Egregi signori
passano i mesi e passano gli anni e la politica della civiltà in Italia non decolla.
Civiltà sarebbe trattare gli animali come esseri viventi quali sono.
La civiltà e la cultura non ci sostengono, l'etica e la compassione non ci indirizzano, le leggi a loro favore non si rispettano e se tutto questo non ha valore che valore può avere ciò che non si fa?
Continueranno, umani senza pensiero nè cuore, a gettare ii bufalini sulle spiagge, nei fossi, nei fiumi, nei campi e continueranno i giornali a scrivere, alcuni  scandalizzati per tanto spregio verso una creatura nata da mamma, altri soltanto irritati per l'offesa all'igiene pubblica.
La pratica di abbandonare nei campi (ma non è la sola pratica finalizzata all'uccisione) i bufalini vivi, appena nati,  perchè non servono all'industria della mozzarella (non fanno latte), è ormai vecchia e sclerotizzata nel sud d'Italia.
E' proprio vero che nessuno si è mai chiesto dove finiscono i bufalini maschi (circa il  50% dei nati)?
Veramente nessuno sa che fine fanno ?
Questa pratica aberrante, indegna di una società civile, tanta brutalità è conosciuta e accettata da tutti, comprese le istituzioni (ASL, carabinieri, amministratori..............) come se uccidere un animale appena nato fosse consono alla morale umana. Ma, poichè quest'animale è inutile, non serve al mercato, certa morale umana si adegua.
La leggerezza e l'indifferenza con cui chi può intervenire non interviene e chi può cambiare le cose non le cambia, ci indigna come cittadini e come esseri umani.
Ferisce il nostro concetto stesso di umanità e non parliamo di questa umanità quando suole definirsi a immagine e somiglianza di Dio!
Chiediamo alle istituzioni, al governo, di intervenire per eliminare questo vergognoso comportamento.
Ognuno di noi,  rispettoso degli animali, si ricorderà di quei politici che avranno o non avranno dimostrato uguale rispetto e sensibilità.
 
...............GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

firme dei sostenitori del messaggio: 
 

 
p.s. articolo in allegato
 
 
IL MESSAGGERO
FROSINONE 
Sabato 22 Gennaio 2005
 
 
 
 
Amaseno: Sul nuovo barbaro episodio i carabinieri hanno aperto una indagine
Carcassa di bufalo nel greto del fiume

di LARA CELLETTI
 
Amaseno  (Frosinone)
 

Era già accaduto, adesso la storia si ripete. Nella zona di Amaseno un allevatore si è liberato di una carcassa di un giovane bufalo gettandola nel greto di un torrente anziché smaltirla come prescrive la legge.
Ieri, alcune persone che transitavano nella zona di Cardola, lungo il torrente che è in secca in questo periodo, hanno visto una carcassa di un giovane animale. Doveva essere stato abbandonato già da alcuni giorni, visto che altri animali gli avevano mangiato per metà il muso.
Già la scorsa estate, l’opinione pubblica era rimasta allibita dalla scoperta di trenta carcasse di bovini abbandonati nella gola di Santa Lucia. All’epoca si gridò al disastro ambientale. Adesso ci risiamo.
In molti si chiedono perché queste carcasse vengono abbandonate nei luoghi più impensati. Il motivo è uno solo: i soldi. In questo periodo la crisi che attanaglia le aziende del settore è seria, le aziende sono in difficoltà per il prezzo del latte sempre più basso, per la lingua blu, ma anche per la recente inchiesta giudiziaria che ha colpito proprio la valle dell’Amaseno e che ha visto gli allevatori multati per milioni di euro.
A rimetterci sono i piccoli bufali maschi: non producono latte e allevarli per farne carne non conviene più. Da qui è invalsa la barbara abitudine di eliminarli da piccoli. Ma smaltire quelle carcasse costa: per smaltire quelle di animali adulti non si paga nulla, mentre per quelli giovani sembra che la tariffa di riferimento sia di 10 euro a capo.
In realtà basterebbe chiamare una ditta di Latina convenzionata con la regione Lazio. Ma ci sono allevatori che quando devono eliminare i piccoli di bufalo anziché pagare preferiscono fare i furbi facendo sparire gli animali nei modi più assurdi: scavando fosse comuni alla buona che d’estate mandano un puzzo asfissiante, o gettando gli scomodi fardelli nel fiume o peggio ancora abbandonandoli nelle zone boschive.
I carabinieri si stanno occupando della vicenda. Una volta si parlava di un proficuo progetto per sfruttare le pregiate carni del bufalotto da latte ed evitare questi scempi ambientali ed animalistici. Speriamo che qualcuno torni a parlarne, si augurano gli allevatori di Amaseno.

 
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