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Luglio 2003 |
Bolzano: Contadino
ammazza piccolo di capriolo
Ha infierito
senza pietà su un piccolo di capriolo,
sbattendogli la testa contro un muro
fino a farlo morire. La vicenda, però, è
passata di bocca in bocca in paese,
arrivando così all'orecchio di un
guardiacaccia. Il controllo è scattato
immediatamente e W.G., un contadino di
San Genesio, è stato denunciato per
violazione della legge sulla caccia e
per maltrattamento di animali. Il
piccolo Bambi, cinque giorni o poco più,
è stato recuperato in una scarpata
vicino al maso: aveva la testa
fracassata.
Un'atroce storia di maltrattamenti sugli animali, quella emersa venerdì sull'altipiano di San Genesio. Protagonista, un contadino che ora dovrà rispondere penalmente di quanto è successo nel pomeriggio di quattro giorni fa.
Roana: (VC):
Veleno ai cani. Uno muore
Vicino al
centro di Treschè Conca sembra che
qualcuno si diverta a disseminare
bocconi avvelenati che hanno già ucciso
un cane e ne hanno ridotto un altro in
fin di vita. Roberta Dadam, originaria
di Piovene ma residente a Treschè Conca,
venerdì sera stava portando a spasso il
suo levriero inglese, una femmina di
quattro anni, lungo una laterale della
strada che porta a Forte Corbin, in Zona
Valdigevano già in Comune di Cogollo.
Quando è ritornata a casa ha notato che
il cane stava male e si è precipitata a
Zugliano, nella clinica veterinaria del
dott. Giuliano Pedrani, ma per la sua
Moka non c'è stato nulla da fare.
Roberta aveva già perso un dalmata un
anno e mezzo fa, dopo che era stata a
passeggiare con lui esattamente nello
stesso posto di venerdì. Ma non è
finita, perchè la stessa cosa è successa
sabato sera ad Antonella Rigoni di
Vicenza, in vacanza sull'Altopiano.
Anche lei aveva portato il suo meticcio
di tre anni e mezzo sulla medesima
strada e anche a lui è toccata la stessa
sventura, anche se probabilmente è stato
più fortunato di Moka, perché ha
vomitato subito parte del veleno e
dovrebbe cavarsela. Pedrani non esita a
parlare di bocconi avvelenati, anzi, ne
descrive anche l'aspetto: "Si tratta di
pezzi di carne di colore grigiastro e
sono molto appetibili, tanto che la
signora Rigoni si è accorta che
Il cane aveva in bocca qualcosa, ha cercato di toglierglielo ma lui l'ha inghiottito in un solo boccone".
Pieve di Soligo (TV):
Il veleno fa
strage di cani e gatti
Il cagnolino
ha sofferto per due giorni una terribile
agonia fra dolori atroci, poi ha cessato
di vivere: anche il veterinario, subito
intervenuto, ha confermato
l'avvelenamento come la causa pressoché
certa della morte così penosa
dell'animale. Il fatto è successo nei
giorni scorsi, vittima un cane di
proprietà della famiglia F., residente
in via Papa Luciani, elegante quartiere
residenziale nel centro di Pieve di
Soligo. Comprensibile il grande dolore
di bambini e adulti del nucleo familiare
che ormai da un anno avevano preso in
casa il bastardino, al quale erano molto
affezionati. «Bisogna ricordare però che
questo è il secondo cane in due anni che
ci viene ucciso col sistema delle
polpette avvelenate rivela il
capofamiglia G. F. perché la prima
vittima di questa pratica così incivile
fu un nostro esemplare di razza, un fox
terrier, abituato ad accompagnare mio
figlio alla fermata dell'autobus
scolastico. Al ritorno da questo
percorso, una mattina venne avvicinato
da qualcuno che gli fornì del cibo
velenosissimo, al punto che la sua morte
fu istantanea».
Caltanisetta:
Floricoltore estirpa piante di maijuana
e qualcuno brucia vivo il suo cane
Un vendetta
atroce: gli hanno bruciato vivo il cane.
É accaduto ad un floricoltore che opera
in via Del Gelso, nei pressi del
cimitero. «Pippo», il doberman di tre
anni posto a guardia del suo terreno è
stato dapprima cosparso di benzina e poi
dato alle fiamme. Gli autori del gesto
atroce sono al momento ignoti anche se
indagini sono in corso da parte dei
carabinieri. E proprio i militari hanno
rinvenuto nella zona anche i resti di
una piantagione di marijuana. Per questo
reato un giovane appena diciottenne, V.
C., incensurato, è stato denunciato alla
magistratura per coltivazione di
sostanze stupefacenti.
Gli investigatori non escludono che tra i due fatti vi siano collegamenti. Infatti tutto ha avuto inizio quando il floricoltore ha notato un giovane che curava alcune piante in una zona marginale della sua proprietà. Nel corso di un sopralluogo l'uomo ha notato la presenza di alcune strane piante e, senza pensarci su due volte, le ha estirpate e buttate ai margini del proprio terreno come se fossero erbacce infestanti. Sembrava che tutto fosse finito lì ed invece il giorno, quando è tornato nella sua campagna, il floricoltore ha avuto la sgradita sorpresa di ritrovare il suo cane incenerito. L'uomo a questo punto si è recato presso la locale Compagnia Carabinieri ed ha denunciato l'accaduto. I militari hanno effettuato un sopralluogo e, alla vista delle erbacce precedentemente estirpate, si sono immediatamente resi conto che non di piante qualsiasi si trattava ma bensì di marijuana. E così è saltato fuori che il giovane allontanato dall'operatore altro non era che un ragazzo che coltivava in proprio piante di marijuana. I militari lo hanno così rintracciato e denunciato alla magistratura.
Cucciago (CO): Ma
in paese nessuno sa nulla.....
La notizia
del macabro ritrovamento davanti al
municipio, ha suscitato nei cittadini
una reazione di angoscia e incredulità.
Nessuno riesce a spiegarsi le
motivazioni di un atto assurdo e
sconsiderato come quello di mozzare la
testa a un cane per poi abbandonarla per
terra.
Imola (BO): Si può
essere più crudeli?
