti, può dare una legge siffatta? Forse, in periodo di crisi economica, di insostenibile inasprimento della pressione fiscale e di tagli allo stato sociale, ci sarebbero molti spunti di riflessione per mandare a casa una legge che sa tanto di favoritismo, quantomeno fiscale. Secondo lo stesso principio, potrebbe essere imprenditore agricolo anche il possessore di cinque coppie di canarini, da coltivare.
 
GEA PRESS
9 LUGLIO 2012
 
Bari – nessuna conferma sui gatti uccisi per riti satanici al cimitero
 
Non trova attualmente conferma l’ipotesi, circolata nei giorni scorsi, che presso il cimitero di Bari siano avvenuti riti satanici accompagnati da crudeltà nei confronti degli animali. Ad ogni modo è meglio attendere l’esito del referto veterinario dell’ASL che verrà eseguito sui corpi di due gattini trovati nei giorni scorsi dalle addette alle pulizie. Nessuna croce infilzata comunque, o almeno così non risulta agli atti presso la Polizia Municipale del capoluogo pugliese, intervenuta sulla vicenda.Ad escludere a GeaPress che dagli elementi attuali si possa risalire ad eventuali riti è lo stesso Comandante della Polizia Municipale, Colonnello Stefano Donati. “Uno dei due gatti aveva il ventre dilaniato – ha riferito il Colonnello Donati – mentre l’altro non presentava segni particolari. Fatti che fino a prova contraria, potrebbero essere riferiti anche all’aggressione di un cane“.Il Comandante precisa altresì come presso lo stesso cimitero, in anni recenti, siano avvenute intrusioni notturne e atti vandalici, ivi compresa la sottrazione di ossa. Sul caso dei gattini, però, non si può allo stato affermare che siano il risultato di atti di crudeltà. Ad ogni modo, le due addette alle pulizie, devono ancora essere interrogate, mentre il ritrovamento di candele e santini (oggetti perlatro in uso nei cimiteri) è relativo alle dichiarazioni rilasciate in loco agli Agenti intervenuti. Secondo quando riferito dal Comandante Donati, i ritrovamenti di spilloni, foto ed altri oggetti insoliti non sono avvenuti in questi giorni.
 
GEA PRESS
9 LUGLIO 2012
 
Trapani – spara contro i piccioni e mette le foto su facebook
 
Ama la caccia, ma da qualche giorno, da quando è stato verosimilmente contattato dalla Polizia Giudiziaria di Trapani, si professa animalista. Invia appelli per i cani dell’Ucraina e poi per un non meglio specificato gatto crocifisso postato su Facebook. Agli inizi di giugno, però, è entrato in armeria, ha comprato una pistola ed ha ucciso un piccione. La foto del povero animale, fa bella mostra nel suo account Facebook. La sua professoressa (il giovane ha da poco superato i venti anni) lo rimprovera. Poi il rimprovero di un’amica “fai schifo“. Infine la denuncia di Enrico Rizzi, Coordinatore nazionale del PAE (Partito Animalista Europeo) solo ora trapelata dagli ambienti della Procura.Lui, il giovine con pistola, cancella subito la foto del povero animale e stranamente diffonde appelli in favore dei cani dell’Ucraina. Per il resto una vita normale. Lavoro presso l’azienda di papà, cavallo, pappagalli, serpenti, iguane e blatte tropicali. Forse non proprio normalissima ma tutto sommato in linea con la giovane età che caratterizza gli amanti di questo genere di passioni che costringono molti animali in gabbia.La foto del piccione stecchito, però, non c’è più. “Il mio primo piccione” aveva scritto felice sul suo Facebook con tanto di animale penzolone e pistola puntata. La sua pistola beretta è ad anidride carbonica, come le bollicine della gazzosa adolescenziale. “Il mio ultimo giocattolino“, informa entusiasta, “identica all’altra“, aggiunge in un altro post.Contento della sua prima preda, tutto si aspettava eccetto di venire denunciato. Chissà dove credeva di vivere. Esce di casa spara ad un piccione e se ne vanta su Facebook, come successo con i cacciatori di cani in Ucraina che ora vorrebbe condannare.
 
IL PICCOLO
9 LUGLIO 2012
 
Tartaruga spiaggiata uccisa da un motoscafo
 
GRADO (GO) - Tra i ricordi che porteranno a casa dalle vacanze trascorse a Grado ci sarà anche il ritrovamento di una grande tartaruga spiaggiata, morta probabilmente a seguito di qualche colpo d’elica di un natante. Lo racconteranno gli adulti, ma soprattutto i bambini che l’hanno trovata e si sono fatti fotografare davanti al carapace. Carlotta, Marco, Agnese, Iacopo, Daniel, Ilaria, Andrea e Ilaria (Lalla) sono i nomi dei piccoli, che hanno raccontato il loro ritrovamento. Mentre stavano passeggiando sulla riva della spiaggia nella zona pressochè davanti all’area sportiva della Git, hanno avvistato “qualcosa” in mare, a qualche metro dalla battigia. Erano circa le 21.30, l’altro ieri, poco prima che facesse buio. Mauro Cavasin, tra gli adulti presenti, volontario della Protezione civile di Padova, ha contattato il presidente della Protezione civile locale, Giuliano Felluga, che conosce poichè collabora per l’assistenza all’Air Show di Grado. Se la tartaruga fosse stata viva, i volontari l’avrebbero recuperata e trasportata alla riserva di Miramare, ma in questo caso a intervenire è stato Circomare che s’è occupato della rimozione della carcassa. Sul posto è giunta così una ruspa per portare via la tartaruga. Ogni bambino ha espresso un pensiero, qualcuno ha ragionato sulle cause della morte del carapace, c’è chi ha ricordato il momento del recupero dell’animale. Un altro bambino ha riportato ciò che aveva sentito: la tartaruga potrebbe essere arrivata fino a Grado dalla Puglia percorrendo l’Adriatico. Una ragazzina ha parlato del taglio che la tartaruga aveva sul guscio, del collo gonfio e degli occhi rossi. Un’esperienza purtroppo triste, che ha riguardato questo simpatico animale. Un’esperienza, comunque, da raccontare agli amici al rientro nelle loro città: Pordenone, Padova, Trieste, Cormons, Milano.
 
METEO WEB
9 LUGLIO 2012
 
Vacanze a 4 zampe: non abbandonate gli animali!!!
 
Sappiamo che luglio è il mese delle vacanze, e questo ci riempie di gioia. Spesso tuttavia, sentiamo dire di animali abbandonati da persone senza scrupolo che, pur di andare in vacanza non si preoccupano di legare il proprio cane o gatto ad un palo e lasciarlo li, in attesa di una morte quasi sicura, mentre loro vanno a godersi il loro periodo di ferie.A sentire tali notizie tutti ci arrabbiamo e promettiamo di fare azioni e dimostrazioni eclatanti. Ma, passati pochi minuti, pensiamo già ad un altro problema e quello degli animali è già dimenticato.Il problema va risolto dalla radice. Esiste già la legge che stabilisce che l’abbandono di un animale domestico è un reato.  Esiste anche la legge che obbliga le persone a registrare il proprio cane tramite un microchip da inserire sottopelle all’animale. Il fatto che ancor oggi assistiamo all’abbandono di tanti animali, dipende dal fatto che MANCA ANCORA LA VOLONTA’ AFFINCHE’ TALI LEGGI SIANO ATTIVATE EFFETTIVAMENTE. Ricordate la legge sulle cinture di sicurezza in auto? Era attiva da parecchi anni, ma nessuno di noi le usava, tanto le multe non venivano fatte. Un bel momento è stato dato l’ordine di fare le multe a chi non le usava e, nel giro di pochi mesi, tutti abbiamo usato le cinture!! Auguriamoci che presto avvenga la stessa cosa anche per chi abbandona gli animali.Cosa possiamo fare quando troviamo un animale abbandonato? Girando su internet ho trovato una specie di tabella in cui si segnalano le cose più importanti. La riporto qui sotto, sperando che sia utile a qualcuno (soprattutto agli animali):
  1. chiamatelo a voi: accucciatevi e fate il necessario per infondergli fiducia
  2. toglietelo dalla situazione a rischio sviandolo verso un’area sicura
  3. evitate movimenti a scatti: ricordatevi che l’animale ha bisogno dei suoi tempi
  4. non abbiate fretta ma portate pazienza nel conquistarlo: potranno anche passare delle mezz’ore per superare la sua diffidenza
  5. parlategli con calma
  6. non rincorretelo; scappando potrebbe finire sotto una macchina o farsi male in altro modo
  7. offrirgli dell’acqua e del cibo è una mossa il più delle volte vincente
  8. chiamate aiuto; rivolgetevi al personale competente tenendo d’occhio il cane evitando che vi si avventi contro.

Se poi il cane è ferito, aggressivo o impaurito, potete prestargli soccorso in 3 mosse:

  1. l’avete avvistato lungo la rete autostradale? Inviate un sms al numero 3341051030. È la linea telefonica “Prontofido” di pronto intervento per animali smarriti. I messaggi di richiesta saranno inoltrati al Centro Operativo della Polizia Stradale più vicino. Specificate: località, provincia, direzione di marcia, ora avvistamento ed eventuali segni particolari del quattro zampe. Oppure rivolgetevi alle ronde antiabbandono (tel. 3478883546): 400 i volontari dell’AIDAA impegnati a presidiare oltre 300 tra autogrill, piazzole di sosta e caselli di ingresso ed uscita delle maggiori autostrade, tangenziali e strade statali italiane con lo scopo di combattere l’abbandono dei cani nel periodo di maggior esodo per le vacanze.
  2. l’avete avvistato sotto casa vostra? O comunque non in autostrada? Telefonate alle forze dell’ordine: ai Carabinieri al 112 o ai Vigili del comune di competenza che sono obbligati a intervenire dal regolamento di Polizia Veterinaria.
  3. è ferito? Dovete sperare di trovarlo nelle ore di ufficio e chiamare l’ANMVI, associazione nazionale medici veterinari italiani (tel. 0372460440), per chiedere informazione su un qualsiasi veterinario in zona.
[...]
Altre notizie di carattere scientifico si possono trovare sul blog  http://alfiogiuffrida.blogspot.com/
 
OGGI NOTIZIE
9 LUGLIO 2012
 
Clonare animali per l'alimentazione umana. Se ne discute in Europa
 
Bruxelles - Clonare gli animali per scopi alimentari. Le Associazioni ambientaliste sono contrarie alla proposta, avanzata nella Comunità Europea, di sottoporre a clonazione esemplari di animali particolarmente "adatti" a scopi alimentari.
In pratica mucche particolarmente produttive, in carne e latte, o maiali particolarmente "grassottelli" potrebbero essere replicati all'infinito per soddisfare le esigenze del mercato dell'alimentazione umana.
L'AIDAA, associazione italiana difesa animali e ambiente, dice "no" in maniera chiara e decisa all'orrore della clonazione di animali a scopo alimentare che potrebbe iniziare in Europa dal 2017.
Nei giorni scorsi la Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica aperta fino al 3 settembre per chiedere un parere ed aprire una riflessione sulle tecniche di clonazione e sull'impiego di cloni vivi e derivati di cloni a scopo di riproduzione (seme ed embrioni) e di allevamento.
I risultati della consultazione pubblica contribuiranno a misurare l'impatto di questo tema sugli addetti ai lavori – e non solo- ai fini di possibili provvedimenti legislativi sulla clonazione a scopo alimentare nell'Unione Europea.
La Commissione intende valutare le risposte al questionario entro il 2012 per elaborare una normativa nel 2013.
Da alcuni anni infatti è iniziato il dibattito relativo alla clonazione a scopi alimentari da quando sono stati importati nell'Unione Europea embrioni clonati.
In base all'attuale regolamentazione dell'Unione europea, solo alimenti prodotti da cloni sono considerati "nuovi prodotti alimentari" in quanto non sono prodotti secondo le tecniche di allevamento tradizionali.
I nuovi prodotti alimentari sono gli alimenti e gli ingredienti alimentari che non sono stati utilizzati in modo significativo per il consumo umano nell'ambito dell'Unione europea prima del 15 maggio 1997. L'Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, in qualità di Associazione iscritta al registro delle associazioni portatrici di interessi diffusi dell'Unione Europea ha già fatto conoscere il suo parere assolutamente negativo in merito a questa assurda iniziativa.
"Non basta la orribile legge sulla vivisezione, ora puntano alla clonazione degli animali anche vivi a scopo alimentare - dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA - siamo alla bottega degli orrori invitiamo tutti gli animalisti e le associazioni a far fronte comune per bloccare da subito questo orrore".
L'associazione invita a far sentire la propria voce e dire no alla clonazione degli animali a scopo alimentare
rispondendo al questionario  SITO QUESTIONARIO: http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=animalcloning
 
NEWS FOOD
9 LUGLIO 2012
 
Presto una variante con carne d'oca?
Ischia, qui si mangia salame di coniglio
 
Matteo Clerici
 
L'idea del macellaio Giuseppe di Costanzo: coniglio locale, spezie maiale e peperoncino Ischia è una piccola isola in Campania famosa per l'allevamento del locale coniglio, specie autoctona che vive e viene macellata secondo le regole della tradizione. In tale ambiente si muove Giuseppe di Costanzo, macellaio e norcino dell'isola. E tale ambiente ha ispirato di Costanzo, autore del Salame di Coniglio. La materia prima sono gli animali locali, "Piccoli, che difficilmente superano il chilo". Dopo averli disossati, il norcino aggiunge alla loro carne spezie, peperoncino e carne di maiale, che rendono il tutto più morbido. Infine, l'affumicatura sistema tradizionale che necessità di equilibrio: si deve ottenere la conservazione, non si deve cancellare il gusto delicato del prodotto. E forse, prossimamente sarà disponibile una versione alternativa, dove la carne d'oca sostituirà il maiale.
 
L'ARENA
9 LUGLIO 2012
 
Giovane coppia salva cigno «naufragato»
STORIE DI CUCCIOLI. Era trascinato via dalla corrente del Camuzzoni. Lieto fine: il piccolo volatile è stato riconsegnato ai genitori avvistati dagli stessi salvatori
 
Emy Guerra con il piccolo cigno salvato dal canale Camuzzoni
 
Verona. Emy e il cigno. Potrebbe essere il titolo di una favola. Invece è un fatto realmente accaduto: uno di quei piccoli episodi di generosità che spezzano la routine, e per un momento ci fanno dimenticare le mille difficoltà quotidiane.
Poco prima che inizi la finale degli Europei, Emy Guerra, 33 anni, grafica pubblicitaria di Borgo Nuovo, e il suo fidanzato Konstantin, d'origine berlinese, stanno passeggiando vicino al canale Camuzzoni, all'altezza di via Quarto Ponte. All'improvviso, qualcosa nell'acqua attrae la loro attenzione. Un batuffolo grigio trasportato dalla corrente.
I due giovani si avvicinano e guardano meglio. Becco nero, ali tozze, una bestiola si dibatte i flutti, finendo sott'acqua e riemergendo più volte. Sembra un anatroccolo: ancora troppo piccolo per alzarsi in volo, tenta con tutte le sue forze di nuotare controcorrente e di avvicinarsi a riva, ma viene trascinato via come una palla di stracci.
Emy e Konstantin, pur sapendo di rischiare, si sporgono più volte dalla sponda di cemento e provano a ripescare il pulcino. Niente da fare.
«Ormai non nuotava nemmeno più, era stremato» racconta Emy. «A un certo punto è stato risucchiato in una specie di gorgo. Sembrava la fine, invece ho avuto il tempo di afferrarlo per il collo mentre stava andando giù del tutto».
Emy ora stringe l'anatroccolo e lui, fradicio e stordito, per un po' si divincola, soffia e prova a becchettare la sua benefattrice. Poi si rende conto di essere in salvo, cambia atteggiamento, si calma, e nasconde la testa sotto il braccio di Emy.
Intanto, lungo la ciclabile del Camuzzoni, un ciclista frena. È Michele Dall'O, ingegnere, che pedalando di gran lena, è diretto a casa dell'amico per guardare la partita. Vista la coppia trafficare sulla riva del canale, si ferma e accorre in aiuto, proprio nell'attimo in cui si compie il salvataggio.
I tre ragionano insieme sulla provenienza del pulcino. Il fatto strano è che la conversazione avviene in tedesco, visto che tutti loro lo parlano correntemente. «Ente», anatra ipotizza Konstantin. «Nein, Schwan», cigno, risponde Dall'O, che di animali e natura se ne intende, essendo ambientalista. Come Emy, del resto, che in più è una convinta vegana. Dall'O ricorda che lungo l'Adige del Chievo, a monte della diga, una coppia di cigni ha nidificato, generando tre pulcini. Purtroppo tutta la prole è presto scomparsa: segno che, per un motivo o per un altro, non ha superato la selezione naturale. Ma forse questo è l'ultimo della nidiata, finito nel Camuzzoni attraverso la diga del Chievo.
Senza indugio, e a scapito della partita, ci si dirige sul posto per liberare la bestiola in acque più tranquille. Subito spuntano i genitori, due cigni candidi, che accolgono il piccolo «con grida incomprensibili a noi umani», dice Dall'O, «e al contempo comprensibilissime». L'anatroccolo, come nella favola di Andersen, diventerà uno splendido cigno.
 
GEA PRESS
9 LUGLIO 2012
 
L’incredibile storia del Corrione Biondo – dall’Italia al deserto nordafricano (fotogallery)
Vola ora libero grazie al CRUMA della LIPU - i ringraziamenti dell'Ambasciatore tunisino.
 
Cosa ha dovuto patire per ritrovarsi in un parcheggio di Massa Carrara, lo potrebbe dire solo lui. Il rarissimo Corrione biondo, tornato a volare libero nel deserto Tunisino appena pochi giorni addietro.Era stato trovato nell’ottobre 2011, infreddolito ed inerme. Era da poco finito un violento temporale, ed è probabile che il giovane “sbandato”, in cerca di divagazioni ben oltre l’areale della sua specie, era stato costretto dalla pioggia proprio a Massa Carrara. Nel parcheggio, appunto. Lui, però, era nato pochi mesi prima nel deserto nordafricano. Raro, anzi rarissimo per l’intera penisola italiana. Basti pensare che la sua è la settantesima segnalazione a partire dal 1800 ad oggi.Dopo il primo soccorso, operato dal Centro l’Assiolo del WWF di Massa Carrara, il povero Corrione biondo è stato accolto dal CRUMA, lo speciale ospedale della LIPU con sede a Livorno, dedicato alla cura degli uccelli, marini e non. Il dott. Riccardo Gherardi, Medico Veterinario, si è preso cura di lui. Sotto la guida del Direttore Sanitario dott. Ceccarelli, il distratto uccellino color sabbia ha ripreso via via le forze. Un recupero lungo, durato fino a pochi giorni addietro. Il Corrione, all’inizio, di volare proprio non ne voleva sapere. Pian piano, però, ha iniziato a dare segni di ripresa e sono incominiciati i primi spostamenti verticali nelle speciali voliere della LIPU. Risponde sempre meglio alle cure e mangia regolarmente.Come si interviene, però, quando un animale non appartiene alla fauna locale? Certo che nel parcheggio di Massa Carrara, come in qualsiasi altro posto che non fosse il deserto dove era nato, non poteva essere liberato. Lui, il Corrione biondo, ormai cresciuto ed in forze, dove tornare dove è nato. Cosa non facile, perché il trasporto di un animale in un paese extracomunitario non è semplice. Il Corrione cresce e scalpita, vuole tornare nell’unico ambiente per il quale è nato. La sua natura è nel deserto, tra la sabbia finissima, i sassi e qualche arbusto. Di giorno caldo intenso e di notte temperature che scendono sotto lo zero.I volontari della LIPU si organizzano, contattano l’ISPRA, l’Istituto statale che si occupa di fauna selvatica. Il dott. Nicola Baccetti (in gallery mentre controlla il Corrione) viene così incaricato di curare gli aspetti tecnici. La LIPU, invece, di tutto il resto. Poi, il 29 giugno, il primo spostamento in treno. Direzione: aeroporto di Fiumicino. Il dott. Gherardi e Gianluca Bedini, responsabile del CRUMA, sono i suoi accompagnatori. Ad aspettarli c’è Adel Bouagina, incaricato dalla Tunisair di prendere in consegna il raro volatile. All’aeroporto di Tunisi, invece, è già arrivato Hichm Azafzaf, Presidente dell’Associazione tunisina Amici degli Uccelli che si occuperà della sua liberazione. Nel frattempo, alla LIPU arrivano i ringraziamenti dell’Ambasciatore tunisino a Roma.Il Corrione guarda dal trasportino in maniera incuriosita. Non potrebbe mai immaginare quante attenzioni gli sono state dedicate. Poi il viaggio nel deserto e la liberazione. Il volatile viene adagiato in terra e delicatamente liberato. Rimane qualche attimo a guardarsi intorno. Poi allunga il collo, si sistema le ali, le batte decisamente finché non prende la corsa. Si, proprio la corsa non il volo. Il Corrione è velocissimo. Il terreno piatto lo favorisce. Una corsa per lui indispensabile per catturare le piccole prede delle quali si nutre. Il gruppetto di ornitologi rimane ad osservarlo, finché non è un puntino nel deserto. La telefonata alla LIPU nazionale. E’ libero, è tornato a casa sua.E’ appena un attimo. Al CRUMA sono arrivati altri animali bisognosi di cure. Non c’è tempo da perdere. Un impegno gravoso, anche in termini economici e che ricade interamente sui contributi dei volontari. Ti chiediamo di aiutarli, basta un clic ed anche un piccolo versamento sarà di grande aiuto (VEDI PAGINA DEDICATA). Senza di loro il Corrione, sarebbe …. in un parcheggio desertico.
VEDI FOTOGALLERY:
 
GEA PRESS
9 LUGLIO 2012
 
L’UNIRE, i cavalli dopati degli ippodromi e le corse clandestine
Animalisti italiani: campioni insufficienti e "partenti" indecifrabili.
 
Un cocktail di farmaci ed altre pericolose sostante attive, da fare impallidare una farmacia degli orrori. Questo è quello che si è trovato nel sangue dei cavalli nel corso dei non molti controlli eseguiti dall’ASSI (Agenzia per lo Sviluppo del Settore Ippico) meglio conosciuta con il suo vecchio nome, UNIRE (vedi elenco).L’1,2 % dei controlli, riferiscono i laboratori. Ma su quale base sono stati eseguiti? Per il Presidente dell’Associazione Animalisti Italiani Walter Caporale, è un po’ come proclamare il vincitore di una tornata elettorale fermandosi allo spoglio di una percentuale molto bassa di schede. Appena il 10%, come nel caso dei cavalli riferiti all’anno 2011. Questa, secondo Animalisti italiani, la percentuale media che sarebbe stata tenuta in considerazione per definire il campione, tra le varie classi di competizioni (trotto, sella, galoppo). Da questa aliquota è stato ricavato poi l’1,2% dei risultati positivi al test.Dubbi, espressi da Walter Caporale, anche sul totale soggetto alla campionatura. Dovrebbero essere un valore assoluto da intendersi come il totale dei cavalli (ovvero la somma di ogni singolo soggetto) che ha corso nelle competizioni italiane negli ultimi anni. L’Agenzia, però, propone come base di calcolo un non meglio specificato “partenti“. Per Animalisti Italiani potrebbe intendersi soggetti non sempre diversi, ovvero un riconteggio che considera i medesimi che a rotazione ed in tempi brevissimi si alternano nelle competizioni. Se tale metodologia venisse confermata, non si avrebbe chiara la dimensione del fenomeno, dal momento in cui un cavallo trovato dopato una volta sarebbe considerato nel totale anche per le altre volte che non è stato controllato. Inoltre, un cavallo risultato positivo al test, a seconda della casualità, può essere ricontrollato oppure lasciato libero di competere per settimane, indisturbato.Se esiste davvero una volontà da parte dell’agenzia preposta alla vigilanza sulle attività ippiche, sottolineano da Animalisti Italiani – sarebbe forse opportuno evidenziare (per motivi di trasparenza), le professionalità degli accertatori oltre che le metodologie stesse di accertamento presso un ippodromo piuttosto che un altro.Animalisti italiani, con il rappresentante torinese Michele Di Leva, non si ferma però qui. Dall’ASSI sarebbe auspicabile un’altra risposta che facesse finalmente luce, con un’opportuna verifica, ai cavalli delle stalle clandestine di Palermo che sarebbero stati trovati iscritti all’ippodromo.“In particolare – ha dichiarato Michele Di Leva – chiediamo all’ASSI sia spiegazioni in merito ai 25 trottatori sequestrati e reperiti in una stalla abusiva – invece di essere ricoverati e reperibili presso una struttura autorizzata, così come le normative impongono – sia una maggior vigilanza tenuto conto che 20 erano regolarmente iscritti alle corse dell’ippodromo di Palermo, altri 5 no. (Il Giornale di Sicilia, 29.06.2012)”.
 
CORRIERE DELLA SERA
9 LUGLIO 2012
 
cambia la posizione della Fei che nel 2007 aveva deciso di escluderLI
Svolta nell'equitazione: sì ai cavalli clonati
Potranno concorrere alle competizioni sportive internazionali
 
Francesco Tortora
 
MILANO - Svolta storica nel mondo dell'equitazione. La Fei (Federazione Equestre Internazionale) ha stabilito che i cavalli clonati e i loro figli potranno concorrere alle competizioni sportive internazionali. La decisione, arrivata dopo l'ultimo meeting tenuto dall'associazione a Losanna, cambia radicalmente la posizione della Fei che nel 2007 aveva deciso di escludere gli animali clonati dalle gare internazionali per «garantire ai concorrenti che le competizioni si svolgessero in modo equo». Adesso invece la Federazione equestre, dopo che l'ultima ricerca in merito è stata presentata e dibattuta al Fei Sports Forum, ha decretato che dal mese di luglio anche i cavalli clonati saranno ammessi nelle più importanti rassegne equestri.
MONITORAGGIO - La Fei ha anche annunciato che continuerà a monitorare le ricerche sulla clonazione in modo da garantire sempre e comunque il benessere dei cavalli. Il cambiamento di rotta è arrivato anche perché sono sempre più numerosi nel mondo i cavalli clonati. Tra i più famosi il clone di ET, campione che vinse nel 1997 a Goteborg la finale della FEI World Cup Indoor guidato dal mitico austriaco Hugo Simon, uno dei più popolari cavalieri del circuito internazionale a partire dagli anni Settanta, i due cloni del purosangue americano Gem Twist, indimenticabile saltatore alle Olimpiadi di Seul e il clone di Chellano Z. Nessuno tra questi ha già partecipato a competizioni, ma è certo che i loro allevatori saranno felici della decisione presa dalla Fei
COMMENTI - L'allevatrice Mary Chapot che possiede Gemini, uno dei due cloni del purosangue americano Gem Twist, è davvero contenta che la sua progenie possa partecipare a eventi sportivi: "Ci sono molte similitudine tra il mio cavallo e Gem Twist – racconta l'allevatrice a Horse & Hound, la più antica rivista di equitazione britannica - Tuttavia essendo Gemini uno stallone (Gem Twist a suo tempo era stato castrato), sicuramente le loro performance saranno diverse. Non riavremo mai un nuovo Gem Twist, ma almeno abbiamo conservato i suoi geni". Naturalmente i dirigenti delle due principali aziende che lavorano nel campo della clonazione, la Via Tech del Texas e la Cryozootech di Sonchamp, Francia, hanno accolto la notizia della partecipazione dei cloni alle gare internazionali con grande entusiasmo. Tuttavia ammettono che il compito della clonazione non è quello di riprodurre le copie dei più celebri cavalli della storia, ma di permettere ai geni dei cavalli migliori che sono morti o sono stati castrati di essere disponibili ancora una volta: «Ci siamo concentrati nel trasformarli in stalloni - rileva Eric Palmer di Cryozootech - Il nostro obiettivo è il patrimonio genetico».
 
TRENTINO
9 LUGLIO 2012
 
Il video dell’orsa che allatta i suoi cuccioli
Eccezionale documento ripreso in val Rendena e destinate a fare il giro del web
 
VAL RENDENA (TN). Le immagini sono davvero eccezionali: ecco un’orsa mentre sta allattando i suoi cuccioli nei boschi della Val Rendena. Il video, girato da Valter Calvetti ed Elio Bonapace, è davvero emozionante e raro, e immortala i plantigradi (si tratta dell'orsa Daniza e dei suoi piccoli) in un momento davvero insolito. Solo poche settimane fa un'altra orsa era stata fotografata mentre stava facendo una passeggiata con i suoi orsetti lungo le strade della Valle dei Laghi (FOTO).
Il report 2011 sull'orso. Anche il mese di giugno, così come quello precedente, è stato caratterizzato da un discreto numero di danni che hanno riguardato principalmente il patrimonio zootecnico (soprattutto in val Rendena ed alta val di Sole) e quello apistico. Va peraltro evidenziato come numerosi patrimoni danneggiati fossero sprovvisti di idonea recinzione elettrica o la stessa non fosse correttamente funzionante.In data 4 giugno si è registrato presso Vezzano un investimento a carico di un orso dal mantello molto chiaro che la genetica ha confermato essere M3, maschio di 4 anni. Il sopralluogo condotto tempestivamente in loco dal personale forestale con l'ausilio di cani formati sull'orso ha consentito di accertare che il plantigrado si è allontanato da solo dal luogo dell'impatto; la sua sorte non è comunque, ad oggi, nota.Pochi giorni dopo (8 giugno) un altro orso, ancora un giovane maschio (M12 di 2 anni di età) è stato investito ed ucciso questa volta in Alto Adige, tra Bolzano e Merano.In entrambi i casi non si sono registrati danni fisici per i conducenti ed i passeggeri dei veicoli coinvolti.Per quanto concerne l'incidente occorso durante le fasi di cattura di un orso a Monte Terlano lo scorso 12 giugno le analisi genetiche hanno consentito di stabilire che si tratta del maschio JJ5, di 6 anni di età. E' uno dei due esemplari che ripetutamente avevano predato pollai e visitato cassonetti dei rifiuti anche nelle immediate vicinanze di case e centri abitati.L'autopsia è stata eseguita ed i risultati saranno resi noti a breve, essendo in questa fase in corso di svolgimento gli ultimi esami di laboratorio sui campioni prelevati nell'occasione.A fronte delle perdite citate si registra però una stagione con un buon indice di natalità: sono almeno cinque infatti le cucciolate osservate nella primavera 2012 (in allegato rare immagini dell'orsa Daniza che allatta i propri cuccioli - val Rendena, giugno '12).Va infine ricordato in questo primo semestre il "ritrovamento" fuori provincia, grazie al monitoraggio genetico, di tre esemplari (maschi giovani) ritenuti "mancanti" in quanto non rilevati negli ultimi tempi per almeno due anni consecutivi.
VIDEO
 
ANSA
9 LUGLIO 2012
 
Animali: orsa che allatta due cuccioli filmata in Trentino
Daniza, a giugno in Val Rendena
 
TRENTO - Un'orsa che allatta due cuccioli in Trentino e' stata filmata dal servizio Foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, in Val Rendena. Il filmato d'archivio, girato a giugno di quest'anno, riguarda l'orsa Daniza ed e' stato diffuso sul sito provinciale dedicato proprio all'orso, insieme al report di giugno sulla presenza del plantigrado sul territorio, e sulla web tv della Provincia. Il report rivela che anche a giugno e' stato rilevato un discreto numero di danni al patrimonio zootecnico e a quello delle api.Ma anche che in primavera sono state osservate almeno cinque cucciolate, mentre sono stati due gli animali investiti, di cui uno morto e un altro di cui non e' nota la sorte. Deceduto un terzo durante cattura.
 
YHAOO NOTIZIE
9 LUGLIO 2012
 
Spagna: San Firmino, toro in mezzo alla folla, 3 incornati
 
Pamplona - Tre ragazzi incornati dai tori di Pamplona nel terzo encierro della Festa di San Firmino. Uno degli animali del gruppo, un toro nero di 550 chili, si e' allontanato dal percorso e, correndo tra la folla, ha incornato due giovani britannici e un americano, secondo quanto riporta la Croce rossa. Panico tra la gente che ha tentato di tirare indietro il toro con dei bastoni senza successo: l'animale si e' messo a correre in mezzo alla folla a corna basse facendo numerosi feriti tra cui i tre ragazzi di cui due presi sulle gambe e uno, l'americano, su un ginocchio. Tra i contusi anche un americano preso alla caviglia e tre spagnoli.
 
PANORAMA
10 LUGLIO 2012
 
Spagna:corsa tori Pamplona, IV encierro
Un pensiero alle 15 vittime nella storia di San Firmino
 
 
MADRID - Veloce, pulito ed emozionante. Cosí è stato il quarto 'encierro' della festa di San Firmino a Pamplona. La tradizionale corsa davanti ai tori è stata oggi piú rapida delle anteriori, con due minuti e 22 secondi. Nonostante la caduta di uno degli animali durante il percorso, che puó causare problemi allungando la mandria, solo in 4 hanno riportato leggere contusioni. Un ricordo di Daniel Jimeno, ultima delle 15 vittime della storia di San Firmino ha preceduto la partenza della corsa

 

 
GEA PRESS
9 LUGLIO 2012
 
Ferrara – si al circo con animali: lo afferma il TAR
Nuova sconfitta animalista, ma c'era da aspettarselo.
 
Il TAR Emilia Romagna, con Sentenza di merito depositata lo scorso 4 luglio, ha rigettato l’Ordinanza anti circo del Comune di Ferrara, del dicembre scorso. A ricorrere era stata la società che gestisce l’insegna circense “Moira Orfei”. Il provvedimento ora annullato disponeva il divieto d’ingresso in città di quei circhi in possesso di talune specie animali ritenute, dal Comune, incompatibili con le strutture circensi.Il TAR, ricalcando le sentenze di altri Tribunali amministrativi, ha ribadito come in base alla legge sul circo risalente al 1968, le strutture itineranti di tipo circense hanno riconosciuta una funzione sociale. I Comuni, in base alla stessa legge, sono obbligati a concedere loro lo spazio. Eppure, ancora oggi, nonostante le Amministrazioni cittadine non possono vietare in questi termini il loro territorio al circo c’è chi continua a proporre simili provvedimenti. Giova ricordare che le poche ordinanze o regolamenti che hanno retto ai ricorsi circensi, sono quelli scaturiti da un’Ordinanza del Comune di Modena. Al circo, in quale caso, venne vietato il territorio comunale se non rispettava i parametri stabiliti in un provvedimento rilasciato dal Ministero dell’Ambiente. Peccato, però, che tali parametri siano stati più volte rimaneggiati dallo stesso Ministero e sempre in favore dei circhi. La struttura circense alla quale, ormai parecchi anni addietro, venne impedito l’accesso a Modena, fu proprio quella di Moira Orfei. L’Assessore che impersonificò questa battaglia, uscendo vittorioso anche dal ricorso circense al Consiglio di Stato, era Mauro Tesauro.In effetti quanto successo ora con l’Ordinanza di Ferrara non rappresenta niente di nuovo. Di nullo significato, o quasi, la deliberazione della Giunta Regionale della Regione Emilia Romagna del maggio 2007, alla quale si era richiamata l’Ordinanza di Modena. Per il TAR si tratta di una mera disposizione programmatica.Così ha deciso la Sezione II del TAR Emilia Romagna presieduta dal dott. Giancarlo Mozzarelli.Ad opporsi al ricorso circense era stato il Comune di Ferrara, in persona del Sindaco rappresentato e difeso dagli avv. Edoardo Nannetti, Barbara Montini, Matilde Indelli e Cristina Balli. Poi la LAV in persona del Presidente, rappresentato e difeso dagli avv. Valentina Stefutti e Carla Campanaro.Ad opponendum, l’intervento della LAC. Associazioni e Comune sono stati condannati al pagamento delle spese.Con questa sentenza, il circo italiano, sotto il profilo amministrativo, è ancora più blindato. Per vietare o regolamentare la detenzione degli animali, occorre una legge che però nessuno promuove più. Le prime Ordinanza bocciate con le stesse motivazioni risalgono a venti anni addietro. Eppure il “mito” Ordinanza riscuote ancora un notevole successo, salvo poi intervento del TAR.
 
SALUTE.GOV.IT
9 LUGLIO 2012
 
Benessere animale, "Linee guida pratiche per valutare l'idoneità al trasporto dei bovini adulti"
 
Le "Linee guida pratiche per valutare l'idoneità al trasporto dei bovini adulti" sono state realizzate dalla FVE, EUROGROUP FOR ANIMALS, UECBV (European Livestock and Meat Trading Union), ANIMALS' ANGELS, ELT (European Livestock Transporters) e IRU (International Road Transport Union) sul modello delle linee guida francesi prodotte dall’ Institut de l’Elevage e Interbev .Le linee guida si presentano suddivise in tre parti – sintesi della legislazione europea, condizioni degli animali che impediscono il trasporto e condizioni degli animali che richiedono ulteriori valutazioni prima del trasporto – completate da quattro allegati su riferimenti  legislativi europei, su raccomandazioni riferite ad animali non idonei al trasporto trovati presso gli allevamenti, i centri di raccolta, i posti di controllo o durante il trasporto ed esempi di piani di emergenza da utilizzare sia come modello al momento della pianificazione del viaggio allegato alla sezione I del giornale di viaggio che come modello da includere nella documentazione finalizzata al rilascio dell’autorizzazione del trasportatore tipo 2.L’utilizzo di fotografie esplicative di diversi esempi significativi, sebbene non esaurienti, di  condizioni fisio-patologiche di bovini adulti integrate dall’uso di simboli di immediata e facile comprensione, rendono tali linee guida usufruibili da tutti gli operatori coinvolti a vario titolo nel trasporto di bovini adulti  ma non finalizzate, come ben messo in evidenza nel testo, a formulare diagnosi che sono e rimangono atti di esclusiva competenza veterinaria. L’applicazione del regolamento (CE) N.1/2005, con particolare riferimento all’attuazione delle disposizioni inerenti l’idoneità degli animali al trasporto, ha manifestato rilevanti criticità soprattutto nel trasporto di bovini a fine carriera che sono state anche oggetto di raccomandazioni da parte del FVO della Commissione europea e che per la loro risoluzione necessitano di azioni coordinate, responsabili ed incisive da parte non solo delle autorità veterinarie competenti in materia ma anche da parte di tutti gli stakeholders  coinvolti nel trasporto di animali vivi. Poiché una criticità rilevante e ricorrente che ostacola la conformità  alle disposizioni della normativa vigente sul trasporto di animali vivi è l’inadeguata conoscenza delle norme specifiche che la regolano da parte non solo degli operatori del settore, si ritiene che l’utilizzo delle linee guida pratiche per valutare l’idoneità al trasporto dei bovini adulti rappresenti un valido supporto informativo nel facilitare la comprensione e indirizzare la decisione sull’idoneità al trasporto dei bovini adulti.
Data pubblicazione: 09 luglio 2012
 
TREVISO TODAY

9 LUGLIO 2012

 

Commercio di uccelli protetti: riprende il processo

Riprende martedì 10 luglio il processo per maltrattamento e commercio di uccelli protetti. Gli imputati sono nove, tra i quali anche due dipendenti della Provincia di Treviso

 

Riprende martedì 10 luglio il processo per il commercio e maltrattamento di animali. Il caso vede imputate nove persone, tra le quali due dipendenti del Sant'Artemio.Il processo, iniziato l'8 febbraio scorso, era stato sospeso. Gli imputati sono ritenuti colpevoli, dall'accusa, di svariati reati, commessi tra il 2007 e il 2009 e legati alla cattura, detenzione e al commercio di ucceli migratori e fauna selvatica.Numerosi i capi d'imputazione a loro carico. Si va dal furto aggravato al maltrattamento di animali; dalla detenzione illegale di armi all'abuso d'ufficio e all'esercizio abusivo della professione di veterinario; dalla rivelazione e utilizzo del segreto d'ufficio alla detenzione e commercio di fauna selvatica protetta.In particolare, i maltrattamenti riguardano l'impiego dei roccoli e del sessaggio. I roccoli sono impianti composti da reti per catturare esemplari di piccoli uccelli migratori da usare poi come richiami vivi nella caccia da appostamento. Una volta presi, gli uccelli vengono poi tenuti in muniscole gabbie.Ancora più cruenta la pratica del sessaggio, che prevede una vivisezione artigianale degi volatili per individuarne il sesso, incomprensibile dall'esterno. Una volta individuato il sesso, i maschi vengono ricuciti alla buona e venduti come richiami, mentre le femmine vengono uccise.Domani all'udienza saranno presenti anche la Lega per l'abolizione della caccia e la lega anti-vivisezione, con i loro avvocati, in quanto parti civili."Mi auguro che la magistratura condanni questi signori a pene esemplari - auspica Andrea Zanoni, eurodeputato dell'IdV e presidente della Lac - E' gravissimo che dei dipendenti pubblici, che dovrebbero vigilare e che sono pagati affinché le leggi siano rispettate - aggiunge - arrivino nell'ambito del loro lavoro a mettere in piedi commerci loschi come questi”.

 
CORRIERE ROMAGNA
9 LUGLIO 2012
 
VOLATILI SEMPRE PIU’ AGGRESSIVI
I gabbiani attaccano gli animali domestici
Ghermiti anche gatti e cuccioli di cane I cittadini pensano a nuove contromisure
 
Antonio Lombardi
 
CESENATICO . Avere uno o più gabbiani reali come inquilini in casa è una situazione diffusa e sempre più spesso subìta a Cesenatico. Nei cieli cittadini, soprattutto da maggio a luglio, periodo di nidificazione, si intensificano i voli di questi garruli volatili marini, giganti tra i loro simili per via dei 56 centimetri di lunghezza e per l’ampia apertura alare.
Il problema è che si stanno moltiplicando a vista d’occhio, con “nidiate” sistemate ogni anno sui medesimi tetti e terrazze, da cui non è per nulla facile sloggiarli. E sta diventando pesante la convivenza con animali che sono adattabili, sedentari, gregari, predatori onnivori, robusti e forti e sempre più intraprendenti, fino a sfoderare un’inquietante aggressività. Sempre più abituati a condurre un’esistenza in mezzo all’uomo, si sono allontanati dal mare, per rincorrersi, volteggiare e planare, sempre di più a bassa quota, sfiorando alberi, tralicci, cornicioni e tetti, per “divorare” merli, tortore piccioni, inghiottire in un solo boccone passeri e balestrucci. Stanno facendo inoltre tabula rasa di uccelletti nel nido e di covate di anatroccoli, letteralmente distrutte mentre nuotano nel laghetto del parco pubblico di Levante. Ghermiscono sotto le grondaie i minuscoli pipistrelli, quanto mai utili come antidoto al proliferare delle zanzare. E disturbano le persone, con striduli e ripetuti versi emessi come richiami ad ora del giorno e della notte.Le contromisure prese per contenerli e evitare che ritornino a ripopolare e nidificare gli stessi tetti e balconi non hanno dato finora apprezzabili risultati. La tattica di togliere i nidi e le uova non ancora schiuse sembra perdente: i gabbiani reali che colonizzano il centro abitato sono sempre più numerosi. E mostrano una crescente spavalderia ed audacia. Ne è stata testimone, incredula, una signora il cui gatto è stato ghermito e sollevato in altro per alcuni metri da un grosso gabbiano, che non l’ha mollato finché il povero felino, divincolandosi, è riuscito a sfuggirgli dal poderoso becco giallo. Sono stati addirittura segnalati attacchi di gabbiani ad una cucciolata di cani. E, ancora, si racconta di gatti domestici sloggiati a suon di beccate dai tetti e dalle mansarde dove i grossi ed aggressivi volatili hanno fatto i loro nidi.E’ vero che i gabbiani sono considerati presenze familiari e caratteristiche per una cittadina che si affaccia sul mare, ma stanno diventando troppo numerosi ed invasivi. Oltre a rivolgersi ad una ditta autorizzata a togliere nidi e uova dai tetti (sempreché non siano ancora schiuse, perché il gabbiano reale è una specie protetta), il rimedio che stanno adottando alcuni cittadini è quello di metter in cima ai tetti più spioventi e difficili da raggiungere grossi palloni colorati: mossi dal vento terrebbero alla larga i gabbiani reali, un po’ come gli spaventapasseri messi in mezzo ai campi di grano. Qualche famiglia, esasperata, ha però tirato giù i nidi dalla sommità di camini e terrazze, senza troppi complimenti. Un altro antidoto prospettato è l’intervento di esperti abilitati ad inerpicarsi su tetti e terrazze, per forare le uova incustodite gabbiani (sono due o tre quelle deposte in ogni nido), rendendole così infeconde: gli adulti le coverebbero senza vedere mai la schiusa e alla fine, memori dell’insuccesso, dovrebbero abbandonare “l’ingrato” nido.
 
