LA PROVINCIA DI LECCO

7 GIUGNO 2010

 

L'inutile dolore degli animali

 

Marialuisa Righi

 

Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni" Lo affermava Albert Einstein, riferendosi alla vivisezione; pensiero condiviso dalla maggior parte di scienziati che ne hanno sancita l'inutilità attraverso la prestigiosa rivista "Nature": "I test di tossicità attuati per decenni utilizzando animali sono semplicemente cattiva scienza, esistono metodi d'indagine come la tossico genomica che studia la reazione del genoma dalla cellula umana con risultati 100 volte più veloci e più economici" hanno dichiarato.
Posizione condivisa da un numero sempre maggiore di medici, biologi e chimici dove la natura etica del problema viene interpretata in chiave scientifica. Secondo le statistiche ufficiali in Europa si torturano dodici milioni di animali all'anno ai fini della sperimentazione, cani, gatti, scimmie, cavalli, suini e ovviamente topi, conigli, uccelli ecc. Ma nessun animale può sfuggire al business della vivisezione, accanto all'industria farmaceutica e a quella dei cosmetici prospera parallela quella dell'allevamento e vendita di animali con l'acquirente che può scegliere tra animali transgenici, ibridi, mutanti sottoposti a operazioni la cui crudeltà è inimmaginabile; un girone dell'inferno con il dolore e la paura costantemente presenti e, se è pur vero che gli animali non hanno "coscienza di se", è ancor più vero che sono in grado di provare tutta la gamma di emozioni attinenti all'istinto di conservazione di cui è dotato ogni essere vivente.
La loro impossibilità di razionalizzare ciò che provano rende, semmai, ancora più atroce il male subito. E' notizia di questi giorni l'intervento della grande animalista Brigitte Bardot che punta l'indice contro l'accademia milanese AIMS, rea di organizzare una conferenza sul tema della chirurgia con sperimentazione su animali vivi, "l'Italia non sia complice di questi crudeli test" ha tuonato; sconcertante la risposta del dottor Raffaele Pugliese, primario della chirurgia all'ospedale Niguarda di Milano "La Bardot non sa cosa dice" e punto? Forte delle sovvenzioni pubbliche e private che continuano a considerare la sperimentazione animale uno strumento di ricerca, anziché uno degli orrori più infami e gratuiti di cui l'uomo è artefice.

 

commenti

Arianna dagli U.S.A.

Ma chi lo dice che gli animali non hanno coscienza di se? Io non so, ma io penso invece di si. Poi gli animali sanno benissimo a cosa vanno incontro. Penso che tutti quelli che hanno un animale abbiano avuto l'esperienza di portarli dal veterinario. Gia la prima volta, pur non essendoci mai stati i miei cani si comportavano nervosamente. Addirittura una delle mie cagnolotte non vuole nemmeno entrarci. E siccome e' un pastore tedesco grande e grosso non riuscendo a convincerla esce il veterinario e la visita nel giardino dell'ambulatorio. Quindi, non credo proprio che gli animali non abbiano coscienza di se. Anzi, sanno benissimo quello a cui vanno incontro e sono terrorizzati. Sempre. Senza tregua. Non ci posso pensare a come si sentono quelle povere creature negli stabulari, sempre in mezzo a sofferenze... paura, angoscia. A volte penso che sia meglio quando vengono sacrificati. Almeno hanno smesso di soffrire e di avere paura per sempre.
 

 

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