Compiono
l’atto più crudele nei confronti di un
animale domestico, poi magari si
preoccupano di cose assurde, inutili,
quasi a voler mascherare il proprio
senso di colpa.Al gattile di Imola gli
operatori dell’Enpa si trovano sempre
più spesso ad avere a che fare con casi
che seguono questa “logica”.E’ accaduto
così alcune settimane fa, quando una
volontaria ha trovato davanti alla porta
del gattile una lettiera chiusa da un
cartone e dal nastro adesivo. Dentro,
due gatte adulte a cui era impedita ogni
fuga. Imprigionate ad una temperatura
che sfiorava i 40 gradi, una volta
liberate le gatte si dimenavano
spaventate alle prese con un colpo di
calore. Una di esse è stata quindi
colpita da convulsioni. Particolare
paradossale, chi le aveva abbandonate
aveva bagnato loro il pelo, pensando di
alleviare in questo modo le sofferenze
dovute al caldo, e aveva depositato
nell’angusta prigione anche qualche
manciata di croccantini presi dalla
razione di altri gatti ospiti
Opera (MI): Milly,
dall'auto alla cuccia
Solo la
prontezza e la sensibilità della Polizia
municipale di Opera e di alcune
volontarie dell'associazione
ambientalista «Il Riccio» hanno evitato
che si concludesse in tragedia
l'incredibile vicenda di Milly, una
volpina chiusa in macchina dal proprio
padrone, abbandonata sotto il sole per
giorni e giorni. Follia, indifferenza,
crudeltà: difficile stabilire cosa possa
aver dato origine all'inspiegabile
comportamento dell'uomo, residente a
Milano, ma impiegato per un breve
periodo a Opera, fino a quando, perduto
il lavoro, non è giunto
all'incomprensibile decisione di
lasciare l'auto a Opera, con dentro il
proprio cane. Ora, per fortuna, Milly
sta bene ma, soprattutto, non è più
sola, visto che una famiglia operese
l'ha presa in adozione
Mantova: Gatti
vivi usati per la pesca al pesce siluro
Gatti vivi
utilizzati come esche, anguille ferite
usate come richiamo. Sono le ultime
«tecniche» per la caccia al siluro,
l’enorme pesce-predatore dei fiumi
lombardi. Le sue carni dividono i
buongustai: per qualcuno non sono
commestibili, per altri rappresentano
una ghiottoneria. Ed esiste il sospetto
che siano venduti ai ristoranti,
spacciati per storioni. È il mercato del
Nord Europa, comunque, ad apprezzare
principalmente le carni di questo
«bestione» dalle imponenti dimensioni:
anche due metri e mezzo di lunghezza e
più di un quintale di peso. Ma per
pescarlo, personaggi senza scrupoli
ricorrono a mezzi fuori dalle regole.
Mulazzano (PR):
Avvelenata una cagna
Diana, il
segugio di pura razza francese «Petit
Bleu» De Guascogne, femmina e allattante
due cuccioli nati da 15 giorni, è morta
nella notte tra giovedì e ieri in
seguito, quasi certamente, all'ingerimento
di un boccone avvelenato.
Monte Santa Maria Tiberina (PG):
Polpetta killer.
E' salvo
Un cane da
tartufi avvelenato da una micidiale
polpetta killer, che riesce a salvarsi
solo grazie alla tempestività dei
soccorsi e alla sua robusta fibra. Un
episodio che riporta all'attenzione
generale un problema che puntualmente si
ripropone nelle campagne altotiberine,
con la vita degli animali messa in serio
pericolo dal comportamento criminale di
persone che, quasi sempre, finiscono per
sfuggire alle proprie responsabilità.
Foggia: Massacra
il cane e incolpa i bambini
Avrebbe
ucciso a bastonate il proprio cane, uno
yorkshire di 12 anni, facendolo morire
dopo quattro giorni di agonia. Lo
avrebbe massacrato nel giardino di casa
e poi avrebbe incolpato i bambini del
circondario.
Nichelino (TO):
Uccide il cane per difendersi
Ciok, il
cane maremmano di guardia presso la
tenuta S. Bernardo di via Castello è
morto strangolato dall'uomo che aveva
aggredito. L'episodio è avvenuto
domenica sera verso le ore 20. Il signor
R.M., pensionato 74enne residente a
Nichelino, si era recato con la moglie
M.D., 60 anni, per ritirare alcuni cesti
di fiori lasciati alla tenuta dal giorno
precedente, quando la figlia della
coppia si era sposata. Banchetto con
servizio catering all'aperto nella
cornice del castello, il tutto messo a
disposizione da un amico di famiglia (il
proprietario dell'animale), presente
anche al matrimonio. Domenica sera sono
state consegnate al padre della sposa le
chiavi della tenuta per poter tornare il
giorno dopo a risistemare. Così è
avvenuto. Il maremmano, di undici anni
e dal peso di sessanta chili, è accorso
quando i due nichelinesi sono entrati
nel cortile. Il cane ha quindi azzannato
l'uomo, che tentava di allontanarlo,
provocandogli ferite agli arti
superiori: il pensionato, in preda al
panico, ha gridato richiamando
l'attenzione di altre persone ed ha
chiesto aiuto alla moglie, riuscendo a
venire in possesso di un filo elettrico
che ha stretto al collo dell'animale.
Pescara: Cucciolo
chiuso in auto. La padrona denunciata
Chiuso
nell’auto per ore sotto il sole cocente.
Quando i vigili del fuoco e i vigili
urbani, avvisati da una folla di
cittadini, ieri alle 16 sono corsi in
piazza Primo maggio, il barboncino
bianco era vicino a morire. Chiuso in
una jeep nera, targata Biella, l’animale
non aveva più la forza di guaire. Dopo
inutili appelli lanciati dagli
altoparlanti della spiaggia per
rintracciarne il proprietario, i vigili
sono entrati in azione. Hanno rotto un
vetro dell’auto e salvato il cane
affidandolo all’Enpa e ai veterinari
della Asl giunti sul posto. Alle 18 è
tornata la proprietaria. Ha scoperto di
essere stata denunciata al giudice di
pace per maltrattamenti agli animali.
Perugia: Cani e
gatti vittime di sevizie....
Per alcuni
animali la convivenza in città è
difficile, ma per altri diventa un vero
e proprio incubo.
Cani e gatti, infatti, che convivono spesso sotto lo stesso tetto con gli umani, sono anche vittime di maltrattamenti feroci e, a volte, vengono anche uccisi. E’ successo ai cani più pregiati, quelli utilizzati per cercare il tartufo o quelli caccia, fatti fuori magari per mano di cercatori o cacciatori senza scrupoli che hanno pensato di mettere così a tacere per sempre la ”concorrenza”. Ma la cronaca ha registrato anche casi violenza gratuita nei confronti di animali un po’ in tutta l’Umbria. Bestie avvelenate con le polpette, cani strangolati, gatti uccisi per gioco anche dai ragazzini. Segnali di inciviltà gravi non solo per il fatto in sè ma anche perchè indicano una mancanza di rispetto nei confronti di esseri viventi indifesi.
Villa del Conte (PD):
Gatti seviziati e
uccisi. Caccia ai colpevoli
In via Aldo
Moro non si parla d’altro e i residenti
vogliono che la verità venga a galla al
più presto. Chi è stato ad uccidere e a
seviziare in modo così macabro i gatti?