LA ZAMPA.IT
9 LUGLIO 2012
 
Canada e Usa litigano sugli orsi
Washington vuole fermare la caccia, gli inuit protestano: noi viviamo del commercio
 
MAURIZIO MOLINARI
corrispondente da new york
 
Braccio di ferro fra tribù canadesi e ambientalisti americani sulla sorte degli orsi polari nel Nunavut. Si tratta del territorio del Nord del Canada dove risiedono circa 55 mila componenti del popolo Inuit, la cui economia dipende in gran parte dagli introiti garantiti ogni anno dal commercio di pelli e carni ricavate dall’uccisione di circa 300 orsi bianchi, ovvero il 77 per cento del mercato globale di tali prodotti.
I gruppi statunitensi per la difesa degli animali hanno convinto il «Centro per la diversità biologica» di Washington a chiedere al ministero dell’Interno di aprire ai danni del Canada una procedura di infrazione degli accordi «Nafta» sul commercio bilaterale, lamentando i rischi di estinzione dei grandi animali polari, aumentati a seguito dei cambiamenti climatici.
Quarantatré deputati della Camera dei Rappresentati hanno fatto propria l’iniziativa e il Congresso di Washington si accinge a discutere un rafforzamento delle norme nazionali per la difesa degli orsi bianchi che potrebbero avere effetti immediati sul «Nafta», obbligando il Canada a interdire la caccia degli Inuit.
Per il Nunavut si tratta di «una seria minaccia alla nostra economia» come assicura Terry Audla, presidente del «Tapiriit Kanatami» che riunisce tutti i rappresentanti delle tribù, spiegando che «gran parte delle nostre entrate provengono da questo tipo di commercio». Audla contesta la «crociata in corso contro di noi» anche perché «gli animalisti ignorano che durante i mesi dell’anno nei quali ci sono 24 ore al giorno di tenebre gli orsi polari entrano nei villaggi minacciando la nostra sicurezza» e dunque «dobbiamo poterci difendere, non si può preferire la loro vita alla nostra».
Lo scontro a distanza fra tribù di cacciatori e associazioni americane per la difesa degli animali vede per ora il governo di Ottawa non pronunciarsi, limitandosi a condurre nuove accertamenti nell’Artico. In due casi, nel Kane Basin e nella Baffin Bay, le ispezioni hanno portato ad appurare che la diminuzione della popolazione degli orsi polari non dipende dai cambiamenti climatici ma dall’opera dei cacciatori. È proprio sulla base di tali risultati che la quota annuale di orsi per i cacciatori è stata ridotta da 1.200 a 700. E ora potrebbe essere ulteriormente abbassata, anche se Ottawa precisa che «chi ne uccide di più sono bracconieri della Groenlandia» lasciando intendere che il contenzioso potrebbe allargarsi ai rapporti con l’Europa.
 
L'ARENA
9 LUGLIO 2012
 
Germania/ Polizia dà la caccia a coccodrillo in lago bavarese Avvistato sabato. In azione sommozzatori, zona chiusa al pubblico
 
Roma - La polizia della Baviera, sud della Germania, sta dando la caccia a un presunto coccodrillo, avvistato in un lago nei pressi di Regensburg. E' già la terza volta in cinque anni - scrive la Welt online - che in zona viene lanciato l'allarme "Krokodil". L'animale di circa un metro starebbe creando il panico nel lago Klausensee a Schwandorf, a nord di Regensburg. Sabato sera un signore di 68 anni ha riferito di avere visto il rettile, secondo quanto riferito dalla polizia. L'uomo ha fatto una "descrizione molto seria" dell'avvistamento e gli agenti hanno avviato delle ricerche a tappeto: circa 50 tra poliziotti, vigili del fuoco ed esperti si sono messi al lavoro. Il presunto coccodrillo, tuttavia, potrebbe anche essere un grande castoro. Viceversa, qualcuno potrebbe avere abbandonato il predatore. Da una imbarcazione di soccorso, la sera stessa dell'avvistamento i poliziotti avrebbero individuato la testa di un grosso animale, che però è subito scomparso nelle acque. Ieri le ricerche sono proseguite con la partecipazione di nuove forze, imbarcazioni e un elicottero della polizia e oggi sono entrati in azione i sommozzatori. Per ora del rettile nessuna traccia, ma il lago resta chiuso al pubblico.
 
LA SICILIA
10 LUGLIO 2012
 
in via palma a Licata (AG)
Scende e accoltella il cane randagio che abbaia di notte
 
Antonio Cacciatore
 
Licata (AG). Svegliato nella notte dal continuo abbaiare del randagio, un uomo è sceso in strada accoltellando il cane provocandogli una profonda ferita all'addome. Teatro della vicenda le Case Parcheggio di via Palmaa Licata. A soccorrere per prima l'animale è stata una ragazza che abita lì vicino e che ha subito segnalato il caso ad Angelo Rinascente, responsabile dell'Associazione «I Delfini» che gestisce il servizio del canile sanitario veterinario di contrada «Poggio cuti». «Il cane è stato accoltellato - hanno raccontato alcuni residenti - perché abbaiava continuamente. Il randagio è sempre stato accudito dai residenti della zona».
Il cane è stato immediatamente trasportato al pronto soccorso del canile sanitario, dove il veterinario, la dottoressa Laura Piscopo, accertate le gravi condizioni dell'animale ne ha disposto l'immediato trasferimento in sala operatoria. «Fortunatamente la ferita da arma da taglio che va dall'ombelico al fianco non ha lesionato organi vitali - ha spiegato la dottoressa Laura Piscopo - Le condizioni dell'animale, un meticcio, di sesso maschile di cinque anni, se pur gravi condizioni non destano comunque preoccupazione per la vita. Credo che fra qualche settimana dovrebbe riprendersi regolarmente». Soddisfazione è stata espressa dai residenti di via Palma per l'assistenza sanitaria immediatamente prestata all'animale. Per la cronaca la bestiola non appena guarita, sarà liberata nella stessa zona dove ieri mattina è stata soccorsa dal personale del canile comunale. Sul caso i carabinieri del nucleo radiomobile del locale comando compagnia hanno avviato un'indagine per identificare l'autore dell'insano gesto e segnalarlo alla magistratura agrigentina.
 
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
10 LUGLIO 2012
 
Spara ai cani randagi dal balcone fra i bambini
 
GIANNI CAPOTORTO 
 
RUTIGLIANO (BA) - Momenti di panico sono stati vissuti l’altra sera dai residenti di via Pietro Nenni, nel rione «Passione», alla periferia Sud della città. La quiete di un afoso tardo pomeriggio di luglio è stata bruscamente interrotta dal fragore secco, quanto inquietante, provocato dall’esplosione di almeno 4 colpi di arma da fuoco. A spararli, come testimoniato da diversi cittadini che hanno assistito impietriti alla scena, un uomo che, imbracciato il suo fucile da caccia, risultato poi regolarmente detenuto, ha premuto il grilletto mirando ad alcuni cani randagi che attraversano la strada, ferendone gravemente almeno un paio. Tutto è avvenuto a ridosso delle abitazioni, con molta gente sui balconi in cerca di refrigerio e diversi bambini che, come sempre, giocavano per strada. 
Sono stati proprio alcuni cittadini, preoccupati per quanto stava accadendo sotto i loro increduli occhi e a pochi metri dalle loro case, ad avvertire i Carabinieri, prontamente intervenuti sul posto. Non c’è voluto molto ai militari, coordinati dal comandante della stazione cittadina, maresciallo Giuseppe Procopio, per individuare l’autore degli spari: un incensurato che, secondo le dichiarazioni raccolte dagli stessi Carabinieri, pare fosse in apprensione per il suo piccolo allevamento di conigli, temendo un assalto da parte dei randagi. Così, per salvare i suoi leporidi, l’uomo non ci ha pensato due volte: anziché utilizzare una regolare scacciacani con proiettili a salve, ha preso il suo fucile da caccia, non limitandosi neanche, peraltro, a sparare in aria per allontanare i cani, ma attuando un vero e proprio tiro al bersaglio. Così ha suscitato l’indignazione e la preoccupazione dei residenti, soprattutto delle mamme che in preda alla paura hanno frettolosamente richiamato in casa i loro bambini che giocavano per strada. 
I Carabinieri hanno sequestrato l’arma da fuoco e hanno denunciato l’autore degli spari alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari. Per il «cecchino» dei cani si ipotizzano le accuse di maltrattamenti agli animali e di esplosione di colpi d’arma da fuoco in luogo pubblico. Sul luogo dell’accaduto sono intervenute anche le guardie volontarie ecozoofile del distaccamento di Protezione civile Anpana (Associazione nazionale protezione animali natura ambiente) di Rutigliano, per prestare i soccorsi agli sfortunati cani feriti.
 
NEWS ANIMALISTE
10 LUGLIO 2012
 

Fiorenzuola (PC): ladri gettano il cane dalla finestra

 

I proprietari erano da amici per assistere alla finale del campionato Europeo di calcio, mentre Dasy, una piccola cagnolina, era rimasta a casa a sorvegliarla. E' successo domenica sera 1 luglio a Fiorenzuola in via Giovanni XXII, a raccontarlo il quotidiano Libertà. I tre ladri entrati in azione non si sono fatti tanti scrupoli e dopo aver avuto vita facile nel rubare nell’appartamento, se la sono presa con la cagnolina di quattro anni e di poco piu di 5kg gettandola dal terzo piano, forse infastiditi dal suo abbaiare. Un gesto inutile perché i ladri, erano già stati scoperti da alcuni vicini di casa, che hanno fatto scattare l’arrivo delle forze dell’ordine. I tre malviventi sono comunque riusciti a scappare con il bottino, circa 10mila euro in soldi e gioielli. Una vicina ha visto la scena atroce: uno dei ladri, sembra di origine slava, ha preso in braccio il cane e con forza l'ha scaraventato giù dal balcone. Lunga e dolorosa, l’agonia della povera cagnolina, che è deceduta nella nottata.

 
AGI
10 LUGLIO 2012
 
Follia a Roma: picchia cane, aggredisce passante e distrugge auto
 
Roma - Picchia selvaggiamente il proprio cane e, infastidito da un passante fermo a guardare la scena, prima lo aggredisce armato di coltello e poi gli distrugge l'auto lanciandole contro una panchina. Pomeriggio di ordinaria follia quello vissuto ieri in via Ugo Ojetti, a Talenti, da un 27enne egiziano arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Roma Montesacro con le accuse di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate, danneggiamento aggravato, minaccia aggravata, maltrattamento di animali e porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere.
Sono stati minuti di vero panico e sconcerto quelli vissuti da chi passeggiava nella via centrale del quartiere. Il giovane, gia' noto alle forze dell'ordine, ha improvvisamente iniziato a colpire e maltrattare il cane, sbattendolo piu' volte sul marciapiede. La violenza dei colpi sferrati sul povero animale, i suoi guaiti e le urla dello straniero hanno attirato l'attenzione di un 35enne romano che transitava in auto: l'uomo si e' voltato a guardare la scena e il 27enne e' andato inspiegabilmente su tutte le furie, sbraitando nei confronti dell'automobilista "impiccione" con cui, quasi subito, ha ingaggiato una lite animata. Non pago, ha estratto un coltello a serramanico dalla tasca e ha rincorso l'automobilista tentando di colpirlo, poi ha afferrato una panchina e l'ha scagliata contro l'auto del 35enne, mandando in frantumi lunotto, finestrini e parabrezza e camminando sulla carrozzeria prima di issarsi sul tettuccio, a torso nudo, a mo' di podio.Anche i carabinieri, chiamati da alcuni passanti, hanno dovuto fare i conti con l'esagitato egiziano riuscendo a disarmarlo e ad immobilizzarlo dopo alcuni minuti di tensione. Il cane, che fortunatamente non ha riportato ferite, e' stato portato nel giardino della caserma dei carabinieri, dove e' stato rifocillato in attesa dell'arrivo della zia dell'arrestato, alla quale e' stato affidato.
 
GEA PRESS
10 LUGLIO 2012
 
Roma – picchia il suo cane e il passante che si ferma
Intervento dei Carabinieri. L'Associazione EARTH: offriamo assistenza legale all’aggredito.
 
Ieri pomeriggio in via Ugo Ojetti, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Montesacro sono stati chiamati ad intervenire per fermare un cittadino egiziano di 27 anni. Il ragazzo, già conosciuto alle Forze dell’Ordine, mentre camminava in strada, ha improvvisamente iniziato a colpire e maltrattare il proprio cane, sbattendolo più volte a terra.Un 35enne romano si è voltato a guardare la scena ed il 27enne è andato su tutte le furie. Ha estratto un coltello a serramanico dalla tasca ed ha più volte rincorso l’automobilista tentando di colpirlo. Non riuscendo nel suo intento, ha afferrato una panchina e l’ha scagliata più volte contro l’auto del 35enne. Anche i Carabinieri intervenuti hanno dovuto faticare non poco per calmare le ire dell’egiziano che ha tentato di aggredire i militari.“Offriamo assistenza legale all’automobilista aggredito” fa sapere Valentina Coppola, presidente di EARTH, “E’ importante che chi assiste a scene di maltrattamento sugli animali si faccia avanti in loro difesa sentendosi tutelato, chiederemo quindi che il ragazzo egiziano, o la sua famiglia per lui, risarciscano i danni causati al veicolo dell’uomo aggredito”.Il cane, che fortunatamente non ha riportato serie ferite, è stato affidato alla zia dell’arrestato.Recentemente un episodio simile era accaduto in zona EUR. Qui la polizia, allertata da alcuni passanti, ha arrestato un 38enne rumeno che stava picchiando con violenza i suoi 3 cani, due dei quali appena cuccioli.
 
GEA PRESS
10 LUGLIO 2012
 
Matera – la vasca della morte, con volpe e cani (FOTOGALLERY – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)
 
Gaia e Mia (nella foto) vivevano nel bosco. Di Timmari. A Matera. Vivevano in una bella casa di legno assieme alla famiglia umana di cui facevano parte: mamma, papà, quattro tra figlie e figli, e loro due cani. Una vita quasi idilliaca. Mancavano all’appello da tre giorni, mai successo, sempre nei paraggi della casa, sempre pronte a rispondere al richiamo, di Elisa, di Antonio, di Alessandra, di Cosmo, di Nunzio, di MariaFrancesca. Tre giorni di ricerche affannose e preoccupate.Ieri la macabra scoperta, Gaia e Mia, e la Volpe che probabilmente stavano inseguendo, erano morte affogate, tutte e tre, in una vasca di drenaggio delle acque superficiali, una vasca profonda almeno 7metri, dalle pareti lisce ed insormontabili, lì a disposizione dei malcapitati, senza protezione, senza controllo!Quanto avranno annaspato e guaito prima di affogare stremate! E la povera Volpe, nelle stesse condizioni di stress e paura avrà dovuto tollerare anche il terrore dei due cani a distanza ravvicinata!Ci dicono che nella zona c’è un’altra vasca come questa, che è stata controllata quando Gaia e Mia sono scomparse.Nella vasca lo scorso anno è stato trovato affogato un pastore tedesco, due anni fa sono annegati in sei, randagi?
Nonostante le ripetute denunce la vasca continua a mietere vittime. È conosciuta, è pericolosa, è stata denunciata a “chi di competenza” ma nulla è mai stato fatto per proteggere da una eventuale caduta un passante, umano o non umano che sia!In passato, sono stati ritrovati animali selvatici, volpi o cinghiali, qualche cane randagio, ma nulla è stato fatto per mettere in sicurezza il territorio, il rimbalzo di responsabilità, sport nazionale per eccellenza, è stato sempre attuato con successo. É di proprietà demaniale! É di proprietà privata!Sappiamo, di sicuro che è di proprietà comunale, abbiamo visto i documenti catastali; da privati cittadini abbiamo interrogato il sito dell’Agenzia del Territorio; possibile che un addetto comunale, con accesso privilegiato ai dati, in anni non abbia potuto stabilire di chi è la proprietà? Ma non ci importa, tu istituzione, avvisata più e più volte del pericolo, devi fare i lavori in danno, poi ti rivali sul proprietario, se esiste, ma non puoi far continuare la strage annunciata, la condanna a morte orribile di cittadini o di abitanti del bosco, umani o non umani, selvatici o domestici.L’olfatto, umano questa volta, ha guidato nella ricerca di Gaia e Mia, e l’olfatto ha fatto trovare la loro tomba d’acqua, una seconda vasca, sconosciuta, e non sappiamo se ce ne sono ancora altre.Nel pomeriggio di ieri sono arrivati tutti, Vigili del Fuoco e Volontari, la televisione locale, poi anche i Carabinieri, e da ultimi i Vigili Urbani ad operazione conclusa, assente la ASL, attesa fino quasi a sera.
Durante le operazioni di recupero di Gaia e Mia, ancora una macabra scoperta: nella vasca conosciuta e già perlustrata venerdì scorso, un volpino marrone morto affogato, randagio?
VEDI FOTOGALLERY – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI:
 
NET1 NEWS
10 LUGLIO 2012
 
Lecce, i cittadini al sindaco: "Ecco come i rom trattano i cani"
Passano per il web le denunce dei cittadini al sindaco di Lecce, Paolo Perrone, disgustati dalle scene che si vedono ogni giorno per le strade della città.
 
LECCE- Le denunce arrivano dai social network sulla pagina del sindaco di Lecce, Paolo Perrone, sono le voci dei cittadini inorriditi dalle immagini di rom che usano poveri cani denutriti per chiedere l'elemosina. Gli abitanti della città pugliese chiedono l'aiuto del sindaco e delle autorità per fermare questa orribiile pratica.
Ecco lo sfogo su Facebook di uno dei tanti cittadini inorriditi da tutto questo:
"Gentile signor sindaco, le inoltro alcune foto che riguardano una situazione del tutto incivile, inumana e DISGUSTOSA, oltre che legalmente punibile.Stiamo parlando delle decine di zingari che ogni giorno, ogni pomeriggio e soprattutto ogni sera si aggirano per le strade del centro storico della nostra e della SUA città, chiedendo l'elemosina servendosi di POVERI e MALCAPITATI cagnolini. Ognuno di questi tizi porta con sè un cucciolo, ma ciò che è peggio è che, ogni sera, il cucciolo non è MAI quello della sera precedente!
Sono cuccioli denutriti, affamati e assetati, sballottolati da una borsa ad un'altra, da una bici ad un'altra!
Vorrei farle notare, signor sindaco, come in questa foto si veda CHIARAMENTE che lo zingaro sta riponendo nella borsa un cucciolo....MORTO!!!
NON VOGLIAMO PIù VEDERE QUESTE SCENE ORRIBILI E SOPRATTUTTO NON VOGLIAMO PIù VEDERE QUESTI TIZI CON QUESTI POVERI CUCCIOLETTI PER LE STRADE DELLA NOSTRA CITTà!
Parlo a nome di un gruppo di persone che si sta movimentando affinchè questa situazione cambi!!! 
Ed è SUO DOVERE aiutarci a farla cambiare!!!"
Su facebook ci sono molte denunce come queste. La civiltà di un popolo si vede anche da come tratta i propri animali.
 
IVG
10 LUGLIO 2012
 
Albenga (SV), otto cani rinchiusi nella “casa-bunker” del condominio Piave: nuova denuncia dei residenti
 
 
Albenga (SV). Cani che s’affacciano da un terrazzo del condominio “Piave” di Albenga, in zona Vadino. Guardano di sotto, lungo quei marciapiedi e quelle strade che sembrano poter contemplare solo a distanza, per poi rientrare in un appartamento per loro troppo piccolo. Così li ritrae questa foto, scattata da uno dei residenti del quartiere, costretto a tollerare da anni una situazione che definisce invivibile.Una situazione che vedrebbe la presenza di una sorta di casa-bunker all’interno del condominio “Piave”, abitata da una donna e dai suoi otto cani (dodici fino a poco tempo fa) costretti a vivere fra quattro mura, tra sporcizia e una puzza che, assicura l’abitante della zona, invade tutto lo stabile. Nemmeno un’ordinanza di sgombero urgente da parte del sindaco, risalente a circa due settimane fa, avrebbe però portato ad una soluzione definitiva. “I residenti del condominio Piave stanno vivendo ormai da anni un vero e proprio dramma – racconta l’uomo – L’appartamento al primo piano, due anni fa è stato preso in affitto da una coppia. In pochi giorni, i due hanno iniziato la loro guerra personale nei confronti del mondo, barricandosi in casa con quattro cani di grandi dimensioni. Quattro cani che venivano lasciati in casa per ore ed ore e per qualche istante sul terrazzo che fa parte del piccolo appartamento (40mq) dove queste persone vivevano. Inutili le proteste dei residenti, le prese di posizione dell’amministratore, lo sfratto per morosità da parte del proprietario della casa”.“Dopo due anni la situazione è questa: in casa abita soltanto la donna (che vedo raramente, anzi il sospetto è che in casa non abiti nessuno) e da qualche mese i cani sono diventati 12. La puzza che si sente nei piani alti è insopportabile e possiamo soltanto immaginare cosa avviene fra le pareti domestiche. A nulla sono servite le proteste dei residenti, che sono stati minacciati di morte dalla stessa proprietaria dei cani che, incurante delle regole elementari sanitarie, tiene letteralmente segregati in casa i cani. Gli stessi cani, appena riescono ad uscire sul terrazzo, cercano quella libertà a loro da sempre negata, abbaiando in continuazione. Esposti, raccolte di firme, denunce, urla, richiesta esplicita di intervento a polizia, carabinieri, polizia locale, non hanno portato ad alcun risultato”.“Attualmente i cani sono 8, quattro cuccioli sono stati dati in adozione – racconta ancora il residente del quartiere Vadino – Ma i cani rimasti sono spesso abbandonati e l’appartamento è diventato un porto di mare con persone che vanno e vengono ad ogni del giorno e della notte. Una sorta di bunker ben sorvegliato che sicuramente servirà ad altro. Spero che presto si ponga fine a questo supplizio, esteso non solo ai residenti, ma anche ai cani stessi, privati di qualsiasi libertà e lasciati alla sporcizia peggiore. Contattati più volte i carabinieri hanno detto di continuare a far denunce per smuovere la lenta burocrazia. La medesima cosa è stata dichiarata dai vigili del fuoco, chiamati in più occasioni perché alcuni cuccioli sono finiti a camminare per giorni sul cornicione, passando attraverso le sbarre”.
 
GIORNALETTISMO
10 LUGLIO 2012
 
Le polpette con il vetro per uccidere i cani
Sono state scoperte in un parco frequentato dagli amici a quattro zampe, nel Padovano
 
Prov. di Padova - Inquietante scoperta in un parco di Montegrotto Terme, in provincia di Padova. In un’area frequentata da parecchi cani sono state ritrovate polpette condite con schegge di vetro e veleno, preparate presumibilmente allo scopo di uccidere gli amici dell’uomo a quattro zampe.
LA SCOPERTA E LA DENUNCIA – Ne parla Il Mattino di Padova in un articolo a firma di Sergio Sambi:
«La malvagità dell’animo umano non ha limiti. Solo una persona perfida può volere la morte di poveri animali fra mille tormenti, con le viscere dilaniate dai frammenti di vetro con cui ha riempito delle polpette buttate in mezzo all’erba, aggiungendo magari anche del veleno». Sono furibondi Davide e Stefano Bernardi, i titolari dell’hotel Apollo che un paio di giorni fa hanno scoperto con raccapriccio che qualcuno aveva disseminato il loro parco, che si affaccia su via San Pio X, con questi bocconi micidiali destinati ai cagnolini o ai gatti. «Sono almeno 25 anni che abbiamo acquistato questo terreno vicino al nostro albergo» raccontano indignati, «dopo aver seminato erbetta e piantato degli alberi perché le persone potessero passeggiare sotto la loro ombra, abbiamo concesso a tutti i cittadini di entrare e godere di un momento di relax assieme ai loro animali domestici. Noi stessi portiamo i cani a correre felici ed è un piacere vedere che i residenti e i turisti gradiscono questa scelta. Quando l’altra mattina un nostro dipendente ci ha avvertito che erano state ritrovate delle polpette con dentro pezzi di vetro con l’evidente scopo di dilaniare lo stomaco delle povere bestiole che le avrebbero mangiate, ci siamo indignati e precipitati dai carabinieri per sporgere denuncia».
UN PARCO PER PASSEGGIATE – La zona in cui sono state trovate le polpette avvelenate era sempre apparsa tranquilla. Continua Sambi sul Mattino di Padova:
Finora nella zona termale erano stati segnalati casi di bocconi avvelenati nella vicina Due Carrare, ma nessuno era ancora arrivato ad architettare una trappola così atroce. La zona dove si trova l’hotel Apollo è tranquilla, via San Pio X è asfaltata e termina con un’ampia rotonda e gli spazi destinati a parcheggio permettono alle auto di fermarsi e far scendere agevolmente i cani per portarli a correre. Sono molte le coppie che arrivano verso sera per trascorrere un momento di tranquillità e quasi tutte hanno al guinzaglio il loro amico a quattrozampe.
I RISCHI – Le pietanze condite possono danneggiare gravemente esofago, stomaco e, soprattutto, l’intestino:Ma quali conseguenze può avere un cane se ingoia questi bocconi? Secondo Cristian Romanato, veterinario aponense, gli aspetti sono molteplici. «Molto dipende dalla durezza e dallo spessore del vetro» esordisce « ma anche da quanto è appuntito. Il primo organo a essere toccato è l’esofago, che può venire lesionato dal passaggio del boccone. Normalmente cani e gatti ingoiano senza masticare molto il cibo, che finisce nello stomaco dove, se trova altri alimenti si compatta e il pericolo è minore. Mail vero rischio è nell’intestino in quanto le lesioni possono essere profonde fino a perforare la parete e allora si arriva alla peritonite e la morte dell’animale. Con la radiografia si vede la situazione e di fronte al rischio si deve operare per rimuovere la causa del pericolo ma questo deve essere valutato caso per caso».
 
MATTINO DI PADOVA
10 LUGLIO2 2012
 
Polpette riempite di vetri nel parco dove corrono i cani
 
di Sergio Sambi
 
MONTEGROTTO TERME (PD) - «La malvagità dell’animo umano non ha limiti. Solo una persona perfida può volere la morte di poveri animali fra mille tormenti, con le viscere dilaniate dai frammenti di vetro con cui ha riempito delle polpette buttate in mezzo all’erba, aggiungendo magari anche del veleno». Sono furibondi Davide e Stefano Bernardi, i titolari dell’hotel Apollo che un paio di giorni fa hanno scoperto con raccapriccio che qualcuno aveva disseminato il loro parco, che si affaccia su via San Pio X, con questi bocconi micidiali destinati ai cagnolini o ai gatti. «Sono almeno 25 anni che abbiamo acquistato questo terreno vicino al nostro albergo» raccontano indignati, «dopo aver seminato erbetta e piantato degli alberi perché le persone potessero passeggiare sotto la loro ombra, abbiamo concesso a tutti i cittadini di entrare e godere di un momento di relax assieme ai loro animali domestici. Noi stessi portiamo i cani a correre felici ed è un piacere vedere che i residenti e i turisti gradiscono questa scelta. Quando l’altra mattina un nostro dipendente ci ha avvertito che erano state ritrovate delle polpette con dentro pezzi di vetro con l’evidente scopo di dilaniare lo stomaco delle povere bestiole che le avrebbero mangiate, ci siamo indignati e precipitati dai carabinieri per sporgere denuncia». Finora nella zona termale erano stati segnalati casi di bocconi avvelenati nella vicina Due Carrare, ma nessuno era ancora arrivato ad architettare una trappola così atroce. La zona dove si trova l’hotel Apollo è tranquilla, via San Pio X è asfaltata e termina con un’ampia rotonda e gli spazi destinati a parcheggio permettono alle auto di fermarsi e far scendere agevolmente i cani per portarli a correre. Sono molte le coppie che arrivano verso sera per trascorrere un momento di tranquillità e quasi tutte hanno al guinzaglio il loro amico a quattro zampe. Ma quali conseguenze può avere un cane se ingoia questi bocconi? Secondo Cristian Romanato, veterinario aponense, gli aspetti sono molteplici. «Molto dipende dalla durezza e dallo spessore del vetro» esordisce « ma anche da quanto è appuntito. Il primo organo a essere toccato è l’esofago, che può venire lesionato dal passaggio del boccone. Normalmente cani e gatti ingoiano senza masticare molto il cibo, che finisce nello stomaco dove, se trova altri alimenti si compatta e il pericolo è minore. Ma il vero rischio è nell’intestino in quanto le lesioni possono essere profonde fino a perforare la parete e allora si arriva alla peritonite e la morte dell’animale. Con la radiografia si vede la situazione e di fronte al rischio si deve operare per rimuovere la causa del pericolo ma questo deve essere valutato caso per caso».
 
PRIMA DA NOI
10 LUGLIO 2012
 
Carrozza si ribalta. Animalisti: «3 cavalli per sforzo immane. Nemmeno nel medioevo»
La protesta: «pura follia»
 
CIVITELLA ALFEDENA (AQ). Domenica scorsa si è rovesciata una carrozza trainata da cavalli.
Adesso gli animalisti chiedono che venga fatta chiarezza su quanto accaduto e si dicono pronti a denunciare «tutti i responsabili».
Il fatto è accaduto intorno alle 16.45: la carrozza trainava i turisti in un’escursione nella riserva della Camosciara, nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise nei pressi di Pescasseroli e Civitella Alfedena. Secondo una prima ricostruzione la carrozza era trainata da soli tre cavalli, uno dei quali si è improvvisamente imbizzarrito e ha trascinato il mezzo sul ciglio della strada, provocando il ribaltamento. Dieci i feriti tra i quali anche una bambina di 11 anni.
«Questa storia ha dell’incredibile», commenta Walter Caporale, presidente dell’associazione “Animalisti Italiani Onlus”. «Siamo a luglio 2012, uno dei periodi più caldi degli ultimi decenni e oltre 20 persone, hanno deciso di percorrere la camosciara abruzzese su una carrozza trainata da 3 soli cavalli? E’ pura follia. Come è possibile sottoporre tre poveri cavalli ad uno sforzo così immane in condizioni atmosferiche del genere? Neanche nel medioevo tre cavalli trainavano oltre 20 persone e la carrozza».
Caporale fa sapere che la sua associazione ha attivato i propri legali per denunciare i responsabili a tutti i livelli: dal conducente ai turisti e i responsabili del Pnalm: «chiederemo di eliminare dal regolamento l’utilizzo degli animali per il traino, visto che dal primo luglio 1999 l'accesso nella riserva e' stato chiuso al traffico motorizzato ed e' consentito solo a piedi oppure noleggiando bici, trenino, cavalli o carrozza trainata da cavalli. Chiederemo di eliminare l’accesso con i mezzi trainati dagli animali».
 
GEA PRESS
10 LUGLIO 2012
 
Venti persone trainate da tre cavalli – incidente in Abruzzo
Animalisti Italiani: neanche nel Medioevo sarebbe potuto accadere.
 
Intervento dell’Associazione Animalisti Italiani sull’incredibile incidente occorso domenica scorsa nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Nei pressi di Pescasseroli, infatti, una carrozza che, secondo una prima ricostruzione, trasportava ben venti persone si sarebbe ribaltata per via di un cavallo imbizzarrito. Il pesante traino era sorretto da appena tre cavalli.“Il fatto accaduto domenica pomeriggio a Civitella Alfedena, all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), ha veramente dell’incredibile – ha dichiarato Walter Caporale, Presidente di Animalisti Italiani - Siamo a luglio 2012, uno dei periodi più caldi degli ultimi decenni e oltre 20 persone, hanno deciso di percorrere la camosciara abruzzese su una carrozza trainata da 3 soli cavalli? E’ pura follia! Come è possibile sottoporre tre poveri cavalli ad uno sforzo così immane in condizioni atmosferiche del genere? Neanche nel medioevo tre cavalli trainavano oltre 20 persone e la carrozza“.L’Associazione ha già provveduto ad attivare i suoi legali affinché si provveda all’individuazione dei responsabili ed alla loro denuncia. “Chiederemo di eliminare dal regolamento del Parco – ha aggiunto Walter Caporale – l’utilizzo degli animali per il traino, visto che dal primo luglio 1999 l’accesso nella riserva e’ stato chiuso al traffico motorizzato ed e’ consentito solo a piedi oppure noleggiando bici, trenino, cavalli o carrozza trainata da cavalli. Chiederemo di eliminare l’accesso con i mezzi trainati dagli animali”.
 
OGGI NOTIZIE
10 LUGLIO 2012
 
Sesso con animali - Nuova denuncia dell'Aidaa
 
Parma - Un sito Internet che offre, a pagamento, immagini di giovani donne che fanno sesso con animali. Prosegue la campagna di lotta alla zoofilia dell'Aidaa, l'associazione italiana difesa animali e ambiente che ha avviato una vera e propria "crociata" contro la diffusione on line di immagini di sesso con animali.
Questa volta l'Aidaa non ha scovato solo siti, forum e chat in cui si possono vedere filmati, cercare partner o offrire i propri animali (cani, cavalli, asini e maiali in prevalenza) per le attività sessuali o siti dove si vedono ragazzine che fanno sesso con animali in filmati che possono essere scaricati anche dai bambini con un semplice click. AIDAA ha scovato e denunciato alla procura della repubblica di Parma (sede nazionale del servizio di tutela legale degli animali Tribunale degli Animali di AIDAA) un sito dove si assiste in diretta a pagamento e non a donne e ragazze che attraverso la web cam fanno sesso (anche rapporti completi) con gli animali.
Il sito accessibile a tutti è diviso in due parti. La prima "free" presenta una serie di gallerie di fotogrammi che illustrano rapporti sessuali espliciti di donne, ragazze ed animali. La seconda parte prevede un accesso a pagamento attraverso carta di credito e permette di accedere a vere e proprie web cam in diretta dove si assiste a azioni in diretta di sesso con animali.
"Chiediamo oltre alla chiusura immediata del sito- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- anche che vengano ed individuati e puniti i pervertiti che organizzano tali porcherie e quelli che pagano per vederli".
 
IL FATTO QUOTIDIANO
10 LUGLIO 2012
 
Lav, ogni ora un reato contro gli animali Ed è allarme criminalità organizzata
Nel rapporto Zoomafia 2012 si legge che si è aggravato il fenomeno della micro-criminalità giovanile, specializzata nel commercio via web di cuccioli provenienti dall’Europa orientale. Un giro d’affari gestito perlopiù da minorenni. Sequestrati 750 cuccioli per un valore di 563.000 euro
 
Andrea Bertaglio
 
Maltrattamenti, sfruttamento, uccisioni; ma anche giri di scommesse e sofisticazioni alimentari. In Italia la violenza sugli animali non conosce crisi, ed è praticata sempre più da giovani e giovanissimi. A denunciarlo è il Rapporto Zoomafia 2012 della Lega Anti Vivisezione (Lav). Che, giunto alla sua tredicesima edizione, traccia un quadro più inquietante che mai: nell’arco del 2011, infatti, nel Belpaese ogni ora è stato registrato un reato contro animali. Centinaia di migliaia dei quali, denuncia lo studio, finiscono nelle mani della criminalità organizzata. Cifre allarmanti che, in realtà, rappresentano solo una parte dei crimini effettivamente compiuti.In molti si sono indignati per lo sterminio di cani avvenuto in Ucraina per i campionati europei di calcio. In pochi, invece, sembrano sapere che nel nostro Paese le cose vanno anche peggio. Corse e combattimenti clandestini, canili abusivi, traffico di cuccioli o macellazione illegale; e ancora: contrabbando di fauna, uccisione di animali a scopo intimidatorio o per puro piacere. Per il Rapporto Zoomafia 2012, il maggior numero di reati è legato alle corse illegali di cavalli, dietro cui si nascondono organizzazioni criminali con ramificazioni anche internazionali. Delle 179 persone denunciate dalle forze dell’ordine, 57 sono state arrestate. I cavalli sequestrati sono stati invece 94: una cifra mai raggiunta prima, che l’anno precedente si era fermata a 62.Sempre più importanti sono poi la “Cupola del bestiame”, la macellazione clandestina e i veleni delle sofisticazioni alimentari: fenomeni legati ai tentativi della malavita organizzata di impossessarsi della redditizia filiera della carne. Fra i casi accertati dalla Direzione investigativa antimafia (Dia), spiccano quelli di mandrie al pascolo su discariche, allevamenti di centinaia di anatre stipate in un garage, animali lasciati senza cibo tanto da arrivare al cannibalismo. O maialini sgozzati e trasportati in auto verso garage trasformati in mattatoio. Per quanto riguarda le contraffazioni alimentari, a cui lo studio dedica un intero paragrafo, il controllo di quasi tremila aziende ha portato i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dei carabinieri (Nas) al sequestro di 7 milioni e mezzo di tonnellate di alimenti. Alcuni esempi di casi registrati nello scorso anno? “Carne tunisina in cattivo stato di conservazione nascosta in valigie; confezioni di salsicce scadute da anni; gamberetti rossi del Mozambico spacciati per nostrani; polpo vietnamita venduto come del Mediterraneo”.Anche il fenomeno degli animali uccisi a scopo intimidatorio merita una certa attenzione. Fra i numerosi casi accertati, elencati in una lista “lugubremente fantasiosa”, spicca quello di un cane corso impiccato con due proiettili inesplosi in bocca. Un singolo esempio che rischia però di sparire, se messo nel calderone dei moltissimi altri animali strangolati, decapitati o uccisi con armi come fucili a pallettoni. In ripresa risultano anche il contrabbando di fauna, la biopirateria e la pesca abusiva con esplosivi. Ma soprattutto i combattimenti clandestini fra cani. Che, fa presente il Rapporto Lav, sono in allarmante ascesa nonostante i tentativi delle Forze dell’ordine di scongiurare un fenomeno dai pesanti risvolti sociali. Come quello della micro-criminalità giovanile, specializzata nel commercio via web di cuccioli provenienti dall’Europa orientale (Slovacchia e Ungheria in primis). Un giro d’affari gestito perlopiù da minorenni, che si sono visti sequestrare 750 cuccioli, per un valore complessivo di 563.000 euro. La crescente presenza di minori in questo tipo di attività è uno degli aspetti più interessanti dello studio Lav. Ma anche indice di un allarmante degrado sociale. “Il tema della violenza nei riguardi degli animali è strettamente collegato al tema della violenza verso gli esseri umani e dei comportamenti antisociali in genere”, spiega Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia Lav e autore del rapporto. Fra i casi più inquietanti, quelli di cuccioli infilzati, cosparsi di benzina e arsi vivi; o quello di un cagnolino preso a calci e bastonate da un gruppo di bambini incitati alla violenza da alcuni adulti. “I bambini e gli adolescenti coinvolti vengono proiettati in un mondo violento, ‘virile’, dove la sicurezza individuale e la personalità si forgiano con la forza, con l’abitudine all’illegalità, con la disumanizzazione emotiva”, denuncia Troiano: “È ampiamente dimostrato che bambini e adolescenti ripetutamente crudeli verso gli animali presentano diversi tipi di disturbi psicologici, e possono facilmente diventare adulti violenti e antisociali”.
 
LA PROVINCIA PAVESE
10 LUGLIO 2012
 
Il veterinario: «Voglio il processo»
 
SANTA MARIA (PV) - Il pubblico ministero Ilaria Perino ha depositato ieri la richiesta di giudizio immediato per Giuseppe Genta, il veterinario 52enne di Stradella accusato di violenza sessuale nei confronti delle sue assistenti e di maltrattamenti di animali. Segno che, secondo il pm, ci sono prove sufficienti per dimostrare le accuse. Il veterinario a questo punto potrebbe scegliere il giudizio abbreviato, il patteggiamento (riti che permettono uno sconto di pena) o andare a processo e contestare punto per punto in aula le accuse. Lui ha scelto quest’ultima opzione: «Andremo sicuramente a dibattimento – dice il suo legale, l’avvocato Carlo Enrico Pagliero – Nessun rito alternativo è pensabile per una vicenda come quella del mio cliente. Ci difenderemo da tutte le accuse». Accuse pesanti, stando alle testimonianze rese al pm, che parlano di cuccioli uccisi a calci nell’ambulatorio di Santa Maria, di animali fatti morire di fame o gettati nel freezer. E poi delle molestie sessuali alle dipendenti, di foto che ritraggono Genta nudo che le sue assistenti ritrovano nei loro cassetti. Al processo potrebbe anche costituirsi parte civile l’Ordine dei veterinari che ha già sospeso Genta dalla professione per sei mesi (provvedimento al quale lui ha fatto ricorso). «Stiamo valutando con il nostro legale se costituirci parte civile al processo – dice il presidente Massimo Pelizza – Non abbiamo ancora preso una decisione».
 
AREZZO NOTIZIE
10 LUGLIO 2012
 
Una ciotola d'acqua per gli amici a quattro zampe
 
Dichiarazione delle consigliere Marzia Fontana ed Elisa Bertoli (Pd)
Con l'arrivo dell'estate la vita si fa dura per i nostri amici a quattro zampe. Sono circa 700 mila gli animali che vengono
abbandonati ogni anno in Italia. Non solo cani ma anche gatti, coniglietti da compagnia, tartarughe d'acqua, pesci rossi ed animali esotici. Fatto sta che molti animali abbandonati e randagi, nel periodo estivo si trovano a dover combattere con il grande caldo e con la mancanza d'acqua per potersi dissetare. Vogliamo lanciare un forte appello a tutti i cittadini e chiediamo di posizionare una ciotola d'acqua davanti al proprio negozio, casa o giardino così da donare un sollievo immediato ai nostri piccoli amici che non possono difendersi da soli. Con una semplice ciotola d'acqua si aiuteranno cani, mici, ma anche uccellini, ricci e tanti altri, che si potranno dissetare e salvare dalla disidratazione e dalle conseguenze anche letali che può avere. Abbandonare gli animali è un reato penale ai sensi dell'art.127 del Codice Penale punito con la detenzione fino ad un anno con un ammenda da 1.000 a 10.000 euro all'anno. Abbandonare gli animali non è solo un reato penale ma è sopratutto segno di una grande mancanza di civiltà. E' fondamentale educare al possesso consapevole di un animale, stiamo parlando di esseri senzienti capaci di provare sentimenti e dolore fisico proprio come noi, pertanto meritano rispetto ed una efficace tutela giuridica. L'abbandono è una delle principali cause del randagismo, fondamentale diventa per cui la sterilizzazione degli animali di proprietà e degli animali liberi sul territorio, per scongiurare il triste fenomeno del randagismo..
 
