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Non addio,ma
ciao dolcissima Laica.
Un dì ti trovammo, in verità eri tu che trovasti noi, ci seguivi
silente seguendo ogni nostro passo, e il musino tuo triste ma
dolcissimo che di tanto, in tanto alzavi per timore di perderci. e
cosi decidemmo di prenderti con noi, ora anche tu facevi parte della
famiglia, non eri più randagia ora avevi una casa. Ti curammo per
tutti quei mali che dietro ti portavi non per tua colpa, ma di altri
che dissero di amarti, e un dì ti abbandonarono su di una strada,
eri spaesata, impaurita, non avevi ne cibo ne acqua, ma il cielo
non ti abbandonò, facendoti incontrare due Angeli che ti sfamarono
di affetto, d’amore e tante attenzioni, finalmente il brutto incubo
del calvario della strada era finito. Quando io ti conobbi mi
entrasti nel cuore come una folata d’amore e ti ho voluto un mondo
di bene, ed ora mentre ti scrivo questa poesia dai miei occhi
scivolano lungo le guance tante piccole lacrime, come altre silenti
scivolano lungo le guance di chi oggi ti piange, si coloro che ti
accolsero e ti amarono no, come animale, ma come figlia.
Dormi, dormi piccola nostra bambina, non ti lascio sola mentre sali
al cielo ti canterò una ninna nanna.
Il distacco è stato grande,troppo grande, ma una frase letta su di
una fredda pietra diceva: ( Nessuno muore sulla terra finchè rimane
nel cuore di chi resta).
Dedica a Laica, non un animale, no una bestiola ma una bambina che
gli mancava solo la parola.
Luigi Calloni |