Gentili signori
Non è sufficiente lanciare allarmi per risolvere in Sardegna la situazione del randagismo.
Occorre battere con forza la porta delle istituzioni sorde e addormentate. Occorre pretendere che lo stato di diritto venga rispettato perchè la Sardegna fa parte dell'Italia ed è soggetta alle leggi che il parlamento italiano ha promulgato.
Le associazioni di volontariato raccolgono cani abbandonati a decine, a centinaia, gestiscono canili sempre con l'acqua alla gola per non sapere come tirare avanti; il loro lavoro è meritorio ma non è sufficiente, anzi è soltanto un modo indiretto per tamponare,  rattoppare, e lasciare che tutto scorra ma non per rinnovare, per cambiare.
La legge ha già indicato la strada. I comuni devono costruire rifugi e restaurare quelli esistenti. Devono dotarsi di canili e combattere il randagismo non riempiendoli o lasciando che si riempiano, ma promuovendo una campagna di adozioni, sterilizzazioni, controlli contro l'abbandono, verifiche del tatuaggio, informazione.
I canili non devono essere considerati la prigione a vita del cane. Questi animali hanno diritto a una famiglia perchè ciò richiede la loro etologia. "Un padrone" a cui fare riferimento, con cui scambiare sentimenti. Altrimenti non saremo mai placati con la nostra coscienza e non avremo mai il diritto di chiamarci cittadini ma sudditi: coloro che abbassano la testa, gridano i loro lamenti e aspettano..............Intanto i cani soffrono e muoiono senza speranza. Aiutare gli animali e richiamare le istituzioni.
Volere è potere, la volontà può muovere le montagne ma la volontà deve guardare in alto perchè se guarda in basso non vede più l'orizzonte.
Chiediamo ai sardi di coscienza e di buona volontà di tirar fuori le unghie e i denti e pretendere dalle proprie istituzioni  ciò che la legge impone, a non sentirsi sudditi abbandonati ma cittadini attivi.
Preghiamo i mass media di aiutarli nella difficile impresa di svegliare dai sonni gli amministratori pubblici e non dimenticare, al momento opportuno, chi di loro  privilegiare.
Grazie.
 
...............GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

firme dei sostenitori del messaggio:  

p.s. articolo di cronaca in allegato
 
L'UNIONE SARDA 
12 APRILE 2005
 
Li hanno lasciati la scorsa notte davanti al canile Il Rifugio
 
Venti cuccioli abbandonati
 
Iglesias (CA): Picchiata, ridotta alla fame e poi abbandonata. È la triste storia di un cucciolo meticcio ritrovato due giorni fa a Portoscuso. Ma non basta. A Iglesias, ieri notte, sono stati abbandonati venti cuccioli. È allarme per gli amici a quattro zampe. «La situazione ? commentano i responsabili dell'associazione Il Rifugio è sempre più drammatica. Quei venti cuccioletti li abbiano ritrovati di fronte al nostro canile ormai stracolmo di cani e gatti. Attualmente abbiamo in custodia settantacinque cani che purtroppo per le carenze della struttura dove li ospitiamo non vivono in un ambiente che può definirsi sano». La situazione si è ulteriormente complicata con le piogge di questi mesi. In città la necessità di un canile è sempre più pressante, ma altrettanto importante è cominciare a praticare la sterilizzazione per riuscire almeno in parte ad arginare il problema degli abbandoni. «Non abbandonate i vostri cuccioli né di fronte al canile né altrove, ma chiamateci e insieme troveremo una soluzione che vada bene a tutti.». Al dramma abbandono si aggiunge quello del maltrattamento come dimostra, purtroppo, il caso della cagnetta ritrovata a Portoscuso e salvata da Monica, una giovane volontaria. (m.t.)
 
 
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