luglio 2015
 

GEA PRESS
1 LUGLIO 2015
 
Sapri (SA) – Trovato con il bastone in mano ed i cuccioli in una pozza di sangue

 
Per tre dei quattro cuccioli non c’era più niente da fare. I Carabinieri del Comando Compagnia di Sapri, subito diretti nel posto della segnalazione, hanno trovato un uomo anziano con ancora il bastone in mano. In terra, in una pozza di sangue, vi erano quattro cuccioli di cane.I Carabinieri hanno così notato che uno dei quattro piccoli animali era ancora in vita. Il cucciolo è stato così consegnato al servizio veterinario dell’ASL mentre l’uomo, subito identificato, è stato denunciato con l’accusa di uccisione di animali.I Carabinieri erano intervenuti sul posto a seguito di segnalazione di una persona che aveva udito gli strazianti latrati dei poveri animali.
 
NEL CUORE.ORG
1 LUGLIO 2015
 
SALERNO, AMMAZZA A BASTONATE TRE CAGNOLINI: 80ENNE DENUNCIATO
Un altro cucciolo messo in salvo dai carabinieri
 
Episodio di violenza nel Golfo di Policastro (Salerno) contro quattro cagnolini di razza, aggrediti a colpi di bastone da un uomo di 80 anni, che e' stato denunciato. Tre dei cuccioli sono morti, mentre il quarto e' stato salvato dai carabinieri e trasportato in un centro veterinario. I militari della compagnia di Sapri hanno sorpreso l'80enne in flagranza di reato, ancora con il bastone tra le mani, vicino ai cuccioli in pozza di sangue. Ignoti, al momento, i motivi che hanno spinto l'uomo a compiere il vile gesto.
 
CN 24 TV
1 LUGLIO 2015
 
Vendeva pulcini per strada, deferito per maltrattamento di animali
 
regione Calabria - Le Guardie Ecozoofile dell’Anpana Calabria, dirette da Carmine Levato, durante un servizio d’istituto a Crotone, finalizzato alla prevenzione e repressione del fenomeno del maltrattamento di animali, hanno controllato una persona che, a bordo del proprio veicolo, stava effettuando la vendita al dettaglio di pulcini.Dalla verifica è emerso che lo stesso deteneva i piccoli pennuti in scatole di cartone di piccolissime dimensioni, tanto da rendere impossibile qualsiasi attività motoria, oltre che in condizioni igienico-sanitario pessime, senza acqua, né cibo. Al termine del controllo di Polizia Giudiziaria il conducente del veicolo e proprietario dei pulcini è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per maltrattamento di animali.
Nella stessa giornata le Gez dell’Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente hanno rinvenuto un deposito incontrollato di vari rifiuti speciali (ferro, plastica ed altro) nel territorio di Crotone, nei pressi di Passo Vecchio. Del fatto è stata inoltrata segnalazione agli Uffici competenti.
 
NEL CUORE.ORG
1 LUGLIO 2015
 
BOLOGNA, SALVATI UNDICI GATTI SEGREGATI IN UN APPARTAMENTO
C'erano anche 4 micetti di due settimane di vita
 
Quattro micetti che hanno a malapena due settimane di vita e sette adulti, fra i quali forse c'e' anche la loro mamma. Sono gli 11 gatti trovati segregati in un appartamento in Galleria del Toro, nel centro di Bologna, e salvati da un intervento fatto stamani dalla polizia municipale felsinea, insieme al servizio di igiene ambientale dell'Ausl, alle guardie zoofile dell'Enpa e agli operatori del canile municipale, che ora si prendera' cura degli animali. I cuccioli devono essere svezzati e curati, poi tutti potranno essere dati in adozione. A chiedere aiuto al Comune erano stati i condomini dello stabile, da tempo alle prese con gli odori che provenivano da quella casa al secondo piano, di proprieta' di una ex insegnante in pensione. La donna, a quanto pare, non abitava piu' da tempo nell'appartamento, dove pero' si recava spesso a portare da mangiare agli animali. Polizia e operatori sanitari hanno trovato una situazione igienica definita 'spaventosa', con i gatti costretti a vivere al buio e insieme a sporcizia e topi. La Municipale era gia' stata nell'appartamento due volte: l'estate scorsa, quando furono trovati e sequestrati altri 21 gatti, e di recente qualche settimana fa, insieme ai vigili del fuoco, per un'infiltrazione d'acqua nell'abitazione sottostante. Da quel sopralluogo e' partita la procedura che ha portato, oggi, all'esecuzione di un'ordinanza comunale di bonifica e disinfestazione immediata, per una situazione di 'grave degrado igienico'. La padrona di casa rischia di finire nei guai per il reato di abbandono e maltrattamento di animali.
 
BAU BOYS
1 LUGLIO 2015

Randagi eroi salvano turista

 

regione Puglia - Quest'estate le Unità Cinofile (cani + conduttori) che garantiranno la sicurezza sulle spiagge italiane saranno oltre 350.
Ma a volte capita che anche quattro zampe non adeguatamente addestrati possano percepire ugualmente una situazione di pericolo e trasformarsi in eroici cani-bagnini.
Come è accaduto a Vieste, cittadina pugliese in provincia di Foggia, nella baia di San Lorenzo all’altezza del Lido Tintarella di Luna, un paio di anni fa.
Un turista tedesco con il suo kite era caduto in mare rimanendo impigliato nelle corde. Il mare un po’ mosso e un braccio bloccato lo sospingevano continuamente sott’acqua mentre le correnti presenti nel tratto finale della baia lo stavano trascinando al largo.
I tre cani, che vivono stabilmente sulla collina antistante la baia di San Lorenzo e conosciuti dalla popolazione come “abbaioni” ma innocui, si trovavano proprio in zona. Alle urla di aiuto dell’uomo uno di loro non ha esitato a gettarsi in mare dirigendosi verso di lui, mentre gli altri due dalla spiaggia hanno cominciato ad abbaiare incessantemente tanto da attirare l’attenzione dei passanti che si sono così resi conto della tragedia che poteva consumarsi.
Tra questi due uomini, padre e figlio, che si sono prontamente tuffati in acqua ed hanno riportato l’uomo a riva. L’uomo ha riportato solamente alcuni lievi tagli dovuti alle corde del kite
Una storia che ha avuto un lieto fine grazie, soprattutto, al coraggio dei tre randagi e al loro gesto eroico.

 
QUOTIDIANO DI PUGLIA
1 LUGLIO 2015
 
No al cane sul bus: vada a piedi anche il padrone
 
Lecce è davvero una città animalista? L'associazione Anpanadi (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente), raccogliendo le proteste e le segnalazioni di turisti e cittadini segnala le difficoltà che costoro hanno quando si muovono in città con i loro amici a quattro zampe di taglia medio- grande e non possono utilizzare i mezzi pubblici gestiti da Sgm.L'azienda infatti, in contrasto con il Regolamento Comunale per la tutela e il benessere degli animali, che consente (art.10) l’accesso “gratuito” degli animali su tutti i mezzi di trasporto pubblico operanti nel Comune di Lecce, accompagnati dal padrone senza sporcare o creare disturbo o danno agli altri passeggeri o alla vettura, oppone regole diverse.Da ricordare che lo stesso articolo 10 dispone l’obbligo del guinzaglio, della museruola e di strumentazione idonea alla rimozione delle deiezioni (con esclusione dei cani per non vedenti e portatori di handicap), ma l’uso del guinzaglio non è obbligatorio per i piccoli cani portati in braccio, mentre per i gatti è obbligatorio il trasportino.Di vedute diverse è invece il Regolamento di vettura degli autobus di città, all’art.24 esso recita infatti: è consentito il trasporto in vettura dei soli animali domestici di piccola taglia purché adeguatamente custoditi (gabbia, cestino, museruola). Per il trasporto di animali domestici deve essere comunque pagato il biglietto di corsa semplice. Il proprietario è responsabile di eventuali danni prodotti dal proprio animale. È ammesso il trasporto gratuito dei cani che accompagnino un non vedente, purché muniti di museruola.Facendosi portavoce delle lamentele dei cittadini, il presidente di Anpana Lecce, Primula Meo, con una nota del 4 febbraio scorso, ha scritto al direttore dell’Azienda Sgm chiedendo l’adeguamento del Regolamento di Vettura al Regolamento Comunale, attendendo invano sia una risposta che lo stesso adeguamento.
 
LA TRIBUNA DI TREVISO
1 LUGLIO 2015
 
Carne alla brace, Red vince il braccio di ferro con il Comune
Il musicista, vegetariano, dei Pooh era stato invitato a tenere un concerto al festival Sport Estate. Ha ottenuto che quella sera non venissero cucinata carne
 
SAN VENDEMIANO (TV). Red Canzian ha vinto la sua battaglia contro gli organizzatori del festival Sport Estate, manifestazione presso i campi sportivi di San Vendemiano e che ogni sera propone ai partecipanti carne alla brace. "O me o il maiale", ha detto il musicista dei Pooh, cui avevano chiesto di tenere un concerto alla sagra. Ma lui, vegano convinto, ha spiegato che non avrebbe mai suonato in un posto "dove si mangiano animali"
Tra il maiale e Red Canzian, San Vendemiano ha quindi scelto il secondo e la serata del 13 luglio, dove si esibirà il noto musicista, sarà completamente vegana. Bistecche di tofu, hamburger di seitan e proteine vegetali prenderanno il posto della carne, facendo scoprire ai presenti come "ci si può divertire anche senza cibarsi di essere viventi - spiega l'agente di Red.
Vegetariano da tantissimo tempo, ha sposato l'alimentazione vegana da 7 anni.
 
GEA PRESS
1 LUGLIO 2015
 
La Spezia – Nidi di rondini e rondoni salvati dalle ristrutturazioni edilizie
Approvato l'emendamento proposto dal Consigliere Masia
 
E’ stato recepito così come proposto dal Consigliere Comunale Roberto Masia (indipendente di Sinistra) l’emendamento al regolamento edilizio in tema di protezione totale delle rondini, rondoni, balestrucci e dei loro nidi. In tal maniera, ha riferito il Consigliere Masia, viene estesa la protezione anche nel periodo di non nidificazione. Questi volatili, infatti, utilizzare i nidi dell’anno precedente.La protezione è altresì estesa anche alle popolazioni di chirotteri.Tenuto conto che il comune della Apezia è capoluogo di Provincia, il Consigliere Masia auspica che anche i comuni minori nell’approvazione dei loro regolamenti edilizi ne seguano l’esempio.
L’EMENDAMENTO APPROVATO
TITOLO VIII
MANUTENZIONE DEGLI EDIFICI, RECUPERO URBANO E NORME TECNICHE-ESTETICHE
ART.67
OBBLIGHI  RIGUARDANTI  IL  MANTENIMENTO DEL DECORO,  DELL’IGIENE E DELLA SICUREZZA DEGLI EDIFICI
“Nel caso di intervento di riqualificazione della facciata o di altro intervento similare, oltre ad intervenire secondo  i criteri espressi nei commi precedenti, è fatto divieto di abbattere i nidi di Rondoni, Rondini e Balestrucci, sia in fase di precoce costruzione che al di fuori della stagione riproduttiva in periodo invernale e allo scopo di favorire la conservazione delle specie di cui sopra  (nel rispetto della convenzione di Berna) oltre che dei chirotteri, è fatto obbligo segnalare  al Servizio Tutela animali, l’eventuale presenza degli stessi,  al fine di concordare le più opportune modalità di tutela operative”.
 
REPUBBLICA.IT
1 LUGLIO 2015
 
"Non fate soffrire gli animali uccisi secondo le regole halal e kosher"
L'ultima battaglia degli animalisti. Le comunità: pronti a dialogare ma difendono i metodi tradizionali
 
di MARGHERITA D'AMICO
 
ROMA - Esistono uccisioni gentili? Alcuni studi scientifici e due proposte di legge mettono oggi in discussione la macellazione religiosa, che in deroga a norme nazionali e comunitarie esclude lo stordimento dell'animale. Secondo la legge, è d'obbligo indurre perdita di conoscenza prima di scannare, mentre sistemi antichissimi come l'ebraico kosher e lo halal musulmano, che attribuiscono peso al sacrificio tramite rituali e preghiere, vogliono il soggetto cosciente, dal taglio per recidere trachea, esofago, carotidi e giugulari, fino al dissanguamento.
"La libertà religiosa è diritto inviolabile, ma la macellazione rituale è già vietata in Austria, Olanda, Svizzera, Danimarca, Svezia e Malesia, paese a maggioranza islamica" recita la proposta, prima firmataria la deputata M5S Chiara Gagnarli. Si chiede di modificare il decreto legislativo n.333 del 1998 stabilendo il generale diritto all'incoscienza pre mortem . Una petizione di Animalisti Italiani onlus sostiene l'iniziativa e anche Loredana De Petris, senatrice Sel, annuncia un disegno di legge sul tema.
"Non c'è tangibile differenza sul sopraggiungere dell'insensibilità" affermano dalla Comunità ebraica di Roma. Secondo uno studio Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), però, da quando un ovino kosher viene appeso, fino al primo affondo di lama, trascorrono quasi quattro minuti, mentre la iugulazione halal dei bovini impone 25 movimenti di coltello. "Sul 93% del campione il riflesso corneale cessava 80 secondi dopo l'ultimo taglio" dice Maria Caramelli, direttore generale dell'IZS del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, che a sua volta ha condotto uno studio. Solo in Piemonte ogni anno vengono uccisi, perlopiù con procedura halal, 30.000 bovini, 23.000 conigli e 600 ovicaprini. "In otto dei venti stabilimenti esaminati la comunità islamica ha accolto lo stordimento preventivo, elettrico, o con pistola non penetrante, così che l'animale possa reputarsi integro".
Sono 200 gli stabilimenti italiani autorizzati alla macellazione rituale, e c'è chi solleva dubbi sull'adempimento rigoroso del precetto. "Gli animali provengono da allevamenti intensivi e viaggi sfiancanti" osserva Enrico Moriconi, veterinario pubblico di Medicina democratica: "il ritmo industriale rende impossibile risparmiare la vista di sangue e morte dei compagni". Replicano dall'Ucoii: "Il rito halal lo proibisce, non può essere disatteso".
Spiega Philip Lymbery, direttore generale della ong Compassion in World Farming: "Il 90% degli animali uccisi con rito islamico in Gran Bretagna viene stordito, le comunità musulmane lo accettano, si dovrebbero abolire le deroghe".
Una video indagine realizzata da Animal Equality mostra montoni brutalizzati da inservienti italiani. "L'operatore musulmano interveniva per la iugulazione" riporta Stef Bettini, responsabile investigazioni dell'organizzazione: "chiediamo il divieto dell'agonia  cosciente". "Doverosa battaglia di civiltà" per Walter Caporale, presidente di Animalisti Italiani onlus. "Che non può prescindere" aggiunge Annamaria Procacci, consigliere nazionale Enpa "dal dialogo con le comunità religiose".
 
PANORAMA
1 LUGLIO 2015
 
Animali: veterinari a Renzi, non si tocchino le detrazioni fiscali
 
Roma - "Se per le detrazioni fiscali si dovrà dare battaglia di anno in anno, c'è da credere che le categorie più deboli avranno la peggio. E fra queste ultime rischiano di rientrare i proprietari di animali che già oggi subiscono costi fiscali altissimi per curare i 10 milioni di animali da compagnia che vivono nelle case italiane". Lo denuncia in una nota l'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), che si dice "molto perplessa" sullo schema di decreto approvato dal Consiglio dei ministri, che prevede un monitoraggio annuale delle spese fiscali (detrazioni) che vanno ridotte o eliminate in quanto "ingiustificate o sorpassate"."Sarà battaglia ogni anno in Parlamento fra cittadini già vessati dal fisco, per garantirsi un beneficio fiscale che premia proprio i cittadini più virtuosi - aggiunge l'Anmvi - quelli che non fanno mancare le cure ai loro animali da compagnia e che non evadono il fisco. Infatti, il Governo sembra dimenticare il ruolo delle detrazioni fiscali nella lotta contro l'evasione. I proprietari stanno pagando sulle cure veterinarie l'Iva più alta di tutti i tempi, al 22%, e adesso corrono il rischio che aumenti ancora. In sede di dichiarazione dei redditi i proprietari possono recuperare somme irrisorie (49 euro al massimo) e adesso dovranno combattere ogni anno affinché il Governo non consideri quelle detrazioni 'ingiustificate'".L'Anmvi, dunque, chiede fin da ora al ministero dell'Economia e Finanze "di far parte della Commissione addetta al monitoraggio e insiste sull'importanza della detraibilità fiscale delle spese veterinarie, proprio alla luce di quelle 'mutate esigenze sociali ed economiche' citate nel decreto-Renzi, che fanno degli animali da compagnia del nostro Paese un affermato valore affettivo, sociale, familiare e terapeutico (si pensi alla pet therapy)".
 
LAVORI IN CASA.IT
1 LUGLIO 2015
 
Animali e disturbo ai vicini News di Leggi e Normative Tecniche
Risponde in sede penale colui che provoca o semplicemente non impedisce che gli strepiti del proprio animale arrechino disturbo alle occupazioni o al riposo dei vicini.
 
Chi li ama è forse più benevolo anche verso i loro schiamazzi, chi non li ama sicuramente lo è meno. Fatto sta, è noto a tutti noi, che spesso i conflitti creati dagli schiamazzi degli animali (dei cani, solitamente) finiscono in tribunale, dove saranno decisi da un soggetto, il giudice, in posizione imparziale La questione tocca aspetti civilistici e anche penalistici. Può infatti essere decisa nell'una o nell'altra sede, oppure in entrambe.Per quanto riguarda la sede civile, perlomeno nei rapporti di vicinato, viene in rilievo l'art. 844 c.c., il quale vieta le immissioni intollerabili da un fondo all'altro; tra le immissioni sono infatti espressamente inclusi i rumori.In sede penale la norma di riferimento è invece prevista dall'art. 659 c.p., per il quale si rischia di rispondere del reato di Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone.Ovviamente la questione rientra solitamente nel più ampio ambito dei rapporti di vicinato, sebbene il reato preveda come elemento essenziale l'attitudine a disturbare un gruppo indifferenziato di persone e non i vicini.
Reato di Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone.
In questa sede focalizziamo l'attenzione sull'aspetto penalistico.
L'art. 659 c.p. testualmente recita: Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a trecentonove euro.
Si applica l'ammenda da centotre euro a cinquecentosedici euro a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell'Autorità.
Devono esservi innanzitutto degli schiamazzi idonei ad arrecare disturbo a una quantità indefinita di persone; schiamazzi provocati o anche semplicemente non impediti.
Per schiamazzi in questo caso dobbiamo intendere quelle manifestazioni sonore tipiche e connaturali all'animale, che divengono illecite in quanto superano i limiti della normale tollerabilità portando a un fastidio (anche solo potenziale) per una collettività indifferenziata di persone (v. Cass. n. 35234/2001).
La necessità (perchè vi sia reato) dell'idoneità a disturbare una quantità indefinita di persone è data dal fatto che il reato è posto a tutela della pubblica quiete (tra tante, v. Cass. n.7392/2015).
Si parla però il più delle volte di fastidio ai vicini, in quanto, trattandosi di reato di pericolo, non è necessario che il disturbo a tanti si verifichi in concreto, ma basta la possibilità astratta di fastidio al pubblico e in concreto la lesione anche di uno solo: infatti, in alcune sentenze l'assoluzione dall'imputazione del reato viene dal fatto che il danneggiato era uno solo e neanche in astratto vi era la possibilità di un fastidio diffuso (v. Cass. n. 7392/2015).
Casistica giurisprudenziale
Si espone di più alla responsabilità chi ha più cani in luogo stretto, se non fa in modo, potendolo, di evitare l'abbaiare dei cani sistemandoli in situazioni idonee di vitto e di spazio e separandoli, in modo che non si creino degli scontri (v. Trib. Terni n. 44/2012).
In certi casi sono stati condannati i proprietari in gruppo, per il classico caso, diciamo così, di emulazione di versi tra cani: non si sapeva bene quale fosse il cane che dava il là, fatto sta che ogni proprietario era alla fine ritenuto consapevole del fatto che una volta ricevuto il là, il proprio animale avrebbe intonato il proprio contributo all'esibizione sonora (v. Cass. n. 4706/2011).
Come sappiamo, i più rumorosi sono i cani, ma in qualche caso particolare si distinguono anche, ad esempio, i pappagalli o i polli (v. Cass. Pen. n. 04.07.2001).
Quanto all'elemento soggettivo, è stato chiarito che non è necessario che il responsabile voglia arrecare molestie ad altri, ma è sufficiente la volontarietà dell'azione (è cioè sufficiente la colpa). (v. Cass. n. 715/2010).
Tra le ultime sentenze in ordine di tempo in materia vi è la n. 23944/2015, con cui la Corte di Cassazione ha confermato la condanna decisa in appello nei confronti di due coniugi.
In tale sentenza i Giudici di Legittimità hanno ritenuto sussistere il reato e, nel motivare la propria decisione, spiegano che dall'accertamento dei fatti complessivo è risultato che i rumori si sentivano durante tutto il giorno (e non erano limitati al mattino, come sostenevano gli imputati) che gli stessi arrecavano disturbo alla vita quotidiana dei vicini, senza che i proprietari del cane si attivassero a risolvere il problema, nonostante i ripetuti solleciti.Gli elementi accertati che portano alla condanna in questo caso risultano essere: l'abbaiare continuo e l'inerzia dei proprietari.
Viene da concludere che forse chi li ama davvero, gli animali, non ne provoca e ne impedisce gli schiamazzi.
Spesso, questi sono infatti provocati dalle cattive condizioni in cui gli animali sono fatti vivere. Spesso abbaiano o aggrediscono, anche solo per solitudine, come gli uomini.
 
QUOTIDIANO.NET
1 LUGLIO 2015
 
Cani e gatti non sudano e hanno bisogno sempre di acqua fresca
I consigli dell'Enpa in vista dell'ondata di calore prevista dagli esperti. Mai lasciare in macchina un animale, neanche per pochi minuti
 
Roma, 1 luglio 2015 – Alla vigilia di un'ondata di calore con temperature ben oltre i 30 gradi su molte zone del Paese, l'Enpa fornisce alcuni consigli per proteggere i propri “amici pelosi” dall'ormai incombente canicola. Infatti, a patire il caldo non sono soltanto gli uomini ma anche gli animali, i quali, talvolta possono risentire particolarmente del clima estivo.
Ecco alcune semplici regole da seguire per garantire un’estate piacevole e serena anche ai quattrozampe:Cani e gatti non “sudano” come noi; per abbassare la loro temperatura corporea (già normalmente intorno ai 38,5°), aumentano i ritmi respiratori. Pertanto gli si deve sempre garantire un luogo ombreggiato e ventilato, acqua fresca, cibo leggero e facile da digerire.Non abbandonare mai un animale dentro l'auto: in questo periodo la temperatura interna dell'abitacolo sale rapidamente, anche con i finestrini aperti, e può raggiungere fino a 70°. Lasciarli nell’abitacolo dunque è una disattenzione che può condannarli a morte.Se si dovesse notare un animale chiuso all’interno di un’automobile prestare attenzione ai sintomi di un colpo di calore (problemi di respirazione, spossatezza generalizzata). In questi casi un intervento immediato può salvargli la vita: se non si riuscisse a rintracciare il proprietario dell’autovettura, chiamare subito le forze dell’ordine. Fino al loro arrivo, è necessario cercare di creare ombra sistemando ad esempio alcuni giornali sul parabrezza e, nel caso in cui i finestrini non dovessero essere completamente chiusi, versare dell’acqua all’interno per bagnare l’animale o farlo bere. In casi estremi è accaduto che cittadini abbiano rotto il finestrino dell’automobile per soccorrere il quattrozampe ed evitargli una morte certa. In queste circostanze l’Enpa, considerando prevalente la salvezza dell’animale, offre il proprio sostegno legale.In caso di ipertermia (la pelle scotta, l’animale barcolla o ha difficoltà a respirare) è necessario abbassargli la temperatura bagnandoli con acqua fresca e applicando nell’interno coscia i siberini (i contenitori quadrati che contengono acqua ghiacciata e che vengono usati per tenere bassa la temperature dei frigoriferi portatili) coperti con una busta o con del tessuto per evitare di ferire la pelle dei quattrozampe.
Non costringere i cani a sforzi eccessivi. Sono assolutamente da evitare le passeggiate nelle ore più calde della giornata: oltre al colpo di calore, l’animale può scottarsi le zampe sull’asfalto arroventato. E' consigliabile portare con sé una bottiglietta di acqua e una ciotola. Da evitare anche le gare o le attività sportive.Anche i pet sono soggetti alle scottature solari. E’ possibile proteggerli applicando una crema solare ad alta protezione alle estremità bianche e sulle punte delle orecchie prima di farli uscire.Per i pesciolini: l’Enpa ricorda che obbligare questi animali a vivere in un acquario significa infliggere loro inutili sofferenze. Tuttavia, chi dovesse possedere un acquario non dovrebbe esporlo al sole diretto. E’ inoltre importante cambiare l'acqua regolarmente avendo cura di togliere le alghe che si formano. Chi avesse un laghetto in giardino deve riempirlo regolarmente per compensare l'acqua che evapora e sostituire così l'ossigeno perso. Lo stesso vale per canarini e criceti che non dovrebbero essere costretti alla cattività e che, comunque, non dovrebbero mai essere lasciati sul balcone al sole diretto; le gabbiette vanno posizionate in un luogo fresco, arieggiato e ombreggiato. 
Attenzione ai parassiti. Meglio applicare preventivamente un antiparassitario adatto alla specie e alla taglia: alcuni prodotti per cani possono essere letali per i gatti. Per i cani è fondamentale prevenire le punture dei flebotomi (sono simili alle zanzare) che possono trasmettere la leishmaniosi. In commercio sono disponibili anche preparati a base di olio di Neem, potente disinfettante e antiparassitario, che non presenta alcuna controindicazione anche per i soggetti più sensibili.Allarme parassiti anche per i conigli e le cavie. In questo caso è necessario ispezionare attentamente ogni giorno l’animale per verificare l'eventuale presenza di uova di mosche sul pelo (infestano anche i cani), tenere pulito il luogo in cui vivono e cambiare almeno due giorni alla settimana la lettiera o il fondo. Per i selvatici lasciare a disposizione una ciotolina d'acqua, non profonda, ricordando di cambiarla almeno una volta al giorno, meglio se a terra; in questo periodo la fauna selvatica ha disposizione molto cibo mentre l'acqua potrebbe rappresentare un problema. Chi ha balconi e terrazzi può creare piccole zone d ombra con le piante.
In caso di dubbi è consigliabile consultare il proprio veterinario di fiducia. Le oltre 150 sezioni Enpa presenti sul territorio nazionale sono comunque a disposizione con ulteriori consigli e indicazioni.
 
FIDELITY HOUSE
1 LUGLIO 2015
 
Parli al tuo cane? Lui prova davvero a capirti. Uno studio lo dimostra
Il nostro cane riesce a comprendere quanto gli diciamo. Lo dimostra una recente ricerca scientifica che ha provato cosa succede nei nostri cuccioli quando noi gli parliamo
 
Un cane diventa da subito una parte integrante della propria famiglia e come tale viene trattato dai suoi padroni. In un qualsiasi rapporto, che sia di amicizia o di semplice conoscenza, la parola è il mezzo di comunicazione fondamentale utilizzato dagli uomini. Anche quando ci si rivolge al proprio cane, però, si finisce per utilizzare il nostro linguaggio come se ci stessimo rivolgendo ad un nostro simile.L’impressione, però, è quella che il nostro cane possa capirci davvero e comprenda quanto gli diciamo, sebbene nel nostro linguaggio. Ma è davvero così o si tratta soltanto di suggestione? Secondo un recente studio pubblicato su Current Biology pare proprio di si. Il nostro cane cerca davvero di capire quanto gli stiamo dicendo ed in un certo senso ci riesce.
La ricerca
Secondo quanto provato da una ricerca scientifica pare proprio che il cervello dei nostri cani cerchi di elaborare il linguaggio dei propri padroni. Per cercare di elaborare quanto detto dai propri padroni i cani utilizzano i due emisferi del cervello. Il sinistro si attiva per analizzare i contenuti fonemici che risultano più familiari, mentre quello destro si concentra di più sul tono e sul ritorno della comunicazione. Le due informazioni che ne derivano consentono al nostro cane di poter capire ciò che gli diciamo, sebbene ovviamente non parola per parola.
Il test
I ricercatori dell‘Università del Sussex hanno realizzato dei test su 250 cani per cercare di capire come questi reagissero alle parole degli umani.Quando si parla al proprio cane questo solitamente tende a ruotare la testa a destra ed a sinistra. I precedenti studi avevano dimostrato che solitamente il cane gira la testa a sinistra quando usa l’emisfero destro ed a destra quando usa quello sinistro. Hanno quindi fatto ascoltare delle frasi pronunciate da un sintetizzatore vocale così che non tradisse emozioni con il tono di voce ed i cani hanno attivato l’emisfero sinistro, segno che si stavano concentrando sulle parole.Se invece, la stessa frase, veniva pronunciata da un umano, con un’inflessione linguistica diversa da quella a cui il cane è abituato, allora si attiva la parte destra, segno che il cane si sta concentrando invece sul suono.Il test ha quindi dimostrato che il nostro cane reagisce alle nostre parole come succede per gli umani sebbene, ovviamente, non sia abbastanza evoluto da capirne ogni singola parole. Parlare con il nostro cane, quindi, non è inutile e riesce a trasmettergli più di quanto avessimo mai pensato.
 
NEL CUORE.ORG
1 LUGLIO 2015
 
ANIMALISTI: IN PERICOLO L'ORSO MARSICANO, IL PIU' RARO AL MONDO
"Indifferenze e noncuranza delle istituzioni politiche"
 
"Passano gli anni, si alternano le forze politiche e gli uomini alla guida della Regione, ma l'indifferenza e la noncuranza delle nostre istituzioni politiche continuano a mettere in pericolo la conservazione dell'orso bruno marsicano il mammifero piu' raro nel panorama faunistico italiano, l'orso piu' raro al mondo, simbolo delle montagne abruzzesi e formidabile attrattore turistico per le nostre disastrate aree interne". Lo dice una nota dell'associazione "Salviamolorso" per la conservazione del marsicano.
"La lunga vicenda del focolaio di tbc bovina rilevato nella Marsica sin dal 2012 nel territorio del comune di Gioia dei Marsi e nei pascoli confinanti di Bisegna e Lecce nei Marsi che le associazioni ambientaliste e Salviamo l'Orso in primis hanno portato all'attenzione dell'opinione pubblica regionale e nazionale – prosegue il testo - e' purtroppo sintomatica del disinteresse e della sciatteria di certa classe politica nei confronti della conservazione dell'orso......disinteresse e irresponsabilita' che oltre a mettere in pericolo la nostra relitta popolazione di orsi , che altri paesi piu' civili del nostro difenderebbero strenuamente, espone i rappresentanti di questa classe politica a figure sconsolanti e vergognose. Tale e' stata appunto quella che Luciano D'Alfonso, presidente della Regione Abruzzo, Pd, ha fatto a Roma qualche giorno fa incontrando il Ministro dell'Ambiente Galletti".
L'associazione riepiloga così l'antefatto :
1)Nel 2012 viene rilevato un focolaio di tbc bovina in territorio di Gioia dei Marsi nel Parco Nazionale d'Abruzzo. L'infezione e' letale per il bestiame domestico e la fauna selvatica , non solo ma puo' essere trasmessa all'uomo.
2)Nel 2013 viene rilevato un nuovo caso, poi nel Marzo del 2014 una giovane femmina di orso viene recuperata moribonda e muore poche ore dopo. Il conseguente esame necroscopico accerta la presenza di vaste lesioni da tbc nell'animale che ne fanno la causa della sua morte
3)Dopo le forti proteste delle associazioni si riesce a recuperare ed a controllare una mandria di bovini che pascolano da anni allo stato brado senza essere sottoposti ai periodici controlli sanitari imposti dalla legge ed alcuni animali positivi alla tbc vengono macellati.
4)i Ministeri della Salute e dell'Ambiente insieme al PNALM chiedono insistentemente ma senza risultato alcuno che l'area venga chiusa al pascolo temporaneamente (almeno 1 anno)
5)Finalmente a seguito della mobilitazione dell'opinione pubblica ed alle ripetute richieste del Ministero dell'Ambiente culminate in un incontro tra l'assessore all'Ambiente Mazzocca e la sottosegretaria On. Degani la giunta regionale abruzzese approva la Delibera 348 del 7 Maggio scorso "Azioni urgenti per la tutela dell'Orso bruno marsicano e per la sorveglianza sanitaria sulla fauna" in cui oltre alla costituzione di un Comitato per la sorveglianza sanitaria della fauna si delibera la chiusura dei pascoli interessati dal focolaio per almeno 1 anno.
"Ebbene – sottolinea il comunicato - la delibera ormai vecchia di quasi 2 mesi non ha prodotto alcun divieto di pascolo, le vacche hanno invaso nuovamente i pascoli alti di Gioia dei Marsi , il cui Sindaco ha bellamente ignorato la delibera (solo Bisegna ha vietato il pascolo per quanto di sua competenza) . Le promesse fatte al sottosegretario On. Degani a nome di D'Alfonso dagli assessori Mazzocca, Pepe, Paolucci e Di Matteo sono state completamente disattese, al punto da poter dire senza tema di smentita che la Giunta regionale abruzzese si e'presa letteralmente gioco di Sottosegretario e Ministro......"
Tra l'altro la delibera prevede che " ..in caso di mancata emanazione delle ordinanze suddette (di chiusura pascolo...NdR) entro e non oltre il termine di 30 giorni dalla pubblicazione della presente Deliberazione , Il Presidente della Giunta regionale , in quanto autorita' sanitaria regionale , ai sensi dell'art.32 della legge n. 833/1978 e dellart. 117 del D.Lgs n. 112/1998 emettera' in tal senso, un'Ordinanza contingibile e urgente ; ".......e allora caro D'Alfonso che ne e' stato di questa Ordinanza contingibile e urgente ?? La Giunta regionale approva una delibera e ppoi si scorda di farla applicare?"
La conclusione è sotto gli occhi di tutti: "La scorsa settimana, incontrando Galletti il buon D'Alfonso si e' visto rinfacciare tutto cio' dal Ministro e pare, bonta' sua, che sia cascato dalle nuvole ed abbia reiterato le sue promesse di intervento che noi inguaribili ottimisti continuiamo a sperare di veder concretizzate. Certamente non una bella figura ne alcunche' di cui andar fiero per chi, oltre ad ignorare i numerosi appelli delle associazioni e le loro cortesi richieste di incontro, aveva condotto una campagna elettorale tutta all'insegna del rilancio della protezione dell'ambiente , dei fiumi (sic) e delle aree protette della nostra regione.....ma come si suol dire, "passata la festa gabbato lo Santo" che in questo caso e' il nostro orso !"
 
GEA PRESS
1 LUGLIO 2015
 
Tailandia – Arrestati due macellai di cani
I resti dei poveri animali posti sotto sequestro

 
Intervento nella giornata di oggi della Polizia Tailandese che ha  provveduto ad arrestare due macellai di cani e a sequestrare il loro carico. Si trattava prevalentemente di parti già sezionate ordinatamente sistemate in decine di sacchetti di plastica. Poi anche cani spellati.L’arresto dei due uomini, avvenuto lungo la strada per Tha Rae, nel  nord-est della Tailandia, è stato reso possibile grazie ad un agente infiltrato dall’ONG Soi Dog Foundation. Secondo la stessa Fondazione, l’area di intervento è individuata nel cuore del commercio di carne di cane della Tailandia.Commerci che servono a rifornire prevalentemente alcuni stati confinanti.Secondo le usanze locali, riferisce Soi Dog Foundation, i cani vengono spesso stipati fino a 10  per gabbia. Vengono poi macellati presso strutture abusive.  I due, sottoposti ad interrogatorio, hanno ammesso le loro responsabilità. La macellazione prima del trasporto sarebbe stata finalizzata ad occultare più facilmente il carico.Soi Dog Foundation ha in corso una martellante campagna pubblicitaria volta a sensibilizzare l’opinione pubblica e ad invitare a collaborare con le forze di polizia comunicando eventuali segnalazioni di macellazione di cani. Un intervento interamente autofinanziato e per il quale l’ONG chiede di di venire ancora aiutata.I due macellai  dovranno rispondere, oltre che dell’uccisione dei cani, anche del potenziale pericolo di diffusione di malattie infettive. Molta attenzione, infatti, viene riservata alla rabbia silvestre.
 
NEL CUORE.ORG
1 LUGLIO 2015
 
COREA DEL SUD, ARRIVANO I "BOK NAL": UN MILIONE DI CANI IN PENTOLA
Quando gli amici dell'uomo diventano zuppa
 
In coreano si chiamano "Bok nal" ("Giorni del cane") e secondo il calendario lunare sono i più caldi dell'anno, nei quali (ma la "prescrizione" vale per tutta la parte centrale della stagione estiva) si mangia un alimento che, secondo la tradizione, rinfresca e rinvigorisce: la carne di cane, in zuppa o arrosto. Chi conosce le culture dell'Estremo Oriente assicura che i "bok nal" in Corea del Sud – quest'anno cadono il 13 luglio, il 23 luglio e il 1 agosto – fanno impallidire il famigerato "Festival della carne di cane" dei cinesi di Yulin. Nessuno sa con precisione quanti cani finiscano nei pentoloni o sugli spiedi, ma stime molto prudenziali parlano di circa un milione, trasportati dai villaggi o dagli allevamenti in condizioni igieniche spaventose, spesso torturati (alcuni credono che la carne così diventi più buona) e macellati con metodi crudeli.
Gli animalisti locali protestano, organizzano blocchi e manifestazioni, correndo il rischio di ritorsioni da parte dei mercanti di carne di cane (guarda il video di Savekoreandogs), ma la tradizione è ben radicata e spesso il meglio che si può fare per salvare qualche cane è comprarlo, per tirarlo fuori dalle gabbie della morte.
Numerose petizioni sono state lanciate anche quest'anno: alle autorità coreane, all'ambasciatore americano in Corea del Sud, al segretario generale dell'Onu il coreano Ban Ki-Moon. Si possono leggere sulla pagina facebook di savekoreandogs.
Secondo la World dog alliance, sono circa 30 milioni i cani macellati ogni anno in Estremo Oriente.
VIDEO
 
TG COM 24
1 LUGLIO 2015
 
Rambo, il cane eroe: muore per salvare il padrone colpito da un fulmine

 
Era salito in escursione a oltre 4mila metri sul monte Bierstadt, in Colorado, quando un fulmine ha colpito lui e il suo gruppo di amici. Ma se il 27enne Jonathan Hardman è ancora vivo lo deve al suo fedelissimo pastore tedesco, Rambo. Secondo la ricostruzione, il cane avrebbe attirato parte della scarica con il suo corpo, "risparmiandola" al suo padrone e morendo all'istante.L'incidente è avvenuto su un monte del Colorado, a oltre 4mila metri: il pastore tedesco avrebbe attirato parte della scarica con il suo corpo "risparmiandola" al suo padrone e morendo all'istante. "Era una giornata bellissima - ha raccontato Hardman - non ci saremmo mai aspettati quel fulmine all'improvviso". Dopo essersi ripreso dal colpo, il 27enne americano ha subito capito quanto gli era accaduto. Ma la preoccupazione era soltanto una: "Dov'è il mio cane?". A quel punto, l'amara scoperta: Rambo era disteso a qualche metro di distanza, senza vita.
"Non riuscivo a smettere di gridare il suo nome - prosegue Hardman - e volevo andarlo a prendere, ma i miei amici me lo hanno impedito per il timore di altri fulmini". In seguito all'incidente otto escursionisti del gruppo sono rimasti feriti in maniera non grave.
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
1 LUGLIO 2015
 
Così vengono salvati gli animali da lavoro in Africa
Una rete di cliniche, ambulatori e progetti per la tutela di cavalli, asini e cammelli
 
Laura Manca
 
La maggior parte degli equini nel mondo lavora. Supporta 300-600 milioni di persone, 158 milioni delle quali si trovano in Africa, ed è di importanza vitale per le famiglie, che spesso non possono permettersi tecnologie più avanzate, ma nemmeno dispongono dei mezzi e delle conoscenze necessarie per mantenere gli animali in condizioni adeguate.  
LA SITUAZIONE
Agricoltura di sussistenza, trasporti pubblici e privati, commercio e industria: tutto questo grava, in molti Paesi in via di sviluppo, sulle schiene di asini, ma anche di cavalli e cammelli. Dare in affitto per un giorno i propri muli a estranei è una pratica non poco frequente, ma questo comporta il rischio (alto) di maltrattamenti e abusi da parte di chi non ama e rispetta quegli animali come se fossero suoi.
VERSO UNA SOLUZIONE
Si può dire però che anche gli equini abbiano degli angeli custodi: dove mancano igiene, salute e un’adeguata alimentazione intervengono ONG (Organizzazioni Non Governative) da tutto il mondo per salvare e tutelare gli aiutanti a quattro zampe. SPANA (Society for the Protection of Animals Abroad), The Donkey Sanctuary, The Brooke, per citarne alcune, si prendono cura degli animali da lavoro in diversi Paesi dell’Africa e del mondo attraverso una rete di ospedali e ambulatori. Educando i padroni, quando possibile fin da piccoli, si riesce così a garantire un futuro migliore non solo agli asini, ma anche alle famiglie stesse. Perché come dice Ganesh Pande, partner di The Brooke India, «per il mondo intero può trattarsi solo di un asino, un mulo o un cavallo, ma rappresenta tutto il mondo per il padrone povero ed emarginato». 
UNA STORIA DAL CORNO D’AFRICA
Come riportato da The Brooke, oltre l’85% della popolazione etiope vive nelle campagne, soggetta a periodi di siccità insieme ai propri asini, su cui fa affidamento; ogni famiglia ne possiede almeno uno e questi animali rappresentano più che una risorsa, una ricchezza importantissima. Come i loro padroni però soffrono la fame, si ammalano e il lavoro in certe condizioni diventa sempre più insostenibile.E’ il caso di Shepo, asino a cui è legata la vita di Birhanu Jenoro e della sua numerosa famiglia.Dopo cinque anni di lavoro, la sua schiena non regge più: la ferita provocata dai carichi eccessivi a cui è sottoposto senza protezioni adeguate non riesce a guarire. Birhanu prende allora la saggia decisione e si mette in viaggio verso Bidika, dove si rivolge The Brooke per cercare di salvare il suo fedele compagno di campi (foto in basso).Il contadino segue attentamente i consigli dei veterinari, che gli spiegano come pulire la ferita e come lavorare con Shepo senza sovraccaricarlo: è molto interessato e vuole imparare perché sa che in quelle parole, in quelle conoscenze sta il futuro del suo animale e dei suoi cinque bambini. Gli consigliano un farmaco reperibile sul posto e non troppo costoso, così ora Jenoro è in grado di prendersi cura dell’asino da solo.Episodi come questo sono molto frequenti e numerosi, perché altrettanti sono gli asini nelle ormai-ex condizioni di Shepo, ma sono anche, nel loro lieto fine, la dimostrazione di quanto sia importante formare le famiglie ed educarle alla cura e all’attenzione verso i loro animali da lavoro.
FOTO E VIDEO
 
NEL CUORE-ORG
1 LUGLIO 2015
 
GB, MINISTERO DELLA DIFESA: OLTRE 4.100 ANIMALI USATI NEI TEST BELLICI
In calo rispetto al passato: erano oltre 9000 nel 2010
 
Più di 4.100 animali sono stati utilizzati dal ministero della Difesa britannico per i test nei laboratori a Porton Down nel 2014. Lo hanno rivelato i dati parlamentari. Il ministro della Difesa Philip Dunne ha detto che sono stati coinvolti negli esperimenti bellici (vietati, invece, in Italia) 3.411 topi, 323 porcellini d'India, 223 ratti, 100 suini e 67 scimmie. La risposta di Dunne è stata richiesta da una domanda scritta dal ministro ombra della difesa Kevan Jones. I numeri sono in calo rispetto agli anni precedenti. Nel 2013, 6.461 animali sono stati utilizzati per i test, rispetto ai 8.830 nel 2012. Nel 2011, erano stati 9722 e nel 2010 9.438.
 
CORRIERE DEL TICINO
1 LUGLIO 2015
 
"Limitare i test sugli animali"
Il Consiglio federale ha deciso di ridurre la sperimentazione sugli esseri viventi e promuovere metodi alternativi
 
BERNA - Il Consiglio federale ha adottato oggi un rapporto che propone diverse misure per promuovere lo studio di metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali e ridurre il numero dei test e le sofferenze delle cavie. Come misura principale occorre valutare la possibilità di istituire un centro di competenza nazionale cui affidare il compito di promuovere in modo mirato la ricerca e di attuare sul lungo termine i risultati, in collaborazione con l'industria e le scuole universitarie. Inoltre, si legge in un comunicato odierno del governo, il rapporto raccomanda di verificare il rafforzamento della formazione, del perfezionamento e dell'aggiornamento degli studenti e dei ricercatori. Grazie all'impiego dei più moderni metodi di laboratorio dovrà essere ridotto il numero delle cavie. Le nuove tecniche permettono infatti di ottenere un maggior numero di informazioni di qualità impiegando meno animali.Il rapporto si esprime anche sul possibile futuro della fondazione 3R. Attiva dal 1987, promuove la ricerca nel campo dei metodi alternativi alla sperimentazione su animali finanziando progetti. Il documento giunge alla conclusione che la fondazione può continuare a fornire un prezioso contributo alla ricerca. La sigla 3R sta per replace (sostituire gli esperimenti sugli animali), reduce (ridurre il numero di animali) e refine (perfezionare gli esperimenti dal punto di vista tecnico).L'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria e la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione cercheranno soluzioni per attuare le misure proposte con i crediti disponibili, continua la nota.Dal 1991 gli esperimenti sugli animali sono disciplinati da norme restrittive. Sono autorizzati soltanto se giustificati da interessi preponderanti e se non sono disponibili metodi alternativi. La regolamentazione ha permesso di ridurre notevolmente l'elevato numero di animali: se nel 1983 erano quasi due milioni, nel 2000 questo numero era sceso a poco meno di 570'000. Da allora è però nuovamente aumentato, arrivano poco sotto le 600'000 unità, soprattutto a causa del crescente impiego di animali geneticamente modificati per la ricerca di base.
 
GEA PRESS
2 LUGLIO 2015
 
GENOVA, DUE GERMANI REALI E TRE TARTARUGHE UCCISI CON LE PIETRE
La strage a Pegli di notte. E' successo a Villa Doria
 
I bimbi di Pegli volevano andare nel laghetto per vederli, nel cuore di villa Doria. Due germani reali bellissimi e tre tartarughe uccisi a colpi di pietre. Tutto in una notte, come scrive "Il Secolo XIX". "Erano un gruppo di ragazzotti della zona", ha detto chi non ha avuto il coraggio di intervenire. "Non ho capito subito cosa stesse succedendo - ha raccontato un testimone - Vedevo quei ragazzi lanciare delle pietre. Qui negli anni ci siamo abituati a tutto...".
Solo ieri mattina si è scoperto tutto. I germani reali non nuotavano più nel laghetto, ma sono stati trovati poco più in là, a ridosso del muretto a secco appena ristrutturato. Morti. Vicino al loro sangue una tartaruga deceduta.
Mentre le altre due risulterebbero addirittura scomparse, ma è molto probabile che anche loro abbiano perso la vita. Le pietre usate per la mattanza, invece, sono quelle del nuovissimo muretto a secco che corre lungo i sentieri tra i viali.
 
CORRIERE ADRIATICO
2 LUGLIO 2015
 
Ancona, mistero sul cane morto trovato in un campo da calcio
 
ANCONA - Un giallo tutto da chiarire. Nei pressi della frazione di Montesicuro un residente ha segnalato la presenza di un cane morto. L'animale sarebbe stato rinvenuto legato al palo di una porta di un campo da calcio. Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia municipale. Gli agenti hanno contattato il servizio veterinario per il recupero della carcassa. Difficile stabilire quello che è accaduto. Tra le ipotesi prese in considerazione, quella per cui il cane sarebbe stato abbandonato proprio nel parco pubblico e avrebbe trovato la morte in modo accidentale, restando strozzato dal guinzaglio girando attorno al palo. Oppure potrebbe essersi trattato di una morte naturale. Al momento sembrerebbe da escludere un avvelenamento. Sta di fatto che fino alla giornata di mercoledì nessuno dei residenti della zona aveva notato la presenza di quel cane all'interno del parco. Qualcosa in più si potrebbe sapere dall’eventuale rinvenimento di un microchip per risalire al nominativo del proprietario.
 
ROMA TODAY
2 LUGLIO 2015
 
Borghesiana: spinge un cane giù dal bus e lo abbandona, caccia al colpevole
L'animale ha poi inseguito il mezzo pubblico dal quale è stato fatto scendere. La denuncia da parte Earth: "Non lasciare impunito un tale disgustoso atto di vigliaccheria"

 
Roma - Un disgustoso atto di vigliaccheria. Non ci gira intorno l'associazione animalista Earth denunciando quanto accaduto nel pomeriggio dell'1 luglio nella zona di Borghesiana, nel VI Municipio delle Torri. Qui, dalle porte di un autobus di linea, una persona ha infatti atteso l'apertura delle stesse per poi spingere un cane fuori ed abbandonarlo sul ciglio della strada. "Una scena agghiacciante", come denuncia Earth, con il meticcio di taglia media che ha poi tentato di risalire a bordo del mezzo per poi rincorrere disperato il bus una volta ripartito. Ad assistere alla scena una signora che "temendo si facesse male lo ha accostato con la propria vettura fermandolo ed ha chiamato Earth".OPERATORE DI EARTH - L'associazione animalista "data la gravità della situazione ha immediatamente inviato sul posto la propria guardia zoofila Domenico Cau che ha preso la denuncia e chiamato la Asl per far prelevare il piccolo". Sul posto è quindi arrivato il dottor Desideri, della Asl "che ha trovato il cane in buone condizioni ma ha comunque ordinato una radiografia per maggior sicurezza ed il trasferimento in canile".
DENUNCIA CONTRO IGNOTI - Un fatto in relazione al quale Earth denuncia: "È partito dal nostro ufficio legale una denuncia contro ignoti - spiega Valentina Coppola, presidente di Earth - ma chiediamo a tutti di aiutarci a trovare il colpevole di questo gesto infame. Chiediamo a chi era sull'autobus, a chi riconosce il cane, a chiunque sappia qualcosa di parlare per non lasciare impunito un tale disgustoso atto di vigliaccheria".
 
NEL CUORE.ORG
2 LUGLIO 2015
 
SIENA, INCENDIO IN DUE CAPANNI: MORTI DUE CANI DA CACCIA
Non c'è stato scampo per i due animali
 
Due cani da caccia sono morti questo pomeriggio a Radda in Chianti (Siena) a causa di un incendio che e' divampato nel primo pomeriggio in due capanni in localita' Selvole. Per gli animali che si trovavano all'interno di una delle due strutture non c'e' stato scampo. Sul posto sono ancora al lavoro i vigili del fuoco con 2 mezzi e un'autobotte per accertare le cause dell'incendio.
 
ANSA
2 LUGLIO 2015
 
Tengono anziano e cani in abbandono
Malato in stanza con 12 animali, due denunce
 
(ANSA) - GENOVA, 2 LUG - Quando sono entrati in casa, a Montoggio, i carabinieri hanno trovato un anziano di 69 anni, malato, in stato di abbandono circondato da 12 cani, anche loro in precarie condizioni. I militari hanno denunciato, un pensionato di 70 anni e una donna di 41, per maltrattamenti di animali e abbandono di persona incapace. I militari con il veterinario della Asl hanno appurato che i due dal 2011 hanno tenuto in casa almeno 50 cani in pessime condizioni igieniche. Il malato è papà della donna denunciata.
 
REPUBBLICA.IT
2 LUGLIO 2015
 

Il canile è un lager: "lo gestiva l'Enpa"

L’Enpa-Ente nazionale protezione animali di Galatina lo gestiva da dieci anni,  i successori scoprono un obbrobrio.
 “Tutti gli animali del ricovero sono in pessime condizioni igienico sanitarie, in mezzo a deiezioni liquide e solide non rimosse nel tempo” verbalizza il servizio veterinario di Area C della Asl di Lecce in merito alla situazione del canile di Latronica, struttura di riferimento del comune di Galatina: “presentano  lesioni della pelle riconducibili a parassitosi e/o  leihsmaniosi, scarsa nutrizione e idratazione, tumefazioni... alcuni versano in uno stato di salute allarmante che richiederebbe immediate cure mediche”.
 Il drammatico spettacolo,  subito mandato in onda dalla tv locale Telerama, accorsa sul posto al seguito delle autorità sanitarie, si rivela il 1 luglio. E’ il sospirato giorno del passaggio di consegne al rti (raggruppamento temporaneo d’impresa) formato dalla sezione di Massafra dell’Anta e dalla Cooperativa Dog Park di Ottaviano, che attraverso regolare gara si  è aggiudicato, nel febbraio scorso, la gestione delle tre strutture comunali. Latronica e il piccolo canile sanitario sono in mani Enpa da circa un decennio, grazie a un affido diretto più volte rinnovato. Si aggiunge una terza e nuovissima struttura consegnata dal Comune di Galatina all’associazione qualche mese fa.
Nel 2009, infatti, il canile di Latronica viene posto sotto sequestro – ancora in vigore - dal Nas di Lecce per sovraffollamento, senza che questo, a quanto pare, abbia motivato alcuna verifica da parte delle autorità locali nei sei anni successivi. Intanto, l’Amministrazione costruisce un’altra struttura, il canile San Vito,  consegnato all’Enpa alla fine dello scorso anno. Qui sono già stati inseriti 40 cani.
“Abbiamo trovato le risorse necessarie all'impresa anche perché volevamo aiutare gli sfortunati reduci di Noha, un rifugio della zona accusato  qualche tempo fa di gravi maltrattamenti, quindi sequestrato. Riguardo Latronica, però, non abbiamo mai ricevuto segnalazioni di criticità, né dalla preposta Asl, e neppure dai numerosi volontari e piccole associazioni che hanno sempre frequentato il canile: siamo davvero sgomenti” dice Roberta Forte, assessore all’Urbanistica e vice sindaco di Galatina, contestata dalla stessa Enpa per aver indetto, nel 2014, una gara per il rinnovo della convenzione con i tre canili municipali – 250mila euro l’anno.
“C’è stata una vera e propria campagna denigratoria sui social network, sia nei miei confronti che nei riguardi del rti che si è infine aggiudicato la gara” prosegue. “Non sono un’esperta di animali, ma li rispetto, e tengo in massima considerazione le risorse pubbliche. Più volte ho chiesto, senza riscontri positivi, collaborazione all’Enpa affinché la cura dei cani si sposasse a un diverso coinvolgimento dei cittadini, facilitando visite e adozioni, attraverso progetti educativi e campagne di sterilizzazione”.
Il bando è dunque a offerta tecnica. Significa che oltre all’aspetto economico si valutano professionalità, esperienza e proposte migliorative. Con quasi trenta punti di scarto, a inizio 2015,  vincono Anta di Massafra  e Cooperativa Dog Park di Ottaviano.  L’Enpa di Galatina, che ha persino creato l'evento Facebook Io non mi arrendo  (“per far conoscere a tutti quello che si sta verificando a danno degli animali, da anni accuditi in maniera ineccepibile dai volontari dell’Enpa”) si è presentata alla gara con il sostegno del Direttivo nazionale, e investe qualche migliaia di euro per un ricorso al Tar, respinto. Trascorrono ancora, inspiegabilmente, diversi mesi prima che le chiavi siano consegnate ai nuovi gestori.
“Le condizioni dei cani, custoditi in mezzo a deiezioni,  eternit, miasmi, topi, con le piaghe assalite dai vermi,  sono peggiori di quanto si possa immaginare” racconta Michele Visone, presidente della Cooperativa Dog Park di Ottaviano e dell’associazione di gestori privati Assocanili. “Dal Comune ci hanno consegnato solo una lista, su carta Enpa, dei 198 cani presenti a Latronica. Mancano registi di carico e scarico, e dei medicinali, nonché piani terapeutici, cartelle cliniche. Insomma, l’intera documentazione prevista dalla legge. Com’è ovvio ne abbiamo fatto immediata richiesta, inoltre intendiamo verificare con cura i dati segnaletici e l’identità di ciascun animale”.
Non è possibile, al momento, ottenere commenti dall’Enpa, che promette di pronunciarsi ufficialmente “una volta completate le doverose verifiche”.

 
STRILLI.IT
2 LUGLIO 2015
 
Reggio Calabria– Tutti alla ricerca di Roul, cagnolino smarrito di 16 anni sta commuovendo Condera

 
L’intero quartiere Condera alla ricerca di Roul un cagnolino di 16 anni che si è smarrito. Volantini con la sua immagine (in foto) ricoprono i muri di Reggio Calabria. Molti gli avvistamenti, ma nessuno fino ad oggi è riuscito a riportare Raoul a casa. Il cane, sottolinea la padrona, è affetto da un’encefalopatia epatica che lo porta a disorientamento e vagabondaggio infatti è stato avvistato in diverse zone della città.Raoul è facilmente identificabile per il collare verde, non è aggressivo ma è molto spaventato, “infatti – scrive la padrona del cane – le persone che mi hanno contattata hanno detto di averlo visto ma di non essere riuscite a fermarlo. Il tempo di recarmi sul posto e lui sparisce nel nulla!”.Alla ricerca di Raoul anche alcuni operatori dell’Avr che hanno manifestato la loro disponibilità. Molti insieme ai padroni di Raoul stanno cercando il cane in giro per la città.Anche su Facebook (dove è specificata la ricompensa di 300 € in caso di ritrovamento), le numerosissime condivisioni consentono di divulgare l’informazione.Sono stati allertati anche i canili di Reggio Calabria e di Gioia Tauro, ma Raoul non si trova in nessun canile.Per qualsiasi informazione contattare il 329.4044275 oppure questa pagina facebook (Clicca qui)
FOTO
 
NEL CUORE.ORG
2 LUGLIO 2015
 
BIMBO AL MEYER DI FIRENZE, LAV: CORRETTA DIETA VEGANA DA' BENEFICI
"Incredibile percentuale di bimbi onnivori obesi"
 
Polemiche sulla dieta vegana dopo che un bambino di circa un anno e' stato ricoverato all'ospedale Mayer di Firenze in condizioni di denutrizione. Secondo quanto si e' appreso stamane, i suoi genitori, che vivono in un piccolo centro vicino a Pontedera (Pisa), sono stati indagati dalla procura di Pisa per maltrattamenti in famiglia. L'indagine - riferisce "la Nazione" - e' scattata d'ufficio dopo la segnalazione ricevuta dall'ospedale dove il piccolo era stato portato per alcuni malesseri. Sull'episodio sta conducendo una serie di accertamenti anche la polizia. Secondo quanto si e' appreso, la procura vuole stabilire se vi sono state condotte delittuose da parte dei genitori del piccolo (padre e madre sono entrambi vegani) ma soprattutto vuole capire se il bimbo e' mai stato seguito da un pediatra e, in caso affermativo, se il medico non si fosse accorto di eventuali condotte anomale dei genitori. L'indagine, si apprende da fonti investigative, e' solo all'inizio e l'iscrizione dei genitori nel registro degli indagati e' principalmente un atto dovuto anche per consentire loro di nominare propri consulenti se si ritenesse necessario svolgere accertamenti irripetibili.
Ma la Lav fa presente che il caso del bambino denutrito ricoverato all'ospedale Mayer di Firenze non può essere utilizzato per denigrare una scelta alimentare come quella vegana che, se correttamente praticata, ha solo benefici, come confermato ormai dai maggiori istituti scientifici internazionali.
L'eventuale irresponsabilità dei genitori del piccolo vegano - secondo gli animalisti - è in percentuale un fatto limitato in rapporto all'incredibile percentuale di bambini onnivori obesi (9,8%) e in sovrappeso (20,9%) di cui di cui l'Italia è leader negativa a livello europeo, con le relative patologie connesse ed elevati costi per il Servizio Sanitario nazionale.
Purtroppo, nonostante le evidenze scientifiche, la stragrande maggioranza dei pediatri sconsiglia ancora un'alimentazione priva di ingredienti animali, costringendo molti genitori alla rinuncia, oppure ad un rischioso "fai da te". Al di là del caso specifico di questo bimbo ricoverato nell'ospedale di Firenze per denutrizione, al quale auguriamo una pronta guarigione e ai suoi genitori una felice soluzione di questa vicenda, in tema di scelta veg esiste molta disinformazione e preconcetti diffusi.
 
LA ZAMPA.IT
2 LUGLIO 2015
 
Così vengono sezionate le balene: l’orrore in Islanda
 
Nonostante il commercio di carne di balena sia ormai al collasso – sia per la crescente opposizione alla caccia, sia perché persino in Giappone, il principale mercato di riferimento, il mercato è in crisi – c’è chi ancora spera di poter rimettere in piedi questo settore.
L’Islanda, per quest’anno, ha pianificato di cacciare fino a 154 balenottere comuni. Questa specie non potrebbe essere commercializzata perché è in pericolo, tanto da essere inserita in Appendice I della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES). Solo 3 dei 181 Stati membri del CITES hanno presentato riserve che permettono loro di ignorare questa decisione: Islanda, Giappone e Norvegia.
VIDEO
 
GEA PRESS
2 LUGLIO 2015
 
India – Il filmato dei ladri di scimmie. Arrestate cinque persone
 
Sono stati individuati e denunciati i cinque presunti responsabili del furto di una scimmia avvenuto in natura nei pressi di Varandha Ghat nello stato indiano del  Maharashtra. Gli agenti del Dipartimento delle Foreste  hanno individuati i cinque soggetti all’inizio di questa settimana nella località Bhor.
In tutto, avevano trascorso dieci giorni di fuga.
La loro bravata era stata filmata (vedi video in calce) da una persona che si trovava nei luoghi. Il video, inserito nei social network, era ben presto diventato virale. A colpire era stata non solo la crudeltà del gesto ma anche la reazione del branco di scimmiette che aveva tentato di opporsi all’azione dell’uomo. La targa della macchina, però, era risultata ben visibile e le indagini della polizia erano state così  agevolate.Alle stesse autorità era arrivata una denuncia di PETA che aveva inoltrato l’atto, oltre che al Dipartimento delle Foreste, anche all’Ufficio che si occupa dei reati contro gli animali.Le cinque persone ora individuate dovranno apparire innanzi alla Corte di Taluka Bhor. Fino ad allora rimarranno in prigione in attesa di giudizio. La scimmia traumatizzata, recuperata dalla Polizia, è ora affidata alle cure dell’ autorità forestale e sarà presto liberata nei luoghi ove era stata rubata.PETA ha invitato le autorità a verificare  se i cinque soggetti facevano parte di una più ampia organizzazione dedita al commercio della fauna selvatica.
VIDEO
 
GEA PRESS
2 LUGLIO 2015
 
Cina – I camion con i cani da macello sono vuoti. Nuovo successo degli animalisti cinesi
 
Cina – Hanno firmato una lettera di rinuncia al carico ed hanno consegnato tutti i cani agli animalisti cinesi. Ne da comunicazione l’ONG Animal Welfare Project che rende così noto del felice esito dei blocchi avvenuti nella scorse ore nelle città di Kunmig (vedi articolo GeaPress) e  Tianjin.Secondo quanto reso noto dall’ONG i proprietari dei camion avrebbero ammesso di non essere in possesso dei titoli di proprietà dei cani. In altri termini il carico potrebbe essere illegale e non in regola con i certificati sanitari relativi alla profilassi della rabbia. In sintesi, potrebbero non avere trascorso alcun periodo di quarantena.Secondo le disposizioni governative, infatti, non è vietato consumare carne di cane, ma questi devono essere in regola con le norme sanitarie. L’ipotesi di furto costituisce un aggravante. Gli animalisti utilizzano tale possibilità non solo per ottenere la liberazione dei cani ammassati nei camion destinati nal macello, ma anche per contribuire a fare venire alla luce un fenomeno ancora diffuso ed in buona parte in mano all’illegalità.Tutti i cani sono stati liberati dalle anguste gabbie ove erano compressi. Rifocillati  e sistemati in posti più idonei, sono ora in attesa della visita veterinaria. In occasione dei blocchi dei camion, si presentano infatti molte persone, tra cui veterinari, che prestano gratuitamente il loro intervento.
 
GEA PRESS
3 LUGLIO 2015
 
Milano – In cantina con sei cani da caccia. L’OIPA: come oggetti inutili con il pelo intriso di urina

 
Un’abitazione privata in un comune nella provincia di Milano. Le Guardie dell’OIPA sono arrivate nei luoghi a seguito di segnalazione. Controlli numerosi con l’obiettivo di verificare la detenzione di sei cani, fino a raccogliere quelli che vengono definiti elementi sufficienti ad ipotizzare l’esistenza del reato a danno degli animali.L’intervento è avvenuto congiuntamente ai Carabinieri, dal momento in cui il proprietario dei cani risultava detentore di armi da fuoco.Nel locale seminterrato, adibito a cantina, un cacciatore deteneva sei cani, quattro maschi e due femmine, di cui una cieca. Si trattava di cani da caccia meticci, che sarebbero stati rinchiusi in tre piccoli recinti artigianali con pavimentazione ricoperta di feci e urina. Per questo, riferisce sempre l’OIPA, l’aria sarebbe risultata irrespirabile. Gli accertamenti degli inquirenti avrebbero inoltre portato a constatare come il pelo dei cani risultava intriso di urina ed in alcuni di loro il probabile stress  causava coprofagia.Secondo l’OIPA il proprietario alimentava i cani con pane secco ricoperto di muffa, tanto che gli animali mostravano l’addome probabilmente a causa dell’ alimentazione errata.Le indagini avrebbero inoltre portato ad ipotizzare come i cani non venissero mai portati in passeggiata. Tutti gli animali sono stati sottoposti a sequestro penale e trasferiti presso il canile competente. Il proprietario, invece, dovrà rispondere dell’accusa di maltrattamento di animali.“Le condizioni in cui abbiamo trovato questi cani dimostrano che la considerazione della quale godevano era pari a quella che si può avere per un oggetto inutile – dichiara Paola Papi, coordinatrice del Nucleo di guardie zoofile OIPA di Milano e provincia – Tuttavia questi sequestri attestano che l’epoca in cui il vuoto legislativo permetteva di disporre a piacimento della vita degli animali è finita da tempo. Le leggi ora ci sono e soprattutto c’è chi lotta ogni giorno per farle rispettare“.
 
