Legislatura:    XIII    Ramo:   Camera
Tipo Atto:      INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA       Numero atto:    4/04716
Data presentazione:     29-10-1996      Seduta di presentazione:        84

Testo dell' atto

Presentatore
Cognome Nome    Gruppo
PROCACCI        Annamaria       MISTO (MISTO)

Stato Iter
Iter in corso

Destinatari
        Data
MINISTERO DELLA SANITA' 29-10-1996

Argomento
Classificazione con termini TESEO
ANIMALI RANDAGI
PROTEZIONE DEGLI ANIMALI
STATI ESTERI
Indicizzazione : geopolitica e sigle
L 1991 0281


Testo dell'Atto

Al Ministro della sanità. - Per sapere - premesso che:
facendo seguito al protocollo d'intesa datato 18 luglio
1996, siglato fra il presidente della provincia di Valona
(Albania) e il presidente della provincia di Lecce, il sindaco di
Racale (LE) con propria nota n. 17264 del 21 ottobre 1996, chiede
alle Asl LE/1 e LE/2, ai sindaci, all'assessore regionale alla
sanità ed al presidente della regione Puglia di sostenere
l'iniziativa di "... sviluppare un accordo in cui si contempli
che la provincia Albanese possa accogliere sul proprio territorio
i cani randagi accalappiati nella provincia Salentina..." e
attivare l'autorizzazione del ministero della sanità per la
deportazione in Albania dei cani randagi italiani;
il 12 agosto 1993 venne emessa una circolare, a firma
dell'allora ministro della sanità Garavaglia, tesa a contenere
l'"esportazione" di cani in stato di abbandono, grazie anche alle
forti pressioni da parte delle associazioni di volontariato
ambientaliste ed animaliste, a interrogazioni parlamentari ed
alla stampa, che si fecero portavoce dell'indignazione generale a
seguito di trasporti non chiari di animali verso la Germania;
con nota, in data 5 marzo 1996, inviata dalla interrogante
all'allora ministro Guzzanti, si ribadiva che tali "esportazioni"
procedevano purtroppo senza soluzione di continuità;
in questi giorni è stato emanato dal dicastero della sanità
il decreto ministeriale recante "norme in materia di affidamento
dei cani randagi", con il lodevole intento di normare i termini
di "affido" dei randagi catturati, certamente al fine di
rafforzare la precedente circolare e di assicurare una maggiore
trasparenza;
l'articolo 5 di tale decreto ministeriale, tuttavia,
prevede "(...) d'intesa con omologhe autorità sanitarie di altri
Paesi e sulla base di garanzie più favorevoli (....)" modalità di
affido degli animali ad associazioni straniere -:
se il ministro non ritenga che tale testo possa consentire
interpretazioni ambigue tali da innescare perverse iniziative,
quali quelle messe in atto dalle istituzioni della Puglia;
se non ravvisi la necessità di adottare strumenti forti per
una compiuta attuazione della legge-quadro n. 281 del 1991 sulla
tutela degli animali domestici e per la prevenzione del
randagismo, soprattutto nella parte relativa al controllo
demografico mediante le varie metodologie disponibili;
se non ritenga auspicabile una forte campagna di
informazione per abbattere le resistenze culturali in materia di
controllo delle nascite. Le associazioni animaliste di
volontariato e numerosi cittadini da tempo si sono presi carico
di tale problematica, spesso in totale solitudine, con proprie
risorse umane ed economiche istituendo rifugi di accoglienza,
centri di sterilizzazione e attività per una corretta
informazione del rapporto umani-animali, in tal modo affiancando
e talora sostituendo le istituzioni laddove carenti;
se non ritenga infine che consentire le "deportazioni di
randagi italiani all'estero" svaluti e vanifichi i contenuti di
una legge dello Stato italiano, una buona legge che ci allinea ai
Paesi più evoluti dell'Unione europea.
(4-04716)
 

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