Egregi signori
leggendo l'articolo allegato che è soltanto uno dei tanti, dobbiamo ancora una volta verificare come le città campane siano arretrate rispetto alla legalità.
La legge  quadro n. 281 del 14 agosto 1991 imponeva a tutti i comuni italiani di combattere il randagismo e tutelare gli animali d'affezione.
Legge fantasma! Le istituzioni non la conoscono e, se la conoscono, la ignorano.
Si rifugiano dietro le priorità che non sono mai quelle alle quali fa riferimento il cittadino, qualunque sia l'argomento.
Non esistono priorità, esiste soltanto l'incuria.
Ci auguriamo che i cittadini di Castellammare e di tutta la Campania, poichè dicono di avere un cuore grande, lo usino per provare compassione per i poveri animali affamati, sofferenti, maltrattati, uccisi che circolano per le strade e, provando compassione agiscano per aiutarli.
Il rispetto verso gli animali è un alto segno di civiltà.
Invitiamo quindi a protestare contro le istituzioni assenti e a non dimenticare.
 
...............GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

firme dei sostenitori del messaggio:
 

p.s. articolo di cronaca in allegato:   

 
 
IL MATTINO
09/03/05
 
Strage di cani, allarme degli animalisti

FRANCESCO FUSCO
 
Castellammare. Due cani accoltellati dai teppisti, e non si ferma la violenza nei confronti degli animali. Dopo l'episodio di Lettere, dove appena la scorsa settimana tre cani randagi furono giustiziati a colpi di pistola da uno sconosciuto, un altro allarmante caso si è verificato nel centro storico di Castellammare. Un meticcio e uno da caccia sono stati accoltellati da una banda di teppisti: il primo è morto sul colpo, il secondo invece, di nome Bracco, è stato trovato vivo ma con profonde ferite
sul dorso, procurate da una lama sottile e molto affilata. La denuncia è stata fatta dai volontari dell'Adda, i quali spiegano che Bracco è un cane buonissimo, a cui molte persone, specialmente bambini e anziani, sono affezionate nell'area di via Denza. Insomma il classico cane di quartiere, adottato e coccolato da decine di persone. Qualcun invece ha tentato di ucciderlo, ma fortunatamente non ci è riuscito. Trasportato alla clinica veterinaria di Pompei, infatti, Bracco ha subito un delicato intervento ed è stato poi affidato all'associazione Adda, che dovrà adesso provvedere alle terapie prescritte. «Orami siamo all'assurdo - commenta Rosaria Boccaccini, presidente della sezione stabiese dell'Adda - non riesco a rendermi conto di come si possa usare una tale violenza nei confronti di bestie povere e indifese. Abbiamo presentato una denuncia contro ignoti ai carabinieri e speriamo che i responsabili di questa barbarie possano essere individuati presto». Ma quello dell'altra notte non è, purtroppo, un caso isolato. Anche in altre zone di Castellammare e in altri comuni del comprensorio, infatti, nelle ultime settimane, si sono verificati analoghi episodi: decine di cani e gatti sono scomparsi nel nulla mentre altri sono stati trovati morti ai margini delle strade. Forse per un semplice divertimento o forse perché alcuni di essi abbaiavano troppo durante la notte. «Di notte gruppi di teppisti - continua la responsabile dell'Adda - a bordo di moto infieriscono con mazze e bastoni sui randagi. Qualche settimana fa nel rione Cicerone, un gruppo di ragazzi si è invece divertito a bruciare vivo un gatto randagio.
La gente però è stanca di assistere a tanta violenza e chiede, tramite l'associazione, che si ponga un freno alla gravissima situazione del randagismo. A Castellammare c'è bisogno di un canile comunale». Il maltrattamento degli ANIMALI nell'hinterland stabiese sta dunque diventando un fatto quotidiano. «Non è la prima volta - continua la Boccaccini - che
interveniamo in aiuto di ANIMALI bastonati, legati con filo di ferro, feriti. Ultimamente abbiamo persino trovato un cane con la testa tagliata da una falce». Su questi casi indagano i carabinieri del Nucleo Operativo agli ordini del capitano Gerardo Petitto e del tenente Enrico Calandro. E l'Adda chiede alla geste di Castellammare di denunciare questi casi e rivolgendosi
alle forze dell'ordine o direttamente all'associazione.
 
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