SAVONA NEWS
10 LUGLIO 2012
 
Benvenuti nel santuario dei cetacei morti
La Guardia Costiera rinviene una mezza carcassa di capodoglio davanti al porto di Savona. Nel primo pomeriggio alcuni pezzi di grasso e pelle staccatasi dalla carcassa hanno raggiunto le spiagge del prolungamento e delle Fornaci. Nasce una nuova peculiarità turistica: il bagno tra le interiora e le gite in barca per il "Dead Whale Watching"
 
Nelle prime ore di questa mattina la sala operativa di questa Capitaneria di Porto riceveva segnalazione, da parte di un concessionario demaniale, circa la presenza a duecento-trecento metri da riva di un oggetto somigliante ad una imbarcazione rovesciata. La motovedetta di soccorso CP 863, giunta pochi minuti dopo sul posto, riferiva trattarsi invece di una carcassa non ben identificabile di cetaceo di circa 7-8 metri, in avanzato stato di decomposizione. Veniva contattata la Fondazione Cima di Savona, consulente in materia di cetacei per le differenti amministrazioni interessate agli avvistamenti o agli spiaggiamenti di animali appartenenti alle specie protette(oltre alla Guardia costiera anche l’Asl, servizio veterinario, e il Corpo Forestale dello Stato, servizio CITES, che si occupa a livello nazionale di tutto quello che riguarda le specie protette e a rischio di estinzione). La (immancabile, ndr) Fondazione CIMA inviava in zona un proprio ricercatore che da bordo del gommone GC B38 della Capitaneria di Savona identificava nella carcassa i resti - cranio e parte anteriore - di un capodoglio di più di dieci metri, in decomposizione da almeno un mese; la presenza sulla carcassa di pescato demersale (scampi e naselli) non decomposto ha fatto pensare ad un possibile recupero accidentale della medesima da parte di reti a strascico. In contatto con l’Autorità portuale di Savona veniva tentato il recupero della carcassa con l’impiego dei mezzi della società Savona Port Service e del gruppo ormeggiatori, ma il recupero meccanico della stessa risultava impossibile. A questo punto, trattandosi di carcassa insalubre e particolarmente maleodorante, al fine di evitarne lo spiaggiamento su zone frequentate da bagnanti o il suo ingresso all’interno del porto, si provvedeva ad agganciarla con i mezzi di bordo della motobarca Econord, che si occupa della pulizia degli specchi acquei portuali, e a trainarla all’esterno della zona alti fondali, in modo da favorirne la naturale decomposizione all’interno della scogliera presente alla radice della diga foranea, lontano da presenze umane. Nel primo pomeriggio alcuni pezzi di grasso e pelle staccatasi dalla carcassa raggiungevano comunque le spiagge del prolungamento e delle fornaci, creando qualche allarme tra i bagnanti e i gestori degli stabilimenti balneari; i mezzi nautici e le squadre operative della Capitaneria di Savona, con l’ausilio anche della motovedetta CC 614 della locale squadra nautica dei Carabinieri si recavano in zona, unitamente al personale della Fondazione CIMA, spiegando ai numerosi presenti quanto era accaduto fin dal primo mattino e recuperando i resti spiaggiati del cetaceo per il successivo smaltimento." Proposta: ma portarla al largo e farla saltare come fanno nel mondo?
 
LA NUOVA FERRARA
10 LUGLIO 2012
 
Il Tar riabilita i circhi con animali
 
Bocciate anche nel merito da parte del Tar le limitazioni all’impiego di animali nei circhi che piantano le tende in città. Vittoria completa di Moira Orfei su Comune di Ferrara e Regione, che dopo la sospensiva dell’autunno scorso e il conseguente ritorno con tigri ed elefanti in città, ha ora ottenuto dal Tribunale amministrativo regionale una doppia sentenza favorevole. Su istanza della società Sensazioni srl, che gestisce appunto l’attività del più famoso circo italiano, la Seconda sezione presieduta da Giancarlo Mozzarelli ha infatti censurato, con sentenza del 4 luglio, l’ordinanza del sindaco del 24 dicembre 2010, che vietava l’attendamento di circhi con primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe e rapaci. Il motivo principale è che la legge del 18 marzo 1968 «riconosce espressamente la funzione sociale dei circhi equestri e ne sostiene il consolidamento e sviluppo, stabilendo l’obbligo, per le amministrazioni comunali, d’individuare adeguati spazi» per le loro attività. Il Tar, inoltre, sancisce che «non esiste una norma legislativa che attribuisca allo stesso (ente locale) il potere di fissare in via preventiva e generalizzata il divieto assoluto di uso degli animali in spettacoli, ed anzi un simile intervento si pone in palese contrasto con la legge 337 del 1968». Viene poi ribadito che l’ordinanza del sindaco deve intervenire «riguardo a situazioni di natura eccezionale ed imprevedibile, alle quali sia impossibile fare fronte con gli strumenti ordinari apprestati dall’ordinamento»: quella dei circhi non ha queste caratteristiche e viene considerata «illegittima». Non viene in aiuto al Comune la deliberazione 2007 della giunta regionale, richiamata dall’ordinanza, che «raccomanda che nell’ambito dell’attività circense in futuro non vengono più detenute le specie in via di estinzione o il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in una struttura mobile». Secondo il Tar questa è una «mera disposizione programmatica, soggetta ad eventuale futura applicazione che, allo stato, certamente non impone nè tantomeno faculta i Comuni» a vietare circhi. Il risultato è che l’ordinanza è annullata e bollate come illegittima il divieto di autorizzazione veterinaria temporanea al circo.
 
IL CENTRO
10 LUGLIO 2012
 
Salvato un gabbiano: era ferito alle ali
 
VASTO (CH) -  È stato chiamato “Matteo” il bellissimo gabbiano bianco salvato sabato sera dai militari dell’Ufficio circondariale marittimo (Circomare) di Punta Penna sulla spiaggia di Vasto marina. L’operazione di soccorso è scattata alle 21. Nell’ambito dei servizi di perlustrazione i militari si sono accorti dell’animale in difficoltà. «Il gabbiano era ferito alle ali. Le gravi lesioni gli impedivano di riprendere il volo», spiega il comandante del Circomare, il tenente di vascello Giuliano D’Urso. «Senza perdere tempo abbiamo contattato la Lipu, Lega italiana protezione uccelli. Il veterinario di turno e il comando regionale della forestale si sono subito attivati». Una squadra di soccorso ha raggiunto in pochi minuti il litorale vastese prestando al gabbiano le cure del caso. Nessuno sa come e dove si sia procurato le ferite “Matteo”, ma l’autorità marittima ha colto l’occasione per tornare a sollecitare il rispetto delle norme ambientali e di sicurezza a diportisti, sportivi e turisti. «La tutela dell’ecosistema marino è importantissima», afferma il Circomare ricordando che per ogni emergenza in mare o segnalazione è attivo 24 ore su 24 il “numero blu” 1530.
 
WALL STREET ITALIA
10 LUGLIO 2012
 
I cani proteggono i neonati dalle malattie respiratorie
Lo rivela uno studio Usa condotto in Finlandia. Bebe' del 30% meno inclini a manifestare i sintomi di tosse, raffreddore o febbre e circa la meta' in meno di sviluppare infezioni alle orecchie, come l'otite.
 
New York - Ai neo genitori un gruppo di scienziati Usa consiglia di tenere in casa almeno un esemplare del migliore amico dell'uomo. I bebe' che abbiano un contatto diretto con i cani, infatti, tendono ad ammalarsi con piu' difficolta' e sopratutto sono piu' immuni alle infezioni alle orecchie e ai vari problemi respiratori. E' quanto emerge da uno studio americano pubblicato lunedi' nella rivista Pediatrics.
Il report non spiega nel dettaglio perche' questo avvenga, limitandosi a riportare le statistiche. Gli scienziati, tuttavia, suggeriscono che vivere a stretto contatto con un cane che trascorre almeno una parte della sua giorna all'esterno potrebbe rafforzare il sistema immunitario di un bambino nei primi anni di vita. Anche i gatti migliorano la protezione imminutaria dei bambini, ma l'effetto e' piu' limitato rispetto al caso dei cani.I test sono stati condotti su un campione di 397 neonati finlandesi - dalle 9 settimane alle 52 di eta'. I genitori hanno fornito con cadenza quotidiana lo stato di salute dei loro figli nel primo anno di eta'. I bebe' in contatto con i gatti o con i cani a domicilio erano per circa il 30% meno inclini a manifestare i sintomi delle malattie respiratorie - come tosse, raffreddore, febbre o rinite (naso tappato o che cola) - e hanno circa la meta' delle possibilita' di sviluppare infezioni alle orecchie, come l'otite."Si sono rivelati in condizioni di salute molto migliori durante il periodo dello studio", afferma il report condotto dai tecnici dell'ospedale universitario di Kuopio, in Finlandia.
 
LA ZAMPA.IT
10 LUGLIO 2012
 
Il sistema immunitario dei bambini è più forte se in casa ci sono cani e gatti
La conferma arriva da uno studio finlandese
 
I bimbi che crescono a contatto con gli animali domestici come cani e gatti sviluppano meno infezioni respiratorie rispetto a quelli che non hanno questo tipo di contatti.
La notizia, riportata dal Figarò, arriva da uno studio condotto da un'équipe di ricercatori dell'ospedale universitario di Kuopio, in Finlandia. La ricerca è stata condotto su un campione di più di 400 bambini di meno di un anno: ogni giorno i genitori hanno consegnato all'ospedale il loro stato di salute. Dopo un anno di osservazione i bambini che vivevano a contatto con animali domestici hanno mostrato una riduzione del 30% di disturbi come tosse, respiro sibilante e rinite e addirittura una riduzione del 50% della possibiltà di contrarre infezioni alle orecchie.
I bambini che hanno animali in casa, inoltre, non solo si ammalano meno, ma hanno bisogno di meno antibiotici. Secondo lo studio il livello immunitario dei bambini è più elevato se l'animale è presente in casa per almeno sei ore al giorno, mentre diminusce se l'animale rimane meno a contatto con il bambino oppure se viene tenuto all'esterno dell'abitazione.
I ricercatori finlandesi evidenziano così una tendenza già riscontrata qualche hanno fa dall'immunologa Erika von Mutius, che ha inoltre dimostrato come questa teoria funzioni anche nel caso in cui sia la madre ad essere a contatto con animali domestici.  
Dunque i "piccoli" che vivono  in campagna sono più fortunati? «Dipende - afferma l'immunologo Jean-François Bach - i bambini che vivono in campagna a contatto degli animali si ammalano meno rispetto ai bambini che vivono ugualmente in campagna, ma non sono circondati dagli animali». E l'igiene? «Ad essere davvero pericoloso è il biberon che resta al sole, trasformandosi in un fertile terreno di cultura per i batteri, ma non bisogna allarmarsi se un bambino ha le mani non troppo pulite e si mette le dita in bocca - rassicura Bach, membro dell'Accademia delle Scienze - quello che conta è l'igiene dell'acqua che beviamo, il rispetto dei corretti procedimenti della catena del freddo e un saggio impiego di vaccini e antibiotici, dei quali non bisogna mai abusare».  
«Noi ipotizziamo che il contatto con gli animali potrebbe aiutare a rinforzare il sistema immunitario, spingendolo a risposte più efficaci e a periodi di infezione più brevi», precisano i ricercatori finlandesi. In ogni caso, questo campo della ricerca evolve molto rapidamente e gli ultimi studi dimostrano come i disturbi del sistema immunitario possano essere dovuti a un cattivo stato di salute dei circa tre miliardi di batteri che popolano il nostro intestino. L'industria farmaceutica, muovendosi in questa direzione, sta lavorando anche su farmaci in grado di stimolare il sistema immunitario.
 
SANI HELP
10 LUGLIO 2012
 
Un cane per amico durante il primo anno di vita del bambino
 
Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Kuopio University Hospital in Finlandia e pubblicato sulla rivista Pediatrics i bambini che nel primo anno di vita hanno in casa un cane o evidenziano il 44% di probabilità in meno di sviluppare un’infezione all’orecchio e il 29% di probabilità in meno di dover ricorrere all’uso di un antibiotico per curare una qualche infezione rispetto ai loro coetanei che hanno vissuto il loro primo anno di vita senza un cane in casa. Da questo studio è emerso che a influenzare così positivamente la salute dei neonati sono i cani, mentre il ruolo protettivo esplicato dai gatti è meno evidente. Per quale motivo avere un cane in casa riduca il numero e la gravità delle malattie respiratorie dei neonati non è affatto chiaro: i ricercatori hanno ipotizzato che il cane porta in casa comunque degli agenti infettivi che aiutano a sviluppare una migliore funzionalità del sistema immunitario che poi è più reattivo e più efficiente anche nel contrastare i batteri che sostengono le infezioni delle vie respiratorie.
 
LA STAMPA
10 LUGLIO 2012
 
India. Paul McCartney: No a test prodotti cosmetici su animali
L'ex Beatle a favore della campagna 'Be Cruelty-free'
 
Roma - L'ex Beatle Paul McCartney è impegnato in India a favore della campagna 'Be Cruelty-free', lanciata dalla Humane Society International (Hsi) per mettere fine ai test di prodotti cosmetici sugli animali. Lo riporta il sito web del Times of India. "La triste verità è che questi test provocano dolori e sofferenze inimmaginabili agli animali", ha dichiarato il cantante. "Se ci fosse una foto per ogni prodotto cosmetico testato sui conigli o sui gatti, che mostrasse questi animali con gli occhi gonfi e la cute infiammata, tutti sceglierebbero l'opzione 'cruelty-free'" e acquisterebbero prodotti non testati sugli animali. I test sugli animali sono vietati nei paesi dell'Unione Europea, ma sono ancora permessi in molti paesi nel mondo. "Siamo onorati di avere il sostegno di Sir Paul alla nostra campagna 'Be Cruelty-free' in India, perchè molti consumatori non sanno che gli animali soffrono ancora per i test, e che le loro scelte di acquisto possono fare la differenza per gli animali", ha detto N.G. Jayasimha, responsabile per la Hsi della campagna anti-test in India.
 
GEA PRESS
10 LUGLIO 2012
 
Quirra e gli agnelli senza volto: tutto ok, il Governo tenta di alzare la soglia di tollerabilità e l’inquinamento non c’è più
Il WWF: momento gravissimo, la politica si sostituisce alla scienza.
 
 
Il meccanismo è vecchio, purtroppo. Venne attuato per “contrastare” l’inquinamento da atrazina riscontrato negli anni 80 nell’acqua di falda della pianura padana. Valori oltre la soglia. Poi, però, si alzò la soglia.Più o meno la stessa cosa si sta ora verificando presso la Commissione Finanze e Attività Produttive della Camera.Un comma aggiunto dal Governo all’art. 35 del Decreto Sviluppo. Un provvedimento che già nella sua titolazione poco c’entra con gli agnelli senza bocca e occhi nati a Quirra. Incredibile, poi, dove è stato inserito il comma. L’articolo 35, infatti, è relativo alla trivellazioni petrolifere. Eppure, denuncia il WWF, in tal maniera si stanno ridefinendo i livelli di inquinamento oltre i quali è necessario bonificare il territorio inquinato dai siti militari. Il risultato: alzando la soglia d’inquinamento, i parametri un tempo fuori-norma verrebbero così trasformati ‘a norma di legge.“Riteniamo negativa questa norma per due motivi: il metodo utilizzato e le conseguenze che deriverebbero dal suo contenuto” dichiara Patrizia Fantilli, Direttore dell’Ufficio Legale Legislativo del WWF Italia,  esponendo quanto sostenuto dall’associazione nella nota inviata ai deputati delle Commissioni. Un vero e proprio blitz che potrebbe compromettere, o far saltare del tutto, la bonifica delle aree inquinate. Tra queste il caso forse più emblematico è quello relativo al poligono di Quirra, in provincia di Cagliari. La questione era già stata sollevata dal WWF nei giorni scorsi. Lo stesso WWF ricorda ora come l’area di Quirra è un’area demaniale militare interessata per anni da intense e periodiche esercitazioni militari (compresi brillamenti di ordigni), con dispersione sul terreno di grossi quantitativi di metalli tossici e sostanze chimiche tossiche(alluminio, arsenico, bario, cadmio, cobalto, cromo, rame, piombo, ferro, nichel,antimonio, tallio, zirconio e zinco), nonché di sostanze radioattive (torio ed uranio). Con la presenza in dette aree di numerosi pastori con circa 15mila animali da allevamento, cui si aggiungono gli abitanti delle aree circostanti, nonché il personale militare e civile della base militare. Il caso è attualmente sub iudice presso la Procura di Lanusei, in un processo in cui il WWF si è costituito parte civile, per i gravissimi episodi di inquinamento ambientale e di pericolo grave e persistente per la salute umana ed animale.“E’ del tutto evidente – sostengono dal WWF – come casi simili non possono essere circoscritti in una norma di 4 righe approvata in tutta fretta senza approfonditi e specifici studi preliminari“.Per il WWF la questione assume aspetti di rilevante gravità anche per altri motivi. Di fatto, in tal maniera, si concede al Governo, ovvero a due soli Ministri (quello della Difesa e quello dell’Ambiente), il potere di indicare i livelli ‘accettabili’ di concentrazione di sostanze nocive nelle aree militari, senza alcun riferimento a norme di tutela, standard internazionali, rigorosi ed oggettivi parametri scientifici. Potrebbe persino verificarsi, dicono sempre al WWF, che i Ministeri stabiliscano bonifiche parziali, o l’assenza di bonifiche, pur in presenza di sostanze altamente pericolose per ambiente e salute.
 
ANMVI OGGI
10 LUGLIO 2012
 
EFSA
I cibi da cloni sono sicuri, ma c’è un problema di benessere
 
L'EFSA conferma: nessun rischio dai prodotti derivati da cloni sani o dalla loro progenie. Ma solleva preoccupazioni per il benessere animale.
Latte e carne, in particolare non differiscono da quelli di animali sani allevati in modo convenzionale. Ciononostante l'Autorità riconosce che persistono preoccupazioni per la salute e il benessere animale associate a questa tecnologia. Questo, in sintesi, il
parere reso a due anni circa dal primo sull'argomento.
•in termini di sicurezza alimentare, per quanto riguarda i bovini e i suini non vi sono indicazioni secondo cui esistono differenze tra i prodotti a base di carne o di latte di cloni sani e della loro progenie e quelli di animali sani allevati in modo convenzionale. I dati sui cloni di specie da allevamento per la produzione alimentare diverse da bovini e suini sono ancora limitati, pertanto non consentono la valutazione degli aspetti legati alla sicurezza alimentare e alla salute e al benessere animale;
•la tecnologia di clonazione che utilizza il trasferimento del nucleo di cellule somatiche (SCNT) può produrre cloni animali sani, ma, durante il processo di clonazione SCNT, la salute e il benessere animale rimangono un motivo di preoccupazione dovuto principalmente all'aumento del numero di decessi in tutte le fasi dello sviluppo (dal periodo perinatale fino allo stadio giovanile, oltre alla mortalità da aborto). Tuttavia è importante notare che queste preoccupazioni non riguardano la progenie dei cloni nati tramite il sistema convenzionale di allevamento poiché sembra che questa si sviluppi normalmente;
•sulla base dei limitati dati disponibili, non risultano indicazioni scientifiche che possano suggerire un rischio per la diversità genetica, la biodiversità o l'ambiente derivante dai cloni d'allevamento rispetto agli animali allevati in modo convenzionale;
•le continue ricerche condotte sugli animali allevati per l'ottimizzazione dei diversi stadi della clonazione SCNT hanno contribuito ad accrescere le conoscenze in materia dopo l'ultima dichiarazione dell'EFSA sull'argomento. Alcuni ricercatori hanno ottenuto miglioramenti limitati che, tuttavia, finora non hanno portato a un progresso sostanziale e significativo dell'efficienza globale del processo di clonazione.
 
IL TIRRENO
10 LUGLIO 2012
 
Spiaggia dei cani, ora è polemica
 
CALAMBRONE (PI) -  Dopo anni è stata rimessa la sbarra di ferro con un lucchetto al viale d’accesso per la spiaggia riservata ai cani a Calambrone. Lo scopo: impedire che si ripeta un nuovo accampamento rom come quello che è stato sgomberato nei giorni scorsi. Appena è comparsa la sbarra, è salita subito la protesta dei proprietari dei cani che non possono più arrivare con l’auto fino alla spiaggia. La protesta ha preso il via su Facebook dove il proprietario di due cani, Massimo Paggiola, lamentava la difficoltà a portare i suoi amici a quattro zampe in riva al mare perché il viale d’accesso è particolarmente lungo, tutto sotto il sole e senza nemmeno un cassonetto dove buttare eventuali deiezioni dei cani o semplice immondizia. Niente di niente. L’uomo ha raccontato che per raggiungere la spiaggia ha dovuto percorrere due chilometri sotto il sole cocente con due cani di piccola taglia al seguito, ma soprattutto con due bambini di 2 e 5 anni. Ma erano anni che gli abitanti e i commercianti della zona si lamentavano per quella sbarra lasciata sempre aperta e che consentiva ai nomadi di accamparsi. Intrusioni nel campeggio vicino da parte dei rom, furtarelli sotto gli ombrelloni e via dicendo. Di fatto, per impedire il verificarsi di un problema, se n’è aperto un altro. Quello di rendere particolarmente difficile raggiungere una spiaggia che era sta pensata proprio per dare un servizio in più a chi non vuol rinunciare ad andare al mare con gli animali. La spiaggia libera a Calambrone è l’unica riservata specificatamente ai cani anche se in pochi sanno che, in base ad un’ordinanza del demanio marittimo del maggio del 2010, è possibile portare i cani su tutte le spiagge libere purché siano tenuti al guinzaglio e abbiano la museruola. Per gli stabilimenti balneari, invece, la decisione di ospitare o meni gli aninali sulla spiaggia è a discrezione dei concessionari.
 
LA NUOVA SARDEGNA
10 LUGLIO 2012
 
Siniscola apre una spiaggia anche ai cani
 
di Salvatore Martini
 
SINISCOLA (NU) - Per vedere i quattro zampe sbracati sotto gli ombrelloni o che si rotolano sulla sabbia serve qualche altra settimana. Alla Caletta la prima spiaggia per cani è però una certezza. L’ha istituita la giunta comunale di Siniscola, che ha riservato a questi pelosissimi bagnanti un tratto del litorale, scegliendo la zona a ridosso della foce del fiume, in località Graneri. È di circa cento metri di lunghezza l’oasi per gli animali messa nero su bianco nella relativa delibera. Siniscola si conferma così un comune in controtendenza. Sono infatti roventi le polemiche degli animalisti per le poche spiagge per cani presenti in Sardegna. Una zona tranquilla e riservata, facilmente accessibile e dotata di un mare cristallino, è una delle ricette che l’amministrazione civica ha sfoderato per richiamare nuove fette di turisti e offrire un servizio che in molti invocavano da tempo. La spiaggia per cani dovrebbe diventare operativa a breve. La giunta sta pianificando le modalità di utilizzo. Fino ad allora portare Fido al mare resta vietato in tutto il litorale. I cartelli di divieto sono infatti evidenti, ma nonostante questo sono molti i bagnanti che sfidano multe e controllori presentandosi in spiaggia con i loro amici al guinzaglio, concedendosi delle lunghe passeggiate e persino dei bagni ristoratori, facendo andare su tutte le furie chi, al contrario, i cani al mare non li tollera. Assicurare spazi attrezzati per i quattrozampe è quindi una priorità, soprattutto per un centro turistico come Siniscola. Qualcuno potrebbe storcere il naso, ma i dati parlano chiaro: sono moltissimi i villeggianti che quando scelgono la meta delle vacanze tengono conto anche di questo genere di servizi. «Chi va in ferie e si porta i cani dietro, dove li lascia quando va al mare? – scrivono gli animalisti in diversi siti a tema –. Avere spiagge accessibili anche agli animali è di grande importanza. Nella pianificazione turistica bisogna tenere conto delle esigenze di tutti». «Il provvedimento – spiegano il sindaco Rocco Celentano e gli assessori all’Ambiente, Danila Pusceddu, e al Turismo, Emiliano Pintore – è previsto nel Piano di utilizzo dei litorali, e consentirà al territorio di fornire un servizio molto richiesto. Stiamo definendo le modalità di esecuzione e gestione dell’opera, che, ovviamente, avrà bisogno di particolari accorgimenti per assicurare pulizia e decoro. Siniscola è uno dei pochi centri costieri ad essersi attivato in questa direzione».
 
MESSAGGERO VENETO
10 LUGLIO 2012
 
Allarme nutrie, 34 sindaci chiedono misure urgenti
 
Viviana Zamarian
 
Le caratteristiche della nutria la fanno assomigliare ad una sorta di ratto gigante. Nei maschi le dimensioni superano i 60 centimetri, mentre il peso può andare dai 7 ai 9 chilogrammi. Hanno una lunga coda squamosa con peli radi, grossi incisivi sporgenti, un mantello bruno-castano con orecchie e occhi piccoli che facilitano la visione durante il nuoto. I danni che provocano sono ingenti, in quanto questi animali sgretolano gli argini e fanno razzie di cereali, oltre a veicolare il batterio della leptospira. (v.z.) CODROIPO Ritorna l’incubo delle nutrie nel Medio Friuli. Anzi, il dilagare di questo “castorino”, che causa gravissimi danni all’agricoltura generando preoccupazioni anche di carattere sanitario, sta coinvolgendo l’intero territorio del Consorzio di Bonifica della Bassa friulana. Una situazione, diventata intollerabile, tanto che ieri a Udine i 34 sindaci del comprensorio si sono riuniti nella sede del Consorzio con l’obiettivo di decidere insieme strategie per debellare questa “invasione”. Ciascuno di essi, infatti, invierà la bozza di delibera redatta agli assessori regionali all’ambiente, Luca Ciriani, e alle risorse rurali, Claudio Violino, invitandoli ad avviare le procedure necessarie per salvaguardare i cittadini e il territorio creando una collaborazione con ministeri, organismi ed associazioni competenti. Una vittima delle nutrie risulta essere lo stesso Consorzio, la cui attività riguarda 87 mila ettari. partendo, a nord, da Codroipo, mentre a ovest lambisce Mortegliano e Talmassons, quindi nelle zone interne, Rivignano, Palazzolo, San Giorgio e Cervignano e, ad est, Latisana, raggiungendo il mare,in particolare Lignano e Grado. «Questi castorini proliferati a dismisura -ricorda il presidente del Consorzio Roberto Rigonat - provocano l’erosione degli argini dei canali, quindi le strade vicine cedono nel giro di una notte a causa delle gallerie scavate sulle sponde dei corsi d’acqua. I nostri dipendenti si espongono a incessanti rischi, sia per la salute sia per smottamenti e devastanti frane delle strutture. Per colpa di questi animali siamo oppressi dai costi di gestione, sosteniamo lavori imprevisti per garantire l’incolumità della popolazione, per difendere con sicurezza il meccanismo delle idrovore che effettuano lo smaltimento delle acque in reti di scolo ormai ridotte a colabrodo». Come riferito inoltre dal direttore delle clinica di malattie infettive dell’Azienda ospedaliera universitaria di Udine, dottor Matteo Bassetti, «tramite i morsi, ma soprattutto le urine, le nutrie trasmettono la leptospirosi, infezione da batterio che può provocare la morte, anche perché difficile da diagnosticare. Entrando in contatto, ad esempio sull’erba, attraverso una lesione della pelle, un tagliettino, scatta il contagio». Lo specialista comunque precisa che «esistono forme blande; se affrontate in tempo con terapia antibiotica, si evolvono senza tragici esiti». Insomma, servono efficaci soluzioni. Tre anni fa l’Istituto nazionale della fauna selvatica ne aveva approvato la caccia, per la quale serviva apposita licenza. Solo le guardie di vigilanza ambientale e il Corpo forestale regionale risultavano idonei all’intervento, ma i risultati non sono stati quelli attesi.
 
SENIGALLIA NOTIZIE
11 LUGLIO 2012
 
Gatti scomparsi a Senigallia e dintorni: gli animalisti andranno in procura
Intanto continuano a sparire intere colonie di mici. Presentato un esposto alla Procura
 
Prov. di Ancona - Continuano le sparizioni di gatti a Senigallia e dintorni. Il fenomeno denunciato pubblicamente dall’associazione cinofila alcune settimane fa continua ad imperversare nelle nostre zone.  Le frazioni dove queste sparizioni sembrano più accentuate sono a Ripe, Scapezzano, Cesano, Borgo Bicchia, le zone di Cesanella e del Ciarnin.Alla preoccupazione espressa dall’associazione cinofila senigalliese si è unita quella dl gruppo animalista ‘Chicco & Fuffi‘ che tramite il suo presidente ha  fatto sapere di voler fare chiarezza al più presto su quanto sta accadendo , rivolgendosi, se necessario anche alle istituzioni.L’Associazione sta preparando un esposto alla Procura della Repubblica contro ignoti allo scopo di arginare questo proccupante fenomeno e  tutelare gli animali domestici.Sulle cause non si è ancora fatto chiarezza anche se  gli esponenti delle due associazioni senigalliesi si sono sbilanciati affermando che, i responsabili potrebbero essere riconducibili alle comunità del sud est asiatico che vivono oramai da tempo nella zona.
 
GEA PRESS
11 LUGLIO 2012
 
Trasporto mucche con vulva spillata e cieche: in Italia si può fare, lo dicono anche gli animalisti
 
Si chiamano “Linee guida pratiche per valutare l’idoneità al trasporto dei bovini adulti” e dovrebbero essere rivolte agli operatori del trasporto dei bovini i quali, probabilmente, non avranno granché di cui preoccuparsi. Lo scopo è quello di aiutare (gli operatori) nel prendere una decisione e, tiene a precisare in grassetto il Ministero della Salute, la pubblicazione “non ha carattere legale e pertanto non è giuridicamente vincolante“.Si potrebbe forse apprezzare la buona volontà, ad esempio nel ribadire la non trasportabilità di quei casi che agli occhi di molti appaiono come estremi ma che, ancora oggi, non hanno alcun riscontro di legge. Vale, ad esempio, per le cosiddette mucche a terra, per quelle con abbondanti sanguinamenti o con grandi ferite chirurgiche che si sono, però, riaperte.Per il resto, forse, un piccolissimo passo in più poteva farsi. Questo anche alla luce dell’abbinamento fornito tra testo e foto. Si può, ad esempio, consigliare il trasporto nel caso di moderata perdita di liquidi, abbinando una foto di una bovina che urina abbondantemente un liquido color verde smeraldo? Che senso ha poi avvisare un po’ ovunque con macrocaratteri di coloro rosso, che il documento in questione non è esaustivo e riporta comunque situazioni che non assumono caratteri di tipicità nell’Unione Europea?In Italia, ad ogni modo, non ci si potrà opporre al trasporto delle bovine spillate a seguito di prolasso vaginale. La foto riportata, poi, mostra qualcosa di simile ad una normale spilla di cucitrice da tavolo. Sono quattro spille lunghe non meno di quaranta centimetri. Infilzate…a destra e a sinistra, dovrebbero contenere il tutto. La mucchina così spillata, potrà andare, previo controllo.Per altre ferite si dovrà invece considerare la potenziale capacità di produrre dolore e perdita di sangue, oltre al possibile peggioramento. Ok anche per i corni spezzati ma con tessuto sensibile ancora coperto da quel che resta del corno e sanguinamento limitato. Idem, ma da accertare, per bovini affetti da papillomi, ovvero tumori benigni della cute. Stesso trattamento, per gli edemi. Se l’animale ha un solo occhio è tutto a posto mentre se è del tutto cieco “non andrebbe trasportato“. “Tuttavia – scrive sempre il Ministero – l’esperienza pratica dimostra che un animale cieco non mostra segni di ulteriore stress quando viene trasportato su brevi distanze, ma solo in casi particolari e in condizioni che vanno precisate dal medico veterinario“. Ad ogni modo, per tutti i casi di cui sopra, il Ministero consiglia, in caso di dubbio, di non trasportare animali.Tra i firmatari del documento, ringraziati dal Ministero, compare anche Eurogroup for Animals, ovvero la lobby animalista alla quale aderisce anche l’italiana LAV, che definì un buon punto di partenza la Direttiva sulla sperimentazione animale del settembre 2010. Incomprensibile, in ultimo, il copyright imposto alla pubblicazione da Eurogroup for Animals, UECBV, Animals’ Angels, ELT, FVE, IRU. E’ vietato finanche trasmettere il documento in formato elettronico senza consenso scritto. Chi volesse tali Linee Guida, dunque, deve andarsele a cercare nel sito del Ministero dello Salute. Speriamo non impieghi molto tempo, almeno nel caso di un trasportatore dubbioso.
 
IL GIORNALE DI VICENZA
11 LUGLIO 2012
 
Allarme cervo in strada  Alte, scatta il recupero
LA STORIA. Polizia provinciale e polstrada a caccia dell'animale sulla regionale per Montebello. La femmina di 2 anni e 100 chili girovagava vicino alla Serenissima. Narcotizzata con un dardo è stata liberata nei boschi a Recoaro Mille
 
La femmina di cervo è stata liberata nei boschi di Recoaro Terme
 
Luigi Centomo
 
Montebello (VI). E con questo fanno tre in due giorni: due caprioli e un cervo femmina. Tutti finiti in autostrada, sulla tangenziale o su strade trafficate. E per fortuna tutte storie finite bene per gli animali e per gli automobilisti. Anche l'ultima, ieri mattina alle 10, quando qualcuno ha avvisato la polizia provinciale che c'era un grosso animale sulla regionale Alte-Montebello proprio di fianco all'autostrada A4. Ed è finita con una grande caccia al cervo, poi narcotizzato e liberato alle 13 a Recoaro Mille.  In realtà si trattava di una cerva, due anni di età e 100 chili di peso. L'animale continuava a spostarsi lungo la recinzione dell'autostrada nel tentativo di trovare un varco. Che fortunatamente non c'era o non ha visto.  Come nelle altre occasioni dei caprioli in Valdastico e sulla tangenziale di Vicenza, la polizia provinciale ha lavorato assime agli agenti della polizia stradale. Oltre a mettere in piedi il gruppo per catturare la cerva, bisogna anche garantire che non ci siano problemi con la circolazione delle auto. Il sistema alla fine è sempre quello: circondare l'animale per costringerlo ad andare dove si vuole. In questo caso bisognava prima di tutto impedire che la cerva saltasse la rete (o trovasse un'apertura) finendo in mezzo all'autostrada. Poi in seconda battuta bisognava avvicinarsi abbastanza da poter usare il fucile con il proiettile narcotizzante. Una volta colpito, in pochi minuti l'anestetico ha fatto effetto addormentando l'animale.  Poco prima tra l'altro, a titolo precauzionale, erano state anche alzate delle reti più alte intorno alla zona per bloccare ogni tentativo di fuga e impedire il rischio del salto nell'autostrada.  Una volta narcotizzato l'animale il recupero è stato semplice. La cerva è stata disposta in un'apposita cassa ed è stata trasferita nella zona di Recoaro Mille. Sono stati impegnati nella fase della cattura e del rilascio sette agenti della polizia provinciale, una pattuglia della polizia stradale e un gruppo di agenti della polizia locale, incaricati di gestire un che a quell'ora è molto intenso.  La speranza è che adesso, trasferito a Recoaro Mille, il cervo femmiona possa trovare altri esemplari. L'animale è stato liberato nella zona delle Montagnole, previa marcatura con microchip, che servirà a monitorare i movimenti dell'animale nei prossimi giorni. A tutte le varie fasi ha presenziato il veterinario. Nel Vicentino, secondo la polizia provinciale, vivono circa mille cervi: un numero in aumento. Il maschio porta un vistoso palco, la femmina partorisce un piccolo all'anno, nei mesi di settembre-ottobre. Nella notte scorsa, in zona di San Pietro Mussolino, è stato trovato anche un capriolo morto per cause non precisate.
 
GEA PRESS
11 LUGLIO 2012
 
Spagna, toro annega in mare – stava partecipando ad una corrida
 
 
Javea e Dénia, più o meno a metà strada da Valencia ed Alicante, in Spagna. Una delle tante feste con animali che si svolgono in Spagna. Festa con tori ma anche giovani femmine. Una corrida che coinvolge centinaia di persone. L’arena include alcune installazioni dove le persone si possono rifugiare dagli attacchi del toro. Un lato del circo, però, è libero. Confina direttamente con il mare. L’arena, infatti, non a caso viene costruita e smontata ogni anno nel molo del locale porto.Le persone inseguite dal povero animale, si tuffano in mare e il momento culmine della manifestazione si raggiunge quando il toro si tuffa in mare. Un salto di circa due metri ed un barchino per recuperalo. Nella scorsa edizione, svoltasi pochi giorni addietro, qualcosa è andato storto. I due addetti nel barchino, tentano più volte di legare una corda alle corna dell’animale. Non è chiaro se per un malessere o per l’impreparazione dei due, ma il toro, una volto legato, inizia ad avere difficoltà. Il muso e sempre più sotto il pelo dell’acqua. Sta di fatto che trainato in tal maniera a riva, giungerà già inerme. Muore sotto gli occhi di migliaia di persone, verosimilmente annegato. Una fila di signore e bambini comodamente seduti in grandi salvagente colorati, ha accompagnato il tragitto del barchino con il toro forse già morto.La festa del “Bois a la Mar” è riconosciuta come Festa di Interesse Turistico Nazionale. Tra le prerogative quella di non concludersi con la morte dell’animale, salvo imprevisti. Un po’ come accade nei palii italiani.
 
GAZZETTA DI PARMA
11 LUGLIO 2012
 
Animali: zoo di Tokyo, morto di polmonite cucciolo panda
 
TOKYO - Il cucciolo di panda gigante, nato la scorsa settimana allo zoo Ueno di Tokyo, e’ morto questa mattina a causa di una polmonite. La notizia, apparsa sul sito dello zoo, e’ stata rilanciata immediatamente dai media nipponici, al punto che, ad esempio, la tv pubblica Nhk ha interrotto la regolare programmazione per una edizione flash del telegiornale.
 
LA ZAMPA.IT
11 LUGLIO 2012
 
Tokyo, baby panda morto di polmonite
Il neonato era venuto alla luce la scorsa settimana da  un accoppiamento naturale
 
Tokyo Il cucciolo di panda gigante, nato la scorsa settimana allo zoo Ueno di Tokyo, è morto questa mattina a causa di una polmonite. Gli inservienti lo hanno trovato sdraiato sulla schiena, sulla pancia della madre Shin Shin, mentre il cuore aveva smesso di battere. Sono stati inutili il massaggio cardiaco e i trattamenti d’urgenza del cucciolo che aveva un peso di poco superiore ai 100 grammi.
La notizia è apparsa sul sito dello zoo ed è stata immediatamente rilanciata dai media nipponici. La tv pubblica Nhk ha anche interrotto la regolare programmazione per una edizione flash del telegiornale.  Il neonato era il primo panda nato a Ueno da 24 anni, nel 1988 tre cuccioli erano nati con l’inseminazione artificiale, era anche il primo panda in assoluto nato da un accoppiamento naturale. I genitori Shin Shin e il compagno coetaneo Ri Ri sono in affitto dalla Cina da febbraio 2011, per un costo annuale di circa 800mila euro.
Il governo di Pechino aveva salutato con entusiamo il lieto evento lo scorso 5 luglio: "È una buona notizia, i panda giganti sono messaggeri di amicizia", aveva detto il portavoce del ministero degli Esteri. In Cina i panda giganti, in via di estinzione, sono considerati un tesoro nazionale.  La coppia di panda però è diventata anche motivo di scontro con Pechino dopo che il nazionalista governatore di Tokyo, Shintaro Ishihara, aveva proposto di chiamare i cuccioli in arrivo 'Sen Sen' o 'Kaku Kaku'. I nomi volevano riferirsi alle Senkaku, le isole contese nel mar Cinese orientale amministrate dal Giappone e rivendicate dalla Cina, che lo stesso Ishihara ha annunciato di voler acquistare per rafforzare la sovranità nipponica.
 
IL FATTO QUOTIDIANO
11 LUGLIO 2012
 
Animali, lo dicono i filosofi: la loro sofferenza non vale meno
 
Elio Matassi
 
Iniziano le vacanze estive ed uno dei riti più coltivati – ne parlava alcuni giorni fa l’inserto romano del “Corriere della sera” a proposito di un piccolo Labrador abbandonato dal padrone nel bagagliaio della macchina a 50 gradi di temperatura – è quello del maltrattamento degli animali domestici, del loro abbandono nella stessa autostrada che conduce verso la meta vacanziera.Sarebbe necessario che tutti tenessero presente questo straordinario passaggio dei Parerga e Paralipomena di Schopenhauer: “Questa dedizione totale al presente, propria degli animali, è la precipua causa del piacere che danno gli animali domestici. Essi sono il presente personificato e ci rendono accessibile il valore di ogni ora di pace e di tranquillità, mentre noi con il nostro pensiero il più delle volte andiamo al di là di essa e la lasciamo passare inavvertita. Ma questa proprietà degli animali, di essere soddisfatti più di noi della pura esistenza, viene abusata e spesso così sfruttata dall’egoismo e dalla crudeltà dell’uomo che questi non lascia più loro nulla, nulla al di fuori del puro esistere: l’uccello, che è organizzato per traversare a volo mezzo il mondo, è da noi chiuso in un breve spazio, dove esso muore lentamente e grida spasimando verso la libertà (…), ed il cane, il suo intelligente amico, è da lui legato alla catena! Io non posso mai vedere questo senza un’intima pietà per il cane e una profonda indignazione per il suo padrone”.Una prospettiva condivisa da Pietro Martinetti (1872-1943) che insegnò filosofia teoretica all’Università di Milano e scrisse La psiche degli animali, improntata alla pietà che costituisce l’autentico simbolo dell’unione tra l’uomo, la natura e gli animali, in larga sintonia con le tesi di Pitagora, Plutarco, Gassendi, Campanella, Erasmo da Rotterdam, Tommaso Moro e Michel de Montaigne.Mi sento molto vicino a certe posizioni perché, per più di diciassette anni nella mia esperienza vissuta, ho avuto un rapporto con due gattine, Carlotta e Camilla, da cui ho imparato molto. Parto dal presupposto che i gatti non siano da considerarsi degli automi, come presumeva, invece, Cartesio. Il grande filosofo francese riteneva che gli animali non umani come i gatti fossero il frutto di complicati meccanismi creati da Dio. I gatti non sarebbero affetti da stati mentali come il dolore, piacere, desiderio o convinzioni più delle sveglie e dei termostati. Una tesi aberrante che viene smentita in maniera clamorosa  nel bel libro curato da Steven D. Hales, Il gatto e la filosofia, uscito la scorsa estate.Come può un filosofo, un ricercatore come Cartesio arrivare a questa forma esasperata di intellettualismo per la quale in linea di principio non viene riconosciuto il livello della complessità mentale dei gatti? Paradosso per paradosso, mi sento più vicino alla formula di Gary Steiner, professore di filosofia alla Bucknell Univeristy: “Quello che ho imparato da un gatto non sono riuscito ad apprenderlo da alcun filosofo”.Bisogna distruggere alla radice la mitologia implicita nella tradizione filosofica occidentale, secondo cui lo statuto spirituale di un certo tipo di ente è in larga misura determinabile dalle capacità cognitive dell’ente stesso.Presumere che la sofferenza degli uomini abbia più valore di quella degli animali non umani, o ritenere che gli animali abbiano meno da perdere di un essere umano quando muoiono, in quanto mancherebbe loro il senso e la direzione della propria vita sul lungo periodo (il senso del futuro), è un pregiudizio intellettuale da ricusare. Chiunque abbia avuto, nel proprio vissuto, un rapporto con degli animali domestici, come è accaduto per me con Carlotta e Camilla, sa di non poter condividere queste forme radicali di antropocentrismo.
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IL MESSAGGERO
11 LUGLIO 2012
 
Genova, cane ammesso in corsia per festeggiare la padrona operata
La padrona: «Era il mio più grande desiderio rivederlo»
 
 
GENOVA - Ospedale aperto al cane, con visita in corsia alla padrona ricoverata. Accade all'ospedale San Martino di Genova. L'animale, in regole con i documenti e con tutte le vaccinazioni ha avuto il libero accesso al reparto dalla caposala.La storia è raccontata dai quotidiani liguri. Ieri Athos, un meticcio di nove anni con il sangue del rottweiler, è stato accompagnato al reparto di Chirurgia d'urgenza fer far festa alla sua padrona, che non vedeva dal 16 giugno scorso, giorno del ricovero. Tra lo stupore dei pazienti, il moschettiere a quattro zampe, 45 chili di irruenza e bontà, ha fatto così tante feste alla padrona che quasi l'ha fatta cadere, mentre lo abbracciava e piangeva a dirotto.«Il mio più grande desiderio era quello di vedere il mio cane e sono stata accontentata. Ringrazio il veterinario che ha messo Athos in condizione di poter compiere questa visita». Il capriccio è stato soddisfatto grazie alla sensibilità ed elasticità del primario. «Ringrazio tutti - ha detto la donna - perchè spesso si sente parlare di malasanità, ma qui ho trovato un ambiente carico di civiltà ed umanità». Athos è anche un cane socialmente impegnato: insieme alla sua padrona è volontario della protezione civile, addestrato al recupero di persone scomparse: è stato impegnato anche nel terremoto d'Abruzzo e sarebbe dovuto andare a dare una 'zampà ai soccorritori impegnati per il sisma dell' Emilia, ma le condizioni fisiche della sua padrona non lo hanno permesso. Intanto ha ritrovato la sua padrona. Anche se per pochi minuti, in un ambiente dove neppure lei sperava di poterlo abbracciare.
 
