http://www.derwesten.de/nachrichten/nachrichten/tierisches/2009/6/30/news-124188084/detail.html

http://www.tierschutzbund.de/3601.html (comunicato stampa del Deutsche Tierschutzbund)

 

 

La situazione dei 519 rifugi in Germania è sempre più critica

 

Il Deutsche Tierschutzbund  (Coordinamento delle associazioni tedesche di protezione degli animali) è rappresentato a livello nazionale da 519 rifugi e 744 associazioni animaliste consociate. Negli ultimi mesi l’associazione madre ha ricevuto un crescendo di comunicazioni secondo cui la motivazione fornita per la cessione di animali era “ragioni finanziarie”. Oltre a questo, le associazioni locali vanno incontro a una drastica diminuzione delle offerte, conseguenza della crisi economica, che non può essere compensata dai pochi contributi pubblici per il mantenimento dei rifugi.

 

Le conseguenze della crisi economico-finanziaria, ma anche le nuove normative sui contributi sociali, si ripercuotono negativamente sull’esercizio della protezione animale. È questo il risultato di un’indagine fatta eseguire dal Deutsche Tierschutzbund. E’ in drastico aumento il numero di animali ceduto ai rifugi per motivi finanziari; investimenti nelle strutture dei rifugi non sono più finanziabili. L’ulteriore crollo delle offerte avrà conseguenze drammatiche. I rifugi possono, se gestiti ai livelli attuali, continuare a lavorare per soli 16 mesi.

 

Il Deutsche Tierschutzbund chiede un “Patto sociale di protezione degli animali”.

 

Il 69% degli animali nei rifugi viene ceduto con la motivazione “problemi finanziari”. La maggior parte delle “vittime della crisi finanziaria” sono i cani (85% dei nuovi arrivi nei rifugi), seguono i gatti (56%) e i piccoli animali (15%). Anche la situazione delle adozioni si sta facendo critica, sono soprattutto i cani a restare nei rifugi più a lungo.

Andamento della cessione di animali  a causa di problemi finanziari
(periodo di raffronto: due anni)

cani

85 %

gatti

56 %

piccoli animali

15 %

animali malati

 6 %

uccelli

 3 %

grandi animali

 1 %

animali esotici

 1 %

animali anziani

 0 %

 

 

Incremento della cessione di animali per motivi finanziari

rapportato all’anno precedente 

 

cani

29 %

gatti

26 %

uccelli

12 %

piccoli animali

19 %

grandi animali

 5 %

animali esotici

20 %

animali malati

21 %

Media di tutti gli animali

26 %


Il 54% dei rifugi riferisce che le spese per il mangime sono in continuo aumento. I risultati dello studio condotto dal MAFO Institut (Schwalbach) mostrano che i rifugi potrebbero divenire  “motori regionali di lavoro”.

Variazione del costo del mangime tra il 2007 e il 2008

molto incrementato

  8 %

incrementato

46 %

invariato

43 %

ridotto

 3 %

leggermente diminuito

 0 %

Incremento del costo del mangime nel 2008 rispetto al  2007*

15 %

*Tutti gli intervistati dicono che la spesa per il mangime nel 2008 è aumentata o molto aumentata.

Presso il 75 % dei rifugi sono necessari investimenti, che però per problemi finanziari devono essere rimandati. In molti rifugi le offerte sono diminuite di molto. Alcuni rifugi sono già sull’orlo del fallimento.

Investimenti pianificati nei rifugi su 1-2  anni

interventi costruzione (netto)

27 %

gattili

 5 %

gabbie  (per cani e gatti)

 5 %

nuove costruzioni (netto)

23 %

nuove costruzioni per animali, gatti, cani

 5 %

risanamenti/innovazioni (netto)

21 %

risanamenti/ammodernamenti/rinnovamenti in generale

 6 %

risanamenti costruzioni per animali, gatti, cani

 5 %

trasformazioni/ampliamenti (netto)

 5 %

altro (netto)

 6 %

nessun investimento pianificato

25 %

“Abbiamo bisogno di un patto sociale. La protezione animale oltre all’impegno ideale è anche una questione di fondi. Per poter sostenere subito la protezione animale abbiamo bisogno di 15 milioni di euro. Ciò di cui abbiamo inoltre bisogno è che nel calcolare i contributi sociali vengano considerati anche gli animali”, afferma Wolfgang Apel, Presidente del Deutsche Tierschutzbund. E continua: “Se non agiamo subito, gli animali che accudiamo per conto dei Comuni dovremo portarli in municipio”. Nei rifugi associati al Deutsche Tierschuzbund, vengono accuditi annualmente 300.000 animali. Solo il lavoro volontario fa risparmiare allo Stato annualmente oltre mezzo miliardo di euro di costi per il mantenimento degli animali. Per gli anziani e per le persone socialmente deboli gli animali rappresentano spesso l’ultimo legame con la società. Chi ha un animale è spesso costretto a cederlo, perché nel calcolo dei contributi sociali  non ha alcun peso il fatto di detenere un animale. È un processo che si fa più drammatico di giorno in giorno e per una comunità sociale è anche un processo con un grosso potenziale esplosivo.  
“La protezione degli animali è un dovere di tutta la società, da cui non possono tirarsi indietro né lo Stato, né le Regioni, né i Comuni. Sono i rifugi in questo caso che si accollano il compito, proprio dello Stato, di accogliere animali in difficoltà. Lo Stato delega una serie sempre maggiore di suoi compiti a una protezione animale caritativa, che si accontenta dell’onore,  senza assicurarsi che questa sia  nelle condizioni di poterli affrontare”, spiega  Apel.

Riepilogo

  • Nel 69% dei casi la causa della cessione di un animale ai rifugi è per motivi finanziari. Rispetto all’anno precedente, i casi di cessione di un animale per motivi finanziari sono cresciuti del 26%. Il 55% degli intervistati afferma che un nuovo affido degli animali ceduti è difficoltoso a causa della situazione finanziaria.
  • Il 54% degli intervistati afferma che il costo del mangime per il rifugio è aumentato o molto aumentato. Riferiscono che nel 2008 c’è stato un aumento medio del  15% rispetto al 2007.
  • Il 62% degli intervistati ha già risentito di una diminuzione delle offerte. Il  60%  dei rifugi intervistati che hanno pianificato investimenti per i prossimi due anni ha preventivato di spendere in media intorno ai 50.000 euro. Il 69% degli investimenti pianificati non sono garantiti finanziariamente. Il 79% degli investimenti, pianificati ma ancora senza fondi stanziati, sono stati rimandati a causa della situazione economica vigente. In caso di una diminuzione del 25% degli introiti pubblicitari, solo la metà dei rifugi sarebbe veramente in grado di continuare l’attività a media scadenza. In media, non sarebbero più in grado, nel giro di 16 mesi, di continuare la gestione così come sono riusciti a mantenerla sinora.

 

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p.s. il contenuto di questa sezione è molto importante in quanto la piaga dei traffici di animali verso il nord Europa è molto estesa.
Diffondete più che potete e diffidate di chi si si offre di sistemare animali in Germania, Austria Svizzera o chi mentendovi vi promette facili affidi. Controllate sempre lo stato degli animali nel tempo e non allontanateli dal territorio, perchè ricordatevi che la vostra ignoranza, la vostra indifferenza, la vostra complicità, sarà la loro FINE.
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