Egregi signori
Salvatore Casula sterminatore di topi e ratti: non è certo un'occupazione di cui andarne fieri. E' un po' come il boia o il macellaio. Quando si uccidono delle persone c'è sempre il rischio di ammazzare un innocente. Quando invece si tratta di animali, questo rischio non sussiste: c'è la certezza!
Topi e ratti sono animali furbi, veloci ed estremamente intelligenti. Hanno troppi predatori naturali per potersi permettere di essere tonti. Non da ultimo l'uomo, con cui sono in concorrenza fin dalla notte dei tempi. Oggigiorno vivono per lo piú a ridosso dei nostri pollai o nel sottosuolo delle nostre città, accontentandosi di mangiare i nostri avanzi. Ma è evidente che se apriamo loro le porte delle nostre dispense, accettano piú che volentieri l'invito.
E' stato recentemente messo a punto un sistema di derattizzazione su larga scala incruento, che si basa sul monitoraggio, la bonifica degli stabili e delle infrastrutture, la rimozione dei rifiuti, ecc. Questo metodo che non incrudelisce sugli animali (ma ne impedisce semplicemente la presenza e la prolificazione in luoghi dove non sono bene accetti) ed evita lo spargimento di veleni nell'ambiente, è giá stato sperimentato con successo a Genova, nella zona del porto.
Per i piccoli casi isolati invece, esistono le trappole a gabbietta con cui si possono catturare i topi e portarli lontano dalle abitazioni, oppure gli apparecchi che emettono ultrasuoni, che allontanano i roditori indesiderati dai campi coltivati.
Ma purtroppo dobbiamo constatare che, in pieno ventunesimo secolo, esiste ancora qualche brutale energumeno che si vanta di fare a pezzi un povero ratto con la picozza e giornalisti che ne declamano le gesta.
 
...............GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

firme dei sostenitori del messaggio: 

p.s. articolo di cronaca in allegato

L'UNIONE SARDA 
10 APRILE 2005
 
Oristano e Provincia
 
«Professione: cacciatore di topi»
 