METEO WEB
3 LUGLIO 2015
 
Animali: salvati cuccioli abbandonati in una scatola sotto il sole
I cinque cani, nati da poco, sono stati affidati prima al servizio veterinario dell’ Asl Umbria 2 e poi al canile rifugio di Monte Argento
 
Prov. Di Terni. Cinque cuccioli di cane sono stati trovati e salvati dagli agenti della forestale dopo essere stati abbandonati in una scatola di cartone, sotto il sole e senza acqua, lungo la strada che costeggia il cimitero di Terni. Rintracciati i due proprietari, una coppia di Stroncone, entrambi denunciati con l’accusa di abbandono di animali. Il ritrovamento e’ avvenuto grazie ad una segnalazione al 1515. I cinque cani, nati da poco, sono stati affidati prima al servizio veterinario dell’ Asl Umbria 2 e poi al canile rifugio di Monte Argento, convenzionato con il Comune di Terni, presso il quale rimarranno fino al loro svezzamento per poi essere affidati a qualche famiglia. L’identificazione dei proprietari e’ stata invece possibile dopo che la forestale e’ risalita all’auto con cui erano stati trasportati i cuccioli. I due coniugi di Stroncone sono risultati proprietari di una cagna di razza Breton che, al momento del controllo presso la loro abitazione, aveva segni evidenti di un recente parto, confermato poi dalla visita veterinaria. La maternita’ (avvenuta al massimo il giorno prima del ritrovamento) e’ stata provata definitivamente quando i cuccioli sono stati messi a disposizione dell’animale e – riferisce sempre la forestale – si sono immediatamente avvicinati alla madre che li ha subito allattati.
 
IL SECOLO XIX
3 LUGLIO 2015
 
La strage di daini nella “fattoria” di San Romolo
 
Giulio Gavino
 
Sanremo  (IM)- Malattie, ferimenti, incidenti. È una strage quella dei daini di San Romolo. Una popolazione, quella dei «cervidi» della frazione montana di Sanremo, che aveva raggiunto le diciannove unità, anche con riproduzioni in cattività, e che oggi, con la «fattoria» arrivata ad esalare l’ultimo respiro causa la mancanza di fondi pubblici, conta appena cinque esemplari. Un maschio e quattro femmine. L’ultimo abbattimento è avvenuto l’altra sera. È stato il veterinario Giuseppe Riello, a certificare che per l’animale non c’era più nulla da fare. Il motivo? Era rimasto impigliato, infilzato, nella recinzione, ormai in condizioni precarie. Nel tentativo, evidentemente disperato, di liberarsi, si era strappato un tendine ed era costretto a zoppicare, con dolore e con una ferita infetta e in continuo peggioramento. Di qui la decisione, stante l’impossibilità di procedere ad una anestesia per la somministrazione di ogni dose di antibiotico, di sopprimerlo. Il compito di porre fine alle sofferenze di «bambi», tutt’altro che facile da assolvere, è toccato all’ispettore della polizia provinciale Giovanni Calvi, uno degli «angeli custodi» della fauna dei boschi dell’entroterra. Era sera quando ha offerto l’ultimo pasto alla bestiola e con la pistola d’ordinanza ha «chiuso la pratica». Dopo le registrazioni e le procedure di rito l’animale è stato messo a disposizione del canile di Ventimiglia, quasi una sorta di «catena alimentare». «Una procedura dolorosa - ha commentato Calvi - non mi è mai piaciuto diventare il “boia” di un “bambi”. Ci vorrebbe maggiore rispetto per gli animali». L’alternativa sarebbe stata quella di un’iniezione letale, procedura che però avrebbe impedito l’utilizzo dell’animale come cibo per il canile di Ventimiglia e che avrebbe gravato ulteriormente sulle casse pubbliche trasformando la carcassa in un rifiuto speciale.
Le adozioni
Undici capre e sei pecore cercano casa. La chiusura della «fattoria» di San Romolo ha costretto il Comune a dare in adozione gli animali domestici. La richiesta deve essere indirizzata al Servizio Giardini del Settore LL.PP.1 del Comune di Sanremo comprovando il possesso dei requisiti ASL per l’allevamento. Inoltre, il richiedente dovrà impegnarsi a prelevare gli animali a proprie cure e spese, a garantirne l’assistenza veterinaria oltre alla corretta alimentazione, escludendone la cessione a terzi prima dei due anni dalla presa in carico e anche la macellazione. Le richieste dovranno pervenire a Palazzo Bellevue entro le 13 del 10 luglio. Già in atto, invece, secondo procedure con protocolli di abilitazione particolare, le procedure per l’adozione dei daini.
 
NEL CUORE.ORG
3 LUGLIO 2015
 
CREMONA, "PIU' VISONI DA SCUOIARE": SCOPPIA LA PROTESTA ANIMALISTA
Il Comune ha dato l'ok all'ampliamento dell'area
 
L'allevamento di visoni di Giorgio Moroni a Dovera (Cremona) raddoppia e fa scoppiare la protesta. Da almeno un paio d'anni, il titolare vuole allargare la superficie di lavoro, creare una sala dove scuoiare gli animali e aumentare il numero delle gabbie, rivela "Il Giorno". La richiesta, bocciata l'anno scorso dal Comune, quest'anno ha avuto il via libera. "Non capiamo questo cambio di direzione - sostengono gli animalisti -. Ricorreremo al Tar di Brescia. Stiamo raccogliendo i fondi necessari per sostenere la causa, circa tremila euro".
 
NEL CUORE.ORG
3 LUGLIO 2015
 
FIRENZE, CAPRIOLO NEL TRAFFICO: CATTURATO IN UNA GASTRONOMIA
L'animale poi liberato in un ambiente sicuro da polizia
 
Un capriolo finisce nel traffico di Firenze, catturato in una gastronomia in piazza Antonelli. Operazione della polizia provinciale, che ha poi provveduto a liberare l'animale in un ambiente sicuro. Questa mattina intorno alle 10.30 il comando della polizia provinciale fiorentina ha ricevuto la segnalazione di un capriolo che vagava tra viale Righi e viale Calatafimi. Una pattuglia in servizio si è recata subito sul posto munita di attrezzatura (reti a caduta e pali di sostegno) per la cattura dell'animale. L'intervento si è rivelato particolarmente complesso perché il capriolo, impaurito, correva lungo la sede stradale di viale Ugo Bassi, zigzagando fra veicoli e pedoni, fino ad entrare nel negozio di Gastronomia Monti di piazza Antonelli. All'interno dell'esercizio gli agenti della polizia provinciale sono riusciti a catturare il capriolo senza creare pericolo ai numerosi clienti che affollavano il locale e limitando, compatibilmente con la situazione, il trauma per l'animale. Un aspetto significativo perché gli animali selvatici, al di fuori del loro ambiente naturale, sono soggetti a forti stress se non avvicinati e catturati nei modi corretti.
 
NEL CUORE.ORG
3 LUGLIO 2015
 
MILANO, "IL CANE GUIDA NON PUO' ENTRARE": CACCIATO ATLETA CIECO
Mandato via Di Pilato, campione di sci nautico
 
L'episodio risale a pochi giorni fa, ma Tommaso Di Pilato non riesce a darsi pace. Il campione non vedente di sci nautico era entrato in un magazzino di San Giuliano Milanese, gestito da cinesi, insieme alla sua compagna Teresa e al suo cane da guida Brando. Alla vista dell'animale, il titolare ha chiesto all'uomo di uscire, perché non poteva entrare nel magazzino accompagnato dall'animale: "Gli ho indicato che il cane aveva la croce rossa perché serve per noi ciechi - racconta Tommaso a 'Il Giorno' -, ma lui non ha voluto saperne nulla e ci ha costretto a uscire immediatamente. Ho provato a insistere, ma il commerciante è stato impassibile e ha iniziato pure a inveirmi contro". Da lì a poco è nata una discussione di principio, che dalle parole è quasi finita alle mani. Solo l'intervento di Teresa ha evitato il peggio.
E non solo: la compagna di Di Pilato ha recuperato anche Brando che, spaventato dall'accaduto, è scappato via. "Ritengo sia legittimo pretendere, come disabile, che anche un magazziniere cinese si comporti in maniera civile nei miei confronti e non faccia il prepotente. La legge, infatti, parla chiaro e chi non accetta le persone con cani guida è passibile di una multa", dai 500 euro ai 2.500. E ancora: "Esigo il rispetto delle regole da parte di tutti, e se qualsiasi persona non è in grado di rispettarle sollecito le autorità a intervenire - conclude Di Pilato -. Mi turba l'accaduto e la mancanza di sensibilità da parte delle istituzioni che vedo assenti".
 
QUOTIDIANO.NET
3 LUGLIO 2015
 
Piccoli pazienti in ospedale con i loro animali al Fatebenefratelli di Milano
Un'area, vicina al reparto pediatrico, destinata all'incontro dei ricoverati con i loro amici pelosi. "Un conforto importante e un grande sostegno alle cure" secondo l'assessore regionale alla Salute. L'on. Michela Vittoria Brambilla: "Un vero regalo"
 
Milano, 3 luglio 2015 -  Un progetto che permette ai pazienti, fino ai 18 anni, di portare in ospedale i propri animali domestici. L'iniziativa, ribattezzata 'Ci vuole un amico', è stata attivata all'ospedale Fatebenefratelli di Milano e in pratica consente ai pazienti più giovani di portare, in una zona riservata, i loro animali domestici. L'accesso ai reparti dell'ospedale resta sbarrato a causa delle allergie di cui potrebbero soffrire altri pazienti, ma in un'area dedicata i padroni ricoverati potranno godere della compagnia dei loro amici a quattro zampe per tutta la giornata.Si tratta di un'area recintata e attrezzata, di 6 metri per 2, con tappeto di erba artificiale lavabile, mangiatoia in acciaio per cibo ed acqua, doccetta per la pulizia, paletta e contenitore per le deiezioni. Non un locale di ricovero, dunque, ma un vero e proprio spazio per il gioco nel giardino antistante la casa pediatrica dell'ospedale. A una certa ora, poi, i pazienti rientrano in ospedale e gli animali tornano a casa.L'ospedale possiede anche due conigli di sua proprietà che i bambini possono coccolare. L'iniziativa consentirà ai pazienti ricoverati nel reparto pediatrico di avere uno spazio per interagire con i propri animali domestici e di usufruire (in convenzione con Frida's Friends onlus) di un servizio di pet therapy. Nei reparti non possono entrare gli animali in carne e ossa ma il nosocomio ha trovato dei validi sostituti: 7 cani robot 'intelligenti', che a breve dovrebbero diventare 10. Alla presentazione dell'iniziativa, questa mattina al Fatebenefratelli di Milano, l'assessore lombardo alla Salute Mario Mantovani ha sottolineato: "Al Fatebenefratelli, i piccoli pazienti potranno ora venire in ospedale nei momenti di cura portandosi i loro amici a quattro zampe. Allontanarsi da casa, in particolare per un bambino, è sempre un momento difficile, per cui il fatto di poter avere qui il proprio cagnolino, accarezzarlo e stargli vicino credo sia un conforto importante. L'ospedale Fatebenefratelli oggi dunque realizza un progetto di alto valore sociale". Da parte sua, il presidente della commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza Michela Vittoria Brambilla ha parlato di "una splendida idea, un vero regalo per tutti i piccoli malati del Fatebenefratelli". ."Non a caso – spiega Michela Vittoria Brambilla – parlo di regalo. E' ormai riconosciuto che il contatto e l'interazione con gli animali domestici generano benessere e migliorano la qualità della vita delle persone, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Dopo l'esperienza di Levinson negli anni Cinquanta, si è diffuso in tutto il mondo l'apprezzamento per le potenzialità terapeutiche dell’antichissima relazione uomo-cane, sia nelle forme più semplici che nella pet therapy vera e propria. Studi e conferme si sono moltiplicati soprattutto per quanto riguarda i bambini, che dall’interazione con gli animali traggono benefici di vario genere, psicologici, per il rafforzamento del sistema immunitario e in generale per una crescita armoniosa. L’empatia, infatti, stimola la fantasia e favorisce i rapporti interpersonali, migliora la capacità espressiva e aiuta a controllare e canalizzare l'aggressività”.
 
LA CITTA’ DI SALERNO
3 LUGLIO 2015
 
Quando il cane è in vacanza e si porta dietro il padrone
Un giorno al Summer Dog Park, nel lido Quadrifoglio: un’area destinata agli amici a quattro zampe. Che volendo possono usufruire dell’accompagnamento in taxi
 
PONTECAGNANO (SA). «Ho scoperto la mia passione per i cani quando ero solo un bambino, devo ringraziare mio nonno Raffaele che mi ha trasmesso l’amore per gli amici a quattro zampe e che mi ha insegnato l’educazione ed una visione corretta del mondo animale. Ricordo ancora quando, all’età di quattro anni, nonno decise di prendere con sé un Pastore tedesco e con tanta dedizione e pazienza gli insegnò ad andare a comperare le sigarette e la carne. Restai incantato, non potevo immaginare che un cane potesse apprendere così facilmente azioni che sono solite di noi umani; è stato quello il momento in cui ho capito il vero e pieno potenziale degli animali». A parlare è Daniele, che, tra un sorso di cedrata e l'altro, racconta da dove è cominciata la sua passione per il mondo canino. Che l’ha portato fino al Summer Dog Park, in litoranea Magazzeno, a Pontecagnano Faiano. Alto, moro e con un viso da bravo ragazzo che trasmette tranquillità e serenità: Daniele D’Amore, classe ’85 è salernitano doc, studia Farmacia presso l’Università degli Studi di Salerno ma nel suo futuro non si vede con indosso un camice, né con ricette di medicinali da consegnare e neppure con preparazioni di farmaci da formulare. Daniele infatti, ha un’unica passione nel cuore: quella per il mondo della cinofilia. «Il Summer Dog Park – spiega – nasce dall’esigenza di venire incontro a tutti i proprietari di cani che, soprattutto nel periodo estivo, non riescono a prendersi cura totalmente del proprio amico a quattro zampe. Ho prospettato questa mia idea ad Ernesto, figlio di Brigida Langella, uno dei soci del lido “Quadrifoglio”, ed in men che non si dica mi è stata data fiducia». Il conosciutissimo stabilimento balneare, infatti, ha sacrificato una parte del suo spazio, esattamente 800 metri quadrati in erba sintetica tutta rigorosamente recintata, per creare un’area dedicata esclusivamente ai cani dei clienti e non dello stabilimento. L’obiettivo è quello di offrire un’oasi felice sia ai cani che ai padroni. È stato addirittura attivato il servizio di “Taxi dog” che preleva il cane a domicilio e lo porta al lido dove potrà svolgere un piano di lavoro studiato e pensato per farlo crescere nel modo più sano. «Proponiamo – racconta D’Amore – due piscine, il percorso mobility, un’area di socializzazione, relax, asilo, educazione di base, addestramento, pensione diurna e recupero comportamentale. Poi c’è la Dog Dance, un’attività nuova ed originale, soprattutto sul nostro territorio. Si tratta di uno sport simpatico dove il conduttore fa eseguire al cane dei simpatici triks solo con i gesti. Sembra quasi che il cane balli ma di sicuro si diverte». Il Summer Dog Park è stato preso d’assalto fin dal suo primo giorno d’apertura: «Anche se siamo solo ad inizio estate – continua Daniele – l’afflusso di clienti è davvero molto soddisfacente, soprattutto nel fine settimana». Daniele si interrompe, volge lo sguardo verso il manto erboso per controllare i suoi piccoli amici e tra questi, c’è anche la sua Nami, la cagnolina Shiba che lo accompagna da due anni. «È tutto merito suo – dice indicando la cagnolina – se sono diventato un addestratore cinofilo. Da quando ho Nami, la mia vita è cambiata. Mi sono dedicato giorno e notte a lei perché volevo capire cosa le passasse per la testa ma soprattutto mi premeva comprendere come avrei potuto aiutarla in caso di bisogno». Prima di iniziare la collaborazione con il lido Quadrifoglio, Daniele ha collaborato con addestratori Enci, l’Ente nazionale cinofilia italiana, ed è specializzato nei problemi comportamentali dei cani per ciò che concerne l’aggressività. Lo spettacolo a cui si assiste all’interno del Summer Dog Park è davvero allegro: chi abbaia da un lato, chi gioca con la pallina dall’altro e chi corre felice in compagnia di un amico appena trovato; sono felici i cani presenti, e spensierati. «Qualche giorno fa abbiamo trovato una cagnolina quasi moribonda davanti al Summer Dog Park – racconta infine l’addestratore – è stata sicuramente abbandonata e l’abbiamo raccolta. L’abbiamo chiamata Sasha ed ha un carattere bellissimo, avrà all’incirca due anni e mezzo. Con l’inizio dell’estate purtroppo aumentano gli abbandoni, fortunatamente lei ha trovato noi, forse sarà stata attratta dalla presenza di altri cani e dal benessere che emana il nostro posto».
 
GIORNALETTISMO
3 LUGLIO 2015
 
Cosa fare se trovi un animale abbandonato
Dalla denuncia ai vigili alla cure del veterinario. Ecco alcune informazioni utili
 
Purtroppo non tutti i padroni di animali possono essere definiti responsabili o affidabili. L’abbandono degli amici a quattro zampe è un triste fenomeno ancora diffuso (soprattutto in estate) che rende indispensabile l’intervento di chi invece nei confronti degli animali non assumerebbe mai atteggiamenti riprovevoli. Per evitare che cani e gatti (ma non solo) finiscano per diventare dei randagi e condurre una vita selvatica è opportuno conoscere alcune semplici regole da seguire in caso di ritrovamento.
ANIMALI ABBANDONATI, TRANQUILLIZZARLI E AVVICINARLI –
Il primo passo da compiere se si incontra un cane o un gatto abbandonato è quello di provare ad avvicinarlo infondendogli fiducia. Spesso gli animali abbandonati sono impauriti, si muovono senza una meta, cambiano direzione continuamente. Evitando movimenti bruschi è opportuno fermarsi poco distante da loro, chiamarli con un tono della voce rassicurante, magari dandogli qualcosa da bere o da mangiare, e metterli al riparo da situazioni rischiose.
ANIMALI ABBANDONATI, VERIFICARE LE SUE CONDIZIONI –
Un secondo passo è quello di verificare le loro condizioni dell’animale e se possiede oggetti di riconoscimento, come il collare e la medaglietta del cane o del gatto. Potrebbe anche essere presente un tatuaggio all’interno della coscia o dell’orecchio.
ANIMALI ABBANDONATI, CHIAMARE I VIGILI –
Una volta riusciti a trattenere l’animale o comunque ad impedirgli di allontanarsi è poi necessario denunciare il ritrovamento contattando la polizia municipale del comune in cui il cane o il gatto è stato trovato o anche le guardie zoofile. Essi sono tenuti ad intervenire subito chiamando il servizio di accalappiamento. L’animale ha diritto ad essere portato in una struttura con la quale il comune è convenzionato in attesa di ritrovare i proprietari o essere adottato. Per essere sicuri che qualcuno si sia preso cura dell’animale e per conoscere quale sia la sua nuova casa, una buona soluzione è quella di prendere nota della persona alla quale lo abbiamo consegnato.
ANIMALI ABBANDONATI, CHIEDERE AIUTO ALL’ASL –
Nel caso in cui l’animale sia ferito è invece opportuno chiamare l’Asl, i cui servizi veterinari devono avere reperibilità anche nelle ore notturne e nei giorni festivi e sono obbligati ad intervenire per il ritiro degli animali non di proprietà. In alternativa è possibile accompagnare l’animale in uno studio veterinario. In attesa dell’intervento dei medici è meglio non somministrare farmaci. Se invece il cane o il gatto è rimasto bloccato su un albero, su un tetto o in un altro posto difficilmente raggiungibile, è opportuno chiamare i vigili del fuoco.
ANIMALI ABBANDONATI, DENUNCIARE IL RITROVAMENTO –
Anche se si decide di portare a casa propria il cane è necessario avvisare le autorità competenti fornendo i propri dati e una descrizione fedele dell’animale. Oltre ai vigili o all’Asl è possibile comunicare anche ai carabinieri per la tutela ambiente o all’Enpa, Ente Nazionale per la Protezione Animale. In assenza di una denuncia si rischia l’accusa di appropriazione indebita da parte del vecchio proprietario. Va infatti sempre tenuto conto della possibilità che l’animale invece di essere abbandonato sia stato semplicemente smarrito dai proprietari (ipotesi concreta nei pressi dei centri abitati). Può essere dunque utile, per evitare di strappare inconsapevolmente un cane o un gatto ai suoi padroni, esporre dei volantini con l’immagine dell’animale nella zona del ritrovamento indicando anche i recapiti di chi ha deciso di impegnarsi per toglierlo dalla strada. Lo stesso può essere fatto sui social network con foto e messaggi postati sui profili che denunciano gli smarrimenti. È molto importante portare gli animali dal veterinario quando si decide di accoglierli in casa propria. Il medico può verificare ad esempio se il cane è in possesso di microchip o di tatuaggio (che consentono di risalire al vecchio proprietario) e se ha bisogno di cure.
ANIMALI ABBANDONATI, COSA FARE IN AUTOSTRADA –
Per quanto riguarda i cani in autostrada, dopo l’avvistamento è opportuno non fermarsi con l’auto, né cercare di inseguire l’animale. È meglio attendere sempre sul posto i soccorsi, chiamando un numero di emergenza e chiedendo della Polizia Stradale che opera su quella autostrada, indicando il numero dell’autostrada, la direzione e un riferimento preciso, come l’uscita precedente e successiva o il numero di un cavalcavia, il tipo di animale e il suo stato.
 
URBAN VIAGGI
3 LUGLIO 2015
 
Spiagge attrezzate per cani: ecco dove andare, dalla Liguria alla Toscana
Avete voglia di un viaggio al mare in compagnia del vostro cane? Ecco alcune spiagge attrezzate da prendere in considerazione, per una vacanza davvero ‘pet friendly’
 
Siete alla ricerca di una spiaggia attrezzata per cani? Avete voglia di andare al mare con il vostro amico a quattro zampe, ma non sapete dove? Eccovi accontentati con alcune proposte che sicuramente piaceranno ai cinofili.La Romagna è una terra accogliente, tanto per i padroni…quanto per i cani. Perché non scegliere Cesenatico, località balneare che ancora conserva i tratti dell’antico borgo marinaro? Tra gli stabilimenti più attrezzati per gli animali, vi segnaliamo il Bagno Wanda (Lungomare Ponente, 75) dove i clienti possono usufruire di un’area di spiaggia dedicata al relax dei loro amici pelosi. Trovate un’altra area “Fido’s Beach” presso il Bagno Corallo 45, in via Carducci (secondo determinate regole e orari).
Viaggerete alla volta della Liguria? Ad Albisola Mare, in provincia di Savona, è pronto ad accogliervi il Bau Bau Village, un vero e proprio paradiso per i cani, dove troverete tutti i confort per voi e per il vostro animale, compresi docce con acqua dolce e un’area agility in cui allenarsi divertendosi. Anche il ristorante annesso è accessibile ai cani. Gli animali a quattro zampe sono benvenuti anche ai Bagni Capo Mele di Laigueglia, sempre nel Savonese, purché rispettino le regole ampiamente descritte sul sito ufficiale.E in Toscana? Se avete intenzione di partire alla volta di Livorno, prendete in considerazione la Dog Beach di San Vincenzo, una spiaggia completa di tutti i servizi, dalla doccia per cani (0,50 centesimi) all’area agility, fino ad arrivare al veterinario in spiaggia una volta a settimana. Anche sull’Isola d’Elba non mancano gli spazi dedicati, tra cui la Porto Azzurro Dog Beach, ampia circa 500 metri quadrati.
Il consiglio, valido in tutti i casi, è quello di prendere preventivamente i contatti con lo stabilimento balneare di vostro interesse per conoscere le regole di ogni struttura e preparare eventuali documenti richiesti. Siete alla ricerca di qualche altro itinerario pet-friendly? Date un’occhiata qui.
 
LA ZAMPA.IT
3 LUGLIO 2015
 
Cucciolo di scimmia torna in libertà, arrestati i bracconieri
 
Rischiano da tre a sette anni i rapitori di un piccolo esemplare. Il video della cattura era diventato virale.E’ stata salvata dalle guardie forestali la piccola scimmia rapita da cinque bracconieri, arrestati con l’aiuto della Polizia, nello Stato indiano del Maharashtra. Il violento sequestro, avvenuto davanti agli occhi di un’agitata e indifesa famiglia di scimmie, era stato filmato di nascosto e poi denunciato alla “Wildlife Crime Control Bureau”, organo indiano istituito per contrastare le organizzazioni che si macchiano di crimini come questo.  
Il video, diventato in poco tempo virale, riprende chiaramente la targa dell’auto a bordo della quale era stata portata via la scimmietta e questo dato è stato molto utile alla polizia e alla forestale. Il gruppo di criminali è stato rintracciato dopo dieci giorni di fuga e ora rischiano da tre a sette anni di galera. Da verificare la loro appartenenza a qualche rete di bracconaggio più ampia. Il cucciolo invece è fuori pericolo e, dopo essere stato preso in custodia per breve tempo dalla guardia forestale, è stato rimesso in libertà nel suo habitat naturale, nell’area di Varandha Ghat, sulle montagne poco distanti dalla città di Pune.
FOTO E VIDEO
 
LA ZAMPA.IT
3 LUGLIO 2015
 
È in fin di vita Ozzie, il gatto che ha viaggiato dall’Australia all’Irlanda
 
Claudia Audi Grivetta
 
Nei giorni scorsi avevamo raccontato la storia del gatto Ozzie, ritrovato in Irlanda del Nord dopo un viaggio avventuroso partito dall’Australia. Il microchip che portava, infatti, ne aveva rivelato la provenienza e i volontari del gattile di Armagh che si erano presi cura di lui stavano cercando la sua famiglia. Così, poco dopo, è saltato fuori che Ozzie in realtà si chiama Tigger ed è originario di Sidney. Ora, però, sono arrivate delle brutte notizie per il gattone giramondo dal pelo rosso. I controlli medici a cui è stato sottoposto hanno mostrato che il micio è affetto da insufficienza renale e gli rimarrebbero pochi giorni di vita. «La sua storia e il suo passato si stanno dipanando poco per volta – hanno detto i volontari di Armagh Cats Protection. Alcuni pezzi della sua storia rimangono senza risposta, ma per noi Ozzie sarà sempre il nostro viaggiatore australiano che è arrivato alle nostre cure per un motivo». «Purtroppo la sua salute si è deteriorata – continuano – e Ozzie è in insufficienza renale. Sta trascorrendo i suoi ultimi giorni con noi e quando sarà il momento finirà in dignità e circondato da amore». I proprietari di Ozzie sono stati trovati dopo una campagna online (con oltre 18 mila condivisioni) lanciata dai volontari, ma purtroppo non riusciranno ad arrivare in tempo per riabbracciare il loro micione. All’inizio si credeva che Ozzie avesse 25 anni. Poi sono saltati fuori i suoi documenti di viaggio. «E’ un animale molto amato chiamato Tigger che ha viaggiato avanti e indietro dall’Australia con il proprio passaporto e come parte di una famiglia amorevole», hanno spiegato i volontari sulla pagina Facebook dell’associazione. Il passaporto dice che Ozzie è nato a Sidney nel dicembre del 1999 e quindi ha 16 anni. Quando il gatto è spuntato in Irlanda non mangiava da chissà quanto tempo e i suoi reni avevano già iniziato a cedere. L’associazione ritiene che Ozzie sia stato portato a Londra, dove è stato trovato nel 2004, dal suo proprietario. Poi, non si sa come, deve essere sgattaiolato via, attraversando il Mare d’Irlanda per giungere fino all’isola, in un viaggio di oltre 700 chilometri. Non sapremo mai quali peripezie abbia passato e in quali luoghi abbia vissuto. Il lungo viaggio di Ozzie rimarrà probabilmente un mistero. Anche perché, come sottolinea la coordinatrice di Armagh Cats Protection Gillian McMullen, il solo che potrebbe raccontare tutta la sua storia, è proprio il dolce e avventuroso Ozzie. 
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
3 LUGLIO 2015
 
Carrozza e cavallo fuori legge in India
La Corte di Giustizia di Bombay si pone a tutela degli animali da traino
 
Laura Manca
 
Dovranno sparire entro un anno le “Vittoria”, tipiche carrozze trainate da cavalli che fin dal tempo della regina inglese hanno affollato le strade di Mumbai per la gioia di turisti e cocchieri. Colorate e folkloristiche, violano però l’Animals Act del 1986 e le vite dei cavalli da traino, i quali versano in condizioni pessime: non sono nutriti a sufficienza e spesso portano gruppetti di persone in giro per la città senza sosta, fino a sfinire e, nei casi peggiori, fino a cadere vittime di incidenti stradali. La Corte di Giustizia di Bombay le ha dunque decretate illegali, con grande soddisfazione da parte delle associazioni animaliste che tanto avevano protestato contro questa pratica, in uso oggi solo come attrazione turistica. Meno felice appare invece chi da questo divertimento per stranieri traeva la propria fonte di sostentamento: il sessantenne Usmaan, per fare un esempio, lavora tutti i giorni da quasi cinquant’anni con il suo cavallo e si chiede quale alternativa di occupazione troverà il governo (in cui molti credono ben poco) per lui e le settecento famiglie dei suoi colleghi. Senza lavoro e senza fiducia, non tralascia di discolparsi, lui che ha sempre rispettato e curato il suo animale, evitando di farlo lavorare quando troppo affaticato. Il governo non avrà pensato agli uomini, ma ha già sviluppato un piano di riabilitazione per i cavalli, che verranno affidati alla competente cura di centri specializzati.
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GEA PRESS
3 LUGLIO 2015
 
San Paolo del Brasile – Vietato il Foie Gras
 
Anatre e oche che servivano il foie gras della città brasiliana di San Paolo, hanno finito di “produrre”. La più grande città brasiliana ha infatti vietato la produzione e la vendita di foie gras.Ne da comunicazione l’ONG Mercy for Animals, che ricorda le proprie investigazioni condotte in alcuni allevamenti americani che hanno svelato cosa realmente si nasconde negli allevamenti utilizzati per la produzione di foie gras. Dietro questa cosiddetta “delicatezza” al fegato grasso, riporta la nota di Mercy for Animals, vi sono tecniche di allevamento tremende come quella di spingere  violentemente un tubo di metallo nella gola delle anatre. Un’alimentazione forzata condotta fino a tre volte al giorno.Una pratica che è stata vietata già in altri paesi come in Argentina, Israele, Germania, Italia e Svizzera.Laercio Benko, consigliere comunale e autore della nuova norma, ha recentemente spiegato tali tecniche in una intervista a BBC News.Secondo Mercy for Animals, le fotocamere nascoste hanno mostrato i lavoratori mentre afferravano le anatre dalle loro fragili ali. Ferite sanguinanti ed animali lasciati soffrire in piccole gabbie. Animali che finiscono poi macellati come semplici unità di produzione.
La speranza è che la scelta di san Paolo, possa essere presa anche dall’intero Brasile.
 
GEA PRESS
4 LUGLIO 2015
 
Pozzuoli (NA) – Gattina gravida, uccisa a colpi di pietra
Gli animalisti: forse opera di ragazzini annoiati

 
Pozzuoli (Napoli) - La speranza è ora nelle indagini che potrebbero essere state avviate dopo il ritrovamento della gattina uccisa a pietrate.
Una gattina gravida che, secondo alcune voci circolate nei luoghi, potrebbe essere stata colpita da ragazzini annoiati. Qualcuno potrebbe aver visto ma non è facile esporsi. La fotografia, ripresa dall’account facebook, “La sua pelle non è in vendita”, ha però indignato in molti.
Sul web, intanto, è espolosa la protesta.
“Spero che si possa risolvere tutto al più presto – riferisce a GeaPress Damiano Asaro, che ha diffuso la foto – La risposta delle persone c’è stata. Questi fatti non possono essere tollerati. Purtroppo la segnalazione è giunta quando il grave fatto era già successo”.
Quanto occorso alla gattina di Pozzuoli, ripropone ancora una volta la triste vita di molti gatti di strada. Spesso alla mercé di individui senza scrupoli, senza contare gli investimenti stradali e le mancate sterilizzazioni. Stessi luoghi, dove, fianco a fianco, vive chi vuole proteggere gli animali e chi, invece, non ha scrupoli nel maltrattarli. Poco tempo addietro, proprio a Pozzuoli successe un altro grave fatto di cronaca. Si trattava del cane Spike. Finì bruciato da un soggetto poi denunciato dai Carabinieri.La speranza è che siano individuati anche gli autori di un gesto così crudele.
 
BRESCIA TODAY
4 LUGLIO 2015
 
San Polo: cagnolina narcotizzata e violentata da più persone
Tornata a casa malconcia l'husky femmina è stata sottoposta ad un'operazione chirurgica. Si sta riprendendo.
 
provincia di Brescia - Dalla cieca violenza e dagli abusi sessuali neanche i cani sono immuni. L’ultimo episodio di zooerastia, lo stupro degli animali, si è registrato pochi giorni fa a San Polo. Una vicenda, raccontata dal Bresciaoggi, che oltre a fare ribrezzo inquieta, perché non si tratta di un episodio isolato. Vittima delle violenze sessuali è un’husky femmina, di proprietà di una famiglia di San Polo, che era sparita durante una notte. I padroni, non trovando più il proprio cane al risveglio, avevano sporto denuncia ai Carabinieri, pensando che l'animale fosse scappato o che qualcuno l’avesse rubato. Ma, il giorno dopo l’husky si è ripresentata nel giardino di casa: intontita, malconcia e con una forte emorragia.Il referto del veterinario, dal quale il cane è stato immediatamente portato, non ha lasciato dubbi: l’husky era stata narcotizzata con del valium e abusata sessualmente da più persone. Non un’ipotesi, ma una certezza, dato che sull’animale sono state trovate tracce di sperma umano.
Un’azione premeditata, visto l’uso di valium e l’intrusione in una proprietà privata, che riporta alla memoria un episodico simile avvenuto nel novembre dello scorso anno, sempre nel quartiere di San Polo: un gioco erotico estremo con un cane mastino, una donna e un trans.
 
QUI BRESCIA
4 LUGLIO 2015
 
Brescia, cane violentato a San Polo (BS)
 
(red.) Abusi sessuali su un cane. La sconvolgente vicenda, di cui ne dà notizia Bresciaoggi, si è verificata nei giorni scorsi a San Polo, nel bresciano. La vittima è un husky femmina di proprietà di una famiglia che possiede anche un pastore tedesco. Il fatto è avvenuto una mattina di pochi giorni fa quando i titolari del cane hanno notato che non era nel giardino: la recinzione era stata rotta. Così hanno presentato denuncia ai carabinieri e il giorno dopo il cane è tornato a casa da solo. Ma era intontito, lamentava forti dolori e aveva un’emorragia. E’ stato così portato dal veterinario che ha confermato una triste verità. L’husky era stata violentata da un gruppo di persone e prima narcotizzata con il valium. Sono anche state trovate tracce di sperma.
Molto probabilmente si tratta di un gesto premeditato visto che la presunta banda sapeva di trovare in quella proprietà privata un cane e avendo con loro il farmaco. L’associazione dei volontari a capo del rifugio di cani e gatti vicino all’ortomercato di Brescia ha avuto l’appello della famiglia e sottolineato come non siano casi isolati quelli della violenza sessuale sugli animali. Come riporta il quotidiano, un caso simile era successo a novembre quando una donna e un trans avevano coinvolto un mastino durante un gioco erotico. Poi la vicenda finì in tribunale per opera dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente che denunciò i due individui. L’husky dell’ultimo episodio è stata sottoposta a un’operazione e viene coccolata dai padroni.
 
GEA PRESS
4 LUGLIO 2015
 
Brescia – Orrore, cane husky violentato da più persone
Ingente somma di denaro per chi aiuta a rintracciare i colpevoli
 
Una storia che ha dell’incredible ma che secondo il Partito Protezione Animali non è la prima volta che accade.Una femmina di cane Husky scomparsa dal giardino di casa ( la rete è stata trovata forata)  è  riapparsa barcollante e con una vistosa emorragia. Il cane, subito portato da un veterinario, presentava i segni evidenti di una violenza sessuale. Tanto grave era la ferita che si è dovuti intervenire chirurgicamente.Il fatto accaduto nei giorni scorsi è stato riportato poche ore addietro da Bresciaoggi. Il luogo sarebbe la frazione di   San Polo. Il povero cane sarebbe stato sedato con del Valium prima della violenza. Sul suo corpo sono state trovate  tracce di sperma umano e, sempre secondo quanto riportato dal giornale, la violenza parrebbe riferibile a più persone. Nella sua nota il PPA ricorda però come proprio a San Polo (Bs) vi è stato un altro orrendo caso di zoorestia. Un cane mastino coinvolto in giochi erotici ai quali avrebbe partecipato una donna ed un trans.Per i nuovi fatti, il Partito Protezione Animali, nell’esprimere la propria vicinanza alla famiglia proprietaria del cane Husky, si augura altresì  che le autorità preposte possano reperire,  attraverso le telecamere di sorveglianza, alcuni elementi utili ad identificare gli autori dei reati.Il presidente del PPA, Fabrizio Catelli  ha deciso inoltre di mettere a disposizione una vera e propria taglia sui responsabili. “Un’ingente somma di denaro – ha dichiarato Catelli – che personalmente donerò, mantenendone l’anonimato, a chi saprà fornire nomi e cognomi alle autorità di questi soggetti”.
 
GEA PRESS
6 LUGLIO 2015
 
Brescia – Squallore infinito. In rete i consigli su come fare sesso con i cani
Il PPA: dopo il sesso con bastardini, husky e mastini ora pure le performance con gli alani. Il social network deve subito rimuovere quel video
 
Dopo l’Husky che sarebbe stato sedato e costretto a subire rapporti sessuali con più uomini a San polo, quartiere di Brescia (vedi articolo GeaPress)  un altro cane, questa volta un incrocio, sarebbe stato protagonista di  violenza. Lo afferma il PPA, Partito Protezione Animali, che ricorda un’altro fatto di cronaca che, sempre nella città lombarda, vide protagonista un cane mastino, una donna e un trans.Uno spaccato squallido di perversioni sessuali sul quale grava ora la denuncia degli animalisti che hanno pure diffuso un link di You Tube dove, proprio a Brescia vengono raccolte le confessioni di una donna che racconta di avere avuto un rapporto completo con un cane alano e non disdegnerebbe neanche un cavallo.
Il link abbiamo deciso di non pubblicarlo ma le confessioni della “signorina”, così come riportato nella nota del  PPA, sono realmente pubblicate su You Tube.La donna, che sembra nominarsi con una sorta di nome d’arte, afferma di sapere dell’illegalità della cosa, anche se l’intervistatore appare perplesso su una specifica disposizione di legge. La confessione degrada pure sui consigli per ottenere “le grazie dell’animale”. A suo avviso molto appagante tanto da sottolineare anche la difficoltà ad avere rapporti avuto rapporti sessuali con le persone.Il PPA si rivolge agli amministratori di You Tube chiedendo di rimuovere immediatamente il video. “A tutti – riporta la nota del Partito Protezione Animali - sottolineiamo che coloro che si accoppiano con animali di ogni tipo, ovvero con creature innocenti, non hanno alcuna moralità; questo secondo noi non li rende in grado di discernere che cosa sia giusto e che cosa non lo sia“. Il pericolo, sempre secondo il PPA, è che possano essere coinvolte altre categorie.
 
BS NEWS
7 LUGLIO 2015
 
Gretel, l'husky rapita e violentata è sparita di nuovo: i proprietari chiedono aiuto
 
San Polo (BS) - Gretel è stata rapita un'altra volta. La femmina di cane Husky prelevata e violentata da più uomini nei giorni scorsi è sparita di nuovo dal giardino della sua abitazione a San Polo. A lanciare nuovamente l'allarme è stato il proprietario di Gretel che su Facebook ha scritto: Gretel é stata nuovamente rapita da degli animali schifosi. Chi la vede chiami il 112. Pensano a tutto loro”. Sembra davvero incredibile che a distanza di pochi giorni da un rapimento tanto scioccante il cane sia stato nuovamente prelevato, e chissà con quali intenzioni. Subito dopo l'annuncio della scomparsa di Gretel il proprietario, sempre a mezzo Facebook ha raccontato di aver “ricevuto una telefonata da una persona che senza presentarsi ha offeso mia moglie per la storia dei cani”. Uno sfogo di rabbia che non è rimasto isolato visto che ad una prima reazione di indignazione per quanto accaduto al cane, la rete non ci ha messo molto a puntare il dito contro la presunta “noncuranza” da parte dei proprietari di Gretel, accusati a più riprese di “non aver protetto a sufficienza il cane”. Il proprietario ha cercato di spiegare che “queste "persone" sanno il fatto loro ed i cani sono stati narcotizzati anticipatamente altrimenti il maschio li avrebbe morsi – e ha spiegato - Successivamente è stata prelevata solo la femmina, presumibilmente per atti di Zooerastia. Questo, o questi, é malato e va trovato e curato – e ha continuato - La gente é poco informata e non sa che online ci sono perfino dei manuali per fare sesso sicuro con gli animali. una cosa indecente e squallida”. Ora non resta che attendere gli sviluppi di una storia che presenta ancora tanti punti oscuri da chiarire.
 
NEL CUORE.ORG
4 LUGLIO 2015
 
RADIATO L'ATLETA OLIMPICO MARGI: "FLEMBO MALTRATTATO FINO A MORTE"
Decisone del Tribunale della Federazione sport equestri
 
Maltratto' il cavallo che doveva addestrare. Lo fece ''cadere provocando fratture'' mortali. Lo costrinse a forza ''a rialzarsi''. Gli fece ''somministrare farmaci'' sbagliati che ne aumentarono le sofferenze. Mentì al veterinario ''parlando di una colica''. E' il quadro di crudeltà ricostruito dal tribunale sportivo per radiare dal mondo dell'equitazione Paolo Margi, colpevole secondo la Fise (Federazione italiana sport equestri) di aver provocato ''senza pietà'' la morte di quell'animale. E' stato durissimo il pugno della federazione nei confronti di Margi, un pezzo di storia italiana del dressage: il tribunale della Fise non fa sconti alle accuse della procura federale.
Un cavallo di nome Flambo - a lui affidato - era morto al termine di una sessione di allenamento condotta dal campione olimpico e fino ad oggi istruttore federale, gia' coinvolto in un caso analogo nel 1998. Una condotta "abietta", "crudele", l'omissione di soccorso, la somministrazione di farmaci sbagliati per accreditare la tesi di una banale colica e tentare di discolparsi: il Tribunale punta il dito contro Margi e la sua condotta, priva di alcun sentimento di pietà o rammarico. Il cavaliere azzurro, da terra, cerca di insegnare al cavallo le figure del dressage, evidentemente con durezza e in modo punitivo, tanto da provocare l'impennata di Flambo, la sua caduta rovinosa e la conseguente rottura di due vertebre cervicali.
Margi - insieme ad altri uomini secondo la ricostruzione all'interno della sentenza - costringe il cavallo a rialzarsi, ignora le sue condizioni disperate e cerca l'impunita' con una serie di bugie e omissioni. Margi puo' ancora appellarsi ma la sentenza resta esemplare in un mondo di abusi e ingiustizie che - con sempre maggiore forza - chiede trasparenza e pulizia.
I fatti risalgono al 19 novembre 2014 all'interno del centro ippico Casale San Nicola. "Il cavallo - si legge - faceva ingresso in campo intorno alle ore 10.00/10.30 in condizioni fisiche normali, senza alcun segno di sofferenza, fastidio o difficolta' nella deambulazione. Dopo circa venti minuti, mentre veniva fatto lavorare dal sig. Margi, dopo essere entrato in difesa ed essersi impennato, cadeva sul fianco destro accasciandosi al suolo ove rimaneva senza reagire agli incitamenti dello stesso Margi che cercava di fare leva all'altezza della spalla destra al fine di farlo immediatamente rialzare: risultato raggiunto soltanto successivamente, sia pur con molta fatica, attraverso l'intervento di altre quattro persone". Il cavallo si rialza ma e' come ubriaco, sbanda, non sta in piedi: Margi si confronta al telefono con il veterinario, parlandogli di colica. Gli vengono cosi' somministrati farmaci sbagliati. "Di ulteriore gravità - si legge ancora - appare la condotta del Margi successiva alla caduta del cavallo: questi - tenendo conto che, in relazione alla sua particolare esperienza e capacità, riconosciuta a livello nazionale e della conseguente notorietà, in nessun caso avrebbe potuto confondere i chiari sintomi riferiti dalle risultanze testimoniali con una mera colica - ha omesso di fornire informazioni di fondamentale rilevanza al veterinario contattato telefonicamente, non consentendo il necessario soccorso con un mezzo idoneo come ad esempio l'ambulanza, e il trasporto alla più vicina clinica veterinaria". La radiazione e' l'unica condanna possibile anche perche' - scrive il Tribunale - colpisce l'atteggiamento di Margi che denota "la sua assoluta mancanza di resipiscenza" : il cavaliere "non ha mai espresso, sia pur incidentalmente, sentimenti di doverosa solidarietà nei confronti dell'animale o di rammarico per la triste vicenda dimostrando, in tal modo, notevole distacco e profonda indifferenza rispetto ai valori fondamentali condivisi dalla stessa Federazione italiana sport equestri".
 
NEL CUORE.ORG
4 LUGLIO 2015
 
GROSSETO, ESPLODE BOMBOLA DI GAS: MORTI DUE CANI, GALLINE E CONIGLI
Da chiarire l'origine dell'incendio in una baracca
 
Un incendio ha provato l'esplosione di una bombola di gas in una baracca a Bagnolo di Santa Fiora (Grosseto). L'esplosione ha causato la morte di diversi animali, tra cui due cani, galline e conigli. Nessuna persona e' rimasta ferita. Sono intervenuti i vigili del fuoco di Arcidosso che hanno domato il rogo. Da chiarire l'origine dell'incendio avvenuto ieri.
 
VENEZIA TODAY
4 LUGLIO 2015
 
Se ne vanno in vacanza e lasciano il cane in terrazzo per tre giorni
L'animale abbaiava e guaiva. Sabato mattina è stato salvato da pompieri e Municipale. Al vaglio la possibilità di una denuncia per maltrattamento
 
Prov. Di Venezia. Abbaiava e guaiva da tre giorni. Disperato per l'assenza dei propri padroni che nel frattempo avevano chiuso la propria abitazione e se n'erano andati tranquillamente in vacanza. Senza pensare alle conseguenze per il proprio cane, che non solo ha sofferto ora dopo ora dell'abbandono, ma anche del caldo che in questi giorni si è impadronito dell'Italia. E' stato merito di alcuni condòmini se la vicenda ha avuto un lieto fine, altrimenti nessuno può sapere come si sarebbe conclusa, anche se comunque in un pertugio del terrazzo erano stati posizionati cibo e acqua. Niente più. Per tre giorni ma chissà per quanti altri, visto che i padroni del cane fino a sabato pomeriggio non erano ancora stati contattati dagli agenti della polizia municipale di Spinea, intervenuti verso le 11 in via Buonarroti assieme ai vigili del fuoco. Risultavano fino a quel momento irreperibili.A chiedere i soccorsi alcuni residenti del palazzo, preoccupati per le condizioni di quel cane di media taglia che giustamente non si dava pace. Abbandonato da coloro che avrebbero dovuto assicurarsi del suo stato di salute. Una volta sul posto, la squadra di pompieri ha raggiunto tramite l'autoscala il terrazzino al terzo piano del palazzo e si è subito presa cura dell'animale, che naturalmente ha iniziato a guaire all'impazzata. Consapevole che la sua personale odissea di lì a poco sarebbe finita.Vista l'impossibilità di contattare i proprietari dell'abitazione, fino a questo momento il cane è stato affidato a un veterinario dell'Ulss13. Spetterà a lui non solo lenire le conseguenze fisiche di questi tre giorni trascorsi in solitaria in pochi metri quadri e sotto il sole, ma anche stabilire se si ravvisino o meno gli estremi per una denuncia per maltrattamenti. In quel caso poi la palla passerebbe di nuovo alla Municipale. L'intervento ha attirato l'attenzione di diversi residenti, la maggior parte dei quali ha espresso pesanti critiche nei confronti di chi si è macchiato di un comportamento che potrebbe anche aver sconfinato nel campo del diritto penale.
 
ANSA
4 LUGLIO 2015
 
Uomo rischia di annegare,lo salvano cani
Cani della Scuola di salvataggio del Veneto
 
VENEZIA, 4 LUG - E' grazie a Perla, un cane meticcio, e Ceres, un golden retriver, oltre che ai rispettivi caposquadra della Scuola cani salvataggio del Veneto, se un romeno che rischiava di annegare è stato salvato stamane a Caorle. I due cani sono entrati in acqua per effettuare il recupero dell'uomo in difficoltà seguendo il protocollo di lavoro insegnato loro dagli istruttori.
 
ANSA
4 LUGLIO 2015
 
Salvato cane finito in pozzo artesiano
Profondo dieci metri, animale recuperato da vigili del fuoco

 
(ANSA) - TERNI, 4 LUG - Salvato dai vigili del fuoco un cane di razza Breton caduto in un pozzo artesiano nei pressi del cimitero di Terni. Particolarmente difficile il lavoro dei soccorritori. Il pozzo, vicino a un casale abbandonato, è infatti profondo circa 10 metri e largo 30 centimetri. Dopo avere pompato aria per aiutare il Breton a respirare, l'animale è stato imbracato e recuperato. Una volta tornato in superficie, il cane è apparso ai pompieri bagnato e impaurito, oltre che affaticato, ma illeso.
 
ZONA CANALE
4 LUGLIO 2015
 
Dopo 5 giorni di ricerche cane salvato dal fondo di un canale
 
Prov. di Chieti È Rex, un cane meticcio di 14 anni, il protagonista di una storia a lieto fine in una stagione, quella estiva, in cui dei quattro zampe si parla spesso per il triste fenomeno dell'abbandono lungo le strade. E invece questa volta la caparbietà di una donna amante degli animali ha permesso di salvarlo dopo cinque giorni di ricerche. 
Rex vive nel recinto della Vasto Legno, fabbrica nella zona industriale di Punta Penna. "Un cane davvero buono - raccontano i dipendenti dello stabilimento -, a cui tutti sono affezionati. Lunedì 29 giugno, dalle prime ore del mattino, di Rex non c'era più traccia". Subito sono iniziate le ricerche nelle aree attorno alla fabbrica ma del meticcio di grossa taglia nessuna traccia.
"Ma la costanza e la caparbietà di Lina Di Paolo, dipendente della Vasto Legno che ama e dedica la sua vita agli animali - raccontano alcuni amici che hanno partecipato con lei alle ricerche - hanno portato ieri sera a scorgere Rex nel canale di bonifica nella zona dello stabilimento". 
Un luogo impervio, dove il cane era finito ed era rimasto in questi giorni senza poter ritornare in strada. A quel punto è scattata la richiesta di soccorso ai vigili del fuoco del distaccamento di Vasto che, arrivati nella zona industriale, hanno potuto recuperare Rex. "Fortunatamente non aveva nessun segno di malessere, tranne la stanchezza per questi giorni passati nel vallone. Vogliamo ringraziare - commentano gli amici della signora Lina - i vigili del fuoco per la loro tempestività e professionalità". Al termine dell'intervento, dopo che il cane si era ripreso dalla fatica per i giorni trascorsi nel canale, i "ricercatori" hanno voluto immortalare gli uomini del turno B della caserma di via Madonna dell'Asilo per ringraziarli dell'intervento andato a buon fine.
FOTO
 
LEGGO
4 LUGLIO 2015
 
Wurstel e cibo per cani, è allarme: trovati
residui di farmaci che provocano intossicazioni
 
Pericolo contaminazione da farmaci negli alimenti per cani e gatti, ma anche in wurstel, hamburger e più in generale cibi da fast food o street food.  Una ricerca guidata dai dipartimenti di Veterinaria dell'università di Torino, in collaborazione con gli atenei di Napoli e Potenza e con il centro Ricerca e Sviluppo della società Sanypet, mette in guardia sui rischi portati dai residui di ossitetraciclina, un antibiotico usato comunemente negli allevamenti zootecnici intensivi. Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale "Poultry Science", ha messo in evidenza che nei "sottoprodotti della macellazione", i macinati d'osso, si trovano residui di quel farmaco che, «entrando nella catena alimentare possono trasformare il cibo in un veleno per le cellule, in un fattre di intossicazione costante e progressiva». La sostanza tossica incriminata sarebbe responsabile - ipotizza un approfondimento condotto dal dipartimento di Scienze dell'Università della Basilicata - «di una marcata azione diretta anche sul sistema immunitario con la formazione di sostanze che provocano processi infiammatori».
 
CORRIERE DI BOLOGNA
4 LUGLIO 2015
 
Salmonella nella carne
Sei veterinari Ausl indagati
Operazione denominata Hell’s Chicken:
l’accusa è di aver omesso i controlli
 
CESENA - Sei veterinari della Ausl di Cesena sono sotto indagine, insieme a due dirigenti di un’industria alimentare che alleva pollame, per mancati controlli sulle carni avicole dopo che erano stati riscontrati numerosi casi di salmonella. A loro è stato notificato un avviso di conclusione di indagini, coordinate dalla procura di Forlì e condotte dai Nas dei carabinieri. Nell’indagine, denominata Hell’s Chicken, sono emerse irregolarità e inadempimenti nella catena dei controlli. I veterinari sono accusati di falso ideologico in atti pubblici per aver rilasciato false attestazioni di controlli e campionamenti che non avevano fatto personalmente. Sono accusati anche di abuso d’ufficio e omissioni in atti di ufficio perché, secondo le indagini dei Nas, non avevano adottato i provvedimenti sanitari necessari, e di omessa comunicazione all’autorità giudiziaria di fatti costituenti reato.
 
IL GIORNALE
4 LUGLIO 2015
 
I cani (italiani) che riescono a fiutare i tumori
Sono stati addestrati a individuare la malattia annusando l'urina dei pazienti
 
In campo chirurgico, già oggi, interventi particolarmente delicati vengono affidati alle mani di un robot, in una scenografia degna del miglior Spielberg. In un laboratorio di analisi accanto invece, entrano un paio di cani addestrati e sniffano ciotole che contengono urina. Fuori dalla porta alcuni uomini seduti cercano il pacchetto di sigarette, altri stropicciano un quotidiano che non riescono a leggere. L'ansia di sapere li divora.
Da quei cani che annusano le loro urine arriverà il responso sulla loro prostata e da quei nasi può dipendere una vita. Quest'ultima scena non è ancora routine, perché necessita di un lungo percorso noto come «validazione» da parte degli organismi sanitari preposti alla sicurezza e alla massima precisione possibile delle analisi diagnostiche di laboratorio, altrimenti si torna a Stamina e Di Bella e al caos totale. Non ci siamo però molto lontani e l'orgoglio di questa scoperta è tutto italiano perché, seppure il germe di questi studi sia iniziato altrove, tutto il lavoro di addestramento dei cani e del riconoscimento del cancro attraverso le sostanze volatili emesse dalle urine è stato portato avanti dal professor Gianluigi Taverna, dal direttore Giorgio Guazzoni e dai collaboratori del centro Humanitas di Rozzano assieme al Centro Militare Veterinario di Grosseto. Taverna, ora responsabile dell'urologia («Mater Domini») di Castellanza, ha scoperto che certi cani, addestrati allo scopo, sono in grado di diagnosticare con una precisione del 97% i tumori maligni della prostata, annusando l'urina del malato.
«Nella prima fase, che si è conclusa tempo fa - spiega Taverna - abbiamo coinvolto 902 persone, suddivise tra sane e affette da cancro della prostata di diversa aggressività». Zoe e Liù, due pastori tedeschi addestrati allo scopo, hanno cominciato ad annusare un piccolo quantitativo delle loro urine e l'analisi incrociata dei dati ha messo subito in luce una straordinaria capacità di individuare i soggetti malati e quelli sani. Siamo a una precisione che sfiora il 100%. Neanche il famoso esame del PSA è in grado di fare tanto. Il riconoscimento dei nostri ricercatori è stato coronato dalla pubblicazione della loro scoperta, in aprile di quest'anno, sull'autorevole Journal of Urology, mentre il direttore della Columbus University, in un suo editoriale, ha scritto che si tratta probabilmente del terzo lavoro più importante, sulla diagnostica del cancro della prostata, di tutti i tempi. Mica noccioline!
Il cruccio di Taverna, che è stato invitato più volte a lavorare all'estero , è che, more solito, si fa enorme fatica a trovare i fondi (cifre peraltro ben poco impegnative) per portare avanti la ricerca su due piani: continuando con i cani naturalmente, ma tenendo d'occhio gli sviluppi di questa scoperta, sui quali pare stiano già lavorando in altre nazioni. Si tratta di identificare le sostanze che colpiscono le cellule olfattive dei cani e mettere a punto un «naso elettronico» affidabile e riproducibile ovunque. In Italia abbiamo tutto, scienziati, tecnologia, voglia di lavorarci (anche gratuitamente come ha fatto talvolta Taverna e il suo staff). Mancano pochi soldi per ottenere un mezzo diagnostico che ci invidierebbe (e ci comprerebbe ovviamente) tutto il mondo. La serietà della ricerca, a parte le pubblicazioni scientifiche, è garantita dal fatto che la stampa anglosassone, dal Guardian all' Independent , dal Telegraph al Daily Mail se ne sta ampiamente occupando. Vogliamo perdere anche questo treno? OSCAR GRAZIOLI
 
LA ZAMPA.IT
4 LUGLIO 2015+
 
Nasconde il gatto in valigia, scoperto ai raggi x dell’aeroporto
 
Claudia Audi Grivetta
 
Mercoledì scorso è scoppiato il putiferio all’aeroporto di Los Angeles. Come ha raccontato la Transportation Security Administration a “Buzzfeed News”, un uomo ha cercato di far passare il suo gatto attraverso lo scanner a raggi X. Secondo un testimone, il proprietario del gatto ha piazzato l’animale in una valigia e lo ha “inoltrato” in direzione del sistema di controllo. Quando la Tsa ha capito che cosa c’era dentro il sacchetto, non ci poteva credere. Per non dire degli altri passeggeri, che si sono scagliati contro il proprietario del povero micio. La testimone, Sara Benincasa, ha affermato che erano tutti infuriati per l’accaduto, compresi gli agenti della sicurezza aeroportuale. Il caso poi ha voluto che all’aeroporto in attesa di decollare ci fosse anche il duo comico statunitense Sklar Brothers che ha immediatamente twittato su quanto successo, spiegando che l’intero terminal è scoppiato in urla fragorose quando si è sparsa la notizia del gatto ai raggi X. Un altro tweet è partito quando i due si sono accorti che il famigerato proprietario del gatto era sul loro volo. «Il VERO tipo che ha messo il suo gatto nello scanner a raggi X era sul nostro aereo. Questo è lui (postando la foto dell’uomo, ndr). Per la cronaca, ha riposto la moglie nello scomparto superiore», l’ironico tweet. Dalla parte del proprietario si è schierata la signorina Benincasa, che ha tenuto a precisare che il gatto «era il meno sconvolto di tutti e non ha subito alcun danno. Spero solo che le persone capiscano – ha aggiunto – che ha fatto un errore innocente e che è probabilmente un ottimo proprietario. Il micio sembrava essere ben curato e amato».
FOTO
 
GEA PRESS
4 LUGLIO 2015
 
Indonesia – Le scimmie schiave delle piantagioni di cocco
 
Nuove atrocità contro gli animali. Questa volta l’attenzione è puntato ai mercati di Sumatra e la denuncia è dello Sportello dei Diritti. I mercati attenzionati sono quelli di Sungai-Sariak a Pariaman ad Ovest dell’Indonesia.Scimmie macachi stipati in piccole gabbie, per essere vendute come “forza lavoro” da impiegare nella raccolta del cocco.La grande intelligenza delle scimmie, riferisce la nota dello Sportello dei Diritti, le ha condannate ad una vita di schiavitù per essere impiegate nella raccolta del cocco. Questo grazie alla loro capacità di imparare rapidamente.Ogni scimmia costa l’equivalente di 7,50-44,50 franchi, a seconda dell’intelligenza. Una volta vendute, questi poveri animali terrorizzati vengono prelevati dalle loro gabbie, allontanati dai loro simili ed incatenati perché non scappino. D’ora in poi, saranno schiavi degli agricoltori di cocco indonesiani. Sfruttamento della forza lavoro animale in agricoltura.In questo modo, gli agricoltori risparmiano moltissimo sulla forza lavoro. In altri luoghi, come la Tailandia, l’abitudine di schiavizzare gli animali per impiegarli come forza lavoro è parte integrante dell’agricoltura del paese. Inizialmente le scimmie vengono addestrate molto duramente.  Quindi cominciano le interminabili giornate di lavoro nelle piantagioni. Gli animali che non obbediscono vengono puniti, talvolta perfino frustati. Il consumatore finale che acquista le noci di cocco al supermercato, non immagina quali siano le atroci condizioni degli animali impiegati nella raccolta di questi frutti.
Nessuno sembra preoccuparsi del benessere di questi animali.In Italia per fortuna, osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, la Corte di Cassazione penale ha evidenziato come con l’introduzione dell’art. 544 ter nel codice penale gli animali devono essere tutelati in quanto esseri viventi, non solo come proprietà di qualcuno aumentando dunque le pene previste dall’art. 638 inserito tra i reati contro il patrimonio. Quindi, chi procura lesioni gravi a un animale e lo sevizia senza motivo e con crudeltà risponde di maltrattamenti di animali, un preciso capo di imputazione introdotto nel codice penale dalla legge del 2004.Per tali ragioni lo “Sportello dei Diritti” lancia un appello ai consumatori: “Non acquistare prodotti realizzati attraverso lo sfruttamento e la schiavitù anche degli animali”, non rendersi complici” dello sfruttamento degli animali che sembra “abbia luogo nell’indifferenza generale”.
 
LEGGO
5 LUGLIO 2015
 
Expo, via libera alla carne di coccodrillo: al padiglione Zimbabwe si cucina il crocoburger

 
MILANO - C'è il via libera. Da venerdì all'Expo sarà possibile mangiare l'hamburger di coccodrillo. A due mesi dall’apertura dell’esposizione universale lo Zimbabwe, come ricorda il Corriere, ottiene tutti i via libera per preparare il pasto a base di carne di coccodrillo annunciato nel suo sito e nelle locandine. L’intero stock di mille chili è pronto al consumo. Il Paese africano che occupa uno spazio di 125 metri quadrati nel Cluster di Cereali e Tuberi ha chiesto di togliere i sigilli soltanto ad un piccolo quantitativo: 5 chilogrammi.
I veterinari della Asl, che hanno controllato i cinque chili di materia prima e tolto i sigilli dopo averne verificato l’integrità, hanno prescritto che la carne di coccodrillo sia consumata solo all’interno del Cluster.
Il coccodrillo, tra l'altro, è una carne che in Australia viene consumata abitualmente e si trova nei menù di molti ristoranti.
 
NEL CUORE.ORG
10 LUGLIO 2015
 
DA PREDATORE A CIBO: ALL'EXPO I COCCODRILLI DIVENTANO HAMBURGER
Il "lancio" nello stand dello Zimbabwe
 
Non bastavano i manzi di McDonald's, ora tocca ai coccodrilli dello Zimbabwe diventare hamburger. E' quello messo in vendita, all'Expo, sempre più "sagra" globale - dallo Zimbabwe, che ha organizzato una vera e propria cerimonia per il lancio del primo "crocodile menu'" mai messo in vendita in Italia.
Secondo il console dello Zimbabwe, Georges El Badaoui, a ottobre potrebbe essere venduto anche fuori Expo. Il crocoburger viene servito con formaggio filante, verdure e patatine fritte insaporite con farina di baobab, accompagnate da una bevanda a base di baobab e uva rossa. "L'Italia e' l'unico Paese dell'UE in cui non si mangia ancora carne di coccodrillo. Grazie a Expo abbiamo potuto finalmente far provare questa nostra specialita'" ha spiegato El Badaoui. Il Paese europeo verso il quale lo Zimbabwe esporta piu' carne di coccodrillo, secondo il console, e' il Belgio, "ma abbiamo tantissime aspettative per il mercato italiano, perche' solo voi ci offrite il marchio del made in Italy". Le potenzialita' di questo prodotto, secondo il console, sono enormi: "Abbiamo gia' immaginato alcuni piatti: pasta al ragu' di coccodrillo con cipolla di tropea, pomodoro pachino, pesto al basilico ligure dop con aglio di vessalico e coccodrillo: un mix che nasce dal meglio delle due cucine".
Finora dallo Zimbabwe e' arrivata a Expo una tonnellata di carne e ne e' in arrivo un'altra. "La nostra carne e' passata attraverso tre controlli - ha spiegato El Badaoui -: Zimbabwe, Unione Europea e Italia".
 
HUFFINGTON POST
10 LUGLIO 2015
 
Expo 2015, arriva il Crocoburger: l'hamburger di coccodrillo. "Carne sana e prelibata" (FOTO)
 
La carne di coccodrillo arriva in Italia. Ha l’aspetto di un hamburger e un sapore più simile al pollo, ma promette bene: dicono che sia l’ideale per una dieta sana e corretta. Per assaggiarlo basta un giro ad ExpoMilano2015, l’indirizzo è padiglione Zimbabwe(dentro al Cluster dei cereali e dei tuberi). Dentro al Crocoburger ci sono carni che arrivano direttamente dall’Africa, da allevamenti che sorgono in riva al lago Kariba. Il colore è chiaro, la carne tenera (gli animali vengono macellati entro il terzo anno d’età). “In tutto il mondo si mangia il coccodrillo – spiega Georges El Badaoui, Console dello Zimbabwe a Milano – e anche in Europa è considerato un cibo appetitoso e prelibato. Le sue carni sono molto proteiche, magre, con pochissimo colesterolo e ricche di Omega 3, 6, e 9, insomma l’ideale per una dieta sana e corretta. Siamo convinti che sarà apprezzato anche dagli italiani”. Intanto ad oggi il Zimbabwe ne ha importati una tonnellata. Nel Croco-menù anche patate al forno cotte con farina di baobab ed una bibita gassata che unisce il sapore dell’uva rossa al frutto di baobab e ai fiori di sambuco. Il menù costerà 15 euro, e potrà essere preparato e consumato – secondo regolamento dell’Asl – solo dentro al padiglione africano.
FOTO
 
ANSA
5 LUGLIO 2015
 
Rischiano annegamento per salvare cane
In salvo una donna di 33 anni e il figlio di 10 nel Bergamasco
 
(ANSA) - BERGAMO - I sommozzatori di Treviglio hanno salvato una donna di 33 anni e suo figlio di 10 che hanno rischiato di annegare dopo essersi tuffati in acqua nel tentativo di acciuffare il loro cane, un cucciolo di pitbull, che era finito nell'Adda a Fara Gera. I due erano con il cane su una lingua di terra che separa il fiume dal canale dell'Italgen.Entrambi sono entrati in acqua per recuperare il cane, ma presto si sono trovati in difficoltà. Quando sono stati recuperati erano allo stremo delle forze.
 