IL TEMPO
11 LUGLIO 2012
 
Animali: Anmvi, ancora troppe volte dal veterinario solo quando stanno male
 
Roma - Sono pochi, anzi sempre meno, ma i proprietari che non fanno visitare il proprio animale da compagnia dal veterinario sono ancora vittime di retaggi arcaici e luoghi comuni. Soprattutto chi ha dei gatti, tradizionalmente meno incline dei proprietari di cani a prevenire le malattie del loro pet, come se davvero avessero sette vite. I dati emergono da una ricerca di Cm Research condotta su 7.000 proprietari di animali italiani: se di questi un 33% porta il proprio animale dal veterinario fino a 5 volte l'anno, resta una percentuale del 3% che non ci va mai. "Considerato che in Italia ci sono milioni di cani e gatti, questo 3% corrisponde a decine di migliaia di cani e gatti privati delle cure sanitarie - commenta Marco Melosi, presidente dell'Associazione nazionale medici veterinari (Anmvi) - un dato numericamente ancora troppo significativo. Sopravvive l'erronea convinzione che il proprio animale non si ammalerà mai e che semmai dovesse accadere qualcosa, il veterinario sarà sempre in grado di risolvere il problema. Sappiamo purtroppo che non è così e che la mancanza di prevenzione è la prima causa dei problemi di salute e benessere dei nostri pazienti".Le cause di questi ritardi sono culturali e legate all'esperienza individuale: "Sono soprattutto i neo-proprietari - spiega il presidente dell'Anmvi - a credere che il proprio animale non possa andare incontro a problemi di salute, così come i proprietari meno informati e che non hanno mai avuto esperienze di perdita del pet o di malattia". Ma c'è anche una nota di costume: i meno propensi a pensare alla prevenzione veterinaria per il loro cane o gatto sono i proprietari uomini, in età matura, refrattari alla prevenzione per il loro cane come per se stessi. "L'indagine conferma - conclude Melosi - che, malgrado una diffusa sensibilità per il benessere animale, i comportamenti individuali a volte smentiscono certe conquiste culturali. L'Anmvi proseguirà pertanto nella pianificazione di iniziative e nuove campagne di sensibilizzazione alla cure veterinarie e al possesso responsabile".
 
LIBERO
11 LUGLIO 2012
 
Animali: uova di tartaruga tra ombrelloni, squadre 'salva-nidi' in Salento
 
Marina di Salve (Le) - Le spiagge affollate del Salento sembrano non spaventare le tartarughe marine che, calato il sole, vanno a deporre le loro uova anche tra gli ombrelloni. E' accaduto qualche giorno fa a Pescoluse, Marina di Salve (Le), dove alcuni operatori ecologici hanno avvistato una caretta caretta che ritornava in mare dopo aver coperto di sabbia il nido a pochi passi dalle sdraio chiuse. Si tratta del primo avvistamento della stagione che ora dovra' essere adeguatamente verificato e analizzato.Un'esperienza inattesa per i turisti che, al mattino, hanno visto delimitare un piccolo corridoio di spiaggia in attesa dei tecnici specializzati per la rilevazione e la messa in sicurezza delle uova. E i nidi in questa stagione dovrebbero moltiplicarsi: proprio tra luglio e agosto infatti la caretta caretta depone le uova in spiaggia: ogni femmina nasconde sotto circa 50 cm di sabbia dalle 80 alle 150 uova.E a vigilare sui nidi in puglia personale formato ad hoc, che ogni mattina - in gruppi di 2 per piccoli segmenti di spiaggia - percorre l'intero tratto di costa tra le province di Lecce, Brindisi e Taranto, in cerca di tracce, come spiega all'Adnkronos Salute, Giacomo Marzano, biologo coordinatore di un progetto transfrontaliero sulle tartarughe marine Italia-Grecia, che prevede, tra l'altro, il monitoraggio dei nidi.
 
GEA PRESS
11 LUGLIO 2012
 
Napoli – ancora focolai di influenza aviaria: abbattute tutte le galline
Gli ultimi episodi in Italia.
 
Il primo allarme era stato lanciato lo scorso maggio. Il Ministero della Salute confermava un focolaio in provincia di Napoli, del virus a bassa patogenicità LPAI, sottotipo H5. Il ceppo era stato rintracciato in un allevamento di galline ovaiole e sembrava doversi correlare ad altro allevamento in provincia di Caserta. Apparteneva allo stesso allevatore che aveva provveduto, nel mese di novembre, alla movimentazione dei volatili dall’allevamento di Caserta. Tutti gli animali erano stati abbattuti.Ora la nuova comunicazione, sempre del Ministero della Salute e nuovo abbattimento dei volatili. L’allevamento, di circa 70 animali, è in provincia di Napoli e, per fortuna, non ve ne sono altri nel raggio di un chilometro. Nel caso sarebbe stato applicato quanto previsto in termini di profilassi sanitaria dal protocollo nazionale. L’influenza di ceppi a bassa patogenicità, sebbene non del tutto esente dai noti rischi di mutagenesi che potrebbero interessare l’uomo, si risolvono in genere nel giro di poco tempo. Le esigenze di difesa delle produzioni, dettano, però, l’abbattimento. Così è già avvenuto anche in quest’ultimo caso per il nuovo focolaio LAPAI.Recentemente era stato comunicato l’abbattimento di 1300 galline in Calabria, sempre per un focolaio LAPAI. In Emilia Romagna, nel maggio scorso, un allevamento di tacchini ed altro di uccelli ornamentali era caduto, poi, sotto la scure del Piano di Sorveglianza per l’influenza aviaria. Nel novembre 2011 era toccato a due allevamenti di tacchini in Basilicata.
 
LA PROVINCIA DI VARESE
11 LUGLIO 2012
 
Un ragazzino di 14 anni prende pesce siluro di 15 chili
 
VARESE Michelangelo con il suo siluro (Foto by VARESE)
 
VARESE Un siluro di 15 kg è stato pescato lunedì nel lago di Varese. Il «Sampei» che si è portato a casa il grosso bottino è Michelangelo Zanzi, un ragazzo di 14 anni. Michelangelo si trovava in barca con degli amici di famiglia per dedicarsi a una giornata di pesca con la tirlindana, un sistema di pesca che si effettua con la barca in movimento. Quello della tirlindana è uno dei sistemi più tradizionali e diffusi: si tratta di una lenza in filo di rame o, in monofilo di nylon, lunga da 30 a oltre 50 metri, recante un finale di nailon a cui e assicurata l'esca, il tutto avvolto su uno speciale telaietto girevole sagomato, detto aspo, che con il movimento simula un pesciolino vero. Normalmente i pesci che abboccano sono i persici, i lucci i cavedani, le trote e gli agoni. Ma questa volta, il predatore del lago non ha saputo resistere alla tentazione finendo nell'esca preparata da Michelangelo.«Eravamo vicini all'Isolino Virginia - spiega il ragazzo, da sempre appassionato alla pesca - e avevamo pescato qualche persico, finchè il siluro non ha abboccato all'aspo. È la prima volta che mi capita di pescarne uno, per di più così grosso». Il pesce siluro è una presenza dannosa per l'ecosistema del lago di Varese, esendo anche una specie non autoctona. Il siluro è tra i maggiori predatori delle acque interne e si nutre di pesci vivi e morti, vermi, larve e quant'altro possa trovare sul fondo. È un predatore piuttosto rapido è molto vorace: a mettere in serio pericolo l'incolumità del bacino è proprio la grande voracità di questo animale, peraltro molto prolifico. Oggi, il lago di Varese ne conta uno in meno e Michelangelo, insieme alla sua famiglia, si sta preparando per un banchetto a base di siluro cotto al forno con verdure e cipolle.
 
MINITRUE
11 LUGLIO 2012
 
Ci vuole fegato
 
Dal primo luglio in California non potrà più essere consumato nei ristoranti locali il foie gras (il fegato d’oca ingrassato), specialità tipica della cucina francese. Il Golden State lo ha infatti messo al bando, applicando per la prima volta una legge votata nel 2004 che equipara alla tortura il “gavage” dell’oca, ovvero l’ingrassamento forzato dell’animale.Il gavage – il sistema per rendere grasso e saporito il fegato d’oca – è tra i più crudeli che esistano: l’animale viene ipernutrito attraverso un tubo di gomma, talmente riempito di cibo tanto da fargli letteralmente esplodere il fegato. Le autorità californiane hanno precisato che chiunque verrà sorpreso a servire del foie gras in un locale pubblico sarà sanzionato con una multa di mille dollari.Una decisione, quella californiana, che ha fatto infuriare i produttori francesi, i quali oltre a protestare ufficialmente stanno pensando di avviare una campagna di boicottaggio dei vini californiani, il cui mercato europeo è in continua espansione. Sulla vicenda è intervenuto persino il ministero degli Esteri di Parigi che, in un comunicato, parla di “grave danno all’immagine della Francia per la messa al bando di un prodotto che l’Unesco considera patrimonio dell’umanità“. Esulta invece Paul Shapiro, vicepresidente dell’Associazione animali d’America: “Erano sette anni che la legge doveva essere applicata, finalmente è giunto il momento. Non credo che i Californiani alzeranno le barricate per un simile provvedimento; la gran parte di loro non sa neanche cosa sia il foie gras, è quasi nessuno è in grado di pronunciarne il nome correttamente“.
 
AGI
11 LUGLIO 2012
 
Ormone anti-diabete combatte la depressione
 
Washington - Un ormone con proprieta' anti-diabetiche potrebbe ridurre i sintomi della depressione.
La ricerca e' stata effettuata sui topolini di laboratorio da parte di studiosi dello University of Texas Health Science Center di San Antonio, e pubblicata sulla rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences". Tutti i tipi di antidepressivi attualmente usati incrementano il rischio di diabete di tipo 2. L'ormone in questione si chiama adiponectina, e' secreto dal tessuto adiposo e rende il corpo piu' sensibile all'azione dell'insulina, un ormone che abbassa il livello degli zuccheri nel sangue. Nello studio, e' stato indotto stress 'sociale' a dei topolini per 14 giorni, valutando poi l'effetto delle concentrazioni di adiponectina. Quando questi livelli erano ridotti, il topo era piu' suscettibile allo stress indotto e mostrava anedonia (incapacita' di provare piacere). I topi che avevano obesita' e diabete di tipo 2 a cui era stata somministrata una alta dose di adiponectina riacquistavano il peso normale e mostravano l'effetto antidepressivo dell'ormone.
 
GEA PRESS
12 LUGLIO 2012
 
Arizona – leader di una chiesa locale cementa un gatto vivo (VIDEO – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)
 
Una brutta storia, innanzi tutto per il gattino trovato cementato nei pressi dell’abitazione di un ex fedele della controversa chiesa mormone dell’Arizona. Bloccato dentro un tubo di metallo riempito di cemento. Del povero gatto si vedeva solo la testa e parte di una delle zampe anteriori. Estratta la carota di cemento si è provveduto a picchettare il blocco  fino a liberare il povero animale. Malconcio e dolorante, è morto poco dopo.Stante quanto riferito dall’ex fedele della chiesa si tratterebbe di una minaccia. Una minaccia che si è fatta notare con l’avvilente miagolio del gatto. La chiesa in oggetto è al centro di roventi polemiche in merito ad abusi compiuti dal suo leader nei confronti di minorenni. Chi ha trovato il gatto asserisce di essere stato oggetto di altre minacce. Non doveva riferire quanto aveva visto.Incredibile l’atteggiamento dello sceriffo locale, il quale non solo non avrebbe dato corso alla denuncia ma ha pure risposto con scherno, affermando di volere completare l’opera. Anche lo sceriffo è membro della chiesa nota per praticare la poligamia. Della vicenda se ne sta ora occupando il Dipartimento della Giustizia americana.
VEDI VIDEO – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI:
 
ANSA
12 LUGLIO 2012
 
Animali: Enpa, bracconiera denunciata nel catanese
Donna accusata di uccellagione, cardellino come richiamo
 
CATANIA - Aveva messo sul balcone un albero allestendo una trappola per uccellini, attratti dal richiamo di un piccolo cardellino in gabbia nascosto tra le foglie. E' la tecnica di una 'bracconiera' di 65 anni di Aci Castello che e' stata scoperta da guardie zoofile dell'Enpa che hanno sequestrato la 'trappola' e denunciato la donna per detenzione di fauna selvatica protetta, uccellagione e maltrattamento perche' nella gabbia c'era un pulcino di cardellino.
 
LECCE SETTE
12 LUGLIO 2012
 

Animali esotici, sequestrata dal Cites una bertuccia in catene

L’animale si trovava in una carrozzeria di Casarano (LE)

 

Una bertuccia, legata ad una catena, detenuta in una gabbia all’interno del parcheggio di una carrozzeria.  È questo che hanno trovato a Casarano gli uomini del corpo forestale dello Stato, che non hanno potuto far altro che sequestrare l’animale, appartenente ad una specie protetta (Macaca sylvana). Nel corso delle attività di indagine e controllo del territorio, gli uomini del  Servizio CITES Territoriale, coadiuvati dagli agenti del Comando Stazione Forestale di Gallipoli, sono così intervenuti sull’ennesimo caso di violazione delle norme per la detenzione e la commercializzazione di esemplari esotici. La piccola bertuccia, per di più, è tra gli animali considerati a rischio per la salute e l’incolumità pubblica. L’esemplare è adesso stato affidato ad un centro autorizzato dal Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio dove, si spera, gli sarà riservato un trattamento migliore.     
Il proprietario della carrozzeria, originario di Casarano, è stato denunciato.

 
YES LIFE
12 LUGLIO 2012
 
Abbandono degli animali: un triste leitmotiv estivo
 
Luigi Gaudio
 
L´avvicinarsi dell´estate e degli esodi vacanzieri rispolvera un classico della crudeltà umana: l´abbandono di cani ed altri animali domestici.Per molti di noi appare addirittura obsoleto dover ricordare, come ogni anno di questi tempi, che abbandonare un cane o qualsiasi altro animale domestico, oltre a rappresentare una crudeltà è anche un reato penale.
Eppure, sebbene si intravedano segnali di miglioramento riguardo la mentalità diffusa relativa alla tematica, come confermato anche dal Sottosegretario alla Salute Adelio Elfo Cardinale, sono necessari ulteriori sforzi perché tale piaga, e con essa quella del randagismo, venga finalmente debellata.
Parte di questo sforzo è stata la campagna televisiva e radiofonica del Governo conclusasi due giorni fa.Il tono del messaggio è chiaro: “Chi abbandona un cane lo condanna”. La frase tende a sottolineare la responsabilità diretta del padrone e ricorda che l´insana azione oltre che un gesto di inciviltà è anche un reato penale. Non bisogna tra l´altro dimenticare che il fenomeno dell´abbandono non fa altro che alimentare quello del randagismo.
Con le naturali conseguenze in termini igienici e di sicurezza : “I cani abbandonati continuano ad alimentare la popolazione vagante, inoltre molte femmine gravide partoriscono ed i cuccioli che non muoiono di stenti, diventando adulti, rappresentano un ulteriore serbatoio di randagi. Alcuni di questi cani inoltre sono poco socializzati con l’uomo e si trasformano in soggetti “inselvatichiti” il cui controllo è più problematico, soprattutto quando si riuniscono in branchi”.
Ma quanti sono i cani abbandonati? I dati aggiornati alla fine del mese scorso parlano di circa 6 milioni di cani di proprietà iscritti nell’anagrafe nazionale degli animali d’affezione (numero che comprende anche quelli ospitati nei canili comunali).
Mentre si si stima invece tra i 500 ed i 700 mila esemplari il numero di cani randagi sul territorio nazionale. I dati (maggio 2011) forniti invece dalle Regioni e dalla Provincie Autonome riguardo rifugi e canili sanitari parlano di 915 strutture autorizzate.
Cosa si fa contro l'abbandono degli animali? È dal 1991 che il Ministero della Salute ha istituito un fondo per l´abbandono che viene ripartito ogni anno tra Regioni e Provincie Autonome. Tale fondo, nel 2008 corrispondeva a circa 3 milioni di Euro. Le Regioni e le Provincie sono obbligate dallo Stato ad impiegare una quota non inferiore al 60% ai processi di sterilizzazione degli animali randagi.
A livello normativo ci si è mossi negli ultimi anni per creare quegli strumenti che possano facilitare la lotta all´abbandono ed al randagismo: il microchip come unico sistema ufficiale di identificazione dei cani, la creazione di una banca dati informatizzata (l´Anagrafe canina nazionale).
Oggi abbandonare un animale è reato: la Legge 189 del 20 Luglio 2004 ha apportato modifiche al codice penale introducendo anche i “delitti contro il sentimento per gli animali”, oltre ad innovare il reato di abbandono in questi termini: “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.
Se qualcosa si sta facendo a livello governativo è però doveroso specificare che le carenze a livello strutturale del nostro paese, in termini di accoglienza per famiglie con animali al seguito, sono evidenti.
Ed è proprio per questo motivo che nel periodo estivo cresce il fenomeno dell'abbandono. Eppure le alternative ci sono: andare in vacanza coni propri animali domestici è possibile, anche se le strutture sono ancora poche e non sempre ben fornite.
Questa arretratezza strutturale non può comunque in ogni caso essere considerata un´attenuate. Abbandonare un animale domestico non conosce giustificazione possibile e non fa altro che evidenziare l´ignoranza, la superficialità e la crudeltà di chi ne è protagonista.
 
MESSAGGERO VENETO
12 LUGLIO 2012
 
È arrivato Django Il parco zoo cresce
 
Rosario Padovano
 
LIGNANO (UD) -  Il Parco zoo di Lignano cresce. La bella stagione si conferma periodo molto fertile per le specie ospitate nella struttura di Lignano, in via Giorgio Scerbanenco, a Riviera. Ultimo arrivato Django, un giovane esemplare maschio di giraffaDi recente, ma sono venuti alla luce 13 fenicotteri, nati da una colonia composta da oltre 70 esemplari, ma presto ne arriveranno anche degli altri visto che ci sono ancora delle uova in cova. Altra nascita importante riguarda quella del leontopiteco testa dorata. Dopo una gestazione di circa 130 giorni giorni mamma Fabula, nome che le hanno riservato gli addetti allo zoo, ha dato alla luce un esemplare della piccola scimmia sudamericana che in natura vive nella foresta pluviale atlantica del Brasile (denominata anche Mata atlantica) nel sud dello stato di Bahia. É una specie minacciata. I leontopiteci testa dorata, noti anche come scimmie leonine per la loro piccola criniera, appartengono alla famiglia dei callitricidi; pesano 600-700 grammi e misurano fino a 33 centimetri. La coda di oltre 40 centimetri li aiuta a mantenere l’equilibrio nei salti tra un ramo e l’altro degli alberi; inoltre, le dita molto lunghe permettono loro di aggrapparsi ai rami in modo molto sicuro anche nei salti più lunghi, senza incorrere nel pericolo di precipitare nel vuoto. In natura esistono quattro specie di leontopiteci, di queste solo 3 sono presenti in cattività e il Parco Zoo Punta Verde ospita 9 esemplari tra Leontopiteco testa dorata e dorato; entrambe le specie fanno parte del programma di conservazione delle specie minacciate nell’ambito degli zoo europei (Eep- European Endangered Species Programme) a cui il Parco aderisce da molti anni con queste ed altre numerose specie. La quarta specie, non presente in cattività, è il Leontopiteco caissara per il quale il Parco Zoo Punta Verde si sta impegnando da anni in collaborazione con l’Ipe (una Ong brasiliana) affinché il suo ambiente venga salvaguardato contribuendo alla sua sopravvivenza e a quella delle comunità locali. Recentemente il Parco Zoo Punta Verde di Lignano Sabbiadoro ha dato il benvenuto ad un nuovo ospite: si tratta di Django, un giovane esemplare maschio di giraffa che il prossimo 2 settembre compirà due anni. É arrivato dallo zoo di Parigi e da qualche giorno convive con l’altra giraffa Maria, nata nella struttura lignanese il 29 agosto di 6 anni fa. «Le giraffe – spiega il direttore del Parco zoo - vengono trasportate in totale sicurezza negli appositi trailer con il tetto rialzabile a seconda dell'altezza dell’animale. Questi infatti restano in piedi sulle loro 4 zampe per tutta la durata del viaggio». Django ha già raggiunto i 3,50 metri di altezza mentre Maria ha superato i 4 metri. «Al suo arrivo – ci racconta ancora Maria Rodeano – Django è rimasto per oltre una settimana in contatto visivo con Maria e dopo il primo ambientamento sono stati messi assieme per qualche giorno nel recinto interno per poi avere entrambi accesso all’ampio prato». Django si è già ambientato molto bene e adesso trascorre le sue giornate al fresco dei grandi olmi posti al centro del recinto assieme alla sua nuova compagna.
 
AGI
12 LUGLIO 2012
 
Animali: appello Wwf in Malesia, si vietino le uova di tartaruga
 
Kuala Lumpur - Il Wwf in Malesia ha lanciato un appello per spingere le autorita' governative a bandire la vendita delle uova di tartaruga. Il divieto, se attuato, sarebbe un passo importante per la conservazione di questa specie in via di estinzione. Il Wwf che gia' in passato aveva lanciato appelli sull'argomento, risponde alle dichiarazioni del presidente della Commissione Ambiente Toh Chin Yaw, il quale ha spiegato come lo Stato malesiano non abbia alcuna intenzione di vietare la vendita di uova di tartaruga."Il Wwf-Malaysia - si legge nell'appello riportato dal sito di informazione Bikyamasr - e' fermamente convinto che per promuovere la conservazione della tartaruga, devono essere effettuati sforzi su diversi fronti contemporaneamente. Questi includono la protezione delle spiagge di nidificazione, la creazione di una nuova consapevolezza nelle persone, la rigorosa applicazione delle leggi e dei regolamenti, nonche', elemento piu' importante, il divieto assoluto di vendita di uova tartaruga. Perche' la rimozione di uova di tartaruga dalle spiagge di nidificazione per il consumo e' noto essere tra le principali cause del declino della popolazione di tartarughe marine".
 
IL GIORNO
13 LUGLIO 2012
 
Carcasse di animali ovunque
Allevamento degli orrori a Lentate sul Seveso
Denunciato titolare struttura
I corpi senza vita di cani e gatti erano rinchiusi in sacchi di plastica e ammassati in quelli che una volta erano i box. L'intervento della Polizia provinciale è stato dettato da una serie di segnalazioni sullo stato di degrado dell'area
 
Lentate (MB) - Sono in totale 15 le carcasse di cane e 6 quelle di gatto trovate questa mattina dalla Polizia provinciale all'interno di un'area agricola di circa 15mila metri quadri al confine con Carimate. Erano rinchiuse in sacchi di plastica e ammassate in quelle che una volta erano i box dell'allevamento. All'interno dell'abitazione utilizzata dal titolare dell'allevamento sono stati trovati anche 13 gatti, per fortuna ancora vivi anche se non in buone condizioni.L'intervento della Polizia provinciale è stato dettato da una serie di segnalazioni giunte negli ultimi giorni che indicavano una situazione di degrado diffuso. Sul posto è stato trovato il titolare dell'allevamento, che agli agenti si è mostrato sinceramente dispiaciuto per la situazione e ha spiegato che era dovuta all'assoluta mancanza di fondi per mandare avanti l'impresa. L'attività di allevamento infatti risulta in liquidazione.Disposta la custodia dell'area a carico del Comune di Lentate. Per il titolare dell'allevamento, da parte della Polizia provinciale sono scattate le denunce per maltrattamento di animali e per deposito non autorizzato di rifiuti speciali. A questo si andranno ad aggiungere i provvedimenti dell'Asl per le inadempienze sanitarie e quelli del Comune per il ripristino dei luoghi.
 
GEA PRESS
13 LUGLIO 2012
 
Monza Brianza – I pastori tedeschi e l’orrore dei sacchi con rivoli e larve (FOTOGALLERY – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI)
Intervento (ancora in corso) della Polizia Provinciale coadiuvata da ASL ed ENPA Milano.
 
Una grossa struttura a Lentate sul Seveso. Cani, soprattutto Pastori tedeschi, ma anche gatti e forse nel passato anche altri animali. Nel terreno agricolo era stato ricavato un allevamento – pensione. Forse pure luogo di addestramento. Di sicuro tutto dismesso da un anno. Il presunto allevamento parrebbe comunque essere stato tale per alcuni anni.Il titolare si è giustificato affermando che si trattava solo di un problema di smaltimento delle carcasse, ma quanto scoperto nel grosso appezzamento agricolo di 14.000 metri quadrati, sfugge ad ogni macabra rappresentazione. Ad intervenire fin dalla mattinata di oggi (le operazioni sono tutt’ora in corso) la Polizia Provinciale di Monza e Brianza coadiuvata dall’ASL e dalle Guardie Zoofile dell’ENPA di Milano.Nei pressi dei locali, di natura prevalentemente prefabbricata, vi erano ammonticchiati i resti di 11 Pastori tedeschi. Esposti al caldo ed alle mosche. Erano da così tanto tempo accatastati da essere avvolti da ragnatele. In un frigorifero spento, una carcassa di gatto in avanzato stato di decomposizione. Poi venti altri cadaveri tra gatti e cani stipati in un secondo frigorifero ed anch’essi in avanzato stato di decomposizione. 13 gatti, invece, ancora in vita ma che sarebbero, secondo la Polizia Provinciale, in condizioni igienico sanitarie al limite della sopravvivenza. Animali con ferite aperte, mentre le lettiere traboccavano di feci.Dai sacchi fuoriuscivano larve di mosche. Accumulati in un angolo, perdevano i liquidi nauseabondi della decomposizione. Poveri cani e gatti la cui fine dovrà ora essere accertata. Sulle carcasse si cercherà anche la presenza di microchip. Dai diversi gradi di decomposizione si evince, comunque, che le morti sono avvenute in tempi diversi. A lamentarsi erano stati alcuni cittadini che non potevano più sentire il lezzo provenire da quel posto.Un quadro desolante e macabro. Operatori con mascherine e camici bianchi. I gatti ancora in vita vivevano nella casa del titolare, una casa colonica prefabbricata ai margini dell’area perquisita. Il reato per lui ipotizzato è di maltrattamento di animali aggravato dall’emergenza sanitaria. Tutti gli animali sono stati posti sotto sequestro. I 13 gatti vivi sono stati affidati alle cure dell’ENPA di Milano.
VEDI FOTOGALLERY – ATTENZIONE IMMAGINI FORTI:
 
OGGI NOTIZIE
14 LUGLIO 2012
 
Lentate sul Seveso (MB) - Cadaveri di animali nella spazzatura, chiuso allevamento
 
A Lentate sul Seveso, paese alle porte di Milano, sono stati ritrovati diversi cadaveri di animali rinchiusi nella spazzatura e questo ha portato alla chiusura di un allevamento. E' stato davvero terribile quello che la Polizia Locale di Monza è riuscito a ritrovare all'interno di un allevamento a Lentate sul Seveso dove ben quindici carcasse di cani erano stati rinchiusi nella spazzatura, mentre cadaveri di cani erano ormai congelati all'interno di un freezer dove si erano trasformati in cibo per topi e vermi. 
La struttura, però, non era mai entrata in funzione visto che i due proprietari non erano ancora riusciti a trovare i fondi necessari per rendere effettivo l'allenamento dove avrebbero dovuto crescere diversi cani, anche se certamente la crisi non può essere una giustificazione adatta per uno stato di degrado e maltrattamento così forte. Poco vicino all'allevamento era infatti situata l'abitazione dei due gestori, una casetta in legno dall'aspetto piuttosto fatiscente e in compagnia di diversi gatti ammalati, che ora sono stati affidati all'Enpa che proverà a salvarli. Inevitabile è stata la denuncia nei confronti di entrambi per maltrattamenti di animali, anche se nei prossimi giorni sarà importante chiarire le cause di un numero così elevato di morti di animali e se davvero non sarebbe stato possibile provare a salvarsi magari chiedendo aiuto a strutture competenti.  
 
LA CITTA' DI SALERNO
13 LUGLIO 2012
 
Denunciato finto veterinario Deteneva farmaci illegali
 
Salerno - Denunciato il cavese D.Z. per esercizio abusivo della professione di veterinario e per detenzione di farmaci di sospetta provenienza. Nelle sua scuderia sono state infatti rinvenute 100 confezioni di medicinali per uso veterinario e umano prive di prescrizione. I carabinieri della sezione operativa di Nocera Inferiore del capitano De Chirico, nella giornata di mercoledì hanno fatto irruzione nella scuderia “Dantix” di via D’Amico, a Santa Lucia, dove hanno trovato un solo cavallo ma numerose confezioni di medicinale per uso umano e veterinario di cui il proprietario era entrato in possesso senza la prescrizione medica. Fatto alquanto strano, dal momento che la presenza di un solo cavallo non poteva certo giustificare l’ingente quantitativo di siringhe già usate e flaconi vuoti trovati all’interno di due bidoni. Materiale probabilmente usato su molti altri animali. Ed è proprio il materiale già somministrato agli animali che ha fatto scattare l’allarme nei militari dell’Arma, i quali hanno deferito D.Z. per esercizio abusivo della professione e detenzione di medicinali di dubbia provenienza, in quanto quel medicinale potrebbe essere stato acquistato sul mercato clandestino. La somministrazione abusiva di quel tipo di medicinale avrebbe potuto causare sugli animali un effetto eccitante. D.Z. è stato denunciato e il quantitativo di medicine sottoposto a sequestro. Ora si indaga sulla provenienza di quelle confezioni, che nessuna farmacia distribuisce senza prima la presentazione della ricetta medica.
 
LA ZAMPA.IT
13 LUGLIO 2012
 
In uno zoo cinese tre tigri affamate sbranano un raro cucciolo
La forestale ha aperto le indagini sul parco safari che ospita specie a rischio di estinzione
 
Scene di orrore per i visitatori del parco safari di Rongcheng, nella provincia cinese di Shandong. Un raro esemplare di tigra bianca del Bengala è stato divorato da tre esemplari siberiani. «In un primo momento abbiamo pensato che stessero giocando, ma poi hanno buttato il cucciolo a terra» raccontano alcuni turisti ancora sgomenti che hanno documentato il drammatico episodio con foto choc che hanno fatto il giro del mondo.Gli esperti spiegano che la tigre siberiana, come tutti i felini di grossa taglia, attacca se percepisce l'intrusione nel suo territorio da parte di un altro esemplare, ma non si ciba di altri animali carnivori, a maggior ragione se della sua stessa specie. Potrebbe cibarsi della carcassa di un altra tigre solo nel caso in cui fosse estremamente affamata.
I funzionari del parco smentiscono ogni accusa di maltrattamento, affermando che gli animali sono adeguatamente nutriti e che probabilmente si è trattato di un "gioco finito male".
Nei prossimi giorni una squadra del dipartimento forestale di Shandong avvierà un'indagine sul caso.  Il parco, da parte sua, si ripropone di mantenere separate tra loro le diverse specie e di predisporre apparecchiature per il monitoraggio in ogni zona del parco al fine di evitare altri episodi come questo.
 
LA REPUBBLICA
13 LUGLIO 2012
 
IL CARROZZIERE CON LA BERTUCCIA
 
Prov. di Bari - INCATENATA. È stata trovata così una innocua scimmietta, tenuta "in ostaggio" da un carrozziere di Casarano che è stato immediatamente denunciato dagli uomini del Cites di Bari e dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Gallipoli. L' accusa a suo carico è di "illecita detenzione di una bertuccia". La scoperta è avvenuta nel corso di un servizio a tutela di animali esotici da parte dei forestali. Come se non bastasse, il simpatico animale, oltre ad essere incatenato, era costretto a stare in una gabbia, trovata però aperta all' arrivo degli uomini della forestale. La scimmia era tenuta in bella vista, esposta come se fosse un vero e proprio "trofeo": infatti si trovava nel parcheggio del suo esercizio. L' esemplare è ora libero, senza catene, edè stato affidato ad un centro autorizzato dal Ministero dell' Ambiente e Tutela del territorio.
 
LA NUOVA VENEZIA
13 LUGLIO 2012
 
È allarme per volpi, nutrie e gamberi rossi
 
Gian Piero del Gallo
 
PORTOGRUARO (VE) -  Quando la mano dell'uomo interviene sugli equilibri naturali accade che nutrie, gamberi rossi della Luisiana, volpi, privi di nemici naturali, si siano moltiplicati in modo abnorme ed ora siano diventati un problema di non facile soluzione. Fino a che le volpi saccheggiavano i pollai delle famiglie contadine, non erano oggetto di grande attenzione da parte delle autorità, ora che fanno fuori leprotti e fagiani, scende in campo la Federazione della Caccia che consiglia agli agricoltori l'acquisto dei cani terrier, nemici giurati della volpe e richiede ai suoi vertici di predisporre soluzioni adeguate, non ultima la classica battuta di caccia. Altro problema è la nutria, allevata negli anni quaranta come animale da pelliccia poi liberata in natura con le disastrose conseguenze che sono davanti agli occhi di tutti ,tanto che la Provincia ne aveva predisposto l'eradicazione della specie. «È un problema che sta diventando emergenza vera e propria», ha detto l'assessore regionale alla Protezione civile Daniele Stival, «soprattutto sul piano della difesa idraulica a causa delle profonde gallerie che questi animali fanno lungo gli argini dei fiumi. Per questo dobbiamo arrivare ad una riduzione del numero di questi roditori». La terza piaga è il gambero rosso. Ce ne sono ovunque anche nei giardini delle case in prossimità di corsi d'acqua. È un crostaceo che si sposta ovunque, attraversa strade e campi in cerca di nuove acque da colonizzare in quanto è molto prolifico ed aggressivo. Una femmina adulta depone 500/600 uova due volte l'anno. Fa strage di uova dei pesci, ed era stato introdotto proprio per combattere la crescita dei carassi. C'é riuscito in molte acque, ma ora chi lo ferma più?
 
ALTO ADIGE
13 LUGLIO 2012
 
Attenti ai rischi per la salute dei nostri amici a 4 zampe
 
BOLZANO Non solo pisolini all’ombra e promesse di lunghe passeggiate. Per cani e gatti l’estate vuol dire molto di più. Anche rischi per la salute. Fondamentale, quindi, riconoscerli per intervenire con tempestività. Patologie gastrointestinali. Possono essere provocate da caldo, sbalzi di temperatura, dall’assunzione di cibi avariati e acqua non potabile. Si manifestano con vomito e scariche di diarrea se la sintomatologia è leggera si possono aspettare anche ventiquattr’ore, intervenendo con fermenti lattici e una dieta leggera, meglio il digiuno. Ma se i sintomi si ripetono con frequenza nell’arco di poche ore è necessario correre subito dal veterinario. Malattie cutanee. Possono essere causate sia da parassiti che da intolleranze. Nel caso di pulci e zecche, si va dalla dermatite alla vera e propria patologia, in questi casi gli animali si grattano con insistenza. Le infezioni dovute a punture di zecca possono manifestarsi a distanza di giorni con un alterazione del comportamento, febbre e zoppìa. Le dermatiti possono essere causate anche da un’eccessiva somministrazione di cibo o da alimenti nuovi. Succede che il caldo incida sulla tolleranza, provocando reazioni avverse che in altri periodi dell’anno non si manifesterebbero. Colpi di calore. Sono più frequenti con le prime ondate di caldo, particolarmente diffusi tra i cani. Da evitare, oltre che di lasciare il cane in auto anche per pochi minuti, anche di farlo “scatenare” nelle ore più calde. Dopo aver giocato può capitare che, soprattutto se il vostro quattrozampe è di grossa taglia, si stenda a terra ansimando e sbavando, in preda a vomito e con una temperatura superiore ai 41 gradi. Questa è già una situazione di emergenza: bisogna abbassargli la febbre e rivolgersi subito al veterinario. State molto attenti anche ai gatti. Stress da vacanza. Cani e gatti sono estremamente abitudinari, per questo, anche in ferie, i veterinari consigliano di non stancarli troppo, di passare più tempo possibile con loro, e di tenerli al fresco (anche con l’uso di piscinette) ma senza sottoporli a sbalzi termici. Ricordare sempre di portare con sé il libretto sanitario che in caso di emergenza serve sempre. Vaccini. L’unico obbligatorio, per i cani, è quello antirabbia. Tuttavia è fondamentale che abbiano una copertura completa in modo da evitare di ammalarsi entrando in contatto con animali affetti da patologie virali che magari da noi non sono diffuse, come per esempio la Leishmaniosi.
 
GEA PRESS
14 LUGLIO 2012
 
Molfetta (BA) – voleva ridurre il suo cocker in poltiglia – condannata a 10.000 euro di multa
L'impegno della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Molfetta.
 
Aveva legato il cane ad una sorta di palo, avendo cura di incastrare il tutto per benino all’interno del cassonetto dei rifiuti. In tal maniera, il povero animale, non si sarebbe potuto muovere ed il camion tritarifiuti avrebbe fatto il suo corso. Una fine fin troppo progettata. Un perfetto meccanismo di tortura e morte che avrebbe raggiunto il suo epilogo senza il fortuito intervento di un giovane dentista di Molfetta (BA). Liberato il cane confermò il tutto fino al processo. Il Tribunale di Trani, sezione distaccata di Molfetta, ha ora condannato la proprietaria del piccolo cocker che aveva in tal maniera deciso di ridurre in poltiglia.Un mese e dieci giorni di reclusione. Pena convertita in diecimila euro di multa. I reati contestati, comunica la Lega Difesa del Cane, sono quelli di cui all’art. 56 C.P. (delitto tentato) e 544/bis del Codice Penale. La denuncia era partita proprio dalla sezione di Molfetta della Lega Difesa del Cane, che si era poi costituita parte civile grazie al patrocinio dell’Avvocato Pasquale Minervini.“E’ una sentenza storica per Molfetta – ha dichiarato Mariangela Volpe, Presidente della locale sezione della Lega Difesa del Cane – che testimonia la mutata sensibilità della Magistratura nei confronti dei reati contro il sentimento per gli animali ed è una conquista di grande civiltà che ammonisce ciascuno di noi sul dovere del rispetto per i nostri amici a quattro zampe“.La Lega Difesa del Cane ricorda a tal proposito un altro importante risultato legale. Si trattò della denuncia ai danni del gestore di canile privato a Terlizzi. Scelse l’oblazione e pagò 5.000 euro di ammenda.
 
IL TIRRENO
14 LUGLIO 2012
 
Cinque cani uccisi con polpette avvelenate
 
BARGA (LU) -  C’è un delinquente che si aggira per Barga e uccide i cani con bocconi avvelenati. Per ora gli animali morti sono già cinque. Un sesto si è salvato solo perché il suo giovane proprietario ha fatto in tempo a farlo vomitare, con l’aiuto di un veterinario: la povera bestia ha espulso il boccone tossico e tuttavia non è fuori pericolo. Per la sua sopravvivenza saranno decisive le prossime ore. I casi per adesso accertati dai volontari dell’Anpana sono avvenuti nella zona di via della Speranza, dove ieri sera è stata messa in pratica un’azione di bonifica. Il nucleo cinofilo antiveleno, che si avvale di un labrador e di un beagle, ha trovato in due giardinetti tre zone dove erano state messe le polpette assassine. «I nostri cani - dicono i volontari dell’Anpana - sono addestrati a riconoscere i veleni e non hanno avuto alcun dubbio a indicarci le aree a rischio. Le polpette erano piene di lumachicida e di topicida. I cani ammazzati erano di varie razze e di varie età: per esempio un cucciolo, ma anche un esemplare che aveva 12 anni». Dopo via della Speranza, l’operazione di bonifica si è spostata nella zona di Piangrande. Al momento non ci sono sospetti. Nella comunità c’è indignazione e anche forte allarme e sul caso indagano i carabinieri di Barga, anche loro presenti ieri sera alle operazioni di bonifica. La morte dei cani è stata rapida e gli animali hanno sofferto moltissimo.
 
LIBERO
14 LUGLIO 2012
 
Avellino: spara al cane che abbaia, denunciato
 
Avellino - Un artigiano di 52 anni e' stato denunciato in stato di liberta' dai carabinieri a Solofra, nell'Avellinese con l'accusa di avere esploso alcuni colpi di pistola scacciacani contro un cane, perche' abbaiava. L'animale e' stato soccorso dal suo padrone che lo ha portato presso uno studio veterinario dove e' stato sottoposto a un intervento chirurgico. Le condizioni dell'animale, un meticcio, sono gravi. I carabinieri nel giro di qualche ora, a seguito anche della testimonianza del padrone dell'animale sono risaliti all'autore degli spari. L'artigiano avrebbe sparato contro il meticcio perche' ha abbaiato. Nel corso delle indagini i militari avrebbero accertato che in passato, altre volte sarebbero stati esplosi colpi di pistola nei confronti di cani che abbaiavano. All'uomo che ha sparato al meticcio i carabinieri hanno sequestrato due auto in quanto trovate prive di assicurazione. Sequestrata anche la pistola utilizzata per ferire l'animale. L'artigiano e' stato denunciato in stato di liberta' per maltrattamenti di animali e detenzione illegale di munizioni da sparo.
 
