FEDERFAUNA
9 NOVEMBRE 2009
 
L'AACI CHIEDE CONTROLLI "BIPARTISAN" SUI CANILI DEGLI ANIMALISTI!! ...
 
La denuncia di Alma Galli e la storia del meticcio Poeta, azzerano la fiducia sulla gestione del randagismo in Italia. Il sistema economico e di potere, generato dalla legge 281/91, già tacciato di Inefficienza e costi smisurati, è oggi ulteriormente minato da montanti polemiche sui contributi richiesti per le adozioni di randagi inesistenti, ceduti più volte o deceduti. Sono sotto accusa diverse sigle animaliste per fatti di cronaca e inchieste relative a: -l'export-business truffaldino di randagi verso Svizzera e Germania -l'import-business di cani malati di leishmania dall Spagna -trasparenza dei contributi ricevuti per cessioni di cani a più persone -identificazione di animali con microchip sconosciuti all'anagrafe nazionale -trasporti di cani (staffette) illegali e disumani, denunciati in Italia e all'estero La storia di Alama Galli getta un'ulteriore ombra sull'Associazione Canili Lazio, per un cane ceduto più volte, da lei pagato 1000 euro a trimestre (rid bancario) , identificato con un microchip inesistente. L'ACL(Associazione Canili Lazio), insieme all'Anta Onlus, è una delle associazioni di riferimento del NIRDA, ed è quella che gestisce a Roma, il cosiddetto,"canile della forestale". L'AACI chiede al Sottosegretario Francesca Martini, ai responsabili del CFS e alle associazioni animaliste che gestiscono rifugi, la possibilità di un reciproco scambio di visite a beneficio della trasparenza. Chi non ha nulla da nascondere ha sempre le porte aperte!!! SEGUE PER I LETTORI LA STORIA DI ALMA GALLI E DEL CANE POETA. AACI Alberto Veronesi
 
 


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novembre 2009: commenti in mailing list del Gruppo Bairo

 

da Giorgia da Civitanova Marche (MC):

Come responsabile di un Circolo di volontariato non dovrei di certo gioire della richiesta da parte dell'AACI in quanto viene messo in dubbio l'operato delle associazioni animaliste. D'altronde quanto asserito dall'AACI riveste un particolare molto importante di ciò che è divenuto il volontariato nel campo degli animali in Italia e come tale è giusto che i "controllori" possano, in virtù del "bipartisan", divenire a loro volta oggetto di controlli tanto per fornire una risposta all'eterno dilemma :" chi controlla i controllori?".
Se ognuno di noi, in nome del proprio operato, e soprattutto della propria coscienza, non ha nulla da nascondere non temo che la richiesta dell'AACI possa nuocere a quel grande mondo di altruismo che nasce dalle attività di volontariato, soprattutto in memoria di "Poeta" e di tutti quegli animali spostati da strutture giudicate lager ma dei quali non si hanno avuto mai più notizie se non qualche foto inserita nelle pagine del web.
Giorgia, Civitanova Marche

da Lucia da Livorno:
 
Quella dell'AACI non mi sembra una proposta fuori dal mondo.  E' verissimo, porte aperte a chi non ha niente da nascondere siano essi allevamenti o canili. Trovo invece non reale accusare i canili convenzionati di essere la causa della mancata adozione dei cani ospitati.  Se un cane non viene adottato non è certo colpa del canile perchè so per esperienza che i cani possono restare in canile per anni, persino fino alla loro morte e la non visibilità non c'entra.  E' così che va, come per gli esseri umani c'è chi ha una buona stella dalla sua e chi no, non è questione di volontari cui è negato l'accesso!
Lucia
 


p.s. il contenuto di questa sezione è molto importante in quanto la piaga dei traffici di animali verso il nord Europa è molto estesa.
Diffondete più che potete e diffidate di chi si si offre di sistemare animali in Germania, Austria Svizzera o chi mentendovi vi promette facili affidi. Controllate sempre lo stato degli animali nel tempo e non allontanateli dal territorio, perchè ricordatevi che la vostra ignoranza, la vostra indifferenza, la vostra complicità, sarà la loro FINE.
Proseguite nella lettura entrando nella "pagina principale di questa sezione" e contribuite con noi alla diffusione di queste pagine e di questo argomento