MESSAGGERO VENETO
5 LUGLIO 2015
 
Cure per cani e gatti, Consiglio contro il caro-farmaci
L’Assemblea approva una mozione di Sibau (Ar) per ottenere la riduzione dei costi delle medicine
 
UDINE. Abbattere tutti i costi per la cura degli animali da compagnia. È la richiesta che, all’unanimità, parte dal Consiglio regionale e viene indirizzata al Governo, attraverso l’impegno della giunta di Debora Serracchiani.La proposta è venuta dal consigliere di Autonomia responsabile, Giuseppe Sibau, che ha presentato una mozione in Consiglio, approvata a larga maggioranza. Il documento impegna l’esecutivo regionale ad attivarsi con il Governo, affinché si adottino tutte le misure per abbattere i costi per la cura di cani, gatti e altri piccoli “amici”.
«In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo – ha spiegato Sibau –, dobbiamo andare incontro alle famiglie e aiutarle a ridurre i costi, anche quelli relativi alla cura degli animali che in Italia sono altissimi. Non possiamo continuare a essere semplici osservatori di una situazione anomala per cui a parità di principio attivo i farmaci veterinari costano in media tre/quattro volte rispetto a quelli a uso umano».«Dobbiamo intervenire a livello nazionale, ma anche a livello europeo – ha aggiunto il consigliere di Ar – perché siano semplificate le procedure di registrazione dei farmaci e perché sia consentita la vendita di medicinali generici registrati per gli umani anche per i pazienti animali e ora la nostra Regione sarà promotrice di questo cambiamento».Sibau si dice convinto che l’iniziativa sia di buon sesenso, grazie alla quale il Friuli Venezia Giulia potrà dare un segnale positivo di tutela del benessere degli animali.«Per questo motivo invierò a tutti i colleghi consiglieri italiani il testo della mozione – ha proseguito Sibau –, perché l’esempio della nostra regione sia seguito anche da altre regioni italiane e affinché la nostra singola voce si trasformi in un coro di richieste per il bene degli animali e delle famiglie che li accolgono. Sono soddisfatto dell’accoglimento della mia proposta e ringrazio i miei colleghi Consiglieri per averne compreso l’importanza».«L’abbattimento dei costi per le cure attraverso un’opera di sensibilizzazione per promuovere l’uso di farmaci magistrali e officinali o permettendo ai veterinari di vendere direttamente le specialità farmaceutiche, può avere effetti positivi anche sulle adozioni degli animali, perché se si riducono i costi del loro mantenimento sempre più famiglie saranno incentivate ad accogliere un amico a quattro zampe in casa, con i benefici in termini di benessere affettivo che ne conseguono», ha concluso Sibau.
 
PARMA DAILY
5 LUGLIO 2015
 
Firma contro la Corea del Sud che tortura i cani!

Andrea Marsiletti

 
Il 12 luglio inizia il Festival durante il quale cucineranno vivi migliaia gli animali per fare la zuppa! Vi ricordate il festival di Yulin in Cina? Questa volta si svolge in Corea del Sud ed è addirittura più grande e spietato. Il "Boknal Dog Soup Festival" sudcoreano è la festa in cui cucineranno vivi molte migliaia di cani per fare della zuppa! Il festival si terrà tra poco, dal 12 luglio al 12 agosto.
Nella foto potete vedere come un cagnolino è messo all’ingrasso per poi essere mangiato. Provate ad immaginare le pene che sono costretti a provare i cani a dover stare in quella posizioni per giorni e giorni.
In Corea del Sud 2 milioni di cani vengono uccisi ogni anno per consumarne le carni. I cani, prima di essere cucinati, vengono torturati a lungo con bastoni e coltelli affinché le loro carni, per azione dell’adrenalina in circolo a causa del dolore e della paura, diventino più “saporite”. Questa infatti è la convinzione che hanno: più l'animale soffre, più la carne sarà buona.
Dopodiché, sempre per lo stesso motivo, vengono bolliti vivi e poi scuoiati.
Il link che trovate di seguito è il più importante sito contro il massacro di cani in tutta la Corea del Sud. Firma la petizione!
Le petizioni sono importanti perché l'opinione pubblica mondiale ha il potere di far pressione sul governo Sud Coreano e può indurlo a rispettare le leggi di protezione degli animali che ha accettato ma che non ha mai adeguatamente applicato nel Paese. Le leggi infatti vengono continuamente infrante. L'industria della carne di cane continua a prosperare e funzionari sembrano essere riluttanti a vietarla.
L'attenzione mediatica e il supporto internazionale è l'unico modo per fare pressione al governo sudcoreano, in modo che comincino a proteggere davvero i diritti degli animali e bandiscano per sempre la carne di cane e il suo commercio!
 
LA ZAMPA.IT
5 LUGLIO 2015
 
Pompieri posano per beneficenza con un cane vittima di abusi
 
Fulvio Cerutti
 
Caitlyn posa con un muscoloso e attraente vigile del fuoco. Tiene la sua bocca ben aperta, sembra uno splendido sorriso. Se non fosse per le cicatrici sul muso, sembrerebbe un cane qualunque. Ma Caitlyn non è un cane qualunque. È un esemplare di Staffordshire Bull Terrier che ha rischiato di vedersi amputare parte della lingua e di avere gravi danni al muso.  Tutto per la crudeltà di William Leonard Dodson, un 41enne del North Charleston (South Carolina, Usa). L’uomo, identificato e arrestato, aveva infatti stretto attorno al muso dell’animale un nastro adesivo con la lingua che usciva dalla bocca bloccandogli il flusso sanguigno. Il cucciolo di 15 mesi era però riuscito a fuggire dal suo aguzzino e salvato da un vicino di casa che l’ha portato da un veterinario. La voglia di vivere del cane è stata grande e così ha reagito al meglio alle cure mediche. Per scelta non abbiamo voluto pubblicare le foto delle condizioni in cui è stato trovato Caitlyn, mentre ci fa molto piacere poter pubblicare ora le immagini che lo vedono star meglio e protagonista di un’iniziativa di beneficenza insieme a un gruppo di pompieri.  È un’iniziativa che può sembrare un po’ ridicola, ma quel che conta è lo scopo finale: raccogliere fondi per aiutare altri animali abbandonati o abusati a poter accedere alle costose cure mediche. La Charleston Animal Society spende ogni anno circa 500mila dollari per curare gli animali e l’idea del calendario è venuta anche sull’onda della sfortunata popolarità di Caitlyn. Ma almeno questa volta sembra essersi divertito in questo ruolo di protagonista positivo.
FOTO
 
NEL CUORE.ORG
5 LUGLIO 2015
 
TBLISI, TROVATA MORTA L'ULTIMA DELLE TIGRI FUGGITE DALLO ZOO
L'inondazione ha ucciso metà degli animali
 
E' stata trovata morta l'ultima delle tigri fuggite dallo zoo di Tblisi (Georgia) durante l'alluvione di tre settimane fa. Lo ha comunicato ai giornalisti il direttore dello zoo Zuraba Gurielidze. L'inondazione ha ucciso più della metà dei 600 animali dello zoo, tra cui una ventina di tigri, leoni e giaguari. Una delle tigri è rimasta in libertà per giorni ed ha ferito mortalmente un uomo prima di essere abbattuta dalla polizia. La caccia all'ultima tigre è andata avanti fino ad oggi, quando i suoi resti sono stati ritrovati nell'impianto per il nuoto di Laguna Vere.
 
IL SOLE 24 ORE
5 LUGLIO 2015
 
Un monumento per Leo, il cane eroe che ha dato la vita per salvare una bambina
 
Leo non era uno di quei cani che – magari a dispetto della piccola taglia – hanno una grande considerazione di sè. Era un bassotto tranquillo, che prediligeva la compagnia dei padroni e che sedeva placido sul sedile posteriore della station wagon di famiglia mentre si andava a far le commissioni in giro per Pancevo, cittadina vicino a Belgrado, in Serbia. Ma un giorno, un brutto giorno, ha dimostrato a tutti il suo coraggio. E’ successo l’anno scorso, quando un cane da guardia di grossa taglia, un incrocio di mastino, ha attaccato una ragazzina di fronte al giardino di Leo. Allora lui si è buttato contro il cagnaccio, abbaiando ringhiando e azzannando, quello ha reagito contro Leo, lasciando la ragazzina. Il piccolo bassotto ha pagato con la vita ma Pancevo non si è dimenticata di lui.E due settimane fa una statua a grandezza naturale di Leo è stata inaugurata vicino al parco giochi dei bambini a Pancevo, sia per ricordare il cane che per insegnare ai bambini valori come l’amicizia e il sacrificio. La scultura in bronzo ritrae un Leo attento e vigile, è montata su un basamento in pietra bianca (nella foto Ap, che racconta la storia di Leo sul proprio sito) ai piedi del quale molti lasciano un fiore.L’idea del monumento è nata in seguito all’interessamento di un gruppo di attivisti dei diritti degli animali che avevano notato un crescente interesse per la vicenda sui social network e sui media locali. Secondo l’associazione “Pets” di Pancevo, quello intitolato a Leo è il primo monumento eretto a un cane in Serbia, paese che ha grandi problemi di randagismo e notoriamente bassi standard di benessere animale. “Lo scopo è far crescere nella popolazione, soprattuto quella giovane, la consapevolezza di quanto siano importanti gli animali per noi e di come loro ci siano sempre, quando ne abbiamo bisogno” ha voluto sottolineare Ivan Kurajov, un membro dell’associazione.Lo sa bene Nikolina Vucetic, la ragazzina ora dodicenne che a Leo deve molto. “Quando ho urlato di paura per l’attacco del cane da guardia, Leo è intervenuto subito, azzannandolo alla zampa posteriore… – spiega Nikolina, mostrando le cicatrici – allora il cagnaccio ha lasciato me e si è avventato sul piccolo Leo”.Senza lasciargli scampo. Nonostante l’impegno dei veterinari che lo hanno immediatamente preso in cura, nel giro di un paio di giorni Leo è morto. Biljana Ilic, la proprietaria di Leo, lo ricorda come un “cane felice e allegro”, che saltava intorno quando c’erano ospiti e leccava tutti. “Ma quel cane da guardia era troppo grande per Leo, è stata una lotta impari” aggiunge la giovane 23enne con gli occhi velati di lacrime. Il posto di Leo in famiglia l’ha preso Djole, anche lui un bassotto (nella foto, in braccio alla padrona), regalato dagli allevatori locali, impressionati dall’accaduto.
Sulla targa vicino alla statua, si legge: “Dedicata a tutti i piccoli eroi con un grande cuore”. Come Leo.
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LA ZAMPA.IT
5 LUGLIO 2015
 
Morì per salvare una bimba, una statua per il cane eroe
 
Normalmente sarebbe corso via alla vista di un cane più grande. Ma un giorno il piccolo bassotto Leo dimostrò che il vero coraggio non ha limiti. Quando un mastino, l’anno scorso, attaccò una bambina di dieci anni, Leo senza paura si gettò in soccorso della piccola, abbaiando e mordendo l’altro cane, di molto più grande e forte. Leo pagò con la vita, ma i cittadini di Pancevo, in Serbia, non lo hanno dimenticato.Due settimane fa, una statua di bronzo raffigurante Leo è stata innalzata nei pressi di un parco nella cittadina industriale a pochi chilometri da Belgrado, una maniera per rendere onore al cane e per insegnare ai bambini il valore dell’amicizia e del sacrificio. Il Leo ritratto nella scultura osserva ora dall’alto i bimbi che si divertono e corrono nel verde, mentre alla base della statua tanta gente arriva a portare mazzi di fiori e delicatezze per quattro zampe in omaggio alla memoria del cane-eroe. Tra di loro, anche Nikolina Vucetic, la bambina salvata.“Sono felice che Leo abbia un monumento, si è dimostrato un vero eroe, mi ha aiutato”, ha raccontato la ragazzina alla Associated Press. Nikolina, oggi 12 anni e ancora le cicatrici dell’assalto sul corpo, ha raccontato che il giorno dell’aggressione stava tornando a casa da una visita presso un amico, quando il cane da guardia di un vicino l’assalì, saltandole addosso e mordendola a un braccio. “Ho urlato e Leo è corso in mio aiuto abbaiando, correndo tutto attorno e mordendo l’altro cane. Quest’ultimo mi ha poi lasciata e si è gettato su Leo”. Il piccolo bassotto non aveva alcuna possibilità di sopravvivere. Malgrado gli sforzi dei veterinari, le sue ferite erano troppo gravi. Leo morì due giorni dopo.L’iniziativa in memoria del bassotto di Pancevo è stata organizzata da un gruppo che si batte per i diritti degli animali ed è stata sostenuta caldamente dalla cittadinanza. Il gruppo ha rimarcato che quella a Leo è la prima statua a un cane in Serbia, Paese che ha seri problemi di randagismo e bassi standard nella protezione degli animali.L’iscrizione sulla statua del bassotto recita: “A tutti i piccoli eroi con cuori grandi”.
VIDEO
 
LA ZAMPA.IT
5 LUGLIO 2015
 
L’elefante Raju festeggia il primo anno di libertà
 
Fulvio Cerutti
 
L’elefante Raju ha festeggiato i suoi 51 anni circondato dall’affetto degli operatori della Wildlife Sos, l’associazione che gli ha regalato la libertà. Un anno fa la sua storia aveva commosso il mondo dopo che il video della sua liberazione era stato diffuso sul web. Raju ha trascorso i suoi primi 50 anni sempre alla catena, con pezzi di ferro conficcati nella zampe, un dolore tale da portare l’animale alle lacrime.Ma Raju ha dovuto vincere un’altra battaglia. I suoi aguzzini, due mesi dopo la liberazione, avevano deciso di intentare una battaglia legale per riprendersi l’animale. Gli avvocati del Wildlife SOS avevano però scelto una linea di difesa vincente: secondo il diritto indiano, un elefante non può essere di proprietà di una persona, in quanto sono tutti di proprietà del governo. Hanno sostenuto con successo che solo una licenza sarebbe stata la prova della proprietà. Gli ex proprietari non sono stati in grado di produrre un certificato perché comprarono Raju dai bracconieri, ovviamente una pratica illegale. Così il suo caso è stato archiviato.  Conquistata la libertà, Raju ha dovuto poi conquistare la fiducia negli uomini. Agli operatori dell’associazione è servita molta pazienza per fargli dimenticare gli abusi subiti. Un lungo percorso che ora è giunto a una tappa importante e per festeggiarla lo staff gli ha donato una grossa fetta di torta, che l’elefante si è gustato immerso in una vasca d’acqua. La stessa piscina dove ama passare la maggior parte del tempo godendo del relax e della tranquillità recuperata.
FOTO E VIDEO
 
DIONI DREAM
5 LUGLIO 2015
 
Jim Carrey: “I vaccini obbligatori stanno intossicando i nostri bambini”
 
Così Jim Carrey commenta la nuova legge sui vaccini obbligatoria dello stato del Califonia: “Il governatore della California dice sì all’avvelenamento dei bambini con il mercurio che è contenuto nei vaccini obbligatori. Questa impresa fascista deve essere fermata“, ha scritto la star in un messaggio su Twitter ai suoi 14 milioni di followers.“Quello che chiedo è di togliere le neurotossine dai vaccini, fateli senza tossine”, ha aggiunto Carrey, “la storia mostrerà che è una giusta richiesta“. L’attore condanna le componenti tossiche contenute nei vaccini come il mercurio e il thimerosal che viene utilizzato per la conservazione dei sieri. La denuncia dell’attore è arrivata dopo che il governatore, Jerry Brown, ha firmato una legge che aumenta i vaccini obbligatori per i bambini.La posizione di Carrey contro i vaccini nasce dalla sua esperienza personale: la compagna Jenny McCarthy afferma come l’autismo sia venuto a suo figlio in seguito ai vaccini.Il Centro per il Controllo delle Malattie (CDC) americano afferma che non c’è nessun collegamento tra i vaccini e l’autismo, ma per Jim Carrey è chiaro: “Il CDC non può risolvere un problema che ha diffuso. E’ troppo rischioso ammettere che si sbagliavano sul mercurio/thimerosal. Sono corrotti.
Dionidream da anni condivide articoli che mostrano come i metalli pesanti, contenuti anche nei vaccini, causino danni cerebrali provocando numerose malattie dall’Alzheimer all’autismo. Abbiamo mostrato che il mercurio causa processi neurodegenerativi cerebrali e di come la ricerca censurata dell’Università di Pavia mostra quello che davvero c’è nei vaccini.Ho sempre stimato Jim Carrey, la sua capacità di far ridere, di essere se stesso senza compromessi, e ancora di più quando vidi che si era avvicinato alla spiritualità e alla ricerca di verità con Eckart Tolle e Il Potere di Adesso. Grazie Jim per aver affermato quello in cui credi, anche se sicuramente i tuoi manager ti staranno insultando. E’ troppo scomodo dire la verità quando la menzogna è la normalità!
 
TGCOM 24
6 LUGLIO 2015
 
Roma, 11 chihuahua spariti nel nulla L'ombra del racket dei trafficanti
Le cagnoline scomparse tra la Capitale e Fregene. Nessun riscatto chiesto, potrebbero essere finite in un allevamento illegale
 
Undici chihuahua spariti tra Roma e Fregene negli ultimi venti giorni. Ormai all'ipotesi di una fuga non crede più nessuno e si allunga l'ombra del racket. L'ipotesi è che dietro alle sparizioni ci siano trafficanti di animali, pronti a utilizzare le cagnoline in qualche allevamento illegale, per far nascere cuccioli e venderli fuori mercato.
 
VARESE NEWS
6 LUGLIO 2015
 
“Non fate fare ai vostri animali questa fine”
Due ciclisti percorrono la strada nel Brinzio, quando arrivati all’altezza di un dirupo sentono un animale che si lamenta. Ecco cosa è successo

di Andrea Camurani

 
Prov. di varese.Francesco e un amico sono appassionati di ciclismo e verso le 12 circa di oggi, 6 luglio avevano imboccato la strada che da Rancio Valcuvia porta a Brinzio: una provinciale nel verde, molto frequentata dagli appassionati dei pedali e frequentata anche dagli amanti del trekking.
“Nei pressi della Madonnina del ciclista ho avvertito un flebile guaito provenire da un dirupo sottostante – ci racconta Francesco – Per questo mi sono fermato e ho individuato a circa una decina di metri, sotto il piano stradale un cane di piccola taglia”.“Ho avvisato subito i Vigili Del Fuoco di Varese  – continua Francesco – che in breve tempo sono arrivati in posto con un automezzo e due specialisti SAF (Soccorso Speleo Alpinistico Fluviale). Nel frattempo ho raggiunto il cagnolino per dissetarlo con l’acqua della borraccia, cercando di tenere lontane le mosche che lo avevano assalito depositando le loro uova sulle parti piagate del corpo”.“I Vigili Del Fuoco hanno effettuato il recupero, richiedendo l’invio in posto del personale veterinario dell’ASL ai quali veniva affidato lo sventurato animale, che con ogni probabilità sarà stato abbandonato, certamente non adagiandolo con cura dalla strada soprastante – conclude Francesco – . Deve essere chiaro a tutti che abbandonare un cane è una cosa gravissima. Per questo ho deciso di offrire a Varesenews e ai suoi lettori questa testimonianza”.
Non abbandonate gli animali. Non lasciateli soli. Rispettate la natura, di cui fate parte.
VIDEO
 
LA NUOVA VENEZIA
6 LUGLIO 2015
 
Ottanta chili di pelle di animali protetti sequestrati dalla Forestale
I controlli hanno interessato nove aziende di trasformazione del pellame con sede in Riviera. Gli uomini del Corpo forestale hanno trovato pelli di lucertola, varano e coccodrillo detenuti illegalmente
 
MIRA (VE). Ottanta chili di pelli intere tra lucertola, varano, alligatore e coccodrillo, destinate alla produzione di scarpe e borse, sono state sequestrate dal Corpo forestale dello Stato nel corso di un'operazione finalizzata ai controlli nelle aziende per verificare il rispetto della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione, detta Cities.Sono stati effettuati sopralluoghi in nove ditte di commercializzazione e trasformazione di pellame nella zona della Riviera del Brenta. I controlli hanno portato a due sequestri penali e alla denuncia all'autorità giudiziaria dei responsabili aziendali per illecita detenzione di pelli di specie protette dalla Convenzione di Washington.
Gli uomini del Corpo forestale hanno posto sotto sequestro, in quanto privi di qualsiasi documentazione attestante la legittima provenienza, oltre 80 kg di pelli intere di Tupinambis spp. (lucertola), di Varanus spp. (varano) e di Crocodylia spp. (alligatore e coccodrillo), oltre a un ingente numero di ritagli muniti di sigilli di sicurezza di crocodylia spp. Sono inoltre stati sequestrati 51 pezzi di pelle appartenenti al Genere Pythonidae spp., 13 pelli intere o parzialmente intere appartenenti al Genere Pythonidae spp. e una pelle intera appartenente alla Famiglia Crocodylia spp.Il materiale sotto sequestro rientra nell’allegato B della convenzione Cites (II livello di protezione). Nei vari spostamenti commerciali, tale materiale deve essere sempre accompagnato da documentazione che ne attesti la legale detenzione che può essere costituita da certificati Cites, fatture, ricevute fiscali, scontrini, documenti di trasporto e dichiarazioni di vendita da cui sia possibile desumere i dati relativi all’importazione e all’origine delle pelli.La Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione è nata dall'esigenza di controllare il commercio degli animali e delle piante (vivi, morti o parti e prodotti derivati), in quanto lo sfruttamento commerciale è, assieme alla distruzione degli ambienti naturali nei quali vivono, una delle principali cause dell'estinzione e rarefazione in natura di numerose specie.
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GEA PRESS
6 LUGLIO 2015
 
Padova – Varani, coccodrilli e serpenti in pelle, sequestrati dalla Forestale (VIDEO)

 
Vasta operazione del Servizio CITES del Comando Regionale Veneto del Corpo forestale dello Stato che ha effettuato ispezioni presso nove ditte di commercializzazione e trasformazione di pellami. L’area dell’intervento è quella della riviera del Brenta.Due i sequestri penali e le denunce nei confronti dei titolari di altrettante aziende. L’accusa è quella di illecita detenzione di pelli di specie protette dalla Convenzione di Washington relativa al commercio internazionale di specie di fauna e flora minacciate di estinzione.Nella prima ditta sono stati sequestrati, in quanto privi di documentazioni attestanti la legittima provenienza, oltre 80 chilogrammi di pellami. Tra questi pelli intere di lucertola (Tupinambis spp), varano (Varanus spp) e ben 129 pelli intere di alligatori e coccodrilli (Ordine Crocodylia).Nella seconda ditta sono state invece sequestrate 64 pelli di pitone intere o ritagliate e una pelle integra di coccodrillo.I derivati animali posti sotto sequestro rientrano nell’allegato B della Convenzione CITES e nei vari spostamenti commerciali devono essere sempre accompagnati da documentazione tra cui certificati, fatture, ricevute fiscali, scontrini, documenti di trasporto e dichiarazioni di vendita dalla cui analisi possa essere appurata la legalità della detenzione e si possa risalire ai dati sull’importazione e l’origine delle pelli.La Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione è nata dall’esigenza di controllare il commercio degli animali e delle piante (vivi, morti o parti e prodotti derivati), in quanto lo sfruttamento commerciale è, oltre alla distruzione degli ambienti naturali nei quali queste specie vivono, una delle principali cause della loro rarefazione o estinzione.
VIDEO
 
ANSA
6 LUGLIO 2015
 
Sequestrate pelli di animali protetti
Operazione Corpo Forestale, denunciati due imprenditori
 
VENEZIA - Il Corpo Forestale ha sequestrato in aziende della Riviera del Brenta80 kg di pelli di lucertola, di varano e di alligatore e coccodrillo, oltre a un ingente numero di ritagli muniti di sigilli di sicurezza. Denunciati due imprenditori per illecita detenzione di pelli di specie protette dalla Convenzione di Washington. Sono stati anche sequestrati 51 pezzi di pelle appartenenti al Genere Pythonidae, 13 pelli appartenenti al Genere Pythonidae e una pelle appartenente alla Famiglia Crocodylia.
 
RSVN
6 LUGLIO 2015
 
Estate, 12 milioni di animali marini a rischio in provincia
L'allarme dell'Enpa Savona
 
Savona. "Almeno dodici milioni di animali marini che vivono lungo gli 80 chilometri di costa della provincia di Savona saranno sterminati durante questa stagione estiva da migliaia di turisti, soprattutto italiani, armati di canne, fucili subacquei, coltelli, arpioni, salai e fiocine". A dare l'allarme è l'Ente Protezione Animali."La strage si aggiunge ad un'attività di pesca professionale particolarmente pesante e con scarse limitazioni, condotta con mezzi supertecnologici micidiali che moltiplicano l'efficacia delle reti da pesca e aggravata dalle non poche quote attribuite alla pesca sportiva e dalle frequenti sagre estive a base di grigliate", criticano gli ambientalisti.La Protezione Animali savonese invita i frequentatori delle spiagge "all'armonia con la natura e con i suoi animali, tutti utilissimi, indipendentemente dalle dimensioni e dalla 'simpatia'. La fauna marina costiera ha grande importanza, essendo il primo anello delle catena biologica che comincia proprio lungo la costa, che costituisce la 'nursery' del mare. Dove non viene perseguitata comincia a lasciarsi avvicinare, divenendo un affascinante spettacolo, come già accade in molti Paesi esotici, dove è vietato ogni tipo di prelievo e i turisti pagano valuta pregiata per poter osservare pacificamente la vita subacquea".
 
REPUBBLICA.IT
6 LUGLIO 2015

Delfini in vasca a rischio cecita': la denuncia del turista

Nell'isola degli Dei ci sono quattro delfini che se la passano davvero male. Sono stati 'rinchiusi' dentro a una piccola piscina (10x20 metri) di un resort turistico per dispensare buonumore ai clienti e rimanere a disposizione per carezze e giochi. Con un piccolo particolare: il cloro li sta rendendo ciechi. Se n'è accorto un turista e surfista australiano che ha scelto di non rimanere indifferente e ha lanciato una petizione on-line, su change.org, perché siano lasciati liberi.  
Foto: 
http://www.repubblica.it/ambiente/2015/07/06/foto/bali_delfini_nella_piscina_del_resort_turista_lancia_petizione_per_liberarli-118440987/1/?ref=fbpr#1

 
METEO WEB
6 LUGLIO 2015
 
Caldo, Coldiretti: animali stressati, dalle mucche -10% di latte
 
Stress da caldo anche per gli animali nelle case e nelle fattorie dove le mucche che con le alte temperature stanno producendo fino al 10 per cento di latte in meno rispetto ai circa periodi normali. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti nel sottolineare che gli effetti dell’anticiclone africano, che al momento pompa calore sull’Italia, si stanno facendo sentire soprattutto nelle aree della pianura padana dove si concentra il maggior numero di allevamenti e dove l’umidità soffocante aumenta la temperatura percepita che sfiora i 40 gradi. Per le mucche – riferisce la Coldiretti – il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi, oltre questo limite gli animali mangiano poco, bevono molto e producono meno latte. In soccorso nelle stalle sono già scattate le contromisure anti afa nelle stalle dove gli abbeveratoi lavorano a pieno ritmo perché ogni singolo animale è arrivato a bere con le alte temperature di questi giorni fino a 140 litri di acqua al giorno contro i 70 dei periodi più freschi. In funzione anche ventilatori e doccette refrigeranti per aiutare a sopportare meglio la calura. Al calo delle produzioni di latte si aggiunge dunque anche – conclude la Coldiretti – un aumento dei costi alla stalla per i maggiori consumi di acqua ed energia che gli allevatori devono sostenere per aiutare gli animali a resistere all’assedio del caldo.
 
PRIMO CANALE
6 LUGLIO 2015
 
Porzione arenile dedicata voluta da amministrazione comunale
Inaugurato a Chiavari il "Lido di Fido", la nuova spiaggia per cani
 
CHIAVARI (GE)- E' stata inaugurata a Chiavari la spiaggia per cani e padroni 'Lido di Fido' voluta dall'amministrazione comunale chiavarese. Taglio del nastro affidato all'assessore Nicola Orecchia, promotore dell'iniziativa. La spiaggia 'Lido di Fido' rimarrà aperta fino al 30 settembre. Si tratta di una porzione di lido appositamente attrezzata, dedicata ai cani e si trova a levante della colmata mare.
 
QUOTIDIANO.NET
6 LUGLIO 2015
 
"C'è un uccellino caduto dal nido". "Meglio lasciarlo dov'è"
 
In questa stagione si moltiplicano i ritrovamenti ma nella maggior parte dei casi il prelievo è un danno per l'animale. Laboratorio Verde di Piacenza Onlus invita a riflettere e offre molti consigli utili su che cosa fare: "I genitori sono sempre nelle vicinanze e ne hanno cura"Roma, 6 luglio 2015 - Gli uccellini hanno difficoltà a volare, ma sono seguiti dai genitori. Il contatto con l'uomo li può condannare alla morte o ad una vita in cattività, perché non hanno ricevuto il necessario addestramento. Sono le regole principali diffuse da Laboratorio Verde Piacenza Onlus che si rivolge agli amanti della natura per raccomandare attenzione. Chi, vedendo un uccellino caduto a terra dopo uno sfortunato volo, non prova la tentazione di raccoglierlo per curarlo e nutrirlo? Pare una buona azione, compiuta credendo di salvare l'animale. Non è così. Purtroppo, l'intenzionale salvatore firma spesso, inconsapevolmente, la condanna a morte dell'animale o lo costringe ad una vita in cattività. Gli uccellini, che, alla fine della primavera, lasciano il nido e spesso si alzano in volo senza successo ricevono cure molto attente dai genitori; i quali, qualora il piccolo voli con fatica, continuano a seguirne i richiami e ad alimentarlo anche lontano dal nido. Normalmente, dopo qualche giorno e ulteriori tentativi, la padronanza del volo è raggiunta. Il Laboratorio Verde di Piacenza Onlus invita pertanto tutti i frequentatori dei parchi e dei boschi a non toccare i piccoli volatili. Lo stesso discorso vale per i piccoli di capriolo, considerati erroneamente abbandonati (la madre, infatti, sovente è nelle vicinanze): soccorrerli, contaminandoli con l'odore del corpo umano, significherebbe condannarli a probabile morte o ad una vita in gabbia. La madre non li riconoscerebbe più e li abbandonerebbe a se stessi.Nelle ultime settimane, si sono moltiplicate le segnalazioni di ritrovamenti di piccoli volatili, da parte di cittadini che li avevamo recuperati nei pressi dei nidi e li ritenevano bisognosi di soccorso. Peraltro il fenomeno sta diventando sempre più urbano, poiché molte specie di volatili tendono a spostarsi verso i centri abitati, dove si sentono maggiormente al sicuro e nidificano. Di qui l'appello a non raccogliere gli uccellini, se non in casi di estremo pericolo. 
Altro fenomeno preoccupante è la consegna di volatili che, alla visita del veterinario competente, denotano una detenzione in ambiente diverso da quello "selvatico" da cui viene dichiarato essere stato prelevato l'animale stesso. Tante persone che agiscono in buona fede quando poi si rendono conto di non essere in grado di accudire queste creature, notando la progressiva debilitazione dell'animale, segnalano il ritrovamento per la successiva consegna al centro di recupero. Si può presumere che ci siano persone che, per innato buon cuore ed in assoluta buonafede, prelevino gli animali cercando di dare loro sollievo ....anche con l'intento di liberarli una volta ristabiliti. Ma questa pratica è assolutamente da evitare.Gli animali vanno prelavati solo se in condizioni di pericolo, e non è possibile metterli in sicurezza, o se hanno riportato danni come fratture o ferite; diversamente sono semplicemente animali caduti dal nido che vengono seguiti a terra dai genitore, anche per diverse settimane. Ci sono molti volenterosi che dicono di "aver fatto molta fatica a catturarlo perché continuava a scappare" ...ecco, questi sono i chiari segnali che l'animale non sta male e vuole restare dov'è. Per tutti questi motivi Laboratorio Verde di Piacenza Onlus raccomanda di valutare con attenzione la necessità di prelavare l'animale (nello specifico l'avifauna) e soprattutto di non affidarsi al "fai da te" casalingo. Meglio usare prudenza e allontanarsi dalla zona per fare in modo che i genitori tornino a farsi vivi con il piccolo.
 
LA ZAMPA.IT
6 LUGLIO 2015
 
I cieli d’Europa sempre più vuoti
Sos dell’Ue: a rischio una specie di volatili su cinque. Ma ci sono anche casi di animali che tornano
 
Giulio Geluardi
 
Degrado degli ambienti agricoli, perdita di habitat, cambiamenti climatici, pesticidi e diserbanti. Sono queste le cause per le quali il 18% dei volatili europei - 82 specie su 451, pari a quasi una su cinque - è in grave pericolo o addirittura minacciato di estinzione. Il risultato della ricerca è frutto di uno studio durato tre anni, finanziato dalla Ue e diretto da un consorzio guidato da BirdLife International (Lipu in Italia), che ha stilato la Lista rossa europea degli uccelli. Per approntare la lista gli ornitologi e i naturalisti, oltre che biologi e veterinari, si sono spostati dagli Urali allo Stretto di Gibilterra, dall’Italia alla Grecia passando attraverso Scandinavia, Inghilterra ed Europa centrale, spesso in condizioni climatiche e ambientali proibitive. Per le ricerche hanno applicato la metodologia dell’Iucn, l’International union conservation nature, considerata come la più autorevole per valutare i rischi di estinzione.  
I più in pericolo
Le specie nella situazione peggiore, appartenenti alla categoria più elevata, «critically endangered» (in pericolo critico di estinzione), sono risultate 10, tra cui la berta balearica, il chiurlottello (che ormai potrebbe essere considerato estinto, dato che dal 1999 non è stato più visto), la pavoncella gregaria e lo zigolo dal collare. Altre 29 hanno abbandonato la «zona di sicurezza» e sono entrate nella lista delle «minacciate»: tra queste, la beccaccia di mare, la gazza marina, la pernice bianca nordica, il gabbiano tridattilo e il moriglione. La situazione - denunciano gli esperti - sta peggiorando rapidamente. Rispetto a una ricerca del 2004, appena un decennio fa, in Europa aumentano le specie considerate come «minacciate» o «quasi minacciate». E altre specie già classificate «a rischio», nonostante gli sforzi dei conservazionisti, non hanno ancora migliorato il loro status: tra queste, c’è l’avvoltoio capovaccaio e altri volatili, quali il pagliarolo, la pavoncella, l’aquila anatraia maggiore e la gallina prataiola. «Il report contiene statistiche molto preoccupanti», ha sottolineato Karmenu Vella, Commissario dell’Ue per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca. Le buone notizie  
Ma c’è anche una nota di cauto ottimismo: 20 specie europee, precedentemente considerate «minacciate» a livello regionale, ora hanno migliorato il loro status e sono state quindi classificate a «minor preoccupazione». Tra queste, l’aquila di mare, il pellicano riccio, la moretta tabaccata, l’occhione, il nibbio bruno, il grillaio, la poiana codabianca, la sterna zampenere, la strolaga mezzana e anche l’otarda. Altre 25 specie sono ancora minacciate, ma ora hanno un più basso rischio di estinzione rispetto a una decade fa. Due esempi fra tutti: il petrello di Madera e il ciuffolotto delle Azzorre, una volta nella categoria in «pericolo critico». «Tutto questo - aggiunge Vella - dimostra il valore di azioni bene indirizzate alla protezione della biodiversità, da cui dipendiamo sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista sociale grazie ai servizi che ci offrono. Bisogna trovare modi di capitalizzare su questi successi e quindi replicarli ad altre aree. L’Europa deve avere una legislazione sulla natura adatta agli ambiziosi obiettivi che si propone». «E’ importante notare - sottolinea Ivan Ramirez, capo del settore conservazione della BirdLife International - come dalla “lista rossa” emerga che molte specie oggetto di progetti di conservazione, e supportate dalle direttive Ue e dai programmi Life, stiano ora recuperando terreno. Ma è altrettanto scioccante vedere come molte specie fino a ieri comuni ora siano minacciate». Gli fa eco Marco Gustin, responsabile Specie e Ricerca della Lipu: « La nuova “lista” sarà uno strumento importante per decidere le politiche di conservazione. Auspichiamo che l’emergenza della biodiversità venga messa al centro degli obiettivi Ue. Leattuali direttive sono già un ottimo strumento».  
 
LIBERO
6 LUGLIO 2015
 
"Mangiare la felicità", il film choc sui cani mangiati in Cina
 
Non solo Yulin. La mattanza dei cani raggiunge il picco stagionale tra luglio e agosto in Corea del Sud, con i Bok Nal, i "giorni del cane", quando un numero imprecisato, ma elevatissimo, di quattro zampe finisce, dopo aver subito abusi e torture, nelle pentole o sugli spiedi. L'onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana per la Difesa degli animali e dell'Ambiente (Leidaa), presenta al pubblico italiano il trailer del primo film dedicato al traffico e al consumo di carne di cane in Estremo Oriente: Mangiare la felicità del cinese Genlin, iscritto alla prossima Mostra del Cinema di Venezia. E' il primo atto della sinergia tra Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente e due associazioni internazionali, la cinese World Dog Alliance (WDA) e la statunitense Human society international impegnate in prima linea contro il consumo di carne di cane, di cui l'ex ministro del Turismo diventa "portavoce" per l'Italia. "L'Occidente – afferma la Brambilla – sa troppo poco di ciò che accade ai cani e ai gatti in Cina, Corea del Sud e Vietnam. Genlin, per la prima volta, ce lo racconta con il mezzo espressivo più efficace, le immagini, e denunciando dal punto di vista di un orientale le pratiche, le superstizioni, la violenza e i traffici criminali che alimentano un business dalle dimensioni imponenti.
VIDEO
 
METEO WEB
6 LUGLIO 2015
 
Animali: i cani si “alleano” con i padroni contro le persone ostili
Ancora una prova, se mai ce ne fosse bisogno, della lealtà e della fedeltà dei nostri amici a quattro zampe
 
Un esperimento condotto da ricercatori dell’università di Tokyo conferma non solo che i cani sono in grado di comprendere l’interazione che avviene fra due persone, ma anche di prendere di conseguenza decisioni su come ‘trattare’ con gli umani coinvolti in essa coinvolti. Come riportano sulla rivista ‘Animal Behaviour’, gli esperti nipponici assicurano: i ‘quattrozampe’ evitano chi si è comportato male con il proprio padrone. Nel caso specifico, evitando di prendere da lui o da lei del cibo. Allo studio hanno partecipato 54 cani di diverse razze con i loro proprietari. Gli animali hanno assistito a una scena in cui il padrone veniva aiutato oppure lasciato solo in un incarico manuale, e successivamente ai quattrozampe è stato offerto del cibo sia da chi ha aiutato il padrone, sia da chi non lo ha aiutato. Ebbene, gli animali tendevano a non accettare croccantini da chi non aveva aiutato il padrone, mentre era più probabile che li prendessero da chi è stato d’aiuto o da chi è rimasto neutrale. Questo, concludono i ricercatori, significa che i cani sono fra i pochissimi non primati a comprendere l’interazione fra umani, un fenomeno conosciuto come ‘intercettazione sociale’. Anche se gli esperti avvertono: questo potrebbe avvenire solamente quanto nella situazione è coinvolto il proprietario, una persona alla quale i cani sono sempre molto affezionati e a cui prestano maggiore attenzione.
 
NEL CUORE.ORG
6 LUGLIO 2015
 
PALIO DI SIENA, APERTO FASCICOLO SU FANTINO CONTRADA VALDIMONTONE
Afferrò per il giubbetto un "collega" e lo fece cadere
 
La procura di Siena ha aperto un fascicolo sul caso del fantino della contrada Valdimontone dopo che Massimo Columbu, detto Veleno II, durante la carriera aveva afferrato per il giubbetto trascinandolo in terra il 'collega' della contrada rivale del Nicchio. Secondo quanto scrive in un comunicato stampa il procuratore capo a Siena Salvatore Vitello, il fantino e' stato iscritto "nel registro delle notizie di reato nei confronti di persone note", specificando l'ipotesi di reato procedibile d'ufficio "di violenza privata" e che "saranno compiuti tutti i necessari accertamenti, riguardanti anche la sussistenza di eventuali cause di giustificazione". Il procuratore capo avviera' le indagini preliminari ed ha preso il provvedimento "dopo avere attentamente valutato le immagini pubblicate sulla stampa relative alla condotta tenuta dal fantino della contrada del Valdimontone in danno del fantino della contrada del Nicchio, in occasione del Palio del 2 luglio, nonche' le dichiarazioni rese sempre alla stampa da tutti i soggetti che sono intervenuti sulla vicenda". Columbu venerdi' e' stato anche sospeso in via d'urgenza dal palio del 16 agosto per "contegno palesemente e gravemente scorretto" con un provvedimento del Comune di Siena.
 
GEA PRESS
6 LUGLIO 2015
 
Zimbabwe – 24 elefantini imbarcati per zoo e circhi cinesi

 
Sono partiti ieri 24 elefantini africani che dallo Zimbabwe raggiungeranno via nave la Cina. Secondo quanto diffuso dall’ONG Zimbabwe Conservation Society, serviranno per le strutture della cattività cinese, tra cui alcuni circhi.Gli elefantini erano stati prelevati nel Parco Nazionale Hwange. La notizia della cattura, trapelata alcuni mesi addietro, aveva dato vita ad una accesa polemica anche per il presunto invio di animali verso la Francia. Altri elefanti, invece, riguardavano una spedizione nel Qatar.  Il Governo della Zimbabwe si era difeso sostenendo la legittimità del prelivo (fatto sul quale si erano espressi anche gli Uffici Cites).Non la pensa così Johnny Rodigues, direttore dello Zimbabwe Conservation Task Force, che si è dichiarato affranto per quanto successo ieri. Secondo Rodigues si starebbe così saccheggiando il patrimonio faunistico africano. Oltre agli elefanti la Cina sarebbe in procinto di ricevere anche alcuni leoni.Il pensiero va ai quattro elefantini che nel 2012, dallo Zimbabwe, vennero trasferiti in Cina. Uno di questi morì non molto tempo dopo l’arrivo.
 
NEL CUORE.ORG
7 LUGLIO 2015
 
ZIMBABWE, SPARATA DEL MINISTRO: ELEFANTI STANNO MEGLIO ALLO ZOO
Gli animalisti: "Disprezzato il loro benessere"
 

I venti elefanti esportati in Cina starebbero "meglio" negli zoo cinesi, anziché lottare per la sopravvivenza nei parchi naturali in Zimbabwe. E' la risposta-choc che il ministro che si occupa di fauna selvatica della nazione dell'Africa meridionale ha usato per respingere le proteste degli animalisti. "Questi elefanti sono andati in zoo di classe mondiale. Saranno curati molto meglio", ha detto il ministro dell'Ambiente Salvatore Kasukuwere all'Associated Press.
I parchi nazionali dello Zimbabwe sono sovrappopolati e l'Autorità di gestione dei parchi nazionali e della fauna selvatica dello Zimbabwe sta lottando per raccogliere fondi per gli sforzi di conservazione, ha aggiunto Kasukuwere. "Ci sono diversi modi di affrontare la sovrappopolazione, come l'abbattimento, venderli ai Paesi con habitat appropriati o farne dei trofei. Abbiamo scelto un modo non letale esportandoli", ha spiegato poi il ministro.
Il governo dello Zimbabwe ha ignorato le proteste e le suppliche in arrivo da decine di gruppi per i diritti degli animali per fermare la vendita degli elefanti, secondo quanto fatto sapere dall'International Fund for Animal Welfare per l'Africa meridionale in un comunicato. "Tenere gli elefanti selvatici per tutta la vita in cattività è una violazione dei principi di conservazione e mostra un palese disprezzo per il benessere degli animali", segnala la nota. Gli attivisti hanno perciò hanno protestato contro le esportazioni, sottolineando che i piccoli vengono separati dalle loro madri. I gruppi che protestano sono anche preoccupati per le condizioni degli zoo in cui vengono portati. Gli elefanti sono stati inviati durante il fine settimana in un parco a Guangzhou, una città nella provincia sud-orientale del Guangdong, a circa 130 chilometri da Hong Kong, stando a quanto rivelato dall'organizzazione animalista.

 
ALTARIMINI.IT
6 LUGLIO 2015

Scoperto allevamento degli orrori a San Clemente: animali sofferenti, cane impiccato

San Clemente (Rimini) - Domenica 5 luglio le Guardie Ecozoofile di Fare Ambiente, durante il normale servizio d'istituto, si sono imbattute in una situazione degna di uno dei servizi divenuti ormai celebri del famoso Edoardo Stoppa di Striscia la Notizia.
Nel corso di un controllo in un allevamento di San Clemente, nel quale erano presenti anche alcune roulotte fatiscenti, le Guardie hanno scoperto alcune situazioni di mancato benessere, ma niente che facesse presagire quanto stava palesandosi di lí a poco.
Un asino, privo di copertura e tunuto legato ad una corda, presentava le unghie di una lunghezza tale che ne limitavano molto la possibilità di deambulazione e anche quando lo stesso si voleva spostare lo faceva con estrema difficoltà.
In un box, angusto e privo di copertura, era presente un cane di taglia medio-grande in apparente stato di malnutrizione, privo inoltre di una qualsiasi copertura e, data la temperatura elevata, in condizioni di salute dubbie e forse disidratato.
Questo fatto, assieme all'odore nauseabondo che proveniva dal box vicino, ha indotto i Carabinieri e le Guardie ad un ulteriore e più approfondito controllo.
I Militari e le Guardie trovavano, quindi, un cane appeso con una corda ad una rete elettro saldata morto, molto probabilmente, per soffocamento ed in avanzato stato di decomposizione. Dati gli elementi e la situazione, si decideva di proseguire con le verifiche del caso imbattendosi in diverse carcasse, molto probabilmente di cavallo, abbandonate in una zona seminascosta del terreno di proprietà del padrone degli animali.
Alla luce della situazione venutasi a creare si decideva di richiedere l'intervento dei veterinari dell'AUSL,  i quali intevenivano tempestivamente.
Nel frattempo i militari appartenenti alla Stazione dei Carabinieri di Morciano effettuavano un controllo in merito alla detenzione di eventuali armi e relativo munizionamento.Il tutto dava esito positivo, poiché l'allevatore deteneva, in luogo non idoneo e incustoditi, due doppiette sovrapposte e numerose munizioni.
Anche ai veterinari la situazione è parsa fin da subito problematica, dando delle prescrizioni per quel che riguarda il mancato benessere, mentre il Nucleo di Polizia Giudiziaria delle Guardie Ecozoofile procedeva al sequestro della carcassa del cane morto per il successivo invio, concordato con L'AUSL, all'Istituto Zooprofilattico di Forlì per costarne la causa del decesso.
Procedevano inoltre al sequestro dell'altro cane per il successivo affidamento ad un'associazione che si occupa di benessere animale, e denunciavano il proprietario degli animali per i reati di uccisione e maltrattamento di animali.
Le Guardie Ecozoofile ricordano che le segnalazioni possono essere fatte  anche per mezzo del numero Whatsapp 3703131006, in merito a illeciti o reati in ambito di loro intervento, zoofilo, ambientale, ittico o venatorio.

 
GEA PRESS
7 LUGLIO 2015
 
Giugliano (NA) – Abbandonato e subito caduto nell’imbuto di cemento
Due volontari si trasformano in rocciatori

 
Un salvataggio in estremis. Senza quel provvidenziale appuntamento quotidiano con i randagi, il povero cane sarebbe morto in maniera atroce, circondato solo da alte mura di cemento. L’area in questione si trova presso la discarica di Giugliano (NA).
Una sorta di taglio nel terreno abbastanza profondo da impedire ogni possibile via di fuga. Proprio lì era caduto il ben cagnolone nero che, per farsi notare, non poteva fare altro che abbaiare. Il luogo, però, era molto isolato e la presenza degli altri cani ha pure rischiato di confondere i volontari.I lamenti non sono però sfuggiti ad Angela Marzella, impegnata quotidianamente nell’assistenza dei randagi. E’ stata lei a notare il povero cane giunto ormai allo stremo delle forze. Con il caldo di questi giorni, ha rischiato vermanete tanto.“Mi sono procurata una corda – riferisce Angela Marzella a GeaPress – ed insieme a mia marito ci siamo messi subito in attività per tirarlo fuori. Sono scesa all’interno di quel fosso di cemento ed ho imbracato il cane. Mio marito, nel frattempo, tirava la fune mentre io cercavo di parlare al cane cercando di tranquillizzarlo”.Il bel cagnolone nero è una new entry tra i randagi di Giugliano. Angela Marzella è la prima volta che lo vedeva.Appena arrivato, abbondanto da chissà chi, è subito a rischio vita. Nella caduta si è pure procurato un ferita alla zampa destra, subito curata dai volontari. Questa volta è stato fortuna ma viene da chiedersi di qunate storie di poveri animali abbandonati dall’uomo non si saprà mai niente.
 
OTTOPAGINE
7 LUGLIO 2015
 
Fette di salame legate con delle lamette per uccidere un cane
Il "regalo" è stato recapitato sul balcone della signora Senatore, con tanto di lettera minatoria
 
Cava de' Tirreni (SA)
 
Un episodio gravissimo quello che si è verificato a Cava de' Tirreni, e che è stato riportato dalla pagina Facebook: Canile di Cava de' Tirreni. Come è possibile leggere sulla pagina, che tra le altre cose oltre a rappresentare il canile in senso stretto è diventata anche una vera e propria comunità virtuale per gli amanti dei cani e degli animali in generale, questa mattina la signora Senatore, residente nella cittadina metelliana, in via dello Scirè in zona Filangieri, ha ritrovato un “regalino” sul suo balcone. Come si può vedere dalle immagini (riportate nella fotogallery in basso), si tratta di fettine di salame accuratamente legate con del filo di cotone, sul quale sono state applicate dei pezzi di lametta. Un lavoro certosino che aveva il solo obiettivo di far del male al cane della donna. Stando alla lettera rinvenuta poi dalla stessa signora Senatore, il cane, che pesa appena 4 chilogrammi, darebbe fastidio a tutto il vicinato. La donna afferma di non aver ricevuto mai nessun tipo di lamentela dai vicini di casa, né dalle persone del quartiere, per la presenza della sua cagnolina all'interno dell'appartamento. La signora Senatore questa mattina ha presentato una denuncia alle autorità competenti, che hanno preso visione anche di ciò che è stato rinvenuto sul balcone, oltre che della lettera scritta a mano e firmata, come si vede dalla foto: “La voce del quartiere di via dello Scirè”. Intanto si sta cercando di risalire agli autori del gesto, che volevano mettere a repentaglio la vita della cagnolina, salvata solo dalla prontezza di riflessi della padrona, che si è accorta un secondo prima che ingerisse il tutto, della pericolosità di quel boccone. Immaginiamoci ora se quelle fette di salame, invece di arrivare sul balcone della signora Senatore, come era nell'idea di chi ha architettato tutta questa cosa, fossero giunte sotto tiro di un bambino, magari intento a giocare su un balcone vicino?Massimiliano Grimaldi
FOTO
 
VERONA SERA
7 LUGLIO 2015
 
Animali tenuti in cattive condizioni: condannato il parco Al Bosco, ma solo per i rapaci
I titolari del parco di Romagnano di Grezzana condannati a pagare un'ammenda per le condizioni in cui tenevano 7 volatili. Respinte le altre accuse mosse dalla Lav
 
Prov. Di Verona. Il parco faunistico Al Bosco in località Zerbaro a Romagnano di Grezzana è stato condannato al pagamento di una sanzione di 2 mila euro per il modo in cui sono tenuti sette rapaci, almeno secondo quanto ha sentenziato il giudice Raffaele Ferraro.Come riporta L'Arena, i titolari del parco di Grezzana erano stati denunciati dalla Lav per le cattive condizioni in cui vivrebbero gli animali, "incompatibili con la loro natura", e per la vicinanza tra razze predatrici, cosa che causerebbe forte stress negli esemplari del parco faunistico. L'accusa è stata accolta solo in parte dalla giustizia che ha imposto il pagamento di un'ammenda solo per le condizioni in cui versavano tre gufi reali, dei falchi e dei barbagianni. Il parco è stato condannato perchè i rapaci erano assicurati con una cordicella troppo corta. Predisposto anche il sequestro dei volatili ai fini della confisca e un risarcimento di 4mila euro alle parti civili, cioè la Lav e l'Anpana.I coniugi proprietari per parco Al Bosco, Bruno Malascorta e Maria Grazia Zanoni, sono invece stati assolti per le accuse riguardanti i lupi, le linci e due istrici, perchè il fatto non sussiste. Il giudice non ha riconosciuto che ci fosse sofferenza animale per la stretta vicinanza tra questi predatori.
 
REPUBBLICA.IT
7 LUGLIO 2015
 
Milano, finisce nella Martesana per recuperare il cane: salvata da due carabinieri
La disavventura è accaduta a una 59enne di Gorgonzola. Il suo boxer si era tuffato ma non riusciva a risalire la corrente. La donna ha tentato di riportarlo a terra ma è finita a sua volta in acqua. I due militari allertati dai passanti hanno salvato entrambi
 
di SIMONE BIANCHIN
 
Una signora di 59 e il suo cane boxer salvati nelle acque del Naviglio Martesana a Gorgonzola, alle porte di Milano. Alle 19 di ieri, la donna era uscita per una passeggiata con il cane quando il boxer, accaldato,è entrato nell'acqua senza però riuscire a uscire. La signora cercando di recuperare il cane è entrata nel Naviglio e si è trovata anche lei in difficoltà a causa della corrente. La scena è stata notata da alcune persone che hanno chiamato i carabinieri di Cassano d'Adda. Sul posto, a Gorgonzola, sono arrivati due marescialli che erano in pattuglia. Tenendosi per mano e attaccandosi a una balaustra i due militari sono riusciti a salvare la signora (che stava bene e ha rifiutato le cure mediche) e il cane.
 
NEL CUORE.ORG
7 LUGLIO 2015
 
HUGO BOSS SI CONVERTE AL "FUR FREE": FINALMENTE NO ALLE PELLICCE
A partire dalla collezione autunno-inverno
 
Hugo Boss sposa la causa "fur-free" ed eliminerà completamente le pellicce animali da ogni futura collezione. La decisione era già stata preannunciata nel Bilancio di Sostenibilità 2014, e grazie alla collaborazione tra l'azienda e la Fur Free Alliance, oggi Hugo Boss ha ufficialmente annunciato la decisione. A partire dalla collezione autunno/inverno 2016 e successive, nei capi Hugo Boss non sarà più presente pelliccia animale. ''Dalla nostra collezione autunno/inverno 2016 e successive, non utilizzeremo più cane-procione o coniglio - dichiara Bernd Keller, Brand and Creative Director Sportswear at Hugo Boss - Ciò significa che non utilizzeremo alcuna pelliccia animale in nessuna collezione Hugo Boss e stiamo dando un chiaro segnale. Oggi stiamo già offrendo con successo prodotti in eco-pelliccia ed eco-pelle. Vogliamo utilizzare questi prodotti per ispirare l'attuale e le prossime generazioni verso una nuovo tipo di lusso''. Hugo Boss si unisce così a una lista crescente di marchi e rivenditori fur-free, tra cui Tommy Hilfiger, Calvin Klein, Stella McCartney, Zara e Asos e, tra gli italiani, Elisabetta Franchi, Geox, Miniconf.
Scelta, quella di Hugo Boss, che riceve il plauso delle associazioni animaliste. "Hugo Boss è diventato un punto di riferimento nel mondo della moda, prendendo una netta posizione contro la crudeltà sugli animali per la produzione di pellicce - dichiara Joh Vinding, presidente della Fur Free Alliance - La Fur Free Alliance auspica che altri marchi del lusso seguano l'esempio di Hugo Boss, soprattutto perché le alternative ai materiali animali sono una realtà e sono alla moda''. E anche per l'italiana ''la decisione di Hugo Boss è l'ennesima dimostrazione che la moda etica, responsabile e sostenibile non solo è possibile ma è una realtà affermata e apprezzata - dice Simone Pavesi, responsabile Lav Moda Etica - La Lav ha recentemente lanciato anche il progetto Animal Free Fashion www.animalfree.info col quale attribuiamo una valutazione etica, tramite un apposito rating, alle aziende virtuose che si sono impegnate a non utilizzare materiali animali''.
 
LA STAMPA
7 LUGLIO 2015
 
La denuncia dei ricercatori: “Il divieto dei test sugli animali rallenta le sperimentazioni”
L’appello della piattaforma Research4Life: «La nuova legge ci indebolisce, l’Italia si riallinei con il resto dell’Ue»
 
Flavia Amabile
 
Roma È ancora scontro sull’uso di animali nella ricerca. La legge sulla sperimentazione animale approvata un anno fa sta rallentando la ricerca, denunciano alcuni dei principali ricercatori italiani durante un convegno organizzato dalla piattaforma Research4Life. La legge ha recepito in maniera restrittiva la direttiva Ue, proibendo l’allevamento in Italia e vietando i test a chi fa ricerca sulle sostanze d’abuso e sugli xenotrapianti da fine 2016. «Questa legge ha già portato a un indebolimento della figura dell’Italia - sottolinea Silvio Garattini, direttore del Mario Negri di Milano -, alimentando l’impressione che nel nostro Paese si voglia ostacolare la ricerca. Sul piano pratico abbiamo dei progetti fortemente rallentati, e ad altri dovremo rinunciare quando inizierà il divieto sulle sostanze d’abuso». La piattaforma Research4Life, di cui fanno parte istituti scientifici, enti benefici come Telethon e associazioni di pazienti, ha lanciato una raccolta di firme per chiedere alla Commissione Ue di valutare la legge italiana, a forte rischio infrazione. «Gli obiettivi che abbiamo sono già enormemente difficili - ha affermato Elena Cattaneo, direttrice del Centro di Ricerche sulle Staminali dell’Università di Milano -. Il mio principio è “non un animale in più” di quello che serve. Nel mio laboratorio un ricercatore che doveva venire dagli Usa ha rinunciato al finanziamento per il timore di non poter lavorare, ma il rischio è che la ricerca si blocchi del tutto». La ricerca di metodi alternativi, hanno sottolineato gli esperti, è già in corso, ma per alcuni test gli animali sono necessari. «Si pensi alle sostanze d’abuso, di cui escono nuove versioni in continuazione - ha sottolineato Carlo Manfredi dell’Ordine dei Medici di Massa Carrara - se non si fanno test sugli animali dobbiamo aspettare che siano le persone ad assumerle per capire come funzionano». Giuliano Grignaschi, segretario generale di Research4Life sa bene che il loro appello provocherà polemiche: «Abbiamo scelto di iniziare da un tema complesso e scomodo come quello dell’uso dei modelli animali nella ricerca biomedica per rompere il silenzio generale che, da sempre, circonda questo argomento - serve una scelta di coraggio e soprattutto di urgenza, alla luce delle recenti scelte fatte dal nostro Paese: siamo estremamente convinti che una corretta informazione sia un requisito essenziale per fare scelte consapevoli, sia a livello individuale che pubblico». Informare è la richiesta anche della ministra della Salute Beatrice Lorenzin. Nella sua lettera di saluto a sostegno dell’iniziativa, ha scritto: «Il rischio è che un cittadino poco informato, o peggio, male informato, possa lasciare campo aperto a convinzioni non fondate scientificamente. Questo non possiamo permetterlo, soprattutto perché stiamo parlando di un campo estremamente sensibile quale è la salute dei cittadini».
 
NEL CUORE.ORG
7 LUGLIO 2015
 
VIVISEZIONE, LOBBY FARMACEUTICA: CANCELLARE LE RESTRIZIONI AI TEST
Protesta contro le innovazioni "animaliste"
 
"L'Italia deve al più presto riallinearsi con l'Europa in tema di sperimentazione animale, se vogliamo che la nostra ricerca rimanga competitiva e in grado di dare risposta ai problemi di salute ancora irrisolti". È questo l'appello che scienziati, pazienti, medici e industria farmaceutica hanno rivolto oggi in occasione della presentazione ufficiale a Roma, presso il Senato della Repubblica, di Research4Life, iniziativa lanciata da parte di un ampio gruppo di enti con l'obiettivo dichiarato di intensificare il dialogo tra istituzioni, società civile e mondo della ricerca.
"Abbiamo scelto di iniziare da un tema complesso e scomodo come quello dell'uso dei modelli animali nella ricerca biomedica per rompere il silenzio generale che, da sempre, circonda questo argomento - ha spiegato Giuliano Grignaschi, segretario generale di Research4Life - una scelta di coraggio e soprattutto di urgenza, alla luce delle recenti scelte fatte dal nostro Paese: siamo estremamente convinti che una corretta informazione sia un requisito essenziale per fare scelte consapevoli, sia a livello individuale che pubblico".
Prima iniziativa concreta la lettera aperta alla Commissione europea, disponibile on line all'indirizzo www.research4life.it, perché il nostro Paese ritorni sui suoi passi e adotti la nuova Direttiva 63/2010/Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, nella sua versione originale, eliminando quelle restrizioni introdotte nella legge italiana che pongono l'Italia a rischio di infrazione nei confronti dell'Europa. Nel mirino il divieto dell'uso degli animali per le ricerche sugli xenotrapianti e le sostanze d'abuso, il divieto di utilizzo di animali nei corso universitari, il divieto di allevamento di cani, gatti e primati destinati ai laboratori (la "norma anti Green Hill", scritta dall'on. Brambilla).
 
IL MESSAGGERO
7 LUGLIO 2015
 
Thailandia, trasportavano cento carcasse di cani: arrestati due macellai

 
Una scoperta agghiacciante: due macellai sono stati arrestati dalla polizia dopo che nel retro del loro camion sono state scoperte più di cento carcasse di cani pronte per essere vendute al mercato di Tha Rae, in Thailandia. A testimoniare la scoperta alcuni attivisti della Soi Dog, organizzazione che si batte contro questo traffico crudele: il consumo di cani e gatti è vietato dalla legge in Thailandia ma la loro commercializzazione è difficile da sradicare. Quasi tutti i thailandesi amano i loro amici a quattro zampe e considerano la pratica di mangiarli come un'usanza barbara e arretrata. Tuttavia, nelle zone più povere e nelle aree rurali del Paese il commercio illegale continua a esistere: ancora oggi c'è chi crede che mangiare carne di cane assicuri un apporto di vitamine maggiore rispetto al consumo di altro tipo.La polizia è spesso impegnata in queste operazioni e non è la prima volta che camion con carcasse vengono fermati prima che passino il confine con il Laos per giungere in Vietnam, dove il consumo di carne di cane è legale. In seguito all'aumento degli arresti e alle leggi divenute più stringenti, i contrabbandieri hanno cominciato a differenziare il trasporto degli animali e ad adottare nuove strategie per bypassare la polizia: molti preferiscono massacrare e scuoiare i cani prima di trasportarli sperando di non incappare in controlli da parte delle forze dell'ordine. Ma c'è ancora chi trasporta i cani ancora in vita in modo tale da vendere al mercato carne considerata più tenera: costretti in dieci piccole gabbie senza acqua né cibo, non è raro che gli animali muoiano durante il trasporto per soffocamento o disidratazione.Negli ultimi anni c'è stato un giro di vite sul commercio di carne di cane in Thailandia, con l'introduzione di due nuove leggi: il Parlamento ha varato, nel dicembre 2014, una legge sul benessere degli animali che impone ai proprietari di fornire un giusto e adeguato trattamento. Inoltre è stata introdotta la Contagious Diseases Act, una legge che bandisce la macellazione e il consumo di carne di cane per scongiurare malattie contagiose, tra le quali la rabbia: con l'introduzione della norma, chi ne sarà trovato in possesso sarà punito con una multa che supera i 200 euro, una cifra enorme per una famiglia povera delle zone rurali della Thailandia. Guerra aperta anche ai macellai che rischiano il carcere se sorpresi a uccidere o contrabbandare la carne dei cani.
 
