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Egregi signori
leggiamo l' articolo allegato e
restiamo esterrefatti.
Quindi per il sindaco di
Castelgomberto le leggi del Parlamento italiano non sono valide?
Può ammazzare i cani randagi anche
se sono protetti fin dal 1991?
Può, ammazzandoli, evadere il suo
preciso compito istituzionale che è quello di proteggerli
ospitandoli in un canile e promuovendone l'adozione?
Evidentemente l'Italia è divisa in
due. Non tra Nord e Sud ma tra chi si fa carico di rispettare la
civiltà del diritto e chi resta legato alla legge della
giungla.
Vogliamo ricordare al sindaco che se
i cani randagi sono pericolosi è perchè devono sopravvivere
nella giungla umana che non li tollera. Se i cittadini avessero
rispettato la legge che vieta l'abbandono i cani non avrebbero
sentito i morsi della fame e della paura e sarebbero stati come
tutti i cani: i migliori amici dell'uomo.
Se la società vede i cani come
nemici è naturale allora che l'ostilità verso tutto e tutti
accresca il suo potere negativo.
Invitiamo il sindaco a rispettare le
leggi e a non mascherare di pericolosità animali bersagliati e
spaventati. Si ricordi che anche i cani usati per i
combattimenti, ammaestrati all'aggressività, sono stati
recuperati quando si è voluto recuperarli.
La civiltà ha solo un volto e non si
nasconde dietro la prepotenza.
p.s.
articolo
di
cronaca
in
allegato:
IL GIORNALE DI VICENZA
Martedì 29 Marzo 2005
Castelgomberto. Segnalate aggressioni Aperta la "caccia" ai cani randagi Castelgomberto (Vicenza) (m. sc.) Il sindaco ordina la cattura dei cani randagi. E se non è possibile agguantarli con altri mezzi, è consentita la soppressione. È quanto afferma un'ordinanza emanata da Battista Occhietti, primo cittadino di Castelgomberto, per risolvere il problema dei disagi creati da alcuni cani di provenienza ignota in località Castellare. L'allarme è scattato negli ultimi giorni, quando ripetute segnalazioni, alcune da parte di persone che dicono di essere state aggredite dagli animali e di aver fatto ricorso alle cure mediche, sono giunte sul tavolo del sindaco. Pronta la risposta del primo cittadino che, ravvisata la "situazione di pericolo", non ha esitato a provvedere, ordinando «la cattura dei cani randagi che si aggirano in località Castellare e dintorni». Nell''ordinanza si legge che è consentito ricorrere «alla soppressione solo nel caso in cui non sia possibile la cattura con altro mezzo»". «Abbiamo avuto delle segnalazioni di residenti in quella zona disturbati ed anche aggrediti da cani di provenienza ignota - spiega Occhietti -. Alcune persone hanno dovuto ricorrere al medico. Non si sa di chi siano quegli animali: potrebbero essere randagi oppure di privati che li lasciano in libertà. Di fronte a chi mi ha segnalato il pericolo non potevo non intervenire». L'ordinanza richiama una relazione dell'Ulss 5 del 2002 secondo la quale la stessa azienda sanitaria offre personale idoneo disponibile alla cattura. Quanto all'ipotesi di soppressione dei cani, Occhietti afferma che «quella contenuta nell'ordinanza è una formula standard, recepita da altre analoghe ordinanze del passato». Il primo cittadino mette le mani avanti: «Non vorrei - afferma - venire accusato di essere il sindaco cattivo che ce l'ha con gli animali». Pochi giorni fa, infatti, Occhietti si era attirato le forti critiche degli animalisti dell'Enpa, per aver consentito con ordinanza l'abbattimento dei piccioni. |