GEA PRESS
14 LUGLIO 2012
 
Solofra (AV) – con la pistola di libera vendita, colpisce alla spalla un cane
Intervento dell'Arma dei Carabinieri.
 
In più occasioni le Forze dell’Ordine hanno evidenziato la potenziale pericolosità delle armi di libera vendita, quali ad esempio, quelle ad aria compressa. E’ possibile acquistarle, infatti, senza alcuna autorizzazione se di energia cinetica inferiore ai 7,5 Joule.Quella utilizzata dal cittadino 52enne di Solofra (AV), nato in Francia ma di famiglia originaria dei luoghi, era una comune pistola ad aria compressa. Con questa aveva centrato alla spalla il cagnolino dei vicini, regolarmente detenuto nella proprietà (ovvero il giardino di casa) dei suoi padroni. Un fatto grave, ancorché il soggetto aveva anche sostituito il pallino di plastica, autorizzato per l’uso in quella pistola, con altro di piombo calibro 4,5.Ad intervenire, ieri mattina, nella frazione di Sant’Andrea, i Carabinieri del Comando Stazione Carabinieri di Solofra chiamati dal proprietario del cane, un commerciante della zona. L’animale, sottoposto ad intervento chirurgico, si è per fortuna salvato.Le indagini dei Carabinieri, subito avviate, hanno portato alla scoperta del 52enne di Solofra che, con la sua pistola ad aria compressa aveva centrato il cane. Mal sopportava gli animali e, quello occorso ieri mattina, non è forse l’unico caso accaduto nella zona. Stante le dichiarazioni sia del proprietario del cane che dei vicini, l’uomo potrebbe già avere messo in pratica, con altri cani, l’insano gesto. Fatti presunti, che sono ora attenzionati dai Carabinieri.Le sorprese, però, non erano ancora finite. Nella casa dell’uomo, nel corso della perquisizione domiciliare, sono stati rinvenuti, oltre alla pistola ed a ben 200 pallini di plastica, altri piombini dello stesso tipo di quello estratto dal cane. Trovate, inoltre, 54 cartucce per arma comune da sparo, certamente detenute in modo illegale. Tra questi quelle per pistola 38 special e per fucili.Al termine degli accertamenti, i Carabinieri hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino l’artigiano solofrano per i reati previsti e puniti dagli articoli 544 ter del codice penale (maltrattamento di animali) e 2 della Legge n. 895 del 1967 (detenzione illegale di munizioni da sparo).
 
GEA PRESS
14 LUGLIO 2012
 
Avellino – aggressione da Pit bull: a farne le spese un povero cagnolino
Intervento dell'Arma dei Carabinieri – il proprietario dei cani: me ne sbarazzo.
 
Avevano avvertito i guaiti del povero cagnolino e per questo si erano affacciati dal balcone. Nella strada, però, il cane del quartiere era già finito a brandelli aggredito dai due Pit bull sfuggiti alla custodia del loro proprietario.I fatti, resi noti solo ora, sono avvenuti all’alba del 5 luglio quando ai Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino sono pervenute le segnalazioni. I militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Avellino hanno così deferito in stato di libertà per il reato di omessa custodia e malgoverno di animali (previsto e punito dall’articolo 672 del codice penale) un 40enne di Mercogliano.La fuga non era stata prontamente notata, tanto che i due cani aveva percorso il centro abitato fino a giungere in via Vaccaro, dove è avvenuta al’aggressione al cane di strada. I Carabinieri, avvisato un canile del comprensorio, hanno provveduto all’allontanamento dei due cani. Il proprietario, che dovrà ora essere giudicato dalla Magistratura, ha incredibilmente manifestato l’intenzione di sbarazzarsi dei due animali.Proprio nei giorni scorsi l’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) aveva chiesto al Ministero della Salute l’emanazione di una nuova Ordinanza sui cosiddetti ‘cani pericolosi’.
 
ADN KRONOS
14 LUGLIO 2012
 
Avellino, cane sbranato da due pitbull: denunciato il proprietario
Avellino - I Carabinieri sono risaliti al proprietario, poi denunciato in stato di libertà per omessa custodia e malgoverno di animali
 
Avellino - Orrore nel centro di Mercogliano, nell'Avellinese, lungo via Vaccaro due pitbull hanno sbranato un cane. Qualcuno ha avvertito i carabinieri che sono subito intervenuti per evitare che le aggressioni da parte dei due animali proseguissero. I militari hanno avvertito l'accalappiacani che hanno poi bloccato i due pitbull successivamente affidati a un canile a Nola nel Napolitano. I carabinieri sono risaliti al proprietario, poi denunciato in stato di liberta' per omessa custodia e malgoverno di animali. L'uomo ha riferito di non avere alcuna intenzione di tenere con se i due pitbull che quindi resteranno nel canile.
 
NGEWSTRA.IT
14 LUGLIO 2012
 
Rapina in casa con armi giocattolo e maschera di Topolino, 4 arresti
 
TRAPANI - Fecero irruzione in una casa per compiere una rapina. Erano armati e mascherati con passamontagna e una maschera di Topolino. In quattro immobilizzarono il proprietario dell'abitazione e frugarono, alla presenza di una donna e di una bambina di 10 anni terrorizzate, nei mobili alla ricerca dei soldi della pensione di invalidità riscossa. Una scena che sembra tratta dal film 'Arancia meccanica' ma che non è frutto della fantasia del regista. E' proprio quanto accaduto in via Mascagni a Trapani il 4 aprile scorso. E stamane i carabinieri hanno arrestato Giuseppe Cusenza, 30 anni, Salvatore e Davide Mannone entrambi di 29 anni e Vito La Torre, 38 anni trapanesi.
Sono tutti accusati di rapina aggravata, lesioni personali, violazione di domicilio. Le armi poi risultate giocattolo e i passamontagna sono stati trovati dai militari nell'autoclave del complesso edilizio dove abitano i due Mannone. Gli indagati sono sospettati anche di essere gli autori di altre rapine tra le quali quella in una farmacia in viale Emilia Romagna compiuta il 2 marzo. In quell'occasione i banditi dopo aver staccato il contatore dell'energia elettrica, aggredirono il titolare facendolo cadere a terra e procurandogli lesioni per poi fuggire con un bottino di soli 30 euro. I quattro sono infine ritenuti dagli investigatori responsabili di avere incendiato il 10 marzo un'auto Citroen Picasso. E di avere ucciso un cane annegandolo nella cisterna d'acqua di un condominio.
 
GEA PRESS
14 LUGLIO 2012
 
Savona – le colombe della pace vanno…nell’immondizia
 
In genere nei contenitori dell’immondizia, si trova il frutto di altri scellerati abbandoni. Cani, in particolare, ma anche gatti ed in un caso pure vitelli. Ed invece, nell’autogrill autostradale di Varazze, qualcuno ha lasciato vicino ad un contenitore una piccola scatola accuratamente sigillata con il nastro adesivo. Lo scatolino è rimasto li tutto il giorno, sotto il sole. Solo in serata, un inserviente del locale, andata a depositare la spazzatura, ha notato la scatola muoversi. In maniera quasi impercettibile, ma dentro doveva sicuramente esserci qualcosa di vivo. Aperto il contenitore, l’incredibile scoperta. Due colombine, colore della neve, ormai tramortite. Mancava ancora poco e sarebbero finite nel compattatore.Il gesto di uno scellerato o di un imbecille, commentano dall’ENPA di Savona, i cui volontari si sono subito recati per il recupero degli animali. Di certo hanno rischiato di morire di caldo e di sete. Le Guardie Zoofile dell’ENPA stanno ora cercando di rintracciare il colpevole. La speranza, infatti, è che l’abbandono sia rimasto impresso nei filmati delle telecamere installate in loco. Le due colombe, in cura presso la sede ENPA di Savona, andranno presto in adozione.
 
LIGURIA NOTIZIE
14 LUGLIO 2012
 
ANIMALI: DAINO VA IN RETE, MA LO LIBERA LA POLIZIA PROVINCIALE
 
GENOVA - Forse catturato dalla passione per il goal un daino è finito in rete, nella porta di un piccolo campo da calcio in Fontanabuona, dove però l’esemplare, un maschio adulto di ottanta chili, è rimasto impigliato e per liberarlo è intervenuta la Polizia Provinciale.Il daino era rimasto intrappolato nella porta calcistica all’alba e la proprietaria del terreno a Trino, nel Comune di Cicagna, dove si trova il campetto sportivo circondato dai boschi, appena scorto l’animale prigioniero ha avvisato il centro operativo della Polizia Provinciale che ha subito inviato sul posto una pattuglia.
La Polizia Provinciale, dopo aver rinfrescato con l’acqua il daino, ha avvisato il veterinario della Asl 4 Chiavarese, arrivato rapidamente per visitare l’animale “che appariva in buone condizioni – dicono gli uomini della pattuglia - e, pur essendo impigliato nella rete senza potersi liberare da solo, muoveva tutte e quattro le zampe con molta energia”.
Vista la mole e la forza dell’esemplare, il medico veterinario, per consentire agli agenti di avvicinarsi senza rischi, ha sedato l’animale che subito dopo è stato liberato e trasportato ai margini del bosco. Nel giro di una decina di minuti il daino si è poi risvegliato e conclusa la sua esperienza 'calcistica' è entrato, prima a piccoli passi e poi in modo sempre più deciso, nel folto degli alberi dov'è scomparso, riassaporando la libertà.
 
GEA PRESS
15 LUGLIO 2012
 
Carini (PA) – dalla strada i guaiti: è un cane avvolto dalle fiamme
 
 
Non sembra esserci pace, per tanti degli animali vaganti nel palermitano. Ennesimo randagio ucciso e bruciato. Lo riferisce a Geapress chi, dalla propria abitazione, sostiene di aver sentito i guaiti strazianti del povero animale. I fatti avvengono in via Case Riggio, a Villagrazia di Carini, in provincia di Palermo.La vittima di un’azione purtroppo non infrequente, è un meticcio di taglia medio grande. La segnalazione viene fatta subito al Comando dei Vigili Urbani di Carini.Le persone, intanto, si lamentano. “Il luogo del rinvenimento – riferisce un abitante – è un’autentica zona franca, dove sembra che sia tutto consentito, un vero e proprio campo di battaglia, ricettacolo di amianto, di immondizia, di carcasse animali e di ogni genere di illegalità. Ciò comporta – continua l’abitante – una situazione di perenne degrado, divenuta, specialmente da 15 anni a questa parte, ormai intollerabile”.La zona di Carini è già nota per analoghe vicende, alcune delle quali, peraltro, molto recenti.Era appena la fine di Giugno, quando, nello stesso territorio, in via Fiume Falco, vennero rinvenute decine di carcasse di animali avvelenati, annegati ed impiccati. Quegli episodi, ancor più incresciosi per il numero di animali coinvolti e per la brutalità di esecuzione, sembravano aver scosso, segnatamente, l’opinione pubblica. Si spera, ora, in un intervento dell’ amministrazione.Eppure bastano pochi giorni e l’ attenzione mediatica, come l’indignazione, appaiono un lontano ricordo. Tornano alla ribalta nuovi crimini. Puntuali e spietati.C’è da augurarsi che crimini tanto efferati non si ripetano più e che l’Amministrazione comunale prenda le dovute precauzioni. Alcuni volontari, a tal proposito, avevano chiesto ed ottenuto, qualche tempo fa, un primo confronto col Sindaco di Carini, nel tentativo di cambiare, tout court, una realtà così pesantemente compromessa. Urgono, pertanto, nuovi incontri per trovare, collettivamente, soluzioni concrete.
 
IL TIRRENO
15 LUGLIO 2012
 
Cani addestrati scoprono i bocconi avvelenati
 
BARGA (LU) - Sarà l’istituto zooprofilattico di Pisa a eseguire l’autopsia di uno dei quattro cani uccisi dal veleno (topicida o lumachicida) abbandonato in polpette nei giardini pubblici lungo via della Speranza. Il proprietario di un altro cane ucciso dai bocconi avvelenati invece ha fatto fare l’autopsia dal suo veterinario: nello stomaco, spiega Laura Galleni, comandante provinciale Anpana, sono state trovate palline di veleno. È l’epilogo di un triste caso. La segnalazione dei cani morti (sei gli animali colpiti, due dei quali in vita, ma in gravi condizioni) è arrivata dall’associazione Arca della Valle. Da poco, spiega Laura Galleni, «Anpana ha creato un nucleo cinofilo antiveleno, un'unità cinofila per la ricerca di esche avvelenate. Dopo la segnalazione dell'Arca della Valle, venerdì alle 19 ci siamo recati a Barga, in via della Speranza, vicino al centro storico, per fare la bonifica». L’intervento è stato comunicato ai carabinieri. Sul posto gli operatori Anpana Vittoriana Fruzetti con il beagle Roi , Laura Galleni con il labrador Susy e l'ispettore regionale Angelo Bertocchini. La prima verifica è stata fatta dal Beagle (nella foto di Barganews) che ha segnalato due punti nella prima area verde e uno nell'altra sotto il duomo. «I cani sono addestrati alla ricerca di un odore e alla segnalazione passiva, da seduto, del target individuato. Il cane ha due volte segnalato gli stessi posti, anche se non c’erano esche. La seconda ricerca l’hga fatta il labrador, che ha segnalato le stesse postazioni. Mi sento di dire - dice Galleni - che nei posti segnalati c’era un'esca avvelenata. Ulteriore conferma dalla proprietaria di una vittima che ci ha indicato il posto dove il suo povero cucciolo ha mangiato qualcosa: coincideva col luogo segnalato dai cani, e il boccone recuperato era con lumachicida».
 
LA ZAMPA.IT
15 LUGLIO 2012
 
Gatta inglese salva la padrona diabetica da attacco ipoglicemico nella notte
Ha allertato il marito della padrona, ora è in lizza per ricevere un premio
 
 
Si chiama Charley ed è una gattina bianca e nera l’eroe a quattro zampe che fa parlare la Gran Bretagna. La micia, infatti, ha salvato la vita alla sua padrona, Susan March-Armstrong, una diabetica di 47 anni, colpita in piena notte da un attacco ipoglicemico potenzialmente fatale. La donna era svenuta sul pavimento del bagno di casa, ad Haltwhistle, mentre il marito Kevin dormiva nella stanza accanto.
Charley, però, evidentemente aveva capito che qualcosa non andava: è saltata sul letto e ha leccato il volto dell’uomo, tirandogli la mano, finchè non si è svegliato. Poi lo ha convinto a seguirla in bagno, dove Kevin si è reso conto della situazione e ha potuto praticare un’iniezione di glucosio che ha salvato la vita della moglie. Un’impresa che ha reso celebre il felino: l’eroica gatta è stata nominata per concorrere al premio della Cat Protection League britannica ’Hero Cat’, e insieme alla padrona parteciperà alla cerimonia, prevista al Savoy di Londra in agosto.
«È stata assolutamente incredibile - ha detto la padrona al ’Daily Mail’ - si è sentito già di cani che hanno fatto cose simili, ma non di gatti. Non mi ricordo nulla di ciò che è successo dopo che ero entrata in bagno, ma quando mi sono ripresa Charley e Kevin erano vicino a me. Lui mi ha spiegato che lei l’ha svegliato e ha dato l’allarme, quindi mi è rimasta sempre accanto». E se il premio non è stato ancora assegnato, «in ogni caso Charley è il mio piccolo eroe», ha assicurato la donna.
 
IL CENTRO
15 LUGLIO 2012
 
Fido al mare, Abruzzo maglia nera
 
Daria De Laurentiis  
 
LANCIANO (CH) - Ci sarà un posto in 133 chilometri di costa abruzzese, un angolo fatto di sabbia o di ciottoli, arenili dorati o scogliere all'ombra dei trabocchi, per andare in spiaggia accompagnati dagli amici a quattro zampe? La domanda si pone all'indomani delle polemiche e dei diverbi scatenati a Giulianova dall'inaugurazione di Unica Beach, una delle poche spiagge attrezzate in Abruzzo per l'accoglienza di famiglie e turisti con gli amici animali al seguito. E si scopre che l'Abruzzo veste la “maglia nera” per la convivenza pacifica di persone e animali sulla stessa spiaggia. Soltanto la provincia di Teramo, per quanto riguarda l'individuazione di aree su spiagge libere destinate ad accogliere animali da compagnia, ha tre località "animal friendly": Giulianova, Silvi Marina e Alba Adriatica, un tratto che è stato reso tuttavia inservibile dalle recenti alluvioni. Qualcosa si muove anche a Pineto secondo quanto raccontato dagli ospiti di Unica beach, intervenuti da ogni parte d'Abruzzo. Il resto delle province cosiddette "balneari", Pescara e Chieti, sono carenti di aree adeguate. Colma il "gap" solo un pugno di stabilimenti privati, per il resto l'Abruzzo non è un paese per animali. Eppure dal 2005, dietro lo sforzo del consigliere regionale dei Verdi e presidente di Animalisti Italiani, Walter Caporale, qualcosa sta cambiando. L'ordinanza balneare della regione, in ottemperanza con le norme del codice civile e della Capitaneria di porto, prevede infatti che sulle spiagge, a seguito di apposite autorizzazioni sanitarie, possano arrivare anche gli animali cosiddetti "da affezione". Nessun problema per cani di piccola taglia, che devono tuttavia essere portati in braccio, ma sono necessarie alcune autorizzazioni in più per gli animali di grossa taglia. Ma come si comportano i padroni dei cani e i loro amici sulle spiagge non destinate agli animali? «Non nego che io il mio cagnolino lo porto con me in spiaggia», spiega Caporale , « ma è sempre con me sotto la mia stretta supervisione e non dà alcun fastidio. Del resto, secondo l'ordinanza regionale, in spiaggia sarebbe vietato perfino giocare a racchettoni e ascoltare la radio. Non ci vogliono chissà che prescrizioni, basta un civilissimo buon senso». Giulianova, e le “battaglie” che si sono susseguite, alcune al limite della rissa, faranno da apripista per l'Abruzzo. «Il turismo è cambiato», osserva Caporale, «oggi le famiglie hanno esigenze diverse e tra queste c'è anche quella di portare con sè gli animali che sono a tutti gli effetti componenti di una famiglia. Invece che criticare sarebbe bene riflettere sulle opportunità economiche che una spiaggia attrezzata per cani può portare in ambito regionale e nazionale».
 
LA NAZIONE
16 LUGLIO 2012
 
Cane sventrato e abbandonato Forse usato per nascondere la droga
Ritrovata la carcassa dell'animale vicino Collinaia
Il cane aveva delle fascette di plastica sul muso ed è stato rivenuto anche un sacchetto di plastica che potrebbe essere del tipo usato per nascondere gli ovuli.
 
Livorno - L’ipotesi è agghiacciante, ma purtroppo non così lontana dalla realtà: cani usati per nascondere la droga in ovuli nell’intestino e uccisi per recuperare le sostanze stupefacenti. E’ già successo e questo potrebbe essere accaduto di nuovo. Ieri sera intorno alle 18 è stata ritrovata la carcassa di un cane morto, a quanto sembra un pitbull femmina, non lontano da un agriturismo a Collinaia. La scoperta in un campo ai bordi di via del vecchio Lazzeretto, nei pressi dell’agriturismo «Villa Liburnia Bread and breakfast». Sono stati i proprietari della struttura turistica a notare la carcassa. Poi si sono rivolti a dei vicini i quali hanno subito dato l’allarme. Nel luogo del ritrovamento sono arrivati i vigili urbani, i carabinieri e personale dell’Asl. Il cane, coperto da una grossa macchia di sangue, aveva delle fascette di plastica sul muso ed è stato rivenuto anche un sacchetto di platica che potrebbe essere del tipo usato per nascondere gli ovuli. Tre giorni fa è stata trovata una Labrador femmina a poca distanza dal luogo del ritrovamento di questo pitbull. Sulla vicenda indagano i carabinieri.
 
GONEWS
16 LUGLIO 2012
 
Cane sventrato e lasciato in un campo
 
IL TIRRENO
17 LUGLIO 2012
 
Trovati due cani legati e sventrati
Probabilmente li hanno usati per importare droga nascosta nel ventre. Uno aveva una busta in pancia: il precedente ritrovamento risale a venerdì
 
LIVORNO - Sventrati, seviziati, resi muti e inermi con fascette e scotch intorno al muso. Gettati a bordo strada, in un campo in via del Vecchio Lazzaretto, a Collinaia. In un caso, l’animale, senza microchip, è stato accecato con frammenti di buste messe sugli occhi. La pancia aperta. Due episodi successi in tre giorni: un esemplare è stato trovato venerdì e l’altro ieri pomeriggio. E il sospetto che le bestiole siano state usate come corrieri della droga si fa sempre più strada.Ieri pomeriggio un residente della zona sente un fortissimo odore nauseabondo provenire da un campo sulla sinistra della strada, venendo dalla Leccia. Quindi si avvicina a bordo strada e vede un cane di grossa taglia: si tratta di una femmina, un incrocio tra un dogue del bordeaux e un pitbull. Ha delle fascette, del tipo usato dagli elettricisti, intorno al muso e il ventre è completamente aperto. All’interno, c’è una busta nera. Chiama subito i carabinieri e i vigili urbani.La bestia all’esterno è ancora intatta. L’animale viene sequestrato e portato in una clinica veterinaria. Da chiarire anche la funzione della busta nera trovata nel ventre della bestiola. Forse conteneva della droga? Oppure lo stupefacente era stato messo nella pancia e la busta serviva solo ad occultare le interiora? E soprattutto, chi ha lasciato quegli animali così barbaramente seviziati? Tutti interrogativi che aspettano una risposta. I carabinieri stanno lavorando per sciogliere i nodi.Il precedente ritrovamento risale a venerdì. Ad accorgersi del cane, anche in questo caso, è lo stesso residente. La bestiola si trova in un campo di fronte a quello dove ieri è stato ritrovato il dogue de bordeaux. Sembra un caso isolato: un cane seviziato dalla mano di qualcuno sadico, che gode a maltrattare gli animali. Ma dopo l’episodio di ieri, anche il ritrovamento di venerdì assume un significato diverso. I due casi sono collegati, non sembrano esserci dubbi su questo.
 
ADN KRONOS
17 LUGLIO 2012
 
Due cani uccisi e sventrati forse usati come corrieri della droga, ritrovati a Livorno
Livorno - Di taglia medio-grande, avevano il muso chiuso con delle fascette, e la pancia aperta. Nel ventre di uno è stata rinvenuta una busta nera
 
Livorno - Due cani sono stati ritrovati, nel giro di tre giorni a Livorno, uccisi, seviziati e sventrati. Un esemplare e' stato rinvenuto venerdi' scorso, l'altro ieri pomeriggio. L'ipotesi degli investigatori e' che si tratti di cani utilizzati come corrieri della droga, e per questo sono state immediatamente attivate indagini approfondite. I due cani, di taglia medio-grande, avevano il muso chiuso con delle fascette, e la pancia aperta. A rafforzare l'ipotesi che le due bestiole venissero utilizzate per trasportare droga, e' il ritrovamento di una busta nera nel ventre dell'animale rinvenuto ieri, in un campo in via del Vecchio Lazzaretto.'Il sospetto - afferma in una nota Marta Gazzarri, capogruppo Idv al Consiglio regionale della Toscana - e' che dietro l'uccisione ci siano motivi di droga. Che i cani siamo stati usati come corrieri ed infine uccisi per recuperare il contenuto. Uno scenario orribile che, se confermato, apre la strada ad una nuova forma di violenza sugli animali. Una forma ancor piu' crudele perche' gli animali sarebbero ora utilizzati come oggetti, alla merce' degli spacciatori ed uccisi non dal gesto di un folle ma da un lucido proposito ben identificabile". "Un modo orribile - continua - di trasportare illecitamente cocaina che, fino allo scorso maggio, quando un uomo fu arrestato a Pontedera proprio per questo motivo, non aveva precedenti nel nostro paese. Confido che la magistratura faccia piena luce sulla questione e che i responsabili vengano identificati''.
 
ANSA
18 LUGLIO 2012
 
Cani trovati sventrati,'corrieri' droga?
Due mesi fa scoperti animali-corrieri nel pisano
 
LIVORNO - La Procura di Livorno ha aperto un fascicolo sulla morte di un labrador e di un pitbull trovati con il muso serrato da una fascetta e il ventre squarciato. Il pitbull aveva nello stomaco una busta di plastica che verra' esaminata per cercare di rintracciare eventuali tracce di droga.
Le indagini cercheranno di stabilire se la morte sia collegabile al traffico di droga. Nel maggio scorso a Pontedera un uomo usava due 'cani-corrieri' dopo averli fatti operare forse da un veterinario compiacente.
 
IL MATTINO
16 LUGLIO 2012
 
Accecavano uccelli per farli cantare
Denunciati per bracconaggio
 
SALERNO - Due persone, un disoccupato ed una casalinga di 22 e 32 anni, sono stati denunciati a Bracigliano nel Salernitano nel corso di un servizio di antibracconaggio effettuato dai carabinieri e dal personale del nucleo provinciale guardie giurate del Wwf di Salerno. I due sono stati deferiti per furto venatorio, maltrattamento di animali e detenzione di avifauna protetta.
I due sono stati trovati in possesso di dodici esemplari di avifauna selvatica protetta, di cui uno accecato per indurlo a cantare perennemente, catturati mediante l'impiego di reti.
Nel corso dei controlli sono stati anche rinvenuti apparecchi acustici di richiamo e circa 150 gabbie vuote. Gli animali sono stati affidati al WWF per la riabilitazione e successiva liberazione, mentre il materiale utilizzato per la cattura è stato sequestrato.
 
IL VOSTRO QUOTIDIANO
16 LUGLIO 2012
 
Vecchi reati e nuove frontiere criminali
Contro gli animali un’illegalità ogni ora
Il dato emerge dall'ultimo rapporto sulle zoomafie. Firenze e Verona le città con il maggior numero di procedimenti
 
Monica Genovese
 
MILANO - Un reato contro gli animali ogni ora. Tutto questo è solo una parte del rapporto zoomafia 2012 redatto da Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’osservatorio zoomafia della Lav, lega antivivisezione. Centinaia di migliaia di animali ogni anno finiscono nelle mani della zoomafia. La nuova edizione del rapporto, alla sua tredicesima pubblicazione, analizza lo sfruttamento illegale di animali, nel 2011, ad opera della criminalità. Il fenomeno si presenta, sempre più parcellizzato tra vecchie illegalità, truffe nell’ippica, corse clandestine di cavalli, abigeato, bracconaggio e nuove frontiere criminali, in particolare traffici di animali via internet e traffico di cuccioli.
I NUMERI - Il rapporto della Lav pubblica i dati delle 165 procure italiane contattate, oltre ai 29 tribunali per i minorenni. Di queste, 94 ordinarie e 20 minorili hanno collaborato, rispettivamente oltre il 65% e il 68% del totale preso in considerazione. I dati sono relativi al 2011 e riguardano, sia ignoti, sia persone individuate che hanno commesso: uccisione, maltrattamento di animali, spettacoli e manifestazioni vietati, combattimenti e competizioni non autorizzate, abbandono, detenzione incompatibile e reati venatori. Sommando le risposte si arriva a oltre il 58% di tutte le procure del Paese dove, il totale dei procedimenti dello scorso anno è di 4880 di cui 2293 a carico di noti e 2587 a carico di ignoti. Nelle procure d’Italia si aprono 24 fascicoli, in media, al giorno per reati a danno di animali. Riguardo all’abbandono, invece, nel 2011 si contano 686 procedimenti penali a carico di noti e 197 di ignoti. Discorso simile per il reato di uccisione di animali, combattimenti e competizioni che ha visto un notevole aumento del numero dei procedimenti penali: 80, di cui 48 noti e 32 ignoti nell’anno considerato, rispetto a 5 del 2010 e 8 del 2009.
DA NORD A SUD - Dopo gli abusi sugli animali, il reato più diffuso riguarda la fauna selvatica e il prelievo venatorio:  caccia e pesca, 1147 procedimenti (735 noti e 412 ignoti) per 1048 indagati. La “geografica dei crimini contro gli animali” si distribuisce su tutto il territorio nazionale. La procura con meno procedimenti è quella di Mistretta, in Sicilia con 4 fascicoli aperti (2 noti e due ignoti). Seguono Lagonegro, in Basilicata con 9 (2 noti e 7 ignoti), Modica, ancora in Sicilia, con 10 (6 noti e 4 ignoti), Cuneo, in Piemonte con 12 (8 noti e 4 ignoti), Orvieto, comune umbro, con 13 (4 noti e 9 ignoti), Sulmona, in Abruzzo con 15 (4 noti e 11 ignoti). Taranto e Termini Imerese, in Puglia e Sicilia, non hanno registrato procedimenti a carico di noti, ma solo ignoti, rispettivamente 20 e 27. L’infausto primato spetta alla procura di Firenze con il maggior numero di procedimenti nel 2011, sempre in base al campione analizzato, con 197 procedimenti (61 noti e 136 ignoti). Seguono Verona, in Veneto con 181 procedimenti (104 noti e 77 ignoti), Latina, in Lazio con 172 (97 noti e 75 ignoti), Torino, ancora in Piemonte, con 172 (75 noti e 97 ignoti), Lucera, nel foggiano, con 131 (116 noti e 15 ignoti) e Roma con 117 (47 noti e 70 ignoti). Il business maggiore della zoomafia si deve alle illegalità nella gestione di canili “irregolari”, strutture sovraffollate e inadeguate e ai randagi che garantiscono ai loro sfruttatori introiti cospicui, grazie a convenzioni con le amministrazioni locali per la gestione dei canili. Solo nel 2011 sono state sequestrate oltre 10 strutture nazionali.
GLI ALTRI ILLECITI - Importazione illegale di cuccioli dai paesi dell’Est, soprattutto Slovacchia e Ungheria, hanno subito un’impennata. L’anno scorso sono stati sequestrati almeno 750 cuccioli per un valore di 563mila euro e denunciate 39 persone. Ad annerire il quadro c’è anche l’uso di animali a scopo intimidatorio: teste mozzate di lupo, di cane, di capretto, agnelli incaprettati, volpi impiccate, zampe di cinghiale. Nel 2011 sono stati fucilati o strangolati, per ritorsione o intimidazione, 20 cavalli di cui 16 in Sardegna. Molti maltrattamenti fanno riferimento a casi di stalking in cui il persecutore colpisce la vittima umana e pure il suo animale.
 
PARMA DAILY
16 LUGLIO 2012
 
Che fare se incontri un cane abbandonato?
Non rincorrete mai il cane... poi contatta il canile più vicino al numero 892424.
 
Estate tempo di abbandono per i cani. Ci siamo domandati molte volte cosa fare se si trova un cane abbandonato magari durante il nostro viaggio verso le vacanze. L'associazione italiana difesa animali ed ambiente - AIDAA ha messo a punto una serie di piccoli ma utili consigli su cosa fare se si incontra un cane abbandonato.
1- Prima cosa occorre capire se si tratta di un cane abbandonato o di proprietà che magari sta solamente facendo un giretto nel quartiere, questo possiamo capirlo dal comportamento del cane, un cane abbandonato si trova a disagio, va a zig zag per strada, è spaventato e non annusa e spesso ha la coda tra le gambe.
2- Avvicinarsi al cane senza mai sbarragli strada, parargli davanti con l'auto o effettuare gesti bruschi, l'animale potrebbe fuggire e fare deviazioni improvvise finendo sotto una macchina o provocare incidenti stradali.
3- Non rincorrete mai il cane si metterebbe a correre anche lui con le conseguenze su riportate, specialmente se il cane si trova in una strada ad alta densità di traffico o su un autostrada
4- Se il cane si avvicina a noi facciamo dei movimenti lenti, mai bruschi, veloci o avventati, se il cane si avvicina ancora di piu proviamo ad abbassarci dandogli le spalle e allungando una mano verso di lui con del cibo.
5- In ogni caso occorre agire con molta prudenza e pazienza ed aspettare che sia lui ad avvicinarsi.
6- In caso non siamo sicuri di cosa possa accadere o non siamo degli esperti è buona cosa chiamare la polizia stradale o i vigili urbani o il piu vicino canile (numero rintracciabile telefonando al numero 892424 che fornirà il numero richiesto -vale anche per il veterinario di zona- e ci metterà in diretta comunicazione con le persone interessate). Aspettare poi l'arrivo del personale preposto seguendo il cane da vicino nei suoi spostamenti tenendo a mente i consigli precedentemente riportati.
7- Il cane recuperato verrà portato in un canile sanitario e dopo le visite di rito il veterinario rileverà se lo stesso cane è provvisto di microchip e da qui si capirà se l'animale è stato abbandonato o è fuggito.
8 - Se sei testimone di un abbandono prendi subito la targa ed il tipo di auto segnando ora e luogo dove tale abbandono è avvenuto. Prima soccorri il cane e poi chiama L'AIDAA che ti sosterrà nella denuncia contro colui che ha abbandonato il cane. Il primo contatto può avvenire anche via sms al numero 3403848654 oppure telefonando al numero 3478883546
9- Se trovi un cucciolo vagante chiama l'associazione di tutela animali più vicina o il rifugio per cani o gatti più vicino che si prenderà cura del cucciolo aiutandolo a trovare una famiglia.
10- Se investi un animale o più semplicemente trovi un animale ferito chiama il 118 e chiedi del veterinario in turno o attraverso il numero 892424 attivo 24 ore su 24 chiedi di essere messo in contatto con il veterinario aperto più vicino che provvederà al recupero ed alla cura dell'animale. Aidaa
 
QUOTIDIANO.NET
16 LUGLIO 2012
 
Lupacchiotto denutrito salvato da un veterinario Andrà nel parco d'Abruzzo
Benevento, il cucciolo è stato chiamato Fortorino Un cucciolo di lupo, un maschio di circa quattro mesi, è stato trovato in condizioni precarie e denutrito ma grazie alle cure si è ripreso e presto troverà una nuova famiglia nel parco nazionale d'Abruzzo
 
Napoli -  Un cucciolo di lupo, un maschio di circa quattro mesi, è stato trovato a Castelfranco in Miscano, a circa 40 chilometri da Benevento. Il lupacchiotto è stato rinvenuto dal dottor Alfredo Tariello, veterinario di Montefalcone di Val Fortore (Benevento).Le condizioni del cucciolo sono apparse immediatamente precarie per un evidente dimagrimento dovuto alla denutrizione, ma la possente struttura fisica dell’animale e le immediate cure prestate dal dottor Tariello hanno già rimesso in sesto Fortorino, questo il nome che è stato dato al piccolo lupo.“Ogni tanto una bella notizia giunge a noi animalisti convinti”, dichiara il presidente provinciale di Ekoclub International, Luigi La Monaca, che ha reso noto il ritrovamento. La prossima settimana, Fortorino sarà trasportato da uomini del Corpo forestale della Regione Abruzzo nel Parco Nazionale “dove certamente - spiega La Monaca - potra’ ritrovare un habitat congeniale e una nuova famiglia”.
 
ADN KRONOS
16 LUGLIO 2012
 
Trovato cucciolo di lupo a Castelfranco in Miscano nel beneventano
Napoli - Maschio, di circa quattro mesi, in stato di denutrizione, è stato soccorso da un veterinario di Montefalcone che lo ha rimesso in sesto. La prossima settimana sarà trasportato da uomini del Corpo forestale della Regione Abruzzo nel Parco Nazionale
 
Napoli - Un cucciolo di lupo, un maschio di circa quattro mesi, e' stato trovato a Castelfranco in Miscano, a circa 40 chilometri da Benevento. Il lupacchiotto e' stato rinvenuto dal dottor Alfredo Tariello, veterinario di Montefalcone di Val Fortore (Benevento). Le condizioni del cucciolo sono apparse immediatamente precarie per un evidente dimagrimento dovuto alla denutrizione, ma la possente struttura fisica dell'animale e le immediate cure prestate dal dottor Tariello hanno gia' rimesso in sesto Fortorino, questo il nome che e' stato dato al piccolo lupo.
"Ogni tanto una bella notizia giunge a noi animalisti convinti", dichiara il presidente provinciale di Ekoclub International, Luigi La Monaca, che ha reso noto il ritrovamento. La prossima settimana, Fortorino sara' trasportato da uomini del Corpo forestale della Regione Abruzzo nel Parco Nazionale "dove certamente - spiega La Monaca - potra' ritrovare un habitat congeniale e una nuova famiglia".
 
GAZZETTA DI REGGIO
16 LUGLIO 2012
 
Mamma-capriolo urtata e uccisa
 
CASTELNOVO MONTI (RE) -  Ancora un incidente provocato da un capriolo. Colpevole di avvicinarsi troppo alla strada e attraversarla quando sono in transito delle auto. L’ultima “vittima” recuperata è una giovane femmina. E’ stata trovata lungo la statale 63, nel territorio di Felina. Sull’asfalto ci sono ancora le tracce dell’impatto con la vettura che non ha potuto evitare di investirla, probabilmente nel cuore della notte tra sabato e ieri. A notare la presenza della carcassa è stata la polizia municipale che ha subito provveduto ad allertare Ivano Chiapponi, incaricato dalla Provincia di questi recuperi. «Si tratta di una femmina che ancora stava allattando – racconta – Quasi certamente, però, il piccolo ce la farà anche da solo, perché in questo periodo dovrebbero essere ormai quasi svezzati». Questa volta le conseguenze per l’automobilista dovrebbero essere abbastanza contenute e limitate a pochi danni. Non come nel caso registrato poche settimane fa, quando un capriolo aveva attraversato la strada in località San Bartolomeo, a Reggio, mentre stavano passando due auto sulle due carreggiate. Il corpo dell’animale si era diviso in due e parte di esso aveva infranto il vetro ed era finito dentro a uno degli abitacoli. Provocando anche ferite a un conducente.
 
BRESCIA OGGI
16 LUGLIO 2012
 
Incidente in quota: cavallo e cavaliere cadono in un dirupo
PAISCO LOVENO. Durante una escursione. Ferito lievemente il proprietario la peggio l'ha avuta l'animale
 
Paisco Loveno (BS). La disavventura peggiore l'ha vissuta decisamente il cavallo, precipitato col proprietario lungo un pendio e recuperato ferito solo in tarda serata grazie a un elicottero. La passeggiata finita male si stava svolgendo ieri pomeriggio a Paisco Loveno: attorno alle 13.30, un cavallerizzo 51enne di Desenzano stava percorrendo una strada agrosilvopastorale nella Valle dell'Allione, un angolo particolarmente suggestivo della Valcamonica, è per motivi che devono essere chiariti è improvvisamente caduto col suo animale in una scarpata. L'incidente si è verificato durante una uscita programmata da un circolo ippico, e l'escursione era animata da altri appassionati con le relative montature. Il problema è apparso mentre il gruppo stava affrontando il percorso che dalla Val Brandet di Corteno Golgi, attraverso il Passo Sellero, porta a Paisco, in località monte Gaviera, a circa 2.300 metri di quota. Probabilmente per una zampa posata male, su un substrato cedevole o scivoloso, il cavallo ha perso l'equilbrio è ha fatto un volo pauroso insieme al suo compagno di camminata.  Gli altri partecipanti hanno assistito impotenti all'episodio e hanno immediatamente allertato la centrale operativa del «118» di Brescia: dal capoluogo è decollata l'eliambulanza, mentre via terra sono arrivati in zona gli uomini della quinta Delegazione bresciana del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, fondamentali nel supporto al velivolo nelle operazioni di recupero del desenzanese ferito. Che se l'è cavata con poco: è stato elitrasportato all'ospedale di Esine, e i medici gli hanno riscontrato una frattura a una gamba.  La peggio, dicevamo, l'ha avuta il suo cavallo, per il quale si temono fratture che potrebbero essere fatali. Dopo il salvataggio del proprietario, l'animale è stato riportato a valle con l'intervento di un veterinario dell'Asl camuno-sebina: è stato sedato, imbragato con non poca fatica e trasferito con un elicottero di una società privata valligiana. Le operazioni di recupero si sono concluse attorno alle 21, con l'arrivo nel campetto di calcio di Paisco Loveno.
 
GEA PRESS
16 LUGLIO 2012
 
Lucca e la coppia di gabbiani fedeli per la vita (fotogallery)
Salvi grazie al CRUMA della LIPU.
 
Criticati, biasimati ed oggetto di paure ridicole da fare invidia al noto film di Hitchcock. Il Gabbiano reale, ormai da tempo, è abituale frequentatore di molti centri urbani italiani. Lo studio delle loro popolazioni riserba molti aspetti sconosciuti ai più. Sui tetti, nei cornicioni, specie di grandi edifici storici, la coppia di gabbiano reale, costruisce il nido. Certo un motivo ci sarà, ma nel frattempo c’è chi ipotizza stermini di implumi, uova bucate ed altri cruenti sistemi di presunto controllo dei gabbiani. Schiamazzano, dice qualcuno. Forse, però, allontanarsi dalla città non sarebbe male (per i gabbiani). Aria inquinata ed i frastuoni del traffico cittadino, contro una parete di roccia a picco sul mare. Nel frattempo, però, tra i tetti c’è chi li segue e li studia. Poi, il momento della nascita che allieta ma anche preoccupa se in quel periodo avviene, ad esempio, un incidente.E’ successo ad una fedelissima coppia di Gabbiani reali di Lucca che, nel bel mezzo della nidificazione vide la femmina ferirsi battendo la testa. Il maschio rimase solo assumendosi l’onere dell’intera covata. Non andò bene, dal momento in cui, quando era costretto ad allontanarsi per il cibo, i predatori fecero il loro corso ed il nido rimase ben preso vuoto.La compagna non era morta. Subito dopo l’incidente (avvenuto ormai due anni addietro) vennero avvisati i volontari del CRUMA, lo speciale ospedale della LIPU di Livorno. Grazie a loro, la femmina di Gabbiano è stata curata e tenuta sotto stretta osservazione dal Direttore Sanitario Dott. Renato Ceccherelli. Quindi, il ritorno nei cieli di Lucca dove ha ritrovato il suo compagno che era rimasto ad aspettarla. Non si era mai allontanato dai luoghi ed ora, per il secondo anno consecutivo, hanno portato a compimento la nidificazione (nelle foto in gallery la coppia e il loro piccolo). E’ stato possibile da parte degli esperti seguire le successive nidificazioni grazie all’anellino di riconoscimento (vedi foto) posto alla femmina di Gabbiano. Il tutto è stato documentato dal fotografo Luciano Barsetti, componente dell’Associazione Fotografi Naturalisti Italiani.“La nostra gabbiana si è completamente ripresa – dichiara soddisfatto a GeaPress Gianluca Bedini Responsabile del CRUMA di Livorno – La nidificazione è stata sempre seguita e siamo felici di avere contribuito al ricongiungimento della coppia“.Il Gabbiano reale, nelle nostre città, deve aver trovato qualcosa di speciale che consente la riproduzione. Provando a conoscerlo meglio, impareremo ancor di più a volergli bene ed apprezzare alcuni aspetti della sua vita dai quali, probabilmente, avremo qualcosa da imparare. Il mancato papà, almeno per la stagione riproduttiva del 2010 (quando cioè rimase ferita la femmina) fece di tutto, pur non riuscendoci, per salvare la covata. Accudiva i piccoli, andava a procacciare il cibo, li copriva dal sole. Fallì, ma rimase ad attendere la sua compagna con la quale si ricongiunse una volta riabilitata e liberata dagli esperti del CRUMA. Il loro lavoro si basa sulle donazioni volontarie e ti invitiamo per questo ad aiutarli. Basta un piccolo gesto. Altri gabbiani, e tanti altri animali, hanno bisogno del tuo aiuto.
VEDI FOTOGALERY:
 
CORRIERE DELLA SERA
16 LUGLIO 2012
 
Trovato "asilo nido" rarissimi cuccioli leopardo delle nevi
 
Per la prima volta e' stata identificata in Mongolia, oltre la stretta crepa di una parete rocciosa, la tana dove due mamme di leopardo delle nevi stanno allevando i loro cuccioli. I ricercatori del gruppo conservazionista Panthera / Snow Leopard Trust hanno diffuso un video in cui si vedono i tre cuccioli (due di una, uno dell'altra) annaspare nel loro nido. Approfittando del momento in cui le due madri sono uscite per andare a caccia, i cuccioli sono stati pesati, misurati e microchippati (come si fa con i cani domestici) con un dispositivo sottocute indolore, delle dimensioni di un granello di riso, in modo da consentire la loro identificazione in futuro. Si tratta di una scoperta senza precedenti, data la rarita' degli animali e la loro natura elusiva, per la quale sono stati soprannominati dalla gente locale "fantasmi delle montagne": le osservazioni finora erano state condotte solo su cuccioli in zoo, o in cattivita'.
 