NEL CUORE.ORG
7 LUGLIO 2015
 
KWOK (WORLD DOG ALLIANCE): IN ASIA SITUAZIONE TERRIBILE, AIUTATECI
"Un onore collaborare con l'on. Brambilla"
 
Simon Kwok, vicepresidente della World Dog Alliance, questo è il mese dei "Bok Nal", i "giorni del cane" coreani. Qual è la situazione?
"Per produrre il documentario 'Eating happiness' siamo andati in Corea del Sud e abbiamo constatato che mangiare carne di cane è un'usanza molto diffusa, tra il 60 per cento della popolazione. Gli uomini di mezza età sono coloro che ne consumano più frequentemente. Ma per fortuna le giovani generazioni sono più aperte, a loro i quattrozampe piacciono come animali da compagnia e si sta sviluppando una cultura degli animali domestici. Una speranza che le cose cambino per la Corea del Sud".
Il Vietnam detiene il record dell'80 per cento di mangiatori di cani nella popolazione. Perché?
"Non abbiamo molte informazioni sul Vietnam, perché è una nazione molto chiusa. Tutto quello che sappiamo lo abbiamo appreso da Animals Asia, che da lungo tempo si occupa di questi e di altri problemi in quel Paese. Abbiamo intervistato il direttore dell'associazione e ci ha fatto capire che la situazione laggiù è davvero terribile. La maggior parte dei cani arrivano dalla Tailandia, sono macellati e consumati nelle zone rurali. Le persone, soprattutto gli uomini, la mangiano perché credono di diventare più forti. Ma non è un cibo conveniente. E' caro anche in Vietnam".
In Cina si è appena svolto il "Festival di Yulin". Qual è lo stato delle cose?
"C'è maggiore speranza, perché la percentuale di mangiatori di cani è più bassa: il 20 per cento della popolazione, soprattutto in aree rurali. E poi ci sono molti attivisti locali che stanno lavorando insieme per lottare contro il consumo di carne di cane. Si stanno occupando di diversi aspetti della questione, come gli animali rubati, il contrabbando, la sicurezza alimentare e il rischio rabbia. Gli animalisti sono impegnati a chiedere lo stop al governo. Noi siamo assolutamente convinti che il problema si possa risolvere solo vietando per legge il consumo della carne di cane".
In generale, come bisogna agire per convincere le autorità?
"Noi adesso stiamo cercando di dare il nostro meglio e siamo arrivati a produrre questo documentario iscritto alla prossima Mostra del cinema di Venezia. Lo abbiamo fatto per sensibilizzare l'opinione pubblica e le autorità, anche quelle americane, su questo tema. Le popolazioni e chi detiene il potere devono essere consapevoli di quello sta davvero succedendo".
Per quanto riguarda la superstizione, ci sono delle differenze fra i diversi Paesi?
"C'è la credenza, soprattutto fra gli uomini, secondo cui mangiare carne di cane possa aiutare a diventare più forti. Ma abbiamo scoperto una cosa interessante: ci sono differenze a seconda delle stagioni da Paese a Paese. In Cina, per esempio, credono che consumarla in inverno possa essere utile per riscaldarsi. Invece, in Corea del Sud, mangiano carne di cane in estate per rinfrescarsi. Le interpretazioni sono varie, per non parlare della medicina tradizionale. Ma noi vogliamo far capire a tutti che i cani sono davvero i migliori amici degli uomini, che sono amabili e con la loro presenza ci rendono felici".
Può lasciare un messaggio ai tanti milioni di italiani che amano gli animali?
"Secondo le nostre ricerche, 30 milioni di cani vengono uccisi e mangiati ogni anno in Asia. E il 70 per cento sono animali domestici rubati alle famiglie. Questa è una situazione davvero terribile. Vogliamo che anche le persone che vivono in Occidente vengano a conoscenza di quello che accade. La World Dog Alliance ha sedi a Hong Kong, Parigi e Los Angeles. Chiunque può unirsi alla nostra battaglia pacifica, per favorire una soluzione".
L'onorevole Brambilla è diventata portavoce e rappresentante della WDA per l'Italia.
"Per noi è stato un vero onore organizzare con l'onorevole Michela Vittoria Brambilla la conferenza stampa di ieri a Milano. Lei ama davvero gli animali. Sappiamo che la sua associazione, la LEIDAA, è molto conosciuta in Italia. Siamo davvero orgogliosi di essere venuti in contatto con lei. Crediamo che ci possa aiutare molto su questi temi. Nel prossimo futuro, la partnership tra la World Dog Alliance e la Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente diventerà più forte".
 
IL GIORNALE
7 LUGLIO 2015
 
Carne di cane, crociata per il divieto
Un documentario in corsa al Festival di Venezia per chiederne la proibizione. Oggi anteprima all'Anteo
 
Stefano Giani

«Esistono persone buone ed altre cattive al mondo, ma cani cattivi non ce ne sono». Genlin, al secolo Hiroshi Horiike, è un regista cinese di Shangai e ha fatto tesoro di questo insegnamento paterno, fin da quando era bambino. Ma Genlin è anche l'autore di Eating happiness , un documentario di denuncia sul furto, il commercio e il consumo della carne del più fedele amico dell'uomo. Un legame purtroppo non sempre ricambiato. Ogni anno, in Asia, sono uccisi e mangiati 30 milioni di cani, nel 70% dei casi sottratti alle famiglie. In Vietnam l'80% della popolazione si ciba di Fido, in Corea del Sud la quota scende a un inquietante 60% e in Cina si attesta al pur preoccupante 20%.Cifre che mettono paura, oltre a ribrezzo e ripulsa. Eating happiness è un titolo che nasce da un'idea, diffusa e radicata in Estremo Oriente. Il cane è considerato l'animale più spensierato, più gioioso. Mangiarlo, secondo la mentalità marcia di queste nazioni, significa impossessarsi di quella felicità. L'uomo insomma si rivela per quello che è. Avido di accaparrarsi un bene morale altrui. Egoista al punto di uccidere pur di ottenere qualcosa per il proprio bene individuale. Tracotante nel prevaricare il diritto alla vita degli animali. Malvagio per le sofferenze imposte loro.Parte ora da Milano la crociata che Eating happiness si propone di portare avanti. Il film è in selezione alla Mostra del cinema di Venezia e non può essere pubblicamente presentato in anteprima, pena l'esclusione. Una proiezione privata a inviti è in programma stasera alle 19 all'Anteo e da qui la pellicola cercherà di ripercorrere la stessa scalata di popolarità già ottenuta un anno fa da Hungry hearts di Saverio Costanzo, anch'esso sul tema del contrasto fra vegetariani e onnivori. O ancora dallo splendido Fast food nation di Richard Linklater che, nel 2006, fu presentato invece a Cannes, denunciando il mondo corrotto della macellazione bovina.Gli animali, insomma, non si mangiano. Per chi non lo avesse ancora capito. Meno che mai i cani. E da Milano Genlin muove alla conquista - o meglio, alla sensibilizzazione - del mondo. Il film è duro e per stomaci forti. Ieri, alla presentazione all'Hotel Gallia, moltissimi tra i presenti sono usciti al momento della proiezione di alcuni frammenti. Sensibili all'amor canino, gli italiani, che in larga parte vivono e coabitano con Fido, non hanno retto. Eating happiness , tuttavia, non è rivolto a loro. Cina, Thailandia, Laos, Vietnam i Paesi nel mirino. World dog alliance, promotrice della pellicola e dell'iniziativa, rappresentata ieri dal vicepresidente Simon Kwok, in collaborazione con la Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente presieduta da Michela Vittoria Brambilla con il supporto di Onlus americane chiedono che vengano proibiti vendita e consumo di carne di cane in quegli Stati come già avviene a Hong Kong dal 1953, nelle Filippine dal 1982, a Taiwan dal 2001.«Il massacro del festival di Yulin - ha detto la Brambilla - è qualcosa che la Cina non potrà più permettersi e l'obiettivo è di fermare anche il truculento Bok Nal coreano che il 13 e il 23 luglio oltre all'1 agosto farà impallidire lo sterminio cinese». Molti i volontari in azione che negli ultimi giorni hanno salvato 4.200 cani destinati alle tavolate di quei selvaggi che nel film non si vergognano di ammettere: «Se viene a cena un caro amico, gli preparo il mio cane».

 
NEL CUORE.ORG
7 LUGLIO 2015
 
SPAGNA, PRIMO ENCIERRO: DUE AMERICANI E UN INGLESE FERITI
Subito sangue alla "festa" di San Firmino
 
Tre corridori, due statunitensi e un britannico, sono rimasti feriti dalle corna di toro nella prima corsa delle feste di San Firmino a Pamplona, in Spagna. Uno degli americani, M.W.O. 38 anni, e' stato incornato sotto l'ascella destra, senza pero' subire danni alla cassa toracica. Meno gravi le ferite degli altri due. Il 'primer encierro' della tradizionale 'fiesta' dedicata al santo patrono della capitale della Navarra e resa celebre dal romanzo di Ernest Hemingway e' durato poco piu' di due minuti. Gli animali erano quelli dell'allevamento Jandilla, famosi per essere imprevedibili e che, nei vari 'passaggi', a Pamplona, hanno lasciato 27 'incornati', in un caso mortale (un giovane madrileno nel 2009).
 
CORRIERE.IT
7 LUGLIO 2015
 
Il cane eroe si getta sotto il bus per salvare la padrona cieca

 
di Paola Arosio
 
NEW YORK – Si può essere fedeli a molte cose. A un ideale, a una persona, a se stessi. Figo, un golden retriever, è stato fedele fino alla fine alla sua proprietaria Audrey Stone, 62 anni, cieca. Per salvarla, si è infatti gettato sotto un bus rischiando di morire.
UN BRUTTO INCIDENTE
L’episodio è avvenuto su una strada di Brewster, una zona vicina a New York. La donna stava attraversando la strada con il cane, quando il bus che accompagnava i bambini a scuola li ha investiti. A essere colpito è stato soprattutto Figo, che ha protetto Audrey con il suo corpo. Subito dopo il violento impatto, alcuni passanti hanno chiamato i soccorsi. Il cane ha avuto una profonda ferita alla zampa anteriore, mentre Audrey ha riportato una frattura del gomito e della caviglia, tre costole rotte e qualche ferita alla testa. «Dopo l’incidente, nonostante si reggesse solo su tre zampe, lui ha cercato in tutti i modi di raggiungere la donna, accasciata a terra», racconta Paul Schwartz, gestore di una pompa di benzina vicina al luogo dell’impatto. LA GRATITUDINE DI AUDREY
All’arrivo dei vigili e dell’ambulanza i due non volevano separarsi. Ci è voluto un po’ per convincerli. Alla fine, lei è stata portata al pronto soccorso, lui in una clinica veterinaria. Figo ha dovuto subire un intervento chirurgico alla zampa ferita. Le sue condizioni sono buone, si sta già rimettendo. Anche per Audrey, che è stata ricoverata per qualche giorno in ospedale, il peggio è passato. Ora non riesce a fare a meno di pensare al gesto di Figo, che le ha salvato la vita, e vorrebbe che lui ricevesse una medaglia per la sua azione coraggiosa. «Gli sarò per sempre grata», dice, «lo ringrazio e ringrazio anche Dio perché è sopravvissuto».
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
7 LUGLIO 2015
 
Salvata una famiglia di oranghi denutriti nel Borneo
I cinque esemplari erano in fin di vita dopo che il loro habitat naturale era stato distrutto
 
Una famiglia di oranghi del Borneo occidentale, privata del proprio ambiente ricco di vegetazione, rischiava di morire di fame. Cinque esemplari ora sono fuori pericolo grazie alla Human Orangutan Conflict, parte dell’International Animal Rescue. Dopo averli recuperati, la squadra si è presa cura dei primati denutriti. Assicuratasi del pieno stato di salute e del raggiungimento del peso forma degli animali, li ha portati in un luogo perfetto per loro: il Gunung Palung National Park nel Ketapang (Borneo indonesiano), dove ora la famiglia vive e si nutre adeguatamente. Un lieto fine dunque per una storia che tuttavia non rappresenta un caso isolato: nonostante gli sforzi delle organizzazioni gli oranghi in pericolo e che non riescono a essere salvati rimangono molti e la loro specie sempre più in via d’estinzione. La situazione nel Borneo indonesiano è molto grave: il disboscamento intensivo a fini agricoli o per l’estrazione illegale di oro distrugge l’habitat naturale di questi esemplari. Sfiniti dalla fame e senza più una “casa”, gli oranghi muoiono o vengono uccisi dai cacciatori, che risparmiano i piccoli solamente per venderli al mercato nero. La tappa successiva del loro viaggio sarà la casa di qualcuno che, felice di avere un nuovo “peluche” da tenere in gabbia, assicurerà un futuro ricco di tristezza, solitudine e spesso malattia ai cuccioli di orango.
 
LA ZAMPA.IT
8 LUGLIO 2015
 
Elefante liberato da una trappola dopo due anni
In Zimbabwe salvato un esemplare dopo tanta attesa e un lungo intervento
 
Un elefante avvistato per l’ultima volta due anni fa in Zimbabwe, al confine con lo Zambia, è tornato a farsi vedere e questa è stata la sua salvezza. Gravemente ferito a una zampa a causa di una trappola in filo di ferro che da tempo lo faceva soffrire, è apparso con visibili segni di infezioni sulla pelle ed è stato liberato dai veterinari dell’AWARE. Un’altra organizzazione locale di veterinari e ambientalisti, la Wildlife Conflict Managment Chirundu Elephant Program, aveva tentato l’operazione senza successo quando lo aveva individuato per la prima volta. Dopo un’anestesia locale, i medici si sono accorti di quanto fosse profonda la ferita provocata dalla trappola e l’operazione si è rivelata più lunga e complicata del previsto: 6 centimetri di filo di ferro sono stati estratti dall’animale, ma la maggior parte rimaneva ancora attaccata alla sua zampa. L’intervento è poi andato a buon fine alla luce dei fari di un’auto e delle torce dei cellulari nella notte africana. I veterinari hanno disinfettato la ferita, somministrato antibiotici e medicine all’elefante, che è finalmente guarito dopo due anni di sofferenza.  Trappole come quella che torturava l’esemplare sono causa di mali per moltissime specie in Zimbabwe, dove le popolazioni devono cacciare animali selvatici per avere un apporto di proteine nella loro scarsa alimentazione. Piazzate in ogni territorio non soggetto a controlli da parte della guardia forestale, le trappole hanno lo scopo di catturare piccole antilopi, ma rappresentano un pericolo anche per leoni, rinoceronti ed elefanti. Salvare quest’ultima specie dalle trappole dei cacciatori diventa spesso un’impresa ardua, il cui lieto fine non è mai assicurato: i problemi nascono quando l’elefante deve essere localizzato e raggiunto. Essendo questi animali in grado di avvertire la presenza di eventuali disturbatori, non è da escludere un movimento d’orecchie in segno di minaccia da parte loro. Le complicazioni aumentano quando si tratta di sedare il ferito, con il rischio che cada sulla sua stessa proboscide bloccando la respirazione o di petto, comportando problemi ai nervi degli arti inferiori a causa del peso. Trappole come quella che torturava l’esemplare sono causa di mali per moltissime specie in Zimbabwe, dove le popolazioni devono cacciare animali selvatici per avere un apporto di proteine nella loro scarsa alimentazione. Piazzate in ogni territorio non soggetto a controlli da parte della guardia forestale, le trappole hanno lo scopo di catturare piccole antilopi, ma rappresentano un pericolo anche per leoni, rinoceronti ed elefanti.  Salvare quest’ultima specie dalle trappole dei cacciatori diventa spesso un’impresa ardua, il cui lieto fine non è mai assicurato: i problemi nascono quando l’elefante deve essere localizzato e raggiunto. Essendo questi animali in grado di avvertire la presenza di eventuali disturbatori, non è da escludere un movimento d’orecchie in segno di minaccia da parte loro. Le complicazioni aumentano quando si tratta di sedare il ferito, con il rischio che cada sulla sua stessa proboscide bloccando la respirazione o di petto, comportando problemi ai nervi degli arti inferiori a causa del peso. Non tutti gli esemplari sono fortunati, non ogni intervento ha successo e l’«olocausto degli elefanti» in Zimbabwe, come lo definisce Lisa Marabini, veterinaria dell’organizzazione AWARE, «è alle porte».
FOTO
 
NEL CUORE.ORG
7 LUGLIO 2015
 
MOZAMBICO, "SFIDA" AI BRACCONIERI: BRUCIATI 2.430 CHILI DI AVORIO
In fiamme pure 190 kg corni rinoceronte sequestrati
 
Nuova iniziativa delle autorita' del Mozambico contro il bracconaggio: sono stati bruciati oltre 190 kg di corno di rinoceronte e piu' di 2.430 kg di avorio di elefanti. Sul mercato nero, avrebbero avuto un valore di almeno 17 milioni di dollari. Il Mozambico, ha detto il ministro dell'Ambiente e dello Sviluppo rurale Celso Correia durante la distruzione della merce sequestrata, "oggi manda un segnale. Il Mozambico non tollerera' bracconieri, trafficanti e le organizzazioni criminali che li utilizzano e li pagano per uccidere la nostra fauna e minacciare le nostre comunita'". Il Paese e' da tempo impegnato contro il traffico illegale di corni e zanne, ma resta ancora un centro per il commercio illecito di parti di animali in via di estinzione. In Mozambico non ci sono piu' rinoceronti e uno studio realizzato nei mesi scorsi dal governo in collaborazione con l'organizzazione Wildlife Conservation Society ha mostrato dati allarmanti anche sulla popolazione degli elefanti, quasi dimezzata negli ultimi cinque anni.
 
IL SOLE 24 ORE
7 LUGLIO 2015
 
A Nanchino, in Cina, gli animali utilizzati in uno studio per predire i terremoti
 
La Cina studia il comportamento degli animali da fattoria per prevenire i terremoti. I sismologi di Nanchino, nella Cina orientale, hanno dato il via a esperimenti su polli, pesci e rane, per capire dal comportamento degli animali la possibilità dell’avvicinarsi o meno di un sisma. Secondo quanto riportato dal quotidiano Modern Express, gli allevatori del Banqiao Ecological Park, dove avverrà l’esperimento, dovranno riferire agli scienziati il comportamento degli animali due volte al giorno, e in caso di anomalie comportamentali, il prima possibile.Tra i comportamenti anomali vengono indicati, per esempio, la corsa sulla cima degli alberi da parte dei polli, o i salti in superficie dei pesci. Il parco sarà anche sorvegliato costantemente dalle telecamere. “I sismologi analizzeranno le anomalie per decidere se c’è la possibilità o meno di un terremoto”, ha spiegato Zhou Hongbing, uno degli allevatori che prende parte al progetto. L’esperimento dei sismologi di Nanchino non è il primo di questo tipo: già nel 2010 il personale degli zoo di Canton e Shenzhen aveva iniziato a controllare e a riportare le anomalie comportamentali degli animali.Sotto osservazione, anche il comportamento degli animali che vivono in luoghi chiusi, come le caverne – e quindi soprattutto pipistrelli e serpenti, più sensibili degli uccelli o di altri animali, ai terremoti. Lo studio privilegia poi gli animali di piccole dimensioni rispetto a quelli di grandi dimensioni. La Cina è un territorio fortemente soggetto ai terremoti: l’ultimo risale a settimana scorsa ed è avvenuto nella regione autonoma dello Xinjiang, provocando la morte di sei persone e quasi cinquanta feriti.
 
PALERMO TODAY
8 LUGLIO 2015
 
Strage in una nave proveniente da Napoli: 500 animali morti per asfissia
 
"Hanno viggiato per 10 ore a temperature troppo alte": bloccato al porto autotrasportatore in una nave Tirrenia. All'interno del cabinato del suo furgone erano custoditi più di un migliaio di esemplari tra uccelli, piccoli mammiferi e rettili, 488 dei quali trovati morti Un “carico della morte” partito dalla Campania e sbarcato a Palermo. La guardia di finanza è intervenuta al porto bloccando un autotrasportatore napoletano arrivato in città a bordo di una nave di linea della Tirrenia: all’interno del cabinato del suo furgone erano custoditi più di un migliaio di esemplari tra uccelli, piccoli mammiferi e rettili, 488 dei quali trovati morti. L’uomo, un cinquantunenne di Afragola, è stato denunciato per maltrattamenti, ma il suo carico era regolare.La scena che si è presentata agli occhi dei finanzieri è stata raccapricciante. “Sono morti per asfissia - spiegano dal Comando provinciale - perché hanno viaggiato per oltre dieci ore a una temperatura troppo alta, ovvero quella raggiunta nella stiva della grossa nave”. Il cinquantenne campano stava trasportando gli esemplari, rinchiusi dentro le gabbie, all’interno del suo Fiat Ducato. Un trasporto lecito nel quale, però, non ha tenuto conto della salute degli animali.Dell’intero carico solo poco più della metà, 588 per l’esattezza, è arrivato vivo a destinazione. “Spegnendo il furgone - continuano dal Comando - si spegne anche l’impianto di areazione. Se consideriamo che la stiva, con il calore dei motori, può raggiungere temperature di quasi 40 gradi, ecco spiegato come sono morti quegli animali”. La compagnia navale, spiegano ancora dalla Finanza, è sollevata da qualunque responsabilità così come indicato nel titolo di viaggio.
 
GAZZETTA DI MODENA
8 LUGLIO 2015
 
Due cani morti avvelenati nei parchi a Modena
Il primo in un parco di Ganaceto dopo aver mangiato una polpetta trovata a terra mentre girava
 
di Carlo Gregori
 
MODENA. Un cane è morto avvelenato in un parco di Ganaceto: l’altra sera, dopo aver mangiato una polpetta trovata a terra mentre girava, è stato colto da malore e i tentativi del veterinario per tenerlo in vita sono stati inutili.Il primo caso. È il primo caso del genere nella frazione, mentre in città si segnalano altri due casi recenti, anche se diversi: al parco di via Divisione Acqui la scorsa settimana un cane è rimasto ucciso dopo aver ingerito una sostanza con topicida, mentre al Parco Buon pastore un cucciolo è riuscito a sopravvivere a una polpetta avvelenata.L'avvelenamento di Ganaceto è avvenuto l'altra sera. La vittima è una cagnolina che viveva con una coppia di residenti.Era sera quando i proprietari l'hanno portata all'area verde nuova di via Zappellaccio. Secondo il loro racconto, la cagnolina ha trovato in terra una polpetta e l'ha masticata.Quando ne aveva già ingoiata circa metà, è stata colta da un forte malore che ha subito attirato l'attenzione. Il resto della polpetta è stato ritrovato e osservato da vicino.Vittima una cagniolina. La cagnolina, che nel frattempo versava in condizioni critiche, è stata portata da un veterinario che ha cercato di intervenire in ogni modo per salvarla.
Purtroppo ieri mattina è morta suscitando profondo dolore nei suoi proprietari, che le erano molto affezionati, e creando sconcerto e rabbia a Ganaceto, quando la notizia dell'avvelenamento è iniziata è circolare. Della vicenda sarebbe stata avvisata anche la polizia municipale (ma la notizia non è confermata).Un caso di avvelenamento mortale per un altro cane era avvenuto soltanto la settimana scorsa al parco di via Divisione Acqui, di fronte alle Poste e alla questura. Anche in questo caso la vittima è una cagnolina.La proprietaria, una pensionata modenese che abita nei dintorni, l'aveva portata a fare un giro ma la sua "amica" ha ingoiato qualcosa che conteneva un topicida. La cagnolina è rimasta avvelenata senza speranze di poter essere salvata.Casi analoghi dal 2002.Proprio in quel parco nel 2002 ci furono svariati casi analoghi di avvelenamento che spinsero il Comune a svolgere controlli accurati anche se senza esito.Un terzo caso, per fortuna a lieto fine, è accaduto due settimane fa nel parco di viaBuon Pastore. Una giovane cagna ha ingerito una polpetta contenete un veleno per lumache. Subito dopo il malore, i proprietari l'hanno portata dal veterinario che è riuscito a salvarla: data la giovane età, è sopravvissuta al veleno.
 
NEL CUORE.ORG
8 LUGLIO 2015
 
TORINO, RUBA A MAMMA-PASTORE 3 CUCCIOLI: DENUNCIATO DA POLIZIA
Riconsegnati alla madre. Furto in un'azienda agricola
 
Aveva rubato, in un'azienda agricola nel Parco del Meisino di Torino, tre cuccioli di pastore dei Pirenei di appena 20 giorni che dovevano ancora essere allattati dalla mamma. Un italiano di 64 anni e' stato individuato dalla polizia, con la collaborazione delle guardie venatorie dell'associazione Agriambiente, ed e' stato denunciato per furto. I tre cani sono stati recuperati e riconsegnati alla mamma che potra' cosi' completarne l'allattamento.
 
LEGGO
8 LUGLIO 2015
 
Ciao Lucas, a Malpensa va in pensione in cane dal fiuto record: ha scoperto 450 chili di droga –Guarda
 
MILANO - In 12 anni di duro lavoro a Malpensa ha scoperto 20 Kg. di hashish, 400 Kg. di cocaina, 2 Kg. di marijuana e 15 kg. di eroina. Da oggi Lucas si gode il meritato riposo nell’abitazione del militare-istruttore, che per anni è stato al suo fianco nell’incessante
Il cane, un esemplare di pastore belga Malinois, è stato ritrovato nel 2002 nei pressi della città di Ivrea, all’interno di un’ampia area boschiva, legato ad un albero con suo fratello Terry. Entrambi i cuccioli sono stati trovati da una passante e, una volta liberati, sono stati accompagnati al canile cittadino dove gli istruttori del Corpo ricercando esemplari da inserire nei corsi di “specializzazione” avevano notato subito la spiccata vivacità di Lucas, la socialità, nonché la propensione alla possessività.
Continueranno a lavorare assiduamente, sulla scia di Lucas, gli altri cani della Finanza. L’organico attuale delle Fiamme Gialle “a 4 zampe” all'aeroporto di Malpensa è attualmente composto dai cani Banny (pastore tedesco), Vagir (pastore tedesco), Umor (Labrador), Luger (pastore tedesco), Taskel (Labrador), Zic (pastore tedesco), Cacoon (pastore tedesco) e Cafù (pastore tedesco)
FOTO
 
GEA PRESS
8 LUGLIO 2015
 
Parco Nazionale d’Abruzzo – Svezzata l’orsetta orfana. Il Parco deciso a riportarla in natura

 
L’orsetta Morena, recuperata dal Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise il 23 Maggio scorso alla periferia di Villavallelonga (AQ) (vedi articolo GeaPress), si trova attualmente nell’ambiente appositamente predisposto dall’Ente Parco in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato. Ne da comunicazione lo stesso Ente che precisa come tali precauzioni sono state prese al fine di garantire le condizioni necessarie per favorirne il recupero e il ritorno in natura.L’orsetta è ora svezzata. Dopo 45 giorni dal ricovero nelle strutture del Parco ha triplicato il suo peso, raggiungendo ora 9,1  chilogrammi Terminato lo svezzamento, lo sforzo del personale del Parco sarà quello di nutrirla con alimenti che troverebbe facilmente in natura, quali insetti, frutti di stagione etc. Il cucciolo  è molto reattivo agli stimoli reagendo con risposte istintive. Così assicura il veterinario del Parco, Leonardo Gentile, a dimostrazione del buon grado di selvaticità. Un fatto che conforta rispetto all’obiettivo  di reimmissione in natura.“Consci delle difficoltà – riporta la nota dell’Ente Parco – in quanto si tratta del primo tentativo per l’orso bruno marsicano il Parco, sta concentrando i suoi sforzi in questo progetto consapevole della ridotta consistenza della popolazione e della fondamentale importanza che rivestono gli individui di sesso femminile per la conservazione della specie”.
 
NEL CUORE.ORG
8 LUGLIO 2015
 
PALERMO, RITROVATO PAPPAGALLO RUBATO DA UNA VILLA DI MONDELLO
Il volatile di 3000 euro riconsegnato al proprietario

 
Questa mattina la polizia ha trovato e riconsegnato al proprietario il pappagallo rubato pochi giorni fa da una villa di Mondello. Gli agenti del commissariato della borgata marinara di Palermo, su segnalazione della Centrale Operativa, si sono recati nella piazza principale dove una passante aveva notato un pappagallo, abbarbicato su un cartellone pubblicitario. Immediato il collegamento al volatile di razza Ara Ararauna del valore di 3.000 euro, trafugato nei giorni scorsi da una villa nella quale i banditi si sono introdotti dopo avere narcotizzato il cane da guardia. I poliziotti, questa mattina, hanno subito contattato il proprietario: alla sua vista, l'animale si e' letteralmente gettato tra le sue braccia. Sono in corso indagini della polizia per risalire agli autori del furto.
 
GEA PRESS
8 LUGLIO 2015
 
TTIP – Il Parlamento europeo da il via libera. L’ENPA: oggi è un brutto giorno
Annamaria Procacci: siamo cittadini non consumatori. Gli animali non prodotti ma esseri senzienti
 
“Una brutta giornata per tutti quelli che difendono i diritti dei cittadini, l’ambiente, gli animali: in breve, una brutta giornata per l’Europa e i suoi valori. Gli aggiustamenti introdotti al documento portato in votazione non modificano certo sostanzialmente né la natura, né le conseguenze del TTIP“. Lo dichiara la consigliera nazionale di Enpa, Annamaria Procacci, in merito all’approvazione da parte dell’assemblea plenaria di Strasburgo della relazione di indirizzo del socialista Lange sul Transatlantic Trade Investment Partnership.“Invece – prosegue la consigliera di Enpa - la battuta di arresto sulla votazione, verificatasi il 10 giugno scorso con la spaccatura tra socialdemocratici e popolari, avrebbe dovuto rappresentare un’occasione preziosa per un approfondimento serio sul progetto di creazione del più grande mercato unico del pianeta, 750 milioni di consumatori, grazie alla pretesa “armonizzazione” delle rispettive normative in tutti i settori, ovvero al loro “reciproco riconoscimento”, ovvero alla rimozione di pretesi “vincoli” e ostacoli allo scambio“.In quell’occasione l’Enpa si era rivolto a tutti gli eurodeputati italiani chiedendo loro di fermare il negoziato in corso e portando tutte le più forti preoccupazioni, come quelle relative alla tutela degli animali. Secondo la Protezione Animali se il TTIP, la cui trattativa proseguirà, dovesse divenire legge, il principio dell’”armonizzazione” e della rimozione dei vincoli investirebbe molti aspetti, dalle condizioni degli animali negli allevamenti, alle modifiche genetiche, alla sperimentazione, etc … Settori, questi, in cui i livelli di protezione in Europa sono notoriamente più alti che Oltreoceano. La mobilitazione contro la megatrattativa non si conclude di certo con il voto di indirizzo espresso oggi dall’Europarlamento.E’ necessario che l’opinione pubblica europea, molto sensibile anche alle tematiche animaliste, sia ancor più informata della partita che è in gioco. “Gli interessi del mercato – aggiunge Procacci – non possono prevalere su quelli delle persone e dei viventi. Siamo cittadini, non consumatori, e gli animali non sono prodotti da consumare ma esseri senzienti“.
 
NEL CUORE.ORG
8 LUGLIO 2015
 
MINISTERO SALUTE: PET FUORI DA EXPO? DECISIONE DISCUTIBILE
Accolte le segnalazioni e le proteste dei cittadini
 
Con una nota a firma del Direttore generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari, il ministero della Salute, accogliendo le segnalazioni di cittadini e associazioni, ha chiesto al Commissario unico di Expo 2015, Giuseppe Sala, di rivedere le regole d'accesso all'area dell'esposizione universale per consentire l'ingresso agli animali d'affezione. "Vietare l'entrata ai cani all'area di Expo è una consuetudine limitante - dichiara il Ministro Lorenzin - e non è in linea con il tessuto sociale delineatosi in Italia e nell'Unione europea negli ultimi anni". La legislazione nazionale e comunitaria vieta l'ingresso di animali domestici esclusivamente nei luoghi in cui si preparano o si conservano alimenti, oppure a causa di inderogabili esigenze igienico-sanitarie certificate dall'autorità. "La tutela degli animali - prosegue la Lorenzin - rappresenta uno dei fiori all'occhiello del nostro Paese. L'accesso ai cani è consentito secondo le norme anche nei ristoranti e negli alberghi, per questo il divieto di Expo stride. Impedire la partecipazione ad un evento pubblico a tante persone che, nel rispetto delle regole per la gestione degli animali nelle aree urbane, arrivano ad Expo con il proprio cane al guinzaglio, non appare come una decisione al passo coi tempi. Auspico in tempi celeri - ha concluso il Ministro - una revisione del regolamento sull'accesso ad Expo"
 
IL GIORNALE
8 LUGLIO 2015
 
Viaggiare con il proprio cane: ecco le nuove regole per il trasporto

Federico Nicci

 
Se viaggiate in auto, il nuovo Codice della Strada consente di portare un solo cane per ogni auto, mentre se andate all'estero dovrete munirvi del Pet passport
Basta rispettare le regole. A fornire tutte le indicazioni di cui avrete bisogno, è il portale Gente in viaggio. E basta leggere per scoprire che non bastano collare e guinzaglio, sarebbe opportuno portare anche una pettorina e una museruola, oltre ovviamente alla medaglietta per il riconoscimento nel caso in cui il cane si smarrisse. Oltre a ciotole e antiparassitari, è necessario portare in viaggio il libretto sanitario dell'animale. Regole feree per quanto riguarda il trasporto in auto. L'art. 169 del nuovo Codice della Strada consente di portare un solo cane per ogni auto, sul sedile posteriore e sempre e comunque in modo da non constituire un ostacolo o un pericolo per il conducente. Si consiglia di far stare il proprio cane nel bagagliaio, munendosi anche di una rete divisoria. Le alternative sono le cinture di sicurezza apposite per cani o i trasportini, ma questo dipende, ovviamente, dalla taglia del cane. Se si decide di andare all'estero, è obbligatorio, ai sensi del Regolamento CE 517/2013, possedere il Pet Passport. Per ottenerne il rilascio è necessario iscriversi all'anagrafe canina e richiederlo ai servizi veterinari delle asl territoriali. Da ricordare, inoltre, che in alcuni paesi europei vi sono liste di razze canine considerate pericolose e quindi bandite: prima di prenotare, è bene chiedere tutte le informazioni al riguardo presso il Consolato della nazione che si intende visitare.
 
GIORNALE DI SICILIA
8 LUGLIO 2015
 
Carne di cane in Cina, Slow Food: "Non giustifichiamo, ma in Italia si mangia l'agnello"
Lo ha detto Piero Ling, coordinatore di Slow Food Cina, rispondendo ai giornalisti a margine di una iniziativa all'Expo di Milano

 
MILANO.  Il fatto che in Cina si mangi carne di cane «è un fattore culturale. Perchè in Italia non ci scandalizziamo per i conigli, le mucche o i capretti?». Lo ha detto Piero Ling, coordinatore di Slow Food Cina, rispondendo ai giornalisti a margine di una iniziativa all'Expo di Milano.«Non lo giustifico - ha aggiunto - non giustifico nessuno. Ci sono battaglie giuste, ma ci sono anche altre culture». «Togliamo la corrida e il Palio di Siena? - ha aggiunto - Possiamo togliere tutto? Possiamo diventare tutti vegetariani?». «Purtroppo - ha aggiunto - in tempi di carestia si mangiava di tutto, succedeva così in Cina come in qualsiasi parte del mondo. E poi, non è che tutti i cinesi mangiano cani, però è un aspetto che fa notizia».Intanto, lo scorso 22 giugno si è svolto i a Yulin, nel sud della Cina, il festival annuale della carne di cane, nonostante le proteste che sono state sollevate in tutto il mondo, inclusa la Cina, dagli animalisti. Nel corso del festival circa diecimila cani vengono abbattuti e la loro carne viene servita nei ristoranti locali. La carne di cane è considerata una prelibatezza in alcune zone della Cina meridionale, della Corea e delle Filippine. Il festival di Yulin, che si trova nella Regione Autonoma del Guanxi, vicino al confine col Vietnam, è frequentato da migliaia di persone che non hanno rinunciato alla loro carne preferita.In Cina negli ultimi anni il possesso di cani da compagnia si è largamente diffuso, soprattutto nelle grandi città. A Pechino e Shanghai ma anche nelle metropoli del sud come Guangzhou e Shenzhen migliaia di persone di tutte le età hanno un cane. Petizioni per l'abolizione del festival sono state lanciate dai gruppi animalisti internazionali e firmate da milioni di persone, tra cui molti cinesi. Le autorità del Guanxi hanno sottolineato che il festival non è organizzato nè sponsorizzato dal governo locale, che anzi ha imposto ai ristoratori una serie di restrizioni. È stato vietato di uccidere gli animali in zone pubbliche, di esibirne le carcasse e di servire carne di cane all'aperto.
 
NEL CUORE.ORG
8 LUGLIO 2015
 
Cina – Caos camion cani. Ghiaccio sui cani, animalisti fermati, decine di macchine della polizia

 
CINA – Una situazione caotica ed in continua evoluzione quella che si sta vivendo in queste ore a Tianjin, la grande città cinese con quasi 20 milioni di abitanti che si affaccia nella costa nord occidentale.Un camion carico di cani verosimilmente destinati alla macellazione è stato fermato nelle scorse ore da un nutrito gruppo di animalisti cinesi. Il camion, prima di finire la sua corsa, ha però urtato contro due automobili in transito. Un incidente sul quale viene espresso qualche dubbio. Di certo l’arrivo della polizia non ha finora portato agli esititi sperati, ovvero, come invece già avvenuto in altre occasioni, la constatazione dell’illecita spedizione e l’affidamento dei cani agli animalisti.Lunghe ore passate sotto il sole cocente con i cani in pessime condizioni di salute. Gli animalisti hanno fatto affluire nei luoghi grossi blocchi di ghiaccio ponendoli al di sopra delle grate dal camion. Secondo alcune fonti alcuni animali sarebbero già morti di caldo.Numerose macchine della polizia sarebbero nel frattempo arrivate  nei luoghi e, secondo gli animalisti, verrebbe impedita la liberazione dei cani. Non è ancora chiaro cosa stia succedendo. Sembra, però, che alcuni animalisti siano stati portati presso la stazione della polizia, forse a seguito di alcune foto scattate, mentre il camion, circondato dalle auto della forza pubblica, è stato trainato in altro luogo. E’ a sua volta seguito da autoveicoli di animalisti che nel frattempo hanno continuato ad affluire nei luoghi.Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso circa un’ora addietro dal Compassion for China’s Animal, il camion sarebbe stato parcheggiato nei pressi di un mattatoio illegale.Le prossime ore saranno determinati, anche perchè in quelle condizioni i cani non potranno resistere  a lungo.  Di certo, quello che sta avvenendo, rappresenta una nuova grande prova degli animalisti cinesi. Coraggiosi e determinati.
 
GEA PRESS
10 LUGLIO 2015
 
Cina, cani “da macello” – Accettato il soccorso degli animalisti. Forse saranno liberati
Gli animalisti: cani morti dopo tre giorni infernali

 
E’ stato autorizzato il soccorso dei cani bloccati ormai da tre giorni nella città cinese di Tianjin. Numerosi animalisti sono affluiti nel  capannone dove è stato fatto entrare il mezzo con all’interno i poveri animali verosimilmente destinati al macello.Proprio la vicinanza ad una di queste strutture aveva all’inizio fatto temere il peggio. E’ collocata, infatti, ad appena 3,5 chilometri. Niente per una città che conta quasi venti milioni di abitanti.Roccambolesche le fasi che hanno preceduto il fermo del camion. Individuato dalle macchine degli animalisti, il grosso mezzo aveva infatti urtato due veicoli in transito. Nei luoghi erano affluite una quarantina di macchine della polizia che avevano provveduto a scortare il camion in città, facendo temere la consegna al macello. Ne erano conseguiti momenti di tensione con l’identificazione di alcuni animalisti, forse a seguito dello scatto di alcune foto.Prima di ciò, il camion ed il suo carico di vite stipate, era rimasto pericolosamente esposto al sole. Gli animalisti erano arrivati a trasportare grossi blocchi di ghiaccio ponendoli al di sopra delle grate con il fine di fornire un po’ di refrigerio ai cani (vedi articolo GeaPress).Sebbene la situazione sembra ora migliorata e gli animalisti sono stati aurorizzati al prelievo dei cani, non è ancora certo il destino dei poveri animali. Secondo Compassion for China’s Animal’s, alcuni sarebbero morti di caldo e di stenti. Innumerevoli gli appelli per fare affluire nei luoghi medicinali ed altro materiale di pronta emergenza.Intanto una seconda ONG, Animal Welfare Project, ha diffuso una nuova notizia. Nelle scorse ore sarebbe stato bloccato un secondo camion. Non è ancora noto il luogo ed il numero dei cani, ma una quarantina di volontari si starebbero dirigendo nei luoghi.
 
IL MATTINO
8 LUGLIO 2015
 
Vigili del fuoco salvano e rianimano gattino intrappolato in una conduttura
 
CITTA' DI CASTELLO (PERUGIA) - Spaurito, infreddolito, quasi affogato dopo essere rimasto intrappolato all'interno di una conduttura idrica: un gattino appena nato è stato salvato l'altro giorno dai Vigili del fuoco di Città di Castello (Perugia).
Il micetto, piccolissimo, si era ficcato nella tubatura di un palazzo riuscendo a risalire il condotto di qualche decina di centimetri senza, però, riuscire più a venire fuori.I padroni di casa si sono accorti dei lamenti, sempre più flebili, e hanno chiamato il 115. La squadra dei pompieri del distaccamento di zona è subito intervenuta, individuando il gattino. I pompieri hanno chiuso l'acqua e dopo un'ora di lavoro, l'hanno estratto con cautela.Il gattino, grosso quanto la mano di uno dei vigili, aveva bevuto acqua, sembrava morto. I pompieri lo hanno appoggiato su un panno, gli hanno praticato le manovre rianimatorie con un defibrillatore, poi con un leggero massaggio.Il salvataggio è stato ripreso dall'associazione radioamatori italiani, sezione "I0BVP Nico Varzi" e il video postato su Facebook. "I nostri amici vigili del fuoco di Città di Castello hanno salvato un gattino, appena nato, da affogamento, praticando la rianimazione - scrivono -. Il gattino, rimasto intrappolato in un tubo, è stato recuperato dopo più di un'ora di duro lavoro da parte della squadra VF . Il "fortunato" felino gode ora di ottima salute".
VIDEO
 
IL FATTO QUOTIDIANO
8 LUGLIO 2015
 
Vegetariana a 5 anni, le sue lacrime diventano cult: “Non tritate le persone animali”
 
Il compagno di sua madre cerca di farle mangiare della carne. Ma Indie-Rose, questo il nome della bimba irlandese di cinque anni che sta facendo il giro della rete in un video dove piange disperata davanti alla sua porzione di tacchino. “Gli animali sono carini, non voglio che vengano tritati”, spiega all’uomo che la riprende. E un piccolo malinteso ci costringe a riflettere: “Non devono tritare le persone (people)”, dice lei. “Non tritano le persone, ma gli animali: maiali, bovini, tacchini, polli”, risponde l’adulto. E allora lei chiarisce: “Non devono tritare le persone animali“. La madre della bambina ha tenuto a precisare che nessuno in famiglia è vegetariano, e Indie-Rose non ha subito alcun tipo di pressione per quella che, ad ora, è una sua scelta.
VIDEO
 
GEA PRESS
9 LUGLIO 2015
 
Montemiletto (AV) – Cagnolino ucciso in strada. L’ENPA chiede aiuto ai cittadini

 
Si sarebbe allontanato indisturbato colui che lo scorso 6 luglio, intorno alle 18.30,  ha investito, uccidendolo, il povero cagnetto di contrada Pescara a Montemiletto, in provincia di Avellino. Le altre persone passate dopo, pensavano solo a scansare il corpicino ormai privo di vita.Questo quanto riportato dai responsabili dell’ENPA che tengono altresì a sottolineare che trattasi di  una strada  sulla quale è doveroso rispettare il limite di velocità. Eppure, riferisce la Protezione Animale, l’impatto che ha ucciso lo sfortunato cagnolino  avrebbe potuto mettere a rischio non solo il povero animale. Nello stesso posto, infatti, c’erano persone in attesa dell’autobus.“Il rischio – riferisce l’ENPA - è stato davvero notevole, considerato che l’incidente è avvenuto appena a 50 metri dall’incrocio con la Strada Statale 7, ovvero la via Appia”.“Ci preoccupa la reazione dell’avventato guidatore - ha commentato Saverio Capriglione, capo nucleo delle Guardie Zoofile dell’ENPA, sezione di Avellino - L’uccisione di animali e l’omissione di soccorso (nei confronti degli stessi animali) sono illeciti rispettivamente previsti dal Codice Penale (ex art. 544 bis) e dal Codice della Strada (ex art. 189, comma 9-bis, introdotto dalla Legge 120/2010). Nel primo caso i colpevoli rischiano fino a due anni di reclusione e, nel secondo, il pagamento di oltre 1.500 Euro di sanzione“.L’ENPA ha già comunicato l’accaduto all’amministrazione civica di Montemiletto, per tutti gli accertamenti di polizia ed interventi sanitari del caso. La Protezione Animali rivolge inoltre un appello alla cittadinanza: “Non possiamo lasciare impunito un atto tanto impietoso quanto irresponsabile – aggiunge  il responsabile dell’ENPA - Chiunque sappia qualcosa, ci aiuti a rintracciare il colpevole”.
 
TRENTINO
9 LUGLIO 2015
 
Condominio in fiamme, i pompieri salvano un cane
 
ARCO (TN). Nel bilancio del rogo nel condominio al Sole a Chiarano di Arco, va annotato anche il salvataggio di un cagnolino da parte dei vigili del fuoco volontari. Negli scatti di Fabio Galas alcuni momenti dell'intervento dei pompieri. Tre gli intossicati, tutti in modo lieve: due vigili volontari e il proprietario degli immobili.
FOTO
 
GEA PRESS
9 LUGLIO 2015
 
Torre del Greco (NA) – Giardino recintato, pit bull e collare elettrico
Intervento della Polizia di Stato e delle Guardie ENPA
 
Un uomo di Torre del Greco (NA) è stato denunciato dalla Polizia di Stato con l’accusa di maltrattamento di animali.Stamani, infatti,  gli Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza “Torre del Greco”, in collaborazione con personale Enpa – Nucleo Guardie Zoofile di Napoli, si sono recate presso uno stabile del centro corallino. Al suo interno, in un giardino recintato e chiuso da catenacci, vi erano tre cani Pit bull, legati con catene molto corte.Ad uno dei tre cani, nonostante il caldo torrido di questi giorni, sarebbe stata preclusa la possibilità di bere, in quanto la ciotola risultava vuota. All’interno di una piccola baracca, è stata inoltre rinvenuta una borsa contenente un farmaco ad effetto estrogenico, un collare elettrico che produce sofferenze ingiustificate, vari integratori ed un farmaco antibiotico.Uno dei cani, inoltre, non era munito del prescritto microchip, motivo per il quale le Guardie dell’Enpa hanno elevato le relative sanzioni amministrative.La Procura della Repubblica di Torre Annunziata, informata dei fatti, ha disposto il sequestro dei cani affidandone la custodia ad un centro specializzato ad accoglierli.
 
NEL CUORE.ORG
9 LUGLIO 2015
 
NAPOLI, PITBULL MALTRATTATI: GIOVANE DENUNCIATO DALLA POLIZIA
Chiusi in un recinto e tenuti senz'acqua
 
Gli agenti del commissariato di Torre del Greco (Napoli), personale dell'Empa e le guardie zoofile di Napoli hanno scoperto, in un giardino, un recinto con tre cani pitbull legati a catene cortissime che non consentivano neppure il movimento agli animali. Uno dei cani, malgrado il forte caldo, non aveva acqua.Durante una perquisizione sono state trovate, in una baracca, alcune confezioni di estrogeni, un collare elettrico e altri farmaci ottenuti senza prescrizione medica.Il proprietario dei tre cani (uno dei quali senza microchip) e' stato denunciato per maltrattamento di animali. I cani sono stati affidati a una ditta specializzata della provincia di Caserta accreditata dal Ministero della Salute. Sono in corso indagini per accertare se i pitbull erano destinati ai combattimenti.
 
NEL CUORE.ORG
9 LUGLIO 2015
 
BUFERA SUL PALIO DI SIENA: DUE INDAGATI, SEQUESTRATI TRE CAVALLI
Sono il fantino "Trecciolino" e un proprietario di equini
 
Avrebbero rimosso il microchip identificativo di tre cavalli da corsa per spacciarli come anglo-arabi mezzo sangue e poterli cosi' iscrivere all'Albo cavalli protocollo 2015 del Comune di Siena che consente di essere ammessi al Palio. In realta' si tratterebbe di purosangue inglesi che non possono correre sul tufo di piazza del Campo. Per questo la procura di Siena avrebbe iscritto nel registro degli indagati il fantino Luigi Bruschelli, detto Trecciolino, e Osvaldo Costa, proprietario dei cavalli e non dell'allevamento di Castelnuovo Berardenga (Siena), dove gli animali venivano allenati. Il Corpo forestale dello Stato ha sequestrato i tre cavalli. Le accuse, secondo quanto appreso, sarebbero di falso e maltrattamento di animali. Gli animali, che non hanno mai corso il Palio di Siena e neppure le batterie di selezione della Tratta, sono stati lasciati in consegna a uno degli indagati.
L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Aldo Natalini e condotta dal Corpo forestale dello Stato, sarebbe partita a seguito dell' incrocio di dati contenuti nell'anagrafe equina da parte dell'organo preposto del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. Nel corso delle operazioni, il personale del ministero ha provveduto a prelevare campioni ematici dai tre cavalli, finalizzati alla successiva effettuazione del test del dna. Le indagini potrebbero ora proseguire per accertare l'esistenza di altri casi simili di 'falsificazione' di cavalli. Dura la reazione dell'amministrazione comunale che oggi ha ricevuto, "in qualita' di parte offesa-danneggiata dal reato, la comunicazione del provvedimento di sequestro di tre cavalli", spiega una nota del Comune che ora sta valutando eventuali azioni legali. "Ove l'accertamento dei reati venisse confermato, si tratterebbe di una grave violazione delle regole, dell'immagine e dell'etica del Palio - continua la nota -, assolutamente contraria agli obiettivi di sicurezza e moralita' che la nostra Festa si e' data". Bruschelli e' il fantino del Palio di Siena piu' vittorioso tra quelli in attivita' con 13 vittorie alle spalle, a una sola, dal record di Andrea Degortes detto Aceto che ormai non corre piu' da quasi 20 anni.
 
GEA PRESS
10 LUGLIO 2015
 
Siena – Cavalli da Palio che non erano tali? Le indagini del Corpo Forestale dello Stato
 
Intervento del Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato di Siena che, nella mattinata di ieri,  ha dato esecuzione al provvedimento del Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Aldo Natalini, finalizzato al sequestro di tre cavalli da corsa. A tale provvedimento si è aggiunta l’ispezione presso un allevamento della provincia dove erano detenuti gli animali.L’attività è stata condotta unitamente al personale della Direzione Generale per la Promozione della Qualità Agroalimentare e dell’Ippica, Anagrafe Equina e benessere animale del cavallo sportivo, del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (già UNIRE). Si tratta, in quest’ultimo caso, dell’ organismo preposto, tra l’altro, alla gestione del libro genealogico dei cavalli sportivi.Il sequestro probatorio si è reso necessario a seguito di indagini basate sull’ipotesi dell’ illecita sostituzione di cavalli “mezzo sangue”, ossia gli anglo-arabi unici consentiti alla corsa del Palio, con cavalli purosangue inglese (PSI) non ammessi alla corsa del Palio. Il tutto sarebbe avvenuto con la rimozione dei microchip identificativi, nel caso con conseguente falsificazione dell’identità dei cavalli.
Sempre secondo gli inquirenti i cavalli sarebbero stati fittiziamente dichiarati “mezzo sangue”, ma in realtà PSI, e sarebbero stati presenti nell’elenco dei soggetti ammessi all’Albo Cavalli Protocollo 2015.Nel corso delle operazioni il personale del Ministero delle Politiche Agricole ha provveduto a prelevare campioni ematici dai tre cavalli sequestrati, finalizzati alla successiva effettuazione del test del DNA; gli animali sono stati lasciati in consegna ad uno degli indagati.  Per i fatti sopra esposti sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria i possessori dei cavalli stabiliti nel senese. Le ipotesi di reato sono quelle  di falso e maltrattamento di animali.
 
NEL CUORE.ORG
9 LUGLIO 2015
 
BRESCIA, FALSA ASSOCIAZIONE EQUESTRE SCOPERTA DA GDF E CFS
Serviva per avere vantaggi destinati a "no profit"
 
I militari della Guardia di Finanza di Chiari, in collaborazione con il Nucleo Investigativo di Polizia ambientale e forestale del Corpo Forestale dello Stato di Brescia, hanno scoperto una falsa associazione equestre che sfruttando lo schermo giuridico di ente 'no profit' non ha mai presentato la dichiarazione dell'Iva (risultando cosi' evasore totale) e, dal 2012 al 2015, ha evaso 350mila euro e 75mila di Iva. Il controllo e' stato effettuato nei confronti di una associazione sportiva dilettantistica equestre in Franciacorta, per verificare i requisiti per usufruire del regime di favore previsto per le associazioni 'no profit' e controllare la cura degli animali. L'associazione, in realta' era una costola di un'attivita' imprenditoriale svolta da una ditta individuale di "allevamento cavalli" ed una s.r.l. di "commercio cavalli". Tutti i beni mobili ed immobili utilizzati dall'associazione sportiva (maneggio, due appartamenti e costosi mezzi per il trasporto dei cavalli) sono risultati di proprieta' di due imprenditori, che li avevano concessi formalmente in "comodato gratuito" per far gravare i costi di gestione sul bilancio dell'associazione stessa. L'attivita' sportiva e' risultata quasi inesistente e comunque di facciata. Anche due dipendenti, di nazionalita' indiana ed albanese, addetti alla pulizia delle stalle sono risultati assunti in modo irregolare, inquadrati come "collaboratori sportivi" invece che come lavoratori dipendenti ed erano pagati "in nero". Sono state trovate anche molte confezioni di farmaci veterinari detenute illecitamente che sono state sequestrate. Gli investigatori hanno anche rilevato la mancata compilazione del registro di carico e scarico dei cavalli.
 
IL CENTRO
9 LUGLIO 2015
 
Città Sant'Angelo, pitone di 4 metri fugge da casa
Era detenuto regolarmente in un rettilario, ma quando il proprietario è tornato non lo ha trovato più. Ricerche da parte di carabinieri e Corpo forestale: è molto agile e potrebbe essere già molto lontano
 
CITTA' SANT'ANGELO (PE). Un pitone lungo circa quattro metri, custodito in casa e regolarmente detenuto, è fuggito dall'abitazione del proprietario, a Città Sant'Angelo (Pescara), ed ha fatto perdere ogni traccia. Sono in corso le ricerche che, però, fino ad ora, non hanno dato esito. Il rettile, un pitone delle rocce indiano (o pitone morulo) di otto anni, era custodito in una teca adibita a rettilario. Questo grosso serpente ha una caratteristica che lo contraddistingue da tutti gli altri grossi rettili: è capace di "camminare" letteralmente per spostarsi sul terreno, infatti è uno dei pochi se non l'unico che si muove linearmente e non in diagonale o in linea ondulata. Per muoversi fa avanzare una delle due metà del costato (destra o sinistra) in questo modo usufruisce delle sue costole come se fossero gambe. E' molto agile e veloce, ora potrebbe essere addirittura a decine e decine di chilometri di distanza da casa, e anche in cattività riesce a crescere molto, arrivando a superare i 7 metri di lunghezza e i 120 chilogrammi di peso. Il proprietario, dopo essere stato in vacanza per alcuni giorni, ieri mattina è rientrato in casa e non l'ha trovato. È possibile che sia uscito da una botola della soffitta. Del caso sono stati informati i Carabinieri della Compagnia di Montesilvano (Pescara), che hanno avviato le ricerche, condotte in collaborazione con il personale del Corpo Forestale dello Stato.
 
BLASTING NEWS
9 LUGLIO 2015
 
Strage di cani, dopo la Cina c'è la Corea del Sud: macellati e mangiati per superstizione
Secondo una tradizione coreana, mangiare cani donerebbe all'uomo la loro festosità. Fermiamo questo massacro.
 
Il Festival della carne di cane che si tiene ogni anno, il 21 giugno a Yulin, in Cina, non è l'unica ricorrenza asiatica durante la quale migliaia di bestiole innocenti vengono letteralmente torturate e massacrate per un'assurda tradizione. In queste ultime settimane, la Lega Antivivisezione (LAV) sta diffondendo notizia che in Corea del Sud, tra pochi giorni si darà il via ad un'altra strage di cani. Infatti, nel Paese asiatico, dal 13 al 23 luglio e il 1° agosto, partirà la "Bok Nal", cioè "i giorni del cane". Purtroppo, non si tratta di una simpatica celebrazione insieme ai nostri amici a quattro zampe, ma di una nuova mattanza legata ad una ritualità, ad una superstizione che fa rabbrividire.Cani uccisi e mangiati per assorbirne la gioia di vivere: la Lav dice basta a questo massacro!Ogni anno, in Corea del Sud, si celebra questa "festa", durante la quale i cani vengono barbaramente uccisi e mangiati nel rispetto di una tradizione che rasenta il mondo dell'assurdo. Infatti, i coreani sogliono macellare le innocenti bestiole e banchettare con le loro carcasse, perché secondo la leggenda, mangiando i cani, l'uomo assorbirebbe la loro gioiosità e la festosità nel vivere. Come sostiene la Lav, se è vero che le tradizioni vanno rispettate, è pur vero che queste, però, non devono trasformarsi in un pretesto per commettere atroci crudeltà e far scorrere il sangue di migliaia di animali innocenti.La Lav, per protestare e fermare questa strage, ha lanciato un hashtag #StopBokNal2015, tramite il quale tutti possono diffondere notizia sulle atrocità commesse in Corea del Sud e unirsi alla causa animalista per salvare la vita a tanti cani. Inoltre, sempre la Lega Antivivisezione, ha reso noto di aver già inviato una lettera all'ambasciatore coreano a Roma, per fare in modo che queste vibranti proteste giungano alle autorità coreane, che così possono rendersi conto della battaglia che l'opinione pubblica occidentale sta portando avanti, per porre fine alla tradizione di Bok Nal, chiedendo che il Paese asiatico decida una volta per tutte di porre fine a questa festa straziante. Tutti possiamo inviare una lettera con le nostre rimostranze all'ambasciatore, basta collegarsi al sito della Lav e prendere da lì i riferimenti per far sentire la nostra voce alle istituzioni coreane, affinché questa assurda e barbara superstizione venga messa da parte una volta per tutte, risparmiando così la vita a migliaia di cagnolini innocenti.
 
LA ZAMPA.IT
9 LUGLIO 2015
 
Dopo l’orrore degli abusi, il cane Caitlyn ha trovato una famiglia
 
Fulvio Cerutti
 
Caitlyn ha trovato una famiglia. Un mese fa nessuno avrebbe scommesso su un lieto fine del genere pensando alla condizione in cui era stato trovato: un uomo gli aveva chiuso il muso con un nastro adesivo così stretto da bloccargli il flusso sanguigno mettendo a serie rischio la sua lingua. Una crudeltà che ora questa cucciola può mettersi definitivamente alle spalle. Dopo essere stata curata e salvata, ora Caitlyn può iniziare una nuova vita entrando a far parte di una famiglia che ha deciso di aprirle le porte. Questa cagnolina ha infatti trovato una famiglia affidataria e, in essa, un amico speciale, un bambino a cui si è subito legata così come mostra una foto pubblicata sul profilo Facebook della Charleston Animal Society: i due condividono lo stesso letto e lei si corica vicino al suo nuovo amichetto e lo “abbraccia”.Un grosso passo avanti nella speranza che dall’affido si possa passare all’adozione e le premesse sono già ottime.
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
9 LUGLIO 2015
 
Il viaggio dei  leoncini da Gaza verso la libertà
Da abitanti di uno zoo ad animali domestici, due cuccioli di leone vivono ora nella natura della Giordania
 
Sono stati salvati per la seconda volta due cuccioli di leone, che dopo i primi due mesi di vita erano diventati gli animali domestici di una famiglia rifugiata nella striscia di Gaza. In seguito a un attacco aereo al Gaza’s Rafah Zoo in cui erano nati e al suo fallimento, Max e Mona erano stati comprati e portati in una casa piena di bambini. Qui sono stati cresciuti fino a quando il gruppo Four Paws, che si occupa della sicurezza degli animali, non ha visto le foto di quello che stava accadendo. Per quanto i due esemplari fossero amati e coccolati, la situazione stava via via diventando insostenibile e l’organizzazione ha capito di dover intervenire prima che fosse troppo tardi. Mantenere un felino del genere è costoso e pericoloso per l’animale e soprattutto per chi deve occuparsi di lui: crescere un leone in un campo di rifugiati a Gaza non è la cosa più sicura da fare e richiede comunque elevate conoscenze di cui i proprietari dei cuccioli non disponevano. Entrambi i leoncini presentavano infatti problemi alla pelle, la femmina era debole e apatica e presentava un preoccupante rigonfiamento dietro al collo, forse dovuto a una ferita.  Dopo settimane di trattative con Four Paws, la famiglia ha compreso la gravità di quanto stesse accadendo e ha accettato a malincuore di lasciare andare Max e Mona, ribattezzati poi Shalom e Salaam in segno di speranza di pace per Gaza. Ottenuto il consenso, l’organizzazione si è messa in viaggio con i felini, incontrando non pochi problemi al confine con Israele: solo ricorrendo ad accordi con Hamas i salvatori dei due cuccioli sono riusciti a giungere a destinazione. Shalom e Salaam sono ora in quarantena in Giordania, ma ad attenderli c’è una nuova vita in natura come quella che avrebbero dovuto avere fin dalla nascita, nel Al Ma’wa Wildlife Sanctuary. Molti felini selvatici come loro però vivono ancora come animali domestici a Gaza, alcuni vengono introdotti illegalmente nel territorio dall’Egitto attraverso tunnel sotterranei e sono poi tenuti in condizioni disastrose all’interno di zoo o da proprietari impreparati ad assumersi questa immensa responsabilità, invece che essere protetti in riserve che rispettino il loro habitat naturale.
FOTO
 
NEL CUORE.ORG
9 LUGLIO 2015
 
PARIGI, PROTESTA ANIMALISTA CONTRO FENDI: NO A PELLICCE
La polizia ha allontanato il gruppo di manifestanti
 
Debutto tra le proteste per la collezione Haute Couture di Fendi alla settimana dell'alta moda di Parigi. Davanti al Téàtre des Champs Elysees, ieri, si è radunato un gruppo di animalisti per protestare contro l'uso delle pellicce nelle sfilate del marchio italiano per la collezione autunno-inverno 2015/2016, disegnata dal direttore creativo Karl Lagerfeld. Un gruppo di circa 20 dimostranti ha gridato e portato striscioni con scritto, 'Fur: Stop torture' o 'Fendied', mentre la folla aspettava di entrare nel locale. Una donna si è strappata via il cappotto, mostrando il corpo colorato di rosso. Immediato l'intervento della polizia che ha allontanato i manifestanti.
 
GEA PRESS
10 LUGLIO 2015
 
Erice (TP) – Fido ucciso dalla fiducia. Zampa spezzata e centrato da una fucilata
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane: non aveva mai fatto del male a nessuno

 
Un cane di circa 7 anni, affettuosamente chiamato Fido. Una vita passata tranquillamente in strada oltre al fatto di essere stato regolarmente microchippato a nome del Comune di Erice. Al povero Fido pensavano i volontari della sezione di Erice della Lega Nazionale per la Difesa del Cane che sottolineano la sua socialità e la predisposizione a farsi accarezzare da chiunque. Una fiducia nell’essere umano che gli è però costata la vita. Quando un volontario della Lega Difesa del Cane lo ha trovato ormai moribondo, era troppo tardi. A nulla è valsa la corsa dal Veterinario e l’immediato ricovero. Il corpo crivellato dai proiettili ed il mantello vistosamente sporco di sangue. Così è morto Fido, ucciso da qualcuno che ha vigliaccamente approfittato della bontà del cane.Fido ha lottato fino all’ultimo. I pallini da caccia gli avevano martoriato il corpo danneggiando irrimediabilmente diversi organi interni. Le radiografie hanno mostrato, oltre  alle decine di pallini di piombo, anche la frattura di una zampa. Secondo la Lega Difesa del Cane sarebbe stato proprio il suo aguzzino utilizzando un corpo contundente. Un sadismo senza senso che è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria. L’avvocato Michele Pezone, Responsabile Diritti Animali LNDC, annuncia che “siamo pronti a costituirci parte civile nel procedimento a carico dell’autore di questo efferato delitto qualora, come auspichiamo, venga identificato”.La Lega Difesa del Cane ricorda che l’uccisione di animali, oltre a essere un atto malvagio e vigliacco, è un reato. L’articolo 544-bis del Codice Penale recita “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni”. La lega Difesa del Cane  auspica che le forze dell’ordine riescano a risalire all’identità del mostro che ha ucciso barbaramente il povero Fido e che la condanna sia esemplare, perché gesti come questo non possono e non devono rimanere impuniti.
 
GIORNALE DI SICILIA
11 LUGLIO 2015
 
Erice (Trapani), ucciso a fucilate «Fido»: il cane di tutti
 
ERICE. Ucciso a colpi di fucile da un bracconiere. Inutile la disperata corsa dal veterinario nel tentativo di strapparlo alla morte. “Fido” non ce l’ha fatta. Aveva sette anni ed era un cane docile e giocherellone. Viveva sulla strada. Tutti lo conoscevano e nessuno gli negava una carezza. Microchippato dal Comune di Erice, veniva accudito dai volontari della sezione trapanese della Lega nazionale per la difesa del cane.Ed è stato proprio un volontario a trovarlo in fin di vita, riverso in una pozza di sangue. Trasportato d’urgenza in un ambulatorio veterinario, poco dopo la bestiola è deceduta. Prima di sparargli con un fucile da caccia, il suo aguzzino gli ha spezzato una zampa.“I pallini – si legge in una nota diramata, ieri mattina, dall’associazione animalista – gli hanno martoriato il corpo, danneggiando irrimediabilmente diversi organi interni. Le radiografie hanno anche riscontrato la frattura di una zampa”. Insomma, seviziato e poi freddato a fucilate. La fiducia che il cane riponeva negli esseri umani l’ha pagata a caro prezzo.
 
