Legislatura:    XIII    Ramo:   Senato
Tipo Atto:      INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA       Numero atto:    4/04665
Data presentazione:     11-03-1997      Seduta di presentazione:        147

Testo dell' atto

Presentatore
Cognome Nome    Gruppo
GUBERT  Renzo   CDU (CDU)

Cofirmatari
Cognome Nome    Gruppo
ERROI   Bruno   PPI (PPI)
MORO    Francesco       LEGA NORD PER PADANIA IND. (LEGA N-p PI)
SARTORI Maria Antonietta        DEM.SIN. - L'ULIVO (DS-ULIVO)
PERUZZOTTI      Luigi Carlo Maria       LEGA NORD PER PADANIA IND. (LEGA N-p PI)
WILDE   Massimo LEGA NORD PER PADANIA IND. (LEGA N-p PI)
LAURO   Salvatore       FORZA ITALIA (F-ITA)
PAGANO  Maria   DEM.SIN. - L'ULIVO (DS-ULIVO)
MONTELEONE      Antonino        ALL.NAZIONALE (AN)
BERNASCONI      Anna Maria      DEM.SIN. - L'ULIVO (DS-ULIVO)
DE CORATO       Riccardo        ALL.NAZIONALE (AN)
CARCARINO       Antonio RIF.COM.-PROGR. (RC-PROGR.)
BESSO CORDERO   Livio   MISTO (MISTO)
DE SANTIS       Carmine CENTR.CRIST.DEM (CCD)

Stato Iter
Iter concluso

Destinatari
        Data
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO        11-03-1997
MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA 11-03-1997
MINISTERO DELL'INTERNO  11-03-1997
MINISTERO CON L'INCARICO PER IL COORDINAMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE   
11-03-1997
MINISTERO DELL'AMBIENTE 11-03-1997
MINISTERO PER LE RISORSE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI       11-03-1997
MINISTERO DELLA SANITA' 11-03-1997
MINISTERO SENZA PORTAFOGLIO (PER LA FUNZIONE PUBBLICA)  11-03-1997

Argomento
Classificazione con termini TESEO
ANIMALI
DEPOSITO E CUSTODIA
PROTEZIONE DEGLI ANIMALI
SEQUESTRO GIUDIZIARIO
Indicizzazione : geopolitica e sigle
VARESE (VARESE+ LOMBARDIA+)