QUOTIDIANO.NET
16 LUGLIO 2012
 
Due rottweiler attaccano la colf entrata in casa: uno abbattuto per salvarla
Roma, la donna è grave ma non in pericolo di vita Un'esperienza da incubo per una colf aggredita nella casa dove lavora da due rottweiler. Per poterla salvare i carabinieri sono stati costretti ad abbattere uno dei molossi e a ferire l'altro
 
ROMA - Un'esperienza da incubo per una colf aggredita nella casa dove lavora da due rottweiler. Succede in un appartamento di Roma e la povera donna aggredita è ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Sant’Andrea della Capitale.
Uno dei cani è stato abbattuto dai carabinieri che hanno ferito anche l’altro animale per consentire di soccorrere la donna. Poco prima delle 9 la donna è entrata nell’appartamento in via della Giustiana, dove lavora come donna di servizio, ed è stata aggredita dai due cani.
Non sarebbe in pericolo di vita la donna di 74 anni, che questa mattina è stata aggredita da due rottweiler in una villa su via della Giustiniana a Roma. A quanto si apprende avrebbe riportato moltissime lacerazioni ma non lesioni a organi vitali. La sua situazione è comunque grave. Al momento si trova ricoverata al Sant’Andrea.La donna è stata aggredita questa mattina appena è entrata nel giardino della villa. I due cani l’hanno azzannata e trascinata per diversi metri. Le sua urla sono state udite dalla vicina, che ha immediatamente chiamato il 112. E’ accaduto intorno alle 8.45.Nel giro di 3-4 minuti i militari della compagnia Cassia sono arrivati sul posto, hanno scavalcato il muro di cinta e hanno attirato i due rottweiler verso di loro. Non appena i due cani hanno lasciato la donna per aggredirli i carabinieri hanno aperto il fuoco .
 
LIBERO
16 LUGLIO 2012
 
Animali: Enpa, problema non sono cani pericolosi ma omessa custodia
 
Roma - "Se il corso delle indagini dovesse confermare i particolari che stanno emergendo in queste ore sull'aggressione a Roma di due cani rottweiler ai danni di una signora, questo confermerebbe che l'episodio, cosi' come altri verificatisi nel passato, non ha nulla a che vedere con la presunta pericolosita' delle razze canine". Lo dichiara l'Ente Nazionale Protezione Animali commentando l'aggressione dei due rottweiler di questa mattina a Roma. "Sembrerebbe infatti - continua l'Enpa - che l'uomo sia partito lasciando i suoi due animali nel giardino della propria abitazione, configurando una situazione di omessa custodia. Abbandonare a se stessi due animali che la selezione indotta dall'uomo ha 'abituato' a controllare e difendere il loro territorio - prosegue l'Enpa - e' un gesto sconsiderato. Gli animali non sono oggetti, ma esseri senzienti; quindi essi devono essere gestiti in modo accorto e responsabile"."Per questo - sottolinea l'Ente - il ritorno alla 'black list' e' un'ipotesi assolutamente da scartare: infatti, in passato la lista delle razze pericolose non ha mai evitato un solo episodio di morsicatura perche' partiva da un presupposto sbagliato - l'individuazione ipso facto di presunte razze pericolose - senza porre l'accento sulla corretta educazione e sulla corretta gestione degli animali. Del resto, l'infondatezza della 'black list' e' dimostrata dal recente episodio accaduto in Irlanda del Nord dove un cane, che non ha mai morso ne' aggredito nessuno, e' stato crudelmente abbattuto solo perche' simile nell'aspetto a un pit bull".
 
PAESE SERA
16 LUGLIO 2012
 
Rottweiler "killer" ed è subito psicosi "Non esistono cani pericolosi"
 
Ambra Murè
 
Dopo l'aggressione di una signora a La Giustiniana, il dibattito ferve: che fare con gli animali il cui stesso corpo è (potenzialmente) un’arma? C'è chi chiede di ripristinare l'elenco delle razze pericolose e chi addirittura vorrebbe vietarne l'importazione e l'allevamento. Ma veterinari e ambientalisti avvertono: "Nessun cane è geneticamente pericoloso, l'aggressività è stimolata da fattori ambientali". Una proposta potrebbe mettere tutti d'accordo: corsi di formazione per i proprietari e patentino DI AMBRA MURÈUna signora ridotta in fin di vita da due cani rottweiler. E a Roma (e non solo) ritorna la psicosi delle “razze pericolose”. Che fare con gli animali il cui stesso corpo è (potenzialmente) un’arma? Alimentate dal fuoco della cronaca, le ricette sono tante e varie. C’è chi, come il Codacons, chiede di “ripristinare l’elenco delle 17 razze più pericolose”, introducendo anche “il patentino obbligatorio per chi ne possiede una”. E chi addirittura, come il deputato Enrico Farinone (Pd) pensa di risolvere il problema alla radice, “vietando l’importazione e l’allevamento di alcune razze”. Partendo dal presupposto alquanto ovvio che “un rottweiler non può essere considerato alla stessa stregua di un barboncino”.
STORIA DI UNA “BLACK LIST” – Il dibattito ferve. E certo in queste ore in molti ricordano con nostalgia i tempi (dal 2006 al 2009) in cui vigeva l’ordinanza emanata dall’allora ministro della Salute Livia Turco. Che aveva come punto forte un elenco di razze canine (tra cui, manco a dirlo, pitbull e rottweiler) considerate pericolose, e dunque meritevoli di particolari “accortezze”. Prima su tutte, l’obbligo di guinzaglio e museruola nei luoghi pubblici. Poi, dal marzo del 2009, la svolta: entra in vigore una nuova ordinanza, firmata dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, che, pur prevedendo una serie di obblighi per i proprietari, elimina la contestata “black list”. Una scelta che il Codacons oggi definisce “irresponsabile”.
I VETERINARI – Schierati sul fronte opposto molti esperti autorevoli. Come il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani (Fnovi), Gaetano Penocchio, che ricorda: “parlare genericamente di razze pericolose è un errore non solo concettuale ma, come è stato ampiamente dimostrato dai fatti, anche pratico, perché non limita le aggressioni dei cani. Nessun cane è geneticamente pericoloso, mentre i fattori ambientali sono determinanti per stimolarne un’eventuale aggressività”. Penocchio non ha dubbi: “una legislazione specifica per razza genera una falsa e pericolosa convinzione nella gente che alcune razze siano pericolose, per definizione. Ritenendo indenni da atteggiamenti aggressivi tutti gli altri cani. In realtà l'aggressività è un comportamento che può essere manifestato da qualsiasi cane di qualsiasi razza, tipo o incrocio”.
CORSI DI FORMAZIONE PER I PROPRIETARI – Dalla razza il dibattito si sposta sul proprietario. O, meglio, sulla sua formazione. Come ricorda il presidente del Fnovi, “a questa situazione di rischio si era cercato di porre rimedio con saggezza e coraggio con l'Ordinanza del Ministero della Salute che prevedeva la formazione per i proprietari dei cani, in particolare di quelli problematici”. E che è stata eliminata “per un problema giuridico”. “Noi – conclude Penocchio – siamo pronti, e le amministrazioni sono al corrente, per realizzare ovunque corsi di formazione per proprietari ed assistere i cani con problemi di comportamento”.
GLI ANIMALISTI – Una proposta che potrebbe mettere tutti d’accordo. Perché di fatto coincide con l’idea del “patentino obbligatorio” sostenuta anche dal Codacons. “Se accadono queste tragedie – incalza Valentina Coppola, presidente di Earth – è quasi sempre per cattiva gestione degli animali”. E “l’unico modo per evitarle” è organizzare “corsi di corretta gestione e socializzazione dei cani”. Magari da affiancare, come propone l’Enpa, a “una valutazione da parte di un veterinario comportamentalista in merito all’eventuale pericolosità di un animale e la pianificazione di possibili interventi educativi sul cane”. “Gli animali – prosegue l’Enpa - non sono oggetti, ma esseri senzienti; quindi devono essere gestiti in modo accorto e responsabile”. Cosa che, stando alle prime indiscrezioni di queste ore, il proprietario dei due rottweiler “killer” della Giustiniana non avrebbe fatto. Come riferisce l’Enpa, infatti, “sembrerebbe che l’uomo sia partito lasciando i suoi due animali nel giardino della propria abitazione”. Una situazione di “omessa custodia”. Ben che vada, un “gesto sconsiderato”.  
 
LEGGO
17 LUGLIO 2012
 
Vanno eliminati o messi in gabbia
 
Fabio Maccheroni
 
È morto anche il secondo dei rottweiler che ieri a Roma hanno ridotto in fin di vita, sbranato, una donna di 74 anni. Il primo era morto subito sotto i colpi dei carabinieri, l’altro dopo i soccorsi. Era l’unico modo per salvare quella povera signora.
Ora ci diranno le solite cose. Che è colpa dei proprietari, per esempio. Certo che è colpa loro. E allora incriminiamoli per tentato omicidio. Se qualcuno compra una pistola e spara, risponde di un reato. Se prende un cane potenzialmente micidiale, rischia molto meno. Quando rottweiler o altre bestie feroci sbranano qualcuno, troviamo animalisti o psicologi che ci raccontano quello che è stato sbagliato: mai avvicinarsi, attenzione al territorio. Fesserie. Vanno tenuti in gabbia, come i leoni. Non vogliamo estinguerne la razza? Mandiamoli in uno zoo, lasciamoli liberi nella jungla, fra le tigri, altre bestie.
I rottweiler (pittbull e compagnia) sono animali da difesa. Difendono se stessi, il loro mondo. Se educati, si abituano a difendere chi riconoscono come padrone. E già la parola padrone ci fa male. Sono bestie cresciute in Germania, a Rottweil, usati dall’inizio del 1800 dai macellai per difendere la carne e i soldi che si ricavavano quando quella carne veniva venduta nei mercati.
Sono praticamente dei bodyguard. Ma se il bodyguard ammazza una signora o un bambino, va in galera. Ha diritti e doveri di ogni essere umano. I rottweiler sono bestie feroci e imprevedibili. Ammazzano, ma continuano a essere oggetti cult. Oggetti da rott-padroni. Non vogliamo più psicologi, sappiamo tutto: eliminiamoli. Morti o in gabbia.
 
IL TEMPO
16 LUGLIO 2012
 
Animali: Codacons, patentino obbligatorio per chi possiede un rottweiler
 
Roma - "Questa ennesima aggressione dimostra che non è affatto vero che tutti i cani sono ugualmente pericolosi. Non è la prima volta che uomini addestrati delle forze dell'ordine sono costretti addirittura a sparare a pitbull o rottweiler per poter salvare persone dalla loro aggressione. Per un cocker sarebbe bastata una pedata". Così il Codacons commenta l'aggressione subita, questa mattina, da una donna romana di 74 anni da due rottweiler."Ecco perché il Codacons - continua l'associazione a tutela dei consumatori - chiede il ripristino dell'elenco delle 17 razze ritenute potenzialmente più pericolose, elenco voluto dall'allora ministro Sirchia ed irresponsabilmente eliminato dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini. L'associazione chiede anche il patentino obbligatorio per chi possiede una di queste 17 razze, dal pitbull al rottweiler. L'aver eliminato la lista ha inoltre determinato la fine di tutti gli obblighi collegati, da quello di condurre i cani inseriti nell'elenco sia con il guinzaglio che con la museruola a quello di stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi"."Attualmente il patentino è obbligatorio solo ex post, ossia dopo che il cane ha già dimostrato al veterinario di essere aggressivo e pericoloso, ossia dopo che ha morsicato e ridotto in fin di vita qualcuno. Ma è evidente che chi possiede un pitbull o un rottweiler - conclude il Codacons - deve dimostrare di essere capace di addestrarlo prima di averlo e non dopo che il cane ha già aggredito".
 
GEA PRESS
16 LUGLIO 2012
 
Galline ovaiole – ridotta la proroga per l’adeguamento al benessere animale
Caporale: “Bene! basta altri rinvii”.
 
L’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Claudio Sacchetto, ha nei giorni scorsi reso noto come la sua regione, la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna hanno chiesto al Ministro Catania di non anticipare al 2013 i lavori di adeguamento alla direttiva sulle galline ovaiole. Infatti, il Ministero delle Politiche Agricole ha ridotto di un anno, ovvero dal 2014 al 2013, la proroga per l’adeguamento delle strutture destinate all’allevamento delle galline ovaiole.L’Assessore Sacchetto, però, si è scordato di precisare come in realtà quei termini sono già scaduti il primo gennaio 2012 e che il tentativo del Ministro è solo quello di rispondere alla lettera di messa in mora inviata dall’Unione Europea. Fatto, quest’ultimo, ignorato nella missiva di Sacchetto.Sulla vicenda interviene ora l’Associazione Animalisti Italiani Onlus. Tramite il suo Presidente, Walter Caporale, l’Associazione sostiene come l’Assessore all’Agricoltura piemontese Sacchetto, oltre che a perorare con enfasi le difficoltà economiche degli allevatori nell’adeguarsi alle doverose modifiche delle gabbie, ha giudicato nel contempo eccessive le misure sul benessere animale imposte dalle normative europee.“Evidentemente – ha dichiarato Walter Caporale – ci sono politici che non hanno tutt’ora metabolizzato il concetto che il ruolo da loro ricoperto è di essere al servizio dell’intera comunità, e non al solito di una o più lobby legate all’allevamento, alla caccia o quant’altro, notoriamente serbatoio elettorale di voti, e che non è competenza sua o di altri contestare e frapporre impedimenti all’espletamento delle norme emanate dall’Unione Europea.”.Ad infastidire è stata in modo particolare una dichiarazione di Sacchetto circa il fatto che gli allevatori avrebbero lavorato nel 2011 per l’adeguamento alla norma. In realtà l’Italia ha avuto ben dodici anni di tempo per adeguarsi alla Direttiva, ma pochissimo è stato finora fatto, tanto da determinare la lettera di messa in mora dell’Europa. In definitiva, una ulteriore proroga dei tempi, potrebbe comportare un appesantimento delle sanzioni che graverebbero però, non sugli allevatori inadempienti, ma sui cittadini tutti.“A prescindere dalla lettera di messa in mora per la mancata attuazione della Direttiva 1999/74/CE recapitata dalla Commissione UE al Ministero della Salute nei primi mesi del 2012 – ha aggiunto Michele Di Leva, Rappresentante torinese di Animalisti Italiani – si continua ad intravedere un anomalo comportamento in Assessori regionali, in primis Sacchetto della Regione Piemonte. Si auspica pertanto che la richiesta sopra evidenziata da parte di alcuni assessorati all’agricoltura venga ignorata e che tali Assessorati siano esortati a rispettare le date imposte dal Ministero relativamente al benessere delle galline ovaiole. Tutto ciò, anche per evitare l’ennesimo e molto poco onorevole richiamo da parte degli organi deliberanti dell’UE”.
 
TM NEWS
16 LUGLIO 2012
 
Più di 500 pinguini trovati morti, mistero sulle spiagge in Brasile
Gli animali stavano migrando dall'Argentina. Le carcasse verranno analizzate dall'università di Porto Alegre
 
Roma - I biologi marini stanno indagando sulle cause della morte di 512 pinguini, ritrovati sulle spiagge dello stato meridionale di Rio Grande do Sul. Le cause del decesso degli animali, riporta il Telegraph, dovrebbero essere note in circa trenta giorni.I pinguini stavano migrando da nord, dall'Argentina, alla ricerca di cibo in acque più calde; gli uccelli sembravano ben alimentati, non feriti e senza macchie di petrolio. Trenta campioni di tessuto prelevati dai pinguini sono analizzati all'Università di Porto Alegre.
I veterinari sono perplessi per il gran numero di animali morti ritrovato, oltre che dal fatto che non sembravano né affaticati né feriti.
 
AGI
16 LUGLIO 2012
 
Animali: da vaccini nuovi virus mortali per i polli
 
Boston - Diversi ceppi di un herpesvirus usato come vaccino per pollame hanno incrociato i loro genomi producendo un nuovo, virulento ceppo che sta uccidendo moltissimi polli in Australia. Il report proviene dalla University of Melbourne a Parkville, ed e' stato pubblicato su "Science". I vaccini basati su herpesvirus ''moribondi'' che sono troppo deboli per diventare virulenti ma ancora capaci di moltiplicarsi, sono largamente utilizzati sia in veterinaria che nella medicina umana. Finora, i ricercatori avevano semplicemente avvisato della possibilita' che questi virus indeboliti potessero combinarsi per produrre nuovi ceppi virulenti, ma non erano mai stati osservati casi del genere.
Ora, sono comparsi due nuovi virus di infezione laringotracheitica (Iltv) nel pollame australiano, che hanno gia' causato una mortalita' superiore al 17,6 per cento degli animali allevati. Questi virus sarebbero l'effetto della combinazione di tre vaccini, uno di origine europea e due di origine australiana, contro gli Iltv.
 
LA ZAMPA.IT
16 LUGLIO 2012
 
Australia, è caccia allo squalo killer
L'attacco di sabato riapre il dibattito sulla necessità di mantenere la specie  tra quelle protette
 
Proteggere i bagnanti e l'industria turistica o una specie -forse- non più a rischio estinzione? E' il dilemma che si sta ponendo in questi giorni il governo australiano, messo alle strette dalla fuga di massa dalle spiagge del Paese seguita al terribile attacco di sabato mattina.
Il ministro della Pesca Roger Moore, dopo aver chiuso l'accesso al litorale e dato il via alle ricerche, ha annunciato di voler procedere a un censimento degli squali presenti nelle acque australiane, per valutare una possibile revoca al divieto di ucciderli.«Abbiamo uomini che pattugliano le coste fin dall'alba di stamani -ha spiegato sabato Tony Cappelluti, responsabile dell'unità anti-squali del dipartimento di pesca- ma non abbiamo più segni dello squalo». L'aggressione mortale di sabato è la quinta dall'inizio del 2012, senza tener conto di quante non hanno provocato la morte del bagnante. Si tratta di numeri fuori dalla media, che spaventano il ministero, preoccupato anche della salvaguardia dell'industria turistica che vive delle splendide spiagge australiane ma che patisce fortemente le conseguenze di ogni attacco.
Solo l'anno scorso il governo ha introdotto un programma di monitoraggio, con il quale è stato dimostrato che gli squali, non avendo altri predatori che gli umani, le balene e i loro simili, possono sostare senza pericolo nella costa occidentale australiana per lunghi mesi. Gli esperti hanno anche spiegato come gli attacchi all'uomo, circa 15 ogni anno, di cui almeno uno fatale, sonodiventati più numerosi in seguito all'aumento della popolazione e della popolarità degli sport d'acqua.
Il ministro Moore, che si dice «molto preoccupato» per il rischio a cui sono esposti i bagnanti, non sà più a chi rivolgersi per chiedere aiuto. «Ogni suggerimento da chiunque su cosa fare per proteggerci è benvenuto -ha dichiarato-, perchè abbiamo un problema serio». Intanto, è stato emanato il divieto per i tour operator di attirare gli squali intorno alle gabbie usate per lo "shark-cage" gettando carne in mare.
Sono già stati stanziati 14 milioni di dollari per studiare questi animali e il loro comportamento, e ora si sta prendendo in considerazione l'idea di usare i dati per cambiare la legislazione sulle specie protette. «Se le ricerche ci dicessero che gli esemplari sono aumentati rispetto al passato -ha concluso Moore-, forse dovremmo riconsiderare il divieto alla caccia».
 
LA REPUBBLICA
17 LUGLIO 2012
 
SQUALI
Proteggerli o cacciarli il dilemma dell'Australia
Spiagge chiuse dopo l'ultimo attacco mortale a un surfista. E c'è chi propone di eliminare "il grande bianco" dalla lista degli animali a rischio di estinzione
 
di VALERIA FRASCHETTI
 
Ci pensò senz'altro Steven Spielberg con il suo film del '75 ad aumentare la nostra psicosi collettiva. Bestia affamata, predatore capace di spuntare silenzioso all'improvviso per divorarci in un solo boccone: così è lo squalo. O meglio, così è nell'immaginario collettivo, anche se nella realtà gli attacchi mortali degli squali sono eventi assai rari: sei all'anno nel mondo intero. Uno in media in Australia.
Esperti di etologia marina e guardie costiere australiani lo sanno bene. Così, quando sabato mattina un surfista di 24 anni è diventato il quinto cittadino a venire sbranato da uno squalo in dieci mesi, è scattato il panico. Spiagge chiuse a scopo precauzionale fino a data da destinarsi. Elicotteri in volo e motoscafi a largo a dare la caccia al vorace assassino. Raffiche di approfondimenti televisivi sulle precauzioni da prendere. E, soprattutto, polemiche. Con il ministro della Pesca che si chiede perché il pericoloso pesce non venga depennato dalla lista delle specie a rischio e svariati cittadini che reclamano una sorta di mattanza collettiva degli squali. E con gli animalisti che, per ora, sembrano essere riusciti a convincere le autorità a non cedere all'emotività, placando entrambe le proposte.
Ben Linden, 24 anni, una chioma imbiondita dal sole, lo aveva scritto anche sulla sua pagina Facebook, che aveva il surf nel cuore. E proprio sulla bacheca virtuale la sua fidanzata Alaana ha lasciato l'unico pensiero che ora le resta per consolarsi. "Il surf era la sua anima. Amava madre natura in tutta la sua gloria e ora si trova nelle sue braccia", ha scritto, mentre la polizia stava cercando i brandelli del suo corpo a largo dell'isola di Wedge, una zona a circa 160 chilometri a nord di Perth, tra quelle più a rischio del pianeta in quanto a incontri ravvicinati con gli squali.
Secondo un testimone che faceva jet-ski al momento dell'assalto, avvenuto a un centinaio di metri dalla costa, lo squalo bianco, "lungo 4-5 metri", ha troncato il corpo di Ben in due con un solo morso. Poi, ricorda, c'era solo "sangue ovunque e questo enorme, gigantesco pesce che nuotava attorno ai resti del cadavere".
"Insolito": è ora la parola sulle bocche di politici ed esperti. Che non riescono a capacitarsi del fatto che anche per un Paese come l'Australia, seconda solo agli Stati Uniti per numero di attacchi di squali registrati, cinque incidenti mortali in meno di un anno siano davvero troppi. C'è chi, come la scienziata dell'acquario di Sidney Martin Garwood, suggerisce che oggi i 35mila chilometri di costa australiana sono sempre più affollati. "Gli sport avventurosi e il surf sono diventati più popolari negli ultimi dieci anni", ha commentato alla tv Abc.Non a caso è stato, invece, il ministro della Pesca, Norman Moore, ad avanzare l'ipotesi che la "colpa" di tanti incidenti stia in un possibile aumento degli esemplari di squali bianchi. Per scoprirlo, il dicastero ha stanziato 14 milioni di dollari australiani in più. Ma intanto il ministro è andato all'attacco: "Credo che dovremmo considerare  -  ha dichiarato  -  se valga ancora la pena tenere questa specie nella lista di quelle da proteggere". Una lista in cui accanto al bianco, figurano altri otto specie di squali, tra le settanta presenti nei mari australiani. L'uscita di Moore ha naturalmente indignato il mondo degli anima-listi intero, a partire dalla Wilderness Society che l'ha accusato di aver proposto "una reazione neanderthaliana" al problema.Per ora, quella del ministro, resta una proposta. Anche perché, secondo vari esperti, non si può stabilire una legame diretto tra un eventuale incremento nel numero degli esemplari e un aumento delle vittime. Certo è, invece, che tra catture accidentali nella pesca d'altura, pesca diretta e pressione dell'uomo sulle aree costiere il numero di squali è in calo un po' ovunque nei mari. Solo nel Mediterraneo la loro presenza si è ridotta nel 97 per cento in due secoli. Saranno anche predatori dell'uomo, ma agli uomini fanno gola, specie per la loro pinna dorsale, molto ricercata nella cucina orientale. Così almeno 70 milioni di squali vengono uccisi ogni anno. In barba al fatto che la loro scomparsa provocherebbe squilibri drammatici nell'ecosistema marino. 
 
GIORNALETTISMO
16 LUGLIO 2012
 
“Gli animali? Hanno gli stessi diritti dell’uomo”
16/07/2012 - Il filosofo canadese Will Kymlica auspica l'arrivo di Zoopoli, la società dove tutti gli esseri viventi saranno trattati con pari dignità
 
Gli animali? Sono esseri viventi come noi, e per questo devono avere gli stessi diritti degli uomini. Una tesi rilanciata da Will Kymlica, un filosofo noto per il suo lavoro sul multiculturalismo, rilanciata a Die Zeit nei giorni di una conferenza dedicata al tema, “Minding Animals”.
DIRITTI PER GLI ANIMALI - Will Kymlica è un filosofo canadese che è diventato piuttosto conosciuto per le sue riflessioni sulla base teorica e morale della società multiculturale. Secondo Kymlica lo sviluppo del multiculturalismo porta all’affermazione dei diritti, fondamentali ma anche civili, degli animali. Per il filosofo canadese agli esseri viventi non possono essere negati diritti che vengono concessi anche agli uomini. “Noi rispettiamo la vita di ogni persona, indipendentemente dal suo valore. Ogni individuo ha lo stesso diritto alla vita, perchè tutti condividiamo lo stesso destino. In questo senso anche gli animali sono identici agli uomini”.
ZOOPOLI - Il libro di Kymlica si intitola Zoopolis, un nome che indica la direzione verso la quale deve essere aperta la società attuale. Secondo il filosofo canadese l’uomo ha un rapporto così stretto con alcuni animali, tanto i cani e i gatti come le pecore e le mucche, che ormai essi fanno parte della nostra comunità. Ecco perchè, per tutelare chi è “cittadino” come l’uomo, bisogna difendere anche i diritti civili degli animali, non solo quelli fondamentali. ” I diritti civili per gli animali significano che essi appartengono alla nostro società, sono membri a pieno titolo e anche le strutture politiche decisionali devono tenere in considerazione i loro interessi e i loro bisogni”.
 
LEGGO
16 LUGLIO 2012
 
LUCCA, CANE CON IL CASCO SULLO SCOOTER: MULTATO IL PADRONE 
 
 
LUCCA - Una scena inconsueta è apparsa davanti agli occhi della polizia stradale di Lucca, a Forte dei Marmi:  sul sedile di una vespa c'erano alla 'guidà un pastore tedesco con tanto di casco e occhiali a specchio, e il padrone, che ovviamente conduceva il ciclomotore. Gli agenti si sono messi all'inseguimento del mezzo a due ruote e lo hanno bloccato, multando di 152 euro il padrone, un siriano di 52 anni residente a Carrara. Secondo quanto ricostruito dalla Polstrada il pastore tedesco aveva le zampe sul manubrio, e aveva il casco regolarmente allacciato. Il cane protagonista dell'insolito episodio si chiama Rocky Carrara ed è già noto alle cronache: due anni fa venne rapito in Versilia mentre il padrone faceva il bagno sul lido di Carrara, e percorse 600 chilometri per tornare dalla Campania in Toscana, dal suo padrone. «La polizia stradale -si legge in un comunicato della Polstrada di Lucca- pur riconoscendo la propria personale simpatia per il cane e il suo proprietario non ha però potuto esimersi da applicare la dovuta sanzione con una multa di 152 euro e sottoponendo la moto a fermo amministrativo».
 
LA ZAMPA.IT
17 LUGLIO 2012
 
Il cane Rocky alla guida della moto Il proprietario multato dalla Stradale
Il pastore tedesco è stato trovato dagli agenti mentre, con casco e occhiali da sole, "aiutava" il padrone a condurre il veicolo
 
Un'immagine di Rocky Carrara a bordo della motocicletta del padrone
 
La scena che si è presentata lunedì agli agenti della polizia stradale di Lucca, a Forte dei marmi, era decisamente inconsueta: alla guida della vespa si trovava un'insolita coppia. Sulla parte anteriore del sedile, un pastore tedesco con tanto di casco e occhiali a specchio,e dietro di lui il padrone, che conduceva il ciclomotore.
Gli agenti, stupiti, si sono messi all'inseguimento del mezzo e lo hanno bloccato, multando di 152 euro il padrone, un siriano di 52 anni residente a Carrara. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia stradale, il pastore tedesco aveva le zampe sul manubrio e il casco regolarmente allacciato, più un bel paio di occhiali da motocicletta per schermare gli occhi da sole e vento.
Il cane protagonista dell'insolito episodio si chiama Rocky Carrara ed è già noto alle cronache: due anni fa venne rapito in Versilia mentre il padrone faceva il bagno sul lido di Carrara, e percorse 600 chilometri per tornare dalla Campania in Toscana, dal suo padrone.«La polizia stradale -si legge in un comunicato della Polstrada di Lucca- pur riconoscendo la propria personale simpatia per il cane e il suo proprietario non ha però potuto esimersi da applicare la dovuta sanzione con una multa di 152 euro e sottoponendo la moto a fermo amministrativo».
 
GAZZETTA DI PARMA
16 LUGLIO 2012
 
Allarme estinzione lemuri, 91% specie a rischio
 
 
Il 91% delle 103 specie esistenti di lemuri sono a rischio di estinzione. Lo affermano i ricercatori del Primate Specialist Group dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), sostenendo che almeno 97 delle specie esistenti del mammifero dovrebbero essere iscritte nella Lista Rossa degli animali minacciati di estinzione.
L'analisi, riportata dalla BBC, ha fatto emergere come i lemuri siano tra la specie di mammiferi più minacciate sulla Terra: secondo gli esperti infatti 23 specie si qualificano in 'pericolo criticò, 55 in pericolo di estinzione ed altre 19 sono a 'rischiò. «Questo significa che il 91% di tutti i lemuri rientrano tra le categorie più minacciate nella Lista Rossa – ha commentato Russ Mittermeier, Presidente del Conservation International. – E' di gran lunga la percentuale più elevata per qualsiasi gruppo di mammiferi».
Secondo gli esperti il colpo di grazia alla specie è stata data dal disboscamento illegale: circa il 90% della foresta originaria del Madagascar è andata perduta e i lemuri ed altre specie endemiche rimangono aggrappati ad un’esistenza «sempre più precaria» nei frammenti che sono rimasti. Lo stato instabile di questi primati è infatti peggiorato nel corso degli anni: nella valutazione precedente, pubblicata nel 2008, «solamente» otto specie di lemuri erano state classificate in pericola critico, 18 in pericolo e 14 vulnerabili.
 
LA REPUBBLICA
16 LUGLIO 2012
 
Un vaccino per dipendenza da nicotina "Le impedisce di arrivare al cervello"
I ricercatori hanno inserito la sequenza genetica di un anticorpo, creato in laboratorio, all'interno di un virus adeno-associato, istruendolo per raggiungere le cellule del fegato
 
NEW YORK - Un gruppo di ricercatori del Weill Cornell Medical College (a New York) ha ideato e sperimentato sui topi un vaccino che promette di vincere per sempre la dipendenza da nicotina.Il principio al quale si sono ispirati è semplice: se si impedisce che la nicotina raggiunga il cervello, questa non potrà innescare alcuna reazione né dare il piacere che i fumatori ne ricavano, e quindi non genererà dipendenza.
Realizzare un sistema che funzionasse è stato invece più complicato. A oggi esistono già alcuni vaccini, definiti "passivi", che in effetti funzionano: contengono già degli anticorpi in grado di intercettare e distruggere la nicotina. Sfortunatamente, perché l'effetto duri, è necessario ripetere l'iniezione ogni poche settimane.
Un vaccino tradizionale o "attivo" - inoculare un agente esterno che il corpo riconosca come pericoloso e quindi faccia dare il via alla produzione di anticorpi - non può essere realizzato: la molecola della nicotina è troppo piccola per essere riconosciuta dal sistema immunitario.
Così i ricercatori hanno ideato una terza via, quella del "vaccino genetico", già utilizzata sui topi per trattare certe malattie agli occhi e certi tipi di tumore.
Hanno inserito la sequenza genetica di un anticorpo per la nicotina, creato in laboratorio, all'interno di un virus adeno-associato, istruendolo per raggiungere gli epatociti (cellule del fegato).
In questo modo la sequenza genetica dell'anticorpo ha raggiunto il nucleo degli epatociti, i quali hanno iniziato a produrre gli anticorpi; questi a loro volta hanno potuto così iniziare il loro lavoro di intercettazione della nicotina non appena questa entra nel flusso sanguigno.
 
TELESPAZIO
17 LUGLIO 2012
 
Cronaca, maltrattamento animali e furto: Denunciate due persone
 
Questa mattina a Bracigliano (SA), nell’ambito di servizi antibracconaggio svolti congiuntamente a personale del nucleo provinciale guardie giurate del WWF di Salerno, i carabinieri della locale stazione hanno denunciato per furto venatorio, maltrattamento di animali, uccellaggione e detenzione di avifauna protetta, un disoccupato 22enne ed una casalinga 32enne, entrambi del luogo, perché trovati in possesso di dodici esemplari di avifauna selvatica protetta, di cui uno accecato per indurlo a cantare perennemente, catturati mediante l’impiego di reti. Nel corso dei controlli sono stati anche rinvenuti apparecchi acustici di richiamo e circa 150 gabbie vuote. Gli animali sono stati affidati al WWF per la riabilitazione e successiva liberazione, mentre il materiale utilizzato per la cattura è stato sequestrato.
 
GEA PRESS
17 LUGLIO 2012
 
Agrigento – morti due cavalli della stalla in eternit e lamiera (fotogallery)
Intervento dell'Arma dei Carabinieri - i cavalli forse trottatori dismessi
 
Sono morti poco dopo il sequestro operato dai Carabinieri del Comando Stazione di Menfi (AG), i due cavalli rinvenuti, ormai moribondi, nel maneggio di latta ed eternit ricavato in un uliveto della zona. Dodici animali, tra cui altri tre in non buone condizioni di salute. Il sospetto degli inquirenti è che i sette in discrete condizioni, potessero essere arrivati da poco nell’incredibile struttura ora chiusa grazie all’intervento dei Carabinieri. Tutti gli animali, infatti, sono stati trasferiti in un maneggio idoneo di Sciacca.Le cause della morte dei due cavalli sarebbero attribuibili, stante il referto dei medici veterinari dell’ASL, ad arresto cardiocircolatorio a seguito dello shock ipovolemico (diminuzione della massa sanguigna circolante) ricollegabile forse alla condizioni igienico sanitarie del luogo. Gli animali, inoltre, sarebbero stati trovati fortemente disidratati.Secondo quanto finora appurato dai Carabinieri, i cavalli erano stati utilizzati per corse con il calesse. Avevano tutti un’età compresa tra i nove ed i dieci anni. Quando non erano più utilizzati venivano acquistati dal pensionato e trasferiti nelle baracche in lamiera ed eternit. Qui avrebbero atteso, a quanto pare senza alcuna cura, la vendita. Difficile ipotizzare a cosa potessero essere destinati. Non è escluso che finissero come animali da fattoria.L’uomo è stato denunciato per maltrattamento ed uccisione di animali.
VEDI FOTOGALLERY:
 
IL GIORNALE DI VICENZA
17 LUGLIO 2012
 
Testa d'orso in aereo, scatta una maximulta
IL CASO. Un pensionato vicentino bloccato alla Malpensa di rientro dalle ferie in Canada. La procura di Varese emetterà un decreto da 33 mila euro. Il viaggiatore la custodiva  imbalsamata in una cassa
 
Diego Neri
 
Vicenza. Al permesso di esportazione proprio non aveva pensato, né tantomeno al fatto che quel trasporto potesse essere illegale. L'idea probabilmente era quella di esibire in salotto o nella taverna della baita in montagna il trofeo di caccia, così come facevano i nostri nonni. Ma il proposito di portare a casa una testa di orso imbalsamato gli è costato carissimo: a breve gli arriverà una multa da 33 mila euro, o giù di lì. IL VIAGGIO. Il pensionato vicentino Antonio Spanevello, 66 anni, nelle scorse settimane si era recato in Canada a trovare dei parenti della moglie che si erano trasferiti oltre oceano molti anni fa. Non era la prima volta che visitava il paese, e aveva deciso - stando a quanto ricostruito - di portare a casa qualche souvenir. Si era infatti organizzato in anticipo prenotando una cassa per un trasporto aereo.  IL CONTROLLO. Ma la cassa è stata controllata dagli agenti della forestale che operano all'aeroporto della Malpensa, in provincia di Varese. Gli agenti hanno verificato come il vicentino avesse viaggiato di ritorno da Toronto con la testa di un orso grizzly di medie dimensioni, per un peso di qualche chilogrammo. Era stata debitamente confezionata per evitare che si rovinasse; era stata imbalsamata di recente da mani esperte. Il grizzly è uno dei simboli del Canada dove la caccia è consentita solo dietro ferrei controlli e a numero chiuso. Non è chiaro se l'esemplare che il vicentino si voleva portare a casa fosse stato regolarmente abbattuto nel continente americano, ma si tratta eventualmente di una verifica che verrà compiuta in un secondo momento. Di certo c'è che quando a Spanevello, che era andato a prendere il suo pacco, sono state richieste le autorizzazioni necessarie, la documentazione che comprovava l'abbattimento regolare dell'orso, il certificato dell'imbalsamatore, è caduto dalle nuvole.  IL SEQUESTRO. Inevitabili, a quel punto, sono scattati i sigilli per la cassa e il suo contenuto. Il pensionato ha spiegato di aver agito in assoluta buona fede, di non essere un contrabbandiere di resti di animali e di essersi fatto acquistare la testa imbalsamata dai parenti canadesi per portarsela a casa. «Non conoscevo che era necessario seguire una prassi così complessa», ha argomentato. Gli agenti, però, non hanno potuto fare altro che inviare una dettagliata segnalazione in procura perchè Spanevello ha violato la convenzione internazionale che regolamenta il trasporto di animali vivi e dei loro resti per proteggere le specie in via di estinzione o comunque protette dai vari paesi e dalla comunità internazionale.  LA SANZIONE. Il magistrato lombardo emetterà nei confronti del vicentino un decreto penale di condanna. Si tratta di una sanzione pecuniaria che, stando alle tabelle, ammonta a circa 33 mila euro. Se il pensionato si opporrà al pagamento potrà farsi processare in tribunale. Tutto per un souvenir da mostrare agli amici. 
 
TG COM24
17 LUGLIO 2012
 
Anderson: "Basta rodei, sono una mattanza!"
L'ex star di "Baywatch" chiede al premier canadese di interrompere l'evento sportivo
 
Pamela Anderson continua la sua lotta in difesa degli animali. Dopo essersi schierata in favore delle foche a Berlino, ora l'ex bagnina di Baywatch si è mobilitata per far chiudere per sempre il "Calgary Stampede Chuckwagon Race", il tradizionale rodeo canadese. La Anderson ha infatti scritto direttamente al governatore di Alberta Alison Redford, mostrando tutto il suo disappunto per un evento sportivo così cruento.L'ex star di Baywatch - a quanto riporta la stampa canadese - si mobilitata contro il tradizionale rodeo canadese, il "Calgary Stampede Chuckwagon Race", dopo la morte dell'ennesimo cavallo. "Questo evento sconsiderato, in cui muoiono sistematicamente i cavalli, deve finire - ha fatto sapere la Anderson, in una lettera indirizzata al governatore di Alberta Alison Redford - Il rodeo è una vera mattanza e deve essere eliminato una volta per tutte". Intervistato, il portavoce di Redford ha fatto sapere di non aver ancora ricevuto la lettera, senza sbilanciarsi riguardo una possibile risposta del governatore. La Anderson, lei stessa di origini canadesi, si è sempre distinta per le sue campagne in favore degli animali. Lo scorso aprile era infatti volata a Berlino per una mobilitazione promossa dalla PETA, contro il commercio di pelli di foca.
 
NET1 NEWS
17 LUGLIO 2012
 
Delfini, muore il piccolo, la mamma gli dedica un funerale
Il rituale del lutto di una mamma delfino, catturato dalle macchine fotografiche dei turisti in barca, in Cina: l’animale trascina sulla schiena il corpo del suo piccolo, che ha la pancia squarciata.
 
CINA - Un rituale struggente, documentato dall’obiettivo dei turisti nella regione cinese di Guangxi Zhuang, il posto giusto per chi vuole uscire in barca e godere del meraviglioso spettacolo dei delfini. Immagini rarissime che catturano il “lutto” di una mamma delfino che trasporta il corpo senza vita del suo piccolo. L’adulto solleva ripetutamente il cadavere sopra la superficie dell’acqua, come a volerlo aiutare a respirare, mentre prende il largo. Uno squarcio profondo è visibile sotto la pancia del delfinetto e, tristemente, non si può escludere che sia stata proprio una barca di turisti a colpirlo in pieno durante il tour, ferendolo a morte. I ricercatori hanno osservato i delfini trasportare o spingere i piccoli nati morti o quelli che muoiono in tenerissima età. Gli adulti, inoltre, possono rimanere con il cadavere per diversi giorni, come in una sorta di veglia. Il mondo scientifico è piuttosto riluttante nell’attribuire emozioni tipiche del genere umano agli animali, eppure questo comportamento è prova di una caratteristica straordinaria: la consapevolezza della “mortalità” insita nei delfini. Rituali luttuosi nel regno animale sono stati osservati anche in balene, elefanti, scimpanzé e gorilla. Joan Gonzalvo, ricercatore dell’Istituto Tethys, è tra i pochi testimoni di scene simili. Nel 2006, vide una mamma delfino trascinare il piccolo ormai morto sulla schiena: sembrava incapace di accettarne la dipartita. Un anno dopo, fu invece la volta di un branco di esemplari intenti ad aiutare un cucciolo moribondo, sollevandolo sulla superficie e nuotandogli intorno in maniera convulsa. 
FOTO
 
GEA PRESS
17 LUGLIO 2012
 
Isole Salomone – il commercio degli uccelli rubati in natura
Erano certificati come nati in cattività e finivano pure in Europa.
 