IL CORRIERE DELLA NOTTE
16 LUGLIO 2015
 
Roma – Cucciolo di cane torturato, ucciso e dato alle fiamme
Cane brutalmente ucciso a Villa Ada: “Il responsabile non sarà punito”

 

Non c’è il lieto fine in questa orribile vicenda, non trionfano gli eroi e non viene punito il responsabile dell’efferato gesto perché il Giudice gli ha riconosciuto la non imputabilità.
Il 13.12.2013 era stato ritrovato cadavere un piccolo cane, orribilmente torturato, ucciso e poi date alle fiamme, nei pressi della Moschea di Villa Ada, in Roma; Le guardie zoofile EARTH appresa la notizia si erano recate sul posto e ottenuto varie testimonianze di persone che, seppur non presenti all’uccisione, avevano visto aggirarsi un uomo sospetto che si accingeva ad accendere un fuoco con diversi sacchetti nel luogo dell’orribile gesto.
Nei giorni immediatamente successivi le forze dell’ordine individuavano il Sig. Andrea A. come l’autore dell’uccisione dello sfortunato animale, pertanto, il P.M. incaricato decideva di esercitare l’azione penale notificando il decreto di citazione diretta a giudizio . L’Associazione EARTH , tramite il proprio legale di fiducia Avv. Patrizia Giusti ha quindi chiesto ed ottenuto di potersi costituire in giudizio contro l’autore dell’animalicidio che aveva a suo carico diversi capi di imputazione tra cui il possesso illegale di due “Nunchaku”; minacce al pubblico ufficiale che ha effettuato il sequestro delle armi ritrovate in casa dell’imputato ; minacce di morte ad alcuni condomini; avvelenamento di acque potabili di altri condomini dello stabile in cui abitava e naturalmente del reato p.p. dall’art. 544 bis c.p., per avere,per crudeltà e/o senza necessità, cagionato la morte di un cane volpino, incendiandolo; il cui corpo carbonizzato all’atto del ritrovamento, si presentava con una catena di metallo in maglia piccola attorcigliata per circa dieci volte intorno alla vita, un pezzo di legno conficcato nella spalla e con l’interno della bocca qualcosa non meglio identificato.
“Questa mattina al Tribunale Penale di Roma si è svolto l’ultimo atto di questa orribile vicenda” Spiega Valentina Coppola presidente di EARTH,”con l’assoluzione per non imputabilità al momento dei fatti del colpevole. Non ha avuto giustizia il piccolo volpino straziato ed ucciso e speriamo di non dover sentire parlare di nuovo signor Andrea, incapace per il Giudice ma evidentemente capace di fare del male”“
 
DIRETTA NEWS
10 LUGLIO 2015
 
Cane abbandonato sotto il sole, lo adotta un carabiniere
 
Roma. Decine di passanti si sono fermati ieri mattina curiosi e commossi davanti a un’utilitaria parcheggiata davanti a piazzale Clodio, preoccupati da un cagnolino che era chiuso dentro. La calca ha fatto addirittura pensare alla presenza in zona di un ordigno. Il cucciolo era praticamente senza forze e per metterlo in salvo sono arrivati addirittura i carabinieri, che hanno aperto la portiera dell’auto, stando attenti a non danneggiarla e hanno tratto in salvo l’animale.Il maresciallo, dopo aver preso in braccio il cagnolino, lo ha abbracciato e avvolto in un asciugamani, poi ha esclamato: “Ora sei libero. E ti chiamerò Libero”. Nel frattempo alcuni curiosi si sono  preoccupati di far sorseggiare un po’ di acqua al piccolo animale. Nei giorni scorsi, un altro caso di abbandono di animale, un meticcio immediatamente soccorso da una testimone dell’accaduto, la quale successivamente ha avvisato l’associazione animalista romana Earth, che era stato letteralmente spinto fuori da un mezzo pubblico dal suo padrone.
L’ufficio legale di Earth ha fatto partire una denuncia contro ignoti, allo scopo di rintracciare l’irresponsabile proprietario del cane che ha compiuto un gesto che poteva avere conseguenze ben più gravi.
 
IL MESSAGGERO
10 LUGLIO 2015
 
Roma, donna abbandona cane in auto sotto al sole: un carabiniere lo salva e lo adotta
 
FOTO
 
GEA PRESS
10 LUGLIO 2015
 
Trento – Il cervo ancora caldo in attesa del bracconiere. Denunciati due cacciatori

 
Nella notte tra mercoledì 8 e giovedì 9 luglio, gli agenti della Forestale della Provincia di Trento, distaccamento di Fondo, in alta Val di Non, sono stati impegnati in un’azione antibracconaggio tra i boschi e le campagne al confine tra Romeno e Dambel. I Forestali dopo aver udito uno sparo, verso le 22.00, si sono appostati e hanno visto sopraggiungere un’auto proveniente dalla vicina frazione di Salter. Dal mezzo scendeva una persona che attraversava un prato immerso nell’oscurità fino a raggiungere le spoglie di un cervo ancora caldo, appena abbattuto.Gli agenti hanno quindi raggiunto il sospetto, mentre l’automobile veniva vista partire verso il vicino abitato.Tra l’erba i Forestali hanno rinvenuto un cervo maschio adulto, con i palchi (le “corna”) ancora ricoperti dal “velluto” come normale in questa stagione. L’animale era di taglia media e di buona costituzione, del peso di circa un quintale.Allertati i rinforzi da tutto il Distretto Forestale della Val di Non, è stata disposta una perquisizione nelle case dei sospettati, dove sono state rinvenute le armi che sarebbero state utilizzate per l’abbattimento. I presunti bracconieri, riporta sempre la Forestale trentina, sarebbero due cacciatori della Sezione di Romeno, già noti agli agenti per analoghi fatti occorsi passato. L’animale e l’arma sono stati sequestrati e del reato è stata data notizia alla Procura della Repubblica di Trento.La zona dove è accaduto il fatto, riferisce la Provincia di Trento, è caratterizzata da pendenze dolci dove si alternano boschi, prati e frutteti, molto favorevole alla vita degli animali selvatici, ma anche al bracconaggio a causa della fitta rete di strade e stradine che la attraversano. Per tale motivo l’attività degli agenti del Corpo Forestale Trentino assieme ai Custodi Forestali Comunali è spesso rivolta a sorvegliare proprio l’area di Romeno e dei comuni limitrofi.
 
NEL CUORE.ORG
10 LUGLIO 2015
 
CERVO ABBATTUTO IN ALTA VAL DI NON: INDIVIDUATI I RESPONSABILI
Scoperti dai forestali tra Romeno e Dambel
 
Azione di anti-bracconaggio da parte dei forestali di Fondo, in alta Val di Non, nei boschi e le campagne al confine tra Romeno e Dambel, in provincia di Trento. Nella notte tra mercoledi' 8 e giovedi' 9 luglio, dopo aver sentito uno sparo si sono appostati e hanno visto sopraggiungere un'auto da cui e' scesa una persona che ha attraversato un prato fino a raggiungere un cervo maschio adulto appena abbattuto. Gli agenti hanno quindi raggiunto il sospetto mentre l'auto si e' allontanata. I forestali hanno, quindi, effettuato una perquisizione nelle case dei sospettati, dove sono state trovate le armi utilizzate per l'abbattimento. I presunti bracconieri - informa la Provincia - sono due cacciatori della Sezione di Romeno, gia' noti agli agenti per analoghi fatti avvenuti in passato.
 
ANSA
10 LUGLIO 2015
 
Cane intrappolato laghetto, salvato vvf
A Ponsacco: bloccato tra vegetazione non riuscire tornare sponda

 
PONSACCO (PISA), 10 LUG - Intrappolato nella vegetazione di un laghetto a Ponsacco, un cane è stato salvato stamani dai vigili del fuoco. L'animale, un setter, intorno alle 7.15 era a passeggio col padrone nella zona dell'ex fornace, quando è entrato in acqua: rimasto intrappolato nella vegetazione lacustre non riusciva più a raggiungere la sponda.  Il suo padrone ha chiesto aiuto al 115 che ha inviato una squadra per il soccorso acquatico: in pochi minuti i vigili del fuoco hanno riportato a riva il cane.
 

IL TIRRENO

10 LUGLIO 2015
 
L'Enpa: "E ora il sindaco Ortelli chieda scusa a questo animale" L'associazione ambientalista da anni denuncia la mancanza di un ambulatorio veterinario al Giglio

 
di Francesca Ferri
 
GROSSETO. «E ora il sindaco Sergio Ortelli, che mi accusò di cercare visibilità quando denunciai la mancanza di un veterinario al Giglio, chieda scusa. Non a me, ma a questo cane». Marlena Giacolini, presidentessa provinciale dell’Enpa, parla di una morte annunciata.
Sono anni che la battagliera paladina degli animali denuncia la mancanza di un’assistenza veterinaria al Giglio. L’ultima volta è stata nell’agosto del 2013. Un gatto finì sotto una macchina al Giglio e si ferì alle zampe. Alcuni turisti lo soccorsero e cercarono invano un veterinario. Giacolini non si limitò a denunciare il caso pubblicamente, ma lanciò una campagna di boicottaggio dell’isola, accusando l’amministrazione comunale di essere incapace di fornire i servizi necessari ai cittadini.«Come si può andare in vacanza col proprio animale in un posto dove, se si sente male, nessuno lo cura?», chiese allora Giacolini. Parole che oggi ghiacciano il sangue nelle vene. Il sindaco Ortelli replicò che al Giglio c’erano difficoltà ad avere medici «anche per i cristiani» e la accusò di cercare solo visibilità, invitandola a chiedere scusa
 
REDATTORE SOCIALE.IT
15 LUGLIO 2015
 
Animali, petizione per aprire una clinica veterinaria all’isola del Giglio
A lanciarla il sito firmiamo.it dopo che, nei giorni scorsi, il cane di una turista è morto in seguito a un attacco cardiaco che nessuno ha potuto fermare data l’assenza di ambulatori per animali sull’isola
 
FIRENZE – Una petizione on line per portare una clinica veterinaria all’isola del Giglio, dove non ci sono centri clinici destinati agli animali e dove nei giorni scorsi questa mancanza è stata fatale per il cane di una turista, deceduto dopo ore di agonia in seguito a un attacco cardiaco che nessuno ha potuto fermare o quanto meno lenire.
A lanciare la raccolta firme è il dito firmiamo.it, che chiede all’amministrazione comunale dell’Isola del Giglio di dotarsi di un servizio veterinario per i turisti e per i residenti. Qui la petizione“Come possiamo andare in vacanza con il nostro animale in un posto in cui, qualora si sentisse male, nessuno lo può curare? Tutto questo è inammissibile – è scritto nella petizione - Un luogo così turistico, uno dei centri più belli della Toscana, è un posto pericolosissimo per gli animali che, in caso di necessità, non possono essere aiutati in alcun modo”.
PETIZIONE
 
LA ZAMPA.IT
10 LUGLIO 2015
 
Le regole per scegliere la pensione per cani e gatti
L’importante è permettere agli animali domestici di adattarsi
 
Cristina Insalaco
 
TORINO Come scegliere la pensione giusta per Fido? Con l’arrivo delle vacanze estive sono molti i torinesi che per i motivi più svariati non potranno trascorrere le ferie insieme al proprio animale domestico. Ma bisogna valutare bene il luogo nel quale lascerete il vostro cane, gatto o pappagallo, perché non sempre le strutture che li ospitano sono affidabili o autorizzate. E può capitare che Fido torni a casa con un virus, o con qualche ferita che non è stata curata durante la vostra assenza.
La visita
«Prima di tutto andate a vedere la pensione di persona, non fidatevi delle foto su internet- dice Marco Bravi, responsabile Enpa di Torino -. I titolari vi devono chiedere il libretto sanitario dell’animale, facendovi numerose domande sulla sua salute, sul carattere o eventuali problemi comportamentali. Più grandi sono i box e meglio starà il vostro cucciolo, diffidate delle mangiatoie automatiche, e preferite le strutture nelle quali ci sono aree per correre liberi ed è presente un veterinario». In più, state attenti alla pulizia e allo stato di benessere degli altri ospiti.
La prova
Se potete, prima di partire per il mare portate il cane in rifugio per un giorno di prova. «Soprattutto se non è mai stato in canile, o in passato ha vissuto il trauma dell’abbandono, è molto utile che Fido trascorra una giornata e una notte di “inserimento”», dice Roberto Giachino, titolare della «Casa del Cane» di Moncalieri. Già, perché il rischio per gli animali è che soffrano d’ansia e solitudine, o si sentano abbandonati dal padrone. «Noi preferiamo riservare ad ogni cane, gatto o furetto, un box singolo – dice Fiorella Meina, della pensione “Mein Staffi” di Cumiana – e per ognuno scegliamo i giochi e le attività che preferiscono». Al rifugio di Cavour la dieta è personalizzata: «i quattro zampe non perdono le proprie abitudini e fanno passeggiate e corse almeno due volte al giorno», spiega Elena Mazzocco. Il costo medio? Dai 10 ai 20 euro giornalieri. A Milano, per tranquillizzare gli umani, ci sono pensioni con le telecamere sui quattro zampe, che in diretta streaming filmano ogni spostamento, 24 ore su 24. A Torino non ancora, ma qualche rifugio si sta già organizzando.
 
CORRIERE.IT
10 LUGLIO 2015
 
Spagna: provoca un toro e viene incornato
È successo a Pamplona, durante la festa di San Firmino
 
Una scena terribile durante le celebrazioni in onore di San Firmino a Pamplona: un giovane affronta un toro, le cui corna reggono due fiaccole accese. Ma quando l'animale carica, lui non riesce a sfuggirgli e viene scaraventato per aria.
VIDEO
 
NEL CUORE.ORG
10 LUGLIO 2015
 
USA, UCCIDE LUPO GRIGIO RARO MA SE LA CAVA: "PENSAVA FOSSE UN COYOTE"
L'agenzia federale americana ha "salvato" l'uomo
 
Un cacciatore dello Utah, negli Stati Uniti, che ha ucciso il primo lupo grigio visto vicino al Grand Canyon in settant'anni, non sarà incriminato perché pensava di uccidere un coyote. Lo ha annunciato lo US Fish and Wildlife. L'indagine dell'agenzia federale ha concluso che il cacciatore non ha intenzionalmente sparato al lupo, protetto nello Utah secondo l'Endangered Species Act. L'uomo, il cui nome non è stato reso noto, ha commesso il suo errore dopo aver visto l'animale morto e immediatamente ha segnalato la situazione alle autorità, stando a quanto si legge in un comunicato stampa. Nello Utah, invece, chiunque può cacciare coyote.
La femmina di lupo di tre anni - chiamata "Echo" dopo un concorso per studenti a livello nazionale - ha catturato l'attenzione degli avvocati della fauna selvatica in tutta la contea, perché era così raro vedere l'animale vicino al Grand Canyon. L'animale è stato ucciso nel mese di dicembre nello Utah meridionale. Il Fish and Wildlife Service ha fatto il test del Dna per confermare che il lupo fosse quello visto girare nei pressi del Grand Canyon nella vicina foresta all'inizio di quell'anno. I funzionari dell'agenzia federale hanno fatto sapere nel comunicato che il caso rappresenta un buon promemoria, perché tutti i cacciatori dovrebbero "identificare il loro obiettivo prima di premere il grilletto".
 
LA ZAMPA.IT
10 LUGLIO 2015
 
Il Messico dice stop agli animali esotici al circo
Entra in vigore una legge che vieta gli spettacoli che coinvolgono specie selvagge, ma è subito polemica
 
Niente più animali esotici al circo. È entrata effettivamente in vigore la decisione presa dal Governo messicano l’anno scorso per tutelare degli esemplari selvaggi, Ma non tutti sono d’accordo, a partire da chi con quegli animali ci ha lavorato e che, oltre al danno economico, teme che possano avere un destino ben diverso da una vita migliore. «Elefanti, leoni e cammelli spesso eseguono le loro performance per paura di quello che accadrebbe se non lo facessero», sostiene il Congresso, ma i circensi non perdono tempo per contrattaccare: che fine faranno gli animali quando non potranno più vivere con i loro proprietari e lavorare come sono sempre stati abituati a fare? Il Governo, da parte sua, assicura che gli animali verranno sistemati in strutture di alto livello e alcuni zoo si sono già resi disponibili ad accogliere alcuni esemplari.  Gli artisti temono però che gli animali finiscano in condizioni peggiori di quelle in cui hanno vissuto fino a oggi e molti si rifiutano di vendere i loro “colleghi” a sconosciuti, pensando in alcuni casi di ricorrere all’abbattimento pur di non condannarli a un destino triste, se non del tutto ignoto. Accanto all’elevato numero di esemplari che si troveranno improvvisamente senza casa e senza proprietario, c’è da considerare anche la forte richiesta di specie esotiche da parte del mercato nero per il commercio in tutto il mondo.Mantenere una tigre inoltre può costare anche 270 euro al giorno (spese veterinarie escluse), stima un domatore: una cifra non indifferente che non tutti possono permettersi di affrontare.
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ASKA NEWS
10 LUGLIO 2015
 
La carne fa male, la Francia prova a convertirsi ai veggie-burger
La macelleria che vende solo hamburger di soia, piselli e grano
 
Roma, (askanews) - Difficile per i francesi rinunciare alla carne, anche quando si tratta di un classico hamburger, il tipico cibo da fast-food o da mangiare per strada. Se in molti posti del mondo, persino in Scandinavia e in California, patria di bistecche-doc, si iniziano ad apprezzare e a diffondere sempre di più quelli vegetariani, in Francia non è ancora così.Ma alcuni ristoranti e macellerie, come la "Boucherie Vegetarienne" stanno provando a cambiare le tradizioni. Qui si vendono hamburger senza carne: di soia, di grano, piselli: veggy-burger per tutti i gusti. "Mangiare carne non fa bene - dice un cliente - non si sa mai cosa si sta mangiando, che carne è, ci può essere di tutto dentro. Qui vado sul sicuro: so cosa sto mangiando, il sapore è buono ed è simile alla carne".Il proprietario della macellaria è convinto dei suoi prodotti:"Va bene mangiare carne ogni due settimane, gli altri giorni meglio trovare dei sostitutivi. Se proprio non si può farne a meno meglio ridurre il consumo al minimo, sarà anche un contributo alla riduzione dei gas serra".La soia è ricca di proteine, non come la carne, ma in quantità sufficiente per l'organismo, assicura la presidentessa dell'associazione dei vegetariani di Francia Elodie Vieille Blanchard.Ma in Francia prodotti vegetariani iniziano a trovarsi anche al supermercato. Segno che il vento sta cambiando. Per ora non sono economici, ma in futuro se dovessero prendere piede potrebbero arrivare a competere con i classici hamburger.
 
LA ZAMPA.IT
10 LUGLIO 2015
 
Il gatto a sei zampe Pauly verrà operato per tornare a camminare
 
Claudia Audi Grivetta
 
No, non state avendo un’allucinazione. Il gatto che vedete nelle foto ha davvero sei zampe. Si chiama Pauly, vive nella città canadese di Edmonton ed è affetto da una patologia che colpisce un gatto su diecimila.Pauly è stato ritrovato nella parte sud ovest della città alla fine di aprile. Alcuni abitanti lo hanno aiutato e curato poi ad inizio giugno, quando il micio ha mostrato evidenti difficoltà nella deambulazione, hanno deciso di contattare l’associazione animalista Little Cats Lost che lo ha subito accolto. Così ha avuto inizio il suo percorso verso la chirurgia, che è l’unico modo per Pauly di tornare a zampettare. Per ora è stato due settimane nella clinica veterinaria del dottor Mahmoud Tamer e ha avuto modo di imparare a fidarsi del personale del Oxford Animal Hospital prima che i suoi interventi abbiano inizio. Subito Pauly si è dimostrato molto timido. «E’ destinato a finire in una casa tranquilla con persone comprensive – spiega Virginia di Little Cats Lost. Ha bisogno solo bisogno del giusto supporto, poi potrà essere un ottimo compagno per la sua famiglia adottiva». La particolarissima situazione di Pauly non rappresenta una novità solo per i volontari di Little Cats Lost, ma anche per il dottor Tamer. E’ infatti la prima volta che si prepara ad intervenire su un caso complesso e raro come quello di Pauly. «Questo caso è molto raro – spiega. E’ probabile che dentro l’utero della madre ci fossero due gattini, e che uno abbia assorbito l’altro. Ecco perché questo gatto ha sei zampe».  Pauly è un gatto che vive in questa situazione dalla nascita, circa sette anni fa. Secondo il dottor Tamer non sarebbe in grado di vivere ancora a lungo senza chirurgia perché la qualità della sua vita è sempre più compromessa. Pauly, infatti, non ha solo due gambe in più del necessario, ma anche una displasia dell’anca e un testicolo asceso. Avrà bisogno di tre operazioni in tutto, il cui costo complessivo si aggira sui 2 mila dollari (circa 1800 euro). Così la Little cats Lost ha avviato una campagna di raccolta fondi online che è già arrivata a superare il costo degli interventi. Inoltre, chi lo desidera, può seguire il percorso del micio Pauly sulla pagina Facebook a lui dedicata .
FOTO
 
HUFFINGTON POST
10 LUGLIO 2015
 
Per salvare un cane chiuso in auto, puoi spaccare i finestrini: la legge del Tennessee in difesa degli animali
 
Una legge è entrata in vigore nel Tennessee a partire dal 1 luglio. Chiunque vorrà irrompere in un auto per salvare gli animali sarà esente dalla responsabilità civile. Fortemente voluta dagli animalisti, la legge HB537, è la prima del suo genere nel paese americano. "L' ASPCA (Associazione americana per la salvaguardia degli animali) sostiene fortemente gli stati che danno la possibilità alle persone di intervenire per proteggere gli animali che soffrono perché lasciati incustoditi nelle automobili" ha detto Chloë Waterman senior manager dell'Associazione. A spiegare nel dettaglio la nuova legge è stato il capo dei vigili del fioco della città si Nashville, Mike Franklin.
"Se si agirà ragionevolmente, nessuno avrà colpa se salverà la vita di un animale"La determinazione parlamentare del repubblicano David Hawk ad approvare questa normativa, è scaturita da due episodi precedenti purtroppo non andati a buon fine. La polizia ci ha impiegato troppo tempo, ed un cane è morto, mentre il secondo è rimasto gravemente ferito. "In pochissimi minuti un cane chiuso in auto può rischiare la vita. Ad esempio se ci sono 38 gradi all'esterno, la temperatura in un auto può raddoppiare, anche se con i finestrini aperti"."Cosa si può fare?" In America non tutti gli stati consentono la possibilità di intervenire, sicuramente questa legge rappresenta un passo in avanti. Generalmente, rompere un finestrino è concesso solo alle forze dell'ordine, ma se siete in Tennessee e disponete di un martello allora siete autorizzati a farlo!Questo post è stato pubblicato per la prima volta su The Huffington Post U.S. ed è stato poi tradotto dall'inglese da Alessandra Todisco.
 
LA ZAMPA.IT
11 LUGLIO 2015
 
In Tennessee si può rompere il vetro di un’auto per liberare un cane
Nello Stato americano una nuova legge permette alle persone di intervenire per salvare gli animali al caldo all’interno dei veicoli
 
È entrata in vigore il 1 luglio la legge HB 537 ed è la prima del suo genere in tutti gli Stati Uniti d’America: con un’estensione della “Good Samaritan Law”, il Tennessee cancella il reato compiuto da chi dovesse ricorrere alle maniere forti per salvare un animale lasciato in balia del caldo all’interno di un’auto.Il parlamentare repubblicano David Hawk si è mostrato molto determinato in seguito a episodi finiti tragicamente: chiusi nella macchina cocente dei loro proprietari, un cane è morto e un altro è rimasto gravemente ferito a causa del ritardo delle forze dell’ordine. Si è perciò rivelato fondamentale abilitare i civili a intervenire per evitare futuri casi simili, autorizzandoli anche a rompere i finestrini dell’auto e tutelandoli poi dal punto di vista legale. «Agendo ragionevolmente- spiega il capo dei vigili del fuoco di Nashville Mike Franklin - nessuno avrà colpa se salverà la vita di un animale», anche se per farlo dovrà rompere i finestrini della macchina-forno. Il sostegno nei confronti degli eroi degli amici a quattro zampe e «degli Stati che danno loro la possibilità di intervenire» arriva anche da parte dell’American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (ASPCA), come dichiara il senior manager Chloë Waterman.  La temperatura dell’abitacolo sale rapidamente, in alcuni casi fino a raddoppiare, e anche pochi minuti potrebbero essere fatali per chi si trova chiuso all’interno dell’auto. Non in tutti gli Stati americani è presente una legge come la HB 537 e solo le forze dell’ordine possono rompere i vetri delle macchine senza correre il rischio di essere denunciati dai proprietari: permettere alle persone di intervenire equivale dunque a renderle più sicure e pronte ad agire e rappresenta una speranza per molti animali.
 
NEL CUORE.ORG
10 LUGLIO 2015
 
GB, PAUL MC CARTNEY E BRIAN MAY IN CAMPO CONTRO CACCIA ALLA VOLPE
Condannata la proposta del partito conservatore
 
L'ex Beatles Paul McCartney, da sempre schierato in prima fila per i diritti degli animali, ha condannato la proposta avanzata dal partito conservatore britannico di ristabilire la caccia alla volpe con mute di cani in Inghilterra e Galles, sottolineando che questa pratica e' crudele e non sara' sostenuta dalla gente. Sulla stessa linea lo storico chitarrista dei Queen, Brian May, che ha duramente criticato la proposta, dicendo che non c'e' alcuna giustificazione per la caccia alla volpe. La legge sulla caccia, introdotta dai laburisti nel 2004, ha bandito l'uso di cani per cacciare i mammiferi selvatici, tra cui le volpi, in Inghilterra e Galles.
 
ANSA
11 LUGLIO 2015
 
Uccisi tre cani da caccia a bastonate
Atto intimidatorio nella notte a Narbolia, indagano carabinieri
 
SARDEGNA - ORISTANO - Tre cani da caccia uccisi a bastonate e cento presse di foraggio bruciate. E' il bilancio di un atto intimidatorio messo a segno durante la notte a Narbolia ai danni di un operaio del paese. Il fatto è avvenuto in località Zinnigas all'interno di un terreno agricolo recintato. I responsabili hanno tagliato la rete e una volta all'interno della proprietà hanno ucciso i cani e dato fuoco al foraggio. Il rogo è stato spento dal Servizio antincendio regionale. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri che hanno avviato le indagini. Carabinieri all'opera anche ad Arborea per individuare il responsabile dell'attentato incendiario che ha danneggiato il cofano motore della Hyundai di una impiegata. A spegnere le fiamme, limitando i danni, è stato il marito dell'impiegata. I militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Oristano hanno trovato sul posto una bottiglia con residui di benzina.
 
LA NUOVA SARDEGNA
11 LUGLIO 2015
 
Narbolia, bruciate cento balle di fieno e ammazzati tre cani da caccia
Pesante avvertimento nella notte ai danni di un operaio
 
NARBOLIA (OR). Pesante avvertimento, quasi in stile mafioso, ai danni di un operaio. Durante la notte tra venerdì 10 e sabato 11 luglio, un incendio doloso ha mandato in cenere cento balle di fieno che l'operaio custodiva in un terreno nella località Zinnigas.
Non paghi di questo, gli attentatori, che erano entrati nel terreno dopo aver divelto la recinzione, hanno poi proseguito la loro opera compiendo un gesto crudele. Si sono infatti diretti verso il ricovero dove erano custoditi alcuni cani da caccia. Utilizzando un bastone ne hanno impietosamente ammazzato tre.Poco dopo l’incendio è stato spento da personale del Servizio Antincendio Regionale, intervenuto unitamente ai Carabinieri della Stazione del paese. Sono intanto iniziate le indagini per arrivare ai responsabili.
 
LEGGO
11 LUGLIO 2015
 
"Quegli animali mi danno il tormento" e uccide i sette gatti della figlia
 
di Carmela Santi
 
VALLO DELLA LUCANIA (SA)- Massacro di gattini. Anziano uccide i gattini della figlia.
Va al supermercato, compra della carne macinata e si vanta di dover andare a casa ad uccidere i gattini delle figlia perché "gli danno il tormento, deve liberarsene". Subito scatta il tam tam. Gli altri clienti presenti al supermercato informano una locale associazione animalista . I volontari raggiungono l'abitazione dell'uomo. Sotto casa e nel giardino trovano agonizzanti sette gattini. Arrivano i carabinieri che fanno intervenire i veterinari dell'Asl. Fino a notte inoltrata i volontari e i medici tentano di salvare qualche gattino. Qualche piccolo viene soppresso, è troppo grave. Altri erano già morti all'arrivo dei carabinieri. L'uomo ammette davanti alla figlia e alla moglie di aver ucciso già altri gattini. Per lui è pronta la denuncia. Ha commesso un reato penale. L'associazione tramite i propri legali presenterà una querela.
 
LA CITTA’ DI SALERNO
11 LUGLIO 2015
 
Legato e abbandonato Cane sviene per il caldo
I vigili di Eboli salvano l'animale dopo la segnalazione di alcuni cittadini di Antonio Elia
 
 
EBOLI (SA). Un cane di razza bulldog di 5 anni è stato salvato dagli agenti della polizia locale di Eboli.  L'animale era stato attaccato con una catena ad una panchina all'interno del complesso scolastico Pietro da Eboli nella parte in uso a una palestra. Proprio alcuni atleti della palestra hanno notato che l'animale era svenuto mentre cercava di riparsi dal caldo. Pare che l'animale sia stato attaccato la notte precedente e abbia trascorso l'intera giornata al sole senza neanche un po' di ombra.Gli atleti lo hanno prima bagnato e poi dissetato e sfamato. Poi hanno chiamato i vigili che lo hanno trasportato dal veterinario Alfonso Bisogno. Volontariamente gli ha prestato le cure che gli hanno salvato la vita. Sull'animale sono stati rinvenuti segni di violenza, con gravi problemi di vista. Inoltre era disidratato e denutrito. Ora gli agenti del comandante Cosimo Politica lo hanno affidato ad una famiglia che lo ha adottato e che era già in possesso di uno stesso esemplare femmina.Tramite il microchip si è appurato che l'animale era stato sottratto da un giovane ad un'associazione animalista. La polizia locale è  sulle sue tracce per identificarlo e denunciarlo per abbandono e maltrattamento di animali.
 
ANSA
11 LUGLIO 2015
 
Cagnolino maltrattato, due denunce
L'animale affidato all'Enpa e curato

 
(ANSA) - FAENZA (RAVENNA), 11 LUG - Due uomini di 61 e 37 anni sono stati denunciati dai carabinieri a Faenza per maltrattamento di animali. I militari intervenuti nell'appartamento dei due per una lite hanno trovato il cagnolino tremante e con una ferita. L'animale era stato affidato temporaneamente ai due da un'amica. Il cagnolino è stato affidato all'Enpa che si è adoperata per il trasferimento in una clinica veterinaria. Ora sta bene ed è in un canile in attesa del nullaosta della per la restituzione alla padrona.
 
GEA PRESS
12 LUGLIO 2015
 
Week end di terrore – Dallo yorkshire tra i fumi d’alcol, all’annuncio di uccisione gattini

 
Un intervento dei Carabinieri di Faenza (RA) maturato a seguito di una segnalazione. Una lite, sulla quale, ad elevare i toni, potrebbe avere contribuito un eccesso di alcol. Una volta entrati nella casa i Carabinieri hanno però rinvenuto  una cagnolina rannicchiata su un divano. I militari, non convinti delle giustificazioni fornite sul presunto carattere schivo del cagnolino, si sono così accorti di macchioline di sangue sul divano. Sul dorso era infatti presente una ferita ancora sanguinante. Ancor meno convinti dell’ulteriore giustificazione, ovvero di un incidente di gioco con altri cani, i Carabinieri hanno fatto intervenire un Veterinario ASl, che ha provveduto alla saturazione della ferita.La cagnolina è stata trasferita nel canile dell’ENPA, mentre  i due dovanno rispondere del reato contestato, ovvero quello di maltrattamento di animali. I Carabinieri hanno invitato i cittadini a denunciare gli abusi sugli animali comunicando tempestivamente al 112 i casi di maltrattamento o incuria.Secondo quanto riportato dall’ENPA di Faenza, la cagnolina avrebbe  una frattura al processo spinoso e una ferita lacero contusa.  I fatti, resi noti oggi, sono avvenuti alcuni giorni addietro. L’ENPA, allertata dai Carabinieri, era presenta al momento del sopralluogo. La cagnolina si sarebbe inoltre presentata in cattive condizioni generali e il pelo rado e stopposo.  Anche la Protezione Animali ha annunciato denuncia.Ad Eboli (SA), è invece intervenuta la Polizia Locale che ha provveduto al ricovero di un povero cagnolino legato ad un panchina sotto il sole cocente, tanto da perdere i sensi. Il cagnolino, così come riportato dai giornali locali, sarebbe stato sottoposto a violenza. Dal microchip è stato  possibile risalire alla persona alla quale era stato sottratto.Sempre in provincia di Salerno, nei pressi di Vallo di Lucania, i Carabinieri hanno provveduto a denunciare un uomo accusato di avere tentato di uccidere dei gattini. Sembra che lo stesso sia stato notato vantarsi dello scellerato proposito e la notizia, subito veicolata in ambienti animalisti, è stata comunicata ai Carabinieri. All’arrivo dei militari, i gattini sarebbero stati trovati agonizzanti.
 
LA STAMPA
11 LUGLIO 2015
 
I vigili del fuoco salvano un cane chiuso nell’auto
L’intervento nel parcheggio dell’ospedale: il proprietario era andato a salutare un ammalato e aveva lasciato l’animale nella vettura, ma il gran caldo rischiava di ucciderlo
 
Andrea Formagnana
 
BIELLA  Lascia il cane chiuso nell’abitacolo della sua auto per recarsi in visita ad un ammalato in ospedale. È successo nel pomeriggio. A liberare l’animale ci hanno dovuto pensare i vigili del fuoco. Un passante ha notato la povera bestiola all’interno del veicolo in precarie condizioni di salute e ha lanciato l’allarme. Il caldo rischiava di ucciderla. Sul posto sono prima intervenuti i carabinieri e poi i vigili del fuoco. Nel frattempo è stato rintracciato anche il proprietario del cane che ora rischia una denuncia.
 
CORRIERE.IT
11 LUGLIO 2015
 
Sam e gli altri, storie di gatti e cani sopravvissuti
I volontari dell’Enpa insieme alla Protezione Civile hanno salvato molti cuccioli. Tanti altri non ce l’hanno fatta
 
VENEZIA Basta il ritrovamento di un gattino o la liberazione di un cane dalle macerie ad alimentare la speranza dopo il tornado che mercoledì ha devastato la Riviera del Brenta. Ha buttato giù le case, ma non gli animi. Sono tantissimi, infatti, i volontari che in queste ore stanno dando una mano alla protezione civile per far tornare Mira, Dolo e Cazzago il prima possibile alla normalità. E lavorando fra le macerie a volte arrivano anche piacevoli sorprese: «Eravamo a Sambruson, in via Carrezzioi, a tirar su cocci e mattoni, travi e rami da un campo e a un certo punto abbiamo trovato una gattina. Sembrava morta ma poi ci siamo accorti che respirava lentamente. L’abbiamo messa in una scatola e l’abbiamo portata su un furgoncino. Abbiamo provato a darle acqua ma non beveva, era immobilizzata. Allora le abbiamo immerso il musetto nella ciotola e ha cominciato a bere» racconta Marco, uno dei tanti giovani volontari. «Poi l’abbiamo portata all’Enpa di Mira – continua Marco - e non appena siamo entrati, forse sentendo l’odore degli altri animali, ha cominciato a miagolare e si è rianimata». E’ una gattina nera con una piccola macchia bianca sulla zampa posteriore ed è incinta, come confermano i volontari dell’Enpa: «La gattina è stata ricoverata in clinica, ma i piccoli sono morti. Questa mattina è stata operata, è in gravi condizioni e non sappiamo se ce la farà. Incrociamo le dita perché tutto proceda al meglio» spiega Roberto Martano Enpa di Mira. Anche dalle macerie di Villa Fini a Dolo, la casa che è diventata il simbolo di questa tragedia, venerdì mattina alle ore 12 è sbucato vivo, anche se terrorizzato, Sam il micio di casa. Alcune foto postate su Facebook raccontano invece di una cagnolina liberata dai rottami di una macchina, che probabilmente le ha salvato la vita. Video, storie e foto di questi forti, anche se quanto mai spaventati, amici a quattro zampe stanno facendo il giro del web. Come quella dei due gattini appena nati ed estratti vivi dalle macerie che la pagina «4 zampe in Riviera» ha postato sul social network: «Queste creature sono state salvate ieri dalle macerie. Il tornado li ha lasciati orfani. Li stiamo accudendo e dobbiamo sperare che ce la facciano!» scrivono su «4 zampe in Riviera». In molti, purtroppo, sono stati meno fortunati. Sono tanti, infatti, gli animali, principalmente gatti, che sono stati trasportati via dal vento e non ce l’hanno fatta. «Poco prima di trovare la micia incinta abbiamo trovato un altro gatto morto» racconta ancora Marco. Un primo soccorso è stato pensato anche per gli animali, i volontari dell’Enpa di Mira infatti hanno offerto immediatamente la loro disponibilità: «L’8 sera stati chiamati non appena sono cominciati i soccorsi perché alcune famiglie rimaste senza tetto avevano difficoltà a gestire i cani e ci hanno chiesto aiuto per trasferirli, per ospitarli per la notte e per dare loro del cibo», racconta Roberto Martano. «Probabilmente molte richieste arriveranno in questi giorni perché alcuni animali saranno scappati al momento del disastro – continua il volontario dell’ Enpa -. Noi diamo la disponibilità per ospitare gli animali feriti ma anche per tenere quelli di chi non ha l’alloggio. Ora organizzeremo dei punti di alimentazione per i gatti e chiunque voglia dare una mano può fare una donazione in cibo». L’Enpa di Mira si mette, dunque a disposizione per aiutare animali feriti o dispersi. Il numero del rifugio è 3476455649.
FOTO
 
IL SECOLO XIX
11 LUGLIO 2015
 
Ecco le storie dei cani fedeli

 
Rossella Galeotti
 
Camogli  (GE)- Caron Dimonio e Marylin sono tra i finalisti del 54° Premio Fedeltà del Cane 2015, in scena a San Rocco il 16 agosto, organizzato dall’associazione per la Valorizzazione turistica della frazione. Prende forma la lista degli angeli a quattrozampe che saliranno sul palco.Caron Dimonio è un cucciolo di siberian husky che ha salvato il padrone, Filippo Cattaneo, 65 anni, e il figlio, Rodolfo, da un incendio. È stato Caron, racconta Filippo, che vive a Pontremoli dove ha un allevamento di husky e, dove, nel 2007, ha aperto un agricampeggio, a dare l’allarme. «Era in casa con noi perché doveva essere preso da una famiglia – racconta Filippo - È successo a marzo, di notte. Caron aveva tre mesi. A un certo punto ha cominciato a saltare sul letto e a tirarmi. Sono uscito: la parte esterna della casa aveva preso fuoco. Sono corso a svegliare mio figlio. Abbiamo chiamato i vigili del fuoco». Caron è rimasto con Filippo e Rodolfo: «È grazie a lui se ci siamo salvati», dice Filippo, che è anche autore di libri sui cani.Anche Rossella Tassinari, sociologa di Molini di Triora, sarà sempre grata a Marylin, una cagnolina fantasia di Palo del Colle che aveva adottato grazia alla onlus Ada-Amici degli animali. Purtroppo Marylin ora non c’è più e il riconoscimento di San Rocco sarà per onorare la sua memoria di cane-eroe perché aveva salvato Rossella da una grave situazione di pericolo, facendola allontanare pochi attimi prima che un ponte sul torrente Argentina venisse sommerso da un’esondazione.
 
CORRIERE.IT
11 LUGLIO 2015
 
«Chi è il bastardo?», lo sguardo dei cani contro l’abbandono
 
di Emanuele Breccia
 
FOGGIA  – «Chi è il bastardo?». E’ la domanda che rincorre l’aggettivo con cui i cani abbandonati sembrano interrogare i loro proprietari. Quelli che senza scrupoli hanno deciso di lasciarli lungo le strade della provincia di Foggia. Abbandonati, picchiati, scaraventati nei burroni e, in tanti casi, stritolati dalle ruote delle automobili in corsa. Un trend che non conosce arresti. In inverno così come in estate la media degli animali ritrovati è sempre piuttosto alta. Per questo, c’è bisogno di sensibilizzare, di puntare il dito, di offendere anche. E lo spot «Chi è il bastardo?» viaggia in questa direzione.
IL FENOMENO DEGLI ABBANDONI
La particolare iniziativa dal forte impatto comunicativo è stata realizzata a Foggia dall’Istituto Europeo Pegaso in collaborazione con l’associazione Guerrieri con la Coda – Guardie eco-zoofile Endas per riflettere sul triste fenomeno degli abbandoni di cani e gatti. Anche perché secondo l’Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) nei primi tre mesi del 2015 sono stati 4.300 gli animali lasciati in strada come se fossero dei pacchi postali. «Ci sono giorni in cui tra segnalazioni o pattugliamenti troviamo anche quattro cani abbandonati lungo le strade della Capitanata. Al momento, venti animali sono ospitati nel nostro rifugio, altri venti distribuiti nelle abitazioni di volontari e amici. Ma per tutti, cerchiamo di trovare una soluzione stabile attraverso l’adozione nelle famiglie». Anna Rita Melfitani è la presidentessa dell’associazione Guerrieri con la Coda e comandante provinciale delle Guardie eco-zoofile Endas. Ogni giorno, insieme ad altri volontari, vive il dramma di dover recuperare cani o gatti nei luoghi più impensabili e nelle condizioni peggiori.
UNO SPOT PER SENSIBILIZZARE
L’ultimo caso è quello della cagnolina che l’associazione ha voluto chiamare Grazia. «L’abbiamo trovata in un burrone, senza un occhio, con la mandibola rotta e ricoperta di catrame. Grazie all’intervento dei veterinari Pietro Dicesare e Danila Desantis la vita di Grazia non è più in pericolo. Non ci manca la forza di combattere che ci manca, ma abbiamo il cuore stanco, affaticato dal dover assistere quotidianamente a scene come queste». Di qui, l’idea maturata in sinergia con Domenico Di Conza, Direttore Generale dell’Istituto Pegaso, di montare un video in cui lo sguardo dei cani abbandonati sembra guardare negli occhi il padrone che gli volta le spalle per urlargli contro «Chi è il bastardo?». Nel frattempo, l’associazione prosegue le sue attività in assoluta autonomia ed indipendenza, con la necessità e la fatica di dover far quadrare i conti per continuare a poter accogliere gli animali nel rifugio e garantire le cure sanitarie. «Non abbiamo mai avuto aiuti dall’Amministrazione Comunale – rileva Melfitani – per questo chiediamo al sindaco di Foggia di valorizzare tutte le realtà associazione che si impegnano concretamente in favore degli animali per continuare a prenderci cura di loro nel miglior modo possibile».
VIDEO
 
NEL CUORE.ORG
11 LUGLIO 2015
 
TRAFFICO DI SPECIE PROTETTE, L'UE ADERISCE AL CITES E ANNUNCIA UN PIANO D'INTERVENTO
 
L'Unione europea si prepara a sferrare l'attacco contro il traffico illegale di avorio, corni di rinoceronti, pellami e legnami protetti, oltre che animali selvatici. Un mercato che secondo il Wwf alimenta un giro d'affari a livello mondiale di 23 miliardi di dollari l'anno, cioe' il quarto dopo droga, armi ed esseri umani. "Abbiamo deciso di preparare un piano d'azione Ue contro il traffico di specie selvatiche" ha annunciato il commissario europeo all'ambiente, Karmenu Vella, in occasione dell'ingresso dell'Ue come 181/o membro della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate (Cites). "Con questo piano d'azione, che dovrebbe entrare in vigore nel 2016 - ha assicurato Vella - intendiamo rendere il nostro approccio contro il traffico di specie selvatiche piu' fermo ed efficiente, sia a livello interno sia a livello internazionale", coinvolgendo tutte le parti in causa: esperti nel campo ambientale, polizia, dogane e pubblici ministeri, diplomazie. Secondo l'ultimo rapporto della Born Free Foundation, l'Unione europea e' "una fonte significativa, punto di transito e principale destinazione per diversi prodotti del traffico illegale di specie selvatiche". La conferma arriva dalla maxi-operazione internazionale Cobra III che nel giugno scorso in Europa ha portato al sequestro di oltre 11.000 esemplari morti e vivi, quasi 2.000 parti o prodotti di animali, e oltre 6 tonnellate di legname e piante. Dai corni di rinoceronti, all'avorio, fino ad animalivivi, specie rettili, venduti come animali da compagnia, l'Europa rimane un mercato fiorente per i fuorilegge. Le regole non sono sempre uniformi, quindi alcuni Paesi vietano ogni commercio d'avorio, mentre altri consentono quello di vecchi pezzi: almeno cento sono stati venduti in Francia solo negli ultimi tre mesi del 2014. L'Ue e' anche una forte destinazione per i cosiddetti 'trofei' di caccia, alcuni dei quali 'riciclati' dal mercato illegale. A fare pressing su Bruxelles sono stati gli ambientalisti ma anche agguerriti europarlamentari, che dopo aver fatto approvare dall'Assemblea di Strasburgo le linee guida di un piano d'azione a gennaio dell'anno scorso, hanno costituito un interguppo ad hoc, guidato dalla britannica liberale Catherine Bearder. "Abbiamo bisogno di un'azione coordinata dell'Ue per bloccare le reti dei trafficanti di fauna selvatica in Europa e i bracconieri in Africa" ha commentato Bearder, che avverte: "Se non vogliamo vivere in un mondo senza elefanti, leoni o rinoceronti, dobbiamo agire subito". Nonostante i ripetuti allarmi infatti la strage di animali selvatici non si arresta: si stima che ogni giorno nel mondo vengano uccisi in media dai bracconieri 70 elefanti e 3 rinoceronti. Nel 2014 sono stati uccisi oltre 20mila elefanti e solo in Sud Africa si e' passati dai 13 rinoceronti vittime dei bracconieri nel 2007 ai 1.400 del 2013.
 
LA ZAMPA.IT
11 LUGLIO 2015
 
Il gatto Abbi sventa una serie di furti in casa e fa arrestare il ladro
 
Claudia Audi Grivetta
 
Quando il gatto di Victoria Ramsey è entrato nella sua camera da letto, nel cuore della notte, la donna era piuttosto confusa. Si trattava di un comportamento insolito per Abbi (questo il nome del felino di casa), che aveva iniziato a miagolare insistentemente e a correre da una parte all’altra della stanza per cercare di catturare l’attenzione di Victoria. La storia è stata riportata nei giorni scorsi dal quotidiano “Portsmouth News”. Quando Victoria si è alzata dal letto quella notte, ha cercato di calmare Abbi, ma senza successo. Poi, guardando fuori dalla finestra, si è accorta che il cancello di casa era aperto, cosa che non succede mai. Dopo ulteriori indagini si è scoperto che la chiave sul retro della loro abitazione a Gosport, in Inghilterra, risultava mancante. A quel punto non restava altro da fare che chiamare la polizia. Così è saltato fuori che un uomo, da giorni, stava andando di casa in casa, introducendosi all’interno della villette attraverso la porta sul retro. In seguito alla segnalazione del micio Abbi il ladro, un uomo di 35 anni incensurato, è stato riconosciuto e arrestato. Attualmente si trova in carcere, in attesa del processo che dovrebbe iniziare a fine mese.Se Abbi non avesse avvisato tempestivamente la sua famiglia la chiave mancante non sarebbe stata notata fino alla mattina seguente e il malvivente avrebbe avuto tutto il tempo di ripulire la casa e poi svignarsela senza essere visto. Invece l’intervento del micio ha permesso di arrestare l’uomo e, di conseguenza, di fermare definitivamente la serie di furti in appartamento che stava terrorizzando la cittadina inglese dell’Hampshire. Stando a quanto raccontano i proprietari Abbi, adottato tre anni fa, è sempre stato molto protettivo nei confronti della sua famiglia adottiva, in particolare della giovane figlia dei coniugi Ramsey. «Non serve un cane per tenere la casa al sicuro – afferma decisa Victoria. Anche un gatto è in grado di farlo!».
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LA ZAMPA.IT
11 LUGLIO 2015
 
Emergenza cetacei, Legambiente chiede lo stop all’airgun
L’organizzazione fa una petizione per proteggere la fauna marina dalla pratica utilizzata per la ricerca di idrocarburi in mare
 
Nell’ambito delle attività estrattive, l’airgun è la tecnica di ricerca più utilizzata, ma anche la più dannosa. Rilasciando in mare una bolla di aria compressa che si propaga rapidamente, questo metodo permette di ottenere un rilievo dettagliato della stratigrafia dei fondali, causando però gravi danni alla fauna marina. Il rumore prodotto dall’airgun è pari a 1 00 mila volte quello prodotto dal motore di un jet e questo provoca lesioni gravi e permanenti, se non letali, soprattutto agli organi uditivi e non dei cetacei.Ogni anno si verificano casi di spiaggiamento e «alcuni studi hanno rivelato che il triste fenomeno - si legge in una nota di Legambiente - potrebbe essere legato proprio all’utilizzo di questa tecnica di ricerca estrattiva: un centinaio sono i peponocefali che nel 2008 si sono arenati sulle spiagge del Madagascar, nove i capodogli avvistati in modo anomalo nei pressi delle coste pugliesi nel 2009; più di 3000 i delfini morti nel 2012 nella regione di Lambayaque, in Perù». Il Norvegian Institute of Marine Research ha registrato una diminuzione del pescato pari al 50% in aree circostanti una fonte sonora e conseguenti danni all’economia di quelle zone. I disastri causati dall’airgun non ricadono dunque solo sulla fauna marina, ma anche sull’uomo. Legambiente lo definisce «non vantaggioso alla collettività in termini economici, di conoscenza scientifica e ambientali, ma solo a favorevole alle compagnie petrolifere» e lancia una petizione .  L’organizzazione che dal 1980 si occupa della tutela di fauna e flora chiede al Governo di vietare una volta per tutte la tecnica dell’airgun. Durante l’iter di approvazione della legge 68 del 19 maggio 2015, riguardante i delitti ambientali, il tema dell’airgun è stato affrontato nel dibattito parlamentare e il risultato non è stato favorevole all’accettazione di questo metodo. Nel frattempo «sono 120 mila i chilometri quadrati in cui in Italia - sostiene Legambiente – sarebbe ancora possibile continuare a utilizzare la dannosa pratica».
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AGI
11 LUGLIO 2015
 
Spagna: toro "ribelle" si ferma e torna indietro a corsa Pamplona

 
Pamplona (Spagna), 11 lug. - Secondo gli esperti non accadeva dagli anni '20 del secolo scorso: un toro si e' fermato dopo aver percorso appena un centinaio di metri nella tradizionale corsa annuale dei 'Sanferminos' di Pamplona ed e' tornato indietro. Curioso I, questo il suo nome, chiudeva il gruppo di sei tori impegnati nel quinto 'encierro' quando improvvisamente ha fatto una mezza giravolta ed e' tornato indietro, ribellandosi Recuperato dagli addetti dell'organizzazione prima che potesse ferire , il toro e' stato trasferito a bordo di un camion mentre la corsa veniva dichiarata chiusa all'arrivo degli altri cinque tori, dopo 850 metri percorsi in due minuti. Nell'unico precedente di piu' di 90 anni fa, il toro "ribelle" aveva poi completato il percorso sotto la guida di un cane intervenuto per indirizzarlo verso la 'plaza de toros'.La quinta corsa dell'edizione di quest'anno della "Fiesta" resa celebre da Ernest Hemingway ha fatto registrare nove feriti tra cui due americani, un 34enne che versa in gravi condizioni e un ventenne incornato a un gluteo in modo superficiale.
 
QUOTIDIANO.NET
11 LUGLIO 2015
 
Pamplona, toro si rifiuta di correre e torna indietro. Non sarà graziato
Al contrario degli altri "colleghi" l'animale ha deciso che gettarsi in mezzo alla folla urlante non era per lui. Si sperava in un atto di clemenza che non c'è stato: trasferito nell'arena a bordo di un furgone. Ogni anno una strage di tori e centinaia di feriti umani

 
Madrid, 11 luglio 2015 - Quattro persone sono state ferite da cornate durante il quinto encierro di San Fermin a Pamplona questa mattina segnato da un avvenimento senza precedenti secondo gli aficionados: uno dei sei tori protagonisti della corsa nelle stradine della città dopo cento metri si è fermato, ha rifiutato di continuare con gli altri ed è tornato indietro. Non accadeva, secondo gli esperti dei 'Sanfermines', resi mondialmente celebri da Ernest Hemingway, da oltre un secolo. "Curioso", questo il suo nome, ha preferito arretrare ma non è detto che questo gli valga la salvezza.E infatti, verso sera, si è saputo che l'unico riguardo che avrà l'animale sarà quello di essere trasportato nell'arena a bordo di un furgone. Il destino messo nelle mani dei toreri non cambia.Oltre ai quattro 'corredores' incornati la Croce Rossa locale segnala che altre cinque persone hanno subito contusioni durante i poco più di due minuti e 850 metri della corsa, fino all'arena di Pamplona. Qui, nel pomeriggio, i tori saranno uccisi. Decine di migliaia di persone, aficionados spagnoli e turisti stranieri, partecipano ogni anno agli encierros di San Fermin, la più celebre corsa con i tori spagnola. A migliaia corrono davanti e accanto ai tori, sfiorati dalle loro corna e a volte colpiti.Quest'anno non ci sono stati finora incidenti mortali. Jokin Zuasti, un 'corredor' di Pampelona di 51 anni, che ogni anno partecipa alle corse di San Fermin, ha spiegato a La Vanguardia che «un encierro è un atto di follia, breve e sconvolgente». Una follia scelta dagli umani ma non dagli animali che ci rimettono, comunque, la vita a prescindere. La speranza era che almeno al toro che si era rifiutato di correre ed era tornato indietro fosse risparmiata la pelle. Non è stato così. Sarebbe stato un segno positivo in un quadro devastante di morte e follia.
 
NEL CUORE.ORG
12 LUGLIO 2015
 
PAMPLONA, TORO NON CORRE: NON ACCADEVA DA UN SECOLO (VIDEO)
Durante la "festa" di San Firmino, in Spagna
 
Anche il toro si ribella. Un avvenimento rarissimo ha caratterizzato a Pamplona le celebrazioni per la "festa" di San Firmino. Uno dei tori protagonisti della corsa nelle strade della città, infatti, dopo aver percorso i primi metri, ha deciso di non andare avanti ed è tornato indietro. Un episodio che, secondo gli esperti, non accadeva da cent'anni. E' accaduto nel quinto giorno della "fiesta" che si svolge ogni anno in questo periodo nella località spagnola. 
Ecco il video (attenzione: immagini forti):
 
11 LUGLIO 2015
 
WESTFALIA, OLTRE 15 MILA ANIMALI UCCISI DALL'ONDATA DI CALORE
Peta denuncia le aziende: impianti inadeguati
 
Oltre 15 mila animali sarebbero morti in alcuni distretti della Westfalia (Germania) durante l'ondata di caldo che in questi giorni ha investito anche l'Europa del Nord. Tra questi circa 5 mila tacchini a Telgte, 2 mila galline ovaiole in una città del distretto di Warendorf, dove sono morte anche quattro scrofe e una ventina di maiali. In un allevamento di pollame a Steinfurt hanno perduto la vita 4 mila animali, a Coesfeld 4500 tra polli e ovaiole in due distinti allevamenti. Una portavoce del distretto di Borken riferisce anche di altre "vittime del calore".
Di fronte al disastro, la sezione tedesca dell'organizzazione animalista Peta non solo ha criticato la mancanza o l'insufficienza di misure protettive nelle imprese zootecniche colpite, ma ha anche presentato una denuncia penale: l'inadeguatezza degli impianti di raffreddamento e di protezione è la dimostrazione che la possibile morte degli animali era stata messa in conto.
 
LA NUOVA VENEZIA
12 LUGLIO 2015
 
Due salvataggi a Caorle, protagonisti i cani bagnini
Le foto di una lettrice raccontano i momenti concitati dei soccorsi a due turiste nella zona di Falconera
 
CAORLE (VE). A Caorle nella giornata di sabato, nella zona di Falconera, ci sono stati due salvataggi in mare. Salvate dai bagnini e dai cani bagnino della SICS due ragazze albanesi in vacanza nella località balneare.Si sono buttate in acqua per un tuffo refrigerante, ma poi, tutte e due le ragazze, si sono sentite male. Immediati sono scattati i soccorsi.
FOTO
 
NEL CUORE.ORG
12 LUGLIO 2015
 
FRANCIA, PROTESTA ANIMALISTA AL MARINELAND PARK: LIBERATE DELFINI
I visitatori invitati ad uscire. Esposti cartelli di protesta
 
Diverse centinaia di persone stanno protestando in un famigerato parco con animali marini, in Costa Azzurra, in Francia, chiedendo di liberare i delfini tenuti prigionieri nelle vasche. Gli attivisti per i diritti degli animali hanno fatto sventolare cartelli di protesta con scritte in inglese e in francese all'ingresso del parcheggio del parco Marineland ad Antibes, cercando di convincere i visitatori a firmare petizioni o ad andare a casa. I visitatori della struttura, meta di turisti provenienti da tutta Europa per tutta la stagione estiva, possono nuotare con i poveri delfini e vedere i pinguini, gli orsi polari e i leoni marini in via d'estinzione, tutti costretti a vivere lontani dal loro habitat naturale. I gestori del parco Marineland sostengono, dal canto loro, che lavorano per proteggere l'ambiente e la protezione delle specie minacciate attraverso programmi di riproduzione speciali. Tra i manifestanti presente Richard O'Barry, attivista che addestrava i delfini per la serie TV "Flipper".
 
LA ZAMPA.IT
12 LUGLIO 2015
 
Ecco perché il cane Adam è allergico agli umani
 
Cristina Insalaco
 
Se già per un cane essere allergico agli umani è un fatto decisamente singolare, la nuova scoperta dei veterinari del «Lucky Dog Rescue» di Indianapolis rende la storia ancora più sbalorditiva: Adam, un labrador nero, è allergico alla forfora degli esseri umani.Lui è stato salvato a luglio dell’anno scorso in seguito ad un abbandono, e quando è arrivato nella struttura statunitense che si occupa della cura e della tutela dei quattro zampe, era in pessime condizioni di salute. Il suo corpo presentava i segni di una forte dermatite, e aveva perso il pelo in più punti della schiena, zampe e muso. Per mesi gli specialisti hanno cercato di scoprire, con esami e analisi del sangue, quale fosse l’origine del suo malessere, perché un cane con queste caratteristiche non l’aveva mai visto nessuno. Quando i veterinari hanno scoperto che l’animale era allergico alle persone, gli hanno fatto indossare un completino blu e verde insieme ad un cono, in modo che non potesse mordicchiarsi il pelo. L’hanno studiato e visitato a lungo, finché adesso sono giunti alla scoperta che le sofferenze di Adam derivano da una reazione del suo corpo alla forfora umana.  Il labrador adesso «Prende molte medicine, e deve fare il bagno ogni tre giorni utilizzando diversi tipi di sapone – dicono dal centro medico che l’ha curato-. Ma oggi, ad un anno dal sul salvataggio, il quattro zampe sta bene. Sta guarendo». E vive insieme ad un membro dello staff del «Lucky Dog Rescue», Beth Weber. «Chi meglio di un esperto del mondo degli animali potrebbe prendersi cura di lui?», continuano. E ricordano che Adam, siccome al suo arrivo nel centro stava molto male, ha rischiato di essere soppresso. Ma i volontari di Indianapolis si sono messi di traverso, hanno fatto il possibile per curarlo, ed oggi il cane vive felice e sereno come un qualsiasi altro quattro zampe.
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REPUBBLICA.IT
12 LUGLIO 2015
 
Canada, guardia forestale si rifiuta di uccidere cuccioli di orso: sospesa senza paga
 
Si è rifiutato di uccidere due cuccioli di orso rimasti orfani della madre, abbattuta perché razziava continuamente una cella frigorifera nei pressi di Port Handy, città della British Columbia. E per questo Bryce Casavant, guardia forestale canadese, è stato sospeso dal lavoro e non percepirà lo stipendio. L'uomo, nonostante avesse ricevuto ordine dai suoi superiori di eliminare gli orsetti, ha deciso di affidarli a una struttura che si occupa di curare animali: la North Island Wildlife Recovery Association, situata sull'isola di Vancouver. Dopo la notizia della sospensione, sul web è stata lanciata una petizione all'indirizzo del Ministro dell'Ambiente canadese, Mary Polak, affinché Casavant venga reintegrato immediatamente. "E' una situazione spiacevole e triste - ha dichiarato la Polak - Sebbene le nostre guardie forestali debbano a volte abbattere animali selvaggi per il bene della comunità, comprendo quanto questo sia complicato per tutti i soggetti coinvolti". I due cuccioli, un maschio e una femmina, sono in buone condizioni di salute e hanno ricevuto anche un nome: Jordan e Athena. Appena saranno in grado di cavarsela da soli verrano rimessi in libertà.
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LA ZAMPA.IT
12 LUGLIO 2015
 
Nell’ultimo rifugio dei gorilla in Congo: “Difendiamo la natura con i mitra”
In vent’anni nel parco di Virunga 140 guardie sono state uccise in scontri coi bracconieri. Una guerra nella guerra nel Paese africano più martoriato. Che stanno vincendo i buoni
 
Paolo Mastrolilli
inviato a Virunga (Congo)
 
L’ultima battaglia, in questa giungla da «Cuore di tenebra» che toglie il fiato, è avvenuta qualche settimana fa e ha lasciato a terra undici morti. Guardie forestali, che in teoria avevano firmato per proteggere gli ultimi gorilla di montagna del Congo, e invece si sono ritrovate sotto il fuoco nemico come fossero in guerra. Del resto un anno fa avevano sparato pure al direttore del parco, il principe di origine belga Emmanuel de Merode, perché questo è il prezzo richiesto per difendere Virunga: essere disposti a rimetterci la pelle. Siamo in un luogo mitico, forse il più bello del Congo e dell’intera Africa equatoriale. L’angolo dove vivono gli ultimi ottocento gorilla di montagna «silverback», che nell’immaginario occidentale riportano alla mente l’epopea di Tarzan o King Kong, prima ancora del sacrificio di Dian Fossey, la zoologa americana che fu uccisa in Ruanda mentre lavorava per salvarli.Virunga ha insieme la fortuna e la maledizione di possedere tutto: montagne imperiose come la catena del Rwenzori, che sale oltre i 5.000 metri e fu conquistata nel 1906 dal Duca degli Abruzzi Amedeo d’Aosta; vulcani spenti come il Mikeno, e attivi come il Nyiragongo, col suo lago di lava ribollente più grande al mondo; miniere d’oro tutto intorno; pesci a non finire nel lago Edward, ma anche petrolio da trivellare; fitte foreste, con cui produrre il carbone di contrabbando che finanzia la guerriglia ribelle; animali preziosi come gli okapi, metà zebre e metà giraffe, ormai quasi sicuramente estinti, o ancora vivi per miracolo, tipo i gorilla. Come tutte le cose preziose, il parco è conteso e minacciato.
Terra contesa
La storia, in più, ha deciso di metterlo al crocevia della guerra che dilania il Congo da oltre vent’anni, e ha fatto tra 5 e 8 milioni di morti. Quando nel 1994 avvenne il genocidio in Ruanda, gli hutu che lo avevano commesso si rifugiarono in Congo per evitare la vendetta dei tutsi, lanciati all’attacco sotto la guida di Paul Kagame. Attraversarono la frontiera qui, nella zona di Goma, che da allora è al centro di una lotta tanto feroce, quanto dimenticata dal resto del mondo. Prima i ruandesi e gli ugandesi si erano alleati con Laurent Kabila, per abbattere il regime di Mobutu. Poi avevano litigato, e quindi nella regione del parco era nata la milizia delle Fdlr, forze hutu legate al governo di Kinshasa per scacciare i ruandesi, e quella dell’M23, cioè forze tutsi che invece difendevano gli interessi di Kigali. Per farla breve prima che perdiate l’orientamento, una guerra continua per bande, crudele e sanguinosa, combattuta dentro gli stessi confini del parco che l’Unesco aveva dichiarato patrimonio Mondiale dell’Umanità. Perciò de Merode e le sue 450 guardie erano diventati soldati, rimasti a difendere Virunga fino alla sconfitta dell’M23, grazie anche all’intervento della missione Onu Monusco. Se la guerra non fosse bastata, a complicare le cose ci si sono messe anche le risorse naturali. Il petrolio nel lago Edward, in particolare, che la compagnia britannica Soco International ha cercato di trivellare in tutti i modi. Fino a quando il film «Virunga» prodotto da Leonardo DiCaprio non ha denunciato l’assalto, ottenendo una candidatura all’Oscar e la fine delle operazioni di estrazione. Almeno per ora.
Dentro il vulcano
Così, da circa un anno il parco ha riaperto, nella speranza di attirare i turisti che dovrebbero insieme proteggerlo e aiutare a finanziarlo. Ci si arriva percorrendo un paio d’ore di strada dissestata da Goma, perché le bombe e i cingoli dei mezzi corazzati hanno lasciato solo sassi e buche. Davanti scorrono villaggi dove le case sono ancora capanne di fango, e la gente sopravviveva con l’agricoltura di sussistenza. I bambini scalzi salutano le auto fuoristrada, come se fosse una festa vederle passare invece dei soldati.
Dormiamo nelle tende del campo più alto, 2.100 metri, sovrastato dal vulcano Mikeno. Per capirsi, pare di stare dentro al set del film «Congo» di Michael Crichton. Le stelle, quasi sopra l’Equatore, sembra di toccarle con la mano, e nonostante la scorta armata non ci abbandoni neppure un minuto, i rumori della notte ormai sono solo quelli degli animali e degli uccelli. Al mattino il capo ranger Pierre ci informa che andremo a trovare la famiglia Rugendo, otto gorilla incluso un cucciolo, governati da un maschio dominante silverback che pesa circa 300 chili. Il percorso all’inizio attraversa le piantagioni di mais alte più delle nostre teste, e le capanne di paglia che i soldati dell’esercito congolese usavano come base per combattere i ribelli. Poi però il sentiero si arrampica dentro la giungla, dove si passa solo grazie ai machete della scorta, che tagliano le liane arrivate fino a terra. Il sole si percepisce grazie al caldo, ma intravederlo fra i rami fitti è quasi impossibile.
A tu per tu con i primati
Così, senza accorgerci, finiamo proprio davanti al primo gruppo di gorilla. Dobbiamo indossare la maschera ed evitare ogni contatto, ma siamo a un paio di metri di distanza. Un silverback scende dai rami, osserva e se ne va. Un altro mangia seduto senza scuotersi. Più avanti c’è il gruppo con il cucciolo, che salta come farebbe un bambino sulla schiena del padre paziente. La guardia emette suoni gutturali, come per calmare i gorilla, ma sotto al braccio tiene il fucile e nella mano destra stringe il machete. Vengono qui tutte le mattine, turisti o no, per controllare che la famiglia stia bene e tenere lontani i bracconieri, che ammazzano i gorilla per farne souvenir. La sensazione è la natura al comando, e tu un intruso tollerato. Alla base di Goma ci aspetta de Merode, gentile come un principe, ma vestito come un soldato: «Sono 140 - dice - le guardie uccise nel parco negli ultimi vent’anni. I gorilla erano scesi a 240 negli Anni 90, ma ora la popolazione sta risalendo, se riusciremo a continuare i programmi di protezione». Il 15 aprile del 2014 qualcuno gli sparò, mentre tornava dal parco a Goma, con i documenti sugli impicci combinati dalla Soco: «Non so chi sia stato, l’inchiesta è ancora in corso. Però non mi faccio illusioni: difendere questo parco continuerà sempre ad essere una lotta quotidiana». Ribelli, bracconieri che sparano dagli elicotteri sugli elefanti, pescatori di frodo, compagnie minerarie e petrolifere senza scrupoli: i gorilla sono il pericolo minore, anzi la preda. 
L’aiuto dell’Europa
De Merode pensa che per farcela sia essenziale «togliere le risorse economiche ai guerriglieri, e darle agli abitanti della regione». Ad aiutarlo c’è l’Unione Europea, che ha affidato i programmi di cooperazione ambientale prima al piemontese di Canelli Filippo Saracco, e ora al lombardo Daniele De Bernardi. Sul vulcano Nyiragongo, invece, gli studi li guida da anni il professore napoletano Dario Tedesco. Tutte iniziative che l’attivissimo ambasciatore italiano in Congo, Massimiliano D’Antuono, sta cercando di rafforzare. «La sfida - spiega De Bernardi - è dimostrare alla popolazione che il parco è una risorsa anche per loro». Ad esempio costruendo centrali idroelettriche come quella di Mutwanga, e quella che verrà inaugurata a Matebe in dicembre col contributo della Fondazione Buffett. Prima, quando passavano le auto delle guardie forestali, la gente tirava sassi; ora che hanno portato l’elettricità, nei villaggi applaudono. Sperando che non torni la guerra, a spegnere la luce e le speranze di una vita finalmente normale.
FOTO E VIDEO
 
NEL CUORE.ORG
12 LUGLIO 2015
 
INDIA, GLI ULTIMI LEONI ASIATICI A RISCHIO PER LE PIOGGE MONSONICHE
Sono morti 10 dei 523 animali rimasti
 
Le alluvioni monsoniche che il mese scorso hanno ucciso decine di persone in India hanno inciso anche sull'ultima popolazione di leoni asiatici al mondo. Almeno ottanta persone sono morte in frane e crolli nello stato del Gujarat, e migliaia sono state costrette ad abbandonare le loro case. Le piogge hanno ucciso anche 10 dei 523 leoni, gli ultimi membri della sottospecie rimasti allo stato selvatico, oltre a migliaia di altri animali. Le organizzazioni conservazioniste si erano rivolte con successo alla Corte suprema indiana perché una paret degli animali fossero spostati altrove, per evitare che le piogge monsoniche potessero colpirla. Ma il Gujarat si è opposto. "Non c'è ragione di farsi prendere dal panico", ha detto C. N. Pandey, un alto funzionario del ministero delle foreste. "Gli sforzi per la conservazione continueranno".
 
