Egregi signori
leggiamo con orrore l'intenzione della Provincia di Parma di procedere all'eradicazione delle nutrie.
Eradicazione, parola dalle tristi significazioni, adiacenza di sterminio, genocidio.
Nell'affermare l'eradicazione di una specie vivente (le nutrie), si pratica la stessa filosofia del  genocidio (etnia): cambiano gli oggetti dello sterminio ma non il senso intrinseco all'azione che resta uguale a se stesso.
I connotati di crudeltà, sopraffazione e indegnità non cambiano.
Chiediamo alla Provincia, a tutti i Comuni del parmense, alla Regione Emilia Romagna che ha dato vari esempi di civiltà e rispetto verso gli animali, che considerino il principio del biocentrismo un principio altamente morale e raggiungibile e quindi intervengano diversamente, in maniera incruenta per ripristinare quell'equilibrio che si crede, sia stato infranto.
Se così fosse, occorrerebbe chiedersi: da chi?
Certamente dalla società umana che ha importato le nutrie dal sud America per allevarle come pellicce.
Gli animali sono doppiamente vittime del sacrificio: perseguitati e uccisi, oggetto di campagna di sterminio perchè hanno avuto il torto di riacquistare la libertà dopo essere stati rinchiusi in gabbie strettissime, con il fondo di rete metallica che produce loro lacerazioni, esposti al freddo per migliorare il pelo e, dopo una breve vita di continue sofferenze e pazzia, uccisi con la rottura delle vertebre o con il gas o con una scarica elettrica per mezzo di elettrodi conficcati in bocca e nell'ano.
Non ricorda qualcosa, tutto ciò?
La pelliccia è valore antropocentrico, la loro vita inesistente.
Esseri umani, società civile che, dopo aver ignorato l'ignobile sfruttamento, si propone un'ulteriore persecuzione della specie non è diversa dagli schiavisti, dai razzisti, dai nazisti o da altri duri, ignobili, disumani inventori di ideologie di morte.
Per costoro, liberi o prigionieri, gli animali non devono esistere.
Ma, anche quell'anima di pace e di bontà dell'uomo specista va in chiesa e prega.
Siamo disgustati ma crediamo che fra  molti, ci siano anche coloro a cui ripugna tale violenza e tale ingiustizia e se le parole hanno ancora il significato per cui sono state coniate, a queste persone ci rivolgiamo affinchè propongano azioni incruente e preservino la coscienza di quell'uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio.
 
...............GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

firme dei sostenitori del messaggio: 

 
p.s. articolo di cronaca in allegato:    
 

GAZZETTA DI PARMA 
6 APRILE 2005

 

Si apre la « caccia » alle nutrie

Parma - Prosegue anche nel 2005 il programma della Provincia di Parma di « eradicazione » delle nutrie: l'intero territorio dovrà nei prossimi anni puntare all'eliminazione di questa specie, cosí come prevede una legge regionale. Nel 2004 sono stati catturati oltre 3100 capi ed in questi primi mesi del 2005 si contano già pi ù di 1100 abbattimenti. Una cifra considerevole che, tuttavia, non è sufficiente per scongiurare i problemi che questi animali potrebbero causare. La popolazione delle nutrie è ancora troppo elevata, realtà che rende necessario un nuovo intervento. Un'operazione da realizzarsi con squadre di persone abilitate e che abbiano licenza di caccia. « Ritengo - ha spiegato Ugo Danni, assessore alle Risorse naturali - che con questo intervento suggerito dalle amministrazioni comunali si stia tentando una strada alternativa significativa e complessa al medesimo tempo nelle aree affette. Con il sistema di cattura attraverso le gabbie i risultati sono stati modesti. Si spera, quindi, di ottenere risultati pi ù evidenti in questa ulteriore proposta, confidando in una pi ù disponibile ed efficace collaborazione dei volontari » . L'idea, infatti, è che l'abbattimento delle nutrie possa avvenire anche grazie all'uso del fucile. A questo riguardo, saranno i sindaci ad emettere specifiche ordinanze. I soggetti che potranno collaborare alla manovra saranno individuati all'interno degli A. T. C.. Saranno osservate regole speciali durante le operazioni nelle aree di interesse e saranno garantite pratiche rigorose per la raccolta e lo smaltimento delle carcasse.

 

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