Gentili signori
noi vorremmo trasmettere alle istituzioni di tutta Italia la grande sofferenza che devono sostenere le persone che amano gli animali.
Cogliendo lo spunto dalla storia triste riportata da alcuni quotidiani (storia di affetto, compagnia, solitudine e morte ma sempre storia di un rapporto d'amore tra umani e animali) vorremmo comunicare alle istituzioni tutte, ai politici, agli amministratori, quanta parte della società italiana trae gioia e dolore, disperazione e serenità dal rapporto con gli animali. Anche quando non sono nostri, anche quando sono selvatici o vivono in un altro paese, leggendo cronache di crudeltà e amore noi siamo partecipi di quei dolori e di quelle gioie.
Perchè non veniamo ascoltati quando chiediamo attenzione?
Perchè cuori e coscienze di chi potrebbe e dovrebbe adempiere un dovere restano sigillati?
Cominciando dalla Chiesa che non ha ancora pronunciato una  parola sulla mattanza degli agnelli a Pasqua, continuando con i comuni che dimenticano di applicare e far applicare le leggi sulla tutela degli animali d'affezione, continuando con le province e i gruppi di interesse (cacciatori, circhi, zoo, allevamenti.....).......ecc.
Chiediamo ai mass media di ricordarsi di questa parte nascosta della società, questa parte a cui si nega la parola ma che esiste e combatte ogni giorno  per la causa degli ultimi.
Grazie.
 
...............GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

firme dei sostenitori del messaggio: 

 
p.s. articoli di cronaca in allegato:    

 

LIBERO – 29 MARZO 2005

 

Muore cagnolina, donna tenta il suicidio

 

La Spezia - Vivere senza la sua cagnetta morta improvvisamente il giorno di Pasqua non aveva più senso: e così una 45enne di La Spezia la scorsa notte ha cercato di togliersi la vita buttandosi dalla finestra. A salvarla gli agenti di una volante spezzina, allertati dai vicini di casa della 45enne, preoccupati e allarmati dalle urla provenienti dall’appartamento: - Voglio raggiungere il mio cucciolo, senza di lui non posso vivere.- avrebbe più volte ripetuto la donna, sporgendosi dalla finestra. All’arrivo della polizia, la donna ha cominciato a raccontare la vicenda, mostrando il corpicino senza vita della sua cagnetta ancora riverso sul pavimento della stanza e alla fine si è lasciata convincere a desistere dall’insano proposito.

 

 


 
IL SECOLO XIX WEB
29/03/2005

Muore una cagnetta, la padrona per il dolore tenta di uccidersi
Spezzina salvata dalla madre e dalla polizia



La Spezia - Una storia di affetto ma anche di solitudine. Una storia che racconta un legame incredibilmente stretto, fatto di serenità ma anche di dolore.
Per anni, quella cagnetta era stata una presenza affettuosa, sempre vicina e docile: come un essere umano, pur senza la parola, ma capace di comunicare un sentimento di amicizia profondissima.
Tanto che la mattina di Pasqua, quando ha chiuso gli occhi per sempre, il dolore della sua padrona è stato così forte da spingerla a meditare il suicidio, nell'incapacità di affrontare una perdita così grave, un vuoto che si annunciava addirittura incolmabile.
E solo il pronto intervento dell'equipaggio di una "volante" della polizia di Stato, e le parole accorate dell'anziana madre, hanno avuto l'effetto di ricondurre la donna alla ragione.
Protagoniste del grande legame di affetto, una donna spezzina di 45 anni, che vive con la mamma in una palazzina in pieno centro, e la sua cagnetta: una bestiola piccola, raccontano alla questura spezzina, uno di quei cagnolini da appartamento, che sanno dare tanto affetto con la propria presenza, anche se spesso richiedono tante cure e attenzioni quante ne esige un bambino.
La cagnetta ha cessato di vivere la mattina di Pasqua, e per la sua padrona il dolore è stato fortissimo.
Per ore, la donna - che viene descritta come persona molto sensibile - ha ripensato ai momenti di serenità insieme: poi, verso sera, ha dato sfogo alla sofferenza, e ad alta voce ha ammesso che sì, avrebbe desiderato poter seguire la bestiola fino alla fine, lanciandosi nel vuoto.
Sono stati i vicini di casa, preoccupati dal tenore delle sue parole, a chiamare il 113. Ed una volante, poco dopo, ha bussato all'appartamento: l'anziana madre era molto preoccupata, la giovane accanto alla finestra. E in casa, c'era ancora la cagnetta, senza vita.
La donna ha raccontato del suo legame di affetto con la cagnolina: il dolore, profondo, si è finalmente sciolto in lacrime.
Ed il proposito di un gesto estremo è stato accantonato.
Forse, un nuovo cucciolo prenderà ora il posto della sfortunata cagnetta, tanto amata: di certo, la storia è la conferma dei saldi vincoli di affetto che possono crescere con i migliori amici dell'uomo, capaci di ascoltare, farsi capire, e riempire la vita di chi vuole loro bene.
Ben più numerose sono le ordinarie storie di abbandoni e crudeltà nei confronti degli animali: purtroppo in aumento, segnala la responsabile provinciale della tutela animali spezzina, Antonietta Zarrelli.

S. C.
 

L'UNIONE SARDA
29/03/2005

Salvata dal 113 La sua cagnetta muore, donna tenta il suicidio

La Spezia - La sua cagnetta è morta improvvisamente la mattina di Pasqua e il dolore è stato così profondo da indurre la sua padrona, una donna spezzina di 45 anni, a tentare il suicidio lanciandosi dalla finestra. Solo l'intervento degli agenti di una volante ha evitato che il tragico proposito si compisse. È avvenuto alla Spezia, in pieno centro cittadino, ieri sera. La protagonista è una donna di 45 anni, che vive con l'anziana madre, quasi ottantenne, e viene descritta come persona molto sensibile. La cagnetta, un piccolo esemplare da appartamento, era il suo affetto profondo: un punto di riferimento, un impegno quotidiano, qualcuno da accudire e coccolare, ogni giorno, come un essere umano. La mattina di Pasqua la donna si è accorta che la cagnetta non respirava più. Nella notte si era evidentemente sentita male ed era morta. Per ore la padrona ha pianto e si è disperata. E verso sera ha manifestato i suoi propositi di suicidio, avvicinandosi alla finestra e gridando ad alta voce l'intenzione di «raggiungere il suo cucciolo». Sono stati i vicini di casa, preoccupati, a chiamare il 113. La volante è arrivata in fretta. Gli agenti sono entrati nell'appartamento ed hanno cominciato a parlare con lei, cercando di calmarla. La donna si è lasciata abbracciare, ha finalmente ascoltato la madre.

 
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