LA ZAMPA.IT
12 LUGLIO 2015
 
Cucciolo di orso si salva salendo a bordo di un gommone di una guida fluviale
 
Fulvio Cerutti
 
Un cucciolo d’orso bruno americano in difficoltà è letteralmente “saltato fra le braccia” dei suoi salvatori. Per quattro giorno l’animale, di circa cinque mesi, era stato visto aggirarsi tutto solo lungo le rive di un fiume vicino a Nolichucky Erwin, nel Teenesse. Sembrava essere denutrito e abbandonato dalla madre. Così le guardie forestali locali hanno deciso di intervenire. La presenza era stata notata dalle guide della Usa Raft Company: «Il mio personale - racconta il proprietario al Knoxville News Sentinel - tornava in azienda e continuavano a dirmi che non sapevano che cosa poter fare per aiutarlo. Ma quello che non volevano era vederlo morire sulla sponda di quel fiume». Con il passare dei giorni Noli, così è stato chiamato l’orsetto, ha iniziato a dimostrarsi a suo agio con gli umani fino a decidere di saltare sopra una loro zattera. «Prima ha iniziato a camminare verso di noi - racconta uno degli operatori dell’azienda -. Poi ha iniziato a nuotare verso uno dei nostri gommoni ed è saltato a bordo». Affidato alle cure di veterinari specializzati, l’orsetto era molto disidratato, ma in poco tempo si è ripreso, anche grazie alla sua golosità per l’uva e salsa di mele. Non appena avrà ripreso il suo peso standard, Noli verrà rimesso in libertà, probabilmente nella zona in cui è stato trovato. Per i veterinari questa storia è stata anche un’occasione per ricordare una regola importante e valida anche fuori dagli Stati Uniti: in casi come questi, quando si vede un animale in difficoltà per diversi giorni, è meglio non intervenire direttamente (sia per non farsi male sia per non fare male all’animale) e prendere contatto con le guardie forestali della zona.
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LA TRIBUNA DI TREVISO
13 LUGLIO 2015
 
Avvelena i tre cani degli inquilini. Condannata a sei mesi di carcere
I rapporti tra la coppia e la padrona di casa si erano deteriorati da tempo a causa di alcuni ritardi relativi al pagamento dell'affitto.

 
CORDIGNANO (TV). Era finita alla sbarra perchè accusata di aver ucciso i tre cani dei suoi inquilini. Tommy, un pitbull di 4 anni, Puppy e Bubu, due meticci di 2 e 1 anno, per vendicarsi dei ritardi nel pagamento del canone.La coppia proprietaria dei tre cani (difesa dall’avvocato Giovanni Maccarrone) ha raccontato ai carabinieri di aver visto Anna Castellano lanciare qualcosa nel loro giardino quella sera. Pochi minuti dopo, hanno visto Tommy, Puppy e Bubu contorcersi a causa dei dolori lancinanti provocati dal veleno. La corsa dal veterinario è stata inutile. La donna, Anna Castellano, classe 1956, di Salerno è stata condannata a 6 mesi di reclusione, pena sospesa, per l'accusa di maltrattamento di animali.
Dovrà risarcire anche 4.650 euro.
 
PALERMO TODAY
13 LUGLIO 2015
 
Abbandonati e legati a un palo: i vigili urbani salvano due cani
 
Palermo. Gli interventi sono stati effettuati grazie alle segnalazioni di due cittadini. Un pitbull maschio di due anni e un pastore tedesco femmina di tre anni sono stati tratti in salvo dagli agenti del nucleo Cinofili. Una donna è stata denunciata
Due cani abbandonati, un pitbull maschio di due anni e un pastore tedesco femmina di tre anni sono stati salvati dagli agenti del nucleo Cinofili della polizia municipale grazie a due distinte segnalazioni di cittadini giunte alla centrale operativa di via Dogali.La prima segnalazione è giunta per un pitbull legato con una corda ad una ringhiera in via Padre Messina, al Foro Italico. Ad accorgersi dell’episodio due cittadini che hanno fornito agli agenti anche il numero di targa dell’autovettura con cui, una donna di 31 anni, T.R.M., si era allontanata dopo aver abbandonato l’animale. Dopo averlo liberato, gli agenti hanno condotto il pitbull presso la clinica veterinaria di viale Strasburgo, convenzionata con il Comune, dove i sanitari hanno prestato le prime cure. L’animale era privo del microchip e dunque non iscritto all’Anagrafe canina. Attraverso il numero di targa, gli agenti sono risaliti alla donna che è stata denunciata all’Autorità giudiziaria per abbandono di animali. A confermare che l’animale era in sua custodia sono stati i vicini che lo hanno riconosciuto dalle foto scattate e mostrate dagli Agenti.La seconda segnalazione è giunta da due motociclisti in transito in via Scala Masello, a Bonagia, che hanno notato un pastore tedesco legato ad un albero con una corda di pochi centimetri al collo. Immediato, anche in questo caso, l’arrivo del Nucleo Cinofili che sul posto ha anche notato la presenza di due cuccioli nati da poche ore. Il primo è stato rinvenuto morto, il secondo, purtroppo, è deceduto poche ore più tardi al Canile Municipale dove era stato trasportato insieme alla madre, tutti e due disidratati. Dopo le prime cure, il pastore tedesco è stato prima affidato all’associazione animalista “Agada” e poi dato in adozione ad una famiglia palermitana. Sono in corso gli accertamenti per risalire all’autore dell’abbandono che dovrà rispondere anche di maltrattamento di animale e di procurata morte.Il comandante della polizia municipale, Vincenzo Messina, nel condannare l’incivile abitudine dell’abbandono degli animali che nel periodo estivo raggiunge il massimo picco, porge il suo personale “ringraziamento a questi cittadini che con le segnalazioni fatte alla nostra centrale operativa, hanno permesso di salvare i due cani, sicuro che il loro gesto possa essere da esempio per tutti, contribuendo a fermare questo barbaro fenomeno. Ogni segnalazione come sempre accade è presa in consegna dagli agenti del Nucleo Cinofilo”.
 
IL GAZZETTINO
13 LUGLIO 2015
 
Gattino abbandonato in autostrada:
salvato da un casellante e adottato
 
LATISANA (UD) - Disavventura a lieto fine per il cucciolo di gatto che pochi giorni fa è stato abbandonato al casello autostradale di Latisana. Purtroppo nei mesi estivi non è un caso raro. Il suo miagolio, flebile flebile, arrivava dal tunnel sotterraneo che collega la carreggiata est con quella ovest dell'A4. Da un primo sopralluogo effettuato dal personale di turno non si è riusciti ad individuare la bestiola e nemmeno durante un secondo controllo al cambio di turno: si sentiva il miagolio senza capire da dove arrivasse.Il tunnel che collega un lato all'altro dell'autostrada, infatti, oltre a disporre di numerose uscite (una per ogni pista) di servizio, è attraversato anche da tutti i servizi necessari al funzionamento del casello, grandi tubi e condotte di vario genere. Gli esattori hanno dunque tenuto d'occhio le scale d'accesso alla cabina. E proprio da una di queste, a un certo punto, è spuntata la testolina del micio nerissimo e molto spaventato.Anzichè dirigersi verso il centro del piazzale, dove transitano le auto, il cucciolo si è diretto verso la cabina di esazione, trovando rifugio nel tunnel. L'esattore che lo ha recuperato se l'è anche portato a casa ma avendo già altri felini ha fatto partire il tam tam telefonico riuscendo a sistemare il micio a Cividale del Friuli, dove ha trovato casa definitivamente.
 
GIORNALE DI SICILIA
13 LUGLIO 2015
 
TROVATI DUE CANI ABBANDONATI
 
PALERMO. Due cani sono stati trovati a Monte Pellegrino, davanti alla Cappella dell'Eremita. Erano legati ad un cancello con una corda piuttosto corta. Sono stati liberati, dopo la segnalazione di alcuni cittadini, dalla polizia municipale. Adesso sono stati trasferiti al Canile di Trabia.
Video
 
LEGGO
13 LUGLIO 2015
 
Il cane fa pipì in strada? Il padrone deve lavare.
L'ordinanza di un sindaco italiano: ecco dove
 
PIACENZA - Il sindaco di Piacenza Paolo Dosi ha firmato una nuova ordinanza comunale che prescrive, per i proprietari di cani, l'obbligo di lavare immediatamente con acqua (fatta eccezione per i periodi di gelo) le deiezioni liquide prodotte dai rispettivi animali su aree pubbliche o di utilizzo comune (strade, piazze, marciapiedi), nonché sui muri di affaccio di edifici anche privati e mezzi in sosta al margine della via. I cittadini devono inoltre assicurarsi che le deiezioni canine non lordino la soglia di immobili e su bocche di lupo delle cantine. »Si tratta di un provvedimento - spiega il primo cittadino - da tempo invocato, a tutela del decoro e dell'igiene degli spazi condivisi. 
Nel pieno rispetto del benessere degli animali, quel che si chiede è, a maggior ragione nel periodo estivo, quel che si chiede è un comportamento che osservi le regole basilari della civile convivenza«. La sanzione prevista in caso di inadempienza va da 25 a 500 euro. Gli obblighi dell'ordinanza non si applicano ai non vedenti conduttori di cani da guida e a persone con problemi di disabilità fisica o mentale, nonché a cani in dotazione alle Forze di Polizia durante l'esercizio delle proprie funzioni.
 
NEL CUORE.ORG
13 LUGLIO 2015
 
VIVISETTORI SUL PIEDE DI GUERRA: LEGGE ITALIANA BLOCCA PROGRESSO
Appello dei ricercatori della piattaforma Research4Life
 
I ricercatori della neonata piattaforma Research4Life hanno lanciato un appello alla Commissione Europea affinché valuti la legge italiana che ha recepito la Direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. L'Italia, infatti, ha fatto propria in maniera restrittiva la direttiva Ue, proibendo l'allevamento in Italia di animali da laboratorio e vietando la sperimentazione animale a chi fa ricerca sulle sostanze d'abuso e sugli xenotrapianti da fine 2016. Una piccola conquista di civiltà, che però i vivisettori vedono come il fumo negli occhi.
Con lo slogan "Fare Ricerca è cercare la Vita", i vivisettori di Research4Life attuano lo stratagemma tipico di ogni forma di discriminazione. Con la scusa di difendere gli italiani, i razzisti attaccano gli stranieri che cercano rifugio da situazioni invivibili. Con la scusa di difendere la famiglia tradizionale, gli omofobi attaccano gli omosessuali che chiedono pari diritti. Con la scusa di salvaguardare la vita umana, gli specisti sacrificano la vita di animali innocenti sottoponendoli anche ad atroci e inutili sofferenze. La realtà è che l'82 per cento degli italiani è contraria alla vivisezione e che i suoi sostenitori, sentendo che il consenso nei loro confronti è in continua diminuzione sta cercando con ogni mezzo di riconquistare la fiducia della gente agitando lo spauracchio della loro salute in pericolo.Nella sua lettera di saluto a sostegno di questa iniziativa, il Ministro della Salute Lorenzin ha scritto "Il rischio è che un cittadino poco informato, o peggio, male informato, possa lasciare campo aperto a convinzioni non fondate scientificamente". Siamo perfettamente d'accordo con il Ministro e pertanto è importante informare i cittadini che una larga parte della comunità scientifica considera ormai la sperimentazione animale come un metodo di ricerca obsoleto, che peraltro non ha nessuna validazione scientifica. Al contrario, i moderni metodi alternativi sono soggetti a validazione e hanno un valore decisamente più predittivo per l'uomo in quanto si basano su colture di cellule e tessuti umani, modelli matematici computerizzati, sistemi artificiali, simulatori meccanici o computerizzati e tanti altri metodi non invasivi e non cruenti che forniscono dati molto più affidabili per l'applicazione finale sull'uomo. Quello che manca è la volontà di investire su questi metodi perché, come dice il Dott. Cagno, la vivisezione fa bene, solo a chi la pratica. Soprattutto in termini economici aggiunge LNDC.È inspiegabile come nel 2015 ci si voglia ancora affidare a un tipo di ricerca che non ha alcun fondamento scientifico né tanto meno etico. "In questi tempi si è maturata un'allargata sensibilità e una maggiore attenzione verso l'ambiente e gli esseri viventi che lo popolano, con particolare riguardo agli animali d'affezione", afferma il dott. Pierluigi Castelli , Direttore Scientifico LNDC. "Pertanto risulta ovvio quanto in un clima così avanzato e finalmente centrato sulla dignità e l'inviolabilità della vita strida in maniera dissonante il mantenimento, tra le altre, di una pratica assolutamente anacronistica, perché non più conforme alle odierne istanze etiche universalmente percepite, quale la vivisezione".
 
FUTURO QUOTIDIANO
13 LUGLIO 2015
 
Quando la tua vita è arricchita da un cane
 
Quest’oggi, voglio raccontarvi di un’esperienza che ti cambia e arricchisce: l’arrivo del “miglior amico dell’uomo” nella propria vita. E lo faccio per celebrare la mia piccola bulldog o bouledogue francese, la nera Carmilla. Infine, per ricordare quanti obbrobriosi abbandoni avvengono proprio in questo periodo.
L’amore del cane
Rino Gaetano lo cantò in una canzone: “chi mi dice ti amo, escluso il cane”. Compagno fedele, essere puro che – potete starne certi – non vi tradirà mai. Lui sarà sempre, per sempre (un “sempre” corrispondente alla sua intera esistenza e, forse, anche dopo, sotto forma di “lare intangibile”). Tra l’uomo ed il cane esiste un’amicizia indissolubile, un patto di alleanza non scritto, un dare ed avere disinteressato, un rapporto tra specie diverse che non ha eguali nel mondo animale. Possiamo collocare a circa 15.000 anni fa il momento in cui alcuni lupi più mansueti hanno lasciato il branco e, modificando le loro abitudini aggressive, hanno cominciato a vivere assieme agli uomini. La conferma di questo stretto rapporto di affetto possiamo constatarlo nel rinvenimento di scheletri di cani accanto a quello dei padroni, molto prima che nelle sontuose dimore funerarie egiziane o nei tumuli etruschi, nelle più antiche grotte preistoriche o nei kurgan, dove venivano conservati i corpi dei popoli nomadi delle steppe.
Il cane nella letteratura
Il cane – per eccellenza – della storia della letteratura è Argo, presente nell’Odissea di Omero. Argo è il primo ed unico che riconosce il suo amico Ulisse nel momento in cui, travestito da mendicante, mette di nuovo piede, dopo vent’anni di assenza, nella sua patria natale Itaca e, ormai vecchio e stanco, come se per andarsene non avesse atteso ormai che quel momento, agita la coda, abbassa le orecchie e poi spira, contento di aver rivisto almeno una volta il suo Ulisse. Emblema della fedeltà per eccellenza, simbolo di un’intera esistenza vissuta nell’adorazione ed attesa del suo compagno umano. Un amore, un dono di sé totale, da cui avremmo molto di che imparare. Ma la lista dei “cani famosi” è lunghissima. Ad esempio la magnificenza animale di Zanna Bianca, lupo con un quarto di sangue di cane, nell’omonimo romanzo di Jack London, o anche Melampo in Pinocchio, il cane del contadino che furbescamente aveva stretto un accordo con le faine: quello di non abbaiare per avvertire il furto, a patto di ricevere una gallina come ricompensa. Un altro cane, reso però tristemente famoso, è Febo, di cui riporto proprio l’estratto che lo riguarda, contenuto nel celebre romanzo di Curzio Malaparte, La Pelle. Vero e proprio racconto di denuncia dell’ignobile e inutile pratica della vivisezione: “E Febo mi guardava con una meravigliosa dolcezza negli occhi. Io vidi Cristo in lui, vidi Cristo in lui crocifisso, vidi Cristo che mi guardava con gli occhi pieni di una dolcezza meravigliosa. ‘Febo’ dissi a voce bassa, curvandomi su di lui, accarezzandogli la fronte. Febo mi baciò la mano, e non emise un gemito.”.
Carmilla
Lei è piccola, buffa; giocona, molesta e furbetta. Pare un pipistrello, una creatura della notte. Non a caso l’ho chiamata come la vampira dell’omonimo romanzo ottocentesco di Le Fanu, precedente addirittura al Dracula di Bram Stoker. Io non ho mai avuto prima d’ora un cane e ho deciso di provare questa meravigliosa esperienza, appunto una relazione esclusiva e totalizzante. Ancora devono essere scritte le pagine del nostro cammino comune ma, fidatevi, saranno eccezionali. Consiglio a tutti di provarlo, perché un cane è un dono: mezzo angelo e mezzo bambino. Beato chi ha la fortuna e il coraggio di viverseli, legami come questi! Carla Cace
 
LA ZAMPA
13 LUGLIO 2015
 
9 cose da sapere per proteggere dal caldo i nostri amici animali
 
Laura Manca
 
In una delle estati più calde degli ultimi anni, le alte temperature non risparmiano gli animali domestici, vittime talvolta anche dei loro padroni. Ingannati da stereotipi e luoghi comuni, spesso non sanno come aiutare gli amici a quattro zampe e commettono errori che potrebbero rivelarsi fatali. Per questo il Ministero della Salute ha diffuso un opuscolo sul «caldo e la salute degli animali domestici», che potrete trovare cliccando qui, con tutti i consigli necessari e le informazioni fondamentali per passare una serena estate in compagnia del vostro amico fedele.
 
DOVE
13 LUGLIO 2015
 
In viaggio con gli animali: 10 dritte e curiosità
Un check-up dal veterinario, una telefonata all'hotel e allo stabilimento balneare prima della prenotazione. E una verifica con la compagnia aerea per imbarcare Fido e Micio. Ecco cosa bisogna sapere prima di partire con cane e gatto
 
Mare, montagna, lago o campagna? Con l’arrivo dell’estate chi ha un animale in casa, cane o gatto che sia, si trova di fronte al grande dilemma: dove andare per godersi al meglio la vacanza con l’amico a quattro zampe? Non sempre la destinazione prescelta ha le strutture adeguate per Fido e muoversi in compagnia di un animale può trasformarsi in un problema. Un’apparente difficoltà che, per fortuna, gli italiani si stanno sempre più impegnando a superare, come dimostra una ricerca di Squadrati per Royal Canin secondo cui il 76 per cento degli Italiani è molto/abbastanza d’accordo con l’idea di portare il proprio amico a quattro zampe in ferie.
Ma cosa bisogna fare prima di partire? Ecco le nostre dritte:
1) IL VETERINARIO
Prima di partire fate sempre fare una visita di controllo dal veterinario al vostro amico a quattro zampe. Sembra banale, ma secondo la ricerca solo il 30 per cento dei viaggiatori lo fa. Eppure uno specialista potrebbe fornirvi molte delle risposte che cercate.
2) IL FATTORE ANSIA
Siete preoccupati? Non siete i soli. Portare un animale in vacanza genera ansia per il 69 per cento dei proprietari. Il 70 per cento vive con difficoltà la ricerca di un trasporto pet friendly mentre il 62 per cento prova apprensione per la ricerca di ristoranti e spiagge attrezzate. Fattori di preoccupazione anche il malessere del proprio pet durante il viaggio (76 per cento), i pericoli che potrebbero derivare da altri animali – come morsi o contagio di parassiti (63 per cento) – e la possibilità che il proprio animale si ammali (63 per cento). Ecco perché parlare con un veterinario potrebbe tranquillizzarvi.
3) LA SCELTA DELLA DESTINAZIONE (IN ITALIA)
Indecisi su dove andare? Per portare gli animali in spiaggia è perfetta l’Emilia Romagna, dove ci sono ben 36 stabilimenti pet-friendly, seguita da Toscana e Liguria. Conviene, però, telefonare al gestore della struttura prima di prenotare: non sempre vengono accolti gli animali di tutte le taglie.
4) ALL’ESTERO 
In Europa i Paesi più pet friendly sono la Germania e l’Austria. Attenzione a Francia e Paesi Bassi, dove non sono ammessi animali di età inferiore a 3 mesi (cani e gatti inoltre devono avere microchip, passaporto veterinario ed essere stati vaccinati contro la rabbia). Nel Regno Unito dal 2012 è stata abolita la quarantena ma è necessario muoversi con 6 mesi di anticipo (in quest’arco di tempo dovete fare la vaccinazione contro la rabbia, provvedere al microchip e al passaporto. Dopo un mese dalla vaccinazione, un campione dell’animale deve essere inviato a uno specifico laboratorio che certifichi l’effettività della vaccinazione. Tra le 24 e le 48 ore prima della partenza, il cane deve essere sottoposto a visita veterinaria, per verificare che non sia affetto da parassiti.
5) IN AEREO 
Se avete in programma di volare, sappiate che non tutte le compagnie aeree trasportano gli animali domestici (Easyjet, ad esempio, non li accetta). Prima di prenotare contattate la compagnia e chiedete tutte le specifiche, dalle dimensioni della gabbietta al peso massimo consentito per l’animale).
6) IL VETERINARIO A DESTINAZIONE
L’augurio è che all’animale non succeda nulla, ma prima di partire fate una lista dei veterinari disponibili nel luogo di villeggiatura (numeri di telefono compresi) per non dover perdere tempo in caso di necessità (o per non rischiare di trovare lo studio medico chiuso per ferie).
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7) IN AUTO 
Per andare in vacanza con gli animali il mezzo di trasporto preferito è la macchina, scelta dall’82 per cento di proprietari di cani e dal 77 per cento di proprietari di gatti. Superfluo dirlo, ma portate acqua e croccantini e non lasciate mai l’animale in auto mentre fate una sosta per evitare i colpi di calore. Attenzione anche a permettere all’animale di mettere la testa fuori dal finestrino: c’è il rischio di otite.
8) IN TRENO
Con Trenitalia gli animali di piccola taglia viaggiano gratuitamente mentre per quelli più grossi serve il biglietto. Obbligatorio, però, avere il certificato di iscrizione all’anagrafe canina  e il libretto sanitario da esibire al momento dell’acquisto del biglietto e al controllore durante il viaggio. Sui treni Italo sono ammessi animali con peso inferiore ai 10 chilogrammi (da portare nel trasportino) mentre quelli più grandi devono essere tenuti sempre al guinzaglio. Inoltre, tutti i cani devono essere muniti di certificato di iscrizione all’anagrafe canina.
9) LA MEDAGLIETTA
Attaccate al collo del vostro cane o gatto una medaglietta con i vostri recapiti e l’indirizzo del luogo in cui starete in villeggiatura. Se l’animale dovesse scappare, chi lo trova potrebbe contattarvi con facilità.
10) NO ALL’ABBANDONO 
Ricordatevi che l’abbandono del cane o del gatto è un reato punito dal codice penale (art. 1 comma 3 Legge 189/2004) : “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro”. Info: poliziadistato.it
 
RAVENNA TODAY
13 LUGLIO 2015
 
"Aiuto, il mio animale sta male": quasi mille chiamate nel 2014
 
Alte temperature e umidità possono provocare disagi e problemi non solo alle persone ma anche agli animali da compagnia. Per questo è attivo il servizio di emergenza veterinaria per animali da compagnia, a cura dell'Associazione Guardia Medica Veterinaria
Alte temperature e umidità possono provocare disagi e problemi non solo alle persone ma anche agli animali da compagnia. Per questo è attivo il servizio di emergenza veterinaria per animali da compagnia, a cura dell’Associazione Guardia Medica Veterinaria (formata da Ordine dei veterinari, Ausl e Ordine dei farmacisti) in convenzione con il Comune – assessorato ai Diritti degli animali. Il servizio, a pagamento con tariffe libere applicate dai professionisti, è attivo nei giorni feriali dalle 20 alle 6 del giorno successivo; nei giorni prefestivi e festivi dalle 13 del prefestivo alle 7.30 del giorno feriale successivo. Chiamando i numeri 0544.286125 o 0544.286126 verrà fornito il numero del medico veterinario reperibile. I 13 veterinari aderenti l’anno scorso al servizio hanno ricevuto circa novecento chiamate ed eseguito oltre cinquecento visite.L’importanza del servizio e della sua promozione è stata ribadita questa mattina nel corso di una conferenza stampa in municipio. “In un contesto che vede gli animali diventare sempre più importanti nella vita delle persone – ha sottolineato l’assessora ai Diritti degli animali Giovanna Piaia – questo si configura come un servizio pubblico a tutti gli effetti, che non si traduce solo in vere e proprie visite ma anche in attività di informazione e sensibilizzazione. E’ una buona prassi che ci impegniamo a far conoscere sempre di più, anche attraverso la distribuzione di materiali informativi nella sede dell’anagrafe, degli uffici decentrati e turistici, nelle farmacie e in altri luoghi”.
Tra gli altri sono poi intervenuti il veterinario Gianmaria De Cesare, presidente dell’Associazione Guardia Medica Veterinaria, che ha sottolineato come quello di Ravenna sia uno dei pochi Comuni che garantiscono tale servizio a livello regionale e come l’Associazione si impegni, oltre che nel servizio di guardia medica, alla sensibilizzazione dell’utenza nei confronti di importanti questioni di salute pubblica quali controllo delle nascite e lotta al randagismo. Diana Venturini, direttore unità operativa Sanità Animali dell’Ausl, ha illustrato i servizi veterinari svolti dall’Ausl – tra i principali l’intervento in caso di incidenti stradali nei quali sono coinvolti mezzi per il trasporto di animali vivi e gli interventi in casi di maltrattamento – e ribadito l’importanza della collaborazione con l’Associazione, tra l’altro per la trasmissione di informazioni sulla corretta gestione del rapporto uomo – animale. Anche Domenico Dal Re, presidente dell’Ordine dei farmacisti, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con l’Associazione, in primis nella diffusione di notizie relative al servizio, sottolineando come la farmacia sia uno dei primi presidi ai quali si rivolge la cittadinanza anche per quanto riguarda la salute dei propri animali e quindi come sia importante che nelle farmacie i cittadini trovino ascolto e risposte anche in questi casi.
“In molti casi – si legge nella relazione 2014 dell’Associazione Guardia Medica Veterinaria - l’intervento medico è stato indispensabile ed efficace per salvare la vita ai pazienti.
La maggior parte delle chiamate (oltre il 60 per cento) provenivano dal comune di Ravenna, tuttavia abbiamo ricevuto numerose chiamate da Bagnacavallo, Cervia, Fusignano, Alfonsine, Faenza, Lugo, Cesenatico, Massa Lombarda e da altri comuni del circondario.
Molti utenti si trovavano in vacanza nel territorio e, soprattutto nel periodo estivo hanno usufruito del servizio esternando approvazione per l’ottima organizzazione e per la professionalità dei medici veterinari coinvolti nell’iniziativa. Molti sono stati i giudizi di approvazione per il coinvolgimento dell’amministrazione comunale nell’iniziativa e per l’alto grado di civiltà dimostrato dal Comune di Ravenna, che ha sostenuto l’associazione guardia medica veterinaria”.
 
HUFFINGTON POST
13 LUGLIO 2015
 
Se amate gli animali, eccone 5 su cui non dovreste mai salire (FOTO)
 
Un'escursione nella giungla sul dorso di un elefante, o divertirsi tra le onde con un delfino può sembrare il massimo dell'avventura, gioia e armonia con la natura. Sfortunatamente per i molti animali sfruttati dall'industria che sta dietro al turismo di massa - o assaltati nel loro habitat da umani in cerca di brivido - quest'esperienza è piuttosto il contrario. Ecco i 5 animali che sarebbe meglio non cavalcare.
Elefanti
Salire su un elefante è in cima alla lista delle cose da fare per ogni amante degli animali attirato da queste creature maestose e intelligenti, ma gli appassionati di elefanti sono per lo più ignari della crudeltà che sta dietro le pittoresche foto che dopo i loro giri pubblicano su Instagram.Secondo un veterinario del Centro di tutela degli elefanti Dak Lak in Vietnam, gli elefanti usati per i giri turistici sono così sfruttati che muoiono prematuramente a causa di stress e sfinimento. E gli elefanti in cattività in altri paesi non se la passano tanto meglio. Nel 2011 il fotogiornalista Brent Lewin immortalò a Burma due lavoratori che picchiavano un cucciolo di elefante durante una sessione di "addestramento" prima che l'animale venisse trasportato in Thailandia. NBC riporta che, i lavoratori del settore tengono abitualmente legati, maltrattano e privano del cibo i giovani animali cresciuti in libertà secondo una prassi chiamata "crush", "distruzione" - inteso nel senso dell'annientamento dello spirito dell'animale con l'obiettivo di assoggettarlo al volere umano. Il fotografo notò anche che la madre degli elefanti maltrattati, vicina all'accaduto dovette essere legata perché si agitava nel tentativo di aiutare i suoi cuccioli.Talvolta i genitori dei giovani elefanti vengono semplicemente uccisi. I bracconieri sparano frequentemente gli elefanti adulti in branco per catturare più facilmente i piccoli, secondo un servizio sul monitoraggio della fauna selvatica condotto nel 2014 dal network TRAFFIC.Anche dopo "l'addestramento" iniziale, la vita per gli elefanti usati per i giri turistici può essere estenuante. Stando all'Humane Society International, gli animali in cattività sono sistematicamente privati di ogni contatto con gli altri animali, incatenati per lunghe ore e lasciati con ferite mai curate.Anche le agenzie di viaggi si stanno rendendo conto che la cavalcata sugli elefanti non è in realtà come generalmente ci si aspetta. L'anno scorso, per esempio, Intrepid Travel eliminò i giri sugli elefanti dal suo pacchetto viaggi dopo aver condotto una "dettagliata ricerca" nell'industria attraverso la collaborazione con il gruppo non-profit World Animal Protection.Se proprio volete vedere gli elefanti da vicino durante i vostri viaggi, recatevi piuttosto nei "wildlife sanctuary" (letteralmente: santuari di vita selvaggia), dove gli elefanti vivono in una ricostruzione del loro habitat naturale.
Delfini
"Nuota con i delfini" è un'attrazione in crescita che talvolta consente ai partecipanti di "cavalcare" un delfino tenendosi alla sua spina dorsale; tuttavia è stata additata da numerosi gruppi di animalisti come pericolosa e brutale per questi intelligenti mammiferi marini.Per animali che sono abituati a nuotare per più di 65 km ogni giorno e che sono in costante interazione sociale tra loro, la vita in cattività nell'industria del divertimento è avvilente."I delfini in cattività sono costretti a nuotare in cerchio senza fine in un habitat artificiale, interagire con delfini sconosciuti se non di altre specie e attenersi a comportamenti che sono innaturali è in certi casi molto doloroso", scrive la World Animal Protection. I delfini che non sono liberi mostrano spesso chiari segni di stress e tensione, come nuotare in tondo o galleggiare immobili vicino alla superficie dell'acqua.Fuori dagli Stati Uniti la maggior parte dei programmi "nuota con i delfini" impiega animali cresciuti in libertà; il passaggio dalla vita selvatica alla cattività è altamente traumatico e può causare la morte per stress in alcuni esemplari, stando ai dati raccolti dall'Human Society International.Questo non significa tuttavia che la vita sia migliore per i delfini cresciuti direttamente nelle piscine. Un ex-addestratore delle Bahamas, intervistato da The Dodo, racconta che ha visto madri in cattività che tentavano volontariamente di affogare la propria prole appena nata. Secondo lui ed i suoi colleghi la mamma-delfino lo voleva fare per impedire che i suoi piccoli vivessero una vita di prigionia.
Lamantini
Nonostante sia illegale disturbare o dare fastidio ai lamantini, secondo il "Florida Manatee Sanctuary Act", una legge volta a proteggerli, di tanto in tanto c'è ancora qualcuno che prova a fare un giro su questi pacifici mammiferi marini.Farlo potrebbe costarvi una multa di 500 dollari o un massimo di 60 giorni in galera, ma questo non è l'unico motivo per cui dovreste trattenervi dal saltare a cavallo di un lamantino; l'associazione della Florida "Save the Manatee" (Salviamo i lamantini) afferma che venendo in contatto con questi animali, l'uomo rischia di alterare negativamente i loro comportamenti e le loro abitudini. Essi potrebbero cambiare i loro soliti percorsi per tentare di evitare gli umani, andando a finire in aree potenzialmente pericolose dove potrebbero venire colpiti o feriti dalle barche. Inoltre, nuotando vicino a un lamantino, potreste senza volere allontanare una madre dai suoi piccoli o viceversa.
Struzzi
Le gare di corsa e le cavalcate sugli struzzi sono una delle più grandi attrazioni turistiche in Sud Africa, ma l'Associazione delle Agenzie di Viaggi Britanniche (Association of British Travel Agents) suggerisce di non sostenere né incoraggiare più queste attività.
Il fatto è molto semplice: gli struzzi non sono costruiti per sostenere il peso di un essere umano, e, sempre secondo la Association of British Travel Agents, "è presumibile che questa pratica danneggi la fisiologia degli animali ed abbia implicazioni negative sulla loro salute, sostiene l'associazione nel suo rapporto".
Cani
È vero, i cani non sono animali selvatici ma non sono nemmeno preparati a reggere il peso di un essere umano, e nemmeno di un bambino. Anche se su YouTube spopolano i video (carini ammettiamolo) di bimbi a cavalcioni dei loro cani, questo presenta dei rischi anche per i bambini."Il fatto che un bambino salga sulla schiena del proprio cane di famiglia può essere molto pericoloso sia per l'animale che per il bambino, anche se il cane appartiene a una di quelle razze molto grandi", raccontava a The Stir nel 2010 la dottoressa Sarah Bassman della Cornell University's College of Veterinary Medicine. "I muscoli dorsali del cane non sono abbastanza forti e non sono programmati per portare un passeggero; quest'attività può danneggiare quindi il loro funzionamento".Non perdete d'occhio i vostri bimbi quando sono con il vostro cane, e soprattutto insegnate loro che un cane non è un cavallo.
FOTO
 
GEA PRESS
13 LUGLIO 2015
 
Tailandia – Carne di cane. Il superstite sbucato tra i sacchi da macello

 
Un ritrovamento avvenuto a seguito dell’intervento della Polizia Tailandese e una squadra sotto copertura di Soi Dog Foundation, una ONG specializzata nella salvaguardia degli animali.Una spedizione di cani per il macello, purtroppo ormai uccisi, che è stata intercettata al confine con il Laos.Stante quanto diffuso dall’ONG, un cane ancora in vita sarebbe sbucato da sotto i sacchi di juta contenenti i suoi compagni morti. Il tutto all’interno di un carrello da traino.Il cane in vita, i sacchi contenenti quelli morti e lo stesso carrello sono stati posti sotto sequestro mentre i responsabili della spedizione sono stati interrogati dalla polizia. Si vuole capire quali sono gli anelli di un traffico che in Tailandia coinvolge un’area relativamente ristretta nei pressi del confine nord orientale. Il prelievo dei poveri animali è più che altro destinato ad alcuni paesi vicini.Il cagnolino ancora in vita, riferisce la nota di Soi Dog Foundation, si è visto letteralmente strisciare  sotto i compagni morti. Con il respiro affannato oltre che visibilimente spaventato e disidradato.Il cane è stato ricoverato a cura dell ONG che torna a chiedere aiuto per i numerosi interventi condotti nel paese. Tra questi una diffusa compagna di sensibilizzazione che ha dato, in termini di segnalazioni, buoni risultati.
 
GEA PRESS
13 LUGLIO 2015

Indonesia – Il piccolo Orango nella valigia. Il trafficante condannato a due anni di prigione

 
E’ stato condannato  a due anni di prigione e al pagamento di una multa equivalente a circa 750 dollari, il trafficante di fauna selvatica  arrestato lo scorso aprile nell’isola di Sumatra (vedi articolo GeaPress).Il commerciante di animali era stato trovato in possesso di un piccolo  Orango chiuso all’interno di una valigia, ma i sospetti della polizia si concentrarono anche sul possibile contrabbando di diverse specie di fauna protetta. Tra queste anche Gatti selvatici, Gibboni di Giava e piccoli di coccodrillo.Le indagini hanno portato ad accertare che l’uomo tratto in arresto era inserito in un ben più ampio canale di commerci di fauna selvatica che dalla provincia occidentale indonesiana di Aceh, portava fino al nord di Sumatra, ove avvenne l’arresto. Il valore commerciale di un piccolo orango viene stimato al mercato nero fino a 1300 dollari, ma i prezzi tendono ovviamente a salire fino alla destinazione finale.Putroppo vi sono casi di piccoli di Oranghi trovati orfani a seguito dei disboscamenti della foresta. In questo caso, però, non è stata resa nota l’esatta provenienza della scimmia, ora affidata ad un centro di recupero.
 
GREEN STYLE
13 LUGLIO 2015
 
Altro cane rinvenuto con le fauci legate
 
Si ricorderà di certo la storia di Caitlyn, il docile cane rinvenuto negli Stati Uniti con le fauci bloccate da nastro isolante, soccorso immediatamente dall’Animal Society di Charleston e oggi finalmente sulla via della guarigione. Purtroppo la triste vicenda sembra essersi ripetuta: i media statunitensi stanno infatti ribattendo la notizia di un esemplare di razza Pastore Tedesco, rinvenuto a sua volta con la mascella bloccata da del nastro adesivo. Il tutto sarebbe accaduto in quel di Denver. Il cane, una femmina di circa 8 mesi, è stato rivenuto da una passante nei pressi di South Platte River Drive e Huron Street. Le condizioni del ritrovamento sono sembrate sin da subito drammatiche: non solo le fauci chiuse da diversi strati di nastro isolante bianco, ma anche le zampe legate fra loro, affinché l’animale non potesse alimentarsi, scappare o trovare un riparo. Stando quanto riportato dalle fonti statunitensi, il quadrupede si trovava lo scorso sabato in uno stato di sofferenza, nonché completamente bagnato. Trasportato immediatamente al Denver Animal Shelter, dove sono state somministrate tutte le cure del caso, il Pastore Tedesco dopo cinque giorni sarà inserito nella lista degli animali adottabili. L’esemplare non dispone di un microchip, quindi non è possibile identificare il proprietario originale, mentre a livello locale è stata organizzata una raccolta di informazioni nella speranza che qualcuno possa fornire delle indicazioni utili al tragico gesto. Qualora il colpevole venisse identificato, rischia fino a un anno di carcere e una multa di circa 1.000 dollari per maltrattamento di animali.Sembra abbastanza evidente come, così nel precedente caso della piccola Caitlyn, l’atto deliberato sia stato perpetrato da qualcuno desideroso di sbarazzarsi del cane, abbandonandolo al suo destino e condannandolo alla morte. Se non fosse stato identificato dai passanti, infatti, l’animale sarebbe incorso nel decesso per l’impossibilità sia di nutrirsi che di sfuggire dal caldo diretto del sole.
 
IL SECOLO XIX
13 LUGLIO 2015

Scoperte 3800 tartarughe rare vive in un magazzino cinese nelle Filippine

 

Gli esperti erano convinti, fino al mese scorso, che al mondo fossero rimaste meno di 3.000 tartarughe della Foresta Filippina. E invece sono rimasti scioccati quando ne hanno trovate più di 3.800 dentro ad un magazzino di proprietà di alcuni cinesi, nelle Filippine. Le hanno trovate in un contenitore di cemento, ammucchiate una sopra all’altra. Non potevano accedere all’acqua, avevano i gusci rotti, problemi alla pelle, infezioni alle ossa, erano disidratate e con numerose malattie.
«Quando le abbiamo scoperte era il caos, sembrava un incubo – dice Rick Hudson, presidente del Tsa, (Turtle Survival Alliance) –. Le tartarughe stavano morendo, e abbiamo il sospetto che abbiano vissuto in queste terribili condizioni per almeno sei mesi». Sono stati infatti i volontari ed esperti del Tsa, insieme ad altri e sostenitori delle testuggini di tutto il mondo, a salvare gli animali.
Delle 3.800, quasi 3.000 sono state rimesse in libertà in breve tempo. Le altre ottocento sono state trattenute per essere curate. Un centinaio sono morte durante il salvataggio, e 246 sono rimaste in terapia intensiva. Loro appartengono ad una specie molto particolare: non riescono a vivere in cattività e neanche a contatto con altre simili. E la conseguenza del loro essere solitarie, le può portare a combattimenti e stress.
Se da un lato la scoperta delle 3.800 tartarughe, che erano un “mito” per il ventesimo secolo siccome era un’impresa quasi impossibile riuscire ad avvistarle, è stato un avvenimento positivo per la conservazione della specie, dall’altro ha però attratto anche molti cacciatori. «Le testuggini filippine hanno un prezzo altissimo sul mercato internazionale, vista la loro rarità – spiega Rick Hudson -. E i cinesi stanno cercando di catturarle in tutto il mondo per la loro carne, o per venderle ai collezionisti».
http://www.lastampa.it/2015/07/13/societa/lazampa/animali/scoperte-tartarughe-rare-vive-in-un-magazzino-cinese-nelle-filippine-Cfq39EdB8mXGyBkyGs3NGM/pagina.html

 
MESSAGGERO VENETO
14 LUGLIO 2015
 
Rapiscono un cane e lo uccidono a botte
Fontanafredda: Pepito trovato in una canaletta, un anno fa era stato accoltellato. La proprietaria: «Trovate i responsabili» di Miroslava Pasquali
 
FONTANAFREDDA (PN). Hanno approfittato dell’assenza dei padroni di casa per introdursi nell’abitazione e rapire il loro cagnolino. L’hanno portato fuori e, dopo averlo barbaramente picchiato, lo hanno abbandonato ormai in fin di vita sul ciglio della strada, in una canaletta poco distante.È questo il terribile destino cui è andato incontro Pepito, meticcio di piccola taglia appartenuto a una famiglia di Vigonovo che non riesce a darsi pace per l’accaduto, tanto meno a trovare una giustificazione per un episodio di violenza per il quale invoca giustizia.«Abbiamo presentato denuncia ai carabinieri per uccisione di animale – racconta la proprietaria di Pepito –. È stato aggredito e ammazzato quando eravamo assenti».I fatti risalgono alla notte tra sabato e domenica: in quelle ore una o più persone, non ancora individuate, sono entrate in azione per compiere l’atrocità sulla bestiola. «Un vero e proprio accanimento – lo descrive la donna –, certificato dalla veterinaria che ha constatato il decesso e confermato le percosse subite dalla bestiola. Non ho parole per definire la persona che ha usato tanta violenza su un cagnolino. È da vigliacchi. Non si può lasciare impunita tale brutalità. Ho due bambine, la stanno vivendo molto male».I padroni non si capacitano di quanto successo e non sanno spiegare quale potrebbe essere stato il motivo scatenante, il movente, di questo gesto inaccettabile.Chi potrebbe aver avuto interesse ad accanirsi contro un quattrozampe di piccola taglia, coccolato dalla famiglia che lo accudiva e sempre custodito all’interno di un’abitazione? Si spera che a questa domanda possano presto dare risposta le forze dell’ordine che hanno accolto la denuncia della donna e del marito. La casa dalla quale è stato sottratto Pepito si trova in una zona piuttosto isolata di Vigonovo, con poche case attorno. Nessuno, stando ai primi riscontri, pare essersi reso conto di nulla.A rendere ancora più triste e inquietante la vicenda è il fatto che la bestiola era già stata vittima in passato di una brutale aggressione, alla quale era sopravvissuta grazie alle amorevoli cure della famiglia fontanafreddese.Era il 1º settembre del 2014 quando l’animale veniva colpito ripetutamente con un’arma da taglio poiché con il suo abbaiare aveva disturbato i piani di qualcuno che si era introdotto furtivamente in casa. «Quello che avevano iniziato a settembre lo hanno finito qualche notte fa», lo sfogo della proprietaria, che ipotizza un collegamento tra i due episodi. Raccontare questa atrocità non riporterà indietro alla famiglia l’amato cagnolino, «ma perlomeno servirà a sensibilizzare le persone, aprendo loro gli occhi su situazioni di inaccettabile violenza».
FOTO
 

CASTEDDUONLINE
14 LUGLIO 2015

La triste storia di Nastrino, il cagnetto "incerottato" dai balordi
Un 4 zampe legato con il materiale che si utilizza peri tubi idraulici, trovato nel Cagliaritano: ecco a cosa può arrivare la cattiveria nei confronti degli animali.Il cane resterà mutilato a una zampa

 

SARDEGNA - Lui è Nastrino....e queste sono le sue condizioni. È stato incerottato con il teflon che si usa per I tubi idraulici.... le sue condizioni non sono gravissime ma tutte le ferite sono infette ed il nastro è stato stretto talmente tanto che una zampa ha riportato seri problemi. È stato abbandonato così, nel Cagliaritano ed è stato trovato da una ragazza che si è rivolta alla Bau Club. Questo cane rappresenta l'ignoranza che ancora dilaga nei confronti degli animali, ignoranza che arriva alla crudeltà. -

 
NEL CUORE.ORG
14 LUGLIO 2015
 
IMOLA, FRASE-CHOC DELL'ASSESSORE: ABBATTIAMO I CANI IN ESUBERO
Scoppia la polemica. E c'è chi ha scritto al Comune
 
"I cani in esubero si abbattono, dopo un periodo di tempo nel canile". Questa frase dell'assessore al Bilancio del Comune di Imola, Antonio De Marco. Il video è diventato virale, l'opposizione e gli animalisti si sono infuriati e a poco sono valse le immediate smentite del collega all'Ambiente, Davide Tronconi. Poi la replica dell'assessore De Marco - come scrive 'il Resto del Carlino', ha ammutolito l'aula: "I cani in esubero si abbattono dopo un periodo di tempo nel canile. Faccio fatica a pensare di dare un contributo a chi si prende un cane". Poi una cittadina ha scritto all'amministrazione comunale chiedendo come sia possibile che in una città come Imola "l'assessore al Bilancio non conosca le leggi italiane". Il collega all'Ambiente ha provato a dire: "I cani non li abbattiamo mai". Ma ormai la frittata era già servita a tavola.
 
IL TIRRENO
14 LUGLIO 2015
 
Lancia il cane dalla finestra durante un litigio
Pieve a Nievole: denunciato un cinquantenne per maltrattamento, il meticcio è ancora in prognosi riservata
 
PIEVE A NIEVOLE (Pistoia). Un litigio in famiglia sembra essere all’origine del triste episodio che ha avuto per involontario e malcapitato protagonista un cane, che ha rischiato la vita.
Nella mattinata di lunedì 13 i carabinieri   del nucleo operativo  di Montecatini sono intervenuti a  Pieve a Nievole, dove era stato segnalato un caso di maltrattamento nei confronti  di un cane. Giunti i militari hanno   appurato che un cane meticcio era stato lanciato dalla finestra di un appartamento al primo piano dal proprietario, un uomo di 50 anni, italiano.  Il cane, in  seguito della caduta ha  riportato lesioni gravi, ed è stato   immediatamente ricoverato in una clinica veterinaria, dove si trova ancora ricoverato  in prognosi riservata. Pare che all’origine di quel folle gesto ci sia stato un momento di follia, in seguito a un litigio familiare, e del quale ha fatto le spese proprio il cagnolino, che non c’entrava nulla.Il proprietario è stato perciò denunciato  per maltrattamento di animali.
 
CORRIERE.IT
14 LUGLIO 2015
 
Uccisero cane a bastonate, vengono sponsorizzati da Ciboprossimo: «massacrati» sui social
Ciboprossimo è finito nella bufera per aver sponsorizzato l’attività di Giacomo e Domenico Romelli, noti per aver massacrato un cane a bastonate lo scorso luglio
 
di Vittorio Cerdelli
 
Migliaia di condivisioni, centinaia di commenti e altrettanti insulti (poi cancellati). Ciboprossimo, seguitissimo progetto sociale dedicato ai prodotti biologici e all’agricoltura sostenibile, è finito nella bufera per aver sponsorizzato l’attività di Giacomo e Domenico Romelli, proprietari della malga Bazena di Breno e tristemente noti per aver massacrato un cane a bastonate lo scorso luglio.
«Il finto sorriso di un assassino» spopola sui social
Il «movente» dei pastori, incriminati da una sequenza fotografica diffusa al quotidiano Bresciaoggi da un escursionista? Il cane, di un anno e mezzo, non ubbidiva come gli altri esemplari, e il meticcio è crollato a colpi di pietre e bastonate. La vicenda, che risale a luglio 2014, è tornata prepotentemente d’attualità negli ultimi giorni. Navigando sul portale di Ciboprossimo, tra sostenitori dell’agricoltura sostenibile e splendidi paesaggi bucolici, la signora Maria Giovanna de Franco di Catania nota che il progetto sponsorizza l’azienda agricola di Romelli padre e figlio. Addirittura compare il faccione di Giacomo Romelli intento a tagliar formaggi. Troppo per la signora e, tastiera alla mano, scoppia il finimondo. «Uccise a bastonate il cane moro, ora pubblicizza la sua azienda su Facebook, massima condivisione, che tutti sappiano», il testo pubblicato dalla signora con relativo collegamento all’articolo della storia e al sito web di Ciboprossimo. In poche ore le condivisioni diventano migliaia, e ai gestori del portale non rimane che cancellare il contenuto sotto accusa e i commenti dai toni forti degli utenti. La storia è però ormai virale. «Il finto sorriso di un assassino» spopola sui social e la signora attacca: «Il soggetto incriminato continua a produrre e vendere prodotti a distanza di un anno dalla barbara esecuzione, ci aspettiamo una condanna esemplare. Il sindaco aveva dichiarato che avrebbe revocato la licenza di pascolo, come possono questi signori pubblicizzare i loro prodotti?».
Il portale: «È nato tutto da un equivoco»
A Breno, nonostante l’attacco a caldo ai pastori del sindaco Farisoglio («Sono sconvolto, non possiamo restare con le mani in mano», aveva detto a luglio) non è cambiato nulla. Il procedimento non è ancora partito, e dopo avere chiesto un parere legale pubblicato sull’home page del comune il primo cittadino ha dovuto fare, per il momento, dietrofront. «Non possiamo sfrattarli dalla malga, quando il procedimento penale partirà ci costituiremo parte civile. Fino a quel momento non possiamo fare nulla. La nostra posizione non cambia». Il portale ammette invece il passo falso: «È nato tutto da un equivoco, non eravamo a conoscenza del fatto increscioso e speriamo che gli utenti lo comprendano. Puntiamo all’eccellenza dell’agricoltura e non siamo complici di persone incontrate nella nostra avventura».
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NEL CUORE.ORG
14 LUGLIO 2015
 
CAVALLO FERITO AL PALIO DI CASTEL MADAMA: "COLPA DELLA FOLLIA UMANA"
Lav protesta dopo l'ennesimo incidente
 
Roma - Un altro cavallo rimasto vittima della "follia umana": Pokemon del Rione Empolitano stava correndo durante il Palio di Castel Madama quando improvvisamente e' caduto. "La corsa e' proseguita incurante del cavallo rimasto a terra in mezzo alla pista, con altri tre cavalli in corsa di cui uno senza fantino". A dieci giorni dal Palio di Siena la Lav di Roma invia una richiesta di accesso agli atti e chiede di conoscere lo stato di salute del cavallo infortunato: "Un incidente prevedibile ed evitabile non e' piu' un incidente ma una condanna a morte. Chiediamo al Sindaco del Comune di Castel Madama e al Servizio veterinario di Tivoli di conoscere lo stato di salute del cavallo Pokemon e dove si trova".Infatti, "non smetteremo mai di condannare le manifestazioni che coinvolgono animali in feste, sagre e palii, in nome di non meglio specificate 'tradizioni storico-culturali' che non sono altro che una mera giustificazione per altri interessi- prosegue la Lav- I circuiti su cui corrono i cavalli nei palii sono pericolosi nonostante l'adozione dei sistemi di sicurezza previsti dall'Ordinanza del Ministero della Salute, in vigore dal 2009. Il rischio di cadute, azzoppamenti e morte per i fantini e i cavalli resta sempre alto. I cavalli vengono lanciati in una corsa sfrenata, frustati, su percorsi spericolati e al limite della loro resistenza fisica".
 
GEA PRESS
14 LUGLIO 2015
 
CASTEL MADAMA (RM) – Incidente al Palio (VIDEO) e la zampa penzoloni
La LAV chiede di conoscere lo stato di salute del cavallo
 
Domenica scorsa a dieci giorni dal Palio di Siena, un altro cavallo è rimasto vittima di un incidente. Secondo  la LAV di Roma si tratterebbe del cavallo Pokemon del Rione Empolitano, caduto mentre stava correndo il Palio locale.“Non smetteremo mai – riporta la LAV di Roma – di condannare le manifestazioni che coinvolgono animali in feste, sagre e palii, in nome di non meglio specificate ‘tradizioni storico-culturali’ che non sono altro che una mera giustificazione per altri interessi”.Ad avviso della LAV romana  i circuiti nei quali corrono i cavalli nel corso dei palii, sarebbero pericolosi nonostante l’adozione dei sistemi di sicurezza previsti dall’Ordinanza del Ministero della Salute, in vigore dal 2009. Il rischio di cadute, prosegue la LAV, azzoppamenti e morte per i fantini e i cavalli resterebbe sempre alto.Secondo gli animalisti, il Palio di Castel Madama potrebbe rappresentare una valida occasione di condivisione di valori cittadini se solo riuscisse a liberarsi dall’utilizzo degli animali. Il crescente numero di persone sensibili alla sofferenza degli animali esige un cambiamento nelle modalità di svolgimento dei festeggiamenti, così come è accaduto in altri Comuni italiani, quali ad esempio Pontevico (BS), Lodi e Barlassina (MB).Nel video inserito su You Tube, si vede il cavallo  con la zampa anteriore destra che non poggia più a terra. Dopo alcuni giri di pista la corsa viene interrotta, mentre alcune persone, mandato via il fantino, tentano di allontanare il cavallo che però cade nuovamente a terra. Nel filmato, la zampa anteriore destra sembra piegata di netto.“Un incidente prevedibile ed evitabile non è più un incidente ma una condanna a morte – dichiara la LAV di Roma – Chiediamo al Sindaco del Comune di Castel Madama e al Servizio veterinario di Tivoli di conoscere lo stato di salute del cavallo Pokemon e dove si trova”.
VIDEO
 
ROMAGNA NOI
14 LUGLIO 2015
 
Imola (BO)
Tutti contro De Marco per i “cani da abbattere”
La soluzione dell'assessore per quelli "in esubero" scatena le polemiche
 
IMOLA - "Premesso che i cani in esubero si abbattono dopo un periodo di tempo che sono nel canile, faccio fatica a pensare di dare un contributo a chi si prende un cane”. Parole testuali dell’assessore Antonio De Marco lo scorso mercoledì, dopo 4 ore e 10 minuti di Consiglio comunale in un caldo asfissiante. Gli sono scappate, forse perché l’argomento toccato da Daniele Baraccani, consigliere del M5s, in quel momento gli aveva fatto... girare un po’ di cose. Il pentastellato aveva presentato una mozione affinché il Comune prevedesse un contributo in sgravi fiscali a chi adotta un cane dal canile: succede in altre parti d’Italia e, con quel che costa mantenere un cane, all’Ente pubblico conviene. Il Movimento 5 Stelle i conti li aveva fatti bene, ma la proposta non è stata capita (beneficio per le casse comunali e una famiglia per il quadrupede) e tra qualche risolino bocciata dalla maggioranza che ha pure bacchettato Baraccani con un “pensiamo prima alle persone”. Nei giorni scorsi ha tenuto banco la sostanza dell’argomento, poi si è pensato a quanto aveva detto l’assessore, e giù altra polemica.
“Il presidente della Giunta regionale richiami a più miti consigli l’assessore alla gestione economica del Comune di Imola e disponga un’immediata verifica delle gestione del canile comunale -  chiede il consigliere regionale imolese della Lega Nord Daniele Marchetti -. Le sue affermazioni contravvengono non solo la morale civile ma anche le normative. Penso alla Legge regionale 27 del 2000 ‘Norme per la tutela ed il controllo della popolazione canina e felina’, che vieta l’abbattimento degli animali se non in casi di rabbia, di comprovata pericolosità o per interventi attuati dalle Province per la riduzione del numero dei cani inselvatichiti”.
“Con le sue parole De Marco offende e vanifica il lavoro di operatori/trici e volontari/e di canili e gattili - tuona una nota del Centro sociale autogestito Brigata 36 - che, ogni giorno, si prendono cura dei randagi con il massimo impegno e dedizione nella prospettiva di adozioni, non certo di soppressioni”.
VIDEO
 
GEA PRESS
14 LUGLIO 2015
 
Napoli – Gatti abbandonati nelle casse di plastica
Intervento dell'ENPA. La mail per le segnalazioni

 
Un ritrovamento effettuato dagli Agenti del Nucleo delle Guardie Zoofile dell’ENPA di Napoli: cassette contenenti gatti vivi.Sono state individuate in un campo abbadonato. I gatti, riporta l’ENPA di Napoli, erano letteralmente imprigionati, senza acqua e cibo. I micetti erano inavvicinabili.Nonostante ciò gli animali si presentavano in discrete condizioni di salute, un fatto, questo, che fa presupporre un recente abbandono. Purtroppo nei luoghi non è stato individuato alcun responsabile dell’incredibile abbandono. Se non fossero stati liberati, i gatti sarebbero sicuramente morti a causa dell sole cocente e la mancanza d’acqua.Nella zona continueranno i sopralluoghi delle Guardie dell’ENPA. Questa la mail diffusa per le segnalazioni: napoliguardienpa@hotmail.it
 
LAV
14 LUGLIO 2015

MUCCA "A TERRA" MALTRATTATA. NUOVO CASO IN CASSAZIONE

“Una vicenda di efferata crudeltà, per la quale chiediamo giustizia”: con queste parole descriviamo la fine inflitta da un allevatore-trasportatore piemontese a una mucca ferita, non deambulante, trascinata durante lo scarico fuori il macello Inalca di Ospedaletto Lodigiano, nel 2008. Sulla vicenda dovrà esprimersi la Corte di Cassazione, presso la quale oggi si terrà l’udienza di discussione, in seguito al ricorso presentato dall’allevatore-trasportatore, già rinviato a giudizio per i reati di abbandono e maltrattamento, aggravato dalla morte della mucca.
L’uomo, infatti, dapprima assolto dal Tribunale di Lodi, nel 2014 fu condannato dalla Corte d’Appello di Milano che, pur dichiarando prescritto il reato di abbandono, condannò l’imputato per il reato di maltrattamento, alla pena di mesi 6 di reclusione e a 6.000,00 euro di multa, e a mesi 6 di sospensione dell'attività di trasporto degli animali, ex art. 544 sexies c.p.
“Siamo fiduciosi che i Supremi Giudici si esprimeranno con rigore anche su questa vicenda, del tutto simile ad un altro clamoroso caso, quello della mucca Doris non più in grado di camminare, che pochi giorni fa (fine giugno) ha visto la Corte di Cassazione confermare, per la prima volta, l’applicazione del delitto di maltrattamento di un animale trasportato verso il mattatoio, con la conferma della condanna di sei imputati: con questa pronuncia la Cassazione ha ribadito, senza alcun dubbio, che trascinare una mucca “da latte”, o qualsiasi altro animale, costituisce un reato e che simili prassi devono essere perseguite come dei veri e propri delitti. Questo nuovo caso avvenuto nel Lodigiano non fu meno violento: la mucca fu trovata dal veterinario in una pozza di sangue, ridotta in fin di vita dal suo aguzzino per la difficoltà di farla scendere dal camion, e quindi sottoposta ad eutanasia per mettere fine alla sua agonia.”
Foto di archivio LAV

 
TRENTINO
14 LUGLIO 2015
 
«Salvo dal rogo di casa solo grazie al mio cane» Il racconto di Marco Dietre, barista di Bocenago: stava dormendo nel soppalco della “casa da mont” quando è divampato l’incendio. Grazie anche ai pompieri

 
TRENTO. È salvo grazie al suo cane. E all’intervento provvidenziale di una turista che lo ha letteralmente «buttato fuori» dalla sua baita che stava andando a fuoco. Un doppio grazie che Marco Dietre, barista di Bocenago, vuole rendere pubblico. Perché, spiega, domenica poteva anche morire.Il tutto è avvenuto nella mattina in località Pozze dove l’uomo ha una «casa da mont». Erano circa le 10.30 quando l’incendio è divampato interessando la parte alta dell’abitazione e l’intervento dei vigili del fuoco di Bocenago e Spiazzo, i danni sono limitati. E Marco Dietre, che stava dormendo sul soppalco, è vivo. Ma a dare l’allarme è stato Rocky, il cane dell’uomo. Che è il primo a ricevere il grazie del suo padrone.«Avevo chiuso il bar alle 3.30 - racconta Dietre - e sono andato nella casa da mont assieme al mio cane. Ho mangiato un piatto di pasta, ho sistemato un po’ di cose e alle 8 sono andato a riposare sul soppalco in attesa di tornare al lavoro». Quando Dietre va a dormire, il cane non c’è: ma non è un fatto di cui preoccuparsi visto che conosce la zona e capita che faccia un giretto da solo. Verso le 10.30 parte l’incendio e Dietre non si accorge di nulla. «Dormivo - spiega - e poi probabilmente il fumo mi ha intontito». A rendersi conto del pericolo, è invece Rocky che si è comportato egregiamente. «Il mio cane - spiega ancora Dietre - ha visto il fumo, ha capito che la situazione era pericolosa ed è salito verso la strada alla ricerca di qualcuno da avvisare. Qui ha incontrato due turiste e ne ha spinta una - letteralmente, a forza di «musate» - verso la mia baita. La signora quando ha visto il fumo ha dato subito l’allarme ai vigili del fuoco e ha avuto anche il coraggio di entrare nella baita e svegliarmi. Io ero intontito dal sonno e dal fumo, e il suo intervento è stato provvidenziale».Dopo pochi minuti sul posto c’erano anche i vigili del fuoco che hanno lavorato per limitare i danni.Il grazie che arriva dal cuore di Marco Dietre e per tutti: per il suo Rocky, per la turista che non si è fatta spaventare dalle fiamme e per i pompieri che si sono messi subito al lavoro e hanno salvato la casa da mont. «Grazie - conclude il barista - all'intervento tempestivo dei pompieri di Bocenago e Spiazzo la casa è salva e grazie a Rocky e alla signora sono vivo, un grazie di cuore a tutti».
 
NEL CUORE.ORG
14 LUGLIO 2015
 
BRENDOLA (VI), IL SINDACO DA' L'OK ALL'ABBATTIMENTO DELLE NUTRIE
Sì anche a trappole per cacciatori e agricoltori
 
Il Comune di Brendola, in provincia di Vicenza, contro le nutrie. Il sindaco, Renato Cerona, ha emesso un'ordinanza per la loro eliminazione anche con il fucile per cacciatori e agricoltori. "A seguito delle numerose segnalazioni pervenute direttamente da cittadini che hanno ravvisato la presenza di esemplari dell'animale in molti punti - scrive il sindaco - e' al via un programma di controllo per il contenimento della popolazione". Il primo cittadino ricorda che la nutria possiede "un'elevata capacita' di dispersione, e un tasso riproduttivo molto elevato, con una media di 13,96 piccoli per femmina. Tali fattori, uniti alla conformazione del territorio di Brendola, caratterizzato da un fitto reticolo idrografico e dall'assenza di predatori specifici per la sua specie, ha consentito all'animale di proliferare indisturbato, divenendo fonte di molteplici minacce per la comunita'. In primis e' lo scavo delle gallerie dove si rintana, a rappresentare un rischio per la stabilita' delle arginature, comportando quindi contestuali criticita' idrogeologiche; la presenza di cunicoli sempre piu' estesi e' un pericolo inoltre anche per la staticita' delle arterie stradali, la cui eventuale manutenzione rappresenta un costo per la collettivita', senza dimenticare i pericoli per la viabilita' rappresentati da animali vaganti". Ma puo' anche - come se non bastasse - "arrecare gravi danni al settore primario e allo stato di conservazione di specie faunistiche autoctone, come confermato dalla Ulss 5". Cosi' l'amministrazione comunale ha disposto un'ordinanza in vigore dal prossimo 20 luglio e fino al 20 novembre per il contenimento della diffusione, "mediante cattura o abbattimento diretto con arma da fuoco da parte di personale in possesso di abilitazione". "In particolare, l'abbattimento diretto sara' consentito a cacciatori con patentino o agricoltori in possesso di porto d'armi nel perimetro territoriale di competenza, con carabina di piccolo calibro o o fucile con canna ad anima liscia e munizione spezzata. Il privato cittadino potra' procedere alla cattura e alla soppressione dell'animale, ma senza l'utilizzo di armi da fuoco ed evitando di infliggere all'animale inutili sofferenze". Ammessa la cattura con gabbie trappola, mentre e' severamente vietata la dispersione di veleni e rodenticidi non selettivi. "Un problema delicato - osserva Ceron - ma d'urgenza estrema per la nostra comunita'. Con questa ordinanza diamo modo ai cittadini di contare su una risposta efficace e ordinata".
 