E’ ancora fresco il ricordo del micio
trovato infilzato, mentre si vedono
girovagare dei gatti con il pelo e la
pelle ustionata: probabilmente la
sostanza utilizzata è un acido. Un
residente in quella zona conferma: «Il
maltrattamento secondo me è iniziato già
l’anno scorso, mia figlia aveva un gatto
e lo scorso anno è tornato a casa in
gravissime condizioni. Il pelo, quel
poco che gli era rimasto, era ispido e
bruciacchiato, si notava che l’animale
soffriva tantissimo, non era in grado di
reggersi in piedi, dopo qualche giorno è
morto nonostante le cure. In quest’ultimo
periodo ho visto qualche gatto che
riporta le stesse bruciature che aveva
il mio. Non so cosa pensare». E’
possibile che qualcuno si diverta a fare
cose del genere? Sembra proprio di sì.
La
Spezia: Un cane
lupo scaraventato fuori dall'auto
Arriva
l'estate e ahimè, si ripresenta un
antico problema: l'abbandono dei cani.
Ieri pomeriggio un bellissimo cane lupo
di 6 mesi è stato «scaricato» in via
Monviso da una Fiat Punto. La scena non
è sfuggita ad alcune bambine in transito
nella zona che però non hanno fatto a
tempo e prendere il numero di targa
dell'auto; le ragazzine si sono quindi
prese cura dell'animale che nella caduta
non ha comunque riportato ferite. Per
lui si profila l'affidamento al canile
municipale.
Pianello (PC):
Bocconi avvelenati uccidono
cane-terapista
Bocconi
avvelenati seminano morte nella campagna
tra Pianello e Pecorara. Camillo, un
dolcissimo pastore tedesco di cinque
anni, che con altri cani e cavalli
avrebbe fatto parte integrante di una
comunità di pet therapy che sta nascendo
in località Ronco Rosso, poco distante
da Chiarone, è morto in pochi minuti. Il
suo inseparabile amico Gastone,
bastardino di quattro anni, è salvo per
miracolo. Ce l'ha fatta solo perchè è
riuscito a vomitare in tempo il boccone
che aveva appena ingurgitato.
Trapani:
Avvelenati nove cani randagi
È un orrore
quello dell'eccidio di inermi cani
randagi che continua impunito nella
«civilissima» Trapani. Stavolta il
«cimitero» delle bestiole è stato
«allestito» nel quartiere Portici di via
Virgilio. Qualcuno ha deciso di
eliminare i cani distribuendo loro
bocconi avvelenati. Era o erano certe
queste persone che gli animali, abituati
a stare per strada, si sarebbero
avvicinati alla vista del cibo non
immaginando la tragica fine che uomini
tanto cattivi avevano deciso di fargli
fare. Una delle bestiole uccise era
incinta. Un'altra era riuscita a
sopravvivere, ma la malvagità è stata
tale e tanta che ha indotto l'«omicida»
a liberarsene finendola con le ruote
dell'auto con cui l'ha investita.
Appignano (MT):
Che fine hanno fatto i 30 micetti
randagi?
Ha dovuto
lasciare i suoi trenta gattini per un
breve periodo, ma al suo ritorno non ha
trovato neanche uno. A raccontare questa
storia è Piera Alvares, animalista di
Montelupone: «Nella sua casa, a Schito
di Appignano, la mia amica aveva accolto
una trentina di micetti randagi. Ma
qualche settimana fa, per motivi di
famiglia, è dovuta andare in
Inghilterra. Prima di partire, si è
sincerata che qualcuno si occupasse dei
suoi gattini. Invece al ritorno ha
scoperto che gli animali erano stati
fatti uscire dalla casa e abbandonati
all'aperto.
Sciacca (AG):
Scomparsi i randagi dalle strade di
Sciacca
O i cani
randagi si sono fatti furbi e non cadono
nelle trappole degli accalappiacani, o
il fenomeno nella città termale non è
così diffuso come è stato descritto
nelle ultime settimane. Non ci sono
altre spiegazioni nel commentare l'esito
dei primi giorni di attività del
servizio di accalappiacani che
l'amministrazione comunale guidata da
Ignazio Cucchiara ha assegnato ad una
ditta specializzata di Ribera.
Accompagnati da due impiegati comunali,
tre operatori della ditta crispina hanno
battuto il quartiere Perriera, ritenuto
quello più a rischio dell'intera città,
infestato da decine di cani randagi che,
a giudicare dagli abitanti della zona,
ogni sera scorazzano per le vie
pubbliche. Cinque gabbie con relativa
esca composta da pezzetti di carne sono
state collocate in altrettanti punti
nevralgici del quartiere, a ridosso dei
cassonetti, dove i cani vanno alla
ricerca di cibo. Ma di randagi, nemmeno
l'ombra. Gli accalappiacani che
sorvegliavano le gabbie sono tornati a
casa a mani vuote ed all'indomani hanno
dovuto riferire all'assessore che il
primo intervento non ha sortito nessun
effetto. Anzi, pare che nella trappola
sia caduto qualche incauto gattino che
poco dopo è stato opportunamente
liberato. Ma come mai nessun cane si è
avvicinato ai cassonetti?. Stando ai
numerosi annunci pubblici fatti dal
Comune circa l'avvio del servizio, viene
quasi da pensare che i cani si siano
messi d'accordo nell'evitare il pericolo
incombente e si siano fatti beffa dei
loro "nemici". Ma gli accalappiacani,
"bacchettati" dagli amministratori
comunali, non hanno intenzione di
demordere.
Bressanone (BZ):
Per i cani oltre ai divieti anche il
veleno
Per gli
amanti dei cani, una buona ed una
cattiva notizia. Quella buona è che il
nuovo regolamento che limita
pesantemente la liberta del "migliore
amico dell'uomo", sul territorio
comunale non è stata ancora approvata
dal Consiglio. Quella cattiva, anzi
cattivissima, è invece che sono stati di
nuovo segnalati casi di avvelenamento di
cani lungo alcuni sentieri.
E' di nuovo la zona dell'altipiano di Naz-Sciaves, in passato tristemente nota per gli avvelenamenti con stricnina, che si pone macabramente in luce. L'episodio più inquietante si è verificato lungo una delle passeggiate più belle, quella che dalla zona dell'albergo Hochrain conduce al campo sportivo ed al biotopo di Rasa. Proprio qui un cucciolo di Bassetthound, mentre passeggiava al fianco della propria padrona non ha resistito alla tentazione di ingoiare un'esca piena di una sostanza tossica che poi si è rivelata essere veleno per topi. Il cane è spravvissuto solo grazie ad un immediato ricovero in clinica, a due operazioni chirurgiche e ad una lunga e costosa degenza. Sembra veramente incredibile (anche se non si dovessere essere preoccupati dell'incolumità dei cani) che tracciati di sentieri percorsi quotidianamente da dozzine di famiglie con bambini piccoli vengano ancora disseminati di bocconi tossici, senza che si faccia qualcosa per individuare è punire i responsabili.
