Sent: Tuesday, December 30, 2003 4:26 PM
Subject: L'AMORE ESEMPLARE DEI CACCIATORI

 
Egregi signori

Vogliamo spedirvi il documento ricevuto dall'ENPA il quale rivela, se ancora ce ne fosse bisogno, di quanto è grande l'amore che i cacciatori provano per la natura e  per gli animali.

I cacciatori di Subbiano provano amore solo per il loro fucile, per l'orgasmo che produce loro la visione della sofferenza e dell'agonia, del sangue e della morte. Neppure la sofferenza degli uomini ha valore. Sono dei dissacratori, esseri ripugnanti, indegni di appartenere al consesso civile.

Per questo facciamo nostro l'appello dell'ENPA e dei cittadini di Subbiano: vogliamo che la riserva di Montegiovi sia vietata alla caccia.

Che la legge regionale n. 39 sia nata viva!

 

.......................................GRUPPO BAIRO Onlus


 
Firme dei sostenitori del messaggio:

 
P.S. Comunicato ENPA in allegato





Bibbiena                                                                                                                                         18/12/03

 

Prot. 79/03

 

 

Oggetto: Comunicato Stampa/lettera aperta,

   sui casi di avvelenamento di animali nel Comune di Subbiano

 

In riferimento da quanto riportato dai mass-media  locali, tra il 12 ed il 13 dicembre 2003.

 

 

Veleno, trappole e lacci  sono stati per tre anni, abbondantemente usati all’interno della riserva di caccia di Montegiovi, a pochi chilometri dall’abitato di Subbiano (AR). I cacciatori coinvolti, utilizzavano questi mezzi illegali per sterminare ogni animale che potesse esser loro concorrente nella caccia alla selvaggina. Se l’animale morente, a causa del veleno o perché sfinito dall’agonia che porta la cattura del laccio, veniva trovato ancora in vita,  era immediatamente decapitato.Gli animali così uccisi venivano gettati nella spazzatura. Questa vicenda non sarebbe venuta fuori se un gruppo di testardi che abitano dentro ed ai margini di questa riserva, non avessero tenuto duro e preteso l’intervento di tutte le Forze dell’Ordine ed anche quello della Protezione Animali del Casentino. Negli ultimi mesi, a decine si sono dati da fare per mostrare cosa stava succedendo, cosa creava loro una tal tensione da portarli all’estremo della sopportazione. I loro cani e gatti stavano morendo avvelenati, uccisi a fucilate, o peggio. Di altri, i più, non si sono neanche ritrovati i corpi, probabilmente finiti in quello stesso bidone della spazzatura. Gli stessi cacciatori, autori di queste morti, a volte, si fermavano nelle vicinanze delle abitazioni delle persone alle quali sapevano di aver ucciso un animale, in atteggiamento di derisione e sfida. Loro complice era il Guardia Caccia, che invece di far rispettare le leggi, consentiva ai cacciatori ogni genere d’irregolarità. Infatti, proprio all’interno della riserva, nella casa sotto la sua custodia, sono stati trovati dagli Agenti, veleni e lacci pronti per essere piazzati. Oltre a colpite gli animali domestici e selvatici, che vivevano nella zona, sono stati avvelenati anche cani e gatti di ignare persone che, convinte di far fare una passeggiata al proprio animale, si ritrovavano, invece, a dover fare una corsa disperata verso il Medico Veterinario, che non sempre riusciva a salvare l’animale moribondo, vista la difficoltà ad identificare i veleni utilizzati. Colpito anche il Comune di Subbiano, poiché è stata decimata una Colonia Felina, regolarmente censita, che il Sindaco aveva fatto coscientemente sterilizzare, in modo da contenerne il numero. Ad oggi, nella zona, solo pochi gatti e cani, sono sopravvissuti alle persecuzioni di questi cacciatori. Visti gli eventi, che per tre anni hanno scioccato la popolazione della zona, si chiede a  gran voce che la caccia, in questa riserva, venga per sempre bandita, in modo da far capire a questa genia, che il rispetto della legge e l’amore per gli animali, non possono essere messi da parte per l’illegalità e la voglia di uccidere.

 

 

Chiedo la pubblicazione integrale e la massima divulgazione di questo articolo, che fa chiarezza sugli eventi della riserva di Montegiovi nei pressi di Subbiano. Viste le indagini in corso, i nomi delle persone denunciate, non sono state trascritti.

 

 

 

Presidente E.N.P.A. Casentino

Fabio Acciai

 

 

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