LA
NAZIONE
2 GIUGNO 2006
Quei 39 cani in cerca
d’affetto
Erano stati trovati
chiusi e malandati in un furgone sull’Autosole. Ora sono pronti per essere
«adottati»
Arezzo, 2
giugno 2006 - Una brutta storia di cani. Stipati in un furgoncino e dal
destino incerto. Un destino che potrebbe anche far pensare al traffico di
animali. Quel traffico che, spesso, vede queste bestiole finire nei ring dei
combattimenti o in laboratori della vivisezione. Una brutta storia per la
quale oggi è arrivato il lieto fine. I trentanove animali ritrovati in un
camioncino sull’Autosole alla fine di marzo e affidati al centro cinofilo
«Gli amici di Argo» di Policiano sono stati confiscati e adesso potranno
andare in affidamento ai tanti amanti dei cani che hanno già fatto
richiesta. Li avevano trovati quasi per caso, ammassati in un Ford Transit
partito da un allevamento in provincia di Reggio Emilia e diretti a Viterbo.
A far scattare il controllo della Polstrada che ha accertato la mancanza di
adeguata documentazione sanitaria e le scarse condizioni igieniche, una
distrazione fatale per i conducenti: il furgoncino era posteggiato in uno
spazio per invalidi nell’area di servizio di Badia al Pino. Nelle gabbie
piccole e sporche c’erano cani di razza: beagle, pincher, bassotti, cocker e
labrador, ma vecchi e in cattive condizioni di salute. Alcune cagne
mostravano i segni di gravidanze ripetute, altri riportavano ferite e
cicatrici. Facile pensare a sopravvissuti ai combattimenti clandestini tra
cani dove questi esemplari di razze sono utilizzati per fare da «sparring
partner» ai lottatori. Un’ipotesi investigativa sulla quale sta ancora
lavorando
la Procura
di Arezzo e che intanto nei giorni scorsi ha disposto la confisca dei
trentanove cani che adesso potranno essere affidati a mani sicuramente più
amorevoli. «È stato un atto di grande responsabilità da parte del pm che
segue le indagini — assicura Nico Mancini, responsabile della struttura «Gli
amici di Argo» di Policiano che in questi due mesi ha accudito amorevolmente
i cani — nel giro di poche ore dal provvedimento dell’autorità giudiziaria
ho già ricevuto oltre venti richieste di persone che volevano prendersi cura
dei trentanove cani sequestrati».