|
Gentile consigliere e signori
dell'amministrazione,
abbiamo letto le dichiarazioni
contenute nell'articolo allegato.
Tutto quanto la Regione metterà in
atto per la regolamentazione scientifica della caccia non sarà
sufficiente nè da un punto di vista scientifico nè, tanto meno,
da un punto di vista etico.
Il punto di vista etico è presto
enunciato:
Il punto di vista scientifico è
molto manipolabile:
Come si può osservare i motivi reali
e incontestabili per considerare la caccia un'attività immorale,
antiscientifica e anacronistica, ci sono tutti.
Naturalmente, per chi è capace di un
pensiero rigoroso e non difende interessi, posizioni o
ideologie.
p.s.
articolo
di
cronaca
in
allegato:
GIORNALE DI BRESCIA
Sabato 2 aprile 2005
Peroni: «Su
caccia e fauna un approccio scientifico» «Agire con raziocinio per tutelare veramente e riscrivere la legge 26/93, due priorità per la caccia», lo sostiene Margherita Peroni. Il crescente interesse della società civile per la tutela e la conservazione della fauna selvatica è, negli ultimi anni, diventato sempre più pressante nella nostra Regione e in particolare nella provincia di Brescia. «Spesso, però, le richieste di controllo e di limitazione delle possibilità di caccia - dice a questo proposito Margherita Peroni, consigliere regionale e presidente della V commissione Territorio, Urbanistica, Ediliza residenziale - sono motivate da ragioni più emotive che razionali. Contrapporsi a un’attività che affonda le proprie radici nelle tradizioni più antiche delle nostre genti non è infatti certamente la strada più efficace». «Già da tempo - prosegue la Peroni - i nostri cacciatori hanno accettato il principio della caccia biocompatibile, mentre sull’altro fronte si disapprova pregiudizialmente ogni forma di caccia. È chiaro che in questa situazione è particolarmente complesso affrontare una pianificazione soddisfacente per tutti. La Regione Lombardia, in questa legislatura, ha perciò scelto l’unico approccio possibile, quello che utilizza criteri scientifici come per esempio i censimenti e i monitoraggi. Ed è su queste basi che in Regione abbiamo predisposto il testo di riforma della legge 26/93, coi relativi regolamenti, abbiamo steso il testo del Piano faunistico venatorio regionale, approvato il nuovo statuto tipo per il funzionamento degli Ambiti territoriali di caccia e dei Comprensori alpini, il calendario venatorio regionale pluriennale e il prelievo in deroga». «Nella prossima legislatura - continua - sarà poi di fondamentale importanza la revisione, ma meglio sarebbe dire una riscrittura globale, della legge regionale sulla caccia 26/93, alla luce delle modifiche costituzionali introdotte dalla legge n. 3 del 18 ottobre 2001. Infine, resta da portare a termine la realizzazione di un Archivio faunistico venatorio georeferenziato, che metta in rete tutte le province, permettendo interventi modulari, aggiornabili e modificabili nel tempo».
|