 
Decine di migliaia di uccelli tropicali, alcuni dei quali appartenenti a specie molto rare, sono stati in questi anni contrabbandati grazie alla compiacenza delle autorità delle Isole Salomone. Il paese, uno dei più poveri al mondo e con una situazione politica decisamente traballante, è già noto per le catture dei delfini in mare da destinare ai delfinari. Secondo il Governo locale gli “studi” avrebbero consentito la cattura di cinquanta delfini in un anno. Secondo il South Pacific Whale Research Consortium, una organizzazione non-profit specializzata nello studio e protezione dei cetacei, dovevano invece essere non più di uno ogni cinquanta anni.Ora il commercio illegale degli uccelli attuato con uno escamotage piuttosto grossolano e già noto, in altri paesi, per il contrabbando dei rettili. Le autorità locali, infatti, dichiaravano come nati in cattività animali in realtà provenienti dalla natura, specie quella della Papua Nuova Guinea. I principali importatori sono Singapore, Taiwan e Giappone ma non mancano commercianti europei come danesi, olandesi e portoghesi. Tutti paesi della UE e, pertanto, una volta acquisita la spedizione da un porto autorizzato, facilmente commerciabili negli Stati membri. La certificazione CITES, ovvero quella che dovrebbe attestare la regolarità degli animali, riportava la nascita in cattività. Nelle Isole Salomone, però, non vi sono le strutture di riferimento.Lori mentogiallo, arcobaleno e cardinale, più il Cacatua di Salomon, ed altre specie come gli uccelli del Paradiso, venivano tutti dichiarati come nati in cattività. Un totale minimo stimato in oltre 50.000 volatili in dieci anni.Purtroppo la Convenzione di Washington, consente il commercio di specie anche molto rare e sull’orlo dell’estinzione se dichiarate nate in cattività. In tal maniera, ad esempio, in Europa (Italia compresa) sono stati importati scimpanzé e finanche gorilla. Di fatto si è venuta a creare una possibile via di contrabbando grazie alla compiacenza di alcuni paesi. Lo scopo iniziale, però, era quello di fornire una alternativa al prelievo in natura, ovvero immettere nel mercato internazionale animali nati in cattività sperando di soffocare così gli interessi dei contrabbandieri. Soluzione criticata, sia per l’impossibilità di verificare le condizioni di benessere degli animali, ma anche perché la caccia di frodo non è mai terminata. Anzi, ha trovato un nuovo canale proprio nei falsi allevamenti, utili a riciclare i furti di natura.Valga ora l’esempio delle Isole Salomone che sono arrivate a certificare pure la nascita in cattività di 76 uccelli del paradiso, appartenenti a più specie, quando è nota l’estrema difficoltà della riproduzione in gabbia. Ad aggravare la situazione c’è anche il fatto che le Isole Salomone importano a sua volta da paesi dove forte è il sospetto che le lobby dei commercianti di animali incidono decisamente sull’atteggiamento delle autorità che dovrebbero vigilare sul rispetto della Convenzione di Washington.Tra gli animali commerciati anche il raro Pappagallo di Pesquet, il Lori garrulo, il Cacatua occhiazzurri ed il Cacatua bianco. Erano anche loro dichiarati come nati in cattività. Il tutto è ora denunciato in dettagliato dossier prodotto dall’Ufficio Traffic, struttura alla quale aderisce il WWF.
 
SICURAUTO
17 LUGLIO 2012
 
Animali investiti: come comportarsi
In caso di investimento di un animale, ecco che cosa prescrive il Codice della strada e quanto stabilisce la Cassazione
 
Investire un animale sulla strada e allontanarsi senza attivare i soccorsi è anzitutto un segno di insensibilità e inciviltà; e poi può costare caro (vedi qui). Ecco cosa ricordare durante gli esodi estivi, quando salgono le probabilità di incidenti del genere.
IL CODICE - A prevedere le sanzioni è l'articolo 189 del codice della strada, modificato nel 2010 con la legge 120 e oggetto di una circolare del ministero dell'Interno del 18 maggio 2011 rivolta a tutti gli organi di polizia. Il ministero ha ribadito alle Forze dell'ordine la necessità di attivare i loro poteri di indagine in tutti i casi di omissione di soccorso. Gli animali tutelati dal nuovo Codice della strada sono quelli d'affezione, da reddito e protetti. A dire il vero, non è semplice capire quale tipo di animale abbiamo investito, specie se, dopo il sinistro, siamo un po' in stato di choc. E poi non è importante questo aspetto, sempre di un essere viventi si tratta, quindi vanno soccorsi sempre. Comunque, rientrano nella fattispecie cani e gatti, tartarughe e altri rettili sempre più comuni nelle case degli italiani. Il verbale è di 389 euro per il responsabile dell'incidente; e 78 euro per gli altri coinvolti non responsabili, come i passeggeri o altri automobilisti coinvolti nel sinistro che però non hanno investito l'animale. E per la di Cassazione (sezione III penale, 22 luglio 2011, sentenza 29543), l'automobilista che dopo aver accidentalmente investito un animale domestico ometta, senza giustificazione alcuna, di soccorrere la bestiola impedendo altresì ad altre persone di prestare all'animale le dovute cure, può essere chiamato a rispondere di reato. È, infatti, riconducibile alla fattispecie criminosa de qua ogni condotta, non solo commissiva ma anche omissiva, che, per crudeltà o senza necessità, cagioni la morte di un animale.
QUALE NUMERO DI SOCCORSO? - E anche se si vogliono attivare i soccorsi, per fare intervenire gli operatori specializzati nel settore, sorge un secondo problema: quale numero si deve fare se c'è un animale domestico cui prestare le cure? Chi fra Corpo forestale dello Stato, Carabinieri (112), Polizia di Stato (113), Guardia di Finanza (117), Polizie municipali o provinciali, Vigili del Fuoco (118), Capitanerie di porto, Servizi veterinari aziende USL, Uffici veterinari del ministero della Salute, Anagrafe canina nazionale? La LAV - Lega antivivisezione - non ci ha dato indicazioni precise in merito. In passato, è capitato spesso che gli automobilisti fossero rimpallati da un numero di telefono all'altro: dai Vigili alla Polstrada, da questa ai Carabinieri, passando per il servizio veterinario della Azienda Asl, e così via. In teoria, bisogna rivolgersi ai corpi citati precedentemente (sperando in un po' di fortuna). Invece, per l'animale selvatico in difficoltà, bisogna contattare la Polizia provinciale competente per territorio, oppure il Corpo forestale dello Stato al numero unico nazionale 1515, che vi metterà in contatto con la stazione del Corpo Forestale più vicina al luogo di ritrovamento. E chi assiste all'investimento di un animale con fuga del colpevole, può prendere il numero della targa, comunicarlo agli agenti affinché siano applicate le giuste sanzioni: un pirata della strada a danno degli animali anziché degli uomini. Comunque, se l'animale si trova sulla carreggiata, prima di soccorrerlo, meglio assicurarsi che nessun veicolo stia sopraggiungendo, quindi è possibile rimuoverlo fino a bordo strada. Avvicinatevi all'animale solo se è necessario per la sicurezza della bestiuola. Altrimenti mettete in sicurezza la scena e chiamate i soccorsi.
CANI: CAUTELA - Per i cani, controllate se è provvisto di medaglietta e/o tatuaggio sulla coscia destra o nell'orecchio destro (potrebbe avere anche solo il microchip ma questo si può capire solo con un lettore in dotazione al Servizio veterinario azienda Usl e, talvolta, a veterinari liberi professionisti, e Polizie locali). In assenza di medaglietta recante un numero di telefono o di altra informazione per risalire al proprietario, ai sensi delle leggi regionali che hanno recepito la legge nazionale n. 281/91 sulla tutela degli animali d'affezione e la prevenzione del randagismo, è obbligatorio denunciarne il ritrovamento presso una forza di Polizia oppure al Servizio Veterinario della Azienda Usl. Il cane vagante sarà consegnato, unitamente al verbale della Pubblica autorità, alla struttura di accoglienza - pubblica o privata convenzionata - competente per territorio ovvero al canile municipale o al canile convenzionato con il Comune sul cui territorio è stato ritrovato il cane. Occhio: chi consegna il cane a una struttura pubblica non accompagnato da regolare denuncia ne diventa automaticamente il nuovo proprietario e sarà tenuto a pagare tutte le spese sanitarie e di mantenimento presso la struttura stessa. Potrà essere la struttura, in assenza di posto o prendendo atto dell'esplicita volontà della persona che l'ha trovato, a predisporre un affidamento provvisorio in attesa delle indagini sul ritrovamento frutto di un abbandono o uno smarrimento. E per i gatti? Medesima cautela. Inoltre, non c'è obbligo di iscrizione all'anagrafe e quindi non deve avere un contrassegno di riconoscimento. Solo i gatti che hanno il "Passaporto europeo per animali domestici" devono avere obbligatoriamente un microchip.
CALMA COL TELEFONINO - Il Codice della strada (articolo 173) vieta di inviare messaggi al volante (multa di 152 euro e taglio di cinque punti-patente) perché distoglie l'attenzione dalla guida: per inviare un SMS d'emegenza o per contattare i soccorsi fermatevi in una zona sicura.
PER CHI LI ABBANDONA - Per quanto riguarda invece l'abbandono di animali, si tratta di un reato, punito con l'arresto fino a un anno o con un'ammenda fino a 10.000 euro. Anche se un censimento ufficiale non esiste, è possibile stimare (fonte LAV, che ha appena lanciato la campagna "Un amico non si abbandona mai" contro il randagismo e a favore dell'adozione), intorno ai 200.000 i cani detenuti nei rifugi in Italia, cui si aggiungono gli oltre 400.000 che vivono in strada. I gatti senza famiglia sono invece circa 2.600.000.
NUMERI E SITI UTILI:
Corpo Forestale dello Stato - 1515 -
www2.corpoforestale.it/web/guest/dovesiamo
Polizia di Stato - 113 - questure.poliziadistato.it
Polizie Municipali-Locali-Provinciali - Centralini Comuni e Province - http://www.comuni-italiani.it/
Capitanerie di Porto-Guardia Costiera - 1530 - http://www.guardiacostiera.it/
Uffici Veterinari del Ministero della Salute (Uvac e Pif) - www.ministerosalute.it/ministero/sezMinistero.jsp?label=uffici
Centri di recupero fauna selvatica - www.recuperoselvatici.it/principale.htm
 
AFFARI ITALIANI
17 LUGLIO 2012
 
Legano il cane con la cintura di sicurezza. E vanno al mare con conigli, papere e iguana
LE VACANZE DEI ROMANI. Insolito sondaggio di una compagnia assicuratrice sulle abitudini degli italiani che si spostano con gli animali. Ai romani la palma dei più bizzarri per le specie domestiche. Metà dei conducenti usa il trasportino previsto dalla legge mentre il 13 per cento lo considera un passeggero e lo assicura al sedile. I consigli degli esperti
 
Sorpresa. Un romano su 4 va in vacanza con il suo animale domestico. Segno di civiltà? A fronte del numero degli abbandoni estivi parrebbe proprio di sì, ma a leggere la ricerca effettuata dalla compagnia assicuratrice Direct Line, si scopre che i compagni d'avventura non sono i consueti cani e gatti. C'è chi va in vacanza con iguane, conigli, papere e persino furetti e pappagalli. Altro che fido e micio.
E ora l'indagine. Il centro studi assicurativo ha studiato che più di 1 romano su 4 si sposta per i lunghi viaggi in compagnia del proprio animale domestico. Sono quasi 45 milioni gli animali da compagnia che vivono nelle case degli italiani (Fonte: Lav), un numero davvero considerevole. Amati e coccolati, gli animali domestici nella maggior parte dei casi seguono i propri padroni nei lunghi viaggi, facendo loro compagnia anche in auto. Ben il 27% dei romani intervistati ha infatti dichiarato di possedere un animale domestico che lo segue durante i viaggi in auto. E guardate le statistiche: a viaggiare su quattro ruote in compagnia dei propri padroni capita di vedere anche conigli (22%), papere (9%), iguane (9%), come pure furetti (5%) o pappagalli (5%).Ora i consigli. per non violare il codice della strada in compagnia di un amico a quattro zampe basta seguire alcune semplici regole, che mescolate a una buona dose di buonsenso, evitano che l’animale possa causare distrazioni al conducente: il 47% degli abitanti di Roma fa viaggiare l’animale chiuso nell’apposito trasportino, il 30% lo lascia tranquillamente sdraiato sul sedile posteriore mentre il 6% lo tiene libero nell’abitacolo. Il 4% dichiara di tenere l’animale seduto ai piedi del passeggero, ma è indubbiamente più stravagante il 13% del campione che ha risposto di circolare in auto con l’animale protetto dalla cintura di sicurezza.
Dall’analisi Direct Line emerge anche un interessante spaccato regionale: la rete divisoria per il trasporto degli animali viene utilizzata principalmente dai bolognesi (34%), mentre la quasi totalità dei veronesi (96%) viaggia con il proprio amico a quattro zampe nel trasportino. Bresciani (12%), cagliaritani (11%) e fiorentini (10%) scelgono di avere il proprio animale sempre sott’occhio ai piedi del passeggero mentre romani (30%) lo lasciano comodamente sdraiato sul sedile posteriore. I palermitani, nel 19% dei casi, optano per l’animale libero di scorrazzare per l’abitacolo mentre i milanesi (29%) lo preferiscono con la cintura.
 
ALTO ADIGE
17 LUGLIO 2012
 
Salvato gattino gettato in un sacco
 
VADENA (BZ) - Nei grandi occhioni verdi ha ancora impresso il terrore per quello che ha passato. Perchè ci vuole veramente crudeltà, anzi sadismo, per mettere uno splendido gattino in un sacchetto di plastica e gettarlo, vivo, giù per una rampa della ciclabile tra Bolzano e Vadena, nei paraggi del vecchio ponte di ferro che serve per attraversare l'Adige. Il gattino è stato però fortunato, perchè lì lo ha trovato un ciclista che passava l’altra mattina. «Erano più o meno le 10 - racconta l'uomo, che abita a Bronzolo - e con alcuni amici, dopo avere fatto un ampio giro in bibicletta, stavamo tornando verso casa. Arrivati nei pressi del ponte di ferro, dove la ciclabile fiancheggia l'Adige prima di arrivare alla discarica di Vadena, abbiamo sentito delle grida acute, sembravano strilli di un bimbo. Non si vedeva niente tra cespugli e ortiche e abbiamo pensato subito a un animale ferito. Così ho deciso di scendere la rampa per vedere cos'era. Tra l'erba alta ho individuato un sacchetto di plastica che... si muoveva. Con circospezione e un po' di timore, non sapendo cosa poteva essere, l'ho aperto e dentro, avvolto in un altro sacchetto, c'era uno splendido gattino tutto nero, che miagolava disperato. L'ho raccolto e l'ho portato a casa: era in perfetta salute per fortuna e, passata la brutta avventura, gira felice insieme ad altri gatti che già avevo. Di ciò che deve avere passato gli è rimasta solo una certa diffidenza verso noi umani, ma lo posso capire...». L'episodio è anche finito su facebook, dove subito tantissime persone hanno lasciato messaggi di condanna e disgusto per chi ha buttato il gattino vivo e chiuso in un sacchetto, lungo la scarpata del fiume, un gesto che nemmeno un animale avrebbe mai fatto.
 
GEA PRESS
17 LUGLIO 2012
 
Trapani – richiesta di archiviazione per il cane morto con il dardo soporifero
 
Il PM incaricato dell’indagine, ha chiesto al GIP del Tribunale di Trapani l’archiviazione della denuncia presentata dopo i fatti dell’aprile scorso quando un cane, vecchio e gravemente malato, morì verosimilmente a seguito di un dardo anestetico.L’intervento, voluto dalle municipalità di Trapani e di Erice, era negli intenti finalizzato all’eliminazione dal territorio di alcuni cani randagi a seguito della denuncia di episodi di aggressione. Ad occuparsi di centrare con il proiettile anestetico i poveri animali, furono i tiratori del Corpo Forestale della Regione siciliana, fatti appositamente arrivare da Palermo. Nelle motivazioni del PM è possibile dedurre come la condotta messa in atto dal tiratore fosse priva di elementi di dolo, ovvero non vi era volontà di uccidere l’animale. Un incidente insomma, e pertanto, come incredibilmente accettato dalla legge 189/04 sui maltrattamenti di animali, non punibile. Secondo il PM, il tiratore avrebbe agito in base alla necessità delle superiori esigenze di sicurezza pubblica e non aveva comunque intenzione di uccidere l’animale.Enrico Rizzi, coordinatore del Partito Animalista Europeo, abitante nella stessa Trapani, ha già annunciato opposizione alla richiesta di archiviazione. Sembrerebbe, infatti, che la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero si basi sulla relazione di un Veterinario non presente al momento delle operazioni. Nulla, infatti, è stato riferito sul professionista invece incaricato dall’ASL di seguire le operazioni e che, sembrerebbe, non essere in quel momento vicino al tiratore. Un cane vecchio, obeso e gravemente malato, di certo non sarebbe sfuggito all’occhio del Veterinario .In ogni caso, la richiesta del PM getta nuova cattiva luce sugli ambiti di applicazione della legge 189/04. La morte di un animale, se non è voluta, non è punibile. Una materia complicata che deve essere ogni volta fatta valere con l’intervento di bravi Avvocati. Il riflesso forse ancora più grave, risiede forse nel fatto che il responsabile di morte o maltrattamento, in mancanza di reato specifico, è legittimato a rimanere negli stessi ambiti, anche lavorativi, dove è maturato l’evento.
 
ANSA
17 LUGLIO 2012
 
Zanoni: Ue fermi traffico cuccioli cane da Est Europa
Eurodeputato Idv vuole banca dati europea censimento allevamenti
 
BRUXELLES - ''L'Ue fermi il traffico illegale e lucrosissimo di cuccioli di cane provenienti dall'Est Europa''. E' quanto ha chiesto con un'interrogazione alla Commissione europea Andrea Zanoni, eurodeputato dell'Idv e vicepresidente dell'intergruppo Benessere degli animali al Parlamento europeo. ''Ci vuole - ha sottolineato Zanoni - una banca dati europea inerente al censimento degli allevamenti con particolare attenzione a quelli dei Paesi dell'Est, con funzioni specifiche sulla tracciabilita' fiscale del commercio legale, per garantire la giusta tutela a questi cuccioli''. L'importazione di cuccioli di cani e gatti dall'Est Europa - ha indicato Zanoni - porta alla loro morte a causa della tenera eta' durante trasporti inadeguati o per malattie virali dovute a difese immunitarie nulle a causa della prematura separazione dalla madre''.Zanoni ha chiesto, inoltre, alla Commissione europea di intervenire con maggior riguardo all'obbligatoria profilassi antirabbica.
 
GEA PRESS
17 LUGLIO 2012
 
Trasporto animali da macello – il ricorso del PAE contro il Commissario Dalli
Il Commissario deve dimettersi.
 
Il dietrofront del Commissario per la Salute e la Tutela dei consumatori John Dalli in merito all’introduzione del limite di 8 ore per il trasporto degli animali da destinare alla macellazione finisce innanzi alla Presidenza della Commissione Europea di Bruxelles. Il ricorso, avverso quella che viene definita come una azione antidemocratica, è stato presentato dall’ufficio legale del Partito Animalista Europeo. L’atto è stato inviato sia presso la sede legale di Rue del la Loi/Wetstraat che presso la Rappresentanza italiana a Roma.Il Commissario aveva prima dichiarato come entro il 2014 la Commissione avrebbe fornito le indicazioni inerenti il trasporto degli animali (a sostengo di tale indirizzo erano state consegnate oltre un milione di firme) ma poi ha ignorato del tutto l’impegno preso. Non sarebbe neanche la prima volta visto che il PAE ricorda il rifiuto del Commissario contro la richiesta plebiscitaria del Parlamento Europeo di etichettare la carne clonata. Sempre secondo il PAE, anche in questo caso sarebbe stato ignorato il parere dei cittadini comunitari, considerato che il 63% di loro aveva dichiarato l’indisponibilità all’acquisto di prodotti derivati da animali clonati ed il 61% aveva inoltre definito la clonazione come moralmente inaccettabile.“E’ inaccettabile il comportamento antidemocratico perpetrato dal Commissario Dalli che di fatto ignora la volontà e calpesta i diritti dei cittadini comunitari non riconoscendo l’esito della consultazione popolare – ha dichiarato Stefano Fuccelli, Presidente del Partito Animalista Europeo - Ci chiediamo come Dalli possa aver cambiato in modo così repentino la sua opinione o chi possa averlo indotto a riformulare il suo giudizio“. Una posizione che, secondo Fuccelli, evidenzierebbe una scarsa tutela addirittura verso la salute del popolo europeo. Fuccelli, come atto di dignità, arriva a chiedere le dimissioni di Dalli.
 
ALTO ADIGE
17 LUGLIO 2012
 
Lungo lavoro dei pompieri per liberare un gufo reale
 
BRUNICO (BZ) -  Un insolito intervento di salvataggio, concluso con successo e anche fra gli applausi di diverse persone che avevano avuto modo di assistervi, data la centralità del suo svolgimento, ha visto impegnate ieri, attorno alle tre del pomeriggio, alcune squadre dei vigili del fuoco volontari di Brunico. Era successo che in vicolo Posteriore, ovvero in sostanza la stradina di servizio parallela alla via Centrale, un grosso gufo reale, sceso non si sa ancora come (e da dove...) in città, era rimasto imprigionato nelle reti di protezione, installate contro i colombi sopra il terrazzo di un’abitazione al terzo piano di un palazzo che dà sul vicolo. Il grosso volatile notturno, la cui altezza raggiunge quasi i 60 centimetri, imprigionato nella rete di protezione del terrazzo, nei suoi vari tentativi di liberarsi aveva poi finito col peggiorare decisamente la sua situazione, fino a quando un passante, notando dal basso quanto stava accadendo, non ha dato l’allarme ai vigili del fuoco. I pompieri, intervenuti con l’autoscala, hanno dato inizio alla laboriosa operazione di salvataggio, resa ancora più complicata dalle reazioni dell’animale impaurito, che ha dovuto essere catturato e immobilizzato con un retino, prima di poterlo liberare dalla scomoda e per lui pericolosa situazione in cui era finito. Alla fine l’operazione ha avuto successo e il gufo reale è stato riportato a terra e assistito da un veterinario e dagli esperti del Corpo forestale, subito informati, presso la caserma dei pompieri. Dopo averlo rifocillato e tranquillizzato, al primo calar delle tenebre il volatile è stato quindi liberato dagli stessi addetti, in modo che, dopo la brutta avventura cittadina, possa fare ritorno al suo habitat naturale.
 
MESSAGGERO VENETO
17 LUGLIO 2012
 
Il puma in mezzo alla strada Stavolta a vederlo sono i Cc
 
Elisa Michellut
 
GRADO (GO) - Ancora un avvistamento del puma nella campagna di San Canzian d’Isonzo, in località Villa Luisa, ma questa volta a vedere l’animale sono stati anche i Carabinieri della locale stazione che, stando a quanto riferito, avrebbero in mano una foto scattata con il cellulare e addirittura un video. Ora i militari dell’Arma, giustamente, cercheranno di capire se si tratta realmente di un puma. Ovviamente, una volta verificato il materiale, la notizia sarà ufficializzata. A breve sarà dunque risolto il mistero. Sembra, dunque, che il puma ci sia davvero. Ieri, dopo l’ennesima segnalazione di un residente, il quale, attorno alle 19, aveva allertato le Forze dell’ordine riferendo di aver visto il felino, i Carabinieri di San Canzian sono giunti sul posto e hanno immortalato l’animale. Anche gli agenti del Corpo forestale dello Stato hanno subito iniziato le ricerche. Sempre ieri, un altro cittadino ha segnalato la presenza del felino lungo la ciclabile tra Aquileia e San Lorenzo di Fiumicello, sull’argine del Tiel, prima del boschetto. Sul sito internet del Messaggero Veneto, un lettore, Guglielmo Donzella, ha scritto: «Ho 52 anni, non bevo, non fumo. Venerdì sera, verso le 21, percorrendo la ciclabile Aquileia-San Lorenzo, sull’argine del Tiel, prima del boschetto, ho visto un felino che sicuramente non era un gatto. Camminava con la pancia rasente a terra. Mi sono fermato perché era a circa duecento metri da me e ho avuto davvero paura. Puntava, per fortuna, verso il boschetto, ma credetemi, non è stata una cosa piacevole. Siccome è la prima volta in vita mia che mi capita una cosa del genere, non so dire di che animale potesse trattarsi, anche se a occhio poteva essere lungo un metro e mezzo circa. Lo dico agli scettici. Piuttosto che ridere, meglio non dire nulla. Sono un padre di famiglia e se pubblico questo post ci metto la faccia». A questo punto gli avvistamenti in zona salgono a sei (due a Fossalon, due a San Canzian, uno nei pressi di Pieris e uno lungo la ciclabile tra Aquileia e San Lorenzo di Fiumicello). Il primo è avvenuto a Fossalon di Grado, dove abita l’allevatore Paolo Benvegnù, il quale è sempre più convinto che nella zona ci sia un puma. Chi, invece, è ancora scettico è il direttore della Riserva di caccia di Grado e Fossalon, Nunzio Brunetto, che sabato sera, assieme ad alcuni collaboratori, era stato anche aggredito con un forcone da un agricoltore della zona, mentre si era appostato nel tentativo di individuare il felino. L’anziano, che in seguito è stato denunciato, lo aveva accusato di aver violato la sua proprietà. «Una brutta avventura – commenta Brunetto –, per fortuna nessuno si è fatto male. In merito al puma, a breve metteremo alcune fototrappole con esca che agiscono con fotocellule a raggi infrarossi per vedere di che animale si tratta. Sicuramente non gli sarà fatto del male. Sarà catturato e portato in un giardino zoologico». Brunetto, in merito alle segnalazioni, dichiara: «Sono troppo distanti. Per ora ci stiamo basando sulle segnalazioni. Aspettiamo di avere in mano qualcosa di concreto. Con tanti turisti in giro e con queste temperature non è normale che un puma si sposti così frequentemente».
 
IL CAMBIAMENTO
17 LUGLIO 2012
 
Medicina
Bambini più sani con cani e gatti in casa
Condividere la casa con un animale domestico stimola il sistema immunitario nei bambini. A dichiararlo un recente studio su bimbi finlandesi compiuto da ricercatori coadiuvati dai genitori dei piccoli. Sporco e microbi sembrerebbero difenderci da molte allergie, allontanando le infezioni alle alte vie respiratorie. "Genitori rilassatevi e concedete ai vostri figli l'esperienza unica di crescere accanto ad un amico a quattro zampe!"
 
Tamara Mastroiaco
 
Una nuova ricerca pubblicata a giugno su Pediatrics dimostra che i bambini che hanno vissuto, durante il primo anno di vita, a contatto con un animale domestico si ammalano meno frequentemente. Lo studio confema anche, che un ambiente troppo pulito non è un luogo ideale per i piccoli. Condividere la casa con un cane o un gatto può stimolare le difese immunitarie.
Lo studio, infatti, prova che lo sporco e i microbi portati in casa dagli animali domestici potrebbero rafforzare le comunità di batteri, lieviti utili e altre creature microscopiche che vivono nel corpo di un bambino nella prima fase di sviluppo. I ricercatori europei hanno monitorato la salute di 397 bambini finlandesi nati tra il mese di settembre 2002 e il mese di maggio 2005. I genitori, dalla nona settimana in poi, avevano il compito di compilare un diario settimanale per documentare la salute dei propri figli; dovevano annotare se i bambini presentavano muco nel naso, se soffrivano di otiti, se avevano la gola arrossata, il sintomo della tosse o altre patologie legate all'apparato respiratorio e ovviamente dovevano anche scrivere l'eventuale somministrazione di antiobiotici. Quando i bambini hanno compiuto il primo anno, i genitori sono stati invitati a compilare un questionario. Dalla ricerca è emerso che i bimbi che vivono con i cani e i gatti sono più in salute rispetto ai bambini che non ne posseggono; ad esempio, i bambini cresciuti con i cani hanno il 44% di probabilità in meno di sviluppare infezioni all'orecchio e il 29% di probabilità in meno di dover usare antibiotici durante il primo anno di vita. Dalla ricerca è anche emerso che la percentuale aumenta se gli animali vivono in casa meno ore; le famiglie, ad esempio, in cui i gatti erano presenti dentro casa per almeno 16 ore al giorno, hanno avuto bambini sani per il 70,8% del tempo, mentre nelle case in cui i gatti erano dentro per meno di sei ore al giorno è stato rilevato che i figli erano sani per il 78,2% del tempo, mentre i piccoli, invece, nati e vissuti in famiglie senza gatti solo il 66,1%. Un quadro simile si è delineato anche nelle famiglie in cui i cani erano presenti per meno di 6 ore al giorno; la ricerca ha dimostrato che questi bambini non hanno contratto malattie per il 75,7% del tempo contro il 72,2% dei piccoli vissuti con cani sempre presenti in casa mentre, i bambini cresciuti senza cani non si sono ammalati per il 64,8% del tempo. La spiegazione fornita dai ricercatori è che gli animali che hanno passato più tempo all'aria aperta hanno portato più sporco nelle case concedendo ai bambini l'opportunità di stare più a stretto contatto con esso. La continua esposizione ha permesso al loro sistema immunitario di svilupparsi più velocemente di quanto normalmente si svilupperebbe. “Fino ad ora gli studi per verificare quanto gli animali domestici influenzano la salute umana sono stati concentrati sulle allergie e non sulle malattie”, ha dichiarato l'attuale presidente del Dipartimento di Pediatria presso il Saint John's Hospital a Santa Monica, la Dr. Danelle Fisher, che non era coinvolta nella ricerca. “È chiaro - ha continuato la Fisher - che il continuo contatto con gli animali domestici nei primi mesi di vita riesce a stimolare il sistema immunitario nella lotta contro le infezioni”. Una precedente ricerca della University of California, San Francisco, presentata il 19 giugno al meeting annuale dell'American Society for Microbiology, ha mostrato che nelle case in cui sono presenti cani vi sono delle polveri che sembrano proteggere i neonati dal Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), il virus stagionale responsabile di numerose affezioni delle vie aeree del bambino; secondo la ricerca esiste una stretta correlazione tra l'infezione da VRS e l'asma infantile. Le nuove scoperte potrebbero placare l'ansia di genitori troppo ansiosi e contro la convivenza del proprio figlio con un animale domestico. Il consiglio elargito sempre dalla Fisher a questa tipologia di genitori è di tenere un cane o un gatto dentro casa perché preserva da molte allergie; grazie a questi ultimi studi, la dottoressa sente di poter affermare con molta tranquillità che, i bambini hanno meno probabilità di infezioni alle alte vie respiratorie nel primo anno di vita se vivono con un animale domestico.
 
GLOBALIST
17 LUGLIO 2012
 
Animali in casa? I figli crescono più intelligenti
Una indagine molto scaltra del più grande negozio inglese di animali domestici, Pets at home assicura più senso di responsabilità, più acume e più socievolezza.
 
Possedere un animale domestico può aiutare i bambini a fare i compiti piuttosto che ostacolare il loro progresso, rivela un'indagine di Pets at Home, probabilmente non proprio oggettiva. Ma insomma, prendiamola come un aiuto psicologico a tutti quei genitori che hanno l'animale in casa perché "lo voleva tanto" (figlia o figlio) e imprecano perché poi devono occuparsene comprese le vacanze, vero tormento per amici e parenti che dovranno accudire la bestiola.Torniamo all'indagine che ha preso in esame 1.000 proprietari di animale domestici di età compresa tra i 5 ei 16 anni: la stragrande maggioranza circa il 79% ritiene che gli amici animali ha avuto un effetto positivo sui compiti da fare, sia quelli scolastici che quelli familiari. I bambini con ratti o topisono i più propensi a credere che il loro animaletto domestico sia di aiuto (92%), mentre ne è convinto l'86% di possessori di cani e l' 80% i possessori di gatti.Quasi la metà dei bambini ritiene che possedere e curare un animale domestico li ha resi più felici, un terzo ha affermato di essere più calmo, mentre un quinto si sentiva più intelligente. In East Anglia (57%) e in Scozia (54%) sono stati i luoghi in cui la maggior parte dei bambini si sentono più felici nel possedere un aniname domestico e di prendersene cura. I dati hanno anche dimostrato che cincillà e degus (cheché voi ne abbiate pensato sino ad oggi) hanno una grande influenza sulla intelligenza di un bambino, visto che il 55% dei bambini che possiedono questi comunissimi animali da compagnia si sentono più intelligenti.
Più di un terzo (36%) ha risposto che si sentiva più attento, il 34% che si risconosceva un maggiore senso di responsabilità, mentre uno su cinque si sentiva più socievole. Da notare che i proprietari di rettili, con il 68% è in testa di coloro che ritengono di aver imparato un maggior senso di responsabilità tramite il loro animaletto. Come dibitarne? Del resto seguono i proprietari di conigli (un 61% ha detto di sentorsi più responsabile badando al coniglio di casa), mentre il vero tracollo sul senso di responsabilità si ha tra i possessori di gatti (40%) e di cani (36%).
Ovviamente nella notizia, che abbiamo ripreso dal Daily News e Analysis c'è anche il commento del direttore marketing di Pets at Home ma nella readione di Ciro ci sono molti serpenti e conigli, quindi per senso di responsabilità la omettiamo. Ma la notizia potrebbe far riflettere qualcuno. Magari i possessori di degus.
 
GEA PRESS
17 LUGLIO 2012
 
Salerno – il consorzio condominiale dedito all’uccellagione
Come zimbello un cardellino accecato. Intervento dell'Arma dei Carabinieri.
 
Non era una coppia dedita all’uccellagione, quella denunciata dai Carabinieri del Comando Stazione di Bracigliano (SA), piuttosto un consorzio condominiale. I due, non uniti da legami di parentela, così come riportato da numerosi organi di informazione, abitavano pure in piani diversi della palazzina nei pressi della quale sono stati scoperti ad armeggiare con una rete per uccellagione.L’intervento dei Carabinieri, che si è avvalso dell’ausilio degli esperti del WWF, è maturato l’altro ieri mattina nell’ambito dei servizi predisposti dal Comando Compagnia di Mercato San Severino, diretto dal Capitano Rosario Basile. Nelle case dei due sono stati inoltre rinvenuti ben 12 cardellini costretti in gabbiette piene di escrementi, tanto da fare pensare ad una generale mancanza di cure. Lui, disoccupato, classe 90, e lei, casalinga, classe 70, si ritrovavano nel giardinetto per uccellare utilizzando come zimbello un cardellino accecato, pratica, quest’ultima, ancora diffusa in certe zone delle Campania. Una diceria, frutto di ignoranza e di crudeltà, asserisce che gli animali così finiti (in genere con dei chiodi roventi) cantino meglio.Durante le perquisizioni domiciliari sono state rinvenute circa 150 gabbie vuote e numerosi apparecchi acustici di richiamo. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro.I due uccellatori in consorzio condominiale sono stati denunciati per maltrattamento, uccellagione, detenzione di avifauna protetta, furto al patrimonio indisponibile dello stato ed abbandono di animale. Il maltrattamento ed il furto sono ascrivibili alla più potente categoria dei reati delitti. Gli altri, invece, sono semplici reati di contravvenzione.I cardellini sono stati affidati al WWF per la riabilitazione e successiva liberazione.
 
GEA PRESS
17 LUGLIO 2012
 
Irlanda – aumentano i Comuni che vietano il circo con animali
In Italia le cose vanno diversamente.
 
Mentre in Italia si è infranta innanzi al TAR anche l’Ordinanza anti circo di Ferrara, in Irlanda un altro consiglio comunale ha bandito dal suo ambito territoriale il tendone con il serraglio viaggiante. Si tratta della cittadina di Monaghan, quasi al confine con l’Irlanda del Nord. Questo provvedimento, si va ad aggiungere a quelli già emanati da altri centri abitati tra cui Waterford, Drogheda, Kilkenny, Leitrim e Galway. Anche in Irlanda, al Parlamento nazionale, si è già discusso di presentare una proposta di legge che vieti il circo con animali, così come analoghe iniziative sono già arrivate al Parlamento inglese, al Bundesrat tedesco, mentre importanti divieti esistono già in altri paesi europei, tra cui Portogallo (animali pericolosi) e Austria (animali di specie selvatica).Un processo inverso, dunque, all’Italia, dove la proposta di legge anti circo con animali si è liquefatta, nell’indifferenza generale, nella proposta di legge di testo unico sulla spettacolo viaggiante pervenuta in Commissione Cultura della Camera dei deputati a firma dell’On.le Gabriella Carlucci (aderente all’intergruppo amici della caccia e delle pesca).Sulle italiche Ordinanze, invece, qualora prevedevano il divieto di detenzione di una o più specie animali, sono in genere subito decadute innanzi al TAR. L’ultima è stata quella di Ferrara ed il problema sollevato dai Giudici Amministrativi è più o meno lo stesso dagli anni novanta fino ad oggi. I circhi, infatti, in base ad una vetusta legge risalente al 1968, hanno riconosciuta una funzione sociale. Un sistema valido forse più ai pomeriggi dell’unico canale televisivo ed il suo programma “L’amico degli animali” con l’aiutante ascaro Andalù e la scimmia (vera) Cita.Per la cronaca, ormai alcuni decenni addietro, fu la città di Trento una delle prime a cadere sotto i colpi dei ricorsi circensi. Ne seguirono poi molte altre, tra cui Livorno e Firenze, cadute una appresso all’altra innanzi ai rispettivi TAR già sul finire degli anni novanta. In ultimo, Ferrara.In Irlanda, come in altri paesi, le cose vanno diversamente.
 
GEA PRESS
17 LUGLIO 2012
 
Catania – il video dello squalo…pesce luna
 
Ha tenuto banco per diversi giorni l’avvistamento del presunto squalo di Santa Tecla, al largo di Acireale (CT). Il tutto è pure coinciso con la disgrazia del surfista australiano, ucciso da uno squalo bianco. In pochi, in quest’ultimo caso, hanno ricordato come uno squalo, vedendo la tavola da sotto la superficie dell’acqua, riconosce in essa la sagoma di una foca. Un’attrazione irresistibile accolta quasi con filosofia da alcuni surfisti italiani che hanno inserito gli squali come un rischio da correre.A Santa Tecla, però, non c’era alcuno squalo ed il filmato che vi mostriamo, consegnato da un diportista alla Guardia Costiera di Santa Maria La Scala, toglie ogni dubbio. Il video è stato poi attenzionato dalla Capitaneria di Porto di Catania con l’ausilio degli esperti del Centro Recupero Fauna Selvatica del Fondo Siciliano per la Natura. Mostra inequivocabilmente un pesce luna, meglio noto con il nome dialettale di “mola”. L’osservazione di un giovane ospite della piccola imbarcazione, è giusta. Quello “squalo” sembra avere il corpo a metà, così come appare quasi essere per il pesce luna. Niente a che fare, neanche lontanamente, con gli squali. Si tratta, infatti di un pesce osseo (gli squali e le mante sono invece cartilaginei). Le sue dimensioni sono da record (fino a tre metri di lunghezza ed altrettanto di altezza) così come la sua età che può arrivare fino ai cento anni.E’ solito avvicinarsi alle coste, dove può essere avvistato anche dalle piccole imbarcazioni. Simpatico il commento di una bambina a bordo dell’imbarcazione. Voleva avvicinare lo “squalo” con dei vermetti.
 
NEWS FOOD
17 LUGLIO 2012
 
Un'azienda sudamericana ha iniziato l'iter ufficiale
Aggiungi un insetto a tavola. In Brasile
La proposta di Nutrinsecta: menu con scarafaggi, mosche e grilli
 
Matteo Clerici
 
Convincere gli abitanti del Brasile a scegliere una dieta con insetti commestibili. Questo l'ultimo obiettivo di Nutrinsecta, azienda sudamericana specializzata nella commercializzazione di mosche, scarafaggi e grilli. I suoi rappresentanti hanno ufficialmente chiesto alle autorità nazionali di poter offrire i loro menu alla popolazione. E, per mostrare la merce, ecco la fabbrica di Betim, nello Stato di Minas Gerais. A due passi dalle linee di produzione, Luis Possas, padrone di Nutrinsecta, offre uno stand di degustazione: consiglio della casa, spaghetti agli insetti assortiti e dessert di grilli al cioccolato. Per quanto la vicenda possa sembrare fuori dal mondo, non lo è. Come spiegano i nutrizionisti FAO, gli insetti sono una delle risposte più valide al crescente bisogno di cibo. Certo, come gli altri alimenti, devono rispondere ai requisiti di sicurezza, in primis dosi limitate insetticidi. Stabilito questo, gli insetti hanno un curriculum nutrizionali interessante. Sono abbondanti, con 1400 già consumate. Inoltre, offrono abbondanti proteine, con alcune specie anche ricchi di lipidi, sali minerali e vitamine. Infine, sono più economici delle fonti convenzionali come pescato ed animali d'allevamento. Alcuni studiosi sono ancora più categorici e non parlano di possibilità, ma di obbligo: entro il 2020, l'intera umanità dovrà scegliere se morire per fame o cibarsi degli animaletti in questione. A quel punto, il gusto e la schizzinosità saranno variabili ininfluenti.
 
IL REPORTER
18 LUGLIO 2012
 
Cane sventrato nel giardino di casa, è giallo in Lucchesia
 
Giorgia Marcheschi
 
Prov. di Lucca - La scorsa settimana, la morte di tre cani per avvelenamento. Ieri la terza vittima, un jack russel di nome Shortly,  sventrato con inaudita ferocia nel giardino di casa. A Barga, in Lucchesia, scoppia il giallo.
INAUDITA FEROCIA. A riportare la notizia è il quotidiano locale giornaledibarganews.com. La morte di Shortly è solo l'ultima di una serie di violenze contro gli animali domestici che stanno svolgendo la cittadina lucchese. Una fine, quella del jack russel, particolarmente inquietante e violenta. Il cagnolino, appartenente a Karin Schirmer, proprietaria di un allevamento di cani in località Latriani, è stato ritrovato ieri mattina nel recinto di casa completamente sventrato. Qualcuno durante la notte gli ha tranciato la parte inferiore del corpo, asportando gli organi interni.  
TAGLIO NETTO.  Inizialmente si è pensato all'attacco di un animale selvatico. Ipotesi che non ha convinto i veterinari della Asl che hanno esaminato il cadavere, poichè la ferita è troppo netta. Non si esclude quindi che il gesto sia stato compiuto da una persona armata di coltello. 
INQUIRENTI AL LAVORO. Sull'uccisione di Shortly sono in corso le indagini della polizia provinciale. Il cane è stato sepolto. Ma il Comune di Barga, per fare luce sulla vicenda, oggi richiederà  la riesumazione del corpo per sottoporlo all'esame autoptico a Pisa. Solo allora si saprà con certezza con cosa è stata inferta la ferita letale. 
IL PRECEDENTE. Oltre a Shortly, altri tre cani la scorsa settimana sono stati uccisi nel Barghigiano. A farli morire esche o polpette avvelenate disseminate nel centro storico del paese. La loro presenza è stata confermate dalle guardie ecozoofile e dai cani da fiuto dell’ Anpana.
 