Sala
Consilina (SA):
Abbandona un cane denunciato dai bambini
Lo hanno
visto scaricare in malo modo da un
autofurgone Opel che poi è andato via a
tutta velocità. E subito un gruppo di
ragazzini che stavano giocando nelle
vicinanze hanno cercato di soccorrerlo.
Ma il cane, un bellissimo pastore
tedesco, ha preso a correre nel
tentativo, risultato inutile, di
raggiungere il proprio padrone. Poi si è
fermato ed è tornato indietro, dando
l'impressione di dirigersi verso i
bambini che qualche istante prima si
erano con lui mostrati tanto premurosi.
Ma così non è stato. Il cane, abbaiando,
ha infatti fatto perdere definitivamente
le proprie tracce. E' accaduto a Sala
Consilina, in località San Rocco, ed è
l'ennesimo episodio di abbandono dei
cani nella stagione estiva, un gesto
incivile che si ripete puntualmente ad
ogni estate nonostante le campagne di
sensibilizzazione promosse dalle
associazioni animaliste e dalle
istituzioni. I ragazzini che hanno
assistito alla scena hanno denunciato il
fatto all'associazione animalista di
Sala Consilina fornendo anche le prime
due lettere della targa
dell'autofurgone.
Pistoia:
Anestetizzano gatto e poi fuggono
Un piccolo,
inquietante mistero ci viene segnalato
da uno studio medico veterinario dove
ieri mattina è stato portato un gatto
che era stato pesantemente anestetizzato
nei giardini adiacenti al provveditorato
agli studi, in via Mabellini. Residenti
del posto hanno addirittura visto,
mercoledì sera, degli individui che
rincorrevano tre gatti, due mici sono
fuggiti e il terzo è stato preso e
anestetizzato con una siringa. La gente
si è affacciata e ha interpellato gli
sconosciuti che si sono allontanati.
Perchè? L'animale ha dormito quasi
trenta ore e ha rischiato di morire per
collasso. Chi sono questi individui e
per quale motivo volevano anestetizzare
i gatti? L'episodio sarà denunciato alle
autorità.
Poggio Cancelli (AQ):
Muoiono quattro
cuccioli abbandonati
Ci vuole una
crudeltà bestiale, ad abbandonare una
cagna ed i suoi cinque cuccioli sul
ciglio della strada, sotto un sole
cocente. È successo ieri a Poggio
Cancelli di Campotosto, dove quattro dei
cinque cuccioli sono morti disidratati
ed il quinto è stato raccolto da mani
pietose che hanno cercato di salvarlo,
con la cagna che è rimasta a vegliare i
suoi quattro cuccioletti morti: una
scena davvero straziante, ma non per chi
ha abbandonato quella famigliola canina
sapendo la fine che avrebbero fatto i
cagnolini.
Pirri (CA): Cane
abbandonato in un auto salvato da un
vigile urbano
Come tutti
gli anni con la bella stagione ritorna,
inesorabile, il problema dell'abbandono
degli animali domestici. Da tempo,
ormai, i mass media lanciano appelli per
scongiurare questo triste fenomeno.
Eppure tante parole hanno solo attenuato
il problema. Ieri a Pirri l’ennesimo
caso, uno dei pochi, tra i tanti che
sicuramente avvengono ogni giorno, ad
esser stato segnalato. In questo caso,
non abbandono ma, di sicuro, un
maltrattamento. Disidratato e
tramortito, un piccolo cane in via Conte
Biancamano ha sofferto per alcuni giorni
chiuso all’interno di una Fiat Tipo.
Solamente l’intervento dei vigili urbani
gli ha salvato la vita. Il cucciolo,
infatti, a causa del gran caldo avrebbe
sicuramente rischiato la morte se un
agente, rotti gli indugi, non avesse
deciso di spaccare il vetro della
macchina per permettergli di respirare.
Dopo la “liberazione” i vigili hanno
provveduto a rifocillarlo e nel giro di
qualche ora il cane è riuscito a
riprendersi.
Castel San Pietro Terme (BO):
Venti animali
uccisi in pochi mesi
Tutto è
iniziato nello scorso mese di marzo,
quando cominciarono a piovere denunce
non solo nella zona di Imola ma anche e
soprattutto in quella di Castel San
Pietro dove circa 20 cani erano stati
avvelenati in poco più di tre mesi. Una
verità agghiacciante, raccolta con
rabbia anche dall’amministrazione
comunale del comune termale che, per
bocca dello stesso vicesindaco Angelo
Adimari, parlò di “assurda barbaria”.A
distanza di poche settimane, vennero
alla luce anche storie davvero
incredibili come quella di Lucky, il
cane che “visse due volte”. Il piccolo
meticcio, trovato a inizio febbraio
sulla tangenziale di Bologna all’altezza
di Borgo Panigale, a inizio aprile a San
Martino in Pedriolo fu trovato
agonizzante dalla padrona che l’aveva
liberato in una zona di sua proprietà.
Lo salvò una corsa dal veterinario
Nicola Mengoli che, purtroppo, di questi
casi se n’è dovuto occupare molte volte
in questi ultimi mesi. “Avvelenamento da
stricnina”, disse il medico.
Lucca: Lo lega al
palo e se ne ca: maxi multa
Il cane,
di piccola taglia e bastardino, con il
mantello marrone tigrato, lo faceva
litigare con la moglie. Lei non ne
voleva sapere. Almeno così si è
giustificato davanti al personale del
servizio sanitario Versilia a Viareggio
a cui si era rivolto per disfarsi della
povera bestia. Davanti alle spiegazioni
che gli facevano notare come fosse
necessario che il cane restasse con il
padrone, o quantomeno che se ne
prendesse cura il medesimo per un paio
di settimane in attesa di novità, il
proprietario ha salutato e se ne è
andato. Appena uscito dagli uffici,
però, ha pensato bene di disfarsi
dell'animale legandolo con il guinzaglio
ad un palo metallico nei pressi del
Penny Market sulla via Aurelia Nord
davanti al cimitero. Quindi, incurante
delle «proteste» della bestia, è salito
sulla propria auto e si è allontanato.
Sfortunatamente per lui e fortunatamente per il cane, un signore abitante a Lucca, amante degli animali, ha assistito alla scena e ha annotato il numero di targa della vettura avvisando, poi, le forze dell'ordine.
