FEDERFAUNA
16 GIUGNO 2010
 
Martini apre per gli animalisti un conto corrente....
 
Accuse di traffici e speculazioni. Gli animalisti si difendono e fanno quadrato sulla Martini. - Lei apre per loro un conto corrente. - L'Associazione Canili Lazio, che nell'esposto presentato recentemente dall'europarlamentare Pdl Sergio Berlato, comparirebbe tra le tante onlus animaliste coinvolte in un traffico di randagi dall'Italia verso l'Estero, ha diffuso un comunicato in cui diffida chiunque dal diffondere accuse che definisce infondate. ACL se la prende con FederFauna, rea di avere lo stesso avvocato di fiducia di Berlato (come se fosse una colpa...) e dichiara che questa "gia' lo scorso anno si e' guadagnata una denuncia per diffamazione" da parte sua. Nessuna notifica di tale denuncia pero' e' ad oggi mai giunta alla Conferazione sindacale, ma solo qualche email della stessa ACL nella quale la si paventava. L'associazione animalista dice di esse re "completamente estranea ai fatti..." relativi alla sua sottoscrizione di un "protocollo (...) per "promuovere le adozioni a distanza"" del quale pero' avrebbe gia' copia anche la stampa, e fa quadrato su Francesca Martini, dicendo che "Il tentativo di coinvolgimento dell'Associazione in tali fatti appare, tra l'altro, l'ennesimo tentativo di colpire il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, invisa a cacciatori e gestori di canili, screditando le associazioni che collaborano con essa mediante la prestazione di consulenza gratuita al fine di porre fine all'annoso problema del randagismo". Ma perche' ACL corre in difesa della Martini? Anche volendo non considerare l'aspetto traffici o l'ormai risaputa storia degli animali sequestrati ad allevatori o ad altri operatori e poi "morti" o spariti in mano agli animalisti, se continuano a proliferare nuove onlus animaliste, se alcune di esse fanno commercio di articoli di un po' tutti i generi, se alcune solo un anno fa dichiar avano di non avere fondi ed oggi acquistano terreni, se altre chiedono il gratuito patrocinio in Tribunale e poi se ne hanno occasione richiedono ingentissimi risarcimenti, evidentemente tutto questo "amore per gli animali" ha un certo costo. E mentre il Senatore Pdl Valerio Carrara interroga il Governo su dove arrivino tutti questi soldi, se le attivita' di queste associazioni siano in armonia con il Trattato di Lisbona e sul perche' se le associazioni che tutelano i consumatori non possano godere della qualifica di onlus, quelle che dichiarino di tutelare gli animali si, Francesca Martini queste associazioni le porta addirittura dentro al suo Ministero e a tutti i possibili tavoli dove si decide. Solo per fare un esempio, non appare cosi' strana l'insorgenza di qualche dubbio, se per trovare soluzione ad un problema di traffici illeciti che vede accusate associazioni animaliste, sono proprio associazioni animaliste ad essere interpellate. Non parliamo poi dell'attivita' politica della Martini. Le varie ordinanze che ha firmato in prima persona, le leggi che prende a modello e i disegni di legge che ha sostenuto mirano in maniera esplicita a conferire ancor piu' potere alle associazioni animaliste. L'Onorevole Pdl Enzo Raisi ha chiesto in un'interpellanza sulla Legge 189/04, se non ci sia conflitto di interessi nel delegare al controllo di attivita' lavorative e ludiche svolte dai cittadini, proprio le associazioni che si professano a priori contrarie a tali attivita'. Se non ci sia conflitto di interessi nel non escludere a queste la possibilita' di segnalare esse stesse le eventuali supposte infrazioni, di svolgere mansione di ausiliari di PG, di divenire affidatari degli animali sequestrati, nonche' destinatari delle entrate derivanti dall'applicazione delle sanzioni e parte lesa in sede di processo. Ma anche gli Onorevoli Giacomo Stucchi e Nunziante Consiglio, che appartengono allo stesso partito della Martini, hanno chiesto al Governo di assumere inizi ative normative volte a sancire l'incompatibilita' delle funzioni di controllo di attivita' lavorative e ludiche per tali associazioni e a sancire che esse non possano essere anche destinatarie delle entrate derivanti dall'applicazione di eventuali sanzioni e possibile parte lesa in sede di processo. Cosa succederebbe se il vigile urbano, pur non essendo figura dichiaratamente avversa agli automobilisti, percepisse una percentuale sulle multe? La Martini come ha risposto? Con l'apertura di un conto corrente ad hoc dove far confluire le somme derivanti dalle sanzioni irrogate per i reati di maltrattamento animale per "dare maggiore attuazione alla legge n. 189/2004 garantendo un sostegno economico alle piccole associazioni..." Singolare no?!...