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LA NAZIONE
SPEZIA
5 ottobre 2003
«Abbattiamo i cormorani o sarà la fine dell'attività sportiva» |
LA SPEZIA — Il nemico numero uno dei
pescatori spezzini è il cormorano. Il grosso uccello acquatico sembra
avere trovato un habitat ideale lungo le sponde del Magra e del Vara. Le
sue mangiate abbondanti e ingorde stanno assestando un duro colpo alla
fauna ittica e probabilmente, anche se non ci sono studi attendibili,
all'ambiente di vita. Troppe comunque per essere sopportate dalla
pescosità dei fiumi. «Le associazioni dei pescatori — osserva Silvio
Peruzzi — hanno chiesto alla Regione di intervenire. In altre zone
d'Italia abbiamo assistito ad abbattimenti controllati e interventi di
scaccio dei cormorani». L'allerta dei pescasportivi di acqua dolce
riguarda anche i gabbiani e gli aironi, specie acquatiche che fanno man
bassa di pesce. «La fauna ittica — prosegue Peruzzi — rischia grossi
contaccolpi inoltre per colpa della diga idroelettrica di Ponte di Vizzà».
E spiega: «I dislivelli creati dal repentino abbassamento e alzamento
delle acque portano infatti in secca gli avannotti». Peruzzi,
coordinatore della commissione consultiva provinciale della pesca, teme
contraccolpi non indifferenti sulla scia della recente siccità. «Tutti i
torrenti — afferma — sono rimasti all'asciutto. Il caldo ha distrutto il
plancton, cioè il complesso di organismi animali e vegetali che vivono
sospesi nelle acque, nonché il bentos, il complesso degli organismi che
vivono a contatto con il fondo acquatico. Risultato? E' scomparso il
nutrimento degli animali acquatici». A preoccupare i pescatori anche la
risalita del cuneo salino che rischia di compromettere le falde
acquifere.
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Iniziativa del Gruppo Bairo del 07/10/03 |
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Egregi signori
Viva i pescatori sportivi e morte ai
cormorani, ai gabbiani, agli aironi, a tutti insomma quegli esseri
viventi che osano intralciare l'attività sportiva di questi signori.
Abbasso tutti gli animali che non ci
servono; amputiamo, vivisezioniamo, massacriamo tutti quelli che ci
servono.
Se Dio li ha messi al mondo che ce ne
importa. Noi pescatori sportivi non li vogliamo.
Ma noi, esseri con coscienza e ricchezza
umana li vogliamo, apprezziamo la varietà di vita di questo pianeta
e chiamiamo tutte le creature non umane nostri fratelli alla maniera
francescana. Viviamo in punta di piedi, ammirando e rispettando la
bellezza che ci circonda.
I pescatori sportivi usano (come d'altra
parte fanno tutti quelli che uccidono) l'eufemismo perchè con le
parole sono delicati, le imbellettano affinchè la sensibilità di chi
ascolta non venga ferita. Quindi pronunciano a mezza voce
abbattere e ripudiano con fermezza uccidere. Ma
l'ipocrisia vale solo per chi non intende.
Consigliamo ai pescatori sportivi
dell'articolo allegato, vanto dell'ottusità, dell'arroganza e della
grettezza, di cambiare sport. Perchè non praticare il bird-watching
in considerazione dello sterminato numero di uccelli che popolano i
fiumi ? Oppure: perchè non uccidere anche il vicino di casa che ci
graffia l'auto, il meridionale che ci butta la spazzatura alla porta
o il marocchino che vorrebbe lavarci il vetro? Tutti ci
infastidiscono. Perchè non ucciderli?
Il comandamento prediletto di tali
pescatori sportivi è proprio questo: uccidere!
Ci auguriamo che persone civili non
restino, per interessi vari, intrappolate nella rete di questa
specie di umani. Che non diano valore a ciò che è un disvalore. Ci
auguriamo che gli addetti all'informazione sappiano scegliere e
filtrare i loro messaggi in base all'interesse migliore
della società umana.
Enrica Boiocchi
Vice presidente GRUPPO BAIRO Onlus
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LA NAZIONE
SPEZIA
5 ottobre 2003
PESCA E AMBIENTE |
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VIVA I PESCATORI sportivi e morte ai
cormorani, ai gabbiani, agli aironi, a tutti insomma quegli esseri
viventi che osano intralciare l'attività sportiva di questi signori.
Abbasso tutti gli animali che non ci servono; amputiamo, vivisezioniamo,
massacriamo tutti quelli che ci servono. Se Dio li ha messi al mondo che
ce ne importa. Noi pescatori sportivi non li vogliamo. Ma noi, esseri
con coscienza e ricchezza umana li vogliamo, apprezziamo la varietà di
vita di questo pianeta e chiamiamo tutte le creature non umane nostri
fratelli alla maniera francescana. Viviamo in punta di piedi, ammirando
e rispettando la bellezza che ci circonda. I pescatori sportivi usano
(come d'altra parte fanno tutti quelli che uccidono) l'eufemismo perchè
con le parole sono delicati, le imbellettano affinchè la sensibilità di
chi ascolta non venga ferita. Quindi pronunciano a mezza voce abbattere
e ripudiano con fermezza uccidere. Ma l'ipocrisia vale solo per chi non
intende. Consigliamo ai pescatori sportivi intervenuti su La Nazione del
5 ottobre scorso di cambiare sport. Perchè non praticare il
bird-watching in considerazione dello sterminato numero di uccelli che
popolano i fiumi? Oppure: perchè non uccidere anche il vicino di casa
che ci graffia l'auto, il meridionale che ci butta la spazzatura alla
porta o il marocchino che vorrebbe lavarci il vetro? Tutti ci
infastidiscono. Perchè non ucciderli? Il comandamento prediletto di tali
pescatori sportivi è proprio questo: uccidere. Ci auguriamo che persone
civili non restino, per interessi vari, intrappolate nella rete. Che non
diano valore a ciò che è un disvalore. Ci auguriamo che gli addetti
all'informazione sappiano scegliere e filtrare i loro messaggi in base
all'interesse migliore della società umana.
Enrica Boiocchi Vice presidente Gruppo Bairo Onlus |