IL TIRRENO
18 LUGLIO 2012
 
L'immagine: il meticcio zavorrato e gettato in mare
 
 
Cecina (LI) - Ci siamo chiesti: la pubblichiamo? La pubblichiamo, certo, anche se è molto dura, perchè certe crudeltà non debbono passare sotto silenzio. L’indifferenza uccide quanto lo sciagurato che ha zavorrato un cane e lo ha annegato. La foto dell’orrore ritrae un meticcio a pelo corto, gonfio d’acqua e vuoto di vita. L’hanno trovato morto, domenica mattina, sulla spiaggia delle Casermette a Marina di Cecina. Aveva una catena attorno al collo fissata a una corda di nylon e all’altra estremità la fune era legata a un grosso blocco. Il cane è stato portato a riva dalla libecciata. La foto, che da ieri circola dappertutto sul web, con centinaia di commenti e condivisioni, non lascia dubbi: il cane è stato zavorrato e poi è stato buttato in mare. Piangevano in molti, domenica mattina, in spiaggia, per questa gratuita efferatezza. I bagnanti hanno avvertito i vigili urbani e la carcassa del cane è stata portata via. È già stata incenerita. Ora resta una flebile speranza di giustizia: se qualcuno ha visto, non taccia.
 
LA NAZIONE
18 LUGLIO 2012
 
Cane legato a un mattone e affogato: chi ha ucciso lo splendido meticcio?
E' un mistero la tremenda morte dello splendido animale
 
Livorno - Un cane ucciso: lo hanno affogato legandogli un grosso mattone al collo. Una fine terribile, per immagini ancora più terribili che stanno facendo il giro della Rete. E' accaduto alla Bau Beach, la spiaggia per cani nella zona delle Casermette a Marina di Cecina. Un fatto gravissimo che una volta di più ripropone il tema degli animali maltrattati e uccisi per i più vari scopi, come testimoniano i cani sventrati a Livorno nei giorni scorsi. L'animale trovato a Cecina è un meticcio bianco, un maschio. Sfigurato dall'acqua di mare, che ha gonfiato il suo corpo. Per lui non c'è stato scampo: il mattone pesantissimo lo ha trascinato giù. Lo hanno trovato sul bagnasciuga, a quel punto è stato dato l'allarme. Ad intervenire è stata la polizia municipale. Ora si indaga per la fine orrenda di questo cane. Di chi era e perché è stato ucciso? Un mistero che si cercherà di risolvere.
 
IL TIRRENO
18 LUGLIO 2012
 
Cecina (LI) Cane morto sulla spiaggia, al collo una catena legata a un blocco di cemento Il ritrovamento sulla Bau beach nella zona delle Casermette, a Marina di Cecina. Si tratta di un meticcio maschio
 
Nessuno saprà mai quale fosse il suo nome, la sua età, se abbia mai corso accanto a un padrone. E se abbia avuto il tempo per provare quel sentimento che in uno sguardo si trasforma in legame indissolubile. Sappiamo solo che era un maschio. Un cane maschio. L'hanno trovato domenica mattina, verso le dieci, mentre la risacca delle onde schiaffeggiava la sua carcassa a destra a sinistra. Chissà da quanto tempo. Negli occhi di chi l'ha recuperato, oltre alle lacrime, resta solo la rabbia per una fine così violenta, così cattiva e che non trova spiegazioni.Un cane adulto, un meticcio a pelo corto bianco, forse un incrocio con un rottweiler.Aveva una catena intorno al collo fissata a una corda di nylon. All'altra estremità la fune era legata a un cellublok, uno di quei grandi mattoni che vengono usati per costruire i palazzi. Il peso era in mare, a fondo, e il corpo dell'animale si muoveva sotto la cadenza delle onde. Gli occhi velati dalla permanenza prolungata in acqua, il ventre gonfio, le zampe piegate. Ironia della sorte, è stato ritrovato sulla spiaggia della "Bau beach". Uno spicchio d'arenile, in località Casermette a Marina di Cecina, dove chi ama i cani può sbizzarrirsi in tutta tranquillità senza il timore di una multa. Sono stati i bagnanti ad avvertire i vigili urbani intorno alle dieci.«L'animale era ancora in mare - racconta l'agente Armando Ore - stava sbattendo sulla battigia spinto dalle onde. Era legato a un mattone sott'acqua. È stata una scena straziante: c'erano tante persone intorno alla carcassa, molte piangevano. Lo abbiamo preso e trascinato a riva».
 
TUTTO GRATIS
19 LUGLIO 2012
 
Cane annegato con un mattone al collo, orrore a Livorno
 
 
La crudeltà dell’uomo sembra non aver nessun limite soprattutto nel vedere le immagini scattate su una spiaggia di Livorno, domenica mattina, dove è stato trovato un cane legato a un blocco di cemento. Il cane è stato rinvenuto sulla costa livornese, mentre il suo corpo senza vita veniva spostato da una parte a l’altra, dal movimento delle onde. Proprio così, il cane era morto e da quanto sembra dalle immagini, anche da molto tempo. Ma la cosa più atroce è data dal fatto che il cane avrà sofferto una morte dolorosa.Il meticcio a pelo corto bianco, forse un incrocio con un rottweiler aveva una catena intorno al collo, fissata a una corda di nylon che lo teneva legato a un grosso blocco di cemento, un cellublok, usato per la costruzione di palazzi. Quando è stato ritrovato, l’enorme blocco di cemento era in mare mentre la carcassa dell’animale era mosso dal movimento delle onde. A vedere il corpo del povero animale con il ventre gonfio d’acqua e gli occhi velati, sembra proprio che sia rimasto sott’acqua per molto tempo.È accaduto nella località Casermette a Marina di Cecina, proprio nella famosa Bau Beach, ovvero la spiaggia dove gli animali possono scorazzare felici e beati insieme ai loro padroni. La carcassa del povero cane è stato avvistato da alcuni bagnanti che hanno immediatamente segnalato il caso ai vigili urbani. Sembrerebbe che il cane sia stato portato a riva dalla corrente, sebbene qualcuno avesse pensato che non sarebbe mai tornato a galla. Una scena straziante tanto da far commuovere i presenti mentre le forze dell’ordine sono intervenute per prendere l’animale e trascinarlo a riva. Ma come può la mente umana arrivare a commettere atti di violenza inaudita contro animali indifesi?Un immagine durissima che sta già facendo il giro della rete, che seppur cruda, non poteva essere tenuta nascosta, affinché certe torture non finiscano nel dimenticatoio. È possibile visualizzare l’immagine del cane annegato con un mattone al collo, seguendo questo link.Questo episodio terrificante e misterioso va ad aggiungersi al caso del labrador e di un pitbull femmina trovati morti in un campo nelle periferia del livornese, negli ultimi giorni. I due animali avevano il muso legato con una fascetta e il ventre squartato. All’interno dello stomaco del pitbull è stato trovato una busta di plastica, da qui l’ipotesi che i due animali siano stati utilizzai per il traffico di sostanze stupefacenti.
 
IL TIRRENO
19 LUGLIO 2012
 
Cane fatto annegare: il web insorge
 
Livorno - Sdegno generalizzato per la crudeltà contro il cane, zavorrato e annegato, ritrovato domenica sulla spiaggia di Marina di Cecina. In mezza giornata sul sito del Tirreno l'immagine choc ha superato le 500 condivisioni su Facebook, decine i messaggi lasciati sotto le foto. Anche da parte di chi domenica scorsa ha assistito al ritrovamento. «Io purtroppo c'ero - scrive Silvia Ponzecchi - e ancora, dopo giorni, non riesco a non pensare a quella creatura straziata. Ho il magone fisso e non riesco a trovare una spiegazione. Domenica è stato commovente. Noi, amanti degli animali, tutti insieme, uniti da un dolore comune». La carcassa è stata infatti ritrovata alla Bau Beach, la spiaggia dei cani. Eva Marinai scrive: «La cattiveria umana non ha limiti». Per Manuela Marinari di Livorno oltre al carcere «servirebbe un pubblico registro con i nomi di compie atti di sadismo e crudeltà nei confronti di uomini o animali. In modo da poterli isolare e controllare».
 
IL MESSAGGERO
18 LUGLIO 2012
 
Lascia il cane in auto sotto il sole per cinque ore
 
ROMA - Un cane chiuso in macchina per quattro ore dalle 15 del pomeriggio in zona Talenti, i passanti allarmati che vorrebbero liberarlo rompendo i finestrini della vettura. Poi finalmente l'arrivo dei vigili urbanidel IV gruppo dopo una segnalazione allo sportello Earth. sul posto anche il medico veterinario Stefano Argiolas responsabile del servizio di ambulanza veterinaria comunale.
La polizia municipale ha identificato e contattato il proprietario della vettura. Il cane è risultato essere in buona salute «ed è stato riconsegnato al proprietario» informa l'associazione Earth. Il salvataggio è avvenuto grazie alla task force voluta dall'assessorato Ambiente di Marco Visconti per far fronte all' emergenza estiva degli abbandoni e del maltrattamento di animali.
 
IL MESSAGGERO
18 LUGLIO 2012
 
Green Hill, sigilli all'allevamento lager
«Maltrattati i beagle per la vivisezione»
 
MILANO - Il Corpo forestale dello Stato ha sequestrato «Green Hill», la nota azienda situata a Montichiari (Brescia) che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Alle operazionidi ispezione e sequestro della struttura, disposte dalla Procura della Repubblica di Brescia, partecipano 30 forestali appartenenti ai Comandi provinciali di Brescia, Bergamo e al Nucleo investigativo per i reati in danno agli animali (Nirda). È presente anche personale della Questura di Brescia. Sequestrati cani di razza beagle e l'intera struttura costituita da quattro capannoni, uffici e relative pertinenze per un totale di circa 5 ettari. Tra i reati contestati quello di maltrattamento di animali.
Le associazioni: «Ora una legge». Lega antivivisezione e Legambiente prendono posizione e si augurano che gli accertamenti facciano luce sulle reali condizioni cui versano gli animali e chiedono che il Senato approvi la legge che vieta l'allevamento di animali per la sperimentazione. «Grazie agli atti presentati dalle due associazioni è stata finalmente riaperta l'inchiesta giudiziaria sulle modalità di detenzione degli animali nella megastruttura. - ha dichiarato Gianluca Felicetti, presidente della Lav - Ci auguriamo che gli accertamenti in corso, disposti dalla Procura, possano fare luce, definitivamente, sulle reali condizioni di vita degli animali rinchiusi nei padiglioni della struttura in attesa della spedizione verso gli 'acquirentì, e sull'impossibilità di Green Hill di garantire il rispetto delle necessità fisiche e comportamentali dei cani, visti i numeri enormi di cui si parla».
«In questi mesi - spiegano le due associazioni - è all'esame del Senato la norma, già approvata dalla Camera dei Deputati, che vieterebbe l'allevamento di cani, gatti e primati non umani per la sperimentazione, imporrebbe l'obbligo di anestesia e analgesia per i test e, vietando le esercitazioni belliche e didattiche con animali, sosterrebbe concretamente il ricorso ai metodi sostituivi della vivisezione. Alla luce di questi sviluppi giudiziari rivolgiamo un nuovo appello ai senatori affinchè l'articolo 14 della Legge Comunitaria sia finalmente approvato e possa essere di incentivo per la ricerca pulita, scientifica ed eticamente accettabile».
 
ASCA
18 LUGLIO 2012
 
Animali: Brambilla, su Green Hill una grande vittoria
 
Roma - ''Si tratta di una grande vittoria di tutta l'Italia che ama gli animali e vuole vedere rispettati i loro diritti. E' il segno che in questo Paese le cose stanno davvero cambiando''. Cosi' l'ex ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, commenta il sequestro dell'azienda Green Hill disposto dalla Procura di Brescia ed eseguito dal corpo forestale dello Stato. ''Dopo la mia visita all'interno della struttura nell'ottobre scorso - continua l'ex ministro - avevo presentato alla Procura della Repubblica e ai Nas una dettagliata denuncia in merito alle condizioni in cui venivano tenuti i cani, chiedendo il sequestro dello stabilimento e l'affidamento in custodia degli animali. Cio' che ho visto nei capannoni di Green Hill era agghiacciante, per il complesso della situazione in cui versavano quelle povere creature, sottoposte a torture tanto fisiche quanto psicologiche''.''L'Italia intera - ricorda Michela Vittoria Brambilla - si e' mossa contro la vergogna di Green Hill. Ora il sequestro disposto dalla Procura di Brescia - che ipotizza il reato di maltrattamento di animali, in continuazione e in concorso - ed eseguito dal Corpo forestale dello Stato - al quale va tutto il mio plauso - da' corpo a timori e sospetti che, in me e in milioni di italiani, si aggiungono alla condanna morale per un'attivita' che rappresenta solo un grande business sulla sofferenza degli animali e offende il sentimento di amore e di rispetto nei loro confronti, proprio della stragrande maggioranza dei cittadini. Strutture del genere non possono piu' esistere nel nostro Paese. Percio' - conclude l'ex ministro - ho scritto la norma di legge che vieta su tutto il territorio nazionale l'allevamento di cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione in vivo, che e' inserita nella legge comunitaria 2011. Un testo che e' stato approvato a larghissima maggioranza dalla Camera e che, proprio in queste settimane, e' all'esame del Senato. Confido che anche i colleghi senatori voteranno la mia norma, cosi' che Green Hill chiuda davvero e per sempre''.
 
GEA PRESS
18 LUGLIO 2012
 
Green Hill sequestrato dal Corpo Forestale dello Stato – segui gli aggiornamenti
 
Il Corpo Forestale dello Stato ha in atto l’operazione di sequestro dell’allevamento di cani beagle Green Hill. L’azienda di Montichiari (BS) al centro di notissime polemiche quale unico allevamento italiano di cani beagle destinati alla sperimentazione animale è stato oggetto stamani di atto ispettivo da parte della Forestale. L’intervento è iniziato alle 9.15.Il reato contestato è quello di maltrattamento di animali. L’intervento è stato disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia.All’operazione stanno partecipando 30 Forestali dei Comandi Provinciali di Brescia, Bergamo e del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA). Presente anche personale della Questura di Brescia.Il Corpo Forestale dello Stato sta predisponendo il sequestro della struttura costituita da quattro capannoni, uffici e relative pertinenze per un totale di circa 5 ettari, oltre che di tutti i cani attualmente detenuti, sia cuccioli che adulti.
AGGIORNAMENTO: sarebbero tre gli indagati per il reato di maltrattamento di animali, contestato dal Corpo Forestale dello Stato. Nessuna conferma su chi possano essere le tre persone, verosimilmente attinenti agli aspetti gestionali dell’allevamento.
AGGIORNAMENTO: sul posto arrivati i primi attivisti. L’appello delle due donne in sciopero della fame: non intralciamo il lavoro delle Forze dell’ordine.Sono per ora sotto la collina di Green Hill, ma l’appello, per chi sta ora affluendo a Montichiari, è di dirigersi verso il parcheggio del Velodromo. Elisabetta Cattaneo e Eleonora Roberti, le due attiviste che da giorni hanno messo in atto lo sciopero della fame per i cani di Green Hill, alla notizia dell’avvenuto sequestro, si sono subito dirette verso l’allevamento.“Non riusciamo a crederci – riferiscono a GeaPress Eleonora e Elisabetta – è come vivere un sogno. Speriamo sia la volta buona. Tante speranza, tanti sacrifici, crediamo che in questo momento in molti stanno esultando“. Sui luoghi sono già arrivati una decina di attivisti. L’appello, però, è di non intralciare il lavoro delle Forze dell’Ordine e nel caso dirigersi verso il parcheggio del Velodromo dove già è in atto la protesta di Eleonora e Elisabetta.
AGGIORNAMENTO:  il destino dei cani e chi sta dirigendo l’indagine. L’origine dell’intervento e la nomina del custode giudiziario
L’intervento di oggi è il risultato di qualificate e ben argomentate segnalazioni. Il procedimento che ne è scaturito è diretto dal Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Brescia dott. Ambrogio Cassiani. In questo momento è in atto il controllo dei cani. Microchip, schedatura, verifica documentazione e stato di salute. I Medici Veterinari incaricati non sarebbero in servizio all’ASL di Brescia. I Veterinari provengono da fuori provincia anche se è presente personale della locale ASL. Questo potrebbe spiegarsi con la decisione che si starebbe per prendere sul destino dei cani. A quanto pare rimarranno a Green Hill, ovviamente sotto sequestro. L’ASL di Montichiari, che assieme al Sindaco della cittadina e alla titolare della struttura sta per essere nominata custode giudiziario, dovrà riferire direttamente alla Procura della Repubblica sullo stato dei cani. Dovranno così essere rimosse quelle situazioni oggetto di contestazione del reato di maltrattamento, con il fine di impedire il reitero dello stesso durante il sequestro. Se, ad esempio, una gabbia è sovraffollata, i cani dovranno essere diversamente sistemati. Attualmente, oltre ad una trentina di Forestali, sono presenti una ventina di persone delle Questura di Brescia, tra funzionari della Digos e personale in divisa.Il sequestro è di tipo probatorio, ovvero quasi una diretta conseguenza della perquisizione in atto, e finalizzato alla ricerca della prova. Il sequestro riguarda sia le strutture che i cani.
 
CORRIERE DELLA SERA
18 LUGLIO 2012
 
La Forestale mette i sigilli a Green Hill
Dopo la denuncia di Lav e Legambiente la Procura di Brescia ha disposto il sequestro del canile lager di Montichiari (BS)
 
Il Corpo forestale dello Stato ha sequestrato «Green Hill» il canile che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Il provvedimento riguarda cuccioli e esemplari adulti, e l'intera struttura costituita da quattro capannoni, uffici e pertinenze per un totale di circa 5 ettari. Sono circa 2500 i cani rinchiusi nel canile. Tra i reati contestati quello di maltrattamento di animali.
IL BLITZ - Alle operazioni di ispezione e sequestro della struttura, disposte dalla Procura della Repubblica di Brescia, partecipano circa 30 forestali appartenenti ai comandi provinciali di Brescia, Bergamo e al Nucleo Investigativo per i reati in danno agli animali, Nirda, e gli agenti della questura di Brescia. Impegnati anche gli uomini della Digos di Brescia, che stano raccogliendo le dichiarazioni dei dipendenti, e agenti della Questura. Da alcuni anni Green Hill è di proprietà di un'azienda americana, la Marshall Farm Inc, il più grande «produttore» di cani da laboratorio ed è l'ultimo stabilimento allevatore di cani da sperimentazione in Italia.
TRE INDAGATI - Tre persone sono indagate in concorso fra loro per il reato di maltrattamento di animali. Si tratta dei vertici della struttura: la titolare del canile, il direttore e il veterinario responsabile. Il Corpo Forestale precisa che «non si conosce ancora l'entità numerica dei cani beagle sequestrati in quanto la struttura da ispezionare è molto vasta. I cuccioli di beagle non potranno comunque uscire dall'azienda». I rappresentanti della Green Hill «sono stati nominati custodi giudiziari insieme al sindaco di Montichiari e alla locale Asl. Essi avranno l'obbligo di cura e alimentazione degli animali».
LA DENUNCIA - Gli accertamenti disposti dalla Procura sono il frutto della denuncia presentata da Lav e Legambiente. «Grazie agli atti presentati da Lav e Legambiente - spiega in una nota Gianluca Felicetti, presidente della Lav - è stata finalmente riaperta l'inchiesta giudiziaria sulle modalità di detenzione degli animali nella megastruttura. Ci auguriamo -aggiunge- che gli accertamenti in corso, disposti dalla Procura, possano fare luce, definitivamente, sulle reali condizioni di vita degli animali rinchiusi nei padiglioni della struttura in attesa della spedizione verso gli «acquirenti», e sull'impossibilità di Green Hill di garantire il rispetto delle necessità fisiche e comportamentali dei cani, visti i numeri enormi di cui si parla».
I COMMENTI - «Speriamo che questi nuovi sviluppi -afferma Michela Kuan, biologa, responsabile Lav settore vivisezione- mostrino chiaramente gli orrori della vivisezione e portino in primo piano le ragioni scientifiche ed etiche di chi la combatte, un atto importante in un contesto finora considerato intoccabile come la sperimentazione animale». «Siamo davvero felici di aver contribuito a porre fine alla barbarie di Green Hill». Così Stefano Ciafani, vice presidente di Legambiente, sul sequestro dell'azienda di Montichiari. Legambiente e Lav avevano presentato un esposto contro la struttura, «un atto dovuto» spiega Ciafani. «Quello che è emerso - aggiunge - è stato uno scenario drammatico: una fabbrica di dolore e sofferenza inaccettabile. Abbiamo deciso così di usare gli strumenti che una società democratica consente, cioè la via giudiziaria: grazie al nostro legale ci siamo rivolti al magistrato e abbiamo illustrato quanto era stato rilevato in occasione dell'accesso, un'iniziativa che si è dimostrata molto più utile all'accertamento della verità rispetto ai numerosi controlli fatti dagli organi competenti in precedenza».
L'EX MINISTRO - Canta vittoria Michela Vittoria Brambilla., da sempre in prima linea contro l'allevamento-lager. «È il segno che qualcosa sta cambiando in Italia» ha detto l'ex ministro al TgCom, «ho scritto una norma che vieta sperimentazioni sugli animali, questa settimana verrà votata al Senato: è primo paletto per cambiare le cose. Mai nel Paese si è vista con tanta chiarezza una forza di popolo che rivolgeva una domanda netta alle istituzioni: chiudere Green Hill» ha aggiunto la Brambilla, «si tratta dell'ultimo allevamento di beagle destinati alla sperimentazioni presente in Italia. Il motivo per cui la sperimentazione sugli animali viene mantenuta è solo di tipo economico».
LA LEGGE - In questi mesi è all'esame del Senato la norma, già approvata dalla Camera dei Deputati, che vieterebbe l'allevamento di cani, gatti e primati non umani per la sperimentazione, imporrebbe l'obbligo di anestesia e analgesia per i test e, vietando le esercitazioni belliche e didattiche con animali, sosterrebbe concretamente il ricorso ai metodi sostituivi della vivisezione. «Alla luce di questi sviluppi giudiziari rivolgiamo un nuovo appello ai senatori affinchè l'articolo 14 della Legge Comunitaria sia finalmente approvato e possa essere di incentivo per la ricerca pulita, scientifica ed eticamente accettabile» si legge in una nota della Lega Antivivisezione.
 
ASCA
18 LUGLIO 2012
 
Animali: maltrattamenti, la Forestale sequestra 'Green Hill'
 
Roma - Il Corpo forestale dello Stato sta eseguendo il sequestro di ''Green Hill'' la nota azienda situata a Montichiari (Brescia) che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Alle operazioni di ispezione e sequestro della struttura, disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Brescia, partecipano circa 30 forestali appartenenti ai Comandi provinciali di Brescia, Bergamo e al Nucleo Investigativo per i Reati in danno agli Animali (NIRDA). Presente anche personale della Questura di Brescia. L'operazione sta portando al sequestro di cani di razza beagle, sia cuccioli che adulti, e dell'intera struttura costituita da quattro capannoni, uffici e relative pertinenze per un totale di circa 5 ettari. Tra i reati contestati quello di maltrattamento animale.
 
ADN KRONOS
18 LUGLIO 2012
 
Animali: ancora in corso sequestro Green Hill, tre indagati
 
Roma - ''Sono ancora in corso e andranno avanti per diverse ore'' le operazioni di sequestro dell'allevamento Green Hill di Montichiari (Brescia). Tre persone sono indagate in concorso fra loro per il reato di maltrattamento di animali. Il Corpo Forestale precisa che ''non si conosce ancora l'entita' numerica dei cani beagle sequestrati in quanto la struttura da ispezionare e' molto vasta. I cuccioli di beagle non potranno comunque uscire dall'azienda''.
 
LIBERO
18 LUGLIO 2012
 
Animali: Lav, accertamenti 'Green Hill' facciano luce su condizioni beagle
 
Purtroppo, fa notare la Lav, ne' l'attuale legge nazionale ne' la direttiva europea pongono reali vincoli al ricorso agli animali, quasi 900mila l'anno in 600 strutture pubbliche e private solo in Italia, dove peraltro mancano totalmente controlli qualificati: "Speriamo che questo caso faccia comprendere la sofferenza che si cela dietro la sperimentazione animale e l'inutilita' di tale pratica, promossa ancora oggi come un male necessario, nonostante piu' dell'86% degli italiani sia contrario", rimarca Michela Kuan. "I cani allevati in queste strutture -si legge ancora nella nota della Lav- vengono considerati alla stregua di oggetti, prodotti in massa da fattrici costantemente ingravidate per fornire cuccioli che moriranno, dopo test invasivi e dolorosi nei laboratori italiani ed europei, dai quali usciranno solo come carcasse vittime di una ricerca inutile e crudele. Animali cresciuti senza vedere mai la luce del sole ne' sentire l'odore dell'erba".In questi mesi e' all'esame del Senato la norma, gia' approvata dalla Camera, che vieterebbe l'allevamento di cani, gatti e primati non umani per la sperimentazione, imporrebbe l'obbligo di anestesia e analgesia per i test e, vietando le esercitazioni belliche e didattiche con animali, sosterrebbe concretamente il ricorso ai metodi sostituivi della vivisezione. Alla luce di questi sviluppi giudiziari, conclude la Lav, "rivolgiamo un nuovo appello ai senatori affinche' l'articolo 14 della legge comunitaria sia finalmente approvato e possa essere di incentivo per la ricerca pulita, scientifica ed eticamente accettabile".
 
GEA PRESS
18 LUGLIO 2012
 
Sequestro Green Hill – tutto parte dagli arresti del 28 aprile scorso
Le dichiarazioni del Ministro Catania. Le indagini della Guardia di Finanza.
 
Fino ad ora il merito delle denuncia che avrebbe fatto scaturire il sequestro è stato rincorso dalla LAV che insieme alle new entry Legambiente ha annunciato di avere inviato un esposto. Poi dall’OIPA che in qualche maniera ha ricollegato l’intervento di oggi a quello delle sue Guardie avvenuto l’anno scorso. Rivendicazione pure dal Partito Animalista Europeo che aveva già annunciato nel passato una sua denuncia. Infine l’Associazione 100% Animalisti che se la prende con la LAV accusata di volersi fare pubblicità. Si vedrà.L’ultimo aggiornamento, rispetto ai tre già diffusi nel lancio stampa di stamani (vedi articolo GeaPress) è che sarebbero attualmente in corso le verbalizzazioni dei dipendenti, sentiti, per ora, come persone informate sui fatti. Gli inquirenti, però, non escludono un cambio della loro posizione. I Veterinari richiesti dal PM per la perquisizione di oggi, sono almeno in parte professionisti del Corpo Forestale dello Stato.Altra novità è l’intervento della Guardia di Finanza, la quale avrebbe in corso il controllo, in modo particolare, dei registri di carico e scarico degli animali. L’ipotesi, tutta da confermare, riguarderebbe le cucciolate di Green Hill che, proprio nei giorni scorsi, sono state oggetto di una vivace polemica. Erano state, infatti, ampiamente diffuse notizie relative alla registrazione di una telefonata che avrebbe riguardato l’eliminazione dei cuccioli.La novità più rilevante è che l’input all’intervento di oggi è scattato in coincidenza con gli arresti del 28 aprile scorso. La fonte, degna di nota, è squisitamente inquirente. Già da alcuni giorni, negli ambienti della Procura della Repubblica di Brescia, una grossa novità nelle indagini veniva data per certa. Materiale di particolarissimo rilievo e che solo in parte coincide con quello prodotto da una o più Associazioni. Nel comunicato diffuso stamani dalla Questura di Brescia ne arriva pure una parziale conferma: “Le operazioni, seguono alla accurata attività informativa condotta nei mesi scorsi e all’attento coordinamento delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Brescia“.Di certo, il PM incaricato dell’indagine, dott. Ambrogio Cassiani è lo stesso al quale era confluito l’esposto dell’Associazione Freccia 45 riportante parte del materiale documentale prodotto precedentemente dalle Guardie OIPA. Solo che quelle Guardie, ora non sono più OIPA. La Presidente di Freccia 45, Susanna Chiesa, conferma solo la titolarità del dott. Cassiani sulle indagini relative al materiale da lei consegnato a nome di Freccia 45. Lo stesso dott. Cassiani risulta tra l’altro essere titolare sia delle indagini relative agli arresti, che alle successive denunce di altri attivisti. Lo stesso Cassiani era stato notato, assieme alle forze di polizia, in occasione della manifestazione dello scorso giugno a Green Hill, quando, cioè, si registrarono tafferugli con le Forze dell’Ordine.A confermare la piena titolarità del PM è anche l’Avvocato Aldo Benato che assieme alla collega Roberta Barin sta patrocinando Freccia 45. Ricordiamo, però che l’input alle indagini da ricondursi agli arresti del 28 aprile, viene riferito da ambienti inquirenti degni di nota. Il collegamento viene dato per certo ma sulla natura dello stesso si possono solo fare delle ipotesi. Quella più accreditata è che il Magistrato possa avere visionato altro materiale tra cui quello relativo alla salute dei cani. Nel corso dell’irruzione a Green Hill entrarono, infatti, molte più persone di quelle poi fermate dalla Polizia. L’ipotesi è che in tal maniera si sia reso disponibile altro materiale fatto pervenire al Magistrato che, in queste settimane, potrebbe avere acquisito alcune testimonianze.Su quanto successo oggi, sono intervenuti più esponenti del mondo politico. Per il Ministro Catania in Italia devono essere rispettate tutte le norme a difesa del benessere animale. Il Ministro ha poi espresso la sua soddisfazione per l’intervento del Corpo Forestale dello Stato.Le felicitazioni per l’intervento di oggi, al quale ha partecipato anche numeroso personale sia del Corpo Forestale dello Stato che della Questura di Brescia, è intervenuto anche l’eurodeputato Andrea Zanoni che ha ricordato il suo impegno in Parlamento europeo. Di grande vittoria parla anche l’On.le Michela Brambilla che ricorda la sua denuncia presentata ai Carabinieri del NAS. A chi, però, andrà il merito dell’intervento è ancora troppo presto per dirlo. L’unica cosa certa è che non c’è una sola denuncia e che i principali risvolti potrebbero invece essere, come riferito già dalla Questura di Brescia, prettamente investigativi.
AGGIORNAMENTO: Secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress le attenzioni degli inquirenti in merito alla perquisizione in atto presso l’allevamento di Green Hill sarebbero particolarmente indirizzate agli aspetti comportamentali degli animali. Potrebbero, cioè, per le caratteristiche del luogo, non essere rispettati gli aspetti etologici degli animali.Nel frattempo il Corpo Forestale dello Stato ha fatto sapere che l’ispezione  andrà sicuramente avanti fino a tarda serata. la presenza stimata di cani, sia cuccioli che adulti, è di circa 2.500.Da indiscrezioni, invece, pervenute a GeaPress risulterebbe confermata la verifica condotta dalla Guardia di Finanza sulle presunte cucciolate fantasma. Un  fatto questo che era già stato ipotizzato nel precedente lavoro compiuto dalle Guardie dell’OIPA.
 
AGEN PARL
18 LUGLIO 2012
 
ANIMALI: CECCACCI RUBINO (PDL), SEQUESTRO GREEN HILL NOTIZIA IMPORTANTE
 
Roma -  “Finalmente una importante notizia. Il sequestro di Green Hill è la dimostrazione che le voci sul sistematico maltrattamento dei poveri beagle non erano infondate. Adesso si provveda immediatamente alla messa in sicurezza degli animali, molti dei quali non hanno mai toccato con le zampe un prato in vita loro.” Ciò è quanto dichiara l’On.le Fiorella Ceccacci Rubino, portavoce del Gruppo Parlamentare Diritti degli Animali PDL, alla notizia del blitz, tuttora in corso, della Guardia del Corpo Forestale dello Stato nell’allevamento Green Hill, nota azienda di Montichiari, in provincia di Brescia, che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione e che è stata oggetto, in questi ultimi mesi, di forti contestazioni da parte del mondo animalista. “Questa notizia è importante non solo per il messaggio di legalità e di rispetto degli animali che manda, ma anche perché può essere da sprone per sbloccare i lavori della Commissione Politiche dell’UE del Senato, che proprio oggi dovrà discutere dell’articolo da me presentato e votato a grande maggioranza alla Camera, sul recepimento della direttiva europea per la protezione degli animali utlizzati per scopi scientifici, che vieterebbe definitivamente sul territorio nazionale gli allevamenti di animali per la vivisezione. Nell’auspicare questo – conclude l’On. Ceccacci Rubino -a nome del Gruppo Parlamentare Diritti degli Animali del Popolo della Libertà, unico gruppo parlamentare costituitosi a difesa degli animali in Parlamento, esprimo tutto il mio apprezzamento per l’operato degli uomini del Corpo Forestale dello Stato e del NIRDA, il Nucleo Investigativo per i reati in danno agli animali, che in questo momento stanno facendo il loro dovere a servizio del paese.”
 
ASCA
18 LUGLIO 2012
 
Animali: Frattini, plauso per sequestro Green Hill
 
Roma - ''Plaudo alla decisione della magistratura bresciana di sequestrare l'orribile allevamento di Green Hill per la sperimentazione e la vivisezione di cani beagle''. Lo afferma il deputato del Pdl Franco Frattini.''Ho piu' volte segnalato, anche durante il mio mandato al ministero degli Esteri, - continua Frattini - la necessita' di ripensare, da subito, la sperimentazione crudele su animali e di bloccare tutti quegli allevamenti che utilizzano i cani in condizioni davvero inaccettabili, ma soprattutto in contrasto con le normative europee sul rispetto e sul benessere animale''.
''Un ringraziamento a tutte le istituzioni e a tutte le associazioni animaliste che si sono battute per la causa di Green Hill. Sono certo che l'accertamento della magistratura bresciana portera' all'adozione di provvedimenti che facciano cessare definitivamente questo scempio intollerabile, e che ridiano ai piccoli animali la possibilita' di vivere con la dignita' e con l'amore che meritano'', conclude Frattini.
 
IL GIORNALE
19 LUGLIO 2012
 
Basta con le torture ai cani Sequestrato il lager Green Hill
 
OSCAR GRAZIOLI
 
Dall'Europa all'Africa, dall'America al Vietnam, le colline di tutto il mondo sono state, in tutti i tempi, teatro di battaglie fondamentali per la vittoria o la sconfitta di qualche guerra. Anche la Verde Collina di Montichiari (Brescia) ha forse assistito a una battaglia decisiva e non per opera di pochi «disperati», ma per l'affondo delle truppe regolari.Dunque Green Hill (Verde Collina), la nota azienda che alleva cani di razza beagle per i laboratori di vivisezione è stata posta sotto sequestro dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato e del Nirda (Nucleo investigativo per i reati in danno degli animali) su disposizione della procura di Brescia. Le notizie arrivano frammentarie e volutamente «ovattate» da Montichari dove, da molto tempo ormai, gli animalisti presidiano l'azienda, l'unica rimasta in Italia ad allevare cani da inviare sui tavoli della vivisezione. Il 28 aprile scorso i presidi si sono tramutati in un vero e proprio raid con tanto di forzatura di reti e porte e alcuni cuccioli sono stati «espropriati». Le immagini dei piccoli Beagle in mano agli animalisti trionfanti hanno fatto il giro del mondo e la «faccenda Green Hill» ha cominciato ad assumere una valenza anche politica di tutto riguardo. Presto infatti il Senato sarà chiamato a pronunciarsi su quello che è ormai noto come «emendamento Brambilla» (dal nome dell'ex ministro del Turismo) che chiede il divieto di allevamento di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione il costante uso dell'anestesia per qualunque esperimento. Le operazioni delle forze dell'ordine hanno portato tre persone a essere indagate per concorso in maltrattamento di animali, mentre non è ancora noto, con precisione, il numero di cani presenti (si parla di 2700) posti sotto sequestro con i rappresentanti dell'azienda, il sindaco di Montichiari e la locale Usl, nominati custodi giudiziari. I beagle dunque rimarranno in azienda e le informazioni che li davano per liberi nelle prossime ore giungono da fonti inattendibili.Molto soddisfatta Michela Vittoria Brambilla, nota per la sua attività animalista: «È il segno che qualcosa sta cambiando in Italia. Il motivo per cui la sperimentazione sugli animali viene mantenuta è solo di tipo economico». Le fa eco Brigitte Bardot, animalista convinta. «È la prima buona notizia dell'anno e sono contenta che arrivi dall'Italia, il mio Paese del cuore». Anche il ministro delle politiche Agrarie, Mario Catania ha espresso soddisfazione: «È nostro preciso dovere fare in modo che vengano rispettate tutte le norme a tutela del benessere degli animali. Tutti gli esseri viventi meritano rispetto, a maggior ragione quando si tratta di animali con un rapporto secolare con l'uomo come i cani. Per questo voglio esprimere il mio plauso per l'intervento del Corpo forestale che ha portato al sequestro dell'azienda».La notizia della chiusura di Green Hill e delle accuse di maltrattamento arriva un po' a sorpresa, visto che le indagini precedenti dell'Usl e le ispezioni disposte dal ministero non avevano trovato nulla di anomalo. Tant'è che quelli di green hill ora protestano: «Siamo sconcertati per questo clima persecutorio. La nostra attività non ha altro scopo se non quello di allevare animali destinati alla ricerca scientifica E ogni riferimento ad attività di allevamento dei cani destinati alla ricerca cosmetica è semplicemente privo di fondamento».
 
GEA PRESS
19 LUGLIO 2012
 
Sequestro Green Hill: l’input post arresti – tutti i particolari
L'Avvocato Zanforlini, i beagle e l'arrestata di Ferrara – tutto concluso con il maltrattamento di animali?
 
Avvocato David Zanforlini del foro di Ferrara. Da una sua intuizione potrebbe essere partito l’input investigativo dopo gli arresti del 28 aprile scorso e che ha portato, ieri, al sequestro di Green Hill. L’Avvocato Zanforlini è, infatti, il difensore di una delle persone arrestate. Si tratta di una ragazza di Ferrara che si era rivolta, per la difesa, al suo studio legale. Le battaglie dell’Avvocato Zanforlini in difesa dell’ambiente sono molto note e non a caso, è da vent’anni Presidente del Centro di Azione Giuridica di Legambiente dell’Emilia Romagna. Il Ceag è una struttura diffusa a livello nazionale e della quale fanno parte circa 200 avvocati che seguono le vicende giudiziarie promosse dall’Associazione, sia a livello locale che nazionale. L’Avvocato Zanforlini, poi, ha anche alcuni amici a quattro zampe. Alcuni cani tra i quali coincide esserci anche un beagle.“E’ andata così – riferisce a GeaPress l’Avvocato Zanforlini – almeno per quanto riguarda la parte relativa al mio operato, ma non posso escludere che nel procedimento vi siano altre rilevanze. Difendo una delle persone coinvolte nei fatti di Green Hill e da qui è nata l’esigenza di approfondire alcuni aspetti relativi alla posizione processuale della mia cliente. Da queste rilevanze si sono avviate le indagini difensive e la mia cliente confermò quanto di rilievo anche a Legambiente che preparò un primo esposto. Per il ramo specifico della materia – aggiunge l’Avvocato Zanforlini – Legambiente sentì anche l’Avvocato Carla Campanaro della LAV che a sua volta formulò un esposto“.Bisogna precisare che la ragazza fermata per i fatti di Green Hill, non è stata trovata in possesso di cuccioli né di altro prelevato da Green Hill. Tutto è ancora sotto stretto riserbo, ma forse la ragazza, durante i fatti di Green Hill, potrebbe aver visto o essere venuta a conoscenza di alcune cose utili a cambiare la sua posizione processuale. Non è escluso che sullo stesso presupposto si muovano, già da allora, anche altri indagati. Questo alla luce del fatto che l’Avvocato Zanforlini non è l’unico difensore che appare nel corso delle fasi che potrebbero avere portato al sequestro di ieri. Di certo, grazie all’indagata di Ferrara, si è avviato un filone importante dell’inchiesta che, secondo quanto riferito ieri a GeaPress da fonte degna di nota potrebbe coincidere con l’input alle indagini sicuramente avvenuto in coincidenza dei fatti del 28 aprile.Le indagini difensive si sarebbero avvalse dell’ausilio di telecamere così come richiesto al GIP nell’ambito dell’istanza di accesso a Green Hill. A quanto pare, in una prima fase, l’azienda si era opposta. L’otto giugno scorso, con Ordinanza dell’Ufficio del GIP del Tribunale di Brescia, avviene infine l’accesso all’azienda di Montichiari nel frattempo contattata. Ai cancelli si fece trovare l’Avvocato di Green Hill, con studio a Milano. All’accesso hanno preso parte pochissime persone autorizzate, che si sono dovute dividere tra i capannoni. All’Avvocato Zanforlini è toccato il numero 4. All’ispezione era presente anche un difensore di altri indagati per i fatti del 28 aprile e due consulenti.Il capannone numero 4 sarebbe quello più piccolo di Green Hill. A quanto pare viene imposta tuta, copriscarpe ma a quanto pare niente copricapo e mascherina. Quattro file di gabbie per un totale di circa 500 cani che, alla vista delle persone, si sono precipitati verso la grata prospiciente il corridoio. E’ questa l’unica visibilità offerta dalle gabbie, per il resto separate da pannelli. L’età presunta dei cani, doveva al massimo essere di sei mesi. Gabbie forse non sovraffollate, ma tutto immerso in un odore costante e luce soffusa. I cani, salvo forse nel corridoio, non uscivano mai da quell’ambiente. Fatto questo che parrebbe essere confermato dalle dichiarazioni riferite dai Veterinari ASL.“Si vedrà al processo – riferisce a GeaPress l’Avvocato Zanforlini – ma quei cani che si indirizzavano subito verso le grate …“. L’Avvocato non aggiunge altro ma l’ipotesi al vaglio del Magistrato potrebbe essere quella di una sorta di deprivazione sensoriale, forse di natura olfattiva, dovuta al mancato contatto con l’uomo e con il mondo esterno.Di certo l’intero incartamento comprenderà i filmati, ma l’altro spunto interessante riguarda la posizione processuale dell’indagata.Violazione di domicilio a parte, potrebbero prospettarsi dei margini di manovra sul contestato reato di rapina. Per gli animali, invece, parrebbe ulteriormente confermarsi la prima indiscrezione ripresa da GeaPress, ovvero che il reato di maltrattamento sarebbe ascrivibile alle presunte violazioni sulla natura etologica degli animali.Come già sottolineato in altri articoli di GeaPress nell’inchiesta parrebbero essere considerate anche violazioni di natura amministrativa che potrebbero aver fatto riferimento alla precedente inchiesta. Microchip e conteggio dei cani, in maniera particolare. Un’ulteriore indiscrezione, raccolta stamani sempre da fonte degna di nota, confermerebbe la presenza di indagini su tali violazioni che potrebbero essere tornate in campo grazie alla richiesta di commissariamento dell’ASL avanzata dall’Associazione Freccia 45. Anzi, c’è chi il riferimento a quanto precedentemente prodotto, lo da per certo.Può però tutto questo avere determinato lo spiegamento di forze messo in campo dalle 9.15 di ieri fino alle 4.00 di stamani? La responsabile di Green Hill ha riferito, in merito ai fatti di ieri, di un atto politico compiuto dall’Italia e che difenderà, oltre che nelle sedi giudiziarie, anche innanzi all’Unione Europea. Ha altresì riferito della precedente inchiesta e delle rilevanze a lei favorevoli della Polizia Municipale e dei controlli ASL. Un quadro ampio, che coinvolge parecchi enti, tutti a lei favorevoli. Nulla può per ora dirsi, se non che la loro posizione parrebbe essere nell’attuale inchiesta molto defilata, se non del tutto assente.Per ora, e fin