dal sito della Lega Nazionale Difesa del Cane
 
 
 
 
 
PSEUDOADOZIONI" E "DEPORTAZIONI"

“BASTA, GENUG, STOP IT”
L’ESPORTAZIONE DEI RANDAGI È UNA PIAGA CHE DILAGA DA ANNI, SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, OVE SI ASSISTE ALLA PARTENZA ED AL TRANSITO DI MIGLIAIA DI CANI NON SOLO OLTRE I CONFINI DELLA PROPRIA REGIONE D'ORIGINE MA ANCHE VERSO L'ESTERO, TRASPORTATI SOPRATTUTTO IN GERMANIA, SVIZZERA E AUSTRIA.

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane è compartecipe della campagna creata dall'ENPA “TI DEPORTO A FARE UN GIRO”, nata per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni governative, in particolare il ministro del Welfare Maurizio Sacconi e il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini sulle “deportazioni” di animali domestici all'estero. 

L’ENPA a questo proposito lancia una petizione per chiedere al Ministero della Salute di intervenire una volta per tutte contro questo squallido e illegale mercato.
La Lega Nazionale per la Difesa del Cane con l'ENPA invita tutti a Firmare, perché nessuno possa più tradire la fiducia dei nostri animali più sfortunati. 


"PSEUDOADOZIONI" E "DEPORTAZIONI"

LA LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE DICE: “BASTA, GENUG, STOP IT”

Migliaia di animali all'anno arrivano in Svizzera, Germania, Austria e in molti altri parsi del Nord Europa. Generalmente narcotizzati e trasportati su camion o automobili, gli animali oltrepassano le frontiere andando incontro a un destino incerto. La gran massa degli animali e' infatti diretta verso mete ignote e rifugi sospetti, che rifiutano di fornire la lista dei collocamenti dei cani. Questo comportamento, accompagnato da pretesti quali la discrezione per "non disturbare con controlli" le famiglie presunte affidatarie, e' molto ambiguo. Assieme agli amici veri infatti esistono i trafficanti che raccolgono cani: merce gratuita da vendere ai laboratori. Partono animali dall'Italia, dalla Spagna, dalla Grecia, dai Paesi balcanici, dall'Europa orientale, dalla Russia, dalla Turchia, dall'Africa del Nord, dall'Asia, se tutti questi animali avessero trovato una casa a quest'ora svizzeri e tedeschi dovrebbero avere almeno 15 cani e 30 gatti per famiglia. Tutto ciò nei paesi dove maggiormente al mondo si pratica la vivisezione, dove la produzione interna di pellicce di cani e di gatti non è vietata e dove la soppressione è legale. E questi sono fatti.
Animali trattati come merce da trasferire non come esseri senzienti, titolari del diritto di viaggiare rispettati nelle esigenze etologiche e comportamentali ma stipati secondo il modello vergognoso delle bestie al macello. Inoltre, attraversata la frontiera, quegli animali perdono ogni status di italianità e quindi i futuri possessori dovranno solo rispettare leggi meno protezionistiche di quelle italiane.
Continua di fatto la disapplicazione della legge 281/91, volta alla massima tutela degli animali abbandonati, disattesa proprio da quanti dovrebbero porre la massima attenzione al rispetto delle normative tese ad evitare l’involontario martirio di milioni e milioni di animali immolati sull’altare del profitto per l’uomo.
 
“Dobbiamo impedire queste deportazioni di massa e farci carico di obbligare le amministrazioni pubbliche al rispetto della legge non consentendo loro di eludere il problema – afferma Laura Rossi Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - “non possiamo pensare di combattere il fenomeno del randagismo con l'esportazione dei cani, lavoriamo insieme per abolire i canili lager, per aumentare le adozioni consapevoli, per educare e responsabilizzare le istituzioni i cittadini e le associazioni al rispetto dei diritti degli animali, senza lucrare o ergersi a sterili paladini dei loro diritti”.
La lega del Cane infine ringrazia l'On. Gianni Mancuso che ha dato un segnale forte (qui sotto riportato) all'esecutivo nazionale “Questo commercio illecito – dichiara il Dott. Mancuso - nascosto sotto la falsa facciata delle adozioni di animali all`estero, nasconde in realtà una speculazione sulla pelle dei poveri animali che passano di mano in mano sino in alcuni casi a diventare cavie per i laboratori del Nord Europa in quei Paesi dove la legislazione non è così restrittiva come la nostra”.

Per maggiori informazioni e per firmare la petizione on line clicca qui:
http://www.enpa.it/it/

 

 

dalla Mailing List di Bairo - luglio 2009 -
 
 
 

da Giorgia da Civitanova Marche (MC):

 

 
Arrivati a questo punto è proprio il caso di dire che: "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere. Se anche la LNDC si sta muovendo in sincronia, riconoscendone la validità, con la petizione promulgata dall'ENPA, le conclusioni da trarre sono più che evidenti. Purtroppo, dico purtorppo con profonda amarezza, si sta sempre più constatando la dura realtà che si è sempre annidiata dietro le miriadi di adozioni all'estero. Certamente ve ne saranno di valide ma i numeri sarebbero tutti da vedere. Ancora mi chiedo come possono certe ASL autorizzare, solo sulla parola, l'espatrio immenso degli animali essendo certi che mai alcuno dei loro componenti potrà mai verificarne l'attendibilità: eppure l'animale randagio, accalappiato e dato in affido, ha il sacrosanto diritto di avere monitorata la sua condizione di affido.  I numeri dei cani che approdono in quelle terre, e non solo dall'Italia, si stanno moltiplicando giorno per giorno (quanta bontà e disponibilità nei popoli oltre alpi!!), i canili stranieri continuano ad incamerare animali abbandonati o lasciati dai propri cittadini fino a raggiungere l'estrema capienza e decidere sul da farsi, la situazione del randagismo in Italia, che pare alcuni vogliano risolvere solo facendo partire i cani, non sembra delle più ottimali. Qualcuno ha mai sentito fluire nella propria testa la frase "volontà di cambiare e di far cambiare illusorie metodologie di applicazione del presunto benessere animale?". Cambiamo testa, cambiamo le nostre frequenze e cominciamo a dedicare il nostro tempo, le nostre opere, le nostre mani ad operare sul luogo: non più canili-inferno nella nostra Italia dai quali molti ci iniettano, come un veleno, la falsa credenza che il portar via gli animali da quei luoghi possa far migliorare la  loro condizione ed il loro stato in essere. Rivolgiamo  la nostra attenzione alle maestranze chiedendo con tutto il fiato in gola l'attuazione di rifugi pubblici ove sia garantita la gestione ad associazioni che possano esplicare il loro compito di tutela animali in terra propria, entriamo nella testa dei Primi Cittadini e chiediamo loro di essere di supporto nel controllo reale e nell'identificazione degli animali presenti ed infine facciamo tutti il tutto possibile affinchè per combattere il business dei randagi in Italia non ne creiamo un altro, peggiore, estero.
Giorgia, Civitanova M.
 
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p.s. il contenuto di questa sezione è molto importante in quanto la piaga dei traffici di animali verso il nord Europa è molto estesa.
Diffondete più che potete e diffidate di chi si si offre di sistemare animali in Germania, Austria Svizzera o chi mentendovi vi promette facili affidi. Controllate sempre lo stato degli animali nel tempo e non allontanateli dal territorio, perchè ricordatevi che la vostra ignoranza, la vostra indifferenza, la vostra complicità, sarà la loro FINE.
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