NEL CUORE.ORG
14 LUGLIO 2015
 
GALLETTI: ORSI SPECIE PROTETTA, INIZIATIVE NELL'AMBITO DELLA LEGGE
Lo rivela in una nota il ministero dell'Ambiente
 
''Gli orsi sono una specie protetta, iniziative sono possibili solo nell'ambito della legge: la priorita' e' assicurare l'incolumita' delle persone attraverso la rigorosa osservanza delle regole vigenti''. Lo afferma in una nota il ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti. ''Il Ministero dell'Ambiente, come ho ribadito personalmente al presidente Rossi nella riunione del 16 giugno scorso, e' pronto a fornire alla Provincia di Trento, che a suo tempo ha promosso il progetto Life Ursus - afferma Galletti - la collaborazione delle strutture tecniche di Ministero e Ispra, attraverso un tavolo permanente, per affrontare in modo strutturale le problematiche legate alla gestione dell'orso nel territorio delle Alpi centrali. La priorita' ovviamente e' assicurare l'incolumita' delle persone attraverso la rigorosa osservanza del sistema di regole predisposte nell'ambito del Piano Interregionale PACOBACE che disciplina dettagliatamente misure ed interventi da adottare in presenza di animali pericolosi o dannosi''. Misure e interventi, precisa il ministro, che comunque ''devono tener conto che gli orsi sono una specie selvatica protetta che va gestita nell'ambito delle normative nazionali ed internazionali vigenti dalle autorita' territoriali competenti (Regioni e Province autonome). Ogni iniziativa che si muova nell'ambito delle leggi e dei regolamenti in vigore sara' sostenuto dal Ministero, cosi' come le modifiche dei PACOBACE attualmente allo studio per migliorare la gestione della comunita' degli orsi e la sicurezza degli abitanti della zona''. ''Siamo ovviamente pronti ad ogni ulteriore interlocuzione con la Provincia di Trento che sentiremo nei prossimi giorni in una gia' programmata teleconferenza. In questa fase ritengo necessaria la massima cautela il massimo senso di responsabilita', evitando - conclude - che si inneschino reazioni emozionali ed evitando che si crei un clima negativo nei confronti degli animali''.
 
AGI
14 LUGLIO 2015
 
Dal viaggio in auto al grande caldo, in vacanza con cani e gatti
 
Roma - Il caldo eccessivo, soprattutto se associato a un alto tasso di umidita', puo' essere molto pericoloso per gli animali domestici. Durante la stagione estiva la loro salute va quindi tutelata ancora di piu'. In estate, infatti, anche gli animali domestici, come l'uomo, possono andare incontro al colpo di calore o al colpo di sole che puo' mettere seriamente in pericolo la vita del nostro amico.
Il Ministero della Salute, in un decalogo, spiega che cani, gatti, piccoli animali d'affezione e uccelli non sudano e la loro termoregolazione avviene mediante un sistema di "raffreddamento ad aria" che consiste nel ventilare con piccoli e frequenti atti respiratori in modo da far passare velocemente l'aria sulle superfici umide del cavo orale e determinare cosi' la dispersione del calore.Sono piu' predisposti al colpo di calore/di sole i cuccioli, gli animali anziani, le razze brachicefale (es.bulldog, gatti persiani ecc), gli animali obesi e quelli affetti da malattie cardiocircolatorie e dell'apparato respiratorio.Bastano pero' dei semplici ma importanti regole per passare insieme un'estate serena e in salute: non lasciare cani, gatti e altri animali in macchina (non e' sufficiente lasciare i finestrini un poco aperti e neanche parcheggiare all'ombra perche' l'abitacolo si riscalda rapidamente anche perche' l'animale con l'iperventilazione emana a sua volta calore); non lasciare i cani legati in luoghi esposti alla luce solare diretta; assicurarsi che gli animali abbiano sempre a disposizione dell'acqua fresca; evitare di portarli a spasso nelle ore piu' calde della giornata (fa male anche all'uomo); portare i cani in spiaggia solo se ci sono condizioni favorevoli (es.ventilazione, ombra); Ecco cosa fare nel caso in cui si sospetta un colpo di calore: spostare l'animale rapidamente dal luogo in cui si e' verificata l'ipertermia e portarlo in ambiente fresco e ventilato; iniziare a raffreddare il corpo con acqua di rubinetto, docce o panni bagnati sopra il collo, la testa, le orecchie, le ascelle e la regione inguinale (evitare ghiaccio o acqua ghiacciata); non farlo bere a forza; consultare nel piu' breve tempo possibile un medico veterinario; monitorare per le successive 24 - 48 ore.
Altre regole per garantire la salute e il benessere degli animali nella stagione estiva: fare molta attenzione a non lasciare residui di cibo nella ciotola perche' vengono decomposti dai batteri, che con il caldo si sviluppano velocemente, e possono dare luogo a tossinfezioni alimentari anche gravi. Dopo una passeggiata ispezionare accuratamente il mantello, le orecchie e le zampe e fare particolare attenzione ad atteggiamenti anomali come scuotimento della testa, lambimento continuo di parti del corpo e starnuti ripetuti per individuare la presenza dei "forasacchi", spighe di graminacee, che possono provocare gravi inconvenienti. L'ispezione del mantello consente anche di controllare la presenza di parassiti come le zecche e pulci. A scopo preventivo e' fondamentale effettuare regolari trattamenti antiparassitari secondo le indicazioni del medico veterinario efficaci anche contro le punture del flebotomo (pappatacio).
Ricordare che zecche, zanzare e pappataci possono veicolare malattie molto pericolose per il nostro animale come erlichiosi, rickeziosi, leishmaniosi, filariosi. Fare attenzione anche a quello che l'animale puo' ingerire durante le passeggiate in campagna perche' i terreni possono essere concimati o trattati con sostanze anche tossiche (diserbanti, lumachicidi) e a volte possono essere presenti resti di cibo avariato o esche avvelenate. E' consigliabile non tenere animali in ambienti eccessivamente condizionati e fate attenzione agli sbalzi di temperatura. Se si viaggia con gli animali cercate di evitare le ore piu' calde e ricordatevi di portare la ciotola per l'acqua e un piccolo asciugamano per rinfrescarli in caso di necessita'.
Assicurarsi, inoltre, che la temperatura all'interno dell'auto non sia ne' troppo calda ne' troppo fredda. Durante i viaggi lunghi fate soste regolari per fare scendere l'animale dalla macchina e permettergli di bere. Cercare di guidare il piu' dolcemente possibile evitando accelerazioni e frenate non necessarie. Il mal d'auto o cinetosi e' un problema comune piu' di quanto si possa pensare al quale i cuccioli sono piu' predisposti. I segni tipici della cinetosi sono agitazione, affanno, salivazione eccessiva, eruttazione ed infine vomito. Se l'animale presenta questi sintomi il medico veterinario puo' prescrivere farmaci efficaci, sicuri e privi di effetti indesiderati che devono essere somministrati prima del viaggio. Ricordare che prima di andare in vacanza e' sempre opportuno effettuare un check-up dal medico veterinario per assicurarsi dello stato di salute dei nostri amici che verifica anche la correttezza dei richiami vaccinali e dei trattamenti antiparassitari.
 
GEA PRESS
14 LUGLIO 2015
 
Cina – Con il GPS a “caccia” di trafficanti di cani
 

Una caccia a fin di bene, quella messa in atto ormai da lunghi mesi dagli animalisti cinesi. La “preda” è rappresentata dai trasporti illegali di cani e gatti per la macellazione. Un uso legale in alcune parti della Cina, ma che dovrebbe rispettare talune norme sanitarie, come ad esempio il periodo di quarantena per scongiurare la diffusione della rabbia. Per gli animalisti si tratta di portare a galla un fenomeno in buona parte illegale ed arrivare al bando totale di tali commerci.Un fenomeno, quello della liberazione dei cani, che procede ormai a ritmo quasi quotidiano.Come agiscono gli animalisti?

Bisogna innanzi tutto dire che i social network utilizzati non sono quelli comunemente in uso in altre parti del mondo, sebbene la loro funzionalità non è diversa. Una vera e propria rete che inizia a fribrillare fin dal primo momento di segnalazione di un camion sospetto. A scorgerlo può essere una qualsiasi persona sensibile che lancia la segnalazione via web.L’ultima  risale allo scorso pomeriggio e riguarda la città di Pechino. L’allarme, con tanto di localizzazione satellitare, viene ripreso da Compassion for China’s Animals che diffonde il punto esatto ove si trova il camion stipato di cani.L’appello è quello di far convogliare nei luoghi può volontari possibili. Una vera e propria forza d’urto che in più occasioni ha costituito un deterrente contro possibili fughe ed un maggiore potere di convincimento sulle autorità locali. L’arrivo dei giornalisti, completa il quadro.Nello stesso messaggio diffuso sul web compare il numero di targa del camion e la richiesta di notizie  su evenutali recidive. Viene inoltre resa nota  la direzione del camion lungo l’arteria di comunicazione ed un numero di telefono per mettersi in contatto con i volontari già sul posto.Nel caso specifico, non è stato ancora reso noto il numero di animali, ma a giudicare dalle fotografie, è possible ipotizzare alcune centinaia. Una persona sarebbe stata arrestata.Dunque, l’ennesimo intervento degli animalisti cinesi è tutt’ora in atto. Seguiranno poi gli appelli per gli aiuti. Si tratta del terzo intervento in pochi giorni avvenuto in località molto distante da quelli precedenti. La risposta, però, sembra sempre uguale. In molti accorrono per salvare i cani.
 
GEA PRESS
14 LUGLIO 2014
 
India – Mangia il Labrador per la festa di compleanno. Due arresti a Bombay
 
Due arresti sono stati operati nelle scorse ore nella città di Bombay, in India. La Polizia ha infatti individuato due persone  sospettate di avere ucciso per scopi alimentari un cane Labrador di colore nero. Il tutto sarebbe avvenuto in occasione di una festa di compleanno.Le indagini sono partite a seguito della denuncia del proprietario del cane. L’uomo non aveva più visto il proprio animale che si trovava a giocare nel giardino di caso. Credendolo smarrito aveva iniziato le ricerche presso i vicini fin quando aveva saputo del prelievo effettuato da due uomini. Il fatto era stato denunciato alla polizia. Le indagini hanno così portato all’incredibile scoperta.Il collare del povero cane è stato trovato vicino alle ossa. I due sono stati tratti in arresto.Tempo addietro, un caso analogo è stato registrato anche nel nostro paese. Un ragazzo italiano ammise di avere macellato un grosso cane e di averlo mangiato. In base alla legislazione vigente venne denunciato a piede libero. Ad intervenire, in Toscana, furono i Carabinieri e le Guardie dell’ENPA.
 
LA ZAMPA.IT
14 LUGLIO 2015
 
Cane fa salvare un cucciolo di delfino piaggiato
 
Un cane di nome Leia ha salvato un piccolo di delfino spiaggiato. «Stavo scattando delle foto al fantastico panorama quando ho sentito il mio cane abbaiare da un punto più in là nella spiaggia... aveva chiaramente trovato qualcosa - racconta l’autore del video pubblicato su Youtube -. Quando mi sono avvicinato ho visto che Leia aveva trovato un cucciolo di delfino spiaggiato». L’uomo ha così preso il piccolo e l’ha aiutato a riprendere il mare. «Sono rimasto lì per un po’ per assicurarmi che non tornasse indietro. Ho avvertito la guardiacostiera che ha fatto rapporto agli operatori scientifici del posto. Ho pensato che il piccolo Buddy [così ha deciso di chiamare il delfino n.d.r.] è stato fortunato perché su quella spiaggia non c’era nessuno per un sacco di chilometri». È stato soprattutto fortunato a incontrare Leia: «Se non si fosse messa ad abbaiare non mi sarei mai accorto del delfino» ha scritto l’uomo su Youtube.
VIDEO
 
LA ZAMPA.IT
14 LUGLIO 2015
 
“Non visitate SeaWorld”, l’appello delle star amanti degli animali
Harry Styles, uno dei componenti dei One Direction, incita il pubblico in concerto e la battaglia contro la cattività dei delfini continua
 
Laura Manca
 
È stato Harry Styles il primo a lanciare l’appello, seguito a ruota da tanti amici dello star system. Durante l’ultimo concerto a San Diego, il membro della popolare boy band britannica One Direction si è rivolto al pubblico chiedendo: «Vi piacciono i delfini?». Davanti alle fan in delirio ha aggiunto: «Non andate a SeaWorld» e da questa frase è iniziata la battaglia a colpi di tweet. Non è la prima volta che Styles mostra il suo sostegno al Ric O’Barry Dolphin Project, nato l’Earth Day del 1970 con lo scopo di fermare il massacro e lo sfruttamento dei delfini in tutto il mondo, ma mai lo aveva fatto in modo così eclatante alla presenza di oltre settantamila persone. Ripreso dall’attrice Maisie Williams, Arya Stark nella serie Trono di Spade e ambasciatrice del Dolphin Project, il video è stato pubblicato su Instagram ricevendo quasi quarantamila like e dando il via a una lunga serie di dimostrazioni di solidarietà.  Nata sotto l’hashtag #dontogotoseaworld (ovvero, “non andate a SeaWorld”), la causa sta acquistando una grande popolarità grazie a star come Louis Tomlinson dei One Direction, Pamela Anderson e Lincoln O’Barry, figlio del fondatore dell’associazione contro i delfini in cattività, e al loro elevato numero di fan. #ThanksButNoTanks (“grazie, non vasche”) e #EmptyTheTanks (tradotto “svuotiamo le vasche”) sono solo due degli altri hashtag diventati frequenti dopo l’exploit di Harry Styles, a cui SeaWorld ha avuto cura di rispondere. «Anche noi amiamo i delfini e trattiamo gli animali nel parco come se fossero la nostra famiglia - scrive SeaWorld al cantante britannico - Teniamo anche alla vita nella natura di questi animali: a oggi abbiamo salvato, curato e poi liberato nell’oceano oltre 480 balene e delfini». La lettera si conclude con l’invito a visitare il parco, dove la pop star verrebbe accolta e accompagnata a esplorare tutti i retroscena della vita in cattività degli animali. Avrebbe inoltre la possibilità di rivolgere ogni domanda agli esperti per poi «giudicare dai fatti».
FOTO E VIDEO
 
GEA PRESS
14 LUGLIO 2015
 
Danimarca – Paura per gli elefanti del circo (VIDEO). Liberi in strada causano danni ad una vettura parcheggiata
 
Secondo quanto riferito da alcuni organi di informazione vi sarebbe anche una donna ferita. Quello che è però certo è la presenza di tre elefanti africani liberi in strada che ad un certo punto si sono innervositi.Gli animali, a quanto sembra, erano stati portati a rinfrescarsi in un corso d’acqua. Lungo la strada di ritorno, tra macchine in fila e numerose persone, qualcosa è andato storto. I tre elefanti africani hanno infatti iniziato un preoccupante andirivieni causando momenti di panico tra le persone. La situazione sembra degenerare quando uno dei tre pachidermi punta su una macchina parcheggiata, danneggiandola.I tre animali vengono ricondotti all’ordine da un’uomo, verosimilmente un inserviente del circo, che tiene in mano una sorta di ‘asta. Secondo alcuni potrebbe trattarsi del noto bastone uncinato con il quale vengono stimolati i punti nevralgici esistenti sulla cuta degli elefanti. L’uomo riesce ad allineare i tre animali che inscenano, chissà perchè, una specie di “saluto” tipico degli spettacoli da circo: zampa e proboscide alzata.Secondo gli animalisti rappresenterebbe uno dei tipici movimenti indotti dagli addestratori dopo le lunghe sessioni alle quali sarebbero sottoposti gli animali.Per fortuna, il pericolo è poi  rientrato. I fatti sono avvenuti nei pressi di Karrebæksminde, una località costiera danese.
VIDEO
 
LA ZAMPA.IT
14 LUGLIO 2015
 
La vita del cane Clarabelle è cambiata con una carezza
 
Cristina Insalaco
 
Il video del salvataggio di Clarabelle in pochi giorni è diventato virale, raggiungendo oltre un milione di visualizzazioni su Youtube. E i suoi occhi, prima paralizzati dalla paura e poi rasserenati dalla gioia, hanno già fatto il giro del mondo. Lei è una golden retriever che viveva da sola, senza un padrone ed una casa. Era un cucciolo che vagava sperduto per Los Angeles, fino a quando l’organizzazione «Hope For Paws», che si occupa di salvare i randagi nella città californiana, grazie ad una segnalazione è venuta a conoscenza della sua storia. Ed è andata a cercarla per darle l’opportunità di cominciare una nuova vita. Clarabelle viveva nei pressi di una stazione. Quando i volontari di «Hope For Paws» si sono avvicinati, dopo cinque giorni di ricerche, lei è subito scappata, andandosi a rifugiare in un luogo che riteneva sicuro: sotto ad un cassonetto. «La cagnolina era così terrorizzata che si copriva gli occhi con le zampe – raccontano i soccorritori –. Sembrava impossibile farla uscire da quella tana buia». Hanno tentato inutilmente di afferrarla con un cappio, ma non ha funzionato.  Poi un ragazzo dell’organizzazione è riuscito a toccarla, ad accarezzarla. Ed è stato in quel momento che la situazione è cambiata. Eldad Hagar, uno dei volontari, le ha trasmesso serenità e fiducia, ed è riuscito a portare in salvo il golden retriver da sotto al cassonetto. «Clarabelle in un attimo non era più spaventata, perché aveva capito che tutti la stavano aiutando e che l’amavano», dicono da «Hope For Paws». Il giorno dopo è stata visitata dai veterinari, e oggi ha già trovato una famiglia che l’ha adottata. Il cane che aveva paura di essere toccato dagli esseri umani, oggi ha scoperto quanto possa renderla felice vivere insieme a loro.
FOTO E VIDEO
 
GREEN STYLE
14 LUGLIO 2015
 
Abbandonano cane e lasciano un bigliettino

 
Abbandonano un cane e lasciano un bigliettino, comprensivo di qualche informazione di base sull’animale. Succede nel Regno Unito, nei pressi di un’area commerciale, dove un Terrier di sette anni è stato lasciato al suo destino poiché i proprietari non avevano più possibilità di occuparsene. Portato immediatamente in un centro di recupero, i volontari fanno sapere come esistano altre modalità per regalare una nuova vita a un cane ormai difficile da accudire. Il tutto è accaduto nei pressi di Bridgend, una cittadina del Galles, a pochi passi da un outlet. Il cane, legato al suo guinzaglio, è stato ritrovato da un passante, il quale ha rinvenuto un bigliettino lasciato dai proprietari: Il mio nome è Jack, il mio proprietario non può più occuparsi di me, per favore contattate il Bridgend Dog Trust. Il passante ha quindi seguito le istruzioni e ha accompagnato il cane presso il centro di recupero, dove è rimasto per due mesi, dove sono state completate tutte le analisi veterinarie del caso prima di essere inserito sulla lista degli animali adottabili. Quindi la decisione di rendere pubblica la sua storia, poiché i cani ormai adulti hanno meno chances di trovare una nuova famiglia rispetto ai più vivaci cuccioli. Così ha spiegato Linda Feagan, dal Dog Trust della cittadina: È sempre molto triste quando arriva un cane anziano, soprattutto quando ha sempre vissuto in una famiglia amorevole per trovarsi improvvisamente senza casa, senza familiari e senza i suoi confort. Dal centro spiegano come non sia necessario ricorrere al crudele abbandono quando la famiglia si trova impossibilitata a proseguire l’accudimento di un quadrupede, sia per ragioni economiche o altre motivazioni. Accompagnare direttamente l’animale al rifugio permette non solo di rendere meno traumatico e stressante il distacco dell’animale, ma anche la possibilità di elaborare delle soluzioni alternative che possano permettere al cane di rimanere con la sua famiglia. Inoltre, quando la separazione appare inevitabile, si potrà ricostruire più facilmente la storia sia medica che educativa del cane, accelerandone il processo d’adozione. Comprendiamo che a volte le circostanze di vita cambiano e le persone non possono più occuparsi dei loro cani, ma li invitiamo a parlare con noi direttamente, così che possiamo ottenere una storia completa dell’animale, ed è anche meno traumatico per il cane rispetto all’abbandono. L’esemplare, dall’animo docile ed educato, è ora in cerca di una nuova casa.
 
GREEN STYLE
14 LUGLIO 2015
 
Cani da borsetta: aumentano gli abbandoni
 
La moda dei cani da borsetta si riflette anche sul numero di abbandoni. Realizzato come un piccolo esemplare sia tutt’altro che un accessorio, bensì un essere vivente bisognoso di cure e attenzioni, crescerebbe il numero di persone decise a sbarazzarsi dell’amico a quattro zampe. È quanto svelano i dati dell’associazione Blue Cross, una realtà del Regno Unito che da sempre si occupa del recupero e della tutela degli animali in difficoltà. A quanto pare, dall’esplosione della mania dei cuccioli da borsetta, l’abbandono di razze come Chihuahua e Yorkshire sarebbe aumentato di 120 punti percentuali. La moda del cane di piccole e piccolissima taglia è stata lanciata, ormai da quasi un decennio, dalle star hollywoodiane: da Paris Hilton a Britney Spears, sono molte le dive pop che decidono di accudire Chihuahua e Yorkshire. Ma mentre i cani delle star vivono nel massimo del lusso, con cucce con tutti i comfort e spesso personale apposito dedito al loro benessere, così non avviene fra le persone comuni. Stando a quanto spiega Blue Cross, la scelta di un quadrupede di piccole dimensioni spesso risponderebbe solo al desiderio di inseguire una moda, senza una reale preparazione sulle esigenze dell’animale. Sulla base di un sondaggio condotto nel Regno Unito, è emerso come il 38% dei proprietari abbia dedicato in ricerca e studio poco meno di una settimana prima di acquistare un cane, un dato preoccupante se si considera come l’utente medio spenda più settimane per considerare l’acquisto di un nuovo smartphone o di un tablet. Di questi, il 18% ha ammesso di aver agito d’impulso nel momento di accogliere un cucciolo in casa. Così ha spiegato Kellie Brookes, Manager del Blue Cross Rehoming Centre: Purtroppo le persone pensano che questi piccoli cani non comportino grandi problemi d’accudimento: è spesso troppo tardi quando realizzano di non avere tempo a sufficienza per occuparsi di loro.In realtà, nonostante le dimensioni contenute, questi animali necessitano di cure costanti, nonché di esercizio e di un training adeguato per gestire il loro comportamento. E così, proprio per le difficoltà di gestione, aumenterebbero gli abbandoni. Fra le cinque razze più coinvolte, Yorkshire, Chihuahua, Cavalier King Charles Spaniel, Bichon Frise e Shih Tzu. Gli esperti dell’organizzazione raccomandano di informarsi a fondo prima di accogliere in casa un nuovo esemplare, non solo cercando informazioni online, ma anche parlando con esperti e con il proprio veterinario: l’amico a quattro zampe non è infatti un accessorio.
 
IL GIORNALE
14 LUGLIO 2015
 
Quanti papà modello tra gli animali: il re è sempre il leone
Una rivista Usa ha stilato l'elenco in base ai comportamenti: il monarca della giungla tiene sott'occhio i piccoli
 
Essere padri (o madri) oggigiorno è veramente dura, con tutte le tentazioni che ci sono in giro. Se Internet ha sconvolto in positivo le nostre vite (e quelle dei nostri figli) ha anche aumentato a dismisura le possibilità di cadere in profondi baratri che solo l'attenzione severa e «spietata» dei genitori gli può evitare. Esiste però un mondo dove questi pericoli non esistono, o sono infinitamente inferiori e Internet, per una volta, non costituisce alcun pericolo diretto. È Il mondo degli animali, dove comunque essere padri o madri non è per nulla facile perché se non ci sono gli stupefacenti o gli stupratori o i pedofili a tendere agguati, ci possono essere predatori senza tanti scrupoli, perché, quando c'è di mezzo la fame, in natura tutto è lecito.
Ma chi sono i «migliori» padri nel mondo animale? Una rivista americana ha stilato, sulla base di studi comportamentali, una lista di dieci migliori genitori del mondo animale e, fra di loro, non mancano certo le sorprese. Cominciamo con sua maestà il Leone, che potrebbe sembrare, a prima vista, un pessimo padre, visto che dorme nell'accaldata savana per oltre 15 ore al giorno, trascurando apparentemente i suoi cuccioli. Attenti però, in realtà sonnecchia e alla sua prodigiosa vista (cinque volte più potente di quella umana), non sfugge nulla. I cuccioli sono sempre quindi sotto controllo.Il termine sciacallo non ricorda nulla di buono. In realtà lo Sciacallo Dorato è un compagno senza pari. La sua monogamia è leggendaria. «Marito» fedelissimo, una delle sue caratteristiche, come padre, è di nutrire i cuccioli con il cibo ingerito che poi rigurgita. Lo facevano anche le nostre nonne quando un bambino cresceva male.Il Jacana è uno splendido uccello che ha una straordinaria abilità nel «trotterellare» con le sue zampe in acqua. Al contrario dello sciacallo non è molto fedele, anzi possiamo proprio dire che, dopo l'accoppiamento, si va a cercare altre compagne, magari più sexy. Non per questo però è un padre degenere, anzi la sorveglianza del nido dove, la femmina ha deposto le uova, è continua (a parte qualche minuto dove è impegnato in galanti avventure) ed è un loro strenuo difensore dagli attacchi della madre stessa. La femmina del Jacana spesso tenta di rompere le uova che sono state fecondate dal suo compagno. Questo comportamento, non raro negli uccelli, non è ancora compreso del tutto. Potremmo avanzare l'ipotesi che la signora Jacana sfoga la sua rabbia per i tradimenti del marito su quelli che dovrebbero essere i futuri suoi pulcini?La Rana Toro Africana è un o strano anfibio ed il maschio è uno strano padre. Ha uno speciale talento, quello di tutto quello che capita dentro la sua bocca. Non è certo che questo sia un metodo perfetto per tirare su dei «cuccioli», ma con oltre 6.000 piccoli da crescere, sicuramente è un buon viatico. Esiste poi la Rana Sudamericana di Darwin che ha escogitato un altro sistema quasi infallibile per prendersi cura dei piccoli. Ingoia le uova trattenendole in una tasca faringea per sei settimane. Quando stanno per nascere il papù sta molto male e praticamente vomita in continuazione. Vomita i suoi piccoli in piena salute e rimasti lontani da qualunque predatore.Il Pinguino Imperatore, buffo e colorato, meriterebbe uno scalino a parte nella piramide dei migliori padri del mondo animale. Vive nell'Antartico, il posto più freddo della terra e parliamo di 50 gradi sotto lo zero termico, quando non fa freddissimo. Quando mamma pinguino depone le uova, il padre le mette tra le zampe e le tiene calde con il suo soffice piumino attorno all'ano. È capace di non mangiare per mesi e, nonostante questo, quando i pulcini nascono trovano immancabilmente una specie di latte denso e nutriente che sgorga direttamente dal becco del papà. Ma tra i bravi padri nel mondo animale ce ne sono tanti altri: spiccano anche il fenicottero rosa, la volpe rossa e il cavaluccio marino. OSCAR GRAZIOLI
 
GEA PRESS
15 LUGLIO 2015
 
Palermo – Cane abbandonato, poche ore dopo avvolto nella corda

 
Una storia che presenta alcuni passaggi oscuri sui quali i volontari della LIDA sono intenzionati a fare luce.Un cane abbandonato, ma forse l’esatta verità non si saprà mai. Trovato e probabilmente divenuto oggetto di un  primo tentativo di soccorso. La foto inizia a circolare sul web fin quando, poche ore dopo, un gruppo di animalisti, insospettiti, si precipitano in una località di montagna nei pressi del paese di Cinisi, nei pressi dell’aeroporto palermitano.Il cane potrebbe essere stato lasciato in quel posto, dove l’altitudine consente un minimo di pascolo per i bovini della razza cinisara. Subito iniziano le ricerche. Si guarda nei pressi dell’abbeveratoio, poi nelle campagna attorno all’area pascolata, fino alla zona di rovi. Il cane viene ritrovato, ma è ormai morto. Attorno al corpo vi è avvolta una corda. Come è possibile visto che fino a poche ore addietro quello stesso cane era stato da qualcuno fotografato?“Sulla vicenda vogliamo sia fatta luce – riferisce a GeaPress Salvatore Libero Barone, volontario della LIDA – Quel cane era vivo e non riesco ad immaginare  come sia finito in quel posto di montagna. Abbiamo preso contatti con la Polizia Municipale di Cinisi e chiederemo che  venga eseguito l’esame autoptico“.Il sospetto è quello di un cane trovato ferito e senza più padrone. Forse l’impossibilità di un ricovero potrebbe avere indotto qualcuno a lasciarlo in quella località di montagna. Un caso analogo è successo pochi giorni addietro nella città di Palermo. Un cane legato ad un palo e due persone che vanno via velocemente (vedi articolo GeaPress). Nei loughi però, si trovava a passare un’altro volontario che avvisò subito la Polizia di Stato. Il presunto responsabile si difese dicendo di non avere trovato accoglienza nei canili.L’ipotesi sembra, per il caso di Cinisi, non soddisfare gli animalisti. “Vedremo – aggiunge Salvatore Libero Barone – ma in questo caso in zona una struttura alla quale chiedere c’era. Forse quel cane ritrovato orrendamente legato tra i rovi, si poteva salvare“.
 
LA PROVINCIA PAVESE
15 LUGLIO 2015
 
Killer degli animali, i bocconi al veleno uccidono altri 3 cani
Gli ultimi casi a Portalbera, Bosnasco e Arena. I proprietari fanno denuncia e chiedono l'intervento dell'Istituto Zooprofilattico

 
PORTALBERA (PV)Ancora tre cani morti per avvelenamento. Dopo i due casi delle scorse settimane, un cane e un gatto, nelle villette del quartiere residenziale dietro al “Faravelli”, nei giorni scorsi (l'ultima morte risale a lunedì sera) altri preoccupanti episodi si sono succeduti a Portalbera, Bosnasco e Arena Po, tutti con la medesima modalità. Ora i proprietari dei cani hanno deciso di far partire una denuncia ufficiale ed hanno chiesto l'intervento dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Pavia, che sta effettuando alcuni accertamenti sulle sostanze contenute nelle polpette avvelenate.Si tratta, comunque, di un veleno fortemente tossico e nocivo, visto che tutti gli animali, anche quelli di taglia medio-grande, sono morti dopo tre giorni di sofferenze e di agonia, a causa dei seri danni agli organi interni legati alla metabolizzazione delle sostanze ingerite.Ma c'è anche una strana coincidenza, legata ai giorni in cui avvengono gli avvelenamenti: «Tutti i cani sono morti di lunedì o martedì – spiega la proprietaria di Miki, uno dei primi animali uccisi - come se ci fosse la deliberata scelta di avvelenarli in prossimità del fine settimana per ridurre le possibilità di intervento, in una apparente spirale malata di serialità». Ma la paura dei proprietari è che le esche avvelenate possano venire a contatto anche con i bambini, con le terribili conseguenze che si possono immaginare. Per scongiurare questo pericolo, il consiglio ai padroni di animali è quello di controllare periodicamente giardini e cortili, alla ricerca di possibili polpette contaminate. «E' fondamentale anche il passaparola, sia tra padroni che con i veterinari, – conclude - sia per segnalare eventuali casi, sia per dare informazioni e provare a salvare la vita degli animali colpiti. Ormai non si tratta più di casi isolati». (o.m.)
 
LA STAMPA
15 LUGLIO 2015
 
A Orbassano torna l’avvelenatore di cani
Nei giardini di via Bandiera, scoperte dai vigili urbani altre esche killer
 
Massimo Massenzio
 
ORBASSANO  (TO) Le esche killer contro i cani hanno colpito ancora nell’area verde di via Fratelli Bandiera, a Orbassano. Un mese fa una volpina di 5 anni era morta dopo aver ingerito un boccone contenente stricnina, mentre altri due cani sono riusciti a cavarsela dopo il ricovero in una clinica veterinaria. Martedì mattina, sempre nei giardinetti all’angolo con via Trento, si è verificato un altro caso di avvelenamento e questa volta la polizia locale ha ritrovato alla base degli alberi una sostanza granulosa di colore verde. Secondo gli investigatori potrebbe trattarsi di topicida e i campioni sono stati inviati all’Asl di Rivoli e all’Istituto Zooprofilattico di Torino. In attesa dei risultati delle analisi i vigili avvertono: «Invitiamo i residenti e i frequentatori del giardino. E sollecitiamo tutti a segnalare comportamenti anomali o qualsiasi circostanza utile alle indagini».
La fine di Lalla
Drammatica la testimonianza di Franco proprietario di Franco Viglietti, proprietario della cagnolina morta lo scorso 2 giugno: «Lalla per noi era una di famiglia. Ha sofferto tantissimo, ha avuto le convulsioni per una giornata intera. Mi chiedo come si possa fare una cosa del genere. Mi augurano che i responsabili vengano individuati e puniti come meritano» 
 
NON SOLO ANIMALI
15 LUGLIO 2015
 
Pordenone, maltratta il suo pitbull in strada i passanti lo fermano e scatta la denuncia.
 
Un ventenne di Pordenone è stato bloccato dai passanti dopo che è stato visto maltrattare il suo cane. Il fatto è accaduto ieri pomeriggio in una strada del centro città, Viale Grigoletti. Il giovane di colore, trascinava letteralmente il pitbull sul marciapiede.L’animale visibilmente affaticato e con gravi ferite, non voleva avanzare ma il giovane continuava a tirarlo in malo modo per il guinzaglio.A quel punto alcuni passanti infastiditi dalla scena, sono intervenuti.
Il ragazzo, che secondo alcune testimonianze, ha dei precedenti in fatto di maltrattamento animale (qualche mese gli è stato tolto un mix di pastore tedesco in adozione), ha reagito in modo aggressivo ed è scattata la chiamata al 113.
Quando la pattuglia è giunta sul posto, ha trovato il giovane mentre prendeva a ceffoni un uomo che per le ferite riportate, ha dovuto farsi medicare al pronto soccorso. Dopo l’episodio la persona ferita, è decisa ad esporre denuncia nei confronti del ventenne.Il ragazzo in serata, è stato portato in questura, dove dagli accertamenti è emerso che in diverse circostanze, i vicini di casa e le associazioni animaliste, lo hanno segnalato perché non si prende cura del cane e lo maltratta.
L’animale, sottoposto a sequestro giudiziale, presenta diverse abrasioni.
Ieri sera è stato affidato ad un canile, dove è stato portato da un cinovigile.
Il pitbull, verrà visitato da un veterinario che farà una diagnosi su quelle strane ferite che facilmente potrebbe essere riconducibili ad un maltrattamento.
Dalle testimonianze raccolte, sembra che il ventenne, dedito a frequentare brutte compagnie, costringesse il cane a bere birra al bar.Probabilmente il cane è stato preso solo come arma di difesa personale. C’è da sperare che ora, il ventenne venga bloccato nelle sue continue richieste di adozioni, a cui pseudo animalisti hanno creduto in buona fede affidandogli i cani.
Le adozioni sarebbe bene, che fossero gestite da da associazioni serie che rispondono legalmente per qualsiasi cosa accada all’animale.E’ necessaria una sana regolamentazione sul tema adozioni, troppo spesso lasciate alla mercé di chi senza nessuna professionalità, mette in gioco la vita degli animali passandoli, molto spesso nelle mani di veri e propri “mostri”.
 
LA ZAMPA.IT
15 LUGLIO 2015
 
Drammatico salvataggio di un cane travolto da un’onda
 
Sono stati momenti da trattenere il fiato quelli che mostrano il drammatico salvataggio in mare di un cane. Tutto è accaduto alle isole Hawaii dove un gruppo di turisti stava godendosi il sole quando tutto d’un tratto una mega onda si è abbattuta sulla scogliera. Tutti salvi, tranne un cagnolino che si è fatto cogliere di sorpresa ed è stato travolto e gettato in mare. Quando tutto sembra perduto, arriva il drammatico salvataggio del povero cagnolino.
VIDEO
 
GEA PRESS
15 LUGLIO 2015
 
Molfetta (BA) – Gattina nel vano motore. Intervento Vigili del Fuoco e WWF

 
Una gattina di appena 40 giorni di vita rimastra incastrata nel vano motore.  È accaduto nei giorni scorsi a Molfetta (BA).I lamenti della gattina erano stati per fortuna uditi da alcuni cittadini che hanno segnalato il tutto al WWF. La micetta, però, era incastrata da lameno due giorni; il padrone dell’autovettura non era raggiungibile.I volontari del WWF, giunti sul posto, hanno così chiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco di Molfetta. Il turno B, in servizio in quel momento, è  prontamente intervenuto con l’utilizzo di bombole ad aria compressa. In tal maniera, infatti, è stato possibile indurre il gattino alla fuga. L’intervento è stato funzionale; la piccola Morgana, così è stata chiamata, è uscita, infatti, dal vano motore e i volontari hanno potuto recuperarla.Morgana è stata sottoposta a visita veterinaria, sta bene ed è stata adottata.Pasquale Salvemini, del Wwf, ringrazia i Vigili del Fuoco, per il pronto intervento e per la sensibilità mostrata, e i cittadini che hanno segnalato la presenza di Morgana.
 
NEL CUORE.ORG
15 LUGLIO 2015
 
IMOLA, ON. BRAMBILLA: "SI DIMETTA L'ASSESSORE AL BILANCIO ANTI-CANI"
"Esempio di totale ignoranza delle norme vigenti"
 
"L'assessore al Bilancio di Imola, Antonio De Marco, che propone di abbattere i cani "in esubero" nei canili, deve aver perso l'orientamento. Nello spazio, perché crede di vivere in un Paese dove ciò che propone di fare è lecito, oppure nel tempo, perché la legge che vieta di abbattere i cani nei canili è del 1991. Un tale esempio di totale ignoranza delle normative vigenti e di stupidità politica preoccupa e indigna. Se queste sono le persone che hanno in mano il governo delle nostre città, stiamo freschi. Agli amici di Imola purtroppo è toccato un assessore che non solo dimostra arroganza senza limiti, ma anche offende il sentimento di milioni di italiani che amano gli animali e vogliono vedere rispettati i loro diritti. Uno che non sa dove si trova e in che anno vive, ma pretende di governare, farebbe meglio a dimettersi. All'alba del terzo millennio simili comportamenti non possono essere tollerati". Lo ha detto l'on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente.
 
BOLOGNA TODAY
16 LUGLIO 2015
 
Abbattere i cani in esubero a Imola, il sindaco: 'Polemiche e insulti, frase infelice'
 
Bufera sulla frase dell'assessore imolese: 'I cani in esubero si abbattono dopo un periodo di tempo nel canile', in risposta alla proposta del M5S sul contributo a chi li adotta. Manca: 'State tranquilli, finanziamo e sosteniamo l'attività del canile'"VIsto che le polemiche e gli insulti continuano... L'assessore ha pronunciato una frase infelice, ma non mi pare il caso di drammatizzarla oltre il lecito". A scriverlo su Facebook è il primo cittadino di Imola Daniele Manca, a seguito dell'intervento in consiglio comunale dell'assessore al bilancio Antonio De Marco: ''Premesso che i cani in esubero si abbattono dopo un periodo di tempo che sono nel canile...'', in risposta a  una mozione del M5S di Imola che prevede un contributo economico, sotto forma di sconto fiscale a chi adotta un cane dal canile "con conseguente risparmio per il comune di Imola di circa 800/1.000 euro annui per ogni cane adottato"."State tranquilli, noi finanziamo e sosteniamo l'attività del canile e non abbattiamo nessun cane. Anzi, il canile li prende in carico, li cura e, se riesce a promuovere l'adozione, dopo accurate verifiche li consegna ai nuovi proprietari. Anche l'adozione a distanza è in molti casi un'ottima soluzione", continua Manca "l'iniziativa del Movimento 5 Stelle di riconoscere un contributo economico a chi adotta un cane, invece, è insostenibile e di pura propaganda. L'assessore ha spiegato bene in aula che si creerebbe un paradosso e provo a spiegare perché: a chi adotta un bambino si aumenta la Tari (tariffa rifiuti) perché ha in famiglia una persona in più e quindi cresce il coefficiente legato al numero dei componenti del nucleo familiare. Pensare dunque di agevolare, con un contributo diretto, chi adotta un cane non è accettabile. E’ una proposta che mira ad ampliare lo scontro anziché a ricercare soluzioni concrete
Agli imolesi: siate orgogliosi della nostra città, che ha sempre ricercato nella qualificata gestione del canile e nella definizione di spazi idonei un progetto concreto e ben gestito. Poi si può sempre fare di più e meglio!", conclude il sindaco. La risposta dell'assessore è finita anche sul blog di Beppe Grillo con un post a firma Daniele Baraccani, consigliere M5S Imola. I grillini imolesi chiederanno le dimissioni di De Marco. 
VIDEO
 
LA ZAMPA.IT
15 LUGLIO 2015
 
Lettera di un cane abbandonato al suo ex padrone: “Pregherò per te”
 
A te, 
che mi hai abbandonato che avevo poche ore di vita insieme alle mie sorelline, privandomi del calore materno e dei nutrimenti vitali che ogni cucciolo che nasce ha il dovere di ricevere, voglio dire che oggi ho 22 giorni e sono vivo e vegeto, col pancino sempre pieno e che tutto sommato anche un biberon di plastica fa la sua porca figura specie se è bello pienozzo di latte caldo. Poi ti volevo dire anche che strilliamo tutti e 4 come dannati, segno che stiamo bene e che ci strafoghiamo di latte ogni 3 ore e mezzo come se non ci fosse un domani. Ah, la nostra cara mamma l’abbiamo persa per colpa tua e chissà che dolori starà passando, con le mammelle gonfie di latte e senza avere nessuno a cui darlo, ma siccome nella vita è tutta questione di Karma, per una che ne abbiamo persa ne abbiamo trovate ben 4 umane, diversi papà e una serie infinita di zie e zii. Non devi avere una gran bella vita se arrivi a compiere azioni talmente meschine verso noi che siamo esserini indifesi e vulnerabili. Ma sai, ti perdono, e penso di poter parlare anche a nome delle mie sorelline e ricordati, che ogni vita, piccola o grande che sia è e rimane un miracolo e come tale ha diritto su questa Terra a una seconda possibilità. Noi l’abbiamo avuta e tutto sommato, pregheremo affinchè anche tu, nella tua misera e vuota vita, ce l’abbia.
PS.
non abbiamo ancora un nome, ma presto troveremo 4 famiglie che ce ne daranno uno ciascuno
QUATTRO FRUGOLETTI CHE CE L’HANNO FATTA
(la storia ci è stata segnalata da una lettrice su Facebook)
 
GEA PRESS
15 LUGLIO 2015
 
Trento – L’orsa KJ2 e i suoi cuccioli. Una nuova estate come Daniza?
 
Sono già apparse le prime avvisaglie di proteste dopo le recenti notizie riportate dagli organi di informazione del Trentino, sull’avvenuta localizzazione dell’orsa KJ2. Si tratta, come è noto, dell’animale individuato come autore dell’attacco di Cadine (vedi articolo GeaPress).A seguito di questo episodio la Provincia aveva manifestato la volontà di adottare lo stesso piano d’azione di Daniza (vedi articolo GeaPress) e di una equilibrata distribuzione degli orsi anche in altre regioni (vedi articolo GeaPress).  Affermazioni che sembrano ora assumere connotati ancora più chiari con la richiesta di interventi sugli orsi dannosi.KJ2 ha i cuccioli e secondo quanto affermato dai giornali locali sarebbe stata individuata. Nel caso di cattura, dove finirà l’orsa?
Gli animi, però, sembrano già abbastanza surriscaldati e la vicinanza temporale con quanto  successo quasi un anno addietro con l’orsa Daniza, morta nel corso di un tentativo di cattura, sembra destinato a gettare nuova benzina sul fuoco.Complimenti poco desiderabili nei confronti dell’Assessore Dallapiccola e dei giornalisti trentini. Polemiche per ora confinate in alcuni post accesi sul web, ma che potrebbero espandersi nei prossimi giorni. Tutto dipenderà  dall’andamento degli interventi sull’orsa KJ2.
 
HUFFINGTON POST
15 LUGLIO 2015
 
10 cose da imparare dai nostri cani per essere più felici e sani
 
Parlerò solo di cani perché le cose che possiamo apprendere dai gatti sono completamente diverse e ci vorrebbe un altro articolo a riguardo. Ho osservato il mio cane (e i cani di altre persone) ed ho scritto alcune cose che loro ci spiegherebbero se potessero parlare e che vorrebbero farci capire. I cani vi direbbero:
1. Vivi il momento. Non conservo elaborati ricordi del passato e non ho pensieri per il futuro... e va bene così. Ogni giorno è nuovo e diverso, nasconde tante possibilità che non sono "contaminate" dal ricordo delle esperienze passate, a cui spesso gli uomini ricorrono per giudicare i nuovi eventi. Non sono appesantito dalle delusioni vissute e non prevedo il futuro. Prendo ogni giorno come viene. Il momento è l'unica cosa di cui ognuno di noi può essere certo. Rilassati, gioca e divertiti a morderti la coda, se vuoi.
2. Perdona. Anche se sei stato via tutto il giorno, non hai avuto il tempo per portarmi a spasso o mi hai sgridato, forse avrai ferito i miei sentimenti ma ti perdonerò subito. Sono ancora felice di vederti. Non mi chiedo il motivo delle tue azioni, non le analizzo. Non cerco di capire. Semplicemente, ti perdono. Il passato è alle spalle e il tempo è prezioso. Ogni giorno conta.
3. Concediti un premio, di tanto in tanto. Ti farà bene. Fa parte del tuo vivere il momento e, in questo modo, puoi dimostrare amore e stima per te stesso e per le persone che ti circondano. Quando mi dai un biscotto, ad esempio, mi ricordo che mi ami e che anche io ti amo. I premi possono anche essere fatti di piccole cose, come passare un po' di tempo insieme lontani dalla complicata routine della vita.
4. Prenditi cura di te. Fai un pisolino, un po' di moto, vai a fare il bagnetto, sottoponiti a controlli regolari, concediti lunghe passeggiate nella natura e goditi la vita senza rimorsi. Ogni giorno, trova il tempo per farlo, così da essere pronto a nuove sfide, proprio come me quando mi diverto ad impaurire il postino. Accogli le nuove opportunità, come conoscere nuovi amici in spiaggia o al parco. Sii la versione migliore di te stesso, insieme a me, così potremo vivere tante giornate felici.
5. L'atteggiamento è tutto (e contano anche il linguaggio del corpo e il tono della voce). Sono felice quanto torni a casa. Non penso più a quello che è successo durante la tua giornata e la mia. Scodinzolo tutto contento e ti saluto appena apri la porta. Tu mi accarezzi e mi parli con quella vocina che mi piace tanto. A volte, non sei felice quando rientri. Ma poi vedi quanto sono contento e ti rassereni anche tu. Beh, non ringraziarmi. Siamo qui insieme, adesso. Ed è questo che conta.
6. Fai una passeggiata immerso nella natura. Ci sentiremo meglio entrambi. Io lascerò la mia pipì in giro per ristabilire il mio ruolo nel vicinato e tu potrai notare la bellezza della natura e rilasciare un po' di stress. Penserai che le anatre nel laghetto sono davvero bellissime e pacifiche, mentre io vorrò avvicinarmi e dar loro la caccia!
7. Gli abbracci contano (e anche i baci, anche con l'alito "da cane"). Il contatto è importante. Io voglio sedermi e stendermi accanto a te, guardarti negli occhi così che tu sappia quanto ti voglio bene, perché non posso esprimerlo a parole e neanche tanti esseri umani ci riescono. Così te lo dimostrerò.
8. Conosci i tuoi bisogni reali. Non abbiamo bisogno di molte cose. Io non voglio un altro osso. Voglio quello vecchio, ormai ridotto ad un pezzetto annerito che è rimasto sotto il divano per due mesi. Va bene quello. Non mi serve un collare stravagante. Ne voglio uno semplice, ma che sia in grado di aiutare le persone a riportarmi da te, se mi perdo. E voglio solo giochi che possiamo usare insieme.
9. Prenditi il tempo per le cose semplici (come stare sul divano insieme). Guarderò tutti i programmi televisivi che vuoi e non c'è neanche bisogno che mostrino altri animali. Quanti tuoi simili farebbero lo stesso? Non significa che non mi piaccia Real Housewives ma ciò che conta per me è starti accanto e sapere che sei felice. È sufficiente. A volte, magari, guarderemo anche Animal Planet e Cesar Milan ( e tu vedrai che ci sono cani molto dispettosi e ti ricorderai di quanto io sia buono).
10. L'amore è l'unica cosa che conta davvero. Sei vivo, respiri. Mi basta questo. Nessuno di noi è perfetto e va bene così. Il vero amore non vede i difetti. Quando sarò vecchio, la mia vista inizierà a farmi brutti scherzi e il mio pelo sarà un po' cencioso, so che tu mi amerai lo stesso. Fino alla fine dei miei giorni. E farò lo stesso per te, finché sarò qui e anche oltre.
I cani sembrano aver capito che è necessario concedersi pace e appagamento, gli elementi chiave della felicità. Di certo, in questo, il loro cervello meno sviluppato li aiuta, ma la felicità è davvero molto più semplice di quanto pensiamo. Si nasconde nei semplici eventi della vita, non nei soldi o negli obiettivi che raggiungiamo. E va oltre quello che ci fa stare bene con noi stessi o, al contrario, ci fa sentire in colpa.Come ha scritto la psicologa Sonja Lyubormisky nel suo "The How of Happiness", potete essere più felici semplicemente imparando ad esprimere la gratitudine per le cose belle che avete, assaporando le gioie della vita, imparando a perdonare, senza rimuginare troppo. Il "guru" della felicità, il dottor Martin Seligman, afferma: "La vita felice si realizza quando impariamo ad apprezzare i piaceri più semplici, come la compagnia altrui e la natura e a soddisfare i nostri bisogni più immediati". Gli esperti e i cani sono d'accordo.
 
NEL CUORE.ORG
15 LUGLIO 2015
 
INDIA, TORTURA RANDAGIO E POSTA VIDEO SU FACEBOOK: ARRESTATO
Il 21enne scaraventò animale contro un'auto in sosta
 
Un giovane di 21 anni, che aveva torturato un cane randagio e poi pubblicato il video su Facebook, e' stato arrestato a New Delhi. Lo riferisce oggi il quotidiano "The Hindustan Times". Il caso e' stato denunciato da un'associazione per i diritti degli animali che aveva visto il filmato poi circolato su diversi social. Nel breve video, realizzato con un telefonino, si vede Rahul Kumar prendere per le gambe posteriori il cane e poi farlo roteare velocemente fino a scaraventarlo con violenza contro un'auto in sosta. L'animale guaisce disperatamente per tutto il tempo e dopo l'urto rimane a terra per poi alzarsi zoppicando. Domenica, un avvocato e giornalista, Shehzad Poonawalla, ha scritto al commissario della polizia BS Bassi e alle autorita' della capitale chiedendo di intervenire. L'episodio ha sollevato un coro di commenti negativi su internet. Gli agenti sono riusciti facilmente a risalire all'identita' del giovane attraverso informazioni sulla sua pagina Facebook e interrogando l'amico che ha ripreso il gesto. L'uomo e' stato accusato in base a una legge che vieta atti crudeli contro gli animali.
 
REPUBBLICA.IT
15 LUGLIO 2015
 
Bielorussia, elefante cade al circo: la solidarietà degli animali
 
Incidente in un circo bielorusso per un elefante durante un complesso numero di equilibrio su una piramide di sgabelli. Immediata e sorprendente la reazione dei 'compagni' che accorrono in suo soccorso. Il pachiderma, caduto rovinosamente a terra, sfiora le prime file scatenando panico e orrore tra gli spettatori. Il video mostra il momento nel quale gli animali interrompono spontaneamente l'esibizione e circondano l'amico in difficoltà cercando di farlo rialzare. L'avvenimento torna a fare riflettere sulla delicata questione dei metodi coercitivi utilizzati nel mondo circense, che si avvalgono di intimidazioni e atti violenti per piegare gli animali a innaturali performance
VIDEO
 
LA ZAMPA.IT
15 LUGLIO 2015
 
Corrida bandita dal patrimonio culturale francese
Dopo tanti sforzi, una vittoria per le associazioni animaliste e un passo in più verso l’abolizione di queste manifestazioni
 
Dopo quattro anni di battaglie da parte di numerose associazioni animaliste, la Corte d’Appello di Parigi ha rimosso la corrida dal Patrimonio Culturale Immateriale (PCI) di Francia. Nella lista dal 2011, questo genere di manifestazione avrebbe potuto diventare patrimonio dell’Unesco, allontanando sempre di più la speranza dell’abolizione definitiva di quello che in molti chiamano «tortura, non cultura».  La corrida è illegale nel 90% del territorio francese, ammessa e praticata solo in qualche città nel sud del Paese. Ma con grande gioia di CRAC (tradotto Comitato Radicalmente Anti Corrida) Europe e Droits des Animaux, in prima linea per spingere il Governo a prendere questa decisione, dal 4 giugno nessuno ha più la possibilità di giustificare questa pratica, che continua tuttavia a esistere, rivendicandola come parte integrante della propria cultura. Secondo CRAC, «tre francesi su quattro condannano questa barbara pratica» e la notizia è stata accolta molto bene dal popolo del web. Rivela inoltre che la preoccupazione degli organizzatori delle corride di mantenere lo status di patrimonio culturale fosse dovuta ai benefici economici che ne derivavano in una situazione nascosta di crisi finanziaria.Durante il corso della sua storia centenaria, la corrida è stata più volte abolita e ripristinata, oggetto di opinioni controverse in ogni epoca. E oggi alla luce di un «evento senza precedenti», come l’ha definito il presidente di CRAC Jean-Pierre Garrigues, la Francia torna a dividersi tra chi continuerà a lottare per l’abolizione delle manifestazioni e chi si ostina a non voler rinunciare alle proprie tradizioni.
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REPUBBLICA.IT
15 LUGLIO 2015
 
Fiestas: "massacro di animali"
 
Grazie a donatori che, da 31 paesi, hanno permesso di raggiungere il budget necessario alla sua realizzazione,  il documentario indipendente Santa Fiesta, firmato dal regista spagnolo Miguel Angel Rolland, spalanca  i nostri occhi sui 60.000 animali “torturati e uccisi ogni anno in Spagna per celebrare la tradizione, oppure nel nome di Dio”.Sono 16.000, secondo le stime di associazioni come Faada, le fiestas che ogni anno conducono all’uccisione selvaggia di decine di migliaia di esemplari. In modo particolare, partendo dall’abitudine alla corrida, gli spagnoli si accaniscono sui tori, che vengono incendiati, colpiti con pietre e lance, seviziati, evirati, affogati da folle impazzite di euforia e alcol, quando non giustificate da qualche ricorrenza religiosa e accomodate ad assistere, finanche in costume da bagno sul materassino, mentre l’acqua si tinge di sangue.  Asini, oche,  anatre, cavalli costretti a galoppare nelle fiamme, esemplari di ogni specie incontrano così le morti più atroci, fra le risate degli astanti.Dice Rolland nella presentazione pubblicata sul sito del documentario: “Questo è il film più importante che abbia mai fatto, vuole mostrarvi quanto accade nel mio Paese. Lo dico con profondo dolore: gli spagnoli sono un popolo selvaggio, brutale e ignorante. Mi riferisco a quella maggioranza costituita da circa 25 milioni di persone che, secondo la Conferenza Episcopale Spagnola, partecipano a celebrazioni avallate dalla Chiesa, nel nome di Gesù Cristo o della Vergine Maria, durante cui si torturano e uccidono animali. Chiediamo anche al Papa di intervenire per fermare questa barbarie”.Al momento, però, le mattanze non mostrano alcuna flessione, stando al rapporto Bullfighting Affairs 2010-2014, secondo cui solo nel 2014 hanno avuto luogo 1.868 celebrazioni che implicavano il sacrificio di tori, ed essendo la media di sei esemplari a evento si stima che ne siano stati pubblicamente seviziati 11.208.“Tale rapporto omette fra l’altro di menzionare gli ingenti sussidi erogati alle entità private che organizzano le carneficine” commenta ancora Rolland. “Nel gennaio 2013 il Green Party del Parlamento europeo ha prodotto il report Tori e tasse, in cui si rivelavano finanziamenti per simili attività pari a 571 milioni di euro l’anno da parte di una varietà di istituzioni, e non meno di 130 milioni provenienti dall’UE”.Le riprese di Santa Fiesta, sostenuto a vario titolo da Animal Guardians in collaborazione con La Tortura No Es Cultura e l’International Anti.Bullfighting Network sono durate un anno, grazie a una piccola e coraggiosa troupe professionale, senza alcun finanziamento pubblico o privato: “Solo proventi mirati, grazie alla campagna che abbiamo lanciato sulla piattaforma USA IndieGoGo e a chi ha voluto aiutare questo progetto che punta a cambiare le cose".
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LA ZAMPA.IT
15 LUGLIO 2015
 
Scacco al governo britannico, slitta il voto sulla caccia alla volpe
 
Scacco al governo conservatore di David Cameron e alla lobby dei cacciatori del Regno Unito: slitta il voto che l’esecutivo aveva messo in calendario per oggi in parlamento su un progetto di legge destinato nelle intenzioni ad alleggerire in Inghilterra e Galles i vincoli sulla caccia alla volpe, tradizionalmente praticata come sport nel Regno Unito, ma ieri contestata da animalisti e non solo. A far saltare il banco alla Camera dei Comuni di Londra sono stati gli oltre 50 deputati nazionalisti scozzesi dello Snp, che hanno annunciato il loro “no” compatto. Una giravolta, visto che inizialmente lo Snp aveva escluso di voler votare su questa materia (tanto più che la proposta riguardava solo Inghilterra e Galles). L’ambizione dichiarata, e raggiunta, è stata quella di far esplodere le contraddizioni della striminzita maggioranza Tory. Nello stesso Partito Conservator, 40 deputati e almeno due ministri si erano del resto già pronunciati contro la fine delle restrizioni imposte negli ultimi anni sulla caccia alla volpe, minacciando di far mancare i numeri al governo. L’aspetto paradossale della faccenda sta nel fatto che la riforma puntava a introdurre le stesse regole applicate tuttora alla caccia alla volpe proprio in Scozia, dove - a differenza di Galles e Inghilterra - non ci sono limiti al numero di cani che si possono usare per stanare le prede. Una “deregulation” che lo Snp, maggioritario in patria, non ha mai modificato a casa sua, pur essendo come partito contrario a questa pratica. 
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WE BIT MAG
15 LUGLIO 2015
 
Volare con gli animali, ecco la nuova guida online firmata eDreams
 
eDreams ha creato una guida online per conoscere regole, costi e condizioni delle compagnie aeree per il trasporto degli animali domestici. Dalla guida emergono anche indicazioni curiose: ad esempio, non solo la maggior parte delle compagnie aeree ammettono a bordo, in cabina o in stiva animali da compagnia come cani e gatti, ma molte altre includono nella categoria di animali domestici anche furetti, pesci, uccelli, tartarughe e roditori. Ma ci sono anche compagnie, su tutte le low cost Easy Jet e Ryan Air, che non offrono del tutto il servizio trasporto animali.I costi del servizio di trasporto animali variano a seconda della tratta di percorrenza: Alitalia, ad esempio, applica un supplemento che va da 20 € per i voli in Italia, a 75 € per i voli internazionali, fino a 205 € per quelli intercontinentali. Il servizio messo a disposizione da Meridiana, invece, che consente il trasporto a bordo di cani, gatti, volatili, conigli, porcellini d’India, criceti e furetti, ha un costo di 40 € per voli nazionali, 50 € per quelli internazionali e 70 € per gli intercontinentali. Per far viaggiare il proprio animale in cabina bisogna rispettare specifiche condizioni di peso e misura del trasportino, che sono diverse a seconda della compagnia aerea: si va da una misura minima di 20x40x20cm per 10 kg di peso di Alitalia fino ad un massimo di 55x40x23 cm per 8 kg di Lufthansa. Fanno eccezione Air France, che non pone questi limiti a patto che gabbietta e animale non superino complessivamente il peso di 75 kg, e British Airways, che consente il trasporto degli animali domestici solo in stiva.
 
REPUBBLICA.IT
16 LUGLIO 2015
 
Bari, tre cuccioli di cane chiusi in un secchio e lanciati in una villa: se ne salva solo uno
La scoperta fatta dal padrone di casa: "Non è la prima volta, lo fanno perché sanno che sono un volontario animalista". Il meticcio è rimasto in vita perché è rimasto bloccato nell'intercapedine del cancello
 
di LUCA GUERRA
 
Il cucciolo che è stato salvato  Tragico caso di maltrattamento di animali a Bisceglie. Sono morti due dei tre cuccioli di cane che ieri erano stati lanciati oltre il muro di recinzione di una villa  all’interno di un secchio di vernice rossa: gli animali sono morti a causa del forte urto, mentre il terzo, caduto dal secchio al momento del lancio, aveva terminato la sua corsa in un’ intercapedine del cancello di ingresso, salvandosi. 
A fare la tragica scoperta era stato Francesco Menduni, proprietario della villa e, volontario dell’associazione tranese Laika: inutili erano stati i soccorsi dell’uomo per due dei tre cuccioli.  “Sono arrivato sul posto quando tutto non c'era più niente da fare  - la ricostruzione di Menduni - per salvare il terzo cucciolo, mi sono dovuto fare aiutare da un’altra persona. Purtroppo non è la prima volta che assisto a episodi del genere”.In città, prosegue Menduni, “in tanti sanno che ho una grande sensibilità per i cani randagi, così pensano di lanciare oltre la recinzione della mia villa intere cucciolate”. Stando alle prime ipotesi, le tracce di vernice presenti sulla pelle degli animali lascerebbero pensare che i cani fossero appartenenti a cucciolate nate in una bottega o in una carrozzeria. Adesso i volontari dell’associazione Laika hanno il compito di trovare una casa per il cucciolo superstite.
 
IL TIRRENO
16 LUGLIO 2015
 
Investe un cane e scappa, a 92 anni rischia maximultaIl cane è rimasto ucciso ma la polizia municipale è risalita all'anziano conducente grazie ai testimoni. E ora potrebbe scattare un salasso
 
di Elisabetta Giorgi
 
GROSSETO. Investe un cane e lo uccide, poi se ne va senza fermarsi. Grazie ai testimoni la polizia municipale risale al titolare della macchina - un signore di 92 anni - e ora, nei suoi confronti, potrebbe emettere una sanzione amministrativa salata.Sono le 16,30 di venerdì 10 luglio quando un cagnolino fugge di casa. Il proprietario, che abita sulla via Senese a Grosseto, non fa in tempo a frenarne la corsa fuori dall'abitazione che quello schizza fuori con conseguenze funeste. In quel momento passa una macchina che non fa in tempo a fermarsi. L’urto è inevitabile e per l’animale non c’è scampo. Travolto dalla vettura, il cane muore poco dopo mentre l’automobilista, dal canto suo, prosegue impassibile il tragitto senza fermarsi, chissà se indifferente all’animale agonizzante o inconsapevole di quel che ha fatto perché magari non se n’è accorto. Alcuni testimoni assistono tuttavia alla scena, fanno in tempo a segnarsi la targa e la comunicano al proprietario del cane, che si attiva con il comando della polizia municipale di Grosseto. Così i vigili risalgono al titolare della vettura. E - sorpresa - scoprono che è un signore grossetano di 92 anni.Quel che è certo, al momento, è che l’auto “appartiene” a lui: è lui l'intestatario, mentre è ancora da stabilire se fosse al volante. I testimoni non hanno saputo indicarlo con esattezza, e così i poliziotti municipali si sono messi sulle sue tracce, avviando le indagini per appurare la coincidenza o meno tra proprietario e conducente.L’anziano in questi giorni non risultava a casa; quindi al momento la faccenda resta aperta.Gli accertamenti sul “nonno” sono in corso. E preludono a una probabile stangata. Cosa rischia?L’articolo 189 del Codice della strada (comportamento in caso di incidente) prevede una sanzione amministrativa in caso di investimento animali (articolo 9 bis). «L'utente della strada, in caso di incidente ricollegabile al suo comportamento da cui derivi danno a uno o più animali, ha l’obbligo di fermarsi e porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno». La legge italiana non prevede il reato di omesso soccorso per gli animali. Ma chiunque non ottempera è punito con una sanzione amministrativa che va da 410 euro a 1.643 euro.
 
MESSAGGERO VENETO
16 LUGLIO 2015
 
Pordenone: «Cani maltrattati, il Comune agisca»
Un mese fa era stata chiesta un’ordinanza nei confronti del proprietario del pitbull. La Lav sul caso Pepito: «Gesto atroce» di Ilaria Purassanta
 
PORDENONE. Il caso del pitbull maltrattato avrebbe potuto essere evitato. Un mese fa l’avvocato Alessandra Marchi, in prima linea su questi temi, si è fatta latore in municipio della richiesta delle associazioni animaliste: un’ordinanza del sindaco per impedire al ventenne pordenonese, resosi protagonista in viale Grigoletti del poco edificante episodio martedì pomeriggio, di prendere con sé altri cani. «Le ultime modifiche – spiega l’avvocato Marchi – della legge regionale vietano per sempre la detenzione di animali a persone che si siano rese responsabili di maltrattamenti. Si può richiedere, però, un provvedimento amministrativo, sotto forma di ordinanza del sindaco, che estenda il divieto anche alla possibilità di gestire i cani di terzi o di portarli a passeggio. Non era la prima volta che il ventenne pordenonese veniva segnalato dalle associazioni per maltrattamento di animali. Gli appelli sono rimasti, però, inascoltati».Ora per il giovane, oltre alla denuncia per maltrattamenti, si profila un secondo risvolto giudiziario. Il 45enne pordenonese preso a calci, sputi e insulti e lanci di oggetti (il cellulare e un accendino) dal giovane, solo perché ha cercato di aiutare il cane e alcuni ragazzini, intervenuti a loro volta in difesa del pitbull, ha riportato, per il momento, dieci giorni di prognosi. Referto provvisorio, visto che potrebbero esserci complicanze alla gamba ferita. Oggi sarà formalizzata la querela.Il pitbull femmina nero, che il ventenne trascinava, a forza, in viale Grigoletti, nonostante la bestiola non riuscisse a reggersi sulle zampe, è stato accolto in una struttura di Azzano Decimo e visitato dal veterinario. La speranza è che possa essere adottato a breve da una famiglia amorevole.Sono vari i casi di sevizie subite dagli animali domestici (cani, gatti, persino cavalli) che poi finiscono in tribunale.«L’attenzione – sottolinea l’avvocato Marchi – è decisamente cresciuta negli ultimi anni. Prima ancora di arrivare a una condanna, però, bisogna lavorare sull’immediata privazione degli animali ai padroni che li maltrattano. A volte, infatti, vengono restituiti al proprietario. In secondo luogo bisognerebbe riuscire a facilitare le segnalazioni dei cittadini e a migliorare la risposta delle forze dell’ordine».Chi maltratta un animale, è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5 mila a 30 mila euro. La pena è aumentata della metà se cagiona la morte dell’animale. Come è successo al povero Pepito a Vigonovo. Non si ricordava, nel Pordenonese, un caso così efferato dal 2003, quando a Giais fu ammazzato un gatto e poi appeso a un trattore.«Valuteremo una denuncia contro ignoti – annuncia Guido Iemmi, responsabile provinciale della Lav –. È stato un gesto abominevole e atroce, compiuto da individui senza scrupoli. Chi è aggressivo con gli animali, prima o poi si sfoga anche con gli umani».
 