La
Spezia: Bestie
maltrattate deunce a raffica
Baffi
strappati, zampette frantumate a botte,
occhi resi ciechi dalle sevizie. Non ci
sono solo abbandoni, in questa brutta
estate spezzina: fatti gravissimi
emergono dalle segnalazioni che
quotidianamente arrivano all'ufficio
tutela del Comune, che ha il
coordinamento di tutti i 32 Comuni della
provincia, e segue tutte le denunce sui
maltrattamenti di ogni tipo di animale.
Numerose sono già le pratiche che sono
state trasferite per competenza, in
questo avvio di stagione, alla
magistratura: tanti sono i cittadini che
saranno chiamati a rispondere di episodi
raccapriccianti, che pure avvengono al
chiuso di appartamenti e campagne
curate. Il dato inquietante, è l'aumento
di casi di sadismo di ogni tipo.
Perugia:
Abbandonano due cani. Caos sulla
superstrada
Ancora una
giornata infernale sul raccordo
Perugia-Bettolle all'altezza dell'uscita
di San Faustino. Ma questa volta non
c'entra nulla il traffico caotico o
l'indisciplina e la distrazione degli
automobilisti. Bensì il primo caso di
abbandono di animali con due poveri cani
lasciati in mezzo alla strada.
E' successo nel primo pomeriggio di ieri. Traffico ridotto e poche persone in giro in macchina, quando una Mini, il nuovo modello tanto in voga, appena uscita dalla galleria si ferma; si apre la portiera e vengono fatti uscire due cani. Lo sportello si richiude e l'auto schizza via. I due animali rimangono in mezzo alla strada. Una giovane perugina, che seguiva con la sua auto, assiste a tutta la scena e si ferma alla prima piazzola. Scende e cerca di richiamare gli animali, ormai in mezzo alla carreggiata, spaventati e frastornati dal traffico.
Boscochiesanuova (VR):
Carabiniere salva
due gattini
Salvati da
un carabiniere mentre stavano per
affogare dentro un sacchetto di plastica
pieno d’acqua, gettato in un bidone di
immondizie. Storia a lieto fine quella
di due gattini di sei, sette giorni di
vita, recuperati dall’appuntato scelto
Emanuele Gobbi, della stazione di
Boscochiesanuova, e consegnati a una
signora di Verona che raccoglie e dà
asilo ai gatti randagi. «Ho ricevuto una
telefonata anonima di una persona che mi
segnalava di aver visto il sacchetto
dentro il bidone, in località Termine»,
racconta il carabiniere, «ma non mi era
possibile subito uscire dalla caserma.
Terminato il lavoro sono andato a casa a
prendere mio figlio e quindi mi sono
precipitato nel luogo segnalato. Ho
visto subito il sacchetto, pieno
d’acqua, ho tirato fuori i gattini, li
ho asciugati e immediatamente ho
telefonato al centro veterinario di
Verona. È lì che mi hanno segnalato il
nome della signora Lidia, che si occupa
ai gatti randagi».
Taggia (IM):
Gattina legata e lasciata sotto il
sole..
Zampe
posteriori e anteriori legate con una
corda, una gattina di poche settimane è
stata lasciata al sole nel campo
sportivo di via Margotti, al Baragallo.
Una tortura che avrebbe portato la
micina a morte certa, se una donna non
l'avesse notata e soccorsa, affidandola
poi ad un'amica. E' quest'ultima,
Rinalda Franchelli, dipendente comunale,
a raccontare il raccapricciante
episodio. «La gattina, di poco più di
due mesi, era su un lato del campo, al
sole, le zampe legate perchè non potesse
scappare. Penso solo a che cosa sarebbe
potuto succedere se fosse arrivato un
cane... Per fortuna chi l'ha condannata
ad una morte atroce non è riuscito nel
suo intento. Nonostante la sua buona
volontà e il suo impegno, ora la gatta è
sana e salva».
Pesaro:
PoveroCippo, che il padrone rivoleva,
massacrato da altri cani
Ha perso il
suo cane, lo ha ritrovato al canile ma
non glielo hanno restituito e quando si
è ripresentato il giorno dopo l'ha
trovato sbranato dagli altri cani.
Questa, in dolorosa sintesi, la vicenda
subita da Olivier Guidi, padrone di
Cippo, un meticcio di taglia media,
color ebano che aveva il brutto vizio di
concedersi un giretto dopo pranzo,
giusto per digerire, e che è stato prima
catturato dall'accalappiacani e poi
azzannato e ucciso al canile, dopo che
il padrone l'aveva ritrovato.
Pontasserchio (PI):
Scaricano il cane
in strada...
E' di solito
nel periodo estivo che alcuni
proprietari di cani, veramente poco
sensibili, abbandonano il loro "amico
più fedele", solo perché non sanno a chi
lasciarlo durante le vacanze.
Probabilmente proprio per questo motivo,
verso le 19.30 d'ieri sera, gli
occupanti di una Fiat Punto di colore
grigio hanno scaricato e abbandonato per
strada a Pontasserchio una di queste
povere bestie, che ancora sarà in cerca
dell'ingrato (ex) padrone. Sul fatto
indagano i Carabinieri della locale
Stazione, che presto dovrebbero poter
arrivare (con le giuste conseguenze del
caso) a identificare gli autori del ben
poco nobile gesto.
San
Gavino (CA):
Strage di maiali morti per la sete
Strage di
maiali nelle vasche delle anguille.
Immagini da choc: centodue suini sono
stati abbandonati domenica negli enormi
vasconi nati per ospitare le anguille e
poi inutilizzati. E subito è iniziata la
corsa contro il tempo per portare
l’acqua agli animali prima che
morissero. Tutto inutile per sedici
esemplari, morti di sete. Per gli altri
l’autobotte è stata la salvezza.
Alle 21 di domenica i carabinieri della compagnia di Villacidro ricevono la segnalazione: maiali abbandonati. I militari della stazione di San Gavino intervengono prontamente. Poco dopo vengono chiamati in aiuto alcuni componenti della compagnia barracellare di San Gavino che giungono sul posto a portare l’acqua con i mezzi dell’antincendio. Non c’è un solo minuto da perdere, inizia la corsa contro il tempo. «I maiali erano allo stremo - racconta il capitano della compagnia barracellare Luciano Pilloni - appena abbiamo portato l’acqua, quasi si uccidevano tra loro per raggiungerla. La canaletta era completamente asciutta». Per i maiali le vasche delle anguille, lunghe 80 metri e larghe 15, erano ormai diventate una prigione: l’altezza degli argini, almeno un metro e mezzo, impediva la fuga.