Fasi Iter
        Data
RITIRATO        12-03-1997
ITER CONCLUSO   12-03-1997


Testo dell'Atto

- Al Presidente del Consiglio dei ministri, ai Ministri di
grazia e giustizia, dell'interno e per il coordinamento
della protezione civile, dell'ambiente, delle risorse
agricole, alimentari e forestali e della sanità e al
Ministro senza portafoglio per la funzione pubblica e gli
affari regionali. - Premesso:
che la procura della Repubblica di Busto Arsizio in
data 8 marzo 1997 ha reso esecutivo il sequestro preventivo
e l'affidamento in giudiziale custodia di circa 70 cani, 4
leoni, 2 volpi, 9 cinghiali custoditi dal professor Carlo
Segala di Varese;
che il professor Segala è indagato per aver accolto
gli animali sopra menzionati in un'area residenziale
adiacente alla propria abitazione e priva dei regolari
impianti igienici che hanno determinato il manifestarsi di
ecto ed endoparassitosi degli ospiti;
che il professor Segala aveva richiesto la
collaborazione dei veterinari dell'ENPA di Varese che da
tempo si prodigano sia per somministrare farmaci e cure
necessarie alla salute degli animali custoditi sia per
apportare migliorie all'interno della struttura che ospita
gli animali;
che gli indizi di colpevolezza del professor Segala
si basano esclusivamente su alcune prove fotografiche e
registrazioni di videocassette fornite dal SAM e dall'AIDA,
associazioni alle quali sono stati affidati in custodia
giudiziale gli animali sequestrati;
che il professor Segala riferisce di aver ricevuto la
visita di ignoti che lo avrebbero minacciato e
immobilizzato al fine di introdursi nella struttura che
ospitava gli animali e ottenere la documentazione fornita
alle associazioni sopra menzionate, sulla cui attendibilità
si dovrebbe indagare;
che in base all'esposto presentato alla procura della
Repubblica di Busto Arsizio dall'ENPA di Legnano le
procedure relative al sequestro in parola sarebbero state
condotte con molta superficialità per i seguenti motivi:
a) in primo luogo non si capisce chiaramente se il
decreto di sequestro preventivo per le presunte e cattive
condizioni di salute degli animali sia stato emanato sulla
base di un rapporto rilasciato dall'ufficio di igiene e dal
servizio veterinario oppure sulla "discutibili" prove
documentali fornite dal SAM e dall'AIDA;
b) in seconda istanza gli animali custoditi dal
professor Segala vengono considerati di sua proprietà; se
ciò fosse vero, il professor Segala avrebbe dovuto
adempiere all'obbligo di iscrivere i cani all'anagrafe
canina, secondo quanto previsto dalla legge regionale n. 30
del 1987, con provvedimento sia da parte del comune sia da
parte della USL;
c) in terza istanza, le autorità competenti
avrebbero dovuto eseguire le operazioni di censimento e di
tatuaggio dei cani prima del loro sequestro, invece di
limitarsi ad allegare una distinta delle "cose" sequestrate
che quantificava gli animali sequestrati senza specificarne
il sesso; peraltro non si capisce come possa essere stata
ignorata la legge regionale n. 30 del 1987 e sia stato
permesso all'USL n. 2 di Gallarate di identificare i cani
unicamente a mezzo fotografia; difatti alcuni tipi di cani,
come il setter bianco e arancione, o di colore nero o
fulvo, non possono essere riconosciuti e distinti
attraverso le fotografie;
d) in ultima istanza il servizio veterinario della
USL n. 2 di Gallarate avrebbe proceduto alla
somministrazione degli anestetici tramite il soccorso di
medici veterinari svizzeri che collaborano con il SAM e
l'AIDA, usando prodotti svizzeri che non sono registrati e
quindi consentiti in Italia;
considerato:
che il professor Carlo Segala da oltre trenta anni
custodisce cani randagi e animali feroci affidatigli da
diversi tribunali nazionali, sopperendo così alle continue
carenze delle amministrazioni comunali e delle autorità
sanitarie;
che, secondo quanto dichiarato da alcuni veterinari,
i leoni godevano ottima salute e non presentavano segni di
malnutrizione nè di maltrattamento;
che l'associazione AIDA, scelta come custode
giudiziale, risulterebbe dedita all'esportazione dei cani
randagi all'estero, in particolare in Germania e in
Svizzera, come segnalato dall'esposto presentato dall'ENPA
di Legnano;
che due parlamentari, lo scrivente Luigi Peruzzotti e
l'onorevole Giovanna Bianchi Clerici, chiamati sul posto
dai volontari dell'ENPA, hanno potuto constatare di persona
i modi "bruschi" con i quali gli animali sono stati
catturati e messi in gabbia (uno dei leoni, dopo essere
stato narcotizzato, è stato compresso a viva forza in una
gabbia di dimensioni idonee solo per un cane di taglia
medio-grossa),
gli interroganti chiedono di sapere:
se non si ritenga opportuno intervenire per accertare:
se quanto segnalato risponda a verità;
se l'esecuzione del sequestro preventivo degli
animali sia stata condotta nel rispetto delle leggi vigenti;
se, una volta ripristinate le condizioni ottimali per
la detenzione e la custodia degli animali, non si ritenga
opportuno affidare di nuovo gli animali al professor Carlo
Segala, sotto la supervisione dell'ENPA di Varese;
se risultino indagini di polizia giudiziaria nei
confronti delle associazioni demandate alla custodia degli
animali sequestrati;
se risultino indagini in merito all'episodio di cui è
stato vittima il professor Carlo Segala.
(4-04665)

 

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