LA NUOVA FERRARA
16 LUGLIO 2015
 
Svaligiano la casa e picchiano il cane
A Volania ladri in azione in una villetta. Lo choc dei proprietari al rientro: tutto a soqquadro
 
VOLANIA (FE). Hanno praticato tre fori nella rete metallica che corre attorno all’abitazione e una volta entrati in cortile, i ladri hanno selvaggiamente bastonato il cane, per poi guadagnare l’entrata in un’abitazione di Volania, dopo aver spaccato una finestra in legno e scardinato una porta a vetri. Tutto questo è successo nei gionri scorsi, presumibilmente intorno alla mezzanotte, mentre il proprietario dell’abitazione era stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Cona, per una forte lombosciatalgia, che lo aveva colpito improvvisamente. «Intorno a mezzanotte e un quarto – racconta la moglie dell’uomo, commerciante di legno - ho riaccompagnato a casa in auto mio marito dopo tutti gli esami diagnostici e forse i ladri erano ancora in casa. Da lontano abbiamo visto una finestra aperta e due lampade del cortile spente, perché erano state svitate». «Si vede che sono stati sorpresi dal nostro arrivo – prosegue la donna – e hanno utilizzato una cinghia recuperata dai bancali di legno, per scappare dalla finestra, dopo averla fissata ad un termosifone».La casa era stata nel frattempo messa a soqquadro e razziata dei preziosi, mentre il cane, un pastore tedesco, era in evidente stato confusionale, ancora stordito dalle botte.«Il nostro cane ha barcollato per due giorni – racconta la donna ancora scossa – e oltre al disordine in casa abbiamo trovato mobili rovesciati. Hanno portato via oro per un valore di circa 3mila euro, ma forse non hanno fatto a tempo a rovistare nella camera da letto, perché non era a soqquadro come le altre». Si ritiene che i malviventi entrati in azione nella poderale di campagna, che si trova al confine tra i Comuni di Comacchio ed Ostellato, fossero tre, perché oltre ai tre fori praticati nella recinzione, sono state rinvenute impronte di scarpe differenti. Il proprietario aveva chiamato l’ambulanza intorno alle 20.30 e con ogni probabilità i ladri non erano a conoscenza di questo dettaglio. Resta lo sconcerto per il trattamento subito dal cane, che avrebbe abbaiato per un po’, come raccontato alla donna dai vicini di casa, ma che poi è stato tramortito a colpi di bastone. La denuncia del furto con scasso è stata sporta presso la stazione dei carabinieri di Comacchio. Intanto Volania resta scossa e la paura aumenta. Ladri in azione anche a Lido Spina, esattamente in via Verdi 39, all’interno del ristorante “I Pini”dove qualcuno è riuscito a portare via 100 euro dalla cassa. Anche in questo caso stanno indagando i carabinieri di Comacchio.
 
QUOTIDIANO.NET
16 LUGLIO 2015
 
"Non la voglio più. Questa cagnolina è troppo affettuosa"
L'incredibile storia di Hula, due anni e mezzo di età e un mare d'amore da riversare sugli umani. E questo, per alcuni, è "fastidioso". La piccola è in pensione e cerca disperatamente una casa per sempre
 
Frosinone, 16 luglio 2015 - Hula è un cane "elastico": va via ma poi torna sempre indietro. Non solo perché è giovane e atletica ma soprattutto per via del grande affetto che riesce a dare. Tanto affetto, un mare di affetto. E questo non sempre piace. E allora? Allora Hula fa la valigia e torna indietro. Per quale motivo? E' troppo affettuosa, troppo buona, troppo remissiva, troppo portata a legarsi con gli umani, troppo di tutto."Troppo" è la giustificazione con cui è stata rispedita al mittente per tre volte e da 17 mesi vive in pensione nell'attesa che arrivi quella famiglia umana per cui il "troppo" non è mai abbastanza e che valuta con piacere l'affetto che questa cagnolina riesce a trasmettere. Come se non bastasse per due volte Hula è andata ospite di trasmissioni televisive. Ma niente. Eppure è bella, di taglia piccola e ancora tanto giovane.
Per vederla in Tv:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-3898a45f-4d4b-4aad-8afd-f6f4ab5e4dae.html
Questo scrivono i volontari di Hula:
"L'abbandono ripetuto ha costellato la breve vita della dolcissima Hula, adottata più volte e rispedita al mittente come un pacco postale, come un oggetto difettoso, perché? Perché la piccola Hula è molto affettuosa e gioviale e tante "smancerie" infastidiscono. Hula ne ha cambiate di famiglie ed oggi nei suoi occhi si legge la tristezza e la delusione. Ma la speranza non muore: è importante solo saper aspettare la famiglia giusta, quella per sempre". 
Hula è una dolcissima cagnolina simil Lupo Cecoslovacco, di taglia medio piccola (13kg) è nata ad ottobre del 2012 per cui è giovanissima. Chippata, vaccinata e già sterilizzata. Ama giocare e donare momenti di affetto indescrivibili, è molto intelligente, va al guinzaglio tranquillamente ed è in grande sintonia sia con cani maschi che con femmine. Non è testata con i gatti. E poi lei letteralmente adora gli umani, grandi e piccini e vorrebbe sempre carezze e coccole. Hula sarà un dono prezioso per chi la sceglierà. Hula è capace di tanto amore. E non è mai "troppo".[…]
 
NEL CUORE.ORG
16 LUGLIO 2015
 
TARANTO, TEPPISTI MUTILANO CORNA A UN TORO AL CIRCO MARINA ORFEI
Prima di fuggire, i quattro liberano zebre ed elefanti
 
Un gruppo formato da quattro persone la notte tra lunedi' e martedi' scorsi si e' introdotto nei capannoni del circo di Marina Orfei, a Ginosa Marina, e ha mutilato un toro strappandogli il corno sinistro. Sono stati i lamenti dell'animale, che e' stato stordito e picchiato con calci e bastonate, a svegliare i dipendenti del circo che hanno visto gli aggressori fuggire in sella a scooter. Prima di allontanarsi i teppisti hanno aperto i recinti dove erano custoditi altri animali, come zebre ed elefanti, per creare il caos. Il toro ferito, che non era utilizzato per le esibizioni, ha una stazza di oltre 900 chili. Marina Orfei ha riferito a una web tv che l'animale ha perso oltre due litri di sangue e probabilmente sara' necessaria l'amputazione anche del corno destro perche' i tori si orientano proprio grazie alle corna. Sul posto, oltre ai carabinieri che hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili, e' intervenuto anche un veterinario che e' riuscito ad arrestare l'emorragia.
 
REPUBBLICA.IT
16 LUGLIO 2015
 
Taranto, irruzione al circo Orfei: in quattro picchiano un toro e gli strappano un corno

 
Ginosa Marina (Taranto) - Blitz notturno nei capannoni del circo di Marina Orfei, a Ginosa Marina in provincia di Taranto. Un toro da 900 chili ha perso il corno sinistro ed è stato salvato in extremis grazie all’intervento di un veterinario. Sono stati i lamenti dell'animale a svegliare i dipendenti del circo che hanno visto gli aggressori fuggire in sella a scooter.Prima di allontanarsi i teppisti hanno aperto i recinti dove erano custoditi altri animali, come zebre ed elefanti, per creare il caos.Il toro ferito, che non era utilizzato per le esibizioni, ha una stazza di oltre 900 chili. Marina Orfei ha riferito a una web tv che l'animale ha perso oltre due litri di sangue e probabilmente sarà necessaria l'amputazione anche del corno destro perché i tori si orientano proprio grazie alle corna. Sul posto, oltre ai carabinieri che hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili, è intervenuto anche un veterinario che è riuscito ad arrestare l'emorragia.Dal comando provinciale dei carabinieri confermano l’irruzione notturna, nella notte fra martedì e mercoledì scorso fra i tendoni del circo. Alcune persone, in via di identificazione, hanno aperto le gabbie degli animali, mandando in agitazione giraffe, zebre, elefanti ed anche il toro che tuttavia, secondo quanto riferito dagli ufficiali del nucleo operativo di Taranto, non sarebbe stato aggredito a bastonate e mutilato, come si pensava in un primo momento, ma è caduto nella concitazione della fuga dalla gabbia, ferendosi spontaneamente e perdendo il corno.
 
GEA PRESS
16 LUGLIO 2015
 
Pescara – Pony disabile in città. Intervento delle Guardie della Lega Nazionale per la Difesa del Cane

 
Una situazione che, secondo la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, si protrae da giorni.Numerose, infatti, sarebbero le segnalazioni pervenute alle Guardie Zoofile di una cavallina dsabile nella periferia della città.  Dai controlli, effettuati anche più volte al giorno in giorni diversi,  sembra avvalorarsi l’ipotesi del piccolo cavallo legato sotto il sole cocente, privo di cibo e riparo e soprattutto privo di acqua.Sempre secondo la Lega Difesa del Cane, l’animale mostrerebbe un’evidente deformazione degli arti. La Dott.ssa Carola La Rovere, veterinaria esperta in equidi, riferisce a questo proposito di lussazione agli arti anteriori di probabile origine traumatica, dunque una situazione di generale difficoltà a deambulare. La cavallina fatica ad alzarsi senza aiuto, deambula poco e con grande sforzo; fino a oggi è riuscita miracolosamente a salvarsi nutrendosi delle erbacce incolte che crescono nel terreno dove vive da mesi.I cittadini che la seguono avrebbero tra l’altro riscontrato un generale peggioramento delle sue condizioni, dovuto forse a una sempre maggiore difficoltà a muoversi. Inoltre, le alte temperature di queste ultime settimane hanno fatto seccare quasi completamente l’erba circostante impedendo alla cavallina di nutrirsi adeguatamente. A ciò, aggiungono gli animalisti, si devono considerare le reti di fortuna che farebbero da recinzione, la spazzatura, ed i resti di pane e pasta,alimenti nocivi per gli equidi.Le Guardie della Lega Difesa del Cane hanno prontamente informato telefonicamente e tramite PEC le forze dell’ordine competenti, la ASL veterinaria e l’amministrazione comunale, mettendo a disposizione anche due ottime richieste di adozione e stanno dissetando ed alimentando quotidianamente la piccola pony con la preziosa collaborazione di alcuni cittadini di buona volontà. “Quello a cui stiamo assistendo in questi giorni non è purtroppo una novità nella città di Pescara. La tutela degli equidi, però, è in realtà un problema nazionale”, afferma Paola Canonico – GZV e Responsabile LNDC Settore Equidi . “Mancano leggi specifiche a difesa di questi animali e troppo spesso, anche quando ci sono tutti i presupposti come in questo caso, gli organi preposti evitano di agire. Non intendiamo lasciare nulla di intentato per mettere in salvo la piccola pony, di cui nel frattempo assieme ai cittadini di Pescara ci stiamo occupando ogni giorno. I cavalli sono animali molto resistenti al freddo e, in situazioni di necessità, riescono ad adattarsi bene alle intemperie e alle difficoltà, specialmente durante i mesi invernali. Al contrario, però, sono molto fragili nei mesi caldi e risentono molto della carenza di acqua e ombra“.La cavallina risulta priva di microchip e per questo la Lega Difesa del Cane ha inoltrato denuncia contro ignoti.
 
MATTINO DI PADOVA
16 LUGLIO 2015
 
Un video contro l'abbandono degli animali
Girato nel negozio "Isola dei Tesori", protagonisti i cani dei dipendenti
 
ABANO TERME (PD). Anche L'Isola dei Tesori, catena di negozi per animali padovana, si schiera contro l'abbandono degli animali. E lo fa con un video che verrà pubblicato a giorni nei principali canali social (Facebook, Instagram, Twitter), girato nel nuovo negozio di Abano Terme. Protagonisti? Gli animali dei dipendenti, che hanno volentieri prestato zampe, musi e code per lanciare un appello importantissimo: non abbandonate chi vi ama, portate i vostri amici pelosi in vacanza con voi.Il punto vendita della zona termale, inaugurato qualche mese fa, si è popolato di cani di razza e meticci, che sono stati ripresi mentre giravano liberamente per le corsie del locale. Molta la curiosità dei clienti, che si sono trovati ad essere comparse inconsapevoli di uno shooting a quattro zampe.
VIDEO
 
ADN KRONOS
16 LUGLIO 2015
 
Uomo crudele, in Italia abbandonati 80mila gatti e 50mila cani l'anno
 
Si stima che ogni anno in Italia vengano abbandonati una media di 80.000 gatti e 50.000 cani, più dell’80% dei quali rischia di morire in incidenti, di stenti o a causa di maltrattamenti. E se le punte massime di abbandoni si registrano nel periodo estivo (25-30%), con la partenza per le vacanze, oltre il 30% dei cani viene abbandonato subito dopo l’apertura della stagione venatoria, perché il cane non è bravo a cacciare.Oltre a essere un reato, l’abbandono porta a un dispendio di denaro pubblico che ricade sull'intera collettività: considerando che per ogni cane ospitato in canile ogni Comune paga circa 1.000 euro all’anno, e nei canili italiani ci sono circa 200.000 quattro zampe, le proporzioni del fenomeno sono davvero rilevanti.
Per contrastare questa piaga, la Lav propone alcune misure tese a riformare la Legge 281/91 (Tutela animali d'affezione e prevenzione del randagismo) attraverso, ad esempio, il libero accesso di cani e gatti nei luoghi pubblici e nelle strutture turistiche, detrazioni fiscali su cibo e spese veterinarie per chi adotta un cane o un gatto, l'inserimento di cani e gatti nel certificato di "stato di famiglia".Per cercare di arginare il reato di abbandono di animali, la Lav invita cittadini e istituzioni ad adottare indispensabili azioni di prevenzione, come le adozioni “consapevoli” dai canili, la sterilizzazione (per evitare riproduzioni fuori controllo), il cane libero accudito: un’alternativa alla vita da reclusi, anche per i randagi che non trovano una famiglia disposta ad accoglierli in casa.Si tratta di una soluzione prevista da alcune leggi regionali di attuazione della Legge Quadro n.281/91 e dalla Circolare n.5 del 14 maggio 2001 del Ministero della Sanità, che può essere istituita dal Sindaco, primo responsabile del benessere di tutti gli animali presenti sul territorio comunale. Secondo l'Eurispes, nelle nostre case trovano posto soprattutto cani (61,3%) e gatti (41%).In vista delle vacanze, la Lav ricorda che è online su www.lav.it la miniguida “Vacanze a 4 zampe”, con indicazioni utili per far sentire cani e gatti a loro agio: viaggia in orari appropriati e scegli quelli non troppo caldi; programma una o più soste per consentire all’animale di bere e di muoversi; non lasciare mai gli animali soli in macchina, per nessun motivo; fai attenzione al colpo di calore, sia in viaggio che in villeggiatura; porta sempre guinzaglio e museruola per i cani; proteggi i gatti negli appositi trasportini, e trasporta gli animali con le modalità previste dal Codice della Strada.
 
LA ZAMPA.IT
16 LUGLIO 2015
 
Spray al peperoncino contro gli orsi, presentato il disegno di legge
Il numero degli animali superiore al previsto. Il Trentino chiede più poteri al governo per intervenire con la cattura e la soppressione degli esemplari ritenuti “pericolosi”.
 
Il Trentino ha dichiarato guerra agli orsi. Dopo la notizia che il progetto di ripopolamento Life Ursus, avviato 16 anni fa, ha avuto un’evoluzione diversa da quello che ci si aspettava (ovvero ha permesso agli orsi di riprodursi più del dovuto), Ugo Rossi, governatore del Trentino Alto Adige, ha chiesto al governo più poteri per gestire l’emergenza. La Regione in pratica vuole poter intervenire con la cattura e la soppressione degli esemplari ritenuti “pericolosi”. «Per prima cosa - ha sottolineato Rossi - è necessario modificare Pacobace, il Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso Bruno sulle Alpi Centro-orientali, in modo da effettuare, nel rispetto della specie protetta, prelievi e soppressioni non solo in caso di pericolo ma anche in caso di danni gravi ripetuti, per prevenire situazioni pericolose. Le direttive europee lo consentono». Altra questione è il numero degli esemplari. «Presenteremo al ministro un dossier in cui si evidenzia - ha aggiunto Rossi - come tutti gli orsi del Trentino si trovano in un determinato territorio, per cui non c’è stato il previsto allargamento sulle Alpi centrali, soprattutto da parte delle femmine, come prevedeva il progetto Life Ursus di 18 anni fa». È stata giù depositata alla Camera una mozione a prima firma del deputato del Patt Mauro Ottobre, sottoscritta da tutti i deputati della Volkspartei, che impegna il governo ad accordare il diritto di un dimezzamento immediato del numero degli esemplari di orso che attualmente popolano il territorio del Trentino. Secondo Ottobre infatti «la situazione plantigradi non più gestibile: troppa la paura da parte della popolazione di nuove aggressioni e si fanno sentire a gran voce le proteste di agricoltori e allevatori trentini danneggiati dalla presenza di un numero troppo elevato di orsi localizzati in un territorio eccessivamente ridotto, la valle del Brenta». La mozione, aggiunge Ottobre, «oltre a voler tutelare la popolazione e i flussi di turisti, cerca di evitare ulteriori danni al settore agricolo e pastorale, fonte di sussistenza economica all’interno di queste aree». Oggi inoltre è stato presentato in Senato un disegno di legge, firmato dai senatori Sergio Divina e Paolo Tosato (Lega Nord), per consentire a residenti e turisti di portare in zone frequentate da orsi, come boschi o luoghi montani, spray al peperoncino in bombolette fino a 500 ml di prodotto e con gittata fino a 12 metri.Nel sottolineare «l’urgenza del problema da affrontare con l’approssimarsi del picco della stagione turistica», i firmatari considerano l’iniziativa legislativa fondamentale «per permettere ad escursionisti e lavoratori della montagna di muoversi nelle aree infestate da orsi e lupi con un equipaggiamento adeguato», in considerazione del moltiplicarsi di casi di aggressioni ad umani da parte di orsi e lupi segnalati in Trentino ed alcune province venete.
 
PISA TODAY
16 LUGLIO 2015
 
Animali: nasce a Sant'Ermete il primo asilo per cani della città
L'iniziativa del centro cinofilo 'ametàSTRADA': "Il servizio - spiegano i responsabili - nasce per tutti coloro che, per motivi diversi, passano del tempo lontano da casa lasciando solo il proprio cane"
 
Pisa - Nasce a Sant'Ermete il primo asilo per cani della città grazie all'iniziativa del centro cinofilo 'ametàSTRADA'. "L'iniziativa - spiegano i responsabili del centro cinofilo - nasce per tutti coloro che, per motivi diversi, passano del tempo lontano da casa lasciando solo il proprio cane. Le nostre educatrici si prenderanno cura dei vostri amici durante la vostra assenza, dedicando a loro cure ed attenzioni, ma soprattutto occupando il tempo a disposizione per farli socializzare e divertire in compagnia".I cani, essendo animali sociali, hanno infatti una profonda necessità di stare in compagnia. "In questo luogo - proseguono i responsabili del centro - i cani possono stare in compagnia di altri cani, fare attività, passeggiare, giocare e riposare sotto la supervisione di personale competente. La nostra vita frenetica, infatti, non permette sempre di soddisfare questi bisogni insiti nei nostri animali. Questo il motivo per cui spesso si manifestano in loro comportamenti distruttivi, depressione o apatia"Il centro nasce però anche per andare incontro alle esigenze dei proprietari. "Si può decidere se lasciare il cane per mezza giornata o tutto il giorno - continuano i responsabili del centro - lasciarlo ogni tanto o tutti i giorni in base alle esigenze del cliente".Durante la permanenza all’asilo il cane può svolgere diverse attività: dalle passeggiate ad attività rilassanti e di socializzazione con gli altri cani. Inoltre è possibile aggiungere delle attività a scelta per rendere la giornata del cane più divertente ed istruttiva, come in una vera scuola. Gli esercizi saranno svolti dalle educatrici cinofile insieme al cane, per un tempo concordato.
 
REPUBBLICA.IT
16 LUGLIO 2016
 
Pronto soccorso per cani e gatti: cosa fare in caso di incidente
Non spostarli, ma contattare il servizio giusto. Proprietari chiamati a sostenere le spese mediche
 
Non è più solo un gesto di generosità, ma col nuovo Codice della strada è diventato un obbligo soccorrere animali vittime di incidenti stradali. Anche quest'anno, per aiutare gli automobilisti che incappano in un gattino ferito a bordo strada o un cane finito sotto le ruote di una macchina, prosegue l'accordo fra la Città metropolitana, il dipartimento di Veterinaria dell'Università e l'Ausl di Bologna garantire 24 ore su 24 l'attività di pronto soccorso rivolta agli animali.Sono due associazioni, Bolognazoofila e Enpa Bologna, ad assicurare con reperibilità continua il recupero e trasporto degli animali incidentati. Chi ne trovasse uno deve chiamare direttamente il Servizio Veterinario dell'Ausl, oppure i Carabinieri o il Corpo di Polizia metropolitana o la Polizia Municipale, che contatteranno il medico veterinario dell'Ausl reperibile per zona. Il medico veterinario dell'Ausl intervenuto allerterà l’Ospedale Veterinario del Dipartimento di Ozzano, nel caso il Comune sul cui territorio si è verificato il sinistro abbia aderito alla convenzione, o altro ambulatorio veterinario nel caso di diversa convenzione, e contatterà l'associazione di volontariato convenzionata per il trasporto dell’animale. La struttura veterinaria assicurerà la prima visita e la stabilizzazione dell'animale in attesa di accordarsi con il proprietario (se reperibile tramite microchip) o con il Comune dove è avvenuto l'incidente (quando non si può risalire al proprietario) per condividere il percorso terapeutico.Se si incontra un animale incidentato è importante evitare di avvicinarsi e toccarlo se non si possiede la necessaria preparazione: l'animale sarà con ogni probabilità traumatizzato, impaurito e dolorante, pertanto toccarlo potrebbe diventare pericoloso sia per il soccorritore che per l'animale stesso, inoltre si potrebbe rischiare di aggravarne le condizioni. Occorre ache evitare di trasportare l'animale presso una struttura veterinaria senza avere informazioni circa le eventuali convenzioni stipulate dal Comune sul cui territorio si è verificato l'incidente stradale si corre il rischio di vedersi addebitare le spese conseguenti alle cure.
 
TODAY
16 LUGLIO 2015
 
Al mare col cane: attenti ai colpi di calore
Caldo asfissiante e umidità insopportabile sono un rischio per i nostri amici a 4 zampe: ecco i consigli su cosa fare in presenza di sintomi gravi
 
ROMA - Tempo di vacanza, di divertimento e di benessere anche per gli amici a 4 zampe. Attenzione però, il caldo davvero asfissiante di questi giorni e il tasso di umidità insopportabile possono essere un pericolo per i cani e causare ipertermia. 
I SINTOMI - Evidenti i sintomi: il cane potrebbe iniziare a mostrare segni di disagio, essere irrequieto. In casi peggiori potrebbe cominciare a perdere bava dal naso o dalla bocca, barcollare fino a perdere conoscenza. La sua unica difesa dal solleone è infatti la ricerca di un luogo fresco e ombreggiato e l'ansimare per favorire lo scambio di calore.
COSA FARE - Ecco comunque alcuni consigli su cosa fare in presenza dei sintomi peggiori di una ipertermia, con l'Ordine dei Veterinari della provincia di Milano che consiglia di portare il cane subito in un ambiente fresco e all'ombra.
"RAFFREDDARLI" - Fondamentale poi mettere sul suo collo asciugamani bagnati, agevolando il raffreddamento con un ventilatore. Ovviamente è bene portare Fido dal veterinario più vicino e prima possibile.
QUANDO USCIRE - Un sollievo comunque per le giornate più calde sono sicuramente le passeggiate nelle ore serali, quando la temperatura si fa più fresca. E c'è chi invita a non avere paura del buio, ad esempio utilizzando uno speciale guinzaglio allungabile che illumina la strada con fari a led mentre la posizione del cane è resa visibile dalla cinghia intercambiabile con illuminazione interna.
 
PRIMA PAGINA DI YVS
16 LUGLIO 2015
 
Carne con farmaci, tutto a scapito del sistema immunitario
 
Perché continuare a mangiare carne? Ognuno è libero di fare quello che vuole, e ci mancherebbe altro, ma perché non informarsi sui benefici di una dieta, quantomeno, vegetariana, anche in considerazione del fatto che la carne che si trova in commercio risulta, in massima parte, contaminata da elementi non certo salutari… poi, suvvia, mangiare animali significa ingurgitare elementi digeribili con difficoltà, convivendo con tossine estremamente dannose, nutrendo, tra l’altro, una natura emotiva che favorirà l’incentivazione delle paure e la conseguente aggressività.Una ricerca dei dipartimenti di Veterinaria dell’Università di Torino avvalora tutto questo, dandoci elementi importanti, perché il rischio di contaminazione da farmaci negli alimenti di natura animale sono più che fondati, sia per i cibi destinati a cani e gatti, sia per wurstel e hamburgher destinati agli esseri umani, ma in generale tutti i cibi presenti nei fast food o street food. Il rischio deriva dagli allevamenti zootecnici intensivi, dove sono stati riscontrati residui di ossitetraciclina, un antibiotico usato con frequenza.
Difficile non trovare elementi nocivi nella carne che ci viene propinata, e lo studio al riguardo, pubblicato sulla rivista internazionale Poultry Science, ha messo in evidenza che nei sottoprodotti di macellazione, i macinati d’osso, si trovano i residui della ossitetraciclina, un vero e proprio veleno per le cellule, che produce una costante e progressiva intossicazione, agendo direttamente, e in modo marcato, sul sistema immunitario con la formazione di sostanze che provocano infiammazioni.Siamo quello che mangiamo, ricordiamocelo qualche volta, e ricorrere ad una alimentazione sana e naturale, ritengo sia una mossa intelligente. Non si può chiudere gli occhi difronte alla evidenza dei fatti, visto che siamo davanti a cibi sempre più adulterati, dove la logica del profitto vuole produrre a costi bassissimi per aumentare la “forchetta” del guadagno. Tutto questo a scapito di un consumatore sempre più depresso per la situazione contingente e in difficoltà dal punto di vista economico, terreno fertile per propinare questa robaccia, che costa poco, ti riempie e ti fa ammalare.Le multinazionali in questo modo guadagnano in ogni caso, sul cibo che propongono e sulle malattie che si creano, perché se vai a squilibrare il sistema immunitario, sarai per sempre in balia di coloro che ti propongono la guarigione, ma che sanno bene che non avverrà mai completamente, perché il loro intento è quello di creare dipendenza.
 
GEA PRESS
16 LUGLIO 2015
 
Cile – Leone marino alla corda nell’impianto di piscicoltura
Le autorità statali avviano le indagini

 
Una denuncia di cittadini indignati pervenuta all’account Twitter del Servicio Nacional de Pesca y Acuicultura (Sernapesca) cileno.I fatti, che sarebbero avvenuti presso un impianto di piscicoltura della regione meridionale di Aysen, vertono sull’ipotesi di reato di abusi e crudeltà animale.  Secondo quanto riportato dal Sernapesca, le immagini veicolate dal social network parrebbero mostrare i dipendenti di un centro adibito all’allevamento di salmoni, catturare e trattare in malo modo un adulto di Leone marino  (Otaria flavescens) causandone la morte.Secondo quanto indicato dal denunciante, i fatti si sarebbero  verificati nel settembre dello scorso anno.“Sotto queste premesse, riteniamo che vi siano prove sufficienti per il reato di abuso o di crudeltà verso gli animali – ha riferito  Christian Hudson,  direttore regionale di Sernapesca della regione di Aysen.Quanto successo è altresì giudicato di estrema gravità dal Direttore nazionale delle Sernapesca, José Miguel Burgos.
 
GEA PRESS
16 LUGLIO 2015
 
La ragnatela del contrabbando di specie protette. Quattordici paesi coinvolti, dall’Europa al Sud America
Decine di arresti e centinaia di animali sequestrati

 
Si è conclusa in questi giorni una maxi operazione volta al contrasto del traffico illegale di specie protette. Secondo quanto reso noto dall’Organizzazione mondiale delle Dogane (WCO) la polizia di più paesi ha provveduto ad arrestare  23 persone. Gli animali sequestrati sono invece 775, tra cui tartarughe, pappagalli, scimmie, un caimano e un cervo dalla coda bianca. Tolti ai trafficanti anche 17 tonnellate di cetrioli di mare secchi, 168 chili di pinne di squalo e più di 2.000 tronchi d’albero.L’operazione, denominata FLYAWAY,è stata organizzata dal Regional Intelligence Liaison Office (RILO) del WCO Sud America in stretta collaborazione con le autorità peruviane e statunitensi. I controlli hanno riguardato il trasporto aereo sia di passeggeri che di quello di merci. Sotto controllo anche le  spedizioni postali e via corriere espresso.Gli interventi si sono protatti per dieci giorni a partire dalla fine di giugno 2015. Oltre alle specie considerate negli elenchi CITES i controlli hanno riguardato anche la flora e la fauna protetta dalle leggi dei singoli stati. In Colombia e in Perù, informa il WCO, la cooperazione nazionale e il coordinamento tra le varie autorità hanno consentito un ampliamento degli interventi anche nei mercati e ristoranti.In totale sono stati coinvolti quattrodici paesi. Destinazioni di partenza, di arrivo e transito individuate in Brasile, Cile, Colombia, Germania, Messico, Olanda, Perù, Portogallo, Spagna, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti, Uruguay e Venezuela.Tra i sequestri da segnalare quello di una pelle di Ocelot, un Pinguino di Humboldt imbalsamato e resti di Tartarughe marine appartenenti a specie considerate in via di estinzione. Di rilevo un esemplare ancora in vita di  Scimmia lanosa dalla coda gialla che si rinviene solo nelle Ande peruviane.  Tra i reperti più singolari anche 4.000 pillole di integratori dietetici contenenti estratti di piante protette. In Messico, le autorità hanno inoltre salvato 209 animali domestici provenienti da impianti illegali.
 
LA ZAMPA.IT
16 LUGLIO 2015
 
“Un gabbiano ha ucciso il mio cane in giardino”
In Cornovaglia un esemplare di Yorkshire Terrier è stato ferito a morte da un uccello che aveva nidificato sul tetto della sua casa
 
Nel giardino della famiglia britannica Vincent uno dei suoi tre cani, Roo, è stato ferito a morte da uno dei gabbiani che hanno nidificato sul tetto della casa. La scena è avvenuta davanti agli occhi del piccolo Jace, che ora è traumatizzato come il resto della famiglia. Il bimbo di tre anni si trovava con Roo quando l’uccello è improvvisamente piombato addosso all’animale; Jace ha subito chiamato aiuto, ma ormai era troppo tardi per lo Yorkshire Terrier che non era riuscito a rientrare in casa e a mettersi in salvo. La furia del gabbiano ha avuto la meglio e quando mamma Emily è uscita ha trovato davanti a sè uno spettacolo terribile. Roo giaceva a terra insanguinato e, nonostante la tempestività con cui è stato portato dal veterinario, per lui non c’è stato nulla da fare: l’emorragia cerebrale riportata era troppo grave. Così i Vincent hanno perso un membro della famiglia e ora vivono nella paura che l’episodio si ripeta. «Dovrebbe essere fatto qualcosa in più per proteggere le famiglie e i loro animali» dice Emily, ma le risposte delle autorità competenti di Devon e Cornovaglia non sono per nulla rassicuranti.  
Oltre al danno, infatti, ecco anche la beffa: la famiglia non ha altra soluzione se non quella di continuare a “convivere” con l’assassino dell’amato Roo e con i gabbiani che insieme a lui hanno preso possesso del tetto della casa. Questi sono dei potenziali aggressori per gli altri cani e per i quattro bambini, due dei quali soffrono di attacchi epilettici. Una ferita meno grave di quella riportata dallo sfortunato animale potrebbe causare loro un attacco molto serio, ma questa specie di uccello è protetta e la legge impedisce a Emily Vincent di toccare o di far spostare i nidi fino a quando sono utilizzati dagli aggressivi volatili.
FOTO
 
LA ZAMPA.IT
16 LUGLIO 2015
 
Cani ospiti illegali in Australia, incriminata la moglie di Johnny Depp
Amber Heard comparirà in tribunale a settembre per aver introdotto nel Paese i suoi due animali domestici senza rispettare le procedure previste dalla legge
 
Non era stata un’entrata in sordina quella di Pistol e Boo, Yorkshire Terrier di Jonnhy Depp e di sua moglie Amber Heard , in Australia a bordo di un jet privato. In poco tempo il Ministero dell’Agricoltura si era accorto che i due animali da compagnia non disponevano di tutte le carte in regola per poter soggiornare nel Paese e aveva posto un ultimatum che aveva costretto la coppia a tornare negli Stati Uniti. Ora l’attrice è sotto accusa per aver violato le leggi sulla biosicurezza del territorio e per falsificazione di documenti. A incriminare la coppia di star erano stati gli scatti dei fotografi, poi diffusi su media e social network: i cani che comparivano nelle foto erano stati controllati dalle autorità risultando privi di documenti a norma necessari per la permanenza sull’isola. Prima del loro arrivo inoltre non avevano trascorso il periodo di quarantena previsto dalla legge australiana. Una situazione, questa, intollerabile secondo il rigido ministro dell’agricoltura Barnaby Joyce, che aveva perciò deciso di prendere misure drastiche: se l’attrice statunitense, in Australia per fare visita al marito impegnato nelle riprese dell’ultimo film della saga “Pirati dei Caraibi”, non avesse allontanato Pistol e Boo dal continente, i suoi amici a quattro zampe sarebbero stati soppressi . In seguito all’ultimatum la coppia aveva lasciato l’Australia insieme ai due Yorkshire Terrier, ma la legge non ammette ignoranza né sconti per i VIP. Nonostante le polemiche internazionali scatenate in merito alla decisione di Joyce, ora anche il procuratore generale del Commonwealth si è posto a tutela della fauna e della flora locali, emettendo un mandato di comparizione per Amber Heard, che dovrà presentarsi in un tribunale del Queensland a settembre.  Il ministro dell’agricoltura intanto si mostra compiaciuto del suo operato e impaziente in vista del processo: le due stelle del cinema davanti a un giudice saranno come tutti i comuni mortali.
 
GEA PRESS
16 LUGLIO 2015
 
Inghilterra, sperimentazione animale – Ok Governo all’espansione allevamento beagle
 
Il Segretario di Stato per i Governi e le comunità locali ha espresso parere favorevole all’espansione di un impianto di allevamento di cani beagle nello Yorkshire, in Inghilterra.Sulla decisione governativa giungono ora le critiche delle associazioni ed in particolare di Cruelty Free International che ricorda come da quell’allevamento proverrebbero centinaia di cani beagle destinati alla sperimentazione animale.“Cruelty Free International è profondamente delusa di questo risultato - ha dichiarato Michelle Thew, Amministratore Delegato dell’ONG – La richiesta di amplimento dell’allevamento è stata contrastata dall’opinione pubblica. Questo è un giorno triste per gli animali. Migliaia di cani saranno ora allevati per rifornire i laboratori di tutta Europa”.E dire che il Consiglio locale aveva già respinto due domande di amplimento dello stesso impianto. In tal senso, ricorda sempre Cruelty Free International, si era espresso anche l’ex Segretario di Stato per le Comunità e degli enti locali Eric Pickles.
 
NEL CUORE.ORG
17 LUGLIO 2015
 
CHIETI, RINCHIUSI AL BUIO PER MESI: TRE CUCCIOLI SALVATI DALL'OIPA
Gli animali potevano mangiare pochissimo
 
Per sette lunghi mesi il buio del tugurio in cui erano imprigionati, poi, proprio quando si stava accendendo una nuova speranza di vita, una grave forma di gastroenterite ha stroncato quattro dei sette fratellini nati da una randagia non sterilizzata. Succede in un piccolo comune in provincia di Chieti, dove, rinchiusi all’interno di una cantina ricolma di rifiuti, i cuccioli erano liberi di uscire solo per pochi minuti al giorno, per cibarsi di un magro pasto. Proprio quando era stato individuato uno stallo d’emergenza, dove i cuccioli erano al sicuro, sverminati, vaccinati e sterilizzati, quattro di loro sono stati travolti da una gastroenterite fulminante.
 
GAZZETTA DI MANTOVA
17 LUGLIO 2015
 
Prendono il cane a sassate e rubano gli ori di famiglia
Ladri scatenati in pieno giorno in un’abitazione di Cereta Per entrare hanno forzato una finestra del retro, poi si sono dileguati

di Giancarlo Oliani

 
VOLTA MANTOVANA (MN). I padroni di casa avevano lasciato il cane a guardia della loro abitazione, ma un gruppo di criminali non ha esitato a prenderlo a sassate per poter irrompere all’interno della villetta e far man bassa di oggetti preziosi. È successo giovedì mattina in via Borgo Tirolo a Cereta di Volta Mantovana. L’episodio ha suscitato molto scalpore nel paese collinare soprattutto per la violenza usata nei confronti dell’animale che i proprietari, al loro ritorno, hanno trovato dolorante e spaventatissimo.I gemiti del cane hanno attirato l’attenzione di qualche vicino che ha dato l’allarme ai carabinieri che sono prontamente intervenuti. Un testimone ha raccontato d’aver visto fuggire una Golf grigio chiaro con quattro persone a bordo. Il sospetto è che si tratti di una gang di romeni già segnalati in zona. L’assalto, come accennato, è avvenuto pochi minuti prima delle tredici, quando i padroni di casa erano assenti per lavoro. I ladri sono penetrati all’interno dopo aver forzato una finestra. Una volta dentro si sono poi sparpagliati in tutte le stanze alla ricerca di preziosi e denaro contante. E alla fine sono riusciti a mettere le mani sugli ori di famiglia. Una volta intascata la refurtiva hanno fatto sparire le loro tracce. I carabinieri hanno già effettuato un sopralluogo ma una denuncia formale, a quanto pare, non è stata presentata, in quanto i derubati stanno ancora inventariando gli oggetti rubati: sulle prime sembrerebbero solo due catenine d’oro e una somma non ancora quantificata di denaro contante. Ma il colpo potrebbe aver fruttato molto di più.Sulla base delle poche informazioni e testimonianze raccolte i militari sembrano aver imboccato la pista giusta, quella che porta alla gang di romeni.
 
GEA PRESS
17 LUGLIO 2015
 
Castel del Rio (BO) – Cane disperso. Nel frattempo incontra i Carabinieri e fa amicizia

 
Un incrocio di Pastore tedesco e Alano che si era allontanato dalla sua casa di Castel del Rio, in provincia di Bologna.Poco dopo la mezzanotte di ieri, una segnalazione  alla Centrale Operativa dell’Arma dei Carabinieri riferiva di  un cane di grossa taglia che gironzolava per la cittadina.I Carabinieri del posto hanno subito avviato le ricerche dell’animale che è stato individuato poco dopo in una strada centrale. Il cane dal bel mantello  scuro, ha fatto subito amicizia con i militari che lo hanno portato nel giardino della Caserma in attesa di restituirlo al suo padrone.Linus, questo il nome del cane,  si è ambientato subito e si è messo a “piantonare” l’ingresso. Al mattino, dopo una ricca colazione, “Linus” è stato riaffidato, grazie alla presenza del microchip,  a un signore del luogo che lo stava disperatamente cercando.
 
GEA PRESS
17 LUGLIO 2015
 
Monza – Cani corso alla catena. Secondo l’ENPA sarebbero stati abbandonati alla morte

 
Intervento del Nucleo anti maltrattamento dell’ENPA di Monza e Brianza nell’area della “Cascinazza”.  Stante quanto riportato dalla Protezione Animali, due cagne, tipo cane corso, si sentivano  guaire e lamentarsi.I volontari riferiscono di segnalazioni che riportavano la presenza dei cani legati alla catena e sotto il sole cocente, molto magri e pieni di pulci e zecche. Gli animali sarebbero così risultati in evidente stato di abbandono. Al momento del sopralluogo, però, i cani non erano visibili. Secondo l’ENPA potrebbero essere stati  nascosti; il loro ritrovamento è avvenuto grazie alla precisione della segnalazione.Una volta individuati i due poveri animali, si riscontrava quanto segnalato con l’aggiunta dell’acqua, poca, putrida e di fatto irraggiungibile per via delle catene troppo corte. Una delle due cagne era inoltre impedita nei movimenti a causa della presenza di un bastone infilato nel collare.La situazione si è fatta drammatica quando una delle due, resa aggressiva dallo spavento, è riuscita a liberarsi. Dopo essersi fiondata a bere, aggrediva il compagno di sventura per accaparrarsi un tozzo di pane. Avvisata la Polizia Locale ed i Veterinari si è provveduto al sequestro dei due animali che risultavano microchippati. I rispettivi proprietari, però, erano irreperibili. Il sospetto della Protezione Animali è quello di un abbandono finalizzato alla morte.Le due femmine di cane corso sono state trasferite presso il canile dell’ENPA dove, trovata la tranquillità e subito rifocillate, si sono addolcite. I volontari le hanno chiamate Elsa e Daisy.I due proprietari, invece, dovranno difendersi dall’accusa di maltrattamento di animali.
 
IL GIORNO
17 LUGLIO 2015
 
Attenti ai vostri cani, a Sesto ci sono polpette killer
In via Acciaierie spunta un cartello che avverte: bocconcini pieni di cocci di vetro

 
di Rosario Palazzolo
 
Sesto San Giovanni (Milano), 17 luglio 2015 - Sono trascorsi pochi giorni dall'emergenza puntine nell'area cani di via Padovani/Corridoni a Sesto San Giovanni, che già spunta una nuova preoccupazione. Venerdì l'allarme è tornato a risuonare all'area riservata ai cani di via Acciaierie. Qualcuno avrebbe lasciato polpette avvelenate e riempite con dei cocci di vetro.A mettere in allerta i frequentatori è stato un cartello scritto a mano e affisso intorno alla zona dedicata ai cani. Un messaggio che è poi rimbalzato su Facebook, sollevando l'indignazione di tanti proprietari di cane. Non è chiaro se le polpette siano state trovate davvero e se il caso si sia stato segnalato alle autorità. Tuttavia da settimane in tutto il Nord Milano si segnalano episodi di intolleranza nei confronti degli animali. Ad essere colpita più volte anche Bresso dove nell'ultimo mese sono state segnalate polpette avvelenate almeno due volte.Chi pensava che le aree cani avrebbero attenuato il conflitto con chi non tollera la presenza dei cani nei luoghi pubblici, deve rivedere le sue idee. In alcuni casi le aree cani troppo frequentate o malamente manutenute, diventano fonte di proteste da parte dei cittadini che lamentano cattivi odori oppure un eccesso di schiamazzi notturni.
 
IL SOLE 24 ORE
17 LUGLIO 2015
 
Storie di animali: il gabbiano Jonathan, salvato da morte certa, è pronto a volare via

 
Sardegna - Due mesi trascorsi allevando con un gabbiano reale. La straordinaria esperienza tocca a Giuseppe Carboni, che a Porto Torres, in Sardegna, trova un gabbiano sulla spiaggia. Prima lo salva dalle cornacchie che già avevano fatto strage dei suoi fratelli, poi lo porta a casa: lo battezza Jonathan e lo nutre con la pinzetta delle ciglia e una siringa. Era il 2 maggio. Ora Jonathan ha imparato a volare e presto, spera Giuseppe, prenderà la sua… rotta. Nei circa sessanta giorni passati a casa di Giuseppe il gabbiano impara a giocare con un cane e un gatto in cortile, a nascondersi dentro alla cuccia quando le cornacchie iniziano a gracchiare e… anche a volare. “Con l’aiuto di mio figlio abbiamo cominciato a farlo decollare prima a altezze medie, poi sempre più su fino al tetto della casa” spiega Giuseppe alla Nuova Nuova Sardegna, quotidiano sardo che ne racconta la storia (nella foto).A questo punto, dopo un consulto con persone esperte (anche se Giuseppe aveva già salvato un altro gabbiano in passato), portano Jonathan sulla spiaggia per farlo volare in compagnia di altri gabbiani. Da due settimane è allo Scoglio Lungo di Porto Torres. “Vola per un po’ poi torna in spiaggia, gioca con le palette dei bambini, prende il sole coi bagnanti. E aspetta”.Aspetta Giuseppe, che due volte al giorno arriva con la borsa frigo piena di pesce: Jonathan riconosce l’auto e si mette a girare in tondo sopra il parcheggio, aspettando il fischio del suo amico per planargli davanti, pronto a mangiare. “Ora sto riducendo il pesce, per abituarlo ad andare a cercarselo da sè”, racconta infine Giuseppe al quotidiano sardo: “Spero possa proseguire il suo viaggio di libertà”. Nel pieno rispetto degli insegnamenti de “Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach: anche la vita dei gabbiani è un lungo percorso di crescita.
 
LA ZAMPA.IT
17 LUGLIO 2015
 
Il corto che fa riflettere sull’abbandono dei cani
 
Da quando è stato pubblicato sul web è stato visualizzato da milioni di persone. È un cortometraggio che sottolinea l’importanza di essere molto responsabili nel decidere di aprire le porte della propria casa a un cane. Non vi raccontiamo altro, perché il video è bello e commovente.
VIDEO
 
GEA PRESS
17 LUGLIO 2015
 
Trentino, orsi. Avviato il tavolo tecnico. La Provincia: rimuovere celermente animali problematici
 
E’ stato avviato nella giornata di oggi, il tavolo tecnico presso il Ministro dell’Ambiente che dovrà affrontare il problema della gestione dei plantigradi trentini. Una questione che si è acuita a seguito dell’ormai nota aggressione di Cadine, nei pressi della città di Trento.La Provincia di Trento non ha perso tempo per ribadire il suo punto di vista, ovvero la modifica delle regole di gestione definite nel cosiddetto “piano orso”.“L’accettazione sociale dell’orso è sempre più a rischio e la revisione delle regole non è più rinviabile“. Così ha riferito l’assessore Michele Dallapiccola ai responsabili di Ispra e Ministero dell’Ambiente riuniti nel primo pomeriggio di oggi in videoconferenza su richiesta del Governatore Ugo Rossi.In particolare Dallapiccola ha richiamato i contenuti della lettera inviata mercoledì allo stesso Ministro. “La nostra prima necessità, ha detto l’assessore Dallapiccola, è garantire l’incolumità della popolazione e restituire serenità ai trentini. Per questo – ha spiegato l’assessore – stiamo continuando le ricerche, mai interrotte, dell’orsa KJ2 responsabile dell’aggressione di Cadine, secondo l’ordinanza emessa a poche ore dall’episodio, ordinanza tuttora vigente”.Come è noto l’orsa KJ2 avrebbe con se i piccoli. Un fatto, quest’ultimo, che potrebbe spiegare qualcosa di più su quanto avvenuto. Una situazione simile, per certi versi, a quella dell’orsa Daniza. La scorsa estate, però, la vicenda si concluse con la morte dell’animale nel corso di un tentativo di cattura. Un motivo in più di polemica sollevato dalle associazioni animaliste.La Provincia di Trento, però, insiste sulla sua posizione sottolineando come il compito del tavolo è quello di valutare l’adeguamento degli strumenti di gestione attualmente vigenti, con particolare riferimento alla possibilità di intervento in caso di orsi problematici e nello stesso tempo per arrivare alla definizione di un contingente massimo di soggetti compatibile con la situazione ambientale e sociale che caratterizza il territorio trentino.Le proposte tecniche della Provincia, riguardano la necessità di intervenire con maggiore rapidità in caso di orsi dannosi o pericolosi e sulla possibilità di fissare, ogni anno, una soglia entro la quale operare con celerità per la rimozione degli eventuali orsi problematici.Secondo Ispra e Ministero, così come riportato dalla Provincia di Trento,  le problematiche possano essere affrontate utilizzando le regole attuali come previsto dalla direttiva europea Habitat. Non sarebbe però mancata la volontà di valutare rapidamente le proposte avanzate dai responsabili del Servizio Foreste e Faune della Provincia in modo da arrivare, già la settimana prossima, ad una posizione tecnica condivisa.
 
VIAGGI NEWS
17 LUGLIO 2015
 
L’estate è arrivata da un po’ con il suo caldo torrido e la voglia di mare. Per molti è così giunto il momento di andare in vacanza. Uno degli interrogativi che chi possiede un animale domestico si pone prima della partenza è: lasciarlo a casa, magari approfittando dei servizi di pet-sitting, oppure portarlo in vacanza?
 
Per chi ha scelto una meta raggiungibile in aereo, e non vuole rinunciare alla compagnia del proprio animale domestico, eDreams agenzia di viaggi online leader in Europa, ha creato una guida per districarsi tra regolamenti, costi e condizioni delle compagnie aeree per il trasporto degli animali.
Quali animali?
La maggior parte delle compagnie aeree ammettono a bordo, in cabina o in stiva animali da compagnia come cani e gatti, molte altre includono nella categoria di animali domestici anche furetti, pesci, uccelli, tartarughe e roditori.
I costi
I costi del servizio variano per tutte le compagnie aeree a seconda della tratta di percorrenza. Alitalia applica un supplemento che va da 20 € per i voli in Italia, a 75 € per i voli internazionali, fino a 205 € per quelli intercontinentali. Il servizio messo a disposizione da Meridiana, che consente il trasporto a bordo di cani, gatti, volatili, conigli, porcellini d’India, criceti e furetti, ha un costo di 40 € per voli nazionali, 50 € per quelli internazionali e 70 € per gli intercontinentali.
Misure e peso del trasportino
Per far viaggiare il proprio animale in cabina bisognerà sottostare a delle specifiche condizioni di peso e misura del trasportino, tali condizioni variano a seconda della compagnia aerea: si va da una misura minima di 20x40x20cm per 10 kg di peso di Alitalia fino ad un massimo di 55x40x23 cm per 8 kg di Lufthansa. Fanno eccezione Air France, che non pone questi limiti a patto che gabbietta e animale non superino complessivamente il peso di 75 kg, e British Airways, che consente il trasporto degli animali domestici solo in stiva.Per acquistare il servizio di trasporto di animali domestici e volare con il propri amici animali, è necessario effettuare la prenotazione telefonicamente o online fino a 24/48 ore prima del volo. Inoltre, è utile ricordare che la maggior parte delle compagnie aeree low cost, come Easyjet e Ryanair, non offrono questo tipo di servizio.
 
GEA PRESS
17 LUGLIO 2015
 
Australia – Piccola di delfino nell’esca per squali (VIDEO). I disperati soccorsi della madre
 
Una delle tante vittime delle drum line, ovvero speciali trappole predisposte per la cattura degli squali, disposte  al largo delle spiagge frequentate dai bagnanti. Secondo Sea Shepherd, il loro numero è enormemente cresciuto lungo le coste del Queensland, in Australia. A rimane uccisi non sarebbero solo gli squali ma anche animali appartenenti a diverse specie marine. Tra queste proprio i delfini.Nella foto si vede la povera Kyra, così è stata chiamata la piccola delfina, con il gancio che gli ha perforato l’addome. Si scoprirà poi che il tremendo arnese ha raggiunto un polmone. Inutili i disperati tentativi di recupero operati dalla madre che, così come è possibile vedere nel video, tenta in tutte la maniere di liberare la sua piccola.Kyra verrà poi catturata e trasferita in una struttura acquatica.La richiesta di Sea Sheperd è ora quella di rimuovere le drum line sostituendole con metodi incruenti di allontanamento degli squali. Misure di prevenzione che sarebbero già state ampiamente sperimentate.
VIDEO
 
LA ZAMPA.IT
17 LUGLIO 2015
 
Maiale sbranato da alligatore polemica sui turisti complici
 
È polemica per un video girato da alcuni turisti in gita su un fiume vicino New Orleans, Stati Uniti. Nel filmato si vedono dei turisti in barca gettare del pane a dei maiali selvatici affamati sulla riva, mentre nell’acqua, a poca distanza, c’è un alligatore. Apparentemente il cibo sarebbe stato lanciato per invogliare i maiali ad entrare in acqua e avvicinarsi al predatore di attesa. Poco dopo l’attacco preannunciato. L’alligatore si lancia in avanti e sbrana uno dei maiali davanti alla folla di turisti. Non sono mancati gli attacchi da parte di alcuni utenti di YouTube, dove la clip è stata caricata lo scorso aprile. Molti i commenti negativi. C’è chi scrive: “Queste persone sono senza cuore e crudeli” altri appoggiano il gesto “i maiali selvatici sono dei parassiti, nessuno ne sentirà la mancanza”.
VIDEO
 
LA ZAMPA.IT
17 LUGLIO 2015
 
Il cane crolla in spiaggia, viene rianimata dai turisti
 
Una cagnolina stava divertendosi in una spiaggia della Florida quando, tutto ad un tratto, uscendo dall’acqua si è accasciata a terra colta da un malore, senza respirare. Sono subito intervenute le molte persone presenti in spiaggia: grazie al massaggio cardiaco e la respirazione “bocca-a-bocca” dei turisti e dei pompieri, la quattrozampe si è ripresa. Visibilmente provata è stata poi portata via in braccio fra la gioia dei presenti felici per averle salvato la vita.
VIDEO
 
GEA PRESS
17 LUGLIO 2015
 
Spagna – Un uomo denunciato per avvelenamento di avvoltoi Grifone e Capovaccaio
 
E’ stato denunciato dalla Guardia Civil spagnola con l’accusa di avere violato la legge sulla protezione della fauna selvatica oltre che per il possesso illegale di armi da fuoco (tra cui un fucile a canne mozze) e munizioni.
L’uomo individuato nei pressi di una fattoria, dovrà ora rispondere della morte di sette avvoltoi Grifoni (Gyps fulvus) e di un Capovaccaio (Neophron percnopterus), avvenuta in località  “Fuente la Burra” nel comune di Los Crémenes situato nella Comunità autonoma di Castiglia e Leon. Gli animali, tutti appartenenti a specie protette, presentavano evidenti segni di avvelenamento.All’esame autoptico, inoltre, si è evidenziata la presenza di resti non digeriti di pollo.Ad intervenire sul posto gli Agenti del SEPRONA, lo speciale nucleo della Guardia Civil che si occupa della protezionie degli animali e dell’ambiente. Sono stati loro ad ispezionare una vicina fattoria ed a rinvenire, all’interno di una borsa, resti di pollo. Un cane antiveleno ha inoltre trovato una sostanza granulare riferibile ad un composto in uso nelle pratiche agricole.Il veleno, riferisce la nota della Guardia Civil, potrebbe essere il Carbofuran. Si tratta, spiega la Polizia spagnola, di una sostanza altamente tossica e molto potente, utilizzata come pesticida per anni, ma vietata dal 2007, per decisione dell’Unione europea.
 
NEL CUORE.ORG
17 LUGLIO 2015
 
AUSTRALIA, PARTE LA GUERRA AI GATTI SELVATICI: DUE MILIONI DA ABBATTERE
Anche un'applicazione per dare la caccia ai mici
 
L'Australia dichiara guerra ai gatti selvatici con lo scopo di preservare da questi predatori molte specie autoctone a rischio. Il governo ha annunciato che in cinque anni ne dovranno essere eliminati due milioni.Contestualmente saranno create nuove "oasi" protette per la fauna locale. L'obiettivo e' salvare 20 specie di mammiferi, 20 di uccelli e 30 di piante a rischio estinzione.
Il piano e' illustrato in un documento pubblicato online dalle autorita' australiane. Il ministro dell'Ambiente Greg Hunt ha sottolineato che due milioni di felini selvatici vanno eliminati "umanamente" entro il 2020. L'Australia, come riporta l'edizione online del Guardian, ha uno dei peggiori record di estinzione al mondo: dall'arrivo degli europei, il continente ha perso almeno 29 specie di mammiferi, mentre altre 1800 risultano minacciate.I gatti selvatici, ha spiegato il governo, sono fra gli elementi che hanno alterato l'ecosistema originario minacciando decine di altre specie animali. Tra gli strumenti lanciati per dare la "caccia" ai gatti selvatici c'e' anche un'applicazione da scaricare sullo smartphone, FeralCatScan, che consente di segnalare l'avvistamento di eventuali esemplari di felini."Stiamo tracciando una linea sulla sabbia oggi - spiega il ministro Hunt - che dice: 'per il nostro orologio, e la nostra ora, stop altre estinzioni di specie'. E' difficile, e' una sfida, ma possiamo fare molto e meglio". Canberra investira' in questo piano di salvaguardia delle specie 6,6 milioni di dollari, per lo piu' destinati all'eliminazione dei gatti selvatici.
 
LA ZAMPA.IT
17 LUGLIO 2015
 
Parte per il giro del mondo con il suo cane Brando, e un pianoforte
 
Cristina Insalaco
 
Ha lasciato il suo lavoro e ha scelto di partire per il giro del mondo soltanto con lui: il suo cane Brando. Loro due più un pianoforte. Dotan Negrin, di New York, cinque anni fa ha deciso di mollare una vita che non lo rendeva più felice, per ripartire da zero con le uniche due cose per lui realmente importanti e insostituibili: il suo fedele amico a quattro zampe e la musica, della quale è sempre stato innamorato. 
In cinque anni ha visitato più di 300 città in 21 Paesi, dagli stati Uniti all’Europa, dal Canada al Messico, facendo del mondo casa sua. E dal 2010 non ha ancora smesso di viaggiare, nonostante la fatica, la precarietà e gli spostamenti non certo semplici del suo piano. Che ha montato su un carrello a sei ruote, e ogni volta che raggiunge un posto nuovo lo scarica dalla macchina e inizia a posare le dita sui tasti. Della bellezza della sua nuova vita non riesce a stufarsi. «Oggi ho tutto ciò che mi piace: viaggiare, fare musica e spettacolo, incontrare gente. In questi anni avrò interagito con almeno 10mila persone, che mi hanno aiutato e supportato nel progetto – dice Dotan Negrin –. Anche se non è sempre facile, una volta per esempio il pianoforte mi è caduto sulla mano e mi sono rotto due dita». Suona in piazze, strade, sul ponte di Brooklyn e sulle Alpi svizzere. E condivide la sua avventura sui profili Instagram, Youtube e su «Pianoaroundtheworld.com». Prima di questo cambiamento radicale, «Mi svegliavo ogni giorno per realizzare i sogni degli altri – racconta il musicista –. Non ero soddisfatto né gratificato». In poche settimane ha venduto tutti i suoi averi, ha comprato un camion su Ebay e ha iniziato il suo viaggio. Come sceglie le sue destinazioni? Si lascia consigliare dalle persone del posto che si fermano ad ascoltare la sua musica e propongono a lui e Brando nuove mete da scoprire. Nelle quali portare un po’ di sorrisi ed allegria. Quello che non cambia mai nelle sue esibizioni, è la cartina geografica appiccicata sullo strumento, e il suo cane sempre accanto, che lo ascolta in silenzio con le zampe sul piano.
FOTO
 
IL MATTINO
17 LUGLIO 2015
 
L'hamburger 'perfetto' progettato in laboratorio: è fatto senza carne animale, ma il suo costo...
 
Al momento costa 300mila dollari, ma il suo inventore, Mark J. Post, è convinto che la sua ricetta per l'hamburger coltivato in laboratorio non solo riuscirà a diventare più economica, ma un giorno arriverà sul mercato. Consentendo così di nutrire milioni di persone in modo sostenibile e senza togliere la vita agli animali. Lo scienziato ne ha parlato all'IFT15: Where Science Feeds Innovation, evento ospitato dall'Institute of Food Technologists di Chicago. "E' realistico che potremo farlo", dice sicuro di sè Post, docente della Maastricht University in Olanda.Secondo lo studioso l'hamburger 'gioiello' sperimentale è già migliorato quanto ad aspetto, texture e colore rispetto a un classico burger di manzo, ma a scarseggiare è il sapore. "Stiamo avviando un'azienda per produrlo. Inizialmente doveva essere molto costoso, ma dal momento che esiste un hamburger in un ristorante da 450 dollari, c'è un mercato per questo". La compagnia dovrebbe prendere avvio quest'anno.Usando cellule staminali da una mucca per far crescere fibre muscolari a forma di ciambella, Post e il suo team hanno realizzato una cosa che ha l'aspetto della polpetta schiacciata, ma è priva del grasso che dà sapore e consistenza al classico hamburger.Così i ricercatori hanno 'ridisegnato' modelli e fonti cellulari per creare un grasso gustoso da inserire nell'hamburger. Un lavoro da scienziati-chef che però non sembra ancora finito. Gli assaggi finora hanno portato a un giudizio 'agrodolce', ammette Post: "E' ok, ma non ci siamo ancora".Sondaggi condotti in Olanda hanno stabilito che il 60% dei consumatori sarebbe disposto a comprare e mangiare un burger creato in laboratorio. "Mangiamo carne di animale perché ci piace. Ma se abbiamo delle alternative non lo faremo più", dice Post, secondo cui non sono lontani i tempi in cui ci porremo il dilemma etico: manzo in coltura o manzo da animali? Lo studioso sta lavorando con una banca di staminali che sta progettano i costi di produzione del suo burger, in modo di ridurli da 300 mila dollari a soli 65 dollari al chilo. Quanto al progetto di future bistecche create in laboratorio lo studioso conclude: "Sono molto più difficili da fare. Ma ci stiamo lavorando".
 
NEL CUORE.ORG
17 LUGLIO 2015
 
STUDIO, ORSO BIANCO IN DIFFICOLTA': NON HA "RISPARMIO ENERGETICO"
Lo afferma un gruppo di studiosi del Wyoming
 
L'orso polare non ha la modalita' 'risparmio energetico'. Contrariamente a quanto si era pensato, il suo metabolismo non puo' entrare in una sorta di letargo che gli consenta di conservare energie nei mesi estivi, in cui lo scioglimento dei ghiacci gli offre sempre meno piattaforme da cui cacciare. Lo sostiene uno studio dell'universita' del Wyoming secondo cui, in sostanza, l'animale non e' biologicamente dotato per far fronte alle conseguenze del cambiamento climatico.La ricerca, durata tre anni e pubblicata su Science, ha preso in esame una popolazione di orsi bianchi usando collari satellitari e sensori impiantati chirurgicamente, con cui sono stati registrati i movimenti dei mammiferi e la loro temperatura. I risultati hanno smentito che l'orso possa contare su uno stato di "walking hibernation", letteralmente "letargo camminante", una condizione simile a quella del letargo invernale che consente di risparmiare energia."Abbiamo scoperto che gli orsi polari non sembrano in grado di poter fare a lungo affidamento sull'energia immagazzinata, confermando cosi' la loro vulnerabilita' alla perdita di opportunita' di caccia sul ghiaccio marino, sebbene gli animali mostrino un'abilita' inusuale nel mantenere il calore corporeo mentre nuotano nelle acque artiche", ha spiegato John Whiteman, a capo del progetto.La scoperta "suggerisce che gli orsi non saranno in grado di evitare un declino della loro condizione fisica, e in ultima analisi di sopravvivere. Che e' cio' che ci si aspetta - ha concluso Whiteman - con la progressiva perdita di ghiaccio marino e l'allungamento del periodo di scioglimento dei ghiacci".
 
LA SPIA
18 LUGLIO 2015
 
Vittoria (RG), cane ferito per strada: nessuno interviene e l’animale muore

 
Quanto accaduto venerdì sera a Vittoria con un cane ferito abbandonato e lasciato sulla strada ore e ore deve far riflettere su come gestire queste situazioni che riguardano animali feriti o abbandonati. Il cane è deceduto in nottata forse per una emorragia Interna.
Brevemente ecco il fatto: Alcuni cittadini dal mattino hanno contattato forze dell’ordine, polizia municipale e uffici comunali segnalando la presenza di un cane ferito sul bordo della strada in via Madonna della Salute a Vittoria. Il povero animale è rimasto ore ed ore senza che nessuno prestasse alcuna cura. I residenti della zona hanno deciso di chiamare in serata i responsabili di un’associazione (AIDA) che si occupa di diritti degli animali e di gestione di rifugi sanitari. Successivamente su sollecitazione dei volontari dell’Aida sono arrivati sul posto l’assessore al ramo Francesco Cannizzo, forze dell’ordine e un veterinario presso cui il cane è stato portato. Il cane non è microchippato.Su Facebook Michele D’Agati dell’Aida denuncia la scarsa comunicazione tra uffici vari che sono titolati ad intervenire in situazioni del genere: “È sempre la solita storia. Uffici che non comunicano con altri uffici. Il disinteresse è massimo. È vergognoso che il cucciolo sia stato ore buttato li in mezzo alla strada che agonizzante in una pozza di sangue. E poi parliamo di città moderna. Non mi occupo più del randagismo a Vittoria da 2 anni ma mi pare che le cose stiano andando anche peggio”.A coprire le spese per la cura dovrebbe essere il Comune visto il diretto interessamento dell’assessore Cannizzo che intorno alle 21.30 si è recato sul posto. “In qualità di assessore –scrive Cannizzo in un commento su Facebook- sono stato informato dell’accaduto alle 21:10 da una telefonata fattami da un cittadino e appresa la notizia sono intervenuto affinchè il cane fosse assistito da un veterinario. In ogni caso se la segnalazione agli organi competenti come si dice era stata fatta addirittura con rilevazione di fotografia mi accerterò personalmente sul perche dell’accaduto”.Adesso, accantonate per il momento le polemiche sulle responsabilità, si spera che il povero amico a quattro zampe possa sopravvivere ma per il futuro bisogna pensare ad  un sistema più efficiente pronto a dare risposte veloci e univoche ai cittadini che denunceranno la presenza di animali feriti o abbandonati per strada. Intanto lunedì potrebbe essere presentato un esposto sull’accaduto.

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