Cosenza: Strage di
delfini sulle coste della Calabria
Quelli
spiaggiati avevano tutti la coda
amputata. Sono morti dissanguati dopo
un’agonia lunghissima. Ne hanno contati
dieci da giugno a oggi, ma sono molti di
più i delfini intrappolati nelle spadare
e uccisi dai pescatori: per liberarli
dalle reti gli hanno tagliato la pinna
caudale. Wwf e Marevivo hanno lanciato
l’allarme. Secondo i dati raccolti, che
si basano sulle segnalazioni della rete
territoriale delle Capitanerie di Porto,
sono almeno dieci le stenelle trovate
spiaggiate.
Vasto (CH): Cani
uccisi col veleno: ora indaga la polizia
Due cani uccisi col veleno l’altra sera e, forse, altri quattro eliminati con la stessa tecnica nelle passate settimane. È un giallo a Vasto la morte violenta di randagi di piccola taglia trovati senza vita, sabato scorso, in Via Palombari a Vasto alta. Era sera quando alcuni passanti, notati i cani sul terreno, hanno allertato gli uomini del Commissariato. Gli agenti hanno fatto intervenire il veterinario di turno della Asl che ha eseguito l’ispezione sulle carcasse degli animali inviando alcuni campioni di tessuto all’Istituto Zooprofilattico. Manca la conferma, ma è probabile che i randagi siano stati avvelenati. È per questo che gli uomini del dirigente la Polizia di Stato di Vasto, Fiorindo Di Lorenzo, hanno avviato le indagini per accertare i responsabili dell’ignobile gesto e per scoprire se, a causare la morte di altri cani, siano stati gli stessi dell’altra sera
Fossombrone (PU):
Crocchette miste ad essenza
velenose....volevano avvelenare i gatti
In piazza Petrucci
qualcuno ha disseminato crocchette per
gatti miste ad abbondanti manciate di
granuli color azzurro di chiara essenza
velenosa. Chi si è accorto ha cercato di
dare l'allarme pensando che qualche
rischio lo poteva correre magari un
bimbetto sfuggito alla attenzioni della
mamma. Resta da stabilire se gli
"obiettivi" da colpire fossero gatti o
altri animali. Non è la prima volta che
si programma lo sterminio di intere
colonie di gatti. In un caso simile in
via della Pace perirono una quindicina
di animali contemporaneamente Stavolta
l'irreparabile sembra sia stato evitato.
Appignano (MC):
Scomparsa una colonia di gattini
Ad Appignano
una colonia di 30 gattini è scomparsa
nel nulla. Già registrati in Comune come
animali protetti, i felini erano
accuditi in una casa di via Fratelli
Falconi dalla nota animalista Ildiko
Bainoczi, che, momentaneamente
assentatasi per un soggiorno all'estero,
li aveva affidati ad un'altra persona.
C'è chi sospetta che l'intera colonia
sia stata catturata da individui che
potevano accedere all'abitazione e che
poi sia stata dispersa in aperta
campagna, almeno a cinquanta chilometri
da Appignano. La signora Bainoczi ha
recentemente informato le forze
dell'ordine e continua disperatamente a
perlustrare invano i luoghi ove i
gattini potrebbero essere stati
abbandonati.
Magione
(PG): Polpette killer per
cani....
Due cani
uccisi in una settimana da polpette alla
stricnina a Sant'Arcangelo di Magione.
L'usanza di mettere polpette con il
potente veleno è conosciuta da tutti gli
abitanti del luogo.
Ma gli ultimi due cani che sono caduti vittime di questo incivile atto non passeggiavano in mezzo ai boschi bensì in una zona frequentata da tutti anche, anche da molti bambini, perché in prossimità di un porticciolo in cui gli appassionati di pesca lasciano le proprie imbarcazioni, l’ "arginone". In realtà il fenomeno conta, forse, un maggior numero di vittime perché molti dei proprietari che perdono in questo modo il loro più fedele amico preferiscono non sporgere denuncia. La denuncia, infatti, obbliga i possessori ad effettuare l'autopsia sul cane che deve poi essere bruciato.
Lainate (MI): Cane
preso a martellate e buttato nel
Villoresi
Gli hanno
spaccato la testa con una bastonata o
con un martello, gli hanno tagliato
l’orecchio destro per evitare che il
cane venisse identificato attraverso il
tatuaggio, poi lo hanno scaraventato nel
canale Villoresi. Ulla, così l’hanno
chiamata i suoi salvatori, una femmina
di pastore tedesco, è l’ennesima vittima
dei crudeli abbandoni estivi di cani. È
stata vista , mentre si lasciava
trascinare dalla corrente, da alcuni
passanti. Con l’aiuto dei vigili del
fuoco sono riusciti a portarla a riva.
Ora è sottoposta a cure intensive nella
speranza di salvarla.
Lainate (MI):
Operato cane abbandonato nel Villoresi.
Forse si salverà
Un'ora e
mezzo è durato l’intervento chirurgico
che ha ricostruito la calotta cranica e
l'orecchio di Ulla. Il cane preso a
martellate e abbandonato nel canale
Villoresi è stato operato da un’équipe
di veterinari guidati dal professor
Flaminio Addis, docente alla Facoltà di
veterinaria dell'Univesità di Milano. Un
abbandono crudele, chi l’ha lasciata
nelle acque del canale, son si è solo
liberato di lei, ma ha anche cercato di
provocarne la morte e di rendere
irriconoscibile l’animale recidendo
l’orecchio su cui era tatuato il numero
di indentificazione. «Non ho voluto
compensi - ha dichiarato Addis uscendo
dalla sala operatoria - perché la triste
storia di questo splendido lupo mi ha
profondamente toccato». L'animale è in
terapia intensiva e la prognosi, per ora
riservata, non sarà sciolta prima di
dieci giorni. Il quadro clinico generale
fa però sperare che Ulla, nome scelto
dai suoi soccorritori, possa recuperare.
Quarrata (PT):
Colpi di carabina contro un gatto
Colpi di
carabina contro un gatto. L'episodio è
accaduto mercoledì sera dopo le 23 nella
zona dello stadio comunale di Quarrata
ed è stato denunciato ieri dalla
proprietaria, intenzionata a sporgere
denuncia contro ignoti ai carabinieri.
«Mercoledì, dopo essere rimasto in casa
tutto il giorno, — racconta — il nostro
gatto è uscito verso le 23 per prendere
un po' d'aria. Senza allontanarsi più di
tanto. Quando è rientrato sanguinava
vistosamente».
Bolzano: Animali sottoposti a terribili sevizie
Quattro
carcasse di animali in avanzato stato di
decomposizione. Quattro grosse capre
legate agli alberi per il collo e per le
zampe. Abbandonate al loro destino fino
alla morte, se non sottoposte a tortura
con disumana cattiveria. La macabra
scoperta è stata fatta l'altro giorno da
una tranquilla famigliola meranese in
gita sui monti di Talle, raggiunti in
funivia da verdines, sopra l'abitato di
Scena. Un inquietante episodio sul quale
cercherà di far luce l'inchiesta aperta
dalle guardie forestali.