Mica uno li frega così, i topi sembrano tonti ma non lo sono per niente. Sbucano come saette (schifose), si infilano dove possono e «ha voglia la donna di surrarli a colpi di scopa». Riesce una volta su cento, per le altre 99 ci pensa Salvatore Casula, cacciatore di topi e ogni altro animale "strisciante e volante". Un killer spietato, non dà scampo anche perché da derattizzazioni e affini ci campa da 10 anni se non con straordinaria felicità sicuramente con «grande piacere». Oltre al ventisette che gli procura una società del settore di Cagliari, la "Caboni disinfestazioni" Tore quando necessità impone opera anche in proprio. Cacciatore privato, uno chiama e lui arriva e per topi, blatte, scarafaggi, mosche e zanzare è la fine. Professionista serio, a "Su brugu" e a Santa Giusta dove ha casa, facilmente l'hanno battezzato "Tore su topi". Per i ragazzini che sanno di topi per le risate che si sono fatti scorrendo i cartoni animati è invece "Walt Disney". Tore Casula ci ride su, si diverte come il gatto che ha acchiappato (casca come il formaggio) il topo. Piccoletto (quando si dice il caso), occhi vivaci (da furetto), risate robuste e faccia che ruota a 180 prima di chiudere rasoterra immaginando (forse) il roditore in violazione agli obblighi della tana perenne. E comunque con un lavoro così è proprio un tipo piacevolmente straordinario. «Il topo non è una cosa da prendere così alla leggera». Schifosi? «Abbastanza ma anche pericolosi». Non vorrà farci credere che il pericolo è il suo mestiere, in fondo basta piazzare l'esca giusta e il gioco è fatto. «Un'idea sbagliata. Intanto le racconto una storia che mi è capitata durante la bonifica di un magazzino. Da un pozzetto che avevo appena aperto salta fuori un topo enorme. Un coniglio, altro che topo. Non mi spavento mai ma quella volta ho avuto fifa a vederlo, si immagini quando ha tentato di azzannarmi al collo». Scusi? «Sì, ha fatto un salto. Dovete sapere che i topi mordono alle gambe o al collo. Il mio aveva sparato alto ma non ce l'ha fatta, l'ho fatto secco con la piccozza». Con la piccozza? «Sì, mica vado a fare operazioni del genere a mani in tasca. Mi attrezzo di guanti, tuta, stivali e quando è il caso di piccozza. Fatto sta che gliel'ho mollata dritta e non ha avuto scampo. Faceva "ririririri", minziga come urlava». I topi urlano? «Di brutto. I topi bisogna conoscerli per distruggerli anche se distruggerli sarà impossibile. Sono prolifici, un'accoppiata ogni 40 giorni, 15 topolini a testa di cui 10 femmine e 5 maschi». Sicuro? «Certo, scientificamente provato. Mi aggiorno, seguo, vado ai convegni. Per esempio una blatta in un anno produce 900 uova. Una prima schiusa a aprile e la seconda a settembre». Le zecche, altro flagello. «Micidiali, vengono trasportate dal vento. Quando la "cicciona" scoppia ne fa anche 3 mila. La schiusa delle pulci? «Ogni due, tre giorni». E le mosche? «Quelle non si contano. Ce ne sono di 10 tipi, l'ultima quella di settembre è la più fastidiosa perché pizzica. Comunque tutto si può combattere, non esiste animale strisciante o volante che possa sfuggire anche se eliminarli è impossibile». Tornando ai topi, quanti tipi conosce? «Nomi scientifici?» Normali. «Topolino da campagna e topo da fogna, noto come "madrona"». Magari esiste anche un censimento sulle nascite e decessi del popolo dei roditori oristanese. «Impossibile ma sono tanti, migliaia e migliaia. Forse sono di più a Cagliari ma anche Oristano non scherza, quando scavano per rifare le fogne o come è successo in piazza Roma durante i lavori ne sbucano a centinaia, molti grossi come conigli. Tentano addirittura di entrare nei negozi rosicchiando le serrature. Possono essere dovunque. Bisogna stare attenti perché il topo è furbo, appare come in un videogioco, zig zag. Aggredisce, dove c'è da mordere morde». Un esempio. «Anni fa nella camera mortuaria del San Martino un cadavere l'indomani mattina venne trovato rosicchiato. Ci chiamarono per la bonifica, poi intervenne la Provincia. Nelle macchine poi ci vanno a nozze, si infilano nel motore e mangiano i fili. Ma ho visto anche altro». Tipo? «Rosicchiano i tappi in alluminio delle bottiglie d'olio, ci infilano la coda che poi si leccano. Per non parlare dei vasetti di cioccolato, l'alimento prediletto dei topi. Ci vanno pazzi e così vengono fregati». Cioè? «Semplice, metto il cioccolato nelle gabbie. Il topo si precipita e ci resta dentro: fine». Le tecniche? «Fondamentalmente l'esca, l'abilità sta nel preparare quella giusta per quell'intervento». Una volta attirati dal cioccolato e l'altra dal formaggio. «Formaggio non più, certo è un elemento che attira. Il topo sente molto gli odori». Visto che se ne intende: quest'anno a zanzare come siamo messi? «Strapieni, con questo caldo umido ne avremo tante e affamate. Attenzione anche alle zecche, sono subdole e qualcuno che non se n'è accorto in tempo è anche morto». Signor Tore, il lavoro non manca. «C'è da fare tutti i giorni, interveniamo nei locali pubblici, nelle aziende agricole che sono sempre piene di topi e anche nelle case private che hanno il giardino. In una scuderia ho visto il gatto davanti e la "madrona" dietro, la rincorreva di brutto. Se la becca sono cavoli». Scene da film. «Ma ho visto anche il gatto giocare col topo e non una volta». Una scena terribile, proprio vero non c'è più religione. Salvatore Casula o "Tore su topi" o "Walt Disney" li considera scherzi della natura, la regola è il topo schiantato con la piccozza.
Antonio Masala
 

Risposta di una lettrice dell'Unione sarda

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