Egregi signori
 
Leggiamo: terribili roditori, strani animali, bimbetto impressionato, infestazione,  feroci dubbi, avvistamenti problematici.......!
Si parla del mostro di Lochness o di miti roditori (castorini o nutrie)  sfuggiti agli allevamenti criminali dove, per loro disgrazia erano  finiti per servire da pelliccia a qualche matrona?
La grande ignoranza dei visitatori delle sponde del Metauro è confermata. La natura libera, viva, che ci circonda, di cui è sostanza il nostro pianeta, a loro è totalmente estranea.
Tutto deve essere artificiale, fabbricato dall'uomo, Dio non ha spazio in questo universo umano.
La sua creazione, per cattolici, non cattolici, laici, atei è assolutamente da osteggiare. Anzichè la bellezza della diversità, la curiosità della conoscenza, l'ammirazione per la vita, i cittadini del Metauro sono oppressi dal mostro di loro invenzione.
Suggeriamo a tutti l'osservazione del mondo naturale intorno a noi, della pace che ne deriva, della ricchezza interiore che può regalarci.
Auguriamo una riflessione.
 
...............GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

firme dei sostenitori del messaggio:   

 
p.s. articolo di cronaca in allegato 

 
CORRIERE ADRIATICO 
10 APRILE 2005
 
Fossombrone (PS), identificati i misteriosi roditori avvistati in questi giorni

Le nutrie infestano il Metauro

FOSSOMBRONE (PS) - Sono le nutrie, terribili roditori che di norma si trovano lungo i fiumi dell'America a infestare il Metauro. Le prove raccolte non lasciano ormai dubbi di alcun genere. Gli avvistamenti nel tratto che attraversa Fossombrone sono sempre più frequenti. In un primo momento si era parlato di "strani animali". C'erano solo dubbi e nessuna certezza. “Potrebbero essere nutrie - azzardò qualcuno - o più verosimilmente il frutto d' incroci non meglio specificati”. Senza alcuna pretesa di carattere scientifico, ma solo per invitare le autorità preposte a condurre accertamenti opportuni in una lettera si leggeva tra l'altro: “Si ritiene opportuno da più parti che la situazione venga di fatto posta sotto controllo. Un bimbetto è rimasto talmente impressionato nel vedere quegli animali, nuotatori provetti, dalla conformazione piuttosto allungata e con una grande coda, che ne ha fatto oggetto dettagliato di un tema a scuola. Così la voce si é propagata ancor di più. Quelle che per comodità chiameremo nutrie, sempre che lo siano davvero, attraversano il letto del fiume velocemente. Per nulla intimorite. Nemmeno della forte corrente come è successo in occasione della lunga e insistente piena”. Lungo gli argini del Metauro, specialmente dove non esiste alcun intervento di pulizia, gli animali si vedono transitare come se nulla fosse. “Potrebbe trattarsi anche di grossi topi - sottolineava qualche altro - comunque sia la situazione non si può dire sia tranquilla”. Adesso chi ha osservato attentamente è certo che ci si trovi di fronte a nutrie che stanno peraltro allargando la loro zona di presenza. Notevole è lo stato di disagio che si registra un pò ovunque in ordine alle presenze dei roditori che di norma si trovano, come detto, lungo i corsi dei fiumi americani. Altro particolare in più per lasciar capire che quelle lungo il Metauro rappresentano un fenomeno tutto da spiegare. Sarebbe buona cosa a questo punto si potesse contare sul parere di esperti. Al fine di entrare in possesso di dati certi e qualificati. Il fiume Metauro va controllato. Così come lo era nei tempi ormai lontani dei pescatori sportivi. I quali, a loro volta, potrebbero già essere in grado di capire cosa succede e se il fenomeno debba ritenersi tale da poter essere preso in seria considerazione. Le informazioni che continuano ad arrivare sono sempre più attendibili e c'é chi promette di fornire anche qualche immagine inequivocabile. L'allarme in corso non può essere sottovalutato. Ci si trova di fronte alla scuola di pensiero del glorioso sodalizio dei pescatori sportivi forsempronesi. Ogni volta che hanno lanciato i loro messaggi legati a questo o quel fenomeno ci si rendeva conto della competenza e compostezza di quegli uomini indimenticabili. Che al fiume volevano bene davvero.
 
ROBERTO GIUNGI

 
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