Capita, girando per i boschi, di imbattersi nei resti di qualche animale. Carcasse di selvaggina non sopravvissuta alla selezione naturale, o brandelli di qualche animale caduto sotto i colpi dei bracconieri. Credevamo di aver assistito ad una delle peggiori ignobiltà, dopo il fermo degli uccellatori che catturano i piccoli tordi e li accecano per farne dei richiami venatori. Ma, per la gratuita crudeltà che rappresenta, la scoperta di Valter Brentegani ha dell'incredibile.
Cesena (RM):
Lancia gatti dall'auto in corsa
Un vero e
proprio mostro in azione. Non ci sono
altre parole per descrivere la storia
raccontata qualche giorno fa alle forze
dell’ordine.Tutto parte da un
distributore lungo la Romea, nei pressi
di Borgo Paglia, quando un automobilista
in uscita dalla piazzola nota alcuni
cuccioli di gatto vagare sperduti per
l’area di servizio. Poco più in là una
seconda autovettura s’immette a tutto
gas nella strada proprio davanti al
primo automobilista. Qualche centinaia
di metri più avanti la scena che si
offre agli occhi del dell’ignaro
guidatore è a dir poco terrificante: dal
finestrino della prima auto viene
lanciato un altro gattino che finisce
schiacciato proprio contro il parabrezza
della seconda macchina. A questo punto
l’inseguitore inizia a suonare più volte
il clacson, ottenendo per tutta risposta
un secondo micio lanciato
dall’autovettura in corsa costretto
all’identica, miserabile, fine del
precedente.Al veicolo inseguitore non
resta che annotarsi il numero di targa e
presentarsi poco più tardi in una
caserma delle forze dell’ordine per
presentare denuncia contro il bruto
assassino dei gatti appena nati.Una
volta accertato l’effettivo svolgimento
dei fatti, il padrone dell’automobile
potrebbe rischiare grosso:
maltrattamento ed abbandono di animali i
reati ipotizzabili, che sono puniti in
sede penale.
Orvieto: Il Killer
dei felini ha colpito a Ciconia
Il killer
degli animali ha colpito ancora.
Stavolta il sadico che si aggira ad
Orvieto e a cui vengono ricondotte le
truculenti uccisioni di diverse povere
bestie ha agito a Ciconia. Sabato
mattina un anziano ha scoperto un
gattino senza vita ai piedi di una
siepe. Raccapricciante il modo con cui
l'animale è stato ammazzato: qualcuno
gli ha schiacciato la testa. Episodio
inquietante che si ricollega a quelli
denunciati mesi fa dal Wwf alla
magistratura. Alcune persone avevano
visto di sfuggita un uomo di mezz'età
gettare liquido infiammabile su un
gatto, per poi vederlo bruciare vivo
dopo avergli tirato un cerino.
L'episodio era avvenuto in pieno centro,
via Gualtieri. Il giorno seguente, nella
stessa piazza, era stato trovato un
altro gatto in fin di vita con il muso
fratturato e un occhio fuori
dall'orbita. Un terzo gatto venne
rinvenuto qualche giorno più tardi con i
denti spezzati e il muso gonfio: il
veterinario parlò di una bastonata.
Santo Stefano (MC):
Lassie è senza
tetto stremato, con una zampa amputata
crolla in mezzo alla strada
Chissà
perché si trovava lì, affamato e stanco,
al punto di sdraiarsi in mezzo alla
carreggiata della Provinciale che passa
per il Piano di Madrignano. E chissà
quanto strada e quanta fatica deve avere
fatto con sole tre zampe, visto che una
gli era stata amputata da tempo. Era
sicuramente giunto allo stremo delle
forze quando, rassegnato, si è
abbandonato sull'asfalto sperando forse
che qualcuno lo soccorresse.
Fortunatamente, così è stato. Ora uno
splendido Rough Collie (meglio
conosciuto come Lassie) con il manto
marrone striato di nero, probabilmente
abbandonato al suo destino da qualcuno
senza cuore, ha ritrovato una casa
provvisoria e una padrona che non ha
esitato a fermare la sua auto per
raccoglierlo. Lo ha portato nel giardino
della sua abitazione di Santo Stefano
Magra, gli ha subito offerto una
scodella di bocconcini e una ciotola
d'acqua fresca.
Varazze (SV): Lo
riporta al canile. Muore di crepacuore
Non lo ha
maltrattato e neppure abbandonato, ma
quando lo ha riportato al canile dove lo
aveva prelevato, "Rex" è morto, molto
probabilmente di crepacuore. Il responso
del veterinario è semplice e crudo:
infarto, una morte molto "sospetta" per
un animale di poco più di un anno, sino
al giorno prima sano e vispo come solo
un cucciolo può essere. Del caso si è
occupata anche l'Enpa, che rivolge
l'ennesimo appello ad avere il massimo
rispetto per il miglior amico dell'uomo,
troppo spesso tradito quando non
addirittura abbandonato. "Rex" era un
meticcio di piccola taglia. Un'esercente
varazzina lo aveva visto al canile di
Alessandria. Voleva un cucciolotto per
sè e la figlia ed ha scelto proprio il
piccolo "Rex", pelo folto e occhi
languidi. Lo ha portato a Varazze e per
circa un anno il cane ha ripagato la
"liberazione" elargendo affetto e
allegria. Poi, nei giorni scorsi, la
donna ha preso la drastica e per certi
aspetti tragica decisione: riportarlo al
canile, forse perché i troppi impegni
non le permettevano di accudire al
meglio la bestiola che comunque godeva
di ottima salute. «Quando il cane ha
rivisto le "cellette" di Alessandria —
spiega Giuliana Pizzimbono, fiduciaria
varazzina dell’Enpa
— ha iniziato a tremare. Gli amici dell’associazione volontari alessandrini mi hanno riferito che la bestiola sembrava terrorizzata. Ha guaìto quando ha visto la "padroncina" andar via. Si è distesa sul pavimento con la testa fra le zampe, quasi a non voler vedere nulla. Il mattino seguente "Rex" è stato trovato morto. Il veterinario ha compreso subito che era stato stroncato da infarto, anzi da autentico crepacuore.
Verona: Lasciano i
cani in auto, tedeschi denunciati
Un bel
labrador dal mantello color miele e un
meticcio dal musetto simpatico: sono gli
involontari protagonisti di una vicenda
che ieri, all’ora di pranzo, ha creato
non poco trambusto in corso Porta Nuova.
I due animali erano stati lasciati dai
loro padroni, due tedeschi, in un
vecchio furgoncino Ford trasformato in
camper, parcheggiato sotto un albero ma
ben presto esposto totalmente al sole
cocente di questi giorni. I padroni
avevano lasciato nel camper, è vero, due
ciotole d’acqua, ma tutti i finestrini
erano drammaticamente chiusi.
Imola (BO): Quel
cane che invadeva ogni giorno il suo
giardino....
Quel cane
che invadeva ogni giorno il suo giardino
senza troppi complimenti non gli andava
a genio. Al punto che ieri mattina,
all'ennesima intrusione dell'animale, ha
caricato il suo fucile da caccia, si è
affacciato alla finestra e ha fatto
fuoco. Un colpo secco, sparato a sangue
freddo, e il cane si è accasciato a
terra: un bastardino di proprietà del
vicino di casa colpevole solo di aver
messo piede nel cortile sbagliato, che
adesso lotta fra la vita e la morte.
Imola (BO): Il
cane preso a fucilate si è salvato, ma
perderà un occhio
Rischia di
perdere un occhio ma non corre pericolo
di vita il bastardino ferito a colpi di
fucile da un cacciatore imolese di 61
anni che l'altra mattina, stanco di
veder gironzolare il cane del vicino nel
suo cortile, gli ha sparato.
Ivano Avoni è il veterinario che ha soccorso il cane salvandogli la vita. «La vicenda avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori se il cacciatore avesse caricato l'arma con proiettili di calibro maggiore – fa sapere Avoni – Il fucile era caricato a pallini per volatili che difficilmente potrebbero uccidere un cane di 10 chili come questo
San
Pietro di Feletto (TV):
Cani e gatti
avvelenati, una denuncia
Tutto il
pendio, che da Santa Maria di Feletto,
all'altezza del Milleluci, scende verso
Crevada, ricoperto di fitti boschi e di
vigneti, è terreno minato per gli
animali domestici, di cui da alcuni anni
si sta perpetrando un'autentica strage.
L'ultimo episodio è accaduto sabato
scorso quando Piero Spinazzè, titolare
di un'azienda agricola in via Galinera,
ha rinvenuto nel bosco, privo di vita,
uno dei suoi cani di razza, una femmina
di due anni, che alleva assieme ad
alcuni bastardini, mentre vicino a casa
ha trovato una gatta morta, dei cui
piccoli si è presa cura la sua famiglia.
«Non è possibile che continui questa
situazione - afferma - ed ho deciso di
andare dai carabinieri a presentare
denuncia contro ignoti». Lo scorso anno
aveva trovato ucciso un pastore tedesco.
Sesto San Giovanni (MI):
Adottava gattini
per torturarli. Denunciata per
maltrattamenti
I gattini
pensavano di aver trovato una nuova
famiglia. Ma purtroppo per loro, non è
stato così. Nel giro di poco più di un
mese, A.V., una donna separata dal
marito e convivente con un nuovo
compagno, ha adottato una decina di
gattini. Quasi tutti morti. La signora
si era rivolta, per adottarli, ad un
noto negozio di Sesto san Giovanni e a
due associazioni zoofile "Tom & Jerry"
e "Amico Gatto". Sono state loro le
prime ad insospettirsi. Seguite a ruota
da veterinario a cui la donna si
rivolgeva, portando i felini spesso in
condizioni disperate. E' capitato che i
gatti venissero portati in clinica
quando ormai erano in avanzato stato di
decomposizione o con traumi gravissimi,
come la spina dorsale rotta. E' stata
così allertata la Lav che ha subito
avviato le indagini. Si è scoperta così
una storia agghiacciante. I gattini
morti nel giro di trenta giorni sono
sei. Tutti deceduti in seguito a
gravissimi maltrattamenti.
Brescia: Getta i
gattini dal finestrino dell'auto in
corsa......
Ha gettato
dal finestrino dell’auto in corsa
quattro gattini rischiando di provocare
un tamponamento a catena sulla
tangenziale sud. Un gesto irresponsabile
oltre che crudele. Protagonista
dell’episodio avvenuto ieri mattina, una
donna che sarebbe in fase di
identificazione dagli agenti della
Polstrada e della Polizia locale di
Brescia. In mano alle forze dell’ordine
c’è il modello della vettura, una
Peugeot grigia e il numero di targa
fornito da alcuni testimoni oculari
pronti a sporgere denuncia.
Lugangano (PC):
Preoccupazione per avvelenamenti in
pieno centro abitato
Indignazione, sconcerto e molta
preoccupazione dominano, in questi
giorni, l'opinione pubblica lugagnanese
per l'avvelenamento di tre cani.
Indignazione per la proditoria semina di
bocconi avvelenati che ha causato la
morte rapida di due animali e la
paralisi del terzo; sconcerto perché il
fatto è praticamente avvenuto nel centro
abitato; e preoccupazione perché il
gesto inconsulto è stato compiuto
davanti al parco giochi comunale,
all'angolo di viale Aldo Moro con via
Madre Mazzarello, e nel prato-giardino
dell'angolo opposto dove viale Moro si
incrocia con via San Giovanni Battista.
Romano (BG): Cane
ucciso da una fuciliata. Forse perchè
abbaiava troppo
La campagna
di sensibilizzazione contro i
maltrattamenti degli animali non sembra
avere interessato chi, domenica sera a
Romano di Lombardia, ha ammazzato,
probabilmente con un fucile da caccia,
un cane di grossa taglia, ritenuto forse
colpevole di avere fatto insistentemente
la cosa a lui più naturale: abbaiare.
È accaduto nella zona abitata di via Patrioti Romanesi al civico 40, nel giardino di un edificio a due piani. Qui, all'interno del suo recinto, Kumo, meticcio di due anni nato da un incrocio tra cani di razza maremmano e labrador è morto colpito da uno sparo.
Passignano (PG):
Allarme polpette killer: ucciso altro
cane
Anche ieri
un altro cane è stato trovato morto,
questa volta a Passignano e
probabilmente ancora vittima di una
polpetta killer. La stessa sorte era
toccata la scorsa settimana a due
cuccioli a Sant'Arcangelo, sul
lungolago, in una zona tradizionalmente
frequentata da molti turisti ed anche
dai bambini ed adibita a darsena per
piccole imbarcazioni. Nei giorni
precedenti, secondo quanto si è appreso,
altri cani erano morti a Castiglione del
Lago, a Tuoro, a Passignano ed anche
nella Valnestore, a Panicale, anche se
in questo caso i proprietari avevano
preferito non sporgere denuncia ai
carabinieri.
Milano: Litiga con
la ragazza e per dispetto getta il gatto
dal terzo piano
Tempi duri
per i gatti. In estate gli episodi di
violenza verso gli animali sembrano
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